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PERIODICO DI CULTURA NEO-ILLUMINISTA

NUMERO 30 NOVEMBRE 2019 (ANNO XIII N.3)

nazione e nazionalismi
Alessandro Chiometti

Senza dio, senza patria e con


diverse famiglie.
Federico Piccirillo

PAROLE NUOVE PER SORVOLARE


“I SACRI CONFINI”
Parliamo di Europa
con Samantha Falciatori
w w w.c iv i l t a l a ica.it

Paola Samaritani

Arte servizio o al servizio?


Ilaria Alleva

ITALIANI DOC E ALTRE CREATURE


LEGGENDARIE
Alessandro Chiometti

Senza dio, senza patria e con


diverse famiglie.
(In loving memory of Kurt Vonnegut)

Istituto Tecnico Industriale Statale di Perché è vero che fra le strofe di Fabri-
Terni, seconda metà degli anni ottanta. zio De André e la convergenza di vedute
fra estimatori baffoni ed estimatori di
Mentre nel resto della città (e del pae-
baffetti qualcuno aveva intuito che nel-
se) i paninari lanciati dal Drive In ber-
la retorica dell’Armata Rossa qualcosa
PROPRIETARIO ED EDITORE lusconiano preparano la strada a quello
non funzionasse, ma senza l’incontro
Associazione Culturale Civiltà Laica, che sarà il disimpegno civile e politico
con quel romanzo fenomenale, quanto
Via Carrara, 6 - 05100 Terni delle nuove generazioni, in quella scuo-
non classificabile in alcun genere nar-
e-mail: redazione@civiltalaica.it la in cui spesso la Fgci aveva il 100% de-
rativo, che è “Mattatoio n. 5” difficil-
gli eletti fra i rappresentanti d’istituto
DIRETTORE RESPONSABILE mente il cambiamento di opinioni sa-
si forgiavano ancora comunisti di ferro.
Marco Vulcano rebbe stato così rapido e categorico.
Non quelli che avrebbero voluto rifon-
COMITATO DI REDAZIONE Le pagine di quel libro ci presero lette-
dare il comunismo qualche anno dopo,
Stefania Paolucci, Alessandro Gentiletti, ralmente a schiaffi dalla prima all’ulti-
Alessandro Petrucci, Silvia Menecali, ma quelli che oggi piacciono tanto a
ma e ci costrinsero a confrontarci con
Federico Piccirillo, Francesco Saverio Paoletti,​ Diego Fusaro. Coloro che i militanti del
ciò che non volevamo vedere.
Marcello Ricci, Massimiliano Agostini, Partito Radicale di allora definivano
Alessandro Chiometti, Valentina della Bella​, “comunisti in piazza, fascisti in fami- Ha mai vinto un premio Nobel per la
Massimilano Brasile
glia”. letteratura Vonnegut per quel libro?
Stampato per l’Ass. Cult. Civiltà Laica No. “Così è la vita” commenterebbe lui,
Perché le idee allora erano chiare: se
da IRIS G.T.F.C. srl Narni Scalo (TR) e del resto forse qualunque premio sa-
nel bagno più grande della scuola tro-
Autorizzazione del Tribunale di Terni rebbe riduttivo.
neggiava la scritta “Meglio un figlio fro-
n. 03/07 dell/8 Marzo 2007
cio che fascista!” (che neanche il potere Al di là della denuncia su ciò che avven-
del preside era stato in grado di far ne a Dresda a causa delle armate alleate
GRAFICA sparire), sotto con caratteri un po’ più che volevano spaventare l’armata rossa
Katapulta Design di Agnieszka Goclowska piccoli, ma perfettamente leggibili, si in arrivo inviandogli il messaggio: “Fer-
http://katapultadesign.eu
precisava “Però se non è neanche frocio è matevi a Berlino che vi conviene”, epi-
meglio”. sodio su cui le ricostruzioni sono anco-
ra controverse del resto[2], quello che
Eravamo compagni doc. Usciti dall’Itis
fa Vonnegut è la demolizione di ogni
con il mito dell’Armata Rossa e con la
argomentazione a sostegno del milita-
convinzioni ferree che: “Chi non è buono
rismo.
per il Re non è buono neanche per la Regi-
na”, frase usata con disprezzo verso i “Eravate solo dei bambini, allora! [...] Era-
IMMAGINE IN COPERTINA primi esempi di obiettori di coscienza vate solo dei bambini, durante la guerra...
Katapulta Design al servizio militare; “È giusto imparare Come quelli che stanno giocando di sopra!”
a usare le armi, come fai a difenderti al- [...] “Ma lei non ha intenzione di scriverlo,
trimenti?”; e ovviamente il must “Senza questo, vero?”[...] “Fingerà che eravate degli
esercito chi la difenderebbe questa povera uomini anziché dei bambini, e poi ne tire-
