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Analisi termoeconomica di centrali di cogenerazione8

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Introduzione In un mondo con una quantit finita di risorse e una domanda di energia crescente nei paesi in via di sviluppo, diventa sempre pi importante capire i meccanismi per i quali si degradano lenergia e le risorse naturali, e sviluppare approcci sistematici che consentano di migliorare il progetto di sistemi energetici e di ridurre limpatto ambientale. Lo sviluppo di tecniche per lanalisi, la progettazione e lottimizzazione di sistemi di energia efficienti, sia dal punto di vista tecnico che economico, una delle sfide che gli ingegneri energetici devono affrontare per fare un uso razionale dellenergia. Negli ultimi anni luso dellanalisi exergetica ha consentito di mettere in evidenza la localizzazione reale e la magnitudine delle inefficienze dei processi che si svolgono allinterno dei sistemi energetici, potendo cos puntare gli sforzi finanziari ed intellettuali nella direzione che porta alla diminuzione del consumo delle risorse naturali. In questo modo, si messo in evidenza che le grandi irreversibilit avvengono in processi tali come la combustione, lo scambio termico con grandi differenze di temperatura, i processi di miscelazione, e che componenti considerati da sempre come i grandi responsabili dello spreco energetico in realt hanno soltanto un piccolo ruolo in questo evento. Come conseguenza si stanno diffondendo sempre di pi sistemi integrati di produzione di energia, come quelli per la produzione simultanea di energia termica e meccanica in cogenerazione o gli impianti a ciclo combinato, che utilizzano le risorse con un'efficienza molto superiore a quella delle tecnologie precedenti. La gran diffusione di questo tipo di impianti costituisce una delle motivazioni che hanno determinato la loro scelta come oggetto di applicazione delle tecniche descritte in questa tesi.

Lanalisi termoeconomica Allo stato attuale della tecnologia, e nonostante gli importanti progressi sopra descritti, non c da attendersi un grosso sviluppo nel futuro immediato che consenta di ottenere una riduzione di quelle irreversibilit che sono intrinseche ai processi industriali. Sembrerebbe che queste tecniche di indagine servano soltanto a fornire un "indice di impotenza"; ad indicare non solo quanto si lontani dallottimo ma allo stesso tempo quanto poco c' da fare al riguardo. Lobiettivo dellanalisi termoeconomica, intesa come l'insieme delle tecniche di modellazione, progettazione e gestione di sistemi di energia che tengono conto sia degli aspetti legati al Secondo Principio della Termodinamica che a quelli economici, quello di indicare dove e come si pu risparmiare energia, senza sprecare sforzi in componenti e processi che non si possono migliorare, e quantificare i risultati ottenibili in termini di combustibile o di denaro risparmiati. Per raggiungere questo scopo la termoeconomia aggiunge allinformazione fornita dallanalisi exergetica, dei dati sulla funzione che ogni componente ha al interno del sistema, ed esprime i suoi risultati come un insieme di costi relativi ai diversi flussi che interessano questi componenti. La Termoeconomia quindi uno strumento che consente la ricerca sistematica della configurazione, delle condizioni di funzionamento e del costo ottimale di sistemi energetici complessi. Secondo Tsatsaronis et al (1996), la Termoeconomia pu essere considerata come una tecnica per minimizzare i costi che utilizza come strumento lanalisi exergetica. A tutt'oggi esistono diverse tecniche termoeconomiche, che si differenziano fondamentalmente nella descrizione del sistema, negli obiettivi prefissi e nelle tecniche utilizzate per raggiungerlo. Lexergia costituisce un'oggettiva misura del valore di ogni forma di energia, ed quindi la candidata naturale a diventare la "moneta" energetica e ad essere utilizzata come base per la distribuzione dei costi fra i diversi

