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Appendice Nazionale

UNI-EN 1998-1 Progetto delle strutture in zona sismica, parte 1: Regole generali, azione sismica e regole per edifici. EN 1998-1 Eurocodice 8 Design of structures for earthquake resistance, Part 1: General Rules, seismic actions and rules for buildings.

PREMESSA
Il Gruppo di lavoro Annessi Tecnici per gli Eurocodici nel corso dei suoi studi per definire i parametri nazionali, ha lungamente discusso su alcuni specifici argomenti dellEN 1998-1. - Punto 1.1.2. (7) - Punto 3.1.2. (1) - Punto 3.2.2.1. (4) - Punto 3.2.2.2. (1) P - Punto 3.2.2.3. (1) P - Punto 4.4.3.2.(2) Valutazione dello spostamento di sistemi non lineari Classificazione dei siti Spettri di risposta Spostamento interpiano

Data la rilevanza della problematica e data lesistenza di opinioni diverse in seno al Gruppo di lavoro, stato deciso di presentare alla Commissione Relatrice le proposte, aprendo cos un dibattito sui punti in questione cos da poter pervenire ad una scelta ancor pi largamente condivisa. Ci premesso, in quanto segue si presentano tre documenti: Proposta A Parte comune Per la parte approvata allunanimit dal Gruppo di lavoro che riguarda tutte le decisioni nazionali eccetto solo i punti sopra riportati. Proposta B - di mantenimento dei valori raccomandati. Proposta C - di perfezionamento per rendere i punti pi specifici a situazioni nazionali.

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PROPOSTA A Parte comune

Appendice Nazionale
UNI-EN-1998-1 Progetto delle strutture in zona sismica, parte 1: Regole generali, azione sismica e regole per gli edifici. EN 1998-1 Eurocode 8 - Design of structures for earthquake resistance-Part 1:General Rules, seismic actions and rules for buildings. 1) Premessa Questa Appendice nazionale contiene i parametri nazionali alla UNI-EN-1998-1. LAppendice contiene anche valori e prescrizioni relativi alla definizione delle azioni sismiche (accelerazioni, spettri di risposta e relative classificazioni stratigrafiche ecc) come per tutti i valori NPD dellEN 1998-1. Detti parametri dovranno essere resi coerenti con i criteri generali e specifici sulle azioni sismiche che verranno stabiliti dalle Autorit competenti. LAppendice stata approvata dal Consiglio Superiore dei LL. PP. in data 2) Introduzione 2.1. Campo di applicazione Questa Appendice nazionale contiene al punto 3 le decisioni sui parametri nazionali che debbono essere fissati nella UNI-EN-1998-1 relativamente ai seguenti paragrafi:

1.1.2(7) 2.1(1)P 2.1(1)P 3.1.1(4) 3.1.2(1) 3.2.1(1), (2),( 3.2.1(4) 3.2.1(5) 3.2.2.1(4), 3.2.2.2(1)P 3.2.2.3(1) 3.2.2.5(4)P 4.2.3.2(8) 4.2.4(2)P 4.2.5(5)P

4.3.3.1 (4) 4.3.3.1 (8) 4.4.2.5 (2). 4.4.3.2 (2) 5.2.1(5) 5.2.2.2(10) 5.2.4(1), (3) 5.4.3.5.2(1) 5.8.2(3) 5.8.2(4) 5.8.2(5) 5.11.1.3.2(3) 5.11.1.4 5.11.1.5(2)

5.11.3.4(7)e 6.1.2(1) 6.1.3(1) 6.2(3) 6.2 (7) 6.5.5(7) 6.7.4(2) 7.1.2(1) 7.1.3(1), (3) 7.1.3(4) 7.7.2(4) 8.3(1) 9.2.1(1) 9.2.2(1)

9.2.3(1) 9.2.4(1) 9.3(2) 9.3(2) 9.3(3) 9.3(4), Table 9.1 9.3(4), Table 9.1 9.5.1(5) 9.6(3) 9.7.2(1) 9.7.2(2)b 9.7.2(2)c 9.7.2(5) 10.3(2)P

Queste decisioni nazionali, relative ai paragrafi sopra citate, devono essere applicate per limpiego in Italia della UNI-EN-1998-1. 2.2. Documenti normativi di riferimento La presente appendice deve essere considerata quando i si utilizzano tutti i documenti normativi che fanno esplicito riferimento alla UNI-EN-1998-1

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3) Decisioni nazionali

Paragrafo
1.1.2(7)

Pagina

Parametro nazionale - valore o prescrizione I due annessi sono mantenuti, Lannesso A, che resta informativo, recepito integralmente nella espressione dello spettro di risposta elastico in spostamento illustrata al punto 3.2.2.1(9) E recepito anche lannesso B con una integrazione metodologica, riportata nelle indicazioni aggiuntive.

Nota

Vedere Proposta C
2.1(1)P

Nota1 Nota2 Nota Nota Note Nota Nota Nota(1) Nota(2) Nota Nota Nota Nota Nota Nota Nota Nota

2.1(1)P 3.1.1(4) 3.1.2(1)

Si adotta il valore consigliato TNCR = 475 anni. PNCR =10% eventualmente integrata con la definizione di accelerazione efficace Tale valore pu essere sostituito, dal valore di Ag con PNCR = 2% in 50 anni, dividendo Ag cos ottenuto per 1.5, nel caso questultimo valore sia maggiore. TDLR = 72 anni PDLR =50% in 50 anni = 13% in 10 anni Non si introducono ulteriori specificazioni, lasciando la definizione generale

Vedere proposta B e proposta C


Si rimanda al documento di classificazione adottato in ciascuna regione. Qualora non sia distinta la classificazione per il collasso da quella del danno, si far riferimento alla classificazione per il collasso. Si fa riferimento al documento di classificazione adottato in ciascuna regione. In mancanza del quale si fa riferimento alla zona 4 definita dalle autorit nazionali competenti. Nelle zone di categoria sismica 4 e comunque ove ag < 0.09 g. Si fa riferimento al documento di classificazione adottato in ciascuna regione. In mancanza del quale si fa riferimento alla zona 4 definita dalle autorit nazionali competenti. Nelle zone di categoria sismica 4 ove ag < 0.05 g.

