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PERIODICO DI CULTURA NEO-ILLUMINISTA

NUMERO 33 DICEMBRE 2020 (ANNO XIV N.2)

della
I LIMITI DEM OCRAZIA
w w w.c iv i l t a l a ica.it
Editoriale

I limiti della democrazia


visti dai limiti di una piccola rivista periodica
Nel trattare di cos’è la laicità se non costante pratica del
un argomen- dubbio? E non è tutto ciò inestricabilmen-
to così enorme te legato all’eguaglianza dei cittadini e
come quello quindi al sistema di governo democrati-
Marco affrontato nel co?
Vulcano numero che L’esercizio di laicità, ammoniva il grande
evidentemente Giulio Giorello nell’opuscolo Di nessuna
avete tra le mani, se state leggendo queste chiesa, consiste nell’«attaccare non que-
righe, si corrono diversi rischi. sta o quella chiesa, ma la “presunzione
Il primo, che può anche intimorire, è di infallibilità” che può viziare qualsiasi
PROPRIETARIO ED EDITORE quello di voler apparire pretenziosi, data istituzione o comunità». Inclusa dunque
Civiltà Laica APS la vastità del campo di indagine, e la ne- anche quella democratica.
Via Carrara, 6 - 05100 Terni cessità di tener conto dei fiumi, o forse
e-mail: redazione@civiltalaica.it
Del resto, che la forma di governo de-
addirittura mari, di inchiostro versati nei mocratica non sia infallibile non è una
secoli da studiosi di ogni risma che si sono scoperta recente, ma non è da esclude-
DIRETTORE RESPONSABILE cimentati con l’argomento democrazia, re, tuttavia, nemmeno che alcune delle
Marco Vulcano analizzandone il funzionamento, le for- criticità più rilevanti che vi troviamo sia
me, i contenuti, le aporie teoriche e pra- probabilmente legata, più che a dei difet-
COMITATO DI REDAZIONE tiche, i limiti e i punti di forza. ti nell’architettura istituzionale, al grado
Stefania Paolucci, Alessandro Gentiletti, L’altro pericolo è l’incomprensione, e la
Alessandro Petrucci, Silvia Menecali,
di consapevolezza che i cittadini-sovrani
relativa accusa di coprire argomenti che riescono a esprimere in merito al mondo
Federico Piccirillo, Francesco Saverio Paoletti,​ deviano dal tema cardine attorno al qua-
Marcello Ricci, Massimiliano Agostini,
che si abita.
le ruota, o dovrebbe ruotare, l’attività Fu proprio Winston Churchill, a tal pro-
Alessandro Chiometti, Valentina della Bella​,
dell’associazione culturale Civiltà Laica, posito, ad affermare in modo ironico e al
Massimilano Brasile
che è appunto la laicità. contempo lapidario che «Il miglior argo-
Stampato per APS Civiltà Laica Questioni, entrambe, che meritano un mento contro la democrazia è una con-
da IRIS G.T.F.C. srl Narni Scalo (TR) chiarimento preventivo. versazione di cinque minuti con l’elettore
Autorizzazione del Tribunale di Terni Per quanto riguarda la complessità del medio».
n. 03/07 dell/8 Marzo 2007 tema affrontato, è fin troppo ovvio riba- Il tema è dunque, indubbiamente, anche
dire che il nostro periodico è, appunto, un quello di possibili “maggioranze non qua-
Questo numero è stato chiuso semplice periodico, senza alcuna pretesa
il 30 novembre 2020
lificate”. Lo stesso che qualche tempo pri-
di vedersi catapultato tra la letteratura ma dovettero affrontare, in altri termini,
scientifica degli studi socio-politici sulla i Giacobini francesi nel periodo del terro-
GRAFICA democrazia (evitiamo qui di addentrarci re successivo alla Rivoluzione, a giustifi-
Katapulta Design di Agnieszka Goclowska nel ginepraio della polemica se quelle po- cazione del quale uno dei più autorevoli
http://katapultadesign.eu litico-sociali siano o meno scienze e in che personaggi della Francia rivoluzionaria,
misura, anche perché su questo ci sarebbe l’avvocato George Jaques D’Anton, ebbe
davvero molto da dire e non è pertanto a dire: «Siamo terribili, per dispensare il
escluso che questo possa essere argomen- popolo dall’esserlo».
to trattato in un numero venturo).
Noi, dal canto nostro, nell’auspicare che
Consapevoli di tutti i nostri limiti e di es- questi grandi interrogativi continuino a
sere lontani da ogni possibile esaustività stimolare le diatribe, gli studi e gli appro-
nel trattare un macro-tema denso, esteso fondimenti che meritano, restiamo inna-
IMMAGINE IN COPERTINA e complesso come quello in questione, morati della democrazia, perché da laici
Paweł Czerwiński quelli che vi offriamo nelle pagine che se- non potremmo non esserlo, e a questa in-
https://unsplash.com guono sono, semplicemente, i nostri con- tendiamo dare, come possiamo e sappia-
tributi al dibattito intorno all’argomento mo, il nostro contributo anche attraverso
la democrazia e i suoi limiti, con l’unico queste pagine.
intento di stimolare riflessioni, porre do-
mande, suscitare interrogativi. Tuttavia il nostro è un amore laico, non
accecato dalla fede. Non rinunciamo dun-
Se ciò dovesse avvenire anche in una sola que a vedere storture e limiti di quella che
persona, anche grazie a queste pagine, al- chiamiamo democrazia, perché questo è
lora l’obiettivo del nostro lavoro sarà pie- il solo modo che abbiamo per provare a
namente raggiunto e lo sforzo non sarà prendere le opportune contromisure pro-
stato vano. prio a tutela di quella che sempre Chur-
Rispetto invece alla possibile accusa di chill definì “la peggior forma di governo,
sviare troppo dai temi della laicità, dobbia- escluse tutte le altre finora sperimenta-
mo ammettere di fare davvero molta fatica te”. Un compito necessario, soprattut-
a comprendere una simile obiezione. to in questo tempo, che vede tornare ad
Che cosa vuol dire infatti laicità se non, affacciarsi anche in seno all’Europa pre-
innanzitutto, mettere in discussione l’as- occupanti pulsioni autoritarie, eppure in
solutismo dei dogmi, delle verità indiscu- grado di vantare un certo consenso demo-
tibili e dell’autorità incontestabile? Che cratico. 
Filosofia