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prodotti di un sistema o componente. In questo modo si possono trattare allo stesso modo flussi di lavoro, di calore e di massa, considerando i flussi di exergia ad essi associati. Per questi motivi questa grandezza stata adottata dalla maggior parte degli termoeconomisti. Tutte le tecniche termoeconomiche includono la creazione di modelli matematici che rappresentano il comportamento termodinamico ed economico del sistema, e che possono fornire informazioni aggiuntive a quelle che si possono derivare da una semplice analisi exergetica, come ad esempio i costi di produzione dei diversi prodotti di un sistema o linfluenza delle irreversibilit sul consumo di combustibile, che sono di grande utilit per fare una diagnosi sul funzionamento del sistema. In alcuni casi i modelli possono anche essere utilizzati per analisi di ottimizzazione. I modelli possono essere poi risolti con un algoritmo in modo di trovare lottimo di una determinata funzione, detta obiettivo o strategia, costituendo cos lottimizzazione termoeconomica. A seconda dellapproccio seguito per trovare lottimo si ottengono le diverse tecniche di ottimizzazione termoeconomica, come ad esempio l'approccio diretto, modulare, lagrangiano, di decomposizione, decentralizzato, ecc., ai quali per non si far alcun cenno perch esulano dai limiti di questa tesi, e si rimanda invece all'estesa letteratura pubblicata sul argomento (El-Sayed e Evans, 1970; Barrre 1983; Frangopoulos 1983, 1987, 1988; El-Sayed e Gaggioli 1989; von Spakovsky e Evans 1989, 1990; Frangopoulos e von Spakovsky 1993; von Spakovsky, 1993, Lozano, Valero e Serra 1993). La Termoeconomia, come anche la maggior parte delle scienze moderne, fondata sulle conoscenze fornite da diverse scienze, come la termodinamica, la fluidodinamica, la teoria dei grandi sistemi, la modellizzazione dei sistemi e i metodi di ottimizzazione di funzioni soggette a diversi vincoli. Lanalisi termoeconomica mette a disposizione una certa quantit e qualit di informazione che non possibile reperire con altre procedure e che pu essere utilizzata per diversi scopi, quali: calcolare i costi dei diversi prodotti di un sistema, (costing nella letteratura anglosassone); evidenziare e capire il processo di formazione del costo in un sistema; valutare lo stato di funzionamento di un sistema, identificando e quantificando gli sprechi di energia; ottimizzare il funzionamento e/o il progetto di un singolo componente; ottimizzare il funzionamento e/o il progetto globale di un sistema. Questi scopi hanno legami con obiettivi pi generali, come la gestione, manutenzione, progettazione, e ottimizzazione, che in definitiva si possono riassumere in un unico fine comune: luso razionale delle risorse naturali. Ci sono per alcuni aspetti da risolvere in questo ambito, sui quali non esiste accordo fra i diversi gruppi che svolgono questo tipo di studi, alcuni dei quali vengono di seguito elencati: 1. la definizione dellambiente di riferimento per la determinazione dellexergia dei flussi, su cui ci sono diverse correnti di pensiero e proposte alternative reperibili in letteratura, e di conseguenza i risultati ottenuti non sono assoluti; 1. la definizione in modo preciso del concetto di efficienza dei sistemi energetici e dei loro componenti; 1. la distribuzione dei costi fra i diversi flussi uscenti da una biforcazione. Alcune tecniche danno ad esempio gli stessi costi unitari ai diversi prodotti uscenti da un componente (Teoria del costo exergetico), mentre altre invece assumono che in ogni sottosistema esiste un unico proposito produttivo (Analisi Termoeconomica Funzionale) e conseguentemente gli atri flussi considerati utili vengono valutati in modo esterno al componente, come sottoprodotti; 1. la definizione della struttura produttiva del sistema studiato, determinata dal numero e dal tipo di flussi considerato, cos come dal livello di aggregazione utilizzato nella descrizione determinante per la

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validit e lutilit pratica dei risultati; 1. il trattamento dei componenti dissipativi, che non hanno la funzione di produrre un prodotto misurabile in termini exergetici. Non c dubbio che c ancora molta strada da fare prima che queste tecniche vengano difusse e utilizzate non solo in ambito accademico, ma soprattutto nel campo delle applicazioni industriali. Questo per avr delle difficolt se non si raggiunge ununificazione dei concetti che stanno alla base di queste metodologie, in modo che lanalista o ricercatore che si avvicina a questo campo non si trovi di fronte ad una miriade di concetti e procedure che possono apparire pi o meno equivalenti. La Termoeconomia presenta fin dalla nascita alcuni difetti che le sono stati trasmessi in modo "genetico" dalla Termodinamica, ed la mancanza di una coerenza nella simbologia e nella definizione di alcune grandezze. Il numero di definizioni, simboli e nomi che sono stati dati a concetti tali come l'exergia o l'efficienza sono una prova di ci. In questo senso si stanno facendo grossi sforzi in questi ultimi anni per risolvere questi e tanti altri problemi nellambito della Termoeconomia.