Italia?”; e infine con il mito dei nonni ranno fuori un film interpretato da Frank
partigiani (che avevano da poco ricon- Sinatra e John Wayne o da qualcun altro
segnato i kalshnikov usati nella resi- di quegli affascinanti vecchi sporcaccioni
stenza) che contribuiva a creare il mito che vanno pazzi per la guerra. E la guerra
del soldato Dzohn Wayniski[1] che con sembrerà qualcosa di meraviglioso, e così ne
la divisa di un altro colore combatteva avremo tante altre. E a combatterle saranno
per il sol dell’avvenire. dei bambini come quelli che ho mandato di
sopra.”
Dio vi benedica, compagni! Avrebbe detto
con il suo immancabile sarcasmo e cini- Gioco, partita, incontro. Che dio la be-
smo Kurt Vonnegut che grazie alla con- nedica signora Mary, moglie di un com-
tingenza universale conoscemmo da lì militone di Kurt Vonnegut e da lui citata
a poco. nel primo capitolo/prefazione del libro.
“Che dio la benedica” era
una frase usata spesso da
Kurt, per quanto lui fos-
se il successore di Isaac
Asimov alla guida degli
umanisti americani. L’ha
usata anche come parte
del titolo di un paio di
suoi libri e raccolte di le-
zioni.
Nella raccolta “Un uomo
senza patria” Vonnegut
in dodici lezioni smonta
la retorica nazionalista e
rende evidente quanto è
ridicolo riconoscersi in
una qualunque comunità
virtuale.
“Le comunità virtuali non
costruiscono nulla. Non ti
resta niente in mano. Gli
uomini sono animali fatti
per danzare. Quant’è bello
alzarsi, uscire di casa e fare avanti gli automezzi con petrolio arabo e nigeriano, indos-
qualcosa. Siamo qui sulla Terra per andare in giro a cazzeggiare. siamo per sfarzo oro e diamanti sudafricani e poi, incuranti
Non date retta a chi dice altrimenti.” di quanto ciò possa apparire ridicolo, diciamo “Quello è il con-
fine italiano andate fuori di qui voi stranieri”.
Comunità virtuali, esatto. E non parla certo del web ma di
quanto sia effimero tracciare una linea per dire: questo è il Che dio vi benedica nazionalisti e sovranisti, fate tanto ri-
nostro paese, voi statene fuori che siete dei barbari. dere e Kurt Vonnegut ci ha insegnato che trovare il ridicolo
nelle disgrazie è sempre un buon esercizio.
Umberto Eco del resto sulle migrazioni (e non immigrazio-
ni come continuiamo a chiamarle come se potessimo con- Oggi a dodici anni dalla sua morte i suoi appelli hanno poca
trollarle o ghettizzare le minoranze) era stato molto chiaro: fortuna dalle nostre parti. Forse per la crisi economica che
l’Europa del nuovo millennio sarà un continente colorato e non è mai finita ci stiamo rifugiando in un identitarismo na-
multiculturale. Se vi piace sarà così, se non vi piace sarà così zional demenziale dimenticandoci che l’empatia umana e
lo stesso.[3] la solidarietà sono state le qualità umane, e sottolineiamo
umane, che ci hanno permesso di passare le griglie selettive
Il mondo visto dallo spazio non ha confini, lo sappiamo. Que- dell’evoluzione biologica e i momenti più cupi della nostra
sti sono un’invenzione dell’uomo. Dei significati che hanno storia recente.
avuto nei millenni passati restano in piedi solo quelli del-
le ragioni economiche e finanziarie. Ma in un mondo che si Curioso che i messaggi cristiani sintetizzati nel motto di
può girare in un paio di giorni appaiono sempre più senza Dunkirk “nessuno si salva se non si salvano tutti” vengano igno-
alcun senso pratico. rati da chi brandisce i rosari mentre sono ricordati dai fan di
Vonnegut, ovvero uno che non credeva in dio e nella patria
Nelle nostre città fumiamo sigari cubani o sigarette yankee, e che di famiglie ne aveva di certo più di una. Forse per que-
beviamo whisky scozzesi e birre messicane, mangiamo car- sto non sarebbe stato ritenuto un “buon cristiano”, eppure
ne argentina e involtini cinesi, abbiamo vestiti fatti a Taiwan il significato del “discorso della montagna” lo aveva capito
o in Vietnam, leggiamo fumetti giapponesi, guardiamo film meglio di costoro. 
koreani, ci scaldiamo con gas russo e ci ostiniamo a mandar