LE PAROLE SONO IMPORTANTI


“È così che muore la democra- mocrazia è una parente stretta del relativismo. Tutto ciò
zia, sotto scoscianti applau- è possibile se le masse ricevono abitualmente pillole di
si”. Per chi conosce l’univer- verità dai media o dai potenti subendo passivamente la
so di Star Wars queste sono degradazione del loro ruolo di attori protagonisti della
le parole con cui la senatrice vita politica a quello di meri esecutori di decisioni già
Padmè Amidala si rivolge al prese e che aspettano soltanto di ottenere una parven-
senatore Bail Organa, com- za di democraticità mediante una legittimazione eletto-
mentando l’ufficializzazione rale. L’elemento essenziale della vita democratica è la
Federico della fine della Repubblica ga- formazione delle coscienze, in continuo confronto tra
Piccirillo lattica e l’inizio di quello che di loro, la maturazione di opinioni attraverso dibattiti e
sarà l’Impero di Palpatine/Darth Sidious e Darth Vader. prese di coscienza del punto di vista degli altri, in poche
Volendo approdare ad una dimensione meno fanta-spa- parole: cultura!
ziale ma più storica e, ahimè, più cruda e realistica, pos-
Se non c’è cultura e coscienza critica ecco che le maggio-
siamo porre la nostra attenzione su quanto avvenne il
ranze non sono più qualificate e non ci troviamo più di
24 marzo 1933 in Germania, nel momento in cui il parla-
fronte ad un governo del popolo ma bensì ad un governo
mento tedesco approvava in decreto che conferiva pieni
di qualcun altro mediante il popolo, non adeguatamente
poteri al neocancelliere Adolf Hitler.
consapevole. Se si continua a spacciare per democrazia
Non so se ci siano stati anche qui scroscianti applausi, ciò che è semplice demagogia populistica appellandosi al
ma è chiaro che il “Decreto dei pieni poteri”, data la si- fatto che le decisioni prese sono giuste perché ratificate
tuazione di emergenza, veniva approvato democratica- dal voto delle maggioranze, facciamo della democrazia
mente e non imposto mediante un golpe. È evidente che una forma di governo cui qualsiasi oligarchia illuminata
George Lucas abbia voluto, pur se guidato anche dall’in- è preferibile.
tento di divertire e intrattenere, mettere in luce una di-
“Una confortevole, levigata, ragionevole, democratica
namica che molto spesso ha caratterizzato la storia dei
non libertà prevale nella civiltà industriale avanzata,
popoli: la democratica scelta di uccidere la democrazia.
segno di progresso tecnico “queste parole non affatto
A questo punto occorre fare delle precisazioni, memori superate del filosofo Herbert Marcuse mettono bene in
di quanto insegna Nanni Moretti dicendoci che le parole luce quello che è ancora il problema principale di alcune
sono importanti: “democrazia chi è costei?”. Nella spe- democrazie occidentali. Si torni alla costruzione delle
ranza che ponendosi questa domanda, molti di noi non opinioni nell”agorà” e non alla mera ricezione di opinio-
siano come don Abbondio [1], andiamo a analizzare l’eti- ni preconfezionate, dando a tutti i punti di vista il di-
mologia greca della parola: demos (popolo) e kratos (po- ritto di esprimersi, diritto che viene spesso negato, non
tere). Il politologo novecentesco Hans Kelsen definì, per più mediante manganelli o olii di ricino, ma mediante
l’appunto, la democrazia come una forma istituzionale programmi TV , reality e talk show che costruiscono il
in cui, anche mediante il meccanismo della rappresen- nostro modo di pensare e di relazionarci con gli altri. Il
tanza, vi è una coincidenza di governanti e governati, filosofo antifascista Aldo Capitini, un sincero democra-
proprio come avveniva nelle poleis greche. Governo del tico, parlava di onnicrazia (governo di tutti), ponendo
popolo vuol dire che è una pluralità di persone che si dà l’accento sul fatto che nessuno può essere escluso e che
autonomamente delle proprie leggi ed istituzioni. Cosa ogni voce, nei limita del rispetto della libertà e digni-
succede allora se una pluralità di persone sceglie auto- tà altrui, merita di essere ascoltata. In quali democrazie
nomamente di delegare tutto ad un’oligarchia ristretta o odierne avviene ciò?
ad una singola persona? Se rispondendoci ci accorgiamo che alcuni paesi “libe-
Chiaramente si passa, democraticamente, da una forma ral democratici” non osservano tale principio abbiamo
democratica ad una forma oligarchica o ad una dittatu- chiara la differenza tra democrazia e demagogia! Le pa-
ra. Ma qual è la conditio sine qua non affinché questo role sono importanti! 
passaggio sia veramente democratico? La risposta è più
semplice di quanto si pensi: la decisione deve essere
effettivamente espressione della volontà popolare, co-
sciente, informata e consapevole.
Sappiamo benissimo quale ruolo può giocare la propa- [1] L’espressione utilizzata è un riadattamento
ganda, specie oggi nell’era dei mass-media, in quel pro- della celebre esclamazione: “Carneade chi è co-
cesso di manipolazione delle coscienze. La democrazia stui?” che Manzoni fa pronunciare a don Abbon-
è tale proprio perché ogni decisione presa è il risultato dio nei Promessi sposi.
di un dibattito e di un confronto dialogico, tra parti e
fazioni diverse tra loro. Filosoficamente parlando la de-

