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il Fatto Quotidiano

IN OSTAGGIO
SE SI TORNATI a parlare del transito delle grandi navi a Venezia il merito soprattutto di Adriano Celentano. Il cantautore venerd ha acquistato una pagina sul Corriere della Sera per tornare a denunciare quello che lui ha chiamato il funerale delle bellezze, ovvero lignobile sfilata delle 13 navi dentro la Laguna di Venezia. La pagina sul Corriere per solo lennesimo atto di una battaglia che il molleggiato combatte da mesi e che ha lanciato dalle colonne de Il Fatto Quotidiano nellagosto scorso. In quellarticolo Celentano scriveva di bestioni che stanno di-

DOMENICA 22 SETTEMBRE 2013

L e denunce di Adriano Celentano


contro i bestioni

struggendo Venezia. Non si per limitato ad attaccare le grandi navi, ma ha preso di mira quelli che considera i responsabili dellassassinio di Venezia, cio il presidente dellAutorit portuale ed ex sindaco Paolo Costa e il governatore leghista della Regione, Luca Zaia. Celentano

ha lanciato la sua prima denuncia in occasione del passaggio della Carnival Sunshine che in quei giorni era passata accanto a Riva Sette Martiri. Il problema vero - ha scritto il cantautore - sono quei sindaci senza vergogna che invece di governare la citt hanno scelto di affondarla.

Marghera, la protesta degli operai licenziati


DALLA TORCIA dacciaio di 150 metri della zona industriale di Porto Marghera, Venezia si vede bene. Su quella torcia, mercoled, si sono arrampicati quattro operai della Vinyls, unazienda chimica fallita la scorsa estate. I lavoratori non vedono una busta paga da gennaio e anche la Cassa integrazione finita ad aprile. In questi mesi, gli operai sono saliti molte volte sulla torre. Questa volta chiedono lo sblocco della trattativa tra lAutorit portuale e lOleificio Medio Piave, unazienda che ha promesso di ricollocare i 125 operai. Dalla torcia della Vinyls si vedono le navi da crociera entrare a Venezia. Quei giganti che squarciano il mare dovrebbero fornire, con i gettoni che pagano, il denaro necessario a riqualificare larea industriale, un tempo il polmone economico di tutta la regione. Invece il loro destino rimane appeso alle tante trattative iniziate ma che sono sempre finite su un binario morto. Da da quella torcia, la Venezia delle grandi navi sembra irraggiungibile.

Lanalisi

Citt darte in vendita

di Tomaso Montanari

Via i residenti, dentro i turisti Il modello dellemporio Italia


tissimo: Il politico della domenica. Non era obbligatorio: come fa notare Sergio Pascolo in Abitando Venezia (Corte del Fontego, 2012), a New York nel 2011 ci sono stati 50 milioni di turisti. A qualcuno verrebbe in mente di specializzare Manhattan come isola turistica?. Ma questa malattia non riguarda solo Venezia, riguarda un po tutto il Paese. Non si conAscesa e caduta di Massimo Cacciari (Stampa Alternativa, 2013).

assedio perpetuo e invincibile delle Grandi Navi non che il culmine teatrale e simbolico della morte di Venezia, e del suicidio del nostro Paese. Venezia non pi una citt: i suoi cittadini sono espulsi, giorno dopo giorno, da un processo (ormai avanzatissimo) di trasformazione in macro-oggetto di consumo con servit inclusa nel prezzo. I numeri sono chiari: contro 8 milioni di turisti che vi trascorrono almeno una notte e 12 milioni di turisti-cavallette giornalieri, a Venezia resistono meno di 59.000 residenti (calati del 66% in sessant'anni: erano 174 mila all'inizio degli anni Cinquanta).

tano i profeti di quella che Joseph Stiglitz chiama economia della rendita: lidea di sfruttare il petrolio (cio la bellezza del paesaggio e del patrimonio artistico italiano) per arricchirci senza ricerca, senza innovazione, senza merito. E proprio come succede nei paesi del Terzo mondo dotati di grandi riserve di materie prime, lo sfruttamento di queste ultime non crea un ciclo economico virtuoso o una redistribuzione di ric-

PERCH? Perch una classe dirigente a met tra lincapace e il criminale ha trasformato una citt in un prodotto di marketing, svendendo, distruggendo, privatizzando, banalizzando. Un processo ricostruito nei dettagli da Raffaele Liucci in un pamphlet urticante e azzecca-

VERSO LABISSO Una classe dirigente a met tra lincapace e il criminale ha trasformato un gioiello urbano in un prodotto di marketing

chezza, ma alimenta monopoli e produce desertificazione sociale. E a farne le spese non sono solo il paesaggio e il patrimonio (anche: a quando una Costa Concordia incastrata in Palazzo Ducale?). lo stesso futuro di un Paese che immagina se stesso come una nazione di soli osti e albergatori, capace di sopravvivere solo grazie alla rendita del turismo. Lesodo dei cittadini dai centri storici, e la trasformazione delle citt darte in luna park sono tra gli esiti di questa monocultura turistica anti-imprenditoriale e anti-culturale. La vera sfida che il turismo non si risolva necessariamente nellennesima manifestazione del consumismo e dellomologazione universale, ma riesca a diventare un momento di liberazione personale e di incontro sociale. Lalternativa tra continuare a coltivare una rendita desertificante e decidersi a costruire le condizioni per un turismo sostenibile: un turismo spalmato su tutto il tessuto culturale del Paese, e non osses-