3.2.1(1), (2),(3)

3.2.1(4)

3.2.1(5)

3.2.2.1(4), 3.2.2.2(1)P

Vedere proposta B e proposta C


.

3.2.2.3(1) 3.2.2.5(4)P 4.2.3.2(8) 4.2.4(2)P 4.2.5(5)P 4.3.3.1 (4) 4.3.3.1 (8) 4.4.2.5 (2).

Vedere proposta B e proposta C .

Si accetta il valore consigliato

= 0,2.

Non viene data definizione del centro di rigidezza, = 1,00 per ciascuna categoria e piano. Si accettano I valori raccomandati: I = 0,80 1,00 1,20 1,40 per classe di importanza I, II, III e IV rispettivamente. consentito luso dei metodi danalisi non lineare anche nel caso di edifici non isolati alla base. In tali casi I valori dei coefficienti parziali da adottare dovranno tener conto di quanto riportato al punto 4.4.2.2.5 Nel rispetto delle condizioni di cui ai punti a) d) di 4.3.3.1 (8) lanalisi piana in due direzioni ammessa indipendentemente dalla classe di importanza delledificio. Si adotta per i diaframmi orizzontali un valore unico Rd = 1.3 indipendentemente dal modo di rottura dei diaframmi stessi v il valore che fa passare dallo spostamento spettrale per il collasso dr allo spostamento spettrale per il danno. Dipende quindi sia dalla zona che dallimportanza delledificio. In attesa che nelle varie zone del territorio italiano vengano definiti dalle autorit competenti i valori delle accelerazioni per la verifica allo SLU ed allo SLD ed i relativi spettri, si adottano i valori do vr=0,35i

4.4.3.2 (2)

Nota

Vedere proposta C
5.2.1(5) 5.2.2.2(10) 5.2.4(1), (3) 5.4.3.5.2(1)

Nota Nota Nota Nota

Nessuna limitazione geografica allutilizzo delle classi di duttilit M e H Non consentito alcun aumento di q a seguito del controllo di qualit Si adottano i valori M adottati per le condizioni di carico fondamentali contenute in 1992 -1-1 per le verifiche allo SLU Si accetta il valore suggerito: quello minimo previsto per le pareti in zona non sismica EN 1992-1-1

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5.8.2(3) 5.8.2(4) 5.8.2(5) 5.11.1.3.2(3)

Nota Nota Nota Nota Nota Nota Nota Nota(1) Nota(2) Nota(1) Nota(2) Nota(1) Nota(2) Nota Nota Nota(1) Nota(2)

In mancanza di pi approfondite valutazioni le dimensioni minime delle travi di collegamento dovranno essere tali da resistere ad azioni assiali di trazione e compressione pari ad 1/7 dei carichi verticali portati dagli elementi collegati. Si adottano i valori consigliati Si adotta il valori consigliato

b,min

= 0.4%.

La classe di duttilit L accettabile solo nelle regioni di bassa sismicit: zone 3 e 4. Si adottano il valore consigliato kp=1 nel caso di strutture che rispettano quanto previsto ai punti 5.11.2.1.1, 5.11.2.1.2, 5.11.2.1.3. Qualora questa condizione non sia soddisfatta occorrer dimostrare il comportamento duttile della connessione e dellinsieme strutturale anche con adeguata sperimentazione. In alternativa si assumer un fattore di struttura qp pari a 1.5 come previsto al punto 5.11.1.4(2). Esso corrisponde al valore kp =1.5/q Lazione temporanea da assumere pari a 0.15 Ag Si adotta il valore consigliato

5.11.1.4

5.11.1.5(2) 5.11.3.4(7)e

6.1.2(1)

6.1.3(1) 6.2(3) 6.2 (7) 6.5.5(7) 6.7.4(2)

Si adotta il valore consigliato nella Nota (1) del limite superiore del fattore di struttura per strutture a bassa dissipazione q = 1,50 Non vi sono limitazioni alluso delle classi di duttilit M ed H. La classe L pu utilizzarsi solo nelle zone a bassa sismicit. Per le verifiche agli stati limite ultimi, il fattore di sicurezza parziale sulla resistenza dellacciaio pari a s = 1,05

Si adotta il valore consigliato:

ov

= 1,25

La tenacit dellacciaio e del materiale di apporto nella saldatura deve soddisfare i requisiti prescritti al valore quasi-permanente della temperatura (vedasi EN 1993-110:2004). Nessuna regola aggiuntiva Si accoglie parzialmente il valore consigliato di

pb

= 0.30 per snellezza bassa

< 1.50

pb

= 0.30

7.1.2(1)

Nota (1) Nota(2) Nota(1) Nota(2) Nota(1) Nota(2) Punto 6.2.3 Nota Nota

7.1.3(1), (3)

pb = 0.15 per snellezza elevata 1.50 < 2.00 Si adotta il valore inferiore consigliato nella Nota (1) del fattore di struttura per strutture a bassa dissipazione q = 1,50 Non vi sono limitazioni alluso delle classi di duttilit M ed H. La classe L pu utilizzarsi solo nelle zone a bassa sismicit. Per il conglomerato e le armature da cemento armato relative, si adottano i valori M adottati per le condizioni di carico fondamentali contenute in 1992 -1-1 per le verifiche allo SLU c = 1,50, s = 1,15 Per la parte in carpenteria metallica si adotta il valore di M per per le verifiche allo SLU contenute in 1993 -1-1 : s = 1,05 Si adotta il valore consigliato: ov = 1,25

