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SULLA VERIT

INDICE:
1 PREFAZIONE 2 SUL CONCETTO DI VERIT 3 UNA O PI VERIT? 4 SUL METODO DELLE DOMANDE PRIME 5 TRA REALE E PARADOSSALE 6 SUI LIMITI POSTI ALLA CONOSCENZA 7 SUGLI SCETTICI 8 ESSERE, VERIT E SENSO 9 SUL METODO DELLA TABELLA

PREFAZIONE
Perch questo libro? Io ho sempre voluto scrivere un testo che fondasse la verit , ma non la verit presa nel suo contenuto, ma come concetto stesso della verit medesima, si tratta di fondare la sua esistenza, la sua conoscibilit e trovare anche dei metodi per raggiungere la verit. Io allet di 17 anni o forse anche prima ma non troppo prima mi sono trovato in questa situazione: avevo la convinzione che nessuno sapesse la verit, che i miei genitori magari senza volerlo non mi avessero detto la verit, che la gente non sapesse la verit e che persino quello che mi insegnavano a scuola era falso, da qui allora mi sono detto che se le cose stavano cos, diciamo questa mia improvvisa convinzione interiore di cui nemmeno ora conosco la causa, io dovevo cercare questa verit. Per anno ho amato la verit e ancora la amo perch penso che sia la cosa che conta sopra di ogni altra, penso che sia la cosa pi alto rispetto alla quale tutto il resto illusione. Sono contrario a quelli che dicono che la verit sia gi data o che sia gi scritta tutta nel senso comune, per carit nel senso comune c del vero e per me esso non che linsieme di punti in cui si accordano almeno la maggioranza delle coscienze, ma se la verit fosse gi data allora noi cos che mai cerchiamo? Insomma lo vedete nella vita che lo sappiano o no gli esseri umani sembrano sempre alla ricerca di qualcosa, questo qualcosa sono le risposte a delle domande che si pongono, di solito se ne riassumono tre: chi sono? Da dove vengo? E, verso dove vado?. Il punto per non questo , il fatto che se si pongono queste questioni perch il sapere non lo possiedono gi, ne dentro di loro, ne nel loro senso comune, ma appunto cercano ci che gli manca, se gi lo possedessero questo qualcosa perch cercare? Dovremmo dire che tutti gli uomini sono stupidi, ma non voglio arrivare a questo e non mia intenzione, posso ammettere che ci sia del vero nel senso comune, ma non che ogni cosa che venga dal senso comune sia oro colato, anche se questo senso comune fosse razionale. Dunque la verit di per se misteriosa e non la si possiede in un colpo, la verit la soluzione allenigma di tutto il reale. Cos io ho cominciato tempo fa nella mia ricerca, sono passato attraverso innumerevoli teorie, ho ripudiato tutte quelle che si sono rivelate false e non le ho sostenute lo stesso come certi dogmatismi che invece si sentono morire non appena viene criticata la loro verit, diciamo pure il loro credo. Il mio inizio con al verit sembra quello di Cartesio non a caso il quale usava il ben noto metodo del dubbio, il dubbio in quel caso era sovrano, era il grande misuratore di tutto e con il suo strumento stabiliva ci vero e lo distingueva da ci che falso. Anche nel mio caso il dubbio ha avuto un posto speciale, non tanto per da farmi dire cogito ergo sum! Certo dipende sempre da cosa si voglia intendere per quel cogito, nel caso venisse inteso come un rappresentare anzich un pensare, allora le cose potrebbero stare diversamente , anzi le cose stanno in modo diverso. Comunque io non penso che sia da considerare un falso o un incoerente chiunque abbia sostenuto pi verit nella vita, di fatto si capisce che il suo deve essere stato un progresso continuo di perfezionamento e di ricerca, mentre chi rimane ancorato sulla stessa verit invece dimostra di non avere fatto pi nessun passo avanti e dovrebbe cominciare a porsi delle domande. Il progresso bene per arrivare sempre pi vicino alla verit o alle verit (pi avanti discuter sulla possibilit di pi verit) ed bene anche il fatto che in una societ vi siano pi verit, supponiamo che tutti credessero in una sola verit non vi sarebbe alcun progresso e nessun tipo di ricerca e le pi verit hanno lunico scopo di rendere il progresso. Il punto che noi spesso ci troviamo, soprattutto ai giorni nostri, come quella vecchietta che c in copertina, noi guardiamo male la verit perch non ben vista, il nostro mondo un mondo in cui regna lingiustizia e la menzogna, ci sono persone cos abituate a mentire che mentirebbero pure di fronte a se stessi. Nel nostro mondo in cui grazie a internet dovremmo sapere tutto, in realt non sappiamo niente e quello

che ci dicono i telegiornali il pi delle volte falso, la verit non viene detta pi o di rado, magari per sbaglio, in fondo conviene a certa gente non dire mai il vero per tenere tutto nascosto, lasciare lumanit nelle tenebre. Quella vecchia per sta anche indicare luomo che diffida dalla verit perch ci sono certe verit che sono cos orrende, che solo a sentirle noi prenderemmo un colpo. Sapete sarebbe bello che so dirvi che le stragi di Gaza non siano mai avvenute, ma il punto questo ci che noi vorremmo non coincide per forza con il vero e noi invece cerchiamo il piacevole, costruendo dei paraossi in cui poniamo il vero sia sopra che sotto ci che noi affermiamo come capita anche pi di una volta. Le vesti nere della vecchia possono essere intese nel senso delluomo che sta nel falso, nel nostro mondo di bugiardi, in cui solo pochi osano alzare la testa e cercare la verit e riferirla, ma come accede spesso, queste persone fanno una triste fine. I veri ricercatori della verit sono scomodi ai potenti, sono scomodi a molti uomini, cos la verit ha dovuto fare la sua triste fine ed essere abbandonata, lacerata dai pi e amata da soli pochi seguaci. Qualunque cosa venga fatto alla verit essa non muore mai eterna e non smetter mai di illuminare le persone che la cercano, la verit una roccia che non pu essere spezzata mai. Nel dipinto che compare in copertina come avrete capito la verit la donna che sta alla sinistra, nuda perch la verit non veste di nulla, una verit vestita una verit coperta, una verit nascosta e non solo certamente avrete notato il gesto della verit, la quale indica verso lalto a indicare la vera natura di se, lei celeste e solo in quanto celeste pu essere eterna, attenzione si parla di cielo intellegibile e non quello fisico chiaramente. La verit opposta al divenire perch in un mondo in cui tutto diviene e non riesce a dire nulla di vero su nulla, la verit rappresenta ci che permane, ci che stabile, ci che non muta. La verit cos come rappresentata devo dire che non molto attraente, infatti la verit non deve per forza di cosa esserlo e chi la ama la vuole anche fosse la pi orrenda, se la verit fosse orribile tanto da mandarci nel panico, anzich respingerla o rimuoverla dovremmo saperla accogliere in noi. Il punto di questo testo cercare di fondare cosa sia la verit e la sua raggiungibilit, uno perch non cos scontato che vi sia una verit , almeno non per tutti, per esempio gli scettici non sono affatto daccordo e poi appunto non cos scontata la sua raggiungibilit e quel che serve anche questo nuovo concetto di verit, che sia pi chiaro perch non so se tutti quando usano la parola verit sanno esattamene cosa intendono. Il primo punto sar cercare di capire cosa si intenda per verit e come essa sia in rapporto a quello che noi diciamo falso e come si in rapporto anche allo stesso non vero. Attraverso un lungo percorso si cercher di arrivare a capire cosa ci dice che la verit sia perseguibile e come la si possa perseguire, con quali metodi. Non c altro da aggiungere, concludo la mia prefazione con questa citazione: Ma la vita breve, mentre la verit sa operare lontano e vive a lungo: diciamo dunque, la verit ( Schopenhauer)

SUL CONCETTO DI VERIT


Noi cosa intendiamo normalmente per verit? Di solito tendiamo a dire che la composizione di tutto ci che vero, spesso non riusciamo a comporre una definizione senza rinviare allo stesso concetto di partenza e lasciando il tutto in un circo chiuso. Si pu tuttavia adottare questa definizione che del resto ho visto che quella che pi delle volte ho inteso nella mia vita quando pensavo alla verit, ma quando diciamo che essa ci che vero, dobbiamo capire cosa sia vero, perch il termine vero che rende possibile una reale comprensione della stessa definizione della verit. Che cos vero? Noi diremmo subito: tutto ci che non falso o meglio tutto ci che non non vero; per precisare dico che il falso a dire il vero non che un non vero che si presenta come vero, mentre il non vero quello che e noi sappiamo gi cosa non vero, cio sappiamo cosa sia il non vero, ma non sappiamo cosa sia falso, se non dopo un esame perch il falso si presenta a un primo sguardo come vero, il falso un non vero sotto mentite spoglie. Ora anche la definizione di vero pu sembrare banale e lo se non si approfondisce ancora la questione anche perch le cose non finiscono qui. Dalla definizione che ho dato di vero noi comunque capiamo che il vero tale perch non un non vero e quindi vero e non vero devono essere strettamente collegati, anzi direi proprio che il non vero a fondare il vero, sia quello assoluto che quello parziale. Il non vero costruisce il vero per distinzione, ci sono due punti da visualizzare che sono quindi il punto sugli opposti, del tipo che se non A, B, solo perch uno opposto dellaltro, allo stesso modo posso dire che se non maschio, femmina; dopo di questo invece c il punto sul relativo, se io dico che una cosa non bianca, ne marrone, posso pensare che sia nera se ci sono prove a favore su questa tesi, ma non posso dire con certezza che la mia sia verit vera con certezza assoluta, anzi vera solo fino a quando non se ne dimostra il contrario, ma ci che conta capire come il non vero rafforzi quel vero e lo renda possibile. Lesclusione come punto importante per il vero, ma si vede che non basta, anche perch quello che si dice vero deve avere delle basi di per se. Ora il punto sta nel distinguere le varie verit che abbiamo di fronte ovvero noi abbiamo verit assolutamente vere, verit possibili, verit di convenienza. Le verit assolutamente vere sono tali che non se pu dire il contrario, non possibilit alcuna che posano dimostrasi non vere. Le verit possibili hanno al contrario sempre una possibilit di essere non vere, ma per il momento noi le assumiamo come vere, un giorno tuttavia si potrebbe dimostrane il contrario. Vi sono poi quelle verit che sono di convenienza perch le assumono solo per utilit o perch ci rendono felici o perch ci sono utili in un altro senso, solo che queste che siano vere o no non lo sappiamo, diciamo pure che la loro verit dipende dal soggetto che le pone come tali. A usto punto noi non abbiamo esaurito tutti problemi, prima di tutto si deve approfondire il problema del non vero, in quanto se si dice che una cosa non sia vera non vuol dire che ne consegua per necessit che unaltra debba esserlo, solo nel caso degli opposti questo si potrebbe pensare che sia possibile, ma nellaltro caso quello del relativo si ha un ulteriore bisogno che quello dellargomentazione a favore della tesi, perch se da un lato si pu dire che escludendo alcune possibilit si capisce cosa non pu essere, lessere vero non ancora dato di una affermazione e c bisogno della conferma che la frase sia vera di per se senza con delle argomentazioni che possano dirsi accettabili. Cosa stabilisce laccettabilit di queste argomentazioni? Perch noi potremmo dire che sono vere? Tutto pu sembrarci un paradosso, perch si dice vero dal non vero e noi in questo tipo di verit noi abbiamo bisogno di dire un altro vero, un vero perch non non vero e un vero perch in se medesimo vero dato che potremmo sempre ammettere delle altre possibilit nella nostra ricerca. Il secondo vero da cosa dato? Sempre dal fatto che non si pu dire non vero, proprio per il suo non essere non vero, se lo fosse diremmo che laffermazione era falsa, cio sembrava vera ma era non vera. Da questo punto d vista non ci sta nessun paradosso o pensiero circolare, qui da un lato si esclude il non vero come altre proposizioni esterne non vere, ma non da questo noi possiamo dire che noi siamo nel vero, lo diciamo perch noi