Obiettivi della tesi Uno degli obiettivi di questa tesi quello di dare un contributo allo studio di quei quesiti che sono ancora irrisolti, senza definire nuovi concetti, metodologie o procedure, ma confrontando quelli esistenti e mettendo in evidenza i loro pregi e difetti, nella loro applicazione ad una tipologia concreta e senza dubbio importantissima nel panorama energetico attuale, i sistemi di cogenerazione e i cicli combinati di energia. Una volta analizzate e classificate le diverse metodologie termoeconomiche finora sviluppate, gli argomenti trattati ai fini di raggiungere questo obiettivo sono quelli che possono essere di aiuto per: definire in un modo appropriato lefficienza; stabilire, fra i diversi ambienti di riferimento finora sviluppati e reperibili nella letteratura sul calcolo dellexergia dei flussi, quello pi adeguato allo studio in oggetto; determinare le caratteristiche desiderabili della struttura produttiva che rappresenti un sistema ai fini dellanalisi termoeconomica orientata alla diagnosi; Alcuni esempi illustrativi, sviluppati nel corso della trattazione, contribuiranno ad evidenziare le limitazioni e le potenzialit tipiche di ognuna delle scelte che lanalista deve fare durante il processo di analisi. Poich non esistono in letteratura molti esempi di applicazione delle metodologie di analisi termoeconomica ad un impianto molto complesso, il secondo obiettivo di questa Tesi quello di analizzare dal punto di vista exergetico e termoeconomico una centrale reale e complessa. Il terzo obiettivo quello di costruire un codice di calcolo collaudato in grado di svolgere in modo automatico il calcolo di tutte le variabili coinvolte in unanalisi exergetica e termoeconomica di un sistema di energia, qualsiasi sia la configurazione topologica o il numero di componenti e di flussi che lo costituiscono.

Struttura della tesi Nella prima parte, costituita dai capitoli 1 e 2, si presentano gli argomenti che costituiscono i fondamenti teorici su cui si basa il lavoro svolto. Il capitolo 1 si riferisce ad argomenti che non sono indispensabili per lo svolgimento del tema principale della tesi, ma che chiariscono un aspetto molto importante: la modellazione

