Farmacopea XI
Farmacopea XI
ilareneG
isilanA id
idoteM
IL MINISTRO
irotinetnoC
/ ilairetaM
Visto l'art. 124 del Testo Unico delle Leggi sanitarie approvato con Regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265,
ivittaeR
modificato dalla legge 7 novembre 1942, n. 1528.
Visto il regolamento per il servizio farmaceutico, approvato con Regio decreto 30 settembre 1938, n. 1706;
Vista la legge 9 novembre 1961, n. 1242, relativa alla revisione e pubblicazione della Farmacopea Ufficiale;
itnemogrA
ilareneG
Vista la legge 22 ottobre 1973, n. 752, relativa alla ratifica ed esecuzione della Convenzione europea per
la elaborazione di una Farmacopea Europea, adottata a Strasburgo il 22 luglio 1964;
Vista la legge 23 dicembre 1978, n. 833, sulla istituzione del Servizio sanitario nazionale;
eifargonoM
ilareneG
Visto il decreto legislativo 30 giugno 1993, n. 266, recante il riordinamento del Ministero della Sanita© , a
norma dell'art. 1, comma 1, lettera h), della legge 23 ottobre 1992. n. 421;
Visto l'art. 6, comma 2-bis, del decreto legislativo 12 giugno 2001, n. 217, convertito, con modificazioni, dalla
legge 3 agosto 2001, n. 317, concernente, fra l'altro, l'istituzione del Ministero della Salute;
ehcituecamraF
emroF
Visto l'art. 115 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, recante conferimento di funzioni e compiti
amministrativi dello Stato alle Regioni ed agli Enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59;
Visto il decreto ministeriale 9 ottobre 1998 (del quale e© stato dato avviso nella Gazzetta Ufficiale n. 1 del
2 gennaio 1999), con il quale e© stato approvato il testo della X edizione della Farmacopea Ufficiale della Repub-
eiretaM
blica italiana;
emirP
Visti i decreti ministeriali 21 dicembre 1988, 17 aprile 1991 e 29 agosto 1996, pubblicati, rispettivamente, nelle
Gazzette Ufficiali n. 12 del 16 gennaio 1989, n. 152 del 1 luglio 1991 e n. 270 del 18 novembre 1996, con i quali
sono stati approvati il testo e gli aggiornamenti del Formulario Nazionale della Farmacopea Ufficiale della
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
Repubblica italiana;
Vista la Farmacopea Europea, IV edizione, aggiornata ed integrata in base alle risoluzioni del Comitato
di sanita© pubblica del Consiglio d'Europa (accordo parziale), adottata a seguito delle decisioni prese dalla
Commissione europea di Farmacopea in applicazione delle disposizioni dell'art. 6 della Convenzione europea
ehcitapoemO
inoizaraperP
predetta;
Sentita la Commissione permanente per la revisione e la pubblicazione della Farmacopea Ufficiale, prevista
dalla citata legge 9 novembre 1961, n. 1242;
Ritenuto di dover procedere all'approvazione del testo della nuova edizione della Farmacopea Ufficiale
della Repubblica italiana, predisposto dalla predetta Commissione anche sulla base delle decisioni adottate dalla
ecidnI
V
Decreta:
Art. 1.
Eé approvato il testo della XI Edizione della Farmacopea Ufficiale della Repubblica italiana.
Esso sostituisce, a tutti gli effetti, quello della X edizione e del Formulario Nazionale.
Art. 2.
La XI Edizione della Farmacopea Ufficiale sara© pubblicata dall'lstituto Poligrafico e Zecca dello Stato ed
entrera© in vigore a partire dal novantesimo giorno successivo alla pubblicazione, nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana, del comunicato relativo alla emanazione del presente decreto, fatto salvo per le ûNorme di
Buona Preparazione dei Medicinali in Farmaciaý che entreranno in vigore dal 1 gennaio 2003.
Il Ministro
Girolamo Sirchia
VI
inoizircserP
ilareneG
CONTENUTO
I. PREFAZIONE IX
isilanA id
idoteM
II. INTRODUZIONE XI
III. INTRODUZIONE ALLA IV EDIZIONE DELLA FARMACOPEA EUROPEA XIII
IV. COMMISSIONE PERMANENTE PER LA REVISIONE E LA PUBBLICAZIONE DELLA
FARMACOPEA UFFICIALE XIX
irotinetnoC
/ ilairetaM
V. COMMISSIONE EUROPEA DELLA FARMACOPEA XXI
VI. CONTENUTO DELLA XI EDIZIONE XXIX
CAPITOLI GENERALI
1. Prescrizioni generali 3
ivittaeR
1. Prescrizioni generali della Farmacopea Europea 3
1. FU1 Prescrizioni generali della Farmacopea Ufficiale 16
2. Metodi di analisi 19
2.1. Apparecchiature 23
itnemogrA
ilareneG
2.2. Metodi generali fisici e fisico-chimici 29
2.3. Identificazione 107
2.4. Saggi limite 117
2.5. Saggi 143
eifargonoM
ilareneG
2.6. Saggi biologici 165
2.7. Dosaggi biologici 215
2.8. Metodi generali di farmacognosia 245
ehcituecamraF
2.9. Saggi e procedimenti tecnologici 257
emroF
3. Materiali usati nella fabbricazione di contenitori e Contenitori 305
3.1. Materiali usati nella fabbricazione di contenitori 309
3.2. Contenitori 357
4. Reattivi 377
eiretaM
emirP
5. Argomenti generali 525
MONOGRAFIE
Monografie generali 611
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
TABELLE 1093
NORME DI BUONA PREPARAZIONE DEI MEDICINALI IN FARMACIA 1157
Decreto di recepimento della 4 edizione della Farmacopea Europea 1169
Decreto di recepimento del supplemento 4.1 alla 4 edizione della Farmacopea Europea 1217
ecidnI
INDICE 1223
VII
inoizircserP
ilareneG
I. PREFAZIONE
isilanA id
idoteM
Recentemente due cultori della materia, ricordando il detto ``le farmacopee sono lo specchio dei loro tempi'', hanno sot-
irotinetnoC
/ ilairetaM
tolineato che l'evoluzione della Farmacopea Ufficiale della Repubblica Italiana e© avvenuta, sin dalla pubblicazione
della VII edizione (1965), nel rispetto di tale criterio. Senza dubbio possiamo affermare che anche il contenuto dei testi
ora pubblicati ben si adegua ai tempi presenti. La realta© europea e© infatti riflessa dai testi della 4 edizione della Far-
macopea Europea recepita nelle sue due lingue ufficiali. La realta© nazionale, caratterizzata dallo sviluppo dei generici
e da una risorgente attivita© preparatoria in farmacia, trova riscontro nel contenuto della XI edizione della FU che com-
ivittaeR
prende ora anche la maggior parte dei testi del Formulario Nazionale le cui specifiche sono rimaste, tranne qualche
eccezione, quelle pubblicate nel 1980.
L'attuale formato di un considerevole numero di monografie di preparazioni farmaceutiche specifiche permette
al farmacista l'adattamento delle preparazioni stesse alle esigenze di ogni singolo paziente; e© oggi questa l'attivita©
itnemogrA
ilareneG
``officinale'' essenziale gia© diffusa in molti Paesi dell'UE specie in base alla disponibilita© in farmacia di una vasta
gamma di medicinali tradizionali preparati industrialmente.
Una situazione che contrasta con il criterio della ``farmacopea specchio dei tempi'' e© quella legata al fatto che norme
legislative degli anni trenta ancora in vigore nel nostro Paese impongono la presenza nella FU di testi il cui contenuto
eifargonoM
ilareneG
dovrebbe oggi trovare spazio in altri siti, tra l'altro, piu© adeguati per un loro aggiornamento in tempo reale; mi riferisco,
ad esempio, alla Tabella 7. Tutte le tabelle sono state comunque revisionate in attesa di un pronto intervento da parte
del legislatore che potra© definire una loro nuova collocazione.
ehcituecamraF
Voglio ringraziare tutti i membri della Commissione permanente per la revisione e pubblicazione della Farmacopea
Ufficiale e gli esperti che con il loro generoso impegno hanno reso possibile la pubblicazione di questa XI edizione
emroF
della FU.
Il Presidente della Commissione
Prof. Enrico Garaci
eiretaM
emirP
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
ehcitapoemO
inoizaraperP
ecidnI
IX
Introduzione
inoizircserP
ilareneG
II. INTRODUZIONE
isilanA id
idoteM
Con la XI edizione della Farmacopea Ufficiale e© stato Sono stati soppressi alcuni testi obsoleti e quei testi
apportato un ulteriore contributo a quel processo di relativi a preparazioni farmaceutiche specifiche i cui
principi attivi non sono descritti in una farmacopea del-
irotinetnoC
adeguamento della Farmacopea italiana all'Europa,
/ ilairetaM
processo iniziato nel 1998 con la pubblicazione della l'Unione europea.
X edizione. La Farmacopea Ufficiale della Repubblica La XI edizione della FU rimane cos|© strumento di sup-
Italiana risulta cos|© costituita dai testi di cui alla pre- porto al SSN sia in relazione al processo di autorizza-
sente XI edizione nonchë dai testi della 4 edizione della zione all'immissione in commercio dei generici che per
Farmacopea Europea e successivi supplementi, recepiti quanto riguarda l'attivita© preparatoria delle farmacie
ospedaliere e private.
ivittaeR
direttamente in lingua inglese e francese . *
La decisione di recepire i testi europei nelle lingue uffi- L'adeguamento ormai prossimo della gestione delle
ciali del Consiglio d'Europa si e© rivelata una scelta piu© farmacie alle procedure di un Sistema di Assicura-
che appropriata; basta infatti considerare che zione di Qualita© come fattore evolutivo importante,
e© stato uno dei motivi che ha stimolato la Commis-
^ la pubblicazione dei supplementi alla 4 edizione
itnemogrA
sione alla revisione, nella stessa ottica, delle Norme
ilareneG
della Farmacopea Europea avra© un ritmo quadri- di Buona Preparazione dei Medicinali in Farmacia.
mestrale; Le nuove norme, nella assunzione che in farmacia
^ i testi europei non possono essere adeguati ad non debbano essere preparati i medicinali che sono
alcun contesto nazionale. reperibili in commercio, costituiscono per il farmaci-
sta un decalogo a garanzia della qualita© delle sue
eifargonoM
La inclusione, nella XI edizione della FU, dei testi che
ilareneG
costituivano gran parte del Formulario Nazionale ``formule'' officinali e magistrali.
rende ancora testimonianza della tradizione farmaceu- Ad ulteriore ma parziale supporto per il farmacista
tica nazionale. La suddivisione di tali testi nelle parti che nella esecuzione della sua attivita© preparatoria
A, B e C e© stata eliminata; i titoli delle singole mono- deve disporre dei pertinenti testi (monografie di
ehcituecamraF
grafie sono stati adeguati alle direttive comunitarie che materie prime, monografie generali, ecc.) di Farma-
impongono l'uso dei cos|© detti ``termini standard'' euro- copea, inclusi quelli europei recepiti in lingua inglese
emroF
pei. Cio© ha permesso anche di raggruppare in un unico e francese, la Commissione, considerando la non
testo monografie singole, relative a categorie diverse di obbligatorieta© di detenzione in farmacia della 4 edi-
una data forma farmaceutica, contenenti lo stesso prin- zione della Farmacopea Europea, ha ritenuto oppor-
cipio attivo; cos|© ad esempio le due monografie presenti tuno inserire nella XI edizione della FU anche un
nel Formulario Nazionale con i titoli ``Lidocaina clori- certo numero di testi europei prevalentemente di
eiretaM
emirP
drato, crema'' e ``Lidocaina cloridrato, unguento'' sono carattere generale tradotti in lingua italiana; tra que-
ora raggruppate in un'unica monografia dal titolo sti figurano anche le monografie generali relative al
``Lidocaina preparazione semisolida per applicazione capitolo ``Omeopatia''.
cutanea''. Eé continuata anche la revisione e l'aggiornamento delle
ehcituecamraF
ehcificepS
Il contenuto dei testi e© stato in generale adattato solo relazione all'art. 34 del R.D. 1706/38, di riportare per i
formalmente alle esigenze attuali. Sara© doveroso, a nuovi inserimenti di principi attivi presenti nella
tempi brevi, promuovere una armonizzazione, tra le Farmacopea Europea solo le dosi massime per l'adulto,
farmacopee nazionali dei Paesi dell'Unione Europea, dosi oltre le quali il farmacista, ``salvo il caso di dichia-
delle specifiche di quei testi presenti in piu© di una delle razione del medico'' non puo© procedere alla spedizione
ehcitapoemO
inoizaraperP
citate farmacopee nazionali; e© infatti da tener presente della prescrizione magistrale; per tali principi attivi
che le norme di ogni farmacopea nazionale costitui- non compaiono piu© le dosi abituali. Resta invece inva-
scono nell'UE norme sovranazionali. riato quanto era riportato nella X ed. della FU. Il titolo
öööö della tabella 8 ``Dosi abituali e massime per l'adulto'' e©
* L'obbligo della detenzione in farmacia e© relativo alla sola XI edi- stato
dulto,
pertanto cambiato in ``Dosi dei medicinali per l'a-
oltre le quali il farmacista non puo© fare la spedi-
zione della FU; sono infatti esclusi da tale obbligo i testi in lingua
ecidnI
inglese o francese che costituiscono la 4 edizione della Farmacopea zione, salvo il caso di dichiarazione speciale del
Europea. medico''.
XI
Introduzione
Nel caso di principi attivi non presenti nella Tabella 8 il Il testo ``Avvertenze. Droghe vegetali: disposizioni
farmacista dovrebbe fare riferimento al ``dosaggio mas- generali'' non e© piu© formalmente presente. Infatti il
simo'' indicato per il medicinale registrato che lo con- suo contenuto e© stato suddiviso includendolo in
tiene alla concentrazione piu© elevata. parte nelle ``Norme di Buona Preparazione dei Medi-
La tabella 7 e© stata aggiornata e per quanto possibile cinali in Farmacia'' ed in parte nelle Prescrizioni
revisionata. Bisogna infatti considerare che questa Generali della FU. Eé anche opportuno sottolineare
tabella, derivando da singoli Decreti Legislativi, non che alcuni concetti generali presenti in tale testo sono
puo© che indicare le sostanze con i termini usati dai stati ripresi nella monografia generale europea ``Dro-
decreti stessi ai quali si fa riferimento. ghe vegetali''.
XII
inoizircserP
ilareneG
III. INTRODUZIONE ALLA IV EDIZIONE
isilanA id
idoteM
La Farmacopea Europea viene preparata sotto gli (c) predisporre la preparazione delle monografie da
includere nella Farmacopea Europea ed adottarle;
auspici del Consiglio d'Europa, a seguito della applica-
irotinetnoC
/ ilairetaM
zione della Convenzione sulla elaborazione di una Far- (d) raccomandare la definizione dei limiti di tempo
macopea Europea (Serie dei Trattati Europei n. 50) entro i quali le sue decisioni di carattere tecnico,
come emendata dal Protocollo alla Convenzione (Serie relative alla Farmacopea Europea, dovranno
dei Trattati Europei n. 134) firmato dai Governi del- essere applicate nei territori delle Parti Con-
l'Austria, del Belgio, della Bosnia Erzegovina, di Cipro, traenti.''
della Croazia, della Danimarca, della Finlandia, della In accordo con i termini della Convenzione, le Parti
ivittaeR
Francia, della Germania, della Grecia, dell'Irlanda, Contraenti si impegnano ad adottare le necessarie
dell'Islanda, dell'Italia, del Lussemburgo, della Norve- misure per assicurare che le monografie della Farmaco-
gia, dei Paesi Bassi, del Portogallo, del Regno Unito di pea Europea diventino norme ufficiali applicabili nei
Gran Bretagna e dell'Irlanda del Nord, della Repub- loro rispettivi territori.
itnemogrA
ilareneG
blica Ceca, della ``ex Repubblica Iugoslava di Macedo-
nia'', della Repubblica Slovacca, della Slovenia, della OBIETTIVO DELLA FARMACOPEA EUROPEA
eifargonoM
La Commissione di Farmacopea Europea (``la Commis- norme comuni riconosciute e che devono essere utiliz-
ilareneG
sione''), che ha la responsabilita© della preparazione zate dal personale sanitario e da chi coinvolto con la
della Farmacopea, e© costituita conformemente alle qualita© dei medicinali. Tali norme o specifiche debbono
disposizioni dell'articolo 5 della sopra menzionata essere appropriate a costituire la garanzia in materia
Convenzione. E' composta dalle delegazioni nominate di sicurezza d'uso dei medicinali per i pazienti e consu-
ehcituecamraF
dalle Parti Contraenti. Ogni delegazione e© formata da matori. La loro esistenza:
emroF
non piu© di tre membri scelti per la loro competenza ^ facilita la libera circolazione dei prodotti medici-
negli argomenti trattati dalla Commissione. nali in Europa;
Sono ammessi alle Sessioni della Commissione, in ^ assicura la qualita© dei prodotti medicinali esportati
accordo con le Regole di Procedura, osservatori prove- dall'Europa.
eiretaM
emirP
nienti da Stati non-Membri della Convenzione e da Le monografie e gli altri testi della Farmacopea Euro-
organizzazioni internazionali. pea vengono elaborati in modo da essere adatti alle esi-
genze:
Le funzioni della Commissione definite dall'articolo 6 ^ delle autorita© regolatorie;
ehcituecamraF
ehcificepS
``Con il vincolo di quanto disposto dall'articolo 4 della internazionale ed e© intenzione della Commissione lavo-
presente Convenzione, le funzioni della Commissione rare sempre piu© a contatto con gli utilizzatori della Far-
saranno: macopea per poter meglio soddisfare alle loro esigenze
e facilitare la loro collaborazione. A tal fine saranno
(a) determinare i principi generali applicabili alla ela- messe in atto procedure piu© idonee per ottenere infor-
borazione della Farmacopea Europea; mazioni concernenti la priorita© di elaborazione di
ecidnI
XIII
III. Introduzione alla IV edizione della farmacopea europea
SEGRETARIATO TECNICO E LABORATORIO trata in vigore della Quarta Edizione questa situazione
DELLA FARMACOPEA cambiera© e le monografie generali si applicheranno a
La Commissione della Farmacopea Europea ha un tutte le sostanze e preparazioni che rientrano nello
Segretariato Tecnico, situato a Strasburgo, con scopo della sezione Definizione della monografia gene-
personale scientifico ed amministrativo. Il Laboratorio rale tranne quando un preambolo ne limiti l'applica-
della Farmacopea Europea, parte integrante del zione, per esempio, alle sole sostanze e preparazioni
Segretariato, ha, tra gli altri impegni, la responsabilita© che sono l'oggetto di una monografia di Farmacopea.
della definizione e verifica di tutte le sostanze di riferi- Durante il corso della Terza Edizione sono state intro-
mento necessarie per le monografie della Farmacopea. dotte un certo numero di nuove monografie generali;
Il Segretariato Tecnico e© una divisione amministrativa la Quarta Edizione contiene, inter alia, una nuova
del Direttorato Europeo per la Qualita© dei Medicinali monografia generale Sostanze per uso farmaceutico
(EDQM) del Consiglio d'Europa. (2034) le cui disposizioni influenzano molte monogra-
fie relative a singole sostanze attive e ad eccipienti.
PRINCIPI GENERALI Nelle edizioni precedenti, riferimenti a monografie
generali pertinenti erano inclusi in singole monografie,
Le regole generali per l'interpretazione dei testi della per esempio quelle sui sierimmuni, preparazioni radio-
Farmacopea sono riportate nelle Prescrizioni Generali. farmaceutiche e vaccini. Questi riferimenti non erano
Devono essere tenute presenti anche le seguenti infor- completamente sistematici e la continuazione di tale
mazioni. procedura, con l'aumento del numero di monografie
I principi generali che si applicano per l'elaborazione generali, avrebbe richiesto, sistematicamente, un ecces-
delle monografie della Farmacopea Europea sono defi- sivo uso di riferimenti incrociati. Inoltre, poichë l'appli-
niti in guide tecniche. La Guida tecnica per l'elabora- cazione di alcune monografie generali dipende dal pro-
zione delle monografie, che si riferisce essenzialmente a cesso di produzione la cui completa conoscenza non e©
monografie di sostanze chimiche, e© disponibile come necessariamente disponibile alla Commissione, i riferi-
numero speciale di Pharmeuropa (vedi sotto, alla voce menti incrociati potrebbero essere verosimilmente
Pubblicazioni). Sono in preparazione altre guide tecni- incompleti. Alla luce di queste considerazioni la Com-
che che tratteranno specifici aspetti connessi con mono- missione ha deciso di eliminare praticamente tutti i rife-
grafie relative ad altri gruppi di prodotti. I principi rimenti incrociati, tranne nei casi in cui e© necessario
applicati vengono rivisti periodicamente senza pero© chiarire l'applicazione di una monografia generale. Per
una loro completa applicazione retrospettiva tal chë aiutare gli utenti ad identificare le monografie generali
monografie gia© pubblicate possono non seguire le da applicare, nella parte interna della copertina della
ultime raccomandazioni. Quarta Edizione e dei suoi Supplementi e© stampata
Le procedure per i saggi e le determinazioni quantita- una lista delle monografie generali; nella versione elet-
tive pubblicate nelle singole monografie sono state con- tronica e© invece usato un segnale di avviso. E' pertanto
validate secondo la pratica in atto al tempo della loro essenziale che gli utenti si familiarizzino con questa
elaborazione e per lo scopo per il quale erano state pro- lista e con le monografie pertinenti prima di usare le
poste. monografie delle singole sostanze o preparazioni.
E' noto che i capitoli generali vengono utilizzati anche La monografia sui Prodotti aventi il rischio di trasmet-
al di fuori delle monografie della Farmacopea; in tali tere gli agenti delle encefalopatie spongiformi animali
circostanze e© raccomandato agli utilizzatori di consul- (1483) presenta una particolare difficolta© per la sua
tare la Guida Tecnica che riporta informazioni detta- applicazione. Nella Terza Edizione un certo numero di
gliate sull'applicazione di molti metodi generali. monografie pertinenti aveva un riferimento alla mono-
grafia generale ma questi riferimenti non erano com-
. pleti në e© facile identificare tutte le sostanze interessate
Monografie generali
senza una piena conoscenza del loro metodo di prepa-
La Farmacopea contiene un certo numero di monogra- razione o di sintesi. Inoltre la monografia generale si
fie generali relative a classi di sostanze, preparazioni o applica anche alle sostanze che vengono usate durante
tipi di forme farmaceutiche. Nella Terza Edizione lo la produzione e per le quali non e© disponibile una
scopo di molte monografie generali era limitato a monografia. I precedenti riferimenti sono stati pertanto
quelle sostanze e preparazioni per le quali era presente eliminati e, per aiutare gli utenti ad identificare le
nella Farmacopea una specifica monografia. Con l'en- sostanze che potenzialmente rientrano nello scopo
XIV
III. Introduzione alla IV edizione della farmacopea europea
inoizircserP
della monografia generale, e© stata compilata una lista intorno ad una rotazione pari a zero, poteva non essere
ilareneG
di sostanze che possono essere o sono pertinenti; questa sufficientemente discriminante a causa della bassa rota-
lista e© pubblicata, per informazione, su Pharmeuropa zione ottica specifica degli enantiomeri, la Commis-
ed e© anche reperibile nel sito web dell'EDQM; si sottoli- sione ha cambiato atteggiamento. Un saggio per il
nea il fatto che la lista non e© esaustiva e che pertanto carattere racemico, basato sulla rotazione ottica, viene
isilanA id
rimane all'utente la responsabilita© di accertare se una ora incluso solo quando la conoscenza del valore nume-
idoteM
data sostanza, anche se non inclusa nella lista, ricade rico della rotazione ottica specifica degli enantiomeri
nello scopo della monografia generale. indica che tale saggio e© discriminante in termini di
. In accordo con la Convenzione Europea purezza enantiomerica. Qualora altre tecniche, come
Uso di animali
sulla protezione degli animali usati per scopi sperimentali ad esempio il dicroismo circolare, possono servire allo
irotinetnoC
/ ilairetaM
o scientifici (1986), la Commissione si e© impegnata a scopo, esse saranno prescritte in sostituzione della rota-
ridurre nei saggi di farmacopea l'uso di animali, zione ottica.
quando possibile; incoraggia inoltre quelli che sono Polimorfismo . Quando una sostanza puo© dar luogo al
coinvolti con il suo lavoro a cercare procedure alterna- poliformismo, cio© e© normalmente riportato nella
tive. Un metodo alternativo o modificato viene adot- sezione Caratteri. In generale, le monografie non speci-
ivittaeR
tato dalla Commissione solo quando e© stato chiara- ficano una forma cristallina particolare; eccezional-
mente dimostrato che esso permette un adeguato con- mente, in poche monografie, viene specificata la forma
trollo per i fini della farmacopea. cristallina richiesta, per esempio, mediante una identifi-
. Con la pubblicazione della Quarta Edizione e© cazione per spettrofotometria di assorbimento nell'in-
Idrati
frarosso nella quale viene detto che lo spettro deve
itnemogrA
stato cambiato il modo di definire i titoli delle mono-
ilareneG
grafie per le forme idrate. Per tutte le monografie pub- essere registrato con la sostanza in fase solida senza
blicate per la prima volta nella Quarta Edizione, il ricristallizzazione e che la sostanza chimica di riferi-
grado di idratazione, se del caso, verra© indicato nel mento fornita e© della forma cristallina richiesta. Tutta-
titolo della monografia. Nelle precedenti edizioni il via, per le sostanze che non facciano parte di questi casi
eccezionali, puo© essere necessario, per la loro utilizza-
eifargonoM
grado di idratazione veniva indicato solo nei casi di esi-
ilareneG
stenza di piu© forme. Se per una data sostanza viene zione in certe forme farmaceutiche, che il fabbricante
pubblicata una monografia per la forma anidra ed una utilizzi una forma cristallina particolare. L'indicazione
per la forma idrata, il termine ``anidro'' verra© incluso riportata nella sezione Caratteri ha per obiettivo quello
nel titolo della forma corrispondente. Per evitare ai di segnalare agli utilizzatori la necessita© di valutare
ehcituecamraF
produttori un non necessario lavoro di etichettatura o questo aspetto durante lo sviluppo di una forma farma-
emroF
similare, la citata procedura non verra© applicata retro- ceutica. Dovra© essere consultata anche la monografia
spettivamente alle monografie gia© pubblicate a meno sulle Sostanze per uso farmaceutico (2034).
di ragioni connesse a misure di salute pubblica, ovvero Specificita© dei dosaggi . Nella elaborazione delle mono-
a motivi di sicurezza, come nel caso di una sostanza grafie sulle sostanze chimiche, l'approccio general-
contenente una grande quantita© di acqua. mente preferito dalla Commissione e© quello di control-
eiretaM
emirP
. Le monografie sulle sostanze chirali lare le impurezze mediante una sezione Saggi accurata-
Sostanze chirali
che descrivono un particolare enantiomero contengono mente definita piu© che con un metodo di dosaggio
un saggio, per confermare la purezza enantiomerica, specifico per il principio attivo. E' percio© l'insieme delle
specifiche di una monografia che permette di garantire
ehcituecamraF
ehcificepS
ottica. Le monografie che descrivono i racemi sono, al che il prodotto e© di qualita© adeguata.
riguardo, eterogenee in quanto, durante la Terza Edi- Impurezze . Molte monografie, particolarmente quelle
zione, ci sono stati cambiamenti nella gestione dell'ar- pubblicate recentemente, hanno in appendice una lista
gomento. Le vecchie monografie, infatti, non sempre di impurezze, note o potenziali, che sono tenute sotto
ehcitapoemO
inoizaraperP
hanno un saggio per mostrare il carattere racemico controllo dai vari saggi. Le impurezze note (denomi-
anche se ora tale saggio e© generalmente riconosciuto nate anche come ``impurezze effettive'') sono quelle
come un parametro di qualita© necessario. Durante il che sono state trovate nei lotti della sostanza in que-
corso della Terza Edizione in tutte le monografie sui stione; le impurezze potenziali sono quelle che ci si
racemi e© stato incluso un saggio per il carattere race- aspetta di trovare sulla base del processo di fabbrica-
mico, basato sulla misurazione della rotazione ottica. zione, ma che di fatto non sono state osservate nei lotti
ecidnI
Quando pero© e© stato mostrato che in molti casi un sag- della sostanza durante l'elaborazione della monografia.
gio basato sulla rotazione ottica, anche con stretti limiti Questa lista e© destinata a facilitare l'uso della monogra-
XV
III. Introduzione alla IV edizione della farmacopea europea
fia specialmente durante il processo di autorizzazione nisce un quadro unificato per la normalizzazione dei
al commercio dei medicinali (vedi Impurities in new dispositivi medici. A seguito di un accordo tra le varie
drug substances, ``ICH tripartite note for guidance'', parti coinvolte, la Commissione ha deciso che le mono-
maggio 1995 e successive revisioni). Una serie di impu- grafie sui dispositivi medici saranno soppresse non
rezze potenziali per una sostanza ottenuta mediante appena le norme previste dalla direttiva verranno ela-
un dato processo di fabbricazione puo© essere confron- borate. Le specifiche incluse nella sezione sui conteni-
tata con l'elenco al fine di stabilire se la monografia tori saranno adattate o, in certi casi, soppresse in modo
permette un controllo sufficiente. E' intenzione della da tener conto delle future norme sviluppate nell'am-
Commissione includere tali elenchi, quando possibile, bito della direttiva. Le monografie sui fili di sutura
nelle nuove monografie e di aggiungerli nel processo di sono mantenute nella Farmacopea; esse sono state
revisione delle monografie esistenti. modificate per renderle conformi alle disposizioni della
Le impurezze non vengono fornite come sostanze di direttiva e debbono ora essere considerate come norme
riferimento, në possono essere fornite per scopi speri- del tipo previsto dalla direttiva stessa. Questo adatta-
mentali, tranne quando richiesto per l'applicazione mento delle monografie ha richiesto la soppressione di
della monografia; in questo caso, al nome dell'impu- alcune monografie di specifici tipi di suture in favore
rezza, segue l'acronimo SCR. di un approccio piu© generale.
. Una monografia generale
I requisiti relativi ai solventi residui
Preparazioni omopatiche
Solventi residui.
sulle preparazioni omeopatiche fu a suo tempo inserita
sono riportati nella monografia Sostanze per uso farma- nella Seconda Edizione della Farmacopea. Nella
ceutico (2034) e nei capitoli generali 2.4.24 Identifica- Quarta Edizione sono state incluse un certo numero di
zione e controllo dei solventi residui e 5.4 Solventi residui. monografie relative a sostanze utilizzate per le prepara-
Pertanto, tutte le sostanze attive e gli eccipienti sono zioni omeopatiche ed altre monografie sono in fase di
soggetti al relativo controllo dei solventi residui anche sviluppo. Tutti questi testi sono stati raggruppati in
quando nessun saggio e© specificato nella singola mono- una sezione separata. Quando la stessa sostanza viene
grafia. I requisiti riportati sono stati armonizzati con usata in preparazioni diverse, omeopatiche e non
la linea guida ICH su tale argomento. omeopatiche, si deve far riferimento alla monografia
. Quando necessario per l'appli- presente nella sezione principale, non omeopatica, della
farmacopea.
Materiali di riferimento
gono forniti per permettere all'analista di verificare la E' stata messa in atto una procedura per la certifica-
conformita© o la non conformita© con una monografia. zione della adeguatezza delle monografie della Farma-
Quando si valuta la conformita© non si deve tener conto copea per il controllo della purezza di un prodotto
dell'incertezza del valore assegnato in quanto tale incer- ottenuto mediante un dato processo [vedi Comitato
tezza e© gia© inclusa nei limiti prescritti. di Salute Pubblica (Accordo Parziale) Risoluzione
Dispositivi medici . Monografie relative ad articoli con- AP-CSP (99) 4 o ogni successiva revisione reperibile
siderati come dispositivi medici, sono state incluse in presso l'EDQM o sul suo sito web] a supporto dell'uso
tutte le edizioni della Farmacopea. Per gli Stati Membri delle monografie nelle richieste per l'autorizzazione
dell'Unione Europea e© in vigore una direttiva che defi- alla immissione in commercio di un medicinale.
XVI
III. Introduzione alla IV edizione della farmacopea europea
inoizircserP
La procedura di certificazione e© stata recentemente mulata dalla Commissione. Questa data e© , di norma,
ilareneG
estesa per coprire il rischio da encefalopatia spongi- circa sei mesi dopo la pubblicazione. Quando una
forme trasmissibile (TSE). I certificati possono essere monografia deve entrare in vigore ad una data ante-
rilasciati per le monografie pubblicate. Informazioni riore a quella della successiva pubblicazione della Far-
dettagliate sul funzionamento di questa procedura macopea o di un suo supplemento, una Risoluzione
isilanA id
sono reperibili presso il Segretariato o sul sito web del Comitato di Sanita© Pubblica riporta l'intero testo
idoteM
EDQM (http://www.pheur.org). Una lista dei certifi- che deve entrare in vigore; tale testo viene anche pubbli-
cati concessi e© pubblicata su Pharmeuropa e sul sito cato, per informazione, su Pharmeuropa e sul sito web.
web EDQM.
Programma di revisione . Le monografie e gli altri testi
irotinetnoC
della Farmacopea vengono revisionati, quando neces-
/ ilairetaM
sario, mediante una decisione della Commissione.
PUBBLICAZIONI
La Farmacopea Europea e© disponibile, nella versione Le proposte di revisione sono pubblicate su Pharmeuropa.
inglese e francese, come volume con tre supplementi
annuali ed anche sotto forma di CD-ROM.
, il Foro della Farmacopea Europea, e©
ivittaeR
ARMONIZZAZIONE INTERNAZIONALE
Pharmeuropa
pubblicato quattro volte in un anno come supporto per La Farmacopea Europea e© coinvolta in un processo di
la elaborazione delle monografie e come mezzo di infor- armonizzazione con la Farmacopea Giapponese e la
mazione sulla Farmacopea e materie ad essa correlate. Farmacopea degli Stati Uniti mediante una struttura
E' disponibile, per abbonamento, presso l'EDQM. informale denominata Pharmacopoeial Discussion
itnemogrA
ilareneG
Sito Web . Le informazioni sulle attivita© e su molti altri Group (PDG). Le attivita© sono sviluppate in accordo
aspetti della Farmacopea Europea si trovano sul sito con quelle della Conferenza Internazionale sulla Armo-
web dell'EDQM (http://www.pheur.org). nizzazione (ICH). L'informazione sullo stato dei testi
Entrata in vigore . La data di entrata in vigore delle armonizzati viene data nel capitolo 5.8. I capitoli gene-
eifargonoM
monografie viene fissata da una risoluzione del Comi- rali armonizzati hanno un preambolo che indica l'inter-
ilareneG
tato di Sanita© Pubblica (Accordo Parziale) del Consi- cambiabilita© del testo con quello delle altre due farma-
glio d'Europa a seguito di una raccomandazione for- copee.
ehcituecamraF
emroF
eiretaM
emirP
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
ehcitapoemO
inoizaraperP
ecidnI
XVII
inoizircserP
ilareneG
IV. COMMISSIONE PERMANENTE PER LA REVISIONE
isilanA id
(D.M. 12 giugno 1998, 6 giugno 2001 e 11 novembre 2001)
idoteM
irotinetnoC
/ ilairetaM
LA COMMISSIONE Segreteria Tecnica della Farmacopea Ufficiale:
(1998-2002)
Direttore: FARINA dr.ssa Anna
CAPPELLI dr.ssa Anna Maria, LANZI sig.ra Anna
Maria, MARSILI sig.ra Daniela, FUCILI sig.na Ema-
Presidente: GARACI prof. Enrico nuela (contrattista).
ivittaeR
Hanno collaborato con la Segreteria Tecnica gli esperti:
Presidente: BENAGIANO prof. Giuseppe (fino al BRINA dr.ssa Barbara, DONATI dr.ssa Enrica,
6.6.2001) TUCCI dott. Paolo.
Altri esperti ed associazioni che hanno collaborato per la
itnemogrA
Vice Presidente: CIGNITTI prof. Maurizio pubblicazione della XI Ed. della FU
ilareneG
Esperti:
Segretario: FARINA dr.ssa Anna BARCUCCI dott. Ettore, BELLENTANI dott. Lean-
dro, BERNABEI prof.ssa Maria Teresa, CANGIANO
Componenti:ALHAIQUE prof. Franco, dr.ssa Giovanna, DEGRASSI dott. Daminano, DE
eifargonoM
ilareneG
AVICO dott. Ustik, MARCHI dott. Giovanni, DE PASQUALE prof.ssa
BIGNARDI prof. Gaetano, Anna, DELBO' dr.ssa Marisa, DENTI dott. Massimo,
BINETTI dott. Luigi (fino all'11.11.2001), GATTINI dott. Arrigo, GENGA dott. Rodolfo, GER-
CASINI prof. Giovanni, MANI dott. Claudio, GIULIANI dott. Luigi, GUA-
ehcituecamraF
CICCONETTI dott. Pierandrea, LANO dr.ssa Caterina, LANZI dott. Mario, LAVAGGI
CIRANNI dr.ssa Elena, dr.ssa Maria Grazia, MINGHETTI prof.ssa Paola,
emroF
CONTI dr.ssa Gabriella (fino al 6.6.2001), MIRAGLIA dott. Vito, MONTANARI prof.ssa Luisa,
DE GIULI dott. Claudio, MONZALI dr.ssa Clara, MUSTAZZA dott. Carlo,
DEL BASSO dr.ssa Paola, NICOLETTI dr.ssa Loredana, ORLANDO dr.ssa
DEL FAVERO prof. Albano, Maria, OSMETTI dr.ssa Giuseppina, PEDRANI dott.
Massimo, PESENTI dr.ssa Massimilla, PETRICONI
eiretaM
DONATO dr.ssa Anna Maria (dal 6.6.2001),
emirP
dott. Sergio, PINI dott. Carlo, POZZI dott. Roberto,
GALLI dr.ssa Maria Cristina, REMONDINI dott. Roberto, SALVADORI prof. Piero,
GUARINO dott. Carmine (dall'11.11.2001), SCHREPFER dott. Rodolfo, SCUDERI dott. Gian-
LATORRE dott. Francesco, carlo, SERINO dott. Enrico, SUPPA dr.ssa Adriana,
ehcituecamraF
MACRIé prof. Agostino, TEDESCHI dott. Stefano, TOLLIS dr.ssa Maria, TOR-
inoizaraperP
ehcificepS
XIX
inoizircserP
ilareneG
V. COMMISSIONE EUROPEA
isilanA id
idoteM
DELLA FARMACOPEA
irotinetnoC
COMPOSIZIONE DELLA COMMISSIONE, DEI SUOI GRUPPI DI ESPERTI
/ ilairetaM
E DEL SEGRETARIATO AL 28 FEBBRAIO 2001
ivittaeR
MEMBRI DELLA COMMISSIONE
itnemogrA
ilareneG
Austria Kristof LISZKA Germania S. EBEL
Ernst LUSZCZAK Dietrich KRUëGER
Andreas MAYRHOFER D. SCHNAëDELBACH
Belgio Luc ANGENOT Grecia Michael A. KOUPPARIS
eifargonoM
ilareneG
Jos HOOGMARTENS S. PHILIANOS
Paule JACQMAIN Alexandra TSOKA
Bosnia-Erzegovina A. MEHMEDAGIC Irlanda T.A. McGUINN
ehcituecamraF
Michael MORRIS
Joan O'RIORDAN
emroF
Cipro E. KKOLOS
Commissione Islanda G. BALDURSDOTTIR
Europea Maurice ROBERT I.J. PETERSEN
eiretaM
Italia Maurizio CIGNITTI
emirP
EMEA Steven FAIRCHILD Anna FARINA
Graziella OREFICI
Croazia Dragica BEGIC
I. STARESINIC-SERNHORST Lussemburgo
ehcituecamraF
Jacqueline GENOUX-HAMES
inoizaraperP
ehcificepS
L. STEFANINI ORESIC
Norvegia Gunhild BRUGAARD
Danimarca Kirsten BRÒNNUM-HANSEN Valborg HOLTEN
Per HELBOE Randi WINSNES
ehcitapoemO
inoizaraperP
An LE SOUSA LOBO
Alain NICOLAS Rui MORGADO
XXI
V. Commissione Europea
MEMBRI SUPPLENTI
XXII
V. Commissione Europea
inoizircserP
ilareneG
LISTA DEGLI ESPERTI DESIGNATI DALLE AUTORITAè NAZIONALI
isilanA id
idoteM
Jean-Marc AIACHE Ben BORSJE
Ferhan AKTAN Thierry BOURQUIN
Concepcion ALONSO Bernard BOUYSSIERE
Rolf Josef ALTERMATT-MUëLLER B. BRAKE
irotinetnoC
/ ilairetaM
H. ALTORFER Bernard BRANCQ
Denis AMIOT Harald BREIVIK
Hanspeter AMSTUTZ Per O. BREMER
Linda ANDERSON Einar BREVIK
Cyrille ANDRES T. BRINGHAMMAR
ivittaeR
Luc ANGENOT A.F. BRISTOW
Alejandro Fidel ANGULO Kirsten BRÒNNUM-HANSEN
Gunnar ANTONI Lukas BRUCKNER
Astrid ARBIN Ivan BUBEN
itnemogrA
ilareneG
Alfredo ARDIA Volker BUëHLER
Jean-Claude ARGOUD A. BULT
Wilfried ARZ G. BUNIVA
Nataliya Nikolaevna ASMOLOVA Malcolm BURGE
eifargonoM
Gudjon Atli AUDUNSSON Roger BURGENER
ilareneG
Teresa AZCONA LLANEZA Patrizia BUSI
Elizabeth Ann BAKER Derek H. CALAM
Kemal Husnu Can BASER Kandemir CANEFE
ehcituecamraF
Michel BAUER Salvador CANIGUERAL FOLCARA
D. BAYLOCQ-FERRIER J. CAPORAL
emroF
Alain BAYOL Gunnar CARLIN
Gerhard BECK Sergio CAROLI
Leandro BELLENTANI Eva CASTREN
L.R. BERKENBOSCH J.P. CAUDRON
eiretaM
emirP
A. BERTOCCHI Rosa M. CEPEDA CASARES
J. BERTRAM Vivienne CHRIST
S. BESSET Christian-Peter CHRISTIANSEN ehcituecamraF
ehcificepS
XXIII
V. Commissione Europea
XXIV
V. Commissione Europea
inoizircserP
Karl Heinz HAUSMANN O. KRIECH
ilareneG
Ingrid HEGGER Henning G. KRISTENSEN
Per HELBOE Burt H. KROES
Irmtraud HELD M. KROON
Keith HELLIWELL A. KRSTULOVIC
isilanA id
idoteM
P. HENRYS Dietrich KRUëGER
Jaakko-Juhani HIMBERG Michael KRUëGER
H. HINDRIKS T. KRUSIUS
B. HINSCH Harry V. KUPPERS
irotinetnoC
/ ilairetaM
Patrick HOET Tapani KURONEN
Rikke HOFF-JÒRGENSEN Francesco LA TORRE
Per HOLMQVIST LAëAëKELAITOS
Valborg HOLTEN Marijke LAMBERT
Jos HOOGMARTENS Frans W. LANGKILDE
ivittaeR
Philippe HUBERT Mervi LANKINEN
Lars J. HUSAGER Christophe LAROCHE
Stefania ICART Annie LASSERRE
H. IGEL John LAVDIOTIS
itnemogrA
ilareneG
G. IRMSCHER Aileen M.T. LEE
Juan Pedro ITURRALDE PARDO Kenneth J. LEIPER
E. IZEBOUD P.N. LELIE
Enver IZGUë Ulla LENNMARKER
eifargonoM
Fatih IZGUë Herman H. LENSING
ilareneG
Kristiina JAëRVINEN Franck LEVEILLER
R. JEE J. LIMBERG
Jana JERABKOVA Gerd LINDGREN
ehcituecamraF
C. JERSCH Silvano LONARDI
Edgar JOHN Esperanza LOPEZ
emroF
Maxwell C.R. JOHNSON C. LORTEAU-SOURGEN
Peter M.J.M. JONGEN Heiner LUDWIG
Juan Ignacio JORQUERA M. MAFTOUH
Thomas W. JUNGI Antonio MANES
eiretaM
emirP
Bo KARLEN Warren C. MANN
Jan KARLSEN F. MAQUIN
T. KARTNIG B. MARIE
KAëSEBORN Ana Maria MARQUES GONCALVES
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
XXV
V. Commissione Europea
XXVI
V. Commissione Europea
inoizircserP
Jordi RUIZ COMBALIA Robert SOUSSAIN
ilareneG
Michael SAENGER Ewald SPINGLER
Corinne SAINT-REQUIER Jurg STALDER
Piero A. SALVADORI Roland STERN
Anna Maria SALVATI VACCARI O. STICHER
isilanA id
idoteM
G. SAMES Riccardo STRADI
Eva SANDBERG Borut STRUKELJ
Antonio SANTORO Rainer SUCHI
Ivan SANTOS Janet SUKER
irotinetnoC
/ ilairetaM
Olivier SASLAWSKI Erika SUNDSTROëM
T.A.B. SAUNDERS Maryse SURGOT
Magali SAUTEL Karl Gustav SVENSSON
Gabriele SCHAëFFNER Lennart SVENSSON
J.J.C. SCHEFFER L.O. SVENSSON
ivittaeR
Jeannot SCHELCHER Pierre-Cyril TCHORELOFF
E. SCHLAëFLI Stefano TEDESCHI
Stephan SCHMIDT Michel THEVENIN
Anne-Christine SCHMIDT-MELBYE Robin C.THORPE
itnemogrA
ilareneG
D. SCHNAëDELBACH M. TIRU
M. SCHNEIDER Maria TOLLIS
Theres SCHNEIDER Ana Isabel TORRES-SUAREZ
Michel SCHOENTJES Josef TRENKER
eifargonoM
Urszula SCHOëNHAUSEN Liisa TURAKKA
ilareneG
Ju« rg SCHRANK Michael TUëRCK
D. SCHULZ Uros URLEB
Volker SCHULZE Luisa VALVO
ehcituecamraF
M. SCHWANIG Olga VAN BERKEL
Julie A. SEATON F.J. VAN DE VAART
emroF
Gerhard SEIPKE G. VAN DEDEM
Rainer SEITZ Willem G. VAN DER SLUIS
Giorgio SEKULES Heim VAN DER VELDE
Carlo SESSA Cees VAN DER VLIES
eiretaM
emirP
Hanfried SEYFARTH H.VAN DOORNE
Ekrem SEZIK Hans P.VAN EGMOND
Angel SIMOV Daniel VAN GYSEGEM
Kaarina SINIVUO J. VAN NOORDWIJK
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
XXVII
V. Commissione Europea
Direttore:
A. ARTIGES Vincent EGLOFF
Pierre LEVEAU
Amministratori scientifici (Segretariato tecnico,
Laboratorio e Standardizzazione biologica): Traduzione:
Peter CASTLE (Segretario della Commissione) Michelle BACQUE
John MILLER Beno|ªt BERNARD
Jean-Marc SPIESER Sandra FROMWEILER
Anne-Sophie BOUIN Rex HUISH
Karl Heinz BUCHHEIT
Emmanuelle CHARTON Pubbliche relazioni:
Arnold DAAS
Marie-Emmanuelle ESPOSITO-FARESE Caroline LARSEN-LE TARNEC
XXVIII
VI. Contenuto della XI Edizione
inoizircserP
ilareneG
VI. CONTENUTO DELLA XI EDIZIONE
isilanA id
idoteM
DELLA FARMACOPEA UFFICIALE
La XI edizione della Farmacopea Ufficiale, con I testi nazionali, a loro volta, si contraddistinguono nel
irotinetnoC
modo seguente:
/ ilairetaM
l'inclusione delle monografie del Formulario Nazio- ^ i capitoli generali contengono nel loro numero di
nale, contiene ora, in un unico volume, tutti i testi identificazione anche il simbolo FU (ad esempio 1.
nazionali; ad essi sono stati comunque aggiunti un FU.1).
certo numero di testi europei di carattere generale ^ le singole monografie si distinguono in quanto non
citati frequentemente per riferimento nei testi nazio- riportano alcun numero di identificazione.
nali.
ivittaeR
Per aiutare il lettore alla consultazione della XI edi-
I testi europei sono cos|© contraddistinti: zione della Farmacopea Ufficiale riportiamo alcune
^ i capitoli generali sono preceduti da alcuni numeri, liste che riguardano le variazioni formali apportate ai
come ad esempio 5.2.1.; il primo numero identifica testi nazionali, testi che erano presenti nella X edizione
il capitolo mentre gli altri identificano l'ordine di della FU e nel Formulario Nazionale, ed i testi sop-
itnemogrA
ilareneG
posizione nel capitolo stesso; pressi.
Per quanto riguarda la parte europea si rimanda ai
^ le monografie riportano il loro numero di identifi- decreti di recepimento della 4 edizione della Farmaco-
cazione posto, in alto, a destra del titolo della pea Europea e del suo primo supplemento riportati
monografia. nella parte finale del presente volume.
eifargonoM
ilareneG
TESTI SOPPRESSI
Metodi generali
ehcituecamraF
Chiusure in materiale elastomero per contenitori per polveri per preparazioni iniettabili (3.2. FU.1)
Chiusure in materiale elastomero per contenitori per preparazioni iniettabili oleose (3.2. FU.2)
emroF
Determinazione degli idrocarburi alogenati a bassa massa molecolare nell'acqua per preparazioni iniettabili (2.2.
FU.3)
Identificazione e determinazione quantitativa degli amminoacidi nelle soluzioni perfusionali (2.2. FU.4)
Nefelometria e torbidimetria (2.2. FU1)
eiretaM
Soluzioni perfusionali per dialisi anticoagulanti (soluzioni parenterali di grande volume) (5.1. FU.1)
Noretinodrel emirP
ehcituecamraF
Monografie
XXIX
VI. Contenuto della XI Edizione
XXX
VI. Contenuto della XI Edizione
inoizircserP
ilareneG
TESTI NON RIPORTATI IN QUANTO PUBBLICATI COME TESTI EUROPEI
isilanA id
idoteM
X EDIZIONE IV EDIZIONE DELLA FARMACOPEA EUROPEA
irotinetnoC
/ ilairetaM
Acido tannico Acido tannico
Ambroxolo cloridrato Ambroxolo cloridrato
Arancia amara scorza Arancia amara epicarpo e mesocarpo
Arnica Arnica fiore
ivittaeR
Balsamo del Tolu© Balsamo del Tolu©
Belladonna estratto secco Belladonna foglia estratto secco titolato
Bezafibrato Bezafibrato
Biancospino Biancospino foglia e fiore
itnemogrA
ilareneG
Bismuto salicilato basico Bismuto salicilato basico
Boldo Boldo foglia
Carbacolo Carbacolo
Cefatrizina propilen glicolato Cefatrizina glicole propilenico
eifargonoM
ilareneG
Centella Centella
Esilresorcina Esilresorcinolo
Fenolftaleina Fenolftaleina
ehcituecamraF
Fuco Fuco
emroF
Ginepro Ginepro
Ginseng Ginseng
Gliceril beenato Glicerolo dibeenato
Lobelina cloridrato Lobelina cloridrato
eiretaM
emirP
Magnesio aspartato acido Magnesio aspartato diidrato
Malva fiore Malva fiore
Melissa Melissa foglia
ehcituecamraF
inoizaraperP
Trietanolammina Trolamina
XXXI
VI. Contenuto della XI Edizione
X EDIZIONE XI EDIZIONE
XXXII
VI. Contenuto della XI Edizione
inoizircserP
ilareneG
Lanolina alcooli crema base
Alcooli di lanolina crema e unguento base Lanolina alcooli unguento base
Allopurinolo compresse Allopurinolo compresse 100 mg
Allume composto polvere per soluzione cutanea Allume composto polvere da diluire
isilanA id
idoteM
Alluminio ossido idrato compresse masticabili Alluminio idrossido compresse masticabili 500 mg
Alluminio ossido idrato e magnesio trisilicato com- Alluminio idrossido e magnesio trisilicato compresse
presse masticabili masticabili 120 mg alluminio idrossido e 250 mg
magnesio trisilicato
irotinetnoC
/ ilairetaM
Alluminio ossido idrato e magnesio trisilicato polvere Antiacida composta polvere
per sospensione orale
Aloperidolo compresse Aloperidolo compresse 1 mg 2 mg
Aloperidolo preparazione iniettabile Aloperidolo fiale 2 mg/1 ml
Amitriptilina compresse rivestite Amitriptilina compresse rivestite 10 mg
ivittaeR
Ammonio cloruro concentrato sterile Ammonio cloruro soluzione da diluire 3 mEq/ml
Amoxicillina capsule Amoxicillina capsule 250 mg 500 mg
Amoxicillina compresse Amoxicillina compresse 1 g
Amoxicillina granulato per sospensione orale Amoxicillina triidrato granulato per la preparazione di
itnemogrA
ilareneG
una sospensione (2,5 per cento e 5 per cento di amoxi-
cillina) per uso orale
Ampicillina capsule Ampicillina capsule 250 mg 500 mg
Ampicillina sodica preparazione iniettabile ^ Ampicillina sodica polvere sterile per preparazioni
eifargonoM
iniettabili 250 mg 500 mg 1000 mg
ilareneG
Anfifila crema base Anfifila crema base
Antazolina e nafazolina collirio soluzione Antazolina e nafazolina soluzione oftalmica di antazolina
solfato 0,5 per cento e nafazolina nitrato 0,025 per cento
ehcituecamraF
Argento nitrato collirio soluzione Argento nitrato soluzione oftalmica 1 per cento
emroF
Argento nitrato matita cutanea Matita al nitrato d'argento
Argento proteinato gocce nasali Argento proteinato gocce nasali 0,5 per cento 1 per
cento 2 per cento
Atropina collirio soluzione Atropina solfato soluzione oftalmica 0,5 per cento ^
1 per cento
eiretaM
emirP
Atropina compresse Atropina solfato compresse 0,250 mg
Atropina preparazione iniettabile Atropina solfato fiale 0,5 mg/1 ml ^ 1 mg/1 ml
Atropina preparazione oftalmica semisolida Atropina solfato pomata oftalmica 0,5 per cento p/p
ehcituecamraF
inoizaraperP
Bacitracina e polimixina preparazione oftalmica semi- Bacitracina e polimixina pomata oftalmica di bacitra-
ehcificepS
Benzalconio concentrato per soluzione cutanea Benzalconio cloruro soluzione concentrata 1 per cento
inoizaraperP
Benzoile perossido crema ^ Benzoile perossido crema 5 per cento ^ 10 per cento
XXXIII
VI. Contenuto della XI Edizione
Betametasone preparazione semisolida per applica- Betametasone dipropionato crema 0,05 per cento
Betametasone dipropionato unguento 0,05 per cento
zione cutanea
Betametasone dipropionato 0,05 per cento e neomicina
Betametasone e neomicina preparazione semisolida per solfato 0,5 per cento crema
applicazione cutanea Betametasone dipropionato 0,05 per cento e neomicina
solfato 0,5 per cento unguento
Bromosulfoftaleina preparazione iniettabile Bromosulfoftaleina sodica fiale 500 mg/10 ml
Calcio carbonato e magnesio idrossido compresse Calcio carbonato e magnesio idrossido compresse 500
mg calcio carbonato e 150 mg magnesio idrossido
Calcio cloruro concentrato sterile Calcio cloruro fiale da diluire 500 mg/10 ml ^ 1 g/10 ml
Calcio cloruro soluzione da diluire 0,5 mEq/ml
Calcio cloruro e magnesio cloruro concentrato sterile Calcio e magnesio cloruro soluzione da diluire 1 mEq/ml
Calcio gluconato preparazione iniettabile Calcio gluconato fiale 500 mg/5 ml ^ 1000 mg/10 ml
Calcio idrossido emulsione cutanea Oleo-calcareo linimento
Calcio idrossido soluzione cutanea Acqua di calce soluzione
Calcio idrossido unguento Antiscottature unguento
Canfora crema ^ Canforata crema 10 per cento
Canfora soluzione cutanea ^ Canfora soluzione idroalcoolica 10 per cento
Canfora soluzione cutanea oleosa ^ Canfora soluzione oleosa 10 per cento
Canfora e metile salicilato crema ^ Canfosalicilica crema
Canfora, eucaliptolo e mentolo unguento ^ Balsamico per adulti unguento
Carbone composto compresse Carbone composto compresse
Carbone polvere per sospensione orale Carbone attivo polvere
Carbone e alluminio ossido idrato polvere per sospen- Carbone adsorbente antiacido polvere
sione orale
Cefalexina capsule Cefalexina capsule 250 mg ^ 500 mg
Cefalexina compresse Cefalexina compresse 1 g
Cefalexina granulato per sospensione orale Cefalexina granulato per la preparazione di una
sospensione (5 per cento) di cefalexina per uso orale
Cefalotina preparazione iniettabile ^ Cefalotina sodica polvere sterile per preparazioni iniet-
tabili 1000 mg
Cetrimide concentrato per soluzione cutanea Cetrimide soluzione concentrata 40 per cento
Chinidina solfato compresse Chinidina solfato compresse 200 mg
Chinina cloridrato concentrato sterile Chinina cloridrato fiale da diluire 500 mg/2 ml
Chinina solfato compresse rivestite Chinina solfato compresse rivestite 250 mg
Clofenotano polvere cutanea Clofenotano polvere aspersoria 10 per cento
Cloramfenicolo capsule Cloramfenicolo capsule 250 mg
Cloramfenicolo collirio soluzione Cloramfenicolo soluzione oftalmica 0,5 per cento
Cloramfenicolo unguento oftalmico Cloramfenicolo pomata oftalmica 1 per cento
Cloramfenicolo palmitato sciroppo Cloramfenicolo palmitato sciroppo 2,5 per cento
Cloramfenicolo sodio succinato preparazione iniet- Cloramfenicolo sodio succinato polvere sterile per pre-
tabile ^ parazioni iniettabili 1 g
Clordiazepossido compresse rivestite Clordiazepossido cloridrato compresse rivestite 20 mg
Clorochina fosfato compresse Clorochina bifosfato compresse 250 mg
Clorpromazina compresse rivestite Clorpromazina cloridrato compresse rivestite 25 mg ^
100 mg
Clorpromazina preparazione iniettabile Clorpromazina cloridrato fiale 25 mg/2 ml
Clorpromazina sciroppo Clorpromazina cloridrato sciroppo 50 mg/10 ml
XXXIV
VI. Contenuto della XI Edizione
inoizircserP
ilareneG
Clorpropamide compresse Clorpropamide compresse 250 mg
Cloxacillina capsule Cloxacillina capsule 250 mg ^ 500 mg
Cloxacillina granulato per soluzione orale Cloxacillina sodica granulato per la preparazione di una
soluzione (2,5 per cento) di cloxacillina per uso orale
Cloxacillina preparazione iniettabile ^ Cloxacillina sodica polvere sterile per preparazioni
isilanA id
idoteM
iniettabili 500 mg
Codeina capsule Codeina fosfato capsule 60 mg
Codeina compresse Codeina fosfato compresse 30 mg ^ 60 mg
Codeina e paracetamolo capsule Codeina fosfato e paracetamolo capsule 30 mg codeina
irotinetnoC
/ ilairetaM
fosfato e 325 mg paracetamolo
Codeina e paracetamolo compresse Codeina fosfato e paracetamolo compresse 30 mg
codeina fosfato e 325 mg paracetamolo
Codeina e sodio benzoato sciroppo Codeina fosfato e sodio benzoato sciroppo di codeina
fosfato 0,15 per cento e sodio benzoato 1 per cento
ivittaeR
Colchicina compresse Colchicina compresse 0,5 mg
Cortisone compresse Cortisone acetato compresse 25 mg
Desametasone compresse Desametasone compresse 0,5 mg
Destrometorfano compresse masticabili Destrometorfano bromidrato compresse boccali masti-
itnemogrA
cabili 7,65 mg
ilareneG
Destrometorfano gocce orali Destrometorfano bromidrato gocce 1,5 per cento
Destrometorfano sciroppo Destrometorfano bromidrato sciroppo 0,3 per cento
Dexpantenolo crema Dexpantenolo crema 5 per cento
Dexpantenolo crema idrofoba Dexpantenolo crema grassa 5 per cento
eifargonoM
ilareneG
Dexpantenolo composto crema Dexpantenolo composto crema
Diazepam compresse rivestite Diazepam compresse rivestite 5 mg
Diazepam preparazione iniettabile Diazepam fiale 10 mg/2 ml
Difenidramina compresse Difenidramina cloridrato compresse 25 mg
ehcituecamraF
Difenidramina sciroppo Difenidramina cloridrato sciroppo 0,25 per cento
emroF
Digitossina compresse Digitossina compresse 0,10 mg
Digitossina preparazione iniettabile Digitossina fiale 0,10 mg/1 ml ^ 0,25 mg/1 ml
Digossina compresse Digossina compresse 0,125 mg ^ 0,250 mg
Digossina preparazione iniettabile Digossina fiale 0,10 mg/1 ml ^ 0,25 mg/1 ml
eiretaM
Dimenidrinato compresse Dimenidrinato compresse 50 mg
emirP
Dimeticone capsule Dimeticone capsule 40 mg ^ 80 mg
Dimeticone crema Dimeticone crema 10 per cento
Dopamina concentrato sterile Dopamina fiale da diluire 10 mg/2 ml ^ 50 mg/10 ml
ehcituecamraF
inoizaraperP
Elettrolitica equilibrata gastrica infusione endovenosa Elettrolitica equilibrata gastrica soluzione perfusionale
XXXV
VI. Contenuto della XI Edizione
Elettrolitica equilibrata gastrica con glucosio al 10 per Elettrolitica equilibrata gastrica con glucosio al 10 per
cento infusione endovenosa cento soluzione perfusionale
Elettrolitica equilibrata pediatrica infusione endo- Elettrolitica equilibrata pediatrica soluzione perfusio-
venosa nale
Elettrolitica reidratante I infusione endovenosa Elettrolitica reidratante I soluzione perfusionale
Elettrolitica reidratante III infusione endovenosa Elettrolitica reidratante III soluzione perfusionale
Elettrolitica reidratante III con glucosio infusione Elettrolitica reidratante III con glucosio soluzione per-
endovenosa fusionale
Elettrolitica reidratante con glucosio e calcio gluconato Elettrolitica reidratante con glucosio e calcio gluconato
infusione endovenosa soluzione perfusionale
Elettrolitica reidratante soluzione orale Soluzione salina per reidratazione orale soluzione orale
Emetina preparazione iniettabile Emetina cloridrato fiale 20 mg/1 ml
Ergometrina compresse Ergometrina maleato compresse 0,5 mg
Ergometrina preparazione iniettabile Ergometrina maleato fiale 0,20 mg/1 ml
Ergotamina compresse Ergotamina tartrato compresse 1 mg
Ergotamina preparazione iniettabile Ergotamina tartrato fiale 0,25 mg/1 ml
Eritromicina crema Eritromicina crema 3 per cento
Eritromicina soluzione cutanea Eritromicina lozione 2 per cento ^ 3 per cento
Eritromicina etilsuccinato granulato per sospensione Eritromicina etilsuccinato granulato per la prepara-
orale zione di una sospensione (2,5 per cento e 4 per cento
di eritromicina) per uso orale
Eritromicina lattobionato preparazione iniettabile ^ Eritromicina lattobionato polvere sterile per prepara-
zioni iniettabili 500 mg ^ 1 g
Eritromicina stearato compresse rivestite con film Eritromicina stearato compresse rivestite 250 mg
Etambutolo compresse rivestite Etambutolo cloridrato compresse rivestite 200 mg ^
400 mg
Eucalipto composto gocce nasali Eucalipto composto gocce nasali
Eucalipto e pino silvestre unguento Balsamico per bambini unguento
Eugenolo e clorobutanolo soluzione dentale Odontalgiche gocce dentali
Fenilbutazone compresse rivestite Fenilbutazone compresse rivestite 200 mg
Fenilbutazone supposte Fenilbutazone supposte 250 mg
Fenilefrina collirio soluzione Fenilefrina cloridrato soluzione oftalmica 1 per cento
Fenilefrina gocce nasali soluzione Fenilefrina cloridrato gocce nasali 0,25 per cento
Fenilefrina e idrocortisone gocce nasali sospensione Fenilefrina cloridrato e idrocortisone acetato gocce
nasali di fenilefrina cloridrato 0,3 per cento e idro-
cortisone acetato 0,5 per cento
Fenitoina compresse Fenitoina sodica compresse 100 mg
Fenitoina sciroppo Fenitoina sciroppo 0,6 per cento p/v
Fenobarbital compresse Fenobarbitale compresse 20 mg ^ 50 mg ^ 100 mg
Fenobarbital supposte Fenobarbitale supposte 20 mg ^ 85 mg
Fenobarbital sodico liquido per uso orale Fenobarbitale elisir 0,55 per cento
Fenobarbital sodico preparazione iniettabile Fenobarbitale sodico fiale 30 mg/1 ml ^ 100 mg/2 ml
Fenolo gocce auricolari Glicerina fenica gocce auricolari 1 per cento
Fenolo soluzione cutanea Fenolo soluzione 1 per cento
Fenolsulfonftaleina preparazione iniettabile Fenolsulfonftaleina fiale 6 mg/1 ml
Fenossimetilpenicillina compresse Fenossimetilpenicillina compresse 125 mg ^ 500 mg
Fenossimetilpenicillina granulato per soluzione orale Fenossimetilpenicillina potassica granulato per la pre-
parazione di una soluzione (2,5 per cento) di fenossi-
metilpenicillina potassica per uso orale
XXXVI
VI. Contenuto della XI Edizione
inoizircserP
ilareneG
Ferroso solfato compresse rivestite Ferroso solfato compresse rivestite 200 mg
Fisostigmina preparazione iniettabile Fisostigmina salicilato fiale 1 mg/1 ml
Fluoresceina collirio soluzione Fluoresceina sodica soluzione oftalmica 0,5 per cento 1
per cento
Fruttosio infusione endovenosa Fruttosio soluzioni perfusionali 5 ^ 10 ^ 20 per cento
isilanA id
idoteM
Ftalilsulfatiazolo compresse Ftalilsulfatiazolo compresse 500 mg
Furosemide compresse Furosemide compresse 25 mg
Furosemide preparazione iniettabile Furosemide fiale 20 mg/2 ml
Gentamicina preparazione iniettabile Gentamicina solfato fiale 40 mg ^ 80 mg/2 ml
irotinetnoC
/ ilairetaM
Glicerolo gel Amido glicerolato
Glicerolo soluzione rettale Glicerolo microclismi
Glicerolo supposte Glicerolo supposte 750 mg ^ 1000 mg ^ 1500 mg ^
2500 mg
Glicerolo unguento Glicerina unguento 15 per cento ^ 20 per cento
ivittaeR
Glicerolo con sodio cloruro infusione endovenosa Glicerolo con sodio cloruro soluzione perfusionale di
glicerolo 10 per cento e sodio cloruro 0,9 per cento
Glicina soluzione per irrigazione Glicina soluzione 1,5 per cento
Glicina e mannitolo soluzione per irrigazione Glicina e mannitolo soluzione per irrigazione glicina 1
itnemogrA
per cento e mannitolo 1 per cento
ilareneG
Glucosio gel oftalmico Glucosio gel oftalmica 35 per cento
Glucosio fiale 5 ^ 10 ^ 20 ^ 33 per cento
Glucosio preparazioni parenterali Glucosio soluzioni perfusionali 5 ^ 10 ^ 20 ^ 30 ^ 33 ^
50 ^ 70 per cento
eifargonoM
ilareneG
Glucosio con potassio cloruro infusione endovenosa Glucosio con potassio cloruro soluzioni perfusionali I ^ II
Glucosio con sodio cloruro infusione endovenosa Glucosio con sodio cloruro soluzioni perfusionali I ^ II ^ III
Griseofulvina compresse Griseofulvina compresse 125 mg ^ 250 mg
ehcituecamraF
Ictammolo gocce auricolari soluzione ^ Glicerina ittiolata gocce auricolari
Ictammolo unguento ^ Ittiolo unguento 10 per cento ^ 20 per cento
emroF
Ictammolo unguento emulsionante ^ Ittiolo unguento lavabile 10 per cento ^ 20 per cento
Idroclorotiazide compresse Idroclorotiazide compresse 25 mg 50 mg
Idrocortisone preparazione oftalmica semisolida Idrocortisone acetato pomata oftalmica 1 per cento
2 per cento
eiretaM
emirP
Idrocortisone preparazione semisolida per applicazione Idrocortisone acetato crema 1 per cento
cutanea Idrocortisone acetato unguento 1 per cento
Idrocortisone e neomicina collirio sospensione Idrocortisone acetato sospensione 1,5 per cento in solu-
zione di neomicina solfato 0,5 per cento
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
Idrocortisone e neomicina preparazione oftalmica Idrocortisone acetato1,0 per cento e neomicina solfato 0,5
semisolida per cento pomata oftalmica
Idrocortisone acetato 1,0 per cento e neomicina solfato
Idrocortisone e neomicina preparazione semisolida per 0,5 per cento crema
ehcitapoemO
inoizaraperP
diluente
Imipramina compresse rivestite Imipramina cloridrato compresse rivestite10 mg ^ 25 mg
Iodio soluzione cutanea Iodio soluzione alcoolica I
ecidnI
XXXVII
VI. Contenuto della XI Edizione
XXXVIII
VI. Contenuto della XI Edizione
inoizircserP
ilareneG
Mirra e ratania soluzione gengivale Gengivario soluzione
Morfina cloridrato preparazione iniettabile Morfina cloridrato fiale 10 mg/1 ml ^ 20 mg/1 ml
Morfina cloridrato sciroppo Morfina cloridrato sciroppo 0,1 ^ 1 ^ 2 per cento
Morfina solfato compresse Morfina solfato compresse 20 mg ^ 40 mg ^ 60 mg
Morfina cloridrato e atropina preparazione iniettabile
Morfina cloridrato e atropina solfato fiale 10 mg e 0,5
isilanA id
idoteM
mg/1 ml
Nafazolina collirio soluzione Nafazolina nitrato soluzione oftalmica 0,025 per cento
Naloxone preparazione iniettabile Naloxone cloridrato fiale 0,04 mg/2 ml ^ 0,4 mg/1 ml
Neomicina collirio soluzione Neomicina solfato soluzione oftalmica 0,5 per cento
irotinetnoC
Neomicina preparazione oftalmica semisolida Neomicina solfato pomata oftalmica 0,5 per cento
/ ilairetaM
Niaouli essenza gocce nasali Olio gomenolato gocce nasali 1 per cento ^ 2 per cento
Niaouli essenza e mentolo gocce nasali Rinobalsamiche gocce nasali
Nicotinamide compresse Nicotinamide compresse 250 mg
Nistatina compresse rivestite Nistatina compresse rivestite 500.000 U.I.
Nistatina sciroppo Nistatina sciroppo 100.000 U.I.
ivittaeR
Nitrofural compresse vaginali Nitrofurazone compresse vaginali 50 mg
Nitrofurantoina compresse Nitrofurantoina compresse 50 mg
Nitrofurantoina sciroppo Nitrofurantoina sciroppo 0,5 per cento
Nitroglicerina compresse sublinguali Nitroglicerina compresse boccali 0,5 mg
itnemogrA
ilareneG
Noradrenalina concentrato per soluzione iniettabile Noradrenalina tartrato fiale da diluire 2 mg/1 ml
Olio di ricino capsule Olio di ricino capsule 1 g
Omatropina collirio soluzione Omatropina bromidrato soluzione oftalmica 2 per cento
Papaverina preparazione iniettabile Papaverina cloridrato fiale 30 mg/2 ml 50 mg/3 ml
Paracetamolo compresse Paracetamolo compresse 500 mg
eifargonoM
ilareneG
Paracetamolo sciroppo Paracetamolo elisir 2,5 per cento
Paracetamolo supposte ^ Paracetamolo supposte 400 mg
Paraffina liquida emulsione ^ Olio di vaselina emulsione 40 per cento
Pentamidina preparazione iniettabile ^ Pentamidina isetionato polvere sterile per preparazioni
ehcituecamraF
iniettabili 200 mg
emroF
Petidina preparazione iniettabile Petidina cloridrato fiale 100 mg/2 ml
Pilocarpina collirio soluzione Pilocarpina cloridrato soluzione oftalmica 1 per cento
^ 2 per cento ^ 4 per cento
Pilocarpina preparazione oftalmica semisolida Pilocarpina cloridrato pomata oftalmica 1 per cento ^
2 per cento ^ 4 per cento
eiretaM
emirP
Pino composto soluzione per suffumigi Pino composto soluzione concentrata
Piperazina capsule Piperazina adipato capsule 300 mg
Pirimetamina compresse Pirimetamina compresse 25 mg
Potassio acetato concentrato sterile Potassio acetato soluzione da diluire 3 mEq/ml
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
Potassio cloruro concentrato sterile Potassio cloruro soluzione da diluire 2 mEq/ml 3 ^ mEq/ml
Potassio cloruro soluzione orale Potassio cloruro soluzione orale 10 per cento p/v
Potassio fosfato concentrato sterile Potassio fosfato soluzione da diluire 2 mEq/ml
Potassio fosfato monobasico compresse Potassio fosfato monobasico compresse 500 mg
Potassio iodato compresse Potassio iodato compresse 170 mg
ehcitapoemO
inoizaraperP
XXXIX
VI. Contenuto della XI Edizione
XL
VI. Contenuto della XI Edizione
inoizircserP
ilareneG
Sodio nitroprussiato polvere e solvente per prepara- Sodio nitroprussiato polvere per preparazioni inietta-
zione iniettabile bili 100 mg
Sodio salicilato compresse gastroresistenti Sodio salicilato compresse gastroresistenti 500 mg
Sodio stibogluconato preparazione iniettabile Sodio stibogluconato soluzione iniettabile 33 per cento
equivalente a 10 per cento di antimonio 30 ml e
isilanA id
idoteM
100 ml
Sodio tiosolfato concentrato sterile Sodio tiosolfato fiale da diluire 1000 mg/10 ml
Sodio tiosolfato infusione endovenosa Sodio tiosolfato soluzione perfusionale 25 per cento
Soluzione per circolazione extracorporea Soluzione cardioplegica
irotinetnoC
Soluzione polisalinica con potassio concentrato sterile Soluzione polisalinica concentrata con potassio solu-
/ ilairetaM
zioni da diluire I ^ II
Soluzione polisalinica senza potassio concentrato Soluzione polisalinica concentrata senza potassio solu-
sterile zione da diluire
Streptomicina preparazione iniettabile Streptomicina solfato polvere sterile per preparazioni
iniettabili 1000 mg
ivittaeR
Sulfacetamide collirio soluzione Sulfacetamide sodica soluzione oftalmica 10 per cento
Sulfacetamide preparazione oftalmica semisolida Sulfacetamide sodica pomata oftalmica 10 per cento
Sulfadiazina compresse Sulfadiazina compresse 500 mg
Sulfadiazina concentrato sterile Sulfadiazina sodica fiale da diluire 250 mg/l ml
itnemogrA
ilareneG
Sulfadimetoxina compresse Sulfadimetossina compresse 500 mg
Sulfametopirazina compresse Sulfametopirazina compresse 500 mg
Sulfametopirazina sciroppo Sulfametopirazina sciroppo 5 per cento
Teofillina-etilendiammina compresse rivestite Aminofillina compresse rivestite 200 mg
Teofillina-etilendiammina preparazione iniettabile Aminofillina fiale 240 mg/10 ml
eifargonoM
ilareneG
Teofillina-etilendiammina supposte Aminofillina supposte 100 mg ^ 300 mg
Tetracaina supposte Tetracaina cloridrato supposte 15 mg
Tetraciclina capsule Tetraciclina cloridrato capsule 250 mg
Tetraciclina preparazione iniettabile ^ Tetraciclina cloridrato polvere sterile per preparazioni
ehcituecamraF
iniettabili 250 mg
emroF
Tiabendazolo compresse Tiabendazolo compresse 500 mg
Tiopentale sodico polvere per preparazione iniettabile ^ Tiopentale sodico polvere sterile per preparazioni iniet-
tabili 0,5 g ^ 1 g ^ 1,5 g
Tioridazina compresse rivestite Tioridazina cloridrato compresse rivestite 25 mg ^ 50 mg
Tolbutamide compresse Tolbutamide compresse 500 mg
eiretaM
emirP
Trifluoperazina compresse rivestite Trifluoperazina cloridrato compresse rivestite 2 mg
Valeriana capsule Valeriana capsule 50 mg
Vaselina e lanolina unguento base Lanovaselina unguento base
Vitamine B compresse rivestite Vitamine del complesso B compresse rivestite
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
XLI
VI. Contenuto della XI Edizione
XLII
VI. Contenuto della XI Edizione
inoizircserP
ilareneG
Argento proteinato gocce nasali 0,5 per cento ^ 1 per Argento proteinato gocce nasali
cento ^ 2 per cento
Atropina solfato compresse 0,250 mg Atropina compresse
Atropina solfato fiale 0,5 mg/1 ml ^ 1 mg/1 ml Atropina preparazione iniettabile
Atropina solfato pomata oftalmica 0,5 per cento p/p Atropina preparazione oftalmica semisolida
isilanA id
idoteM
Atropina solfato soluzione oftalmica 0,5 per cento ^ Atropina collirio soluzione
1 per cento
Bacitracina e polimixina pomata oftalmica di bacitra- Bacitracina e polimixina preparazione oftalmica semi-
cina 500 U.I./g e polimixina B solfato 10.000 U.I./g solida
Bacitracina e polimixina unguento di bacitracina Bacitracina e polimixina unguento
irotinetnoC
/ ilairetaM
500 U.I./g e polimixina B solfato 30.000 U.I./g
Bagno oculare soluzione Acido borico bagno oculare
Balsamico per adulti unguento Canfora, eucaliptolo e mentolo unguento
Balsamico per bambini unguento Eucalipto e pino silvestre unguento
Benzalconio cloruro soluzione concentrata 1 per cento Benzalconio concentrato per soluzione cutanea
ivittaeR
Benzile benzoato unguento 20 per cento Benzile benzoato unguento
Benzilpenicillina benzatinica polvere sterile per prepa- Benzilpenicillina benzatinica preparazione iniettabile
razioni iniettabili 600.000 U.I. 1.200.000 U.I.
Benzilpenicillina potassica polvere sterile per prepara- Benzilpenicillina potassica preparazione iniettabile
zioni iniettabili 1.000.000 U.I.
itnemogrA
ilareneG
Benzoile perossido crema 5 per cento ^ 10 per cento Benzoile perossido crema
Betametasone dipropionato crema 0,05 per cento Betametasone preparazione semisolida per applica-
zione cutanea
Betametasone dipropionato 0,05 per cento e neomicina
solfato 0,5 per cento crema Betametasone e neomicina preparazione semisolida per
eifargonoM
ilareneG
Betametasone dipropionato 0,05 per cento e neomicina applicazione cutanea
solfato 0,5 per cento unguento
Betametasone dipropionato unguento 0,05 per cento Betametasone preparazione semisolida per applica-
zione cutanea
ehcituecamraF
Blu di metilene fiale 50 mg/5 ml ^ 100 mg/10 ml Metiltioninio preparazione iniettabile
emroF
Blu di metilene soluzione 1 per cento Metiltioninio soluzione cutanea
Bromosulfoftaleina sodica fiale 500 mg/10 ml Bromosulfoftaleina preparazione iniettabile
Calcio carbonato e magnesio idrossido compresse 500 Calcio carbonato e magnesio idrossido compresse
mg calcio carbonato e 150 mg magnesio idrossido
Calcio cloruro fiale da diluire 500 mg/10 ml ^ 1 g/10 ml Calcio cloruro concentrato sterile
eiretaM
emirP
Calcio cloruro soluzione da diluire 0,5 mEq/ml
Calcio e magnesio cloruro soluzione da diluire 1 mEq/ml Calcio cloruro e magnesio cloruro concentrato sterile
Calcio edetato bisodico fiale da diluire 1 g/10 ml Sodio calcio edetato concentrato sterile
ehcituecamraF
Calcio gluconato fiale 500 mg/5 ml ^ 1000 mg/10 ml Calcio gluconato preparazione iniettabile
inoizaraperP
ehcificepS
Carbone adsorbente antiacido polvere Carbone e alluminio ossido idrato polvere per sospen-
sione orale
Carbone attivo polvere Carbone polvere per sospensione orale
Carbone composto compresse Carbone composto compresse
Cefalexina capsule 250 mg ^ 500 mg Cefalexina capsule
Cefalexina compresse 1 g Cefalexina compresse
ecidnI
Cefalexina granulato per la preparazione di una Cefalexina granulato per sospensione orale
sospensione (5 per cento) di cefalexina per uso orale
XLIII
VI. Contenuto della XI Edizione
Cefalotina sodica polvere sterile per preparazioni iniet- Cefalotina preparazione iniettabile
tabili 1000 mg
Cetomacrogol crema base
Cetomacrogol crema base grassa Macrogol cetostearile etere crema e unguento base
Cetomacrogol unguento base
Cetrimide soluzione concentrata 40 per cento Cetrimide concentrato per soluzione cutanea
Chinidina solfato compresse 200 mg Chinidina solfato compresse
Chinina cloridrato fiale da diluire 500 mg/2 ml Chinina cloridrato concentrato sterile
Chinina solfato compresse rivestite 250 mg Chinina solfato compresse rivestite
Citrato di magnesia effervescente granulato Magnesio carbonato e acido citrico granulato efferve-
scente per soluzione orale
Clofenotano polvere aspersoria 10 per cento Clofenotano polvere cutanea
Cloramfenicolo capsule 250 mg Cloramfenicolo capsule
Cloramfenicolo palmitato sciroppo 2,5 per cento Cloramfenicolo palmitato sciroppo
Cloramfenicolo pomata oftalmica 1 per cento Cloramfenicolo unguento oftalmico
Cloramfenicolo sodio succinato polvere sterile per pre- Cloramfenicolo sodio succinato preparazione iniet-
parazioni iniettabili 1 g tabile
Cloramfenicolo soluzione oftalmica 0,5 per cento Cloramfenicolo collirio soluzione
Clordiazepossido cloridrato compresse rivestite 20 mg Clordiazepossido compresse rivestite
Clorochina bifosfato compresse 250 mg Clorochina fosfato compresse
Clorpromazina cloridrato compresse rivestite 25 mg ^ Clorpromazina compresse rivestite
100 mg
Clorpromazina cloridrato fiale 25 mg/2 ml Clorpromazina preparazione iniettabile
Clorpromazina cloridrato sciroppo 50 mg/10 ml Clorpromazina sciroppo
Clorpropamide compresse 250 mg Clorpropamide compresse
Cloxacillina capsule 250 mg ^ 500 mg Cloxacillina capsule
Cloxacillina sodica granulato per la preparazione di una Cloxacillina granulato per soluzione orale
soluzione (2,5 per cento) di cloxacillina per uso orale
Cloxacillina sodica polvere sterile per preparazioni Cloxacillina preparazione iniettabile
iniettabili 500 mg
Codeina fosfato capsule 60 mg Codeina capsule
Codeina fosfato compresse 30 mg ^ 60 mg Codeina compresse
Codeina fosfato e paracetamolo capsule 30 mg codeina Codeina e paracetamolo capsule
fosfato e 325 mg paracetamolo
Codeina fosfato e paracetamolo compresse 30 mg Codeina e paracetamolo compresse
codeina fosfato e 325 mg paracetamolo
Codeina fosfato e sodio benzoato sciroppo di codeina Codeina e sodio benzoato sciroppo
fosfato 0,15 per cento e sodio benzoato 1 per cento
Colchicina compresse 0,5 mg Colchicina compresse
Cortisone acetato compresse 25 mg Cortisone compresse
Cristal violetto soluzione 1 per cento Metilrosanilinio cloruro soluzione cutanea
Desametasone compresse 0,5 mg Desametasone compresse
Destrometorfano bromidrato compresse boccali masti- Destrometorfano bromidrato compresse masticabili
cabili 7,65 mg
Destrometorfano bromidrato gocce 1,5 per cento Destrometorfano bromidrato gocce orali
Destrometorfano bromidrato sciroppo 0,3 per cento Destrometorfano bromidrato sciroppo
Dexpantenolo composto crema Dexpantenolo composto crema
Dexpantenolo crema 5 per cento Dexpantenolo crema
Dexpantenolo crema grassa 5 per cento Dexpantenolo crema idrofoba
Diazepam compresse rivestite 5 mg Diazepam compresse rivestite
Diazepam fiale 10 mg/2 ml Diazepam preparazione iniettabile
Difenidramina cloridrato compresse 25 mg Difenidramina compresse
XLIV
VI. Contenuto della XI Edizione
inoizircserP
ilareneG
Difenidramina cloridrato sciroppo 0,25 per cento Difenidramina sciroppo
Digitossina compresse 0,10 mg Digitossina compresse
Digitossina fiale 0,10 mg/1 ml ^ 0,25 mg/1 ml Digitossina preparazione iniettabile
Digossina compresse 0,125 mg ^ 0,250 mg Digossina compresse
Digossina fiale 0,10 mg/1 ml ^ 0,25 mg/1 ml Digossina preparazione iniettabile
isilanA id
idoteM
Dimenidrinato compresse 50 mg Dimenidrinato compresse
Dimeticone capsule 40 mg ^ 80 mg Dimeticone capsule
Dimeticone crema 10 per cento Dimeticone crema
Dopamina fiale da diluire 10 mg/2 ml ^ 50 mg/10 ml Dopamina concentrato sterile
Doxiciclina capsule 100 mg Doxiciclina capsule
irotinetnoC
/ ilairetaM
Efedrina cloridrato compresse 25 mg Efedrina compresse
Efedrina cloridrato fiale 10 mg/1 ml ^ 25 mg/ 1 ml Efedrina preparazione iniettabile
Elettrolitica di mantenimento con glucosio soluzione Elettrolitica di mantenimento con glucosio infusione
perfusionale endovenosa
Elettrolitica equilibrata enterica soluzione perfusionale Elettrolitica equilibrata enterica infusione endovenosa
ivittaeR
Elettrolitica equilibrata gastrica con glucosio al 10 per Elettrolitica equilibrata gastrica con glucosio al 10 per
cento soluzione perfusionale cento infusione endovenosa
Elettrolitica equilibrata gastrica soluzione perfusionale Elettrolitica equilibrata gastrica infusione endovenosa
Elettrolitica equilibrata pediatrica soluzione perfu- Elettrolitica equilibrata pediatrica infusione endove-
sionale nosa
itnemogrA
ilareneG
Elettrolitica reidratante con glucosio e calcio gluconato Elettrolitica reidratante con glucosio e calcio gluconato
soluzione perfusionale infusione endovenosa
Elettrolitica reidratante I soluzione perfusionale Elettrolitica reidratante I infusione endovenosa
Elettrolitica reidratante III con glucosio soluzione per- Elettrolitica reidratante III con glucosio infusione
fusionale endovenosa
eifargonoM
ilareneG
Elettrolitica reidratante III soluzione perfusionale Elettrolitica reidratante III infusione endovenosa
Elettrolitica bilanciata di mantenimento con glucosio I
Elettrolitiche bilanciate di mantenimento con glucosio infusione endovenosa
soluzioni perfusionali I ^ II Elettrolitica bilanciata di mantenimento con glucosio II
ehcituecamraF
infusione endovenosa
emroF
Emetina cloridrato fiale 20 mg/1 ml Emetina preparazione iniettabile
Ergometrina maleato compresse 0,5 mg Ergometrina compresse
Ergometrina maleato fiale 0,20 mg/1 ml Ergometrina preparazione iniettabile
Ergotamina tartrato compresse 1 mg Ergotamina compresse
Ergotamina tartrato fiale 0,25 mg/1 ml Ergotamina preparazione iniettabile
eiretaM
emirP
Eritromicina crema 3 per cento Eritromicina crema
Eritromicina etilsuccinato granulato per la prepara- Eritromicina etilsuccinato granulato per sospensione
zione di una sospensione (2,5 per cento e 4 per cento orale
di eritromicina) per uso orale
ehcituecamraF
inoizaraperP
Eritromicina lattobionato polvere sterile per prepara- Eritromicina lattobionato preparazione iniettabile
ehcificepS
Fenilefrina cloridrato gocce nasali 0,25 per cento Fenilefrina gocce nasali soluzione
Fenilefrina cloridrato soluzione oftalmica 1 per cento Fenilefrina collirio soluzione
XLV
VI. Contenuto della XI Edizione
XLVI
VI. Contenuto della XI Edizione
inoizircserP
ilareneG
Idrocortisone acetato 1,0 per cento e neomicina solfato 0,5 Idrocortisone e neomicina preparazione oftalmica
per cento pomata oftalmica semisolida
Idrocortisone acetato sospensione 1,5 per cento in solu- Idrocortisone e neomicina collirio sospensione
zione di neomicina solfato 0,5 per cento
Idroxocobalamina liofilizzato 100 ^ 1000 ^ 5000 g con Idroxocobalamina polvere per preparazione iniettabile
isilanA id
idoteM
l
diluente
Imipramina cloridrato compresse rivestite10 mg ^ 25 mg Imipramina compresse rivestite
Iodio soluzione alcoolica I Iodio soluzione cutanea
Iodio soluzione alcoolica II Iodio soluzione orale
irotinetnoC
Iodio soluzione glicerica Iodio e glicerolo soluzione
/ ilairetaM
Iodio-salicilica soluzione idroalcoolica Iodio e acido salicilico soluzione cutanea
Iodo-iodurato unguento Iodio unguento
Iodopovidone soluzione 10 per cento Povidone-iodio soluzione cutanea
Iodopovidone unguento 10 per cento Povidone-iodio unguento
Ipecacuana sciroppo emetico 7 per cento Ipecacuana sciroppo emetico
ivittaeR
Isoniazide compresse 100 mg ^ 200 mg Isoniazide compresse
Isoniazide sciroppo 1 per cento Isoniazide sciroppo
Isoprenalina cloridrato fiale 0,2 mg/1 ml Isoprenalina preparazione iniettabile
Ittiolo unguento 10 per cento ^ 20 per cento Ictammolo unguento
Ittiolo unguento lavabile 10 per cento ^ 20 per cento Ictammolo unguento emulsionante
itnemogrA
ilareneG
Lanolina alcooli crema base Alcooli di lanolina crema e unguento base
Lanolina alcooli unguento base
Lanovaselina unguento base Vaselina e lanolina unguento base
eifargonoM
Lidocaina cloridrato crema 2 per cento
ilareneG
Lidocaina cloridrato unguento 2 per cento Lidocaina preparazione semisolida per applicazione
cutanea
Lidocaina cloridrato 1,5 per cento e idrocortisone ace-
tato 1 per cento crema Lidocaina e idrocortisone preparazione semisolida per
ehcituecamraF
Lidocaina cloridrato 1,5 per cento e idrocortisone ace- applicazione cutanea
emroF
tato 1,0 per cento unguento
Lidocaina cloridrato fiale 50 mg/5 ml ^ 200 mg/ 10 ml Lidocaina preparazione iniettabile
Limonata citro-magnesiaca compresse Magnesio carbonato e acido citrico compresse
Limonata citro-magnesiaca polvere Magnesio carbonato e acido citrico polvere per solu-
zione orale
eiretaM
emirP
Litio carbonato capsule 300 mg Litio carbonato capsule
Litio carbonato compresse 300 mg Litio carbonato compresse
Magnesio cloruro soluzione da diluire 0,5 mEq/ml Magnesio cloruro concentrato sterile
Magnesio idrossido compresse masticabili 300 mg Magnesio idrossido compresse masticabili
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
Mercurio ossido giallo pomata oftalmica 1 per cento ^ Mercurio ossido giallo preparazione oftalmica semi-
2 per cento solida
XLVII
VI. Contenuto della XI Edizione
XLVIII
VI. Contenuto della XI Edizione
inoizircserP
ilareneG
Potassio fosfato soluzione da diluire 2 mEq/ml Potassio fosfato concentrato sterile
Potassio iodato compresse 170 mg Potassio iodato compresse
Potassio ioduro compresse 130 mg Potassio ioduro compresse
Potassio ioduro gocce 50 per cento Potassio ioduro gocce
Potassio lattato soluzione da diluire 2 mEq/ml Potassio lattato concentrato sterile
isilanA id
idoteM
Potassio permanganato compresse 100 mg ^ 250 mg Potassio permanganato compresse per soluzione
(per soluzioni ad uso esterno) cutanea
Primachina fosfato compresse rivestite 132 mg (equiva- Primachina compresse rivestite
lente a 75 mg di base)
Probenecid compresse 500 mg Probenecid compresse
irotinetnoC
/ ilairetaM
Procainamide cloridrato compresse 250 mg Procainamide compresse
Procainamide cloridrato fiale 500 mg/5 ml Procainamide preparazione iniettabile
Prometazina cloridrato compresse rivestite 25 mg Prometazina compresse rivestite
Prometazina crema 2 per cento Prometazina crema
Propifenazone compresse 300 mg Propifenazone compresse
ivittaeR
Propifenazone supposte 50 mg ^ 150 mg ^ 350 mg Propifenazone supposte
Reserpina compresse 0,1 mg Reserpina compresse
Rifampicina capsule 150 mg ^ 300 mg Rifampicina capsule
Rifampicina sciroppo 2 per cento Rifampicina sciroppo
Ringer acetato soluzione perfusionale Ringer acetato infusione endovenosa
itnemogrA
ilareneG
Ringer lattato soluzione perfusionale Ringer lattato infusione endovenosa
Ringer soluzione perfusionale Ringer infusione endovenosa
Rinobalsamiche gocce nasali Niaouli essenza e mentolo gocce nasali
Sali per reidratazione orale con glucosio polveri per uso Sali e glucosio polvere orale
orale A-B
eifargonoM
ilareneG
Salicilico unguento 2 per cento ^ 5 per cento ^ Acido salicilico unguento
10 per cento
Sciroppo semplice Saccarosio sciroppo
Scopolamina bromidrato fiale 0,25 mg/1 ml Scopolamina preparazione iniettabile
ehcituecamraF
Senna composta polvere Senna composta polvere orale
Sodio acetato soluzione da diluire 3 mEq/ml Sodio acetato concentrato sterile
emroF
Sodio bicarbonato compresse 500 mg Sodio bicarbonato compresse
Sodio bicarbonato soluzione da diluire 1 mEq/ml Sodio bicarbonato concentrato sterile
Sodio bicarbonato soluzioni perfusionali 1,4 ^ 5 ^ 7,5 Sodio bicarbonato infusione endovenosa
^ 8,4 per cento
eiretaM
Sodio carbonato gocce auricolari 6 per cento Sodio carbonato gocce auricolari
emirP
Sodio citrato compresse 500 mg Sodio citrato compresse
Sodio citrato e acido citrico fiale 1 g e 600 mg/10 ml Sodio citrato e acido citrico preparazione iniettabile
Sodio citrato fiale 38 mg/1 ml ^ 76 mg/2 ml ^ 190 mg/ Sodio citrato preparazione iniettabile
ehcituecamraF
5 ml ^ 380 mg/10 ml
inoizaraperP
ehcificepS
Sodio citrato soluzione da diluire 6,16 mEq/ml Sodio citrato concentrato sterile
Sodio cloruro fiale 18 mg/2 ml ^ 45 mg/5 ml ^ 90 mg/
10 ml ^ 180 mg/20 ml Sodio cloruro infusione endovenosa
Sodio cloruro soluzioni perfusionali 0,9 ^ 3 ^ 5 per cento
ehcitapoemO
inoizaraperP
Sodio cloruro gocce nasali 0,9 per cento Sodio cloruro gocce nasali soluzione
Sodio cloruro gocce nasali viscose 0,9 per cento
Sodio cloruro soluzioni da diluire 2 mEq/ml ^ 3 mEq/ml Sodio cloruro concentrato sterile
Sodio edetato fiale da diluire 0,5 g/5 ml ^ 2 g/10 ml Sodio edetato concentrato sterile
Sodio fluoruro compresse 0,55 mg e 2,2 mg (equivalenti Sodio fluoruro compresse
a 0,25 mg e 1 mg di fluoro)
ecidnI
XLIX
VI. Contenuto della XI Edizione
Sodio lattato soluzioni da diluire 2 mEq/ml ^ 3 mEq/ml Sodio lattato concentrato sterile
Sodio nitroprussiato fiale da diluire 100 mg/5 ml Sodio nitroprussiato concentrato sterile
Sodio nitroprussiato polvere per preparazioni inietta- Sodio nitroprussiato polvere e solvente per prepara-
bili 100 mg zione iniettabile
Sodio salicilato compresse gastroresistenti 500 mg Sodio salicilato compresse gastroresistenti
Sodio stibogluconato soluzione iniettabile 33 per cento Sodio stibogluconato preparazione iniettabile
equivalente a 10 per cento di antimonio 30 ml e
100 ml
Sodio tiosolfato fiale da diluire 1000 mg/10 ml Sodio tiosolfato concentrato sterile
Sodio tiosolfato soluzione perfusionale 25 per cento Sodio tiosolfato infusione endovenosa
Solfo-alcalino unguento Zolfo e potassio carbonato unguento
Solfo-salicilico unguento Zolfo e acido salicilico unguento
Soluzione cardioplegica Soluzione per circolazione extracorporea
Soluzione polisalinica concentrata con potassio solu- Soluzione polisalinica con potassio concentrato sterile
zioni da diluire I ^ II
Soluzione polisalinica concentrata senza potassio solu- Soluzione polisalinica senza potassio concentrato
zione da diluire sterile
Soluzione salina per reidratazione orale soluzione orale Elettrolitica reidratante soluzione orale
Streptomicina solfato polvere sterile per preparazioni Streptomicina preparazione iniettabile
iniettabili 1000 mg
Sulfacetamide sodica pomata oftalmica 10 per cento Sulfacetamide preparazione oftalmica semisolida
Sulfacetamide sodica soluzione oftalmica 10 per cento Sulfacetamide collirio soluzione
Sulfadiazina compresse 500 mg Sulfadiazina compresse
Sulfadiazina sodica fiale da diluire 250 mg/l ml Sulfadiazina concentrato sterile
Sulfadimetossina compresse 500 mg Sulfadimetoxina compresse
Sulfametopirazina compresse 500 mg Sulfametopirazina compresse
Sulfametopirazina sciroppo 5 per cento Sulfametopirazina sciroppo
Talco allo zinco ossido polvere aspersoria 10 per cento Zinco ossido polvere cutanea
Talco mentolato polvere aspersoria 1 per cento Mentolo polvere cutanea
Talco timolato polvere aspersoria Zinco ossido composto polvere cutanea
Tetracaina cloridrato supposte 15 mg Tetracaina supposte
Tetraciclina cloridrato capsule 250 mg Tetraciclina capsule
Tetraciclina cloridrato polvere sterile per preparazioni Tetraciclina preparazione iniettabile
iniettabili 250 mg
Tiabendazolo compresse 500 mg Tiabendazolo compresse
Tiopentale sodico polvere sterile per preparazioni iniet- Tiopentale sodico preparazione iniettabile
tabili 0,5 g ^ 1 g ^ 1,5 g
Tioridazina cloridrato compresse rivestite 25 mg ^ 50 mg Tioridazina compresse rivestite
Tolbutamide compresse 500 mg Tolbutamide compresse
Trifluoperazina cloridrato compresse rivestite 2 mg Trifluoperazina compresse rivestite
Valeriana capsule 50 mg Valeriana capsule
Vaselina borica unguento 3 per cento Acido borico unguento
Vitamine del complesso B compresse rivestite Vitamine B compresse rivestite
Zinco all'acqua pasta Zinco ossido pasta cutanea
Zinco ossido unguento 10 per cento Zinco ossido unguento
Zinco solfato compresse 200 mg Zinco solfato compresse
Zinco solfato soluzione oftalmica 0,5 per cento Zinco solfato collirio soluzione
TESTI NUOVI
L
ecidnI
ilareneG isilanA id irotinetnoC ilareneG emirP ehcificepS ehcitapoemO
ilareneG ehcituecamraF
ivittaeR ehcituecamraF
inoizircserP idoteM / ilairetaM itnemogrA eifargonoM emroF eiretaM inoizaraperP
inoizaraperP
CAPITOLI GENERALI
1. Prescrizioni generali
inoizircserP
ilareneG
isilanA id
1.1. Prescrizioni generali della Farmaco- 1.FU. Prescrizioni generali della Farmaco-
idoteM
pea Europea . . . . . . . . . . . . . . . . . 5 pea Ufficiale . . . . . . . . . . . . . . . . 16
1.1.1. Generalita© . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 5 1.FU.1. Monografie di preparazioni farma-
1.1.2. Altre disposizioni relative ai capitoli ceutiche specifiche . . . . . . . . . . . . 16
generali e monografie . . . . . . . . . 6 1.FU.2. Gas medicinali . . . . . . . . . . . . . . . . . 17
irotinetnoC
/ ilairetaM
1.1.3. Capitoli generali . . . . . . . . . . . . . . . 7 1.FU.3. Droghe vegetali . . . . . . . . . . . . . . . . 17
1.1.4. Monografie . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 8 1.FU.4. Abbreviazioni . . . . . . . . . . . . . . . . . 17
1.1.5. Abbreviazioni e simboli . . . . . . . . . . 11 1.FU.5. Sinonimi ed espressioni . . . . . . . . . . 17
1.1.6. Unita© del Sistema Internazionale
(S.I.) utilizzate nella Farmacopea
e corrispondenza con altre unita© 12
ivittaeR
itnemogrA
ilareneG
eifargonoM
ilareneG
ehcituecamraF
emroF
eiretaM
emirP
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
ehcitapoemO
inoizaraperP
ecidnI
Prescrizioni generali della Farmacopea Europea
inoizircserP
ilareneG
1. PRESCRIZIONI GENERALI
isilanA id
idoteM
Le Prescrizioni Generali della Farmacopea Euopea si Salvo indicazione contraria nelle Prescrizioni Generali
applicano a tutte le monografie e gli altri testi che costi- o nelle monografie, le specifiche delle monografie costi-
tuiscono la Farmacopea Ufficiale della Repubblica tuiscono requisiti obbligatori. I capitoli generali diven-
irotinetnoC
/ ilairetaM
Italiana (*). tano obbligatori quando citati in una monografia, a
Le monografie e i testi nazionali contenuti nella FU XI meno che il riferimento viene fatto in modo che risulti
ed. debbono soddisfare anche alle Prescrizioni generali manifesta l'intenzione di citare i testi a solo titolo di
della Farmacopea Ufficiale. informazione.
ivittaeR
Gli ingredienti attivi (le sostanze medicinali), gli ecci-
1.1. PRESCRIZIONI GENERALI DELLA pienti (le sostanze ausiliarie), le preparazioni farmaceu-
FARMACOPEA EUROPEA tiche e gli altri prodotti descritti in una monografia
sono destinati ad un uso umano o veterinario (se non
esplicitamente ristretto ad uno solo di questi usi).
itnemogrA
ilareneG
1.1.1. GENERALITAé
eifargonoM
Convenzione per una Farmacopea Europea possono
ilareneG
scio di un prodotto. Il fabbricante puo© accertarsi che
tradurli in altre lingue. In caso di dubbio o disputa un prodotto e© di qualita© ``Farmacopea''da dati ottenuti,
si deve fare riferimento alle sole versioni inglese e per esempio, da studi di convalida del processo di pro-
francese. duzione e dei controlli in corso di produzione. La neces-
Nei testi della Farmacopea Europea, la parola ``Farma- sita© di soddisfare alle esigenze della Farmacopea non
ehcituecamraF
copea'' senza ulteriore qualificazione significa Farma- esclude la possibilita© di ricorrere ad un rilascio parame-
emroF
copea Europea. L'abbreviazione ufficiale Ph. Eur. puo© trico in circostanze ritenute appropriate dalle Autorita©
essere usata per indicare la Farmacopea Europea. competenti.
Quando per designare un prodotto si fa uso del titolo o
del sottotitolo di una monografia, il prodotto cos|© desi- I saggi e dosaggi descritti sono i metodi ufficiali a par-
gnato soddisfa alle specifiche della corrispondente tire dai quali sono basate le norme della Farmacopea.
eiretaM
emirP
monografia. I riferimenti alle monografie, nei testi della Con l'accordo della Autorita© competente possono
Farmacopea, vengono fatti indicando il titolo della essere usati, ai fini del controllo, metodi analitici alter-
monografia ed il numero di serie in corsivo. nativi a condizione che tali metodi permettano, senza
Una preparazione farmaceutica deve essere conforme equivoci, di decidere che le norme delle monografie
ehcituecamraF
inoizaraperP
tale periodo deve essere calcolato, vengono definiti Certe sostanze che sono oggetto di una monografia
dalla Autorita© competente in base ai risultati sperimen- possono esistere in diverse qualita© appropriate per usi
tali relativi agli studi di stabilita© . differenti. Se non diversamente indicato nella monogra-
öööö
* La Farmacopea Ufficiale della Repubblica Italiana e© , oggi,
fia, le specifiche si applicano a tutte le qualita© della
costitutita dai testi di cui alla presente XI edizione nonchë dai testi sostanza. In alcune monografie, particolarmente quelle
della 4 edizione della Farmacopea Europea, e successivi supplementi, sugli eccipienti, puo© essere messa in appendice, per
ecidnI
recepiti, direttamente in lingua inglese e francese, con appropriati informazione, una lista di proprieta© connesse con la
decreti ministeriali. funzionalita© che sono importanti per l'uso della
5
Prescrizioni generali della Farmacopea Europea
sostanza stessa. Alcuni metodi per la determinazione di 1.1.2. ALTRE DISPOSIZIONI RELATIVE AI CAPI-
una o piu© di queste proprieta© possono essere presenti, TOLI GENERALI E MONOGRAFIE
6
Prescrizioni generali della Farmacopea Europea
inoizircserP
indicatore vengono preventivamente neutralizzati in ^ per cento m/m (percentuale, massa su massa)
ilareneG
presenza di quell'indicatore, a meno che non sia esprime il numero di grammi di sostanza in 100
prescritto un saggio in bianco. grammi di prodotto finale;
Bagno maria . Il termine ``bagno-maria'' significa un ^ per cento V/V (percentuale, volume su volume)
bagno di acqua bollente a meno che non venga indicata esprime il numero di millilitri di sostanza in
isilanA id
acqua ad un'altra temperatura. Possono essere usati 100 millilitri di prodotto finale.
idoteM
altri metodi di riscaldamento a condizione che la tem- L'espressione ``parti per milione (ppm)'' si riferisce a
peratura sia vicina, ma non superiore ai 100 C o alla massa su massa, se non diversamente specificato.
temperatura prescritta.
. I termini ``seccare
irotinetnoC
TEMPERATURA
/ ilairetaM
Seccare e calcinare a massa costante
ivittaeR
Dove e© prescritto l'essiccamento utilizzando una delle
espressioni ``in essiccatore'' o ``nel vuoto'', esso viene In frigorifero: tra 2 C e 8 C
effettuato usando le condizioni descritte in 2.2.32. In luogo fresco: tra 8 C e 15 C
Perdita all'essiccamento. a temperatura ambiente tra 15 C e 25 C
itnemogrA
ilareneG
REATTIVI 1.1.3. CAPITOLI GENERALI
eifargonoM
ilareneG
I reattivi sono descritti nel capitolo generale 4.
Si assume che i reattivi utilizzati siano di qualita© anali- I materiali utilizzati nella fabbricazione dei contenitori
tica; per alcuni reattivi, i saggi per determinare la loro (recipienti) sono descritti nel capitolo generale 3.1.
adeguatezza sono inclusi nelle specifiche. Le denominazioni generali utilizzate per i materiali ed
in particolare per le materie plastiche, comprendono
ehcituecamraF
ciascuna una gamma di prodotti che differiscono non
emroF
SOLVENTI solo per le proprieta© del costituente principale ma
. Il termine ``soluzione'', senza indicazione anche per gli additivi usati. I metodi di analisi ed i limiti
Solventi
del solvente, indica una soluzione acquosa. Quando da applicare ai materiali dipendono dalla formulazione
l'uso dell'acqua e© prescritto o implicito per le proce- e sono percio© applicabili solo a quei materiali le cui for-
mulazioni corrispondono a quelle indicate nel pream-
eiretaM
dure analitiche descritte nella Farmacopea o per la
emirP
preparazione dei reattivi, l'acqua usata deve essere bolo delle specifiche. L'uso di materiali aventi differenti
conforme alle specifiche della monografia Acqua depu- formulazioni, i metodi di analisi ed i limiti ad essi appli-
rata (0008). Il termine ``acqua distillata'' indica acqua cati sono soggetti all'accettazione della Autorita© com-
petente. Le specifiche per i contenitori cos|© come
ehcituecamraF
Il termine ``etanolo'' senza altra qualificazione significa vista di una loro applicazione generale ai contenitori
etanolo anidro. Il termine ``alcool'' senza qualificazione delle categorie indicate; tuttavia per la grande varieta©
significa etanolo (96 per cento V/V). Altre diluizioni di di contenitori disponibili e di possibili nuovi sviluppi,
etanolo sono indicate con il termine ``alcool'' seguito la pubblicazione di una specifica non esclude l'uso, in
ehcitapoemO
inoizaraperP
dall'indicazione della percentuale, in volume di etanolo circostanze giustificate, di contenitori che soddisfano
(C2H6O), richiesta. ad altre specifiche, previo accordo con le Autorita©
competenti.
ESPRESSIONE DEL CONTENUTO Nelle monografie della Farmacopea puo© essere fatto
riferimento alle definizioni e specifiche per i contenitori
Nel definire il contenuto, l'espressione ``per cento'' comprese in questa sezione. Le monografie generali
ecidnI
viene usata, a seconda delle circostanze, con uno dei per le forme farmaceutiche possono richiedere, nella
seguenti due significati: sezione Definizione/Produzione l'uso di certi tipi di
7
Prescrizioni generali della Farmacopea Europea
contenitori; altre monografie possono indicare, nella dotto finito o su specifici lotti o su ogni lotto prima del
sezione conservazione, il tipo di contenitore che e© rac- rilascio del prodotto. Queste disposizioni possono non
comandato per l'uso. essere sempre verificabili su un campione del prodotto
finito da un analista indipendente esterno. L'Autorita©
competente puo© assicurarsi che le istruzioni sono state
1.1.4. MONOGRAFIE
seguite, per esempio, esaminando i dati ricevuti dal pro-
duttore, mediante una ispezione all'officina di produ-
zione o con saggi su appropriati campioni.
TITOLI
L'assenza di una sezione ``Produzione'' non significa
I titoli delle monografie sono redatti in francese e in che non sia richiesto di fare attenzione ai punti sopra
inglese, nelle rispettive versioni; c'e© anche un sottotitolo riferiti. Un prodotto descritto in una monografia della
in latino. Farmacopea deve essere prodotto conformemente ai
principi delle buone norme di fabbricazione e confor-
memente agli appropriati accordi internazionali, e ai
MASSE ATOMICHE E MOLECOLARI RELA- regolamenti sopranazionali e nazionali sui prodotti per
TIVE uso umano e veterinario.
La massa atomica relativa (Ar) o la massa molecolare Quando relativa
nella sezione ``Produzione'' una monografia
ad un vaccino definisce le caratteristiche del
relativa (Mr) e© indicata, se e dove appropriato, all'inizio ceppo di vaccino
di ciascuna monografia. Le masse atomiche e moleco- fermare queste da usare, tutti i saggi descritti per con-
lari relative cos|© come le formule brute e di struttura esempio di metodicaratteristiche
appropriati.
sono riportati come
non costituiscono norme analitiche per le sostanze
descritte.
CARATTERI
DEFINIZIONE Le disposizioni presenti nella sezione ``Caratteri'' non
Il contenuto della sezione ``Definizione'' costituisce una debbono essere interpretate in senso stretto në costitui-
definizione ufficiale della sostanza, preparazione o scono delle specifiche.
altro formulato oggetto della monografia. . Le indicazioni sulla solubilita© nella sezione
Solubilita©
Limiti del contenuto . I limiti del contenuto indicati sono ``Caratteri'' sono espresse in termini aventi il seguente
quelli determinati mediante il metodo descritto nel significato con riferimento ad una temperatura com-
``Dosaggio''. presa tra 15 C e 25 C.
Droghe vegetali . Nelle monografie delle droghe vege-
tali, la definizione indica se l'oggetto della monografia Volune approssimativo di solvente
8
Prescrizioni generali della Farmacopea Europea
inoizircserP
IDENTIFICAZIONE . Per
ilareneG
Indicazione del contenuto ammesso di impurezze
isilanA id
sono rivolti a dare la conferma, con un accettabile l'impurezza menzionata, il contenuto di questa impu-
idoteM
livello di sicurezza, che il prodotto e© conforme alla rezza puo© essere espresso come concentrazione nomi-
descrizione riportata sull'etichetta. nale della sostanza usata per preparare la soluzione di
Alcune monografie hanno una suddivisione in ``Prima riferimento specificata nella monografia, salvo indica-
identificazione'' e ``Seconda identificazione''. Il saggio zione contraria. L'accettazione o il rigetto del prodotto
irotinetnoC
/ ilairetaM
o saggi che costituiscono la ``Seconda identificazione'' in esame viene fatto sulla base della conformita© o della
possono essere usati al posto del saggio o saggi della non conformita© al saggio prescritto.
``Prima identificazione'' a condizione che possa essere . Per le droghe vegetali, le ceneri solfori-
dimostrato che la sostanza o la preparazione appar-
Droghe vegetali
ivittaeR
conformita© a tutte le specifiche della monografia. di principio attivo si calcolano con riferimento alla
droga cos|© come si presenta, cioe© non essiccata, salvo
indicazione contraria nella monografia.
SAGGI E DOSAGGI
. Quando in una determinazione e© indicato
itnemogrA
Equivalenti
ilareneG
Scopo . Le norme non sono definite per tener conto di un equivalente, ai fini della Farmacopea solo le cifre
tutte le possibili impurezze. Non si deve presumere, ad che lo compongono vanno utilizzate nell'applicazione
esempio, che una impurezza non rivelabile con i saggi delle prescrizioni della monografia.
prescritti viene tollerata se il senso comune e la buona
pratica farmaceutica esigono che essa sia assente. Vedi
eifargonoM
ilareneG
anche di seguito nel paragrafo Impurezze. CONSERVAZIONE
. Quando il risultato di un saggio o di un dosag-
Le informazioni e le raccomandazioni fornite nella
Calcolo
ehcituecamraF
zione della perdita all'essiccamento, del contenuto in di farmacopea; le Autorita© competenti possono definire
e imporre condizioni particolari di conservazione.
emroF
acqua o altra specifica proprieta© , viene effettuata
mediante il metodo prescritto nell'appropriato saggio I prodotti descritti nella Farmacopea devono essere
della monografia. Le parole ``sostanza secca'' o conservati in condizioni che permettano di evitare
``sostanza anidra'' ecc. appaiono tra parentesi dopo il qualsiasi contaminazione e, nei limiti del possibile,
risultato. qualsiasi alterazione. Quando sono raccomandate
eiretaM
emirP
Limiti . I limiti prescritti sono basati su dati ottenuti con condizioni speciali di conservazione, compreso il tipo
la normale pratica analitica; essi tengono conto dei nor- di contenitore (1.4. Capitoli generali) e i limiti di tempe-
mali errori analitici, delle variazioni accettabili con- ratura, si trovano indicazioni specifiche nella mono-
nesse con la fabbricazione e la preparazione cos|© come grafia.
ehcituecamraF
inoizaraperP
Nel determinare la conformita© con un limite numerico, prodotto deve essere conservato in un recipiente a
il valore calcolato di un risultato di un saggio o di un chiusura ermetica (3.2). Quando il recipiente viene
dosaggio viene arrotondato al numero di cifre significa- aperto in atmosfera di forte umidita© si dovranno pren-
tive indicate, salvo indicazioni contrarie. L'ultima cifra dere le necessarie misure precauzionali. Se necessario
viene aumentata di una unita© quando la parte eliminata si puo© ridurre il grado di umidita© nel recipiente
e© eguale o eccede una mezza unita© ; quando la parte mediante un essiccante appropriato, a condizione che
ecidnI
numerica eliminata e© inferiore ad una mezza unita© , il quest'ultimo non venga in contatto diretto con la
numero non si modifica. sostanza da conservare.
9
Prescrizioni generali della Farmacopea Europea
Protetto dalla luce. Questa indicazione significa che il metaboliti naturali). Le altre impurezze rivelabili sono
prodotto deve essere conservato in un recipiente di quelle impurezze potenziali che non sono state rivelate
materiale che assorba la luce attinica in misura in nessun campione della sostanza durante l'elabora-
sufficiente per proteggere il contenuto da ogni altera- zione della monografia o che sono presenti in quantita©
zione provocata da questa; si puo© anche usare un reci- inferiori allo 0,1 per cento e che, come dimostrato,
piente chiuso messo in un involucro che assicuri una vengono controllate dai saggi della monografia stessa.
tale protezione o collocato in un luogo privo di luce
attinica.
PROPRIETA' CORRELATE ALLA FUNZIO-
NALITAé
ETICHETTE
In annesso ad una monografia puo© essere riportata, a
In generale l'etichettatura e© soggetta a normative sopra- titolo di informazione, una lista di proprieta© correlate
nazionali e nazionali e ad accordi internazionali. alla funzionalita© che non sono oggetto di specifiche
Le indicazioni riportate nella sezione ``Etichette'' non ufficiali ma che sono tuttavia importanti per l'utilizza-
sono pertanto esaustive e del resto, ai fini della Farma- zione di una sostanza (vedi 1.1. Generalita© ).
copea sono vincolanti solo quelle indicazioni necessarie
a dimostrare la conformita© o non conformita© con la
monografia stessa. Ogni altra informazione e© riportata SOSTANZE DI RIFERIMENTO, PREPARA-
come raccomandazione. Quando nella Farmacopea si ZIONI DI RIFERIMENTO E SPETTRI DI
usa il termine ``etichetta'' questo significa che le indica- RIFERIMENTO
zioni di etichettatura possono essere apposte sul conte-
nitore, sull'imballaggio o sul foglietto illustrativo che In certe monografie e© richiesto l'impiego di sostanze, di
accompagna l'imballaggio, in conformita© a quanto preparazioni o di spettri di riferimento, scelti rispetto
deciso dalla Autorita© competente. all'uso che ne e© prescritto nelle monografie della
Farmacopea e non necessariamente adatti ad altri
scopi. La Commissione Europea della Farmacopea
AVVERTENZE non puo© essere ritenuta responsabile di conseguenze
Certe sostanze descritte nelle monografie e certi reattivi derivanti da eventuali errori dovuti ad un uso diverso
il cui uso e© prescritto per i saggi e le determinazioni da quello prescritto.
della Farmacopea possono essere pericolosi per la Le sostanze di riferimento, le preparazioni di riferi-
salute se non vengono manipolati prendendo misure mento e gli spettri di riferimento relativi alle monogra-
precauzionali adeguate. E' indispensabile osservare in fie europee sono stabiliti dalla Commissione Europea
ogni momento i principi di buona pratica di laborato- della Farmacopea e si possono ottenere dal Segreta-
rio, di controllo della qualita© e le prescrizioni in vigore. riato Tecnico di Strasburgo e costituiscono i campioni
Certe monografie possono contenere un'avvertenza in ufficiali da usare in caso di controversia. Una lista delle
corsivo che attira l'attenzione del lettore su particolari sostanze di riferimento, delle preparazioni di riferi-
pericoli. L'assenza di una tale avvertenza non significa mento e degli spettri puo© essere ottenuta dal Segreta-
tuttavia che non sussista pericolo. riato Tecnico.
Materiali di riferimento diversi possono essere usati per
IMPUREZZE le analisi dette di ``routine'' purchë vengano calibrate
rispetto ai materiali di riferimento stabiliti dalla
A titolo di informazione puo© essere data una lista Commissione Europea di Farmacopea.
di tutte le impurezze, note e potenziali, che sono con- Le informazioni necessarie per l'uso corretto delle
trollate, come dimostrato, dai vari saggi di una mono- sostanze e delle preparazioni di riferimento sono ripor-
grafia. La lista puo© essere suddivisa in due parti chia- tate sull'etichetta, sul foglietto o sull'opuscolo allegato.
mate ``Impurezze qualificate''e ``Altre impurezze rivela- In mancanza di indicazioni riguardanti l'essiccamento,
bili''. Le prime sono quelle gia© accettate dalla Autorita© la sostanza o preparazione di riferimento deve essere
competente, come qualificate; tra queste possono essere utilizzata cos|© come ricevuta. Non vengono forniti
anche incluse le impurezze considerate qualificate per certificati di analisi në altre informazioni che non siano
altre ragioni (per esempio impurezze che costituiscono necessarie per l'impiego prescritto del prodotto. Non e©
10
Prescrizioni generali della Farmacopea Europea
inoizircserP
indicata alcuna data di scadenza: i prodotti sono garan- nD20 Indice di rifrazione.
ilareneG
titi idonei all'uso al momento dell'invio e possono p.e. Punto di ebollizione.
essere utilizzati di regola nel corso dei 6 mesi seguenti
la ricezione se vengono conservati in recipienti chiusi p.f. Punto di fusione.
nelle condizioni indicate sul foglietto allegato; tra-
PBR Preparazione Biologica di Riferimento.
isilanA id
scorso questo periodo e© necessario consultare il Segre-
idoteM
tariato Tecnico. La stabilita© del contenuto dei recipienti ppm Parti per milione.
dopo l'apertura non puo© essere garantita. R Sostanza o soluzione definite nei ``Reat-
Sostanze Chimiche di . L'abbreviazione
Riferimento tivi''.
SCR indica una sostanza chimica di riferimento stabi-
irotinetnoC
/ ilairetaM
lita dalla Commissione Europea della Farmacopea. Rf Usata in cromatografia per indicare il
Certe sostanze chimiche di riferimento sono utilizzate rapporto tra la distanza percorsa da
per i dosaggi microbiologici degli antibiotici; la loro una sostanza e la distanza percorsa
attivita© e© espressa in Unita© Internazionali sia sull'eti- dal fronte del solvente.
chetta, sia sul foglietto allegato e definita nelle stesse Rst Usata in cromatografia per indicare il
ivittaeR
condizioni di quelle delle preparazioni biologiche di rapporto tra la distanza percorsa da una
riferimento. sostanza e la distanza percorsa da una
Preparazioni Biologiche di . La maggior
Riferimento sostanza di riferimento.
parte delle preparazioni biologiche di riferimento pri-
RV Sostanza usata come standard primario
itnemogrA
marie menzionate nella Farmacopea sono gli appro-
ilareneG
priati Standard Internazionali e Preparazioni Biologi- in analisi volumetrica.
che di Riferimento Internazionali stabiliti dall'Organiz- SCR Sostanza Chimica di Riferimento.
zazione Mondiale della Sanita© . Siccome queste
sostanze sono generalmente disponibili solo in quantita© U.I. Unita© Internazionale.
eifargonoM
limitate, sono state stabilite delle Preparazioni Biologi-
ilareneG
che di Riferimento (indicate con l'abbreviazione PBR) U. Ph. Eur. Unita© Farmacopea Europea.
da usare nei casi appropriati. Quando possibile, l'atti-
vita© della preparazione biologica di riferimento e© Abbreviazioni usate nelle monografie sulle immunoglo-
ehcituecamraF
buline, immunosieri e vaccini
emroF
internazionali di riferimento, l'attivita© e© espressa in di una sostanza che, quando sommini-
unita© della Farmacopea. strata per la via indicata, provoca la morte
Spettri di . Lo spettro di riferimento e©
riferimento del 50 per cento degli animali trattati entro
accompagnato da informazioni concernenti le condi- un dato tempo.
eiretaM
zioni da usare per la preparazione del campione e per
emirP
DLM Dose letale minima.
la registrazione dello spettro. Dose L+/10 La piu© piccola quantita© di una tossina
che, nelle condizioni del saggio, quando
mescolata con 0,1 U.I. di antitossina e
ehcituecamraF
[ ]D20
a Potere rotatorio specifico. mescolata con 1 U.I. di antitossina e
d2020 Densita© relativa. somministrata per la via specificata,
causa la morte degli animali trattati
k Lunghezza d'onda. entro un dato tempo.
M Molarita© . Dose 1r/100 Lapiu© piccola quantita© ditossine che, nelle
condizioni del saggio, quando mescolata
ecidnI
11
Prescrizioni generali della Farmacopea Europea
nata, di un virus che infetta il 50 per CORRISPON DENZA CON ALTRE UNITAé .
12
Prescrizioni generali della Farmacopea Europea
inoizircserP
ilareneG
Tabella 1.6.-1. - Unita© SI di base
Grandezza Unita©
isilanA id
idoteM
Definizione
irotinetnoC
/ ilairetaM
Lunghezza l metro m Il metro e© la lunghezza del camino percorso, nel vuoto, dalla
luce, nell'intervallo di tempo di 1/299792458 di secondo.
ivittaeR
Massa m chilogrammo kg Il chilogrammo e© eguale alla massa del prototipo internazio-
nale del chilogrammo.
itnemogrA
ilareneG
Il secondo e© la durata di 9 192 631 770 periodi della radiazione
Tempo t secondo s corrispondente alla transizione tra i due livello iperfini dello
stato fondamentale dell'atomo di cesio-133.
eifargonoM
ilareneG
L'ampe© re e© l'intensita© di una corrente costante che, mantenuta
in due conduttori paralleli e rettilinei, di lunghezza infinita, di
Corrente elettrica I ampe© re A sezione circolare trascurabile e distanziati di 1 metro nel vuoto,-7
determina, tra questi conduttori, una forza uguale a 2 10 2
ehcituecamraF
emroF
Temperatura T kelvin K Il kelvin e© la frazione 1/273,16 della temperatura termodina-
termodinamica mica del punto triplo dell'acqua.
eiretaM
emirP
La mole e© la quantita© di sostanza di un sistema contenente
Quantita© di sostanza n mole mol tante entita© elementari quanti sono gli atomi contenuti in
0,012 chilogrammi di carbonio-12(*).
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
(*) Quando si usa la mole, le entita© elementari devono essere specificate e possono essere atomi, molecole, elettroni, ioni, altre parti-
celle oppure raggruppamenti specificati di tali particelle.
ecidnI
13
Prescrizioni generali della Farmacopea Europea
Tabella 1.6.-2. - Unita© SI usate nella Farmacopea e corrispondenza con altre unita©
Grandezza Unita©
metro cubo
Velocita© metro al secondo m/s m s-1
1
1 kp = 9,806 65 N
Pressione p pascal Qa m-1 kg s-21 1 N m-21 1 dyne/cm2 = 10-1 Pa = 10-1 N m-2 1
101,325 kPa5
1 bar = 10 Pa = 0,1 MPa
1 mm Hg = 133,322 387 Pa
1 Torr = 133,322 368 Pa
1 psi = 6,894 757 kPa
Viscosita© g pascal secondo Pa s 1 m-1 kg s-11 1 N s m-2
1 1 1 P = 10-1 Pa s = 10-1 N s m-2
1 1 1
dinamica 1 cP = 1 mPa s 1
1 cal = 4,1868 J
Potenza, P watt W m2 kg s-3
1 1 N m-1 s-1
1 1 1 erg/s = 1 dyne cm -1s-1 = -7 -1
1 1
flusso energetico Js
1 10 W = 10 N m s = 10 J s
-7 -7 1 1 1
ca
Quantita© di elet- Q coulomb C As 1
tricita©
Attivita© di un ra- A becquerel Bq s-1 1 Ci = 37 109 Bq = 37 109s-1
2 2
dionuclide
Concentrazione c mole al metro mol/m3 mol m-3 1 1 mol/l = 1M = 1 mol/dm3
di quantita© di- cubo = 103 mol m-3
1
sostanza, con-
centrazione mo-
lare
Concentrazione q chilogrammo al kg/m3 kg m-3 1 1 g/l = 1 g/dm3 = 1 kg m-3 1
14
Prescrizioni generali della Farmacopea Europea
inoizircserP
Tabella 1.6.-3. Tabella 1.6.-4.
ilareneG
Unita© usate con il Sistema Internazionale Multipli e sottomultipli decimali delle unita©
Unita©
Fattore Prefisso Simbolo Fattore Prefisso Simbolo
Grandezza Valore in unita© SI
isilanA id
Nome Simbolo
idoteM
minuto min 1 min = 60 s 1015 peta P 10-2 centi c
Tempo ora h 1 h = 60 min = 3600 s
giorno d 1 d = 24 h = 86 400 s 1012 tera T 10-3 milli m
Angolo piano grado 1 = ( /180) rad
p 109 giga G 10-6 micro m
irotinetnoC
/ ilairetaM
Volume litro l 1 l = 1 dm3 = 10-3 m3 106 mega M 10-9 nano n
Massa tonnellata t 1 t = 103 kg 103 chilo k 10-12 pico p
102 etto h 10-15 femto f
Frequenza di giri al r/min 1 r/min = (1/60) s-1
rotazione minuto 101 deca da 10-18 atto a
ivittaeR
ööööööö
Note
itnemogrA
ilareneG
1. La Farmacopea utilizza la temperatura Celsius (simbolo t), definita dall'equazione.
t = T - To
dove To = 273,15 K per definizione. La temperatura Celsius o centigrada e© espressa in gradi Celsius (simbolo
eifargonoM
C). L'unita© ``grado Celsius'' e© uguale all'unita© ``kelvin''.
ilareneG
2. Le espressioni pratiche delle concentrazioni usate nella Farmacopea sono definite nelle Prescrizioni generali.
3. Il radiante e© l'angolo piano compreso fra due raggi di un cerchio che intercettano nella circonferenza un arco
di lunghezza uguale al raggio.
ehcituecamraF
4. Nella Farmacopea le condizioni di centrifugazione sono definite con riferimento alla accelerazione dovuta
emroF
alla gravita© (g):
g = 9,80665 m s-2 1
5. Nella Farmacopea vengono usate certe grandezze senza dimensioni: la densita© relativa (2.2.5), l'assorbanza
eiretaM
(2.2.25), l'assorbanza specifica (2.2.25), l'indice di rifrazione (2.2.6).
emirP
6. L'unita© microkatal e© definita come l'attivita© enzimatica che, in condizioni definite, provoca la trasformazione
(per esempio l'idrolisi) di 1 micromole di substrato al secondo. ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
ehcitapoemO
inoizaraperP
ecidnI
15
Prescrizioni generali della Farmacopea Ufficiale
1.FU. PRESCRIZIONI GENERALI DELLA quanto alcuni risultati sono necessari per la verifica di
FARMACOPEA UFFICIALE specifiche delle singole monografie della preparazione
farmaceutica. Cos|© ad esempio nel caso delle com-
1.FU.1. MONOGRAFIE DI PREPARAZIONI FAR- presse, capsule e supposte e© utile eseguire subito il sag-
MACEUTICHE SPECIFICHE gio della uniformita© di massa (previsto nella monogra-
. Il titolo della monografia di una preparazione fia generale) in quanto fornisce un elemento necessario
Titolo
farmaceutica specifica e© in genere una combinazione (massa media) per poter calcolare la quantita© di prepa-
della denominazione comune italiana (o equivalente) razione da utilizzare per l'esecuzione della ``Determina-
del principio attivo (o di uno o piu© dei principi attivi) zione quantitativa''.
presente nella forma farmaceutica con il piu© appro- Il riferimento sopra citato puo© non essere esaustivo;
priato termine standard, a volte anche nella ``forma infatti e© responsabilita© degli utilizzatori della farmaco-
abbreviata'', della preparazione farmaceutica specifica pea accertare l'applicabilita© delle diverse monografie
in questione. Cos|© ad esempio il titolo della monografia generali alla monografia della singola preparazione far-
relativa ad una soluzione per uso cutaneo contenente maceutica. Al riguardo si fa osservare che l'attuale
iodio e© : Iodio soluzione cutanea. ``politica'' della Farmacopea Europea e© quella di non
Nel caso in cui sono presenti monografie di due o piu© utilizzare i riferimenti espliciti alle monografie generali
preparazioni farmaceutiche che contengono differenti (vedi introduzione alla 4 Edizione della Farmacopea
sali della stessa sostanza, quest'ultima viene indicata Europea).
nel titolo mantenendo anche il nome dell'agente salifi-
cante. Cos|© ad esempio per le compresse che conten- . Quanto riportato in questa sezione costi-
gono Chinina solfato il titolo della relativa monografia
Definizione
16
Prescrizioni generali della Farmacopea Ufficiale
inoizircserP
. I saggi previsti nelle monografie generali non tradizionali (ossido di azoto, ossido di carbonio, ecc.)
ilareneG
Saggi
sono di norma riportati nella monografia specifica. In trovano comunque spazio, discorsivamente, nell'ambito
casi particolari viene comunque indicata non solo l'ese- di singoli testi.
cuzione, ma anche il metodo per l'esecuzione del saggio
stesso. 1.FU.3. DROGHE VEGETALI
isilanA id
idoteM
Convalida dei metodi analitici . Le procedure per i saggi ``Droghe vegetali'' e nel capitolo 2.8 Metodi di farmaco-
e per la determinazione quantitativa sono state convali- gnosia dovranno esigersi, se non diversamente giustifi-
date al tempo della loro elaborazione. cato ed autorizzato, i seguenti limiti di accettabilita© :
Condizioni di conservazione . Le condizioni di conserva- Aflatossine: 5 ppb per l'aflatossina B1 e 10 ppb per le
irotinetnoC
zione relative alla temperatura non sono riportate nelle aflatossine totali.
/ ilairetaM
singole monografie. E' infatti responsabilita© del fabbri- Metalli pesanti: 3 mg/kg per il piombo, 0,5 mg/kg per il
cante ottemperare a quanto previsto dalle normative cadmio e 0,3 mg/kg per il mercurio.
vigenti. Perdita all'essiccamento: quando non sia fissato un
Periodo di validita© (Scadenza) . Il periodo di validita© limite, le droghe vegetali non devono contenere piu© del
delle singole preparazioni non e© riportato nelle relative 10 per cento di umidita© .
ivittaeR
monografie. E' responsabilita© del fabbricante definirlo I prodotti importati devono rispondere alle esigenze del
in conformita© alle normative in vigore. D.M. (ministero dell'Agricoltura) del 23 giugno 1989,
. Le etichette dei prodotti medicinali che fanno suppl. G.U. n. 181 del 4 agosto 1989 e successivi aggior-
namenti.
Etichette
itnemogrA
ilareneG
che specifiche debbono soddisfare a quanto previsto
dalla Direttiva 92/27/EEC. 1.FU.4. ABBREVIAZIONI
eifargonoM
ilareneG
Definizione
ehcituecamraF
i gas sopraindicati, le cui caratteristiche ovviamente Var Varieta© .
corrispondono alle caratteristiche indicate nelle specifi-
emroF
che monografie. EOPS Esenti da organismi patogeni specificati.
Conservazione . I gas medicinali possono essere conser- UFC Unita© formante colonia.
vati sia allo stato liquido che allo stato di gas com- UFP Unita© formante pustola o unita© formante
presso; nel caso di conservazione in bombole allo stato placca.
eiretaM
emirP
di gas compresso o liquefatto, occorre rispettare la spe-
cifica normativa in vigore. 1.FU.5. SINONIMI ED ESPRESSIONI
Titolo delle monografie. Il titolo delle monografie dei Nelle monografie e in altri testi della Farmacopea si usa
gas medicinali costituiti da ``ossidi'' evidenzia per primo molto sovente, in luogo del termine ``Contenitore'', il
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
il nome dell'elemento diverso dall'ossigeno (i.e. carbo- sinonimo ``Recipiente''; cio© vale in particolare per la
nio diossido, azoto protossido). Questo stesso criterio sezione ``Conservazione'' delle forme farmaceutiche
e© stato usato anche per i nomi di tutti gli ossidi che sono finite nella quale si impiega anche l'espressione ``in con-
presenti nei titoli di altri testi di farmacopea; i termini fezione ben chiusa''.
ehcitapoemO
inoizaraperP
ecidnI
17
2. Metodi di analisi
inoizircserP
ilareneG
isilanA id
2.1. Apparecchiature . . . . . . . . . . . . . . . 23 2.6. Saggi biologici . . . . . . . . . . . . . . . . . 165
idoteM
2.2. Metodi fisici e fisico-chimici . . . . . . 29 2.7. Dosaggi biologici . . . . . . . . . . . . . . . 215
2.3. Identificazione . . . . . . . . . . . . . . . . . 107 2.8. Metodi generali di farmacognosia . . 245
2.4. Saggi limite . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 117 2.9. Saggi e procedimenti tecnologici . . . 257
2.5. Saggi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 143
irotinetnoC
/ ilairetaM
ivittaeR
itnemogrA
ilareneG
eifargonoM
ilareneG
ehcituecamraF
emroF
eiretaM
emirP
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
ehcitapoemO
inoizaraperP
ecidnI
2.1. Apparecchiature
inoizircserP
ilareneG
isilanA id
2.1. Apparecchiature . . . . . . . . . . . . . . . 23 2.1.4. Setacci . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 24
idoteM
2.1.1. Contagocce . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 23 2.1.5. Tubi per saggi comparativi . . . . . . . 24
2.1.2. Tabella comparativa della porosita© 2.1.6. Tubi per la determinazione di gas . . 25
dei filtri a setto poroso . . . . . . . . . 23
2.1.3. Lampade a luce ultravioletta per
irotinetnoC
/ ilairetaM
scopi analitici . . . . . . . . . . . . . . . . 23
ivittaeR
itnemogrA
ilareneG
eifargonoM
ilareneG
ehcituecamraF
emroF
eiretaM
emirP
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
ehcitapoemO
inoizaraperP
ecidnI
Lampade a luce ultravioletta per scopi analitici
inoizircserP
ilareneG
2.1. APPARECCHIATURE 2.1.2. TABELLA COMPARATIVA DELLA PORO-
(1)
SITAé DEI FILTRI A SETTO POROSO
Tabella 2.1.2.-1.
2.1.1. CONTAGOCCE
Numero di Diametro mas-
isilanA id
Regno
idoteM
porosita© simo (in micro- Germania Francia
(2)
Unito
(Ph. Eur.) metri) dei fori
irotinetnoC
4 - 6 5
/ ilairetaM
ha un orifizio circolare a bordo piano, ad angolo retto ÿ
10 4 - 10
ÿ
4f
ÿ
4
rispetto all'asse.
ÿ
16 10 - 16 4 4 ÿ
40 16 - 40 3 3 3
ÿ 40 - 50 ÿ ÿ 2
100 40 - 100 2 2 ÿ
100 - 120 1
ivittaeR
ÿ ÿ ÿ
ÿ 150 - 200 0 0 ÿ
ÿ 200 - 500 ÿ 00 ÿ
Diametri in
itnemogrA
ilareneG
micrometri Usi speciali
< 2,5 Filtrazione batteriologica
4 10 Filtrazione ultra-fine, separazione di
ÿ
eifargonoM
10 40 Filtrazione analitica, filtrazione molto fine
ilareneG
ÿ
ehcituecamraF
ÿ
emroF
160 500 Filtrazione di materiali molto grossolani,
ÿ
eiretaM
emirP
2.1.3. LAMPADE A LUCE ULTRAVIOLETTA PER
ehcificepS
disfino al seguente saggio. Venti gocce di acqua R utilizzare uno strumento costituito da una lampada a
a 20 1 C che fluiscono liberamente dal contagocce,
6
vapori di mercurio e da un filtro che da© una banda di
tenuto in posizione verticale, ad una velocita© costante emissione con intensita© massima a circa 254 nm
di una goccia al secondo, pesano 1000 50 mg. Il con-
6 o 365 nm. La lampada usata deve essere in grado
tagocce deve essere accuratamente pulito prima del- di evidenziare con certezza, su un supporto di gel di
l'uso. Eseguire tre determinazioni per ciascun conta- silice G R posto in posizione normale alla radiazione,
ecidnI
gocce. Nessun risultato puo© deviare piu© del 5 per cento una macchia di riferimento di sodio salicilato avente
dalla media delle tre determinazioni. un diametro di circa 5 mm.
23
Tubi per saggi comparativi
Per fare cio© applicare 5 ml di una soluzione (0,4 g/l) di Tolleranza intermedia (+Z): non piu© del 6 per cento del
sodio salicilato R in alcool R(1) , per lampade che hanno numero totale delle aperture deve avere dimensioni
la massima intensita© a 254 nm, e 5 ml di una soluzione comprese tra ûnominale + Xý e ûnominale + Zý, dove:
(2 g/l) in alcool R(1) per lampade che hanno la massima
intensita© a 365 nm. La distanza tra la lampada e la
lastra cromatografica deve essere la stessa sia nel sag- Z X 2Y
+ X 6Y +Z d d max dmin
24
Tubi per la determinazione di gas
inoizircserP
sono riportate nelle istruzioni fornite con il tubo rivela-
ilareneG
2.1.6. TUBI PER LA DETERMINAZIONE DI GAS
I tubi per la determinazione di gas sono tubi cilindrici, tore. Se l'olio usato non e© citato nelle istruzioni, il fab-
sigillati, costituiti da materiale trasparente inerte e bricante del tubo deve verificare la reattivita© e se neces-
costruiti per permettere il passaggio di gas. Essi conten- sario fornire un tubo specifico per questo olio.
gono reattivi adsorbiti su substrati inerti che sono Tubo per la determinazione del diossido di carbonio . Eé un
tubo di vetro sigillato contenente filtri adsorbenti e ade-
isilanA id
adatti per la visualizzazione della sostanza da determi-
idoteM
nare e, se necessario, anche strati e/o filtri adsorbenti guati supporti per gli indicatori idrazina e cristalvioletto.
preliminari per eliminare sostanze che interferiscono Il valore minimo indicato e© 100 ppm, con una deviazione
con il gas da determinare. Lo strato di indicatore con- standard relativa del 15 per cento al massimo.
6
tiene un solo reattivo per la determinazione di una data Tubo per la determinazione del diossido di zolfo . Eé un
impurezza oppure piu© reattivi per la determinazione di tubo di vetro sigillato contenente filtri adsorbenti e ade-
irotinetnoC
/ ilairetaM
piu© sostanze (tubo monostrato o tubo multistrato). guati supporti per l'indicatore amido iodurato. Il valore
Il saggio viene effettuato facendo passare il volume minimo indicato e© 0,5 ppm, con una deviazione stan-
richiesto del gas in esame attraverso il tubo indicatore. dard relativa del 15 per cento al massimo.
6
La lunghezza dello strato colorato o l'intensita© di una Tubo per la determinazione dell'olio . Eé un tubo di vetro
variazione di colore su una scala graduata da© una indi- sigillato contenente filtri adsorbenti ed un adeguato
cazione della impurezza presente nel gas. supporto per l'indicatore acido solforico. Il valore
ivittaeR
La verifica della calibrazione dei tubi per la determina- minimo indicato e© 0,1 mg/m3, con una deviazione stan-
zione dei gas viene effettuata seguendo le istruzioni del dard relativa del 30 per cento al massimo.
6
Condizioni operative. Operare secondo le istruzioni del diossido di azoto . E' un tubo di vetro sigillato contenente
fabbricante o procedere come segue: filtri adsorbenti e adeguati supporti per uno strato di un
itnemogrA
ilareneG
Il recipiente contenente il gas da analizzare e© collegato ossidante (sale di Cr(VI)) e per l'indicatore difenilbenzi-
con un adatto regolatore di pressione ed una valvola a dina. Il valore minimo indicato e© 0,5 ppm, con una devia-
spillo. Collegare la valvola con un tubo flessibile zione standard relativa del 15 per cento al massimo.
6
munito di una estremita© ad Y e regolare il flusso di gas Tubo per la determinazione del monossido di carbonio . E'
in esame per spurgare il sistema con un appropriato un tubo di vetro sigillato contenente filtri adsorbenti e
eifargonoM
flusso (vedi Figura 2.1.6.-1). Preparare il tubo indica- adeguati supporti per gli indicatori pentossido di iodio
ilareneG
tore e collegarlo alla pompa seguendo le istruzioni del (I2O5), diossido di selenio e acido solforico fumante.
fabbricante. Collegare l'estremita© aperta del tubo indi- Ilvalore minimo indicatoe© 5 ppm o meno, con una devia-
catore al tubo corto ed azionare la pompa per un zione standard relativa del 15 per cento al massimo.
6
ehcituecamraF
Tubo per la determinazione del solfuro di idrogeno
un adeguato volume di gas in esame attraverso il tubo tubo di vetro sigillato contenente filtri adsorbenti e
stesso. Leggere il valore corrispondente alla lunghezza adeguati supporti per un indicatore costituito da un
emroF
dello strato colorato o all'intensita© di colore sulla scala sale di piombo appropriato. Il valore minimo indicato
graduata. Se si ottiene un risultato negativo, i tubi indi- e© 1 ppm o meno, con una deviazione standard relativa
catori debbono essere controllati con un gas di calibra- del 10 per cento al massimo.
6
zione contenente l'appropriata impurezza. Tubo per la determinazione del vapore d'acqua . Eé un
Considerata l'ampia varieta© disponibile di oli per il tubo sigillato contenente filtri adsorbenti e adeguati
eiretaM
emirP
compressore, e© necessario verificare la reattivita© dei supporti per l'indicatore magnesio perclorato. Il valore
tubi rivelatori di olio per l'olio usato nel compressore minimo indicato e© 67 ppm o meno, con una deviazione
stesso. Le informazioni sulla reattivita© per i diversi oli standard relativa del 20 per cento al massimo.
6 ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
ehcitapoemO
inoizaraperP
25
2.2. Metodi fisici
inoizircserP
ilareneG
e fisico-chimici
isilanA id
idoteM
2.2. Metodi fisici e fisico-chimici . . . . . 29 2.2.26. Cromatografia su carta . . . . . . . . . 48
irotinetnoC
/ ilairetaM
2.2.1. Limpidezza e grado di opalescenza 2.2.27. Cromatografia su strato sottile . . . 49
dei liquidi . . . . . . . . . . . . . . . . . . 29 2.2.28. Gas cromatografia . . . . . . . . . . . . . 51
2.2.2. Grado di colorazione dei liquidi . . 29 2.2.29. Cromatografia liquida . . . . . . . . . . 53
2.2.3. Determinazione potenziometrica 2.2.30. Cromatografia per esclusione . . . . 55
del pH . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 31 2.2.31. Elettroforesi . . . . . . . . . . . . . . . . . . 56
2.2.4. Correlazione tra reazione della
ivittaeR
soluzione, pH approssimato e 2.2.32. Perdita all'essiccamento . . . . . . . . . 64
colorazione di alcuni indicatori . 33 2.2.33. Spettrometria di risonanza magne-
2.2.5. Densita© relativa . . . . . . . . . . . . . . . 33 tica nucleare . . . . . . . . . . . . . . . . 64
2.2.6. Indice di rifrazione . . . . . . . . . . . . 34 2.2.34. Termogravimetria . . . . . . . . . . . . . 65
itnemogrA
2.2.7. Potere rotatorio . . . . . . . . . . . . . . . 34 2.2.35. Osmolalita© . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 66
ilareneG
2.2.8. Viscosita© . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 35 2.2.36. Determinazione potenziometrica
2.2.9. Metodo del viscosimetro a capillare 35 della concentrazione ionica utiliz-
2.2.10. Metodo del viscosimetro a corpo zando elettrodi ione-selettivi . . . . 66
rotante . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 36 2.2.37. Spettrometria di fluorescenza a rag-
eifargonoM
2.2.11. Intervallo di distillazione . . . . . . . . 37 gi-X . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 68
ilareneG
2.2.12. Punto di ebollizione . . . . . . . . . . . . 38 2.2.38. Conduttivita© . . . . . . . . . . . . . . . . . 69
2.2.13. Determinazione dell'acqua per 2.2.39. Distribuzione della massa moleco-
distillazione . . . . . . . . . . . . . . . . 38 lare nei destrani . . . . . . . . . . . . . 70
2.2.14. Punto di fusione - metodo al capil-
ehcituecamraF
lare . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 39 2.2.40. Spettrofotometria nel vicino infra-
rosso . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 73
emroF
2.2.15. Punto di fusione - metodo al capil-
lare aperto . . . . . . . . . . . . . . . . . 39 2.2.41. Dicroismo circolare . . . . . . . . . . . . 74
2.2.16. Punto di fusione - metodo della 2.2.42. Densita© dei solidi . . . . . . . . . . . . . . 76
fusione istantanea . . . . . . . . . . . 40 2.2.43. Spettrometria di massa . . . . . . . . . 77
2.2.17. Punto di gocciolamento . . . . . . . . . 40 2.2.44. Carbonio organico totale nell'acqua
eiretaM
2.2.18. Punto di solidificazione . . . . . . . . . 41 per uso farmaceutico . . . . . . . . . 81
emirP
2.2.19. Titolazione amperometrica . . . . . . 42 2.2.45. Cromatografia a fluido supercritico 82
2.2.20. Titolazione potenziometrica . . . . . 42 2.2.46. Tecniche di separazione cromato-
2.2.21. Fluorimetria . . . . . . . . . . . . . . . . . 42 grafica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 83
2.2.22. Spettrometria di emissione atomica 43
ehcituecamraF
inoizaraperP
inoizircserP
Tabella 2.2.1.-1.
ilareneG
2.2. METODI FISICI E FISICO-CHIMICI
DEI LIQUIDI
Standard di opalescenza 5,0 ml 10,0 ml 30,0 ml 50,0 ml
isilanA id
idoteM
In tubi da saggio identici, di vetro neutro, incolori, tra- Acqua R 95,0 ml 90,0 ml 70,0 ml 50,0 ml
sparenti, a fondo piatto ed aventi un diametro interno
compreso tra 15 mm e 25 mm, confrontare il liquido in
esame con la sospensione di riferimento preparata al
irotinetnoC
momento dell'uso; i tubi da saggio vanno riempiti per
/ ilairetaM
2.2.2. GRADO DI COLORAZIONE DEI LIQUIDI
un'altezza di 40 mm. Confrontare i liquidi dopo 5 min Per apprezzare il grado di colorazione dei liquidi nelle
dalla preparazione della sospensione di riferimento, sfumature di colore bruno-giallo-rosso si effettua, come
osservando verticalmente lungo l'asse del tubo contro specificato nella monografia, uno dei due procedimenti
fondo nero alla luce diffusa del giorno. La diffusione seguenti.
della luce deve essere tale da permettere di differenziare
ivittaeR
facilmente la sospensione di riferimento I dall'acqua R Una soluzione e© incolore se ha l'aspetto dell'acqua R o
e la sospensione di riferimento II dalla sospensione di del solvente o se non e© piu© intensamente colorata della
riferimento I. soluzione di riferimento B9.
Un liquido e© considerato limpido se la sua limpidezza e© METODO I
itnemogrA
ilareneG
la stessa di quella dell'acqua R o del solvente utilizzato
se esaminato nelle condizioni descritte precedente- In tubi da saggio identici, di vetro neutro, incolori,
mente, o se la sua opalescenza non e© piu© intensa di trasparenti ed aventi un diametro esterno di 12 mm,
quella della sospensione di riferimento I. confrontare 2,0 ml del liquido in esame con 2,0 ml di
acqua R o di solvente oppure della soluzione di riferi-
eifargonoM
ilareneG
mento (vedi Tabelle delle soluzioni di riferimento)
indicata nella monografia. Confrontare i colori osser-
REATTIVI vando orizzontalmente per trasparenza contro fondo
bianco alla luce diffusa del giorno.
ehcituecamraF
Idrazina solfato soluzione. Disciogliere 1,0 g di idrazina
solfato R in acqua R e diluire a 100,0 ml con lo stesso
emroF
METODO II
solvente. Lasciare a riposo per 4-6 h.
In tubi da saggio identici, di vetro neutro, incolori,
Esametilentetrammina soluzione. Disciogliere 2,5 g di trasparenti ed aventi un diametro interno compreso
esametilentetrammina R in 25,0 ml di acqua R in una tra 15 mm e 25 mm ed a fondo piatto, confrontare il
beuta da 100 ml con tappo a smeriglio. liquido in esame con acqua R o con il solvente, oppure
eiretaM
emirP
Sospensione primaria di opalescenza. Aggiungere con la soluzione di riferimento (vedi Tabelle delle solu-
25,0 ml di idrazina solfato soluzione nella beuta conte- zioni di riferimento), come indicato nella monografia;
nente la soluzione di esametilentetrammina. Mescolare la colonna del liquido e© alta 40 mm. Confrontare i
colori osservando verticalmente per trasparenza contro
ehcituecamraF
Soluzioni primarie
rimento secondo le indicazioni della Tabella 2.2.1.-1. mediante aggiunta della stessa miscela acida. Proteg-
Mescolare ed agitare prima dell'uso. gere la soluzione dalla luce.
29
Grado di colorazione dei liquidi
della capacita© di 250 ml, 10,0 ml di soluzione, 15 ml Usando le tre soluzioni primarie, preparare le cinque
di acqua R, 5 ml di acido cloridrico R e 4 g di potassio soluzioni standard nel modo seguente:
ioduro R, chiudere la beuta, lasciare a riposo per 15 min
al buio e aggiungere 100 ml di acqua R. Titolare lo iodio
liberato con sodio tiosolfato 0,1 M usando, come indica- Tabella 2.2.2.-1.
tore, 0,5 ml di amido soluzione R, aggiunto alla fine
della titolazione. Volume in millilitri
Soluzione
FeC13.6H2O.
gialla rossa blu
(10 g/l HCl)
della capacita© di 250 ml, 5,0 ml della soluzione, 5 ml di Usando le cinque soluzioni standard, preparare le
idrogeno perossido soluzione diluita R e 10 ml di una solu- seguenti soluzioni di riferimento.
zione (300 g/1) di sodio idrossido R. Bollire cautamente
per 10 min, lasciar raffreddare e aggiungere 60 ml
di acido solforico diluito R e 2 g di potassio ioduro R. Tabella 2.2.2.-2.- Soluzioni di riferimento B
Chiudere la beuta e disciogliere il precipitato agitando
cautamente. Titolare lo iodio liberato con sodio tiosol- Volume in millilitri
di riferimento
30
Determinazione potenziometrica del pH
inoizircserP
Tabella 2.2.2.-4.- Soluzioni di riferimento G
ilareneG
Conservazione
isilanA id
Soluzione standard G
idoteM
soluzioni di riferimento al momento dell'uso a partire
(10 g/l HCl)
irotinetnoC
G3 50,0 50,0
/ ilairetaM
2.2.3. DETERMINAZIONE POTENZIOMETRICA
G4 25,0 75,0 DEL pH
G5 12,5 87,5
G6 5,0 95,0
G7 2,5 97,5 Il pH e© un numero che rappresenta convenzionalmente
la concentrazione degli ioni idrogeno di una soluzione
acquosa. Per ragioni pratiche la sua definizione e© speri-
ivittaeR
mentale. Il pH di una soluzione in esame si esprime in
riferimento con quello di una soluzione di riferimento
Tabella 2.2.2.-5.- Soluzioni di riferimento GV (pHS) secondo l'equazione:
itnemogrA
ilareneG
Volume in millilitri
E ÿ ES
pH pHS ÿ
k
Soluzione
di riferimento
Acido cloridrico
Soluzione standard GV
(10 g/l HCl)
eifargonoM
contenente la soluzione in esame ed ES e© il potenziale,
ilareneG
GV1 25,0 75,0 espresso in volt, della cella contenente la soluzione a
GV2 15,0 85,0 pH noto (pHS).
GV3 8,5 91,5
GV4 5,0 95,0 Tabella 2.2.3.-1.- Valori di k a differenti temperature
ehcituecamraF
GV5 3,0 97,0
emroF
GV6 1,5 98,5
GV7 0,75 99,25
Temperatura C k
15 0,0572
eiretaM
20 0,0582
emirP
25 0,0592
Tabella 2.2.2.-6.- Soluzioni di riferimento R 30 0,0601
35 0,0611 ehcituecamraF
Volume in millilitri
inoizaraperP
Soluzione
di riferimento
Acido cloridrico
misurando la differenza di potenziale tra due elettrodi
appropriati immersi nella soluzione in esame; uno di
Soluzione standard R
(10 g/l HCl)
31
Determinazione potenziometrica del pH
Metodo. Se non e© diversamente prescritto nella mono- Potassio tartrato acido saturo a 25 C. Agitare vigoro-
grafia, tutte le misure vengono effettuate alla stessa samente un eccesso di C4H5KO6 con acqua R a 25 C.
temperatura (da 20 C a 25 C). La tabella 2.2.3.-2 Filtrare o decantare. Preparare immediatamente prima
indica le variazioni di pH rispetto alla temperatura per
dell'uso.
un certo numero di soluzioni tampone di riferimento
Potassio citrato monobasico 0,05 M. Disciogliere 11,41 g
usate per la taratura. Per una correzione della tempera-
tura, quando necessario, attenersi alle istruzioni del di C6H7KO7 in acqua R e diluire a 1000,0 ml con lo
stesso solvente. Preparare immediatamente prima
costruttore. L'apparecchio viene tarato con la soluzione
tampone di potassio ftalato acido (standard primario) dell'uso.
e con un'altra soluzione tampone avente diverso pH Potassio ftalato acido 0,05 M. Disciogliere 10,13 g di
(preferibilmente una di quelle mostrate nella Tabella C8H5KO4, essiccati a 110-135 C, in acqua R e diluire a
2.2.3.-2). Il pH di valore intermedio di una terza solu-
1000,0 ml con lo stesso solvente.
zione tampone, letto sulla scala, non deve differire piu©
di 0,05 unita© di pH dal valore corrispondente a questaPotassio fosfato monobasico 0,025 M + sodio fosfato
soluzione. Immergere gli elettrodi nella soluzione in dibasico 0,025 M. Disciogliere 3,39 g di KH2PO4 e 3,53 g
esame ed effettuare la lettura nelle stesse condizioni di Na2HPO4 entrambi essiccati per 2 h a 110-130 C,
usate per le soluzioni tampone. in acqua R e diluire a 1000,0 ml con lo stesso solvente.
Quando l'apparecchio e© usato frequentemente, i con- Potassio fosfato monobasico 0,0087 M + sodio fosfato
trolli devono essere effettuati ad intervalli regolari. In
dibasico 0,0303 M. Disciogliere 1,18 g di KH2PO4 e
caso contrario il controllo deve essere effettuato prima
di ogni misura. 4,30 g di Na2HPO4, essiccati per 2 h a 110-130 C, in
acqua R e diluire a 1000,0 ml con lo stesso solvente.
Tutte le soluzioni in esame e le soluzioni tampone di riferi-
mento devono essere preparate usando acqua esente da Disodio tetraborato 0,01 M. Disciogliere 3,80 g di
anidride carbonica R. Na2B4O7.10H2O in acqua R e diluire a 1000,0 ml con
lo stesso solvente. Conservare al riparo dalla anidride
Prepazione delle soluzioni tampone di riferimento carbonica atmosferica.
Potassio tetraossalato 0,05 M. Disciogliere 12,61 g di Sodio carbonato 0,025 M + sodio bicarbonato 0,025 M.
C4H3KO8.2H2O in acqua R, e diluire a 1000,0 ml con Disciogliere 2,64 g di Na2CO3 e 2,09 g di NaHCO3 in
lo stesso solvente. acqua R e diluire a 1000,0 ml con lo stesso solvente.
32
Densita© relativa
inoizircserP
ilareneG
2.2.4. CORRELAZIONE TRA REAZIONE DELLA SOLUZIONE, pH APPROSSIMATO E COLORAZIONE
DI ALCUNI INDICATORI
Tabella 2.2.4.-1.
isilanA id
idoteM
Reazione pH Indicatore Colore
irotinetnoC
/ ilairetaM
Alcalina > 8 Tornasole cartina R Blu
Blu timolo soluzione R (0,05 ml) Grigio o blu violetto
Debolmente alcalina 8,0-10,0 Fenolftaleina cartina R (0,05 ml) Incolore o rosa
Blu timolo soluzione R (0,05 ml) Grigio
ivittaeR
Fortemente alcalina > 10 Fenolftaleina cartina R Rosso
Blu timolo soluzione R (0,05 ml) Blu violetto
itnemogrA
6,0-8,0 Rosso metile soluzione R Giallo
ilareneG
Neutra
eifargonoM
ilareneG
Acida < 6 Rosso metile soluzione R Arancio o rosso
Blu bromotimolo soluzione R1 Giallo
ehcituecamraF
Debolmente acida 4,0-6,0 Rosso metile soluzione R Arancio
emroF
Verde bromocresolo soluzione R Verde o blu
Fortemente acida < 4 Rosso Congo cartina R Verde o blu
eiretaM
emirP
2.2.5. DENSITAé RELATIVA La densita© 20 di una sostanza e© il rapporto tra la sua
q
1 1
la massa di un certo volume della sostanza e la massa
inoizaraperP
ehcificepS
cifra decimale.
Due altre definizioni sono comunemente utilizzate. 20 = 999,972 d 204 o d 204 = 1,00003 10-320 2
33
Potere rotatorio
lunghezza d'onda della riga D del sodio ( = 589,3 nm); di polarizzazione alla lunghezza d'onda della riga D
il simbolo e© n20D.
k
del sodio ( = 589,3 nm), misurato a 20 C, usando
k
t t
Il potere rotatorio e© la proprieta© posseduta dalle m 20; 1745
sostanze chirali di fare ruotare il piano di polarizza-
zione della luce polarizzata. In certi casi precisati, nella monografia, l'angolo di
La rotazione ottica e© considerata essere positiva (+) per rotazione puo© essere misurato a temperature diverse da
le sostanze destrorotatorie (i. e. quelle che ruotano il 20 C e ad altre lunghezze d'onda.
piano di polarizzazione in senso orario) e negativa (-) Il polarimetro deve permettere letture di circa 0,01.
per le sostanze levorotatorie. Il controllo della scala dell'apparecchio si esegue gene-
Il potere rotatorio specifico m t e© la rotazione, ralmente facendo uso di lame di quarzo certificate.
espressa in radianti (rad) e misurata alla temperatura t La linearita© della scala puo© essere verificata con l'im-
e alla lunghezza d'onda , data da uno strato dello spes-
k
piego di soluzioni di saccarosio.
sore di 1 metro di un liquido o di una soluzione conte- Metodo. Determinare lo zero del polarimetro e l'angolo
nente 1 chilogrammo di sostanza otticamente attiva di rotazione della luce polarizzata alla lunghezza d'onda
per metro cubo di soluzione. Per ragioni pratiche, il della riga D del sodio ( = 589,3 nm) a 20 0,5 C.
k 6
34
Metodo del viscosimetro a capillare
inoizircserP
Le misure possono essere effettuate a temperature La viscosita© cinematica v, espressa in metri quadrati per
ilareneG
diverse solo se la monografia indica la correzione di secondo, si ottiene dividendo la viscosita© dinamica
temperatura da apportare al potere rotatorio misurato. per la densita© del liquido, espressa in chilogrammi
q
Determinare lo zero dell'apparecchio con il tubo per metro cubo, misurata alla stessa temperatura,
chiuso, vuoto nel caso di sostanze liquide, o riempito v =. Laviscosita© cinematica e© normalmente espressa
isilanA id
in millimetri quadrati per secondo.
idoteM
con il solvente prescritto nel caso di sostanze solide.
Calcolare il potere rotatorio specifico applicando le Un viscosimetro a capillare puo© essere usato per la
seguenti formule. determinazione della viscosita© di liquidi newtoniani
mentre un viscosimetro a corpo rotante puo© essere
irotinetnoC
usato per la determinazione della viscosita© dei liquidi
/ ilairetaM
Per le sostanze liquide non diluite: 20
l 20
D 1 newtoniani e non-newtoniani.
20 1000 Altri viscosimetri possono essere impiegati, a condi-
Per le sostanze in soluzione: D l c
zione che la precisione non sia inferiore a quella otte-
nuta con i viscosimetri di seguito descritti.
1
ivittaeR
Calcolare il contenuto c in g/l o il contenuto c' in
per cento m/m di una sostanza disciolta usando le 2.2.9. METODO DEL VISCOSIMETRO A CAPIL-
seguenti formule:
itnemogrA
ilareneG
LARE
l 20D l 20
120
D
peratura di 20 0,1 C, salvo indicazione contraria. Il
1 1
6
eifargonoM
tempo necessario perchë il livello del liquido si sposti
ilareneG
= angolo di rotazione, espresso in gradi, letto da un segno all'altro si misura con un cronometro a un
a 20 0,5 C;
6
quinto di secondo.
l = lunghezza, in decimetri, del tubo polarimetrico;
20 = densita© a 20 C in grammi per centimetro cubo. Il risultato e© valido solo se le due letture consecutive
ehcituecamraF
Per gli scopi della Farmacopea, la densita© e© non differiscono piu© dell'1 per cento. La media di non
meno di tre letture fornisce il tempo di deflusso del
emroF
sostituita dalla densita© relativa (2.2.5); liquido in esame.
c = concentrazione della sostanza in g/l;
c' = contenuto della sostanza in per cento m/m. Calcolare la viscosita© dinamica (2.2.8) in millipascal
secondi, usando la formula:
eiretaM
emirP
kt
2.2.8. VISCOSITAé
g
inoizaraperP
situato ad una distanza (x) di 1 metro. t = tempo di deflusso, in secondi, del liquido in esame.
Il rapporto d/dx costituisce un gradiente di velocita© e
rappresenta la velocita© di taglio D, espressa in secondi La costante k si determina usando un appropiato
reciproci (s-1), per cui = t/D. liquido per la taratura del viscosimetro indicato in Far-
macopea.
L'unita© della viscosita© dinamica e© il pascal-secondo
Per calcolare la viscosita© cinematica (mm2 s-1) usare la
ecidnI
35
Metodo del viscosimetro a corpo rotante
Tabella 2.2.9.-1.
Numero di grandezza Costante nominale Intervallo della Diametro interno Volume del bulbo Diametro interno
del viscosimetro del viscosimetro viscosita© cinematica del tubo R C del bulbo N
mm2 s-2
1 mm2 s-1
1 mm ( 2%)
6 ml ( 5%)
6 mm
1 0,01 3,5 - 10 0,64 5,6 2,8 - 3,2
1A 0,03 6 - 30 0,84 5,6 2,8 - 3,2
2 0,1 20 - 100 1,15 5,6 2,8 - 3,2
2A 0,3 60 - 300 1,51 5,6 2,8 - 3,2
3 1,0 200 - 1000 2,06 5,6 3,7 - 4,3
3A 3,0 600 - 3000 2,74 5,6 4,6 - 5,4
4 10 2000 - 10000 3,70 5,6 4,6 - 5,4
4A 30 6000 - 30000 4,07 5,6 5,6 - 6,4
5 100 20000 - 100000 6,76 5,6 6,8 - 7,5
La determinazione puo© essere fatta utilizzando un Metodo. Riempire il viscosimetro attraverso il tubo (L)
apparecchio (vedi figura 2.2.9.-1) che corrisponde alle con una quantita© sufficiente del liquido in esame, prece-
specifiche descritte nella Tabella (2.2.9.-1)(1). dentemente portato a 20 C, se non diversamente pre-
Il tempo minimo di deflusso deve essere di 350 s per il scritto, e riempire il bulbo (A), ma in modo che il livello
viscosimetro di grandezza no. 1 e di 200 s per tutte le del liquido nel bulbo (B) sia al di sotto dell'orifizio del
altre grandezze. tubo di ventilazione (M). Immergere il viscosimetro in
un bagno ad acqua a 20 0,1 C, se non diversamente
6
ROTANTE
36
Intervallo di distillazione
inoizircserP
dove h e© l'altezza d'immersione in metri del cilindro tra-
ilareneG
2.2.11. INTERVALLO DI DISTILLAZIONE
scinato nel mezzo liquido, RA e RB sono i raggi dei cilin- L'intervallo di distillazione e© l'intervallo di tempera-
dri espressi in metri, essendo RA piu© piccolo di RB e ! tura, corretta per una pressione di 101,3 kPa (760 Torr),
e© la velocita© angolare espressa in radianti per secondo. entro il quale un liquido od una determinata frazione
La costante k dell'apparecchio (1) puo© essere determi- di liquido, distilla nelle condizioni seguenti.
isilanA id
nata a diverse velocita© di rotazione utilizzando un
idoteM
liquido per la taratura dei viscosimetri, indicato in Apparecchio. Eé costituito da (vedi Figura 2.2.11.-1) un
pallone da distillazione (A), con un tubo refrigerante
Farmacopea. La viscosita© quindi corrisponde alla rettilineo (B) che si fissa al braccio laterale del pallone
relazione: e una allunga (C) attaccata alla parte terminale del
M refrigerante. La parte terminale del refrigerante puo© ,
irotinetnoC
/ ilairetaM
k alternativamente, essere piegata e sostituire l'allunga.
!
ivittaeR
0,2 C e la sua scala copre un intervallo di circa 50 C.
Nel caso di sistemi pseudoplastici e di altri sistemi Durante la determinazione il pallone, incluso il suo
non-newtoniani, la monografia precisa il tipo di visco- collo, e© protetto dalle correnti d'aria mediante un
simetro da usare e indica la velocita© angolare o la velo- appropriato schermo.
cita© di taglio da usare nella misura. Se non e© possibile Metodo. Porre nel pallone (A) 50,0 ml del liquido
itnemogrA
ilareneG
ottenere esattamente la velocita© di taglio indicata, uti- in esame e qualche frammento di materiale poroso.
lizzare una velocita© di taglio leggermente piu© elevata Raccogliere il distillato in un cilindro da 50 ml gra-
ed una velocita© di taglio leggermente piu© bassa ed duato a 1 ml. Un raffreddamento a circolazione d'acqua
interpolare. e© indispensabile per i liquidi che distillano al di sotto
di 150 C. Scaldare il pallone in modo da raggiungere
eifargonoM
ilareneG
(1) Gli apparecchi commerciali sono forniti di tabelle con le costanti rapidamente l'inizio dell'ebollizione e leggere la tempe-
dell'apparecchio in relazione all'area superficiale dei cilindri usati e ratura al momento in cui la prima goccia del distillato
alla loro velocita© di rotazione. cade nel cilindro. Aggiustare la temperatura in modo
ehcituecamraF
emroF
eiretaM
emirP
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
ehcitapoemO
inoizaraperP
Dimensioni in millimetri
37
Determinazione dell'acqua per distillazione
da ottenere una velocita© costante di distillazione di Correggere la temperatura osservata in funzione della
2-3 ml per minuto e leggere la temperatura quando la pressione barometrica, mediante la formula:
totalita© o la quantita© di liquido indicata, misurata a t1 t2 k 101; 3 b
20 C, ha distillato. ÿ
DISTILLAZIONE
Tabella 2.2.11.-1. ö Correzione della temperatura L'apparecchio (vedi Figura 2.2.13.-1) e© costituito da un
in funzione della pressione pallone di vetro (A) collegato con un tubo (D) ad un
altro tubo cilindrico (B) a sua volta attaccato ad un col-
k
lettore graduato (E) ad un refrigerante a ricadere (C).
Temperatura di distillazione Fattore di correzione
Il collettore (E) e© graduato a 0,1 ml. Come
fino a 100 C 0,30
sorgente di calore e© preferibile usare un riscaldatore
tra 100 C e 140 C 0,34
elettrico con regolatore a reostato o un bagno ad olio.
tra 140 C e 190 C 0,38 La parte superiore del pallone ed il tubo di raccordo
tra 190 C e 240 C 0,41 possono essere protetti termicamente.
sopra i 240 C 0,45 Metodo. Pulire il tubo collettore ed il refrigerante
dell'apparecchio, lavare bene con acqua ed asciugare.
Introdurre nel pallone ben secco 200 ml di toluene R e
2.2.12. PUNTO DI EBOLLIZIONE circa 2 ml di acqua R. Distillare per 2 h, lasciar raffred-
dare per circa 30 min e leggere il volume dell'acqua
Il punto di ebollizione e© la temperatura corretta alla con l'accuratezza di 0,05 ml. Introdurre nel pallone
quale la tensione di vapore di un liquido e© uguale a una quantita© di sostanza, pesata con l'accuratezza
101,3 kPa. dell'1 per cento, che possa dare circa 2 - 3 ml di acqua.
Apparecchio. L'apparecchio e© quello utilizzato per l'in- Se la sostanza e© di consistenza pastosa, pesare in una
tervallo di distillazione (2.2.11) con la differenza che il navicella costituita da un foglio metallico. Aggiungere
termometro e© inserito nel collo del pallone in modo alcuni pezzi di materiale poroso e scaldare il pallone
che la parte inferiore del bulbo sia a livello con il bordo dolcemente per 15 min. Quando il toluene inizia a bol-
inferiore del collo del pallone da distillazione, il quale lire, distillare alla velocita© di due gocce circa al secondo
viene appoggiato su piastra di materiale isolante con finchë la maggior parte di acqua e© stata raccolta, poi
un foro di 35 mm di diametro. aumentare la velocita© di distillazione a circa quattro
gocce al secondo. Quando tutta l'acqua e© stata raccolta,
Metodo. Porre nel pallone (A) 20 ml del liquido in esame pulire l'interno del refrigerante con toluene R, conti-
e qualche frammento di materiale poroso. Riscaldare nuare la distillazione per 5 min, interrompere il riscal-
in modo da raggiungere rapidamente il punto di ebolli- damento e lasciar raffreddare il tubo collettore a tem-
zione e leggere la temperatura alla quale il liquido passa peratura ambiente. Fare cadere le goccioline d'acqua
dal collo laterale del pallone nel refrigerante. che aderiscono alle pareti del tubo.
38
Punto di fusione - metodo al capillare aperto
inoizircserP
Quando l'acqua e il toluene si sono completamente Quando prescritto nella monografia, lo stesso apparec-
ilareneG
separati, leggere il volume dell'acqua e calcolarne la chio e lo stesso metodo vengono utilizzati per la deter-
percentuale nella sostanza usando la formula: minazione di altri fattori, quali la formazione del meni-
sco o l'intervallo di fusione, che caratterizzano il com-
1000 n2 n1
ÿ portamento alla fusione di una sostanza.
isilanA id
m Apparecchio. L'apparecchio e© costituito da:
idoteM
^ un appropriato vaso di vetro contenente un bagno
n1 = numero di millilitri di acqua ottenuti nella prima liquido
di
(ad esempio: acqua, paraffina liquida o olio
silicone) e connesso con un adeguato dispositivo
distillazione, di riscaldamento,
irotinetnoC
/ ilairetaM
n2 = numero di millilitri totali di acqua ottenuti in ^ un dispositivo meccanico di agitazione adatto ad
ambedue le distillazioni, assicurare una uniformita© della temperatura del
m = massa in grammi della sostanza. bagno,
^ un appropriato termometro graduato con intervalli
non superiori a 0,5 C, e avente un segno di immer-
ivittaeR
sione. L'intervallo di temperatura del termometro
non e© superiore a 100 C,
^ tubi capillari in vetro duro, esenti da alcali, chiusi ad
una estremita© , con pareti da 0,10 mm a 0,15 mm di
spessore e aventi un diametro interno compreso tra
itnemogrA
ilareneG
0,9 e 1,1 mm.
Metodo. Se non diversamente prescritto essiccare la
sostanza, finemente polverizzata, in vacuo e su gel di
silice anidro R per 24 h. Introdurre in un tubo capillare
eifargonoM
una quantita© sufficiente di sostanza in modo da for-
ilareneG
mare una colonna compatta di 4-6 mm in altezza.
Innalzare la temperatura del bagno a circa 10 C al di
sotto del punto di fusione presunto. Quindi regolare il
riscaldamento dell'apparecchio a circa 1 C al minuto.
ehcituecamraF
Quando la temperatura e© di circa 5 C inferiore al
emroF
punto di fusione presunto, introdurre correttamente il
tubo capillare nello strumento. Nel caso del dispositivo
descritto sopra, sistemare il tubo capillare in modo che
l'estremita© inferiore chiusa si trovi a meta© altezza del
bulbo del termometro il cui segno di immersione e© a
eiretaM
livello della superficie del liquido. Leggere la tempera-
emirP
tura alla quale l'ultima particella passa in fase liquida.
Taratura dell'apparecchio. L'apparecchio puo© essere
tarato utilizzando sostanze di riferimento per il punto
ehcituecamraF
Figura 2.2.13.-1. - Apparecchio per la determinazione didellafusione, quali quelle dell'Organizzazione Mondiale
inoizaraperP
ehcificepS
CAPILLARE APERTO
39
Punto di gocciolamento
Introdurre in ciascuno di cinque capillari una quantita© polverizzata ed eventualmente essiccata secondo le
di sostanza, precedentemente trattata come descritto, indicazioni riportate nel metodo per il tubo capillare;
in modo da formare in ciascun capillare una colonna pulire la superficie dopo ogni prova. Annotare la tem-
di circa 10 mm in altezza; lasciare i capillari a riposo peratura t1 alla quale per la prima volta la sostanza
per un tempo appropriato e alla temperatura prescritta. fonde istantaneamente appena tocca la superficie del
Fissare uno dei capillari ad un termometro graduato a metallo. Interrompere il riscaldamento. Durante il raf-
0,2 C in modo tale che la sostanza si trovi vicino al freddamento far cadere delle particelle della sostanza
bulbo del termometro. Introdurre il termometro con il ad intervalli regolari sul blocco; pulire la superficie
capillare in un recipiente in modo che la distanza tra il dopo ogni prova. Leggere la temperatura t2 alla quale
fondo dello stesso e l'estremita© inferiore del bulbo del la sostanza cessa di fondere istantaneamente quando
termometro sia di 1 cm. Riempire il recipiente con viene in contatto con il metallo.
acqua fino ad un'altezza di 5 cm e innalzare la tempera- Taratura dell'apparecchio. L'apparecchio puo© essere
tura dell'acqua alla velocita© di 1 C al minuto. tarato usando sostanze di riferimento per il punto di
La temperatura alla quale la sostanza comincia ad fusione, quali quelle dell'Organizzazione Mondiale
innalzarsi nel tubo capillare e© considerata come punto della Sanita© o altre sostanze appropriate.
di fusione.
Ripetere l'operazione con gli altri quattro tubi capillari
e calcolare il risultato come media delle cinque letture.
2.2.17. PUNTO DI GOCCIOLAMENTO
2.2.16. PUNTO DI FUSIONE - METODO DELLA Il punto di gocciolamento e© la temperatura alla quale la
FUSIONE ISTANTANEA
prima goccia della sostanza in esame in via di fusione
Il punto di fusione ottenuto con il metodo della fusione cade da un adatto contenitore, in condizioni definite.
istantanea si calcola usando l'espressione:
t1 t2
2
dove t1 e© la prima temperatura e t2 la seconda tempera-
tura lette nelle condizioni sotto riportate.
Apparecchio. Eé costituito da un blocco di metallo inat-
taccabile dalle sostanze in esame, buon conduttore di
calore come l'ottone, con la superficie superiore piana
ed accuratamente pulita. Il blocco e© riscaldato uni-
formemente in tutta la sua massa per mezzo di un
dispositivo a gas o elettrico con regolatore di preci-
sione. Il blocco ha una cavita© cilindrica del diametro
sufficiente per contenere un termometro che deve essere
mantenuto nella stessa posizione durante la taratura
dell'apparecchio e la determinazione del punto di
fusione della sostanza in esame. La cavita© cilindrica e©
parallela alla faccia superiore levigata del blocco ed e©
distante da essa circa 3 mm. L'apparecchio si tara con
sostanze di riferimento appropriate aventi punto di
fusione noto.
Metodo. Riscaldare rapidamente il blocco fino a circa
10 C al di sotto della temperatura di fusione presunta,
quindi regolare la velocita© del riscaldamento a circa
1 C al minuto. Ad intervalli regolari far cadere
regolarmente sul blocco, in vicinanza del bulbo del Figura 2.2.17-1. - Apparecchio per la determinazione
termometro, alcune particelle della sostanza in esame del punto di gocciolamento - Dimensioni in millimetri
40
Punto di solidificazione
inoizircserP
Apparecchio. L'apparecchio (vedi Figura 2.2.17.-1) e© e 25 mm di diametro posta nell'interno di un'altra
ilareneG
formato da due ghiere metalliche (A) e (B) avvitate tra provetta di circa 160 mm di lunghezza e 40 mm di
loro. La ghiera (A) e© fissata ad un termometro a mercu- diametro. La provetta interna e© chiusa con un tappo
rio. Una capsula metallica (F) e© fissata solidamente alla munito di termometro di circa 175 mm di lunghezza,
parte inferiore della ghiera (B) per mezzo di due placche graduato a 0,2 C e fissato in modo che il bulbo si trovi
di fissaggio (E). Dei supporti fissi (D), di 2 mm di lun- a circa 15 mm dal fondo della provetta. Il tappo ha un
isilanA id
idoteM
ghezza, determinano l'esatta posizione della capsula e foro che permette l'introduzione del gambo di un agita-
servono per centrare il termometro. Un foro (C), prati- tore costituito da una bacchetta di vetro o di altro mate-
cato nella parete della ghiera (B), permette di equili- riale adatto, di cui una delle estremita© forma un anello
brare la pressione. La superficie di gocciolamento della di circa 18 mm di diametro perpendicolare alla bac-
capsula deve essere levigata ed i bordi del foro di uscita chetta. La provetta interna e la sua camicia sono man-
irotinetnoC
/ ilairetaM
devono essere ad angolo retto. La parte inferiore del tenute al centro di un contenitore cilindrico da 1 litro
termometro a mercurio ha la forma e le dimensioni contenente un adatto liquido refrigerante che riempie
indicate nella figura; il termometro permette misure di il recipiente fino a 20 mm dall'orlo. Un termometro e©
temperatura da 0 C a 110 C e, sulla sua scala, una mantenuto nel bagno refrigerante.
distanza di 1 mm rappresenta una differenza di 1 C.
Il bulbo di mercurio del termometro ha un diametro di Metodo. Porre nella provetta una quantita© sufficiente
ivittaeR
3,5 0,2 mm ed una altezza di 6,0 0,3 mm. L'apparec- della sostanza in esame, liquida o precedentemente
fusa, in modo che essa ricopra interamente il bulbo del
6 6
itnemogrA
ilareneG
capsula e© posto a circa 15 mm dal fondo della provetta. circa 5 C superiore al punto di solidificazione appros-
Il tutto e© immerso in un bicchiere cilindrico, da circa simato e mantenere fino alla quasi totale fusione dei
1 litro, riempito con acqua. Il fondo della provetta e© cristalli. Riempire il contenitore cilindrico di acqua o
posto a circa 25 mm dal fondo del bicchiere. Il livello di una soluzione satura di sodio cloruro ad una
dell'acqua raggiunge la parte superiore della ghie- temperatura di circa 5 C inferiore al punto di solidi-
eifargonoM
ra (A). Un agitatore assicura l'uniformita© della tempe- ficazione previsto. Inserire la provetta interna nella
ilareneG
ratura dell'acqua. provetta esterna, assicurandosi della presenza di alcuni
Metodo. Riempire completamente la capsula con la germi cristallini ed agitare vigorosamente fino alla soli-
sostanza in esame senza farla fondere, salvo indica- dificazione. Annotare la temperatura piu© alta osservata
zione contraria. Eliminare con una spatola l'eccesso di nel corso della solidificazione.
ehcituecamraF
sostanza alle due estremita© della capsula. Dopo aver
emroF
avvitato le ghiere (A) e (B), spingere la capsula
nel suo alloggiamento nella ghiera (B) fino a toccare i
supporti. Eliminare con una spatola quella parte di
sostanza che e© stata spinta dal termometro all'esterno
della capsula. Porre l'apparecchio nel bagno d'acqua
eiretaM
rispettando le posizioni sopra descritte. Scaldare il
emirP
bagno ad acqua e quando la temperatura e© a circa
10 C sotto il punto di gocciolamento previsto, regolare
la velocita© di riscaldamento a circa 1 C al minuto.
Determinare la temperatura al momento della caduta
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
Apparecchio. L'apparecchio (vedi Figura 2.2.18.-1) e© Figura 2.2.18.-1. - Apparecchio per la determinazione del
costituito da una provetta di circa 150 mm di lunghezza punto di solidificazione - Dimensioni in millimetri
41
Fluorimetria
42
Spettrometria di emissione atomica
inoizircserP
chio la soluzione a concentrazione ignota e leggere il determinare, utilizzando il metodo della curva di tara-
ilareneG
corrispondente valore sull'apparecchio. Calcolare la tura (Metodo I) o il metodo dell'incremento standard
concentrazione cx della sostanza nella soluzione in (Metodo II).
esame mediante la formula:
Metodo I - Metodo della curva di taratura
isilanA id
cx IIxcs
idoteM
Preparare come prescritto la soluzione della sostanza in
s esame (soluzione in esame). Preparare almeno tre solu-
zioni di riferimento dell'elemento che deve essere deter-
cx = concentrazione della soluzione in esame, minato le cui concentrazioni comprendano il valore
cs = concentrazione della soluzione di riferimento, previsto per la soluzione in esame. Tutti i reattivi utiliz-
irotinetnoC
/ ilairetaM
Ix = intensita© della luce emessa dalla soluzione in zati nella preparazione della soluzione in esame ven-
esame, gono aggiunti, nella stessa concentrazione, alle solu-
Is = intensita© della luce emessa dalla soluzione di rife- zioni di riferimento.
rimento. Introdurre la soluzione in esame e ciascuna soluzione di
Se l'intensita© della fluorescenza emessa non e© diretta- riferimento nello strumento di analisi almeno tre volte
ivittaeR
mente proporzionale alla concentrazione, la misura e leggere ogni volta il valore ottenuto dopo stabilizza-
puo© essere effettuata usando una curva di taratura. In zione. Lavare ogni volta l'apparecchio con il bianco e
alcuni casi le misure possono essere fatte utilizzando accertarsi che la lettura ritorni al valore iniziale otte-
un campione di riferimento fisso (per es. un vetro fluo- nuto con il bianco.
rescente o una soluzione di una sostanza fluorescente Costruire una curva di taratura utilizzando le medie
itnemogrA
ilareneG
diversa); in tali casi la concentrazione della sostanza in delle letture ottenute con le soluzioni di riferimento e
esame deve essere determinata usando una curva di determinare la concentrazione dell'elemento nella solu-
taratura precedentemente ricavata nelle stesse condi- zione in esame per mezzo della curva di taratura cos|©
zioni. ottenuta.
eifargonoM
ilareneG
2.2.22. SPETTROMETRIA DI EMISSIONE ATO- Metodo II - Metodo dell'incremento standard
MICA
Introdurre, in almeno tre palloni tarati identici, volumi
La spettrometria di emissione atomica e© un metodo per uguali della soluzione della sostanza in esame (solu-
determinare la concentrazione di un elemento in una zione in esame) preparata come prescritto. Aggiungere
ehcituecamraF
sostanza, misurando l'intensita© di una delle righe di a tutti i palloni, tranne uno, volumi crescenti di una
emroF
emissione del vapore atomico dell'elemento generato soluzione di riferimento, di concentrazione nota dell'e-
dalla sostanza. La determinazione si effettua alla lun- lemento da determinare, in modo da ottenere una serie
ghezza d'onda corrispondente. di soluzioni contenenti quantita© progressivamente cre-
Apparecchio. Eé costituito essenzialmente da un genera- scenti dell'elemento stesso e scelte in modo da ottenere
tore di atomi dell'elemento da determinare (fiamma, delle risposte situate in una parte lineare della curva.
eiretaM
emirP
plasma, arco, ecc.), un monocromatore e un rivelatore. Portare quindi il contenuto di ciascun pallone a volume
Se il generatore e© una fiamma, l'acqua R e© il solvente con il solvente.
scelto per la preparazione delle soluzioni in esame e Introdurre ciascuna delle soluzioni nel dispositivo
delle soluzioni di riferimento. Possono essere utilizzati di analisi per almeno tre volte e leggere ogni volta il
ehcituecamraF
inoizaraperP
cauzioni necessarie per evitare che il solvente influenzi valore ottenuto dopo stabilizzazione. Lavare ogni volta
l'apparecchio con il solvente e accertarsi che la lettura
la stabilita© della fiamma. ritorni al valore iniziale ottenuto con il bianco.
Metodo. Utilizzare uno spettrometro di emissione ato- Calcolare l'equazione lineare del grafico mediante il
mica attenendosi alle istruzioni fornite dal produttore metodo dei minimi quadrati e risolverla in modo da
ehcitapoemO
inoizaraperP
Le misure si effettuano per confronto con soluzioni di giungente i punti nel grafico fino all'intersezione con
riferimento a concentrazione nota dell'elemento da l'asse delle concentrazioni. La distanza tra questo
43
Spettrometria di assorbimento atomico
punto e l'intersezione degli assi rappresenta la concen- determinare, utilizzando il metodo della curva di tara-
trazione dell'elemento da determinare nella soluzione tura (Metodo I) o il metodo dell'incremento standard
in esame. (Metodo II).
Se e© richiesta una tecnica di campionamento di un
solido, il procedimento da seguire e© interamente Metodo 1 - Metodo della curva di taratura
descritto nella monografia. Preparare come prescritto la soluzione della sostanza in
esame (soluzione in esame). Preparare almeno tre solu-
zioni di riferimento dell'elemento che deve essere deter-
2.2.23. SPETTROMETRIA DI ASSORBIMENTO
minato le cui concentrazioni comprendono il valore
previsto per la soluzione in esame. Tutti i reattivi utiliz-
ATOMICO
La spettrometria di assorbimento atomico e© un metodo zati nella preparazione della soluzione in esame ven-
per determinare la concentrazione di un elemento in gono aggiunti, nella stessa concentrazione, alle solu-
una sostanza misurando l'assorbimento di una radia- zioni di riferimento e alla soluzione in bianco.
zione da parte del vapore atomico dell'elemento gene- Introdurre la soluzione in esame e ciascuna soluzione di
rato dalla sostanza. La determinazione si effettua alla riferimento nel dispositivo di analisi almeno tre volte e
lunghezza d'onda di una delle righe spettrali dell'ele- leggere ogni volta il valore ottenuto dopo stabilizza-
mento in questione. zione. Lavare ogni volta l'apparecchio con il bianco e
Apparecchio. Eé costituito essenzialmente da una sor- accertarsi che la lettura ritorni al valore iniziale otte-
gente di radiazioni, un generatore di atomi dell'ele- nuto con il bianco.
mento da determinare (fiamma, forno, ecc.), un mono- Se e© stato utilizzato un forno, questo viene pulito
cromatore ed un rivelatore. mediante flambaggio dopo le letture.
Il metodo per introdurre la sostanza in esame dipende Costruire una curva di taratura utilizzando le medie
dal tipo di generatore di atomi utilizzato. Se e© una delle letture ottenute con le soluzioni di riferimento e
fiamma, le sostanze vengono nebulizzate e l'acqua R e© determinare la concentrazione dell'elemento nella solu-
il solvente scelto per preparare le soluzioni in esame e zione in esame per mezzo della curva di taratura cos|©
le soluzioni di riferimento. Possono essere utilizzati ottenuta.
anche solventi organici purchë siano osservate le pre- Se e© richiesta una tecnica di campionamento di un
cauzioni necessarie per evitare che il solvente influenzi solido, il procedimento da seguire e© interamente
la stabilita© della fiamma. Se e© un forno, le sostanze pos- descritto nella monografia.
sono essere introdotte disciolte in acqua R o in un sol-
vente organico, ma con questa tecnica e© anche possibile Metodo II - Metodo dell'incremento standard
introdurre campioni solidi. Introdurre, in almeno tre palloni tarati identici, volumi
Il vapore di atomi puo© anche essere generato all'esterno uguali della soluzione della sostanza in esame (solu-
dello spettrometro, come ad esempio con il metodo del zione in esame) preparati come prescritto. Aggiungere
vapore freddo per il mercurio o per certi idruri. Per il a tutti i palloni, tranne uno, volumi crescenti di una
mercurio gli atomi sono generati per riduzione chimica soluzione di riferimento, di concentrazione nota dell'e-
ed il vapore atomico e© trascinato da una corrente di un lemento da determinare, in modo da ottenere una serie
gas inerte dentro la cella di assorbimento sistemata di soluzioni contenenti quantita© progressivamente cre-
lungo il percorso ottico dello strumento. Gli idruri ven- scenti dell'elemento stesso e scelte in modo da ottenere
gono sia mescolati al gas che alimenta il bruciatore, sia delle risposte situate in una parte lineare della curva.
trasportati da un gas inerte dentro una cella riscaldata, Portare quindi a volume il contenuto di ciascun pallone
nella quale vengono poi dissociati in atomi. con il solvente.
Metodo. Utilizzare uno spettrometro di assorbimento Introdurre ciascuna delle soluzioni nel dispositivo di
atomico attenendosi alle istruzioni del produttore ed analisi almeno tre volte e leggere ogni volta il valore
operando alla lunghezza d'onda prescritta. Introdurre ottenuto dopo stabilizzazione. Lavare ogni volta l'ap-
nel generatore di atomi una soluzione in bianco e aggiu- parecchio con il solvente e accertarsi che la lettura
stare il rivelatore in modo da leggere il valore massimo ritorni al valore iniziale ottenuto con il bianco.
di trasmittanza sull'apparecchio di misura. Introdurre Se e© stato utilizzato un forno, questo viene pulito
la soluzione di riferimento a concentrazione piu© alta e mediante flambaggio dopo le letture.
regolare la sensibilita© in modo da ottenere una appro- Calcolare l'equazione lineare del grafico mediante il
priata lettura dell'assorbanza. metodo dei minimi quadrati e risolverla in modo da
Le misure si effettuano per comparazione con soluzioni ottenere la concentrazione dell'elemento da determi-
di riferimento a concentrazione nota dell'elemento da nare nella soluzione in esame.
44
Spettrofotometria di assorbimento nell'infrarosso
inoizircserP
Alternativamente riportare su un grafico la media delle e 0,1 mm. L'assorbimento dovuto al solvente e© compen-
ilareneG
letture in funzione delle quantita© aggiunte dell'elemento sato ponendo nel raggio di riferimento una cella uguale
da determinare. Estrapolare la retta congiungente i contenente il solvente usato.
punti nel grafico fino all'intersezione con l'asse delle Solidi. Esaminare i solidi dispersi in un adatto liquido
concentrazioni. La distanza tra questo punto e l'inter- (pasta) o in un solido (pasticca di alogenuro). Quando
sezione degli assi rappresenta la concentrazione dell'e-
isilanA id
viene indicato nella monografia, utilizzare un film di
idoteM
lemento da determinare nella soluzione in esame. massa fusa fra due finestre trasparenti all'infrarosso.
