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Libertà di Cura e di Scelta

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GUIDA alla SALUTE NATURALE

Manuale di MEDICINE ALTERNATIVE BIOLOGICO NATURALI - Manual of ALTERNATIVE

MEDICINES

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LIBERTA’ di CURA - MEDICINE NATURALI

DITTATURA SANITARIA + La guerra del Dottor Matthias Rath

MINISTERO "SALUTE" italiano informato su DANNI VACCINI

Liberta di Cura 2 + Liberta' di Cura 3 + Liberta' di Cura 4 + Consenso Informato

I veri padroni della sanita' nel mondo + BARONIE, Universita' e MEDICI

  • I MEDICI, una MINACCIA per la SALUTE ? + Potere e Giustizia + Caduceo

Falsificazioni degli Studi Scientifici + Sapevate che i farmaci + Bugiardino

Falsita' della medicina ufficiale + Pubblico Credulone + Industria della Malattia

Farmaci ritirati dal commercio reimmessi + Terrorismo con i Farmaci + Dittatura

Sanitaria

INTEGRATORI (Mineral-Vitaminici) e Farmaci a CONFRONTO + Pericolo Farmaci

$$$ influenzano studi sulle Ricerche Mediche + Considerazioni in Med. Naturale

La Teoria sui germi che generano malattie e' Falsa + Medici pagati da case

farmaceutiche

Corruzione e sistemi sanitari nel mondo: vedi http://www.epicentro.iss.it/focus/globale

/globalcorrupt.asp

FILM interessantissimo da visionare: http://video.google.it

/videoplay?docid=4684006660448941414

Guerra conto le Donne (con i Vaccini) + MEDICI IMPREPARATI + Dichiarazione di

Pechino

"Se non mettiamo la Libertà delle Cure mediche nella Costituzione, verrà il tempo in cui la

medicina si organizzerà, piano piano e senza farsene accorgere, in una Dittatura nascosta.

E il tentativo di limitare l'arte della medicina solo ad una classe di persone, e la negazione di

uguali privilegi alle altre “arti”, rappresenterà la Bastiglia della scienza medica".

(By Benjamin Rush, firmatario della Dichiarazione d'Indipendenza USA - 17 Sett 1787)

Rapporto Flexner e Dichiarazione di Alma Ata

FARMACI e CONTROINDICAZIONI

I dittatori nascosti (clandestini) della medicina, d’altra parte li conosciamo molto bene… ;

..

che vestano gli abiti dei “baroni” e degli “scienziati”, che si mimetizzano nelle “lobbies

accademiche” od operino nelle multinazionali del farmaci,

sono loro quelli che “contano” e “governano” la medicina ufficiale.

Libertà di Cura e di Scelta

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Alle menti aperte e liberali il compito di reagire a questa marea montante di intolleranza

anti-scientifica, prima che questi nuovi tiranni arrivino ad insegnarci perfino cosa e’ giusto e

non e’ giusto pensare…!

220 anni dopo, questa situazione di dittatura sanitaria si e' realizzata

e TU caro lettore cosa fai per contrastarla ??

EMEA ha legami con l'Industria Farmaceutica

Roma, 09 giu 2006 - "Nessuno ha ricordato una cosa: l'Emea, l'agenzia europea del farmaco,

non dipende dall'amministrazione comunitaria della sanità ma da quella dell'industria. Un

distinzione che dovrebbe far riflettere. A Bruxelles la forza delle lobby è grandissima".

L'osservazione è di Luca Poma, portavoce di "Giu' le mani dai bambini", Comitato sui disagi

dell'infanzia che raggruppa quasi cento associazioni di volontariato e promozione sociale.

"Continuano a trattare i bambini come fossero, dal punto di vista metabolico, degli adulti",

protesta Poma: è "assurdo somministrare ai bambini farmaci pensati per gli adulti.

Soprattutto il Prozac, psicofarmaco molto forte, che richiede prudenza nella somministrazione

anche negli adulti". Prudenza che "sarebbe stato naturale attendersi, soprattutto dopo

drammatici fatti di cronaca avvenuti negli Stati uniti - come le stragi nelle scuole causate da

ragazzi in cura antidepressiva - ma che non è stata usata".

Fonte: DIRE

L'F.D.A. (USA) ha TENUTO NASCOSTE le PROVE della PERICOLOSITÀ dei CIBI

e di molti Farmaci e Vaccini

TRANSGENICI

(vedi la trasmissione Report -Rai3 del 20704/08)

Centri di Medicina Biologico Naturale

DIRITTO alla LIBERTA' di CURA

Ecco cosa afferma il dott. F. Franchi:

"Il più grande ostacolo al progresso della scienza è il monopolio che ne fanno gli esperti, tra i

quali si crea una rete (il cosiddetto establishment) che controlla i fondi per la ricerca, le

pubblicazioni, gli incarichi accademici, le royalities per i test ed i farmaci, e mira a mantenere

la sua posizione dominante di successo evitando per quanto possibile che altre idee, altre

soluzioni, altre teorie possano filtrare scalzando le loro.

La censura c’è, e mentre una volta i "dissidenti" venivano fisicamente eliminati, oggigiorno lo

stesso effetto viene ottenuto escludendoli dal circuito scientifico e mediatico che conta. Viene

incoraggiata la raccolta di dati, una massa di dati sempre crescente, mentre scoraggiata è la

loro elaborazione critica".

Tratto da: http://www.dissensomedico.it

LIBERTA' di CURA - Diritti Umani

Codice di Norimberga, 1946

1. “Il consenso volontario del soggetto umano è assolutamente essenziale

Prima di accettare una decisione affermativa da parte del soggetto dell’esperimento lo si

debba portare a conoscenza della natura, della durata (…) e di tutte le complicazioni e rischi

che si possono aspettare e degli effetti sulla salute o la persona che gli possono derivare dal

sottoporsi dell’esperimento”

Dichiarazione di Helsinki, 1964 (AMM, Associazione Medica Mondiale)

A 2. “E’ dovere del medico promuovere e salvaguardare la salute delle persone.

A 5. “Nella ricerca su soggetti umani, le considerazioni correlate con il benessere del soggetto

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umano devono avere la precedenza sugli interessi della scienza e della società”

A 7. “Nella pratica medica corrente e nella ricerca medica, la maggior parte delle procedure

preventive (NdR: leggasi anche Vaccinazioni), diagnostiche e terapeutiche implicano rischi e

aggravi”

C. 5 “Nel trattamento di un paziente, laddove non esistano comprovati metodi preventivi,

diagnostici e terapeutici o questi siano inefficaci, il medico, con il consenso informato del

paziente, deve essere libero di usare mezzi preventivi, diagnostici e terapeutici non provati o

nuovi, se a giudizio del medico essi offrono speranza di salvare la vita,

ristabilire la salute o alleviare la sofferenza”

Costituzione della Repubblica Italiana, 1947

"Il Diritto alla Salute è un diritto fondamentale” e' riconosciuto dalla

Articolo 32. La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse

della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a

un determinato trattamento sanitario, se non per disposizione di legge. La legge non può

in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

DIRITTO all’INFORMAZIONE - Consenso Informato

La capacita’ di comunicare e diffondere informazioni e conoscenze e’ un bene dell’umanita’ ed

e’ quindi INALIENABILE.La libera produzione e circolazione delle informazioni, la capacita’ e

la possibilita’ del cittadino di divenire protagonista attivo e non solo passivo dello scambio

comunicativo, la ricchezza e la pluralita’ delle fonti, costituiscono valori fondamentali di

democrazia avanzata e sono condizioni per il progresso civile di un paese.

Il Cittadino ha il Diritto ed il Dovere di conservare la salute fisica e psichica. Lo Stato, deve

pero' garantire al cittadino il Diritto alla Salute, non può tenere conto soltanto della

componente fisica delle malattie e dell'eventuale efficacia organica dei trattamenti, bensì

anche degli aspetti psichici-spirituali del soggetto.

L'art. 32 della Costituzione deve essere letto anche in relazione all'articolo 13 della

Costituzione, il quale recita: "La libertà personale e inviolabile").

Ciò significa che il malato ha il diritto di curarsi come desidera, spetta quindi al malato

decidere a quale cura o terapia sottoporsi per i suoi problemi - nessuno (neppure il medico)

può sindacare o contrastare le decisioni del malato.