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dei sistemi energetici. Si fa il punto sullo stato dellarte degli strumenti dindagine finora sviluppati per lo studio dei sistemi di energia. Si tratta essenzialmente di un lavoro di rassegna, in cui sono stati inclusi i diversi tipi di modelli reperibili in letteratura, e le loro caratteristiche salienti, senza per entrare nel dettaglio della loro costruzione. Questo capitolo chiarisce gli aspetti pi importanti che sono comuni ad ogni attivit di modellizzazione, e definisce inoltre un lessico sull'argomento. Il capitolo 2 riguarda lexergia, le caratteristiche che ne determinano limportanza per lanalisi di sistemi energetici, i componenti dellexergia di un flusso di materia, e i diversi metodi di definire il modello dellambiente di riferimento per il calcolo dellexergia. Non si sviluppano per le equazioni di calcolo dellexergia per diversi sistemi e processi, perch si possono reperire nei normali libri di testo. La parte II costituisce il nocciolo concettuale della tesi, nella quale si affronta lo studio degli argomenti che ne costituiscono lo scopo. Nel capitolo 3 si presenta lanalisi exergetica, i diversi parametri di valutazione del funzionamento di sistemi di energia, e i diversi modi di definire lefficienza di un sistema di energia, con i loro vantaggi e difetti, determinando le definizioni pi adeguate ai fini dell'analisi termoeconomica. Nel capitolo 4 si presentano i principi dellanalisi dei sistemi energetici, le diverse metodologie di contabilizzazione dei costi e le loro applicazioni. Nel capitolo 5 si presenta in modo approfondito la Teoria del costo exergetico, sviluppata e presentata nel 1986 dal prof. Antonio Valero e dai suoi collaboratori del area di macchine e motori termici dellUniversidad de Zaragoza, in Spagna. Nel capitolo 6 si fa una analisi critica dei diversi modi di definire la struttura produttiva di un sistema, spiegando come si trasforma in modo logico la struttura fisica di un sistema di energia, nel quale si studiano dal punto di vista termodinamico i processi che in esso si svolgono, in un altro modello detto struttura produttiva, che descrive il funzionamento del sistema dal punto di vista della formazione del costo. Questo risultato viene poi applicato al caso di una centrale di cogenerazione ai fini di chiarire gli aspetti essenziali del metodo. Il capitolo 7 riguarda la Diagnosi termoeconomica, intesa come lo strumento metodologico il cui scopo consiste nellidentificazione dei componenti che presentano funzionamento difettoso, delle cause di questo funzionamento e del risparmio di combustibile che si potrebbe ottenere migliorando le loro condizioni di funzionamento. Si definiscono inoltre diversi criteri per caratterizzare il funzionamento del sistema, che sono di aiuto per il conseguimento degli obiettivi citati. Nel capitolo 8 si fa una descrizione breve di diverse applicazioni della Termoeconomia, non descritte nei capitoli precedenti, che si stanno diffondendo nell'ambito accademico e che si prospettano di grande utilit per lapplicazione industriale, come lottimizzazione strutturale e di progetti, la gestione della manutenzione e le applicazioni nel campo degli studi ambientali. Nella Parte III si presentano alcune applicazioni delle metodologie esposte a cicli combinati e centrali di cogenerazione. Nel capitolo 9 si presentano le caratteristiche generali di questo tipo di sistemi, assieme ad una classificazione delle tipologie esistenti, e si descrivono le caratteristiche fisiche e termodinamiche dei sistemi che saranno utilizzati come esempi nei capitolo successivi. Nel capitolo 10 si studia il ciclo CGAM, utilizzato da diversi autori per confrontare le loro metodologie di analisi e ottimizzazione. Questo ciclo stato applicato allo studio dell'effetto dell'ambiente di riferimento utilizzato per il calcolo dell'exergia sul risultato di un'analisi exergetica e termoeconomica. Una volta svolta lanalisi exergetica del ciclo, si applica la teoria del costo exergetico con la quale si determinano i costi di tutti i flussi fisici dellinstallazione, e si calcolano i valori assunti da parametri tipici della metodologia per valutarne il funzionamento dal punto di vista termoeconomica. Nel capitolo 11 si svolge lanalisi di una centrale termoelettrica a ciclo combinato realmente esistente, utilizzando per la sua descrizione funzionale diverse strutture produttive, mettendo in evidenza le caratteristiche desiderabili che la struttura deve presentare ai fini della Diagnosi Termoeconomica. Dopo le conclusioni e le prospettive che emergono da questo lavoro, si riporta in appendice il trattamento di
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alcuni argomenti o di informazioni complementari che, per motivi di ordine e di chiarezza, si ritenuto opportuno escludere dal corpo principale. Nell'Appendice A viene spiegato il significato di alcuni termini utilizzati che sono ritenuti importanti per lintendimento dei concetti esposti. Nell'Appendice B si descrivono in modo sommario le caratteristiche principali dell'analisi dei sistemi termodinamici attraverso lutilizzo del concetto di rete, allargando cos questo metodo classico di studio di sistemi fluidodinamici che trasportano massa, a sistemi costituiti da un grande numero di componenti e di flussi che interagiscono fra di loro trasportando anche energia ed exergia. Lo scopo di questo appendice quello di riportare alcuni studi fatti da altri autori sull'argomento, che possono essere interessanti ai fini di sviluppare l'analisi termodinamica e termoeconomica con la stessa descrizione topologica, ma che non sono stati oggetti di studio in questa Tesi. Nell'Appendice C si riportano alcune definizioni convenzionali delle risorse e dei prodotti dei componenti pi comuni dei sistemi termici. Nell'Appendice D viene rappresentato il flow chart del codice di calcolo EACS (Exergoeconomic Analysis of Complex Systems) sviluppato ad hoc per questa tesi, che utilizza la descrizione topologica della teoria delle reti per analizzare dal punto di vista exergetico e termoeconomico un sistema composto da un numero qualsiasi di componenti e di flussi, e di una generica configurazione. Il programma, costruito in C++, utilizza come input i valori dellexergia dei flussi, con le informazioni topologiche relative ai flussi che interessano ogni componente, e le informazioni produttive relative ai componenti. Se si richiede anche la valutazione in termini termoeconomici, si deve aggiungere il costo del combustibile del sistema, e il costo di investimento dei componenti, incluse le spese per manutenzione e operazione. Loutput del programma costituito dai parametri di valutazione exergetica e termoeconomica, pi i costi di tutti i flussi, le risorse e i prodotti dei componenti. Il codice stato collaudato confrontando i risultati ottenuti applicando il codice a diversi sistemi che sono stati analizzati da diversi autori, e i cui risultati sono reperibili in letteratura (ved. Valero et al 1989, Valero et al 1986, Valero et al 1994, ecc.). Una volta stabilita la validit dei risultati ottenuti, il programma stato utilizzato per analizzare alcuni casi reali. Alcune di queste applicazioni sono riportate nella parte Terza di questa tesi. Altre applicazioni sono state fatte ad alcuni casi utilizzati come case studies durante lesercitazione del corso di Energetica per il corso di laurea in Ingegneria Meccanica, tenuto dal prof. Cal, come ad esempio una centrale di cogenerazione sita in Moncalieri, che produce elettricit e vapore per la rete di teleriscaldamento, e un impianto che utilizza rifiuti solidi urbani per produrre elettricit.

