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PROGETTARE CON IL METODO DEGLI STATI LIMITE

Francesco Biasioli

QUADERNO TECNICO 8 STRUTTURE DI CALCESTRUZZO PROGETTO DI EDIFICIO

SEMINARIO TECNICO LE STRUTTURE IN CEMENTO ARMATO - PROGETTO ED ESECUZIONE ALLA LUCE DELLA NUOVA NORMATIVA Forl 22 giugno 2007

EDIZIONE FUORI COMMERCIO

Stampato da: CS Riproduzione e Stampa snc - Corso Orbassano 226 Torino

Riservati per tutti i paesi i diritti di riproduzione, memorizzazione elettronica, traduzione e di adattamento totale o parziale con qualsiasi mezzo. Gli aggiornamenti di questo volume e i programmi citati nel testo sono disponibili sul sito www.euroconcrete.it

Presentazione
Nella serie dei Quaderni Tecnici dedicata al calcolo strutturale agli stati limite, il Quaderno n. 8 occupa un ruolo particolare in quanto, oltre che sintesi e applicazione pratica dei metodi presentati negli altri Quaderni, intende essere un esempio di applicazione della filosofia delle Norme Tecniche del 14/09/2005 applicata al calcolo di un edificio multipiano in zona sismica. Obiettivo della serie di Quaderni infatti fornire un esempio concreto di come si possano applicare le Norme Tecniche basandosi sulla loro caratteristica di essere, diversamente dal passato, essenzialmente norme prestazionali. Distinguendo ruoli e responsabilit, le Norme Tecniche si occupano di ci che alla base del progetto i metodi di verifica della sicurezza, le azioni e le loro combinazioni, le caratteristiche dei materiali e i loro tassi di lavoro, i criteri di controllo dei materiali e delle strutture - ma non trattano pi, come nel passato, n potrebbero trattare in quanto norme prestazionali, questioni di dettaglio o metodi specifici di progetto. Per tali aspetti al Progettista chiesto di fare riferimento, sotto la sua responsabilit, a metodi documentati e di comprovata affidabilit. Tra questi le Norme citano quelli trattati nella serie degli Eurocodici e, parzialmente, nellOrdinanza 3274. Agli Eurocodici 2 e 8, oltre che allOrdinanza 3274 si fa pertanto riferimento nel testo che segue. Particolare rilievo viene dato, nellesposizione, alla fase di predimensionamento degli elementi strutturali e al controllo della disposizione planimetrica degli elementi resistenti verticali di controvento. Solo un progetto correttamente impostato pu infatti portare a strutture affidabili e sicure. In sintonia con le indicazioni delle Norme, nel progetto sono utilizzati materiali strutturali con caratteristiche tali da garantire nel tempo opere, oltre che affidabili e sicure, anche durabili ed economiche. Sul presupposto di una garantita e accertata qualit dei materiali sia le Norme che gli Eurocodici basano infatti i modelli di calcolo e la verifica della sicurezza. Segnalazioni di errori, commenti e osservazioni sono ovviamente graditi.

Francesco Biasioli Torino, gennaio 2007 RINGRAZIAMENTI La serie dei Quaderni Tecnici stata messo a punto per una serie di corsi di aggiornamento organizzati dalla FIOPA; la Federazione Interregionale degli Ordini degli Ingegneri del Piemonte e della Valle dAosta, coordinati dalling. Ennio Nebiolo. I Quaderni non esisterebbero senza la capacit, pazienza e disponibilit delling. Carlo Doimo a cui va il mio pi sincero ringraziamento. Per il calcolo delle sollecitazioni e per alcune verifiche si fatto uso di fogli di calcolo e di programmi liberamente disponibili su Internet (www.euroconcrete.it). Si ringrazia lautore dei programmi, il prof. Piero Gelfi, per la cortese disponibilit. Il programma Ellisse delle rigidezze stato messo a punto nellambito del progetto auto-CA di sviluppo di procedure in ambito Autocad per il il disegno della carpenteria ed armatura delle strutture in calcestruzzo armato (www.auto-ca.it)

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DEFINIZIONI E SIMBOLOGIA

Definizioni e simbologia
Termini e definizioni
Di seguito si elencano in ordine alfabetico alcuni termini comunemente adottati nel linguaggio tecnico: Additivo Componente del calcestruzzo aggiunto prima o durante il suo mescolamento della miscela per modificarne le propriet allo stato fresco e indurito. Aggregato Materiale granulare naturale o di frantumazione (sabbia, ghiaia, pietra frantumata). E definito aggregato fine (sabbia) se con diametro massimo convenzionale del grano dg 4 mm. Nei calcestruzzi strutturali laggregato grosso in genere dg 32 mm, per calcestruzzi a facciavista o autocompattanti dg 20 mm. Altezza h di un elemento inflesso Dimensione verticale della sezione trasversale di un elemento orizzontale Altezza utile d Distanza tra la fibra estrema del calcestruzzo compresso e il baricentro delle armature tese Ancoraggio Estremit di una barra che garantisce mediante un meccanismo di aderenza la trasmissione delle forze di trazione al calcestruzzo. Dispositivo usato per ancorare un elemento non strutturale alla struttura Anima bw di una trave Porzione verticale sottile, avente sezione ad I, che unisce la/e ali Armatura Barra dacciaio usate per rinforzare il calcestruzzo Armatura a flessione Armatura disposta per resistere alla forza di trazione indotta dal momento flettente Armatura a taglio Armatura disposta per resistere alle forze di taglio che collega le parti tesa e compressa di una sezione Armatura di compressione Armatura disposta per resistere alla forza di compressione indotta dalla forza assiale e/o dal momento flettente Armatura trasversale Armatura con inclinazione da 45 a 90* sullasse longitudinale dellelemento Azioni permanenti Azioni dovute al peso proprio della struttura, alle murature, alle finiture e alle attrezzature fisse Azioni variabili Azioni dovute ai carichi di esercizio, al vento o alla neve Capacit portante del terreno Carico per unit di superficie su un terreno di fondazione che fornisce unadeguata sicurezza nei confronti del collasso del terreno portante, o un cedimento della fondazione che non porta danno alla struttura. Carichi gravitazionali Carichi convenzionalmente agenti verso il basso, causati dallaccelerazione di gravit agente sulla massa degli elementi. Casseforme Carpenteria temporanea che contiene il calcestruzzo allo stato plastico e d la forma finale allelemento.

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Cedimento differenziale Movimento di differente entit della fondazione e/o di parti diverse di una struttura. Cemento Legante idraulico che aggiunto ad acqua ha la propriet di indurire. Calcestruzzo Miscela di legante idraulico, aggregato fine, aggregato grosso, acqua, additivi ed eventuali aggiunte. Classe di esposizione ambientale Descrizione sintetica del livello di aggressivit dellazione chimico-fisica dovuta allambiente sul calcestruzzo. Combinazione dei carichi di progetto Combinazione di carichi che tiene conto della ridotta probabilit che carichi variabili di diversa natura si presentino simultaneamente. Copriferro Spessore di calcestruzzo tra la superficie esterna di qualsiasi armatura e la faccia esterna pi vicina dellelemento di calcestruzzo. Corrosione Trasformazione della superficie di un metallo in ossido di ferro in presenza di umidit o ossigeno. Diametro nominale Diametro approssimato di una barra dacciaio ad aderenza migliorata, valutato sulla base della sezione della barra piena equipesante Elemento non strutturale Componente architettonico, meccanico o elettrico non facente parte della struttura Coefficiente di carico Coefficiente che moltiplicano i carichi caratteristici per ottenere i carichi di progetto Ala Parte superiore o inferiore di una sezione a forma di T di spessore hf Gancio Tratto curvo allestremo di una barra darmatura, classificato in base allangolo ( 90, 135, 180). Lunghezza teorica di campata Distanza tra gli assi teorici degli appoggi di un elemento orizzontale, chiamata anche luce Progetto della miscela del calcestruzzo Scelta e proporzionamento degli ingredienti di un calcestruzzo Malta Miscela di pasta e sabbia (aggregato fine) Modulo di elasticit (longitudinale/trasversale) Rapporto tra la tensione di trazione o compressione, al di sotto del limite di proporzionalit del materiale, e la corrispondente deformazione o tra la tensione di taglio e la corrispondente deformazione. Momento flettente (positivo/negativo) Effetto di una forza posta a una data distanza da un asse, che produce effetti di curvatura su un elemento strutturale. Definito negativo quando produce tensioni nella parte superiore di una sezione di un elemento orizzontale o quasi orizzontale, positivo quando produce tensioni nella parte inferiore di una sezione di un elemento orizzontale o quasi orizzontale Pasta di cemento Miscela di acqua e cemento

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Pilastro Elemento verticale in grado di portare forze di compressione o pressoflessione. Plinti Elementi che trasmettono al suolo direttamente (fondazioni dirette) o indirettamente (fondazioni su pali) i carichi dei pilastri o dei muri strutturali in calcestruzzo. Prodotti di maturazione Prodotti intesi a mantenere il calcestruzzo umido per un certo periodo di tempo, solitamente alcuni giorni, dal momento del getto in grado di garantire lumidit interna sufficiente a sviluppare il processo di idratazione. Il momento di applicazione dipende dalla temperatura, dallumidit relativa dellaria, dal vento, dallesposizione diretta ai raggi solari, dal tipo di miscela del calcestruzzo. Protezione al fuoco dellarmatura Spessore di calcestruzzo richiesto per isolare larmatura dalle alte temperature provocate da un incendio Resistenza a compressione del calcestruzzo f c Resistenza cilindrica del calcestruzzo a compressione, in N/mm2. Resistenza allo snervamento dellacciaio f y Resistenza minima allo snervamento, in N/mm2. Soletta Parte superiore di un solaio in calcestruzzo armato portata da travetti, travi o pilastri. Staffe Armatura disposta per assorbire le forze di taglio e/o torsione in un membro strutturale. Armatura che racchiude larmatura longitudinale nelle travi o le barre verticali nei pilastri Stato limite Condizione superata la quale una struttura o una sua parte non pi idonea a svolgere le funzioni per cui stata realizzata Taglio Forza interna perpendicolare allasse longitudinale dellelemento Tensione Forza per unit di area Trave Elemento strutturale, orizzontale o quasi orizzontale, sorretto da uno (nel caso di mensola) o pi punti, ma non per tutta la sua lunghezza, che porta carichi trasversali al suo asse e sollecitato principalmente a flessione. Trave principale Trave principale orizzontale, che pu portare altre travi secondarie Travetto Trave a forma di T disposta in serie parallele, che porta direttamente i carichi del pavimento o del soffitto, a sua volta portata da travi principali, travi secondarie o muri portanti Trave di fondazione Trave che poggia sul suolo di fondazione e collega i pilastri o gli elementi verticali o i loro plinti

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Simbologia
Lettere greche
cc ct A c G g M m Q s c s 's 0 s c s 0 1 2 ' 0 Coefficiente di riduzione della resistenza di progetto del calcestruzzo rispettivamente a compressione e trazione Coefficiente di sicurezza parziale (generico) Coefficiente di sicurezza parziali per le azioni eccezionali A Coefficiente di sicurezza parziali per le propriet del materiale calcestruzzo Coefficiente di sicurezza parziali per le azioni permanenti G Coefficiente di sicurezza parziali per le azioni permanenti, che tengono conto delle incertezze di modello Coefficiente di sicurezza parziali per una propriet di un materiale, che tengono conto delle incertezze della propriet stessa e del modello di calcolo utilizzato Coefficiente di sicurezza parziali per una propriet di un materiale, che tengono conto solo delle incertezze inerenti alla propriet del materiale Coefficiente di sicurezza parziali per le azioni variabili Q Coefficiente di sicurezza parziali per le propriet dellarmatura ordinaria Rapporto tra momento residuo dopo la ridistribuzione e momento prima della redistribuzione Deformazione del calcestruzzo (negativa) Deformazione dellacciaio teso Deformazione dellacciaio meno teso o pi compresso Taglio adimensionale Momento adimensionale Forza assiale adimensionale, coefficiente di riduzione della resistenza del calcestruzzo Rapporto x/d tra profondit x dellasse neutro e altezza utile d Diametro di una barra darmatura Rapporto geometrico dellarmatura tesa Rapporto geometrico dellarmatura che equilibra le compressioni del calcestruzzo Rapporto geometrico dellarmatura pi compressa o meno tesa Tensione dellarmatura tesa Tensione del calcestruzzo Tensione dellarmatura pi compressa o meno tesa Coefficiente che definisce i valori di combinazione delle azioni variabili Coefficiente di combinazione - carichi caratteristici o rari Coefficiente di combinazione - carichi frequenti Coefficiente di combinazione - carichi quasi permanenti Rapporto meccanico di armatura Rapporto meccanico di armatura dellarmatura meno tesa o pi compressa Rapporto meccanico dellarmatura tesa che equilibra il calcestruzzo compresso

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Lettere latine maiuscole


A Ac As As0 As Ecm Ec(28) Es G MSd MRd NSd NRd Q TRd VSd VRd Azioni eccezionali - Area Area della sezione lorda di calcestruzzo Area dellarmatura pi tesa Area dellarmatura tesa che equilibra il calcestruzzo compresso Area dellarmatura pi compressa o meno tesa Modulo elastico secante di un calcestruzzo di densit normale Modulo elastico tangente di un calcestruzzo di densit normale alla tensione c=0 e a 28 giorni Modulo elastico dellarmatura ordinaria Azioni permanenti (gravity) Valore di progetto del momento flettente sollecitante Valore di progetto del momento flettente resistente Valore di progetto della forza assiale agente Valore di progetto della forza assiale resistente Azioni variabili Valore di progetto del momento torcente resistente Valore di progetto del taglio sollecitante Valore di progetto del taglio resistente

Lettere latine minuscole


b beff bf bw d d fcd fck fyd fyk h hf leff x z Larghezza della sezione trasversale o Larghezza effettiva di calcolo dellala di una trave a T o L Larghezza teorica dellala (flangia) di una trave a T o L Larghezza dellanima nelle travi a T o L Altezza utile della sezione Distanza della fibra pi compressa o meno tesa dal baricentro dellarmatura pi compressa o meno tesa Valore di progetto della resistenza a compressione cilindrica Resistenza caratteristica cilindrica a compressione del calcestruzzo a 28 gg Tensione di snervamento di calcolo dellarmatura ordinaria Tensione di snervamento caratteristica dellarmatura ordinaria Altezza totale della sezione trasversale Altezza della soletta in una trave a T (altezza della piattabanda) Luce efficace (di calcolo) di un elemento strutturale Profondit dellasse neutro Braccio di leva delle forze interne di trazione/compressione in una sezione inflessa

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Bibliografia e riferimenti
Nel testo si fa riferimento ai documenti elencati nella tabella che segue indicando, a margine di pagina, la sigla indicata nella prima colonna e il capitolo/paragrafo del documento a cui fare riferimento.
Sigla NT OR 3519 EC2 EC8 206 11104 ATE QT1 QT2 QT3 QT4 QT5 QT6 Documento D.M. 14/09/2005 Norme tecniche per le costruzioni, G.U. n. 222 del 23/09/2005. Ordinanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri 20/03/2003, n. 3274, allegati 2 e 4, aggiornata allOPCM 3/05/2005, n. 3431. OPCM 28/04/2006, n. 3519, criteri generali per lindividuazione delle zone sismiche e per la formazione e laggiornamento degli elenchi delle medesime zone (G.U. 11/05/2006). EN 1992-1-1, Eurocodice 2, Brussels, CEN, dicembre 2004. EN 1998-1-1, Eurocodice 8, Brussels, CEN, dicembre 2004. UNI EN 206 -1 Calcestruzzo, specificazione, prestazione, produzione e conformit, Ottobre 2001. UNI EN11104 - Calcestruzzo, specificazione, prestazione, produzione e conformit, istruzioni complementari per lapplicazione della EN206-1, marzo 2004. Capitolato speciale per la prescrizione del calcestruzzo per edifici residenziali Strutture di calcestruzzo: Le basi del progetto strutturale, Politeko Edizioni, Torino, 2007 Strutture di calcestruzzo: Durabilit, materiali, ritiro, viscosit, Politeko Edizioni, Torino, 2007 Strutture di calcestruzzo: Stati limite desercizio, Politeko Edizioni, Torino, 2007 Strutture di calcestruzzo: Forza assiale, flessione, instabilit, Politeko Edizioni, Torino, 2007 Strutture di calcestruzzo: Taglio e torsione, Politeko Edizioni, Torino, 2007 Strutture di calcestruzzo: Il punzonamento, Politeko Edizioni, Torino, 2007

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CAPITOLO 1

CAPITOLO 1 Riferimenti, basi del progetto, durabilit e materiali


Dopo una descrizione delle fasi della procedura di progetto, il Quaderno descrive i dati essenziali dellopera e tratta la durabilit strutturale e le conseguenze che ne derivano in termini di criteri di definizione dei copriferri e scelta dei materiali.

1.1

Procedura di progetto

Il progetto di un edificio multipiano in calcestruzzo armato pu essere articolato in una sequenza logica di operazioni (figura 1.1): 1. Definizione in pianta e in altezza della struttura e disposizione in pianta degli elementi strutturali (cap. 1) 2. Identificazione delle classi di esposizione ambientale, calcolo dei copriferri e scelta dei materiali (cap. 1) 3. Calcolo della intensit delle azioni verticali (carichi gravitazionali - cap. 2) 4. Verifica agli stati limite di esercizio (tensioni, fessurazione, deformazione); definizione degli spessori strutturali e predimensionamento di solai e travi (cap. 3) 5. Calcolo dei carichi verticali totali, predimensionamento agli stati limite ultimi degli elementi verticali pilastri - e degli elementi di controvento setti e nuclei ascensore (cap. 4) 6. Analisi della distribuzione planimetrica degli elementi di controvento (cap. 5) 7. Calcolo delle azioni orizzontali (imperfezioni geometriche, vento e sisma), selezione e ripartizione sugli elementi strutturali dellazione orizzontale di riferimento (cap. 6) 8. Progetto delle armature degli elementi verticali .- pilastri- e orizzontali - solai, travi cap. 7 9. Progetto delle armature degli elementi di controvento (nuclei e setti) 10. Progetto delle fondazioni 11. Disegni costruttivi. Gli argomenti del punto 1 sono oggetto del presente capitolo, quelli dei punti da 2 a 8 dei capitoli che seguono.

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CAPITOLO 1

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CAP. 1) DEFINIZIONE E DISPOSIZIONE DEGLI ELEMENTI STRUTTURALI

2) DURABILIT, COPRIFERRI, MATERIALI

3) AZIONI

4) PREDIMENSIONAMENTO SOLAI E TRAVI - SLE

5) PREDIMENSIONAMENTO PILASTRI, NUCLEI, SETTI - SLU

6) DISTRIBUZIONE DELLE RIGIDEZZE

MODIFICA SEZIONI e/o AGGIUNTA ELEMENTI

NO

DISTRIBUZIONE PLANIMETRICA ACCETTABILE?

SI 7) PROGETTO/VERIFICA ARMATURE SOLAI , TRAVI, PILASTRI

8) PROGETTO/VERIFICA ARMATURE NUCLEI, SETTI

9) PROGETTO FONDAZIONI

10) DISEGNI COSTRUTTIVI

Figura 1.1 Progetto strutturale di un edificio

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CAPITOLO 1

1.2 Progetto strutturale 1.2.1 Piante dei fili fissi e dei pilastri
La pianta dei fili fissi include le informazioni di riferimento relative alla struttura (figura 1.2)1: a) una griglia di assi secondo due direzioni principali in pianta: gli assi si incrociano in corrispondenza dei fili fissi degli elementi verticali (pilastri, nuclei, setti);2 b) la disposizione in pianta degli elementi verticali continui a ogni piano fino alle fondazioni; c) le distanze orizzontali tra le linee della griglia d) una tabella quotata contenente le distanze parziali e progressive dei centri degli elementi strutturali e le coordinate (x,y) rispetto al riferimento (0,0). Le piante dei pilastri e delle fondazioni contengono le informazioni relative a tutti gli elementi verticali e di fondazione (posizione, dimensioni, distanze relative).

1.2.2 Carpenteria piano tipo


Per ogni piano tipo richiesto un disegno di carpenteria (figura 1.3) che contenga: a) b) c) d) la posizione del perimetro di piano sulla griglia degli assi; la posizione e la denominazione delle travi principali, secondarie e pilastri; le informazioni relative alla foronomia; lorientamento e la denominazione dei solai di piano.

1.2.3 Sezioni verticali


Una o pi sezioni strutturali verticali (figura 1.4) forniscono le informazioni rilevanti sulla struttura in elevazione: a) b) c) d) e) il numero di piani; laltezza di interpiano di tutti i piani, definita come la distanza verticale dal piano del pavimento finito del piano considerato fino allo stesso livello di un piano adiacente; la pendenza e la forma del tetto; laltezza libera verticale tra il piano di pavimento finito e il soffitto del piano; lo spazio verticale (a pavimento o a soffitto) necessario ad alloggiare gli impianti tecnici relativi alla distribuzione dellenergia elettrica, dellacqua (sia potabile che di scarico), al riscaldamento, alla ventilazione o allaria condizionata; la quota e leventuale pendenza del terreno in relazione con il piano terreno del fabbricato o il piano seminterrato, se presente.

f)

1 Tutti 2

i disegni di carpenteria e armatura sono stati effettuati mediante la proceduta Auto-Ca (www.auto-ca.it).

I fili fissi sono segmenti che individuano punti notevoli di un elemento: centro o spigoli di un pilastro, asse o spigolo di un setto ecc. e che, non cambiando di posizione ai piani, possono essere utilizzati per il tracciamento delle carpenterie di piano.

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CAPITOLO 1

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Pilastro ASC B 3 ASC B 10 C A 1 A 2 A 3 R A 5 A 6 C A 7 A 8 A 9 R A 11 A 12 C A 13 R C 1 C 2 C 6 Q C 7 C 8 C 12 R C 13 C D 1 D 2 D 3 D 5 D 6 R D 7 D 8 D 9 D 11 D 12 C D 13

x [cm] 795 2585 0 360 795 1085 1400 1780 2160 2475 2765 3200 3560 0 360 1400 1780 2160 3200 3560 0 360 795 1085 1400 1780 2160 2475 2765 3200 3560

y [cm] 450 450 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 650 650 650 650 650 650 650 1300 1300 1248 1247 1300 1300 1300 1248 1248 1300 1300

Figura 1.2 Riferimenti, pianta e coordinate fili fissi

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Figura 1.3 Carpenteria piano tipo

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CAPITOLO 1

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Quote in cm

Figura 1.4 Sezione verticale

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CAPITOLO 1

1.3 Descrizione dellopera 1.3.1 Localizzazione


DM05 3.2.2.1 DM05 2.5

Ledificio situato in una zona pianeggiante ubicata nell'area urbana di una localit del Piemonte a quota 350 m s.l.m. La localit classificata in zona sismica 4. Ledificio, a uso residenziale, classificato come struttura di classe 1. Per tale classe la vita utile di progetto Td pari a 50 anni e il periodo di ritorno delle azioni naturali (vento, neve) a 10 x Td = (10x50) = 500 anni. Ledificio costituito da sei piani fuori terra, un piano sottotetto e un interrato. La configurazione in pianta di un corpo unico compatto rettangolare, senza giunti di dilatazione, con simmetrie longitudinale e trasversale (fig. 1.5). La copertura inclinata di un angolo = 10,7. Ciascun solaio ha superficie lorda pari a (36,10 x 13,70) = 490 m2 circa. Il volume fuori terra del fabbricato (vuoto per pieno) pari a [36,10 x 13,70 x (20,83+19,30/2)] = 9924 m3 circa

Figura 1.5 Dimensioni complessive

1.3.2 Struttura di elevazione


La struttura delevazione costituita da telai di calcestruzzo armato gettati in opera con elementi verticali costituti da pilastri, setti e vani ascensore e elementi orizzontali costitutiti da travi in spessore di solaio. I solai misti con alleggerimenti in laterocemento e soletta di completamento in calcestruzzo sono orditi trasversalmente allasse principale delledificio. Lo schema strutturale misto telai controventi: ai telai affidata la resistenza alle sole azioni verticali, agli elementi di controvento (vani ascensore) la resistenza alle azioni orizzontali (imperfezioni geometriche, vento, sisma). Poich ledificio realizzato in zona sismica, per gli elementi strutturali sono previsti meccanismi di rottura tali da assicurare un comportamento dinsieme di tipo duttile tale da dissipare lenergia indotta da un sisma di limitata intensit. Assumendo come quota 0,00 quella del terreno finito circostante il fabbricato, risultano definite le quote: - del primo solaio al finito: + 0,17 m - del piano delle fondazioni e dei muri contro terra: - 3.15 m Le dimensioni in altezza sono (figura 1.4): altezze interne nette: interrato: 2,40 m; piani tipo: 2,70 m; sottotetto: variabile da 1,0 m in gronda) a 2,30 m al colmo; altezze interne lorde: piano interrato, dallo spiccato delle fondazioni: plinti: 2,50 m, muri: 2,65 m; piano tipo: 2,80 m; piano sottotetto variabile da 1,04 a 2,35 m; spessore solaio: al rustico, a tutti i piani: (0,18 + 0,05) = 0,23 m; al finito: piano terreno 0,32 m; piani tipo: 0,33 m; sottotetto: 0,28 m

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CAPITOLO 1

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Le altezza totali del fabbricato risultano: - da quota + 0,00 allestradosso in gronda del solaio di copertura: [0,17 + 6 x 2,70 + 5 x 0,33 + 0,28 + 1,0 + 0,23] = 19,53 m - da quota + 0,00 allestradosso del colmo del solaio di copertura: [19,30 + 1,53] = 20,83 m - dallo spiccato dei plinti allintradosso del colmo della copertura: m 23,25. - dalla base dei plinti allestradosso del colmo della copertura: [23,25 + 0,50 + 0,23] = 23,98 m

1.3.3 Terreno e struttura di fondazione


In base ai sondaggi il terreno di fondazione risulta costituito da una serie di strati sabbioso limosi intercalati da strati ghiaioso sabbiosi.
DM 3.2.1

Le prove geognostiche definiscono un valore NSPT variabile tra 24 e 40. Poich 15 < NSPT < 50 si pu classificare il terreno nella categoria C. Per la zona non sono disponibili dati relativi a fenomeni di instabilit, subsidenza o erosione del suolo. Le fondazioni sono dirette e costituite per i pilastri da plinti isolati di altezza 0,50 m con dimensioni in pianta adeguate alle caratteristiche meccaniche del terreno. Al piano interrato una serie di muri di calcestruzzo armato aventi fondazione di altezza 0,35 m forma un sistema scatolare di chiusura perimetrale che contrasta la spinta del terreno.

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CAPITOLO 1

1.4 Durabilit strutturale 1.4.1 Classi di esposizione e prescrizione del calcestruzzo


DM 11.1.11

La durabilit di una struttura di calcestruzzo dipende dallinterazione tra le caratteristiche del materiale con cui la struttura costruita e le azioni di tipo chimico fisico, legate alle condizioni dellambiente in cui essa si trova e alle quali soggetta nellarco della sua vita utile. Tali azioni, non prese in conto nellanalisi strutturale, comportano unopportuna scelta del tipo di calcestruzzo, adeguate disposizioni costruttive delle armature e unesecuzione curata. Il requisito di durabilit si ritiene soddisfatto se la struttura, sottoposta alle azioni tipiche dellambiente e soggetta a ordinaria manutenzione, in grado di continuare a fornire per tutta la vita utile di progetto le prestazioni per la quale stata progettata e realizzata. In base alle indicazioni delle norme EN206-1 e UNI 11104 le condizioni prevalenti della struttura di elevazione delledificio possono essere classificate nelle classi di esposizione ambientale di tabella.3

QT2 Tab. 3.1

Classe di esposizione
XC1 XC2 XC3 XA1

Condizione di esposizione
Calcestruzzo asciutto o permanentemente bagnato Bagnato, raramente asciutto (superfici di calcestruzzo a contatto con acqua per lungo tempo. Umidit moderata Ambiente chimico debolmente aggressivo nei suoli naturali ed acqua del terreno

Elementi strutturali
Tutti le strutture allinterno del fabbricato Fondazioni e muri contro terra Logge, pilastri esterni, cornicioni Fondazioni e muri contro terra

Tabella 1.1 Classi di esposizione ambientale


EC2 4.4.1.2 11104 prosp. 4

Per le diverse classi di esposizione e una durata di vita di 50 anni secondo lEC2 e la norma UNI 11104 per il copriferro e la classe di resistenza del calcestruzzo minimi valgono le seguenti prescrizioni: classe XC1: classe XC2 classe XC3: classe XA1: copriferro minimo per la durabilit cmin,dur = 15 mm; calcestruzzo classe C25/304 cmin,dur = 25 mm; calcestruzzo classe C25/30 cmin,dur = 25 mm, calcestruzzo classe C28/35 nessuna indicazione di copriferro minimo; calcestruzzo classe C28/35.

Per le fondazioni e i muri contro terra, classificati nelle classi (XC2 + XA1), per soddisfare le richieste di entrambe le classi di esposizione la classe di resistenza minima per il calcestruzzo la C28/35, In base ai dati di tabella per i solai di piano sarebbe necessario prescrivere due diversi tipi di calcestruzzo: per le zone interne (classe ambientale XC1) un calcestruzzo C25/30, per le logge e i balconi (classe ambientale XC3) un calcestruzzo C28/35. Ci evidentemente non agevole in cantiere, dato che il getto avviene in contemporanea su tutta la superficie del solaio. Peraltro gli elementi orizzontali delle logge sono a rischio di degrado in quanto direttamente esposti all ambiente esterno. Una soluzione che ovvia alla minor durabilit intrinseca di tali parti ma tecnicamente praticabile tiene conto del fatto che laggressione possibile - degrado da ossidazione delle armature dovuto a carbonatazione del calcestruzzo - dipende sia dalle caratteristiche di permeabilit superficiale del calcestruzzo che dallo spessore del copriferro. Si prescrive pertanto limpiego di una unica classe di calcestruzzo C25/30, oltre che per le zone , anche per gli elementi orizzontali delle logge ma si impone di aumentare per queste ultime il copriferro minimo previsto per la classe XC3 (25 mm) di ulteriori 5 mm.
3

Per una descrizione esaustiva del procedimento vedere QT2 Durabilit. La classe di resistenza del calcestruzzo identificata mediante la resistenza caratteristica a compressione (N/mm2) misurata dopo 28 gg di maturazione. Nelle NT (Norme Tecniche) la resistenza misurata su cubi di lato 160 mm e ha sigla: Rck (es. Rck 25, Rck 30 ecc.), nellEC2 su cilindri di diametro 150 mm e altezza 300 mm - sigla fck - o su cubi di lato 160 mm sigla fck,cu e ha sigla C fck / fck,cu. Nel testo si adotta la simbologia dellEC2.
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CAPITOLO 1

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1.4.2 Rapporto prezzo-prestazioni del calcestruzzo


QT2

E sempre opportuno effettuare la valutazione economica delle soluzioni alternative stimando il rapporto prezzo/prestazioni delle diverse classi di calcestruzzo. Per un calcestruzzo di riferimento con diametro massimo dei grani dg = 32 mm e classe di consistenza S3 calcolato in tabella 1.2 per le classi di esposizione pi significative il rapporto prezzo/prestazioni sulla base dei prezzi correnti nella localit, assumendo come calcestruzzo di riferimento il calcestruzzo di classe C25/30. Il minor costo teorico complessivo dellopera che si otterrebbe impiegando, al posto di un calcestruzzo classe C20/25, un calcestruzzo classe C25/30 o C28/35 rispettivamente pari al 12 e 20%, a condizione che le prestazioni di tali materiali siano utilizzate correttamente nel progetto strutturale. Il vantaggio effettivo ovviamente minore del teorico, date le limitazioni poste dalle dimensioni minime delle sezioni di pilastri, solai e travi e dalla configurazione geometrica delledificio, ma certamente la presa in conto della durabilit attraverso la scelta di una classe di calcestruzzo adeguata non comporta incrementi del costo totale di costruzione, mentre ne garantisce migliori prestazioni (ridotta deformabilit degli elementi inflessi, resistenza addizionale per eventi non previsti nel calcolo ecc.).
Variabile Classe di esposizione Rck Prezzo Prezzo relativo Prestazione relativa Rapporto prezzo/prestazioni N/mm2 /m3 % % u.d.m. Classe C20/25 25 88 100 100 1 C25/30
XC1

C28/35
XC3

30 93 105,7 120 0,88

35 98,5 111,9 140 0,80

Tabella 1.2 Confronto tecnico-economico


QT2 tab. 3.1

In conclusione si prescrive limpiego di due classi di calcestruzzo con le seguenti caratteristiche: muri contro terra, plinti di fondazione, pilastri, setti e nuclei ascensore: classe di resistenza C28/35, rapporto a/c max 0,55, dosaggio minimo cemento 320 kg/m3 classe di esposizione (XC2 + XA1) o XC3 classe di consistenza S3 diametro massimo aggregato 32 mm classe di resistenza C25/30 rapporto a/c max 0,60, dosaggio minimo cemento 300 kg/m3 classe di esposizione XC1 classe di consistenza S3 (per copertura, rampe scale ); S5 (per travi e solai) diametro massimo aggregato 32 mm

travi, solai, balconi, rampe scale, copertura -

1.4.3 Copriferri delle armature


DM 5.1.6.1.3

Il copriferro la distanza tra la superficie pi esterna dellarmatura (incluse staffe e collegamenti) ) e la superficie del calcestruzzo pi vicina. Un copriferro minimo cmin deve essere assicurato per garantire: la corretta trasmissione delle forze di aderenza la protezione dellacciaio contro la corrosione (durabilit) unadeguata resistenza al fuoco

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CAPITOLO 1

EC2 4.4.1

Il copriferro MINIMO cmin che soddisfa sia i requisiti relativi alladerenza che alla durabilit vale: cmin = max [cmin,b; (cmin,dur - c dur,add); 10 mm] [1.1] copriferro minimo dovuto al requisito di aderenza (b = bond) con cmin,b dellarmatura cmin,b copriferro minimo dovuto alle condizioni ambientali (dur = durability) cmin,dur c dur,add riduzione del copriferro minimo per la durabilit in presenza di protezioni aggiuntive (ad es. tavelle di laterizio, intonaco, vernici protettive ecc). I requisiti di copriferro per la durabilit non risultano mai critici per le travi e i pilastri interni, protetti da intonaco di spessore 10 mm, e per le armature superiori delle travi e dei balconi, protette dallambiente esterno dalla presenza del sottofondo e del pavimento (i balconi, anche dalla guaina impermeabile). La condizione pi severa in tutti questi casi pertanto il rispetto delle condizioni di aderenza. Le armature del solaio di tutti i piani sono protette, alla base delle nervature, da una tavella di laterizio di spessore 12 mm ricoperto da intonaco di spessore 8 mm. Pertanto: c dur,add = 12 + 8 = 20 mm Le superfici inferiori delle solette piene, dei pilastri e delle travi delle logge sono tutte protette da 10 mm di intonaco. Dato che il calcestruzzo di tali elementi di classe C25/30 anzich di classe C28/35, come sarebbe richiesto per la classe XC3, si incrementa di 5 mm il copriferro di 25 mm richiesto per classe XC3. Il copriferro NOMINALE cnom , da considerare nel progetto delle armature e riportare nei disegni esecutivi, somma: del copriferro minimo cmin, della tolleranza di posizionamento delle armature c, assunta pari a 8 - 10 mm. cnom = cmin + c = max [cmin + (8 10) mm; 20 mm] [1.2]

DM 5.1.6.1.3

Per le NT deve essere cnom 20 mm. Pertanto: Per i getti del piano interrato (plinti e muri) in cui un lato contro terra, dunque non ispezionabile si deve assumere cnom 40 mm. Nellipotesi di utilizzare: staffe 8 mm per i pilastri e le travi - barre 16 mm per pilastri, travi, plinti e muri - barre 12 mm per solai e solette dei balconi si ottengono i valori teorici di tabella. Tenuto conto delle tipologie di distanziatori disponibili in commercio, nel progetto si adottano i valori evidenziati nellultima colonna.
Elemento strutturale Travi, pilastri interni, nuclei Solai Solette/travi logge (arm. sup.) Solette/travi logge (arm. inf.) Pilastri esterni logge Fondazioni, muri contro terra Classe di esposizione XC1 XC1 XC3 XC3 XC3 XC2+XA1

, cmin,b
(mm)

cmin,dur
(mm)

cdur,add
(mm)

cdur
(mm)

cmin
(mm)

cnom
(mm)

8 12 12 12 8 16

15 15 25 + 5 25 25

- 10 -20 -10 -10 -

5 20 15 25

8 12 12 20 25 25 30 40 20

Tabella 1.3 Copriferri nominali

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1.5 Materiali 1.5.1 Calcestruzzo


La classe del calcestruzzo identificata mediante la resistenza caratteristica a compressione (N/mm2) misurata dopo 28 gg di maturazione. Nelle NT (Norme Tecniche) la resistenza misurata su cubi di lato 160 mm e ha sigla: Rck (es. Rck 25, Rck 30 ecc.), nellEC2 su cilindri di diametro 150 mm e altezza 300 mm - sigla fck - o su cubi di lato 160 mm sigla fck,cu. Per lEC2 la denominazione C fck / fck,cu.
DM 11.1.10.1

Per entrambe le norme Rck = fck,cu, mentre la resistenza cilindrica fck, varia: secondo le NT si assume fck, = 0,83 Rck , secondo lEC2 fck, 0,80 fck,cu. Adottando le indicazioni delle NT si ottengono: Denominazione Destinazione resistenza a compressione cubica caratteristica resistenza a compressione cilindrica (0,83 Rck) resistenza a trazione media modulo elastico (secondo EC2) coeff. di sicurezza parziale (da applicare a Rck) resistenza a compressione cilindrica di calcolo coefficiente effetti di lungo termine resistenza a trazione di calcolo fctd fcd Rck fck fctm Ecm C25/30 solai/travi 30 25 2,6 31 m,c 15,8 cc 1,8 1 1,2 N/mm2 1,9 18,4 N/mm2 C28/35 pilastri, setti, nuclei 35 29 2,8 32 N/mm2 N/mm2 N/mm2 kN/mm2

1.5.2 Acciaio
DM 11 2 2 1

Gli acciai per armatura sono definiti dai valori caratteristici delle tensioni di snervamento fyk e di rottura ftk, del rapporto (ft/fy)k e dal valore caratteristico della deformazione uk corrispondente alla tensione massima sotto carico. Per le NT e lEC2 : f fyd = yk s f Secondo le N.T s = 1,15. La deformazione di progetto al limite elastico vale syd = yd Es

DM 5.1.2.1.1.4 EC2 2.4.2.4

Nel seguito sono riportati i valori caratteristici e di progetto di tensioni e deformazioni per acciaio laminato a caldo B450C controllato in stabilimento. Per il calcolo di syd si assunto, come nellEC2, Es = 200103 N/mm2. resistenza a trazione caratteristica ftk 540 N/mm2 tensione di snervamento caratteristica allungamento uniforme al carico massimo rapporto tra resistenza e tensione di snervamento modulo elastico (secondo EC2) coeff. di sicurezza parziale tensione di snervamento di calcolo deformazione di snervamento di calcolo deformazione limite allo SLU ud = 0,90 uk fyk uk Es s fyd syd ud 450 N/mm2 > 70 200 kN/mm2 1,15 391 N/mm2 1,96 63

1,15 < (ft / fy)k <1,35

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CAPITOLO 2

CAPITOLO 2 Analisi dei carichi


2.1 Stati limite 2.1.1 Definizione e classificazione
Stati limite: sono stati al di l dei quali una struttura non soddisfa pi le esigenze per le quali stata progettata. Si suddividono in stati limite ultimi e stati limite di esercizio. a. Stati limite ultimi

Gli stati limite ultimi sono quelli associati al collasso o ad altre forme di cedimento strutturale che possono mettere in pericolo la sicurezza delle persone. Le situazioni che precedono il collasso sono trattate anchesse come stati limite ultimi. Gli stati limite ultimi per cui richiesta la verifica riguardano: b. la perdita di equilibrio della struttura o di una parte di essa, considerata come corpo rigido; il dissesto per deformazione eccessiva, rottura o perdita di stabilit della struttura o di una parte di essa, compresi i vincoli e le fondazioni. Stati limite di esercizio

Gli stati limite di esercizio corrispondono a stati al di l dei quali non risultano pi soddisfatti i requisiti di uso richiesti. Gli stati limite di esercizio per cui richiesta la verifica riguardano: le deformazioni o inflessioni che nuocciono allaspetto o modificano la possibilit duso della struttura (inclusi i malfunzionamenti di apparecchiature e impianti) o danneggiano le finiture o gli elementi non strutturali; la fessurazione del calcestruzzo se pu influire negativamente sullaspetto, sulla durabilit o sulla impermeabilit allacqua dellopera; il danneggiamento del calcestruzzo in presenza di compressione eccessiva, che pu portare a perdita di durabilit; le vibrazioni se possono causare disturbo agli occupanti, danno alledificio o ai beni in esso contenuti o limitarne lidoneit alluso.