vediamo che non essendovi nulla di errato nella nostra affermazione la poniamo come vera, solo che qui non si tratta pi di un qualche verit assoluta ma al contrario di una verit che ha uno stato di vero fino a quando non se dimostra il contrario. cos che il non vero fonda il vero e la definizione stessa di vero include il non vero, perch noi infatti abbiamo detto che ci che vero tale perch non si pu dire non vero. In questo senso non si pu parlare del filosofo come scopritore di verit eterne, non sempre, anzi difficile dirlo, quando noi affermiamo qualcosa sappiamo sempre che vi la possibilit che un giorno si dimostri la falsit di una determinata affermazione; la possibilit del non vero nel nostro vero o quello che abbiamo considerato come tale in un certo senso rende la nostra affermazione ancora pi filosofica e ci distingue da un dogmatista e le sue verit assolute. La possibilit del non vero fa si che la nostra affermazione di possa dire un giorno falsa, ma fa si anche che si possa dire filosofica, perch il filosofo non pretende di scoprire la verit assoluta anche se spera sempre un giorno di poter arrivare, un atteggiamento pi aperto del filosofo pi gradito, si tratta in fondo di sapersi inchinare con stile quando si superati da un altro. Adesso che ho spiegato tutto questo quello che mi si potrebbe rimproverare di non aver ancora spiegato cosa sia il non vero, almeno in modo specifico, in fondo si facile dire che ci che non vero tutto ci che errato, bisogna spiegare cosa mai si possa intendere con il termine errato. Lerrore sta in quello che potrebbe essere definito come giudizio errato, questo giudizio errato le seconda delloggetto della conoscenza in quel caso, se si parla di una conoscenza sensibile si deve dire che lerrore un intelletto che interpreta male i dai sensibili, in fondo i sensi sono quello che sono e non dicono ne vero, ne falso nel caso dellidee anche in quel caso pur non essendoci sensi possano dirci nulla delle idee noi possiamo commettere errore perch posti dati che noi possediamo interpretiamo male la cosa. Un errore solo dal punto di vista ermeneutico, perch noi cerchiamo di capire cosa sia qualcosa interpretando i dati che possediamo e dandoci delle spiegazioni a tutto questo, se la nostra interpretazione dei dati scorretta perch si scoprono delle fallacie e contraddizioni, allora noi diciamo che abbiamo sbagliato a interpretare. Il punto cosa vuol dire interpretare? Dunque per primo punto ho gi detto che non vi interpretazione senza dati, si parte sempre da quelli e sulla base di questi si cerca di metterli assieme per formare quella che noi definiremo interpretazione di una cosa. Ci sono dei dati quindi e c un oggetto dellinterpretazione, i dati si riferiscono tutti alloggetto, noi sappiamo che perch vi sia un tale oggetto ci devono essere queste condizioni particolari e queste condizioni sono dei dati che noi diciamo gi veri perch sono condizioni, se no loggetto non sarebbe. Noi diciamo per esempio se cercassimo la libert umana, che perch luomo sia libero deve essere autonomo, cio deve potersi determinare da se, non ci deve essere il destino, ne un Dio che determini ogni cosa e ci deve essere qualcosa che noi sia il corpo nelluomo, perch quello sempre determinato, ma ci deve essere almeno una doppia natura nelluomo medesimo; noi diciamo queste condizioni come dati e solo dai dati parte la ricerca che deve portare allinterpretazione della libert. Non solo poi vi sono dei dati che noi gi abbiamo delluomo che riguardano lo stato attuale del medesimo, noi diremo che esso fatto in un certo modo e parleremo di alcuni dati che noi abbiamo su di lui, da tutto ci noi dovremo verificare se lui libero oppure no. Se dicessimo il falso ci dovremmo accorgere prima o poi se siamo dei bravi ricercatori che vi sono delle contraddizioni tra la conclusione e quello che si detto nel procedimento, ovvero nello sviluppo che parte sempre dai dati e non da qualche fantasticheria varia. Linterpretazione sbagliata si dice tale se nello sviluppo del ragionamento si trovano contraddizioni con la conclusione, se noi dovessimo scoprire che luomo non pu avere questa doppia natura per esempio non potremmo dire, al contrario di quello che fanno molti atei, che noi siamo liberi e non potremmo mai sognarci di parlare di morali in questo senso, perch non vi libert. Una volta trovata la natura dellerrore non si pu avere pi dubbi su cosa sia il non vero, ovvero delle interpretazioni che implicano contraddizioni interne. Mi si potrebbe dire che se non si parla di verit certe nella filosofia alla fine non si potrebbe pensare nemmeno una verit ultima a cui tendere, ovvero non si potrebbe dire che il percorso della filosofia abbia una fine, daltronde noi abbiamo visto molta storia della filosofia e abbiamo visto come sono andate a finire le cose, la filosofia ha sempre incontrato pi limiti e vacillato continuamente, ma appunto perch si posa ancora parlare di filosofia bisogna immaginare

un termine alla ricerca. Il termine della ricerca dato dalla possibilit finita che vi nelle risposte ad un problema, noi infatti possiamo dire che c sempre qualcuno che potr superarci in un futuro e non pretendiamo di conoscere verit assolute, ma nello stesso tempo diremo che le varie possibilit sono finite e che prima o poi si esauriranno ( pi avanti cercher di individuare un metodo che permetti di individuare tutte le possibilit, o almeno la maggior parte, se anche leggendo doveste giudicare il metodo inadeguato, in ogni caso vorrebbe dire solo che la possibilit finita non conoscibile come serie totale delle possibilit, ma non vorrebbe dire che non vi sia). Dunque quello che voglio dire che vi un numero finito di risposte alle domande, se si pensasse il contrario si cadrebbe in quello che io definisco lassurdismo. Lassurdista colui che pensa che vi siano infinite risposte alle domande tutte probabili, da questo ne deriva che non vi sono risposte assolutamente certe perch vi sono sempre altre infinite risposte possibili, ma da questo si derivano assurde del tipo che tanto probabile che un uomo abbia rubato passando attraverso un muro che aprendo una porta e con un arma; si chiama assurdi sta non a caso per questo motivo perch la situazione assurda che ogni cosa considerata sullo stesso livello di possibilit, ma gi solo per il fatto che diciamo che vi sono risposte sbagliate alle domande, poniamo dei limiti alle stesse risposte, le quali a questo punto non possono essere infinite, ma solo un numero limitato e da questo punto noi diciamo che valutate nel modo giusto tutte le possibilit, noi possiamo dire che quella tale risposta con certezza giusta. importante precisare che nel metodo di ricerca non devono intervenire alcun tipo di preconcetto o cose simili, lo diceva anche Kant nella sua critica della ragion pratica, noi quando cerchiamo non che dobbiamo gi sapere ci che cerchiamo, non abbiamo gi le risposte ad una questione, questo sarebbe fare dellideologia e non della filosofia. Diciamo pure con Platone che non cerchiamo ci che sappiamo gi perch non si cerca ci che gi si conosce, mentre non cerchiamo nemmeno ci noi non conosciamo perch non sapremmo nemmeno cosa cercare, infatti si conosce gi qualcosa quando si cerca, questo qualcosa sono i dati che si possiedono per svolgere il problema, il resto lo si scopre andando avanti con la ricerca. Importa anche in una ricerca seria luso che si fa della ragione, la ragione non deve essere del tipo di una ragione tiranno, la quale sottomette ogni cosa a se per conto della sua arroganza, ma bisogna pensare una ragione che sappia mettersi da parte quando debba riconosce qualcosa che vada contro le sue idee, nel caso ci fosse evidenza che questo qualcosa sia vero. La verit la dobbiamo cercare da noi soli, noi siamo il soggetto cercatore , se pensiamo di farci guidare o di trovare la verit rivelata da qualche parte sbagliamo di grosso, anche se i nostri pensieri sono determinati abbiamo una liberta nella coscienza e di quella dobbiamo fare uso. Lo stesso Liebniz usava la ragione per esaminare la fede, diceva che se la ragione avesse trovato dei punti con cui andava daccordo perch trovava giusti, e per lui vi sono questi punti, la ragione si piega e si inchina davanti alla fede di fronte a questi punti e solo per questi. Noi siamo le migliori guide di noi stessi e non ci nessun maestro presunto o vero che posa guidarci sul serio o possa pretendere di essere meglio di noi nei confronti di noi medesimi.

