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Verit e Massoneria in Lessing

Nell'accezione di un'ermeneutica massonica Il valore dell'uomo non nella verit che ritiene di possedere, ma nello sforzo incessante per raggiungerla (Lessing) [Questo breve saggio, corretto, rielaborato e ampliato, comparir nel libro in preparazione: Lessing Herder, Dialoghi per Massoni. Commenti e note a cura di Francesco Angioni] Quante volte abbiamo trovato questa frase su libri e articoli di commento a Lessing. certamente una frase felice, quasi dal valore assiomatico e come tale viene recepita nella gran parte dei commentatori e critici di Lessing. Ma le frasi espresse da un Massone, specialmente del calibro di un Lessing, hanno dietro la loro ovviet plurimi sensi e tutti da scoprire. A guardar bene, tutti i lettori pongono laccento su due parole: verit e sforzo; queste due parole sembrano la chiave di comprensione della frase. Conseguentemente essa viene interpretata nel senso che ci che veramente importante non la verit in s ma lo sforzo per ottenerla. Sarebbe la volont umana nella ricerca della verit a determinare il valore dell'uomo e luomo, in questi termini, acquista valore per lo sforzo che mette nella ricerca della Verit. Verit e sforzo sono elementi distinti, non legati da un principio di causazione, infatti, la prima lobiettivo e il secondo la modalit per raggiungere quellobiettivo. Il collegamento allora di tipo funzionale: lo sforzo caratterizza luomo, ponendosi come variabile indipendente, mentre la Verit si pone come variabile dipendente. Tale , infatti, la Verit che nel pensiero lessinghiano concepita come cosa che pu essere ritenuta in possesso. Il senso della possibilit rende la Verit relativa, cio non assoluta. Diversi uomini possono ritenere di possedere la verit, che non necessariamente la stessa per tutti. La possibilit esclude lattualit, in altre parole, ci che possibile non necessariamente reale. Se poi questa possibilit si restringe al campo della soggettivit, il reale diventa ancor pi aleatorio. Pur tuttavia la frase di Lessing vuole avere un senso generale e quindi si deve ricercare il suo o i suoi significati sottesi, non evidenti ma necessari per la resa logica della frase stessa. Lo sforzo non implica inevitabilmente la Verit, piuttosto da esso pu derivare la Conoscenza. LUomo con la volont percorre la strada della conoscenza e solo questa pu portare alla verit, o meglio alla Sapienza, indispensabile per la conquista della Verit stessa. Agli uomini il risultato di tale ricerca che li accomuna tutti la Conoscenza e non la Verit. In altri termini, la Conoscenza leffetto o risultato della causazione che la ricerca perseguita con sforzo o per meglio dire con volont determinata. In tal modo, se lo sforzo, cio la volont, che caratterizza il valore delluomo, non possiamo parlare della Verit come effetto, che piuttosto questo la Conoscenza. Infatti, la Conoscenza il prodotto della Volont, intendendo questa come sforzo delaborazione conoscitiva. La Verit, da parte sua, conseguenza naturale della ricerca [1]. In termini semplici, la Verit pu essere concepita come credenza delluomo che la stabilisce in funzione dei propri criteri valutativi culturali, oppure come risultato soggettivo di unelaborazione conoscitiva. La Verit si pone come valore relativo per uomini che hanno differenti concezioni e modi per ottenerla. Mentre, la Conoscenza comunque il risultato assoluto in s, il vero effetto, a prescindere dai risultati, in assoluto, se veri o meno. la Conoscenza che stabilisce la corretta via per raggiungere la Verit. Sinteticamente, il soggetto (uomo) agisce con volont (sforzo) ottenendo leffetto (conoscenza) che lo porta al suo obiettivo o conseguenza (sapienza-verit).