2.1.2 Metodi di verifica


QT3

Una struttura deve essere verificata per tutti gli stati limite considerati significativi, sia ultimi che di esercizio. In genere le verifiche agli stati limite di esercizio vengono effettuate utilizzando modelli che ipotizzano il comportamento elastico dei materiali, modificato per tener conto della fessurazione del calcestruzzo (sezione parzializzata omogeneizzata). Si possono usare metodi tabellari semplificati, che forniscono indicazioni utili in fase di predimensionamento degli elementi strutturali (vedere QT3). Il progetto/verifica agli stati limite ultimi si basa su modelli plastici. I metodi di progetto/verifica delle armature, diversi a seconda dei diversi stati limite (sollecitazioni di pressoflessione e flessione, taglio, torsione e punzonamento), sono facilitati dalluso di tabelle e grafici basati su parametri adimensionali (vedere QT 4-5-6). Per tutti gli stati limite occorre preliminarmente cumulare le azioni permanenti (peso proprio e carichi permanentemente portati) e variabili (carichi di esercizio, vento, neve) mediante idonee combinazioni di carico e disporre i carichi variabili sulla struttura in modo da massimizzare leffetto sfavorevole considerato.

QT4 QT5 QT6

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2-1

CAPITOLO 2

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2.2 Azioni 2.2.1 Classificazione e variabilit nel tempo


DM 2.6.3

Le NT definiscono come azione ogni causa o insieme di cause capace di indurre stati limite in una struttura. In genere per gli edifici si considerano azioni variabili di intensit convenzionale aventi la possibilit di variare la posizione (disposizioni di carico). I carichi si classificano come: carichi permanenti (G) che agiscono durante tutta la vita utile della struttura con variazioni di intensit nel tempo cos piccole e lente da poter essere considerati con sufficiente approssimazione costanti nel tempo: pesi propri della struttura e carichi permanentemente portati; carichi variabili (Q) suddivisi in carichi di lunga durata - che agiscono, anche non continuativamente, con intensit significativa per un tempo non trascurabile rispetto alla vita utile della struttura - e di breve durata - che agiscono per un tempo breve rispetto alla vita utile della struttura. carichi eccezionali (A), legati ad eventi fortuiti (incendi, esplosioni, urti, impatti, sisma ecc)1.

Fig. 2.1 Variabilit di unazione nel tempo


DM 2.6.4.2

Di ciascun carico variabile nel tempo sono definiti una serie di valori rappresentativi (fig. 2.1): Qk 0 Qk, il valore caratteristico dellazione, caratterizzato da unassegnata probabilit di essere superato nel periodo di riferimento Tu (frattile di ordine k della distribuzione statistica del carico); il valore di combinazione dellazione, in cui il coefficiente 0 < 1 tiene conto della ridotta probabilit di occorrenza simultanea di due o pi azioni indipendenti entrambe di intensit pari al valore caratteristico: utilizzato per gli SLU e SLE irreversibili (fessurazione); il valore frequente dellazione, in cui 1 < 0 scelto in modo che il periodo di tempo in cui il valore lintensit 1 Qk viene superata sia al pi una frazione, generalmente il 10%, del periodo di riferimento Tu. E utilizzato per gli SLE reversibili (verifica di fessurazione di strutture precompresse); il valore quasi permanente dellazione k, in cui 2 < 1 scelto in modo che il periodo di tempo in cui 2 Qk risulta superata sia al pi una frazione (generalmente il 50%) del periodo di riferimento Tu: E utilizzato per il calcolo degli effetti a lungo termine negli SLE reversibili (deformazione della struttura) e nelle condizioni che vedono dominante lazione sismica.

DM05 2.6.4.1

1 Qk

2 Q

QT1

Essendo tutti i coefficienti < 1 i valori che si ottengono corrispondono ad intensit dellazione via via minori, pi facilmente superabili durante la vita utile della struttura e corrispondenti a periodi di ritorno T minori del periodo associato al valore caratteristico dellazione stessa. I valori dei fattori di combinazione adottati in Italia dipendono dal tipo di azione considerata, dalla destinazione duso della struttura e dalla situazione di progetto.
Anche se le NT non classificano levento sismico come eccezionale, esso da intendersi come tale secondo le indicazioni dellEC0, 4.1.2 (9).
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CAPITOLO 2

2.2.2 Azioni permanenti


DM 6.1.1

Per le parti strutturali e non strutturali le azioni permanenti sono valutate in base alle masse volumiche dei materiali di cui composta la costruzione e/o alle loro caratteristiche geometriche Per elementi strutturali e di finitura per edifici si possono applicare i valori di tabella 2.1. Materiali
Calcestruzzo non armato / armato Conglomerato leggero per sottofondi Intonaco di cemento Mattoni semipieni Mattoni forati Pietre naturali, piastrelle ecc Laterizio per solai interasse nervature i = (40+10) o (38+12) cm h = 18 cm h = 20 cm h = 22 cm h = 24 cm Manto di tegole (coppi) o marsigliesi Manto di tegole (marsigliesi)

massa volumica/ intensit 24 / 25 14 - 20 20 16 11 30

u.d.m.

kN/m3

0,75 0,82 0,89 1,00 0,70 0,40

kN/m2

Tabella 2.1 - Masse volumiche e intensit Nel seguito sviluppata lanalisi dei carichi dei diversi di elementi strutturali, rappresentati in sezione. Per tutti gli elementi il peso proprio identificato dal simbolo gk0. A) SOLAI E SOLETTE SOLAIO PIANO TIPO H = (18 + 5) cm

a) solaio in latero-cemento interasse (38+12) h = 18 cm getto di completamento in calcestruzzo armato nervature i = 50 cm e soletta s = 5 cm (0,120,182 + 0,051,01,0)25 b) sottofondo in calcestruzzo alleggerito s = 8 cm c) pavimento in ceramica 1 cm d) intonaco d'intradosso 1 cm 0,0816 0,0125 0,0120

0,75 kN/m2 2,33 kN/m2 gk0 = 3,08 kN/m2 1,28 kN/m2 0,25 kN/m2 0,20 kN/m2 gk1 = 1,73 kN/m2

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CAPITOLO 2

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SOLAIO LOGGIA E PIANO SOTTOTETTO - H = (18 + 5) cm

a) solaio in latero-cemento e calcestruzzo H = (18 + 5) cm b) sottofondo in calcestruzzo alleggerito s = 3 cm 0,0316 c) pavimento in ceramica 1 cm 0,0125 d) intonaco d'intradosso 1 cm 0,0120 SOLAIO COPERTURA- H = (18 + 5) cm

gk0 = 3,08 kN/m2 0,48 kN/m2 0,25 kN/m2 0,20 kN/m2 gk4 = 0,93 kN/m2

a) solaio in latero-cemento e calcestruzzo H = (18 + 5) cm b) guaina e isolamento c) manto di tegole e listellatura SOLETTA SCALE- H = 15 cm

gk0 = 3,08 kN/m2 0,24 kN/m2 0,90 kN/m2 gk5 = 1,14 kN/m2

a) soletta in calcestruzzo h = 15 cm b) sottofondo gradini spessore medio 5 cm c) pedata in ceramica s = 1 cm d) intonaco di intradosso s = 1 cm

0,1525 0,0518

gk0 = 3,75 kN/m2 90 kN/m2 0,25 kN/m2 0,20 kN/m2 gk7 = 1,35 kN/m2

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CAPITOLO 2

B) MURATURE ESTERNE ED INTERNE MURATURA DI TAMPONAMENTO ESTERNA SP. CM 35

interno
c a d b

quote in cm 1 12 8 35 2 12

Muratura di chiusura esterna - sezione verticale

a) muratura interna in mattoni forati s = 12 cm b) muratura interna in mattoni semipieni s = 12 cm c) intonaco interno s =1 cm intonaco in cassavuota rustico s =1 cm d) isolamento termico s = 8 cm

0,1211 0,1216 0,0120 0,0120 0,080,9

1,32 kN/m2

1,92 kN/m2 0,20 kN/m2 0,20 kN/m2 0,06 kN/m2 Totale 3,70 kN/m2 Per ciascun piano di altezza a rustico h = 2,80 m il carico medio a metro lineare di muratura netto, tenendo conto delle aperture esterne (finestre e porte finestre), risulta perimetro totale edificio altezza interpiano al rustico superficie muratura lorda totale edificio superficie aperture porte-finestre n. 16 finestre n. 14 incidenza aperture su totale muratura peso medio lineare muratura lorda peso medio lineare muratura netta (35,7 + 14,0) 2 1002,80 161,202,20 141,201,50 Totale (67/280) 100 100 m 2,80 m 280 m2 42 m2 15 m2 67 m2 24%

3,702,80 = 10,36 kN/m (1-0,24)10,36 gk2 = 7,88 kN/m

MURATURA DI PARTIZIONE INTERNA SP. CM 10

interno
b a b

quote in cm

a) muratura interna in mattori forati s = 8 cm b) intonaco interno ed esterno s =(1+1) cm

0,0811 0,0220

0,88 kN/m2 0,40 kN/m2 Totale 1,28 kN/m2


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Per ciascun piano di superficie netta 470 m2 circa il carico medio a metro quadrato di solaio, tenendo conto delle aperture interne, risulta sviluppo totale muratura interna altezza interpiano al rustico superficie muratura lorda totale edificio superficie aperture: porte n. 30 incidenza aperture su totale muratura peso totale muratura lorda peso totale muratura netta 165 m 2,80 m 462 m2 53 m2 11,5%

1652,80 300,802,20 (53/462) 100

1,28462 = 591 kN (1-0,115)591= 523 kN

Per il calcolo dei solai degli edifici di civile abitazione in grado, come nel caso di esame, di avere adeguata capacit di ripartizione trasversale dei carichi, il carico lineare costituito dai divisori pu essere trasformato in un carico uniformemente, la cui intensit calcolata come rapporto tra il peso complessivo della muratura e la superficie netta del solaio (462 m2 nel caso in esame). Peso della muratura per unit di superficie di solaio 523/462 gk3 = 1,13 kN/m

2.2.3 Peso delle travi


Il peso a metro lineare delle travi in spessore aventi dimensioni (bh) calcolato come differenza tra i pesi propri di una trave piena di altezza h e larghezza b e quello di una striscia di solaio di larghezza b Esprimendo b e h in metri, assumendo come massa volumica del calcestruzzo il valore per elementi armati (25 kN/m3) e come peso proprio quello del solaio (3,08 kN/m2) risulta: per trave di spina per travi di bordo o cordoli gk0 = (25 b h 3,08 b) = b (25 h 3,08) gk0 = (25 b h 3,08 b/2) = b (25 h 1,54) gk0 = 2,67 b gk0 = 4,21 b kN/m kN/m

Per solaio di spessore h = 0,23 m porta

kN/m per trave di spina; kN/m per trave di bordo o cordoli

2.2.4 Azioni variabili


Le azioni variabili dipendono dalla destinazione duso dellopera. I modelli di tali azioni sono: carichi uniformemente distribuiti qk carichi orizzontali lineari Hk , applicati alle pareti alla quota di 1,20 m. dal piano di calpestio, oppure ai mancorrenti alla quota del bordo superiore e utilizzati solo per verifiche locali - carichi concentrati Qk applicati su impronte di carico di (5050) mm [per rimesse e parcheggi su impronte (200200) mm distanti 1,60 m]. I valori dei carichi caratteristici e/o nominali da utilizzare nel progetto, ricavati dalle NT in funzione della categoria delledifico, sono riportati in tabella 2.2. Cat.
1 5 6 8

Ambiente
Locali di abitazione, logge Balconi, ballatoi, scale Sottotetti accessibili per sola manutenzione Rimesse e parcheggi per autovetture fino a 30 kN

qk
(kN/m2)

Qk
(kN)

Hk (kN/m)
1,00 2,00 1,00 1,00

2,00 4,00 1,00 2,50

2,00 3,00 2,00 2 x 10,00

Tabella 2.2 - Carichi di esercizio


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CAPITOLO 2

2.2.5 Azioni variabili ambientali e naturali - neve


Lintensit del carico di neve sulla copertura di un edificio dipende da una serie di fattori legati a variabili topografiche (zona geografica e quota sul livello del mare della costruzione, ventosit del sito, presenza di edifici circostanti) e alla tipologia della copertura (inclinazione delle falde, rugosit della superficie, presenza di fonti di calore sotto la copertura ecc). Lazione statica si ottiene moltiplicando il carico di neve qs, considerato agente in proiezione orizzontale della copertura, per larea ove esso presente. Il carico di neve qS calcolato a partire da: il carico di neve qref(TR) che dipende da un carico di riferimento caratteristico qsk funzione dei parametri che caratterizzano il sito (zona geografica ed effetti locali legati allubicazione) modificato per tener conto del periodo di ritorno TR specifico per la costruzione considerata; i parametri che caratterizzano la tipologia strutturale e il tipo di opera (coefficienti di forma, di esposizione e termico).

A) Carico di neve caratteristico qsk e di riferimento qref (TR) Il carico di neve caratteristico qsk, il frattile 99,5% della distribuzione dei massimi annuali dei carichi di neve al suolo. Tale valore ha probabilit di superamento, in qualsiasi anno, pari a p = (1 - 0,995) = 0,005 dunque periodo di ritorno TR = 1/0,005 = 200 anni.
DM 3.5.4.

Tutte le localit del Nord Italia (esclusa quelle della regione Liguria) a quota minore di 1500 m sono classificate dalle NT nella zona geografica I. Per tale zona : - qsk = 1,60 kN/m2 - qsk = 1,60 + se la localit in cui localizzato il fabbricato ad altezza as 200 m s.l.m.

3,0 ( a s -200 ) se 200 < as 750 m 1000


3,0 ( 350-200 ) = . 2,05 kN/m2 1000

La localit in cui ubicato ledificio si trova a quota as = 350 m s.l.m. Si ottiene: qsk = 1,60 +

Il carico qsk va modificato in funzione del periodo di ritorno TR del fenomeno, variabile in base alla classe strutturale dellopera,secondo la relazione: qref (TR) = R (TR) qsk Il coefficiente R (TR) dipende dal periodo di ritorno TR che viene assunto pari a 10 volte la vita di progetto convenzionale dellopera Td. Per strutture con vita di progetto Td = 50 anni (classe 1) sono pertanto TR = 10 x 50 = 500 anni e R (500) = 1,12 (+12%). qref (500) = Rn (500) qsk = 1,12 x 2,05 = 2,30 kN/m2
B) Carico di neve qs

Il carico di neve qs ha espressione


i

qs = i qref (TR) ce ct

coefficiente di forma della copertura, varabile per copertura a una falda da 0,80 a 0 in funzione dellinclinazione sullorizzontale (delle inclinazioni i delle falde, se diverse, per coperture a due falde) nellipotesi che non risulti impedito lo scivolamento della neve. La presenza di un parapetto e/o di elementi fermaneve impongono il valore i = 0,80. coefficiente di esposizione, variabile tra 0,8 e 1,2, che tiene conto che la neve pu essere asportata dal vento in misura variabile in funzione delle caratteristiche topografiche del sito ove localizzato lopera. In zona aperta senza ostacoli alleffetto del vento ce = 0,80; in zona in cui non si ha rimozione significativa ce = 1,0; in zona riparata dalleffetto del vento (edifici bassi contornati da edifici alti e/o da alberi alti) ce = 1,20. In assenza di indicazioni specifiche si assume ce = 1,0.

ce

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CAPITOLO 2

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ct

coefficiente termico, che tiene conto della possibilit che la neve venga sciolta per effetto di dispersioni termiche della struttura di copertura. In assenza di dati specifici o in presenza di sottotetto non riscaldato si assume ct = 1,0.

Ledificio ha copertura a due falde di uguale inclinazione con cornicione ed elementi fermaneve (i = 0,80), in condizioni normali di esposizione e realizzato in zona edificata in cui non si ha rimozione della neve (ce = 1,0) e ha un sottotetto non riscaldato (ct = 1,0). Pertanto: qs = i qref (500) ce ct = 0,802,301,01,0 = 1,84 kN/m2

2.2.6 Sommario delle azioni (peso proprio, carichi permanenti e variabili)


In tabella 2.4 viene presentato un sommario dei carichi agenti sui diversi orizzontamenti. Tutti i valori di tabella sono valori caratteristici considerati in proiezione orizzontale.
1) PIANO TIPO 1a) Solai e terrazzi Gk0 Gk1 + Gk3 Qk1 Gk2 Gk0 Gk4 Qk3 1d) Travi Gk0 Gk0 Gk0 Gk4 Qk6 Gk0 Gk5 Qk4 4) SCALE Gk6 Gk7 Qk7 peso proprio carico permanente carico folla
3,75 1,35 5,10 kN/m2 4,00 kN/m2 Intensit Totale

peso proprio carichi permanenti + muratura carico variabile peso proprio peso proprio carico permanente carico variabile (logge) p.p. trave di spina p.p. travi di bordo / cordoli peso proprio carico permanente carico variabile peso proprio2 carico permanente2 neve

3,08 2,86

5,94 kN/m2
2,00 kN/m2

1b) Muratura di chiusura esterna


7,88 kN/m

1c) Logge e sottotetto


3,08 0,93 4,01 kN/m2 2,00 kN/m2

2,67 b kN/m 4,21 b kN/m

2) SOTTOTETTO
3,08 0,93 4,01 kN/m2 1,00 kN/m2

3) COPERTURA
3,14 1,16

4,30 kN/m2
1,84 kN/m2

Tabella 2.3 - Carichi su orizzontamenti


2

Dato che la copertura ha falde inclinate sullorizzontale di = 10,75, le intensit dei carichi permanenti in proiezione orizzontale si ottengono dividendo per (cos ) i valori calcolati, nellanalisi dei carichi, considerando una sezione perpendicolare alla falda. In proiezione orizzontale il carico permanente totale, somma del peso proprio gk0 e del carico permanente portato gk5 , ha pertanto intensit pari a: (3,08 + 1,14)/0,982 = 4,30 kN/m2.
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CAPITOLO 2

2.3 Combinazione delle azioni


Le azioni che possono agire su una struttura sono numerose e in generale la presenza di una azione non implica necessariamente la presenza o lesclusione di altre azioni: le azioni variabili, considerate tra loro indipendenti possono manifestarsi anche contemporaneamente, ma la probabilit della presenza contemporanea di azioni variabili aventi tutte intensit significative ovviamente ridotta. Le azioni devono essere combinate in uno scenario di carico che massimizzi gli effetti sulla struttura. Una azione variabile non deve mai essere presa in conto se, in una data combinazione di carico, ha effetto favorevole, cio riduce leffetto di carico (sollecitazione, deformazione, tensione) in esame. Nel caso di strutture non precompresse le combinazioni da utilizzare sono:
DM 2.6.5.

per gli SLU la combinazione FONDAMENTALE


Ed = E

G,jGk,j + Q,1Q k,1 +

i>1

Q,i 0,iQ k,i

Il simbolo E significa effetto provocato dalla presenza dei carichi G e Q,, il simbolo + significa in combinazione con. Tra i carichi variabili, il carico Qk,1 quello che massimizza leffetto nella sezione e per la verifica in esame, i coefficienti moltiplicativi delle azioni sono indicati in tabella 2.4. Nel caso di pi azioni variabili tutte peggiorative delleffetto di carico in esame, per tener conto della ridotta probabilit che esse siano tutte contemporaneamente presenti con il valore caratteristico si assume il valore caratteristico dellazione che fornisce il contributo pi significativo e, per le altre, valori ridotti (valori di combinazione) ottenuti moltiplicando il valore caratteristico di ciascuna per il suo coefficiente di combinazione 0.
Effetto Favorevole Sfavorevole G 1.0 1.4 Q 0 1.5

Tabella 2.4 - Coefficienti delle azioni per gli SLE le combinazioni: RARA
Ed = E

G
i

k,j +Q k,1 +

i >1

0,iQ k,i

Il carico variabile che fornisce il contributo pi significativo preso con il valore caratteristico, i carichi che lo accompagnano con i valori di combinazione; QUASI PERMANENTE Ed = E Gk,j + 2,iQ k,i i i Tutti i carichi variabili sono ridotti moltiplicandoli per il rispettivo coefficiente. I valori dei coefficienti
0 e 2 sono riportati in tabella 2.5.

Carico
Locali di abitazione, logge balconi, ballatoi, scale Neve

0 0,70 0,60

2 0,30 0,10

Tabella 2.5 Coefficienti

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[PAGINA BIANCA]

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CAPITOLO 3

CAPITOLO 3 Predimensionamento e verifiche agli stati limite di esercizio


Nel capitolo si esaminano le prescrizioni delle NT relative alla geometria degli elementi strutturali e viene svolto il predimensionamento della geometria di solai e travi e la verifica agli stati limite di esercizio (limitazione delle tensioni, fessurazione e deformazione). La verifica allo stato limite di limitazione delle tensioni effettuata in modalit semplificata, sulla base dei soli dati relativi allintensit e ai coefficienti di combinazione e di sicurezza dei carichi agenti. La verifica allo stato limite di fessurazione definisce i diametri massimi delle barre di armatura e della loro posizione nelle travi La verifica allo stato limite di deformazione di solai e travi inflessi richiede il predimensionamento allo stato limite ultimo delle loro sezioni (geometria e armatura): essa pertanto preceduta dallindividuazione delle aree di carico di competenza di ciascun elemento strutturale.

3.1 Elementi strutturali


EC2 5.3.1

Gli elementi strutturali sono classificati in base alla loro natura e funzione come travi, pilastri, piastre, muri ecc. e in base alle loro caratteristiche geometriche come: monodimensionali, se una dimensione prevalente rispetto alle altre: gli elementi, individuati dal loro asse geometrico, possono essere analizzati con la teoria delle travi; bidimensionali, se due dimensioni sono prevalenti rispetto alla terza, quest'ultima pari, in generale, allo spessore: a tali elementi si d il nome di piastre o lastre; tridimensionali, se le tre dimensioni sono dello stesso ordine di grandezza (elementi tozzi).

La struttura d'elevazione dell'edificio formato da un insieme di elementi monodimensionali orizzontali (solai e travi) e verticali (pilastri e nuclei).
OR 4.11.1.5

I solai in calcestruzzo gettato in opera con alleggerimenti in laterizio sono considerati diaframmi infinitamente rigidi in grado di trasmettere le azioni orizzontali (vento, imperfezioni geometriche, eventuale sisma) agli elementi verticali di controvento (nuclei ascensore, setti).1 I nuclei ascensore sono considerati come mensole incastrate in fondazione e vincolate ai piani dai solai di piano. In particolare il solaio di piano terreno, collegato ai muri laterali in modo da formare una scatola rigida, impedisce lo spostamento nel piano orizzontale di tutti gli elementi verticali.

Secondo la 3274 i solai possono essere considerati diaframmi rigidi se le aperture presenti non ne riducono significativamente la rigidezza; se realizzati in laterocemento, devono avere una soletta di calcestruzzo di spessore minimo 40 mm. Seguendo le indicazioni valide in zona sismica la rigidezza effettiva si pu valutare considerando il solaio come una trave alta appoggiata agli elementi verticali, soggetta a un carico distribuito ottenuto dividendo il peso del solaio incrementato del 30% per la lunghezza complessiva di trave.
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CAPITOLO 3

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3.2 Stato limite di esercizio: limitazione delle tensioni


I materiali (calcestruzzo e acciaio) degli elementi strutturali non devono essere soggetti, in esercizio, a tensioni di lavoro troppo elevate. Ne deriverebbero infatti effetti negativi quali: - per tensioni di compressione eccessive del calcestruzzo: fessure longitudinali, microfessurazioni, elevata viscosit; - per tensioni eccessive di trazione dellacciaio: deformazioni anelastiche con fessurazione e deformazioni eccessive delle strutture inflesse. Per le classi di esposizione ambientale e le combinazioni di carico previste devono essere rispettati i valori limite dei rapporti c/ fck e di s/ fyk di tabella 3.1.
Condizioni ambientali Ordinarie Aggressive Classe di esposizione X0 XC Calcestruzzo c/ fck quasi permanente 0,45 0,42 Acciaio s/ fyk rara 0,80 combinazione di carico

Tab. 3.1 - Rapporti limite di tensione per ambiente, materiale e combinazione di carico
QT2

Nel caso degli elementi inflessi una stima delle tensioni del calcestruzzo e dellacciaio in esercizio pu essere effettuata ancor prima del dimensionamento delle sezioni utilizzando le relazioni approssimate:
c M 0,68 ES fck MUL QK GK 0,68 Q G + Q K GK 1+ QK GK 0,93 Q G + Q K GK 1+

[3.1]

s M 0,93 ES fyk MUL

[3.2]

Tale possibilit importante perch dal livello delle tensioni dipendono sia alcune scelte di dettaglio (diametro e interferro delle armature) che la verifica allo stato limite di deformazione. Per i coefficienti G = 1,40, Q = 1,50 e 0 (combinazione rara) e 2 (combinazione quasi permanente) fissati dalle NT per ciascun carico (cap. 2) si ottengono i valori di tabella 3.2.
COMBINAZIONE QUASI PERMANENTE 2 2 Qk c s Gk fck fyk
0.10 0.15 0.08 0.04 0.23 0.39 0.36 0.41 0.36 0.33 0.54 0.50 0.56 0.49 0.45

Elemento Solaio p.tipo Loggia Sottotetto Copertura Scale

Gk kN/m2
5,94 4,01 4,01 4,22 5,10

Qk kN/m2
2,00 2,00 1,00 1,64 4,002

Qk Gk

COMBINAZIONE RARA 0 0 Qk s Gk fyk


0,70 0,70 0,70 0,60 0,70 0.24 0.35 0.18 0.23 0.55 0.60 0.58 0.62 0.58 0.56

0,34 0,30 0,50 0,30 0,25 0,30 0,39 0,10 0,78 0,30

Tab. 3.2 Rapporti di tensione Dal confronto delle tabella 3.1 e 3.2 la verifica allo stato limite ultimo delle tensioni sia del calcestruzzo che dellacciaio per i carichi del caso specifico sempre soddisfatta. In tabella sono evidenziati i casi che forniscono i rapporti pi elevati.

3-2

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CAPITOLO 3

3.3 Stati limite di esercizio: fessurazione


EC2 7.3.1

La fessurazione delle strutture inflesse di calcestruzzo armato non precompresse un fenomeno inevitabile e la presenza delle fessure alla base dei modelli di calcolo delle strutture in c.a. (sezione parzializzata). Un certo livello di fessurazione pertanto accettato, ma lampiezza delle fessure deve essere limitata sia per ragioni estetiche che per ridurre il pericolo di corrosione delle armature. LEC2 considera sono le fessure dovute ad applicazione delle azioni dirette e indirette Per ridurre il pericolo di corrosione occorre tenere conto dellaggressivit dellambiente in cui lopera collocata: pertanto lEC2 fissa dei valori limite di apertura delle fessure in funzione della classe di esposizione ambientale (Tab. 3.3).
Classe di esposizione wk
(mm)

X0, XC1 XC2-3-4, XD, XS

0,4 0,3

Tab. 3.3 Fessure - apertura limite I valori di tabella vanno intesi come valori caratteristici e devono essere verificati per la combinazione di carico quasi permanente. Per le classi di esposizione X0 e XC1 lampiezza delle fessure non influenza la durabilit e il limite indicato serve solo a garantire un aspetto accettabile dellopera.
EC2 9.2.1.1

Nelle travi inflesse, per evitare rotture repentine per strappo delle armature alla formazione della prima fessura nel calcestruzzo, deve essere presente unarmatura longitudinale minima in quantit tale da rispettare il rapporto geometrico (bt la larghezza media della zona tesa di calcestruzzo):
l = As 0,15% bt d

[3.3]

EC2 7.3.3

Se nella trave presente almeno larmatura minima possibile evitare fessure incontrollate e limitarne lampiezza a valori minori di wk = 0,3 mm, dunque soddisfare sempre le condizioni di tabella 3.3 per tutte le classi di esposizione, se: - per fessurazione dovuta a deformazioni impresse, si limita il diametro max delle barre longitudinali; - per fessurazione dovuta a carichi, si limita il diametro delle barre o, in alternativa, la distanza massima imax tra due barre adiacenti (fig. 3.1 ). I valori max e imax variano in funzione del tasso di lavoro s delle armature e sono riportati in tabella 3.4.

i max i max

s
(N/mm2)

max
(mm)

imax
(mm)

240 260

16 14

200 175

max
Fig. 3.1 Diametro e interferro massimi

Tab. 3.4 Valori limite per verifica a fessurazione

Nella combinazione di carico quasi permanente il tasso di lavoro massimo delle armature si verifica nei solai del piano tipo e del sottotetto e vale s @ 0,56 fyk (tab. 3.2). Per acciaio B450C la tensione risulta s @ 0,56 x 450 = 250 N/mm2, a cui corrisponde, in tabella 3.4, un diametro massimo delle barre compreso tra 14 e 16 mm e una distanza massima pari a circa 185 mm. Dato che la stima approssimata delle tensioni con le formule [2.2] e [2.3] a favore di sicurezza e il calcolo esatto fornirebbe valori minori di quelli stimati, nel progetto si adottano ovunque barre di diametro 16 mm. Con tale scelta si pu considerare verificato lo stato limite di fessurazione.

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CAPITOLO 3

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3.4 Distanze d
Sulla base dei valori di copriferro dei diversi elementi strutturali riportati nel cap. 2 si calcolano le distanze d del baricentro delle armature longitudinali dalla superficie esterna di calcestruzzo pi vicina ad esse. Per travi e pilastri (fig. 3.2):

d' = c nom + st +

l 2

d'

h d d'
Fig, 3.2 Distanze d travi e pilastri

long /2 staffe
c nom

d'

Per solai e solette

d' = c nom +

l 2

I solai in laterocemento hanno la sezione di figura 3.3.2 Lelemento di base del travetto tralicciato prefabbricato, di altezza totale 37 mm, incorpora un fondello di laterizio di spessore 12 mm. Le armature predisposte nel getto in stabilimento distano 12 mm dal bordo superiore del fondello di laterizio dunque, nel caso di barre di diametro 12 mm, hanno baricentro a distanza (12 + 12 + 12/2) = 30 mm dal bordo inferiore del travetto (fig. 3.3). Se presente dellarmatura integrativa, questa viene appoggiata sul getto di calcestruzzo del travetto (fig. 3.3). Se anche larmatura integrativa ha diametro 12 mm il suo baricentro dista dal bordo inferiore del travetto (37 + 12/2) = 43 mm. Per il sistema delle tre barre si pu assumere per d la posizione del baricentro complessivo posto a distanza:: d = [2 30 + 1 43]/3 = 34 mm

Fig, 3.3 Distanze d e d - solai

Per le travi e i pilastri si assumono staffe diametro 8 mm e barre longitudinali diametro 16 mm. Sulla base dei valori dei copriferri nominali cnom di tabella (1.3) si ottengono i valori di tabella 3.5. In base a tali valori, in tabella sono anche riportate le altezze utili d, distanza del baricentro dellarmatura tesa dal bordo del calcestruzzo compresso. Essendo i solai e le travi in spessore di solaio : d = h d = 230 d

La soletta di completamento opportuno abbia spessore minimo 50 mm in quanto date le condizioni di scarsa accuratezza del getto delle superfici dei solai lo spessore reale pu facilmente risultare minore del valore teorico. Il DM infatti penalizza i getti di strutture armate di spessore minore di 50 mm aumentando il fattore parziale di sicurezza del 25% (DM05, 5.1.2.1.4.1. e 5.1.2.1.4.2.). Tale limitazione rende di fatto antieconomica la realizzazione di getti di spessore minore di 50 mm. 2007 F. Biasioli

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CAPITOLO 3

Elemento strutturale

st
(mm)

l
(mm)

cnom
(mm)

d
(mm)

d = h d
(mm)

Pilastri interni Travi interne Solai (armatura inf.) Solette logge (arm. sup.) Solette logge (arm. inf.) Travi logge (arm. sup.) Travi logge (arm. inf.) Pilastri esterni logge Plinti e fondazioni

8 8

16 16 12 14 14

20 20 20 20 30 20 30 30 45

36 36 30/34 27 37 35 45 45 53

194 200/196 202 193 195 185 -

8 8 8

14 14 16 16

Tab. 3.5 Valori d, d

3.5 Aree di carico


Per dimensionare travi e pilastri occorre definirne le zone di carico di competenza di ciascun elemento: tutti i carichi (distribuiti, lineari, concentrati) compresi allinterno di ciascuna area vanno attribuiti allelemento strutturale presente allinterno della stessa. Le zone di competenza possono essere individuate sulla base delle intersezioni di linee che identificano le zone di taglio nullo nei modelli di calcolo (ad es. trave continua) utilizzati per solai e travi. Si considera una singola condizione di carico che vede tutte le campate degli elementi caricate con un carico distribuito costante di valore unitario: note le reazioni vincolari possibile calcolare lestensione di zona caricata di competenza di ciascun elemento.3 Data la simmetria delledificio sufficiente operare su met pianta. In figura 3.4 sono riportati, in verticale a sinistra e a destra i modelli di calcolo dei solai, in orizzontale superiormente e inferiormente i modelli di calcolo delle travi. Le luci di calcolo sono calcolate in base alle distanze asse-asse degli elementi portanti: per i solai, si considerano le linee dasse delle travi, per le travi i baricentri dei pilastri. Per le travi che terminano sul vano ascensore, si considera un vincolo di incastro posto in una sezione a distanza d = 20 cm dal filo esterno del vano. I modelli di calcolo utilizzati sono: trave di bordo inferiore allineamento da A1 a A7: trave continua a cinque campate su appoggi con incastro terminale4; travi centrali riferimenti C1 - C2 B4: trave continua a due campate con appoggio iniziale e incastro finale nel vano ascensore riferimenti B4 C6 - C7: trave continua a due campate con incastri di estremit e appoggio centrale. travi di bordo superiori (due travi separate dal vano scale) riferimenti D1 D2 D3: trave continua a due campate su appoggi semplici riferimenti D5 D6 D7 : trave continua a due campate con appoggio iniziale e incastro finale. I punto di taglio nullo sono quotati in figura. Le aree di carico di maggior estensione sono quelle che competono alle travi centrali, ai pilastri C2 e C7 e al vano ascensore B4.

3 4

Dalla relazione T(z) = R q z = 0

per q = 1 z = R.

Il vincolo di incastro deriva dalla simmetria delledificio in corrispondenza dellallineamento n.7


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CAPITOLO 3

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Fig, 3.4 Aree di competenza

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CAPITOLO 3

3.6 Predimensionamento degli elementi inflessi 3.6.1 Solai armatura a flessione


EC2 5.3.1

Per il calcolo i solai a travetti sono considerati piastre nervate con portanza monodirezionale poich, per qualsiasi nervatura, il rapporto tra la luce minima lmin e lo spessore h risulta lmin/h 5. Le luci di calcolo dei solai sono assunte pari alla distanza tra gli assi delle travi. Per la verifica allo stato limite di esercizio di deformazione occorre stimare le quantit di armatura tesa per flessione nelle sezioni di campata. Con riferimento alla carpenteria di piano si considerano: le nervature S03 - S01 con schema statico di trave continua a due campate di luci teoriche pari a l = (0,55/2 + 5,925 + 0,65/2) = 6,525 m non si considerano momenti di semi incastro alle estremit delle nervature; la nervatura S04 in corrispondenza del vano ascensore, con schema statico di trave semplicemente appoggiata di luce teorica l = (0,55/2 + 4,15 +0,20/2) = 4,525 m

lI solaio del piano tipo sono soggetti ai carichi permanenti Gk = 5,94 kN/m2 e variabili Qk = 2,0 kN/m2 per metro di larghezza (due nervature) descritti nella tabella 2.3. Il carico totale di progetto allo SLU vale: Gd + Qd = (1,4 5,94 + 1,5 2) = (8,31 + 3,0) = 11,31 kN/m2.
Nervature S03 S01 Considerando le disposizioni del carico variabile Qk che forniscono le sollecitazioni massime in campata e sullappoggio, le reazioni vincolari e i diagrammi di inviluppo sono riportati in figura 3.5.
Scala momenti 1:25 - Sollecitazioni SLU

M min M max R max R min

0 29.88 12.34

39.45

-60.22 92.30 48.45

39.45

0 29.88 12.34

Scala tagli 1:25 - Sollecitazioni SLU

T maxs 0 T maxd 29.88 Luci gk qk

6.525 5.94 2

-46.15 46.15

6.525 5.94 2

-29.88 0

Fig, 3.5 S03-S03 - diagrammi di inviluppo delle sollecitazioni

Lascissa del momento massimo a distanza z = 29,88/11,31 = 2,64 m dallappoggio iniziale. In presenza di armatura integrativa laltezza utile vale (tab. 3.5) d = (h-d) = 196 mm.

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CAPITOLO 3

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Per il calcolo dellarmatura tesa si assume una coppia resistente calcestruzzo acciaio avente braccio di leva pari alla distanza tra il baricentro delle soletta superiore e il baricentro dellarmatura inferiore, dunque con valore z = 196 50/2 = 171 mm. Il tasso di lavoro dellarmatura allo SLU pari a fyd = 450/1,15 = 391 N/mm2 Per le sollecitazioni massime e per metro di larghezza di solaio si ottiene: As = MSd / ( z fyd) = 39,45 106 / (171 391) = 590 mm2 /m Si dispongono (2 + 1) 12 per nervatura con unarea complessiva pari a 2 (3 113) = 678 > 590 mm2/m e A 6 113 100 = 0,34% rapporto geometrico = s = bd 1000 196
Nervatura S04

La sollecitazione di momento massimo vale M = Gd l2 /8 = 11,31 4,5252 /8 = 28,95 kNm. In assenza di armatura integrativa laltezza utile d risulta d = (h-d) = (230 30) = 200 mm (fig. 3.3) di conseguenza: As = MSd / ( z fyd) = 28,95 106 / (200 391) = 370 mm2 /m Si dispongono 2 12 per nervatura con unarea complessiva pari a 2 (2 113) = 452 > 370 mm2.

3.6.2 Travi larghezza e armatura a flessione


Secondo lEC2 si definisce trave un elemento monodimensionale a sviluppo orizzontale e prevalente comportamento flessionale, soggetto a carichi normali allasse longitudinale e per il quale sia: l 3h essendo l e h rispettivamente la luce della trave e laltezza della sezione trasversale. Per non essere tenuta in conto nel calcolo, una eventuale forza assiale di progetto NSd (presente ad es. nelle travi inclinate della copertura), deve avere intensit tale per cui

=
Ac fcd forza assiale ridotta

NSd 0,10 A c fcd

area della sezione trasversale della trave resistenza a compressione cilindrica di progetto del calcestruzzo

Laltezza utile d, identica per le tutte travi in spessore di solaio, vale d = h d = 194 mm (tab. 3.5). Occorre definire, oltre che larmatura tesa As, la larghezza b delle travi. Un valore della larghezza minima bmin pu essere ottenuta fissando un valore limite del momento ridotto :
=
QT4

MSd bd2 fcd

Il valore lim legato al rapporto (x/d)li m allo SLU: se (x/d)lim = 0,450 lim = 0,296 (vedi QT4). Nella carpenteria di piano sono previste travi con larghezza costante sia di bordo che centrali. In base allanalisi delle aree di carico del punto 3.5 le travi pi caricate risultano: per la travata centrale, la trave compresa tra i riferimenti C1-C2-B4 (vano ascensore) per le travate di bordo, la trave compresa tra i riferimenti D1-D2-D3.

Travata centrale T09 T10

La trave tra i riferimenti C1 C2 B4 formata dalle due campate T009-T010. Lo schema statico di trave appoggiata ai pilastri e incastrata nel muro del vano ascensore. Il vincolo di incastro si assume attivo a partire da una sezione a distanza 20 cm @ d (d = altezza utile della trave) dal filo esterno del vano. Le luci di calcolo tra i vincoli teorici sono:
3-8 2007 F. Biasioli

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CAPITOLO 3

T009

l = 3,60 m

T010

l = (4,35 0,10 + 0,20) = 4,25 m.

Larea di carico (fig. 3.4) ha larghezza .8,13 m. In base allintensit del carico totale di progetto del solaio (tab. 3.2) il carico di progetto per metro lineare di trave, trascurando la differenza tra il peso proprio della trave e il peso proprio del solaio, risulta pari a: 11,31 8,13 = 92 kN/m Considerando le disposizioni del carico variabile Q le sollecitazioni massime in campata e sullappoggio, le reazioni vincolari e i diagrammi di inviluppo sono riportate in figura 3.6.

