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P E R I O D I C O D I C U LT U R A N E O - I L LU M I N I S TA

Numero 14, gennaio 2011 (Anno V, n.1)

Quasi quasi ti evangelizzo E.T.! Oppure no? w w w.civ i lta la ica.it Le parentesi di un giudice: unincidentale non incidenter tantum Un bimbo di proprieta pontificia La Pena di Morte - II Parte The Walking Deads

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Quasi quasi ti evangelizzo E.T.!


Lesoteologia la disciplina dellavvenire. Strana parola? Pronta spiegazione. Come esiste la disciplina detta esobiologia (dal greco x = fuori), ramo della biologia che studia la possibilit di esistenza di organismi viventi nei corpi extraterrestri, cos oggi si affaccia questa nuova scienza che vuol appurare il significato che hanno altri esseri viventi in relazione allopera di dio. Specialmente nel caso di forme di vita intelligente. Essa pone domande fondamentali che nessuna persona in retti sensi pu trattare con sufficienza. Se gli extraterrestri esistono, perch la bibbia non ne parla? Dio ha infuso anche in loro unanima immortale? Sono caduti anche loro a causa del peccato originale? E se s, hanno avuto anche loro la rivelazione e lannuncio della salvezza? E se s, dato che Ges non pu essere che uno, sarebbe una bestemmia chiamarlo anche vero dio e vero alieno? Un notevole stimolo al discorso lha fornito tempo fa Padre Jos Gabriel Funes, il direttore della Specola Vaticana, che ha detto anche gli extraterrestri sono figli di dio(Commento di emmebi.blogspot.com : E.T. .. telefono .. chiesa! Niente male!) Non si faccia della facile ironia in base al semplicistico ragionamento che se dio ha creato tutto quanto, non si capisce come potrebbero non esserlo, e nessuno si permetta, dico, permetta!, di liquidare la questione con la solita stolida espressione: poveraccio, qualcosa doveva pur dire!. Se pur vero che non risulta che qualcuno gli avesse chiesto niente e dunque poteva starsene l buono, egli ha cos dimostrato una sensibilit che voi, signori di Civilt Laica, non vi sognate nemmeno. A tuttoggi solo il socio Alessandro Petrucci ha trattato, e solo di sfuggita, questo argomento, nel suo ormai antico articolo Ieri e oggi. E domani?(v. nel sito). Lui; unico, solo e.. lasciamo andare. Vergognatevi, signori di Civilt Laica! (ci mi fa sentire un po Gennaro Migliore (allepoca PRC) che in un suo intervento parlamentare intercalava a ripetizione .. signori del governo!.. (governo Prodi) Poi dice che andata com andata) In ambito cristiano sembra che sia proprio derubricata la tesi del riveribile (meglio: reverendo) prof. Antonino Zichichi, il quale escluse categoricamente lesistenza di possibili civilt aliene (con un ragionamento apparentemente ineccepibile, in realt diretto solo a salvaguardare la purezza biblica e, ci scommetterei, a dimostrare che Giordano Bruno, beh, s, lo si dovette scotticchiare un po, per aveva torto lui!) e che i chierici abbiano ceduto al fascino dellequazione elaborata dallastronomo USA Frank Drake, che calcola il numero (N) di pianeti con civilt tecnologica con cui possibile un contatto. Equazione (molto semplice! costituita da tutti e soli prodotti) che ritengo giusto riportare qui per chi fosse interessato. N = R fp nl fl fi fc L (R: tasso di formazione delle stelle adatte alla vita; fp: frazione di stelle simili al Sole e con pianeti; nl: numero di Terre per sist. planetario; fl: frazione di nl con vita, fi: fraz. di fl con vita intelligente; fc: fraz. di fi con civilt tecnologica; L: vita media delle civilt nello stadio adatto alle comunicazioni). Essa prevede, al variare delle grandezze, il ragionevole numero di 100mila civilt aliene nella ns. galassia. Questo apre uno scenario stimolante in relazione a due dei punti teologici sopra detti: la caduta e la salvezza. Che rapporti hanno costoro (gli extraterrestri) con dio? Son caduti o son rimastin pi? E se per caso non hanno avuto lannuncio, bisogna darlo loro a qualsiasi costo. A trattare con autorevolezza la cosa pens il precedente direttore della Specola, Padre George Coyne, che a suo tempo precis molto chiaramente che in caso di contatto con E.T. bisognerebbe sottoporre allalieno alcune domande: avete mai fatto unesperienza simile a quella di Adamo ed Eva? Se s: conoscete anche voi un Ges che vi ha redento? E in caso di risposta negativa si aprirebbe certamente il problema della sua evangelizzazione. Entusiasmo ci fu, ma anche qualche perplessit: Nel primo caso (non caduta di E.T.) antipatico dirlo, loro sarebbero come di rispetto a noi. L invece dove fosse possibile: se quelli fossero tecnicamente pi avanti di noi? E magari di carattere irascibile? Un conto falciare con le armi da fuoco degli indigeni armati di zagaglie e poi convertire i superstiti, altro avere un interlocutore allaltezza con cui fare una figura peggiore di quella fatta con le crociate o con le missioni in Estremo Oriente. Cos il discorso