7.1.3(4) 7.7.2(4) 8.3(1)

Si adotta il valore consigliato r = 0,50 La tabella 8.1 accettata integralmente non vi sono limitazioni geografiche alluso delle classi di duttilit M ed H Con riferimento alla tabella 3.1 EN 1996-1 2004 consentito luso dei seguenti elementi: Nelle zone di categoria sismica 3 e 4 consentito luso degli elementi del gruppo 1 e 2 senza ulteriori limitazioni; Nelle zone di categoria sismica 1 e 2 consentito luso degli elementi del: gruppo 1 con limitazione dellarea del singolo foro a f 9 cm2. gruppo 2 con la limitazione della percentuale di foratura del 45% e dellarea del singolo foro a f 9 cm2. La distanza minima tra un foro ed il perimetro esterno non potr essere inferiore a 1,0, cm al netto delleventuale rigatura, mentre la distanza fra due fori non potr essere inferiore a 0,8 cm con una tolleranza del 10%. Le dimensioni del singolo foro devono essere comunque inferiori al 10% dellarea globale. Si adotta il valore consigliato:

9.2.1(1)

Nota

9.2.2(1)

Nota

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fb,mim = 5 N/mm2 fbh,mim = 2 N/mm2 Si adotta il valore consigliato: fm,mim = 5 N/mm2 per muratura non armata ed confinata 9.2.3(1)

Nota

si adotta il valore fm,min=8 N/mm2 per la muratura armata. (norma italiana) Sono consentiti esclusivamente giunti sia orizzontali che verticali con malta salvo quanto specificato in relazione al punto 9.3(2) Nella zona di sismicit 4 si possono utilizzare le prescrizioni dellEN 1996. Non si accoglie la indicazione della nota 1 di poter utilizzare la muratura non armata solo nelle zone di bassa sismicit. Luso della muratura non armata consentito su tutto il territorio nazionale, con le prescrizioni indicate nel presente documento. Tipi di muratura Ordinaria,con elementi in pietra naturale Ordinaria,con elementi non in pietra naturale Ordinaria,con elementi non in pietra naturale, in zone a bassa sismicit Muratura confinata Muratura armata tef,min (mm)

9.2.4(1) 9.3(2)

Nota Nota

9.3(2)

Nota(1) Nota(2)

350

240

200

240 240

9.3(3)

Nota

Non si accoglie la indicazione della nota. Nessuna limitazione nelluso della muratura in relazione al valore ag S. purch vengano rispettate le

indicazioni contenute nel presente documento.

9.3(4), Table 9.1

Nota(1)

Si accoglie la indicazione della Nota (1) assumendo, per le murature, i valori di q minimi della tabella 9.1: q = 1,50 muratura ordinaria q = 2,00 muratura confinata q = 2,50 muratura armata Si accoglie lindicazione della Nota (2). Per edifici realizzati con sistemi in muratura che garantiscano una duttilit elevate, possibile incrementare i valori di cui al punto precedente sino al 20%. In questi casi necessaria una specifica sperimentazione di laboratorio relativa al sistema ed ai valori di q adottati.

9.3(4), Table 9.1

Nota(2)

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Paragrafo

Pagina

Parametro nazionale - valore o prescrizione Si accolgono i valori consigliati con leccezione dello spessore minimo delle murature non armate nelle zone di bassa sismicit: Table 9.2: Valori consigliati per le pareti di taglio Tipi di tef,min muratura (l/h)min (mm) (hef/tef)max Ordinaria,con elementi in pietra naturale 350 9 0,50 Ordinaria,con elementi non in pietra naturale 240 12 0,40 Ordinaria,con elementi non in pietra 200 15 0,35 naturale, in zone a bassa sismicit Muratura confinata 240 15 0,30 Muratura No 240 15 armata restriction Significato dei simboli: tef spessore della parete (vedere EN 1996-1-1:2004); hef altezza efficace della parete (vedere EN 1996-1-1:2004); h massima altezza delle aperture adiacenti alla parete; l lunghezza della parete.

9.5.1(5)

Nota

9.6(3)

Nota

Si adottano i valori consigliati


La tabella 9.3 viene sostituita.
Per le murature ordinarie ed armate valgono le limitazioni di altezza riportate in tabella:

Zona sismica Sistema costruttivo


Edifici con struttura in muratura ordinaria Edifici con struttura in muratura armata

Altezza massima consentita (in m) Nessun limite

16

11

7,5

9.7.2(1)

Nota

25

19

13

Unreinforced masonry with natural stone and group 2&3 bricks Area resistente ai piani (%) (zona 1) I II III IV 6 6 6 7 6 6 7 7 6 6

Piani 1 2 3 4

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Piani 1 2 3 4 5

Area resistente ai piani (%) (zona 2) I II III IV V 5 5 5 6 5 5 6 6 5 5 7 7 6 6 5 Area resistente ai piani (%) (zona 3) I II III IV V 4 4 4 5 4 4 5 5 4 4 6 6 5 5 4

Piani 1 2 3 4 5

Unreinforced masonry with group 1 bricks, confined and reinforced masonry Area resistente ai piani (%) (zona 1) Piani I II III IV 4 1 4 4 2 4,8 4 4 3 4,8 4,8 4 4 4 Area resistente ai piani (%) (zona 2) I II III IV V 4 4 4 4,8 4 4 4,8 4,8 4 4 5,6 5,6 4,8 4,8 4