Fig. 3.6 T009 T010 - Diagrammi di inviluppo delle sollecitazioni

Il momento massimo in campata vale M = 98 kNm. Adottando lim = 0,296 si ottiene la larghezza minima:
bmin = MSd 98 106 = = 556 mm limd2 fcd 0,296 1942 15,8

Si assume una trave di larghezza b = 650 mm. Il momento ridotto effettivo diventa = 0,296 x 556/650 = 0,253 a cui corrisponde (QT4) il rapporto meccanico di armatura o = 0,300 e il rapporto geometrico f 15,8 100 = 1,21% = cd =0,300 fyd 391 Per la trave T010 la quantit di armatura dunque il rapporto geometrico varia in proporzione alla variazione della sollecitazione. Risulta pertanto = (78/98) x 1,21 = 0,96%

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3-9

CAPITOLO 3

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Travata di bordo T001-T002

Si considera la trave compresa tra i riferimenti D1 D2 D3, formata da due campate T001-T002 aventi luci teoriche (assi pilastri) rispettivamente pari a 3,60 e 4,35 metri. Larea di carico (fig. 3.4) ha larghezza .2,74 m. In base allintensit del carico totale di progetto del solaio (tab. 3.2) il carico di progetto per metro lineare di trave, trascurando la differenza tra il peso proprio della trave e il peso proprio del solaio, risulta pari a: 11,31 2,74 = 31 kN/m a cui va sommato il carico sulla trave dovuto alla muratura esterna, con intensit (1,47,88) = 11 kN/m. Si ottiene un carico totale pari a (31 + 11) = 42 kN/m. Considerando le disposizioni del carico variabile Q le sollecitazioni massime in campata e sullappoggio, le reazioni vincolari e i diagrammi di inviluppo sono riportate in figura 3.7.

Fig, 3.7 T001 T002 - Diagrammi di inviluppo delle sollecitazioni

Con le ipotesi precedenti per MSd = 67 kNm


bmin = MSd 67 106 = = 381 mm 2 lim d fcd 0,296 194 2 15,8

Si assume una trave di larghezza b = 550 mm, a cui corrispondono: = 0,296 x 381/550 = 0,205 o = 0,233 = fcd/fyd = (0,233 15,8/391) 100 = 0,94%

3-10

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CAPITOLO 3

3.7 Verifiche allo stato limite di deformazione 3.7.1 Solai


QT3 4.2

Per la verifica allo stato limite di esercizio di deformazione di elementi inflessi con luce fino a 7 metri il rapporto l/d tra la luce e laltezza utile (la snellezza) della trave deve rispettare la relazione5:
l 310 l 310 1 l sk =sk s d 0 d fyk s / fyk d 0

[3.4]

con: s k s (l/d)0

fattore che dipende dalla forma della sezione: s = 1,0 per sezioni rettangolari o a T con rapporto tra le larghezze dellala compressa beff e dellanima bw (beff / bw ) 3; s = 0,80 per sezioni a T con (beff / bw ) > 3 coefficiente che tiene in conto dello schema statico del sistema strutturale (tabella 3.6) tensione dellarmatura tesa in esercizio (combinazione di carico quasi permanente). rapporto luce/altezza utile di base
Sistema strutturale Travi semplicemente appoggiate Piastre semplicemente appoggiate mono o bidirezionali (in base alla luce minore) k

1,0 1,3 1,5 1,2 0,4

Campata terminale di travi continue o di piastre continue monodirezionali di piastre bidirezionali continue su un lato lungo (in base alla luce minore) Campata intermedia di travi continue Campata intermedia di piastre mono o bidirezionali (in base alla luce minore) Piastre non nervate sorrette da pilastri senza travi (in base alla luce maggiore) Mensole
Tab. 3.6 - Valori k

Dalla tabella 3.2 il rapporto massimo s/ fyk dellarmatura nella combinazione quasi permanente, per 2 = 0,30 e Qk/Gk = 2,0/5,94 = 0,34, vale : s/ fyk = 0,54
QT2 tab. 3.7

Per individuare il rapporto (l/d)0 si pu utilizzare o un metodo tabellare (QT2 tab. 3.7) o una delle formule proposte dallEC2. La tabella o la formula da utilizzare dipende dal parametro 0 = 10-3 fck. Per un calcestruzzo C25/30 con fck = 0,83 Rck = 0,8330 = 25 N/mm2 vale 0 = 10-3 25 = 0,50%. Il valore (l/d)0 pu essere calcolato con lespressione dellEC2 valida per 0 Per il rapporto geometrico = 0,34% si ottiene:
0 0 l = 11+ 1,5 fck + 3,2 fck -1 d 0
3

[3.5]

S03-S01

0,50 0,50 l + 3,2 25 -1 = 11 + 11 + 5 = 27 = 11+ 1,5 25 d 0,34 0 0,34

Per i solai beff / bw = 50/12 > 3 dunque s = 0,80.

Per luci leff maggiori di 7 metri il risultato della [3.1] va moltiplicato per il rapporto 7/ leff
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CAPITOLO 3

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Per un acciaio B450C con s = 0,80 e k = 1,3 considerando la nervatura di luce maggiore l = 6,525 m la [3.3] diventa:
l 310 1 l 310 1 6525 27 = 36 > =sk = 33 = 0,8 1,3 d fyk s /fyk d 0 450 0,54 196

La verifica allo stato limite di esercizio di deformazione soddisfatta e laltezza del solaio compatibile con i valori limite di inflessione. Per confronto sovente utilizzato, anzich il rapporto l/d, il rapporto l/h (h = altezza totale dellelemento inflesso). Risulta:6
l l d 196 = = 36 = 31 h d h 230

I campi di solaio compresi tra le travi dovrebbero avere, ove possibile, dimensioni multiple delle dimensioni di ogni blocco (25 50 cm). Linterasse tra le nervature del solaio deve essere minore di 15 volte lo spessore della soletta: in questo caso linterasse di 50 cm < (15 5 ) = 75 cm. Per la larghezza minima delle nervature bw deve risultare bw 1/8 dellinterasse tra i travetti, e comunque non inferiore a 80 mm: nel caso in esame con i = 500 mm bw = 120 mm > 500/8. Per irrigidire il solaio e ripartire il peso delle murature delle logge vengono realizzate due nervature trasversali, di larghezza bw = 22,5 e 20 cm.

3.7.2 Travi
QT3 4.2

Per la verifica allo stato limite di esercizio di deformazione vale la relazione [3.4] e il metodo di progetto/verifica simile a quello adottato per i solai. Nel caso delle travi peraltro il rapporto geometrico delle armature tese supera sempre il valore di riferimento 0 = 0,50% (le travi inflesse correttamente dimensionate sono armate con rapporti geometrici dellarmatura tesa nellintorno dell1%). Se 0 > 0,50% si pu tener conto, nel calcolo della snellezza (l/d)0, anche delleventuale contributo positivo di una armatura As posta nella zona compressa della sezione, identificata dal rapporto As/As. Per un calcestruzzo C25/30 valgono i valori di snellezza di base (l/d)0 di tabella 3.7.
0 = 0,50%5 A '/ A s s (%) 0.00 0.10 0.20 0.30 0.40 0.50 19 21 22 24 26 0.50 18 0.75 1.00 1.25 1.50 16 15 14 13 17 15 15 14 17 16 15 14 18 17 16 15 20 18 16 16 21 19 17 16

C25/30

Tab. 3.7 Rapporto (l/d)0 per travi - calcestruzzo C25/30

Per > 0 la relazione da cui sono ricavati i valori di tabella vale:


0 1 ' l + fck = 11+ 1,5 fck - ' 12 0 d 0
[3.6]

Il valore (l/h) = 31 paragonato al valore 25 indicato per i solai nel DM 9/1/96 pu sembrare elevato, ma occorre considerare che le formulazioni del DM facevano implicito riferimento a classi di resistenza del calcestruzzo minori di quella adottata nel caso in esame. Con una classe C20/25 (Rck = 25N/mm2) risulterebbe (l/d)0 = 23, l/d = 31 e l/h = 26, cio un valore allineato a quello del DM.
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CAPITOLO 3

I fattori k che tengono conto delle condizioni di vincolo sono sempre quelli di tabella 3.6. Anche in questo caso per travi con sezione a T i valori (l/d)0 di tabella devono essere moltiplicati per 0,8, e nel caso di luci leff > 7 m, per il rapporto 7/leff.
Travata centrale T09 T10

La trave T09 ha rapporto = 1,21%. Per tale valore la tabella 3.7 fornisce,per As = 0, rapporti (l/d)0 vicini a 14. I valori esatti possono essere calcolati con la formula [3.6]. Per la trave T010 = 0,96% Trascurando il contributo favorevole delle barre reggistaffe compresse e tenendo conto dei due diversi schemi di vincolo per s = 1 (sezione rettangolare) k = 1,3 (trave T009) e k = 1,5 (trave T010) si ottiene T009 T010
0,50 l = 11 + 3 = 14 = 11+ 1,5 25 1,21 d 0
0,50 l = 11 + 4 = 15 = 11+ 1,5 25 0,96 d 0

l 310 1 3600 = 1,3 14 = 23 > = 19 d 450 0,54 194


l 310 1 4250 = 1,5 15 = 29 > = 22 d 450 0,54 194

La verifica allo stato limite di deformazione delle travi centrali soddisfatta.


Travata di bordo T001-T002

Per il valore = 0,94% la tabella 3.8 fornisce un rapporto (l/d)0 pari a 15 circa. Il valore esatto pu essere calcolato con la [3.6] tenendo conto dello schema di vincolo per cui k = 1,3.
T002 0,50 l = 11 + 4 = 15 = 11+ 1,5 25 0,94 d 0 l 310 1 4250 =1,3 = 22 15 = 25 > d 450 0,54 194

La verifica allo stato limite di deformazione della trave di bordo soddisfatta.

3.8 Geometria del solaio


La sezione corrente del solaio del piano tipo con le dimensioni delle travi riportata in figura 3.8.

quote in [cm]

Fig. 3.8 Solaio tipo sezione

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CAPITOLO 3

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[PAGINA BIANCA]

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CAPITOLO 4

CAPITOLO 4 Predimensionamento degli elementi verticali


Nel capitolo si calcolano, in base alle aree di competenza definite nel capitolo 3, i carichi verticali totali sugli elementi verticali Il predimensionamento viene effettuato sulla base di criteri che tendono ad evitare problemi di instabilit o dei singoli pilastri o del sistema di controvento.

4.1 Carichi totali verticali 4.1.1 SLE combinazione quasi permanente


Il carico totale agente varia in funzione della verifica da effettuare. Per verifiche allo SLE di deformazione e allo SLU per il calcolo delle masse inerziali per le verifiche sismiche si considera la combinazione di carico quasi permanente, ottenuta applicando a ciascun carico variabile Qk il rispettivo coefficiente 2. I carichi di progetto da prendere in considerazione sono pertanto: Solaio piano tipo (carico distribuito) Scala e pianerottoli (carico distribuito) Solaio di sottotetto (carico distribuito) Solaio di copertura (carico distribuito Murature di tamponamento (carico lineare) Incremento di carico per trave di spina b = 0,65 m Incremento di carico per trave di bordo b = 0,55 m 5.94 + 0,32,0 = 6,54 kN/m2 5,10 + 0,34,0 = 6,30 kN/m2 4,01 + 0,31,0 = 4,31 kN/m2 4,30 + 0,1 1,84 = 4,48 kN/m2 7,88 kN/m 2,670,65 = 1,74 kN/m 4,210,55 = 2,32 kN/m

4.1.2 SLU combinazione fondamentale


I carichi di progetto allo stato limite ultimo da prendere in considerazione sono Solaio piano tipo (carico distribuito) Scala e pianerottoli (carico distribuito) Solaio di sottotetto (carico distribuito) Solaio di copertura (carico distribuito Murature di tamponamento (carico lineare) Incremento di carico per trave di spina b = 0,65 m Incremento di carico per trave di bordo b = 0,55 m 1,405,94 + 1,502,0 = 11,32 kN/m2 1,405,10 + 1,504,0 =13,14 kN/m2 1,404,01 + 1,501,0 = 7,11 kN/m2 1,404,30 + 1,50 1,84 = 8,77 kN/m2 1,407,88 = 11,03 kN/m 1,402,670,65 = 2,43 kN/m 1,404,210,55 = 3,24 kN/m

4.1.3 Carichi sugli elementi verticali - SLE e SLU


Le tabelle 4-1 e 4.2 riportano nellordine, per ciascun elemento verticale: - la sigla di ciascun elemento, definita in base al sistema di riferimento; - la tipologia (R = rettangolare o quadrato, C = circolare, ASC = vano ascensore); - le dimensioni x e y nelle direzioni globali x,y di ciascuna area di competenza e larea A; - per tutti i piani (terra, tipo, sottotetto e copertura): i carichi unitari e totali dovuti al solaio, alle travi, alle murature e alle scale e le estensioni dei carichi lineare - i carichi totali per elemento e complessivo su ciascun pilastro (escluso il peso proprio) di ciascun piano.

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4-1

CAPITOLO 4

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4-2

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CAPITOLO 4

Tab. 4.1 Carichi su pilastri e totali - SLE

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4-3

CAPITOLO 4

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4-4

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CAPITOLO 4

Tab. 4.2 Carichi su pilastri e totali - SLU

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4-5

CAPITOLO 4

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4.2

Predimensionamento degli elementi verticali - pilastri


NSd > 0,10 A c fcd

Un pilastro un elemento monodimensionale verticale caricato da una forza assiale di progetto NSd tale che:

Per non essere considerato una parete i rapporti geometrici tra le dimensioni devono risultare (fig, 3.9) 1: h/b 4 l/h 3

Predimensionamento

Fig. 4.1 Pilastro

La geometria della sezione trasversale di un pilastro pu essere definita in modo da non dover prendere in conto gli effetti del secondo ordine , che dipendono dalla snellezza: = con l0 imin l0 imin [4.1]

lunghezza di libera inflessione (distanza tra i punti di flesso della linea elastica) raggio dinerzia minimo della sezione di calcestruzzo non fessurata: per sezioni rettangolari di lato minimo h imin = b/ 12 ; per sezioni circolari di diametro D imin = D/4

EC2 5.8.3.1

Nel caso di un pilastro isolato si possano trascurare gli effetti del secondo ordine se risulta lim . La snellezza limite vale
lim = 20 A B C [4.2]

Nella formula la forza assiale ridotta con espressione sopra indicata. I coefficienti ABC tengono conto: A = 1/(1 +0,2ef)
B = 1 + 2 C = 1,7 - rm

degli effetti viscosi, espressi mediante il coefficiente efficace di viscosit ef


della quantit di armatura totale As espressa come rapporto meccanico = ; A c fcd delleccentricit delle forze assiali alle estremit del pilastro, espressa come rapporto M tra i momenti del primo ordine alle estremit rm = 01 con M02 M01 . M02 A s fyd

Secondo lEC2 in prima approssimazione si possono assumere A = 0,7 (ef = 2,14) e B = 1,1 (cio = 0,105). Il coefficiente C dipende dalla forma del diagramma del momento flettente che sollecita il pilastro: momenti flettenti di ugual segno generano una deformata del pilastro avente lunghezza libera di inflessione (distanza tra le sezioni di momento nullo) maggiore di quella dovuta a momenti flettenti di segno opposto: in questultimo caso infatti la sezione di momento nullo suddivide il pilastro in due parti che presentano curvature opposte e a cui corrispondono lunghezze di libera inflessione ridotte. (fig. 4.2)

Fig, 4.2 Lunghezze di libera inflessione e diagrammi di momento


1

In zona sismica deve essere bmin non minore di 0,1 volte la distanza massima tra il punto di momento nullo gli estremi del pilastro.
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4-6

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CAPITOLO 4

Se, come nel caso in esame, ledificio controventato i momenti alle estremit dei pilastri sono dovuti ai carichi verticali ed hanno segno opposto: si pu assumere M02 = - M01 dunque rm = - 1 e C = 2,7. Con i valori suggeriti dallEC2 nel caso di pilastri per edifici la [4.2] risulta pertanto lim = 20 A B C 20 0,7 1,1 2,7 41,6 = = [4.3]

Per una forza assiale centrata nel baricentro della sezione la relazione tra la forza assiale ridotta e il rapporto geometrico di armatura vale: =1+ Imponendo = 0,105 e sostituendo nella [4.3] si ottengono due CRITERI DI PREDIMENSIONAMENTO = 1,105 lim = 40 [4.4] in base ai quali possibile definire la geometria (area e dimensione minima) dei pilastri e setti. Per dimensionare le sezioni la sequenza operativa la seguente: 1) si calcolano le forze assiali di progetto NSd allo SLU che sollecitano i pilastri in fondazione (per i pilastri perimetrali, le forze assiali allo spiccato del muro del piano interrato); 2) si definiscono gli eventuali vincoli geometrici delle dimensioni legati al progetto architettonico; 3) dalla [4.4] per = 1,105 si ottiene larea Ac; 4) assumendo, a favore di sicurezza come lunghezza di libera inflessione l0 la distanza di interpiano; dalla [4.1] per = lim = 40 si calcolano il raggio minimo di inerzia e, in base alla forma della sezione, la dimensione minima della sezione 5) si fissano le dimensioni finali; 6) in base alla lunghezza totale di ciascun pilastro, valutata dallo spiccato di fondazione allintradosso della copertura (dallo spiccato dei muri per i pilastri perimetrali) si calcola il peso proprio che, moltiplicato per G = 1,40 e sommato alla forza assiale allo SLU NSd dovuta al carico dei solai, fornisce la forza assiale totale NSd in fondazione. Nel caso in esame: la lunghezza di libera inflessione pari a l0 = (270 + 23 + 10 = 303 cm) i pilastri circolari sono richiesti avere diametro massimo pari a 30 cm i pilastri delle travate di bordo devono essere contenuti nella muratura esterna dunque avere dimensione trasversale massima b = 25 cm i pilastri centrali devo avere dimensione trasversale massima b = 30 cm. laltezza media delledificio h = 20,83 m

I valori ottenuti dal predimensionamento sono da considerare come valori di prima approssimazione e possono non essere rispettati, tenendo presente che - se larea totale di un pilastro risulta minore dellarea minima derivata dal criterio di predimensionamento, lo stesso andr armato con un rapporto di armatura maggiore di = 0,105 - se la dimensione minima di un pilastro minore della dimensione minima del predimensionamento, risulter > lim e il pilastro va verificato tenendo conto degli effetti del secondo ordine.

4.3
QT4

Predimensionamento degli elementi verticali - setti

Se i pilastri sono elementi adibiti essenzialmente a portare carichi verticali, i setti sono chiamati ad assorbite i carichi derivanti dalle azioni orizzontali: avendo schema di mensola incastrata al piede, sono quindi sollecitati da momenti flettenti elevati. Di tale loro caratteristica si tiene conto nel criterio di predimensionamento.

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4-7

CAPITOLO 4
In

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OR 5.5.5.1

un diagramma di interazione il momento flettente ridotto (adimensionale) risulta massimo se la forza assiale ridotta vale 0,40. Per identificare le pareti strutturali lordinanza 3274 assume proprio la condizione: 0,40 Le condizioni = 0,40 lim = 40 [4.5] forniscono il criterio di predimensionamento dei setti. Il procedimento lo stesso utilizzato per i pilastri. Si considerano setti gli elementi D3, D5, D9, D11. Adottando i criteri di predimensionamento per pilastri e setti, si ottengono i valori di tabella 4.3 In tabella la tipologia di ciascun elemento indicata con i simboli R = Rettangolare; Q = Quadrato; C = Circolare; il simbolo ASC indica i vani ascensore, S i setti.

Tab. 4.3 Carichi su pilastri e predimensionamento

In base ai valori di tabella i pilastri C2 e C12 non rispettano la prescrizione di progetto e devono pertanto essere verificati anche per gli effetti del secondo ordine.

4-8

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CAPITOLO 4

4.4 Predimensionamento degli elementi verticali vani ascensore


Le strutture degli edifici possono risultare controventate o non controventate, a seconda che nel complesso strutturale siano o non siano previsti degli specifici elementi strutturali a cui affidato lassorbimento delle forze orizzontali (vento, sisma, imperfezioni geometriche).
EC2 5.8.3.3

I telai delle strutture, sia controventate che non controventate, possono essere a nodi fissi o a nodi mobili. Un telaio si definisce a nodi fissi se, nel calcolo dei pilastri, lecito trascurare gli effetti del II ordine dovuti a non linearit geometrica (eccessiva deformabilit dellelemento) o meccanica (comportamento non lineare dei materiali); in caso contrario classificata a nodi mobili. Ove possibile, opportuno realizzare strutture a telaio a nodi fissi associandole ad adeguati elementi di controvento, cos da contenere le dimensioni dei pilastri dei telai e disporre di due distinte strutture di trasferimento dei carichi: i telai per i carichi verticali, i controventi per i carichi orizzontali. In un edificio in cui gli elementi di controvento sono distribuiti in modo sostanzialmente simmetrico, in modo da evitare effetti torsionali significativi sotto lazione delle forze orizzontali, i telai controventati possono essere considerati a nodi fissi se la rigidezza flessionale (Ecd Ic/L) dei controventi soddisfa per entrambe le direzioni principali (X, Y) la condizione FV,Ed = k1 ns L FV,Ed Ecd Ic k1 numero di piani dell'edificio altezza totale (m) delledificio misurata dal vincolo flessionale degli elementi di controvento, assunto, per il caso in esame, in corrispondenza dellimpalcato del piano terreno carico verticale (kN) totale allo SLU agente sugli elementi controventati e di controvento; nella stima di FV,Ed i carichi vanno assunti fissi e senza riduzione ai piani E valore di progetto del modulo elastico (kN/m2) del calcestruzzo: Ecd = cm 2 1,20 4 momento dinerzia della sezione (m ) degli elementi di controvento. coefficiente pari a 0,31 se allo stato limite ultimo gli elementi di controvento si assume che siano fessurati, a 0,62 se si assume che siano non fessurati. ns ns +1,6

E
L
2

cdIc

[4.6]

La formula [4.6] permette il calcolo del valore minimo dellinerzia flessionale (Ic) complessiva degli elementi di controvento realizzati con un calcestruzzo di modulo elastico Ecd . Si ottiene:
Ic = FV,Ed L2 1,6 1 + k1 Ecd ns

Per ledificio in esame sono: numero di piani (incluso copertura) altezza dell'edificio (colmo copertura) peso totale della struttura in esercizio - primo solaio (tab. 4.2) modulo di elasticit calcestruzzo Rck35 (Ecm = 32 106 kN/m2) Nellipotesi di sezione non fessurata (k1 = 0,62) si ottiene FV,Ed L2 1,6 47673 20,832 1,6 4 1+ = 1+ = 1,52 m k1 Ecd ns 0,62 27 106 7 Per la verifica si considerano, a favore di sicurezza, come strutture di controvento i soli vani ascensore, di dimensioni esterne complessive (220x200) cm e con muri di spessore 20 cm. ns = 7 L = 20,83 m FV,Ed = 47.673 kN Ecd = 27 106 kN/m2

Ic =

Il valore suggerito dallEurocodice cE = 1,20. 4-9

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CAPITOLO 4

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Le caratteristiche geometriche della sezione a C sono calcolate suddividendo la sezione in elementi rettangolari (fig. 4.4). Da tale suddivisione si ottengono le caratteristiche in tabella 4.4.
Elemento 1a 1b 2a 2b 3 bx [mm] 550 550 200 200 2000 by [mm] 200 200 1800 1800 200 xi [mm] 275 1725 100 1900 1000 yi [mm] 2100 2100 1100 1100 100 A [mm2] 110000 110000 360000 360000 400000 Sxi [mm3] 231000000 231000000 396000000 396000000 40000000 Syi [mm3] 30250000 189750000 36000000 684000000 400000000

Totale

1340000 1294000000 1340000000

Tab. 4.4 Vani ascensore caratteristiche geometriche

Fig. 4.3 Suddivisione

Le coordinate del baricentro rispetto al sistema di riferimento xy risultano:

xG =

Sy A

1340000000 = 1000mm 1340000

yG =

S x 1294000000 = = 966mm A 1340000

I momenti di inerzi rispetto ai due assi passanti x y per il baricentro sono calcolati in tabella 4.5.
Elemento 1a 1b 2a 2b 3 bx [mm]
550 550 200 200 2000

by [mm]
200 200 1800 1800 200

xi [mm]
-725 725 -900 900 0

yi [mm]
1134 1134 134 134 -866

Ixg [mm4]
366666667 366666667

Ay2 [mm4]
1.4154E+11 1.4154E+11

Ixtot [mm4]
1.42E+11 1.42E+11 1.04E+11 1.04E+11 3.01E+11 7.92E+11

Iyg [mm4]

Ax2 [mm4]

Ixtot [mm4]
6.06E+10 6.06E+10 2.93E+11 2.93E+11 1.33E+11 8.40E+11

2.8E+09 5.782E+10 2.8E+09 5.782E+10 1.2E+09 2.916E+11 1.2E+09 2.916E+11 1.3E+11 0

97200000000 6495878815 97200000000 6495878815 1333333333 2.9975E+11

Tab. 4.5 Vani ascensore caratteristiche meccaniche

Con riferimento alla formula in appendice al capitolo 5. le coordinate del centro di taglio rispetto al sistema di riferimento indicato in figura valgono: xCT = 1000 mm per simmetria della sezione rispetto allasse y
y CT = 2100 3 18002 2100 + 6 18002 450 - 8 4503 -100 = 887 mm 3 18003 + 6 18002 2100 + 6 18002 450 + 8b1 + 12 1800 4502
Ix0 Iy0

Dalla tabella 4.5 risulta


Elemento
B4 B10 Totale [m4] 0,79 0,79 1,58 [m4] 0,84 0,84 1,68

Tab. 4.6 Nuclei - momenti di inerzia

Poich Imin = 1,58 > 1,52 m4 la verifica soddisfatta: il complesso di telai della struttura pu essere considerato a nodi fissi e non sono rilevanti gli effetti del II ordine.
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CAPITOLO 4

4.5 Calcestruzzo volumi di getto teorici e effettivi


Una stima della quantit di calcestruzzo utilizzata nei getti si ottiene considerando per ogni impalcato lincidenza % del peso del calcestruzzo dei diversi elementi strutturali sul carico totale di solaio allo SLU (tab. 4.7). Tale valore, moltiplicato per il carico totale di piano allo SLU di tabella 4.2, fornisce il peso del calcestruzzo per ciascun solaio, a cui va aggiunto il contributo dovuto allincremento di peso delle travi. Carichi Cls
[kN/m2]

SLU
[kN/m2]

Incidenza
[%]

Piano Tipo Sottotetto Copertura Scale Dalla tab. 4.2:

2,33 2.33 2.33 3.75

11.32 7.11 8.77 13.14

20.6 32.8 26.6 28.5

Tab. 4.7 Stima della quantit di calcestruzzo

{(2726 + 5 5094) 20,6 + 3202 32,8 + 3949 26,6 + (199 + 5 423 + 212) 28,5} /100 = 8629 kN Lincremento totale di peso dovuto alle travi (127 + 5 427 + 427)/1,4 = 1921 kN Il peso totale di calcestruzzo per il getto degli impalcati pertanto pari a (8629 + 1921) = 10550 kN, a cui corrisponde un volume teorico di calcestruzzo pari a (1550/25) = 422 m3. Peso e il volume di calcestruzzo di pilastri, setti e nuclei (tab. 4.3) risultano 2983 + 224 = 3207 kN 3207/25= 128 m3 Non sono state stimate le quantit di calcestruzzo destinate alle opere di fondazione e ai muri controterra che formano la scatola di chiusura del piano interrato. I volumi sopra indicati sono teorici e devono essere incrementati per tener conto delle tolleranze dovute a imperfezione dei casseri, dimensioni geometriche delle travi diverse da quelle teoriche, calcestruzzo che finisce negli elementi di alleggerimento in laterizio, calcestruzzo richiesto per lavviamento della pompa o che rimane nelle tubazioni della medesima ecc. Una buona stima dei volumi effettivi si ottiene aumentando le quantit teoriche di almeno il 10%. Il volume di calcestruzzo degli elementi verticali (pilastri, setti e vani ascensore) a cui affidata la sicurezza globale delledificio particolarmente contenuto e giustifica la scelta di una classe di resistenza diversificata per tali elementi.

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4-11

CAPITOLO 4

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[PAGINA BIANCA]

4-12

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CAPITOLO 5

CAPITOLO 5 La ripartizione delle azioni orizzontali


5.1 Rigidezze e baricentro delle rigidezze
Per il calcolo dellinerzia degli elementi di controvento si fatta lipotesi (cap. 4.4) che gli stessi abbiano disposizione planimetrica tale da minimizzare gli effetti torsionali delle forze orizzontali agenti sulledificio. Perch il sistema di controventi risulti efficace le strutture di controvento, oltre che presenti in quantit adeguata, devono dunque essere disposte planimetricamente in modo adeguato ed occorre valutare lefficacia della loro disposizione. Si adotta un modello semplificato che considera solo il primo solaio delledificio che pu presentare spostamenti e rotazioni per effetto di un insieme di forze orizzontali applicate al complesso strutturale. Tale solaio, assunto come infinitamente rigido nel suo piano dunque indeformabile, collega le estremit superiori degli elementi verticali (pilastri, setti e nuclei - fig. 5.1) assunti come incastrati al piede.. Si assume che tutti gli elementi verticali abbiano lati paralleli ai lati principali del solaio e siano indeformabili assialmente: il piano deformato dunque non si sposta in direzione verticale.

Fig. 5.1 - Modello di solaio

La parte di edificio soprastante il solaio trattata come un unico corpo rigido che si muove seguendo il movimento del primo solaio (fig. 5.2). A causa di tale approssimazione il modello fornisce indicazioni sufficientemente precise solo per edifici regolari in pianta e in altezza1; nel caso di edifici alti o privi di regolarit strutturale i risultati del modello possono essere fortemente approssimati ma il modello in grado di evidenziare grossolane criticit nella disposizione dei controventi.

Fig. 5.2 - Modello di edificio

La regolarit strutturale definita nel paragrafo 5.2. 5-1

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CAPITOLO 5

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Un solaio infinitamente rigido soggetto a un sistema di forze orizzontali agenti nel suo piano e comunque orientate ruota e si sposta. Con riferimento a un sistema di riferimento (x,y) con origine in un punto O qualsiasi, interno o esterno al solaio, gli spostamenti nelle direzioni x e y e la rotazione del solaio attorno allorigine O sono individuati dallle tre grandezze: u0, v0 e , rispettivamente gli spostamenti dellorigine O nelle direzioni x e y e la rotazione del piano rispetto allorigine del sistema di reiferimento (fig. 5.3).

Fig. 5.3 Componenti dello spostamento

Gli spostamenti del baricentro (per sezioni con due assi di simmetria) o del centro di taglio (per i nuclei) delli-esimo elemento verticale di coordinate xi e yi valgono: ui = u0 + xi = u0 - yi vi = v0 +yi = v0 + xi e fanno nascere allestremit dellelemento le forze di reazione Fxi e FYi, legate alle rigidezze a flessione e taglio dellelemento secondo le direzioni x,y: Fxi = kxi ui = kxi (u0 - yi) Fyi = kyi vi = kyi (v0 + xi) [5.1a] La rotazione fa nascere nellelemento i-esimo il momento torcente di reazione MTi legato alla rigidezza torsionale k,i dell elemento dalla relazione MTi = ki [5.1.b]

Fig. 5.4 - Risultante del sistema di forze

Se X, Y e M sono le componenti della risultante F del sistema d forze e il momento risultante del sistema rispetto allorigine O, il sistema delle forze reattive interne (Fxi Fyi MTi ), di cui una terna di componenti per un generico elemento i-esimo rappresentato in figura 5.4, equilibra il sistema di forze esterne (X, Y, M). Con riferimento a un sistema di coordinate ortogonali x,y con origine posta nel baricentro del pilastro A1 (fig. 1.2) nella tabella 5.1 sono riportati, per ciascun elemento: - il tipo e il riferimento - le coordinate x,y del baricentro o del centro di taglio - le dimensioni in pianta della sezione trasversale, laltezza, larea e i momenti di inerzia rispetto a due assi locali passanti per il baricentro o il centro di taglio
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CAPITOLO 5

- il fattore di taglio t della sezione (t = 6/5 per sezioni rettangolari, t = 10/9 per sezione circolare, t =2 per i vani ascensore)2 - il coefficiente di deformazione (vedi appendice) - il coefficiente di forma per torsione (vedi appendice) - le rigidezze a flessione e taglio kxi e kyi dei singoli elementi e la loro incidenza % sul totale - i momenti statici delle rigidezze calcolati rispetto agli assi di riferimento x,y.

Tab. 5.1 Rigidezze a flessione e taglio Dai valori di tabella si nota come i nuclei ascensore forniscano il (44,8+44,8) = 89,6% della rigidezza complessiva in direzione x e il (41+42) = 82% della rigidezza complessiva in direzione y. Tali elementi pertanto assorbirebbero la maggior parte delle forze orizzontali, in assenza di effetti torsionali significativi. Le coordinate del baricentro K delle rigidezze rispetto al sistema globale x y avente origine nel baricentro del pilastro A1 risultano:

xk =

Sky Ky

k y,i x i 69243 106 -3 = 10 = 17,80 m 3890 103 k y,i

yk =

Skx k x,i y i 14014 106 -3 = = 10 = 3,82 m K x k x,i 3669 103

Per i nuclei il fattore t ha valore variabile tra 2 e 3


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CAPITOLO 5

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Con riferimento a un sistema (x, y) la cui origine nel baricentro K delle rigidezze in tabella 5.2 sono riportate per ciascun elemento: - le coordinate xi,yi del baricentro o del centro di taglio, - la rigidezza torsionale propria kt,i (vedi appendice) - i momenti del secondo ordine delle rigidezze kx e ky - la rigidezza torsionale specifica kT,i, somma della rigidezza propria kt,i e delle rigidezze torsionali di posizionekx yi2 ,e ky xi2, nelle quali le distanze calcolate rispetto al baricentro delle rigidezze K - lincidenza % della rigidezza torsionale dellelemento sulla rigidezza torsionale totale.

Tab. 5.2 Rigidezze torsionali

Lesame dei valori di tabella evidenzia che i vani ascensore forniscono, oltre che la massima parte della rigidezza flessionale, anche il (37,1 + 37,1)= 74,2% della rigidezza torsionale totale KT. Altri elementi che hanno rigidezza torsionale significativa sono i pilastri (riferimenti C1 e C13) agli angoli del fabbricato e i setti (riferimenti D3 e D11) in corrispondenza del vano scale, che complessivamente forniscono il 13,2% della rigidezza torsionale globale. Per tali elementi il valore della rigidezza torsionale di posizione dello stesso ordine di grandezza della rigidezza propria.

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CAPITOLO 5

5.2 Classificazione della struttura, raggi ed ellisse delle rigidezze


La struttura di un edificio pu essere classificata come regolare o non regolare. Una struttura regolare contrasta con efficacia lazione delle forze orizzontali, presenta minor aleatoriet di comportamento e pu essere studiata con modelli di calcolo semplificati. La verifica della regolarit strutturale (obbligatoria in zona sismica) permette di convalidare le ipotesi semplificative assunte per la modellazione della struttura (controventi) e i procedimenti danalisi. Il DM non descrive come verificare la regolarit strutturale e richiama nel merito la letteratura tecnica consolidata: nel seguito si fa riferimento alle prescrizioni dellOrdinanza 3274 e dellEC8. Per la valutazione della regolarit le indicazioni dellEC8 sono pi complete di quelle della 3274 perch, oltre alle prescrizioni relative alla configurazione geometrica in verticale, la norma fornisce indicazioni in merito alla configurazione planimetrica degli elementi strutturali. La tabella 5.3 fornisce il sommario delle rigidezze. Per ledificio in esame: il complesso strutturale organizzato secondo un reticolo ortogonale di telai sostanzialmente simmetrico rispetto ai due assi principali del fabbricato, che individua due direzioni principali con rigidezze flessionali totali dello stesso ordine di grandezza (tab. 5.3); valida lipotesi di solaio infinitamente rigido perch la rigidezza del solaio, valutata nel proprio, piano significativamente maggiore di quella degli elementi strutturali verticali.
rigidezze totali KX KY KT u.d.m.
kN/m 103 kN/m 103 kNm/rad103

pilastri
330 290 71

controv.
3339 3600 274

totale
3669 3890 345

controv totale
91% 93% 80%

valori di confronto per sistema


a telaio-pareti > 50% > 50% a pareti > 65% > 65%

Tab. 5.3 Sommario rigidezze

Dai vqlori di tabella secondo lEC8 il complesso strutturale pu essere classificato come controventato poich la maggioranza delle azioni orizzontali assorbita dalla struttura di controvento (setti e vani ascensore) - e come sistema misto telaio pareti, in quanto le azioni orizzontali risultano assorbite in quantit maggiore del 50% dagli elementi di controvento. Per valutare la disposizione planimetrica degli elementi resistenti, si valutano i raggi torsionali (raggi di rigidezza) del sistema di elementi verticali e li si confronta con le eccentricit delle forze agenti calcolate rispetto al baricentro delle rigidezze K. I raggi di rigidezza sono i semiassi dellellisse delle rigidezze, la figura geometrica con centro nel baricentro delle rigidezze K che evidenzia come sono distribuite le rigidezze intorno al baricentro. 3 I raggi di rigidezza nelle direzioni x,y hanno espressione:
rX = Dai valori di tabella 5.3 si ottiene: KT Kx rY = KT KY [5.2]

rX =

345 103 = 9,70 m 3669

rY =

345 103 = 9,42 m 3890

[5.3]

I raggi torsionali hanno significato affine a quello dei raggi giratori di un sistema di forze o ai raggi di inerzia polari delle sezioni, entrambi calcolati come radice quadrata del quoziente tra il momento di secondo ordine delle forze o delle aree elementari e la risultante delle forze o delle aree elementari.
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CAPITOLO 5

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I due raggi hanno valore molto simile tra loro: lellisse delle rigidezze ha pertanto forma di cerchio, evidenziando una struttura con elementi verticali disposti planimetricamente in modo da renderla sostanzialmente indifferente alla direzione delle forze sollecitanti di piano (fig. 4.2): le superfici e la disposizione planimetrica degli elementi verticali sono pertanto corrette, ma occorre ancora valutare se il sistema degli elementi di controvento in grado di limitare gli effetti torsionali. Secondo lEC8 la disposizione planimetrica degli elementi resistenti risulta accettabile e si pu assumere che ledificio non subisca effetti torsionali significativi per effetto delle forze orizzontali se i rapporti tra le eccentricit e0X e0y misurate tra il centro delle rigidezze e le rette di azione delle forze esterne e i rispettivi raggi di rigidezza soddisfano le condizioni.4 e0X / rx 0,30 e0y / ry 0,30 [5.4] In pratica il baricentro delle forze esterne deve risultare allinterno di un nocciolo, una zona di forma affine alla forma dellellisse posta nellintorno del baricentro delle rigidezze ed estesa al 9% dellarea dellellisse.5 Per tracciare lellisse delle rigidezze si pu utilizzare un semplice programma di disegno/calcolo.6 Nel caso specifico si ottiene lellisse di figura 5.2 , di forma quasi circolare. In base alla [5.4] la retta di azione delle forze orizzontali deve essere compresa allinterno della zona evidenziata di figura.

Fig, 5.5 Raggi, ellisse delle rigidezze e nocciolo

Occorre inoltre considerare che la rigidezza torsionale KT stata calcolata, a favore di sicurezza, assumendo i nuclei come costituiti da pareti isolate dunque pi deformabili di quanto non siano nella realt: un stima pi accurata aumenterebbe il valore di KT e i raggi di rigidezza in maniera significativa. 5 Larea A di una ellisse di semiassi a,b vale A = a b 6 Il programma Ellisse delle rigidezze sviluppato nellambito del progetto Auto-CA pu essere scaricato liberamente dal sito www.euroconcrete.it
4

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CAPITOLO 5

APPENDICE: Flessibilit, rigidezze, baricentro ed ellisse delle rigidezze


DEFINIZIONI

In meccanica le rigidezza assiale Kz, flessionale K e torsionale KT di una molla sono rispettivamente la forza Fz la coppia Mx e la coppia Mz da applicare alle estremit della molla per ottenere, rispettivamente un loro spostamento relativo , o una loro rotazione relativa oppure di valore unitario. Linverso di ciascuna rigidezza una flessibilit, definita come lo spostamento o la rotazione relativa provocate da una forza o una coppia di valore unitario. F 1 F = kz RIGIDEZZA ASSIALE kz = z FLESSIBILITA' ASSIALE fz = = k z Fz 1 M Mx = k RIGIDEZZA FLESSIONALE k = x FLESSIBILITA' FLESSIONALE f = = k Mx
Mz = k RIGIDEZZA TORSIONALE k = Mz FLESSIBILITA' TORSIONALE f = 1 = k Mz

Fig. A1 Molle a trazione, compressione, torsione e.flessione

Le definizioni di rigidezza e flessibilit possono essere estese al comportamento degli elementi strutturali soggetti alle sollecitazioni di forza assiale, flessione, taglio e torsione. Le formule che seguono sono valide per materiali con comportamento elastico definito dalle tre costanti elastiche: modulo di elasticit longitudinale E, modulo di elasticit tangenziale G e coefficiente di Poisson . Tra le costanti vale la E relazione G = . 2 (1+)
FLESSIBILITA E RIGIDEZZA DI ASTE E NODI

Un elemento di forma prismatica di lunghezza lz non vincolato alle estremit sollecitato, nelle sezioni di estremit, da una forza assiale Nz (fig. A2, sin.): le sezioni di estremit si avvicinano (o allontanano) della quantit l, mentre tutte le sezioni sono soggette alla tensione costante Z = Nz /A. In campo elastico vale la legge di Hooke z = E z pertanto:

z =

l Nz = lz EA

l =

Nz lz EA

Per Nz = 1 si ottiene la FLESSIBILITA ASSIALE

fz =

lz EA

e di conseguenza la

RIGIDEZZA ASSIALE

kz =

1 EA = fz lz

Se lasta vincolata alle estremit la rigidezza dipende oltre che dalla rigidezza propria dellasta anche dal tipo di vincolo, che definisce la possibilit di spostamento di ciascun nodo. La rigidezza di un nodo libero pari alla rigidezza dellasta. Un nodo di cui impedito il movimento ha flessibilit nulla, dunque rigidezza infinita (fig. A2, destra).
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CAPITOLO 5

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Nz

Nz
l

Nz
2

Nz Nz kz lz

kz = EA lz

lz
l

Nz
z lz l = N EA

Nz

kz = Nz kz = EA lz Nz
z lz l = N EA

Nz

Fig. A2 Rigidezza e flessibilit assiale

La presa in conto della rigidezza assiale utile nello studio dellequilibrio di strutture che possono essere considerate come infinitamente rigide (cio non deformabili a flessione), portate da elementi deformabili assialmente. Se la struttura rigida presenta simmetria geometrica e di carichi (includendo nei carichi anche le rigidezze degli elementi portanti, considerati alla stregua delle reazioni vincolari) si ha solo una traslazione verticale di tutta la struttura rigida. E il caso ad esempio dei carichi trasmessi da plinti o platee rigide ai pali di fondazione. La struttura di figura A3 vincolata ai pali di fondazione ha distribuzione delle rigidezze e dei carichi agenti simmetrica rispetto allasse della struttura. La struttura si sposta solo in direzione verticale della quantit z e tutte le estremit dei pali sono obbligate al medesimo accorciamento zi = z.