UNA O PI VERIT?
Bellini sostiene che vis sono pi verit al contrario della maggioranza della gente, molta gente guidata al suo pregiudizio ha detto senza nemmeno spendere un po di riflessione sullaffermazione di Bellini, che non assolutamente vero che vi sono pi verit. Quello che voglio invece fare io cercare di capire seriamente se possibile che vi siano pi verit, ragionando sullaffermazione di Bellini, la quale non nemmeno tanto chiara, infatti lui afferma che queste verit sono verit relative , ma non si capisce a cosa. Per prima cosa voglio spiegare perch mai si sostiene di solito che di verit ve ne sia una sola, cio in che senso si intende una sola verit e perch la si intende in quel modo. Di solito si dice che la verit sia eterna e che anche se nel mondo regnasse il falso nulla potrebbe distruggere la verit per quello che , su questo non si pu non essere daccordo e in questo caso la verit posta in un cielo ideale, in cui la dimensione quella delleterno, rispetto a quella della terra che il divenire. Si pensa che nelleterno vi sia una sola verit, ma io pi avanti voglio dimostrare che invece c spazio per pi verit in questo cielo eterno, anche se non ancora detto che vi debbano essere per forza di cosa pi verit. Si dice anche che vi una verit perch si pena che non vi possano essere pi risposte ad una stessa domanda, questo vero se le risposte sarebbero contraddittorie, non si pu sostenere nello stesso tempo una cosa e il suo opposto, ma del resto se le pi risposte affermate non fossero contraddittorie, allora si potrebbero pensare pi risposte legittime ad una stessa domanda, il punto se possono esservi tali risposte, se possibile una cosa simile e se invece non lo allora bisogna credere ai sostenitori di una sola verit. Si obbietta appunto di solito la contraddittoriet delle pi verit che potrebbero esservi, ma anche qui tutto sta nel vedere se invece le verit si possono accordare insieme senza entrare in contrasto e le condizioni di una simile cosa le dimostrer pi avanti. Chi sostiene una sola verit potrebbe far notare che sostenere pi verit porterebbe al soggettivismo, cosa che se fosse allora non si parlerebbe di pi verit, o almeno non ha senso affermare pi verit soggettive , senza dire nello stesso tempo che non vi alcuna verit e come vedremo pi avanti questo poi quello che intendono i sofisti. Chi sostiene una sola verit potrebbe fare leva sulluniversalit della verit nel caso la verit s dovesse considerare oggettiva, del resto potrebbero dire che se le verit sono oggettive, visto che soggettive non possono essere, dovrebbero essere nello stesso tempo universali, ovvero noi dovremmo dire con universali che sono valide per tutti; la difficolt sarebbe appunto nel fato che tutti dovrebbero trovare pi verit giuste per vari motiv che sono oggettivi, chi sostiene che vi sia una sola verit potr dire che oggettivo si dice in un solo modo e non in pi modi e che universale vuol dire che uguale per pi individui, ma questo uguale deve essere inteso solo nel senso che la medesima verit deve essere quella in cui tutti devono credere. Chi sostiene che vi una sola verit potrebbe fare appello alla storia dire che non si pu dire che n fatto sia avvenuto in due modi, o affermare che vi sono pi verit nei fatti, questo sarebbe un orrore per lo storiografo. Inoltre chi sostiene la presenza di una sola verit potrebbe fare appello al senso comune e fondarlo come razionale dicendo che nel senso comune ci sono scritte le medesime cose e queste sono fondate razionalmente, da questo deriverebbe che la verit si dice in un solo e unico modo, ma a buon diritto chi sostiene lesistenza di pi verit potrebbe ribattere che il senso comune non stato sempre lo stesso nella storia, noi prima pensavamo che la terra fosse piatta , poi abbiamo detto che una sfera, ora diciamo che un ellisse, perch schiacciata ai poli, ma appunto se dovessimo dire che la verit tutta scritta nel senso comune, come del resto sostiene Kant, saremmo costretti a cambiare verit ad ogni cambiamento di senso comune derivato dal passaggio di un orizzonte storico ad un altro. Inoltre se leggete bene Bellini, lui accusa chi sostiene una sola verit di essere

un presuntuoso che afferma di conoscere qualche verit assoluta e di volerla rivelare agli altri, purtroppo questo accade spesso, pensate per esempio a Grillo che ha detto pubblicamente che la verit la sa lui, con tutta laria da presuntuoso, ma non detto che tutti quelli che pensano che vi sia una sola verit la pensino in questo modo, ma del resto quella di Bellini una critica legittima. Vedete gi con tutto quello che ho scritto fino ad ora che entrambe le posizioni hanno delle tesi che si possono dire valide ed per questo che il problema si fa complesso e non finisce tutto qui. Adesso invece vorrei analizzare in modo specifico le varie possibilit che vi sono per sostenere che esistano pi verit. Per prima direi che chi sostiene lesistenza di pi verit potrebbe dire che esse sono infinte. A prima vista vediamo subito che questa posizione gi stata sostenuta nel corso della storia della filosofia, per non stata intesa proprio allo stesso modo; questa posizione la troviamo gi nei sofisti, i quali sostenevano che non vi fosse alcuna verit, in fondo, ma del resto come vedremo meglio avanti non una posizione diversa da quella che dice che di verit ce ne sono infinite. Uno dei filosofi pi importanti di questa corrente nella filosofia Protagora e questo filosofo importante per la seguente affermazione, che viene riportata in uno dei dialoghi di Platone:

L'uomo la misura di tutte le cose, di quelle che sono in quanto sono e di quelle che non sono in
quanto non sono ( Protagora) Qui luomo la misura di ogni verit, tutto dipende dalla condizione fisica delluomo, dallo stato dal punto di osservazione ecc, ma questo viene detto per il fatto che vi secondo Protagora un relativismo di verit, perch la verit relativa alluomo che la pone e alle condizioni in cui si trova questo uomo, non vero quindi come dice qualcuno su internet che tutti sanno che non un relativista, ma anzi lo eccome e dire il contrario, dicendo oltretutto che lo sanno tutti, vorrebbe dire dare dello stupido al filosofo pi importante della storia che Platone. Noi possiamo dire in effetti che per il malato il miele disgustoso e che per il sano questo gradevole perch dolce. Si potrebbe anche dire che ne so in una stessa strada che scende da un punto alto, per chi sta sotto una salita e per chi sta sopra una discesa, ma questo esempio pu essere inteso in vari modi sia come soggettivit delle verit sia come diversit dei punti di vista. Troviamo tra i sofisti anche un altro esponente, Gorgia il quale sosteneva questo: nulla ; se anche fosse non sarebbe conoscibile; se anche fosse conoscibile non sarebbe comunicabile ( Gorgia) Se nulla , non solo non si pu dire che lessere sia, ma non si pu dire nemmeno che vi sia qualche verit, ovvero si deve dire che non vi alcuna verit e che tutto falso; non serve far gi notare la paradossalit della cosa, ma quello che voglio dire ora che se noi dicessimo il contrario di tutto falso, ovvero tutto vero, che poi quello che esprime e intende chi dice che vi sono infinite verit, in realt non diremo una cosa contraria a quel tutto falso di cui parlavo prima, infatti tutto falso e tutto vero vogliono dire la stessa cosa, ovvero che non vi nessuna verit, quello vogliono dire la differenza sta solo nel fatto che una una presa di posizione ottimistica sulla realt, tutto vero, laltra una posizione pessimistica sulla realt, tutto falso, ma la realt sempre la stessa, non vi verit. In questo senso insostenibile che vi possano essere infinite verit, perch in realt oltretutto le varie verit si escluderebbero a vicenda , sarebbe altrettanto vero che vi Dio e altrettanto vero che non vi sia, ma non si possono sostenere pi posizioni anche se si contraddicono e dire che una cosa vera ed p anche vero il suo opposto. Alla fine i sofisti arrivavano a sostenere che il loro insegnamento era solo quello di fare di che si imparasse larte del linguaggio per persuadere il prossimo, cosa che poi vediamo nei nostri giorni in tutte le pubblicit, le quali rappresentano una societ utopica falsa dopo la morte di Dio, profondamente materialista, consumista e anche atea, e troviamo sempre un personaggio che cerca di persuadere il prossimo con il linguaggio, immagini e cose simili, anche messaggi subliminari, a comprare un determinato prodotto che il pi delle volte si

