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La psicologia della Gestalt

La Gestaltpsychologie o Scuola di Berlino si inserisce tra le scuole strutturaliste della percezione, di cui rappresenta sicuramente quella che ebbe il maggiore influsso sullo sviluppo della psicologia (cfr. Ronco, 19 , !1 ss.". #li studiosi pi$ rappresentativi sono% &a' (ertheimer, )urt )off*a, (olfang )+hler, e in seguito )urt Le,in e )urt #oldstein. -noltre, (. &etzger e ). #ottschaldt in #ermania, .. &ichotte (19 /" in Belgio, 0. &etelli e #. )anizsa ()anizsa12icario, 1934" in -talia. -l funzionamento del processo percettiv o 5 il tema che accomuna la ricerca e lo studio di questi autori. La nascita della psicologia della #estalt si fa risalire al 191/, quando (ertheimer scrisse un articolo in cui identificava un processo percettivo unitario 1 da lui chiamato fattore 6phi6 1 grazie al quale i singoli stimoli verrebbero integrati, nel soggetto, in una forma dotata di continuit7. 8i9 significava che quello che prima era stato considerato un processo passivo 1 il percepire 1 veniva ad essere pensato come qualcosa di gran lunga pi$ attivo, come un:attivit7 subordinata a certi principi organizzativi generali. (ertheimer intu; che non sono gli stimoli elementari ad essere colti dall:organismo che percepisce ma piuttosto le stesse configurazioni unitarie. -n altre parole, per l:organismo che percepisce, l:insieme significativo lo stimolo ((ertheimer, 19<9". =a qui la legge gestaltica per cui il tutto viene prima delle parti ()off*a, 19><". ?ueste configurazioni unitarie o 6figure6 possono essere scomposte in parti ma, in questo caso, le parti diventerebbero esse stesse nuove figure. -noltre, se la configurazione unitaria 5 scomposta in parti, o interrotta o comunque deficitaria, il soggetto tende a vedere in ogni caso un insieme unitario (*+hler, 19//@ (ertheimer, 19/<" o a muoversi, ad agire al fine di completare ci9 che manca@ se fallisce in questo obiettivo, sperimenta tensione e frustrazione. Aer gli psicologi della #estalt la figura organizzata, significativa, diventava pertanto lunit di misura della percezione e ad essa la ricerca doveva essere indirizzata. 8onseguenzialmente, essi si chiesero, per esempio, come avviene che degli stimoli discreti, slegati tra loro, possono essere percepiti secondo forme concluse (esempio dei punti, disposti ai vertici immaginari degli angoli di un triangolo, che danno la percezione di un triangolo"@ o che si percepiscono in genere forme complete, anche se in realt7 ci9 che 5 a disposizione dei sensi 5 solo una parte di esse (esempio della figura umana a mezzo busto delimitata in basso da una linea orizzontale, percepita come una persona affacciata alla finestra". Si chiesero anche come mai uno stesso stimolo 5 percepito in modo diverso a seconda che si focalizzi una parte o un:altra come contorno della figura (esempio della figura 6classica6 gestaltica in cui 5 possibile vedere due profili o un vaso". (ertheimer individu9 una serie quasi infinita di 6leggi6 sul funzionamento delle gestalt percettive, la pi$ importante delle quali 5 la legge della pregnanza% ci9 che viene percepito contiene una forma organizzata che 5 la migliore possibile, in date condizioni ambientali, ossia risponde ad un principio di economia dell:organizzazione (il massimo dell:informazione nella struttura pi$ semplice". #li psicologi della #estalt si impegnarono in ricerche approfondite che potessero validare le loro intuizioni sul processo percettivo ()off*a, 19><" e, in questo percorso, il loro modello si spost9 verso una accentuazione dei fattori interni all:organismo nella formazione delle gestalt, allontanandosi dalla prospettiva originaria di (ertheimer sulla possibilit7 di quantificare oggettivamente, nell:ambiente, le 6buone gestalt6. -l contributo di )urt Le,in port9 la psicologia della #estalt fuori dal laboratorio, nella realt7 molto pi$ complessa della vita quotidiana, che egli consider9 come 6il campo6 in cui l:individuo si muove per raggiungere i propri obiettivi. -- campo percettivo 5 per Le,in una sorta di sfondo, di mappa mentale da cui emergono di volta in volta figure nuove, che poi ritornano nello sfondo per lasciare il posto ad altre figure, percepite dall:organismo come rilevanti per il raggiungimento dei propri scopi. 