[1] se non fosse abbastanza palese si chiarisce che si allude a John Wayne.
[2] il bombardamento di Dresda (città priva di obiettivi militari significativi e i pochi che c’erano furono risparmiati in quanto posizionati in periferia) fu effettuato con
il dichiarato intento di creare una “Tempesta di Fuoco”. La tecnica era stata messa a punto dall’esercito americano e prevedeva bombardamenti a ripetizione a distanze
di tempo calcolate appositamente per distruggere il genio civile per non consentirgli d spegnere gli incendi causando così correnti di vento dovute all’immane calore
(oltre 1500°C) che alimentavano le fiamme e risucchiavano nel rogo ciò che era nelle immediate vicinanze. Uomini compresi ovviamente. La conta delle vittime continua
a generare polemiche. Vonnegut (testimone diretto dell’evento, era prigioniero dell’esercito tedesco nella costruzione denominata mattatoio n. 5 che da il nome al suo li-
bro) ne riporta 135mila. Le fonti tedesche parlano di 250mila morti. I riduzionisti occidentali filo governativi dicono che non superarono le 50mila. Come se fossero poche.
Fatto sta che il generale Mc Namara e il generale LeMay dell’esercito americano ammisero che se la guerra fosse stata persa sarebbero stati processati come criminali
di guerra per aver messo a punto quella tecnica.
[3] Umberto Eco, “Migrazioni e intolleranza” – La nave di Teseo, 2019.

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Federico Piccirillo

PAROLE NUOVE PER SORVOLARE “I SACRI CONFINI”


Oggigiorno è ormai innegabile che esista una “questione im- incarnato da John Locke e Immanuel Kant, secondo i quali lo
migrazione” che non costituisce un’emergenza del momen- Stato è un mero strumento, creato dagli individui associati,
to. Autorevoli esperti nel settore ci hanno ormai dimostrato per garantire il rispetto di una serie di leggi e diritti naturali,
che l’immigrazione è un fenomeno connaturato alla specie che si fondano sulla ragione umana e che accomunano i po-
umana. Scrivono, a tal proposito, Telmo Pievani e Valerio poli di tutto il mondo (giusnaturalismo). Non è un caso che gli
Calzolaio: «Le popolazioni umane migrano da milioni di anni, per illuministi fossero cosmopoliti e che l’idea di Stato-Nazione
necessità o per scelta. È così che ci siamo evoluti. Homo sapiens ha si affermi proprio nella prima metà dell’ottocento, in pie-
conquistato la libertà di migrare e il diritto di restare: no alle mi- no Romanticismo. La nascita dell’ideale di patria e nazione
grazioni forzate» (Libertà di migrare, 2016). Leggendo attenta- ha fatto sì che il XIX secolo si concludesse con l’unificazione
mente queste affermazioni possiamo comprendere come nei dell’Italia per opera di Cavour, i Savoia e Garibaldi e della
momenti in cui un determinato ambiente non ha costituito Germania ad opera del cancelliere Bismarck. È innegabile
un fattore favorevole per la sopravvivenza della specie uma- che l’affermarsi di sentimento patriottico abbia avuto i suoi
na, quest’ultima si è sempre spostata in un altro ambiente, risvolti positivi alimentando la sete di libertà e indipendenza
migrando per l’appunto. In questo specifico momento sto- del popolo italiano oppresso dal papato, dai Borboni e dagli
rico il fenomeno migratorio è in continuo avanzamento per Asburgo nel corso del Risorgimento italiano (1820-1870). Ad
una serie di fattori socio-economici, geo-politici e climati- ogni modo è importante riflettere sul fatto che un pensatore
co-ambientali. La questione relativa a questi vasti flussi mi- e attivista politico come Giuseppe Mazzini, alla fondazione
gratori (la Banca mondiale ci dice che nel 2050 arriveremo della Giovine Italia (1831), fece seguire quella della Giovine
a 143 milioni di migranti per questioni climatiche!) solleva Europa (1834). In Mazzini l’attaccamento alla patria era un