rivela scadente e che non per nulla neanche lontanamente simile a quello che si vedeva in pubblicit dal punto di vista della qualit. Se non si pu sostenere per ovvi motivi che vi sono infinte verit, chi sostiene lesistenza di pi verit dovr dire che queste verit devono essere si molteplici, ma un numero finito. Ci sono due strade che io ho personalmente individuato per sostenere una tesi simile sono le seguenti: 1 se si ammettono pi verit il primo problema a cui bisogna fare fronte il fatto che le verit che noi teniamo presene si potrebbero escludere a vicenda , entrare in conflitto tra di loro; per risolvere questo problema si deve fare in questo modo, bisogna porre dei principi che siano superiori a alle stesse verit , fondando cos una verit di base costituita da principi oggettivi e universali che deve essere condivisa da tutti, il punto che questi principi medesimi valuteranno se una verit potr dirsi vera oppure no e lo si vedr guardando se la verit si accorder ai principi oppure no, se si accorda la verit ai principi e dico a tutti i principi e non solo alla maggioranza, si potr dire la verit vera se no si dovr dire tale verit falsa. A favore di questo si pu fare il seguente esempio: se si vuole accordare pi religioni si pu porre i seguenti principi, per esempio parlare di un Dio unico, in senso generico, che pu essere sia un Uno o la Brahman o Allah, generico, un altro principio potrebbe essere il se superiore, generico che pu essere o anima o monade spirituale e poi si potr mettere come terzo principio una vita dopo la morte , per esempio la rincarnazione oppure si potr pensar al regno dei cieli, sempre in senso generico; posti questi principi si potr dire che tutte l religioni che dovessero attenersi ai principi si dovrebbero dire valide e giuste, ma badate si devono attenere a tutti i principi non solo ad alcuni. 2 si potrebbe invece pensare che posto un determinato oggetto esistano pi punti di osservazione del medesimo oggetto e che quindi si possano fare pi affermazioni sulloggetto e possano essere tutte vere allo stesso tempo, per esempio come avevo detto prima, di una stessa strada si potr dire sia che una salita sia che una discesa, tutto dipende dai punti di vista degli osservatori se una persona sta sotto o se sta sopra rispetto alla strada. Con questo tipo di argomentazioni si potrebbe sostenere che esistano pi verit e che siano tutte valide, e queste verit sono relative al punto di vista del soggetto, ma non sono soggettive, se al persona ce stava sopra e giudicava la strada una discesa se scendesse e si mettesse al posto dellaltra persona che gi si trovava sotto questo punto anche lui vedrebbe la strada come salita. Sebbene queste due posizioni possono essere accattivanti, bisogna tenere conto del fatto che non sono ancora perfette e che presentano una serie di problemi, che chi sostiene che di verit ve ne una sola individuerebbe senza troppe difficolt e sono seguenti 1 chi dovesse sostenere la prima posizione ma deve poi spiegare quali sono questi principi e dirli, poi come fa fondare questi principi, su cosa si basano i principi? Sono verit che sussistono da se, oppure hanno alti principi che li fondano , ma questi altri principi come sono fondati? Oppure i principi si fondano da soli? E come si fa a dire che non vi sia contraddittoriet i principi? In base allesempio riportato, come si fa a far coesistere le religioni teistiche con le altre? 2 nel secondo caso se si sommano i vari punti di vista possono anche essere visti in modo diverso, per esempio si pu dire che in realt non sono che parti della verit della cosa, non forse vero che sommando i punti di vista sullo stesso oggetto si ottiene una verit unica sulloggetto? Inoltre quello della salita e della discesa pu essere considerato solo un caso, ma non tutte le volte si tratta di punti di vista, come si potrebbero poi fondare scienze basate su punti di vista differenti? A questo punto trovo che la conclusione pi legittima sia quella di considerare possibili entrambe le affermazioni, non si pu dire che una sia pi vera dellaltra, del resto ci sono motivi sia per appoggiare luna che laltra. In questo caso si pu dire che se la propria verit non fosse lunica

sarebbe una delle tante, tra quelle possibili, ma in filosofia non mai detta lultima parola.

SUL METODO DELLE DOMANDE PRIME


Questo metodo stato introdotto e gi usato da me pi di una vota, solo che ora ci saranno delle varianti che mano a mano spiegher. Il metodo generalmente serve per fondare alcuni punti, ma pu servire anche come metodo di indagine e di ricerca. Le domande prime non sono altro che delle domande con due tipi di risposta sola, o si o no e non forse che solo un rinvio; la caratteristica di queste domande che una delle risposte paradossale e da questo si consegue che sbagliata e solo laltra deve essere giusta, anche perch nellaltra non vi alcuna contraddizione. Prima avevo inteso tali domande come circoscritte in un numero finito ed esse erano quattro, ma ora ho capito che il metodo anche se possiede delle domande principali, tuttavia il metodo pu essere applicato ad un maggiore domande; i vantaggio che si ha con queste domande quello che si ottengono delle risposte certe e che si analizzano tutte e due risposte. Individuato il metodo, si trovano come gi dicevo delle domande importati e principali, le quali stando alle mie indagini sono cinque. La prima domanda doveva essere una domanda delle domande, io ero alla ricerca della prima domanda e non ci ho impiegato poco tempo per trovarla, la domanda prima, da me chiamata finale perch stavo risalendo le domande al contrario, doveva essere una domanda che riguardava le stesse domande e doveva riguardare il fondamento stesso delle domande; alla fine questa domanda lavevo trovata ed era la seguente: utile porsi domande ? ci sono a questo punto solo due tipi di risposte possibili, una si e laltra no, non forse perch solo un rinvio della risposta; posto che i tratta di una domanda prima allora una delle due risposte deve contenere una contrazione in se medesima; ora esaminiamo le risposte: 1 si: se si risponde si allora si dovr dire che porsi domande sia utile. 2 no: se si risponde no allora si dovr dire che posi domande sia inutile, ma certamente non si potr negare che porsi questa domanda stato utile per capire che le domane sono inutili , neanche perch cos non ci si porrebbero pi domande, ma questo un evidente paradosso, da cui si capisce che la risposta giusta non pu che essere la prima. Ora certo che utile porsi domande. Mi si potrebbe contestare il fatto che anche se utile porsi domande questo non voglia dire che tutte le domande debbano per forza essere utili, ma basterebbe usare lo stesso sistema per una domanda qualsiasi, per esempio questa: utile porsi la domanda: che cosa sono gli atomi? 1 si: se si risponde si, allora la domanda utile 2 no: se si risponde no, allora non dovrebbe esserlo, ma in realt non vero perch la domanda sarebbe anche in questo caso utilissima, infatti sapendo che inutile noi non ce la porremo pi, ovvero ci stato utile porci questa domanda per capire che era inutile, ma questo ripeto, un altro paradosso.

A questo punto si potrebbe obbiettare che non si pu pensare che tutte le domande siano utili, vi sono domande che appaiono giustamente alla ragione umana come stupide ma il metodo che io adotto invece dice al contrario che dovrebbero essere per forza di cosa delle domande utili; il problema non difficile da risolvere se da un lato risulta che tutte le domande sono utili dallaltro non trovo alcuna difficolt ad ammettere dei diversi gradi di utilit tra le domande e in questo senso anche se tutte le domande sono utili una domanda pu essere pi o meno utile di unaltra. Un problema ulteriore si presenta per quanto riguarda le risposte alle domande prime, perch si potrebbe dire che la risposta no non sia una risposta, ma una non risposta; in realt ci rendiamo conto che la risposta no alla domanda finale o alla prima delle domande prime, non una non risposta, perch le non risposte non sono altro che risposte che si ritorcono su se stesse, per esempio la non risposta a quella domanda sarebbe la seguente: ci sono tante domande utili quante ce ne sono. Capite? Non dice nulla questa risposta, verrebbe dire si ma quante? Tutte? Nessuna? Due? Non chiaro e non dice nulla la non riposta, invece la risposta no, le domande sono inutili non una non riposta, in essa troviamo un affermazione precisa ed oltretutto una non risposta vera. Si possono trovare credo non risposte a tutte le domande per esempio: perch sei qui? Sono qui perch sono qui Chi sei? Io sono io Quante patate vuoi? Voglio tante patate quante ne voglio Da notare che alla fine le non risposte girano sempre attorno alle domande e non escono da esse perch non aggiungono nulla ma ritornano a se come in un cerchio. Quando vedremo le altre domande inserir anche la corrispondente non risposta cos si vedr meglio che le risposte negative non sono non risposte, ma risposte a tutti gli effetti. possibile distinguere nellinsieme anche le non domande, non del tutto chiara lidentificazione delle non domande ma dovrebbero trattarsi di domande retoriche, cio domande che hanno risposta gi data e che quindi non possono essere domande perch nelle domande la risposta non mai data, ma posto il punto interrogativo bisogna dire che esse sono alla fine delle non domande per esempio: non ti avevo detto di andare a compare il pane? chiaro che io ti avevo gi detto di comprare il pane e qui non si sta chiedendo sul serio se te lho chiesto , ma la risposta appunto in realt gi data, quindi chiaro che la risposta a questa domanda sar affermativa, anzi pu darsi che la risposta non sia, perch gi scontata. Fino ad ora abbiamo preso in considerazione solo le domande e ci siamo interrogati sulle domande, ora invece vedremo le risposte. Una volta confermata lutilit delle domande, dato che esse non possono dirsi ne vere ne false e non si pu dire che una persona ha sbagliato ha fare una domanda, perch non ci sono domande che in se stesse siano giuste o domande sbagliate, al massimo lo si pu dire se riferito ad un contesto particolare, chiaro che se dico a un panettiere se mi pu aiutare a risolvere il problema concernente la mia auto, questo mi guarder male, ma in se stessa la domanda non pu dirsi sbagliata, il contesto in cui posta la domanda che sbagliato rispetto alla domanda che pongo, ecco io ora invece devo fondare le risposte, prima di tutto devo fondarne lesistenza. Cos la