Se e© richiesta una tecnica di campionamento di un (a) Pasta. Triturare una piccola quantita© della sostanza
solido, il procedimento da seguire e© interamente in esame con la minima quantita© di paraffina liquida R
descritto nella monografia. o di altro liquido appropriato; 5-10 mg di sostanza in
esame sono generalmente sufficienti a dare una giusta
irotinetnoC
/ ilairetaM
quantita© di pasta. Comprimere questa pasta fra due
finestre trasparenti all'infrarosso.
(b) Pasticca. Se non e© diversamente specificato, tritu-
2.2.24. SPETTROFOTOMETRIA DI ASSORBI-
Gli spettrofotometri nell'infrarosso sono usati per potassio bromuro R o di potassio cloruro R, seccati e
finemente polverizzati. Queste quantita© generalmente
ivittaeR
registrare-1 gli spettri-1nella regione ottica compresa fra
4000 cm e 670 cm (2,5 m -1,5 m) o in alcuni casi sono sufficienti a preparare una pasticca di circa
13 mm di diametro e ad ottenere uno spettro di inten-
l l
itnemogrA
dai dati iniziali mediante la trasformata di Fourier. Pos-
ilareneG
sono essere anche usati spettrofotometri aventi un 800 mPa (8 t cm ). Molti fattori, come per es. una
1
sistema ottico capace di produrre radiazioni monocro- mescolanza non perfetta, una insufficiente o eccessiva
polverizzazione, la presenza di umidita© o di altre impu-
matiche nella regione utilizzata per la misura. General- rezze nel mezzo disperdente, possono portare alla for-
mente lo spettro e© dato in funzione della trasmittanza, mazione di pasticche imperfette. Una pasticca e© scar-
eifargonoM
e dal rapporto fra l'intensita© della radiazione trasmessa tata quando ad occhio nudo non si presenta perfetta-
ilareneG
e quella della radiazione incidente. L'assorbanza (A) e© mente omogenea o quando la trasmittanza a circa
definita come il logaritmo in base 10 del reciproco della 2000 cm-1 (5 m), in assenza di una specifica banda di
l
ehcituecamraF
A log10 T log10 IIo
1 Gas. Esaminare i gas in una cella trasparente alla radia-
emroF
zione infrarossa, con una lunghezza del cammino ottico
di circa 100 mm. Fare il vuoto nella cella e riempirla,
T I =I o; alla pressione desiderata, mediante un rubinetto o una
valvola ad ago utilizzando una appropriata linea di tra-
emirP
sione nella cella alla pressione atmosferica utilizzando
ehcificepS
Misura per trasmissione o assorbimento . Preparare la mento una cella identica che sia stata o vuotata di qual-
sostanza secondo uno dei metodi seguenti: siasi gas o riempita con il gas trasparente alla radia-
Liquidi. Esaminare un liquido sia sotto forma di un film zione infrarossa.
tra due finestre trasparenti alla radiazione infrarossa o Misura per riflessione multipla . Quando prescritto in
monografia, preparare la sostanza con uno dei metodi
ehcitapoemO
inoizaraperP
ottengono con concentrazioni comprese fra 10 g/l e contatto omogeneo, su finestra di tallio bromo-ioduro
100 g/1 e con un cammino ottico compreso fra 0,5 mm o di altra sostanza idonea.
45
Spettrofotometria di assorbimento nell'infrarosso
RIMENTO
Controllo del potere di risoluzione. Registrare lo spettro 1028,3 ( 1,5) cm-1
6
46
Spettrofotometria di assorbimento nell'ultravioletto e nel visibile
inoizircserP
dell'olmio perclorato soluzione R, le linee di una lam-
ilareneG
2.2.25. SPETTROFOTOMETRIA DI ASSORBI-
isilanA id
una soluzione e© definita come il logaritmo in base 10
idoteM
del reciproco della trasmittanza (T) per una luce mono- Tabella 2.2.25.-1. Massimi di assorbimento
cromatica ed e© espressa mediante l'equazione: per il controllo delle lunghezze d'onda
A = log10 (1/T) = log10 (I0/I) 241,15 nm (Ho) 404,66 nm (Hg)
253,7 nm (Hg) 435,83 nm (Hg)
irotinetnoC
/ ilairetaM
T = I/I0, 287,15 nm (Ho) 486,0 nm (D ) b
ivittaeR
cella (b) attraverso la quale la luce passa e alla concen- 365,48 nm (Hg) 579,07 nm (Hg)
trazione (c) della sostanza in soluzione secondo l'equa- Controllo dell'assorbanza. Controllare l'assorbanza
zione: usando una soluzione di potassio dicromato R alle lun-
ghezze d'onda indicate in Tabella 2.2.25.-2 nella quale
itnemogrA
A cb
ilareneG
e1 1
per ciascuna lunghezza d'onda sono riportati i valori
" coefficiente di estinzione molare se b e© espresso in esatti dell'assorbanza specifica e i limiti permessi.
L'espressione A11 cm
percento rappresentante l'assorbanza spe-
Tabella 2.2.25.-2.
eifargonoM
ilareneG
cifica di una sostanza disciolta, si riferisce all'assorbanza
di una soluzione, avente la concentrazione di 10 g/l, in Lunghezza d'onda
A11 per cento
una cella di 1 centimetro e misurata ad una data lun- (nanometri) cm Limiti di tolleranza
ehcituecamraF
A11 per cento 10" 257 144,5 142,8 - 146,2
cm 313 48,6 47,0 - 50,3
emroF
Mr
350 107,3 105,6 - 109,0
Se non diversamente prescritto, misurare, a 20 1 C,6
l'assorbanza alla lunghezza d'onda indicata con un Per il controllo dell'assorbanza usare una soluzione di
cammino ottico di 1 cm, rispetto allo stesso solvente o potassio dicromato preparata come segue. Disciogliere
eiretaM
alla stessa miscela di solventi. L'assorbanza del solvente
emirP
57,0-63,0 mg di potassio dicromato R previamente essic-
misurata rispetto all'aria, alla lunghezza d'onda indi- cati a massa costante a 130 C in acido solforico
cata, deve essere preferibilmente inferiore a 0,2 ma 0,005 M e diluire a 1000,0 ml con lo stesso acido.
comunque non superiore a 0,4. Tracciare lo spettro di Limite della luce diffusa. La luce diffusa puo© essere rive-
ehcituecamraF
una sua funzione ed in ascissa la lunghezza d'onda o tri appropriati; per esempio l'assorbanza di una solu-
una sua funzione. zione (12 g/l) di potassio cloruro R, in una cella da
Quando in una monografia e© riportato un singolo 1 cm aumenta bruscamente tra 220 nm e 200 nm ed e©
valore per indicare la posizione di un massimo, si maggiore di 2 tra 198 nm e 202 nm quando confrontata
ehcitapoemO
Controllo delle lunghezze d'onda.Verificare la scala delle 269 nm e l'assorbanza al minimo a 266 nm e© riportato
lunghezze d'onda usando i massimi di assorbimento in monografia.
47
Cromatografia su carta
Larghezza della fenditura spettrale (per analisi quantita- metanolo R come liquido di compensazione. Lo spettro
tive). Per evitare errori dovuti alla larghezza della fendi- presenta un piccolo estremo negativo situato tra due
tura spettrale, quando si usa uno strumento la cui lar- grandi estremi negativi rispettivamente a 261 nm e a
ghezza della fenditura e© variabile alla lunghezza d'onda 268 nm, come indicato nella Figura 2.2.25.-1. Se non
scelta, la larghezza della fenditura deve essere piccola diversamente prescritto nella monografia, il rapporto
in riferimento alla larghezza a meta© altezza della banda A/B (vedere Figura 2.2.25.-1) non e© inferiore a 0,2.
di assorbimento, ma abbastanza grande per ottenere
un alto valore di IO. Pertanto, la larghezza della fendi-
tura deve sempre essere tale che una sua ulteriore ridu-
zione non dia una variazione nella lettura dell'assor-
banza, altrimenti si compie un errore nella lettura.
Celle. La tolleranza sul cammino ottico delle celle usate
e© di 0,005 cm. Riempite dello stesso solvente, le celle
6
d 2
k
d
k
2
2
10
d k
2
2
10 del produttore e calcolare la quantita© della sostanza da
c concentrazione del soluto assorbente in grammi
0
determinare come prescritto nella monografia.
per litro.
2.2.26. CROMATOGRAFIA SU CARTA
48
Cromatografia su strato sottile
inoizircserP
tagliata in modo che la migrazione della fase mobile solvente e il resto della carta ricade liberamente, la
ilareneG
avvenga nel senso delle fibre della carta, in strisce di linea si trovi qualche centimetro al disotto della bac-
lunghezza sufficienti e di larghezza di almeno 2,5 cm. chetta-guida e parallela a questa. Con una micropipetta
Metodo. Porre nella vaschetta uno strato di circa 2,5 cm deporre, sulla linea tracciata con la matita, il volume
della fase mobile indicata nella monografia e, se questa di soluzione indicato nella monografia. Se il volume
lo prescrive, versare la fase stazionaria tra le pareti totale da applicare dovesse produrre una macchia di
isilanA id
idoteM
della vasca e la vaschetta. Chiudere la vasca e lasciare diametro superiore a 10 mm, deporre la soluzione in
a riposo per 24 h a 20-25 C e mantenere la vasca a que- frazioni, lasciandole ogni volta essiccare prima della
sta temperatura per tutta la durata delle operazioni. successiva applicazione. Se la stessa striscia di carta
A 3 cm da una delle estremita© della carta, tracciare viene utilizzata per piu© di un cromatogramma, le solu-
con la matita, una sottile linea parallela al bordo della zioni deposte lungo la linea a matita sono poste a 3 cm
irotinetnoC
/ ilairetaM
carta. Con una micropipetta deporre, sulla linea trac- almeno di distanza l'una dall'altra. Introdurre la carta
ciata con la matita, il volume di soluzione indicato nella nella vasca, rimettere il coperchio e lasciare a riposo per
monografia. Se la macchia raggiunge un diametro 1 h e 30 min. Attraverso l'orifizio del coperchio versare
superiore a 10 mm, deporre la soluzione in frazioni, poi nella apposita vaschetta la fase mobile in quantita©
lasciando ogni volta essiccare il solvente prima della sufficiente, richiudere e lasciare che l'eluizione proceda
per la distanza e tempo prescritti. Togliere la carta dalla
ivittaeR
successiva applicazione. Se la stessa striscia di carta
viene utilizzata per piu© di un cromatogramma, le solu- vasca e lasciar seccare all'aria. Durante il periodo di elui-
zioni deposte lungo la linea a matita sono poste a 3 cm zione, la carta deve essere protetta da luce intensa.
almeno di distanza l'una dall'altra. Introdurre poi la
carta nella vasca, rimettere il coperchio e lasciare a
itnemogrA
riposo per 1 h e 30 min. Immergere la carta nella fase
ilareneG
2.2.27. CROMATOGRAFIA SU STRATO SOTTILE
mobile e lasciare che l'eluizione proceda per la distanza Principio. La cromatografia su strato sottile e© una tec-
ed il tempo prescritti. Rimuovere la carta dalla vasca e nica di separazione nella quale la fase stazionaria e©
lasciare essiccare all'aria. Durante il periodo di elui- costituita da un materiale adeguato, steso in strato sot-
zione, proteggere la carta dalla luce intensa. tile ed uniforme su un supporto (lastra) di vetro, di
eifargonoM
metallo o di plastica. Le soluzioni di analiti sono depo-
ilareneG
CROMATOGRAFIA DISCENDENTE sitate sulla lastra prima dell'eluizione. La separazione
Apparecchio. Eé costituito da una vasca cromatografica e© basata sull'adsorbimento, la ripartizione, lo scambio
di vetro a bordo smerigliato, di dimensioni adatte a ionico o una combinazione di questi meccanismi e si
quelle del foglio di carta da utilizzare, munita di un effettua per migrazione (eluizione) di soluti (soluzioni
ehcituecamraF
coperchio di vetro che assicura una chiusura ermetica di analiti) in un solvente o in una miscela appropriata
di solventi (fase mobile) attraverso lo strato sottile (fase
emroF
e provvisto di un orifizio centrale di circa 1,5 cm di dia-
metro; questo orifizio e© otturato da una lastra di vetro stazionaria).
smerigliato o da un tappo. Nella parte superiore della
vasca, su dei supporti, e© disposta una vaschetta per la APPARECCHI
fase mobile munita di un dispositivo che permette di La cromatografia si effettua usando lastre gia©
eiretaM
sostenere il foglio di carta da cromatografia. Sui due
emirP
Lastre.
lati della vaschetta, parallelamente e leggermente al di ricoperte come descritto nel capitolo Reattivi (4.1.1).
sopra dei suoi bordi, sono fissate due bacchette di vetro Precondizionamento delle lastre. Puo© essere necessario
destinate a servire da supporto alla carta, in modo tale lavare le lastre prima della separazione. Questo puo©
che non tocchi le pareti della vasca in nessun punto. essere fatto con la migrazione di un solvente appro-
ehcituecamraF
inoizaraperP
Metodo. Porre nel fondo della vasca uno strato di circa Vasca cromatografica . E' una vasca con il fondo piatto,
2,5 cm del solvente indicato nella monografia; chiudere o dotata di due vaschette di materiale trasparente,
la vasca, lasciare a riposo per 24 h a 20-25 C. Mante- inerte, di dimensioni appropriate per le lastre usate, e
nere a questa temperatura per tutta la durata delle ope- munita di un coperchio che assicuri una chiusura erme-
razioni. Con la matita tracciare sul foglio di carta una tica. Per l'eluizione orizzontale la vasca e© provvista di
sottile riga orizzontale; la distanza tra questa riga e una vaschetta per la fase mobile e contiene, inoltre, un
ecidnI
una delle estremita© della carta deve essere tale che, dispositivo per indirizzare la fase mobile verso la fase
quando questa estremita© e© fissata nella vaschetta del stazionaria.
49
Cromatografia su strato sottile
Micropipette, microsiringhe, capillari tarati monouso o orizzontalmente la lastra nella camera e collegare il
altri dispositivi idonei per effettuare una corretta depo- dispositivo che indirizza la fase mobile secondo le istru-
sizione delle soluzioni. zioni del fabbricante. Se prescritto, eluire la lastra ini-
, per misu- ziando contemporaneamente alle due estremita© . Chiu-
Dispositivo per la rivelazione di fluorescenza
rare la fluorescenza diretta o l'inibizione della fluore- dere la camera e mantenerla a 20-25 C. Togliere la
scenza. lastra dalla vasca quando la fase mobile ha percorso la
distanza indicata nella monografia. Seccare la lastra e
Reattivi di visualizzazione per rivelare, mediante spruz- procedere alla rivelazione dei cromatogrammi nel
zatura, esposizione a vapori o immersione, le macchie modo prescritto.
separate. Nel caso di una cromatografia bidimensionale, seccare
le lastre dopo la prima eluizione ed effettuare una
METODO seconda eluizione nella direzione perpendicolare alla
Eluizione verticale. Rivestire le pareti della vasca prima.
cromatografica con carta da filtro. Versare nella vasca
cromatografica una quantita© di fase mobile, sufficiente VALUTAZIONE VISIVA
alla luce delle dimensioni della vasca, in modo da otte-
nere, dopo saturazione della carta da filtro, uno strato gramma ottenutoLaconmacchia
Identificazione. principale, nel cromato-
di appropriata profondita© in relazione alle dimensioni tata visivamente con lalamacchia soluzione in esame, e© confron-
corrispondente nel cro-
della lastra da usare. Per la saturazione della vasca cro- matogramma ottenuto con la soluzione
matografica ricoprirla con il coperchio e lasciare a confrontando il colore, la dimensione die ilriferimento, fattore di
riposo, a 20-25 C, per 1 h. Se non diversamente indi- ritenzione (Rf) di entrambe le macchie.
cato, la separazione cromatografica e© effettuata in una Il fattore di ritenzione (R ) e© definito come il rapporto
vasca satura. tra la distanza dal punto
f
di applicazione al centro della
Depositare il volume prescritto delle soluzioni in por- macchia e la distanza percorsa, dal fronte del solvente,
zioni sufficientemente piccole in modo da ottenere dal punto di applicazione.
bande o macchie circolari ad un'appropriata distanza
dal bordo inferiore e dai lati. Depositare le soluzioni Verifica del potere di separazione per l'identificazione.
su una linea parallela al bordo inferiore della soluzione Normalmente e© sufficiente la conformita© al saggio di
e ad una distanza di almeno 10 mm tra loro. idoneita© descritto nel capitolo Reattivi (4.1.1). Solo in
Dopo che il solvente delle soluzioni deposte e© evapo- terioparticolari
casi
di verifica
la monografia prescrive un ulteriore cri-
del potere di separazione.
rato, porre la lastra nella vasca cromatografica assicu-
randosi che sia in posizione il piu© possibile verticale e Saggio delle sostanze correlate . La macchia(e) seconda-
che le macchie, o le bande, siano sempre al di sopra del ria(e) nel cromatogramma ottenuto con la soluzione in
livello della fase mobile. Richiudere la vasca cromato- esame e© (sono) confrontata(e), visivamente, con le mac-
grafica e lasciarla a 20-25 C al riparo dalla luce solare. chie corrispondenti nel cromatogramma ottenuto con
Togliere la lastra dalla vasca quando la fase mobile ha la soluzione di riferimento contenente l'impurezza(e) o
percorso la distanza prescritta. Seccare la lastra e pro- con le macchie nel cromatogramma ottenuto con la
cedere alla rivelazione dei cromatogrammi nel modo soluzione di riferimento preparata diluendo la solu-
prescritto. zione in esame.
Nel caso di una cromatografia bidimensionale, seccare Verifica del potere di separazione. I requisiti per la veri-
le lastre dopo la prima eluizione ed effettuare una fica del potere di separazione sono descritti nella speci-
seconda eluizione nella direzione perpendicolare a fica monografia.
quella della prima. Verifica del potere di rivelazione. Il potere di rivelazione
. Ad un'appropriata distanza dal e© considerato soddisfacente se la macchia, o la banda,
bordo inferiore della lastra e dai lati della stessa deposi- nel cromatogramma ottenuto con la soluzione di riferi-
Eluizione orizzontale
tare il volume prescritto delle soluzioni in porzioni suf- mento piu© diluita e© nettamente visibile.
ficientemente piccole, in modo da ottenere macchie cir-
colari del diametro di 1-2 mm o bande lunghe 5-10 mm DETERMINAZIONE QUANTITATIVA
per 1-2 mm. Deporre le soluzioni parallelamente al
bordo inferiore della lastra con un intervallo di almeno I requisiti per la risoluzione e la separazione sono pre-
5 mm tra le macchie. Dopo che il solvente delle solu- scritti nella specifica monografia.
zioni deposte e© evaporato, introdurre una quantita© Le sostanze separate mediante cromatografia su strato
sufficiente di fase mobile nella vaschetta della camera sottile e che rispondono alla irradiazione UV-Visibile,
cromatografica usando una siringa o una pipetta; porre possono essere determinate quantitativamente diretta-
50
Gas cromatografia
inoizircserP
mente sulla lastra, usando un'appropriata strumenta- funzione della lunghezza del percorso e riportare la
ilareneG
zione. Durante il movimento della piastra, o del dispo- radioattivita© di ciascun picco risultante come percen-
sitivo di misura, si esamina la lastra, misurando la tuale della quantita© totale di radioattivita© .
riflettanza o la trasmittanza della luce incidente. I criteri per la valutazione dell'idoneita© del sistema
Analogamente, puo© essere misurata la fluorescenza sono descritti nel capitolo Tecniche cromatografiche di
usando un appropriato sistema ottico. Le sostanze che separazione (2.2.46). In questo capitolo e© anche ripor-
isilanA id
idoteM
contengono radionuclidi possono essere quantificate in tato il grado delle correzioni dei parametri del sistema
tre modi: direttamente, portando la lastra presso un cromatografico che possono essere effettuate per soddi-
appropriato contatore o viceversa (vedere Preparazioni sfare i criteri di idoneita© del sistema.
radiofarmaceutiche (125)), tagliando la lastra in strisce
e misurando la radioattivita© di ciascuna striscia usando
irotinetnoC
/ ilairetaM
un appropriato contatore, oppure rimuovendo la fase 2.2.28. GAS CROMATOGRAFIA
stazionaria, disciogliendola in un'adatta miscela di La gas cromatografia (GC) e© una tecnica di separazione
scintillazione e misurando la radioattivita© usando un cromatografica basata sulla differenza nella distribu-
contatore a scintillazione liquida. zione delle specie tra due fasi, non miscibili, nelle quali
. L'apparecchio per la quantificazione la fase mobile e© un gas di trasporto che attraversa o
ivittaeR
passa sulla fase stazionaria contenuta in una colonna.
Apparecchio
itnemogrA
dispositivo di quantificazione, lungo l'asse x o l'asse y;
ilareneG
^ un registratore e un appropriato integratore o un
computer; APPARECCHIO
^ per le sostanze rispondenti alla irradiazione UV-Visi- L'apparecchio e© costituito da un iniettore, una colonna
bile: per misurare la riflettanza o la trasmittanza si cromatografica contenuta in un forno, un rivelatore ed
eifargonoM
usa un fotometro con una sorgente di luce, un dispo- un sistema di acquisizione dei dati (un integratore o un
ilareneG
sitivo ottico in grado di generare una luce monocro- registratore a carta). Il gas di trasporto fluisce attra-
matica ed una fotocellula di adeguata sensibilita© . verso la colonna con una pressione o un flusso control-
Nei casi in cui si misura la fluorescenza e© inoltre lati e quindi attraverso il rivelatore.
necessario un filtro monocromatico, per selezionare La cromatografia si effettua a temperatura costante o
ehcituecamraF
una particolare regione spettrale della luce emessa; secondo un prefissato programma di temperatura.
emroF
^ per le sostanze contenenti radionuclidi: un appropriato
contatore di radioattivita© . E' necessario verificare Iniettori
emirP
e, se necessario, preparare le soluzioni di riferimento di iniezione, sia in una camera di vaporizzazione che
della sostanza da determinare usando lo stesso solvente puo© essere fornita di un separatore di flusso.
della soluzione in esame. Depositare lo stesso volume L'iniezione della fase vapore puo© essere eseguita utiliz-
di ciascuna soluzione sulla lastra ed eluire. zando sistemi di iniezione a spazio di testa statici o
ehcituecamraF
inoizaraperP
dinamici.
ehcificepS
reattivo previsto, se necessario, e registrare la riflet- tura. Le sostanze trattenute sono poi deadsorbite nella
tanza, la trasmittanza o la fluorescenza nei cromato- fase mobile mediante riscaldamento rapido della
grammi ottenuti con la soluzione in esame e con le solu- colonna adsorbente.
zioni di riferimento. Usare i risultati ottenuti per calco- I sistemi di iniezione a spazio di testa statico compren-
lare la quantita© di sostanza nella soluzione in esame. dono una camera di riscaldamento del campione, con-
Sostanze contenenti radionuclidi: preparare e depositare trollata termostaticamente nella quale i contenitori,
ecidnI
una soluzione in esame contenente circa il 100 per cento chiusi, contenenti i campioni solidi o liquidi sono man-
del valore presunto. Determinare la radioattivita© come tenuti per un tempo prestabilito affinchë i componenti
51
Gas cromatografia
volatili del campione possono raggiungere l'equilibrio L'elio o l'azoto sono generalmente impiegati come gas
tra la fase non gassosa e la fase vapore. Dopo che si e© di trasporto per colonne impaccate, mentre i gas di tra-
stabilito l'equilibrio una quantita© prestabilita dello spa- sporto piu© comunemente usati per le colonne capillari
zio di testa del contenitore e© convogliata nel gas croma- sono l'azoto, l'elio e l'idrogeno.
tografo. Rivelatori
Fasi stazionarie
Le fasi stazionarie sono contenute in colonne che pos- Sono generalmente usati rivelatori a ionizzazione di
sono essere: fiamma, ma possono essere usati altri rivelatori come:
^ una colonna capillare di silice fusa la cui parete a cattura di elettroni, azoto-fosforo, a spettrometria di
interna e© rivestita con la fase stazionaria; massa, a conduttivita© termica, spettrofotometro nell'in-
^ una colonna impaccata con particelle inerti impre- frarosso con trasformata di Fourier, o altri a seconda
gnate con la fase stazionaria; dello scopo dell'analisi.
^ una colonna impaccata con una fase stazionaria
solida. METODO
Le colonne capillari hanno un diametro interno (Ò) di Equilibrare la colonna, l'iniettore ed il rivelatore alla
0,1-0,53 mm ed una lunghezza di 5-60 m. La fase temperatura e al flusso di gas specificati nella monogra-
liquida o stazionaria, che puo© essere chimicamente fia fino ad ottenere una linea di base stabile. Preparare
legata alla superficie interna, e© un film dello spessore la(e) soluzione(i) in esame e la(e) soluzione(i) di riferi-
di 0,1-5,0 mm. mento come prescritto. Le soluzioni devono essere
Le colonne impaccate, di vetro o di metallo, hanno esenti da particelle solide.
generalmente una lunghezza di 1-3 m ed un diametro I criteri per la valutazione dell'idoneita© del sistema
interno (Ò) di 2-4 mm. Le fasi stazionarie sono costi- sono descritti nel capitolo Tecniche di separazione cro-
tuite, generalmente, da polimeri porosi o supporti solidi matografica (2.2.46). In questo capitolo e© anche ripor-
impregnati con una fase liquida. tato il grado delle correzioni dei parametri del sistema
I supporti per l'analisi di composti polari, in colonne cromatografico che possono essere effettuate per soddi-
impaccate con una fase stazionaria a bassa capacita© e sfare i criteri di idoneita© del sistema.
a bassa polarita© , devono essere inerti per evitare lo
scodamento dei picchi. La reattivita© dei materiali di
supporto puo© essere ridotta mediante silanizzazione GAS CROMATOGRAFIA A SPAZIO DI TESTA
prima del rivestimento con la fase liquida. Spesso si STATICO
usa la terra di infusori lavata con acidi e calcinata. La gas cromatografia a spazio di testa e© una tecnica
I materiali sono disponibili con particelle di diverse particolarmente adatta per la separazione e la determi-
dimensioni; le dimensioni delle particelle piu© comune- nazione di composti volatili presenti in campioni solidi
mente usate sono comprese nell'intervallo tra 150 mm o liquidi. Il metodo si basa sull'analisi della fase vapore
e 180 mm e tra 125 mm e 150 mm. in equilibrio con la fase solida o liquida.
Fase mobile
52
Cromatografia liquida
inoizircserP
Introdurre il gas di trasporto nel contenitore e, dopo il (multiple head space extraction)
ilareneG
Prelievi successivi
tempo prescritto, aprire una valvola appropriata in Se prescritto, il metodo dei prelievi successivi e© intera-
modo che il gas si espanda verso la colonna cromato- mente descritto nella monografia.
grafica, trascinando con së i composti volatili.
Per l'introduzione dei campioni, anzichë un cro-
isilanA id
matografo specificamente equipaggiato, si possono uti- 2.2.29. CROMATOGRAFIA LIQUIDA
idoteM
lizzare anche siringhe a tenuta d'aria e un cromatografo
La cromatografia liquida e© un metodo di separazione
convenzionale. L'equilibrio si realizza in una cameracromatografica basata sulla differenza di distribuzione
separata e la fase vapore viene trasferita nella colonna
delle specie tra due fasi non miscibili, in cui la fase
prendendo tutte le precauzioni necessarie ad evitare mobile e© un liquido che passa attraverso la fase stazio-
irotinetnoC
qualsiasi cambiamento nell'equilibrio. naria contenuta in una colonna.
/ ilairetaM
La cromatografia liquida si basa, soprattutto, su un
METODO meccanismo di adsorbimento, di distribuzione di
massa, di scambio ionico, di esclusione o di interazione
Usando le preparazioni di riferimento, determinare i stereochimica.
parametri strumentali appropriati per ottenere una
ivittaeR
risposta adeguata. APPARECCHIO
Taratura diretta
itnemogrA
rimento, come prescritto nella monografia, evitando il
ilareneG
contatto tra il sistema di campionamento ed i cam- temperatura), un rivelatore ed un sistema di acquisi-
pioni. zione dei dati (puo© essere usato un integratore o un
registratore a carta). La fase mobile proviene da uno o
Chiudere ermeticamente i recipienti e porli in una piu© serbatoi e fluisce attraverso la colonna, general-
camera, controllata termostaticamente, alla tempera- mente ad una velocita© costante, e passa poi attraverso
eifargonoM
tura e pressione prescritte nella monografia; dopo il rivelatore.
ilareneG
l'equilibrazione effettuare la cromatografia nelle condi-
zioni prescritte. Sistemi di pompaggio
ehcituecamraF
Introdurre in una serie di recipienti idonei ed identici, costante. Le fluttuazioni della pressione devono essere
quantita© uguali della preparazione in esame. A tutti i minimizzate per es. facendo passare il solvente pressu-
emroF
recipienti meno uno, aggiungere quantita© appropriate rizzato attraverso un dispositivo di smorzamento di
di una preparazione di riferimento contenente una con- impulso. Le tubazioni e le connessioni sono in grado di
centrazione nota della sostanza da determinare, in resistere alla pressione sviluppata dal sistema di pom-
modo da ottenere una serie di preparazioni a concen- paggio. Le pompe per cromatografia liquida possono
trazione progressivamente crescente della sostanza. essere provviste di un dispositivo atto a liberare il
eiretaM
emirP
Chiudere ermeticamente i recipienti e porli in una sistema dalle bolle di aria intrappolata.
camera controllata termostaticamente, alla tempera- I sistemi controllati da microprocessori sono in grado
tura e pressione prescritte nella monografia; raggiunto di rilasciare una fase mobile di composizione costante
l'equilibrio, effettuare la cromatografia nelle condizioni (eluizione isocratica) o di composizione variabile
ehcituecamraF
inoizaraperP
Calcolare l'equazione lineare del grafico, mediante il prefissato. In caso dell'eluizione a gradiente sono
metodo dei quadrati minimi e, con questa, calcolare la disponibili dei sistemi di pompaggio che rilasciano il
concentrazione della sostanza da determinare nella pre- solvente(i) proveniente(i) da recipienti diversi e la
parazione in esame. miscelazione del solvente puo© essere realizzata sia
ehcitapoemO
inoizaraperP
Alternativamente, riportare su un grafico la media prima della pompa (a bassa pressione) che dopo la
delle letture in funzione della quantita© aggiunta della pompa (ad alta pressione).
sostanza da determinare. Estrapolare la retta congiun- Iniettori
gente i punti nel grafico fino all'intersezione con l'asse La soluzione campione viene introdotta nel flusso della
delle concentrazioni; la distanza, tra questo punto e fase mobile alla sommita© o vicino alla sommita© della
l'intersezione degli assi, rappresenta la concentrazione colonna usando un sistema di iniezione che puo© operare
ecidnI
della sostanza da determinare nella preparazione in ad alta pressione. Si possono usare iniettori a volume
esame. fisso o dispositivi a volume variabile comandati
53
Cromatografia liquida
manualmente oppure tramite un campionatore auto- In alcuni casi e© possibile effettuare una cromatografia
matico. Il riempimento parziale manuale dell'iniettore in fase normale, con silice non modificata, grafite
puo© causare una minore precisione del volume di inie- porosa o silice polare modificata chimicamente, per
zione. es. cianopropil o diol, come fasi stazionarie, e una fase
mobile non polare.
Per le separazioni analitiche, la dimensione delle parti-
Fasi stazionarie
Esistono molti tipi di fasi stazionarie usate in cromato- celle delle fasi stazionarie piu© comunemente usate
grafia liquida, quali: variano tra 3 mm e 10 mm. Le particelle possono essere
^ silice, allumina o grafite porosa, usate in cromato- sferiche o irregolari, di porosita© e area superficiale spe-
grafia in fase normale, dove la cromatografia e© cifica variabili. Questi parametri contribuiscono al
basata sulle differenze di adsorbimento e/o di distri- comportamento cromatografico di una particolare fase
buzione di massa, stazionaria. In caso di fase inversa, la natura della fase
^ resine o polimeri con gruppi acidi o basici, usati in stazionaria, l'entita© del legame, per es. espresso come
cromatografia a scambio ionico, dove la separazione carico di carbonio, e se la fase stazionaria subisce un
e© basata sulla competizione tra gli ioni che devono trattamento finale (per es. i gruppi silanolici residui
essere separati e quelli nella fase mobile, sono silanizzati) sono ulteriori fattori determinanti. La
^ silice porosa o polimeri, usati nella cromatografia formazione di code (tailing) dei picchi, in particolare
per esclusione, dove la separazione e© basata sulle dif- nel caso di sostanze basiche, puo© verificarsi quando
ferenze tra i volumi delle molecole, corrispondenti sono presenti gruppi silanolici residui.
all'esclusione sterica, In cromatografia analitica si usano colonne di acciaio
^ diversi supporti modificati chimicamente preparati a inossidabile, se non diversamente prescritto nella
partire da polimeri, silice o grafite porosa, usati in monografia, di diversa lunghezza e diametro interno
cromatografia liquida in fase inversa, dove la separa- (Ò). Le colonne con diametro interno inferiore a 2 mm
zione si basa principalmente sulla distribuzione delle sono spesso definite come colonne ``microbore''. La
molecole tra la fase mobile e la fase stazionaria, temperatura della fase mobile e della colonna devono
^ fasi stazionarie particolari modificate chimicamente, essere mantenute a valori costanti durante
per es. derivati della cellulosa o dell'amilosio, pro- l'analisi. La maggior parte delle separazioni sono effet-
teine o peptidi, ciclodestrine ecc., per la separazione tuate a temperatura ambiente, ma le colonne possono
di enantiomeri (cromatografia chirale). essere riscaldate per ottenere un'efficienza piu© alta.
La maggior parte delle separazioni si basano su mecca- Si raccomanda di non riscaldare le colonne a tempera-
nismi di ripartizione che utilizzano silice modificata tura superiore a 60 C a causa della potenziale degrada-
chimicamente, come fase stazionaria, e solventi polari, zione della fase mobile o a cambiamenti che si verifi-
come fase mobile. La superficie del supporto, per es. i cano nella composizione della fase mobile.
gruppi silanolici della silice, e© fatta reagire con diversi
reattivi sililanti per produrre silil-derivati, legati cova- Fasi mobili
54
Cromatografia per esclusione
inoizircserP
I solventi per la preparazione della fase mobile sono supporto. L'intervallo della dimensione dei pori del
ilareneG
generalmente esenti da stabilizzanti e sono trasparenti supporto determina l'intervallo delle grandezze mole-
alla lunghezza d'onda di rivelazione, se si usa un rivela- colari entro il quale puo© avere luogo la separazione.
tore all'ultravioletto. I solventi e gli altri componenti Le molecole abbastanza piccole da penetrare all'in-
impiegati devono essere di qualita© appropriata. Le cor- terno di tutti i pori del supporto vengono eluite al
rezioni del pH, se necessarie, vengono eseguite solo sul
isilanA id
,
idoteM
componente acquoso della fase mobile e non sulla di dimensioni piu© grandi della dimensione massima dei
miscela. Se si usano soluzioni tampone, si effettua un pori del supporto migrano, lungo la colonna, passando
lavaggio adeguato del sistema con una miscela di acqua attraverso gli spazi tra le particelle del supporto stesso,
ed il modificatore organico della fase mobile (5 per senza essere trattenute, e sono eluite al volume di esclu-
cento V/V) per prevenire la cristallizzazione di sali
irotinetnoC
sione (Vo volume interstiziale). La separazione delle
/ ilairetaM
dopo la cromatografia. molecole di soluto sulla base della grandezza moleco-
Le fasi mobili possono contenere altri componenti per lare avviene tra il volume di esclusione e il volume di
es. contro-ioni nella cromatografia a scambio ionico o permeazione totale. Buone separazioni si ottengono
un selettore chirale per cromatografia che usa una fase normalmente nei primi due terzi di questo intervallo.
stazionaria non chirale. Apparecchio. E' costituito, essenzialmente, da una
ivittaeR
colonna cromatografica di lunghezza e diametro
Rivelatori
interno (Ò) variabili, se necessario termostatata, riem-
I rivelatori piu© comunemente usati sono gli spettro- pita di un supporto, idoneo a separare le sostanze in
fotometri ultravioletto/visibile (UV/Vis) compresi i un appropriato intervallo di dimensioni molecolari,
rivelatori a serie di diodi. Si possono anche usare spet- attraverso il quale l'eluente passa ad una velocita©
itnemogrA
ilareneG
trofotometri di fluorescenza, rifrattometri differenziali, costante. Una estremita© della colonna e© , in genere, col-
rivelatori elettrochimici, spettrometri di massa, rivela- legata con un dispositivo adatto per l'introduzione del
tori a diffusione della luce, rivelatori di radioattivita© ed campione, come un regolatore di flusso, una siringa
altri rivelatori particolari. attraverso un setto, una valvola di iniezione. Questa
METODO estremita© della colonna puo© anche essere collegata con
eifargonoM
ilareneG
Equilibrare la colonna con la fase mobile e la velocita© di una pompa adatta a controllare il flusso dell'eluente.
flusso prescritte, a temperatura ambiente o alla tempe- Il campione puo© essere anche applicato direttamente
ratura specificata nella monografia, fino ad ottenere sulla superficie drenata del supporto oppure, se il cam-
una linea di base stabile. Preparare la soluzione(i) della pione ha una densita© superiore a quella dell'eluente,
esso puo© essere stratificato all'interfaccia fra supporto
ehcituecamraF
sostanza in esame e la soluzione(i) di riferimento richie- ed eluente. L'uscita della colonna e© collegata, general-
ste. Le soluzioni devono essere esenti da particelle
emroF
solide. mente, ad un rivelatore automatico, collegato ad un
I criteri per la valutazione dell'idoneita© del sistema registratore che permette il monitoraggio delle concen-
sono descritti nel capitolo Tecniche di separazione trazioni relative dei componenti, separati, del cam-
cromatografica (2.2.46). In questo capitolo e© anche pione. I rivelatori si basano, generalmente, su proprieta©
fotometriche, rifrattometriche o di luminescenza.
eiretaM
riportato il grado delle correzioni dei parametri del
emirP
sistema cromatografico che possono essere effettuati Se necessario, si puo© collegare al sistema un collettore
per soddisfare i criteri di idoneita© del sistema. automatico di frazioni.
Il supporto puo© essere molle, ad esempio un gel rigon-
fiato, o rigido, costituito cioe© da materiale come il
ehcituecamraF
inoizaraperP
La cromatografia per esclusione e© una tecnica cromato- compatibile con il solvente usato. I supporti rigidi
grafica che separa le molecole, in soluzione, in funzione richiedono, generalmente, sistemi pressurizzati che
delle loro dimensioni. Nel caso di fasi mobili organiche, permettono separazioni piu© rapide. La scelta della fase
la tecnica e© chiamata cromatografia per permeazione su mobile dipende dalla natura del campione, dal mezzo
ehcitapoemO
inoizaraperP
gel; nel caso di fasi mobili acquose, e© usato il termine di separazione e dal metodo di rivelazione. Prima di
cromatografia a filtrazione su gel. Il campione, intro- effettuare la separazione, il supporto viene preparato
dotto in una colonna riempita con un gel o con un con opportuno trattamento e la colonna impaccata
materiale di riempimento poroso, e© trasportato dalla come descritto nella monografia, o secondo le istru-
fase mobile attraverso la colonna. La separazione si zioni del produttore.
realizza mediante scambi ripetuti delle molecole del I criteri per la valutazione dell'idoneita© del sistema
ecidnI
soluto tra il solvente della fase mobile e lo stesso sono descritti nel capitolo Tecniche di separazione
solvente trattenuto (fase stazionaria) entro i pori del cromatografica (2.2.46). In questo capitolo e© anche
55
Elettroforesi
riportato il grado delle correzioni dei parametri del lare. Le interazioni opposte della forza elettrica e del
sistema cromatografico che possono essere effettuati setaccio molecolare producono flussi di migrazione
per soddisfare i criteri di idoneita© del sistema. differenziata a seconda delle dimensioni, delle forme e
delle cariche delle particelle. A causa delle loro
proprieta© fisico-chimiche diverse, le differenti macro-
Determinazione della composizione relativa dei compo-
Effettuare la separazione come indicato nella monogra- molecole di una miscela migreranno, durante l'elettro-
nenti delle miscele
foresi, con
fia. Se possibile, controllare l'eluizione dei componenti frazioni distinte.differenti velocita© e saranno separate in
e misurare le aree corrispondenti dei picchi. Se per la sono essere condotte Le separazioni elettroforetiche pos-
rivelazione si utilizza una proprieta© chimico-fisica nei (per esempio separazione in sistemi senza fasi di supporto
confronti della quale tutti i componenti da determinare della elettroforesi capillare) in soluzione libera nel caso
presentano risposte equivalenti (per esempio se essi come lastre su strato sottile, film e in mezzi stabilizzanti
hanno la stessa assorbanza specifica), calcolare la o gel.
quantita© relativa di ciascun componente dividendo
l'area del picco corrispondente per la somma delle ELETTROFORESI LIBERA O CON LA TEC-
aree dei picchi di tutti i componenti di interesse. Se le NICA DEL LIMITE MOBILE
risposte alla proprieta© usata per la rivelazione dei com-
ponenti di interesse non sono equivalenti, calcolare il Questo metodo e© usato principalmente per la determi-
contenuto con l'ausilio delle curve di taratura ottenute nazione della mobilita© , essendo le caratteristiche speri-
con gli standard di taratura prescritti nella monografia. mentali direttamente misurabili e riproducibili. Questo
metodo si applica soprattutto alle sostanze di elevata
La cromatografia di esclusione puo© essere utilizzata per massa molecolare relativa e bassa diffusibilita© . All'ini-
Determinazione delle masse molecolari
La cromatografia per esclusione puo© essere utilizzata misto, introduce un numero di fattori aggiuntivi che
molecolari di polimeri
56
Elettroforesi
inoizircserP
l'intensita© del campo. E' quindi necessario operare in il tempo prescritto. Alla fine, togliere la corrente,
ilareneG
condizioni sperimentali ben definite ed impiegare, estrarre il supporto dalla camera, lasciar essiccare e
quando possibile, sostanze di riferimento. procedere alla rivelazione.
Un apparecchio per elettroforesi e© costituito da:
^ un generatore che fornisce corrente continua il cui
isilanA id
ELETTROFORESI SU GEL DI POLIACRI-
idoteM
voltaggio puo© essere controllato e, preferibilmente,
stabilizzato, LAMMIDE
^ una camera per elettroforesi, generalmente a forma di Nell'elettroforesi su gel di poliacrilammide la fase
parallelepipedo, di vetro o di plastica rigida, con due stazionaria e© costituita da un gel preparato a partire
irotinetnoC
compartimenti separati, anodico e catodico, conte- da una miscela di acrilammide e N,N'-metilenbisacri-
/ ilairetaM
nenti la soluzione elettrolitica. In ciascun comparti- lammide. I geli possono essere preparati in tubi lunghi
mento e© immerso un elettrodo ad esempio di platino 7,5 cm e con un diametro interno di 0,5 cm; una sola
o di grafite. Questi sono collegati, mediante un soluzione viene deposta in ciascun tubo.
appropriato circuito isolato, al corrispondente termi- Apparecchio. E' costituito da due serbatoi, destinati a
nale del generatore di corrente in modo da formare contenere le soluzioni tampone, costruiti con un mate-
ivittaeR
l'anodo ed il catodo. Il livello di liquido nei due riale appropriato, quale il polimetilmetacrilato. Essi
compartimenti e© mantenuto alla stessa altezza per sono disposti verticalmente, uno sopra l'altro, e cia-
evitare il sifonometro. scuno di essi e© munito di un elettrodo di platino. Questi
La camera per l'elettroforesi e© munita di un coperchio due elettrodi sono collegati ad una sorgente di corrente
che assicura una chiusura ermetica al fine di mante-
itnemogrA
che permette di operare a intensita© costante oppure a
ilareneG
nere un'atmosfera satura di umidita© e ridurre l'evapo- tensione costante. L'apparecchio e© munito, alla base
razione del solvente durante le operazioni. Puo© essere del serbatoio superiore, di un numero di giunti equidi-
utilizzato un dispositivo di sicurezza che interrompe stanti dall'elettrodo.
la corrente quando si apre il coperchio. Per potenze
misurate attraverso la striscia superiori a 10 W con- Metodo. Generalmente, le soluzioni devono essere
eifargonoM
degassate prima della polimerizzazione e i geli usati
ilareneG
viene raffreddare il supporto.
^ un sistema di sostegno per il supporto: subito dopo la loro preparazione. Preparare la miscela
di gel come prescritto e versarla in tubi di vetro idonei,
Elettroforesi su striscia. La striscia di supporto, chiusi all'estremita© inferiore con un tappo, ad una
preventivamente bagnata con la stessa soluzione altezza uguale in ciascun tubo, fino a circa 1 cm dal
ehcituecamraF
elettrolitica, pesca con ciascuna estremita© in un com- bordo superiore del tubo, avendo cura di evitare la for-
emroF
partimento ed e© convenientemente tesa e fissata su un mazione di bolle d'aria nei tubi. Ricoprire la miscela di
adatto sostegno che permette di evitare la diffusione gel con uno strato di acqua R per evitare il contatto
dell'elettrolita come un telaietto orizzontale, un sup- con l'aria e lasciare a riposo. La formazione del gel
porto a V rovesciato o una superficie uniforme con richiede normalmente circa 30 min ed e© completa
punti di contatto ad idonei intervalli. quando appare una netta delimitazione tra il gel e lo
eiretaM
strato d'acqua. Eliminare lo strato d'acqua. Riempire
emirP
Elettroforesi su gel. Il dispositivo e© costituito essenzial- il serbatoio inferiore con la soluzione tampone pre-
mente da una lastra di vetro (ad esempio un vetrino scritta e togliere i tappi ai tubi. Porre i tubi nei giunti
da microscopio) su tutta la superficie del quale e© depo- del serbatoio superiore in modo che la loro estremita©
sto uno strato di gel aderente e di spessore costante. inferiore peschi nella soluzione tampone del serbatoio
ehcituecamraF
inoizaraperP
assicurato in diverse maniere, a seconda del tipo di inferiore. Riempire con cura i tubi con la soluzione
apparecchio usato. Devono essere prese precauzioni tampone prescritta. Preparare le soluzioni in esame e
per evitare la condensazione dell'umidita© o l'essicca- le soluzioni di riferimento contenenti il marcatore colo-
mento dello strato solido. rato prescritto e renderle dense disciogliendo in esse,
per esempio, saccarosio R. Depositare le soluzioni sulla
ehcitapoemO
inoizaraperP
^ dispositivi di misura o mezzi di rivelazione. superficie del gel utilizzando un tubo diverso per
ciascuna soluzione. Aggiungere la stessa soluzione
Metodo. Introdurre la soluzione elettrolitica nei com- tampone nel serbatoio superiore. Collegare gli elettrodi
partimenti degli elettrodi. Porre il supporto, adeguata- al generatore di corrente e procedere all'elet-
mente imbevuto con la soluzione elettrolitica, nella troforesi, utilizzando la corrente di intensita© o di ten-
camera secondo le indicazioni specificate per il tipo di sione costante prescritta e operando alla temperatura
ecidnI
apparecchio usato. Localizzare la linea di partenza e prescritta. Interrompere la corrente quando il marca-
deporre il campione. Applicare la corrente elettrica per tore e© migrato quasi entro il serbatoio inferiore.
57
Elettroforesi
Togliere immediatamente i tubi dall'apparecchio ed dipende dal valore di pK dei gruppi ionizzati e dalle
estrudere il gel. Individuare la posizione delle bande dimensioni della molecola. E' influenzata dal tipo, dalla
nell'elettroforetogramma operando come prescritto. concentrazione e dal pH del tampone, dalla tempera-
tura e dalla forza del campo cos|© come dalla natura del
ELETTROFORESI SU GEL DI POLIACRI- materiale di supporto.
LAMMIDE CON SODIO DODECILSOLFATO
ELETTROFORESI SU GEL DI POLIACRILAM-
(SDS-PAGE)
Campo di applicazione . L'elettroforesi su gel di poliacri- MIDE CON DENATURAZIONE
lammide e© usata per la caratterizzazione qualitativa Il metodo citato come esempio e© limitato all'analisi di
delle proteine nelle preparazioni biologiche, per il con- polipeptidi monomerici con un intervallo di massa di
trollo della purezza e le determinazioni quantitative. 14000-100000 dalton. E' possibile ampliare l'intervallo
Obiettivo . L'analisi mediante elettroforesi su gel e© un di massa usando diverse tecniche (per es. gel in
metodo appropriato per identificare e valutare l'omo- gradiente, sistemi tampone particolari) ma queste
geneita© delle proteine nelle preparazioni farmaceutiche. tecniche non vengono discusse in questo capitolo.
Il metodo e© normalmente usato per la misurazione delle L'elettroforesi su gel di poliacrilammide con denatura-
masse molecolari delle subunita© proteiche e per la zione che usa sodio dodecilsolfato (SDS-PAGE), e© il
determinazione della composizione delle subunita© delle metodo elettroforetico piu© comune usato per valutare
proteine purificate. la qualita© farmaceutica di prodotti proteici e sara© il
In commercio sono ampiamente disponibili gel pronti fulcro del metodo riportato come esempio. Tipica-
all'uso e reattivi che possono essere usati in luogo di mente, l'elettroforesi analitica delle proteine e© effettuata
quelli descritti in questo testo, purchë essi diano risul- su gel di poliacrilammide in condizioni che assicurano
tati equivalenti e soddisfino i requisiti di validita© ripor- la dissociazione delle proteine nelle singole subunita©
tati nella sezione Convalida del saggio. polipeptidiche e che limitano l'aggregazione. Per disso-
ciare le proteine, prima di depositarle sul gel, si usa
CARATTERISTICHE DEI GEL DI POLIACRILAM- generalmente sodio dodecilsolfato (SDS), detergente
MIDE anionico forte, associato al calore. I polipeptidi denatu-
Le proprieta© di setaccio dei gel di poliacrilammide sono rati si legano al SDS, diventano carichi negativamente
stabilite dalla rete tridimensionale di fibre e pori che si e presentano un consistente rapporto carica-massa
forma quando la bifunzionale bisacrilammide forma indipendente dal tipo di proteina. Poichë la quantita© di
legami incrociati con le catene adiacenti di poliacrilam- SDS legata e© quasi sempre proporzionale alla massa
mide. La polimerizzazione e© catalizzata da un sistema, molecolare del polipeptide e non dipende dalla sua
che genera radicali liberi, costituito da ammonio per- sequenza, il complesso SDS-polipeptide migra attra-
solfato e tetrametilendiammina. verso i gel di poliacrilammide con mobilita© che dipen-
In un gel, all'aumentare della concentrazione dell'acri- dono dalla dimensione del polipeptide.
lammide corrisponde la diminuzione della dimensione Le mobilita© elettroforetiche di tutti i complessi polipep-
effettiva dei suoi pori. La dimensione effettiva dei pori tide-detergente risultanti e© funzionalmente correlata
di un gel e© definita, a livello operativo, dalle sue pro- alla loro massa molecolare. La migrazione dei com-
prieta© di setaccio molecolare, cioe© dalla resistenza che plessi SDS avviene verso l'anodo in modo prevedibile,
esso oppone alla migrazione delle macromolecole. con i complessi a bassa massa molecolare che migrano
Esistono dei limiti alla concentrazione di acrilammide piu© velocemente di quelli a massa molecolare piu©
che si puo© impiegare. Infatti, a concentrazioni troppo grande. La massa molecolare di una proteina puo©
elevate di acrilammide i gel si rompono piu© facilmente quindi essere valutata dalla sua mobilita© relativa in
e diventano difficili da manipolare. Quando la dimen- SDS-PAGE tarata e il presentarsi di una singola banda
sione dei pori di un gel diminuisce, diminuisce anche la in tale gel e© da considerare un criterio di purezza.
velocita© di migrazione di una proteina attraverso il gel. Comunque, modificazioni della struttura principale del
Aggiustando la dimensione dei pori di un gel, mediante polipeptide, come la N-glicosilazione o la O-glicosila-
variazioni della concentrazione dell'acrilammide, e© pos- zione, hanno un impatto significativo sulla massa mole-
sibile rendere ottimale la capacita© di risoluzione del colare apparente di una proteina poichë il sodio dode-
metodo per un determinato prodotto proteico. Quindi, cilsolfato si lega alla parte glucidica in maniera diversa
un dato gel e© caratterizzato, fisicamente, dalla sua di come si lega al polipeptide. Quindi non si mantiene
composizione in acrilammide e bisacrilammide. un rapporto carica-massa costante. La massa moleco-
Oltre alla composizione del gel, lo stato della proteina e© lare apparente di proteine che hanno subito modifica-
un componente importante della mobilita© elettrofore- zioni post-translazionali non riflette realmente la massa
tica. Nel caso delle proteine, la mobilita© elettroforetica della catena polipeptidica.
58
Elettroforesi
inoizircserP
parte anteriore e gli ioni glicinato, relativamente piu©
ilareneG
Condizioni riducenti
Le subunita© polipeptidiche e la struttura tridimen- lenti, nella parte posteriore. Si forma un gradiente di
sionale sono spesso mantenute, nelle proteine, dalla voltaggio elevato localizzato tra il fronte degli ioni
presenza di legami disolfuro. Un risultato dell'analisi iniziali e quello degli ioni in posizione finale, che pro-
SDS-PAGE in condizioni riducenti e© la rottura di que- voca la formazione di complessi SDS-proteina in una
zona sottile (stack) e la loro migrazione tra le fasi clo-
isilanA id
sta struttura attraverso la riduzione dei ponti disolfuro.
idoteM
La denaturazione completa e la dissociazione delle ruro e glicinato. Entro ampi limiti, a seconda dell'al-
proteine mediante trattamento con 2-mercaptoetanolo tezza del campione depositato, tutti i complessi SDS-
o ditiotreitolo (DTT) provocano la distensione (unfol- proteina si concentrano in una regione molto stretta
ding) dello scheletro polipeptidico e la successiva com- ed entrano nel gel di risoluzione come una zona sottile
ben definita e ad alta densita© proteica. Il gel di impacca-
irotinetnoC
plessazione con SDS. In queste condizioni, la massa
/ ilairetaM
molecolare delle subunita© polipeptidiche puo© essere mento, a pori larghi, non ritarda la migrazione della
calcolata mediante regressione lineare in presenza di maggior parte delle proteine ed e© usato principalmente
standard di massa molecolare appropriata. come mezzo anticonvettivo. All'interfaccia tra il gel di
risoluzione e quello di impaccamento, le proteine subi-
Condizioni non riducenti
scono un netto rallentamento dovuto alla dimensione
Per alcune analisi, la dissociazione completa della piu© piccola dei pori del gel di risoluzione. Una volta
ivittaeR
proteina nelle subunita© peptidiche non e© desiderabile. entrate nel gel di risoluzione le proteine continuano a
In assenza del trattamento con agenti riducenti come il migrare lentamente a causa dell'effetto di setaccio eser-
2-mercaptoetanolo o il DTT, i legami disolfuro cova- citato della matrice. Gli ioni glicinato raggiungono le
lenti restano intatti e la forma oligomerica della proteine che poi si muovono in uno spazio a pH uni-
proteina viene conservata. I complessi SDS-proteine
itnemogrA
forme formato dal tris(idrossimetil)amminometano e
ilareneG
oligomeriche migrano piu© lentamente dei loro com- dalla glicina. L'azione di setacciatura molecolare pro-
plessi SDS-subunita© polipeptidiche. Inoltre le proteine voca la separazione dei complessi SDS-polipeptide
non ridotte possono non essere completamente saturate sulla base della loro massa molecolare.
con il SDS e, quindi, possono non essere legate al deter-
gente secondo un rapporto di massa costante. Questo
eifargonoM
ilareneG
provoca determinazioni della massa molecolare di PREPARAZIONE DI GEL DI POLIACRILAMMIDE
queste molecole, mediante SDS-PAGE, meno lineari SODIO DODECILSOLFATO VERTICALI PER TAM-
rispetto alle analisi di polipeptidi completamente dena- PONI DISCONTINUI
turati poichë, al fine di un confronto valido, e© necessa-
ehcituecamraF
rio che sia gli standard che le proteine non note siano
in una configurazione simile. Comunque, la colora-
Assemblaggio dello stampo
emroF
zione di una singola banda in tale gel e© da considerare Lavare, con un detergente blando, due lastre di vetro
un criterio di purezza. (dimensioni: per es. 10 cm 8 cm), il pettine di polite-
2
GEL IN SISTEMA TAMPONE DISCONTINUO abbondantemente con acqua. Asciugare tutto con carta
eiretaM
adsorbente o tessuto. Lubrificare gli spaziatori con
emirP
Il metodo elettroforetico piu© usato per la caratterizza- grasso non siliconico. Posizionare gli spaziatori a
zione di miscele complesse di proteine prevede l'uso di 2 mm dal bordo di ciascuno dei due lati corti della
un sistema tampone discontinuo costituito da due gel lastra di vetro ed a 2 mm dal bordo di uno dei lati lun-
vicini ma distinti: un gel (inferiore) di risoluzione o di ghi della lastra corrispondente al fondo del gel. Iniziare
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
separazione ed un gel (superiore) di impaccamento a collocare il tubo sulla lastra di vetro usando uno spa-
(stacking gel). I due gel hanno differenti porosita© , pH e ziatore come guida. Avvolgere il tubo con cura al fondo
forza ionica. Inoltre, si utilizzano ioni mobili differenti, dello spaziatore e seguire il lato lungo della lastra di
nel gel e nei tamponi degli elettrodi. La discontinuita© vetro. Mantenere il tubo in posizione con un dito sul
del tampone agisce concentrando campioni di grande lato lungo della lastra, piegarlo di nuovo per seguire il
ehcitapoemO
inoizaraperP
volume nel gel di impaccamento, con conseguente secondo lato corto, usando lo spaziatore come guida.
aumento della risoluzione. Quando si applica la Posizionare la seconda lastra di vetro in perfetto
corrente si verifica una caduta di tensione attraverso la allineamento e mantenere lo stampo assemblata
soluzione campione che porta le proteine nel gel di mediante la pressione della mano. Applicare due pinze
impaccamento. Gli ioni glicinato, contenuti nel su ciascuno dei due lati piu© corti dello stampo poi, con
tampone dell'elettrodo, seguono le proteine nel gel di precauzione, applicare quattro altre pinze sul lato piu©
ecidnI
impaccamento. Si forma una regione di frontiera lungo dello stampo per il gel formando cos|© il fondo
mobile con gli ioni cloruro, altamente mobili, nella dello stampo. Verificare che il tubo corra lungo il lato
59
Elettroforesi
della lastra di vetro e non sia stato espulso durante direttamente sulla superficie del gel di separazione poli-
l'applicazione delle pinze. Lo stampo e© ora pronto e merizzato. Inserire immediatamente un pettine di poli-
puo© essere versato il gel. tetrafluoroetilene, pulito, nella soluzione del gel di
impaccamento, avendo cura di evitare l'intrappola-
Preparazione del gel
mento di bolle d'aria. Aggiungere un eccesso della solu-
Per l'elettroforesi su gel di poliacrilammide sodio dode- zione del gel di impaccamento in modo da riempire
cilsolfato in tampone discontinuo, si raccomanda di completamente gli spazi del pettine. Lasciare polime-
versare il gel di separazione, di lasciarlo solidificare e rizzare il gel in posizione verticale e a temperatura
quindi versare il gel di impaccamento, questo perchë la ambiente.
composizione dei due gel in acrilammide-bisacrilam-
mide tampone e pH sono differenti.
Preparazione del gel di separazione. In una beuta prepa-
rare il volume appropriato di soluzione contenente la
Caricamento del gel nell'apparecchio per elettroforesi e
questione, usando i valori riportati nella tabella A polimerizzazione completata (30 min circa), rimuo-
2.2.31.-1. Mescolare i componenti nell'ordine riportato. vere con cautela il pettine di politetrafluoroetilene.
Se del caso, prima di aggiungere la soluzione di ammo- Lavare immediatamente le pareti con acqua o con
nio persolfato e la tetrametilendiammina (TEMED), SDS-PAGE soluzione tampone di eluizione R per elimi-
filtrare la soluzione, se necessario, sotto vuoto attra- nare l'acrilammide non polimerizzata. Se necessario,
verso una membrana di cellulosa acetato (diametro dei aggiustare i pozzetti del gel di impaccamento con
pori 0,45 mm); mantenere la soluzione sotto vuoto agi-
tando l'unita© di filtrazione fino a che non si formano un'ago
Rimuovere
ipodermico spuntato unito a una siringa.
le pinze da un lato corto della lastra di
piu© bolle nella soluzione. Aggiungere quantita© appro- vetro, rimuovere
priate della soluzione di ammonio persolfato e di tetra- Procedere allo ilstessotubo e posizionare di nuovo le pinze.
modo sull'altro lato corto.
metilendiammina (TEMED) come indicato in Tabella Rimuovere il tubo dalla parte inferiore del gel e mon-
2.2.31.-1, agitare e versare immediatamente nell'aper-
tura tra le due lastre di vetro dello stampo. Lasciare tare il gel in un apparecchio per elettroforesi. Aggiun-
uno spazio sufficiente per il gel di impaccamento (la gere le soluzioni tamponi per l'elettroforesi ai serbatoi
lunghezza dei denti del pettine piu© 1 cm). Usando una inferiore e superiore. Eliminare le bolle che sono intrap-
sottile pipetta di vetro, coprire accuratamente la solu- polate sul fondo del gel tra le lastre di vetro. Questo si
zione con isobutanolo saturato con acqua. Lasciare realizza nel modo migliore usando un ago ipodermico
polimerizzare il gel in posizione verticale a temperatura curvo con attaccata una siringa. Non eseguire mai una
ambiente. pre-eluizione prima del caricamento dei campioni poi-
Preparazione del gel di impaccamento. A polimerizza- chë pone.
si distruggerebbe la discontinuita© di sistemi tam-
Prima del caricamento del campione lavare accu-
zione completata (30 min circa), eliminare l'isobuta- ratamente i pozzetti con una piccola quantita© di SDS-
nolo e lavare la sommita© del gel piu© volte con acqua PAGE soluzione tampone per la eluizione R. Preparare
per rimuovere l'isobutanolo stratificato e l'acrilammide la soluzione in esame e la soluzione di riferimento nella
non polimerizzata. Rimuovere il piu© possibile di liquido
dalla sommita© del gel e poi eliminare l'acqua rimanente soluzione tampone raccomandata e trattarle come
con un foglio di carta. In una beuta preparare il volume descritto nella specifica monografia. Depositare il
appropriato di soluzione contenente la concentrazione volume appropriato di ciascuna soluzione nei pozzetti
di acrilammide desiderata per il gel in questione, del gel di impaccamento. Dare inizio all'elettroforesi
usando i valori riportati nella Tabella 2.2.31.-2. Mesco- secondo le istruzioni raccomandate dal produttore del-
lare i componenti nell'ordine riportato. Se del caso, l'apparecchio. I produttori di apparecchi per SDS-
prima di aggiungere la soluzione di ammonio persol- PAGE possono fornire gel con area superficiale e spes-
fato e la tetrametilendiammina (TEMED), filtrare sore diversi. Il tempo di corsa dell'elettroforesi e la cor-
la soluzione, se necessario, sotto vuoto attraverso rente o il voltaggio possono variare come descritto dal
una membrana di cellulosa acetato (diametro dei pori produttore dell'apparecchio, al fine di ottenere una
0,45 mm); mantenere la soluzione sotto vuoto agitando separazione ottimale. Verificare che il fronte colorato
l'unita© di filtrazione fino a quando nella soluzione si muova lungo il gel di separazione. Quando il colore
non si formano piu© bolle. Aggiungere quantita© appro- ha raggiunto il fondo del gel arrestare l'elettroforesi.
priate della soluzione di ammonio persolfato e di Rimuovere il gel dall'apparecchio separando le lastre
tetrametilendiammina (TEMED) come indicato in di vetro. Togliere gli spaziatori, tagliare ed eliminare il
Tabella 2.2.31.-2, agitare e versare immediatamente gel di impaccamento ed procedere immediatamente
nell'apertura tra le due lastre di vetro dello stampo con la colorazione.
60
Elettroforesi
inoizircserP
Tabella 2.2.31.-1. Preparazione del gel di risoluzione
ilareneG
Volumi dei componenti (ml) per uno stampo del volume di
5 ml 10 ml 15 ml 20 ml 25 ml 30 ml 40 ml 50 ml
isilanA id
Acrilammide 6 per cento
idoteM
Acqua R 2,6 5,3 7,9 10,6 13,2 15,9 21,2 26,5
Acrilammide soluzione(1) 1,0 2,0 3,0 4,0 5,0 6,0 8,0 10,0
1,5 M Tris (pH 8,8)(2) 1,3 2,5 3,8 5,0 6,3 7,5 10,0 12,5
100 g/l SDS(3) 0,05 0,1 0,15 0,2 0,25 0,3 0,4 0,5
100 g/l APS(4) 0,05 0,1 0,15 0,2 0,25 0,3 0,4 0,5
irotinetnoC
/ ilairetaM
TEMED(5) 0,004 0,008 0,012 0,016 0,02 0,024 0,032 0,04
Acrilammide 8 per cento
ivittaeR
100 g/l SDS(3) 0,05 0,1 0,15 0,2 0,25 0,3 0,4 0,5
100 g/l APS(4) 0,05 0,1 0,15 0,2 0,25 0,3 0,4 0,5
TEMED(5) 0,003 0,006 0,009 0,012 0,015 0,018 0,024 0,03
Acrilammide 10 per cento
itnemogrA
ilareneG
Acrilammide soluzione(1) 1,7 3,3 5,0 6,7 8,3 10,0 13,3 16,7
1,5 M Tris (pH 8,8)(2) 1,3 2,5 3,8 5,0 6,3 7,5 10,0 12,5
100 g/l SDS(3) 0,05 0,1 0,15 0,2 0,25 0,3 0,4 0,5
100 g/l APS(4) 0,05 0,1 0,15 0,2 0,25 0,3 0,4 0,5
TEMED(5) 0,002 0,004 0,006 0,008 0,01 0,012 0,016 0,02
eifargonoM
ilareneG
Acrilammide 12 per cento
ehcituecamraF
100 g/l SDS(3) 0,05 0,1 0,15 0,2 0,25 0,3 0,4 0,5
100 g/l APS(4) 0,05 0,1 0,15 0,2 0,25 0,3 0,4 0,5
emroF
TEMED(5) 0,002 0,004 0,006 0,008 0,01 0,012 0,016 0,02
Acrilammide 14 per cento
eiretaM
emirP
100 g/l SDS(3) 0,05 0,1 0,15 0,2 0,25 0,3 0,4 0,5
100 g/l APS(4) 0,05 0,1 0,15 0,2 0,25 0,3 0,4 0,5
TEMED(5) 0,002 0,004 0,006 0,008 0,01 0,012 0,016 0,02 ehcituecamraF
inoizaraperP
61
Elettroforesi
1 ml 2 ml 3 ml 4 ml 5 ml 6 ml 8 ml 10 ml
62
Elettroforesi
inoizircserP
ESSICCAMENTO DEI GEL DI POLIACRI- rante usato come tracciante. Le distanze di migra-
ilareneG
LAMMIDE-SDS COLORATI zione normalizzate cos|© ottenute sono definite mobi-
lita© relative delle proteine (relative al fronte del colo-
I gel sono trattati in modo leggermente differente rante) e convenzionalmente indicate con Rf.
a seconda del metodo di colorazione usato. Per la Costruire un diagramma del logaritmo delle masse
isilanA id
colorazione con blu di Comassie dopo la fase di deco- molecolari relative (Mr) degli standard proteici in
idoteM
lorazione, lasciare a riposo il gel in una soluzione funzione dei valori Rf. I grafici ottenuti sono legger-
(100 g/l) di glicerolo R per almeno 2 h (oppure incu- mente sigmoidi. Le masse molecolari non note pos-
bare per una notte, se possibile). Per la colorazione sono essere determinate mediante l'analisi di regres-
con argento aggiungere al lavaggio finale una fase sione lineare o mediante interpolazione delle curve
irotinetnoC
/ ilairetaM
della durata di 5 min in una soluzione (20 g/l) di gli- del log di Mr in funzione di Rf purchë i valori otte-
cerolo R. nuti per i campioni non noti siano disposti lungo la
Immergere due fogli di cellulosa porosa in acqua R parte lineare del grafico.
per 5-10 min. Disporre uno dei fogli su un dispositivo
per l'essiccamento. Sollevare delicatamente il gel e
ivittaeR
deporlo sul foglio di cellulosa. Eliminare le bolle d'a- CONVALIDA DEL SAGGIO
ria eventualmente imprigionate e versare alcuni milli-
litri di acqua R lungo i bordi del gel. Ricoprire il gel
con il secondo foglio di carta ed eliminare le bolle Il saggio e© valido solo se le proteine utilizzate come
d'aria eventualmente imprigionate. Terminare l'as- marcatore della massa molecolare sono distribuite
itnemogrA
ilareneG
semblaggio del sistema per l'essiccamento. Introdurre lungo l'80 per cento della lunghezza del gel e se,
in stufa, o lasciar a temperatura ambiente, fino a che nell'intervallo di separazione richiesto (per es. l'inter-
il gel risulta secco. vallo che comprende il prodotto e il suo dimero o il
prodotto e le impurezze correlate), la separazione
eifargonoM
ottenuta per le bande proteiche principali presenta
ilareneG
DETERMINAZIONE DELLA MASSA MOLE- una relazione lineare tra il logaritmo della massa
COLARE molecolare e l'Rf. Ulteriori requisiti di convalida per
la soluzione in esame possono essere specificati nella
La massa molecolare delle proteine viene determinata relativa monografia.
ehcituecamraF
confrontando la loro mobilita© con quella di marcatori
emroF
proteici di massa molecolare nota. Per la taratura
dei gel esistono miscele di proteine, con masse mole-
colari note con precisione, mescolate per ottenere DETERMINAZIONE QUANTITATIVA DELLE
una colorazione uniforme. Queste miscele sono otte- IMPUREZZE
nibili per differenti intervalli di masse molecolari.
eiretaM
emirP
Le soluzioni madre, concentrate, di proteine di massa Qualora nella specifica monografia sia specificato
molecolare nota, vengono diluite nell'appropriato il limite dell'impurezza, si deve preparare una
tampone utilizzato per la soluzione in esame e depo- soluzione di riferimento corrispondente a quella
ste sullo stesso gel dove viene depositato il campione concentrazione di impurezza, diluendo la soluzione
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
tico degli ioni. Questo puo© essere realizzato trac- un elettroforetogramma ottenuto con la soluzione
ciando delle tacche lungo il bordo del gel o inserendo in esame puo© essere piu© intensa della banda princi-
un ago imbevuto nell'inchiostro di china. Dopo la pale ottenuta con la soluzione di riferimento. In con-
colorazione del gel misurare le distanza di migra- dizioni convalidate le impurezze possono essere
zione di ciascuna banda proteica (marcatori e bande quantificate mediante normalizzazione rispetto alla
non note) a partire dalla parte superiore del gel di banda principale usando un densitometro. In questo
ecidnI
separazione. Dividere la distanza di migrazione di caso deve essere convalidata la linearita© delle ri-
ciascuna proteina per la distanza percorsa dal colo- sposte.
63
Spettrometria di risonanza magnetica nucleare
dride fosforica R alla pressione atmosferica e a tem- espressa in parti per milione (ppm); essa caratterizza il
peratura ambiente; tipo di protone in termini del suo intorno elettronico.
b) ``nel vuoto'': l'essiccamento si effettua su anidride I segnali sono frequentemente suddivisi in gruppi di
fosforica R ad una pressione compresa fra 1,5 kPa e picchi correlati, chiamati doppietti, tripletti ...multi-
2,5 kPa, a temperatura ambiente; pletti; questa suddivisione e© dovuta alla presenza di
campi magnetici permanenti originati da nuclei vicini,
c) ``nel vuoto'' con l'indicazione dell'intervallo di tem- in particolare da altri protoni distanti da due a cinque
peratura; l'essiccamento si effettua su anidride fosfo- legami di valenza. L'intensita© di ciascun segnale, deter-
rica R ad una pressione compresa fra 1,5 kPa e minata dall'area sotto il segnale, e© proporzionale al
2,5 kPa, nell'intervallo di temperatura indicato nella numero dei protoni equivalenti.
monografia;
d) ``in stufa'' con l'indicazione dell'intervallo di tempe- Apparecchio. Uno spettrometro di risonanza magnetica
ratura; l'essiccamento si effettua in stufa alla tempe- nucleare, ad onda continua, e© costituito da un magnete,
ratura indicata nella monografia. un generatore a scansione di bassa frequenza, un
porta-campione, un emettitore e ricevitore di radiofre-
e) ``sotto vuoto spinto''; l'essiccamento si effettua su quenze, un registratore e un integratore elettronico.
anidride fosforica R ad una pressione non superiore Uno spettrometro ad impulso e© anche corredato di un
a 0,1 kPa, alla temperatura indicata nella monogra- emettitore di impulsi e di un elaboratore elettronico
fia. per acquisire, memorizzare i dati e per la loro trasfor-
Se sono richieste altre condizioni, il procedimento da mazione matematica in uno spettro convenzionale.
applicare viene integralmente descritto nella singola Utilizzare uno spettrometro di risonanza magnetica
monografia. nucleare operante a non meno di 60 MHz per 1H. Salvo
indicazione contraria, attenersi alle istruzioni del pro-
2.2.33. SPETTROMETRIA DI RISONANZA duttore. Prima di registrare lo spettro verificare che:
MAGNETICA NUCLEARE
1) La risoluzione sia uguale o inferiore a 0,5 Hz,
La spettrometria di risonanza magnetica nucleare misurando la larghezza del picco a meta© altezza
(NMR) si basa sul fatto che alcuni nuclei come 1H, utilizzando una appropriata espansione di scala
13C, 19F e 31P, hanno un momento magnetico nucleare della:
permanente. Posti in un campo magnetico esterno - banda a 7,33 ppm o a 7,51 ppm del multi-
(campo principale), essi assumono, in riferimento alla
d d
livelli di energia vicini a seguito dell'assorbimento di zione al 5 per cento V/V di tetrametilsilano R in
radiazioni elettromagnetiche a lunghezze d'onda carat- cloroformio deuterato R.
teristiche nelle radiofrequenze. 2) Il rapporto segnale-rumore (S=R), misurato
La determinazione di queste frequenze puo© essere fatta nell'intervallo tra 2 ppm e 5 ppm sullo spettro
d d
sia mediante ricerca sequenziale delle condizioni di ottenuto con una soluzione all'1 per cento V/V di
risonanza (spettrometria ad onda continua) che etilbenzene R in cloroformio deuterato R, e© almeno
64
Termogravimetria
inoizircserP
di 25:1. Questo rapporto e© calcolato come media sione adatta in funzione dell'apparecchio usato.
ilareneG
di cinque successive determinazioni dall'espres- Quando sono richieste determinazioni quantitative,
sione: attenersi a quanto prescritto.
S=R 2; 5 H
A
Spettrometria ad impulso
isilanA id
Regolare i comandi dello spettrometro, cioe© l'angolo di
idoteM
A = ampiezza, misurata in millimetri, del impulso, l'ampiezza dell'impulso e l'intervallo di tempo
picco piu© alto del quadrupletto dovuto tra gli impulsi successivi, la larghezza spettrale ed il
al gruppo metilene dell'etilbenzene centrato numero di punti (risoluzione), la velocita© di acquisi-
a 2,65 ppm. Questa ampiezza viene misu- zione dei dati, secondo le istruzioni del fabbricante e
d
irotinetnoC
rata a partire dalla linea di base, costruita accumulare il numero necessario dei segnali di decadi-
/ ilairetaM
come mediana del rumore, su entrambi i mento liberi. Dopo la trasformazione matematica delle
lati del quartetto, ed a una distanza di informazioni con l'elaboratore, aggiustare il controllo
almeno 1 ppm dal suo centro, di fase in modo da ottenere il piu© possibile un assorbi-
H = altezza da picco a picco del rumore di mento puro e tarare lo spettro in rapporto alla fre-
fondo, misurata in millimetri, ottenuta tra quenza di risonanza del riferimento interno di sposta-
ivittaeR
d 4 ppm e 5 ppm.
d menti chimici. Visualizzare, su di un opportuno termi-
3) L'ampiezza delle bande satelliti di rotazione non e© nale, lo spettro memorizzato. Per le misurazioni
superiore al 2 per cento dell'altezza del picco del quantitative, trattare l'integrale seguendo le prestazioni
campione in un tubo la cui velocita© di rotazione e© dell'apparecchio.
itnemogrA
appropriata per lo spettrometro usato.
ilareneG
4) Per misure quantitative verificare la ripetibilita© 2.2.34. TERMOGRAVIMETRIA
eifargonoM
successive e determinare la media dei valori una sostanza in funzione della temperatura. Le tecniche
ilareneG
ottenuti per i protoni dei gruppi fenile ed etile. piu© comunemente usate sono quelle che misurano i
Nessuno dei valori individuali differisce piu© del cambiamenti di energia o di massa di un campione di
2,5 per cento dalla media. sostanza.
Metodo. Disciogliere la sostanza in esame come La termogravimetria e© una tecnica nella quale la massa
ehcituecamraF
descritto e filtrare: la soluzione deve essere limpida. di un campione di sostanza viene registrata in funzione
emroF
Utilizzare un riferimento interno per lo spostamento della temperatura utilizzando un programma di con-
chimico che, salvo diversa indicazione, consiste in una trollo della temperatura stessa.
soluzione contenente dallo 0,5 per cento V/V all'1,0 per Apparecchiatura. I componenti essenziali di una termo-
cento V/V di tetrametilsilano R (TMS) in solventi orga- bilancia sono un dispositivo per riscaldare o raffred-
nici deuterati o da 5 g/l a 10 g/l di sodio tetradeuteriodi- dare la sostanza secondo un dato programma di tempe-
eiretaM
emirP
metilsilapentanoato R (TSP) in deuterio ossido R. Prele- ratura, un portacampione in un'atmosfera controllata,
vare la quantita© necessaria e registrare lo spettro. una elettrobilancia e un registratore. Lo strumento
puo© essere accoppiato ad un dispositivo che permette
l'analisi dei prodotti volatili.
ehcituecamraF
Aggiustare lo spettrometro in modo che l'apparecchio Verifica della temperatura. Controllare la scala di tem-
ehcificepS
funzioni quanto piu© possibile in assorbimento puro e peratura usando nichel o altri adatti materiali secondo
utilizzare una potenza di radiofrequenza tale da evitare le istruzioni del fabbricante.
la saturazione dei segnali. Regolare i controlli dello Taratura della elettrobilancia. Porre una adeguata
spettrometro in modo che il segnale piu© intenso nello quantita© di calcio ossalato monoidrato SCR nel porta-
ehcitapoemO
inoizaraperP
spettro della sostanza in esame raggiunga, press'a poco, campione e registrare la massa. Impostare la velocita©
l'estremita© superiore della carta di registrazione e che di riscaldamento secondo le istruzioni del fabbricante
il segnale del riferimento interno corrisponda ad uno e dare inizio all'aumento di temperatura. Registrare la
spostamento chimico di 0,00 ppm. Registrare lo spet- curva termogravimetrica come un grafico avente la
d
tro nell'intervallo prescritto e, salvo indicazione contra- temperatura sull'asse delle ascisse, con valori crescenti
ria, ad una velocita© di scansione non superiore a 2 Hz da sinistra a destra e la massa sull'asse delle ordinate
ecidnI
al secondo. Registrare l'integrale dei segnali nello con valori crescenti verso l'alto. Fermare l'aumento di
stesso intervallo dello spettro e ad una velocita© di scan- temperatura a circa 230 C. Misurare sul grafico la
65
Determinazione potenziometrica della concentrazione ionica utilizzando elettrodi ione-selettivi
distanza tra il tratto piano iniziale e quello finale della rente o della differenza di potenziale, che puo© essere
curva massa-temperatura che corrisponde alla perdita graduato in abbassamento di temperatura o diretta-
di massa. La perdita di massa dichiarata per il calcio mente in osmolalita© ,
ossalato monoidrato SCR e© riportata in etichetta. - e© generalmente presente un dispositivo per l'agita-
Metodo. Applicare la stessa procedura alla sostanza in zione del campione.
esame usando le condizioni stabilite nella monografia.
Calcolare la perdita di massa della sostanza in esame Tabella 2.2.35.-1.- Soluzioni di riferimento
dalla distanza misurata sul grafico ottenuto; esprimere per la taratura dell'osmometro
la perdita di massa come per cento m/m. Massa
sodio
tuare regolarmente la verifica della temperatura e la cloruro R
di Osmolalita© Osmolalita© Coefficiente Abbassamento
taratura, altrimenti effettuare questi controlli prima di per (mosmol/kg) (mosmol/kg) molale (C)
diacqua R
3,087 100 105,67 0,9463 0,186
2.2.35. OSMOLALITAé
6,260 200 214,20 0,9337 0,372
9,463 300 323,83 0,9264 0,558
L'osmolalita© e© un modo pratico per esprimere il contri- 12,684 400 434,07 0,9215 0,744
buto dei vari soluti presenti in una soluzione alla pres- 15,916 500 544,66 0,9180 0,930
sione osmotica della soluzione stessa. 19,147 600 655,24 0,9157 1,116
22,380 700 765,86 0,9140 1,302
Una approssimazione accettabile dell'osmolalita© m din
una soluzione acquosa e© data da: Metodo. Preparare le soluzioni di riferimento come
descritto in Tabella 2.2.35.-1. Determinare lo zero dello
m =vm
U strumento con acqua R. Tarare lo strumento con le
Se il soluto non e© ionizzato v = 1; altrimenti v e© il soluzioni di riferimento; introdurre nella cella di misura
numero totale di ioni preesistenti o formatisi per solvo- da 50 a 250 ml del campione ed attivare il sistema di
lisi da una molecola di soluto. raffreddamento. Generalmente il dispositivo per l'agi-
m = molalita© della soluzione, ovvero il numero di moli tazione e© programmato per operare ad una temperatura
di soluto per chilogrammo di solvente, inferiore all'abbassamento crioscopico previsto onde
evitare il sopraraffreddamento; un dispositivo appro-
U = coefficiente osmotico molale che tiene conto delle priato indica il raggiungimento dell'equilibrio. Prima
interazioni tra ioni di carica opposta presenti di ogni misura lavare la cella con la soluzione in esame.
nella soluzione. Esso dipende dal valore di m. Effettuare le stesse operazioni con la soluzione in
Con l'aumentare della complessita© delle soluzioni esame. Leggere direttamente l'osmolalita© o calcolarla a
diventa difficile da misurare. partire dall'abbassamento crioscopico misurato. Il sag-
L'unita© di misura dell'osmolalita© e© la osmole per chilo- gio e© valido solo se il valore trovato e© compreso fra
grammo (osmol/kg), ma essa viene comunemente due valori della scala di taratura.
espressa anche in milliosmoli per chilogrammo
(mosmol/kg). 2.2.36. DETERMINAZIONE POTENZIOMETRI-
Nernst:
Apparecchio. Lo strumento (osmometro) e© costituito da:
- un sistema di raffreddamento del recipiente usato per E E0 2; 303 RT
ziF log ai
la misura,
- un sistema di misura della temperatura, costituito da E0 = parte del potenziale costante dovuto all'apparec-
una resistenza sensibile alla temperatura (termistore), chio utilizzato,
con un appropriato dispositivo di misura della cor- R = costante dei gas,
66
Determinazione potenziometrica della concentrazione ionica utilizzando elettrodi ione-selettivi
inoizircserP
T = temperatura assoluta, zando un tampone prescritto nella monografia, equili-
ilareneG
F = numero di Faraday, brare l'elettrodo immergendolo nella soluzione in
zi = carica dello ione compreso il suo segno. esame, agitando lentamente e uniformemente fino ad
ottenere una lettura costante.
A forza ionica costante: Se il sistema di elettrodi si utilizza di frequente, e© neces-
E E0 zk log f Ci
isilanA id
sario verificare regolarmente la ripetibilita© e la stabilita©
idoteM
i delle risposte, nonchë la linearita© della curva di taratura
o l'algoritmo del calcolo, in un intervallo di concentra-
Ci = concentrazione molare dello ione, zioni comprendente quello della soluzione in esame.
f = coefficiente di attivita© (ai = fCi), Nel caso contrario, effettuare il controllo prima di ogni
irotinetnoC
/ ilairetaM
k = RTF determinazione. La risposta dell'elettrodo puo© essere
considerata lineare se la pendenza S della curva di
Tabella 2.2.36.-1.- Valori di k a differenti temperature taratura e© approssimativamente uguale a k=zi , per unita©
di pCi.
Temperatura (C) k Metodo I (taratura diretta)
ivittaeR
20
25
0,0582
0,0592
Misurare, almeno per tre volte consecutive, il poten-
30 0,0602 ziale di almeno tre soluzioni di riferimento, le cui con-
centrazioni comprendono quella presunta della solu-
Se: zione in esame. Calcolare la curva di taratura o ripor-
itnemogrA
tare su un grafico il potenziale medio E ottenuto nei
E0 zk logf E0 e S zk
ilareneG
i
i
0
confronti della concentrazione dello ione da determi-
nare, espressa come - log Ci o pCi.
S = pendenza della curva di taratura dell'elettrodo, Preparare la soluzione in esame come descritto nella
si ottiene: monografia; misurare il potenziale per tre volte e con
eifargonoM
il valore medio del potenziale calcolare la concentra-
ilareneG
E E0 Slog Ci che ponendo - logC pCi da©
0
zione dello ione da determinare, utilizzando la curva
luogo a E E0 SpCi
0
ÿ
di taratura.
Effettuare la determinazione potenziometrica della
concentrazione ionica misurando la differenza di Metodo II (metodo delle aggiunte multiple)
ehcituecamraF
potenziale tra due appropriati elettrodi immersi nella Preparare la soluzione in esame come descritto nella
soluzione in esame; l'elettrodo indicatore e© un elettrodo
emroF
selettivo per lo ione da determinare e l'altro e© un elet- monografia. Misurare il potenziale all'equilibrio ET di
trodo di riferimento. un volume VT della soluzione a concentrazione inco-
gnita CT dello ione da determinare. Effettuare almeno
Apparecchio. Utilizzare un voltmetro che permette di tre aggiunte consecutive di un volume VS trascurabile
effettuare misure con una precisione di almeno 0,1 mil- confrontato a VT (VS 0,01 VT ) di una soluzione di rife-
eiretaM
emirP
livolt e la cui resistenza e© almeno cento volte superiore rimento a concentrazione CS compresa nella parte
a quella dell'elettrodo utilizzato. lineare della curva di taratura. Dopo ciascuna
Gli elettrodi ione-selettivi possono essere elettrodi pri- aggiunta, misurare il potenziale e calcolare la diffe-
mari con una membrana cristallina o non cristallina o renza di potenziale E tra il potenziale misurato e ET .
ehcituecamraF
4
inoizaraperP
con una matrice rigida (per esempio elettrodi a vetro), E e© correlato alla concentrazione dello ione da deter-
ehcificepS
tura (vedi Tabella 2.2.36.-1). Aggiustare la forza ionica CT = concentrazione dello ione da determinare nella
ed eventualmente il pH della soluzione in esame utiliz- soluzione in esame,
67
Spettrometria di fluorescenza a raggi-X
soluzione di riferimento,
S = pendenza dell'elettrodo determinata sperimen- La spettrometria di fluorescenza a raggi X dispersiva e©
talmente, ad una temperatura costante, misu- un procedimento che utilizza la misura dell'intensita©
rando la differenza tra i potenziali ottenuti con della radiazione fluorescente emessa da un elemento
due soluzioni di riferimento le cui concentra- avente una massa atomica tra 11 e 92 quando viene
zioni differiscono per un fattore dieci e sono eccitato da una radiazione primaria continua di rag-
situate in un intervallo dove la curva di tara- gi X. L'intensita© della fluorescenza prodotta da un dato
tura e© lineare. elemento dipende dalla concentrazione di questo ele-
Riportare su un grafico 10 E=S (asse y) in funzione di mento nel campione ma anche dall'assorbimento da
4
VS (asse x) ed estrapolare la linea ottenuta fino ad parte della matrice della radiazione incidente e di quella
intersecare l'asse x. All'intersezione, la concentrazione fluorescente. A bassi livelli, dove la curva di taratura e©
CT , riferita allo ione da determinare, della soluzione in lineare, l'intensita© della radiazione fluorescente emessa
esame viene data dall'equazione: da un elemento in una data matrice, a lunghezza d'onda
stabilita, e© direttamente proporzionale alla concentra-
zione di questo elemento e inversamente proporzionale
CT CVS VS
al coefficiente di assorbimento di massa della matrice
T
a questa lunghezza d'onda.
Metodo III (metodo della singola aggiunta) Metodo. Regolare e utilizzare lo strumento secondo le
Ad un volume VT della soluzione in esame preparata istruzioni date dal fabbricante. I campioni liquidi ven-
come descritto nella monografia, aggiungere un volume gono posti direttamente nello strumento; i campioni
VS di una soluzione di riferimento contenente una solidi vengono compressi in forma di pastiglie dopo
quantita© nota dello ione da determinare e tale da dare averle mescolate, se necessario, con un adatto legante.
una risposta situata nella parte lineare della curva di Per determinare la concentrazione di un elemento in
taratura. Preparare un bianco nelle stesse condizioni. un campione, e© necessario misurare la frequenza degli
Misurare per non meno di tre volte i potenziali della impulsi prodotta da una o piu© preparazioni standard
soluzione in esame e della soluzione in bianco, prima e contenenti quantita© note di questo elemento in una data
dopo le aggiunte della soluzione di riferimento. Calco- matrice e calcolare o misurare il coefficiente di assorbi-
lare la concentrazione CT dello ione da determinare uti- mento di massa della matrice del campione in esame.
lizzando l'equazione seguente ed effettuando le corre- Taratura. Da una soluzione per la taratura o da una
zioni necessarie per il bianco: serie di diluizioni dell'elemento in esame in varie
CT 10 E=S VCS VSV V
matrici, determinare la pendenza della curva di tara-
tura b0 mediante l'equazione seguente:
4
T S ÿ T
68
Conduttivita©
inoizircserP
mento di massa dalla composizione elementare nota e ne segue che:
ilareneG
dai coefficienti di assorbimento di massa tabulati degli
elementi. Se la composizione elementare e© sconosciuta,
determinare il coefficiente di assorbimento di massa R 1 LS o R1 LS
2 2
isilanA id
della radiazione X diffusa (effetto Compton), mediante
idoteM
l'equazione seguente: L'unita© di conduttivita© nel Sistema Internazionale
1 a bI e© il siemens per metro (S m-1). In pratica, la condut-
1
MP
U tivita© elettrica di una soluzione si esprime in siemen
irotinetnoC
per centimetro (S cm-1) o in microsiemen per centi-
/ ilairetaM
1
MP = coefficiente di assorbimento di massa del cam- metro (S cm ). L'unita© di resistivita© nel Sistema Inter-
-11
ivittaeR
lemento da determinare nel campione. Calcolare la fre- e© di 20 C.
quenza netta degli impulsi IEP N dell'elemento da deter-
minare dall'intensita© misurata della riga di fluorescenza Apparecchio. L'apparecchio utilizzato (conduttimetro o
e dall'intensita© della/e riga/righe di fondo, tenendo resistivimetro) permette di determinare il valore della
itnemogrA
ilareneG
conto dell'eventuale presenza, nel tubo, di contami- resistenza della colonna di liquido tra gli elettrodi del
nanti. dispositivo di misura (cella di misura). L'apparecchio e©
Calcolo del contenuto in tracce. Se la concentrazione alimentatoeffetti della
da una corrente alternata per evitare gli
polarizzazione degli elettrodi. Eé munito di
dell'elemento si trova nella parte lineare della curva di un dispositivo di compensazione per la temperatura o
eifargonoM
taratura, essa puo© essere calcolata utilizzando la for- di un termometro
ilareneG
mula seguente: di precisione.
ehcituecamraF
2
0 MP
una superficie S, e separati l'uno dall'altro da una
emroF
f = fattore di diluizione. distanza L. Entrambi sono generalmente protetti da un
tubo di vetro che permette un buono scambio tra la
(1) G. Andermann, M. W. Kemp, Analytical Chemistry 1306 (1958). soluzione e gli elettrodi.
30
eiretaM
La costante C della cella di misura e© data in cm-1 e si
emirP
46
C
inoizaraperP
ehcificepS
S
2.2.38. CONDUTTIVITAé
La conduttivita© di una soluzione () e© , per definizione, = coefficiente numerico adimensionale, caratteri-
stico della forma della cella.
ehcitapoemO
inoizaraperP
69
Distribuzione della massa molecolare nei destrani
La conduttivita© e la resistivita© di queste tre soluzioni a piu© riprese con acqua esente da anidride carbonica R
20 C sono riportate nella tabella seguente: preparata a partire da acqua distillata R e per non meno
di due volte con la soluzione acquosa in esame a
Tabella 2.2.38.-1. - Conduttivita© e resistivita© 20 0,1 C o ad una temperatura indicata nella mono-
delle soluzioni di potassio cloruro
6
Nel caso in cui la determinazione non possa essere Effettuare una cromatografia per esclusione (2.2.30).
effettuata alla temperatura di 20 C, utilizzare l'equa- Soluzione in esame. Disciogliere 0,200 g della sostanza
zione seguente per correggere la conduttivita© delle solu- in esame nella fase mobile e diluire a 10 ml con la fase
zioni di potassio cloruro indicate in tabella. L'equa- mobile.
zione e© valida solo per le temperature nell'intervallo di Soluzione del tracciante. Disciogliere 5 mg di glucosio R
20 5 C.
6 e 2 mg di destrano V0 SCR in 1 ml di fase mobile.
CT C20 1 0; 021 T 20
ÿ
Soluzioni per la taratura. Disciogliere separatamente, in
T = temperatura prescritta nella monografia, 1 ml della fase mobile, 15 mg di destrano 4 per la tara-
CT = conduttivita© della soluzione a T C, tura SCR, 15 mg di destrano 10 per la taratura SCR,
C20 = conduttivita© della soluzione a 20 C. 20 mg di destrano 40 per la taratura SCR, 20 mg di
destrano 70 per la taratura SCR e 20 mg di destrano 250
Procedimento per la taratura SCR.
Determinazione della costante della cella Soluzione per l'idoneita© del sistema. Disciogliere, in 1 ml
Scegliere una cella di misura adatta alla conduttivita© della fase mobile, 20 mg di destrano 40 per il saggio di
della soluzione in esame. La costante della cella deve efficienza SCR (per l'analisi di destrano 40) o 20 mg di
essere tanto piu© elevata quanto piu© la conduttivita© destrano 60/70 per il saggio di efficienza SCR (per l'ana-
attesa e© grande (bassa ) in modo che il valore R misu-
q
lisi di destrano 60 o di destrano 70).
rato sia il piu© grande possibile rispetto all'apparecchio Il procedimento cromatografico puo© essere eseguito
utilizzato. Le celle comunemente -1 utilizzate hanno usando:
costanti di cella dell'ordine di 0,1 cm , 1 cm-1 e 10 cm-1. ^ una colonna, lunga 30 cm e del diametro interno di
Utilizzare una soluzione di riferimento di potassio clo- 10 mm, impaccata con agarosio reticolato per croma-
ruro R adatta per la misura. Lavare la cella ogni volta tografia R o una serie di colonne, lunghe 30 cm e del
con acqua esente da anidride carbonica R preparata a diametro interno di 10 mm, impaccate con gel di
partire da acqua distillata R e per almeno due volte polietere idrossilato per cromatografia R,
con la soluzione di cloruro potassio utilizzata per la
determinazione della costante della cella. Misurare la ^ come fase mobile, ad una velocita© di flusso di
resistenza della cella utilizzando la soluzione di potassio 0,5-1 ml per minuto, (mantenuta costante a 1 per 6
cloruro R a 20 0,1 C o alla temperatura indicata cento per ora), una soluzione contenente 7 g di sodio
solfato anidro R e 1 g di clorobutanolo R in 1 litro di
6
potassio cloruro R utilizzata espressa in s. cm-1. Taratura del sistema cromatografico . Iniettare piu© volte
La costante C misurata della cella non deve essere il volume scelto della soluzione del tracciante. Il croma-
superiore al 5 per cento del valore indicato. togramma ottenuto presenta due picchi il primo dei
quali corrisponde al destrano V0 SCR e il secondo corri-
Determinazione della conduttivita© della soluzione in sponde al glucosio R. Dal volume di eluizione del picco
esame
corrispondente al destrano V0, calcolare il volume
Dopo la taratura dell'apparecchio con una delle solu- morto V0 e dal picco corrispondente al glucosio calco-
zioni di riferimento, lavare la cella di misura a lare il volume totale Vt.
70
Distribuzione della massa molecolare nei destrani
inoizircserP
Iniettare il volume scelto di ciascuna soluzione per Taratura mediante calcolo della curva. Calcolare, dalle
ilareneG
la taratura. Tracciare la linea di base di ciascuno dei equazioni (2) e(1) (3) sotto riportate utilizzando un
cromatogrammi ottenuti. Dividere ciascun cromato- metodo adatto , i valori per b1; b2; b3; b4; e b5 che
gramma in p (almeno 60) bande verticali uguali (corri- danno i valori di Mw entro il 5 per cento del valore
spondenti a volumi uguali di eluizione). In ciascuna dichiarato di ciascuno dei destrani per il saggio di tara-
banda i, corrispondente al volume di eluizione Vi, misu- tura e 180 2 per il glucosio.
isilanA id
idoteM
6
irotinetnoC
(1)
/ ilairetaM
ÿ
V t Vo
ÿ
Mw
i 1
p (3)
X
Vo = volume morto della colonna, determinato utiliz- yi
i 1
zando il picco corrispondente al destrano Vo
SCR, nel cromatogramma ottenuto con la solu- p = numero delle bande che dividono i cromato-
ivittaeR
zione del tracciante, grammi,
Vt = volume totale della colonna, determinato utiliz- yi = altezza del tracciato cromatografico sopra la
zando il picco corrispondente al glucosio nel linea di base nella banda i,
cromatogramma ottenuto con la soluzione del Mi = massa molecolare nella banda i.
tracciante,
itnemogrA
ilareneG
Vi = volume di eluizione della banda i nel cromato-
gramma ottenuto con ciascuna delle soluzioni
per la taratura.
Effettuare la taratura utilizzando uno dei seguenti
eifargonoM
metodi.
ilareneG
Taratura mediante costruzione di una curva. Per cia-
scuno dei destrani per la taratura calcolare il coeffi-
ciente di distribuzione Kmax corrispondente all'altezza
massima del tracciato cromatografico, utilizzando
ehcituecamraF
l'espressione (1).
emroF
Riportare su carta semilogaritmica i valori di Kmax
(sull'asse delle x) rispetto alla massa molecolare dichia-
rata al massimo del tracciato cromatografico Mmax
emirP
punti ottenuti, estrapolandola dal punto Kmax ottenuto
con il destrano 250 per la taratura SCR al piu© basso
valore di K ottenuto per questo destrano SCR (Figura
2.2.39.-1). Utilizzando questa prima curva di taratura,
ehcituecamraF
inoizaraperP
i valori calcolati e dichiarati per Mw non differiscano tano la larghezza e la posizione del tracciato cromatogra-
piu© del 5 per cento. fico ottenuto con ciascuno dei destrani per la taratura.
71
Distribuzione della massa molecolare nei destrani
Idoneita© del sistema cromatografico . Iniettare il volume Calcolare Mw per la frazione di destrano compresa nel
scelto della appropriata soluzione per l'efficienza del 10 per cento inferiore della curva di distribuzione che e©
sistema. stata eluita entro e dopo la banda m utilizzando l'e-
Massa molecolare media dei destrani per il saggio di effi- spressione:
cienza SCR. p
X
Calcolare la massa molecolare media Mw come indi- yi Mi
zione. p
X p
X
!
Calcolare Mw per la frazione di destrano compresa nel yi > 0 :1 yi (9)
10 per cento superiore della curva di distribuzione che i m 1
ÿ i 1
Mw i 1
(4)
n
X
yi yi = altezza del tracciato cromatografico sopra la
i 1
linea di base nella banda i,
dove n e© definita dalle espressioni seguenti: Mi = massa molecolare nella banda i.
n p ! Il saggio e© valido solo se Mw della frazione di destrano
X
yi 0:1
X
yi (5) compresa nel 10 per cento inferiore della curva di distri-
i 1
i 1
buzione e© compreso tra:
n p ! - 6000 e 8500 (destrano 40 per il saggio di efficienza
X
yi > 0:1
X
yi (6) SCR),
i 1
i 1
- 7000 e 11000 (destrano 60/70 per il saggio di efficienza
SCR).
p = numero di bande che dividono i cromato-
grammi,
yi = altezza del tracciato cromatografico sopra la Distribuzione della massa molecolare del destrano da
72
Spettrometria nel vicino infrarosso
inoizircserP
pione, bisogna aver cura di posizionare la sonda stessa
ilareneG
2.2.40. SPETTROMETRIA NEL VICINO INFRA-
isilanA id
legami C-H, N-H, O-H e S-H essi generalmente conten-
idoteM
gono molte informazioni. Comunque gli spettri dipendono fondo deve essere fatta in maniera appropriata alla
da diversi parametri come dimensioni delle particelle, configurazione ottica dello strumento, per esempio,
polimorfismo, solventi residui, umidita© ... che non possono deve essere sottratta dallo spettro del campione una
essere sempre controllati. Per questa ragione il confronto registrazione di riferimento di uno standard interno od
esterno di riflessione.
irotinetnoC
/ ilairetaM
diretto tra lo spettro ottenuto con la sostanza in esame e Le dimensioni delle particelle e lo stato di idratazione o
quello di riferimento generalmente non e© possibile; e© di solvatazione devono essere prese in considerazione.
richiesto pertanto un adeguato trattamento matematico . Questo metodo general-
convalidato dei dati. Per misure di transflessione
ivittaeR
costituiti da: riflettore a diffusione, fatto di metallo o di una sostanza
- un filtro, un reticolo o un interferometro capace di for- inerte (per esempio ossido di titanio), che non mostri
nire l'intero intervallo della radiazione elettromagne- uno spettro nella regione del vicino infrarosso ed intro-
tica nella -1regione da -1circa 780 nm a circa 2500 nm dotto ad una appropriata concentrazione nel campione.
(12821 cm a 4000 cm ),
itnemogrA
I campioni sono esaminati come descritto in ``Per
ilareneG
- un mezzo per raccogliere e misurare l'intensita© della misure di trasmissione'' o ``Per misure di riflessione dif-
radiazione trasmessa o riflessa (trasmissione o rifles- fusa''.
sione), come ad esempio una sfera di integrazione, una
sonda a fibra ottica ecc., accoppiato ad un appropriato CONTROLLO DELLE PRESTAZIONI DELLO
rivelatore,
eifargonoM
- un mezzo per il trattamento matematico dei dati spet- STRUMENTO
ilareneG
trali ottenuti. Usare l'apparecchio secondo le istruzioni del fabbri-
cante ed eseguire le verifiche prescritte ad intervalli
PREPARAZIONE DEI CAMPIONI regolari, secondo l'uso dell'apparecchio e delle sostanze
da esaminare.
ehcituecamraF
Per misure di . Questo metodo general-
trasmissione
emroF
mente si applica ai liquidi, diluiti o non diluiti, e ai Verifica della scala delle lunghezze d'onda (eccetto che
eiretaM
sione nel campione di una idonea sonda a fibre ottiche, di terre rare.
emirP
la quale dara© uno spettro situato in una zona di trasmit-
tanza compatibile con le specifiche dell'apparecchio e
Verifica della riproducibilita© della lunghezza d'onda
). Verificare la
appropriate allo scopo.
(eccetto che per apparecchi con filtro
ehcificepS
un campione liquido debbono essere presi in considera- terre rare. La deviazione standard delle lunghezze
zione i rischi di interferenze dipendenti dalla tempera- d'onda deve essere consistente con le specifiche dello
tura o ogni altro effetto di disturbo sugli spettri. spettrofotometro.
In tutti i casi la compensazione delle interferenze di . Verificare la
fondo deve essere fatta in maniera appropriata alla riproducibilita© della risposta usando appropriati stan-
Verifica della riproducibilita© della risposta
ehcitapoemO
inoizaraperP
configurazione ottica dello strumento, per esempio dards, per esempio resine termoplastiche riflettive ver-
deve essere sottratta dallo spettro del campione una niciate con nero di carbone. La deviazione standard
registrazione di riferimento dell'aria (per i liquidi) o delle risposte deve essere consistente con le specifiche
del solvente (per le soluzioni). dello spettrofotometro.
Per misure di riflessione diffusa . Questo metodo gene- . Determinare il rumore
ralmente si applica ai solidi.
Verifica del rumore fotometrico
Esaminare i campioni in un contenitore appropriato. tanza, per esempio una piastra di ceramica bianca
Quando si immerge la sonda a fibre ottiche nel cam- riflettiva o resina termoplastica riflettiva. Effettuare
73
Dicroismo circolare
formita© con le raccomandazioni del fabbricante dello Le sostanze otticamente attive assorbono, ad una data
spettrofotometro e calcolare il rumore fotometrico o lunghezza d'onda, la luce circolarmente polarizzata
da picco a picco o per una data lunghezza d'onda. In destra in maniera diversa dalla luce circolarmente pola-
questo ultimo caso il rumore fotometrico e© rappresen- rizzata sinistra; tale proprieta© e© chiamata dicroismo cir-
tato dalla deviazione standard delle risposte. Il rumore colare.
fotometrico e© consistente con le specifiche dello spet-
trofotometro. La misura diretta da© un valore algebrico medio:
DA AL AR
ÿ
nell'archivio dipende dalle specifiche applicazioni. " = dicroismo circolare molare o assorbanza dicroica
La raccolta di spettri nell'archivio puo© essere effettuata
D
care positivamente un certo materiale e discriminarlo l = cammino ottico della cella in centimetri.
adeguatamente nei confronti di altri materiali nell'ar- Per caratterizzare il dicroismo circolare possono essere
chivio, deve essere stabilita dalla procedura di conva- usate anche le seguenti unita© :
lida. Questa selettivita© deve essere verificata periodica- Fattore di dissimmetria:
mente per assicurare nel tempo la validita© dell'insieme g "" D
strato che l'insieme dei dati trasferiti sia rimasto valido. strumenti, l'ellitticita© molare [ ] puo© essere calcolata
H
74
Dicroismo circolare
inoizircserP
L'ellitticita© molare e© correlata al dicroismo circolare Vac caratteristica del campione da esaminare. La fase
ilareneG
molare ( ) mediante la seguente equazione:
De da© il segno del dicroismo circolare. Il rapporto Vac/Vc
4500 e© proporzionale all'assorbimento differenziale A D
;
H 2 303 D e
3300D " responsabile del segnale. L'intervallo delle lunghezze
d'onda normalmente coperto da un dicrografo e© com-
isilanA id
La ellitticita© molare e© spesso usata nelle analisi delle preso tra 170 nm e 800 nm.
idoteM
proteine e degli acidi nucleici. In questo caso la concen-
trazione molare e© espressa in termini di ``residuo mono-
merico'', calcolato mediante l'espressione:
Calibrazione dell'apparecchiatura
irotinetnoC
/ ilairetaM
massa molecolare Precisione della scala di assorbanza. Disciogliere
numero di amminoacidi 10,0 mg di isoandrosterone R in diossano R e diluire a
10,0 ml con lo stesso solvente. Registrare lo spettro del
La massa molecolare relativa media del residuo mono- dicroismo circolare della soluzione tra 280 nm e
merico e© pari a 100-120 (generalmente 115) per le pro- 360 nm. Il valore " misurato al massimo (304 nm) e©
ivittaeR
teine e circa 330 per gli acidi nucleici (come sale pari a +3,3.
D
sodico).
Apparecchiatura . La sorgente di luce (S) e© una lampada Puo© essere usata anche una soluzione di acido
allo xenon (Figura 2.2.41.-1); la luce passa attraverso (1S)-(+)-10-canforsolfonico R.
itnemogrA
un doppio monocromatore (M) dotato di prismi di
ilareneG
quarzo (P1, P2). Linearita© della modulazione. Disciogliere 10,0 mg di
Il fascio di luce lineare proveniente dal primo monocro- acido (1S)-(+)-10-canforsolfonico R in acqua R e
matore e© suddiviso in due componenti polarizzate ad diluire a 10,0 ml con lo stesso solvente. Determinare la
angolo retto nel secondo monocromatore. La fenditura esatta concentrazione dell'acido canforsolfonico nella
eifargonoM
ilareneG
d'uscita del monocromatore elimina il fascio straordi- soluzione mediante spettrofotometria nell'ultravioletto
nario. (2.2.25), considerando che l'assorbanza specifica a
La luce polarizzata e monocromatica passa attraverso 285 nm deve essere 1,49.
un modulatore birifrangente (Cr): il risultato e© l'otteni-
ehcituecamraF
mento di una luce circolarmente polarizzata, alternata. Registrare lo spettro del dicroismo circolare tra 185 nm
e 340 nm. Misurata al massimo a 290,5 nm, " e© com-
emroF
Il fascio passa quindi attraverso il campione da esami- preso D
emirP
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
ehcitapoemO
inoizaraperP
ecidnI
75
Densita© dei solidi
76
Spettrometria di massa
inoizircserP
La densita© di insieme di una polvere e© spesso molto dif- introduzione liquida diretta, il campione e© posto sulla
ilareneG
ficile da misurare in quanto il piu© piccolo disturbo del estremita© di una barretta cilindrica (in un crogiolo di
letto di polvere puo© dar luogo ad una nuova densita© . quarzo, su un filamento o su una superficie metallica).
Cos|© che nel riportare la densita© di insieme e© essenziale La barretta e© introdotta nello spettrometro mediante
specificare come e© stata fatta la determinazione. un sistema che consente di mantenere un vuoto prima-
rio intermedio tra la pressione atmosferica e il vuoto
isilanA id
idoteM
A. La densita© di insieme (bulk density) e© determinata secondario dell'apparecchiatura.
misurando in un cilindro graduato (2.9.15) il volume
di una massa nota di polvere, sottoposta precedente- Altri sistemi di introduzione del campione permettono
mente a setacciatura. di analizzare i componenti di una miscela man mano
che essi vengono separati da un appropriato apparec-
irotinetnoC
B. La densita© da compressione (tapped density) e© otte-
/ ilairetaM
nuta mediante impaccamento meccanico di un cam- chio connesso allo spettrometro di massa.
pione di polvere contenuto in un cilindro. Dopo l'os- . L'uso di
servazione del volume iniziale, il cilindro e© battuto Gas cromatografia/spettrometria di massa
ivittaeR
riore variazione del volume (2.9.15). di un separatore.
Cromatografia liquida/spettrometria di massa . Questa
combinazione e© particolarmente utile per le analisi di
2.2.43. SPETTROMETRIA DI MASSA
La spettrometria di massa e© basata sulla misurazione composti polari, che sono insufficientemente volatili o
itnemogrA
ilareneG
diretta del rapporto tra la massa e il numero di cariche troppo labili al calore per poter essere analizzati
elementari (m/z) positive o negative degli ioni in fase mediante gas cromatografia accoppiata con la spettro-
gassosa derivanti dalla sostanza da analizzare. Questo metria di massa. Questo metodo e© reso complicato
rapporto e© espresso in unita© di massa atomica dalla difficolta© di ottenere ioni in fase gassosa da una
(1 u.m.a. = un dodicesimo della massa del 12C) o in dal- fase liquida, il che richiede interfacce altamente specifi-
eifargonoM
ilareneG
ton (1 Da = massa dell'atomo di idrogeno). che quali:
Gli ioni, prodotti nella sorgente ionica dell'apparecchia- ^ introduzione diretta del liquido: la fase mobile e©
tura, sono accelerati e poi separati mediante l'analizza- nebulizzata e il solvente e© evaporato prima della
tore prima di raggiungere il rivelatore. Tutte queste ope- sorgente ionica dell'apparecchiatura,
ehcituecamraF
razioni hanno luogo in una camera dove un sistema di
emroF
pompaggio mantiene un livello di vuoto compreso tra ^ interfaccia a fascio di particelle: la fase mobile, che
10-3 e 10-6 Pa. puo© scorrere ad una velocita© di flusso di circa
Lo spettro risultante mostra l'abbondanza relativa delle 0,6 ml/min, e© nebulizzata in una camera di desolva-
varie specie ioniche presenti in funzione di m/z. Il tazione in modo che solo gli analiti, in forma neu-
segnale corrispondente ad uno ione sara© rappresentato tra, raggiungano la sorgente ionica dello strumento;
eiretaM
emirP
da molti picchi corrispondenti alla distribuzione stati- questa tecnica e© usata per i composti di polarita©
stica dei vari isotopi di quello ione. L'insieme dei picchi relativamente bassa con masse molecolari minori
e© chiamato profilo isotopico e (almeno per le molecole di 1000 Da,
piccole) il picco rappresentante l'isotopo piu© abbon-
^ interfaccia con nastro di trascinamento: la fase
ehcituecamraF
ehcificepS
L'informazione ottenuta nella spettrometria di massa e© mobile, che puo© fluire ad una velocita© fino a
essenzialmente qualitativa (determinazione della massa 1 ml/min, e© depositata sulla superficie di un nastro
molecolare, informazione sulla struttura dai frammenti mobile; dopo l'evaporazione del solvente, i compo-
osservati) o quantitativa, usando standard interni o nenti da analizzare sono portati in successione alla
sorgente ionica dell'apparecchio dove vengono
ehcitapoemO
inoizaraperP
esterni, con limiti di rilevabilita© che vanno dalla pico- ionizzati; questa tecnica e© poco adatta per composti
mole alla femtomole. molto polari o labili al calore.
INTRODUZIONE DEL CAMPIONE Altri tipi di accoppiamento (``electrospray'', ``thermo-
spray'', ionizzazione chimica a pressione atmosferica)
Il primo passo di un'analisi e© l'introduzione del cam- sono considerati vere e proprie tecniche di ionizzazione
ecidnI
pione nell'apparecchiatura senza arrecare troppo e vengono descritti nella sezione sui modi di ionizza-
disturbo al vuoto. Con un metodo comune, chiamato zione.
77
Spettrometria di massa
Cromatografia con fluidi supercritici/spettrometria di (pochi microlitri al minuto). Queste tecniche di ionizza-
massa . La fase mobile, costituita usualmente da ani- zione permettono anche di analizzare lastre di cromato-
dride carbonica in fase supercritica, passa in fase gas- grafia su strato sottile, applicando uno strato sottile di
sosa dopo aver attraversato un restrittore scaldato matrice alla superficie di queste lastre.
posto tra la colonna e la sorgente ionica.
. L'eluente
Ionizzazione per desorbimento di campo e ionizzazione
Elettroforesi capillare/spettrometria di massa . Il campione e© vaporizzato vicino ad un fila-
e© introdotto nella sorgente ionica, in alcuni casi dopo
di campo
volge un reattivo gassoso come il metano, l'ammoniaca, cui estremita© ha un potenziale di 5 kV. Per facilitare la
l'ossido di azoto, il diossido d'azoto o l'ossigeno. +Lo nebulizzazione puo© essere usato un gas. La desolvata-
spettro^ e© caratterizzato da ioni del tipo (M+H) o zione delle risultanti microgocce da© luogo, nella fase
(M^H) , o ioni addotti formatisi dall'analita e dal gas gassosa, a ioni con carica unitaria o multipla. La velo-
usato. Si producono meno frammenti rispetto all'im- cita© di flusso varia da pochi microlitri per minuto ad
patto elettronico. Una variante di questa tecnica e© usata 1 ml/min. Questa tecnica e© adatta per i composti polari
quando la sostanza e© labile al calore: il campione, e per l'investigazione di biomolecole con masse moleco-
applicato ad un filamento, e© vaporizzato molto rapida- lari fino a 100000 Da. Puo© essere accoppiata alla cro-
mente mediante l'effetto Joule-Thomson (ionizzazione matografia liquida o all'elettroforesi capillare.
chimica per desorbimento). Ionizzazione chimica a pressione atmosferica (``atmos-
.
veloci
l'azione di un elettrodo mantenuto ad un potenziale di
(``liquid secondary-ion mass spectrometry'',
78
Spettrometria di massa
inoizircserP
sato un tubo capillare di metallo a temperatura control- corrispondenti ioni. Per ioni con una sola carica l'inter-
ilareneG
lata. Velocita© di flusso accettabili sono dell'ordine di 1- vallo di massa e© compreso tra 2000 Da e 15000 Da.
2 ml/min. Gli ioni dell'elettrolita ionizzano i composti Alcuni ioni possono decomporsi spontaneamente (tran-
da analizzare. Questo processo di ionizzazione puo© sizioni metastabili) o a causa di collisioni con un gas
essere sostituito o rafforzato da una scarica elet- (dissociazione attivata da collisione (CDA)) in regioni
trica di circa 800 volts, specialmente quando i solventi libere da campo tra la sorgente ionica e il rivelatore.
isilanA id
idoteM
sono interamente organici. Questa tecnica e© compati- L'esame di queste decomposizioni e© molto utile per la
bile con l'uso di cromatografia liquida accoppiata con determinazione di strutture e la caratterizzazione di
la spettrometria di massa. specifici composti in miscele e coinvolge la spettrome-
tria di massa in tandem. Esistono molte di queste tecni-
irotinetnoC
che in funzione della regione in cui si verifica la decom-
/ ilairetaM
ANALIZZATORI posizione:
Differenze nella performance degli analizzatori dipen- ^ modo dello ione figlio (determinazione degli ioni
dono principalmente da due parametri: di decomposizione di un dato ione genitore):
^ l'intervallo nel quale i rapporti m/z possono essere B/E = costante, MIKES (``mass-analysed ion kinetic
misurati, detto intervallo di massa, energy spectroscopy'', Spettroscopia dell'energia cine-
ivittaeR
^ il loro potere di separazione, caratterizzato dalla tica degli ioni mediante analisi di massa),
capacita© di separare due ioni di uguali intensita© con ^ modo dello ione genitore (determinazione di tutti gli
rapporti m/z che differiscono di M e la cui sovrap-
D
ioni che mediante decomposizione danno uno ione
posizione e© espressa come una data percentuale con uno specifico rapporto m/z): B /E = costante,
2
itnemogrA
della definizione di valle; per es. un potere di sepa-
ilareneG
razione (M/ M) di 1000 con una definizione di valle
D ^ modo della perdita di un frammento neutro (neutral-
del 10 per cento consente la separazione di rapporti loss mode, rilevamento di tutti gli ioni che perdono
m/z di 1000 e 1001 con un valore dell'intensita© del lo stesso frammento):
segnale che ritorna al 10 per cento sopra la linea di B/E (1-E/E0)ÃÙÄ costante, dove E0 e© il voltaggio di base
eifargonoM
base. Comunque, il potere di separazione in alcuni del settore elettrico.
ilareneG
casi (analizzatori a tempo di volo, quadrupoli, ana-
lizzatori a trappola ionica) puo© essere definito come Quadrupoli . L'analizzatore e© costituito da quattro barre
il rapporto tra la massa molecolare e l'ampiezza del metalliche parallele che hanno una sezione cilindrica o
picco a meta© altezza (50 per cento della definizione iperbolica. Esse sono disposte simmetricamente
ehcituecamraF
di valle). rispetto alla traiettoria degli ioni; le coppie diagonal-
mente opposte all'asse di simmetria delle barre sono
emroF
. Gli ioni pro-
collegate elettricamente. I potenziali alle due coppie di
Analizzatori magnetici ed elettrostatici
emirP
raggio r secondo la legge di Laplace: che il rapporto tra il voltaggio continuo e il voltaggio
alternato rimanga costante. I quadrupoli hanno gene-
m=z B2Vr
22 ralmente un intervallo di massa tra 1 u.a.m. e
2000 u.a.m. ma alcuni possono raggiungere anche le
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
tico e© generalmente seguito da un settore elettrico che poli disposti in serie Q1, Q2, Q3 (Q2 serve come cella di
agisce come un filtro ad energia cinetica e consente di collisione e non e© un analizzatore in senso proprio; il
aumentare in modo apprezzabile il potere di risoluzione gas di collisione piu© comunemente usato e© l'argon).
dello strumento. Il potere di risoluzione massimo di un I tipi di scansione piu© comuni sono i seguenti:
tale strumento (doppio settore) e© compreso tra 10000 e
150000 e nella maggior parte dei casi permette di calco- ^ modo dello ione figlio: Q1 seleziona uno ione m/z i
ecidnI
lare il valore del rapporto m/z con una accuratezza suf- cui frammenti ottenuti per collisione in Q2 sono
ficiente a determinare la composizione elementare dei analizzati da Q3,
79
Spettrometria di massa
^ modo dello ione genitore: Q3 filtra solo uno specifico presenta l'intensita© relativa delle differenti specie ioni-
rapporto m/z, mentre Q1 scansiona un dato inter- che presenti come funzione di m/z. I risultati sono
vallo di massa. Sono rivelati solo gli ioni che si essenzialmente qualitativi. Per una piu© rapida identifi-
decompongono per dare lo ione selezionato cazione e© possibile utilizzare collezioni di spettri di rife-
da Q3, rimento.
^ modo della perdita di un frammento neutro: Q1 e Q3 Modo frammentometrico (rilevamento di ioni selezio-
scansionano un certo intervallo di massa ma ad un nati). Il segnale acquisito e© limitato ad uno (rilevamento
``offset'' corrispondente alla perdita di un fram- di un singolo ione (``single ion monitoring'', SIM)) o ad
mento caratteristico di un prodotto o di una fami- alcuni (rilevamento di piu© ioni (``multiple ion monito-
glia di composti. ring'', MIM)) ioni caratteristici della sostanza da ana-
E' anche possibile ottenere degli spettri combinando lizzare. Il limite di rivelazione di questo modo puo©
analizzatori a quadrupolo con strumenti aventi un set- essere considerevolmente abbassato. Usando standard
tore magnetico o elettrostatico; questi strumenti sono esterni o interni (per es., standard deuterati) si possono
chiamati spettrometri di massa ibridi. effettuare saggi quantitativi o semiquantitativi. Questi
. Il principio e© lo stesso di saggi non possono essere effettuati con analizzatori a
tempo di volo.
Analizzatori a trappola di ioni
sente di otteneren spettri di prodotto-ione su diverse massa (rilevamento con reazione multipla (``multiple
80
Carbonio organico totale nell'acqua per uso farmaceutico
inoizircserP
segnali digitali per l'elaborazione dei dati, permettendo ad intervalli appropriati come descritto di seguito. L'ap-
ilareneG
diverse funzioni quali calibrazione, ricostruzione di parecchio deve avere un limite di rivelazione, specifi-
spettri, quantificazione automatica, archiviazione, cato dal produttore, inferiore o uguale a 0,05 mg di car-
creazione o uso di collezioni di spettri di massa. I bonio per litro.
diversi parametri fisici richiesti per il funzionamento Acqua per la determinazione del carbonio organico totale.
isilanA id
dell'apparato in toto sono gestiti da un elaboratore. Usare acqua altamente purificata che soddisfa alle spe-
idoteM
cifiche seguenti:
2.2.44. CARBONIO ORGANICO TOTALE NEL- ^ conduttivita© : non superiore a 1,0 S cm-1 a 25 C,
l 1
irotinetnoC
/ ilairetaM
La determinazione del carbonio organico totale (TOC) A seconda del tipo di apparecchio usato il contenuto di
e© una misura indiretta delle sostanze organiche presenti metalli pesanti e di rame puo© essere critico. E' necessa-
nell'acqua per uso farmaceutico. La determinazione rio seguire le istruzioni del produttore.
del carbonio organico totale puo© anche essere usata Preparazione della vetreria. Usare vetreria che e© stata
per controllare la esecuzione di diverse operazioni nella scrupolosamente lavata con un metodo che rimuove il
ivittaeR
preparazione dei medicinali. materiale organico. Per il lavaggio finale della vetreria
E' disponibile una varieta© di metodi accettabili per la usare acqua per la determinazione del carbonio organico
determinazione del carbonio organico totale. Questo totale.
capitolo generale, piuttosto che prescrivere un dato Soluzione standard. Disciogliere il saccarosio R, essic-
itnemogrA
metodo da utilizzare, descrive le procedure usate per
ilareneG
cato a 105 C per 3 h, in acqua per la determinazione
qualificare il metodo scelto e per l'interpretazione dei del carbonio organico totale in modo da ottenere una
risultati nei saggi limite. Una soluzione standard viene soluzione contenente 1,19 mg di saccarosio per litro
analizzata ad intervalli appropriati a seconda della fre- (0,50 mg di carbonio per litro).
quenza delle determinazioni; la soluzione e© preparata Soluzione in esame. Raccogliere l'acqua in esame in un
eifargonoM
con una sostanza che si presuppone sia facilmente ossi-
ilareneG
dabile (per es. saccarosio) ad una concentrazione aggiu- recipiente ermeticamente chiuso lasciando il minimo
stata in modo da dare una risposta strumentale corri- spazio vuoto ed usando tutte le precauzioni per evitare
spondente al limite del carbonio organico totale che la contaminazione. Esaminare l'acqua nel piu© breve
deve essere misurato. L'idoneita© del sistema viene deter- tempo possibile per ridurre la contaminazione dovuta
ehcituecamraF
al recipiente e alla sua chiusura.
minata mediante l'analisi di una soluzione preparata
emroF
con una sostanza che si presume si ossidi con difficolta© Soluzione per la verifica dell'idoneita© del sistema. Discio-
(per es. 1,4-benzochinone). gliere 1,4-benzochinone R in acqua per la determinazione
del carbonio organico totale in modo da ottenere una
I vari tipi di apparecchi usati per misurare il carbonio soluzione avente una concentrazione di 0,75 mg di
organico totale nell'acqua per uso farmaceutico hanno 1,4-benzochinone per litro (0,50 mg di carbonio per
eiretaM
in comune l'obiettivo di ossidare completamente le
emirP
litro).
molecole organiche nel campione di acqua per produrre Acqua per la determinazione del carbonio organico totale
carbonio diossido seguito dalla determinazione del car- di controllo. Usare acqua per la determinazione del car-
bonio diossido prodotto; il risultato e© usato per calco- bonio organico totale ottenuta nello stesso modo di
ehcituecamraF
ehcificepS
trovato dal carbonio totale oppure rimuovendo il car- sarie per stabilire la linea di base o per l'aggiustamento
bonio inorganico dal campione prima dell'ossidazione. della calibrazione seguendo le istruzioni del produttore;
La rimozione puo© anche coinvolgere molecole organi- far correre i bianchi appropriati per azzerare lo stru-
che, ma questo carbonio organico e© presente in quan- mento.
tita© trascurabili nell'acqua per uso farmaceutico. Idoneita© del sistema. Esaminare le seguenti soluzioni e
ecidnI
Apparecchio. Usare uno strumento calibrato installato registrare le risposte: acqua per la determinazione del
in linea o fuori linea. Verificare l'idoneita© del sistema carbonio organico totale (rw); soluzione standard (rs);
81
Cromatografia a fluido supercritico
soluzione per la verifica dell'idoneita© del sistema (rss). I sistemi controllati da un microprocessore devono
Calcolare l'efficienza della risposta, come percentuale, essere in grado di far muovere la fase mobile sia in con-
usando l'espressione: dizioni costanti che variabili secondo un programma
rss rw 100
ÿ definito. Nel caso di eluizione in gradiente sono dispo-
rs rw 2
nibili sistemi di pompaggio che prelevano solvente(i)
da piu© contenitori; la miscelazione dei solventi puo©
ÿ
Il sistema e© idoneo se l'efficienza della risposta non e© essere effettuata sia prima (bassa pressione) che dopo
inferiore all'85 per cento e non e© superiore al 115 per (alta pressione) della(e) pompa(e).
cento della risposta teorica.
Procedura. Far correre la soluzione in esame e regi- Iniettori
strare la risposta (ru). La soluzione in esame soddisfa L'introduzione del campione puo© essere effettuata
al saggio se ru non e© superiore a rs ^ rw. direttamente in testa alla colonna per mezzo di una val-
Il metodo puo© anche essere applicato usando una stru- vola.
mentazione in linea che e© stata adeguatamente cali-
brata e che dimostra di avere un'idoneita© del sistema Fasi stazionarie
TICO l
APPARECCHIATURA Rivelatori
L'apparecchiatura e© generalmente costituito da: un I rivelatori piu© comunemente usati sono gli spettrofoto-
sistema di pompaggio raffreddato, un iniettore, una metri nell'ultravioletto/visibile (UV/Vis) e rivelatori a
colonna cromatografica contenuta in un forno, un rive- ionizzazione di fiamma. Possono essere usati rivelatori
latore, un regolatore di pressione ed un dispositivo per a diffusione della luce, spettrofotometri di assorbi-
l'acquisizione di dati (un integratore o un registratore mento nell'infrarosso, rivelatori a conduttivita© termica
a carta). ed altri rivelatori particolari.
METODO
Sistema di pompaggio
82
Tecniche di separazione cromatografica
inoizircserP
riportati i limiti entro i quali e© possibile far variare i DATI DI RITENZIONE
ilareneG
diversi parametri e soddisfare egualmente ai criteri del- Tempo di ritenzione e volume di ritenzione
l'idoneita© del sistema. In cromatografia di eluizione le misure di ritenzione
possono essere riportate come tempo di ritenzione (tR),
direttamente definito dalla posizione del massimo del
isilanA id
2.2.46. TECNICHE DI SEPARAZIONE CROMATO-
idoteM
GRAFICA
dei componenti di un campione tra due fasi, una stazio- tR = tempo di ritenzione o distanza lungo la linea di
irotinetnoC
/ ilairetaM
naria e l'altra mobile. La fase stazionaria puo© essere base dal punto di iniezione alla perpendicolare
un solido o un liquido depositato su un supporto solido tracciata dal massimo del picco corrispondente
o un gel; essa puo© essere impaccata in una colonna, al componente considerato,
distribuita a formare uno strato o depositata come un v = velocita© di flusso della fase mobile.
film ecc. La fase mobile puo© essere gassosa, liquida o
un fluido supercritico. La separazione puo© essere
ivittaeR
Rapporto di distribuzione di massa
basata su fenomeni quali l'adsorbimento, la distribu- Il rapporto di distribuzione di massa (Dm) (detto anche
zione di massa (ripartizione), lo scambio ionico, ecc. o fattore di capacita© k' o fattore di ritenzione k) e© definito
su differenze di proprieta© fisico-chimiche delle molecole come:
come la massa, il volume, le dimensioni ecc. quantita di soluto nella fase stazionaria VS
Questo capitolo contiene le definizioni ed i metodi di Dm quantita di soluto nella fase mobile KC VM
itnemogrA
ilareneG
eifargonoM
Cromatografia su carta (2.2.26)
ilareneG
Cromatografia su strato sottile (2.2.27) Il rapporto di distribuzione di massa di un componente
Gas cromatografia (2.2.28) puo© essere determinato dal cromatogramma usando l'e-
spressione:
Cromatografia liquida (2.2.29)
Dm tRt tM
ehcituecamraF
ÿ
emroF
M
Cromatografia a fluido supercritico (2.2.45)
tR = tempo (o volume) di ritenzione o distanza lungo
la linea di base dal punto di iniezione alla per-
DEFINIZIONI pendicolare tracciata dal massimo del picco cor-
rispondente al componente considerato,
eiretaM
Le definizioni seguenti sono state usate per calcolare i tM = tempo (o volume) di ritardo: tempo (o volume)
emirP
limiti riportati nelle monografie. o distanza lungo la linea di base dal punto di
Con alcuni strumenti certi parametri, come il rapporto iniezione alla perpendicolare tracciata dal mas-
segnale-rumore, possono essere calcolati mediante un simo del picco corrispondente ad un componente
ehcituecamraF
ehcificepS
Se questo non si verifica, devono essere apportate le cor- Nella cromatografia di esclusione le caratteristiche di
rezioni necessarie. eluizione di un componente in una particolare colonna
possono essere descritte dal coefficiente di distribu-
ehcitapoemO
inoizaraperP
Cromatogramma
zione (KO), che e© calcolato mediante l'espressione:
Un cromatogramma e© un grafico o un'altra rappresen-
tazione della risposta del rivelatore, della concentra- KO ttR t tO
ÿ
t O
zione dell'eluato o un'altra quantita© usata come misura
ÿ
della concentrazione dell'eluato, rispetto al tempo, al tR = tempo (o volume) di ritenzione o distanza lungo
volume o alla distanza. I cromatogrammi ideali sono la linea di base dal punto di iniezione alla perpen-
ecidnI
rappresentati da una sequenza di picchi gaussiani su dicolare tracciata dal massimo del picco corri-
una linea di base. spondente al componente considerato,
83
Tecniche di separazione cromatografica
linea di base dal punto di iniezione alla perpendi- Il fattore di simmetria (As) (o fattore di scodamento) di
colare tracciata dal massimo del picco corrispon- un picco (Figura 2.2.46.-2) e© calcolato mediante l'e-
dente ad un componente non trattenuto, spressione:
tt = tempo (o volume) di ritenzione o distanza lungo
la linea di base dal punto di iniezione alla perpen- As w2d0;05
RF ab
b = distanza di migrazione dell'analita,
a = distanza di migrazione del fronte del solvente.
DATI CROMATOGRAFICI
Il picco puo© essere definito dall'area del picco (A) o dal-
l'altezza del picco (h) e la larghezza del picco a meta©
altezza (wh) o l'altezza del picco (h) e la larghezza del Figura 2.2.46.-2.
picco tra i punti di flesso (wi). Nel caso di picchi gaus-
siani (Figura 2.2.46.-1) vale la relazione: Efficienza di una colonna e numero apparente di piatti
wh 1; 18 wi
teorici
84
Tecniche di separazione cromatografica
inoizircserP
DATI DI SEPARAZIONE Hv = altezza al di sopra della linea di base estrapolata
ilareneG
in corrispondenza del punto piu© basso della
curva che separa i picchi dovuti all'impurezza e
Risoluzione
all'analita.
La risoluzione (Rs) tra picchi di altezza simile di due
componenti puo© essere calcolata mediante l'espres-
isilanA id
idoteM
sione:
Rs 1; 18
w w
tR2 tR1 ÿ
h1 h2
irotinetnoC
/ ilairetaM
tR2 > tR1
ivittaeR
wh1 e wh2 = larghezza dei picchi a meta© altezza.
Una risoluzione superiore a 1,5 corrisponde ad una
separazione alla linea di base.
itnemogrA
ilareneG
L'espressione riportata precedentemente non puo©
essere applicata se i picchi sono molto dissimili in
altezza.
In cromatografia planare quantitativa le distanze di
eifargonoM
ilareneG
migrazione sono usate al posto dei tempi di ritenzione
e la risoluzione puo© essere calcolata mediante l'espres-
sione:
RS 1; 18 wa RF2w RF1
ehcituecamraF
ÿ
h1 h2
emroF
RF1 e RF2 = rapporti tra le distanze dal punto di appli- Figura 2.2.46.-3.
cazione ai centri delle macchie e la
distanza percorsa dal fronte del solvente
a partire dal punto di applicazione (fat- Ritenzione relativa
eiretaM
tore di ritardo), La ritenzione relativa (r) e© una stima calcolata
emirP
mediante l'espressione:
wh1 e wh2 = larghezza dei picchi a meta© altezza,
a = distanza di migrazione del fronte del sol- r ttR2 ttMÿ
ehcituecamraF
R1 M
inoizaraperP
vente.
ÿ
ehcificepS
Hp = altezza, al di sopra della linea di base estrapo- Nella cromatografia planare i fattori di ritardo RF2 e
lata, del picco dovuto all'impurezza, RF1 sono usati in luogo di tR2 e tR1.
85
Tecniche di separazione cromatografica
S=R h
90%;n 1
ÿ
H = altezza del picco (Figura 2.2.46.-4) corrispon- K = costante (0,349) ottenuta dall'espressione
dente al componente considerato nel cromato-
gramma ottenuto con la soluzione di riferimento K 0;26 t90 6 5 nella quale 0;26 rappresenta la
p 2
%;
p p
prescritta, misurata dal massimo del picco alla DSR richiesta dopo 6 iniezioni per B = 1,0,
linea di base estrapolata considerando il segnale B = limite superiore dato nella definizione della
osservato su una distanza pari a venti volte la lar- singola monografia meno il 100 per cento,
ghezza a meta© altezza, assumendo che il limite superiore e© ottenuto
h = intervallo del rumore di fondo in un cromato- tenendo conto della riproducibilita© del
gramma ottenuto dopo l'iniezione o l'applica- metodo,
zione di un bianco, osservato su una distanza pari n = numero di iniezioni ripetute della soluzione
a venti volte la larghezza a meta© altezza del picco di riferimento 3 n 6 ;
nel cromatogramma ottenuto con la soluzione di t90%,n-1 = t di Student al 90 per cento di probabilita©
riferimento prescritta e, se possibile, disposta sim- (a due code) con n-1 gradi di liberta© .
metricamente intorno alla posizione in cui
dovrebbe essere riscontrato il picco. IDONEITAé DEL SISTEMA
I saggi di idoneita© del sistema fanno parte integrante
del metodo e vengono usati per garantire che le presta-
zioni del sistema cromatografico siano adeguate. I
parametri generalmente utilizzati per valutare la pre-
stazione della colonna sono l'efficienza apparente, il
rapporto di distribuzione di massa, la risoluzione, la
ritenzione relativa ed il fattore di simmetria. I fattori
che possono influenzare il comportamento cromatogra-
fico sono la composizione, la forza ionica, la tempera-
tura ed il pH apparente della fase mobile, la velocita© di
flusso, la lunghezza della colonna, la temperatura, la
pressione, le caratteristiche della fase stazionaria quali
la porosita© , le dimensioni ed il tipo delle particelle, l'a-
rea superficiale specifica e, nel caso di supporti in fase
Figura 2.2.46.-4. inversa, l'entita© delle modifiche chimiche (come modifi-
Ripetibilita© che superficiali finali (end-capping), carica di carbonio,
La ripetibilita© della risposta e© espressa come deviazione ecc.).
standard relativa misurata in percentuale (DSR%) di I diversi componenti della strumentazione impiegata
una serie consecutiva di misure effettuate mediante devono essere qualificati e in grado di ottenere la preci-
iniezioni o applicazioni di una soluzione di riferimento sione richiesta per la realizzazione del saggio o della
ed e© calcolata mediante l'espressione: determinazione considerata.
s I seguenti requisiti devono essere comunque rispettati,
DSR% y 100 P
ÿyi y 2
salvo diversa indicazione nella monografia.
ÿ n 1 ^ Il fattore di simmetria del picco principale deve
essere compreso tra 0,8 e 1,5 salvo indicazione
yi = valori singoli espressi come area del picco, altezza diversa nella monografia. Questo requisito si
del picco, o rapporto tra le aree con il metodo applica generalmente ai saggi ed alle determinazioni
della standardizzazione interna, descritte nelle monografie.
86
Tecniche di separazione cromatografica
inoizircserP
^ La massima deviazione standard relativa permessa Nel caso di parametri critici gli aggiustamenti che per-
ilareneG
per una serie di iniezioni ripetute della soluzione di mettono di assicurare l'idoneita© del sistema sono chia-
riferimento prescritta, non deve superare i valori ramente definiti nella monografia.
riportati nella tabella 2.2.46.-1. Questo requisito si Si devono evitare gli aggiustamenti multipli che pos-
applica solo alle determinazioni quantitative e non sono avere un effetto cumulativo sull'efficienza del
si applica al saggio delle sostanze correlate.
isilanA id
sistema.
idoteM
^ Il limite di rilevazione del picco (corrispondente ad
un rapporto segnale/rumore di 3) e© inferiore al Cromatografia su strato sottile e cromatografia su carta
limite di esclusione (reporting-threshold) del saggio Composizione della fase mobile: la quantita© del compo-
delle sostanze correlate. nente minore puo© essere variata del 30 per cento in
irotinetnoC
/ ilairetaM
^ Il limite di determinazione quantitativa del picco 6
ivittaeR
6
itnemogrA
Volume da depositare: diminuzione fino al 20 per cento
ilareneG
3 4 5 6
B (per cento)
Massima deviazione standard relativa permessa del volume prescritto se si usano lastre con particelle
2,0 0,41 0,59 0,73 0,85 aventi dimensioni fini (2-10 m).
l
2,5 0,52 0,74 0,92 1,06 Distanza di migrazione del fronte del solvente: non deve
3,0 0,62 0,89 1,10 1,27 essere inferiore a 50 mm.
eifargonoM
ilareneG
Cromatografia liquida
AGGIUSTAMENTO DELLE CONDIZIONI CROMA- Composizione della fase mobile: la quantita© del compo-
TOGRAFICHE nente minore puo© essere variata del 30 per cento in
ehcituecamraF
6
emroF
limiti entro i quali e© possibile far variare i diversi para- componente puo© essere variato per piu© del 10 per cento
metri di un saggio cromatografico in modo da soddi- in termini assoluti.
sfare ai criteri di idoneita© del sistema senza modificare pHdelcomponenteacquosodellafasemobile: 0; 2 unita©
fondamentalmente il metodo stesso. Le condizioni cro- 6
emirP
l'elaborazione della monografia. I saggi di idoneita© del tre.
6
sistema sono inclusi per assicurare che venga ottenuta Concentrazione dei sali nel tampone componente di una
la separazione richiesta per un'esecuzione soddisfacente fase mobile: 10 per cento.
del saggio o della determinazione quantitativa. Tutta-
ehcituecamraF
6
inoizaraperP
via, possono essere necessari alcuni aggiustamenti delle Lunghezza d'onda del rivelatore: non sono ammessi
ehcificepS
matografia liquida in fase inversa, in particolare, non ^ diametro interno della colonna: 25 per cento,
6
sempre gli aggiustamenti dei diversi parametri danno ^ dimensione delle particelle: riduzione massima del 50
luogo ad una cromatografia soddisfacente. In questo per cento, non e© ammesso alcun aumento.
caso, puo© essere necessario cambiare la colonna con
un'altra dello stesso tipo (per es. gel di silice ottadecilsi- Velocita© di flusso: 50 per cento.
6
ecidnI
lilato) avente il comportamento cromatografico deside- Temperatura: 10 per cento, fino ad un massimo di
6
87
Tecniche di separazione cromatografica
Composizione della fase mobile: nel caso di colonne l'analita mediante la funzione inversa.
impaccate, la quantita© del componente minore puo© Per i dosaggi e la determinazione quantitativa dei com-
essere variata del 30 per cento in termini relativi o
6
ponenti possono essere descritti nella monografia il
del 2 per cento in termini assoluti: conside-
6
metodo dello standard esterno, il metodo dello stan-
rare il valore piu© elevato tra i due. Non e© permesso dard interno o la procedura di calibrazione; general-
alcun aggiustamento per un sistema con una colonna mente non si applica la procedura di normalizzazione.
capillare. Nei saggi per le sostanze correlate si applicano general-
Lunghezza d'onda del rivelatore: non e© permesso alcun mente il metodo dello standard esterno con una sola
aggiustamento. soluzione di riferimento o la procedura di normalizza-
zione. Comunque quando, per il confronto, sia con la
Fase stazionaria: procedura di normalizzazione che con il metodo dello
standard esterno, si usa una diluizione della soluzione
^ lunghezza della colonna: 70 per cento,
6 in esame, i risultati relativi alle sostanze correlate sono
^ diametro interno della colonna: 25 per cento simili a quelli della sostanza stessa (fattore di risposta
6
(colonne impaccate), 50 per cento (colonne capil- da 0,8 a 1,2); in caso contrario il testo include i fattori
lari),
6
di correzione, valori reciproci dei fattori di
^ dimensione delle particelle: riduzione massima del 50 risposta.
per cento, non e© ammesso alcun aumento (colonne Il fattore di risposta e© una grandezza relativa, definito
impaccate). come il rapporto tra la risposta di una sostanza e quella
di un'altra aventi massa uguale e nelle condizioni
Velocita© di flusso: 50 per cento.
6
descritte nel testo.
Temperatura: 10 per cento.
6
Quando il saggio delle sostanze correlate prescrive la
Volume di iniezione: puo© essere diminuito purchë la somma delle impurezze o la determinazione quantita-
rivelazione e la ripetibilita© siano soddisfacenti. tiva di una impurezza, e© importante scegliere un appro-
88
Elettroforesi capillare
inoizircserP
priato parametro soglia e appropriate condizioni per
ilareneG
l'integrazione delle aree dei picchi. In questi saggi il veo eo E
" V
limite di esclusione e cioe© l'area al di sotto della quale i
L
picchi non sono presi in considerazione, e© generalmente
dello 0,05 per cento. Quindi il limite soglia di un " = costante dielettrica del tampone,
sistema di raccolta dei dati corrisponde, al massimo, a = potenziale zeta della superficie del capillare.
isilanA id
idoteM
f
meta© del limite di esclusione. L'integrazione dell'area La mobilita© elettroforetica e la mobilita© elettro-osmo-
dei picchi delle impurezze che non sono completamente tica dell'analita possono agire nella stessa direzione in
separate dal picco principale, viene effettuata, preferi- direzioni opposte a seconda della carica (positiva o
bilmente, mediante estrapolazione da ûvalle a valleý negativa) del soluto in modo che la velocita© del soluto
irotinetnoC
(livellamento tangenziale). Anche i picchi dovuti al sol-
/ ilairetaM
vente(i) usato(i) per disciogliere il campione non (v) e© data da:
devono essere presi in considerazione. v vep veo
6
ivittaeR
o in direzioni opposte. Nel caso in cui la velocita© elet-
PRINCIPI GENERALI tro-osmotica e© piu© elevata della velocita© elettroforetica
dei soluti, nella stessa corsa, possono essere separati
L'elettroforesi capillare e© un metodo di analisi fisico sia gli elettroliti carichi positivamente che quelli carichi
basato sulla migrazione, all'interno di un capillare e negativamente.
itnemogrA
ilareneG
sotto l'influenza di un campo elettrico a corrente conti- Il tempo (t) necessario al soluto per percorrere la
nua, di analiti carichi disciolti in una soluzione elettro- distanza (l) dall'estremita© di iniezione del capillare al
litica. punto di rivelazione (lunghezza effettiva del capillare)
La velocita© di migrazione di un analita in un campo e© dato dell'espressione:
elettrico di intensita© E e© determinata dalla mobilita© elet-
eifargonoM
t v l v l L V
ilareneG
troforetica dell'analita e dalla mobilita© elettro-osmotica
2
ep eo ep 6 eo
del tampone all'interno del capillare. La mobilita© elet- 6
troforetica di un soluto (ep) dipende dalle caratteristi- La maggior parte dei capillari di silice fusa usati in elet-
che del soluto (carica elettrica, dimensioni molecolari e troforesi hanno delle cariche negative sulla parete
ehcituecamraF
forma) e da quelle del tampone nel quale si verifica la interna che producono un flusso elettro-osmotico verso
migrazione (tipo e forza ionica dell'elettrolita, pH,
emroF
viscosita© ed additivi). La velocita© elettroforetica (vep) di il catodo. Il flusso elettro-osmotico deve rimanere
un soluto, assumendo una forma sferica, e© data dall'e- costante da corsa a corsa quando si deve ottenere una
quazione: buona riproducibilita© nella velocita© di migrazione dei
soluti. In alcune applicazioni, puo© essere necessario
vep epE 6pqr LV ridurre o eliminare il flusso elettro-osmotico modifi-
eiretaM
emirP
cando la parete interna del capillare o cambiando il
pH della soluzione tampone.
q = carica effettiva del soluto, Dopo l'introduzione del campione nel capillare, ogni
= viscosita© della soluzione elettrolitica, ione analita del campione migra nel mezzo elettrolitico
ehcituecamraF
inoizaraperP
r = raggio di Stoke del soluto, come zona indipendente, in funzione della sua mobilita©
ehcificepS
viene applicato un campo elettrico, all'interno del capil- lare del soluto lungo il capillare (diffusione longitudi-
lare si genera un flusso di solvente, detto flusso elettro- nale). In questo caso ideale l'efficienza della zona,
osmotico. La velocita© del flusso elettro-osmotico espressa come il numero dei piatti teorici (N), e© data da:
dipende dalla mobilita© elettro-osmotica (eo), che a sua N ep 2 eoD LV l 6 2 2
pione. La velocita© elettro-osmotica (veo) e© data dall'e- D = coefficiente di diffusione molecolare del soluto
quazione: nel tampone.
89
Elettroforesi capillare
Nella pratica, altri fenomeni come la dissipazione del raccomanda l'uso di un tale sistema in modo da
calore, l'adsorbimento del campione sulla parete del ottenere una buona riproducibilita© della separa-
capillare, la differenza di conduttivita© tra il campione e zione,
il tampone, la lunghezza del cilindro di campione iniet- ^ un registratore e un appropriato integratore o un
tato, le dimensioni della cella del rivelatore e i recipienti computer.
del tampone non posizionati allo stesso livello possono
anche contribuire significativamente alla dispersione La definizione del processo di iniezione e la sua auto-
della banda. mazione sono critiche per un'analisi quantitativa pre-
La separazione tra due bande (espressa come risolu- cisa. I modi di iniezione comprendono la gravita© , la
zione Rs) puo© essere ottenuta modificando la mobilita© pressione o l'iniezione sotto vuoto e l'iniezione elettro-
elettroforetica degli analiti, la mobilita© elettro-osmo- cinetica. Nel caso dell'iniezione elettrocinetica ciascun
tica indotta nel capillare e aumentando l'efficienza per componente del campione e© introdotto nel capillare in
la banda di ciascun analita, secondo l'equazione: quantita© variabile che dipende dalla sua mobilita© elet-
troforetica, cosa che porta ad una possibile discrimina-
Rs 4N epb epa
p
ÿ
eo
zione.
ep 6
90
Elettroforesi capillare
inoizircserP
OTTIMIZZAZIONE questo scopo sono disponibili capillari pronti all'uso
ilareneG
L'ottimizzazione della separazione e© un processo com- con rivestimenti costituiti da polimeri idrofili neutri,
plesso in cui possono giocare un ruolo importante cationici ed anionici.
parecchi parametri della separazione. I fattori princi-
pali da considerare nello sviluppo della separazione Parametri della soluzione elettrolitica
isilanA id
idoteM
sono i parametri della strumentazione e della soluzione Natura e concentrazione del tampone. I tamponi per l'e-
elettrolitica. lettroforesi capillare devono avere una capacita© tam-
pone appropriata nell'intervallo di pH scelto e una
Parametri della strumentazione bassa mobilita© per minimizzare la generazione di cor-
irotinetnoC
rente.
/ ilairetaM
Voltaggio. Il tempo di separazione e© inversamente pro-
porzionale al voltaggio applicato. Tuttavia un aumento E' importante ogni volta che e© possibile, adattare la
del voltaggio impiegato puo© causare un'eccessiva pro- mobilita© degli ioni del tampone alla mobilita© del soluto,
duzione di calore con un aumento della temperatura e, per limitare la distorsione della banda. E' anche impor-
come risultato di questo, la formazione di gradienti di tante il tipo di solvente usato per il campione per otte-
viscosita© nel tampone all'interno del capillare. Questo nere una focalizzazione del campione nella colonna e,
ivittaeR
fenomeno provoca l'allargamento della banda e la quindi, aumentare l'efficienza della separazione e
diminuzione della risoluzione. migliorare la rivelazione.
Temperatura. L'effetto principale della temperatura si Un aumento della concentrazione del tampone (per un
osserva sulla viscosita© del tampone e sulla conduttivita© dato pH) provoca la diminuzione del flusso elettro-
itnemogrA
ilareneG
elettrica e, quindi, sulla velocita© di migrazione. In osmotico e della velocita© del soluto.
alcuni casi un aumento della temperatura del capillare pH del tampone. Il pH del tampone puo© influenzare la
puo© causare un cambiamento conformazionale delle separazione modificando il flusso elettro-osmotico.
proteine, modificando il loro tempo di migrazione e Nella separazione di proteine e di peptidi, i cambia-
l'efficienza della separazione. menti del pH del tampone da valori superiori a valori
eifargonoM
ilareneG
Capillare. Le dimensioni del capillare (lunghezza e dia- inferiori al punto isoelettrico (pI) modificano la carica
metro interno) contribuiscono alla durata della analisi, netta del soluto da negativa a positiva. Un aumento
all'efficienza delle separazioni e alla capacita© di carico. del pH del tampone provoca generalmente un aumento
Aumentando sia la lunghezza effettiva che la lunghezza del flusso elettro-osmotico.
ehcituecamraF
totale possono diminuire i campi elettrici (lavorando a Solventi organici. Modificatori organici (metanolo, ace-
emroF
voltaggio costante) con conseguente aumento del tonitrile ecc.) possono essere aggiunti al tampone
tempo di migrazione. Per un dato tampone e un dato acquoso per aumentare la solubilita© del soluto o di altri
campo elettrico, il calore di dissipazione e, quindi, l'al- additivi e/o per influenzare il grado di ionizzazione dei
largamento della banda del campione, dipende dal dia- componenti del campione. L'aggiunta di questi modifi-
metro interno del capillare. Quest'ultimo influenza catori organici al tampone provoca generalmente una
eiretaM
anche il limite di rivelazione, dipendendo questo dal diminuzione del flusso elettro-osmotico.
emirP
volume di campione iniettato e dal sistema di rivela- Additivi per separazioni chirali. Per ottenere la separa-
zione impiegato. zione di isomeri ottici si aggiunge al tampone di separa-
Poichë l'adsorbimento dei componenti del campione zione un selettore chirale. I selettori chirali piu© comune-
ehcituecamraF
inoizaraperP
sulle pareti del capillare limita l'efficienza, nello svi- mente usati sono le ciclodestrine, ma possono essere
ehcificepS
luppo di un metodo di separazione dovrebbero essere usati anche eteri corona, polisaccaridi e proteine. Poi-
considerati dei metodi per evitare queste interazioni. chë il riconoscimento chirale deriva dalle differenti inte-
Nel caso specifico delle proteine, sono state escogitate razioni tra il selettore chirale e ciascuno degli enantio-
alcune strategie per evitare l'adsorbimento sulla parete meri, la risoluzione raggiunta per i composti chirali
ehcitapoemO
inoizaraperP
del capillare. Alcune di queste strategie (l'uso di pH dipende fortemente dal tipo di selettore chirale usato.
estremi e l'aggiunta al tampone di sostanze cariche A questo scopo per lo sviluppo di una data separazione
positivamente) richiedono, per prevenire l'adsorbi- puo© essere utile sottoporre a saggio ciclodestrine con
mento delle proteine, solo la modifica della composi- differenti dimensioni della cavita© ( -, -, o -ciclode-
a b c
zione del tampone. In altri casi, la parete interna del strine) o ciclodestrine modificate con gruppi neutri
capillare e© rivestita con un polimero, legato covalente- (metile, etile, idrossialchile ecc.) o con gruppi ionizza-
ecidnI
mente alla silice, che previene l'interazione tra le pro- bili (amminometile, carbossimetile, sulfobutiletere
teine e la superficie della silice carica negativamente. A ecc.). Quando si usano ciclodestrine modificate devono
91
Elettroforesi capillare
essere prese in considerazione le differenze esistenti; tra colati. Essi possono essere preparati in una fiala e intro-
lotto e lotto, del grado di sostituzione delle ciclode- dotti mediante la pressione in un capillare a parete rive-
stita (senza flusso elettro-osmotico). La sostituzione
strine poichë esse influenzeranno la selettivita© . Altri fat-
tori che controllano la risoluzione nelle separazioni chi- del gel prima di ogni iniezione generalmente aumenta
rali sono la concentrazione del selettore chirale, la com- la riproducibilita© della separazione. La porosita© dei gel
posizione e il pH del tampone e la temperatura. L'uso puo© essere aumentata usando polimeri a massa moleco-
di additivi organici, come il metanolo e l'urea, possono lare piu© alta (per una data concentrazione del polimero)
anche modificare la risoluzione ottenibile. o diminuendo la concentrazione del polimero (per un
polimero di data massa molecolare). Una diminuzione
della porosita© del gel provoca una diminuzione della
ELETTROFORESI CAPILLARE SU GEL mobilita© del soluto per lo stesso tampone. Poichë la dis-
PRINCIPIO soluzione di questi polimeri nel tampone produce solu-
zioni con una bassa viscosita© possono essere usate sia
Nell'elettroforesi capillare su gel, la separazione si veri- la tecnica di iniezione idrodinamica che quella elettroci-
fica nel capillare riempito con un gel che agisce come netica.
un setaccio molecolare. In questo modo per un dato
rapporto carica/massa, i componenti piu© piccoli si
muovono piu© velocemente nel capillare di quelli piu© ELETTROFORESI CAPILLARE A FOCALIZ-
grandi. L'elettroforesi capillare su gel puo© essere usata ZAZIONE ISOELETTRICA
per la separazione di macromolecole biologiche (pro- PRINCIPIO
teine e frammenti di DNA) a seconda della loro massa
molecolare. Nella focalizzazione isoelettrica, le molecole migrano
sotto l'influenza del campo elettrico, finchë esse sono
CARATTERISTICHE DEI GEL cariche, in un gradiente di pH generato da anfoliti che
hanno un ampio intervallo di valori di pI (acidi poliam-
Nell'elettroforesi capillare sono usati due tipi di gel: gel minocarbossilici), disciolti nel tampone di separazione.
chimici e gel fisici. I gel chimici, come la poliacrilam- Le tre fasi di base della focalizzazione isoelettrica sono
mide reticolata, sono preparati all'interno del capillare il caricamento, la focalizzazione e la mobilizzazione.
mediante polimerizzazione dei monomeri. Essi sono
generalmente legati alla parete di silice fusa e non pos- Fase di caricamento. Si possono usare due metodi:
sono essere rimossi senza distruggere il capillare. Se i ^ caricamento in una fase: il campione e© mescolato
gel sono usati per l'analisi delle proteine, il tampone di con gli anfoliti ed introdotto nel capillare mediante
separazione contiene generalmente sodio dodecilsol- la pressione o il vuoto;
fato e i campioni, prima dell'iniezione, sono denaturati ^ caricamento sequenziale: nel capillare sono intro-
mediante riscaldamento in una miscela di sodio dode- dotti, in successione, un tampone di caricamento,
cilsolfato e 2-mercaptoetanolo o ditiotreitolo. La sepa- gli anfoliti, il campione mescolato con gli anfoliti,
razione in gel reticolati puo© essere ottimizzata modifi- di nuovo gli anfoliti ed infine il tampone finale. Il
cando il tampone di separazione (come indicato nella volume del campione deve essere piccolo in modo
sezione elettroforesi capillare libera) e controllando la da non modificare il gradiente di pH.
porosita© del gel durante la sua preparazione. Per i gel
di poliacrilammide reticolata, la porosita© puo© essere . Quando si applica il voltaggio gli
Fase di focalizzazione
modificata cambiando la concentrazione dell'acrilam- anfoliti migrano verso il catodo o verso l'anodo a
mide e/o la proporzione dell'agente reticolante. In seconda della loro carica netta, creando un gradiente
genere, una diminuzione della porosita© del gel provoca di pH dall'anodo (pH piu© basso) al catodo (pH piu©
una diminuzione della mobilita© dei soluti. A causa della alto). Durante questa fase i componenti da separare
rigidita© di questi gel puo© essere usata solo l'iniezione migrano fino a quando essi raggiungono un pH corri-
elettrocinetica. spondente al loro punto isoelettrico (pI) e la corrente
I gel fisici sono polimeri idrofili, come poliacrilammide scende a valori bassissimi.
lineare, derivati della cellulosa, destrani ecc., che pos- Fase di mobilizzazione . Le bande dei componenti sepa-
sono essere disciolti in tamponi di separazione acquosi rati sono forzate ad attraversare il rivelatore. Tre sono
in modo da ottenere un mezzo di separazione che agisce i metodi utilizzabili:
anche da setaccio molecolare. Questi mezzi di separa- ^ nel primo metodo, la mobilizzazione e© realizzata
zione sono piu© semplici da preparare dei polimeri reti- durante la fase di focalizzazione sotto l'effetto del
92
Elettroforesi capillare
inoizircserP
flusso elettro-osmotico; il flusso elettro-osmotico aumentare l'accuratezza. La calibrazione puo© essere
ilareneG
deve essere piccolo per consentire la focalizzazione fatta correlando il tempo di migrazione e il punto isoe-
di tutti i componenti; lettrico di una serie di marcatori proteici.
^ nel secondo metodo, la mobilizzazione si realizza Durante la fase di focalizzazione la precipitazione delle
applicando una pressione positiva dopo la fase di proteine al loro punto isoelettrico puo© essere prevenuta,
isilanA id
focalizzazione;
idoteM
se necessario, aggiungendo ai tamponi sostanze addi-
^ nel terzo metodo, la mobilizzazione, dopo la fase di tive come il glicerolo, i tensioattivi, l'urea o i tamponi
focalizzazione, e© ottenuta aggiungendo dei sali al zwitterionici. Tuttavia, a seconda della concentrazione,
recipiente del catodo o dell'anodo (a seconda della l'urea denatura le proteine.
direzione scelta per la mobilizzazione) in modo alte-
irotinetnoC
/ ilairetaM
rare il pH nel capillare quando si applica il voltag-
gio. Quando il pH e© cambiato, le proteine e gli anfo- CROMATOGRAFIA ELETTROCINETICA
liti sono mobilizzati nella direzione del recipiente MICELLARE (MEKC)
che contiene i sali aggiunti e passano attraverso il
rivelatore.
ivittaeR
La separazione ottenuta, espressa come pI, dipendeD PRINCIPIO
dal gradiente di pH (dpH =dx), dal numero di anfoliti
che hanno diversi valori di pI, dal coefficiente di diffu- Nella cromatografia elettrocinetica micellare, la sepa-
sione molare (D), dall'intensita© del campo elettrico (E) razione si realizza in una soluzione elettrolitica che con-
e dalla variazione della mobilita© elettroforetica dell'a- tiene un tensioattivo a concentrazione superiore alla
itnemogrA
ilareneG
nalita con il pH ( d=dpH):
ÿ concentrazione micellare critica (cmc). Le molecole di
s soluto sono distribuite, in funzione del coefficiente di
pI 3 ED dpH
d=dpH
=dx partizione del soluto, tra il tampone acquoso e la fase
pseudo stazionaria costituita dalle micelle. La tecnica
D 2
ÿ
eifargonoM
ilareneG
troforesi e la cromatografia. E' una tecnica che puo©
OTTIMIZZAZIONE essere usata per la separazione di soluti neutri e di
I parametri principali da considerare nello sviluppo soluti carichi, mantenendo l'efficienza, la velocita© e l'a-
delle separazioni sono: deguatezza dell'elettroforesi capillare. Uno dei tensioat-
ehcituecamraF
tivi piu© usati in questa tecnica e© il tensioattivo anionico
. La focalizzazione isoelettrica capillare uti- sodio dodecilsolfato, anche se sono usati altri tensioat-
emroF
Voltaggio
lizza nella fase di focalizzazione campi elettrici altis- tivi, per esempio quelli cationici come i sali di cetiltri-
simi, da 300 V/cm a 1000 V/cm. metilammonio.
Capillari. Il flusso elettro-osmotico deve essere ridotto Il meccanismo di separazione e© il seguente. A pH neu-
o soppresso a seconda della strategia di mobilizzazione tro o alcalino e© generato un forte flusso elettro-osmo-
(vedere quanto riportato precedentemente). I capillari
eiretaM
emirP
rivestiti tendono a ridurre il flusso elettro-osmotico. tico che trascina gli ioni del tampone di separazione
nella direzione del catodo. Se si usa il sodio dodecilsol-
Soluzioni. Il recipiente del tampone dell'anodo e© riem- fato come tensioattivo, la migrazione elettroforetica
pito con una soluzione a pH inferiore al pI dell'anfolita della micella anionica avviene nella direzione opposta,
ehcituecamraF
soluzione a pH piu© alto del pI dell'anfolita piu© basico. complessiva delle micelle e© rallentata rispetto al flusso
Si usano frequentemente l'acido fosforico per l'anodo e globale della soluzione elettrolitica. Nel caso di soluti
il sodio idrossido per il catodo. neutri, poichë l'analita puo© ripartirsi tra la micella e il
L'aggiunta, nella soluzione degli anfoliti, di polimeri tampone acquoso e non ha mobilita© elettroforetica, la
ehcitapoemO
inoizaraperP
come la metilcellulosa tende ad eliminare le forze con- velocita© di migrazione dell'analita dipende solo dal
vettive (se vi sono) e il flusso elettro-osmotico aumen- coefficiente di partizione tra la micella e il tampone
tando la viscosita© . In commercio sono disponibili anfo- acquoso. Nell'elettroferogramma, i picchi corrispon-
liti che comprendono intervalli di pH molto diversi e denti a ciascun soluto non carico si trovano sempre tra
possono essere mescolati, se necessario, in modo da quello del marcatore del flusso elettro-osmotico e
ottenere un intervallo di pH piu© grande. Gli intervalli quello della micella (il tempo compreso tra questi due
ecidnI
di pH piu© ampi sono usati per valutare il punto isoelet- picchi e© detto finestra di separazione). Per soluti carichi
trico, mentre gli intervalli piu© stretti sono usati per elettricamente, la velocita© di migrazione dipende sia
93
Elettroforesi capillare
dal coefficiente di partizione del soluto tra le micelle e il Parametri della strumentazione
1
t0 Natura e concentrazione del tensioattivo. Il tipo di ten-
Rs 4 N
p
1 ÿ k b
0
tm
ÿ
sioattivo, nello stesso modo della fase stazionaria in
2
kb 1 1 ttm0 ka
2 0
2
0
cromatografia, influisce sulla risoluzione poichë modi-
fica la selettivita© della separazione. Anche il log k di
0
=
soluti. tensioattivo nella fase mobile cambia la risoluzione
Equazioni simili, ma non identiche, danno come risul- ottenuta.
tato valori di k e Rs per soluti carichi elettricamente. pH del tampone. Benchë il pH non modifichi il coeffi-
0
94
Elettroforesi capillare
inoizircserP
Solventi organici. Nella cromatografia elettrocinetica ^ compensare per lo spostamento del tempo di migra-
ilareneG
micellare, per aumentare la separazione di composti zione da corsa a corsa, in modo da ridurre la varia-
idrofobici, possono essere aggiunti alla soluzione elet- zione della risposta,
trolitica modificatori organici (metanolo, propanolo, ^ compensare le differenti risposte dei costituenti del
acetonitrile ecc.). L'aggiunta di questi modificatori fa campione che hanno tempi di migrazione diversi.
isilanA id
generalmente diminuire il tempo di migrazione e la
idoteM
selettivita© della separazione. Poichë l'aggiunta di modi- Quando si usa uno standard interno, occorre verificare
ficatori organici influenza la concentrazione micellare che nessun picco della sostanza in esame sia masche-
critica, si deve avere un certo equilibrio tra la concen- rato da quello dello standard interno.
trazione del modificatore organico e quella del ten-
irotinetnoC
/ ilairetaM
sioattivo per evitare l'inibizione o l'alterazione della
formazione delle micelle con conseguente assenza di CALCOLI
partizione. La dissociazione delle micelle in presenza
di un alto contenuto di un solvente organico non sem- Dai valori ottenuti, calcolare il contenuto del compo-
pre significa che la separazione non sara© piu© possibile; nente o dei componenti in esame. Quando prescritto, il
in alcuni casi l'interazione idrofobica tra il monomero contenuto percentuale di uno o piu© componenti del
ivittaeR
del tensioattivo e i soluti neutri forma dei complessi sol- campione in esame e© calcolato determinando l'area/e
vofobici che possono essere separati elettroforetica- corretta/e del/dei picco/chi come percentuale del totale
mente. delle aree corrette di tutti i picchi, esclusi quelli dovuti
Additivi per separazioni chirali. Per la separazione di al solvente o a qualsiasi reattivo aggiunto (procedura
di normalizzazione). Si raccomanda l'uso di un sistema
itnemogrA
enantiomeri mediante la cromatografia elettrocinetica
ilareneG
micellare, un selettore chirale viene incluso nel sistema di integrazione automatico (integratore o sistema di
micellare, sia legato covalentemente al tensioattivo che acquisizione e di elaborazione dei dati).
aggiunto all'elettrolita della separazione micellare. Le
micelle che hanno una parte con proprieta© di discrimi- IDONEITAé DEL SISTEMA
eifargonoM
nazione chirale comprendono i sali di N-dodecanoil-L-
ilareneG
amminoacidi, i sali biliari, ecc. La risoluzione chirale Al fine di verificare il comportamento del sistema di
puo© anche essere ottenuta usando discriminanti chirali elettroforesi capillare, si usano i parametri dell'idoneita©
come le ciclodestrine, aggiunti alle soluzioni elettroliti- del sistema. La scelta di questi parametri dipende dal
che che contengono tensioattivi achirali che formano
ehcituecamraF
le micelle. tipo di elettroforesi capillare usato. Essi sono: il fattore
di capacita© (k') (solo per la cromatografia elettrocine-
emroF
Altri additivi. Possono essere attuate diverse strategie tica micellare), il numero apparente di piatti teorici
per modificare la selettivita© aggiungendo delle sostanze (N), il fattore di simmetria (As) e la risoluzione (Rs).
chimiche al tampone. L'aggiunta di alcuni tipi di ciclo- Nelle sezioni precedenti sono state descritte le espres-
destrine al tampone puo© anche essere usata per ridurre sioni teoriche di N e Rs, di seguito sono pero© riportate
l'interazione di soluti idrofobi con le micelle, aumen-
eiretaM
equazioni piu© pratiche che consentono di calcolare que-
emirP
tando quindi la selettivita© per questo tipo di composto. sti parametri dagli elettroferogrammi.
Un altro modo usato per aumentare la selettivita© delle
separazioni in cromatografia elettrocinetica micellare e©
NUMERO APPARENTE DI PIATTI TEORICI
ehcituecamraF
ehcificepS
95
Spettrometria Raman
96
Spettrometria Raman
inoizircserP
^ una adeguata ottica (un insieme di lenti, specchi o IDENTIFICAZIONE E DETERMINAZIONE
ilareneG
fibre ottiche) che convoglia la luce di eccitazione e QUANTITATIVA MEDIANTE SOSTANZE DI
raccoglie la luce diffusa proveniente dal campione RIFERIMENTO
in esame,
^ un sistema ottico, monocromatore o filtro, che tra- Preparare, con la stessa procedura, la sostanza da esa-
isilanA id
minare e quella di riferimento; registrare gli spettri
idoteM
smette gli spostamenti di frequenza derivanti dalla nelle stesse condizioni operative. I massimi presenti
diffusione Raman mentre impedisce alla intensa nello spettro ottenuto con la sostanza da esaminare
frequenza incidente (diffusione Rayleigh) di rag- corrispondono, per posizione ed intensita© relativa, a
giungere il rivelatore, quelli osservati nello spettro ottenuto con la sostanza
irotinetnoC
/ ilairetaM
^ un sistema di dispersione (reticolo o prisma), accop- di riferimento (SCR).
piato con fenditure, per la scelta della lunghezza Se lo spettro ottenuto con un campione in fase solida
d'onda ed un rivelatore (generalmente un tubo foto- mostra differenze nelle posizioni dei massimi, trattare,
moltiplicatore), nello stesso modo, la sostanza da esaminare e la
oppure sostanza di riferimento, affinchë esse cristallizzino o
ivittaeR
vengano ottenute nella stessa forma o procedere
^ un sistema di dispersione (reticolo o prisma) accop- secondo quanto prescritto nella monografia; registrare
piato con un rivelatore multicanale (generalmente di nuovo gli spettri.
un sistema con accoppiamento di carica (CCD)),
La legge di Lambert-Beer non e© valida nella spettrome-
oppure tria Raman; l'intensita© Raman e© invece direttamente
itnemogrA
ilareneG
^ un interferometro con un rivelatore che permette di proporzionale alla concentrazione delle specie moleco-
registrare, nel tempo, la luce diffusa e con un lari che danno luogo al processo di diffusione. Come
sistema di gestione dati che trasforma questi nel per altre tecniche spettroscopiche la determinazione
dominio delle frequenze o dei numeri d'onda quantitativa puo© essere effettuata utilizzando quantita©
o concentrazioni note di sostanze di riferimento. Poichë
eifargonoM
mediante trasformata di Fourier.
ilareneG
questa tecnica ha una risoluzione spaziale piccola si
debbono usare accorgimenti per garantire campioni
PREPARAZIONE DEL CAMPIONE rappresentativi delle sostanze di riferimento e di quelle
non note da analizzare, ad esempio assicurandosi che
ehcituecamraF
Uno spettro Raman puo© essere ottenuto da campioni esse si trovino nello stesso stato fisico o utilizzando,
solidi, liquidi o gassosi sia direttamente che mediante per le sostanze liquide, uno standard interno.
emroF
contenitori o tubi di vetro; lo spettro si ottiene di norma
senza una previa preparazione o diluizione del cam- IDENTIFICAZIONE E DETERMINAZIONE
pione stesso.
QUANTITATIVA MEDIANTE COLLEZIONI
La maggiore limitazione della spettrometria Raman e© SPETTRALI E METODI STATISTICI PER LA
eiretaM
emirP
legata al fatto che le impurezza possono dar luogo a CLASSIFICAZIONE E LA CALIBRAZIONE
fluorescenza interferendo con la rivelazione del molto
piu© debole segnale Raman. L'emissione di fluorescenza Controllo delle prestazioni dello strumento. Utilizzare
puo© essere evitata scegliendo una sorgente laser la cui l'apparecchiatura secondo le istruzioni del costruttore,
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
linea di eccitazione abbia una lunghezza d'onda piu© effettuare le calibrazioni prescritte ed i saggi di ``perfor-
lunga, ad esempio una nel vicino infrarosso. L'intensita© mance'' del sistema ad intervalli regolari in funzione
di certe linee Raman puo© essere aumentata in diversi dell'uso dell'apparecchiatura stessa e delle sostanze da
modi come nella spettrometria di ``Risonanza Raman'' analizzare. Quando si usa la spettrometria Raman per
(RR) e nella ``Surface Enhanced Raman Spectrometry'' dosaggi quantitativi o quando si mettono a punto colle-
ehcitapoemO
inoizaraperP
che possono essere in parte evitate mediante rotazione Verifica della scala dei numeri d'onda.Verificare la scala
del campione stesso. dei numeri d'onda dello spostamento Raman (normal-
97
Spettrometria Raman
mente espresso in centimetri reciproci) usando un ade- ^ differenze nella risposta strumentale,
guato standard con massimi caratteristici nell'interval-
lo dei numeri d'onda in studio, per es. una sostanza ^ differenze di focalizzazione e di geometria del cam-
organica, una lampada al Ne o linee di plasma Ar+ da pione,
un laser a ioni argon. ^ differenze nella densita© di impaccamento per i cam-
La calibrazione dovrebbe essere fatta in modo ade- pioni solidi.
guato al tipo di sostanza da analizzare per es. dovrebbe
essere usato uno standard solido quando le sostanze Appropriati criteri di accettabilita© varieranno in fun-
da analizzare sono solide cos|© come uno standard, zione dell'applicazione, ma variazioni giornaliere del
liquido, nel caso in cui i campioni siano liquidi. Sce- 6 10 per cento nell'intensita© relativa di una banda sono
gliere sostanze adeguate (per es. indene, cicloesano o ottenibili nella maggior parte dei casi.
naftalene) per le quali i numeri d'onda degli sposta- Creazione di una collezione di spettri di riferimento.
menti sono stati accuratamente determinati. Un cam- Registrare gli spettri di un adeguato numero di mate-
pione di indene puo© essere convenientemente messo in riali adeguatamente controllati (per es. come prescritto
un tubo per NMR, chiuso in atmosfera di gas inerte, e in una monografia) e che presentino quelle variazioni
conservato al buio e al freddo onde evitarne la degrada- (produttore, lotto, forma cristallina, dimensioni delle
zione. particelle, ecc.) tipiche del materiale in esame. L'in-
Tabella 2.2.48.-1. Spostamenti del numero d'onda (e tol- sieme degli spettri rappresenta l'informazione che defi-
leranze accettabili) di cicloesano, indene e naftalene nisce i confini di similarita© o i limiti quantitativi che,
ad esempio, possono essere usati per identificare la
cicloesano
a
indene
b
naftalene
a
sostanza o per verificare la quantita© formatasi in un
processo di produzione. Il numero di sostanze in un
2938,3 ( 6 1,5) ö 3056,4 (6 1,5) ``data base'' dipende dalla specifica applicazione.
2923,8 ( 6 1,5) ö ö La collezione di spettri in un ``data base'' puo© essere
2852,9 ( 6 1,5) ö ö rappresentata in maniere diverse definite dalla tecnica
ö 1609,7 ( 1,0) 1576,6 ( 1,0) matematica usata per la classificazione o per le deter-
minazioni quantitative.
6 6
98
Focalizzazione isoelettrica
inoizircserP
Il confronto tra spettri o trasformazioni di uno spettro, = densita© della sfera utilizzata, espressa in grammi
ilareneG
1
la predizione quantitativa di certe proprieta© o quantita© per centimetro cubo,
nel materiale in esame possono richiedere l'uso di una 2 = densita© del liquido in esame, espressa in grammi
adeguata tecnica chemometrica o statistica di calibra- per centimetro cubo, ottenuta moltiplicando la
zione o di classificazione. sua densita© relativa d2020 per 0,9982,
isilanA id
idoteM
2.2.49. METODO DEL VISCOSIMETRO A SFERA
t = tempo di caduta della sfera in secondi.
CADENTE
irotinetnoC
/ ilairetaM
newtoniani mediante un adatto viscosimetro a sfera
cadente e© effettuata a 20 0,1 C, salvo diversa indica-
6
ivittaeR
dell' 1,5 per cento, a meno che per l'apparecchio usato trico. La separazione viene effettuata su una piastra di
non sia definito un limite piu© ristretto. gel di poliacrilammide o di agarosio che contiene una
miscela di elettroliti anfoteri (anfoliti). Quando sono
Apparecchiatura. Il viscosimetro a sfera cadente e© costi- sottoposti ad un campo elettrico gli anfoliti migrano
itnemogrA
nel gel in modo da creare un gradiente di pH. In alcuni
ilareneG
tuito da un tubo di vetro racchiuso all'interno di un
manicotto, in modo da permettere un preciso controllo casi si usano gel aventi un gradiente di pH immobiliz-
della temperatura, e da 6 sfere di vetro, di ferro-nichel zato ottenuto mediante incorporazione di acidi e basi
o di acciaio, con densita© e diametri differenti. Il tubo e© deboli in regioni specifiche del gel al momento della
fissato in modo che l'asse sia inclinato di 10 1 sua preparazione. Nel momento in cui le proteine depo-
eifargonoM
sitate raggiungono la regione in cui il pH corrisponde
6
ilareneG
rispetto alla verticale. Due segni circolari sul tubo defi-
niscono la distanza che le sfere devono percorrere. al loro punto isoelettrico, la loro carica viene neutraliz-
L'apparecchio disponibile in commercio e© dotato di zata e la migrazione si ferma. Sulla base della miscela
tabelle che indicano le costanti, la densita© delle sfere e di anfoliti scelti e© possibile creare gradienti con una
l'adeguatezza delle stesse a diversi intervalli di visco- gamma diversa di pH.
ehcituecamraF
sita© .
emroF
Metodo Riempire il tubo del viscosimetro, pulito, asciu- ASPETTI TEORICI
gato e previamente portato a 20 0,1 C, con il liquido
6
Quando una proteina si trova in una posizione che cor-
da esaminare evitando la formazione di bolle. Inserire risponde al suo punto isoelettrico la sua carica netta e©
la sfera appropriata all'intervallo di viscosita© del
eiretaM
emirP
liquido in esame, in modo da ottenere un tempo di nulla e la sua migrazione nella matrice del gel, sotto
caduta non inferiore a 30 s. Chiudere il tubo e mante- l'effetto del campo elettrico, si arresta. Il suo sposta-
nere la soluzione a 20 0,1 C per almeno 15 min. mento per diffusione resta tuttavia possibile. Il gra-
6
Lasciar percorrere alla sfera, immersa nel liquido, la diente di pH costringe la proteina a rimanere nella posi-
ehcituecamraF
inoizaraperP
distanza tra i due segni circolari per una volta senza essa si trova cos|© concentrata. Questo effetto di concen-
effettuare la misura. Ripetere l'operazione e cronome- trazione e© chiamato ``focalizzazione''. L'aumento della
trare, a 1/5 di secondo, il tempo impiegato dalla sfera tensione applicata, o la riduzione della quantita© del
per cadere dal segno superiore a quello inferiore. Ripe- campione deposto, ha come effetto quello di migliorare
tere questa operazione almeno 3 volte.
ehcitapoemO
inoizaraperP
k = costante, espressa in millimetri quadrati per misurata determinando la differenza pI minima alla D
99
Focalizzazione isoelettrica
d pH pH nella regione piu© vicina al pI. anche essere usata come saggio semi-quantitativo se la
densita© e© misurata con un densitometro, o uno stru-
Poichë D e - d =dpH per una data proteina non pos- mento analogo, per determinare la concentrazione rela-
l
sono essere cambiate, due sono i mezzi possibili per tiva di proteine nelle bande.
migliorare la separazione: ridurre l'intervallo di pH e
aumentare l'intensita© del campo elettrico. APPARECCHIATURA
Un apparecchio per focalizzazione isoelettrica com-
ASPETTI PRATICI prende:
^ un generatore di corrente continua a tensione varia-
Si devono considerare con un'attenzione particolare le bile e potenza stabilizzata,
caratteristiche e/o la preparazione del campione. La ^ una camera per la focalizzazione isoelettrica di pla-
presenza di sali nel campione puo© presentare dei pro- stica rigida contenente, come supporto del gel, una
blemi ed e© preferibile preparare il campione utiliz- piastra refrigerata costruita con materiale appro-
zando, per quanto possibile, acqua deionizzata o una priato,
soluzione di anfoliti al 2 per cento con l'ausilio della
dialisi o di una filtrazione su gel, se necessario. ^ un coperchio in materiale plastico che porta degli
elettrodi di platino che vengono messi in contatto
Generalmente si utilizza una tensione di 2500 V che e© con il gel per mezzo di strisce di carta di larghezza,
considerata ottimale in condizioni operative definite. lunghezza e spessore appropriati, impregnate con
Puo© essere usata una potenza costante fino a 30 W e soluzioni degli elettroliti anodici e catodici.
si ottiene una separazione completa generalmente in
1,5-3,0 h. FOCALIZZAZIONE ISOELETTRICA SU GEL DI
Il tempo richiesto per realizzare la focalizzazione su gel POLIACRILAMMIDE: DESCRIZIONE DETTA-
di poliacrilammide su strato sottile viene determinato GLIATA DELLA PROCEDURA
mediante la deposizione di una proteina colorata (per Il metodo di seguito descritto e© una procedura di focaliz-
es. emoglobina) in punti differenti del gel e successiva zazione isoelettrica su gel di poliacrilammide, su strato
applicazione del campo elettrico: l'equilibrio si ottiene spesso, che si utilizza salvo indicazione diversa nella
quando i profili elettroforetici ottenuti con i differenti monografia.
depositi sono tutti identici. In alcuni protocolli, il punto
finale di focalizzazione e© determinato dal tempo tra-
scorso a partire dalla deposizione del campione. PREPARAZIONE DEI GEL
La risoluzione tra bande proteiche su un gel per la foca- Stampo . Lo stampo (vedere Figura 2.2.54.-1) e© costi-
lizzazione isoelettrica preparato con degli anfoliti vet- tuito da una lastra di vetro (A) sulla quale e© disposto
tori puo© essere abbastanza buona. Una risoluzione un film di poliestere (B) destinato a facilitare la mani-
migliore puo© essere ottenuta utilizzando dei gradienti polazione del gel, di uno o piu© spaziatori (C), di una
di pH immobilizzati nei quali le specie tampone, analo- seconda lastra di vetro (D) e di pinze che servono a
ghe agli anfoliti vettori, sono copolimerizzate entro la mantenere insieme i differenti elementi.
matrice del gel. Proteine con pI che differiscono di Gel di poliacrilammide al 7,5 per cento . Disciogliere
sole 0,02 unita© di pH possono essere separate utiliz- 29,1 g di acrilammide R e 0,9 di metilenbisacrilammi-
zando un gel preparato con anfoliti vettori, mentre i de R in 100 ml di acqua R. A 2,5 volumi di questa solu-
100
Focalizzazione isoelettrica
inoizircserP
zione aggiungere la miscela di anfoliti specificata nella bordo. Chiudere con il coperchio in modo che gli elet-
ilareneG
monografia e portare a 10 volumi con acqua R. Mesco- trodi siano in contatto con gli stoppini (rispettivamente
lare accuratamente e degassare la soluzione. il polo anodico e il polo catodico). Procedere con la
. Stendere il film di poliestere focalizzazione isoelettrica applicando i parametri elet-
trici descritti nella monografia. Interrompere la cor-
Preparazione dello stampo
isilanA id
poi la seconda lastra di vetro e fissare con le pinze. rente quando la migrazione della miscela delle proteine
idoteM
Prima dell'uso, porre la soluzione su un agitatore di riferimento e© stabilizzata. Utilizzare una pinza per
magnetico ed aggiungere 0,25 volumi di una soluzione rimuovere dal gel le strisce utilizzate per la deposizione
(100 g/l) di ammonio persolfato R e 0,25 volumi di tetra- e i due stoppini collegati agli elettrodi. Immergere il
metiletilendiammina R. Versare immediatamente la gel nella soluzione di fissazione per la focalizzazione isoe-
irotinetnoC
/ ilairetaM
soluzione riempiendo lo spazio tra le lastre di vetro lettrica su gel di poliacrilammide R ed incubare a tempe-
dello stampo. ratura ambiente, agitando dolcemente, per 30 min.
Togliere la soluzione, aggiungere 200 ml della soluzione
di decolorazione R ed incubare agitando continuamente
per 1 h. Scolare il gel, aggiungere la soluzione di colora-
zione al Comassie R ed incubare per 30 min. Decolorare
ivittaeR
il gel mediante diffusione passiva con la soluzione di
decolorazione R fino a che le bande siano nettamente
visibili sul fondo chiaro. Annotare la posizione e l'in-
tensita© delle bande dell'elettroforegramma come pre-
itnemogrA
scritto nella monografia.
ilareneG
VARIAZIONI RISPETTO AL METODO GENE-
RALE (SOGGETTE A CONVALIDA)
eifargonoM
ilareneG
Quando si fa riferimento ad un metodo generale sulla
Figura 2.2.54. 1 - Stampo focalizzazione isoelettrica, le variazioni di metodologia
PROCEDURA o di procedura possono essere soggette a convalida.
Queste variazioni possono comprendere:
ehcituecamraF
Smontare lo stampo e, utilizzando il film di poliestere, ^ l'uso di gel su piastra pronti per l'uso, disponibili in
emroF
trasferire il gel sul supporto raffreddato, bagnato con commercio,
alcuni millilitri di un liquido appropriato, facendo
attenzione ad evitare la formazione di bolle d'aria. ^ l'uso di gradienti di pH immobilizzati,
Preparare le soluzioni da esaminare e le soluzioni di ^ l'uso di gel cilindrici,
riferimento come indicato nella monografia. Per la
eiretaM
emirP
deposizione dei campioni, porre sul gel delle strisce di ^ l'uso di gel su piastre di dimensioni diverse, in parti-
carta con dimensioni di 10 mm 5 mm circa, poi
2 colare di gel ultrasottili (0,2 mm),
impregnarle con la quantita© prescritta delle soluzioni.
Se la concentrazione in proteina di una soluzione e© ^ variazioni della procedura di deposizione dei cam-
ehcituecamraF
carta (fino a 4). Deporre, in maniera analoga, la quan- maschere di deposito o di stoppini costituiti da
tita© prescritta di una soluzione contenente proteine materiale diverso dalla carta,
con punto isoelettrico noto che serviranno da marcatori ^ variazioni della condizioni di migrazione, in parti-
di pH per tarare il gel. Alcuni protocolli prevedono di colare del campo elettrico, in funzione delle dimen-
ehcitapoemO
inoizaraperP
formare nel gel, al momento della polimerizzazione, sioni del gel e dell'apparecchio, e l'uso di tempi di
dei pozzetti dove deporre le soluzioni anzichë utilizzare migrazione fissati piuttosto che una interpretazione
le strisce di carta. Tagliare due strisce di carta (stoppini) soggettiva della stabilita© della banda,
della stessa lunghezza del gel ed impregnarle con le
soluzioni elettrolitiche: acida per l'anodo ed alcalina ^ l'inclusione di una fase di pre-focalizzazione,
per il catodo. La composizione delle soluzioni anodica ^ l'uso di strumentazione automatica,
ecidnI
101
Microscopia elettronica analitica
CONVALIDA DELLE PROCEDURE DI FOCA- Un fenomeno noto come deriva catodica, in cui il gra-
LIZZAZIONE ISOELETTRICA diente di pH si deteriora nel tempo, puo© verificarsi se
la focalizzazione ha una durata troppo lunga. Benchë
Se vengono utilizzati dei metodi alternativi al metodo il fenomeno non sia ancora ben compreso, l'elettroen-
generale, essi devono essere convalidati. Per convali- dosmosi e l'adsorbimento di diossido di carbonio pos-
dare la separazione possono essere utilizzati i seguenti sono essere fattori che portano alla deriva catodica.
criteri: Questo fenomeno si osserva nel momento in cui la pro-
^ formazione di un gradiente di pH stabile avente le teina focalizzata migra fuori della estremita© catodica
caratteristiche desiderate, valutato utilizzando, per del gel. Per correggere questo problema possono essere
esempio, marcatori di pH colorati a punti isoelet- utilizzati i gradienti di pH immobilizzati.
trici noti, Durante la focalizzazione e© importante un raffredda-
^ confronto con l'elettroferogramma fornito con la mento efficace (4 C circa) del letto su cui e© adagiato il
sostanza chimica di riferimento per la preparazione gel. Campi elettrici elevati, usati durante la focalizza-
da esaminare, zione isoelettrica, possono provocare un surriscalda-
^ ogni altro criterio di convalida prescritto nella mento ed influenzarne la qualita© .
monografia.
ANALITICA
GENERALE
Nei suoi schemi generali un microscopio elettronico a
Le variazioni del metodo generale richieste per l'analisi trasmissione e© molto simile ad un microscopio ottico.
di specifiche sostanze possono essere specificate in det- Ciascuno dei due ha una sorgente di illuminazione,
taglio nelle monografie. Queste comprendono: una o piu© lenti condensatore, un obiettivo e una o piu©
^ l'aggiunta di urea nel gel di migrazione (una concen- lenti per ottenere l'ingrandimento finale voluto. La dif-
trazione 3 M e© spesso soddisfacente per mantenere ferenza fondamentale tra i due strumenti consiste
la proteina in soluzione, ma puo© essere usata fino quindi nell'impiego di un fascio di elettroni invece che
ad una concentrazione 8 M), per alcune proteine della radiazione elettromagnetica visibile, il che implica
che precipitano al loro punto isoelettrico. In questo tra l'altro che le lenti, nel caso del microscopio elettro-
caso nella formulazione del gel si aggiunge l'urea nico, sono rappresentate da campi magnetici o elettro-
per mantenere la proteina in soluzione. Se si utilizza statici. I princ|©pi di funzionamento di un microscopio
l'urea si devono usare solo soluzioni preparate di elettronico a trasmissione possono essere schematizzati
recente per prevenire la carbammilazione della pro- come segue. Il fascio elettronico viene emesso dal
teina, catodo, costituito da un filamento di tungsteno portato
^ l'utilizzo di metodi di colorazione alternativi, ad alta temperatura (2600-2800 C) e mantenuto ad un
^ l'uso di additivi per il gel, come detergenti non elevato potenziale negativo rispetto all'anodo posto a
ionici (per es. ottilglucoside) o detergenti anfolitici massa. Un elettrodo ad un potenziale negativo legger-
per prevenire l'aggregazione o la precipitazione mente piu© alto del catodo circonda quest'ultimo ed ha
delle proteine. la funzione di focalizzare il fascio elettronico in modo
che all'uscita dall'anodo questo abbia gia© un buon
grado di collimazione. L'intero sistema, che prende il
ASPETTI DA CONSIDERARE nome di cannone elettronico, e© in grado di produrre un
fascio molto intenso (100-500 mA) e collimato (diame-
I campioni possono essere depositati in qualsiasi area tro minimo di circa 1 m). Il fascio passa quindi attra-
del gel ma in generale si dovrebbero depositare in aree verso la lente condensatore che permette di variare l'in-
dove si suppone che essi si focalizzino. Per proteggere tensita© e la divergenza dell'illuminazione incidente sul-
le proteine da ambienti a pH estremi i campioni non l'oggetto. Il campione da osservare e© posto immediata-
dovrebbero essere depositati in prossimita© degli elet- mente prima del piano focale della lente obiettivo che
trodi. Durante lo sviluppo del metodo l'analista puo© ne produce una immagine ingrandita sul ``piano
provare a depositare la proteina in tre posizioni sul gel oggetto'' della lente proiettore; quest'ultima forma l'im-
(per es. al centro e alle estremita© ); il comportamento di magine finale, ulteriormente ingrandita, su uno
una proteina depositata alle estremita© opposte del gel schermo fluorescente o su una lastra fotografica. Va
puo© non essere identico. sottolineato che nei moderni microscopi elettronici,
102
Microscopia elettronica analitica
inoizircserP
oltre alla lente proiettore, sono montate una o due altre frazione elettronica possono essere interpretate come
ilareneG
lenti magnetiche, le cosiddette lenti intermedie, le cui sezioni del reticolo reciproco del cristallo osservato, di
combinazioni di lunghezza focale permettono di otte- cui permettono di calcolare alcuni dei parametri retico-
nere una ampia gamma di valori dell'ingrandimento lari. In particolare, dalle distanze R misurate tra i
finale (da 50 a 750000 ). Sono inoltre presenti due
2 2 riflessi presenti sulle figure di diffrazione e© semplice
isilanA id
lenti condensatore con le quali viene realizzato un ottenere, mediante l'equazione:
idoteM
miglior controllo della illuminazione del campione.
