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A.S.

2010/2011
La capacita' della civilt romana di associare i popoli conquistati, in una integrazione
forzata ma sicuramente multietnica, tanto che nel millenario della fondazione di
Roma era imperatore Filippo l'Arabo.

Nei confronti delle popolazioni "straniere" i Romani nutrivano curiosit etnografica,


interessi geografici per i luoghi che essi abitavano e naturalmente politici. I Romani
ritenevano che le differenze fisiche e di temperamento fossero causate dalle
diversit dei climi. Infatti con il nome di "Etiopi" i Romani indicavano tutte le
popolazioni di pelle nera, cio popoli che "abitavano vicino al sole".

La situazione degener quando nell'et di Diocleziano queste popolazioni si


impossessarono dei territori romani situati in Egitto: fu a questo punto che esse
furono definite come un popolo militarmente forte, si deline quindi un giudizio
negativo e si ricominci ad associare al colore "nero" l'antica superstizione della
malvagit e del malaugurio. I popoli orientali invece furono da parte dell'impero
oggetto di grande interesse.
I romani avevano accettato i barbari all'interno dell'impero; i romani prestavano
servizio militare sotto gli ordini di generali di origine barbarica, che furono tra i pi
tenaci difensori di una Roma in declino. La situazione sfuggi poi al controllo, di fronte
ad attacchi di sempre "nuovi barbari". Dopo la caduta fu proprio e ancora dal confronto
tra culture che rinacque, lentamente, la civilt da cui deriviamo.

Barbaro la parola onomatopeica con cui gli antichi greci indicavano gli
stranieri,cio coloro che non parlavano greco, e quindi non condividevano la cultura
greca. La stessa sillaba ripetuta che forma la parola (bar-bar) fa riferimento ad un
suo altro significato affine: balbettante, a riprodurre quelli che agli ellenofoni (pur
mancando l'unit politica tra le poleis, i Greci si consideravano un' unica entit
culturale proprio sulla base della lingua condivisa) sembravano dei versi inintelligibili
ed addirittura animaleschi. Da qui nacque la distinzione tra Grecia e barbari.
Si ritiene inoltre che i popoli detti "semibarbari" venissero cos classificati a causa
della particolarit delle loro lingue, differenti dal greco soprattutto nella pronuncia.
interessante ricordare che gli sciti erano considerati dai greci come il pi barbaro tra i
popoli, anzi il popolo barbaro per eccellenza (occasionalmente sostituiti in quest'ultimo
ruolo dai Persiani, soprattutto quando il Barbaro veniva presentato come minaccia).

Il termine assunse un significato pi strettamente correlato all'aspetto etnico ed


ideologico nella Roma repubblicana, in cui veniva accentuata, rispetto all'uso
greco, la "missione civilizzatrice" del popolo romano (In et monarchica, invece,
Roma era ancora difficilmente riconoscibile nell'eterogenea miriade di popoli del
tempo, in cui ogni civilt era profondamente influenz0ata da quelle dei vicini).
In et imperiale il vocabolo avrebbe riassunto il significato ellenistico, con l'aggiunta
di una certa sfumatura anche culturale (ad esempio, la mancanza di leggi scritte, di
un alfabeto, ecc., erano le prerogative principali del barbaro, unite ad un fermo e
testardo rifiuto dell'ordine romano, simboleggiato dal sistema legislativo romano).

Nel mondo greco-romano, insomma, il Barbaro era uno strumento essenziale per
definire se stessi, essendo egli "anormale" rispetto agli standard che proprio lui aiutava
a fissare, cio quelli del popolo che lo creava come tale; tale caratteristica non fu mai
esclusiva del pensiero mediterraneo, od anche semplicemente europeo, ma fu il
risultato del naturale etnocentrismo di varie civilt del mondo antico.
Poich con il IV secolo l'Impero Romano cominci a divenire cristiano, barbaro
cominci ad assumere il significato di non romano (giacch non cristiano). Ma anche
gli scrittori pagani del periodo, come Eutropio ed Ammiano Marcellino usano il termine
con questo significato, quali essendo questi non-romani estranei all'Impero e
considerati inferiori per civilt, il fattore culturale rinasce di nuovo.

Questi barbari approfittarono della crisi in cui gi versava l'Impero e ne accelerarono


la decadenza fino alla dissoluzione: oltre alle guerre, ai saccheggi ed alle distruzioni,
finirono con il fondare dei veri e propri stati, spezzando l'antica unit dell'Impero: i
regni romano-barbarici.