seconda domanda delle domande prime non pu che essere questa: esistono risposte alle domande? 1 si: se rispondo si allora affermo che esistono risposte alle domande 2 no: se rispondo no allora affermo che non esistono risposte alle domande, ma di certo non potr non dire che in questo caso io non stia rispondendo ad una domanda, quindi starei dicendo che la risposta alla domanda sul se esistono o meno riposte alle domande no; come ben vedrete questo un paradosso, dal quale si comprende che in realt la risposta giusta la prima. 3 la non risposta : esistono tante risposte alle domande quante ce ne sono; questa risposta non pu dirsi ne vera ne falsa, proprio per il fatto che non afferma e non nega nulla. A questo punto si pu dire che ho fondato lesistenza delle risposte alle domande, si potrebbe tuttavia obbiettare che non detto che esistano risposte a tute le domande, ma come mano a mano imparerete, le obiezioni di questo tipo sono false e infatti adesso vi mostrer in che senso la stessa cosa valida per altre domande. Per esempio potremmo porre questa domanda: esiste la risposta alla domanda: che cosa sono gli atomi? 1 si: se si risponde si esiste tale risposta 2 no: se si risponde no, allora non dovrebbe esistere tale risposta, ma noi stiamo in ogni caso rispondendo alla domanda e stiamo dicendo che non si pu conoscere, ne sapere; il punto che evidente la paradossalit della risposta, quindi la prima risposta quella giusta e non la seconda. 3 la non risposta: esistono risposte a tale domanda quante ce ne sono; non stiamo di nuovo affermando nulla ne negando nulla, da qui si capisce che le non risposte come questa non sono ne vere ne false. Allora esistono riposte a tutte le domande? No, solo a ci ch pu sottostare ai concetti, se qualcosa non pu essere espresso con concetti non si potr dire cosa sia. Lesistenza delle risposte solo il primo punto sulle risposte, quello che viene dopo la fonazione della loro certezza, io posso sempre dire che le risposte ci sono e che per non siano certe; necessario fondare la certezza delle domande e questo va fatto introducendo la terza domanda delle domande prime. La terza domanda delle domande prime la seguente: esistono risposte certe alle domande? 1 si: se rispondo si, allora ci sono risposte certe alle domande 2 no: se rispondo no, allora non ci sono risposte certe alle domande, ma di certo non posso dire che non sia certo che la risposa no sia la risposta precisa a quella domanda; questo un altro paradosso e io sto dicendo che sono certo che la risposta a questa domanda sia no, non ci sono risposte certe alle domande, allora la risposta giusta non pu che essere la prima 3 non risposta: ci sono tante risposte certe alle domande quante ce ne sono In questo modo ho fondato le risposte certe e non c bisogno di dimostrare che ci sono risposte certe a tutte le domande, basta applicare il medesimo metodo a ogni domanda che ci si pone e si

ottiene lo stesso risultato. Se le risposte esistono e sono certe non data comunque la loro conoscibilit, da questo che parte la quarta domanda, da me introdotta a poco, per risolvere anche il problema che riguarda la conoscenza. La quarta delle domande prime la seguente: si possono conoscere le risposte alle domande? 1 si: se si risponde si, allora si ammette che le risposte alle domande siano conoscibili. 2 no: se si risponde no, allora si ammette che le riposte alle domande non siano conoscibili, i problemi nascono quando si deve ammettere di conoscere la risposta a questa domanda; trovando anche qui un altro paradosso, la conclusione sar la medesima, ovvero che la risposta giusta la prima e non la seconda. 3 la non risposta: si possono conoscere tutte le riposte alle domande che si possono conoscere. Ora dovremmo conoscere tutto quello che ci serve sulle risposte, sappiamo che ci sono, che ci sono delle risposte certe e non solo sappiamo che sono anche conoscibili, non c altro a mio avviso che bisogna sapere sulle risposte e posso dire in questo senso che io le ho fondate. Il problema rimane comunque sul paino della verit , perch anche le risposte sono certe e sono conoscibili non data per scontata la verit, quindi tutto questo ci fa pensare che le domande prime, almeno quelle principali non finiscono qui; infatti qualcuno potrebbe sempre dire che non esiste nessuna verit, da qui nasce la quinta delle domande prime, che la seguente: esiste la verit? 1 si: se si risponde di si, si ammette che esiste la verit 2 no: se si risponde no, si ammette che non esiste nessuna verit, per questultima unaffermazione, la quale pu essere o vera o falsa, se falsa , allora dovemmo dire che non giusta la risposta ma sarebbe giusta quella prima, ma chi risponde in questo modo, dicendo no, intende che la riposta vera, solo che dicendo ci la sua affermazione finisce per diventare questa: vero non esiste nessuna verit, ma questo un evidente paradosso, da che si capisce che risposta giusta quella che sta sopra ovvero quella affermativa. 3 non risposta: in questo caso converrebbe rispondere come se la domanda fosse: cosa pu essere vero? E noi diciamo che: vero tutto ci che pu essere posto come tale. Quella che vedete sopra non solo una non risposta , ma anche una non verit, infatti non afferma niente , ne nega nulla, da quella proposizione non si pu capire cosa possa dirsi sul serio vero, se tutto o niente o qualcosa; da questo si capisce che chiunque avesse in mente di dire che la riposta no, a questa domanda fosse una non verit si sbaglia. Ritornando al discorso iniziale, dobbiamo tenere conto del fatto che quelle che io ho elencato sono solo le principali domande prime, ma chiss quante ce ne sono; le domande prime principali sono legate in un modo tale che una domanda produce unaltra, ma sicuramente vi sono molte altre domande prime, le quali possono essere considerate da parte, ma anche queste hanno una loro funzione importante. Voglio dunque fare un esempio di altra domanda prima che potrebbe essere posta come tale: c una ragione per cui lessere sia piuttosto che non sia? ( se la domanda vi ricorda Liebniz normale, non lo accade il contrario)

1 si: se si risponde si, allora bisogna ammette che c una ragione per cui lessere sia piuttosto che non sia. 2 no. Se si risponde no si afferma che non vi alcuna ragione per cui lessere sia piuttosto che non sia, ma il punto che se le cose stanno cos allora non c nessuna ragione per cui la nostra risposta sia piuttosto che non sia, allora dovremmo ammettere che la nostra risposta irrazionale, il che difficile da dire e come si potr poi prendere sul serio in considerazione la nostra risposta, si dovr dire che la risposta giusta sia quella sopra. 3 non risposta: esistono le ragioni per cui lessere sia piuttosto che non sia che ci sono. Ci potranno essere molte altre domande prime, il bello di esse che ci garantiscono delle verit che si possono dire assolutamente certe e poi c il fatto che nella analisi si prendono in considerazione tutte e due risposte, senza scegliere gi la direzione in cui andare. Ora tutto non si esaurisce con le stesse domande prime, in realt si va vanti perch vi sono anche le domande seconde e le domande terze. Prima di cominciare con le domande seconde, volevo dire che certo si, quelle domande prima ho posto possono sembrare banali e molte persone certe cose le danno quasi per scontato, ma con quello che c scritto prima si attua una critica definitiva allo scetticismo. Le domande seconde sono diverse dalle domande prime perch si hanno due risposte , ma non sono si o no, dipendono dalla domanda che si pone e non la soluzione immediata come prima infatti non c un paradosso interno ad una delle due risposte che fa si che noi la escludiamo e pensiamo che la risposta giusta sia laltra , in realt qui bisogna analizzare entrambe le risposte a fondo. Come nelle domande prime bisogna distinguere quelle che sono le domande seconde principali da quelle secondarie, la prima delle domande seconde, tra quelle principali, prosegue il discorso cominciato con lultima delle domande prime, ovvero quello sulla verit, dunque la prima delle domande seconde non pu che essere questa: esistono una o pi verit? Su questo per ho gi discusso prima, quindi non far altro che dire che non vi una risposta per me a questa domanda che possa dirsi certa ed chiaro che se si adotta un certo tipo di risposta allora si seguir un tipo di strada piuttosto che un'altra , ma di fatto, in ogni modo si voglia rispondere a questa domanda in ogni caso le domande successive non variano e la seconda delle domande prime la seguente: esiste o no Dio? 1 si pu rispondere che esiste Dio 2 si pu rispondere che non esiste Dio 3 si pu dire che tanto vero che esiste Dio quanto non sia vero, quindi non rispondere o non affermare nulla , infatti non sto dicendo ne che vero, ne che non vero. Vi stupirete se dico che in realt entrambe le risposte sono false, ma ora che ve lo spigo sar tutto pi semplice; il fatto che esistere deriva da ex-sistere, che vuol dire posto da, ma da chi diavolo pu essere stato posto Dio, se Dio fosse stato posto da qualcuno non sarebbe Dio, perch vorrebbe dire che c qualcosa al di sopra di Dio che lo ha posto, ma ci impossibile, quindi non vero che Dio ha esistenza, nel senso che lesistenza non centra nulla con Dio; allora si penser che io intendo dare ragione allaltra risposta, ma non cos perch Dio c e ve lo spiego dopo perch, in ogni caso lateo si sforza incredibilmente di dire che Dio non possiede qualcosa che non ha mai posseduto e

se evitasse di falso sarebbe meglio e magari conserverebbe meglio le sue forze per impiegarle in qualcosa di pi utile. Diciamo pure che se noi intendiamo che qualcosa esiste, per esempio noi oppure luniverso posto che esistere vuol dire che qualcosa stato posto da, sottointeso qualcuno, allora noi dovemmo chiederci chi ha posto noi o luniverso oppure in generale tutto ci che possa dirsi esistente e non potremmo dire che le cose sono poste dal nulla, dunque si comprende che le cose devono essere state poste da chi poteva porle, per meglio dire crearle, se noi pensiamo un creatore delluniverso, noi stessi definiamo questo creatore come Dio e non gli diamo altro nome che quello. C Dio come suprema unit degli universali e suprema identit di ogni cosa, ununit ultima e una identit ultima. Chi dice che Dio non perde nello stesso istante la sua identit che Dio medesimo gli conferiva, perch Dio a mio avviso va inteso come Uno, simile ad una idea delle idee a cui tutti gli universali, intesi come identit supreme di un molteplice, fanno riferimento. Da questo punto di vista si capisce che non esiste lumanit oggettivamene se non vi Dio e non esiste nemmeno la nostra identit singola se non vi Dio e non esiste pi lio se Dio fosse morto. Quindi affermare che Dio non esiste comporta una serie di problematiche che non si possono risolvere facilmente. Il punto che per dire che Dio non esiste non serve a nulla, lateo forse dovrebbe dire Dio non c, che diverso e deve esserlo, ma si trova nella difficolt di dover spiegare lorigine dellidentit e spiegare chi stato posto lesistente. Quindi io direi che Dio c, ma che viene prima dellesistenza. Da questo di risposta dipende il resto del percorso nelle domande seconde se si risponde ne modo in cui fatto io allora si proseguir con la terza delle domande seconde e sar quella che scriver sotto, mentre se si afferma che Dio non , nel senso che non c allora la strada sar diversa. Dio principio primo oppure no? A questa domanda risponderemo subito che Dio principio primo, perch se non lo fosse vorrebbe dire che c qualcosa sopra di lui, il che assurdo. da qui che cominciano le domande terze, esse non hanno due risposte, anzi spesso non si pu dire quante siano le riposte possibili, ci sono pi risposte possibili, ma queste risposte sono comunque finite. Cos in realt si scopre che le domande pi complesse in realt sono proprio queste per il numero di risposte possibili che non pi semplicemente due e poi non si pu derivare la falsit di una risposta da un paradosso che dovrebbe trovarsi allinterno dio una delle due risposte. La prime delle domande terze si deriva dallultima delle domande seconde, la quale posto il percorso che io ho scelto di seguire , sulla base del mio ragionamento concerneva Dio stesso, quindi la prima delle domande terze sar questa: Chi Dio? O meglio cosa pu dirsi Dio? A questa domanda esistono varie risposte possibili, non certo solo due e dalla risposta a questa domanda dipende tutto il restante percorso e dopo le strade si ramificano a seconda della risposta a questa domanda. Lascio libera la risposta , secondo me Dio lUno, al pari di un Plotino che diceva che questo era il termine che si avvicinava di pi a Dio, ma del resto non penso ci sia un termine che possa coglierlo nella sua interezza. Le domande terze sono lultimo tipo di domande possibili, non ve ne sono altre e quindi le domande successive a seconda del percorso che si seguir saranno sempre e comunque delle domande terze.

