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Il presunto motto della famiglia Plantard e del Priorato di Sion Et in

Arcadia ego, una frase latina nota perch appare come iscrizione
tombale sul dipinto classico Pastori in Arcadia del pittore francese
Nicolas Poussin. La frase significa letteralmente: "Anch'io in Arcadia".
LArcadia una regione storica della Grecia, nella penisola del
Peloponneso che, nella storia della letteratura, stata percepita come
un mondo idilliaco. Essa viene spesso identificata come una sorta di
paradiso terrestre, abitato per solamente da entit sovrannaturali,
non un luogo in cui le anime si rifugiano dopo la morte che, infatti,
allinterno del dipinto di Poussin, presente e rappresentata dal
sepolcro.
Vi laggiunta di unellissi, in altre parole l'omissione, all'interno di una
frase, di uno o pi termini che sia possibile sottintendere. In questo caso
la parola mancante sum che per non presente nei Pastori in
Arcadia. Inoltre, stato teorizzato da Richard Andrews e Paul
Schellenberger che la frase completa Et in Arcadia ego sum sia un
anagramma di Arcam Dei Tango Iesu, che significa "Io tocco la tomba di
Dio Ges" o che la scritta incompleta "Et in Arcadia ego" sia
l'anagramma di un'altra frase: "I Tego Arcana Dei", "Vattene, io celo i
misteri di Dio".
La vera storia del Priorato di Sion comincia con la storia di unaltra
confraternita considerata leggendaria, quella dei Rosacroce che
discendono direttamente dai Cavalieri Templari di cui facevano parte.
Intorno al 1400 che fu deciso di trasformare la rosa, simbolo dei
Rosacroce, in un altro fiore, il giglio. Esso divent lemblema della
sovranit reale e dellinnocenza verginale delle ragazze avviate al
matrimonio. Poi, presso i greci e i romani, il giglio simboleggiava
lamore sublime e la procreazione.