una serie di tematiche come quella riguardante l’asilo po- elemento comprimario all’attaccamento alla libertà e all’in-
litico, l’accoglienza, l’integrazione. Molto spesso di fronte a dipendenza, che egli sognava per tutti i popoli d’Europa, non
queste problematiche una parte dei cittadini e esponenti po- solo per la sua Italia.
litici del nostro paese si trincerano dietro a espressioni del Nel 1848, con Karl Marx si va ancora oltre, passando ad un
tipo: «Prima gli italiani!» o «L’Italia agli italiani!». paradigma internazionalista. Il criterio con cui vengono defi-
niti gli uomini non è più lo Stato/Nazione, ma è la loro tra-
Anche la questione dello ius soli e il dibattito che si è creato
sversale condizione di lavoratori e sfruttati. Facendo un no-
attorno ad essa, ci fa capire come le varie posizioni, favore-
tevole salto temporale in avanti, arriviamo al 1948, cent’anni
voli o contrarie, possano essere sintetizzate con due sempli-
dopo, quando con la Dichiarazione dei diritti dell’uomo non si
ci enunciati «Basta nascere sul suolo italiano per essere italiani!»,
parlò nemmeno di diritto internazionale” ma di diritto uni-
per quanto riguarda chi è favorevole e «Non basta nascere sul
versale, in quanto era sotteso un auspicio per il superamento
suolo italiano per essere italiani!» per chi è contrario. Qual è il
del concetto di Nazione, associato a concetti come confine,
“minimo comun denominatore” di queste due affermazioni?
chiusura. Si pensi che nella lingua latina il termine confine
In tutti e due gli enunciati come anche nelle frasi cui si è
corrisponde a limes, ovvero a limite. Infatti i confini e le bar-
fatto cenno in precedenza, viene espresso un senso di appar-
riere limitano la mutua fecondazione tra i popoli, nonché il
tenenza ad un’entità sovra-individuale di carattere non solo
loro reciproco arricchimento.
geografico ma anche politico-giuridico e etnico-culturale:
lo Stato/Nazione. Quando una persona dice «Io sono italiano, Posto che il concetto di Stat/Nazione è prodotto storico-cul-
quindi credo che prima si debba pensare agli italiani!» sembra turale, quindi un prodotto umano e come tale superabile, in
quasi che, consciamente o inconsciamente, consideri la sua un momento come questo un cambiamento di prospettiva
patria, ovvero l’Italia in quanto Stato/Nazione, come se essa può partire soltanto dalla critica del concetto di identità
fosse un’entità metafisica sempre esistita nel tempo. Persino nazionale, coincidente con l’essere nato in un determinato
colui che definì lo Stato, specialmente quello tedesco, come paese, professare un determinato credo religioso, aderire ad
«L’ingresso di Dio nel mondo», ovvero il noto filosofo G.F.W. una serie di usanze, tradizioni e costumi da sempre, senza
Hegel, era consapevole del fatto che, per quanto entità di- aver nulla a che spartire con altre identità e soggettività cul-
vina e intoccabile, allo Stato/Nazione ci si fosse arrivati at- turali.
traverso un processo di evoluzione storica. Secondo Hegel Molto spesso il linguaggio e la comunicazione sono il filtro
il singolo individuo e, di conseguenza, i popoli assumono di pregiudizi radicati in noi (nei più e nei meno acculturati),
un’identità e una dignità soltanto in relazione allo Stato/Na- ragion per cui è opportuno prendere consapevolezza delle
zione. In un certo senso, in base a quest’ottica, è lo Stato che nostre parole, di ciò che si cela dietro di esse in modo tale
plasma e definisce l’individuo e non l’individuo che crea lo da agire sulla cultura per modificare la persona, la società e
Stato. Il modello ottocentesco-romantico incarnato dal pen- la politica, in altri termini passare dal dire «Sono italiano!» al
siero di Hegel si contrappone a quello liberale-illuministico dire «Sono cittadino del mondo!» 