TRA REALE E PARADOSSALE


Dopo quello che ho detto prima sulle domande prime non ci dovrebbero essere ancora dubbi, per quanto riguarda le risposte e tanto meno sulle stesse domande, le quali sono intoccabili perch non possono essere sottoposte a giudizio, non sono ne vere, ne false e non si pu in questo modo accusare la domanda; tuttavia si potrebbe ancora alzare la mano e criticare il concetto di paradossale e dire che per il fatto che qualcosa sia paradossale, non vuol dire che sia necessariamente falsa, anzi si potrebbe sostenere che nella natura stessa sta il paradosso e che tutto il mondo naturale un paradosso continuo, Affermando in questo modo che la riposta per quanto paradossale, dato che le cose stanno in questo modo, molto pi vicina alla natura di quanto non si credi ed pi vicina al nostro mondo di paradossi. Chi sostiene una paradossalit della natura potrebbe per esempio usare i paradossi degli eleatici e dire che nonostante tutto anche se il movimento paradossale noi ci muoviamo lo stesso, quindi ogni volta che ci muoviamo sperimentiamo su noi stessi un paradosso. Dal mio punto di vista penso che non sussista il problema del movimento posto da Zenone, infatti il movimento un evento nel tempo, che ha una certa durata, allora perch metterci di mezzo linfinita divisibilit dello spazio? Cosa centra? Bergson i suoi tempi diceva che non stata fatta una vera distinzione tra spazio e tempo, infatti molti pensatori hanno inteso il tempo come spazio, ancora oggi c chi tenta di dimostrare lillusoriet del tempo partendo da quella dello spazio e dicendo che il tempo occupa spazio, ovviamente basandosi a quello che accade ad una lancetta dellorologio, questo fa capire che ancora oggi non esiste una netta differenza tra spazio e tempo. In realt poi bisogna tenere conto che Zenone voleva dimostrare lillusione che sta nel movimento e non tanto la paradossalit della natura. Del resto i sostenitori della tesi della paradossalit della natura, tra questi c anche un certo Lao-Tzu, potranno sempre fare riferimento a tutte le dimostrazione dellillusoriet di qualcosa che noi credevamo reale e che poi alla fine noi sperimentiamo, come il tempo che sarebbe composto da una somma di presenti e questo impossibile o paradossale che il tempo si formi sul non tempo, ma il punto sta nel fatto che paradossale inteso come illusorio, nel senso che se il tempo paradossale, noi diciamo subito che esso unillusione. Paradossale dunque non pu essere reale, il punto sta qui, anche se il nostro mondo fosse paradossale, noi dovremmo dire giunti a questo punto, che il nostro mondo unillusione e dunque non reale. Chi volesse sostenere che la nostra realt paradossale, qui non centra pi Lao-Tzu, deve far coincidere il termine realt con la paradossalit, ma questo come avete visto non possibile in nessun modo, perch il termine paradossale va riferito al termine illusorio e non al termine reale. In questo senso lobiezione errata e non ha nessuna sussistenza. Se vogliamo poi essere sicuri del fatto che il mondo nonostante tutto non cos pieno di paradossi, basta far notare che se lo fosse noi saremmo nel caos, mentre nonostante tutto il male che c nella realt comunque possibile vedere un certo ordine, dato dal fatto che i pianeti seguono un ordine che sempre lo stesso infatti seguono sempre le stesse orbite e poi il fatto che noi viviamo in un mondo in cui la stessa natura sembra disposta affinch noi possiamo viverci, per esempio ilo fatto che noi abbiamo bisogno di ossigeno, il quale ci viene fornito dalle piante e noi lo scambiamo con anidride carbonica. Insomma lordine naturale smentisce il caos di una possibile natura totalmente paradossale.

SUI LIMITI POSTI ALLA CONOSCENZA


Visto che in questo scritto intendo parlare della verit, allora meglio che chiarisca un punto, che quello sulla conoscibilit della stessa verit, di cui in parte ne ho gi parlato quando ho affermato chele risposte alle domande sono conoscibili, quindi ho gi detto che la verit conoscibile,ma qui il punto cercare di capire fino a che punto conoscibile. Nella filosofia diversi pensatori hanno sostenuto che ci fossero dei limiti alla conoscenza umana e che questi non potessero in nessun modo essere oltrepassati. Si parla per esempio di Locke, per il quale la ragione non che uno scandaglio, oppure si pu parlare di Kant, il quale usava la metafora dellisola per spiegare il senso della limitatezza della conoscibilit della verit. In entrambi i casi si intende che la nostra conoscenza limitata al campo del sensibile, quindi in entrambi casi si trova un netto rifiuto della metafisica. Locke considera la ragione stessa come strumento di misura del limite, mentre Kant parla di una ragione che allo stesso modo limitata per il fatto che uno strumento e ogni strumento ha il suo campo limitato; per capire meglio Kant si pu fare questo esempio, la ragione pu essere pensata come un compasso, il compasso ha come campo limitato quello dei cerchi e delle curve, io con il compasso non posso farci delle linee rette, verrebbero male, per quello uso la squadra, ma tenete presente che per Kant non che ci siano altri strumenti di conoscenza, fare metafisica con la ragione, vorrebbe dire usare un compasso in un campo in cui non il suo, magari per tracciare linee dritte e non verranno mai del resto se lo si usa in tal modo. Ci si chiede ora da dove saltino fuori le idee relative alla metafisica e che noi abbiamo in testa, la risposta a questa domanda semplice: sono dei derivati, in Kant si parla di anima come totalit di tutte le nostre funzioni, di mondo come totalit di tutti i fenomeni, di Dio come totalit ultima. Il campo del non conoscibile un campo a cui non si pu accedere e di ci che sta in quel campo non si pu dire nulla, per cui gli atei quando dicono che Dio non esiste, stanno facendo metafisica e visto che ai giorni nostri la metafisica quasi non esiste pi, gli atei per affermare quello che vogliono affermare devono riabilitare la metafisica, solo che spesso dicono quello che vogliono, negando poi che si possa fare metafisica. Ora vi posso dimostrare sulla base dello stesso ragionamento di Hegel, che tutte queste filosofie del limite sono false, perch pretendono di conoscere i limiti della conoscenza ancora prima di conoscere sul serio, ovvero tentano di conoscere prima di conoscere, il che sarebbe, come diceva un mio ex professore di filosofia, come se un uomo tentasse di imparare a nuotare ancora prima di essersi buttato in acqua. Allora non esistono limiti alla conoscenza? No, non questo il punto, i limiti sono dati dagli oggetti con cui ha a che fare la stessa ragione, ovvero se c qualcosa che non pu essere descritto dai concetti perch li trascende e non pu essere racchiuso da essi, allora quel qualcosa non pu essere conosciuto o almeno si dovr dire che non si pu dire cosa sia, ma del resto rimane aperta sempre la strada che dice che cosa non , quindi non tutto perduto sul serio.