In definitiva, la maggior parte dei microscopi elettro- 1= d Ll=R
j j
3
irotinetnoC
/ ilairetaM
alla diversa diffusione che subisce il fascio elettronico
incidente nell'attraversare il campione. Parti del cam- l = lunghezza d'onda degli elettroni,
pione di spessore diverso diffondono gli elettroni in le dimensioni d* del reticolo reciproco del cristallo stu-
diverso grado, dando luogo a corrispondenti variazioni diato e, dalle relazioni fra reticolo diretto e reticolo
di contrasto sull'immagine. La capacita© che hanno gli reciproco, i parametri reticolari del cristallo stesso.
elettroni di passare attraverso il campione e© comunque
ivittaeR
molto ridotta, per cui solo campioni sottilissimi, di
spessore inferiore a 0,2 mm, trasmettono un fascio elet-
tronico sufficientemente intenso per produrre una Microanalisi a raggi X
itnemogrA
tronici a trasmissione dispongono della possibilita© di La microanalisi a raggi X consente di completare l'in-
ilareneG
variare il potenziale di accelerazione degli elettroni formazione ultrastrutturale con quella relativa alla
(in alcuni strumenti fino a 300 kV), in modo da ottenere composizione chimica del campione. I vari elementi
lo stesso grado di contrasto sull'immagine quando sono che lo costituiscono possono essere infatti identificati
esaminati campioni di differente spessore. Poichë la dif- in base alla lunghezza d'onda della radiazione X carat-
eifargonoM
fusione degli elettroni dipende dalla quantita© di materia teristica emessa a seguito dell'interazione con elettroni
ilareneG
che incontrano sul loro percorso, il contrasto sull'im- di alta energia. Il riconoscimento e la misura della
magine rispecchia null'altro che la distribuzione di radiazione emessa dal campione possono essere effet-
materia nel campione, ove per quantita© di materia si tuati mediante sistemi spettroscopici sia a dispersione
intende il prodotto della densita© atomica (atomi per di lunghezza d'onda sia a dispersione di energia.
ehcituecamraF
unita© di volume dell'oggetto osservato) moltiplicato I sistemi a dispersione di lunghezza d'onda sono costi-
emroF
per il suo spessore. In definitiva, l'immagine elettromi- tuiti da uno spettrometro a cristallo e da un contatore
croscopica fornisce informazioni sul campione che non proporzionale. Lo spettrometro a cristallo invia al con-
sono direttamente paragonabili con quelle fornite da tatore una radiazione di ben precisa lunghezza d'onda,
una immagine ottenuta al microscopio ottico, ove il mentre il contatore proporzionale ne misura l'intensita©
contrasto dipende dalla composizione chimica dell'og- contando i fotoni della lunghezza d'onda selezionata,
eiretaM
emirP
getto osservato piuttosto che dalla quantita© di materia che arrivano in esso. Tale sistema di analisi permette di
che lo costituisce. Opportune dotazioni accessorie ren- rivelare fino a 10-16g per elementi con numero atomico
dono oggi possibile l'uso dei microscopi elettronici a uguale o superiore a 11 (sodio), e fino a 10 g per ele-
-14
trasmissione quali strumenti analitici di elevate presta- menti con numero atomico inferiore. Nei sistemi a
ehcituecamraF
elettroni permette di ottenere informazioni sulla strut- tore a stato solido in grado di fornire direttamente e
tura cristallina dei campioni, mentre la microanalisi a con elevata risoluzione, un impulso di tensione propor-
raggi X consente di definirne la composizione chimica zionale all'energia del fotone X incidente. Gli impulsi
con una sensibilita© assai elevata. in uscita dal contatore vengono poi amplificati, digita-
ehcitapoemO
inoizaraperP
Gli elettroni diffusi in modo elastico dal campione for- piu© rapida di quello a dispersione di lunghezza d'onda,
mano, sul secondo piano focale della lente obiettivo, anche se con una risoluzione (capacita© di discriminare
una figura di diffrazione; per osservarla, le lenti succes- due righe dello spettro molto vicine) lievemente infe-
riore e con una minore sensibilita© per la rivelazione
ecidnI
103
2.3 Identificazione
inoizircserP
ilareneG
isilanA id
2.3. Identificazione . . . . . . . . . . . . . . . . . 107 2.3.3. Identificazione delle fonotiazine me-
idoteM
2.3.1. Reazione di identificazione degli ioni diante cromatogra su strato sottile . 113
e dei gruppi funzionali . . . . . . . . . . . 107 2.3.4. Odore . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 113
2.3.2. Identificazione degli oli grassi
mediante cromatogra su strato sottile 112
irotinetnoC
/ ilairetaM
ivittaeR
itnemogrA
ilareneG
eifargonoM
ilareneG
ehcituecamraF
emroF
eiretaM
emirP
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
ehcitapoemO
inoizaraperP
ecidnI
Reazioni di identificazione degli ioni e dei gruppi funzionali
inoizircserP
quindi 1 ml di potassio iodobismutato soluzione R. Si
ilareneG
2.3. IDENTIFICAZIONE
forma immediatamente un precipitato arancio o rosso-
2.3.1. REAZIONI DI IDENTIFICAZIONE DEGLI
arancio.
IONI E DEI GRUPPI FUNZIONALI
ALLUMINIO
isilanA id
idoteM
ACETATI Disciogliere circa 15 mg di sostanza in esame in 2 ml di
acqua R o usare 2 ml della prescritta soluzione. Aggiun-
a) Scaldare la sostanza in esame con una eguale quan- gere circa 0,5 ml di acido cloridrico diluito R e circa
tita© di acido ossalico R. Si sviluppano vapori aventi 0,5 ml di tioacetammide reattivo R. Non si forma alcun
irotinetnoC
/ ilairetaM
reazione acida (2.2.4), con l'odore caratteristico di precipitato. Aggiungere goccia a goccia sodio idrossido
acido acetico. soluzione diluita R. Si forma un precipitato bianco gela-
tinoso che si discioglie in eccesso di sodio idrossido solu-
b) Disciogliere circa 30 mg della sostanza in esame in zione diluita R. Aggiungere gradualmente ammonio clo-
3 ml di acqua R o usare 3 ml della soluzione pre- ruro soluzione R. Si riforma un precipitato bianco gela-
scritta. Aggiungere successivamente 0,25 ml di lan- tinoso.
ivittaeR
tanio nitrato soluzione R, 0,1 ml di iodio 0,05 M e
0,05 ml di ammoniaca diluita R 2. Scaldare all'ebol- AMMINE PRIMARIE AROMATICHE
lizione con precauzione. Entro pochi minuti si
forma un precipitato blu o si sviluppa una colora- Acidificare la prescritta soluzione con acido cloridrico
zione blu scura.
itnemogrA
diluito R e aggiungere 0,2 ml di sodio nitrito soluzione R.
ilareneG
Dopo 1 o 2 min, aggiungere 1 ml di -naftolo soluzio-
ne R: si sviluppa una colorazione arancione o rossa
ACETILE intensa e generalmente si forma un precipitato dello
stesso colore.
eifargonoM
Porre in un tubo da saggio di circa 18 mm di diametro
ilareneG
esterno e 180 mm di lunghezza, circa 15 mg di sostanza AMMONIO, SALI
in esame o la prescritta quantita© , e 0,15 ml di acido
fosforico R. Chiudere il tubo da saggio con un tappo Aggiungere 0,2 g di magnesio ossido R alla soluzione
nel quale e© inserito un piccolo tubo da saggio, di circa prescritta; far gorgogliare aria e dirigere il gas che si
ehcituecamraF
100 mm di lunghezza e 10 mm di diametro esterno sviluppa sulla superficie di una miscela di 1 ml di acido
emroF
riempito d'acqua R, che serve da refrigerante. All'estre- cloridrico 0,1 M e 0,05 ml di rosso metile soluzione R: il
mita© del piccolo tubo sospendere una goccia di lantanio colore dell'indicatore vira al giallo; per aggiunta di
nitrato soluzione R . Eccetto che per sostanze difficil- 1 ml di una soluzione, preparata di recente, di sodio
mente idrolizzabili mettere l'apparecchio per 5 min in cobaltinitrito R si forma un precipitato giallo.
un b.m. e togliere il piccolo tubo da saggio. Rimuovere
eiretaM
emirP
la goccia e mescolarla su una piastra con 0,05 ml di AMMONIO E BASI VOLATILI, SALI
iodio 0,01 M; aggiungere al bordo 0,05 ml di ammoniaca
diluita R2. Dopo uno o due minuti si sviluppa nella Disciogliere circa 20 mg della sostanza in esame in 2 ml
zona di contatto delle due gocce una colorazione blu; il di acqua R, o usare 2 ml della soluzione prescritta.
ehcituecamraF
inoizaraperP
colore si intensifica e persiste per un breve tempo. Aggiungere 2 ml di sodio idrossido soluzione diluita R.
ehcificepS
Nel caso di sostanze difficilmente idrolizzabili scaldare la Riscaldando la soluzione si sviluppano vapori identifi-
cabili dall'odore e dalla reazione alcalina (2.2.4).
miscela lentamente fino all'ebollizione su fiamma
diretta e quindi operare secondo le indicazioni sopra
riportate. ANTIMONIO
ehcitapoemO
inoizaraperP
sostanza in esame o la quantita© prescritta, aggiungere tato rosso-arancio solubile in sodio idrossido soluzione
acido cloridrico diluito R fino a reazione acida (2.2.4) e diluita R.
107
Reazioni di identificazione degli ioni e dei gruppi funzionali
108
Reazioni di identificazione degli ioni e dei gruppi funzionali
inoizircserP
di sodio carbonato soluzione R. Agitare con 1-2 ml soluzione sovranatante possa non diventare perfet-
ilareneG
di cloroformio R e aggiungere 1-2 ml di acqua R. tamente limpida. Sospendere il precipitato in 2 ml
Lo strato cloroformico si colora in rosso. di acqua R e aggiungere 1,5 ml di ammoniaca R. Il
b) Disciogliere circa 20 mg di sostanza in esame o la precipitato si discioglie facilmente con la possibile
quantita© prescritta in 5 ml di acido acetico R. eccezione di poche particelle grandi che si disciol-
isilanA id
Aggiungere 0,5 ml di potassio ferrocianuro solu- gono lentamente.
idoteM
zione R. La soluzione resta limpida. Aggiungere b) Introdurre in una provetta una quantita© di
circa 50 mg di ammonio cloruro R. Si forma un pre- sostanza in-esame equivalente a circa 15 mg di ione
cipitato bianco, cristallino. cloruro (Cl ) o alla quantita© prescritta. Aggiungere
0,2 g di potassio dicromato R e 1 ml di acido solfo-
irotinetnoC
/ ilairetaM
CARBONATI E BICARBONATI rico R. Porre sull'orlo della provetta una striscia di
carta da filtro impregnata con 0,1 ml di difenilcar-
Introdurre in una provetta 0,1 g della sostanza in esame bazide soluzione R. La carta si colora in rosso-vio-
e sospenderla in 2 ml di acqua R o usare 2 ml della letto. La carta impregnata non deve venire in con-
soluzione prescritta. Aggiungere 3 ml di acido acetico tatto con il potassio dicromato.
diluito R. Chiudere immediatamente la provetta con
ivittaeR
un tappo attraversato da un tubo di vetro piegato due ESTERI
volte ad angolo retto. La soluzione o sospensione
diventa effervescente e sviluppa un gas inodore ed Aggiungere 0,5 ml di una soluzione (70 g /l) di idrossil-
incolore. ammina cloridrato R in metanolo R e 0,5 ml di una
Scaldare leggermente e far gorgogliare il gas in 5 ml circa 30 mg(100
soluzione g /l) di potassio idrossido R in alcool R a
itnemogrA
ilareneG
della sostanza in esame o alla quantita© pre-
di bario idrossido soluzione R. Si forma un preci- scritta. Scaldare all'ebollizione,
pitato bianco che si discioglie in un eccesso di acido con acido cloridrico diluito R eraffreddare,aggiungere
acidificare
0,2 ml di
cloridrico R1. ferro(-ico) cloruro soluzione R1 diluita dieci volte. Si
eifargonoM
sviluppa una colorazione rossa o rosso-bluastra.
ilareneG
CITRATI
Disciogliere una quantita© di sostanza in esame, equiva- FERRO
lente a circa 50 mg di acido citrico in 5 ml di acqua R o a) Disciogliere una quantita© di sostanza in esame
usare 5 ml della soluzione prescritta. Aggiungere
ehcituecamraF
0,5 ml di acido solforico R e 1 ml di potassio permanga- equivalente a circa 10 mg di ione ferro (Fe2+) in
1 ml di acqua R o usare 1 ml della soluzione
emroF
nato soluzione R. Riscaldare fino a scomparsa della prescritta. Aggiungere 1 ml di potassio ferricianuro
colorazione del permanganato. Aggiungere 0,5 ml di soluzione R. Si forma un precipitato blu, insolubile
una soluzione (100 g/l) di sodio nitroprussiato R in acido in acido cloridrico diluito R.
solforico diluito R e 4 g di acido solfammico R. Alcaliniz- b) Disciogliere una quantita© di sostanza in esame
zare aggiungendo, goccia a goccia, ammoniaca concen-
eiretaM
equivalente a circa 1 mg di ione ferro (Fe3+) in
emirP
trata R fino a dissoluzione completa dell'acido solfam- 30 ml di acqua R. A 3 ml di questa soluzione o a
mico. L'aggiunta di un eccesso di ammoniaca concen- 3 ml della soluzione prescritta, aggiungere 1 ml di
trata R provoca la comparsa di una colorazione acido cloridrico diluito R e 1 ml di potassio tiocia-
violacea tendente al blu-violetto.
ehcituecamraF
ehcificepS
dalla luce viva e non considerando il fatto che la in 5 ml di acido cloridrico diluito R.
109
Reazioni di identificazione degli ioni e dei gruppi funzionali
LATTATI PIOMBO
Disciogliere in 5 ml di acqua R una quantita© della a) Disciogliere circa 0,1 g della sostanza in esame in
1 ml di acido acetico R o usare 1 ml della soluzione
sostanza in esame equivalente a circa 5 mg di acido lat- prescritta. Aggiungere 2 ml di potassio cromato
tico o usare 5 ml della soluzione prescritta. Aggiungere soluzione R. Si forma un precipitato giallo, solubile
1 ml di acqua di bromo R e 0,5 ml di acido fosforico in 2 ml di sodio idrossido soluzione concentrata R.
diluito R. Scaldare a b.m. fino a scomparsa della colora-
zione, agitando, di tanto in tanto, con una bacchetta di b) Disciogliere 50 mg della sostanza in esame in 1 ml
vetro. Aggiungere 4 g di ammonio solfato R e mescolare. di acido acetico R o usare 1 ml della soluzione pre-
Aggiungere goccia a goccia, senza mescolare, 0,2 ml di scritta. Aggiungere 10 ml di acqua R e 0,2 ml di
una soluzione (100 g/l) di sodio nitroprussiato R in acido potassio ioduro soluzione R. Si forma un precipitato
solforico diluito R e, sempre senza mescolare, 1 ml di giallo. Scaldare all'ebollizione per 1-2 min. Il preci-
ammoniaca concentrata R. Lasciare a riposo per pitato si discioglie. Lasciare raffreddare. Il precipi-
30 min. Alla superficie di separazione dei due liquidi si tato ricompare sotto forma di lamine gialle bril-
forma un anello verde scuro. lanti.
110
Reazioni di identificazione degli ioni e dei gruppi funzionali
inoizircserP
POTASSIO sfregare, se necessario, le pareti della provetta con
ilareneG
una bacchetta di vetro. Si forma un precipitato
a) Disciogliere 0,1 g della sostanza in esame in 2 ml di bianco e pesante.
acqua R o usare 2 ml della soluzione prescritta. b) Disciogliere una quantita© della sostanza in esame
Aggiungere 1 ml di sodio carbonato soluzione R e equivalente a circa 2 mg di ione sodio (Na+) in
riscaldare. Non si forma alcun precipitato. Aggiun-
isilanA id
0,5 ml di acqua R o usare 0,5 ml della soluzione
idoteM
gere 0,05 ml di sodio solfuro soluzione R alla solu- prescritta. Aggiungere 1,5 ml di metossifenilacetico
zione calda. Non si forma alcun precipitato. Raf- reattivo R e raffreddare in acqua ghiacciata per
freddare in acqua ghiacciata, aggiungere 2 ml di 30 min. Si forma un precipitato cristallino, bianco,
una soluzione (150 g/l) di acido tartarico R e voluminoso. Porre in acqua a 20 C e agitare per
lasciare a riposo. Si forma un precipitato bianco
irotinetnoC
/ ilairetaM
cristallino. 5 min. Il precipitato non si scioglie. Aggiungere
b) Disciogliere circa 40 mg della sostanza in esame in 1 ml di ammoniaca diluita R1. Il precipitato si
1 ml di acqua R o usare 1 ml della soluzione pre- scioglie completamente. Aggiungere 1 ml di ammo-
scritta. Aggiungere 1 ml di acido acetico diluito R e nio carbonato soluzione R. Non si forma alcun
1 ml di una soluzione (100 g/l) di sodio cobaltini- precipitato.
ivittaeR
trito R preparata al momento dell'uso. Si forma
subito un precipitato giallo o giallo aranciato. SOLFATI
a) Disciogliere circa 45 mg della sostanza in esame in
SALICILATI 5 ml di acqua R o usare 5 ml della soluzione pre-
itnemogrA
scritta. Aggiungere 1 ml di acido cloridrico diluito R
ilareneG
a) Aggiungere 0,5 ml di ferro(-ico) cloruro solu- e 1 ml di bario cloruro soluzione R1. Si forma un
zione R1 a 1 ml della soluzione prescritta. Si forma precipitato bianco.
una colorazione violetta che persiste dopo
aggiunta di 0,1 ml di acido acetico R. b) Aggiungere 0,1 ml di iodio 0,05 M alla sospensione
b) Disciogliere 0,5 g della sostanza in esame in 10 ml ottenuta durante la reazione precedente (a). La
eifargonoM
sospensione resta gialla (distinzione dai solfiti e
ilareneG
di acqua R o usare 10 ml della soluzione prescritta. ditioniti) ma si decolora per aggiunta, goccia a goc-
Aggiungere 0,5 ml di acido cloridrico R. Il precipi- cia, di stagno(-oso) cloruro soluzione R (distinzione
tato cristallino bianco ottenuto dopo cristallizza- dagli iodati). Scaldare all'ebollizione la miscela.
zione da acqua R calda ed essiccamento, ha un Non si forma alcun precipitato colorato (distin-
ehcituecamraF
punto di fusione (2.2.14) compreso nel vuoto fra zione dai seleniati e dai tungstati).
156 C e 161 C.
emroF
SILICATI TARTRATI
In un crogiolo di piombo o di platino mescolare, con un a) Disciogliere circa 15 mg della sostanza in esame
filo di rame, la quantita© prescritta della sostanza in in 5 ml di acqua R o usare 5 ml della soluzione
eiretaM
emirP
esame con circa 10 mg di sodio fluoruro R e qualche goc- prescritta. Aggiungere 0,05 ml di una soluzione
cia di acido solforico R, in modo da formare un impasto (10 g/l) di ferro(-oso) solfato R e 0,05 ml di idrogeno
fluido. Coprire il crogiolo con una lamina sottile di pla- perossido soluzione diluita R. Si forma una colora-
stica trasparente nella cui faccia inferiore sia sospesa zione gialla che svanisce rapidamente. Quando
ehcituecamraF
inoizaraperP
una goccia di acqua R e scaldare leggermente. Attorno questa colorazione e© svanita aggiungere, goccia a
ehcificepS
alla goccia di acqua si forma rapidamente un anello goccia, sodio idrossido soluzione diluita R. Si forma
bianco. una colorazione blu intensa.
b) Aggiungere 0,1 ml di una soluzione (100 g/l)
SODIO di potassio bromuro R, 0,1 ml di una soluzione
ehcitapoemO
inoizaraperP
sio piroantimoniato soluzione R e scaldare all'ebolli- blu scura. Lasciar raffreddare e diluire la soluzione
zione. Lasciar raffreddare in acqua ghiacciata e con acqua R. Il colore vira al rosso.
111
Identificazione degli oli grassi mediante cromatografia su strato sottile
MEDIANTE CROMATOGRAFIA SU
centrata R e 0,3 ml di acido cloridrico diluito R a pochi Esaminare mediante cromatografia su strato sottile
milligrammi della sostanza in esame o alla quantita© (2.2.27), usando lastre adatte di un adeguato gel di silice
prescritta. Evaporare a secco a b.m. fino ad ottenere ottadecilsililato per cromatografia su strato sottile ad
un residuo rosso-giallastro. Aggiungere 0,1 ml di alta efficienza.
ammoniaca diluita R 2. Il colore del residuo vira al Soluzione in esame. Se non diversamente prescritto,
rosso-violetto. disciogliere circa 20 mg (una goccia) dell'olio grasso in
3 ml di diclorometano R.
Soluzione di riferimento. Disciogliere circa 20 mg (una
ZINCO goccia) di olio di mais R in 3 ml di diclorometano R.
Deporre separatamente sulla lastra 1 ml di ciascuna
soluzione. Eluire due volte per un percorso di 0,5 cm
Disciogliere circa 0,1 g della sostanza in esame in 5 ml usando etere R. Eluire due volte per un percorso di
di acqua R o usare 5 ml della soluzione prescritta. 8 cm, usando una miscela di 20 volumi di dicloro-
Aggiungere 0,2 ml di sodio idrossido soluzione concen- metano R, 40 volumi di acido acetico glaciale R e
trata R. Si forma un precipitato bianco che si discioglie 50 volumi di acetone R. Lasciar seccare la lastra all'aria
per aggiunta di 2 ml di sodio idrossido soluzione concen- e spruzzare con una soluzione (100 g/l) di acido
trata R. Aggiungere 10 ml di ammonio cloruro soluzione fosfomolibdico R in alcool R. Scaldare la lastra a 120 C
R. La soluzione resta limpida. Aggiungere 0,1 ml di per circa 3 min ed esaminare alla luce del giorno.
sodio solfuro soluzione R. Si forma un precipitato bianco Il cromatogramma ottenuto presenta delle macchie
fioccoso. caratteristiche paragonabili a quelle in Figura 2.3.2.-1.
112
Odore
inoizircserP
1 ml di dietilammina R, saturata con fenossietanolo R
ilareneG
2.3.3. IDENTIFICAZIONE DELLE FENOTIAZINE
isilanA id
mento. Impregnare la lastra ponendola nella vasca
idoteM
chiusa contenente una quantita© sufficiente della miscela dopo qualche minuto. La macchia nel cromatogramma
impregnante costituita da una soluzione contenente il ottenuto con la soluzione in esame e© simile per posi-
10 per cento V/V di fenossietanolo R e 50 g/l di polieti- zione, fluorescenza e dimensione alla macchia nel cro-
lenglicole 300 R in acetone R, in modo che sia immersa matogramma ottenuto con la soluzione di riferimento.
irotinetnoC
Spruzzare con una soluzione (10 per cento V/V) di acido
/ ilairetaM
per circa 5 mm. Quando la linea del fronte della miscela solforico R in alcool R. La macchia nel cromatogramma
di impregnazione ha percorso una distanza di almeno ottenuto con la soluzione in esame ha lo stesso colore
17 cm, estrarre la lastra e usarla immediatamente per di quella nel cromatogramma ottenuto con la soluzione
la cromatografia. Effettuare la cromatografia nella di riferimento. Le due macchie, osservate per almeno
stessa direzione dell'impregnazione. 20 min, presentano la stessa stabilita© .
Soluzione in esame. Disciogliere 20 mg della sostanza in
ivittaeR
esame in cloroformio R e diluire a 10 ml con lo stesso
solvente.
Soluzione di riferimento. Disciogliere 20 mg della corri- 2.3.4. ODORE
itnemogrA
ilareneG
cloroformio R e diluire a 10 ml con lo stesso solvente. Deporre 0,5 - 2,0 g della sostanza in esame come
Deporre separatamente sulla lastra 2 ml di ciascuna strato sottile, su un vetrino da orologio da 6 cm a 8 cm
soluzione ed eluire al buio per un percorso di 15 cm di diametro. Dopo 15 min, determinare l'odore o
usando una miscela di 50 ml di etere di petrolio R e verificarne l'assenza.
eifargonoM
ilareneG
ehcituecamraF
emroF
eiretaM
emirP
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
ehcitapoemO
inoizaraperP
ecidnI
113
2.4 Saggi limite
inoizircserP
ilareneG
isilanA id
2.4. Saggi limite . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 117 2.4.16. Ceneri totali . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
idoteM
123
2.4.1. Ammonio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 117 2.4.17. Alluminio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 123
2.4.2. Arsenico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 117 2.4.18. Formaldeide libera . . . . . . . . . . . . . 123
2.4.2. Calcio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 118 2.4.19. Impurezze alcaline negli oli grassi . . 124
2.4.4. Cloruri . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 118 2.4.21. Oli estranei negli oli grassi mediante
irotinetnoC
/ ilairetaM
2.4.5. Fluoruri . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 118 cromatografia su strato sottile . . . . . 124
2.4.6. Magnesio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 119 2.4.22. Composizione in acidi grassi
2.4.7. Magnesio e metalli alcalino terrosi . 119 mediante gas cromatografia . . . . . . 124
2.4.8. Metalli pesanti . . . . . . . . . . . . . . . . . 119 2.4.23. Steroli negli oli grassi . . . . . . . . . . . 127
2.4.9. Ferro . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 122 2.4.24. Identificazione e controllo dei sol-
2.4.10. Piombo negli zuccheri . . . . . . . . . . . 122
ivittaeR
2.4.11. Fosfati . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 122 venti residui . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 129
2.4.12. Potassio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 122 2.4.25. Etilene ossido e diossano . . . . . . . . . 136
2.4.13. Solfati . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 122 2.4.26. N,N-Dimetilanilina . . . . . . . . . . . . . 137
2.4.14. Ceneri solforiche . . . . . . . . . . . . . . . 122 2.4.27. Nichel negli oli vegetali idrogenati . 138
2.4.28. Acido 2-etilesanoico . . . . . . . . . . . .
itnemogrA
2.4.15. Nichel nei polioli . . . . . . . . . . . . . . . 123 139
ilareneG
eifargonoM
ilareneG
ehcituecamraF
emroF
eiretaM
emirP
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
ehcitapoemO
inoizaraperP
ecidnI
Arsenico
inoizircserP
tubo ha una superficie smerigliata perfettamente piana,
ilareneG
2.4. SAGGI LIMITE
perpendicolare all'asse del tubo. Un secondo tubo di
vetro, dello stesso diametro interno e lungo 30 mm con
una simile superficie piana smerigliata, viene posto a
2.4.1. AMMONIO
Salvo diversa indicazione utilizzare il metodo A. contatto con il primo e tenuto fermo con due molle.
Inserire nel tubo inferiore 50-60 mg di piombo acetato
isilanA id
idoteM
METODO A cotone R senza comprimere o un piccolo tampone di
Disciogliere in 14 ml di acqua R contenuta in una pro- cotone e una porzione arrotolata di piombo acetato car-
vetta la quantita© prescritta della sostanza in esame, tina R, di 50-60 mg. Tra le due superfici piane dei tubi
alcalinizzare, se necessario, con sodio idrossido solu- porre un disco o un piccolo quadrato di mercurio(-ico)
irotinetnoC
bromuro cartina R sufficiente a coprire l'orifizio del
/ ilairetaM
zione diluita R e diluire a 15 ml con acqua R. Aggiun- tubo (15 mm 15 mm).
gere alla soluzione 0,3 ml di potassio tetraiodomercurato 2
ivittaeR
provette.
Dopo 5 min, l'eventuale colorazione gialla della solu-
zione in esame non e© piu© intensa di quella della solu-
zione di riferimento.
itnemogrA
ilareneG
METODO B
Introdurre in una beuta da 25 ml con tappo in polieti-
lene la prescritta quantita© della sostanza in esame fine-
mente polverizzata e discioglierla o sospenderla in 1 ml
eifargonoM
di acqua R. Aggiungere 0,30 g di magnesio ossido
ilareneG
pesante R. Chiudere immediatamente dopo aver posto
sotto il tappo un quadrato di 5 mm di argento manga-
nese cartina R impregnato con poche gocce di acqua R.
Agitare con movimento rotatorio evitando fuoruscite
ehcituecamraF
di liquido e lasciare a riposo a 40 C per 30 min. Se
l'argento manganese cartina R presenta una colorazione
emroF
grigia, essa non e© piu© intensa di quella prodotta su un Figura 2.4.2.-1. - Apparecchio per il saggio limite A
eguale quadrato di argento manganese cartina R trattato per l'arsenico
nello stesso modo utilizzando una soluzione di riferi- Dimensioni in millimetri
mento, preparata contemporaneamente e nelle stesse
condizioni con il prescritto volume di soluzione stan-
eiretaM
emirP
dard di ammonio (NH4 1 ppm) R, 1 ml di acqua R e Nella beuta disciogliere in 25 ml di acqua R la prescritta
quantita© della sostanza in esame o nel caso di una
0,30 g di magnesio ossido pesante R. soluzione, aggiustare il prescritto volume a 25 ml con
acqua R. Aggiungere 15 ml di acido cloridrico R, 0,1 ml
ehcituecamraF
ehcificepS
diametro interno di 5 mm. La parte inferiore del tubo 1 ml di soluzione standard nello stesso modo, utilizzando
e© affilata in modo che il diametro interno sia di diluita a 25 ml con acqua R. di arsenico (As 1 ppm) R,
1,0 mm; 15 mm al di sopra della sua estremita© , il tubo
presenta un foro laterale del diametro di 2-3 mm. Dopo almeno 2 h, la macchia eventualmente formatasi
Quando il tubo viene posizionato nel tappo, il foro late- sulla carta di mercurio bromuro utilizzato per la solu-
ecidnI
rale si dovrebbe trovare almeno 3 mm al di sotto della zione in esame non e© piu© intensa di quella ottenuta sulla
superficie inferiore del tappo. La parte superiore del carta utilizzata per la soluzione di riferimento.
117
Fluoruri
118
Metalli pesanti
inoizircserP
come prescritto, e 2 ml della soluzione della sostanza
ilareneG
2.4.6. MAGNESIO
isilanA id
Dopo 2 min, l'eventuale colorazione bruna della solu-
idoteM
porzioni, ciascuna di 5 ml, di una soluzione (1 g/l) di zione in esame non e© piu© intensa di quella della solu-
idrossichinolina R in cloroformio R per 1 min ogni volta. zione di riferimento.
Lasciare a riposo, separare ed eliminare la fase orga-
nica. Alla soluzione acquosa aggiungere 0,4 ml di butil- METODO B
irotinetnoC
ammina R e 0,1 ml di trietanolammina R. Aggiustare il
/ ilairetaM
pH della soluzione, se necessario, tra 10,5 e 11,5. Disciogliere la sostanza in esame in un solvente orga-
Aggiungere 4 ml della soluzione cloroformica di idros- nico contenente una minima percentuale di acqua (per
sichinolina, agitare per 1 min, lasciare a riposo e sepa- es. diossano contenente il 15 per cento di acqua o ace-
rare. Per il confronto utilizzare la fase inferiore. Prepa- tone contenente il 15 per cento di acqua).
rare una soluzione di riferimento nello stesso modo uti- Aggiungere 2 ml di tampone soluzione a pH 3,5 R a
ivittaeR
lizzando una miscela di 1 ml di soluzione standard di 12 ml della prescritta soluzione, mescolare ed aggiun-
magnesio (Mg 10 ppm) R e 9 ml di acqua R. gere ad 1,2 ml di tioacetammide reattivo R mescolando
L'eventuale colorazione della soluzione ottenuta dalla immediatamente. Preparare una soluzione di riferi-
sostanza in esame non e© piu© intensa di quella della solu- mento nello stesso modo, utilizzando una miscela di
10 ml di soluzione standard di piombo (Pb 1 ppm o
itnemogrA
ilareneG
zione di riferimento. 2 ppm) R come prescritto e 2 ml della soluzione in
esame. Preparare la soluzione standard di piombo (Pb
1 ppm o 2 ppm) diluendo la soluzione standard di
2.4.7. MAGNESIO E METALLI ALCALINO TER- piombo (Pb 100 ppm) R con il solvente usato per la
sostanza in esame. Preparare un bianco usando una
eifargonoM
ilareneG
ROSI
ehcituecamraF
dente 11 miscela composta R a 200 ml di acqua R. Scal- Dopo 2 min, l'eventuale colorazione bruna della solu-
dare a circa 40 C e titolare con sodio edetato 0,01 M
emroF
zione in esame non e© piu© intensa di quella della solu-
fino al viraggio dal violetto a blu netto. A questa solu- zione di riferimento.
zione aggiungere la prescritta quantita© della sostanza
in esame disciolta in 100 ml di acqua R o usare la pre- METODO C
scritta soluzione. Se la colorazione della soluzione vira
Introdurre la prescritta quantita© della sostanza in
eiretaM
al violetto, titolare con sodio edetato 0,01 M fino a
emirP
ricomparsa della colorazione blu netta. esame (2 g al massimo) in un crogiolo di silice con
4 ml di una soluzione (250 g/l) di magnesio solfato R in
Il volume di sodio edetato 0,01 M utilizzato nella acido solforico diluito R. Mescolare con una bacchetta
seconda titolazione non deve eccedere la prescritta di vetro e scaldare con precauzione. Se la miscela e©
ehcituecamraF
inoizaraperP
di riferimento nello stesso modo utilizzando 10 ml di centrata R fino ad ottenere una colorazione rosa. Raf-
soluzione standard di piombo (Pb 1 ppm o 2 ppm) R, freddare, aggiungere acido acetico glaciale R fino a
119
Metalli pesanti
decolorazione ed ancora 0,5 ml in eccesso. Se necessa- per la soluzione in esame, calcinare, riprendere con
rio filtrare e lavare il filtro ed infine diluire a 20 ml con acido cloridrico, aggiungere ammoniaca e poi acido
acqua R. A 12 ml della soluzione cos|© ottenuta, aggiun- acetico. Diluire a 20 ml con acqua R. A 10 ml della
gere 2 ml di tampone soluzione a pH 3,5 R. Mescolare, soluzione aggiungere 2 ml della soluzione ottenuta
aggiungere ad 1,2 ml di tioacetammide reattivo R e con la sostanza in esame e 2 ml di tampone soluzione a
mescolare immediatamente. Preparare una soluzione pH 3,5 R. Mescolare, aggiungere ad 1,2 ml di tioace-
di riferimento utilizzando 4 ml di una soluzione (250 tammide reattivo R e mescolare immediatamente.
g/l) di magnesio solfato R in acido solforico diluito R ed Preparare un bianco usando una miscela di 10 ml di
il prescritto volume di soluzione standard di piombo acqua R e 2 ml della soluzione ottenuta con la sostanza
(Pb 10 ppm) R. Nelle stesse condizioni descritte per la in esame. Confrontata con il bianco, la soluzione di
soluzione in esame calcinare, riprendere con acido clo- riferimento presenta una leggera colorazione bruna.
ridrico, aggiungere ammoniaca e quindi acido acetico. Dopo 2 min, l'eventuale colorazione bruna della solu-
Diluire a 20 ml con acqua R. A 10 ml della soluzione, zione della sostanza in esame non e© piu© intensa di
aggiungere 2 ml della soluzione ottenuta con la quella della soluzione di riferimento.
sostanza in esame e 2 ml di tampone soluzione a
pH 3,5 R. Mescolare, aggiungere ad 1,2 ml di tioacetam-
mide reattivo R e mescolare immediatamente. Preparare
un bianco usando una miscela di 10 ml di acqua R METODO E
e 2 ml della soluzione ottenuta con la sostanza in
esame. Confrontata con il bianco, la soluzione di riferi- Disciogliere la prescritta quantita© della sostanza in
mento presenta una leggera colorazione bruna. esame in 30 ml di acqua R o nel volume indicato.
Dopo 2 min, l'eventuale colorazione bruna della solu- Preparare l'apparecchio di filtrazione adattando l'im-
zione della sostanza in esame non e© piu© intensa di boccatura di una siringa da 50 ml, senza il pistone, ad
quella della soluzione di riferimento. un supporto contenente sulla placca una membrana fil-
trante (porosita© 3 mm) e al di sopra un pre-filtro (vedi
Figura 2.4.8.-1).
METODO D Trasferire la soluzione in esame nel corpo della siringa,
inserire il pistone e comprimerla regolarmente fino a
In un crogiolo di silice mescolare intimamente 0,5 g di filtrazione completa. Aprire il supporto, togliere il pre-
magnesio ossido R1 con la prescritta quantita© della filtro e verificare che sulla membrana filtrante non vi
sostanza in esame. Calcinare al rosso fino ad ottenere siano impurezze, altrimenti sostituirla e ripetere l'ope-
una massa omogenea, da bianca a bianco-grigiastra. razione nelle stesse condizioni.
Se dopo 30 min di calcinazione la miscela resta colo- Aggiungere 2 ml di tampone soluzione a pH 3,5 R e
rata, lasciar raffreddare, mescolare con una bacchetta 1,2 ml di tioacetammide reattivo R al prefiltrato o al
di vetro e ripetere la calcinazione. Se necessario ripetere prescritto volume di prefiltrato. Mescolare, lasciare a
l'operazione. Scaldare a 800 C per circa 1 h. Ripren- riposo per 10 min e filtrare di nuovo, come descritto
dere il residuo con due porzioni, ciascuna di 5 ml, di precedentemente, ma invertendo l'ordine dei filtri,
una miscela di volumi uguali di acido cloridrico R1 ed in modo che il liquido attraversi la membrana filtrante
acqua R. Aggiungere 0,1 ml di fenolftaleina soluzione R prima del pre-filtro (vedi Figura 2.4.8.-1). La filtra-
e poi ammoniaca concentrata R fino ad ottenere una zione deve essere effettuata lentamente e uniforme-
colorazione rosa. Raffreddare, aggiungere acido acetico mente premendo leggermente, ma in maniera costante,
glaciale R fino a decolorazione e ancora 0,5 ml in sul pistone della siringa. Dopo filtrazione completa
eccesso. Se necessario filtrare, lavare il filtro ed infine aprire il supporto, rimuovere la membrana filtrante
diluire a 20 ml con acqua R. A 12 ml della soluzione ed asciugare con carta da filtro. Preparare una solu-
cos|© ottenuta, aggiungere 2 ml di tampone soluzione a zione di riferimento nello stesso modo utilizzando il
pH 3,5 R. Mescolare, aggiungere ad 1,2 ml di tioacetam- prescritto volume della soluzione standard di piombo
mide reattivo R e mescolare immediatamente. Preparare (Pb 1 ppm) R.
una soluzione di riferimento come segue. Aggiungere
la quantita© prescritta di soluzione standard di piombo La colorazione della macchia ottenuta con la soluzione
(Pb 10 ppm) R a 0,5 g di magnesio ossido R1. Essiccare in esame non e© piu© intensa di quella ottenuta con la
in stufa a 100-105 C. Nelle stesse condizioni descritte soluzione di riferimento.
120
Metalli pesanti
inoizircserP
ilareneG
isilanA id
idoteM
irotinetnoC
/ ilairetaM
ivittaeR
itnemogrA
Figura 2.4.8.-1. - Apparecchiatura per il saggio limite E per i metalli pesanti
ilareneG
Dimensioni in millimetri
eifargonoM
soluzione. Se la soluzione e© gialla aggiungere con cau-
ilareneG
Soluzione in esame. Introdurre la quantita© prescritta o il tela 1 ml di idrogeno perossido soluzione concentrata R
volume della sostanza in esame in un pallone Kjeldahl ed evaporare di nuovo fino a comparsa di fumi bianchi
da 100 ml, pulito ed asciutto (puo© essere usato un pal- e densi ed a ridurre il volume della soluzione a 2-3 ml.
lone da 300 ml se la reazione provoca una schiuma Se la soluzione e© ancora gialla, ripetere l'aggiunta di
ehcituecamraF
abbondante). Fissare il pallone ad un angolo di 45. 5 ml di acqua R e 1 ml di idrogeno perossido soluzione
emroF
Se la sostanza in esame e© solida aggiungere un volume concentrata R fino a che la soluzione diventa incolore.
di una miscela di 8 ml di acido solforico R e 10 ml di Raffreddare, diluire con cautela con acqua R e trasfe-
acido nitrico R sufficiente ad umettare accuratamente rire, lavando, in un tubo da 50 ml per il confronto del
la sostanza; se la sostanza in esame e© un liquido, colore, assicurandosi che il volume finale non sia
aggiungere alcuni millilitri di una miscela di 8 ml di superiore a 25 ml. Usando una cartina indicatore con
eiretaM
emirP
acido solforico R e 10 ml di acido nitrico R. Scaldare leg- breve intervallo di pH, portare il pH della soluzione a
germente fino a quando inizia la reazione; lasciare svol- 3,0- 4,0 con ammoniaca concentrata R1 (se si desidera
gere la reazione ed aggiungere ulteriori porzioni della si puo© usare ammoniaca diluita R1 qualora ci si avvicini
stessa miscela di acidi, scaldare dopo ogni aggiunta, all'intervallo specificato), diluire a 40 ml con acqua R e
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
fino a che e© stato aggiunto un totale di 18 ml della mescolare. Aggiungere 2 ml di tampone soluzione a
miscela di acidi. Aumentare il calore e bollire legger- pH 3,5 R e 1,2 ml di tioacetammide reattivo R. Mesco-
mente fino a che la soluzione scurisce. Raffreddare, lare immediatamente. Diluire a 50 ml con acqua R
aggiungere 2 ml di acido nitrico R e scaldare di nuovo e mescolare. Preparare una soluzione di riferimento
fino a che la soluzione scurisce. Continuare il riscalda- nello stesso modo e nello stesso momento usando
ehcitapoemO
inoizaraperP
mento seguito dall'aggiunta di acido nitrico R fino a il volume prescritto di soluzione standard di piombo
persistenza della stessa colorazione scura.; poi scaldare (Pb 10 ppm) R.
fortemente fino alla comparsa di fumi bianchi e densi.
Raffreddare, aggiungere con cautela 5 ml di acqua R, Esaminare le soluzioni verticalmente su fondo chiaro.
bollire leggermente fino a comparsa di fumi bianchi e Dopo 2 min la colorazione bruna della soluzione in
densi e continuare a riscaldare per ridurre il volume esame non deve essere piu© intensa di quella della solu-
ecidnI
121
Ceneri solforiche
Disciogliere in acqua R, la prescritta quantita© della Aggiungere 2 ml di una soluzione (10 g/l) di sodio
sostanza in esame e diluire a 10 ml o con lo stesso sol- tetrafenilborato R, preparata di recente, a 10 ml della
vente oppure usare 10 ml della prescritta soluzione. prescritta soluzione. Preparare una soluzione di riferi-
Aggiungere 2 ml di una soluzione (200 g/l) di acido mento, nello stesso modo, utilizzando una miscela di
citrico R e 0,1 ml di acido tioglicolico R. Mescolare, 5 ml di soluzione standard di potassio (K 20 ppm) R e
alcalinizzare con ammoniaca R e diluire a 20 ml con 5 ml di acqua R.
acqua R. Preparare una soluzione di riferimento nello
stesso modo utilizzando 10 ml di soluzione standard di Dopo 5 min, l'eventuale opalescenza della soluzione in
ferro (Fe 1 ppm) R. esame non e© piu© intensa di quella della soluzione di rife-
Dopo 5 min l'eventuale colorazione rosa della solu- rimento.
zione in esame non e© piu© intensa di quella della solu-
zione di riferimento. 2.4.13. SOLFATI
l'aggiunta della sostanza in esame. Misurare l'assor- platino, porcellana o quarzo, lasciar raffreddare in un
banza a 283,3 nm usando come sorgente di radiazione essicatore su gel di silice e pesare. Introdurre nel cro-
una lampada a catodo cavo al piombo ed una fiamma giolo la prescritta quanita© della sostanza in esame e
aria-acetilene. pesare. Umettare la sostanza con una piccola quantita©
La sostanza in esame contiene non piu© di 0,5 ppm di di acido solforico R (generalmente 1 ml) e riscaldare dol-
piombo, se non diversamente prescritto. cemente alla piu© bassa temperatura possibile fino a
che il campione e© completamente carbonizzato. Dopo
raffreddamento, bagnare il residuo con una piccola
2.4.11. FOSFATI
quantita© di acido solforico R, riscaldare dolcemente fino
Aggiungere 4 ml di solfomolibdico reattivo R3 a 100 ml a cessazione dello sviluppo di fumi bianchi, quindi
di soluzione preparata e, se necessario, neutralizzata riscaldare a 600 50 C fino a che il residuo e© comple-
6
come prescritto. Agitare ed aggiungere 0,1 ml di sta- tamente incenerito. Garantire che non si producano
gno(-oso) cloruro soluzione R1. Preparare una soluzione fiamme durante l'intero procedimento. Lasciar raffred-
di riferimento, nello stesso modo, utilizzando 2 ml di dare il crogiolo in un essiccatore, su gel di silice, pesarlo
soluzione standard di fosfato (PO4 5 ppm) R e 98 ml di nuovamente e calcolare la massa residua.
acqua R. Confrontare, dopo 10 min, i colori usando Se la massa del residuo cos|© ottenuta supera il limite
20 ml di ciascuna soluzione. prescritto, continuare l'ignizione, come indicato prece-
L'eventuale colorazione della soluzione in esame non e© dentemente, fino a massa costante, a meno che non sia
piu© intensa di quella della soluzione di riferimento. prescritto diversamente.
122
Formaldeide libera
inoizircserP
Preparare un bianco nello stesso modo utilizzando la
ilareneG
2.4.15. NICHEL NEI POLIOLI
prescritta soluzione.
Determinare il nichel mediante spettrometria di assor- Misurare l'intensita© della fluorescenza (2.2.21) della
bimento atomico (Metodo II, 2.2.23). soluzione in esame (I1), della soluzione di riferimento
Soluzione in esame. Disciogliere 20,0 g della sostanza in (I2) e del bianco (I3) con un'eccitazione a 392 nm e un
esame in una miscela di volumi uguali di acido acetico
isilanA id
filtro secondario con una banda di trasmissione cen-
idoteM
diluito R ed acqua R e diluire a 100,0 ml con la stessa trata a 518 nm o un monocromatore regolato alla stessa
miscela di solventi. Aggiungere 2,0 ml di una soluzione lunghezza d'onda.
satura (circa 10 g/l) di ammonio pirrolidinditiocarbam- La fluorescenza (I1 - I3) della soluzione in esame
mato R e 10,0 ml di isobutilmetilchetone R ed agitare non e© superiore a quella della soluzione di riferimento
per 30 s al riparo dalla luce viva. Lasciar separare le fasi
irotinetnoC
/ ilairetaM
ed usare la fase isobutilmetilchetonica. (I2 - I3).
Soluzioni di riferimento. Preparare tre soluzioni di rife-
rimento nello stesso modo della soluzione in esame, 2.4.18. FORMALDEIDE LIBERA
ma aggiungendo, rispettivamente, 0,5 ml, 1,0 ml e Usare il metodo A se non diversamente prescritto. Il
1,5 ml di soluzione standard di nichel (Ni 10 ppm) R metodo B e© adatto per i vaccini ai quali e© stato aggiunto
ivittaeR
oltre a 20,0 g di sostanza in esame. sodio metabisolfito per neutralizzare l'eccesso di for-
Azzerare lo strumento utilizzando isobutilmetil- maldeide.
chetone R trattato come descritto nella preparazione
della soluzione in esame ma senza l'aggiunta della METODO A
sostanza in esame. Misurare l'assorbanza a 232,0 nm
itnemogrA
Per i vaccini per uso umano, preparare una diluizione
ilareneG
utilizzando come sorgente di radiazione una lampada 1 a 10 del vaccino da esaminare. Per le anatossine batte-
a catodo cavo al nichel ed una fiamma aria-acetilene. riche per uso veterinario, preparare una diluizione 1 a
La sostanza in esame non contiene piu© di 1 ppm di 25 del vaccino da esaminare.
nichel, se non diversamente prescritto. Aggiungere 4 ml di acqua R e 5 ml di acetilacetone reat-
eifargonoM
tivo R1 ad 1 ml della diluizione. Immergere la provetta
ilareneG
in un b.m. a 40 C per 40 min. Esaminare le provette
lungo l'asse verticale. La soluzione in esame non e© piu©
2.4.16. CENERI TOTALI
Riscaldare al rosso per 30 min un crogiolo di silice o di intensamente colorata di una soluzione di riferimento
platino, lasciar raffreddare in un essiccatore e pesare. preparata contemporaneamente e nello stesso modo
ehcituecamraF
Se non diversamente prescritto, distribuire uniforme- usando, invece della diluizione del vaccino in esame,
emroF
mente nel crogiolo 1,00 g della sostanza o della droga 1 ml di una diluizione di formaldeide soluzione R conte-
vegetale polverizzata in esame. Essiccare a 100-105 C nente 20 g di formaldeide (CH2O) per millilitro.
l
emirP
zione di fiamma durante tutta la procedura. Se dopo cino in esame, 5 ml di una soluzione (0,5 g/l) di metil-
prolungata calcinazione le ceneri contengono ancora benzotiazolone idrazone cloridrato R e 0,05 ml di polisor-
particelle nere, riprendere con acqua calda, filtrare su bato 80 R. Chiudere la provetta, agitare e lasciare a
filtro di carta esente da ceneri e calcinare il residuo e la riposo per 60 min. Aggiungere 1 ml di ferro(-ico) clo-
ehcituecamraF
con cautela e calcinare fino a massa costante. 15 min. L'assorbanza (2.2.25) della soluzione, misurata
a 628 nm utilizzando la miscela dei reattivi come
bianco, non e© superiore a quella di una soluzione di
riferimento preparata contemporaneamente e nello
2.4.17. ALLUMINIO
ehcitapoemO
inoizaraperP
Porre la prescritta soluzione in un imbuto separatore ed stesso modo, usando 0,5 ml di una diluizione di formal-
agitare con due porzioni, ciascuna di 20 ml, e quindi deide soluzione R contenente 5 g di formaldeide
l
Preparare una soluzione di riferimento nello stesso Aggiungere a 3 volumi della miscela 2 volumi di acido
modo utilizzando la prescritta soluzione standard. cloridrico 1 M, 3 volumi di cloroformio R e 4 volumi di
123
Oli estranei negli oli grassi mediante gas cromatografia
una soluzione (9 g/l) di sodio cloruro R, mescolare accu- grassi possono essere ottenuti da una soluzione di
ratamente e centrifugare a 15000 g per 60 min. Racco- sapone preparata durante la determinazione delle
gliere la fase acquosa e misurarne il volume. Usare la sostanze insaponificabili.
fase acquosa per il saggio della formaldeide descritto Soluzione in esame. Disciogliere in 4 ml di cloroformio R
precedentemente, aggiustando la concentrazione della 40 mg della miscela di acidi grassi ottenuta dalla
formaldeide nella soluzione di riferimento per tenere sostanza in esame.
conto della diluizione del vaccino durante la separa- Soluzione di riferimento. Disciogliere in 4 ml clorofor-
zione delle fasi. Se la procedura descritta non permette mio R 40 mg della miscela di acidi grassi ottenuta da
di separare la fase acquosa aggiungere 100 g/l di poli- una miscela di 19 volumi di olio di mais R e 1 volume
sorbato 20 R alla soluzione di sodio cloruro e ripetere di olio di colza R.
la procedura centrifugando a 22500 g.
Deporre separatamente sulla lastra 3 ml di ciascuna
soluzione. Eluire per un percorso di 8 cm usando una
2.4.19. IMPUREZZE ALCALINE NEGLI OLI miscela di 10 volumi di acqua R e 90 volumi di acido
GRASSI
acetico glaciale R. Seccare la lastra a 110 C per
In una provetta mescolare 10 ml di acetone R, distillato 10 min. Lasciar raffreddare, se non diversamente pre-
di recente e 0,3 ml di acqua R ed aggiungere 0,05 ml scritto, porre la lastra in una vasca cromatografica,
di una soluzione (0,4 g/l) di blu bromofenolo R in con un idoneo coperchio ermetico, che e© stata prece-
alcool R. Se necessario, neutralizzare con acido clori- dentemente saturata con vapori di iodio ponendo
drico 0,01 M o con sodio idrossido 0,01 M. Aggiungere iodio R in un cristallizzatore sul fondo della vasca.
10 ml dell'olio in esame, agitare e lasciare a riposo. Dopo un po' di tempo diventano visibili delle macchie
Non piu© di 0,1 ml di acido cloridrico 0,01 M sono richie- marroni o marroni giallastre. Rimuovere la lastra e
sti per il viraggio al giallo dello strato superiore. lasciar riposare per alcuni minuti. Quando il colore
marrone del fondo scompare, spruzzare con amido solu-
zione R. Appaiono delle macchie blu che possono
diventare marroni all'essiccamento e di nuovo diven-
tare blu dopo spruzzamento con acqua R. Il cromato-
2.4.21. OLI ESTRANEI NEGLI OLI GRASSI
Esaminare mediante cromatografia su strato sottile oleico) e una macchia con un Rf di circa 0,65 (acido
(2.2.27), usando kieselguhr G R come sostanza di rivesti- linoleico) corrispondenti alle macchie nel cromato-
mento. Impregnare una lastra ponendola in una vasca gramma ottenuto con la soluzione di riferimento.
cromatografica contenente la quantita© necessaria di Con alcuni oli puo© essere presente una macchia con un
una miscela di 10 volumi di paraffina liquida R e Rf di circa 0,75 (acido linolenico). Per confronto con la
90 volumi di etere di petrolio R in modo che si immerga macchia nel cromatogramma ottenuto con la soluzione
per almeno 5 mm al di sotto della superficie del liquido. di riferimento, verificare l'assenza di una macchia con
Quando la miscela di impregnazione ha percorso una un Rf di circa 0,25 (acido erucico) nel cromatogramma
distanza di almeno 12 cm dal lato inferiore della lastra, ottenuto con la soluzione in esame.
rimuovere la lastra e lasciar evaporare il solvente per
5 min. Effettuare la cromatografia nella stessa dire-
zione della impregnazione. 2.4.22. OLI ESTRANEI NEGLI
124
Oli estranei negli oli grassi mediante gas cromatografia
inoizircserP
Soluzione in esame. Quando prescritto nella monogra- poli [(cianopropil)metilfenilmetilsilossano] R o di
ilareneG
fia, essiccare l'olio in esame prima della metilazione. macrogol 20000 R (dello spessore di 0,1-0,5 mm) o
Pesare 1,0 g di olio in un pallone a fondo tondo con un'altra fase stazionaria adatta,
collo a smeriglio, della capacita© di 25 ml, munito di ^ elio per cromatografia R o idrogeno per cromatogra-
refrigerante a ricadere e di un dispositivo che permette fia R come gas di trasporto ad una velocita© di flusso
di far passare una corrente di gas nel pallone. Aggiun-
isilanA id
di 1,3 ml/min (per una colonna con diametro interno
idoteM
gere 10 ml di metanolo anidro R e 0,2 ml di una solu- di 0,32 mm),
zione (60 g/l) di potassio idrossido R in metanolo R. ^ un rivelatore a ionizzazione di fiamma,
Fissare il refrigerante a ricadere, far passare attraverso
la miscela una corrente di azoto R ad una velocita© di ^ un rapporto di divisione 1:100 o inferiore secondo il
diametro interno della colonna utilizzata (1:50 per
irotinetnoC
circa 50 ml per min. Agitare e scaldare all'ebollizione.
/ ilairetaM
Quando la soluzione e© limpida (generalmente circa una colonna di 0,32 mm).
10 min), continuare a scaldare ancora per 5 min. Mantenere la temperatura della colonna a 160-200 C,
Raffreddare il pallone sotto acqua corrente e trasferire in relazione alla lunghezza e al tipo di colonna utiliz-
il contenuto in un imbuto separatore. Lavare il pallone zata (200 C per una colonna lunga 30 m e rivestita
con 5 ml di eptano R, versare nell'imbuto separatore ed con macrogol 20000 R), quella della camera di iniezione
ivittaeR
agitare. Aggiungere 10 ml di una soluzione (200 g/l) di e del rivelatore a 250 C. Se necessario, o quando pre-
sodio cloruro R ed agitare vigorosamente. Lasciar sepa- scritto, aumentare la temperatura della colonna da
rare le fasi e trasferire lo strato organico in una fiala 170 C a 230 C alla velocita© di 3 C per min (per una
contenente sodio solfato anidro R. Lasciare a riposo e colonna di macrogol 20000 R).
filtrare. Iniettare 0,5 ml della soluzione di riferimento (a).
itnemogrA
ilareneG
Soluzione di riferimento (a). Preparare 0,50 g della Aggiustare la sensibilita© del rivelatore in modo che l'al-
miscela delle sostanze per la taratura con la composi- tezza del picco principale nel cromatogramma ottenuto
zione prescritta (Tabelle 2.4.22) nella monografia speci- sia il 50-70 per cento della scala totale del registratore.
fica (usare la composizione descritta nella Tabella Determinare i tempi di ritenzione dei diversi acidi
2.4.22.1 quando la monografia non menziona una solu-
eifargonoM
grassi che compongono la miscela. Iniettare 1 ml della
ilareneG
zione specifica). Disciogliere in eptano R e diluire a soluzione di riferimento (b) ed aggiustare il rapporto
50,0 ml con lo stesso solvente. segnale/rumore del picco corrispondente al metile miri-
Soluzione di riferimento (b). Diluire 1,0 ml della solu- stato.
zione di riferimento (a) a 10,0 ml con eptano R. Iniettare 0,5-1,0 ml della soluzione in esame. Registrare i
ehcituecamraF
Il procedimento cromatografico puo© essere eseguito cromatogrammi per un tempo pari a 2,5 volte il tempo
emroF
usando: di ritenzione del metile oleato. Valutare il cromato-
^ una colonna di vetro o di acciaio inossidabile, lunga gramma come di seguito indicato.
2-3 m e con diametro interno di 2-4 mm, impaccata Quando si usano le miscele per la taratura descritte
con terra d'infusori per gas cromatografia R (125- nelle Tabelle 2.4.22.-1 e 2.4.22.-3 il saggio e© valido
solo se:
eiretaM
200 mm), impregnata con il 5-15 per cento di polieti-
emirP
lenglicole succinato R o di polietilenglicole adipato R, ^ nel cromatogramma ottenuto con la soluzione di rife-
^ azoto per cromatografia R, come gas di trasporto, ad rimento (a) il numero dei piatti teorici (n) (2.2.28),
una velocita© di flusso di 25 ml/min, calcolato per il picco corrispondente al metile stea-
rato, non e© inferiore a 2000 per la colonna impaccata
ehcituecamraF
inoizaraperP
10-30 m e con diametro interno di 0,2-0,8 mm, la cui Quando si usa la miscela per la taratura 2 il saggio e©
superficie interna e© rivestita con uno strato di valido solo se:
125
Oli estranei negli oli grassi mediante gas cromatografia
spondenti a numeri non interi di atomi di carbonio noti Colonna 0 - 15 100 - isoterma
come ``lunghezza di catena equivalente''; 15 - 36 100 225
! 10 gradiente lineare
b) con una programmazione lineare della temperatura, 36 - 61 225 - isoterma
riportando il tempo di ritenzione in funzione del Cameradiiniezione 250
numero di atomi di carbonio dell'acido grasso; effet- Rivelatore 250
tuare l'identificazione facendo riferimento alla curva
di taratura. METODO C
Analisi quantitativa. Utilizzare il metodo di normalizza- Questo metodo non e© applicabile agli oli che contengono
zione nel quale la somma delle aree dei picchi del cro- gliceridi di acidi grassi con gruppi epossi-, idroperossi-,
matogramma, ad eccezione di quella del solvente, corri- aldeidi, chetoni, ciclopropilici e ciclopropenilici, e a com-
sponde al 100 per cento. Utilizzare preferibilmente un posti acetilenici e polinsaturi coniugati perchë provoca la
integratore elettronico. Calcolare la quantita© di ciascun distruzione parziale o completa di questi gruppi.
componente determinando l'area del picco corrispon- Soluzione in esame. Disciogliere 0,10 g della sostanza in
dente come percentuale della somma delle aree di tutti esame in 2 ml di una soluzione (20 g/l) di sodio idrossi-
i picchi. Trascurare i picchi la cui area e© inferiore allo do R in metanolo R in una beuta da 25 ml e bollire sotto
0,05 per cento dell'area totale. un refrigerante a ricadere per 30 min. Aggiungere
In alcuni casi, per esempio in presenza di acidi grassi 2,0 ml di metanolo boro-trifluoruro soluzione R attra-
con un numero di atomi di carbonio uguale o inferiore verso il condensatore e bollire per 30 min. Aggiungere
a 12, i fattori di correzione possono essere prescritti 4 ml di eptano R attraverso il condensatore e bollire
nella singola monografia per convertire l'area del picco per 5 min. Raffreddare e aggiungere 10,0 ml di una
in percentuale (m/m). soluzione satura di sodio cloruro R, agitare per circa
126
Steroli negli oli grassi
inoizircserP
15 s e aggiungere una quantita© di soluzione satura di
ilareneG
2.4.23. STEROLI NEGLI OLI GRASSI
isilanA id
idoteM
valutazione dei cromatogrammi. Senza una prescrizione fia su strato sottile (2.2.27) usando una lastra ricoperta
specifica nella singola monografia, procedere come di uno strato di gel di silice G R dello spessore di 0,3-
descritto nel metodo A. 0,5 mm.
Tabella 2.4.22.-1. Sostanze per la taratura* Soluzione in esame (a). In un pallone da 150 ml
irotinetnoC
/ ilairetaM
munito di un refrigerante a ricadere, porre un volume
Composizione (per cento m/m) di una soluzione (2 g/l) di betulina R in diclorometano R
contenente una quantita© di betulina corrispondente a
Miscela delle seguenti
Lunghezza della
Programma lineare circa il 10 per cento del contenuto di steroli del cam-
pione utilizzato per la determinazione (per esempio
catena equivalente **
Isoterma
sostanze della temperatura
ivittaeR
(1) (2)
itnemogrA
ilareneG
porare a secco in corrente di azoto R. Aggiungere
5,00 g (m g) della sostanza in esame. Aggiungere 50
Tabella 2.4.22.-2 Sostanze per la taratura* ml di potassio idrossido soluzione alcoolica 2 MR e
m/m) scaldare a b.m. per 1 h, agitando frequentemente. Raf-
freddare a temperatura inferiore a 25 C e trasferire
Composizione (per cento
eifargonoM
ilareneG
Lunghezza della il contenuto del pallone in un imbuto separatore con
Miscela delle seguenti catena equivalente **
Isoterma
Programma lineare
ehcituecamraF
Metile caprato R 10,0 10,0 10 35 in un altro imbuto separatore contenente 40 ml di
acqua R, agitare leggermente per alcuni minuti,
emroF
Metile laureato R 12,0 12,0 20 10
Metile miristato R 14,0 14,0 40 10 lasciare separare ed eliminare la fase acquosa. Lavare
piu© volte la fase eterea con diverse porzioni di acqua R,
Tabella 2.4.22.-3 Sostanze per la taratura* da 40 ml ciascuna, finchë la fase acquosa non sia
piu© alcalina alla fenolftaleina. Trasferire la fase eterea
eiretaM
in un pallone tarato lavando l'imbuto separatore con
emirP
Composizione (per cento m/m)
etere esente da perossidi R. Distillare l'etere usando
Lunghezza della
precauzioni appropriate ed aggiungere al residuo
6 ml di acetone R. Eliminare con cautela il solvente
Miscela delle seguenti catena equivalente ** Programma lineare
Isoterma
sostanze della temperatura
ehcituecamraF
titolo indicativo per una colonna di polietilenglicole succinato R (1) e dalle parole ``Aggiungere 50 ml di potassio idrossido
per una colonna di macrogol 20000 R (2). soluzione alcolica 2 M''.
127
Steroli negli oli grassi
no R e 9 volumi di piridina anidra R. Agitare con pre- di ritenzione degli steroli rispetto al -sitosterolo sono
b
cauzione fino a dissoluzione completa degli steroli. riportati nella Tabella 2.4.23.-1.
128
Identificazione e controllo dei solventi residui
inoizircserP
Tabella 2.4.23.-1. - Tempi di ritenzione degli steroli
ilareneG
2.4.24. IDENTIFICAZIONE E CONTROLLO DEI
isilanA id
fenil(5)]- fenil(5)vinil(1)]-
idoteM
silossano silossano
irotinetnoC
/ ilairetaM
Campesterolo 0,81 0,83 ii. come saggio limite per i solventi della Classe 1 e
Campestanolo 0,82 0,85 della Classe 2 se presenti nella sostanza attiva, nel-
Stigmasterolo 0,87 0,88 l'eccipiente o nel prodotto medicinale;
D7-Campesterolo 0,92 0,93 iii. per la quantificazione dei solventi della Classe 2 se i
5,23-Stigmastadienolo 0,95 0,95 limiti sono superiori a 1000 ppm (0,1 per cento) o
ivittaeR
D
itnemogrA
D
ilareneG
D5,24-Stigmastadienolo 1,08 1,08 residui.
D7-Stigmastenolo 1,12 1,12
7-Avenasterolo 1,16 1,16 Sono descritti tre diluenti per la preparazione campione
e le condizioni da applicare per l'iniezione a spazio di
D
eifargonoM
Sono prescritti due sistemi cromatografici ma si preferi-
ilareneG
Il picco corrispondente allo standard interno (betulina) sce il Sistema A mentre il Sistema B e© usato normal-
deve essere nettamente separato dai picchi degli steroli mente per la conferma dell'identita© . La scelta della pro-
da determinare. cedura per la preparazione del campione dipende dalla
Per il cromatogramma ottenuto con la soluzione in solubilita© della sostanza da esaminare e in alcuni casi
ehcituecamraF
esame identificare i picchi e calcolare il contenuto per dai solventi residui da controllare.
centuale di ciascun sterolo nella frazione sterolica della
emroF
sostanza in esame mediante l'espressione seguente: I solventi residui seguenti non sono rivelati rapida-
A 100 mente nelle condizioni di iniezione a spazio di testa
S 2
descritte: formammide, 2-etossietanolo, 2-metossieta-
nolo, etilenglicole, N-metilpirrolidone e solfolano. Per
eiretaM
A = area del picco corrispondente al componente da il controllo di questi solventi residui dovrebbero essere
emirP
determinare, impiegate altre procedure appropriate.
S = somma delle aree dei picchi corrispondenti ai Quando la procedura e© applicata per dosare quantitati-
componenti indicati nella Tabella 2.4.23.-1. vamente i solventi residui in una sostanza, essa deve
ehcituecamraF
inoizaraperP
129
Identificazione e controllo dei solventi residui
Preparazione campione 2 . E' destinata al controllo dei Soluzione di riferimento (b) (Classe 2). Introdurre
solventi residui delle sostanze insolubili in acqua. 1,0 ml della soluzione del solvente (b) e 5,0 ml del
diluente appropriato in una fiala da iniezione.
Soluzione campione (2). Disciogliere 0,200 g della Soluzione di riferimento (c). Introdurre 5,0 ml della
sostanza in esame in N,N-dimetilformammide R soluzione campione e 1,0 ml della soluzione del solvente
(DMF) e diluire a 20,0 ml con lo stesso solvente. (c) in una fiala da iniezione.
Preparazione campione 3 . E' destinata al controllo di Soluzione di riferimento (d). Introdurre 1,0 ml della
N,N-dimetilacetammide R e/o N,N-dimetilformam- soluzione del bianco e 5,0 ml del diluente appropriato
mide R, se si conosce o si sospetta che una o entrambe in una fiala da iniezione.
queste sostanze siano presenti nella sostanza da esami- Chiudere le fiale con una membrana di gomma a tenuta,
nare. rivestita di politetrafluoroetilene e fissare con la relativa
Soluzione campione (3). Disciogliere 0,200 g della ghiera in alluminio. Agitare per rendere omogenea la
sostanza in esame in 1,3-dimetil-2-imidazolidinone R soluzione.
(DMI) e diluire a 20,0 ml con lo stesso solvente. Si possono usare le seguenti condizioni a spazio di testa
statico:
In alcuni casi nessuna delle procedure di preparazione
sopra riportata e© appropriata. In questo caso si deve
dimostrare che il diluente da usare per la preparazione
Procedura di preparazione del campione
130
Identificazione e controllo dei solventi residui
inoizircserP
Nel caso di interferenza della matrice usare il: Mantenere la temperatura della colonna a 50 C per
ilareneG
20 min, poi aumentarla di 6 C per minuto fino a
SISTEMA B 165 C e mantenerla poi a 165 C per 20 min; mantenere
- una colonna capillare o semi-capillare in silice fusa, la temperatura della camera di iniezione a 140 C e
lunga 30 m e con diametro interno di 0,32-0,53 mm quella del rivelatore a 250 C.
isilanA id
la cui parete interna e© rivestita con macrogol 20000 R
idoteM
(spessore del rivestimento 0,25 mm), Iniettare 1 ml della fase gassosa della soluzione di riferi-
- azoto per cromatografia R o elio per cromatografia R mento (a) nella colonna descritta nel Sistema A e regi-
come gas di trasporto, un rapporto di divisione 1:5, strare il cromatogramma in condizioni tali che possa
con una velocita© lineare di circa 35 cm/s, essere misurato il rapporto segnale/rumore per l'1,1,1-
irotinetnoC
/ ilairetaM
- un rivelatore a ionizzazione di fiamma (per i solventi tricloroetano. Il rapporto segnale/rumore deve essere
residui clorurati di Classe 1 si puo© usare uno spettro- almeno pari a cinque. Un cromatogramma tipo e©
metro di massa o un rivelatore a cattura di elettroni). mostrato nella Figura 2.4.24.-1.
ivittaeR
itnemogrA
ilareneG
eifargonoM
ilareneG
ehcituecamraF
emroF
eiretaM
emirP
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
ehcitapoemO
inoizaraperP
4: benzene; 10: carbonio tetracloruro; 14: 1,2-dicloroetano; 15: 1,1-dicloroetilene; 52: 1,1,1-tricloroetano.
ottenuto usando le condizioni descritte per il Sistema A e la Procedura 1. Rivelatore a ionizzazione di fiamma.
131
Identificazione e controllo dei solventi residui
Iniettare 1 ml della fase gassosa della soluzione di riferi- Iniettare 1 ml della fase gassosa della soluzione
mento (a1) nella colonna descritta nel Sistema A. I pic- in esame nella colonna descritta nel Sistema B.
chi dovuti ai solventi residui di Classe 1 sono ancora Se nel cromatogramma ottenuto non c'e© un picco
rivelabili. che corrisponde ad uno dei picchi dei solventi
residui dei cromatogrammi ottenuti con la solu-
Iniettare 1 ml della fase gassosa della soluzione zione di riferimento (a) o (b), la sostanza in esame
di riferimento (b) nella colonna descritta nel soddisfa i requisiti del saggio. Se un picco nel
Sistema A e registrare il cromatogramma in cromatogramma ottenuto con la soluzione in esame
condizioni tali da determinare la risoluzione tra corrisponde ad uno dei picchi dei solventi resi-
l'acetonitrile e il diclorometano. Il sistema e© adatto dui ottenuti con la soluzione di riferimento (a)
se il cromatogramma ottenuto e© simile al cro- o (b) e conferma la corrispondenza ottenuta usando
matogramma riportato nella Figura 2.4.24.-2 e la il Sistema A, procedere come segue.
risoluzione tra l'acetonitrile e il diclorometano
e© almeno 1,0. Iniettare 1 ml della fase gassosa della soluzione
di riferimento (c) nella colonna descritta per il
Iniettare 1 ml della fase gassosa della soluzione Sistema
la
A o il Sistema B. Se necessario, aggiustare
sensibilita© del sistema in modo che l'altezza del
in esame nella colonna descritta nel Sistema A. picco corrispondente
Se nel cromatogramma ottenuto, non c'e© un picco ficato sia almeno il 50 alpersolvente cento
residuo identi-
della scala totale
che corrisponde ad uno dei picchi dei solventi del registratore.
residui dei cromatogrammi ottenuti con la solu-
zione di riferimento (a) o (b), la sostanza in esame Iniettare 1 ml della fase gassosa della soluzione
soddisfa i requisiti del saggio. Se un picco nel di riferimento (d) nella colonna. Non dovrebbe
cromatogramma ottenuto con la soluzione in esame essere osservato alcun picco interferente.
corrisponde a uno dei picchi dei solventi residui
ottenuti con la soluzione di riferimento (a) o (b) Iniettare 1 ml della fase gassosa della soluzione in
si deve usare il Sistema B. esame e 1 ml della fase gassosa della soluzione di
Iniettare 1 ml della fase gassosa della soluzione di riferimento
zioni per due
(c) nella colonna. Ripetere queste inie-
volte.
riferimento (a) nella colonna descritta nel Sistema
B e registrare il cromatogramma in modo da poter L'area media del picco del solvente/i residuo/i
misurare il rapporto segnale/rumore per il benzene. nei cromatogrammi ottenuti con la soluzione
Il rapporto segnale/rumore deve essere almeno cin- in esame non e© maggiore della meta© dell'area me-
que. Un cromatogramma tipo e© mostrato nella dia del picco del solvente/i residuo/i corrispon-
Figura 2.4.24.-3. dente nei cromatogrammi ottenuti con la soluzione
di riferimento (c). Il saggio e© valido solo se la devia-
Iniettare 1 ml della fase gassosa della soluzione di zione standard relativa delle differenze tra le aree
riferimento (a1) nella colonna descritta nel Sistema dei picchi dell'analita ottenuti con le iniezioni
B. Sono ancora rivelabili i picchi dovuti ai solventi ripetute per tre volte della soluzione di riferimento
residui della Classe 1. (c) e la soluzione in esame, e© al massimo il 15
per cento.
Iniettare 1 ml della fase gassosa della soluzione
di riferimento (b) nella colonna descritta nel Un diagramma di flusso della procedura e© mostrato
Sistema B e registrare il cromatogramma in con- nella Figura 2.4.24.-5.
dizioni tali da determinare la risoluzione tra l'aceto-
nitrile e il tricloroetilene. Il sistema e© adatto se Se un solvente residuo (Classe 2 o Classe 3) e© pre-
il cromatogramma ottenuto e© simile al cro- sente ad un livello uguale o superiore allo
matogramma riportato nella Figura 2.4.24.-4 e la 0,1 per cento, il contenuto puo© essere determi-
risoluzione tra l'acetonitrile e il tricloroetilene e© nato quantitativamente mediante il metodo delle
almeno 1,0. aggiunte standard.
132
Identificazione e controllo dei solventi residui
inoizircserP
ilareneG
isilanA id
idoteM
irotinetnoC
/ ilairetaM
ivittaeR
itnemogrA
ilareneG
3: acetonitrile; 11: cloroformio; 13: cicloesano; 16a: cis-1,2-dicloroetilene; 17: diclorometano; 29: esano;
30: 2-esanone; 34: metanolo; 49: piridina; 51: toluene; 53: 1,1,2-tricloroetilene; 54: xilene orto, meta, para;
58: clorobenzene; 61: tetralina; 62: metilcicloesano; 63: nitrometano; 64: 1,2-dimetossietano.
Figura 2.4.24.-2. - Cromatogramma dei solventi residui di Classe 2 ottenuto usando le condizioni
eifargonoM
descritte per il Sistema A e la Procedura 1. Rivelatore a ionizzazione di fiamma.
ilareneG
ehcituecamraF
emroF
eiretaM
emirP
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
ehcitapoemO
inoizaraperP
4: benzene; 10: carbonio tetracloruro; 14: 1,2-dicloroetano; 15: 1,1-dicloroetilene; 52: 1,1,1-tricloroetano.
ecidnI
Figura 2.4.24. 3. Cromatogramma dei solventi residui di Classe 1 ottenuto usando le condizioni
descritte per il Sistema B e la Procedura 1. Rivelatore a ionizzazione di fiamma.
133
Identificazione e controllo dei solventi residui
Figura 2.4.24. 4. Cromatogramma tipo dei solventi residui di Classe 2 ottenuto usando le condizioni
descritte per il Sistema B e la Procedura 1. Rivelatore a ionizzazione di fiamma.
134
ilareneG isilanA id irotinetnoC ilareneG emirP ehcificepS ehcitapoemO
ilareneG ehcituecamraF
ivittaeR ehcituecamraF
ecidnI
inoizircserP idoteM / ilairetaM itnemogrA eifargonoM emroF eiretaM inoizaraperP
inoizaraperP
135
Identificazione e controllo dei solventi residui
Etilene ossido e diossano
2.4.25. ETILENE OSSIDO E DIOSSANO 0,1 ml di una soluzione (10 mg/l) di acetaldeide R, pre-
parata di recente, e 0,10 ml di diossano soluzione R.
Il saggio e© destinato alla determinazione di residui del- Chiudere e mescolare in modo da ottenere una solu-
l'etilene ossido e del diossano in campioni solubili in zione omogenea. Lasciare a riposo a 70 C per 45 min.
acqua o in dimetilacetammide. Per le sostanze che sono Possono essere usate le seguenti condizioni di iniezione
insolubili o non sufficientemente solubili in questi sol- a spazio di testa statico:
venti, la preparazione della soluzione campione e le
condizioni di spazio di testa da impiegare sono date ^ temperatura di equilibrio: 70 C (90 C per le solu-
nella singola monografia. zioni in dimetilacetammide),
Esaminare mediante gas cromatografia a spazio di ^ tempo di equilibrio: 45 min,
testa (2.2.28). ^ temperatura della linea di trasferimento: 75 C
A. Per i campioni solubili o miscibili con acqua, puo© (150 C per le soluzioni in dimetilacetammide),
essere usato il procedimento seguente. ^ gas di trasporto: elio per cromatografia R,
Soluzione in esame. Pesare 1,00 g (MT) della sostanza da ^ tempo di pressurizzazione: 1 min,
esaminare in una fiala da 10 ml (possono essere usate ^ tempo di iniezione: 12 s.
altre dimensioni che dipendono dalle condizioni di ope-
razione) e aggiungere 1,0 ml di acqua R. Chiudere e Il procedimento cromatografico puo© essere effettuato
mescolare in modo da ottenere una soluzione omoge- usando:
nea. Lasciare a riposo a 70 C per 45 min. ^ una colonna capillare di vetro o di quarzo lunga 30 m
Soluzione di riferimento (a). Pesare 1,00 g (MR) della e con diametro interno di 0,32 mm la cui superficie
sostanza da esaminare in una fiala identica da 10 ml, interna e© rivestita con uno strato di polidimetilsilos-
aggiungere 0,50 ml di ossido di etilene soluzione R3 e sano R dello spessore di 1,0 mm,
0,50 ml di diossano soluzione R1. Chiudere e mescolare ^ elio per cromatografia R o azoto per cromatografia R
in modo da ottenere una soluzione omogenea. Lasciare come gas di trasporto ad una velocita© lineare di circa
a riposo a 70 C per 45 min. 20 cm per secondo e un rapporto di partizione di
Soluzione di riferimento (b). Introdurre 0,50 ml di 1:20,
ossido di etilene soluzione R3, in una fiala da 10 ml, - un rivelatore a ionizzazione di fiamma.
aggiungere 0,1 ml di una soluzione (10 mg/l) di acetal-
deide R, preparata di recente, e 0,1 ml di diossano solu- Mantenere la temperatura della colonna a 50 C per
zione R1. Chiudere e mescolare in modo da ottenere 5 min, poi aumentarla di 5 C per minuto fino a
una soluzione omogenea. Lasciare a riposo a 70 C per 180 C; aumentarla ancora di 30 C per minuto fino a
45 min. 230 C e mantenerla a 230 C per 5 min; mantenere la
temperatura della porta di iniezione a 150 C e quella
B. Per i campioni solubili o miscibili con dimetilace- del rivelatore a 250 C.
tammide, puo© essere usato il procedimento seguente.
Iniettare un volume adatto, per esempio 1,0 ml, della
Soluzione in esame. Pesare 1,00 g (MT) della sostanza da fase gassosa della soluzione di riferimento (b). Aggiu-
esaminare in una fiala da 10 ml (possono essere usate stare la sensibilita© del sistema in modo che le altezze
fiale di altre dimensioni in funzione delle condizioni di dei picchi dovuti all'etilene ossido e all'acetaldeide nel
operazione) e aggiungere 1,0 ml di dimetilacetammide R cromatogramma ottenuto siano almeno il 15 per cento
e 0,20 ml di acqua R. Chiudere e mescolare in modo da della scala totale del registratore. Il saggio e© valido solo
ottenere una soluzione omogenea. Lasciare a riposo a se la risoluzione tra i picchi corrispondenti all'acetal-
90 C per 45 min. deide e all'ossido di etilene e© almeno 2,0 e il picco del
Soluzione di riferimento (a). Pesare 1,00 g (MR) della diossano e© rivelato con un rapporto segnale-rumore di
sostanza da esaminare in una fiala da 10 ml, aggiungere almeno 5.
1,0 ml di dimetilacetammide R, 0,10 ml di diossano solu- Iniettare separatamente volumi adatti, per esempio
zione R e 0,10 ml di ossido di etilene soluzione R2. 1,0 ml (o lo stesso volume usato per la soluzione di rife-
Chiudere e mescolare in modo da ottenere una solu- rimento (b)), della fase gassosa della soluzione in esame
zione omogenea. Lasciare a riposo a 90 C per 45 min. e della soluzione di riferimento (a). Ripetere il procedi-
Soluzione di riferimento (b). Introdurre 0,10 ml di ossido mento ancora due volte. Le aree medie dei picchi del-
di etilene soluzione R2 in una fiala da 10 ml, aggiungere l'ossido di etilene e del diossano nel cromatogramma
136
Etilene ossido e diossano
inoizircserP
ottenuto con la soluzione in esame non sono maggiori N,N-
ilareneG
2.4.26. DIMETILANILINA
isilanA id
idoteM
Verifica della precisione N,N-dietilanilina R in 4 ml di acido cloridrico 0,1 M e
Per ciascuna iniezione in doppio, calcolare per l'ossido diluire a 50 ml con acqua R. Diluire 1 ml di questa solu-
di etilene e per il diossano la differenza tra l'area dei zione a 100 ml con acqua R.
picchi ottenuti con la soluzione in esame e quella dei Soluzione in esame. In un tubo con tappo a smeriglio
irotinetnoC
/ ilairetaM
picchi ottenuti con la soluzione di riferimento (a). disciogliere 0,50 g della sostanza da esaminare in
Il saggio e© valido solo se la deviazione standard relativa 30,0 ml di acqua R. Aggiungere 1,0 ml della soluzione
dei tre valori ottenuti per l'ossido di etilene non e© supe- dello standard interno. Portare ad una temperatura di
riore al 15 per cento e la deviazione standard relativa 26-28 C. Aggiustare 1,0 ml di sodio idrossido soluzione
dei tre valori ottenuti per il diossano non e© superiore concentrata R e mescolare fino a dissoluzione completa.
al 10 per cento. Se le pesate usate per la soluzione in Aggiungere 2,0 ml di trimetilpentano R. Agitare per
ivittaeR
esame e la soluzione di riferimento differiscono di piu© 2 min e lasciar separare le fasi. Usare lo strato supe-
dello 0,5 per cento da 1,00 g, devono essere fatte le
dovute correzioni. riore.
Quando e© richiesta una determinazione quantitativa il Soluzione di riferimento. Disciogliere 50,0 mg di
itnemogrA
ilareneG
contenuto di ossido di etilene o di diossano in parti per N,N-dimetilanilina R in 4,0 ml di acido cloridrico 0,1 M
milione e© calcolato dall'espressione: e diluire a 50,0 ml con acqua R. Diluire 1,0 ml di questa
AT C soluzione a 100,0 ml con acqua R. Diluire 1,0 ml di que-
2
eifargonoM
2 ÿ 2
ilareneG
idrossido
AT = area del picco corrispondente all'ossido di etilene trimetilpentanosoluzione concentrata R. Aggiungere 2,0 ml di
nel cromatogramma ottenuto con la soluzione in le fasi. Usare loR.strato Agitare per 2 min e lasciare separare
superiore.
esame,
AR = area del picco corrispondente all'ossido di etilene Il procedimento cromatografico puo© essere eseguito
ehcituecamraF
nel cromatogramma ottenuto con la soluzione di usando:
emroF
riferimento (a), - una colonna capillare di silice fusa lunga 25 m e con
MT = massa della sostanza in esame nella soluzione in diametro interno di 0,32 mm rivestita con polimetilfe-
esame in grammi, nilsilossano R reticolato (spessore della pellicola
MR = massa della sostanza in esame nella soluzione di 0,52 mm),
eiretaM
emirP
riferimento in grammi,
C = la quantita© dell'ossido di etilene aggiunto alla - elio per cromatografia R come gas di trasporto, con
un rapporto di partizione 1:20, una colonna con una
soluzione di riferimento (a) in microgrammi. pressione di testa di 50 kPa e una valvola di flusso di
ehcituecamraF
ehcificepS
dall'espressione:
- un rivelatore a ionizzazione di fiamma,
DT C
2
D R M T D T MR
2 ÿ 2 - una linea di flusso costituita da una colonna lunga
circa 1 cm impaccata con terra d'infusori per gas cro-
ehcitapoemO
inoizaraperP
DT = area del picco corrispondente al diossano nel cro- matografia R impregnata con il 10 per cento m/m di
matogramma ottenuto con la soluzione in esame, polidimetilsilossano R.
DR = area del picco corrispondente al diossano nel Mantenere la temperatura della colonna a 150 C per
cromatogramma ottenuto con la soluzione di 5 min, aumentarla di 20 C per minuto fino a 275 C e
riferimento (a), mantenerla a 275 C per 3 min; mantenere la tempera-
C = la quantita© di diossano aggiunto alla soluzione di tura del rivelatore a 300 C e quella della porta di inie-
ecidnI
137
Nichel negli oli vegetali idrogenati
I tempi di ritenzione sono: N,N-dimetilanilina circa Soluzione in esame. Pesare 0,100 g (m) della sostanza in
3,6 min, N,N-dietilanilina circa 5,0 min. esame in un adatto recipiente di digestione resistente
Iniettare 1 ml della soluzione in esame e 1 ml della solu- all'alta pressione (fluoropolimero o vetro al quarzo),
zione di riferimento. aggiungere 6,0 ml di acido nitrico R e 2,0 ml di idrogeno
perossido soluzione concentrata R. Preparare una solu-
B. Esaminare mediante gas cromatografia (2.2.28), zione in bianco nella stessa maniera. Porre i recipienti
usando naftalene R come standard interno. chiusi in una stufa a microonde da laboratorio e dige-
Soluzione dello standard interno. Disciogliere 50 mg di rire con un appropriato programma, per es. 250 W per
naftalene R in cicloesano R e diluire a 50 ml con lo 10 min; 600 W per 5 min; 400 W per 5 min; 250 W per
stesso solvente. Diluire 5 ml di questa soluzione a 7 min. Lasciar raffreddare i recipienti di digestione
100 ml con cicloesano R. prima di aprirli. Trasferire quantitativamente nei pal-
Soluzione in esame. Aggiungere 5 ml di sodio idrossido loni, diluire a 25,0 ml con acqua R e mescolare.
1 M e 1,0 ml della soluzione dello standard interno a
1,00 g della sostanza da esaminare in un tubo con tappo Soluzioniditaratura.Aggiungere1,0ml di acidonitricoR,
a smeriglio. Chiudere il tubo e agitare vigorosamente 2,0 ml di idrogeno perossido soluzione concentrata R
per 1 min. Centrifugare se necessario e usare lo strato a 10,0 ml di soluzione standard di nickel (Ni 10 ppm) R
superiore. e diluire a 20,0 ml con acqua R. Introdurre in quattro
palloni tarati 20 ml, 50 ml, 100 ml e 150 ml di questa solu-
Soluzione di riferimento. Aggiungere 2 ml di acido clori- zione, aggiungere a ciascun pallone 6,0 ml di acido
drico R e 20 ml di acqua R a 50,0 mg di N,N-dimetilani- nitrico R, diluire con acqua R a 25,0 ml e mescolare per
lina R, agitare per disciogliere e diluire a 50,0 ml con ottenere delle soluzioni di taratura contenenti rispetti-
acqua R. Diluire 5,0 ml di questa soluzione a 250,0 ml vamente 4 ng/ml, 10 ng/ml, 20 ng/ml e 30 ng/ml (ppb)
con acqua R. Trasferire 1,0 ml di quest'ultima soluzione di nichel.
in un tubo con tappo a smeriglio e aggiungere 5 ml di
sodio idrossido 1 M e 1,0 ml della soluzione dello stan- Soluzione di azzeramento. Diluire 6,0 ml di acido nitri-
dard interno. Chiudere il tubo e agitare vigorosamente co R in acqua R e diluire a 25,0 ml con lo stesso sol-
per 1 min. Centrifugare se necessario e usare lo strato vente.
superiore.
Il procedimento cromatografico puo© essere eseguito Metodo. Preparare miscele di 1 volume di una soluzione
utilizzando: (5,0 g/l) di magnesio nitrato R e rispettivamente di
- una colonna di vetro lunga 2 m e con diametro 2 volumi della soluzione del bianco, della soluzione in
interno di 2 mm impaccata con terra d'infusori esame, delle soluzioni di taratura e della soluzione di
silanizzata per gas cromatografia R impregnata con il azzeramento.
3 per cento m/m di polimetilfenilsilossano R,
- azoto per cromatografia R come gas di trasporto ad Determinare le assorbanze di tutte le soluzioni in esame
una velocita© di flusso di 30 ml/min, a 232,0 nm usando un adatto spettrometro di assorbi-
- un rivelatore a ionizzazione di fiamma. mento atomico con fornace di grafite equipaggiato con
un sistema ad effetto Zeeman per la compensazione
Mantenere la temperatura della colonna a 120 C e del fondo, un tubo rivestito di materiale pirolitico con
quella della porta di iniezione e del rivelatore a 150 C. piattaforma, una lampada a catodo cavo a nichel. Man-
Iniettare 1 ml della soluzione in esame e 1 ml della solu- tenere la temperatura di essiccamento della fornace a
zione di riferimento. 100 C per 10 s dopo un'innalzamento di 10 s, la tempe-
ratura di incenerimento a 1400 C per 10 s dopo un'in-
nalzamento di 20 s, e la temperatura di atomizzazione
2.4.27. NICHEL NEGLI OLI VEGETALI IDROGE-
a 2500 C per 5 s. Usare la soluzione di azzeramento
NATI
per azzerare lo strumento. Determinare la funzione di
Esaminare mediante spettrometria di assorbimento taratura utilizzando i dati ottenuti con le soluzioni di
atomico (Metodo I, 2.2.23). taratura. Con la taratura esterna, determinare le con-
centrazioni della soluzione in esame e della soluzione
AVVERTENZE: se vengono usati recipienti di digestione del bianco dalle assorbanze corrispondenti. Se necessa-
chiusi ad alta pressione ed apparecchiature di laboratorio rio, diluire con la soluzione di azzeramento in modo
a microonde, si devono conoscere le istruzioni di sicurezza da ottenere una lettura che rientri nell'intervallo di
e di operazione date dal produttore. taratura delle assorbanze (fattore di diluizione f).
138
Acido 2-Etilesanoico
inoizircserP
Calcolare il contenuto in (mg/g (ppm) di Ni nel cam- - elio per cromatografia R come gas di trasporto ad una
ilareneG
pione usando l'espressione: velocita© di flusso di 10 ml/min,
c f2 - un rivelatore a ionizzazione di fiamma,
m 402 con il seguente programma di temperatura:
isilanA id
c = concentrazione misurata in nanogrammi per milli-
idoteM
litro, Tempo Temperatura Intervallo
Commento
f = fattore di diluizione,
(min) (C) (C/min)
Colonna 0 - 2 40 - isoterma
m = massa della sostanza da esaminare in grammi. 2 - 7,3 40 220
! 30 gradiente lineare
irotinetnoC
7,3 - 10,3 200 - isoterma
/ ilairetaM
2.4.28. ACIDO 2-ETILESANOICO Porta di iniezione 200
Esaminare mediante gas cromatografia (2.2.28), usando Rivelatore 200
l'acido 3-cicloesilpropionico R come standard interno.
Soluzione dello standard interno. Disciogliere 100 mg di Iniettare 1 ml della soluzione in esame e 1 ml della solu-
acido 3-cicloesilpropionico R in cicloesano R e diluire a
ivittaeR
100 ml con lo stesso solvente. zione di riferimento.
Soluzione in esame. Aggiungere 4,0 ml di una soluzione Il saggio e© valido solo se la risoluzione tra i picchi corri-
al 33 per cento V/V di acido cloridrico R a 0,300 g della spondenti all'acido 2-etilesanoico (primo picco) e allo
sostanza da esaminare. Agitare vigorosamente per standard interno e© almeno 2,0.
itnemogrA
Calcolare il contenuto percentuale di acido 2-etilesa-
ilareneG
1 min con due porzioni, ciascuna di 1,0 ml, della solu-
zione dello standard interno. Lasciar separare le fasi noico mediante l'espressione:
(se necessario, centrifugare per una migliore separa- AT 2 I R 2 m R 2 2
zione). Usare gli strati superiori riuniti. AR 2 I T 2 m T
Soluzione di riferimento. Disciogliere 75,0 mg di acido 2-
eifargonoM
ilareneG
etilesanoico R nella soluzione dello standard interno e AT = area del picco corrispondente all'acido 2-etilesa-
diluire a 50,0 ml con la stessa soluzione. A 1,0 ml della noico nel cromatogramma ottenuto con la solu-
soluzione ottenuta aggiungere 4,0 ml di una soluzione zione in esame,
al 33 per cento V/V di acido cloridrico R. Agitare vigo- AR = area del picco corrispondente all'acido 2-etilesa-
rosamente per 1 min. Lasciar separare le fasi (se neces-
ehcituecamraF
sario, centrifugare per una migliore separazione). noico nel cromatogramma ottenuto con la solu-
zione di riferimento,
emroF
Aggiungere 1,0 ml della soluzione dello standard I T = area del picco corrispondente allo standard
interno allo strato inferiore. Agitare vigorosamente interno nel cromatogramma ottenuto con la
per 1 min. Lasciar separare le fasi (se necessario, centri- soluzione in esame,
fugare per una migliore separazione). Usate gli strati
superiori riuniti. I R = area del picco corrispondente allo standard
eiretaM
emirP
Il procedimento cromatografico puo© essere eseguito interno nel cromatogramma ottenuto con la
utilizzando: soluzione di riferimento,
- una colonna di silice fusa di grosso calibro lunga 10 m mT = massa della sostanza da esaminare nella solu-
e con diametro interno di 0,53 mm rivestita con zione in esame in grammi,
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
macrogol 20000 2-nitroetereftalato R (spessore della mR = massa dell'acido 2-etilesanoico nella soluzione di
pellicola 1,0 (mm), riferimento in grammi.
ehcitapoemO
inoizaraperP
ecidnI
139
2.5 Saggi
inoizircserP
ilareneG
isilanA id
2.5. Saggi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 143 2.5.18. Fosforo nei vaccini polisaccaridici . . 149
idoteM
2.5.1. Indice di acidita© . . . . . . . . . . . . . . . . 143 2.5.19. O-Acetile nei vaccini polisaccaridici 149
2.5.2. Indice di esteri . . . . . . . . . . . . . . . . . 143 2.5.20. Esosammine nei vaccini polisaccari-
2.5.2. Indice di ossidrile . . . . . . . . . . . . . . . 143 dici . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 150
2.5.4. Indice di iodio . . . . . . . . . . . . . . . . . 144 2.5.21. Metilpentosi nei vaccini polissaccari-
irotinetnoC
/ ilairetaM
2.5.5. Indice di perossidi . . . . . . . . . . . . . . 144 dici . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 150
2.5.6. Indice di saponificazione . . . . . . . . . 145 2.5.22. Acidi uronici nei vaccini polisaccari-
2.5.7. Sostanze insaponificabili . . . . . . . . . 145 dici . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 151
2.5.8. Determinazione dell'azoto amminico 2.5.23. Acido sialico nei vaccini polisaccari-
primario aromatico . . . . . . . . . . . 146 dici . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 151
2.5.9. Determinazione dell'azoto . . . . . . . . . . 146 2.5.24. Carbonio diossido nei gas . . . . . . . . 152
ivittaeR
2.5.10. Combustione in ossigeno . . . . . . . . . 146 2.5.25. Carbonio monossido nei gas . . . . . . 152
2.5.11. Titolazioni complessometriche . . . . 146 2.5.26. Azoto monossido e azoto nei gas . . 153
2.5.12. Semi-micro determinazione dell'ac- 2.5.27. Ossigeno nei gas . . . . . . . . . . . . . . . 154
qua . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 147 2.5.28. Acqua nei gas . . . . . . . . . . . . . . . . . 154
itnemogrA
2.5.13. Alluminio nei vaccini adsorbiti . . . . 148 2.5.29. Diossido di zolfo . . . . . . . . . . . . . . . 154
ilareneG
2.5.14. Calcio nei vaccini adsorbiti . . . . . . . 148 2.5.30. Sostanze ossidanti . . . . . . . . . . . . . . 155
2.5.15. Fenolo nei sierimmuni e nei vaccini 148 2.5.31. Ribosio nei vaccini polisaccaridici . . 155
2.5.16. Proteine nei vaccini polisaccaridici . 148 2.5.32. Microdeterminazione dell'acqua . . . 155
2.5.17. Acidi nucleici nei vaccini polisaccari- 2.5.33. Proteine totali . . . . . . . . . . . . . . . . . 156
eifargonoM
dici . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 149 2.5.34. Acido acetico nei peptidi sintetici . . 161
ilareneG
ehcituecamraF
emroF
eiretaM
emirP
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
ehcitapoemO
inoizaraperP
ecidnI
Indice di ossidrile
inoizircserP
Tabella 2.5.3.-1.
ilareneG
2.5. SAGGI
Quantita©
Volume
Indice presunto di sostanza
é
2.5.1. INDICE DI ACIDITA
IOH da esaminare
di reattivo acetilante
in millilitri
isilanA id
idoteM
grammi la quantita© di potassio idrossido necessaria 10-100 2,0 5,0
per neutralizzare gli acidi liberi presenti in 1 g di una 100-150 1,5 5,0
sostanza. 150-200 1,0 5,0
Disciogliere 10,00 g della sostanza in esame, o la quan- 200-250 0,75 5,0
irotinetnoC
/ ilairetaM
tita© prescritta (m g), in 50 ml di una miscela di volumi 250-300 0,60 o 1,20 5,0 o 10,0
uguali di alcool R e di etere R, neutralizzata in prece- 300-350 1,0 10,0
denza, salvo diversa specificazione, con potassio idros- 350-700 0,75 15,0
sido 0,1 M, usando 0,5 ml di fenolftaleina soluzione R1 700-950 0,5 15,0
come indicatore. Quando la sostanza da esaminare si e©
disciolta, titolare con potassio idrossido 0,1 M fino a
ivittaeR
Scaldare il pallone a b.m. per 1 h, mantenendo il livello
che il colore rosa persiste per almeno 15 s (n ml di dell'acqua circa 2,5 cm al di sopra del livello del liquido
potassio idrossido 0,1 M). contenuto nel pallone. Togliere il pallone dal bagno e
lasciare raffreddare. Aggiungere dall'estremita© supe-
IA 5; 610 n
riore del refrigerante, 5 ml di acqua R. Se la soluzione
itnemogrA
m
ilareneG
eifargonoM
ilareneG
L'indice di esteri IE e© il numero che esprime in milli- cedentemente neutralizzato in presenza di fenolftaleina
grammi la quantita© di potassio idrossido necessaria soluzione R1. Titolare con potassio idrossido soluzione
per saponificare gli esteri presenti in 1 g di una alcoolica 0,5 M, usando come indicatore 0,2 ml di
sostanza. Eé calcolato dall'indice di saponificazione IS fenolftaleina soluzione R1 (n1 ml di potassio idrossido
ehcituecamraF
e dall'indice di acidita© IA. soluzione alcoolica 0,5 M). Effettuare una prova in
emroF
IE IS IA bianco nelle stesse condizioni (n2 ml di potassio idros-
sido soluzione alcoolica 0,5 M).
ÿ
eiretaM
emirP
2.5.3. INDICE DI OSSIDRILE
METODO B
L'indice di ossidrile IOH e© il numero che esprime in mil-
ligrammi la quantita© di potassio idrossido necessaria Introdurre la quantita© prescritta della sostanza da esa-
per neutralizzare l'acido combinato mediante acila- minare (m g) in una beuta da 5 ml perfettamente
ehcituecamraF
inoizaraperP
Introdurre la quantita© della sostanza da esaminare tappo e trasferire la beuta col suo contenuto in una
indicata nella Tabella 2.5.3.-1 (m g) in un pallone per beuta a collo largo da 500 ml contenente 25,0 ml di
acetilazione da 150 ml munito di un refrigerante ad una soluzione (9 g/l) di anilina R in cicloesano R e
aria, a meno che un'altra quantita© non sia prescritta 30 ml di acido acetico glaciale R. Agitare il contenuto
nella monografia. Aggiungere la quantita© di anidride della beuta, lasciare a riposo per 5 min, aggiungere
acetica soluzione R1 indicata nella Tabella 2.5.3.-1 e col- 0,05 ml di cristal violetto soluzione R e titolare con acido
ecidnI
legare al refrigerante ad aria. perclorico 0,1 M fino ad ottenere una colorazione verde
143
Indice di perossidi
smeraldo (n1 ml di acido perclorico 0,1 M). Effettuare Quando la monografia non specifica il metodo da utiliz-
una prova in bianco nelle stesse condizioni (n2 ml di zare, deve essere applicato il metodo A. Ogni cambia-
acido perclorico 0,1 M). mento dal metodo A al metodo B dovrebbe essere convali-
dato.
IOH 5; 610 mn1 n2
ÿ
nuto (y per cento) mediante il metodo semimicro Introdurre 5,00 g (m g) della sostanza da esaminare in
(2.5.12). una beuta da 250 ml provvista di tappo a smeriglio.
Aggiungere 30 ml di una miscela di 2 volumi di cloro-
L'indice di ossidrile e© quindi dato dall'equazione: formio R e 3 volumi di acido acetico glaciale R. Agitare
IOH = (indice di ossidrile determinato) - 31,1 y fino a dissoluzione della sostanza ed aggiungere 0,5 ml
di potassio ioduro soluzione satura R. Agitare per 1 min
esatto e aggiungere quindi 30 ml di acqua R. Titolare
con sodio tiosolfato 0,01 M aggiungendo il titolante len-
tamente, agitando continuamente, fino a scomparsa
2.5.4. INDICE DI IODIO
L'indice di iodio II e© il numero che esprime in grammi quasi completa della colorazione gialla. Aggiungere
la quantita© di alogeno calcolata come iodio che puo© 5 ml di amido soluzione R e continuare la titolazione,
essere fissata nelle condizioni prescritte da 100 g di agitando energicamente, fino a scomparsa della colora-
una sostanza. zione (n1 ml di sodio tiosolfato 0,01 M). Effettuare una
Salvo diversa prescrizione, usare le quantita© seguenti prova in bianco nelle stesse condizioni (n2 ml di sodio
(Tabella 2.5.4.-1) per la determinazione: tiosolfato 0,01 M). Il volume di sodio tiosolfato 0,01 M
usato nella prova in bianco non deve essere superiore a
Tabella 2.5.4.-1 0,1 ml.
Indice presunto II Quantita© di sostanza da esaminare
(grammi ) Ip 10 nm1 n2
ÿ
meno di 20 1,0
20 - 60 0,5 - 0,25 Metodo B
gere 10 ml di una soluzione (100 g/l) di potassio iodu- almeno tre volte e poi aggiungere 30 ml di acqua R.
ro R e 100 ml di acqua R. Titolare con sodio tiosol-
fato 0,1 M, agitando energicamente, fino a scomparsa Tabella 2.5.5.-1
quasi completa della colorazione gialla. Aggiungere
5 ml di amido soluzione R e continuare la titolazione Indice di perossidi atteso
Massa della sostanza
da 50 a 90 da 0,300 a 0,500
Titolare la soluzione con sodio tiosolfato 0,01 M (V1 ml),
2.5.5. INDICE DI PEROSSIDI
aggiungendolo gradualmente con agitazione costante e
L'indice di perossidi IP e© il numero che esprime, in mil- vigorosa, fino alla scomparsa della colorazione gialla
liequivalenti di ossigeno attivo, la quantita© di perossidi dello iodio. Aggiungere 0,5 ml circa di amido soluzio-
contenuta in 1000 g di una sostanza, come determinato ne R1 e continuare la titolazione, agitando costante-
mediante il metodo descritto di seguito. mente vicino al punto di fine titolazione, per liberare
144
Sostanze insaponificabili
inoizircserP
tutto lo iodio dallo strato di solvente. Aggiungere la immediatamente (ancora caldo) con acido cloridrico
ilareneG
soluzione di sodio tiosolfato goccia a goccia fino alla 0,5 M (n1 ml di acido cloridrico 0,5 M). Effettuare una
scomparsa della colorazione blu. prova in bianco nelle stesse condizioni (n2 ml di acido
In base al volume di sodio tiosolfato 0,01 M utilizzato, cloridrico 0,5 M).
puo© essere necessario titolare con sodio tiosolfato 0,1 M.
Is 28; 05 mn2 n1
isilanA id
AVVERTENZE: per un indice di perossidi uguale o ÿ
idoteM
irotinetnoC
2.5.7. SOSTANZE INSAPONIFICABILI
/ ilairetaM
del titolante acquoso, ovvero nel liberare le ultime Il termine ``sostanze insaponificabili'' si applica alle
tracce di iodio. Si raccomanda di usare sodio tiosol- sostanze non volatili a 100-105 C ottenute mediante
fato 0,1 M per un indice di perossidi superiore a 150. estrazione con un solvente organico dalla sostanza da
Si puo© aggiungere una piccola quantita© (0,5-1,0 per esaminare dopo saponificazione. Il risultato e© calcolato
cento m/m) di un emulsionante con un alto HLB (per come per cento m/m.
esempio polisorbato 60) in modo da ritardare la separa-
ivittaeR
zione delle fasi e diminuire il ritardo nella liberazione Usare vetreria smerigliata sgrassata
dello iodio. Introdurre la prescritta quantita© della sostanza da esa-
Effettuare una determinazione in bianco (V0 ml). Se minare (m g) in un pallone da 250 ml, munito di refrige-
nella determinazione in bianco il volume di titolante rante a ricadere. Aggiungere 50 ml di potassio idrossido
supera 0,1 ml, sostituire i reattivi inquinati e ripetere la
itnemogrA
soluzione alcoolica 2 M e scaldare a b.m. per 1 h, agi-
ilareneG
determinazione. tando frequentemente. Raffreddare a temperatura infe-
Ip 1000 Vm1 V0 c
ÿ riore a 25 C e trasferire il contenuto del pallone in un
imbuto separatore con l'aiuto di 100 ml di acqua R.
Agitare il liquido con prudenza con tre quantita© , da
c concentrazione del sodio tiosolfato soluzione in 100 ml ciascuna, di etere esente da perossidi R. Riunire
eifargonoM
ilareneG
ehcituecamraF
in milligrammi, la quantita© di potassio idrossido neces- 40 ml di una soluzione (30 g/l) di potassio idrossido R e
emroF
saria per neutralizzare gli acidi liberi e per saponificare con 40 ml di acqua R; ripetere questa procedura per tre
gli esteri contenuti in 1 g della sostanza. volte. Lavare la fase eterea alcune volte, ciascuna con
Per la determinazione usare, salvo diversa prescrizione, 40 ml di acqua R, fino a che la fase acquosa non risulta
le quantita© indicate nella Tabella 2.5.6. - 1. piu© alcalina alla fenolftaleina. Trasferire la fase eterea
in un pallone tarato lavando l'imbuto separatore con
eiretaM
Tabella 2.5.6. - 1 etere esente da perossidi R.
emirP
Rimuovere per distillazione l'etere con le precauzioni
Indice presunto I Quantita© del campione (g)
appropriate ed aggiungere al residuo 6 ml di acetone R.
da 3 a 10 da 12 a 15 Eliminare con cautela il solvente in corrente d'aria.
ehcituecamraF
da 10 a 40 da 8 a 12
ehcificepS
dare a ricadere per 30 min, salvo indicazione diversa. essere considerato come ``sostanze insaponificabili''. In
Aggiungere 1 ml di fenolftaleina soluzione R1 e titolare caso di dubbio il saggio deve essere ripetuto.
145
Titolazioni complessometriche
Disciogliere la quantita© prescritta della sostanza da Salvo prescrizione diversa, la beuta da combustione
esaminare in 50 ml di acido cloridrico diluito R o in e© una beuta di vetro borosilicato della capacita© di
altro solvente indicato ed aggiungere 3 g di potassio almeno 500 ml, con un tappo a smeriglio provvisto
bromuro R. Raffreddare in acqua ghiacciata e titolare di un porta-campione, per esempio in platino o in
aggiungendo lentamente e sotto costante agitazione platino-iridio.
sodio nitrito 0,1 M. Polverizzare finemente la sostanza in esame e porre
Determinare il punto di fine titolazione elettrometrica- la quantita© prescritta di campione al centro di un
mente o mediante l'uso dell'indicatore prescritto. pezzo di carta da filtro avente le dimensioni di circa
30 mm 40 mm e fornito di una linguetta di circa
2
146
Semi-micro determinazione dell'acqua
inoizircserP
fino a che la miscela diventa opalescente. Aggiungere
ilareneG
2.5.12. SEMI-MICRO DETERMINAZIONE DEL-
isilanA id
al giallo. per l'immissione di azoto, di un tappo che si adatta
idoteM
1 ml di sodio edetato 0,1 M equivale a 20,90 mg di Bi. all'estremita© di una buretta e di un tubo per l'immis-
sione di aria protetto da un essiccante. Introdurre la
sostanza da esaminare attraverso un tubo di immis-
CALCIO sione laterale che puo© essere chiuso con un tappo a sme-
irotinetnoC
/ ilairetaM
riglio. Eseguire l'agitazione, durante la titolazione,
Introdurre la soluzione prescritta in una beuta da magneticamente o mediante un flusso di azoto secco
500 ml e diluire a 300 ml con acqua R. Aggiungere attraverso la soluzione.
6,0 ml di sodio idrossido soluzione concentrata R e circa Determinare il punto di fine titolazione per amperome-
15 mg di calcone-acido carbossilico miscela composta R. tria. Un circuito appropriato e© costituito da un poten-
Titolare con sodio edetato 0,1 M fino al viraggio dal ziometro di circa 2000 W, collegato con una pila di
ivittaeR
violetto al blu netto. 1,5 V che permette di applicare un potenziale variabile.
1 ml di sodio edetato 0,1 M equivale a 4,008 mg di Ca. Questo potenziale si aggiusta in modo da far passare
una corrente iniziale bassa attraverso gli elettrodi di
PIOMBO platino collegati in serie ad un microamperometro.
itnemogrA
ilareneG
L'ago del microamperometro devia ad ogni aggiunta di
Introdurre la soluzione prescritta in una beuta da reattivo, ma ritorna immediatamente alla posizione ini-
500 ml e diluire a 200 ml con acqua R. Aggiungere circa ziale. Alla fine della reazione si ottiene una deviazione
50 mg di arancio xilenolo miscela composta R e esameti- che persiste almeno per 30 s.
lentetrammina R fino a che la soluzione diventa rosa- Usare lo iodosolforoso reattivo R dopo aver determinato
eifargonoM
ilareneG
violetto. Titolare con sodio edetato 0,1 M fino al virag- il suo equivalente in acqua (4.1.1). I reattivi e le solu-
gio dal rosa-violetto al giallo. zioni usati devono essere mantenuti allo stato anidro e
1 ml di sodio edetato 0,1 M equivale a 20,72 mg di Pb. si devono prendere precauzioni per prevenire l'esposi-
zione all'umidita© atmosferica. Il reattivo iodosol-
ehcituecamraF
foroso R e© protetto dalla luce, conservato preferi-
bilmente in una bottiglia provvista di una buretta
emroF
MAGNESIO
automatica.
Introdurre la soluzione prescritta in una beuta da La composizione dei reattivi iodosolforosi disponibili in
500 ml e diluire a 300 ml con acqua R. Aggiungere commercio spesso differisce da quella dello iodosolforoso
10 ml di tampone ammonio cloruro soluzione a reattivo R per sostituzione della piridina con altri
eiretaM
pH 10,0 R e 50 mg circa di nero mordente 11 miscela
emirP
composti basici. L'uso di tali reattivi deve essere preventi-
com-posta R. Riscaldare a circa 40 C e titolare a questa vamente convalidato per verificare, in ciascun caso, la
temperatura con sodio edetato 0,1 M fino al viraggio stechiometria e l'assenza di incompatibilita© tra la
dal violetto al blu netto. sostanza sottoposta a saggio e il reattivo (1.1. Prescri-
ehcituecamraF
inoizaraperP
500 ml e diluire a 200 ml con acqua R. Aggiungere circa amperometrico con iodosolforoso reattivo R. Introdurre
50 mg di xilenolo arancio miscela composta R ed esame- rapidamente la quantita© prescritta della sostanza in
tilentetrammina R fino a che la soluzione diventa rosa- esame nel recipiente di titolazione. Agitare per 1 min e
violetta. Aggiungere 2 g di esametilentetrammina R in titolare di nuovo con iodosolforoso reattivo R fino al
eccesso. Titolare con sodio edetato 0,1M fino al viraggio punto di fine titolazione amperometrico.
dell'indicatore dal rosa-violetto al giallo.
ecidnI
147
Proteine nei vaccini polisaccaridici
di titolazione e titolare fino al punto di fine titolazione parazione in esame. Aggiungere da 1,0 ml a 0,2 ml di
amperometrico con iodosolforoso reattivo R. Trasferire acido cloridrico diluito R e diluire a 3,0 ml con acqua R.
rapidamente nel recipiente di titolazione la quantita© Misurare l'assorbanza a 620 nm.
prescritta della sostanza da esaminare conveniente-
mente polverizzata e un volume esattamente misurato
di iodosolforoso reattivo R sufficiente a dare un eccesso 2.5.15. FENOLO NEI SIERIMMUNI E NEI VAC-
148
O -Acetile nei vaccini polisaccaridici
inoizircserP
Aggiungere 2 ml di cupri-tartarica soluzione R3 a cia- Aggiungere 0,2 ml di acido solforico R a tutte le provette
ilareneG
scuna provetta, agitare e lasciare a riposo per 10 min. e scaldare in un bagno di olio a 120 C per 1 h e poi a
Aggiungere a ciascuna provetta 0,2 ml di una miscela 160 C fino a comparsa di fumi bianchi (circa 1 h).
di volumi uguali di fosfomolibdotungstico reattivo R ed Aggiungere 0,1 ml di acido perclorico R e scaldare a
acqua R, preparata immediatamente prima dell'uso. 160 C fino a che la soluzione si decolora (circa
isilanA id
Chiudere le provette, mescolare per capovolgimento e 90 min). Raffreddare ed aggiungere a ciascuna provetta
idoteM
lasciare a riposo al buio per 30 min. Il colore blu deve 4 ml di acqua R e 4 ml di ammonio molibdato reattivo R.
mantenersi per 60 min. Se necessario, centrifugare per Scaldare a b.m. a 37 C per 90 min e raffreddare. Por-
ottenere delle soluzioni limpide. tare al volume di 10,0 ml con acqua R. Il colore blu
Misurare l'assorbanza (2.2.25) di ciascuna soluzione a deve mantenersi per diverse ore. Misurare l'assorbanza
irotinetnoC
/ ilairetaM
760 nm utilizzando il bianco come liquido di compensa- (2.2.25) di ciascuna soluzione a 820 nm utilizzando il
zione. Costruire la curva di taratura con le assorbanze bianco come liquido di compensazione. Costruire la
delle sei soluzioni di riferimento e con i corrispondenti curva di taratura con le assorbanze delle tre soluzioni
contenuti in proteina e leggere dalla curva il contenuto di riferimento in funzione della quantita© di fosforo pre-
in proteina presente nella soluzione in esame. sente nelle soluzioni e leggere dalla curva la quantita©
di fosforo nella soluzione in esame.
ivittaeR
O
2.5.17. ACIDI NUCLEICI NEI VACCINI POLISAC-
DICI
itnemogrA
Soluzione in esame. Utilizzare un pallone tarato di
ilareneG
volume appropriato per la preparazione di una solu-
zione contenente circa 5 mg per millilitro di polisacca- volume idoneo per la preparazione di una soluzione
ride secco. Trasferire quantitativamente il contenuto di contenente circa 5 mg per millilitro di polisaccaride
un recipiente del vaccino nel pallone e portare a volume secco. Trasferire quantitativamente il contenuto di un
con acqua R. Diluire, se necessario, la soluzione in recipiente del vaccino nel pallone e portare a volume
eifargonoM
esame per ottenere un valore di assorbanza adatto allo con acqua R. Diluire la soluzione in modo che i volumi
ilareneG
strumento utilizzato. Misurare l'assorbanza (2.2.25) usati nel saggio contengano dai 30 mg ai 600 mg di ace-
a 260 nm utilizzando acqua R come liquido di compen- tilcolina cloruro (O-acetile). Introdurre 0,3 ml, 0,5 ml e
sazione. 1,0 ml in doppio in sei provette (tre soluzioni di rea-
zione e tre soluzioni di correzione).
ehcituecamraF
L'assorbanza di una soluzione (1 g/l) di acido nucleico,
misurata a 260 nm, e© 20. Soluzioni di riferimento. Disciogliere 0,150 g di acetilco-
emroF
lina cloruro R in 10 ml di acqua R (soluzione madre con-
tenente 15 g di acetilcolina cloruro per litro). Immedia-
2.5.18. FOSFORO NEI VACCINI POLISACCARI-
tamente prima dell'uso, diluire 1 ml della soluzione
DICI
madre a 50 ml con acqua R (diluizione di lavoro (a),
Soluzione in esame. Utilizzare un pallone tarato di contenente 300 mg di acetilcolina cloruro per millilitro).
eiretaM
emirP
volume appropriato per la preparazione di una solu- Immediatamente prima dell'uso diluire 1 ml della solu-
zione contenente circa 5 mg per millilitro di polisacca- zione madre a 25 ml con acqua R (diluizione di lavoro
ride secco. Trasferire quantitativamente il contenuto di (b), contenente 600 mg di acetilcolina cloruro per milli-
un recipiente del vaccino nel pallone e portare a volume litro). Introdurre 0,1 ml e 0,4 ml della diluizione di
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
con acqua R. Diluire la soluzione in esame in modo lavoro (a) in doppio (soluzioni di reazione e di corre-
che il volume usato nel saggio (1 ml) contenga circa zione) in quattro provette e 0,6 e 1,0 ml della diluizione
6 mg di fosforo. Trasferire 1,0 ml della soluzione in una di lavoro (b) in doppio (soluzioni di reazione e di corre-
provetta da calcinazione da 10 ml. zione) in altre quattro provette.
ehcitapoemO
Soluzioni di riferimento. Disciogliere 0,2194 g di potas- Preparare una prova in bianco usando 1 ml di acqua R.
inoizaraperP
sio fosfato monobasico R in 500 ml di acqua R per otte- Portare il volume di ciascuna provetta a 1 ml con
nere una soluzione contenente l'equivalente di 0,1 mg acqua R. A ciascuna provetta di correzione ed al bianco
di fosforo per millilitro. Diluire 5,0 ml della soluzione aggiungere 1,0 ml di acido cloridrico 4 M. A ciascuna
a 100,0 ml con acqua R. Trasferire in tre provette da cal- provetta aggiungere 2,0 ml di idrossilammina soluzione
cinazione 0,5 ml, 1,0 ml e 2,0 ml della soluzione. alcalina R. Lasciare procedere la reazione per 2 min
ecidnI
Preparare una soluzione come bianco con 2,0 ml di esatti ed aggiungere a ciascuna provetta 1,0 ml di acido
acqua R in una provetta da calcinazione. cloridrico 4 M. Aggiungere a ciascuna provetta 1,0 ml
149
Metilpentosi nei vaccini polisaccaridici
di una soluzione (100 g/l) di ferro(-ico) cloruro R in b.m. a 90 C per 45 min e poi raffreddare a t.a. Aggiun-
acido cloridrico 0,1 M, chiudere le provette e agitare gere a ciascuna provetta 2,5 ml di alcool R e 1,0 ml di
vigorosamente per eliminare le bolle. Misurare l'assor- una soluzione di dimetilamminobenzaldeide (discio-
banza (2.2.25) di ciascuna soluzione a 540 nm utiliz- gliere, immediatamente prima dell'uso, 0,8 g di dimeti-
zando il bianco come liquido di compensazione. Per lamminobenzaldeide R in 15 ml di alcool R ed aggiun-
ciascuna soluzione di reazione sottrarre l'assorbanza gere 15 ml di acido cloridrico R) e portare il volume di
della corrispondente soluzione di correzione. Costruire ciascuna soluzione a 10 ml con alcool R. Chiudere le
una curva di taratura con le assorbanze corrette per le provette, agitare per capovolgimento e lasciare a riposo
quattro soluzioni di riferimento e il corrispondente con- al buio per 90 min. Misurare l'assorbanza (2.2.25) di
tenuto in acetilcolina cloruro e leggere dalla curva il ciascuna soluzione a 530 nm utilizzando il bianco come
contenuto in acetilcolina cloruro nella soluzione in liquido di compensazione. Costruire la curva di tara-
esame per ciascun volume esaminato. Calcolare la tura con le assorbanze delle quattro soluzioni di riferi-
media dei tre valori. mento e il corrispondente contenuto di esosammina e
1 mole di acetilcolina cloruro (181,7 g) equivale a 1 mole leggere dalla curva la quantita© di esosammina presente
di O-acetile (43,05 g). nella soluzione in esame.
2.5.21. METILPENTOSI NEI VACCINI POLISAC-
2.5.20. ESOSAMMINE NEI VACCINI POLISACCA-
CARIDICI
RIDICI
Soluzione in esame. Utilizzare un pallone tarato di Soluzione in esame. Utilizzare un pallone tarato di
volume idoneo per la preparazione di una soluzione volume idoneo per la preparazione di una soluzione
contenente circa 5 mg per millilitro di polisaccaride contenente circa 5 mg per millilitro di polisaccaride
secco. Trasferire quantitativamente il contenuto di un secco. Trasferire quantitativamente il contenuto di un
recipiente del vaccino nel pallone e portare a volume recipiente del vaccino nel pallone e portare a volume
con acqua R. Diluire la soluzione in modo che i volumi con acqua R. Diluire la soluzione in modo che i volumi
usati nel saggio contengano dai 125 mg ai 500 mg di glu- usati nel saggio contengano dai 2 mg ai 20 mg di ramno-
cosammina (esosammina). Trasferire 1,0 ml della solu- sio (metilpentosi). Introdurre in tre provette 0,25 ml,
zione diluita in una provetta graduata. 0,50 ml e 1 ml della soluzione diluita.
Soluzioni di riferimento. Disciogliere 60 mg di gluco- Soluzioni di riferimento. Disciogliere 0,100 g di ramno-
sammina cloridrato R in 100 ml di acqua R (soluzione sio R in 100 ml di acqua R (soluzione madre contenente
di riferimento contenente 0,500 g di glucosammina 1 g di metilpentosio per litro). Immediatamente prima
per litro). Introdurre rispettivamente 0,25 ml, 0,50 ml, dell'uso, diluire 1 ml della soluzione madre a 50 ml
0,75 ml e 1,0 ml di questa soluzione in quattro provette con acqua R (diluizione di lavoro contenente 20 mg di
graduate. metilpentosio per litro). Introdurre 0,10 ml, 0,25 ml,
Preparare una prova in bianco usando 1 ml di acqua R. 0,50 ml, 0,75 ml e 1,0 ml della diluizione di lavoro in
cinque provette.
Portare il volume di ciascuna provetta ad 1 ml con Preparare un bianco usando 1 ml di acqua R.
acqua R ed aggiungere 1 ml di una soluzione (292g/l)
di acido cloridrico in ciascuna provetta. Chiudere le Portare il volume di ciascuna provetta a 1 ml con
provette e scaldare a b.m. per 1 h. Raffreddare a t.a. acqua R. Porre le provette in acqua ghiacciata ed
Aggiungere a ciascuna provetta 0,05 ml di una solu- aggiungere a ciascuna provetta, goccia a goccia e agi-
zione (5 g/l) di timolftaleina R in alcool R. Aggiungere tando continuamente, 4,5 ml di una miscela raffreddata
una soluzione (200g/l) di sodio idrossido R fino alla di 1 volume di acqua R e 6 volumi di acido solforico R.
comparsa del colore blu e poi acido cloridrico 1 M fino Scaldare le provette a t.a. poi porle a b.m. per alcuni
a che la soluzione diventa incolore. Portare il volume minuti. Raffreddare a t.a. Aggiungere a ciascuna pro-
di ciascuna provetta a 10 ml con acqua R (idrolizzati vetta 0,10 ml di una soluzione (30 g/l) di cisteina clori-
neutralizzati). Trasferire in una seconda serie di pro- drato R, preparata immediatamente prima dell'uso.
vette graduate da 10 ml, 1 ml di ciascuno degli idroliz- Agitare e lasciare a riposo per 2 h. Misurare l'assor-
zati neutralizzati. Aggiungere a ciascuna provetta 1 ml banza (2.2.25) di ciascuna soluzione a 396 nm e a
di acetilacetone reattivo (una miscela, preparata imme- 430 nm utilizzando il bianco come liquido di compensa-
diatamente prima dell'uso, di 1 volume di acetilaceto- zione. Calcolare per ciascuna soluzione la differenza
ne R e 50 volumi di una soluzione (53 g/l) di sodio car- tra l'assorbanza misurata a 396 nm e quella misurata a
bonato anidro R). Chiudere le provette e scaldare a 430 nm. Costruire la curva di taratura con la differenza
150
Acido sialico nei vaccini polisaccaridici
inoizircserP
delle assorbanze delle cinque soluzioni di riferimento e siringa, trasferire 4,0 ml di questa soluzione in una cella
ilareneG
con i corrispondenti contenuti di metilpentosio e leg- per ultrafiltrazione da 10 ml idonea al passaggio di
gere dalla curva, per ciascun volume esaminato, la molecole di massa molecolare relativa inferiore a
quantita© di metilpentosio presente nella soluzione in 50000. Lavare la siringa due volte con acqua R e
esame. Calcolare la media dei tre valori. trasferire le acque di lavaggio nella cella per ultrafiltra-
isilanA id
zione. Effettuare l'ultrafiltrazione agitando in maniera
idoteM
costante sotto azoto R e ad una pressione di circa
2.5.22. ACIDI URONICI NEI VACCINI POLISAC-
150 kPa. Riempire la cella con acqua R ogni volta che
CARIDICI
il volume del liquido scende ad 1 ml e continuare fino
Soluzione in esame. Utilizzare un pallone tarato di a quando sono filtrati 200 ml e il volume rimanente
irotinetnoC
/ ilairetaM
volume idoneo per la preparazione di una soluzione nella cella e© di circa 2 ml. Usando una siringa, trasferire
contenente circa 5 mg per millilitro di polisaccaride il volume residuo di liquido in un pallone tarato da
secco. Trasferire quantitativamente nel pallone il conte- 10 ml. Lavare la cella con tre porzioni, ciascuna di
nuto di un contenitore del vaccino e portare a volume 2 ml, di acqua R, trasferire le acque di lavaggio nel pal-
con acqua R. Diluire la soluzione in modo che i volumi lone tarato e diluire a 10,0 ml con acqua R (soluzione
usati nel saggio contengano dai 4 mg ai 40 mg di acido in esame). In ciascuna di due provette introdurre
ivittaeR
glucuronico (acidi uronici). Introdurre 0,25 ml, 0,50 ml 2,0 ml della soluzione in esame.
e 1,0 ml della soluzione diluita in tre provette.
Soluzioni di riferimento. Disciogliere 50 mg di sodio glu- Soluzioni di riferimento. Usare le soluzioni di riferi-
curonato R in 100 ml di acqua R (soluzione madre con- mento prescritte nella monografia.
itnemogrA
ilareneG
tenente 0,4 g di acido glucuronico per litro). Immedia-
tamente prima dell'uso, diluire 5 ml della soluzione Preparare due serie di tre provette. Introdurre nelle pro-
madre a 50 ml con acqua R (diluizione di lavoro conte- vette di ciascuna serie 0,5 ml, 1,0 ml e 1,5 ml, rispettiva-
nente 40 mg di acido glucuronico per litro). Introdurre mente, della soluzione di riferimento corrispondente al
0,10 ml, 0,25 ml, 0,50 ml, 0,75 ml e 1,0 ml della dilui- tipo di vaccino in esame e aggiustare il volume in cia-
eifargonoM
ilareneG
zione di lavoro in cinque provette. scuna provetta a 2,0 ml con acqua R.
Preparare un bianco usando 1 ml di acqua R.
Portare il volume di ciascuna provetta a 1 ml con Preparare due soluzioni in bianco usando 2,0 ml di
acqua R. Porre le provette in acqua ghiacciata ed acqua R in ciascuna provetta.
ehcituecamraF
aggiungere a ciascuna di esse, goccia a goccia e agi-
emroF
tando continuamente, 5,0 ml di soluzione borica R. A tutte le provette aggiungere 5,0 ml di resorcinolo reat-
Chiudere le provette e porle a b.m. per 15 min. Raffred- tivo R. Scaldare a 105 C per 15 min, raffreddare in
dare a t.a. Aggiungere a ciascuna provetta 0,20 ml di acqua fredda e trasferire le provette in un bagno di
una soluzione (1,25 g/l) di carbazolo R in etanolo R. ghiaccio. A ciascuna provetta aggiungere 5 ml di alcool
Chiudere le provette, porle a b.m. per 15 min e raffred- isoamilico R e mescolare accuratamente. Disporre le
eiretaM
provette in un bagno di ghiaccio per 15 min. Centrifu-
emirP
dare a t.a. Misurare l'assorbanza (2.2.25) di ciascuna
soluzione a 530 nm utilizzando il bianco come liquido gare e mantenere le provette nel bagno di ghiaccio fino
di compensazione. Costruire la curva di taratura con all'esame mediante spettrofotometria di assorbimento.
le assorbanze delle cinque soluzioni di riferimento e Misurare l'assorbanza (2.2.25) di ciascuna soluzione
ehcituecamraF
con i corrispondenti contenuti di acido glucuronico e sopranatante a 580 nm e a 450 nm usando alcool iso-
inoizaraperP
ehcificepS
leggere dalla curva, per ciascun volume esaminato, la amilico R come liquido di compensazione. Per ciascuna
quantita© di acido glucuronico presente nella soluzione lunghezza d'onda, calcolare l'assorbanza come media
esaminata. Calcolare la media dei tre valori. dei valori ottenuti con due soluzioni identiche. Sot-
trarre il valore medio del bianco dai valori medi otte-
ehcitapoemO
inoizaraperP
Soluzione in esame. Trasferire quantitativamente il con- 580 nm e quella a 450 nm della soluzione di riferimento
tenuto di uno o piu© recipienti del vaccino in esame in come funzione del contenuto di acido N-acetilneuram-
un pallone tarato di volume idoneo in modo da avere minico e leggere dal grafico la quantita© di acido N-ace-
ecidnI
una concentrazione di circa 250 mg per millilitro di poli- tilneuramminico (acido sialico) nella soluzione in
saccaride e portare a volume con acqua R. Usando una esame.
151
Carbonio monossido nei gas
2.5.24. CARBONIO DIOSSIDO NEI GAS ^ un tubo a U (U3) contenente anidride fosforica R
dispersa su pomice fusa preventivamente granulata,
Il diossido di carbonio nei gas si determina usando un
analizzatore ad infrarosso (vedi Figura 2.5.24-1). ^ un tubo a U (U4) contenente 30 g di anidride iodica R
L'analizzatore ad infrarosso comprende un sistema ricristallizzata in granuli, preventivamente essiccata
generatore di due identici fasci di radiazione infrarossa, a 200 C e mantenuta alla temperatura di 120 C (T)
costituito da spirali scaldate elettricamente al basso durante il saggio. L'anidride iodica e© impaccata nel
rosso e munito di riflettori. Un raggio attraversa la cella tubo in colonne di 1 cm separate da colonne di 1 cm
campione e l'altro raggio attraversa la cella di riferi- di lana di vetro per dare un percorso effettivo di
mento. La cella campione riceve un flusso del gas da 5 cm,
analizzare e la cella di riferimento contiene azoto R1.
Le due camere del rivelatore sono riempite di anidride ^ un tubo di reazione (F2) contenente 2,0 ml di potassio
carbonica R1 e la radiazione e© automaticamente rice- ioduro soluzione R e 0,15 ml di amido soluzione R.
vuta selettivamente. L'assorbimento di questa radia-
zione produce calore ed una espansione diversa del gas
nelle due camere, a causa dell'assorbimento di una
parte della radiazione emessa dal diossido di carbonio
contenuto nel gas in esame. La differenza di pressione
tra le due camere del rivelatore provoca una distensione
del diaframma di metallo che le separa. Questo dia-
framma fa parte di un condensatore elettrico, la cui
capacita© varia con la differenza di pressione che, a sua
volta, dipende dal contenuto in diossido di carbonio
nel gas in esame. Poichë i raggi infrarossi sono inter-
rotti periodicamente da un otturatore rotante, il segnale
elettrico e© modulato nella frequenza. Figura 2.5.25.-1. - Apparecchio per la determinazione
del monossido di carbonio nei gas
2.5.25. CARBONIO MONOSSIDO NEI GAS (dimensioni in millimetri)
METODO I Metodo. Spurgare l'apparecchio con 5,0 litri di argon R
Apparecchiatura. L'apparecchio (vedi Figura 2.5.25.-1) e© e,di seioduro
necessario, eliminare il colore blu della soluzione
aggiungendo la minima quantita© necessaria
costituito dalle seguenti parti collegate in serie: di sodio tiosolfato 0,002 M preparato di recente. Conti-
^ un tubo a U (U1) contenente gel di silice anidro R nuare il flusso finchë non sono necessari piu© di
impregnato con cromo triossido R, 0,045 ml di sodio tiosolfato 0,002 M dopo il passaggio
^ una bottiglia di lavaggio (F1) contenente 100 ml di didal5,0cilindro
litri di argon R. Far passare il gas da esaminare
nell'apparecchio, usando il volume e la
una soluzione (400 g/l) di potassio idrossido R, velocita© di flusso indicati. Far passare le ultime tracce
^ un tubo a U (U2) contenente pasticche di potassio di iodio sviluppato nel tubo di reazione facendo
idrossido R, passare attraverso l'apparecchio 1,0 litro di argon R.
152
Azoto monossido e azoto diossido nei gas
inoizircserP
Titolare lo iodio liberato con sodio tiosolfato 0,002 M.
ilareneG
2.5.26. AZOTO MONOSSIDO E AZOTO DIOSSIDO
isilanA id
scenza (vedi Figura 2.5.26.-1).
idoteM
METODO II
Il monossido di carbonio nei gas si determina usando L'apparecchio e© costituito da:
un analizzatore ad infrarosso (vedi Figura 2.5.24.-1). ^ un dispositivo di filtrazione, che verifica e controlla il
L'analizzatore comprende un sistema generatore di flusso del gas in esame,
irotinetnoC
/ ilairetaM
due raggi infrarossi identici, costituito da spirali scal-
date elettricamente al basso rosso e munito ^ un convertitore che riduce il diossido di azoto a
di riflettori. Un raggio attraversa la cella campione e monossido di azoto, per determinare il contenuto
l'altro raggio attraversa la cella di riferimento. complessivo di monossido di azoto e diossido di
La cella campione riceve un flusso del gas da analiz- azoto. L'efficienza del convertitore deve essere verifi-
zare e la cella di riferimento contiene azoto R1. cata prima dell'uso;
ivittaeR
Le due camere del rivelatore sono riempite di carbo-
nio monossido R e la radiazione e© automaticamente ^ un generatore di ozono ad una velocita© di flusso con-
ricevuta selettivamente. L'assorbimento di questa trollata; l'ozono e© prodotto da scariche elettriche ad
radiazione produce calore ed una espansione diversa alto voltaggio tra due elettrodi; il generatore di
del gas nelle due camere, a causa dell'assorbi- ozono e© alimentato con ossigeno puro o con aria
itnemogrA
ilareneG
mento di una parte della radiazione emessa dal ambiente deidratata e la concentrazione di ozono
monossido di carbonio contenuto nel gas in esame. ottenuta deve eccedere fortemente il contenuto mas-
La differenza di pressione tra le due camere del simo di ossidi di azoto rivelabili,
rivelatore provoca una distensione del diafram-
ma di metallo che le separa. Questo diaframma ^ una camera di reazione nella quale il monossido di
eifargonoM
ilareneG
fa parte di un condensatore, la cui capacita© varia con azoto e l'ozono possono reagire,
la differenza di pressione che a sua volta dipende dal
contenuto in monossido di carbonio presente nel gas ^ un sistema di rivelazione della radiazione luminosa
in esame. Poichë i raggi infrarossi sono interrotti emessa alla lunghezza d'onda di 1,2 mm, costituito
periodicamente da un otturatore rotante, il segnale da un filtro ottico selettivo e da un tubo fotomoltipli-
ehcituecamraF
elettrico e© modulato nella frequenza. catore.
emroF
eiretaM
emirP
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
ehcitapoemO
inoizaraperP
ecidnI
153
Diossido di zolfo
154
Microdeterminazione dell'acqua
inoizircserP
tura dalle letture di assorbanza delle sei soluzioni di
ilareneG
2.5.30. SOSTANZE OSSIDANTI
Trasferire 4,0 g in una beuta con tappo a smeriglio da riferimento e il corrispondente contenuto di ribosio e
125 ml ed aggiungere 50,0 ml di acqua R. Inserire il leggere dalla curva la quantita© di ribosio nella soluzione
tappo ed agitare per 5 min. Trasferire il contenuto in in esame per ciascun volume esaminato. Calcolare la
una provetta da centrifuga, con tappo a smeriglio da media dei tre valori.
isilanA id
idoteM
50 ml e centrifugare. Trasferire 30,0 ml del liquido
sopranatante limpido in una beuta con tappo a smeri- 2.5.32. MICRODETERMINAZIONE DELL'ACQUA
irotinetnoC
La titolazione coulometrica dell'acqua si basa sulla rea-
/ ilairetaM
Aggiungere 1 ml di amido soluzione R e titolare con zione quantitativa dell'acqua con il diossido di zolfo e
sodio tiosolfato 0,002 M fino a che il colore del com- lo iodio in un mezzo anidro in presenza di una base
plesso amido-iodio scompare. Effettuare una determi- con sufficiente capacita© tampone. Rispetto al metodo
nazione in bianco. Non sono necessari piu© di 1,4 ml di volumetrico descritto precedentemente (2.5.12), lo iodio
sodio tiosolfato 0,002 M (0,002 per cento, calcolato e© prodotto elettrochimicamente nella cella di reazione
ivittaeR
come H2O2) mediante ossidazione dello ioduro. Lo iodio prodotto
1 ml di sodio tiosolfato 0,002 M equivale a 34 mg di all'anodo reagisce immediatamente con l'acqua e il
sostanze ossidanti, calcolate come idrogeno perossido. diossido di zolfo contenuti nella cella di reazione.
La quantita© di acqua nella sostanza e© direttamente pro-
itnemogrA
porzionale alla quantita© di elettricita© fino al punto di
ilareneG
2.5.31. RIBOSIO NEI VACCINI POLISACCARI-
fine titolazione. Quando viene consumata tutta l'acqua
DICI
nella cella il punto di fine titolazione e© raggiunto ed
Soluzione in esame. Per la preparazione di una solu- appare cos|© un eccesso di iodio.
zione contenente circa 5 mg per millilitro di polisacca- 1 mole di iodio equivale a 1 mole di acqua, una quantita©
eifargonoM
ilareneG
ride secco usare un pallone tarato di adatto volume. di elettricita© di 10,71 C equivale a 1 mg di acqua.
Trasferire quantitativamente il contenuto di un conte- Eliminare l'umidita© dal sistema mediante pre-elettro-
nitore nel pallone e portare a volume con acqua R. lisi. Singole determinazioni possono essere effettuate
Diluire la soluzione in modo che i volumi usati nel sag- successivamente nella stessa soluzione di reazione,
ehcituecamraF
gio contengano 2,5-25 g di ribosio. Introdurre 0,20 ml
l
rispettando le seguenti condizioni:
e 0,40 ml della soluzione diluita, in triplicato, in idonei
emroF
contenitori. ^ ogni componente della miscela in esame deve essere
compatibile con gli altri componenti,
Soluzioni di riferimento. Disciogliere 25 mg di ribosio R
in acqua R e diluire a 100,0 ml con lo stesso solvente ^ non deve verificarsi nessun altra reazione,
(soluzione madre contenente 0,25 g/l di ribosio). ^ il volume e la capacita© dell'acqua del reattivo elettro-
eiretaM
emirP
Immediatamente prima dell'uso, diluire 1 ml della solu- litico devono essere sufficienti.
zione madre a 10,0 ml con acqua R (diluizione di lavoro La titolazione coulometrica e© ristretta alla determina-
contenente 25 mg/l di ribosio). Introdurre 0,10 ml, zione quantitativa di piccole quantita© di acqua; si rac-
0,20 ml, 0,40 ml, 0,60 ml, 0,80 ml e 1,0 ml della dilui- comanda un intervallo di circa 10 g-10 mg di acqua.
ehcituecamraF
inoizaraperP
Preparare una soluzione del bianco usando 2 ml di L'accuratezza e la precisione del metodo sono determi-
acqua R. nate essenzialmente dall'entita© con la quale l'umidita©
atmosferica viene esclusa dal sistema. Il sistema deve
Portare il volume di ciascuna provetta a 2 ml con essere controllato mediante la misurazione dell'entita©
ehcitapoemO
inoizaraperP
acqua R ed agitare. Aggiungere a ciascuna provetta della deriva della linea base.
2 ml di una soluzione (0,5 g/l) di ferro(-ico) cloruro R
in acido cloridrico R ed agitare. Aggiungere 0,2 ml di APPARECCHIO
una soluzione (100 g/l) di orcinolo R in etanolo R. Porre
i tubi a b.m. per 20 min. Raffreddare in acqua ghiac- L'apparecchio e© costituito da una cella di reazione, gli
ciata. Misurare l'assorbanza (2.2.25) di ciascuna solu- elettrodi ed un agitatore magnetico. La cella di reazione
ecidnI
zione a 670 nm usando la soluzione del bianco come consiste di un grande compartimento anodico e di un
liquido di compensazione. Tracciare una curva di tara- compartimento piu© piccolo catodico. Entrambi i com-
155
Proteine totali
156
Proteine totali
inoizircserP
280 nm dovuto alla dispersione, determinare le assor- stesse. Qualora nel campione in esame sia necessaria la
ilareneG
banze della soluzione in esame alle lunghezze d'onda separazione delle sostanze interferenti dalla proteina,
di 320 nm, 325 nm, 330 nm, 335 nm, 340 nm, 345 nm procedere prima della preparazione della soluzione in
e 350 nm. Riportare il logaritmo dell'assorbanza osser- esame come descritto di seguito per le sostanze interfe-
vata in funzione del logaritmo della lunghezza d'onda renti. L'effetto delle sostanze interferenti puo© essere
isilanA id
e determinare mediante regressione lineare la curva di minimizzato mediante diluizione, purchë la concentra-
idoteM
taratura che meglio si adatta ai punti riportati sul gra- zione della proteina in esame rimanga abbastanza ele-
fico. Determinare, per estrapolazione dalla curva, il vata per una misurazione accurata.
logaritmo dell'assorbanza a 280 nm. L'antilogaritmo Usare acqua distillata R per preparare tutti i tamponi e i
di questo valore e© l'assorbanza attribuita alla disper- reattivi usati in questo metodo.
irotinetnoC
/ ilairetaM
sione della luce. Correggere i valori osservati sot-
traendo l'assorbanza attribuita alla dispersione della Soluzione in esame. Disciogliere nel tampone prescritto
luce dall'assorbanza totale a 280 nm per ottenere il una quantita© appropriata della sostanza in esame, in
valore di assorbanza della proteina nella soluzione. modo da ottenere una soluzione con una concentra-
Per ridurre l'effetto della dispersione della luce, special- zione compresa nell'intervallo della curva di taratura.
mente se la soluzione e© notevolmente torbida, puo© Un tampone adatto dara© luogo ad una soluzione con
ivittaeR
essere eseguita una filtrazione con un filtro da 0,2 m l pH compreso tra 10,0 e 10,5.
che non adsorbe la proteina o una chiarificazione Soluzioni di riferimento. Disciogliere nel tampone pre-
mediante centrifugazione. scritto la sostanza di riferimento per la proteina che
Calcoli. Per effettuare i calcoli usare i valori corretti. deve essere determinata. Diluire porzioni di questa
itnemogrA
ilareneG
Calcolare la concentrazione della proteina nella solu- soluzione con lo stesso tampone in modo da ottenere
zione in esame (CU) dall'equazione seguente: almeno cinque soluzioni di riferimento con concentra-
CU CS AU =AS
zioni della proteina uniformemente distribuite in un
adatto intervallo compreso tra 5 g/ml e 100 g/ml.
l l
eifargonoM
CS concentrazione della proteina nella soluzione
ilareneG
Soluzione del bianco. Usare il tampone utilizzato per
di riferimento preparare la soluzione in esame e le soluzioni di riferi-
AU e AS assorbanze corrette, rispettivamente, della
mento.
soluzione in esame e della soluzione di rife- Reattivo al rame solfato. Disciogliere 100 mg di rame
ehcituecamraF
rimento. solfato R e 0,2 g di sodio tartrato R in acqua distillata R
emroF
e diluire a 50 ml con lo stesso solvente. Disciogliere
Metodo 2
10 g di sodio carbonato anidro R in acqua distillata R e
Questo metodo (comunemente chiamato dosaggio di diluire a 50 ml con lo stesso solvente. Versare lenta-
Lowry) e© basato sulla riduzione del cromogeno dell'a- mente, mescolando, la soluzione di sodio carbonato
nella soluzione di rame solfato. Utilizzare entro le 24 h.
eiretaM
cido fosfomolibdotungstico provocata dalla proteina,
emirP
nel reattivo fosfomolibdotungstico; questa riduzione Reattivo alcalino al rame. Mescolare 1 volume di reat-
da© luogo ad un massimo di assorbanza a 750 nm. Il tivo al rame solfato, 2 volumi di una soluzione (50 g/l)
reattivo fosfomolibdotungstico reagisce in particolare di sodio dodecilsolfato R e 1 volume di una soluzione
ehcituecamraF
con i residui di tirosina nella proteina. Lo sviluppo di (32 g/l) di sodio idrossido R. Conservare a temperatura
inoizaraperP
ehcificepS
colore raggiunge il massimo in 20-30 min a temperatura ambiente ed utilizzare entro 2 settimane.
ambiente; successivamente si verifica una graduale per- Fosfomolibdotungstico reattivo diluito. Mescolare 5 ml
dita di colore. Poichë il metodo e© sensibile a sostanze di fosfomolibdotungstico reattivo R con 55 ml di acqua
interferenti, puo© essere usata una procedura di precipi- distillata R. Conservare a temperatura ambiente in una
ehcitapoemO
inoizaraperP
tazione della proteina dal campione in esame. La mag- bottiglia di vetro scuro.
gior parte delle sostanze interferenti causano una
minore colorazione; tuttavia alcuni detergenti danno Procedimento. Ad 1,0 ml della soluzione in esame, della
luogo ad un lieve incremento della colorazione. Un'alta soluzione del bianco e di ciascuna soluzione di riferi-
concentrazione salina puo© causare la formazione di un mento aggiungere 1,0 ml di rame alcalino reattivo e
precipitato. Poichë diverse proteine possono dare come mescolare. Lasciare a riposo per 10 min. Aggiungere
ecidnI
risposta differenti intensita© di colore, la sostanza di 0,5 ml di fosfomolibdotungstico reattivo diluito, mesco-
riferimento e la proteina in esame devono essere le lare e lasciare a riposo a temperatura ambiente per
157
Proteine totali
30 min. Determinare l'assorbanza (2.2.25) delle solu- Soluzione in esame. Disciogliere nel tampone prescritto
zioni a 750 nm, usando la soluzione del bianco come una quantita© appropriata della sostanza in esame in
liquido di compensazione. modo da ottenere una soluzione con una concentra-
zione compresa nell'intervallo della curva di taratura.
Calcoli. La relazione tra l'assorbanza e la concentra-
zione della proteina non e© lineare; comunque, se l'inter- Soluzioni di riferimento. Disciogliere nel tampone pre-
vallo delle concentrazioni usate per preparare la curva scritto la sostanza di riferimento per la proteina da
di taratura e© sufficientemente piccolo, essa si avvicinera© determinare. Diluire porzioni di questa soluzione con
alla linearita© . Riportare le assorbanze delle soluzioni lo stesso tampone in modo da ottenere almeno cinque
di riferimento in funzione delle concentrazioni della soluzioni di riferimento con concentrazioni della pro-
proteina e usare una regressione lineare per determi- teina uniformemente distribuite in un adatto intervallo
nare la curva di taratura. Determinare la concentra- compreso tra 0,1 mg/ml e 1 mg/ml.
zione della proteina nella soluzione in esame dalla Soluzione del bianco. Usare il tampone utilizzato per
curva di taratura e dall'assorbanza della soluzione in preparare la soluzione in esame e le soluzioni di riferi-
esame. mento.
Sostanze interferenti. Nella seguente procedura al cam- Reattivo al blu acido 90. Disciogliere 0,10 g di acido
pione in esame viene aggiunto dell'acido tricloroace- blu 90 R in 50 ml di alcool R. Aggiungere 100 ml di
tico-deossicolato per rimuovere le sostanze interferenti acido fosforico R, diluire a 1000 ml con acqua distillata R
mediante precipitazione delle proteine prima del sag- e mescolare. Filtrare la soluzione e conservare a tem-
gio; questa tecnica puo© anche essere usata per concen- peratura ambiente in una bottiglia di vetro scuro.
trare le proteine da una soluzione diluita. Durante la conservazione si verifica una lenta precipi-
tazione del colorante. Filtrare il reattivo prima dell'uso.
Ad 1 ml di una soluzione della sostanza in esame Procedimento. A 0,100 ml della soluzione in esame,
aggiungere 0,1 ml di una soluzione (1,5 g/l) di sodio della soluzione del bianco e di ciascuna soluzione di
deossicolato R. Mescolare usando un miscelatore vortex riferimento, aggiungere 5 ml del reattivo all'acido
e lasciare a riposo a temperatura ambiente per 10 min. blu 90. Mescolare capovolgendo i recipienti delle solu-
Aggiungere 0,1 ml di una soluzione (720 g/l) di acido zioni evitando la formazione di schiuma che provoche-
tricloroacetico R e mescolare usando un miscelatore rebbe una minore riproducibilita© . Determinare le assor-
vortex. Centrifugare a 3000 g per 30 min, decantare il banze (2.2.25) delle soluzioni di riferimento e della solu-
liquido e rimuovere ogni liquido residuo con una zione in esame a 595 nm, usando la soluzione del
pipetta. Ridisciogliere il sedimento di proteina in 1 ml bianco come liquido di compensazione. Non usare celle
di rame alcalino reattivo. spettrofotometriche al quarzo (silice) perchë il colo-
rante si lega a questo materiale.
Calcoli. La relazione tra l'assorbanza e la concentra-
Metodo 3
zione della proteina non e© lineare; comunque, se l'inter-
Questo metodo (comunemente chiamato dosaggio di vallo delle concentrazioni usate per preparare la curva
Bradford) e© basato sullo spostamento dell'assorbi- di taratura e© sufficientemente piccolo, essa si avvicinera©
mento da 470 nm a 595 nm osservato quando il colo- alla linearita© . Riportare le assorbanze delle soluzioni
rante acido blu 90 si lega alla proteina. Il colorante di riferimento in funzione delle concentrazioni della
acido blu 90 si lega piu© rapidamente ai residui di argi- proteina ed usare una regressione lineare per determi-
nina e di lisina delle proteine e questo puo© portare per nare la curva di taratura. Determinare la concentra-
proteine differenti ad una variazione nella risposta del zione della proteina nella soluzione in esame dalla
dosaggio. La proteina usata come sostanza di riferi- curva di taratura e dall'assorbanza della soluzione in
mento deve essere la stessa della proteina da determi- esame.
nare. Anche se esistono relativamente poche sostanze
interferenti, e© preferibile non avere detergenti e anfoliti Metodo 4
158
Proteine totali
inoizircserP
bicinconinico e© usato per rivelare lo ione rameoso. di compensazione. Dopo il raffreddamento delle solu-
ilareneG
Poche sostanze interferiscono con la reazione; quando zioni a temperatura ambiente, l'intensita© del colore
sono presenti sostanze interferenti il loro effetto puo© continua ad aumentare gradualmente.
essere minimizzato mediante diluizione, purchë la con- Calcoli. La relazione tra l'assorbanza e la concentra-
centrazione della proteina in esame rimanga ad un zione della proteina non e© lineare; comunque se l'inter-
isilanA id
valore sufficiente per una misurazione accurata. Per
idoteM
rimuovere le sostanze interferenti puo© essere usata, in vallo delle concentrazioni usate per preparare la curva
alternativa, la procedura di precipitazione della pro- di taratura e© sufficientemente piccolo, essa si avvicinera©
teina descritta nel Metodo 2. Poichë i differenti tipi di alla linearita© . Riportare le assorbanze delle soluzioni
proteine possono dare come risposta differenti intensita© di riferimento in funzione delle concentrazioni di pro-
teina ed usare una regressione lineare per determinare
irotinetnoC
/ ilairetaM
di colore, la proteina di riferimento e la proteina in la curva di taratura. Determinare la concentrazione
esame devono essere le stesse. della proteina nella soluzione in esame dalla curva di
Usare acqua distillata R per preparare tutti i tamponi e i taratura e dall'assorbanza della soluzione in esame.
reattivi usati per questo metodo.
ivittaeR
Soluzione in esame. Disciogliere nel tampone prescritto
Metodo 5
una quantita© appropriata della sostanza in esame in Questo metodo (comunemente chiamato dosaggio del
modo da ottenere una soluzione con una concentra- biureto) e© basato sull'interazione, in soluzione alcalina,
zione compresa nell'intervallo delle concentrazioni dello ione rameico (Cu ) con la proteina e conseguente
2+
delle soluzioni di riferimento. sviluppo di una assorbanza a 545 nm. Questo dosaggio
itnemogrA
ilareneG
Soluzioni di riferimento. Disciogliere nel tampone pre- presenta una differenza minima tra campioni equiva-
scritto la sostanza di riferimento per la proteina da lenti di IgG e di albumina. L'aggiunta di sodio
determinare. Diluire porzioni di questa soluzione con idrossido e del reattivo al biureto come reattivo combi-
lo stesso tampone in modo da ottenere almeno cinque nato, l'insufficiente mescolamento dopo l'aggiunta del
eifargonoM
sodio idrossido, o un tempo lungo tra l'aggiunta della
ilareneG
soluzioni di riferimento con concentrazioni della pro- soluzione di sodio idrossido e l'aggiunta del reattivo al
teina uniformemente distribuite in un adatto intervallo biureto, indurra© per i campioni di IgG una piu© alta
compreso tra 10 g/ml e 1200 g/ml.
l l
risposta rispetto ai campioni di albumina. Il metodo
dell'acido tricloroacetico, usato per minimizzare gli
ehcituecamraF
Soluzione del bianco. Usare il tampone utilizzato per
preparare la soluzione in esame e le soluzioni di riferi- effetti delle sostanze interferenti, puo© anche essere
emroF
mento. usato per determinare il contenuto di proteina in cam-
pioni in esame aventi concentrazioni inferiori a 500 g l
emirP
bicarbonato R in acqua distillata R. Se necessario por-
tare il pH a 11,25 con una soluzione di sodio idrossido R Soluzione in esame. Disciogliere in una soluzione (9 g/l)
o una soluzione di sodio bicarbonato R. Diluire a di sodio cloruro R una quantita© appropriata della
1000 ml con acqua distillata R e mescolare. sostanza in esame in modo da ottenere una soluzione
ehcituecamraF
inoizaraperP
esame, della soluzione del bianco e di ciascuna solu- soluzione con una soluzione (9 g/l) di sodio cloruro R
zione di riferimento con 2 ml di reattivo al rame-BCA. in modo da ottenere almeno tre soluzioni di riferi-
Incubare le soluzioni a 37 C per 30 min, annotare l'ora mento con concentrazioni della proteina distri-
e lasciare raffreddare le miscele a temperatura buite uniformemente in un intervallo appropriato tra
ambiente. Entro 60 min dalla fine dell'incubazione, 0,5 mg/ml e 10 mg/ml.
determinare le assorbanze (2.2.25) delle soluzioni di
ecidnI
riferimento e della soluzione in esame in celle di quarzo Soluzione del bianco. Usare una soluzione (9 g/l) di
a 562 nm, usando la soluzione del bianco come liquido sodio cloruro R.
159
Proteine totali
Mescolare le soluzioni A e B e diluire a 200 ml con zione con il reattivo alla ftalaldeide. Il metodo richiede
acqua distillata R. Usare entro 6 mesi. Non usare il reat-
quantita© molto piccole di proteina. Ammine primarie,
tivo se sviluppa torbidita© o se contiene un qualsiasi come il tris(idrossimetil)amminometano e i tamponi
precipitato. amminoacidici, reagiscono con la ftalaldeide e devono
Procedimento. Ad un volume della soluzione in esame essere pertanto evitati o rimossi. L'ammoniaca ad alte
aggiungere un volume uguale di una soluzione (60 g/l) concentrazioni reagisce con la ftalaldeide. La fluore-
di sodio idrossido R e mescolare. Aggiungere immedia- scenza ottenuta quando l'ammina reagisce con la ftalal-
tamente il reattivo al biureto equivalente a 0,4 volumi deide puo© essere instabile. L'uso di procedure automa-
della soluzione in esame e mescolare rapidamente. tizzate per standardizzare questo metodo puo© aumen-
Lasciare a riposo ad una temperatura compresa tra tare l'accuratezza e la precisione del saggio.
15 C e 25 C per non meno di 15 min. Entro 90 min Usare acqua distillata R per preparare tutti i tamponi e i
dall'aggiunta del reattivo al biureto, determinare le reattivi usati per questo metodo.
assorbanze (2.2.25) delle soluzioni di riferimento e della
soluzione in esame al massimo di 545 nm, usando la Soluzione in esame. Disciogliere in una soluzione (9 g/l)
soluzione del bianco come liquido di compensazione. di sodio cloruro R una quantita© adatta della sostanza
Ogni soluzione che sviluppa torbidita© o un precipitato da esaminare. Diluire alcune porzioni di questa solu-
non e© accettabile per la determinazione della concentra-zione con una soluzione (9 g/l) di sodio cloruro R in
zione della proteina. modo da ottenere una soluzione a concentrazione com-
Calcoli. La relazione tra l'assorbanza e la concentra- presa nell'intervallo delle concentrazioni delle soluzioni
zione della proteina e© approssimativamente lineare di riferimento. Portare il pH della soluzione tra 8 e
entro l'intervallo indicato di concentrazioni della pro- 10,5 prima di aggiungere la ftalaldeide.
teina delle soluzioni di riferimento. Riportare le assor-
banze delle soluzioni di riferimento in funzione delle Soluzioni di riferimento. Disciogliere in una soluzione
concentrazioni della proteina ed usare una regressione (9 g/l) di sodio cloruro R la sostanza di riferimento per
lineare per determinare la curva di taratura. Calcolare la proteina da determinare. Diluire alcune porzioni di
il coefficiente di correlazione per la curva di taratura.questa soluzione con una soluzione (9 g/l) di sodio clo-
Un sistema adatto e© quello che produce una linea con ruro R in modo da ottenere almeno cinque soluzioni di
un coefficiente di correlazione non inferiore a 0,99. riferimento con concentrazioni proteiche distribuite
Determinare la concentrazione della proteina nella uniformemente in un intervallo adatto compreso tra
soluzione in esame dalla curva di taratura e dalla assor-10 g/ml e 200 g/ml. Portare le soluzioni ad un
l l
banza della soluzione in esame. pH compreso tra 8 e 10,5 prima dell'aggiunta del reat-
Sostanze interferenti. Per minimizzare l'effetto delle tivo alla ftalaldeide.
sostanze interferenti, la proteina puo© essere precipitata
Soluzione del bianco. Usare una soluzione (9 g/l) di
dal campione in esame come segue: ad 1 volume di una sodio cloruro R.
soluzione del campione in esame aggiungere 0,1 volumi
di una soluzione (500 g/l) di acido tricloroacetico R, eli-
Borato soluzione tampone. Disciogliere 61,83 g di acido
minare lo strato sopranatante e disciogliere il precipi- borico R in acqua distillata R e portare il pH a 10,4 con
tato in un piccolo volume di sodio idrossido 0,5 M. una soluzione di potassio idrossido R. Diluire a 1000 ml
Usare la soluzione ottenuta per preparare la soluzione con acqua distillata R e mescolare.
in esame.
Ftalaldeide soluzione madre. Disciogliere 1,20 g di ftal-
Metodo 6 aldeide R in 1,5 ml di metanolo R, aggiungere 100 ml di
borato soluzione tampone e mescolare. Aggiungere
Questo metodo fluorimetrico e© basato sulla derivatizza- 0,6 ml di una soluzione (300 g/l) di macrogol 23 lauril-
zione della proteina con o-ftalaldeide che reagisce con etere R e mescolare. Conservare a temperatura
le ammine primarie della proteina (l'azoto terminale ambiente ed usare entro 3 settimane.
160
Acido acetico nei peptidi sintetici
inoizircserP
Reattivo alla ftalaldeide. A 5 ml di ftalaldeide soluzione con un rivelatore di chemioluminescenza. Un materiale
ilareneG
madre aggiungere 15 l di 2-mercaptoetanolo R. Prepa-
l di riferimento proteico relativamente puro e simile per
rare almeno 30 min prima dell'uso ed usare entro 24 h. composizione alle proteine in esame e© usato per otti-
Procedimento. Mescolare 10 l della soluzione in esame mizzare l'iniezione e i parametri di pirolisi e per valu-
tare la riproducibilita© dell'analisi.
l
isilanA id
idoteM
di reattivo alla ftalaldeide e lasciare a riposo a tempera- Calcoli. La concentrazione della proteina e© calcolata
tura ambiente per 15 min. Aggiungere 3 ml di sodio dividendo il contenuto di azoto del campione per il con-
idrossido 0,5 M e mescolare. Determinare l'intensita© tenuto teorico di azoto della proteina. Il contenuto teo-
della fluorescenza (2.2.21) delle soluzioni sia per le solu- rico di azoto della proteina puo© essere determinato
zioni di riferimento e che per la soluzione in esame con dalla composizione chimica della proteina o per con-
irotinetnoC
/ ilairetaM
una lunghezza d'onda di eccitazione di 340 nm e ad fronto con una sostanza di riferimento appropriata.
una lunghezza d'onda di emissione compresa tra
440 nm e 455 nm. Misurare l'intensita© della fluore-
scenza di un dato campione solo una volta, poichë l'ir- 2.5.34. ACIDO ACETICO NEI PEPTIDI SINTETICI
ivittaeR
Calcoli. La relazione tra la fluorescenza e la concentra- Soluzione in esame. Preparare come descritto nella
zione della proteina e© lineare. Riportare l'intensita© della monografia.
fluorescenza delle soluzioni di riferimento in funzione
delle concentrazioni delle proteine ed usare una regres- Soluzione di riferimento. Preparare una soluzione
(0,10 g/l) di acido acetico glaciale R in una miscela di
itnemogrA
sione lineare per determinare la curva di taratura.
ilareneG
Determinare la concentrazione della proteina nella 5 volumi di fase mobile B e 95 volumi di fase mobile A.
soluzione in esame dalla curva di taratura e dall'inten- Il procedimento cromatografico puo© essere eseguito
sita© della fluorescenza della soluzione in esame. usando:
^ una colonna di acciaio inossidabile lunga 0,25 m e
eifargonoM
ilareneG
Metodo 7
con diametro interno di 4,6 mm impaccata con gel di
Questo metodo e© basato sull'analisi dell'azoto come silice ottadecilsililato per cromatografia R (5 m),
l
mezzo di determinazione di una proteina. L'interfe- ^ come fase mobile ad una velocita© di flusso di1,2 ml/min:
renza causata dalla presenza, nella proteina in esame,
ehcituecamraF
di altre sostanze contenenti azoto puo© influenzare la Fase mobile A. Diluire 0,7 ml di acido fosforico R a
1000 ml con acqua R; aggiustare il pH a 3,0 con sodio
emroF
determinazione della proteina effettuata con questo idrossido soluzione concentrata R,
metodo. Le tecniche di analisi dell'azoto distruggono il
campione in esame durante le analisi ma non sono limi- Fase mobile B. Metanolo R2,
tate al solo caso di proteina in ambiente acquoso.
Procedimento A. Procedere come prescritto per la deter-
eiretaM
Tempo Fase mobile A Fase mobile B
V/V) V/V)
emirP
minazione dell'azoto mediante digestione con acido
(min) (per cento (per cento
10 - 20 50 50
ehcituecamraF
20 - 22 50 95 50 5
ehcificepS
(NOx). Alcuni strumenti convertono gli ossidi di azoto soluzione in esame. Nel cromatogramma ottenuto, il
in azoto gassoso, che e© quantificato mediante un rivela- picco corrispondente all'acido acetico ha un tempo di
tore di conduttivita© termica. Altri strumenti mescolano ritenzione di 3-4 min. La linea di base presenta un
azoto monossido (NO) con ozono (O3) per produrre innalzamento, dopo l'inizio del gradiente lineare, che
diossido di azoto in uno stato eccitato (NO2*), che
ecidnI
161
2.6 Saggi biologici
inoizircserP
ilareneG
isilanA id
2.6. Saggi biologici . . . . . . . . . . . . . . . . . 165 2.6.13. Contaminazione microbica dei pro-
idoteM
2.6.1. Sterilita© . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 165 dotti non obbligatoriamente sterili
2.6.2. Micobatteri . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 170 (saggi per i microrganismi spefi-
2.6.3. Saggi per i virus estranei su uova cati) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 183
embrionate . . . . . . . . . . . . . . . . . . 170 2.6.14. Endotossine batteriche . . . . . . . . . . 189
irotinetnoC
/ ilairetaM
2.6.4. Saggi per i virus della leucosi . . . . . . 171 2.6.15. Attivatore della precallicreina . . . . . 200
2.6.5. Saggi per i virus estranei su colture 2.6.16. Saggio per gli agenti estranei nei vac-
cellulari . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 171 cini virali per uso umano . . . . . . . 201
2.6.6. Saggi per gli agenti estranei su pul- 2.6.17. Attivita© anticomplementare dell'im-
cino . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 171 munoglobulina . . . . . . . . . . . . . . . 202
2.6.7. Micoplasmi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 172 2.6.18. Saggio per la neurovirulenza dei vac-
ivittaeR
2.6.8. Pirogeni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 176 cini di virus vivi . . . . . . . . . . . . . . 205
2.6.9. Tossicita© anormale . . . . . . . . . . . . . . 177 2.6.19. Saggio per la neurovirulenza del vac-
2.6.10. Istamina . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 178 cino poliomielitico per uso orale . 206
2.6.11. Sostanze ipotensive . . . . . . . . . . . . . 179 2.6.20. Emoagglutinine anti-A ed anti-B
itnemogrA
2.6.12. Contaminazione microbica dei pro- (metodo indiretto) . . . . . . . . . . . . 208
ilareneG
dotti non obbligatoriamente sterili 2.6.21. Tecniche di amplificazione dell'acido
(conta totale di microrganismi nucleico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 208
aerobi vivi) . . . . . . . . . . . . . . . . . . 179 2.6.22. Fattori della coagulazione attivati . . 212
eifargonoM
ilareneG
ehcituecamraF
emroF
eiretaM
emirP
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
ehcitapoemO
inoizaraperP
ecidnI
Sterilita©
inoizircserP
Mescolare la L-cistina, l'agar, il sodio cloruro, il gluco-
ilareneG
2.6. SAGGI BIOLOGICI
sio, l'estratto di lievito solubile in acqua e l'idrolizzato
pancreatico di caseina con l'acqua R e scaldare fino
ad ottenere una soluzione. Disciogliere il sodio tioglico-
2.6.1. STERILITAé
Il saggio si applica alle sostanze, alle preparazioni o ai lato o l'acido tioglicolico nella soluzione e, se neces-
materiali che, in accordo con la Farmacopea, devono sario, aggiungere sodio idrossido 1 M in modo
isilanA id
essere sterili. Comunque un risultato soddisfacente indica
idoteM
che, dopo la sterilizzazione, la soluzione abbia un pH
solo che non sono stati riscontrati microrganismi conta- di 7,1 0,2. Se e© necessaria la filtrazione, scaldare di
minanti nel campione esaminato nelle condizioni del sag-
6
irotinetnoC
fine di questo testo.
/ ilairetaM
terreno di coltura in appropriati recipienti facendo in
PRECAUZIONI NEI CONFRONTI DELLA CON- modo che il rapporto superficie-profondita© del terreno
TAMINAZIONE MICROBICA di coltura sia tale che non piu© del terzo superiore del
terreno subisca alla fine del periodo di incubazione un
Il saggio di sterilita© si effettua in condizioni asettiche cambiamento di colore indicativo della cattura di ossi-
usando, per esempio, una cappa a flusso laminare di geno. Sterilizzare in autoclave usando un procedimento
classe A situata in una camera sterile di classe B, o un
ivittaeR
convalidato. Conservare il terreno ad una temperatura
isolatore. Le precauzioni prese per evitare la contami- compresa tra 2 C e 25 C in un recipiente sterile, sigil-
nazione non devono influire sui microrganismi ricercati lato, a meno che esso non sia da utilizzare immediata-
mediante il saggio. Le condizioni di lavoro nelle quali i mente. Se necessario, rigenerare il terreno di coltura
saggi sono eseguiti sono controllate regolarmente appena prima dell'uso per esempio riscaldando a b.m.
mediante un appropriato campionamento fatto nell'a-
itnemogrA
per 20 min e raffreddando rapidamente, facendo atten-
ilareneG
rea di lavoro ed effettuando controlli appropriati come zione ad evitare l'introduzione di aria non sterile nel
quelli indicati nelle Direttive della Comunita© Europea recipiente.
e nelle associate Note esplicative sulle Buone Pratiche
di Fabbricazione. Terreno di idrolizzato di soia e caseina.
Idrolizzato pancreatico di caseina 17,0 g
eifargonoM
TERRENI DI COLTURA
ilareneG
I terreni di coltura per il saggio possono essere preparati Idrolizzato papaico di farina di soia 3,0 g
come descritti di seguito o possono essere usate formula- Sodio cloruro 5,0 g
zioni disidratate purchë soddisfino al saggio di fertilita© Potassio fosfato dibasico 2,5 g
dopo la ricostituzione. Glucosio monoidrato 2,5 g
ehcituecamraF
I terreni di coltura riportati di seguito si sono rivelati Acqua R 1000 ml
pH dopo la sterilizzazione 7,3 0,2
emroF
appropriati per il saggio di sterilita© . Il terreno di coltura 6
fluido al tioglicolato e© destinato principalmente alla Disciogliere i solidi in acqua R, scaldare leggermente
coltura di batteri anaerobi, ma permette anche di evi- per ottenere una soluzione. Raffreddare la soluzione a
denziare i batteri aerobi. Il terreno di coltura di idroliz- t.a. Aggiungere sodio idrossido 1 M, se necessario, in
zato di soia e caseina e© destinato principalmente alla modo che, dopo la sterilizzazione, la soluzione abbia
coltura di batteri aerobi ma e© anche appropriato per i un pH di 7,3 0,2. Filtrare, se necessario, per chiarifi-
eiretaM
emirP
6
funghi. Si possono usare altri terreni di coltura purchë care, distribuire in appropriati recipienti e sterilizzare
essi abbiano dimostrato di consentire la crescita di in autoclave usando un procedimento convalidato.
diversi tipi di microrganismi. Conservare il terreno ad una temperatura compresa
tra 2 C e 25 C in un recipiente sigillato sterile, a meno
ehcituecamraF
ehcificepS
Estratto di lievito (solubile in acqua) 5,0 g Sterilita©. Incubare porzioni dei terreni di coltura alle
Idrolizzato pancreatico di caseina 15,0 g temperature indicate nella Tabella 2.6.1.-1 per 14 giorni.
Sodio tioglicolato oppure 0,5 g Non si deve verificare crescita di microrganismi.
Acido tioglicolico 0,3 ml Saggio di fertilita© per aerobi, anaerobi e funghi . Inocu-
Resazurina sodica soluzione (1 in 1000), 1,0 ml lare delle porzioni di terreno fluido al tioglicolato con
preparata di recente un piccolo numero di microrganismi (10-100 UFC sono
ecidnI
165
Sterilita©
reno di coltura di idrolizzato di soia e caseina, usare Filtrazione su membrana . Dopo trasferimento del con-
almeno una specie fungina ed una specie batterica aero- tenuto del o dei recipienti da esaminare sulla mem-
bica. Le specie appropriate per il terreno di coltura brana, aggiungere un inoculo di un piccolo numero di
sono indicate nella Tabella 2.6.1.-1. Incubare i micror- microrganismi vivi (10-100 UFC sono appropriate) alla
ganismi nelle condizioni indicate nella Tabella 2.6.1.-1 porzione finale del diluente sterile usato per lavare il fil-
per non piu© di 3 giorni nel caso di batteri e non piu© di tro.
5 giorni nel caso di funghi.
Le tecniche di mantenimento della coltura del lotto di Inoculazione diretta . Dopo trasferimento del contenuto
semenza (sistema del lotto di semenza) sono tali che i del o dei recipienti da esaminare (o i fili, per il catgut e
microrganismi vivi usati per l'inoculazione non hanno gli altri fili chirurgici per uso veterinario) sul terreno
subito piu© di 5 passaggi dal lotto di semenza primario di coltura, aggiungere un inoculo di un piccolo numero
iniziale. di microrganismi vivi (10-100 UFC sono appropriate)
I terreni di coltura sono appropriati se si verifica una al terreno di coltura.
crescita dei microrganismi chiaramente visibile.
In entrambi i casi effettuare un saggio di fertilita© come
SAGGIO DI CONVALIDA controllo positivo. Incubare tutti i recipienti contenenti
Inoculare delle porzioni di terreno fluido al tioglicolato il terreno di coltura alle temperature indicate nella
con un piccolo numero di microrganismi (10-100 UFC Tabella 2.6.1.-1 per non piu© di 3 giorni per i batteri e di
sono appropriate) sia con i batteri aerobici che anaero- 5 giorni per i funghi.
bici indicati nella Tabella 2.6.1.-1. Per il terreno di col- Se si ottiene una crescita dei microrganismi rapida e
tura di idrolizzato di soia e caseina, usare i funghi indi-
cati nella Tabella 2.6.1.-1. Effettuare un saggio come nettamente visibile dopo l'inoculazione, confrontabile
descritto nel Saggio di sterilita© del prodotto in esame visivamente con quella del contenitore di controllo
usando esattamente lo stesso metodo ad eccezione senza il prodotto, il prodotto non possiede attivita© anti-
delle seguenti modifiche. microbica nelle condizioni del saggio oppure questa
attivita© e© stata eliminata soddisfacentemente. Il saggio
Tabella 2.6.1.-1.- Microrganismi in esame appropriati di sterilita© puo© quindi essere effettuato senza ulteriore
all'uso nel Saggio di fertilita© e nel Saggio di convalida modifica.
Microrganismo Incubazione Se in presenza del prodotto da esaminare non si ottiene
una crescita microbica rapida e nettamente visibile,
Specie Ceppo appropriato Temperatura (C) Durata massima
confrontabile visivamente con quella dei recipienti di
controllo senza il prodotto, questo possiede un'attivita©
Tipo: batteri aerobi Per tutti gli aerobi antimicrobica che non e© stata soddisfacentemente eli-
Staphylococcus aureus ATCC 6538 minata nelle condizioni del saggio. Modificare le condi-
CIP 4.83 zioni allo scopo di eliminare l'attivita© antimicrobica e
NCTC 10788
NCIMB 9518 ripetere il saggio di convalida.
Bacillus subtilis ATCC 6633 Questa convalida si effettua:
CIP 52.62 30 - 35 3 giorni a)quando il saggio di sterilita© viene effettuato su un
NCIMB 8054
nuovo prodotto;
Pseudomonas aeruginosa ATCC 9027
NCIMB 8626 b)se vi e© un cambiamento delle condizioni sperimentali
CIP 82.118 del saggio.
Tipo: batteri anaerobi Per tutti gli anaerobi La convalida puo© essere effettuata simultaneamente al
saggio di sterilita© del prodotto da esaminare, ma prima
Clostridium sporogenes ATCC 19404 della interpretazione dei risultati di questo saggio.
CIP 79.3 30 - 35 3 giorni
Tipo: funghi Per tutti i funghi SAGGIO DI STERILITA' DEL PRODOTTO DA
Candida albicans ATCC 10231 ESAMINARE
IP 48.72
ATCC 2091 Il saggio puo© essere effettuato usando la tecnica di fil-
IP 1180.79 20 - 25 5 giorni trazione su membrana o mediante inoculazione diretta
Aspergillus niger ATCC 16404 dei terreni di coltura con il prodotto da esaminare.
In entrambi i casi vengono inclusi appropriati controlli
166
Sterilita©
inoizircserP
negativi usando preparazioni conosciute come sterili. trasferire il terreno di coltura sulla membrana dell'ap-
ilareneG
La tecnica di filtrazione su membrana e© usata quando parecchio. Incubare i terreni di coltura per almeno 14
la natura del prodotto lo permette, cioe© nel caso di pre- giorni, salvo indicazione diversa, a 30 - 35 C nel saggio
parazioni acquose filtrabili, di preparazioni alcooliche destinato principalmente alla rivelazione dei batteri ed
o oleose e di preparazioni miscibili con o solubili in sol- a 20 - 25 C nel saggio destinato principalmente alla
isilanA id
venti acquosi o oleosi che non hanno un effetto antimi- rivelazione dei funghi.
idoteM
crobico nelle condizioni del saggio. Solidi solubili. Usare per ciascun terreno di coltura una
Filtrazione su membrana . Usare filtri a membrana che quantita© , non inferiore a quella prescritta nella Tabella
hanno una dimensione nominale dei pori non superiore 2.6.1.-2, del prodotto disciolto in un solvente appro-
a 0,45 m e per i quali e© stata stabilita l'efficacia nel priato come una soluzione neutra (1 g/l) di peptone di
irotinetnoC
/ ilairetaM
l
trattenere i microrganismi. Si usano filtri in nitrato di carne o di caseina e procedere con il saggio come
cellulosa, per esempio, per le soluzioni acquose, oleose descritto precedentemente per le soluzioni acquose,
e debolmente alcooliche e filtri in acetato di cellulosa, usando una membrana appropriata al solvente scelto.
per esempio, per le soluzioni fortemente alcooliche. Fil- Oli e soluzioni oleose. Usare per ciascun terreno di col-
tri particolari possono essere necessari per alcuni pro- tura una quantita© di prodotto non inferiore a quella
ivittaeR
dotti, per esempio, per gli antibiotici. prescritta nella Tabella 2.6.1.-2. Gli oli e le soluzioni
La tecnica descritta di seguito presuppone che si usino oleose di viscosita© sufficientemente bassa possono
membrane di circa 50 mm di diametro. Se si usano filtri essere filtrati, senza diluizione, attraverso la membrana
di diametro differente, i volumi delle diluizioni e dei asciutta. Gli oli viscosi possono essere diluiti con un
itnemogrA
ilareneG
lavaggi devono essere aggiustati di conseguenza. diluente sterile appropriato come l'isopropile miristato
Gli apparecchi di filtrazione e le membrane sono steri- che ha dimostrato di non avere attivita© antimicrobica
lizzati mediante procedimenti appropriati. L'apparec- nelle condizioni del saggio. Lasciare penetrare per gra-
chio e© costruito in maniera tale che la soluzione da esa- vita© l'olio nella membrana, quindi filtrare applicando
minare possa essere introdotta e filtrata in condizioni gradualmente la pressione o l'aspirazione. Lavare la
eifargonoM
ilareneG
asettiche; deve permettere di rimuovere in maniera membrana almeno tre volte filtrando ogni volta, attra-
asettica la membrana per trasferirla nel terreno di col- verso di essa, circa 100 ml di una soluzione neutra ste-
tura o di effettuare l'incubazione dopo l'aggiunta del rile appropriata, come peptone (1 g/l) di carne o di
terreno di coltura all'apparecchio stesso. caseina contenente 10 g/l di polisorbato 80 o di altri
ehcituecamraF
Soluzioni acquose. Se appropriato, trasferire una pic- agenti emulsionanti, in concentrazione appropriata,
che dimostrino di non avere azione antimicrobica nelle
emroF
cola quantita© di un idoneo diluente sterile, come per condizioni del saggio. Trasferire la membrana o, le
esempio una soluzione neutra (1 g/l) di peptone di membrane nel terreno di coltura o nei terreni di coltura
carne o di caseina a pH 7,1 0,2, sulla membrana del-
6
o, viceversa, come descritto precedentemente per le
l'apparecchio e filtrare. Il diluente puo© contenere soluzioni acquose ed incubare alle stesse temperature e
sostanze neutralizzanti appropriate e/o sostanze inatti-
eiretaM
per gli stessi tempi.
emirP
vanti appropriate come per esempio nel caso degli anti-
biotici. Unguenti e creme. Usare per ciascun terreno di coltura
Trasferire il contenuto del o dei recipienti da sottoporre quantita© di prodotto non inferiori a quelle prescritte
nella Tabella 2.6.1.-2. Gli unguenti a base grassa e le
ehcituecamraF
rio dopo diluizione a circa 100 ml con il diluente sterile 1 a 100 in isopropile miristato, come descritto preceden-
prescelto, ma in ogni caso usando quantita© del prodotto temente, riscaldando, se necessario, a temperatura non
da esaminare non inferiori a quelle prescritte nella superiore a 40 C. In casi eccezionali puo© essere neces-
Tabella 2.6.1.-2. Filtrare immediatamente. Se il pro- sario riscaldare a temperatura non superiore a 44 C.
ehcitapoemO
inoizaraperP
dotto ha proprieta© antimicrobiche lavare la membrana Filtrare il piu© rapidamente possibile e procedere come
almeno tre volte filtrando, ciascuna volta, il volume descritto precedentemente per gli oli e le soluzioni
del diluente sterile prescelto usato nel saggio di conva- oleose.
lida. Trasferire l'intera membrana nel terreno di coltura
o tagliarla asetticamente in due parti uguali e trasferire Inoculazione diretta del terreno di coltura . Trasferire la
ciascuna meta© rispettivamente in un terreno di coltura quantita© di preparazione da esaminare, prescritta nella
ecidnI
appropriato. Usare lo stesso volume di ciascun terreno Tabella 2.6.1.-2, direttamente nel terreno di coltura in
di coltura usato nel saggio di convalida. In alternativa, modo che il volume del prodotto non sia piu© del 10 per
167
Sterilita©
cento del volume del terreno di coltura, salvo indica- Incubare i terreni di coltura inoculati per almeno 14
zione diversa. Se il prodotto da esaminare ha una atti- giorni, salvo indicazione diversa, alle temperature
vita© antimicrobica effettuare il saggio dopo averlo neu- indicate nella tabella 2.6.1.-1. Osservare le colture
tralizzato con sostanze neutralizzanti adatte o alcune volte durante il periodo di incubazione. Agi-
mediante diluizione in una quantita© sufficiente di ter- tare dolcemente ogni giorno le colture che conten-
reno di coltura. Se e© necessario usare un grande volume gono prodotti oleosi. Tuttavia, quando si usa il ter-
del prodotto, e© preferibile usare un terreno di coltura reno di coltura al tioglicolato o un altro terreno di
concentrato preparato in modo da considerare la dilui- coltura simile per la rivelazione di microrganismi
zione successiva. Se del caso, l'appropriato terreno di anaerobi, ridurre al minimo l'agitazione o il mesco-
coltura concentrato puo© essere aggiunto direttamente lamento per mantenere le condizioni di anaerobiosi.
al prodotto nel suo contenitore.
Liquidi oleosi. Usare terreni di coltura ai quali sono Catgut ed altri fili chirurgici per uso veterinario. Usare
stati aggiunti 10 g/l di polisorbato o, ad una concentra- per ciascun terreno di coltura le quantita© di prodotto
prescritte nella Tabella 2.6.1.-2. Aprire la confezione
zione appropriata, altri agenti emulsionanti che hanno sigillata operando
dimostrato di non avere azione antimicrobica nelle con- tre sezioni di filo perin ciascun condizioni asettiche e prelevare
terreno di coltura. Effet-
dizioni del saggio. tuare il saggio sul tre sezioni del filo, ciascuna lunga 30
Unguenti e creme. Preparare una diluizione di circa 1 a cm, prelevate all'inizio al centro ed alla fine del filo.
10, mediante emulsionamento con l'agente emulsio- Usare fili interi provenienti da confezioni aperte di
nante scelto in un diluente sterile appropriato, come recente. Trasferire ciascuna sezione del filo nel terreno
una soluzione neutra (1 g/l) di peptone di carne o di di coltura selezionato. Usare una quantita© di terreno di
caseina. Trasferire il prodotto diluito in un terreno di coltura sufficiente a coprire adeguatamente il materiale
coltura che non contiene alcun agente emulsionante. in esame (20 - 150 ml).
Tabella 2.6.1-2. - Quantita© di prodotto da esaminare nel Saggio di sterilita©
Quantita© minima da usare
giustificata ed autorizzata
Liquidi
inferiore ad 1 ml L'intero contenuto di un recipiente
1 ml o piu© La meta© del contenuto di un reci-
piente, ma non piu© di 20 ml
Preparazioni parenterali Solidi
inferiore a 50 mg L'intero contenuto di un recipiente
50 mg o piu© ma non oltre 300 mg La meta© del contenuto di un reci-
piente
300 mg o piu© 150 mg
Soluzioni acquose L'intero contenuto di uno o piu© reci-
pienti purchë non inferiore a 2,5 ml
Preparazioni oftalmiche ed altre pre- Altre preparazioni solubili in acqua o L'intero contenuto di uno o piu© reci-
parazioni non iniettabili in isopropile miristato pienti purchë non inferiore a 0,25 g
Preparazioni insolubili, creme ed L'intero contenuto di uno o piu© reci-
unguenti da sospendere o da emul- pienti purchë non inferiore a 0,25 g
sionare
Catgut e altri fili chirurgici per uso 3 sezioni di un filo (ciascuna di 30 cm
veterinario di lunghezza)
168
Sterilita©
inoizircserP
OSSERVAZIONE ED INTERPRETAZIONE DEI Quando si usa la tecnica di inoculazione diretta dei ter-
ilareneG
RISULTATI reni di coltura, usare le quantita© indicate nella Tabella
Esaminare i terreni di coltura ad intervalli, durante il 2.6.1-2. I saggi per la sterilita© batterica e fungina sono
periodo di incubazione ed alla sua fine, per evidenziare effettuati sullo stesso campione del prodotto da esami-
una crescita microbica. Quando il materiale sottoposto nare. Quando il volume o la quantita© di un singolo reci-
piente non e© sufficiente per effettuare i saggi, usare il
isilanA id
al saggio rende il terreno torbido, cos|© che la presenza
idoteM
o l'assenza di crescita microbica non possa essere rapi- contenuto di due o piu© contenitori per inoculare i diffe-
damente determinata mediante esame visivo 14 giorni renti terreni di coltura.
dopo l'incubazione, trasferire porzioni appropriate del Quando il volume di liquido in un contenitore e© superiore
terreno di coltura in nuovi contenitori dello stesso ter- a 100 ml, usare il metodo di filtrazione su membrana,
irotinetnoC
salvo indicazione diversa giustificata e autorizzata.
/ ilairetaM
reno di coltura. Continuare l'incubazione del primo
contenitore e del contenitore in cui e© avvenuto il trasfe-
rimento per un totale non inferiore a 14 + 7 giorni a LINEE GUIDA ALL'USO DEL SAGGIO DI STERI-
partire dalla prima inoculazione. LITAé
Se non si riscontra una crescita microbica il prodotto da Lo scopo del saggio di sterilita© , come quello di tutti i saggi
esaminare soddisfa al saggio di sterilita© . Se si riscontra della farmacopea, e© di fornire ad un analista indipendente
ivittaeR
una crescita microbica il prodotto da esaminare non sod- i mezzi per verificare che un particolare prodotto
disfa al saggio di sterilita© a meno che non possa essere risponde ai requisiti della Farmacopea. I produttori sono
chiaramente dimostrato che il saggio non e© valido per inoltre obbligati ad effettuare questi saggi senza preclu-
cause non correlate al prodotto da esaminare. Il saggio dere l'uso di modifiche o di alternative ai metodi indicati
puo© essere considerato nonvalido solo quando si verifichi purchë esse siano soddisfacenti e, se sottoposto a saggio
itnemogrA
ilareneG
una o piu© delle seguenti condizioni: mediante un metodo ufficiale, il materiale in questione
a) i risultati del controllo microbiologico delle appa- soddisfi ai requisiti della Farmacopea.
recchiature che servono per i saggi di sterilita© rive- . Il livello di sicurezza for-
lano un'anomalia;
Linea guida per i produttori
eifargonoM
(l'assenza di unita© contaminate nel campione) applicato
ilareneG
saggio in questione rivela un'anomalia; alla qualita© del lotto e© una funzione dell'omogeneita©
c) si riscontra la crescita microbica nei controlli negativi; del lotto, delle condizioni di produzione e dell'efficienza
d) dopo la determinazione dell'identita© del microrgani- del piano di campionamento adottato. Quindi, ai fini
smo isolato dal saggio, la crescita di questa o di que- del presente testo, un lotto e© definito come un insieme
ehcituecamraF
ste specie puo© essere ascritta inequivocabilmente al omogeneo di recipienti sigillati preparati in maniera
tale che il rischio di contaminazione sia lo stesso per
emroF
materiale e/o alla tecnica usata durante l'esecuzione
della procedura del saggio di sterilita© . ciascuna di queste unita© .
Se il saggio e© dichiarato non valido esso e© ripetuto con Nel caso di prodotti sottoposti a sterilizzazione termi-
lo stesso numero di unita© del saggio iniziale. nale, prove fisiche, su base biologica e documentate
Se non si riscontra una crescita microbica nella ripeti- automaticamente, che mostrano il corretto trattamento
eiretaM
zione del saggio, il prodotto esaminato soddisfa al sag- dell'intero lotto durante la sterilizzazione sono di mag-
emirP
gio di sterilita© . Se si riscontra la crescita microbica nella giore sicurezza del saggio di sterilita© . Le circostanze in
ripetizione del saggio il prodotto esaminato non soddi- cui il rilascio parametrico puo© essere considerato
sfa al saggio di sterilita© . appropriato sono descritte nel capitolo 5.1.1. Metodi di
preparazione di prodotti sterili. Il metodo di prova con
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
APPLICAZIONE DEL SAGGIO ALLE PREPARA- terreni di coltura di confronto (media-fill) puo© essere
ZIONI PARENTERALI, ALLE PREPARAZIONI usato per valutare il processo di produzione in asepsi.
OFTALMICHE E AD ALTRE PREPARAZIONI A parte questo, il saggio di sterilita© resta il solo metodo
NON INIETTABILI CHE DEVONO SODDISFARE analitico conveniente per i prodotti preparati in condi-
AL SAGGIO DI STERILITAé. zioni asettiche, ed inoltre esso e© , in tutti i casi, il solo
ehcitapoemO
inoizaraperP
Quando si usa latecnica della filtrazione su membrana, se metodo analitico disponibile per tutte le autorita© che
possibile, usare l'intero contenuto del recipiente o quan- devono esaminare un campione di un prodotto per la
tita© non inferiori a quelle indicate nella Tabella 2.6.1.-2, sterilita© .
diluendo, se necessario, a circa 100 ml con una soluzione La probabilita© di rivelare i microrganismi mediante il
sterile appropriata come il peptone neutro (1 g/l) di carne saggio di sterilita© aumenta all'aumentare del numero di
o di caseina. Il volume totale lavato attraverso una mem- questi nel campione sottoposto a saggio e varia in
ecidnI
brana singola non deve essere superiore a 1000 ml, salvo accordo con la capacita© di crescita del microrganismo
indicazione diversa giustificata e autorizzata. presente. La probabilita© di rivelare livelli bassissimi di
169
Saggi per i virus estranei su uova embrionate
lotto, e© molto bassa. L'interpretazione dei risultati del Se il campione da esaminare puo© essere contaminato da
saggio di sterilita© si basa sulla supposizione che i conte- microrganismi diversi dai micobatteri, trattarlo con
nuti di tutti i recipienti del lotto, se sottoposti al saggio, una soluzione decontaminante appropriata come una
avrebbe dato lo stesso risultato. Poichë e© chiaro che non soluzione acetilcisteina-sodio idrossido o una soluzione
puo© essere sottoposto a saggio ciascun recipiente, si deve di sodio laurilsolfato.
adottare un appropriato piano di campionamento. Nel Inoculare 0,2 ml del campione, in triplicato, in ciascuno
caso di produzione asettica si raccomanda di includere di due terreni di coltura solidi appropriati (i terreni di
campioni ripartiti in recipienti all'inizio e alla fine del coltura Lo« wenstein-Jensen e Middlebrook 7H10 sono
lotto e dopo intervento significativo. Indicazioni sul considerati appropriati). Inoculare 0,5 ml del cam-
numero minimo di recipienti che si raccomanda di sotto- pione, in triplicato, in un terreno di coltura liquido
porre al saggio in funzione della dimensione del lotto appropriato. Incubare tutti i terreni di coltura a 37 C
sono riportate nellaTabella 2.6.1.-3. Le raccomandazioni per 56 giorni.
devono tener conto del volume della preparazione per Stabilire la fertilita© dei terreni di coltura in presenza
recipiente, della convalida del metodo di sterilizzazione della preparazione da esaminare mediante inoculazione
e di qualsiasi altra particolare considerazione riguar- di un appropriato ceppo di Mycobacterium come il
dante la sterilita© del prodotto. ceppo BCG e se necessario usare una sostanza neutra-
Tabella 2.6.1.-3.- Numero minimo di campioni lizzante appropriata.
da sottoporre a saggio Se si sviluppano microrganismi contaminanti durante i
primi 8 giorni di incubazione, ripetere il saggio ed effet-
tuare contemporaneamente un saggio di sterilita© batte-
Numero minimo di campioni da
riologica.