Conclusioni Le diverse metodologie di indagine termoeconomica sono nate come una risposta alla necessit di capire i processi per i quali le risorse esauribili consumate da un sistema sono utilizzate dai componenti che lo costituiscono per ottenere i prodotti desiderati. Il loro obiettivo ultimo quello di dare soluzioni a quesiti che non sono risolubili con le procedure convenzionali oppure risultano molto difficili da risolvere. Questa necessit di conoscenze pi profonde scaturisce dai problemi legati ad una societ industriale che si fonda sullutilizzo di risorse esauribili ed inquinanti, due caratteristiche che sono in contrapposizione con il concetto di sviluppo sostenibile. Queste metodologie si appoggiano sullo stretto parallelismo esistente fra la distruzione di exergia che avviene in ogni processo subito da un flusso di energia ed il processo di formazione del suo costo. Infatti, il costo lo strumento di cui si avvale la Termoeconomia per risolvere i quesiti posti. I costi dei flussi hanno quindi rilevanza non solo per stabilire una base per la determinazione dei prezzi di vendita dei prodotti di un sistema, o per determinare lutilit che questi producono attraverso la determinazione della quantit reale di risorse utilizzate nella loro produzione, ma anche per prendere decisioni che riguardano il progetto, loperazione, la manutenzione e la sostituzione di componenti di sistemi energetici. La determinazione delle

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cause reali dei costi nei sistemi energo intensivi costituisce sicuramente il primo passo per riuscire a ridurli, quando questinformazione viene utilizzata per indirizzare le risorse della ricerca sui componenti e sui processi che influiscono di pi nella formazione del costo. Luso sistematico di informazione oggettiva riduce notevolmente il tempo e lo sforzo necessari per il raggiungimento di questo obiettivo mentre si migliorano i risultati ottenuti, e questo costituisce il vantaggio principale di queste tecniche nel confronto di quelle tradizionali. Il numero delle applicazioni della termoeconomia cresce sempre di pi, mentre allo stesso tempo si svolgono ulteriori studi teorici atti a migliorare la comprensione e la diffusione di questo promettente ramo della termodinamica applicata. In questa Tesi si analizza in dettaglio soltanto uno dei due rami classici in cui le diverse metodologie di analisi Termoeconomica possono essere classificate, quella dei metodi algebrici. I metodi che utilizzano costi marginali, il secondo ramo della Termoeconomia, sono pi rigorosi per certe applicazioni, come ad esempio lottimizzazione del progetto di un sistema, ma la attuale mancanza di dati economici nella forma e con la precisione richiesta costituiscono un inconveniente tale da non consentire la loro diffusione. Fino a quando questa informazione non reperibile e affidabile, il maggior rigore matematico non produrr migliori risultati. Le centrali di cogenerazione costituiscono uninstallazione di grande interesse dal punto di vista dellanalisi termoeconomica, perch in esse esiste un problema tipico di assegnazione dei costi fra i diversi prodotti ottenuti. Inoltre, sono installazioni caratterizzate da un processo globale complesso, e costituite da un grande numero di componenti, flussi e processi. Queste caratteristiche, oltre alla forte penetrazione di queste tecnologie nel mercato energetico costituiscono le motivazioni per le quali sono state scelte come oggetto di studio in questa Tesi.