P1

= =

P2

P1

P2

kz

kz
= =

kz

z
1

R1

R2

R1

Fig. A3 Struttura simmetrica caricata simmetricamente

Poich il carico che agisce su ogni palo dipende dalla rigidezza assiale kz,i del nodo di estremit secondo la relazione: Ri = kz,i zi dallequilibrio alla traslazione in direzione verticale Ri = Pi sostituendo si ottiene:
kz,i zi = Pi

Poich zi = z = costante
zi = z = Pi / kz,i

pertanto

Ri = (kz,i/ kz,i) Pi

Nel caso di struttura simmetrica caricata simmetricamente la quota del carico totale ( Pi) che sollecita ciascun palo pertanto proporzionale al peso della rigidezza assiale (kz,i) del palo sulla rigidezza totale ( kz,i). A parit di deformazione i pali pi flessibili (meno rigidi) portano una quota di carico minore dei pali meno flessibili (pi rigidi - es. 1). Se non si ha simmetria di carichi e di rigidezze, oltre allo spostamento verticale, la struttura soggetta a una rotazione che comporta spostamenti zi delle estremit di ciascun palo diversi tra loro. Per il calcolo della reazione fornita da ciascun palo si utilizza anche in questo caso lipotesi relativa alla deformazione di insieme del corpo, cio che la struttura nel suo complesso si muova con un moto rigido.
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CAPITOLO 5

Dato che le deformazioni spostamenti e rotazioni - sono piccole, confondendo inclinazioni e angoli gli abbassamenti delle teste dei pali posti a distanza xi dallorigine sono legati dalla relazione (fig. A6) zi = z0 + tg 0 xi z0 + 0 xi in cui z0 labbassamento dellorigine O(x, z) del sistema di riferimento delle coordinate e 0 la rotazione dellelemento rispetto allasse orizzontale x (fig. A4).
P1 P2 Pi

o z
x1

x 1
x2 P1 xi

P2

Pi

o z

x k1 R1
P1

k2 R2
P2

k3 R3
Pi

ki Ri

z0

o z1 z2 z3 zi

x
0

Fig. A4 Caso generale

Il carico sul palo la cui testa si abbassa della quantit zi dipende dalla sua rigidezza kz,i con la relazione: Ri = kz,i zi = kz,i (z0 + 0 xi) Essendo due le incognite del moto rigido (z0 e 0) occorre utilizzare due equazioni di equilibrio, una alla traslazione verticale e una alla rotazione attorno allorigine O:
Ri = Pi Ri xi = Pi xi kz,i (z0 + 0 xi) = Pi kz,i (z0 + 0 xi) xi = Pi xi

Sviluppando i termini delle equazioni si ottiene un sistema di due equazioni nelle incognite z0 e 0 ( kz,i ) z0 + ( kz,i xi) 0 = Pi ( kz,i xi )z0 + ( kz,i xi 2) 0 = Pi xi I coefficienti ( kz,ixi) delle incognite simmetrici rispetto alla diagonale, uguali tra loro, rappresentano i momenti statici delle rigidezze rispetto allorigine del sistema: il sistema dunque si semplifica con una opportuna scelta della posizione dellorigine O del sistema di coordinate, Se si assume come origine O del sistema rispetto alla quale calcolare le distanze xi delle forze e delle rigidezze il baricentro delle rigidezze di coordinata: k x xK = zi i k zi i coefficienti dei termini che non sono sulla diagonale principale - i momenti statici delle rigidezze nel nuovo sistema di coordinate si annullano e il sistema si riduce a: ( kz,i ) z0 + 0 = Pi 0 + ( kz,i xi 2) 0 = Pi xi Le distanze delle forze e delle rigidezze nel nuovo sistema di coordinate con origine nel baricentro delle rigidezze sono indicate con xi . Ogni equazione pertanto fornisce unincognita:
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CAPITOLO 5

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z0 =

Pi k zi

0 =

Pi x i k zi x i2

Noti z0 e 0 si calcola lo spostamento zi della testa di ciascun palo e la forza Ri che lo sollecita (es. 2 3 4)
FLESSIBILITA E RIGIDEZZA FLESSIONALE

Le sezioni di estremit di un asta libera di lunghezza lz soggetta a due coppie uguali Mx (fig. A5, sinistra) in campo elastico ruotano, una rispetto allaltra, della quantit: 1 M = lz = x lz EJx Nella formula il raggio di curvatura dellelemento. Per Mx = 1 si ottiene la e di conseguenza la FLESSIBILITA FLESSIONALE RIGIDEZZA FLESSIONALE
lz

f =
k =

lz EJx
1 EJx = f lz
lz Mx

Mx Mx E, Jx lz y

Mx

x Mx
x k = 3EJ lz

k =
x k =4EJ lz

Mx

Fig. A5 Rigidezza e flessibilit flessionali

Se lasta vincolata alle estremit si devono considerare sia dalla rigidezza dellasta che il tipo di vincolo, cio le sue possibilit di spostamento e rotazione. Se lasta appoggiata e in una delle sezioni di estremit applicata una coppia di momento flettente Mx (fig. A5, centro) la rotazione della sezione e la rigidezza del nodo valgono: = M x lz 3EJx k = 3EJx lz

Se la trave incastrata allestremit opposta a quella dove applicata la coppia (fig. A5, destra), la rotazione della sezione e la rigidezza del nodo libero valgono: = M x lz 4 EJx k = 4 EJx lz

La rigidezza pertanto aumenta se aumenta il grado di vincolo dellasta. Il nodo incastrato ha rotazione nulla (flessibilit nulla) per qualsiasi valore di momento applicato: dalla relazione Mx = k la rigidezza flessionale del nodo incastrato pertanto k = . La conoscenza della rigidezza flessionale dei nodi di estremit delle aste permette la soluzione dei problemi iperstatici. Nel caso degli edifici travi e pilastri convergono in uno stesso nodo e sono vincolati in varia misura allestremit opposta (fig. A6). Se i nodi non si spostano (strutture a nodi fissi) la ripartizione di un momento M applicato al nodo pu essere effettuata se si sa valutare la rigidezza flessionale del nodo di estremit di ciascun elemento.

5-10

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CAPITOLO 5

l1 l2 k2

k1

l3 k3

lz
Mi

i
Mi ki

ki

l4

k4

Fig. A6 Rigidezza e flessibilit flessionali dei nodi di travi

Poich la struttura a nodi fissi, le estremit di tutte le aste che convergono nel nodo C ruotano di uno stesso angolo i = (condizione di congruenza). Il momento nellestremit di unasta che ruota della quantit i dipende dalla rigidezza flessionale del nodo k,i secondo la relazione Mi = k,i i. Dato che tutte le estremit delle aste che convergono nel nodo sono obbligate alla rotazione comune , dalla condizione di congruenza e dallequazione di equilibrio alla rotazione: Mi = M si ottiene:
k,i i = M i = = M/ k,i

Mi = k,i i = k,i/ k,i M

La quota di momento che sollecita lestremit di ciascuna asta anche in questo caso pari al peso della sua rigidezza flessionale sulla rigidezza flessionale totale: le aste pi flessibili sono sollecitate una quota del momento M minore di quella che sollecita le aste pi flessibili (es. 5).
FLESSIBILITA E RIGIDEZZA A TAGLIO

Le sezioni di estremit di unasta di lunghezza lz sollecitata da forze di taglio di uguale intensit Vy si spostano in direzione verticale una relativamente allaltra della quantit (fig. A7):
y = t

Vylz GA

lz

lz

y
ky = ky = GA t lz

V
Fig. A7 Flessibilit e rigidezza a taglio

Nella formula t il fattore di taglio il cui valore dipende dalla forma della sezione trasversale (t = 6/5 per sezione rettangolare, t = 10/9 per sezioni circolari). Per Vy = 1 si ottiene la e di conseguenza la FLESSIBILITA A TAGLIO fy = t RIGIDEZZA A TAGLIO
ky =

lz GA
1 GA = fy t lz

Se lasta incastrata a una delle estremit Il nodo incastrato ha spostamento nullo (flessibilit nulla) per qualsiasi valore della forza applicata; dalla relazione Vy = ky y la rigidezza del nodo pertanto ky = .

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CAPITOLO 5

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FLESSIBILITA E RIGIDEZZA TORSIONALE

La rigidezza torsionale cio la coppia Tz da applicare allestremit libera di un elemento di lunghezza l incastrato alla base per ottenere una rotazione unitaria - ha espressione diversa a seconda che lelemento abbia sezione piena (es. pilastri o setti) o a parete sottile (es. nuclei ascensore). Nel secondo caso la rigidezza torsionale varia se la forma della sezione a parete sottile aperta (sezione a C) o chiusa (sezione anulare). La sezione destremit di un elemento di lunghezza lz incastrato alla base e sollecitato allestremit libera da una coppia di momento Tz ruota della quantit (fig. A.8):

Tz lz GJt lz GJt GJ k = t lz f =

Per Vy = 1 si ottengono la FLESSIBILITA TORSIONALE e di conseguenza la RIGIDEZZA TORSIONALE

Nella formula Jt il momento di inerzia torsionale che vale:


Fig. A.8 Rigidezza torsionale

per sezioni circolari piene di raggio r

Jt = Jp = r4/2

per sezioni rettangolari di dimensioni a e b con a > b: Jt =

a b3 3 tende al valore 3 se a >10 b = 1 - 0,63 b/a per sezioni che possono essere suddivise in rettangoli di dimensioni (ai bi) con ai > bi si sommano i contributi dei rettangoli cercando la suddivisione che rende massimo il momento Jt: a b3 3 i = Jt = i i i 1 - 0,63 bi /ai per sezioni anulari chiuse con pareti di spessore costante s la cui linea media posta a distanza s Jt = 4 2 s/2 dai bordi ha lunghezza u e racchiude larea : u

Imponendo le condizioni di equilibrio e congruenza si possono risolvere i casi iperstatici. In figura A9 una mensola di luce lz portata da una trave incastrata alle estremit. Lasse della mensola individua una sezione che dista l1 e l2 dalle estremit della trave. 2

l2 l1
T1

P
T

M=Pl=T
lz

Il momento flettente M allestremit della mensola si trasforma in momento torcente T applicato alla trave. La sezione in cui applicato T ruota di un angolo e le estremit dei due tratti di trave di lunghezze l1 e l2 devono ruotare entrambe dellangolo i = sotto leffetto di una frazione Ti del momento T.

Fig. A9 Torcente di equilibrio

Dalla condizione di congruenza i = e dallequazione di equilibrio: Ti = T risulta: k,i i = T i = = T/ k,i Ti = k,i i = T k,i/ k,i La quota Ti del momento torcente T che sollecita ciascun tratto della trave proporzionale al peso della sua rigidezza torsionale sulla rigidezza torsionale totale. Il tratto pi lungo (pi flessibile) sollecitato da una quota del momento T minore del tratto di trave pi corto (meno flessibile - es. 6).

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CAPITOLO 5

IL CENTRO DI TAGLIO DELLE SEZIONI A PROFILO APERTO

Per gli elementi con sezione a profilo aperto sia le caratteristiche di sollecitazione che le caratteristiche geometriche delle sezione trasversali (momenti di inerzia flessionali e torsionali, da cui dipendono le rigidezze) vanno riferite a un punto della sezione diverso dal baricentro, detto centro di taglio. Per tale punto passa la risultante delle tensioni tangenziali che si hanno sulla sezione quando una sollecitazione di taglio ha retta dazione che passa per il baricentro della sezione. Il centro di taglio, oltre che il punto rispetto al quale si devono calcolare tutte le caratteristiche di sollecitazione, anche il punto attorno a cui la sezione ruota se soggetta a torsione.
Fig. A:10 Centro di taglio

Se la sezione dotata di un asse di simmetria, il centro di taglio si trova su tale asse, se ha due assi di simmetria, il centro di taglio coincide con il baricentro. Se la sezione ha forma di L, il centro di taglio posto allincrocio degli assi delle due ali, se ha forma di T, posto allincrocio degli assi dellala e dellanima.

In una sezione a parete sottile a forma di C simmetrica rispetto a un asse orizzontale posto a met altezza dellanima verticale, il centro di taglio dista dallasse dellanima della quantit (fig. A.10):
e=b
3 3h2b + 6h2b1 - 8b1 2 2 3 2 h + 6h b + 6h b1+ 8b1 +12hb1 3

Per una sezione a C senza risvolti b1 = 0.


LA RIGIDEZZA DEGLI ELEMENTI DI CONTROVENTO

Allestremit di un elemento che subisce gli spostamenti ui e vi e la rotazione nascono delle forze e coppie di reazione che, allannullarsi dellazione che ha provocato lo spostamento, tendono a riportare lelemento nella sua posizione originale. In figura A.11 sono evidenziate le forze reattive che nascono allestremit di due pilastri, proporzionali alla rigidezza a flessione e taglio di ciascuno di essi. Eventuali coppie di reazione dovute a una rotazione del piano sarebbero proporzionali alla loro rigidezza torsionale.

Fig. A.11 Forze attive e reattive

Negli edifici sono presenti elementi di controvento - i setti e i vani ascensore che si assumono come incastrati in fondazione, e altri elementi - i pilastri di piano che sono collegati alle travi dei piani superiori e inferiori dei telai: se tali travi sono considerate infinitamente rigide, le estremit dei pilastri non possono ruotare. In assenza di rotazione del solaio setti, vani ascensore e pilastri sono obbligati ad avere tutti gli stessi spostamenti ma si deformano in modo diverso: i setti e i vani ascensore come mensole di altezza pari allaltezza dedificio, i pilastri come elementi di altezza pari allinterpiano.

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CAPITOLO 5

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Fig. A.12 Deformate di elementi di controvento e di pilastri

Leffetto del solaio rigido simulato in figura A.12 dalla biella inestensibile che collega un generico setto con un generico telaio, e dalle presenza delle travi di piano indeformate. Sia gli elementi di controvento che i pilastri si deformano per flessione e taglio: la forza reattiva che sviluppano dipende dalla rigidezza a flessione e taglio di ciascun elemento, che si pu ricavare a partire dalla sua deformabilit globale.

Figura A.13 Deformate di interpiano mensola

Con riferimento alla parte di struttura che comprende il primo impalcato evidenziata in fig. A.12, si esaminano due elementi, un tratto di mensola e uno dei pilastri del telaio, entrambi con altezza pari allaltezza l dellinterpiano. Il tratto di mensola soggetto a una generica forza F applicata a livello del primo impalcato, presenta le sollecitazioni di fig. A.13. Lo spostamento dellestremit del tratto, somma degli spostamenti per flessione M e taglio V, vale: l3 l = M + V = +t F G A 3 E J momento d'inerzia baricentrico, area della sezione trasversale e lunghezza dell'elemento fattore di taglio della sezione trasversale moduli di elasticit longitudinale e tangenziale del materiale.

J, A, l t E, G

Se F = 1 il termine entro parentesi rappresenta la flessibilit globale dellelemento, somma di due addendi di cui il primo la flessibilit a flessione , il secondo la flessibilit a taglio. E Posto G = ( il coefficiente di Poisson del materiale), esprimendo il momento di inerzia 2 (1+) 2 mediante il raggio giratore (J = A ) invertendo la flessibilit globale si ottiene la rigidezza globale dellelemento a mensola:

k=

1 l t l + 3 E J G A
3

EA 1 2 l 1 l + 2 t (1+) 3

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CAPITOLO 5

Uno qualsiasi dei pilastri di piano avente la stessa lunghezza della mensola se soggetto a uno spostamento relativo delle estremit presenta una deformata antisimmetrica (fig.A.14). In corrispondenza dellasse di simmetria orizzontale posto a met altezza si trova il punto di inversione della curvatura della linea elastica (punto di flesso). In tale punto il raggio di curvatura ha valore infinito: stante la relazione, valida in campo elastico, (1/) = M/EJ tra curvatura 1/ e momento M il momento flettente M ha dunque valore nullo.

Figura A.14 Deformate di interpiano pilastro

Per lantisimmetria della deformazione lo spostamento orizzontale della sezione di mezzeria pari alla met dello spostamento relativo delle estremit: tagliando il pilastro nella sezione di simmetria dato che M = 0 lunica forza che si trasferisce il taglio V = F. che agisce su una mensola incastrata di luce l/2. Le relazioni precedenti si scrivono: l/2 (l/2)3 = +t F 2 3 E J G A k= EA 1 2 l 1 l + 2 t (1+) 12

Le espressioni nei due casi differiscono solo per il coefficiente che, nella parentesi a denominatore, moltiplica la snellezza (l/). In entrambi i casi la rigidezza a flessione e taglio pu pertanto essere espressa con la formula: k= EA 1 l 1 l 2 + 2 t (1+)

nella quale = 3 per gli elementi di controvento (nuclei ascensore e setti) e = 12 per i pilastri. Per il coefficiente di Poisson si pu assumere = 0,20 se si considera che un elemento non sia fessurato come pu avvenire per i nuclei e i setti - e = 0 se si considera che lelemento sia fessurato, come risultano sempre essere i pilastri. Nella formula la rigidezzaassiale [EA/l] risulta ridotta dalla presenza del termine entro parentesi a denominatore della frazione. In tale termine il primo addendo dipende dalla snellezza (l/), il secondo per una sezione geometricamente definita (fattore t) e un dato materiale (coefficiente ) ha valore costante. Il peso relativo di ciascuno dei due addendi sul totale dipende pertanto dal valore del rapporto (l/). Per sezioni rettangolari di lati bx, by nelle direzioni X e Y Per sezioni circolari di raggio r A = bx by A = r2 x,y = b Y,X 12
t=
t=

r 2

6 5
10 9

Un elemento tozzo come un setto o un nucleo ascensore ha dimensione in pianta b significativa, dunque raggio giratore dello stesso ordine di grandezza dellaltezza l: il primo addendo dello stesso ordine di grandezza del secondo, entrambi sono relativamente piccoli e la rigidezza globale dellelemento risulta molto elevata rispetto a quella del solaio. Dunque il solaio non riesce a impedire la rotazione del nodo di
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CAPITOLO 5

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estremit dellelemento: risulta confermata lipotesi che prevede una deformata affine a quella di una mensola (deformata bending type fig. A.13). Un elemento snello quale pu essere considerato un pilastro ha altezza l >> : la snellezza (l/) molto grande e il primo termine in parentesi prevale sul secondo: la rigidezza globale k dellelemento risulta piccola rispetto alla rigidezza del solaio. Il nodo destremit che collega il pilastro alla trave non ruota e la deformazione di tipo a taglio (deformata shear type - fig. A.14) 7.
CALCOLO DEGLI SPOSTAMENTI DI PIANO

Un solaio infinitamente rigido che collega una serie di elementi verticali (pilastri, setti, nuclei ascensore) incastrati al piede, se soggetto a un sistema di forze orizzontali comunque dirette si sposta e ruota rimanendo nel piano. Con riferimento a un sistema di riferimento (x,y) con origine in un qualsiasi punto del piano (fig. A.15): - le grandezze u0 , v0 e sono gli spostamenti dellorigine O secondo x e y e la rotazione del piano; - le grandezze X, Y e M sono le componenti della risultante F del sistema d forze orizzontali e il momento risultante del sistema rispetto allorigine O. Si ammette che tutti gli elementi verticali abbiano lati paralleli alle direzioni degli assi coordinati e siano indeformabili assialmente: il piano deformato dunque non presenta spostamenti in direzione verticale.

Fig. A.15 - Risultante del sistema di forze

Gli spostamenti del centro di taglio dellelemento verticale i-esimo di coordinate xi e yi ui = u0 - yi vi = v0 + xi fanno nascere allestremit dellelemento le forze di reazione Fxi e FYi, legate alle rigidezze a flessione e taglio dellelemento secondo le due direzioni x,y dalle relazioni: Fxi = kxi ui = kxi (u0 - yi) Fyi = kyi vi = kyi (v0 + xi) La rotazione fa nascere nellelemento i-esimo il momento torcente di reazione MTi legato alla rigidezza torsionale k,i dell elemento dalla relazione MTi = ki Il sistema delle forze reattive interne (Fxi Fyi MTi ), di cui una terna di componenti per il generico elemento iesimo rappresentato in figura A.15, equilibra il sistema di forze esterne F (X, Y, M). Considerando le direzioni positive delle forze e dei momenti come in figura si scrivono tre equazioni di equilibrio: alla traslazione secondo X Fxi = kxi (u0 - yi) = X alla traslazione secondo Y alla rotazione risp. a O Fyi = kyi (v0 + xi ) = Y - Fxi yi + Fyi xi + MTi = - kxi (u0 - yi)) yi + kyi (v0 + xi )xi + ki = M

Nei casi reali linterazione tra i molti telai e gli elementi di controvento fa si che i telai trattengano gli elementi di controvento ai piani inferiori e siano trattenuti dalle mensole ai piani superiori. Linterazione tra gli elementi dunque complessa ma per lo scopo di questo studio, tali effetti mutui possono essere trascurati.
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CAPITOLO 5

Raccogliendo i termini ed esplicitando sempre nelle tre equazioni tutte le incognite, anche quelle i cui coefficienti sono nulli, si ottiene un sistema di tre equazioni nelle tre incognite u0, v0 e : ( kxi )u0 [ + 0 u0] - ( kxi yi)u0 [ + 0 v0] + ( kyi ) v0 ( kxi yi ) = X + ( kyi xi ) = Y

+ ( kyi xi) v0 + ( kyi xi2 + kxi yi2 + ki ) = M somma delle rigidezze nelle direzioni x e y momenti statici delle rigidezze nelle direzioni x e y rispetto agli assi somma delle rigidezze torsionali proprie e dei momenti del secondo ordine delle rigidezze a flessione e tagli rispetto agli assi e =X =Y =M

Ponendo Kx = kxi Ky = kyi Sky = kyi xi Skx = kxi yi KT = kyi xi2 + kxi yi2 + k,i si ottiene8 Kx u0 [ + 0 u0] Skx u0 [ + 0 v0] + Ky v0 + Sky v0 Skx + Sky + KT

Le tre equazioni diventano disaccoppiate, cio ciascuna equazione fornisce unincognita, se tutti i termini simmetrici rispetto alla diagonale principale si annullano. Tali termini sono i momenti statici Skx e Sky delle rigidezze in direzione x e y rispetto agli assi coordinati: per annullarli dunque sufficiente che lorigine O del sistema di riferimento sia posta nel BARICENTRO DELLE RIGIDEZZE o CENTRO DI TAGLIO K del sistema, le cui coordinate nel sistema di coordinate iniziale sono: xk = Sky Ky =

k yi x i k yi

yk =

Skx k xi y i = Kx k xi

A tale nuova origine vanno ovviamente digerite, oltre che le coordinate di tutti gli elementi, tutte le forze agenti, modificando di conseguenza il momento di trasporto M che assume il valore M. In tale riferimento le tre incognite valgono
u0 = X Kx v0 = Y Ky 0 = M KT

Adottando le coordinate xi e yi riferite al nuovo sistema di riferimento, centrato sul baricentro delle rigidezze K, le forze reattive su ciascun elemento risultano:

k x,i M yi Kx KT k M Fy,i = k y,i (v 0 + 0 x i ) = Y y,i + xi Ky KT Fx,i = k x,i (u0 - 0 y i ) = X Le forze che sollecitano ciascun elemento hanno pertanto una componente proporzionale al peso delle rigidezze nelle direzioni x,y rispetto alla rigidezza totale corrispondente, a cui si somma leffetto del momento M. Tale effetto essendo direttamente proporzionale alla distanza di ciascun elemento dal baricentro delle rigidezze, risulta massimo per gli elementi pi distanti dal baricentro delle rigidezze. Se la risultante del sistema di forze F passa per il baricentro delle rigidezze M = 0 dunque = 0: i punti del piano si spostano tutti nelle direzioni x,y delle quantit:
ui = u0 = X Kx vi = v0 = Y Ky

La matrice dei coefficienti delle incognite ha i termini simmetrici rispetto alla diagonale principale uguali e i termini della diagonale principale tutti positivi: tali condizioni garantiscono che per un assegnato sistema di forze (X,Y,M) esiste ununica soluzione (u0 v0 ).
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CAPITOLO 5

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Le forze reattive su ciascun elemento sono proporzionai al peso della sua rigidezza sulla rigidezza totale: Fx,i = k x,i u0 = X Fy,i = k y,i v 0 = Y k x,i Kx k y,i Ky

Se il sistema di forze si riduce a una coppia (cio se X = Y = 0 e M 0) risultano u0 = v0 = 0 e 0. Gli spostamenti dei punti del piano valgono: ui = - 0 y i = M yi KT v i = 0 x i = M xi KT

Il baricentro delle rigidezze ha coordinate (0,0) dunque per esso sono u = v = 0. Esso dunque il solo punto che non si sposta quando il piano soggetto a un momento torcente M: il punto rispetto al quale tutti gli altri punti del piano ruotano. Il baricentro delle rigidezze dunque anche il CENTRO DI TORSIONE del sistema.9 Se X = Y = 0 e M 0 le forze reattive su ciascun elemento sono proporzionai alla distanza dellelemento dal baricentro delle rigidezze: Fx,i = - k x,i 0 y i = Fy,i = k y,i 0 x i = M yi KT M xi KT

REGOLARITA STRUTTURALE ED ELLISSE DELLE RIGIDEZZE

Per il calcolo dellinerzia complessiva degli elementi di controvento si fa lipotesi che gli stessi abbiano disposizione planimetrica tale da minimizzare, in presenza di forze orizzontali, gli effetti torsionali sulledificio. Ci possibile solo se ledificio presenta regolarit strutturale in pianta. cio se il baricentro delle forze orizzontali non dista in modo significativo dal baricentro delle rigidezze K degli elementi verticali. In tal caso il momento torsionale M e i relativi spostamenti sono poco significativi dunque la struttura si considera dotata di rigidezza torsionale adeguata. Nella valutazione della rigidezza torsionale dei nuclei si considerano le sezioni aperte come formate da pareti rettangolari sottili senza tenere conto di fenomeni quali lingobbamento impedito delle sezioni, che ne aumentano notevolmente la rigidezza torsionale. Nel caso di nuclei aperti (sezioni a C. a L e a T o comunque prive di due assi di simmetria) le rigidezze si considerano applicate nel centro di taglio della sezione. Calcolati i valori delle rigidezze di tutti gli elementi possibile classificare il sistema strutturale in base alla suddivisione delle rigidezze tra i diversi elementi resistenti (tabella A.1) . Se il rapporto tra la rigidezza flessionale degli elementi di controvento C e la rigidezza flessionale totale T supera i valori di tabella, il sistema pu essere classificato come a telaio/pareti o a pareti.
rigidezze u.d.m.
kN/m 103

pilastri
P

controv.
C

totale
P+ C = T

controv totale
C/T %

valori di confronto per sistema


a telaio-pareti a pareti

KX e kY

> 50%

> 65%

Tab. A.1 Classificazione dei sistemi strutturali

La coincidenza tra centro di taglio e centro di torsione pu anche essere dimostrata con il teorema di Betti - Maxwell.
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CAPITOLO 5

Per quanto riguarda la regolarit strutturale, un edificio pu essere classificato come regolare o non regolare in verticale e in pianta. Una struttura regolare contrasta con efficacia lazione delle forze orizzontali, presenta minor aleatoriet di comportamento e pu essere studiata con modelli di calcolo semplificati. La verifica della regolarit strutturale (obbligatoria in zona sismica) permette dunque di convalidare le ipotesi semplificative assunte nella modellazione della struttura e i procedimenti danalisi. Per la valutazione della regolarit in verticale si pu fare riferimento alle prescrizioni dellOrdinanza 3274, per quella della regolarit in pianta, non considerata nellOrdinanza, alle prescrizioni dellEC8. Per valutare se una disposizione planimetrica degli elementi resistenti accettabile, secondo lEC8 si calcolano i raggi di rigidezza del sistema strutturale e li si confronta con le eccentricit e0 delle forze agenti, calcolate rispetto al baricentro delle rigidezze K. I raggi di rigidezza nelle direzioni x,y valgono
rX = KT Kx rY = KT KY

sono i semiassi dellellisse delle rigidezze, la figura geometrica che evidenzia come sono distribuite le rigidezze intorno al baricentro delle rigidezze10. Se i raggi hanno valore molto simile tra loro, lellisse delle rigidezze ha forma circolare. Unellisse a forma circolare di particolare interesse in quanto evidenzia un complesso strutturale in cui gli elementi di controvento sono disposti in modo da renderla sostanzialmente indifferente alla direzione delle forze di piano agenti. La geometria e la disposizione planimetrica degli elementi in tal caso ottimale. Definiti i raggi delle rigidezze, secondo lEC8 le eccentricit e0X e0y tra il centro delle rigidezze e le rette di azione delle forze esterne si considerano limitate se risultano verificate le due condizioni: e0X / rx 0,30 e0y / ry 0,30]

cio se il baricentro delle forze cade allinterno di un nocciolo, una zona limitata nellintorno del baricentro delle rigidezze estesa a circa il 9% della superficie di questa.11 Se ad esempio lellisse delle rigidezze ha la forma circolare di fig. A.16, la retta dazione delle forze orizzontali dovrebbe passare allinterno del cerchio tratteggiato. Il rispetto di tale condizione assicura che un edificio non subisce effetti torsionali significativi per effetto delle forze orizzontali.

Fig. A.16 Raggi di rigidezza, ellisse delle rigidezze e nocciolo.

Lellisse delle rigidezze pertanto una figura geometrica di assoluto interesse per il progettista, in quanto pu essere tracciata in base alle sole informazioni geometriche relative agli elementi verticali e alla loro posizione in pianta.

I raggi di rigidezza, detti anche raggi torsionali, hanno significato affine a quello dei raggi giratori di un sistema di forze o ai raggi di inerzia polari delle sezioni, in entrambi i casi calcolati come radice quadrata del quoziente tra il momento di secondo ordine delle forze o delle aree elementari e la risultante delle forze o delle aree elementari. 11 Larea A di una ellisse di semiassi a,b vale A = a b
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CAPITOLO 5

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Per un assegnato sistema di controventi, un definito baricentro delle rigidezze e un dato sistema di forze, occorre dunque massimizzare i termini a denominatore dei due quozienti, cio i raggi di rigidezza. Per massimizzare i raggi di rigidezza, a parit di rigidezza totale Kx e Ky occorre massimizzare la rigidezza torsionale KT . KT = kyi xi2 + kxi yi2 + k,i A parit di sezione complessiva degli elementi di controvento, opportuno dunque che questi siano disposti alle massime distanze xi yi possibili dal baricentro delle rigidezze K. E opportuno ricordare che nel modello descritto la rigidezza torsionale dei nuclei stata calcolata, a favore di sicurezza, assumendo gli stessi come costituiti da pareti isolate, dunque pi deformabili a torsione di quanto non siano nella realt: un stima pi accurata tenendo conto dellingobbamento impedito delle sezioni ne aumenterebbe la rigidezza torsionale k,i dunque il valore di KT. Lapproccio proposto pertanto a favore di sicurezza.

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CAPITOLO 5

ES1 Un plinto di fondazione sollecitato da un pilastro che trasmette il carico P1 = 1200 kN ed portato da due pali di fondazione disposti simmetricamente come in figura. Ciascun palo ha rigidezza assiale kz = 300 kN/mm. Nellipotesi che il plinto si comporti come un corpo rigido, calcolare labbassamento della testa di ciascun palo e il relativo carico.

kz

kz

R
kz,i = 300 + 300 = 600 kN/mm

Ri = P = 1200 kN
Ri = Pi (kz,i/ kz,i)

zi = z = Pi / kz,i = 1200/600 = 2,0 mm


R1 = R2 = 1200 x 300/600 = 600 kN
ES2 Un plinto di fondazione con la geometria di figura caricato da due pilastri che trasmettono i carichi P1 = 1000 kN e P2 = 1200 kN. I pilastri sono posti a distanza 1,36 m e 4,70 m dal bordo sinistro del plinto. Il plinto portato da due pali di fondazione aventi rigidezza assiale kz1 = 200 kN/mm e kz2 = 300 kN/mm posti a distanza 1,00 m e 5,00 m dallo stesso bordo. Nellipotesi che il plinto si comporti come un corpo rigido, calcolare il carico e labbassamento della testa di ciascun palo.
4,70 m 1,36 1000 1200

x
kz1 kz2 z1 z2

x z
R1 R2

z
1,00 5,00 m

Con origine del sistema di coordinate O(x,z) posta come in figura il sistema si scrive (200 + 300) z0 + (200 x 1 + 300 x 5 ) 0 = 2200 (200 x 1 + 300 x 5 )z0 + (200 x 12 + 300 x 52) 0 = 1000 x 1,36 + 1200 x 4,70 500 z0 + 1700 0 = 2200 1700 z0 + 7700 0 = 7000 La soluzione z0 = 5,25 mm

0 = - 0,25 rad
z2 = 5,25 0,25 x 5 = 4 mm

Gli spostamenti delle teste dei pali sono z1 = 5,25 0,25 x 1 = 5 mm

I carichi che porta ciascun palo sono R1 = 5 x 200 = 1000 kN e R2 = 4 x 300 = 1200 kN.

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ES3 Svolgere lesempio precedente adottando come origine del sistema di riferimento il baricentro delle rigidezze K.

Rispetto allorigine dellesercizio 2 il baricentro delle rigidezze K posto a distanza xk = Skz k z,i x i 200 1+ 300 5 = = = 3,40 m Kz 200 + 300 k z,i

In base ai risultati precedenti tale punto si sposta della quantit zk = 5,25 0,25 x 3,40 = 4,40 mm. Rispetto a un sistema di riferimento (x,z) avente lorigine nel baricentro delle rigidezze K si ottengono: - il momento dei carichi esterni (momenti assunti positivi se antiorari) M = 1000 (1,36 - 3,40 ) + 1200 (4,70 - 3,40) = - 480 kNm - la rigidezza torsionale totale KT = kzi (xi xK )2 = 200 (1-3,40)2 + 300 (5-3,40)2 = 1920 kNm Lo spostamento verticale del baricentro delle rigidezze e la rotazione del plinto sono zk = R 2200 = = 4,40 mm Kz 500 M - 480 = = - 0,25 rad K 1920

0 =

Tali risultati coincidono con i valori calcolati precedentemente: di conseguenza saranno uguali gli spostamenti della testa e le reazioni dei pali.
ES4 Alla struttura dellesempio precedente viene aggiunto un terzo palo di rigidezza k3 = 250 kN/mm a distanza d3 = 3,00 m dallorigine. Calcolare i carichi sui pali.
4,70 m 1,36 1000 1200 kN

x
kz1 kz3 k z2 z1 z3 z2

x z
R1 R3 R2

z
1,00 3,00 5,00

Utilizzando i [m] per la misura delle distanze il sistema risulta: (200 + 300 + 250) z0 + (200 x 1 + 250 x 3,00 + 300 x 5,0 ) 0 = 2200 (200 x 1 + 250 x 3,00 + 300 x 5,0 ) z0 + (200 x 12 + 250 x 3,002 + 300 x 52) 0 = 7000 750 z0 + 2450 0 = 2200 2450 z0 + 9950 0 = 7000 La soluzione z0 = 3,25 mm Gli spostamenti delle teste e i carichi sui pali risultano pari a z1 = 3,25 0,096 x 1 = 3,15 mm z2 = 3,25 0,096 x 5 = 2,77 mm z3 = 3,25 0,096 x 3 = 2,29 mm R1 = 3,15 x 200 = 630 kN R2 = 2,77 x 300 = 830 kN R3 = 2,96 x 250 = 740 kN R1 + R2 + R3 = 2200 kN

0 = - 0,096 rad

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CAPITOLO 5

Il baricentro delle rigidezze, posto alla distanza dal bordo sinistro xk = Skz k z,i x i 200 1+ 300 5+ 250 3 2450 = = = = 3,27 m Kz 200 + 300 + 250 750 k z,i

si sposta verticalmente di zk = 3,25 - 0,096x 3,27 = 2,94 mm Rispetto a un sistema di riferimento (x,z) avente lorigine nel baricentro delle rigidezze K si ottengono: - il momento dei carichi esterni (positivi se antiorari) M = 1000 (1,36 - 3,27) + 1200 (4,70 - 3,27) = -194 kNm - la rigidezza torsionale totale KT = kzi (xi xK )2 = 200 (1-3,27)2 + 300 (5 - 3,27)2 + 250 (3,0 - 3,27)2 = 1947 kNm Lo spostamento verticale del baricentro delle rigidezze K e la rotazione del plinto zk = R 2200 = = 2,94 mm Kz 750 M -194 = = 0,096 rad K 1947

0 =

coincidono con i valori precedentemente calcolati, cos come le reazioni sui pali.
ES5 Il nodo di figura sollecitato da una coppia di momento di intensit M = 200 kN/m. Calcolare la quota di tale momento che sollecita ciascuna asta che converge nel nodo. Le aste orizzontali hanno tutte sezione rettangolare di dimensioni (300 x 500) mm, i pilastri verticali hanno tutti sezione quadrata di lato 300 mm. Materiale; calcestruzzo con Ecm = 32 kN/mm2

l1 l2 k2

k1

l3 k3

lz
Mi

ki

l4

k4

Le rigidezze flessionali valgono Aste 1-2: Aste 3-4: k = k = 3EJx 3 32 300 5003 -6 10 = 75 kNm /rad == lz 4000 12 4EJx 4 32 300 3003 -6 10 = 28,8 kNm /rad == lz 3000 12

Dalla relazione Mi = M k,i/ k,i si ottiene M1,2 = 200 75 = 72,6 kNm (2 75 + 2 28,8) M3,4 = 200 28,8 = 27,8 kNm (2 75 + 2 28,8)

Lequilibrio al nodo risulta soddisfatto.

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5-23

CAPITOLO 5

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ES6 Per la struttura di figura sono P = 10 kN lz = 2,50 m l1 = 2,50 m e l2 = 3,50 m. La trave portante ha sezione rettangolare di dimensioni (300 x 500) mm. Calcestruzzo con Ecm = 32 kN/mm2 = 0,20

l2 l1
T1

P
T

M=Pl=T
lz

Il modulo di elasticit tangenziale vale G = M = T = P lz = 10 x 2,5 = 25 kNm,

E 32 = = 13,33 kN/mm2 2 (1+) 2 (1+0,2)

Per tutte le sezioni della trave portante di dimensioni a = 500 mm b = 300 mm b/a = 0,60 = 3/(1-0,63 x 0,60) = 4,82 a b3 500 3003 Jt = = = 2799 106 mm4 4,823 Le rigidezze torsionali delle due parti della trave portante valgono Parte 1: Parte 2: k 1 = k 2 = GJt 13,33 2799 106 -6 10 = 14,9 kNm/rad == l1 2500 GJt 13,33 2799 106 -6 10 = 10,7 kNm/rad == l2 3500 10,7 = 10,5 kNm (14,9 + 10,7)

Dalla relazione Ti = T k,i/ k,i si ottiene Mt,1 = 25 14,9 = 14,5 kNm (14,9 + 10,7) Mt,2 = 25

Le due semitravi sono sollecitate da una quota di T che, in campo elastico, proporzionale al peso della rigidezza torsionale di ciascuna di esse rispetto alla somma delle rigidezze delle due parti.

5-24

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CAPITOLO 6

CAPITOLO 6 Azioni orizzontali


Il capitolo confronta le diverse azioni orizzontali al fine di individuare le azioni pi gravose da utilizzare. Le azioni prese in considerazione sono: imperfezioni geometriche azioni naturali - vento azioni naturali azioni sismiche1.

6.1
EC2 5.2

Imperfezioni geometriche

Allo SLU si deve tenere conto degli effetti legati alle possibili imperfezioni non intenzionali della geometria della struttura. Tali effetti si trascurano se minori degli effetti dovuti ad altre azioni orizzontali (vento o sisma). Le imperfezioni geometriche sono prese in conto assumendo che la struttura nel suo complesso, o un singolo elemento, siano inclinati rispetto alla verticale di un angolo i (i = imperfections) fig- 6.1.