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Alessandro Chiometti

Parliamo di Europa
Abbiamo l’opportunità di rivolgere qualche domanda a Sa- occupa delle viola-
mantha Falciatori, 28 anni, Civil Servant presso la commis- zioni del diritto
sione europea. europeo in ge-
Avvertenza: La responsabilità di questa pubblicazione è esclusiva- nerale, non solo
mente dell’intervistata e le opinioni espresse non riflettono necessa- nell’ambito dei
riamente il parere della Commissione europea. diritti umani.
Possono rivol-
Si sente molto spesso parlare di politica “dettata” dall’u- gersi a entram-

ori
nione europea, in effetti quanto influisce l’UE nella poli-

ciat
be sia i singoli
tica e nell’economia di uno stato membro? cittadini che gli

Fal
Stati membri, ma t

ha
Influisce molto, ma in modo partecipato. In base al diritto eu-
an
ropeo, ogni Stato membro è tenuto a recepire nelle proprie chiaramente in base Sam
leggi nazionali, nei modi che ritiene più opportuni, le diret- alle diverse competen-
tive comunitarie. Queste prevalgono sul diritto nazionale dei ze e giurisdizioni.
singoli Stati nel momento in cui uno Stato firma il Trattato
di adesione all’UE. Attualmente nell’UE quali sono le priorità che si inten-
dono affrontare?
Le leggi europee però non vengono decise e imposte dall’alto
in modo autoritario, ma sono frutto di un meccanismo demo- Con le ultime elezioni del Parlamento Europeo è terminato
cratico che coinvolge le varie istituzioni europee, espressio- il mandato dell’attuale Commissione Europea, la cui nuova
ne dei singoli Stati. presidente Ursula von der Leyen, che succede a Junker, ha
definito le nuove priorità in questo ordine: un “green deal
Il Parlamento Europeo, eletto dai cittadini europei, insieme al
europeo”, quindi tutela ambientale e lotta ai cambiamen-
Consiglio Europeo, composto dai governi degli Stati membri,
ti climatici; un’economia che lavora per le persone, quindi
valuta, modifica e approva (o rifiuta) le proposte di legge ela-
maggiore sviluppo ed equità; un’Europa pronta per l’era digi-
borate dalla Commissione Europea, l’organo esecutivo i cui
tale; promozione dello stile di vita europeo, all’insegna della
dipartimenti, ognuno con ambiti d’azione specifici, hanno le
tutela dello Stato di diritto e della democrazia; maggiore lea-
competenze tecniche per elaborare nel dettaglio una legge.
dership europea nel mondo.
La Commissione Europea a sua volta giunge a redigere una
L’idea è che le priorità di una Commissione rispecchino quel-
bozza dopo aver analizzato le conseguenze economiche, so-
le degli orientamenti politici dei partiti che hanno vinto le
ciali e ambientali di una certa legge e dopo consultazioni con
elezioni europee e in questo caso, per la Commissione 2019-
le parti interessate (ONG, amministrazioni locali, rappresen-
2024, prevalgono ambiente, economia e valori europei.
tanti della società civile o dell’economia), nonché con tecnici
ed esperti.
Ultimamente ha fatto molto discutere in Italia una riso-
Quando si dice che una legge viene “dettata dall’UE” in realtà luzione in cui, secondo alcuni pareri anche autorevoli, si
è stata già approvata dai rappresentanti eletti dei cittadini equiparano nazismo e comunismo. E’ effettivamente così
europei (Parlamento) e degli Stati (Consiglio). o è stata semplicemente recepita male?
Lo scopo della risoluzione è prevenire “la crescente accet-
Molti fanno confusione fra CEDU e Corte di Giustizia Eu-
tazione di ideologie radicali e il ritorno al fascismo, al razzi-
ropea, qual’è la differenza?
smo, alla xenofobia e ad altre forme di intolleranza nell’U-
La CEDU, Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, a Strasburgo, è nione europea”.
una corte con giurisdizione internazionale che non fa parte
Lo fa condannando tutti i regimi totalitari, valorizzando
dell’UE, mentre la Corte di Giustizia Europea, in Lussembur-
l’importanza di ricordare il passato per evitare che accada di
go, che invece è un’istituzione dell’UE e ha giurisdizione solo
nuovo e ricordando “che i regimi nazisti e comunisti hanno
europea.
commesso omicidi di massa, genocidi e deportazioni, causan-
È forse il termine “europea” di entrambe a creare confusio- do, nel corso del XX secolo, perdite di vite umane e di libertà
ne, ma la CEDU è una corte internazionale che applica l’o- di una portata inaudita nella storia dell’umanità”, il che è una
monima convenzione CEDU (Convenzione Europea dei Diritti dato di fatto storico innegabile.
dell’Uomo), di cui è frutto, e ha giurisdizione su quei Paesi
Era prevedibile che la sensibilità politica dei partiti comunisti
che hanno ratificato la Convenzione, che non sono solo Paesi
europei ne venisse urtata, tanto che accusano la risoluzione
UE: ne fanno parte anche Turchia, Russia, Azerbaigian non-
di negare i sacrifici e il ruolo dell’Armata Rossa nella vittoria
ché Svizzera, Norvegia e altri.
contro il nazismo, cosa che non solo non è riscontrabile nel
Oltre alla diversa giurisdizione, le due corti hanno anche un testo, ma che in fondo conferma che esiste ancora un’incapa-
diverso mandato: la CEDU si occupa delle violazioni della cità di confrontarsi con il proprio passato e, di conseguenza,
convenzione CEDU, mentre la Corte di Giustizia Europea si con il presente. Da qui, l’appello della risoluzione. 

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Paola Samaritani

Arte servizio o al servizio?