Sintesi e apporti

Parte Prima Dopo una revisione dei numerosi ambienti di riferimento proposti da diversi autori per il calcolo dellexergia, si propone una classificazione di questi ambienti a seconda del metodo di definizione utilizzato. Si enunciano le caratteristiche desiderabili che lambiente di riferimento deve soddisfare in modo che i risultati ottenuti siano di utilit dal punto di vista pratico, e attendibili dal punto di vista teorico. Linfluenza che la scelta dellambiente di riferimento ha sul risultato di unanalisi exergetica e termoeconomica viene infine esaminata, studio che viene completato nella parte Terza di questa Tesi una volta noti altri concetti e metodologie necessarie per il suo svolgimento. Le conclusioni di questo studio sono riportate nel paragrafo corrispondente alla Parte Terza.

Parte Seconda Nel capitolo 3 viene unanalisi dei diversi modi di definire lefficienza di un sistema energetico o di un suo componente, evidenziando le caratteristiche che la definizione di questo parametro deve soddisfare in modo di quantificare la misura in cui lo scopo funzionale del componente a cui fa riferimento viene raggiunto, e di consentire inoltre il confronto fra impianti di analoghe caratteristiche. Si sono messe in evidenza le

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motivazioni per le quali una definizione fatta in termini energetici, pu condurre ad unidentificazione sbagliata dei processi e dei componenti in cui si produce spreco di energia, e nei quali si pu ottenere potenzialmente un risparmio energetico, ed in quali casi le informazioni fornite da questo parametro possono essere attendibili. Si sono confrontati i diversi modi di definire lefficienza utilizzando grandezze del secondo principio, evidenziando pregi e difetti. Dallanalisi fatta si conclude che lefficienza exergetica, definita come rapporto fra lexergia dei prodotti utili e lexergia spesa per produrli, quella pi adeguata. Si pu dire che questo modo di definire lefficienza misura in quale grado un processo raggiunge il suo scopo, ed quello considerato pi adeguato per la maggior parte delle applicazioni. Si sconsiglia ladozione di definizioni che utilizzino rapporti fra flussi in ingresso ed in uscita, o che confrontino una trasformazione reale con una ideale ai fini dellanalisi termoeconomica. Linfluenza della scelta dellambiente di riferimento utilizzato per il calcolo dellexergia sui valori di efficienza ottenuti possono essere eliminate definendo il prodotto e la risorsa come differenza fra due valori di exergia, ove questo abbia un significato corretto, ed quindi una pratica consigliata. In certi casi una definizione pi accurata dellefficienza exergetica pu essere fatta con maggior precisione utilizzando le componenti dellexergia (meccanica, termica e chimica). Dopo una descrizione delle diverse metodologie di analisi termoeconomica e delle basi teoriche che costituiscono i loro fondamenti, si fa unanalisi estesa della Teoria del Costo Exergetico, proposta da Valero e dai suoi collaboratori dellUniversidad de Zaragoza nel 1986, uno strumento di contabilizzazione dei costi che costituisce la base del codice di calcolo EACS sviluppato ad hoc per questa Tesi, il cui diagramma di flusso riportato in appendice. Vengono messe in evidenza i vantaggi che questa teoria presenta rispetto ad altri metodi di analisi termoeconomica, cos come le sue limitazioni. Nel capitolo 6, relativo alla Diagnosi termoeconomica, si include lo studio dal punto di vista teorico di tutti gli aspetti che separano dal punto di vista concettuale e applicativo lattivit di diagnosi dallanalisi exergetica semplice, fra cui la definizione delle irreversibilit evitabile, intrinseca, endogena ed esogena, la non equivalenza fra le irreversibilit e limpatto in combustibile delle azioni di risparmio. Utilizzando poi come linea guida quanto sviluppato da Lozano et al (1993), stata ottenuta una relazione matematica che quantifica linfluenza di una perturbazione dello stato del sistema sul consumo di risorse esterne, a partire dellinformazione contenuta nei costi dei flussi. Nel capitolo 7 sono stati analizzati in dettaglio gli aspetti legati alla definizione della struttura produttiva di un sistema, mettendo in evidenza quelli ritenuti pi importanti in modo di ottenere costi e parametri che rappresentino in modo fedele i processi reali che avvengono nei componenti che lo costituiscono. I vantaggi ottenuti dalluso dei flussi di exergia disaggregati per componenti meccanica, termica e chimica sono stati investigati. Questa disaggregazione permette di definire sottoprodotti per ogni componente, di analizzare il processo di formazione dei costi dei residui, e di definire in un modo pi accurato lefficienza exergetica di alcuni componenti. Questa pratica viene consigliata quando ognuna di queste componenti dellexergia presentino un costo unitario sostanzialmente diverso fra di loro. Inoltre, luso dei flussi di negantropia consigliato per distribuire i costi associati ai componenti dissipativi fra tutti quelli che ne traggono vantaggio dalla loro presenza. Si dimostra come sia possibile aumentare il livello di disaggregazione, e di conseguenza la quantit di informazione ottenuta, considerando la decomposizione di alcuni componenti produttivi o dissipatori in pi componenti funzionali quando nel sistema esistono biforcazioni del flusso che li attraversa.