Piani 1 2 3 4 5

9.7.2(2)b 9.7.2(2)c 9.7.2(5) 10.3(2)P

Nota Nota Nota Nota

Area resistente ai piani (%) (zona 3) Piani I II III IV V 3,2 1 3,2 3,2 2 4 3,2 3,2 3 4 4 3,2 3,2 4 4,8 4,8 4 4 3,2 5 il valore consigliato di min non accettato per la muratura non armata Per edifici in muratura non armata si assume: min = 0,33 Per edifici in muratura armata e confinata: min = 0,25 Si adotta il valore consigliato pmax = 15% Si adotta il valore consigliato m,max = 20%, A,max = 20% Si adottano i seguenti valori x = 1,25 (isolatori elastomerici) x = 1,50 (dispositivi elasto plastici)

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PROPOSTA B

3.1.2. (1) 3.2.2.1. (4) Nota 1 3.2.2.2. (1) P Nota 2 3.2.2.3 (1) Nota

Si adotta la formulazione suggerita dallEC8 Si adotta la formulazione suggerita dallEC8 Si adotta la formulazione suggerita dallEC8 Si adotta la formulazione suggerita dallEC8

Informazioni aggiuntive

Si propone di mantenere le formulazioni suggerite in quanto: 3.1.2. (1) Non fa parte delle modifiche consentite al National Annex. La Ordinanza riporta la stessa tabella, ed gi stata diffusa in ambito nazionale. Per luso della tabella, la identificazione per eccellenza del tipo di terreno affidata alla grandezza vs, e non alla denominazione del materiale. In assenza di vs, affidata a NSPT per terreni sabbiosi, ed a cu per terreni argillosi. 3.2.2.1.(4) Nota. 1 Il Background document di accompagnamento allannesso nazionale dovrebbe contenere una critica ai documenti Background di Eurocodice, per motivarne lo scostamento, piuttosto che riportare una simulazione Shake. Tra i documenti, in particolare, larticolo di Rey, Faccioli e Bomber (Journal of Seismology), che riporta le basi scientifiche dello spettro, con i valori consigliati. 3.2.2.2.(1)P Nota 2. Finanziata dalla Comunit Europea una ricerca espressamente finalizzata ai parametri spettrali, il cui documento finale in: ECOEST2 AND ICONS Seismic actions, di E. Faccioli e R. Paolucci, del Novembre 2001. La ricerca conferma i valori consigliati, mediante lanalisi di molti simulazioni Shake, presentate come Background document allAnnesso Nazionale. 3.2.2.3(1) Nota I parametri che influenzano il costo delle strutture devono essere soppesati secondo quanto dice lo Guidance Paper L. Nella proposta alternativa, le ordinate spettrali, in un campo significativo di periodi, e su suoli correnti, aumentano ulteriormente rispetto alla progettazione con lo spettro suggerito, il quale a sua volta costituisce un notevole aggravio rispetto alla progettazione secondo DM 1996.

Il Background della presente proposta costituito dagli studi e ricerche posti a base degli Eurocodici.

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PROPOSTA

1.1.2. (7)

3.1.2.(1) Nota

Nella Appendice B inserita una integrazione metodologica al termine del punto B5: valutazione dello spostamento di sistemi non lineari a un grado di libert. Viene qui presentato un metodo alternativo. La tab. 3.1 proposta dal Codice non accettata, viene riformulata una nuova tabella di classificazione dei terreni ai fini della definizione degli spettri. Vengono poi definiti i valori di S, TB, TC and TD per i terreni dati al paragrafo 4 della presente Appendice Nazionale.

3.2.2.1.(4) Nota1 I parametri che definiscono le forme spettrali sono definite nel paragrafo 4 delle indicazioni aggiuntive riportate qui di seguito. 3.2.2.2(1)P Nota2. In accordo alla Nota (2) le forme spettrali sono differenziate per le zone di elevata pericolosit: 1 e 2 e per le zone di bassa pericolosit3 e 4. Sono anche differenziate le forme spettrali per la verifica allo stato limite di danno. 3.2.2.3(1) Nota I parametri che definiscono le forme spettrali sono per lazione verticale sono definiti al paragrafo 4 delle indicazioni aggiuntive riportate qui di seguito. In attesa che nelle varie zone del territorio italiano vengano definiti dalle autorit competenti i valori delle accelerazioni per la verifica allo SLU ed allo SLD ed i relativi spettri, lo spostamento interpiano dr si ottiene dallo spettro elastico di verifica per lo stato limite di danno, definito dai valori dei parametri di tab.3.4 e 3.5 e dalle accelerazioni di picco del terreno definite al punto 3.1.2 e dal coefficiente di importanza i

4.4.3.2. (2)