La preparazione soddisfa al saggio se alla fine del
Numero di campioni nel lotto sottoporre a saggio per ciascun
terreno di coltura*
Piu© di 500 recipienti Il 2 per cento dei recipienti con Usare il vaccino liquido o una quantita© di vaccino liofi-
un massimo di 20 lizzato da esaminare ricostituita con il liquido indicato
Preparazioni oftalmiche ed altre in etichetta o con un altro liquido appropriato conte-
preparazioni non iniettabili nente in ogni caso antibiotici appropriati. Se prescritto
Non piu© di 200 recipienti Il 5 per cento dei recipienti con nella monografia, neutralizzare con un antisiero mono-
un minimo di 2 specifico. Diluire, se necessario, in modo che 0,2 ml di
Piu© di 200 recipienti 10 recipienti miscela contengano dieci dosi di vaccino. Inoculare la
Se il prodotto e© formulato in miscela a due gruppi di dieci uova embrionate di gal-
recipienti monodose, applicare lina, di 9-11 giorni, provenienti da allevamenti esenti
lo schema de-scritto precedente- da microrganismi patogeni specificati:
mente per le preparazioni pa- ^ inoculare 0,2 ml di miscela nella cavita© allantoidea di
renterali
ciascun uovo del primo gruppo,
Catgut e altri fili chirurgici per Ilcon2 unperminimo
cento dalle confezioni
di 5 ed un mas- ^ inoculare 0,2 ml di miscela nella membrana corio-
uso veterinario simo di 20 allantoidea di ciascun uovo del secondo gruppo.
Prodotti solidi grezzi Osservare le uova giornalmente per 7 giorni. Eliminare
Fino a 4 recipienti Ciascun recipiente gli embrioni che muoiono durante le prime 24 h come
morti per cause non specifiche: il saggio e© valido solo
Piu© di 4 ma non piu© di 50 reci-
pienti
Il 20 per cento dei recipienti con
un minimo di 4
se in ogni gruppo sopravvivono almeno sei embrioni
per piu© di 24 h dopo l'inoculazione. Esaminare tutti
Piu© di 50 recipienti Il 2 per cento dei recipienti con
un minimo di 10
gli embrioni che muoiono dopo le prime 24 h o che
sopravvivono per i 7 giorni del saggio per evidenziare
(*) Se il contenuto di un recipiente e© sufficiente per inoculare due qualsiasi anomalia. Esaminare anche le membrane
terreni di coltura, questa colonna indica il numero di recipienti neces- corio-allantoidee per rilevare qualsiasi anomalia e i
sari per entrambi i terreni di coltura. liquidi allantoidei per evidenziare la presenza di agenti
170
Saggio per gli agenti estranei su pulcino
inoizircserP
emoagglutinanti e le cellule centrifugate che derivano allevamenti esenti da microrganismi patogeni specifi-
ilareneG
dai fluidi allantoidei per evidenziare la presenza del cati con 0,5 ml di miscela e lasciare adsorbire a 37 C
virus della bronchite infettiva mediante un saggio con per 1 h. Le colture devono consistere di almeno cinque
anticorpi fluorescenti. Effettuare un secondo passaggio replicazioni e devono avere un'area totale di circa
su embrione. Riunire separatamente i materiali ottenuti 150 cm2. Osservare le colture per almeno 5 giorni per
isilanA id
a partire dagli embrioni morti e dagli embrioni vivi ed evidenziare qualsiasi effetto citopatico attribuibile al
idoteM
inoculare ciascuna miscela in dieci uova secondo le vie vaccino. Se non si osservano effetti specifici, effettuare
di somministrazione descritte sopra. Il materiale prove- ulteriori passaggi delle cellule riunite e dei fluidi prele-
niente dalle membrane corio-allantoidee e© inoculato su vati da tutte le colture ad intervalli non inferiori a
membrane corio-allantoidee e quello proveniente dai 5 giorni ed osservare durante l'intero periodo di incu-
irotinetnoC
bazione di 20 giorni. Sottoporre a saggio anche le
/ ilairetaM
liquidi allantoidei nelle cavita© allantoidee. Osservare le
uova per 7 giorni ed esaminarle come detto precedente- colture a livello del passaggio finale per evidenziare
mente. Il vaccino soddisfa al saggio se non si verifica la presenza di agenti emoadsorbenti usando eritrociti
alcuna morte o anomalia attribuibile ad esso. di pollo. Gli agenti emoadsorbenti sono microrganismi
o virus che provocano l'adsorbimento degli eritrociti
alla superficie delle colture cellulari nelle quali essi si
ivittaeR
2.6.4. SAGGIO PER I VIRUS DELLA LEUCOSI
replicano. L'emoadsorbimento puo© essere osservato
Se prescritto nella monografia, neutralizzare il vaccino mediante la procedura seguente: alla fine del periodo
usando un antisiero monospecifico. Inoculare il vac- di saggio, aggiungere una sospensione allo 0,5 per cento
cino, in ragione di 10 dosi per coltura, in colture di di eritrociti lavati a monostrati asciutti della coltura
cellulare lavata. Dopo un periodo di adsorbimento
itnemogrA
fibroblasti di pollo che hanno dimostrato di essere in
ilareneG
grado di consentire la crescita dei sottogruppi A e B di 20 min a 4 C, lavare dolcemente il monostrato in
dei virus della leucosi. Le colture devono consistere di tampone fosfato soluzione salina a pH 7,4 R ed osservare
almeno cinque repliche, ciascuna avente un'area di al microscopio. Se si e© verificato l'emoadsorbimento,
circa 60 cm . Allestire delle sottocolture di fibroblasti
2 gruppi di eritrociti aderiscono al monostrato cellulare.
eifargonoM
ad intervalli di 3-4 giorni e mantenerle per un periodo Un saggio e© valido solo se almeno l'80 per cento delle col-
ilareneG
totale non inferiore a 9 giorni. Raccogliere le cellule ture sopravvive dopo ciascun passaggio. Il vaccino sod-
alla fine del passaggio7 finale e sospenderle di nuovo alla disfa al saggio se non si verifica alcun effetto citopatico
concentrazione di 10 cellule per millilitro e preparare o non si evidenzia la presenza di agenti emoadsorbenti.
un estratto. Effettuare il saggio di fissazione del com-
ehcituecamraF
plemento per l'antigene gruppo-specifico della leucosi
emroF
aviaria su ciascun estratto. Inoculare le colture di con- 2.6.6. SAGGIO PER GLI AGENTI ESTRANEI SU
sottoporle al saggio contemporaneamente. Il vaccino Salvo indicazione diversa nella monografia, effettuare
soddisfa al saggio se non si riscontra la presenza il saggio su almeno dieci polli dell'eta© di 2 settimane,
del virus della leucosi. Se i risultati non sono conclusivi provenienti da allevamenti esenti da microrganismi
eiretaM
emirP
effettuare altre sottocolture di fibroblasti e sottoporle patogeni specificati. Inoculare a ciascun pollo 100 dosi
a saggio fino a che non si ottengono risultati inequivo- per via intramuscolare e10 dosi per via oculare. Ripetere
cabili. le inoculazioni dopo 2 settimane. Osservare gli animali
per un periodo di cinque settimane dopo la prima inocu-
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
2.6.5. SAGGIO PER I VIRUS ESTRANEI SU COL- lazione. Non devono essere somministrati agenti antimi-
TURE CELLULARI crobici agli animali durante il periodo di osservazione.
Usare il vaccino liquido o ricostituire una quantita© Raccogliere il siero da ciascun pollo prima della prima
del vaccino liofilizzato da esaminare con il liquido indi- inoculazione ed alla fine del periodo del saggio. Sotto-
ehcitapoemO
inoizaraperP
cato in etichetta o con un altro liquido appropriato. porre a saggio ciascun siero usando un metodo appro-
Se prescritto nella monografia, neutralizzare con un priato. Esaminare i sieri per evidenziare gli anticorpi
antisiero monospecifico. Diluire, se necessario, in nei confronti degli agenti di infezione descritti di
modo che 0,1 ml della miscela contengano dieci dosi seguito con l'eccezione del virus con il quale e© stato
del vaccino. Inoculare delle colture di cellule renali preparato il vaccino. Il vaccino soddisfa al saggio se
ottenute da polli provenienti da allevamenti esenti da non si riscontra la presenza di alcun agente estraneo.
ecidnI
microrganismi patogeni specificati o delle colture di Il saggio non e© valido e deve essere ripetuto se viene
cellule epatiche ottenute da embrioni provenienti da evidenziato qualsiasi anticorpo prima dell'inocula-
171
Micoplasmi
zione. Il saggio non e© valido inoltre se meno dell'80 per nutritive di ciascun nuovo lotto del terreno di coltura
cento degli animali sopravvive al termine del saggio. In sono verificate con l'appropriato microrganismo ripor-
accordo con l'autorita© competente, possono essere usati tato nella lista.
altri tipi di saggio purchë essi abbiano almeno la stessa Acholeplasma laidlawii (vaccini per uso umano e per
sensibilita© di quelli indicati ed abbiano una specificita© uso veterinario quando un antibiotico e© stato aggiunto
appropriata. durante la produzione).
Mycoplasma gallisepticum (quando un materiale di ori-
Infezione Tipo di saggio
gine aviaria e© stato usato durante la produzione o
quando il vaccino e© destinato ai polli).
Borsite infettiva (Malattia di Agar gel precipitina Mycoplasma hyorhinis (vaccini per uso veterinario di
Gumboro) origine non aviaria).
Bronchite infettiva(1) Agar gel precipitina o inibizione Mycoplasma orale (vaccini per uso umano e per uso
dell'emoagglutinazione veterinario).
Infezione da Adenovirus(2) Agar gel precipitina
Infezione da Reovirus(2) Agar gel precipitina Mycoplasma pneumoniae (vaccini per uso umano) o
Infezione da Salmonella pullo- Agglutinazione altre specie appropriate di fermentatori di D-glucosio.
rum Mycoplasma synoviae (quando un materiale di origine
Infezione da virus della leu- Sieroneutralizzazione aviaria e© stato usato durante la produzione o quando il
cosi(2) vaccino e© destinato ai polli).
Infezione da virus dell'encefalo- Agar gel precipitina o dosaggio
mielite aviaria immunoenzimatico (ELISA) I ceppi in esame sono ceppi selvaggi ed hanno subito
Influenza A(2) Agar gel precipitina non piu© di quindici sottocolture e sono conservati con-
Laringotracheite infettiva(2) Sieroneutralizzazione gelati o liofilizzati. Dopo la clonazione i ceppi sono
Malattia di Marek
Malattia di Newcastle
Agar gel precipitina
Inibizione dell'emoagglutina-
identificati come appartenenti alle specie richieste
zione mediante un metodo appropriato, per confronto con le
colture tipo, per es.:
(1) In accordo con l'autorita© competente il saggio puo© essere omesso A.laidlawii NCTC 10116 CIP 75.27 ATCC 23206
come saggio di routine su lotto se il saggio per i virus estranei su uova M. gallisepticum NCTC 10115 CIP 104967 ATCC 19610
embrionate (2.6.3) e© stato effettuato su ciascun lotto. M. hyorhinis NCTC 10130 CIP 104968 ATCC 17981
(2) In accordo con l'autorita© competente, i saggi per questi virus pos- M. orale NCTC 10112 CIP 104969 ATCC 23714
sono essere omessi come saggi di routine su lotto, salvo indicazione M. pneumoniae NCTC 10119 CIP 103766 ATCC 15531
contraria nella specifica monografia. M. synoviae NCTC 10124 CIP 104970 ATCC 25204
2.6.7. MICOPLASMI CONDIZIONI DI INCUBAZIONE
Quando il saggio dei micoplasmi e© prescritto per una Dividere i terreni di coltura inoculati in due parti uguali
banca cellulare primaria, per una banca cellulare di ed incubare uno in condizioni aerobiche e l'altro in con-
lavoro, per un lotto di semenza virale o per le cellule di dizioni microaerofiliche; per i terreni di coltura solidi
controllo, si usa sia il metodo di coltura che il metodo mantenere un'adeguata umidita© nell'atmosfera per pre-
di coltura con cellule indicatrici. Quando il saggio dei venire l'essiccamento della superficie. Per le condizioni
micoplasmi e© prescritto per una raccolta virale, per aerobiche, incubare in atmosfera di aria contenente,
una sospensione madre di vaccino o per il lotto finale per i terreni di coltura solidi, il 5-10 per cento di ani-
(lotto), si usa il metodo di coltura. Il metodo di coltura dride carbonica. Per le condizioni microaerofiliche,
con cellule indicatrici puo© essere anche usato, se neces- incubare in atmosfera di azoto contenente, per i terreni
sario, per la selezione dei terreni di coltura. di coltura solidi, il 5-10 per cento di anidride carbonica.
METODO DI COLTURA PROPRIETAé NUTRITIVE
SCELTA DEI TERRENI DI COLTURA Effettuare il saggio delle proprieta© nutritive per ciascun
Effettuare il saggio usando un numero sufficiente di ter- nuovo terreno di coltura. Inoculare i terreni di coltura
reni di coltura solidi e liquidi per assicurare la crescita, prescelti con il microrganismo in esame appropriato;
nelle condizioni di incubazione prescelte, di un piccolo usare non piu© di 100 unita© formanti colonie (UFC) per
numero di micoplasmi che possono essere presenti nel una piastra di 60 mm contenente 9 ml di terreno solido
prodotto da esaminare. I terreni di coltura liquidi e non piu© di 40 unita© formanti colonie per 100 ml di
devono contenere rosso fenolo. I terreni di coltura scelti terreno liquido; usare una piastra ed un contenitore
devono avere soddisfacenti proprieta© nutritive almeno diverso per ciascuna specie di microrganismo. Incubare
per i microrganismi indicati di seguito. Le proprieta© i terreni di coltura nelle condizioni che saranno usate
172
Micoplasmi
inoizircserP
per il saggio del prodotto da esaminare (aerobiche, valido e deve essere ripetuto se ad una qualsiasi fase
ilareneG
microaerofiliche o entrambe a seconda dei requisiti del dello stesso piu© di una piastra e© accidentalmente conta-
microrganismo in esame). I terreni di coltura soddi- minata con batteri o funghi o e© rotta.
sfano al saggio delle proprieta© nutritive se vi e© una cre- Includere nel saggio controlli positivi preparati inocu-
scita appropriata del microrganismo in esame insieme lando non piu© di 100 unita© formanti colonie di specie
ad un appropriato cambiamento di colore dei terreni
isilanA id
appropriate, come il M. orale ed il M. pneumoniae.
idoteM
di coltura liquidi. Alla fine dei periodi di incubazione, esaminare al
SOSTANZE INIBITRICI microscopio tutti i terreni di coltura solidi inoculati
per evidenziare la presenza di micoplasmi. Il prodotto
Effettuare il saggio delle proprieta© nutritive in presenza soddisfa al saggio se la crescita di micoplasmi non si e©
irotinetnoC
/ ilairetaM
del prodotto da esaminare. Se la crescita del microrgani- verificata in nessuno dei terreni di coltura inoculati. Se
smo in esame e© notevolmente inferiore a quella riscon- si e© verificata la crescita di micoplasmi, il saggio puo©
trata in assenza del prodotto da esaminare, quest'ultimo essere ripetuto una volta usando una quantita© doppia
contiene sostanze inibitrici che devono essere neutraliz- di inoculo, di terreni di coltura e di piastre; se non si
zate (o il loro effetto deve essere contrastato, per esem- verifica la crescita di micoplasmi, il prodotto soddisfa
pio mediante diluizione) prima che sia effettuato il sag- al saggio. Il saggio non e© valido se i controlli positivi
ivittaeR
gio per i micoplasmi. Verificare l'efficacia della neutra- non presentano la crescita del particolare microrgani-
lizzazione o di un altro processo ripetendo il saggio smo in esame.
delle sostanze inibitrici dopo la neutralizzazione.
METODO DELLE COLTURE CELLULARI INDI-
itnemogrA
SAGGIO DEI MICOPLASMI NEL PRODOTTO DA CATRICI
ilareneG
ESAMINARE
Le colture cellulari sono colorate con un colorante fluo-
Per i terreni di coltura solidi, usare piastre del diametro rescente che si lega al DNA. I micoplasmi sono rivelati
di 60 mm e contenenti 9 ml di terreno di coltura. Inocu- dalla forma caratteristica o dal disegno filamentoso
lare ciascuna di almeno due piastre di terreno di coltura della fluorescenza sulla superficie cellulare e, se la con-
eifargonoM
ilareneG
solido con 0,2 ml del prodotto da esaminare ed inoculare taminazione e© importante, nelle aree circostanti.
10 ml per 100 ml di ciascun terreno di coltura liquido.
Incubare a 35-38 C, in condizioni aerobiche e microae- VERIFICA DEL SUBSTRATO
rofiliche, per 21 giorni e allo stesso tempo incubare una
porzione di 100 ml non inoculata di ciascun terreno di
ehcituecamraF
Usando come substrato una coltura cellulare Vero,
coltura liquido per usarla come controllo. Se si verifica effettuare un controllo preliminare usando un inoculo
emroF
un qualsiasi cambiamento significativo del pH all'ag- di non piu© di 100 UFC (unita© formanti colonie) di un
giunta del prodotto da esaminare, riportare il terreno di ceppo che cresce rapidamente in un terreno di coltura
coltura liquido al suo valore iniziale di pH aggiungendo liquido o solido, per dimostrare che il metodo permette
una soluzione di sodio idrossido o di acido cloridrico. di rivelare i potenziali micoplasmi contaminanti come
Il primo, il secondo ed il terzo giorno dopo l'inocula- per esempio ceppi appropriati di Micoplasma hyorhinis
eiretaM
emirP
zione, allestire una sottocoltura di ciascun terreno e di Micoplasma orale. Si puo© usare un differente sub-
liquido, inoculando ciascuna di due piastre di terreno strato cellulare, per esempio la linea cellulare di produ-
solido con 0,2 ml ed incubare a 35-38 C in condizioni zione, se e© stato dimostrato che essa possiede almeno
aerobiche e microaerofiliche per almeno 21 giorni. Ripe- una sensibilita© uguale per la rivelazione dei potenziali
ehcituecamraF
inoizaraperP
terreni di coltura solidi una volta a settimana. usarlo per inoculare in doppio, come descritto nel para-
Ripetere il saggio se i terreni di coltura liquidi grafo Procedura, colture cellulari indicatrici che pre-
mostrano una contaminazione batterica o fungina. sentano almeno 25 cm2 di area della coltura cellulare
Se, 7 giorni dopo l'inoculazione, una piastra al mas- alla confluenza.
simo di ciascuna fase del saggio e© contaminata acciden- Includere nel saggio un controllo negativo (non infet-
talmente con batteri, funghi o e© rotta, essa puo© essere tato) e due controlli positivi infettati con micoplasmi
ecidnI
ignorata purchë che un esame immediato mostri come il M. hyorhinis ed il M. orale. Usare un inoculo
l'assenza di crescita di micoplasmi. Il saggio non e© non superiore a 100 UFC per i controlli positivi.
173
Micoplasmi
Se per le sospensioni virali l'interpretazione dei risultati glicerolo R e tampone citrato-fosfato soluzione a
e© influenzata da effetti citopatici marcati, il virus puo© pH 5,5 R; asciugare l'eccesso di soluzione sui bordi
essere neutralizzato usando un antisiero specifico che del vetrino coprioggetto.
non abbia effetti inibitori sui micoplasmi o un substrato 11. Esaminare mediante epifluorescenza (filtro di eccita-
di coltura cellulare che non consenta la crescita del zione 330 nm/380 nm, filtro barriera LP 440 nm)
virus. Per dimostrare l'assenza di effetti inibitori del con ingrandimento uguale o superiore a 100-400.
siero, effettuare saggi di controllo positivi in presenza 12. Confrontare l'aspetto microscopico delle colture in
2
2 6
almeno 2 giorni. Inoculare il prodotto da esami- esame inoculate la presenza di micoplasmi nelle colture in
nare ed incubare per almeno 2 giorni; preparare controlli positivi non con esso. Il saggio non e© valido se i
almeno una sottocoltura. Coltivare l'ultima sot- priati microrganismi inmostrano esame.
la presenza degli appro-
tocoltura su vetrino coprioggetti in recipienti Il paragrafo seguente e© riportato come informazione.
appropriati o su un'altra superficie appropriata
alla procedura di saggio. Non lasciare che l'ultima TERRENI DI COLTURA RACCOMANDATI PER
sottocoltura raggiunga la confluenza poichë questo
potrebbe inibire la colorazione ed ostacolare la IL METODO DI COLTURA
visualizzazione dei micoplasmi. Si raccomandano i terreni di coltura seguenti. Si pos-
2. Rimuovere ed eliminare il terreno di coltura. sono usare altri terreni di coltura purchë sia stata dimo-
3. Lavare il monostrato con la tampone fosfato solu- plasmilasuloro
strata capacita© di favorire la crescita dei mico-
ciascun lotto in presenza ed in assenza del
zione salina a pH 7,4 R, poi con una miscela di prodotto da esaminare.
volumi uguali di tampone fosfato soluzione salina a
pH 7,4 R ed una soluzione fissante appropriata ed Mycopla-
infine con la soluzione fissante; quando si usa la sma gallisepticum.
Terreni di coltura raccomandati per rivelare il
di recente, di 1 volume di acido acetico glaciale R e Brodo di infusione di cuore di bue (1) 90,0 ml
3 volumi di metanolo R.
4. Aggiungere la soluzione fissante e lasciare a riposo Siero Estratto
di cavallo (non riscaldato)
di lievito (250 g/l)
20,0 ml
10,0 ml
per 10 min.
5. Rimuovere ed eliminare la soluzione fissante. Tallio acetato (soluzione 10 g/l) 1,0 ml
6. Se il monostrato deve essere colorato in seguito, Rosso fenolo (soluzione 0,6 g/l) 5,0 ml
essiccarlo completamente. (Eé necessaria una parti- Penicillina (20000 U.I. per millilitro) 0,25 ml
colare attenzione per colorare i vetrini dopo l'essic- Acido desossiribonucleico (soluzione 2 g/l) 1,2 ml
camento a causa degli artefatti che si possono Aggiustare il pH a 7,8.
formare).
7. Se il monostrato deve essere colorato immediata- Preparare come descritto precedentemente sostituendo
Terreno di coltura solido
mente, eliminare la soluzione fissante mediante il brodo di infusione di cuore di bue con agar di infu-
due lavaggi con acqua sterile ed eliminare il liquido sione di cuore di bue contenente 15 g/l di agar.
di lavaggio.
8. Aggiungere bisbenzimmide soluzione di lavoro R o Mycopla-
un'altra appropriata sostanza colorante il DNA e sma synoviae.
Terreni di coltura raccomandati per rivelare il
174
Micoplasmi
inoizircserP
Siero di suino (inattivato a 56 C per 30 min) 12,0 ml (1) Brodo di infusione di cuore di bue
ilareneG
b-Nicotinammide adenina dinucleotide Cuore di bue (per la preparazione dell'infu-
(soluzione 10 g/l) 1,0 ml sione) 500 g
Cisteina cloridrato (soluzione 10 g/l) 1,0 ml Peptone 10 g
Rosso fenolo (soluzione 0,6 g/l) 5,0 ml Sodio cloruro 5 g
isilanA id
idoteM
Penicillina (20000 U.I. per millilitro) 0,25 ml Acqua distillata fino a
Mescolare le soluzioni di -nicotinammide adenina
Sterilizzare in autoclave. 1000 ml
b
irotinetnoC
/ ilairetaM
Terreno di coltura solido
Biotina 100 mg
Brodo di infusione di cuore di bue (1) 90,0 ml Calcio pantotenato 100 mg
Ionoagar (3) 1,4 g Colina cloruro 100 mg
Aggiustare il pH a 7,8, sterilizzare in autoclave e dopo Acido folico 100 mg
aggiungere: i-Inositolo 200 mg
ivittaeR
Vitamine essenziali (2) 0,025 ml Nicotinammide 100 mg
Glucosio monoidrato (soluzione 500 g/l) 2,0 ml Piridossale cloridrato 100 mg
Siero di suino (non riscaldato) 12,0 ml Riboflavina 10 mg
-Nicotinammide adenina dinucleotide Tiamina cloridrato 100 mg
itnemogrA
b
ilareneG
(soluzione 10 g/l) 1,0 ml
Cisteina cloridrato (soluzione 10 g/l) 1,0 ml Acqua distillata fino a 1000 ml
Rosso fenolo (soluzione 0,6 g/l) 5,0 ml (3) Ionoagar
Penicillina (20000 U.I. per millilitro) 0,25 ml Agar altamente purificato destinato all'uso in micro-
eifargonoM
biologia ed immunologia, preparato mediante una
ilareneG
Terreni di coltura raccomandati per rivelare i micopla-
procedura a scambio ionico che fornisce un prodotto
smi di origine non aviaria.
di purezza, limpidezza e potere gelificante superiore.
Terreno di coltura liquido Esso contiene circa:
Soluzione salina bilanciata di Hank (modi- Acqua 12,2 per cento
ehcituecamraF
ficata) (4) 800 ml Ceneri 1,5 per cento
emroF
Acqua distillata 67 ml Ceneri insolubili negli acidi 0,2 per cento
Infusione cuore-cervello (5) 135 ml Cloro 0
Brodo PPLO (6) 248 ml Fosfato (calcolato come P2O5) 0,3 per cento
Estratto di lievito (170 g/l) 60 ml Azoto totale 0,3 per cento
eiretaM
emirP
Bacitracina 250 mg Rame 8 ppm
Meticillina 250 mg Ferro 170 ppm
Rosso fenolo (5 g/l) 4,5 ml Calcio 0,28 per cento
Tallio acetato (56 g/l) 3 ml
ehcituecamraF
inoizaraperP
175
Pirogeni
176
Tossicita© anormale
inoizircserP
glio nelle 3 h successive l'iniezione. Registrare la tempe- La sostanza soddisfa al saggio se nessuno dei topi
ilareneG
ratura di ciascun coniglio ad intervalli non superiori a muore entro 24 h o entro il tempo specificato nella sin-
30 min, iniziando almeno 90 min prima dell'iniezione gola monografia. Se piu© di un animale muore, la
del prodotto da esaminare e continuando nelle 3 h suc- sostanza non soddisfa al saggio. Ripetere il saggio se
cessive l'iniezione. La differenza tra la temperatura muore un animale. La sostanza soddisfa al saggio se
massima e la temperatura iniziale di ciascun coniglio nessun animale del secondo gruppo muore entro l'inter-
isilanA id
idoteM
rappresenta la sua risposta. Quando questa differenza vallo di tempo specificato.
e© negativa, il risultato e© considerato come risposta zero.
I conigli che presentano, nella determinazione della SIERIMMUNI E VACCINI PER USO UMANO
temperatura iniziale, una variazione della temperatura
irotinetnoC
/ ilairetaM
superiore a 0,2 C tra due letture successive sono esclusi Salvo indicazione diversa, iniettare per via intraperito-
dal saggio. In un saggio sono usati solo conigli che neale una dose umana, ma non piu© di 1,0 ml, a ciascuno
hanno una temperatura iniziale che non differisce per di 5 topi sani, di 17-22 g. La dose umana e© quella indi-
piu© di 1 C da quella degli altri. Tutti i conigli che hanno cata sull'etichetta della preparazione da esaminare o
una temperatura iniziale superiore a 39,8 C o inferiore sul foglietto allegato. Osservare gli animali per 7 giorni.
a 38,0 C sono esclusi dal saggio. La preparazione soddisfa al saggio se nessun animale
ivittaeR
Interpretazione di risultati. Avendo effettuato il primo presenta segni di malattia. Se muore piu© di un animale,
saggio su un gruppo di tre conigli, se necessario ripetere la preparazione non soddisfa al saggio. Ripetere il sag-
su ulteriori gruppi di tre conigli fino ad un totale di gio se un animale muore o presenta segni di malattia.
quattro gruppi. Se la somma delle risposte del primo La preparazione soddisfa al saggio se nessun animale
del secondo gruppo muore o mostra segni di malattia
itnemogrA
gruppo non supera i valori riportati nella seconda
ilareneG
colonna della Tabella 2.6.8.-1, il prodotto soddisfa al nell'intervallo di tempo specificato.
saggio. Se la somma delle risposte supera i valori ripor- Il saggio deve essere effettuato anche su 2 cavie sane,
tati nella terza colonna della tabella, ripetere il saggio ciascuna di 250-350 g. Iniettare, per via intraperito-
come indicato precedentemente. Se la somma delle neale, a ciascun animale una dose umana ma non piu©
eifargonoM
risposte supera i valori riportati nella terza colonna di 5,0 ml. La dose umana e© quella indicata sull'etichetta
ilareneG
della tabella, il prodotto non soddisfa al saggio. della preparazione da esaminare o sul foglietto allegato.
Osservare gli animali per 7 giorni. La preparazione
Tabella 2.6.8.-1 soddisfa al saggio se nessun animale presenta segni di
malattia. Se muore piu© di un animale la preparazione
ehcituecamraF
Il prodotto soddisfa Il prodotto non soddisfa
non soddisfa al saggio. Ripetere il saggio se un animale
emroF
Numero di conigli al saggio se la somma al saggio se la somma
muore o presenta segni di malattia. La preparazione
soddisfa al saggio se nessun animale del secondo
delle risposte non supera delle risposte supera
eiretaM
emirP
9 4,45 C 5,95 C SIERIMMUNI E VACCINI PER USO VETERI-
NARIO
12 6,60 C 6,60 C
Salvo indicazione diversa, iniettare per via sottocutanea
ehcituecamraF
medio della temperatura supera 1,2 C sono esclusi 17-22 g. Osservare gli animali per 7 giorni. La prepara-
definitivamente. zione soddisfa al saggio se nessun animale presenta una
reazione locale o sistemica significativa. Se muore piu©
di un animale, la preparazione non soddisfa al saggio.
ehcitapoemO
inoizaraperP
(9 g/l di sodio cloruro R). Iniettare la soluzione durante ciascuna di 250-350 g. Iniettare, per via intraperito-
un periodo di 15-30 s, salvo indicazione diversa. neale, a ciascun animale almeno 2 ml della prepara-
177
Istamina
zione. Iniettare per via sottocutanea le preparazioni che della soluzione di istamina come indicato precedente-
contengono adiuvanti. Osservare gli animali per 7 mente ed alternare ciascuna aggiunta con un volume
giorni. La preparazione soddisfa al saggio se nessun uguale di una diluizione della soluzione da esaminare,
animale presenta una reazione locale o sistemica signi- aggiustando la diluizione in modo che la contrazione
ficativa. Se muore piu© di un animale la preparazione dell'intestino, se presente, sia piu© piccola di quella
non soddisfa al saggio. Ripetere il saggio se un animale dovuta alla ``dose superiore'' di istamina. Determinare
muore o presenta una reazione locale o sistemica signi- se la contrazione, se presente, sia riproducibile e che le
ficativa. La preparazione soddisfa al saggio se nessun risposte alle dosi ``superiore'' ed ``inferiore'' di istamina
animale del secondo gruppo muore o presenta una rea- siano invariate. Calcolare l'attivita© della sostanza da
zione locale o sistemica significativa nell'intervallo di esaminare in termini di equivalenti in microgrammi di
tempo specificato. istamina base a partire dalla diluizione determinata
precedentemente.
La quantita© cos|© determinata non deve essere superiore
2.6.10. ISTAMINA al limite prescritto nella monografia.
Sacrificare una cavia di 250-350 g mantenuta a digiuno Se la soluzione da esaminare non provoca una contra-
nelle 24 h precedenti il saggio. Prelevare una porzione zione, preparare al momento una soluzione aggiun-
della parte distale dell'intestino tenue lunga 2 cm e gendo una quantita© di istamina corrispondente al
svuotare la parte isolata lavando accuratamente con la massimo tollerato dalla monografia ed annotare se la
soluzione B descritta di seguito usando una siringa. contrazione provocata dalla preparazione con l'ista-
Legare un filo sottile a ciascuna estremita© e praticare mina aggiunta corrisponde alla quantita© di istamina
una piccola incisione trasversale a meta© della porzione aggiunta. Se questo non si verifica o se le contrazioni
di intestino. Disporre tale porzione in un bagno per provocate dalla sostanza da esaminare non sono ripro-
organi avente una capacita© di 10-20 ml, contenente ducibili o se le successive risposte alle dosi ``superiore''
la soluzione B mantenuta a temperatura costante ed ``inferiore'' di istamina sono diminuite, i risultati del
(34-36 C) ed attraversata da un flusso di una miscela saggio non sono validi e si deve effettuare il saggio per
di 95 parti di ossigeno e 5 parti di anidride carbonica. le sostanze ipotensive (2.6.11).
Fissare uno dei fili vicino al fondo del bagno per organi
e l'altro filo ad un miografo isotonico e registrare le Soluzione A
contrazioni dell'organo su un chimografo o un altro
strumento idoneo a fornire una registrazione continua. Sodio cloruro 160,0 g
Se si usa una leva la sua lunghezza deve essere tale che
i movimenti dell'organo siano amplificati di circa venti Potassio cloruro 4,0 g
volte. La trazione dell'intestino deve essere di circa Calcio cloruro anidro 2,0 g
9,8 mN (1 g) e deve essere aggiustata in base alla sensi- Magnesio cloruro anidro 1,0 g
bilita© dell'organo. Rinnovare il bagno per organi con
la soluzione B, lasciare a riposo per 10 min e lavare Sodio fosfato dibasico dodecaidrato 0,10 g
per 2 o 3 volte con la soluzione B. Stimolare una serie Acqua per preparazioni iniettabili R suffi-
di contrazioni mediante l'aggiunta di volumi misurati ciente a dare una soluzione di 1000 ml
di 0,2-0,5 ml di una soluzione di istamina dicloridrato R
avente una concentrazione che provoca risposte sub-
massimali riproducibili. Questa dose e© definita come Soluzione B
``dose superiore''. Lavare il bagno per organi (preferi-
bilmente facendolo traboccare senza svuotarlo) per 3 Soluzione A 50,0 ml
volte con la soluzione B prima di ciascuna aggiunta di
istamina. Le aggiunte successive devono essere fatte ad Atropina solfato 0,5 mg
intervalli regolari permettendo un completo rilascia- Sodio bicarbonato 1,0 g
mento tra due aggiunte successive (circa 2 min). Glucosio monoidrato 0,5 g
Aggiungere volumi uguali di una diluizione, a concen-
trazione molto bassa, di istamina dicloridrato R che pro- Acqua per preparazioni iniettabili R suffi-
vocano risposte riproducibili pari approssimativamente ciente a dare una soluzione di 1000 ml
a meta© di quelle ottenute con la ``dose superiore''. Que-
sta dose e© definita ``dose inferiore''. Continuare l'ag- La soluzione B deve essere preparata di recente ed
giunta regolare delle dosi ``superiore'' ed ``inferiore''' usata entro 24 h.
178
Contaminazione microbica dei prodotti non obbligatoriamente sterili
inoizircserP
provocata dall'ultima dose della soluzione d'istamina.
ilareneG
2.6.11. SOSTANZE IPOTENSIVE
isilanA id
la somministrazione della sostanza da esaminare sia
idoteM
corporeo e mantenerlo in modo che la temperatura inferiore alla risposta media alle dosi piu© basse d'ista-
rettale rimanga entro i limiti fisiologici. Introdurre una mina inoculate in precedenza.
cannula nella trachea del gatto. Inserire una cannula
riempita con una soluzione eparinizzata di sodio cloruro
irotinetnoC
soluzione isotonica R nell'arteria carotide comune e con-
/ ilairetaM
2.6.12. CONTAMINAZIONE MICROBICA DEI
registrazione continua della pressione sanguigna. Inse- STERILI (CONTA TOTALE DEI MICROR-
rire nella vena femorale un'altra cannula riempita con GANISMI AEROBI VIVI)
una soluzione eparinizzata di sodio cloruro soluzione I saggi descritti di seguito consentono di determinare
isotonica R attraverso la quale possono essere iniettate numericamente batteri mesofili e funghi che possono
ivittaeR
le soluzioni di istamina e della sostanza da esaminare. crescere in condizioni aerobiche.
Determinare la sensibilita© dell'animale all'istamina I saggi sono destinati in primo luogo a determinare se
mediante iniezione per via endovenosa, ad intervalli una sostanza, che e© oggetto di una monografia di Far-
regolari, di dosi di istamina soluzione R corrispondenti macopea, soddisfa o meno ai requisiti microbiologici
itnemogrA
a 0,1 mg ed a 0,15 mg di istamina base per kg di massa specificati nella monografia in questione. Quando essi
ilareneG
corporea. Ripetere almeno tre volte l'iniezione della sono usati con questo scopo, si devono seguire le istru-
dose piu© bassa. Somministrare la seconda iniezione e zioni riportate di seguito, compreso il numero di cam-
quelle successive almeno 1 min dopo che la pressione pioni da considerare e si devono interpretare i risultati
sanguigna sia tornata al livello che aveva immediata- come indicato di seguito. I saggi possono essere anche
eifargonoM
mente prima dell'iniezione precedente. L'animale e© uti- usati per il saggio Efficacia della conservazione antimi-
ilareneG
lizzato nel saggio solo se la caduta della pressione san- crobica (5.1.3) come descritto nella Farmacopea. Essi
guigna alla dose piu© bassa e© facilmente rilevabile e possono essere usati anche per il controllo della qualita©
costante e se la dose piu© alta provoca risposte maggiori. delle materie prime e possono essere usati in associa-
Disciogliere la sostanza da esaminare in una quantita© zione con linee guida sulla Qualita© microbiologica delle
ehcituecamraF
preparazioni farmaceutiche (5.1.4). Quando sono usati
sufficiente di sodio cloruro soluzione isotonica R o in con tali scopi, per esempio da un produttore per il con-
emroF
altro solvente prescritto in modo da ottenere la concen- trollo delle materie prime e/o del prodotto finito o per
trazione prescritta. Iniettare per via endovenosa 1,0 ml la convalida del processo, la realizzazione dei saggi
di istamina soluzione R per kg di massa corporea, comprendente il numero di campioni da considerare e
seguito da due iniezioni successive della quantita© pre- l'interpretazione dei risultati e© concordata tra il produt-
scritta di soluzione da esaminare ed infine 1,0 ml di ista- tore e l'autorita© competente.
eiretaM
emirP
mina soluzione R. La seconda, la terza e la quarta inie- Effettuare la determinazione in condizioni progettate
zione sono effettuate almeno 1 min dopo che la pres- per evitare la contaminazione accidentale del prodotto
sione sanguigna e© tornata al valore che aveva da esaminare. Le precauzioni prese per evitare la conta-
immediatamente prima dell'iniezione precedente. Ripe- minazione devono essere tali da non influenzare i
ehcituecamraF
inoizaraperP
di massa corporea o se una qualsiasi delle dosi della le conte batteriche quando non e© disponibile nessun
sostanza provoca un'ipotensione maggiore di quella altro metodo. La scelta di un metodo puo© essere basato
179
Contaminazione microbica dei prodotti non obbligatoriamente sterili
su fattori come la natura del prodotto e il numero pre- richiedere l'uso di volumi piu© grandi. Puo© essere
sunto di microrganismi. Ciascun metodo scelto deve aggiunto un appropriato tensioattivo come polisor-
essere adeguatamente convalidato. bato 80 alla concentrazione di 1 g/l per favorire la
Quando il saggio e© usato insieme con il capitolo 5.1.3 o sospensione delle sostanze poco bagnabili con acqua.
5.1.4, si puo© usare il metodo della coltura in piastra, il Se il prodotto ha attivita© antimicrobica puo© essere
metodo della semina in superficie e il metodo della fil- aggiunto al diluente un agente inattivante. Se necessa-
trazione su membrana. rio portare il pH della sospensione a circa 7 e preparare
ulteriori diluizioni uno a di dieci usando lo stesso
PREPARAZIONE DEL CAMPIONE diluente.
. Il campionamento del pro- Prodotti grassi . Omogeneizzare 10 g o 10 ml del pro-
dotto da esaminare con una quantita© di polisorbato 80
Piano di campionamento
10 ml del campione da esaminare in una soluzione di tare energicamente per almeno 30 min (prepa-
sodio cloruro-peptone tamponata a pH 7,0 o in un altro razione B).
liquido idoneo. In generale si prepara una diluizione ESAME DEL CAMPIONE
1 a 10. Comunque, le caratteristiche del prodotto o la
sensibilita© richiesta possono richiedere l'uso di altri . Usare membrane filtranti con
rapporti. Se il prodotto ha un'attivita© antimicrobica, Filtrazione su membrana
180
Contaminazione microbica dei prodotti non obbligatoriamente sterili
inoizircserP
zioni fortemente alcooliche. L'apparecchio di filtra- 300 (100 colonie per i funghi). Considerare la media
ilareneG
zione e© disegnato in modo da consentire il trasferi- aritmetica delle conte e calcolare il numero delle unita©
mento del filtro nel terreno di coltura. formanti colonia per grammo o millilitro.
Trasferire una quantita© adatta del campione preparato b. Metodo della semina in superficie
come descritto nella sezione ûPreparazione del cam-
isilanA id
pioneý (preferibilmente rappresentante 1 g del pro- Usare piastre di Petri di 9 cm di diametro, aggiungere a
idoteM
dotto, o meno se e© previsto un numero elevato di unita© ciascuna piastra 15-20 ml di un terreno di coltura aga-
formanti colonie) per ciascuno dei due filtri a mem- rizzato liquefatto adatto per la coltivazione dei batteri
brana e filtrare immediatamente. Lavare ciascun filtro (come il terreno di coltura B) o di un terreno di coltura
con tre quantita© , ciascuna di circa 100 ml, di un liquido agarizzato liquefatto per la coltivazione dei funghi
irotinetnoC
adatto come la soluzione di sodio cloruro-peptone tam- (come il terreno di coltura C) ad una temperatura di
/ ilairetaM
ponata a pH 7,0. A questa soluzione possono essere circa 45 C e lasciar solidificare. Se si usano piastre di
aggiunti tensioattivi come il polisorbato 80 o inattivanti Petri piu© grandi, aumentare conseguentemente il
degli agenti antimicrobici. Se il metodo e© validato, pos- volume dell'agar. Asciugare le piastre, per esempio in
sono essere effettuati meno di tre lavaggi. Trasferire una cappa a flusso laminare o in un incubatore. Semi-
uno dei filtri a membrana, destinato principalmente nare sulla superficie del terreno di coltura un volume
ivittaeR
alla conta dei batteri, sulla superficie di un appropriato misurato di almeno 0,1 ml di campione preparato come
terreno agarizzato, come il terreno agarizzato B, e l'al- descritto nella sezione ûPreparazione del campioneý.
tro filtro, destinato principalmente alla conta dei fun- Usare almeno due piastre di Petri per ciascun terreno e
ghi, sulla superficie di un appropriato terreno agariz- per ciascuna diluizione. Per l'incubazione e il calcolo
zato come il terreno agarizzato C. Incubare la piastra del numero delle unita© formanti colonia si procede
itnemogrA
di terreno agarizzato B a 30-35 C e la piastra di terreno come descritto per il metodo della coltura in profon-
ilareneG
agarizzato C a 20-25 C per cinque giorni, a meno che dita© .
non si possa ottenere una conta attendibile in un tempo
piu© breve. Selezionare le lastre con il numero piu© alto METODO DEL NUMERO PIUé PROBABILE
di colonie ma inferiore a 100 e calcolare il numero delle
eifargonoM
unita© formanti colonia per grammo o millilitro di pro- La precisione e l'accuratezza del metodo del numero piu©
ilareneG
dotto. probabile (NPP) sono inferiori a quelle del metodo di fil-
Quando si esaminano i cerotti transdermici, filtrare trazione su membrana o ai metodi della conta su piastra.
separatamente 50 ml di preparazione A attraverso cia- Risultati non attendibili sono ottenuti in particolare nella
scuna di due membrane filtranti sterili. Disporre una conta delle muffe. Per queste ragioni il metodo del numero
ehcituecamraF
membrana su terreno agarizzato B per la conta micro- piu© probabile e© riservato alla conta deibatteri in situazioni
in cui non e© possibile il ricorso ad altri metodi. Se l'uso del
emroF
bica totale e l'altra membrana su terreno agarizzato C metodo e© giustificato, procedere come segue.
per la conta dei funghi.
METODI DI CONTA SU PIASTRA Preparare una serie di almeno tre diluizioni succes-
sive uno a dieci del prodotto come descritto nella
a. Metodo di coltura in profondita© sezione ûPreparazione del campioneý. Usare tre ali-
eiretaM
emirP
quote di 1 g o di 1 ml di ciascuna diluizione per ino-
Usare delle piastre di Petri del diametro di 9 cm, culare tre provette contenenti 9-10 ml di un terreno
aggiungere a ciascuna piastra 1 ml del campione prepa- di coltura liquido (come un terreno di coltura A).
rato come descritto nella sezione ûPreparazione del Se necessario puo© essere aggiunto al terreno di col-
ehcituecamraF
campioneý e 15-20 ml di un terreno di coltura agariz- tura un agente tensioattivo come il polisorbato 80,
inoizaraperP
ehcificepS
zato liquefatto per la coltivazione dei batteri (come il o un inattivatore di agenti antimicrobici. Se si prepa-
terreno di coltura B), o 15-20 ml di un terreno di coltura rano tre diluizioni inoculare nove provette. Incubare
agarizzato liquefatto per la coltivazione dei funghi tutte le provette per cinque giorni a 30-35 C. Regi-
(come il terreno di coltura C) ad una temperatura non strare per ciascuna diluizione il numero di provette
superiore a 45 C. Se si usano piastre di Petri piu© grandi che presentano una crescita microbica. Se la lettura
ehcitapoemO
inoizaraperP
aumentare, conseguentemente, la quantita© di agar dei risultati e© difficile o incerta a causa della natura
usata. Preparare per ciascun terreno di coltura almeno del prodotto da esaminare, allestire una sottocultura
due piastre di Petri per ogni diluizione. Incubare le pia- nello stesso brodo o in un terreno di coltura agariz-
stre ad una temperatura compresa tra 30-35 C zato adatto (come il terreno di coltura agarizzato
(20-25 C per i funghi) per cinque giorni, a meno che B), per 18-24 h alla stessa temperatura ed usare que-
non sia ottenuta una conta attendibile in un tempo piu© sti risultati. Determinare il numero piu© probabile di
ecidnI
breve. Per la conta scegliere la diluizione le cui piastre batteri per grammo o millilitro di prodotto da esa-
presentino il numero piu© alto di colonie, ma inferiore a minare per mezzo della Tabella 2.6.12.-1.
181
Contaminazione microbica dei prodotti non obbligatoriamente sterili
Limiti di confidenza
NPP per grammo
al 95 per cento
0 0 0 <3 ö ö ö ö
0 1 0 3 ö x <1 17
1 0 0 3 x ö 1 21
1 0 1 7 ö x 2 27
1 1 0 7 x ö 2 28
1 2 0 11 ö x 4 35
2 0 0 9 x ö 2 38
2 0 1 14 ö x 5 48
2 1 0 15 x ö 5 50
2 1 1 20 ö x 8 61
2 2 0 21 x ö 8 63
3 0 0 23 x ö 7 129
3 0 1 38 x ö 10 180
3 1 0 43 x ö 20 210
3 1 1 75 x ö 20 280
3 2 0 93 x ö 30 390
3 2 1 150 x ö 50 510
3 2 2 210 ö x 80 640
3 3 0 240 x ö 100 1400
3 3 1 460 x ö 200 2400
3 3 2 1100 x ö 300 4800
3 3 3 >1100 ö ö ö ö
* Categoria 1: risultati normali, ottenuti nel 95 per cento dei casi.
Categoria 2: risultati meno probabili, ottenuti solo nel 4 per cento dei casi. Questi non devono essere usati per
decisioni importanti. Risultati che non sono soddisfacenti in confronto a quelli della categoria 2
non sono menzionati e sono sempre inaccettabili.
182
Contaminazione microbica di prodotti non obbligatoriamente sterili
inoizircserP
EFFICACIA DEI TERRENI DI COLTURA E VALI- Se nella monografia e© prescritto un limite, esso deve
ilareneG
DITAé DEL METODO DI CONTA essere interpretato come segue:
Coltivare i ceppi batterici di riferimento separatamente 102 microrganismi: limite massimo accettato: 5 102,2
in recipienti contenenti un terreno di coltura liquido 103 microrganismi: limite massimo accettato: 5 103, 2
(come il terreno di coltura A) ad una temperatura com- ecc.
presa tra 30 C e 35 C per 18-24 h. Coltivare i ceppi di
isilanA id
Se e© usato un piano di campionamento come, per esem-
idoteM
funghi di riferimento separatamente in un terreno di pio, quello a tre livelli, procedere come segue.
coltura agarizzato adatto (come il terreno di coltura C Calcolare la conta aerobica totale separatamente per
senza antibiotici) a 20-25 C per 48 h per la Candida ciascuno dei cinque campioni. La sostanza o la prepa-
albicans e a 20-25 C per 7 giorni per l'Aspergillus niger. razione supera il saggio se sono soddisfatte le condi-
irotinetnoC
/ ilairetaM
Staphylococcus aureus - per es. ATCC 6538 zioni seguenti:
(NCIMB 9518, CIP 4.83); (i) nessuna singola conta totale dei microrganismi
Bacillus subtilis - per es. ATCC 6633 aerobi vivi supera il limite prescritto di un fattore
(NCIMB 8054, CIP 52.62); uguale o superiore a dieci (ossia non vi sono ûcampioni
inaccettabiliý),
Escherichia coli - per es. ATCC 8739 (ii) non piu© di due singole conte totali dei microrgani-
ivittaeR
(NCIMB 8545, CIP 53.126); smi aerobi sono comprese tra il limite prescritto e dieci
Candida albicans - per es. ATCC 10231 volte questo limite (ossia non piu© di due ûcampioni
(NCPF 3179, IP 48.72); limiteý).
Le soluzioni e i terreni di coltura raccomandati sono
Aspergillus niger - per es. ATCC 16404 descritti nel capitolo generale 2.6.13.
itnemogrA
ilareneG
(IMI 149007, IP 1431.83).
Usare la soluzione di sodio cloruro-peptone tamponata
a pH 7,0 per preparare le sospensioni di riferimento
2.6.13. CONTAMINAZIONE MICROBICA DI PRO-
eifargonoM
tro. Usare la sospensione di ciascuno dei microrganismi
ilareneG
CIFICATI)
separatamente come controllo dei metodi di conta, in In questo metodo generale e© proposto l'uso di alcuni
presenza e assenza del prodotto da esaminare. Quando terreni di coltura selettivi. Una caratteristica comune a
si effettua il saggio con il metodo di filtrazione su mem- tutti i terreni selettivi e© quella di non permettere la cre-
brana o con il metodo della conta su piastra, si deve scita dei microrganismi danneggiati sub-letalmente.
ehcituecamraF
ottenere, per ognuno dei ceppi in esame, una conta che Poichë i microrganismi danneggiati sub-letalmente
non differisca di piu© di un fattore 5 dal valore che si e©
emroF
calcolato per l'inoculo. Quando si effettua il saggio sono importanti per la qualita© del prodotto, nelle proce-
con il metodo del numero piu© probabile, il valore calco- dure sperimentali che si basano sull'uso di terreni selet-
lato dall'inoculo deve essere compreso nei limiti di con- tivi deve essere prevista una fase di rigenerazione.
fidenza al 95 per cento dei risultati ottenuti. Per sag- Se il prodotto in esame ha un'attivita© antimicrobica
giare la sterilita© del terreno di coltura e del diluente e questa deve essere neutralizzata adeguatamente.
eiretaM
emirP
l'esecuzione asettica del saggio, eseguire il metodo
usando come preparazione in esame una soluzione ste- Enterobatteri ed altri batteri gram-negativi
rile di sodio cloruro-peptone tamponata a pH 7,0. Non Sebbene il saggio sia destinato a rivelare i batteri appar-
si deve verificare crescita microbica. tenenti alla famiglia delle Enterobatteriacee, e© ricono-
ehcituecamraF
ehcificepS
colonia nel terreno di coltura agarizzato C. La conta ed incubare a 35-37 C per un tempo sufficiente a rivi-
aerobica vitale totale e© la somma della conta batterica talizzare i batteri ma non sufficiente a favorire la molti-
e della conta dei funghi come descritto precedente- plicazione di microrganismi (generalmente 2 h ma non
mente. Se esiste evidenza che gli stessi tipi di microrga- piu© di 5 h). Agitare il contenitore, trasferire una quan-
nismi crescono su entrambi i terreni di coltura il valore tita© del contenuto (omogenato A) corrispondente ad
ottenuto puo© essere corretto. Se la conta e© effettuata 1 g o ad 1 ml di prodotto in 100 ml di terreno di coltura
ecidnI
con il metodo del numero piu© probabile il valore calco- liquido E arricchito ed incubare a 35-37 C per
lato corrisponde alla conta batterica. 18-48 h. Allestire una sottocoltura su piastre di terreno
183
Contaminazione microbica di prodotti non obbligatoriamente sterili
184
Contaminazione microbica di prodotti non obbligatoriamente sterili
inoizircserP
Staphylococcus aureus Ps. aeruginosa, E. coli e Salmonellae in presenza e in
ilareneG
assenza
Preparare il prodotto in esame come descritto nel tato positivo del prodotto in esame. Si deve ottenere un risul-
metodo generale 2.6.12 ed usare 10 ml o la quantita© cor- per i rispettivi microrganismi.
rispondente ad 1 g o 1 ml per inoculare 100 ml di ter- Clostridi
reno di coltura liquido A, omogeneizzare ed incubare
a 35-37 C per 18-48 h. Allestire una sottocoltura su I saggi descritti di seguito sono destinati a scopi diversi.
isilanA id
idoteM
piastre di terreno agarizzato O ed incubare a 35-37 C Il primo metodo e© destinato ai prodotti per i quali e©
per 18-72 h. Colonie nere di cocchi gram-positivi cir- essenziale escludere la presenza di clostridi patogeni e
condate da zone chiare indicano la presenza di pertanto e© necessario sottoporli al saggio per verificare
S. aureus. La conferma puo© essere effettuata mediante la loro assenza. Questi prodotti generalmente hanno
appropriati saggi biochimici come il saggio della coagu- una conta totale bassa. Il secondo metodo e© un saggio
irotinetnoC
/ ilairetaM
lasi e della desossiribonucleasi. Il prodotto soddisfa al semi-quantitativo per il Clostridium perfringens ed e©
saggio se le colonie del tipo descritto non si sviluppano destinato ai prodotti per i quali il livello di queste specie
sul terreno di coltura agarizzato O o se i saggi biochi- rappresenta un criterio di qualita© .
mici di conferma sono negativi. 1. Saggio per i Clostridi
Per il saggio dei cerotti transdermici, filtrare 50 ml della Preparare il campione da esaminare come descritto al
ivittaeR
preparazione A come descritto nel metodo generale capitolo 2.6.12. Preparare due aliquote uguali del cam-
2.6.12 attraverso una membrana sterile, introdurre la pione da esaminare corrispondenti ad 1 g o ad 1 ml del
membrana in 100 ml di terreno di coltura liquido A ed prodotto in esame. Scaldare un'aliquota a 80 C per
incubare a 35-37 C per 18-48 h. Dopo l'incubazione 10 min e raffreddare rapidamente. Non scaldare l'altra
seminare su un terreno di coltura agarizzato O.
itnemogrA
ilareneG
aliquota. Trasferire 10 ml di ciascuna aliquota omoge-
neizzata in due provette (38 mm x 200 mm) o in altri
Proprieta© nutritive e selettive dei terreni di coltura e vali-
eifargonoM
Procedere come segue. Far crescere separatamente i ra Q al qualedie© stata ciascuna provetta nel terreno di coltu-
ilareneG
seguenti ceppi di riferimento in provette contenenti i in condizioni di anaerobiosi aggiunta gentamicina ed incubare
terreni di coltura indicati, a 30-35 C per 18-24 h: a 35-37 C per 48 h. Il pro-
dotto soddisfa al saggio se non si evidenzia la crescita
Staphylococcus aureus - per es. ATCC 6538 di microrganismi.
ehcituecamraF
(NCIMB 9518, CIP 4.83): ter- Se si verifica una crescita, allestire separatamente una
emroF
reno di coltura liquido A; sottocoltura di ciascuna forma di colonia nel terreno
Pseudomonas - per es. ATCC 9027 (NCIMB dizioni coltura Q, senza gentamicina, ed incubare in condi-
aeruginosa 8626, CIP 82.118): terreno di solo inaerobiche ed anaerobiche. La presenza di crescita
condizioni anaerobiche di bacilli gram-positivi
coltura liquido A; (con o senza endospore), che da© una reazione catalasi
eiretaM
Escherichia coli - per es. ATCC 8739 (NCIMB negativa, indica la presenza di Clostridium spp. Con-
emirP
8545, CIP 53.126): terreno di frontare, se necessario, la morfologia delle colonie nelle
coltura liquido A; due piastre ed effettuare il saggio della catalasi per
Salmonella - non e© raccomandato nessun escludere
robi
la possibilita© di Bacillus spp. aerobi ed anae-
facoltativi che danno una reazione catalasi posi-
ehcituecamraF
inoizaraperP
anche usata una salmonella, sull'agar su colonie puo© essere effettuato direttamente
non patogena per l'uomo, dopo trasferimento suseparate, vetrino,
oppure indirettamente,
mediante l'applicazione
come Salmonella abony di una goccia di idrogeno perossido soluzione diluita R.
(NCTC 6017, CIP 80.39)): ter- La formazione di bolle di gas indica una reazione cata-
ehcitapoemO
inoizaraperP
usare 0,4 ml (approssimativamente 100 microrganismi ponata a pH 7,0. Determinare il numero piu© probabile
di ciascun ceppo) come inoculo nei saggi per S. aureus, di batteri come descritto nella conta totale dei micror-
185
Contaminazione microbica di prodotti non obbligatoriamente sterili
ganismi aerobi vivi (2.6.12) usando il terreno di coltu- Terreno agarizzato B (idrolizzato agarizzato di soia e
ra R introdotto in provette o in altri contenitori appro- caseina)
priati contenenti un piccolo tubo Durham. Mescolare Idrolizzato pancreatico di caseina 15,0 g
agitando il meno possibile ed incubare a 45,5-46,5 C Idrolizzato papaico di semi di soia 5,0 g
per 24-48 h. Le provette che presentano un anneri- Sodio cloruro 5,0 g
mento dovuto al solfuro di ferro ed un'abbondante for- Agar 15,0 g
mazione di gas nel tubo di Durham (almeno 1/10 del Acqua depurata 1000 ml
volume) indicano la presenza del Cl. perfringens. Deter- Aggiustare il pH in modo che dopo la sterilizzazione sia
minare il numero piu© probabile di Cl. perfringens 7,3 0,2. Sterilizzare in autoclave a 121 C per 15 min.
usando la Tabella 2.6.12.-1.
6
immediatamente.
Terreno liquido A (terreno liquido di idrolizzato di soia e Terreno agarizzato F (agar alla bile con glucosio, cristal
caseina) violetto, rosso neutro)
Idrolizzato pancreatico di caseina 17,0 g Estratto di lievito 3,0 g
Idrolizzato papaico di semi di soia 3,0 g Idrolizzato pancreatico di gelatina 7,0 g
Sodio cloruro 5,0 g Sali biliari 1,5 g
Potassio fosfato dibasico 2,5 g Lattosio monoidrato 10,0 g
Glucosio monoidrato 2,5 g Sodio cloruro 5,0 g
Acqua depurata 1000 ml Glucosio monoidrato 10,0 g
Aggiustare il pH in modo che dopo la sterilizzazione sia Agar 15,0 g
7,3 0,2. Sterilizzare in autoclave a 121 C per 15 min. Rosso neutro 30 mg
186
Contaminazione microbica di prodotti non obbligatoriamente sterili
inoizircserP
Cristal violetto 2 mg Terreno agarizzato K (agar desossicolato, xilosio, lisina)
ilareneG
Acqua depurata 1000 ml Xilosio 3,5 g
Aggiustare il pH in modo che dopo il riscaldamento sia L-Lisina 5,0 g
7,4 0,2. Scaldare all'ebollizione, ma non in autoclave. Lattosio monoidrato 7,5 g
Saccarosio 7,5 g
6
isilanA id
Sodio cloruro 5,0 g
idoteM
Idrolizzato pancreatico di gelatina 20,0 g Estratto di lievito 3,0 g
Lattosio monoidrato 10,0 g Rosso fenolo 80 mg
Bile di bue disidratata 5,0 g Agar 13,5 g
Bromocresolo porpora 10 mg Sodio desossicolato 2,5 g
Acqua depurata 1000 ml
irotinetnoC
/ ilairetaM
Sodio tiosolfato 6,8 g
Aggiustare il pH in modo che dopo la sterilizzazione sia Ferro(-ico) ammonico citrato 0,8 g
7,3 0,2. Sterilizzare in autoclave a 121 C per 15 min.
6
Acqua depurata 1000 ml
Terreno agarizzato H (agar MacConkey) Aggiustare il pH in modo che dopo il riscaldamento sia
Idrolizzato pancreatico di gelatina 17,0 g 7,4 0,2. Scaldare appena fino all'ebollizione, raffred-
Peptoni (carne e caseina) 3,0 g
6
ivittaeR
Lattosio monoidrato 10,0 g autoclave.
Sodio cloruro 5,0 g Terreno agarizzato L (agar al verde brillante, rosso
Sali biliari 1,5 g fenolo, lattosio monoidrato e saccarosio)
Agar 13,5 g Peptone (carne e caseina) 10,0 g
itnemogrA
Rosso neutro 30,0 mg
ilareneG
Cristal violetto 1 mg Estratto di lievito 3,0 g
Acqua purificata 1000 ml Sodio cloruro 5,0 g
Lattosio monoidrato 10,0 g
Aggiustare il pH in modo che dopo la sterilizzazione sia Saccarosio 10,0 g
7,1 0,2. Bollire per 1 min agitando costantemente Agar 20,0 g
eifargonoM
6
ilareneG
Rosso fenolo 80 mg
Terreno liquido I (terreno liquido alla bile tetrationato Verde brillante 12,5 mg
verde brillante) Acqua depurata 1000 ml
Peptone 8,6 g Scaldare all'ebollizione per 1 min. Aggiustare il pH in
ehcituecamraF
Bile di bue essiccata 8,0 g modo che dopo la sterilizzazione sia 6,9 0,2. Imme-
Sodio cloruro 6,4 g
6
emroF
Calcio carbonato 20,0 g 121 C per 15 min, raffreddare a 50 C e versare nelle
Potassio tetrationato 20,0 g piastre.
Verde brillante 70 mg Terreno agarizzato M (agar al ferro e triplo zucchero)
Acqua depurata 1000 ml Estratto di carne di manzo 3,0 g
eiretaM
Aggiustare il pH in modo che dopo il riscaldamento sia
emirP
Estratto di lievito 3,0 g
7,0 0,2. Scaldare appena fino all'ebollizione. Non
6
Peptoni (caseina e manzo) 20,0 g
scaldare di nuovo. Sodio cloruro 5,0 g
Terreno agarizzato J (agar desossicolato citrato) Lattosio monoidrato 10,0 g
ehcituecamraF
ehcificepS
Aggiustare il pH in modo che dopo il riscaldamento sia Riempire le provette per un terzo della loro altezza, ste-
7,3 0,2. Portare dolcemente all'ebollizione e bollire
6 rilizzare in autoclave a 121 C per 15 min e lasciare raf-
ecidnI
per 1 min, raffreddare a 50 C e versare nelle piastre. freddare in modo da avere una solidificazione a ûbecco
Non scaldare in autoclave. di clarinoý.
187
Contaminazione microbica di prodotti non obbligatoriamente sterili
188
Endotossine batteriche
inoizircserP
Tabella 2.6.13.-2.- Inattivatori per gli agenti antimicrobici da aggiungere alla soluzione tamponata
ilareneG
sodio cloruro-peptone a pH 7,0
Tipo di agente antimicrobico Inattivatore Concentrazione Commento
isilanA id
idoteM
Tuorlo d'uovo 5 ml/l -50 ml/l sodio cloruro-peptone a pH 7,0
composti Sodio tioglicolato 0,5 g/l -5 g/l
organo-mercuriali
composti alogenati Sodio tiosolfato 5 g/l
irotinetnoC
/ ilairetaM
composti ammonici Tuorlo d'uovo 5 ml/l -50 ml/l Aggiungere, dopo la sterilizzazione
quaternari della soluzione tamponata,
sodio cloruro-peptone a pH 7,0
NOTA: In questo capitolo il termine ûprovettaý indica
ivittaeR
tutti i tipi di recipiente, per esempio i pozzetti di una pia-
2.6.14. ENDOTOSSINE BATTERICHE
Il saggio per le endotossine e© usato per rivelare o quan- stra per micro-titolazione.
tificare, mediante un lisato di amebociti di limulo Preparazione della soluzione madre di endotossina stan-
itnemogrA
tossine che derivano dai batteri gram-negativi. Ci sono La soluzione madre di endotossina standard e© prepa-
ilareneG
tre tecniche per questo saggio: la tecnica di gelifica- rata da uno standard di endotossina di riferimento che
zione, basata sulla formazione di un gel; la tecnica tur- e© stato titolato per confronto con lo Standard Interna-
bidimetrica, basata sullo sviluppo di torbidita© dopo lo zionale, per esempio Endotossina standard PBR.
sfaldamento di un substrato endogeno; la tecnica cro- Il contenuto di endotossine e© espresso in Unita© Interna-
mogena, basata sullo sviluppo di colore dopo lo sfalda- zionali (U.I.). L'equivalenza in Unita© Internazionali
eifargonoM
ilareneG
mento di un complesso sintetico peptide-cromogeno. dello Standard Internazionale e© stabilita dall'O.M.S.
In questo capitolo sono descritti i sei metodi seguenti: NOTA: Una Unita© Internazionale (U.I.) di endotossina
Metodo A. Metodo di gelificazione: saggio limite equivale ad una Unita© Endotossinica (U.E.).
Metodo B. Metodo di gelificazione: saggio semi-quan- Per la preparazione e la conservazione della soluzione
ehcituecamraF
madre di endotossina standard seguire le specifiche del
emroF
titativo foglio illustrativo e dell'etichetta.
Metodo C. Metodo cinetico turbidimetrico Preparazione delle soluzioni di endotossina standard
Metodo D. Metodo cinetico cromogeno Dopo mescolamento energico della soluzione madre di
Metodo E. Metodo cromogeno al punto finale endotossina standard preparare le serie di diluizioni
eiretaM
emirP
appropriate di questa soluzione usando acqua per il
Metodo F. Metodo turbidimetrico al punto finale. saggio delle endotossine batteriche (acqua SEB).
Effettuare il saggio con uno dei sei metodi. In caso di Usare tare la
le soluzioni nel piu© breve tempo possibile per evi-
perdita di attivita© a causa dell'adsorbimento.
dubbio o di disputa la decisione finale e© presa sulla base
ehcituecamraF
ehcificepS
Apparecchiatura
sario, aggiustare il pH della soluzione in esame (o della
Depirogenaretuttalavetreriaeglialtriapparecchistabilial diluizione) in modo cheilpH della miscela del lisato e della
caloreinunastufaadariacaldausandounmetodoconvali- soluzioneinesamesiacompresonell'intervallodipHspeci-
dato. Generalmente, la durata e la temperatura minime ficato dal produttore del lisato. Questo generalmente si
sono 30 min a 250 C. Se si utilizzano apparecchi di pla- applica a un prodotto con un pH nell'intervallo tra
stica, come piastre di micro-titolazione o puntali per 6,0 e 8,0. Il pH puo© essere aggiustato usando acidi, basi o
pipette automatiche, usare apparecchi che sono esenti da un tampone appropriato, come raccomandato dal produt-
ecidnI
endotossine rivelabili e da effetti interferenti con il saggio. tore del lisato. Gli acidi e le basi possono essere preparati
189
Endotossine batteriche
da concentrati o solidi usando acqua SEB in recipienti U.I./ml, su una serie di soluzioni preparate in 4 ripeti-
esenti da endotossine rivelabili. I tamponi devono essere zioni. La verifica della sensibilita© del lisato si effettua
convalidaticomeesentidaendotossinerivelabiliedafattori quando si usa un nuovo lotto di lisato o quando vi e©
interferenti. un cambiamento nelle condizioni sperimentali che pos-
sono influenzare la riuscita del saggio.
Determinazione della Massima Diluizione Valida
Preparare le soluzioni standard con almeno quattro con-
La Massima Diluizione Valida (MDV) e© la massima centrazioni equivalenti a 2 , , 0,5 e 0,25 diluendo la
diluizione ammessa di un campione alla quale puo©
k k k k
essere determinato il limite endotossinico. Determinare soluzione madre di endotossina standard con acqua SEB.
la MDV mediante l'espressione seguente: In ciascuna provetta mescolare un volume della solu-
zione del lisato con un volume uguale di una delle solu-
MDV limite endotossinico x concentrazione della soluzione in esame zioni standard (per es. aliquote di 0,1 ml). Quando si
k usano flaconcini di saggio singoli o fiale contenenti
Limite endotossinico: il limite di endotossine per le lisato liofilizzato, aggiungere le soluzioni direttamente
sostanze attive somministrate per via parenterale, defi- al flaconcino o alle fiale. Incubare la miscela di rea-
nito in base alla dose, e© uguale a zione per un periodo costante in accordo con le racco-
K mandazioni del produttore del lisato (generalmente
37 1 C per 60 2 min) evitando le vibrazioni. Esa-
M
6 6
gelificazione (U.I./ml) o il punto piu© basso usato La media geometrica della concentrazione al punto
nella curva di taratura nelle tecniche turbidime- finale e© la sensibilita© misurata della soluzione del lisato
triche o cromogene. (U.I./ml). Se questa non e© inferiore a 0,5 e non e© supe-
k
TECNICA DI GELIFICAZIONE (METODI A e B) usata nei saggi effettuati con questo lisato.
La tecnica di gelificazione permette la rivelazione o la
quantificazione delle endotossine e si basa sulla coagu- (ii) Saggio per i fattori interferenti
lazione del lisato in presenza di endotossine. La con-Preparare le soluzioni A, B, C e D come indicato nella
tabella 2.6.14.-1 ed usare le soluzioni in esame ad una
centrazione di endotossine richiesta per la coagulazione
del lisato in condizioni standardizzate rappresenta ladiluizione inferiore alla MDV, non contenenti endotos-
sine rivelabili, operando come descritto in 1. Saggi Preli-
sensibilita© dichiarata del lisato. Per assicurare sia la
minari, I) Verifica della sensibilita© dichiarata del lisato.
precisione che la validita© del saggio, verificare la sensi-
bilita© dichiarata del lisato e effettuare il saggio per i fat-
La media geometrica delle concentrazioni al punto
tori interferenti come descritto in 1. Saggi preliminari.
finale delle soluzioni B e C sono determinate usando
1. SAGGI PRELIMINARI l'espressione descritta in 1. Saggi Preliminari, I) Verifica
della sensibilita© dichiarata del lisato.
(i) Verifica della sensibilita© dichiarata del lisato
Il saggio per i fattori interferenti si ripete quando sono
Prima dell'uso nel saggio, verificare la sensibilita© apportati cambiamenti alle condizioni sperimentali
dichiarata della soluzione del lisato, espressa in che possono influenzare il risultato del saggio.
k
190
Endotossine batteriche
inoizircserP
Tabella 2.6.14.-1.
ilareneG
Concentrazione di endotossina/
Fattore di Concentrazione iniziale Numero di
Soluzione Soluzione alla quale e© aggiunta Diluente
diluizione di endotossina ripetizioni
l'endotossina
isilanA id
idoteM
A Nessuna/Soluzione ö ö ö 4
in esame
B 2 /Soluzione in esame
k Soluzione in esame 1 2k 4
2 1 4
irotinetnoC
/ ilairetaM
k
4 0,5k 4
8 0,25 k 4
C 2 /Acqua SEB
k Acqua SEB 1 2k 2
2 1k 2
4 0,5 2
ivittaeR
k
8 0,25 k 2
D Nessuna/acqua SEB ö ö ö 2
itnemogrA
Soluzione A = soluzione della preparazione in esame che e© esente da endotossine rivelabili,
ilareneG
Soluzione B = saggio per l'interferenza,
Soluzione C = controllo della sensibilita© dichiarata del lisato,
Soluzione D = controllo negativo (acqua SEB).
eifargonoM
Il saggio e© valido solo se nessuna delle ripetizioni delle L'interferenza puo© essere superata mediante un tratta-
ilareneG
soluzioni A e D da© una reazione e se il risultato della mento appropriato come la filtrazione, la neutralizza-
soluzione C conferma la sensibilita© dichiarata del lisato. zione, la dialisi o il trattamento con calore. Per stabilire
se il trattamento scelto ha effettivamente eliminato l'in-
Se la sensibilita© del lisato determinata con la soluzione terferenza senza perdita di endotossine, ripetere il sag-
ehcituecamraF
B non e© inferiore a 0,5 e non e© superiore a 2 , la solu- gio per evidenziare i fattori di interferenza usando la
emroF
zione in esame non contiene fattori interferenti nelle preparazione in esame alla quale e© stata aggiunta l'en-
k k
condizioni sperimentali usate. Altrimenti la soluzione dotossina standard, dopo aver sottoposto la miscela al
interferisce con il saggio. trattamento considerato.
Se la preparazione in esame interferisce con il saggio ad 2. SAGGIO LIMITE (METODO A)
eiretaM
emirP
una concentrazione inferiore alla MDV, ripetere il sag-
gio per i fattori interferenti usando una diluizione piu©
(i) Procedura
elevata ma non superiore alla MDV. L'uso di un lisato Preparare le soluzioni A, B, C e D come indicato nella
piu© sensibile permette di usare una diluizione piu© ele- tabella 2.6.14.-2 ed effettuare il saggio su queste solu-
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
vata della preparazione in esame e questo puo© contri- zioni seguendo la procedura descritta in 1. Saggi Preli-
buire all'eliminazione dell'interferenza. minari, I) Verifica della sensibilita© dichiarata del lisato.
Tabella 2.6.14.-2.
ehcitapoemO
inoizaraperP
Concentrazione di endotossina/Soluzione
Soluzione Numero di ripetizioni
alla quale e© stata aggiunta l'endotossina
D Nessuna/Acqua SEB 2
191
Endotossine batteriche
La preparazione in esame soddisfa al saggio se si Ilzione saggio quantifica le endotossine batteriche nella solu-
in esame mediante titolazione al punto finale.
ottiene un risultato negativo per entrambe le ripetizioni Preparare le soluzioni A, B, C e D come indicato nella
della soluzione A. tabella 2.6.14.-3 ed esaminare queste soluzioni secondo
Quando si ottiene un risultato positivo per entrambi gli la procedura descritta in 1. Saggi preliminari I) Con-
esemplari della soluzione A: ferma della sensibilita© dichiarata del lisato.
Tabella 2.6.14.-3.
Concentrazione di endotossina/
Diluizione Numero di
Soluzione Soluzione alla quale e© aggiunta Fattore di diluizione Concentrazione iniziale
dell'endotossina ripetizioni
l'endotossina
B 2 /Soluzione in esame
k ö 1 2 k 2
C 2 /Acqua SEB
k Acqua SEB 1 2 k 2
2 1 k 2
4 0,5 k 2
8 0,25 k 2
D Nessuna/Acqua SEB ö ö ö 2
Soluzione A = soluzione in esame, ad una diluizione non superiore alla MDV, con la quale e© stato effettuato il saggio per i fattori interferenti.
Le diluizioni successive della soluzione in esame non devono essere superiori alla MDV. Usare acqua SEB per allestire due
serie di diluizioni di 1, 1/2, 1/4 e 1/8 rispetto alla diluizione con la quale e© stato effettuato il saggio per i fattori interferenti.
Se del caso possono essere usate altre diluizioni.
Soluzione B = soluzione A contenente l'endotossina standard ad una concentrazione 2 (controllo positivo del prodotto),
k
Soluzione C = due serie di acqua SEB contenente l'endotossina standard ad una concentrazione di 2 , , 0,5 e 0,25 ,
k k k k
192
Endotossine batteriche
inoizircserP
Il saggio cinetico turbidimetrico (Metodo C) e© un
ilareneG
(ii) Calcoli ed interpretazione
isilanA id
negativo) sono negativi,
idoteM
b) entrambi gli esemplari della soluzione B (controllo Ilcomandatasaggio si effettua alla temperatura di incubazione rac-
dal produttore del lisato (generalmente
positivo del prodotto) sono positivi, 37 1 C).
6
irotinetnoC
/ ilairetaM
k k
ciascun fattore di diluizione al punto finale. moforo rilasciato da un appropriato peptide cromo-
La concentrazione di endotossina nella soluzione in geno nella reazione dell'endotossina con il lisato. A
ivittaeR
esame e© la media geometrica della concentrazione al seconda del principio di saggio impiegato questa tec-
punto finale delle due serie di diluizione (vedere l'e- nica e© classificata come saggio cromogeno al punto
spressione riportata in 1.Saggi preliminari, I) Conferma finale o saggio cromogeno-cinetico.
della sensibilita© dichiarata del lisato). Se il saggio e©
itnemogrA
effettuato con una soluzione in esame diluita, calcolare Il saggio cromogeno al punto finale (Metodo E) e©
ilareneG
la concentrazione di endotossina nella soluzione ini- basato sulla relazione quantitativa tra la concentra-
ziale moltiplicando il risultato per il fattore di dilui- zione di endotossina e la quantita© di cromoforo rila-
zione. sciata alla fine del periodo di incubazione.
Se nessuna delle diluizioni della soluzione in esame e© Il saggio cromogeno-cinetico (Metodo D) misura il
eifargonoM
ilareneG
positiva in un saggio valido, registrare la concentra- tempo (tempo di inizio) necessario alla miscela di rea-
zione di endotossina come inferiore a (o, se e© sottopo- zione per raggiungere l'assorbanza predeterminata, o
k
sto a saggio un campione diluito, come inferiore a l'entita© del colore sviluppato.
k x il fattore di diluizione piu© basso del campione). Se
tutte le diluizioni sono positive, la concentrazione di Il saggio si effettua alla temperatura di incubazione
ehcituecamraF
endotossina e© registrata come uguale o superiore al raccomandata dal produttore del lisato (generalmente
emroF
maggior fattore di diluizione moltiplicato per (per 37 1 C).
k 6
emirP
cata nella singola monografia. Per assicurare la precisione o la validita© dei saggi turbi-
TECNICHE FOTOMETRICHE (METODI C, D, E dimetrici tuati per
o cromogeni, i saggi preliminari sono effet-
assicurare che i criteri della curva di taratura
ed F)
ehcituecamraF
inoizaraperP
del principio di saggio impiegato, e© classificata come rimentali che possono influenzare il risultato del sag-
inoizaraperP
basato sulla relazione quantitativa tra la concentra- Usare la soluzione di endotossina standard per prepa-
zione di endotossina e la torbidita© (assorbanza o tra- rare almeno tre soluzioni con concentrazioni diverse di
ecidnI
smissione) della miscela di reazione alla fine del endotossine per costruire la curva di taratura. Eseguire
periodo di incubazione. il saggio usando almeno tre ripetizioni di ciascuna solu-
193
Endotossine batteriche
zione di endotossina standard come raccomandato dal zione in esame e© compresa tra il 50-200 per cento della
produttore del lisato (rapporti tra i volumi, tempo di concentrazione nota di endotossina aggiunta, dopo sot-
incubazione, temperatura, pH ecc..). trazione della endotossina rivelata nella soluzione alla
Se nei metodi cinetici l'intervallo desiderato e© superiore quale non e© stata aggiunta l'endotossina.
a 2 log, devono essere preparate ulteriori soluzioni Quando il recupero di endotossina non e© compreso tra
standard per comprendere ciascun aumento logarit- gli intervalli specificati, i fattori interferenti devono
mico nell'intervallo della curva di taratura. essere eliminati come descritto nella sezione Tecnica di
gelificazione al paragrafo 1. Saggi preliminari, II) Sag-
Il valore assoluto del coefficiente di correlazione, r , j j gio per i fattori interferenti. L'efficienza del tratta-
deve essere maggiore o uguale a 0,980 per l'intervallo mento si verifica ripetendo il saggio per i fattori interfe-
di concentrazioni di endotossine indicato dal produt- renti.
tore del lisato.
4. SAGGI
(ii) Saggio per i fattori interferenti (i) Procedura
Selezionare una concentrazione di endotossina alla Seguire la procedura descritta in 3. Saggi preliminari,
meta© o vicina alla meta© della curva di taratura. II) Saggio per i fattori interferenti.
Preparare le soluzioni A, B, C e D come indicato nella
Tabella 2.6.14.-4. Effettuare il saggio su almeno due (ii) Calcoli
esemplari doppi di queste soluzioni come raccoman- Calcolare la concentrazione di endotossina di ciascuna
dato dal produttore del lisato (volume della soluzione ripetizione della soluzione A usando la curva di tara-
in esame e soluzione del lisato, rapporto tra il volume tura costruita con le serie di controlli positivi della solu-
della soluzione in esame e quello della soluzione in zione C.
esame, tempo di incubazione, ecc.). Il saggio e© valido solo se sono soddisfatti i tre requisiti
Calcolare il recupero medio dell'endotossina aggiunta seguenti:
sottraendo la concentrazione media di endotossina a) il risultato ottenuto con la soluzione D (controllo
della soluzione (se presente) da quella della soluzione negativo) non supera il limite del valore richiesto per
contenente l'endotossina aggiunta. il bianco nella descrizione del lisato impiegato,
b) i risultati ottenuti con le serie di controlli positivi,
La soluzione in esame e© considerata come esente da fat- soluzione C, soddisfa ai requisiti per la convalida
tori interferenti se, nelle condizioni del saggio, la con- definiti in 3. Saggi preliminari, I) Sicurezza dei criteri
centrazione misurata di endotossina aggiunta alla solu- per la curva di taratura,
Tabella 2.6.14.-4
Soluzione alla quale e© stata
Soluzione Concentrazione di endotossina Numero di ripetizioni
aggiunta l'endotossina
194
Endotossine batteriche
inoizircserP
c) il recupero di endotossina, calcolata dalla concentra- pirogeni che hanno una struttura differente, la conclu-
ilareneG
zione di endotossina trovata nella soluzione B dopo sione che l'assenza di endotossine batteriche nel pro-
sottrazione della concentrazione di endotossina tro- dotto implichi l'assenza di componenti pirogene e© gene-
vata nella soluzione A, e© compreso nell'intervallo del ralmente giustificata, purchë possa essere esclusa la
50-200 per cento. presenza di sostanze pirogene diverse dalle endotossine.
isilanA id
La presenza di endotossine in un prodotto puo© essere
idoteM
(iii) Interpretazione
mascherata dalla esistenza di fattori interferenti nella
La preparazione in esame soddisfa al saggio se la con- reazione tra endotossine ed il lisato di amebociti.
centrazione media di endotossina degli esemplari della Quindi l'analista, che desidera sostituire il saggio dei
soluzione A, dopo correzione per diluizione e concen- pirogeni su coniglio, richiesto in una monografia della
irotinetnoC
trazione, non e© inferiore al limite endotossinico del pro-
/ ilairetaM
farmacopea, con un saggio delle endotossine batteri-
dotto. che, deve aver dimostrato che questo saggio puo© essere
effettuato in modo soddisfacente sul prodotto in que-
5. REATTIVI stione; questo puo© implicare una procedura per l'elimi-
(i) Soluzione del lisato nazione dei fattori di interferenza.
Disciogliere, agitando dolcemente, il lisato di amebociti
ivittaeR
Come indicato nel saggio delle endotossine, prima che
in acqua SEB o in un tampone, come raccomandato un saggio su un campione possa essere considerato
dal produttore di lisato. Conservare il lisato ricosti- valido devono essere disponibili informazioni sugli
tuito, raffreddato o congelato, come indicato dal pro- aspetti seguenti.
duttore. 1.1. Si deve stabilire l'idoneita© del materiale da usare nel
itnemogrA
ilareneG
saggio. Si deve assicurare l'assenza di endotossine nel-
l'acqua SEB e negli altri reattivi e si deve verificare la
(ii) Lisato di amebociti
Il lisato di amebociti e© un prodotto liofilizzato ottenuto sensibilita© del lisato di amebociti dichiarata dal produt-
dal lisato di amebociti di limulo (Limulus polyphemus o tore.
Tachypleus tridentatus). Questo reattivo si riferisce solo
eifargonoM
al prodotto fabbricato in accordo con i regolamenti del- 1.2. Poichë il prodotto da esaminare puo© interferire con
ilareneG
l'autorita© competente. il saggio, la sensibilita© del lisato di amebociti si deter-
Il lisato di amebociti reagisce, oltre che con le endotos- mina in presenza e in assenza del prodotto in esame.
sine, con alcuni -glucani. Sono disponibili prepara- Non vi deve essere alcuna differenza significativa tra i
due valori di sensibilita© .
b
ehcituecamraF
glucani; esse sono preparate eliminando dal lisato di Il saggio delle endotossine batteriche (2.6.14) indica i
emroF
amebociti il fattore G che reagisce con i glucani, o ini- metodi per eliminare i fattori di interferenza; in caso di
bendo il sistema di reazione del fattore G del lisato di interferenza deve essere effettuato, dopo questo saggio,
amebociti. Queste preparazioni possono essere usate un altro saggio per verificare se l'interferenza sia stata
per il saggio delle endotossine in presenza di glucani. effettivamente neutralizzata o eliminata.
eiretaM
Questa appendice espone le ragioni dei requisiti del sag-
emirP
(iii) Acqua SEB (acqua per il saggio delle endotossine
molte altre sostanze pirogene. Queste endotossine sono tato concordante con quello ottenuto con il metodo di
lipopolisaccaridi. Benchë esista un piccolo numero di riferimento (vedi anche la sezione 13).
195
Endotossine batteriche
Endovenosa 5,0
Nello stabilire una concentrazione limite di endotossina
per il prodotto da sottoporre a saggio, si deve prestare Endovenosa, per 2,5
la dovuta attenzione alla dose del prodotto: la soglia radiofarmaci
dovrebbe essere tale da assicurare che la concentra- Intratecale 0,2
zione di endotossina nel prodotto rimanga nel tempo,
al di sotto di questa soglia, anche quando la dose mas-
sima per ora, somministrata attraverso la via di sommi- Quale diluizione del prodotto deve essere usata nel sag-
nistrazione prevista, non contenga endotossine in gio per ottenere la massima sicurezza che un risultato
quantita© sufficienti a causare una reazione tossica. negativo significhi che la concentrazione di endotossina
del prodotto e© inferiore al limite di endotossina e che
Quando la concentrazione di endotossina nel prodotto un risultato positivo significa che il lisato rivela una
e© esattamente uguale al valore limite, avviene la gelifi- concentrazione di endotossina uguale o superiore al
cazione, come nel caso in cui la concentrazione di endo- limite di endotossina? Questa diluizione dipende dal
196
Endotossine batteriche
inoizircserP
limite di endotossina e dalla sensibilita© del lisato: e© defi- = 0,4 U.I. di endotossina per millilitro.
ilareneG
k
isilanA id
idoteM
puo© essere la diluizione di 1 ml della soluzione in esame
k
irotinetnoC
/ ilairetaM
rispetto alla massa (U.I./mg), 1 : 41,67 anche quando il saggio viene eseguito per
^ in Unita© /ml se il limite di endotossina e© specificato risolvere una disputa.
rispetto alle unita© di attivita© biologica (U.I./Unita© ),
^ in ml/ml se il limite di endotossina e© specificato 3. MATERIALE DI RIFERIMENTO
rispetto al volume (U.I./ml).
ivittaeR
= la sensibilita© del lisato indicata nella tecnica di L'Endotossina standard PBR e© destinata all'uso come
gelificazione (U.I./ml) o il punto piu© basso usato preparazione di riferimento. Essa e© stata titolata in con-
k
nella curva di taratura della tecnica turbidime- fronto con lo Standard Internazionale di Endotossina
trica o della tecnica cromogena. dell'O.M.S. e la sua attivita© biologica e© espressa in
itnemogrA
ilareneG
Unita© Internazionali di endotossina per fiala. L'Unita©
Quando il valore della massima diluizione valida non e© Internazionale di endotossina e© definita come l'attivita©
un numero intero, per i controlli di routine puo© essere specifica di una massa definita dello Standard Interna-
usato un appropriato numero intero piu© piccolo della zionale.
MDV (il che significa preparare una soluzione del pro-
eifargonoM
dotto meno diluita di quanto indichi la MDV). In que- parazionePer i controlli di routine puo© essere usata un'altra pre-
ilareneG
sto caso un risultato negativo indica che la concentra- di endotossina purchë sia stata titolata in
zione e© inferiore al valore limite. D'altra parte il saggio confronto con lo Standard Internazionale di Endotos-
puo© essere positivo quando la concentrazione di endo- sina o la PBR e la sua attivita© biologica sia espressa in
tossina del prodotto e© inferiore al limite di endotossina, Unita© Internazionali di endotossina.
ehcituecamraF
ma comunque alta, in modo che la reazione con il lisato
emroF
produce gelificazione. Quindi, quando un saggio con NOTA: una Unita© Internazionale (U.I.) di endotossina e©
questo ûappropriatoý fattore di diluizione e© positivo, il uguale ad una Unita Endotossinica (U.E.)
prodotto deve essere diluito alla MDV ed il saggio deve
essere ripetuto. In qualsiasi caso di dubbio o di disputa 4. ACQUA SEB
deve essere usata la MDV.
eiretaM
emirP
Questo sottolinea l'importanza della verifica della sen- La verifica dell'assenza di endotossine in questo reat-
sibilita© del lisato. tivo mediante una tecnica derivata dal saggio dei piro-
geni su coniglio e© stata abbandonata per ragioni prati-
ehcituecamraF
che e teoriche:
inoizaraperP
ehcificepS
Esempio
4.1 il saggio sul coniglio non e© abbastanza sensibile per
Sottoporre a saggio una soluzione di fenitoina sodica rivelare le endotossine nell'acqua SEB destinata ai
contenente 50 mg/ml (destinata alla somministrazione saggi sui prodotti con un bassissimo limite di endo-
endovenosa). Determinare la MDV date le seguenti tossine;
ehcitapoemO
inoizaraperP
K = 5 U.I. di endotossina per chilogrammo di massa a gruppi di entita© che non coincidono completa-
corporea e per ora, mente.
197
Endotossine batteriche
Nel testo del saggio delle endotossine batteriche e© ripor- L'approccio classico sarebbe stato quello di determi-
tato che si possono usare metodi diversi dalla distilla- nare la sensibilita© del lisato in presenza e in assenza del
zione tripla per preparare l'acqua SEB. L'osmosi prodotto, calcolando in ciascun caso la media del loga-
inversa e© stata usata con buoni risultati; alcuni analisti ritmo dei fattori di diluizione, e di verificare la diffe-
preferiscono distillare l'acqua piu© di tre volte. Qualun- renza tra le due medie con il saggio t di Student.
que sia il metodo usato, il prodotto risultante deve Il saggio per i fattori interferenti nei metodi di gelifica-
essere esente da endotossine rivelabili. zione A e B richiede l'uso di campioni del prodotto nei
quali non siano rivelabili endotossine. Questo rappre-
5. pH DELLA MISCELA senta un problema teorico quando si deve sottoporre a
saggio un prodotto completamente nuovo. Quindi un
Nel saggio delle endotossine batteriche si verifica una diverso approccio e© stato adottato per i metodi quanti-
gelificazione ottimale per una miscela a pH 6,0-8,0. tativi C, D, E ed F.
Comunque, l'aggiunta del lisato al campione puo© pro-
vocare in una diminuzione del pH.
8. ELIMINAZIONE DEI FATTORI INTERFE-
RENTI
6. CONVALIDA DEL LISATO
Le procedure per eliminare i fattori interferenti non
E' importante seguire le istruzioni del produttore per devono aumentare o ridurre (per es. per adsorbimento)
preparare le soluzioni di lisato. la quantita© di endotossine nel prodotto in esame. La
Nei metodi di gelificazione A e B i fattori di diluizione via corretta per verificare questo e© di applicare le proce-
al punto finale che forniscono un risultato positivo dure ad un campione ûarricchitoý del prodotto, cioe© a
sono convertiti in logaritmi. Il motivo e© che se si riporta un campione al quale e© stata aggiunta una quantita©
in un grafico la distribuzione della frequenza di questi nota di endotossina, e quindi di misurare l'endotossina
valori logaritmici si ottiene una curva molto piu© simile recuperata.
ad una curva normale della distribuzione che alla distri- Metodi C e D. Se la natura del prodotto da analizzare
buzione della frequenza dei fattori di diluizione stessi; presenta un'interferenza che non puo© essere eliminata
infatti e© cos|© tanto simile che si accetta di usare come mediante i metodi classici, e© possibile realizzare la
modello matematico la distribuzione normale della fre- curva di taratura sullo stesso tipo di prodotto reso
quenza e di calcolare i limiti fiduciali con il saggio t di esente dalle endotossine mediante un appropriato trat-
Student. tamento o per diluizione del prodotto. Il saggio delle
endotossine e© effettuato mediante confronto con questa
7. SAGGIO PRELIMINARE PER I FATTORI curva di taratura.
INTERFERENTI L'ultrafiltrazione con filtri a membrana asimmetrica in
Alcuni prodotti non possono essere sottoposti diretta- cellulosa triacetato descritta nel saggio si e© dimostrata
mente a saggio per evidenziare la presenza di endotos- adeguata nella maggioranza dei casi. I filtri devono
sine perchë non sono miscibili con i reattivi, perchë il circostanze i derivati dellaconvalidati,
essere convenientemente
cellulosa (
perchë in alcune
-D-glucani) pos-
pH non puo© essere portato a 6,0-8,0, o perchë inibi- sono causare risultati falsamente positivi. b
198
Endotossine batteriche
inoizircserP
Il controllo positivo, che contiene il prodotto da esami- 11.4. Le informazioni necessarie sono fornite dai pro-
ilareneG
nare alla concentrazione usata nel saggio, e© destinato a duttori. I produttori sono invitati a fornire tutti i
dimostrare l'assenza di fattori inibenti al momento e dati di convalida che hanno sull'applicabilita© del
nelle condizioni del saggio. saggio delle endotossine batteriche alle sostanze
ed alle preparazioni di interesse. Questi dati com-
isilanA id
10. LETTURA ED INTERPRETAZIONE DEI prendono la preparazione del campione e ogni
idoteM
RISULTATI procedura necessaria ad eliminare i fattori interfe-
renti. Inoltre deve essere fornito qualsiasi dato
Puo© accadere che piccolissime quantita© di endotossina disponibile per un saggio in parallelo sui pirogeni
nell'acqua SEB o in qualsiasi altro reattivo o materiale che puo© contribuire o stabilire che la sostituzione
irotinetnoC
al quale il lisato e© esposto durante il saggio, possano
/ ilairetaM
del saggio dei pirogeni su coniglio con quello delle
sfuggire alla rivelazione perchë inferiori al limite di sen- endotossine batteriche e© appropriatoa.
sibilita© del lisato. Tuttavia esse possono aggiungersi alle Ulteriori requisiti sono definiti nelle sezioni seguenti.
endotossine presenti nella soluzione contenente il pro-
dotto sottoposto al saggio in modo che la quantita©
totale di endotossine presenti raggiunga il limite di sen- 12. USO DI UN SAGGIO DELLE ENDOTOSSINE
ivittaeR
sibilita© e provochi una reazione positiva. BATTERICHE DIVERSO DA QUELLO PRE-
Il rischio che questo possa accadere puo© essere ridotto SCRITTO NELLA MONOGRAFIA
sottoponendo a saggio l'acqua SEB e gli altri reattivi e Quando in una monografia e© prescritto un saggio per le
materiali usando il lisato piu© sensibile disponibile o endotossine batteriche ma non e© specificato quale dei
itnemogrA
almeno usandone uno piu© sensibile di quello impiegato sei metodi (A-F) descritti nel capitolo 2.6.14, significa
ilareneG
nel saggio sul prodotto. Tuttavia anche in questo caso che il metodo A, il saggio limite del metodo di gelifica-
il rischio di un saggio falsamente positivo non puo© zione, e© convalidato per il prodotto considerato. Se e©
essere eliminato completamente. Si deve sottolineare specificato uno degli altri metodi (B-F) questo e© quello
che questo piano di saggio offre tutte le garanzie di convalidato per il prodotto.
eifargonoM
sicurezza, contrariamente ad altri piani che potrebbero
ilareneG
portare a risultati falsamente negativi e in questo modo
condurre al rilascio di un prodotto rischioso per la 13. CONVALIDA DI METODI ALTERNATIVI
salute dei pazienti.
La sostituzione del saggio dei pirogeni su coniglio con
ehcituecamraF
11. SOSTITUZIONE DEL SAGGIO DEI PIROGENI un saggio delle endotossine batteriche o la sostituzione
emroF
SU CONIGLIO CON UN SAGGIO DELLE ENDO- usatometodo del
con un
delle endotossine batteriche indicato o
altro metodo, deve essere considerata
TOSSINE BATTERICHE come l'uso di metodi alternativi in sostituzione di un
Le monografie di prodotti farmaceutici destinati alla saggio di Farmacopea cos|© come descritto nelle Prescri-
somministrazione parenterale che possono contenere zioni Generali:
eiretaM
emirP
quantita© tossiche di endotossine batteriche richiedono ûI saggi e i dosaggi descritti sono metodi ufficiali a
il saggio delle endotossine batteriche o il saggio dei partire dai quali sono basate le norme della Farma-
pirogeni su coniglio. Come politica generale: copea. Con l'accordo dell'autorita© competente pos-
11.1. Quando in una monografia e© richiesto un saggio, e© sono essere usati, ai fini del controllo, metodi ana-
ehcituecamraF
inoizaraperP
mente, si ritiene che fornisca una protezione sono i soli riconosciuti validi.ý
uguale o migliore per il paziente. Le procedure seguenti sono suggerite per la convalida
11.3. Prima di introdurre un saggio delle endotossine diquello un metodo per le endotossine batteriche diverso da
indicato o usato nella monografia.
batteriche in una monografia, si deve dimostrare
che uno dei saggi descritti nel capitolo 2.6.14 possa 13.1. La procedura, i materiali ed i reattivi usati nel
ecidnI
199
Attivatore della precallicreina
13.2. La presenza di fattori interferenti (e, se necessario, al doppio del volume di plasma. Eluire con il tampone
la procedura per eliminarli) deve essere sottoposta A ad un flusso di 20 ml/cm2/h. Raccogliere l'eluato in
a saggio su almeno tre campioni dei lotti di produ- frazioni e registrare l'assorbanza a 280 nm (2.2.25).
zione. Si deve sottolineare che i metodi D ed E Riunire le frazioni contenenti il primo picco di proteine
usano un peptide cromogeno e richiedono reattivi in modo che il volume riunito sia circa 1,2 volte il
che non sono presenti nei metodi A, B, C ed F e volume del plasma depauperato di piastrine.
quindi non e© possibile effettuare, senza ulteriori Sottoporre a saggio il substrato riunito per verificare
saggi, l'estrapolazione per il metodo D o il l'assenza di attivita© callicreinica mescolando 1 parte
metodo E, dei risultati relativi ai fattori interfe- con 20 parti della soluzione del substrato cromogeno
renti ottenuti con i metodi A, B, C o F. preriscaldata da usare nel dosaggio ed incubare a
37 C per 2 min. Il substrato e© idoneo se l'aumento
14. CONVALIDA DEL SAGGIO PER I NUOVI dell'assorbanza e© inferiore a 0,001 per minuto. Aggiun-
PRODOTTI gere alla miscela 7 g per litro di sodio cloruro R e filtrare
Le procedure descritte nei paragrafi 13.1 e 13.2 dovreb- usando una membrana filtrante (porosita© 0,45 mm).
bero essere applicate a tutti i nuovi prodotti destinati Congelare il filtrato in aliquote e conservare a -25 C;
all'uso parenterale che devono essere sottoposti a sag- il substrato puo© essere liofilizzato prima della conser-
gio per evidenziare la presenza di endotossine batteri- vazione.
che secondo i requisiti della Farmacopea. Eseguire tutte le procedure dall'inizio della cromato-
grafia al congelamento in aliquote durante un'unica
2.6.15. ATTIVATORE DELLA PRECALLICREINA seduta di lavoro.
L'attivatore della precallicreina (PKA) attiva la precal- DOSAGGIO
licreina in callicreina e puo© essere dosato in base alla Il dosaggio si effettua usando preferibilmente un ana-
sua capacita© di scindere un cromoforo da un substrato lizzatore enzimatico automatico a 37 C, con volumi,
peptidico sintetico cos|© che la velocita© di scissione puo© concentrazioni dei substrati e tempi di incubazione
essere misurata per via spettrofotometrica e la concen- aggiustati in modo che la velocita© di reazione sia lineare
trazione di PKA si calcola per confronto con una almeno fino a 35 U.I. per millilitro. Gli standard, i cam-
preparazione di riferimento titolata in Unita© Interna- pioni e il substrato precallicreinico possono essere
zionali. diluiti, se necessario, con il tampone B.
L'Unita© Internazionale e© l'attivita© di una quantita©
definita dello Standard Internazionale che e© costituito Incubare gli standard o i campioni diluiti per 10 min
da attivatore della precallicreina liofilizzato. L'equiva- con il substrato precallicreinico in modo che il volume
lenza in Unita© Internazionali dello Standard Interna- del campione non diluito non superi 1/10 del volume
zionale e© stabilita dall'O.M.S. totale della miscela di incubazione per evitare errori
causati da variazioni della forza ionica e del pH della
PREPARAZIONE DEL SUBSTRATO PRECALLI- miscela di incubazione. Incubare la miscela o una parte
CREINICO di essa con almeno un volume uguale di una soluzione
Per evitare un'attivazione della coagulazione, il sangue o di un appropriato substrato cromogeno sintetico spe-
il plasma utilizzati per la preparazione della precalli- cifico per la callicreina (per es. N-benzoil-l-prolil-l-
creina devono venire in contatto solo con superfici di pla- fenilalanil-l-arginina-4-nitroanilide acetato R oppure
stica o di vetro siliconato. d -prolil-l -fenilalanil-l -arginina-4-nitroanilide diclori-
Prelevare 9 volumi di sangue umano per 1 volume di drato R) disciolto nel tampone B. Registrare la velocita©
soluzione anticoagulante [ACD, CPD o una soluzione di cambiamento dell'assorbanza per minuto per un
(38 g/l) di sodio citrato R] al quale e© stato aggiunto periodo di 2-10 min, alla lunghezza d'onda specifica
1 mg per millilitro di esadimetrina bromuro R. Centrifu- per il substrato utilizzato. Preparare un bianco per
gare la miscela a 3600 g per 5 min. Separare il plasma ciascuna miscela del campione o dello standard usando
e centrifugare ancora a 6000 g per 20 min per far sedi- il tampone B al posto del substrato precallicreinico.
mentare le piastrine. Separare il plasma depauperato Correggere il DA/min sottraendo il valore ottenuto al
delle piastrine e dializzarlo contro 10 volumi di tam- bianco corrispondente. Tracciare una curva di taratura
pone A per 20 h. Depositare il plasma dializzato su utilizzando i valori ottenuti con la preparazione di rife-
una colonna cromatografica, contenente agarosio rimento e le rispettive concentrazioni; usare la curva
DEAE per cromatografia a scambio ionico R che e© stato per determinare l'attivita© PKA della preparazione da
equilibrato con il tampone A ed il cui volume e© uguale esaminare.
200
Saggio per gli agenti estranei nei vaccini virali per uso umano
inoizircserP
Tampone A mente per almeno 14 giorni. Effettuare l'autopsia di
ilareneG
Tris(idrossimetil)amminometano R 6,055 g tutti gli animali che muoiono dopo le prime 24 h del
Sodio cloruro R 1,17 g saggio o che presentano sintomi di malattia ed esami-
Esadimetrina bromuro R 50 mg narli al fine di accertare i segni di infezione virale sia
Sodio azide R 0,100 g mediante l'osservazione macroscopica diretta sia
Disciogliere i reattivi in acqua R, aggiustare il pH a 8,0 mediante l'inoculazione di appropriate sospensioni di
isilanA id
idoteM
con acido cloridrico 2 M e diluire a 1000 ml con acqua R. tessuto, per via intracerebrale ed intraperitoneale, in
Tampone B almeno altri cinque topi, che si tengono in osservazione
Tris(idrossimetil)amminometano R 6,055 g per 14 giorni. Il lotto di semenza virale soddisfa al sag-
Sodio cloruro R 8,77 g gio se nessun topo presenta segni evidenti di infezione
irotinetnoC
attribuibili al lotto di semenza virale. Il saggio e© valido
/ ilairetaM
Disciogliere i reattivi in acqua R, aggiustare il pH a 8,0 solo se almeno l'80 per cento dei primi topi inoculati
con acido cloridrico 2 M e diluire a 1000 ml con acqua R. sopravvive al periodo di osservazione.
Cavie . Inoculare per via intraperitoneale ciascuna di
2.6.16. SAGGIO PER GLI AGENTI ESTRANEI NEI
almeno cinque cavie, di 350-450 g, con 5,0 ml del lotto
VACCINI VIRALI PER USO UMANO
di semenza virale. Osservare gli animali per almeno
ivittaeR
Nei saggi che richiedono una neutralizzazione prelimi- 42 giorni per identificare i sintomi di malattia. Effet-
nare del virus, usare anticorpi specifici che non siano tuare l'autopsia di tutti gli animali che muoiono dopo
di origine umana o di scimmia; se il virus e© stato colti- le prime 24 h del saggio o che presentano sintomi di
vato su tessuti aviari, gli anticorpi non devono essere malattia e sottoporli ad esame macroscopico; esami-
nare i tessuti al microscopio e mediante coltura per evi-
itnemogrA
di origine aviaria. Per preparare i sierimmuni, utilizzare
ilareneG
un antigene immunizzante prodotto in colture cellulari denziare segni di infezione. Sacrificare gli animali che
provenienti da una specie differente da quella utilizzata sopravvivono al periodo di osservazione ed esaminarli
per la produzione del vaccino ed esente da agenti estra- in modo analogo. Il lotto di semenza virale soddisfa al
nei. Quando si prescrive l'uso di uova EOPS, esse sono saggio se nessuna cavia presenta segni evidenti di infe-
zione attribuibili al lotto di semenza virale. Il saggio e©
eifargonoM
ottenute da un allevamento esente da patogeni
ilareneG
specificati (5.2.2). valido solo se almeno l'80 per cento delle cavie soprav-
vive al periodo di osservazione.
LOTTO DI SEMENZA VIRALE
LOTTO DI SEMENZA VIRALE E RACCOLTE
Prelevare i campioni del lotto di semenza virale al VIRALI
ehcituecamraF
momento della raccolta e, se non vengono immediata-
emroF
mente sottoposti a saggio, conservarli ad una tempera- Prelevare i campioni al momento della raccolta e, se
tura inferiore a -40 C. non vengono immediatamente sottoposti a saggio, con-
. Inoculare ciascuno di almeno dieci topi servarli ad una temperatura inferiore a - 40 C.
Topi adulti
adulti, di 15-20 g, con 0,03 ml del lotto di semenza Sterilita© batterica e fungina . Un campione di 10 ml sod-
virale, per via intracerebrale, e con 0,5 ml per via intra- disfa al saggio di sterilita© (2.6.1).
eiretaM
emirP
peritoneale. Osservare gli animali per almeno 21 giorni. Micoplasmi . Un campione di 10 ml soddisfa al saggio
Effettuare l'autopsia di tutti gli animali che muoiono per i micoplasmi (2.6.7).
dopo le prime 24 h del saggio o che presentano sintomi Micobatteri ( 2.6.2). Un campione di 5 ml e© sottoposto a
di malattia ed esaminarli al fine di accertare i segni di saggio per la presenza di Mycobacterium spp. mediante
ehcituecamraF
inoizaraperP
infezione virale sia tramite l'osservazione macroscopica metodi di coltura riconosciuti sensibili per la rileva-
ehcificepS
soddisfa al saggio se nessun topo presenta segni evi- 50 ml, se questa quantita© e© superiore alla prima, per
denti di infezione attribuibili alla semenza virale. Il sag- evidenziare la presenza di agenti estranei mediante ino-
gio e© valido solo se almeno l'80 per cento dei primi topi culazione in colture cellulari continue di rene di scim-
inoculati sopravvive al periodo di osservazione. mia e di cellule umane. Se il virus e© coltivato in cellule
Topi lattanti . Inoculare ciascuno di almeno venti topi, diploidi umane, sottoporre a saggio la raccolta virale
di eta© inferiore a 24 h con 0,01 ml del lotto di semenza neutralizzata, anche in un'altra coltura di cellule
ecidnI
virale, per via intracerebrale, e con almeno 0,1 ml per diploidi. Se il virus vaccinale e© coltivato in un sistema
via intraperitoneale. Osservare gli animali giornal- cellulare di una specie diversa dalla scimmia o dal-
201
Attivita© anticomplementare dell'immunoglobulina
l'uomo, inoculare anche cellule di questa specie ma di coltivato in un sistema cellulare di specie diversa dalla
un altro lotto. Incubare le cellule a 36 1 C e tenerle
6 scimmia o dall'uomo, inoculare anche cellule di questa
in osservazione per un periodo di 14 giorni. Il lotto di specie ma di un altro lotto. In ciascun sistema cellulare
semenza virale o la raccolta soddisfano al saggio se nes- sottoporre a saggio almeno 5 ml. Incubare le colture
suna coltura cellulare mostra segni della presenza di inoculate ad una temperatura di 36 1 C e osservarle
6
agenti estranei non attribuibili ad una contaminazione per un periodo di 14 giorni. Non deve essere riscontrata
accidentale. Il saggio e© valido solo se almeno l'80 per la presenza di agenti estranei.
cento delle colture cellulari rimangono vitali. Se la coltura cellulare usata per la produzione e© mante-
Virus aviari (saggio richiesto solo se il virus e© coltivato su nuta ad una temperatura diversa da 36 1 C, si effet-
6
tessuti aviari). Neutralizzare un campione equivalente tua un saggio supplementare per gli agenti estranei alla
a 100 dosi umane o 10 ml se superiore. Usando 0,5 ml temperatura di produzione usando la stesso tipo di cel-
per uovo, inoculare per via allantoidea, un gruppo di lule utilizzate per la crescita del virus.
uova embrionate EOPS di 9-11 giorni ed un secondo
gruppo di uova embrionate EOPS di 5-7 giorni nel
Virus della leucosi aviaria (saggio richiesto solo se il
. Effettuare il saggio
virus e© coltivato su tessuti aviari)
sacco vitellino. Incubare le uova per 7 giorni. Il lotto per i virus della leucosi aviaria usando 5 ml del liquido
di semenza virale o la raccolta soddisfano al saggio se i sopranatante delle cellule di controllo.
fluidi allantoidei e vitellinici non mostrano segni della
presenza di qualsiasi agente emoagglutinante e se tutti UOVA DI CONTROLLO
gli embrioni e le membrane corio-allantoidee, esami-
nate per evidenziare qualunque patologia macrosco- Agenti emoagglutinanti . Esaminare 0,25 ml di liquido
pica, sono normali. Il saggio e© valido solo se almeno allantoideo di ogni uovo per evidenziare la presenza di
l'80 per cento delle uova inoculate sopravvive durante agenti emoagglutinanti mediante mescolamento diretto
i 7 giorni. con eritrociti di pollo e dopo un passaggio su uova
EOPS effettuato nel modo seguente. Inoculare un cam-
COLTURE CELLULARI USATE PER LA PRODU- pione di 5 ml della miscela dei liquidi amniotici delle
ZIONE: CELLULE DI CONTROLLO uova di controllo, in ragione di 0,5 ml, nella cavita©
allantoidea e nella cavita© amniotica di uova EOPS.
Esaminare al microscopio le cellule di controllo per Le uova di controllo soddisfano al saggio se non viene
verificare l'assenza di qualsiasi virus capace di causare riscontrata la presenza di agenti emoagglutinanti in
degenerazione citopatica durante il periodo di incuba- entrambi i saggi.
zione delle colture cellulari inoculate usate per la pro- . Usare un campione di 10 ml
duzione; oppure per un periodo non inferiore a 14
Virus della leucosi aviaria
a 20-25 C per 30 min. Non deve essere riscontrata la 2.6.17. ATTIVITAé ANTICOMPLEMENTARE DEL-
Saggio in colture cellulari per gli altri agenti estranei . Per la determinazione dell'attivita© anticomplementare
Riunire i fluidi sopranatanti delle cellule di controllo (ACA) dell'immunoglobulina, incubare una quantita©
ed esaminare per evidenziare la presenza di agenti definita del prodotto in esame (10 mg di immunoglobu-
estranei mediante inoculo di colture di cellule di rene lina) con una quantita© definita di complemento di cavia
di scimmia e di cellule umane. Se il virus vaccinale e© (20 CH50) e titolare il complemento residuo; l'attivita©
202
Attivita© anticomplementare dell'immunoglobulina
inoizircserP
anticomplementare e© espressa come consumo percen- pecora centrifugando un volume adeguato di sangue di
ilareneG
tuale di complemento in rapporto al complemento di pecora stabilizzato, lavare le cellule almeno tre volte
controllo considerato come 100 per cento. con la soluzione tampone gelatina-barbital e preparare
L'unita© emolitica di attivita© complementare (CH50) e© una sospensione al 5 per cento V/V nella stessa solu-
la quantita© di complemento che, nelle condizioni di zione. Misurare la densita© cellulare della sospensione
reazione adottate, provoca la lisi di 2,5 10 8, su un come segue: aggiungere 0,2 ml della sospensione a
isilanA id
idoteM
2
irotinetnoC
R in acqua R e diluire a 25 ml con lo stesso solvente.
/ ilairetaM
Tampone barbital soluzione madre. Disciogliere 207,5 g la formula:
di sodio cloruro R e 25,48 g di barbital sodico R in
4000 ml di acqua R e aggiustare il pH a 7,3 con acido Vf V0i ; 62A
2
ivittaeR
Filtrare attraverso un filtro a membrana (dimensione V i = volume iniziale,
dei pori 0,22 m). Conservare a 4 C in recipienti di
m
A = assorbanza della sospensione iniziale a 541 nm.
vetro.
Soluzione di gelatina. Disciogliere 12,5 g di gelatina R in La sospensione corretta contiene circa 1 x 109 cellule
circa 800 ml di acqua R e scaldare funo ad ebollizione per millilitro.
itnemogrA
ilareneG
a b.m. Raffreddare a 20 C e diluire a 10 litri con
acqua R. Filtrare attraverso un filtro a membrana
(dimensione dei pori 0,22 m). Conservare a 4 C.
Titolazione dell'emolisina
eifargonoM
ilareneG
4,2 g di sodio cloruro R e 20,5 g di glucosio R in 750 ml
di acqua R. Aggiustare il pH a 6,1 usando una soluzione Tabella 2.6.17.-1.
(100 g/l) di acido citrico R e diluire a 1000 ml con
acqua R. Preparazione a partire da
ehcituecamraF
volumi della soluzione di gelatina a 1 volume della solu-
Soluzione
emroF
Diluizione
parare ogni giorno una nuova soluzione. (millilitri) (1: .....) (millilitri)
emirP
sangue di pecora in un volume di soluzione di citrato e 7,5 0,65 non diluita 0,1
mescolare. Conservare a 4 C per almeno 7 giorni e 10 0,90 non diluita 0,1
per non piu© di 28 giorni. (Sangue di pecora o globuli 75 1,80 7,5 0,2
rossi di pecora stabilizzati sono disponibili in com- 100 1,80 10 0,2
ehcituecamraF
mercio).
inoizaraperP
Emolisina. Antisiero nei confronti dei globuli rossi di 200 1,00 100 1,0
pecora preparato su coniglio. (Questi antisieri sono 300 1,00 150 1,0
disponibili in commercio). 400 1,00 200 1,0
Complemento di cavia. Preparare una miscela di siero 600 1,00 300 1,0
ehcitapoemO
inoizaraperP
di cavia, proveniente da almeno dieci animali. Sepa- 800 1,00 400 1,0
rare il siero dal coagulo mediante centrifugazione a 1200 1,00 600 1,0
circa 4 C. Conservare il siero in piccole quantita© ad 1600 1,00 800 1,0
una temperatura inferiore a -70 C. 2400 1,00 1200 1,0
METODO 3200* 1,00 1600 1,0
4800* 1,00 2400 1,0
ecidnI
rossi di pecora al 5 per cento. Separare i globuli rossi di *eliminare 1,0 ml di miscela
203
Attivita© anticomplementare dell'immunoglobulina
Aggiungere 1,0 ml della sospensione al 5 per cento di Preparazione di globuli rossi di pecora sensibilizzati in
globuli rossi di pecora a ciascuna provetta della serie maniera ottimale (sistema emolitico).
di diluizioni di emolisina, a partire dalla diluizione Preparare un volume appropriato di emolisina diluita
1:75 e mescolare. Incubare a 37 C per 30 min. contenente 2 MHU per millilitro e un uguale volume
Trasferire 0,2 ml di ciascuna miscela incubata in altret- di sospensione standardizzata di globuli rossi di pecora
tante provette pulite ed aggiungere 1,10 ml di soluzione al 5 per cento. Aggiungere la diluizione di emolisina
tampone gelatina-barbital e 0,2 ml di complemento di alla sospensione di globuli rossi e mescolare. Incubare
cavia diluito (per esempio, 1:150). Effettuare questo in a 37 C per 15 min, conservare a 2-8 C ed utilizzare
duplicato. entro 6 h.
Come cellule di controllo non emolizzate preparare tre Titolazione del complemento
provette contenenti ciascuna 1,4 ml di soluzione tam- Preparare una diluizione del complemento appropriata
pone gelatina-barbital e 0,1 ml di sospensione al 5 per (per esempio, 1:250) con la soluzione tampone gela-
cento di globuli rossi di pecora. tina-barbital ed eseguire la titolazione in doppio come
Come controllo per l'emolisi completa preparare tre riportato in Tabella 2.6.17.-2.
provette, contenenti ciascuna 1,4 ml di acqua R e Tabella 2.6.17.-2.
0,1 ml della sospensione al 5 per cento di globuli rossi
di pecora. Volume di soluzione
litro. Ab A1 ÿ
204
Saggio per la neurovirulenza dei vaccini di virus vivi
inoizircserP
Riportare su carta logaritmica Y/(1 - Y) in ascissa e la colare l'attivita© anticomplementare della preparazione
ilareneG
quantita© di complemento diluito in millilitri in ordi- in esame in rapporto al controllo del complemento
nata. Tracciare la retta che si adatta meglio ai punti e considerato come 100 per cento mediante l'espressione:
determinare l'ordinata corrispondente alla dose di com- a b 100
pletamento che causa il 50 per cento di emolisi dove
ÿ
isilanA id
idoteM
(CH50/ml) mediante l'espressione: a = attivita© complementare media (CH50/ml) del con-
Cd trollo del complemento,
Ca 5
2 b = attivita© complementare (CH50/ml) della prepara-
zione in esame.
irotinetnoC
Cd = valore inverso della diluizione del complemento,
/ ilairetaM
Ca = volume in millilitri del complemento diluito che Il saggio e© valido solo se:
provoca il 50 per cento di emolisi, ^ le attivita© anticomplementari determinate per il con-
5 = fattore di correzione che considera il numero di trollo ACA-negativo ed il controllo ACA-positivo
globuli rossi. sono entro i limiti indicati nel foglietto allegato alla
preparazione di riferimento;
Il saggio e© valido solo se la retta e© lineare tra il 15 per
ivittaeR
cento e l'85 per cento di emolisi e la pendenza e© com- ^ l'attivita© complementare del controllo (a) del comple-
presa tra 0,15 e 0,40 e preferibilmente tra 0,18 e 0,30. mento e© compresa nell'intervallo 80-120 CH50 per
millilitro.
Saggio per l'attivita© anticomplementare
itnemogrA
Diluire il complemento di cavia titolato con la solu-
ilareneG
2.6.18. SAGGIO PER LA NEUROVIRULENZA DEI
100 CH50/ml. Se necessario, correggere a 7 il pH del- Usare per ciascun saggio almeno dieci scimmie che
l'immunoglobulina in esame. Preparare le seguenti sono sieronegative al virus da sottoporre al saggio.
miscele di incubazione per un'immunoglobulina conte- Iniettare a ciascuna scimmia, salvo diversa indicazione,
nente 50 mg/ml:
eifargonoM
non piu© di 0,5 ml del materiale da esaminare nella
ilareneG
Tabella 2.6.17.-3. regione talamica di ciascun emisfero. La quantita© totale
di virus inoculata in ciascuna scimmia non deve essere
inferiore alla quantita© contenuta nella dose umana sin-
gola raccomandata di vaccino. Per verificare l'assenza
ehcituecamraF
Complemento
Immunoglobulina
emroF
(in doppio)
eiretaM
Complemento 0,2 ml 0,2 ml zione le scimmie di controllo per lo stesso periodo piu©
emirP
10 giorni. Gli animali che muoiono entro le 48 h dall'i-
Effettuare il saggio sull'immunoglobulina in esame e niezione sono considerati morti per cause non specifi-
preparare controlli ACA-negativi e ACA-positivi che e possono essere sostituiti. Il saggio non e© valido se
usando immunoglobulina umana PBR, come indicato piu© del 20 per cento delle scimmie inoculate muore per
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
nel foglietto allegato alla preparazione di riferimento. cause non specifiche; e se i campioni di siero, prelevati
Aggiungere volumi maggiori o minori di campione e di dalle scimmie di controllo al momento dell'inocula-
soluzione tampone gelatina-barbital se la concentra- zione degli animali in esame e 10 giorni dopo che questi
zione di immunoglobulina e© diversa da 50 mg/ml; per ultimi sono stati sacrificati, mostrano segni di infezione
esempio, aggiungere 0,47 ml di soluzione tampone gela- da virus selvaggio del tipo da sottoporre a saggio o da
ehcitapoemO
inoizaraperP
tina-barbital a 0,33 ml di immunoglobulina contenente virus del morbillo. Alla fine del periodo di osserva-
30 mg/ml, per ottenere 0,8 ml. Tappare le provette ed zione, effettuare l'autopsia e gli esami istopatologici di
incubare a b.m. a 37 C per 60 min. Aggiungere 0,2 ml appropriate zone del cervello per evidenziare l'even-
di ogni miscela di incubazione a 9,8 ml di soluzione tuale coinvolgimento del sistema nervoso centrale. Il
tampone gelatina-barbital per diluire il complemento. materiale soddisfa al saggio se non compaiono evidenti
Eseguire su ogni provetta la titolazione del comple- segni clinici o istopatologici inaspettati di coinvolgi-
ecidnI
mento come descritto in precedenza per misurare l'atti- mento del sistema nervoso centrale attribuibili al virus
vita© del complemento residuo (Tabella 2.6.17.-2). Cal- inoculato.
205
Saggio per la neurovirulenza del vaccino poliomielitico per uso orale
2.6.19. SAGGIO PER LA NEUROVIRULENZA DEL ad autopsia per determinare se la poliomielite e© stata
VACCINO POLIOMIELITICO PER USO la causa della morte. Gli animali che muoiono per
ORALE cause diverse dalla poliomielite vengono esclusi dalla
Le scimmie utilizzate nel saggio per la neurovirulenza valutazione. Gli animali moribondi o che sono grave-
devono soddisfare ai requisiti riportati nella monogra- mente paralizzati sono uccisi e sottoposti ad autopsia.
fia Vaccino poliomielitico per uso orale (215) e pesano Tutti gli animali che sopravvivono fino alla fine del
non meno di 1,5 kg. La patogenicita© per le scimmie periodo di osservazione sono sottoposti ad autopsia. Il
Macaca o Cercopithecus viene valutata confrontandola saggio e© valido solo se meno del 20 per cento degli ani-
con quella di una preparazione di virus di riferimento mali mostra infezione intercorrente durante il periodo
per il saggio della neurovirulenza mediante inocula- di osservazione.
zione nella regione lombare del sistema nervoso cen- Numero di sezioni esaminate . Si sottopongono ad esame
trale dopo sedazione con un'appropriata sostanza, per istologico almeno il midollo lombare, il midollo cervi-
es., il cloridrato di ketamina. Un campione di siero, cale, il bulbo inferiore e superiore, il mesencefalo, il
prelevato prima dell'iniezione, dovra© dimostrare di talamo e la corteccia cerebrale motoria di ciascuna
non contenere anticorpi neutralizzanti quando e© esami- scimmia. Le sezioni sono tagliate con uno spessore di
nato alla diluizione di 1:4 in presenza di non piu© di 15 mm e colorate con gallocianina. Il numero minimo
1000 DICC50 di ciascuno dei tre tipi di poliovirus. di sezioni esaminate e© il seguente:
Numero di scimmie . Il vaccino e il virus omotipo di rife- (a) 12 sezioni rappresentative dell'intero ingrossa-
rimento sono sottoposti a saggio contemporaneamente mento lombare;
nello stesso gruppo di scimmie. Numeri uguali di ani- (b) 10 sezioni rappresentative dell'intero ingrossa-
mali sono inoculati con il vaccino in esame e con la pre- mento cervicale;
parazione di riferimento. Gli animali sono suddivisi a (c) 2 sezioni del bulbo;
caso nei gruppi di trattamento e nelle gabbie e la loro
identita© e© codificata in modo che il trattamento rice- (d) 1 sezione del ponte e del cervelletto;
vuto da ciascun animale sia ignoto agli osservatori ed (e) 1 sezione del mesencefalo;
a coloro che valuteranno le sezioni istologiche. Il (f) 1 sezione della parte sinistra e della parte destra
numero di scimmie inoculate e© tale che nella valuta- del talamo;
zione del vaccino e della preparazione di riferimento,
ci siano non meno di 11 scimmie positive per il virus (g) 1 sezione della parte sinistra e della parte destra
tipo 1 e tipo 2 e non meno di 18 scimmie positive per il della corteccia cerebrale motoria.
virus tipo 3 (le scimmie positive sono quelle che presen- . Per la valutazione dell'attivita©
tano lesioni neuronali specifiche da virus poliomielitico Indice dell'attivita© virale
206
Saggio per la neurovirulenza del vaccino poliomielitico per uso orale
inoizircserP
Gli indici di gravita© si basano sull'esame delle emise- Se l'indice medio delle lesioni per il vaccino in esame e©
ilareneG
zioni delle sezioni istologiche lombari (L), cervicali (C) Xesame e C1, C2 e C3 sono costanti calcolate come
e cerebrali (B). L'indice delle lesioni (LS) per ciascuna descritto di seguito, allora il vaccino non e© accetta-
scimmia positiva si calcola come segue: bile se:
Xesame X rif > C1;
isilanA id
02 3 2 3 2 31 ÿ
Somma degli Somma degli Somma degli
idoteM
B6 indici L 7 6 indici C 7 6 indici B 7C
LS B6 76 76 7C 4 3
@4 Numero 5 4 Numero 5 4
il vaccino puo© essere sottoposto di nuovo a saggio una
Numero 5A
volta se:
delle emisezioni delle emisezioni delle emisezioni
Per ciascun gruppo di scimmie positive viene calcolato C1 < Xesame X rif < C2
un indice medio delle lesioni.
ÿ
irotinetnoC
/ ilairetaM
. Il confronto dell'attivita© virale del vaccino Se il vaccino e© di nuovo sottoposto a saggio, le medie
e della preparazione di riferimento si basa sull'attivita© degli indici delle lesioni per il vaccino in esame e per il
Valutazione
che si manifesta nell'ingrossamento lombare del vaccino di riferimento vengono ricalcolate. Il vaccino
midollo spinale e sul grado di diffusione dell'attivita© da non e© accettabile se:
questa regione all'ingrossamento cervicale ed al cer- X esame 1 esame 2 X rif 1 rif 2 > C :
ivittaeR
ÿ
2
l'indice totale di tutti gli animali sottoposti al saggio.
Nella valutazione finale sono anche presi in considera- Le costanti C1, C2 e C3 si calcolano mediante le espres-
zione i singoli animali che mostrano evidenza di una sioni:
attivita© insolitamente alta o nella regione lombare o
itnemogrA
ilareneG
s
come risultato di una diffusione da questa regione. La
C1 2; 3 2sN
2
sospensione madre monovalente soddisfa al saggio se 1
eifargonoM
s
ilareneG
di riferimento. I criteri per l'accettabilita© vengono ripor- C2 2; 6 2sN
2
tati di seguito.
1
Criteri . Si effettua su ciascun vaccino di riferimento
(tipo 1, 2, e 3) un numero appropriato di saggi di quali-
ehcituecamraF
s
ficazione per la neurovirulenza (per esempio 4) per C 1 ; 6 2s2
emroF
ottenere dati sull'attivita© di tali vaccini che serviranno 3 N2
eiretaM
intra-saggio (s2) e della deviazione intra-saggio (s).
emirP
N2 = numero di scimmie positive nei due saggi,
I criteri di validita© dei risultati di un saggio su una pre- 2; 3 = deviazione normale al livello dell'1 per cento,
parazione di riferimento sono stabiliti in base ai dati
cumulativi ottenuti dai saggi di qualificazione. Non 2; 6 = deviazione normale al livello dello 0,5 per cento,
ehcituecamraF
puo© essere fornito alcun criterio applicabile in generale; 1; 6 = deviazione normale al livello del 5 per cento.
inoizaraperP
ehcificepS
Tipo 1 e 2 M-s M+s (1) Una scheda idonea viene riportata nei Requisiti per il Vaccino
ecidnI
Tipo 3 M - s/2 M+s poliomielitico per uso orale (Requisiti per le Sostanze biologiche,
n. 7, O.M.S.).
207
Tecniche di amplificazione dell'acido nucleico
DELL'ACIDO NUCLEICO
208
Tecniche di amplificazione dell'acido nucleico
inoizircserP
5. METODO DI SAGGIO - il tipo di DNA-polimerasi, la composizione del tam-
ilareneG
pone e il volume di reazione usato per l'amplifica-
5.1. Prevenzione della contaminazione zione;
Il rischio di contaminazione esige una segregazione - il tipo di apparecchio per PCR usato e la velocita© di
stretta delle aree che dipende dal materiale trattato e variazione della conducibilita© termica tra l'apparec-
isilanA id
dalla tecnologia usata. I punti da considerare includono chio, la provetta di reazione ed il fluido di reazione.
idoteM
il movimento e l'abbigliamento del personale, il flusso
del materiale, il rifornimento di aria e le procedure di 5.4. Rivelazione
irotinetnoC
/ ilairetaM
quali: o da una combinazione di questi parametri.
La caratterizzazione per dimensione puo© essere otte-
^ area per la miscela madre (dove e© trattato esclusiva- nuta mediante elettroforesi su gel (usando agarosio o
mente materiale esente da sequenze bersaglio che gel di poliacrilammide o elettroforesi capillare) o
possano agire da stampo, per esempio primers, tam- mediante cromatografia su colonna (per esempio
poni, ecc.), HPLC). La caratterizzazione in base alla composizione
ivittaeR
^ area pre-PCR (dove sono manipolati i reattivi, i cam- della sequenza puo© essere ottenuta mediante ibrida-
pioni e i controlli), zione specifica di sonde aventi una sequenza comple-
mentare alla sequenza bersaglio o mediante segmenta-
^ area di amplificazione in PCR (dove il materiale zione del materiale amplificato che riflette i siti di
amplificato e© manipolato in un sistema chiuso), restrizione enzimatica specifici del bersaglio. La carat-
itnemogrA
ilareneG
^ area di rivelazione post-PCR (l'unica area dove il terizzazione mediante modificazione chimica puo©
materiale amplificato e© manipolato in un sistema essere ottenuta, per esempio, con l'incorporazione di
aperto). un fluoroforo negli amplicons e la successiva rivelazione
della fluorescenza conseguente all'eccitazione.
eifargonoM
La rivelazione degli amplicons puo© anche essere otte-
ilareneG
5.2. Preparazione del campione
Quando si preparano i campioni, e© necessario che la nuta usando sonde marcate per permettere una succes-
sequenza bersaglio che deve essere amplificata sia effi- siva rivelazione radio-isotopica o immuno-enzimatica.
cientemente estratta o liberata dal materiale in esame 6. VALUTAZIONE E INTERPRETAZIONE DEI
in maniera riproducibile e in modo da rendere possibile RISULTATI
ehcituecamraF
l'amplificazione nelle condizioni di reazione scelte. Pos-
sono essere impiegate una varieta© di procedure di estra- Si ottiene un risultato valido in un saggio solo se il con-
emroF
zione fisico-chimiche e/o procedure di arricchimento. trollo(i) positivo e© inequivocabilmente positivo e il con-
Additivi presenti nel materiale in esame possono inter- trollo(i)
causa
negativo e© inequivocabilmente negativo. A
dell'altissima sensibilita© del metodo PCR e del
ferire con la PCR. Le procedure descritte nel capi- rischio inerente di contaminazione, e© necessario confer-
tolo 7.3.2 devono essere usate come controllo per la mare risultati positivi ripetendo la procedura
eiretaM
di saggio
emirP
presenza di inibitori che derivano dal materiale in completa in doppio, dove possibile su una nuova ali-
esame. quota del campione. Il campione e© considerato positivo
Nel caso di sequenze di RNA che funzionano da se almeno uno dei saggi ripetuti da© un risultato posi-
stampo, bisogna aver cura di evitare l'attivita© delle ribo- tivo.
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
nucleasi.
7. ASSICURAZIONE DELLA QUALITA'
5.3. Amplificazione
7.1. Convalida del sistema di dosaggio PCR
L'amplificazione in PCR della sequenza bersaglio e© Il programma di convalida deve includere la convalida
ehcitapoemO
- la lunghezza e la composizione in basi dei primers e sugli Standard Internazionali per le sequenze bersaglio
delle sequenze bersaglio; per le quali sara© usato il sistema di saggio.
209
Tecniche di amplificazione dell'acido nucleico
Durante la convalida deve essere determinato il valore quella della sequenza bersaglio da esaminare, ma gli
soglia positivo. Il valore soglia positivo e© definito come amplicons devono essere chiaramente distinguibili.
il numero minimo di sequenze bersaglio per campione I controlli interni devono essere dello stesso tipo di
di volume che puo© essere rivelato nel 95 per cento dei acido nucleico (DNA/RNA) del materiale che deve
saggi. Il valore soglia positivo dipende da fattori corre- essere esaminato. Il controllo interno e© aggiunto di pre-
lati come il volume del campione estratto e l'efficacia ferenza al materiale in esame prima dell'isolamento
della metodologia di estrazione, la trascrizione del dell'acido nucleico e quindi agisce come un controllo
RNA bersaglio nel DNAc, il processo di amplificazione globale (estrazione, trascrizione inversa, amplifica-
e la rivelazione. zione, rivelazione).
Per definire il limite di rivelazione del sistema di dosag- 7.4. Valutazione esterna della qualita©
gio, deve essere fatto riferimento al punto di interru- La partecipazione a programmi di valutazione esterna
zione positivo per ciascuna sequenza bersaglio e al della qualita© e© una importante procedura di assicura-
risultato del saggio al di sopra e al di sotto del valore zione della qualita© della PCR per ciascun laboratorio e
soglia positivo. per ciascun operatore.
La seguente sezione e© data solo per informazione.
7.2. Controllo di qualita© dei reattivi
Tutti i reattivi cruciali per la metodologia usata devono LINEE GUIDA SULLA CONVALIDA DELLE
essere controllati prima dell'uso durante l'uso routina- TECNICHE DI AMPLIFICAZIONE DELL'ACIDO
rio. La loro accettazione/eliminazione e© basata su cri- NUCLEICO (NAT) PER LA RIVELAZIONE
teri di qualita© predefiniti. DELL'RNA DEL VIRUS DELL'EPATITE C (HCV)
NELLE MISCELE DI PLASMA
I primers sono una componente importante del saggio
PCR e quindi la progettazione della loro sequenza, la 1. SCOPO
purezza e la convalida del loro uso in un dosaggio La maggioranza delle procedure analitiche di amplifi-
PCR richiede attenzione. Ogni nuovo lotto di primers e© cazione degli acidi nucleici (NAT) sono saggi qualita-
saggiato per specificita© , efficienza di amplificazione e tivi (quantali) per evidenziare la presenza di acido
assenza di impurita© inibitorie prima dell'accettazione. nucleico; sono disponibili alcuni saggi quantitativi
I primers possono essere modificati (per esempio, con (interni o commerciali). Per la rivelazione della conta-
la coniugazione con un fluoroforo o un antigene) in minazione delle miscele di plasma con RNA dell'HCV,
modo da permettere l'uso di un metodo specifico di i saggi qualitativi sono adeguati e possono essere consi-
rivelazione dell'amplicon, purchë tali modificazioni derati come un saggio limite per il controllo delle impu-
non inibiscano l'accurata ed efficiente amplificazione rezze come descritto in Pharmeuropa, Dicembre 1999,
della sequenza bersaglio. Techinical Guide for the elaboration of monofraphs,
7.3. Controlli da effettuare in ogni seduta analitica Chapter III ``Validation of analytic procedures''. Que-
7.3.1. Controlli esterni ste linee guida descrivono metodi per convalidare solo
le procedure di analisi qualitativa NAT al fine di valu-
Per minimizzare il rischio di contaminazione e per assi- tare la contaminazione delle miscele di plasma con
curare sensibilita© adeguata, in ciascun saggio PCR sono RNA dell'HCV. Quindi, le due caratteristiche conside-
inclusi i seguenti controlli esterni: rate come le piu© importanti per la convalida della pro-
^ controllo positivo: contiene un numero definito di cedura analitica sono la specificita© e il limite di rivela-
copie della sequenza bersaglio, il cui numero e© deter- zione. In aggiunta, dovrebbe essere valutata la robu-
minato individualmente per ciascun sistema di stezza della procedura analitica.
dosaggio ed indicato come un multiplo del valore Tuttavia, questo documento puo© anche essere usato
soglia positivo del sistema di dosaggio; come base per la convalida di NAT in generale.
^ controllo negativo: un campione della stessa matrice Per lo scopo di questo documento, una procedura anali-
nel quale l'assenza di sequenze bersaglio sia gia© stata tica e© definita come la procedura completa a partire
dimostrata. dall'estrazione dell'acido nucleico, fino alla rivelazione
dei prodotti amplificati.
7.3.2. Controllo interno Se sono usati kit commerciali per una parte o per tutta
I controlli interni sono sequenze di acido nucleico defi- la procedura analitica, punti di convalida gia© trattati e
nite e contenenti i siti di legame del primer. I controlli documentati dal produttore del kit possono sostituire
interni devono essere amplificati con efficacia simile a la convalida da parte degli utilizzatori. Tuttavia, la pre-
210
Tecniche di amplificazione dell'acido nucleico
inoizircserP
stazione del kit rispetto all'uso che se ne intende fare mente risultati qualitativi. Il numero dei risultati possi-
ilareneG
deve essere dimostrata dagli utilizzatori (per esempio, bili e© limitato a due, o positivo o negativo. Benchë sia
limite di rivelazione, robustezza, contaminazione cro- raccomandata la determinazione del limite di rivela-
ciata). zione, per scopi pratici, deve essere determinato un
valore soglia positivo per la procedura analitica NAT.
2. SPECIFICITAé
isilanA id
Il valore soglia positivo (come definito nel capitolo
idoteM
La specificita© e© la capacita© di valutare inequivocabil- generale 2.6.21) e© il numero minimo di sequenze bersa-
mente l'acido nucleico in presenza dei componenti che glio per volume di campione che puo© essere rivelato
ci si aspetta possano essere presenti. nel 95 per cento dei saggi. Questo valore soglia positivo
e© influenzato dalla distribuzione dei genomi virali nei
La specificita© delle procedure analitiche NAT dipende
irotinetnoC
/ ilairetaM
singoli campioni in esame e da fattori come l'efficienza
dalla scelta dei primers, la scelta della sonda (per l'ana- enzimatica e puo© comportare differenti valori soglia al
lisi del prodotto finale) e il rigore delle condizioni di 95 per cento per una singola seduta analitica.
saggio (per entrambe le fasi di amplificazione e di rive- Per determinare il valore soglia positivo, una serie di
lazione). diluizioni di un reattivo di lavoro o del virus dell'epatite
Quando si progettano i primers e le sonde deve essere C BRP, che e© stato calibrato rispetto allo Standard
ivittaeR
verificata la specificita© dei primers e delle sonde di rive- Internazionale dell'O.M.S. dell'HCV 96/790, deve
lare solo l'RNA dell'HCV confrontando le sequenze essere sottoposta a saggio in giorni differenti per esami-
scelte con le sequenze pubblicate nelle banche dati. Per nare variazioni tra i saggi. Almeno 3 serie di diluizioni
l'HCV, i primers (e le sonde) saranno normalmente indipendenti devono essere sottoposte a saggio con un
itnemogrA
scelti dalle aree della regione non codificante al 5' del
ilareneG
numero sufficiente di repliche a ciascuna diluizione per
genoma di HCV che sono altamente conservate per un numero totale di 24 risultati di saggio per ciascuna
tutti i genotipi. diluizione per permettere un'analisi statistica dei risul-
Il prodotto amplificato deve essere identificato inequi- tati.
vocabilmente mediante l'uso di uno tra i tanti metodi Per esempio, un laboratorio potrebbe sottoporre a sag-
eifargonoM
ilareneG
come amplificazione con primers localizzati su gio 3 serie di diluizioni in giorni differenti con 8 repli-
sequenze interne, analisi mediante restrizione enzima- che di ciascuna diluizione, 4 serie di diluizioni in giorni
tica, sequenziamento o ibridazione con una sonda spe- differenti con 6 repliche di ciascuna diluizione, o 6 serie
cifica. di diluizioni in giorni differenti con 4 repliche di cia-
ehcituecamraF
Per poter convalidare la specificita© della procedura scuna diluizione. Per limitare il numero di diluizioni ad
un livello maneggevole, si deve eseguire un saggio preli-
emroF
analitica, almeno 100 miscele di plasma negative per
l'RNA di HCV devono essere sottoposte a saggio e minare (usando, per es. diluizioni logaritmiche del cam-
dimostrate non reattive. Campioni adatti di miscele pione di miscela di plasma) in modo da ottenere un
non reattive sono disponibili presso l'EDQM. valore soglia positivo preliminare (per es. la diluizione
piu© alta che da© un segnale positivo). L'intervallo delle
La capacita© della procedura analitica di rivelare tutti i
eiretaM
diluizioni puo© essere poi scelto intorno al valore soglia
emirP
genotipi dell'HCV dipendera© di nuovo dalla scelta dei determinato preliminarmente (usando, per es., un fat-
primers, delle sonde e dei parametri di reazione. Questa tore di diluizione uguale o inferiore a 0,5 log e una
capacita© dovrebbe essere dimostrata usando insiemi di miscela di plasma negativa come matrice di diluizione).
riferimento caratterizzati. Tuttavia, vista la difficolta© La concentrazione dell'RNA di HCV che puo© essere
ehcituecamraF
inoizaraperP
rivelata nel 95 per cento dei saggi puo© poi essere calco-
il genotipo 6), i genotipi a prevalenza maggiore (per lata usando una valutazione statistica appropriata.
esempio in Europa i genotipi 1 e 3) dovrebbero essere Questi risultati possono servire anche per dimostrare la
rivelati ad un livello appropriato. variazione intra-dosaggio e la variazione giorno per
ehcitapoemO
inoizaraperP
La procedura analitica NAT usata per la rivelazione fornisce un'indicazione della sua affidabilita© durante
dell'RNA di HCV nelle miscele di plasma da© general- l'uso normale.
211
Fattori della coagulazione attivati
La valutazione della robustezza deve essere presa in di HCV calibrato contro lo Standard Internazionale
considerazione durante la fase dello sviluppo. HCV 96/790 dell'O.M.S.) puo© essere considerato una
Dovrebbe dimostrare l'affidabilita© della procedura ana- verifica soddisfacente dell'idoneita© del sistema ed assi-
litica rispetto alle variazioni deliberate dei parametri cura che l'affidabilita© della procedura analitica sia man-
del metodo. Per la NAT, piccole variazioni nei parame- tenuta ogni volta che viene usata.
tri del metodo possono essere cruciali. Tuttavia, la
robustezza del metodo puo© essere dimostrata durante Qualificazione tecnica: si deve eseguire una installa-
il suo sviluppo quando piccole variazioni nelle concen- zione appropriata e un programma di qualificazione
trazioni dei reattivi, per es. MgCl2, primers o dNTP, operativa per ciascuna parte critica dell'apparecchia-
sono sottoposte a saggio. Per dimostrare la robustezza, tura usata. La conferma della prestazione della proce-
dovrebbero essere sottoposte a saggio e trovate positive dura analitica dopo il cambio dell'apparecchiatura cri-
almeno 20 miscele di plasma, selezionate a caso, nega- tica (per es. apparecchio per PCR) deve essere docu-
tive per l'RNA di HCV e intenzionalmente contaminate mentata mediante conduzione di un saggio parallelo
con l'RNA di HCV ad una concentrazione finale pari su 8 repliche di una miscela di plasma intenzionalmente
a 3 volte il valore soglia al 95 per cento preventiva- contaminato con RNA di HCV ad una concentrazione
mente determinato. finale pari a 3 volte il valore soglia al 95 per cento pre-
Possono anche sorgere problemi con la robustezza per i viamente determinato. Tutti i risultati devono essere
metodi che usano una fase di ultracentrifugazione ini- positivi.
ziale prima dell'estrazione dell'RNA virale. Quindi, Qualificazione dell'operatore: si deve avviare un pro-
per verificare la robustezza di tali metodi, devono gramma di qualificazione appropriato per ciascun ope-
essere sottoposte a saggio e trovate positive almeno ratore che effettua tali saggi. Per verificare la riuscita
20 miscele di plasma contenenti livelli diversi di RNA dell'addestramento ciascun operatore deve sottoporre
di HCV ma prive di anticorpi specifici per l'HCV. a saggio almeno 8 repliche di una miscela di plasma
La prevenzione della contaminazione crociata deve intenzionalmente contaminato con RNA di HCV ad
essere dimostrata mediante rivelazione accurata di un una concentrazione finale pari a 3 volte il valore soglia
insieme di almeno 20 campioni costituito da campioni al 95 per cento previamente determinato. Questo saggio
alternati di miscele di plasma negative e di miscele di (8 repliche) deve essere ripetuto due volte in due giorni
plasma negative intenzionalmente contaminate con alte separati, per es. un totale di 24 saggi effettuati in tre
concentrazioni di HCV (almeno4 102 volte il valore giorni differenti. Tutti i risultati devono essere positivi.
soglia al 95 per cento o almeno 10 UI/ml).
5. ASSICURAZIONE DELLA QUALITAé 2.6.22. FATTORI DELLA COAGULAZIONE ATTI-
212
2.7. Dosaggi biologici
inoizircserP
ilareneG
isilanA id
2.7. Dosaggi biologici . . . . . . . . . . . . . . . 2.7.11. Dosaggio del fattore IX della coagu-
idoteM
215
2.7.1. Metodi immunochimici . . . . . . . . . . 215 lazione del sangue umano . . . . . . 234
2.7.2. Dosaggio microbiologico degli anti- 2.7.12. Dosaggio dell'eparina nei concentrati
biotici . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 217 dei fattori della coagulazione . . . . 235
2.7.3. Dosaggio della corticotropina . . . . . 224 2.7.13. Dosaggio dell'immunoglobulina uma-
irotinetnoC
/ ilairetaM
2.7.4. Dosaggio del fattore VIII della coa- na anti-D . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 235
gulazione del sangue umano . . . . 224 2.7.14. Dosaggio del vaccino dell'epatite A 236
2.7.5. Dosaggio dell'eparina . . . . . . . . . . . 226 2.7.15. Dosaggio del vaccino dell'epatite B
(DNAr) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 237
2.7.6. Dosaggio del vaccino difterico adsor- 2.7.16. Dosaggio del vaccino pertossico acel-
bito . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 227 lulare . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 238
ivittaeR
2.7.7. Dosaggio del vaccino pertossico . . . 229 2.7.17. Dosaggio dell'antitrombina III umana 239
2.7.8. Dosaggio del vaccino tetanico adsor- 2.7.18. Dosaggio del fattore II della coagula-
bito . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 230 zione del sangue umano . . . . . . . . 239
2.7.9. Saggio della funzione Fc dell'immu- 2.7.19. Dosaggio del fattore X della coagula-
itnemogrA
ilareneG
noglobulina . . . . . . . . . . . . . . . . . 231 zione del sangue umano . . . . . . . . 240
2.7.10. Dosaggio del fattore VII della coagu- 2.7.20. Dosaggio in vivo del vaccino inatti-
lazione del sangue umano . . . . . . 233 vato della poliomelite . . . . . . . . . . 241
eifargonoM
ilareneG
ehcituecamraF
emroF
eiretaM
emirP
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
ehcitapoemO
inoizaraperP
ecidnI
Metodi immunochimici
inoizircserP
METODI NEI QUALI SI UTILIZZA UN ANTI-
ilareneG
2.7. DOSAGGI BIOLOGICI
GENE NON MARCATO O UN ANTICORPO NON
2.7.1. METODI IMMUNOCHIMICI
MARCATO
I metodi immunochimici sono basati sul legame
isilanA id
selettivo, reversibile e non covalente tra gli antigeni
idoteM
Metodi di immunoprecipitazione
e gli anticorpi. Questi metodi sono impiegati per I metodi di immunoprecipitazione comprendono le rea-
rivelare o quantificare gli antigeni e gli anticorpi. zioni di flocculazione e di precipitazione. Quando una
La formazione del complesso antigene-anticorpo soluzione di un antigene e© mescolata con il suo anti-
puo© essere rivelata e la quantita© del complesso for- corpo corrispondente in condizioni appropriate, i reat-
irotinetnoC
/ ilairetaM
mato puo© essere misurata con tecniche varie. Le indi- tivi formano aggregati che flocculano o precipitano.
cazioni di questo metodo generale si applicano ai Il rapporto tra le quantita© dei reattivi che producono il
metodi immunochimici che usano reattivi marcati o tempo di flocculazione piu© corto o la precipitazione
no, a seconda del caso. piu© netta e© chiamato rapporto ottimale ed e© general-
I risultati dei metodi immunochimici dipendono dalle mente prodotto da quantita© equivalenti di antigene e
ivittaeR
condizioni sperimentali, dalla natura e della qualita© di anticorpo. L'immunoprecipitazione puo© essere valu-
dei reattivi usati. Eé essenziale standardizzare i compo- tata visivamente o mediante tecniche di diffusione della
nenti di un dosaggio immunologico e usare, se disponi- luce (dosaggio per nefelometria o turbidimetria).
Un aumento di sensibilita© puo© essere ottenuto usando
bili, preparazioni di riferimento internazionali per i come reattivi particelle rivestite di antigene o di anti-
itnemogrA
dosaggi immunologici.
ilareneG
corpo (per es. il lattice).
I reattivi necessari per molti metodi immunologici sono Nei metodi di flocculazione si usano generalmente
disponibili in commercio come kits di dosaggio, cioe© diluizioni graduali di uno dei reattivi mentre nei metodi
un insieme che comprende i reattivi (in particolare l'an- di immunodiffusione (ID) la diluizione e© ottenuta
tigene e l'anticorpo) ed i materiali destinati alla deter-
eifargonoM
mediante diffusione in un gel: si ottengono gradienti di
ilareneG
minazione in vitro di una sostanza specifica, oltre alle concentrazione di uno o entrambi i reattivi in modo da
istruzioni per il loro uso corretto. I kits sono usati in creare delle zone nel gel dove il rapporto dei reattivi
accordo con le istruzioni del produttore; e© importante favorisce la precipitazione. Mentre i metodi di floccula-
accertare che essi siano appropriati all'analisi della zione si effettuano in provette, i metodi di immunodif-
ehcituecamraF
sostanza da esaminare con particolare riferimento alla fusione possono essere effettuati usando supporti diffe-
renti come provette, piastre, celle o camere.
emroF
selettivita© ed alla sensibilita© . Direttive riguardanti i kits
per dosaggi immunologici sono fornite dall'Organizza- Nel caso in cui il sistema di immunoprecipitazione con-
zione Mondiale della Sanita© , Serie Rapporti Tecnici siste di un antigene che si combina con il corrispon-
658 (1981). dente anticorpo, il sistema e© definito semplice; quando
esso prevede reattivi correlati ma non identici dal punto
eiretaM
emirP
METODI NEI QUALI SI UTILIZZA UN ANTI- di vista sierologico il sistema e© complesso e quando sono
GENE MARCATO O UN ANTICORPO MARCATO previsti alcuni reattivi non correlati dal punto di vista
sierologico il sistema e© multiplo.
I metodi che usano sostanze marcate possono impie-
ehcituecamraF
ehcificepS
gare marcatori appropriati come enzimi, fluorofori, diente di concentrazione per uno solo dei reattivi che
luminofori e radioisotopi. Nel caso in cui il marcatore diffonde da una sorgente esterna nel gel contenente il
sia un radioisotopo il metodo e© descritto come un reattivo corrispondente ad una concentrazione relativa-
``dosaggio radioimmunologico''. Le raccomandazioni mente bassa.
ehcitapoemO
grafia Preparazioni radiofarmaceutiche (0125) si ap- L'immunodiffusione radiale singola (IDRS) e© una sem-
plice tecnica quantitativa di immunodiffusione.
plicano ai dosaggi immunologici che impiegano i Quando si stabilisce l'equilibrio tra il reattivo esterno e
radioisotopi. L'intero lavoro con i materiali radioat- quello interno, l'area di precipitazione circolare, che si
tivi deve essere fatto in conformita© con la legislazione origina a partire dal reattivo esterno, e© direttamente
nazionale e con norme di buona pratica, accettate proporzionale alla quantita© di antigene applicata ed
internazionalmente, per la protezione dai rischi di
ecidnI
215
Metodi immunochimici
Nei metodi di diffusione doppia i gradienti di concentra- sta di pozzetti allineati. Il titolo del materiale in esame
zione si stabiliscono per entrambi i reattivi. Sia l'antigene puo© essere determinato alla diluizione piu© alta che pre-
che l'anticorpo diffondono da siti distinti in un gel ini- senta una linea di precipitazione.
zialmente neutro dal punto di vista immunologico. Sono note diverse modificazioni dei metodi di immu-
I metodi comparativi di diffusione doppia sono usati per il noelettroforesi crociata e di elettroimmunodosaggio.
confronto qualitativo di diversi antigeni rispetto ad un Altre tecniche combinano la separazione degli antigeni
anticorpo appropriato e viceversa. Il confronto e© basato per dimensioni molecolari e per proprieta© sierologiche.
sulla presenza o l'assenza di interazione tra le zone di
precipitazione. Si possono distinguere reazioni di iden- Visualizzazione e caratterizzazione delle linee di immu-
216
Dosaggio microbiologico degli antibiotici
inoizircserP
3) l'ordine di dosaggio e© casuale; Queste condizioni devono essere verificate mediante
ilareneG
4) se il campione in esame e© sotto forma di siero o for- saggi di validita© per una data probabilita© , generalmente
mulato con altri componenti, lo standard e© prepa- P = 0,05. Si possono usare altri modelli matematici
rato allo stesso modo; come il modello a rapporto di pendenza, purchë questa
5) il saggio comprende la misurazione del legame non prova di validita© sia dimostrata.
isilanA id
specifico del reattivo marcato; Salvo indicazione diversa nella monografia, i limiti fidu-
idoteM
6) per il dosaggio immunologico per competizione: ciali di errore (P = 0,95) del dosaggio dell'attivita© biolo-
(a) si determina il legame massimo (competizione gica non sono inferiori al 95 per cento e non sono supe-
zero); riori al 105 per cento dell'attivita© biologica misurata.
(b) le diluizioni coprono l'intero intervallo di rispo- Effettuare il dosaggio con il metodo A o con il me-
irotinetnoC
/ ilairetaM
sta a partire dai valori piu© vicini al legame non spe- todo B.
cifico fino al legame massimo, preferibilmente per
entrambe le preparazioni standard ed in esame. A. METODO PER DIFFUSIONE
CALCOLO STATISTICO Liquefare un terreno di coltura appropriato alle condi-
zioni del dosaggio ed inocularlo ad una temperatura
ivittaeR
Per analizzare i risultati, le curve di risposta per la pre- appropriata, per esempio 48-50 C per le forme vegeta-
parazione in esame e la preparazione standard possono tive, con una quantita© nota di una sospensione di
essere stimate mediante i metodi descritti nel capitolo microrganismi sensibili all'antibiotico da esaminare, in
5.3. Analisi statistica dei risultati dei dosaggi e saggi bio- modo che (con le concentrazioni di antibiotico usate
itnemogrA
logici. per il dosaggio) si formino zone di inibizione di diame-
ilareneG
Un non parallelismo significativo indica che l'anticorpo tro appropriato e nettamente definite. Porre immedia-
o l'antigene discrimina tra la preparazione in esame e tamente in piastre di Petri o in piastre rettangolari
la preparazione standard ed i risultati non sono validi. ampie una quantita© del terreno di coltura inoculato in
Nei dosaggi immunologici per competizione, i valori modo da formare uno strato uniforme dello spessore
eifargonoM
per un legame non specifico e di competizione massima di 2-5 mm. Alternativamente, il terreno di coltura puo©
ilareneG
a concentrazione elevata della preparazione in esame o essere composto da due strati di cui viene inoculato
della preparazione standard non devono essere signifi- solo quello superiore. Conservare le piastre in modo
cativamente diversi. Le differenze possono indicare che non si verifichi una crescita apprezzabile o la morte
effetti dovuti alla matrice, alla inibizione del legame o dei microrganismi prima che le piastre vengano usate
ehcituecamraF
alla degradazione del tracciante. ed in modo che la superficie del terreno di coltura sia
emroF
asciutta al momento dell'uso.
Preparare delle soluzioni della sostanza di riferimento e
dell'antibiotico da esaminare a concentrazione nota e
2.7.2. DOSAGGIO MICROBIOLOGICO DEGLI
L'attivita© biologica di un antibiotico e© valutata con- e la soluzione tampone indicati nella Tabella 2.7.2.-1.
eiretaM
emirP
frontando l'inibizione della crescita di microrganismi Applicare le soluzioni sulla superficie del terreno di col-
sensibili prodotta rispettivamente da concentrazioni tura, per es., in cilindri di porcellana sterili, di acciaio
note dell'antibiotico in esame e da una sostanza di rife- inossidabile o di un altro materiale appropriato o in
rimento. pozzetti preparati nell'agar. Si deve aggiungere lo stesso
ehcituecamraF
inoizaraperP
Le sostanze di riferimento usate nei dosaggi sono volume di soluzione a ciascun cilindro o pozzetto.
ehcificepS
sostanze la cui attivita© e© stata determinata con preci- Alternativamente usare filtri sterili di carta assorbente
sione con riferimento al corrispondente standard inter- di qualita© appropriata; impregnare i dischi con le solu-
nazionale o alla preparazione internazionale di riferi- zioni della sostanza di riferimento o con le soluzioni
mento. dell'antibiotico da esaminare e disporli sulla superficie
ehcitapoemO
inoizaraperP
di riferimento devono essere parallele; esse devono trica. Nei dosaggi di routine quando e© stata dimostrata
essere lineari nell'intervallo di dosi usate per il calcolo. la linearita© del sistema su un numero appropriato di
217
Dosaggio microbiologico degli antibiotici
esperimenti usando un dosaggio a tre punti, puo© essere tre concentrazioni consecutive tra un gran numero di
sufficiente un dosaggio a due punti in accordo con l'au- concentrazioni, impiegando dosi corrispondenti della
torita© competente. Tuttavia in tutti i casi di disputa soluzione di riferimento e della soluzione dell'antibio-
deve essere applicato il dosaggio a tre punti descritto tico in esame.
precedentemente.
Disporre le soluzioni in ciascuna piastra di Petri o in Distribuire un volume uguale di ciascuna soluzione
ciascuna piastra rettangolare secondo un piano statisti- in provette uguali ed aggiungere a ciascuna provetta
camente appropriato. Nelle piastre di Petri piccole, che un volume uguale del terreno di coltura inoculato
non possono contenere piu© di sei soluzioni, disporre (per es. 1 ml della soluzione e 9 ml del terreno di col-
alternativamente le soluzioni dell'antibiotico da esami- tura).
nare e le soluzioni della sostanza di riferimento, in Preparare contemporaneamente due provette di con-
modo da evitare l'interazione delle soluzioni piu© con- trollo senza antibiotico entrambe contenenti il terreno
centrate. di coltura inoculato e ad una delle quali sono stati
Incubare ad una temperatura appropriata per circa aggiunti immediatamente 0,5 ml di formaldeide R.
18 h. Un periodo di diffusione prima dell'incubazione, Queste provette sono usate per regolare gli strumenti
generalmente 1-4 h a t.a. o a circa 4 C se appropriato, ottici usati per misurare la crescita.
puo© essere usato per minimizzare gli effetti della varia-
zione nel tempo tra l'applicazione delle soluzioni e per Porre tutte le provette, distribuite a caso o secondo un
migliorare la pendenza di regressione. quadrato latino o una disposizione a blocco casuale, in
Misurare i diametri con una precisione almeno di un b.m. o in un altro apparecchio appropriato che per-
0,1 mm o le aree delle zone di inibizione circolare con metta di portare rapidamente tutte le provette alla tem-
altrettanta precisione e calcolare l'attivita© biologica peratura di incubazione appropriata e mantenerle a
usando i metodi statistici appropriati. questa temperatura per 3-4 h, prendendo delle precau-
zioni per assicurare l'uniformita© della temperatura e
Usare in ciascun dosaggio un numero di ripetizioni per tempi di incubazione identici.
dose sufficiente ad assicurare la precisione richiesta.
Il dosaggio puo© essere ripetuto ed i risultati combinati Dopo l'incubazione arrestare la crescita dei microrga-
statisticamente per ottenere la precisione richiesta e nismi aggiungendo 0,5 ml di formaldeide R a ciascuna
per accertare se l'attivita© biologica dell'antibiotico da provetta o mediante riscaldamento e misurare l'opacita©
esaminare non e© inferiore al minimo richiesto. a tre cifre significative usando apparecchi ottici appro-
priati. Alternativamente usare un metodo che permetta
B. METODO TURBIDIMETRICO di misurare l'opacita© di ciascuna provetta esattamente
dopo lo stesso periodo di incubazione.
Inoculare un terreno di coltura appropriato con una
sospensione del microrganismo scelto che ha una sensi- Calcolare l'attivita© biologica usando i metodi statistici
bilita© , nei confronti dell'antibiotico da esaminare, tale appropriati.
da provocare, nelle condizioni del saggio, una inibi-
zione sufficientemente grande della crescita microbica. La linearita© della relazione dose-risposta, trasformata o
Usare una quantita© nota della sospensione scelta in no, e© spesso ottenuta solo per un intervallo molto limi-
modo da ottenere un'opacita© rapidamente misurabile tato. Eé questo intervallo che deve essere usato per cal-
dopo un periodo di incubazione di circa 4 h. colare l'attivita© e deve comprendere almeno tre dosi
Usare il terreno di coltura inoculato immediatamente consecutive allo scopo di permettere di verificare la
dopo la sua preparazione. linearita© . Nei dosaggi di routine dove la linearita© del
sistema e© stata dimostrata su un numero adeguato di
Usare il solvente e la soluzione tampone indicati nella esperimenti usando un dosaggio a tre punti, puo© essere
Tabella 2.7.2.-2 per preparare le soluzioni della sufficiente un dosaggio a due punti in accordo con l'au-
sostanza di riferimento e dell'antibiotico da esaminare torita© competente. Tuttavia in tutti i casi di disputa
aventi una concentrazione nota presumibilmente di deve essere applicato un dosaggio a tre punti.
uguale attivita© . Allo scopo di poter valutare la validita©
del dosaggio, usare almeno tre dosi della sostanza di Usare in ciascun dosaggio un numero di ripetizioni per
riferimento e tre dosi dell'antibiotico da esaminare che dose sufficiente ad assicurare la precisione richiesta.
abbiano la stessa attivita© presunta delle dosi della Il dosaggio puo© essere ripetuto ed i risultati combinati
sostanza di riferimento. Eé preferibile usare una serie di statisticamente per ottenere la precisione richiesta e
dosi in progressione geometrica. Allo scopo di ottenere per accertare che l'attivita© biologica dell'antibiotico da
la linearita© richiesta puo© essere necessario selezionare esaminare non sia inferiore al minimo richiesto.
218
Dosaggio microbiologico degli antibiotici
inoizircserP
Tabella 2.7.2.-1. - Dosaggio per diffusione
ilareneG
Solvente
Terreno
da usare nella Soluzione
Sostanza di coltura e pH Temperatura
Antibiotico preparazione tampone Microrganismo
di riferimento finale di incubazione
della soluzione (pH)
isilanA id
(6 0,1 unita© di pH)
idoteM
madre
Saccharomyces
Amfotericina B Dimetilfor- cerevisiae
Amfotericina B SCR mammide R pH 10,5 (0,2 M) ATCC 9763 F - pH 6,1 35-37 C
IP 1432-83
Micrococcus luteus
irotinetnoC
/ ilairetaM
Bacitracina zinco Acido NCTC 7743
Bacitracina zinco SCR cloridrico pH 7,0 (0,05 M) CIP 53.160 A - pH 7,0 35-39 C
0,01 M ATCC 10240
Bleomicina solfato Bleomicina
SCR
solfato Acqua R pH 6,8 (0,1 M) Mycobacterium smegmatis
ATCC 607 G- pH 7,0 35-37 C
ivittaeR
Bordetella bronchiseptica B - pH 7,3 35-39 C
NCTC 8344
Colistina solfato Colistina solfato SCR CIP 53.157
Acqua R pH 6,0 (0,05 M) ATCC 4617
Colistimetato sodico Colistimetato sodico Escherichia coli B - pH 7,3 35-39 C
SCR NCIB 8879
itnemogrA
ilareneG
CIP 54.127
ATCC 10536
Bacillus subtilis A - pH 7,9 30-37 C
NCTC 8236
Diidrostreptomicina Diidrostreptomicina CIP 1.83
Acqua R pH 8,0 (0,05 M) Bacillus subtilis A - pH 7,9 30-37 C
eifargonoM
solfato solfato SCR
ilareneG
NCTC 10400
CIP 52.62
ATCC 6633
Eritromicina Bacillus pumilus A - pH 7,9 30-37 C
estolato Metanolo R NCTC 8241
ehcituecamraF
(vedi le mono- CIP 76.18
Eritromicina grafie) pH 8,0 (0,05 M)
emroF
etilsuccinato Eritromicina SCR Bacillus subtilis A - pH 7,9 30-37 C
NCTC 10400
Eritromicina Metanolo R CIP 52.62
stearato ATCC 6633
Bacillus subtilis E - pH 7,9 30-37 C
NCTC 10400
eiretaM
emirP
CIP 52.62
Framicetina solfato Framicetina solfato Acqua R pH 8,0 (0,05 M) ATCC 6633
SCR Bacillus pumilus E - pH 7,9 30-37 C
NCTC 8241
CIP 76.18
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
Bacillus pumilus
NCTC 8241 A - pH 7,9 35-39 C
CIP 76.18
Gentamicina solfato Gentamicina solfato Acqua R pH 8,0 (0,05 M) Staphylococcus epidermidis
SCR NCIB 8853 A - pH 7,9 35-39 C
ehcitapoemO
CIP 68.21
inoizaraperP
ATCC 12228
Bacillus subtilis A - pH 7,9 30-37 C
Kanamicina NCTC 10400
monosolfato CIP 52.62
Kanamicina Acqua R pH 8,0 (0,05 M) ATCC 6633
Kanamicina solfato monosolfato SCR Staphylococcus aureus A - pH 7,9 35-39 C
acido NCTC 7447
ecidnI
CIP 53.156
ATCC 6538 P
219
Dosaggio microbiologico degli antibiotici
220
Dosaggio microbiologico degli antibiotici
inoizircserP
Tabella 2.7.2.-2. - Dosaggio turbidimetrico
ilareneG
Solvente
Terreno
da usare nella Soluzione
Sostanza di coltura e pH Temperatura
Antibiotico preparazione tampone Microrganismo
di riferimento finale di incubazione
della soluzione (pH)
isilanA id
(6 0,1 unita© di pH)
idoteM
madre
Escherichia coli
Colistina solfato Colistina solfato SCR NCIB 8666
Acqua R pH 7,0 CIP 2.83 C - pH 7,0 35-37 C
Colistimetato sodico Colistimetato sodico ATCC 9637
SCR
irotinetnoC
/ ilairetaM
Klebsiella pneumoniae
Diidrostreptomicina Diidrostrepto-micina Acqua R pH 8,0 NCTC 7427 C - pH 7,0 35-37 C
solfato solfato SCR CIP 53.153
ATCC 10031
Klebsiella pneumoniae D - pH 7,0 35-37 C
Eritromicina NCTC 7427
ivittaeR
estolato CIP 53.153
Metanolo R pH 8,0 ATCC 10031
Eritromicina Eritromicina SCR (vedi le Staphylococcus aureus C - pH 7,0 35-37 C
etilsuccinato monografie) NCTC 7447
CIP 53.156
ATCC 6538 P
itnemogrA
ilareneG
Staphylococcus aureus
Framicetina solfato Framicetina solfato Acqua R pH 8,0 NCTC 7447 C - pH 7,0 35-37 C
SCR CIP 53.156
ATCC 6538 P
Staphylococcus aureus
eifargonoM
NCTC 7447
ilareneG
Gentamicina solfato Gentamicina SCR Acqua R pH 7,0 CIP 53.156 C - pH 7,0 35-37 C
ATCC 6538 P
Enterococcus hirae
CIP 58.55
ehcituecamraF
Gramicidina SCR Metanolo R pH 7,0 * ATCC 10541 C - pH 7,0 35-37 C
Gramicidina Staphylococcus aureus
emroF
ATCC 6538 P
* Puo© essere necessaria l'aggiunta di un detergente per evitare l'adsorbimento sul materiale durante le duilizioni, per es.,
0,1 mg/ml di polisorbato 80 R
Kanamicina
monosolfato Staphylococcus aureus
eiretaM
Kanamicina monosol- Acqua R NCTC 7477
emirP
fato SCR pH 8,0 CIP 53.156 C - pH 7,0 35-37 C
Kanamicina
solfato acido ATCC 6538 P
Staphylococcus aureus
Neomicina solfato
ehcituecamraF
NCTC 7447
inoizaraperP
CIP 53.156
microbiologico SCR ATCC 6538 P
Escherichia coli
Rifamicina sodica NCIB 8879
Rifamicina sodica SCR Metanolo R pH 7,0 CIP 54.127 C - pH 7,0 35-37 C
ehcitapoemO
inoizaraperP
ATCC 10536
Staphylococcus aureus
NCTC 7447
Spiramicina Spiramicina SCR Metanolo R pH 7,0 CIP 53.156 C - pH 7,0 35-37 C
ATCC 6538 P
Klebsiella pneumoniae
Streptomicina Streptomicina Acqua R pH 8,0 NCTC 7427 C - pH 7,0 35-37 C
ecidnI
221
Dosaggio microbiologico degli antibiotici
Soluzione al
Tilosina per uso 2,5 per cento
veterinario V/V di meta- Staphylococcus aureus
Tilosina SCR nolo R in pH 7,0 R NCTC 6571 C - pH 7,0 37 C
Tilosina tartrato tampone ATCC 9144
per uso veterinario soluzione CIP 53.154
fosfato 0,1 M
a pH 7,0 R
Staphylococcus aureus
NCTC 7447
Tobramicina Tobramicina SCR Acqua R pH 7,0 ATCC 6538 P C - pH 7,0 35-37 C
CIP 53.156
ATCC 9144
Vancomicina Vancomicina Staphylococcus aureus
cloridrato cloridrato SCR Acqua R pH 8,0 ATCC 6538 P C - pH 8,0 37-39 C
CIP 53.156
La sezione seguente e© riportata come informazione. manganese solfato R in modo da ottenere una concen-
trazione di 0,001 g/l ed incubare per altre 48 h. Esami-
MICRORGANISMI RACCOMANDATI nare al microscopio la sospensione per assicurare che
Il testo seguente riporta i microrganismi raccomandati vi sia una adeguata formazione delle spore (circa
e le condizioni d'uso. Si possono usare altri microrgani- 80 per cento) e centrifugare. Sospendere di nuovo il
smi purchë essi dimostrino di essere sensibili all'anti- sedimento in acqua R sterile6 in modo da ottenere una
biotico in esame e siano usati in terreni di coltura concentrazione di 10 10 - 100 106 per millilitro,
2 2
222
Dosaggio microbiologico degli antibiotici
inoizircserP
sio fosfato monobasico 0,2 M con la quantita© di sodio Aggiungere il polisorbato 80 alla soluzione calda degli
ilareneG
idrossido 0,2 M indicata nella Tabella 2.7.2.-3. Diluire altri ingredienti dopo la bollitura e immediatamente
con acqua R distillata di recente in modo da ottenere prima di portare a volume.
200,0 ml.
Usare queste soluzioni tampone per tutti i dosaggi Terreno C
isilanA id
microbiologici riportati nella Tabella 2.7.2.-1 ad ecce- Peptone 6 g
idoteM
zione della bleomicina solfato e dall'amfotericina B. Estratto di manzo 1,5 g
Per la bleomicina solfato, preparare la soluzione tam- Estratto di lievito 3 g
pone (pH 6,8) sciogliendo 6,4 g di potassio fosfato Sodio cloruro 3,5 g
monobasico R e 18,9 g di sodio fosfato dibasico R e Glucosio monoidrato 1 g
irotinetnoC
/ ilairetaM
diluendo a 1000 ml. Potassio fosfato dibasico 3,68 g
Potassio fosfato monobasico 1,32 g
Tabella 2.7.2.-3 Acqua fino ad ottenere 1000 ml
pH
Sodio idrossido 0,2 M
Terreno D
ivittaeR
(millilitri)
5,8 3,72
Estratto di cuore 1,5 g
6,0 5,70 Estratto di lievito 1,5 g
6,2 8,60 Peptone di caseina 5 g
6,4 12,60 Glucosio monoidrato 1 g
6,6 17,80 Sodio cloruro 3,5 g
itnemogrA
ilareneG
6,8 23,65 Potassio fosfato dibasico 3,68 g
7,0 29,63 Potassio fosfato monobasico 1,32 g
7,2
7,4
35,00
39,50
Potassio nitrato 2 g
7,6 42,80
Acqua fino ad ottenere 1000 ml
eifargonoM
7,8 45,20
ilareneG
8,0 46,80 Terreno E
Peptone 5 g
Per l'amfotericina B, preparare la soluzione tempone Estratto di carne 3 g
fosfato 0,02 M a pH 10,5 nel modo seguente: discio- Sodio fosfato dibasico,12 H2O 26,9 g
ehcituecamraF
gliere 35 mg di potassio fosfato dibasico R in 900 ml di Agar 10 g
acqua R, aggiungere 20 ml di sodio idrossido 1M e Acqua fino ad ottenere 1000 ml
emroF
diluire a 1000,0 ml con acqua R.
Si possono usare i terreni di coltura Aggiungere il sodio fosfato dibasico in soluzione sterile
Terreni di coltura.
emirP
Peptone 6 g Peptone 9,4 g
Idrolizzato pancreatico di caseina 4 g Estratto di lievito 4,7 g
Estratto di manzo 1,5 g Estratto di manzo 2,4 g
Estratto di lievito 3 g Sodio cloruro 10,0 g
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
Polisorbato 80
Acqua fino ad ottenere 1000 ml pH 7 0,1 dopo la sterilizzazione.
6
223
Dosaggio del fattore VIII della coagulazione del sangue umano
effettuare l'ipofisectomia. Dopo l'operazione e© consen- Il fattore VIII di coagulazione del sangue e© dosato
tito l'accesso ad una soluzione (50 g/l) di glucosio R in misurando la sua attivita© biologica come cofattore nel-
una soluzione (1,8 g/l) di sodio cloruro R oltre alla dieta l'attivazione del fattore X per mezzo del fattore IX atti-
del ratto ed all'acqua. Mantenere gli animali in una vato (fattore IXa), in presenza di ioni calcio e di fosfoli-
stanza a temperatura costante compresa tra 24 C e pidi. L'attivita© biologica di una preparazione di fattore
27 C. Effettuare il saggio tra 18 h e 36 h dopo l'ipofi- VIII si valuta confrontando la quantita© necessaria per
sectomia. Il giorno del saggio pesare di nuovo gli ani- ottenere una determinata velocita© di formazione del fat-
mali e suddividerli a caso in sei gruppi di 8-10 animali. tore Xa in una miscela in esame contenente le sostanze
Scegliere tre dosi della preparazione di riferimento e che intervengono nell'attivazione del fattore e la quan-
tre dosi della sostanza da esaminare in modo che la tita© dello Standard Internazionale o di una prepara-
dose piu© piccola produca una piccola deplezione e la zione di riferimento, titolata in Unita© Internazionali,
dose piu© grande non produca una deplezione massimale necessaria per produrre la stessa velocita© di formazione
del contenuto di acido ascorbico surrenale. Sommini- del fattore Xa.
strare le dosi in funzione del peso corporeo degli ani-
mali, in ordine casuale, mediante iniezione sottocuta- L'Unita© Internazionale e© l'attivita© del fattore VIII di
nea. Dosi dell'ordine di 1,0 U.I., 0,5 U.I. e 0,25 U.I. per una determinata quantita© dello Standard Internazio-
100 g di massa corporea sono in genere appropriate. nale che e© costituito da un concentrato liofilizzato di
Salvo indicazione diversa, disciogliere la preparazione fattore VIII di coagulazione del sangue umano. L'equi-
di riferimento e la sostanza da esaminare in acido clori- valenza in Unita© Internazionali dello Standard Interna-
drico 0,01 M e preparare diluizioni successive con zionale e© stabilita dall'Organizzazione Mondiale della
acqua R contenente 150 g/l di gelatina R. Iniettare le Sanita© .
soluzioni entro 4 h dalla preparazione.
Tre ore dopo l'iniezione prelevare entrambe le ghian- Il fattore VIII di coagulazione del sangue umano PBR e©
dole surrenali dal ratto anestetizzato, eliminare i tessuti titolato in Unita© Internazionali in rapporto allo Stan-
estranei e pesarle il piu© rapidamente possibile per evi- dard Internazionale.
tare una perdita di massa. Sacrificare il ratto ed esami- Il metodo del dosaggio cromogeno consiste di due fasi
narlo per verificare se l'ipofisectomia effettuata sia successive: l'attivazione del fattore X, dipendente dal
completa. fattore VIII, in un reattivo di fattori di coagulazione
Tagliare ed omogeneizzare la coppia di ghiandole costituito da componenti purificati, e la scissione enzi-
surrenali in una soluzione (25 g/l) di acido meta- matica di un substrato cromogeno per mezzo del fat-
fosforico R, preparata di recente, e diluire a 10 ml con tore Xa, con liberazione di un cromoforo che puo© essere
la stessa soluzione. Lasciare a riposo l'omogenato per quantificato per via spettrofotometrica. In condizioni
30 min e centrifugare. Aggiungere 7 ml del liquido appropriate di dosaggio, esiste una relazione lineare
224
Dosaggio del fattore VIII della coagulazione del sangue umano
inoizircserP
tra la velocita© di formazione del fattore Xa e la concen- rina. La concentrazione finale di fosfolipidi durante la
ilareneG
trazione del fattore VIII. Il dosaggio viene riassunto formazione del fattore Xa e© di 1-50 mmol per litro, pre-
mediante lo schema seguente: feribilmente tra 10-35 mmol per litro. Il reattivo con-
Fase 1 tiene ioni calcio in quantita© tale da dare una concentra-
Fattore X fattorefattore VIII attivato zione finale di 5-15 mmol per litro. La formazione
IXa; fosfolipidi; Ca fattore Xa finale del fattore Xa e© effettuata in una soluzione conte-
isilanA id
!
idoteM
Fase 2
nente almeno 1 mg per millilitro di albumina umana o
bovina, adeguatamente tamponata ad un pH compreso
Substrato cromogeno fattore Xa peptide cromoforo tra 7,3 e 8,0. I componenti del reattivo completo sono
generalmente divisi in almeno due reattivi separati, nes-
!
irotinetnoC
suno dei quali e© in grado di indurre da solo la forma-
/ ilairetaM
Le due fasi richiedono reattivi che si possono ottenere zione
in commercio da diversi fornitori. Anche se la composi- reattividelpossono
fattore Xa. Dopo la ricostituzione, questi due
essere combinati tra loro a condizione
zione dei singoli reattivi puo© subire alcune variazioni, che non si formino
le loro caratteristiche essenziali sono descritte nelle spe- in assenza del fattorequantita© significative di fattore Xa
cifiche che seguono. Variazioni a queste specifiche pos- bazione il fattore VIIIVIII. Nella miscela finale di incu-
deve essere il solo componente
sono essere consentite a condizione che sia stato verifi- limitante la velocita© di formazione
ivittaeR
cato che, utilizzando lo Standard Internazionale per il del fattore X.
concentrato del fattore VIII della coagulazione del san- La seconda fase della reazione consiste nella quantifi-
gue umano, i risultati ottenuti non differiscano signifi- cazione del fattore Xa formato per mezzo di un sub-
cativamente. strato cromogeno che e© specifico per il fattore Xa.
I kit di dosaggio in commercio devono essere utilizzati Generalmente esso e© costituito da un peptide corto
itnemogrA
ilareneG
conformemente alle istruzioni del produttore; e© impor- derivatizzato con tre-cinque amminoacidi, legato ad
tante accertarsi dell'idoneita© del kit usato per il do- dal substrato peptidicoLacomporta
un gruppo cromoforo. scissione di questo gruppo
uno spostamento
saggio. delle sue proprieta© cromofore verso una lunghezza
d'onda che permette la sua quantificazione per via spet-
eifargonoM
REATTIVI
ilareneG
trofotometrica. Il substrato si discioglie generalmente
Il reattivo di fattori della coagulazione e© costituito da in0,2-2
acqua e si utilizza ad una concentrazione finale di
mmol per litro. Il substrato puo© inoltre contenere
proteine purificate di origine umana o bovina. Queste appropriati inibitori che bloccano l'ulteriore forma-
comprendono il fattore X, il fattore IXa e un attivatore zione di fattore Xa e che sopprimono l'attivita© trombi-
ehcituecamraF
del fattore VIII, generalmente la trombina. Queste pro- nica e permettono di aumentare la selettivita© per il
teine sono parzialmente purificate, preferibilmente per fattore Xa.
emroF
almeno il 50 per cento, e non contengono impurezze
che interferiscono con l'attivazione del fattore VIII o
del fattore X. Il fattore X e© presente in quantita© tali da PROCEDURA DI DOSAGGIO
dare una concentrazione finale, durante la prima fase Ricostituire l'intero contenuto di una fiala della prepa-
del dosaggio, di 10-350 nmol per litro e preferibilmente razione di riferimento e quello della preparazione da
eiretaM
emirP
di 15-30 nmol per litro. Il fattore IXa si prepara per atti- esaminare mediante aggiunta di appropriate quantita©
vazione del fattore IX purificato a fattore IXa usando di acqua R; usare immediatamente. Aggiungere alle
b
il fattore XIa e mediante successiva purificazione del preparazioni ricostituite una quantita© sufficiente di pre-
fattore IXa dalla miscela di reazione. La sua concen- diluente in modo da ottenere soluzioni contenenti tra
ehcituecamraF
inoizaraperP
trazione finale durante la formazione del fattore Xa e© 0,5 Unita© Internazionali e 2,0 Unita© Internazionali per
ehcificepS
sua attivazione nel reattivo sia sufficientemente rapida significativamente da quelli ottenuti utilizzando plasma
da permettere l'attivazione completa e quasi istantanea emofilico e le stesse preparazioni di riferimento e in
del fattore VIII al momento del dosaggio. I fosfolipidi esame. I materiali prediluiti devono essere stabili per
possono essere ottenuti da fonti naturali come estratti tutto il tempo richiesto per il dosaggio, per almeno
di cervello o di midollo spinale bovino o di semi di soia, 30 min a 20 C e devono essere usati entro 15 min.
o possono essere preparati sinteticamente e devono Preparare altre diluizioni della preparazione in esame e
ecidnI
essere costituiti per una parte considerevole, general- della preparazione di riferimento utilizzando un tam-
mente dal 15 per cento al 35 per cento, di fosfatidilse- pone isotonico non chelante contenente l'1 per cento di
225
Dosaggio dell'eparina
albumina umana o bovina e per esempio, tris(idrossi- Verificare la validita© del dosaggio e calcolare l'attivita©
metil)amminometano o imidazolo, tamponato preferi- biologica della preparazione in esame mediante metodi
bilmente a pH tra 7,3 e 8,0. Preparare per ciascun mate- statistici usuali per un dosaggio a rapporto di pendenza
riale, almeno tre diluizioni separate ed indipendenti (per esempio 5.3. Analisi statistica dei risultati dei
preferibilmente in doppio. Preparare le diluizioni in dosaggi e saggi biologici).
modo che la concentrazione finale del fattore VIII sia
inferiore a 0,03 U.I. per millilitro e preferibilmente infe-
riore a 0,01 U.I. per millilitro durante la fase di genera- 2.7.5. DOSAGGIO DELL'EPARINA
parazione di riferimento del fattore VIII e della prepa- quantita© definita dello Standard Internazionale, che e©
razione da esaminare con un volume appropriato del costituito da una quantita© di eparina sodica liofilizzata
reattivo di fattori della coagulazione preriscaldato o ottenuta dalla mucosa intestinale di maiale. L'equiva-
una combinazione dei suoi costituenti separati ed incu- lenza in Unita© Internazionali dello Standard Interna-
bare la miscela a 37 C in provette di plastica o in poz- zionale e© stabilita dall'Organizzazione Mondiale della
zetti in micropiastra. La concentrazione dei vari com- Sanita© .
ponenti durante la formazione del fattore Xa deve L'eparina sodica PBR e© titolata in Unita© Internazionali
essere come specificato precedentemente nella sezione per confronto con lo Standard Internazionale mediante
sulla descrizione dei reattivi. Lasciare procedere la rea- i dosaggi riportati di seguito.
zione di attivazione del fattore X per un tempo appro- Effettuare il dosaggio utilizzando uno dei metodi
priato, preferibilmente arrestando la reazione prima seguenti per determinare l'inizio della coagulazione ed
che la concentrazione del fattore Xa abbia raggiunto il usando provette ed altri strumenti appropriati al
suo massimo livello al fine di ottenere una soddisfa- metodo scelto:
cente relazione dose-risposta lineare. Il tempo di attiva- a) esame visivo diretto effettuato usando preferibil-
zione viene scelto anche per ottenere una formazione mente un'illuminazione indiretta ed osservando su
di fattore Xa lineare nel tempo. Tempi di attivazione fondo nero ed opaco;
appropriati sono generalmente compresi tra 2 min e b) registrazione spettrofotometrica del cambiamento
5 min, ma sono ammesse variazioni per migliorare la della densita© ottica ad una lunghezza d'onda appros-
linearita© della relazione dose-risposta. simativamente di 600 nm;
Fase 2 . Arrestare la reazione di attivazione mediante c) rilevazione visiva del cambiamento di fluidita© incli-
aggiunta del reattivo preriscaldato contenente il sub- nando manualmente le provette;
strato cromogeno. Quantificare la velocita© di scissione d) registrazione meccanica del cambiamento di fluidita©
del substrato, che deve essere lineare con la concentra- per mescolamento, facendo attenzione a causare
zione del fattore Xa formato, misurando la variazione minimi mutamenti della soluzione durante la fase
di assorbanza ad una lunghezza d'onda appropriata iniziale di coagulazione.
usando uno spettrofotometro; l'assorbanza puo© essere
misurata sia continuamente, cosa che permette di cal- PROCEDURA DI DOSAGGIO
colare la velocita© iniziale di scissione del substrato, sia
interrompendo la reazione di idrolisi dopo un appro- I volumi nel testo sono dati come esempio e possono essere
priato intervallo, per abbassamento del pH mediante adattati allo strumento purchë siano rispettati i rapporti
aggiunta di un reattivo adatto, come acido acetico tra i differenti volumi.
(50 per cento V/V C2H4O2) o una soluzione di citrato Diluire l'eparina sodica PBR con una soluzione (9 g/l) di
(1 mole per litro) a pH 3. Aggiustare il tempo di idrolisi sodio cloruro R in modo che essa contenga un numero,
in modo da ottenere uno sviluppo lineare nel tempo noto e preciso, di Unita© Internazionali per millilitro e
del cromoforo. Tempi di idrolisi appropriati sono gene- preparare una soluzione analoga della preparazione da
ralmente compresi tra 3 min e 15 min, ma sono esaminare che si presume abbia la stessa attivita© .
ammesse variazioni se permettono di ottenere una Preparare da ciascuna soluzione, usando una soluzione
migliore linearita© nella relazione dose-risposta. (9 g/l) di sodio cloruro R, una serie di diluizioni in pro-
226
Dosaggio del vaccino difterico adsorbito
inoizircserP
gressione geometrica in modo che il tempo di coagula-
ilareneG
2.7.6. DOSAGGIO DEL VACCINO DIFTERICO
inferiore a 1,5 volte il tempo di ricalcificazione del L'attivita© biologica del vaccino difterico adsorbito si
bianco e che quello ottenuto con la concentrazione piu© determina confrontando la dose di vaccino necessaria
alta sia tale da dare una curva log dose-risposta soddi- per proteggere le cavie dagli effetti di una dose eritroge-
sfacente, come determinato in un saggio preliminare.
isilanA id
idoteM
nica di tossina difterica somministrata per via intrader-
Introdurre dodici provette in un bagno di acqua ghiac- mica o di una dose letale di tossina difterica sommini-
ciata ed etichettarle in doppio: T1, T2 e T3 per le dilui- strata per via sottocutanea, con la dose di una prepara-
zioni della preparazione da esaminare e S1, S2 e S3 per zione di riferimento, titolata in Unita© Internazionali,
le diluizioni della preparazione di riferimento. Aggiun- necessaria per ottenere la stessa protezione.
irotinetnoC
/ ilairetaM
gere a ciascuna provetta 1,0 ml di plasma substrato R1 L'Unita© Internazionale e© l'attivita© biologica contenuta
scongelato ed 1,0 ml dell'appropriata diluizione della in una quantita© definita dello Standard Internazionale,
preparazione da esaminare o della preparazione di rife- che e© costituito da una quantita© di anatossina difterica
rimento. Dopo ogni aggiunta mescolare evitando di adsorbita su idrossido di alluminio. L'equivalenza in
formare delle bolle. Prendendo le provette nell'ordine Unita© Internazionali dello Standard Internazionale e©
S1, S2, S3, T1, T2 e T3 trasferire ciascuna di esse in un
ivittaeR
b.m. a 37 C, lasciare equilibrare a 37 C per circa stabilita dall'Organizzazione Mondiale della Sanita© .
15 min ed aggiungere a ciascuna provetta 1 ml di una
diluizione di cefalina reattivo R al quale e© stato aggiunto METODO DELLA PROVA INTRADERMICA
un appropriato agente attivante, come il caolino in Utiliz-
modo da ottenere un appropriato tempo di ricalcifica-
itnemogrA
Selezione e ripartizione degli animali in esame.
ilareneG
zione in bianco non superiore a 60 s. Quando viene medesimo allevamento e di dimensioni appropriate al
usato il caolino, preparare appena prima dell'uso una numero di inoculazioni prescritte, con una differenza
miscela di volumi uguali di cefalina reattivo R e una di massa corporea tra la piu© pesante e la piu© leggera
sospensione (4 g/l) di caolino leggero R in una soluzione non superiore a 100 g. Suddividere gli animali in
(9 g/l) di sodio cloruro R. Esattamente dopo 2 min
eifargonoM
almeno 6 gruppi uguali; usare gruppi costituiti da un
ilareneG
aggiungere 1 ml di una soluzione (3,7 g/l) di calcio clo- numero di animali sufficiente per ottenere risultati che
ruro R e registrare come tempo di coagulazione l'inter- soddisfino a requisiti di validita© del dosaggio descritti
vallo, in secondi, tra questa ultima aggiunta e l'inizio di seguito. Se non e© stata dimostrata la stabilita© della
della coagulazione determinato mediante la tecnica tossina di prova da usare o se non e© stata adeguata-
ehcituecamraF
prescelta. Determinare il tempo di ricalcificazione in mente standardizzata, si aggiungono 5 cavie non vacci-
bianco all'inizio ed alla fine della procedura in una
emroF
nate come controlli. Usare cavie dello stesso sesso o,
maniera simile usando 1 ml di una soluzione (9 g/l) di altrimenti, i maschi e le femmine devono essere ripartiti
sodio cloruro R al posto di una delle diluizioni di epa- in modo uguale fra i gruppi.
rina; i due valori ottenuti per il bianco non devono dif- Scegliere una pre^
ferire in maniera significativa. Trasformare i tempi di Selezione della tossina di prova.
emirP
le provette in doppio. Ripetere la procedura usando 133 lr/100 in 1 Lf e da 25000 a 50000 dosi minime reat-
diluizioni preparate di recente ed effettuando l'incuba- tive per la cute delle cavie in 1 Lf. Se e© stato dimostrato
zione nell'ordine T1, T2, T3, S1, S2 ed S3. che la preparazione della tossina di prova e© stabile,
non e© necessario verificare l'attivita© in ogni dosaggio.
ehcituecamraF
ehcificepS
Effettuare almeno tre dosaggi indipendenti. Per ciascun Immediatamente prima dell'uso diluire la tossina di
dosaggio preparare diluizioni recenti della prepara- prova con un adatto diluente in modo da ottenere una
zione di riferimento e della preparazione da esaminare soluzione della tossina di prova che contiene circa
ed usare un'altra porzione di plasma substrato appena 0,0512 Lf in 0,2 ml. Preparare da questa una serie di
ehcitapoemO
inoizaraperP
mediante i metodi statistici usuali. Quando la varianza Usando una soluzione (9 g/l) di sodio cloruro R prepa-
dovuta alle differenze tra i dosaggi e© significativa a rare delle diluizioni del vaccino da esaminare e della
P = 0,01, puo© essere ottenuta una valutazione combi- preparazione di riferimento tali che, in entrambi i casi,
ecidnI
nata dell'attivita© biologica calcolando la media non esse formino una serie in cui il rapporto tra le diluizioni
ponderata delle attivita© biologiche misurate. non sia superiore a 2,5 e che le diluizioni intermedie,
227
Dosaggio del vaccino difterico adsorbito
quando sono inoculate per via sottocutanea alla dose di METODO DELLA PROVA LETALE.