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PROPRIETARIO ED EDITORE: Associazione Culturale Civilt Laica, Via Carrara, 2 - 05100 Terni e-mail redazione@civiltalaica.it tel: 348 4088638 DIRETTORE RESPONSABILE Sergio Moscatelli COMITATO DI REDAZIONE: Maurizio Magnani, Raffaela Trequattrini, Alessandro Petrucci, Massimiliano Brasile, Alessandro Chiometti, Marcello Ricci, Nicoletta Bernardi, Cecilia M. Calamani Stampato perlAss. Cult. Civilt Laica dalla Tipolitografia Visconti Terni Autorizzazione del tribunale di Terni n. 03/07 dell 8 Marzo 2007 Grafica:

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Agnieszka Gocowska

Katapulta Design di

Illustrazione in prima pagina Maurizio the hand Di Bona

vivacchi per un po. Ma un aiuto insperato alle giuste e sante aspirazioni cristiane: replicare su scala galattica gli orrendi scempi perpetrati sulla vecchia Terra (v. articolo Il Mandato nel ns. sito), doveva venire da fonte somma e insospettabile e cio dallinsigne astrofisico UK Stephen Hawking, neo-positivista praticante, il quale ha recentemente dichiarato: Gli alieni esistono, eccome, ma sono pi stupidi di noi. Ogni intoppo sarebbe dunque rimosso! Son cascati tutti e pi rovinosamente di noi! Non pass neanche un ette da quella dichiarazione che una doccia gelata and a raffreddare gli entusiasmi. Doccia fatta da chi? Nientemeno, ma guarda un po!, proprio da Padre Funes, il capo-astronomo vaticano! Questi esseri (gli alieni ndr.) sarebbero gi fuori dal peccato e in accordo con Dio. Lumanit terrena andrebbe vista quindi come levangelica pecorella smarrita che Cristo vuole riportare nellovile per farla stare con le altre 99 Questo disse (v. Focus mar 09). Lanello debole saremmo dunque noi! Cosa andremmo a raccontare a quelli? Sono loro che ci vedono dallalto! Avr ragione Hawking oppure Funes? Solo il futuro sapr dircelo. Nel frattempo bene riassumere come i religiosi si preparano a quel, per fortuna, sembrerebbe proprio!, remoto evento. 1) atteggiamento aggressivo-missionario (tipo conquistadores) 2) atteggiamento supino-idiota (tipo indigeni disori-