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Storia

La peggiore forma di governo,


ad eccezione di tutte le altre sperimentate finora

Non basterebbe un volume per po- Da un certo punto di vista infatti il re di uno stato democrati-
ter descrivere nel dettaglio i cosid- co e costituzionale in alcuni casi potrebbe offrire addirittura
detti “problemi della democrazia”, garanzie maggiori di quanto non potrebbe fare un presidente
eppure occorrerebbero volumi an- (che in genere viene eletto da un panorama politico a cui è dif-
cora più grandi per descriverne le ficile che non resti ancorato), però è anche vero che un monar-
interpretazioni. ca dura per la sua intera esistenza, mentre il presidente si può
cambiare a tempi prestabiliti.
Perché purtroppo il concetto di de-
Francesco Saverio mocrazia non è “ovvio” come po- Ora nella vita di uno stato democratico, proprio perché pos-
Paoletti trebbe apparire al senso comune, sono presentarsi situazioni “al limite” in cui è estremamente
così come non lo è stato in diverse complicato prendere decisioni se non si è dei tecnici capaci,
epoche della storia. viene anche naturale affidare la gestione di uno stato in de-
terminati momenti di crisi ad una persona per tempi limitati.
Da più parti si sente riproporre il noto paradosso per cui la
democrazia è una contraddizione in termini perché se la de- La Repubblica dell’antica Roma (che non era una democrazia,
mocrazia è la volontà della maggioranza e la maggioranza non ma è ugualmente utile per analizzare i limiti delle decisioni a
vuole più la democrazia (ma la dittatura) allora ecco che emer- maggioranza in condizioni fuori dall’ordinario) nei momenti
ge la contraddizione della democrazia. difficili, che furono davvero pochissimi nella sua storia, affi-
dava il governo dello stato ad un dittatore per un periodo di
In realtà questo appare più come un simpatico gioco di parole tempo limitato.
che non un dato di fatto vero e proprio.
La democrazia infatti non è solo volontà della
maggioranza (se ci si ferma a questo aspetto si
è in una repubblica e le repubbliche non sono
necessariamente democratiche, come l’Iran
o l’ex URSS continuano ad insegnare, mentre
una democrazia per esistere non ha certo bi-
sogno di una repubblica, come le monarchie
inglese, danese e spagnola continuano a dimo-
strare).
La democrazia moderna è quindi costruita sul-