Il malato ha Diritto di scegliere la terapia, ha quindi piena Libertà di Cura; e’ libero di decidere

e di scegliere il modo in cui curarsi, nel senso che può optare per una terapia ufficiale o per

una considerata dalla medicina ufficiale, oggi imperante, "alternativa".

La Repubblica Italiana tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo” (Cost. art.32),

salvaguarda quindi il principio del pluralismo scientifico e garantisce la libertà di scelta

terapeutica da parte del cittadino e la qualificazione professionale degli operatori sanitari,

valorizzando in particolar modo l'autonomia del medico nelle scelte terapeutiche.

vedi: Corte di Cassazione, IV Sezione Penale, Sentenza n. 301, 8 febbraio 2001.

Inoltre la risoluzione del Parlamento Europeo (EU) del maggio 1997 garantisce ai cittadini la

più ampia libertà possibile di “Scelta Terapeutica”, assicurando loro anche più elevato livello

di sicurezza e l'informazione più corretta sull'innocuità, la qualità, l'efficacia di tutte le

medicine-terapie utilizzate, anche quelle ufficiali.

Il comma 5 lett. C della Dichiarazione di Helsinki adottata dall'Associazione Medica Mondiale

(vedi sotto: AMM) sancisce che: "Nel trattamento di un paziente, laddove non esistano

comprovati metodi preventivi, diagnostici e terapeutici o questi siano stati inefficaci, il medico,

con il consenso informato del paziente, deve essere libero di usare mezzi preventivi,

diagnostici e terapeutici non provati o nuovi, se a giudizio del medico essi offrono speranza di

salvare la vita, ristabilire la salute o alleviare la sofferenza. Laddove possibile, tali mezzi

dovrebbero essere fatti oggetto di una ricerca designata per valutare la loro sicurezza ed

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efficacia. In tutti i casi, le nuove informazioni devono essere registrate e, dove opportuno,

pubblicate."

Questo “Dovrebbe” essere lo stato delle cose……ma in pratica cio' NON avviene, la “sanita

ufficiale” NON permette, negli ospedali la Liberta’ di Cura, ne’ istruisce i medici su tutte le

possibili tecniche sanitarie, ben note alla Medicina Naturale.

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"Crediamo nella libertà di scelta", "non si può costringere un ammalato a curarsi contro le sua

volontà", "sacra è la vita e sacra l'autodeterminazione". Sono alcune delle frasi dei cinquanta mila

cittadini che, in questi giorni, hanno aderito all'appello per il diritto alla libertà di cura-

www.appellotestamentobiologico.it

Sono voci che rappresentano il Paese (Italy) e che vanno considerate nel momento in cui il Parlamento

si avvia a fissare, per legge, alcune regole che riguardano la fine della vita. Il mio convincimento è che

vada garantito sempre e comunque il diritto alla libertà di cura come previsto dalla Costituzione,

un diritto che esiste in teoria per tutti, ma che non può essere esercitato da chi ha perso l'integrità

intellettiva e con essa la capacità di esprimere le proprie volontà.

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Principio della Libertà Terapeutica del medico in Italia

(Italy) - La Cassazione (sent. n.301/2001, sezione IV, depositata il 25 gennaio 2005), ribadisce

il principio della libertà terapeutica del medico, secondo quanto stabilito.

"E' corretto valorizzare l'autonomia del medico nelle scelte terapeutiche, perché l'arte medica,

mancando per sua natura di protocolli scientifici a base matematica, spesso prospetta

diverse pratiche o soluzioni che l'esperienza ha efficaci, da scegliere con attenta valutazione

di una quantità di varianti che solo il medico può apprezzare.

Tale valore di libertà nelle scelte terapeutiche non può essere avventata né fondata su

semplici esperienze personali. Una volta effettuata la scelta, il medico deve restare vigile

osservatore dell'evolversi della situazione, in modo da poter intervenire immediatamente in

caso di urgenza, qualora capisca che la scelta fatta non era quella appropriata. Quanto tutto

ciò sia stato realizzato, il medico non può rispondere di un eventuale insuccesso.

Il giudice, per valutare la correttezza della scelta terapeutica operata dal medico e l'eventuale

imperizia del suo operato, deve operare un giudizio "ex ante", collocandosi cioè mentalmente

nel momento in cui il medico viene chiamato a operare la scelta e considerando anche la

consistenza scientifica di questa."

Nella realta' giornaliera in Italia i medici che seguono il giuramento fatto di "Curare secondo

Scienza e Coscienza"

...

sono

sottoposti dall'ordine dei medici a: richiami, ammonizioni ed

anche

radiazioni.....sempre

motivati dal fatto che quei medici "non seguono i protocollo

ufficiali"

.....

che

di fatto sono veri e propri Dogmi

farmaceutici....di

cui l'80-90 % non

comprovati e dimostrati dai risultai !! - vedi: Ricercatori osteggiati

Continuano purtroppo in Italia gli attacchi mediatici vergognosi, e non solo, ai Medici che seguono in Scienza e Coscienza (e per il Bene delle persone sofferenti) non seguendo i dogmi della scienza medica ortodossa. Dogmi che sono stati imposti dall'establishment corporativo delle multinazionali del farmaco che controllano le istituzioni e le baronie universitarie. Oggi per Decreto legislativo un medico NON può "curare", pena sanzioni, es. il cancro con metodi diversi da quelli ufficiali:

chemioterapia, radioterapia e chirurgia ! E questo nonostante i dati epidemiologici delle cure ufficiali dicano che a 5 anni dal trattamento la sopravvivenza è del 2,3% - 2,5% - www.pubmed.gov autore Morgan pubblicato su "A Clinical Oncology". Studio multicentrico eseguito negli Stati Uniti e Australia su 225.000 persone seguite per 14 anni nei 22 casi di tumore più frequenti).

Nel 1978, l'Office of Technology Asessment (l'organismo del Congresso Americano per la

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valutazione e l'approvazione delle tecnologie), ha pubblicato un importante studio sulla

medicina scientifica, le cui conclusioni sono che dall'80 al 90% delle terapie e dei protocolli

utilizzati in medicina, non erano provati da studi clinici controllati, cioè venivano ampiamente

utilizzati pur non essendo dimostrati scientificamente.

Nel 1985 la National Academy of Science riprende lo studio e giunge alle stesse conclusioni

(notizia riportata da G. Lanctot nel libro "La mafia della Sanità", Macro edizioni).

Questo significa che la maggior parte delle terapie mediche sono potenzialmente inutili o

dannose.

È da notare che la fonte di tali statistiche è un organismo ufficiale del governo degli Stati Uniti

d'America, paese dove le multinazionali farmaceutiche sono potentissime (tanto da

piazzare un loro esponente, Bush padre, presidente dell'azienda farmaceutica Lilly, ed il figlio

alla presidenza della nazione).

Altro esempio: In Italia nel 1991 la vaccinazione per l'epatite B è divenuta obbligatoria non

perché utile o benefica, ma perché la casa produttrice del vaccino (SKB) ha pagato all'ora

ministro della sanità De Lorenzo una tangente di 300.000 euri (600 milioni di lire); dopo la

condanna al carcere del ex ministro, la somministrazione di tale vaccino a tutti i neonati è

rimasta obbligatoria

...

chissa'

perche' ...

?

....

la

forza di Big Pharma

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In Olanda la Cura e' libera !

Si, avete letto bene. Chiunque abbia voglia di dare consigli ad altri per curarli, o chi abbia un

qualche metodo non invasivo di terapia, in Olanda può stare tranquillo.

Non verrà messo in prigione.

Non è il Far West, comunque, perchè delle regole ci sono.

Non potreste per esempio andare in Olanda e chiamarvi medico o dentista, senza aver

studiato, perchè alcune professioni sanitarie sono protette.

Non potreste neanche praticare iniezioni, incisioni o defibrillazioni cardiache perchè le pratiche

invasive o comunque delicate sono riservate ai medici.

Ma avreste tutta la libertà di imparare un'arte curativa e praticarla! Questo è quanto dice la

legge quadro sulle professioni sanitarie, che dal 1994 è in vigore in Olanda.

Qui da noi, invece, si fa a gara per incorporare nella medicina "ufficiale" tutte le pratiche più

appetitose.

  • Ci sono varie proposte di legge che vogliono proprio questo: curare una qualsiasi malattia

sarà sempre un diritto esclusivo del medico, o almeno per curare gli altri bisogna comunque

aver eseguito almeno tre anni di studio ed essere iscritti ad un albo e quindi attenersi

strettamente a quello che l'iscrizione a questo albo impone.