Fig, 6.1 Imperfezioni geometriche e forze orizzontali equivalenti Langolo di inclinazione i definito dalla relazione i = o h m In cui: 0 h inclinazione di base in radianti: il valore raccomandato 0 =1/200 rad coefficiente riduttivo relativo allaltezza l delledifico in metri h = 2 / l 2/3 h 1 [6.1]

m coefficiente riduttivo che tiene conto della ridotta probabilit che m elementi verticali siano tutti contemporaneamente inclinati di uno stesso angolo
1 m = 0,5 1+ m

per un elemento isolato: l = lunghezza dellelemento; m = 1; per un sistema di elementi di controvento: l = altezza delledificio; m = numero di elementi verticali che contribuiscono alla forza orizzontale agente sul sistema di controvento;

DM 3.2.2.1

3519

Le NT equiparano le azioni sismiche a unazione naturale in quanto, con la nuova zonazione, tutta lItalia classificata come sismica.

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6-1

CAPITOLO 6

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Per valutare gli effetti delle imperfezioni geometriche si pu, in alternativa: schematizzare la struttura con elementi verticali inclinati dellangolo (fig. 6.1, sinistra), oppure assumere un sistema di forze orizzontali H agente sulla struttura indeformata (fig. 6.1, destra).

Nel secondo caso se Vi la risultante dei carichi verticali agenti sul piano i-esimo i cui elementi verticali sono tutti inclinati di uno stesso angolo i, confondendo, per la piccolezza delle deformazioni, langolo di inclinazione i con (sin i) la forza orizzontale equivalente al piano i-esimo vale: Hi = sin i Vi i Vi [6.2] Per gli elementi di controvento leffetto delle imperfezioni geometriche si calcola applicando il peso totale del controvento alla sommit dell'elemento. Per stimare la forza globale orizzontale HI agente su tutto il complesso strutturale dovuta alle imperfezioni geometriche ci si pu basare sul carico totale verticale Fv allo spiccato del piano terreno, somma dei carichi agenti a tutti i piani fuori terra escluso il piano terreno e del peso proprio degli elementi verticali. La forza globale orizzontale massima Him , applicata a livello del primo impalcato ha intensit: Him = i FV = 0 h m FV [6.3] Il coefficiente h definito in base allaltezza della parte in elevazione del fabbricato a partire dalla quota 0,00. Assumendo, a favore di sicurezza, la quota media del baricentro della copertura (fig. 6.2) si ottiene: l = 19,30 + 1,53/2 = 20,07 m h = 2 / 20,07 = 0,45 < 2/3 pertanto h = 2/3 = 0,667 Per il calcolo di m ci si basa sul numero totale dei pilastri. Le forze orizzontali dovute alle imperfezioni geometriche sono infatti trasmesse agli elementi di controvento attraverso il comportamento a diaframma del solaio, assunto infinitamente rigido nel suo piano. Si ottengono i valori di tabella 6.1. Direzione 0 l
[m]

Fv
[kN]

Him
[kN]

x, y

1/200

20,07

0.667

25

0,72

47673

115

Tabella 6.1 Imperfezioni geometriche La risultante Himp si assume sia applicata nel baricentro delle forze FV , di coordinate (17,80; 5,96) m vedi par 6.3.2.

Fig. 6.2 altezza di calcolo

6-2

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CAPITOLO 6

6.2 Azioni ambientali e naturali - vento


DM 3.3

Ledificio in esame avendo configurazione e tipologia strutturale ordinaria, semplice o di limitata estensione risulta essere poco sensibile allazione dinamica del vento. In tale situazione possibile descrivere le azioni indotte dal vento attraverso sistemi di forze o di pressioni i cui effetti siano equivalenti a quelli del vento turbolento, considerando di regola la direzione orizzontale ed utilizzando la formulazione quasi statica equivalente. Lazione quasi-statica equivalente si ottiene moltiplicando la pressione cinetica di picco q(z), legata alla velocit di picco del vento vp(z), per larea di fabbricato su cui tale pressione risulta applicata. Occorre tenere conto: per la velocit vp(z), dei parametri che caratterizzano il sito (zona geografica, periodo di ritorno, effetti locali legati allubicazione del sito e allaltezza dal suolo degli elementi della costruzione); per la pressione cinetica q(z), dei parametri che caratterizzano la tipologia strutturale e il tipo di opera (coefficienti di pressione esterna e interna, coefficiente dinamico). Nel seguito sono sviluppati tutti i passaggi per il calcolo di tale pressione.

A) Velocit di riferimento vR (TR) Si parte dalla velocit di riferimento vref,0. Le localit del Nord Italia (escluse Liguria, Emilia Romagna e zona di Trieste) a quota 1000 m s.l.m. sono classificate nella zona geografica I per cui vref,0 = 25 m/s. La velocit vref,0 il frattile 98% della distribuzione dei massimi annuali delle velocit medie del vento misurate in sequenze di intervalli successivi di tempo di durata 10 minuti. Tale valore ha probabilit di superamento, in ciascun anno, pari a p = (1-0,98) = 0,02 dunque periodo di ritorno Td = 1/0,02 = 50 anni. Essa va moltiplicata per un coefficiente R (TR) funzione del periodo di ritorno TR del fenomeno. vR (TR) = R (TR) vref,0 [6.4] Il periodo di ritorno TR assunto pari a 10 volte la vita di progetto convenzionale dellopera Td ,che varia in base alla classe strutturale dellopera. Le strutture in classe 1 devono essere progettate per una vita di progetto Td = 50 anni, pertanto TR = 500 anni. Per TR = 500 anni secondo le NT R (500) = 1,122 (+12,2%)2 pertanto: vR(500) = R (500) vref,0 = 1,122 x 25 = 28,05 m/s B) Velocit di di picco vP(z)
DM 3.3.7.1

Il valore vR(500) deve essere modificato per tener conto degli effetti locali legati al sito dove posta la costruzione, e dellaltezza z sul suolo delle diverse parti da cui essa composta.

Si definisce una classe di rugosit del terreno variabile in funzione della presenza, pi o meno diffusa, di ostacoli che possano ridurre la velocit del vento in prossimit del suolo e nellintorno della struttura. Per una costruzione in zona fortemente urbanizzata si adotta la classe di rugosit A. In funzione della classe di rugosit, della zona geografica, della distanza dal mare e dellaltezza del sito sul livello del mare si individua una categoria di esposizione del sito, classificata dalla I (pi severa) alla V (meno severa). La velocit di picco vP(z) vale: vp (z) = cev(z) vR(TR) [6.5]

cev (z) il coefficiente di esposizione, funzione della categoria di esposizione, che definisce il profilo della velocit in funzione della distanza (z) dal suolo. Fino a una quota zmin in prossimit del suolo la velocit costante, al di sopra della quota zmin la velocit cresce con z.

Per strutture in classe 2 sono Td = 100 anni, TR = 1000 anni, R (1000) = 1,156 (+15,6%). 6-3

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CAPITOLO 6

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I due tratti sono definiti dalle relazioni cev (z) = cev (zmin) per z zmin

c ev ( z ) =kr c t ln Nelle formule kr ct z0 zmin

z z 7+ln z0 z0

per z > zmin

[6.6]

fattore di terreno, variabile in base alla categoria di esposizione del sito coefficiente di topografia, assunto nelle NT con valore ct = 1 nei casi normali e ct > 1 per edifici isolati posti sulla sommit o sulle pendici di una collina lunghezza di rugosit, variabile in base alla categoria di esposizione del sito altezza, a partire dal terreno, della zona in cui la velocit del vento assunta costante

I profili di velocit per le diverse pareti sono rappresentati in fig. 6.3.

Fig. 6.3 - Andamento della velocit del vento

Per ledificio in esame sono: classe di rugosit A, zona geografica I, h < 500 m s.l.m, distanza dal mare > 30 km. In base a tali caratteristiche il sito classificato nella categoria di esposizione V per cui: kr = 0,23 ctt =1 z0 = 0,70 m zmin = 12 m Il profilo della velocit in funzione della quota (z) vale pertanto: vp (z) = c ev ( z ) = 0,23 1 ln z z 7 + ln 28,05 = 6,45 0,70 0,70 ln z z 7 + ln [m/s] 0,70 0,70

Per z 12 m

vp (z) = c ev (12 ) = 6,45 ln

12 12 7 + ln = 34,12 m/s costante 0,70 0,70

La velocit del vento sulle pareti sottovento3 si assume con valore costante, valutato per unaltezza convenzionale z = h* pari alla quota altimetrica del baricentro della copertura. Nel caso in esame (fig. 6.2): h* = (19,30 + 20,83) /2 = 20,07 > 12 m vp (h*) = c ev ( 20,07 ) = 6,45 ln 20,07 20,07 7 + ln = 38,03 m/s costante 0,70 0,70

33

Assimilando il vento a un fascio di luce sono sopravento gli elementi illuminati, sottovento quelli in ombra
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6-4

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CAPITOLO 6

C) Pressione cinetica di di picco q (z)


DM 3.3.6

La pressione cinetica di picco q(z) legata alla velocit del vento dalla legge di Bernoulli:
2 1 q(z ) = vp ( z ) 2

[6.7]

Assumendo per la densit dellaria = 1,25 kg/m3 se la velocit del vento in [m/s] la pressione cinetica di picco q(z) risulta espressa in [N/m2]. Pertanto: Pareti sopravento Pareti sopravento Pareti sottovento z 12 m costante q (12) = 0,625 34,122 = 727 N/m2 = 0,73 kN/m2 z z -3 2 7 + ln z > 12 m q (z) = 26,0 ln 10 [kN/m ] 0,70 0,70 z = h*= 20,07 m q (20.07) = 0,625 38,032 = 904 N/m2 = 0,90 kN/m2 costante

D) Azioni quasi statiche equivalenti Lazione dinsieme esercitata dal vento su una costruzione data dalla risultante delle azioni agenti sui singoli elementi considerando di regola, come direzione del vento, quella corrispondente a una degli assi principali della costruzione alla volta. Si assumono gli assi di riferimento x,y di figura;

Il vento esercita in direzione perpendicolare agli elementi di parete o di copertura pressioni (positive) e depressioni (negative) a seconda della posizione degli elementi (sopravento o sottovento, interni o esterni) e della loro inclinazione rispetto allorizzontale (vento radente vedi figura):

Fig.6.4 - Pressioni e depressioni dovute al vento

Lintensit delle pressioni/depressioni varia in funzione della geometria dellelemento e della pressione cinetica di picco q(z) secondo la relazione: w(z) = cp cd q(z) z cp [6.8] quota altimetrica valutata a partire dal terreno coefficiente di pressione cpe di pressione esterna: cpe = + 0,80 per elementi sopravento con inclinazione sullorizzontale 60; cpe = - 0,40 per elementi sottovento paralleli alla direzione del vento (vento radente) e per falde sopravvento e sottovento con 15; di pressione interna: per costruzioni non stagne e con aperture regolarmente cpi distribuite di superficie uniforme cpi = 0,20 scegliendo il segno che da luogo alla combinazione pi sfavorevole. coefficiente dinamico variabile tra 0,05 e 1,15, tiene conto degli effetti riduttivi associati alla non contemporaneit delle massime pressioni locali e degli effetti amplificativi dovuti alle vibrazioni strutturali. Il suo valore dipende dalla tipologia (struttura in calcestruzzo o

cd

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6-5

CAPITOLO 6

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muratura, in acciaio o mista in acciaio-calcestruzzo) e dalle rapporto tra le dimensioni delledificio. Per ledificio in esame cd = 0,95.
DM 3.3.4

Per il calcolo delleffetto globale del vento sulle pareti esterne verticali ( = 90) nelle due direzioni x e y si cumulano gli effetti delle pressioni e depressioni sulle pareti sopravento e sottovento.4 La pressione unitaria totale agente nelle direzioni rispettivamente X e Y vale pertanto Per z 12 m Per z > 12 m q (z) = 0,95 (0,80 0,73 + 0,40 0,90 ) = 0,95 (0,584 + 0,36) = 0,90 kN/m2
z z -3 7 + ln q (z) = 0,95 0,80 26 ln 10 + 0,40 0,90 0,70 0,70 [kN/m2]

Nellipotesi che la struttura abbia solai infinitamente rigidi nel proprio piano, l'azione del vento pu essere schematizzata con un sistema di forze orizzontali applicate a livello di ciascun solaio, considerate agenti separatamente secondo gli assi principali x e y dell'edificio e, per ciascuna direzione, alternativamente nei due versi opposti. Stante la modesta inclinazione delle falde ( = 10,7 < 15), sulla copertura si hanno pressioni e depressioni le cui componenti orizzontali si annullano vicendevolmente. Lintensit delle forze di piano il prodotto della pressione q(z) per la superficie di facciata di competenza di ciascun impalcato (semialtezza di piano x larghezza facciata). La pressione q(z) si assume convenzionalmente alle quote z di ciascun solaio indicate. Le rette d'azione delle forze risultanti sono applicate a livello del solaio e passano per la linea dasse di ogni facciata, di coordinate (17,80; 5,96) m vedi par 6.3.2. Cumulando le pressioni e depressioni agenti sulle due pareti ortogonali alle direzioni x e y si ottengono le forze di piano di tabella 6.2 e fig. 6.5.
quota di piano (m) 18,26 15,23 12,20 9,17 6,14 3,11 pressione unitaria (kN/m2) 1,00 0,94 3,03 13,70 41,5 altezza di influenza 2,79 Vento in direzione X profondit (m) area (m2) 38,2 Fxi (kN) 38,2 39,0 36,10 37,4 109,4 Vento in direzione Y profondit (m) area 2 (m ) 100,7 Fyi (kN) 100,7 102,8 98,8

Piano ST P5 P4 P3 P2 P1

0,90

Totale Fx = 227 kN

Totale Fy = 599 kN

Tabella 6.2 - Carichi di vento Azioni statiche equivalenti

Fig. 6.5 - Carichi di vento

Il coefficiente cpi va preso in conto solo per la verifica dei singoli elementi e ha effetto nullo sulleffetto globale.
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CAPITOLO 6

Per edifici, come quello in esame, aventi altezza maggiore di 18 m si devono considerare anche gli effetti torsionali dovuto al vento agente in modo asimmetrico. Per edifici ordinari le NT individuano i 4 casi di carico di figura 6.6. In figura il simbolo p significa pressione, e d depressione.

Fig. 6.6 - Azione torsionale del vento

I casi 2 e 4 possono essere ridotti a una forza equivalente con la relativa eccentricit. Nel caso 2 definita ln la lunghezza della parete normale alla direzione del vento sono: Risultante delle forze di vento: R = (p + d) (0,5 ln + 0,75 0,5 ln) = 0,875 ln (p + d) Momento della forze rispetto al lato inferiore del fabbricato M = (p + d) [(0,5 ln 0,75 ln ) + (0,75 0,5 ln) 0,25 lv ] = 0,47 ln2 (p + d) La risultante R agisce pertanto alla distanza e = M/R = (0,47/0,875) ln = 0,54 ln dal lato inferiore, dunque posta a distanza (4%ln) oltre la mezzeria delle pareti. Si devono pertanto considerare l87,5% delle forze di tabella 6.2 (casi 1x e 1y) a una distanza, dalla mezzeria dei lati del fabbricato ortogonali alla direzione del vento, pari al 4% della loro lunghezza dei latiTali distanze sono dunque rispettivamente pari a (0,04 x 13,70) = 0,55 m e (0,04 x 36,10) = 1,44 m rispetto agli assi di simmetria del solaio che distano 17,80 m e 6,50 m dallorigine del sistema di riferimento globale. Nel caso 4, somma di due casi (2x) e (2y), entrambe le forze sono eccentriche. Calcolando le distanze rispetto allorigine del sistema globale si ottengono i valori di tabella 6.3.
caso Fx
[kN]

ey
[m]

Fy
[kN]

ex
[m]

1x 1y 2x 2y 3 4

227 0,875227 = 199 0,75227 = 170 199

6,50 599 6,50+0,55 = 7,05 0,875599 = 524 17,80+1,44 =19,24 0,75599 = 449 7.05 524 19,24 17,80

Tabella 6.3 Azioni del vento


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CAPITOLO 6

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6.3 Azioni ambientali e naturali - sisma 6.3.1 Accelerazione di progetto Sd (T) stato limite ultimo
DM 3.2

Ledificio localizzato in zona sismica 4, una zona per la quale ciascuna Regione pu richiedere la verifica sismica. Si assume una Classe di Duttilit (CD) bassa. Lazione sismica in zona 4 definita da: valori di accelerazione amax con una probabilit di superamento pari al 10% in 50 anni compresi tra il 2,5% e il 5% dellaccelerazione di gravit (0,025 g amax 0,05 g); unaccelerazione di ancoraggio al suolo dello spettro di risposta elastico ag = 0,05g.

Per strutture regolari in altezza la verifica pu essere effettuata utilizzando lanalisi statica equivalente anzich lanalisi dinamica modale. Se la struttura , come quella in esame, anche regolare in pianta possibile scindere lazione sismica in due azioni separate, studiando un modello piano della struttura per ciascuna direzione principale.5 In via semplificata la 3274 consente che non siano effettuare le verifiche allo stato limite di danno se si assume, per la verifica allo SLU, un valore di accelerazione delle masse di intensit 0,05g. In alternativa per una valutazione pi precisa si pu adottare lazione sismica di progetto Sd(T1) ricavata dallo spettro di risposta in accelerazione. Gli effetti di un terremoto su una struttura dipendono dallinterazione tra le caratteristiche della struttura e le caratteristiche del sisma, cio laccelerazione a cui la struttura sottoposta. Tale interazione viene definita attraverso lo spettro di risposta di progetto Sd (T), una funzione che ha in ascissa il periodo di vibrazione T delloscillatore elastico equivalente al sistema strutturale specifico, in ordinata laccelerazione Sd a cui soggetta la massa delloscillatore a seguito dellapplicazione, sul substrato rigido del sedime di fondazione, dellaccelerazione di ancoraggio al suolo ag ( g = ground, terreno). Un coefficiente S 1 amplifica laccelerazione di ancoraggio ag per tenere conto degli effetti di risonanza/amplificazione dovuti alle caratteristiche stratigrafiche del terreno nella zona compresa tra il substrato rigido e lopera di fondazione. Lo spettro formato da diverse parti individuate dalle equazioni: 0 T TB TB T T C Sd ( T ) = ( ag S ) T 2,5 T + 0,4q 1- q TB TB

Sd ( T ) = ( ag S )
Sd ( T ) = ( ag S )

2,5 q
2,5 TC q T

TC T TD TD T 4 s
nelle quali: ag S q

[6.9]

Sd ( T ) = ( ag S )

2,5 TC TD q T2

accelerazione di ancoraggio al suolo relativa ad un terreno di tipo A (roccia) coefficiente che tiene conto degli effetti locali di amplificazione dovuti al terreno fattore di struttura che modella il comportamento anelastico della struttura

TB, TC, TD valori dei periodi che identificano i diversi rami dello spettro, dipendenti anchessi dal profilo stratigrafico del terreno di fondazione.

Per le strutture in zona 4 lanalisi statica equivalente separata secondo due direzioni sempre applicabile, indipendentemente dalla regolarit strutturale, purch si adotti unaccelerazione di progetto convenzionale pari a Sd(T1) = 0,05 g.
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6-8

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CAPITOLO 6

Parametri dello spettro di risposta allo SLU

Per i terreni nei quali non sono presenti strati superficiali alluvionali di spessore compreso tra 5 e 20 m, i parametri dello spettro di risposta allo stato limite ultimo che caratterizzano lazione applicata alla struttura hanno i valori di tabella 6.4:
Tipo terreno S TB [s] TC [s] TD [s]

B, C, D

1,25

0,15

0,50

2,0

Tabella 6.4 Parametri dello spettro di SLU Periodo fondamentale di vibrazione T1


OR 4.5.2 Se si applica lanalisi statica lineare, nel caso di edifici la cui altezza minore di H = 40 m il periodo

fondamentale di vibrazione T1 pu essere stimato in via semplificata mediante la formula: T1 = C1 H3/4 [s] [6.10] Secondo lOrdinanza 3274 per edifici con struttura a telaio in calcestruzzo armato C1 = 0,075, per altri tipi di edificio C1 = 0,050. Nel caso specifico adottando laltezza H = 18,26 m a livello del sottotetto il periodo fondamentale di vibrazione delledificio pari a T1 = C1 H3/4 = 0,075 18,263/4 = 0,66 s. In base ai valori di tabella 6.4 il periodo T1 identifica la parte di spettro compresa tra i limiti TC e TD e di conseguenza la terza equazione delle [6.9].
Fattore di struttura q
DM 5.7

Il fattore di struttura q un valore adimensionale che individua indirettamente la duttilit della struttura. Pu essere calcolato in via semplificata con la relazione q = (K KD KR ) q0 qo K [6.11] valore di base che dipende dal livello di duttilit attesa, pari a 4,0 per strutture miste telaio pareti. fattore di duttilit della struttura, che dipende dal rapporto tra il valore u dellazione sismica per il quale si verifica la formazione di un numero di cerniere plastiche tale da rendere labile la struttura e 1 per il quale il primo elemento strutturale raggiunge la sua resistenza flessionale; per strutture classificabili come miste telaio pareti K = u/1 = 1,20. fattore che dipende dalla Classe di Duttilit CD; per CD B KD = 0,7. fattore che dipende dalla regolarit dell'edificio; per edificio regolare in altezza KR = 1, per edificio non regolare KR = 0,80. q = K KD KR q0 = 1,2 0,71 4 = 3,36

KD KR

Nel caso in esame

Per T = T1 e TC T1 TD. si ottiene:

S d ( T1 ) = a g S

2,5 TC q T1

2,5 0,50 = 0,05 g 1,25 = 0,035 g 3,36 0,66

La presa in conto dello spettro elastico consente una riduzione delle forze sismiche del 30% rispetto alla soluzione semplificata basata su una accelerazione convenzionale di intensit 0,05g. Gli effetti del sisma delledificio si riducono dunque nello stesso rapporto. La scelta di adottare laccelerazione spettrale invece della accelerazione convenzionale impone peraltro la verifica di stato limite di danno.

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6-9

CAPITOLO 6

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6.3.2 Accelerazione di progetto Se (T) stato limite di danno


DM 3.2.2.6

Lo spettro di progetto per lo stato limite di danno definito dalle equazioni: 0 T TB

T 0,4 T Se ( T ) = ( a gd S ) 2,5 T + 1- T B B
S e ( T ) = ( a gd S ) 2,5

TB T TC TC T TD TD T 4 s

T S e ( T ) = ( a gd S ) 2,5 C T T T S e ( T ) = ( a gd S ) 2,5 C 2D T

[6.12]

Per S, TB TC e TD continuano a valere i valori definiti per lo spettri di SLU (tab. 6.4). agd (d = danno) laccelerazione di ancoraggio dello spettro per la quale la probabilit di superamento pari al 50% in 50 anni. Laccelerazione agd , essendo riferita a eventi caratterizzati da una frequenza di accadimento pi elevata di quelli su cui si basa la verifica allo SLU, ha valore minore di ag. Sulla base di quanto indicato nellOPCM 3519/2006 e nelle successive mappe di pericolosit6 possibile assumere, per la maggior parte delle zone del nord Italia un valore di agd compreso tra 0,025g e 0,05g. In base alle considerazioni sopra riportate nel caso in esame si assume agd = 0,025g.
Parametri dello spettro di risposta di SLD

Per tutti i terreni in cui non sono presenti strati superficiali alluvionali di spessore compreso tra 5 e 20 m, i parametri di identificazione dello spettro di stato limite di danno hanno i valori di tabella:
Tipo terreno S TB [s] TC [s] TD [s]

B, C, D

1,5

0,05

0,25

1,2

Tabella 6.5 Parametri dello spettro di SLD Fattore di correzione dello smorzamento

Il coefficiente percentuale di smorzamento viscoso equivalente dellazione sismica dipende dal tipo di materiali utilizzati, dalla tipologia strutturale e dal terreno di fondazione. Le norme suggeriscono il valore = 5%. Il fattore di correzione serve a tener conto di un coefficiente avente valore diverso dal 5%. Nel caso in esame si assumono = 5% dunque = 1. Il valore del periodo fondamentale delledificio T1 = 0,66s identifica la parte di spettro compresa tra i valori TC e TD. In base ai parametri sopra indicati per TC T1 TD risulta pertanto: T Se ( T ) = ( a gd S ) 2,5 C T 0,25 = 0,025g 1,25 1 2,5 0,66 = 0,030g

Dato che i tamponamenti presenti nella struttura possono ridurne la deformabilit, occorre inoltre verificare che gli spostamenti relativi di interpiano non superino il valore dr 0,5%h, essendo h laltezza di interpiano. Per tale verifica occorre dunque determinare gli spostamenti del solaio.

Le mappe di pericolosit relative a probabilit annuali di eccedenza diverse dalla probabilit su cui si basa la verifica allo SLU (10% in 50 anni) sono state redatte dal medesimo gruppo di lavoro che ha definito la mappa dellOPCM 3519/2006 e sono scaricabili dal sito www.ingv.mi.it.
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6.3.3 Modello delle azioni sismiche orizzontali


Leffetto delle azioni sismiche pu essere trattato in modo analogo alleffetto delle azioni dovute al vento, assumendo lipotesi di solai infinitamente rigidi. Nellanalisi statica equivalente il sisma modellato con un sistema di forze orizzontali di piano ottenute ripartendo proporzionalmente allaltezza di piano il tagliante alla base Fh che vale: Fh = Sd(T1) W/g [6.12] W il peso complessivo del fabbricato (v. oltre) dunque W/g rappresenta la massa totale del fabbricato. Il coefficiente tiene conto in modo forfetario della massa "modale" che realmente partecipa al modo di vibrare fondamentale: per edifici a telaio in calcestruzzo armato con pi di tre piani per i quali T1 < 2TC, = 0,85. DM 3.2.3 Sia i pesi dei singoli piani Wi che il peso complessivo delledificio W sono calcolati per i carichi che sono sempre mediamente presenti, cio nella combinazione di carico quasi permanente: Gk + i (2i Qik) SI assumono 2i = 0,30 per carichi di abitazione e sulle scale e 2i = 0,20 per i carichi su tetti e coperture. Con tali ipotesi il carico totale della parte di fabbricato libera di oscillare W = 28968 kN (tabella 6.6). Il tagliante alla base vale pertanto Fh = 0,035g0,85 28968/g = 862 kN Fh = 0,030g0,8528968/g = 739 kN allo SLU allo SLD

Esso si distribuisce sui vari piani in proporzione al momento statico delle masse del singolo piano zi Wi rispetto al momento statico delle masse di tutto ledificio (zj Wj): Fi = Fh zi Wi/ (zj Wj) [6.13] Ciascuna forza di piano agisce nel baricentro delle masse (centro di massa) di ciascun solaio. La posizione del centro di massa pu essere calcolata con sufficiente precisione in base al valore dei carichi agenti sui pilastri: dato che per la [6.12] la forza orizzontale sismica proporzionale al carico totale verticale si pu assumere anche per ogni elemento verticale una forza orizzontale proporzionale al carico verticale che gli compete. I La tabella 6.6 riporta, per la combinazione di carico quasi permanente, il carico verticale agente su ciascun elemento verticale. In base alla posizione di ciascun elemento il centro di massa ha coordinate: xm = 17,80 m ym = 5,96 m Per tenere conto dellincertezza relativa alla distribuzione reale delle masse in condizioni di esercizio, la retta dazione della forza sismica si considera possa passare non nel centro di massa, ma con eccentricit eai pari al 5% della dimensione massima del solaio nella direzione perpendicolare alla direzione dellazione sismica considerata. La retta dazione si trova dunque nella zona compresa tra le rette xm = 17,80 36,10 0,05 = 17,80 1,81 m = (15,99 m; 19,61 m) ym = 5.96 13,70 0,05 = 5,96 0,69 m = (5,25 m; 6,65 m) Si dovr tenere conto della condizione che rende massima la distanza tra la retta dazione della forza sismica e la posizione del baricentro delle rigidezze K, punto attorno a cui ruota il solaio.

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coordinate tipo rif. x


[m]

y
[m]

forza verticale
[kN]

My
[kNm]

Mx
[kNm]

ASC B 4 ASC B 10 C A 1 A 2 A 3 R A 5 A 6 C A 7 A 8 A 9 R A 11 A 12 C A 13 R C 1 C 2 C 6 Q C 7 C 8 C 12 R C 13 C D 1 D 2 D 3 D 5 D 6 R D 7 D 8 D 9 D 11 D 12 C D 13 Totale

7.95 25.85 0.00 3.60 7.95 10.85 14.00 17.80 21.60 24.75 27.65 32.00 35.60 0.00 3.60 14.00 17.80 21.60 32.00 35.60 0.00 3.60 7.95 10.85 14.00 17.80 21.60 24.75 27.65 32.00 35.60

4.50 4.50 0.00 0.00 0.00 0.00 0.00 0.00 0.00 0.00 0.00 0.00 0.00 6.50 6.50 6.50 6.50 6.50 6.50 6.50 13.00 13.00 12.48 12.48 13.00 13.00 13.00 12.48 12.48 13.00 13.00

2583 2583 437 818 663 491 730 725 730 491 663 818 437 995 1623 1462 1457 1462 1623 995 432 893 696 508 700 725 700 508 696 893 432 28968

22856 69085 0 2944 5268 5328 10218 12908 15766 12154 18321 26170 15562 0 5842 20468 25943 31580 51926 35431 0 3214 5532 5515 9806 12901 15129 12581 19239 28565 15383 515634

9073 9073 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 6469 10547 9503 9473 9503 10547 6469 5617 11605 8680 6341 9106 9422 9106 6341 8680 11605 5617 172780

xm =

515634 = 17,80 m 28968

ym =

172780 = 5,96 m 28968

Tab. 6.6 Coordinate del centro di massa

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6.4 Azioni orizzontali


Nella tabella 6.7 sono riportate lntensit delle diverse azioni orizzontali la distanza ey o ex delle relative rette dazione dallorigine del sistema di riferimento globale la distanze e = max (ex yK ; ey x ) tra le rette dazione delle forze orizzontali e il baricentro delle rigidezze K avente coordinate (17,80; 3,82) m. Nel caso in cui ey o ex abbiano segno , la distanza e calcolata assumendo il segno che ne rende massimo il valore il momento torcente Mz ottenuto applicando alla forza in esame leccentricit e.

Tipo
Imp. geometriche

Caso/ direzione
x,y 1x 2x 1y 2y 3x 3y 4

F
[kN]

ex
[m]

ey
[m]

e
[m]

Mz
[kNm]

115 227 199 599 524 170 449 199 524 862 739

17,80

5,96 6,50 7,05

2,14 2,68 3,23 0 1,44

248 608 643 0 755 0 1398 2440 1560 2091 1338

17,80 19,24 6,50 17,80 7,05 19,24 6,65 19,61 6,65 19,61

Vento

0 0 3,23 1,44 2,83 1,81 2,83 1,81

Sisma SLU Sisma SLD

x y x y

Tabella 6.7 Confronto delle azioni orizzontali

Moltiplicando lintensit di ciascuna forza per leccentricit e si ottiene il momento torcente Mt applicato al solaio. Gli effetti delle imperfezioni geometriche sono nettamente inferiori a quelli del vento e del sisma: esse non vengono pertanto ulteriormente considerate. Allo SLU si verificano due diverse combinazioni: la combinazione che cumula gli effetti del vento con i massimi carichi verticali la combinazione sismica.

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6.5 Combinazione delle azioni carichi verticali e vento 6.5.1 Pilastri


Allo SLU gli effetti dellazione del vento sugli elementi verticali si valutano considerando il solaio del primo piano come infinitamente rigido. La ripartizione della forza totale orizzontale dovuta al vento si effettua con le modalit descritte nel capitolo 5

affidando lintera forza ai soli elementi di controvento; comunque considerando, a favore di sicurezza, nelle verifiche di ciascun pilastro, la forza orizzontale che ad esso risulta dalla ripartizione.

Dalla tabella 6.7 il caso dominante per il vento risulta il n.4, che genera il maggior effetto torsionale. Tale caso somma dei casi 2x e 2y: il vento in direzione x ha risultante Fx = 199 kN, e momento torcente Mt = 1993,23 @ 643 kNm, il vento in direzione y ha risultante Fy = 524 kN, e momento torcente Mt = 524 1,44 @ 755 kNm, dunque il momenti torcente totale vale Mt = 643 + 755 @ 1398 kNm. Dalla ripartizione si ottengono su ciascun elemento le azioni di tab. 6.8. I momenti Mz,i = (Mi + Fx,i yi2 + Fx,i xi2) tengono conto dei momenti torcenti Ti dovuti alla rotazione del piano e del contributo dovuto allintensit delle forze reattive Fx,i Fx,i di ciascun elemento, considerate passanti per il centro di taglio dellelemento. La risultante delle forze interne di componenti (Fx,i Fx,i Mz,i) ha i valori evidenziati in grassetto alla fine delle colonne relative ed in equilibrio con le forze sollecitanti.

Tabella 6.8 Azioni del vento pilastri

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6.5.2 Elementi di controvento


In base ai valori di tabella 6.8 il contributo offerto dai controventi allassorbimento delle azioni orizzontali pari a circa il 92% per ogni direzione considerata. I valori delle azioni - forze e coppie - su tali elementi sono ripetuti nelle prime colonne di tabella 6.9. Poich convenzionalmente agli elementi di controvento si vuole affidare il 100% degli effetti delle forze orizzontali, calcolato il rapporto tra le azioni globali e il totale parziale delle azioni assorbite dai soli elementi di controvento si moltiplica per tale rapporto ciascuna azione. Le tre ultime colonne di tabella 6.9 riportano i valori ricalcolati.
Tipo ASC rif. Fx,i
[kN]

Fy,i
[kN]

Mi
[kNm]

Fx,i
[kN]

Fy,i
[kN]

Mi
[kNm]

B 4 B 10 D 3 D 5 S D 9 D 11 Tot. controventi Tot. generale Rapporto

91.25 91.25 0.24 0.24 0.24 0.24 183 199 1,09

157.11 272.84 9.69 10.89 16.64 17.84 485 524 1,08

0.36 0.36 0.07 0.07 0.07 0.07 0.99 1,70 1.72

99.0 99.0 0.3 0.3 0.3 0.3 199

169.7 294.8 10.5 11.8 18.0 19.3 524

0.6 0.6 0.1 0.1 0.1 0.1 1.70

Tabella 6.9 Azioni del vento controventi

Gli elementi pi sollecitati risultano il vano ascensore B10 e il setto D11 evidenziali in tabella. Per il calcolo delle sollecitazioni su tali elementi occorre considerare che essendo le strutture di controvento considerate come mensole incastrate alla base, per il calcolo del momento di incastro le forze di tabella 6.9 vanno ripartite lungo tutta laltezza di tali strutture (fig- 6.7). A tal fine si attribuisce, a ciascun piano, una quota delle azioni di tabella 6.9 proporzionale al peso che la forza vento, a livello di ciascun piano, ha rispetto alla totale forza di vento, utilizzando i valori di tabella 6.2; per calcolare il momento torcente che sollecita i vani ascensore occorre tener presente che le azioni orizzontali di tabella 6.9 sono applicate nel centro di taglio, esterno alla sezione e distinto dal baricentro. Riportando la forza eccentrica Fx nel baricentro nasce un momento torcente di trasporto, che va sommato al torcente proprio.
Tipo rif. Fy,i
[kN]

Fx,i
[kN]

ey
[m]

Mi
[kNm]

MI,tot
[kNm]

ASC B 4 B 10

169,7 294,8

99.0 99.0

1.95 1.95

0.6 0.6

194 194

In tabella 6.10 sono riportate le azioni applicate, a livello di ciascun solaio su ascensori e setti. Poich in fase di predimensionamento si ipotizzato che i vani ascensore lavorino in condizioni non fessurate sotto gli effetti del vento, occorrer validare anche tale ipotesi.
Fig. 6.7 Controvento forze di piano

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Piano ST P5 P4 P3 P2 P1

quota di piano [m] 18.26 15.23 12.2 9.17 6.14 3.11

forze di piano Fxi Fyi


[kN] [kN]

Fx
[kN]

Fy
[kN]

vano ascensore My Mx
[kNm] [kNm]

Mz
[kNm]

Totali

34 34 33 33 33 33 199

88 90 87 87 87 87 524

16.7 17.0 16.3 16.3 16.3 16.3 99.0

49.3 50.7 48.7 48.7 48.7 48.7 294.8

304.4 259.2 199.1 149.7 100.2 50.8 1064

900.1 771.7 594.2 446.6 299.0 151.5 3163

32.7 33.3 32.0 32.0 32.0 32.0 194

Tab. 6.10a Azioni del vento vano ascensore B10


quota di piano Piano ST P5 P4 P3 P2 P1 [m] 18.26 15.23 12.2 9.17 6.14 3.11

forze di piano Fxi Fyi


[kN] [kN]

Fx
[kN]

setto vano scala D11 Fy My Mx


[kN] [kNm] [kNm]

Mz
[kNm]

Totali

34 34 33 33 33 33 199

88 90 87 87 87 87 524

0.04 0.04 0.04 0.04 0.04 0.04 0.3

3.2 3.3 3.2 3.2 3.2 3.2 19.3

0.8 0.7 0.5 0.4 0.3 0.1 3

58.9 50.5 38.9 29.2 19.6 9.9 207

0.02 0.02 0.02 0.02 0.02 0.02 0.12

Tab. 6.10b Azioni del vento setto D11

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6.6 Combinazione delle azioni carichi verticali e azione sismica


Come per il vento, anche gli effetti dellazione sismica si prendono in conto:

affidando lintera forza ai soli elementi di controvento,e contemporaneamente considerando, a favore di sicurezza, anche la quota spettante al singolo pilastro.

6.6.1 Sisma - SLU


Il sisma in direzione x genera a livello del primo impalcato la forza orizzontale Fx = 862 k e il momento Mt = 1560 kNm. Si ottengono gli spostamenti u0 = 0,235 mm v0 = 0 mm ui = u0 - yi

= 7,1 x 10-6 rad.


vi = v0 + xi

Le reazioni dei singoli elementi e gli spostamenti

e complessivo i = ui2 + v i2 sono riportati nella tabella 6.11.

Tabella 6.11 Azione sismica di SLU in direzione x primo solaio

Il sisma in direzione y genera la forza orizzontale Fx = 862 kN e il momento Mt = 2440 kNm. Si ottengono gli spostamenti u0 = 0 mm v0 = 0,22 mm ui = u0 - yi

= 4,52 x 10-6 rad.


vi = v0 + xi

Le reazioni dei singoli elementi e gli spostamenti

e complessivo i = ui2 + v i2 sono riportati nella tabella 6.12.

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Tabella 6.12 Azione sismica di SLU in direzione y primo solaio

6.6.2 Verifica allo SLD calcolo dello spostamento di interpiano


Le verifiche di SLD richiederebbero una seconda ripartizione delle azioni, adottando le intensit di tab. 6.8 ma possibile evitare la procedura utilizzando i risultati gi disponibili per lo SLU. Stante lipotesi di modello lineare, gli spostamenti di SLD si possono ricavare da quelli di SLU moltiplicando gli spostamenti di questultimo per il rapporto tra le forze sismiche nei due casi. In via semplificata e a favore di sicurezza, in tabella 6.12 lelemento che presenta il massimo spostamento quello con sigla A13, per il quale per sisma agente in direzione Y lo spostamento vale = 0,30 mm. Per proporzionalit lo spostamento dello stesso elemento allo SLD risulta:
dr,max,SLD = 0,30 739/862 = 0,26 mm Poich lelemento assunto come incastrato alla base, tale spostamento corrisponde con lo spostamento massimo di interpiano che, perch sia verificato lo stato limite di danno, deve essere minore del valore di confronto dr = 0,5% h = 0,005 3030 = 15 mm:. La verifica soddisfatta.

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6.6.3 Azione sismica - elementi di controvento


Dai dati delle tabelle 6.11 e 6.12, il sistema di controventi risulta assorbire pi del 90% delle azioni orizzontali: Con le stesse modalit adottate per le azioni dovute al vento, agli elementi di controvento viene affidato il 100% delle azioni sismiche I valori che assume la forza totale a livello del primo solaio sono, per ciascun nucleo o setto e per le due direzioni del sisma, riassunti in tabella 6.13. Le tre ultime colonne contengono i valori ricalcolati per fornire il 100% della forza orizzontale.
Fx,i
[kN]

tipo

rif.

Fy,i
[kN]

Mz,i
[kNm]

Fx,i
[kN]

Fy,i
[kN]

Mz,i
[kNm]

ASC sisma x

B 4 389.89 -100.99 B 10 389.89 100.99 D 3 2.14 -7.12 D 5 2.14 -5.02 S D 9 2.14 5.02 7.12 D 11 2.14 Totale 788.3 0.0 Tot. 861.8 0.0 Generale Rapporto 1.1 0.0

0.63 0.63 0.12 0.12 0.12 0.12 1.7 1.9 1.1

426.2 426.2 2.3 2.3 2.3 2.3 861.8

-110.4 110.4 -7.8 -5.5 5.5 7.8 0.0

0.7 0.7 0.1 0.1 0.1 0.1 1.9

tipo

rif.