In conclusione, Lessing considera lo forzo come causazione della Conoscenza e la Verit come conseguenza, poich la Verit effetto della Conoscenza. E allora se la Verit effetto della Conoscenza, non pu essere considerata come scopo principale, che invece la Conoscenza, poich la Verit scaturisce, in ultima istanza, dalla Conoscenza. Con un banale sillogismo si pu dire che lUomo conosce, non invera. Quindi, se il Massone uomo, egli conosce e non invera. Il processo conoscitivo del Massone altro non che la sua Via al perfezionamento, potendo concludere che la Via al perfezionamento di un Massone non caratterizzata dal raggiungimento della Verit, ma che la via caratterizzata dalla Conoscenza. In qualunque percorso iniziatico abbiamo un obiettivo e un modo per raggiungerlo. Lobiettivo un qualcosa che definisce la finalit del percorso ma non lo spiega. Infatti, il percorso, necessariamente, viene definito dalle modalit di svolgimento. La Via al perfezionamento non si caratterizza per il suo obiettivo ma per i modi in cui essa percorsa. Alla Verit si pu pervenire in innumerevoli modi e ci che importante saper distinguere tra quelli che consentono il perfezionamento e quelli che si svelano come inutile sforzo. Per Lessing la Verit in s un concetto dal duplice significato: la Verit pura, assoluta, quella posseduta dal divino e la Verit relativa, quella della condizione dell'errare eternamente smarrito, posseduta dalluomo[2]. Questultima connessa alle circostanze storiche e culturali, persino soggettive del singolo. Conseguentemente verit ritenuta vera e come tale posseduta. evidente che per Lessing la Verit qualcosa che si ritiene di possedere e non dunque ci che oggettivamente essa . Lessing rispetto a questo concetto di Verit usa nella frase di incipit due parole molto distinte: possedere e raggiungere. La prima ha chiaramente un valore di contingenza o meglio di profanit. La Verit posseduta fa parte del mondo storico, statualmente, civilmente e religiosamente inteso, mentre la Verit raggiunta fa parte del mondo iniziatico. Liniziato raggiunge la Verit senza possederla; anzi sarebbe pi corretto dire che liniziato, raggiungendo la Verit, posseduto da questa e non il contrario. Per, gli scrittori dal pensiero complesso, e Lessing lo era certamente, dicendo una cosa ne intendono anche altre, tutte valide in una ampia prospettiva di visuali conseguenti ma differenti. Questo il caso di Hanna Arendt che espresse una sua interpretazione seducente, senza per riuscire a intendere la visione massonica del pensiero di Lessing, riducendolo a semplice espressione filosofica[3]. Una diversa angolatura dinterpretazione e quindi una diversa prospettiva di pensiero potrebbe essere quella di spostare laccento su altre parole della frase e quindi su altri concetti che sono sottesi alle parole, addirittura su diverse concezioni interpretative dellintera frase. La prima e pi palese prospettiva, da tutti osservata, quella che si baserebbe sulle parole: valore [delluomo], ritiene [di possedere] e raggiungerla [la Verit]. Il valore d la misura delluomo che viene riconosciuto nella sua essenza davanti agli altri uomini e davanti allo stesso Cosmo. Lessing ci pone davanti alluomo non in quanto tale, cio membro indifferenziato dellumanit, ma a uno speciale uomo, quello che si distingue per un particolare valore. Sappiamo dai Dialoghi dello stesso Lessing che lui considerava i Massoni come una categoria di uomini del tutto speciale. Essi sono coloro che rappresentano con la loro esemplarit il polo di riferimento per lintera umanit non iniziatica, in senso massonico. Potremmo dire che il Massone per Lessing luomo inteso in senso rinascimentale, luomo che si pone al centro del cosmo e di questo ne indaga le verit nascoste. luomo cosmico di Ficino e di Pico, non luomo politico di Machiavelli. Quest'uomo speciale dotato della volont insopprimibile e inesauribile di conoscere (sforzo incessante) che si distingue dalluomo del Machiavelli dotato della volont insopprimibile e inesauribile di agire per cambiare la realt, per migliorarla e non per sostituirla con unaltra supremamente migliore, cos come definita da Lessing nei suoi Dialoghi e in tante altre sue opere, cio la realt ove sono state eliminati i tre grandi mali dellumanit[4]. Tornando alla frase di incipit, a una visione superficiale sembrerebbe che luomo esaurisca la sua specificit nello sforzo di raggiungere la Verit. Non essendo la verit il prodotto diretto dello sforzo incessante, poich la verit non ottenibile con la sola volont, essa conseguenza ultima