entati. Non dimentichiamo che uno dei motivi della rovina dei popoli amerindi fu che molti di essi allinizio videro negli uomini bianchi invasori degli di che venivano da loro come preannunciato da alcune loro leggende). Tertium non datur. Qualsiasi tertium incompatibile con la loro mentalit. In entrambi i casi lesito sarebbe devastante. So che gli scienziati del progetto SETI, quello che appunto ricerca contatti radio con civilt aliene, hanno stilato un protocollo di comportamento da seguire in caso di contatto con qualcuna di quelle. Beh, lho letto e lho trovato molto giusto, ma secondo me manca un paragrafo che mi permetto di suggerire loro: come neutralizzare i religiosi in modo da impedir loro di perpetrare danni fatali e irreparabili. Chi di voi ha visto il film La guerra dei mondi (quello del 1953, non quello recente con Tom Cruise) ricorder il sacerdote che avanza impavido verso i marziani invasori mostrando loro il simbolo della sua fede una croce argentea stampigliata sulla copertina del suo libretto di preghiere certo che quelli avrebbero capito al volo. Uno sfrigolante raggio della morte lo incenerisce impietosamente. Ora, io non mi sogno di sicuro laugurare a qualcuno di venire disintegrato. Dico solo, e tralasciando il fatto che quei marziani volevano essere quasi certamente una metafora del comunismo sovietico, che se la classe sacerdotale si rivedesse ogni tanto quella scena e ci meditasse sopra, sarebbe tanto di guadagnato, sia per i terrestri che per gli extra.

Federico Piccirillo

UN BIM B O DI PROPR I ETA P ON T I F ICIA


Tra i tanti misfatti della Chiesa cattolica ve ne uno, poco raccontato, che ha avuto come bersaglio un bambino. Ebbene s! Nemmeno di fronte ad una creatura innocente ed indifesa larroganza del potere temporale dei papi ha dato il minimo segnale di arrestarsi. Il pontefice coinvolto nel sopruso che sto per raccontare niente meno che Giovanni Maria Mastai Ferretti, noto come Pio IX, venerato dalla Chiesa di Roma come beato dal 3 Settembre del 2000, grazie alla lungimiranza di papa Giovanni Paolo II, lo stesso che nel 1987 aveva consacrato il sanguinario regime clerico-fascista di Augusto Pinochet in Cile. E pensare che c qualcuno che ancora indignato perch al papa polacco non stato dato il premio Nobel per la pace nel 2003. Il misfatto, la cui narrazione il tema del presente articolo, la triste storia di Edgardo Mortara, bambino di famiglia ebraica costretto a venire educato come cattolico e ad essere consacrato prete da adulto. Facciamo una piccola premessa storica. Due decreti emanati nel 1747 (Postremo mense), e nel 1751(Probe te mneminisse), da Prospero Lambertini, papa Benedetto XIV, stabilivano che nel caso in cui un bambino di famiglia ebraica, e quindi figlio di genitori non cattolici, fosse stato battezzato senza il consenso dei suoi genitori, e anche in presenza di un solo testimone, la Chiesa di Roma avrebbe dovuto procedere, pur riconoscendo il carattere illecito del battesimo impartito ai piccoli ebrei allinsaputa del padre e della madre, sottraendo il bambino alla famiglia affinch questi venisse allevato ed educato in ambiente cattolico. Ci ha avuto come risultati effettivi la separazione coatta dei figli dai loro genitori o la fuga disperata di questi ultimi, inseguiti dagli agenti dellInquisizione cattolica intenzionati a sottrarre a loro i figli. Tutto questo perch una volta battezzati i bambini appartenevano a Dio, e il diritto divino ha sempre la meglio sui diritti umani. Siamo di fronte ad un ennesimo caso di uso politico della religione, al fine di esercitare il controllo sulle menti e sui corpi delle persone. Edgardo Mortara aveva solo sei anni quando, a Bologna, sua citt natale allora parte dello Stato Pontificio, il 23 Giugno 1858, due gendarmi si presentavano improvvisamente alla casa dei coniugi Mortara, ebrei, per avvertirli che il rappresentante del SantUffizio della citt, linquisitore Pier Gaetano Feletti, frate domenicano, aveva dato ordine di portarlo via dalla famiglia perch questi era stato segretamente battezzato da Anna Morisi, detta Nina, una ragazza cattolica della campagna bolognese, che stava a servizio dai Mortara. Infatti, due anni prima il piccolo Edgardo aveva avuto una gran febbre e allora la Nina, temendo che morisse, allinsaputa dei genitori lo aveva battezzato, rac-