Fx,i
[kN]

Fy,i
[kN]

Mz,i
[kNm]

Fx,i
[kN]

Fy,i
[kN]

Mz,i
[kNm]

sisma y

B 4 ASC B 10 D 3 D 5 S D 9 D 11 Totale Tot. Generale Rapporto

2.28 2.28 -0.48 -0.48 -0.48 -0.48 2.6 2.9 1.1

288.97 418.16 18.09 19.43 25.85 27.19 797.7 861.8 1.1

0.40 0.40 0.08 0.08 0.08 0.08 1.1 1.2 1.1

2.5 2.5 -0.5 -0.5 -0.5 -0.5 2.9

312.2 451.8 19.5 21.0 27.9 29.4 861.8

0.4 0.4 0.1 0.1 0.1 0.1 1.2

Tab. 6.13 Azioni sui controventi

Come per il vento, gli elementi pi sollecitati sono il vano ascensore B10 e il setto D11 evidenziali in tabella. Anche in questo caso le azioni globali vanno distribuite tra i vari piani adottando la formula [6-13] e riportate, nel caso dei vani ascensore, dal centro di taglio al baricentro. Le tabelle 6.14 riportano i valori cos ottenuti.

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Tab. 6.14a Azioni sismiche - vani ascensore

Tab. 6.14b Azioni sismiche - setti

6.7 Combinazione delle azioni


Le azioni verticali e orizzontali agiscono simultaneamente sulla struttura necessario cumularle secondo le regole definite al paragrafo 2.3. In campo elastico lineare leffetto del vento in condizioni di SLU pu essere tenuto in conto moltiplicando i valori delle tabb. 6.8, 6.10 e 6.11 per il coefficiente 0 = 0,6.
DM 3.2.3

La combinazione degli effetti dovuti al sisma con quelli relativi ai carichi verticali avviene utilizzando una regola di combinazione di SLU differente rispetto a quella che si usa nella condizione statica. Si considerano i carichi verticali nella combinazione di carico quasi permanente e li si combina con leffetto di progetto del sisma. EX/Y + Gk + i 2i Qik Ciascuna azione sismica di progetto EX o EY ottenuta combinando gli effetti dellazione sismica secondo una direzione con il 30% con gli effetti secondo laltra direzione EX = EEdx + 0,30 EEdy EY = EEdy + 0,30 EEdx Le azioni sollecitanti di progetto su un elemento si ottengono dunque per sovrapposizione degli effetti.

OR 4.6

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CAPITOLO 7

CAPITOLO 7 Solai
Il comportamento dei solai in laterocemento, come in genere di tutte le strutture snelle in cui non sono presenti armature trasversali per taglio, si basa su un meccanismo di trasferimento dei carichi agli appoggi (travi e muri) di tipo arco-tirante: in tale schema le spinte di un arco di calcestruzzo compresso molto ribassato sono equilibrate da un tirante realizzato dalle armature inferiori del solaio. Da qui limportanza che almeno parte delle armature inferiori sia presente su tutta la lunghezza del solaio e sia ancorata in modo adeguato alle due estremit, prolungando le barre allinterno delle travi di bordo. Il dimensionamento delle armature viene effettuato considerando, a seconda della sollecitazione, sezioni a forma di T (in campata) o a forma rettangolare estesa (sullasse delle travi) o ristretta (nelle zone di collegamento tra le nervature e le travi, se soggette a momento negativo). Data lampia zona di calcestruzzo compresso per la presenza della soletta le sezioni hanno in genere un basso rapporto di armatura e la verifica delle tensioni nel calcestruzzo, almeno per i carichi e le luci comuni negli edifici, non mai critica. Per il calcolo delle armature sono sufficienti metodi approssimati basati sullequilibrio. Nel seguito assunti come gi verificati (cap. 3) gli stati limite di esercizio di deformazione, fessurazione e limitazione delle tensioni, si descrivono in sequenza: - il diagramma di inviluppo delle sollecitazioni agenti, calcolate con modelli elastico-lineari; - il calcolo dellarmatura teorica ed effettiva inferiore in campata; - il calcolo della quantit darmatura inferiore che deve essere portata fino agli appoggi di estremit - il calcolo dellarmatura superiore allappoggio centrale; - le verifiche a taglio - il calcolo delle lunghezze di ancoraggio.

7.1 Analisi delle sollecitazioni


Il solaio caricato dai carichi permanenti Gk = 5,94 kN/m2 e Qk = 2,0 kN/m2 . Per una larghezza di solaio pari a un metro (due nervature) il carico totale di progetto allo SLU ha intensit: GGd + QQd = (1,4 5,94 1 + 1,5 21) = (8,32 + 3,0) = 11,32 kN/m/m Due schemi statici coprono tutte le tipologie presenti nel solaio: nervature S03-S01 nervatura S04 trave continua su due campate di luce 6,525 m con appoggi di estremit trave appoggiata di luce 4,525 m

Per tutte le nervature non si considerano, per il calcolo delle sollecitazioni, a favore di sicurezza momenti di semi incastro agli appoggi di estremit. Per le nervature S03-S01 la disposizione dei carichi variabili genera i diagrammi di inviluppo delle sollecitazioni di momento e taglio di figura 7.1.1 Le reazioni massime sono dovute alla combinazione con entrambe le campate caricate e G = 1,4 Q = 1,5. Per la nervatura S04 la sollecitazione massima vale:
Mmax
EC2 5.3.2.4

GGk + Q Q k ) l2 11,32 4,5252 ( = = = 29,0 8 8

kNm

Se un elemento continuo su un appoggio che non costituisce vincolo alla rotazione, come per le nervature S03 S01 il vincolo rappresentato dalla trave centrale, il momento sullappoggio pu essere
1

I diagrammi di inviluppo sono calcolati con il programma TraveConDWG del prof. Gelfi, scaricabile liberamente dal sito www.euroconcrete.it
7-1

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CAPITOLO 7

QT8 STRUTTURE DI CALCESTRUZZO: PROGETTO DI EDIFICIO

ridotto perch la reazione dappoggio R non risulta concentrata in un punto, ma uniformemente distribuita sulla larghezza t dellappoggio. Da considerazioni di equilibrio la riduzione vale (fig. 7.2): M = R t/8 La trave centrale ha larghezza t = 0,65 m ed R = 92,30 kN/m. Risulta M = 92,300,65/8 = 7,5 kNm/m
Scala momenti 1:25 - Sollecitazioni SLU

M min M max R max R min

0 29.88 12.34

39.45

-60.22 92.30 48.45

39.45

0 29.88 12.34

Scala tagli 1:25 - Sollecitazioni SLU

T maxs 0 T maxd 29.88 Luci gk qk

6.525 5.94 2

-46.15 46.15

6.525 5.94 2

-29.88 0

Fig, 7.1 S03-S01 - diagrammi di inviluppo delle sollecitazioni

Fig, 7.2 S03 S01 Riduzione del momento sullappoggio Per il progetto delle armature le sezioni di interesse e le sollecitazioni allo SLU di momento MSd e taglio VSd sono: S03-S01 asse della trave centrale MSd = (60,2 - 7,5) = 52,7 kNm/m filo della trave centrale (prima sezione ristretta) MSd = 45,8 kNm/m campata, a z = 29,88/11,32 = 2,64 m dallasse della trave di bordo MSd = 39,5 kNm/m prima sezione ristretta a filo della trave centrale: VSd = 46,15 11,32 x 0,325 = 42,5 kN/m campata a distanza z = 2,23 m dallasse della trave di bordo sezione ristretta a filo della trave centrale: MSd = 29,0 kNm/m VSd = 25,61 11,32 x 0,525 = 19,7 kN/m

S04:

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QT8 STRUTTURE DI CALCESTRUZZO: PROGETTO DI EDIFICIO

CAPITOLO 7

7.2 Verifiche a flessione 7.2.1 Armature inferiori


EC2 5.3.1

I solai in laterocemento sono stati predimensionati (altezza e armatura) nel capitolo 3. Le sezioni di una nervatura sono rappresentate in figura 7.3. Il baricentro delle armature varia a seconda della luce e dello schema statico delle nervature. La distanza del baricentro delle armature inferiori tese al bordo inferiore del solaio S03 S01 (intradosso laterizio) d = 34 mm, laltezza utile di conseguenza: d = h - d = 230 34 = 196 mm (fig. 7.3, sinistra); per il solaio S04 d = 30 mm, pertanto d = 230 28 = 202 mm. (fig. 7.3, destra).

Fig. 7.3 Nervature S03 S01 e S04 sezione La larghezza minima delle nervature bw deve risultare 1/8 dellinterasse i tra i travetti, con un minimo di 80 mm. Nel caso in esame: i = 500 mm S03 S01 3 12 per nervatura bw = 100 > 500/8 La quantit di armatura tesa in campata, stimata nel paragrafo 3.4.1, fornisce i rapporti geometrici e meccanici:

As 6 113 = 100 = 0,35% bd 1000 196

fyd 0,35 391 = = 0,09 fcd 100 15,8

S04 fyd 0,22 391 As 4 113 = = = 0,05 = 100 = 0,22% fcd 100 15,8 bd 1000 202 Per una sezione a T con asse neutro nellanima ma molto vicino al bordo inferiore dellala, nellipotesi che la coppia resistente interna sia realizzata dalle risultanti delle tensioni di compressione di intensit fcd nella soletta superiore uniformemente compressa, e delle tensioni fyd delle armature inferiori, risulta:: 2 12 per nervatura = lim = hf 50 = = 0,26 d 196 lim = hf 50 = = 0,25 d 202

QT4 6.5

Tale rapporto maggiore di entrambi i valori precedenti, pertanto lasse neutro taglia certamente lala e i travetti si verificano, a momento positivo, come sezioni rettangolari di larghezza pari alla larghezza dellala.
QT4 STR 2

Dalla tabella QT4 STR 2 ai rapporti meccanici corrispondono le profondit dellasse neutro e i momenti resistenti : S03 S01 0 = 0,09 = 1,235 0 = 0,105 x = d = 0,105 x 196 = 22 < 50 mm = 0 (1 0,513 0) = 0,09 (1 0,513 0,09) = 0,086 MRd = bd2 fcd = 0,086 1000 1962 15,8 10-6 = 51,6 > 39,5 kNm/m S04 0 = 0,05 = 1,235 0 = 0,062 x = d = 0,062 x 202 = 13 < 50 mm = 0 (1 0,513 0) = 0,05 (1 0,513 0,05) = 0,049 MRd = bd2 fcd = 0,049 1000 2022 15,8 10-6 = 32,2 > 29,0 kNm/m Per assicurare un'adeguata resistenza nei confronti di un eventuale vincolo di incastro parziale alle estremit delle travi l'EC2 richiede che, anche se nellanalidi delle sollecitazioni si sono assunti alle estremit vincoli di appoggio semplice, le sezioni d'estremit siano armate in modo da essere in grado di portare un momento negativo pari ad almeno il 25% del momento in campata, dunque per il momento maggiore pari a:
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CAPITOLO 7

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MSd = 0,25 x 39,5 = 9,9 kNm/m Larmatura prevista in campata per il solaio S04 (4 12/metro) fornisce il momento resistente MRd = 32,6 kNm/m dunque ciascuna barra contribuisce al momento totale per una quota pari a 32,2/4 = 8,1 kNm/m. E pertanto sufficiente disporre superiormente allestremit del solaio e in tutte le nervature una barra 12, in grado di realizzare un momento resistente MRd = 2 x 8,1 = 16,2 > 9 kNm/m. Il meccanismo arco-tirante prevede che alle estremit della trave sia presente una quantit darmatura tale da realizzare il tirante inferiore. Larco, fortemente ribassato, si assume inclinato alle estremit di un angolo a cui corrisponde la forza di trazione NSd = Vsd cot (fig. 7.4) A favore di sicurezza si assume per langolo linclinazione minima sullorizzontale = 21,8 (cot = 2,5) permessa dallEC2 per le bielle di calcestruzzo compresso nel caso di travi armate a taglio.
Fig. 7.4 Arco-tirante

Nellipotesi che le armature lavorino tutte al tasso fyd la quantit minima di armatura longitudinale Asl richiesta per il tirante risulta: S03 S01 S04 NSd = Vsd cot = 29,9 2,5 = 74,8 kN/m NSd = Vsd cot = 25,6 2,5 = 64 kN/m Asl = NSd /fyd = 74,8 103 /391 = 191 mm2/m Asl = NSd /fyd = 64 103 /391 = 164 mm2/m

Portando alle estremit del solaio una barra per nervatura : Asl = 2 113 = 226 > 191 mm2/m. Tali amature devono ovviamente essere adeguatamente ancorate (v. oltre).

7.2.2 Armature superiori


La sezione di solaio in corrispondenza dellasse delle travi ha forma rettangolare di dimensioni (b x h)= (1000 x 230) mm. Nella parte inferiore della sezione, soggetta a momento negativo, risultano presenti e ancorate due delle barre di campata, una per travetto, ma tale armatura non viene presa in conto in quanto essendo posizionata al di sopra dellarmatura longitudinale delle travi, dunque molto distante dal lembo compresso della sezione, poco sollecitata. Se si utilizzano barre 14 mm valgono le grandezze geometriche (fig. 5.2): - distanza d del baricentro delle barre superiori tese dal bordo di calcestruzzo pi vicino d = 32 mm - altezza utile delle armature tese: nella sezione sulla trave d = 230 32 = 198 mm; nella sezione allattacco trave.solaio con tavella inferiore di laterizio sp. 8 mm: d = 198 8 = 190 mm Il massimo momento negativo arrotondato ha intensit MSd = 52,7 kNm/m. Risultano:
= MSd 52,7 106 = = 0,085 bd2 fcd 1000 1982 15,8

= 0,975 1 - 1- 2,05 = 0,975 1 - 1 - 2,05 0,085 = 0,089


As =

bdfcd 0,089 1000 198 15,8 = = 713 mm2/m fyd 391

Si dispongono 314 per nervatura (6 barre per metro) con area As = 6 x 154 = 924 > 713 mm2/m. Il momento nella prima sezione ristretta allattacco tra le nervature e la trave (b = 2 x 120 = 240 mm), vale 45,8 106 MSd = 45,8 kNm/m. = = 0,975 1 - 1 - 2,05 0,335 = 0,429 = 0,335 240 1902 15,8

As =

bdfcd 0,429 240 190 15,8 = = 790 mm2/m: si mantengono 314 per nervatura fyd 391

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CAPITOLO 7

7.3 Lunghezze di ancoraggio


Per calcolare le lunghezze di taglio delle barre, alla lunghezza teorica, calcolata sulla base delle richieste strutturali, occorre sommare le lunghezze di ancoraggio. Per queste ultime occorre definire: le condizioni locali di aderenza (buona o mediocre): tutte le barre, sia inferiori che superiori, presenti in getti di spessore minore di 250 mm sono considerate in condizioni di buona aderenza; il valore di progetto fbd della tensione di aderenza che, per barre con diametro fino a 32 mm in condizioni di buona aderenza vale2:

fbd = 2,25 fctd = 2,25

0,85 fctk,0,05 0,7 fctm 2/3 = 1,913 = 0,837 0,30 fck = 0,251 (0,83R ck )2/3 = 0,222 R 2/3 ck c 1,60 fbd = 0,222 . 302/3 = 2,14 N/mm2

[7.1]

Per un calcestruzzo Rck 30

Una barra di diametro , perimetro e area 2/4 che lavora alla tensione di trazione fyd trasmette al calcestruzzo una forza pari a (2/4) fyd. Per evitare che la barra si sfili dal calcestruzzo, tale forza deve essere equilibrata dalla risultante delle tensioni di aderenza fbd che si sviluppano sul perimetro della barra per una lunghezza lbd0, detta lunghezza di ancoraggio di riferimento. Risulta:

lbd0 ( ) fbd =

2 fyd 4

lbd0 =

fyd 4 fbd

[7.2]

Se la barra lavora alla tensione sd < fyd la lunghezza di ancoraggio si riduce proporzionalmente: si ottiene la lunghezza di ancoraggio di base lbd: lbd = lbd0 sd fyd Tutte le barre che non si considerano pi collaboranti a partire da una data sezione devono essere ancorate oltre la sezione per almeno la lunghezza lbd > lbmin. Per valutare la tensione sd si devono considerare TUTTE le barre presenti nella sezione, sia quelle collaboranti che quelle non collaboranti. In una sezione sollecitata da un momento MSd armata con barre di diametro e area As siano: -n - n1 > n il numero ESATTO di barre richiesto per assorbire il momento MSd lavorando al tasso fyd; il numero totale di barre presenti nella sezione lbd = lbd0 sd n = lbd0 > lbmin fyd n1

Per lequilibrio n As fyd = n1 As sd di conseguenza

[7.3]

La lunghezza minima di ancoraggio lbmin la maggiore tra: 10 volte il diametro della barra; 100 mm il 30% o il 60% di lbd0 rispettivamente per ancoraggi in trazione o in compressione: ci comporta che il rapporto n/n1 deve essere sempre maggiore, a seconda del caso, di 0,30 o 0,60 dunque che non si possono mai ancorare pi del (1 0,30) = 70% delle barre tese presenti in una data sezione, o pi del (1 0,60) = 40% delle barre compresse.

Nel caso in esame si adottano i seguenti schemi di armatura: A) barre inferiori: due barre estese per tutta la lunghezza della nervatura del solaio (armatura di corredo del travetto a tralicci), a cui vengono aggiunti in mezzera una barra per la quota di momento eccedente e alle estremit degli spezzoni per garantire la continuit del tirante inferiore; B) barre superiori sullappoggio: due barre su tre interrotte, con la terza che si estende.

2 La tensione di aderenza fbd della [8.1] va ridotta del 30% per condizioni di aderenza mediocri. 2007 F. Biasioli 7-5

CAPITOLO 7

QT8 STRUTTURE DI CALCESTRUZZO: PROGETTO DI EDIFICIO

Le lunghezze di ancoraggio di riferimento valgono pertanto: barre 14 : lbd0 =


S03 S01

fyd 14 391 = = 640 mm 4 fbd 4 2,14 barre 12 barre 14 lbd = 548

barre 12: lbd0 =

fyd 12 391 = = 548 mm 4 fbd 4 2,14

M (+) M (-)

Forza di trazione allappoggio


S04

2 = 365 mm n/n1 = 0,67 > 0,30 3 1 n/n1 = 0,33 > 0,30 lbd = 640 = 213 mm 3 A s,req 191 lbd = lbd0 sd = lbd0 = 548 = 463 mm fyd A s,prov 226

Forza di trazione allappoggio

lbd = 548

164 = 398 mm 226

Gli ulteriori requisiti relativi alla lunghezza minima di ancoraggio (> 10 , > 100 mm) sono rispettati.

7.4 Traslazione del diagramma di momento


QT5 3.2 Nel caso di barre soggette a trazione/compressione per flessione alla lunghezza lbd occorre SEMPRE aggiungere unulteriore lunghezza al che tiene conto della traslazione del diagramma dei momenti dovuta alla sollecitazione composte di flessione e taglio (fig. 8.5). Nel caso dei solai la lunghezza al non deve essere aggiunta alle lunghezze di ancoraggio delle barre previste per assorbire le forze di trazione allappoggio.

traslazione

traslazione

Linea inviluppo di Fs

Inviluppo della forza di trazione agente

Fig. 7.5 Traslazione del diagramma di momento

Nel caso dei solai a favore di sicurezza assumere al = d con d altezza utile del del solaio. Con d = 202 mm le lunghezze di ancoraggio comprensive della lunghezza al risultano: S03 S01 S03 S01 S03 S01 S03 S01 S03 S01 S04 armature inferiori in campata armature inferiori su trave di bordo armature inferiori su trave centrale armature superiori interrotte armature superiori non interrotte armature inferiori 2 x (365 + 202) = 1134 mm arrotondata a 1200 mm (2 x 463) = 926 mm arrotondata a 1000 mm (2 x 463 + 650) = 1576 mm arrotondata a 1750 mm (213 + 202) = 415 mm arrotondato a 500 mm (140 + 202) = 342 mm arrotondato a 500 mm (2 x 398) = 796 mm arrotondata a 1000 mm

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QT8 STRUTTURE DI CALCESTRUZZO: PROGETTO DI EDIFICIO

CAPITOLO 7

7.5 Sezioni di ancoraggio e lunghezze di taglio


Per individuare le sezioni a partire dalle quali occorre provvedere la lunghezza di ancoraggio:
-

si calcolano i momenti resistenti MRd delle sezioni ideali in cui risulta presente un numero di barre esattamente pari al numero delle barre non interrotte; tali barre lavorano tutte al tasso fyd; si cercano, sul diagramma di inviluppo dei momenti sollecitanti, le sezioni per le quali MSd = MRd.

Per le varie nervature e per metro di larghezza di solaio risulta:


S03 S01 momento M (+) in campata

Barre non interrotte (2+2) 12 inserite nei travetti con area totale AS = 4 x 113 = 452 mm2. La capacit portante della sezione armata con tale armatura risulta pari a MRd = 32,2 kNm/m Per le nervature S01 e S03 la condizione MRd = MSd identifica due sezioni poste a distanza x = 1,5 m e x = 3,8 dallasse della trave di bordo.
S03 S01 momento M (-) su appoggio centrale

Barre non interrotte (1+1) 14 superiori con area totale AS = 2 x 154 = 308 mm2. La capacit portante della sezione armata con tale armatura risulta pari a MRd = 45,8 308/790 = 17,8 kNm/m Per le nervature S01 e S03 la condizione MRd = MSd identifica due sezioni poste a distanza x = 1,15 m dallasse della trave centrale (x = 0,91 m dal filo della trave). La sezione di momento nullo dista x = 2,50 m dallasse della trave: a partire da tale sezione deve essere predisposta solo la lunghezza di ancoraggio minima (10 = 140 mm). La lunghezza di taglio delle barre in cm risultano pertanto:
armature inferiori

2 12/ travetto di corredo ai tralicci esteso su tutta la lunghezza (592 cm) 112/ travetto di lunghezza l = (380 150) + 120 = 350 cm 112/ travetto di lunghezza l = 100 cm in corrispondenza delle travi esterne 112/ travetto di lunghezza l = 175 cm in corrispondenza della trave centrale

armature superiori

214/ travetto 114/travetto 112/travetto

l = 2 (1150 + 500) = 3200 mm l = 2 (2500 + 500) = 5280 mm l = 1750 mm

arrotondato a 350 cm arrotondato a 600 cm arrotondato a 175 cm

Alle estremit
S04 armature inferiori

2 12/travetto di corredo ai tralicci esteso su tutta la lunghezza (400 cm) 112/travetto di lunghezza l = 100 cm in corrispondenza di ciascuna estremit

In allegato riportato lo schema delle armature di entrambe le nervature. Le armature superiori alle estremit sono piegate a 45, per avere lancoraggio delle barre nella zona compressa della sezione. Le armature che entrano nelle travi hanno alle estremit ganci a 90. La parte di barra che si estende oltre la piegatura deve avere lunghezza almeno pari a 5 volte il diametro. Nel caso in esame il piego di 100 mm > (5 x 12) = 60 mm . La barra dovrebbe essere disposta con il piego preferibilmente disposto in orizzontale, in modo da risentire delleffetto favorevole di compressione dovuto alla biella di calcestruzzo dellarco di scarico.

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CAPITOLO 7

QT8 STRUTTURE DI CALCESTRUZZO: PROGETTO DI EDIFICIO

7.6 Verifiche a taglio


I solai per edifici di civile abitazione sono strutture generalmente poco sollecitate, dotate di una sufficiente capacit di ripartizione dei carichi e prive di armatura a taglio. Secondo lEC2 perch un elemento non richieda armatura a taglio devono risultare soddisfatte entrambe le condizioni: VSd VRd,c dove VSd VRd,c VRd,c,max forza di taglio sollecitante di calcolo forza di taglio resistente di calcolo di un elemento privo di armatura a taglio forza di taglio resistente massima delle bielle di calcestruzzo compresse con valore: VRd,c,max = 0,5 [0,6(1-fck/250)] fcd bw d Il termine entro parentesi quadra un fattore di riduzione della resistenza del calcestruzzo fessurato per taglio. Per i solai la condizione VSd VRd,c,max non mai determinante. Nel caso di appoggio indiretto, come il caso dei solai portati da travi, la verifica a taglio va eseguita nella sezione ristretta posta a distanza pari allaltezza utile d dal filo trave (fig. 7.5). VSd VRd,c,max

Fig. 7.5 Verifica a taglio

In tale ipotesi dato lo schema statico del solaio, la sezione pi sollecitata a taglio in prossimit della trave centrale, a distanza (650/2 +196) = 521 mm dallasse della trave centrale. In tale sezione il taglio sollecitante pari a VSd = 46,2 11,32 x 0,521 = 40,3 kN/m QT5 Secondo lEC2 il taglio resistente in assenza di precompressione vale:
0,18 3 VRd,c = b w d = k 100l fck b w d c > min b w d

La tensione una tensione di taglio modificata che tiene conto: 0,18 0,18 - della tensione tangenziale di base = = 0,113 N/mm2 c 1,60 - delleffetto ingranamento degli inerti
k = 1+ 200 2 per d = 190 mm d k =2

- delleffetto spinotto delle armature tese presenti e ancorate nella sezione posta a distanza h dalla sezione considerata, (fig. 7.6 destra) e valutate come percentuale geometrica di armatura A l = sl < 0,02 bw d

In tale sezione sono presenti superiormente ed ancorate 3 barre 14 mm . Pertanto


l = 3 154 = 0,024 > 0,02 l = 0,02 100 196
min = 0,035 2 k 3 fck
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La tensione di taglio modificata minima ha espressione:

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QT8 STRUTTURE DI CALCESTRUZZO: PROGETTO DI EDIFICIO

CAPITOLO 7

l bd d 45 o A sl

VSd

l bd 45 o
A

VSd

A sl 45 o
A

d VSd

A sl

l bd

Fig. 7.6 Armatura longitudinale nella verifica a taglio (A = sezione di verifica)

Nel calcolo della larghezza a taglio dellanima bw si pu tenere conto anche dello spessore del laterizio (0,8 cm) a diretto contatto con la nervatura: pertanto bw = 2 x (120 +8 +8) = 256 mm/m Per un calcestruzzo C25/30 con fck = 0,83 Rck = 25,0 N/mm2 si ottiene:
= 0,18 3 k 100lfck = 0,113 2 3 100 0,02 25,0 = 0,83 N/mm2 c

min = 0,035 2 k 3 fck = 0,035 2 23 25 = 0,49 N/mm2

ll taglio resistenze vale

VRd,c = 0,83 256 196 10-3 = 41,6 > 40,3 kN/m

La verifica a taglio nella sezione considerata soddisfatta. Lapproccio di calcolo evidenzia che, nel caso di un solaio, risultano critiche: - laltezza totale, che si riflette sul valore dellaltezza utile d .- la scelta della tipologia di blocchi: a parit di altezza preferibile limpiego di blocchi senza aletta di larghezza 38 cm portati da travetti con fondello in laterizio e in grado di realizzare nervature di spessore (50 38) = 12 cm. .- la scelta del calcestruzzo: utilizzando classi di resistenza minori di quella specificata per il caso in esame (C25/30) la verifica non risulterebbe mai soddisfatta. La forza di taglio resistente massima per fcd = 15,9 N/mm2 vale V Rd,c,max = 0,3 (1-fck/250) fcd bw d = 0,3 (1- 25/250) 15,8 240 196 10-3 = 202 kN/m

7.7 Schemi delle armature


Nelle figure 7.7 e 7.8 sono riportat gli schemi delle armature per le due nervature tipo.

Fig. 7.7 Esecutivo armature solaio S04

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CAPITOLO 7

QT8 STRUTTURE DI CALCESTRUZZO: PROGETTO DI EDIFICIO

Fig. 7.8 Esecutivo armature solaio S03 S01


7-10 2007 F. Biasioli

QT8 STRUTTURE DI CALCESTRUZZO: PROGETTO DI EDIFICIO

CAPITOLO 8

CAPITOLO 8 Travi
Si considera la travata centrale costituita dalle travi T09 - T010 comprese tra i pilastri C1, C2 e il vano ascensore. Tutte le travi hanno sezione rettangolare di dimensioni (650 x 230) mm e altezza utile d = h d = (230 36) = 194 mm.

8.1 Calcolo delle sollecitazioni 8.1.1 Analisi dei carichi


Lncremento del peso proprio della trave pari a Gk = 2,67 b = 2,67 x 0,65 = 1,74 kN/m. In base alllarea di competenza della trave di ampiezza i = 8,13 m i carichi sulla trave risultano: SLE peso proprio Gd0 1, 0 1,71 = 1,74 kN/m carico permanente portatiGd1 1,0 (5,94 8,13) = 48,29 kN/m 50,0 kN/m carico permanente totale Gd0 + Gd 1,0 0,30 (2,0 8,13) = 4,88 kN/m carico variabile Qd 54,9 kN/m carico totale Gd0 + Gd + Qd = SLU 1,40 1,71 = 2,43 kN/m 1,40 48,29 = 67,61 kN/m 70,0 kNm/m 1,5 (2,0 8,13) = 24,4 kN/m 94,4 kNm/m

8.1.2 Modello di calcolo e diagrammi di inviluppo delle sollecitazioni


Lo schema statico assunto quello di un semitelaio, con vincoli di cerniera posti a met altezza dei pilastri. Le luci di calcolo sono definite in base alle distanze tra gli assi dei pilastri La campata che termina sul vano ascensore si considera incatrata in una sezione posta a una distanza circa pari allaltezza utile d 0,20 m dal filo del setto del vano ascensore. Risulta pertanto T09 l = 3,60 m T010 l = (4,35 0,10 + 0,20) = = 4,25 m

I diagrammi di inviluppo delle sollecitazioni di momento M e di taglio V, calcolati in campo elastico lineare1, per le combinazioni di carico di SLU e SLE e diverse disposizioni del carico variabile Qd sono riportati nelle figure 8.1 e 8.2. In base ai valori di momento taglio nella sezione di incastro e al carico totale si calcolano le sollecitazioni nella sezione a filo setto posta a distanza 0,20 m dallincastro teorico): SLU MSd = -168,3 + 236,1 0,20 = - 121,1 kNm SLE MSd = -92,5 + 129,8 0,20 = - 66,5 kNm VSd = 236,1 94,4 0,20 = 217 kN VSd = 129,8 54,9 0,20 = 119 kN

Tali sollecitazioni sono confrontabili con le corrispondenti sollecitazioni sulllappoggio centrale: queste ultime vengono assunte come riferimento per il progetto.

Il programma utilizzato Telaio2D sviluppato dal prof. P. Gelfi, liberamente disponibile e scaricabile gratuitamente dal sito www.euroconcrete.it.
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Fig. 8.1 Inviluppo delle sollecitazioni M e V - SLU

Fig. 8.2 Inviluppo delle sollecitazioni M e V - SLE

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CAPITOLO 8

8.1.3 Ridistribuzione dei momenti


E possibile ridistribuire le sollecitazioni di momento delle travi continue di telai a nodi fissi, purch allo stato limite ultimo le sezioni delle travi siano in grado di garantire sufficiente capacit di rotazione. La ridistribuzione si applica riducendo i momenti negativi alle estremit delle travi MSd,el, calcolati con un modello elastico lineare, al valore Mred = MSd,el - MSd,el. Il valore di MSd,el dipende dalla capacit di rotazione delle sezioni. Se si riducono i momenti negativi agli appoggi/incastri per lequilibrio devono aumentare i momenti di campata. Occorre dunque evitare che un momento di campata incrementato a seguito della ridistribuzione superi il momento massimo ottenuto dallinviluppo dei momenti, calcolato per una disposizione di carico diversa da quella che fornisce il momento da ridistribuire. Se ci non si verifica la ridistribuzione comporta una riduzione dei momenti agli appoggi con riduzione delle quantit darmatura.
QT1

La massima quota di ridistribuzione ammessa discende da considerazioni relative a: duttilit delle sezioni allo SLU: la sezione in cui viene ridotto il momento deve essere in grado di garantire allo SLU una assegnata capacit di rotazione, definita in funzione della profondit relativa dellasse neutro = x/d dalla relazione M = Sd,red = 0,44 + 1,25 0,70 MSd,el

la profondit relativa dellasse neutro nella sezione per il momento MSd,red = MSd,el. limitazione delle tensioni in esercizio nelle sezioni: una ridistribuzione troppo elevata comporta una significativa riduzione della quantit di armatura, dunqe possibili elevate tensioni delle armature in condizioni in esercizio, quando le sollecitazioni dovute ai carichi di esercizio sono valutate in assenza di ridistribuzione. Per evitare tale situazione cautelativo assumere una ridistribuzione limitata al 15% circa ( = 0,85). MSd,el = (MSd,el - Mred) = MSd,el (1 - ) Sul pilastro C1 per MSd,el = 92,9 kNm e = 0,85 si ottengono: MSd,el = (1-0,85) 92,9 = 14 kNm MSd,el = (1-0,85) 134,7 = 20,2 kNm MSd,el = (1-0,85) 163,1 = 24,5 kNm MSd,red = 92,9 0,85= 79 kNm. MSd,red = 134,7 0,85= 114,5 kNm. MSd,red = 163,1 0,85= 138,6 kNm. A sinistra del pilastro C2 per MSd,el = 134,7 kNm e = 0,85 si ottengono A destra del pilastro C2 per MSd,el = 163,1 kNm e = 0,85 si ottengono Non si ridistribuisce il momento a filo setto del vano ascensore in quanto la stessa combinazione di carico che determina il massimo momento positivo determina anche il massimo momento di campata. Applicando la coppia MSd,el per lequilibrio alle estremit di ciascuna trave di luce l, nascono forze di taglio di intensit Vred = MSd,el/l . Tali forze riducono le sollecitazioni di taglio dovute ai carichi in prossimit dellappoggio centrale (sollecitazioni massime nel caso di trave continua) e contemporaneamente aumentano quelle allestremit di ciascuna trave. Risulta - trave T09 - luce l = 3,60 m - trave T010 - luce l = 4,25 m VSd = 187,3 + 1,7 = 189,0 kN VSd = 210,6 1,7 = 208,9 kN VSd = 233,6 5,8 = 227,8 kN VSd = 217 + 5,8 = 222,8 kN Vred = MSd,el /l = (20,2 14) / 3,60 = 1,7 kN Vred = MSd,el /l = 24,5 / 4,25 = 5,8 kN a destra dellasse del pilastro C1 a sinistra delllasse del pilastro C2 a destra dellasse del pilastro C2 a filo del vano ascensore dellasse del pilastro C2

Per ridistribuire il momento MSd,el si applicare alle estremit di ciascuna trave un momento positivo

Dopo la ridistribuzione i tagli sullappoggio centrale risultano pertanto

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8.2 Armature a flessione


Lo schema di progetto il seguente: si calcola larmatura di campata nellipotesi che sia presente solo armatura tesa; si fissa la quantit dellarmatura di campata che si intende mantenere costante su tutta la lunghezza della travata, ancorata in corrispondenza dei pilastri di estremit; tenendo conto di tale armatura, compressa per momenti di segno negativo, per la sollecitazione di momento ridistribuito si calcola larmatura superiore tesa agli appoggi. Dato che le sollecitazioni di campata delle travi della travata hanno pressoch la medesima intensit, il procedimento viene sviluppato per la trave T010 e per lappoggio centrale costituito dal pilastro C2.

8.2.1 Armature di campata


QT4 ST2 Dal diagramma di figura 8.1 il momento massimo positivo nella campata T010 vale MSd = 83,85 kNm.

Perch sia sufficiente la presenza di sola armatura tesa la profondit relativa dellasse neturo dever risultare essere 0,45. Al valore lim = 0,45 corrisponde il momento ridotto lim = 0,296.
= 83,85 106 = 0,216 < lim = 0,296 650 1942 15,9

Per MSd = 83,85 kNm

Dato che la condizione rispettata sufficiente disporre solo armatura inferiore. Al valore = 0,216 corrisponde il rapporto meccanico di armatura = 0,247 e larea teorica di armatura in campata As = 0,24765019415,9/391 = 1267 mm2 Si dispongono 6 barre 16 con area As = 1608 mm2. Nellipotesi di estendere fino alle estremit delle travi 4 barre 16, nella sezione in cui le barre restanti (216) non vengono considerate attive il momento resistente vale: 416 = 0,247 804/1267 = 0,157 = 0,144 MRd = 0,144 83,85/0,216 56 kNm

Sul diagramma di inviluppo delle sollecitazioni le sezioni in cui MSd = MRd = 56 kNm sono poste alle distanze, misurate dagli assi dei pilastri C1 e C2: T09 z = 1,30 m e z = 2,10 m T010 z = 1,40 m e z = 2,80 m

8.2.2 Armature allappoggio


Il progetto dellarmatura a flessione si effettua considerando le sollecitazioni nella sezione di trave a filo del pilastro. C2. Il pilastro ha dimensione, nella direzione della trave, 400 mm. Risulta: MSd = (138,6 227,8 0,40/2) = 93 kNm Il baricentro dellarmatura superiore della trave dista d = 36 mm dal lembo della sezione. Sono presenti nella zona inferiore compressa 416 con area As = 804 mm2 e d = 36 mm. Il rapporto = d/d vale = 36/194 = 0,186. Assumendo in prima approssimazione per le barre (416) presenti nella zona inferiore compressa la tensione s = fyd (dunque k = s/fyd = 1), se si dispone un identico numero di armature nella parte compressa la coppia interna acciaio- acciaio allo SLU sviluppa il momento: M = 804 391 (230 - 2 36) 10-6 = 49,7 kNm. Il momento sollecitante residuo che deve essere fornito dalla coppia acciaio-calcestruzzo vale 43,3 106 0 = M0 = 93 49,7 = 43,3 kNm = 0,111 650 1942 15,9 QT 4 ST2 Per tale valore in tabella ST2 si ottiene ilm = 0,07 dunque larmatura compressa lavora a una tensione minore di fyd. Operando con iterazioni successive si ottiene larmatura 8-4

con 6 16 superiori + 4 16 inferiori risulta MRd = 81,1 < 93 kNm


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con 7 16 superiori + 4 16 inferiori risulta MRd = 93,4 @ 93 kNm

La sezione cos armata ha la capacit portante indicata in figura 8.3

Fig. 8.3 Sezione inflessa momento resistente MRd

La distanza dellasse neutro dal bordo compresso vale x = 48,5 mm dunque = x/d = 48,5/194 = 0,25, per cui = 0,44 + 1,25 0,25 = 0,75 < 0,85. La ridistribuzione attuata quindi accettabile. Si dispongono superiormente 7 barre 16, con As = 1407 mm2 di cui quattro interrotte e tre per lintera lunghezza della trave. La sezione armata con 3 16 in zona tesa e 4 16 in zona compressa sviluppa il momento resistente (negativo) MRd = 43,5 kNm. Sul diagramma di inviluppo delle sollecitazioni che tiene conto della ridistribuzione tale valore si rileva nelle sezioni a distanza z = 0,50 m dallasse dellappoggio centrale. Al di la di tale punto dovr essere garantita, per le barre interrotte, la lunghezza di ancoraggio.
CALCOLO DELLA CAPACIT PORTANTE IN ZONA SISMICA
DM 5.1.6.1.1

In zona sismica richiesto che il 50% dellarmatura tesa effettivamente disposta sia presente anche in zona compressa e non possibile tenerne in conto il contributo nel calcolo di capacit portante. Nella sezione al filo del pilastro centrale (C2) le armature presenti risultano 716, con As = 1407 mm2 superiori tesi e 416, con As = 804 mm2 inferiori compressi. La sezione equivalente in condizioni sismiche risulta pertanto: armatura tesa: armatura compressa As = 1407 mm2 As = 804 0,5 1407 = 101 mm2

Nei calcoli possibile tenere in conto la quota darmatura superiore che supera il 50% dellarmatura disposta in zona tesa. Con tale disposizione il massimo momento negatvo sopportato dalla sezione risulta: MRd,E = 92,3 kNm Per il calcolo del massimo momento positivo si ha armatura tesa: armatura compressa da cui MRd,E = 56,1 kNm = 0,188 As = 804 mm2 As = 1407 0,5 804 = 1005 mm2 = 0,320

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8.3 Armature a taglio 8.3.1 Modello a traliccio


Il progetto/verifica delle armature al taglio della trave pu essere effettuato in base al valore del taglio sollecitante di calcolo agente nelle sezioni a distanza d dal filo dellappoggio. Nel caso in esame le sollecitazioni di taglio sono valutate nelle sezioni che distano: z = 0,125 + 0,194 0,32 m dallasse del pilastro C1 z = 0,200 + 0,194 0,39 m dallasse del pilastro C2 z = 0,19 m dal setto del vano ascensore. La resistenza di progetto fcd del calcestruzzo delle bielle inclinate compresse va ridotta mediante il coefficiente = 0,7 per tener conto delleffetto combinato della compressione longitudinale e della trazione trasversale sulla resistenza delle bielle di calcestruzzo compresso. Il valore di calcolo della tensione di progetto di compressione nel calcestruzzo risulta: 1 fcd = 0,7 fcd = 0,7 15,9 = 11,1 N/mm2 I valori riportati nel diagramma di inviluppo del taglio derivano da diverse condizioni di carico. Le sollecitazioni di taglio di progetto VSd sono valutate tenendo in conto che la ridistribuzione di momento, agisce solamente sulla condizione di carico che massimizza il momento sullappoggio (carico variabile presente su entrambe le campate a cavallo dellappoggio). Il carico totale di progetto ha intensit 94,4 kN/m. Nella sezione a z = 0,39 m a destra del pilastro C2 risulta VSd = 227,8 0,39 x 94,4 = 191 kN. Larmatura a taglio costituita da staffe verticali ( = 90) chiuse a due braccia, realizzate con barre di diametro 8 mm. Il gancio di chiusura realizzato con un piego a 135.2 Le staffe vanno disposte con passo longitudinale massimo:3 smax = 0,75 d (1+cot ) = 0,75 194= 146 mm arrotondato a 150 mm. In base al valore del taglio sollecitante il taglio ridotto adimensionale vale

VSd 191 103 = = 0,136 < 0,310 b w d 1fcd 650 194 11,1

La larghezza della sezione di calcestruzzo sovrabbondante. La larghezza teorica minima da prendere in conto per il calcolo delle armature pari a:4 bmin = 650 x 0,136/0,310 = 285 mm Al taglio minimo adimensionale = 0,310 corrisponde linclinazione della biella compressa = 21.80 e il rapporto geometrico dellarmatura trasversale w = 0,138 dunque larmatura a taglio:

A sw wb w 1fcd 0,138 285 11,1 = = = 1,12 mm2/mm s fywd 391


La prescrizione serve per evitare che leventuale distacco del copriferro in condizioni di SLU permetta alla barra della staffa di perdere aderenza, con conseguente riduzione delleffetto di confinamento che offre al calcestruzzo. Lancoraggio sviluppato da un uncino piegato a 135 garantisce un comportamento accettabile anche in caso di perdita completa del ricoprimento di calcestruzzo e manitiene la funzionalit della staffa medesima. 3 LEC2 fornisce prescrizioni anche per la massima distanza trasversale tra i bracci delle staffe. Per la trave in esame risulterebbe una distanza pari a 146 mm dunque occorrerebbe disporre staffe a quattro bracci. Occorre peraltro considerare che i modelli a traliccio utilizzati per il calcolo delle armature a taglio sono validi per travi alte, a sezione rettangolare o a T : Nel caso di travi in spessore il modello taglio-resistente pi orientato al modello arco.tirante che al modello a traliccio: dunque importante realizzare un tirante inferiore ben ancorato alle estremit piuttosto che fare eccessivo affidamento sul modello a traliccio. 4 Tale situazione si verifica spesso nelle travi in spessore. E pertanto possibile inserire fori in tali travi se si adottano opportuni accorgimenti (doppie staffe) purch, nella zona del pilastro,sia disponibile una zona di larghezza adeguata a permettere la trasmissione diretta delle forze di compressione dellarco al pilastro. Sono dunque da evitare fori in aderenza al pilastro.
2

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Utilizzando staffe 8 a due bracci Asw = 100 mm2 si ottiene il passo s = 89 mm. Le disposizioni per la zona sismica richiedono di disporre la prima staffa a non pi di 5 cm dal filo del pilastro, mentre le successive ad una distanza non superiore al minimo tra - 0,25 d = 0,25 194 = 50 mm - 150 mm - 6l = 616 = 96 mm Tale limitazione richiesta per una zona di lunghezza pari a d dal filo pilastro, ossia per i primi 200 mm. La disposizione delle staffe riportata in figura 8.4. Per linclinazione = 21.80 (cot = 2,5) le staffe con passo massimo smax = 150 mm forniscono la capacit portante

VRd,s =

A sw 100 0,9 d fywd cot = 0,9 194 391 2,5 10-3 = 114 kN s 150

Sul diagramma di inviluppo delle sollecitazioni di taglio le sezioni in cui si verifica tale sollecitazione sono alle distanze, misurate rispettivamente dagli assi dei pilastri C1 e C2: T09 z = 0,60 e 2,65 m T010 z = 1,05 e 3,15 m

Allinterno di tali zone sufficiente disporre staffe con passo smax = 150 mm. Al di fuori di tali zone il passo si riduce a s = 90 mm. E inoltre opportuno disporre due staffe in pi a sinistra e a destra degli appoggi, per migliorare la zona di calcestruzzo confinata. La prima staffa dovrebbe essere posizionata entro 5 cm dal filo del pilastro. Tutte le staffe devono avere altezza tale da garantire il ricoprimento di 2 cm dunque con altezza della parte verticale pari a (230 40) = 190 mm.