Vi siete mai chiesti quale sia la funzione dell’arte?
Secondo molti l’arte è l’estetica dell’interio-
rità umana, esprime sentimenti, opinione e
desideri di persone che, guardando la real-
tà, vogliono dare una propria un’opinione,
vogliono esserci e testimoniare il passaggio
dell’umanità.
L’arte è da sempre specchio della società che
la produce in essa scopriamo cosa era impor-
tante nel passato, i canoni che ispiravano i no-
stri antenati e allo stesso tempo ci ha sempre
traghettato verso il futuro.
Ma non sempre l’arte è stata capace di mante-
nere una propria indipendenza nei confronti
di quello che stava accadendo, non sempre è
riuscita a essere un servizio per il popolo ma,
in tutti i totalitarismi del Novecento, è stata
usata per formare un popolo. Si è trasformata
così da voce di una società a strumento di pro-
paganda di pochi.
Fascismo, Nazismo, Stalinismo hanno piegato
l’arte, hanno capito che, attraverso essa, pote-
vano arrivare capillarmente alla mente delle
persone. Ben presto la pittura, l’urbanistica,
l’architettura, la fotografia, il cinema diven-
nero il principale strumento di propaganda.
Temi come la grandiosità, il potere, l’ordine,
i simboli nazionali, i canoni classici comincia-
rono a essere il pane quotidiano dell’arte.
Fin dall’inizio Hitler si scagliò contro quel-
la che lui stesso definì “arte degenerata” in
quanto prediligeva un estetica basata sulla
realtà, un’estetica basata su corpi sgraziati,
desolati, delineati con linee non ordinate, at-
mosfere cupe e poco inclini ad esaltare una
nazione in procinto di fare una delle più gran-
di pulizie etniche che la storia abbia mai cono-
sciuto. Fu così che Espressionismo, Cubismo,
Surrealismo e molti altri furono banditi in fa-
vore di un’estetica che esaltava una bellezza
basata su canoni classici, una bellezza perfet-
ta come il discobolo di Mirone, una bellezza
idonea alla superiorità della razza ariana.
Josef Thorak e Arno Breker furono gli archi-
tetti designati a incarnare questi ideali di
grandiosità e di perfezione del Terzo Reich.
Thorak lavorò a statue che arrivavano anche
a 20 metri di altezza e che rappresentavano

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uomini atletici, pronti alla vita e al sacrificio, uomini dalle del passato. L’uomo d’acciaio (questo significa Stalin) azzerò
proporzioni che facevano invidia alla sezione aurea di Le- completamente qualsiasi forma d’arte che uscisse dalle linee
onardo. Erano la rappresentazione ideale dell’eroe classico, del regime e fece di Aleksander Deineka e del fotografo Ro-
dell’eroe pulito, bello, rassicurante, dell’eroe ariano. Ma nel dchenko i propri portavoce. Il primo fu uno che nelle sue
suo repertorio troviamo anche scene di vita quotidiana te- opere, dai colori soavi, esaltava la fatica e la quotidianità
desca. Tra le sue opere più famose ricordiamo il busto di della Russia Stalinista. Il secondo realizzò una serie di mani-
Adolf Hitler, ritrovato qualche anno fa in un cortile di una festi, che negli anni Venti invasero le strade russe, con l’in-
casa in Polonia. tento di creare l’illusione di una nazione felice e “perfetta”.
Arno Breker aveva alle spalle una formazione classica e la Ma come per tutte le cose anche nell’arte abbiamo due facce
capacità di realizzare opere di grandi dimensioni. Fu subito della stessa medaglia: per tutti gli artisti che si asservirono
arruolato a rappresentare gli ideali del Furer. Nel 1937 ven- al potere ne troviamo altri che si batterono e si battono per
ne nominato professore dell’Accademia delle Arti Tedesche. portare avanti ideali internazionalisti, basati sull’idea di co-
Negli anni realizzò numerose committenze governative tra operazione sociale, culturale ed integrazione per un miglio-
cui i 24 bassorilievi che avrebbero dovuto decorare l’arco di ramento globale.
Trionfo, opera che non fu mai compiuta.
Nell’ormai lontano 1970 Alighiero Boetti realizza “Mappe”,
Neanche l’Italia fascista si sottrasse alle dinamiche dei tota- una serie di planisferi politici realizzati da ricamatrici afga-
litarismi e sotto Mussolini il controllo sull’arte e sui mezzi di ne. Un’opera collettiva, un’opera relazionale per farci capire