Le parentesi di un giudice:
oco pi di un anno fa il prof. Paolo Moneta, illustre studioso di diritto canonico, dedicava il suo intervento al convegno dellADEC tenuto a Bari nel settembre 2009 e dal significativo tema Laicit e dimensione pubblica del fattore religioso - allesame della pi recente giurisprudenza del Consiglio di Stato. Concludeva il proprio intervento dichiarando che questo organo non si d carico di imprimere una spinta evolutiva allordinamento giuridico, di cogliere le potenzialit insite in alcuni principi fondamentali a cui esso si ricollega (come in quello, che qui pi direttamente interessa, della laicit dello Stato). Quasi a smentire lillustre cattedratico, pochi mesi dopo, il 2 marzo 2010, con la sentenza n.1220, il Consiglio di Stato ha invece aperto nellordinamento una breccia dalle potenzialit enormi, ben oltre una mera spinta evolutiva una Porta Pia da cui pu entrare il bersagliere della laicit nel nostro ordinamento. E lo ha fatto, diremmo, quasi per caso ( distrattamente?), nel corso di un giudizio in cui si discuteva di tuttaltro, e precisamente dellestensione ad un immigrato di alcuni diritti di assistenza che il nostro ordinamento riserva ai cittadini, limitazione che il ricorrente affermava contraria ad alcune disposizioni della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti delluomo (la CEDU, per chi non lo ricordasse, contando poi tutto, non di sua spontanea volont ma su precisa richiesta del tribunale dellInquisizione, a padre Feletti che per ordine di Roma aveva decretato che il bambino, ormai battezzato nella Chiesa cattolica, dovesse essere sottratto ai genitori. La disperazione dei famigliari e lintervento della comunit ebraica riuscirono a smuovere il cinismo e la freddezza della Chiesa solo al punto di far slittare di un giorno lesecuzione dellordine. Il 24 Giugno Edgardo veniva spedito dai gendarmi a Roma , dove sarebbe stato ospitato nella Casa dei Catecumeni, per ricevere leducazione cattolica che, secondo la Chiesa, gli spettava. Dopo ci, papa Pio IX si assumeva la personale responsabilit del rapimento, dicendo di considerare Edgardo come un figlio e volendolo sempre accanto a s, in tributi di riverenza annuali,e non risparmiando al malcapitato forme di pubblica umili-

Massimiliano Bardani

unincidentale

latto su cui si fonda la giurisdizione della Corte di Strasburgo, quella del crocifisso, per intenderci). Analizzando i due articoli della CEDU, con disinvoltura e praticamente senza argomentare, ha inserito nel discorso una parentesi - quasi stesse per dire cosa di scarso momento, mentre da sola vale tutta la giurisprudenza prodotta dallorgano questanno - e poi ha sparato divenuti direttamente applicabili nel sistema nazionale a seguito della modifica del Trattato 6, disposta dal Trattato di Lisbona Poche parole, un impatto formidabile, tuttaltro che accidentale. Perch ed in che modo ci riguarda? Prima di tale sentenza, in base alla consolidata giurisprudenza costituzionale, non poteva annettersi alla CEDU unefficacia diretta superiore alla legge ordinaria, dato che con legge ordinaria era stata ratificata; una legge contraria alla CEDU, tuttavia, avrebbe dovuto ritenersi incostituzionale in base allarticolo 10 della Costituzione, che garantisce il rispetto dei trattati internazionali. In sostanza, il giudice che si fosse trovato ad applicare una legge contraria alla CEDU avrebbe dovuto sospendere il processo, rimettere la questione alla Corte costituzionale ed attendere il giudizio di questa. Che cosa accaduto di nuovo? Il 1 dicembre 2009 entrato in vigore il Trattato di Lisbona che ha novellato il Trattato dellUnione. Ebbene, larticolo 6 del Trattato nuova versione, stabilisce che lUnione aderir il fatto di aver svolto un ruolo di rilievo nel rapimento e nelleducazione coatta del piccolo Edgardo. Concludo rivolgendomi ai pii e devoti figli di Maria che amano profondamente la Chiesa Cattolica e che forse superando limpatto di prendere sulle mani una rivista di Civilt Laica leggeranno questo articolo: secondo voi cristiani, visto che la sofferenza che santifica luomo, chi merita di essere veramente beato? Un pontefice che non mostra un minimo di sensibilit nei confronti di una madre e di un padre che si vedono sottratto il proprio bambino, o due uomini che soffrono perch gli stata tolta una parte di se stessi, che loro amavano profondamente, soltanto per un decreto papale? Chi pi cristiano, chi ama i propri figli, o un ministro di Dio che calpesta i sentimenti e gli affetti umani, per far rispettare le norme emanate da un predecessore? A voi la risposta!!