Foto: commons.wikimedia.org
la volontà della maggioranza mantenendo il
rispetto dei diritti fondamentali.
Franklin diceva: “La repubblica sono due lupi
ed un agnello che decidono cosa si mangia per
cena. La democrazia sono due lupi ed un agnel-
lo corazzato che decidono cosa si mangia per
cena”.
Quindi se la democrazia contiene al suo interno “i protocolli” Questo elemento è tra l’altro suffragato sia al livello teorico
che garantiscono il rispetto dei diritti fondamentali ecco che che al livello sperimentale dalla dinamica dei gruppi dalla qua-
il paradosso iniziale verrebbe a cadere perché se si devono ga- le è ben noto che, di fronte ad un “obiettivo certo” in “condi-
rantire i diritti fondamentali per tutti non si può permettere zioni di emergenza”, il contesto democratico che si muove su
il formarsi di una dittatura (o lo sterminio di una minoranza decisioni collettiviste basate sulla volontà di una maggioranza
al proprio interno) neppure se tale azione è voluta dalla mag- è quasi sempre perdente e va verso la catastrofe.
gioranza. Non è un caso che di fronte ad Annibale, in assenza di un co-
In altre parole: in una democrazia la maggioranza ha facoltà mandante romano dello stesso calibro, l’unica strategia che
di esprimere la propria volontà sulle scelte politiche ma non poteva funzionare fu quella di Fabio Massimo (guerra d’attrito
sull’idea di democrazia (in questi termini la democrazia appa- e taglio dei rifornimenti).
rirebbe di gran lunga più solida della “semplice repubblica”). Come Fabio Massimo terminò il mandato (restituendo il potere
Ecco quindi che viene naturale considerare che in una demo- nelle mani del senato, con profondo senso dello stato) la deci-
sione su chi nominare comandante fu di nuovo del popolo che
crazia esistano delle figure istituzionali che (al di fuori del di-
voleva a tutti i costi sconfiggere Annibale.
battito politico) garantiscano il rispetto della costituzione e
dei diritti fondamentali per tutti. Il problema era che per far questo non bastavano solo otto le-

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gioni: occorreva anche qualcuno che sapesse condurle. potrebbe anche essere prodotta da un sistema democratico,
Il disastro di Canne fu il risultato di ciò che accade quando, a ma gli attori principali sono le varie aziende (multinazionali
fronte di un pericolo imminente ed incommensurabile che può e non) che hanno come obiettivo non la vita del paese e/o dei
essere affrontato solo da esperti, si lasciano prendere decisioni paesi in cui hanno sede, né l’esistenza e la felicità dei relativi
singoli cittadini, ma hanno a cuore il profitto e (possibilmente)
il controllo di una o più aree socio-economi-
che dei vari paesi se non dell’intero piane-
ta, e per perseguire tale obiettivo si servono
delle loro strutture interne che sono vertici-
stiche e tutt’altro che democratiche.
Inutile evidenziare che tali velleità non sem-
pre coincidono con i principi fondanti delle
democrazie (a volte lo sono, ma altrettante
no).
Tale circostanza a pensarci bene è una ca-
ratteristica interna di tutte le lobby (a volte
Foto: commons.wikimedia.org

anche dei partiti che operano sulla scena po-


litica di un paese democratico).
Se spostiamo l’attenzione dalle multinazio-
nali o dalle lobby politiche e la focalizziamo
su una lobby religiosa come il Vaticano op-
pure (per far piacere agli xenofobi) una qual-
siasi lobby con velleità islamiste (e si badi
da una maggioranza che spesso e volentieri non ha neppure bene che non si è usato il termine islamico o musulmano), il
coscienza approfondita del problema che si sta affrontando. discorso non cambia: sono realtà che fanno gruppo intorno ad
Quando poi l’esperto (Scipione) arrivò, gli si diede il comando una struttura non democratica per condizionare la vita politi-
e gli si fecero portare a casa i risultati. Alla fine della guerra ca delle democrazie ben sapendo che il loro voto di gruppo e la
egli tornò a fare il cittadino e, dopo la guerra contro Antioco di loro unità varrà di più del voto dei singoli cittadini, ma soprat-
Siria, si trasferì nella sua villa a Literno a vita privata. tutto sapendo che un qualsiasi politico senza troppi scrupoli li
sceglierà come interlocutori preferenziali.
Qualcuno potrebbe fare paralleli “indiretti” con un qualsiasi
attuale governo che si trova dover affrontare non un’invasio- Ecco che potrebbe iniziare a sorgere un nuovo paradosso della
ne ma una pandemia, data la situazione economica e sanitaria democrazia che forse fino ad oggi non era stato così eviden-
così drasticamente alterata da portarci davvero sull’orlo del te a tutti: l’ammettere al proprio interno delle strutture non
baratro. democratiche che poi agiranno in squadra come “interlocu-
Il caso della pandemia è però una situazione generata da un tori politici” e/o “grandi elettori” di un sistema democratico
evento “fondamentalmente naturale” e in questa sede sembra spesso contro gli stessi interessi dei cittadini e contro gli stessi
più indicato il parallelo con un’altra tipologia di situazione principi fondamentali della democrazia.
“fuori dall’ordinario” generata dall’attività (per non dire dalla C’è poco a stupirsi se qualcuno chiama “il tecnico di turno”
volontà) umana quando nel 1992 qualcuno volle al governo un senza che egli sia stato eletto dal suffragio popolare, perché c’è
tal Giuliano Amato e nel 2011 un tal Mario Monti per affrontare un’emergenza da affrontare o una guerra da combattere, ma
due casi di evidente emergenza economica. non è più una guerra contro un nemico esterno come Anniba-
Situazioni del genere non sono certo paragonabili ad Annibale, le: è una guerra contro un nemico interno tutt’altro che demo-
però hanno un punto in comune: i provvedimenti di urgenza cratico creato dagli stessi cittadini e di cui abbiamo ammesso la
fuori dall’ordinario, argomento questo che potrà essere d’aiuto “presenza politica” all’interno del nostro sistema democratico.
per arrivare ad una considerazione finale. Esattamente come ieri abbiamo ammesso la presenza politica
del Vaticano, delle altrettanto pericolose comunità evangeli-
Questi provvedimenti di emergenza, che vedono la nomina ieri
di “dittatori” e oggi di “commissari tecnici” a tempo determi- che e/o confessionaliste, così come qualcuno potrebbe ammet-
nato, si verificano perché le democrazie hanno spesso a che tere prima o poi la presenza di realtà islamiste (e chi più ne ha
fare con sistemi tutt’altro che democratici. più ne metta).

