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Le regole della GESTALT

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Teorie atomistiche (processo percettivo come somma degli elementi delloggetto)


Allinizio del Novecento in Germania alcuni studiosi svilupparono la Teoria della psicologia della forma, GESTALT, che in contrasto con le precedenti teorie, ritiene che lUomo tende a rielaborare i dati sensoriali in base a fattori psicologici, cio percepisce linsieme dei singoli elementi di unimmagine organizzati e unificati secondo precise leggi. Nel 1950 nasce la psicologia COGNITIVISTA la quale studia i processi mentali degli individui , la coscienza, l'intelligenza, la memoria, le emozioni, l'attenzione, la percezione e i sentimenti. A partire dagli anni 60 si parla anche di percezione emotiva

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VEDERE E PENSARE Le due L d grandi di teorie t i della d ll percezione i , quella ll cognitivista iti i t e quella ll della d ll gestalt, assumono due schemi in un certo senso opposti per la comprensione del "vedere e, per estensione, del "pensare:

nella prima i dati sensoriali sono sottoposti a interpretazione da parte del p pensiero, , Nella seconda, la percezione avviene per lorganizzazione dei dati sensoriali secondo schemi innati.

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COGNITIVISTA : i dati sensoriali sono sottoposti a interpretazione da parte del pensiero, la percezione visiva costruzione dell'immagine e avviene per confronto tra l'informazione sensoriale fornita dall'occhio e le immagini precedentemente percepite e conservate in memoria memoria. Nella figura A la maggior parte degli osservatori riterr si tratti di un albero e come tale verr percepito. Appena si modificher il disegno con un piccolo particolare (figura B) l'ipotesi dell'albero non sar pi soddisfacente e verr sostituita con l'ipotesi l ipotesi faccia.

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GESTALT: la percezione avviene per lorganizzazione dei dati sensoriali secondo schemi innati.

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Lo p psicologo g Kanizsa ritiene che sia gli g schemi gestaltici g che quelli q cognitivisti possano essere validi e contribuire entrambi a spiegare i fenomeni percettivi a seconda di particolari situazioni sensoriali. Ci sono casi in cui il completamento della figura sembra avvenire tramite la nostra conoscenza precedente,mentre in alcuni casi sembra avvenire tramite schemi gestaltici.

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Figura impensabile di Penrose Questo oggetto dimostra come alcune cose possibili per la visione sono impossibili per il pensiero. Esistono perch li vediamo, vediamo ma non li decodifichiamo come razionalmente possibili

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Le regole della GESTALT Figura impensabile

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Rapporto figura sfondo

La prima L i e pi i importante i t t legge l gestaltica t lti quella ll che h ci i fa f organizzare i il campo visivo in unit separate e autonome, in figure distinte da tutto il resto, percepito come puro e semplice sfondo. Perch una certa immagine sia vista come figura, come oggetto a s, dovr possedere tutto o in parte, certi requisiti, senza i quali la sua forma tender a confondersi con quella degli elementi vicini. Essa dovr essere: unitaria, chiaramente circoscritta, delimitata da confini preferibilmente convessi spiccante per colore o chiarezza dallo sfondo.

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Rapporto figura sfondo

G. Valieri Manifesto Pubblicit.

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Rapporto figura sfondo - 1

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Rapporto figura sfondo - 2

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Rapporto figura sfondo - 3

G: ILLIPRANDI - simbolo congresso internazionale a Venezia

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Rapporto figura sfondo - 4

Caos percettivo
Due esempi di difficile lettura tra figura e sfondo

La presenza di molti elementi frammentati e diversamente ingranditi rende difficile la lettura

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Rapporto figura sfondo - 5

Caos percettivo

Manifesti di Lech Majewski

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I principi percettivi del Rapporto figura sfondo

Esistono precise condizioni in base alle quali possibile stabilire a priori cosa sar letto l come figura f e cosa come sfondo: f d 1. 2 2. 3. 4. 5 5. 6. 7. Larea piccola L Larea chiusa hi Il contorno La larghezza costante La simmetria La direzione La zona bassa