comunicazione venne attuato in maniera decisa e program- che il mondo è sì fatto da tante nazioni, ma è un unico mondo.
mata. Il Duce e gli organi di governo si resero conto che, per
Avvicinandoci ai giorni nostri pensiamo all’opera “Vestiti
ottenere consensi, dovevano coinvolgere gli intellettuali
arrivati” di Corrado Levi, artista torinese che porta avanti
giovani, e proprio per loro vennero istituiti premi e orga-
una ricerca sull’integrazione declinandola nei vari aspetti
nizzate rassegne culturali, dalla Quadriennale di Roma alla
della vita contemporanea. Nel 2015 l’artista aveva trovato
Biennale di Venezia l’Italia dava spazio ai giovani artisti, che
sulla spiaggia di Otranto numerosi vestiti abbandonati dai
in questo modo avevano l’illusione di vivere sotto un “regi-
migranti appena giunti sulle nostre coste. Erano vestiti ba-
me di libertà”. Così come accadde al Futurismo che venne
gnati, usurati da un lungo viaggio. Dopo averli raccolti e
tollerato dall’Italia fascista ma venne completamente isola-
portati a casa decise di indossarli uno sopra l’altro e di farsi
to in favore del Gruppo Novecento, coordinato dalla critica
fotografare cosi, non in segno di testimonianza ma di vera e
d’arte Margherita Sarfatti.
propria identificazione con chi intraprende un viaggio per
Il Gruppo Novecento, nato a Milano nel 1922, era formato cercare un altrove possibile.
da artisti quali Carlo Carrà, Antonio Donghi, Felice Caso-
L’artista palestinese Khaled Jarrar focalizza la propria ricer-
rati, Mario Sironi e molti altri che affondavano la propria
ca sulla restrizione di movimento che i popoli hanno tra un
arte nella purezza delle forme classiche e nell’armonia della
paese e l’altro, sul concetto di confine e sul concetto di liber-
composizione. Il loro era un “ritorno all’ordine” in contrap-
tà. Nel 2013 realizza il video “Infiltrators”, una delle sue ope-
posizione alle ricerche avanguardistiche del Futurismo. Non
re più importanti, in cui documenta il viaggio illegale di un
fu proprio un “gruppo di regime” ma fu largamente amato
gruppo di palestinesi che, attraverso il muro di separazione
da Mussolini. Chi invece rappresentò un artista di Stato fu
tra Israele e Cisgiordania, cerca di entrare a Gerusalemme
Mario Sironi (1885- 1961) che realizzò numerose opere con
nel tentativo di raggiungere famiglie, amici o semplicemen-
fini propagandistici. Sironi confida profondamente nel fa-
te una vita migliore.
scismo, in quanto lo induce a credere a una rinascita della
nazione, e invece di correre dietro alla velocità dei futuri- Potrei citare molti altri artisti che ai giorni nostri cercano di
sti, decide di ricercare la volumetricità classica. Le sue sono incitare le persone a pensare a un futuro internazionalista,
costruzioni geometriche, armoniche, forme che danno quel a un futuro libero e senza confini ma niente a mio parere ri-
senso di stabilità, di eterno, di grandioso e di fatica che si mane più poetico e audace del quadro “La libertà che guida il
addice alla mentalità fascista. Tra le opere più belle di Sironi popolo” di Eugene Delacroix (1830). In quest’opera troviamo
ricordiamo “Figura femminile con libro e moschetto” (1936- la Marianne, simbolo della Repubblica Francese, che con in
1938), una donna dalle forme plastiche e geometriche, con la mano la bandiera della Francia Repubblicana guida le diver-
gamba in procinto di camminare, fiera e pronta all’azione, se classi sociali (sono infatti rappresentati borghesi, conta-
nella mano destra tiene un moschetto e nella sinistra un li- dini, intellettuali etc.) verso un futuro libero e democratico.
bro aperto. Azione e cultura sembrano essere gli ideali che Tutti questi artisti ci ricordano come la cultura possa esse-
muovono questa contemporanea dea greca. re mezzo di interpretazione del reale e allo stesso tempo
Se l’Italia così vista ci sembra opprimere le alternative arti- un’importante strumento di scardinamento di esso.
stiche è nella lontana Russia stalinista che troviamo la mag- Perché non sempre serve una dittatura per far sentire un
gior repressione. Sotto Stalin gli ideali che la fanno da pa- popolo schiavo. 
drone sono quelli della celebrazione del dittatore e degli eroi