azione, giustificate come penitenza divina che sarebbe toccata a Edgardo per le sofferenze recate al papa con il suo caso. Non era sufficiente la violenza psicologica, esistenziale e religiosa attuata nei confronti di questo povero bambino, bisognava anche impedire che sua madre potesse vedere il figlio che gli era stato portato via quando aveva solo sei anni. Sua madre, infatti, avr il permesso di poter vedere Edgardo soltanto dopo mille tribolazioni e rifiuti da parte delle autorit ecclesiastiche, nellottobre 1858, quattro mesi dopo il rapimento e comunque, sempre in presenza di alcuni sacerdoti come vigilanti. Molti anni dopo, Edgardo ormai adulto, entrer in seminario e, in seguito alla breccia di Porta Pia del 1870, si allontaner da Roma raggiungendo la Francia, dove verr ordinato sacerdote nel 1873. Pio IX rivendicher sempre con orgoglio

non incidenter tantum


- modo indicativo, tempo futuro alla Convenzione e che i diritti da essa garantiti vanno considerati - modo indicativo, tempo presente - parte del diritto dellUnione in quanto principi generali. Traduzione: i diritti fondamentali garantiti da Strasburgo SONO LEGGE DELLUNIONE. I giudici di Palazzo Spada, da buoni loici (ancorch non sempre laici), ne hanno tratto le conseguenze del caso: se i diritti della noi cittadini. Un primo dato di cui si deve tener conto nel farle considerare che, se la disapplicazione degli atti normativi interni contrari al diritto comunitario non una novit, lo rappresenta, invece, lacquisizione tout court nel corpus normativo dellUnione dei diritti codificati nella CEDU, ancorch quali principi generali, con un ampliamento secco delle situazioni giuridiche tutelate. Una serie di situazioni giuridiche le. Se, poi, il diritto fosse stato violato non da una legge ma da un mero atto amministrativo come nel caso del crocifisso avrebbe dovuto prima esaurire tutti i rimedi interni per poter solo allora ricorrere alla Corte di Strasburgo, che, a tacer daltro, ha comunque strumenti dazione molto pi limitati di un giudice nazionale. Adesso, i diritti riconosciuti dalla CEDU - nei quali spesso sincarna il principio di laicit dello Stato - potrebbero essere fatti valere di fronte a qualunque giudice, che direttamente dovrebbe disapplicare le fonti interne, leggi, regolamenti o decreti che siano Con tutti i caveat del caso, uno scenario possibile vede una situazione in cui i diritti e le libert individuali potranno contare su una doppia tutela costituzionale: quella assicurata, in sede accentrata, dalla Corte costituzionale contro le leggi, fondata sulla Legge suprema, e quella garantita, in via diffusa, da ciascun giudice dItalia contro gli tutti atti normativi, fondata sulla CEDU. Potrebbe quasi adombrarsi, alla faccia di Kelsen e di Togliatti, la rivincita di Luigi Einaudi e della proposta del grande liberale volta ad istituire un sindacato di costituzionalit diffuso, proposta battuta in Costituente dal voto congiunto dei cattolici e dei comunisti. Facciamo volare un po troppo la fantasia? Probabilmente s, non tutti se la sentiranno di percorrere la strada aperta dalla sentenza n.1220, che, ammettiamolo, molto pesante per un giudice. Insomma, il Consiglio di Stato non ha messo fra parentesi solo una frase, ma lintero ordinamento giuridico italiano, dalla Costituzione allultimo regolamento di condominio. Eppure, una partita che andrebbe giocata, per cavarne fuori quanto pi si pu, finch si pu.