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1-L Larea area piccola

I principi percettivi del Rapporto figura sfondo

Percepiamo come figura larea pi piccola: La riga nera percepita come forma

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I principi percettivi del Rapporto figura sfondo

2 - Larea chiusa

Percepiamo come figura larea chiusa: Il cerchio come oggetto su fondo bianco e non un rettangolo bianco con un buco

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I principi percettivi del Rapporto figura sfondo

3 - Il contorno convesso
Percepiamo come figura quella con il contorno convesso: Anche invertendo i colori la percezione non cambia

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I principi percettivi del Rapporto figura sfondo

4 - La larghezza costante

Le aree con larghezza costante tendono a essere interpretate come figure

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I principi percettivi del Rapporto figura sfondo

5 - La simmetria

Le aree simmetriche ci appaiono come figura

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Le regole della GESTALT 6 - La direzione

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I principi percettivi del Rapporto figura sfondo

Croce nera

croce bianca

L aree orientate Le i t t sugli li assi i orizzontali i t li e verticali ti li vengono lette l tt come figure fi

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I principi percettivi del Rapporto figura sfondo

7 - La zona bassa

L area che sta nella parte inferiore del Larea campo viene interpretata come figura

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rapporto figura sfondo

Condizioni di ambiguit nel

Immagini ambivalenti II mimetismo animale rappresenta un caso in cui le forme che osserviamo interferiscono con la nostra istintiva tendenza a identificare, all'interno del campo visivo, visivo figure unitarie unitarie. ben distinte e chiaramente separate dallo sfondo. Anche gli artisti si sono ingegnati a mettere in crisi questa nostra tendenza, creando immagini che ci costringono a interrogarci d continuo su cosa debba essere visto come rappresentazione di un oggetto e cosa, invece, come spazio vuoto.

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CONTROSCAMBIO

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Condizioni di ambiguit nel rapporto figura sfondo

Motivo islamico

Rubin

Escher - 1960

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CONTROSCAMBIO

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rapporto figura sfondo

Condizioni di ambiguit nel

Picasso - 1921

G. Gastel 1984 Cop Vogue

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rapporto figura sfondo

Condizioni di ambiguit nel

In condizioni di ambiguit dellimmagine entrano in gioco e in aiuto altri fattori: La nitidezza della forma (messa a fuoco del soggetto principale) Il contrasto t t cromatico ti (le (l tinte ti t calde ld emergono rispetto i tt a quelle ll fredde) f dd ) La grandezza relativa delle figure (visione prospettica) La texture

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Illusioni ottiche e ambiguit - 1

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Illusioni ottiche e ambiguit - 2

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Illusioni ottiche e ambiguit - 3

L uomo tende a privilegiare Luomo percettivamentele le cose gradevoli

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Illusioni ottiche e ambiguit - 4

Escher

E. Rubin

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Illusioni ottiche e ambiguit - 5

S. Dal

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Illusioni ottiche e ambiguit - 6

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Illusioni ottiche e ambiguit - 7

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rapporto figura sfondo

Condizioni di ambiguit nel

Il progettista grafico, conoscendo le regole, pu decidere se seguirle oppure no no. Lambiguit non sempre va evitata evitata, basti pensare a Escher o a Edgar Rubin oppure lo Yin e Yang. Provate ora ad d applicare l tali l principi a qualche l h vostra simulazione l di d progetto

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ILLUSIONE OTTICA DI PONZO

Le due barre orizzontali pur essendo della stessa lunghezza, per effetto di divergenza provocato dalle due laterali, appaiono di misure differenti

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ILLUSIONE OTTICA

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Le regole della GESTALT LE ILLUSIONI OTTICHE