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4) Indicazioni aggiuntive

Punto: 1.1.2(7) Appendici informative A e B


Nella appendice B inserita una integrazione metodologica al termine del punto B5: valutazione dello spostamento di sistemi non lineari a un grado di libert. Il metodo iterativo, proposto nellEC8 nel punto B5 laborioso e non sempre convergente. Lintegrazione riportata alla fine del punto 4 della presente Appendice Nazionale, una semplificazione poich elimina la necessit di eseguire iterazioni, ed quindi anche leventuale non convergenza. Punto 3.1.2(1) Identificazione dei siti Quanto contenuto nel punto 3.1.2 del documento EN 1998-1 integrato e sostituito da quanto nel seguito indicato. La proposta nazionale descrive con migliore approssimazione le pi ricorrenti situazioni stratigrafiche, distinguendo i diversi tipi di terreno ( a grana grossa e a grana fine) e tenendo conto della presenza di intercalazioni di terreni di diversa natura e rigidezza allinterno della formazione principale. La classificazione proposta fornisce inoltre pi chiare indicazioni per la valutazione dei valori medi equivalenti dei parametri fisici e meccanici che accompagnano le descrizioni dei profili stratigrafici. Viene inoltre fornita un criterio di corrispondenze, per quanto possibili, tra i profili stratigrafici proposti nellEN1998-1 e la presente proposta. Lazione sismica richiede per la sua definizione la classificazione del terreno nel sito ai fini della definizione dellazione, (punto 3.1.2(1), i parametri degli spettri elastici: S, Tb,Tc,Td di cui ai punti 3.2.2.1, 3.2.2.2, 3.2.2.3, che differiscono, qualora riferiti al collasso ed al danno (coeff. di riduzione , 4.4.3.2). Per la definizione dellazione sismica di progetto, i terreni di fondazione sono classificati, in base alle loro propriet caratteristiche, come indicato nella Tab.3.1. Le profondit sono misurate a partire dal piano di imposta delle fondazioni. La classificazione si effettua in base ai valori della velocit media equivalente Vs ,30 di propagazione delle onde di taglio, calcolata sulla profondit H compresa tra il piano dimposta delle fondazioni e il tetto della formazione di base avente Vs > 800 m/s (substrato di riferimento). Qualora il tetto del substrato di riferimento si trovi ad una profondit dal piano dimposta delle fondazioni superiore a 30 m., si assume comunque H = 30 m. Nei casi in cui la velocit di propagazione non sia disponibile, la classificazione si effettua in base ai valori del numero medio equivalente di colpi N SPT,30 della prova penetrometrica dinamica, nei terreni prevalentemente a grana grossa, e della resistenza non drenata media equivalente cu,30 , nei terreni prevalentemente a grana fina. Terreni di riporto e coltri superficiali alterate, di spessore non superiore a 3 m, possono essere trascurati ai fini della classificazione. Per i terreni classificati di tipo A,B, C, D ed E, i parametri degli spettri elastici: S, Tb,Tc,Td di cui ai punti 3.2.2.1, 3.2.2.2, 3.2.2.3 sono riportati nelle tabelle 3.2, 3.3, 3.4, 3.5. Per i terreni aventi caratteristiche meccaniche pi scadenti di quelli di cui alla classe D, o appartenenti alla classe S, necessario predisporre specifici studi per la definizione delle azioni sismiche, particolarmente nei casi in cui la presenza di terreni liquefacibili e/o di argille delevata sensibilit possa comportare fenomeni di collasso del terreno.

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Parametri Terreno Descrizione del profilo stratigrafico


Vs ,30 N SPT,30 cu,30

(m/s)

Ncolpi
Vs ,30 800 m/s

(kPa)

Ammassi rocciosi affioranti

B1 - Terreni a grana grossa molto addensati

40 400 250

B
B2 - Terreni a grana fina molto consistenti C1 - Terreni a grana grossa mediamente addensati

15 40 200 400 70 250 15 100 200

C
C2 - Terreni a grana fina mediamente consistenti D1 - Terreni a grana grossa scarsamente addensati

D
D2 - Terreni a grana fina scarsamente consistenti

30 70

Terreni del tipo C o D di spessore non superiore a 20 m, posti sul substrato di riferimento S1 - Terreni propensi alla rottura o collasso sotto azioni sismiche. Terreni soggetti a liquefazione. Argille molto sensitive.

(terreni che richiedono studi S3 - Depositi che includono almeno 3 m di torba specifici)

S2 - Depositi che includono uno strato spesso almeno 8 m di argille/limi di consistenza molto bassa

100

30

S4 - Riporti poco compatti che eccedono i 3 m di spessore

Tab.3.1 Classificazione dei terreni di fondazione ai fini della definizione dello spettro elastico di progetto.

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La velocit media Vs ,30 definita dallespressione:


Vs ,30 = H h Vi i =l ,N s ,i

(m/s)

(3.1a)

la resistenza penetrometrica dinamica media N SPT,30 definita dallespressione:


N SPT ,30 =
i =1,M

hi
hi N SPT ,i

i =1,M

(3.1b)

la coesione non drenata media cu,30 definita dallespressione:


cu ,30 =
i =1,K

hi
(3.1c)

h ci i =1,K u ,i

Dove, oltre alla definizione gi data di H: hi = spessore (in metri) della i-esima formazione o strato compreso nei primi H m di profondit sottostanti il piano di imposta delle fondazioni; Vs,i = velocit delle onde di taglio nella i-esima formazione o strato; NSPT,i = numero di colpi NSPT nella i-esima formazione o strato; cu,i = coesione non drenata nella i-esima formazione o strato; N = numero di formazioni o strati compresi nei primi H m di profondit sottostanti il piano di imposta delle fondazioni; M = numero di formazioni o strati non coesivi compresi nei primi H m di profondit sottostanti il piano di imposta delle fondazioni; K = numero di formazioni o strati coesivi compresi nei primi H m di profondit sottostanti il piano di imposta delle fondazioni. Con riferimento al documento EN 1998-1 Tab 3.1 possibile stabilire le seguenti i corrispondenze di massima con i terreni di cui alla classificazione nella Tab.3.1 della presente Appendice EN1998-1 TAB 3.1 A B C D E S1,S2 APPENDICE NAZIONALE TAB 3.1 A B C D E S

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3.1.2. - CALCOLO DELLAZIONE SISMICA

Zona 1 2 3 4

Valore di ag (SLU) 0,35g 0,25g 0,15g 0,05g

Valore di ag (SLD) 0,13g 0,10g 0,06g 0,02g

Il grado di sismicit delle diverse zone del territorio, da assumere per la determinazione delle azioni sismiche e di quanto altro specificato nelle presenti norme tecniche, risulta dagli appositi decreti emanati dalle regioni sulla base dei criteri generali stabiliti dalle Autorit Nazionali competenti.