Quindi una persona che conosce l'arte del curare con terapie naturali o ha il dono di guarire

una persona con le mani o dovrà seguire comunque un corso di studi e in seguito iscriversi

all'albo dei naturopati, omeopati, pranoterapeuti, agopuntori ecc.

C'è chi sostiene che è tutta una messinscena per far fuori una concorrenza scomoda o

comunque di imbrigliarla e tenerla sotto la propria "giurisdizione" o all'occasione "far

fuori" i personaggi scomodi screditandoli, dandogli del pazzo o meglio ancora mettendoli in

prigione.

Noi non commentiamo.

  • Ci chiediamo solo perché da noi nessun parlamentare italiano ha pensato di adottare

quel "modello olandese"!

Tratto da: http://www.newmediaexplorer.org/rinaldo_lampis/2007/10

/12/in_olanda_la_cura_e_libera.htm

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Associazione Medica Mondiale (AMM) - Dichiarazione di Helsinki - Principi etici per la

ricerca medica che coinvolge soggetti umani

Adottata dalla 18 a Assemblea Generale dall’AMM a Helsinki, Finlandia, nel giugno 1964 ed

emendata dalla 29 a Assemblea Generale a Tokyo, Giappone, nell'ottobre 1975, dalla 35 a

Assemblea Generale a Venezia, Italia, nell'ottobre 1983, dalla 41 a Assemblea Generale a

Hong Kong, nel settembre 1989, dalla 48 a Assemblea Generale a Somerset West, Repubblica

del Sud Africa, nell’ottobre 1996 e dalla 52 a Assemblea Generale a Edimburgo, Scozia,

nell’ottobre 2000.

AA. Introduzione

  • 1. L’Associazione Medica Mondiale ha elaborato la Dichiarazione di Helsinki come

dichiarazione di principi etici che forniscano una guida per i medici e per gli altri

partecipanti ad una ricerca medica che coinvolge soggetti umani. La ricerca medica che

coinvolge soggetti umani include la ricerca su materiale umano identificabile o su altri dati

identificabili.

  • 2. E’ dovere del medico promuovere e salvaguardare la salute delle persone. Le sue

conoscenze e la sua coscienza sono finalizzate al compimento di questo dovere.

  • 3. La Dichiarazione di Ginevra dell'Associazione Medica Mondiale impegna il medico con

le parole "La salute del mio paziente sarà la mia preoccupazione principale", e il Codice

Internazionale di Etica Medica dichiara che "Un medico dovrà agire solo nell'interesse del

paziente quando fornisca una cura medica che possa avere l’effetto di indebolire lo stato

fisico e mentale del paziente".

4.

Il

progresso

medico è fondato

sulla

ricerca

la

quale

a

sua

volta si deve

basare in

qualche misura su una sperimentazione che coinvolga soggetti umani.

  • 5. Nella ricerca su soggetti umani, le considerazioni

correlate con il benessere del

soggetto umano devono avere la precedenza sugli interessi della scienza e della società.

  • 6. Lo scopo primario della ricerca medica che coinvolga soggetti umani è quello di

migliorare le procedure preventive, diagnostiche e terapeutiche e di comprendere

l'eziologia e la patogenesi della malattia. Anche i più comprovati metodi preventivi,

diagnostici e terapeutici devono continuamente essere messi in discussione mediante la

ricerca sulla loro efficacia, efficienza, accessibilità e qualità.

  • 7. Nella pratica medica corrente e nella ricerca medica, la maggior parte delle procedure

preventive, diagnostiche e terapeutiche implicano rischi ed aggravi.

  • 8. La ricerca medica è sottoposta agli standard etici che promuovono il rispetto per tutti gli

esseri umani e proteggono la loro salute e i loro diritti. Alcuni soggetti di ricerca sono

vulnerabili e richiedono una speciale protezione. Devono essere riconosciuti le particolari

necessità di coloro che sono economicamente e medicalmente svantaggiati. Una speciale

attenzione è pure richiesta per coloro che non possono dare o che rifiutano il consenso

personale, per coloro che possono essere esposti a dare il consenso sotto costrizione, per

coloro che non beneficeranno personalmente dalla ricerca e per coloro per i quali la

ricerca è associata alla cura.

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  • 9. I ricercatori devono essere al corrente dei requisiti etici, giuridici e regolatori della

ricerca sui soggetti umani, sia i requisiti nazionali sia quelli internazionali, ove applicabili.

Nessun requisito nazionale di natura etica, giuridica o regolatoria deve poter ridurre o

eliminare alcuna delle protezioni per i soggetti umani esposte in questa Dichiarazione.

B. Principi basilari per tutta la ricerca medica

  • 10. Nella ricerca medica è dovere del medico proteggere la vita, la salute, la riservatezza e

la dignità del soggetto umano.

  • 11. La ricerca medica che coinvolge soggetti umani deve essere conforme ai principi

scientifici universalmente accettati e deve essere basata su una approfondita conoscenza

della letteratura scientifica, di altre rilevanti fonti di informazione, e su un’adeguata

sperimentazione in laboratorio e, ove appropriato, sull’animale.

  • 12. Un’appropriata cautela deve essere posta nella conduzione di ricerche che possano

incidere sull'ambiente, e deve essere rispettato il benessere degli animali utilizzati per la

ricerca.

  • 13. Il disegno e l'esecuzione di ogni procedura sperimentale che coinvolga soggetti umani

devono essere chiaramente descritti in un protocollo di sperimentazione. Tale protocollo

deve essere sottoposto ad esame, commenti, orientamenti e, dove previsto,

all’approvazione da parte di un comitato etico di revisione appositamente istituito, che

deve essere indipendente dal ricercatore, dallo sponsor e da qualsiasi altro tipo di indebita

influenza. Questo comitato indipendente deve essere conforme alle leggi ed ai regolamenti

della nazione in cui la sperimentazione è condotta. Il comitato ha titolo per monitorare i trial

in corso. Il ricercatore ha l’obbligo di fornire le informazioni di monitoraggio al comitato,

specialmente quelle relative agli eventi avversi seri. Il ricercatore deve anche sottoporre al

comitato, per la revisione, le informazioni relative a finanziamento, sponsor, appartenenze

a istituzione, altri potenziali conflitti di interesse e incentivi per i soggetti di

sperimentazione.

  • 14. Il protocollo di ricerca deve sempre contenere una esposizione delle considerazioni

etiche implicate e deve recare l’indicazione di conformità con i principi enunciati nella

presente Dichiarazione.

  • 15. La ricerca biomedica che coinvolge soggetti umani deve essere condotta solo da

persone scientificamente qualificate e sotto la supervisione di un medico competente sul

piano clinico. La responsabilità nei confronti del soggetto umano deve sempre ricadere sul

personale medico qualificato e mai sul soggetto della ricerca, anche se questi ha dato il

proprio consenso.

  • 16. Ogni progetto di ricerca medica che coinvolga soggetti umani deve essere preceduto da

un'attenta valutazione dei rischi e degli aggravi prevedibili in rapporto ai benefici attesi per

il soggetto stesso o per altri. Ciò non preclude la partecipazione di volontari sani ad una

ricerca medica. Il disegno di tutti gli studi deve essere pubblicamente disponibile.

  • 17. I medici devono astenersi dall'intraprendere progetti di ricerca che coinvolgano soggetti

umani a meno che non siano sicuri che i rischi implicati siano stati adeguatamente valutati

e possano essere controllati in modo soddisfacente. I medici devono interrompere ogni

ricerca se i rischi si presentano superiori ai potenziali benefici o se si è raggiunta già una

prova definitiva di risultati positivi e benefici.

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  • 18. La

ricerca medica che coinvolga soggetti umani

deve essere condotta solo se

l'importanza dell'obiettivo prevalga sui i rischi e gli aggravi connessi per il soggetto. Ciò è

particolarmente importante quando i soggetti umani siano volontari sani.

  • 19. La ricerca medica è giustificata

solo

se

vi

è

una ragionevole probabilità che le

popolazioni in cui la ricerca è condotta possano beneficiare dei risultati della ricerca.

  • 20. I soggetti devono essere volontari e partecipare informati al progetto di ricerca.

  • 21. Il diritto dei soggetti di sperimentazione alla salvaguardia della loro integrità deve essere

sempre rispettato. Deve essere adottata ogni precauzione per rispettare la privacy del

soggetto, la riservatezza sulle informazioni relative al paziente e per minimizzare l'impatto

dello studio sulla integrità fisica e mentale del soggetto e sulla sua personalità.