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ILLUSIONE OTTICA

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Leggi della configurazione

Sono otto le leggi dellorganizzazione della forma o del campo: 1. 2. 3. 4. 5. 6 6. 7. 8. Legge della vicinanza Legge della somiglianza Legge del destino comune Legge della continuit della direzione Legge della forma chiusa L Legge d della ll pregnanza o d della ll b buona f forma Legge dellesperienza passata Legge dellarticolazione senza resti ndi Kanisza

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1 - Legge della vicinanza

La figura viene percepita in quattro gruppi di linee parallele e non in ununica immagine

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1 - Legge della vicinanza

A sinistra non sembrano esistere gruppi

A destra 4 pulcini vengono letti come gruppo

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1 - Legge della vicinanza

P. della Francesca Flagellazione

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1 - Legge della vicinanza

ESERCIZIO Potete realizzare elaborati simili sovrapponendo pp ina griglia g g quadrettata a una foto molto contrastata, variando la dimensione degli elementi sugli incroci in base allintensit chiaroscurale della foto

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2 - legge della somiglianza

Per il principio di somiglianza si tende a raggruppare le parti o i punti con caratteristiche simili. In questo caso si tender a percepire linee verticali formate da cerchi neri alternati a bianchi

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2 - legge della somiglianza

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2 - legge della somiglianza Nel dipinto di Gentile da Fabriano, pittore tardo gotico, un esempio di come la somiglianza della forma possa concorrere a collegare i personaggi principali di un 'affollala composizione: i cerchi delle aureole determinano, infatti, una configurazione unitaria che ci permette di riconoscere come gruppo a s i tre Re Magi e i mmbri della Sacra Famiglia.

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2 - legge della somiglianza

Nel dipinto di P. Uccello la caccia 1460 la somiglianza del colore e non la forma contribuisce a creare collegamenti tra elementi rappresentati. rappresentati C uno stesso rosso che che collega i cavalieri e i battitori

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2 - legge della somiglianza

Un ulteriore U lt i criterio it i di identifcazione id tif i formale quello relativo alla somiglianza delle dimensioni: esso agisce quando riconosciamo tra gli elementi una identit di grandezza, ma anche quando, con un'osservazione pi attenta, ,p possiamo cogliere, g , tra elementi di grandezza variabile, un costante rapporto proporzionale, come nel quadro donne sulla spiaggia 1959 di Campigli, dove possiamo riconoscere un legame tra le varie figure basalo sulla similarit delle dimensioni, ma anche perch p rimpiccioliscono con una progressione regolare.

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2 - legge della somiglianza
La somiglianz g di p posizione interviene A - sia nel nel caso in cui le g sono unificate p perch figure prossime le une alle altre

Corteo di Teodora Ravenna - 526

Il sogno del cavaliere Raffaello - 1505

B - sia nel caso in cui esse assumono la stessa posizione rispetto a un elemento comune,

Battaglia di Isso Pompei III sec a.c.

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2 - legge della somiglianza L ultimo tra i principali fattori L'ultimo di unificazione formale l'orientamento degli elementi nello spazio p

Ritroviamo un caso di coordinamento di elementi in base al loro orientamento spaziale, nei celebre mosaico della Casa del Fauno, a Pompei, che rappresenta la storica battaglia di isso tra le truppe greche, capitanate dall dall'imperatore imperatore Alessandro, e quelle persiane, agii ordini del Re Dario. L 'orientamento delie lance preannuncia l'esito dello scontro: non tutte t tt l le l lance d dei i soldati ld ti di Dario D i sono infatti i f tti rivolte i lt contro t il nemico, i ma tre di esse si volgono dall 'altra parte, facendoci intendere che, nel mezzo dello scheramento persiano, c' gi chi pensa alla fuga.