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Ilaria Alleva

ITALIANI DOC E ALTRE CREATURE LEGGENDARIE


Alle medie frequentavo una classe di economica e sociale del Paese.” Ecco, schiare di essere spediti in un posto che
ventiquattro persone, di queste 7 era- quindi, che lo Ius Sanguinis non solo è voi non conoscete […] essere deportati
no straniere: 4 ragazzi delle Filippine, una barbarie a cui nemmeno gli antichi in un altro continente, abitare lì per
1 cinese, 1 albanese e 1 marocchino. romani si attenevano, ma che è anche sempre, vivere in un Paese […] di cui
Ecco, per l’ultimo, in verità, la situa- incostituzionale, poiché questi diritti non sai niente, in un Paese di cui non
zione era diversa: mentre gli altri era- sono negati a chi si trova ad essere nato senti un’appartenenza, una cultura: è
no nati fuori dall’Italia, lui era nato a in Italia ma da genitori stranieri. Non una roba atroce. […] Quando ho com-
Spoleto. Parlava la nostra lingua, fre- si parla degli “immigrati clandestini”, piuto diciotto anni, andare all’anagra-
quentava le nostre scuole, ogni tanto si parla del nostro compagno di ban- fe e sentirmi dire “tu non sei italiana”,
usava espressioni ternane, era nato e co, del nostro vicino di casa, del nostro nonostante io sia nata in Italia, abbia
cresciuto qui. Ma non era italiano, né partner. Ciò comporta delle restrizioni un certificato di nascita italiano, abbia
per la legge, né per i compagni. Non assurde: persino comprare una mac- conseguito i miei studi in Italia, […] non
si integrò mai del tutto, nonostante si china diventa difficile. è facile da accettare. Crea sicuramente
sforzasse moltissimo. Ricordo che una Attualmente ci sono tre proposte di disaffezione alla Patria, ma crea anche
volta parlammo di come essere italiani legge sull’argomento, ma il problema è una crisi di identità […] Mia mamma è
semplificasse o meno le cose, e ricordo vecchio: durante il fascismo Leone Ja- nigeriana, ma io non sono mai stata in
che io, ingenuamente, gli risposi che sì, covacci, pugile figlio di una congolese e Nigeria. Io, alcuni miei parenti, non so
essere italiano sicuramente gli avrebbe di un italiano, fu ostracizzato dal regi- neanche che faccia hanno!”
facilitato la vita. Rispose, Ma vi rendete conto che nel 2019,
stizzito, che era fiero di con la globalizzazione, l’Unione
essere marocchino. Ma Europea e tutto il resto, il vostro
si vedeva benissimo che compagno di banco, il vostro vi-
ci era rimasto male, che cino di casa, il vostro partner ri-
era diviso tra i due mon- schia la deportazione perché non
di e che veniva respinto, ha la cittadinanza che gli spetta?
in modi diversi, da en- La deportazione! Vi rendete conto
trambi. della barbarie in cui versa il nostro
Attualmente l’acquisi- Paese? Le forze di estrema destra
zione della cittadinanza si riempiono la bocca al grido di
italiana funziona con “prima gli italiani”. E se un ragaz-
me quando chiese la cittadinanza. Fred
lo Ius sanguinis (diritto di sangue), in zo che è nato e cresciuto qui, che parla
Kuwornu, regista italo-ghanese, nato a
base al quale il figlio nato da padre ita- la mia lingua, che ha la mia stessa ca-
Bologna nel ‘71, ha girato diversi docu-
liano o da madre italiana è italiano. Gli denza nel parlato, che tifa una squadra
mentari sul tema, e in particolare “18
stranieri possono avere la cittadinan- di calcio italiana, che ha frequentato
Ius Soli” è una raccolta di interviste ai
za italiana a specifiche condizioni: per scuole italiane, non è italiano, cosa
ragazzi vittime di questo sistema ingiu-
matrimonio e per residenza (con alcu- dovrebbe essere? E che cosa vuol dire
sto che li priva della propria identità,
ne restrizioni) principalmente; per uno allora essere italiano? Perché se si trat-
che nega loro la patria stessa. Il can-
straniero nato in Italia, la cittadinanza ta di DNA, scopriamo che siamo greci,
tante Alessandro Mannarino i e il suo
può essere ottenuta a patto che egli romani, italici, etruschi, longobardi,
collega Luca Barbarossa con la canzone
abbia risieduto qui legalmente e senza spagnoli, austriaci, francesi, arabi e
MADUR (morte accidentale di un roma-
interruzioni fino ai 18 anni. Dopodiché no) hanno sollevato il problema sociale chi più ne ha più ne metta. Non c’è un
ha un anno di tempo per tutta la bu- che la legge alimenta: il razzismo e le solo popolo del Mediterraneo che non
rocrazia (e sappiamo che i tempi sono discriminazioni contro questi ragazzi. abbia sfiorato in qualche modo la no-
piuttosto lunghi). La famosa youtuber Loretta Grace nel stra penisola. E invece di andarne fieri
L’articolo 3 della nostra Costituzione 2017 ha parlato a cuore aperto della e farne un punto di forza, ci ostiniamo
afferma: “Tutti i cittadini hanno pari propria situazione in un vlog in rispo- a difenderci … da cosa, di preciso? Con
dignità sociale e sono eguali davan- sta ad insulti razzisti: “Immaginate una tutti i problemi di questo Paese, penso
ti alla legge, senza distinzione […]. E’ ragazzina, come me, che aveva il terro- proprio che gli sforzi che si dovrebbe-
compito della Repubblica rimuovere re di andare in galera o addirittura di ro compiere dovrebbero essere volti a
gli ostacoli di ordine economico e so- essere spedita nella Patria dei propri far restare quanti più giovani possibile
ciale, che, limitando di fatto la libertà e genitori […] quando ero più piccola e qui, a garantire loro un futuro. E inve-
l’eguaglianza dei cittadini, impedisco- avevo i documenti in fase di rinnovo io ce, non so se lo avete notato, ma anche
no il pieno sviluppo della persona uma- avevo il terrore […] che potessero spe- i giovani “italiani doc” ormai emigrano
na e l’effettiva partecipazione di tutti i dirmi in un posto che non conosco. Im- in Paesi più evoluti: ci sentiamo più a
lavoratori all’organizzazione politica, maginate di essere nati in Italia e di ri- casa in terra straniera. 