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Parte Terza Il sistema CGAM analizzato prima dal punto di vista exergetico, e poi dal punto di vista termoeconomico applicando la Teoria del Costo Exergetico, con cui si fa uno studio dellinfluenza della scelta dellambiente di riferimento sui risultati ottenuti con questi due tipi di analisi. Si sono messi a confronto i risultati ottenuti dallapplicazione di tredici diversi ambienti di riferimento per il calcolo dei flussi di exergia che compaiono nel ciclo. Dai risultati esposti si conclude che per il caso di sistemi di produzione di energia convenzionali o in cogenerazione consigliabile ladozione di un AR ambientale le cui temperatura e pressione di riferimento corrispondano ai valori medi del sito reale delloggetto di studio. In questo modo i valori di exergia ottenuti avranno un significato fisico concreto: il lavoro massimo che possibile ottenere dal sistema. Queste conclusioni sono valide quando loggetto dello studio sia un impianto di produzione di energia che utilizzi come fonte energetica la combustione di un combustibile fossile tradizionale, e lo scopo dellanalisi sia quello di fare una diagnosi dello stato di funzionamento del sistema. Se lo scopo dello studio fosse quello di valutare l'impatto ambientale dei flussi che escono dal sistema, o alcuni di questi flussi fossero oggetto di una valutazione economica esterna, l'importanza della scelta dell'AR potrebbe acquisire unimportanza ancora pi rilevante. Se il sistema fosse invece una industria chimica, oppure un impianto che utilizzi come risorsa un combustibile non convenzionale, si dovr fare uno studio diverso per quanto riguarda la composizione chimica dellAR pi adeguato. Si indagato anche sui possibili effetti che avrebbe sui risultati dellanalisi effettuata luso di diverse tabelle di exergia standard per fare il calcolo dellexergia dei flussi. Lipotesi fatta in questo caso che un utente di un codice di analisi termoeconomica non esperto, non trovando tutti i valori standard sulla stessa pubblicazione, utilizzasse fonti diverse per fare i suoi calcoli. Lanalisi di sensibilit svolta quantifica lentit degli errori commessi in questo caso, che sono ovviamente molto maggiori che nei casi precedenti. Non esistono in letteratura molti esempi di applicazione delle metodologie di analisi termoeconomica ad un impianto molto complesso, e realmente esistente. Nellultimo capitolo ne viene riportato uno, in modo di illustrare lapplicazione delle metodologie descritte ad una centrale complessa reale funzionante con un ciclo combinato. Lo scopo di questo capitolo non quindi quello di confrontare i risultati numerici ottenuti dallapplicazione delle diverse metodologie, ma quello di mettere in evidenza linformazione che pu essere ricavata, e le difficolt che si possono riscontrare quando si applicano le procedure descritte nei capitoli precedenti. Sarebbe senzaltro interessante confrontare le diverse metodologie dal punto di vista numerico, e studiare la sensibilit dei risultati alle diverse scelte che si possono fare, ma questo cade fuori dagli obiettivi posti per questa Tesi, per ovvi motivi di spazio e di tempo. La centrale stata studiata utilizzando la Teorica del Costo Exergetico, e quindi con soli flussi interi di exergia, e si mettono in evidenza le limitazioni che questa scelta comporta. Risulta evidente la semplicit di applicazione di questa teoria, dovuta fondamentalmente alla sua caratteristica strutturale, ed alla poca libert di scelta che lasciano le proposizioni di assegnazione dei costi. Questo costituisce a sua volta la causa delle sue limitazioni, in quanto non possibile modificare certi aspetti del metodo senza perdere la sua caratteristica di essere essenzialmente semplice da capire, da applicare, e da adattare per il calcolo automatizzato. Le conseguenze di queste limitazioni sono fondamentalmente la difficolt nel trattamento dei componenti dissipatori, lassegnazione degli stessi costi unitari ai diversi prodotti di un componente e lutilizzo di soli flussi interi di exergia per rappresentare le interazione fra i vari componenti. Lanalisi stata poi ripetuta con diverse strutture produttive che includono luso di flussi di negantropia e delle componenti dellexergia meccanica, termica e chimica. Il livello di disaggregazione stato ulteriormente aumentato considerando due circuiti indipendenti, disaggregando quei componenti fisici che sono percorsi da flussi che in altre zone del sistema seguono itinerari separati, in componenti funzionali. Il maggiore livello di disaggregazione fornisce maggiore profondit nellanalisi, aumenta la quantit di informazione sul