8.3.2 Modello arco-tirante


Le travi in spessore difficilmente si adattano al meccanismo taglio resistente descritto dal modello a traliccio. E opportuno pertanto verificare anche un meccanismo arco-tirante per il quale alle estremit della trave deve essere presente e ancorata una quantit di armatura tale da realizzare il tirante inferiore. Larco, fortemente ribassato, inclinato alle estremit di un angolo e a tale inclinazione corrisponde la forza di trazione Sd = Vsd cot .
QT5

Langolo pu essere calcolato considerando la sovrabbondanza di resistenza lato calcestruzzo ed imponendo pertanto che il collasso avvenga lato acciaio. Il carico totale di progetto ha intensit 94,4 kN/m. Nella sezione a filo del pilastro C1 a z = 0,125 m dallasse, tenendo conto della ridistribuzione il taglio sollecitante pari a: VSd = 189 0,125 x 94,4 = 177.2 kN Considerando staffe 8 / 50 mm risulta:

VRd,s = VSd =

A sw 100 177,2 0,9 d fywdcot = 0,9 194 391 cot cot = = 1,30 100 s 50 0,9 194 391 50
Sd = Vsd cot = 177.2 x 1,30 = 230,3 kN.

La forza di trazione nel tirante

Sono presenti 416 con As = 804 mm2 in grado di sviluppare una forza SRd = 804 x 391 x 10-3 = 314 kN.

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CAPITOLO 8

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8.3.3 Verifiche sismiche


OR 5.4.1.1.

In zona sismica lentit delle azioni di progetto calcolata come somma del taglio dovuto ai carichi verticali in condizioni quasi permanenti e del taglio dovuto ai momenti flettenti resistenti delle sezioni di estremit. Per il calcolo dei momenti flettenti, in questo caso, si utilizzano le armature effettivamente presenti allinterno della trave. Il taglio dovuto ai momenti resistenti risulta :
Trave T009 T010 Cond. sisma 1 sisma 2 sisma 1 sisma 2 MRd, sx 56,1 93,4 56,1 93,4 MRd,dx 93.4 56,1 93.4 56,1 VSd 41,5 41,5 35,2 35,2

Tab. 8.1 Sollecitazioni sismiche dovute ai momenti resistenti destremit

Il taglio relativo ai carichi gravitazionali risulta: - carico permanente Gd = 1,71 = - carico permanente portati Gd = 5,94 8,13 = - carico variabile Qd = 0,30 2,0 8,13 = - carico totale Gd + Qd = Pertanto
54,9 3,60 = 98,8kN 2 Le sollecitazioni di progetto sono VSd = VSd =

1,71 kN/m 48,3 kN/m 4,9 kN/m 54,9 kN/m


54,9 4,25 = 116,7kN 2

Trave T009 T010

VSd,sisma 140,3 151,9

Tab. 8.2 Taglio di progetto - sisma

In ogni caso lazione sismica minore di quella derivante dagli SLU statici, pertanto non si approfondiscono ulteriormente le verifiche. Le disposizioni per la zona sismica richiedono di disporre la prima staffa a non pi di 5 cm dal filo del pilastro, mentre le successive ad una distanza non superiore al minimo tra - 0,25 d = 0,25 194 = 50 mm - 150 mm - 6l = 616 = 96 mm Tale limitazione richiesta per una zona di lunghezza pari a d dal filo pilastro, ossia per i primi 200 mm. La disposizione delle staffe riportata in figura 8.4.

8.4 Lunghezze di ancoraggio


Per calcolare le lunghezze di taglio delle barre alla lunghezza calcolata sulla base delle richieste strutturali occorre sommare le lunghezze di ancoraggio. Per queste ultime occorre definire: le condizioni locali di aderenza (buona o mediocre): tutte le barre, sia inferiori che superiori, presenti in getti di spessore minore di 250 mm sono considerate in condizioni di buona aderenza; il valore di progetto fbd della tensione di aderenza. Per un calcestruzzo Rck, per barre con diametro fino a 32 mm e condizioni di buona aderenza: fbd = 0,222 . 302/3 = 2,14 N/mm2

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CAPITOLO 8

La lunghezza di ancoraggio di riferimento per barre 16 vale : lbd0 = fyd 391 = 46 = 736 mm = 4 fbd 4 2,14

Se la barra lavora alla tensione sd < fyd la lunghezza di ancoraggio si riduce proporzionalemente e si ottiene la lunghezza di ancoraggio di base lbd:
lbd = lbd0 sd fyd

In una sezione sollecitata da un momento MSd in cui sono: - n - n1 > n il numero di barre di area As richieste per assorbire il momento MSd al tasso fyd; il numero totale di barre di area As presenti,

lbd = lbd0

n > lbmin n1

La lunghezza minima di ancoraggio lbmin la maggiore tra 10 volte il diametro della barra con un minimo di 100 mm il 30% o il 60% di lbd rispettivamente per ancoraggi in trazione o in compressione: ci comporta che il rapporto n/n1 deve essere sempre maggiore, a seconda del caso, di 0,30 o 0,60.

Nel caso in esame si adottano i seguenti schemi di armatura: A) barre inferiori: quattro barre di armatura su tutta la luce delle travi, due barre interrotte in campata B) barre superiori sullappoggio intermedio: quattro barre su sette interrotte nelle sezioni a distanza z = 0,50 m dallasse dellappoggio, tre barre che corrono per tutta la lunghezza della trave. Le lunghezze di ancoraggio di base valgono pertanto:
T09 T10 M (-) app. C1

barre 16

lbd = 46 = 46 16 = 736 mm
lbd = lbd 0
lbd = 736

Armature inferiori allappoggio


M (+) barre 16

A s,req sd 230,2 = lbd0 = 736 = 540 mm = 60 cm fyd A s,prov 314

4 = 491 mm n/n1 = 0,67 > 0,30 6 3 M (-) app. C2 barre 16 lbd = 736 = 315 mm n/n1 = 0,43 > 0,30 7 Gli ulteriori requisiti relativi alla lunghezza minima di ancoraggio (> 10 = 160 mm , > 100 mm) sono sempre rispettati. Nel caso di barre soggette a trazione/compressione per flessione alla lunghezza lbd occorre SEMPRE aggiungere unulteriore lunghezza al che tiene conto della traslazione del diagramma dei momenti dovuta alla sollecitazione composte di flessione e taglio (QT4). La lunghezza al non deve essere aggiunta alle lunghezze di ancoraggio calcolate per assorbire le forze di trazione allappoggio. Nel caso delle travi al = al = 0,9d ( cot - cot ) 2 con d altezza utile. Per d = 194 mm, cot = 2,5, cot = 0 le lunghezze di ancoraggio, comprensive della lunghezza al, risultano: armature superiori appoggio C1 armature inferiori in campata armature superiori appoggio C2 lunghezza di ancoraggio minima
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(736 + 437) = 1173 mm = 120 cm (491 + 437) = 928 = 100 cm (315 + 437) = 752 mm = 75 cm (160 + 437) = 597 mm = 60 cm.
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CAPITOLO 8

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8.5 Sezioni di ancoraggio e lunghezze di taglio


Per individuare le sezioni al di l delle quali provvedere la lunghezza di ancoraggio:
-

si calcolano i momenti resistenti MRd delle sezioni ideali , sezioni in cui si considerano presenti barre che lavorano tutte al tasso fyd in numero pari al numero delle barre non interrotte; si individuano, sul diagramma di inviluppo dei momenti sollecitanti, le sezioni per le quali MSd = MRd.
momento M (+) in campata

T09

Le sezioni sono state individuate alle distanze z = 1,30 m e z = 2,10 m dallasse del pilastro C1. Aggiungendo per entrambe le estremit la lunghezza di ancoraggio pari a 100 cm, risultano barre di lunghezza totale l = (2,10 1,30 + 2 x 1,00) = 2,80 m arrotondata a 300 cm. La posizione della barra a z = 0,30 m dallasse del pilastro C1 dunque a z = 0,125 + 0,30 = 0,43 cm dal bordo esterno della stessa.
T09 momento M (-)pilastro C1

La barra posizionata a partire dal bordo esterno della trave, sempre garantendo il ricoprimento minimo pari a 3 cm.
T09 - 010 momento M (-) su appoggio centrale

Le sezioni sono state individuate alle distanze z = 0,50 m dallasse del pilastro C2. Aggiungendo per entrambe le estremit la lunghezza di ancoraggio pari a 75 cm, risultano barre di lunghezza totale l = (2 x 0,50 + 2 x 0,75) = 2,50 m arrotondate a 300 cm.
Setto ascensore

Viene trattato come lappoggio centrale, garantendo, dal filo setto e verso linterno dello stesso, la lunghezza di ancoraggio di base pari a 75 cm. Risulta una lunghezza totale pari a (0,75 + 0,55 + 0,38) = 168 cm arrotondata a 175 cm. La disposizione delle armature riportata in figura. 8.4.

Fig. 8.4 Esecutivo armature trave T009 T010

8-10

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CAPITOLO 9

CAPITOLO 9 Pilastri
9.1 Sollecitazioni di progetto
I pilastri, entrambi a livello di piano terreno, sono: - il pilastro dangolo A1, con area di carico (fig.3.4) limitata ma, soggetto essendo ai vertici del fabbricato, a significativi effetti torsionali legati alla rotazione di piano dovuta alle forze orizzontali; - il pilastro della travata centrale C2 a cui corrisponde la massima area di carico (fig.3.6 e tabella 3.9). Allo stato limite ultimo si considerano due combinazino di carico:
- statica: combinazione di carichi verticali e vento (par 2.3) Ed = E G,jGk,j + Q,1Qk,1 + Q,i 0,iQk,i i>1 i

- sismica: combinazione di carichi verticali e sisma (par. 6.6) E d = E E X/Y +


G
j

k, j

2, j Q k, j

Con riferimento alle convenzioni di figura in cui gli assi x,y di ciascun elemento sono paralleli agli assi X,Y globali del fabbricato, le azioni al piede di ciascun pilastro allo SLU sono: CARICHI VERTICALI In tabella 9.1 sono riporati: - le forze assiali NSd e i momenti MSd nella combinazione specifica (combinazione statica: G = 1,40 Q = 1,50; comb. sismica G = Q = 1,0). I momenti non tengono conto di eventuali ridistribuzione nelle travi. - tagli VSdx VSdy legati ai momenti MSd : possono essere calcolati, in base al modello a semitelaio assunto per il calcolo dei momenti, imponendo un punto di momento nullo a met di altezza del pilastro, dividendo per l/2 (l = 3,03 m altezza pilastro) i momenti MSd.
rif. A1 C2 tipo C R Comb. allo SLU statica sismica statica sismica NSd
[kN] 671 437 2785 1623

Fig. 9.1 Riferimenti

MSd,y
[kNm] 23,74 16,49 25,82 9,01

VSd,x
[kN] 15,93 11,02 17,33 6,05

Tab. 9.1 Carichi verticali FORZE ORIZZONTALI Le azioni al piede di ciascun pilastro allo SLU sono: - tagli VSdx VSdy generati dalle forze orizzontali FX FY dovuti al vento (casi 1x, 1y, 2x, 2y e 4) o al sisma - momenti MSd dovuti alle forze orizzontali FX FY ottenuti moltiplicando i tagli VSd per l/2 (l altezza pilastro); Gli effetti delle forze orizzontali (taglio VSd e momento MSd) vanno calcolati applicando alle loro intensit caratteristiche i coefficienti di combinazione e, nel caso di combinazione sismica, combinando leffetto dovuto al sisma agente in una direzione al 30% delleffetto del sisma nellaltra direzione: EX = EEdx + 0,30 EEdy EY = EEdy + 0,30 EEdx.

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CAPITOLO 9

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In tabella 9.2 sono riportati le forze orizzontali FX FY agenti nelle direzioni x,y e i relativi coefficienti di combinazione per cui vanno moltiplicate rispettivamente nella combinazione statica e sismica i tagli ottenuti applicando i coefficienti di combinazione i momenti ottenuti applicando il modello shear type (M = V l/2) MSd,y = 0,25 3,03/2 = 0,38 kNm MSd,y = 1,82 3,03/2 = 2,75 kNm MSd,y = 1,24 3,03/2 = 1,88 kNm

Ad esempio nel caso di vento agente in direzione X caso 1x - si ottiene VSd,x = 0 Fx = 0,60 0,42 = 0,25 kN Sisma agente in direzione X si ottiene: VSd,x = 1,59 1 + 0,30 0,76 = 1,82 kN VSd,y = 0,76 1 + 0,30 1,59 = 1,24 kN Le massime sollecitazioni sono evidenziate con fondo grigio
Comb. forza orizzontale caso Fx
[kN]

VSd x
[kNm]

MSd y x
[kNm]

rif.

tipo

Fy
[kN]

y
[kNm]

[kNm]

statica A 1 C sismica

statica C 2 R sismica

1x 1y 2x 2y 4 x y 1x 1y 2x 2y 4 x y

0.42 0.00 0.37 0.05 0.42 1.59 0.1 1.36 0 1.17 0.14 1.31 5.15 0.29

0.6

0.6

0.19 0.94 0.20 0.72 0.92 0.76 0.86 0.34 2.1 0.36 1.42 1.78 1.37 2.15

0.6

0.6

0.25 0.00 0.22 0.03 0.25 1.82 0.36 0.82 0.00 0.70 0.08 0.79 5.56 0.93

0.11 0.56 0.12 0.43 0.55 1,24 0.88 0.20 1.26 0.22 0.85 1.07 2,91 2.24

0.17 0.85 0.18 0.65 0.84 1.88 1.35 0.31 1.91 0.33 1.29 1.62 4,41 3.39

0.38 0.00 0.34 0.05 0.38 2.75 0.54 1.24 0.00 1.06 0.13 1.19 8,43 1,42

Tab. 9.2 Pilastri - forze orizzontali Pilastro A1 Combinazione statica Cumulando le azioni dovute ai carichi verticali (tabella 9.1) e al vento (tabella 9.2) si ottiene NSd = 671 kN MSd,x = 0,84 kNm MSd,y = 23,74 + 0,38 = 24,12 kNm VSd,x = 15,93 + 0,25 = 16,18 kN VSd,y = 0,55 kN Le sollecitazioni risultanti sono
2 2 MSd = MSd,x + MSd,y = 0,842 + 24,122 = 24,14 kNm
2 2 VSd = VSd,x + VSd,y = 16,182 + 0,552 = 16,19 kN

e = MSd/NSd = 0,036 m

Combinazione sismica

Cumulando le azioni dovute ai carichi verticali (tabella 9.1) e a sisma (tabella 9.2) si ottiene MSd,x = 1,88 kNm MSd,y = 16,49 + 2,75 = 19,24 kNm NSd = 437 kN VSd,y = 1,24 kN VSd,x = 11,02 + 1,82 = 12,84 kN Le sollecitazioni risultanti sono
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CAPITOLO 9

2 2 MSd = MSd,x + MSd,y = 1,882 +19,242 = 19,33 kNm 2 2 VSd = VSd,x + VSd,y = 12,842 +1,242 = 12,90 kN

e = MSd/NSd = 0,044 m

Dal confronto la combinazione pi severa risulta essere quella statica.


Pilastro C2 - SLU Statico Combinazione statica

Cumulando le azioni dovute ai carichi verticali (tabella 9.1) e al vento (tabella 9.2) si ottiene MSd,x = 1,62 kNm MSd,y = 25,82 + 1,19 = 27,01 kNm NSd = 2785 kN VSd,y = 1,07 kN VSd,x = 17,33 + 0,79 = 18,12 kN Le sollecitazioni risultanti sono
2 2 MSd = MSd,x + MSd,y = 1,622 + 27,012 = 27,06 kNm 2 2 VSd = VSd,x + VSd,y = 18,122 +1,072 = 18,15 kN

e = MSd/NSd = 0,01 m

Combinazione sismica

Cumulando le azioni dovute ai carichi verticali (tabella 9.1) e a sisma (tabella 9.2) si ottiene MSd,x = 4,41 kNm MSd,y = 9,01 + 8,43 = 17,44 kNm NSd = 1623 kN VSd,y = 2,91 kN VSd,x = 6,05 + 5,56 = 11,61 kN Le sollecitazioni risultanti sono
2 2 MSd = MSd,x + MSd,y = 4,412 +17,442 = 18,0 kNm 2 2 VSd = VSd,x + VSd,y = 11,612 + 2,912 = 11,97 kN

e = MSd/NSd = 0,011 m

Dal confronto la combinazione pi severa risulta essere quella statica.

9.2 SLU di pressoflessione 9.2.1 Pilastro A1


SLU STATICO Eccentricit del I ordine

Il pilastro circolare con diametro D = 300 mm in diretto contatto con lambiente esterno. La distanza del baricentro delle armature longitudinali dalla superficie del calcestruzzo (tab. 3.5) vale d = 45 mm. Per tener conto delle incertezze sulla posizione del punto di applicazione della forza assiale NSd = 671 kN, le eccentricit dovute ai momenti flettenti devono in ogni caso essere almeno pari a ee = max (D/30; 20 mm) = max(10 mm; 20 mm) = 20 mm. Nel caso specifico leccentricit risulta ee = 0,036 m = 36 mm > 20 mm.
QT4

Per ottenere leccentricit totale del primo ordine alleccentricit dovuta ai carichi si somma leccentricit dovuta alle imperfezioni geometriche e1 = (ee + ei) Leccentricit ei vale:

ei = i

l0 l = 0 h m 0 2 2

0 =

1 rad 200
m = 1 m = 1

h =

2 2 = = 1,14 > 1 h = 1 l 3,03

1 m = 0,5 1 + m

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CAPITOLO 9

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e i = 0 h m

l0 1 3030 = 1 1 = 8 mm . 2 200 2

Alleccentricit totale corrisponde il momento di calcolo


Eccentricit del II ordine

etot = (ee + e1) = (36 + 8)= 44 mm MSd = NSd etot = 671 44 10-3 = 29,5 kNm.

Per valutare se sono da prendere in conto anche gli effetti del II ordine si deve stimare larmatura longitudinale. Nel caso di sezioni circolari devono essere disposte barre di diametro minimo 12 mm in un numero minimo di 6 con area As,min = (6113) = 678 mm2. A tale valore corrisponde il rapporto meccanico: = La snellezza limite ha espressione lim = A s fyd A c fcd = 678 391 = 0,20 70685 18,4

- forza assiale ridotta


A=

20 A B C i cui i termini sono: N 671 103 = Sd = = 0,52 A c fcd 70685 18,4

M 1 1 = = 0,70 B = 1 + 2 = 1 + 2 0,20 = 1,18 C =1,7 - 01 = 1,7 + 1 = 2,7 1 + 0,2eff 1 + 0,2 2 M02

lim =

20 A B C 20 0,70 1,18 2,7 = = 62 0,52

Assumendo come lunghezza libera di inflessione l0 laltezza di interpiano l0 = 3030 mm. l r 3030 min = = 150 mm = 0 = = 20 < 62 = lim : non vanno presi in conto gli effetti del II ordine 2 min 150
Calcolo capacit portante

Per un pilastro circolare la pressoflessione sempre retta. Sul diagramma di interazione dimensionale tracciato per una sezione circolare di calcestruzzo C28/35 armata con 6 12 il punto di coordinate NSd = 671 kN, MSd = 29,5 kNm risulta allinterno del dominio resistente. La sezione verificata (fig. 9.2).

Fig. 9.2 Diagramma di interazione sez. circolare, presso flessione retta

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CAPITOLO 9

9.2.2 Pilastro C2
SLU STATICO Eccentricit del I ordine

Il pilastro, di forma rettangolare e dimensioni (300 x 400) mm posto in ambiente interno. La distanza del baricentro delle armature longitudinali dalla superficie del calcestruzzo d = 36 mm. Le eccentricit della forza assiale NSd = 2785 kN deve in ogni caso risultare almeno pari a ee = max (b/30; h/30; 20 mm) = max (13 mm; 20 mm) = 20 mm. Nel caso specifico leccentricit risulta ee = 0,01 m = 10 mm < 20 mm. Si assume e = 20 mm. Leccentricit ei dovuta alle imperfezioni geometriche uguale a quella del caso precedente (8 mm). Leccentricit totale risulta pertanto etot = (ee + e1) = (20 + 8)= 28 mm e si considera presente in entrambe le direzioni x, y . Pertanto MSd,x = MSd,y = NSd etot = 27852810-3 = 78 kNm
Effetti del II ordine

Per sezioni rettangolari di dimensioni (300 x 400) mm devono essere disposte barre di diametro minimo = 12 mm in numero minimo di 6. Si dispongono 16 barre 18 con area totale As = (16 254) = 4064 mm2 a cui corrisponde il rapporto geometrico A f 4064 391 = s yd = = 0,72 A c fcd 120000 18,4 Per la snellezza limite lim = = 20 A B C A = 0,70 B = 1 + 2 = 1 + 2 0,72 = 1,56 C = 2,7 lim = 20 A B C 20 0,70 1,56 2,7 = = 53 1,26

NSd 2785 103 = = 1,26 A c fcd 120000 18,4

La snellezza del pilastro per l0 = l e min =


Calcolo capacit portante

b 12

l0 3030 12 = = 35 < lim min 300

Per elementi soggetti a pressoflessione deviata possibile effettuare due verifiche a pressoflessioni rette) secondo ciascuna delle due direzioni principali x,y se sono soddisfatte entrambe le condizioni: e y /h e x /b 0,5 y 2 0,20 oppure 0,20 x e x /b e y /h

La prima condizione y/x = h/b = 400/300= 1,33 < 2 soddisfatta, la seconda, essendo le due eccentricit del primo ordine ey = ex = 28 mm uguali, non lo ed occorre effettuare la verifica in pressoflessione deviata. Sul diagramma di interazione dimensionale di figura 9.3 per una sezione rettangolare di calcestruzzo C28/35 armata con 16 18, il punto di coordinate NSd = 2785 kN, MSdx = 78 kNm si trova sulla frontiera del dominio resistente. La sezione verificata.

Fig. 9.3 Dominio di resistenza sez. rettangolare, pressoflessione deviata


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CAPITOLO 9

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9.3 Verifiche allo SLU per taglio 9.3.1 Pilastro A1


COMBINAZIONE STATICA

La verifica a taglio di un pilastro circolare pu essere condotta considerando la larghezza b di una sezione rettangolare, inscritta allinterno della sezione (fig. 9.4) avente rapporto tra i lati b = 5/7 h, rapporto per cui risulta massima linerzia della sezione.
5 Risulta D = b + h = h + h2 = 1,23 h da cui 7
2 2 2

h = 0,81D = 0,81300 = 244 mm

b = (5/7) h = 174 mm

Il taglio sollecitante vale VSd = 16,2 kN Con d = 45 mm d = h d = 300 45 = 255 mm. Per la disposizione delle staffe le indicazioni di norma sono: - strutture in zona non sismica: passo massimo smax min (10 l , 250 mm) = min (160; 250) = 160 mm - strutture in zona sismica: nelle zone di estremit estese a 1/3 della semialtezza netta (nel caso in esame, espete per 0,33 (2700/2) = 450 mm): smax min (5 l 100 mm) = 80 mm; al di fuori di tale zona valgono le regole per zona non sismica.
QT5 3.5

Fig. 9.4 sezione di calcolo

Con staffe circolari 8 disposte con passo s = smax = 80 mm Asw = 100 mm2. Utilizzando il metodo tabellare a tale armatura corrispondono larmatura a taglio ridotta e il taglio adimensionale w = Di conseguenza VRd = bw d 1 fcd = 0,370 180255 0,718,4 10-3 = 214 > 16,2 kN Si mantiene la disposizione con passo 80mm fino a 450 mm dai fili superiore e inferiore del solaio. Nelle zone intermedie del pilastro il passo delle staffe raddoppiato al valore s = 160 mm.
COMBINAZIONE SISMICA

A sw fyd b w s 1fcd

100 391 = 0,21 180 80 0,7 18,4

= 0,370 < 0,450

Essendo le sollecitazioni minori di quelle in condizioni di SLU statico, la verifica si considera soddisfatta.

9.3.2 Pilastro C2
COMBINAZIONE STATICA

La sollecitaziona massima VSd = 18,15 kN di modesta entit ed automaticamente soddisfatta se si rispettano le disposizioni minime darmatura previste in normativa (staffe 8/80 mm nei primi 450 mm dal filo solaio, 8/160 nelle zone intermedie)

9.3.3 Disposizioni costruttive


In zona sismica la prima staffa non deve distare pi di 50 mm dalestremit del pilastro (filo interno del solaio): si suggerisce di adottare tale accorgimento anche in zona non sismica, in quanto facilita il confinamento del calcestruzzo compresso esercitato dalle staffe chiuse. Le staffe DEVONO essere chiuse e terminare con ganci piegati a 135.

9-6

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CAPITOLO 10

CAPITOLO 10 Elementi di controvento Nuclei e setti


10.1 Premessa
OR 5.5.1

Gli elementi di controvento, catalogati come pareti strutturali semplici o complesse, sono verificati nella condizione di carico di SLU sismico. Possono essere considerate pareti gli elementi che sopportano le sole azioni orizzontali per le quali la forza assiale ridotta
= NSd 0,40 A c fcd

La condizione limite n = 0,40 rappresenta la condizione di momento resistente massimo per una forza normale assegnata. Le pareti devono avere uno spessore s 150 mm. Gli elementi composti sono costituiti da elementi rettangolari disposti in modo da formare elementi a C, U, ecc. come i vani ascensore. Nel seguito per le verifiche di flessione e taglio dei vani ascensore e dei setti si utilizzano le prescrizioni contenute nellOPCM 3274 .

10.2 Nuclei 10.2.1 Sollecitazioni


Le azioni cui sono soggetti i controventi sono ottenute come combinazione degli effetti delle azioni veriticali e orizzontali calcolate in tab. 4.3 per NSd (carichi verticali) e 6.10 (SLU) e 6.14a (sisma) per M e F (azioni orizzontali).
Nd vento sisma lungo x sisma lungo y [kN] 4302 2583 2583 Mi,y [kNm] 1064 5685 33 Mi,x [kNm] 3163 1473 6026 FiX [kN] 99 427 2,5 FiY [kN] 294.8 111 452 Mz,i [kNm] 194 833 5,2

Tab. 10.1 Sollecitazioni di base - nuclei Applicando le regole di combinazione contenute nei capitoli 2.3 e 6.7 a livello del primo impalcato si ha
NSd vento sisma lungo x sisma lungo y [kN] 4302 2583 2583 MSd,y [kNm] 638,4 5695 1739 MSd,x [kNm] 1898 3281 6468 VSd,x [kN] 59,4 428 131 VSd,y [kN] 177,9 246,6 485 TSd [kNm] 116,4 835 255

Tab. 10.2 Sollecitazioni di calcolo - nuclei

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10-1

CAPITOLO 10

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10.2.2 Verifiche di compatibilit


Nella fase di predimensionamento degli elementi di controvento si assunto che questi siano in condizioni non fessurate sotto la combinazione di carico di SLU. Per validre tale ipotesi si esegue la verifica di fessurazione, considerando leccentricit del carico rispetto al nocciolo del vano ascensore. Se leccentricit dovuta ai carichi di SLU risulta interno al nocciolo del vano ascensore, lelemento risulta interamente compresso e la verifica risulta soddisfatta. Applicando le formule della Scienza delle Costruzioni si ha:

e y,1 = e y,2 = ex = Le eccentricit risultano: ex = 638,4 103/4302 = 148 mm ey = 1898 103/4302 = 441 mm

i2 7,923 1011 1340000 x = = 612 mm yG 966 i2 7,923 1011 1340000 x = = 479 mm h - yG 2200 - 966 i2 y xG = 8,40 1011 1340000 = 626 mm 1000

La struttura pu risultare non completamente compressa per alcune direzioni dellazione del vento, ma le tazioni risultano di modestissima entit. La verifica approssimata eseguita con il programma di calcolo (fig. 10.1) conferma, infatti, che la deformazione di trazione non tale da pregiudicare lipotesi inziale, ossia
el 0,02

Fig. 10.1 Verifica di compatibilit

La struttura pertanto in condizioni non fessurate.

10-2

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CAPITOLO 10

10.2.3 Progetto/verifica delle armature


Armature longitudinali
OR 5.5.5.1

Una parete un elemento per il quale la forza assiale normalizzata

=
OR 5.4.5.2

NSd 2583 103 0,4 = = 0,10 < 0,4 A c fcd 1340000 18,4

Una parete composta di pi elementi rettangolari tra loro collegati viene progettata considerando reagenti sia gli elementi che si allungano nella direzione considerata del sisma sia le eventuali ali, con dimensioni di calcolo massime definite come (H altezza del fabbricato): sisma direzione x: direzione y: lf,eff = min {lf; i/2; 0,25 H} = min {2000; n.a.; 5208} = 2000 mm lf,eff = min {lf; i/2; 0,25 H} = min {800; 900; 5208} = 800 mm

Fig. 10.2 sezione effettiva

Si considera quindi resistente lintero vano ascensore.


OR 5.4.5.1

Nella zona di base della parete si individua una zona critica in cui si concentrano le deformazioni anelastiche in condizioni di SLU (fig. 10.4) la cui altezza hcr vale hcr = max { b; l; H/6} min { h; 2b; 2l} max { 2000, 2200; 3472} min { 3030; 4000; 4400} = 3030 mm Nella zona critica di base larmatura viene calcolata con criteri differenti a seconda che sia disposta in una zona confinata o non confinata: le zone confinate sono in figura 10.3 e hanno spessore s e lunghezza confinata lc pari a lc = 0,20 l 1,5 s 0,20 2200 = 440 mm > 1,5 200 = 300 mm lc = 440 mm comunque non superiori alla dimensioni effettive. Allinterno di tali zone il rapporto geometrico di armatura deve risultare 1% 4% Pertanto As,min = 0,01 200 440 = 880 mm2 As,max = 0,04 200 440 = 3520 mm2 Nelle zone non non confinate il rapporto geometrico di armatura > 0,2%, ossia Fig. 10.3 Zona confinata As,min = 0,002 200 (2200 - 2 440) = 528 mm2 Nelle otto zone confinate sono presenti 5816, con unarea totale As = 11658 mm2. In ogni zona < 4%. Nelle zone esterne a quelle confinate si dispongono 1812, con area As = 2034 mm2 (fig. 10.6). Sfruttando un programma di calcolo1 si ottiene il diagramma di Fig. 10.4 Vano interazione in figura 10.5, Nella figura a sinistra riportata la condizione di sisma in ascensore zona critica direzione x, in quella a destra lungo y.

OR 5.5.5.2

Il programma utilizzato VcaSLU, sviluppato dal prof. P. Gelfi, liberamente disponibile sul sito www.euroconcrete.it.
10-3

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CAPITOLO 10

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Fig. 10.5 Vano ascensore disposizione delle armature e diagrammi di interazione

Armature trasversali
QT5 3.

La verifica a taglio del vano ascensore condotta allo SLU considerando un comportamento a traliccio, con fomazione di bielle compresse (calcestruzzo) e bielle tese (acciaio). Il progetto delle armature a taglio deve essere effettuato per due direzioni (x, y) tra loro ortogonali. Dalla tabella 10.2 risulta VSd,x = 427 kN; VSd,y = 485 kN, TSd = 835 kNm. possibile trattare i due tagli in maniera separata, attribuendo a ciascuna membratura che si allunga nella direzione del taglio in esame la resistenza completa delle forze di taglio nella medesima direzione. Sostanzialmente, per le forze di taglio agenti in direzione x si considera resistente la sola parete di fondo del vano ascensore (lunica intercettata dallasse neutro nel caso di flessione reta attorno allasse y), mentre per il taglio in direzione y si considera che entrambe le pareti resistano congiuntamente al taglio di progetto. Il momento torcente TSd = 835 kNm viene distribuito sui singoli elementi in maniera semplificata in base al rapporto tra la rigidezza torsionale della singola parete e la rigidezza torsionale totale. Sulla bese dele formule in appendice al cap. 5 si ha: parete di fondo: k =
GJt,i lz vano ascensore k =
TSd,i = TSd Jt,i /Jt GJt lz

poich G e lz sono costanti, la ripartizione risulta

10-4

2007 F. Biasioli

QT8 STRUTTURE DI CALCESTRUZZO: PROGETTO DI EDIFICIO

CAPITOLO 10

Jt,i =

2000 2003 = 5 109 3,20

1800 2000 550 9 Jt = 2003 2 + 2 + = 16,2 10 3,89 3,23 3,20

Da cui TSd,i = 835 5 / 16,2 = 258 kNm


QT5 4.2

La condizione peggiore risulta quella relativa al solo taglio in direzione x. A tale sollecitazione si deve sommare il contributo dovuto alla torsione (QT5). La sezione tubolare equivalente ha spessore tef = (2000 200)/ 2 (2000 + 200) = 91 mm e comunque non minore di tmin = 2 36 = 72 mm. Per uno spessore di progetto td = 90 mm si ha z1 = 2000- 2 90/2 = 1910 mm da cui z2 = 200- 2 90/2 = 110 mm Ak = 1910 110 = 210100 mm2 VT = T zi /2 Ak = 258 1910/2 210100 = 1,17 kN

Il taglio di progetto su ogni parete della sezione tubolare risulta VSd = 428 /2 + 1,17 = 215,2 kN
OR 5.4.5

La verifica alla compressione dellanima risulta: VSd,x VRd,2 con viene VRd,2 =0,4 (0,7 29/200) 18,4) 90 1600 10-3 = 588 kN > VSd,x = 215,2 kN Per il calcolo dellarmatura trasversale si considerano staffe 8 mm a due braccia, per le quali su ogni parete Asw = 50 mm2. Il passo a cui devono essere disposte risulta VRd,2 = 0,4 (0,7 fck/200) fcd bw z z braccio delle forze interne, valutabile come 0,8 l = 0,8 2000 = 1600 mm

VSd,x = VRd,s smax =

A sw z fywd VSd,x

50 ( 0,8 2000 ) 391 215,2 103

= 145 mm arrotondato a 140 mm

Il passo risulta accettabile poich s < smax = min { 10l; 250 mm} = min { 10 16; 250} = 160 mm. Assumendo il passo s = 140 mm nella direzione ortogonale (y) risulta
VRd,s = A sw 2 50 z fywd = ( 0,8 2000 ) 391 10-3 = 447 kN > VSd = 215,2kN s 140

Al di sopra della zona critica possibile aumentare il passo delle staffe e ridurre le armature longitudinali, ricordando che per le barre la distanza massima 300 mm, mentre per le staffe le distanze da rispettare sono le medesime previste per il caso non sismico. Pertanto smax = 0,75 d (1 + cot ) = 0,75 (2000 - 308) = 1269 mm 3 staffe/metro s = 333 mm per s = smax = 333 mm
VRd,s = A sw 100 z fywd = ( 0,8 2000 ) 391= 188 kN s 333

Poich il contributo alla foza di taglio costante per tutti i piani, e pari a 485 /5 = 97 kN/piano, la disposizione minima delle armature pu essere prevista solamente per lultimo livello. La disposizione delle armature riportata in figura 10.8

2007 F. Biasioli

10-5

CAPITOLO 10

QT8 STRUTTURE DI CALCESTRUZZO: PROGETTO DI EDIFICIO

Fig. 10.6 Vano ascensore - disposizione schematica delle armature

10-6

2007 F. Biasioli

QT8 STRUTTURE DI CALCESTRUZZO: PROGETTO DI EDIFICIO

CAPITOLO 10

10.3 Setti 10.3.1 Sollecitazioni di verifica


Le azioni di progetto, cumulate come descritto precedentemente sono
rif sisma lungo x sisma lungo y D 11 NSd [kN] 696 696 Mi,y [kNm] 33 16 Mi,x [kNm] 221 423 FiX [kN] 2,50 1 FiY [kN] 16,6 32

Tab. 10.3 Sollecitazioni di calcolo - setti

I momenti torcenti non vengono presi in considerazione per la loro modestissima entit.

10.3.2 Progetto/verifica delle armature


Il progetto dele armature condotto nel medesimo modo utilizzato per i vani ascensore.