CEDU sono norme di principio dellUnione, vanno inseriti nel sistema delle fonti allo stesso livello. Come tali non costituiscono pi mero parametro di legittimit, quale diritto interposto, dei soli atti interni aventi forza di legge e soggetti al sindacato della Corte costituzionale. No: ora, come accade al diritto dellUnione, sono direttamente applicabili da ogni giudice nazionale, se del caso DISAPPLICANDO tutte le fonti nazionali contrastanti TUTTE. Non possiamo prevedere con esattezza quali scenari aprir questa situazione, possiamo solo fare delle ipotesi, che in gran parte si avvereranno o meno a seconda di come giocheranno la partita i vari soggetti in gioco, tra cui, non dimentichiamolo, ci siamo anche

soggettive, che prima non avevano altra tutela che il giudice nazionale o la lontana ed inefficace Corte di Strasburgo, sono ora passibili di tutela mediante disapplicazione da parte del giudice. Immaginiamo cosa significherebbe se fossero aperti non uno, ma dieci, cento, mille conflitti nelle aule di tribunale di questo Paese chiedendo al giudice di disapplicare leggi, regolamenti, atti amministrativi che violini i diritti riconosciutici dalla CEDU ed i principi sottostanti. Uno, in particolare, a noi carissimo: il liberalissimo principio di laicit dello Stato, interpretato non more italico, ma come fanno i giudici in Alsazia. Fino ad oggi, se una legge avesse violato tale principio, sotto forma di diritto riconosciuto dalla CEDU, il cittadino italiano avrebbe dovuto confidare nella Corte costituziona-

Marcello Ricci

La Pena di Morte - II Parte


La prima parte di questo articolo che illustra levoluzione dellatteggiamento legislativo verso luso della Pena di Morte pubblicato sul numero 12 di Civilt Laica. Per averlo contattate lassociazione alla mail info@civiltalaica.it VI Protocollo alla Convenzione europea sui diritti delluomo del 1950 (1983) Questo in assoluto il primo documento internazionale che prevede labolizione della pena di morte per i reati commessi in tempo di pace: La pena di morte abolita. Nessuno pu essere condannato a morte n giustiziato. E una affermazione perentoria,che fa pensare alla abolizione in ogni caso ,in realt,pur essendo una splendida conquista,alla quale si arrivati faticosamente e per ora solo nellEuropa figlia di Beccaria,labolizione prevede uneccezione : La pena di morte pu essere prevista e applicata da uno Stato solo per atti commessi in tempo di guerra o nellimminenza di una guerra,abolizione dunque in tempo di pace ma non in tempo di guerra. documento per presente leccezione del tempo di guerra,per il quale labolizione non vale,per c da osservare il fatto che si dica come la condanna deve esserci solo per un crimine militare di estrema gravit commesso in tempo di guerra.

Protocollo alla Convenzione americana sui diritti delluomo del 1969 (1990)
Dopo lEuropa e lONU anche gli Stati americani si allineano al fronte abolizionista : Gli Stati parte di questo Protocollo non applicano la pena di morte nel proprio territorio a persone sottoposte alla loro giurisdizione (art.1).Ma come nei due documenti citati gli Stati dichiarano che si riservano il diritto di imporre la pena di morte in tempo di guerra nel rispetto del diritto internazionale per crimini pi gravi di natura militare (art.2).E dunque un fatto storico che al 1990 molti Stati abbiano deciso di abolire la pena di morte seppure solo in tempo di pace.