Cosa c’è di meno democratico della conduzione di un esercito Emerge così la nuova debolezza della democrazia: il voto dei
e di una guerra? singoli cittadini non vale nulla o diventa strumento inconsape-
vole delle organizzazioni non democratiche a cui la democra-
Allo stesso modo: cosa c’è di meno democratico della condu- zia ha concesso di crescere al suo interno. Queste poi oriente-
zione dei mercati con le multinazionali che vi recitano la parte ranno voti e politica verso orizzonti non democratici che sono
degli attori principali (anche se, paradossalmente parlando, si funzionali solo alle proprie “finalità di cordata”.
avrebbe la pretesa di essere in un regime di “libero mercato”)?
Eppure “tutte le altre forme di governo sperimentate finora”
Si faccia attenzione perché, almeno la conduzione dei mercati
non hanno saputo fare di meglio! 
in realtà sarebbe regolata dal diritto e quindi da qualcosa che

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Arte

Il confine della democrazia nell’arte


Dare potere al popolo significa dav- di acciaio di 104 x 48,3 x 30,5 cm., che per quanto possa essere
vero essere liberi oppure significa una critica alla società americana rimane sempre un coniglio
dare peso al giudizio della maggio- di acciaio. Questo fatto, a mio parere è e rimarrà un fatto di
ranza? Questo peso può diventare marketing. Ma facciamo un passo indietro chi è Jeff Koons?
un limite? Nato nel 1955 a York, in Pennsylvania, dopo aver studiato arte
al Maryland Institute College of Art a Baltimore e alla Scho-
L’arte di per sé può decidere di esse-
ol of the Art Institute di Chicago, dove si è laureato nel 1976,
re democratica o libera, la differen-
intraprese una carriera artistica cercando di mettere in luce
za sta nell’avere il consenso popo-
Paola la sua critica al sistema consumistico americano. Dichiarato
lare oppure decidere di non avere
Samaritani erede di Andy Warhol negli anni ha dimostrato di essere un
regole e sfidare il mondo.
perfetto professionista dell’arte, con un grande senso per il
L’arte oggi sfida il mondo? business, ha ideato opere gonfiabili, foto shock per denigrare
Credo che, ultimamente, pochi abbiano lo ab- la eterea e plastica società americana. L’arte di Koons si inseri-
biano sfidato ma molti abbiano cercato di ac- sce perfettamente nel sistema dell’arte, nonostante i suoi alti
contentarlo. Fermo restando che questo non e bassi è sempre stato sostenuto da esso, e ora noi amiamo un
significa sbagliare. A mio parere la partita si coniglio di acciaio e lo acclamiamo come opera più pagata al
gioca tra essere dentro le righe e fuori le righe. mondo di un artista vivente.

Quando parlo di dentro e fuori le righe ovviamente non sto Ma sapere che un’opera vale tantissimi soldi la fa diventare
parlando di contenuti, sarebbe troppo bello parlare ancora di un’opera democratica?
contenuti in arte, sto parlando di “sistema dell’arte”, ciò che Non credo che nessuno ami un coniglio di acciaio ma credo
detta le regole e fa in modo che un‘opera sia democratica o che tutti amiamo l’arte in cui ci rispecchiamo, quell’arte fatta
meno. di gente che ha qualcosa da dire, quell’arte fatta di idee, di sen-
Per i non addetti ai lavori il sistema dell’arte è tutto quel mon- timenti e di colori che rispecchiano il mondo in cui viviamo
do formato da critici, curatori, galleristi, mercanti, fiere, case oggi. Un mondo che può essere dipinto, performato, scritto,
d’asta, biennali, musei, fondazioni, mass media etc; sono loro fotografato ma non ha nulla a che fare con il mercato.
che decidono che cosa sia arte o meno e non sempre su basi di L’arte vista così è un’espansione e non un limite della de-
merito, sono loro che decidono quello che noi vediamo a una mocrazia. Perché l’arte salverà il mondo ma il mondo deve
mostra, ed essendo persone non “elette” da noi non rappre- salvare la bellezza, nella sua accezione più pura.
sentano il popolo ma decidono per esso. Per certi versi tutto
E’ questa la vera democrazia dell’arte, quella democrazia che
questo è sempre esistito ma è “degenerato” quando il business
oggi tutti noi aspettiamo di mettere in pratica, quella demo-
ha fatto piegare l’arte alle leggi del mercato finanziario.
crazia che è fatta non di consenso ma di sensibilità e di ragio-
Caso eclatante è Jeff Koons, artista americano, che nel Mag- namento da far vedere al mondo.
gio 2019 vide battere all’asta “Rabbit”, un coniglio d’acciaio a
E’ solo cosi che sfideremo la nostra casualità di essere su questo
91,1 milioni di dollari. Signori stiamo parlando di un coniglio
pianeta. 