1,0 ml per cavia, diano un indice intradermico di circa
3 quando gli animali sono sottoposti all'infezione di Selezione e ripartizione degli animali in esame. Utiliz-
prova. Attribuire una diluizione a ciascun gruppo di zare nel saggio cavie sane provenienti da un medesimo
cavie ed iniettare per via sottocutanea 1,0 ml di cia- allevamento, ciascuna di 250^350 g. Suddividere le
scuna diluizione a tutti gli animali del gruppo al quale cavie in almeno 6 gruppi uguali; usare gruppi costituiti
essa e© destinata. Dopo 28 giorni depilare i fianchi di da un numero di animali sufficiente per ottenere risul-
ciascuna cavia ed iniettare a ciascuna cavia vaccinata, tati che soddisfino i requisiti di validita© del dosaggio
per via intradermica, 0,2 ml di ciascuna delle sei dilui- descritti di seguito. Se non e© stata dimostrata la stabi-
zioni di tossina in sei siti di inoculazione diversi scelti lita© della tossina di prova da usare o se non e© stata ade-
in modo tale da minimizzare l'interferenza tra siti adia- guatamente standardizzata, aggiungere altri 4 gruppi
centi. di 5 cavie come controlli non vaccinati. Usare cavie
dello stesso sesso o, altrimenti, i maschi e le femmine
Determinazione dell'attivita© biologica della tossina di
devono essere ripartiti in modo uguale fra i gruppi.
Se necessario iniettare agli animali di controllo
Scegliere una pre^
prova.
non vaccinati diluizioni contenenti 80, 40, 20, 10 e 5 Selezione della tossina di prova.
milionesimi di 1 Lf della tossina di prova. parazione di tossina difterica che contenga almeno
100 DL50 per millilitro. Se e© stato dimostrato che la
Lettura ed interpretazione dei risultati. Esaminare tutti i preparazione della tossina di prova e© stabile, non e©
siti di inoculazione 48 h dopo l'iniezione della tossina necessario verificare la dose letale in ogni dosaggio.
di prova e registrare l'incidenza dell'eritema difterico
specifico. Registrare anche il numero di siti privi di tali Preparazione della soluzione della tossina di prova.
reazioni come indice intradermico di prova. Riportare Immediatamente prima dell'uso, diluire la tossina di
insieme gli indici intradermici di prova di tutti gli ani- prova con un adatto diluente in modo da ottenere una
mali che hanno ricevuto la stessa diluizione di vaccino soluzione della tossina di prova che contenga approssi-
ed usare questi dati con una trasformazione opportuna, mativamente 100 DL50 per millilitro. Se necessario
come (indice intradermico) 2 oppure arcsen (indice diluire un'aliquota della soluzione della tossina di
intradermico/6)2), per ottenere una valutazione dell'at- prova 1:32, 1:100 e 1:320 con lo stesso diluente.
tivita© biologica relativa per ciascuna delle preparazioni
in esame mediante analisi quantitativa a linee parallele.
Determinazione dell'attivita© biologica del vaccino.
solo se:
esse formino una serie in cui il rapporto tra le diluizioni
^ per il vaccino da esaminare e per la preparazione di non sia superiore a 2,5 e che le diluizioni intermedie,
riferimento l'indice intradermico medio ottenuto per quando sono inoculate per via sottocutanea alla dose
la dose piu© bassa e© inferiore a 3 e l'indice intrader- di 1,0 ml per cavia, proteggano approssimativamente il
mico medio per la della dose piu© alta e© superiore a 3; 50 per cento degli animali dagli effetti letali della quan-
^ se del caso, la diluizione di tossina che contiene tita© di tossina difterica, prescritta per questo saggio,
40 milionesimi di 1 Lf produce un eritema positivo inoculata per via sottocutanea. Attribuire una dilui-
in almeno l'80 per cento delle cavie di controllo e la zione a ciascun gruppo di cavie ed iniettare per via sot-
diluizione contenente 20 milionesimi di 1 Lf non pro- tocutanea 1,0 ml di ciascuna diluizione a tutti gli ani-
duce reazione in almeno l'80 per cento di cavie mali del gruppo al quale essa e© destinata. Dopo 28
(se non si riscontrano questi criteri deve essere sele- giorni iniettare, per via sottocutanea, a ciascun animale
zionata un'altra tossina); 1,0 ml della soluzione di tossina di prova (100 DL50).
^ i limiti fiduciali del dosaggio (P = 0,95) sono com- Determinazione dell'attivita© biologica della tossina di
piu© di una volta i risultati di tutti i saggi validi devono numero di cavie sopravvissute 4 giorni dopo l'inocula-
essere combinati nella valutazione dell'attivita© biolo- zione della tossina di prova. Calcolare l'attivita© biolo-
gica. gica del vaccino da esaminare in rapporto a quella della
228
Dosaggio del vaccino pertossico
inoizircserP
preparazione di riferimento, sulla base della propor- zione, il ceppo non e© idoneo. Preparare una sottocol-
ilareneG
zione di animali sopravvissuti in ciascuno dei gruppi di tura a partire dal ceppo e sospendere la B. pertussis rac-
cavie vaccinate, utilizzando i metodi statistici usuali. colta in una soluzione contenente 10 g/l di idrolizzato
Il saggio e© valido solo di caseina e 6 g/l di sodio cloruro ed avente un pH di
7,0^7,2 o in un'altra soluzione appropriata. Determi-
Requisiti per un dosaggio valido.
se:
nare l'opacita© della sospensione. Preparare una serie di
isilanA id
^ per il vaccino da esaminare e per la preparazione di
idoteM
riferimento la dose protettiva al 50 per cento e© com- diluizioni con la stessa soluzione ed attribuire ciascuna
presa tra la dose piu© grande e quella piu© piccola delle diluizione ad un gruppo di 10 topi. Iniettare, per via
preparazioni somministrate alle cavie; intracerebrale, a ciascun topo la dose (0,02^0,03 ml)
della diluizione attribuita al suo gruppo. Dopo
^ il numero degli animali che muore nei 4 gruppi di 5
irotinetnoC
14 giorni contare il numero di topi sopravvissuti in cia-
/ ilairetaM
inoculati con la soluzione della tossina di prova e scun gruppo. A partire dai risultati calcolare l'opacita©
con le sue diluizioni indica che la dose di prova e© presunta di una sospensione contenente 100 DL50 in
approssimativamente 100 DL50; ciascuna dose di prova. Per il saggio del vaccino da esa-
^ i limiti fiduciali del dosaggio (P = 0,95) sono com- minare preparare una sottocoltura recente dallo stesso
presi tra il 50 per cento e il 200 per cento dell'attivita© ceppo di B. pertussis e preparare una sospensione del
ivittaeR
biologica misurata; microrganismo raccolto con un'opacita© corrispondente
^ l'analisi statistica non mostra deviazioni dalla linea- circa a 100 DL50 in ciascuna dose di prova. Preparare
rita© o dal parallelismo. tre diluizioni della sospensione di prova.
Il saggio puo© essere ripetuto ma quando viene eseguito
piu© di una volta i risultati di tutti i saggi validi devono
itnemogrA
Preparare 3
ilareneG
Determinazione dell'attivita© biologica.
essere combinati nella valutazione dell'attivita© biolo- diluizioni seriali del vaccino da esaminare e 3 diluizioni
gica. simili della preparazione di riferimento in modo che si
puo© presumere che le diluizioni intermedie proteggano
circa il 50 per cento degli animali dagli effetti letali
della dose di prova di B. pertussis. Le dosi suggerite
eifargonoM
2.7.7. DOSAGGIO DEL VACCINO PERTOSSICO
ilareneG
L'attivita© biologica del vaccino pertossico si determina sono 1/8, 1/40 ed 1/200 della dose umana del vaccino
confrontando la dose di vaccino necessaria per proteg- da esaminare e 0,5 U.I., 0,1 U.I. ed 0,02 U.I. della pre-
gere i topi dagli effetti di una dose letale di Bordetella parazione di riferimento e ciascuna dose e© contenuta
pertussis, somministrata per via intracerebrale, con la in un volume non superiore a 0,5 ml. Attribuire le sei
ehcituecamraF
quantita© di una preparazione di riferimento, titolata in diluizioni una per ciascun gruppo di almeno 16 topi ed
iniettare, per via intraperitoneale, a ciascun topo una
emroF
Unita© Internazionali, necessaria per ottenere la stessa
protezione. dose della diluizione attribuita al gruppo. Dopo 14^17
L'Unita© Internazionale e© l'attivita© biologica contenuta giorni iniettare, per via intracerebrale, a ciascun ani-
in una quantita© definita dello Standard Internazionale, male di un gruppo di almeno 16 topi una dose della
che e© costituito da una quantita© di vaccino pertossico sospensione di prova. Attribuire la sospensione di
prova e 3 sue diluizioni una per ciascun gruppo di
eiretaM
emirP
essiccato. L'equivalenza in Unita© Internazionali dello almeno 10 topi ed iniettare, per via intracerebrale, una
Standard Internazionale e© stabilita dall'Organizzazione dose di ciascuna sospensione a ciascun animale del
Mondiale della Sanita© . gruppo cui la sospensione e© attribuita. Non si devono
Utiliz- considerare i topi che muoiono entro 48 h dalla prova.
ehcituecamraF
mane e di un ceppo appropriato proveniente dallo Contare il numero di topi sopravvissuti in ciascun
stesso allevamento; la differenza di massa tra il topo gruppo dopo 14 giorni. Calcolare l'attivita© biologica
piu© pesante e quello piu© leggero non deve essere supe- del vaccino in esame in rapporto a quella della prepara-
riore a 5 g. Suddividere gli animali in 6 gruppi uguali zione di riferimento, sulla base del numero di animali
sopravvissuti in ciascun gruppo di almeno 16 animali.
ehcitapoemO
inoizaraperP
sione di prova. Selezionare un ceppo appropriato di B. ^ per il vaccino da esaminare e per la preparazione di
pertussis in grado di causare la morte dei topi entro riferimento la dose protettiva al 50 per cento e© com-
ecidnI
14 giorni dall'iniezione intracerebrale. Se piu© del 20 presa tra la dose piu© grande e quella piu© piccola som-
per cento dei topi muore entro 48 h dalla somministra- ministrate ai topi;
229
Dosaggio del vaccino tetanico adsorbito
^ il numero di animali che muore nei 4 gruppi di Preparazione della soluzione della tossina di prova.
10 topi inoculati con la sospensione di prova e con Immediatamente prima dell'uso diluire la tossina di
le sue diluizioni indica che la dose di prova e© appros- prova con un adatto diluente in modo da ottenere una
simativamente 100 DL50; soluzione della tossina di prova che contiene approssi-
^ l'analisi statistica non mostra deviazioni dalla linea- mativamente cinquanta volte la dose paralizzante al
rita© o dal parallelismo. 50 per cento (50 DP50) per millilitro. Se necessario
Il saggio puo© essere ripetuto ma quando viene eseguito diluire un'aliquota della soluzione della tossina di
piu© di una volta i risultati di tutti i saggi validi devono prova 1:16, 1:50 e 1:160 con lo stesso diluente.
essere combinati. Determinazione dell'attivita© biologica del vaccino.
mine devono essere ripartiti in modo uguale fra i ^ per il vaccino da esaminare e per la preparazione di
gruppi. riferimento la dose protettiva al 50 per cento e© com-
Selezionare una pre^ presa tra la dose piu© grande e quella piu© piccola som-
Selezione della tossina di prova.
230
Saggio della funzione Fc dell'immunoglobulina
inoizircserP
^ i limiti fiduciali del dosaggio (P = 0,95) sono com- della soluzione di tossina di prova (contenente
ilareneG
presi tra il 50 per cento e il 200 per cento dell'attivita© cinquanta volte la dose paralizzante al 50 per cento
biologica misurata; (50 DP50).
^ l'analisi statistica non mostra deviazioni dalla linea- Determinazione dell'attivita© biologica della tossina di
isilanA id
prova.
idoteM
Il saggio puo© essere ripetuto, ma in questo caso i risul-
tati di tutti i saggi validi devono essere combinati nella di 6 topi ed iniettare per via sottocutanea 0,5 ml di cia-
valutazione dell'attivita© biologica. scuna soluzione a ciascun topo del gruppo al quale la
soluzione e© attribuita.
Esaminare i topi
irotinetnoC
/ ilairetaM
SAGGIO SU TOPI Lettura ed interpretazione dei risultati.
ivittaeR
tuiti da un numero di animali sufficiente per ottenere a quella della preparazione di riferimento, sulla base
risultati che soddisfino ai requisiti di validita© prescritti della proporzione di animali, sottoposti al saggio,
di seguito. Se non e© stata dimostrata la stabilita© della esenti da paralisi in ognuno dei gruppi di topi vaccinati,
tossina di prova o se questa non e© stata adeguatamente utilizzando i metodi statistici usuali.
standardizzata, aggiungere 4 gruppi di 6 topi ciascuno Il saggio e© valido solo se:
itnemogrA
ilareneG
Requisiti di validita©.
come controlli non vaccinati. Usare topi dello stesso ^ per il vaccino da esaminare e per la preparazione di
sesso o, altrimenti, i maschi e le femmine devono essere riferimento la dose protettiva al 50 per cento e© com-
ripartiti in modo uguale tra i gruppi. presa tra la dose piu© grande e quella piu© piccola som-
Selezione della tossina di prova. Selezionare una prepa- ministrate ai topi;
eifargonoM
razione di tossina tetanica che contiene almeno cento
ilareneG
volte la dose paralizzante al 50 per cento (100 DP50) ^ se del caso, il numero degli animali paralizzati nei
per ml. Se e© stato dimostrato che la preparazione della 4 gruppi di 6 topi inoculati con la soluzione della tos-
tossina di prova e© stabile, non e© necessario verificare la sina di prova e con le sue diluizioni indica che la dose
dose paralizzante in ogni dosaggio. di prova e© approssimativamente cinquanta volte la
dose paralizzante al 50 per cento (50 DP50);
ehcituecamraF
emroF
Preparazione della soluzione della tossina
emirP
un'aliquota della soluzione della tossina di prova 1:16, Il saggio puo© essere ripetuto, ma in questo caso i risul-
1:50 e 1:160 con lo stesso diluente. tati di tutti i saggi validi devono essere combinati nella
Determinazione dell'attivita© biologica del vaccino. valutazione dell'attivita© biologica.
Usando una soluzione (9 g/l) di sodio cloruro R prepa-
ehcituecamraF
inoizaraperP
preparazione di riferimento tali che, in entrambi i casi, 2.7.9. SAGGIO DELLA FUNZIONE Fc DELL'IM-
non sia superiore a 2,5 e che le diluizioni intermedie, Sangue umano stabilizzato. Prelevare sangue umano di
quando sono inoculate per via sottocutanea alla dose
ehcitapoemO
di 0,5 ml per topo, proteggano circa il 50 per cento degli ACD. Conservare il sangue stabilizzato a 4 C per non
animali dagli effetti paralizzanti della quantita© di tos- piu© di tre settimane.
sina tetanica, prescritta per questo saggio, inoculata
per via sottocutanea. Attribuire una diluizione a cia- Tampone fosfato soluzione salina a pH 7,2. Disciogliere
scun gruppo di topi ed iniettare per via sottocutanea 1,022 g di sodio fosfato dibasico anidro R, 0,336 g di
0,5 ml di ciascuna diluizione a tutti gli animali del sodio fosfato monobasico anidro R e 8,766 g di sodio clo-
ecidnI
gruppo al quale essa e© destinata. Dopo 28 giorni iniet- ruro R in 800 ml di acqua R e diluire a 1000 ml con lo
tare, per via sottocutanea, a ciascun animale 0,5 ml stesso solvente.
231
Saggio della funzione Fc dell'immunoglobulina
Soluzione madre di calcio e magnesio. Disciogliere lasciando un volume di 200 ml. Aggiungere un volume
1,103 g di calcio cloruro R e 5,083 g di magnesio cloru- di tampone albumina-barbital soluzione, equivalente
ro R in acqua R e diluire a 25 ml con lo stesso solvente. al volume del sopranatante eliminato, sospendere di
Tampone barbital soluzione madre. Disciogliere 207,5 g nuovo le cellule e raccoglierle come descritto prima e
di sodio cloruro R e 25,48 g di barbital sodico R in ripetere la procedura di lavaggio. Portare i rimanenti
4000 ml di acqua R ed aggiustare a pH 7,3 utilizzando 200 ml a tre quarti del volume Vs ottenendo cos|© il
acido cloridrico 1 M. Aggiungere 12,5 ml della soluzione volume iniziale (Vi). Mescolare 900 ml di tampone albu-
madre di calcio e magnesio e diluire a 5000 ml con mina-barbital soluzione con 100 ml di Vi che e© quindi
acqua R. Filtrare attraverso una membrana (dimen- ridotto al volume residuo (Vr) e determinare l'assor-
sione dei pori 0,22 mm) e conservare a 4 C in recipienti banza iniziale a 541 nm (A). Diluire Vr di un fattore
di vetro. uguale ad A usando il tampone albumina-barbital
Tampone albumina-barbital soluzione. Disciogliere soluzione, ottenendo cos|© il volume finale aggiustato
0,150 g di albumina bovina R in 20 ml della soluzione Vf = Vr A di globuli rossi umani sensibilizzati ed
2
madre di tampone barbital e diluire a 100 ml con aggiustando A a 1,0 0,1 per una diluizione 1:10.
6
nico R in 100 ml di tampone fosfato soluzione salina a in successione e in doppio, utilizzando per ciascuna
pH 7,2. Preparare immediatamente prima dell'uso. soluzione una distinta semimicrocuvetta (ad es. del tipo
Complemento di cavia. Preparare una miscela di siero di monouso) o una provetta:
cavia, ottenuto dal sangue di almeno dieci cavie. Sepa- (1) Soluzioni in esame. Se necessario, aggiustare l'im-
rare il siero dal coagulo mediante centrifugazione a munoglobulina da esaminare a pH 7, per es.
circa 4 C. Conservare il siero in piccole quantita© ad mediante aggiunta di sodio idrossido 1 M. Diluire
una temperatura inferiore a -70 C. Immediatamente volumi della preparazione da esaminare contenenti
prima l'inizio dell'emolisi indotta dal complemento, 30 mg e 40 mg di immunoglobulina con tampone
diluire a 125-200 CH50 per millilitro con il tampone albumina-barbital soluzione ed aggiustare il
albumina-barbital soluzione e conservare in bagno di volume a 900 ml.
ghiaccio durante il saggio. (2) Soluzioni di riferimento. Preparare come le solu-
Antigene della rosolia. Antigene della rosolia appro- zioni in esame usando immunoglobulina umana
priato per il titolo di inibizione dell'emoagglutinazione PBR.
(HIT). Titolo > 256 unita© emoagglutinanti (HA). (3) Controllo del complemento. 900 ml di tampone albu-
Separare i mina-barbital soluzione.
Aggiungere ad ogni cuvetta o provetta 100 ml di globuli
Preparazione di globuli rossi umani tannati.
232
Dosaggio del fattore VII della coagulazione del sangue umano
inoizircserP
il tampone albumina-barbital soluzione come liquido di che e© costituito da plasma liofilizzato L'equivalenza in
ilareneG
compensazione. Interrompere la misura se l'assorbanza Unita© Internazionali dello Standard Internazionale e©
in funzione del tempo ha superato nettamente il punto stabilita dall'Organizzazione Mondiale della Sanita© .
di flesso. Il metodo del dosaggio cromogeno consiste di due fasi
. Determinare la pendenza (S) della curva di successive: l'attivazione del fattore X, sotto l'azione del
isilanA id
Valutazione
emolisi all'incirca al punto di flesso, dividendo la parte fattore VII, in una miscela di reazione contenente il
idoteM
piu© ripida della curva in intervalli di tempo t appro- D fattore tissutale, fosfolipidi e ioni calcio seguita dalla
priati (per es. t = 1 min) e calcolare S tra i punti di
D scissione enzimatica di un substrato cromogeno del fat-
intersezione adiacenti, espressi come A per minuto. Il
D tore Xa, con liberazione di un cromoforo che puo© essere
valore piu© grande di S serve come (Sexp). Inoltre deter- quantificato per via spettrofotometrica. In condizioni
irotinetnoC
appropriate di dosaggio, esiste una relazione lineare
/ ilairetaM
minare l'assorbanza all'inizio della misura (As)
mediante estrapolazione della curva, che e© pressocchë tra la velocita© di formazione del fattore Xa e la concen-
lineare e parallela all'asse del tempo nei primi minuti. trazione del fattore VII. Il dosaggio viene riassunto
Correggere (Sexp) mediante l'espressione: nella figura 2.7.10.-1.
S SAexp Fase 1
ivittaeR
0
scuna preparazione. Calcolare l'indice della funzione b Fattore X Fattore tissutale=fosfolipidi Fattore Xa
itnemogrA
ilareneG
IFc 100 S S S S c
2
0
ÿ
0
Fase 2
Substrato cromogeno Fattore Xa peptide cromoforo
s c0
ÿ
0
!
S = media aritmetica della pendenza corretta per la Figura 2.7.10.-1.- Rappresentazione schematica del
eifargonoM
0
ilareneG
S s = media aritmetica della pendenza corretta per la
0
ehcituecamraF
0
emroF
Calcolare l'indice della funzione Fc della preparazione seguono.
da esaminare: il valore non e© inferiore a quello indicato
nel foglietto allegato alla preparazione di riferimento. REATTIVI
Il reattivo di fattore della coagulazione e© costituito da
proteine purificate di origine umana o bovina. Queste
eiretaM
emirP
2.7.10. DOSAGGIO DEL FATTORE VII DELLA
tore tissutale nell'attivazione del fattore X, in presenza zione del fattore VII o del fattore X. Il fattore X e© pre-
ehcificepS
di ioni calcio e di fosfolipidi. L'attivita© biologica di una sente in quantita© tali da dare una concentrazione finale,
preparazione di fattore VII viene valutata confron- durante la prima fase del dosaggio, di 10-350 nmol per
tando la quantita© necessaria per ottenere la formazione litro e preferibilmente di 14-70 nmol per litro. Possono
di una determinata aliquota di fattore Xa in una essere usate la tromboplastina di origine naturale (cer-
ehcitapoemO
inoizaraperP
miscela di reazione contenente le sostanze che interven- vello bovino o di coniglio) o preparazioni sintetiche
gono nell'attivazione del fattore X, con la quantita© come il componente fattore tissutale/fosfolipide.
dello Standard Internazionale, o con una preparazione La tromboplastina adatta per la determinazione
di riferimento, titolata in Unita© Internazionali, necessa- del tempo di protrombina viene diluita 1:5-1:50 in++tam-
ria per produrre la formazione della stessa quantita© di pone in modo che la concentrazione finale di Ca sia
fattore Xa. 15-25 mmol/litro. La formazione finale del fattore Xa
ecidnI
L'Unita© Internazionale e© l'attivita© del fattore VII di una viene eseguita in una soluzione contenente albumina
determinata quantita© dello Standard Internazionale umana o bovina ad una concentrazione tale che non si
233
Dosaggio del fattore IX di coagulazione del sangue umano
verifichi una diminuzione di assorbimento e che sia centrazione del fattore Xa abbia raggiunto il suo mas-
opportunamente tamponata a pH 7,3-8,0. Nella miscela simo livello al fine di ottenere una soddisfacente rela-
finale di incubazione il fattore VII deve essere il solo zione lineare dose-risposta. Il tempo di attivazione e©
componente limitamente la velocita© e ciascun compo- scelto anche per ottenere una formazione di fattore Xa
nente del reattivo non deve avere una propria capacita© lineare nel tempo. Tempi di attivazione appropriati
di generare il fattore Xa. sono generalmente compresi tra 2 min e 5 min, ma sono
La seconda fase della reazione consiste nella quantifi- ammesse variazioni per migliorare la linearita© della
cazione del fattore Xa formato per mezzo di un sub- relazione dose-risposta.
strato cromogeno specifico per il fattore Xa. General- Fase 2 . Arrestare la reazione di attivazione mediante
mente esso e© costituito da un corto peptide derivatiz- aggiunta del reattivo preriscaldato contenente il sub-
zato di 3-5 amminoacidi, legato ad un gruppo strato cromogeno. Quantificare la velocita© di scissione
cromoforo. La scissione di questo gruppo dal substrato del substrato, che deve essere lineare con la concentra-
peptidico sposta il massimo di assorbimento verso una zione del fattore Xa formato, misurando allo spettrofo-
lunghezza d'onda che permette la sua quantificazione tometro la variazione di assorbanza ad una lunghezza
spettrofotometrica. Il substrato si discioglie general- d'onda appropriata; l'assorbanza puo© essere misurata
mente in acqua R e si utilizza ad una concentrazione in continuo, in mdo che sia possibile calcolare la velo-
finale di 0,2-2 mmol per litro. Il substrato puo© inoltre cita© iniziale di scissione del substrato, sia interrom-
contenere appropriati inibitori che bloccano l'ulteriore pendo la reazione di idrolisi dopo un appropriato inter-
formazione del fattore Xa (aggiunta di edetato). vallo, abbassando il pH mediante aggiunta di un reat-
tivo adatto, come acido acetico (500 g/l C2H4O2) o
PROCEDURA DI DOSAGGIO una soluzione di citrato a pH 3 (1 mole per litro).
Ricostituire l'intero contenuto di una fiala della prepa- Aggiustare il tempo di idrolisi in modo da ottenere
razione di riferimento e della preparazione in esame uno sviluppo del cromoforo lineare nel tempo. Tempi
aggiungendo un'appropriata quantita© di acqua R ed di idrolisi appropriati sono generalmente compresi tra
usare entro 1 h. Aggiungere alle preparazioni ricosti- 3 min e 15 min, ma sono ammesse variazioni se queste
tuite una quantita© sufficiente di prediluente in modo permettono di ottenere una migliore linearita© nella
da ottenere soluzioni contenenti 0,5-2,0 Unita© Interna- relazione dose-risposta.
zionali di fattore VII per millilitro. Verificare la validita© del dosaggio e calcolare l'attivita©
Preparare ulteriori diluizioni della preparazione di rife- biologica della preparazione in esame mediante metodi
rimento e della preparazione in esame usando un tam- statistici usuali (per esempio 5.3. Analisi statistica dei
pone isotonico non chelante contenente l'1 per cento di risultati dei dosaggi e saggi biologici).
albumina umana o bovina tamponato preferibilmente
a pH 7,3-8,0. Per ciascun materiale, preparare almeno
tre diluizioni separate ed indipendenti preferibilmente
2.7.11. DOSAGGIO DEL FATTORE IX DI COAGU-
concentrazione finale del fattore VII sia inferiore a Determinare l'attivita© biologica confrontando la quan-
0,005 U.I. per millilitro. tita© della preparazione da esaminare necessaria a
Preparare una soluzione di controllo che includa tutti i ridurre il tempo di coagulazione di una miscela cam-
componenti eccetto il fattore VII. pione contenente le sostanze, diverse dal fattore IX,
Preparare tutte le diluizioni in provette di plastica ed che partecipano al processo di coagulazione del sangue
usarle entro 1 h. e la quantita© di una preparazione di riferimento, tito-
. Mescolare le diluizioni della preparazione di lata in Unita© Internazionali, necessaria per produrre lo
Fase 1
234
Dosaggio dell'immunoglobulina umana anti-D
inoizircserP
(2.7.12) e neutralizzare l'eparina aggiungendo prota- priato (per esempio, 7 g/l di sodio cloruro R, 6 g/l di
ilareneG
mina solfato R (10 g di protamina solfato neutraliz-
l sodio citrato R, pH 7,3) in modo da ottenere approssi-
zano 1 U.I. di eparina). Diluire la preparazione da esa- mativamente 0,25 U.I. di eparina per millilitro. Prepa-
minare e la preparazione di riferimento con una quan- rare diluizioni seriali fino a 1:32 usando il tampone di
tita© sufficiente di tampone imidazolo soluzione a diluizione (vedi alle Soluzioni di riferimento). Lasciare
pH 7,3 R in modo da ottenere soluzioni contenenti le diluizioni a riposo per 30 min.
isilanA id
idoteM
0,5-2,0 U.I. per millilitro. Preparare diluizioni al rad- Soluzioni di riferimento. Diluire la preparazione di rife-
doppio in un intervallo da 1:10 a 1:80 usando una rimento dell'eparina con un tampone di diluizione
miscela di 1 volume di una soluzione (38 g/l) di sodio appropriato (per es., 6 g/l di tris(idrossimetil)ammino-
citrato R e 5 volumi di tampone imidazolo soluzione a metano R, 2,2 g/l di acido(etilendinitrilo)tetracetico R,
irotinetnoC
pH 7,3 R. Preparare accuratamente queste soluzioni ed
/ ilairetaM
11,3 g/l di sodio cloruro R, pH 8,4) in modo da ottenere
usarle immediatamente. approssimativamente 0,25 U.I. di eparina per millilitro.
Usare, per es., provette da incubazione mantenute a Preparare diluizioni seriali fino a 1:32.
b.m. a 37 C. Introdurre in ciascuna provetta 0,1 ml di Introdurre con una pipetta 200 ml della soluzione
plasma substrato R2 e 0,1 ml di una delle diluizioni della in esame, della soluzione di riferimento o del bianco
preparazione di riferimento o della preparazione da (tampone di diluizione) e 200 ml di una soluzione di
ivittaeR
esaminare. Aggiungere a ciascuna provetta 0,1 ml di antitrombina III R (3 U.I./ml) in una serie di provette
una diluizione appropriata di cefalina R o di sostituto di plastica. Lasciare a riposo le miscele per 30 min
piastrinico R e 0,1 ml di una sospensione contenente ed aggiungere 200 ml di una soluzione di trombina
0,5 g di caolino leggero R in 100 ml di una soluzione bovina R (20 U.I./ml). Mescolare accuratamente
(9 g/l) di sodio cloruro R e lasciare a riposo per circa usando un agitatore magnetico e mantenere a 37 C
itnemogrA
ilareneG
10 min inclinando le provette ad intervalli regolari. per 90 s.
A ciascuna provetta aggiungere 0,1 ml di una soluzione Preparare una soluzione di un substrato cromogeno
(7,4 g/l) di calcio cloruro R. Usando un cronometro, specifico per la trombina ad una concentrazione equi-
misurare il tempo di coagulazione, cioe© l'intervallo di valente ad almeno il doppio del valore di Km (costante
tempo tra l'aggiunta del calcio cloruro e la prima indi-
eifargonoM
di Michaelis).
ilareneG
cazione della formazione di fibrina, che puo© essere Preriscaldare la soluzione del substrato a 37 C ed
osservata visivamente o mediante l'uso di un apparec- aggiungerne 200 ml a ciascuna provetta contenente il
chio appropriato. Calcolare l'attivita© biologica usando campione in esame, la preparazione di riferimento o il
i metodi statistici usuali (per esempio, 5.3 Analisi stati- bianco. Mescolare accuratamente usando un agitatore
ehcituecamraF
stica dei risultati dei dosaggi e saggi biologici). magnetico. Incubare a 37 C per 90 s, arrestare la rea-
emroF
Effettuare un saggio in bianco, per assicurare che non ci zione aggiungendo 200 ml di una soluzione di acido
sia una contaminazione apprezzabile del plasma sub- acetico R (C2H4O2, 500 g/l) e misurare l'assorbanza a
strato R2 da parte del fattore IX, usando al posto della 405 nm.
preparazione da esaminare un volume corrispondente Calcolare il contenuto di eparina della preparazione in
di una miscela costituita da 1 volume di una soluzione esame usando i metodi statistici usuali (per esempio,
eiretaM
(38 g/l) di sodio citrato R e 5 volumi di tampone imida-
emirP
zolo soluzione a pH 7,3 R. Il saggio e© valido solo se il 5.3 Analisi statistica dei risultati dei dosaggi e saggi
biologici).
tempo di coagulazione misurato per il saggio in bianco
e© compreso tra 100 s e 200 s.
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
2.7.13. DOSAGGIO DELL'IMMUNOGLOBULINA
UMANA ANTI-D
Incubare il campione in esame con un eccesso definito con la quantita© di una preparazione di riferimento, tito-
di trombina ed un substrato cromogeno specifico per lata in Unita© Internazionali, necessaria a produrre lo
la trombina e misurare l'entita© dell'aumento dell'assor- stesso effetto.
banza (correlata alla quantita© di p-nitroanilina rila- L'Unita© Internazionale e© l'attivita© di una quantita© defi-
sciata) a 405 nm. L'entita© dell'aumento e© inversamente nita della Preparazione Internazionale di Riferimento.
proporzionale al contenuto di eparina del campione. L'equivalenza in Unita© Internazionali della Prepara-
ecidnI
Soluzioni in esame. Ricostituire la preparazione come zione Internazionale di Riferimento e© stabilita dall'Or-
indicato in etichetta e diluire con un tampone appro- ganizzazione Mondiale della Sanita© .
235
Dosaggio del vaccino dell'epatite A
Usare una miscela di globuli rossi D-positivi, aventi meno Calcolare l'attivita© biologica della preparazione in
di 7 giorni e conservati opportunamente, ottenuta da esame in Unita© Internazionali per millilitro mediante
almeno quattro donatori di gruppo O R1R1, Aggiungere l'espressione:
ad un volume appropriato di cellule, precedentemente a d
lavate per tre volte con una soluzione (9 g/l) di sodio clo- D
2
ruroR,unvolumeugualedibromelinasoluzioneR,lasciare
a riposo a 37 C per 10 min, centrifugare, eliminare il a = attivita© in Unita© Internazionali per millilitro di
liquido sopranatante e lavare per tre volte con una solu- una diluizione 1 a D della preparazione di riferi-
zione (9 g/l) di sodio cloruro R. Sospendere 20 volumi di mento,
globuli rossi in una miscela di 15 volumi di siero inerte, d = fattore di diluizione della preparazione in esame
20 volumi di una soluzione (300 g/l) di albumina bovina R che corrisponde ad un dato valore di DA trovato,
e 45 volumi di una soluzione (9 g/l) di sodio cloruro R.
Lasciare la sospensione cos|© ottenuta in acqua ghiacciata D = fattore di diluizione della preparazione di riferi-
agitando continuamente. mento che corrisponde allo stesso valore di DA
Usando una siringa automatica tarata, preparare dilui- trovato.
zioni appropriate della preparazione in esame e della
preparazione di riferimento usando come diluente una 2.7.14. DOSAGGIO DEL VACCINO DELL'EPATITE A
soluzione contenente 5 g/l di albumina bovina R e 9 g/l Il dosaggio del vaccino dell'epatite A e© effettuato in
di sodio cloruro R. vivo, confrontando la sua capacita© , in condizioni defi-
Usare un apparecchio appropriato per l'analisi automa- nite, di indurre la formazione di specifici anticorpi nei
tica continua: mantenere la temperatura nel collettore, topi con la stessa capacita© di una preparazione di riferi-
tranne che nelle serpentine di incubazione, a 15,0 C. mento, oppure in vitro, determinando il contenuto di
Pompare la sospensione di globuli rossi nel collettore antigene mediante una determinazione immunochi-
dell'apparecchio ad un flusso di 0,1 ml per min ed una mica.
soluzione (3 g/l) di metilcellulosa 450 R ad un flusso di
0,05 ml per min. Introdurre le diluizioni della prepara- DOSAGGIO IN VIVO
zione in esame e della preparazione di riferimento ad
un flusso di 0,1 ml/min per 2 min, seguite dalla solu- Il saggio sul topo illustrato piu© avanti e© riportato come
zione diluente ad un flusso di 0,1 ml/min per 4 min esempio di un metodo che e© risultato adeguato per uno
prima che sia introdotta la diluizione successiva. specifico vaccino; possono essere utilizzati anche altri
Introdurre aria ad un flusso di 0,6 ml per minuto. Incu- metodi convalidati.
bare a 37 C per 18 min e poi disperdere gli agglomerati Selezione e distribuzione degli animali per il saggio.
introducendo, ad un flusso di 1,6 ml per min, una solu- Utilizzare nel saggio topi sani dello stesso lotto, di circa
zione (9 g/l) di sodio cloruro R contenente un appro- 5 settimane di eta© e di un ceppo adeguato. Utilizzare
priato agente bagnante (per esempio, polisorbato 20 R animali dello stesso sesso. Distribuire gli animali in
ad una concentrazione finale di 0,2 g/l) per non turbare almeno sette gruppi uguali (di numero appropriato ai
l'erogazione dell'aria. Lasciare sedimentare l'aggiuti- requisiti del saggio).
nato e decantare per due volte, la prima a 0,4 ml per Determinazione dell'attivita© biologica del vaccino in
min e poi a 0,6 ml per min. Lisare i globuli rossi non esame. Usare una soluzione (9 g/l) di sodio cloruro R
agglutinati con una soluzione contenente 5 g/l di ottoxi- contenente l'adiuvante a base di alluminio utilizzato
nolo 10 R, 0,2 g/l di potassio ferricianuro R, 0,2 g/l di per il vaccino, preparare almeno tre diluizioni del vac-
sodio bicarbonato R e 0,05 g/l di potassio cianuro R ad cino in esame e diluizioni corrispondenti della prepara-
un flusso di 2,5 ml per min. Dopo 10 min introdurre zione di riferimento. Attribuire una diluizione a ciascun
una spirale per consentire la conversione dell'emoglo- gruppo di animali e inoculare, per via sottocutanea,
bina. Registrare in continuo l'assorbanza (2.2.25) del- non piu© di 1,0 ml di ciascuna diluizione ad ogni animale
l'emolisato ad una lunghezza d'onda compresa tra del gruppo a cui quella diluizione e© destinata. Mante-
540 nm e 550 nm. Determinare l'intervallo delle con- nere un gruppo di controlli non vaccinati, iniettati per
centrazioni degli anticorpi per le quali c'e© una relazione via sottocutanea con lo stesso volume di diluente.
lineare tra la concentrazione e il risultante cambia- Dopo 28-32 giorni anestetizzare e salassare tutti gli ani-
mento di assorbanza (DA). Costruire una curva di rife- mali, tenendo separati i sieri dei singoli individui.
rimento utilizzando risultati ed usare la parte lineare Sottoporre a saggio i singoli sieri per gli anticorpi speci-
della curva per determinare l'attivita© della preparazione fici contro il virus dell'epatite A con un metodo immu-
in esame. nochimico adeguato (2.7.1).
236
Dosaggio del vaccino dell'epatite B (rDNA)
inoizircserP
Effettuare i calcoli mediante i metodi stati- DOSAGGIO IN VIVO
ilareneG
Calcoli.
isilanA id
livelli di reazione misurati per tutti i sieri del gruppo
idoteM
saggio deve dare una pendenza significativa per la
non vaccinato, determinare il massimo livello di rea- curva dose-risposta rispetto all'antigene; i topi con
zione che puo© essere previsto in un animale non vacci- aplotipo H-2q o H-2d sono adatti. Sono anche adatte
nato. Ogni risposta negli animali vaccinati che supera cavie sane ciascuna di 300-350 g (dell'eta© di circa 7 setti-
questo livello e© , per definizione, una sieroconversione. mane), provenienti dallo stesso lotto, sono anche
irotinetnoC
/ ilairetaM
Effettuare una adeguata trasformazione della percen- appropriate. Utilizzare animali dello stesso sesso.
tuale degli animali di ciascun gruppo che mostrano sie- Distribuire gli animali in almeno 7 gruppi uguali di
roconversione (per esempio, una trasformazione pro- numero appropriato ai requisiti del dosaggio.
bit) e analizzare i dati secondo il modello a linee paral-
lele usando il logaritmo della curva dose-risposta. Determinazione dell'attivita© biologica del vaccino in
Determinare l'attivita© biologica della preparazione in . Usare una soluzione (9 g/l) di sodio cloruro R
ivittaeR
esame
esame in rapporto a quella della preparazione di riferi- contenente l'adiuvante a base di alluminio utilizzato
mento. per il vaccino o un altro diluente appropriato, e prepa-
Condizioni di validita© . Il saggio e© valido solo se: rare almeno tre diluizioni del vaccino in esame e dilui-
^ per entrambi i vaccini, quello da sottoporre a sag- zioni corrispondenti alla preparazione di riferimento.
itnemogrA
Attribuire una diluizione a ciascun gruppo di animali
ilareneG
gio e la preparazione di riferimento, la DE50 e© com- ed inoculare, per via intraperitoneale, non piu© di
presa tra la dose piu© piccola e quella piu© grande 1,0 ml di ciascuna diluizione ad ogni animale del
somministrata agli animali, gruppo a cui quella diluizione e© destinata. Un gruppo
^ l'analisi statistica non mostra deviazione significa- di animali non viene vaccinato e riceve, per via intrape-
eifargonoM
tiva dalla linearita© o dal parallelismo, ritoneale, lo stesso volume di diluente. Dopo un appro-
ilareneG
^ i limiti fiduciali dell'attivita© biologica relativa sono priato intervallo di tempo (ad es. 4-6 settimane), aneste-
compresi tra il 33 per cento e il 300 per cento del- tizzare e salassare tutti gli animali, e raccogliere, sepa-
l'attivita© biologica stimata. ratamente, il siero di ciascuno di essi. Sottoporre a
Il limite fiduciale supe- saggio i singoli sieri per gli anticorpi specifici
ehcituecamraF
anti-HBsAg mediante un dosaggio immunochimico
Requisito dell'attivita© biologica.
emroF
non e© inferiore a 1,0. adeguato (2.7.1).
emirP
del contenuto di antigene con criteri di accettazione dosaggi).
convalidati rispetto al saggio in vivo. I criteri di accetta-
zione sono approvati, per una data preparazione di rife- Per il dosaggio in questione, dalla distribuzione dei
rimento, dall'autorita© competente sulla base dei dati di livelli di reazione misurati per tutti i sieri del gruppo
ehcituecamraF
inoizaraperP
TE B (rDNA)
DEL VACCINO DELL'EPATI-
questo livello e© , per definizione, una sieroconversione.
ehcitapoemO
inoizaraperP
Il dosaggio del vaccino dell'epatite B (rDNA) si effettua Effettuare una adeguata trasformazione della percen-
in vivo confrontando, in condizioni definite, la sua tuale di animali di ciascun gruppo che mostrano siero-
capacita© di indurre anticorpi specifici contro l'antigene conversione (per esempio una trasformazione probit) e
di superficie del virus dell'epatite B (HBsAg) nei topi o analizzare i dati secondo il modello a linee parallele
nelle cavie con la stessa capacita© di una preparazione usando il logaritmo della curva dose-risposta.
di riferimento, oppure in vitro misurando il contenuto Determinare l'attivita© biologica della preparazione in
ecidnI
in antigene mediante una determinazione immunochi- esame in rapporto a quella della preparazione di riferi-
mica. mento.
237
Dosaggio del vaccino pertossico acellulare
Condizioni di validita© . Il saggio e© valido solo se: duzione usato per il lotto esaminato nelle prove clini-
^ per entrambi i vaccini, quello da sottoporre a sag- che. La stabilita© del vaccino di riferimento dovra© essere
gio e quello di riferimento, la DE50 e© compresa tra documentata.
la dose piu© piccola e quella piu© grande sommini- Requisiti
strata agli animali, La capacita© del vaccino di indurre anticorpi non e© signi-
^ l'analisi statistica non mostra deviazione dalla ficativamente (P = 0,95) inferiore a quella del vaccino
linearita© o dal parallelismo, di riferimento.
^ i limiti fiduciali dell'attivita© biologica relativa sono Il seguente modello di saggio e© riportato come esempio di
compresi tra il 33 per cento e il 300 per cento del- un metodo che risulta soddisfacente.
l'attivita© biologica stimata. Selezione e distribuzione degli animali per il saggio.
Requisito dell'attivita© biologica. Il limite fiduciale supe- Usare nel saggio topi sani (per es. ceppi CD1) dello
riore (P = 0,95) dell'attivita© biologica relativa stimata stesso gruppo di eta© compresa, tra 4-8 settimane,
non e© inferiore a 1,0. Distribuire gli animali in 6 gruppi di numero appro-
priato ai requisiti del dosaggio. Usare tre diluizioni del
DOSAGGIO IN VITRO vaccino in esame e tre diluizioni di una preparazione
di riferimento e attribuire ciascuna diluizione ad un
Effettuare una determinazione immunochimica (2.7.1) gruppo di topi. Iniettare a ciascun topo, per via intrape-
del contenuto in antigene con criteri di accettazione ritoneale o per via sottocutanea, 0,5 ml della diluizione
convalidati rispetto al saggio in vivo. Il dosaggio immu- attribuita al suo gruppo.
noenzimatico ELISA e il dosaggio radioimmunologico Raccolta di campioni di siero. 4-5 settimane dopo la vac-
(RIA), che prevede l'uso di anticorpi monoclonali spe- cinazione, anestetizzare e salassare i singoli topi.
cifici per gli epitopi dell'HBsAg che inducono risposta Conservare i sieri a 20 C fino al momento del saggio
protettiva, si sono dimostrati idonei. Utilizzare un per il contenuto dell'anticorpo.
numero appropriato di diluizioni del vaccino in esame Determinazione dell'anticorpo. Sottoporre a saggio i sin-
e della preparazione di riferimento e per analizzare i goli sieri per il contenuto di anticorpi specifici nei con-
dati, che possono essere convertiti in maniera appro- fronti di ciascun componente usando un metodo conva-
priata, usare un modello a linee parallele. In commer- lidato come il saggio ELISA mostrato di seguito.
cio sono disponibili kit per la misurazione in vitro del- Saggio ELISA. Ricoprire delle piastre da microtitola-
l'HBsAg ed e© possibile adattare le loro procedure di zione (di policloruro di vinile o di polistirene come
saggio all'uso come un dosaggio di attivita© biologica in appropriato per l'antigene specifico) con l'antigene
vitro. purificato ad una concentrazione di 100 ng per poz-
I criteri di accettazione per una data preparazione di zetto. Dopo il lavaggio, i siti non reattivi sono bloccati
riferimento sono approvati dall'autorita© competente mediante incubazione con una soluzione di albumina
sulla base dei dati di convalida. sierica bovina e poi sono lavati. Sulle piastre sono pre-
parate diluizioni a raddoppio di sieri ottenuti dai topi
immunizzati con il vaccino in esame e con il vaccino di
riferimento. Dopo incubazione a 22-25 C per 1 h,
2.7.16. DOSAGGIO DEL VACCINO PERTOSSICO
La capacita© del vaccino di indurre la formazione di soluzione appropriata di enzima anti-topo IgG coniu-
anticorpi specifici e© confrontata con la stessa capacita© gato e incubare a 22-25 C per 1 h. Dopo lavaggio,
di una preparazione di riferimento esaminata contem- aggiungere un substrato cromogeno dal quale l'enzima
poraneamente; gli anticorpi sono determinati usando coniugato legato libera un cromoforo che puo© essere
metodi immunochimici adatti (2.7.1) come il dosaggio quantificato mediante la misurazione dell'assorbanza
immunoenzimatico ELISA. Il saggio sui topi, mostrato (2.2.25). Le condizioni del saggio sono stabilite in modo
di seguito, usa un modello a tre punti ma, dopo conva- da ottenere una risposta lineare dell'assorbanza in fun-
lida, per il saggio di routine puo© essere usato un metodo zione del contenuto di anticorpo nell'intervallo di misu-
a diluizione singola. razione usato e con valori di assorbanza che sono com-
Vaccino di riferimento. Usare come vaccino di riferi- presi nell'intervallo 0,1-2,0.
mento un lotto di vaccino che si e© dimostrato efficace Nel saggio e© usato un antisiero di riferimento di attivita©
nelle prove cliniche o un lotto rappresentativo. biologica assegnata che serve come base per il calcolo
Per la preparazione di un lotto rappresentativo, e© neces- dei livelli di anticorpo nel saggio dei sieri. Nel saggio e©
saria una stretta aderenza al processo di pro- incluso anche un controllo standardizzato del siero.
238
Dosaggio del fattore II di coagulazione del sangue umano
inoizircserP
Il saggio non e© valido solo se: L'entita© di variazione dell'assorbanza ( A/min) e© inver-
ilareneG
D
^ il valore trovato per il siero di controllo differisce samente proporzionale all'attivita© dell'antitrombina III.
per piu© di 2 deviazioni standard dal valore asse- Verificare la validita© del dosaggio e calcolare l'attivita©
gnato, biologica della preparazione in esame mediante i
^ l'intervallo di confidenza dell'attivita© biologica sti- metodi statistici usuali (per esempio, 5.3. Analisi stati-
isilanA id
stica dei risultati dei dosaggi e saggi biologici).
idoteM
mata e© maggiore del 50-200 per cento.
Calcoli. Calcolare i titoli anticorpali nel siero dei topi
immunizzati con il vaccino in esame e quello di riferi- 2.7.18. DOSAGGIO DEL FATTORE II DI COAGU-
mento e dai dati ottenuti, calcolare l'attivita© biologica LAZIONE DEL SANGUE UMANO
irotinetnoC
/ ilairetaM
mento, usando i metodi statistici usuali. Il dosaggio del fattore II della coagulazione e© effettuato
dopo specifica attivazione per formare il fattore IIa.
Il fattore IIa e© determinato confrontando la sua attivita©
2.7.17. DOSAGGIO DELL'ANTITROMBINA III di scissione di uno specifico substrato peptidico
UMANA cromogeno con quella dello Standard Internazionale o
di una preparazione di riferimento, titolata in Unita©
ivittaeR
Il contenuto di antitrombina III della preparazione in Internazionali.
esame si determina confrontando, in presenza di un L'Unita© Internazionale e© l'attivita© del fattore II di una
eccesso di eparina, la sua capacita© di inattivare la trom- determinata quantita© dello Standard Internazionale
bina con quella di una preparazione di riferimento di che e© costituito da un concentrato liofilizzato del fatto-
antitrombina III umana concentrata, calibrata in Unita©
itnemogrA
re II della coagulazione del sangue umano. L'equiva-
ilareneG
Internazionali. Mescolare quantita© diverse della prepa- lenza in Unita© Internazionali dello Standard Interna-
razione in esame con una quantita© definita di trombina zionale e© stabilita dall'Organizzazione Mondiale della
e determinare l'attivita© della trombina residua utiliz- Sanita© .
zando un appropriato substrato cromogeno.
L'Unita© Internazionale e© l'attivita© di una determinata Il metodo del dosaggio cromogeno consiste di due fasi
eifargonoM
successive: l'attivazione del fattore II, per mezzo del
ilareneG
quantita© dello Standard Internazionale per l'antitrom- veleno di vipera, seguita dalla scissione enzimatica di
bina III umana concentrata. L'equivalenza in Unita© un substrato cromogeno del fattore IIa, con liberazione
Internazionali dello Standard Internazionale e© indicata di un cromoforo che puo© essere quantificato per
dall'Organizzazione Mondiale della Sanita© . via spettrofotometrica. In condizioni appropriate di
ehcituecamraF
Metodo. Per la preparazione in esame e per la prepara- dosaggio, esiste una relazione lineare tra l'attivita© del
zione di riferimento, preparare due serie indipendenti
emroF
fattore IIa e la scissione del substrato
di 3 o 4 diluizioni nell'intervallo compreso tra 1/75 e
1/200 a partire da 1 U.I. per millilitro utilizzando il REATTIVI
tampone tris-EDTA ASB soluzione a pH 8,4 R conte-
nente 15 U.I. di eparina per millilitro. Attivatore specifico del fattore II ottenuto dal veleno di
vipera (Ecarina) Proteina ottenuta dal veleno della
eiretaM
Riscaldare, a 37 C per 1-2 min, 200 ml di ciascuna dilui-
emirP
.
zione. Aggiungere a ciascuna diluizione 200 ml di una vipera delle piramidi (Echis carinatus) che attiva specifi-
soluzione di trombina bovina R contenente 2 U.I. per catamente il fattore II. Ricostituire la preparazione
millilitro in tampone tris-EDTA ASB soluzione a secondo le istruzioni del produttore. Conservare la pre-
pH 8,4 R. Mescolare e mantenere a 37 C per 1 min parazione ricostituita a 4 C ed usare entro 1 mese.
ehcituecamraF
inoizaraperP
zione con acido acetico e misurando l'assorbanza a na R. Se necessario aggiustare il pH a 8,4, usando acido
405 nm). cloridrico R.
239
Dosaggio del fattore X di coagulazione del sangue umano
bonil-d-arginil-l-glicil-l-arginina-p-nitroanilide diclo-
soluzione di riferimento. Aggiungere, in sequenza a cia- ridrato, N-benzoil-l-isoleucil-l-glutammil-glicil-l-
scun pozzetto, 125 ml del tampone di diluizione, 25 ml arginina-p-nitroanilide dicloridrato, metansulfonil-d-
di ecarina ed incubare per 2 min esatti. Aggiungere a leucil-glicil-arginina-p-nitroanilide, metossicarbonil-d-
ciascun pozzetto 25 ml di substrato cromogeno per il cicloesilalanil-glicil-arginina-p-nitroanilide acetato.
fattore IIa. Ricostituire secondo le istruzioni del produttore.
Effettuare in modo continuo la lettura della variazione Tampone di diluizione. Una soluzione contenente 3,7 g/l
dell'assorbanza a 405 nm per un periodo di 3 min, e di tris(idrossimetil)amminometano R, 2,1 g/l di imida-
determinare la media di questa variazione ( A/min).
D zolo R, 0,02 g/l di esadimetrina bromidrato R e 1 g/l di
Se non e© possibile effettuare il controllo continuo, misu- albumina bovina R o albumina umana R. Se necessario,
rare l'assorbanza a 405 nm ad appropriati intervalli aggiustare il pH a 8,4 usando acido cloridrico R.
successivi, per esempio ogni 40 s. Riportare su un gra- METODO
fico lineare l'assorbanza in funzione del tempo e calco- Soluzione in esame. Diluire la preparazione in esame
lare A/min come pendenza della linea. Calcolare l'at-
D
con il tampone di diluizione in modo da ottenere una
tivita© biologica della preparazione in esame dai valori soluzione contenente 0,18 U.I. di fattore X per milli-
D A/min di ciascuna diluizione dello standard e delle litro. Preparare almeno altre tre diluizioni nel tampone
preparazioni in esame e verificare la validita© del dosag- di diluizione.
gio mediante i metodi statistici usuali (5.3). Soluzione di riferimento. Diluire la preparazione di rife-
rimento con il tampone di diluizione in modo da otte-
nere una soluzione contenente 0,18 U.I. di fattore X
per millilitro. Preparare almeno altre tre diluizioni nel
2.7.19. DOSAGGIO DEL FATTORE X DI COAGU-
tampone di diluizione.
Il dosaggio del fattore X della coagulazione e© effettuato Prima del saggio scaldare brevemente tutte le soluzioni
dopo la specifica attivazione per formare il fattore Xa. a b.m. a 37 C.
La concentrazione del fattore Xa e© determinata con- Le condizioni di lavoro descritte si applicano alle pia-
frontando la sua attivita© di scissione di uno specifico stre di microtitolazione. Se il dosaggio e© effettuato nelle
substrato peptidico cromogeno con quella dello Stan- provette i volumi devono essere modificati in modo da
dard Internazionale o di una preparazione di riferi- mantenere le proporzioni della miscela.
mento, titolata in Unita© Internazionali. Utilizzare una piastra di microtitolazione mantenuta
L'Unita© Internazionale e© l'attivita© del fattore X di a 37 C, aggiungere 12,5 ml di ciascuna diluizione
una determinata quantita© dello Standard Internazio- della soluzione in esame o della soluzione di riferimento
nale che e© costituito da un concentrato liofilizzato del a ciascuna serie di pozzetti. Aggiungere, in ciascun
fattore X della coagulazione del sangue umano. pozzetto, 25 ml di VVR ed incubare per 90 s esatti.
240
Dosaggio in vivo del vaccino inattivato della poliomielite
inoizircserP
Aggiungere, a ciascun pozzetto, 150 ml di substrato
ilareneG
SAGGIO SU RATTI
cromogeno per il fattore Xa, diluito 1 a 6 con il tam- Un metodo di dosaggio in vivo appropriato consiste in
pone di diluizione. una iniezione intramuscolare negli arti posteriori di
Effettuare in modo continuo la lettura della variazione almeno 3 diluizioni del vaccino in esame e del vaccino di
dell'assorbanza a 405 nm in modo continuo per un riferimento, utilizzando per ciascuna diluizione un
isilanA id
periodo di 3 min, e determinare la media di questa varia- gruppo di 10 ratti, di un ceppo appropriato, esenti da
idoteM
zione ( A/min). Se non e© possibile effettuare il controllo
D patogeni specifici. Spesso e© necessario utilizzare 4 dilui-
continuo, misurare l'assorbanza a 405 nm ad appropriati zioni per ottenere risultati validi per tutti e 3 i sierotipi.
intervalli successivi, per esempio ogni 40 s. Riportare su Il numero di animali per ciascun gruppo deve essere suf-
un grafico lineare l'assorbanza in funzione del tempo e ficiente per ottenere risultati che soddisfano i criteri di
irotinetnoC
convalida; gruppi di 10 ratti sono generalmente suffi-
/ ilairetaM
calcolare A/min come pendenza della linea. Calcolare
cienti, ma si possono ottenere risultati validi anche con
D
ivittaeR
ottenga una risposta per tutti i 3 tipi di poliovirus. Salas-
IN VIVO sare gli animali dopo 20-22 giorni. Determinare, separa-
tamente, i titoli neutralizzanti nei confronti di tutti e 3 i
2.7.20. DOSAGGIO DEL VACCINO INAT-
itnemogrA
seguenti condizioni di neutralizzazione: 3 h a
ilareneG
vaccino di indurre la formazione di anticorpi neutraliz-
zanti. 35-37 C e poi 18 h a 2-8 C. Dopo incubazione a 35 C
Determinare l'attivita© biologica in vivo mediante uno per 7 giorni effettuare la fissazione e la colorazione e poi
dei metodi seguenti: leggere i risultati. Per un dosaggio anticorpale valido, il
titolo di ciascun virus di prova deve essere compreso
eifargonoM
nell'intervallo di 10 DICC50 e 100 DICC50 e il titolo degli
ilareneG
anticorpi neutralizzanti di un siero di riferimento non
SAGGIO SU PULCINI O SU CAVIE deve discostarsi di piu© di due diluizioni dalla media geo-
metrica del titolo del siero. L'attivita© biologica e© calco-
Preparare una serie appropriata di almeno tre diluizioni lata per confronto tra la proporzione di risposte positive
ehcituecamraF
del vaccino in esame usando un'appropriata soluzione al vaccino in esame e quelle al vaccino di riferimento
salina tamponata. Usare gruppi di animali costituiti da mediante un metodo probit o, dopo convalida, mediante
emroF
10 pulcini dell'eta© di 3 settimane o da 10 cavie, ciascuna un modello a linee parallele. Per il metodo probit si deve
del peso di 250-350 g. Attribuire una diluizione a ciascun stabilire un titolo soglia di anticorpi neutralizzanti per
gruppo ed iniettare per via intramuscolare 0,5 ml di cia- ciascun tipo di poliovirus al fine di definire una risposta
scuna diluizione ad ogni animale del gruppo. Salassare positiva. A causa della variazione tra laboratori, non e©
glianimaliilquintooilsestogiorno dopol'iniezioneerac- possibile definire valori soglia che possano essere appli-
eiretaM
emirP
cogliere separatamente ciascun siero. Esaminare i sieri, cati a tutti i laboratori. Quindi i valori soglia sono deter-
diluiti 1 a 4, per evidenziare la presenza di anticorpi neu- minati per ciascun laboratorio sulla base di un minimo
tralizzanti nei confronti di ciascuno dei poliovirus umani di tre serie di saggi con il vaccino di riferimento. Usare
1, 2 e 3. Mescolare 100 DICC50 di virus con la diluizione come valore soglia il punto mediano di una scala in log
ehcituecamraF
preso tra 4 h e 30 min e 6 h. Mantenere a 5 3 C per 12- metrica, della serie di tre o piu© saggi. Per ciascuno dei
tre tipi di poliovirus, l'attivita© biologica del vaccino non
6
gruppo di animali, registrare il numero di sieri che hanno ^ per il vaccino in esame e il vaccino di riferimento la
anticorpi neutralizzanti e calcolare la diluizione del vac- DE50 e© compresa tra la dose piu© piccola e la dose
cino che da© una risposta anticorpale nel 50 per cento degli piu© grande somministrata agli animali,
animali. Effettuare un saggio di controllo in parallelo uti- ^ l'analisi statistica mostra una deviazione non signi-
lizzando un'appropriata preparazione di riferimento. ficativa rispetto alla linearita© o dal parallelismo
Il vaccino soddisfa al saggio se una diluizione 1 a 100 o ^ i limiti fiduciali dell'attivita© biologica relativa
ecidnI
superiore produce una risposta anticorpale per cia- calcolata sono compresi tra il 25 per cento e il
scuno dei tre tipi di virus nel 50 per cento degli animali. 400 per cento dell'attivita© biologica calcolata.
241
2.8. Metodi generali
inoizircserP
ilareneG
di farmacognosia
isilanA id
idoteM
2.8. Metodi generali di farmacognosia . . 245 2.8.10. Solubilita© delle essenze in alcool . . . 246
2.8.1. Ceneri insolubili nell'acido cloridrico 245 2.8.11. Dosaggio dell'1,8 - cineolo nelle
irotinetnoC
/ ilairetaM
2.8.2. Elementi estranei . . . . . . . . . . . . . . . 245 essenze . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 247
2.8.3. Stomi ed indice stomatico . . . . . . . . 245 2.8.12. Determinazione delle essenze nelle
2.8.4. Indice di rigonfiamento . . . . . . . . . . 246 droghe vegetali . . . . . . . . . . . . . . . 247
2.8.5. Acqua nelle essenze . . . . . . . . . . . . . 246 2.8.13. Residui di pesticidi . . . . . . . . . . . . . 249
2.8.6. Esteri estranei nelle essenze . . . . . . . 246 2.8.14. Determinazione dei tannini nelle dro-
2.8.7. Oli grassi ed essenze resinificate nelle
ivittaeR
essenze . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 246 ghe vegetali . . . . . . . . . . . . . . . . . 253
2.8.8. Odore e sapore delle essenze . . . . . . 246 2.8.15. Indice di amarezza . . . . . . . . . . . . . . 253
2.8.9. Residuo alla evaporazione delle 2.8.16. Residuo secco degli estratti . . . . . . . 254
essenze . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 246 2.8.17. Perdita all'essiccamento degli estratti 254
itnemogrA
ilareneG
eifargonoM
ilareneG
ehcituecamraF
emroF
eiretaM
emirP
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
ehcitapoemO
inoizaraperP
ecidnI
Stomi ed indice stomatico
inoizircserP
ilareneG
2.8. METODI GENERALI DI FARMACO- 2.8.3. STOMI ED INDICE STOMATICO
GNOSIA
STOMI
Tra i tipi di stomi (vedi Figura 2.8.3.-1), che si differen-
ziano per la forma e per la disposizione delle cellule
2.8.1. CENERI INSOLUBILI IN ACIDO CLORI-
isilanA id
che li circondano, si distinguono:
DRICO
idoteM
Le ceneri insolubili in acido cloridrico sono costituite
dal residuo ottenuto dopo estrazione con acido clori-
drico R delle ceneri solforiche o delle ceneri totali e
sono calcolate con riferimento a 100 g di droga.
irotinetnoC
/ ilairetaM
Aggiungere 15 ml di acqua R e 10 ml di acido cloridri-
co R nel crogiolo contenente il residuo ottenuto nella
determinazione delle ceneri solforiche o totali. Rico-
prire con un vetro da orologio e far bollire dolcemente
ivittaeR
per 10 min e lasciar raffreddare. Filtrare attraverso un
filtro esente da ceneri e lavare il residuo con acqua R
calda fino a che il filtrato risulta neutro, essiccare il fil-
tro e poi incenerirlo scaldando fino al rosso scuro;
lasciar raffreddare in essiccatore e pesare. Ripetere l'in-
itnemogrA
ilareneG
cenerimento fino a che la differenza tra due pesate suc-
cessive non superi 1 mg.
Figura 2.8.3.-1
eifargonoM
(1) il tipo anomocitico (a cellule irregolari); gli stomi
ilareneG
2.8.2. ELEMENTI ESTRANEI
ehcituecamraF
Se non e© diversamente prescritto, la quantita© di ele- generalmente circondati da tre cellule annesse, delle
quali una e© nettamente piu© piccola delle altre,
emroF
menti estranei non e© superiore al 2 per cento m/m.
(3) il tipo diacitico (a cellule trasversali); gli stomi sono
Gli elementi estranei sono costituiti in tutto od in accompagnati da due cellule annesse, le cui pareti
parte da: comuni formano un angolo retto con le cellule di guar-
1) Parti estranee: ogni elemento proveniente dalla dia degli stomi,
eiretaM
emirP
pianta madre, ma che non costituisce la droga, (4) il tipo paracitico (a cellule parallele); gli stomi pre-
sentano da ciascun lato uno o piu© cellule annesse, paral-
2) Materie estranee: ogni elemento, sia di origine lele all'asse longitudinale dell'ostiolo ed a quello delle
vegetale che minerale, non proveniente dalla pianta da cellule di guardia degli stomi.
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
NEI
S = numero degli stomi per una data superficie
fogliare,
Pesare da 100 g a 500 g di droga, oppure la quantita©
minima indicata in monografia, quindi ripartire il E = numero delle cellule epidermiche (inclusi i peli)
materiale, in un sottile strato. Esaminare ad occhio nella stessa superficie fogliare.
ecidnI
245
Solubilita© delle essenze in alcool
ESSENZE
L'indice di rigonfiamento e© il volume in millilitri occu- Il residuo all'evaporazione di una essenza e© la percen-
pato da 1 grammo di droga, con la mucillagine che vi tuale in massa dell'essenza che resta dopo evaporazione
aderisce, dopo averla lasciata rigonfiare in un liquido a b.m., nelle condizioni appresso specificate:
acquoso per 4 h. Apparecchiatura. L'apparecchiatura (vedi Figura 2.8.9.-
Porre 1,0 g di droga intera, o nello stato di suddivisione 1) e© costituita da:
prescritto in monografia, in una provetta con tappo ^ un bagno-maria con coperchio munito di fori di
a smeriglio da 25 ml, a scala graduata dell'altezza di 70 mm di diametro,
125 5 mm, con suddivisioni di 0,5 ml. Se non e© diver-
6
^ una capsula da evaporazione in vetro inerte
samente prescritto, umettare la droga con 1,0 ml di rispetto al contenuto e termoresistente,
alcool R e aggiungere 25 ml di acqua R. Chiudere la ^ un essiccatore.
provetta ed agitare energicamente, ogni 10 min, per
1 h; lasciare a riposo per 3 h dopo 90 min dall'inizio
del saggio, eliminare, mediante rotazione della provetta
attorno al suo asse verticale, la maggior parte possibile
del liquido trattenuto dalla droga e le particelle di que-
sta che galleggiano sulla superficie del liquido. Misu-
rare il volume occupato dalla droga con la mucillagine
che vi aderisce. Effettuare tre saggi contemporanea-
mente.
L'indice di rigonfiamento e© dato dalla media dei tre
saggi.
2.8.5. ACQUA NELLE ESSENZE
Lasciare cadere una goccia di essenza su della carta da 2.8.10. SOLUBILITAé DELLE ESSENZE IN
cessive senza lasciare alcuna macchia traslucida o Introdurre 1,0 ml dell'essenza in esame in una provetta
grassa. di 25 ml o di 30 ml munita di tappo a smeriglio. Porre
in un termostato mantenuto a temperatura costante
di 20 0,2 C. Per mezzo di una buretta, di almeno
6
Mescolare tre gocce di essenza con 5 ml di alcool al 90 scritto dalla monografia, a porzioni di 0,1 ml fino a dis-
per cento V/V R ed agitare con 10 g di saccarosio R pol- soluzione completa; poi continuare l'aggiunta del sol-
verizzato. L'odore ed il sapore sono simili a quelli della vente, a porzioni di 0,5 ml per volta, fino a 20 ml, agi-
pianta o delle parti della pianta da cui l'essenza e© stata tando frequentemente ed energicamente. Annotare il
ottenuta. volume di alcool impiegato allorchë e© stata ottenuta
246
Determinazione delle essenze nelle droghe vegetali
inoizircserP
una soluzione limpida; se la soluzione si intorbida o Fare fondere di nuovo la miscela a b.m. scaldando ad
ilareneG
diventa opalescente prima che siano stati aggiunti tutti una temperatura che non superi di piu© di 5 C il valore
i 20 ml di alcool, prendere nota del volume di solvente t1, e porre il tubo nell'apparecchio mantenendo la tem-
impiegato al momento della comparsa dell'intorbida- peratura 5 C al di sotto del valore t1. Quando la cristal-
mento o della opalescenza e poi, se del caso, del volume lizzazione ha inizio, o quando la temperatura della
utilizzato fino al momento della scomparsa dell'intor- miscela e© scesa di 3 C al di sotto del valore t1, rimesco-
isilanA id
idoteM
bidamento o dell'opalescenza. lare la miscela con l'aiuto dell'agitatore. Prendere nota
della temperatura piu© elevata t2 alla quale la miscela
Se non si riesce ad ottenere una soluzione limpida dopo cristallizza. Ripetere l'operazione fino a che i due valori
l'aggiunta di 20 ml di alcool del titolo indicato, ripetere massimi ottenuti per t2 non differiscono tra di loro di
il saggio usando un alcool di titolo piu© elevato. piu© di 0,2 C. In caso di soprafusione, inoculare la cri-
irotinetnoC
/ ilairetaM
stallizzazione per aggiunta di un piccolo cristallo di un
Una essenza si dice ``solubile in n volumi o piu© di alcool di complesso costituito da 3,00 g di cineolo R e 2,10 g di
un dato titolo t'' quando la soluzione limpida in n volumi cresolo R fuso. Se il valore t2 e© inferiore a 27,4 C, ripe-
resta limpida, per confronto con l'essenza non diluita, tere il dosaggio dopo aver aggiunto 5,10 g del com-
anche dopo aggiunta progressiva di nuove quantita© di plesso.
alcool dello stesso titolo, fino ad un totale di 20 volumi
ivittaeR
Il contenuto di cineolo che corrisponde alla tempera-
di alcool. tura piu© alta osservata (t2), e© indicato nella Tabella
Una essenza si dice ``solubile in n volumi di alcool di un 2.8.11.-1. Se sono stati aggiunti i 5,10 g del complesso,
dato titolo t, diventando torbida per diluizione'' se la solu- calcolare il contenuto di cineolo del campione, espresso
zione limpida in n volumi diviene torbida in n1 volumi come percentuale m/m, per mezzo della espressione:
itnemogrA
ilareneG
(n1 inferiore a 20) e resta torbida dopo aggiunta pro- 2 (A - 50)
gressiva di nuove quantita© di alcool dello stesso titolo
fino ad un totale di 20 volumi di alcool. dove A e© il valore indicato nella Tabella 2.8.11.-1.
Il contenuto di cineolo, corrispondente alla tempera-
Una essenza si dice ``solubile in n volumi di alcool di un
eifargonoM
tura massima osservata (t2), si ottiene, se necessario,
ilareneG
dato titolo t, diventando torbida tra n1 ed n2 volumi'' se la per interpolazione.
soluzione limpida in n volumi diventa torbida in n1
volumi (n1 inferiore a 20) e resta tale per aggiunta pro- Tabella 2.8.11.-1.
gressiva di nuove quantita© di alcool dello stesso titolo
ehcituecamraF
fino ad un totale di n2 volumi di alcool, quando la solu-
zione ritorna limpida (n2 inferiore a 20). t2 t2 t2 t2
emroF
Percentuale Percentuale Percentuale Percentuale
C
m/m C
m/m C
m/m C
m/m
Una essenza si dice ``solubile con opalescenza'' se la solu-
di cineolo di cineolo di cineolo di cineolo
zione alcoolica presenta la stessa tinta bluastra di una 24 45,5 32 56,0 40 67,0 48 82,0
soluzione opalescente di riferimento preparata al 25 47,0 33 57,0 41 68,5 49 84,0
momento dell'uso come segue: mescolare 0,5 ml di
eiretaM
26 48,5 34 58,5 42 70,0 50 86,0
emirP
argento nitrato soluzione R2 e 0,05 ml di acido nitrico R. 27 49,5 35 60,0 43 72,5 51 88,5
Aggiungere 50 ml di una soluzione (12 mg/l) di sodio 28 50,5 36 61,0 44 74,0 52 91,0
cloruro R. Mescolare e lasciare a riposo per 5 min al 29 52,0 37 62,5 45 76,0 53 93,5
riparo dalla luce. 30 53,5 38 63,5 46 78,0 54 96,0
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
ESSENZE
2.8.12. DETERMINAZIONE DELLE ESSENZE
ehcitapoemO
inoizaraperP
solfato anidro R, in una provetta ben secca, e aggiungere La determinazione delle essenze nelle droghe vegetali si
2,10 g di cresolo R fuso. Porre il tubo nell'apparecchio effettua per distillazione in corrente di vapore in un
per la determinazione del punto di solidificazione apparecchio speciale, nelle condizioni che vengono di
(2.2.18) e lasciare raffreddare, rimescolando con l'aiuto seguito precisate. Il distillato viene raccolto nel tubo
di un agitatore. Quando ha inizio la cristallizzazione, graduato in presenza di xilene per fissare l'essenza men-
ecidnI
vi e© un leggero aumento di temperatura. Annotare il tre la frazione acquosa ritorna automaticamente nel
piu© alto valore di temperatura raggiunto (t1). pallone generatore di vapore.
247
Determinazione delle essenze nelle droghe vegetali
Figura 2.8.12.-2.
Introdurre nel pallone la quantita© di droga prescritta e
procedere alla distillazione in corrente di vapore, con
le stesse modalita© sopra specificate, per la durata e con
la velocita© indicate. Arrestare il riscaldamento e dopo
10 min leggere il volume di liquido raccoltosi nel tubo
graduato e sottrarre il volume dello xilene determinato
in precedenza. La differenza costituisce la quantita© di
essenza presente nella massa esaminata del campione.
Calcolare il risultato come millilitri per 100 g di droga.
Nel caso in cui l'essenza deve essere utilizzata per altri
procedimenti analitici, la miscela xilene-essenza priva
di acqua puo© essere recuperata come segue: togliere il
tappo K' e introdurre 0,1 ml di una soluzione (1 g/l) di
sodio fluoresceinato R e 0,5 ml di acqua R. Abbassare il
Figura 2.8.12.-1. livello della miscela xilene-essenza nella bolla L
Apparecchio per la determinazione delle essenze mediante il rubinetto a tre vie. Lasciare a riposo per
nelle droghe vegetali 5 min quindi lasciare colare la miscela lentamente, esat-
Dimensioni in millilitri tamente fino al livello del rubinetto M. Aprire il rubi-
248
Residui di pesticidi
inoizircserP
netto in senso antiorario, in modo che l'acqua possa preparazione possono influire sul contenuto di pesticidi
ilareneG
colare dal tubo di comunicazione BM. Lavare quest'ul- nel prodotto finito, i limiti si calcolano utilizzando la
timo versando acetone R e quindi poco toluene R, nel formula seguente:
tubo di riempimento N. Ruotare ancora il rubinetto ADI M E 2 2
isilanA id
2
essenza in un recipiente adatto.
idoteM
E = coefficiente di estrazione legato al metodo di pre-
parazione utilizzato, determinato sperimental-
mente.
2.8.13. RESIDUI DI PESTICIDI
In casi eccezionali, possono anche essere autorizzati
limiti piu© elevati, specialmente quando una pianta
irotinetnoC
/ ilairetaM
. Ai fini della Farmacopea e© da considerare richiede un metodo di coltivazione particolare oppure
come pesticida ogni sostanza, od associazione di comportareununmetabolismo
presenta od una struttura che puo©
Definizione
ivittaeR
nocumento durante la produzione, la trasformazione, mento effettuato durante la coltivazione e dopo il rac-
la conservazione, il trasporto o il commercio di droghe colto) del trattamento del lotto e© nota e puo© essere con-
vegetali. Il termine comprende le sostanze destinate ad trollata con precisione.
essere utilizzate come regolatori della crescita delle
Tabella 2.8.13.-1.
itnemogrA
piante, come esfolianti, come disseccanti, cos|© come le
ilareneG
sostanze applicate sulle colture sia prima che dopo la
raccolta per proteggere i prodotti dal deterioramento Sostanza
)
Limiti
Alaclor 0,02
eifargonoM
. Se non e© diversamente indicato in monografia, Aldrin e dieldrin (sommati) 0,05
ilareneG
Limiti
Azinfos-metile 1,0
la droga in esame soddisfa almeno ai limiti di tolleranza Bromopropilato 3,0
indicati nella Tabella 2.8.13.-1. I limiti da applicare ai Cipermetrina (e isomeri) 1,0
pesticidi, che non sono riportati nella Tabella 2.8.13.-1 Clordano (somma di cis-, trans- e Ossiclordano) 0,05
e di cui si sospetta la presenza per una ragione qualun- Clorfenvinfos 0,5
ehcituecamraF
Clorpirifos 0,2
que, sono stabiliti sulla base dei limiti fissati dalle diret- Clorpirifos-metile 0,1
emroF
tive della Comunita© Europea 76/895 e 90/642, ivi com- DDT (somma di p,p'-DDT, o,p'-DDT, p,p'-DDE 1,0
presi i loro annessi ed i successivi aggiornamenti. I e p,p'-TDE)
limiti per i pesticidi che non vengono riportati në nella Deltametrina 0,5
Diazinone 0,5
Tabella 2.8.13.-1 në nelle direttive della Comunita© Euro- Diclorvos 1,0
pea sono calcolati utilizzando la formula seguente: Ditiocarbammato (come CS2) 2,0
eiretaM
emirP
Endosulfano (somma di isomeri e Endosulfano solfato) 3,0
Endrin 0,05
ADI M 2 Eptacloro (somma di eptacloro e eptacloro-epossido) 0,05
MDD 100 2 Esaclorocicloesano-isomeri (oltre a g)
Esaclorobenzene
0,3
0,1
ehcituecamraF
inoizaraperP
Etion 2,0
ehcificepS
Fenitrotion 0,5
ADI = dose giornaliera accettabile, come previsto Fenvalerato 1,5
dalla FAO-OMS, in milligrammi per chilo- Fonofos 0,05
grammo di massa corporea, Fosalone 0,1
Lindano (g-Esaclorocicloesano) 0,6
ehcitapoemO
inoizaraperP
Malation 1,0
M = massa corporea in chilogrammi (60 kg), Metidation
Paration
0,2
0,5
Paration-metile 0,2
MDD = consumo giornaliero di droga in chilo- Permetrina 1,0
grammi. Piperonil butossido
Piretrine (somma di)
3,0
3,0
Pirimifos-metile 4,0
ecidnI
Se la droga e© destinata alla preparazione di estratti, di Quintozene (somma di quintozene, pentacloroanilina 1,0
tinture o di altre forme farmaceutiche, i cui metodi di e metile pentaclorofenil solfuro)
249
Residui di pesticidi
Reattivi . Tutti i reattivi ed i solventi devono essere I seguenti metodi analitici possono essere utilizzati per
esenti da qualsiasi contaminante, specialmente da la ricerca dei pesticidi sopra indicati. A seconda della
pesticidi, che potrebbero interferire con i risultati del- sostanza in esame, puo© essere necessario apportare
l'analisi. Eé spesso necessario utilizzare solventi di qua- delle modifiche, talvolta importanti, al procedimento
lita© speciale o, se non e© possibile, solventi che siano ridi- descritto. In ogni caso, puo© essere necessario usare, in
stillati di recente in un apparecchio interamente di aggiunta, un'altra colonna con polarita© differente o un
vetro. In ogni caso, si devono effettuare adatti saggi in altro metodo di rivelazione (spettrometria di massa...)
bianco. o un metodo differente (metodi immunochimici...) per
Apparecchiatura . Pulire gli apparecchi e specialmente confermare i risultati ottenuti.
la vetreria, in modo da eliminare ogni traccia di pesti- Questo procedimento e© valido solo per le analisi di
cidi, per esempio immergendoli per almeno 16 h in una campioni di droghe vegetali che contengono un quanti-
soluzione di detergente esente da fosfati, sciacquando tativo di acqua non superiore al 15 per cento. Le droghe
abbondantemente con acqua distillata R e lavare con vegetali con un quantitativo superiore di acqua pos-
acetone e con esano, oppure con eptano. sono essere disseccate, purchë sia stato dimostrato che
. il procedimento di essiccamento non influisca significa-
Analisi qualitativa e quantitativa dei residui di pesticidi
I procedimenti analitici utilizzati devono essere conva- tivamente sul contenuto in pesticidi.
lidati secondo le norme in vigore. In particolare, soddi-
sfano ai seguenti criteri: 1. Estrazione.
^ i metodi scelti, ed in particolare le fasi di purifica- Far macerare, per 20 min, 10 g della droga in esame,
zione, devono essere idonei per la combinazione di grossolanamente polverizzata, in 100 ml di acetone R.
residui di pesticidi/sostanza in esame e nessun effetto Aggiungere 1 ml di una soluzione contenente 1,8 g per l
250
Residui di pesticidi
inoizircserP
Filtrare e lavare il filtro ed il suo contenuto con 2 por- agitare vigorosamente fino a scomparsa dei grumi e
ilareneG
zioni successive, da 25 ml ciascuna, di acetone R. Riu- continuare ad agitare per 2 h usando un agitatore mec-
nire il filtrato ed il solvente utilizzato per il lavaggio ed canico. Condizionare la colonna, usando 1,5 ml di
evaporare quasi a secco utilizzando un evaporatore esano R. Possono essere anche utilizzate colonne
rotante ad una temperatura non superiore ai 40 C. preriempite, pronte per l'uso, contenenti circa 0,50 g di
Aggiungere alcuni ml di toluene R al residuo ed evapo- un gel di silice adatto, purchë siano preventivamente
isilanA id
idoteM
rare di nuovo fino a completa eliminazione dell'acetone. convalidate.
Disciogliere il residuo in 8 ml di toluene R. Filtrare su
filtro a membrana (45 mm), sciacquare il pallone e il fil- Concentrare la soluzione B in una corrente di elio per
tro con toluene R e portare al volume di cromatografia R o azoto esente da ossigeno R fin quasi
10,0 ml con lo stesso solvente (soluzione A). a secco e riprendere il residuo con un volume appro-
irotinetnoC
/ ilairetaM
priato di toluene R (da 200 ml a 1 ml a seconda del
volume iniettato per la preparazione della soluzione
B). Trasferire quantitativamente su colonna e procedere
2. Purificazione alla cromatografia utilizzando 1,8 ml di toluene R come
fase mobile. Raccogliere l'eluato (soluzione C).
2.1. Insetticidi organofosforati, organoclorurati e pire-
ivittaeR
troidi. Esaminare mediante cromatografia per esclu-
sione (2.2.30).
Il procedimento cromatografico puo© essere eseguito
usando:
3. Analisi quantitativa
itnemogrA
ilareneG
^ una colonna di acciaio inossidabile, lunga 0,30 m e 3.1. Insetticidi organofosforati. Esaminare mediante gas
con diametro interno di 7,8 mm impaccata con sti- cromatografia (2.2.28), usando carbofenotione R come
rene divinilbenzene copolimero R (5 mm), standard interno. Puo© essere necessario utilizzare un
secondo standard interno per identificare possibili
^ come fase mobile toluene R ad una velocita© di flusso interferenze con il picco corrispondente al carbofeno-
eifargonoM
di 1 ml per minuto. tion.
ilareneG
Prova della colonna. Iniettare 100 ml di una soluzione Soluzione in esame. Concentrare la soluzione B in cor-
contenente 0,5 g/l di rosso metile R e 0,5 g/l di blu oracet rente di elio per cromatografia R fin quasi a secco e
2R in toluene R e procedere alla cromatografia. La riprendere con 100 ml di toluene R.
colonna e© idonea solo se il colore dell'eluato vira dall'a-
ehcituecamraF
rancione al blu dopo un volume di eluizione di circa Soluzione di riferimento. Preparare almeno tre solu-
emroF
10,3 ml. Se necessario tarare la colonna, usando una zioni, contenenti gli insetticidi da determinare, in
soluzione contenente toluene R, ad una adatta concen- toluene R e carbofenotione R, a concentrazioni adatte
trazione, l'insetticida da analizzare a massa molecolare per effettuare una curva di taratura.
piu© bassa (per esempio, diclorvos) e quello a massa
molecolare piu© alta (per esempio, deltametrina). Deter- Il procedimento cromatografico puo© essere eseguito
eiretaM
usando:
emirP
minare la frazione dell'eluato che contiene i due insetti-
cidi.
^ una colonna di silice fusa lunga 30 m e con diametro
Purificazione della soluzione in esame. Iniettare un interno di 0,32 mm, le cui pareti interne sono rico-
volume appropriato di soluzione A (da 100 ml a 500 ml) perte con uno strato di poli(dimetil)silossano R dello
ehcituecamraF
inoizaraperP
2.2. Insetticidi organoclorurati e piretroidi. In una grafia R purchë il metodo sia convalidato in modo
colonna cromatografica, lunga 0,10 m e del diametro appropriato,
interno di 5 mm, introdurre un tampone di cotone idro- ^ un rivelatore a ionizzazione di fiamma azoto-fosforo
filo sgrassato e 0,5 g di gel di silice trattato come segue: oppure un rivelatore a spettrometria di emissione
scaldare in stufa a 150 C gel di silice per cromatogra- atomica.
fia R per almeno 4 h. Lasciar raffreddare e aggiungere
ecidnI
goccia a goccia una quantita© di acqua R corrispondente Mantenere la temperatura della colonna a 80 C per
all'1,5 per cento della massa del gel di silice utilizzato; 1 min, quindi innalzarla ad una velocita© di 30 C
251
Residui di pesticidi
per minuto fino a 150 C e mantenerla a 150 C per ^ idrogeno per cromatografia R, come gas di trasporto;
3 min. Quindi innalzare la temperatura ad una velocita© altri gas quali l'elio per cromatografia R o l'azoto per
di 4 C per minuto fino a 280 C e mantenerla a 280 C cromatografia R possono essere usati purchë il
per 1 min. Mantenere la temperatura della camera di metodo sia stato convalidato in modo appropriato,
iniezione a 250 C e quella del rivelatore a 275 C. Iniet- ^ un rivelatore a cattura di elettroni,
tare il volume scelto di ciascuna soluzione. Se i croma-
togrammi sono registrati nelle condizioni prescritte, i ^ un iniettore che permetta una iniezione diretta a
tempi di ritenzione relativi sono approssimativamente freddo nella colonna.
quelli elencati nella Tabella 2.8.13.-3. Calcolare il conte- Mantenere la temperatura della colonna a 80 C per
nuto di ciascun pesticida a partire dall'area dei picchi e 1 min, quindi innalzarla ad una velocita© di 30 C per
dalla concentrazione delle soluzioni. minuto fino a 150 C e mantenerla a 150 C per 3 min.
Quindi innalzare la temperatura ad una velocita© di
Tabella 2.8.13.-3. 4 C per minuto fino a 280 C e mantenerla a 280 C
per 1 min. Mantenere la temperatura della camera di
iniezione a 250 C e quella del rivelatore a 275 C. Iniet-
tare il volume scelto di ciascuna soluzione. Se i croma-
Tempi
Sostanza di ritenzione
relativi
togrammi sono registrati nelle condizioni prescritte, i
tempi di ritenzione relativi sono approssimativamente
Diclorvos 0,20 quelli riportati nella Tabella 2.8.13.-4. Calcolare il con-
Fonofos 0,50 tenuto di ciascun insetticida a partire dall'area dei pic-
Diazinone 0,52
Paration-metile 0,59 chi e dalla concentrazione delle soluzioni.
Clorpirifos-metile 0,60
Pirimifos-metile 0,66 Tabella 2.8.13.-4.
Malation 0,67
Paration 0,69
Clorpirifos 0,70 Tempi
Carbofenotion 1,00
Azinfos-metile 1,17 -Esaclorocicloesano 0,44
Fosalone 1,18
a
Esaclorobenzene 0,45
b-Esaclorocicloesano 0,49
3.2. Insetticidi organoclorurati e piretroidi. Esaminare Lindano 0,49
d-Esaclorocicloesano 0,54
mediante gas cromatografia (2.2.28) usando carbofeno- e-Esaclorocicloesano 0,56
tione R come standard interno. Puo© essere necessario Eptacloro 0,61
utilizzare un secondo standard interno per identificare Aldrin 0,68
le possibili interferenze con il picco corrispondente al cis-Eptacloro epossido 0,76
carbofenotion. o,p'-DDE 0,81
a-Endosulfan 0,82
Soluzione in esame. Evaporare la soluzione C (vedi Dieldrin 0,87
sopra), fino quasi a secco in corrente di elio per croma- p,p'-DDE 0,87
tografia R o di azoto esente da ossigeno R e riprendere o,p'-DDD 0,89
il residuo con 500 ml di toluene R. Endrin 0,91
Soluzione di riferimento. Utilizzare almeno tre soluzioni b-Endosulfan 0,92
in toluene R, contenenti gli insetticidi da determinare, o,p'-DDT 0,95
e carbofenotione R, a concentrazioni adatte per effet- Carbofenotion 1,00
tuare una curva di taratura. p,p'-DDT 1,02
cis-Permetrina 1,29
Il procedimento cromatografico puo© essere effettuato trans-Permetrina 1,31
usando: Cipermetrina* 1,40
^ una colonna di silice fusa, lunga 30 m e con diametro Fenvalerato* 1,47-1,49
interno di 0,32 mm, le cui pareti interne sono rico- Deltametrina 1,54
perte di uno strato di poli(dimetil)(difenil)silossa-
no R dello spessore di 0,25 mm circa, * La sostanza presenta numerosi picchi.
252
Indice di amarezza
inoizircserP
ilareneG
2.8.14. DETERMINAZIONE DEI TANNINI NELLE 2.8.15. INDICE DI AMAREZZA
Effettuare tutte le operazioni di estrazione e di diluizione composto, di un liquido o di un estratto che puo© essere
al riparo dalla luce. identificata ancora come amara. E' determinato per
Nel caso di droga o di estratto secco aggiungere150 ml di confronto con chinina cloridrato, il cui indice di ama-
isilanA id
idoteM
acqua R alla quantita© indicata della droga polverizzata rezza e© fissato a 200000.
(180) o dell'estratto in un pallone a fondo tondo da 250
ml. Scaldare a b.m. per 30 min. Raffreddare sotto acqua Determinazione del fattore di correzione
corrente e trasferire quantitativamente in un pallone
tarato da 250 ml. Lavare il pallone a fondo tondo e riu- Si raccomanda di effettuare il saggio con un gruppo
irotinetnoC
/ ilairetaM
nire le acque di lavaggio nel pallone tarato, poi diluire a composto da almeno 6 persone. Bisogna sciacquare la
250,0 ml con acquaR. Lasciar depositare i solidi e filtrare bocca con acqua R prima dell'assaggio.
il liquido attraverso una carta da filtro di 125 mm di dia- Per tenere conto delle singole differenze di percezione
metro. Scartare i primi 50 ml del filtrato. dell'amarezza nell'ambito del gruppo, e© necessario
Nel caso di estratto fluido o di tintura diluire la quan- determinare un fattore di correzione per ciascuna per-
sona.
ivittaeR
tita© indicata di estratto fluido o di tintura a 250,0 ml
con acqua R. Filtrare la miscela attraverso una carta Soluzione madre. Disciogliere 0,100 g di chinina clori-
da filtro di 125 mm di diametro. Scartare i primi 50 ml drato R in acqua R e portare a 100,0 ml con lo stesso
del filtrato. solvente. Prelevare 1,0 ml di questa soluzione e portare
Polifenoli totali. Diluire 5,0 ml del filtrato a 25,0 ml con a 100,0 ml con acqua R.
itnemogrA
ilareneG
acqua R. Mescolare 2,0 ml di questa soluzione con Soluzioni di riferimento. Preparare una serie di dilui-
1,0 ml di fosfomolibdotungstico reattivo R e 10,0 ml di zioni introducendo in una prima provetta 3,6 ml di
acqua R e diluire a 25,0 ml con una soluzione (290 g/l) soluzione madre aumentando progressivamente il
di sodio carbonato R. Dopo 30 min misurare l'assor- volume di 0,2 ml nelle successive provette fino a rag-
banza (2.2.25) a 760 nm (A1), usando acqua R come giungere 5,8 ml nell'ultima provetta. Portare il conte-
eifargonoM
liquido di compensazione. nuto di ciascuna provetta a 10,0 ml con acqua R.
ilareneG
Polifenoli non assorbiti dalla polvere di pelle. A 10,0 ml Determinare come descritto di seguito la diluizione con
del filtrato aggiungere 0,10 g di pelle polvere SCR ed la piu© bassa concentrazione giudicata ancora amara.
agitare energicamente per 60 min. Filtrare e diluire Portare nella bocca 10,0 ml della soluzione piu© diluita
5,0 ml del filtrato a 25,0 ml con acqua R. Mescolare della serie e, per 30 s, far passare la soluzione da una
ehcituecamraF
2,0 ml di questa soluzione con 1,0 ml di fosfomo- parte all'altra della bocca al di sopra della lingua. Se la
emroF
libdotungstico reattivo R e 10,0 ml di acqua R e soluzione non e© giudicata amara, espellerla e attendere
diluire a 25,0 ml con una soluzione (290 g/l) di sodio 1 min; sciacquare la bocca con acqua R e dopo 10 min,
carbonato R. Dopo 30 min misurare l'assorbanza utilizzare la soluzione a concentrazione immediata-
(2.2.25) a 760 nm (A2), usando acqua R come liquido di mente superiore.
compensazione. Calcolare il fattore di correzione k per ciascun membro
eiretaM
emirP
Soluzione di riferimento. Disciogliere immediatamente del gruppo mediante l'espressione:
prima dell'uso 50,0 mg di pirogallolo R in acqua R e
diluire a 100,0 ml con lo stesso solvente. Diluire 5,0 ml k 5;n00
ehcificepS
stico reattivo R e 10,0 ml di acqua R e diluire a 25,0 ml n = numero di millilitri della soluzione madre conte-
con una soluzione (290 g/l) di sodio carbonato R. Dopo nuto nella diluizione con la piu© bassa concentra-
30 min misurare l'assorbanza (2.2.25) a 760 nm (A3), zione che e© giudicata amara.
usando acqua R come liquido di compensazione. Le persone che non percepiscono il sapore amaro con la
Calcolare il contenuto percentuale di tannini espresso soluzione di riferimento preparata utilizzando 5,8 ml
ehcitapoemO
inoizaraperP
come pirogallolo mediante l'espressione: della soluzione madre sono esclusi dal gruppo.
Preparazione del campione
62; 5 A1 A2 m2
ÿ
A3 m1
2 Polverizzare il campione (710) se necessario. A 1,0 g del
campione, aggiungere 100 ml di acqua R bollente. Scal-
m1 massa del campione da esaminare in grammi
ecidnI
253
Perdita all'essiccamento degli estratti
Agitare energicamente e filtrare scartando i primi 2 ml. Calcolare l'indice di amarezza per ciascun membro del
Il filtrato rimanente e© etichettato come gruppo mediante l'espressione:
C-1 e possiede un fattore di diluizione (FD) di 100. Y k
Se la preparazione in esame e© un liquido, prelevarne 2
X 0; 1
1 ml e diluire a 100 ml con un solvente adatto. Questa 2
254
2.9. Saggi e procedimenti
inoizircserP
ilareneG
tecnologici
isilanA id
idoteM
2.9. Saggi procedimenti tecnologici . . . . 257 2.9.15. Volume apparente . . . . . . . . . . . . . . 276
2.9.1. Disaggregazione delle compresse e 2.9.16. Scorrimento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 277
irotinetnoC
/ ilairetaM
delle capsule . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 257 2.9.17. Saggio per il volume estraibile delle
2.9.2. Disaggregazione delle supposte e preparazioni parenterali . . . . . . . . . 278
degli ovuli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 258 2.9.18. Preparazioni per inalazione: valuta-
2.9.3. Saggio di dissoluzione per le forme zione aerodinamica delle particelle
farmaceutiche solide . . . . . . . . . . . . 260 fini . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 279
2.9.4. Saggio di dissoluzione per i cerotti
ivittaeR
2.9.19. Contaminazione particellare: parti-
transdermici . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 264 celle non visibili . . . . . . . . . . . . . . . . 291
2.9.5. Uniformita© di massa delle forme far- 2.9.20. Contaminazione particellare: parti-
maceutiche a dose unica . . . . . . . . . 266 celle visibili . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 294
2.9.6. Uniformita© di contenuto delle forme 2.9.21. Contaminazione particellare: meto-
farmaceutiche a dose unica . . . . . . . 317
itnemogrA
ilareneG
2.9.7. Friabilita© delle compresse non rive- do al microscopio . . . . . . . . . . . . . . 295
stite . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 268 2.9.22. Determinazione del tempo di ram-
2.9.8. Resistenza alla rottura delle com- mollimento di supposte lipofile . . . . 296
presse . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 269 2.9.23. Densita© picnometrica dei solidi . . . . 297
2.9.9. Misura della consistenza per pene- 2.9.24. Resistenza alla rottura di supposte e
eifargonoM
ovuli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
ilareneG
trometria . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 269 298
2.9.10. Contenuto di etanolo e tabelle alcoo- 2.9.25. Rilascio di farmaco da gomme da
limetriche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 271 masticare medicate . . . . . . . . . . . . . 300
2.9.11. Saggio per metanolo e 2-propanolo 273 2.9.26. Area superficiale specifica mediante
adsorbimento di gas . . . . . . . . . . . . 300
ehcituecamraF
2.9.12. Classificazione granulometrica delle
polveri mediante setacciatura . . . . . 273 2.9.27. Uniformita© di massa delle dosi rila-
emroF
2.9.13. Saggio limite delle dimensione delle sciate da contenitori multi-dose . . . . 304
particelle per microscopia . . . . . . . . 273 2.9.28. Saggio per la massa o il volume rila-
2.9.14. Area superficiale specifica per per- sciabile di preparazioni liquide e
meabilita© all'aria . . . . . . . . . . . . . . . 274 semi- solide . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 304
eiretaM
emirP
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
ehcitapoemO
inoizaraperP
ecidnI
Disaggregazione delle compresse e delle capsule
inoizircserP
in grado di alzarlo e abbassarlo in modo uniforme ad
ilareneG
2.9. SAGGI E PROCEDIMENTI TECNO-
isilanA id
E DELLE CAPSULE
recipiente, preferibilmente un becher da un litro.
idoteM
Questo saggio di disaggregazione determina se le com- Ilnella volume del liquido e© tale che, quando il cestello e©
posizione piu© alta, la rete e© almeno 15 mm sotto
presse o le capsule si disaggregano entro il tempo pre- la superficie
scritto quando sono poste in un mezzo liquido nelle bassa, la retedel e©
liquido e, quando e© nella posizione piu©
almeno 25 mm sopra la base del becher
condizioni sperimentali di seguito indicate.
irotinetnoC
e le estremita© superiori aperte dei tubi rimangono sopra
/ ilairetaM
La disaggregazione si intende raggiunta quando: la superficie del liquido. Un opportuno termostato
a) nessun residuo rimane sulla rete del cestello, o mantiene la temperatura del liquido a 36-38 C.
b) se c'e© un residuo, e© costituito da una massa molle, Gli elementi meccanici descritti possono subire modifi-
senza nucleo palpabile, duro, non inumidito, o che purchë rimangano inalterate le caratteristiche
ivittaeR
c) rimangono solo frammenti del rivestimento (com- descritte dei tubi di vetro e della rete.
presse), o solo frammenti dell'involucro (capsule) sulla
rete del cestello; se si e© usato un disco (capsule), fram- Metodo. Introdurre in ciascuno dei sei tubi una com-
menti dell'involucro possono aderire alla superficie pressa o una capsula e, se indicato, aggiungere un disco;
inferiore del disco. sospendere il sistema nel becher contenente il liquido
itnemogrA
ilareneG
Applicare uno dei seguenti metodi come appropriato. indicato. Mettere in funzione l'apparecchio e, trascorso
il tempo prescritto, sollevare il cestello e osservare lo
stato delle compresse o delle capsule. Perchë il saggio
SAGGIO A - CAPSULE E COMPRESSE DI DIMEN- sia considerato positivo, tutte le compresse o le capsule
SIONE NORMALE devono essersi disaggregate.
eifargonoM
ilareneG
Apparecchiatura. La parte principale dell'apparecchio
(vedi Figura 2.9.1.-1) e© costituita da un sistema rigido a
cestello che sostiene sei tubi cilindrici in vetro lunghi
ehcituecamraF
77,5 2,5 mm, del diametro interno di 21,5 mm,
emroF
6
eiretaM
di 2 mm, uno al centro e gli altri quattro disposti rego-
emirP
larmente su un cerchio del raggio di 6 mm dal centro
del disco. Sulla superficie laterale del disco, quattro sca-
nalature equidistanti sono tagliate in modo che sulla
superficie superiore del disco siano 9,5 mm di larghezza
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
anche fissata al centro del disco superiore per permet- Figura 2.9.1-1
tere di collegare il cestello ad un dispositivo meccanico Dimensioni in millimetri
257
Disaggregazione delle supposte e degli ovuli
DEGLI OVULI
258
Disaggregazione delle supposte e degli ovuli
inoizircserP
b) i componenti della supposta o dell'ovulo si sepa-
ilareneG
rano: quelli grassi fusi alla superficie del liquido,
le polveri insolubili al fondo e i componenti solu-
bili si disciolgono. Secondo il tipo di preparazione,
i componenti possono distribuirsi in uno o piu© di
isilanA id
idoteM
questi modi,
irotinetnoC
/ ilairetaM
mento della forma senza separazione completa dei
componenti. Il rammollimento deve essere tale
che la supposta o l'ovulo non abbiano piu© un
nucleo solido che resiste alla pressione di una bac-
chetta di vetro,
ivittaeR
d) la rottura dell'involucro di gelatina di capsule ret-
tali o vaginali consente la fuoriuscita del conte-
itnemogrA
ilareneG
nuto,
eifargonoM
ilareneG
molle o schiumosa senza nucleo solido che offra
resistenza alla pressione di una bacchetta di vetro Figura 2.9.2. - 1.- Apparecchio per la disaggregazione
(compresse vaginali). di supposte ed ovuli
Dimensioni in millimetri
ehcituecamraF
Apparecchiatura. L'apparecchio (Figura 2.9.2.-1) e© Metodo. Utilizzare tre supposte od ovuli. Collocare
emroF
costituito da un tubo di vetro o di adatta plastica tra- ognuno di essi sul disco inferiore di un apparecchio,
sparente, di appropriato spessore, all'interno del porre quest'ultimo nel tubo e fissare. Invertire gli appa-
quale si inserisce, per mezzo di tre ganci, un disposi- recchi ogni 10 min. Dopo il tempo indicato nella mono-
tivo metallico consistente in due dischi di acciaio grafia, esaminare i campioni. Perchë il saggio sia posi-
tivo, devono essersi disaggregati tutti i campioni.
eiretaM
emirP
inossidabile perforati, ciascuno dei quali ha 39 fori
del diametro di 4 mm; il diametro dei dischi e© pratica-
mente uguale a quello interno del tubo, i dischi sono MODO DI OPERARE PER LE COMPRESSE VAGI-
distanziati di circa 30 mm. Il saggio si effettua NALI
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
nuta a 36-37 C. Gli apparecchi possono anche essere disco perforato superiore. Con una pipetta aggiustare
posti insieme in un recipiente della capacita© di il livello con acqua a 36-37 C fino a ricoprire con un
almeno 12 litri. Il becher e© dotato di un lento agita- lieve strato uniforme i fori del disco. Usare tre com-
tore e di un dispositivo che terra© i cilindri verticali a presse vaginali. Porre ognuna di queste sul disco supe-
non meno di 90 mm sotto la superficie dell'acqua e riore di un apparecchio e coprire quest'ultimo con una
consentira© di ruotarli di 180 attorno ad un'asse oriz- lastra di vetro per mantenere condizioni appropriate di
ecidnI
zontale senza farli uscire dall'acqua. umidita© . Trascorso il tempo fissato nella monografia,
259
Saggio di dissoluzione per le forme farmaceutiche solide
^ la composizione, il volume e la temperatura del dal fondo interno del recipiente; la parte superiore
mezzo di dissoluzione, dell'albero e© collegata ad un motore munito di un
^ la velocita© di rotazione o la velocita© di flusso del regolatore della velocita© ; l'agitatore ruota in modo
uniforme senza vibrazioni apprezzabili,
mezzo di dissoluzione,
^ il tempo, il metodo ed il volume relativi al campio- ^ un bagno maria che dovra© mantenere il mezzo di
dissoluzione a 37 0,5 C.
namento della soluzione in esame o le condizioni
6
260
Saggio di dissoluzione per le forme farmaceutiche solide
inoizircserP
^ un agitatore costituito da un albero verticale alla
ilareneG
cui estremita© inferiore e© fissato un cestello cilin-
drico costituito da due parti: la parte superiore,
con un foro di 2 mm, e© saldata all'albero ed e©
munita di tre ganci a molla o di altri dispositivi ido-
nei che permettono di rimuovere la parte inferiore
isilanA id
idoteM
del cestello per poter introdurre la preparazione in
esame e che mantengono saldamente la parte infe-
riore del cestello concentrica con l'asse del reci-
piente durante la rotazione. La parte inferiore del
cestello e© costituita da una rete saldata a forma di
irotinetnoC
/ ilairetaM
cilindro orlato alle due estremita© da uno stretto
bordo metallico; se non diversamente prescritto, la
rete ha fili del diametro2 di 0,254 mm e apertura
delle maglie di 0,381 mm . Per i saggi da effettuare
in ambiente acido diluito si puo© utilizzare un
cestello con un rivestimento dorato dello spessore
ivittaeR
di 2,5 mm. Durante il saggio, la distanza fra la base
del cestello e il fondo interno del recipiente e© di
25 2 mm. La parte superiore dell'albero e© con-
6
itnemogrA
velocita© che consente un'agitazione uniforme senza
ilareneG
apprezzabili vibrazioni;
^ un bagno maria che consente di mantenere il
mezzo di dissoluzione a 37 0,5 C.
eifargonoM
6
ilareneG
Figura 2.9.3.-2
Apparecchio a cestello rotante
Dimensioni in millimetri
L'apparecchio (vedi
ehcituecamraF
Apparecchio a flusso continuo.
emroF
^ un serbatoio per il mezzo di dissoluzione;
^ una pompa che spinge il mezzo di dissoluzione
verso l'alto attraverso la cella a flusso continuo;
^ una cella a flusso continuo (vedi Figure 2.9.3.-4/5/6)
di materiale trasparente, montata verticalmente e
eiretaM
emirP
dotata di un sistema filtrante per evitare fuoriuscita
di particelleindisciolte. inoizaraperP
ehcituecamraF
ehcificepS
ehcitapoemO
inoizaraperP
ecidnI
261
Saggio di dissoluzione per le forme farmaceutiche solide
262
Saggio di dissoluzione per le forme farmaceutiche solide
inoizircserP
Introdurre una unita© della preparazione in esame nel- CAMPIONAMENTO E VALUTAZIONE
ilareneG
l'apparecchio. Per l'apparecchio ad agitatore a paletta
porre la preparazione sul fondo del recipiente prima Nel caso degli apparecchi ad agitatore a paletta ed a
di iniziare la rotazione della paletta; le forme che cestello rotante, al tempo indicato, o ad intervalli fissati
potrebbero galleggiare sono tenute orizzontali sul o in continuo, si effettua il prelievo del o dei volumi sta-
biliti, in una zona intermedia fra la superficie del mezzo
isilanA id
fondo del recipiente con un dispositivo adatto, come
idoteM
una spirale di metallo o di vetro. di dissoluzione e la parte superiore della paletta o del
Per l'apparecchio a cestello rotante, porre la prepara- cestello rotante, a non meno di 10 mm dalla parete del
zione in un cestello asciutto e collocare in posizione recipiente. Nel caso dell'apparecchio a flusso continuo,
prima di iniziare la rotazione. i campioni sono sempre raccolti all'uscita della cella,
irotinetnoC
indipendentemente dal fatto che il circuito sia aperto o
/ ilairetaM
Bisogna avere cura di evitare la presenza di bolle d'aria chiuso.
sulla superficie della preparazione.
Iniziare subito la rotazione dell'apparecchio alla velo- Ad eccezione di quando si effettua la misura in conti-
cita© indicata ( 4 per cento). nuo con il metodo dell'agitatore a paletta o del cestello
6
rotante (il liquido prelevato ritorna nel recipiente) o di
quando si preleva una sola porzione di liquido, si deve
ivittaeR
compensare il volume prelevato, o per aggiunta di un
Apparecchio a flusso continuo.
Celle (vedi Figure 2.9.3.-4/5). Porre una sfera di 5 mm volume del mezzo di dissoluzione uguale al volume del
( 0,5 mm) di diametro alla base del cono per proteg-
6 liquido prelevato o per mezzo di calcoli.
gere l'entrata del fluido e quindi sfere di vetro di adatta
Filtrare il liquido prelevato con un filtro inerte di
itnemogrA
dimensione, preferibilmente di 1 mm ( 0,1 mm) di
ilareneG
adatta porosita© , che non adsorba in modo apprezzabile
6
eifargonoM
ilareneG
Scaldare il mezzo di dissoluzione a 37 0,5 C. 6
prescritto.
Usando una pompa adatta, introdurre il mezzo di
dissoluzione attraverso la base della cella cos|© da otte-
nere un appropriato flusso continuo attraverso un cir-
cuito aperto o chiuso alla velocita© prescritta ( 5 per
ehcituecamraF
6
cento).
emroF
Cella (vedi Figura 2.9.3.-6). Porre una unita© della prepa-
razione in esame nella camera A. Chiudere la cella con
il sistema filtrante preparato. All'inizio del saggio si
deve eliminare l'aria dalla camera A attraverso un pic-
colo orifizio connesso con il dispositivo filtrante.
eiretaM
emirP
Scaldare il mezzo di dissoluzione ad una appropriata
temperatura, tenendo presente il punto di fusione della
preparazione. Usando una pompa adatta, introdurre il
mezzo di dissoluzione caldo dalla base della cella cos|©
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
saggio puo© essere effettuato su un frammento rappre- Figura 2.9.3.-6.- Cella a flusso continuo
sentativo. Dimensioni in millimetri
263
Saggio di dissoluzione per i cerotti transdermici
CEROTTI TRANSDERMICI
ed e© progettato in modo da rendere minimo lo spazio Introdurre nel recipiente il volume indicato del
morto tra il disco e il fondo del recipiente; il disco man- mezzo di dissoluzione e portarlo alla temperatura
tiene inoltre il cerotto disteso, con la superficie di rila- prescritta. Applicare il cerotto transdermico sul
scio rivolta verso l'alto e parallela al margine inferiore disco, avendo cura che la superficie di rilascio sia il
della paletta. Durante il saggio, la distanza tra il mar- piu© possibile piatta. Il cerotto puo© essere fissato sul
gine inferiore della paletta e la superficie del disco e© di disco con un adatto adesivo o con un nastro biade-
25 2 mm (vedi Figura 2.9.4.-2). La temperatura e©
6 sivo. L'adesivo o il nastro vengono previamente con-
mantenuta a 32 0,5 C. Il recipiente puo© essere
6 trollati per l'assenza di interferenza con il saggio e
coperto durante il saggio per ridurre al minimo l'evapo- per l'adsorbimento del o dei principi attivi. Applicare
razione. per pressione, sulla faccia del disco resa adesiva, il
cerotto con la superficie di rilascio rivolta verso
l'alto. Una volta applicato, il cerotto non deve supe-
rare i bordi del disco. A tale scopo, a condizione che
la preparazione sia omogenea e uniformemente
distribuita sul supporto, una porzione adatta ed esat-
tamente misurata del cerotto puo© essere tagliata e uti-
lizzata per determinare la velocita© di dissoluzione.
Questa procedura puo© anche essere necessaria per
ottenere appropriate condizioni di stato stazionario,
ma non puo© essere seguita per cerotti del tipo a serba-
toio. Il campione montato sul disco viene posto sul
fondo del recipiente con la superficie di rilascio
rivolta verso l'alto. Azionare immediatamente la
paletta, per esempio a 100 giri al minuto. A intervalli
determinati, effettuare un prelievo nella zona inter-
media tra la superficie del mezzo di dissoluzione e il
Figura 2.9.4.-1.- Disco margine superiore della paletta, a non meno di 1 cm
Dimensioni in millimetri dalla parete del recipiente.
264
Saggio di dissoluzione per i cerotti transdermici
inoizircserP
Effettuare la determinazione su ciascun campione
ilareneG
correggendo, se necessario, qualsiasi perdita di
volume. Ripetere il saggio con altri cerotti.
isilanA id
2. METODO DELLA CELLA
idoteM
Apparecchiatura.
irotinetnoC
/ ilairetaM
Utilizzare la paletta e il recipiente dell'apparecchio a
paletta descritto al saggio di dissoluzione per le
forme farmaceutiche solide (2.9.3) con l'aggiunta
della cella di estrazione.
La cella di estrazione e© ottenuta da materiali
ivittaeR
chimicamente inerti; si compone di un supporto,
un coperchio e, se necessario, di una membrana
posta sul cerotto per isolarlo dal liquido che puo©
modificare o influenzare sfavorevolmente le sue
itnemogrA
ilareneG
proprieta© fisico-chimiche (vedi Figura 2.9.4.-3).
Supporto. La parte centrale del supporto presenta una
cavita© destinata a contenere il cerotto. La cavita© ha
una profondita© di 2,6 mm e un diametro adatto alle
eifargonoM
ilareneG
dimensioni del cerotto in esame. Possono
essere utilizzati i seguenti diametri: 27 mm, 38 mm, Figura 2.9.4.-3.- Cella di estrazione
45 mm, 52 mm, corrispondenti rispettivamente ai
volumi di 1,48 ml, 2,94 ml, 4,13 ml, 5,52 ml.
ehcituecamraF
Coperchio. Il coperchio presenta un'apertura centrale
emroF
di diametro scelto in funzione delle dimensioni del
cerotto in esame. In questo modo il cerotto puo©
essere esattamente centrato e la superficie di rilascio
limitata. Possono essere utilizzati i seguenti diametri:
eiretaM
emirP
20 mm; 32 mm; 40 mm; 50 mm corrispondenti
rispettivamente all'area di 3,14 cm2, 8,03 cm2,
12,56 cm2, 19,63 cm2. Il coperchio e© mantenuto in
sede da dadi avvitati su bulloni fissati al supporto.
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
265
Uniformita© di massa delle forme farmaceutiche a dose unica
Interpretazione
266
Uniformita© di contenuto delle forme farmaceutiche a dose unica
inoizircserP
rispetto alla media, superiore alla percentuale riportata un essiccatore e pesare. La massa dei contenuti e© data
ilareneG
nella Tabella 2.9.5.-1 e nessuna unita© puo© presentare dalla differenza fra le pesate. Ripetere il procedimento
uno scarto maggiore del doppio di tale percentuale. con altri diciannove contenitori.
Tabella 2.9.5.-1
isilanA id
2.9.6. UNIFORMITAé DI CONTENUTO DELLE
idoteM
FORME FARMACEUTICHE A DOSE UNICA
Deviazione
Forma farmaceutica Massa media
percentuale
Il saggio si basa sulla determinazione dei contenuti
Compresse (non rivestite e 80 mg o meno 10
individuali di principio attivo in un numero di unita© a
dose unica, per verificare se sono compresi entro i limiti
irotinetnoC
/ ilairetaM
rivestite con film)
Piu© di 80 mg 7,5 stabiliti in rapporto al contenuto medio del campione.
e meno di 250 mg Il saggio non si applica ai preparati multivitaminici e
250 mg o piu© 5 alle preparazioni contenenti oligoelementi, e in altri
casi giustificati e autorizzati.
Capsule, granuli (non rive- Meno di 300 mg 10 Metodo. Prelevare a caso dieci unita© di dosaggio e
ivittaeR
stiti, a dose unica) e pol- determinare, con un metodo analitico idoneo, i conte-
veri (a dose unica) 300 mg o piu© 7,5 nuti individuali in principio attivo in ciascuna di esse.
Polveri per preparazioni Piu© di 40 mg 10 Applicare i criteri di valutazione dei saggi A, B o C
per uso parenterale (*) come specificato nella monografia per la forma farma-
itnemogrA
ilareneG
(a dose unica) ceutica considerata.
Supposte ed ovuli Qualsiasi massa 5
SAGGIO A
(*) Quando la massa media e© uguale o inferiore a 40 mg non si applica
eifargonoM
il saggio per l'uniformita© di massa, ma il saggio per l'uniformita© di Compresse, polveri per uso parenterale e sospensioni per
ilareneG
contenuto delle forme farmaceutiche a dose unica (2.9.6).
preparazioni iniettabili. La preparazione soddisfa al
saggio se ciascun contenuto individuale e© compreso tra
Per capsule e polveri per uso parenterale, procedere l'85 per cento e il 115 per cento del contenuto medio.
come di seguito indicato. La preparazione non soddisfa al saggio se piu© di un
ehcituecamraF
contenuto individuale e© fuori dei limiti suddetti, o se
emroF
CAPSULE uno solo di essi e© fuori dei limiti compresi tra il 75 per
cento e il 125 per cento del contenuto medio.
Pesare una capsula integra. Aprire la capsula senza per-
dere alcuna parte dell'involucro e prelevare il contenuto Se solo un contenuto individuale e© fuori dei limiti com-
il piu© quantitativamente possibile. Per capsule molli, presi tra l'85 per cento e il 115 per cento, ma e© compreso
entro i limiti tra il 75 per cento e il 125 per cento, deter-
eiretaM
lavare l'involucro con etere o altro adatto solvente e
emirP
lasciare a riposo finchë l'odore del solvente non e© piu© minare i contenuti individuali di altre venti unita© , prele-
percettibile. Pesare l'involucro. La massa dei contenuti vate a caso. La preparazione soddisfa al saggio se non
e© data dalla differenza fra le pesate. Ripetere il procedi- piu© di uno dei contenuti individuali, delle trenta unita© ,
ehcituecamraF
mento con altre diciannove capsule. e© fuori dei limiti compresi tra l'85 per cento e il 115 per
inoizaraperP
ehcificepS
raggiungere questa temperatura, seccare a temperatura nuto medio e nessuno e© fuori dei limiti compresi tra il
inferiore fino a massa costante. Lasciare raffreddare in 75 per cento e il 125 per cento del contenuto medio.
267
Friabilita© delle compresse non rivestite
La preparazione non soddisfa al saggio se piu© di tre minuto. Ne consegue che, ad ogni rotazione, le com-
contenuti individuali sono fuori dei limiti compresi tra presse rotolano o scivolano e cadono sulle pareti del
l'85 per cento e il 115 per cento del contenuto medio o tamburo o le une sulle altre.
se uno o piu© contenuti individuali sono fuori dei limiti
compresi tra il 75 per cento e il 125 per cento del conte-
nuto medio.
Se due o tre contenuti individuali sono fuori dei limiti
compresi tra l'85 per cento e il 115 per cento, ma sono
compresi entro i limiti tra il 75 per cento e il 125
per cento, determinare i contenuti individuali su altre
venti unita© di dosaggio, prelevate a caso. La prepara-
zione soddisfa al saggio se non piu© di tre contenuti
individuali, delle trenta unita© , sono fuori dei limiti
compresi tra l'85 per cento e il 115 per cento del
contenuto medio e nessuno e© fuori dei limiti compresi
tra il 75 per cento e il 125 per cento del contenuto
medio.
Figura 2.9.7.-1.- Apparecchio per la determinazione
SAGGIO C della friabilita©
Cerotti transdermici. La preparazione soddisfa al saggio
se il contenuto medio di dieci unita© di dosaggio e© com-
preso tra il 90 per cento e il 110 per cento del contenuto METODO
indicato in etichetta e se il contenuto individuale di cia-
scuna unita© di dosaggio e© compreso tra il 75 per cento Per compresse di massa unitaria fino a 0,65 g, operare
e il 125 per cento del contenuto medio. su un campione di venti compresse; per compresse di
massa unitaria superiore a 0,65 g operare su dieci com-
presse. Porre le compresse su un setaccio no. 1000 ed
2.9.7. FRIABILITAé DELLE COMPRESSE NON
eliminare la polvere libera con l'aiuto di aria compressa
RIVESTITE
o di un pennello morbido. Pesare accuratamente il cam-
Questo saggio si effettua per determinare, in condizioni pione di compresse e porlo nel tamburo. Far ruotare
definite, la friabilita© di compresse non rivestite, vale a per 100 volte il tamburo e rimuovere le compresse. Eli-
dire il fenomeno per il quale la superficie delle com- minare la polvere libera come indicato precedente-
presse viene danneggiata e/o presenta segni evidenti di mente. Se nessuna compressa e© incrinata, scheggiata o
abrasione o di rottura quando e© sottoposta ad urto rotta, pesare approssimando al milligrammo.
meccanico o ad attrito. Generalmente il saggio si effettua una sola volta.
Se i risultati sono dubbi o se la perdita di massa e© supe-
APPARECCHIATURA riore all'1 per cento, ripetere il saggio altre due volte e
determinare la media delle tre prove. Per la maggior
Utilizzare un tamburo rotante con un diametro parte dei prodotti, la perdita massima della massa con-
interno compreso tra 283 mm e 291 mm e di 36- siderata accettabile e© pari all'1 per cento della massa
40 mm di profondita© , costruito con un polimero sin- delle compresse in esame.
tetico trasparente, con superfici interne lisce e atto a
non produrre elettricita© statica (vedi Figura 2.9.7.-1). Per compresse di diametro maggiore o uguale a 13 mm,
Una delle facce del tamburo e© rimovibile. Le com- si possono presentare problemi di riproducibilita©
presse, ad ogni rotazione del tamburo, sono portate dovuti alla frequente irregolarita© della caduta.
verso l'alto da un deflettore curvo con un raggio In tali casi, regolare la posizione del tamburo in modo
interno compreso tra 75,5 mm e 85,5 mm che si che le compresse possano cadere liberamente e non
estende dal centro del tamburo alla parete esterna. aderiscano quando si trovano una vicina all'altra. Nor-
Il tamburo e© fissato all'asse orizzontale di un disposi- malmente e© sufficiente regolare il tamburo in modo tale
tivo che ruota approssimativamente a 25 giri al che l'asse formi un angolo di 10 con la base.
268
Misura della consistenza per penetrometria
inoizircserP
ESPRESSIONE DEI RISULTATI APPARECCHIATURA
ilareneG
La friabilita© e© espressa come perdita di massa ed e© cal- L'apparecchio consiste in un penetrometro che com-
colata come percentuale della massa iniziale. prende un supporto e una parte mobile penetrante.
Indicare il numero di compresse utilizzate. Un apparecchio adatto e© mostrato in Figura 2.9.9.-1
isilanA id
idoteM
2.9.8. RESISTENZA ALLA ROTTURA DELLE
COMPRESSE
irotinetnoC
/ ilairetaM
definite, la resistenza alla rottura delle compresse,
misurata dalla forza necessaria per provocarne la rot-
tura.
APPARECCHIATURA
ivittaeR
L'apparecchio e© costituito da due ganasce contrappo-
ste, una delle quali si muove verso l'altra. Le superfici
piane delle ganasce sono perpendicolari alla direzione
del movimento. Le superfici di rottura delle ganasce
itnemogrA
ilareneG
sono piane e piu© larghe della zona di contatto con la
compressa. Tarare l'apparecchio utilizzando un sistema
che abbia la precisione di 1 newton.
eifargonoM
PROCEDIMENTO
ilareneG
Porre la compressa tra le ganasce, tenendo conto,
quando possibile, della forma, della linea di frattura e
della scritta per incisione; per ogni determinazione
ehcituecamraF
orientare la compressa nello stesso modo rispetto alla
emroF
direzione di applicazione della forza. Effettuare la
misura su dieci compresse, avendo cura che tutti i fram-
menti delle compresse siano stati rimossi prima di ogni
determinazione. Figura. 2.9.9.-1.- Penetrometro
Questo procedimento non si applica quando si utilizza un
eiretaM
emirP
apparecchio interamente automatizzato. A. scala che indica la profondita© di penetrazione, gra-
duata in decimi di millimetro,
ESPRESSIONE DEI RISULTATI B. asta verticale per sostenere e guidare la parte
mobile penetrante,
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
I risultati si esprimono come valori medi, minimi e C. dispositivo per bloccare e rilasciare la parte mobile
massimi delle forze misurate, in newton. penetrante automaticamente e per una durata pro-
Indicare il tipo di apparecchio e, se del caso, l'orienta- grammata,
mento delle compresse.
ehcitapoemO
269
Misura della consistenza per penetrometria
Figura 2.9.9.-2.
Cono (m = 102,5 g), con recipiente (d = 102 mm o 75 mm, h 62 mm) e asta (l =162 mm; m = 47,5 g) idonei
Dimensioni in millimetri
Il supporto e© costituito da: priata per 5 min. Riempire con cura e completa-
^ un'asta verticale per sostenere e guidare la parte mente tre recipienti, senza che si formino bolle di
mobile penetrante, aria, e se necessario livellare la superficie in modo
^ una base orizzontale, da ottenere una superficie piana.
^ un dispositivo capace di assicurare la verticalita© C. Fondere tre campioni e riempire con cura e com-
della parte mobile penetrante, pletamente tre recipienti, senza che si formino
^ un dispositivo che permetta di verificare che la base bolle d'aria. Conservare i campioni, se non e© diver-
sia orizzontale, samente prescritto, a 25 0,5 C per 24 h.
6
^ una scala graduata in decimi di millimetro che indi- Collocare il campione in esame sulla base del penetro-
chi la profondita© della penetrazione. metro. Verificare che la sua superficie sia perpendico-
La parte mobile penetrante, costruita con un materiale lare all'asse verticale della parte mobile penetrante.
adatto, ha una superficie liscia ed e© caratterizzata dalla Portare la temperatura della parte mobile a
sua forma, dimensione e massa. 25 0,5 C e poi aggiustare la sua posizione in modo
6
Adatte parti mobili penetranti sono mostrate nelle tale che la punta tocchi appena la superficie del cam-
Figure 2.9.9.-2 e 2.9.9.-3. pione. Rilasciare la parte mobile e mantenerla libera
per 5 s. Fissare nuovamente e misurare la profondita©
PROCEDIMENTO di penetrazione. Ripetere il saggio con i due recipienti
Preparare i campioni in esame in uno dei modi rimanenti.
seguenti:
A. Riempire con cura e completamente tre recipienti ESPRESSIONE DEI RISULTATI
senza che si formino bolle d'aria. Livellare, se La profondita© della penetrazione si esprime in decimi di
necessario, per ottenere una superficie piana. millimetro, come media aritmetica delle tre misure. Se
Conservare i campioni, se non e© diversamente pre- qualcuno dei risultati individuali differisce dalla media
scritto, a 25 0,5 C per 24 h.
6 per piu© del 3 per cento, ripetere il saggio ed espri-
6
270
Contenuto di etanolo e tabelle alcoolimetriche
inoizircserP
ilareneG
isilanA id
idoteM
irotinetnoC
/ ilairetaM
ivittaeR
itnemogrA
ilareneG
Figura 2.9.9.-3.
Micro-cono (m = 7,0 g), con recipiente e asta idonei (l = 116 mm; m = 16,8 g)
L'apparecchio (vedi Figura 2.9.10.-1)
eifargonoM
ilareneG
2.9.10. CONTENUTO DI ETANOLO E TABELLE Apparecchiatura.
ehcituecamraF
preparazioni contengono anche sostanze disciolte che con un tubo (D) che porta il distillato al fondo di un
emroF
devono essere separate dall'etanolo che deve essere pallone tarato da 100 ml o da 250 ml. Il pallone tarato,
determinato per distillazione. Qualora con la distilla- durante la distillazione, e© immerso in una miscela di
zione si raccolgano sostanze volatili diverse da etanolo acqua e ghiaccio (E). Sotto il pallone (A) si pone un
e acqua, le opportune precauzioni da prendere vengono disco con un'apertura circolare del diametro di 6 cm,
fissate nella monografia. per ridurre il rischio di carbonizzazione di qualche
eiretaM
emirP
sostanza disciolta.
Il contenuto in etanolo di un liquido viene espresso Metodo
come il numero di volumi di etanolo contenuti in 100 Metodo picnometrico. Versare nel pallone di distil-
volumi di liquido, misurati a 20 0,1 C. Questo
ehcituecamraF
inoizaraperP
numero si definisce come ``percentuale in volume di eta- 20 0,1 C; diluire con 100-150 ml di acqua distil-
nolo'' (per cento V/V). Il contenuto puo© essere espresso 6
relativa (corretta al vuoto) e il contenuto in etanolo lata R a 20 0,1 C. Determinare la densita© relativa
6
nelle tabelle della Organizzazione Internazionale per I valori indicati in Tabella 2.9.10.-1, colonna 3, sono
moltiplicati per quattro per ottenere la percentuale di
ecidnI
271
Contenuto di etanolo e tabelle alcoolimetriche
Dopo aver calcolato il contenuto in etanolo usando la Tabella 2.9.10.-1. Relazione fra densita© , densita© relativa
-
d2020
-3
(kg m )
272
Saggio limite delle dimensioni delle particelle per microscopia
inoizircserP
Quando il grado di finezza delle polveri e© determinato
ilareneG
2.9.11. SAGGIO PER METANOLO E 2-PROPA-
isilanA id
percentuale (m/m) che passa attraverso il(i) setaccio(i)
idoteM
zione contenente 2,5 per cento V/V di propanolo R. utilizzato(i).
Soluzione in esame. Aggiungere, ad una aliquota del
distillato, 2,0 ml di standard interno; aggiustare il con- I seguenti termini sono utilizzati per la descrizione delle
tenuto di etanolo (2.9.10) a 10,0 per cento V/V per dilui- polveri:
irotinetnoC
/ ilairetaM
zione a 50 ml con acqua R o per aggiunta di etanolo R1
(90 per cento V/V). Polvere . Non meno del 95 per cento in
grossolana
ivittaeR
cento V/V di etanolo R1, 0,05 per cento V/V di 2-propa-
nolo R e metanolo anidro R in quantita© sufficiente . Non meno del 95 per cento
per dare un totale di 0,05 per cento V/V di meta- in massa della polvere passa
Polvere moderatamente fine
nolo, tenendo conto del contenuto in metanolo dell'eta- numero 355 e non piu© del 40 perattraverso
cento in
il setaccio
massa della
nolo R1.
itnemogrA
polvere passa attraverso il setaccio numero 180.
ilareneG
Il procedimento cromatografico puo© essere eseguito
usando: . Non meno del 95 per cento in massa della
Polvere fine
eifargonoM
interno di 2 mm, impaccata con etilvinilbenzene- verso il setaccio numero 125.
ilareneG
divinilbenzene copolimero R (da 125 mm a 150 mm),
^ azoto per cromatografia R come gas di trasporto ad della polvere passa. Non
Polvere molto fine meno del 95 per cento in massa
attraverso il setaccio numero 125 e
una velocita© di flusso di 30 ml per minuto,
ehcituecamraF
non piu© del 40 per cento in massa della polvere passa
attraverso il setaccio numero 90.
emroF
^ un rivelatore a ionizzazione di fiamma.
Mantenere la temperatura della colonna a 130 C, Se viene indicato il numero di un solo setaccio, salvo
quella della camera di iniezione a 200 C e quella del indicazione contraria, non meno del 97 per cento della
rivelatore a 220 C. polvere passa attraverso il setaccio di quel numero.
eiretaM
emirP
Iniettare separatamente 1 ml di ciascuna soluzione. Montare i setacci e operare in maniera adatta fino a
Il contenuto di metanolo e di 2-propanolo e© calcolato setacciatura praticamente completa. Pesare le frazioni
con riferimento al campione originale. separate della polvere.
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
2.9.12. CLASSIFICAZIONE GRANULOMETRICA Pesare una quantita© adeguata della polvere in esame
DELLE POLVERI MEDIANTE SETACCIA- (per esempio 10-100 mg) e sospenderla in 10,0 ml di un
TURA liquido adatto in cui la polvere non si sciolga, aggiun-
gendo, se necessario, un agente bagnante. Introdurre
Il grado di finezza di una polvere puo© essere espresso una porzione della sospensione omogenea in un'adatta
facendo riferimento a setacci conformi alle specifiche camera di conteggio ed esaminare al microscopio un'a-
ecidnI
dei setacci per operazioni non analitiche (2.1.4). rea corrispondente ad almeno 10 mg della polvere in
273
Area superficiale specifica per permeabilita© all'aria
PERMEABILITAé ALL'ARIA
APPARECCHIATURA
L'apparecchio e© costituito dalle parti seguenti:
(a) una cella di permeabilita© (vedi Figura 2.9.14.-1)
composta da un cilindro del diametro interno di
12,6 0,1 mm (A) di vetro o di metallo inalterabile.
6
dalla sommita© della cella. Costituisce parte inte- (b) Un manometro ad U (E) (Fig. 2.9.14.-2) fatto con
grante della cella oppure e© fissata saldamente, cos|© tubo di vetro con pareti standard del diametro
da essere a tenuta d'aria. Sostiene un disco perfo- nominale esterno di 9 mm e interno di 7 mm.
rato (B), di metallo inalterabile, dello spessore di La parte superiore di un braccio del manometro
0,9 0,1 mm, perforato con 30-40 fori del diame-
6
forma una connessione stagna con la cella di per-
tro di 1 mm uniformemente distribuiti sulla sua meabilita© (F). Il braccio del manometro connesso
superficie.
con la cella di permeabilita© ha una linea incisa
Il pistone (C) e© fatto di metallo inalterabile ed entra intorno al tubo a 125-145 mm sotto l'estremita©
nella cella con una distanza dalla parete di non piu© superiore del lato di uscita e tre altre linee a
di 0,1 mm. La base del pistone ha bordi affilati qua- distanza di 15 mm, 70 mm e 110 mm sopra quella
drati, ad angolo retto rispetto all'asse principale. linea (G). L'uscita laterale, a 250-305 mm sopra la
Su un lato del pistone c'e© una fessura per l'aria base del manometro, e© usata per vuotare il braccio
lunga 3 mm e profonda 0,3 mm. La parte superiore del manometro connesso con la cella di permeabi-
del pistone ha un collare tale che, quando il pistone lita© . Sull'uscita laterale, a non piu© di 50 mm dal
e© collocato nella cella e il collare e© portato a con- braccio del manometro, c'e© un rubinetto.
tatto con la sommita© della cella stessa, la distanza
fra la base del pistone e la parte superiore del disco Il manometro e© montato saldamente, in modo tale
perforato (B) sia di 15 1 mm.
che i bracci siano verticali. Eé riempito fino al segno
6
I dischi di carta da filtro (D) hanno bordi lisci e lo piu© basso con dibutile ftalato R contenente un
stesso diametro dell'interno della cella. colorante lipofilo.
274
Area superficiale specifica per permeabilita© all'aria
inoizircserP
non fosse possibile, diminuire la quantita© di polvere
ilareneG
usata. Se, al contrario, non ci fosse sufficiente resi-
stenza, aumentare la quantita© di polvere. In questo caso
calcolare nuovamente la porosita© . Dopo almeno 10 s,
rimuovere il pistone.
isilanA id
idoteM
Collegare la cella di permeabilita© al tubo del manome-
tro con un giunto a tenuta d'aria. Eliminare l'aria dal
manometro con una peretta di gomma finchë il livello
del liquido colorato e© al segno superiore. Chiudere il
rubinetto e controllare la tenuta dell'apparecchio chiu-
irotinetnoC
/ ilairetaM
dendo l'estremita© superiore della cella, per esempio
con un tappo di gomma. Togliere il tappo e, con un cro-
nometro, misurare il tempo necessario perchë il liquido
scenda dal secondo al terzo segno.
In base al tempo di flusso misurato, calcolare l'area
ivittaeR
superficiale specifica (S), espressa in metri quadrati
per grammo, dall'equazione seguente:
K "3 2 t
p p
itnemogrA
S 2
ilareneG
2
2 1 ÿ " 2 p
eifargonoM
ilareneG
(vedi Tabella 2.9.14.-1).
Figura 2.9.14. - 2. Manometro K = costante dell'apparecchio, determinata con l'Eq. (4),
Dimensioni in millimetri
METODO = densita© della sostanza in esame in grammi per
ehcituecamraF
millilitro,
Se prescritto, essiccare la polvere in esame e farla pas-
emroF
sare attraverso un setaccio adatto (per esempio, n. 125) " = porosita© del letto compattato di polvere.
per disperdere gli agglomerati. Calcolare la massa (M)
della polvere da usare mediante l'espressione:
M V 1 "
2 2 ÿ (1) TARATURA DELL'APPARECCHIO
eiretaM
V = volume totale del letto compattato di polvere,
emirP
= densita© della sostanza in esame in grammi per Il volume complessivo del letto di polvere compattata
Assumere dapprima una porosita© di 0,5 e introdurre mettere due dischi di carta da filtro nella cella di per-
ehcificepS
questo valore nell'Eq. (1) per calcolare la massa (M) meabilita© premendone i bordi con una bacchetta di dia-
della polvere in esame. metro leggermente piu© piccolo di quello della cella fin-
Porre un disco di carta da filtro sopra il disco metallico chë i dischi giacciono piatti sul disco metallico perfo-
perforato (B). Pesare la massa calcolata (M) della pol- rato; riempire la cella con mercurio, allontanando ogni
ehcitapoemO
inoizaraperP
vere in esame con l'approssimazione a 1 mg. Trasferire bolla d'aria che aderisse alle pareti della cella ed elimi-
con cura la polvere nella cella di permeabilita© pulita e nare l'eccesso fino ad ottenere una superficie piana di
tarata, battendo leggermente la cella stessa cos|© che la mercurio alla sommita© della cella. Se la cella e© fatta di
superficie del letto di polvere si livelli e coprirla con un materiale che puo© dare amalgama, rivestire prima la
secondo disco di carta da filtro. Compattare lenta- cella e il disco perforato di metallo con un sottile strato
mente la polvere per mezzo del pistone, evitando movi- di paraffina liquida. Versare il mercurio in un bicchiere
ecidnI
menti di rotazione. Mantenere la pressione finchë il tarato e determinare la massa (MA) e la temperatura
pistone e© completamente entrato nella cella. Se questo del mercurio.
275
Volume apparente
Con la polvere di riferimento fare un letto compattato e La densita© del mercurio e la viscosita© dell'aria ad alcune
di nuovo riempire la cella con mercurio con una super- temperature sono mostrate in Tabella 2.9.14.-1.
ficie piana nella parte superiore. Versare il mercurio in
un bicchiere tarato e di nuovo determinare la massa
(M B ) del mercurio. Calcolare il volume complessivo
(V) del letto di polvere compattata dall'espressione Tabella 2.9.14.-1.
seguente:
Viscosita©
Densita© del
Temperatura p
MA MB
dell'aria ( )
V 3
(C) mercurio (g/ml)
ÿ (mPa1s)
Hg
calcolare la quantita© necessaria della polvere di riferi- Il saggio del volume apparente si effettua per determi-
mento da usare (Eq. 1) utilizzando la densita© dichiarata nare, in condizioni definite, i volumi apparenti prima e
e il volume determinato del letto di polvere compattata
(Eq. 3). dopo impaccamento, la capacita© di impaccarsi e le den-
sita© apparenti di solidi suddivisi (per esempio polveri,
Omogeneizzare e disperdere la polvere agitandola per granuli).
2 min in una bottiglia da 100 ml. Preparare un letto di
polvere compattata e misurare il tempo di flusso del-
l'aria, come descritto in precedenza. Calcolare la
costante dell'apparecchio (K) dall'espressione seguente:
K Ssp 1
" p
2 2
ÿ 2
4
t
p
"3
p
2
276
Scorrimento
inoizircserP
APPARECCHIATURA
ilareneG
L'apparecchiatura (vedi Figura 2.9.15.-1) e© costituita da:
^ un apparecchio di impaccamento capace di gene-
rare in 1 min 250 15 colpi, mediante caduta da
6
isilanA id
6
idoteM
gio, ha una massa di 450 5 g;
6
irotinetnoC
/ ilairetaM
METODO
Introdurre nel cilindro asciutto, senza impaccare,
100,0 g (m g) della sostanza in esame. Se questo non e©
possibile, scegliere una quantita© di campione in esame
che abbia un volume apparente compreso tra 50 e
250 ml e specificare la massa nell'espressione dei risul-
ivittaeR
tati. Fissare il cilindro sul suo supporto. Leggere il
volume apparente V0 non impaccato, approssimando
al piu© vicino millilitro. Mettere in azione l'apparecchio
generando 10, 500 e 1250 colpi e leggere i volumi corri-
spondenti V10, V500 e V1250 approssimando al piu© vicino
itnemogrA
ilareneG
millilitro. Se la differenza tra V500 e V1250 e© superiore a
2 ml, effettuare altri 1250 colpi. Figura 2.9.16.-1.- Imbuto di scorrimento e ugello
L'ugello e© fatto di acciaio inossidabile,
ESPRESSIONE DEI RISULTATI acidoresistente (V4A, CrNi)
a) Volumi apparenti: Dimensioni in millimetri
eifargonoM
ilareneG
^ volume apparente prima dell'impaccamento o
volume del campione come tale: V0 ml,
^ volume apparente dopo impaccamento o volume Diametro (d) dell'apertura di uscita
ehcituecamraF
ml. 1 10 0,01
emroF
c) Densita© apparenti:
6
2 15 0,01
6
eiretaM
grammi per millilitro) (densita© al versamento).
emirP
^ densita© apparente dopo impaccamento o densita©
del prodotto impaccato: m/V1250 o m/V2500
(espresso in grammi per millilitro) (densita© com-
pattata).
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
2.9.16. SCORRIMENTO
277
Saggio per il volume estraibile delle preparazioni parenterali
Le soluzioni iniettabili possono essere fornite in conte- chë per ciascun contenitore venga usata una singola
nitori monodose (come fiale, siringhe preriempite o car- siringa con ago. I contenuti di contenitori da 10 ml o
tucce) riempiti con un volume di soluzione iniettabile piu© si possono determinare aprendo i contenitori e vuo-
sufficiente a consentire la somministrazione del volume tando i contenuti direttamente nel cilindro graduato o
nominale dichiarato in etichetta. nel becher tarato.
La conformita© con le specifiche per il volume estraibile Il volume non e© inferiore al volume nominale nel caso
e© assicurata dal riempimento con un volume in lieve di contenitori esaminati singolarmente o, nel caso di
eccesso rispetto al volume che deve essere prelevato. contenitori con un volume nominale di 2 ml o meno,
L'eccesso di volume e© stabilito in base alle caratteristi- non e© inferiore alla somma dei volumi nominali dei
che del prodotto. Il recipiente monodose non contiene, contenitori considerati insieme.
278
Preparazioni per inalazione: valutazione aerodinamica delle particelle fini
inoizircserP
CONTENITORI MULTIDOSE APPARECCHIATURA A (Separatore ad urto in
ilareneG
vetro)
Per preparazioni iniettabili in contenitori multidose per
i quali l'etichetta stabilisca un dato numero di dosi di L'apparecchio e© rappresentato nella Figura 2.9.18.-1
un volume fissato, scegliere un contenitore e procedere (vedi anche la Tabella 2.9.18.-1).
isilanA id
idoteM
come indicato per contenitori monodose utilizzando
un numero di singole siringhe con ago corrispondente
al numero di dosi indicato.
Il volume e© tale che ciascuna siringa rilascia non meno
irotinetnoC
/ ilairetaM
della dose fissata.
ivittaeR
Scegliere un contenitore se il volume nominale e© 10 ml
o piu© , tre contenitori se il volume nominale e© piu© di
3 ml e meno di 10 ml oppure cinque contenitori se il Figura 2.9.18.-1.- Apparecchiatura A per la valutazione
volume nominale e© di 3 ml o meno. Se necessario, aerodinamica delle particelle fini
itnemogrA
ilareneG
dotare i contenitori degli accessori necessari per il loro Dimensioni in millimetri
uso (ago, pistone, siringa) e trasferire l'intero contenuto (tolleranza 1 mm se non diversamente prescritto)
di ciascun contenitore, senza vuotare l'ago, in un becher
6
eifargonoM
Introdurre nelle camere di separazione superiore ed infe-
ilareneG
dalla massa in grammi divisa per la densita© . riore, rispettivamente 7 ml e 30 ml di un solvente adatto.
Il volume misurato per ciascuno dei contenitori non e© Collegare tutte le parti componenti, verificare che
il sistema sia verticale e ben fissato e che la punta
inferiore al volume nominale. distanziatrice dell'ugello di uscita tocchi appena
ehcituecamraF
il fondo della camera inferiore di separazione. Colle-
gare una pompa adatta munita di filtro (di porosita©
emroF
INFUSIONI PARENTERALI adeguata) all'uscita dell'apparecchio e regolare a
60 5 litri al minuto il flusso dell'aria attraverso
6
emirP
da misurare occupi almeno il 40 per cento del volume legandolo all'apparecchio per mezzo di un opportuno
nominale del cilindro. Misurare il volume trasferito. adattatore.
Il volume misurato non e© inferiore al volume nominale. Avviare la pompa e dopo 10 s il nebulizzatore.
Dopo 60 s, se non diversamente giustificato, disattivare il
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
CELLE FINI
inoizaraperP
279
Preparazioni per inalazione: valutazione aerodinamica delle particelle fini
G Ugello di uscita Portafiltro modificato in polipropilene collegato alla sezione verticale inferiore del Vedi Figura
tubo di collegamento per mezzo di un tubo in PTFE 2.9.18.-1
Disco circolare in acetale con i centri dei quattro fori di uscita disposti su un cerchio 10
di diametro di 5,3 mm con uno spaziatore a punta
Diametro della punta 2
Sporgenza della punta 2
280
Preparazioni per inalazione: valutazione aerodinamica delle particelle fini
inoizircserP
collegare una pompa adatta all'uscita dell'apparecchio
ilareneG
Procedimento per inalatori pressurizzati
isilanA id
idoteM
l'erogatore, che accoglie la bomboletta, sia orientata vere l'inalatore. Ripetere per altre nove erogazioni.
verso l'alto e sullo stesso piano verticale di tutto l'appa- Smontare l'apparecchio.
recchio. Lavare la superficie interna del tubo di collegamento
Introdurre nelle camere di separazione superiore e infe- con la camera di separazione inferiore e la sua superfi-
irotinetnoC
riore, rispettivamente, 7 ml e 30 ml di un solvente cie esterna, che si trova nella camera con un solvente
/ ilairetaM
adatto. adatto raccogliendo i liquidi di lavaggio nella stessa
Collegare tutte le parti dell'apparecchio e verificare che camera di separazione inferiore. Determinare il conte-
l'insieme sia verticale e ben fissato e che la punta nuto di principio attivo in questa soluzione. Calcolare
distanziatrice dell'ugello inferiore tocchi appena il la quantita© di principio attivo raccolta nella camera di
fondo della camera di separazione inferiore. Collegare separazione inferiore per ogni erogazione ed esprimere
ivittaeR
una pompa adatta all'uscita dell'apparecchio e regolare i risultati come percentuale della dose indicata in eti-
il flusso dell'aria a 60 5 litri al minuto, misurandolo
6
chetta.
all'entrata della gola. APPARECCHIATURA B (Separatore ad urto in
Attivare la valvola dosatrice, agitando l'inalatore per metallo)
itnemogrA
ilareneG
5 s ed erogando una volta a perdere; dopo non meno L'apparecchio e© riportato nelle Figure 2.9.18.-2/3.
di 5 s, agitare ed erogare di nuovo a perdere. Ripetere
questa operazione altre tre volte.
Agitare per circa 5 s, avviare la pompa, applicare il
boccaglio dell'erogatore all'adattatore e immediata-
eifargonoM
ilareneG
mente scaricare una volta. Rimuovere l'inalatore
assemblato dall'adattatore, agitare per non meno di
5 s, posizionare nuovamente il boccaglio dell'erogatore
nell'adattatore e scaricare di nuovo. Ripetere per altre
ehcituecamraF
otto volte, agitando ogni volta. Dopo la decima eroga-
zione, attendere per non meno di 5 s e poi arrestare la
emroF
pompa. Smontare l'apparecchio.
Lavare con un opportuno solvente la superficie interna
del tubo di collegamento con la camera di separazione
inferiore e la sua superficie esterna che si trova nella
eiretaM
camera, raccogliendo i liquidi di lavaggio nella stessa
emirP
camera. Determinare il contenuto di principio attivo in
questa soluzione. Calcolare la quantita© di principio
attivo raccolta nella camera di separazione inferiore
ehcituecamraF
per ogni erogazione, esprimendo i risultati come per- AB -- Bomboletta pressurizzata per inalazione
inoizaraperP
ehcificepS
dell'ugello di uscita tocchi appena il fondo della camera aerodinamica delle particelle fini.
di separazione inferiore. Prima di applicare l'inalatore, Dimensioni in millimetri
281
Preparazioni per inalazione: valutazione aerodinamica delle particelle fini
gola.
La deposizione delle gocce emesse e© determinata
utilizzando l'apparecchio separatore ad urto, colle- Attivare la valvola dosatrice, agitando l'inalatore per
gato al nebulizzatore carico, mediante l'adattatore. 5 s e scaricando una volta a perdere; dopo non meno
L'uscita dell'apparecchio, collegata alla pompa, e© di 5 s, agitare e scaricare nuovamente a perdere. Ripe-
munita di un filtro adatto (per esempio 0,25 mm di tere questa operazione per altre tre volte.
porosita© ).
Agitare per 5 s circa, avviare la pompa, mettere in posi-
In questo procedimento, la camera di separazione zione il boccaglio dell'erogatore nell'adattatore e imme-
e© utilizzata a secco. Unire tutte le parti componenti e diatamente scaricare una volta. Rimuovere dall'adatta-
verificare che la base del separatore sia posta su una tore l'inalatore, agitare per non meno di 5 s, porre nuo-
superficie piana, orizzontale e sufficientemente stabile.vamente il boccaglio nell'adattatore e scaricare di
Collegare una pompa adatta all'uscita dell'apparecchio nuovo.
e regolare il flusso dell'aria a 60 5 litri al minuto,
Ripetere la sequenza di scarica per altre otto volte, agi-
6
282
Preparazioni per inalazione: valutazione aerodinamica delle particelle fini
inoizircserP
Connettere tutte le parti dell'apparecchio e verificare trica fissata con una guarnizione ad anello in gomma
ilareneG
che la base del separatore ad urto sia posta su una (P) che la chiude ermeticamente contro il bordo di un
superficie piana, orizzontale e sufficientemente stabile. filtro posto nel portafiltro. Il portafiltro (R) e© costruito
Prima di applicare l'inalatore, collegare una pompa come una bacinella con una rientranza concentrica
adatta all'uscita dell'apparecchio e regolare il flusso nella quale e© inserito un supporto perforato per filtro
isilanA id
dell'aria a 60 5 litri al minuto, misurandolo all'en- (S). Il portafiltro ha dimensioni adatte per filtri di dia-
idoteM
6
irotinetnoC
/ ilairetaM
tore. Ripetere per altre nove erogazioni. Smontare 2.9.18.-7 al tubo dell'ugello di entrata dello stadio 1 del
l'apparecchio. separatore. Un anello di gomma nell'ugello fornisce
una connessione a tenuta d'aria con l'apertura di
Lavare il filtro, facendo passare un solvente adatto. immissione. Dovrebbe essere usato un opportuno adat-
Determinare il contenuto di principio attivo in questa tatore del boccaglio per permettere una chiusura a
soluzione. Calcolare la quantita© di principio attivo rac- tenuta d'aria tra l'inalatore e l'apertura di immissione.
ivittaeR
colta sul filtro per ogni erogazione ed esprimere i risul- La parte frontale del boccaglio dell'inalatore deve
tati come percentuale della dose indicata in etichetta. essere a livello con il lato frontale dell'apertura di
immissione.
itnemogrA
ilareneG
QUANTITAé DI PARTICELLE FINI E DISTRIBUZIONE
eifargonoM
ilareneG
L'apparecchio e© costituito dagli stadi di separazione 1
(pre-separatore), 2, 3, 4 e da un ulteriore stadio costi-
tuito di un filtro integrale (stadio 5), vedi Figure
2.9.18.-4/6. Uno stadio di separazione ad urto com-
ehcituecamraF
prende una piastra divisoria orizzontale superiore di
metallo (B), attraverso la quale sporge un ugello metal-
emroF
lico di entrata (A) con la sua piastra di separazione
(D), un cilindro di vetro (E), munito di un'apertura per
il campionamento (F), che forma la parete verticale
dello stadio, e una piastra divisoria orizzontale infe-
eiretaM
riore in metallo (G) attraverso la quale passa un ugello
emirP
(H) di collegamento con lo stadio inferiore. Il tubo
nello stadio 4 (U) finisce con un dispositivo multi-
ugello. La piastra di separazione (D) e© tenuta ferma da
ehcituecamraF
ehcificepS
283
Preparazioni per inalazione: valutazione aerodinamica delle particelle fini
A, H Ugello Tubo metallico avvitato alla piastra divisoria, sigillato con una guarni- vedi Figura 2.9.18.-5
zione (C), a superficie interna levigata
B, G Piastra divisoria Piastra metallica circolare
- diametro 120
- spessore vedi Figura 2.9.18.-5
C Guarnizione per es. PTFE da adattare all'ugello
D Piastra di Disco in vetro sinterizzato con porosita© 0, diametro vedi Figura 2.9.18.-5
separazione
E Cilindro in vetro Tubo in vetro tagliato a superficie piana levigata
- altezza, incluse le guarnizioni 46
- diametro esterno 100
- spessore della parete 3,5
- diametro dell'apertura di campionamento (F) 18
- tappo dell'apertura di campionamento ISO 24-25
J Struttura in metallo Struttura circolare profilata ad L con fenditura
- diametro interno
da adattare alla
piastra di
separazione
- altezza 4
- spessore della sezione orizzontale 0,5
- spessore della sezione verticale 2
K Filo metallico Filo in acciaio che collega la struttura metallica e il manicotto (due per
ciascuna struttura)
- diametro 1
L Manicotto Manicotto metallico avvitato all'ugello
- diametro interno da adattare all'ugello
- altezza 6
- spessore 5
M Guarnizione per es. silicone da adattare al cilin-
dro in vetro
N Bullone Bullone metallico con dado (sei coppie)
- lunghezza 205
- diametro 4
P Guarnizione ad Anello in gomma diametro spessore
2 66,34 2,62
2
anello
Q Guarnizione ad Anello in gomma diametro spessore 2 29,1 1,6
2
anello
R Porta filtro Alloggiamento in metallo con supporto e uscita vedi Figura 2.9.18.-6
S Supporto del filtro Foglio metallico perforato
- diametro 65
- diametro dei fori 3
- distanza tra i fori (centro) 4
T Chiusure
U Multi-ugello Ugello (H) che termina in un dispositivo multi-ugello vedi dettagli nella
Figura 2.9.18.-5
* Riferito alla Figura 2.9.18.-4.
** Dimensioni in millimetri con tolleranza in accordo ISO 2768-m, se non diversamente indicato.
284
Preparazioni per inalazione: valutazione aerodinamica delle particelle fini
inoizircserP
ilareneG
isilanA id
idoteM
irotinetnoC
/ ilairetaM
ivittaeR
itnemogrA
ilareneG
Figura 2.9.18.-5. Dettagli dell'ugello e della piastra di separazione.
Gli inserti mostrano la fine del tubo multi-ugello ad U che porta allo stadio 4
eifargonoM
ilareneG
(lettere minuscole e numeri si riferiscono alla Tabella 2.9.18-3 e lettere maiuscole della Figura 2.9.18.-4).
ehcituecamraF
emroF
eiretaM
emirP
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
ehcitapoemO
inoizaraperP
285
Preparazioni per inalazione: valutazione aerodinamica delle particelle fini
Distanza 1 9,5 (-0,0+0,5) 5,5 (-0,0+0,5) 4,0 (-0,0+0,5) 6,0 (-0,0+0,5) n.a.
Distanza 2 26 31 33 30,5 0
Distanza 3 8 5 5 5 5
Distanza 4 3 3 3 3 n.a.
Distanza 5 (3) 0 3 3 3 3
Distanza 6 20 25 25 25 25
Distanza 7 n.a. n.a. n.a. 8,5 n.a.
Diametro c 25 14 8,0 ( 0; 1) 21
6 14
Diametro d 50 30 20 30 n.a.
Diametro e 27,9 16,5 10,5 23,9 n.a.
Diametro f 31,75 (-0,0+0,5) 22 14 31 22
Diametro g 25,4 21 13 30 21
Diametro h n.a. n.a. n.a. 2,70 ( 0; 5) 6 n.a.
Diametro j n.a. n.a. n.a. 6,3 n.a.
Diametro k n.a. n.a. n.a. 12,6 n.a.
Raggio(4) r 16 22 27 28,5 0
Raggio s 46 46 46 46 n.a.
Raggio t n.a. 50 50 50 50
Angolo w 10 53 53 53 53
Angolo u n.a. n.a. n.a. 45 n.a.
Angolo v n.a. n.a. n.a. 60 n.a.
(1)Dimensioni in millimetri con tolleranze in accordo alla ISO 2768-m, se non diversamente indicato
(2)Riferito alla Figura 2.9.18.-5
(3)Guarnizione compresa
(4)Riferito all'asse centrale dello stadio considerato
n.a. = non applicabile
Nota
(1) Il materiale puo© essere alluminio o acciaio inossidabile.
(2) Apparecchio costituito da una barra da 38 mm (1,5'').
(3) Praticare un foro da 19 mm attraverso la barra.
(4) Tagliare il tubo a 45 esatti come mostrato.
(5) I diametri interni e i coni dovrebbero essere smussati (rifinitura della superfice circa 0,40 mm (16 mm)).
(6) Fresare le giunzioni per ottenere una chiusura ermetica a tenuta di liquido.
(7) Disporre una apparecchiatura di sostegno per allineare il foro interno di 19 mm e per forare e produrre filettature di M4 0,7 oppure 8-32.
2
Virtualmente non ci dovrebbero essere differenze dei diametri interni nel giunto ad angolo retto.
Figura 2.9.18.-7. Apertura di immissione
Dimensioni in millimetri salvo diversa indicazione
286
Preparazioni per inalazione: valutazione aerodinamica delle particelle fini
inoizircserP
non diversamente definito, condurre il saggio alla velocita©
ilareneG
Procedimento per preparazioni pressurizzate per inala-
zione con dosatore . Introdurre 20 ml di un solvente, di flusso Q usata nel saggio per l'uniformita© della dose
capace di disciogliere il principio attivo, in ciascuno degli rilasciata,estraendo 4litridiariaattraversol'apparecchio.
stadi da 1 a 4 e ricollocare i tappi. Inclinare l'apparecchio Collegare un misuratore di flusso, tarato per il flusso
per bagnare i tappi neutralizzando cos|© la carica elettro- volumetrico che lascia il misuratore, all'apertura di
statica. Porre un filtro adatto capace di raccogliere quan-
isilanA id
idoteM
titativamente il principio attivo nello stadio 5 e assem- immissione. Aggiustare la valvola di controllo del
blare l'apparecchio. Porre un appropriato adattatore del flusso per raggiungere un flusso costante attraverso il
boccaglio in posizione alla fine dell'apertura di immis- sistema alla velocita© richiesta Q ( 5 per cento).
6
sione, in modo che la parte finale del boccaglio dell'at- Chiudere il flusso.
irotinetnoC
tuatore, se inserito, si allinei lungo l'asse orizzontale del- Assicurare che il flusso critico si abbia nella valvola di
/ ilairetaM
l'apertura di immissione e l'inalatore sia posizionato controllo di flusso mediante la procedura seguente.
nello stesso orientamento previsto per l'uso. Collegare Con l'inalatore in luogo e stabilita la velocita© di flusso
una adatta pompa da vuoto all'uscita dell'apparecchio e del saggio, misurare la pressione assoluta su entrambi i
aggiustare il flusso di aria attraverso l'apparecchio, lati della valvola di controllo (letture della pressione ai
misurato all'entrata dell'apertura di immissione, a punti P2 e P3 nella Figura 2.9.18.-8). Un rapporto
ivittaeR
30 0,5 litri al minuto. Chiudere il flusso di aria.
6 P3/P2 0,5 indica il flusso critico. Attivare una pompa
Se non diversamente prescritto nelle istruzioni per il a maggior potenza e misurare di nuovo la velocita© di
paziente, agitare l'inalatore per 5 s e scaricare una dose flusso del saggio se non e© indicato il flusso critico.
a perdere. Attivare la pompa dell'apparecchio, collo- Introdurre 20 ml di un solvente capace di disciogliere il
care l'estremita© del boccaglio dell'attuatore nell'adatta-
itnemogrA
principio attivo in ciascuno dei quattro stadi superiori
ilareneG
tore e scaricare l'inalatore nell'apparecchio, premendo dell'apparecchio e richiudere. Inclinare l'apparecchio
la valvola per un tempo sufficiente per assicurare lo per bagnare i tappi neutralizzando cos|© la carica elettro-
scarico completo. Rimuovere l'inalatore dall'adatta- statica. Porre un opportuno adattatore del boccaglio
tore. Ripetere la procedura. Il numero degli scarichi alla fine dell'apertura di immissione.
dovrebbe essere minimizzato e non dovrebbe essere
eifargonoM
ilareneG
maggiore di dieci. Il numero degli scarichi dovrebbe Preparare l'inalatore a polvere secca per l'uso, secondo
essere sufficiente ad assicurare una determinazione le istruzioni per il paziente. Con la pompa in movi-
accurata e precisa della dose particellare fine. Dopo lo mento e la valvola a due vie chiusa collocare il bocca-
scarico finale, aspettare 5 s e poi spegnere la pompa. glio dell'inalatore nell'adattatore del boccaglio.
ehcituecamraF
Smontare lo stadio del filtro dell'apparecchio. Rimuo- Scaricare la polvere nell'apparecchio aprendo la valvola
per il tempo richiesto T ( 5 per cento). Ripetere la pro-
emroF
vere con attenzione il filtro ed estrarre il principio 6
emirP
dell'ugello allo stadio 1 con il solvente lasciando che il 5 s e poi spegnere la pompa.
solvente scorra nello stadio. Estrarre il principio attivo
dalle pareti interne e dalla piastra di raccolta di cia- Smontare lo stadio del filtro dell'apparecchio. Rimuovere
scuno dei quattro stadi superiori dell'apparecchio nella accuratamente il filtro ed estrarre il principio attivo in
ehcituecamraF
soluzione nello stadio rispettivo mediante inclinazione un'aliquota del solvente. Rimuovere l'apertura di immis-
inoizaraperP
ehcificepS
e rotazione accurata dell'apparecchio, curando che non sione e l'adattatore del boccaglio dall'apparecchio ed
ci sia alcun trasferimento di liquido tra gli stadi. estrarre il principio attivo in un'aliquota del solvente. Se
Usando un metodo di analisi adatto, determinare la necessario, sciacquare l'interno dell'ugello allo stadio 1
quantita© di principio attivo contenuto in ciascuno dei con solvente, lasciando fluire il solvente nello stadio.
Estrarre il principio attivo dalle pareti interne e dalla pia-
ehcitapoemO
inoizaraperP
sei volumi di solvente. stra di raccolta di ciascuno dei quattro stadi superiori del-
Calcolare la dose particellare fine (vedi sotto). l'apparecchio nella soluzione nello stadio rispettivo incli-
. Porre un filtro nando e ruotando l'apparecchio, osservando che non ci
Procedimento per inalatori di polvere
adatto a bassa resistenza capace di raccogliere quantitati- sia trasferimento di liquido tra gli stadi.
vamente il farmaco nello stadio 5 e assemblare l'apparec- Usando un metodo di analisi adatto, determinare la
ecidnI
chio. Collegare l'apparecchio ad un sistema di flusso in quantita© di principio attivo contenuta in ciascuno dei
accordo allo schema specificato nella Figura 2.9.18.-8. Se sei volumi di solvente.
287
Preparazioni per inalazione: valutazione aerodinamica delle particelle fini
A Raccordo Ò int. 8 mm, per es. giunto corto di metallo, con braccio a basso diame-
tro, a P3
B Tubi da vuoto 8 0,5 mm Ò int. 50 10 cm di lunghezza, per es. tubi di silicone con
6 2 6
un Ò est. di 14 mm e un Ò int. di 8 mm
C Valvola solenoide a due vie Orifizio di resistenza minima al flusso d'aria avente un diametro interno
8 mm e un tempo di risposta massima di 100 millisecondi (per es. tipo
pompa
E Timer Timer capace di guidare la valvola solenoide per la durata richiesta (per es.
tipo G814, RS Components International, Corby, NN17 9RS, UK) o equi-
valente
P2, P3 Misure della pressione Determinare la condizione di flusso all'equilibrio con un trasduttore di
pressione assoluta
F Valvola di controllo del Valvola di regolazione aggiustabile con massimo C 1, (per es. tipo
flusso 8FV12LNSS, Parker Hannifin plc., Barnstaple, EX31 1NP, UK) o equiva-
lente.
288
Preparazioni per inalazione: valutazione aerodinamica delle particelle fini
inoizircserP
cita© di flusso attraverso il campionatore, il raccordo
ilareneG
filettato esterno, usato per collegare il campionatore al
sistema a vuoto, e© ingrandito fino ad avere un diametro
interno 8 mm.
. Assemblare il
isilanA id
idoteM
Procedimento per inalatori pressurizzati
irotinetnoC
/ ilairetaM
l'asse orizzontale dell'apertura di immissione e l'unita©
dell'inalatore sia posizionata nello stesso orientamento
previsto nell'uso. Collegare una pompa adatta al-
l'esterno dell'apparecchio e regolare il flusso d'aria
attraverso l'apparecchio, come misurato all'entrata del-
ivittaeR
l'apertura di immissione, a 28,3 1,5 litri al minuto.
6
itnemogrA
Accendere la pompa dell'apparecchio, collocare l'estre-
ilareneG
mita© del boccaglio dell'erogatore nell'adattatore e scari-
care l'inalatore invertito nell'apparecchio, premendo la
valvola per un tempo sufficiente ad assicurare l'eroga-
zione completa. Rimuovere l'inalatore dall'erogatore.
eifargonoM
Ripetere la procedura. Il numero di rilasci dovrebbe
ilareneG
essere minimizzato e non dovrebbe essere maggiore di
dieci. Il numero di rilasci dovrebbe essere sufficiente
per assicurare una determinazione accurata e precisa
Figura 2.9.18.-9. Campionatore di classificazione della dose particellare fine. Dopo l'ultima erogazione,
ehcituecamraF
granulometrica ``Andersen'' adattato per gli inalatori aspettare per 5 s e poi fermare la pompa.
emroF
pressurizzati
Smontare l'apparecchio. Rimuovere con attenzione il
filtro ed estrarre il farmaco in un'aliquota del solvente.
APPARECCHIATURA D (Campionatore di classifi- Rimuovere l'apertura di immissione e l'adattatore del
cazione granulometrica ``Andersen'') boccaglio dall'apparecchio ed estrarre il farmaco in
eiretaM
emirP
Il campionatore di classificazione granulometrica un'aliquota del solvente. Estrarre il farmaco dalle
``Andersen'' 1 ACFM consiste di 8 stadi in alluminio pareti interne e dalla piastra di raccolta di ciascuno
insieme con un filtro finale. Gli stadi sono fissati degli stadi dell'apparecchio in aliquote del solvente.
insieme e sigillati con guarnizioni ad anello. Nella con- Usando un metodo di analisi adatto, determinare la
ehcituecamraF
inoizaraperP
tenuta d'aria fra l'inalatore e l'apertura di immissione. Procedimento per inalatori di polvere . Per valutare gli
La parte frontale del boccaglio dell'inalatore deve inalatori di polvere, il campionatore ``Andersen'' puo©
essere allineata con la parte frontale dell'apertura di essere usato a velocita© di flusso diversa da 28,3 litri al
immissione. Nella configurazione per gli inalatori di minuto. Comunque, nessun dato generale di taratura e©
polvere e© posto un pre-separatore sopra lo stadio supe- attualmente disponibile. In assenza di dati pubblicati,
riore per raccogliere masse grandi di polvere non respi- gli utilizzatori devono convalidare l'uso del campiona-
ecidnI
rabile. Esso e© collegato all'apertura di immissione come tore nelle condizioni scelte. Puo© essere adottata la
mostrato nella Figura 2.9.18-10. Per favorire alte velo- seguente procedura sperimentale.
289
Preparazioni per inalazione: valutazione aerodinamica delle particelle fini
Assemblare il campionatore ``Andersen'' con il pre- il tempo richiesto T ( 5 per cento). Ripetere la
6
separatore e un filtro adatto in luogo ed assicurare che sequenza di scarica. Il numero delle erogazioni
il sistema sia a tenuta d'aria. Per assicurare una cattura dovrebbe essere minimizzato e non dovrebbe essere
efficiente di particelle, rivestire ciascuna piastra con gli- maggiore di dieci. Il numero delle erogazioni dovrebbe
cerolo o liquidi simili ad elevata viscosita© depositati da essere sufficiente per assicurare una determinazione
un solvente volatile. Il pre-separatore dovrebbe essere accurata e precisa della dose particellare fine.
rivestito nello stesso modo o dovrebbe contenere 10 ml Dopo lo scarico finale, aspettare per 5 s e poi fermare
di un solvente adatto. Collegare l'apparecchio ad un la pompa.
sistema di flusso secondo lo schema specificato nella
Figura 2.9.18.-8. Smontare l'apparecchio. Rimuovere accuratamente il
filtro ed estrarre il principio attivo in un'aliquota del
solvente. Rimuovere il pre-separatore, l'apertura di
immissione e l'adattatore del boccaglio dall'apparec-
chio ed estrarre il farmaco in un'aliquota del solvente.
Estrarre il principio attivo dalle pareti interne e dalla
piastra di raccolta di ciascuno degli stadi dell'apparec-
chio in aliquote di solvente.
Usando un metodo di analisi adatto, determinare la
quantita© di principio attivo contenuto in ciascuno dei
nove volumi di solvente.
Calcolare la dose particellare fine (vedi sotto).
Calcoli
abbia nella valvola di controllo del flusso mediante la Se necessario e se appropriato, portare in diagramma la
procedura descritta per l'apparecchio C. Fermare il frazione cumulativa del principio attivo in funzione del
flusso d'aria. diametro interno (vedi Tabelle 2.9.18.-5/6) su carta di
Preparare l'inalatore di polvere secca per l'uso in probabilita© logaritmica, e usare questo tracciato per
accordo con le istruzioni per il paziente. Con la pompa determinare i valori per il Diametro di Massa Mediana
attivata e la valvola a due vie chiusa, collocare il bocca- Aerodinamica (DMMA) e per la Deviazione Standard
glio dell'inalatore nell'adattatore del boccaglio. Scari- Geometrica (DSG), se appropriato. Possono anche
care la polvere nell'apparecchio aprendo la valvola per essere usati metodi computazionali appropriati.
290
Contaminazione particellare: particelle non visibili
inoizircserP
p
Tabella 2.9.18.-5. Calcoli per l'Apparecchiatura C. Usare q1 60=Q , dove Q e© la velocita©
ilareneG
isilanA id
(per cento)
idoteM
d4 = 1,7 q1 1 massa dallo stadio 5, m5* c4 = m5 f4 = (c4/c) 100
1
irotinetnoC
/ ilairetaM
*stadio 5 e© lo stadio del filtro
Tabella 2.9.18.-6. Calcoli per l'Apparecchiatura D quando e© usata a 28,3 litri al minuto
Diametro interno Massa di principio attivo Massa cumulativa di principio Frazione cumulativa di principio
m)
ivittaeR
(m depositato per erogazione attivo depositato per erogazione attivo (per cento)
itnemogrA
ilareneG
1
eifargonoM
ilareneG
2.9.19. CONTAMINAZIONE PARTICELLARE: PAR- sioni, le preparazioni colloidali e liposomiali. Simil-
mente, le preparazioni che danno origine a bolle d'aria
ehcituecamraF
TICELLE NON VISIBILI
emroF
richiedere il saggio della conta delle particelle al micro-
iniettabili e delle infusioni endovenose e© costituita da scopio. Se la viscosita© della preparazione da saggiare e©
particelle estranee, non disciolte e mobili, diverse dalle cos|© elevata da precludere il suo esame con entrambi i
bolle di gas, involontariamente presenti nelle soluzioni. metodi, si puo© fare una diluizione quantitativa con un
Per la determinazione della contaminazione particel- adatto diluente per diminuirne la viscosita© quanto
eiretaM
lare vengono qui di seguito specificati due metodi, il necessario per permettere di effettuare l'analisi.
emirP
Metodo 1 (Saggio della conta particellare per intercetta-
zione di un raggio luminoso) e il Metodo 2 (Saggio della I risultati ottenuti nell'esame per la contaminazione
conta particellare al microscopio). Quando si esaminano particellare di una singola unita© o di un gruppo di unita©
preparazioni iniettabili ed infusioni endovenose per la
ehcituecamraF
ehcificepS
ricerca di particelle non visibili e© preferibile applicare unita© che rimangono non esaminate. Cos|©, si devono
il Metodo 1. Tuttavia puo© essere necessario saggiare sviluppare piani di campionamento statisticamente
alcune preparazioni con la conta delle particelle per validi se bisogna trarre dai dati osservati conclusioni
intercettazione di un raggio luminoso e poi con la conta certe per caratterizzare il livello di contaminazione par-
delle particelle al microscopio per arrivare alla conclu- ticellare in un grande gruppo di unita© .
ehcitapoemO
inoizaraperP
saggio si effettua con il Metodo 2. Sono esempi le emul- cipio della intercettazione di un raggio luminoso, che
291
Contaminazione particellare: particelle non visibili
permette la determinazione automatica della grandezza Per parenterali di grande volume, si esaminano singole
delle particelle e del loro numero in funzione della unita© . Per parenterali di piccolo volume, inferiore a
dimensione. 25 ml, si uniscono i contenuti di 10 o piu© unita© in un
contenitore pulito per ottenere un volume di non meno
L'apparecchio viene tarato utilizzando dispersioni di di 25 ml; se giustificato ed autorizzato, la soluzione in
particelle sferiche SCR di grandezza nota, compresa esame puo© essere preparata mescolando i contenuti di
tra 10 mm e 25 mm. Effettuare una dispersione di tali un appropriato numero di fiale e diluendo a 25 ml con
particelle di riferimento in acqua esente da particelle R acqua esente da particelle R o con un adatto solvente
evitando che si formino aggregati di particelle durante senza contaminazione particellare quando l'acqua
la dispersione. esente da particelle R non sia disponibile. Parenterali di
piccolo volume con un volume di 25 ml o piu© possono
Precauzioni generali essere esaminati singolarmente.
Effettuare il saggio in condizioni da limitare la conta- Le polveri per uso parenterale vengono ricostituite con
minazione particellare, preferibilmente in una cappa a acqua esente da particelle R o con adatto solvente senza
flusso laminare. contaminazione particellare quando non sia disponibile
acqua esente da particelle R.
Lavare molto accuratamente la vetreria utilizzata e Il numero di campioni in esame deve essere sufficiente a
l'apparecchiatura usata per la filtrazione, eccetto le dare una valutazione statisticamente valida. Per paren-
membrane filtranti, con una soluzione detergente calda terali di grande volume o per parenterali di piccolo
e risciacquare abbondantemente con acqua per elimi- volume che abbiano un volume di 25 ml o piu© , si pos-
nare ogni traccia di detergente. Immediatamente prima sono esaminare meno di 10 unita© , in base ad un appro-
dell'uso, risciacquare l'apparecchio dall'alto al basso, priato programma di campionamento.
all'esterno e successivamente all'interno, con acqua
esente da particelle R. Prelevare quattro porzioni, ciascuna non inferiore a
5 ml, e contare il numero di particelle con grandezza
Evitare di introdurre bolle d'aria nella preparazione in uguale o superiore a 10 mm e a 25 mm. Calcolare il
esame, specialmente durante il trasferimento di frazioni numero medio di particelle nella preparazione in
della preparazione nel recipiente in cui viene effettuata esame, non tenendo conto del risultato relativo alla
la determinazione. prima porzione.
Al fine di verificare che l'ambiente sia adatto per il sag- Valutazione
gio, che i recipienti di vetro siano convenientemente Per preparazioni fornite in contenitori con un volume
puliti e che l'acqua da utilizzare sia esente da particelle, nominale maggiore di 100 ml, applicare i criteri del
viene effettuato il saggio seguente: determinare la con- saggio 1.A.
taminazione particellare su cinque campioni di acqua
esente da particelle R, ciascuno da 5 ml, seguendo il pro- Per preparazioni fornite in contenitori con un volume
cedimento di seguito descritto. Se il numero di parti- nominale inferiore a 100 ml, applicare i criteri del sag-
celle di dimensione uguale o superiore a 10 mm e© mag- gio 1.B.
giore di 25 per i 25 ml riuniti, le precauzioni prese per Per preparazioni fornite in contenitori con un volume
il saggio non sono sufficienti. Le fasi preparatorie nominale di 100 ml, applicare i criteri del saggio 1.B.
devono essere ripetute fino a che l'ambiente, la vetreria
e l'acqua siano idonei al saggio. Se il numero medio di particelle supera i limiti, esami-
nare la preparazione con il Saggio della conta particel-
Metodo lare al microscopio.
Mescolare il contenuto del recipiente capovolgendo Saggio 1.A.
lentamente lo stesso per 20 volte successive. Se necessa- Soluzioni per infusione endovenosa o soluzioni per prepa-
rio, rimuovere cautamente la chiusura ermetica. Lavare razioni iniettabili fornite in contenitori con un contenuto
le superfici esterne dell'apertura del recipiente utiliz- nominale maggiore di 100 ml.
zando un getto di acqua esente da particelle R e rimuo-
vere la chiusura, avendo cura di evitare la contamina- La preparazione soddisfa al saggio se il numero medio
zione del contenuto. Eliminare le bolle di gas in modo delle particelle presenti nelle unita© in esame non supera,
appropriato, come lasciando a riposo la soluzione per per millilitro, 25 di dimensione uguale o maggiore di
2 min o per sonicazione. 10 mm e 3 di dimensione uguale o maggiore di 25 mm.
292
Contaminazione particellare: particelle non visibili
inoizircserP
Saggio 1.B.
ilareneG
Soluzioni per infusione endovenosa o soluzioni per prepa-
razioni iniettabili fornite in contenitori con un contenuto
nominale inferiore a 100 ml.
isilanA id
idoteM
La preparazione soddisfa al saggio se il numero medio
delle particelle presenti nelle unita© in esame non supera,
per contenitore, 6000 di dimensione uguale o maggiore
di 10 mm e 600 di dimensione uguale o maggiore di
25 mm.
irotinetnoC
/ ilairetaM
METODO 2. SAGGIO DELLA CONTA PARTI-
CELLARE AL MICROSCOPIO Figura 2.9.19.-1.- Reticolo circolare
ivittaeR
Utilizzare un adatto microscopio binoculare, un Precauzioni generali
sistema filtrante per trattenere le particelle contami-
nanti e una membrana filtrante per l'esame. Il saggio si effettua in condizioni che limitino la conta-
minazione particellare, preferibilmente in una cappa a
flusso laminare.
itnemogrA
Il microscopio e© fornito di un micrometro oculare
ilareneG
tarato con un obiettivo micrometrico, un portaoggetti Lavare molto accuratamente la vetreria utilizzata e
meccanico in grado di tenere ferma e di muovere tra- l'apparecchiatura usata per la filtrazione, eccetto la
sversalmente l'intera area di filtrazione della mem- membrana filtrante, con una soluzione detergente calda
brana filtrante, 2 fonti di luce adatte a fornire una illu- e risciacquare con abbondante acqua per eliminare ogni
eifargonoM
minazione episcopica oltre all'illuminazione obliqua, traccia di detergente. Immediatamente prima dell'uso,
ilareneG
regolato a 100 10 ingrandimenti.
6 risciacquare entrambi i lati della membrana filtrante e
l'apparecchio dall'alto al basso, all'esterno e poi all'in-
Il micrometro oculare e© un reticolo circolare (vedi terno con acqua esente da particelle R.
Figura 2.9.19. 1) e consiste di un largo cerchio diviso Al fine di verificare che l'ambiente sia adatto per il sag-
ehcituecamraF
da croci di collimazione in quadranti, di cerchi traspa- gio, che la vetreria e la membrana filtrante siano conve-
renti e neri del diametro di 10 mm e di 25 mm a 100
emroF
nientemente puliti e che l'acqua da utilizzare sia esente
ingrandimenti e di una scala lineare graduata in incre- da particelle, viene effettuato il saggio seguente: deter-
menti di 10 mm. Viene tarato per mezzo di un microme- minare la contaminazione particellare di un volume di
tro portaoggetti certificato da una istituzione o nazio- 50 ml di acqua esente da particelle R seguendo il proce-
nale o internazionale standard. E' ritenuto accettabile dimento descritto di seguito. Se piu© di 20 particelle della
eiretaM
un errore relativo della scala lineare del reticolo dimensione uguale o maggiore di 10 mm o se piu© di
emirP
entro 2 per cento. Il cerchio largo e© indicato come il
6
5 particelle della dimensione uguale o maggiore di
Campo Reticolare Visivo (CRV). 25 mm sono presenti entro l'area di filtrazione, le pre-
cauzioni adottate per il saggio non sono sufficienti.
Sono necessarie due fonti luminose. Una e© una sorgente
ehcituecamraF
ehcificepS
luminosa episcopica interna al miscroscopio, l'altra e© biente, la vetreria, la membrana filtrante e l'acqua siano
esterna ausiliaria che puo© essere messa a fuoco, regola- idonei al saggio.
bile a dare una illuminazione riflessa obliqua con un
angolo di 10-20. Metodo
Il sistema filtrante che trattiene la contaminazione par- lentamente lo stesso per 20 volte successive. Se necessa-
ticellare e© costituito da un portafiltro fatto di vetro o rio, rimuovere cautamente la chiusura ermetica. Lavare
altro materiale adatto ed e© dotato di una presa per il le superfici esterne dell'apertura del recipiente utiliz-
vuoto e di una adatta membrana filtrante. zando un getto di acqua esente da particelle R e rimuo-
vere la chiusura, avendo cura di evitare la contamina-
La membrana filtrante e© di dimensione opportuna, nera zione del contenuto.
ecidnI
o grigio scura, non reticolata o reticolata, e con dimen- Per parenterali di grande volume, si esaminano singole
sione nominale dei pori di 1,0 mm o piu© fine. unita© . Per parenterali di piccolo volume, inferiore a
293
Contaminazione particellare: particelle visibili
25 ml, si uniscono i contenuti di 10 o piu© unita© in un Nell'effettuare il saggio della conta particellare al
contenitore pulito; se giustificato ed autorizzato, la microscopio non cercare di misurare o di contare mate-
soluzione in esame puo© essere preparata mescolando i riali amorfi, semi-liquidi o in altro modo a morfologia
contenuti di un appropriato numero di fiale e diluendo indistinta che appaiano come una macchia o una deco-
a 25 ml con acqua esente da particelle R o con un adatto lorazione sulla membrana filtrante. Questi materiali
solvente senza contaminazione particellare quando presentano superficie in rilievo piccola o assente e
l'acqua esente da particelle R non sia disponibile. Paren- hanno un aspetto gelatinoso o simile a una pellicola.
terali di piccolo volume con un volume di 25 ml o piu© In tali casi, l'interpretazione della enumerazione puo©
possono essere esaminati singolarmente. essere agevolata esaminando un campione della solu-
Le polveri per uso parenterale vengono ricostituite con zione con il saggio della conta per intercettazione di
acqua esente da particelle R o con adatto solvente senza un raggio luminoso.
contaminazione particellare quando non sia disponibile Valutazione
Il procedimento di misura delle particelle con il reticolo La contaminazione particellare delle preparazioni
circolare viene realizzato trasformando mentalmente iniettabili e delle infusioni endovenose e© costituita da
l'immagine di ciascuna particella in un cerchio e quindi particelle estranee, non disciolte e mobili, diverse dalle
confrontandola con i cerchi di riferimento del reticolo bolle di gas, involontariamente presenti nelle soluzioni.
della dimensione di 10 mm e di 25 mm. Percio© le particelle Questo saggio si propone di offrire un metodo semplice
non vengono mosse dal loro posto iniziale nel campo per la valutazione visiva della qualita© delle soluzioni
visivo del reticolo e non sono sovrapposte ai cerchi di parenterali riguardo le particelle visibili. Possano essere
riferimento per il confronto. Il diametro interno dei cer- usati altri metodi convalidati.
chi di riferimento trasparenti viene utilizzato per misu- APPARECCHITURA
rare particelle bianche o trasparenti, mentre le particelle
scure sono misurate utilizzando il diametro esterno dei L'apparecchio (vedi Figura 2.9.20.-1) e© costituito da un
cerchi di riferimento neri e opachi del reticolo. dispositivo per l'ispezione visiva che prevede:
294
Contaminazione particellare: metodo al microscopio
inoizircserP
- un pannello nero opaco di appropriata dimensione eccezione dei filtri a membrana, con una soluzione
ilareneG
posto in posizione verticale, detergente calda e sciacquare accuratamente con una
- un pannello bianco non abbagliante di dimensioni abbondante quantita© di acqua R per eliminare ogni
appropriate posto in posizione verticale di fianco al traccia di detergente. Immediatamente prima dell'uso,
pannello nero, sciacquare il materiale dall'alto in basso, all'esterno e
successivamente all'interno con acqua esente da parti-
isilanA id
- un portalampada orientabile provvisto di una
idoteM
sorgente di luce bianca schermata e di un adatto dif- celle R.
fusore (e© idoneo un portalampada contenente due
tubi fluorescenti, ciascuno da 13 W e di 525 mm di APPARECCHIATURA
lunghezza). L'intensita© dell'illuminazione nel punto Utilizzare un sistema di filtrazione in depressione in
irotinetnoC
di osservazione viene mantenuta tra 2000 lux e acciaio inossidabile o in vetro provvisto di un filtro a
/ ilairetaM
3750 lux, sebbene valori piu© alti siano da preferire membrana a maglia avente idonea porosita© e idoneo
per i contenitori colorati di vetro e di plastica. colore.
Puo© essere utilizzato un microscopio binoculare cos|©
METODO costituito:
Rimuovere qualsiasi etichetta dal contenitore e lavare e ^ un obiettivo acromatico con un potere di ingrandi-
ivittaeR
seccare la parte esterna. Agitare o capovolgere con pre- mento di 10,
cauzione ciascun contenitore, evitando di introdurre ^ lenti oculari con un potere di ingrandimento di 10,
bolle di aria, ed effettuare l'ispezione visiva per circa 5 delle quali almeno una fornita di un reticolo capace
s contro il pannello bianco. Ripetere il procedimento di effettuare misure accurate di particelle di dimen-
contro il pannello nero. Registrare la presenza di qual- sioni di 10 mm o maggiori,
itnemogrA
ilareneG
siasi particella. ^ un sistema di illuminazione per l'osservazione con
luce incidente o riflessa,
^ un micrometro per tarare il reticolo dell'oculare.
METODO
eifargonoM
ilareneG
Montaggio del filtro a membrana e dell'apparecchio per
ehcituecamraF
sciacquare entrambi i lati del filtro con acqua esente da
particelle R tenendolo in posizione verticale, direzio-
emroF
nando il getto lentamente avanti e indietro e dall'alto
Figura 2.9.20.-1.- Apparecchio per le particelle visibili in basso in modo da eliminare tutte le particelle. Porre
il filtro sciacquato sulla base del portafiltro con il lato
reticolato verso l'alto, assicurandosi che il filtro sia ben
centrato sul supporto. Assemblare il sistema filtrante
eiretaM
2.9.21. CONTAMINAZIONE PARTICELLARE: ME-
emirP
evitando di far scivolare l'imbuto sul lato reticolato del
TODO AL MICROSCOPIO
La contaminazione particellare delle preparazioni filtro. Capovolgere il sistema e sciacquare l'interno del-
iniettabili e delle infusioni endovenose e© costituita da l'imbuto e la superficie del filtro con un getto di acqua
particelle estranee, non disciolte e mobili, diverse dalle esente da particelle R per almeno 15 s. Porre l'unita© di
ehcituecamraF
inoizaraperP
bolle di gas, involontariamente presenti nelle soluzioni. filtrazione sulla beuta da vuoto.
ehcificepS
minazione. Sulla base di tali informazioni, il produttore mente il vuoto e sciacquare le pareti interne dell'imbuto
puo© attuare le misure idonee ad evitare la contamina- con un getto di acqua esente da particelle R. Evitare di
zione. dirigere il getto sulla superficie del filtro. Dopo cessa-
PRECAUZIONI GENERALI zione della turbolenza applicare il vuoto e filtrare le
Effettuare le manipolazioni in una cappa a flusso lami- acque di lavaggio. Mantenere ancora il vuoto per alcuni
nare. istanti per asciugare il filtro. Rilasciare il vuoto.
ecidnI
Preparazione dei materiali. Lavare molto accurata- Rimuovere l'imbuto con la dovuta cautela, sollevare il
mente la vetreria e il materiale di filtrazione scelto, ad filtro con le pinze in acciaio, previamente sciacquate
295
Determinazione del tempo di rammollimento di supposte lipofile
con un getto di acqua esente da particelle R e deporlo sul oppure separate (versione automatizzata). Il peso del-
fondo di una capsula di Petri pulita; ricoprire con il l'asta intera e© di 30 0,1 g. La parte superiore dell'asta
6
coperchio pulito, senza chiuderla completamente. porta un anello d'indicazione scorrevole. Quando l'asta
Porre la capsula in una cappa a flusso laminare per sec- viene introdotta nel tubo di vetro cos|© che tocchi la
care leggermente la membrana filtrante, evitando la base, l'anello viene fatto coincidere con il livello supe-
formazione di pieghe. Trasferire, infine, la capsula di riore del coperchio in plastica.
Petri sul piano del microscopio e contare le particelle Porre il tubo di vetro contenente 10 ml di
presenti sul filtro nel modo di seguito indicato. Metodo.
296
Densita© picnometrica dei solidi
inoizircserP
^ un accessorio penetrante (C2) costituito da una bac- ^ un sistema capace di pressurizzare la cella da saggio
ilareneG
chetta (7,5 0,1 g) in un tubo che porta una espan-
6 con il gas usato nella misurazione fino a pressione
sione per la supposta, entrambi di acciaio inossida- definita (P) indicata da un manometro,
bile. ^ il sistema e© collegato ad una sorgente del gas usato
nella misurazione, che (1)e© preferibilmente elio, se
isilanA id
Versare 5 ml di acqua a 36,5 0,5 C nel tubo
idoteM
Metodo. 6 non specificato altro gas .
interno, introdurre una supposta con la punta in basso
e su quella porre l'accessorio (C1 o C2). La misura del La temperatura del picnometro a gas e© compresa tra
tempo comincia in questo momento. La fusione o dis- 15 C e 30 C e non deve variare piu© di 2 C durante il
soluzione si considera completa quando l'estremita© corso della misurazione.
inferiore col bordo della bacchetta di vetro (C1) o di
irotinetnoC
/ ilairetaM
acciaio (C2) raggiunge la parte ristretta del tubo di L'apparecchio e© tarato cioe© i volumi (Vc) e (Vr) sono
vetro interno. determinati, usando sfere d'acciaio pulite, tarate che
hanno volume totale noto (circa 6 cm 3) con l'appros-
simazione di 0,001 cm3. La procedura descritta sotto
e© realizzata in due tempi. Prima, con una cella da sag-
ivittaeR
gio vuota e poi con le sfere d'acciaio poste nella cella
da saggio. I volumi (Vc) e (Vr) sono calcolati usando
l'equazione per il volume del campione considerando
che il volume e© zero nel primo tempo.
itnemogrA
ilareneG
METODO
Pesare la cella da saggio del picnometro e registrare
eifargonoM
la massa. Riempire la cella da saggio con una data
ilareneG
massa di polvere della sostanza in esame. Sigillare la
cella da saggio nel picnometro. Rimuovere i contami-
nanti volatili nella polvere degassando la polvere con
una costante eliminazione di gas; occasionalmente,
ehcituecamraF
le polveri possono essere degassate inizialmente sotto
emroF
vuoto. Registrare la pressione di riferimento del
sistema (Pr) come indicato dal manometro mentre la
valvola che collega la cella di riferimento con la cella
Figura 2.9.22.2. Apparcchiatura B per la misura del da saggio e© aperta. Chiudere la valvola per separare
tempo di rammollimento di supposte lipofile. la cella di riferimento dalla cella da saggio. Pressuriz-
eiretaM
zare la cella da saggio con il gas alla pressione ini-
emirP
Dimensioni in millimetri.
ziale (Pi) e registrare il valore ottenuto. Aprire la val-
vola per collegare la cella di riferimento con la cella
é PICNOMETRICA DEI SOLIDI da saggio. Registrare la pressione finale (Pf). Ripetere
la sequenza di misurazione per la stessa polvere cam-
2.9.23. DENSITA
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
Il saggio per la densita© picnometrica dei solidi e© uti- pione finchë misure consecutive del volume del cam-
lizzato per determinare il volume occupato da una pione (Vs) concordano entro lo 0,5 per cento.
massa nota di polvere misurando il volume di gas Il volume del campione e© espresso in cm3. Scaricare
spostato in condizioni definite. Da qui viene calcolata la cella da saggio e misurare la massa di polvere
la sua densita© picnometrica. finale (m) espressa in grammi.
ehcitapoemO
inoizaraperP
APPARECCHIATURA öööö
L'apparecchio (vedi Figura 2.9.23.-1) consiste di: (1)Sesono usati gas diversi dall'elio, non ci si deve sorprendere se si
^ una cella da saggio sigillata, con un volume di ottengono valori differenti da quelli ottenuti con l'elio, poichë la pene-
cella vuoto (Vc), collegato attraverso una valvola trazione del gas dipende dalla dimensione del poro cos|© come dall'a-
rea della sezione trasversale della molecola penetrante. Per esempio,
ecidnI
ad una cella di riferimento, con un volume di rife- la densita© picnometrica di materiali porosi sara© sovrastimata da una
rimento (Vr), misura fatta usando azoto in confronto con l'elio.