  • 22. In ogni ricerca su esseri umani ciascun potenziale soggetto deve essere adeguatamente

informato degli scopi, dei metodi, delle fonti di finanziamento, di ogni possibile conflitto di

interessi, della appartenenza istituzionale del ricercatore, dei benefici previsti e dei rischi

potenziali connessi allo studio, nonché dei fastidi che esso potrebbe comportare. Il

soggetto deve essere informato del diritto di astenersi dal partecipare allo studio o della

possibilità di ritirare il consenso alla partecipazione in qualsiasi momento senza ritorsioni.

Solo dopo essersi assicurato che il soggetto abbia compreso le informazioni, il medico

deve ottenere dal soggetto il consenso informato, liberamente espresso, preferibilmente in

forma scritta. Se il consenso non può essere ottenuto per iscritto, deve essere

formalmente documentato e testimoniato un consenso non scritto.

  • 23. Nell'ottenere il consenso informato al progetto di ricerca, il medico deve essere

particolarmente attento quando il soggetto si trovi in una condizione di dipendenza nei suoi

confronti o possa sentirsi costretto a dare il consenso. In questo caso il consenso

informato deve essere ottenuto da un altro medico che conosca bene la ricerca ma non sia

coinvolto in essa e che sia completamente indipendente nella relazione col soggetto.

  • 24. Per un soggetto di ricerca che sia legalmente, fisicamente o mentalmente incapace di

dare il consenso, o per un minore legalmente incapace, il ricercatore deve ottenere il

consenso informato dal tutore legale, in accordo con la legislazione specifica. Questi

gruppi di soggetti non devono essere inclusi in una ricerca a meno che la ricerca stessa

non sia necessaria per promuovere la salute della popolazione rappresentata e tale ricerca

non possa essere invece attuata su persone legalmente capaci.

  • 25. Quando un soggetto giudicato legalmente incapace, come un minore, sia capace di dare

un assenso alla decisione di partecipare in una ricerca, lo sperimentatore deve ottenere

tale assenso in aggiunta a quello del tutore legale.

  • 26. La ricerca su individui dai quali non sia possibile ottenere un consenso, incluso quello

rappresentato o anticipato, deve essere attuata solo se la condizione fisica o mentale che

impedisce di ottenere il consenso è una caratteristica necessaria della popolazione in

studio. Le ragioni specifiche per coinvolgere soggetti di ricerca che si trovino in condizioni

tali da renderli incapaci di dare un consenso informato devono essere dichiarate nel

protocollo di sperimentazione per l’esame e l’approvazione da parte del comitato di

revisione. Il protocollo deve dichiarare che il consenso a rimanere nella ricerca sarà

ottenuto non appena possibile da parte dello stesso soggetto o da un rappresentante

legalmente autorizzato.

  • 27. Sia gli autori sia gli editori hanno obbligazioni etiche. Nella pubblicazione dei risultati

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della ricerca gli sperimentatori sono obbligati a salvaguardare l’accuratezza dei risultati.

Sia i risultati negativi sia quelli positivi devono essere pubblicati o resi in qualche modo

pubblicamente disponibili. Le fonti del finanziamento, l’appartenenza istituzionale ed ogni

possibile conflitto di interessi devono essere dichiarati nella pubblicazione. Relazioni di

sperimentazioni non conformi con i principi fissati in questa Dichiarazione non devono

essere accettati per la pubblicazione.

C. Principi aggiuntivi per la ricerca medica associata alle cure mediche

  • 1. Il medico può associare la ricerca medica con le cure mediche solo con il limite che la

ricerca sia giustificata da un potenziale valore preventivo, diagnostico o terapeutico.

Quando la ricerca medica è associata con le cure mediche si applicano degli standard

addizionali per proteggere i pazienti che sono soggetti di ricerca.

  • 2. I benefici, i rischi, gli aggravi e l’efficacia di un nuovo metodo devono essere valutati in

confronto con quelli dei migliori metodi preventivi, diagnostici e terapeutici attualmente in

uso. Ciò non esclude l’impiego di placebo, o l’assenza di trattamento, negli studi dove non

esistono metodi comprovati di prevenzione, diagnosi o terapia.

  • 3. A conclusione dello studio, ad ogni paziente entrato nello studio deve essere assicurato

l’accesso ai migliori metodi preventivi, diagnostici e terapeutici di comprovata efficacia

identificati dallo studio.

  • 4. Il medico deve informare pienamente

il paziente

di quali aspetti

della cura sono

correlati con la ricerca. Il rifiuto di un paziente a partecipare in uno studio non deve mai

interferire con la relazione medico-paziente.

  • 5. Nel trattamento di un paziente, laddove non esistano comprovati metodi preventivi,

diagnostici e terapeutici o questi siano stati inefficaci, il medico, con il consenso informato

del paziente, deve essere libero di usare mezzi preventivi, diagnostici e terapeutici non

provati o nuovi, se a giudizio del medico essi offrono speranza di salvare la vita, ristabilire

la salute o alleviare la sofferenza. Laddove possibile, tali mezzi dovrebbero essere fatti

oggetto di una ricerca disegnata per valutare la loro sicurezza ed efficacia. In tutti i casi, le

nuove informazioni devono essere registrate e, dove opportuno, pubblicate. Tutte le altre

linee-guida di questa Dichiarazione devono essere seguite.

Traduzione By Antonio G. Spagnolo - Direttore dell'Istituto di Bioetica - Facoltà di Medicina

and Chirurgia "A. Gemelli", Università Cattolica del S. Cuore, Roma

Tratto da: http://www.aix-scientifics.de/it/_helsinki2004.html

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Libera circolazione dei pazienti nell'Unione Europea

Sarà più facile ottenere l'autorizzazione a curarsi all'estero, sarà automatico il rimborso in

patria e si potrà disporre di prescrizione unica valida per tutti i paesi dell'Unione. Queste le

principali novità della proposta di direttiva che la Commissione europea presenterà domani.

Con l'obiettivo di spazzare via i tanti ostacoli e la burocrazia che finora hanno reso difficile la

mobilità dei pazienti. La proposta recepirebbe in sostanza le tante sentenze firmate dalla

Corte di Giustizia del Lussemburgo, che più volte ha sancito il diritto di curarsi all'estero. Ad

anticipare la bozza in discussione è Help Consumatori, l'agenzia online dei consumi.

Le regole messe a punto da Bruxelles prevedono innanzitutto che per le prestazioni al di fuori

dell'ospedale non sia necessaria alcuna autorizzazione. Che invece dovrà essere richiesta

alla propria ASL in caso di cure ospedaliere.

Libertà di Cura e di Scelta

http://www.mednat.org/liberta_cura.htm

La direttiva mette inoltre le basi per una ricetta europea: le prescrizioni di un medico potranno

essere utilizzate in tutta l'Unione, per consentire a tutti i cittadini di acquistare ovunque il

farmaco di cui hanno bisogno.

La novità sta nel fatto che l'autorizzazione non potrà essere rifiutata se il ricovero in un altro

paese è più "appropriato" e se i "benefici attesi" per la salute superano "le conseguenze

negative". Ma la proposta di Bruxelles non si limita a questi casi di necessità. Stando alla

bozza, basta semplicemente il criterio della "preferenza soggettiva" o del "minore costo" per

garantire al cittadino europeo il diritto di scegliere un altro Stato per farsi curare rispetto a

quello nel quale abitualmente risiede.

Consiglio NdR: andate in Olanda se volete avere la Liberta' di Cura !

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Malattia e libertà di scelta terapeutica

Oggi in Italia esiste la libertà di scelta terapeutica ?

Una persona è libera di intraprendere una strada terapeutica piuttosto che un'altra, e

soprattutto un medico, in scienza e coscienza può - per aiutare il suo assistito - decidere la

cura migliore, anche se non riconosciuta e se va contro gli interessi delle lobbies del farmaco?

La risposta a tutte queste domande purtroppo è NO !

A cosa serve allora riempirsi la bocca di belle parole come: libertà, costituzione, diritti, se e

quando una persona malata di tumore, per esempio, può solamente 'scegliere' tra

chemioterapia, radioterapia e chirurgia ?

Un medico del terzo millennio, nonostante il giuramento di Ippocrate (che recita, "primo non

nuocere":

la chemio è non è un veleno mortale ?) e nonostante la Dichiarazione di Helsinki del 1964

(dell'Associazione medici mondiale), NON può scegliere una strada terapeutica, ma DEVE

stare ai protocolli ufficiali.