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3.2.2.1(4) 3.2.2.2(1)P, 3.2.2.3(1)P - Spettro di risposta elastico orizzontale e verticale: parametri Sono definiti sia i parametri dello spettro di risposta elastico per le componenti orizzontali e verticali sia per lo stato limite ultimo che per lo stato limite di danno. Si tenuto conto della differenziazione suggerita per azioni sismiche intense e moderate. Sono infine dati i parametri dello spettro di risposta in spostamento. Stato Limite Ultimo - SLU Tabella 3.2-Valori dei parametri dello spettro di risposta elastico delle componenti orizzontali di accelerazione per lo SLU Zona sismica Categoria suolo A B C-D-E A B C-D-E S 1,00 1,15 1,30 1,00 1,20 1,35 TB 0,10 0,15 0,20 0,05 0,10 0,15 TC 0,40 0,60 0,80 0,35 0,45 0,60 TD 4,50 5,00 6,00 1,50 1,50 2,00

1-2

3, 4

Tabella 3.3 - Valori dei parametri dello spettro di risposta elastico della componente verticale di accelerazione per lo SLU Zona sismica 1, 2, 3, 4 Categoria suolo A, B, C, D,E S 1,0 TB 0,05 TC 0,15 TD 1,00

Stato Limite di Danno - SLD Tabella 3.4 - Valori dei parametri dello spettro di risposta elastico delle componenti orizzontali di accelerazione per lo SLD Zona sismica Categoria suolo S TB TC TD 1,00 0,05 0,35 1,50 A 1,25 0,10 0,45 1,50 1,2 B 1,40 0,15 0,60 2,00 C-D-E 1,00 0,05 0,35 1,50 A 1,35 0,10 0,45 1,50 3, 4 B 1,50 0,15 0,60 2,00 C-D-E

Tabella 3.5 - Valori dei parametri dello spettro di risposta elastico della componente verticale di accelerazione per lo SLD Zona sismica Categoria suolo S TB TC TD 0,50 0,05 0,15 1,00 1,2,3,4 A, B, C, D,E

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Spettro di risposta in spostamento, spostamenti assoluti e relativi del terreno. Lo spettro di risposta elastico in spostamento potr ottenersi per trasformazione diretta dello spettro di risposta elastico delle accelerazioni, per periodi di vibrazione che non eccedano i valori TE indicati in tabella 3.6, usando la seguente espressione: T S De (T ) = S e (T ) 2
2

(3.5) Tabella 3.6 - Valori dei parametri TE e TF Categoria TE TF suolo 4,5 10,0 A-B 5,0 10,0 C 6,0 10,0 D-E

Per periodi di vibrazione eccedenti TE, le ordinate dello spettro possono essere ottenute dalle formule seguenti: Per TE < T < TF: Per T > TF: SDe(T) =0,025 ag S TC TD (2,5 + (1 2,5) (T TE )/( TF TE)) SDe(T) =dg (3.6) (3.7)

dove tutti i simboli sono gi stati definiti, ad eccezione di dg, definito al punto 3.2.4 dellEN1998-1: dg= 0,025 S TC TD ag (3.8) Il moto sismico generalmente variabile da punto a punto, a causa del suo carattere intrinsecamente ondulatorio, delle disomogeneit e delle discontinuit eventualmente presenti, della diversa risposta locale del terreno dovuta a particolari caratteristiche meccaniche e morfologiche. Degli effetti sopra indicati dovr tenersi conto in ogni caso quando le condizioni di sottosuolo sono variabili lungo lo sviluppo dellopera in misura tale da richiedere luso di spettri di risposta diversi o quando la dimensione massima dellopera ecceda i 50 m. In assenza di modelli fisicamente pi accurati e adeguatamente documentati, un criterio di minimo per tener conto della variabilit spaziale del moto consiste nel sovrapporre agli effetti dinamici, valutati con lo spettro di risposta, gli effetti pseudo-statici indotti da un insieme di spostamenti relativi impressi. Per quanto riguarda gli effetti dinamici, si pu adottare uno spettro di risposta unico corrispondente alla categoria di sottosuolo che induce le sollecitazioni pi severe. Qualora lopera venga suddivisa in porzioni ciascuna fondata su suolo a caratteristiche ragionevolmente omogenee, per ciascuna di esse si adotter lo spettro di risposta appropriato. Il giunto tra porzioni adiacenti dovr essere dimensionato per il massimo spostamento relativo, somma degli effetti dinamici e di quelli pseudostatici. Per quanto riguarda gli effetti pseudo-statici, il valore dello spostamento relativo tra due punti (i) e (j), posti a distanza L lo spostamento relativo dij pu valutarsi con la espressione seguente: a (ln L) b ] ; L>1(m) (3.9a) 10 5 I valori dello spostamento relativo a distanza piccola d0, e delle costanti a e b dipendono dai terreni in cui si trovano i punti i e j e dalla velocit delle onde di taglio, oltre che dal valore Tc sono dati nella tabella seguente: d ij = I a g [d 0 +

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Terreno in i Terreno in j A-B C D-E

A-B 0 . .

C d0 (m) 0.007 0 .

D-E 0.03 0.02 0

A-B 17 . .

C a 1.4 14.3 .

D-E 17 29 266

A-B 2.5 . .