Scienza

Ma la Scienza è democratica
Ci sono frasi sagaci che restano nel- danni della grandine tanto per restare in tema di detti popolari.
la memoria collettiva come dogmi a
Pensate ad esempio al quadro del geniale Rudolph F. Zallinger,
prescindere dalla loro veridicità.
“La marcia del progresso” (pensato nel 1965 per un libro di
Questo se da una parte sottolinea divulgazione scientifica) che voleva riassumere l’evoluzione
l’ottima capacità comunicativa del umana. Geniale, comprensibile, chiaro. E altrettanto sbagliato.
loro autore, dall’altra dimostrano Incalcolabili i danni che ha fatto quell’immagine alla compren-
come a voler semplificare troppo sione dell’evoluzione biologica; chiedetelo a chi ancora oggi si
Alessandro le questioni complesse si creino poi trova a dover spiegare a intere platee che l’uomo non si è evo-
Chiometti fraintendimenti che si depositano in luto dalla scimmia e che l’evoluzione non ha nessun finalismo.
quello che viene spesso dato per scon- E non propaganda neanche l’idea capitalistica del progresso,
tato dai più senza bisogno di verifiche. con buona pace di Diego Fusaro e le sue turboidiozie.
Se queste semplificazioni assicurano quasi sempre un buon suc- Il successo recente del motto di Roberto Burioni “La Scienza
cesso comunicativo e una cospicua vendita di libri e la moltipli- non può essere democratica” di certo colpisce nel segno e met-
cazione delle richieste di partecipazione a programmi televisivi, te in difficoltà l’interlocutore no-vax verso cui era rivolta, ma a
per tutto ciò che è la vera comunicazione della scienza fa più livello di divulgazione scientifica può fare solo danni.

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La frase infatti dà la pessima idea di una comunità scientifi- e le sue ricerche, aspettare che altri replichino l’esperimen-
ca arroccata in una tecnocrazia in cui solo chi passa le forche to, una volta replicato si formulano delle ipotesi che prono-
caudine dell’approvazione di un qualche comintern può farne stichino eventi che si realizzeranno in base a queste ipotesi,
parte. se avvengono questi eventi si formulerà una teoria e l’ipotesi
di falsificazione di questa nuova teoria che allora potremmo
Niente di più falso. Infatti, come del resto anche Burioni scri-
definire “scientifica”.
ve [1], la Scienza (intesa come comunità scientifica) ammette
sempre dei nuovi Galilei, basta che dimostrino di aver ragione. Ogni atteggiamento come “i dati non ve li posso mostrare per-
ché altrimenti qualcuno mi ruba l’idea” o “i miei dati non pos-
È senz’altro vero che, come dice Piero Angela “la velocità della
sono essere verificati con il metodo scientifico dovete creder-
luce non si decide per alzata di mano” ma è altrettanto vero
mi” mette il novello Galileo fuori da ciò che è scienza.
che a determinare la famosa c0 (velocità della luce nel vuoto)
non ci si è arrivati a colpi di dogmi e di sacri testi ma con con- In tal senso emblematici i casi di Kouznetov [2] e Wakefield [3]
tinui confronti, correzioni, misurazioni e verifiche.
Se Karl Popper è stato l’ultimo grande filosofo a perfezionare
Se Galileo Galilei fu il primo a sospettare che la luce non si il metodo scientifico (dimostrazione di come il saper ragionare
diffondesse ovunque in modo istantaneo ma avesse una sua non è esclusivo delle scienze forti) molte delle critiche fatte al
velocità, il danese Ole Romer calcolò nel 1676 un valore di metodo scientifico (e quindi alla Scienza) sono senz’altro ri-
210.800.000 metri/secondo. Armand Fizaud nel 1849, grazie cevibili e rappresentano un campanello di allarme contro la
ad un’apparecchiatura messa poi a punto l’anno dopo da Leon strumentalizzazione delle Scienza stessa; pensiamo a Kuhn e a
Focault, arrivò a un calcolo più preciso di 315.300.000 metri/ Lakatos ovviamente.
secondo. Focault aumentò la precisione del calcolo con ulterio-
Pensiamo invece che l’apologia all’anarchia metodologica che
ri misurazioni, arrivando a stimare 298.000.000 metri/secondo.
fa Feyerabend nella parte finale del suo: “Contro il metodo”,
nel pieno rispetto dell’indiscutibile diritto di sostenerla, se
vengono traslate alla divulgazione di massa dando ad ogni opi-
nione su qualsivoglia argomento la stessa autorevolezza (fino
ad arrivare ai virologi che devono confrontarsi con un disc
jokey sull’efficacia dei vaccini) sia estremamente pericoloso.
Tutte le metodologie hanno i loro limiti di applicazione e l’unica rego-
Foto: commons.wikimedia.org