Quando dico che un medico NON può scegliere intendo dire che se non si adegua, non si

piega ai dettami della medicina ortodossa (al paradigma vigente) rischia prima di tutto la

professione (radiazione dall'albo professionale) e poi anche la galera ! Sono numerosi i medici

nel mondo, che hanno toccato con mano la pesante scure dell'inquisizione sanitaria moderna,

che è passata dalla croce con gli abiti neri, al caduceo con il camice bianco !

Personaggi come Geerd Ryke Hamer (radiato e incarcerato), Tullio Simoncini (radiato), Liborio

Bonifacio, Aldo Alessiani, Rudolf Breuss, Luigi Di Bella, Gianfranco Valsé Pantellini, Romano

Zago, Giuseppe Zora (radiato), Giuseppe Nacci (ammonito) il ricercatore Giuseppe Puccio e

moltissimi altri, hanno avuto il coraggio o l'incoscienza di mettere davanti agli interessi

economici, la salute delle persone.

Cosa questa estremamente pericolosa per l'establishment medico-scientifico, che mette

invece il dio-denaro dinnanzi ai pellegrini-malati.

L'ultimo in termini di tempo è il dottor Paolo Rossaro di Padova, indagato addirittura per

"omicidio colposo", perché avrebbe utilizzato metodologie non convenzionali, oltre a quelle

ufficiali, in cure oncologiche e nonostante il paziente purtroppo deceduto (uno su migliaia di

casi) avesse firmato il consenso informato (quindi era pienamente consapevole)!

Sarebbe molto interessante se tale metro di giudizio, usato indiscriminatamente nei confronti

del dottor Rossaro, venisse adoperato anche per tutte le centinaia di migliaia di morti ogni

anno in Italia: tutti gli oncologi finirebbero in galera !

Oggi se una persona muore dopo (o a causa della) chemioterapia è tutto ok, ma se muore

perché non ha voluto farla (in libertà di coscienza) non va bene e bisogna indagare il medico

che ha attuato altre terapie ....

L'attuale paradigma nel caso del cancro, anche se si può estendere a tutta la medicina

allopatica, impone come cura: la chemioterapia, la radioterapia e la chirurgia. Null'altro.

Libertà di Cura e di Scelta

http://www.mednat.org/liberta_cura.htm

Si potrebbe pensare a questo punto che i risultati di queste terapie siano così straordinari, da

imporli per legge ! Ma non è così: basta leggere i dati sulla mortalità per tumore - previa cura

ufficiale ovviamente - per comprendere che queste terapie sono un fallimento su tutta la linea:

centinaia di migliaia di persone ogni anno in Italia muoiono nonostante i protocolli

"scientifici" e nonostante le belle e incoraggianti parole dei luminari della scienza (gli stessi

che poi fatturano nello loro cliniche private migliaia di euro per una visita e una pseudo-cura).

D'altronde è risaputo che la guerra al cancro iniziata da Nixon negli anni '70, e che ha

prosciugato investimenti per centinaia di miliardi di dollari, è un fallimento globale su tutta la

linea !

By A.M. da It.salute

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Cure palliative, diritto negato a 9 bambini su 10

Un diritto che sulla carta i piccoli malati italiani hanno già. Un diritto che, però, resta sulla carta

per il 90% di loro. "Il paziente pediatrico per molto tempo è stato escluso dalla medicina

palliativa e, tuttora in Italia, gli interventi rivolti al bambino sono limitati ad esperienze isolate:

non più di tre, quattro centri". A richiamare l'attenzione su questa carenza dell'assistenza

sanitaria italiana (le cure contro il dolore dei bambini colpiti da malattie inguaribili) è la

Fondazione Maruzza Lefebvre D'Ovidio: "I bambini italiani con malattie inguaribili continuano a

vivere per lunghi periodi e morire in ospedale", dice la presidente, Silvia Lefebvre D'Ovidio.

Ben il 90% di loro, spiega, non vede riconosciuto il proprio diritto alle cure palliative e, quindi,

ad una adeguata qualità della vita. In Italia sono circa 12 mila i casi di bambini con malattie

inguaribili e terminali.

Ogni anno muoiono in 1.200. Per questo la Fondazione e il ministero della Salute hanno

sottoscritto oggi un protocollo d'intesa. Obiettivo del protocollo - che Livia Turco ha definito "un

impegno significativo, con importanti ricadute concrete" - è "il sostegno alla realizzazione di un

programma nazionale di cure palliative".

La firma del protocollo, ha sottolineato Turco, "si inserisce in un quadro di attività del ministero

della Salute che hanno visto di recente la ratifica, in conferenza Stato-Regioni, di un accordo

per superare le disomogeneità territoriali della rete, per garantire team multidisciplinari per la

presa in carico dei pazienti, per privilegiare le cure a domicilio".

Col protocollo, il ministero si impegna a coinvolgere la Fondazione nell'attività di rafforzamento

della rete di cure palliative e al varo di un Osservatorio nazionale sui servizi offerti dal Ssn. La

Fondazione metterà le proprie competenze a disposizione del personale sanitario attraverso

corsi di formazione.

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Approvata proposta di legge su medicina complementare - Reg. TOSCANA

Finalmente una proposta di legge che regola l'esercizio delle medicine complementari da

parte di medici, odontoiatri, farmacisti e veterinari. L'ha votata alla unanimita' il Consiglio

regionale toscano. La legge garantisce il principio della liberta' di scelta terapeutica del

paziente e la liberta' di cura del medico sotto stretto controllo scientifico e punta a

tutelare l'esercizio delle medicine complementari.

La legge stabilisce che gli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri, veterinari e farmacisti

istituiscano elenchi dei professionisti che esercitano le medicine complementari e rilascino

specifiche certificazioni sui requisiti.

Soddisfatto Fabio Roggiolani, dei Verdi, primo firmatario della legge: ''La Toscana afferma il

suo primato per l'utilizzo delle medicine. Questa legge puo' fare da apripista".

Dal 2002 sono stati riconosciuti in Toscana tre centri di riferimento che erogano prestazioni

delle medicine complementari piu' utilizzate: medicina cinese e agopuntura a Firenze,

Libertà di Cura e di Scelta

omeopatia a Lucca e fitoterapia ad Empoli.

http://www.mednat.org/liberta_cura.htm

La legge sulle medicine complementari consente ai cittadini toscani di avvalersi in maniera

integrata di tutte le conoscenze mediche a disposizione dell'umanita'.

La legge ha trovato il consenso di tutto il consiglio regionale. “Con questa proposta di legge,

ha detto Fossati dei Ds, si sono superate le differenze politiche''.

Piu' del 20% dei cittadini italiani fanno riferimento alla medicina alternativa.

Mercoledì, 14 febbraio 2007

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Tecnico Terapeuta Naturopata assolta da Tribunale - tratto dalla sentenza:

......

Nella

fattispecie l'imputata si era autoqualificata come "consulente scientifico" e non come

medico.

Tutti i "pazienti" erano a conoscenza del fatto che l'imputata non era medico.

Una ispezione condotta nello "studio" della "consulente scientifica" portò alla scoperta - come

unico strumento "diagnostico" - di un iridoscopio. La "consulente", dopo un colloquio con il

paziente e la lettura dell'iride si limitava a consigliare preparati omeopatici che i pazienti

acquistavano in farmacia.

I prodotti omeopatici prescritti sono liberamente acquistabili in farmacia senza prescrizione

medica, inoltre la Letteratura scientifica della medicina ufficiale non tiene conto della efficacia

di tali preparati che sono dalla medicina allopatica, paragonati ad un "placebo di lusso".

Lo stesso iridoscopio non appartiene alla categoria degli strumenti medici riconosciuti.

Il tribunale, in sostanza, ha mandato assolta l'imputata perchè: "Nessun compimento di atto

medico è riconoscibile infatti nell'attività svolta dalla (Omissis), non avendo la stessa nel corso

delle proprie consulenze mai ispezionato il corpo dei propri "clienti", ne tanto meno usato

strumenti invasivi o altri mezzi idonei ad effettuare analisi o misurazioni cliniche, né emesso

diagnosi o prognosi".

In altri termini: non esiste reato di esercizio abusivo della professione medica perchè le

pratiche summenzionate di "medicina alternativa" non sono riconosciute come tecniche

mediche (anno 2000).