297
Resistenza alla rottura di supposte e ovuli
STE E OVULI
298
ilareneG isilanA id irotinetnoC ilareneG emirP ehcificepS ehcitapoemO
ilareneG ehcituecamraF
ivittaeR ehcituecamraF
ecidnI
inoizircserP idoteM / ilairetaM itnemogrA eifargonoM emroF eiretaM inoizaraperP
inoizaraperP
299
Resistenza alla rottura di supposte e ovuli
Figura 2.9.24.-1. Apparecchio per la determinazione della resistenza alla rottura di supposte e ovuli
La massa richiesta per la rottura della supposta o del- masticare. Rimuovere tutto il tampone con una pipetta
l'ovulo e© calcolata dalla somma delle masse che pesano e sostituirlo con 20 ml di tampone nuovo. Il tampone
sulla supposta o sull'ovulo quando si frantuma (inclusa che e© stato rimosso e© analizzato come controllo per la
la massa iniziale del dispositivo) valutata come segue: procedura di pulizia. Pesare esattamente un pezzo di
^ se la supposta o l'ovulo si frantuma entro 20 s dal gomma da masticare, metterlo nella camera di mastica-
posizionamento dell'ultimo disco, non prendere in zione e avviare la macchina. Ad intervalli di tempo spe-
considerazione questa massa, cificati, rimuovere i campioni dal serbatoio per deter-
^ se la supposta o l'ovulo si frantuma tra 20 s e 40 s minare il rilascio di farmaco. La frequenza di mastica-
dal posizionamento dell'ultimo disco, usare solo zione e© usualmente fissata a 60 cicli al minuto.
meta© di questa massa nel calcolo, per es. 100 g, Qualche volta il residuo della masticazione e© preso e
^ se la supposta o l'ovulo rimane intatto per piu© di posto in una sacca per ulteriori analisi.
40 s dopo che l'ultimo disco sia stato posizionato,
usare tutta la massa nel calcolo.
Effettuare ciascuna misura su dieci supposte o dieci
ovuli, facendo attenzione che nessun residuo rimanga
prima di ciascuna determinazione.
2.9.25. RILASCIO DI FARMACO DA GOMME DA
MASTICARE MEDICATE
PRINCIPIO
Il rilascio di farmaco dalle gomme da masticare medi-
cate e© determinato dall'applicazione di una procedura
meccanica di impasto ad un pezzo di gomma posto in
una piccola camera di masticazione contenente un
volume noto di soluzione tampone.
APPARECCHIATURA
L'apparecchio di masticazione (vedi Figura 2.9.25.-1)
comprende una camera di masticazione di circa 40 ml Figura 2.9.25.-1. Apparecchiatura per la determinazione
nei quali la gomma e© artificialmente masticata da due del rilascio di farmaco dalle gomme da masticare
pistoni orizzontali; i pistoni operano insieme ad una medicate
velocita© costante. Alla fine di una masticazione, i
pistoni orizzontali possono ruotare intorno ai loro assi
in direzioni opposte l'una all'altra. In questo modo, la
gomma e© soggetta alla massima masticazione. Un terzo
2.9.26. AREA SUPERFICIALE SPECIFICA ME-
300
Area superficiale specifica mediante adsorbimento di gas
inoizircserP
II. TEORIA DI BRUNAUER, EMMETT E TELLER denza/intercetta) + 1. Dal valore di Vm2 cos| © determi-
ilareneG
(BET) E DETERMINAZIONE DELL'AREA SUPER- nato, l'area superficiale specifica S in m g-1, e© calcolata
FICIALE SPECIFICA con l'equazione:
II.1. MISURA A PUNTO MULTIPLO S m Vm22400Na 2
isilanA id
idoteM
2
irotinetnoC
molecola adsorbita, in metri quadri (0,162 nm2
/ ilairetaM
1 C 1 P 1 1 per l'azoto e 0,195 nm2 per il kripton),
ÿ
2 ÿP
Va Po 113 Vm C Po VmC
ÿ
2
ivittaeR
equilibrio con la superficie a - 196 C, in pascal, bito alla temperatura e alla pressione stan-
Po = pressione satura del gas adsorbito, in pascal, dard tollerando lievi deviazioni dall'ideale.
Va = volume del gas adsorbito alla temperatura e alla
itnemogrA
pressione standard (STP) [273,15 K e pressione II.2. MISURA PUNTO SINGOLO
ilareneG
atmosferica (1,013 105 Pa)], in millilitri, Normalmente, almeno tre misurazioni di Va ciascuna a
differenti valori di P/Po sono richieste per la determina-
Vm = volume del gas adsorbito alla temperatura e alla zione dell'area superficiale
pressione standard per produrre un monostrato di adsorbimento del flussospecifica mediante la tecnica
eifargonoM
apparente sulla superficie del campione, in mil- o mediante adsorbimento volumetrico di gas(Metodo
di gas dinamico I)
ilareneG
lilitri, (Metodo
II). Comunque, in alcune circostanze descritte sotto,
C = costante relativa alla entalpia di adsorbimento puo© essere accettabile determinare l'area superficiale
ehcituecamraF
del gas adsorbito sul campione di polvere. specifica di una polvere da un valore singolo di Va
misurato ad un valore singolo di P/Po come 0,300 (cor-
emroF
Un valore di Va e© misurato in ciascuno di non meno di rispondente a 0,300 moli di azoto o ad una frazione
tre valori di P/Po. molare di Kripton pari a 0,001038), usando la seguente
equazione per il calcolo di Vm:
Poi il valore BET
P
eiretaM
emirP
Vm Va 1 P
ÿ 3
2 ÿP
1 o
Va Po 113
ÿ
se il coefficiente di correlazione r della regressione giore dell'unita© . Queste circostanze possono essere veri-
lineare non e© inferiore a 0,9975; cioe© r2 non e© inferiore ficate confrontando i valori dell'area superficiale speci-
a 0,995. Dal tracciato lineare risultante, la pendenza, fica determinati con il metodo a punto singolo con
che e© uguale a (C-1)/VmC, e l'intercetta, che e© uguale a quelli determinati con il metodo a punto multiplo per
1/VmC, sono valutate con l'analisi di regressione le serie di campioni di polvere. Una stretta somiglianza
lineare. Da questi valori Vm e© calcolato come 1/(pen- tra i valori del punto singolo e i valori del punto multi-
ecidnI
denza + intercetta), mentre C e© calcolato come (pen- plo suggerisce che 1/C si avvicina a zero.
301
Area superficiale specifica mediante adsorbimento di gas
del campione, e© necessario rimuovere i gas e i vapori Pesare accuratamente una quantita© della polvere in
che possono essere fisicamente adsorbiti sulla superfi- esame in modo che la superficie totale del campione
cie dopo la produzione e durante il trattamento, maneg- sia almeno 1 m2 quando l'adsorbito e© l'azoto e 0,5 m2
giamento e conservazione. Se non si ottiene il degassa- quando l'adsorbito e© il kripton.
mento, l'area superficiale specifica puo© essere ridotta o
puo© essere variabile perchë un'area intermedia della III.2. MISURE
superficie e© ricoperta con le molecole dei gas o dei
vapori previamente adsorbiti. Le condizioni di degassa- Poichë la quantita© di gas adsorbito ad una data pres-
mento sono critiche per ottenere la precisione e l'accu- sione tende ad aumentare con l'abbassarsi della tempe-
ratezza richieste delle misure dell'area superficiale spe- ratura, le misure di adsorbimento sono fatte usual-
cifica delle preparazioni farmaceutiche a causa della mente ad una temperatura bassa. La misurazione e© ese-
superficie dei materiali. guita a 196 C, il punto di ebollizione dell'azoto
ÿ
liquido.
Condizioni. Si deve dimostrare che le condizioni di
degassamento danno tracciati BET riproducibili, un
peso costante della polvere in esame, e cambiamenti III.2.1. Metodo I: il metodo del flusso dinamico
fisici o chimici nella polvere in esame non rivelabili. III.2.1.1. Principio del metodo
Le condizioni di degassamento definite dalla tempera- Nel metodo del flusso dinamico (vedi Figura 2.9.26.-1),
tura, dalla pressione e dal tempo dovrebbero essere il gas adsorbito raccomandato e© azoto secco o kripton,
scelte in modo che la superficie originale del solido sia mentre l'elio e© impiegato come gas diluente, che non e©
riprodotta in modo il piu© possibile simile. Il degassa- adsorbito nelle condizioni raccomandate.
302
Area superficiale specifica mediante adsorbimento di gas
inoizircserP
Un minimo di tre miscele del gas adsorbito appropriato adsorbito per unita© di area del picco (l'aria puo© essere
ilareneG
con l'elio sono richieste entro l'intervallo P/Po com- usata al posto dell'azoto poichë ha la stessa condutti-
preso tra 0,05 e 0,30. vita© termica).
Il rivelatore-integratore del gas dovrebbe produrre un Usare una miscela di azoto/elio per una determina-
segnale che e© approssimativamente proporzionale al zione a punto singolo e diverse di tali miscele o due cor-
isilanA id
idoteM
volume del gas che lo attraversa in condizioni definite renti premiscelate di gas per una determinazione a
di temperatura e pressione. Per questo scopo, un rivela- punto multiplo.
tore di conduttivita© termica con un integratore elettro- Il calcolo e© essenzialmente lo stesso come per il metodo
nico e© uno fra i vari tipi adatti. Deve essere determinato volumetrico.
un minimo di tre punti entro l'intervallo raccomandato
irotinetnoC
/ ilairetaM
compreso tra 0,05 e 0,30 per P/Po. III.2.2. Metodo II: il metodo volumetrico
ivittaeR
spazio evacuato sopra la polvere campione previa-
mente degassata per dare una pressione equilibrata
definita P del gas. L'uso di un gas diluente come l'elio,
non e© percio© necessario, benchë l'elio possa essere
itnemogrA
ilareneG
impiegato per altri scopi, come per misurare il volume
vuoto.
Poichë e© impiegato solo gas puro adsorbito, invece di
una miscela di gas, effetti interferenti di diffusione ter-
mica in questo metodo sono evitati.
eifargonoM
ilareneG
III.2.2.2. Procedimento
Immettere una piccola quantita© di azoto secco nel tubo
ehcituecamraF
Figura 2.9.26.-1. Schema dell'apparecchiatura del campione per prevenire la contaminazione della super-
metodo a flusso dinamico ficie pulita, rimuovere il tubo campione, inserire la
emroF
chiusura e pesarlo. Calcolare il peso del campione.
III.2.1.2. Procedimento Connettere il tubo campione con l'apparecchio volume-
trico. Evacuare cautamente il campione ad una pres-
Una miscela nota di gas, usualmente azoto ed elio, e© sione di 2,66 Pa o meno.
fatta passare attraverso una cella a conduttivita© ter-
eiretaM
emirP
mica, attraverso il campione e di nuovo attraverso la Se il principio di impiego dello strumento richiede la
cella a conduttivita© termica e poi ad un potenziometro determinazione del volume vuoto nel tubo campione,
di registrazione. per esempio, con l'immissione di un gas non adsorbito,
come l'elio, questa procedura e© effettuata a questo
ehcituecamraF
il campione adsorbe azoto dalla fase mobile. Questo o meno. L'adsorbimento di azoto gassoso e© poi misu-
squilibra la cella a conduttivita© termica e si genera un rato come descritto sotto.
segnale su un registratore. Sollevare un recipiente Dewar contenente azoto liquido
Rimuovere dal liquido refrigerante; questo da© un picco a 196 C fino ad un punto definito sulla cella cam-
ehcitapoemO
inoizaraperP
di desorbimento uguale nell'area e in direzione opposta pione. Immettere un volume sufficiente di azoto gas-
al picco di adsorbimento. Poichë questo e© definito soso per dare una pressione relativa P/Po uguale a
meglio del picco di adsorbimento, e© l'unico usato per 0,10 0,02. Misurare il volume adsorbito Va. Ripetere
6
Per effettuare la taratura, iniettare nel sistema aria suf- e 0,30 0,02.
6
ecidnI
ficiente per dare un picco di grandezza simile al picco E' richiesto un minimo di tre punti. Possono essere
di desorbimento e per ottenere la proporzione di gas effettuate misure aggiuntive specialmente in quelle rare
303
Saggio per la massa o il volume rilasciabile di preparazioni liquide e semi-solide
occasioni in cui si e© ottenuta una non-linearita© ad un 2.9.27. UNIFORMITAé DI MASSA DELLE DOSI
regione non sono raccomandati. Il saggio per la linea- Il saggio seguente e© rivolto alle forme farmaceutiche orali
rita© , il trattamento dei dati e il calcolo dell'area superfi- come granuli, polveri per uso orale e liquidi per uso orale,
ciale specifica del campione sono descritti sopra. che sono forniti in contenitori multidose dotati di un
dispositivo di misurazione integrale.
IV. MATERIALI DI RIFERIMENTO Pesare individualmente venti dosi prese a caso da uno o
piu© contenitori con il dispositivo di misurazione inte-
Verificare periodicamente la funzionalita© dell'apparec- grale e determinare le masse individuali e medie. Non
chio usando materiali di riferimento appropriati di area piu© di due delle masse individuali deviano dalla massa
superficiale nota che dovrebbero avere un'area superfi- media di piu© del 10 per cento e nessuna devia di piu© del
ciale specifica simile a quella del campione da esami- 20 per cento.
nare.
2.9.28. SAGGIO PER LA MASSA O IL VOLUME
RILASCIABILE DI PREPARAZIONI
LIQUIDE E SEMI-SOLIDE
304
3. Materiali usati nella
inoizircserP
ilareneG
fabbricazione di contenitori e
contenitori
isilanA id
idoteM
irotinetnoC
/ ilairetaM
3.1. Materiali usati nella fabbricazione di 3.2. Contenitori . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 357
contenitori . . . . . . . . . . . . . . . . . . 309
ivittaeR
itnemogrA
ilareneG
eifargonoM
ilareneG
ehcituecamraF
emroF
eiretaM
emirP
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
ehcitapoemO
inoizaraperP
ecidnI
3.1. Materiali usati nella
inoizircserP
ilareneG
fabbricazione di contenitori
isilanA id
idoteM
3.1. Materiali usati nella fabbricazione di 3.1.8. Olio di silicone usato come lubrifi-
contenitori . . . . . . . . . . . . . . . . . . 309 cante . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 335
irotinetnoC
/ ilairetaM
3.1.1. Materiali per contenitori per sangue 3.1.9. Silicone elastomero per chiusure e
umano e sue frazioni . . . . . . . . . . 309 tubolature . . . . . . . . . . . . . . . . . . 336
3.1.1.1. Materiali a base di polivinile cloruro 3.1.10. Materiali a base di polivinile cloruro
plastificato per contenitori per non plastificato per contenitori
sangue umano e sue frazioni . . . . 309 per soluzioni acquose non inietta-
3.1.1.2 Materiali a base di polivinile cloruro bili . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 338
ivittaeR
plastificato per tubi usati per la 3.1.11. Materiali a base di polivinile cioruro
trasfusione di sangue e sue frazioni 314 non plastificato per contenitori
3.1.3. Poliolefine . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 316 per forme farmaceutiche essiccate
3.1.4. Polietilene senza additivi per conteni- per somministrazione orale . . . . . 341
itnemogrA
tori per preparazioni parenterali 3.1.13. Additivi per plastica . . . . . . . . . . . . 344
ilareneG
ed oftalmiche . . . . . . . . . . . . . . . . 322 3.1.14. Materiali a base di polivinile cloruro
3.1.5. Polietilene con additivi per conteni- plastificato per contenitori per
tori per preparazioni parenterali ed soluzioni acquose per infusione
oftalmiche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 323 endovenosa . . . . . . . . . . . . . . . . . 347
eifargonoM
3.1.6. Polipropilene per contenitori e chiu- 3.1.15. Polietilene tereftalato per contenitori
ilareneG
sure per preparazioni parenterali per preparazioni per uso non
ed oftalmiche . . . . . . . . . . . . . . . . 328 parenterale . . . . . . . . . . . . . . . . . . 351
3.1.7. Etilene-vinile acetato copolimero per
contenitori e tubolature per prepa-
ehcituecamraF
razioni destinate alla nutrizione
emroF
parenterale totale . . . . . . . . . . . . . 333
eiretaM
emirP
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
ehcitapoemO
inoizaraperP
ecidnI
Materiali a base di polivinile cloruro plastificato per contenitori per sangue umano e sue frazioni
inoizircserP
PRODUZIONE
ilareneG
3.1. MATERIALI USATI NELLA FABBRI-
CAZIONE DI CONTENITORI
I materiali a base di polivinile cloruro plastificato sono
I materiali descritti in questo capitolo sono utilizzati prodotti con metodi di polimerizzazione che assicurano
per la produzione di contenitori per uso farmaceutico. un residuo di vinile cloruro inferiore a 1 ppm. Il metodo
utilizzato per la produzione e© validato per dimostrare
isilanA id
Possono anche essere usati per la produzione di stru-
idoteM
menti o parti di strumenti per uso medico-chirurgico. che il prodotto soddisfa al seguente saggio:
Materiali e polimeri diversi da quelli descritti in Farma- Vinile cloruro . Non piu© di 1 ppm, determinato con gas
copea possono essere utilizzati previa autorizzazione, cromatografia a spazio di testa (2.2.28), utilizzando
caso per caso, da parte dell'autorita© competente etere R come standard interno.
irotinetnoC
/ ilairetaM
responsabile dell'autorizzazione alla vendita della pre- Soluzione dello standard interno. Utilizzando una
parazione presente nel contenitore. microsiringa, iniettare 10 ml di etere R in 20,0 ml di
dimetilacetammide R, immergendo la punta dell'ago
nel solvente. Immediatamente prima dell'uso, diluire
3.1.1. MATERIALI PER CONTENITORI PER SAN- la soluzione a 1000 volte il suo volume con dimetilace-
tammide R.
ivittaeR
GUE UMANO E SUE FRAZIONI
NOTA: per materiali a base di polivinile cloruro plastifi- Soluzione in esame. Introdurre 1,000 g del materiale
cato utilizzati per contenitori per soluzioni acquose per in esame in un flaconcino da 50 ml ed aggiungere
infusione endovenosa, vedere paragrafo 3.1.14. 10,0 ml della soluzione dello standard interno.
Chiudere il flaconcino e fissare il tappo. Agitare, evi-
itnemogrA
ilareneG
I contenitori in plastica per la raccolta, conservazione e tando il contatto tra il tappo e il liquido. Porre il flacon-
somministrazione di sangue e delle sue frazioni pos- cino a b.m. a 60 1 C per 2 h.
6
sono essere fabbricati con uno o piu© polimeri, se neces- Soluzione madre di vinile cloruro. Preparare sotto cappa
sario con alcuni additivi. ventilata. Introdurre 50,0 ml di dimetilacetammide R
eifargonoM
Se una parte o tutto il contenitore e© costituito da mate- in un flaconcino da 50 ml, chiudere, fissare il tappo e
ilareneG
riale riportato in Farmacopea, la qualita© del materiale pesare con la precisione di 0,1 mg. Riempire una
e© controllata con i metodi indicati in quel testo (Vedere siringa di polietilene o di polipropilene da 50 ml con
3.1.1.1. Materiali a base di polivinile cloruro plastificato vinile cloruro R gassoso, lasciare che il gas rimanga a
per contenitori per sangue umano e sue frazioni). contatto con la siringa per circa 3 min, vuotare
ehcituecamraF
In normali condizioni di uso i materiali e i contenitori la siringa e riempirla di nuovo con 50 ml di vinile cloru-
ro R gassoso. Applicare alla siringa un ago ipodermico
emroF
prodotti con i suddetti materiali non rilasciano mono- e ridurre il volume di gas nella siringa da 50 ml a
meri, o altre sostanze, in quantita© tale da costituire un 25 ml. Iniettare lentamente i rimanenti 25 ml di vinile
pericolo e non portano neppure a modificazioni anor- cloruro nel flaconcino, agitando leggermente ed evi-
mali del sangue e sue frazioni. tando il contatto fra il liquido e l'ago. Pesare di nuovo
eiretaM
il flaconcino; l'aumento di massa e© di circa 60 mg
emirP
(1 ml della soluzione cos|© ottenuta contiene circa 1,2 g l
3.1.1.1. MATERIALI A BASE DI POLIVINILE CLO-
di vinile cloruro). Lasciare a riposo per 2 h. Conservare
RURO PLASTIFICATO PER CONTENITORI
ehcificepS
e contengono vari additivi, oltre a polimeri ad elevata cini da 50 ml. Chiudere i flaconcini e fissare i tappi.
massa molecolare ottenuti per polimerizzazione del Iniettare in cinque flaconcini, rispettivamente, 1 ml,
cloruro di vinile. 2 ml, 3 ml, 5 ml e 10 ml della soluzione standard di vinile
cloruro. Le sei soluzioni cos|© ottenute contengono,
I materiali a base di polivinile cloruro plastificato per rispettivamente, 0 g, circa 0,3 g, 0,6 g, 0,9 g,
l l l l
contenitori per il sangue umano e sue frazioni sono 1,5 g e 3 g di vinile cloruro. Agitare, evitando il con-
l l
ecidnI
definiti secondo la natura e le proporzioni delle tatto tra il tappo e il liquido. Porre i flaconcini a b.m. a
sostanze utilizzate nella loro produzione. 60 1 C per 2 h.
6
309
Materiali a base di polivinile cloruro plastificato per contenitori per sangue umano e sue frazioni
Il procedimento cromatografico puo© essere eseguito Il produttore del materiale deve essere in grado di
usando: dimostrare che la composizione qualitativa e quantita-
^ una colonna di acciaio inossidabile lunga 3 m e con tiva del campione sia soddisfacente per ogni lotto di
un diametro interno di 3 mm impaccata con terra produzione.
d'infusori silanizzata per gas cromatografia R
impregnata con il 5 per cento m/m di dimetilsteari-
lammide R e con il 5 per cento m/m di macro- CARATTERI
gol 400 R,
^ azoto per cromatografia R come gas di trasporto ad Polvere, palline, granuli o, dopo trasformazione,
una velocita© di 30 ml/min, lamine traslucide di spessore variabile o contenitori,
^ un rivelatore a ionizzazione di fiamma. incolori o giallo pallido con un leggero odore. Per com-
bustione produce un fumo nero e denso.
Mantenere la temperatura della colonna a 45 C, quella
della camera di iniezione a 100 C e quella del rivelatore
a 150 C. IDENTIFICAZIONE
Iniettare 1 ml dello spazio di testa di ciascun flacon-
cino. Calcolare il contenuto di vinile cloruro. Se necessario, prima dell'uso, tagliare i campioni del
. Un certo numero di additivi viene addizionato materiale da esaminare in pezzi della dimensione mas-
Additivi
ai polimeri per ottimizzare le loro caratteristiche chimi- sima su un lato non superiore a 1 cm.
che, fisiche e meccaniche e cos|© renderli piu© adatti A 2,0 g del materiale in esame aggiungere 200 ml
all'uso previsto. Tutti questi additivi sono scelti dalla di etere esente da perossidi R e scaldare a ricadere
lista seguente che specifica per ogni prodotto il quanti- per 8 h. Separare per filtrazione il residuo B e la solu-
tativo massimo permesso: zione A.
^ non piu© del 40 per cento di di(2-etilesil)ftalato
(additivo per plastica 01), Evaporare a secco la soluzione A a pressione ridotta su
^ non piu© dell'1 per cento di zinco ottanoato b.m. a 30 C. Disciogliere il residuo in 10 ml di tolue-
(zinco 2-etilesanoato) (additivo per plastica 02), ne R (soluzione A1). Disciogliere il residuo B in 60 ml
^ non piu© dell'1 per cento di calcio stearato o di di dicloroetano R, scaldando a ricadere su b.m. Filtrare.
zinco stearato o dell'1 per cento di una miscela Aggiungere la soluzione, goccia a goccia e agitando
dei due, energicamente, a 600 ml di eptano R scaldato quasi
all'ebollizione. Separare il coagulo B1 dalla soluzione
^ non piu© dell'1 per cento di N,N'-diaciletilendiam- organica per filtrazione a caldo. Lasciare raffreddare
mine (additivo per plastica 03), quest'ultima; separare il precipitato B2 che si forma e
^ non piu© del 10 per cento di uno dei due oli epossi- filtrare attraverso un filtro di vetro poroso tarato (40).
dati seguenti o non piu© del 10 per cento di una loro A. Disciogliere il coagulo B1 in 30 ml di tetraidrofura-
miscela: no R e aggiungere, poco per volta e agitando,
^ olio di soia epossidato (additivo per pla- 40 ml di etanolo R. Separare per filtrazione il pre-
stica 04), il cui titolo in ossigeno ossiranico e© cipitato B3 e seccare sotto vuoto su anidride fosfo-
compreso tra il 6 per cento e l'8 per cento e il rica R a una temperatura non superiore a 50 C.
cui indice di iodio non e© superiore a 6, Disciogliere pochi milligrammi di precipitato B3
^ olio di lino epossidato (additivo per pla- in 1 ml di tetraidrofurano R, mettere poche gocce
stica 05), il cui titolo in ossigeno ossiranico della soluzione ottenuta su una lamina di sodio
non e© superiore al 10 per cento e il cui indice cloruro ed evaporare a secco in stufa a 100-105 C.
di iodio non supera il 7. Esaminare mediante spettrofotometria di assorbi-
Quantita© molto piccole di antiossidanti aggiunti al mento infrarosso (2.2.24), in confronto con lo spet-
monomero vinile cloruro possono essere presenti nel tro ottenuto con polivinile cloruro SCR.
polimero. B. Esaminare il residuo C ottenuto nel saggio degli
Nessun additivo antiossidante puo© essere aggiunto al additivi per plastica 01, 04 e 05 mediante spettro-
polimero. fotometria di assorbimento infrarosso (2.2.24), in
Il blu ultramarino e© l'unico colorante che puo© essere confronto con lo spettro ottenuto con l'additivo
aggiunto. per plastica 01 SCR.
310
Materiali a base di polivinile cloruro plastificato per contenitori per sangue umano e sue frazioni
inoizircserP
SAGGI sodio nitrito R preparata di recente. Mescolare e
ilareneG
Se necessario, prima dell'uso, tagliare i campioni del lasciare a riposo per 1 min. Aggiungere 0,8 ml di
materiale da esaminare in pezzi della dimensione mas- una soluzione (25 g/l) di ammonio solfammato R.
sima su un lato non superiore a 1 cm. Lasciare a riposo per 1 min e aggiungere 2 ml di una
soluzione (5 g/l) di naftiletilendiammina dicloridrato R.
. Introdurre 5,0 g del materiale in esame in Dopo 30 min, l'eventuale colorazione della soluzione
isilanA id
idoteM
Soluzione S1
un matraccio da combustione. Aggiungere 30 ml di non e© piu© intensa di quella di una preparazione di riferi-
acido solforico R e scaldare fino ad ottenere una massa mento preparata contemporaneamente e nello stesso
sciropposa nera. Raffreddare ed aggiungere, con cau- modo utilizzando, al posto della fase acquosa, una
tela, 10 ml di idrogeno perossido soluzione concentra- miscela di 1 ml di una soluzione (0,01 g/l) di naftilam-
ta R. Scaldare leggermente. Lasciar raffreddare ed
irotinetnoC
mina R in acido cloridrico 0,1 M, 5 ml di acqua R e
/ ilairetaM
aggiungere 1 ml di idrogeno perossido soluzione concen- 4 ml di acido cloridrico 0,1 M (20 ppm).
trata R; ripetere alternando l'evaporazione e l'aggiunta . Esaminare mediante
di idrogeno perossido soluzione fino ad ottenere un Additivi per plastica 01, 04 e 05
ivittaeR
Soluzione S2 . Introdurre 25 g del materiale in esame in Soluzioni di riferimento. Preparare soluzioni con
un pallone di vetro borosilicato. Aggiungere 500 ml di 0,1 mg/ml di additivo per plastica 01 SCR, additivo per
acqua per preparazioni iniettabili R e coprire il collo del plastica 04 SCR e additivo per plastica 05 SCR rispetti-
pallone con un recipiente di vetro borosilicato. Scaldare vamente, in toluene R.
in autoclave a 121 2 C per 20 min. Lasciar raffred-
itnemogrA
ilareneG
6
dare e decantare la soluzione. Riportare il volume a Deporre sulla lastra, come una banda di 30 mm
500 ml. per 3 mm, 0,5 ml della soluzione A1, ottenuta durante
. La soluzione S2 e© limpida l'identificazione. Deporre sulla lastra 5 ml di ciascuna
soluzione di riferimento. Eluire per un percorso di
Aspetto della soluzione S 2
eifargonoM
. A 100 ml di soluzione S2, aggiun-
ilareneG
Acidita© o alcalinita©
gere 0,15 ml di BRP indicatore soluzione R. Non sono lastra. Esaminare alla luce ultravioletta a 254 nm e
necessari piu© di 1,5 ml di sodio idrossido soluzio- localizzare la zona corrispondente all'additivo per pla-
ne 0,01 M per far virare al blu l'indicatore. A 100 ml di stica 01 (Rf circa 0,4). Rimuovere l'area di gel di silice
soluzione S2 aggiungere 0,2 ml di metilarancio soluzio- corrispondente a questa zona e agitare con 40 ml di ete-
re R per 1 min. Filtrare, sciacquare con due porzioni,
ehcituecamraF
ne R. Perchë inizi il viraggio dell'indicatore da giallo ciascuna di 10 ml, di etere R, aggiungere i liquidi di
emroF
ad arancio non e© necessario piu© di 1,0 ml di acido clori- risciacquo al filtrato ed evaporare a secco. Il residuo C
drico 0,01 M. pesa non piu© di 40 mg.
Assorbanza (2.2.25). Evaporare a secco 100 ml di solu- Esporre la lastra ai vapori di iodio per 5 min. Esami-
zione S2. Disciogliere il residuo in 5,0 ml di esano R. nare il cromatogramma e localizzare la banda corri-
L'assorbanza, a lunghezza d'onda compresa tra spondente agli additivi per plastica 04 e 05 (Rf = 0).
eiretaM
emirP
250 nm e 310 nm, non e© superiore a 0,25. Prelevare l'area di gel di silice corrispondente a questa
Sostanze riducenti . Effettuare il saggio entro 4 h dalla banda. Allo stesso modo, prelevare un'area corrispon-
preparazione della soluzione S2. A 20,0 ml di soluzione dente di gel di silice come bianco. Agitare separata-
S2 aggiungere 1 ml di acido solforico diluito R e 20,0 ml mente entrambi i campioni per 15 min con 40 ml di
ehcituecamraF
inoizaraperP
per 3 min e raffreddare immediatamente. Aggiungere metanolo R. Filtrare, sciacquare con due porzioni, cia-
1 g di potassio ioduro R e titolare immediatamente con scuna di 10 ml, di metanolo R, aggiungere i liquidi di
sodio tiosolfato 0,01 M, usando 0,25 ml di amido solu- risciacquo al filtrato ed evaporare a secco. La diffe-
zione R, come indicatore. Effettuare una titolazione in renza fra le masse non e© superiore a 10 mg.
ehcitapoemO
li R. La differenza fra i volumi utilizzati nelle due tito- nuto durante l'identificazione e trattenuto sul filtro di
lazioni non e© superiore a 2,0 ml. vetro sinterizzato tarato (40) con etanolo R. Seccare a
. A 2,5 ml di soluzione A1, massa costante su anidride fosforica R e pesare il filtro.
Ammine aromatiche primarie
camente ed eliminare la fase superiore. Alla fase assorbimento infrarosso (2.2.24), in confronto con lo
acquosa aggiungere 0,4 ml di una soluzione (10 g/l) di spettro ottenuto con l'additivo per plastica 03 SCR.
311
Materiali a base di polivinile cloruro plastificato per contenitori per sangue umano e sue frazioni
Bario . Non piu© di 5 ppm di Ba, determinato mediante Soluzione di riferimento. Introdurre 2 ml di una solu-
spettrometria di emissione atomica in plasma di argon zione standard di stagno (Sn 5 ppm) R in un pallone da
(Metodo I, 2.2.22). 50 ml contenente 5 ml di una soluzione al 20 per cento
Soluzione in esame. Calcinare 1,0 g di materiale in V/V di acido solforico R e diluire a 50 ml con acqua R
esame in un crogiolo di silice. Riprendere il residuo immediatamente prima dell'uso.
con 10 ml di acido cloridrico R ed evaporare a secco a Effettuare la determinazione usando l'emissione dello
b.m. Riprendere il residuo con 20 ml di acido cloridri- stagno a 189,99 nm, valutando il fondo spettrale a
co 0,1 M. 190,10 nm.
Soluzione di riferimento. E' una soluzione contenente Verificare l'assenza di stagno nell'acido solforico usato.
0,25 ppm di bario preparata per diluizione di una solu- . Non piu© dello 0,2 per cento di Zn, determinato
zione standard di bario (Ba 50 ppm) R con acido clori-
Zinco
Verificare l'assenza di cadmio nell'acido cloridrico soluzione S2 a secco su b.m. ed essiccare in stufa a
usato. 100-105 C fino a massa costante. Effettuare un saggio
. Non piu© dello 0,07 per cento di Ca, determinato in bianco con 50,0 ml di acqua per preparazioni inietta-
bili R. Il residuo pesa non piu© di 7,5 mg (0,3 per cento)
Calcio
312
Materiali a base di polivinile cloruro plastificato per contenitori per sangue umano e sue frazioni
inoizircserP
. Se il contenitore in esame contiene una (2.2.25). Misurare l'assorbanza della solu-
ilareneG
Soluzione S3 Assorbanza
soluzione anticoagulante, vuotare il contenitore e zione S3 tra 230 nm e 360 nm, usando la soluzione di
lavare l'interno con 250 ml di acqua per preparazioni riferimento come liquido di compensazione. Alle lun-
iniettabili R a 20 1 C e scartare l'acqua di lavaggio
6 ghezze d'onda tra 230 nm e 250 nm, l'assorbanza non
prima di preparare la soluzione S3. Introdurre nel e© superiore a 0,30. Alle lunghezze d'onda tra 251 nm e
contenitore un volume di acqua per preparazioni inietta- 360 nm, l'assorbanza non e© superiore a 0,10.
isilanA id
idoteM
bili R corrispondente al volume della soluzione. . Usare, come solvente
Chiudere il contenitore e scaldarlo in autoclave in Additivo per plastica 01 estraibile
irotinetnoC
contenitore con acqua per preparazioni iniettabili R al
/ ilairetaM
suo volume nominale e omogeneizzare. Soluzione madre. Disciogliere 0,100 g di additivo per
Scaldare acqua per prepara- plastica 01 SCR nel solvente di estrazione e diluire a
Soluzione di riferimento.
ivittaeR
Sostanze riducenti . Immediatamente dopo la prepara- (a) Diluire 20,0 ml della soluzione madre a 100,0 ml
zione della soluzione S3, trasferire un volume corri- con il solvente di estrazione,
spondente all'8 per cento del volume nominale del con-
tenitore in un pallone di vetro borosilicato. Nello stesso (b) Diluire 10,0 ml della soluzione madre a 100,0 ml
tempo, preparare il bianco usando un uguale volume con il solvente di estrazione,
itnemogrA
di una soluzione di riferimento preparata di recente in
ilareneG
(c) Diluire 5,0 ml della soluzione madre a 100,0 ml con
un altro pallone di vetro borosilicato. Aggiungere, ad il solvente di estrazione,
ogni soluzione, 20,0 ml di potassio permangana- (d) Diluire 2,0 ml della soluzione madre a 100,0 ml
to 0,002 M e 1 ml di acido solforico diluito R. Lasciare con il solvente di estrazione,
a riposo proteggendo dalla luce per 15 min. A ciascuna
eifargonoM
soluzione aggiungere 0,1 g di potassio ioduro R. (e) Diluire 1,0 ml della soluzione madre a 100,0 ml con
ilareneG
Lasciare a riposo proteggendo dalla luce per 5 min e il solvente di estrazione.
titolare immediatamente con sodio tiosolfato 0,01 M, Misurare l'assorbanza (2.2.25) delle soluzioni standard
usando 0,25 ml di amido soluzione R, come indicatore. al massimo di assorbimento a 272 nm, usando il sol-
La differenza tra le due titolazioni non e© superiore
ehcituecamraF
a 2,0 ml. vente di estrazione come liquido di compensazione e
tracciare la curva dell'assorbanza in funzione della
emroF
Acidita© o alcalinita©. Ad un volume di soluzione S3, cor- concentrazione di additivo per plastica 01.
rispondente al 4 per cento della capacita© nominale del Procedimento di estrazione. Usando il deflussore e l'ago
contenitore, aggiungere 0,1 ml di fenolftaleina soluzio- o l'adattatore, riempire il contenitore vuoto con un
ne R. La soluzione rimane incolore. Aggiungere 0,4 ml volume uguale alla meta© del volume nominale con il
di sodio idrossido 0,01 M. La soluzione diventa rosa.
eiretaM
solvente di estrazione, precedentemente riscaldato a
emirP
Aggiungere 0,8 ml di acido cloridrico 0,01 M e 0,1 ml 37 C in un pallone ben chiuso. Espellere completa-
di metilarancio soluzione R. La soluzione e© arancio- mente l'aria dal contenitore e chiudere ermeticamente
rossa o rossa. il deflussore. Immergere il contenitore riempito in posi-
(2.4.4). 15 ml di soluzione S3 soddisfano al sag- zione orizzontale in un b.m. mantenuto a 37 1 C
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
Cloruri 6
gio limite dei cloruri (0,4 ppm). Preparare la soluzione per 60 1 min senza agitazione. Rimuovere il conteni-
6
standard usando una miscela di 1,2 ml di una soluzione tore dal b.m., invertirlo cautamente per dieci volte e
standard di cloruro (Cl 5 ppm) R e 13,8 ml di acqua R. trasferire il contenuto in un pallone di vetro. Misurare
(2.4.1). Diluire 5 ml di soluzione S3 a 14 ml immediatamente l'assorbanza al massimo di assorbi-
mento a 272 nm, usando il solvente di estrazione come
ehcitapoemO
Ammonio
soluzione S3 a secco a b.m. Essiccare in stufa da stica 01 in milligrammi per 100 ml di estratto dalla
100 C a 105 C fino a massa costante. Effettuare un curva di taratura. La concentrazione non e© superiore a:
saggio in bianco con 100 ml della soluzione di riferi- ^ 10 mg per 100 ml per contenitori con un volume
ecidnI
mento. Il residuo della soluzione S3 pesa non piu© di nominale maggiore di 300 ml ma non superiore a
3 mg, considerando il saggio in bianco. 500 ml;
313
Materiali a base di polivinile cloruro plastif. per appar. per la trasfusione di sangue e sue frazioni
^ 13 mg per 100 ml per contenitori con un volume Soluzione madre di vinile cloruro. Preparare sotto cappa
nominale maggiore di 150 ml ma non superiore a ventilata. Introdurre 50,0 ml di dimetilacetammide R in
300 ml; un flaconcino da 50 ml, chiudere il flaconcino, fissare
^ 14 mg per 100 ml per contenitori con un volume il tappo e pesare con la precisione di 0,1 mg. Riempire
nominale fino a 150 ml. una siringa di polietilene o di polipropilene da 50 ml
Quando i contenitori contengono una soluzione anticoa- con vinile cloruro R gassoso, lasciare che il gas rimanga
gulante, la soluzione soddisfa alla monografia su Solu- a contatto con la siringa per circa 3 min, vuotare la
zioni anticoagulanti e conservanti per sangue umano siringa e riempirla di nuovo con 50 ml di vinile cloru-
(0209) e al seguente saggio addizionale. ro R gassoso. Applicare alla siringa un ago ipodermico
(2.2.25). Misurare l'assorbanza della solu- e ridurre il volume di gas nella siringa da 50 ml a
Assorbanza
zione anticoagulante del contenitore tra 250 nm e 25 ml. Iniettare lentamente i rimanenti 25 ml di vinile
350 nm, usando, come liquido di compensazione, una cloruro nel flaconcino, agitando leggermente ed
soluzione anticoagulante con la stessa composizione evitando il contatto fra il liquido e l'ago. Pesare di
ma che non sia venuta a contatto con un materiale pla- nuovo il flaconcino; l'aumento di massa e© di circa
stico. L'assorbanza al massimo di assorbimento a 60 mg (1 ml della soluzione cos|© ottenuta contiene circa
280 nm non e© superiore a 0,5. 1,2 g di vinile cloruro). Lasciare riposare per 2 h.
l
USATI PER
PLASTIFICATO
LA TRASFUSIONE
PER
DI
TUBI
SAN-
di dimetilacetammide R.
GUE E SUE FRAZIONI Soluzioni di riferimento. Introdurre 10,0 ml della solu-
zione dello standard interno in ciascuno di sei flacon-
cini da 50 ml. Chiudere i flaconcini e fissare i tappi.
DEFINIZIONE Iniettare in cinque flaconcini, rispettivamente, 1 ml,
I materiali a base di polivinile cloruro plastificato per 2 ml, 3 ml, 5 ml e 10 ml della soluzione standard di vinile
apparati tubolari utilizzati per la trasfusione del sangue cloruro. Le sei soluzioni cos|© ottenute contengono,
e sue frazioni contengono non meno del 55 per cento rispettivamente, 0 g, circa 0,3 g, 0,6 g, 0,9 g,
l l l l
di polivinile cloruro plastificato con di(2-etilesil)ftalato 1,5 g e 3 g di vinile cloruro. Agitare, evitando il con-
l l
(additivo per plastica 01). tatto tra il tappo e il liquido. Porre i flaconcini a b.m. a
60 1 C per 2 h.
6
314
Materiali a base di polivinile cloruro plastif. per appar. per la trasfusione di sangue e sue frazioni
inoizircserP
CARATTERI di vetro borosilicato. Scaldare in autoclave a
ilareneG
121 2 C per 20 min. Lasciar raffreddare e decantare
6
Materiale praticamente incolore o giallo pallido, che si la soluzione e riportare il volume a 500 ml.
presenta sotto forma di polvere, palline, granuli o, dopo . La soluzione S2 e© limpida
trasformazione, tubi con un leggero odore. Per combu- Aspetto della soluzione S 2
isilanA id
idoteM
Additivo per plastica 01 . Esaminare mediante cromato-
grafia su strato sottile (2.2.27), usando una lastra di gel
IDENTIFICAZIONE di silice G R.
Se necessario, prima dell'uso, tagliare i campioni del Soluzione in esame. A 2,0 g del materiale in esame
irotinetnoC
aggiungere 200 ml di etere esente da perossidi R e scal-
/ ilairetaM
materiale da esaminare in pezzi della dimensione mas- dare a ricadere per 8 h. Separare il residuo e la solu-
sima su un lato non superiore a 1 cm. zione mediante filtrazione ed evaporare la soluzione a
A. A 0,5 g aggiungere 30 ml di tetraidrofurano R. secco a pressione ridotta su b.m. a 30 C. Disciogliere
Scaldare a b.m., agitando sotto cappa per 10 min. il residuo in 10 ml di toluene R.
Il materiale si scioglie completamente. Aggiungere, Soluzione di riferimento. Disciogliere 0,8 g di additivo
ivittaeR
agitando, metanolo R goccia a goccia. Si forma un per plastica 01 SCR in toluene R e diluire a 10 ml con
precipitato granulare. Filtrare ed essiccare il preci- lo stesso solvente.
pitato a 60 C. Esaminare il precipitato mediante
spettrofotometria di assorbimento infrarosso Deporre, separatamente, sulla lastra come una banda
(2.2.24). Disciogliere 50 mg in 2 ml di tetraidrofu- di 30 mm per 3 mm, 0,5 ml della soluzione in esame e
itnemogrA
ilareneG
rano R e versare su un vetrino. Seccare in stufa a 5 l della soluzione di riferimento. Eluire per un per-
m
80 C, staccare la pellicola e fissarla su un adatto corso di 15 cm usando toluene R. Seccare accurata-
supporto. Esaminare mediante spettrofotometria mente la lastra. Esaminare il cromatogramma ottenuto
di assorbimento infrarosso (2.2.24), in confronto alla luce ultravioletta a 254 nm e localizzare la zona
con lo spettro ottenuto con il polivinile cloru- corrispondente all'additivo per plastica 01. Rimuovere
eifargonoM
l'area di gel di silice corrispondente a questa zona e agi-
ilareneG
ro SCR.
tare con 40 ml di etere R. Filtrare senza perdite ed eva-
B. Esaminare il residuo ottenuto nel saggio ûAdditivo porare a secco. Il residuo non pesa piu© di 40 mg.
per plastica 01ý mediante spettrofotometria . Non piu© di 5 ppm di Ba, determinato mediante
di assorbimento infrarosso (2.2.24), in confronto Bario
ehcituecamraF
con lo spettro ottenuto con l'additivo per plasti- spettrometria atomica di emissione in plasma di argon
(Metodo I, 2.2.22).
emroF
ca 01 SCR.
Soluzione in esame. Calcinare 1,0 g di materiale in
esame in un crogiolo di silice. Riprendere il residuo
SAGGI con 10 ml di acido cloridrico R ed evaporare a secco su
b.m. Riprendere il residuo con 20 ml di acido clori-
Se necessario, prima dell'uso, tagliare i campioni del
eiretaM
drico 0,1 M.
emirP
materiale da esaminare in pezzi della dimensione mas- Soluzione di riferimento. Soluzione contenente
sima su un lato non superiore a 1 cm. 0,25 ppm di bario preparata per diluizione di una solu-
. Introdurre 5,0 g del materiale in esame in zione standard di bario (Ba 50 ppm) R con acido clori-
ehcituecamraF
Soluzione S1
ehcificepS
acido solforico R e scaldare fino ad ottenere una massa Effettuare la determinazione usando l'emissione del
sciropposa nera. Raffreddare ed aggiungere, con bario a 455,40 nm, fissando il fondo spettrale a
cautela, 10 ml di idrogeno perossido soluzione concen- 455,30 nm.
trata R. Scaldare leggermente. Lasciar raffreddare ed
Verificare l'assenza di bario nell'acido cloridrico usato.
ehcitapoemO
trata R; ripetere alternando l'evaporazione e l'aggiunta . Non piu© di 0,6 ppm di Cd, determinato
di idrogeno perossido soluzione fino ad ottenere un
Cadmio
un pallone di vetro borosilicato. Aggiungere 500 ml di soluzione all'1 per cento V/V di acido cloridrico R,
acqua R e coprire il collo del pallone con un recipiente filtrare e diluire il filtrato a 10,0 ml con lo stesso acido.
315
Poliolefine
Soluzioni di riferimento. Preparare le soluzioni di riferi- termostatico che mantenga la temperatura del liquido
mento utilizzando una soluzione standard di cadmio del recipiente a 37 1 C. Far circolare 250 ml di
6
(Cd 0,1 per cento) R diluita con una soluzione all'1 per acqua per preparazioni iniettabili R attraverso il sistema
cento V/V di acido cloridrico R. nella direzione usata per la trasfusione per 2 h alla velo-
Misurare l'assorbanza a 228,8 nm usando come sor- cita© di 1 litro all'ora (per esempio usando una pompa
gente di radiazione una lampada a catodo cavo al cad- peristaltica applicata mediante un tubo di gomma di
mio ed una fiamma aria-acetilene. silicone il piu© corto possibile). Raccogliere tutta la solu-
zione e lasciare raffreddare.
Verificare l'assenza di cadmio nell'acido cloridrico
usato. Aspetto della soluzione . La soluzione S3 e© limpida (2.2.1)
ed incolore (Metodo II, 2.2.2).
. Non piu© di 20 ppm di Sn, determinato
. A 25 ml di soluzione S3, aggiungere
Stagno
di argon (Metodo I, 2.2.22). 0,15 ml di BRP indicatore soluzione R. Non sono neces-
Soluzione in esame. Diluire la soluzione S1 dieci volte sari piu© di 0,5 ml di sodio idrossido soluzione 0,01 M
con acqua R immediatamente prima dell'uso. per far virare al blu l'indicatore. A 25 ml di soluzione
S3 aggiungere 0,2 ml di metilarancio soluzione R. Non
Soluzione di riferimento. Introdurre 2 ml di una solu- sono necessari piu© di 0,5 ml di acido cloridrico 0,01 M
zione standard di stagno (Sn 5 ppm) R in un pallone perchë inizi il viraggio dell'indicatore da giallo ad
tarato da 50 ml contenente 5 ml di una soluzione al arancio.
20 per cento V/V di acido solforico R e portare a 50 ml (2.2.25). Misurata tra 230 nm e 250 nm,
con acqua R immediatamente prima dell'uso. Assorbanza
316
Poliolefine
inoizircserP
PRODUZIONE ^ alchenammidi (non piu© dello 0,5 per cento),
ilareneG
Un certo numero di additivi sono addizionati al poli- ^ sodio silico-alluminato (non piu© dello 0,5 per cento),
mero per migliorare le sue caratteristiche chimiche, fisi- ^ silice (non piu© dello 0,5 per cento),
che e meccaniche e renderlo cos|© piu© adatto all'uso pre- ^ sodio benzoato (non piu© dello 0,5 per cento),
visto. Tutti questi additivi sono scelti dalla lista
isilanA id
^ esteriosalidiacidigrassi(nonpiu© dello0,5percento),
idoteM
seguente che specifica, per ciascun prodotto, il conte- ^ fosfato trisodico (non piu© dello 0,5 per cento),
nuto massimo consentito.
Le poliolefine possono contenere al massimo tre antios- ^ paraffina liquida (non piu© dello 0,5 per cento),
sidanti, uno o piu© lubrificanti o agenti antibloccanti ^ zinco ossido (non piu© dello 0,5 per cento),
irotinetnoC
come pure titanio diossido come agente opacizzante, ^ talco (non piu© dello 0,5 per cento),
/ ilairetaM
se il materiale deve proteggere dalla luce. ^ magnesio ossido (non piu© dello 0,5 per cento),
^ butilidrossitoluene (additivo per plastica 07) (non ^ calcio o zinco stearato o una miscela di entrambi
piu© dello 0,125 per cento), (non piu© dello 0,5 per cento),
^ pentaeritritile tetrakis[3-(3,5-di-tert-butil-4-idrossife- ^ titanio diossido (non piu© del 4 per cento).
ivittaeR
nil) propionato] (additivo per plastica 09) (non piu© Il produttore del materiale deve essere in grado di
dello 0,3 per cento), dimostrare che la composizione qualitativa e quantita-
^ 1,3,5-tris(3,5-di-tert-butil-4-idrossibenzil)-s-triazina- tiva del campione sia soddisfacente per ogni lotto di
2,4,6(1H,3H,5H)-trione (additivo per plastica 13) produzione.
(non piu© dello 0,3 per cento),
itnemogrA
ilareneG
^ ottadecile 3-(3,5-di-tert-butil-4-idrossifenil)propio-
nato (additivo per plastica 11) (non piu© dello CARATTERI
0,3 per cento), Polvere, palline, granuli o, dopo trasformazione,
^ etilene bis [3,3-bis[3-(1,1-dimetiletil)-4-idrossifenil] lamine di spessore variabile o contenitori. Materiale
eifargonoM
butanoato] (additivo per plastica 08) (non piu© dello praticamente insolubile in acqua, solubile a caldo negli
ilareneG
0,3 per cento), idrocarburi aromatici, praticamente insolubile in eta-
^ diottadecil disulfuro (additivo per plastica 15) (non nolo, in esano e in metanolo. Rammollisce a tempera-
piu© dello 0,3 per cento), ture comprese tra 65 C e 165 C. Brucia con una
fiamma blu.
ehcituecamraF
^ 2,2',2'',6,6',6''-esa-tert-butil-4,4',4''-[(2,4,6-trimetil-
1,3,5-benzenetriil)trismetilen]trifenolo (additivo
emroF
per plastica 10) (non piu© dello 0,3 per cento), IDENTIFICAZIONE
^ 2,2'-bis(ottadecilossi)-5,5'-spirobi(1,3,2-dioxafosfo- Se necessario, prima dell'uso, tagliare i campioni del
rinano) (additivo per plastica 14) (non piu© dello materiale da esaminare in pezzi della dimensione mas-
0,3 per cento),
eiretaM
sima su un lato non superiore a 1 cm.
emirP
^ didodecile-3,3'-tiodipropionato (additivo per pla- A. A0,25gaggiungere10 mlditoluene Rebollirearica-
stica 16) (non piu© dello 0,3 per cento), dere per circa 15 min. Deporre alcune gocce della
^ diottadecile-3,3'-tiodipropionato (additivo per pla- soluzione ottenuta su una finestra di sodio cloruro ed
stica 17) (non piu© dello 0,3 per cento),
ehcituecamraF
ehcificepS
317
Poliolefine
borosilicato con collo a smeriglio. Aggiungere 80 ml di ottenuto con il campione tipo e non deve superare il
toluene R e bollire a ricadere per 90 min agitando 5 per cento.
costantemente. Lasciar raffreddare a 60 C e aggiun- Alluminio estraibile . Non piu© di 1 ppm di Al estraibile,
gere, continuando l'agitazione, 120 ml di metanolo R. determinato mediante spettrometria di emissione
Filtrare la soluzione attraverso un filtro di vetro atomica in plasma di argon (Metodo I, 2.2.22).
poroso (16). Lavare la beuta e il filtro con 25 ml di una Soluzione in esame. Usare la soluzione S3.
miscela di 40 ml di toluene R e 60 ml di metanolo R, Soluzioni di riferimento. Preparare le soluzioni di
aggiungere i lavaggi al filtrato e diluire a 250 ml con la riferimento usando la soluzione standard di alluminio
stessa miscela di solventi. Preparare una soluzione (Al 200 ppm) R, diluita con acido cloridrico 0,1 M.
come bianco.
Effettuare la determinazione usando l'emissione del-
Soluzione S3 . Introdurre 100 g in una beuta di vetro l'alluminio a 396,15 nm, valutando il fondo spettrale a
borosilicato con collo a smeriglio. Aggiungere 250 ml 396,25 nm.
di acido cloridrico 0,1 M e bollire a ricadere per 1 h agi-
tando costantemente. Lasciar raffreddare e decantare Verificare l'assenza di alluminio nell'acido cloridrico
la soluzione. usato.
. La soluzione S1 e© limpida Titanio estraibile . Non piu© di 1 ppm di Ti estraibile,
Aspetto della soluzione S1
(2.2.1) e incolore (Metodo II, 2.2.2). determinato mediante spettrometria di emissione ato-
mica in plasma di argon (Metodo I, 2.2.22).
Acidita© o alcalinita©. A 100 ml di soluzione S1, aggiun- Soluzione in esame. Usare la soluzione S3.
gere 0,15 ml di BRP indicatore soluzione R. Non sono Soluzioni di riferimento. Preparare le soluzioni di
necessari piu© di 1,5 ml di sodio idrossido soluzio- riferimento usando la soluzione standard di titanio
ne 0,01 M per far virare al blu l'indicatore. A 100 ml di (Ti 100 ppm) R, diluita con acido cloridrico 0,1 M.
soluzione S1 aggiungere 0,2 ml di metilarancio soluzio-
ne R. Perchë inizi il viraggio dell'indicatore da giallo Effettuare la determinazione usando l'emissione del
ad arancio non e© necessario piu© di 1 ml di acido clori- titanio a 336,12 nm, valutando il fondo spettrale a
drico 0,01 M. 336,16 nm.
318
Poliolefine
inoizircserP
Verificare l'assenza di titanio nell'acido cloridrico ^ come rivelatore uno spettrofotometro regolato a
ilareneG
usato. 280 nm per le fasi mobili da 1 a 3, e regolato a
Zinco estraibile . Non piu© di 1 ppm di Zn estraibile, 270 nm per la fase mobile 4.
determinato mediante spettrometria di assorbimento Il sistema cromatografico deve assicurare:
atomico in plasma di argon (Metodo I, 2.2.23).
^ una risoluzione non inferiore a 8,0 tra i picchi cor-
isilanA id
idoteM
Soluzione in esame. Usare la soluzione S3. rispondenti all'additivo per plastica 07 e all'addi-
Soluzioni di riferimento. Preparare le soluzioni di tivo per plastica 08, con la fase mobile 1,
riferimento usando la soluzione standard di zinco ^ una risoluzione non inferiore a 2,0 tra i picchi cor-
(Zn 10 ppm) R, diluita con acido cloridrico 0,1 M. rispondenti all'additivo per plastica 09 e all'addi-
irotinetnoC
/ ilairetaM
Misurare l'assorbanza a 213,9 nm usando come sor- tivo per plastica 10, con la fase mobile 2,
gente di radiazione una lampada a catodo cavo allo
zinco ed una fiamma aria-acetilene. ^ una risoluzione non inferiore a 2,0 tra i picchi cor-
Verificare l'assenza di zinco nell'acido cloridrico usato. rispondenti all'additivo per plastica 11 e all'addi-
Metalli pesanti estraibili (2.4.8). Evaporare a b.m. 50 ml tivo per plastica 12, con la fase mobile 3,
^ una risoluzione non inferiore a 6,0 tra i due picchi
ivittaeR
di soluzione S3 a circa 5 ml e diluire a 20,0 ml con
acqua R. 12 ml della soluzione soddisfano al saggio principali (tempo di ritenzione approssimato di
limite A per i metalli pesanti (2,5 ppm). Preparare lo 3,5 e 5,8) nel cromatogramma ottenuto con l'addi-
standard usando 2,5 ml della soluzione standard di tivo per plastica 18, con la fase mobile 4.
piombo (Pb 10 ppm) R. Soluzione in esame S21. Evaporare a secco, sotto vuoto a
itnemogrA
ilareneG
Ceneri solforiche (2.4.14). Non superiori all'1,0 per 45 C, 50 ml della soluzione S2. Disciogliere il residuo
cento, determinate su 5,0 g. Questo limite non si applica in 5,0 ml di una miscela di volumi uguali di acetoni-
a materiale che e© stato opacizzato con titanio diossido. trile R e tetraidrofurano R. Preparare una soluzione in
bianco a partire dalla soluzione in bianco corrispon-
dente alla soluzione S2.
eifargonoM
SAGGI SUPPLEMENTARI
ilareneG
Soluzione in esame S22. Evaporare a secco, sotto vuoto a
Effettuare questi saggi, in tutto o in parte, soltanto se 45 C, 50 ml della soluzione S2. Disciogliere il residuo
richiesto dalla composizione riportata o dall'uso previsto in 5,0 ml di diclorometano R. Preparare una soluzione
per il materiale. in bianco a partire dalla soluzione in bianco corrispon-
ehcituecamraF
. Esaminare mediante cromato- dente alla soluzione S2.
emroF
Antiossidanti fenolici
grafia liquida (2.2.29) Soluzione in esame S23. Evaporare a secco, sotto vuoto a
Il procedimento cromatografico puo© essere eseguito 45 C, 50 ml della soluzione S2. Disciogliere il residuo
usando: in 5,0 ml di una miscela di volumi uguali di acetoni-
^ una colonna di acciaio inossidabile lunga 0,25 m trile R e una soluzione (10 g/l) di tert-butilidroperossi-
eiretaM
e con diametro interno di 4,6 mm impaccata do R in tetraidrofurano R. Chiudere la beuta e lasciare
emirP
con gel di silice ottadecilsililato per cromatogra- a riposo per 1 h. Preparare una soluzione in bianco
fia R (5 mm), usando il bianco della soluzione S2.
^ come fase mobile una delle quattro miscele Delle seguenti soluzioni di riferimento, preparare solo
ehcituecamraF
inoizaraperP
Fase mobile 1 ad una velocita© di flusso di 2 ml/min: fenolici riportati nella composizione della sostanza da
30 volumi di acqua R, 70 volumi di acetonitrile R, esaminare.
Fase mobile 2 ad unavelocita© di flusso di1,5 ml/min: Soluzione di riferimento (a). Disciogliere 25,0 mg di
10 volumi di acquaR,30 volumi ditetraidrofurano R, butilidrossitoluene SCR (additivo per plastica 07) e
ehcitapoemO
inoizaraperP
20 volumi di tetraidrofurano R, 80 volumi di acetoni- additivo per plastica 09 SCR e 60,0 mg di additivo per
trile R, plastica 10 SCR in 10,0 ml di una miscela di volumi
319
Poliolefine
uguali di acetonitrile R e tetraidrofurano R. Diluire della soluzione di riferimento (a) e anche 20 ml delle
2,0 ml a 50,0 ml con una miscela di volumi uguali di soluzioni di riferimento (d) o (e) oppure 20 ml per cia-
acetonitrile R e tetraidrofurano R. scuna delle soluzioni di riferimento (d) ed (e) .
Soluzione di riferimento (c). Disciogliere 60,0 mg di Se la sostanza in esame contiene uno o piu© dei seguenti
additivo per plastica 11 SCR e 60,0 mg di additivo per antiossidanti:
plastica 12 SCR in 10,0 ml di diclorometano R. Diluire
2,0 ml a 50,0 ml con diclorometano R. ^ additivo per plastica 09,
Soluzione di riferimento (d). Disciogliere 25,0 mg di ^ additivo per plastica 10,
additivo per plastica 07 SCR in 10,0 ml di una miscela ^ additivo per plastica 11,
di volumi uguali di acetonitrile R e tetraidrofurano R.
Diluire 2,0 ml a 50,0 ml con una miscela di volumi ^ additivo per plastica 12,
uguali di acetonitrile R e tetraidrofurano R.
Soluzione di riferimento (e). Disciogliere 60,0 mg di ^ additivo per plastica 13,
additivo per plastica 08 SCR in 10,0 ml di una miscela usare la fase mobile 2 e iniettare 20 l della soluzione in
m
Soluzione di riferimento (g). Disciogliere 60,0 mg di della corrispondente soluzione in bianco, 20 ml della
additivo per plastica 09 SCR in 10,0 ml di una miscela soluzione di riferimento (c) e 20 ml delle soluzioni di
di volumi uguali di acetonitrile R e tetraidrofurano R. riferimento (i) o (j) oppure 20 ml delle soluzioni di rife-
Diluire 2,0 ml a 50,0 ml con una miscela di volumi rimento (i) e (j).
uguali di acetonitrile R e tetraidrofurano R. Se la sostanza in esame contiene l'additivo per plastica
Soluzione di riferimento (h). Disciogliere 60,0 mg di 18, usare la fase mobile 4 e iniettare 20 l della solu-
m
additivo per plastica 10 SCR in 10,0 ml di una miscela zione in esame S23, 20 ml della corrispondente soluzione
di volumi uguali di acetonitrile R e tetraidrofurano R. in bianco e 20 ml della soluzione di riferimento (k).
Diluire 2,0 ml a 50,0 ml con una miscela di volumi In tutti i casi, registrare il cromatogramma per 30 min;
uguali di acetonitrile R e tetraidrofurano R. i cromatogrammi corrispondenti alle soluzioni in esa-
Soluzione di riferimento (i). Disciogliere 60,0 mg di me S21, S22 e S23 presentano solo picchi dovuti agli
additivo per plastica 11 SCR in 10,0 ml di diclorometa- antiossidanti contenuti nella composizione e picchi
no R. Diluire 2,0 ml a 50,0 ml con diclorometano R. minori presenti anche nei cromatogrammi corrispon-
Soluzione di riferimento (j). Disciogliere 60,0 mg di denti alle soluzioni in bianco. Le aree dei picchi delle
additivo per plastica 12 SCR in 10,0 ml di diclorome- soluzioni in esame S21, S22 e S23 sono minori delle aree
tano R. Diluire 2,0 ml a 50,0 ml con diclorometano R. dei picchi corrispondenti nei cromatogrammi ottenuti
Soluzione di riferimento (k). Disciogliere 20,0 mg di con le soluzioni di riferimento da (d) a (k).
additivo per plastica 18 SCR in 10,0 ml di una miscela . Esaminare mediante croma-
di volumi uguali di acetonitrile R e una soluzione
Antiossidanti non-fenolici
320
Poliolefine
inoizircserP
Soluzione di riferimento (m). Disciogliere 60 mg di addi- in una miscela di 35 volumi di toluene R e 65 volumi di
ilareneG
tivo per plastica 15 SCR in 10 ml di diclorometano R. etanolo R. Bollire a ricadere per 3 h. Lasciar raffred-
Diluire 2 ml della soluzione a 10 ml con diclorometano dare e filtrare se necessario.
acidificato R. Il procedimento cromatografico puo© essere eseguito
Soluzione di riferimento (n). Disciogliere 60 mg di addi- usando:
isilanA id
tivo per plastica 16 SCR in 10 ml di diclorometano R.
idoteM
^ una colonna di acciaio inossidabile lunga 0,25 m e
Diluire 2 ml della soluzione a 10 ml con diclorometano con diametro interno di 4,6 mm impaccata con gel
acidificato R. di silice amminopropilsililato per cromatografia R
Soluzione di riferimento (o). Disciogliere 60 mg di addi- (5 m),
m
irotinetnoC
tivo per plastica 17 SCR in 10 ml di diclorometano R. ^ come fase mobile una miscela di 11 volumi di eta-
/ ilairetaM
Diluire 2 ml della soluzione a 10 ml con diclorometano nolo R e 89 volumi di esano R ad una velocita© di
acidificato R. flusso di 2 ml/min,
Soluzione di riferimento (p). Disciogliere 60 mg di addi- ^ come rivelatore uno spettrofotometro regolato a
tivo per plastica 16 SCR e 60 mg di additivo per plasti- 227 nm.
ca 17 SCR in 10 ml di diclorometano R. Diluire 2 ml Iniettare 20 l di ciascuna soluzione. Registrare i cro-
ivittaeR
m
della soluzione a 10 ml con diclorometano acidificato R. matogrammi per 10 min. Quando i cromatogrammi
Deporre separatamente sulla lastra 20 ml della sono registrati nelle condizioni descritte, la risoluzione
soluzione in esame S24, 20 ml della soluzione di riferi- tra i picchi corrispondenti rispettivamente al ûdioloý e
mento (p) e 20 ml di ciascuna delle soluzioni di riferi- al diluente della soluzione di riferimento e© almeno 7.
itnemogrA
ilareneG
mento corrispondenti a tutti gli antiossidanti, fenolici Nel cromatogramma ottenuto con la soluzione in
e non-fenolici, dichiarati nella composizione tipo del esame, l'area del picco corrispondente al componente
materiale da esaminare. ``diolo'' dell'additivo per plastica 22 e© minore di quella
Eluire per un percorso di 18 cm usando esano R. del picco corrispondente nel cromatogramma ottenuto
con la soluzione di riferimento.
eifargonoM
Lasciar seccare la lastra. Eluire una seconda volta per
ilareneG
un percorso di 17 cm usando diclorometano R. Lasciar Ammidi e stearati . Esaminare mediante cromatografia
seccare la lastra ed esaminare alla luce ultravioletta a su strato sottile (2.2.27), usando due lastre del tipo
254 nm. Spruzzare con iodio soluzione alcoolica R lastra di gel di silice GF254 R.
ed esaminare alla luce ultravioletta a 254 nm dopo Soluzione in esame. Usare la soluzione S24 descritta nel
ehcituecamraF
10-15 min. Nessuna macchia del cromatogramma otte- saggio per gli antiossidanti non-fenolici.
emroF
nuto con la soluzione in esame S24 e© piu© intensa delle Soluzione di riferimento (q). Disciogliere 20 mg di
macchie, nelle posizioni corrispondenti, dei cromato- acido stearico (additivo per plastica 19 SCR) in 10 ml di
grammi ottenuti con le soluzioni di riferimento. diclorometano R.
Il saggio non e© valido se il cromatogramma ottenuto Soluzione di riferimento (r). Disciogliere 40 mg di
con la soluzione di riferimento (p) non presenta due oleammide (additivo per plastica 20 SCR) in 20 ml di
eiretaM
macchie nettamente separate.
emirP
diclorometano R.
Additivo per plastica 22 . Esaminare mediante cromato- Soluzione di riferimento (s). Disciogliere 40 mg di eru-
grafia liquida (2.2.29). cammide (additivo per plastica 21SCR) in 20 ml di diclo-
ehcituecamraF
ehcificepS
45 C, 25 ml della soluzione S2. Disciogliere il residuo Deporre sulle due lastre 10 l della soluzione S24.
in 10 ml di toluene R e 10 ml di una soluzione (10 g/l)
m
Deporre 10 ml della soluzione di riferimento (q) sulla
di tetrabutilammonio idrossido R in una miscela di prima lastra e 10 ml di ciascuna delle soluzioni di riferi-
35 volumi di toluene R e 65 volumi di etanolo R. mento (r) ed (s) sulla seconda lastra.
Bollire a ricadere per 3 h. Lasciar raffreddare e filtrare
ehcitapoemO
inoizaraperP
321
Polietilene senza additivi per contenitori per preparazioni parenterali ed oftalmiche
identica per posizione (Rf circa 0,5) ma non piu© intensa B. La sostanza in esame soddisfa al saggio per gli
della macchia nel cromatogramma ottenuto con la additivi presenti (vedere Saggi).
soluzione di riferimento (q).
Eluire la seconda lastra per un percorso di 13 cm
usando esano R. Eluire una seconda volta per un per- SAGGI
corso di 10 cm usando una miscela di 5 volumi di meta-
nolo R e 95 volumi di diclorometano R. Lasciar seccare Se necessario tagliare il materiale da esaminare in pezzi
la lastra. Spruzzare con una soluzione di 40 g/l di acido della dimensione massima su un lato di non piu© di 1 cm.
fosfomolibdico R in etanolo R. Scaldare in stufa a . Introdurre 25 g in un pallone di vetro
120 C fino a comparsa delle macchie. Qualunque mac- Soluzione S1
322
Polietilene senza additivi per contenitori per preparazioni parenterali ed oftalmiche
inoizircserP
zione R, come indicatore. Effettuare una titolazione in
ilareneG
3.1.5. POLIETILENE CON ADDITIVI PER CON-
bianco. La differenza tra i volumi utilizzati nelle due TENITORI PER PREPARAZIONI PARENTE-
isilanA id
Aggiungere 100 ml di esano R e bollire a ricadere per
idoteM
4 h con agitazione costante. Raffreddare in acqua Il polietilene con additivi si ottiene per polimerizza-
ghiacciata e filtrare rapidamente attraverso un filtro di zione dell'etilene sotto pressione in presenza di un cata-
vetro poroso (16) mantenendo la soluzione a 0 C lizzatore o per copolimerizzazione dell'etilene con non
(il tempo di filtrazione deve essere inferiore a 5 min; se piu© del 25 per cento di alcheni omologhi superiori
irotinetnoC
necessario la filtrazione puo© essere accelerata eserci-
/ ilairetaM
tando una pressione sulla soluzione). Evaporare a b.m. (da C3 a C10).
20 ml di filtrato in una capsula di vetro tarata.
Essiccare il residuo in stufa tra 100 C e 105 C per 1 h. PRODUZIONE
La massa del residuo ottenuto non deve differire di piu©
del 10 per cento da quella del residuo ottenuto con il Un certo numero di additivi sono addizionati al poli-
ivittaeR
campione tipo e non deve superare il 5 per cento. mero per migliorare le sue caratteristiche chimiche, fisi-
Additivi . Esaminare mediante cromatografia su strato che e meccaniche e renderlo cos|© piu© adatto all'uso pre-
sottile (2.2.27), usando una lastra di gel di silice G R. visto. Tutti questi additivi sono scelti dalla lista
Soluzione in esame. Evaporare a secco, sotto vuoto a seguente, che specifica per ciascun prodotto il conte-
nuto massimo consentito.
itnemogrA
45 C, 50 ml della soluzione S2. Disciogliere il residuo
ilareneG
in 5 ml di diclorometano R. Preparare una soluzione in Possono contenere al massimo tre antiossidanti, uno o
bianco dalla soluzione in bianco corrispondente alla piu© lubrificanti o agenti antibloccanti come pure titanio
soluzione S2. diossido come agente opacizzante, se il materiale deve
Soluzione di riferimento. Disciogliere 20 mg di additivo proteggere dalla luce.
eifargonoM
ilareneG
per plastica 15 SCR e 20 mg di additivo per plasti- ^ butilidrossitoluene (additivo per plastica 07) (non
ca 08 SCR in diclorometano R e diluire a 10 ml con lo piu© dello 0,125 per cento),
stesso solvente.
Deporre sulla lastra 10 ml di ciascuna soluzione. Eluire ^ pentaeritritile tetrakis[3-(3,5-di-tert-butil-4-idrossife-
nil) propionato] (additivo per plastica 09) (non piu©
ehcituecamraF
per un percorso di 13 cm usando esano R. Lasciar sec- dello 0,3 per cento),
care la lastra all'aria. Eluire una seconda volta per un
emroF
percorso di 10 cm usando una miscela di 5 volumi di ^ 1,3,5-tris(3,5-di-tert-butil-4-idrossibenzil)-s-triazin-
metanolo R e 95 volumi di diclorometano R. Lasciar sec- 2,4,6(1H,3H,5H)-trione (additivo per plastica 13)
care la lastra all'aria, spruzzare con una soluzione (non piu© dello 0,3 per cento),
(40 g/l) di acido fosfomolibdico R in etanolo R e scaldare
in stufa a 120 C fino a comparsa delle macchie nel cro- ^ ottadecile 3-(3,5-di(1,1-dimetiletil)-4-idrossifenil) pro-
eiretaM
pionato (additivo per plastica 11) (non piu© dello
emirP
matogramma ottenuto con la soluzione di riferimento.
Non compare alcuna macchia nel cromatogramma 0,3 per cento),
ottenuto con la soluzione in esame, ad eccezione di ^ etilenebis [3,3-bis[3-(1,1-dimetiletil)-4-idrossifenil]bu-
una macchia che puo© trovarsi sul fronte del solvente tanoato (additivo per plastica 08) (non piu© dello
ehcituecamraF
Ceneri solforiche (2.4.14). Non superiori allo 0,2 per cento, ^ didodecile-3,3'-tiodipropionato (additivo per pla-
determinate su 5,0 g. stica 16) (non piu© dello 0,3 per cento),
323
Polietilene senza additivi per contenitori per preparazioni parenterali ed oftalmiche
^ diottadecile-3,3'-tiodipropionato (additivo per pla- 1170 cm-1, 730 cm-1, 720 cm-1; lo spettro ottenuto e©
stica 17) (non piu© dello 0,3 per cento), identico a quello ottenuto con il materiale selezio-
^ tris (2,4-di-tert-butilfenil)fosfito (additivo per pla- nato come campione tipo. Se il materiale in esame
stica 12) (non piu© dello 0,3 per cento). si presenta sotto forma di lamine, lo spettro puo©
Il totale degli additivi antiossidanti sopra elencati non essere ottenuto direttamente su un frammento di
supera lo 0,3 per cento dimensione appropriata.
^ idrotalcite (non piu© dello 0,5 per cento), B. Soddisfa ai saggi supplementari corrispondenti agli
^ alcanammidi (non piu© dello 0,5 per cento), additivi presenti (vedere Saggi).
^ alchenammidi (non piu© dello 0,5 per cento), C. In un crogiolo di platino mescolare circa 20 mg con
^ sodio silico-alluminato (non piu© dello 0,5 per cento), 1 g di potassiosolfatoacidoRe scaldare finoafusione
^ silice (non piu© dello 0,5 per cento), completa. Lasciar raffreddare ed aggiungere 20 ml
^ sodio benzoato (non piu© dello 0,5 per cento), di acido solforico diluito R. Scaldare leggermente.
Filtrare la soluzione ottenuta. Aggiungere al filtrato
^ esteriosalidiacidigrassi(nonpiu© dello0,5 percento), 1 ml di acido fosforico R e 1 ml di idrogeno perossido
^ fosfato trisodico (non piu© dello 0,5 per cento), soluzione concentrata R. Se la sostanza e© opacizzata
^ paraffina liquida (non piu© dello 0,5 per cento), con titanio diossido, si sviluppa una colorazione
^ zinco ossido (non piu© dello 0,5 per cento), giallo-arancio.
^ magnesio ossido (non piu© dello 0,2 per cento),
^ calcio o zinco stearato o una miscela di entrambi SAGGI
(non piu© dello 0,5 per cento),
^ titanio diossido (non piu© del 4 per cento) solo per Se necessario tagliare il materiale da esaminare in pezzi
materiali per contenitori per uso oftalmico. della dimensione massima su un lato di non piu© di 1 cm.
Il produttore del materiale deve essere in grado di . Introdurre 25 g in un pallone di vetro
dimostrare che la composizione qualitativa e quantita-
Soluzione S1
324
Polietilene senza additivi per contenitori per preparazioni parenterali ed oftalmiche
inoizircserP
A 100 ml di soluzione S1, aggiun- Soluzione in esame. Usare la soluzione S3.
ilareneG
Acidita© o alcalinita©.
gere 0,15 ml di BRP indicatore soluzione R. Non sono Soluzioni di riferimento. Preparare le soluzioni di riferi-
necessari piu© di 1,5 ml di sodio idrossido soluzio- mento usando la soluzione standard di cromo
ne 0,01 M per far virare al blu l'indicatore. A 100 ml (Cr 100 ppm) R, diluita con una miscela di 2 volumi di
di soluzione S1 aggiungere 0,2 ml di metilarancio solu- acido cloridrico R e 8 volumi di acqua R.
isilanA id
zione R. Perchë inizi il viraggio dell'indicatore da giallo
idoteM
ad arancio non e© necessario piu© di 1,0 ml di acido clori- Effettuare la determinazione usando l'emissione del
drico 0,01 M. cromo a 205,55 nm, valutando il fondo spettrale a
205,50 nm.
Assorbanza (2.2.25). L'assorbanza della soluzione S1 Verificare l'assenza di cromo nell'acido cloridrico
misurata a lunghezze d'onda tra 220 nm e 340 nm non
irotinetnoC
usato.
/ ilairetaM
e© maggiore di 0,2.
. A 20 ml della soluzione S1 aggiun- Titanio estraibile . Non piu© di 1 ppm di Ti estraibile,
Sostanze riducenti
gere 1 ml di acido solforico diluito R e 20 ml di potassio determinato mediante spettrometria di emissione ato-
permanganato 0,002 M. Far bollire a ricadere per 3 min mica in plasma di argon (Metodo I, 2.2.22).
e raffreddare immediatamente. Aggiungere 1 g di Soluzione in esame. Usare la soluzione S3.
ivittaeR
potassio ioduro R e titolare immediatamente con sodio Soluzioni di riferimento. Preparare le soluzioni di riferi-
tiosolfato 0,01 M, usando 0,25 ml di amido soluzione R, mento usando la soluzione standard di titanio
come indicatore. Effettuare una titolazione in bianco. (Ti 100 ppm) R, diluita con acido cloridrico 0,1 M.
La differenza tra i volumi utilizzati nelle due titolazioni Effettuare la determinazione usando l'emissione del
non e© superiore a 0,5 ml.
itnemogrA
titanio a 336,12 nm, valutando il fondo spettrale a
ilareneG
Sostanze solubili in esano . Introdurre 10 g in una beuta 336,16 nm.
di vetro borosilicato con collo a smeriglio da 250 ml. Verificare l'assenza di titanio nell'acido cloridrico
Aggiungere 100 ml di esano R e bollire a ricadere usato.
per 4 h con agitazione costante. Raffreddare in acqua . Non piu© di 0,1 ppm di V estraibile,
eifargonoM
ghiacciata e filtrare rapidamente attraverso un filtro di
ilareneG
Vanadio estraibile
ehcituecamraF
20 ml di filtrato in una capsula di vetro borosilicato riferimento usando la soluzione standard di vanadio
emroF
tarata. Essiccare il residuo in stufa tra 100 C e 105 C (V 1 g/l) R, diluita con una miscela di 2 volumi di acido
per 1 h. La massa del residuo ottenuto non deve diffe- cloridrico R e 8 volumi di acqua R.
rire di piu© del 10 per cento da quella del residuo otte- Effettuare la determinazione usando l'emissione del
nuto con il campione tipo e non deve superare il 5 per vanadio a 292,40 nm, valutando il fondo spettrale a
cento. 292,35 nm.
eiretaM
emirP
Alluminio estraibile . Non piu© di 1 ppm di Al estraibile, Verificare l'assenza di vanadio nell'acido cloridrico
determinato mediante spettrometria di emissione ato- usato.
mica in plasma di argon (Metodo I, 2.2.22). . Non piu© di 1 ppm di Zn estraibile,
ehcituecamraF
ehcificepS
luminio a 396,15 nm, valutando il fondo spettrale a (Zn 10 ppm) R, diluita con acido cloridrico 0,1 M.
396,25 nm. Misurare l'assorbanza a 213,9 nm usando come sor-
Verificare l'assenza di alluminio nell'acido cloridrico gente di radiazione una lampada a catodo cavo allo
usato. zinco ed una fiamma aria-acetilene.
Cromo estraibile . Non piu© di 0,05 ppm di Cr estraibile, Zirconio estraibile . Non piu© di 0,1 ppm di Zr estraibile,
ecidnI
determinato mediante spettrometria di emissione ato- determinato mediante spettrometria di emissione ato-
mica in plasma di argon (Metodo I, 2.2.22). mica in plasma di argon (Metodo I, 2.2.22).
325
Polietilene senza additivi per contenitori per preparazioni parenterali ed oftalmiche
Soluzione in esame. Usare la soluzione S3. ^ una risoluzione non inferiore a 2,0 tra i picchi
Soluzioni di riferimento. Preparare le soluzioni di riferi- corrispondenti all'additivo per plastica 11 e al-
mento usando la soluzione standard di zirconio l'additivo per plastica 12, con la fase mobile 3.
(Zr 1 g/l) R, diluita con una miscela di 2 volumi di Soluzione in esame S21. Evaporare a secco, sotto vuoto a
acido cloridrico R e 8 volumi di acqua R. 45 C, 50 ml della soluzione S2. Disciogliere il residuo
Effettuare la determinazione usando l'emissione dello in 5,0 ml di una miscela di volumi uguali di acetonitri-
zirconio a 343,82 nm, valutando il fondo spettrale a le R e tetraidrofurano R. Preparare una soluzione in
343,92 nm. bianco a partire dalla soluzione in bianco corrispon-
Verificare l'assenza di zirconio nell'acido cloridrico dente alla soluzione S2.
usato. Soluzione in esame S22. Evaporare a secco, sotto vuoto a
(2.4.8). Evaporare a b.m. 50 ml 45 C, 50 ml della soluzione S2. Disciogliere il residuo
Metalli pesanti estraibili
di soluzione S3 a circa 5 ml e diluire a 20,0 ml con in 5,0 ml di diclorometano R. Preparare una soluzione
acqua R. 12 ml della soluzione soddisfano al saggio in bianco a partire dalla soluzione in bianco corrispon-
limite A per i metalli pesanti (2,5 ppm). Preparare lo dente alla soluzione S2.
standard usando 2,5 ml della soluzione standard di Delle seguenti soluzioni di riferimento, preparare solo
piombo (Pb 10 ppm) R. quelle che sono necessarie per l'analisi degli antiossidanti
(2.4.14). Non superiori all'1,0 per fenolici riportati nella composizione della sostanza da
Ceneri solforiche
326
Polietilene senza additivi per contenitori per preparazioni parenterali ed oftalmiche
inoizircserP
Soluzione di riferimento (g). Disciogliere 60,0 mg di in esame S21 e S22 sono minori delle aree dei picchi cor-
ilareneG
additivo per plastica 09 SCR in 10,0 ml di una miscela rispondenti nei cromatogrammi ottenuti con le solu-
di volumi uguali di acetonitrile R e tetraidrofurano R. zioni di riferimento da (d) a (j).
Diluire 2,0 ml della soluzione a 50,0 ml con una miscela . Esaminare mediante croma-
di volumi uguali di acetonitrile R e tetraidrofurano R. Antiossidanti non-fenolici
isilanA id
Soluzione di riferimento (h). Disciogliere 60,0 mg di gel di silice GF254 R.
idoteM
additivo per plastica 10 SCR in 10,0 ml di una miscela Soluzione in esame S23. Evaporare a secco, sotto vuoto a
di volumi uguali di acetonitrile R e tetraidrofurano R. 45 C, 100 ml della soluzione S2. Disciogliere il residuo
Diluire 2,0 ml della soluzione a 50,0 ml con una miscela in 2 ml di diclorometano acidificato R.
di volumi uguali di acetonitrile R e tetraidrofurano R.
Soluzione di riferimento (k). Disciogliere 60 mg di addi-
irotinetnoC
/ ilairetaM
Soluzione di riferimento (i). Disciogliere 60,0 mg di tivo per plastica 14 SCR in diclorometano R e diluire a
additivo per plastica 11 SCR in 10,0 ml di diclorome- 10 ml con lo stesso solvente. Diluire 2 ml della solu-
tano R. Diluire 2,0 ml della soluzione a 50,0 ml con zione a 10 ml con diclorometano acidificato R.
diclorometano R.
Soluzione di riferimento (j). Disciogliere 60,0 mg di Soluzione di riferimento (l). Disciogliere 60 mg di addi-
tivo per plastica 15 SCR in diclorometano R e diluire a
ivittaeR
additivo per plastica 12 SCR in 10,0 ml di diclorometa- 10 ml con lo stesso solvente. Diluire 2 ml della solu-
no R. Diluire 2,0 ml della soluzione a 50,0 ml con diclo- zione a 10 ml con diclorometano acidificato R.
rometano R.
Soluzione di riferimento (m). Disciogliere 60 mg di
Se la sostanza in esame contiene l'additivo per pla- additivo per plastica 16 SCR in diclorometano R e diluire
stica 07 e/o l'additivo per plastica 08, usare la fase a 10 ml con lo stesso solvente. Diluire 2 ml della solu-
itnemogrA
ilareneG
mobile 1 e iniettare 20 ml della soluzione in esame S21, zione a 10 ml con diclorometano acidificato R.
20 ml della corrispondente soluzione in bianco, 20 ml
della soluzione di riferimento (a) e anche 20 ml delle Soluzione di riferimento (n). Disciogliere 60 mg di addi-
soluzioni di riferimento (d) o (e) oppure 20 ml delle tivo per plastica 17 SCR in diclorometano R e diluire a
soluzioni di riferimento (d) ed (e). 10 ml con lo stesso solvente. Diluire 2 ml della solu-
eifargonoM
zione a 10 ml con diclorometano acidificato R.
ilareneG
Se la sostanza in esame contiene uno o piu© dei seguenti Soluzione di riferimento (o). Disciogliere 60 mg di addi-
antiossidanti: tivo per plastica 16 SCR e 60 mg di additivo per plasti-
^ additivo per plastica 09, ca 17 SCR in diclorometano R e diluire a 10 ml con lo
stesso solvente. Diluire 2 ml della soluzione a 10 ml
ehcituecamraF
^ additivo per plastica 10, con diclorometano acidificato R.
emroF
^ additivo per plastica 11, Deporre separatamente sulla lastra 20 ml della solu-
^ additivo per plastica 12, zione in esame S23, 20 ml della soluzione di riferimento
^ additivo per plastica 13, (o) e 20 ml delle soluzioni di riferimento corrispondenti
a tutti gli antiossidanti, fenolici e non-fenolici,
usare la fase mobile 2 e iniettare 20 ml della soluzione in dichiarati nella composizione tipo del materiale da
eiretaM
emirP
esame S21, 20 ml della corrispondente soluzione in esaminare.
bianco, 20 ml della soluzione di riferimento (b) e 20 ml Eluire per un percorso di 18 cm usando esano R.
delle soluzioni di riferimento degli antiossidanti dell'e- Lasciar seccare la lastra. Eluire una seconda volta per
lenco precedente che sono riportati nella composizione. un percorso di 17 cm usando diclorometano R.
ehcituecamraF
inoizaraperP
di riferimento (i) o (j) oppure 20 ml delle soluzioni di delle macchie, nelle posizioni corrispondenti, dei cro-
riferimento (i) e (j). matogrammi ottenuti con le soluzioni di riferimento.
In tutti i casi, registrare i cromatogrammi per 30 min; Il saggio non e© valido se il cromatogramma ottenuto
i cromatogrammi corrispondenti alle soluzioni in con la soluzione di riferimento (o) non presenta due
esame S21 e S22 presentano solo picchi dovuti agli anti- macchie nettamente separate.
ossidanti contenuti nella composizione e picchi minori Ammidi e stearati . Esaminare mediante cromatografia
ecidnI
presenti anche nei cromatogrammi corrispondenti alle su strato sottile (2.2.27), usando due lastre del tipo
soluzioni in bianco. Le aree dei picchi delle soluzioni lastre di gel di silice GF254 R.
327
Polipropilene per contenitori e chiusure per preparazioni parenterali ed oftalmiche
328
Polipropilene per contenitori e chiusure per preparazioni parenterali ed oftalmiche
inoizircserP
^ zinco ossido (non piu© dello 0,5 per cento), SAGGI
ilareneG
^ talco (non piu© dello 0,5 per cento), Se necessario tagliare il materiale da esaminare in pezzi
^ magnesio ossido (non piu© dello 0,2 per cento), della dimensione massima su un lato di non piu© di 1 cm.
^ calcio o zinco stearato o una miscela di entrambi Soluzione S1 . Utilizzare la soluzione S1 entro 4 h dalla
preparazione Introdurre 25 g in un pallone di vetro
isilanA id
idoteM
(non piu© dello 0,5 per cento), borosilicato con collo a smeriglio. Aggiungere 500 ml
^ titanio diossido (non piu© del 4 per cento) solo per di acqua per preparazioni iniettabili R e bollire a
materiali per contenitori per uso oftalmico. ricadere per 5 h. Lasciar raffreddare e decantare.
Conservare una porzione della soluzione per il saggio
Il produttore del materiale deve essere in grado di dell'aspetto della soluzione e filtrare la parte rimanente
irotinetnoC
/ ilairetaM
dimostrare che la composizione qualitativa e quantita- attraverso un filtro di vetro poroso (16).
tiva del campione tipo sia soddisfacente per ogni lotto . Introdurre 2,0 g in una beuta di vetro
di produzione. Soluzione S2
ivittaeR
gere, continuando l'agitazione, 120 ml di metanolo R.
Polvere, palline, granuli o, dopo trasformazione, Filtrare la soluzione attraverso un filtro di vetro
lamine traslucide di spessore variabile o contenitori. poroso (16). Lavare la beuta e il filtro con 25 ml di una
E' praticamente insolubile in acqua, solubile a caldo miscela di 40 ml di toluene R e 60 ml di metanolo R,
negli idrocarburi aromatici, praticamente insolubile in aggiungere i lavaggi al filtrato e diluire a 250,0 ml con
itnemogrA
ilareneG
etanolo, in esano e in metanolo. Rammollisce a tempe- la stessa miscela di solventi. Preparare una soluzione
rature superiori a circa 120 C. in bianco.
Soluzione S 3 . Introdurre 100 g in una beuta di vetro
IDENTIFICAZIONE borosilicato con collo a smeriglio. Aggiungere 250 ml
di acido cloridrico 0,1 M e bollire a ricadere per 1 h agi-
eifargonoM
ilareneG
Se necessario tagliare il materiale da esaminare in pezzi tando costantemente. Lasciar raffreddare e decantare
della dimensione massima su un lato di non piu© di 1 cm. la soluzione.
A. A 0,25 g aggiungere 10 ml di toluene R e bollire a Aspetto della soluzione . La soluzione S1 non e© piu© opa-
ricadere per circa 15 min. Deporre alcune gocce lescente della sospensione di riferimento II (2.2.1) ed e©
ehcituecamraF
della soluzione calda su un disco di sodio cloruro incolore (Metodo II, 2.2.2).
emroF
ed evaporare il solvente in stufa a 80 C. Esaminare . A 100 ml di soluzione S1, aggiun-
Acidita© o alcalinita©
mediante spettrofotometria di assorbimento infra- gere 0,15 ml di BRP indicatore soluzione R. Non sono
rosso (2.2.24). Lo spettro del materiale in esame necessari piu© di 1,5 ml di sodio idrossido soluzio-
presenta un certo numero di massimi, in partico- ne 0,01 M per far virare al blu l'indicatore. A 100 ml
lare a 1375 cm-1, 1170 cm-1, 995 cm-1, 970 cm-1. di soluzione S1 aggiungere 0,2 ml di metilarancio solu-
eiretaM
Lo spettro ottenuto e© identico a quello ottenuto zione R. Perchë inizi il viraggio dell'indicatore da giallo
emirP
con il materiale selezionato come campione tipo. ad arancio non e© necessario piu© di 1,0 ml di acido clori-
Se il materiale in esame si presenta sotto forma di drico 0,01 M.
lamine, l'identificazione puo© essere effettuata diret- (2.2.25). L'assorbanza della soluzione S1
tamente su un frammento di dimensione appro-
ehcituecamraF
Assorbanza
ehcificepS
Se la sostanza e© opacizzata con titanio diossido, si Sostanze solubili in esano . Introdurre 10 g in una beuta
sviluppa una colorazione giallo-arancio. di vetro borosilicato con collo a smeriglio da 250 ml.
329
Polipropilene per contenitori e chiusure per preparazioni parenterali ed oftalmiche
Aggiungere 100 ml di esano R e bollire a ricadere per Vanadio estraibile . Non piu© di 0,1 ppm di V estraibile,
4 h con agitazione costante. Raffreddare in acqua determinato mediante spettrometria di emissione
ghiacciata e filtrare rapidamente attraverso un filtro di atomica in plasma di argon (Metodo I, 2.2.22).
vetro poroso (16) mantenendo la soluzione a 0 C Soluzione in esame. Usare la soluzione S3.
(il tempo di filtrazione deve essere inferiore a 5 min; se Soluzioni di riferimento. Preparare le soluzioni di
necessario, la filtrazione puo© essere accelerata eserci- riferimento usando la soluzione standard di vanadio
tando una pressione sulla soluzione). Evaporare a b.m. (V 1 g/l) R, diluita con una miscela di 2 volumi di acido
20 ml di filtrato in una capsula di vetro borosilicato cloridrico R e 8 volumi di acqua R.
tarata. Essiccare il residuo in stufa tra 100 C e 105 C
per 1 h. La massa del residuo ottenuto non deve diffe- Effettuare la determinazione usando l'emissione del
rire di piu© del 10 per cento da quella del residuo otte- vanadio a 292,40 nm, valutando il fondo spettrale a
nuto con il campione tipo e non deve superare il 5 per 292,35 nm.
cento. Verificare l'assenza di vanadio nell'acido cloridrico
Alluminio estraibile . Non piu© di 1 ppm di Al estraibile, usato.
determinato mediante spettrometria di emissione ato- . Non piu© di 1 ppm di Zn estraibile,
mica in plasma di argon (Metodo I, 2.2.22).
Zinco estraibile
determinato mediante spettrometria di emissione ato- di soluzione S3 a circa 5 ml e diluire a 20,0 ml con
mica in plasma di argon (Metodo I, 2.2.22). acqua R. 12 ml della soluzione soddisfano al saggio
limite A per i metalli pesanti (2,5 ppm). Preparare lo
Soluzione in esame. Usare la soluzione S3. standard usando 2,5 ml della soluzione standard di
Soluzioni di riferimento. Preparare le soluzioni di piombo (Pb 10 ppm) R.
riferimento usando la soluzione standard di cromo Ceneri solforiche (2.4.14). Non superiori all'1,0 per
(Cr 100 ppm) R, diluita con una miscela di 2 volumi di cento, determinate su 5,0 g. Questo limite non si applica
acido cloridrico R e 8 volumi di acqua R. a materiale che e© stato opacizzato con titanio diossido.
Effettuare la determinazione usando l'emissione del
cromo a 205,55 nm, valutando il fondo spettrale a SAGGI SUPPLEMENTARI
205,50 nm.
Effettuare questi saggi, in tutto o in parte, soltanto se
Verificare l'assenza di cromo nell'acido cloridrico richiesto dalla composizione riportata per il materiale.
usato. . Esaminare mediante cromato-
. Non piu© di 1 ppm di Ti estraibile,
Antiossidanti fenolici
Titanio estraibile grafia liquida (2.2.29).
determinato mediante spettrometria di emissione Il procedimento cromatografico puo© essere eseguito
atomica in plasma di argon (Metodo I, 2.2.22). usando:
Soluzione in esame. Usare la soluzione S3. ^ una colonna di acciaio inossidabile lunga 0,25 m e
Soluzioni di riferimento. Preparare le soluzioni di con diametro interno di 4,6 mm impaccata con gel
riferimento usando la soluzione standard di titanio di silice ottadecilsililato per cromatografia R (5 mm),
(Ti 100 ppm) R, diluita con acido cloridrico 0,1 M. ^ come fase mobile una delle tre miscele seguenti:
Effettuare la determinazione usando l'emissione del Fase mobile 1 ad una velocita© di flusso di 2 ml/min:
titanio a 336,12 nm, valutando il fondo spettrale a 30 volumi di acqua R, 70 volumi di acetonitrile R,
336,16 nm. Fase mobile 2 ad una velocita© di flusso di1,5 ml/min:
Verificare l'assenza di titanio nell'acido cloridrico 10 volumi di acquaR,30 volumi di tetraidrofurano R,
usato. 60volumi di acetonitrileR,
330
Polipropilene per contenitori e chiusure per preparazioni parenterali ed oftalmiche
inoizircserP
Fase mobile 3 ad una velocita© di flusso di1,5 ml/min: e tetraidrofurano R. Diluire 2,0 ml della soluzione
ilareneG
5 volumi di acqua R, 45 volumi di 2-propanolo R, a 50,0 ml con una miscela di volumi uguali di acetoni-
50 volumi dimetanoloR, trile R e tetraidrofurano R.
^ come rivelatore uno spettrofotometro regolato a Soluzione di riferimento (e). Disciogliere 60,0 mg di
280 nm. additivo per plastica 08 SCR in 10,0 ml di una miscela
isilanA id
di volumi uguali di acetonitrile R e tetraidrofurano R.
idoteM
Il sistema cromatografico deve assicurare: Diluire 2,0 ml della soluzione a 50,0 ml con una miscela
^ una risoluzione non inferiore a 8,0 tra i picchi cor- di volumi uguali di acetonitrile R e tetraidrofurano R.
rispondenti all'additivo per plastica 07 e all'addi- Soluzione di riferimento (f). Disciogliere 60,0 mg di
tivo per plastica 08, con la fase mobile 1, additivo per plastica 13 SCR in 10,0 ml di una miscela
irotinetnoC
/ ilairetaM
^ una risoluzione non inferiore a 2,0 tra i picchi cor- di volumi uguali di acetonitrile R e tetraidrofurano R.
rispondenti all'additivo per plastica 09 e all'addi- Diluire 2,0 ml della soluzione a 50,0 ml con una miscela
tivo per plastica 10, con la fase mobile 2, di volumi uguali di acetonitrile R e tetraidrofurano R.
^ una risoluzione non inferiore a 2,0 tra i picchi cor- Soluzione di riferimento (g). Disciogliere 60,0 mg di
rispondenti all'additivo per plastica 11 e all'addi- additivo per plastica 09 SCR in 10,0 ml di una miscela
di volumi uguali di acetonitrile R e tetraidrofurano R.
ivittaeR
tivo per plastica 12, con la fase mobile 3. Diluire 2,0 ml della soluzione a 50,0 ml con una miscela
Soluzione in esame S21. Evaporare a secco, sotto vuoto a di volumi uguali di acetonitrile R e tetraidrofurano R.
45 C, 50 ml della soluzione S2. Disciogliere il residuo Soluzione di riferimento (h). Disciogliere 60,0 mg di
in 5,0 ml di una miscela di volumi uguali di acetonitri- additivo per plastica 10 SCR in 10,0 ml di una miscela
le R e tetraidrofurano R. Preparare una soluzione in
itnemogrA
di volumi uguali di acetonitrile R e tetraidrofurano R.
ilareneG
bianco a partire dalla soluzione in bianco corrispon- Diluire 2,0 ml della soluzione a 50,0 ml con una miscela
dente alla soluzione S2. di volumi uguali di acetonitrile R e tetraidrofurano R.
Soluzione in esame S22. Evaporare a secco, sotto vuoto a Soluzione di riferimento (i). Disciogliere 60,0 mg di
45 C, 50 ml della soluzione S2. Disciogliere il residuo additivo per plastica 11 SCR in 10,0 ml di dicloro-
eifargonoM
in 5,0 ml di diclorometano R. Preparare una soluzione metano R. Diluire 2,0 ml della soluzione a 50,0 ml con
ilareneG
in bianco a partire dalla soluzione in bianco corrispon- diclorometano R.
dente alla soluzione S2. Soluzione di riferimento (j). Disciogliere 60,0 mg di
Delle seguenti soluzioni di riferimento, preparare solo additivo per plastica 12 SCR in 10,0 ml di dicloro-
quelle che sono necessarie per l'analisi degli antiossidanti
ehcituecamraF
metano R. Diluire 2,0 ml della soluzione a 50,0 ml con
fenolici riportati nella composizione della sostanza da diclorometano R.
emroF
esaminare. Se la sostanza in esame contiene l'additivo per pla-
Soluzione di riferimento (a). Disciogliere 25,0 mg di stica 07 e/o l'additivo per plastica 08, usare la fase
butilidrossitoluene SCR (additivo per plastica 07) e mobile 1 e iniettare 20 ml della soluzione in esame S21,
60,0 mg di additivo per plastica 08 SCR in 10,0 ml di 20 ml della corrispondente soluzione in bianco e 20 ml
una miscela di volumi uguali di acetonitrile R e tetra- della soluzione di riferimento (a) e 20 ml della soluzione
eiretaM
emirP
idrofurano R. Diluire 2,0 ml della soluzione a 50,0 ml di riferimento (d) od (e) oppure 20 ml delle soluzioni di
con una miscela di volumi uguali di acetonitrile R e riferimento (d) ed (e).
tetraidrofurano R. Se la sostanza in esame contiene uno o piu© dei seguenti
antiossidanti:
ehcituecamraF
ehcificepS
additivo per plastica 09 SCR e 60,0 mg di additivo per ^ additivo per plastica 09,
plastica 10 SCR in 10,0 ml di una miscela di volumi ^ additivo per plastica 10,
uguali di acetonitrile R e tetraidrofurano R. Diluire
2,0 ml della soluzione a 50,0 ml con una miscela di ^ additivo per plastica 11,
volumi uguali di acetonitrile R e tetraidrofurano R.
ehcitapoemO
butilidrossitoluene SCR (additivo per plastica 07) in danti dell'elenco precedente che sono riportati nella
10,0 ml di una miscela di volumi uguali di acetonitrile R composizione.
331
Polipropilene per contenitori e chiusure per preparazioni parenterali ed oftalmiche
Se la sostanza in esame contiene l'additivo per plastica letta a 254 nm. Spruzzare con iodio soluzione
11 e/o l'additivo per plastica 12, usare la fase mobile 3 alcoolica R ed esaminare alla luce ultravioletta a
e iniettare 20 ml della soluzione in esame S22, 20 ml della 254 nm dopo 10-15 min. Qualsiasi macchia nel croma-
corrispondente soluzione in bianco, 20 ml della solu- togramma ottenuto con la soluzione in esame S23 non
zione di riferimento (c) e 20 ml della soluzione di riferi- e© piu© intensa delle macchie, nelle posizioni corrispon-
mento (i) o (j) oppure 20 ml delle soluzioni di riferi- denti, dei cromatogrammi ottenuti con le soluzioni di
mento (i) e (j). riferimento. Il saggio non e© valido se il cromatogramma
In tutti i casi, registrare i cromatogrammi per 30 min; ottenuto con la soluzione di riferimento (o) non pre-
i cromatogrammi corrispondenti alle soluzioni in senta due macchie nettamente separate.
esame S21 ed S22 presentano solo picchi dovuti agli anti- . Esaminare mediante cromatografia
ossidanti contenuti nella composizione e picchi minori
Ammidi e stearati
332
Etilene-vinile acetato copolimero per preparazioni destinate alla nutrizione parenterale totale
inoizircserP
^ calcio carbonato o potassio idrossido (non piu©
ilareneG
3.1.7. ETILENE-VINILE ACETATO COPOLIMERO
isilanA id
idoteM
DEFINIZIONE tiva del campione tipo sia soddisfacente per ogni lotto
di produzione.
L'etilene-vinile acetato copolimero, che soddisfi ai
requisiti riportati di seguito, e© adatto per la produzione CARATTERI
di contenitori e di apparati tubolari per preparazioni
irotinetnoC
/ ilairetaM
destinate alla nutrizione parenterale totale. Palline, granuli o, dopo trasformazione, lamine traslu-
L'etilene-vinile acetato copolimero si ottiene per copoli- cide o apparati tubolari di spessore variabile o cam-
merizzazione di miscele di etilene e di vinile acetato. pioni di oggetti finiti; praticamente insolubile in acqua,
Questo copolimero contiene una quantita© definita di solubile a caldo negli idrocarburi aromatici, pratica-
vinile acetato, di non piu© del 25 per cento per il mate- mente insolubile in etanolo, in metanolo e in esano che
discioglie, tuttavia, polimeri a bassa massa molecolare.
ivittaeR
riale da utilizzare per contenitori e di non piu© del Brucia con fiamma blu. La temperatura alla quale la
30 per cento per materiale da utilizzare per apparati sostanza rammollisce varia con il contenuto di vinile
tubolari. acetato; decresce da circa 100 C per contenuti di
basse percentuali fino a circa 70 C per contenuti del
itnemogrA
30 per cento.
ilareneG
PRODUZIONE
Un certo numero di additivi sono addizionati al poli- IDENTIFICAZIONE
mero per migliorare le sue caratteristiche chimiche, fisi-
che e meccaniche e renderlo cos|© piu© adatto all'uso pre- Se necessario, tagliare il materiale da esaminare in pezzi
eifargonoM
della dimensione massima su un lato di non piu© di 1 cm.
ilareneG
visto. Tutti questi additivi sono scelti dalla lista
seguente, che specifica per ciascun prodotto il conte- A 0,25 g aggiungere 10 ml di toluene R e bollire a rica-
nuto massimo consentito. dere per circa 15 min. Deporre alcune gocce della solu-
Il polietilene-vinile acetato puo© contenere non piu© di tre zione ottenuta su un disco di sodio cloruro ed evapo-
rare il solvente in stufa a 80 C. Esaminare mediante
ehcituecamraF
dei seguenti antiossidanti:
spettrofotometria di assorbimento infrarosso (2.2.24).
emroF
^ butilidrossitoluene (additivo per plastica 07) (non Lo spettro ottenuto mostra massimi di assorbimento
piu© dello 0,125 per cento), corrispondenti al vinile acetato-1nelle posizioni seguenti:
^ pentaeritritile tetrakis[3-(3,5-di-tert-butil-4-idrossife- 1740 cm , 1375 cm , 1240 cm , 1020 cm , 610 cm-1 e
-1 -1 -1
nil) propionato] (additivo per plastica 09) (non piu© massimi di assorbimento corrispondenti all'etilene
dello 0,2 per cento), nelle seguenti posizioni: da 2920 cm -1 a 2850 cm-1,
eiretaM
emirP
^ ottadecile 3-(3,5-di-tert-butil-4-idrossifenil) propio- 1470 cm-1, 1460 cm-1, 1375 cm-1, 730 cm-1, 720 cm-1.
nato (additivo per plastica 11) (non piu© dello 0,2 per Lo spettro ottenuto e© identico a quello ottenuto con il
cento), campione tipo fornito dal fabbricante. Se il materiale
in esame si presenta sotto forma di lamine, lo spettro
ehcituecamraF
^ tris (2,4-di^tert-butilfenil)fosfito (additivo per pla- puo© essere ottenuto direttamente su un frammento di
inoizaraperP
ehcificepS
stica 12) (non piu© dello 0,2 per cento), dimensione appropriata.
^ 2,2',2'',6,6',6''-esa-tert-butil-4,4',4''-[(2,4,6-trimetil-
1,3,5-benzenetriil)trismetilen]trifenolo (additivo SAGGI
per plastica 10) (non piu© dello 0,2 per cento),
ehcitapoemO
inoizaraperP
^ calcio o zinco stearato o una miscela di entrambi continuando l'agitazione, 120 ml di metanolo R.
(non piu© dello 0,5 per cento), Filtrare la soluzione attraverso un filtro di vetro
333
Etilene-vinile acetato copolimero per preparazioni destinate alla nutrizione parenterale totale
poroso (16). Lavare il pallone e il filtro con 25 ml di una metilpentano R. Lasciar seccare la lastra. Spruzzare
miscela di 40 ml di toluene R e 60 ml di metanolo R, con una soluzione (2 g/l) di diclorofenolindofenolo sale
aggiungere i lavaggi al filtrato e diluire a 250 ml con la sodico R in etanolo R e scaldare in stufa a 120 C per
stessa miscela di solventi. pochi minuti per intensificare le macchie. Qualsiasi
. Utilizzare entro 4 h dalla preparazione. macchia corrispondente all'additivo per plastica 19 nel
cromatogramma ottenuto con la soluzione in esame
Soluzione S 2
(2.2.1) ed incolore (Metodo II, 2.2.2). una soluzione (40 g/l) di acido fosfomolibdico R in eta-
. A 100 ml di soluzione S2, aggiun- nolo R. Scaldare in stufa a 120 C fino a comparsa delle
Acidita© o alcalinita©
gere 0,15 ml di BRP indicatore soluzione R. Non e© neces- macchie. Qualsiasi macchia corrispondente all'additivo
sario piu© di 1,0 ml di sodio idrossido 0,01 M per far per plastica 21 o all'additivo per plastica 20 nel
virare al blu l'indicatore. A 100 ml di soluzione S2 cromatogramma ottenuto con la soluzione in
aggiungere 0,2 ml di metilarancio soluzione R. Perchë esame non e© piu© intensa delle macchie corrispondenti
inizi il viraggio dell'indicatore da giallo ad arancio non dei cromatogrammi ottenuti con le soluzioni di riferi-
e© necessario piu© di 1,5 ml di acido cloridrico 0,01 M. mento (b) e (c) rispettivamente.
. Esaminare mediante cromato-
(2.2.25). L'assorbanza della soluzione S2
Antiossidanti fenolici
Assorbanza
grafia liquida (2.2.29).
misurata a lunghezze d'onda tra 220 nm e 340 nm non Soluzione in esame(a). Evaporare a secco, sotto vuoto a
e© superiore a 0,2. 45 C, 50 ml della soluzione S1. Disciogliere il residuo
Sostanze riducenti . A 20 ml della soluzione S2 aggiun- in 5,0 ml di una miscela di volumi uguali di acetoni-
gere 1 ml di acido solforico diluito R e 20 ml di potassio trile R e tetraidrofurano R.
permanganato 0,002 M. Far bollire a ricadere per Soluzione in esame (b). Evaporare a secco, sotto vuoto
3 min e raffreddare immediatamente. Aggiungere 1 g a 45 C, 50 ml della soluzione S1. Disciogliere il residuo
di potassio ioduro R e titolare immediatamente con in 5,0 ml di diclorometano R.
sodio tiosolfato 0,01 M, usando 0,25 ml di amido solu- Soluzione di riferimento (a). Disciogliere 25 mg di butili-
zione R, come indicatore. Effettuare una titolazione in drossitoluene SCR (additivo per plastica 07), 40 mg di
bianco. La differenza tra i volumi utilizzati nelle due additivo per plastica 10 SCR, 40 mg di additivo per pla-
titolazioni non e© superiore a 0,5 ml. stica 09 SCR e 40 mg di additivo per plastica 11 SCR
Ammidi e acido stearico . Esaminare mediante cromato- in 10 ml di una miscela di volumi uguali di
grafia su strato sottile (2.2.27), usando due lastre del acetonitrile R e tetraidrofurano R. Diluire 2 ml della
tipo lastra di gel di silice GF254 R. soluzione a 50,0 ml con una miscela di volumi uguali
Soluzione in esame. Evaporare a secco, sotto vuoto a di acetonitrile R e tetraidrofurano R.
45 C, 100 ml della soluzione S1. Disciogliere il residuo Soluzione di riferimento (b). Disciogliere 40 mg di addi-
in 2 ml di diclorometano acidificato R. tivo per plastica 11 SCR e 40 mg di additivo per plasti-
Soluzione di riferimento (a). Disciogliere 20 mg di acido ca 12 SCR in 10 ml di diclorometano R. Diluire 2 ml
stearico SCR (additivo per plastica 19) in 10 ml di diclo- della soluzione a 50,0 ml con diclorometano R.
rometano R. Il procedimento cromatografico puo© essere eseguito
Soluzione di riferimento (b). Disciogliere 40 mg di addi- usando:
tivo per plastica 20 SCR in 10 ml di diclorometano R. ^ una colonna di acciaio inossidabile lunga 0,25 m e
Diluire 1 ml della soluzione a 5 ml con diclorometano R. con diametro interno di 4,6 mm impaccata con gel
Soluzione di riferimento (c). Disciogliere 40 mg di addi- di silice ottadecilsililato per cromatografia R (5 mm),
tivo per plastica 21 SCR in 10 ml di diclorometano R. ^ come fase mobile ad una velocita© di flusso di
Diluire 1 ml della soluzione a 5 ml con diclorometano R 1,5 ml/min una delle due miscele seguenti:
Deporre separatamente 10 ml di ciascuna soluzione su Fase mobile 1: 10 volumi di acqua R, 30 volumi di
ciascuna delle due lastre. tetraidrofurano R, 60 volumi di acetonitrile R,
Eluire la prima lastra per un percorso di 10 cm usando Fase mobile 2: 5 volumi di acqua R, 45 volumi di
una miscela di 25 volumi di etanolo R e 75 volumi di tri- 2-propanolo R, 50 volumi di metanolo R,
334
Etilene-vinile acetato copolimero per preparazioni destinate alla nutrizione parenterale totale
inoizircserP
^ come rivelatore uno spettrofotometro regolato a zione non deve superare i 5 min. Evaporare a secco
ilareneG
280 nm. su b.m. 20 ml della soluzione. Essiccare a 100 C per
1 h. La massa del residuo non e© superiore a 40 mg
Usando la fase mobile 1, iniettare 20 ml della soluzione (2 per cento) per il copolimero da utilizzare per i conte-
in esame (a) e 20 ml della soluzione di riferimento (a). nitori e non e© superiore a 0,1 g (5 per cento) per il copo-
Il cromatogramma ottenuto con la soluzione in esame limero da utilizzare per gli apparati tubolari.
isilanA id
idoteM
(a) presenta solo i picchi principali corrispondenti ai (2.4.14). Non superiori all'1,2 per cento,
picchi del cromatogramma ottenuto con la soluzione
Ceneri solforiche
determinate su 5,0 g.
di riferimento (a) con un tempo di ritenzione superiore
a 2 min. DETERMINAZIONE QUANTITATIVA
irotinetnoC
Le aree dei picchi del cromatogramma ottenuto con la
/ ilairetaM
Introdurre da 0,250 g a 1,000 g della sostanza in esame,
soluzione in esame (a) non sono maggiori di quelle dei a seconda del contenuto di vinile acetato del copoli-
picchi corrispondenti del cromatogramma ottenuto mero in esame, in una beuta con collo a smeriglio da
con la soluzione di riferimento (a), ad eccezione del- 300 ml contenente un'ancoretta magnetica. Aggiungere
l'ultimo picco eluito nel cromatogramma ottenuto con 40 ml di xilene R. Bollire a ricadere e sotto agitazione
la soluzione di riferimento (a). per 4 h. Sotto continua agitazione, lasciar raffreddare
ivittaeR
Il saggio non e© valido se, con la fase mobile 1, il numero fino all'inizio della formazione di un precipitato prima
di piatti teorici calcolati per il picco corrispondente di aggiungere lentamente 25,0 ml di potassio idrossido
all'additivo per plastica 07 non e© almeno 2500 e la riso- soluzione alcolica R1. Bollire di nuovo a ricadere,
luzione tra i picchi corrispondenti all'additivo per pla- agitando, per 3 h. Lasciar raffreddare continuando ad
agitare, lavare il refrigerante con 50 ml di acqua R ed
itnemogrA
stica 09 e all'additivo per plastica 10 non e© almeno 2,0.
ilareneG
aggiungere 30,0 ml di acido solforico 0,05 M nella beuta.
Se il cromatogramma ottenuto con la soluzione in Trasferire il contenuto della beuta in un recipiente da
esame (a) presenta un picco con lo stesso tempo di 400 ml; lavare la beuta con due porzioni, ciascuna di
ritenzione dell'ultimo antiossidante eluito dalla solu- 50 ml, di una soluzione (200 g/l) di sodio solfato ani-
zione di riferimento (a), usare la fase mobile 2 nel modo dro R e con tre porzioni, ciascuna da 20 ml, di acqua R
eifargonoM
ed aggiungere tutti i liquidi di lavaggio al recipiente
ilareneG
seguente. contenente la soluzione iniziale. Titolare l'eccesso di
Iniettare 20 ml della soluzione in esame (b) e 20 ml della acido solforico con sodio idrossido 0,1 M determinando
soluzione di riferimento (b). Il cromatogramma otte- potenziometricamente (2.2.20) il punto finale della tito-
nuto con la soluzione in esame (b) presenta solo i picchi lazione. Effettuare una titolazione in bianco.
ehcituecamraF
principali corrispondenti ai picchi del cromatogramma 1 ml di acido solforico 0,05 M equivale a 8,609 mg di
emroF
ottenuto con la soluzione di riferimento (b) con un vinile acetato.
tempo di ritenzione superiore a 3 min.
Le aree dei picchi del cromatogramma ottenuto con la
soluzione in esame (b) non sono maggiori di quelle dei 3.1.8. OLIO DI SILICONE USATO COME LUBRI-
emirP
con la soluzione di riferimento (b).
Il saggio non e© valido se la risoluzione tra i picchi corri-
spondenti all'additivo per plastica 11 e all'additivo per
ehcituecamraF
ehcificepS
. Introdurre 5 g in un pallone
DEFINIZIONE
Sostanze solubili in esano
Raffreddare in acqua ghiacciata; si puo© formare un zione del diclorodimetilsilano e del clorotrimetilsilano.
gel. Adattare un manicotto di raffreddamento, riempito Esistono differenti gradi di polimerizzazione caratteriz-
con acqua ghiacciata, ad un filtro di vetro poroso (16) zati da un numero, posto dopo il nome, che indica la
collegato con un sistema che permette di esercitare viscosita© nominale.
pressione durante la filtrazione. Lasciare raffreddare il Gli oli di silicone usati come lubrificanti hanno un
filtro per 15 min. Filtrare la soluzione in esano appli- grado di polimerizzazione (n = 400 - 1200) tale che le
ecidnI
cando una pressione, controllata con un manometro, loro viscosita© cinematiche sono nominalmente com-
di 27 kPa e senza lavare il residuo; il tempo di filtra- prese tra 1000 mm2s-1 e 30000 mm2s-1.
335
Silicone elastomero per chiusure e tubolature
SAGGI DEFINIZIONE
. A 2,0 g aggiungere 25 ml di una miscela di Il silicone elastomero che soddisfa ai requisiti riportati
Acidita©
uguali volumi di etanolo R ed etere R, precedentemente di seguito e© idoneo per la produzione di chiusure e di
neutralizzata, 0,2 ml di blu bromotimolo soluzione R1 tubolature.
ed agitare. Non sono necessari piu© di 0,15 ml di sodio Il silicone elastomero si ottiene per reticolazione di un
idrossido 0,01 M per far virare al blu l'indicatore. polisilossano lineare costituito principalmente di unita©
dimetilsilossi con piccole quantita© di gruppi metilvinil-
(2.2.10). Determinare la viscosita© dinamica a silossi; le estremita© della catena sono bloccate da
gruppi trimetilsilossi o dimetilvinilsilossi.
Viscosita©
336
Silicone elastomero per chiusure e tubolature
inoizircserP
^ 2,4 - diclorobenzoile perossido o dicumile perossido Per raggiungere l'inizio del viraggio dell'indicatore da
ilareneG
oppureOO-(1,1-dimetiletil) O-isopropilmonoperossi- giallo ad arancio non e© necessario piu© di 1,0 ml di acido
carbonato o 2,5-bis[(1,1-dimetiletil)diossi]-2,5-dimeti- cloridrico 0,01 M.
lesanoperprodottifusi. Densita© relativa (2.2.5). Da 1,05 a 1,25, determinata uti-
oppure: lizzando un picnometro, con etanolo R come liquido di
isilanA id
^ per idrosililazione per mezzo di polisilossano con immersione.
idoteM
gruppi-SiH, utilizzando platino come catalizza- Sostanze riducenti . A 20 ml della soluzione S aggiun-
tore. gere 1 ml di acido solforico diluito R e 20 ml di potassio
In tutti i casi, si utilizzano additivi appropriati come permanganato 0,002 M. Lasciare a riposo per 15 min.
silice e a volte piccole quantita© di additivi organosilicici Aggiungere 1 g di potassio ioduro R e titolare immedia-
irotinetnoC
/ ilairetaM
( , -diidrossipolidimetilsilossano). tamente con sodio tiosolfato 0,01 M, usando 0,25 ml di
amido soluzione R, come indicatore. Effettuare una tito-
a x
ivittaeR
lubile in solventi organici, alcuni dei quali, per esempio Sostanze solubili in esano. Evaporare 25 ml della
cicloesano, esano e diclorometano, causano un rigon- soluzione ottenuta nel saggio per i composti fenilati in
fiamento reversibile del materiale. una capsula di vetro su b.m. e seccare in stufa da
100 C a 105 C per 1 h. Il residuo pesa non piu© di
15 mg (3 per cento).
itnemogrA
IDENTIFICAZIONE
ilareneG
Sostanze volatili . Pesare 10,0 g della sostanza preceden-
A. Esaminare mediante spettrofotometria di assorbi- temente conservata per 48 h in essiccatore su calcio clo-
mento infrarosso registrando lo spettro con il ruro anidro R. Scaldare in stufa a 200 C per 4 h, lasciar
metodo della riflessione multipla per solidi raffreddare in essiccatore e pesare nuovamente.
Per il silicone elastomero preparato usando i perossidi,
eifargonoM
(2.2.24), confrontando con lo spettro ottenuto con
ilareneG
silicone elastomero SCR. il contenuto di sostanza volatile non e© superiore allo
B. Scaldare 1,0 g in una provetta su piccola fiamma 0,5 per cento. Per il silicone elastomero preparato
fino a comparsa di fumi bianchi. Capovolgere la usando il platino, il contenuto di sostanza volatile non
provetta su una seconda provetta contenente 1 ml e© superiore al 2,0 per cento.
ehcituecamraF
di una soluzione (1 g/l) di acido cromotropico sale Oli minerali . Introdurre 2 g in una beuta da 100 ml con-
tenente 30 ml di una miscela di 5 volumi di ammonia-
emroF
sodico R in acido solforico R in modo che i fumi
raggiungano la soluzione. Agitare la seconda pro- ca R e 95 volumi di piridina R. Lasciare a riposo per
vetta per circa 10 s e scaldare a b.m. per 5 min. 2 h, agitando spesso. Decantare la soluzione in piridina
La soluzione e© violetta. ed esaminare alla luce ultravioletta a 365 nm.
C. 50 mg del residuo della combustione danno la rea- La fluorescenza non e© superiore a quella di una solu-
zione contenete 1 ppm di chinina solfato R in acido sol-
eiretaM
emirP
zione caratteristica dei silicati (2.3.1). forico 0,005 M esaminata nelle stesse condizioni.
Composti fenilati . Introdurre 2,0 g in un pallone di
SAGGI vetro borosilicato con collo a smeriglio ed aggiungere
ehcituecamraF
ehcificepS
Se necessario tagliare il materiale da esaminare in pezzi Raffreddare, poi filtrare rapidamente attraverso un
della dimensione massima su un lato di non piu© di 1 cm. filtro di vetro poroso (16). Raccogliere il filtrato e
Soluzione S . Introdurre 25 g in un pallone di vetro chiudere il recipiente per evitare l'evaporazione.
borosilicato con collo a smeriglio. Aggiungere 500 ml L'assorbanza (2.2.25), misurata alle lunghezze d'onda
di acqua R e bollire a ricadere per 5 h. Lasciar raffred- tra 250 nm e 340 nm, non e© superiore a 0,4.
ehcitapoemO
inoizaraperP
per far virare al blu l'indicatore. Ad altri 100 ml di solu- per 16 h. Filtrare rapidamente, raccogliendo il filtrato
zione S aggiungere 0,2 ml di metilarancio soluzione R. in un pallone con collo a smeriglio. Sostituire l'aria nel
337
Materiali a base di polivinile cloruro non-plastificato per soluzioni acquose non iniettabili
contenitore con azoto esente da ossigeno R, introdurre zioni solide per somministrazione orale e in alcuni casi,
1 ml di una soluzione (200 g/l) di sodio ioduro R in sottoposti a speciali studi di compatibilita© del conteni-
acido acetico anidro R, chiudere il pallone, agitare accu- tore con il suo contenuto, questi materiali sono idonei
ratamente e lasciare a riposo per 30 min al riparo dalla per la fabbricazione di contenitori per supposte. Sono
luce. Aggiungere 50 ml di acqua R e titolare immediata- costituiti da uno o piu© poli(vinile cloruro/vinile acetato)
mente con sodio tiosolfato 0,01 M, usando 0,25 ml di o da una miscela di polivinile cloruro e polivinile ace-
amido soluzione R come indicatore. Effettuare una tito- tato o da polivinile cloruro.
lazione in bianco. La differenza tra i volumi utilizzati Contengono non piu© di 1 ppm di vinile cloruro.
nelle due titolazioni non e© superiore a 2,0 ml (0,08 per
cento calcolato come diclorobenzoile perossido). Il contenuto di cloro espresso come polivinile cloruro
Il silicone elastomero preparato usando il platino soddisfa non e© inferiore all'80 per cento.
al saggio supplementare seguente: Possono contenere non piu© del 15 per cento di copoli-
. Calcinare, in un crogiolo di quarzo, 1,0 g di meri a base di acido acrilico e/o metacrilico e/o loro
esteri, e/o stirene e/o butadiene.
Platino
perossidi oppure il platino. Soluzione madre di vinile cloruro. Preparare sotto cappa
ventilata. Introdurre 50,0 ml di dimetilacetammide R in
un flaconcino da 50 ml, chiudere, fissare il tappo e
3.1.10. MATERIALI A BASE DI POLIVINILE CLO-
pesare con la precisione di 0,1 mg. Riempire una siringa
RURO NON-PLASTIFICATO PER CONTE-
di polietilene o di polipropilene da 50 ml con vinile clo-
NITORI PER SOLUZIONI ACQUOSE NON
ruro R gassoso, lasciare che il gas rimanga a contatto
INIETTABILI
con la siringa per circa 3 min, vuotare la siringa e riem-
pirla di nuovo con 50 ml di vinile cloruro R gassoso.
DEFINIZIONE Applicare alla siringa un ago ipodermico e ridurre il
volume di gas nella siringa da 50 ml a 25 ml. Iniettare
I materiali a base di polivinile cloruro non-plastificato lentamente questi 25 ml di vinile cloruro nel flaconcino,
che soddisfano ai requisiti seguenti sono idonei per la agitando leggermente ed evitando il contatto fra il
fabbricazione di contenitori per soluzioni acquose liquido e l'ago. Pesare di nuovo il flaconcino;
non-iniettabili. Possono anche essere usati per formula- l'aumento di massa e© di circa 60 mg (1 ml della soluzione
338
Materiali a base di polivinile cloruro non-plastificato per soluzioni acquose non iniettabili
inoizircserP
cos|© ottenuta contiene circa 1,2 g di vinile cloruro). ^ non piu© dell'1 per cento di 2,4-dinonilfenile fosfito,
ilareneG
l
isilanA id
di dimetilacetammide R.
idoteM
Soluzioni di riferimento. Introdurre 10,0 ml della solu- ^ non piu© dello 0,25 per cento di stagno come di(isoot-
zione dello standard interno in ciascuno di sei flacon- til) 2,2'-[(diottilstannilene)bis(tio)]diacetato conte-
cini da 50 ml. Chiudere i flaconcini e fissare il tappo. nente circa il 27 per cento di tri(isoottil) 2,2',2''-
Iniettare in cinque flaconcini, rispettivamente, 1 ml, [(monoottilstannilidene)tris(tio)]triacetato,
irotinetnoC
/ ilairetaM
2 ml, 3 ml, 5 ml e 10 ml della soluzione standard di vinile ^ non piu© dello 0,25 per cento di stagno come una
cloruro. Le sei soluzioni cos|© ottenute contengono, miscela contenente non piu© del 76 per cento di
rispettivamente, 0 g, circa 0,3 g, 0,6 g, 0,9 g,
l l l l di (isoottil) 2,2'-[(dimetilstannilene)bis(tio)]diace-
1,5 g e 3 g di vinile cloruro. Agitare, evitando il
l l tato e non piu© dell'85 per cento di tri(isoottil)
contatto tra il tappo e il liquido. Porre i flaconcini a 2,2',2''-[(monometilstannilidene)tris(tio)]triacetato;
b.m. a 60 1 C per 2 h.
ivittaeR
6 (isoottil e© per esempio 2-etilesil),
Il procedimento cromatografico puo© essere eseguito ^ non piu© dell'1 per cento di 1-fenileicosano-1,3-
usando: dione(benzoilstearoilmetano) oppure 2-(4-dodecil-
^ una colonna di acciaio inossidabile lunga 3 m e con fenil)indolo oppure didodecil 1,4-diidropiridina-
un diametro interno di 3 mm impaccata con terra
itnemogrA
2,6-dimetil-3,5-dicarbossilato o 1 per cento di una
ilareneG
d'infusori silanizzata per gas cromatografia R miscela di due di questi.
impregnata con il 5 per cento m/m di dimetilstearil-
ammide R e con il 5 per cento m/m di macrogol Possono contenere un colorante o un pigmento.
400 R, Possono essere opacizzati con titanio diossido.
eifargonoM
^ azoto per cromatografia R come gas di trasporto ad
ilareneG
una velocita© di 30 ml/min, Il produttore del materiale deve essere in grado di
^ un rivelatore a ionizzazione di fiamma. dimostrare che la composizione qualitativa e quantita-
tiva del campione tipo sia soddisfacente per ogni lotto
Mantenere la temperatura della colonna a 45 C, quella di produzione.
ehcituecamraF
della camera di iniezione a 100 C e quella del rivelatore
a 150 C.
emroF
Iniettare 1 ml dello spazio di testa di ciascun flaconcino. CARATTERI
Calcolare il contenuto di vinile cloruro. Polvere, palline, granuli, lamine di spessore variabile o
Per ottenere le caratteristiche meccaniche e di stabilita© campioni prelevati da oggetti finiti, insolubile in acqua,
richieste, i materiali a base di polivinile cloruro non- solubile in tetraidrofurano, scarsamente solubile in
eiretaM
emirP
plastificato possono contenere: diclorometano, insolubile in etanolo. Bruciano con
^ non piu© dell'8 per cento di olio di soia epossidato il una fiamma arancio-gialla orlata di verde, producendo
cui titolo in ossigeno ossiranico e© compreso tra il un fumo nero, denso.
6 per cento e l'8 per cento e il cui indice di iodio
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
non e© superiore a 6,
^ non piu© dell'1,5 per cento di sali di calcio o sali di IDENTIFICAZIONE
zinco di acidi grassi alifatici con piu© di sette atomi Disciogliere il residuo (A) (vedere Saggi: soluzione S2)
di carbonio o non piu© dell'1,5 per cento di una loro in 5 ml di tetraidrofurano R. Deporre alcune gocce della
miscela,
ehcitapoemO
inoizaraperP
^ non piu© dell'1,5 cento di esteri di macrogol, 1430 cm-1, 1330 cm-1 1255 cm-1, 690 cm-1, 615 cm-1.
ecidnI
339
Materiali a base di polivinile cloruro non-plastificato per soluzioni acquose non iniettabili
silicato con collo a smeriglio. Aggiungere 100 ml di 15 s e lasciare a riposo per 2 min. Preparare contempo-
acido cloridrico 0,1 M e bollire a ricadere per 1 h. raneamente una soluzione di riferimento nelle stesse
Lasciare raffreddare e lasciar sedimentare i solidi. condizioni utilizzando 0,1 ml di una soluzione standard
Aspetto della soluzione S1 . La soluzione S1 non e© piu© di stagno.
opalescente della sospensione di riferimento II (2.2.1) Qualsiasi colorazione violetta dello strato inferiore
ed e© incolore (Metodo II, 2.2.2). ottenuta con la soluzione S2 non e© piu© intensa di quella
(2.2.25). Evaporare a ottenuta con la soluzione di riferimento (0,25 per cento
di Sn). La colorazione grigio-blu della soluzione di diti-
Assorbanza della soluzione S1
340
Materiali a base di polivinile cloruro per forme farmaceutiche solide per somministrazione orale
inoizircserP
(2.4.8). 12 ml della soluzione S3 Il contenuto di cloro espresso come polivinile cloruro
ilareneG
Metalli pesanti estraibili
soddisfano al saggio limite A per i metalli pesanti non e© inferiore all'80 per cento.
(20 ppm). Preparare la soluzione standard usando Possono contenere non piu© del 15 per cento di copoli-
10 ml della soluzione standard di piombo (Pb 1 ppm) R. meri a base di acido acrilico e/o metacrilico e/o loro
. Determinare mediante spettrometria esteri, e/o stirene e/o butadiene.
isilanA id
Zinco estraibile
idoteM
Soluzione in esame. Soluzione S3 diluita dieci volte con PRODUZIONE
acqua R.
Soluzione di riferimento. Soluzione contenen- I materiali a base di polivinile cloruro non-plastificato
te 0,50 ppm di zinco preparata per diluizione di una sono ottenuti mediante metodi di polimerizzazione che
irotinetnoC
/ ilairetaM
soluzione standard di zinco (Zn 5 mg/ml) R con acido garantiscono un contenuto residuo di vinile cloruro
cloridrico 0,01 M. minore di 1 ppm. Il metodo di produzione utilizzato e©
validato per dimostrare che il prodotto soddisfa al sag-
Verificare l'assenza di zinco nell'acido cloridrico usato. gio seguente.
Esaminata a 214,0 nm, l'assorbanza della soluzione in . Non piu© di 1 ppm, determinato mediante
esame non e© superiore a quella della soluzione di riferi-
Vinile cloruro
ivittaeR
mento (100 ppm). etere R come standard interno.
Ceneri solforiche (2.4.14). Non superiori all'1,0 per cento, Soluzione dello standard interno. Utilizzando una micro-
determinate su 1,0 g. Quando il materiale e© opacizzato siringa, iniettare 10 ml di etere R in 20.0 ml di dimetil-
con titanio diossido, la quantita© di ceneri solforiche non acetammide R, immergendo la punta dell'ago nel
eccede il 4,0 per cento.
itnemogrA
solvente. Immediatamente prima dell'uso, diluire la
ilareneG
soluzione a 1000 volte il suo volume con dimetilace-
DETERMINAZIONE QUANTITATIVA tammide R.
Soluzione in esame. Introdurre 1,000 g del materiale in
Eseguire il metodo della combustione in ossigeno esame in un flaconcino da 50 ml ed aggiungere 10,0 ml
eifargonoM
(2.5.10) usando 50,0 mg del materiale da esaminare. della soluzione dello standard interno. Chiudere il fla-
ilareneG
Assorbire i prodotti di combustione in 20 ml di sodio concino e fissare il tappo. Agitare, evitando il contatto
idrossido 1 M. Alla soluzione ottenuta aggiungere tra il tappo e il liquido. Porre il flaconcino a b.m. a
2,5 ml di acido nitrico R, 10,0 ml di argento nitrato 60 1 C per 2 h.
6
0,1 M, 5 ml di ferro(-ico) ammonio solfato soluzione R2 Soluzione madre di vinile cloruro. Preparare sotto cappa
ehcituecamraF
ed 1 ml di dibutile ftalato R. Titolare con ammonio tio- ventilata. Introdurre 50,0 ml di dimetilacetammide R in
emroF
cianato 0,05 M fino a colorazione giallo-rossastra. un flaconcino da 50 ml, chiudere, fissare il tappo
Effettuare una determinazione in bianco. e pesare con la precisione di 0,1 mg. Riempire una
1 ml di argento nitrato 0,1 M equivale a 6,25 mg di poli- siringa di polietilene o di polipropilene da 50 ml con
vinile cloruro. vinile cloruro R gassoso, lasciare che il gas rimanga a
contatto con la siringa per circa 3 min, vuotare la
eiretaM
emirP
siringa e riempirla di nuovo con 50 ml di vinile cloruro R
3.1.11. MATERIALI A BASE DI POLIVINILE CLO-
gassoso. Applicare alla siringa un ago ipodermico e
RURO NON-PLASTIFICATO PER CONTE-
ridurre il volume di gas nella siringa da 50 ml a 25 ml.
Iniettare lentamente i rimanenti 25 ml di vinile cloruro
NITORI PER FORME FARMACEUTI-
ehcituecamraF
inoizaraperP
341
Materiali a base di polivinile cloruro per forme farmaceutiche solide per somministrazione orale
2 ml, 3 ml, 5 ml e 10 ml della soluzione standard di vinile ^ non piu© dell'1 per cento di silice.
cloruro. Le sei soluzioni cos|© ottenute contengono, Possono contenere uno dei seguenti gruppi di stabiliz-
rispettivamente, 0 g, circa 0,3 g, 0,6 g, 0,9 g,
l l l l
zanti:
1,5 g e 3 g di vinile cloruro. Agitare, evitando il con-
l l
^ non piu© dello 0,25 per cento di stagno come di(isoot-
tatto tra il tappo e il liquido. Porre i flaconcini su b.m. til)2,2'-[(diottilstannilene)bis(tio)]diacetato conte-
a 60 1 C per 2 h.
6
nente circa il 27 per cento di tri(isoottil)2,2',2''-
Il procedimento cromatografico puo© essere eseguito [(monoottilstannilidene)tris(tio)]triacetato,
usando:
^ una colonna di acciaio inossidabile lunga 3 m e con ^ non piu© dello 0,25 per cento di stagno come una
un diametro interno di 3 mm impaccata con terra miscela contenente non piu© del 76 per cento di di(i-
d'infusori silanizzata per gas cromatografia R soottil)2,2'-[(dimetilstannilene)bis(tio)]diacetato
impregnata con il 5 per cento m/m di dimetilstearil- e non piu© dell'85 per cento di tri(isoottil)2,2',2''-
ammide R e con il 5 per cento m/m di macro- [(monometilstannilidene)tris(tio)]triacetato;
gol 400 R, (isoottile e© per esempio 2-etilesil),
^ azoto per cromatografia R come gas di trasporto ad ^ non piu© dell'1 per cento di 1-fenileicosano-1,3-
una velocita© di 30 ml/min, dione(benzoilstearoilmetano).
^ un rivelatore a ionizzazione di fiamma. Possono contenere un colorante o un pigmento.
Mantenere la temperatura della colonna a 45 C, quella Possono essere opacizzati con titanio diossido.
della camera di iniezione a 100 C e quella del rivelatore Il produttore del materiale deve essere in grado di
a 150 C. dimostrare che la composizione qualitativa e quantita-
Iniettare 1 ml dello spazio di testa di ciascun flaconcino. tiva del campione tipo sia soddisfacente per ogni lotto
Calcolare il contenuto di vinile cloruro. di produzione.
Per ottenere le caratteristiche meccaniche e di stabilita©
richieste, i materiali a base di polivinile cloruro non- CARATTERI
plastificato possono contenere:
^ non piu© del 2 per cento di olio di soia epossidato il Polvere, palline, granuli, lamine di spessore variabile o
cui titolo in ossigeno ossiranico e© compreso tra il campioni prelevati da oggetti finiti; insolubile in acqua,
6 per cento e l'8 per cento e il cui indice di iodio solubile in tetraidrofurano, scarsamente solubile in
non e© superiore a 6 per materiali stabilizzati con diclorometano, insolubile in etanolo. Bruciano con
stagno, una fiamma arancio-gialla orlata di verde, producendo
^ non piu© del 3 per cento di olio di soia epossidato il un fumo nero, denso.
cui titolo in ossigeno ossiranico e© compreso tra il
6 per cento e l'8 per cento e il cui indice di iodio IDENTIFICAZIONE
non e© superiore a 6 per materiali non stabilizzati
con stagno, Disciogliere il residuo A (vedere Saggi: soluzione S2) in
^ non piu© dell'1,5 per cento di sali di calcio, di 5 ml di tetraidrofurano R. Deporre alcune gocce della
magnesio o di zinco di acidi grassi alifatici con piu© soluzione su un disco di sodio cloruro ed evaporare a
di sette atomi di carbonio o non piu© dell'1,5 per secco in stufa a 100-105 C. Esaminare mediante spet-
cento di una loro miscela, trofotometria di assorbimento infrarosso (2.2.24).
^ non piu© del 4 per cento di cere, Lo spettro del materiale in-1 esame mostra massimi di
^ non piu© dell'1,5 per cento di paraffina liquida, assorbimento a 2975 cm , 2910 cm -1, 2865 cm-1,
1430 cm-1, 1330 cm-1 1255 cm-1, 690 cm-1, 615 cm-1.
^ non piu© del 2 per cento di oli idrogenati o esteri di Inoltre lo spettro ottenuto e© identico a quello ottenuto
acidi grassi alifatici, con il materiale selezionato per il campione tipo.
La somma percentuale dei tre lubrificanti sopra indicati
non e© superiore al 4 per cento.
^ non piu© dell'1,5 per cento di esteri di macrogol, SAGGI
^ non piu© dell'1,5 per cento di sorbitolo, Se necessario, tagliare il materiale in pezzi della dimen-
^ non piu© dell'1 per cento di 2,4-dinonilfenile fosfito, sione massima su un lato non superiore a 1 cm.
o di(4-nonilfenile)fosfito oppure tris(nonilfenile) . Introdurre 25 g in un pallone di vetro
fosfito.
Soluzione S1
342
Materiali a base di polivinile cloruro per forme farmaceutiche solide per somministrazione orale
inoizircserP
beaker di vetro borosilicato. Scaldare in autoclave a . A 5 ml di solu-
ilareneG
Materiali non stabilizzati con stagno
furano R e diluire a 100 ml con lo stesso solvente. Se Aggiungere 9 ml di acqua R e 0,1 ml di una soluzione
(5 g/l) di sodio solfito R e miscelare completamente. Se
isilanA id
necessario filtrare (la soluzione puo© rimanere opale-
idoteM
scente). Diluire 20 ml della soluzione e aggiungere goc- la soluzione ottenuta non e© incolore, aggiungere la
cia a goccia 70 ml di etanolo R agitando con cautela. soluzione di sodio solfito in frazioni di 0,05 ml. Aggiun-
Raffreddare in ghiaccio per 1 h. Filtrare o centrifugare. gere 1,5 ml di ditizone soluzione R diluita cento volte al
Lavare il residuo A con etanolo R e aggiungere i liquidi momento con diclorometano R, agitare per 15 s e
irotinetnoC
lasciare a riposo per 2 min. Preparare contemporanea-
/ ilairetaM
di lavaggio al filtrato o al liquido centrifugato. mente una soluzione di riferimento nelle stesse condi-
Diluire a 100 ml con etanolo R. zioni utilizzando 0,05 ml di una soluzione standard di
Soluzione S3 . Introdurre 5 g in un pallone di vetro boro- stagno.
silicato con collo a smeriglio. Aggiungere 100 ml di Qualsiasi colorazione violetta dello strato inferiore
acido cloridrico 0,1 M e bollire a ricadere per 1 h. ottenuta con la soluzione S2 non e© piu© intensa di quella
Lasciare raffreddare e decantare.
ivittaeR
ottenuta con la soluzione di riferimento (Sn 25 ppm).
Aspetto della soluzione S1 . La soluzione S1 non e© piu© (2.4.8). 12 ml della soluzione S3
opalescente della sospensione di riferimento II (2.2.1) Metalli pesanti estraibili
itnemogrA
(2.2.25). Evaporare 10 ml della soluzione standard di piombo (Pb 1 ppm) R.
ilareneG
Assorbanza della soluzione S1
a secco 100 ml della soluzione S1. Disciogliere il residuo . Determinare mediante spettrometria
in 5 ml di esano R. Filtrare se necessario attraverso Zinco estraibile
eifargonoM
d'onda tra 250 nm e 310 nm, non e© superiore a 0,3.
ilareneG
(2.2.25). Alle lunghezze Soluzione di riferimento. Soluzione contenente 0,50 ppm
di zinco preparata per diluizione di una soluzione
Assorbanza della soluzione S 2
ehcituecamraF
. A 0,10 ml di soluzione
Verificare l'assenza di zinco nell'acido cloridrico usato.
Materiali stabilizzati con stagno
emroF
drico 1 M, 0,5 ml di potassio ioduro soluzione R e 5 ml Esaminata a 214,0 nm, l'assorbanza della soluzione in
di etanolo R. Miscelare completamente e aspettare esame non e© superiore a quella della soluzione di riferi-
5 min. Aggiungere 9 ml di acqua R e 0,1 ml di una solu- mento (100 ppm).
zione di 5 g/l di sodio solfito R e miscelare completa- (2.4.14). Non superiori all'1,0 per cento,
mente. Aggiungere 1,5 ml di ditizone soluzione R diluita Ceneri solforiche
eiretaM
determinate su 1,0 g. Quando il materiale e© opacizzato
emirP
cento volte al momento con diclorometano R, agitare con titanio diossido, la quantita© di ceneri solforiche non
per 15 s e lasciare a riposo per 2 min. Preparare con- supera il 4,0 per cento.
temporaneamente una soluzione di riferimento nelle
stesse condizioni utilizzando 0,1 ml di una soluzione
ehcituecamraF
inoizaraperP
Qualsiasi colorazione violetta dello strato inferiore Eseguire il metodo della combustione in ossigeno
ottenuta con la soluzione S2 non e© piu© intensa di quella (2.5.10) usando 50,0 mg del materiale da esaminare.
ottenuta con la soluzione di riferimento (0,25 per cento Assorbire i prodotti di combustione in 20 ml di sodio
di Sn). La colorazione grigio-blu della soluzione di diti-
ehcitapoemO
inoizaraperP
zone vira al rosa in presenza di stagno. idrossido 1 M. Alla soluzione ottenuta aggiungere
2,5 ml di acido nitrico R, 10,0 ml di argento nitra-
Soluzione madre di stagno. Diluire 81 mg di additivo per to 0,1 M, 5 ml di ferro(-ico) ammonio solfato soluzio-
plastica 23 SCR a 100 ml con tetraidrofurano R in un ne R2 ed 1 ml di dibutile ftalato R. Titolare con ammo-
pallone tarato da 100 ml. nio tiocianato 0,05 M fino a colorazione giallo-rossa-
Soluzione standard di stagno. Diluire 20 ml della solu- stra. Effettuare una determinazione in bianco.
ecidnI
zione madre di stagno a 100 ml con etanolo R in un pal- 1 ml di argento nitrato 0,1 M equivale a 6,25 mg di poli-
lone tarato da 100 ml. vinile cloruro.
343
Additivi per plastica
2,6-bis(1,1-dimetiletil)-4-metilfenolo
sinonimi
(2RS)-2-etilesil benzene-1,2-dicarbossilato - butilidrossitoluene,
sinonimi - 2,6-bis(1,1-dimetiletil)-4-metilfenolo,
- di(2-etilesil)ftalato,
- 2,6-di-tert-butil-4-metilfenolo.
- acido 1,2-benzenedicarbossilico,
bis(2-etilesil) estere. add08 CAS RN 32509-66-3 C50H66O8 PM RN 53670
add02 CAS RN 136-53-8 C16H30O4Zn PM RN 54120
zinco (2RS)-2-etilesanoato
sinonimi
- zinco ottanoato, etilene bis[3,3-bis[3-(1,1-dimetiletil)-4-idrossifenil]buta-
- acido 2-etilesanoico, sale di zinco (2:1), noato
- zinco 2-etilcaproato. sinonimi
- etilene bis[3,3-bis[3-(1,1-dimetiletil)-4-idrossife-
add03 CAS RN 05518-18-3/00110-30-5 PM RN 53440/ nil]butanoato,
sinonimi
- N,N' -diaciletilendiammina,
344
Additivi per plastica
inoizircserP
sinonimi CAS RN 31570-04-4 C42H63O3P PM RN 74240
ilareneG
add12
sifenil)propionato],
- 2,2-bis[[[3-[3,5-bis-(1,1-dimetiletil)-4-idrossifenil]-
propanoil]ossi]metil]propano-1,3-diil3-[3,5-bis-
isilanA id
(1,1-dimetiletil)-4-idrossifenil[propanoato,
idoteM
- acido benzenepropanoico, 3,5-bis(1,1-dimetiletil)-
4-idrossi-2,2-bis(idrossimetil)propano-1,3-diol
estere (4:1),
irotinetnoC
- 2,2-bis(idrossimetil)propano-1,3-dioltetrakis[3-(3,5-
/ ilairetaM
di-tert-butil-4-idrossifenil)propionato].
add10 CAS RN 1709-70-2 C54H78O3 PM RN 95200 tris[2,4-bis(1,1,-dimetiletil)fenil]fosfito
sinonimi
ivittaeR
- tert
tris(2,4-di- -butilfenil) fosfito,
itnemogrA
ilareneG
add13 CAS RN 27676-62-6 C48H69N3O6 PM RN 95360
4,4',4''-[(2,4,6-trimetilbenzene-1,3,5-triil)tris(metilene)]-
tris[2,6-bis(1,1-dimetiletil)fenolo]
eifargonoM
ilareneG
sinonimi
- ', '', ', '' tert
2,2 2 6,6 6 -esa- -butil-4,4',4''-[(2,4,6-trime-
til-1,3,5-benzenetriil)trismetilene]trifenolo,
- 1,3,5-tris[3,5-di-tert-butil-4-idrossibenzil]-2,4,6-tri-
ehcituecamraF
metilbenzene, 1,3,5-tris[3,5-bis(1,1-dimetiletil)-4-idrossibenzil]-1,3,5-
emroF
- 4,4',4''-[(2,4,6-trimetil-1,3,5-benzenetriil)tris(meti- triazina-2,4,6(1H,3H,5H)-trione
lene)]tris[2,6-bis(1,1-dimetiletil)-fenolo].
sinonimi
CAS RN 2082-79-3 C35H62O3 PM RN 68320 - tert
1,3,5-tris(3,5-di- s
-butil-4-idrossibenzil)- -tria-
H H H
add11
,
eiretaM
emirP
zina-2,4,6(1 ,3 ,5 )-trione
- 1,3,5-triazina-2,4,6(1H,3H,5H)-trione, 1,3,5-tris[3,5-
bis(1,1-dimetiletil)-4-idrossifenil]metil]-. ehcituecamraF
ehcificepS
add14
ehcitapoemO
inoizaraperP
ottadecile 3-[3,5-bis(1,1-dimetiletil)-4-idrossifenil]propa-
noato
sinonimi 3,9-bis(ottadecilossi)-2,4,8,10-tetraossa-3,9-difosfaspi-
ro[5.5]undecano
- ottadecile 3-(3,5-di-tert -butil-4-idrossifenil)propio-
nato, sinonimi
ecidnI
345
Additivi per plastica
1,1'-disulfanodiildiottadecano
sinonimi 2,4-bis(1,1,dimetiletil)fenil difenil-3,4'-diildifosfonito
- diottadecile disolfuro, componente III
- ottadecano, 1,1'-ditio-.
add16 CAS RN 123-28-4 C30H58O4S PM RN 93120
componente VII
R-OH: 2,4-bis(1,1-dimetiletil)fenolo
componente I
add19 CAS RN 57-11-4 C18H36O2 PM RN 24550
346
Materiali a base di polivinile cloruro plastif. per cont.ri per soluz. acquose per infus.ne endovenosa
inoizircserP
acido ottadecanoico I materiali a base di polivinile cloruro plastificato per
ilareneG
sinonimi contenitori per soluzioni acquose per infusione endove-
- nosa sono definiti dalla natura e dalle proporzioni delle
acido stearico,
isilanA id
idoteM
CAS RN 301-02-0 C18H35NO PM RN 68960
PRODUZIONE
add20
irotinetnoC
/ ilairetaM
(Z)-ottadec-9-enammide un residuo di vinile cloruro inferiore a 1 ppm. Il metodo
sinonimi utilizzato per la produzione e© validato per dimostrare
-oleammide , che il prodotto soddisfa al seguente saggio:
- 9-ottadecenammide, (Z)-, . Non piu© di 1 ppm, determinato mediante
- 9-cis-oleammide. Vinile cloruro
ivittaeR
gas cromatografia a spazio di testa (2.2.28), utilizzando
add21 CAS RN 112-84-5 C22H43NO PM RN 52720 etere R come standard interno.
Soluzione dello standard interno. Utilizzando una
microsiringa, iniettare 10 ml di etere R in 20,0 ml di
itnemogrA
dimetilacetammide R, immergendo la punta dell'ago
ilareneG
(Z)-docos-13-enammide nel solvente. Immediatamente prima dell'uso, diluire la
soluzione a 1000 volte il suo volume con dimetilacetam-
sinonimi mide R.
- ,
eifargonoM
Soluzione in esame. Introdurre 1,000 g del materiale in
erucammide
- 13-docosenammide, (Z)-,
ilareneG
- 13-cis-docosenammide. esame in un flaconcino da 50 ml ed aggiungere 10,0 ml
della soluzione dello standard interno. Chiudere il fla-
add22 CAS RN 65447-77-0 PM RN 60800 concino e fissare il tappo. Agitare, evitando il contatto
tra il tappo e il liquido. Porre il flaconcino su b.m. a
ehcituecamraF
60 1 C per 2 h.
emroF
6
eiretaM
emirP
2,2,6,6-tetrametilpiperidin-4-olo di polietilene o di polipropilene da 50 ml con vinile clo-
sinonimi ruro R gassoso, lasciare che il gas rimanga a contatto
- con la siringa per circa 3 min, vuotare la siringa e
copolimero di dimetil succinato e (4-idrossi-2,2,6,6-
riempirla di nuovo con 50 ml di vinile cloruro R gassoso.
ehcituecamraF
inoizaraperP
tetrametilpiperidin-1-il)etanolo.
Applicare alla siringa un ago ipodermico e ridurre il
ehcificepS
INFUSIONE ENDOVENOSA
di massa e© di circa 60 mg (1 ml della soluzione cos|© otte-
nuta contiene circa 1,2 g di vinile cloruro). Lasciare
DEFINIZIONE
l
347
Materiali a base di polivinile cloruro plastif. per cont.ri per soluz. acquose per infus.ne endovenosa
Soluzioni di riferimento. Introdurre 10,0 ml della solu- ^ non piu© del 10 per cento di uno dei due oli epossi-
zione dello standard interno in ciascuno di sei flacon- dati seguenti o non piu© del 10 per cento di una loro
cini da 50 ml. Chiudere i flaconcini e fissare i tappi. miscela:
Iniettare in cinque flaconcini, rispettivamente, 1 ml,
2 ml, 3 ml, 5 ml e 10 ml della soluzione standard di vinile ^ olio di soia epossidato (additivo per plastica 04),
cloruro. Le sei soluzioni cos|© ottenute contengono, il cui titolo in ossigeno ossiranico e© compreso tra
rispettivamente, 0 g, circa 0,3 g, 0,6 g, 0,9 g, il 6 per cento e l'8 per cento e il cui indice di iodio
non e© superiore a 6,
l l l l
tatto tra il tappo e il liquido. Porre i flaconcini su b.m. ^ olio di lino epossidato (additivo per plastica 05), il
a 60 1 C per 2 h.
6
cui titolo in ossigeno ossiranico non e© superiore al
Il procedimento cromatografico puo© essere eseguito 10 per cento e il cui indice di iodio non supera il 7.
usando: Quando sono aggiunti coloranti, il blu ultramarino e©
^ una colonna di acciaio inossidabile lunga 3 m e con l'unico colorante usato. Altri pigmenti inorganici pos-
un diametro interno di 3 mm impaccata con terra sono essere aggiunti, purchë la loro sicurezza sia dimo-
d'infusori silanizzata per gas cromatografia R strata con approvazione dell'autorita© competente.
impregnata con il 5 per cento m/m di dimetilstearil- Quantita© molto piccole di antiossidanti aggiunti al
ammide R e con il 5 per cento m/m di macro- monomero vinile cloruro possono essere presenti nel
gol 400 R, polimero.
^ azoto per cromatografia R come gas di trasporto ad Il produttore del materiale deve essere in grado di
una velocita© di 30 ml/min, dimostrare che la composizione qualitativa e quantita-
tiva del campione tipo sia soddisfacente per ogni lotto
^ un rivelatore a ionizzazione di fiamma. di produzione.
Mantenere la temperatura della colonna a 45 C, quella
della camera di iniezione a 100 C e quella del rivelatore
a 150 C. CARATTERI
Iniettare 1 ml dello spazio di testa di ciascun flaconcino. Materiale incolore o giallo pallido in forma di polvere,
Calcolare il contenuto di vinile cloruro. palline, granuli o, dopo trasformazione, lamine traslu-
cide di spessore variabile, con un leggero odore.
Per combustione produce un fumo nero e denso.
Additivi
348
Materiali a base di polivinile cloruro plastif. per cont.ri per soluz. acquose per infus.ne endovenosa
inoizircserP
zione organica per filtrazione. Lasciare raffreddare A 100 ml di soluzione S2,
ilareneG
Acidita© o alcalinita© .
quest'ultima; separare il precipitato B2 che si forma e aggiungere 0,15 ml di BRP indicatore soluzione R.
filtrare attraverso un filtro di vetro poroso tarato (40). Non sono necessari piu© di 1,5 ml di sodio idrossi-
do 0,01 M per far virare al blu l'indicatore. A 100 ml
A. Disciogliere il coagulo B1 in 30 ml di tetraidrofura- di soluzione S2 aggiungere 0,2 ml di metilarancio solu-
isilanA id
no R e aggiungere, poco per volta e agitando, zione R. Perchë inizi il viraggio dell'indicatore da giallo
idoteM
40 ml di etanolo R. Separare per filtrazione il preci- ad arancio non e© necessario piu© di 1,0 ml di acido clori-
pitato B3 ed essiccare sotto vuoto su anidride fosfo- drico 0,01 M.
rica R a una temperatura non superiore a 50 C.
Disciogliere pochi milligrammi di precipitato B3 (2.2.25). Evaporare a secco 100,0 ml di solu-
irotinetnoC
/ ilairetaM
Assorbanza
in 1 ml di tetraidrofurano R, mettere poche gocce zione S2. Disciogliere il residuo in 5,0 ml di esano R.
della soluzione ottenuta su una lamina di sodio L'assorbanza, a lunghezza d'onda compresa tra
cloruro ed evaporare a secco in stufa a 100-105 C. 250 nm e 310 nm, non e© superiore a 0,25.
Esaminare mediante spettrofotometria di assorbi-
mento infrarosso (2.2.24), in confronto con lo spet- Sostanze riducenti . Effettuare il saggio entro 4 h dalla
preparazione della soluzione S2. A 20,0 ml di soluzione
ivittaeR
tro ottenuto con polivinile cloruro SCR.
S2 aggiungere 1 ml di acido solforico diluito R e 20,0 ml
B. Esaminare il residuo C ottenuto nel saggio degli di potassio permanganato 0,002 M. Bollire a ricadere
additivi per plastica 01, 04 e 05 mediante spettrofo- per 3 min e raffreddare immediatamente. Aggiungere
tometria di assorbimento infrarosso (2.2.24), in 1 g di potassio ioduro R e titolare immediatamente con
itnemogrA
ilareneG
confronto con lo spettro ottenuto con l'additivo sodio tiosolfato 0,01 M, usando 0,25 ml di amido soluzio-
per plastica 01 SCR. ne R, come indicatore. Effettuare una titolazione in
bianco usando 20 ml di acqua per preparazioni iniet-
tabili R. La differenza fra i volumi utilizzati nelle due
titolazioni non e© superiore a 2,0 ml.
eifargonoM
SAGGI
ilareneG
Ammine aromatiche primarie . A 2,5 ml di soluzione A1,
Se necessario, prima dell'uso, tagliare i campioni del ottenuta durante l'identificazione, aggiungere 6 ml di
materiale da esaminare in pezzi della dimensione mas- acqua R e 4 ml di acido cloridrico 0,1 M. Agitare energi-
ehcituecamraF
sima su un lato non superiore a 1 cm. camente ed eliminare la fase superiore. Alla fase
acquosa aggiungere 0,4 ml di una soluzione (10 g/l) di
emroF
Soluzione S1. Introdurre 5,0 g in un matraccio da sodio nitrito R preparata di recente. Mescolare e
combustione. Aggiungere 30 ml di acido solforico R e lasciare a riposo per 1 min. Aggiungere 0,8 ml di una
scaldare fino ad ottenere una massa sciropposa nera. soluzione (25 g/l) di ammonio solfammato R, lasciare a
Raffreddare ed aggiungere, con cautela, 10 ml di idro- riposo per 1 min e aggiungere 2 ml di una soluzione
eiretaM
geno perossido soluzione concentrata R. Scaldare legger- (5 g/l) di naftiletilendiammina dicloridrato R. Dopo
emirP
mente. Lasciar raffreddare ed aggiungere 1 ml di idro- 30 min, l'eventuale colorazione della soluzione non e©
geno perossido soluzione concentrata R; ripetere alter- piu© intensa di quella di una preparazione di riferimento
nando l'evaporazione e l'aggiunta di idrogeno preparata contemporaneamente nello stesso modo uti-
ehcituecamraF
perossido soluzione fino ad ottenere un liquido inco- lizzando una miscela di 1 ml di una soluzione (0,01 g/l)
inoizaraperP
ehcificepS
lore. Concentrare fino a circa 10 ml. Raffreddare e di naftilammina R in acido cloridrico 0,1 M, 5 ml di
diluire a 50,0 ml con acqua R. acqua R e 4 ml di acido cloridrico 0,1 M al posto della
fase acquosa (20 ppm).
. Introdurre 25 g in un pallone di vetro
ehcitapoemO
Soluzione S 2
inoizaraperP
borosilicato. Aggiungere 500 ml di acqua per prepara- Additivi per plastica 01, 04 e 05 . Esaminare mediante
zioni iniettabili R e coprire il collo del pallone con un cromatografia su strato sottile (2.2.27), usando una
foglio di alluminio o con un beaker di vetro borosili- lastra di gel di silice GF254 R, di 1 mm di spessore.
cato. Scaldare in autoclave a 121 2 C per 20 min.
6
349
Materiali a base di polivinile cloruro plastif. per cont.ri per soluz. acquose per infus.ne endovenosa
Deporre sulla lastra, come una banda di 30 mm per Effettuare la determinazione usando l'emissione del
3 mm, 0,5 ml della soluzione A1, ottenuta durante l'i- bario a 455,40 nm, valutando il fondo spettrale a
dentificazione. Deporre sulla lastra 5 ml di ciascuna 455,30 nm.
soluzione di riferimento. Eluire per un percorso di Verificare l'assenza di bario nell'acido cloridrico usato.
15 cm usando toluene R. Seccare accuratamente la
lastra. Esaminare alla luce ultravioletta a 254 nm e Cadmio . Non piu© di 0,6 ppm di Cd, determinato
localizzare la zona corrispondente all'additivo per pla- mediante spettrometria di assorbimento atomico
stica 01 (Rf circa 0,4). Rimuovere l'area di gel di silice (Metodo I, 2.2.23).
corrispondente a questa zona e agitare con 40 ml di
etere R per 1 min. Filtrare, sciacquare con due porzioni, Soluzione in esame. Evaporare a secco 10 ml della solu-
ciascuna di 10 ml di etere R, aggiungere i liquidi di zione S1. Riprendere il residuo con 5 ml di una solu-
risciacquo al filtrato ed evaporare a secco. Il residuo C zione all'1 per cento V/V di acido cloridrico R, filtrare
pesa non piu© di 40 mg. e diluire il filtrato a 10,0 ml con lo stesso acido.
Soluzioni di riferimento. Preparare le soluzioni di riferi-
Esporre la lastra a vapori di iodio per 5 min. Esaminare mento utilizzando una soluzione standard di cadmio (Cd
il cromatogramma e localizzare la banda corrispon- 0,1 per cento) R, diluita con una soluzione all'1 per cento
dente agli additivi per plastica 04 e 05 (Rf = 0). Prele- V/V di acido cloridrico R.
vare l'area di gel di silice corrispondente a questa
banda. Allo stesso modo, prelevare un'area corrispon- Misurare l'assorbanza a 228,8 nm usando come sor-
dente di gel di silice come bianco. Agitare separata- gente di radiazione una lampada a catodo cavo al cad-
mente entrambi i campioni per 15 min con 40 ml di mio ed una fiamma aria-acetilene.
metanolo R. Filtrare, sciacquare con due porzioni, cia- Verificare l'assenza di cadmio nell'acido cloridrico
scuna di 10 ml di metanolo R, aggiungere i liquidi di usato.
risciacquo al filtrato ed evaporare a secco. La diffe-
renza fra le masse non e© superiore a 10 mg. Calcio . Non piu© dello 0,07 per cento di Ca, determinato
mediante spettrometria di emissione atomica in plasma
Additivo per plastica 03 . Lavare il precipitato B2 otte- di argon (Metodo I, 2.2.22).
nuto durante l'identificazione e trattenuto sul filtro di Soluzione in esame. Usare la soluzione in esame prepa-
vetro sinterizzato tarato (40) con etanolo R. Seccare a rata per la determinazione del bario.
massa costante su anidride fosforica R e pesare il filtro.
Il precipitato pesa non piu© di 20 mg. Soluzione di riferimento. Preparare la soluzione di riferi-
mento contenente 50,0 ppm di calcio per diluizione di
Esaminare il residuo mediante spettrofotometria di una soluzione standard di calcio (Ca 400 ppm) R con
assorbimento infrarosso (2.2.24) in confronto con lo acido cloridrico 0,1 M.
spettro ottenuto con l'additivo per plastica 03 SCR. Effettuare la determinazione usando l'emissione del
calcio a 315,89 nm, valutando il fondo spettrale a
Bario . Non piu© di 5 ppm di Ba, determinato mediante 315,60 nm.
spettrometria di emissione atomica in plasma di argon
(Metodo I, 2.2.22). Verificare l'assenza di calcio nell'acido cloridrico usato.
Stagno . Non piu© di 20 ppm di Sn, determinato mediante
Soluzione in esame. Calcinare 1,0 g di materiale in spettrometria di emissione atomica in plasma di argon
esame in un crogiolo di silice. Riprendere il residuo (Metodo I, 2.2.22).
con 10 ml di acido cloridrico R ed evaporare a secco su Soluzione in esame. Diluire la soluzione S1 dieci volte
b.m. Riprendere il residuo con 20 ml di acido clori- con acqua R immediatamente prima dell'uso.
drico 0,1 M.
Soluzione di riferimento. Introdurre 2 ml di una solu-
Soluzione di riferimento. E' una soluzione contenente zione standard di stagno (Sn 5 ppm) R in un pallone da
0,25 ppm di bario preparata per diluizione di una solu- 50 ml contenente 5 ml di acido solforico soluzione al
zione standard di bario (Ba 50 ppm) R con acido clori- 20 per cento V/V R e diluire a 50 ml con acqua R imme-
drico 0,1 M. diatamente prima dell'uso.
350
Polietilene tereftalato per contenitori per preparazioni per uso non parenterale
inoizircserP
Effettuare la determinazione usando l'emissione dello
ilareneG
3.1.15. POLIETILENE TEREFTALATO PER CON-
stagno a 189,99 nm, valutando il fondo spettrale a TENITORI PER PREPARAZIONI PER USO
isilanA id
idoteM
Zinco . Non piu© dello 0,2 per cento di Zn, determinato
mediante spettrometria di assorbimento atomico
(Metodo I, 2.2.23).
Soluzione in esame. Diluire la soluzione S1 100 volte con
irotinetnoC
/ ilairetaM
acido cloridrico 0,1 M.
Soluzioni di riferimento. Preparare le soluzioni di riferi- DEFINIZIONE
mento utilizzando una soluzione standard di zinco
(Zn 100 ppm) R diluita con acido cloridrico 0,1 M.
Il polietilene tereftalato si ottiene mediante polimeriz-
ivittaeR
Misurare l'assorbanza a 213,9 nm usando come sor- zazione dell'acido tereftalico o dimetiltereftalato con
gente di radiazione una lampada a catodo cavo allo glicole etilenico. Nella polimerizzazione possono essere
zinco ed una fiamma aria-acetilene. usati l'acido isoftalico, dimetilisoftalato, 1,4-bis(idrossi-
Verificare l'assenza di zinco nell'acido cloridrico usato. metil)cicloesano (cicloesano-1,4-dimetanolo) o glicole
itnemogrA
dietilenico. Puo© contenere non piu© dello 0,5 per cento
ilareneG
Metalli pesanti (2.4.8). A 10 ml della soluzione S1 di silice o silicati e coloranti approvati dall'autorita©
aggiungere 0,5 ml di fenolftaleina soluzione R e poi competente.
sodio idrossido soluzione concentrata R fino a debole
colorazione rosa. Diluire a 25 ml con acqua R. 12 ml
eifargonoM
ilareneG
della soluzione soddisfano al saggio limite A per i PRODUZIONE
metalli pesanti (50 ppm). Preparare la soluzione di rife-
rimento usando una soluzione standard di piombo
(Pb 2 ppm) R. Il processo di produzione e© validato per dimotrare che il
ehcituecamraF
contenuto residuo di acetaldeide non e© maggiore di
. Evaporare 50 ml della 10 ppm nei granuli.
emroF
Sostanze estraibili in acqua
emirP
Aspetto: granuli trasparente ed opachi.
DETERMINAZIONE QUANTITATIVA Solubilita© : praticamente insolubile in acqua, in alcool e
in diclorometano. Eé idrolizzato da basi forti.
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
351
Polietilene tereftalato per contenitori per preparazioni per uso non parenterale
acqua R. Esaminata tra 210 nm e 330 nm (2.2.25), la a 50 C per 5 h. Lasciare raffreddare e decantare.
soluzione presenta un massimo di assorbimento a Utilizzare la soluzione S4 entro 4 h dalla sua prepa-
240 nm. razione.
B. Disciogliere 0,05 g del materiale in esame in 2 ml di Aspetto della soluzione S1 . La soluzione S1 e© limpida
1,1,1,3,3,3-esafluoropropan-2-olo R. Deporre su una (2.2.1).
lastra di vetro a b.m. in una cappa diverse gocce
della soluzione fino ad ottenere una pellicola di Aspetto della soluzione S 2 . La soluzione S2 e© limpida
circa 15 mm per 15 mm. Lasciare evaporare il sol- (2.2.1) ed incolore (2.2.2, Metodo II).
vente e rimuovere la pellicola utilizzando una cor- . A 50 ml di soluzione S1, aggiun-
rente di acqua e un raschietto. Essiccare in stufa a
Acidita© o alcalinita©
100-105 C per 1-2 h. Esaminare la pellicola gere 0,15 di BRP indicatore soluzione R. La soluzione
mediante spettrofotometria di assorbimento infra-
vira al giallo. Non sono necessari piu© di 0,5 ml di sodio
rosso (2.2.24). Lo spettro del materiale in esame idrossido 0,01 M per far virare al blu l'indicatore.
mostra massimi di assorbimento in particolare a
Ad altri 50 ml di soluzione S1 aggiungere 0,2 ml di metil-
1725 cm-1, 1410 cm-1, 1265 cm-1, 1120 cm-1, arancio soluzione R. La soluzione vira al giallo.
1100 cm-1, 1020 cm-1, 875 cm-1, 725 cm-1. Inoltre lo Non sono necessari piu© di 0,5 ml di acido cloridri-
spettro ottenuto e© identico a quello ottenuto con il co 0,01 M perchë inizi il viraggio dell'indicatore all'aran-
materiale selezionato come campione tipo. cio.
Assorbanza della soluzione S1 (2.2.25). Massimo 0,20 tra
220 nm e 340 nm. Inoltre, per polietilene tereftalato
SAGGI colorato: massimo 0,05 tra 400 nm e 800 nm.
Assorbanza della soluzione S 2 (2.2.25). Massimo 0,05 tra
Se necessario, tagliare i campioni per il saggio in pezzi 400 nm e 800 nm.
della dimensione massima per lato di 1 cm.
Sostanze riducenti . Aggiungere 2 ml di acido solfo-
Soluzione S1 . Introdurre 10,0 g del materiale in esame in rico 0,5 M e 20,0 ml di potassio permanganato 0,002 M
un pallone di vetro borosilicato con collo a smeriglio. a 20,0 ml di soluzione S1. Bollire per 3 min.
Aggiungere 200 ml di acqua R e scaldare a 50 C Raffreddare immediatamente a temperatura ambiente.
per 5 h. Lasciare raffreddare e decantare la soluzione. Aggiungere 1 g di potassio ioduro R, 0,25 ml di amido
Utilizzare la soluzione S1 entro 4 h dalla sua prepara- soluzione R come indicatore e titolare immediatamente
zione. con sodio tiosolfato 0,01 M. Effettuare una titolazione
in bianco usando 20 ml di acqua R. La differenza fra i
Soluzione S2 . Introdurre 10 g del materiale in esame in volumi utilizzati nelle due titolazioni non e© superiore
un pallone di vetro borosilicato con collo a smeriglio. a 0,5 ml.
Aggiungere 100 ml di alcool R e scaldare a 50 C
per 5 h. Lasciare raffreddare e decantare la soluzione. Sostanze solubili in diossano . Massimo 3 per cento.
Utilizzare la soluzione S2 entro 4 h dalla sua prepara- Introdurre 2 g del materiale in esame in un pallone di
zione. vetro borosilicato con collo a smeriglio. Aggiungere
. Introdurre 20 g del materiale in esame in 20 ml di diossano R e scaldare a ricadere per 2 h.
Soluzione S3
un pallone di vetro borosilicato con collo a smeriglio. Evaporare 10 ml della soluzione a secco su b.m. ed
Aggiungere 50 ml di acido cloridrico 0,1 M e scaldare a essiccare il residuo in stufa a 100-105 C. Il residuo
50 C per 5 h. Lasciare raffreddare e decantare la solu- non pesa piu© di 30 mg.
zione. Utilizzare la soluzione S3 entro 4 h dalla sua prepa- . Non piu© di 1 ppm.
razione.
Alluminio estraibile
352
Polietilene tereftalato per contenitori per preparazioni per uso non parenterale
inoizircserP
Soluzioni di riferimento. Preparare le soluzioni di riferi- Soluzioni di riferimento. Preparare le soluzioni di riferi-
ilareneG
mento usando una soluzione standard di alluminio mento usando una soluzione standard di germanio
(Al 200 ppm) R, diluita con acido cloridrico 0,1 M. (Ge 100 ppm) R, diluita con sodio idrossido 0,01 M.
Lunghezza d'onda. 396,15 nm, considerando il fondo Lunghezza d'onda. 206,87 nm o 265,12 nm, conside-
spettrale a 396,25 nm. rando il fondo spettrale a 206,75 nm.
isilanA id
idoteM
Antimonio estraibile . Non piu© di 1 ppm. Manganese estraibile . Non piu© di 1 ppm.
Spettrometria di emissione atomica in plasma di argon Spettrometria di emissione atomica in plasma di argon
(Metodo I, 2.2.22). (Metodo I, 2.2.22).
irotinetnoC
/ ilairetaM
Soluzione in esame. Soluzione S4. Soluzione in esame. Soluzione S3.
Soluzioni di riferimento. Preparare le soluzioni di riferi- Soluzioni di riferimento. Preparare le soluzioni di riferi-
mento usando una soluzione standard di antimonio mento usando una soluzione standard di manganese
(Sb 100 ppm) R, diluita con sodio idrossido 0,01 M. (Mn 100 ppm) R, diluita con acido cloridrico 0,1 M.
ivittaeR
Lunghezza d'onda. 231,15 nm o 217,58 nm, conside- Lunghezza d'onda. 257,61 nm, considerando il fondo
rando il fondo spettrale a 231,05 nm. spettrale a 257,50 nm.
Bario estraibile . Non piu© di 1 ppm. Verificare l'assenza di manganese nell'acido clori-
drico 0,1 M usato.
itnemogrA
Spettrometria di emissione atomica in plasma di argon
ilareneG
(Metodo I, 2.2.22). Titanio estraibile . Non piu© di 1 ppm.
Soluzione in esame. Soluzione S3. Spettrometria di emissione atomica in plasma di argon
Soluzioni di riferimento. Preparare le soluzioni di riferi- (Metodo I, 2.2.22).
eifargonoM
mento usando una soluzione standard di bario
ilareneG
Soluzione in esame. Soluzione S3.
(Ba 50 ppm) R, diluita con acido cloridrico 0,1 M.
Soluzioni di riferimento. Preparare le soluzioni di riferi-
Lunghezza d'onda. 455,40 nm, considerando il fondo mento usando una soluzione standard di titanio
spettrale a 455,30 nm. (Ti 100 ppm) R, diluita con acido cloridrico 0,1 M.
ehcituecamraF
Verificare l'assenza di bario nell'acido cloridrico 0,1 M
emroF
Lunghezza d'onda. 323,45 nm o 334,94 nm, conside-
usato. rando il fondo spettrale a 323,35 nm.
Cobalto estraibile . Non piu© di 1 ppm. Verificare l'assenza di titanio nell'acido cloridrico 0,1 M
Spettrometria di emissione atomica in plasma di argon usato.
eiretaM
(Metodo I, 2.2.22).
emirP
Zinco estraibile . Non piu© di 1 ppm.
Soluzione in esame. Soluzione S3. Spettrometria di emissione atomica in plasma di argon
Soluzioni di riferimento. Preparare le soluzioni di riferi- (Metodo I, 2.2.22).
ehcituecamraF
ehcificepS
(Co 100 ppm) R, diluita con acido cloridrico 0,1 M. Soluzione in esame. Soluzione S3.
Lunghezza d'onda. 228,62 nm, considerando il fondo Soluzioni di riferimento. Preparare le soluzioni di
spettrale a 228,50 nm. riferimento usando una soluzione standard di zinco
(Zn 100 ppm) R, diluita con acido cloridrico 0,1 M.
ehcitapoemO
inoizaraperP
Verificare l'assenza di cobalto nell'acido cloridri- Lunghezza d'onda. 213,86 nm, considerando il fondo
co 0,1 M usato. spettrale a 213,75 nm.
Germanio estraibile . Non piu© di 1 ppm. Verificare l'assenza di zinco nell'acido cloridrico 0,1 M
Spettrometria di emissione atomica in plasma di argon usato.
(Metodo I, 2.2.22). (2.4.14). Non superiori allo 0,5 per cento,
ecidnI
Ceneri solforiche
353
3.2. Contenitori
inoizircserP
ilareneG
isilanA id
3.2. Contenitori . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 357 3.2.5. Contenitori sterili in materiale a base
idoteM
3.2.1 Contenitori di vetro per uso farma- di polivinile cloruro plastificato
ceutico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 357 per sangue umano contenenti una
3.2.2. Contenitori e chiusure in plastica per soluzione anticoagulante . . . . . . . 368
uso farmaceutico . . . . . . . . . . . . . 362 3.2.6. Apparati tubolari per la trasfusione
irotinetnoC
/ ilairetaM
3.2.2.1. Contenitori in plastica per soluzioni di sangue e sue frazioni . . . . . . . . 369
acquose per infusione parenterale 363 3.2.8. Siringhe di plastica monouso sterili 371
3.2.3. Contenitori di plastica sterili per san- 3.2.9. Chiusure in materiale elastomero per
gue umano e sue frazioni . . . . . . . 364 contenitori per preparazioni
3.2.4. Contenitori vuoti sterili in materiale acquose ad uso parenterale, per
a base di polivinile cloruro plastifi- polveri e per polveri liofilizzate . . 373
ivittaeR
cato per sangue umano e sue fra-
zioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 367
itnemogrA
ilareneG
eifargonoM
ilareneG
ehcituecamraF
emroF
eiretaM
emirP
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
ehcitapoemO
inoizaraperP
ecidnI
Contenitori di vetro per uso farmaceutico
inoizircserP
ilareneG
3.2. CONTENITORI 3.2.1. CONTENITORI DI VETRO PER USO FAR-
MACEUTICO
Un contenitore (*) per uso farmaceutico e© un oggetto I contenitori di vetro per uso farmaceutico sono oggetti
che contiene o che e© destinato a contenere un prodotto in vetro destinati a venire in contatto diretto con prepa-
con il quale e© , o puo© essere, in contatto diretto. La chiu- razioni farmaceutiche.
isilanA id
sura fa parte del contenitore.
idoteM
Esistono svariati tipi di contenitori di vetro, quali:
Il contenitore (vedi 1.3. Capitoli Generali) e© costruito . Sono contenitori, di vetro a parete sottile, che,
cos|© da permettere che il contenuto possa esser prele-
Fiale
irotinetnoC
/ ilairetaM
razione. Assicura diversi gradi di protezione, in in una sola volta.
funzione della natura del prodotto e dei rischi dell'am-
biente e rende minima la perdita di costituenti. Il conte- Bottiglie, flaconi, siringhe e capsule . Sono contenitori a
nitore non interagisce fisicamente o chimicamente col parete piu© o meno spessa, con chiusura sia in vetro che
contenuto in modo da alterarne le qualita© oltre i limiti in altri materiali, per esempio materie plastiche o
tollerati dalle prescrizioni ufficiali. elastomeri. Il contenuto puo© esser prelevato in diverse
ivittaeR
quantita© in una o piu© volte.
Contenitore monodose. Un contenitore monodose con- . Sono con-
tiene una quantita© di preparazione destinata ad essere
Contenitori per sangue umano e sue frazioni
itnemogrA
sparente.
ilareneG
Contenitore multidose. Un contenitore multidose con-
tiene una quantita© di preparazione appropriata per due Qualita© del vetro .
o piu© somministrazioni. Vetro incolore. Il vetro incolore e© molto trasparente
nello spettro visibile.
Contenitore ben chiuso. Un contenitore ben chiuso pro-
eifargonoM
Vetro colorato. Si ottiene per aggiunta di piccole quan-
ilareneG
tegge il contenuto da contaminazioni con solidi e tita© di ossidi metallici scelti in funzione dell'assorbi-
liquidi estranei e da perdite di contenuto, in condizioni mento spettrale desiderato.
normali di manipolazione, conservazione e trasporto.
Vetro neutro. E' un vetro borosilicato contenente note-
ehcituecamraF
Contenitore ermeticamente chiuso. Un contenitore erme- voli quantita© di ossido di boro, di ossido di alluminio
ticamente chiuso e© impermeabile a solidi, liquidi e gas ed ossidi di metalli alcalino-terrosi. Data la sua compo-
emroF
in condizioni normali di manipolazione, conservazione sizione, il vetro neutro ha alta resistenza agli sbalzi ter-
e trasporto. Se e© previsto che il contenitore debba essere mici ed elevata resistenza idrolitica.
aperto per piu© di una occasione, esso deve essere realiz- Vetro silico-sodico-calcico. E' un vetro siliceo
zato in modo da restare ermetico dopo la richiusura. contenente ossidi di metalli alcalini, principalmente
eiretaM
emirP
Contenitore saldato. Un contenitore saldato e© un conte- ossido di sodio, ed ossidi di metalli alcalino-terrosi,
nitore chiuso per fusione del materiale che lo costi- specialmente ossido di calcio. Per la sua composi-
tuisce. zione, questo vetro ha una moderata resistenza
idrolitica.
ehcituecamraF
inoizaraperP
Contenitore a prova di bambino. E' un contenitore La resistenza idrolitica viene misurata per titolazione
dotato di una chiusura che impedisce l'apertura da degli alcali rilasciati.
parte di bambini.
Rispetto alla loro resistenza idrolitica i contenitori in
öööö vetro vengono classificati come segue:
^ Contenitori di vetro di Tipo I. Sono costituiti da
ecidnI
(*) Nei testi della Farmacopea in lingua italiana si usa spesso, in luogo vetro neutro ed hanno alta resistenza idrolitica
del termine ûContenitoreý, il sinonimo ûRecipienteý. dovuta alla composizione chimica del vetro stesso.
357
Contenitori di vetro per uso farmaceutico
^ Contenitori di vetro di Tipo II. Sono, di solito, costi- resistenza all'abrasione. Il trattamento esterno e© tale
tuiti da vetro silico-sodico-calcico ed hanno alta resi- da non contaminare la superficie interna del con-
stenza idrolitica, ottenuta per appropriato tratta- tenitore.
mento della superficie. Con l'eccezione del Tipo I, i contenitori di vetro per uso
^ Contenitori di vetro di Tipo III. Sono, di solito, di farmaceutico non devono essere riutilizzati. I conteni-
vetro silico-sodico-calcico ed hanno moderata resi- tori per il sangue umano e sue frazioni non devono
stenza idrolitica. mai essere riutilizzati.
^ Contenitori di vetro di Tipo IV. Sono, di solito, di I contenitori di vetro per uso farmaceutico soddisfano
vetro silico-sodico-calcico ed hanno una bassa resi- ai saggi specifici di resistenza idrolitica. Quando un
stenza idrolitica. recipiente di vetro ha componenti diversi dal vetro,
Le seguenti indicazioni, in carattere corsivo, costi- i saggi si applicano solo alla parte in vetro del con-
tuiscono raccomandazioni generali d'impiego per i tenitore.
vari Tipi di contenitori in vetro che possono essere
usati per differenti forme di preparazioni farma- SAGGI
ceutiche.
Il fabbricante di un prodotto farmaceutico ha la Per definire la qualita© dei contenitori di vetro in fun-
responsabilita© di assicurare l'idoneita© del contenitore zione del loro uso previsto, sono necessari uno o piu©
prescelto. dei seguenti saggi.
I contenitori di vetro di Tipo I sono, in generale, adatti per
tutte le preparazioni sia di uso parenterale che non paren- RESISTENZA IDROLITICA
terale, per il sangue umano e le sue frazioni.
I contenitori di vetro di Tipo II sono, in generale, Apparecchi e reattivi
adatti per preparazioni acquose acide o neutre per uso ^ Mortaio, pestello (vedi Figura.3.2.1.-1) e martello in
parenterale. acciaio temperato magnetico.
I contenitori di vetro di Tipo III sono adatti per prepara- ^ Una serie di 3 setacci, a maglie quadrate in acciaio
zioni non acquose per uso parenterale, per polveri inossidabile, montati su di un telaio dello stesso
per uso parenterale e per preparazioni per uso non paren- materiale, composta da:
terale. a) setaccio n.710
I contenitori di vetro di Tipo IV sono in generale adatti b) setaccio n.425
per preparazioni solide per uso non parenterale e per
alcune preparazioni liquide o semisolide per uso non c) setaccio n.250
parenterale. ^ Un magnete permanente.
In generale, si possono impiegare contenitori di vetro ^ Beute e coperchi, in vetro neutro, ûinvecchiatiý, cioe©
con resistenza idrolitica superiore a quella sopra racco- gia© usati per il saggio, oppure beute che siano state
mandata per un particolare tipo di preparazione. riempite con acqua R e tenute in autoclave a 121 C
Per le preparazioni di uso non parenterale possono per almeno 1 h.
essere usati vetri sia incolori che colorati. Le prepara- ^ Fogli di un metallo inerte (per esempio, alluminio).
zioni per uso parenterale sono normalmente presen- ^ Un'autoclave in grado di mantenere una tempera-
tate in vetro incolore, ma possono essere usati vetri tura di 121 C 1 C, dotata di termometro,
colorati per sostanze sensibili alla luce. Si racco- 6
Anche la superficie esterna puo© esser trattata, ^ Una bilancia in grado di pesare fino a 500 g con una
per esempio, per ridurre l'attrito e aumentare la precisione di 0,005 g.
358
Contenitori di vetro per uso farmaceutico
inoizircserP
^ Acqua esente da anidride carbonica R. Tabella 3.2.1.-1. Numero di contenitori e volume del
ilareneG
^ Rosso metile soluzione R. liquido da esaminare.
^ Acido cloridrico 0,01 M. Volume di
Numero di Volume del liquido
^ Acetone R.
riempimento in
contenitori da titolare in millilitri
isilanA id
millilitri
idoteM
^ Una miscela di 1 volume di acido fluoridrico R e 9 Fino a 3 Almeno 10 25,0
volumi di acido cloridrico R.
Oltre 3 e fino a 30 Almeno 5 50,0
Oltre 30 Almeno 3 100,0
irotinetnoC
/ ilairetaM
Metodo. Immediatamente prima del saggio, lavare
accuratamente ogni contenitore almeno tre volte con
acqua R, lasciar scolare e riempire i contenitori con il
volume prescritto di acqua R. Coprire le bottiglie ed i
flaconcini con cristallizzatori (o vetrini di orologio) di
ivittaeR
vetro neutro o con fogli di alluminio previamente lavati
con acqua R. Chiudere le fiale per fusione del vetro.
Porre i contenitori sulla rastrelliera e collocare il tutto
nell'autoclave contenente acqua R. Il livello dell'acqua
itnemogrA
nell'autoclave deve restare al disotto del piano della
ilareneG
rastrelliera. Chiudere l'autoclave ed operare come
segue:
^ riscaldare l'autoclave fino a 100 C e lasciare sfiatare
il vapore dalla valvola per 10 min,
eifargonoM
ilareneG
^ aumentare la temperatura da 100 C a 121 C in
20 min,
^ mantenere la temperatura a 121 C 1 C per 6
ehcituecamraF
60 min,
emroF
^ abbassare la temperatura da 121 C a 100 C in
40 min, aprendo progressivamente la valvola di
sfiato per prevenire la formazione di vuoto.
Togliere i contenitori dall'autoclave con le normali pre-
cauzioni e raffreddarli in acqua corrente. Effettuare le
eiretaM
emirP
Figura 3.2.1.-1. Apparecchio per il metodo del vetro titolazioni entro 1 h dall'uscita dei contenitori dall'au-
polverizzato. toclave. Riunire i liquidi provenienti dai vari recipienti
Dimensioni in millimetri. e mescolare. Prelevarne il volume prescritto in
Tabella 3.2.1.-1 ed introdurlo in una beuta. Porre un
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
Volume di riempimento. Il volume di riempimento e© il volume identico di acqua R, come bianco, in una
volume di acqua da introdurre nel contenitore per ese- seconda beuta uguale. Aggiungere ad ogni beuta
guire il saggio. Per le bottiglie ed i flaconcini il volume 0,05 ml di rosso metile soluzione R, per ogni 25 ml di
di riempimento e© il 90 per cento della loro capacita© a liquido. Titolare il bianco con acido cloridrico 0,01 M.
Titolare il liquido in esame con lo stesso acido fino ad
ehcitapoemO
liquido necessari per la determinazione finale sono Limiti. I risultati non sono superiori ai valori indicati
indicati nella Tabella 3.2.1.-1. nella Tabella 3.2.1.-2.
359
Contenitori di vetro per uso farmaceutico
Tabella 3.2.1.-2. Valori limite del saggio di resistenza con acqua R. Assicurarsi che la polvere sia sparsa uni-
idrolitica di superficie formemente sul fondo della beuta. Collocare le beute
in autoclave e mantenerle a 121 C per 30 min, ese-
Volume di riempimento Volume in ml di HCl 0,01 M
guendo le operazioni descritte nel Saggio A per la resi-
in millilitri
stenza idrolitica di superficie. Dopo raffreddamento,
per 100 ml di liquido da esaminare
.
vetro proveniente da almeno tre contenitori, in modo Il numero dei contenitori
tata dei contenitori
che i frammenti piu© grandi non eccedano i 25 mm. volumi di riempimentonecessari sono
per il saggio ed i
indicati nella
Trasferire una parte del campione nel mortaio. Inserire Tabella 3.2.1.-1.
il pestello e colpirlo fortemente col martello una sola Metodo. Lavare due volte i contenitori con acqua R.
volta. Riempirli completamente con la miscela di acido fluori-
Trasferire il contenuto del mortaio nel setaccio a maglie drico R e di acido cloridrico R e lasciarli riposare per
piu© larghe (a). Ripetere l'operazione fino a che tutti i 10 min. Svuotarli e lavarli accuratamente 5 volte con
frammenti siano stati trasferiti nel setaccio. Agitare acqua R. Immediatamente prima del saggio, lavare i
rapidamente, togliere la porzione rimasta sui setacci contenitori ancora una volta con acqua R e sottoporli
(a) e (b) e sottoporla a frattura, ripetendo l'operazione allo stesso trattamento in autoclave e procedura di tito-
fino a quando sul setaccio (a) rimangono circa 20 g di lazione
tica di
descritte nel Saggio A per la resistenza idroli-
superficie.
vetro. Scartare questa porzione e quella che passa attra-
verso il setaccio (c). Agitare l'insieme dei setacci a Distinzione fra i contenitori di vetro di Tipo I e di Tipo II
360
Contenitori di vetro per uso farmaceutico
inoizircserP
bammato R in piridina anidra R. Aggiungere 3,0 g di
ilareneG
ARSENICO
Il saggio si applica solo ai contenitori in vetro desti- zinco R in granuli (710) alla miscela contenuta nel
nati a contenere preparazioni acquose per uso paren- generatore (A);. Collegare immediatamente quest'ul-
terale. timo al depuratore gia© montato e collocarlo in un
Apparecchio. L'apparecchio (vedi Figura 3.2.1.-2) consi- bagno d'acqua termostatato a 25 C 3 C. Lasciare
6
isilanA id
ste in un generatore di arsina (A) collegato ad un depu- che lo svolgimento dell'idrogeno e lo sviluppo del
idoteM
ratore (C) e ad un tubo di assorbimento (E) a mezzo di colore procedano per 45 min agitando dolcemente il
giunti smerigliati conici o sferici (B e D). Puo© essere generatore ogni 10 min. Scollegare il tubo di assorbi-
usato qualsiasi altro apparecchio basato sullo stesso mento dal generatore e trasferire la soluzione in una
principio di montaggio. provetta per saggi comparativi (2.1.5). Ogni eventuale
irotinetnoC
/ ilairetaM
colorazione rossa nella soluzione campione non e© piu©
intensa di quella sviluppata nella soluzione di riferi-
mento.
La valutazione puo© esser effettuata anche con uno
spettrofotometro o un colorimetro, misurando tra 535
e 540 nm e impiegando una cella da 1 cm, usando come
ivittaeR
bianco la soluzione di argento dietilditiocarbammato.
La soluzione in esame non contiene piu© di 0,1 ppm di
arsenico (As).
itnemogrA
ilareneG
TRAMISSIONE DELLA LUCE PER I CONTENITORI DI
VETRO COLORATO
Preparazione del campione. Rompere il contenitore di
vetro o tagliarlo con una sega circolare dotata di una
ruota abrasiva ad umido, come ad esempio una ruota
eifargonoM
ilareneG
diamantata o al carborundum. Scegliere sezioni rappre-
Figura 3.2.1.-2. Apparecchio per la determinazione sentative dello spessore della parete ed adattarle per
dell'arsenico esser montate in uno spettrofotometro. Se il campione
e© troppo piccolo per coprire l'apertura del porta-cam-
ehcituecamraF
Soluzione in esame. Introdurre nel generatore 35 ml del pioni, e purchë la sua lunghezza sia maggiore di quella
della fenditura ottica dello strumento, si puo© coprire la
emroF
liquido ottenuto, come indicato nel Saggio A per la resi-
stenza idrolitica di superficie, dal contenitore in vetro parte rimasta scoperta con schermature opache di carta
per preparazioni acquose parenterali. Per contenitori o di nastro. Prima del montaggio, lavare, asciugare e
piu© piccoli introdurre 35 ml di liquido ottenuto dalla pulire il campione e metterlo in posizione, fissandolo
mescolanza del contenuto di vari contenitori, sottopo- con cera od altro mezzo adatto, evitando di lasciarvi
eiretaM
impronte digitali od altri segni.
emirP
sti allo stesso trattamento.