NSd 696 103 0,4 = = 0,16 < 0,4 A c fcd 200 1200 18,4

hcr = max { l; H/6} min { h; 2l} max { 1200; 3472} min { 3030; 2600} = 2600 mm. lc = 0,20 l 1,5 s 0,20 1200 = 240 mm < 1,5 200 = 300 mm lc = 300 mm Limiti darmatura As,min = 0,01 200 300 = 600 mm2 As,max = 0,04 200 300 = 2400 mm2 Utilizzando 416 per ogni zona confinata si ha As = 804 mm2, cui corrisponde = 100 804 /(200 300) = 1,34%. La sezione del setto rettangolare.
QT4 7.7

Per sollecitazioni di presso flessione deviata possibile il calcolo in presso flessione retta se risulta

e y /h e x /b Sisma lungo x ey = 221/696 = 0,31 m = 31 mm ex = 33/696 = 0,05 m = 5 mm Sisma lungo y ey = 423/696 = 0,60 m = 60 mm ex = 16/696 = 0,02 m = 2 mm

0,20 oppure

e x /b 0,20 e y /h

da cui 5/31 = 0,16 < 0,20 presso flessione retta

da cui 2/60 = 0,03 < 0,20 presso flessione retta

2007 F. Biasioli

10-7

CAPITOLO 10

QT8 STRUTTURE DI CALCESTRUZZO: PROGETTO DI EDIFICIO

Il diagramma di interazione che si ottiene risulta:

Fig. 10.7 Setto diagramma di interazione

La zona intermedia non viene considerata reagente; si dispongono barre 12 a distanza massima 300 mm, secondo lo schema riportato in fig. 10.8.

Armature trasversali
Il taglio sollecitante di progetto VSd = 32 kN La verifica alla compressione della biella compressa al taglio risulta VRd, max = 0,4 (0,7 fck/200) fcd bw z = 0,4 (0,7 29/200) 18,4 200 0,8 1200 10-3 = 784 kN > VSd Le staffe devono avere diametro minimo = 8 mm e passo non maggiore di smax = min { 10l; 250 mm} = min { 10 16; 250} = 160 mm. Adottando staffe f8 a due bracci risulta Asw = 100 mm2 e la resistenza per smin
VRd,s = 100 0,8 1200 391 10-3 = 235 > VSd = 32 kN nella zona critica 160

Al di fuori della zona critica possibile aumentare il passo delle staffe fino al limite previsto per le zone non sismiche con un limite di 3 staffe al metro: s = 333 mm. VRd,s = 160 235 = 113 kN > VSd= 32 kN 333

10-8

2007 F. Biasioli

QT8 STRUTTURE DI CALCESTRUZZO: PROGETTO DI EDIFICIO

CAPITOLO 10

10.3.3 Scorrimento lungo i piani


OR 5.4.5.2

La verifica dei setti allo scorrimento (sliding) VRd,s = Vdd + Vfd + Vid VSd con Vdd = 0,25 fyd Asi Vfd = 0,25 fcd l b0 Vid = Asi fyd cos effetto spinotto di progetto (dowel) effetto di attrito (friction) effetto delle barre inclinate di un angolo rispetto al piano orizzontale (inclination)

Il calcolo del rapporto = x/l tra la profondit x dellasse neutro e laltezza l della sezione del setto pu essere effettuata attraverso un programma di calcolo che consideri la presenza dellarmatura in zona compressa. Si ottiene l = 242 mm (fig. 10.9). Larea Asi = 8 201 = 1608 mm2 quella delle barre verticali che attraversano il piano dellimpalcato e da tale sezione risultano debitamente ancorate. Larmatura inclinata in questo caso nulla. Il contributo dei vari termini risulta Vdd = 0,25 391 1608 10-3 = 157 kN Vfd = 0,25 18,4 242 200 10-3 = 223 kN Vid = 0 VRd,s = 157 + 223 = 360 kN > 32 kN. La verifica soddisfatta.

Fig. 10.8 Setto disposizione schematica delle armature

2007 F. Biasioli

10-9

PROGETTARE CON IL METODO DEGLI STATI LIMITE

FRANCESCO BIASIOLI

CARLO DOIMO

QUADERNI TECNICI STRUMENTI DI CALCOLO

SEMINARIO TECNICO LE STRUTTURE IN CEMENTO ARMATO - PROGETTO ED ESECUZIONE ALLA LUCE DELLA NUOVA NORMATIVA Forl 22 giugno 2007

EDIZIONE FUORI COMMERCIO

Stampato da: CS Riproduzione e Stampa snc - Corso Orbassano 226 Torino

Riservati per tutti i paesi i diritti di riproduzione, memorizzazione elettronica, traduzione e di adattamento totale o parziale con qualsiasi mezzo. Gli aggiornamenti di questo volume e i programmi citati nel testo sono disponibili sul sito www.euroconcrete.it

STRUTTURE DI CALCESTRUZZO: DURABILIT, RITIRO E VISCOSIT

STRUMENTI
VISTA PRECEDENTE

DURABILIT 1 Nessun rischio di corrosione o di attacco X0


Calcestruzzo privo di armatura o inserti metallici: tutte le esposizioni eccetto dove c gelo/disgelo, abrasione o attacco chimico. Calcestruzzo con armatura o inserti metallici molto asciutto.

Calcestruzzo allinterno di edifici con umidit dellaria molto bassa.

2 Corrosione indotta da carbonatazione XC1 XC2 XC3 XC4 XD1 XD2 XD3
Asciutto o permanentemente bagnato Bagnato, raramente asciutto Umidit moderata Ciclicamente bagnato e asciutto Calcestruzzo all'interno di edifici con bassa umidit relativa. Calcestruzzo costantemente immerso in acqua Superfici di calcestruzzo a contatto con acqua per lungo tempo. Molte fondazioni Calcestruzzo all'interno di edifici con umidit dell'aria moderata oppure elevata. Calcestruzzo esposto all'esterno protetto dalla pioggia Superfici di calcestruzzo soggette al contatto con acqua, non nella classe di esposizione XC2

3 Corrosione indotta da cloruri


Umidit moderata Bagnato, raramente asciutto Ciclicamente bagnato ed asciutto Superfici di calcestruzzo esposte a nebbia salina Piscine. Calcestruzzo esposto ad acque industriali contenenti cloruri Parti di ponti esposte a spruzzi contenenti cloruri Pavimentazioni stradali e di parcheggi

4 Corrosione indotta da cloruri presenti nell'acqua di mare XS1 XS2 XS3 XF1 XF2 XF3 XF4
Esposto a nebbia salina ma non in contatto diretto con acqua di mare Permanentemente sommerso Zone esposte alle onde, agli spruzzi oppure alle maree Strutture prossime oppure sulla costa Parti di strutture marine Parti di strutture marine

5 Attacco di cicli gelo/disgelo


Moderata saturazione dacqua, senza impiego di agente antigelo Moderata saturazione d'acqua, con uso di agente antigelo Elevata saturazione d'acqua, senza antigelo Elevata saturazione d'acqua, con antigelo oppure acqua di mare Superfici verticali di calcestruzzo esposte alla pioggia e al gelo Superfici verticali di calcestruzzo di strutture stradali esposte al gelo e nebbia di agenti antigelo Superfici orizzontali di calcestruzzo esposte alla pioggia e al gelo Strade e impalcati da ponte esposti agli agenti antigelo Superfici di calcestruzzo esposte direttamente a nebbia contenente agenti antigelo e al gelo

6. Attacco chimico XA1 XA2 XA3


Ambiente chimico debolmente aggressivo Ambiente chimico moderatamente aggressivo Ambiente chimico fortemente aggressivo Suoli naturali ed acqua del terreno Suoli naturali ed acqua del terreno Suoli naturali ed acqua del terreno

Tab. 1.1 - Classi di esposizione ambientale


Cond. ambientali
Ordinarie Aggressive Molto aggressive

Descrizione
Tutte le situazioni, escluse le successive Ambiente aggressivo per cause naturali, caratterizzato da elevata umidit o soleggiamento nullo Ambiente molto aggressivo per cause antropiche caratterizzato da presenza di liquidi o di aeriformi particolarmente corrosivi; ambiente marino.

Classe di esposizione
X0 XC XD XS

Tab. 1.2 - Correlazione NT EC2


2007 F. Biasioli C. Doimo ST 1

STRUMENTI

STRUTTURE DI CALCESTRUZZO: DURABILIT, RITIRO E VISCOSIT

SPECIFICA DEL CALCESTRUZZO PREZZO/PRESTAZIONI

VISTA PRECEDENTE

Tab. 2.1 Esempio di listino calcestruzzo preconfezionato

ST 2

2007 F. Biasioli C. Doimo

STRUTTURE DI CALCESTRUZZO: DURABILIT, RITIRO E VISCOSIT

STRUMENTI
VISTA PRECEDENTE

DURABILIT - COPRIFERRI Classe di esposizione ambientale XC1 XC2 XC3 XC4 XD1 XD2 XD3 XS1 XS2 XS3 XF1 XF2 XF3 XF4 XA1 XA2 XA3
C28/35, 0,50, 320 C25/30, 0,50, 340 C28/35, 0,45, 360 C28/35, 0,55, 320 C32/40, 0,50, 340 C35/45, 0,45, 360

Copriferro cmin,dur [mm] 15 25 30 35 40


C25/30, 0.60, 300 C25/30, 0.60, 300 C28/35, 0.55, 320 C32/40, 0.50, 340

45

50

55

50 anni 100 anni

C28/35, 0.55, 320 C35/45, 0.45, 360 C35/45, 0.45, 360 C28/35, 0.55, 320 C35/45, 0.45, 360 C35/45, 0.45, 360

Tab. 3.1 - Copriferro cmin e caratteristiche di composizione del calcestruzzo (EN206-1 ed EC2)

cnom = max (cmin,b, cmin,dur) + 10 (mm) 20 mm


cmin,b = nb nb numero di barre di un eventuale gruppo di barre; per barra singola nb = 1.

d'

h d d'
Altezze d e d

long /2 staffe
c nom

d'

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ST 3

STRUMENTI

STRUTTURE DI CALCESTRUZZO: DURABILIT, RITIRO E VISCOSIT

RITIRO h0
[mm]

VISTA PRECEDENTE

kh
28 1.000 0.911 0.850 0.813 0.750 0.748 0.722 0.41 0.28 0.20 0.15 0.12 0.10 0.08

ds (t-ts) per (t-ts) =


90 0.69 0.55 0.44 0.36 0.30 0.26 0.22 180 0.82 0.71 0.61 0.53 0.46 0.41 0.36 300 0.88 0.80 0.73 0.65 0.59 0.53 0.48 500 0.93 0.87 0.82 0.76 0.71 0.66 0.61 1000 0.96 0.93 0.90 0.86 0.83 0.79 0.76

100 150 200 250 300 350 400

Tab. 5.1 Relazione tra h0 e kh e ds (t-ts)

Classe
C20/25 C25/30 C28/35 C32/40 C35/45 C40/50 C45/55

Rck
[N/mm2] 25 30 35 40 45 50 55 20 -0.61 -0.58 -0.55 -0.53 -0.50 -0.48 -0.45 40 -0.58 -0.55 -0.52 -0.50 -0.47 -0.45 -0.43 50 -0.54 -0.51 -0.49 -0.46 -0.44 -0.42 -0.40

RH% 60 -0.48 -0.46 -0.44 -0.42 -0.40 -0.38 -0.36 80 -0.30 -0.29 -0.27 -0.26 -0.25 -0.23 -0.22 90 -0.17 -0.16 -0.15 -0.14 -0.14 -0.13 -0.12 100 0.00 0.00 0.00 0.00 0.00 0.00 0.00

Tab 5.2 Ritiro nominale cd,0 () per h0 = 100 mm per cementi di classe N Nota: per cementi S moltiplicare i valori di tabella per 0,80; per cementi R per 1,40

EVOLUZIONE DELLA RESISTENZA NEL TEMPO t0


[giorni] 7 14 28 90 180 300 1000

cc (t) = fcm(t)/fcm (28)


S 0.68 0.85 1.00 1.18 1.26 1.30 1.37 N 0.78 0.90 1.00 1.12 1.16 1.19 1.23 R 0.82 0.92 1.00 1.09 1.13 1.15 1.18 S 0.89 0.95 1.00 1.05 1.07 1.08 1.10

Ecm(t)/Ecm(28)
N 0.93 0.97 1.00 1.03 1.05 1.05 1.06 R 0.94 0.98 1.00 1.03 1.04 1.04 1.05

Tab. 6.1 Coefficienti di variazione di fcm e Ecm in funzione di t

ST 4

2007 F. Biasioli C. Doimo

STRUTTURE DI CALCESTRUZZO: DURABILIT, RITIRO E VISCOSIT

STRUMENTI
VISTA PRECEDENTE

VISCOSIT
RH = 45% h0 [mm] 100 7 14 28 90 180 300 1000 4.2 3.7 3.2 2.6 2.2 2.0 1.6 200 3.7 3.2 2.8 2.3 2.0 1.8 1.4 300 3.5 3.0 2.7 2.1 1.9 1.7 1.3 400 3.3 2.9 2.5 2.0 1.8 1.6 1.3 500 3.2 2.8 2.5 2.0 1.7 1.6 1.2 C25/30 - Rck = 30 N/mm2 RH = 65% h0 [mm] 100 3.3 2.9 2.6 2.0 1.8 1.6 1.3 200 3.0 2.7 2.3 1.9 1.6 1.5 1.2 300 2.9 2.5 2.2 1.8 1.5 1.4 1.1 400 2.8 2.4 2.1 1.7 1.5 1.4 1.1 500 2.7 2.4 2.1 1.7 1.5 1.3 1.0 100 2.5 2.2 1.9 1.5 1.3 1.2 1.0

t0
[giorni]

RH = 85% h0 [mm] 200 2.4 2.1 1.8 1.5 1.3 1.1 0.9 300 2.3 2.0 1.8 1.4 1.2 1.1 0.9 400 2.3 2.0 1.7 1.4 1.2 1.1 0.9 500 2.2 2.0 1.7 1.4 1.2 1.1 0.9

t0
[giorni] 100 7 14 28 90 180 300 1000 3.7 3.3 2.9 2.3 2.0 1.8 1.4

RH = 45% h0 [mm] 200 3.3 2.9 2.5 2.0 1.8 1.6 1.3 300 3.1 2.7 2.4 1.9 1.7 1.5 1.2 400 3.0 2.6 2.3 1.8 1.6 1.5 1.1 500 2.9 2.5 2.2 1.8 1.6 1.4 1.1

C28/35 - Rck = 35 N/mm2 RH = 65% h0 [mm] 100 3.0 2.6 2.3 1.8 1.6 1.5 1.2 200 2.7 2.4 2.1 1.7 1.5 1.3 1.1 300 2.6 2.3 2.0 1.6 1.4 1.3 1.0 400 2.5 2.2 1.9 1.6 1.4 1.2 1.0 500 2.5 2.2 1.9 1.5 1.3 1.2 1.0 100 2.3 2.0 1.7 1.4 1.2 1.1 0.9

RH = 85% h0 [mm] 200 2.2 1.9 1.7 1.3 1.2 1.1 0.8 300 2.1 1.8 1.6 1.3 1.1 1.0 0.8 400 2.1 1.8 1.6 1.3 1.1 1.0 0.8 500 2.0 1.8 1.6 1.3 1.1 1.0 0.8

t0
[giorni] 100 7 14 28 90 180 300 1000 3.3 2.9 2.5 2.0 1.8 1.6 1.3

RH = 45% h0 [mm] 200 3.0 2.6 2.3 1.8 1.6 1.4 1.1 300 2.8 2.4 2.1 1.7 1.5 1.4 1.1 400 2.7 2.4 2.1 1.6 1.4 1.3 1.0 500 2.6 2.3 2.0 1.6 1.4 1.3 1.0

C32/40 - Rck = 40 N/mm2 RH = 65% h0 [mm] 100 2.7 2.4 2.1 1.7 1.4 1.3 1.0 200 2.5 2.2 1.9 1.5 1.3 1.2 1.0 300 2.4 2.1 1.8 1.5 1.3 1.2 0.9 400 2.3 2.0 1.8 1.4 1.2 1.1 0.9 500 2.2 2.0 1.7 1.4 1.2 1.1 0.9 100 2.1 1.8 1.6 1.3 1.1 1.0 0.8

RH = 85% h0 [mm] 200 2.0 1.7 1.5 1.2 1.1 1.0 0.8 300 1.9 1.7 1.5 1.2 1.0 0.9 0.7 400 1.9 1.7 1.5 1.2 1.0 0.9 0.7 500 1.9 1.6 1.4 1.2 1.0 0.9 0.7

Tab. 7.1 Coefficienti di viscosit ( ,t 0 )

2007 F. Biasioli C. Doimo

ST 5

STRUMENTI

STRUTTURE DI CALCESTRUZZO: DURABILIT, RITIRO E VISCOSIT


VISTA PRECEDENTE

h0 [mm] 100 150 200 250 300 350 400 450 500 7 0.30 0.28 0.27 0.26 0.25 0.24 0.24 0.23 0.23 14 0.36 0.35 0.33 0.32 0.31 0.30 0.29 0.28 0.28

RH = 45% (t-t0) [giorni] 28 90 180 0.44 0.60 0.71 0.42 0.58 0.68 0.41 0.56 0.66 0.39 0.54 0.64 0.38 0.52 0.62 0.37 0.51 0.61 0.36 0.50 0.59 0.35 0.48 0.58 0.34 0.47 0.57

300 0.78 0.75 0.73 0.72 0.70 0.68 0.67 0.66 0.65

1000 0.91 0.89 0.88 0.87 0.85 0.84 0.83 0.82 0.81

h0 [mm] 100 150 200 250 300 350 400 450 500 7 0.30 0.28 0.27 0.26 0.25 0.24 0.24 0.23 0.23 14 0.36 0.35 0.33 0.32 0.31 0.30 0.29 0.28 0.28

RH = 65% (t-t0) [giorni] 28 90 180 0.44 0.60 0.71 0.42 0.58 0.68 0.40 0.56 0.66 0.39 0.54 0.64 0.38 0.52 0.62 0.37 0.51 0.61 0.36 0.50 0.59 0.35 0.48 0.58 0.34 0.47 0.57

300 0.78 0.75 0.73 0.71 0.70 0.68 0.67 0.66 0.64

1000 0.91 0.89 0.88 0.87 0.85 0.84 0.83 0.82 0.81

h0 [mm] 100 150 200 250 300 350 400 450 500 7 0.26 0.24 0.23 0.22 0.21 0.20 0.20 0.20 0.20 14 0.32 0.30 0.28 0.27 0.25 0.25 0.25 0.25 0.25

RH = 85% (t-t0) [giorni] 28 90 180 0.39 0.54 0.64 0.36 0.51 0.60 0.34 0.48 0.57 0.33 0.46 0.55 0.31 0.44 0.53 0.30 0.42 0.51 0.30 0.42 0.51 0.30 0.42 0.51 0.30 0.42 0.51

300 0.72 0.68 0.65 0.62 0.60 0.58 0.58 0.58 0.58

1000 0.87 0.84 0.82 0.79 0.78 0.76 0.76 0.76 0.76

Tab. 7.2 c (t-t0) per 30 N/mm2 Rck 40 N/mm2

ST 6

2007 F. Biasioli C. Doimo

STRUTTURE DI CALCESTRUZZO: STATI LIMITE DI ESERCIZIO

STRUMENTI
VISTA PRECEDENTE

VERIFICA DELLE TENSIONI


Condizioni ambientali Ordinarie Aggressive Molto aggressive Classe di esposizione X0 XC XD XS Combinazione di carico Calcestruzzo Rara 0,57 fck 0,54 fck 0,50 fck Q. permanente 0,45 fck 0,42 fck 0,40 fck 0,80 fyk Acciaio Rara

Tab. 2.1 - Rapporti limite di tensione per ambiente, materiale e combinazione di carico Destinazione duso
Abitazioni, uffici Uffici aperti al pubblico, negozi, scuole Autorimesse Tetti e coperture con neve Vento Magazzini, archivi n.d 0,70

DM 0 1
0,50 0,60 0,70 0,20 0,20 n.d

NS 2
0,20 0,30 0,60 0,00 0,00 n.d 0,00 1,00 0,70

2
0,30 0,60 0,60 0,35 0,00 0,80

Tab. 2.2 Coefficienti di combinazione


Combinazione di carico 0.10 QUASI PERMANENTE 0.30 0.60 0.80 RARA 1.00 Qk/Gk 0.35 0.40 0.36 0.39 0.43 0.45 0.47 0.35 0.38 0.42 0.45 0.47

0 0.48 0.48 0.48 0.48 0.48

0.10 0.44 0.45 0.46 0.47 0.48

0.20 0.41 0.42 0.45 0.46 0.48

0.30 0.38 0.40 0.43 0.45 0.48

0.50 0.33 0.36 0.41 0.44 0.47

1 0.26 0.30 0.37 0.42 0.47

2 0.18 0.25 0.34 0.40 0.46

4 0.13 0.20 0.31 0.38 0.46

Tab. 2.3 - Rapporti c/fck


Combinazione di carico 0.10 QUASI PERMANENTE 0.30 0.60 0.80 RARA 1.00 Qk/Gk 0.35 0.40 0.50 0.54 0.59 0.62 0.66 0.49 0.52 0.58 0.62 0.65

0 0.67 0.67 0.67 0.67 0.67

0.10 0.61 0.62 0.64 0.65 0.66

0.20 0.56 0.58 0.62 0.64 0.66

0.30 0.52 0.55 0.60 0.63 0.66

0.50 0.46 0.50 0.57 0.61 0.65

1 0.35 0.42 0.52 0.58 0.64

2 0.25 0.34 0.47 0.55 0.64

4 0.18 0.28 0.43 0.53 0.63

Tab. 2.4 - Rapporti s/fyk


Q 1+ K c GK 0,68 Q fck 1,40 + 1,50 K GK
2007 F. Biasioli C. Doimo

Q 1+ K s GK 0,93 Q fyk 1,40 + 1,50 K GK


ST-7

STRUMENTI

STRUTTURE DI CALCESTRUZZO: STATI LIMITE DI ESERCIZIO

STATO LIMITE DI FESSURAZIONE


Classe di esposizione
(mm)

VISTA PRECEDENTE

wk

X0, XC1 XC2-3-4, XD, XS

0,4 0,3

Tab. 3.1 - Ampiezza ammissibile delle fessure

s
(N/mm2)

max
(mm)

imax
(mm)

160 180 200 220 240 260 280

Tab. 3.2 Valori limite max imax

32 24 25 20 16 14 12

300 275 250 225 200 175 150

i max i max

max
Interferro massimo imax

STATO LIMITE DI DEFORMAZIONE


Sistema strutturale
Travi semplicemente appoggiate Piastre semplicemente appoggiate mono o bidirezionali (in base alla luce minore) Campata terminale di travi continue o di piastre continue monodirezionali di piastre bidirezionali continue su un lato lungo (in base alla luce minore) Campata intermedia di travi continue Campata intermedia di piastre mono o bidirezionali (in base alla luce minore) Piastre non nervate sorrette da pilastri senza travi (in base alla luce maggiore) Mensole 1,0

1,3

1,5

1,2 0,4

Tab. 4.1 Sistema strutturale: valori k


ST-8 2007 F. Biasioli C. Doimo

STRUTTURE DI CALCESTRUZZO: STATI LIMITE DI ESERCIZIO

STRUMENTI
VISTA PRECEDENTE

STATO LIMITE DI DEFORMAZIONE C20/25


(%) 0.40 0.50 0.75 1.00 1.25 1.50 0 = 0,46%5

C25/30
(%) 0.40 0.50 0.75 1.00 1.25 1.50

0 = 0,50%5

As'/ As 0.00 0.10 0.20 0.30 0.40 0.50 20 17 15 14 13 13 20 18 16 15 14 14 20 19 16 15 14 14 20 20 17 16 15 14 20 22 18 17 16 15 20 24 20 18 16 16

As'/ As 0.00 0.10 0.20 0.30 0.40 0.50 22 18 16 15 14 13 22 19 17 15 15 14 22 21 17 16 15 14 22 22 18 17 16 15 22 24 20 18 16 16 22 26 21 19 17 16

C28/35
(%) 0.40 0.50 0.75 1.00 1.25 1.50

0 = 0,54%5 0.40 25 20 21 19 17 16 0.50 25 20 23 20 18 17

C35/40
(%) 0.40 0.50 0.75 1.00 1.25 1.50 0.00 29 22 18 16 15 14 0.10 29 22 19 17 16 15

0 = 0,58%5 As'/ As 0.20 0.30 29 22 20 18 16 15 29 22 21 18 17 16 0.40 29 22 22 20 18 17 0.50 29 22 25 21 19 18

As'/ As 0.00 0.10 0.20 0.30 25 25 25 25 20 17 15 14 14 20 18 16 15 14 20 18 17 16 15 20 20 18 16 16

C40/45
(%) 0.40 0.50 0.75 1.00 1.25 1.50 0.00 33 24 18 17 15 15 0.10 33 24 19 17 16 15

0 = 0,61%5 As'/ As 0.20 0.30 33 24 21 18 17 16 33 24 22 19 18 17 0.40 33 24 24 21 19 18 0.50 33 24 26 23 20 19

C45/50
(%) 0.40 0.50 0.75 1.00 1.25 1.50 0.00 36 27 19 17 16 15 0.10 36 27 20 18 17 16

0 = 0,64%5 As'/ As 0.20 0.30 36 27 22 19 18 17 36 27 23 20 19 17 0.40 36 27 25 22 20 18 0.50 36 27 28 24 21 20

b eff hf d d' As bw A's


= As bw d

b A's d d' As
= As bd A s bd

A = s bw d

b eff 3b w

Tab. 4.2 - Rapporti (l/d)0 per k = 1

2007 F. Biasioli C. Doimo

ST-9

STRUMENTI

STRUTTURE DI CALCESTRUZZO: STATI LIMITE DI ESERCIZIO


VISTA PRECEDENTE

[PAGINA BIANCA]

ST-10

2007 F. Biasioli C. Doimo

STRUTTURE DI CALCESTRUZZO: FLESSIONE E PRESSOFLESSIONE

STRUMENTI

VISTA PRECEDENTE

COEFFICIENTI
c
()

1
0 0,049 0,097 0,143 0,187 0,229 0,270 0,309 0,347 0,383 0,417 0,449 0,480 0,509 0,537 0,563 0,587 0,609 0,630 0,649 0,667 0,683 0,697 0,709 0,722 0,733 0,744 0,753 0,762 0,770 0,778 0,785 0,792 0,798 0,804 0,810
c

2
0 0,335 0,336 0,338 0,339 0,341 0,343 0,344 0,346 0,348 0,350 0,352 0,354 0,356 0,359 0,361 0,364 0,366 0,369 0,372 0,375 0,378 0,382 0,385 0,388 0,391 0,394 0,397 0,400 0,402 0,405 0,407 0,410 0,412 0,414 0,416
2 c

c
()

ci
()

1
0,810 0,822 0,834 0,846 0,857 0,868 0,878 0,888 0,898 0,907 0,915 0,924 0,931 0,946 0,959 0,970 0,979 0,986 0,992 0,997 0,999 1,000

2
0,416 0,423 0,429 0,435 0,440 0,446 0,450 0,455 0,459 0,463 0,467 0,470 0,474 0,480 0,485 0,489 0,492 0,495 0,497 0,499 0,500 0,500
c

C A M P O 2

3-4 4a

0 - 0,10 - 0,20 - 0,30 - 0,40 - 0,50 - 0,60 - 0,70 - 0,80 - 0,90 - 1,00 - 1,10 - 1,20 - 1,30 - 1,40 - 1,50 - 1,60 - 1,70 - 1,80 - 1,90 - 2,00 - 2,10 - 2,20 - 2,30 - 2,40 - 2,50 - 2,60 - 2,70 - 2,80 - 2,90 - 3,00 - 3,10 - 3,20 - 3,30 - 3,40 - 3,50

C A M P O

- 3,50 - 3,45 - 3,40 - 3,35 - 3,30 - 3,25 - 3,20 - 3,15 - 3,10 - 3,05 - 3,00 - 2,95 - 2,90 - 2,80 - 2,70 - 2,60 - 2,50 - 2,40 - 2,30 -2,20 - 2,10 - 2,00

- 0,00 - 0,07 - 0,13 - 0,20 - 0,27 - 0,33 - 0,40 - 0,47 - 0,53 - 0,60 - 0,67 - 0,73 - 0,80 - 0,93 - 1,07 - 1,20 - 1,33 - 1,47 - 1,60 -1,73 -1,87 - 2,00

3h 7 h x

c2 =-2

ci

fcd A

c
x
h

1 =

A f cd c

2007 F. Biasioli C. Doimo

ST 11

STRUMENTI

STRUTTURE DI CALCESTRUZZO: FLESSIONE E PRESSOFLESSIONE


VISTA PRECEDENTE

FLESSIONE SEZIONE RETTANGOLARE Acciaio B450C syd = 1,96

0.056 0.062 0.070 0.075 0.079 0.091 0.110 0.117 0.124 0.131 0.138 0.145 0.152 0.159 0.166 0.173 0.180 0.188 0.195 0.202 0.209 0.217 0.225 0.233 0.240 0.248 0.250 0.255 0.264 0.272 0.280 0.288 0.296 0.304 0.312 0.321 0.329 0.338 0.346 0.350 0.355 0.364 0.373 0.382 0.391 0.400 0.409 0.419 0.428 0.438 0.448 0.450

0.044 0.049 0.055 0.059 0.062 0.071 0.085 0.090 0.095 0.100 0.105 0.110 0.115 0.120 0.125 0.130 0.135 0.140 0.145 0.150 0.155 0.160 0.165 0.170 0.175 0.180 0.181 0.185 0.190 0.195 0.200 0.205 0.210 0.215 0.220 0.225 0.230 0.235 0.240 0.242 0.245 0.250 0.255 0.260 0.265 0.270 0.275 0.280 0.285 0.290 0.295 0.296

0
0.045 0.050 0.056 0.060 0.064 0.074 0.089 0.095 0.100 0.106 0.112 0.117 0.123 0.128 0.134 0.140 0.146 0.152 0.158 0.164 0.170 0.176 0.182 0.188 0.194 0.201 0.202 0.207 0.213 0.220 0.226 0.233 0.239 0.246 0.253 0.260 0.266 0.273 0.280 0.283 0.287 0.295 0.302 0.309 0.316 0.324 0.331 0.339 0.347 0.355 0.363 0.364

'(k' = 1)
0.02 0.03 0.03 0.03 0.03 0.04 0.05 0.05 0.05 0.06 0.06 0.06 0.07 0.07 0.07 0.08 0.08 0.08 0.09 0.09 0.09 0.10 0.10 0.10 0.11 0.11 0.11 0.11 0.12 0.12 0.12 0.13 0.13 0.13 0.14 0.14 0.15 0.15 0.15 0.15 0.16 0.16 0.16 0.17 0.17 0.18 0.18 0.18 0.19 0.19 0.20 0.20 C40/50 C35/45 C33/40 C30/37 C28/35 C25/30 C20/25 C A M P O

0.458 0.468 0.478 0.488 0.499 0.509 0.520 0.531 0.542 0.554 0.565 0.577 0.589 0.601 0.614 0.626 0.640 0.641 0.648 0.653 0.667 0.682 0.695 0.713 0.725 0.742 0.758 0.773

0.300 0.305 0.310 0.315 0.320 0.325 0.330 0.335 0.340 0.345 0.350 0.355 0.360 0.365 0.370 0.375 0.380 0.381 0.383 0.385 0.390 0.395 0.400 0.406 0.410 0.415 0.420 0.424

0
0.370 0.379 0.387 0.395 0.404 0.412 0.421 0.430 0.439 0.448 0.458 0.467 0.477 0.487 0.497 0.507 0.518 0.519 0.540 0.556 0.603 0.661 0.717 0.804 0.863 0.963 1.071 1.190

'(k' = 1)
0.20 0.21 0.21 0.22 0.22 0.22 0.23 0.23 0.24 0.24 0.25 0.25 0.26 0.27 0.27 0.28 0.28 0.28 0.29 0.29 0.29 0.30 0.31 0.31 0.32 0.33 0.33 0.34

C A M P O 3

C A M P O

C40/50 C35/45 C30/37 C28/35 C25/30 C20/25

A' s
d

d'

's
x

As
= x d =

s
M Sd b d 2 fcd

o = =

A so fyd b d fcd

d' d

ST 12

2007 F. Biasioli C. Doimo

STRUTTURE DI CALCESTRUZZO: FLESSIONE E PRESSOFLESSIONE

STRUMENTI

PRESSOFLESSIONE DIAGRAMMI DI INTERAZIONE

VISTA PRECEDENTE

2007 F. Biasioli C. Doimo

ST 13

STRUMENTI

STRUTTURE DI CALCESTRUZZO: FLESSIONE E PRESSOFLESSIONE


VISTA PRECEDENTE

PRESSOFLESSIONE DIAGRAMMI DI INTERAZIONE

ST 14

2007 F. Biasioli C. Doimo

STRUTTURE DI CALCESTRUZZO: FLESSIONE E PRESSOFLESSIONE

STRUMENTI

PRESSOFLESSIONE DEVIATA DIAGRAMMI DI INTERAZIONE


y, M dx d' d' A h Nd A d' b
0.55 0.50 0.45 0.40 0.35 0.30 0.25

VISTA PRECEDENTE

d' ACCIAIO B450C A x, M dy A


d' h 0.10 d' b 0.10

A tot=4A

= x =

Nd bhf cd Mdx bh f cd
2

= y =

A tot f yd bhfcd M dy
2 hb f cd

= 0,2

0.60 y 0.55 0.50 0.45 0.40

= 0,3

=1

0.35 0.30 0.25

=1

0.20 0.15 0.10 0.05

= 0,5

0.20 0.15 0.10

= 0,5

=0

0.00 0.00 0.05 0.10 0.15 0.20 0.25 0.30 0.35 0.40 0.45 0.50 0.55

0.05

=0
x

0.00 0.00 0.05 0.10 0.15 0.20 0.25 0.30 0.35 0.40 0.45 0.50 0.55 0.60 0.60 y 0.55 0.50 0.45 0.40

0.60 y 0.55 0.50 0.45 0.40 0.35 0.30 0.25 0.20 0.15 0.10 0.05

= 0,4

= 0,5

=1

0.35 0.30 0.25

=1

= 0,5

0.20 0.15

= 0,5 =0

=0
x

0.10 0.05

0.00 0.00 0.05 0.10 0.15 0.20 0.25 0.30 0.35 0.40 0.45 0.50 0.55 0.60

x 0.00 0.00 0.05 0.10 0.15 0.20 0.25 0.30 0.35 0.40 0.45 0.50 0.55 0.60

2007 F. Biasioli C. Doimo

ST 15

STRUMENTI

STRUTTURE DI CALCESTRUZZO: FLESSIONE E PRESSOFLESSIONE


VISTA PRECEDENTE

y, M dx d' d' A h Nd A d' b


0.55 0.50 0.45 0.40 0.35 0.30
0.25

d' ACCIAIO B450C A x, M dy A


d' h 0.10 d' b 0.10

A tot=4A

= x =

Nd bhf cd M dx bh f cd
2

= y =

A tot f yd bhfcd M dy
2 hb f cd

= 0,6

0.50 y 0.45 0.40 0.35

= 0,8

=1

0.30

=1

0.25 0.20 0.15 0.10 0.05

= 0,5

0.20 0.15 0.10

= 0,5

=0
x

0.05

=0
x

0.00 0.00 0.05 0.10 0.15 0.20 0.25 0.30 0.35 0.40 0.45 0.50 0.55

0.00 0.00 0.05 0.10 0.15 0.20 0.25 0.30 0.35 0.40 0.45 0.50

ST 16

2007 F. Biasioli C. Doimo

LE STRUTTURE DI CALCESTRUZZO: TAGLIO E TORSIONE

STRUMENTI
VISTA PRECEDENTE

TAGLIO SEZIONI RETTANGOLARE E A T


= 90 21.80 26,56 27,10 27,65 28,22 28,81 29,41 30,00 30,69 31,37 32,08 32,83 33,63 34,48 35,41 36,43 37,58 38,95 40,73 42,30 43,09 45,00 cot 2.500 2,000 1,954 1,908 1,863 1,819 1,774 1,732 1,685 1,640 1,595 1,550 1,504 1,456 1,407 1,355 1,299 1,237 1,162 1,099 1,069 1,000 0.310 0,360 0,365 0,370 0,375 0,380 0,385 0,390 0,395 0,400 0,405 0,410 0,415 0,420 0,425 0,430 0,435 0,440 0,445 0,448 0,449 0,450 w 0.138 0,200 0,208 0,215 0,224 0,232 0,241 0,250 0,261 0,271 0,282 0,294 0,307 0,320 0,336 0,353 0,372 0,395 0,426 0,453 0,467 0,500 0.382 0,464 0,473 0,482 0,491 0,501 0,510 0,520 0,530 0,541 0,552 0,563 0,574 0,587 0,599 0,613 0,628 0,645 0,666 0,683 0,691 0,710 = 60 w 0.159 0,231 0,240 0,249 0,258 0,268 0,278 0,289 0,301 0,313 0,326 0,339 0,354 0,370 0,388 0,407 0,430 0,456 0,492 0,523 0,539 0,577 0.434 0,540 0,552 0,564 0,576 0,589 0,602 0,615 0,629 0,644 0,659 0,675 0,691 0,708 0,727 0,747 0,770 0,796 0,828 0,856 0,869 0,900 = 45 w 0.195 0,283 0,293 0,305 0,316 0,328 0,341 0,354 0,368 0,383 0,399 0,416 0,434 0,453 0,475 0,499 0,526 0,559 0,602 0,641 0,660 0,707

VSd b w d 1 fcd A sw fywd b w s 1 fcd

A sw Asl bw bw

w =

1 = 0,7 per Rck < 70 N/mm2

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STRUMENTI

LE STRUTTURE DI CALCESTRUZZO: TAGLIO E TORSIONE


VISTA PRECEDENTE

TORSIONE SEZIONI COMPATTE


21.80 26,56 27,10 27,65 28,22 28,81 29,41 30,00 30,69 31,37 32,08 32,83 33,63 34,48 35,41 36,43 37,58 38,95 40,73 42,30 43,09 45,00
sl

cot 2.500 2,000 1,954 1,908 1,863 1,819 1,774 1,732 1,685 1,640 1,595 1,550 1,504 1,456 1,407 1,355 1,299 1,237 1,162 1,099 1,069 1,000

0.690 0,800 0,811 0,822 0,833 0,844 0,856 0,866 0,878 0,889 0,900 0,911 0,922 0,933 0,944 0,956 0,967 0,978 0,989 0,996 0,998 1,000

w 0.138 0,200 0,208 0,215 0,224 0,232 0,241 0,250 0,261 0,271 0,282 0,294 0,307 0,320 0,336 0,353 0,372 0,395 0,426 0,453 0,467 0,500

l 0.862 0,800 0,792 0,785 0,776 0,768 0,759 0,750 0,739 0,729 0,718 0,706 0,693 0,680 0,664 0,647 0,628 0,605 0,574 0,547 0,533 0,500
TEd t ef,i A k fcd A sw fywd t ef,i s fcd A sl fyld A t fcd

d'

d'

tef,i 2d' tef,i 2d'


A sw

tef,i
T

=
A sl

w = l =
u

u tef,i/2 At

f = 0,7 1 ck 250

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QT6 - STRUTTURE DI CALCESTRUZZO: PUNZONAMENTO

STRUMENTI
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Classe cls C20/25 C25/30 C28/35 C32/40 C35/45 C40/50

Rck
(N/mm )
2

fck
(N/mm )
2

fcd
(N/mm )
2

fctd
(N/mm )
2

0,55 0,54 0,53 0,52 0,51 0,50

vRd,max min
(N/mm2)
%

25 30 35 40 45 50

20,8 24,9 29,1 33,2 37,4 41,5

13,1 15,8 18,4 21,0 23,7 26,3

1,0 1,2 1,2 1,3 1,4 1,5

3,6 4,3 4,9 5,5 6,0 6,6

0,081% 0,089% 0,096% 0,102% 0,109% 0,115%

Tabella 1 - vRd,max min Classe cls C20/25 C25/30 C28/35 C32/40 C35/45 C40/50

fck
(N/mm )
2

fcd1
(N/mm )
2

fcd2 (N/mm2) per l =


0,3% 0,6% 0,8% 1% 1,2% 1,4% 1,6% 1,8% 2,0%

20,8 24,9 29,1 33,2 37,4 41,5

7,2 8,5 9,8 11,0 12,1 13,2

1,16 1,24 1,30 1,36 1,42 1,47

1,47 1,56 1,64 1,72 1,78 1,85

1,61 1,72 1,81 1,89 1,96 2,03

1,74 1,85 1,95 2,03 2,12 2,19

1,85 1,96 2,07 2,16 2,25 2,33

1,95 2,07 2,18 2,28 2,37 2,45

2,03 2,16 2,28 2,38 2,47 2,56

2,12 2,25 2,37 2,47 2,57 2,67

2,19 2,33 2,45 2,56 2,67 2,76

Tabella 2 - fcd1 fcd2

d (mm)

160

180 tab. 3a 295

200 0,360 300

220 0,352 305

240 0,344 310

260 0,338 315

280 0,332 320

300 0,327 325

350 0,316 338

400 0,307 350

500 0,294 375

600 0,284 391

pc,max tab. 3a
fywd,ef 290

Tabella 3 - pc,max , fywd,ef

Classe cls C20/25 C25/30 C28/35 C32/40 C35/45 C40/50

per d < 200 mm e l =


0,3% 0,4% 0,5%

pc,max

0,387 0,399 0,410 0,419 0,427 0,435

0,360 0,363 0,372 0,381 0,388 0,395

0,360 0,360 0,360 0,360 0,360 0,367

Tabella 3a - pc,max per d 200 mm

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