C D-E b 3.9 2.9 2.9 2.9 . 1.9

Per strutture di dimensione limitata, sino a 30 m, nel caso di terreni che presentino caratteristiche geotecniche uniformi riconducibili alla classificazione A, B, C, D,E di cui alla tabella 3.1, possono usarsi i valori degli spostamenti relativi del terreno tra punti distanti L valutati secondo la seguente espressione: dij (l)= I ag (d0/100+a L/105) (in metri) (3.9b)

i valori dello spostamento relativo a distanza piccola d0, e della costante a sono dati nella tabella seguente: Terreno in i Terreno in j A-B C D-E A-B 0 . . C d0 (m) 0.007 0 . D-E 0.03 0.02 0 A-B 12.4 . . C a 3.4 16.7 . D-E 16.7 30 104

Il valore d lo spostamento relativo massimo, indipendentemente dalla direzione, la quale deve essere stabilita dal progettista in reazione alla struttura considerata.

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Appendice B - Determinazione degli spostamenti nelle analisi di spinta non lineari


Nella appendice B al termine B5: valutazione dello spostamento di sistemi non lineari a un grado di libert, dopo la procedura iterativa (opzionale), viene inserita la: Procedura Diretta alternativa alla Procedura Iterativa (opzionale).

Metodo diretto alternativo alla procedura iterativa (opzionale)


La Procedura diretta vale anche per un sistema equivalente con un rapporto di incrudimento p diverso da zero. Il metodo indicato al punto B.3 dellappendice B si applica anche in questi casi. In alternativa alla procedura iterativa (opzionale), non sempre convergente, per determinare lo spostamento del sistema equivalente ad un grado di libert possibile seguire quanto riportato di seguito. Determinazione dello spostamento per il sistema equivalente a un grado di libert. a. calcolare: Fy* (y=min{1/qu; 1}) y = min * ;1 * m S T ( ) e qu definito dalla espressione (B.11) Se(T*)=Se(T*, 5%, ag) il valore dello spettro di risposta elastico corrispondente al periodo T* per pga=ag; b. ricavare Teq corrispondente a (T*, y) dal diagramma appropriato tra quelli di Fig. B.1 e Fig. B.2, in funzione di p ey;
Teq-Te-y per VDRSNL, p=5% Teq-Te-y per VDRS12, p=5%

10.0
y=0.1
periodo equivalente, Teq [s]

10.0
y=0.1
0.2 periodo equivalente, Teq [s] 0.7-1.0

0.2 0.7-1.0

1.0

1.0

0.1 0.1 1.0


periodo elastico, Te [s]

0.1 10.0 0.1 1.0


periodo elastico, Te [s]

10.0

Fig. B.1

Diagrammi per valutare il periodo equivalente Teq di sistemi equivalentia un grado di libert con periodo elastico Te, rapporto di snervamento y e rapporto di incrudimento p=5%, validi per spettri tipo B, zone 1 e2

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Teq-Te-y per VDRSNL, p=25%

Teq-Te-y per VDRS12, p=25%

10.0
y=0.1
periodo equivalente, Teq [s]

10.0
y=0.1
periodo equivalente, Teq [s] 0.2 0.7-1.0

0.2 0.7-1.0

1.0

1.0

0.1 0.1 1.0


periodo elastico, Te [s]

0.1 10.0 0.1 1.0


periodo elastico, Te [s]

10.0

Fig. B.2.

Diagrammi per valutare il periodo equivalente Teq di sistemi equivalentia un grado di libert con periodo elastico Te, rapporto di snervamento y e rapporto di incrudimento p=25, validi per spettri tipo B, zone 1 e 2

Si noti che le Fig. B.1 e Fig. B.2 si riferiscono al caso di spettro tipo B zona Sismica 1 e 2, le altre situazioni relative a zone e spettri sono indicate al termine del presente punto. c. ricavare la duttilit in spostamento PP* corrispondente a (T*, y) 1. se 0Teq<TB: non esiste soluzione in forma chiusa. Trattasi comunque di periodi di scarso interesse per le comuni strutture in c.a.. 2. se TBTeq<TC: si ha:

PP = 2 Q cos
dove:

+ 2 3

1 3

(0.1)

1 =

200 1 p + 2 7 p 1 1

(0.2)

(1 2 p )(1 p ) 2 2 2 = (1 p ) + 7 y p
200 200 1 p 3 = 7 p
2

(0.3)

(0.4)

= arccos

R 3 Q

Q=

2 1 32

R=

3 2 1 9 1 2 + 27 3 54

(0.5)

3. se TCTeq<TD si ha:

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PP = 1 +

200 1 p 1 + 7 2 p 2 p

200 2 200 2 4p 1 + 1 p (1 p ) + 2 7 7 y

(0.6)

4. se TeqTD: la soluzione coincide con la (0.1) in cui:

1 = 2 =

200 1 p + 2 7 p

(0.7)

200 1 p 1 + 2 7 p y 1 p 1 p 2 y

(0.8)

3 =

(0.9)

d. lo spostamento vale dt=ag PP dy

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Diagrammi Teq corrispondenti a (T*, y) per i diversi spettri e le diverse zone sismiche.