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Il Parlamento Europeo chiede il riconoscimento.

Un commento sul "Rapporto Lannoye" che chiede la libertà di cura per alcune metodiche

diverse dalla medicina ufficiale e che il Parlamento Europeo ha adottato in forma di

risoluzione.

· Relazione sullo Statuto delle Medicine Non Convenzionali

· Il Consiglio d'Europa ha approvato una Risoluzione invitando gli stati membri a

regolarizzare lo status delle terapie alternative o non convenzionali.

By On. Paul Lannoye

Altre proposte di legge che vogliono "integrare" le cure naturali con il sistema vigente:

·

Proposta del deputato dei Verdi Galletti vuole permettere ai medici di usare altre forme di

cura

……ma

i medici non debbono avere un permesso, essi devono utilizzare, per il

benessere dei malati, tutte le tecniche sanitarie, e quindi anche e sopra tutto le Medicine

Naturali.

· Proposta dell’associazione di B. Passagrilli, l'MC4, che propone il riconoscimento di alcune

discipline, riservando però al medico alcune delle cure ...

Proposta per una legge veramente "Liberatrice" dalla dittatura sanitaria attuale

Libertà di Cura e di Scelta

·

Il modello olandese - Riconoscere la Libertà di curare

PROPOSTA: LIBERTÀ di CURARE e CURARSI

http://www.mednat.org/liberta_cura.htm

La presente proposta parte da una volontà manifesta di ampie parti della popolazione italiana,

di assicurarsi il diritto all'autodeterminazione in materia di prevenzione e cura, in materia di

Salute.

Il monopolio medico sancito per legge - vedi divieto dell'esercizio della professione medica

senza la prescritta autorizzazione - è di fatti superato per due ragioni:

E' venuta meno la fiducia della gente in una professione che non ha saputo trasformarsi per

inglobare nuove tecniche non invasive, e che è percepita ormai come inefficiente e serva delle

prescrizioni delle multinazionali del farmaco, con la colpa, almeno in parte, della crescita

smisurata delle spese sanitarie.

Si è vista e si vede tuttora in corso una grande trasformazione del pubblico stesso da gregge

da tutelare e proteggere a soggetti maturi, in grado di apprendere informazioni sul proprio

stato di salute e di scegliere in autonomia la strada da seguire ed il professionista da

interpellare, e molte volte il professionista non è più il medico di famiglia, quello

convenzionale, ma uno di quei soggetti che praticano quello che il Parlamento Europeo ha

chiamate le "medicine non convenzionali".

Alcune delle discipline - un elenco delle quali sarebbe in ogni caso limitativo - hanno ottenuto

un riconoscimento in qualcuno dei stati membri. Alcune hanno elaborato delle proposte di

legge per il loro riconoscimento in Italia ed esiste perfino una proposta a firma dei deputati

Galletti, Procacci ed altri, intitolata "disciplina delle terapie non convenzionali e istituzione dei

registri degli operatori delle medicine non convenzionali", la quale nomina sette indirizzi distinti

di terapia e probabilmente nega l'esistenza di altrettanti.

Pare però che il problema non è più quello del "riconoscimento" di una o dell'altra corrente di

pensiero e pratica medica alternativa o complementare. Siamo già passati oltre quel punto

dove, con il riconoscimento e l'inglobare, come propongono Galletti e Procacci, di alcune delle

meglio articolate correnti ne "la medicina" - quella ufficiale - si potrebbe rimettere il tappo alla

situazione e continuare come se niente fosse.

Bisognerà avere il coraggio di voltare pagina.

Anche la Germania, finora considerata quasi un modello per quanto riguarda la medicina

"alternativa", sente il peso di una regolamentazione non più al passo con i tempi.

La legge degli "Heilpraktiker", i praticanti delle cure non-mediche autorizzati dallo stato, risale

al 1939. Quella legge istituì una eccezione al divieto dell'esercizio della professione medica

per i non medici, istituendo un permesso delle autorità. Il permesso non è facile da ottenere e

necessita di uno studio approfondito, generalmente di due anni, per soddisfare le autorità che

il futuro Heilpraktiker non sia fonte di pericolo per la salute dei suoi pazienti.

Si badi che quello studio non è sulle tecniche terapeutiche da applicare bensì solamente su

concetti di base della medicina e sui limiti ai quali è sottoposto l'operato del terapeuta.

Le autorità sanitarie tedesche mancano di personale qualificato a sufficienza. Non riescono ad

assicurare lo smaltimento delle domande di esami senza che siano necessari tempi di attesa

anche lunghi.

D'altra parte si è accorti che esistono delle forme di cura che ben poco hanno a che fare con

la medicina in senso tradizionale, come per esempio le cure spirituali, la pranoterapia ecc.,

che non richiederebbero una preparazione da Heilpraktiker.

Per quelle forme di cura infatti, lo studio imposto dalla legge non solo non apporta nessun

elemento utile al fine della formazione del terapeuta, ma impone uno spreco di tempo non

giustificabile sotto l'aspetto della tutela della salute del paziente.

Così la Federazione per le Cure Spirituali (DGH - Dachverband Geistiges Heilen e.V.,

Schönbrunn) ha fatto la proposta di esentare le cure spirituali dall'obbligo del permesso

statale.

Una innovazione significativa e forse degna di studio approfondito per la sua applicabilità in

Italia invece, viene dall'Olanda con una legge approvata il 9 novembre 1993, la "legge per la

riforma delle professioni della salute".

Ritengo utile riportare la legge olandese qui in modo più dettagliato, perché con essa viene

introdotto un nuovo concetto e viene infatti percorsa una strada che al contempo assicura la

qualità delle prestazioni sanitarie, tutela la salute e l'incolumità del cittadino malato e permette

Libertà di Cura e di Scelta

la più ampia scelta in materia di metodologie di cura.

http://www.mednat.org/liberta_cura.htm

La nuova legge olandese è una legge quadro da essere completata con decreti specifici e

sostituisce tutte e dodici le norme legislative preesistenti sulle professioni sanitarie.

La nuova norma fa un passo significativo nell'abbandonare il vecchio divieto dell'esercizio

della professione medica senza autorizzazione, aprendo così il campo delle cure e della

salute a tutti, specialmente a tutte le professionalità che sono cresciute nel campo della

medicina alternativa. All'utente viene data la possibilità di scegliere liberamente, a quale

terapeuta rivolgersi.

Per prevenire, dall'altro canto, rischi inaccettabili per la salute derivanti da incompetenza

professionale, certe procedure vengono escluse in modo specifico, cioè vengono riservate a

determinate figure professionali. Inoltre viene introdotto il divieto di agire in modo da arrecare

danni alla salute di una persona.

Qui segue una breve rassegna delle singole disposizioni della nuova legge olandese:

1) Qualità:

La legge crea le precondizioni per lo sviluppo e il monitoraggio di standard di qualità nella

sanità individuale. Se necessario, si potrà intervenire con decreti per dare altre regole a certi

aspetti qualitativi come l'aggiornamento professionale, ecc.

2) Protezione dei titoli:

La scomparsa del divieto dell'esercizio della professione medica senza autorizzazione

significa la fine del sistema delle professioni protette. L'esercizio delle funzioni mediche non è

più ristretto a certi professionisti medici. La nuova legge introduce un sistema di protezione dei

titoli di un numero limitato di professioni. La protezione dei titoli può avvenire per legge o per

decreto ministeriale. La differenza principale è che l'albo delle professioni solo nel primo caso

viene istituito e mantenuto dal governo.

La legge stessa individua otto professioni a titolo protetto che hanno dei regolamenti per

quanto riguarda i corsi di studio e le competenze professionali. Le funzioni ristrette (vedi sotto)

ricadono in una o nell'altra di queste otto professioni. Si tratta delle seguenti professioni:

  • - medico;

  • - dentista;

  • - chimico farmaceutico;

  • - psicologo clinico;

  • - psicoterapeuta;

  • - fisioterapeuta;

  • - ostetrica;

  • - infermiera;

3) Registrazione:

Sono stati istituiti registri ufficiali per quelle otto professioni. Può esercitare solamente chi è

iscritto nel relativo registro.

La registrazione non è automatica. Necessita di domanda e del pagamento di una tassa. E'

previsto anche un limite temporale dell'iscrizione con la necessità di ripresentare la domanda

e una conseguente valutazione della competenza professionale. Il registro è aperto al

pubblico, cioè può essere ispezionato sia dalla persona stessa che dal pubblico in generale.