SUGLI SCETTICI
Come si pu non mettere in ballo gli scettici in tutta questa discussione che sto facendo, loro in effetti sostengono che non si pu dire nulla di vero su nulla, nel senso che noi su qualcosa non possiamo dire se sia vero o falso, ma appunto quello loro sembra che consiglino sia la sospensione del giudizio, non dire nulla a questo punto, non giudicare. Come si pu poi vivere in questo modo, senza alcuna verit? Beh, loro affermano che lo scettico vive adeguandosi a quelli che sono i costumi della citt e segue le regole che stanno in quella citt , quindi alla fine vive pi o meno come gli altri individui, solo che in tutto quello che fa non pu dire che lo faccia perch lo ritiene vero, da che ne consegue che non pu dire che vero per esempio che uccidere sia sbagliato. Come si fa a vivere secondo i costumi e nello stesso tempo non porli come veri, in fondo per lo scettico non si pu dire nulla di vero. Se Pirrone dovesse passare vicino ad un burrone si diceva che non detto che lo avrebbe evitato, del resto per lui non si pu dire che sia vero che se si mette un piede nel burrone si cade, allora cosa far , metter il piede oppure no?. Pensate voi come sarebbe la vita senza quelle certezze a cui siamo legati, a quelle verit , se noi ci svegliassimo una senza essere sicuri di poterci muovere, se noi prima di bere il latte non fossimo sicuri che non contenga del veleno; insomma noi abbiamo bisogno di certe verit e il punto sarebbe come si fa a vivere senza di esse, anche se ci si adatta al senso comune nonostante tutto qualunque cosa dica il senso comune non la si potr dire come vera e anche se si seguisse quello che dice il senso comune lo si fa per imitazione e non perch si crede a quello che si fa. Inoltre come si pu sopprimere sul serio la domanda, quando sorger una domanda per lo scettico si dovr sopprimerla, o altrimenti cosa rispondere? Cosa dovr dire quando si porr la domanda chi sono io? Se non si pu dire nulla di vero, non si pu conoscere la verit, allora cosa si risponder a questa domanda e alla domanda che senso ha la vita? Si dovr vivere senza senso , senza scopo, in un esistenza in cui come se non vi fosse nulla, perch nulla afferrabile come vero, non possiamo nemmeno dire se la realt illusione oppure no. Il punto che la domanda salta fuori da un bisogno interiore che ha lindividuo, lindividuo vuole delle risposte perch ah bisogno di certezze, ha bisogno di sapere, psicologicamente luomo non pu vivere senza senso, quindi deve dare delle risposte alle sue domande, se le risposte non ci fosse, perch tutta questa tensione? Come mai tutta questa sofferenza per lassenza di risposte, se non ci sono e non ce ne fosse il bisogno, perch?. Ora io gi molto prima ho gi dimostrato che la verit c , che le risposte ci sono e che sono conoscibili, quindi il mio problema qui non quello di smontare le teorie degli scettici, ma se mai quello di interrogarmi su come sia possibile una vita da scettico, come si possa mai vivere senza certezze. Inoltre io penso che ci sia un attrazione naturale dellessere umano verso le risposte alle domande, o per meglio dire, luomo si pone domande e da questo si capisce che attratto verso le risposte, vi una sorta di spirale in cui luomo avvolto ed esso cerca stando in questo stato in cui attirato verso lalto di trovare le risposte, di lasciarsi andare alla corrente. Anche una persona come Nietzsche aveva ammesso che luomo senza delle verit non avrebbe potuto vivere, a questo punto il modello dello scettico solo per quei pochi che riescono a vivere in tale condizione, ma immaginate se lintera umanit diventasse scettica, cosa succederebbe? Insomma lo scettico pu conformarsi ai costumi e alle usanze del luogo, ma queste esistono perch c ancora qualcuno che crede nella verit , ma se non ci fossero lo scettico come si comporterebbe? Il punto che lo scettico vive di rendita se si conforma alle credenze locali e pu farlo solo se ci sono tali credenze ma se tutti fossero scettici non ci sarebbero.

ESSERE, VERIT E SENSO


Sono tre poli diversi a seconda di come li si considera cambiano nettamente le cose, perch tutto cambia come vengono posti allinterno di un contesto di gerarchia, oppure se vengono considerati sullo stesso paino, se quindi essere , verit e senso sono sullo stesso livello o si pensa che siano uno sopra allaltro. Allinizio io davo per scontato che si assumesse che la verit fosse prima ad ogni cosa, ma non solo per lamore che posso provare per lei, ma per il fatto che in un contesto filosofico lobbiettivo fosse proprio il vero, capire cosa mai fosse vero e tutto il resto doveva sottostare al vero, perch vara una cosa la pu assumere, la si pu prendere in considerazione, mentre si deve combattere il falso; in questo modo si capisce che vero e falso dovrebbero essere le categorie pi alte. Il vero un carattere che pu essere in una affermazione oppure no e se non c, laffermazione non dovrebbe essere considerata, si assume solo ci che vero, perch solo quello conta, solo la verit va messa al primo posto, se io dico che ne so che gli uomini sono mortali, prendo in considerazione questa affermazione come vera e solo in quanto tale non per altri parametri, da tutto questo si capisce in che senso io ho voluto porre sempre il vero sopra di ogni cosa, a cui opposto sta il non vero e non tanto il falso che quel non vero che viene scambiato per vero. Se leggiamo la logica del senso di Gilles Deleuse, vediamo che allinterno sta scritto che il senso conti pi del vero, nel senso che il senso stesso e il non senso stanno sopra lo stesso vero, laffermazione non fatta a caso e senza motivo, la ragione sarebbe che si pu dire sensata una proposizione o un ragionamento che possa dirsi vero e possiamo dire la stessa cosa con una proposizione che sia falsa e anche per un ragionamento che possa dirsi falso. Se io dico il seguente sillogismo: 1 tutti gli uomini sono immortali 2 Socrate un uomo 3 dunque, Socrate immortale Il sillogismo falso, perch la prima premessa falsa, poi di solito nei sillogismi non si mettono i singolari, ma quello che voglio dire che il sillogismo ha un senso, questo in effetti non si discute, se non avesse senso vorrebbe dire che dovrebbe essere almeno la conclusione assurda, quindi contraddittoria, ma qui il discorso fila, se non fosse che noi sappiamo che gli uomini non sono immortali; questo ne deriva che Deleuse considera il senso e il non senso sono sopra il vero, a questo punto cambia tutto, anche perch il filosofo accoglie a braccia aperte, una teoria che compare nella filosofia del 900, in cui lessenza viene invertita con il senso, noi non diremo pi che luomo uomo perch ha unessenza che sta nelluomo stesso, in quanto essenza umana, delluomo, al contrario diremmo che ogni cosa tale perch esprime un suo senso, dal quel che ho capito. Questa del senso una teoria che si trova nello strutturalismo in particolare, se vogliamo dire un nome dovremmo dire Claude-Levi-Strauss; il senso espresso da una determinata struttura e deriva anche da quella e nella filosofia deleusiana compare sulla superficie dei corpi, questo il luogo del senso, poi certo tutto si complica sempre di pi se si vuole andare pi a fondo, ma a me basta tener conto di questo. Si pu dire che il senso sia al di sopra del vero, ma dal mio punto di vista direi che se si vuol assumere questa proposizione bisogna assumerla come vera, cos creando una contraddizione allinterno della frase; potrei immaginare di essere davanti a Deleuse e chiedergli : secondo lei vero che il senso sta sopra il vero?, Cosa risponderebbe? Non lo so, se risponde no allora negher la sua affermazione che compare nel libro, se invece risponde si dovr assumere che allo stesso tempo il vero sta sotto il senso perch questa dice la sua affermazione, ma perch sia valida essa stessa deve essere vera dunque laffermazione dipende dal vero e la verit al

tempo stesso dovrebbe essere assunta come qualcosa che sta sopra, entrando in una contraddizione; potrebbe invece accorgersi del trabocchetto volontario insito nulla domanda e accusarmi di volerlo fregare con un gioco di parole, quindi magari attaccando la stessa domanda come posta in modo tale per farlo cadere in un tranello, davvero non so cosa rispondere ma sarebbe interessante conoscere la sua risposta. In ogni caso come io ho posto il problema, fa pensare che non tutto si risolve in al modo, che il problema sembra essere pi profondo, si pu dire vero che in una domanda, da qui deriva che tutto ci che possa dirsi dipende dal vero; tempo fa anche io ero un nichilista, avevo scambiato il vero con lutile, in pratica pensavo che si potesse assumere come vero tutto ci che potesse essere utile per la mia via, la mia felicit, in questo senso, lutile aveva superato il vero in una gerarchia ideale e gli sottostava. Ora non appena mi sono chiesto se era vero che lutile pi importante del vero per me, allora avevo capito che con questa domanda se rispondevo positivamente entravo nella contraddizione spiegata prima. Si ancora dire che nella mia critica ho opposto qualcosa che possa dirsi vero quanto laffermazione di Deleuse, perch in entrambe vi sono delle buone ragioni per sostenerle , anche perch in entrambi ci sono delle prove e argomentazioni accettabili. Prendiamo dunque laffermazione di Deleuse e per cos dire decostruiamola, diamo in un primo punto che le proposizioni vere hanno un loro senso, anche le proposizioni false nonostante tutto hanno un senso, da questa comunanza di senso, che non lo stesso, ma sempre di senso si tratta, da questo punto di vista possiamo dire che il senso sopra il vero e il falso. vero che ogni proposizione che possa dirsi vera ha un senso, cos come lo stesso si pu dire anche per il falso, ma forse per il falso solo in apparenza, nel sillogismo di prima noi abbiamo preso in considerazione solo la forma , per arrivare dalla forma a dedurne un determinato contenuto, ma se noi prendendo in esame sin dallinizio il contenuto medesimo, avremmo gi scoperto la contraddizione nella prima affermazione, il non senso di uomo che possa dirsi allo stesso tempo mortale per suo contenuto e immortale perch quello gli stato predicato. In questo caso vi rendete conto il non senso nasce tra il contrasto tra contenuto del soggetto e predicato che viene attribuito al soggetto stesso, potrei fare un altro esempio, dicendo che il falco un quadrupede, sappiamo che laffermazione falsa, se noi la guardiamo solo dal punto di vista della forma possiamo pure dire che ha un senso, ma basta solo che facciamo ricorso un attimo al contenuto del soggetto falco, che si rendiamo conto che tale animale non pu essere allo stesso tempo bipede e quadrupede, il fatto che sia bipede lo sappiamo dal contenuto , ma nella proposizione invece lattributo al soggetto dice ben altro, da qui il non senso di affermare due cose allo stesso soggetto che sono contraddittorie, visto che un soggetto non pu essere due cose contemporaneamente, alla fine solo superficialmente si pu dire che un affermazione falsa abbia un senso. Un problema successivo si impone, che quello dellessere, chiaro che se si dice che le cose sono vere, si intende che una modalit del loro essere quella dellessere vere, in tal senso si pu dire che la verit potrebbe essere una semplice modalit dellessere ,ma se fosse vero, allora lessere dovrebbe stare sopra il vero. Potremmo sempre chiedere al sostenitore di una tesi simile: vero che lessere ? Magari tra parolacce e bestemmie, potrebbe accusarmi di volerlo ingannare con una domanda diabolica, ma rendetevi conto che posta tale domanda lessere solo se vera tale affermazione, quindi si deduce ancora che la verit viene prima dellessere , perch qualunque attributo si voglia dire dellessere bisogna dirlo come fero, se no si ha lobbligo di tacere e non si pu dire nulla su qualcosa se non ponendo come vero lattributo della tale cosa; cos se si vuole dire che lessere uno, ingenerato ed eterno, bisogna porre tutte queste affermazioni come vere, se le si vuole prendere in considerazione, cio dire che vero che lessere uno, che p vero che lessere ingenerato, che vero che lessere eterno; posto un essere sopra il vero non si potr dire pi nulla di questo essere, nemmeno che , perch infatti per esserlo deve essere vero che lo . Si potrebbe ancora pensare che lessere, la verit, il senso siano tre attributi di un unico ente che X, in tal senso si risolverebbe il problema della gerarchia dicendo che non vi nulla di superiore a niente, non ci sono cittadini-parole che possano dirsi di serie A o di serie B nella stessa citt-linguaggio. Quel mister X per rimane solo com , come una X che non si conosce, certo se qualcuno dovesse pensare ci conoscerlo potrebbe opporsi alla mia tesi, ma rimarrebbe tutta la tesi che ho descritto sopra, infatti la X per avere attributi, questi ultimi

devono perch si possano prendere in considerazione se non come veri, quindi si ripresenta lo stesso problema. Cos io deduco che il vero sta sopra di ogni cosa, anche dellessere e del senso. LUno non sopra del vero, ma coincide con il vero, con ci che sommamente si pu dire vero, con la verit pi alta, mentre dentro lui scritto tutto il resto che possa dirsi vero.