sivamente concentrato sulle sue emergenze; un turismo di formazione e non solo di intrattenimento; un turismo che entri in rapporto con le citt e non solo con la top ten delle opere darte feticcio.
LA MORTE di Venezia ormai un tema antico: legato alla fine della Repubblica e alla inesorabile decadenza del tessuto civile e quindi di quello urbanistico. Gi nel 1876 John Ruskin (lautore di Le Pietre di Venezia) poteva scrivere di provare fortissimo lorrore e la pena di Venezia, una citt morente, magnifica nella sua dissipazione. Ma gli ultimi quarantanni hanno reso letteralmente, e temo irreversibilmente, concreto questo motivo letterario. In un famoso discorso tenuto nel 1993 allIstituto Universitario di Architettura di Venezia, Manfredo Tafuri parl di Venezia come di un cadavere. Da allora, ha scritto Giorgio Agamben nel 2009, sindaci, architetti o ministri hanno avuto l indecenza di continuare a imbel-

lettare e svendere il cadavere di una citt ormai ridotta a spettro: Un morto che appare allimprovviso, preferibilmente nelle ore notturne, scricchiola e manda segnali. A volte anche parla, sia pure in modo non sempre intellegibile. Se di notte lo spettro di Venezia torna a parlare, almeno a qualcuno, le sue lunghe giornate di turismo selvaggio inducono a cercare metafore meno elette. A Venezia la Repubblica tradisce larticolo 9 della Costituzione: perch non tutela n il paesaggio, n il patrimonio storico e artistico. N tantomeno favorisce il pieno sviluppo della persona umana: al contrario, persegue lo sfruttamento del cliente pagante. Le citt, le poleis, sono da sempre in Italia specchio e palestra della politica. Nel governo delle nostre citt darte, esattamente come nella vita pubblica, siamo passati dalla Costituzione alla prostituzione: ma sar dura spiegare ai nostri nipoti che pensavamo che anche Venezia fosse una nipote di Mubarak.

DALLALTRA PARTE

Ma quali rischi, un ridicolo complotto


di Chiara Paolin

grandi navi che lotta contro le vergognose campagne dattacco ai giganti della laguna. Sul sito cruisevenice.org gli esperti del comitato si presentano orgogliosi, lodando le virt delle navi bianche: dal presidente dellAssociazione Veneziana Albergatori a quello dellAepe (negozianti e ristoratori) per finire ai gestori del Venezia Terminal (lattracco delle crociere) tutto un rassicurare e auspicare lunga vita al flusso dacciaio. Certo, non tutti i ragionamenti brillano nella foga degli osanna. Lesperto Ciro Romano, Comandante della Corporazione Piloti Estuario Veneto, si tuffa a bomba: Qualsiasi tipo di allarme in-

e navi sono sicure, inquinano meno delle L gondole e fanno Venezia pi bella che mai. Giurin giurello di Cruise Venice, il comitato pro

giustificato. In laguna non ci sono rocce, solo fan- mordi e fuggi. Impariamo bene: dormire una go, una situazione del tutto tranquilla che in caso notte a Venezia non un mordi e fuggi. di un eventuale incidente non causa danni allo Lo sforzo pi eroico del comitato stanare i pescafo. Roba che agli ottimisti del Titanic gli fa un ricolosi delinquenti che saggirano tra i campielli baffo. Per non dire dellefotografando le strusciate dei mosperto Filippo Olivetti, amstri e sazzardano a farle circolare. ministratore delegato del Come Roberto Ferrucci, lo scrittore CRUISE VENICE Bassani Group (colosso dei che il 22 luglio scatt limmagine di trasporti marittimi e agenzie un bestione Carnival pericolosaNegozianti viaggi): Oltre mezzo miliomente vicino ai Sette Martiri. Un ne di passeggeri decide di e albergatori querelano ridicolo imbroglio, un falso visivo, soggiornare a Venezia almeuna manipolazione: unoperazione chi scatta foto no una notte prima dellinicombinata tra lui e lassessore Betzio o dopo il termine della tin ha tuonato il legale di Cruise ai bestioni dalla riva crociera, pernottando in Venice annunciando di aver sporto uno degli alberghi del centro denuncia presso la Procura di VeEsposto pure storico. Non si tratta quindi nezia per tre gravissimi reati: proin Procura di un turismo cosiddetto curato allarme, simulazione di rea-

to e attentato alla sicurezza dei trasporti. Per la cronaca, lesposto contro anonimi, non cita Ferrucci n Bettin. Ferrucci per stato querelato per aver messo in piedi una terribile macchinazione. Solo grazie alla sua foto giramondo, e al dettaglio che ad ammirare la manovra ci fosse pure lorgoglioso boss della Carnival col suo mega yacht, s scatenato il pandemonio.
IL COMITATO, pur di fare giustizia, ha ingaggiato un investigatore privato. Che ha segnalato: il Ferrucci bazzicava il caff da giorni, perch? Il fatto che lo scrittore frequenti da circa dieci anni Il Melograno, e che abbia dedicato un intero capitolo di un suo romanzo al passaggio ravvicinato delle navi, sfuggito al segugio. Ma la lotta contro i nemici del progresso, e della vera bellezza di Venezia, continua senza paura.