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3 - legge del destino comune

Elementi simili per movimento e orientamento vengono letti come unit

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4 - legge della buona continuit di direzione

Tendiamo a considerare uniti elementi simili accomunati dalla stessa direzione

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5 - legge della chiusura

L immagine viene percepita Limmagine come un quadrato, anche se incompleto

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5 - legge della chiusura

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ILLUSIONE OTTICA LOMISSIONE DEI DATI

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5 - legge della chiusura

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D. Libeskind - Berlino Museo Ebraico Linsieme dei segni variamente ordinati d ll aperture delle t sono percepiti iti come unico i elemento figurativo perch racchiusi in una grande forma rettangolare

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6 - legge della pregnanza o della buona forma

Gli psicologi della percezione definiscono "pregnanti" quelle forme in cui prevalgono caratteristiche di ordine, ordine di semplicit, semplicit di coerenza e che svolgono perci, nei processi percettivi, un ruolo di particolare rilievo: tali sono per esempio le linee verticali e orizzontali il cerchio, orizzontali, cerchio il quadrato, quadrato il triangolo e le altre figure geometriche regolari. Essi costituiscono un termine di confronto costante in ogni percezione, perch noi tendiamo a organizzare i vari elementi che rientrano nel campo visivo secondo una forma generale che abbia abb a qua quanto to pi p possibile poss b e i loro o o stess stessi requisiti equ s t d di se semplicit, p c t, regolarit e concisione.

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6 - legge della pregnanza o della buona forma

La figura viene percepita come un parallelogramma compreso tra due linee e non come una W sulla sommit di una M

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6 - legge della pregnanza o della buona forma

Nessuno vedr mai nella bandiera europea la rappresentazione di un poligono o di una margherita, su tutte prevale la pi pregnante. cio la pi regolare, il cerchio. Se togliamo una sola stella continueremo a vedere un cerchio, seppure incompleto, ma se riduciamo le stelle a tre soltanto, comparir un triangolo. perch sar ora quella la forma pi pregnante. q ella che p quella presuppone es ppone cio l'organizzazione pi semplice degli elementi.

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6 - legge della pregnanza o della buona forma Nel dipinto i Kasidinskj. troviamo un interessante effetto espressivo derivante dalia legge della pregnanza. Gli elementi sono collocati entro un quadrilatero chiaro, a sua volta contenuto in un quadrilatero nero: la forma irregolare i del quadrilatero i interno, messa a diretto confronto con la forma pi "pregnante" dei quadralo esterno, appare come una sua derivazione, come un quadrato che sia stato sottoposto, per cos dire a una pressione che lo ha deformato e ci contribuisce a rendere pi ricco di tensioni il campo entro cui si svolge la composizione vera e propria.

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7 - legge dellesperienza

Lesperienza culturale pregressa ci consente di percepire queste linee come una F e una E. Il semplice ribaltamento della figura la rende un aggregato di segmenti incoerente

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7 - legge dellesperienza

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Le regole della GESTALT 6 - 7 Un esempio di applicazione delle


leggi della buona forma e dell dellesperienza esperienza

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Le frecce bianche le leggiamo gg prima p come frecce (buona forma) e poi come lettere V e A (esperienza)

I testi in bianco (chi, dove, quando) fanno raggruppamento (2 - somiglianza) anche se non hanno alcun allineamento

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8 - legge dellarticolazione senza resti di Kanisza

Bench per la legge della vicinanza i segmenti b+c potrebbero fare gruppo a se, questo tipo di associazione lascerebbe da soli (resti) a e d. Per questo interpretiamo la figura come due gruppi di oggetti a+b e c+d solo cos non rimangono elementi isolati

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Paesaggi creati con forme geometriche

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ESERCIZI

Prova a ideare e realizzare illustrazioni simiili con un software di grafica vettoriale

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Costanza percettiva e Indizi di profondit

Se fossimo privi della capacit di elaborare e interpretare gli stimoli ottici che ci provengono dagli oggetti, questi sembrerebbero strani esseri in continua trasformazione. trasformazione Un semplice piatto, per esempio, rivelerebbe la sua forma rotonda solo se visto perfettamente dall'alto, mentre in tutti gli altri casi, cambiando il punto di vista, apparirebbe come un'ellisse un ellisse di proporzioni sempre diverse diverse. Per fortuna interviene un'ulteriore legge gestaltica, che ci permette di riconoscere la rotondila del piatto quale che sia il punto di vista da cui lo osserviamo. E questa la legge l d ll costanza percettiva della i , cos detta proprio perch, grazie a essa, riconosciamo come costanti, nel flusso continuamente mutevole delle de e se sensazioni sa o visive, s e, le e caratteristiche ca atte st c e fondamentali o da e ta degli deg oggetti. oggett