La registrazione delle altre professioni è volontaria ed è previsto che sia applicata soprattutto

a professioni paramediche, come per esempio logopedista, igienista dentale e dietologa. I

decreti applicabili a quel tipo di professione detteranno regole di studio e daranno una

definizione dell'area di competenza. La legislazione proteggerà l'uso del relativo titolo. Il

governo non istituirà però un registro, che potrà invece essere istituito dalle società

professionali.

4) Specializzazioni:

Nel corso degli anni si sono sviluppate delle specializzazioni che non avevano finora delle

regole individuali. La nuova legge permette di dare dei regolamenti a queste specializzazioni,

proteggendone il titolo ed assicurando la competenza degli operatori.

Libertà di Cura e di Scelta

5) Le procedure riservate:

http://www.mednat.org/liberta_cura.htm

Il principio di base della nuova legislazione è che l'esercizio della medicina è aperto a tutti. Ma

la legge fa certe eccezioni a questa regola. Alcune procedure possono essere messe in atto

solo da professionisti autorizzati per legge. Queste sono le procedure che comportano un alto

grado di rischio per il paziente se utilizzate da persone non esperte.

E' un fatto penale l'utilizzo di queste procedure senza la dovuta autorizzazione. Si tratta di:

  • - procedure chirurgiche;

  • - procedure ostetriche;

  • - utilizzo di cateteri ed endoscopie;

  • - punture ed iniezioni;

  • - anestesia generale;

  • - procedure che richiedono l'impiego di sostanze radioattive e delle

radiazioni ionizzanti;

  • - cardioversione;

  • - defibrillazione;

  • - terapia elettroconvulsiva;

  • - litotripsia;

  • - inseminazione artificiale.

Le procedure riservate possono essere utilizzate da due gruppi di persone: quelle che hanno

l'autorizzazione diretta e quelle che possono utilizzare una procedura su ordine di un

professionista autorizzato. Autorizzazione diretta è data dalla legge ai medici, ai dentisti ed

alle ostetriche, specificando per ogni professione quali sono le procedure ammesse. Sono

state stabilite anche delle regole sotto le quali un professionista non autorizzato può utilizzare

delle procedure ristrette, su ordine sempre di un professionista autorizzato.

6) Codice Disciplinare:

Le professioni regolamentate per legge avranno un loro codice disciplinare; le leggi civili e

penali non contengono strumenti adatti a questo scopo. La revisione dei vecchi codici

disciplinari è diretta verso una maggiore apertura al pubblico delle procedure.

Le misure disciplinari sono graduate e vanno dal semplice avvertimento alla radiazione del

nominativo dal registro.

Le persone radiate per ragioni disciplinari non possono essere riammesse.

Chiaramente, ho potuto descrivere questa nuova legislazione solamente a grandi linee. La

pubblicazione informativa del Ministero della Sanità olandese, sulla quale mi sono basato per

questi cenni, è comunque disponibile a chi ne fa richiesta, anche via fax.

Certamente, non ho la possibilità di proporre una seria riforma delle leggi sanitarie italiane sul

modello olandese.

Questo sarebbe un lavoro per una commissione da istituire. Credo però che sia indispensabile

adottare un nuovo approccio su questo complesso problema anche qui in Italia. Occorre

essere coraggiosi nel ribaltare vecchie logiche e vedere la situazione in un'ottica nuova.

Per questa ragione riproporrò la bozza di proposta elaborata nel mese di marzo di quest'anno,

con modifiche per tenere conto dei molti commenti che ho ricevuto dalle varie associazioni,

scuole e da individui, così come della recente legislazione olandese, che credo abbia colto

l'importanza dei cambiamenti in atto ed abbia dato una risposta moderna, al passo con i

tempi, al problema della libertà di scelta.

A scanso di equivoci ripeto ancora una volta che sarebbe preferibile impostare il lavoro in Italia

in modo simile a quello della legislazione olandese, cioè con una revisione delle leggi sanitarie

esistenti.

Bozza revisionata Settembre 1998 - Proposta di Legge:

Libertà di scelta terapeutica

Articolo 1

La Repubblica italiana riconosce il principio della libertà delle scelte terapeutiche adottate dal

singolo cittadino.

Articolo 2

Il medico è libero di adottare, nell'interesse della salute dei suoi pazienti, le terapie a suo

Libertà di Cura e di Scelta

giudizio più efficaci.

Articolo 3

http://www.mednat.org/liberta_cura.htm

Chiunque è libero di esercitare l'attività terapeutica, con l'eccezione delle procedure riservate

ai medici elencate nel seguente articolo.

Articolo 4

E' riservata al medico l'autonoma attuazione delle seguenti procedure:

a)

le procedure chirurgiche;

b)

le procedure ostetriche;

c)

l'utilizzo di cateteri e l'endoscopia;

d)

punture ed iniezioni, con l'eccezione dell'agopuntura,

che può essere esercitata dagli agopuntori non medici.

e)

l'anestesia generale;

f )

le procedure che richiedono l'impiego di sostanze radioattive e radiazioni

ionizzanti;

g)

la cardioversione;

h)

la defibrillazione;

i)

la terapia elettroconvulsiva;

l)

la litotripsia;

m)

l'inseminazione artificiale.

Le procedure di cui alla lettera b) possono essere attuate autonomamente anche dalle

ostetriche.

Il medico può, sotto la sua responsabilità, delegare del personale non medico, ad eseguire

delle procedure riservate per le quali la persona è qualificata.

Articolo 5

Gli indirizzi diagnostici e/o terapeutici non convenzionali, possono istituire liberamente le loro

società professionali, con lo scopo di dare regole uniformi ai loro programmi di insegnamento,

eventuali diplomi di abilitazione e codice deontologico.

Articolo 6

Al solo scopo della protezione del titolo professionale, le società o associazioni

rappresentative dei singoli indirizzi diagnostici e/o terapeutici non convenzionali possono fare

richiesta del riconoscimento ministeriale.

Articolo 7

Il Ministro della Sanità accerterà la presenza dei seguenti requisiti minimi organizzativi a

garanzia della stabilità nel tempo dell'organizzazione di cui all'art. 6.

A - l'esistenza di un codice deontologico della professione;

B - l'esistenza di un programma strutturato di insegnamento della materia;

C - l'esistenza di almeno una scuola e/o un istituto di formazione sul territorio nazionale;

D - la presenza di un elenco dei terapeuti operanti in Italia riconosciuti dalla società

professionale.

Alla comunicazione della società professionale che espone la presenza dei requisiti di cui

sopra, il Ministro risponderà entro 90 giorni con comunicazione affermativa, con una richiesta

di integrazione dei dati o con un diniego, che deve recare motivazione specifica.

La assenza di risposta entro 90 giorni dalla data della comunicazione, così come il diniego

ministeriale possono essere impugnati dinanzi al Tribunale Amministrativo Regionale.

Nel caso di risposta positiva del Ministro o di decisione affermativa della magistratura

amministrativa, il titolo professionale per il quale è stato chiesto la protezione, verrà iscritto in

un elenco da aggiornare all'occorrenza, e che verrà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale con

decreto del Ministro della sanità.

Articolo 8

E' fatto divieto di utilizzare un titolo protetto a chiunque non abbia ottenuto l'autorizzazione

della società professionale.

Articolo 9

Il Ministro della Sanità crea le premesse per assicurare la disponibilità sul mercato nazionale

dei medicinali e dei presidi necessari per l'esercizio delle terapie non convenzionali. I

medicinali necessari alle terapie non convenzionali vengono registrati con procedura

semplificata da stabilire con decreto ministeriale. Al fine della definizione della procedura da

adottare per la registrazione ed al fine di non ostacolare la disponibilità dei medicinali, il

Libertà di Cura e di Scelta

http://www.mednat.org/liberta_cura.htm

Ministro della Sanità formerà una commissione per ciascun indirizzo terapeutico che ha

necessità di medicinali specifici.

Detta commissione sarà composta da un pari numero di esperti dello specifico indirizzo

terapeutico e di esperti nel controllo e la registrazione dei medicinali e dovrà proporre una

procedura che soddisfi sia l'esigenza della disponibilità che l'esigenza della qualità ed

innocuità di detti medicinali.

La procedura non dovrà valutare in nessun caso la efficacia dei medicinali da registrare.

Articolo 10

I medicinali così registrati dovranno essere inclusi nella farmacopea in una sezione apposita

per ciascun indirizzo di terapia.