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funzionamento reale del sistema, sulle cause delle inefficienze e sul modo di evitarle, avvicinando sempre di pi gli effetti osservati alle loro cause. Infatti, laumento di costo si produce dove esiste un processo irreversibile, per cui se il sistema studiato ad un livello molto aggregato non possibile identificare la causa del fenomeno. Inoltre, la informazione ricavata sar di pi semplice interpretazione. Questi vantaggi hanno per un prezzo, che il maggior sforzo intellettuale richiesto per la maggior difficolt dei calcoli, e la complessit dellanalisi. Inoltre, linclusione di componenti fittizi e dei flussi derivanti da questa inclusione trasformano il modello utilizzato per rappresentare la realt in un oggetto pi complesso e astratto, e questo comporta alcuni problemi di accettazione e di divulgazione. In questo capitolo stato anche esplorato leffetto che il metodo di calcolo delle componenti dellexergia fisica ha sulla definizione della struttura produttiva, confrontando il metodo proposto da Tsatsaronis e Pisa (1990) con quello utilizzato da Lozano et al (1993). Esiste accordo fra i diversi gruppi di studi termoeconomici che la separazione dellexergia fisica nelle sue componenti consente di raggiungere livelli di conoscenza pi profondi sul funzionamento del sistema. Dai due metodi di calcolo confrontati, si conclude che la scelta del metodo determina la rappresentazione della struttura produttiva. I due metodi messi a confronto forniscono costi molto simili quando la struttura produttiva utilizzata rappresenta bene le conseguenze derivate dal metodo di calcolo adottato. Il metodo utilizzato da Lozano e dai suoi collaboratori ritenuto in questo lavoro come quello pi adatto, perch consente di assegnare i costi di funzionamento delle pompe fra quei componenti che ne richiedono la sua presenza in un modo di maggior semplicit di applicazione e di interpretazione. Il fatto di chiamare exergia meccanica alla quantit (v0D pi) utilizzata come base di assegnazione dei costi della pompa costituisce forse lobbiezione pi attendibile che si pu fare a questo metodo. Il metodo di Tsatsaronis e Pisa invece forse pi legato al concetto di exergia meccanica e termica, ma senza riuscirci del tutto. Un calcolo rigoroso dovrebbe includere lintegrazione di appropriate equazioni di stato attraverso lutilizzo di metodi numerici, e questo complicherebbe ulteriormente la complessit dellapplicazione di questi strumenti di indagine.

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