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Costanza percettiva e Indizi di profondit

Disegni qui a sinistra, anzich vedere d cinque i differenti diff ti quadrilateri, riconosciamo un quadrato di forma costante che si inclina progressivamente, passando da una p posizione frontale a una trasversale.

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Costanza percettiva e Indizi di profondit

Il secondo disegno presenta una serie i di quadrati d ti sempre pi piccoli, ma, per la tendenza a vedere come costanti le dimensioni degli oggetti, ci facile interpretarlo come una "fuga" g di q quadrati uguali, g , dislocati diversamente nello spazio.

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Costanza percettiva e Indizi di profondit

Similmente, per effetto della costanza del colore colore, addebitiamo a un'accresciuta illuminazione la variazione cromatica che si osserva nel disegno a fianco, come se fossimo in presenza non di colori diversi, ma dei medesimi, sui quali sa proiettato un fascio di luce.

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Costanza percettiva e Indizi di profondit

I disegni precedenti dimostrano che, interpretando le variazioni di forma, di dimensioni di i i o di colore l come effetto, ff tt rispettivamente, i tti t del d l diverso di orientamento delle figure nello spazio, della loro maggiore o minore distanza e delle mutate condizioni di luce, possiamo percepire, anche in un'immagine bidimensionale (che si sviluppa cio esclusivamente in altezza e in larghezza), la terza dimensione, cio la profondit. Gli psicologi delta percezione chiamano appunto indizi di profondit quegli aspetti dell'immagine che determinano l'impressione della tridimensionalit dello spazio.

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Costanza percettiva e Indizi di profondit

Osservando questa fotografa, notiamo che, procedendo dal basso verso l'alto, le figure dei fenicotteri si rimpiccioliscono e si addensano progressivamente, che i colori si sfumano e i profili di diventano t sempre meno nitidi, itidi finch gli animali s riducono u piccole macchie puntiformi. S Sono questi gli l indizi di profondit

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Costanza percettiva e Indizi di profondit

LA GRANDEZZA RELATIVA
Le due barche non sono di di dimensioni i i diverse di ma semplicemente ad una distanza differente da chi guarda

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Costanza percettiva e Indizi di profondit

LA POSIZIONE DEGLI OGGETTI


Nella definizione della profondit svolge un ruolo importante l linea la li dorizzonte d i che h guida id la l collocazione ll i degli d li oggetti i nello spazio

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Costanza percettiva e Indizi di profondit

I GRADIENTI DI PROFONDITA
progressioni pi o meno costanti date con il colore, i contorni, t i la l luce, l il chiaro-scuro hi o dalla graduale rotazione della forma

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La SINESTESIA

Abbiamo fin qui trattato esclusivamente di fenomeni visivi, ma, nell'osservazione di un'immagine un immagine, capita a volte che una sensazione visiva ne evochi un un'altra altra, attinente a una diversa area sensoriale. Bench ogni organo di senso sia specializzato a reagire a un solo tipo di stimoli, stimoli tra i vari sensi c' infatti una comunicazione ininterrotta: non diciamo per esempio che un colore "squillante", come se si trattasse di un suono, , oppure pp che "caldo" o "freddo" come se, , invece di fornirci uno stimolo visivo, ci desse una sensazione termica? Non sentiamo parlare di note "alte" o "basse" come se, invece che di suoni, si trattasse di sensazioni spaziali? Alla base di questi accostamenti c' quella facolt, definita dagli psicologi "sinestesia o "percezione simultanea", che ci permette di riconoscere l qualit le lit comuni i a sensazioni i i di diverso di tipo ti e, conseguentemente, t t d arricchire la nostra capacit di cogliere, interpretare e valutare gli stimoli percettivi.