Articolo 11

Chiunque, non avendo conseguito il relativo diploma, utilizzi il titolo professionale di uno degli

indirizzi di diagnosi e/o terapia non convenzionale protetti ai sensi degli articoli 6, 7 e 8 della

presente legge è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria consistente nel pagamento

di una somma da lire un milione a sei milioni.

By La Leva di Archimede

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Diritto alla Scelta Terapeutica

Quanti in Italia sanno che il Tribunale di Bolzano ha sancito che ogni cittadino può

consigliare ad altri qualsiasi prodotto omeopatico senza violare la legge ?

Il ragionamento è semplice.

Se al prodotto omeopatico non si riconosce la qualità di farmaco (paragonandolo all’acqua

fresca), non si può neanche accusare una persona che lo consiglia di esercizio abusivo della

professione medica. E’ il caso di dire che anche per l’Ordine dei Medici vale il vecchio detto

che non si può avere la botte piena e il marito ubriaco… rl

Dalla rivista “essenzialmente energia”:

www.essen.it

Il Tribunale di Bolzano - Sezione Penale - in persona del giudice: Dott. Claudio Gottardi alla

pubblica udienza del 11.01.2005 ha pronunciato la seguente SENTENZA

nel procedimento penale n. 1125/04 DIB. contro (Omissis), imputata del delitto dall'art. 348

c.p. per avere, eseguendo visite mediche, emettendo diagnosi ed effettuando terapie a base

di prescrizioni di medicinali omeopatici, esercitato abusivamente la professione medica, senza

essere in possesso della prescritta abilitazione professionale.

Accertato in Bolzano il 12.12.2001.

A seguito di ulteriori accertamenti è emerso che la (Omissis) era priva di qualsivoglia titolo

medico… essa era peraltro in possesso di un diploma di medicina biologica ottenuto negli

U.S.A., del quale non aveva peraltro mai richiesto l'equipollenza ai sensi della normativa

italiana e di attestati relativi alla partecipazione a numerosi seminari di omeopatia.

Dall'analisi del contenuto delle dichiarazioni testimoniali, tutte concordi sui punti salienti del

fatto, emerge come fosse noto a tutti i clienti la circostanza che la (Omissis) non era medico,

non essendosi peraltro la stessa mai qualificata come tale ...

L'attività della (Omissis) iniziava con un colloquio, vertente sulle abitudini di vita dei clienti,

proseguiva con la lettura dell'iride tramite uno speciale strumento e si concludeva con la

somministrazione di una serie di consigli, relativi al modo migliore di regolare la propria vita e

all'assunzione di prodotti omeopatici, acquistabili in farmacia o erboristeria.

Il suo intervento non era peraltro alternativo alla medicina "ufficiale" e nemmeno invasivo di

diagnosi effettuate dai medici personali dei suoi assistiti.

Libertà di Cura e di Scelta

http://www.mednat.org/liberta_cura.htm

G.B., medico omeopata, ha riferito in ordine all'attività esercitata in concreto

dall'imputata, definita quale attività "atipica", rivolta alle persone che soffrono di disagi non

qualificabili quali vere e proprie patologie, e in ordine all'orientamento della comunità medica

internazionale, prevalentemente indirizzato a negare dignità scientifica alla disciplina

della "medicina omeopatica".

…Orbene mancando qualsivoglia definizione legislativa dell'attività "omeopatica" non è

possibile qualificare la stessa come pratica terapeutica "non convenzionale", facendola

confluire nell'alveo dell'esercizio dell'attività medica, per la quale è quindi richiesta l'iscrizione

all'albo professionale.

Soccorre a tal fine l'insegnamento costante della Suprema Corte (cfr. Cass. n. 22528/2003), la

quale, nel definire le pratiche terapeutiche "non convenzionali", ne delinea i caratteri che le

qualificano come attività medica: una diagnosi di un'alterazione organica o di un disturbo

funzionale del corpo o della mente, l'individuazione dei rimedi, la somministrazione degli stessi

da parte del medico.

…Proprio partendo da tali premesse, va desunto che l'attività omeopata integri gli estremi del

reato d'esercizio abusivo della professione medica unicamente nell'eventualità in cui essa si

sostanzi nella diagnosi di una malattia, ovvero nella commercializzazione di prodotti o

preparati medici, comunque perseguenti finalità terapeutiche.

Orbene i detti tratti salienti dell'attività medica… sono del tutto mancanti nell'attività

professionale posta in essere dall'imputata.

Nessun compimento di atto medico è riconoscibile infatti nell'attività svolta dalla (Omissis), non

avendo la stessa nel corso delle proprie consulenze mai ispezionato il corpo dei propri

"clienti", né tanto meno usato strumenti invasivi o altri mezzi idonei ad effettuare analisi o

misurazioni cliniche, né emesso diagnosi o prognosi.

Alle stesse conclusioni si deve giungere… in ordine all'eventuale invasione da parte

dell'imputata delle competenze riservate alle scienze della psiche umana: come l'assenza di

una malattia fisica distingue l'attività de quo da quella del medico, egualmente l'assenza di

una malattia psichica la distingue dall'attività dello psicologo o dello psicoterapeuta.

Orbene, accertato che l'imputata non ha posto in essere atti tipici dell'attività medica occorre

ora stabilire se i prodotti "omeopatici" dalla stessa consigliati (Natrium Muriaticum CH200

Coffea Cruda CH100 e lievito di birra) siano o meno considerati dal legislatore quali prodotti

medicinali e in caso di risposta positiva se gli stessi, se somministrati da soggetto non

qualificato, possano produrre danni alla salute.

Al primo quesito bisogna dare risposta negativa, poiché nessuna norma di diritto positivo

regola, nel nostro ordinamento, la medicina omeopatica e perché i prodotti consigliati

dalla (Omissis) sono liberamente in vendita, non occorrendo la presentazione di ricetta

medica.

Anche a voler assimilare poi il prodotto omeopatico ad un prodotto medicinale non bisogna

sottacere come la letteratura scientifica sia divisa sull'efficacia dei rimedi omeopatici, tant'è

che l'orientamento dominante li considera alla stregua di non farmaci avuto riguardo alla quasi

totale assenza di principi attivi.

Questo dimostrerebbe, d'altro canto, come il rimedio omeopatico opererebbe quale "placebo

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di lusso" in forza di una fortissima potenzialità suggestiva basata sulla sua diffusione

internazionale e sull'apparente fondamento scientifico.

Se il farmaco è un medicinale formato da molecole misurabili, le cui proprietà farmacologiche

sono valutate con metodo scientifico da una previa sperimentazione, al contrario il prodotto

omeopatico ha la caratteristica di non avere molecola al di sopra della nona CH, ed

essendo somministrato ad alta diluizione può produrre un effetto regolatore solo sul piano

emozionale, perché non se ne conosce il meccanismo d'azione, ma non su quello biologico.

… L'evoluzione scientifica e tecnologica determinano sovente la possibilità che nuove attività

professionali non riescano ad essere incasellate nelle professioni ufficialmente consolidate,

ma ciò non può essere motivo per una dilatazione degli ambiti delle categorie professionali

riconosciute, fino a comprendere nella riserva loro spettante, attività solo analoghe,

complementari, parallele o ausiliarie rispetto alle professioni protette.

Fatta questa necessaria distinzione e non essendo stata data prova al di là di ogni ragionevole

dubbio, che la (Omissis) abbia posto in essere atti tipici propri dell'attività medica, bisogna

concludere nel senso che la sua attività professionale da definirsi rispetto all'ordinamento

"atipica" , è tutelata e protetta dalla previsione di cui all'art. 41 Cost.

Per tali ragioni l'imputata deve essere assolta, ai sensi dell'art. 530 comma 2 c.p.p., dal

reato ad essa ascritto in rubrica perché il fatto non sussiste.

P.Q.M.

Visto l'art. 530, comma 2 c.p.p. ASSOLVE (Omissis) dal reato a lei in rubrica ascritto perché il

fatto non sussiste.

Così deciso in Bolzano l'11 gennaio 2005. -

Tratto da: www.essen.it

Nel 2007 questa sentenza e' stata annullata dalla Cassazione

....

e

prosegue ...

la dittatura sanitaria

Proposta di Legge UE

Riconoscimento di Medicine non Convenzionali

Proposta di legge per le terapie non Convenzionali

Chiesto a UE riconoscimento di Medicine Naturali

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