la che sopravvive è qualsiasi cosa può andar bene. Scrive l’allievo di


Popper che rinnega il suo maestro nella parte finale della sua
apologia alla metodologia anarchica.
Pensiamo sinceramente che questi mesi di pandemia targa-
ta Covid19 con sedicenti scienziati ad insultarsi in tv invece
di confrontarsi nelle apposite sedi, con fisici astronomici che
pretendono di avere il loro spazio per parlare delle curve di
crescita del virus, con soldi pubblici spesi per pagare influencer
Il valore di c0 che oggi consideriamo “vero” (o per meglio dire per mostrare come si indossa una mascherina dopo sei mesi
“estremamente probabile e quindi nell’accezione comune dall’inizio del contagio invece di pensare ai trasporti e al po-
vero” come ripeteva sempre il professor Claudio Botrè nelle tenziamento della sanità, con esperti che “non sanno” se un
sue lezioni di Chimica Fisica quando si parlava di “verità scien- coranavirus possa sopravvivere nell’acqua di mare o nell’ac-
tifica”) è di 299.792.458 metri/secondo; calcolato grazie alle qua clorata o se sarà ancora pericoloso dopo settimane che si è
equazioni di Maxwell e alla Teoria della relatività di Einstein. depositato su una superficie, o che “non sanno” se una persona
vaccinata sarà infettiva o meno; siano un ottimo esempio di ciò
Nessuna alzata di mano. Ma un confronto sui dati che è dura-
che potrebbe diventare una società che segua l’anarchia meto-
to tre secoli, verificando, ripetendo, studiando, ipotizzando e
dologica di Feyerabend. 
condividendo.
Allora se proprio vogliamo definire politicamente la Scienza [1] “La congiura dei somari” di R. Burioni, Rizzoli 2017, pag. 11
possiamo dire che questa senz’altro è democratica ma come
[2] Dmitri Kouznetov affermò di aver dimostrato l’inattendibilità delle
tutte le democrazie umane ha delle regole (chiamate “metodo
analisi al radiocarbonio sulla Sindone di Torino ipotizzando accumulo
scientifico”) che stabiliscono cosa è Scienza e cosa non lo è.
di C14 nei tessuti organici se sottoposti al fumo degli incendi. Il suo
Esattamente come la Costituzione di uno Stato e il suo appara-
studio “stranamente” gli procurò un enorme popolarità ben prima
to normativo stabiliscono chi è fuori e chi è dentro la democra-
di ogni verifica. Verifiche che puntualmente smentirono finanche
zia di quello Stato.
l’esistenza dello studio stesso e dei collaboratori citati. Terminò inglo-
Se si accetta di “giocare” a fare gli scienziati significa che si riosamente la sua carriera con un arresto negli Usa per diverse frodi
accettano le “regole del gioco”; quindi bisogna comportarsi di scientifiche. (fonte: http://sindone.weebly.com/kouznetsov-c.html )
conseguenza. Tanto per passare a un paragone sportivo, se si [3] Andrew Wakefield, i suoi studi del 1998 sull’autismo legato ai
decide di giocare a calcio non è che poi ci mettiamo a sbraita- vaccini trivalenti sono alla base di ogni movimento no-vax del mondo.
re contro gli avversari perché non ci permettono di toccare la Dopo oltre un decennio in cui nessun ricercatore riusciva a ripetere
palla con le mani. i risultati di Wakefield e in cui verso lo stesso erano stati sollevate
Quindi se qualcuno pensa di aver fatto scoperte scientifiche diverse denunce per conflitto d’interesse, finalmente nel 2010 lo studio
che smentiscono ciò che attualmente sappiamo o che ritenia- fu ritirato e il medico radiato dall’ordine. (fonte: https://en.wikipedia.
org/wiki/Andrew_Wakefield)
mo vero deve mostrare i suoi dati, illustrare i suoi esperimenti