Linee guida dellUnione Europea sul tema della pena di morte (1998)
Tutti gli Stati dellUnione Europea hanno ormai ratificato labolizione della pena di morte e tutti gli Stati che vorranno far parte della UE devono accettare come condizione leliminazione dalle loro legislazioni di questa pena. LUe, ritenendo che labolizione della pena di morte contribuisca allinnalzamento della dignit umana e al progressivo sviluppo dei diritti umani, si data una serie di obiettivi: innanzitutto quello di lavorare nel senso della abolizione universale come punto fermo su cui concordano tutti i paesi membri. Laddove la pena di morte non stata ancora abolita impe-

Secondo protocollo opzionale al Patto sui diritti civili e politici del 1966 (1989)
Qui dallEuropa ci spostiamo allONU: Nessuna persona sottoposta alla giurisdizione di uno Stato parte del presente Protocollo sar giustiziata. unaffermazione che ha una rilevanza internazionale pi ampia e risente beneficamente dellinfluenza del documento europeo e che viene cos rafforzata: Ogni Stato parte prender tutte le misure necessarie per abolire dalla propria giurisdizione la pena di morte (art.1). Anche in questo

gnarsi affinch il suo uso sia limitato e affinch siano rispettati gli standard di applicabilit minima, ovvero solo per crimini gravi, solo al termine di un procedimento legale completo svolto da tribunali regolari,con minor sofferenza possibile,no per reati finanziari senza violenza, no per pratiche religiose o di coscienza non violente,no ad infermi mentali,no a donne incinte o puerpere, no sotto i 18 anni,mai in pubblico,mai come vendetta politica e sempre mantenendo il diritto di appello,di grazia e di commutazione della pena.

Statuto del tribunale penale internazionale (ONU 1998)


Di questa istituzione parleremo in seguito pi dettagliatamente,qui ci interessa la posizione che viene presa sulla pena di morte. Lo scopo del Tribunale quello di perseguire i reati pi gravi come il genocidio,i crimini contro lumanit, i crimini di guerra attraverso processi nellambito della legalit internazionalmente riconosciuta, per i quali sono previste una serie di pene tra cui: a)reclusione per un periodo di tempo determinato non superiore a un massimo di trenta anni, b) ergastolo, se giustificato dallestrema gravit del crimine. Come si vede non prevista la pena di morte,nemmeno per i crimini pi gravi anche se ancora previsto lergastolo, che entra in contraddizione con la tutela di alcuni diritti umani fondamentali quali la dignit della persona,la sua integrit fisica e psichica, il rifiuto della schiavit perpetua e soprattutto la rieducazione e la risocializzazione del condannato cio la funzione rieducativa della pena,una delle conquiste pi importanti del costituzionalismo moderno.

Commissione diritti umani dellONU: risoluzione sulla pena di morte (1999)


Nellultimo anno del secolo stava ormai maturando sem-

pre pi la convinzione che la pena di morte dovesse essere cancellata dal diritto internazionale, ne sono prova i molti documenti prodotti sul tema nel corso dellanno, tra cui anche quello della Commissione che chiede a tutti gli Stati che siano parti contraenti del Patto internazionale su i diritti civili e politici che ancora non labbiano fatto di considerare ladesione o la ratifica del secondo Protocollo opzionale al Patto, mirante alla abolizione della pena di morte. Ma, realisticamente cosciente della ancora vasta diffusione nel mondo della pena di morte, non si limita a questo invito e propone una serie di misure come quella di ridurre progressivamente il numero di reati per cui prevista la pena di morte, rifiutare lestradizione negli Stati che la esercitano, rendere pubbliche le informazioni che la riguardano e soprattutto quella di una moratoria,cio di una sospensione delle esecuzioni come tappa in vista della abolizione. Queste proposte vengono approvate con 30 voti favorevoli, 11 contrari e 12 astenuti. La proposta della moratoria universale era partita dallItalia e precisamente faceva parte della strategia politica del Partito radicale transnazionale e della Associazione Nessuno tocchi Caino, che premevano affinch il Governo italiano si facesse promotore per ottenere il consenso di tutta LUnione europea alla presentazione della proposta allAssemblea Generale dellONU, ma lEuropa era ancora divisa. A testimonianza di quanto in Italia anche le istituzioni fossero coinvolte c anche le due Mozioni del Senato del 1999 che riteneva necessario continuare lopera di sensibilizzazione a favore della risoluzione per la moratoria attraverso anche linvio di missioni in paesi di vari continenti...e riteneva che il governo italiano dovesse impegnarsi allinterno dellUnione europea perch continui la pressione per la moratoria come pregiudiziale per i nuovi ingressi nellUnione. 7