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La SINESTESIA

Un semplice p esperimento p ideato da Wolfgang Kohler (1887-967), uno dei padri della Gestaltpsychologie, ci permette di verificare come agisca questo genere di percezione "intrasensoriale": si tratta di associare le parole takete e maluma ai disegni qui riprodotti: bench le due parale siano prive di significato e i disegni non rappresentino alcunch di concreto. riusciamo a cogliere un 'analogia, una similitudine tra suono e forme e non ci difficile riferire takete" al disegno pi in alto e "maluma a quello sotto.

Takete - Maluma

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La SINESTESIA

nel 1923 Kandinskij sottopose per esempio ai suoi allievi un questionario in cui si chiedeva di associare i colori primari alle forme geometriche elementari:

la gran parte degli allievi concord nel collegare il giallo ai triangolo, il rosso al quadrato e il blu al cerchio, cogliendo, in questo caso, unaffinit tra qualit cromatiche e formali. un formali

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Sono possibili anche i parallelismi tra colori e suoni. Lo stesso Kandinskij descrive cos, nel suo libro Lo spirituale nell'arte (1912), le
caratteristiche sonore

delle diverse qualit di rosso:

Il rosso caldo ricorda il suono di una campana media che chiami per l'Angelus l Angelus, o una forte voce di contralto, o una viola che suoni un largo, mentre il rosso freddo, quando scuro, ricorda un p i toni appassionati, medi e gravi del violoncello violoncello, quando chiaro, i toni pi alti, chiari, melodiosi del violino.

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La SINESTESIA

nel dipinto profumo di Luigi Russalo ( (esponente t d del l Futurismo, F t i movimento artistico affermatesi in Italia intorno al 1910), il giallo rimanda per esempio a ima sensazione odorosa.

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La SINESTESIA

Riconosciamo tale uso del colore, anche in molte opere commerciali, quali manifesti e inserzioni pubblicitarie, etichette, confezioni di cibi,bevande o profumi. I prodotti d i alimentari li i di cui i esistono una variante "dolce e una "amara" come le polveri di cacao, o sono, ono per pe esempio, e empio offerti offe ti in confezioni in cui i colori evocano le rispettive sensazioni gustative.

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ESERCIZI di VERIFICA

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Nei disegni qui riprodotti, le varie forme appaiono dislocate sullo stesso piano i ma, colorando l d il disegno di con matite o pennarelli, puoi farne emergere, di volta in volta, solo alcune, ottenendo diversi motivi ornamentali con effetto di "controscambio".

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ESERCIZI di VERIFICA

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Prova a rintracciare l'elemento a nei disegni b, c e d, marcandone il profilo con una matita nera.

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ESERCIZI di VERIFICA

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Completa p questo q disegno g secondo il tracciato suggerito dalle forme pi "pregnanti" e colora le varie figure che otterrai.

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ESERCIZI di VERIFICA

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Indica sul quaderno quali sono le caratteristiche (forma (forma, colore, dimensioni, posizione, orientamento) che restano costanti e quali invece quelle che mutano nello sviluppo di ciascuna di queste dieci sequenze ritmiche. i i h

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ESERCIZI di VERIFICA

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Prova anche tu a classificare con ping o pong le parole che seguono in base alle sensazioni i i che h ti evocano (puoi ( i anche h aggiungerne, se vuoi, di tue)

Per dimostrare la facilit con cui trasferiamo da un piano all'altro all altro i contenuti delle nostre sensazioni, il grande storico dell'arte E. Gombrich Merrone suggerisce un gioco, gioco che consiste nel definire le pi diverse sensazioni (visive, t ttili uditive tattili, diti ecc.) ) utilizzando tili d due soli termini: ping e

pong

Stanlio, tamburo, zanzara, violino Ollio, violino, Ollio cioccolata cioccolata, limone, cerchio, elefante, giorno, g , triangolo, g , notte