Civiltà Laica Numero 33 7


Opinioni

LO SCARICABARILE DEMOCRATICO
Nel 1911 Antonio Azzoliti pubblicava casa”, che colpevolizza i cittadini e li punisce privandoli delle
sulla rivista La Voce un articolo in- proprie libertà personali e scaricando su di loro le responsabi-
titolato Il problema della democrazia. lità della propria incompetenza, dopo che ha lasciato per anni
Nella sua analisi notava che la Sto- che si depredassero i fondi pubblici per la sanità e l’istruzione,
ria è la storia di una serie di lotte che fa dell’informazione uno strumento per diffondere il pani-
di classe, in cui c’è sempre stata la co invece che un mediatore, che si arroga il diritto di dire a chi
sospensione dei particolarismi e il è lecito voler bene e come è lecito vivere una festività o una
conseguente beneficio politico ed celebrazione (religiosa o meno), è uno Stato deplorevole.
Ilaria economico della classe vincitrice
Alleva Ma non si può dir meglio dei cittadini che hanno permesso che
che dal “basso” passava al potere.
tutto ciò accadesse: “lì dove una volta c’era la libertà di obiet-
Tuttavia, “in questi conflitti è naturale che l’unico valore che
tare, di pensare, di parlare nel modo ritenuto più opportuno, lì
si affermasse fosse quello numerico, quantitativo” e questo
ora avete censori e sistemi di sorveglianza, che vi costringono
“trionfa per necessità”. Dalle riflessioni successive, quelle che
ad accondiscendere e sottomettervi. Com’è accaduto? Di chi è
durante il conflitto non possono avere posto, emergono i reali
la colpa? Sicuramente ci sono alcuni più responsabili di altri
problemi della democrazia: innanzitutto, la scissione dell’uomo
che dovranno rispondere di tutto ciò; ma ancora una volta, a
davanti allo Stato. Se inizialmente l’individuo si fa massa per
dire la verità, se cercate il colpevole… non c’è che da guardarsi
partecipare alla lotta e azzera tutti i suoi interessi particolari,
allo specchio. Io so perché l’avete fatto: so che avevate paura, e
nel nuovo status quo egli torna alla sua dimensione di singolo e
chi non ne avrebbe avuta? […] La paura si è impadronita di voi”.
in quanto tale deve necessariamente tenere conto delle proprie
esigenze. Il fatto che sia stato così semplice toglierci le libertà persona-
li, senza alcuno che nemmeno abbia dissentito, ma almeno si
D’altro canto, notava Azzoliti, il principio democratico secon-
fosse posto la domanda “è giusto?”, che anzi, ora il dissenso
do cui lo Stato è “l’organo veramente subordinato alle esigenze
è vietato (vedi ultime dichiarazioni di Conte e manifestazioni
collettive” e la “somma totale delle volontà degli individui”, già
di protesta in piazza a Bologna), e che con la paura i peggio-
nel 1911 “ha fatto fallimento completo. Il popolo […] ha abdi-
ri governi della Storia abbiano compiuto le peggiori atrocità,
cato la sua personalità in mano a terzi; ha avuto ben poca in-
dovrebbe farci riflettere. Ma siamo troppo occupati a denun-
fluenza nella scelta degli uomini; non ha aderito liberamente a
ciare i vicini e a urlare “chiudete tutto” per accorgerci che, in
singoli problemi interessanti la vita nazionale”. In questo stato
fondo, la deresponsabilizzazione è arrivata talmente oltre che
di cose, il suddetto popolo non può che incolpare i mediatori
cerchiamo qualsiasi scusa per non prendere decisioni, anche se
che non sono stati in grado di assolvere al proprio compito:
ciò comporta il non vivere. Perché per amare la libertà bisogna
i partiti, ormai strutturati con dogmi simili a quelli religiosi. La
avere il coraggio delle proprie scelte. E non è qualità che si
colpa principale da imputare loro è quella di aver lasciato che
addice a un popolo di pecore. 
la mediocrità prendesse il posto dei valori e che il concetto di
eguaglianza fosse esteso a quello di intelligenza. I risultati, pur-
troppo, li conosciamo anche noi: “alla personalità si sostituisce
il macchinismo, l’opinione diventa dispotica, la responsabilità
abdica comodamente, l’elezione diventa fine a sé stessa: l’unico
fine è il possesso di potere contro gli altri”.
La naturale conseguenza di tutto ciò è la disorganizzazione, ali-
mentata dall’irresponsabilità; a un modo simile di fare politica
non può che corrispondere una reazione estremista nel senso
opposto, antidemocratica perché nostalgica di un passato glo-
rioso che tuttavia è tale solo nella distorsione del ricordo, in
una dimensione mitologica (si noti che in pochi anni dall’ar-
ticolo in questione ci sarebbe stata una guerra mondiale e si
sarebbero poste le basi di molti totalitarismi). La soluzione pro-
posta da Azzoliti prevedeva dei cittadini in grado di farsi delle
domande. “Senza nuovi aggruppamenti di gente migliore, che
sappia staccarsi definitivamente dalle etichette dei partiti, la
democrazia non potrà compiere la sua funzione”. In tempi di
pandemia possiamo, purtroppo, constatare che l’analisi di un
secolo fa sulla democrazia e i suoi limiti fu fin troppo ottimista.
Sempre di più in nome del progresso e di una presunta sicurezza,
Foto: freepik.com

la democrazia (dal greco δῆμος, popolo e κράτος, potere) ha lascia-


to il posto alla demagogia (dal greco δῆμος e ἄγω, trascinare) e,
in alcuni casi, alla tirannide della maggioranza. Uno Stato che
come unica risposta all’emergenza sanitaria sa dire “state a