J. Mnemonic

The Walking Deads


Nel lontano 1968 gli Zombie (o morti viventi che dir si voglia) entrarono a far parte dellimmaginario fantastico collettivo al pari dei Vampiri e dei Lupi Mannari e del mostro di Frankenstein. Il merito fu di George Romero che ispirandosi alle superstizioni Voodo haitiane e coniugando queste con il mai troppo elogiato Io sono leggenda di Richard Matheson tir fuori uno dei film pi imitati e pi citati della storia. Parliamo ovviamente de La notte dei morti viventi, che ha avuto numerosi seguiti ufficiali e non. Lidea geniale fu quella di far avverare le profezie bibliche sulla resurrezione dei morti trasformandole in un incubo senza fine in cui la vera eucarestia fatta dai ritornanti che senza pi facolt intellettuali si preoccupano solo di saziare la loro tremenda fame di carne umana. Tranne pochi eccezioni eretiche (vedi i film 28 giorni dopo e Resident Evil) gli Zombie hanno sempre le stesse caratteristiche: lenti, goffi, impacciati ma inarrestabili e immortali fino a che non viene distrutto il loro encefalo. Alla loro goffaggine supplisce in modo implacabile il loro numero (quanti sono i morti che possono ritornare nella storia umana?) e anche questo , se vogliamo, il far avverare in modo terrificante delle teorie socialiste sul potere della massa. La costante, in tutti i film degli zombie un messaggio inquietante quanto innegabilmente verosimile, in qualunque circostanza horr-orribile i presunti mostri non sono mai tanto spaventosi quanto la razza umana. Questo chiaro fin dal film capostipite del genere che vede il protagonista che sopravvissuto alla notte dei morti viventi ma viene ucciso dai dei cow-boys dal grilletto facile che sparano a tutto ci che si muove con la scusa che stanno uccidendo degli zombie. Le scene finali poi con il massacro degli zombie umiliati e derisi dagli umani rendono evidente il messaggio che il regista vuol dare. Ma lapice del comportamento umano osceno in situazioni orribili si raggiunto nel recentissimo film francese The Horde in cui gli umani che lottano per uscire dal palazzo dove sono barricati si ritrovano a pensare di poter violentare una delle zombie che ha la sventura di cadere in mano loro. Gli Zombie oggi vengono portati sul piccolo schermo dalladattamento televisivo di uno dei fumetti di maggior successo degli ultimi anni, ovvero The Walking Dead di Robert Kirkman (testi) e Tony Moore (disegni). Il regista Frank Darabont (Le ali della libert, Il miglio verde) si trova molto a suo agio con lo scenario apocalittico suggerito dalle nuvole dinchiostro e replica perfettamente lo stile ipnotico ed estremamente psicologico del fumetto. In onda sui canali FOX, i sei episodi della prima serie hanno fatto gridare al miracolo televisivo: una serie televisiva horror di qualit cinematografica, cosa che non si ricordava dai tempi di X-files e di cui sinceramente si sentiva la mancanza. In particolare lepisodio pilota stato magistrale nel mescolare tensione e splatter; limmagine del protagonista Rick Grames (Andrew Lincoln) che si risveglia dal coma, ignaro, in un mondo totalmente stravolto dallinvasione zombie e si aggira disorientato fra i corridoi del suo ospedale fino ad arrivare a una porta chiusa con le catene e lavvisoDead Inside scritto disperatamente con la vernice, con decine di mani che dalla stessa porta si protendono verso di lui rimarr di certo come una delle scene pi riuscite della cinematografia horror di tutti i tempi. Una serie davvero imperdibile per tutti gli appassionati (ma coinvolgente anche per i non amanti del genere) che speriamo non cada preda delle censure quando inevitabilmente fra un paio danni finir sui canali in chiaro italiani. Sarebbe davvero un peccato.