Soluzione di riferimento. Diluire 3,5 ml di soluzione Procedimento. Porre il campione nello spettrofotometro
standard di arsenico (As 1 ppm) R a 35 ml con acqua R con il suo asse cilindrico parallelo alla fenditura, in
ed introdurla nel generatore. modo che il fascio di luce sia perpendicolare alla super-
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
Procedimento. Trattare come segue, nelle stesse condi- ficie della sezione e che le perdite per riflessione siano
zioni, la soluzione in esame e quella di riferimento: ridotte al minimo. Misurare la trasmissione, rispetto
mescolare 20 ml di una soluzione (350 g/l) di acido sol- all'aria, nel campo spettrale fra 290 nm e 450 nm, in
forico R, 2 ml di potassio ioduro soluzione R, 0,5 ml di modo continuo o ad intervalli di 20 nm.
ehcitapoemO
inoizaraperP
stagno(-oso) cloruro soluzione R ed 1 ml di 2-propano- Limiti. Per i contenitori di vetro colorato destinati a
lo R. Lasciare a riposo per 30 min. Riempire il depura- contenere prodotti di impiego non parenterale ed indi-
tore (C) con due batuffoli di piombo acetato cotone R pendentemente dal tipo e dalla capacita© del contenitore
in modo da lasciare uno spazio di 2 mm fra i due stesso, la trasmissione della luce, osservata nel campo
batuffoli. Lubrificare i giunti (B e D) con un appro- spettrale fra 290-450 nm, non supera il 10 per cento.
priato grasso da rubinetti e collegare con il tubo di Per i recipienti di vetro colorati per preparazioni paren-
ecidnI
assorbimento (E). Introdurre nel tubo di assorbimento terali, la trasmissione non supera i limiti indicati nella
3,0 ml di una soluzione (5 g/l) di argento dietilditiocar- Tabella 3.2.1.-4.
361
Contenitori e chiusure in plastica per uso farmaceutico
Tabella 3.2.1.-4. Limiti di trasmissione della luce per 3.2.2. CONTENITORI E CHIUSURE IN PLASTICA
362
Contenitori e chiusure in plastica per uso farmaceutico
inoizircserP
nito e si sottopongono a saggi pratici in condizioni che adatti per emulsioni. I polimeri piu© comunemente uti-
ilareneG
riproducono quelle dell'impiego al quale sono destinati lizzati sono polietilene, polipropilene e polivinile clo-
inclusa, se e© il caso, la sterilizzazione. Per confermare ruro. Le specificazioni qui riportate devono essere lette
la compatibilita© fra contenitori e contenuti e per garan- in accordo con la sezione 3.2.2. Contenitori e chiusure
tire che non si abbiano variazioni dannose per la qua- in plastica per uso farmaceutico.
isilanA id
lita© della preparazione, si effettuano diversi saggi quali
idoteM
la verifica dell'assenza di modificazioni delle caratteri- I contenitori possono essere sacche o bottiglie. Hanno
stiche fisiche, la valutazione delle possibili perdite o un sito adatto per l'attacco di un apparato tubolare per
incrementi dovuti a permeazione, il rilevamento di l'infusione disegnato in modo da garantire un collega-
variazioni di pH, la valutazione di modificazioni mento sicuro. Possono avere un sito che permetta di
fare una iniezione al momento dell'uso. Generalmente
irotinetnoC
/ ilairetaM
causate dalla luce, saggi chimici e, se del caso, saggi bio- hanno un dispositivo che consente di sospenderli e che
logici. dovra© sopportare la tensione che si verifica al momento
Il metodo di produzione e© tale da assicurare la riprodu- dell'uso. I contenitori devono resistere alle condizioni
cibilita© per la successiva fabbricazione in grande quan- di sterilizzazione alle quali saranno sottoposti.
tita© e si scelgono condizioni di lavorazione che esclu- La forma del contenitore e il metodo di sterilizzazione
ivittaeR
dano la possibilita© di contaminazione con altri mate- scelto sono tali che tutte le parti dei contenitori che pos-
riali plastici o loro componenti. Il produttore deve sono venire a contatto con la soluzione siano steriliz-
assicurare che i contenitori fabbricati in produzione zate. I contenitori, dopo la chiusura, sono impermeabili
siano simili sotto tutti i punti di vista ai campioni tipo. ai microrganismi. I contenitori sono tali che, dopo il
riempimento, resistono al danno derivato da un conge-
itnemogrA
Perchë i risultati dei saggi su campioni tipo rimangano
ilareneG
validi, e© importante che: lamento accidentale che potrebbe verificarsi durante il
^ non vi siano variazioni nella composizione del trasporto della preparazione finale. Se non diversa-
materiale cos|© come definita per i campioni tipo; mente giustificato e autorizzato, i contenitori sono e
rimangono sufficientemente trasparenti da permettere
eifargonoM
^ non vi siano variazioni nel metodo di produzione in ogni momento di esaminare l'aspetto dei contenuti.
ilareneG
come cos|© definito per i campioni tipo, special- I contenitori vuoti non presentano difetti che possono
mente riguardo alle temperature alle quali il mate- portare a rotture e il contenitore riempito e chiuso non
riale plastico e© sottoposto durante la conversione mostra alcuna perdita.
o durante procedimenti successivi come la steriliz-
ehcituecamraF
zazione; Per una conveniente conservazione di certe prepara-
emroF
^ non venga utilizzato materiale di scarto. zioni, il contenitore deve essere racchiuso in una busta
di protezione. In questo caso, la valutazione prelimi-
Dopo opportuna validazione, puo© essere consentito il nare delle condizioni di conservazione deve essere effet-
riciclaggio di materiale in eccesso di natura e propor- tuata utilizzando il contenitore chiuso nella busta.
zioni ben definite.
eiretaM
emirP
I materiali descritti nella Farmacopea sono riconosciuti
adatti per gli scopi specifici indicati, come sopra defi- SAGGI
nito, purchë soddisfino a prove di compatibilita© per cia-
scuna differente combinazione contenitore contenuto. . Utilizzare la soluzione S entro 4 h dalla pre-
ehcituecamraF
inoizaraperP
Soluzione S
piu© polimeri, se necessario con additivi. I contenitori alluminio puro, alla temperatura e per il tempo utiliz-
descritti in questa sezione non sono necessariamente zati per la preparazione della soluzione S.
363
Contenitori di plastica sterili per sangue umano e sue frazioni
Aspetto della soluzione S . La soluzione S e© limpida zioni di fabbricazione dei contenitori sono fissate dal-
(2.2.1) ed incolore (Metodo II, 2.2.2). l'autorita© competente secondo la pertinente legislazione
Acidita© o alcalinita©. Ad un volume di soluzione S corri- nazionale e gli accordi internazionali.
spondente al 4 per cento della capacita© nominale del Quando la composizione dei materiali delle differenti
contenitore aggiungere 0,1 ml di fenolftaleina soluzio- parti dei contenitori corrisponde alle relative specifiche,
ne R. La soluzione e© incolore. Aggiungere 0,4 ml di la loro qualita© viene controllata con i metodi indicati
sodio idrossido 0,01 M. La soluzione e© rosa. Aggiungere in quelle specifiche (Vedere il capitolo 3.1. Materiali
0,8 ml di acido cloridrico 0,01 M e 0,1 ml di rosso metile usati per la fabbricazione di contenitori e le sue sezioni).
soluzione R. La soluzione e© rosso-arancio o rossa.
Assorbanza (2.2.25). Misurare l'assorbanza della Materiali diversi da quelli descritti nella Farmacopea
soluzione S da 230 nm a 360 nm, utilizzando il bianco possono essere usati, purchë la loro composizione sia
(vedi soluzione S) come liquido di compensazione. autorizzata dalla competente autorita© e purchë i conte-
A queste lunghezze d'onda, l'assorbanza non e© supe- nitori fabbricati con quei materiali soddisfino alle spe-
riore a 0,20. cifiche prescritte per Contenitori di plastica sterili per
Sostanze riducenti . A 20,0 ml di soluzione S aggiungere sangue umano e sue frazioni.
1 ml di acido solforico diluito R e 20,0 ml di potassio per- In condizioni di uso normale, i materiali non rilasciano
manganato 0,002 M. Bollire per 3 min e raffreddare monomeri, o altre sostanze, in quantita© tali da poter
immediatamente. Aggiungere 1 g di potassio ioduro R e essere nocivi, në portano a modificazioni anomale del
titolare immediatamente con sodio tiosolfato 0,01 M sangue.
utilizzando 0,25 ml di amido soluzione R come indica-
tore. Effettuare una titolazione utilizzando 20,0 ml del I contenitori possono contenere soluzioni anticoagu-
bianco. La differenza fra i volumi usati nelle due titola- lanti, secondo l'uso previsto, e sono forniti sterili.
zioni non e© superiore a 1,5 ml.
. Riempire un contenitore utilizzato in pre- Ciascun contenitore e© provvisto di raccordi adatti
Trasparenza
cedenza per la preparazione della soluzione S con un all'uso previsto. Il contenitore puo© costituire una sin-
volume, uguale alla capacita© nominale, della sospen- gola unita© oppure il contenitore di raccolta puo© essere
sione opalescente primaria (2.2.1) diluita 1:200 per un connesso, mediante uno o piu© tubi, ad uno o piu© conte-
contenitore di polietilene o di polipropilene e 1:400 per nitori secondari per permettere la separazione dei com-
gli altri contenitori. La torbidita© della sospensione e© ponenti del sangue entro un sistema chiuso.
percettibile quando si guarda attraverso le pareti del I raccordi hanno forma e dimensione appropriate per
contenitore e si confronta con un contenitore simile consentire un adeguato collegamento del contenitore
riempito con acqua R. con l'apparato di trasfusione. Le coperture di prote-
zione sull'ago per il prelievo e sui raccordi devono
ETICHETTE essere tali da assicurare il mantenimento della sterilita© .
Devono essere facili da rimuovere ma devono essere
L'etichetta che accompagna un lotto di contenitori inviolabili.
vuoti comprende l'indicazione di: La capacita© dei contenitori e© in rapporto alla capacita©
^ nome e indirizzo del fabbricante, nominale fissata dall'autorita© nazionale e al volume
^ numero del lotto che consente di conoscere le necessario di soluzione anticoagulante. La capacita©
vicende del contenitore e del materiale plastico di nominale e© il volume di sangue da raccogliere nel conte-
cui e© costituito. nitore. I contenitori sono di forma tale che una volta
riempiti possano essere centrifugati.
3.2.3. CONTENITORI DI PLASTICA STERILI PER I contenitori sono muniti di un sistema adatto a sospen-
SANGUE UMANO E SUE FRAZIONI derli o fissarli, che non ostacola la raccolta, la conser-
vazione, il trattamento o la somministrazione del
I contenitori di plastica per la raccolta, la conserva- sangue.
zione, il trattamento e la somministrazione di sangue e
sue frazioni sono costituiti da uno o piu© polimeri, se I contenitori sono racchiusi in buste di protezione sigil-
necessario, con additivi. La composizione e le condi- late.
364
Contenitori di plastica sterili per sangue umano e sue frazioni
inoizircserP
CARATTERI . Porre il contenitore, che e© stato sottoposto al
ilareneG
Perdite
isilanA id
alle lastre per comprimere il contenitore cos|© che la sua
idoteM
mento e lo svuotamento nelle normali condizioni d'uso. pressione interna (cioe© la differenza fra la pressione
Il contenitore contiene non piu© di 5 ml di aria. applicata e la pressione atmosferica) raggiunga i
67 kPa entro 1 min. Mantenere la pressione per
10 min. Nessun segno di perdita e© rivelabile sulla carta
irotinetnoC
SAGGI
/ ilairetaM
con l'indicatore o in corrispondenza di altri punti di
Soluzione S1 . Riempire il contenitore con 100 ml di una collegamento (saldature, giunti, ecc.).
soluzione sterile, apirogena, (9 g/l) di sodio cloruro R. . Per un contenitore che contenga
Chiudere il contenitore e scaldarlo in autoclave cos|©
Permeabilita© al vapore
ivittaeR
Se il contenitore in esame contiene una soluzione anti- volume di sangue che dovrebbe contenere.
coagulante, vuotarlo e poi sciacquare con 250 ml di
acqua per preparazioni iniettabili R a 20 C 1 C e
6 Per un contenitore vuoto, riempirlo con la stessa
scartare i lavaggi. miscela di soluzione anticoagulante e sodio cloruro
itnemogrA
soluzione. Chiudere il contenitore, pesarlo e conser-
ilareneG
Soluzione S 2 . Introdurre nel contenitore un volume di varlo per 21 giorni a 5 1 C in un'atmosfera con umi-
acqua per preparazioni iniettabili R corrispondente al 6
eifargonoM
. Riempire il contenitore
ilareneG
mento, aggiungere acqua per preparazioni iniettabili R
Svuotamento sotto pressione
ehcituecamraF
coagulante, prima vuotare e poi sciacquare come indi- svuotamento, una pressione interna (cioe© la differenza
emroF
cato sopra. fra la pressione applicata e la pressione atmosferica) di
Resistenza alla centrifugazione . Introdurre nel conteni- 40 kPa. Il contenitore si svuota in meno di 2 min.
tore un volume di acqua R, acidificata per aggiunta di . Collegare il contenitore, attra-
1 ml di acido cloridrico diluito R, sufficiente a riempirlo Velocita© di riempimento
emirP
con carta assorbente impregnata con blu bromofenolo che contiene una soluzione adatta con una viscosita©
soluzione R1 (diluita 1:5) oppure con altro indicatore uguale a quella del sangue, come una soluzione
adatto e poi essiccata. Centrifugare a 5000 giri per (335 g/l) di saccarosio R a 37 C. Mantenere la pres-
10 min. Non si deve avere alcuna fuga rivelata dalla sione interna del serbatoio (cioe© la differenza fra la
ehcituecamraF
inoizaraperP
carta indicatrice në alcuna distorsione permanente. 9,3 kPa con la base del serbatoio e la parte superiore
Resistenza alla trazione . Introdurre nel contenitore un del contenitore allo stesso livello. Il volume di liquido
volume di acqua R, acidificata per aggiunta di 1 ml di che fluisce nel contenitore in 8 min non e© inferiore alla
acido cloridrico diluito R, sufficiente a riempirlo alla sua capacita© nominale.
ehcitapoemO
inoizaraperP
per il riempimento e lo svuotamento. Non si devono tenerla per 12 h. Lasciar raffreddare a temperatura
verificare rotture o deterioramenti. ambiente. Il contenitore soddisfa ai saggi di resistenza
365
Contenitori di plastica sterili per sangue umano e sue frazioni
alla centrifugazione, resistenza alla trazione, perdite, Ai tubi I, II e III aggiungere, rispettivamente, 1,5 ml di
permeabilita© al vapore, svuotamento sotto pressione e soluzione A1, 1,5 ml di soluzione B1 e 1,5 ml di solu-
velocita© di riempimento prima descritti. zione C1. Contemporaneamente e nello stesso modo
. Riempire il contenitore vuoto con un preparare altri tre tubi, sostituendo la soluzione S2 con
Trasparenza
volume, uguale alla sua capacita© nominale, di sospen- acqua R. Centrifugare contemporaneamente i tubi in
sione primaria opalescente (2.2.1) diluita in modo da esame e quelli di controllo, esattamente a 2500 giri nella
avere un'assorbanza (2.2.25) a 640 nm da 0,37 a 0,43 stessa centrifuga orizzontale per 5 min. Dopo la centri-
(fattore di diluizione circa 1:16). La torbidita© della fugazione, misurare le assorbanze dei liquidi (2.2.25) a
sospensione deve essere percepibile quando viene osser- 540 nm usando la soluzione tampone madre come
vata attraverso la sacca, in confronto con un conteni- bianco e calcolare il valore emolitico in percentuale dal-
tore simile riempito con acqua R. l'espressione:
. I saggi vengono effettuati con moda- Aexp 100
Materie estraibili
366
Contenitori vuoti sterili di polivinile cloruro plastificato per sangue umano e sue frazioni
inoizircserP
ETICHETTE all'8 per cento della capacita© nominale del contenitore.
ilareneG
Contemporaneamente preparare un bianco utilizzando
L'etichetta e© conforme alla relativa legislazione nazio- un uguale volume di soluzione di riferimento, preparata
nale e agli accordi internazionali. Riporta: di recente, in un'altra beuta di vetro borosilicato.
^ il nome e l'indirizzo del produttore, Aggiungere a ciascuna soluzione 20,0 ml di potassio
isilanA id
permanganato 0,002 M e 1 ml di acido solforico dilui-
idoteM
^ un numero di lotto che consenta di risalire alle fasi di to R. Lasciar riposare, al riparo dalla luce, per 15 min.
produzione del contenitore e del materiale plastico di A ciascuna soluzione aggiungere 0,1 g di potassio iodu-
cui e© composto. ro R, lasciar riposare al riparo dalla luce per 5 min e
Una parte dell'etichetta e© riservata per: titolare immediatamente con sodio tiosolfato 0,01 M
irotinetnoC
/ ilairetaM
^ l'indicazione del gruppo sanguigno, il numero di rife- utilizzando 0,25 ml di amido soluzione R come indica-
rimento e tutte le altre indicazioni richieste dalla legi- tore. La differenza fra le due titolazioni non e© superiore
slazione nazionale o da accordi internazionali e uno a 2,0 ml.
spazio vuoto per inserire etichette supplementari. . Ad un volume di soluzione S2 corri-
Acidita© o alcalinita©
L'etichetta della busta di protezione o l'etichetta sul con- spondente al 4 per cento della capacita© nominale del
ivittaeR
tenitore, visibile attraverso la busta, indica: contenitore, aggiungere 0,1 ml di fenolftaleina soluzio-
^ la data di scadenza, ne R. La soluzione rimane incolore. Aggiungere 0,4 ml
di sodio idrossido 0,01 M. La soluzione e© rosa. Aggiun-
^ che, una volta tolto dall'imballaggio, il contenitore gere 0,8 ml di acido cloridrico 0,01 M e 0,1 ml di rosso
deve essere utilizzato entro 10 giorni. metile soluzione R. La soluzione e© rosso arancio o rossa.
itnemogrA
ilareneG
L'inchiostro o altre sostanze utilizzate per stampare le (2.4.4). 15 ml di soluzione S2 soddisfano al sag-
etichette o per scrivere, non devono diffondere nel
Cloruri
eifargonoM
ilareneG
acqua R.
3.2.4. CONTENITORI VUOTI STERILI IN MATE-
Ammonio (2.4.1). Diluire 5 ml di soluzione S2 a 14 ml
RIALE A BASE DI POLIVINILE CLORURO
con acqua R. La soluzione soddisfa al saggio limite per
PLASTIFICATO PER SANGUE UMANO E
l'ammonio (2 ppm).
ehcituecamraF
SUE FRAZIONI.
emroF
Residuo all'evaporazione
A meno che sia diversamente autorizzato, come defi- soluzione S2 in un recipiente di vetro borosilicato di
nito in Contenitori di plastica sterili per sangue umano e appropriata capacita© , preventivamente riscaldato a
sue frazioni (3.2.3), la natura e la composizione del 105 C. Evaporare a secco, nelle stesse condizioni,
materiale di cui i contenitori sono costituiti soddisfano 100 ml della soluzione di riferimento (saggio in bianco)
ai requisiti per Materiali a base di polivinile cloruro pla- ed essiccare a massa costante a 100-105 C. Il residuo
eiretaM
emirP
stificato per contenitori per sangue umano e sue frazioni della soluzione S2 non pesa piu© di 3 mg, tenuto conto
e contenitori in plastica per soluzioni acquose per infu- del saggio in bianco.
sione endovenosa (3.1.1). Assorbanza (2.2.25). Misurare l'assorbanza della solu-
ehcituecamraF
ehcificepS
seguenti saggi per rilevare sostanze estraibili. Di(2-etilesil) ftalato estraibile. Usare come solvente di
Soluzione di riferimento . Riscaldare acqua per prepara- estrazione alcool R diluito con acqua R cos|© da avere
zioni iniettabili R in un matraccio di vetro borosilicato una densita© relativa (2.2.5) da 0,9389 a 0,9395 misurata
in autoclave a 110 C per 30 min. con un picnometro.
Sostanze ossidabili . Immediatamente dopo la prepara- Soluzione madre. Disciogliere 0,100 g di di(2-etilesil)
zione della soluzione S2 (vedi 3.2.3), trasferirne in una
ecidnI
367
Contenitori sterili di polivinile cloruro per sangue umano contenenti una soluzione anticoagulante
(c) Diluire 5,0 ml di soluzione madre a 100,0 ml con il BASE DI POLIVINILE CLORURO PLASTI-
NENTI
PER
UNA
SANGUE
SOLUZIONE
UMANO CONTE-
ANTICOAGU-
Vedere Contenitori di plastica sterili per sangue umano e soluzione anticoagulante per mezzo del tubo flessibile
sue frazioni (3.2.3). per il prelievo. Utilizzando un imbuto collegato al tubo,
368
Apparati tubolari per la trasfusione di sangue e sue frazioni
inoizircserP
riempire completamente il contenitore con acqua R, SAGGI
ilareneG
lasciare a contatto per 1 min premendo leggermente il
contenitore, quindi vuotarlo completamente. Ripetere Effettuare i saggi su apparati tubolari sterilizzati.
il lavaggio. Soluzione S. Preparare un sistema a circuito chiuso con
Il contenitore, cos|© vuotato e sciacquato, soddisfa al tre apparati tubolari e un recipiente di vetro borosili-
isilanA id
idoteM
saggio per il di(2-etilesil) ftalato estraibile riportato in cato da 300 ml. Collegare al recipiente un termostato
Contenitori vuoti sterili in materiale a base di polivinile che mantenga la temperatura del liquido nel recipiente
cloruro plastificato per sangue umano e sue frazioni a 37 1 C. Far circolare 250 ml di acqua per prepara-
6
irotinetnoC
/ ilairetaM
all'ora (per esempio utilizzando una pompa peristaltica
collegata per mezzo di una tubatura di silicone elasto-
CONFEZIONAMENTO ED ETICHETTE mero appropriata quanto piu© possibile corta). Racco-
gliere la totalita© della soluzione e lasciar raffreddare.
Vedere Contenitori di plastica sterili per sangue umano e . La soluzione S e© limpida
ivittaeR
sue frazioni (3.2.3). Aspetto della soluzione S
itnemogrA
ilareneG
SIONE DI SANGUE E SUE FRAZIONI
eifargonoM
necessarie per permettere all'insieme di essere utilizzato (2.2.25). Esaminata fra 230 nm e 250 nm, la
ilareneG
per la trasfusione in modo appropriato. Il sistema com- Assorbanza
ehcituecamraF
che consente di fare una iniezione al momento dell'uso. Ossido di etilene . Se l'etichetta indica che per la steriliz-
emroF
Quando gli apparati tubolari devono essere utilizzati zazione e© stato utilizzato ossido di etilene, il suo conte-
con contenitori che richiedono un filtro per l'aria, que- nuto, determinato con il metodo riportato di seguito,
sto puo© essere incorporato nel dispositivo per perforare non supera 10 ppm. Esaminare per gas cromatografia
le chiusure oppure si puo© utilizzare una presa d'aria (2.2.28).
separata. La camera che racchiude il filtro da sangue, Il procedimento cromatografico puo© essere eseguito
eiretaM
emirP
la camera di gocciolamento e il tubo principale sono utilizzando:
trasparenti. I materiali scelti e il disegno del sistema
sono tali da garantire l'assenza di effetti emolitici. ^ una colonna di acciaio inossidabile lunga 1,5 m e con
Gli apparati tubolari soddisfano alle norme correnti diametro interno di 6,4 mm impaccata con terra d'in-
ehcituecamraF
mantiene la sterilita© del contenuto. Gli apparati tubo- ^ un rivelatore a ionizzazione di fiamma.
lari non devono essere sterilizzati di nuovo o riutiliz- Mantenere la temperatura della colonna a 40 C, quella
zati. dell'iniettore a 100 C e quella del rivelatore a 150 C.
Gli apparati per la trasfusione del sangue e delle sue Verificare l'assenza di picchi che interferiscono con
frazioni vengono fabbricati in conformita© con le norme quello dell'ossido di etilene effettuando il saggio con
ecidnI
di buona fabbricazione per i dispositivi medici e con un apparato tubolare non sterilizzato oppure utiliz-
ogni normativa nazionale pertinente. zando un sistema cromatografico diverso, come:
369
Apparati tubolari per la trasfusione di sangue e sue frazioni
^ una colonna di acciaio inossidabile lunga 3 m e con aggiungere 1 ml di acido solforico diluito R e 20,0 ml di
diametro interno di 3,2 mm impaccata con terra d'in- potassio permanganato 0,002 M. Bollire per 3 min e raf-
fusori silanizzata per gas cromatografia R impregnata freddare immediatamente. Aggiungere 1 g di potassio
con triscianoetossipropano R (2 g per 10 g), ioduro R e titolare con sodio tiosolfato 0,01 M utiliz-
^ elio per cromatografia R come gas di trasporto ad una zando 0,25 ml di amido soluzione R come indicatore.
velocita© di flusso di 20 ml per minuto, Effettuare una prova in bianco utilizzando 20 ml di
acqua per preparazioni iniettabili R. La differenza fra i
^ un rivelatore a ionizzazione di fiamma. volumi delle due titolazioni non e© superiore a 2,0 ml.
Mantenere la temperatura della colonna a 60 C, quella Particelle estranee . Riempire l'apparato tubolare attra-
dell'iniettore a 100 C e quella del rivelatore a 150 C. verso il normale orifizio d'entrata con una soluzione
Soluzione di ossido di etilene. Preparare sotto cappa ven- (0,1 g/l) di sodio laurilsolfato R precedentemente filtrata
tilata. Porre 50,0 ml di dimetilacetammide R in un fla- attraverso un filtro di vetro poroso (16) e riscaldata a
concino da 50 ml, chiudere, fissare il tappo e pesare 37 C. Raccogliere il liquido attraverso l'uscita nor-
con la precisione di 0,1 mg. Riempire una siringa da male. Esaminato in condizioni idonee di visibilita© , il
50 ml di polietilene o di polipropilene con ossido di eti- liquido e© limpido e praticamente privo di particelle e di
lene R gassoso, lasciare che il gas rimanga a contatto filamenti visibili (si presuppone che siano visibili ad
con la siringa per circa 3 min, vuotare la siringa e riem- occhio nudo particelle e filamenti con diametro uguale
pirla di nuovo con 50 ml di ossido di etilene R gassoso. o superiore a 50 mm).
Applicare alla siringa un ago ipodermico e ridurre il Velocita© di . Passare attraverso un dispositivo
flusso
volume del gas nella siringa da 50 ml a 25 ml. Iniettare completo, con il regolatore di flusso completamente
questi 25 ml di ossido di etilene lentamente nel flacon- aperto, 50 ml di una soluzione avente una viscosita©
cino, agitando leggermente ed evitando il contatto fra di 3 mPa s (3 cP) (per esempio una soluzione (33 g/l)
1
l'ago e il liquido. Pesare di nuovo il flaconcino: l'au- di macrogol 4000 R a 20 C) con un dislivello costante
mento di massa e© compreso fra 45 mg e 60 mg ed e© uti- di 1 m tra il tappo del recipiente e il tubo porta-ago
lizzato per calcolare la concentrazione esatta della solu- dell'apparato tubolare. Il tempo necessario per il pas-
zione (circa 1 g per litro). saggio di 50 ml della soluzione non e© superiore a
Saggio. Pesare l'apparato tubolare dopo averlo tolto 90 secondi.
dall'imballaggio, tagliarlo in pezzi della dimensione Resistenza alla pressione . Chiudere ermeticamente le
massima di 1 cm e introdurli in un recipiente da 250- estremita© dell'apparato tubolare e qualunque disposi-
500 ml contenente 150 ml di dimetilacetammide R. tivo di presa d'aria. Collegare il sistema con una sor-
Chiudere il recipiente con un tappo appropriato e assi- gente di aria compressa munita di un regolatore di pres-
curare la chiusura. Porre il recipiente in stufa a sione e immergerlo in una vaschetta d'acqua a 20-
70 1 C per 16 h. Prelevare 1 ml del gas caldo dal
6 23 C. Applicare progressivamente una sovrapressione
recipiente e iniettarlo nella colonna. Dalla curva di di aria di 100 kPa e mantenerla per 1 min. Non deve
taratura e dall'altezza del picco ottenuto, calcolare la fuoriuscire alcuna bolla d'aria dal deflussore.
massa di ossido di etilene contenuta nel recipiente. Trasparenza . Utilizzare come sospensione di riferi-
Curva di taratura. In una serie di sette recipienti dello mento la sospensione opalescente primaria (2.2.1)
stesso tipo di quello utilizzato nel saggio e contenenti diluita 1 a 8 per sistemi che hanno tubulature con dia-
ciascuno 150 ml di dimetilacetammide R, porre rispetti- metro esterno inferiore a 5 mm e diluita 1 a 16 per quelli
vamente 0 ml, 0,05 ml, 0,10 ml, 0,20 ml, 0,50 ml, che hanno tubulature con diametro esterno di 5 mm o
1,00 ml e 2,00 ml della soluzione di ossido di etilene, piu© . Far circolare la sospensione di riferimento attra-
cioe© circa 0 g, 50 g, 100 g, 200 g, 500 g, 1000 g
l l l l l l verso il sistema e confrontare con un apparato tubolare
e 2000 g di ossido di etilene. Chiudere i recipienti, fis-
l dello stesso lotto riempito con acqua R. L'opalescenza
sare i tappi e porre i recipienti in stufa a 70 1 C per
6 e la presenza di bollicine sono rilevabili.
16 h. Iniettare 1 ml del gas caldo da ciascun recipiente . Evaporare 50,0 ml di solu-
nella colonna e tracciare una curva di taratura dalle Residuo all'evaporazione
370
Siringhe di plastica monouso sterili
inoizircserP
(2.6.1). Gli apparati tubolari soddisfano al sag- Le plastiche e i materiali elastomeri di cui sono fatti
ilareneG
Sterilita©
gio di sterilita© . Se e© stabilito che i dispositivi siano sterili corpo e stantuffo, soddisfano alla appropriata specifica
solo internamente, passare 50 ml di una soluzione di o ai requisiti fissati dall'autorita© competente.
sodio cloruro-peptone tamponata a pH 7,0 (2.6.12) I materiali piu© comunemente utilizzati sono il polipro-
attraverso l'apparato e utilizzarla per effettuare il sag- pilene e il polietilene. Le siringhe rispondono alle
isilanA id
gio con il metodo della filtrazione su membrana. norme usuali circa le dimensioni e l'utilizzazione.
idoteM
Se e© stabilito che i dispositivi siano sterili sia interna- Per facilitare il funzionamento della siringa si puo©
mente che esternamente, aprire l'imballaggio con le applicare sulle pareti interne del corpo olio di silicone
necessarie precauzioni asettiche e: (3.1.8) ma non deve rimanerne un eccesso in grado di
contaminare il contenuto al momento dell'uso.
irotinetnoC
/ ilairetaM
^ per il metodo dell'inoculazione diretta, porre il dispo-
sitivo o i suoi componenti in un recipiente adatto con- Inchiostri, gomme e adesivi utilizzati per marcare la
tenente una quantita© di terreno di coltura sufficiente siringa o l'imballaggio e, se necessario, l'insieme della
ad assicurare l'immersione completa; siringa e del suo imballaggio, non devono migrare
^ per il metodo della filtrazione su membrana porre il attraverso le pareti.
ivittaeR
dispositivo o i suoi componenti in un recipiente
adatto contenente una quantita© di una soluzione di SAGGI
sodio cloruro-peptone tamponata a pH 7,0 (2.6.12)
sufficiente a permettere un risciacquo totale per Soluzione S . Preparare la soluzione in modo da evitare
10 min. contaminazione da particelle estranee. Utilizzando un
itnemogrA
ilareneG
(2.6.8). Collegare insieme cinque apparati numero di siringhe sufficiente per ottenere 50 ml di
soluzione, riempire le siringhe al loro volume nominale
Pirogeni
eifargonoM
ro R. Raccogliere asetticamente la soluzione in un con-
ilareneG
tenitore esente da pirogeni. La soluzione soddisfa al Aspetto della soluzione . La soluzione S e© limpida (2.2.1)
saggio per i pirogeni. Iniettare 10 ml per chilogrammo ed incolore (Metodo II, 2.2.2) ed e© praticamente esente
di massa corporea del coniglio. da particelle solide.
ehcituecamraF
Acidita© o alcalinita©. A 20 ml di soluzione S aggiungere
0,1 ml di blu bromotimolo soluzione R1. Per il viraggio
emroF
ETICHETTE dell'indicatore non sono necessari piu© di 0,3 ml di sodio
L'etichetta indica, se del caso, che il dispositivo e© stato idrossido 0,01 M oppure di acido cloridrico 0,01 M.
sterilizzato utilizzando ossido di etilene. Assorbanza (2.2.25). Misurare l'assorbanza della solu-
zione S da 220 nm a 360 nm. L'assorbanza non e© supe-
eiretaM
emirP
3.2.8. SIRINGHE DI PLASTICA MONOUSO STE-
riore a 0,40.
RILI Ossido di etilene . Se l'etichetta indica che per la steriliz-
zazione e© stato utilizzato ossido di etilene, il suo conte-
Le siringhe di plastica monouso sterili sono dispositivi nuto, determinato con il metodo descritto piu© avanti,
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
medici destinati all'uso immediato per la somministra- non e© superiore a 10 ppm. Esaminare mediante gas cro-
zione di preparazioni iniettabili. Sono fornite sterili e matografia (2.2.28).
apirogene e non devono essere sterilizzate nuovamente Il procedimento cromatografico puo© essere eseguito
o riutilizzate. Sono costituite da un corpo cilindrico e utilizzando:
da uno stantuffo che puo© portare un anello di chiusura
ehcitapoemO
inoizaraperP
di elastomero; possono essere munite di un ago che ^ una colonna d'acciaio inossidabile lunga 1,5 m e con
puo© essere fisso. Ogni siringa e© fornita con una prote- diametro interno di 6,4 mm impaccata con terra d'in-
zione individuale per mantenere la sterilita© . fusori silanizzata per gas cromatografia R impregnata
con macrogol 1500 R (3 g per 10 g),
Il corpo cilindrico della siringa e© sufficientemente tra-
sparente per permettere di leggere senza difficolta© il ^ elio per cromatografia R come gas di trasporto ad una
velocita© di flusso di 20 ml per minuto,
ecidnI
371
Siringhe di plastica monouso sterili
Mantenere la temperatura della colonna a 40 C, quella piente con un tappo appropriato e assicurare la chiu-
dell'iniettore a 100 C e quella del rivelatore a 150 C. sura. Porre il recipiente in stufa a 70 1 C per 16 h.
6
Verificare l'assenza di picchi che interferiscono con Prelevare 1 ml del gas caldo dal recipiente e iniettarlo
quello dell'etilene ossido effettuando il saggio con una nella colonna. Dalla curva di taratura e dall'altezza del
siringa non sterilizzata oppure utilizzando un sistema picco ottenuto, calcolare la massa di ossido di etilene
cromatografico diverso, come: contenuta nel recipiente.
^ una colonna d'acciaio inossidabile lunga 3 m e con Olio di silicone. Calcolare la superficie interna di una
diametro interno di 3,2 mm impaccata con terra siringa in centimetri quadrati utilizzando l'espressione:
d'infusori silanizzata per gas cromatografia R
2 V p h
p
10 g),
^ elio per cromatografia R come gas di trasporto ad V = volume nominale di una siringa in cm3,
una velocita© di flusso di 20 ml per minuto, h = altezza della graduazione in cm.
^ un rivelatore a ionizzazione di fiamma. Prendere un numero di siringhe2sufficiente a dare una
Mantenere la temperatura della colonna a 60 C, quella superficie interna di 100-200 cm . Aspirare in ciascuna
dell'iniettore a 100 C e quella del rivelatore a 150 C. siringa un volume di diclorometano R uguale alla meta©
del volume nominale e riempire fino al volume nomi-
Soluzione di ossido di etilene. Preparare sotto una cappa nale con aria. Sciacquare la superficie interna corri-
ventilata. Porre 50,0 ml di dimetilacetammide R in un spondente al volume nominale con il solvente capovol-
flaconcino da 50 ml, chiudere, fissare il tappo e pesare gendo la siringa dieci volte in successione tenendo l'ori-
con la precisione di 0,1 mg. Riempire una siringa da fizio al quale fissare l'ago otturato con un dito
50 ml di polietilene o di polipropilene con ossido di eti- ricoperto con una pellicola di plastica inerte al dicloro-
lene R gassoso, lasciare che il gas rimanga a contatto metano. Raccogliere i liquidi in una capsula tarata e
con la siringa per circa 3 minuti, vuotare la siringa e ripetere l'operazione. Evaporare a secco a b.m. i liquidi
riempirla di nuovo con 50 ml di ossido di etilene R gas- riuniti. Essiccare a 100-1052 C per 1 h. Il residuo pesa
soso. Applicare alla siringa un ago ipodermico e ridurre non piu© di 0,25 mg per cm di superficie interna.
il volume del gas nella siringa da 50 ml a 25 ml.
Iniettare questi 25 ml di ossido di etilene lentamente Esaminare il residuo per spettrofotometria di assorbi-
nel flaconcino, agitando leggermente ed evitando il mento infrarosso (2.2.24). Lo spettro -1mostra bande
contatto fra l'ago e il liquido. Pesare di nuovo il flacon- tipiche dell'olio di-1 silicone a-1 805 cm , 1020 cm-1,
cino: l'aumento di massa e© compreso fra 45 mg e 1095 cm , 1260 cm e 2960 cm .
-1
60 mg ed e© utilizzato per calcolare la concentrazione . A 20,0 ml di soluzione S aggiungere
esatta della soluzione (circa 1 g per litro). Sostanze riducenti
laggio, tagliarla in pezzi della dimensione massima di Confrontare a occhio nudo in luce diffusa contro un
1 cm e introdurli in un recipiente da 250-500 ml conte- fondo nero. L'opalescenza della sospensione e© visibile
nente 150 ml di dimetilacetammide R. Chiudere il reci- per confronto con il bianco.
372
Chiusure in materiale elastomero per contenitori per preparazioni acquose
inoizircserP
(2.6.1). Le siringhe dichiarate sterili soddisfano (elastomeri), con appropriati additivi. La specifica si
ilareneG
Sterilita©
al saggio di sterilita© effettuato come segue. Aprire l'im- applica anche a chiusure per contenitori per polveri
ballaggio in modo asettico, estrarre la siringa, separare o per prodotti liofilizzati da sciogliere in acqua imme-
i componenti e porli ciascuno in un adatto recipiente diatamente prima dell'uso. La specifica non si applica
contenente terreno di coltura sufficiente a coprire com- a chiusure di silicone elastomero (che sono trattate
isilanA id
pletamente il pezzo. Utilizzare entrambi i terreni di col- in 3.1.9. Silicone elastomero per chiusure e tubolature),
idoteM
tura raccomandati (2.6.1). a chiusure laminate o verniciate. Gli elastomeri si
Le siringhe dichiarate sterili solo internamente soddi- ottengono da sostanze naturali o sintetiche per poli-
sfano al saggio di sterilita© effettuato come segue. merizzazione, poliaddizione o policondensazione. La
Utilizzare 50 ml di terreno di coltura per ciascuna natura dei principali componenti e dei vari additivi
irotinetnoC
/ ilairetaM
siringa in esame. Togliere asetticamente la protezione (per esempio vulcanizzatori, acceleratori, stabiliz-
dell'ago ed immergere quest'ultimo nel terreno di col- zanti, pigmenti) dipende dalle proprieta© richieste per
tura. Lavare la siringa cinque volte sollevando lo stan- il prodotto finito.
tuffo al suo limite superiore. Le chiusure in gomma possono essere classificate
(2.6.8). Le siringhe con un volume nominale secondo due tipi: chiusure di tipo I sono quelle che sod-
ivittaeR
Pirogeni
uguale o superiore a 15 ml soddisfano al saggio per i disfano alle specifiche piu© rigorose e sono quelle da pre-
pirogeni. Riempire un minimo di tre siringhe al loro ferire; chiusure di tipo II sono quelle che, avendo pro-
volume nominale con una soluzione apirogena (9 g/l) prieta© meccaniche per usi speciali (per esempio, perfo-
di sodio cloruro R e mantenere ad una temperatura di razioni multiple) non possono, per la loro
37 C per 2 h. Riunire asetticamente le soluzioni in un composizione chimica, soddisfare a specifiche rigorose
itnemogrA
ilareneG
contenitore apirogeno ed effettuare il saggio immedia- come quelle del primo tipo.
tamente utilizzando per ciascun coniglio 10 ml della Le chiusure scelte per essere usate con una particolare
soluzione per chilogrammo di massa corporea. preparazione sono tali che:
^ i componenti della preparazione a contatto con la
eifargonoM
ilareneG
ETICHETTE chiusura non sono assorbiti sulla superficie della
chiusura e non migrano in o attraverso la stessa in
L'etichetta sull'imballaggio indica: quantita© sufficiente da avere un effetto negativo
^ il numero di lotto, sulla preparazione,
ehcituecamraF
^ una descrizione della siringa, ^ la chiusura non cede alla preparazione sostanze in
quantita© sufficiente da influire sulla sua stabilita© o
emroF
^ che la siringa non e© riutilizzabile. da presentare un rischio di tossicita© .
L'etichetta sull'imballaggio esterno indica: Le chiusure sono compatibili con la preparazione per
^ il metodo di sterilizzazione, la quale sono utilizzate per tutto il suo periodo di
validita© .
eiretaM
emirP
^ che la siringa e© sterile, oppure che e© sterile solo inter-
namente, Il fabbricante della preparazione deve ottenere dal for-
^ il nome del produttore, nitore assicurazione che la composizione della chiusura
non cambia e che e© identica a quella della chiusura uti-
ehcituecamraF
^ che la siringa non deve essere usata se l'imballaggio e© lizzata durante le prove di compatibilita© . Quando il for-
inoizaraperP
ehcificepS
danneggiato oppure la protezione di sterilita© si e© nitore informa il fabbricante della preparazione di cam-
persa. biamenti nella composizione, le prove di compatibilita©
devono essere ripetute, totalmente o parzialmente,
secondo la natura dei cambiamenti.
ehcitapoemO
inoizaraperP
prima dell'uso.
PER CONTENITORI PER PREPARAZIONI
sono fatte di materiali ottenuti per vulcanizzazione slucide od opache e non hanno colorazione caratteri-
(reticolazione) di sostanze organiche macromolecolari stica, dipendendo quest'ultima dagli additivi usati.
373
Chiusure in materiale elastomero per contenitori per preparazioni acquose
Sono praticamente insolubili in tetraidrofurano nel circa 100 cm2, in un idoneo recipiente di vetro,
quale, tuttavia, si puo© avere un notevole e reversibile coprire con acqua per preparazioni iniettabili R , bol-
rigonfiamento. Sono omogenee e praticamente prive di lire per 5 min e sciacquare cinque volte con acqua
rilievi casuali e di inclusioni accidentali (per esempio per preparazioni iniettabili R fredda. Porre le chiusure
fibre, particelle estranee, cascami di gomma). lavate in una beuta a collo largo (vetro tipo I, 3.2.1),
L'identificazione del tipo di materiale elastomero utiliz- aggiungere 200 ml di acqua per preparazioni iniettabi-
zato per le chiusure non rientra nello scopo di questa li R e pesare. Coprire l'apertura della beuta con un
specifica. Il saggio di identificazione riportato piu© recipiente di vetro borosilicato. Scaldare in un auto-
avanti distingue chiusure di elastomero e di non-elasto- clave in modo da raggiungere in 20-30 min la tempe-
mero ma non differenzia i vari tipi di gomma. Altri ratura di 121 2 C e mantenere questa temperatura
6
saggi di identita© possono essere effettuati per rilevare, per 30 min. Raffreddare a temperatura ambiente in
in un lotto, differenze rispetto alle chiusure utilizzate 30 min circa. Riportare alla massa iniziale con acqua
per prove di compatibilita© . Per questo scopo si possono per preparazioni iniettabili R. Agitare e separare
utilizzare uno o piu© dei seguenti metodi analitici: deter- immediatamente la soluzione dalle chiusure per
minazione della densita© relativa, determinazione delle decantazione. Agitare la soluzione S prima di ogni
ceneri solforiche, determinazione del contenuto di zolfo, saggio.
cromatografia su strato sottile effettuata su un estratto, Bianco. Preparare un bianco nello stesso modo utiliz-
spettrofotometria di assorbimento nell'ultravioletto di zando 200 ml di acqua per preparazioni iniettabili R.
un estratto, spettrofotometria di assorbimento nell'in-
frarosso del prodotto di pirolisi. . La soluzione S non e© piu© opale-
Aspetto della soluzione
sato condensano presso la sommita© della provetta. razione della soluzione S. Filtrare la soluzione S su
Depositare poche gocce di pirolisato su un disco una membrana filtrante avente pori di circa 0,45 mm
di potassio bromuro ed esaminare per spettrofoto- scartando i primi pochi millilitri di filtrato. Misurare
metria di assorbimento nell'infrarosso (2.2.24), in l'assorbanza (2.2.25) del filtrato a lunghezza d'onda
confronto con lo spettro ottenuto con il campione da 220 nm a 360 nm, utilizzando il bianco (vedi solu-
tipo. zione S) come liquido di compensazione. A queste
C. Le ceneri totali (2.4.16) sono entro 10 per cento lunghezze
6
d'onda, l'assorbanza non deve essere supe-
riore a 0,2 per chiusure di tipo I o a 4,0 per chiusure
del risultato ottenuto con il campione tipo. di tipo II. Se necessario, diluire il filtrato prima di
misurare l'assorbanza e correggere il risultato per la
SAGGI diluizione.
I campioni da analizzare possono esser lavati e sterilizzati Sostanze riducenti . Effettuare il saggio entro 4 h dalla
prima dell'uso. preparazione della soluzione S. A 20,0 ml di soluzione S
aggiungere 1 ml di acido solforico diluito R e 20,0 ml di
Soluzione S . Introdurre un numero di chiusure non potassio permanganato 0,002 M. Bollire per 3 min e raf-
tagliate, corrispondenti ad una superficie totale di freddare. Aggiungere 1 g di potassio ioduro R e titolare
374
Chiusure in materiale elastomero per contenitori per preparazioni acquose
inoizircserP
immediatamente con sodio tiosolfato 0,01 M utiliz- collocare le chiusure da esaminare e assicurare con
ilareneG
zando 0,25 ml di amido soluzione R come indicatore. una capsula. Utilizzando per ciascuna un ago ipoder-(1)
Effettuare una titolazione utilizzando 20,0 ml del mico nuovo, lubrificato, con lunga smussatura
bianco. La differenza fra i volumi usati nelle due titola- (angolo di smussatura 12 2), con un diametro
6
zioni non e© superiore a 3,0 ml per chiusure di tipo I e a esterno di 0,8 mm perforare le chiusure tenendo l'ago
isilanA id
7,0 ml per chiusure di tipo II. perpendicolare alla superficie. La forza necessaria per
idoteM
(2.4.1): massimo 2 ppm. la perforazione, determinata con la precisione
Ammonio
di 0,25 N (25 grammi forza) non e© superiore a
6
irotinetnoC
/ ilairetaM
Cessione di frammenti
ivittaeR
fissare con una capsula e lasciar riposare per 16 h. Se
Soluzioni di riferimento. Preparare le soluzioni di le chiusure devono essere utilizzate per preparazioni
riferimento utilizzando soluzione standard di zinco secche, chiudere 12 contenitori puliti con le chiusure in
(Zn 10 ppm) R diluite con acido cloridrico 0,1 M. esame. Utilizzando un ago ipodermico lubrificato con
lunga smussatura(1) (angolo di smussatura 12 2),
itnemogrA
Sorgente: lampada a catodo cavo allo zinco.
ilareneG
6
eifargonoM
Metalli pesanti estraibili
ilareneG
La soluzione S soddisfa al saggio limite A. Preparare scuna chiusura e verificare che l'ago non si sia spuntato
la soluzione di riferimento utilizzando la soluzione stan- durante il saggio. Passare il liquido dei contenitori
dard di piombo (Pb 2 ppm) R. attraverso un filtro con pori di circa 0,5 mm. Contare i
. Evaporare 50,0 ml di solu- frammenti di gomma visibili ad occhio nudo. Il numero
ehcituecamraF
Residuo all'evaporazione
zione S a secco a b.m. ed essiccare a 100-105 C. totale di frammenti non e© superiore a cinque. Questo
emroF
Il residuo pesa non piu© di 2,0 mg per gomma di tipo I limite si basa sull'assunto che frammenti con diametro
e non piu© di 4,0 mg per quella di tipo II. uguale o superiore a 50 mm sono visibili a occhio nudo;
. Porre chiusure, tagliate se necessario, in caso di dubbio o controversia, i frammenti vengono
Solfuri volatili
con una superficie totale di 20 2 cm2 in una beuta esaminati al microscopio per verificare la loro natura e
6
dimensione.
eiretaM
da 100 ml e aggiungere 50 ml di una soluzione (20 g/l)
emirP
di acido citrico R. Porre un frammento di piombo ace- Saggi per l'auto-sigillatura . Per chiusure da utilizzare
tato cartina R sull'apertura della beuta e mantenerla in con contenitori multidose, effettuare il seguente saggio.
posizione ponendole sopra un pesafiltri rovesciato. Riempire dieci idonei contenitori al volume nominale
con acqua R, inserire le chiusure in esame e fissarle con
ehcituecamraF
ehcificepS
que macchia nera sulla carta non e© piu© intensa di quella una capsula. Utilizzando per ogni chiusura un ago ipo-
di una soluzione di riferimento preparata contempora- dermico nuovo con diametro esterno di 0,8 mm, perfo-
neamente nello stesso modo utilizzando 0,154 mg di rare ciascuna chiusura dieci volte, ogni volta in un
sodio solfuro R e 50 ml di una soluzione (20 g/l) di punto diverso. Immergere in contenitori in posizione
verticale in una soluzione (1 g/l) di blu metilene R e
ehcitapoemO
inoizaraperP
10 contenitori adatti al volume nominale con acqua R, (1) Vedere ISO 7864 ``Aghi ipodermici sterili monouso''.
375
4. Reattivi
inoizircserP
ilareneG
isilanA id
4.1. Reattivi, soluzioni standard, solu- 4.1.3. Soluzioni tampone . . . . . . . . . . . . . . 510
idoteM
zioni tampone . . . . . . . . . . . . . . . 379 4.2. Analisi volumetriche . . . . . . . . . . . . 516
4.1.1. Reattivi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 379 4.2.1. Reattivi speciali per volumetria . . . . 516
4.1.2. Soluzioni standard per saggi limite . 505 4.2.2. Soluzioni titolare . . . . . . . . . . . . . . . 516
irotinetnoC
/ ilairetaM
ivittaeR
itnemogrA
ilareneG
eifargonoM
ilareneG
ehcituecamraF
emroF
eiretaM
emirP
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
ehcitapoemO
inoizaraperP
ecidnI
Reattivi
inoizircserP
Liquido volatile limpido, incolore, miscibile con acqua
ilareneG
4.1. REATTIVI, SOLUZIONI STANDARD,
isilanA id
nella seguente lista. Le specifiche date per i reattivi non
idoteM
garantiscono che la loro qualita© sia idonea per l'uso nei Acetilacetammide . C4H7NO2. (Mr 101,1). 1102600.
medicinali. [5977-14-0]. 3-Ossobutanammide.
Nell'ambito della descrizione di ogni reattivo vi e© un p.f.: da 53 C a 56 C.
. C5H8O2. (Mr 100,1). 1000900. [123-54-6].
irotinetnoC
codice di riferimento a sette cifre in corsivo (per esempio,
/ ilairetaM
Acetilacetone
ivittaeR
zati dalla assenza di tale numero. La descrizione puo© n20D : da 1,452 a 1,453.
anche includere un numero CAS (Chemical Abstract Ser- p.e.: da 138 C a 140 C.
vice Registry Number) riconoscibile dal suo formato
tipico, per esempio [9002-93-1]. Acetilacetone reattivo R1 . 1000901.
A 100 ml di ammonio acetato soluzione R aggiun-
itnemogrA
Alcuni reattivi inclusi nella lista sono tossici e devono
ilareneG
essere maneggiati in conformita© con le norme di buona gere 0,2 ml di acetilacetone R.
pratica di laboratorio. N-Acetil-e-caprolattame . C8H13NO2. (Mr 155,2).
I reattivi in soluzione acquosa sono preparati utiliz- 1102700. [1888-91-1]. N-Acetilesano-6-lattame.
zando acqua R. Quando la soluzione di un reattivo e© Liquido incolore, miscibile con etanolo.
eifargonoM
ilareneG
descritta usando un'espressione tipo acido cloridrico d2020 : circa 1,100.
(HCl 10 g/l), la soluzione e© preparata mediante appro- n20D : circa 1,489.
priata diluizione con acqua R di una soluzione piu© con- p.e.: circa 135 C.
centrata del reattivo specificato in questa sezione. Le
ehcituecamraF
soluzioni dei reattivi utilizzate nei saggi limite per il bario, Acetilcolina cloruro . C7H16ClNO2. (Mr 181,7). 1001000.
per il calcio e per i solfati sono preparate usando acqua [60-31-1].
emroF
distillata R. Quando non e© indicato il nome del solvente Polvere cristallina, solubilissima in acqua fredda e in
si intende una soluzione acquosa. alcool, praticamente insolubile in etere; si decompone
I reattivi e le soluzioni dei reattivi devono essere conser- in acqua calda e in alcali.
vate in recipienti ben chiusi. Le etichette devono essere Conservare a ^20 C.
eiretaM
emirP
conformi alla legislazione nazionale e alle disposizioni . C2H3ClO. (Mr 78,5). 1000800. [75-36-5].
internazionali.
Acetile cloruro
4.1.1. REATTIVI
inoizaraperP
ehcificepS
nale.
cento distilla tra 49 C e 53 C.
Liquido infiammabile, incolore, limpido, miscibile con . C12H14O3. (Mr 206,2). 1100700.
acqua e con alcool.
ehcitapoemO
inoizaraperP
Acetileugenolo
[93-28-7]. 2-Metossi-4-(2-propenil)fenilacetato.
d2020 : circa 0,788. Liquido oleoso giallo, molto solubile in alcool e in
n20D : circa 1,332 etere, praticamente insolubile in acqua.
n20D : circa 1,521.
p.e.: circa 21 C. p.e.: da 281 C a 282 C.
ecidnI
Acetale . C6H14O2. (Mr 118,2). 1112300. [105-57-7]. Ace- L'acetileugenolo utilizzato in gas cromatografia soddisfa
taldeide dietilacetale. 1,1-Dietossietano. all'ulteriore saggio seguente:
379
Reattivi
Determinazione quantitativa. Esaminare mediante gas Acetonitrile . C2H3N. (Mr 41,05). 1000700. [75-05-8].
cromatografia (2.2.28) come prescritto nella monogra- Metile cianuro. Etanonitrile.
fia Garofano essenza (1091) usando la sostanza in Liquido, limpido, incolore, miscibile con acqua, con
esame come soluzione in esame. acetone, con etere e con metanolo.
L'area del picco principale non e© inferiore al 98,0 per d2020 : circa 0,78.
cento dell'area totale dei picchi. n20D : circa 1,344.
N- Acetilglucosammina . C8H15NO6. (Mr 221,2). Una soluzione 100 g/l e© neutra al tornasole cartina.
1133600. [7512-17-6]. 2-(Acetilammino)-2-desossi-d- Intervallo di distillazione (2.2.11). Non meno del 95 per
glucopiranosio. cento distilla tra 80 C e 82 C.
p.f.: circa 202 C. L'acetonitrile utilizzato in spettrofotometria soddisfa
Acetiltirosina estere etilico . C13H17NO4.H2O. (Mr 269,3). all'ulteriore requisito seguente:
1001200. [36546-50-6]. N-Acetil-l-tirosina estere etilico Trasmittanza minima (2.2.25) 98 per cento da 255 nm a
monoidrato. Etile (S)-2-acetammido-3-(4-idrossifenil)- 420 nm, usando acqua R come bianco.
propionato monoidrato.
Polvere cristallina bianca idonea per il dosaggio della Acetonitrile R1 . 1000702.
chimotripsina. Soddisfa ai requisiti prescritti per l'acetonitrile R e
20 : da + 21 a + 25, determinato su una soluzione agli ulteriori requisiti seguenti:
D Contiene non meno del 99,9 per cento di C2H3N.
10 g/l in alcool R.
A1cm : da 60 a 68, determinata a 278 nm in alcool R.
1% Assorbanza (2.2.25). L'assorbanza a 200 nm,
. 1001201. usando acqua R come liquido di compensazione,
Acetiltirosina estere etilico 0,2 M
non e© superiore a 0,10.
Disciogliere 0,54 g di acetiltirosina estere etilico R . 1000701. Vedere
in alcool R e diluire a 10,0 ml con lo stesso solvente. Acetonitrile per
acetonitrile R.
cromatografia
380
Reattivi
inoizircserP
Il grado di deuterazione non e© inferiore al 99,7 per . C16H32O5. (Mr 304,4). 1095700.
ilareneG
Acido aleuritico
isilanA id
idoteM
p.f.: circa 16 C. Acido amminoacetico . Vedere la monografia Glicina
. C2H4O2. (Mr 60,1). 1000400. (0614).
. C7H7NO2. (Mr 137,1).
Acido acetico glaciale
irotinetnoC
. 1000401.
/ ilairetaM
Polvere cristallina da bianco a giallo pallido, moderata-
Acido acetico
Contiene non meno di 290 g/l e non piu© di 310 g/l mente solubile in acqua fredda, molto solubile in acqua
di C2H4O2 (Mr 60,1). calda, in alcool, in etere e in glicerolo. Le soluzioni in
Diluire 30 g di acido acetico glaciale R a 100 ml con alcool o in etere e, soprattutto, in glicerolo, mostrano
acqua R. una fluorescenza violetta.
. 1000402.
ivittaeR
Acido acetico diluito
p.f.: circa 145 C.
Contiene non meno di 115 g/l e non piu© di 125 g/l . C7H7NO2. (Mr 137,1).
di C2H4O2 (Mr 60,1). Acido 4-amminobenzoico
itnemogrA
molto solubile in alcool, praticamente insolubile in
ilareneG
Acido acetico e solforico reattivo . etere di petrolio.
A 50,0 ml di acido acetico glaciale R aggiungere, agi- p.f.: circa 187 C.
tando e raffreddando, sotto acqua corrente ed ope- Cromatografia. Esaminare come prescritto nella mono-
rando con prudenza, 50,0 ml di acido solforico R. grafia Procaina cloridrato (0050); il cromatogramma
eifargonoM
Mescolare, agitare energicamente e lasciare a riposo presenta solo una macchia principale.
ilareneG
per 2 h. La soluzione pronta all'uso e© incolore ed e© con- Conservare al riparo dalla luce.
servabile in frigorifero per almeno 2 giorni. . 1003301. Acido
Acido N-acetilneuramminico . C11H19NO9. (Mr 309,3). Acido 4-amminobenzoico soluzione
p-amminobenzoico soluzione.
1001100. [131-48-6]. Acido O-sialico.
ehcituecamraF
Cristalli bianchi aghiformi solubili in acqua e in meta- Disciogliere 1 g di acido 4-amminobenzoico R in
una miscela di 18 ml di acido acetico anidro R,
emroF
nolo, poco solubili in etanolo, praticamente insolubili 20 ml di acqua R e 1 ml di acido fosforico R. Imme-
in acetone e in etere. diatamente prima dell'uso, mescolare 2 volumi
20 : circa ^36, determinato su una soluzione 10 g/l.
D della soluzione con 3 volumi di acetone R.
p.f. : circa 186 C con decomposizione. . C4H9NO2. (Mr 103,1).
eiretaM
. C3H4O2. (Mr 72,1). 1133700. [79-10-7].
emirP
Acido 4-amminobutanoico
Acido acrilico
Contiene non meno del 99 per cento di C3H4O2. E' sta- Si ottiene sotto forma di lamine da metanolo e etere,
bilizzato con lo 0,02 per cento di idrochinone monome- aghi da acqua e alcool. Molto solubile in acqua, prati-
camente insolubile o poco solubile in altri solventi.
ehcituecamraF
tiletere.
inoizaraperP
ehcificepS
Liquido corrosivo, miscibile con acqua e alcool. Poli- p.f.: circa 202 C (decresce con il riscaldamento rapido).
merizza rapidamente in presenza di ossigeno. Acido 6-amminoesanoico . C6H13NO2. (Mr 131,2).
d2020 : circa 1,05. 1103100. [60-32-2].
n20D : circa 1,421. Cristalli incolori, molto solubili in acqua, moderata-
mente solubili in metanolo, praticamente insolubili in
ehcitapoemO
inoizaraperP
381
Reattivi
bile in acqua, in alcool e in etere, solubile nelle solu- Acido amminometilalizarindiacetico soluzione .
zioni di idrossidi alcalini e in soluzioni calde di sodio 1003902.
metabisolfito. Disciogliere 0,192 g di acidoamminometilalizarindia-
Conservare al riparo dalla luce. cetico R in 6 ml di sodio idrossido 1 M preparato di
Acido amminoidrossinaftalensolfonico soluzione . recente. Aggiungere 750 ml di acqua R, 25 ml di tam-
1112401. ponesuccinatosoluzioneapH4,6R e, goccia a goccia,
Mescolare 5,0 g di sodio solfito anidro R con 94,3 g acido cloridrico 0,5 M, fino a viraggio dal rosso-vio-
di sodio idrogenosolfito R e 0,7 g di acido amminoi- letto al giallo (pH 4,5-5). Aggiungere 100 ml di ace-
drossinaftalensolfonico R. Disciogliere 1,5 g della tone R e diluire a 1000 ml con acqua R.
miscela ottenuta in acqua R e diluire a 10,0 ml con . C3H7NO2. (Mr 89,1).
lo stesso solvente. Preparare la soluzione in gior- Acido 3-amminopropionico
. C9H10N2O3. (Mr 194,2). Contiene non meno del 99 per cento di C3H7NO2.
Polvere cristallina, bianca, molto solubile in acqua,
Acido amminoippurico
[67-52-7]. 1H,3H,5H-Pirimidin-2,4,6-trione.
Polvere fine, da giallo brunastro pallido a bruno-aran- Polvere bianca o quasi bianca, poco solubile in acqua,
cione, praticamente insolubile in acqua, solubile nelle molto solubile in acqua bollente e negli acidi diluiti.
soluzioni di idrossidi alcalini. p.f.: circa 253 C.
p.f.: circa 185 C. . 1010100. [65-85-0]. Vedere la monogra-
Perdita all'essiccamento (2.2.32). Non superiore al Acido benzoico
1003901.
amminometilalizarindiacetico reattivo
fia Acido borico (0001).
Soluzione I. Disciogliere 0,36 g di cerio(-oso) Acido bromidrico 30 per cento . 1098700. [10035-10-6].
nitrato R in acqua R e diluire a 50 ml con lo stesso Acido bromidrico al 30 per cento in acido acetico gla-
solvente. ciale R.
Soluzione II. Sospendere 0,7 g di acido amminome- Degassare il contenuto con cautela prima dell'apertura.
tilalizarindiacetico R in 50 ml di acqua R. Discio- . 1098701.
gliere aggiungendo circa 0,25 ml di ammoniaca con-
Acido bromidrico diluito
382
Reattivi
inoizircserP
. C4H11BO2. (Mr 101,9). 1013700. . C3H3NO2. (Mr 85,1). 1097900.
ilareneG
Acido butilboronico Acido cianoacetico
[4426-47-5]. [372-09-8].
Contiene non meno del 98 per cento di C4H11BO2. Cristalli igroscopici da bianchi a bianco-giallastri, solu-
p.f.: da 90 C a 92 C. bilissimi in acqua.
. C4H8O2. (Mr 88,1). 1014000. [107-92-6].
isilanA id
Acido butirrico
idoteM
Contiene non meno del 99,0 per cento di C4H8O2. Acido cicloesilendinitrilotetracetico . C14H22N2O8.H2O.
Liquido oleoso, miscibile in acqua e in alcool. (Mr 364,4). 1024100. Acido trans-cicloesilen-1,2-dini-
d2020 : circa 0,96. trilo-N,N,N'N'-tetracetico monoidrato.
irotinetnoC
/ ilairetaM
n20D : circa 1,398. Polvere cristallina bianca.
p.e.: circa 163 C. p.f.: circa 204 C.
Acido caffeico . C9H8O4. (Mr 180,2). 1014300. [331-39-5].
Acido (E)-3-(3,4-diidrossifenil)propenoico. Acido 3,4-dii- Acido 3-cicloesilpropionico . C9H16O2. (Mr 156,2).
drossicinnamico. 1119200. [701-97-3].
ivittaeR
Cristalli o lamine, bianchi o quasi bianchi, molto solu- Liquido limpido.
bili in acqua calda e in alcool, moderatamente solubili
in acqua fredda. d2020 : circa 0,998.
p.f.: circa 225 C, con decomposizione. n20D : circa 1,4648.
Una soluzione preparata di recente a pH 7,6 mostra due
itnemogrA
ilareneG
massimi di assorbimento (2.2.25) a 293 nm e a 329 nm. p.e.: circa 130 C.
Acido calconcarbossilico . C21H14N2O7S.3H2O. (Mr 492,5). . 1021000. [5949-29-1]. Vedere la monogra-
1015300. [3737-95-9]. Acido 2-idrossi-1-(2-idrossi-4-solfo-
Acido citrico
eifargonoM
Polvere nero-brunastra, poco solubile in acqua, molto
ilareneG
poco solubile in acetone e in alcool, moderatamente disfa all'ulteriore requisito seguente:
solubile nelle soluzioni diluite di sodio idrossido. Disciogliere 0,5 g in 10 ml di acqua R, aggiungere 0,1 ml
Acido calconcarbossilico miscela composta . di acido tioglicolico R, mescolare e alcalinizzare con
1015301. ammoniaca R. Diluire a 20 ml con acqua R. Non com-
ehcituecamraF
Mescolare una parte di acido calconcarbossilico R pare alcuna colorazione rosa nella soluzione.
emroF
con 99 parti di sodio cloruro R . 1021200. [77-92-9]. Vedere la
Saggio di sensibilita© . Disciogliere 50 mg di acido Acido citrico anidro
emirP
diventa violetta per aggiunta di 1 ml di una solu- Acido cloridrico
ehcificepS
D
Contiene 73 g/l di HCl.
6
383
Reattivi
Acido cloridrico diluito R1 . 1043504. Acido clorogenico. C16H18O9. (Mr 354,3). 1104700.
Contiene 0,37 g/l di HCl. [327-97-9]. Acido (1S,3R,4R,5R)-3-[(3,4-diidrossicinna-
Diluire 1,0 ml di acido cloridrico diluito R a moil)oxi]-1,4,5-triidrossicicloesancarbossilico.
200,0 ml con acqua R. Polvere cristallina bianca o aghi bianchi, molto solubile
. 1043505. in acqua bollente, in acetone e in etanolo.
Acido cloridrico diluito R2
20 : circa ^35,2.
D
Diluire 30 ml di acido cloridrico 1 M a 1000 ml con
[321-14-2].
(Pb 0,1 ppm) R diluita con acido nitrico preparato Polvere cristallina bianca o quasi bianca, solubile in
mediante distillazione al di sotto del punto di ebol- metanolo.
lizione dell'acido nitrico R. Misurare l'intensita© di
emissione a 220,35 nm. p.f.: circa 173 C.
. 1043506. Acido cromotropico, sale sodico . C10H6Na2O8S2.2H2O.
(Mr 400,3). 1020300. [5808-22-0]. Schultz No. 1136.
Acido cloridrico soluzione etanolica
esente da piombo R.
con lo stesso solvente. Usare la soluzione entro 24 h.
Acido cloroacetico. C2H3ClO2. (Mr 94,5). 1018200.
[79-11-8]. Acido monocloroacetico. Acido diazobenzensolfonico soluzione R1. 1026500.
Cristalli incolori o bianchi, deliquescenti, solubilissimi Acido solfanilico diazotato soluzione R1.
in acqua, solubili in alcool e in etere. Disciogliere 0,9 g di acido solfanilico R in una miscela di
Conservare in un recipiente ermeticamente chiuso. 30 ml di acido cloridrico diluito R e 70 ml di acqua R. A
3 ml della soluzione aggiungere 3 ml di una soluzione
Acido 2-clorobenzoico . C7H5ClO2. (Mr 156,7). 1139300. (50 g/l) di sodio nitrito R. Raffreddare in un bagno di
[118-91-2]. ghiaccio per 5 min, aggiungere 12 ml della soluzione di
Solubile in acqua, poco solubile in etanolo. sodio nitrito e raffreddare di nuovo. Diluire a 100 ml
p.e.: circa 285 C. con acqua R e porre il reattivo in un bagno di ghiaccio.
Preparare estemporaneamente ma lasciare a riposo per
p.f.: circa 140 C. 15 min prima dell'uso.
384
Reattivi
inoizircserP
. C2H2Cl2O2. (Mr 128,9). 1027000. . Scaldare a b.m., per 6 h, 3 g di
ilareneG
Acido dicloroacetico Acido fenoldisolfonico
isilanA id
n20D : circa 1,466. zione contenente 0,1 mg di potassio nitrato R in un cro-
idoteM
p.e.: circa 193 C. giolo di porcellana. Al residuo raffreddato aggiungere
. 1027001. 1 ml di acido fenoldisolfonico R e lasciare a riposo per
10 min. Aggiungere 10 ml di acqua R, raffreddare,
Acido dicloroacetico soluzione
Diluire 67 ml di acido dicloroacetico R a 300 ml con aggiungere altri 10 ml di ammoniaca diluita R1 e diluire
acqua R e neutralizzare al tornasole cartina blu R
irotinetnoC
/ ilairetaM
usando ammoniaca R. Raffreddare, aggiungere a 25 ml con acqua R: e© visibile una netta colorazione
33 ml di acido dicloroacetico R e diluire a 600 ml gialla in confronto ad una soluzione preparata nelle
con acqua R. stesse condizioni senza il nitrato di potassio.
. C7H4N2O6. (Mr 212,1). 1031300. Acido fenossiacetico . C8H8O3. (Mr 152,1). 1063800.
[122-59-8]. Acido 2-fenossietanoico.
Acido dinitrobenzoico
ivittaeR
Cristalli quasi incolori, poco solubili in acqua, solubi- Cristalli quasi bianchi, moderatamente solubili in
lissimi in alcool. acqua, molto solubili in alcool, in etere e in acido ace-
p.f.: circa 206 C. tico glaciale.
Acido dinitrobenzoico soluzione . 1031301. p.f.: circa 98 C.
Soluzione 20 g/l in alcool R.
itnemogrA
ilareneG
Cromatografia. Esaminare come prescritto nella mono-
. C14H8N2O8S2. grafia Fenossimetilpenicillina (0148); il cromato-
gramma presenta solo una macchia principale.
Acido 5,5'-ditiobis(2-nitrobenzoico)
eifargonoM
ilareneG
p.f.: circa 242 C. benzoico.
Acido (etilendinitrilo)tetracetico. C10H16N2O8. (Mr 292,2). Polvere cristallina o aghi giallo pallidi, praticamente
1105800. [60-00-4]. N,N'-1,2-etandiilbis[N-(carbossime- insolubile in acqua, molto solubile in alcool.
til)glicina]. Acido edetico. p.f.: da 132 C a 135 C.
ehcituecamraF
Polvere cristallina bianca, molto poco solubile in
acqua. . HF. (Mr 20,01). 1043600. [7664-39-3].
emroF
Acido fluoridrico
p.f.: circa 250 C, con decomposizione. Contiene non meno del 40,0 per cento m/m di HF.
Acido 2-etilesanoico . C8H16O2. (Mr 144,2). 1036600. Liquido incolore limpido.
[149-57-5]. Residuo alla calcinazione. Non superiore allo 0,05 per
Liquido incolore. cento m/m. Evaporare l'acido fluoridrico in un crogiolo
eiretaM
emirP
d2020 : circa 0,91. di platino e essiccare gradualmente il residuo a massa
n20D : circa 1,425. costante.
Sostanze correlate. Esaminare mediante gas cromato- Determinazione quantitativa. Pesare accuratamente una
grafia (2.2.28). Iniettare 1 l di una soluzione preparata beuta con tappo a smeriglio contenente 50,0 ml di sodio
ehcituecamraF
inoizaraperP
m
some segue: sospendere 0,2 g di acido 2-etilesanoico in
ehcificepS
p.f.: da 104 C a 107 C. Contiene non meno del 98,0 per cento m/m di CH2O2.
385
Reattivi
Liquido incolore, corrosivo, miscibile con acqua e con Perde l'acqua di cristallizzazione a 120 C e fonde a
alcool. circa 260 C, con decomposizione.
d2020 : circa 1,22. Cromatografia. Esaminare come prescritto nella mono-
Determinazione quantitativa. Pesare accuratamente una grafia Uva ursina foglia (1054); il cromatogramma pre-
beuta contenente 10 ml di acqua R, aggiungere rapida- senta solo una macchia principale.
mente 1 ml circa dell'acido e pesare di nuovo. Aggiun- Acido glicirretico . C30H46O4. (Mr 470,7). 1040900.
gere 50 ml di acqua R e titolare con sodio idrossido [471-53-4]. Acido glicirretinico. Acido 12,13-dideidro-
1 M, usando 0,5 ml di fenolftaleina soluzione R come 3 -idrossi-11-oxo-olean-30-oico.
b
grafia Acido fosforico concentrato (0004). gramma alla luce ultravioletta a 254 nm. Il cromato-
gramma presenta una macchia scura (Rf circa 0,3) cor-
Acido fosforico diluito . 1065101. Vedere la mono- rispondente all'acido -glicirretico e una macchia piu©
grafia Acido fosforico diluito (0005).
b
. H3PO3. (Mr 82,0). 1130600. tico. Spruzzare con aldeide anisica soluzione R e scal-
dare a 100-105 C per 10 min. Entrambe le macchie
Acido fosforoso
[13598-36-2].
Massa cristallina, bianca, molto igroscopica e delique- hanno una colorazione viola-bluastra. Tra loro puo©
scente; si ossida lentamente con l'ossigeno (aria) a essere presente una macchia piu© piccola di colorazione
H3PO4. viola-bluastra.
Cristalli instabili, ortorombici, solubili in acqua, in Acido 18a-glicirretinico . C30H46O4. (Mr 470,7).
alcool e in una miscela di 3 volumi di etere e 1 volume 1127900. [1449-05-4]. Acido (20 )-3 -idrossi-11-oxo-
b b
di alcool. 18 -olean-12-en-29-oico.
a
Acido 2-idrossiacetico.
8 ml di acido fosforico R e 75 ml di acqua R. Lasciar raf- Cristalli, solubili in acqua, in acetone, in alcool, in etere
freddare e diluire a 100 ml con acqua R. e in metanolo.
Acido ftalico . C8H6O4. (Mr 166,1). 1065600. [88-99-3]. p.f.: circa 80 C.
Acido benzen-1,2-dicarbossilico.
Polvere bianca cristallina, solubile in acqua calda e in Acido D-glucuronico . C6H10O7. (Mr 194,1). 1119700.
alcool. [6556-12-3].
. C7H6O5.H2O. (Mr 188,1). 1039800. Contiene non meno del 96,0 per cento di C6H10O7, cal-
colato con riferimento alla sostanza essiccata sotto
Acido gallico
386
Reattivi
inoizircserP
Determinazione quantitativa. Disciogliere 0,150 g in Cromatografia. Esaminare mediante cromatografia su
ilareneG
50 ml di metanolo anidro R agitando sotto azoto. Tito- strato sottile (2.2.27), usando cellulosa per cromatogra-
lare con tetrabutilammonio idrossido 0,1 M, proteg- fia F254 R come sostanza di rivestimento. Deporre sulla
gendo la soluzione dall'anidride carbonica atmosferica lastra 20 ml di una soluzione di acido 2-iodobenzoico,
durante la solubilizzazione e la titolazione. Determi- preparato disciogliendo 40 mg in 4 ml di sodio idrossido
nare potenziometricamente il punto di fine titolazione 0,1M e diluendo a 10 ml con acqua R. Eluire per un per-
isilanA id
idoteM
(2.2.20). corso di circa 12 cm usando come fase mobile lo strato
1 ml di tetrabutilammonio idrossido 0,1 M equivale a superiore ottenuto per agitazione di 20 volumi di
19,41 mg di C6H10O7. acqua R, 40 volumi di acido acetico glaciale R e
. 1040400. [56-86-0]. Vedere la mono- 40 volumi di toluene R. Lasciare asciugare la lastra
irotinetnoC
all'aria e esaminare a luce ultravioletta a 254 nm. Il cro-
/ ilairetaM
Acido glutammico
grafia Acido glutammico (0750). matogramma presenta solo una macchia principale.
Acido 4-idrossibenzoico . C7H6O3. (Mr 138,1). 1106700. . C9H8INO3.2H2O. (Mr 341,1).
[99-96-7]. Acido 2-iodoippurico
ivittaeR
p.f.: da 214 C a 215 C. mente solubile in acqua.
Acido 2-[4-(2-idrossietil)piperazin-1-il]etansolfonico . p.f.: circa 170 C.
C8H18N2O4S. (Mr 238,3). 1106800. [7365-45-9]. HEPES. Acqua (2.5.12). Dal 9 per cento al 13 per cento, determi-
Polvere bianca. nata su 1,000 g.
itnemogrA
ilareneG
p.f.: circa 236 C, con decomposizione. Cromatografia. Esaminare mediante cromatografia su
Acido 4-idrossiisoftalico . C8H6O5. (Mr 182,1). 1106900. strato sottile (2.2.27), usando cellulosa per cromatogra-
[636-46-4]. Acido 4-idrossibenzen-1,3-dicarbossilico. fia F254 R come sostanza di rivestimento. Deporre sulla
Aghi o pagliette, molto poco solubili in acqua, molto lastra 20 ml di una soluzione di acido 2-iodoippurico,
solubili in alcool e in etere. preparata disciogliendo 40 mg in 4 ml di sodio idrossido
eifargonoM
ilareneG
p.f.: circa 314 C con decomposizione. 0,1M e diluendo a 10 ml con acqua R. Eluire per un per-
corso di circa 12 cm usando come fase mobile lo strato
Acido 12-idrossistearico . C18H36O3. (Mr 300,5). superiore ottenuto per agitazione di 20 volumi di
1099000. [106-14-9]. Acido 12-idrossiottadecanoico. acqua R, 40 volumi di acido acetico glaciale R e
Polvere bianca. 40 volumi di toluene R. Lasciar asciugare la lastra all'a-
ehcituecamraF
p.f.: da 71 C a 74 C. ria e esaminare a luce ultravioletta a 254 nm. Il croma-
emroF
. HI. (Mr 127,9). 1098900. [10034-85-2]. togramma presenta solo una macchia principale.
. 1047800. [50-21-5]. Vedere la monografia
Acido iodidrico
emirP
126 C e 127 C (55-58 per cento di HI). Porre l'acido Polvere cristallina bianca, molto solubile in acqua, pra-
in una bottiglia piccola di vetro ambrato con tappo a ticamente insolubile in alcool.
smeriglio in cui e© stato fatto passare in precedenza un p.f.: circa 115 C.
ehcituecamraF
ehcificepS
con paraffina.
Acido maleico
387
Reattivi
Nitrati. Bollire 1,0 g con 10 ml di acqua R, raffreddare, Solfati (2.4.13). Evaporare a secco 10 g con 0,2 g di sodio
aggiungere 1 ml di carminio indaco soluzione R, 10 ml carbonato R. Disciogliere il residuo in 15 ml di acqua
di acido solforico esente da azoto R e scaldare fino all'e- distillata R. La soluzione soddisfa al saggio limite per i
bollizione. La colorazione blu non svanisce completa- solfati (2 ppm). Preparare la soluzione di riferimento
mente. usando una miscela di 2 ml di soluzione standard di sol-
Sostanze riducenti. Non piu© dello 0,01 per cento, fato (SO4 10 ppm) R e 13 ml di acqua distillata R.
calcolato come H3PO3. Disciogliere 35,0 g in 50 ml di Arsenico (2.4.2). Scaldare gradualmente 50 g con 0,5 ml
acqua R. Aggiungere 5 ml di una soluzione (200 g/l) di di acido solforico R fino a sviluppo di fumi bianchi.
acido solforico R, 50 mg di potassio bromuro R e 5,0 ml Aggiungere al residuo 1 ml di una soluzione (100 g/l)
di potassio bromato 0,02 M e scaldare a b.m. per di idrossilammina cloridrato R e diluire a 2 ml con
30 min. Lasciar raffreddare e aggiungere 0,5 g di potas- acqua R. La soluzione soddisfa al saggio limite A per
sio ioduro R. Titolare lo iodio liberatosi con sodio tiosol- l'arsenico (0,02 ppm). Preparare la soluzione di riferi-
fato 0,1 M, usando 1 ml di amido soluzione R come indi- mento utilizzando 1,0 ml di soluzione standard di arse-
catore. Effettuare una prova in bianco. nico (As 1 ppm) R.
1 ml di potassio bromato 0,02 M equivale a 4,10 mg di Metalli pesanti (2.4.8). Diluire 10 ml della soluzione pre-
H3PO3. parata per il saggio limite per il ferro a 20 ml con
Conservare in un recipiente ermeticamente chiuso. acqua R. 12 ml della soluzione soddisfano al saggio
. CH4O3S. (Mr 96,1). 1053100. limite A per i metalli pesanti (2 ppm). Preparare la solu-
Acido metansolfonico
Contiene non meno del 63,0 per cento m/m e non piu©
del 70,0 per cento m/m di HNO3. Acido nitrico diluito . 1058402.
Liquido incolore o quasi incolore, limpido, miscibile Contiene circa 125 g/l di HNO3 (Mr 63,0).
con acqua. Diluire 20 g di acido nitrico R a 100 ml con acqua R.
d2020 : da 1,384 a 1,416. Acido nitrico esente da cadmio e da .
piombo
388
Reattivi
inoizircserP
Piombo. Non piu© di 0,1 ppm di piombo (Pb) deter- . HClO4. (Mr 100,5). 1062900.
ilareneG
Acido perclorico
isilanA id
idoteM
d2020 : circa 1,7.
Acido nitrico esente da piombo . 1058403. Determinazione quantitativa. A 2,50 g aggiungere 50 ml
Soddisfa ai requisiti prescritti per l'acido nitrico R e di acqua R e titolare con sodio idrossido 1 M, usando
all'ulteriore saggio seguente: 0,1 ml di rosso metile soluzione R come indicatore.
irotinetnoC
1 ml di sodio idrossido 1 M equivale a 100,5 mg di
/ ilairetaM
A 100 g aggiungere 0,1 g di sodio carbonato HClO4.
anidro R e evaporare a secco. Disciogliere il residuo
in acqua R, scaldando leggermente, e diluire a Acido perclorico soluzione . 1062901.
50,0 ml con lo stesso solvente. Determinare il con- Diluire 8,5 ml di acido perclorico R a 100 ml con
tenuto di piombo mediante spettrometria di assor- acqua R.
bimento atomico (Metodo II, 2.2.23) misurando
ivittaeR
l'assorbanza a 283,3 nm o a 217,0 nm usando una Acido periodico . H5IO6 (Mr 227,9). 1108900.
lampada a catodo cavo al piombo ed una fiamma [10450-60-9].
aria-acetilene. Contiene non piu© di 0,1 ppm di Cristalli molto solubili in acqua e solubili in alcool.
piombo (Pb). p.f.: circa 122 C
itnemogrA
. 1063000.
ilareneG
Acido periodico soluzione acetica
Acido nitrico Pb R . Vedere: Acido nitrico esente da Disciogliere 0,446 g di sodio periodato R in 2,5 ml di una
piombo R. soluzione al 25 per cento V/V di acido solforico R.
Acido nitrico fumante . 1058500. [52583-42-3]. Diluire a 100,0 ml con acido acetico glaciale R.
Liquido leggermente giallastro, limpido, fumante a . C6H3N3O7. (Mr 229,1). 1065800. [88-89-1].
eifargonoM
Acido picrico
ilareneG
contatto con l'aria. 2,4,6-Trinitrofenolo.
d2020 : circa 1,5. Prismi o pagliette gialle, solubili in acqua e in alcool.
. C6H9NO6. (Mr 191,1). 1137400. Conservare inumidito con acqua R.
Acido nitrilotriacetico
ehcituecamraF
Acido picrico soluzione
soluzione.
Polvere cristallina bianca, insolubile in acqua e in molti
emroF
solventi organici. Soluzione 10 g/l.
. 1065802.
p.f.: circa 240 C, con decomposizione.
Acido picrico soluzione R1
emirP
Cristalli bianchi, solubili in acqua, molto solubili in .
alcool. Acido picrico in litio carbonato soluzione alcalina
raffreddata di uguali volumi di acido solforico R e Acido piruvico . C3H4O3. (Mr 88,1). 1109300. [127-17-3].
di acqua R. Acido 2-ossopropanoico.
Liquido giallastro, miscibile con acqua, con etanolo e
. C16H32O2. (Mr 256,4). 1061600. con etere.
ehcitapoemO
inoizaraperP
Acido palmitico
grafia Cloramfenicolo palmitato (0473); il cromato- Liquido oleoso, solubile in alcool e in etere, miscibile
gramma presenta solo una macchia principale. con acqua.
389
Reattivi
Contiene non meno del 95,0 per cento m/m e non piu©
Acido selenioso . H2SeO3. (Mr 129,0). 1100200. del 97,0 per cento m/m di H2SO4.
[7783-00-8]. Liquido caustico di consistenza oleosa, incolore, molto
Cristalli deliquescenti, molto solubili in acqua. igroscopico, miscibile con acqua e con alcool con svi-
Conservare in un recipiente ermeticamente chiuso. luppo di intenso calore.
Acido sialico . 1001100. [131-48-6].Vedere acido N-acetil- d2020 : da 1,834 a 1,837.
neuramminico R. Una soluzione 10 g/l e© fortemente acida e da© le reazioni
Acido silicotungstico . H4SiW12O40.xH2O. 1078000. caratteristiche dei solfati (2.3.1).
[11130-20-4]. Aspetto. E' limpido (2.2.1) ed incolore (Metodo II, 2.2.2).
Cristalli bianchi o bianco-giallastri, deliquescenti, solu- Sostanze ossidabili. Versare cautamente 20 g, raffred-
bilissimi in acqua e in alcool. dando, in 40 ml di acqua R. Aggiungere 0,5 ml di potas-
Conservare in un recipiente ermeticamente chiuso. sio permanganato 0,002 M. La colorazione violetta per-
Acido solfammico . H3NO3S. (Mr 97,1). 1085900. siste per almeno 5 min.
[5329-14-6]. Cloruri. Versare 10 g, cautamente e raffreddando, in
Polvere cristallina o cristalli bianchi, molto solubili in 10 ml di acqua R e dopo aver raffreddato diluire a
acqua, moderatamente solubili in acetone, in alcool e 20 ml con lo stesso solvente. Aggiungere 0,5 ml di
in metanolo, praticamente insolubili in etere. argento nitrato soluzione R2. Lasciare a riposo per
p.f.: circa 205 C, con decomposizione 2 min al riparo dalla luce viva. La soluzione non e© piu©
. C6H7NO3S. (Mr 173,2). 1086200. [121- opalescente di una soluzione di riferimento preparata
Acido solfanilico
390
Reattivi
inoizircserP
Ammonio. Versare cautamente 2,5 g in acqua R, raf- di etanolo R. Lasciare raffreddare e diluire a
ilareneG
freddando, e diluire a 20 ml con lo stesso solvente. Raf- 100 ml con etanolo R. Preparare immediatamente
freddare e aggiungere goccia a goccia 10 ml di una prima dell'uso.
soluzione (200 g/l) di sodio idrossido R, seguiti da 1 ml . 1086804.
di potassio tetraiodomercurato soluzione alcalina R. La
Acido solforico diluito
colorazione della soluzione non e© piu© intensa di quella Contiene 98 g/l di H2SO4.
isilanA id
idoteM
di una miscela di 5 ml della soluzione standard di ammo- Aggiungere 5,5 ml di acido solforico R a 60 ml di
nio (NH4 1 ppm) R, 15 ml di acqua R, 10 ml di una solu- acqua R, lasciare raffreddare e diluire a 100 ml
zione (200 g/l) di sodio idrossido R e 1 ml di potassio con lo stesso solvente.
tetraiodomercurato soluzione alcalina R (2 ppm). Determinazione quantitativa. In una beuta con
tappo a smeriglio contenente 30 ml di acqua R,
irotinetnoC
/ ilairetaM
Arsenico (2.4.2). A 50 g aggiungere 3 ml di acido nitrico R introdurre 10,0 ml dell'acido solforico diluito. Tito-
e evaporare cautamente finchë il volume si riduce a circa lare con sodio idrossido 1 M, usando 0,1 ml di rosso
10 ml. Lasciar raffreddare, aggiungere al residuo 20 ml metile soluzione R come indicatore.
di acqua R e concentrare a 5 ml. La soluzione soddisfa al
saggio limite A per l'arsenico (0,02 ppm). Preparare la 1 ml di sodio idrossido 1 M equivale a 49,04 mg di
soluzione di riferimento usando 1,0 ml di soluzione stan- H2SO4.
ivittaeR
dard di arsenico (As1ppm) R. Acido solforico e formaldeide reattivo . 1086805.
Metalli pesanti (2.4.8). Diluire 10 ml della soluzione Mescolare 2 ml di formaldeide soluzione R con
ottenuta con il saggio per il ferro a 20 ml con acqua R. 100 ml di acido solforico R.
12 ml della soluzione soddisfano al saggio limite A per . 1086806.
itnemogrA
Acido solforico esente da azoto
ilareneG
i metalli pesanti (2 ppm). Preparare la soluzione di rife- Soddisfa ai requisiti prescritti per l'acido solfo-
rimento utilizzando la soluzione standard di piombo rico R e all'ulteriore saggio seguente:
(Pb 2 ppm) R. Nitrati. A 5 ml di acqua R aggiungere cautamente
Ferro (2.4.9). Disciogliere il residuo ottenuto dalla calci- 45 ml dell'acido solforico, lasciare raffreddare a
nazione, scaldando leggermente, in 1 ml di acido clori- 40 C e aggiungere 8 mg di difenilbenzidina R. La
eifargonoM
ilareneG
drico diluito R e diluire a 50,0 ml con acqua R. 5 ml della soluzione e© debolmente rosata o blu molto chiaro.
soluzione, diluiti a 10 ml con acqua R, soddisfano al . 1086803.
saggio limite per il ferro (1 ppm).
Acido solforico soluzione alcoolica
ehcituecamraF
cento, determinato su 100 g per cauta evaporazione in di alcool R. Lasciar raffreddare e diluire a 100 ml
emroF
un piccolo crogiolo, su fiamma diretta e calcinazione con alcool R. Preparare immediatamente prima
al rosso del residuo. dell'uso.
Determinazione quantitativa. Pesare accuratamente una . SO2 (Mr 64,1).
beuta con tappo a smeriglio contenente 30 ml di
Acido solforoso soluzione
acqua R, introdurre 0,8 ml dell'acido solforico, raffred- Soluzione acquosa contenente il 5 per cento di SO2.
eiretaM
d2020 : circa 1,03.
emirP
dare e pesare di nuovo. Titolare con sodio idrossido
1 M, usando 0,1 ml di rosso metile soluzione R come Usare una soluzione preparata di recente e conservare
indicatore. in un luogo fresco.
1 ml di sodio idrossido 1 M equivale a 49,04 mg di . C7H6O6S.2H2O. (Mr 254,2).
ehcituecamraF
Acido solfosalicilico
inoizaraperP
H2SO4. diidrato.
Conservare in un recipiente con tappo a smeriglio di Polvere cristallina o cristalli, bianchi, solubilissimi in
vetro o di altro materiale inerte. acqua e in alcool, solubili in etere.
p.f.: circa 109 C.
ehcitapoemO
inoizaraperP
Acido solforico alcoolico 0,25 M . 1086802. Acido stearico . C18H36O. (Mr 284,5). 1085200. [57-11-4].
Diluire 10 ml di acido solforico alcoolico 2,5 M R a Acido ottadecanoico.
100 ml con etanolo R. Preparare immediatamente Polvere bianca o fiocchi, untuosi al tatto, praticamente
prima dell'uso. insolubili in acqua, solubili in alcool caldo e in etere.
Acido solforico alcoolico 2,5 M . 1086801. p.f.: circa 70 C.
ecidnI
Aggiungere, cautamente agitando e raffreddando Acido succinico . C4H6O4. (Mr 118,1). 1085600. [110-15-6].
costantemente, 14 ml di acido solforico R in 60 ml Acidobutandioico.
391
Reattivi
(4S,7R,7aR)-3,7-dimetil-2,4,5,6,7,7a-esaidro-1H-inden-
solubili in acetone, praticamente insolubili in etere. 4-il-2-metil-2-propenoico.
Conservare al riparo dalla luce.
. 1087200. [87-69-4]. Vedere la monogra- Polvere bianca o beige, praticamente insolubile in
Acido tartarico
[504-17-6]. 4,6-Diidrossi-2-sulfanilpirimidina.
Acido tioglicolico . C2H4O2S. (Mr 92,1). 1089700. Liquido incolore, solubile in acqua, molto solubile in
[68-11-1]. Acido 2-mercaptoacetico. alcool e in etere.
Liquido incolore, miscibile con acqua, solubile in d2020 : circa 0,94.
alcool. n20D : circa 1,409.
. C7H8O3S.H2O. (Mr 190,2).
p.e.: circa 186 C.
Acido toluensolfonico
392
Reattivi
inoizircserP
. 1095503. [7732-18-5]. proteine con masse molecolari relative comprese tra
ilareneG
Acqua per cromatografia
Acqua R deionizzata con una resistivita© non infe- 6 104 e 20 106 e di polisaccaridi
2 2 con masse molecolari
riore a 0,18 Mohm m.1
relative comprese tra 3 103 e 5 106.
2 2
isilanA id
razioni iniettabili (0169). Agarosio reticolato sostituito con gruppi dietilammi-
idoteM
. Vedere bario idrossido soluzione R. noetilici; si presenta sotto forma di granuli.
Acqua di barite
Agitare 3 ml di bromo R con 100 ml di acqua R fino a Polisaccaride lineare, neutro, il cui componente princi-
irotinetnoC
pale e© derivato dall'agar.
/ ilairetaM
saturazione. Polvere bianca o quasi bianca, praticamente insolubile
Conservare sopra un eccesso di bromo R, al riparo dalla in acqua fredda, molto poco solubile in acqua calda.
luce. Agarosio-poliacrilammide reticolato . 1002200.
. 1012403. Agarosio incluso entro una struttura poliacrilammidica
ivittaeR
Acqua di bromo R1
Agitare 0,5 ml di bromo R con 100 ml di acqua R. reticolata; e© utilizzato per la separazione di proteine
globulari4 con masse molecolari relative comprese
Conservare al riparo dalla luce non piu© a lungo di tra 2 10 e 35 104.
2 2
una settimana. Agarosio reticolato per . 1001900.
cromatografia
itnemogrA
ilareneG
Acqua di calce
Propenammide.
Fiocchi incolori o bianchi o polvere cristallina bianca o si presenta come una sospensione al 4 per cento in
eifargonoM
acqua R. E' utilizzato in cromatografia per esclusione
ilareneG
quasi bianca, solubilissimi in acqua e in metanolo, per la separazione di proteine con masse molecolari
molto solubili in etanolo. relative comprese tra 6 104 e 20 106 e di polisaccaridi
p.f.: circa 84 C.
2 2
5 10 .6
ehcituecamraF
Acrilammide 30 per cento/bisacrilammide (29:1) 2
emroF
Agarosio reticolato per cromatografia R1
emirP
Acrilammide 30 per cento/bisacrilammide (36,5:1)
2
ehcificepS
6-Ammino-9- -d-ribofuranosil-9H-purina.
b Alanina . 1102900. [56-41-7]. Vedere la monografia Ala-
Polvere cristallina bianca, poco solubile in acqua, prati- nina (0752).
camente insolubile in acetone, in alcool e in etere. Si . 1004500. [107-95-9]. Vedere acido 3-ammino-
ehcitapoemO
inoizaraperP
b-Alanina
come sospensione al 4 per cento in acqua R. Utilizzato Acqua (2.5.12). Non piu© del 3,0 per cento, determinata
in cromatografia per esclusione per la separazione di su 0,800 g.
393
Reattivi
L'albumina bovina utilizzata nel dosaggio biologico del Alcool isopropilico R1 .Vedere 2-propanolo R1.
Tetracosactide e© esente da pirogeni ed esente da attivita© . C12H26O. (Mr 186,3). 1119900.
proteolitica, quando esaminata mediante metodi idonei,
Alcool laurilico
[112-53-8]. 1-Dodecanolo.
per esempio usando un substrato cromogenico, ed esente d2020 : circa 0,820.
da attivita© corticosteroide determinata mediante misura- p.f.: da 24 C a 27 C.
zione della fluorescenza come descritto nel dosaggio bio-
logico del Tetracosactide (0644). Alcool metilico . Vedere metanolo R.
. 1133800. Alcool metilico anidro . Vedere metanolo anidro R.
. C14H30O. (Mr 214,4). 1121300.
Albumina umana
[112-72-1]. 1-Tetradecanolo.
per cento di albumina.
. 1002400. [9048-46-8]. d2020 : circa 0,823.
p.f.: da 38 C a 40 C.
Albumina umana soluzione
monografia Etanolo 96 per cento (1317). Intervallo di distillazione (2.2.11). Non meno del 95 per
x V/V. 1002502. cento distilla tra 100 C e 104 C.
Alcool a per cento
394
Reattivi
inoizircserP
trans . C9H8O. (Mr 132,2). 1124600. p.e.: circa 49 C.
ilareneG
Aldeide -cinnamica
isilanA id
cromatografia (2.2.28) come prescritto nella monogra-
idoteM
fia Cannella di Cina essenza (1496). p.f.: circa 104 C.
Il contenuto non e© inferiore al 99,0 per cento, calcolato Puo© essere usata una idonea e certificata soluzione di
mediante la procedura di normalizzazione. riferimento (10 ng/ml in cicloesano).
. 1103000. Enzima ottenuto dal lie- . C14H7NaO7S.H2O. (Mr 360,3). 1002600.
irotinetnoC
/ ilairetaM
Alizarina S
ivittaeR
Aldeide deidrogenasi soluzione
nato soluzione.
4 C. Soluzione 1 g/l.
itnemogrA
. Vedere 4-dimeti- Saggio di sensibilita© . Il reattivo mostra una colora-
ilareneG
Aldeide 4-dimetilamminocinnamica
eifargonoM
ilareneG
Polvere gialla cristallina. Alizarina sodio solfonato .Vedere alizarina S R.
p.f.: circa 55 C. Allume . Vedere alluminio e potassio solfato R.
Conservare al riparo dalla luce e dall'aria. Allume cromico . CrK(SO4)2.12H2O. (Mr 499,4).
. 1065301. 1019800. [7788-99-0]. Potassio cromico solfato.
ehcituecamraF
Aldeide ftalica reattivo
Disciogliere 2,47 g di acido borico R in 75 ml di Cristalli da rosso-violetti a neri, grandi, molto solubili
emroF
acqua R, portare a pH 10,4 usando una soluzione in acqua, praticamente insolubili in alcool.
(450 g/l) di potassio idrossido R e diluire a 100 ml Allume ferrico (ammonico) . Vedere ferro(-ico) ammo-
con acqua R. Disciogliere 1,0 g di aldeide ftalica R nico solfato R.
in 5 ml di metanolo R, aggiungere 95 ml della solu- . Al. (Ar 26,98). 1118200. [7429-90-5].
zione di acido borico e 2 ml di acido tioglicolico R
Alluminio
eiretaM
Metallo bluastro, bianco, malleabile, flessibile, disponi-
emirP
e portare a pH 10,4 con una soluzione (450 g/l) di bile come barre, lamine, polvere, strisce o fili. In
potassio idrossido R. ambiente umido forma una pellicola di ossido che pro-
Conservare al riparo dalla luce e usare entro tegge il metallo dalla corrosione.
3 giorni.
ehcituecamraF
Grado analitico.
inoizaraperP
ehcificepS
Aldeide glutarica . C5H8O2. (Mr 100,1). 1098300. . AlCl3.6H2O. (Mr 241,4). 1002700.
[111-30-8]. Glutaraldeide.
Alluminio cloruro
p.e.: circa 188 C. igroscopica, molto solubile in acqua e in alcool, solu-
Aldeide propionica . C3H6O. (Mr 58,1). 1072300. bile in etere.
[123-38-6]. Propanale. Conservare in un recipiente ermeticamente chiuso.
Liquido molto solubile in acqua, miscibile con alcool e . 1002702.
con etere.
Alluminio cloruro reattivo
395
Reattivi
Alluminio cloruro soluzione . 1002701. Effettuare il saggio di sensibilita© ogni volta che si
Disciogliere 65,0 g di alluminio cloruro R in usa il reattivo.
acqua R e diluire a 100 ml con lo stesso solvente. Saggio di sensibilita© . Una miscela di 1 ml di amido
Aggiungere 0,5 g di carbone attivato R, agitare per soluzione, 20 ml di acqua R, circa 50 mg di potassio
10 min, filtrare e aggiungere al filtrato, agitando ioduro R e 0,05 ml di iodio soluzione R1 e© blu.
in continuazione, una quantita© di una soluzione Amido soluzione R1 . 1085105.
(10 g/l) di sodio idrossido R sufficiente a portare il Mescolare 1 g di amido solubile R e una piccola
pH a circa 1,5 (circa 60 ml). quantita© di acqua R fredda. Aggiungere questa
. 1003000. [7784-24-9]. miscela, agitando, a 200 ml di acqua R bollente.
Aggiungere 250 mg di acido salicilico R e bollire
Alluminio e potassio solfato
396
Reattivi
inoizircserP
Polvere gialla cristallina, praticamente insolubile in Polvere o aghi giallo chiaro, moderatamente solubili in
ilareneG
acqua, molto solubile in acetone, solubile in alcool. acqua, molto solubili in alcool, poco solubili in etere.
p.f.: circa 97 C. p.f.: circa 108 C.
Cromatografia. Esaminare come prescritto nella mono- Amminopirazolone soluzione . 1004601.
grafia Clordiazepossido cloridrato (0474) deponendo Soluzione 1 g/l in tampone soluzione a pH 9,0 R.
isilanA id
idoteM
5 ml di una soluzione 0,5 g/l in metanolo R; il cromato- . C18H36N2O6. (Mr 376,5). 1112500.
gramma presenta solo una macchia principale con un Amminopolietere
[23978-09-8]. 4,7,13,16,21,24-esaossa-1,10-diazabici-
Rf di circa 0,9. clo[8.8.8]esacosano.
Conservare al riparo dalla luce. p.f.: da 70 C a 73 C
irotinetnoC
. C14H16BNO. (Mr 225,1).
/ ilairetaM
Amminoetile difenilborato
ivittaeR
. C13H17N3O. (Mr 231,3). 1133900. p.f.: circa 11 C.
Amminofenazone
itnemogrA
Ammoniaca concentrata R1
ilareneG
acqua, molto solubili in alcool. Contiene non meno del 32,0 per cento m/m di NH3
p.f.: circa 108 C. (Mr 17,03).
Liquido incolore limpido.
3-Amminofenolo . C6H7NO. (Mr 109,1). m-Amminofe- d2020 : da 0,883 a 0,889.
nolo.
eifargonoM
Determinazione quantitativa. Pesare accuratamente
ilareneG
Polvere cristallina bianca o leggermente giallastra, una beuta con tappo a smeriglio contenente
solubile in acqua e in alcool. 50,0 ml di acido cloridrico 1 M. Introdurre 2 ml di
p.f.: circa 122 C. ammoniaca concentrata e pesare di nuovo. Titolare
. la soluzione con sodio idrossido 1 M, usando
ehcituecamraF
0,5 ml di rosso metile indicatore misto R come indi-
3-Amminofenolo soluzione
emroF
alcool R e diluire a 500 ml con acqua R. catore.
Conservare al riparo dalla luce. 1 ml di acido cloridrico 1 M equivale a 17,03 mg di
NH3.
4-Amminofenolo . C6H7NO. (Mr 109,1). 1004300. Conservare al riparo dall'anidride carbonica atmo-
[123-30-8]. sferica, ad una temperatura inferiore a 20 C.
eiretaM
emirP
Polvere cristallina, bianca o leggermente colorata, si Ammoniaca . 1004701.
colora per esposizione all'aria e alla luce, moderata- Contiene non meno di 170 g/l e non piu© di 180 g/l
mente solubile in acqua, solubile in etanolo. di NH3 (Mr 17,03).
Diluire 67 g di ammoniaca concentrata R a 100 ml
ehcituecamraF
ehcificepS
Amminopirazolone . C11H13N3O. (Mr 203,2). 1004600. Conservare al riparo dall'anidride carbonica atmo-
[83-07-8]. 4-Ammino-2,3-dimetil-1-fenil-5-pirazolone. sferica, ad una temperatura inferiore a 20 C.
397
Reattivi
398
Reattivi
inoizircserP
. (NH4)2HPO4. (Mr 132,1). . 1005706.
ilareneG
Ammonio fosfato dibasico Ammonio molibdato soluzione R5
isilanA id
Il pH di una soluzione 200 g/l e© circa 8.
idoteM
Conservare in un recipiente ermeticamente chiuso. Ammonio nitrato . NH4NO3. (Mr 80,0). 1005800.
Ammonio fosfato monobasico . Vedere ammonio diidro- [6484-52-2].
genofosfato R. Polvere cristallina bianca o cristalli incolori, igrosco-
. (NH4)6Mo7O24.4H2O. (Mr 1236). pici, solubilissimi in acqua, molto solubili in metanolo,
irotinetnoC
/ ilairetaM
solubili in alcool.
Ammonio molibdato
1005700. [12054-85-2].
Cristalli incolori o leggermente gialli o verdastri, solu- Conservare in un recipiente ermeticamente chiuso.
bili in acqua, praticamente insolubili in alcool.
Ammonio molibdato reattivo . 1005701. Ammonio nitrato R1 . 1005801. [6484-52-2].
Mescolare, nell'ordine indicato, 1 volume di una Soddisfa ai requisiti prescritti per l'ammonio
ivittaeR
soluzione (25 g/l) di ammonio molibdato R, nitrato R e agli ulteriori requisiti seguenti:
1 volume di una soluzione (100 g/l) di acido ascor- Acidita© . La soluzione della sostanza e© debolmente
bico R e 1 volume di acido solforico R (294,5 g/l acida (2.2.4).
H2SO4). Aggiungere 2 volumi di acqua R.
itnemogrA
Usare entro un giorno. Cloruri (2.4.4). 0,50 g soddisfano al saggio limite
ilareneG
Ammonio molibdato reattivo R1 . 1005706. per i cloruri (100 ppm).
Mescolare 10 ml di una soluzione (60 g/l) di sodio Solfati (2.4.13). 1,0 g soddisfa al saggio limite per i
arseniato dibasico R, 50 ml di ammonio molibdato solfati (150 ppm).
soluzione R, 90 ml di acido solforico diluito R e Ceneri solforiche (2.4.14). Non superiori allo
eifargonoM
ilareneG
diluire a 200 ml in acqua R. 0,05 per cento, determinate su 1,0 g.
Condizionare la miscela a 37 C per 24 h, e conser-
vare in una beuta ambrata. Ammonio ossalato . C2H8N2O4.H2O. (Mr 142,1).
. 1005702. 1005900. [6009-70-7].
ehcituecamraF
Ammonio molibdato soluzione
emroF
Ammonio molibdato soluzione R2 . 1005703. Ammonio ossalato soluzione . 1005901.
Disciogliere 5,0 g di ammonio molibdato R, riscal- Soluzione 40 g/l.
dando, in 30 ml di acqua R. Raffreddare, portare a
pH 7,0 con ammoniaca diluita R2 e diluire a 50 ml Ammonio persolfato . (NH4)2S2O8. (Mr 228,2). 1006000.
con acqua R. [7727-54-0].
eiretaM
emirP
Ammonio molibdato soluzione R3 . 1005704. Polvere cristallina bianca o cristalli granulari, molto
Soluzione I. Disciogliere 5 g di ammonio molib- solubili in acqua.
dato R in 20 ml di acqua R riscaldando. . C5H12N2S2.
Soluzione II. Mescolare 150 ml di alcool R
ehcituecamraF
Ammonio pirrolidinditiocarbammato
ehcificepS
Conservare al riparo dalla luce e usare entro Polvere o cristalli rossi, moderatamente solubili in
1 mese. acqua fredda, solubili in acqua calda e in alcool.
399
Reattivi
Ammonio reineckato soluzione . 1006301. L'anetolo utilizzato in gas cromatografia soddisfa all'ul-
Soluzione 10 g/l. teriore saggio seguente:
Preparare immediatamente prima dell'uso. Determinazione quantitativa. Esaminare mediante gas
cromatografia (2.2.28) nelle condizioni descritte nella
Ammonio solfammato . NH2SO3NH4. (Mr 114,1).1006400. monografia Anice essenza (0804) usando la sostanza
[7773-06-0]. in esame come soluzione in esame.
Polvere cristallina bianca o cristalli incolori, igrosco- L'area del picco principale, corrispondente al trans-
pici, solubilissimi in acqua, poco solubili in alcool. anetolo, con un tempo di ritenzione di circa 41 min,
p.f.: circa 130 C. non e© inferiore al 99,0 per cento dell'area totale dei pic-
Conservare in un recipiente ermeticamente chiuso. chi.
cis- . C10H12O. (Mr 148,2). 1007000. (Z)-1-
. (NH4)2SO4. (Mr 132,1). 1006500.
Anetolo
Ammonio solfato
Metossi-4-(1-propenil)benzene.
[7783-20-2]. Massa bianca cristallina sino a 20-21 C, liquida al di
Cristalli incolori o granuli bianchi, solubilissimi in sopra di 23 C, praticamente insolubile in acqua, molto
acqua, praticamente insolubili in acetone e in alcool. solubile in etanolo, solubile in etile acetato e in etere di
pH (2.2.3). Il pH di una soluzione 50 g/l in acqua esente petrolio.
da anidride carbonica R e© compreso tra 4,5 e 6,0. n25D : circa 1,56.
Ceneri solforiche (2.4.14). Non superiori allo 0,1 per p.e.: circa 230 C.
cento. Il cis-anetolo utilizzato in gas cromatografia soddisfa
Ammonio solfuro soluzione . 1123300. all'ulteriore saggio seguente:
Saturare 120 ml di ammoniaca diluita R1 con idrogeno Determinazione quantitativa. Esaminare mediante gas
solfuro R ed aggiungere 80 ml di ammoniaca diluita R1. cromatografia (2.2.28) nelle condizioni descritte nella
Preparare immediatamente prima dell'uso. monografia Anice essenza (0804) usando la sostanza
. NH4SCN. (Mr 76,1). 1006700. in esame come soluzione in esame.
Ammonio tiocianato
[1762-95-4]. Ammonio solfocianato. L'area del picco principale non e© inferiore al 92,0 per
cento dell'area totale dei picchi.
Cristalli incolori, deliquescenti, solubilissimi in acqua, . C4H6O3. (Mr 102,1). 1000500.
solubili in alcool. Anidride
[108-24-7].
acetica
Conservare in un recipiente ermeticamente chiuso. Contiene non meno del 97,0 per cento m/m di C4H6O3.
Liquido incolore limpido.
Ammonio tiocianato soluzione . 1006701. p.e.: da 136 C a 142 C.
Soluzione 76 g/l. Determinazione quantitativa. Disciogliere 2,00 g in
. NH4VO3. (Mr 117,0). 1006800. 50,0 ml di sodio idrossido 1 M in una beuta con tappo a
Ammonio vanadato
[7803-55-6]. Ammonio trioxovanadato(V). smeriglio e bollire a ricadere per 1 h. Titolare con acido
cloridrico 1 M, usando 0,5 ml di fenolftaleina solu-
Polvere cristallina da bianca a leggermente gial- zione R come indicatore. Calcolare il numero di millili-
lastra, poco solubile in acqua, solubile in ammoniaca tri di sodio idrossido 1 M necessari per 1 g (n1). Discio-
diluita R1. gliere 2,00 g in 20 ml di cicloesano R in una beuta con
Ammonio vanadato soluzione . 1006801. tappo a smeriglio, raffreddare in ghiaccio e aggiungere
Disciogliere 1,2 g di ammonio vanadato R in 95 ml una miscela fredda di 10 ml di anilina R e 20 ml di
di acqua R e diluire a 100 ml con acido solforico R. cicloesano R. Bollire la miscela a ricadere per 1 h,
aggiungere 50,0 ml di sodio idrossido 1 M e agitare vigo-
Amoxicillina triidrata . 1103400. Vedere la monografia rosamente. Titolare con acido cloridrico 1 M, usando
Amoxicillina triidrata (0260). 0,5 ml di fenolftaleina soluzione R come indicatore. Cal-
. C10H12O. (Mr 148,2). 1006900. [4180-23-8]. colare il numero di millilitri di sodio idrossido 1 M
necessari per 1 g (n2). Calcolare la percentuale di
Anetolo
1-Metossi-4-(1-propenil)benzene.
Massa bianca cristallina sino a 20-21 C, liquido al di C4H6O3 dall'espressione:
sopra di 23 C, praticamente insolubile in acqua, molto 10,2(n1 ^ n2)
solubile in etanolo, solubile in etile acetato e in etere di . 1000501.
petrolio.
Anidride acetica soluzione R1
400
Reattivi
inoizircserP
. 1000502. Stabilita© al riscaldamento. Disciogliere 2 g, previamente
ilareneG
Anidride acetica-acido solforico soluzione
Mescolare cautamente 5 ml di anidride acetica R essiccati per 1 h a 200 C, in 50 ml di acqua R. La solu-
con 5 ml di acido solforico R. Aggiungere goccia a zione e© incolore.
goccia raffreddando a 50 ml di etanolo R. Prepa- Determinazione quantitativa. Disciogliere 0,100 g in
rare immediatamente prima dell'uso. 50 ml di acqua R, aggiungere 3 g di potassio ioduro R e
isilanA id
10 ml di acido cloridrico diluito R. Titolare lo iodio libe-
idoteM
Anidride arseniosa . As2O3. (Mr 197,8). 1008300. [1327- rato con sodio tiosolfato 0,1 M, utilizzando 1 ml di
53-3]. Diarsenico triossido. amido soluzione R come indicatore.
Polvere cristallina o massa bianca, poco solubile in 1 ml di sodio tiosolfato 0,1 M equivale a 2,782 mg di
acqua, solubile in acqua bollente. I2O5.
irotinetnoC
/ ilairetaM
Anidride carbonica . 1015600. [124-38-9]. Vedere la Conservare in un recipiente ermeticamente chiuso, al
monografia Carbonio diossido (0375). riparo dalla luce.
Anidride carbonica R1 . CO2. (Mr 44,01). 1015700. Con- Anidride maleica . C4H2O3. (Mr 98,1). 1050700.
tiene non meno del 99,995 per cento V/V di CO2. [108-31-6]. 2,5-Furandione. Anidride butendioica.
Carbonio monossido: meno di 5 ppm. Cristalli bianchi, solubili in acqua formando acido
ivittaeR
Ossigeno: meno di 25 ppm. maleico, solubilissimi in acetone e in etile acetato,
Ossido nitrico: meno di 1 ppm. molto solubili in toluene, solubili in alcool con forma-
zione dell'estere, molto poco solubili in etere di
Anidride carbonica R2 . CO2. (Mr 44,01). 1134500. petrolio.
Contiene non meno del 99 per cento V/V di CO2. p.f.: circa 52 C.
itnemogrA
ilareneG
Anidride cromica . Vedere cromo triossido R. Un eventuale residuo insolubile in toluene non supera il
Anidride fosforica . P2O5. (Mr 141,9). 1032900. [1314-56-3]. 5 per cento (acido maleico).
Difosforo pentossido. Anidride maleica soluzione . 1050701.
Polvere bianca, amorfa, deliquescente. Si idrata in Disciogliere 5 g di anidride maleica R in toluene R e
eifargonoM
acqua con sviluppo di calore. diluire a 100 ml con lo stesso solvente. Utilizzare
ilareneG
Conservare in un recipiente ermeticamente chiuso. entro un mese. Se la soluzione diventa torbida, fil-
Anidride ftalica . C8H4O3. (Mr 148,1). 1065700. trare.
[85-44-9]. Isobenzofuran-1,3-dione. Anidride propionica . C6H10O3. (Mr 130,1). 1072500.
[123-62-6].
ehcituecamraF
Contiene non meno del 99,0 per cento di C8H4O3.
Liquido incolore limpido, solubile in alcool e in etere.
emroF
Fiocchi bianchi.
p.f.: da 130 C a 132 C. d2020 : circa 1,01.
Determinazione quantitativa. Disciogliere 2,000 g in p.e.: circa 167 C.
100 ml di acqua R e bollire a ricadere per 30 min. Raf- Anidride propionica reattivo . 1072501.
freddare e titolare con sodio idrossido 1 M, usando Disciogliere 1 g di acido toluensolfonico R in 30 ml
eiretaM
emirP
fenolftaleina soluzione R come indicatore. di acido acetico glaciale R. Aggiungere 5 ml di ani-
1 ml di sodio idrossido 1 M equivale a 74,05 mg di dride propionica R e lasciare a riposo per almeno
C8H4O3. 15 min prima dell'uso.
Usare entro 24 h dalla preparazione.
ehcituecamraF
. 1065701.
inoizaraperP
ehcificepS
Disciogliere 42 g di anidride ftalica R in 300 ml di Anidride solforosa . SO2. (Mr 64,1). 1086700.
piridina anidra R. Lasciare a riposo per 16 h. [7446-09-5]. Zolfo diossido.
Conservare al riparo dalla luce e usare entro una Gas incolore. Quando e© compresso e© un liquido inco-
settimana. lore.
ehcitapoemO
inoizaraperP
1046000. [12029-98-0]. Diiodio pentossido. Anidride Contiene non meno del 99,9 per cento V/V di SO2.
iodica. Anidride trifluoroacetica . C4F6O3. (Mr 210,0). 1093300.
Contiene non meno del 99,5 per cento di I2O5. [407-25-0].
Polvere cristallina bianca o granuli bianchi o bianco- Liquido incolore.
d2020 : circa 1,5.
ecidnI
401
Reattivi
Anilina . C6H7N. (Mr 93,1). 1007100. [62-53-3]. Benze- un filtro di vetro sinterizzato (40). Diluire a 500,0
nammina. ml con dicloroetano R e mescolare. L'assorbanza
Liquido incolore o leggermente giallastro, solubile in (2.2.25) della soluzione, determinata a 500 nm in
acqua, miscibile con alcool e con etere. una cella di 2 cm, non e© maggiore di 0,07.
d2020 : circa 1,02. Soluzione II. Sotto cappa, mescolare 100 ml di ace-
p.e.: da 183 C a 186 C. tile cloruro R distillato di recente e 400 ml di diclo-
Conservare al riparo dalla luce. roetano R e conservare in un luogo fresco.
. Vedere aldeide anisica R. Mescolare 90 ml della soluzione I e 10 ml della
Anisaldeide
soluzione II.
p-Anisidina . C7H9NO. (Mr 123,2). 1103500. [104-94-9]. Conservare in una bottiglia scura con tappo a sme-
4-Metossianilina. riglio e usare entro 7 giorni; eliminare il reattivo
Cristalli bianchi, moderatamente solubili in acqua, nel quale si sviluppi una colorazione.
solubili in etanolo.
Contiene non meno del 97,0 per cento di C7H9NO. Antitrombina III . 1007800. [90170-80-2].
Attenzione: irritante per la pelle, sensibilizzante. L'antitrombina III e© ottenuta dal plasma umano e puri-
Conservare al riparo dalla luce ad una temperatura ficata mediante cromatografia su eparina agarosio e
compresa tra 0 C e 4 C. deve avere un'attivita© specifica di almeno 6 U.I. per mil-
ligrammo.
Durante la conservazione, la p-anisidina tende a scu- . 1007801.
rirsi in seguito a ossidazione. Un reattivo di colore ano- Antitrombina III soluzione R1
[10025-91-9].
tricloruro
Antrone . C14H10O. (Mr 194,2). 1007500. [90-44-8].
Cristalli incolori o massa cristallina trasparente, igro- Antracen-9(10H)-one.
scopici, molto solubili in etanolo. L'antimonio triclo- Polvere cristallina giallo pallida.
ruro si idrolizza in acqua. p.f.: circa 155 C.
Conservare in un recipiente ermeticamente chiuso, al Apigenina . C15H10O5. (Mr 270,2). 1095800. [520-36-5].
riparo dall'umidita© . 4',5,7-Triidrossiflavone.
Antimonio tricloruro soluzione . 1007701. Polvere giallastra chiara; praticamente insolubile in
Lavare rapidamente 30 g di antimonio tricloruro R acqua, moderatamente solubile in alcool.
con due porzioni, da 15 ml ciascuna, di cloroformio p.f.: circa 310 C (con decomposizione).
esente da etanolo R, eliminare i lavaggi e discio- Cromatografia. Esaminare come prescritto nella mono-
gliere immediatamente i cristalli lavati in 100 ml grafia Camomilla romana fiore (0380), deponendo
di cloroformio esente da etanolo R, riscaldando leg- 10 ml di una soluzione 0,25 g/l in metanolo R. Il croma-
germente. togramma presenta nel terzo superiore una banda prin-
Conservare la soluzione su qualche grammo di cipale con fluorescenza giallo-verde.
sodio solfato anidro R.
. 1007702. Apigenina-7-glucoside . C21H20O10. (Mr 432,6). 1095900.
Polvere giallastra chiara; praticamente insolubile in
Antimonio tricloruro soluzione R1
402
Reattivi
inoizircserP
Cromatografia. Esaminare come prescritto nella mono- 100 ml di acqua R. Raffreddare le due soluzioni a
ilareneG
grafia Camomilla romana fiore (0380), deponendo 10 C, mescolare e, agitando, raccogliere il precipitato
10 ml di una soluzione 0,25 g/l in metanolo R. Il croma- giallo su un filtro di vetro sinterizzato. Lavare il preci-
togramma presenta nel terzo mediano una banda prin- pitato con 200 ml di acqua R fredda e poi essiccarlo
cipale con fluorescenza giallastra. nel vuoto per 2-3 h.
isilanA id
. C23H22O11. (Mr 474,43). L'argento dietilditiocarbammato puo© essere utilizzato
idoteM
Apigenina-7-(6-acetil)glucoside
irotinetnoC
/ ilairetaM
Aprotinina . 1007900. [9087-70-1]. Vedere la monografia Argento nitrato soluzione R1 . 1078301.
Aprotinina (0580). Soluzione 42,5 g/l.
Arabinosio . C5H10O5. (Mr 150,1). 1008000. [87-72-9]. Conservare al riparo dalla luce.
l -(+)-Arabinosio.
Argento nitrato soluzione R2 . 1078302.
Polvere cristallina bianca, molto solubile in acqua. Soluzione 17 g/l.
ivittaeR
20 : da + 103 a + 105, determinato su una soluzione
D
50 g/l in acqua R contenente circa lo 0,05 per Conservare al riparo dalla luce.
cento di NH3. Argento nitrato soluzione ammoniacale . 1078303.
. C16H12N2O. (Mr 248,3). 1110700. Disciogliere 2,5 g di argento nitrato R in 80 ml di
Arancio Sudan
acqua R e aggiungere ammoniaca diluita R1 goccia
itnemogrA
[842-07-9]. Colour Index No. 12055. 1-(Fenilazo)nafta-
ilareneG
len-2-olo. Sudan I. a goccia fino al discioglimento del precipitato.
Polvere rosso-arancione, praticamente insolubile in Diluire a 100 ml con acqua R. Preparare immedia-
acqua, solubile in diclorometano. tamente prima dell'uso.
p.f.: circa 131 C. Argento nitrato soluzione in piridina . 1078304.
eifargonoM
Soluzione 85 g/l in piridina R.
ilareneG
Arbutina . C12H16O7. (Mr 272,3). 1008100. [497-76-7]. Conservare al riparo dalla luce.
Arbutoside. 4-Idrossifenil- -d-glucopiranoside.
. 1078305.
b
Aghi brillanti, bianchi, sottili, molto solubili in acqua, Argento nitrato reattivo
ehcituecamraF
20 : circa ^64, determinato su una soluzione 20 g/l.
D
e 40 ml di sodio idrossido 1 M, aggiungere 8 ml di
una soluzione (200 g/l) di argento nitrato R, goccia
emroF
p.f.: circa 200 C. a goccia, agitando. Diluire a 200 ml con acqua R.
Cromatografia. Esaminare mediante cromatografia su
strato sottile (2.2.27) come prescritto nella monografia Argento ossido . Ag2O. (Mr 231,7). 1078400.
Uva ursina foglia (1054); il cromatogramma presenta [20667-12-3]. Diargento ossido.
solo una macchia principale. Polvere nero-brunastra, praticamente insolubile in
eiretaM
emirP
L'arbutina utilizzata nella determinazione quantitativa acqua e in alcool, molto solubile in acido nitrico diluito
dell'arbutina nella monografia Uva ursina foglia (1054) e in ammoniaca.
soddisfa all'ulteriore saggio seguente: Conservare al riparo dalla luce.
Determinazione quantitativa. Esaminare mediante cro- . 1103600. [74-79-3]. Vedere la monografia
ehcituecamraF
inoizaraperP
Arginina
ehcificepS
Arbutoside
saggio Monossido di carbonio nei gas (Metodo I, 2.5.25),
Argento dietilditiocarbammato . C5H10AgNS2. (Mr 256,1). dopo il passaggio di 10 litri di argon R ad una velocita©
1110400. [1470-61-7]. di flusso di 4 litri per ora, non sono necessari piu© di
Polvere da giallo pallido a grigio-giallastro, pratica- 0,05 ml di sodio tiosolfato 0,002 M per la titolazione
mente insolubile in acqua, solubile in piridina. (0,6 ppm V/V).
Il reattivo puo© essere preparato come segue: discio- Aromadendrene . C15H24 (Mr 204,4). 1139100. [489-39-4].
ecidnI
403
Reattivi
cromatografia (2.2.28) come prescritto nella monogra- Contiene non meno del 99,999 per cento V/V di N2.
fia Melaleuca essenza (1837). Carbonio monossido: meno di 5 ppm.
Il contenuto non e© inferiore al 92 per cento, calcolato Ossigeno: meno di 5 ppm.
con la procedura di normalizzazione.
. C24H30O11. (Mr 494,5). 1098600. Azoto esente da ossigeno . 1059600.
Azoto R privato dell'ossigeno mediante passaggio attra-
Arpagoside
Polvere cristallina bianca, molto igroscopica, solubile verso pirogallolo soluzione alcalina R.
in acqua e in alcool.
p.f.: da 117 C a 121 C. Azoto gas miscela . 1136900.
Conservare in un recipiente ermeticamente chiuso. Azoto R contenente l'1 per cento V/V di ciascuno
. 1008301. dei seguenti gas: anidride carbonica R2, carbonio monos-
Arsenito soluzione
Polvere bianca, igroscopica, solubile in metanolo, poco Contiene non meno del 99,99 per cento V/V di N2O.
solubile in etanolo, insolubile in acetonitrile. Azoto monossido: meno di 1 ppm.
p.f.: circa 232 C con decomposizione. Carbonio monossido: meno di 1 ppm.
Acqua (2.5.12): 6,0 per cento. Azzurro .... Vedere blu...R.
Conservare al riparo dall'umidita© . Barbaloina . C21H22O9.H2O. (Mr 436,4). 1008800.
L'asiaticoside utilizzato in cromatografia liquida soddisfa [1415-73-2]. Aloina. 1,8-Diidrossi-3-idrossimetil-10- - b
Determinazione quantitativa. Esaminare mediante cro- Polvere cristallina da giallo a giallo scuro, o aghi gialli,
matografia liquida (2.2.29) come prescritto nella mono- che imbruniscono per esposizione all'aria e alla luce,
grafia Centella (1498). moderatamente solubili in acqua e in alcool, solubili in
Il contenuto non e© inferiore al 97,0 per cento calcolato acetone, in ammoniaca e nelle soluzioni di idrossidi
mediante la procedura di normalizzazione. alcalini, molto poco solubili in etere.
l- Aspartil-l- . C13H16N2O5. (Mr 280,3).
fenilalanina A11cm
%
: circa 192 a 269 nm , circa 226 a 296,5 nm, circa
1008500. [13433-09-5]. Acido (S)-3-ammino-N-[(S)-1- 259 a 354 nm, determinata su una soluzione in meta-
carbossi-2-feniletil]succinammico. nolo R e calcolata con riferimento alla sostanza anidra.
Polvere bianca. Cromatografia. Esaminare come prescritto nella mono-
p.f.: circa 210 C, con decomposizione. grafia Frangola corteccia (0025); il cromatogramma
Azo-violetto . C12H9N3O4. (Mr 259,22). 4-(p-Nitrofenila- presenta solo una macchia principale.
zo)resorcinolo. Barbital . 1008900. [57-44-3]. Vedere monografia Barbi-
Polvere rossa. tal (0170).
p.f.: 193 C circa, con decomposizione. Barbital sodico . C8H11N2NaO3. (Mr 206,2). 1009000.
Azometina H . C17H12NNaO8S2. (Mr 445,4). 1008700. [144-02-5].
[5941-07-1]. Sodio idrogeno 4-idrossi-5-(2-idrossibenzi- Contiene non meno del 98,0 per cento del derivato
lidenammino)-2,7-naftalendisolfonato. sodico del 5,5-dietil-1H,3H,5H-pirimidin-2,4,6-trione.
404
Reattivi
inoizircserP
Polvere cristallina bianca o cristalli incolori, molto Cromatografia. Esaminare come prescritto nella mono-
ilareneG
solubili in acqua, poco solubili in alcool, praticamente grafia Balsamo del Peru© (0754) deponendo 20 ml di una
insolubili in etere. soluzione allo 0,3 per cento in etile acetato R. Dopo
Bario carbonato . BaCO3. (Mr 197,3). 1009200. aver spruzzato e riscaldato, il cromatogramma presenta
[513-77-9]. una macchia principale con un Rf di circa 0,8.
isilanA id
Polvere bianca o masse friabili, praticamente insolubili . C16H14O2. (Mr 238,3). 1010900.
idoteM
Benzile cinnamato
irotinetnoC
/ ilairetaM
in alcool. Cromatografia. Esaminare come prescritto nella mono-
Bario cloruro soluzione R1 . 1009301. grafia Balsamo del Peru© (0754) deponendo 20 ml di una
Soluzione 61 g/l. soluzione (3 g/l) in etile acetato R. Dopo aver spruzzato
Bario cloruro soluzione R2 . 1009302. e riscaldato, il cromatogramma presenta una macchia
Soluzione 36,5 g/l. principale con un Rf di circa 0,6.
ivittaeR
. Ba(OH)2.8H2O. (Mr 315,5). 1009400. Benzilpenicillina sodica . 1011000. [69-57-8]. Vedere la
monografia Benzilpenicillina sodica (0114).
Bario idrossido
itnemogrA
ilareneG
. 1009500. [7727-43-7]. Vedere la monogra- Liquido giallo.
p.f.: da 13 C a 16 C.
Bario solfato
cloruro (0372).
eifargonoM
. C6H4O2. (Mr 108,1). 1118500. [106-
ilareneG
Benzaldeide . C7H6O. (Mr 106,1). 1009600. [100-52-7]. 1,4-Benzochinone
ehcituecamraF
n20D : circa 1,545. Difenilmetanone.
Intervallo di distillazione (2.2.11). Non meno del 95 per Cristalli prismatici, praticamente insolubili in acqua,
emroF
cento distilla tra 177 C e 180 C. molto solubili in alcool e in etere.
Conservare al riparo dalla luce. p.f.: circa 48 C.
Benzene . C6H6. (Mr 78,1). 1009800. [71-43-2]. Benzolo. . C15H23ClN4O3.
Liquido infiammabile, incolore, limpido, praticamente
Benzoilarginina estere etilico cloridrato
eiretaM
insolubile in acqua, miscibile con alcool e con etere. estere etilico cloridrato. Etile (S)-2-benzammido-5-gua-
emirP
p.e.: circa 80 C. nidinovalerato cloridrato. BAEE.
Benzetonio cloruro . C27H42ClNO2.H2O. (Mr 466,1). Polvere cristallina bianca, solubilissima in acqua e in
1009900. [121-54-0]. Benzildimetil[2-[2-[4-(1,1,3,3-tetra- etanolo, praticamente insolubile in etere.
ehcituecamraF
drato.
D
405
Reattivi
1103800. [23491-44-3]. 4-[5-[5-(4-metilpiperazi-1-il)ben- Polvere marrone insolubile in acqua fredda, poco solu-
zimidazol-2-il]benzimidazol-2-il]fenolo tricloridrato bile in acqua bollente e in etanolo, solubile in acido sol-
pentaidrato. forico, in acido acetico glaciale e nelle soluzioni diluite
di idrossidi alcalini.
Bisbenzimmide soluzione madre . 1103801. Blu acido 90. C47H48N3NaO7S2. (Mr 854). 1001300.
Disciogliere 5 mg di bisbenzimmide R in acqua R e [6104-58-1]. Colour Index No. 42655. Sodio [4-[[4-
diluire a 100 ml con lo stesso solvente. [(4-etossifenil)ammino]fenil][[4-(etil)(3-solfonatobenzil)-
Conservare al buio. ammino]fenil]metilen]cicloesa-2,5-dien-1-iliden](etil)-
(3-solfonatobenzil)ammonio.
Bisbenzimmide soluzione di lavoro . 1103802. Polvere marrone scuro, di lucentezza violetta, con
Immediatamente prima dell'uso diluire 100 l di m alcune particelle di lucentezza metallica, solubile in
bisbenzimmide soluzione madre R a 100 ml con tam- acqua e in etanolo.
pone fosfato soluzione salina a pH 7,4 R. A11cm
%
: maggiore di 500, determinata a 577 nm usando
una soluzione 0,01 g/l in una soluzione tampone a pH
2,2'-Bis(idrossimetil)propan-1,3-diolo tetrakis[3-[3,5-bis 7,0 e calcolata con riferimento alla sostanza essiccata.
(1,1-dimetiletil) 4-idrossifenil] propionato] . Vedere pen- Perdita all'essiccamento (2.2.32). Non superiore al 5,0
taeritritile tetrakis[3-[3,5-di(1,1-dimetiletil)-4-idrossife- per cento, determinata su 0,500 g per essiccamento in
nil]] propionato R. stufa a 100-105 C.
. Vedere metilfenilossazo- Blu acido 92 . C26H16N3Na3O10S3. (Mr 696). 1001400.
Bis(metilfenilossazolil)benzene
406
Reattivi
inoizircserP
. 1001401. Polvere da rosa-rossastra a brunastra, praticamente
ilareneG
Blu acido 92 soluzione
Disciogliere 0,5 g di blu acido 92 R in una miscela di insolubile in acqua, solubile in alcool e nelle soluzioni
10 ml di acido acetico glaciale R, 45 ml di alcool R diluite di idrossidi alcalini.
e 45 ml di acqua R.
. 1012901.
. C37H27N3Na2O9S3. (Mr 800). 1134200.
Blu bromotimolo soluzione R1
isilanA id
Disciogliere 50 mg di blu bromotimolo R in una
idoteM
Blu acido 93
[28983-56-4]. Colour Index No. 42780. Blu metile. Blu miscela di 4 ml di sodio idrossido 0,02 M e 20 ml di
di Poirrier. alcool R e diluire a 100 ml con acqua R.
Una miscela di trifenilrosanilina di- e trisolfonato e di Saggio di sensibilita© . A 0,3 ml della blu bromotimolo
trifenilpararosanilina. soluzione R1 aggiungere 100 ml di acqua esente
irotinetnoC
/ ilairetaM
Polvere blu scura. da anidride carbonica R. La soluzione e© gialla.
Viraggio. Da pH 9,4 a pH 14,0. Non sono necessari piu© di 0,1 ml di sodio idros-
Blu acido 93 soluzione . 1134201. sido 0,02 M per far virare la colorazione al blu.
Disciogliere 0,2 g di blu acido 93 R in acqua R e Viraggio. Da pH 5,8 (giallo) a pH 7,4 (blu).
diluire a 100 ml con lo stesso solvente. Blu bromotimolo soluzione R2 . 1012902.
ivittaeR
. 1012200. [6104-59-2]. Vedere blu acido Soluzione 10 g/l in dimetilformammide R.
Blu
83 R.
brillante
Blu bromotimolo soluzione R3 . 1012903.
. C19H10Br4O5S. (Mr 670). 1012800. Riscaldare 0,1 g di blu bromotimolo R con 3,2 ml
Blu bromofenolo
itnemogrA
ilareneG
4,4'-(3H-2,1-Benzossatiol-3-iliden)bis[2,6-dibromofe- 250 ml con alcool al 90 per cento V/V R.
nolo] S,S-diossido. Azzurro di bromofenolo.
Polvere giallo-arancione chiaro, molto poco solubile in Blu destrano 2000 . 1011700. [9049-32-5].
acqua, poco solubile in alcool, molto solubile nelle Preparato dal destrano con una massa molecolare rela-
soluzioni di idrossidi alcalini. tiva media di 2 106 introducendo un cromoforo polici-
eifargonoM
ilareneG
2
Disciogliere 0,1 g di blu bromofenolo R in 1,5 ml di zione e© 0,017. E' liofilizzato ed e© rapidamente e comple-
sodio idrossido 0,1 M e 20 ml di alcool R e diluire a tamente solubile in acqua e nelle soluzioni saline
100 ml con acqua R. acquose.
ehcituecamraF
Saggio di sensibilita© . A 0,05 ml della soluzione Una soluzione 1 g/l in tampone fosfato soluzione a
pH 7,0 R presenta un massimo di assorbimento (2.2.25)
emroF
di blu bromofenolo aggiungere 20 ml di acqua a 280 nm.
esente da anidride carbonica R e 0,05 ml di acido clo- . 1001400. [3861-73-2].Vedere blu acido
ridrico 0,1 M. La soluzione e© gialla. Non sono Blu di Coomassie
92 R.
necessari piu© di 0,1 ml di sodio idrossido 0,1 M per
far virare la colorazione al violetto-bluastro. . 1001401.Vedere blu acido 92
eiretaM
emirP
Blu di Coomassie soluzione
lasciare raffreddare e diluire a 100 ml con alcool R. Blu di Poirrier soluzione . Vedere blu acido 93 solu-
Blu bromotimolo . C27H28Br2O5S. (Mr 624). 1012900. zione R.
[76-59-5]. 3',3''-Dibromotimolsolfonftaleina. 4,4'-(3H- Blu idrossinaftolo, sale sodico . C20H11N2Na3O11S3.
ecidnI
407
Reattivi
Blu metilene . C16H18ClN3S.xH2O. (Mr 319,9 per la Cristalli gialli, poco solubili in acqua, molto solubili in
sostanza anidra). 1055800. [7220-79-3]. Schultz No. alcool e in metanolo, praticamente insolubili in acetone
1038. Colour Index No. 52015. 3,7-Bis(dimetilam- e in etere.
mino)-5-fenotiazinio cloruro. Si presenta in diverse p.f.: circa 245 C, con decomposizione.
forme idratate e puo© contenere fino al 22 per cento di .
acqua. Blu tetrazolio soluzione alcalina
Timolsolfonftaleina. 4,4'-(3H-2,1-benzossatiol-3-ili-
geno solfato. Nilo blu A. den)bis[2-isopropil-5-metilfenolo] S,S-diossido.
Polvere cristallina verde con una lucentezza bronzea, Polvere cristallina da verde-brunastra a blu-verdastra,
moderatamente solubile in alcool, in acido acetico gla- poco solubile in acqua, solubile in alcool e nelle solu-
ciale e in piridina. zioni diluite di idrossidi alcalini.
Una soluzione 0,005 g/l in alcool al 50 per cento V/V R . 1090601.
presenta un'assorbanza massima (2.2.25) a 640 nm.
Blu timolo soluzione
[4395-65-7]. Colour Index No. 61110. 1-Ammino-4- Polvere bianca cristallina, poco solubile in acqua, solu-
(fenilammino)antracen-9,10-dione. bile in alcool e nelle soluzioni diluite di acidi.
20 : circa + 127, determinato su una soluzione (1 g/l)
p.f.: circa 194 C.
D
[84633-94-3]- Schultz No. 490. Colour Index. No. p.f.: circa 163 C.
37235. 3,3'-Dimetossidifenil-4,4'bisdiazonio dicloruro. Cromatografia. Esaminato come prescritto nella mono-
Polvere verde scuro, solubile in acqua. E' stabilizzata grafia Boldo foglia (1396), il cromatogramma presenta
per aggiunta di zinco cloruro. un'unica macchia principale.
Determinazione quantitativa. Esaminare mediante cro-
Conservare in recipiente ermeticamente chiuso, a una matografia liquida (2.2.29) nelle condizioni prescritte
temperatura compresa tra 2 C e 8 C. nella monografia Boldo foglia (1396) usando la
Blu sulfan .Vedere blu di disulfina R. sostanza in esame come soluzione in esame.
. C40H32Cl2N8O2. (Mr 728). 1089000. L'area del picco principale non e© inferiore al 99,0 per
cento dell'area totale dei picchi.
Blu tetrazolio
[1871-22-3]. 3,3'-(3,3'-Dimetossi[1,1'-difenil]-4,4'-diil)-
bis[2,5-difenil-2H-tetrazolio] dicloruro. Borace . Vedere la monografia Borace (0013).
408
Reattivi
inoizircserP
. C10H18O. (Mr 154,3). 1011900. [507-70-0]. . 1012301.
ilareneG
Borneolo Bromelina soluzione
isilanA id
p.f.: circa 208 C.
idoteM
Bromo
irotinetnoC
/ ilairetaM
di 10 cm usando cloroformio R. Lasciare asciugare la Bromo (acqua di)
. 1012401.
lastra all'aria, spruzzare con anisaldeide soluzione R, Bromo soluzione
ivittaeR
Bornile acetato
itnemogrA
ilareneG
Cromatografia. Esaminare mediante cromatografia su grafia Idoxuridina (0669), deponendo 5 ml di una solu-
strato sottile (2.2.27), usando gel di silice G R come zione 0,25 g/l. Il cromatogramma ottenuto presenta
sostanza di rivestimento. Deporre sulla lastra 10 l di m solo una macchia principale.
una soluzione 2 g/l in toluene R. Eluire per un percorso . C21H16Br2O5S. (Mr 540,2).
di 10 cm usando cloroformio R. Lasciare asciugare la
Bromocresolo porpora
eifargonoM
1012700. [115-40-2]. 3',3''-Dibromo-o-cresolsolfonfta-
ilareneG
lastra all'aria, spruzzare con anisaldeide soluzione R, leina. 4,4'-(3H-2,1-Benzossatiol-3-iliden)bis[2-bromo-
usando 10 ml per una lastra di 200 mm 200 mm, e
2 6-metilfenolo]-S,S-diossido. Rosso bromocresolo.
scaldare a 100-105 C per 10 min. Il cromatogramma Polvere rosata, praticamente insolubile in acqua, solu-
ottenuto presenta solo una macchia principale. bile in alcool e nelle soluzioni diluite di idrossidi
ehcituecamraF
Boro tricloruro . BCl3. (Mr 117,2). 1112000. [10294-34-5]. alcalini.
Gas incolore. Reagisce violentemente con acqua.
emroF
Disponibile sotto forma di soluzioni in adatti solventi Bromocresolo porpora soluzione . 1012701.
(2-cloroetanolo, diclorometano, esano, eptano, meta- Disciogliere 50 mg di bromocresolo porpora R in
nolo). 0,92 ml di sodio idrossido 0,1 M e 20 ml di alcool R
n20D : circa 1,420. e diluire a 100 ml con acqua R.
Saggio per la sensibilita© . A 0,2 ml della soluzione di
eiretaM
p.e.: circa 12,6 C.
emirP
Attenzione: tossico, corrosivo. bromocresolo porpora aggiungere 100 ml di acqua
. 1112001. Una solu- esente da anidride carbonica R e 0,05 ml di sodio
idrossido 0,02 M. La soluzione e© blu-violetta. Non
Boro tricloruro-metanolo soluzione
ehcificepS
[2104-96-3].
in metanolo R.
. 1012300. [37189-34-7]. Puo© essere utilizzata una adatta e certificata soluzione
di riferimento (10 ng/ml in iso-ottano).
Bromelina
Attivita© : 1 g libera in 20 min circa 1,2 g di azoto ammi- Puo© essere utilizzata una adatta e certificata soluzione
nico da una soluzione di gelatina R a 45 C e a pH 4,5. di riferimento (10 ng/ml in iso-ottano).
409
Reattivi
raldeide.
d2020 : circa 0,806. n-Butile propionato. Non piu© dello 0,1 per cento,
n20D : circa 1,380 determinato mediante gas cromatografia.
p.e.: circa 75 C. Acqua. Non piu© dello 0,1 per cento.
Butanolo . C4H10O. (Mr 74,1). 1013200. [71-36-3]. Determinazione quantitativa. Non meno del 99,5
n-Butanolo. 1-Butanolo. Alcool butilico. per cento di C6H12O2, determinato mediante gas
Liquido incolore, limpido, miscibile con alcool. cromatografia.
d2020 : circa 0,81.
p.e.: 116-119 C. Butile paraidrossibenzoato . 1103900. [94-26-8]. Vedere
2-Butanolo R1 . C4H10O. (Mr 74,1). 1013301. [78-92-2]. la monografia Butile paraidrossibenzoato (0881).
Alcool sec-butilico. tert- . C4H10O2. (Mr 90,1). 1118000.
Contiene non meno del 99,0 per cento di C4H10O.
Butilidroperossido
[75-91-2]. 1,1-Dimetiletilidroperossido.
Liquido incolore, limpido, solubile in acqua, miscibile Liquido infiammabile, solubile nei solventi organici.
con alcool e con etere.
d2020 : circa 0,81. d2020 : 0,898.
Intervallo di distillazione (2.2.11). Non meno del 95 per n20D : 1,401.
cento distilla tra 99 C e 100 C.
Determinazione quantitativa. Mediante gas cromatogra- p.e.: 35 C.
fia come descritto nella cromatografia Alcool isopropi- Butilidrossitoluene . 1013800. [128-37-0]. 2,6-Di-tert-
lico (0970). butil-4-metilfenolo. Idrossitoluene butilato. Vedere la
Butilammina . C4H11N. (Mr 73,1). 1013600. [109-73-9]. monografia Butilidrossitoluene (0581).
1-Butanammina. tert . 1013900. [1634-04-4]. Vedere
Distillare e usare entro un mese.
-Butilmetiletere
(1,1-dimetiletil)metiletere R.
Liquido incolore, miscibile con acqua, con alcool e . C4H6O2. (Mr 86,1). 1104000. [96-48-0].
con etere. Butirrolattone
Diidro-2(3H)-furanone. -Butirrolattone.
n20D : circa 1,401.
c
p.e.: circa 78 C. Liquido oleoso, miscibile con acqua, solubile in meta-
nolo ed in etere.
tert-Butilammina . 1100900. [75-64-9]. Vedere (1,1-dime-
til)etilammina R. n25D : circa 1,435.
Butile acetato . C6H12O2. (Mr 116,2). 1013400. p.e.: circa 204 C.
[123-86-4].
Liquido infiammabile, incolore, limpido, poco solubile Cadmio . Cd. (Mr 112,4). 1014100. [10108-64-2].
in acqua, miscibile con alcool e con etere. Metallo bianco-argenteo brillante, praticamente inso-
d2020 : circa 0,88. lubile in acqua, molto solubile in acido nitrico e in
n20D : circa 1,395. acido cloridrico caldo.
Intervallo di distillazione (2.2.11). Non meno del 95 per Caffeina . 1014400. [58-08-2].Vedere la monografia Caf-
cento distilla tra 123 C e 126 C. feina (0267).
410
Reattivi
inoizircserP
. C4H6CaO4. (Mr 158,2). . CaSO4.ÃÙÄH2O. (Mr 145,1). 1015200.
ilareneG
Calcio acetato anidro Calcio solfato
Polvere bianca, solubile in acqua dando una soluzione [10034-76-1]. Calcio solfato emiidrato.
leggermente opalescente che diventa limpida per Polvere bianca, solubile in circa 1500 parti di acqua,
riscaldamento o per aggiunta di alcune gocce di acido praticamente insolubile in alcool. Se mescolata con del-
acetico R. Contiene non meno del 95 per cento di calcio l'acqua pari alla meta© della sua massa, solidifica rapi-
isilanA id
acetato anidro R che si determina mediante il saggio damente formando una massa dura e porosa.
idoteM
Ceneri solforiche (2.4.14). Calcio solfato soluzione . 1015201.
1 g di ceneri equivale a 1,162 g di C4H6CaO4. Agitare 5 g di calcio solfato R con 100 ml di acqua R
Calcio carbonato . 1014500. [471-34-1]. Vedere la mono- per 1 h e filtrare.
grafia Calcio carbonato (0014).
irotinetnoC
/ ilairetaM
. 1014501. Calcone - acido carbossilico . Vedere acido calconcarbos-
Calcio carbonato R1
2,2-Dimetil-3-metilenbiciclo[2.2.1]eptano.
Il camfene utilizzato in gas cromatografia soddisfa all'ul-
ivittaeR
Calcio cloruro . 1014600. [10035-04-8]. Vedere la mono-
grafia Calcio cloruro (0015). teriore saggio seguente:
Calcio cloruro soluzione . 1014601. Determinazione quantitativa. Esaminare mediante gas
Soluzione 73,5 g/l. cromatografia (2.2.28) come prescritto nella monogra-
. 1014602. fia Rosmarino essenza (1846).
itnemogrA
ilareneG
Il contenuto non e© inferiore al 90 per cento calcolato
Calcio cloruro soluzione 0,01 M
eifargonoM
La canfora usata in gas cromatografia soddisfa all'ulte-
ilareneG
acqua R, portare a pH 6,0-6,2 e diluire a 1000,0 ml
con acqua R. riore saggio seguente:
Conservare a 2-8 C. Determinazione quantitativa. Esaminare mediante gas
cromatografia (2.2.28) come prescritto nella monogra-
. CaCl2.4H2O. (Mr 183,1). 1014700. fia Lavanda essenza (1338).
ehcituecamraF
Calcio cloruro R1
Calcio cloruro tetraidrato. Soluzione in esame. Una soluzione 10 g/l della sostanza
emroF
Contiene non piu© di 0,05 ppm di Fe. in esame in esano R.
Calcio cloruro anidro . CaCl2. (Mr 111,0). 1014800. L'area del picco principale non e© inferiore al 98,0 per
[10043-52-4]. cento dell'area di tutti i picchi nel cromatogramma otte-
Contiene non meno del 98,0 per cento di CaCl2, calco- nuto. Trascurare i picchi dovuti al solvente.
lato con riferimento alla sostanza essiccata.
eiretaM
. 1047400. [1332-58-7].
emirP
Caolino leggero
Granuli bianchi, deliquescenti, solubilissimi in acqua, Silicato di alluminio idrato naturale purificato. Con-
molto solubili in alcool e in metanolo. tiene un idoneo agente disperdente.
Perdita all'essiccamento (2.2.32). Non superiore al Polvere bianca, impalpabile, esente da particelle sab-
ehcituecamraF
Calcio idrossido
Soluzione satura preparata di recente. 50 ml come descritto prima. Ripetere le operazioni fin-
ecidnI
Calcio lattato . 1015100. [41372-22-9]. Vedere la mono- chë sia stato prelevato un totale di 400 ml. Trasferire la
grafia Calcio lattato pentaidrato (0468). sospensione rimanente in una capsula per evaporazione.
411
Reattivi
Evaporare a secco a b.m. ed essiccare il residuo fino a Carbone grafitato per cromatografia . 1015900.
massa costante ad una temperatura di 100-105 C. Il resi- Catene di carbonio lunghe piu© di C9 con una dimen-
duo pesa non piu© di 25 mg (0,5 per cento). sione delle particelle di 400-850 mm.
Particelle fini. Disperdere 5,0 g in 250 ml di acqua R agi- Densita© : 0,72
tando vigorosamente per 2 min. Versare immediata- Area superficiale: 10 m2/g.
mente in un cilindro di vetro con diametro di 50 mm e, Non usare ad una temperatura superiore a 400 C.
usando una pipetta, trasferire 20 ml in una capsula di . Vedere anidride carbonica R.
vetro, evaporare a secco a b.m. ed essiccare fino a
Carbonio diossido
rimanente a riposo a 20 C per 4 h e, ponendo la punta Carbonio monossido . CO. (Mr 28,01).1016000. [630-08-0].
di una pipetta esattamente a 5 cm sotto la superficie Monossido di carbonio.
del liquido, aspirare altri 20 ml senza smuovere il Contiene non meno del 99,97 per cento V/V di CO.
sedimento, porre in una capsula di vetro, evaporare a Carbonio monossido R1 . CO. (Mr 28,01). 1134600.
secco fino a massa costante ad una temperatura di [630-08-0].
100-105 C. La massa del secondo residuo non e© infe- Contiene non meno del 99 per cento V/V di CO.
riore al 70 per cento di quella del primo residuo. Carbonio solfuro . CS2. (Mr 76,1). 1015800. [75-15-0].
. C6H11NO. (Mr 113,2). 1104200. Liquido infiammabile, incolore o giallastro, pratica-
e-Caprolattame
Trimetilbiciclo[4.1.0]ept-3-ene. 4,7,7-Trimetil-3-norca-
Cristalli, praticamente insolubili in acqua, molto solu- rene.
bili in acetone, poco solubili in etanolo. Liquido con odore pungente, moderatamente solubile
p.f.: circa 245 C. in acqua, solubile in solventi organici.
d2020 : circa 0,864.
Carbofenotion . C11H16ClO2PS3. (Mr 342,9). 1016200. n20D : da 1,473 a 1,474.
[786-19-6]. O,O-dietileS-[[(4-clorofenil)tio]metil]fosforo 20 : da +15 a +17.
ditioato.
D
p.e.: da 170 C a 172 C.
Liquido giallastro, praticamente insolubile in acqua, Il 3-carene utilizzato in gas cromatografia soddisfa all'ul-
miscibile con i solventi organici. teriore saggio seguente:
d425 : circa 1,27. Determinazione quantitativa. Esaminare mediante gas
Per la monografia Lanolina (0134) puo© essere usata cromatografia (2.2.28) come prescritto nella monogra-
una opportuna soluzione di riferimento certificata fia Noce moscata essenza (1552).
(10 ng/ml in isottano). Il contenuto non e© inferiore al 95,0 per cento, calcolato
. 1015500. [9007-20-9]. mediante la procedura di normalizzazione.
Carbomero
. C15H24. (Mr 204,4). 1101000. [87-44-5].
Polimero reticolato dell'acido acrilico; contiene una
b-Cariofillene
(E)-(1R,9S)-4,11,11-Trimetil-8-metilenbiciclo[7.2.0]un-
grande proporzione (dal 56 per cento al 68 per cento) dec-4-ene.
di gruppi carbossilici (CO2H), calcolati con riferimento Liquido oleoso, praticamente insolubile in acqua,
alla sostanza essiccata a 80 C per 1 h.6 La massa mole- miscibile con alcool e con etere.
colare relativa media e© di circa 3 10 .
2
d417 : 0,905 circa.
pH (2.2.3). Il pH di una sospensione 10 g/l e© circa 3. n20D : 1,492 circa.
15 : ^5,2 circa.
Carbone attivato . 1017800. [64365-11-3]. Vedere la
D
monografia Carbone attivato (0313). p.e.14: da 129 C a 130 C.
412
Reattivi
inoizircserP
Il -cariofillene utilizzato in gas cromatografia soddi- . Vedere tornasole cartina
ilareneG
Cartina azzurra al tornasole
isilanA id
Carvacrolo
idoteM
L'area del picco principale non e© inferiore al 98,5 per Liquido brunastro, praticamente insolubile in acqua,
cento dell'area totale dei picchi. solubilissimo in alcool e in etere.
Carminio indaco . C16H8N2Na2O8S2. (Mr 466,3). d2020 : circa 0,975.
1045600. [860-22-0]. Schultz No. 1309. Colour Index n20D : circa 1,523.
irotinetnoC
/ ilairetaM
No. 73015. Disodio 3,3'-dioxo-2,2'-bisindoliliden-5,5'- p.e.: circa 237 C.
disolfonato. E 132. Il carvacrolo usato in gas cromatografia soddisfa all'ulte-
Generalmente contiene sodio cloruro. riore saggio seguente:
Polvere blu o blu-violetta o granuli blu con lucentezza Determinazione quantitativa. Esaminare mediante gas
color rame, moderatamente solubili in acqua, pratica- cromatografia (2.2.28) come prescritto nella monogra-
ivittaeR
mente insolubili in alcool. E' precipitato da una solu- fia Menta essenza (0405).
zione acquosa per aggiunta di sodio cloruro. Soluzione in esame. Disciogliere 0,1 g in circa 10 ml di
Carminio indaco soluzione . 1045601. acetone R.
Ad una miscela di 10 ml di acido cloridrico R e L'area del picco principale non e© inferiore al 95,0 per
itnemogrA
ilareneG
990 ml di acido solforico esente da azoto R cento dell'area di tutti i picchi nel cromatogramma otte-
(200 g/l) aggiungere 0,2 g di carminio indaco R. nuto. Trascurare i picchi dovuti all'acetone.
La soluzione soddisfa al saggio seguente: Carvone . C10H14O. (Mr 150,2). 1016500. [2244-16-8].
Aggiungere 10 ml a una soluzione di 1,0 mg di (S)-p-Menta-6,8-dien-2-one. (+)-2-Metil-5-(1-metilete-
potassio nitrato R in 10 ml di acqua R, aggiungere nil)-2-cicloesesen-1-one.
eifargonoM
ilareneG
rapidamente 20 ml di acido solforico esente da Liquido praticamente insolubile in acqua, miscibile con
azoto R e scaldare fino all'ebollizione. La colora- alcool.
zione blu scompare entro 1 min. d2020 : circa 0,965.
n20D : circa 1,500.
ehcituecamraF
Carminio indaco soluzione R1 . 1045602. 20 : circa + 61.
Disciogliere 4 g di carminio indaco R in circa 900 ml di D
emroF
emirP
nio indaco soluzione R1 e in una sola aggiunta, ma con fia Menta essenza (0405) usando la sostanza in esame
cautela, 30 ml di acido solforico R. Titolare la soluzione come soluzione in esame.
immediatamente, usando la carminio indaco solu- L'area del picco principale non e© inferiore al 98,0 per
cento dell'area totale dei picchi.
ehcituecamraF
ehcificepS
Polvere bianca contenente dal 70 per cento all'80 per in acido cloridrico concentrato dando luogo ad una
cento di una gomma solubile in acqua consistente prin- soluzione violetto pallido. Forma sali con acidi e basi.
cipalmente di galattomannoglicone. Il suo punto isoelettrico e© a pH 4,7 circa. Le soluzioni
alcaline sono levogire.
Carta al, alla, cartina al, alla. Vedere al nome del reat- . C15H14O6.xH2O. (Mr 290,3 per la sostanza
tivo di cui e© impregnata.
Catechina
413
Reattivi
A 0,5-1 g di cervello bovino essiccato con acetone, Cerio e ammonio nitrato . (NH4)2Ce(NO3)6. (Mr 548,2).
polvere R aggiungere 20 ml di acetone R e lasciare a 1005000. [16774-21-3].
riposo per 2 h. Centrifugare a 500 g per 2 min e decan- Polvere cristallina giallo-arancione o cristalli traspa-
tare il liquido sopranatante. Essiccare il residuo a pres- renti arancioni, solubili in acqua.
sione ridotta; al materiale essiccato aggiungere 20 ml Cerio e ammonio solfato. (NH4)4Ce(SO4)4.2H2O.
di cloroformio R e lasciare a riposo per 2 h, agitando (Mr 633). 1005100. [10378-47-9].
frequentemente. Rimuovere il materiale solido per fil- Polvere cristallina o cristalli giallo-arancione, solubili
trazione o centrifugazione ed evaporare il cloroformio lentamente in acqua.
a pressione ridotta. Sospendere il residuo in 5-10 ml di Cerio(-ico) solfato. Ce(SO4)2.4H2O. (Mr 404,3).
una soluzione (9 g/l) di sodio cloruro R. 1017300. [123333-60-8]. Cerio(IV) solfato; solfato
I solventi usati per preparare il reattivo dovrebbero conte- cerico.
nere un idoneo antiossidante, per esempio, 0,02 g/l di Polvere cristallina o cristalli, giallo o giallo-arancione,
butilidrossianisolo. molto poco solubili in acqua, lentamente solubili negli
Conservare congelato o liofilizzato ed usare entro acidi diluiti.
3 mesi. Cerio(-oso) nitrato. Ce(NO3)3.6H2O. (Mr 434,3).
. C28H40Cl2N2O4.7H2O. (Mr 666). 1017400. [10294-41-4]. Cerio trinitrato esaidrato.
Polvere cristallina, incolore o giallo pallido, molto solu-
Cefelina dicloridrato
Cetrimide (0378).
sitivo appropriato. Lasciar seccare all'aria. Chinidina . C20H24N2O2. (Mr 324,4). 1074000. [56-54-2].
Cellulosa per cromatografia F 254 . 1017000. (S)-(6-Metossichinol-4-il)[(2R,4S,5R)-5-vinilchinucli-
Cellulosa F254 microcristallina. Polvere omogenea, din-2-il]metanolo.
bianca, fine, con una dimensione media delle particelle Cristalli bianchi, molto poco solubili in acqua, modera-
inferiore a 30 mm, contenente un indicatore di fluore- tamente solubili in alcool, poco solubili in etere e in
scenza avente un'intensita© ottimale a 254 nm. metanolo.
414
Reattivi
inoizircserP
20 :
circa + 260, determinato su una soluzione 10 g/l Liquido infiammabile, incolore, limpido, praticamente
ilareneG
D
in etanolo R. insolubile in acqua, miscibile con solventi organici.
p.f.: circa 172 C. d2020 : circa 0,78.
Conservare al riparo dalla luce. p.e.: circa 80,5 C.
. 1109500.Vedere la monografia Chini- Il cicloesano utilizzato in spettrofotometria soddisfa agli
isilanA id
idoteM
ulteriori requisiti seguenti:
Chinidina solfato
irotinetnoC
70 per cento a 235 nm,
/ ilairetaM
Cristalli lucenti o polvere cristallina, verde scuro, poco
solubili in acqua, moderatamente solubili in acqua 90 per cento a 240 nm,
calda, solubili in alcool, in ammoniaca concentrata e 98 per cento a 250 nm.
in etere. Cicloesano R1 . 1023901.
p.f.: circa 170 C. Soddisfa ai requisiti prescritti per il cicloesano R e
ivittaeR
Chinina . C20H24N2O2. (Mr 324,4). 1074100. [130-95-0]. all'ulteriore requisito seguente:
(R)-(6-Metossichinol-4-il)[(2S,4S,5R)-5-vinilchinucli- La fluorescenza, misurata a 460 nm, per illumina-
din-2-il]metanolo. zione con un fascio di luce eccitante a 365 nm, non
Polvere microcristallina, bianca, molto poco solubile in e© piu© intensa di quella di una soluzione contenente
acqua, poco solubile in acqua bollente, solubilissima in 0,002 ppm di chinina R in acido solforico 0,05 M.
itnemogrA
ilareneG
etanolo, solubile in etere. Cicloesilammina . C6H13N. (Mr 99,2). 1024000.
20 : circa ^167, determinato su una soluzione 10 g/l in
D [108-91-8]. Liquido incolore, solubile in acqua, misci-
etanolo R. bile con i comuni solventi organici.
p.f.: circa 175 C. n20D : circa 1,460.
eifargonoM
Conservare al riparo dalla luce. p.e.: da 134 C a 135 C.
ilareneG
. 1074200. [6119-47-7]. Vedere la Cicloesilmetanolo . C7H14O. (Mr 114,2). 1135200.
[100-49-2]. Cicloesilcarbinolo.
Chinina cloridrato
ehcituecamraF
alcool.
Chinina solfato
emroF
Cialotrina . C23H19ClF3NO3. (Mr 449,9). 1125000.
[91465-08-6]. p.e.: circa 185 C.
p.e.: da 187 C a 190 C. p-Cimene . C10H14. (Mr 134,2). 1113400. [99-87-6].
p.f.: circa 49 C. 1-Isopropil-4-metilbenzene.
Liquido incolore, praticamente insolubile in acqua,
eiretaM
Puo© essere utilizzata un'idonea soluzione di riferimento
emirP
certificata (10 ng/ml in cicloesano). solubile in alcool e in etere.
. 1023600. [68-19-9]. Vedere la mono- d2020 : circa 0,858.
Cianocobalamina
. 1023700. [506-68-3].
ehcificepS
Aggiungere goccia a goccia, raffreddando, ammonio Il p-cimene utilizzato in gas cromatografia soddisfa all'ul-
tiocianato 0,1 M ad acqua di bromo R fino alla scom- teriore saggio seguente:
parsa della colorazione gialla. Preparare immediata- Determinazione quantitativa. Esaminare mediante gas
mente prima dell'uso. cromatografia (2.2.28) come prescritto nella monogra-
fia Menta essenza (0405).
ehcitapoemO
inoizaraperP
[485-71-2]. (R)-(Chinol-4-il)[(2S,4S,5R)-5-vinilchinucli-
Cicloesano . C6H12. (Mr 84,2). 1023900. [110-82-7]. din-2-il]metanolo.
415
Reattivi
Polvere bianca, cristallina, molto poco solubile in Il cinnamile acetato utilizzato in gas cromatografia sod-
acqua e in etere di petrolio, solubile in alcool, poco disfa all'ulteriore saggio seguente:
solubile in etere. Determinazione quantitativa. Esaminare mediante gas
20 : da 105 a 110, determinato su una soluzione
D ÿ ÿ cromatografia (2.2.28) come prescritto nella monogra-
50 g/l in alcool R. fia Cannella di Cina essenza (1496).
p.f.: circa 208 C con decomposizione. Il contenuto non e© inferiore al 99,0 per cento, calcolato
Conservare al riparo dalla luce. mediante la procedura di normalizzazione.
. C19H22N2O. (Mr 294,4). 1020500. [118-10-5]. Cipermetrina . C22H19Cl2NO3. (Mr 416,3). 1125100.
Cinconina
(S)-(Chinol-4-il)[(2R,4S,5R)-5-vinilchinuclidin-2-il]me- [52315-07-8].
tanolo. p.e.: da 170 C a 195 C.
Polvere cristallina bianca, molto poco solubile in p.f.: da 60 C a 80 C.
acqua, moderatamente solubile in alcool e in metanolo, Puo© essere utilizzata un'idonea e certificata soluzione di
poco solubile in etere. riferimento (10 ng/ml in cicloesano).
20 : da + 225 a + 230, determinato su una soluzione L -Cisteina . C3H7NO2S. (Mr 121,1). 1024200. [52-90-4].
D
50 g/l in alcool R. Polvere, molto solubile in acqua, in alcool e in acido
p.f.: circa 263 C. acetico, praticamente insolubile in acetone.
. 1024300. [7048-04-6]. Vedere la
Conservare al riparo dalla luce.
Cisteina cloridrato
[56-89-3].
Liquido incolore, praticamente insolubile in acqua, Polvere cristallina, bianca, praticamente insolubile in
miscibile con etanolo e con etere. acqua e in alcool. E' solubile nelle soluzioni diluite di
d2020 : da 0,922 a 0,927. idrossidi alcalini. Si decompone a 250 C.
20 : da ^218 a ^224, determinato in acido cloridrico
n20D : da 1,456 a 1,459.
D
Punto di solidificazione (2.2.18). Da 0 C a 1 C. 1 M.
Intervallo di distillazione (2.2.11). Da 174 C a 177 C. Citrale . C10H16O. (Mr 152,2). 1020800. [5392-40-5].
Fenolo. Agitare 1 g con 20 ml di acqua R. Lasciare sepa- Miscela di (2E)- e (2Z)-3,7-Dimetilotta-2,6-dienale.
rare e aggiungere a 10 ml dello strato acquoso 0,1 ml Liquido giallo chiaro, praticamente insolubile in acqua,
di ferro(-ico) cloruro soluzione R1. Non compare alcuna miscibile con alcool, con etere e con glicerolo.
colorazione violetta. Cromatografia. Esaminare mediante cromatografia su
Olio di trementina. Disciogliere 1 g in 5 ml di alcool al 90 strato sottile (2.2.27), usando gel di silice GF254 R come
per cento V/V R. Aggiungere goccia a goccia acqua di sostanza di rivestimento. Deporre sulla lastra 10 ml di
bromo R preparata di recente. Non sono necessari piu© una soluzione 1 g/l in toluene R.
di 0,5 ml per far virare la colorazione al giallo persi- Eluire per un percorso di 15 cm usando una miscela di
stente per 30 min. 15 volumi di etile acetato R e 85 volumi di toluene R.
Lasciare asciugare la lastra all'aria ed esaminare alla
Residuo all'evaporazione. Non superiore allo 0,05 per luce ultravioletta a 254 nm. Il cromatogramma otte-
cento. A 10,0 ml aggiungere 25 ml di acqua R, evapo- nuto presenta solo una macchia principale.
rare a b.m. ed essiccare il residuo fino a massa costante Il citrale usato in gas cromatografia soddisfa all'ulteriore
a 100-105 C. saggio seguente:
Il cineolo utilizzato in gas cromatografia soddisfa all'ulte- Determinazione quantitativa. Esaminare mediante gas
riore saggio seguente: cromatografia (2.2.28) come prescritto nella monogra-
Determinazione quantitativa. Esaminare mediante gas fia Citronella essenza (1609).
cromatografia (2.2.28) come prescritto nella monogra- Il contenuto di citrale (nerale + geraniale) non e© infe-
fia Menta essenza (0405) usando la sostanza in esame riore al 95,0 per cento calcolato mediante la procedura
come soluzione in esame. di normalizzazione.
L'area del picco principale non e© inferiore al 98,0 per Citronellale . C10H18O. (Mr 154,3). 1113300. [106-23-0].
cento dell'area totale dei picchi. 3,7-Dimetil-6-ottenale.
Cinnamile acetato . C11H12O2. (Mr 176,2). 1124700. Molto poco solubile in acqua, solubile in alcool.
[103-54-8]. 3-Fenil-2-propen-1-ile acetato. d2020 : da 0,848 a 0,856.
n20D : circa 1,542. n20D : circa 1,446.
p.e.: circa 262 C. 20 : circa + 11,50.
D
416
Reattivi
inoizircserP
Il citronellale usato in gas cromatografia soddisfa all'ul- . C25H32ClFO5. (Mr 467,0).
ilareneG
Clobetasolo propionato
isilanA id
Il contenuto non e© inferiore al 95,0 per cento calcolato in alcool e in acetone.
idoteM
mediante la procedura di normalizzazione.
20 : circa + 104 (in diossano).
D
Citronellile acetato . C12H22O2. (Mr 198,3). 1135000. p.f.: circa 196 C.
[150-84-5]. 3,7-Dimetil-6-otten-1-il acetato. . Vedere la monografia Clofenotano.
d2020 : circa 0,890.
Clofenotano
irotinetnoC
/ ilairetaM
n20D : circa 1,443.
Cloralio idrato
ivittaeR
cromatografia (2.2.28) come prescritto nella monogra- Cloramina . 1018000. [7080-50-4]. Vedere la monografia
fia Citronella essenza (1609). Cloramina (0381).
Il contenuto non e© inferiore al 97,0 per cento calcolato Cloramina soluzione . 1018001.
con la procedura di normalizzazione. Soluzione 20 g/l. Preparare immediatamente
prima dell'uso.
itnemogrA
Conservare in contenitore ermeticamente chiuso, al
ilareneG
riparo dalla luce. Cloramina soluzione R1 . 1018002.
Citronellolo . C10H20O. (Mr 156,3). 1134900. [106-22-9]. Soluzione 0,1 g/l di cloramina R. Preparare imme-
3,6-Dimetilott-6-en-1-olo. diatamente prima dell'uso.
Liquido limpido, incolore, praticamente insolubile in . 1018003.
eifargonoM
Cloramina soluzione R2
ilareneG
Soluzione 0,2 g/l. Preparare immediatamente
d2020 : circa 0,857. prima dell'uso.
n20D : circa 1,456. . C10H6Cl8. (Mr 409,8). 1124100. [12789-03-6].
p.e.: da 220 C a 222 C. Clordano
ehcituecamraF
Il citronellolo usato in gas cromatografia soddisfa all'ul- p.f.: circa 106 C.
teriore saggio seguente:
emroF
Determinazione quantitativa. Esaminare mediante gas Puo© essere utilizzata un'idonea e certificata soluzione di
cromatografia (2.2.28) come prescritto nella monogra- riferimento di grado tecnico (10 ng/ l in iso-ottano).
m
eiretaM
con la procedura di normalizzazione. . C12H14Cl3O4P. (Mr 359.6). 1124200.
emirP
Clorfenvinfos
Citroptene
Limettina. 5,7-Dimetossi-2H-1-benzopiran-2-one.
ehcificepS
2-Cloro-2-desossi- D-glucosio
3-Cloro-2-metilanilina
strato sottile (2.2.27), usando gel di silice GF254 R come [87-60-5]. 6-Cloro-2-toluidina.
sostanza di rivestimento. Deporre sulla lastra 10 ml di Non miscibile con acqua, leggermente solubile in eta-
una soluzione 1 g/l in toluene R. Eluire per un percorso nolo.
di 15 cm usando una miscela di 15 volumi di etile ace- d2020 : circa 1,171.
tato R e 85 volumi di toluene R. Lasciare asciugare n20D : circa 1,587.
la lastra all'aria e esaminare alla luce ultravioletta a
p.e.: circa 115 C.
ecidnI
417
Reattivi
Cloroacetanilide . C8H8ClNO. (Mr 169,6). 1018100. Cloroformio . CHCl3. (Mr 119,4). 1018600. [67-66-3]. Tri-
[539-03-7]. 4'-Cloroacetanilide. clorometano.
Polvere cristallina, praticamente insolubile in acqua, Liquido incolore, limpido, poco solubile in acqua,
solubile in alcool. miscibile con alcool.
p.f.: circa 178 C. d2020 : da 1,475 a 1,481.
Cloroanilina . C6H6ClN. (Mr 127,6). 1018300. [106-47-8]. p.e.: circa 60 C.
4-Cloroanilina. Il cloroformio contiene lo 0,4-1,0 per cento m/m di eta-
Cristalli solubili in acqua calda, molto solubili in alcool nolo.
e in etere. Etanolo. Introdurre 1,00 g (m g) in una beuta con tappo
p.f.: circa 71 C. a smeriglio. Aggiungere 15,0 ml di nitrocromico reat-
2-Cloro-4-nitroanilina . C6H5ClN2O2. (Mr 172,6). tivo R, chiudere la beuta, agitare energicamente per
1018800. [121-87-9]. 2 min e lasciare a riposo per 15 min. Aggiungere
Polvere cristallina gialla, molto solubile in metanolo. 100 ml di acqua R e 5 ml di una soluzione (200 g/l) di
p.f.: circa 107 C. potassio ioduro R. Dopo 2 min titolare con sodio tiosol-
fato 0,1 M, utilizzando 1 ml di amido soluzione R come
Conservare al riparo dalla luce. indicatore, fino ad ottenere un colorazione verde chiaro
4-Clorobenzensolfonammide . C6H6ClNO2S. (Mr 191,6). (n1 ml di sodio tiosolfato 0,1 M). Effettuare una prova
1097400. [98-64-6]. in bianco (n2 ml di sodio tiosolfato 0,1 M). Calcolare la
Polvere bianca. percentuale di etanolo utilizzando l'espressione:
p.f.: circa 145 C. n2 n1 0; 115
. 1018400. [57-15-8].Vedere la monografia
ÿ
Clorobutanolo
418
Reattivi
inoizircserP
Residuo all'evaporazione. Non superiore allo 0,001 per . C5H14ClNO. (Mr 139,6). 1019500.
ilareneG
Colina cloruro
isilanA id
idoteM
non inferiore all'80 per cento a 260 nm, grafia Suxametonio cloruro (0248), deponendo 5 l di m
non inferiore al 98 per cento a 300 nm. una soluzione 0,2 g/l in metanolo R. Il cromatogramma
Determinazione quantitativa. Non meno del 99,8 per presenta solo una macchia principale.
cento di CHCl3, determinato mediante gas cromatogra- Conservare in un recipiente ermeticamente chiuso.
irotinetnoC
fia.
/ ilairetaM
Colonna concentrica per gas cromatografia . 1135100.
3-Cloropropan-1,2-diolo . C3H7ClO2. (Mr 110,5). Sistema disponibile in commercio, costituito da due
1097600. [96-24-2]. tubi concentrici. Il tubo esterno e© impaccato con setacci
Liquido incolore, solubile in acqua, in alcool e in etere. molecolari, il tubo interno, invece, e© impaccato con
d2020 : circa 1,322. una miscela di un polimero poroso. La principale appli-
cazione di questo sistema consiste nella separazione di
ivittaeR
n20D : circa 1,480.
p.e.: circa 213 C. sostanze allo stato gassoso.
Clorotiazide . 1112100. [58-94-6]. Vedere la monografia Colza, olio . Vedere olio di colza R.
Clorotiazide (0385). Coniugato fluorescente di sierimmune rabico .Vedere sie-
rimmune rabico coniugato fluorescente R.
itnemogrA
. C3H9ClSi. (Mr 108,6). 1019300.
ilareneG
Clorotrimetilsilano
eifargonoM
ilareneG
p.e.: circa 57 C. Puo© essere utilizzata un'idonea e certificata soluzione di
Clorpirifos . C9H11Cl3NO3PS. (Mr 350,6). 1124400. riferimento (10 ng/ l in iso-ottano).
m
[2921-88-2]. . C7H8O. (Mr 108,1). 1022700. [95-48-7].
p.e.: circa 200 C.
Cresolo
o-Cresolo. 2-Metilfenolo.
ehcituecamraF
p.f.: da 42 C a 44 C. Cristalli o liquido super-raffreddato che diventa scuro
emroF
Puo© essere utilizzata un'idonea e certificata soluzione di per esposizione alla luce e all'aria, miscibile con etanolo
riferimento (10 ng/ml in cicloesano). e con etere, solubile in circa 50 parti di acqua e solubile
Clorpirifos-metile . C7H7Cl3NO3PS. (Mr 322,5). 1124500. nelle soluzioni di idrossidi alcalini.
[5598-13-0]. d2020 : circa 1,05.
eiretaM
p.f.: da 45 C a 47 C.
emirP
n20D : da 1,540 a 1,550.
Puo© essere utilizzata un'idonea e certificata soluzione di p.e.: circa 190 C.
riferimento (10 ng/ml in cicloesano).
. CoCl2.6H2O. (Mr 237,9). 1021600. Punto di congelamento (2.2.18). Non inferiore a 30,5 C.
ehcituecamraF
Cobalto cloruro
inoizaraperP
Polvere cristallina rossa o cristalli rosso scuro, solubi- m/m, determinato mediante evaporazione a b.m. e
lissimi in acqua, solubili in alcool. essiccamento in stufa a 100-105 C.
Cobalto nitrato . Co(NO3)2.6H2O. (Mr 291,0). 1021700. Distillare prima dell'uso.
[10026-22-9]. Conservare al riparo dalla luce, dall'umidita© e dall'ossi-
ehcitapoemO
inoizaraperP
Cristalli piccoli rosso granato, solubilissimi in acqua. geno e distillare prima dell'uso.
Codeina . 1021800. [6059-47-8]. Vedere la monografia Crisantamina . C21H21ClO11. (Mr 485,5). 1134800.
Codeina (0076). [7084-24-4]. Curomanina cloruro. 2-(3,4-Diidrossife-
. 1021900. [52-28-8].Vedere la monogra- nil)-3-( -d-glucopiranosil)ossi-5,7-diidrossi-1-benzopi-
b
rilio cloruro.
Codeina fosfato
Colesterolo . 1019400. [57-88-5]. Vedere la monografia Polvere cristallina bruno-rossastra, solubile in acqua e
Colesterolo (0993). in alcool.
419
Reattivi
Assorbanza (2.2.25). Una soluzione 0,01 g/l in una Cromotropo II B soluzione . 1020201.
miscela di 1 volume di acido cloridrico R e 999 volumi Soluzione 0,05 g/l in acido solforico R.
di metanolo R mostra un massimo di assorbimento a
528 nm. Cumarina . C9H6O2. (Mr 146,1). 1124900. [91-64-5].
2H-Cromen-2-one. 2H-1-Benzopiran-2-one.
Cristal . C25H30ClN3. (Mr 408,0). 1022900.
violetto
Polvere incolore cristallina o cristalli ortorombici o ret-
[548-62-9]. Schultz No. 78. Colour Index No. 42555. tangolari, solubilissimi in acqua bollente, solubili in
Esametilpararosanilinio cloruro, Violetto di genziana. alcool. Si scioglie nelle soluzioni di idrossidi alcalini.
Polvere cristalli verde scuro, solubili in acqua e in p.f.: da 68 C a 70 C.
alcool. La cumarina utilizzata in gas cromatografia soddisfa
. 1022901. Violetto di gen- all'ulteriore saggio seguente:
Determinazione quantitativa. Esaminare mediante gas
Cristal violetto soluzione
ziana soluzione.
cromatografia (2.2.28) come prescritto nella monogra-
Disciogliere 0,5 g di cristal violetto R in acido ace- fia Cannella di Cina essenza (1496).
tico anidro R e diluire a 100 ml con lo stesso sol- Il contenuto non e© inferiore al 98,0 per cento, calcolato
vente. mediante la procedura di normalizzazione.
Saggio di sensibilita© . A 50 ml di acido acetico Cupri-citrica soluzione . 1023100.
anidro R aggiungere 0,1 ml di cristal violetto solu- Disciogliere 25 g di rame(-ico) solfato R, 50 g di acido
zione. Per aggiunta di 0,1 ml di acido perclorico citrico R e 144 g di sodio carbonato anidro R in acqua R
0,1 M la soluzione, di colore porpora-bluastro, vira e diluire a 1000 ml con lo stesso solvente.
al verde-bluastro. Cupri-citrica soluzione R1 . 1023200.
Disciogliere 25 g di rame(-ico) solfato R, 50 g di acido
Cromazurolo S . C23H13Cl2Na3O9S. (Mr 605). 1019600. citrico R e 144 g di sodio carbonato anidro R in acqua R
[1667-99-8]. Schultz No. 841. Colour Index No. 43825. e diluire a 1000 ml con lo stesso solvente.
Trisodio 5-[(3-carbossilato-5-metil-4-oxocicloesa-2,5- Apportare delle modifiche alla soluzione cos|© da soddi-
dien-1-ilidene)(2,6-dicloro-3-solfonatofenil)metil]-2- sfare agli ulteriori requisiti seguenti:
idrossi-3-metilbenzoato. a) A 25,0 ml aggiungere 3 g di potassio ioduro R.
Polvere nero-brunastra, solubile in acqua, poco solu- Aggiungere con cautela e in piccole quantita© 25 ml di
bile in alcool. una soluzione al 25 per cento m/m di acido solforico R.
. [Cr(H2O)4Cl2]Cl.2H2O. Titolare con sodio tiosolfato 0,1 M usando 0,5 ml di
Cromo(ico) tricloruro esaidrato
(Mr 266,5) 1104800. [10060-12-5]. amido soluzione R come indicatore, aggiunto alla fine
della titolazione.
Polvere cristallina verde scuro, igroscopica, molto Nella titolazione sono utilizzati 24,5-25,5 ml di sodio
tossica. tiosolfato 0,1 M.
Conservare al riparo dall'umidita© e da agenti ossidanti. b) Diluire 10,0 ml a 100,0 ml con acqua R e mescolare.
A 10,0 ml della soluzione, aggiungere 25,0 ml di acido
Cromo triossido . CrO3. (Mr 100,0). 1019900. [1333-82-0]. cloridrico 0,1 M R e scaldare per 1 h a b.m. Raffreddare,
Aghi rosso-brunastri scuro o granuli, deliquescenti, portare al volume iniziale con acqua R e titolare con
solubilissimi in acqua. sodio idrossido 0,1 M, usando 0,1 ml di fenolftaleina
soluzione R1 come indicatore.
Conservare in un recipiente di vetro ermeticamente Nella titolazione sono utilizzati 5,7-6,3 ml di sodio
chiuso. idrossido 0,1 M.
.Vedere allume cromico R. c) Diluire 10,0 ml a 100,0 ml con acqua R e mescolare.
Cromo(-ico) e potassio solfato
Titolare 10,0 ml della soluzione con acido cloridrico
Cromotropo II . C16H9N3Na2O10S2. (Mr 513,4).
B 0,1 M, usando 0,1 ml di fenolftaleina soluzione R1 come
1020200. [548-80-1]. Schultz No. 67. Colour Index No. indicatore.
16575. Disodio 4,5-diidrossi-3-(4-nitrofenilazo)nafta- Nella titolazione sono utilizzati 6,0-7,5 ml di acido clori-
len-2,7-disolfonato. drico 0,1 M.
Polvere marrone-rossiccia, solubile in acqua dando Cupri-citrico reattivo . Vedere cupri-citrica soluzione R.
luogo ad una colorazione rosso-giallastra, pratica- Cupri-tartarica soluzione . 1023300. Potassio cupritar-
mente insolubile in alcool. trato soluzione, Reattivo di Fehling.
420
Reattivi
inoizircserP
Soluzione I. Disciogliere 34,6 g di rame(-ico) solfato R grafia Valeriana radice (0453) alla stessa concentra-
ilareneG
in acqua R e diluire a 500 ml con lo stesso solvente. zione della soluzione di riferimento. Il contenuto del
Soluzione II. Disciogliere 173 g di sodio e potassio tar- dantrone non e© inferiore al 95 per cento calcolato con
trato R e 50 g di sodio idrossido R in 400 ml di acqua R. la procedura di normalizzazione.
Scaldare all'ebollizione, lasciare raffreddare e diluire a o,p' . C14H10Cl4. (Mr 320,0). 1125200. [53-19-0].
isilanA id
-DDD
idoteM
Mescolare volumi uguali delle due soluzioni immedia- Puo© essere utilizzata un'idonea e certificata soluzione di
tamente prima dell'uso. riferimento (10 ng/ml in cicloesano).
Cupri-tartarica soluzione R2 . 1023302. Potassio o,p' . C14H8Cl4. (Mr 318,0). 1125400. [3424-82-6].
-DDE
irotinetnoC
/ ilairetaM
Mescolare 1 ml di una soluzione contenente 5 g/l di Puo© essere utilizzata un'idonea e certificata soluzione di
rame(-ico) solfato R e 10 g/l di potassio tartrato R riferimento (10 ng/ml in cicloesano).
con 50 ml di sodio carbonato soluzione R1. Prepa- o,p' . C14H9Cl5. (Mr 354,5). 1125600. [789-02-6].
rare immediatamente prima dell'uso.
-DDT
1-(2-Clorofenil)-1-(4-clorofenil)-2,2,2-tricloroetano.
. 1023303. Puo© essere utilizzata un'idonea e certificata soluzione di
ivittaeR
Cupri-tartarica soluzione R3
Mescolare uguali volumi di una soluzione (10 g/l) riferimento (10 ng/ml in cicloesano).
di rame(-ico) solfato R e una soluzione (20 g/l) di p,p' . C14H10Cl4. (Mr 320,0). 1125300. [72-54-8].
sodio tartrato R. A 1,0 ml della miscela aggiungere
-DDD
1,1-Bis(4-clorofenil)-2,2-dicloroetano.
50 ml di sodio carbonato soluzione R2. Preparare p.e.: circa 193 C.
immediatamente prima dell'uso.
itnemogrA
ilareneG
. 1023304. p.f.: circa 109 C.
Puo© essere utilizzata un'idonea e certificata soluzione di
Cupri-tartarica soluzione R4
1,1-Bis(4-clorofenil)-2,2-dicloroetilene.
eifargonoM
di sodio bicarbonato R e 20,0 g di sodio solfato
ilareneG
anidro R in acqua R e diluire a 100 ml con lo stesso p.e.: da 316 C a 317 C.
solvente. p.f.: da 88 C a 89 C.
Mescolare 1 volume della soluzione I con 25 vo- Puo© essere utilizzata un'idonea e certificata soluzione di
lumi della soluzione II immediatamente prima riferimento (10 ng/ml in cicloesano).
ehcituecamraF
dell'uso. p,p' . C14H9Cl5. (Mr 354,5). 1125700. [50-29-3].
emroF
-DDT
1,7-Bis(4-idrossi-3-metossifenil)epta-1,6-dien-3,5-dione.
Polvere cristallina, bruno-arancione, praticamente p.f.: da 108 C a 109 C.
insolubile in acqua, solubile in acido acetico glaciale, Puo© essere utilizzata un'idonea e certificata soluzione di
eiretaM
emirP
praticamente insolubile in etere. riferimento (10 ng/ml in cicloesano).
p.f.: circa 183 C. Decano . C10H22. (Mr 142,3). 1024600. [124-18-5].
Dantrone . C14H8O4. (Mr 240,2). 1024500. [117-10-2]. Liquido incolore, praticamente insolubile in acqua.
1,8-Diidrossiantrachinone. 1,8-Diidrossiantracen-9,10- n20D : circa 1,411.
ehcituecamraF
inoizaraperP
dione.
ehcificepS
Alcool n-decilico.
zioni di idrossidi alcalini.
p.f.: 195 C circa. Liquido viscoso, che solidifica a 6 C circa, pratica-
ehcitapoemO
inoizaraperP
Il dantrone usato nella determinazione degli acidi sesqui- mente insolubile in acqua, solubile in alcool e in etere.
terpenici nella monografia Valeriana radice (0453) sod- n20D : circa 1,436.
disfa agli ulteriori requisiti seguenti: p.e.: circa 230 C.
A11cm
%
: da 355 a 375, determinata a 500 nm in potassio Deltametrina . C22H19Br2NO3. (Mr 505,2). 1125800.
idrossido 1 M. [52918-63-5].
p.e.: circa 300 C.
ecidnI
421
Reattivi
Puo© essere utilizzata un'idonea e certificata soluzione di Polvere bianca cristallina, praticamente insolubile in
riferimento (10 ng/ml in cicloesano). acqua, solubilissima in diclorometano, molto solubile
2'-Desossiuridina . C9H12N2O5. (Mr 228,2). 1024800. in acetone, solubile in alcool.
[951-78-0]. 1-(2-Desossi- -d-eritro-pentofuranosil)-
b p.f.: da 50 C a 53 C.
1H,3H-pirimidin-2,4-dione. Dibutilammina . C8H19N. (Mr 129,3). 1126000.
p.f.: circa 165 C. [111-92-2]. N-Butil-1-butanammina.
Cromatografia. Esaminare come prescritto nella mono- Liquido incolore.
grafia Idoxuridina (0669), deponendo 5 ml di una solu- n20D : circa 1,417.
zione 0,25 g/l. Il cromatogramma ottenuto presenta p.e.: circa 159 C.
solo una macchia principale. . C16H22O4. (Mr 278,3). 1026800.
. 1025500.
Dibutile ftalato
Destrano reticolato per cromatografia R2 [84-74-2]. Dibutile benzen-1,2-dicarbossilato.
Destrano in granuli reticolato con un intervallo di fra- Liquido oleoso incolore o debolmente colorato, lim-
zionamento idoneo per la separazione dei peptidi e pido, molto poco solubile in acqua, miscibile con ace-
delle proteine con2 una massa3 molecolare relativa com- tone, con alcool e con etere.
presa tra 15 10 e 30 10 . I granuli, allo stato secco,
2 2
d2020 : da 1,043 a 1,048.
hanno un diametro di 20-80 mm. n20D : da 1,490 a 1,495.
Destrano reticolato per cromatografia R3 . 1025600. . C20H26Cl2N2O6. (Mr 461,3).
Destrano in granuli reticolato con un intervallo di fra-
Dicarbossidina cloridrato
[101-83-7]. N,N-Dicicloesilammina.
hanno un diametro di 40-120 mm. Liquido incolore, moderatamente solubile in acqua,
Destrosio . 1025700. [50-99-7].Vedere glucosio R. miscibile con i comuni solventi organici.
Deuterio ossido . 2H2O. (Mr 20,03). 1025300. [7789-20-0]. n20D : circa 1,484
Acqua deuterata. p.e.: circa 256 C.
Il grado di deuterazione non e© inferiore al 99,7 Punto di solidificazione (2.2.18). Da 0 C a 1 C.
per cento. . C12H22. (Mr 166,3). 1135300. [92-51-3].
d2020 : circa 1,11.
Dicicloesile
Bicicloesile.
n20D : circa 1,328. d2020 : circa 0,864.
p.e.: circa 101 C. p.e.: circa 227 C.
Devarda lega . E' costituita da 50 parti di rame R, p.f.: circa 4 C.
45 parti di alluminio R e 5 parti di zinco R. Dicicloesilurea . C13H24N2O. (Mr 224,4). 1027600.
Polvere grigia, insolubile in acqua, parzialmente solu- [2387-23-7]. 1,3-Dicicloesilurea.
bile in acido cloridrico e in sodio idrossido soluzione, Polvere cristallina bianca.
solubile in acido nitrico. p.f.: circa 232 C
3,3'-Diamminobenzidina tetracloridrato . C12H18Cl4N4. . C10H13Cl2O3PS. (Mr 315,2). 1126100.
2H2O.(Mr 396,1). 1098000. [7411-49-6]. 3,3',4,4'-Dife- Diclofention
[97-17-6].
nil-tetrammina tetracloridrato diidrato. Puo© essere utilizzata un'idonea e certificata soluzione di
Polvere quasi bianca o leggermente rosata, solubile in riferimento (10 ng/ml in cicloesano).
acqua. . C6H4Cl2. (Mr 147,0). 1027100.
p.f.: circa 280 C con decomposizione.