Spettro A p=0.01

Spettro A p=0.015

Spettro A p=0. 25

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Spettro B p=0.01

spettro B p=0.05

Spettro B p=0.25

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C p=0.01

spettro C p=0.05

spettro C p=0.0125

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Determinazione dello spostamento per il sistema equivalente a un grado di libert con un metodo grafico. a. calcolare: Fy* (y=min{1/qu; 1}) y = min * ;1 * m S T ( ) e qu definito dalla espressione (B.11) Se(T*)=Se(T*, 5%, ag) il valore dello spettro di risposta elastico corrispondente al periodo T* per pga=ag; b. ricavare Teq corrispondente a (T*, y) dal diagramma appropriato tra quelli di Fig. B.4 e Fig. B.6, in funzione di p ey; c. ricavare (Sd*, Sa*) corrispondente a (Teq, y) dal diagramma appropriato tra quelli di Fig. B.3 e Fig. B.5; d. determinare lo spostamento del sistema equivalente a un grado di libert: dt*=ag Sd* Qualora in accordo con la raccomandazione EC8 nei punti b e c, se T*>TC, si utilizzi un valore del coefficiente di riduzione dello spettro elastico non minore di 0.55, si devono utilizzare le curve VDRS12. Qualora anzich il valore dello spostamento si voglia prima determinare la duttilit richiesta, anzich le curve (Sd*, Sa*) , si utilizzano le curve -Te-y, i punti b. e c. di cui sopra vengono sostituiti dai seguenti: c. ricavare la duttilit in spostamento PP* corrispondente a (T*, y) dal diagramma appropriato tra quelli di Fig. B.7 e Fig. B.8; d. determinare Sd*=PP* dy* dove dy* lo spostamento di snervamento del sistema SDOF equivalente;

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Osservazioni: Si riportano le curve seguenti sono state ricavate per gli spettri di risposta su suolo B. Esse permettono di calcolare il punto di funzionamento di una struttura soggetta ad una azione sismica compatibile con lo spettro citato e con pga=ag;
3000 T=0.2 s 2500 accelerazione spettrale, Sa [mms-2] T=0.6 s spettro di risposta elastico (=5%) T=0.8 s 2000 p=5%

y=0.1
T=1.0 s

1500

y=0.2 y=0.3

T=1.2 s T=1.4 s T=1.6 s T=1.8 s T=2.0 s y=1.0 y=0.8 y=0.6 VDRS12 y=0.4 y[0.1;0.6]

1000

500

0 0 10 20 30 40 50 60 spostamento spettrale, Sd [mm] 70 80 90

Fig. B.3.

Spettro di Risposta per suolo tipo B a Smorzamento Variabile (VDRS) per sistemi equivalentia un grado di libert con periodo elastico Te, rapporto di snervamento y e rapporto di incrudimento p=5%.

Teq-Te-y per VDRSNL, p=5%

Teq-Te-y per VDRS12, p=5%

10.0
y=0.1
periodo equivalente, Teq [s]

10.0
y=0.1
0.2 periodo equivalente, Teq [s] 0.7-1.0

0.2 0.7-1.0

1.0

1.0

0.1 0.1 1.0


periodo elastico, Te [s]

0.1 10.0 0.1 1.0


periodo elastico, Te [s]

10.0

Fig. B.4.

Diagrammi per valutare il periodo equivalente Teq di sistemi equivalentia un grado di libert con periodo elastico Te, rapporto di snervamento y e rapporto di incrudimento p=5%, da usarsi con VDRSNL (a) VDRS12 (b).

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3000
T=0.2 s T=0.6 s spettro di risposta elastico (=5%) T=0.8 s p=25%

2500
accelerazione spettrale, Sa [mms-2]

2000

y=0.1
T=1.0 s

1500

y=0.2 y=0.3

T=1.2 s T=1.4 s T=1.6 s T=1.8 s T=2.0 s y=1.0 y=0.8 y=0.6 VDRS12 y=0.4 y[0.1;0.6]

1000

500

0 0 10 20 30 40 50 60 spostamento spettrale, Sd [mm] 70 80 90

Fig. B.5.

Spettro di Risposta tipo B, a Smorzamento Variabile (VDRS) per sistemi equivalentiaa un grado di libert con periodo elastico Te, rapporto di snervamento ay e rapporto di incrudimento p=25%.

Teq-Te-y per VDRSNL, p=25%

Teq-Te-y per VDRS12, p=25%

10.0
y=0.1
periodo equivalente, Teq [s]

10.0
y=0.1
periodo equivalente, Teq [s] 0.2 0.7-1.0

0.2 0.7-1.0

1.0

1.0

0.1 0.1 1.0


periodo elastico, Te [s]

0.1 10.0 0.1 1.0


periodo elastico, Te [s]

10.0

Fig. B.6.

Diagrammi per valutare il periodo equivalente Teq di sistemi equivalentia un grado di libert con periodo elastico Te, rapporto di snervamento y e rapporto di incrudimento p=25%, da usarsi con VDRSNL (a) VDRS12 (b).

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-Te-y per VDRSNL, p=5%

-Te-y per VDRS12, p=5%

10.0

10.0

duttilit in spostamento, PP

duttilit in spostamento, PP

y=0.1

y=0.2
0.3 0.4 0.5 0.6

0.2 0.3 0.4 0.5

1.0 0.1 1.0

1.0 periodo elastico, Te [s]

1.0 10.0 0.1 1.0

1.0 periodo elastico, Te [s]

10.0

Fig. B.7.

Diagrammi per valutare la duttilit in spostamento PP di sistemi SDOF equivalenti con periodo elastico Te, rapporto di snervamento y e rapporto di incrudimento p=5%,, da usarsi con VDRSNL (a) VDRS12 (b).
-Te-y per VDRSNL, p=25% -Te-y per VDRS12, p=25%

10.0

y=0.1
duttilit in spostamento, PP

10.0

duttilit in spostamento, PP

y=0.2
0.3 0.4 0.5 0.6

0.2

0.3 0.4 0.5

1.0 0.1 1.0

1.0

1.0

1.0

10.0

0.1

1.0
periodo elastico, Te [s]

10.0

periodo elastico, Te [s]

Fig. B.8.

Diagrammi per valutare la duttilit in spostamento PP di sistemi SDOF equivalenti con periodo elastico Te, rapporto di snervamento y e rapporto di incrudimento p=25%,, da usarsi con VDRSNL (a) VDRS12 (b).

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