SUL METODO DELLA TABELLA


Ho voluto introdurre questo metodo perch volevo trovare una tecnica che permettesse di visualizzare se non tutte le possibilit su un certo argomento, almeno la maggior parte. Sta a voi giudicare se io sono riuscito nel mio intento, se ho trovato il metodo giusto. Il punto che ne so su un determinato argomento si possono stabilire pi teorie, per esempio la creazione delluniverso, ma nella ricerca umana saltano fuori sempre nuove possibilit , per cui la ricerca sembra non finire mai; il punto sta nel fatto che se gi le possibilit sono finite, se si possa o meno trovare i mezzi per stabilire quali sono tute queste possibilit e poterle analizzare una ad una. Il metodo strutturato nel seguente modo, si parte sempre da delle componenti che sono dei termini che fanno parte della teoria che ora solo in ipotesi, ci sono diverse serie di termini e le serie per formare le teorie si combinano, ovvero si scovano tutte le combinazioni di termini possibili che si possono avere e da questo si conosce la possibilit finita su un determinato argomento. Il punto principale e quello forse pi difficile trovare i termini delle serie, infatti i termini noi li inseriamo e non sono gi dati, da questo punto di vista sta a noi decidere quali siano i termini e individuarli; i termini meglio che siano specifici e non che si debba inoltrare con qualche ramificazione, anzi le serie devono essere ben fatte. Poniamo che io voglio sapere come sia nato luniverso, prima di tutto mi chieder se effettivamente stato creato, cos creo una prima serie che sar quella delluniverso creato = 1 e quella delluniverso sempre esistito = 2; i numeri stanno a indicare il termine e lo sostituiscono momentaneamente per rendere pi facile il lavoro, infatti la teoria alla fine comparir come un codice numerico, composto da pi numeri e che non altro che la combinazione di pi termini. Una seconda serie: C Dio = 3, non c Dio = 4, questi sono altri due termini di unaltra serie che alla fine si dovr combinare con la prima. Poi penso che dovremmo chiederci se mai la materia era gi presente oppure no, quindi metteremo unaltra serie che sar: materia presente = 5, materia non presente = 6 ; anche questi termini rientreranno nelle specifiche teorie. Rimane la questione del tempo, perch per quanto riguarda lo spazio penso sia gi compresa nella questione sulla presenza o non presenza della materia, cio se la materia c perch c sempre stata o se prima non cera, cera il tempo = 7 o non cera il tempo = 8. Unaltra serie che adesso inserisco per ultima potrebbe essere quella se noi siamo sempre stati o prima non eravamo; noi siamo sempre stati = 9, noi prima non eravamo = 10. Una volta ricavate le varie teorie dalle combinazioni, io qui ho elencato alcune serie pu darsi che ce ne siano di pi, ecco alla fine quello che bisogna fare provare a sostenere una per una le seguenti teorie, se si scoprono delle fallacie allora bisognerebbe dichiarare immediatamente come falsa la teoria e provare con unaltra, almeno una delle teorie deve essere vera, a meno che lerrore non sia stato nellinserimento dei termini. In questo modo ritengono che non venga esclusa nessuna possibilit o almeno poche devono essere quelle che rimangono e del resto potremmo attraverso le varie combinazioni trovare nuove teorie mai sostenute e mai ci sarebbero venute in mente, in questo modo se non altro si arricchisce il numero di possibilit di soluzione che noi possediamo su un determinato tema. Penso del resto che se anche il metodo non risultasse perfetto, del resto non lo pretendo, possa essere molto utile, nella ricerca e che certo difficile analizzare tutte quelle teorie, ma del resto la filosofia la sia fa anche con il sudore, perch non nulla facile. A questo punto seguendo il mio esempio vorrei mostrare quello che succede, insomma come si applica la teoria e in

che senso si parla di tabella, qui sotto vedrete meglio di cosa si tratta: 1 serie : Universo creato = 1, Universo non creato = 2 2 serie : c Dio = 3, non c Dio = 4 3 serie : materia presente = 5, materia non presente = 6 4 serie : cera il tempo = 7, non cera il tempo = 8 5 serie : noi siamo sempre stati = 9, noi prima non eravamo = 10 Ora sulla base delle serie compongo le teorie che udite, ne vengono fuori ben 32 1 teoria: 13579 ; universo creato, c Dio, la materia era gi presente, cera gi il tempo, noi siamo sempre stati. evidente che se luniverso stato creato non poteva gi esserci la materia, questa la eliminiamo senza dubbio. 2 teoria: 135710; universo creato, c Dio, la materia era gi presente, cera gi il tempo, noi prima non eravamo 3 teoria 13589; universo creato, c Dio, la materia era gi presente, non cera il tempo, noi siamo sempre stati 4 teoria 135810; universo creato, c Dio, la materia era gi presente, non cera il tempo, noi prima non eravamo Come avrete notato tutte queste sono sbagliate come teorie perch come la prima il termine 1 in contrasto con il termine 5 5 teoria 13679; universo creato, c Dio, materia non presente, cera il tempo, noi siamo sempre stati 6 teoria 136710; universo creato, c Dio, materia non presente, cera il tempo, noi prima non eravamo 7 teoria 13689; universo creato, c Dio, materia non presente, non cera il tempo, noi siamo sempre stati 8 teoria 136810; universo creato, C Dio, materia non presente, non cera il tempo, noi prima non eravamo. 9 teoria 14579; universo creato, non c Dio, la materia era gi presente, cera gi il tempo, noi siamo sempre stati 10 teoria 145710; universo creato, non c Dio, la materia era gi presente, c gi il tempo, noi prima non eravamo

11 teoria 14589; universo creato, non c Dio, la materia era gi presente, non cera il tempo, noi siamo sempre stati 12 teoria 145810; universo creato, non c Dio, la materia era gi presente, non cera il tempo, noi prima non eravamo 13 teoria 14679; universo creato, non c Dio, materia non presente, cera gi il tempo, noi siamo sempre stati 14 teoria 146710; universo creato, non c Dio, materia non presente, cera gi il tempo, noi prima non eravamo 15 teoria 14689, universo creato, non c Dio, materia non presente, non cera il tempo, noi siamo sempre stati 16 teoria 146810; universo creato, non c Dio, materia non presente, non cera il tempo, noi prima non eravamo 17 teoria 23579; universo non creato, c Dio, la materia era gi presente, cera gi il tempo, noi siamo sempre stati 18 teoria 235710; universo non creato, c Dio, la materia era gi presente, cera gi il tempo, noi prima non eravamo 19 teoria 23589; universo non creato, c Dio, la materia era gi presente, non cera il tempo, noi siamo sempre stati Se luniverso non creato come si fa a dire che una volta non vi era il tempo? Questo un altro problema per chi sostiene una cosa del genere 20 teoria 235810; universo non creato, c Dio, la materia era gi presente, non cera il tempo, noi prima non eravamo 21 teoria 23679; universo non creato, c Dio, materia non presente, cera gi il tempo, noi siamo sempre stati 22 teoria 236710; universo non creato, c Dio, materia non presente, cera gi il tempo, noi prima non eravamo 23 teoria 23689; universo non creato, c Dio, materia non presente, non cera il tempo, noi siamo sempre stati 24 teoria 236810; universo non creato, c Dio, materia non presente, non cera il tempo, noi prima non eravamo 25 teoria 24579; universo non creato, non c Dio, la materia era gi presente, cera gi il tempo, noi siamo sempre stati 26 teoria 245710; universo non creato, non c Dio, la materia era gi presente, cera gi il tempo, noi prima non eravamo 27 teoria 24589, universo non creato, non c Dio, la materia era gi presente, non cera il tempo,

noi siamo sempre stati 28 teoria 245810; universo non creato, non c Dio, la materia era gi presente, non cera il tempo, noi prima non eravamo 29 teoria 24679; universo non creato, non c Dio, materia non presente, cera gi il tempo, noi siamo sempre stati 30 teoria 246710; universo non creato, non c Dio, materia non presente, cera gi il tempo, noi prima non eravamo 31 teoria 24689; universo non creato, non c Dio, materia non presente, non cera il tempo, noi siamo sempre stati 32 teoria 246810; universo non creato, non c Dio, materia non presente, non cera il tempo, noi prima non eravamo Dunque il processo pu sembrare lunghissimo, perch analizzare come in questo caso 32 teorie difficile, ma per esempio se durante la procedura doveste scoprire che non possibile che luniverso possa essere mai stato creato, allora si dovrebbero eliminare met delle teorie perch in met compreso il termine universo creato, che il termine 1, in questo senso le teorie da analizzare rimarrebbero 16. Insomma trovando limpossibilit di un termine si riducono le teorie da analizzare e poi ci sono teorie che si escludono a prima vista perch due termini sono in conflitto come nel caso delle prime quattro teorie.