8i9 implica che uno stesso oggetto pu9 essere percepito con significati diversi a seconda degli obiettivi o del bisogno che l:individuo avverte in quel momento, cos; come essi interagiscono con il contesto situazionale in cui sono inseriti. -n altre parole, per Le,in (19/3" il bisogno organizza il campo. Bgni cosa percepita nel campo 5 considerata dal soggetto come pi$ o meno significativa a seconda del bisogno da cui 5 spinto e pertanto pu9 essere investita di energia, di valore positivo o negativo a seconda di quanto importante viene percepita per la soddisfazione di quel bisogno. Bbiettivi e figure sussidiarie sono dunque organizzate dal soggetto in base agli obiettivi di rango pi$ alto, di una 6topologia6 risultante dall:elaborazione di quel campo (Le,in, 19><". Aer esempio, la

percezione della scuola che ha uno studente motivato ad ottenere il diploma nel pi$ breve tempo possibile e con il massimo dei voti 5 sicuramente diversa da quella che un altro studente, motivato dal bisogno gregario di instaurare buone relazioni, ha della stessa scuola. Si potrebbe dire che questi due studenti frequentano scuole diverse. Cna importante implicazione del modello gestaltico di )urt Le,in 5 dunque che il paradigma di tutta l:attivit7 cognitiva del soggetto 1 inclusa la percezione 1 5 improntata sul problem solving. .nche quello che potrebbe sembrare il semplice processo visivo di percepire delle forme o di valutare un colore 5 in effetti una complessa elaborazione risultante da un processo che pu9 dare luogo a diverse soluzioni. La percezione 5 selettiva ed 5 organizzata in base al bisogno attuale del soggetto e al modo in cui esso interagisce con le condizioni ambientali. Aossiamo allora dire che il problem solving come modalit7 percettiva di base dell:organismo esplicita la legge della pregnanza di (ertheimer, colmando con il concetto di soddisfazione del bisogno quel vuoto lasciato nel criterio per individuare la forma 6buona6 nella precedente formulazione. ?ueste intuizioni di Le,in diedero il via a tutta una serie di ricerche sul problem solving e sul concetto correlato di insight ()off*a, 19><@ )+hler, 19!D@ 19! ", cos; importante per la psicoterapia, e sul 6carattere di richiesta6 delle situazioni incompiute (Eeigarni*, 19/ ". Cna ulteriore elaborazione della psicologia della #estalt dal punto di vista dello sviluppo di una teoria della personalit7 e della psicoterapia fu il contributo del neurologo )urt #oldstein, del quale fu assistente di laboratorio per un breve periodo 0riedrich Aerls, che poi avrebbe fondato la psicoterapia della #estalt. #oldstein, come Le,in e Aerls, fu al fronte durante la Arima #uerra &ondiale e molte delle sue ricerche furono condotte su e'1combattenti con danni cerebrali. ?uesti studi condussero #oldstein ad affermare che il comportamento 5 organizzato in modo da coinvolgere sempre l:intero organismo (#oldstein, 19>9@ 19!D". L:unico impulso o istinto di cui si possa parlare nel comportamento umano 5 l:impulso a interagire con l:ambiente e a organizzare quella interazione in schemi. #oldstein afferm9 ci9 con forza, opponendosi alla tendenza meccanicistica che caratterizzava alcuni studi psicologici, non ultimo il modello freudiano, e che vedevano nella riduzione della tensione il fine ultimo del comportamento umano. #oldstein (19>9" chiam9 impulso allauto-attualizzazione questo unico vero impulso, che organizza tutti gli altri pseudoimpulsi e comportamenti dell:organismo in modo gerarchico. La critica che da pi$ parti si muove alla psicologia della #estalt riguarda l:imprecisione sull:origine (ambientale o organismica" delle 6gestalten6, gli insiemi organizzati su cui, come 5 ormai accettato da tutti gli studiosi, si basa il processo percettivo ((heeler, 1991", mentre l:innegabile aspetto positivo consiste nell:accentuazione (un cambiamento del paradigma epistemologico con cui veniva studiata fino ad allora la percezione" della priorit7 del contesto, della significativit7 dell:organizzazione degli stimoli, della 6buona forma6 sulla parcellizzazione degli stimoli (Ronco, 19 , !>".