della conoscenza. Dunque, la verit non il focus della frase poich essa in s relativa e questa relativit denunciata da Lessing con la parola ritiene. Luomo ritiene di possedere la verit, ci dice Lessing, e ci significa che la verit non il valore che qualifica luomo. Come gi osservato, Lessing attribuisce la verit a Dio e alluomo la volont di ricercarla. dunque evidente che la Verit non pu essere posseduta ma solo perseguita o, come lui dice, raggiunta. Spostando laccento o focus della seconda parte della frase, da sforzo a raggiungerla, viene da porsi la domanda: pu la verit essere raggiungibile? Sembrerebbe che Lessing non escluda a priori questa possibilit. Le due parole implicano due concetti: lo sforzo pu anche essere un processo vano, mentre il raggiungimento un atto di realizzazione. Estraendo questa frase da tutto il pensiero di Lessing, come gi accennato, qualcuno potrebbe avvalorare lidea che per Lessing la verit non appartiene alla sfera umana ma a quella divina. Eppure questa solo la superficie del pensiero lessinghiano. Nelle opere di Lessing, specialmente quelle massoniche, il compito umano che trascende persino la storia la Conoscenza. Tuttavia non conoscenza in senso lato, ma Conoscenza finalizzata, cio teleologica. Conoscenza che non si esaurisce in se stessa, piuttosto conoscenza indispensabile per avviare il processo di sapienzialit, il processo del Sapere, l'unica e pi alta modalit dell'intelligenza umana che pu portare alla Verit, quell'intelligenza che si fa immanente all'esistere umano. La Massoneria per Lessing ha la funzione extrastorica di conoscere il destino ultimo dellumanit, impadronendosi dei valori universali che prescindono dal relativismo delle culture e societ umane. Sembrerebbe allora che per Lessing ci siano due Verit, una assoluta e posseduta dal divino e una umana che consisterebbe nella conoscenza e perseguimento dei valori universali umani, dunque Verit n storica n ultra-umana, ma metastorica. quindi, quella massonica, una conoscenza teleologica e non teologica: a Dio appartiene la Verit e alluomo la Conoscenza che avr come conseguenza la Verit. Questa Conoscenza che porta a una superiore morale ed etica, che non si identificano con la morale della singola chiesa o con letica del singolo Stato o con i comportamenti civili, poich tutto ci composto di valori e principi storici, contingenti; non questa la conoscenza che porta alla felicit e benessere dellumanit. La Conoscenza ultima quella massonica, cio la conoscenza e la prassi dei significati ultimi dell'umanit. Il Massone pu praticare questi valori universali solo se li ha conosciuti e questa conoscenza fattibile solo allinterno della Massoneria. In altri termini, la concreta ricerca del Massone non quella della Verit assoluta ma quella della Conoscenza tesa alla Sapienza, dalla quale pu scaturire la Verit. Nel raggiungimento della Sapienza luomo si avvicina al divino e pu partecipare della Verit. Pertanto, la Verit, anche se un valore qualificante la divinit, raggiungibile dalle capacit umane spiritualmente indirizzate. Se noi intendiamo, in termini pi massonici, il divino come spazio del sacro e dello spirituale, prescindendo quindi dal divino come fenomeno storicamente determinato dentro una qualsivoglia religione, la via della Conoscenza non altro che la via del Perfezionamento spirituale nellarea del sacro. Area da percorrere imprescindibilmente per trasmutare la Conoscenza in Sapienza. Il percorso fatto di Conoscenza e Sapienza, a differenza della Verit, non pu essere inteso come relativo, come un qualcosa che si pu ritenere di possedere. Per Lessing sembrerebbe che la Verit sia un in s, un qualcosa che luomo crede di poter possedere, senza possederlo realmente, infatti, le verit umane sono plurime e differenziate per motivi di storia, cultura e societ. La Conoscenza non relativa e non chiusa in se stessa poich un processo, un costante e incessante divenire teso al sacro ed nel sacro sapienziale che si compie il processo spirituale del Massone. In conclusione questa frase di Lessing pu significare, anche, che luomo si qualifica possedendo il valore della Conoscenza e che questa la via per raggiungere la Verit. La Conoscenza-Sapienza il percorso di perfezionamento del Massone, egli potr raggiungere la Verit con la volont, tesa allapplicazione dei valori universali umani nella propria vita e in quella della societ a cui appartiene.

NOTE
[1] Secondo laccezione data da Boezio: nel senso che la Conseguenza si poggia sulla posizione dei termini, cio, che la Conoscenza la causa della Verit. [2] "Se Dio tenesse nella sua destra tutta la verit e nella sua sinistra il solo tendere verso la verit con la condizione di errare eternamente smarrito e mi dicesse: Scegli -, io mi precipiterei con umilt alla sua sinistra e direi: Padre, ho scelto; la pura verit soltanto per te . Eine Duplik,1 - 1778. [3] Hanna Arendt dice: Lessing aveva delle opinioni ben poco ortodosse sulla verit. Rifiutava di accettare una verit quale che sia, fosse anche quella fornitagli dalla Provvidenza; non si sentiva mai costretto dalla verit, che essa fosse imposta dai ragionamenti propri o altrui. Se lo si fosse messo a confronto con l'alternativa platonica della doxa e dell'aletheia, dell'opinione e della verit, la sua decisione non avrebbe lasciato dubbi. In L'umanit nei tempi oscuri. Riflessioni su Lessing 1959. [4] Lessing elenca i tre mali delluomo: a) i popoli diversi, b) le religioni diverse, c) gli stati diversi. Questi tre mali costituiscono il destino della societ umana in "Commento al secondo dialogo di Lessing: la teoria dello stato e la funzione storico-ideale della Libera Muratoria" , in questo sito, www.cittadelladelleliberemura.eu