Diclorobenzene
[95-50-1]. 1,2-Diclorobenzene.
Diazinone . C12H21N2O3PS. (Mr 304,3). 1125900. Liquido oleoso incolore, praticamente insolubile in
[333-41-5]. acqua, solubile in etanolo e in etere.
p.e.: circa 306 C. d2020 : circa 1,31.
Puo© essere utilizzata un'idonea e certificata soluzione di p.e.: circa 180 C.
riferimento (10 ng/ml in iso-ottano). Diclorochinonclorimmide . C6H2Cl3NO. (Mr 210,4).
Dibenzile . C14H14. (Mr 182,3). 1011200. [103-29-7]. 1027400. [101-38-2]. 2,6-Dicloro-N-cloro-1,4-benzochi-
1,2-Difeniletano. none monoimmina.
422
Reattivi
inoizircserP
Polvere cristallina da giallo pallida a giallo-verdastra, Il diclorometano utilizzato in fluorimetria soddisfa all'ul-
ilareneG
praticamente insolubile in acqua, solubile in alcool e teriore requisito seguente:
nelle soluzioni alcaline diluite. Fluorescenza. Per irraggiamento a 365 nm, la fluore-
p.f.: circa 66 C. scenza (2.2.21) misurata a 460 nm in una cella da 1 cm
. C2H4Cl2. (Mr 99,0). 1036000. non e© piu© intensa di quella di una soluzione contenente
isilanA id
0,002 ppm di chinina R in acido solforico 0,5 M, misu-
Dicloroetano
idoteM
[107-06-2]. 1,2-Dicloroetano. Etilene cloruro.
Liquido incolore, limpido, solubile in circa 120 parti di rata nelle stesse condizioni.
acqua e in 2 parti di alcool, miscibile con etere. Diclorometano acidificato . 1055901.
d2020 : circa 1,25. A 100 ml di diclorometano R aggiungere 10 ml di acido
irotinetnoC
cloridrico R, agitare, lasciare a riposo e separare i due
/ ilairetaM
Intervallo di distillazione (2.2.11). Non meno del 95 per strati. Usare lo strato inferiore.
cento distilla tra 82 C e 84 C.
. Diclorvos . C4H7Cl2O4P. (Mr 221). 1101200. [62-73-7].
Diclorofenolindofenolo sale sodico
ivittaeR
fenil)-1,4-benzochinone mo-noimmina diidrato. acqua, miscibile con la maggior parte dei solventi orga-
Polvere verde scuro, molto solubile in acqua e in eta- nici.
nolo. La soluzione acquosa e© blu scuro; per acidifica- n25D : circa 1,452.
zione diventa rosa. Didodecile 3,3'-tiodipropionato . C30H58O4S. (Mr 514,8).
. 1027700. [123-28-4]. Dilauril-tio-dipropionato.
itnemogrA
ilareneG
Diclorofenoloindofenolo soluzione standard
eifargonoM
ilareneG
di acido ascorbico R in 10 ml di una soluzione . C12H8Cl6O. (Mr 380,9). 1126200. [60-57-1].
(200 g/l) di acido metafosforico R, preparata di Dieldrin
recente, e diluire a 250,0 ml con acqua R. Titolare p.e.: circa 385 C.
rapidamente 5,0 ml con la diclorofenoloindofenolo p.f.: circa 176 C.
soluzione standard, aggiunta da una microburetta
ehcituecamraF
graduata in 0,01 ml, finchë la colorazione rosa per- Puo© essere utilizzata un'idonea e certificata soluzione di
emroF
siste per 10 secondi; la titolazione non deve durare riferimento (10 ng/ml in cicloesano).
piu© di 2 min. Diluire la diclorofenoloindofenolo Dietanolammina . C4H11NO2. (Mr 105,1). 1027800.
soluzione con acqua R in modo che 1 ml della solu- [111-42-2]. 2,2'-Imminobisetanolo.
zione equivalga a 0,1 mg di acido ascorbico Liquido viscoso, limpido, leggermente giallo, o cristalli
(C6H8O6). deliquescenti che fondono a circa 28 C, solubilissimi
eiretaM
emirP
Usare entro tre giorni dalla preparazione. Standar- in acqua, in acetone e in metanolo.
dizzare immediatamente prima dell'uso. d2020 : circa 1,09.
. C20H10Cl2O5. (Mr 401,2). 1027200. pH (2.2.3). Da 10,0 a 11,5, determinato su una soluzione
ehcituecamraF
50 g/l.
Diclorofluoresceina
inoizaraperP
che mostra una fluorescenza verde-giallastra; pratica- lammina R come standard interno.
mente insolubile in etere. Soluzione dello standard interno. Disciogliere 1,00 g di
Diclorometano . CH2Cl2. (Mr 84,9). 1055900. [75-09-2]. propanolammina R in acetone R e diluire a 10,0 ml con
Metilene cloruro. lo stesso solvente.
Liquido incolore, moderatamente solubile in acqua, Soluzione in esame (a). Disciogliere 5,00 g della
miscibile con alcool e con etere.
ecidnI
423
Reattivi
Soluzione in esame (b). Disciogliere 5,00 g della Liquido oleoso, incolore, praticamente insolubile in
sostanza in esame in acetone R, aggiungere 1,0 ml della acqua, solubile nei solventi organici.
soluzione dello standard interno e diluire a 10,0 ml con d2020 : circa 0,98.
lo stesso solvente. n20D : circa 1,486.
Soluzioni di riferimento. Disciogliere 0,50 g di etanolam- Viscosita© (2.2.9). Circa 80 mPas.
mina R in acetone R e diluire a 10,0 ml con lo stesso sol- N,N . 1028500. [100-36-7].
vente. A 0,5 ml, 1,0 ml e 2,0 ml di questa soluzione, -Dietiletan-1,2-diammina
Vedere N,N-dietiletilendiammina R.
aggiungere 1,0 ml della soluzione dello standard N,N . C6H16N2. (Mr 116,2).
interno e diluire a 10,0 ml con acetone R. -Dietiletilendiammina
1028500. [100-36-7].
Il procedimento cromatografico puo© essere effettuato Contiene non meno del 98,0 per cento di C6H16N2.
usando:
ö una colonna lunga 1 m e con diametro interno di Liquido leggermente oleoso, incolore o leggermente
4 mm, impaccata con difenilfenilene ossido poli- giallo, con forte odore di ammoniaca, irritante per la
mero R (180-250 mm), pelle, gli occhi e le mucose.
ö azoto per cromatografia R come gas di trasporto ad d2020 : circa 0,827.
una velocita© di flusso di 40 ml per minuto, p.e.: da 145 C a 147 C.
ö un rivelatore a ionizzazione di fiamma. Acqua (2.5.12). Non piu© dell'1,0 per cento, determinata
su 0,500 g.
Mantenere la temperatura della colonna a 125 C per . C10H18N2O4S. (Mr 262,3).
3 min e poi aumentarla fino a 300 C ad una velocita©
Dietilfenilendiammina solfato
alcalino, miscibile con acqua e con alcool. A 250 ml di acqua R aggiungere 2 ml di acido solfo-
rico R e 25 ml di sodio edetato 0,02 M. Disciogliere
d2020 : circa 0,71. in questa soluzione 1,1 g di dietilfenilendiammina
p.e.: circa 55 C. solfato R e diluire a 1000 ml con acqua R.
Dietilamminoetildestrano . 1028200. Non usare se la soluzione non e© incolore.
Resina a scambio anionico disponibile come cloridrato. Conservare al riparo dalla luce e dal calore ed
Polvere che forma un gel con acqua. usare entro 1 mese.
N,N- Dietilanilina . C10H15N. (Mr 149,2). 1028400. Dietossitetraidrofurano . C8H16O3. (Mr 160,2). 1027900.
[91-66-7]. [3320-90-9]. 2,5-Dietossitetraidrofurano. Miscela di iso-
d2020 : circa 0,938. meri cis e trans.
p.e.: circa 217 C. Liquido infiammabile, limpido, incolore o leggermente
giallastro, praticamente insolubile in acqua, solubile
p.f.: circa ^38 C. in alcool, in etere e nella maggior parte dei solventi
Dietilenglicole . C4H10O3. (Mr 106,1). 1028300. [111-46-6]. organici.
2,2'-Ossidietanolo. d2020 : circa 0,98.
Contiene non meno del 99,5 per cento m/m di C4H10O3. n20D : circa 1,418.
Liquido incolore, limpido, igroscopico, miscibile con Difenilammina . C12H11N. (Mr 169,2). 1032100.
acqua, con acetone e con alcool. [122-39-4].
d2020 : circa 1,118. Cristalli bianchi, poco solubili in acqua, solubili in
alcool.
n20D : circa 1,447. p.f.: circa 55 C.
p.e.: da 244 C a 246 C. Conservare al riparo dalla luce.
Conservare in un recipiente ermeticamente chiuso. Difenilammina soluzione . 1032101.
Di(2-etilesil)ftalato . C24H38O4. (Mr 390,5). 1028100. Soluzione 1 g/l in acido solforico R.
Di(2-etilesil)benzen-1,2-dicarbossilato. Conservare al riparo dalla luce.
424
Reattivi
inoizircserP
. 1032102. Soluzione II. Disciogliere 1 g di mercurio(-ico) clo-
ilareneG
Difenilammina soluzione R1
Soluzione 10 g/l in acido solforico R. La soluzione e© ruro R in etanolo R e diluire a 50 ml con lo stesso
incolore. solvente.
Difenilammina soluzione R2 . 1032103. Mescolare volumi uguali delle due soluzioni.
Disciogliere 1 g di difenilammina R in 100 ml di .
isilanA id
Difenilcarbazone soluzione
idoteM
acido acetico glaciale R e aggiungere 2,75 ml di Disciogliere 1 g di difenilcarbazone R in 75 ml di
acido solforico R. Usare immediatamente. alcool R e diluire a 100 ml con lo stesso solvente.
Conservare al riparo dalla luce.
Difenilantracene . C26H18. (Mr 330,4). 1032200.
[1499-10-1]. 9,10-Difenilantracene. . 1032800. 2,6-Difenil-p-
irotinetnoC
/ ilairetaM
Difenilfenilene ossido polimero
ivittaeR
4,4'-diammina. 2,5-Difenilossazolo.
Polvere cristallina, bianca o debolmente grigia, pratica- Polvere bianca, praticamente insolubile in acqua, solu-
mente insolubile in acqua, poco solubile in acetone e bile in metanolo, moderatamente solubile in diossano
in alcool. e in acido acetico glaciale.
p.f.: circa 70 C.
itnemogrA
ilareneG
p.f.: circa 248 C. A11cm
%
: circa 1260 determinata a 305 nm in metanolo R.
Nitrati. Disciogliere 8 mg in una miscela raffreddata Il difenilossazolo utilizzato per la scintillazione liquida e©
di 5 ml di acqua R e 45 ml di acido solforico esente da di una qualita© analitica adatta.
azoto R. La soluzione e© incolore o blu molto chiaro.
Ceneri solforiche (2.4.14). Non superiori allo 0,1 per . C12H10O. (Mr 170,2). 1011300. [90-43-7].
eifargonoM
Difenil-4-olo
4-Fenilfenolo.
ilareneG
cento. Polvere cristallina bianca, praticamente insolubile in
Conservare al riparo dalla luce. acqua.
Difenilcarbazide . C13H14N4O. (Mr 242,3). 1032500. p.f.: da 164 C a 167 C.
[140-22-7]. 1,5-Difenilcarbonidrazide.
ehcituecamraF
. Vedere anidride fosforica R.
Polvere cristallina, bianca che gradualmente diventa
Difosforo pentossido
emroF
rosa per esposizione all'aria, molto poco solubile in Digitonina . C56H92O29. (Mr 1229). 1028700. [11024-24-1].
acqua, solubile in acetone, in alcool e in acido acetico 3 -[O- -d -Glucopiranosil-(1 3)-O- -d-galattopirano-
b b ! b
eiretaM
2a b
emirP
Cristalli, praticamente insolubili in acqua, moderata-
cento. mente solubili in etanolo, poco solubili in alcool, prati-
Conservare al riparo dalla luce. camente insolubili in etere.
. 1032501. . 1028800. [71-63-6]. Vedere la monografia
ehcituecamraF
Digitossina
inoizaraperP
Digitossina (0078).
Difenilcarbazide soluzione
ehcificepS
Difenilcarbazone
1,3-diidrossinaftalene R.
lubile in acqua, molto solubile in alcool. 1,3-Diidrossinaftalene . C10H8O2. (Mr 160,2). 1029000.
p.f.: circa 157 C, con decomposizione. [132-86-5]. 1,3-Naftalendiolo.
Difenilcarbazone-mercurio(-ico) reattivo . 1032601. Polvere cristallina, generalmente viola-brunastra,
molto solubile in acqua e in alcool.
ecidnI
425
Reattivi
Mescolare 100 ml di tampone fosfato soluzione a pH acqua R e 50 g di acido acetico anidro R. Preparare
6,4 R con 100 ml di acqua R. Disciogliere 0,140 g di immediatamente prima dell'uso.
gelatina idrolizzata R nella soluzione a 37 C.
Usare la soluzione entro 2 h. 4-Dimetilamminocinnamaldeide . C11H13NO. (Mr 175,2).
. 1105400. [9006-65-9].Vedere la monografia 1029900. [6203-18-5]. 3-(4-Dimetilamminofenil) prop-
2-enale.
Dimeticone
Dimeticone (0138).
. C4H9NO. (Mr 87,1). 1029700. Cristalli o polvere da arancione a bruno-arancione.
Sensibile alla luce.
Dimetilacetammide
[127-19-5]. N,N-Dimetilacetammide.
Contiene non meno del 99,5 per cento di C4H9NO. p.f.: circa 138 C.
Liquido incolore, miscibile con acqua e con molti sol- 4-Dimetilamminocinnamaldeide soluzione . 1029901.
venti organici. Disciogliere 2 g di 4-dimetilamminocinnamaldeide R
d2020 : circa 0,94. in una miscela di 100 ml di acido cloridrico R1 e
n20D : circa 1,437. 100 ml di etanolo R. Conservare in un luogo fresco.
Diluire la soluzione a quattro volte il suo volume
p.e.: circa 165 C. con etanolo R immediatamente prima dell'uso.
Dimetilamminobenzaldeide . C9H11NO. (Mr 149,2). Conservare in un luogo fresco.
1029800. [100-10-7]. 4-Dimetilamminobenzaldeide.
Cristalli bianchi o bianco-giallastri, solubile in alcool e Dimetilamminonaftalensolfonile cloruro . C12H12ClNO2S.
negli acidi diluiti. (Mr 269,8). 1030000. [605-65-2]. 5-Dimetilammino-1-na-
p.f.: circa 74 C. ftalensolfonile cloruro.
Polvere cristallina, gialla, poco solubile in acqua, solu-
Dimetilamminobenzaldeide soluzione R1 . 1029801. bile in metanolo.
Disciogliere 0,2 g di dimetilamminobenzaldeide R p.f.: circa 70 C.
in 20 ml di alcool R e aggiungere 0,5 ml di acido Conservare in un luogo fresco.
cloridrico R. Agitare la soluzione con carbone atti- . C8H11N. (Mr 121,2). 1030100. [121-69-7].
vato R e filtrare. La colorazione del reattivo e© meno Dimetilanilina
N,N-dimetilanilina.
intensa di quella della iodio soluzione R3.
Preparare immediatamente prima dell'uso. Liquido oleoso limpido, quasi incolore se distillato di
recente, durante la conservazione si scurisce fino al
Dimetilamminobenzaldeide soluzione R2 . 1029802. rosso-brunastro, praticamente insolubile in acqua,
Disciogliere 0,2 g di dimetilamminobenzaldeide R, molto solubile in alcool e in etere.
senza riscaldare, in una miscela di 4,5 ml di n20D : circa 1,558.
acqua R e 5,5 ml di acido cloridrico R. Intervallo di distillazione (2.2.11). Non meno del 95 per
Preparare immediatamente prima dell'uso. cento distilla tra 192 C e 194 C.
426
Reattivi
inoizircserP
. C8H11N. (Mr 121,2). 1105300. . C8H10O. (Mr 122,2). 1030600.
ilareneG
2,3-Dimetilanilina 2,6-Dimetilfenolo
isilanA id
idoteM
n20D : circa 1,569. p.f.: da 46 C a 48 C.
p.e.: circa 224 C. 3,4-Dimetilfenolo . C8H10O. (Mr 122,2).1098100. [95-65-8].
. C8H11N. (Mr 121,2). 1030200. Cristalli bianchi o quasi bianchi, poco solubili in acqua,
2,6-Dimetilanilina
irotinetnoC
/ ilairetaM
Liquido incolore, moderatamente solubile in acqua, p.e.: circa 226 C.
solubile in alcool. p.f.: da 25 C a 27 C.
d2020 : circa 0,98. Dimetilformammide . C3H7NO. (Mr 73,1). 1030300.
N,N . 1030100. [121-69-7]. Vedere dimeti- [68-12-2].
-Dimetilanilina
ivittaeR
. C3H6O3. (Mr 90,1). 1119300. e con alcool.
Dimetilcarbonato
itnemogrA
. C7H17NO2. (Mr 147,2).
ilareneG
n20D : circa 1,368. Dimetilformammide dietilacetale
1113600. [1188-33-6].
p.e.: circa 90 C. N,N-dimetilformammide dietilacetale.
Dimetildecilammina . C12H27N. (Mr 185,4). 1113500. n20D : circa 1,40.
[1120-24-7]. N,N-dimetildecilammina. p.e.: da 128 C a 130 C.
eifargonoM
ilareneG
Contiene non meno del 98,0 per cento m/m di C12H27N. Dimetilgliossima . C4H8N2O2. (Mr 116,1). 1030400.
p.e.: circa 234 C. [95-45-4]. 2,3-Butandione diossima.
1,1-Dimetiletilammina . C4H11N. (Mr 73,1). 1100900. Polvere cristallina, bianca o cristalli incolori, pratica-
[75-64-9]. 2-Ammino-2-metilpropano. tert-Butilam- mente insolubili in acqua fredda, molto poco solubili
ehcituecamraF
mina. in acqua bollente, solubile in alcool e in etere.
emroF
Liquido, miscibile con alcool. p.f.: circa 240 C, con decomposizione.
d2020 : circa 0,694. Ceneri solforiche (2.4.14). Non superiori allo 0,05 per
cento.
n20D : circa 1,378. 1,3-Dimetil-2-imidazolidinone . C5H10N2O. (Mr 114,2).
p.e.: circa 46 C. 1135400. [80-73-9]. N,N'-Dimetiletilenurea.
eiretaM
emirP
(1,1-Dimetiletil)metiletere . C5H12O. (Mr 88,1). 1013900. n20D : circa 1,4720.
[1634-04-4]. tert-Butilmetiletere. p.e.: circa 224 C.
Liquido infiammabile, limpido, incolore. 2,4-Dimetil-6-tert-butilfenolo . C12H18O. (Mr 178,3).
1126500. [1879-09-0].
ehcituecamraF
N,N
ehcificepS
non inferiore al 98 per cento a 280 nm. p.e.: circa 195 C.
. 1126400. Dimetilpiperazina . C6H14N2. (Mr 114,2). 1030700.
[106-58-1]. 1,4-Dimetilpiperazina.
(1,1-Dimetiletil)metiletere R1
Contiene non meno del 99,5 per cento di C5H12O. Liquido incolore, miscibile con acqua e con alcool.
d2020 : circa 0,741. d2020 : circa 0,85.
n20D : circa 1,369. n20D : circa 1,446.
ecidnI
427
Reattivi
Dimetilsolfone . C2H6O2S. (Mr 94,1). 1030900. [67-71-0]. Liquido incolore o leggermente giallo, limpido o quasi
Polvere cristallina, bianca, molto solubile in acqua, limpido, praticamente insolubile in acqua, miscibile
solubile in acetone e in alcool. con acetone, con alcool e con metanolo.
p.f.: da 108 C a 110 C. d2020 : circa 0,80.
Dimetilsolfossido . C2H6OS. (Mr 78,1). 1029500. p.e.: circa 260 C.
[67-68-5]. Acqua (2.5.12). Non piu© dello 0,3 per cento m/m.
Liquido oleoso, incolore, limpido, igroscopico, misci- Determinazione quantitativa. Disciogliere 0,200 g in
bile con acqua e con alcool. 10 ml di alcool R. Usando 0,1 ml di rosso metile solu-
d2020 : circa 1,10. zione R come indicatore, titolare con acido cloridrico
p.e.: circa 189 C. 0,1 M fino ad ottenere una colorazione rossa.
Acqua (2.5.12). Non piu© di 10 g/l. 1 ml di acido cloridrico 0,1 M equivale a 24,15 mg di
C16H35N.
Il dimetilsolfossido utilizzato in spettrofotometria soddi- . C15H14O3. (Mr 242,3).
sfa ai requisiti prescritti per il dimetilsolfossido R con il 4,4'-Dimetossibenzofenone
[518-67-2]. 3,8-Diammino-5-metil-6-fenilfenantridinio
solfossido-d6. bromuro.
Il grado di deuterazione non e© inferiore al 99,8 per Cristalli rosso scuri, poco solubili in acqua a 20 C,
cento. moderatamente solubili in acqua a 60 C e in alcool,
Liquido molto igroscopico, praticamente incolore, praticamente insolubili in etere.
viscoso, solubile in acqua, in acetone, in etanolo e in . Vedere
etere.
Dimidio bromuro-blu sulfan indicatore misto
428
Reattivi
inoizircserP
. 1031201. Non distillare se il diossano non soddisfa al saggio dei
ilareneG
Dinitrobenzene soluzione
isilanA id
Polvere cristallina giallo pallido o cristalli incolori. con la sostanza in esame, agitare energicamente e
idoteM
p.f.: circa 68 C. lasciare a riposo al buio per 30 min. Non si sviluppa
Dinitrofenilidrazina . C6H6N4O4. (Mr 198,1). 1031500. alcuna colorazione.
[119-26-6]. 2,4-Dinitrofenilidrazina. Il diossano utilizzato per la scintillazione liquida e© di qua-
Cristalli arancione-rossastri, molto poco solubili in lita© analitica idonea.
irotinetnoC
/ ilairetaM
acqua, poco solubili in alcool. Diossano soluzione madre . 1032001.
p.f.: circa 203 C (metodo istantaneo). Disciogliere 1,00 g di diossano R in acqua R e
Dinitrofenilidrazina soluzione aceto-cloridrica . diluire a 100,0 ml con lo stesso solvente. Diluire
1031501. 5,0 ml di questa soluzione a 50,0 ml con acqua R
Disciogliere 0,2 g di dinitrofenilidrazina R in 20 ml di (1,0 mg/ml).
ivittaeR
metanolo R e aggiungere 80 ml di una miscela di Diossano soluzione . 1032002.
uguali volumi di acido acetico R e acido cloridrico R1. Diluire 50,0 ml di diossano soluzione madre R a
Preparare immediatamente prima dell'uso. 100,0 ml con acqua R (0,5 mg/ml di diossano).
.
itnemogrA
Dinitrofenilidrazina soluzione alcoolica
ilareneG
A 0,5 g di dinitrofenilidrazina R aggiungere 5 ml di Diossano soluzione R1 . 1032003.
acido cloridrico R, agitare bene e aggiungere 100 ml Diluire 10,0 ml di diossano soluzione R a 50,0 ml
di alcool R, scaldando a b.m. fino a dissoluzione con acqua R (0,1 mg/ml di diossano).
completa. Aggiungere 1 ml di acido cloridrico R,
mescolare e lasciare a riposo al buio per circa 12 h. . C36H74S2. (Mr 571,1). 1031700.
eifargonoM
Diottadecile disolfuro
ilareneG
Filtrare. [1844-09-3].
Polvere bianca, praticamente insolubile in acqua.
Dinitrofenilidrazina soluzione solforica 1029901. p.f.: da 53 C a 58 C.
Disciogliere 1,5 g di dinitrofenilidrazina R in 50 ml . C42H82O4S. (Mr 683).
ehcituecamraF
di una soluzione al 20 per cento V/V di acido solfo-
'
Diottadecile 3,3 -tiodipropionato
emroF
Polvere cristallina, bianca, praticamente insolubile in
Dinonile ftalato . C26H42O4. (Mr 418,6). 1031600. acqua, molto solubile in diclorometano, moderata-
[28553-12-0]. mente solubile in acetone, in alcool e in etere di petro-
Liquido viscoso da incolore a giallo pallido. lio.
eiretaM
d2020 : da 0,97 a 0,98. p.f.: da 58 C a 67 C.
emirP
n20D : da 1,482 a 1,489. 2,2'-Di(ottadecilossi)-5,5'-spirobi(1,3,2-diossafosfori-
Acidita© . Agitare 5,0 g con 25 ml di acqua R per 1 min. nano) . C41H82O6P2. (Mr 733). 1031800.
Lasciare a riposo, filtrare lo strato acquoso dopo averlo Solido ceroso, bianco, praticamente insolubile in
ehcituecamraF
Non sono necessari piu© di 0,3 ml di sodio idrossido 0,1 M p.f.: da 40 C a 70 C.
per far virare la colorazione della soluzione (0,05 per
cento, calcolato come acido ftalico). Disodio arseniato . Na2HASO4.7H2O. (Mr 312,0).
Acqua (2.5.12). Non piu© dello 0,1 per cento. 1102500. [10048-95-0]. Disodio idrogeno arseniato
eptaidrato. Sodio arseniato dibasico.
ehcitapoemO
inoizaraperP
Diossano . C4H8O2. (Mr 88,1). 1032000. [123-91-1]. Cristalli, efflorescenti in aria calda, molto solubili in
1,4-Diossano. acqua, solubili in glicerolo, poco solubili in alcool. La
Liquido incolore, limpido, miscibile con acqua e con la soluzione acquosa e© alcalina al tornasole.
maggior parte dei solventi organici. d2020 : circa 1,87
d2020 : circa 1,03. p.f.: circa 57 C, se scaldato rapidamente.
Punto di solidificazione (2.2.18). Da 9 C a 11 C.
ecidnI
429
Reattivi
Ditalimfos . C12H14NO4PS. (Mr 299,3). 1126700. soluzione dall'espressione 20/V, dove V e© il volume
[5131-24-8]. O,O-Dietil(1,3-diidro-1,3-diosso-2H-isoin- in millilitri di ditizone soluzione usato nella titola-
dol-2-il)fosfonotioato. zione.
Molto poco solubile in acqua, in etile acetato e in eta-
nolo. Ditizone R1 . C13H12N4S. (Mr 256,3). 1105500. [60-10-6].
Puo© essere utilizzata un'idonea e certificata soluzione di 1,5-Difeniltiocarbazone.
riferimento. Contiene non meno del 98,0 per cento di C13H12N4S.
Ditiolo . C7H8S2. (Mr 156,3). 1033800. [496-74-2]. Polvere nera-bluastra, nera-brunastra o nera, pratica-
3,4-Toluenditiolo. 4-Metilbenzen-1,2-ditiolo. mente insolubile in acqua, solubile in alcool.
Cristalli bianchi, igroscopici, solubili in metanolo e Conservare al riparo dalla luce.
nelle soluzioni di idrossidi alcalini.
p.f.: circa 30 C. Divanadio pentossido . V2O5. (Mr 181,9). 1034000.
Conservare in un recipiente ermeticamente chiuso. [1314-62-1]. Anidride vanadica.
Ditiolo reattivo . 1033801. Contiene non meno del 98,5 per cento di V2O5.
A 1 g di ditiolo R aggiungere 2 ml di acido tioglico- Polvere da bruno-giallastra a bruno-ruggine, poco solu-
lico R e diluire a 250 ml con una soluzione (20 g/l) bile in acqua, solubile negli acidi minerali forti e nelle
di sodio idrossido R. Preparare immediatamente soluzioni di idrossidi alcalini con formazione di sali.
prima dell'uso. Aspetto della soluzione. Scaldare 1 g con 10 ml di acido
Ditiotreitolo . C4H10O2S2. (Mr 154,2). 1098200. solforico R per 30 min. Lasciar raffreddare e diluire a
[27565-41-9]. treo-1,4-Dimercapto-2,3-butandiolo. 10 ml con lo stesso acido. La soluzione e© limpida (2.2.1).
Aghi leggermente igroscopici, molto solubili in acqua, Sensibilita© all'idrogeno perossido. Diluire cautamente
in acetone e in etanolo. 1,0 ml della soluzione preparata per il saggio dell'a-
Conservare in un recipiente ermeticamente chiuso. spetto della soluzione a 50,0 ml con acqua R. A 0,5 ml
Ditizone . C13H12N4S. (Mr 256,3). 1033900. [60-10-6]. della soluzione aggiungere 0,1 ml di una soluzione di
1,5-Difeniltiocarbazone. idrogeno perossido (H2O2 0,1 g/l). La soluzione ha una
Polvere nero bluastra, nero brunastra o nera, pratica- netta colorazione arancione in confronto ad un bianco
mente insolubile in acqua, solubile in alcool. preparato da 0,5 ml della soluzione in esame e 0,1 ml
Conservare al riparo dalla luce. di acqua R. Dopo l'aggiunta di 0,4 ml di una soluzione
Ditizone soluzione . 1033901. di idrogeno perossido (H2O2 0,1 g/l), la soluzione aran-
Soluzione 0,5 g/l in cloroformio R. cione diventa giallo-arancione.
Preparare immediatamente prima dell'uso. Perdita alla calcinazione. Non superiore all'1,0 per
Ditizone soluzione R2 . 1033903. cento, determinata su 1,00 g a 700 C.
Disciogliere 40,0 mg di ditizone R in cloroformio R Determinazione quantitativa. Disciogliere, scaldando,
e diluire a 1000,0 ml con lo stesso solvente. Diluire 0,200 g in 20 ml di una soluzione al 70 per cento m/m
30,0 ml della soluzione a 100,0 ml con cloro-
formio R. di acido solforico R. Aggiungere 100 ml di acqua R e
Determizazione del titolo. Disciogliere una quantita© potassio permanganato 0,02 M fino ad ottenere una
di mercurio(-ico) cloruro R equivalente a 0,1354 g colorazione rossastra. Decolorare l'eccesso di potassio
di HgCl2 in una miscela di uguali volumi di acido permanganato per aggiunta di una soluzione (30 g/l)
solforico diluito R e acqua R e diluire a 100,0 ml di sodio nitrito R. Aggiungere 5 g di urea R e 80 ml di
con la stessa miscela di solventi. Diluire 2,0 ml di una soluzione al 70 per cento m/m di acido solforico R.
questa soluzione a 100,0 ml con una miscela di Raffreddare. Titolare immediatamente la soluzione
uguali volumi di acido solforico diluito R e con ferro(-oso) solfato 0,1 M usando 0,1 ml di fer-
acqua R. (Questa soluzione contiene 20 ppm di roina R come indicatore, fino ad ottenere una colora-
Hg). Trasferire 1,0 ml della soluzione in un imbuto zione rosso-verdastra.
separatore e aggiungere 50 ml di acido solforico 1 ml di ferro(-oso) solfato 0,1 M equivale a 9,095 mg di
diluito R, 140 ml di acqua R e 10 ml di una solu- V2O5.
zione (200 g/l) di idrossilammina cloridrato R. Tito-
lare con ditizone soluzione; dopo ogni aggiunta, Divanadio pentossido soluzione solforica . 1034001.
agitare la miscela venti volte e verso la fine della Disciogliere 0,2 g di divanadio pentossido R in 4 ml
titolazione lasciar separare ed eliminare lo strato di acido solforico R e diluire a 100 ml con acqua R.
di cloroformio. Titolare fino ad ottenere una colo-
razione verde-bluastra. Calcolare l'equivalente in Docusato sodico . 1034100. [577-11-7]. Vedere la mono-
milligrammi di mercurio per millilitro di ditizone grafia Docusato sodico (1418).
430
Reattivi
inoizircserP
.C15H34BrN.(Mr 308,4). . C9H6Cl6O3S. (Mr 406,9). 1126800.
ilareneG
Dodeciltrimetilammonio bromuro a-Endosulfan
isilanA id
. C32H66. (Mr 450,9). 1034200. [544-85-4].
idoteM
Dotriacontano riferimento (10 ng/ l in cicloesano).
m
n-Dotriacontano. . C9H6Cl6O3S. (Mr 406,9). 1126900.
Lastre bianche, praticamente insolubili in acqua,
b-Endosulfan
[33213-65-9].
moderatamente solubili in esano, poco solubili in etere. p.e.: circa 390 C.
p.f.: circa 69 C.
irotinetnoC
/ ilairetaM
p.f.: circa 207 C.
Impurezze. Non piu© dello 0,1 per cento di impurezze con Puo© essere utilizzata un'idonea e certificata soluzione di
lo stesso valore di tR dell' -tocoferolo acetato, determi-
a
riferimento (10 ng/ l in cicloesano).
nato mediante il metodo gas cromatografico prescritto m
ivittaeR
riferimento (10 ng/ l in cicloesano).
Elettrolita reattivo per la determinazione semimicro
dell'acqua . 1113700. m
Reattivo anidro o una combinazione di reattivi anidri Eparina . 1041900. [9041-08-1]. Vedere la monografia
disponibili in commercio per la titolazione coulombo- Eparina sodica (0333).
metrica dell'acqua, contenente basi organiche idonee, Eptacloro . C10H5Cl7. (Mr 373,3). 1128000. [76-44-8].
diossido di zolfo e iodio disciolti in un solvente adatto.
itnemogrA
p.e.: circa 135 C.
ilareneG
Elio per cromatografia . He. (Ar 4,003). 1041800. p.f.: circa 95 C.
[7440-59-7]. Puo© essere utilizzata un'idonea e certificata soluzione di
Contiene non meno del 99,995 per cento V/V di He. riferimento (10 ng/ l in cicloesano).
m
. 1034300. [316-42-7]. Vedere la . C10H5Cl7O. (Mr 389,3). 1128100.
eifargonoM
Emetina dicloridrato
ilareneG
Eptacloro epossido
[1024-57-3].
Emodina . C15H10O5. (Mr 270,2). 1034400. [518-82-1]. p.e.: circa 200 C.
1,3,8-Triidrossi-6-metilantrachinone. p.f.: circa 160 C.
Aghi rosso-arancione, praticamente insolubili in acqua, Puo© essere utilizzata un'idonea e certificata soluzione di
ehcituecamraF
poco solubili in etere, solubili in alcool e nelle soluzioni riferimento (10 ng/ l in cicloesano).
di idrossidi alcalini.
emroF
m
eiretaM
emirP
Azoto. Dal 15 per cento al 16 per cento.
Ferro. Dallo 0,2 per cento allo 0,3 per cento. n20D : circa 1,351.
Perdita all'essiccamento (2.2.32). Non superiore al 2 per p.e.: circa 148 C.
cento.
ehcituecamraF
Eptano
diluito R2. Agitare fino a dissoluzione completa. Intervallo di distillazione (2.2.11). Non meno del 95 per
Portare il pH a 1,6 0,1 (2.2.3) usando acido clori-
6
cento distilla tra 97 C e 98 C.
drico 1 M. Trasferire in un recipiente da 100 ml . C4H10O4. (Mr 122,1). 1113800. [149-32-6].
con l'ausilio di acido cloridrico R2. Aggiungere Eritritolo
(R*,S*)-Butan-1,2,3,4-tetrolo. meso-Eritritolo.
25 mg di tiomersale R. Preparare giornalmente,
conservare ad una temperatura di 5 3 C e ripor- Prismi tetragonali, solubilissimi in acqua, solubili in
piridina, poco solubili in alcool.
6
431
Reattivi
[999-97-3].
Polvere bianca o giallastra o granuli, praticamente Liquido incolore, limpido.
insolubili in acqua, solubilissimi in diclorometano,
solubili in etanolo. d2020 : circa 0,78.
p.f.: circa 70 C. n20D : circa 1,408.
Esaclorobenzene . C6Cl6. (Mr 284,8). 1128200. [118-74-1]. p.e.: circa 125 C.
p.e.: circa 332 C. Conservare in un recipiente ermeticamente chiuso.
p.f.: circa 230 C. Esametilentetrammina . C6H12N4. (Mr 140,2). 1042500.
Puo© essere utilizzata un'idonea e certificata soluzione di [100-97-0]. Esammina. 1,3,5,7-Tetra-azatriciclo
riferimento (10 ng/ml in cicloesano). [3.3.1.13,7]decano.
a-Esaclorocicloesano . C6H6Cl6. (Mr 290,8). 1128300. Polvere cristallina, incolore, solubilissima in acqua.
[319-84-6]. Esano . C6H14. (Mr 86,2). 1042600. [110-54-3].
p.e.: circa 288 C. Liquido incolore, infiammabile, praticamente insolu-
p.f.: circa 158 C. bile in acqua, miscibile con etanolo e con etere.
Puo© essere utilizzata un'idonea e certificata soluzione di d2020 : da 0,659 a 0,663.
riferimento (10 ng/ml in cicloesano). n20D : da 1,375 a 1,376.
. C6H6Cl6. (Mr 290,8). 1128400.
Intervallo di distillazione (2.2.11). Non meno del 95 per
b-Esaclorocicloesano
[319-85-7].
Puo© essere utilizzata un'idonea e certificata soluzione di cento distilla tra 67 C e 69 C.
riferimento (10 ng/ml in cicloesano). L'esano utilizzato in spettrofotometria soddisfa all'ulte-
d-Esaclorocicloesano . C6H6Cl6. (Mr 290,8). 1128500. riore saggio seguente:
[319-86-8]. Trasmittanza minima (2.2.25) determinata usando
Puo© essere utilizzata un'idonea e certificata soluzione di acqua R come bianco: 97 per cento da 260 nm a 420 nm.
riferimento (10 ng/ml in cicloesano). Escina . 1001700. [11072-93-8].
Esacosano . C26H54. (Mr 366,7). 1042200. [630-01-3]. Miscela di saponine correlate ottenute dai semi di
Fiocchi bianchi o incolori. Aesculus hippocastanum L.
p.f.: circa 57 C. Polvere amorfa, quasi bianca o leggermente rossastra o
,
2,2',2'' 6,6'6''-Esa(1,1-dimetiletil)-4,4',4''-[(2,4,6-trime- giallastra, fine.
til-1,3,5-benzentriil)trismetilen]trifenolo. C54H78O3. Cromatografia. Esaminare come prescritto nella mono-
(Mr 775). 1042100. 2,2',2'',6,6',6''-Esa-tert-butil-4,4',4''- grafia Poligala radice (0202), con l'eccezione di deporre
[(2,4,6-trimetil-1,3,5-benzetriil)trismetilen]trifenolo. 20 l della soluzione. Dopo aver spruzzato con aldeide
Polvere cristallina, praticamente insolubile in acqua, anisica soluzione R e scaldato, il cromatogramma pre-
solubile in acetone, poco solubile in alcool. senta una macchia principale con Rf di circa 0,4.
p.f.: circa 244 C. Esculina . C15H16O9.1ÃÙÄH2O. (Mr 367,3). 1119400.
Esadimetrina bromuro . (C13H30Br2N2)n. 1042300. [531-75-9]. 6-( -d-Glucopiranosilossi)-7-idrossi-2H-cro-
b
432
Reattivi
inoizircserP
Cromatografia (2.2.27). Esaminare come prescritto . C2H6O. (Mr 46,07). 1034800. [64-17-5]. Vedere
ilareneG
Etanolo
isilanA id
Liquido incolore, poco solubile in acqua, solubile in seguenti:
idoteM
alcool e in etere. Metanolo. Non piu© dello 0,005 per cento V/V,
d2020 : circa 0,766. determinato mediante gas cromatografia (2.2.28).
n20D : circa 1,418. Soluzione in esame. Usare la sostanza in esame.
p.e.: da 127 C a 131 C.
irotinetnoC
Soluzione di riferimento. Diluire 0,50 ml di meta-
/ ilairetaM
Esperidina . C28H34O15. (Mr 611). 1139000. [520-26-3]. nolo anidro R a 100,0 ml con la sostanza in esame.
(S)-7-[[6-O-(6-Desossi- -l-mannopiranosil)- -d-gluco-
a b Diluire 1,0 ml di questa soluzione a 100,0 ml con
piranosil]ossi]-5-idrossi-2-(3-idrossi-4-metossifenil)-2,3- la sostanza in esame.
diidro-4H-1-benzopiran-4-one. Il procedimento cromatografico puo© essere effet-
Polvere igroscopica, poco solubile in acqua e in meta- tuato utilizzando:
ivittaeR
nolo. ^ una colonna di vetro lunga 2 m e con diametro
p.f.: da 258 C a 262 C. interno di 2 mm, impaccata con etilvinilbenzene-
Estradiolo . C18H24O2. (Mr 272,4). 1135600. [50-28-2]. divinilbenzene copolimero R (75-100 m),
m
itnemogrA
b b
ilareneG
Prismi stabili all'aria, praticamente insolubili in acqua,
molto solubili in alcool, solubili in acetone e in dios- ^ un rivelatore a ionizzazione di fiamma.
sano, moderatamente solubili negli oli vegetali. Mantenere la temperatura della colonna a 130 C,
p.f.: da 173 C a 179 C. quella della camera di iniezione a 150 C e quella
. C18H24O2. (Mr 272,4). 1034600. del rivelatore a 200 C. Iniettare tre volte, alternati-
eifargonoM
ilareneG
vamente 1 l della soluzione in esame e della solu-
17a-Estradiolo
[57-91-0]. m
Polvere cristallina, bianca o quasi bianca, o cristalli zione di riferimento. Dopo ciascuna cromatogra-
incolori. fia, scaldare la colonna a 230 C per 8 min. Inte-
p.f.: da 220 C a 223 C. grare il picco del metanolo. Calcolare il contenuto
percentuale di metanolo dall'espressione:
ehcituecamraF
. C10H12O. (Mr 148,2). 1034700. [140-67-0]. a b
emroF
Estragolo
1-Metossi-4-(2-propenil)benzene. 2
eiretaM
L'estragolo utilizzato in gas cromatografia soddisfa b = area del picco del metanolo nel cromato-
emirP
all'ulteriore saggio seguente: gramma ottenuto con la soluzione in esame,
Determinazione quantitativa. Esaminare mediante gas c = area del picco del metanolo nel cromato-
cromatografia (2.2.28) nelle condizioni descritte nella gramma ottenuto con la soluzione di riferi-
ehcituecamraF
ehcificepS
sostanza in esame come soluzione in esame. Etanolo 96 per cento . 1002500. [64-17-5].
L'area del picco principale non e© inferiore al 98,0 per Vedere alcool R.
cento dell'area totale dei picchi. . 1034800. [64-17-5].
. C2H7NO. (Mr 61,1). 1034900. [141-43-5].
Etanolo anidro
Vedere etanolo R.
ehcitapoemO
Etanolammina
inoizaraperP
2-Amminoetanolo.
Liquido limpido, incolore, viscoso, igroscopico, misci- Etere . C4H10O. (Mr 74,1). 1035000. [60-29-7].
bile con acqua e con metanolo, moderatamente solubile Dietiletere.
in etere. Liquido volatile e molto mobile, incolore, limpido,
d2020 : circa 1,04. molto infiammabile, igroscopico, solubile in acqua,
n20D : circa 1,454. miscibile con alcool.
p.f.: circa 11 C. d2020 : da 0,713 a 0,715.
ecidnI
433
Reattivi
Non distillare se l'etere non soddisfa al saggio dei Etere di petrolio R3 . 1063103.
perossidi. Soddisfa ai requisiti prescritti per etere di petrolio R,
Perossidi. Porre 8 ml di potassio ioduro e amido solu- con le modifiche seguenti:
zione R in un cilindro con tappo a smeriglio da 12 ml e d2020 : da 0,659 a 0,671.
con diametro di circa 1,5 cm. Riempire completamente Intervallo di distillazione (2.2.11). Da 40 C a 80 C.
con la sostanza in esame, agitare vigorosamente e
lasciare a riposo al buio per 30 min. Non si sviluppa . C6H14O. (Mr 102,2). 1029300.
alcuna colorazione.
Etere isopropilico
[108-20-3].
Il nome e la concentrazione degli eventuali stabilizzanti Liquido incolore, limpido, molto poco solubile in
aggiunti sono indicati in etichetta. acqua, miscibile con alcool e con etere.
Conservare in un recipiente ermeticamente chiuso, al d2020 : da 0,723 a 0,728.
riparo dalla luce, ad una temperatura non superiore a p.e.: da 67 C a 69 C.
15 C. Non distillare se l'etere isopropilico non soddisfa al saggio
Etere esente da perossidi . 1035100. Vedere la monogra- dei perossidi.
fia Etere per anestesia (0367). Perossidi. Porre 8 ml di potassio ioduro e amido solu-
Etere dibutilico . C8H18O. (Mr 130,2). 1026700. [142-96-1]. zione R in un cilindro con tappo a smeriglio da 12 ml
Dibutiletere. con diametro di circa 1,5 cm. Riempire completamente
Liquido infiammabile, incolore, praticamente insolu- con la sostanza in esame, agitare vigorosamente e
bile in acqua, miscibile con etanolo e con etere. lasciare a riposo al riparo dalla luce per 30 min. Non si
d2020 : circa 0,77. sviluppa alcuna colorazione.
n20D : circa 1,399. Il nome e la concentrazione degli eventuali stabilizzanti
Non distillare se l'etere dibutilico non soddisfa al saggio aggiunti sono indicati in etichetta.
dei perossidi. Conservare al riparo dalla luce.
Perossidi. Porre 8 ml di potassio ioduro e amido solu- 4-[(Etilammino)metil]piridina . C8H12N2. (Mr 136,2).
zione R in un cilindro con tappo a smeriglio di 12 ml 1101300. [33403-97-3].
con diametro di circa 1,5 cm. Riempire completamente Liquido giallo pallido.
con la sostanza in esame, agitare vigorosamente e d2020 : circa 0,98.
lasciare a riposo al riparo dalla luce per 30 min. Non si n20D : circa 1,516.
sviluppa alcuna colorazione. p.e.: circa 98 C.
Il nome e la concentrazione degli eventuali stabilizzanti . C8H10. (Mr 106,2). 1035800. [100-41-4].
aggiunti sono indicati in etichetta.
Etilbenzene
434
Reattivi
inoizircserP
. C5H8O2. (Mr 100,1). 1035400. [140-88-5]. . C8H18O2. (Mr 146,2). 1105900.
ilareneG
Etile acrilato 2-Etil-1,3-esandiolo
isilanA id
n20D : circa 1,451.
idoteM
p.e.: circa 99 C. p.e.: circa 244 C.
p.f.: circa ^71 C. Etilenglicole . Vedere glicole etilenico R.
Etile benzoato . C9H10O2. (Mr 150,2). 1135700. [93-89-0]. Etilenglicole etere monoetilico . Vedere glicole etilenico
Liquido limpido, incolore, rifrangente, praticamente monoetiletere R.
irotinetnoC
/ ilairetaM
insolubile in acqua, miscibile con alcool e con etere di Etilenglicole etere monometilico . Vedere glicole etilenico
petrolio. monometiletere R.
d425 : circa 1,050. 1,1'-Etilidenbis(triptofano) . C24H26N4O4. (Mr 434,5).
n20D : circa 1,506. 1106000. [132685-02-0]. Acido [etilidenbis(1H-indol-
1,3'-diil)]-3,3'-bis[(2S)-2-amminopropanoico].
p.e.: da 211 C a 213 C.
ivittaeR
Contiene non meno del 98,0 per cento di C24H26N4O4.
Etile cianoacetato . C5H7NO2. (Mr 113,1). 1035500. Polvere cristallina bianca o quasi bianca, poco solubile
[105-56-6]. in acqua, molto poco solubile in alcool, praticamente
Liquido da incolore a giallo pallido, poco solubile in insolubile in etere.
acqua, miscibile con alcool e con etere. p.f.: circa 223 C, con decomposizione.
itnemogrA
ilareneG
p.e.: da 205 C a 209 C, con decomposizione. Determinazione quantitativa. Procedere come prescritto
. C3H6O2. (Mr 74,1). 1035600. [109-94-4]. nella monografia Triptofano (1272) nel paragrafo
Etile formiato
eifargonoM
bile in acqua, miscibile con alcool e con etere.
ilareneG
al 98,0 per cento delle aree di tutti i picchi.
d2020 : circa 0,919. N -Etilmaleimmide . C6H7NO2. (Mr 125,1). 1036700.
n20D : circa 1,36 . [128-53-0]. 1-Etil-1H-pirrol-2,5 dione.
p.e.: circa 54 C. Cristalli incolori, moderatamente solubili in acqua,
ehcituecamraF
. 1035700. [120-47-8].Vedere la molto solubili in alcool.
p.f.: da 41 C a 45 C.
emroF
Etile paraidrossibenzoato
eiretaM
Liquido fumante, incolore, limpido, fortemente alca-
emirP
d2020 : circa 0,939.
lino, miscibile con acqua e con alcool, poco solubile in n20D : circa 1,496.
etere. p.e.: circa 149 C.
p.e.: circa 116 C. . 1036900.
ehcituecamraF
inoizaraperP
Etilvinilbenzene-divinilbenzene copolimero
Etilene bis[3,3-di(3-(1,1-dimetiletil)-4-idrossifenil)butir-
rato]. C50H66O8. (Mr 795). 1035900. [32509-66-3]. Eti- nibili molte qualita© con diverse dimensioni dei granuli.
lene bis[3,3-di(3-tert-butil-4-idrossifenil)butirrato]. L'intervallo della dimensione dei granuli e© specificato
Polvere cristallina, praticamente insolubile in acqua e dopo il nome del reattivo nei saggi dove e© utilizzato.
in etere di petrolio, solubilissima in acetone, in etere e .
ehcitapoemO
inoizaraperP
Etilvinilbenzene-divinilbenzene copolimero R1
in metanolo. 1036901.
p.f.: circa 165 C. Granuli polimerici reticolati, rigidi, porosi,
tert . con un'area superficiale specifica nominale di
Etilene bis[3,3-di(3- -butil-4-idrossifenil)butirrato]
1035900. [32509-66-3]. Vedere etilene bis[3,3-di(3-(1,1- 500-600 m2/g e aventi pori con un diametro medio
dimetiletil)-4-idrossifenil)butirrato] R. di 7,5 nm. Sono disponibili molte qualita© di granuli
di diverse dimensioni. L'intervallo della dimen-
. Vedere dicloroetano R.
ecidnI
Etilene cloruro
sione delle sfere e© specificato dopo il nome del reat-
Etilene ossido . Vedere ossido di etilene R. tivo nei saggi dove e© utilizzato.
435
Reattivi
Etion . C9H22O4P2S4. (Mr 384,5). 1127100. [563-12-2]. Lasciare sedimentare a 4 C per 10-15 h. Rimuovere la
p.f.: da ^ 24 C a ^ 25 C. soluzione sopranatante limpida con un sifone. Racco-
Puo© essere utilizzata una idonea e certificata soluzione gliere il precipitato mediante centrifugazione a 4 C.
di riferimento (10 ng/ml in cicloesano). Sospendere il precipitato mediante dispersione mecca-
. C14H17ClN4O. (Mr 292,8). nica in 500 ml di acqua distillata R a 4 C, agitare per
Etossicrisoidina cloridrato
436
Reattivi
inoizircserP
un precipitato bianco. Lasciar sedimentare a 4 C per volumi e in 20 volumi della soluzione tampone. Sag-
ilareneG
10-15 h. Rimuovere la soluzione sopranatante limpida giare ogni diluizione come segue: mescolare 0,1 ml di
con un sifone. Raccogliere il precipitato centrifugando plasma substrato privo di fattore V R, 0,1 ml della solu-
a 4 C. Sospendere il precipitato mediante dispersione zione in esame, 0,1 ml di tromboplastina reattivo R e
meccanica in 500 ml di acqua distillata R a 4 C, agitare 0,1 ml di una soluzione (3,5 g/l) di calcio cloruro R e
per 5 min e raccogliere il precipitato mediante centrifu- misurare il tempo di coagulazione, cioe© l'intervallo tra
isilanA id
idoteM
gazione a 4 C. Disperdere il precipitato meccanica- il momento in cui si aggiunge la soluzione di calcio clo-
mente in 60 ml di una soluzione (9 g/l) di sodio cloruro R ruro e il primo accenno di formazione di fibrina, che
e (0,9 g/l) di sodio citrato R, e portare il pH a 7,2-7,4 con puo© essere osservato visivamente o mediante un appa-
l'aggiunta di una soluzione (10 g/l) di sodio idrossido R. recchio adatto.
irotinetnoC
Filtrare su un filtro di vetro sinterizzato; per facilitare la
/ ilairetaM
Nello stesso modo, determinare il tempo di coagula-
dissoluzione del precipitato triturare le particelle con zione (in duplicato) di quattro diluizioni di plasma
uno strumento adatto. Lavare il filtro e lo strumento umano normale in tampone imidazolo soluzione a pH
con 40 ml della soluzione cloruro-citrato descritta sopra 7,3 R, contenente rispettivamente, 1 volume in 10 (equi-
e diluire a 100 ml con la stessa soluzione. Liofilizzare la valente al 100 per cento di fattore V), 1 volume in 50
soluzione. Le rese sono generalmente di 6-8 g di euglobu- (20 per cento), 1 volume in 100 (10 per cento) e 1 volume
ivittaeR
line per litro di plasma umano. in 1000 (1 per cento). Riportare su carta logaritmica la
Saggio di idoneita© . Per questo saggio, preparare le solu- media dei tempi di coagulazione per ciascuna diluizione
zioni usando tampone fosfato soluzione a pH 7,2 R con- del plasma umano rispetto alla percentuale equivalente
tenente 30 g/l di albumina bovina R. In una provetta del fattore V e ricavare, per estrapolazione, la percen-
con un diametro di 8 mm, posta a b.m. a 37 C intro- tuale del fattore V per le due diluizioni della soluzione
itnemogrA
ilareneG
durre 0,1 ml di una soluzione di una preparazione di del fattore V. La media dei due risultati da© la percen-
riferimento di streptochinasi contenente 10 U.I. di atti- tuale del fattore V nella soluzione in esame.
vita© streptochinasica per millilitro e 0,1 ml di una solu- Conservare la soluzione congelata ad una temperatura
zione di trombina umana R contenente 20 U.I. per milli- non superiore a ^ 20 C.
litro. Aggiungere rapidamente 1 ml di una soluzione
eifargonoM
. 1037300.
ilareneG
contenente 10 mg di euglobuline umane per millilitro. Fattore Xa bovino di coagulazione del sangue
[9002-05-5].
Si forma un coagulo solido in meno di 10 s. Annotare
il tempo che intercorre tra l'aggiunta della soluzione di Enzima che converte la protrombina in trombina. La
euglobuline umane e la lisi del coagulo. Il tempo di lisi preparazione semi-purificata e© ottenuta dal plasma
liquido bovino e puo© essere preparata mediante attiva-
ehcituecamraF
non supera i 15 min.
Conservare in un recipiente ermeticamente chiuso a zione dello zimogeno del fattore X con un attivatore
emroF
4 C e usare entro 1 anno. adatto come il veleno della vipera di Russell.
. 1021400. Conservare la preparazione liofilizzata a ^20 C e la
Fattore V di coagulazione del sangue soluzione
soluzione congelata ad una temperatura inferiore a
La soluzione del fattore V di coagulazione del sangue 20 C.
puo© essere preparata con il metodo seguente o
ÿ
. 1037301.
eiretaM
emirP
mediante qualunque altro metodo che escluda il fattore Fattore Xa bovino soluzione
parata a 4 C. Separare la frazione che precipita tra il zione, misurata a 405 nm (2.2.25) rispetto al tam-
38 per cento e il 50 per cento di saturazione, che con- pone tris(idrossimetil)amminometano-sodio cloruro
tiene il fattore V senza contaminazione significativa soluzione a pH 7,4 R usato come bianco non e© supe-
con il fattore VIII. Rimuovere l'ammonio solfato per riore a 0,15-0,20 per minuto.
ehcitapoemO
inoizaraperP
dialisi e diluire la soluzione con una soluzione (9 g/l) . C10H16. (Mr 136,2). 1130400. [4221-98-1].
di sodio cloruro R per ottenere una soluzione conte-
a-Fellandrene
437
Reattivi
L' -Fellandrene utilizzato in gas cromatografia soddisfa p-Fenilendiammina dicloridrato . C6H10Cl2N2. (Mr 181,1).
all'ulteriore saggio seguente: 1064200. [615-28-1]. 1,4-Diamminobenzene dicloridrato.
Determinazione quantitativa. Esaminare mediante gas Polvere cristallina o cristalli bianchi o leggermente
cromatografia (2.2.28) come prescritto nella monogra- colorati, che diventano rossastri per esposizione all'a-
fia Eucalipto essenza (0390) usando la sostanza da esa- ria, molto solubili in acqua, poco solubili in alcool e in
minare come soluzione in esame. etere.
L'area del picco principale non e© inferiore al 98,0 per . C8H9NO2. (Mr 151,2). 1064300.
cento dell'area totale dei picchi. a-Fenilglicina
1064500. [59-88-1].
molto solubili in etere, moderatamente solubili in
alcool. Polvere cristallina bianca o quasi bianca, che imbruni-
p.f.: circa 100 C. sce per esposizione all'aria, solubile in acqua e in
Fenantrolina cloridrato . C12H9ClN2.H2O. (Mr 234,7). alcool.
1063300. [3829-86-5]. 1,10-Fenantrolina cloridrato p.f.: circa 245 C, con decomposizione.
monoidrato. Conservare al riparo dalla luce.
Polvere bianca o quasi bianca, molto solubile in acqua, . 1064501.
solubile in alcool. Fenilidrazina cloridrato soluzione
p.f.: circa 215 C, con decomposizione. Disciogliere 0,9 g di fenilidrazina cloridrato R in
. 1063400. [60-80-0]. Vedere la monografia 50 ml di acqua R. Decolorare con carbone attivato R
Fenazone
1,3,3-Trimetilbiciclo[2.2.1]eptan-2-one.
Liquido oleoso, miscibile con alcool e con etere, prati- a 100 ml con la stessa miscela di solventi. Preparare
camente insolubile in acqua. immediatamente prima dell'uso.
n20D : circa 1,46. . C10H14N2. (Mr 162,2). 1130500.
p.e.15mm: circa 66 C.
1-Fenilpiperazina
[92-54-6].
Il fencone utilizzato in gas cromatografia soddisfa all'ul- Liquido giallo leggermente viscoso, non miscibile con
teriore saggio seguente: acqua.
Determinazione quantitativa. Esaminare mediane gas
cromatografia (2.2.28) nelle condizioni descritte nella d420 : circa 1,07.
monografia Finocchio amaro (0824) usando la sostanza n20D : circa 1,588.
in esame come soluzione in esame. . C20H14O4. (Mr 318,3). 1063700. [77-09-8].
L'area del picco principale non e© inferiore al 98,0 per Fenolftaleina
3,3-Bis(4-idrossifenil)-3H-isobenzofuran-1-one.
cento dell'area totale dei picchi.
. 1064100. [63-91-2]. Vedere la monografia Polvere bianca o bianco-giallastra, praticamente inso-
Fenilalanina
438
Reattivi
inoizircserP
. 1063703. . FeNH4(SO4)2.12H2O.
ilareneG
Fenolftaleina soluzione R1 Ferro(-ico) ammonico solfato
Soluzione 10 g/l in alcool R. (Mr 482,2). 1037700. [7783-83-7]. Ferro ammonio disol-
Fenolftaleina cartina. 1063704. Immergere strisce fato dodecaidrato.
di carta da filtro per alcuni minuti in fenolftaleina Cristalli violetto pallido, efflorescenti, solubilissimi in
soluzione R. Lasciare asciugare. acqua, praticamente insolubili in alcool.
isilanA id
idoteM
Fenolo . 1063500. [108-95-2]. Vedere la monografia Ferro(-ico) ammonico solfato soluzione R1 .
Fenolo (0631). Disciogliere 0,2g di ferro(-ico)ammonicosolfatoR in
. C18H23Cl2NO. (Mr 340,3). 50 ml di acqua R, aggiungere 5 ml di acido nitrico R
e diluire a 100 ml con acqua R.
Fenossibenzammina cloridrato
1063900. N-(2-Cloroetil)-N-(1-metil-2-fenossietil)-benzi-
irotinetnoC
lammina cloridrato.
/ ilairetaM
Ferro(-ico) ammonico solfato soluzione R2 .
Contiene non meno del 97,0 per cento e non piu© dell'e- 1037702.
quivalente del 103,0 per cento di C18H23Cl2NO, calco- Soluzione 100 g/l. Se necessario filtrare prima del-
lato con riferimento alla sostanza essiccata. l'uso.
Polvere cristallina bianca o quasi bianca, moderata- .
mente solubile in acqua, molto solubile in alcool.
Ferro(-ico) ammonico solfato soluzione R4
ivittaeR
p.f.: circa 138 C. Disciogliere 5 g di ferro(-ico) ammonico solfato R
in acqua R. Aggiungere, raffreddando, 11 ml di
Perdita all'essiccamento (2.2.32). Non superiore allo acido solforico R e diluire a 100 ml con acqua R.
0,5 per cento, determinata mediante essiccamento su .
anidride fosforica R ad una pressione non superiore a Ferro(-ico) ammonico solfato soluzione R5
itnemogrA
1037704.
ilareneG
670 Pa per 24 h.
Determinazione quantitativa. Disciogliere 0,500 g in Agitare 30,0 g di ferro(-ico) ammonico solfato R
50,0 ml di cloroformio esente da etanolo R e estrarre con 40 ml di acido nitrico R e diluire a 100 ml con
con tre porzioni, ciascuna da 20 ml, di acido clori- acqua R. Se la soluzione e© torbida, centrifugarla o
drico 0,01 M. Scartare gli estratti acidi, filtrare lo strato filtrarla.
eifargonoM
ilareneG
di cloroformio su cotone e diluire 5,0 ml del filtrato a Conservare al riparo dalla luce.
500,0 ml con cloroformio esente da etanolo R. Misurare .
l'assorbanza della soluzione ottenuta in una cella
Ferro(-ico) ammonico solfato soluzione R6
1037705.
chiusa al massimo di assorbimento a 272 nm. Disciogliere 20 g di ferro(-ico) ammonico solfato R
ehcituecamraF
Calcolare il contenuto di C18H23Cl2NO, considerando in 75 ml di acqua R, aggiungere 10 ml di una solu-
che il valore dell'assorbanza specifica e© di 56,3.
emroF
zione al 2,8 per cento V/V di acido solforico R e
Conservare al riparo dalla luce. diluire a 100 ml con acqua R.
. C8H10O2. (Mr 138,2). 1064000.
. Vedere ferro(-ico) ammo-
Fenossietanolo
eiretaM
emirP
acqua, molto solubile in alcool e in etere. Ferro(-ico) cloruro . FeCl3.6H2O. (Mr 270,3). 1037800.
d2020 : circa 1,11. [10025-77-1]. Ferro tricloruro esaidrato.
n20D : circa 1,537. Masse cristalline arancione-giallastre o brunastre, deli-
quescenti, solubilissime in acqua, solubili in alcool e in
ehcituecamraF
Fenvalerate . C25H22ClNO3. (Mr 419,9). 1127300. le sue soluzioni sono parzialmente ridotte.
[51630-58-1].
p.e.: circa 300 C. Conservare in un recipiente ermeticamente chiuso.
Puo© essere utilizzata una idonea e certificata soluzione
. 1037801.
ehcitapoemO
439
Reattivi
[7782-61-8].
Contiene non meno del 99,0 per cento m/m di mediante risospensione in acido cloridrico diluito R
Fe(NO3)3.9H2O. all'1 per cento V/V e mescolare per 30 min circa; filtrare.
Cristalli porpora chiaro o massa cristallina, solubilis- Ripetere l'operazione di lavaggio tre volte. Essiccare a
simi in acqua. 50 C. Triturare.
Acido libero: non piu© dello 0,3 per cento (come HNO3). Fibrina rosso Congo . 1038400.
Ferro(-ico) solfato . Fe2(SO4)3.xH2O. 1037900. Prelevare 1,5 g di fibrina e lasciarla durante la notte in
[10028-22-5]. Ferro(III) trisolfato idratato. 50 ml di una soluzione (20 g/l) di rosso Congo R in
Polvere bianco-giallastra, molto igroscopica, si decom- alcool al 90 per cento V/V R. Filtrare, sciacquare la
pone all'aria, poco solubile in acqua e in alcool. fibrina con acqua R e conservare in etere R.
Conservare in un recipiente ermeticamente chiuso, al Fibrinogeno . 1038500. [9001-32-5]. Vedere la monogra-
riparo dalla luce. fia Fibrinogeno umano liofilizzato (0024).
Ferro(-oso) ammonico solfato . Fe(NH4)2(SO4)2.6H2O. . C6H6O3.2H2O. (Mr 162,1). 1064600.
(Mr 392,2). 1038200. [7783-85-9]. Ferro diammonio
Floroglucina
nico solfato R
Ferro(-oso) solfato . 1038300. [7782-63-0]. Vedere la in alcool R, aggiungere 9 ml di acido cloridrico R.
monografia Ferroso solfato (0083). Conservare al riparo dalla luce.
Ferro(-oso) solfato soluzione R2 . 1038301. . C16H10. (Mr 202,3). 1038600. [206-44-0].
Disciogliere 0,45 g di ferro(-oso) solfato R in 50 ml Fluorantene
1,2-(1,8-Naftilen)benzene. 1,2-Benzacenaftene.
di acido cloridrico 0,1 M e diluire a 100 ml con
acqua esente da anidride carbonica R. Preparare Cristalli da giallo a marrone-giallastro chiaro.
immediatamente prima dell'uso. p.e.: circa 384 C.
Ferroina . 1038100. [14634-91-4]. p.f.: da 109 C a 110 C.
Disciogliere 0,7 g di ferro(-oso) solfato R e 1,76 g di Fluorene . C13H10. (Mr 166,2). 1127400. [86-73-7].
fenantrolina cloridrato R in 70 ml di acqua R e diluire a Difenilenmetano.
100 ml con lo stesso solvente. Cristalli bianchi, molto solubili in acido acetico anidro,
Saggio di sensibilita© . A 50 ml di acido solforico diluito R solubili in alcool caldo.
aggiungere 0,15 ml di osmio tetrossido soluzione R e p.f.: da 113 C a 115 C.
0,1 ml di ferroina. Dopo l'aggiunta di 0,1 ml di ammonio . C17H10O4. (Mr 278,3) 1135800.
e cerio nitrato 0,1 M la colorazione vira dal rosso al blu Fluorescamina
440
Reattivi
inoizircserP
Polvere rosso-arancione, praticamente insolubile in . Vedere la monografia Sodio
ilareneG
Fosfato disodico diidrato
acqua, solubile in alcool caldo, praticamente insolubile fosfato dibasico diidrato (0602).
in etere, solubile in soluzioni alcaline. In soluzione, la . Vedere potassio fosfato monoba-
fluoresceina mostra una fluorescenza verde.
Fosfato monopotassico
sico R.
p.f.: circa 315 C. . Vedere sodio fosfato mono-
isilanA id
Fosfato monosodico anidro
. Vedere sodio fluoresceinato R.
idoteM
Fluoresceina sodica basico anidro R.
Fluorodinitrobenzene . C6H3FN2O4. (Mr 186,1). . Vedere sodio fosfato tri-
1038800. [70-34-8]. 1-Fluoro-2,4-dinitrobenzene.
Fosfato trisodico dodecaidrato
basico dodecaidrato R.
Cristalli giallo pallido, solubili in etere e in glicole pro- . 1064800.
pilenico.
irotinetnoC
Fosfolipidi
/ ilairetaM
Lavare una quantita© di cervello umano o bovino, ben
p.f.: circa 29 C. separato dalle meningi e dai vasi sanguigni e omogei-
1-Fluoro-2-nitro-4-(trifluorometil)benzene . nizzarlo in un apparecchio adatto. Pesare 1000-1300 g
C7H3F4NO2. (Mr 209,1). 1038900. [367-86-2]. della sostanza omogeinizzata e misurare il volume
p.f.: circa 197 C. (V ml). Estrarre con tre porzioni, ciascuna da 4V ml, di
acetone R, filtrare a pressione ridotta e essiccare il resi-
ivittaeR
2-Fluoro-2-desossi- D-glucosio . C6H11FO5. (Mr 182,2). duo a 37 C per 18 h. Estrarre il residuo con due por-
1113900. [86783-82-6]. zioni, ciascuna da 2V ml, di una miscela di 2 volumi di
Polvere cristallina bianca. etere di petrolio R2 e 3 volumi di etere di petrolio R1, fil-
p.f.: da 174 C a 176 C. trando ciascun estratto su carta da filtro precedente-
itnemogrA
. 1039100. [50-00-0]. Vedere la monografia mente umidificata con la miscela dei solventi. Riunire
ilareneG
gli estratti e evaporare a secco a 45 C ad una pressione
Formaldeide
grafia Formaldeide soluzione 35 per cento (0826). 0,2V ml di etere R e lasciare a riposo a 4 C fino a for-
mazione di deposito. Centrifugare e evaporare il liquido
eifargonoM
. CH3NO. (Mr 45,0). 1039200. [75-12-7]. sopranatante limpido sotto bassa pressione fino al
ilareneG
Formammide
Liquido oleoso, incolore, limpido, igroscopico, misci- volume di 100 ml per chilogrammo della sostanza omo-
bile con acqua e con alcool. Si idrolizza in acqua. geinizzata e pesare. Lasciare a riposo a 4 C fino a for-
p.e.: circa 103 C, determinato ad una pressione di mazione di un precipitato (per 12-24 h) e centrifugare.
2 kPa. Aggiungere al liquido sopranatante limpido un volume
ehcituecamraF
di acetone R pari a cinque volte il suo volume, centrifu-
Conservare in un recipiente ermeticamente chiuso. gare ed eliminare il liquido sopranatante. Essiccare il
emroF
Formammide R1 . 1039202. precipitato.
Soddisfa ai requisiti prescritti per la formammide R Conservare in un essiccatore sotto vuoto al riparo dalla
e all'ulteriore saggio seguente: luce.
Acqua (2.5.12). Non piu© dello 0,1 per cento determi- . 1065000.
eiretaM
emirP
Fosfomolibdotungstico reattivo
nato con un volume uguale di metanolo anidro R. Disciogliere 100 g di sodio tungstato R e 25 g di sodio
Formammide trattata . 1039201. molibdato R in 700 ml di acqua R. Aggiungere 100 ml
Disperdere 1,0 g di acido solfammico R in 20,0 ml di acido cloridrico R e 50 ml di acido fosforico R. Scal-
di formammide R contenente il 5 per cento (V/V) dare a ricadere la miscela in un apparecchiatura di
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
Puo© essere utilizzata un'idonea e certificata soluzione di dastra, e© inadeguato per l'uso ma puo© essere rigenerato
riferimento (10 ng/ml in iso-ottano). per ebollizione con alcune gocce di bromo R. Eliminare
Fosfato dipotassico . Vedere potassio fosfato dibasico R. ogni eccesso di bromo per ebollizione.
Fosfato disodico . Vedere la monografia Sodio fosfato Conservare a 2-8 C.
dibasico dodecaidrato (0118). Fosfomolibdotungstico reattivo diluito . 1065001.
ecidnI
Fosfato disodico anidro . Vedere sodio fosfato dibasico Ad 1 volume di fosfomolibdotungstico reattivo R
anidro R. aggiungere 2 volumi di acqua R.
441
Reattivi
Fosforo pentossido .Vedere anidride fosforica R. Cristalli con lucentezza bronzeo-verdastra, solubili in
. 1106400. [57-48-7]. Vedere la monografia acqua e in alcool.
Conservare al riparo dalla luce.
Fruttosio
Fruttosio (0188).
. Vedere aldeide ftalica R. Fucsina decolorata soluzione . 1039401.
Disciogliere 0,1 g di fucsina basica R in 60 ml di
Ftalaldeide
Ftalazina . C8H6N2. (Mr 130,1). 1065400. [253-52-1]. acqua R. Aggiungere una soluzione contenente 1 g
Cristalli giallo pallido molto solubili in acqua, solubili di sodio solfito anidro R o 2 g di sodio solfito R in
in etanolo, in etile acetato e in metanolo, moderata- 10 ml di acqua R. Aggiungere lentamente 2 ml di
mente solubili in etere. acido cloridrico R, agitando di continuo. Diluire a
p.f.: da 89 C a 92 C. 100 ml con acqua R. Lasciare a riposo al riparo
dalla luce per almeno 12 h, decolorare con carbone
Ftaleina porpora . C32H32N2O12.xH2O. (Mr 637, attivato R e filtrare. Se la soluzione diventa torbida,
sostanza anidra). 1065500. [2411-89-4]. Metalftaleina. filtrare prima dell'uso. Se la soluzione diventa vio-
Porpora ftaleina. Acido (1,3-diidro-3-oxo-isobenzofu- letta con il passare del tempo, decolorare di nuovo
ran-1-iliden)bis[(6-idrossi-5-metil-3,1-fenilen)bis(meti- mediante aggiunta di carbone attivato R.
lenimmino)diacetico]. Acido 2,2',2'',2'''-[o-cresolfta- Saggio di sensibilita© . A 1,0 ml aggiungere 1,0 ml di
lein-3',3''-bis(metilenenitrilo)]tetracetico. acqua R e 0,1 ml di alcool esente da aldeide R.
Polvere da bianco-giallastra a brunastra, praticamente Aggiungere 0,2 ml di una soluzione contenente
insolubile in acqua, solubile in alcool. Il prodotto si 0,1 g/l di formaldeide (CH2O, Mr 30,0). Si sviluppa
puo© trovare in commercio sotto forma di sale sodico: una colorazione rosa pallido entro 5 min.
polvere da bianco-giallastra a rosa, solubile in acqua, Conservare al riparo dalla luce.
praticamente insolubile in alcool. Fucsina decolorata soluzione R1 . 1039402.
Saggio di sensibilita© . Disciogliere 10 mg in 1 ml di ammo- A 1 g di fucsina basica R aggiungere 100 ml di
niaca concentrata R e diluire a 100 ml con acqua R. A acqua R. Scaldare a 50 C e lasciare raffreddare
5 ml della soluzione aggiungere 95 ml di acqua R, 4 ml di agitando di tanto in tanto. Lasciare a riposo per
ammoniaca concentrata R, 50 ml di alcool R e 0,1 ml di 48 h, agitare e filtrare. A 4 ml del filtrato aggiun-
bario cloruro 0,1 M. La soluzione e© violetta-blu. Aggiun- gere 6 ml di acido cloridrico R, mescolare e diluire
gere 0,15 ml di sodio edetato 0,1 M. La soluzione diventa a 100 ml con acqua R. Lasciare a riposo per almeno
incolore. 1 h prima dell'uso.
Fucosio . C6H12O5. (Mr 164,2). 1039500. [6696-41-9]. . C5H4O2. (Mr 96,1). 1039600. [98-01-1].
6-Desossi-l-galattosio. Furfurolo
24 h dopo dissoluzione.
p.f.: circa 140 C. d2020 : da 1,155 a 1,161.
. 1039400. [632-99-5]. Miscela di rosani- Intervallo di distillazione (2.2.11). Non meno del 95 per
Fucsina basica
lina cloridrato (C20H20ClN3; Mr 337,9; Colour Index cento distilla tra 159 C e 163 C.
No. 42510; Schultz No. 780) e pararosanilina cloridrato Conservare al buio.
(C19H18ClN3; Mr 323,8; Colour Index No. 42500; Galattosio . C6H12O6. (Mr 180,2). 1039700. [59-23-4].
d -(+)-Galattosio.
Schultz No. 779).
Se necessario, purificare nel seguente modo. Discio- Polvere cristallina, bianca, molto solubile in acqua.
20 : da + 79 a + 81, determinato su una soluzione
gliere 1 g in 250 ml di acido cloridrico diluito R. Lasciare
D
(100 g/l) in acqua R contenente circa 0,05 per
a riposo per 2 h a temperatura ambiente, filtrare e neu- cento di NH3.
tralizzare con sodio idrossido soluzione diluita R e
aggiungerne 1-2 ml in eccesso. Filtrare il precipitato Gel di silice amminoesadecilsililato per cromatografia .
attraverso un filtro di vetro sinterizzato (40) e lavare 1138400.
con acqua R. Disciogliere il precipitato in 70 ml di Gel di silice suddiviso molto finemente (da 3 mm a
metanolo R, precedentemente riscaldato fino ad ebolli- 10 mm), chimicamente modificato in superficie
zione, ed aggiungere 300 ml di acqua R a 80 C. mediante legame con gruppi amminoesadecilsililici. La
Lasciare raffreddare a temperatura ambiente, filtrare dimensione delle particelle e© indicata dopo il nome del
ed essiccare i cristalli sotto vuoto. reattivo nel saggio in cui viene utilizzato.
442
Reattivi
inoizircserP
Polvere omogenea, bianca, fine, praticamente insolu-
ilareneG
Gel di silice derivatizzato con amilosio per cromatogra-
isilanA id
(tra 3 mm e 10 mm), chimicamente modificato in superfi- celle e© indicata dopo il nome del reattivo nel saggio in
idoteM
cie mediante legame con gruppi amminopropilmetilsili- cui viene utilizzato.
lici. La dimensione delle particelle e© indicata dopo il Polvere omogenea, bianca, fine, praticamente insolu-
nome del reattivo nei saggi dove e© utilizzato. bile in acqua e in alcool.
Polvere omogenea, fine, bianca, praticamente insolu-
irotinetnoC
.
/ ilairetaM
bile in acqua e in alcool. Gel di silice diisobutilottadecilsililato per cromatografia
ivittaeR
dimensione delle particelle e© indicata dopo il nome del viene utilizzato.
reattivo nei saggi dove e© utilizzato. Gel di silice dimetilottadecilsililato per cromatografia .
Polvere omogenea, bianca, fine, praticamente insolu- 1115100.
bile in acqua e in alcool. Gel di silice molto finemente suddiviso (3 mm - 10 mm),
itnemogrA
ilareneG
Gel di silice anidro. 1076100. [112926-00-8]. chimicamente modificato in superficie mediante
Acido silicico amorfo, polimerizzato, parzialmente dei- legame con gruppi dimetilottadecilsililici. La dimen-
dratato; a 20 C assorbe acqua pari a circa il 30 per sione delle particelle e© indicata dopo il nome del reat-
cento della sua massa. Contiene cobalto cloruro come tivo nei saggi in cui viene utilizzato.
indicatore. Praticamente insolubile in acqua, parzial- Polvere omogenea, bianca, fine, praticamente insolu-
eifargonoM
mente solubile in soluzioni di sodio idrossido.
ilareneG
. 1076200. bile in acqua e in alcool. Dimensione delle particelle
Gel di silice butilsililato per cromatografia
non uniforme.
Gel di silice finemente suddiviso (3-10 mm) chimica- Area della superficie specifica: 300 m2/g.
mente modificato in superficie mediante legame con
gruppi butilsilile. La dimensione delle particelle e© indi- . 1110000.
ehcituecamraF
Gel di silice diolato per cromatografia
cata dopo il nome del reattivo nei saggi dove e© utiliz- Particelle sferiche di silice alle quali sono legati gruppi
emroF
zato. diidrossipropilici. Dimensione dei pori 10 nm.
Polvere omogenea, bianca, fine, praticamente insolu- . 1077100.
bile in acqua e in alcool. Gel di silice esilsililato per cromatografia
Silice sferoidale: 30 nm. Gel di silice finemente suddiviso (3-10 mm), chimica-
Volume dei pori: 0,6 cm3 per grammo. mente modificato in superficie mediante l'introduzione
eiretaM
emirP
Area superficiale specifica: 80 m2 per grammo. di gruppi esilsilile. La dimensione delle particelle e© indi-
cata dopo il nome del reattivo nei saggi dove e© utiliz-
Gel di silice cianosililato per cromatografia . 1109900. zato.
Gel di silice finemente suddiviso, modificato chimica- Polvere omogenea, bianca, fine, praticamente insolu-
ehcituecamraF
ehcificepS
Gel di silice derivatizzato con albumina umana per cro- fenilici. La dimensione delle particelle e© indicata dopo
matografia . 1138500. il nome del reattivo nei saggi dove e© utilizzato.
Gel di silice suddiviso molto finemente (da 3 mm a Polvere omogenea, bianca, fine, praticamente insolu-
10 mm), chimicamente modificato in superficie bile in acqua, in alcool e in diclorometano.
mediante legame con albumina umana. La dimensione Silice sferoidale: 8 nm.
delle particelle e© indicata dopo il nome del reattivo nel
saggio in cui viene utilizzato. Area superficiale specifica: 180 m2 per grammo.
ecidnI
443
Reattivi
Gel di silice fenilsililato per cromatografia. 1110200. pH (2.2.3). Soddisfa al saggio prescritto per il gel di
Gel di silice molto finemente suddiviso (5-10 mm), chi- silice G R.
micamente modificato in superficie mediante legame Fluorescenza. Preparare una lastra usando gel di silice
con gruppi fenilici. GR (2.2.27). Deporre separatamente sulla lastra, su
. 1075700. dieci punti, volumi crescenti da 1 ml a 10 ml di una solu-
zione (1 g/l) di acido benzoico R in una miscela di 10
Gel di silice fenilsililato per cromatografia R1
Gel di silice molto finemente suddiviso (5 mm), chimica- volumi di acido formico anidro R e 90 volumi di 2-propa-
mente modificato in superficie mediante legame con nolo R. Eluire per un percorso di 10 cm con la stessa
gruppi fenilici. La dimensione delle particelle e© indicata miscela di solventi. Dopo l'evaporazione dei solventi
dopo il nome del reattivo nel saggio dove e© utilizzato. esaminare il cromatogramma alla luce ultravioletta a
Polvere omogenea, bianca, fine, praticamente insolu- 254 nm. L'acido benzoico produce macchie scure su
bile in acqua, in alcool e in diclorometano. sfondo fluorescente nel terzo superiore del cromato-
Silice sferoidale: 8 nm. gramma per quantita© uguali e superiori a 2 g. l
Area della superficie specifica: 180 m2/g. Gel di silice H . 1076500. [112926-00-8].
Carico di carbonio: 5,5 per cento. Polvere omogenea, bianca, fine con una dimensione
Gel di silice G. 1076300. [112926-00-8]. delle particelle di circa 15 mm.
Contiene circa il 13 per cento di calcio solfato emii- pH (2.2.3). Soddisfa al saggio prescritto per il gel di
drato. silice G R.
Polvere omogenea, bianca, fine, con una dimensione Gel di silice H silanizzato . 1076600.
delle particelle di circa 15 mm. Preparazione di uno strato sottile. Vedere gel di silice
Contenuto di calcio solfato. Deporre 0,25 g in una beuta HF254 silanizzato R.
con tappo a smeriglio, aggiungere 3 ml di acido clori- Polvere omogenea bianca, fine, che, dopo essere stata
drico diluito R e 100 ml di acqua R e agitare vigorosa- agitata con acqua, galleggia in superficie per le sue pro-
mente per 30 min. Filtrare attraverso un filtro di vetro prieta© idrorepellenti.
sinterizzato e lavare il residuo. Effettuare la determina- Separazione cromatografica. Soddisfa al saggio pre-
zione complessometrica del calcio (2.5.11) sui filtrati e i scritto per il gel di silice HF254 silanizzato R.
lavaggi riuniti. . 1076700.
1 ml di sodio edetato 0,1 M equivale a 14,51 mg di
Gel di silice HF254
444
Reattivi
inoizircserP
250 ml. Aggiungere 40 ml di potassio idrossido soluzione . 1110300.
ilareneG
Gel di silice OD per separazioni chirali
alcoolica R e scaldare a ricadere a b.m. per 1 h. Lasciare Gel di silice per cromatografia molto finemente suddi-
raffreddare, trasferire la soluzione in un imbuto separa- viso (5 mm) ricoperto con il seguente derivato:
tore con 100 ml di acqua R, acidificare (pH 2-3) con
acido cloridrico diluito R e agitare con tre porzioni, cia-
scuna da 10 ml, di cloroformio R. Essiccare gli estratti
isilanA id
idoteM
di cloroformio riuniti su sodio solfato anidro R, filtrare
ed evaporare a secco a b.m. Disciogliere il residuo in
50 ml di cloroformio R. Esaminare mediante cromato-
grafia su strato sottile (2.2.27), usando gel di silice
irotinetnoC
HF254 silanizzato come sostanza di rivestimento.
/ ilairetaM
Deporre sulla lastra, su tre punti separati, 10 ml della Gel di silice ottadecanoilamminopropilsililato per cro-
ivittaeR
raffreddare, spruzzare con una soluzione (35 g/l) di acilati con gruppi ottadecanoilici. La dimensione delle
acido fosfomolibdico R in 2-propanolo R e scaldare a particelle e© indicata dopo il nome del reattivo nei saggi
150 C fino a che le macchie diventino visibili. Esporre in cui viene utilizzato.
la lastra a vapori di ammoniaca fino a che lo sfondo Polvere omogenea, bianca, fine, praticamente insolu-
diventi bianco. I cromatogrammi presentano quattro bile in acqua e in alcool.
itnemogrA
ilareneG
macchie ben definite, nettamente separate. . 1077500.
. 1077200.
Gel di silice ottadecilsililato per cromatografia
Gel di silice idrofilo per cromatografia
Gel di silice molto finemente suddiviso (da 3 mm a 10
Gel di silice molto finemente suddiviso (3-10 mm) con mm), chimicamente modificato in superficie mediante
una superficie modificata allo scopo di conferire carat- legame con gruppi ottadecilsililici. La dimensione delle
teristiche idrofile. La dimensione delle particelle puo©
eifargonoM
particelle e© indicata dopo il nome del reattivo nei saggi
ilareneG
essere indicata dopo il nome del reattivo nei saggi dove in cui viene utilizzato.
e© utilizzato. Polvere omogenea, bianca, fine, praticamente insolu-
Polvere omogenea, bianca, fine, praticamente insolu- bile in acqua e in alcool.
bile in acqua e in alcool. .
ehcituecamraF
. 1077300.
Gel di silice ottadecilsililato per cromatografia R1
1110100.
emroF
Gel di silice nitrilato per cromatografia
Gel di silice molto finemente suddiviso, modificato in Gel di silice ultrapuro chimicamente modificato in
superficie mediante l'introduzione di gruppi cianopro- superficie mediante legame di gruppi ottadecilsililici.
pilsililici. La dimensione delle particelle e© indicata dopo La dimensione delle particelle e dei pori e il carico di
il nome del reattivo nel saggio dove e© utilizzato. carbonio sono indicati dopo il nome dei reattivi, nei
Polvere omogenea, bianca, fine, praticamente insolu- saggi in cui viene utilizzato. Contiene meno di 20 ppm
eiretaM
emirP
bile in acqua, in alcool e in etere. di metalli.
Gel di silice nitrilato per cromatografia R1 . 1077400. Gel di silice ottadecilsililato per .
cromatografia R2
ehcificepS
micamente. La dimensione delle particelle e© indicata (dimensione dei pori 15 nm), chimicamente modificato
dopo il nome del reattivo nel saggio dove e© utilizzato. in superficie mediante legame con gruppi ottadecilsili-
Polvere omogenea, bianca, fine praticamente insolubile lici (20 per cento di carico di carbonio), ottimizzato
in acqua, in alcool e in etere. per l'analisi di idrocarburi aromatici policiclici. La
dimensione delle particelle e© indicata dopo il nome del
ehcitapoemO
inoizaraperP
. 1119500.
reattivo nei saggi in cui viene utilizzato.
Gel di silice nitrilato per cromatografia R2
Polvere omogenea, bianca, fine, praticamente insolu- Gel di silice molto finemente suddiviso (da 3 mm a
bile in acqua e in alcool. 10 mm), chimicamente modificato in superficie
445
Reattivi
mediante legame con gruppi ottadecilsililici. Per mini- in superficie mediante legame con gruppi ottilsililici
mizzare ogni interazione con i componenti basici e© ulte- (19 per cento di carico di carbonio). Meno di 20 ppm
riormente derivatizzato per bloccare la maggior parte di metalli.
dei gruppi silanolici rimanenti. La dimensione delle .
particelle e© indicata dopo il nome del reattivo nei saggi Gel di silice ottilsililato per cromatografia disattivato
1131600.
in cui viene utilizzato.
Polvere omogenea, bianca, fine, praticamente insolu- Gel di silice molto finemente suddiviso (da 3 mm a
bile in acqua e in alcool. 10 mm), trattato, prima dell'introduzione dei gruppi
ottilsililici, mediante accurato lavaggio e idrolisi della
Gel di silice ottadecilsililato per cromatografia disatti-
maggior parte dei ponti silossanici superficiali per
vato . 1077600. minimizzare l'interazione con i componenti basici. La
Gel di silice molto finemente suddiviso (3-10 mm), pre- dimensione delle particelle e© indicata dopo il nome del
trattato, prima dell'introduzione di gruppi ottadecilsili- reattivo nei saggi in cui viene utilizzato.
lati, mediante accurato lavaggio e idrolisi della maggior Polvere omogenea, bianca, fine, praticamente insolu-
parte dei ponti superficiali silossanici per minimizzare bile in acqua e in alcool.
l'interazione con i componenti basici. La dimensione
delle particelle e© indicata dopo il nome del reattivo nei Gel di silice ottilsililato per cromatografia post-modifi-
dove e© utilizzato. sione delle particelle e© indicata dopo il nome del reat-
Polvere omogenea, bianca, fine, praticamente insolu- tivo nei saggi dove e© utilizzato.
bile in acqua e in alcool. Polvere omogenea, bianca, fine, praticamente insolu-
Gel di silice ottilsililato per cromatografia. 1077700. bile in acqua e in alcool.
Gel di silice molto finemente suddiviso (3-10 mm), chi-
micamente modificato in superficie mediante l'introdu- Gel di silice per cromatografia modificato con gruppi
Polvere omogenea, bianca, fine, praticamente insolu- . Vedere gel di silice nitrilato per cromato-
nitrilici
bile in acqua e in alcool. Gel di silice a scambio anionico forte per cromatografia .
Gel di silice ottilsililato per cromatografia R2 . 1077702. 1077800.
Gel di silice purissimo, molto finemente suddiviso Gel di silice molto finemente suddiviso (tra 3 mm e
(dimensione dei pori 10 nm), chimicamente modificato 10 mm), chimicamente modificato in superficie
446
Reattivi
inoizircserP
mediante l'introduzione di gruppi ammonici quater- Il geraniolo usato in gas cromatografia soddisfa all'ulte-
ilareneG
nari. La dimensione delle particelle e© indicata dopo il riore saggio seguente:
nome del reattivo nei saggi dove e© utilizzato. Determinazione quantitativa. Esaminare mediante gas
Polvere omogenea, bianca, fine, praticamente insolu- cromatografia (2.2.28) come prescritto nella monogra-
bile in acqua ed in alcool. fia Citronella essenza (1609).
isilanA id
Il contenuto non e© inferiore al 98,5 per cento calcolato
idoteM
Limiti del pH di utilizzo: da 2 a 8.
. 1115500. con la procedura di normalizzazione.
Gel di silice trimetilsililato per cromatografia
Conservare in recipiente ermeticamente chiuso, al
Gel di silice molto finemente suddiviso (da 3 mm a riparo dalla luce.
10 mm), chimicamente modificato in superficie . C18H14N3NaO3. (Mr 375,4). 1052900.
irotinetnoC
/ ilairetaM
mediante legame con gruppi trimetilsililici. La dimen- Giallo metanile
ivittaeR
Gel polietere idrossilato per cromatografia . 1067000. Soluzione 1 g/l in metanolo R.
Gel con particelle di piccole dimensioni avente una Saggio di sensibilita© . A 50 ml di acido acetico
superficie idrofila dotata di gruppi ossidrilici. Ha un anidro R aggiungere 0,1 ml di giallo metanile solu-
limite di esclusione per il destrano6 di massa molecolare zione. Aggiungere 0,05 ml di acido perclorico
relativa pari a 2 105 e 2,5 10 . 0,1 M; la colorazione vira dal rosso-rosato al
itnemogrA
ilareneG
2 2
violetto.
Gelatina . 1040000. [9000-70-8]. Vedere la monografia Viraggio. Da pH 1,2 (rosso) a pH 2,3 (giallo-aran-
Gelatina (0330). cione).
Gelatina idrolizzata . 1040100. Giallo naftolo. C10H5N2NaO5. (Mr 256,2). 1136600.
Disciogliere 50 g di gelatina R in 1000 ml di acqua R. Sale monosodico dell'acido 2,4-dinitro-1-naftolo.
eifargonoM
ilareneG
Porre in autoclave con vapore saturo a 121 C per Polvere o cristalli giallo-aranciati, molto solubile in
90 min e liofilizzare. acqua, poco solubile in etanolo.
Geranile acetato . C12H20O2. (Mr 196,3). 1106500. Giallo titanio . C28H19N5Na2O6S4. (Mr 696). 1090900.
[105-87-3]. (E)-3,7-Dimetilotta-2,6-dien-1-il-acetato. [1829-00-1]. Schultz No. 280. Colour Index No. 19540.
ehcituecamraF
Liquido incolore o leggermente giallo, con un debole Giallo tiazolo. Disodio 2,2'-[(1-triazen-1,3-diil)di-4,1-
emroF
odore di rosa e lavanda. fenilene]bis-[6-metilbenzotiazol-7-solfonato].
d2525 : da 0,896 a 0,913. Polvere giallo-brunastra, molto solubile in acqua e in
alcool.
n15D : circa 1,463. Giallo titanio cartina . 1090901.
p.e.25: circa 138 C. Immergere strisce di carta da filtro in giallo titanio
eiretaM
emirP
Il geranile acetato usato in gas cromatografia soddisfa soluzione R e lasciarvele per alcuni minuti. Lasciare
all'ulteriore saggio seguente: essiccare a temperatura ambiente.
. 1090902.
Determinazione quantitativa. Esaminare mediante gas
Giallo titanio soluzione
fia Arancio amaro fiore essenza (1175), usando la zione aggiungere 10 ml di acqua R, 0,2 ml di solu-
sostanza in esame come soluzione in esame. L'area del zione standard di magnesio (Mg 10 ppm) R e 1,0 ml
picco principale non e© inferiore al 99,0 per cento dell'a- di sodio idrossido 1 M. E' visibile una netta colora-
rea totale dei picchi. zione rosa per confronto con una soluzione di rife-
ehcitapoemO
inoizaraperP
Geraniolo . C10H18O. (Mr 154,2) 1135900. [106-24-1]. rimento preparata in una maniera simile omet-
(E)-3,7-Dimetilotta-2,6-dien-1-olo. tendo il magnesio.
Liquido oleoso, con leggero odore di rosa, pratica- Ginsenoside Rb1 . C54H92O23.3H2O. (Mr 1163). 1127500.
mente insolubile in acqua, miscibile con alcool. [41753-43-9]. (20S)-3 -di-d-Glucopiranosil-20-di-d-
b
447
Reattivi
. C42H72O14.2H2O. (Mr 837). 1127700. Liquido leggermente viscoso, miscibile con acqua.
d420 : circa 1,115.
Ginsenoside Rf
metanolo R.
p.f.: circa 198 C. Liquido leggermente viscoso, incolore, igroscopico,
. C42H72O14.2H2O. (Mr 837). 1127600. miscibile con acqua e con alcool, poco solubile in etere.
d2020 : da 1,113 a 1,115.
Ginsenoside Rg1
448
Reattivi
inoizircserP
. 1072900. [57-55-6]. Vedere la mono- Resina ottenuta dal cuore del legno di Guaiacum offici-
ilareneG
Glicole propilenico
isilanA id
Guaiazulene
idoteM
d2020 : circa 1,18. Cristalli blu scuri o liquido blu, molto poco solubili in
. 1098400. [107-22-2]. acqua, miscibili con oli grassi ed essenziali e con paraf-
fina liquida, moderatamente solubili in alcool, solubili
Gliossale soluzione
Contiene circa il 40 per cento m/m di gliossale. in acido solforico (500 g/l) e in acido fosforico all'80
irotinetnoC
/ ilairetaM
Determinazione quantitativa. In una beuta con tappo a per cento m/m, dando luogo ad una soluzione incolore.
smeriglio porre 1,000 g di gliossale soluzione, 20 ml di p.f.: circa 30 C.
una soluzione (70 g/l) di idrossilammina cloridrato R e
50 ml di acqua R. Lasciare a riposo per 30 min e Conservare al riparo dalla luce e dall'aria.
aggiungere 1 ml di rosso metile indicatore misto R e tito- Guanidina cloridrato . CH5N3HCl. (Mr 95,5). 1098500.
lare con sodio idrossido 1 M fino al viraggio della colo- [50-01-1].
ivittaeR
razione dal rosso al verde. Effettuare una titolazione in Polvere cristallina, molto solubile in acqua e in alcool.
bianco. . C5H5N5O. (Mr 151,1). 1041600. [73-40-5].
1 ml di sodio idrossido 1 M equivale a 29,02 mg di glios-
Guanina
2-Ammino-1,7-diidro-6H-purin-6-one.
sale (C2H2O2). Polvere bianca, amorfa, praticamente insolubile in
itnemogrA
ilareneG
Gliossalidrossianile . C14H12N2O2. (Mr 240,3). 1041000. acqua, poco solubile in alcool. E' solubile in ammo-
[1149-16-2]. Gliossale bis(2-idrossianile). niaca e nelle soluzioni diluite di idrossidi alcalini.
Cristalli bianchi, solubili in alcool caldo. Ialuronidasi diluente . Vedere diluente per ialuronidasi R.
p.f.: circa 200 C. . C21H21NO6. (Mr 383,4). Alcaloide princi-
eifargonoM
b-Idrastina
ilareneG
Glucosammina cloridrato
1040300. [66-84-2]. d-Glucosammina cloridrato. Prismi ortorombici, incolori; insolubile in acqua, poco
Cristalli, solubili in acqua, praticamente insolubili in solubile in alcool e in etere, molto solubile in clorofor-
etere. mio.
ehcituecamraF
20 : + 100, diminuisce fino a + 47,5 dopo 30 min, 20 : ^ 50 determinato su una soluzione (3 g/l) in eta-
D
D
emroF
Glucosio . 1025700. [50-99-7].Vedere la monografia Glu- p.f.: circa 132 C.
cosio anidro (0177). Idrazina . H4N2. (Mr 32,05). 1136300. [302-01-2]. Dia-
Gomma adragante . 1092300. [9000-65-1]. Vedere la zano.
monografia Gomma adragante (0532). Liquido leggermente oleoso, incolore con un forte
eiretaM
emirP
Gomma arabica . 1000100. Vedere la monografia odore di ammoniaca, miscibile con acqua. In commer-
Gomma arabica (0307). cio sono reperibili soluzioni diluite in acqua.
Gomma arabica soluzione . 1000101. Attenzione: tossica e corrosiva. ehcituecamraF
ehcificepS
acqua R. Agitare con un agitatore meccanico per p.e.: circa 113 C.
2 h. Centrifugare a circa 2000 g per 30 min fino ad p.f.: circa 1,5 C.
ottenere una soluzione limpida.
Conservare in recipienti di polietilene da circa 250 Idrazina solfato . H6N2O4S. (Mr 130,1). 1043400.
[10034-93-2]. Idrazinio solfato.
ehcitapoemO
ml tra 0 C e 20 C.
inoizaraperP
449
Reattivi
Idrocarburi a bassa tensione di vapore (tipo L) . 1049400. Idrossilammina soluzione alcalina R1 . 1044303.
Massa untuosa, solubile in benzene e in toluene. Soluzione A. Disciogliere 12,5 g di idrossilammina
. C6H6O2. (Mr 110,1). 1044100. [123-31-9]. cloridrato R in metanolo R e diluire a 100 ml con lo
Idrochinone
[67-47-0]. 5-Idrossimetilfurfurale.
Idrogeno perossido soluzione diluita .1043800. [7722-84-1]. Cristalli aghiformi, molto solubili in acqua, in acetone
Vedere la monografia Idrogeno perossido soluzione 3 per e in alcool, solubili in etere.
cento (0395). p.f.: circa 32 C.
Idrogeno solfuro . Vedere acido solfidrico R. Idrossipropil-b-ciclodestrina . [C6H10-xO5.(C3H7O)x]7
Vedere acido solfidrico solu- dove x corrisponde al grado di sostituzione molecolare
(Mr 1371-1432, in funzione del grado di sostituzione
Idrogeno solfuro soluzione.
zione R.
. Vedere acido solfidrico R1. molare). 1128600. [94035-02-6].
Idrogeno solfuro R1
Polvere da bianca a quasi bianca.
Idrossichinolina . C9H7NO. (Mr 145,2). 1044600. pH (2.2.3): 5,0-7,5 (soluzione 20 g/l).
[148-24-3]. 8-Chinolinolo. 8-Idrossichinolina. Idrossitoluene butilato . 1013800. [128-37-0].Vedere buti-
Polvere cristallina, bianca o leggermente giallastra, lidrossitoluene R.
poco solubile in acqua, molto solubile in acetone, in 5-Idrossiuracile . C4H4N2O3. (Mr 128,1). 1044700.
alcool e negli acidi minerali diluiti. [496-76-4]. Acido isobarbiturico. Pirimidin-2,4,5-triolo.
p.f.: circa 75 C. Polvere cristallina, bianca.
Ceneri solforiche (2.4.14). Non superiori allo 0,05 per p.f.: circa 310 C, con decomposizione.
cento. Cromatografia. Esaminato come prescritto nella mono-
. NH4ClO. (Mr 69,5). grafia Fluorouracile (0611), il cromatogramma pre-
Idrossilammina cloridrato
1044300. [5470-11-1]. Idrossilammonio cloruro. senta una macchia principale con un Rf di circa 0,3.
Conservare in un recipiente ermeticamente chiuso.
Polvere cristallina, bianca, solubilissima in acqua, solu- . C3H4N2. (Mr 68,1). 1045400. [288-32-4].
bile in alcool. Imidazolo
10,11-Diidrodibenz[b,f]azepina.
e 0,4 ml di blu bromofenolo soluzione R2. Aggiun- Polvere cristallina, gialla pallida, praticamente insolu-
gere potassio idrossido soluzione alcoolica 0,5 M. bile in acqua, molto solubile in acetone.
fino al viraggio ad una colorazione giallo-verda- p.f.: circa 106 C.
stra. Diluire a 50,0 ml con alcool R. . C8H7N. (Mr 117,1).
. 1044302.
Indolo
Idrossilammina soluzione alcalina
Scagliette lucide, di intenso odore fecale, gradevole in
Immediatamente prima dell'uso, mescolare volumi soluzione molto diluita; poco solubile in acqua calda,
uguali di una soluzione (139 g/l) di idrossilammina solubile in alcool, molto solubile in etere; volatile in
cloridrato R e di una soluzione (150 g/l) di sodio corrente di vapore.
idrossido R. p.f.: circa 52 C.
450
Reattivi
inoizircserP
. 1101500. [53-86-1]. Vedere la monografia . C2H5I. (Mr 155,9). 1099100. 75-03-6.
ilareneG
Indometacina Iodoetano
isilanA id
Iodio soluzione R1
idoteM
A 10,0 ml di iodio 0,05 M aggiungere 0,6 g di potas- n20D : circa 1,513.
sio ioduro R e diluire a 100,0 ml con acqua R. Pre- p.e.: circa 72 C.
parare immediatamente prima dell'uso. Conservare in un recipiente ermeticamente chiuso.
Iodio soluzione R2 . 1045802. Iodoplatinato reattivo . Vedere iodoplatinico reattivo R.
irotinetnoC
A 10,0 ml di iodio 0,05 M aggiungere 0,6 g di potas-
/ ilairetaM
. 1046300. Acido iodoplatinico
sio ioduro R e diluire a 1000,0 ml con acqua R. Pre-
Iodoplatinico reattivo
soluzione.
parare immediatamente prima dell'uso. A 3 ml di una soluzione (100 g/l) di acido cloroplatinico R
Iodio soluzione R3 . 1045803. aggiungere 97 ml di acqua R e 100 ml di una soluzione
Diluire 2,0 ml di iodio soluzione R1 a 100,0 ml con (60 g/l) di potassio ioduro R.
acqua R. Preparare immediatamente prima del- Conservare al riparo dalla luce.
ivittaeR
l'uso. . 1046400.
. 1045806.
Iodosolforoso reattivo
Iodio soluzione R4
L'apparecchio, che deve essere mantenuto chiuso e
Disciogliere 14 g di iodio R in 100 ml di una solu- asciutto durante la preparazione, e© costituito da un
zione (400 g/l) di potassio ioduro R, aggiungere recipiente a fondo tondo da 3000-4000 ml, provvisto di
itnemogrA
1 ml di acido cloridrico diluito R e diluire a 1000 ml
ilareneG
con acqua R. tubolature per un agitatore e un termometro, e di un
tubo per l'essiccamento. A 700 ml di piridina anidra R
Conservare al riparo dalla luce. e 700 ml di glicole etilenico monometiletere R aggiun-
Iodio soluzione alcoolica . 1045804. gere, agitando costantemente, 220 g di iodio R fine-
Soluzione 10 g/l in alcool R. mente polverizzato, precedentemente essiccato su ani-
eifargonoM
dride fosforica R. Continuare ad agitare fino a dissolu-
ilareneG
Conservare al riparo dalla luce.
. 1045805. zione completa dello iodio (30 min circa). Raffreddare
Iodio soluzione cloroformica
ehcituecamraF
. IBr. (Mr 206,8). 1045900. [7789-33-5]. Determinazione del titolo. Porre 20 ml circa di metanolo
emroF
Iodio bromuro
Cristalli nero-bluastri o nero-brunastri, molto solubili anidro R in una beuta da titolazione e titolare al punto
in acqua, in alcool, in etere e in acido acetico glaciale. di equivalenza con lo iodosolforoso reattivo (determi-
p.e.: circa 116 C. nazione dell'acqua, 2.5.12). Introdurre in modo appro-
p.f.: circa 40 C. priato una idonea quantita© di acqua R, accuratamente
pesata e ripetere la determinazione dell'acqua. Calco-
eiretaM
emirP
Conservare al riparo dalla luce, in un luogo fresco. lare l'equivalente dell'acqua in milligrammi per millili-
Iodio bromuro soluzione . 1045901. tro di iodosolforoso reattivo.
Disciogliere 20 g di iodio bromuro R in acido L'equivalente minimo dell'acqua e© 3,5 mg di acqua per
acetico glaciale R e diluire a 1000 ml con lo stesso millilitro di reattivo.
ehcituecamraF
inoizaraperP
solvente.
ehcificepS
Iodobismutico reattivo diluito .Vedere potassio iodo- Iosciamina solfato . 1044900. [620-61-1].Vedere la mono-
bismutato soluzione diluita R. grafia Iosciamina solfato (0501).
451
Reattivi
1,2,3,4,10,10-Esacloro-1,4,4a,5,8,8a-esaidro-endo,endo-
Cromatografia. Esaminare come prescritto nella mono- 1,4:5,8-dimetanonaftalene.
grafia Mercaptopurina (0096); il cromatogramma pre- Praticamente insolubile in acqua, solubile nei comuni
senta solo una macchia principale. solventi organici come l'acetone.
Isatina . C8H5NO2. (Mr 147,1). 1046800. [91-56-5]. Puo© essere utilizzata un'idonea e certificata soluzione di
2,3-Indolindione. riferimento.
Cristalli rosso-giallastri, piccoli, poco solubili in acqua, . C10H20O. (Mr 156,3). 1047000. [23283-97-8].
solubili in acqua calda, in alcool e in etere, solubili nelle
Isomentolo
(+)-Isomentolo: (1S,2R,5R)-2-Isopropil-5-metilcicloesa-
soluzioni di idrossidi alcalini dando una colorazione nolo. ( )-Isomentolo: Miscela di parti uguali di
violetta che diventa gialla lasciando a riposo.
6
(1S,2R,5R)- e (1R,2S,5S)-2-Isopropil-5-metilcicloesa-
p.f.: circa 200 C, con parziale sublimazione. nolo.
Ceneri solforiche (2.4.14). Non superiori allo 0,2 per Cristalli incolori, praticamente insolubili in acqua,
cento. solubilissimi in alcool e in etere.
. 1046801.
Isatina reattivo
20 : (+)-Isomentolo: circa + 24, determinato su una
D
Disciogliere 6 mg di ferro(-ico) solfato R in 8 ml di soluzione 100 g/l in alcool R.
acqua R e aggiungere cautamente 50 ml di acido p.e.: (+)-Isomentolo: circa 218 C. ( )-Isomentolo: circa
6
17-one.
Polvere bianca, praticamente insolubile in acqua, solu- Liquido incolore, molto poco solubile in acqua, solu-
bile in solventi organici. bile in alcool e in etere.
20 : + 88, determinato su una soluzione (20 g/l) in
D d2020 : circa 0,904.
metanolo R. n20D : circa 1,453.
p.f.: da 172 C a 174 C. 20 : circa + 93,2.
D
452
Reattivi
inoizircserP
L'isomentone utilizzato in gas cromatografia soddisfa . C6H10ClN3O2.H2O. (Mr 209,6).
ilareneG
Istidina monocloridrato
isilanA id
come soluzione in esame.
idoteM
L'area del picco principale non e© inferiore all'80,0 per Cromatografia. Esaminare come prescritto nella mono-
cento dell'area totale dei picchi. grafia Istamina dicloridrato (0143); il cromatogramma
presenta solo una macchia principale.
Isopropanolo . Vedere 2-propanolo R. . 1047600.
. C3H9N. (Mr 59,1). 1119800. [75-31-0].
Kieselguhr G
irotinetnoC
/ ilairetaM
Isopropilammina
ivittaeR
. 1047200. [110-27-0]. Vedere la m
40 m.
Isopropile miristato
[99-89-8].
Contiene non meno del 98 per cento di C9H12O. pH (2.2.3). Agitare 1 g con 10 ml di acqua esente da ani-
itnemogrA
ilareneG
p.e.: circa 212 C. dride carbonica R per 5 min. Il pH della sospensione e©
p.f.: da 59 C a 61 C. compreso tra 7 e 8.
. C10H18O. (Mr 154,2). 1139600. [89-79-2]. Separazione cromatografica. Esaminare mediante cro-
Isopulegolo
eifargonoM
usando un impasto di kieselguhr G con una soluzione
ilareneG
cloesanolo. (2,7 g/l) di sodio acetato R. Deporre 5 l di una solu-
m
d420 : circa 0,911. zione contenente 0,1 g/l rispettivamente di lattosio, sac-
n20D : circa 1,472. carosio, glucosio e fruttosio in piridina R. Eluire per un
p.e.: circa 91 C. percorso di 14 cm usando una miscela di 12 volumi di
ehcituecamraF
L'isopulegolo utilizzato in gas cromatografia soddisfa acqua R, 23 volumi di 2-propanolo R e 65 volumi di etile
acetato R. Il tempo di migrazione del solvente e© di
emroF
all'ulteriore saggio seguente: 40 min circa. Essiccare, spruzzare sulla lastra 10 ml
Determinazione quantitativa. Esaminare mediante gas circa di aldeide anisica soluzione R e scaldare per 5-10
cromatografia (2.2.28) come prescritto nella monogra- min a 100-105 C. Il cromatogramma presenta quattro
fia Menta essenza, parzialmente dementolizzata (1838). macchie ben definite senza code e ben separate l'una
eiretaM
Il contenuto non e© inferiore al 99 per cento, calcolato dall'altra.
emirP
mediante la procedura di normalizzazione. Kieselguhr per cromatografia . 1047500.
Isoquercitroside . C21H20O12. (Mr 464,4). 1136500. Polvere fine, bianca o bianco-giallastra, praticamente
[21637-25-2]. Isoquercitrina. 2-(3,4-Diidrofenil)-3- insolubile in acqua, negli acidi diluiti e nei solventi
ehcituecamraF
( -d-glucofuranosilossi)-5,7-didrossi-4H-1-benzopiran-
inoizaraperP
organici.
ehcificepS
Istamina fosfato
fosfato acido. Vedere la monografia Istamina fosfato una quantita© di sostanza in esame sufficiente a raggiun-
(0144). gere la prima marcatura e riempire fino alla seconda
Istamina soluzione . 1042901. marcatura con acqua R. Quando le prime gocce ini-
Soluzione (9 g/l) di sodio cloruro R contenente ziano a fluire dalla colonna, riempire nuovamente fino
0,1 g per millilitro di istamina base (sotto forma alla seconda marcatura con acqua R e misurare il
l
453
Reattivi
Aspetto dell'eluato. L'eluato ottenuto nel saggio per la Separazione cromatografica. Deporre sulla lastra un
velocita© di filtrazione e© incolore (Metodo I, 2.2.2). appropriato volume (10 ml per una lastra normale per
Acidita© o alcalinita© . A1,00 g aggiungere10 ml di acqua R, cromatografia su strato sottile e da 1 ml a 2 ml per una
agitare vigorosamente e lasciare a riposo per 5 min. lastra con dimensione fine delle particelle) di soluzione
Filtrare la sospensione su un filtro precedentemente per il saggio di risoluzione della cromatografia su strato
lavato con acqua R calda fino a che i lavaggi siano neutri. sottile R. Eluire per un percorso pari a due terzi dell'al-
A 2,0 ml del filtrato aggiungere 0,05 ml di rosso metile tezza della lastra, usando una miscela di 20 volumi di
soluzione R; la soluzione e© gialla. A 2,0 ml del filtrato metanolo R e 80 volumi di toluene R. La lastra e© soddi-
aggiungere 0,05 ml di fenolftaleina soluzione R1; la solu- sfacente se il cromatogramma presenta quattro mac-
zione e© al massimo leggermente rosata. chie nettamente separate, la macchia del verde bromo-
Sostanze solubili in acqua. Porre 10,0 g in una colonna cresolo con un Rf minore di 0,15, la macchia del metil-
cromatografica lunga 0,25 m e con diametro interno di arancio con un Rf che rientra nell'intervallo tra 0,1 e
10 mm e eluire con acqua R. Raccogliere i primi 20 ml 0,25, la macchia del rosso metile con un Rf che rientra
dell'eluato, evaporare a secco e essiccare il residuo a nell'intervallo tra 0,35 e 0,55 e la macchia del rosso
100-105 C. Il residuo pesa non piu© di 10 mg. Sudan G con un Rf che rientra nell'intervallo tra 0,75 e
Ferro (2.4.9). A 0,50 g aggiungere 10 ml di una miscela 0,98.
di volumi uguali di acido cloridrico R1 e acqua R, agi-
tare vigorosamente, lasciare a riposo per 5 min e fil-
Lastra di gel di silice F 254 per cromatografia su strato
Calcio. Non piu© di 5 ppm. Per lastra con dimensione fine delle particelle l'acido
. benzoico appare come macchie scure su uno sfondo
fluorescente approssimativamente nel centro del cro-
Lastra di gel di silice per cromatografia su strato sottile
1116700.
Supporto di vetro, di metallo o di plastica, ricoperto matogramma per quantita© uguali o superiori a 0,2 g. l
. 1117200.
per lastre con dimensione fine delle particelle (Croma- su strato sottile
tografia su strato sottile ad alta risoluzione, HPTLC) e Soddisfa ai requisiti prescritti per lastra di gel di silice
da 5 mm a 40 mm per lastre normali per cromatografia silanizzato per cromatografia su strato sottile R con la
su strato sottile). Se necessario, la dimensione delle par- seguente modifica:
ticelle e© indicata dopo il nome del reattivo nel saggio
dove e© usata. Contiene un indicatore di fluorescenza avente un'assor-
La lastra puo© contenere un legante organico. banza massima a 254 nm.
454
Reattivi
inoizircserP
della soluzione di diclorometano in ciascuno di tre punti
ilareneG
Lastra di gel di silice G per cromatografia su strato
. 1116900.
sottile separati. Eluire per un percorso pari a due terzi dell'al-
Soddisfa ai requisiti prescritti per la lastra di gel di silice tezza della lastra con una miscela di 10 volumi di acido
per cromatografia su strato sottile R con le seguenti acetico glaciale R, 25 volumi di acqua R e 65 volumi di
modifiche: diossano R. Essiccare la lastra a 120 C per 30 min.
Lasciar raffreddare, spruzzare con una soluzione
isilanA id
Contiene calcio solfato emiidrato come legante.
idoteM
(35 g/l) di acido fosfomolibdico R in 2-propanolo R e scal-
Lastra di gel di silice GF 254 per cromatografia su strato
irotinetnoC
/ ilairetaM
modifiche:
Contiene calcio solfato emiidrato come legante e un Lastra di gel di silice F 254 silanizzato per cromatografia
. 1117200.
indicatore fluorescente avente un'assorbanza massima su strato sottile
ivittaeR
scritto per la lastra di gel di silice F254 per cromatografia
su strato sottile R. Contiene un indicatore di fluorescenza avente un'assor-
Lastra di gel di silice ottadecilsililato per separazioni
banza massima a 254 nm.
chirali per cromatografia su strato sottile . 1137700. Lattico reattivo. 1047801.
itnemogrA
Supporto di vetro, metallo o plastica, ricoperto con uno Soluzione A. A 60 ml di acido lattico R aggiungere 45 ml
ilareneG
strato di2+gel di silice ottadecilsililato impregnato con di acido lattico R previamente filtrato saturato senza
ioni Cu ed idrossiprolina enantiomericamente pura. riscaldamento con rosso Sudan G R; e© sempre necessa-
La lastra puo© contenere un legame organico. rio un eccesso di colorante poichë l'acido lattico satura
lentamente senza riscaldamento.
eifargonoM
Lastra di gel di silice silanizzato per cromatografia su
. 1117100.
ilareneG
strato sottile
Soluzione B. Preparare 10 ml di una soluzione satura di
Supporto di vetro, metallo o plastica, ricoperto con uno anilina R. Filtrare.
strato di gel di silice silanizzato di spessore e dimen- Soluzione C. Disciogliere 75 mg di potassio ioduro R in
sione delle particelle adatti (generalmente da 2 mm a
10 mm per lastre con dimensione fine delle particelle acqua R e diluire a 70 ml con lo stesso solvente. Aggiun-
ehcituecamraF
(Cromatografia su strato sottile ad alta risoluzione, gere 10 ml di alcool R e 0,1 g di iodio R. Agitare.
emroF
HPTLC) e da 5 mm a 40 mm per lastre normali per cro- Mescolare le soluzioni A e B. Aggiungere la solu-
matografia su strato sottile). Se necessario, la dimen- zione C.
sione delle particelle e© indicata dopo il nome del reat- . 1047900. [5989-81-1]. Vedere la monografia
tivo nel saggio dove e© usata.
Lattosio
Lattosio (0187).
La lastra puo© contenere un legante organico.
eiretaM
. C12H20O2. (Mr 196,3). 1114200.
emirP
Separazione cromatografica. Introdurre 0,1 g ciascuno di [50373-59-6]. 2-Isopropenil-5-metil-4-esen-1-ile
Lavandulile acetato
acetato.
metile laurato R, metile miristato R, metile palmitato R Liquido incolore con un odore caratteristico.
e metile stearato R in un pallone di 250 ml. Aggiungere 20
40 ml di potassioidrossidosoluzionealcoolicaR e scaldare d20 : circa 0,911.
ehcituecamraF
inoizaraperP
care gli estratti riuniti di diclorometano su sodio solfato Determinazione quantitativa. Esaminare mediante gas
anidro R, filtrare ed evaporare a secco su un b.m. Discio- cromatografia (2.2.28) come prescritto nella monogra-
gliere il residuo in 50 ml di diclorometano R. Esaminare fia Lavanda essenza (1338).
mediante cromatografia su strato sottile (2.2.27), usando Soluzione in esame. La sostanza in esame.
lastra di gel di silicesilanizzato percromatografia su strato
sottile R. Deporre un'appropriata quantita© (circa 10 ml L'area del picco principale non e© inferiore al 93,0 per
ecidnI
per lastre normali per cromatografia su strato sottile e cento dell'area di tutti i picchi nel cromatogramma otte-
1 ml a 2 ml per lastre con dimensione fine delle particelle) nuto.
455
Reattivi
Lavandulolo . C10H18O. (Mr 154,2). 1114100. [498-16-8]. Limone essenza . 1101700.Vedere la monografia Limone
(R)-5-metil-2-(1-metiletenil)-4-esen-1-olo. essenza (0620).
Liquido oleoso con un odore caratteristico. Limonene . C10H16. (Mr 136,2). 1048600. [5989-27-5].
d2020 : circa 0,875. d -Limonene. (+)-p-Menta-1,8-diene. (R)-4-Isopropenil-
(RS)-3,7-Dimetilotta-1,6-dien-3-olo.
e© piu© opalescente di una miscela, ottenuta con l'altra Miscela di due stereoisomeri (licareolo e coriandrolo).
meta© della soluzione e 1,0 ml di argento nitrato 0,1 M.
. 1048500. [61-90-5]. Vedere la monografia Leu- Liquido, praticamente insolubile in acqua, solubile in
Leucina
(^)-(2S)-6-Metil-2-[(1S)-4-metilcicloesen-3-enil]-5-epten-
2-olo. (^)- -Bisabololo.
a p.e.: circa 200 C.
Liquido viscoso incolore con un leggero odore caratte- Il linalolo utilizzato in gas cromatografia soddisfa all'ul-
ristico; praticamente insolubile in acqua, molto solubile teriore saggio seguente:
in alcool, in metanolo, in toluene, in oli grassi e in oli Determinazione quantitativa. Esaminare mediante gas
essenziali. cromatografia (2.2.28) nelle condizioni descritte nella
d2020 : da 0,925 a 0,935. monografia Anice essenza (0804) usando la sostanza
n20D : da 1,493 a 1,500. in esame come soluzione in esame.
20 : da 54,5 a ^ 58,0, determinato su una soluzione L'area del picco principale non e© inferiore al 98,0 per
D ÿ
456
Reattivi
inoizircserP
. C6H6Cl6. (Mr 290,8). 1128900. [58-89-9]. . 1099200. [25322-68-3]. Polietilenglicole
ilareneG
Lindano Macrogol 200
isilanA id
(10 ng/ l in cicloesano).
idoteM
m
d2020 : circa 1,127.
Litio . Li. (Ar 6,94). 1048800. [7439-93-2]. n20D : circa 1,450.
Metallo morbido la cui superficie tagliata di recente e© . 1099201.
grigio-argentea. Annerisce rapidamente a contatto con Macrogol 200 R1
l'aria. Reagisce violentemente con acqua, liberando Introdurre 500 ml di macrogol 200 R in un pallone
irotinetnoC
/ ilairetaM
idrogeno e dando luogo a una soluzione di litio idros- a fondo tondo da 1000 ml. Usando un evaporatore
sido; solubile in metanolo, libera idrogeno e da luogo a rotante rimuovere gli eventuali componenti volatili
una soluzione di litio metossido; praticamente insolu- mantenendo per 6 h una temperatura di 60 C, e
bile in etere e in etere di petrolio. sotto vuoto ad una pressione di 1,5-2,5 kPa.
Conservare in etere di petrolio o in paraffina liquida. . 1067100. [25322-68-3]. Polietilenglicole
ivittaeR
. Li2CO3. (Mr 73,9). 1048900. [554-13-2].
Macrogol 300
Litio carbonato 300. Vedere la monografia Macrogoli (1444).
Dilitio carbonato. . 1067200. [25322-68-3]. Polietilenglicole
Polvere impalpabile, bianca, moderatamente solubile in
Macrogol 400
acqua, molto poco solubile in alcool. Una soluzione 400. Vedere la monografia Macrogoli (1444).
satura a 20 C contiene circa 13 g/l di Li2CO3. . 1067300. [25322-68-3]. Polietilenglicole
itnemogrA
Macrogol 1000
ilareneG
. LiCl. (Mr 42,39). 1049000. [7447-41-8].
. 1067400. [25322-68-3]. Polietilenglicole
Litio cloruro
eifargonoM
ilareneG
Conservare in un recipiente ermeticamente chiuso. Macrogol 20000 2-nitrotereftalato . 1067601. Polie-
Litio idrossido . LiOH.H2O. (Mr 41,96). 1049100. tilenglicole 20000 2-nitrotereftalato.
[1310-66-3]. Litio idrossido monoidrato. Macrogol 20000 R modificato mediante tratta-
Polvere granulare, bianca, fortemente alcalina, assorbe mento con acido 2-nitrotereftalato.
ehcituecamraF
rapidamente acqua e anidride carbonica, solubile in Solido ceroso, bianco o quasi bianco, duro, solubile
emroF
acqua, moderatamente solubile in alcool. in acetone.
Conservare in un recipiente ermeticamente chiuso.
. LiBO2. (Mr 49,75). 1120000. Macrogol 23 laurile etere . 1129000.
Soddisfa alla monografia Macrogol laurile etere (1124),
Litio metaborato anidro
[13453-69-5].
. Li2SO4.H2O. (Mr 128,0). 1049200. poichë il valore nominale della quantita© di ossido di eti-
eiretaM
emirP
Litio solfato
[10102-25-7]. Dilitio solfato monoidrato. lene che ha reagito con l'alcool laurilico e© 23.
Cristalli incolori, molto solubili in acqua, praticamente Magnesio . Mg. (Ar 24,30). 1049500. [7439-95-4].
insolubili in alcool. Nastro bianco-argento, volute o fili, o polvere grigia.
. C17H26O10. (Mr 390,4). 1136700. [18524-94-2].
ehcituecamraF
ehcificepS
Loganina
Luteololo-7-glucoside
457
Reattivi
Magnesio nitrato soluzione . 1049801. Manganese solfato . MnSO4.H2O. (Mr 169,0). 1050900.
Disciogliere 17,3 g di magnesio nitrato R in 5 ml di [10034-96-5]. Manganese solfato monoidrato.
acqua R riscaldando gradualmente e aggiungere Polvere cristallina o cristalli rosa pallido, molto solubili
80 ml di alcool R. Raffreddare e diluire a 100,0 ml in acqua, praticamente insolubili in alcool.
con lo stesso solvente. Perdita alla calcinazione. Dal 10,0 per cento al 12,0 per
. 1049900. [1309-48-4].Vedere la mono- cento, determinata su 1,000 g a 500 C.
. 1051000. [69-65-8]. Vedere la monografia
Magnesio ossido
d -(+)-Mannosio.
ossido R con le modifiche seguenti:
Arsenico (2.4.2). Disciogliere 0,5 g in una miscela di Polvere cristallina bianca o cristalli bianchi, piccoli,
5 ml di acqua R e 5 ml di acido cloridrico R1. La solubilissimi in acqua, poco solubili in etanolo.
20 : da + 13,7 a + 14,7, determinato su una soluzione
soluzione soddisfa al saggio limite A per l'arsenico
D
(2 ppm). 200 g/l in acqua R contenente circa lo 0,05 per
Metallipesanti(2.4.8).Disciogliere1,0ginunamiscela cento di NH3.
di3mldiacquaRe7mldiacidocloridricoR1.Aggiun- p.f.: circa 132 C, con decomposizione.
gere 0,05 ml di fenolftaleina soluzione R e ammoniaca Meclozina cloridrato . 1051200. [1104-22-9]. Vedere la
concentrata R fino al viraggio colorazione rosa. Neu- monografia Meclozina cloridrato (0622).
tralizzare l'eccesso di ammoniaca per aggiunta di . C3H6N6. (Mr 126,1). 1051300. [108-78-1].
acido acetico glaciale R. Aggiungere un eccesso di
Melammina
1,3,5-Triazin-2,4,6-triammina.
0,5ml dello stesso acidoe diluirea 20 ml con acquaR. Polvere amorfa, bianca, molto poco solubile in acqua e
Filtrare, se necessario. 12 ml della soluzione soddi- in alcool.
sfano al saggio limite A per i metalli pesanti
(10 ppm). Preparare la soluzione di riferimento Menadione . 1051400. [58-27-5]. Vedere la monografia
usando una miscela di 5 ml della soluzionestandarddi Menadione (0507).
piombo(Pb1ppm)Re5ml di acquaR. Mentile acetato . C12H22O2. (Mr 198,3). 1051800.
Ferro (2.4.9). Disciogliere 0,2 g in 6 ml di acido clo- [16409-45-3]. 2-Isopropil-5-metilcicloesile acetato.
ridrico diluito R e diluire a 10 ml con acqua R. Liquido incolore, poco solubile in acqua, miscibile con
La soluzione soddisfa al saggio limite per il ferro alcool e con etere.
(50 ppm). d2020 : circa 0,92.
Magnesio ossido pesante . 1050000. [1309-48-4]. Vedere n20D : circa 1,447.
la monografia Magnesio ossido pesante (0041). p.e.: circa 225 C.
Magnesio silicato per l'analisi di residui di pesticidi . Il mentile acetato utilizzato in gas cromatografia soddisfa
1129100. [1343-88-0]. all'ulteriore saggio seguente:
Magnesio silicato per cromatografia (60-100 mesh). Determinazione quantitativa. Esaminare mediante gas
. 1050200. [10034-99-8]. Vedere la cromatografia (2.2.28) come prescritto nella monogra-
fia Menta essenza (0405) usando la sostanza in esame
Magnesio solfato
3,9-Epossi-p-menta-3,8-diene. 3,6-Dimetil-4,5,6,7-tetra-
Maltitolo . 1136800. [585-88-6]. Vedere la monografia idrobenzofurano.
Maltitolo (1235). Liquido leggermente bluastro, molto poco solubile in
Manganese argento cartina . 1078200. acqua, solubile in alcool.
Immergere strisce di carta da filtro lenta in una d1520 : circa 0,965.
soluzione contenente 8,5 g/l di manganese solfato R e n20D : circa 1,480.
8,5 g/l di argento nitrato R. Mantenerle per alcuni 20 : circa + 93.
minuti e lasciar seccare su anidride fosforica R al riparo
D
da vapori acidi e alcalini. p.e.: circa 196 C.
458
Reattivi
inoizircserP
Il mentofurano utilizzato in gas cromatografia soddisfa . 1052801.
ilareneG
Mercurio soluzione nitrica
isilanA id
come soluzione in esame.
idoteM
2 mesi.
L'area del picco principale non e© inferiore al 97,0 per
cento dell'area totale dei picchi. Mercurio(-ico) acetato . C4H6HgO4. (Mr 318,7).
. 1051600. [2216-51-5]. Vedere le monografie 1052000. [1600-27-7]. Mercurio diacetato.
Cristalli bianchi, molto solubili in acqua, solubili in
Mentolo
irotinetnoC
/ ilairetaM
Il mentolo utilizzato in gas cromatografia soddisfa all'ul- alcool.
teriore saggio seguente: Mercurio(-ico) acetato soluzione . 1052001.
Determinazione quantitativa. Esaminare mediante gas Disciogliere 3,19 g di mercurio(-ico) acetato R in
cromatografia (2.2.28) come prescritto nel saggio acido acetico anidro R e diluire a 100 ml con lo
``Sostanze correlate'' della monografia Mentolo race- stesso acido. Se necessario, neutralizzare la solu-
ivittaeR
mico (0623). zione con acido perclorico 0,1 M usando 0,05 ml di
L'area del picco principale non e© inferiore al 98,0 per cristal violetto soluzione R come indicatore.
cento dell'area totale dei picchi, trascurando ogni picco Mercurio(-ico) bromuro . HgBr2. (Mr 360,4). 1052100.
dovuto al solvente. [7789-47-1]. Mercurio dibromuro.
itnemogrA
ilareneG
Mentone . C10H18O. (Mr 154,2). 1051700. [14073-97-3]. Cristalli bianchi o debolmente gialli o polvere cristal-
(^)-trans-p-Mentan-3-one. (2S,5R)-2-Isopropil-5-metil- lina, poco solubili in acqua, solubili in alcool.
cicloesanone. Mercurio(-ico) bromuro cartina . 1052101.
Contiene quantita© variabili di isomentone. In una bacinella rettangolare porre una soluzione
eifargonoM
Liquido incolore, molto poco solubile in acqua, solubi- (50 g/l) di mercurio(-ico) bromuro R in etanolo R e
ilareneG
lissimo in alcool e in etere. immergervi pezzi di carta da filtro bianca del
d2020 : circa 0,897. peso di 80 g per metro quadrato (velocita© di filtra-
n20D : circa 1,450. zione = tempo di filtrazione espresso in secondi
per 100 ml di acqua a 20 C su una superficie fil-
ehcituecamraF
Il mentone utilizzato in gas cromatografia soddisfa all'ul- trante di 10 cm e pressione costante di 6,7 kPa: da
2
teriore saggio seguente:
emroF
40 s a 60 s), ciascuno di 1,5 cm per 20 cm e piegato
Determinazione quantitativa. Esaminare mediante gas in due. Lasciare sgocciolare il liquido in eccesso e
cromatografia (2.2.28) come prescritto nella monogra- lasciar asciugare la carta, proteggendo dalla luce,
fia Menta essenza (0405) usando la sostanza in esame sospesa su un filo non-metallico. Eliminare dalle
come soluzione in esame. estremita© di ciascuna striscia 1 cm e tagliare il
eiretaM
rimanente in quadrati di 1,5 cm di lato o dischi di
emirP
L'area del picco principale non e© inferiore al 90,0 per
cento dell'area totale dei picchi. 1,5 cm di diametro.
. 1051900. [6112-76-1]. Vedere la mono- Conservare in un recipiente con tappo a smeriglio
avvolto in una carta nera.
Mercaptopurina
ehcificepS
459
Reattivi
460
Reattivi
inoizircserP
. C12H15N. omettendo la soluzione di aldeide propionica. Aggiun-
ilareneG
1-Metil-4-fenil-1,2,3,6-tetraidropiridina
(Mr 173,3) 1137100. [28289-54-5]. MPTP. gere 25,0 ml di una soluzione (2 g/l) di ferro(-ico) clo-
Polvere cristallina bianca o quasi bianca, poco solubile ruro R alla soluzione in esame e al bianco, diluire a
in acqua. 100,0 ml con acetone R e mescolare. L'assorbanza
p.f.: circa 41 C. (2.2.25) della soluzione in esame, misurata a 660 nm
usando il bianco preparato in precedenza, non e© infe-
isilanA id
. C4H5N3O2. (Mr 127,1).
idoteM
2-Metil-5-nitroimidazolo
irotinetnoC
. C14H20N2O6S. (Mr 344,4).
/ ilairetaM
4-Metilamminofenolo solfato
Isopentano.
p.f.: circa 260 C. Contiene non meno del 99,5 per cento di C5H12.
. C14H14N3NaO3S. (Mr 327,3). 1054800.
ivittaeR
Metilarancio
[547-58-0]. Schultz No. 176. Colour Index No. 13025. Liquido incolore molto infiammabile.
Sodio 4'-dimetilamminoazobenzen-4-solfonato. Elian- d2020 : circa 0,621.
tina. n20D : circa 1,354.
Polvere cristallina, giallo-arancione, poco solubile in p.e.: circa 29 C.
itnemogrA
acqua, praticamente insolubile in alcool.
ilareneG
Metilarancio indicatore misto . 1054801. Acqua (2.5.12). Non piu© dello 0,02 per cento.
Disciogliere 20 mg di metilarancio R e 0,1 g di verde Residuo all'evaporazione. Non superiore allo 0,0003 per
bromocresolo R in 1 ml di sodio idrossido 0,2 M e cento.
diluire a 100 ml con acqua R. Trasmittanza minima (2.2.25): determinata usando
eifargonoM
ilareneG
Viraggio. Da pH 3,0 (arancione) a pH 4,4 (verde- acqua R come bianco:
oliva). 50 per cento a 210 nm,
Metilarancio soluzione . 1054802. 85 per cento a 220 nm,
Disciogliere 0,1 g di metilarancio R in 80 ml di
ehcituecamraF
acqua R e diluire a 100 ml con alcool R. 98 per cento a 240 nm e a lunghezze d'onda piu© elevate.
emroF
Saggio di sensibilita© . Una miscela di 0,1 ml di metil- 2-Metil-2-butanolo .Vedere alcool tert-pentilico R.
arancio soluzione e 100 ml di acqua esente da ani- Metilcellulosa 450 . 1055500. [9004-67-5]. Vedere la
dride carbonica R e© gialla. Non sono necessari piu© monografia Metilcellulosa (0345).
di 0,1 ml di acido cloridrico 1 M per far virare la La viscosita© nominale e© 450 mPas.
colorazione al rosso.
eiretaM
O . C9H14ClNO2. (Mr 203,7).
emirP
Viraggio. Da pH 3,0 (rosso) a pH 4,4 (giallo). 3- -Metildopamina cloridrato
metilbenzotiazolone idrazone cloridrato. Mescolare. una soluzione (0,075 g/l) in metanolo R. Il cromato-
Lasciare a riposo per 30 min. Preparare un bianco gramma ottenuto presenta solo una macchia principale.
461
Reattivi
Metile acetato . C3H6O2. (Mr 74,1). 1053700. [79-20-9]. Metile decanoato . C11H22O2. (Mr 186,3). 1054000.
Liquido incolore, limpido, solubile in acqua, miscibile [110-42-9]. Metile n-decanoato.
con alcool. Contiene non meno del 99,0 per cento di C11H22O2.
d2020 : circa 0,933. Liquido incolore o giallo, limpido, solubile in etere di
n20D : circa 1,361. petrolio.
p.e.: da 56 C a 58 C. d2020 : da 0,871 a 0,876.
Metile antranilato . C8H9NO2. (Mr 151,2). 1107300. n20D : da 1,425 a 1,426.
[134-20-3]. Metil 2-amminobenzoato. Sostanze estranee. Esaminare mediante gas cromato-
Cristalli incolori o liquido incolore o giallastro, solubili grafia (2.2.28), iniettando uguali volumi di ciascuna
in acqua, molto solubili in alcool e in etere. delle seguenti soluzioni: (I) soluzione (0,02 g/l) della
p.f.: da 24 C a 25 C. sostanza in esame in carbonio solfuro R, (II) soluzione
p.e.: da 134 C a 136 C. (2 g/l) della sostanza in esame in carbonio solfuro R e
(III) carbonio solfuro R. Effettuare il procedimento cro-
Il metile antranilato utilizzato in gas cromatografia sod- matografico nelle condizioni del saggio per il butil-
disfa all'ulteriore saggio seguente: idrossitoluene prescritto nella monografia Lanolina
Determinazione quantitativa. Esaminare mediante gas (0134). Nel cromatogramma ottenuto con la soluzione
cromatografia (2.2.28) come prescritto nella monogra- (II) l'area totale dei picchi, ad eccezione del picco del
fia Arancio amaro fiore essenza (1175), usando la solvente e del picco principale, e© inferiore all'area del
sostanza in esame come soluzione in esame. L'area del picco principale del cromatogramma ottenuto con la
picco principale non e© inferiore al 95,0 per cento dell'a- soluzione (I).
rea totale dei picchi. Metile eicosenoato . C21H40O2. (Mr 324,5). 1120500.
Metile arachidato . C21H42O2. (Mr 326,6). 1053900. [2390-09-2]. Metile (11Z)-eicos-11-enoato.
[1120-28-1]. Metile eicosanoato. Metile laurato . C13H26O2. (Mr 214,4).1054400. [111-82-0].
Contiene non meno del 98,0 per cento di C21H42O2, Metiledodecanoato.
determinato mediante gas cromatografia (2.4.22). Contiene non meno del 98,0 per cento di C13H26O2,
Massa cristallina, bianca o gialla, solubile in alcool e in determinato mediante gas cromatografia (2.4.22).
etere di petrolio. Liquido incolore o giallo, solubile in alcool e in etere di
p.f.: circa 46 C. petrolio.
Metile beenato .C23H46O2.(Mr 354,6).1107500.[929-77-1]. d2020 : circa 0,87.
Metiledocosanoato. n20D : circa 1,431.
p.f.: da 54 C a 55 C. p.f.: circa 5 C.
Metile caprato . 1054000. Vedere metile decanoato R. Metile lignocerato . C25H50O2. (Mr 382,7). 1120600.
Metile caprilato .C9H18O2.(Mr 158,2).1120400.[111-11-5]. [2442-49-1]. Metile tetracosanoato.
Metileottanoato. Lamine.
d2020 : circa 0,876. p.f.: circa 58 C.
n20D : circa 1,417. Metile linoleato . C19H34O2. (Mr 294,5). 1120700.
p.e.: da 193 C a 194 C. [112-63-0]. Metile (9Z,12Z)-ottadeca-9,12-dienoato.
Metile caproato .C7H14O2.(Mr 130,2).1120300.[106-70-7]. d2020 : circa 0,888.
Metileesanoato. n20D : circa 1,466.
d2020 : circa 0,885. p.e.: da 207 C a 208 C.
n20D : circa 1,405. Metile linolenato . C19H32O2. (Mr 292,5). 1120800.
p.e.: da 150 C a 151 C. [301-00-8]. Metile (9Z,12Z,15Z)-ottadeca-9,12,15-trie-
Metile cinnamato . C10H10O2. (Mr 162,2). 1099400. noato.
[103-26-4]. d2020 : circa 0,901.
Cristalli incolori praticamente insolubili in acqua, solu- n20D : circa 1,471.
bili in alcool e in etere. p.e.: circa 207 C.
n20D : circa 1,56. Metile margarato . C18H36O2. (Mr 284,5). 1120900.
p.e.: circa 260 C. [1731-92-6]. Metile eptadecanoato.
p.f.: da 34 C a 36 C. p.f.: da 32 C a 34 C.
462
Reattivi
inoizircserP
. C5H8O2. (Mr 100,1). 1054500. . C14H28O2. (Mr 228,4). 1121100.
ilareneG
Metile metacrilato Metile tridecanoato
isilanA id
idoteM
p.f.: circa ^48 C. n20D : circa 1,441.
Contiene un idoneo stabilizzante. p.f.: circa 6 C.
. C15H30O2. (Mr 242,4). 1054600. Metilenbisacrilammide . C7H10N2O2. (Mr 154,2).
1056000. [110-26-9]. N,N'-Metilenbispropenammide.
Metile miristato
irotinetnoC
Polvere bianca o quasi bianca, fine, poco solubile in
/ ilairetaM
Contiene non meno del 98,0 per cento di C15H30O2,
determinato mediante gas cromatografia (2.4.22). acqua, solubile in alcool.
Liquido incolore o leggermente giallo, solubile in alcool p.f.: fonde con decomposizione ad una temperatura
e in etere di petrolio. superiore a 300 C.
d2020 : circa 0,87. Metilene cloruro . Vedere diclorometano R.
O . C19H24O2. (Mr 284,4). 1137000.
ivittaeR
n20D : circa 1,437. 3- -Metilestrone
Contiene non meno del 98,0 per cento di C19H36O2, p.f.: circa 173 C.
itnemogrA
ilareneG
determinato mediante gas cromatografia (2.4.22). Metiletilchetone . C4H8O. (Mr 72,1). 1054100. [78-93-3].
Liquido incolore o leggermente giallo, solubile in alcool Etilmetilchetone. 2-Butanone.
e in etere di petrolio. Liquido infiammabile, incolore, limpido, solubilissimo
d2020 : circa 0,88. in acqua, miscibile con alcool e con etere.
eifargonoM
d2020 : circa 0,81.
ilareneG
n20D : circa 1,452.
Metile palmitato . C17H34O2. (Mr 270,5). 1054900. p.e.: da 79 C a 80 C.
[112-39-0]. Metile esadecanoato. Metilfenilossazolilbenzene . C26H20N2O2. (Mr 392,5).
Contiene non meno del 98,0 per cento di C17H34O2, 1056200. [3073-87-8]. 1,4-Bis[2-(4-metil-5-fenil)ossazo-
ehcituecamraF
determinato mediante gas cromatografia (2.4.22). lil]benzene.
Massa cristallina, bianca o gialla, solubile in alcool e in Polvere giallo-verdastra con una fluorescenza blu, fine,
emroF
etere di petrolio. o piccoli cristalli, solubili in alcool, moderatamente
p.f.: circa 30 C. solubili in xilene.
Metile palmitoleato . C17H32O2. (Mr 268,4). 1121000. p.f.: circa 233 C.
[1120-25-8]. Metile (9Z)-esadec-9-enoato. Il metilfenilossazolilbenzene utilizzato per scintillazione
eiretaM
d2020 : circa 0,876.
emirP
liquida e© di idonea qualita© analitica.
n20D : circa 1,451. . C4H6N2. (Mr 82,1).1139700. [616-47-7].
. 1055000. [99-76-3]. Vedere
1-Metilimidazolo
Metile paraidrossibenzoato
1-Metil-1H-imidazolo.
la monografia Metile paraidrossibenzoato (0409). Liquido incolore o leggermente giallastro.
ehcituecamraF
ehcificepS
Metile stearato
1056100. [88054-22-2].
Contiene non meno del 99,0 per cento di C24H48O2.
Cristalli bianchi, praticamente insolubili in acqua, solu- Polvere da bianca a gialla chiara.
bili in esano. p.f.: da 252 C a 254 C.
ecidnI
p.f.: da 55 C a 56 C. Contiene non meno del 98,0 per cento di C4H5N3O2.
463
Reattivi
[74879-18-8]. 1-Metilpiperazina.
Liquido incolore, miscibile con acqua e con alcool. mediante la procedura di normalizzazione.
Metossicloro . C16H15Cl3O2. (Mr 345,7). 1129300.
d2020 : circa 0,90. [72-43-5]. 1,1-(2,2,2-Tricloroetiliden)-bis(4-metossiben-
n20D : circa 1,466. zene).
p.e.: circa 138 C. Praticamente insolubile in acqua, molto solubile nella
maggior parte dei solventi organici.
4-(4-Metilpiperidino)piridina . C11H16N2. (Mr 176,3). p.e.: circa 346 C.
1114400. [80965-30-6]. p.f.: da 78 C a 86 C.
Liquido limpido. Puo© essere utilizzata un'idonea e certificata soluzione di
n20D : circa 1,565. riferimento (10 ng/ l in iso-ottano).
m
. C4H10O. (Mr 74,1). 1056400. [78-83-1]. Metossietanolo . Vedere glicole etilenico monometile-
2-Metilpropanolo
Alcoolisobutilico.2-Metilpropan-1-olo tere R.
Metossifenilacetico reattivo . 1053601.
Liquido incolore limpido, solubile in acqua, miscibile Disciogliere 2,7 g di acido metossifenilacetico R in 6 ml
con alcool e con etere. di tetrametilammonio idrossido soluzione R e aggiun-
d2020 : circa 0,80. gere 20 ml di etanolo R.
n15D : da 1,397 a 1,399. Conservare in un recipiente di polietilene.
(RS) . 1120200. [60388-53-6]. Acido (RS)-
p.e.: circa 107 C.
-Metotrexato
2-[4-[[(2,4-diamminopteridin-6-il)metil]metilammino]-
Intervallo di distillazione (2.2.11). Non meno del 96 per benzoilammino]pentandioico.
cento distilla tra 107 C e 109 C. Contiene non meno del 96,0 per cento di C20H22N8O5.
. C4H10O. (Mr 74,1). 1056500. p.f.: circa 195 C.
. C9H10N2. (Mr 146,2). 1121200. [532-12-7].
2-Metil-2-propanolo
Tert-Butanolo. 3-(4,5-Diidro-3H-pirrol-2-il)piridina.
Liquido incolore, limpido o massa cristallina, solubili Cristalli incolori.
in acqua, miscibili con alcool e con etere. p.f.: circa 45 C.
Punto di solidificazione (2.2.18). Circa 25 C. b-Mircene . C10H16. (Mr 136,2). 1114500. [123-35-3].
7-Metil-3-metilenotta-1,6-diene.
Intervallo di distillazione (2.2.11). Non meno del 95 per Liquido oleoso con un odore piacevole, praticamente
cento distilla tra 81 C e 83 C. insolubile in acqua, miscibile con alcool, solubile in
. etere e in acido acetico glaciale. Si scioglie nelle solu-
Metiltoluen-4-solfonato
zioni di idrossidi alcalini.
Massa solida, colorata, cristallina. d420 : circa 0,794.
N-Metiltrimetilsilil-trifluoroacetammide . n20D : circa 1,470.
C6H12F3NOSi. (Mr 199,3). 1129600. [24589-78-4]. Il -mircene usato in gas cromatografia soddisfa all'ulte-
2,2,2-Trifluoro-N-metil-N-(trimetilsilil)acetammide. riore saggio seguente:
n20D : circa 1,380. Determinazione quantitativa. Esaminare mediante gas
p.e.: da 130 C a 132 C. cromatografia (2.2.28) come prescritto nella monogra-
fia Menta essenza (0405).
dl -Metionina . 1129400. [59-51-8].Vedere la monografia Soluzione in esame. La sostanza in esame.
dl -Metionina (0624). L'area del picco principale non e© inferiore al 90,0 per
l -Metionina . 1053500. [63-68-3]. Vedere la monografia cento dell'area di tutti i picchi nel cromatogramma
Metionina (1027). ottenuto.
464
Reattivi
inoizircserP
. C11H12O3. (Mr 192,2). 1099600. [607-91-0]. . 1057001.
ilareneG
Miristicina Morfolina per cromatografia
isilanA id
bile con toluene e con xilene.
idoteM
d2020 : circa 1,144. Muresside . C8H8N6O6.H2O. (Mr 302,2). 1137200. Sale
n20D : circa 1,540. 5,5'-Nitrilobis(pirimidin-2,4,6(1H,3H,5H)-trione)mo-
noammonico.
p.e.: da 276 C a 277 C. Polvere cristallina rosso-brunastra, moderatamente
p.f.: circa 173 C.
irotinetnoC
/ ilairetaM
solubile in acqua fredda, solubile in acqua calda, prati-
Cromatografia. Esaminato come prescritto nella mono- camente insolubile in alcool, solubile in soluzioni di
grafia Anice stellato (1153), il cromatogramma otte- potassio idrossido o sodio idrossido in cui sviluppa
nuto presenta solo una macchia principale. una colorazione blu.
Il contenuto non e© inferiore al 95,0 per cento, calcolato . C10H8. (Mr 128,2). 1057100. [91-20-3].
mediante la procedura di normalizzazione. Naftalene
ivittaeR
Conservare in un luogo fresco, al riparo dalla luce. Cristalli bianchi, praticamente insolubili in acqua,
Mirtillo nero estratto secco idroalcoolico ad alto titolo.
molto solubili in etere, solubili in alcool.
Polvere di colore viola-rossastro scuro. p.f.: circa 80 C.
Assorbanza (2.2.25). La soluzione contenente il 2 per Il naftalene utilizzato per la scintillazione liquida e© di
itnemogrA
ilareneG
cento V/Vdi acido cloridrico concentrato R in metanolo R un'idonea qualita© analitica.
presenta due massimi di assorbimento rispettivamente a
280 nm e a 535 nm. Naftarsone . C16H11AsN2Na2O10S2. (Mr 576,3). 1121400.
. 1074700. [132-33-2]. Torin. Disodio 4-[(2-arsonofenil)azo]-3-
Miscela riducente
eifargonoM
ilareneG
fino ad ottenere una miscela omogenea: 20 mg di potas- Polvere rossa, solubile in acqua.
sio bromuro R, 0,5 g di idrazina solfato R e 5 g di sodio . 1121401.
cloruro R.
Naftarsone soluzione
ehcituecamraF
Miscela solfocromica
Soluzione satura di cromo triossido R in acido solfo- Saggio per la sensibilita© . A 50 ml di alcool R,
aggiungere 20 ml di acqua R, 1 ml di acido solforico
emroF
rico R.
. 1056700. 0,05 M e 1 ml di naftarsone soluzione. Titolare con
Molibdovanadico reattivo
bario perclorato 0,025 M; il colore vira dal giallo-
In un bicchiere da 150 ml, mescolare 4 g di ammonio arancione al rosa-arancione.
molibdato R finemente polverizzato e 0,1 g di ammonio
vanadato R finemente polverizzato. Aggiungere 70 ml Conservare al riparo dalla luce e usare entro una
eiretaM
settimana.
emirP
di acqua R e triturare le particelle usando una bacchetta
di vetro. Si ottiene una soluzione limpida in pochi
minuti. Aggiungere 20 ml di acido nitrico R e diluire a Naftilammina . C10H9N. (Mr 143,2). 1057700. [134-32-7].
100 ml con acqua R. 1-Naftilammina.
ehcituecamraF
Mordente nero 11
Mordente nero 11 miscela composta . Vedere nero mor- zione alla luce e all'aria, poco solubile in acqua, molto
dente 11 miscela composta R. solubile in alcool e in etere.
Morfina cloridrato . 1056900. Vedere la monografia p.f.: circa 51 C.
Morfina cloridrato (0097).
ehcitapoemO
inoizaraperP
Morfolina . C4H9NO. (Mr 87,1). 1057000. [110-91-8]. Conservare al riparo dalla luce.
Tetraidro-1,4-ossazina. . C12H16Cl2N2.
Liquido igroscopico, incolore, infiammabile, solubile in
Naftiletilendiammina dicloridrato
465
Reattivi
Naftolbenzeina . C27H20O3. (Mr 392,5). 1057600. Assorbanza (2.2.25). La naringina disciolta in una solu-
[6948-88-5]. -Naftolbenzeina. Fenilbis(4-idrossi-1-naf-
a zione di dimetilformammide R (5 g/l) in metanolo R
til)metanolo. mostra un massimo di assorbimento a 283 nm.
Polvere rosso-brunastra o cristalli nero-brunastri, Nerile acetato . C12H20O2. (Mr 196,3). 1108000. [141-12-8].
lucenti, praticamente insolubili in acqua, solubili in (Z)-3,7-Dimetilotta-2,6-dienil acetato.
alcool e in acido acetico glaciale. Liquido oleoso incolore.
Naftolbenzeina soluzione . 1057601. d2020 : circa 0,907.
Soluzione 2 g/l in acido acetico anidro R.
Saggio di sensibilita© . A 50 ml di acido acetico gla- n20D : circa 1,460.
ciale R aggiungere 0,25 ml di naftolbenzeina solu- p.e.25: circa 134 C.
zione. La soluzione e© giallo-brunastra. Non sono Il nerile acetato utilizzato in gas cromatografia soddisfa
necessari piu© di 0,05 ml di acido perclorico 0,1 M all'ulteriore saggio seguente:
per far virare la colorazione al verde.
Determinazione quantitativa. Esaminare mediante gas
a-Naftolo . C10H8O. (Mr 144,2). 1057300. [90-15-3]. cromatografia (2.2.28) come prescritto nella monogra-
1-Naftolo. fia Arancio amaro fiore essenza (1175), usando la
Polvere cristallina bianca o cristalli bianchi o incolori, sostanza da esaminare come soluzione in esame. L'area
che imbruniscono per esposizione alla luce, poco solu- del picco principale non e© inferiore al 93,0 per cento
bili in acqua, molto solubili in alcool e in etere. dell'area totale dei picchi.
p.f.: circa 95 C. Nero amido 10 B . C22H14N6Na2O9S2. (Mr 617).
Conservare al riparo dalla luce. 1003100. [1064-48-8]. Schultz No. 299. Colour Index
No. 20470. Disodio 5-ammino-4-idrossi-6-[(4-nitrofe-
a-Naftolo soluzione . 1057301. nil)azo]-3-(fenilazo)naftalene-2,7-disolfonato.
Disciogliere 0,10 g di -naftolo R in 3 ml di una Polvere nera o marrone scura, moderatamente solubile
soluzione (150 g/l) di sodio idrossido R e diluire a in acqua, solubile in alcool.
100 ml con acqua R. Preparare immediatamente
prima dell'uso. Nero amido 10 B soluzione . 1003101.
. C10H8O. (Mr 144,2). 1057400. [135-19-3]. Soluzione 5 g/l di nero amido 10 B R in una miscela
b-Naftolo
466
Reattivi
inoizircserP
trans . C15H26O. (Mr 222,4). 1107900. . 1058305.
ilareneG
-Nerolidolo Ninidrina soluzione R2
isilanA id
idoteM
d2020 : circa 0,876. acetico anidro R e 95 volumi di butanolo R.
n20D : circa 1,479. Ninidrina e stagno(-oso) cloruro reattivo . 1058301.
p.e.12: da 145 C a 146 C. Disciogliere 0,2 g di ninidrina R in 4 ml di acqua R
Il trans-nerolidolo utilizzato in gas cromatografia soddi- calda, aggiungere 5 ml di una soluzione (1,6 g/l)
irotinetnoC
di stagno(-oso) cloruro R, lasciare a riposo per
/ ilairetaM
sfa all'ulteriore saggio seguente:
Determinazione quantitativa. Esaminare mediante gas 30 min, poi filtrare e conservare ad una tempera-
cromatografia (2.2.28) come prescritto nella monogra- tura di 2-8 C. Immediatamente prima dell'uso
fia Arancio amaro fiore essenza (1175), usando la diluire 2,5 ml della soluzione con 5 ml di acqua R
sostanza da esaminare come soluzione in esame. L'area e 45 ml di 2-propanolo R.
del picco principale non e© inferiore al 90,0 per cento .
ivittaeR
Ninidrina e stagno(-oso) cloruro reattivo R1
Nichel cloruro . NiCl2. (Mr 129,6). 1057900. [7718-54-9]. 1 g di resina a scambio cationico R (300-840 mm)
Nichel cloruro, anidro.
itnemogrA
e filtrare (soluzione a). Disciogliere 0,16 g di sta-
ilareneG
Polvere cristallina, gialla, solubilissima in acqua, solu- gno(-oso) cloruro R in 100 ml di tampone soluzione
bile in alcool. Sublima in assenza di aria e assorbe velo- a pH 5,5 R (soluzione b). Immediatamente prima
cemente ammoniaca. La soluzione acquosa e© acida. dell'uso, mescolare volumi uguali di ciascuna solu-
. NiSO4.7H2O. (Mr 280,9). 1058000. zione.
eifargonoM
Nichel solfato
ilareneG
. C6H6N2O2. (Mr 138,1). 1058600. [100-01-6].
Polvere cristallina o cristalli verdi, molto solubili in
Nitroanilina
4-Nitroanilina.
acqua, poco solubili in alcool. Polvere cristallina, giallo brillante, molto poco solubile
Nicotinamide-adenina dinucleotide . C21H27N7O14P2. in acqua, moderatamente solubile in acqua bollente,
ehcituecamraF
(Mr 663). 1108100. [53-84-9]. NAD+. solubile in alcool e in etere, forma sali solubili in acqua
Polvere bianca, molto igroscopica, molto solubile in con acidi minerali forti.
emroF
acqua. p.f.: circa 147 C.
Nicotinamide-adenina dinucleotide soluzione . .
1108101.
Nitroanilina diazotata soluzione
emirP
cleotide R in acqua R e diluire a 10 ml con lo stesso zione (100 g/l) di sodio nitrito R finchë una goccia della
solvente. Preparare immediatamente prima del- miscela colori in azzurro l'amido iodata cartina R. Pre-
l'uso. parare la soluzione di recente.
. C7H5NO3. (Mr 151,1). 1058700.
ehcituecamraF
Nitrobenzaldeide
ehcificepS
Ninidrina
Soluzione 2 g/l di ninidrina R in una miscela di una soluzione (200 g/l) di sodio idrossido R. Usare
5 volumi di acido acetico diluito R e 95 volumi di la soluzione entro 1 h. Immergere la meta© inferiore
butanolo R. di una striscia di carta da filtro lenta lunga 10 cm
Ninidrina soluzione R1 . 1058304. e larga 0,8-1 cm. Lasciare assorbire il reattivo in
ecidnI
Disciogliere 1,0 g di ninidrina R in 50 ml di alcool R eccesso tra due fogli di carta da filtro. Usare entro
e aggiungere 10 ml di acido acetico glaciale R. pochi minuti dalla preparazione.
467
Reattivi
1-Amminononano.
Nitrofurantoina . 1099700. [67-20-9].Vedere la monogra- Liquido chiaro, incolore, corrosivo.
fia Nitrofurantoina (0101).
Nitrofurfuraldiacetato . Vedere (5-nitro-2-furil)metilene d2020 : circa 0,788.
diacetato R. n20D : circa 1,433.
(5-Nitro-2-furil)metilene diacetato . C9H9NO7. (Mr 243,2).
1099800. [92-55-7]. Nitrofurfurale diacetato. 5-Nitrofur- Nordazepam . C15H11ClN2O. (Mr 270,7). 1060200.
furilidene diacetato. [340-57-8]. 7-Cloro-2,3-diidro-5-fenil-1H-1,4-benzodia-
Cristalli gialli. zepin-2-one.
p.f.: circa 90 C. Polvere cristallina bianca o giallo pallido, praticamente
Nitrometano . CH3NO2. (Mr 61,0). 1059700. [75-52-5]. insolubile in acqua, poco solubile in alcool.
Liquido oleoso, incolore, limpido, poco solubile in p.f.: circa 216 C.
acqua, miscibile con alcool e con etere.
d2020 : da 1,132 a 1,134. DL-Norleucina . C6H13NO2. (Mr 131,2). 1060300.
n20D : da 1,381 a 1,383. [616-06-8]. Acido (RS)-2-Amminoesanoico.
Intervallo di distillazione (2.2.11). Non meno del 95 per Cristalli lucenti, moderatamente solubili in acqua e in
cento distilla tra 100 C e 103 C. alcool, solubili negli acidi.
468
Reattivi
inoizircserP
. 1060500. [912-60-7]. Vedere la . C2H4O. (Mr 44,05). 1036400. [75-21-8].
ilareneG
Noscapina cloridrato Ossido di etilene
isilanA id
insolubili in acqua, solubilissimi in diclorometano,
idoteM
. 1036401.
solubili in etanolo.
Ossido di etilene soluzione madre
irotinetnoC
/ ilairetaM
Olio di girasole . 1086900. Vedere la monografia Olio di maschera. Conservare le soluzioni in un recipiente
girasole, raffinato (1371). ermeticamente chiuso in frigorifero a 4-8 C. Effet-
Olio di mais . 1050400. Vedere la monografia Olio di tuare tutte le determinazioni tre volte.
mais, raffinato (1342). In una provetta pulita e asciutta, raffreddata in una
Olio di oliva . 1061000. [8001-25-0]. Vedere la monogra- miscela di 1 parte di sodio cloruro R e 3 parti di
fia Olio di oliva vergine (0518).
ivittaeR
. 1068200. ghiaccio frantumato, introdurre un basso flusso di
Olio di ricino poliossietilato
Liquido giallo chiaro. Diventa limpido al di sopra dei ossido di etilene R gas, lasciando che si formi una
26 C. condensazione sulla parete interna della provetta.
. 1062000. [8042-47-5]. Vedere la mono- Usando una siringa di vetro, precedentemente raf-
Olio di vaselina
grafia Paraffina liquida (0239). freddata a ^10 C, iniettare circa 300 l (corrispon-
itnemogrA
m
ilareneG
. Ho2O3. (Mr 377,9). 1043100. [12055-62-8]. denti a circa 0,25 g) di ossido di etilene R liquido in
Olmio ossido
eifargonoM
Soluzione (40 g/l) di olmio ossido R in una solu-
ilareneG
zione di acido perclorico R contenente 141 g/l di Determinazione quantitativa. In un recipiente
HClO4. adatto, a 10 ml di una sospensione (500 g/l)
C5H11NO2S. (Mr 135,2). 1136100. [454- di magnesio cloruro R in etanolo R aggiungere
DL-Omocisteina.
ehcituecamraF
Polvere cristallina, bianca. lasciare a riposo durante la notte per raggiungere
emroF
p.f.: circa 232 C. l'equilibrio. Pesare 5,00 g di ossido di etilene solu-
L-Omocisteina tiolattone cloridrato . C4H8ClNOS. zione madre R (2,5 g/l) nel recipiente e lasciare a
(Mr 153,6). 1136200. [6038-19-3]. (3S)-3-amminodiidro- riposo per 30 min. Titolare con potassio idrossido
tiofen-2(3H)-one cloridrato. soluzione alcoolica 0,1 M determinando il punto di
Polvere cristallina, bianca. fine titolazione potenziometricamente (2.2.20).
eiretaM
p.f.: circa 202 C.
emirP
. C7H8O2.H2O. (Mr 142,2). 1108700. [6153-39-5]. Effettuare una titolazione del bianco, sostituendo
Orcinolo
ehcificepS
Soluzione 2,5 g/l in acido solforico 0,05 M. m = massa del campione prelevata (g).
469
Reattivi
Ossido di etilene soluzione. 1036402. Polvere cristallina bianca o leggermente giallastra, pra-
Pesare una quantita© di ossido di etilene soluzione ticamente insolubile in acqua, solubilissima in acetone
madre R raffreddata equivalente a 2,5 mg di ossido ed in esano, poco solubile in metanolo.
di etilene in un recipiente freddo e diluire a 50,0 g p.f.: da 49 C a 55 C.
con macrogol 200 R1. Mescolare bene e diluire . C8H18O. (Mr 130,2). 1060700. [111-87-5].
Ottanolo
Etilpentilchetone.
pesata) a 50,0 ml con macrogol 200 R1. Mescolare Liquido incolore con odore caratteristico.
bene e diluire 2,5 g di questa soluzione a 25,0 ml d2020 : circa 0,822.
con macrogol 200 R1. Calcolare la quantita© esatta
di ossido di etilene in ppm dal volume determinato n20D : circa 1,415.
per pesata e considerando che la densita© del macro- p.e.: circa 167 C.
gol 200 R1 e© 1,127. Preparare immediatamente Il 3-ottanone utilizzato in gas cromatografia soddisfa
prima dell'uso. all'ulteriore saggio seguente:
Ossido di etilene soluzione R2 . 1036404. Determinazione quantitativa. Esaminare mediante gas
Pesare 1,00 g di ossido di etilene soluzione madre R cromatografia (2.2.28) come prescritto nella monogra-
fredda (equivalente a 2,5 mg di ossido di etilene) fia Lavanda essenza (1338).
in una beuta fredda contenente 40,0 g di macrogol Soluzione in esame. La sostanza da esaminare.
200 R1 freddo. Mescolare e determinare la massa L'area del picco principale non e© inferiore al 98,0 per
esatta e diluire ad una massa calcolata per ottenere cento dell'area di tutti i picchi nel cromatogramma otte-
una soluzione contenente 50 g di ossido di etilene
l nuto.
per grammo di soluzione. Pesare 10,00 g in una . C34H62O11 (media). (Mr 647). 1060800.
beuta contenente circa 30 ml di acqua R, mescolare
Ottoxinolo 10
Preparare immediatamente prima dell'uso. Metallo bianco grigio, solubile in acido cloridrico.
. PdCl2. (Mr 177,3). 1061500. [7647-10-1].
Palladio cloruro
470
Reattivi
inoizircserP
. 1061901. Polvere cristallina bianca, molto poco solubile in
ilareneG
Paracetamolo esente da 4-amminofenolo
isilanA id
idoteM
di volumi uguali di metanolo R e di acqua R e p.f.: da 115 C a 116 C.
diluire a 100 ml con la stessa miscela di solventi.
Aggiungere 1 ml di una soluzione, preparata di Assorbanza (2.2.25). Una soluzione 0,01 g/l in alcool R
recente, contenente 10 g/l di sodio nitroprussiato R mostra un massimo di assorbimento a 214 nm.
e 10 g/l di sodio carbonato anidro R, mescolare e Determinazione quantitativa. Esaminare mediante cro-
irotinetnoC
/ ilairetaM
lasciare a riposo per 30 min proteggendo dalla matografia liquida (2.2.29), come prescritto nella
luce. Non si sviluppa alcuna colorazione blu o monografia Tanaceto (1516), alla concentrazione della
verde. soluzione di riferimento. Il contenuto di partenolide
non e© inferiore al 90 per cento calcolato mediante la
Paraffina liquida . 1062000. [8042-47-5].Vedere la mono- procedura di normalizzazione.
ivittaeR
grafia Paraffina liquida (0239). Penicillasi soluzione . 1062300.
Paraffina bianca molle . 1062100. Disciogliere 10 g di caseina idrolizzata, 2,72 g di potas-
Miscela semiliquida di idrocarburi ottenuta dal petro- sio fosfato monobasico R e 5,88 g di sodio citrato R in
lio e sbiancata, praticamente insolubile in acqua ed in 200 ml di acqua R, portare il pH a 7,2 con una soluzione
itnemogrA
(200 g/l) di sodio idrossido R e diluire a 1000 ml con
ilareneG
alcool, solubile in etere ed in etere di petrolio R1, le cui
soluzioni presentano a volte una leggera opalescenza. acqua R. Disciogliere 0,41 g di magnesio solfato R in
5 ml di acqua R e aggiungere 1 ml di una soluzione
Pararosanilina cloridrato . C19H18ClN3. (Mr 323,8). (1,6 g/l) di ferro(-oso) ammonico solfato R e acqua R
1062200. [569-61-9]. Schultz No. 779. Colour Index No. fino a 10 ml. Sterilizzare entrambe le soluzioni per
42500. 4-[Di(4-amminofenil)metilen]cicloesa-2,5-dien-
eifargonoM
riscaldamento in autoclave, raffreddare, mescolare,
ilareneG
imminio cloruro. distribuirle in strati sottili in beute ed inoculare con
Polvere cristallina rosso-bluastra, poco solubile in Bacillus cereus (NCTC 9946). Lasciare a riposo le beute
acqua, solubile in etanolo, praticamente insolubile in tra 18 C e 37 C finchë la crescita risulti evidente e poi
etere. Le soluzioni in acqua e in etanolo sono rosso mantenere a 35-37 C per 16 h, agitando costantemente
ehcituecamraF
scuro; le soluzioni in acido solforico ed in acido clori- per assicurare la massima areazione. Centrifugare e ste-
emroF
drico sono gialle. rilizzare il liquido sopranatante per filtrazione su un fil-
tro a membrana. 1,0 ml di penicillasi soluzione contiene
p.f.: circa 270 C, con decomposizione. non meno di 0,4 microkatal (corrispondenti all'idrolisi
. 1062201. di non meno di 500 mg di benzilpenicillina ad acido
Pararosanilina soluzione decolorata
benzilpenicilloico per ora) a 30 C e a pH 7, purchë
eiretaM
In una beuta con tappo a smeriglio, a 0,1 g di la concentrazione di benzilpenicillina non scenda
emirP
pararosanilina cloridrato R aggiungere 60 ml di al di sotto del livello necessario per la saturazione
acqua R e una soluzione di 1,0 g di sodio solfito ani- enzimatica.
dro R o 2,0 g di sodio solfito R o 0,75 g di sodio La costante di Michaelis per la benzilpenicillina della
metabisolfito R in 10 ml di acqua R. Aggiungere
ehcituecamraF
inoizaraperP
Conservare al riparo dalla luce. nuta in fiale sigillate, si conserva per diversi mesi.
Pentaeritritile tetrakis[3-3,5-di(1,1-dimetiletil)-4-idros-
Partenolide. C15H20O3. (Mr 248,3).1129900. [20554-84-1]. sifenil]propionato. C73H108O12. (Mr 1178). 1062400.
(4E)-(1aR,7aS,10aS,10bS)-1a,5-Dimetil-8-metilen-2,3,6, [6683-19-8]. Pentaeritritile tetrakis[3-(3,5-di-tert-butil-
7,7a,8,10a,10b-ottaidro-ossireno[9,10]ciclodeca[1,2-b] 4-idrossifenil)propionato]. 2,2'-bis (Idrossimetil) pro-
ecidnI
471
Reattivi
Polvere cristallina da bianca a giallo chiaro, pratica- Piastrinico sostituto . Vedere sostituto piastrinico R.
mente insolubile in acqua, solubilissima in acetone, . C14H18O7. (Mr 298,3). 1130700. [530-14-3].
solubile in metanolo, poco solubile in esano.
Piceina
1-[4-( -d-Glucopiranosilossi)fenil]etanone.
b
[52645-53-1].
p.f.: da 34 C a 35 C. Piombo acetato cotone . 1048101.
Immergere il cotone assorbente in una miscela di
Puo© essere utilizzata un'idonea e certificata soluzione di 1 volume di acido acetico diluito R e 10 volumi di
riferimento (10 ng/ml in cicloesano). piombo acetato soluzione R. Eliminare l'eccesso di
472
Reattivi
inoizircserP
liquido, senza strizzare il cotone, ponendolo su . C15H11N3O. (Mr 249,3). 1073500.
ilareneG
Piridilazonaftolo
isilanA id
p.f.: circa 138 C.
idoteM
Piombo acetato soluzione
irotinetnoC
Piombo diossido
/ ilairetaM
Polvere marrone scuro, che sviluppa ossigeno se riscal- 0,10 ml di sodio edetato 0,02 M e 0,25 ml di piridila-
data, praticamente insolubile in acqua, solubile in zonaftolo soluzione. Dopo aggiunta di 0,15 ml di
acido cloridrico con sviluppo di cloro, solubile in acido una soluzione (5 g/l) di rame(-ico) solfato R, la
nitrico diluito in presenza di idrogeno perossido, di colorazione vira dal giallo chiaro al violetto.
acido ossalico o di altri agenti riducenti, solubile nelle
soluzioni concentrate calde di idrossidi alcalini.
ivittaeR
4-(2-Piridilazo)resorcinolo sale monosodico .
Piombo nitrato . Pb(NO3)2. (Mr 331,2). 1048300. C11H8N3NaO2.H2O. (Mr 255,2). 1131500. [16593-81-0].
[10099-74-8]. Piombo dinitrato. Polvere cristallina arancione.
Polvere cristallina bianca o cristalli incolori, molto Piridina . C5H5N. (Mr 79,1). 1073200. [110-86-1].
solubili in acqua.
itnemogrA
Liquido incolore, limpido, igroscopico, miscibile con
ilareneG
Piombo nitrato soluzione . 1048301. acqua e con alcool.
Soluzione 33 g/l. p.e.: circa 115 C.
Conservare in un recipiente ermeticamente chiuso.
. 1048400. [1335-32-6]. . 1073300. [110-86-1].
eifargonoM
Piombo sottoacetato soluzione
ilareneG
Piridina anidra
Contiene non meno del 16,7 per cento m/m e non piu© Seccare la piridina R su sodio carbonato anidro R. Fil-
del 17,4 per cento m/m di Pb (Ar 207,2) in una forma trare e distillare.
corrispondente approssimativamente alla formula Acqua (2.5.12). Non piu© dello 0,01 per cento m/m.
C8H14O10Pb3. . C13H24N3O3PS. (Mr 333,4). 1130300.
ehcituecamraF
Pirimifos-etile
emroF
acqua esente da anidride carbonica R. Portare il pH a p.f.: da 15 C a 18 C.
7,5 con sodio idrossido soluzione concentrata R. Centri- Puo© essere utilizzazione un'idonea e certificata solu-
fugare ed usare la soluzione sopranatante limpida e zione di riferimento (10 ng/ l in cicloesano).
incolore. m
. Vedere pirocatecolo R.
La soluzione rimane limpida se conservata in un reci-
Pirocatechina
eiretaM
. C6H6O2. (Mr 110,1). 1073600. [120-80-9].
emirP
piente ben chiuso. Pirocatecolo
Benzen-1,2-diolo.
Piperazina idrata . 1065900. [142-63-2]. Vedere la mono- Cristalli incolori o leggermente gialli, solubili in acqua,
grafia Piperazina idrata (0425). in acetone, in alcool ed in etere.
ehcituecamraF
Piperidina
Benzen-1,2,3-triolo.
di petrolio.
ehcitapoemO
p.e.: circa 106 C. zione all'aria e alla luce, solubilissimi in acqua, in
. C5H6N2. (Mr 94,1). 1073400. [504-29-0]. alcool ed in etere, poco solubili in carbonio solfuro. Le
soluzioni acquose, e piu© rapidamente le soluzioni alca-
2-Piridilammina
2-Amminopiridina.
line, per esposizione all'aria diventano brune a causa
Cristalli grandi solubili in acqua, in alcool ed in etere. dell'assorbimento di ossigeno.
p.e. : circa 210 C. p.f.: circa 131 C.
ecidnI
473
Reattivi
Aspirare 45 ml di sangue umano in una siringa di pla- di filtrazione). Separare il liquido sopranatante e,
stica da 50 ml contenente 5 ml di una soluzione sterile subito dopo, mescolare bene e distribuire il plasma
(38 g/l) di sodio citrato R. Centrifugare subito a 1500 g substrato in piccoli contenitori muniti di tappo, in
a 4 C per 30 min. Eliminare i due terzi superiori del porzioni sufficienti ad effettuare il saggio per l'epa-
plasma sopranatante utilizzando una siringa di plastica rina (per esempio 10-30 ml). Subito dopo raffred-
e centrifugare subito a 3500 g a 4 C per 30 min. Elimi- dare rapidamente a una temperatura inferiore a
nare i due terzi superiori del liquido e congelare rapida- ^70 C (per esempio immergendo i contenitori in
mente, in quantita© idonee, in tubi di plastica a una tem- azoto liquido) e conservare a una temperatura infe-
peratura pari o inferiore a ^40 C. Utilizzare apparec- riore a ^30 C.
chiature in materiale plastico o trattate con silicone. Il plasma e© idoneo per essere usato come plasma
. 1066200. substrato nel saggio dell'eparina se, nelle condi-
Plasma substrato
Separare il plasma dal sangue umano o bovino racco- zioni del saggio, da© un tempo di coagulazione
gliendolo in una soluzione (38 g/l) di sodio citrato R appropriato al metodo di rivelazione usato e se for-
pari a un nono del suo volume, o in una soluzione conte- nisce ripide curve logaritmiche dose-effetto ripro-
nente 20 g/l di sodio citrato acido R e 25 g/l di glucosio R ducibili.
pari a due settimi del suo volume. Nel primo caso prepa- Quando richiesto per l'uso, scongelare una por-
rare il substrato il giorno della raccolta del sangue, nel zione del plasma substrato in un b.m. a 37 C, ruo-
secondo, prepararlo entro due giorni dalla raccolta del tando leggermente fino a scongelamento completo;
sangue. una volta scongelato dovrebbe essere mantenuto a
Conservare a ^20 C. 10-20 C e usato immediatamente. Il plasma scon-
. 1066201. gelato puo© essere blandamente centrifugato, se
Plasma substrato R1
Utilizzare attrezzature idrorepellenti (fatte di mate- necessario; non devono essere usate procedure di
riali come plastiche idonee o di vetro appropriata- filtrazione.
mente trattato con silicone) per prelevare e maneg- Plasma substrato R2 . 1066202.
giare il sangue. Preparare da sangue umano contenente meno
Raccogliere un volume idoneo di sangue da almeno dell'1 per cento del normale tasso di fattore IX.
cinque pecore; 285 ml di sangue raccolti in 15 ml Raccogliere il sangue in una soluzione (38 g/l) di
di soluzione anticoagulante rappresentano un sodio citrato R in quantita© pari a un nono del suo
volume idoneo, ma possono essere raccolti volumi volume.
inferiori prelevando il sangue sia da animali vivi Conservare in piccoli quantitativi in tubi di pla-
che al momento della macellazione, utilizzando un stica a una temperatura di ^30 C o inferiore.
474
Reattivi
inoizircserP
. 1066300. . 1066800.
ilareneG
Plasma substrato privo di fattore V Polidimetilsilossano
Utilizzare preferibilmente plasma che ne e© privo conge- Colla gommosa siliconica (metile). Polimero organosi-
nitamente, o prepararlo come segue: separare il plasma liconico con l'aspetto di una gomma incolore, semili-
dal sangue umano raccolto in una soluzione (13,4 g/l) quida.
di sodio ossalato R pari a un decimo del suo volume. La viscosita© intrinseca, determinata come segue e© circa
isilanA id
Incubare a 37 C per 24-36 h. Il tempo di coagulazione 115 ml g-1. Pesare, approssimando al decimo di mg,
idoteM
determinato con il metodo descritto per il fattore V di
1
irotinetnoC
/ ilairetaM
Conservare in piccole porzioni a una temperatura di la viscosita© (2.2.9) di ciascuna soluzione. Determinare
^20 C o inferiore. la viscosita© del toluene R nelle stesse condizioni.
. 1109100. [9001-91-6]. Ridurre la concentrazione di ciascuna soluzione a meta©
diluendo con toluene R. Determinare la viscosita© di
Plasminogeno umano
Una sostanza presente nel sangue che puo© essere atti- queste soluzioni.
vata dalla plasmina, un enzima che provoca l'idrolisi
ivittaeR
della fibrina nei coaguli di sangue. c = concentrazione in grammi per 100 ml,
Poli[(cianopropil)(fenil)][dimetil]silossano . 1114800. t1 = tempo di scorrimento della soluzione in esame,
Fase stazionaria per gas cromatografia. Contiene il t2 = tempo si scorrimento del toluene,
6 per cento di gruppi (cianopropil)(fenil) e il 94 per 1 = viscosita© della soluzione in esame in millipa-
cento di gruppi dimetilici.
itnemogrA
scal secondi,
ilareneG
Poli(cianopropil)(fenilmetil)silossano . 1066600. 2 = viscosita© del toluene in millipascal secondi,
Contiene il 90 per cento di gruppi cianopropilici e il
10 per cento di gruppi fenilmetilici. d1 = densita© relativa della soluzione in esame,
Fase stazionaria per gas cromatografia. d2 = densita© relativa del toluene.
eifargonoM
. Per ottenere le densita© relative usare i seguenti dati:
ilareneG
Poli[(cianopropil)(metil)][(fenil)(metil)]silossano
1066500.
Contiene il 25 per cento di gruppi cianopropilici, il
25 per cento di gruppi fenilici e il 50 per cento di gruppi Concentrazione
Densita© relativa (d1)
metilici. (La massa molecolare relativa media e© 8000). (grammi per 100 ml)
ehcituecamraF
Liquido molto viscoso (viscosita© di circa 9000 mPa s). 0-0,5 1,000
emroF
1
eiretaM
emirP
Poli(cianopropil)(7)(fenil)(7)(metil)(86)silossano
td
inoizaraperP
sp 1 2 1 1 1
ehcificepS
td
2 2
ÿ
Poli(cianopropil)silossano . 1066700 2
Polisilossano sostituito con il 100 per cento di gruppi e la viscosita© ridotta da:
cianopropilici.
. 1100000.
ehcitapoemO
red sp
inoizaraperP
c
Poli(dimetil)(difenil)(divinil)silossano
475
Reattivi
Contiene il 50 per cento di gruppi metilici e il 50 per una soluzione preparata di recente.
cento di gruppi fenilici. (Massa molecolare relativa Potassio bromato . KBrO3. (Mr 167,0). 1068700.
media pari a 4000). [7758-01-2].
Liquido molto viscoso (viscosita© di circa 1300 mPa s). 1 Polvere granulare bianca o cristalli, solubili in acqua,
Fase stazionaria per gas cromatografia. poco solubili in alcool.
d2525 : circa 1,09. Potassio bromuro . 1068800. [7758-02-3]. Vedere la
n25D : circa 1,540. monografia Potassio bromuro (0184).
. 1068000.Vedere poli(di- Il potassio bromuro usato per spettrofotometria di assor-
Poli[metil(95)fenil(5)]silossano
[2303-01-7]. m-Cresolsolfonftaleina.
Polvere cristallina verde oliva, leggermente solubile in molto solubili in acqua, poco solubili in alcool.
acqua, solubile in alcool, in acido acetico glaciale e in Potassio cianuro soluzione . 1069401.
metanolo. Soluzione 100 g/l.
476
Reattivi
inoizircserP
. 1069402. luce per 5 min. Titolare con sodio tiosolfato 0,1 M, uti-
ilareneG
Potassio cianuro soluzione esente da piombo
isilanA id
La soluzione soddisfa al seguente saggio: prelevare . 1069501.
idoteM
Potassio dicromato soluzione
irotinetnoC
/ ilairetaM
. 1069300. [6100-05-6]. Vedere la mono- Potassio ferricianuro . K3[Fe(CN)6]. (Mr 329,3).
1069700. [13746-66-2]. Potassio esacianoferrato (III).
Potassio citrato
ivittaeR
Potassio cloruro
grafia Potassio cloruro (0185). acqua R, disciogliere e diluire a 100 ml con acqua R.
Il potassio cloruro usato per spettrofotometria di assorbi- Preparare immediatamente prima dell'uso.
mento infrarosso (2.2.24) soddisfa anche all'ulteriore Potassio ferriperiodato soluzione . Vedere potassio perio-
requisito seguente: dato R.
itnemogrA
ilareneG
Una pasticca, dello spessore di 2 mm, preparata con la Potassio ferrocianuro . K4[Fe(CN)6].3H2O. (Mr 422,4).
sostanza precedentemente essiccata a 250 C per 1 h, 1069800. [14459-95-1]. Potassio esacianoferrato (II).
ha una linea di base sostanzialmente piatta nell'inter- Cristalli gialli trasparenti, molto solubili in acqua, pra-
vallo compreso tra 4000 cm e 620 cm . Non presenta
-1 -1 ticamente insolubili in alcool.
massimi con un'assorbanza superiore a 0,02 al di sopra . 1069801.
eifargonoM
ilareneG
della linea-1di base, ad eccezione dei massimi dell'acqua
Potassio ferrocianuro soluzione
ehcituecamraF
lente di 7,46 g di KCl in 1000,0 ml. scente, solubile in acqua, praticamente insolubile in
alcool.
emroF
Potassio cromato K2CrO4. (Mr 194,2). 1069200. : Vedere potassio fosfato diba-
[7789-00-6]. Dipotassio cromato.
Potassio fosfato bibasico
sico R.
Cristalli gialli , molto solubili in acqua. Potassio fosfato dibasico . K2HPO4. (Mr 174,2). 1033000.
. 1069201. [7758-11-4].
eiretaM
Potassio cromato soluzione
emirP
Soluzione 50 g/l. Polvere cristallina bianca, igroscopica, solubilissima in
acqua, poco solubile in alcool.
Potassio dicromato . K2Cr2O7. (Mr 294,2). 1069500. Conservare in un recipiente ermeticamente chiuso.
[7778-50-9]. Dipotassio dicromato. . 1069600. [7778-77-0].
ehcituecamraF
1069601.
fosfato monobasico soluzione 0,2 M
in 100 ml di acqua R, in un recipiente da 500 ml. Chiu- Cristalli bianchi, solubili in acqua, poco solubili in
dere il recipiente e lasciare a riposo proteggendo dalla alcool.
477
Reattivi
Potassio ftalato acido soluzione 0,2 M . 1070001. acqua R. Alla sospensione aggiungere 40 ml di
Soluzione di potassio ftalato acido R contenente l'e- una soluzione (400 g/l) di potassio ioduro R e agi-
quivalente di 40,84 g di C8H5KO4 in 1000,0 ml. tare per 1 h. Filtrare. La soluzione puo© essere con-
servata per alcuni giorni in bottiglie scure.
Potassio idrogeno carbonato. Vedere Potassio bicarbo- Soluzione per spruzzare. Mescolare immediata-
nato R. mente prima dell'uso 5 ml della soluzione madre
Potassio idrogeno solfato . KHSO4. (Mr 136,2). 1070100. con 15 ml di acqua R.
[7646-93-7]. Potassio bisolfato. . 1070604.
Cristalli igroscopici, trasparenti, incolori, molto solu- Potassio iodobismutato soluzione R3
bili in acqua dando luogo ad una soluzione fortemente Disciogliere 0,17 g di bismuto sottonitrato R in una
acida. miscela di 2 ml di acido acetico glaciale R e 18 ml
Conservare in un recipiente ermeticamente chiuso. di acqua R. Aggiungere 4 g di potassio ioduro R,
Vedere Potassio tartrato 1 g di iodio R e diluire a 100 ml con acido solforico
Potassio
acido R.
idrogeno tartrato.
diluito R.
. 1070300. [1310-58-3]. Vedere la Potassio iodobismutato soluzione R4 . 1070605.
Disciogliere1,7 g di bismutosottonitrato R in 20 ml di
Potassio idrossido
478
Reattivi
inoizircserP
. 1070504. Cristalli incolori o polvere cristallina bianca, modera-
ilareneG
Potassio ioduro soluzione satura
Soluzione satura di potassio ioduro R in acqua tamente solubili in acqua, praticamente insolubili in
esente da anidride carbonica R. Assicurarsi che la alcool. Le soluzioni acquose si decompongono a tempe-
soluzione rimanga satura come indicato dalla pre- ratura ambiente e, piu© rapidamente, con il calore.
senza di cristalli non disciolti. Conservare in un luogo fresco.
isilanA id
. 1071200.
idoteM
Verificare il reattivo aggiungendo a 0,5 ml della Potassio piombito soluzione
soluzione satura di potassio ioduro 30 ml di una Disciogliere 1,7 g di piombo acetato R, 3,4 g di potassio
miscela di 2 volumi di cloroformio R e 3 volumi di citrato R e 50 g di potassio idrossido R in acqua R e
acido acetico R e poi 0,1 ml di amido soluzione R. diluire a 100 ml con lo stesso solvente.
Una colorazione blu, eventualmente formatasi,
irotinetnoC
. KSb(OH)6. (Mr 262,9).
/ ilairetaM
scompare per aggiunta di 0,05 ml di sodio tiosolfato Potassio piroantimoniato
ivittaeR
Disciogliere 2 g di potassio piroantimoniato R in
bicarbonato R in acqua R e diluire a 1000 ml. 95 ml di acqua R calda. Raffreddare velocemente
. KNO3. (Mr 101,1). 1070700. [7757-79-1]. ed aggiungere una soluzione contenente 2,5 g di
Potassio nitrato
potassio idrossido R in 50 ml di acqua R e 1 ml di
Cristalli incolori, solubilissimi in acqua. sodio idrossido soluzione diluita R. Lasciare a riposo
itnemogrA
ilareneG
Potassio periodato . KIO4. (Mr 230,0). 1070800. per 24 h, filtrare e diluire a 150 ml con acqua R.
[7790-21-8]. Potassio metaperiodato. . K2SO4. (Mr 174,3). 1033100. [7778-80-5].
Polvere cristallina bianca o cristalli incolori, solubili in Potassio solfato
eifargonoM
Potassio tartrato
ilareneG
Potassio ferriperiodato soluzione
1071400. [921-53-9]. Dipotassio (2R,3R)-2,3-diidrossi-
Disciogliere 1 g di potassio periodato R in 5 ml di butan-1,4-dioato emiidrato.
una soluzione (120 g/l) di potassio idrossido R pre- Polvere granulare o cristalli bianchi, solubilissimi in
parata di recente. Aggiungere 20 ml di acqua R e acqua, molto poco solubili in alcool.
1,5 ml di ferro(-ico) cloruro soluzione R1. Diluire a
ehcituecamraF
50 ml con una soluzione (120 g/l) di potassio idros- Potassio tartrato acido . C4H5KO6. (Mr 188,2). 1070200.
[868-14-4]. Potassio idrogeno (2R,3R)-2,3-diidrossibu-
emroF
sido R, preparata di recente.
tan-1,4-dioato.
Potassio permanganato . 1070900. [7722-64-7]. Vedere la Polvere cristallina bianca o cristalli leggermente opa-
monografia Potassio permanganato (0121). chi, incolori, poco solubili in acqua, solubili in acqua
. 1070902. bollente, molto poco solubili in alcool.
eiretaM
Potassio permanganato soluzione
emirP
Soluzione 30 g/l. Potassio tetraiodomercurato soluzione . 1071500.
Potassio permanganato soluzione fosforica . Disciogliere 1,35 g di mercurio(-ico) cloruro R in 50 ml
1070901. di acqua R. Aggiungere 5 g di potassio ioduro R e diluire
a 100 ml con acqua R.
ehcituecamraF
ehcificepS
Potassio persolfato . K2S2O8. (Mr 270,3). 1071100. acqua, solubile in acqua bollente, poco solubile in
[7727-21-1]. Dipotassio perossodisolfato. alcool.
479
Reattivi
Potassio tiocianato . KSCN. (Mr 97,2).1071800. [333-20-0]. Propetamfos . C10H20NO4PS. (Mr 281,3). 1130900.
Potassio solfocianato. [31218-83-4].
Cristalli incolori, deliquescenti, solubilissimi in acqua e Puo© essere utilizzata un'idonea e certificata soluzione di
in alcool. riferimento (10 ng/ l in cicloesano).
m
Conservare in un recipiente ermeticamente chiuso. Propile acetato . C5H10O2. (Mr 102,1).1072600. [109-60-4].
Potassio tiocianato soluzione . 1071801. d20 : circa 0,888.
20
Soluzione 97 g/l. p.e.: circa 102 C.
. 1068500. [9003-39-8]. Vedere la monografia p.f.: circa ^95 C.
. 1072700. [94-13-3]. Vedere
Povidone
(R)-2-Isopropiliden-5-metilcicloesanone. (+)-p-Ment-4-
Propanolo . C3H8O. (Mr 60,1). 1072000. [71-23-8]. en-3-one.
1-Propanolo. Liquido incolore, oleoso, praticamente insolubile in
Liquido incolore limpido, miscibile con acqua e con acqua, miscibile con alcool e con etere.
alcool. d1520 : circa 0,936.
d2020 : da 0,802 a 0,806. n20D : da 1,485 a 1,489.
p.e.: circa 97,2 C.
20 : da + 19,5 a + 22,5.
D
Intervallo di distillazione (2.2.11). Non meno del 95 per p.e.: da 222 C a 224 C.
cento distilla tra 96 C e 99 C. Il pulegone utilizzato in gas cromatografia soddisfa all'ul-
2-Propanolo . C3H8O. (Mr 60,1). 1072100. [67-63-0]. teriore saggio seguente:
Alcool isopropilico. Determinazione quantitativa. Esaminare mediante gas
Liquido infiammabile, incolore, limpido, miscibile con cromatografia (2.2.28) nelle condizioni descritte nella
acqua e con alcool. monografia Menta essenza (0405) usando la sostanza
d2020 : circa 0,785. in esame come soluzione in esame.
p.e.: da 81 C a 83 C. L'area del picco principale non e© inferiore al 98,0 per
2-Propanolo R1 . 1072101. cento dell'area totale dei picchi.
Soddisfa ai requisiti prescritti per il 2-propanolo R e Putrescina . C4H12N2. (Mr 88,15). 1137900. [110-60-1].
agli ulteriori requisiti seguenti: 1,4-Butandiammina. Tetrametilendiammina.
n20D : circa 1,378. Liquido oleoso incolore, solubilissimo in acqua. Odore
Acqua (2.5.12). Non piu© dello 0,05 per cento, deter- forte simile a quello della piperidina.
minata su 10 g. p.e.: circa 159 C.
Trasmittanza minima (2.2.25), determinata utiliz- p.f.: circa 23 C.
zando acqua R come bianco: Quercetina diidrata . C15H10O7.2H2O. (Mr 338,2).
25 per cento a 210 nm, 1138100. 2-(3,4-Diidrossifenil)-3,5,7-triidrossi-4H-1-
benzopiran-4-one.
55 per cento a 220 nm, Cristalli gialli o polvere giallastra, praticamente insolu-
75 per cento a 230 nm, bile in acqua, solubile in acetone e in metanolo.
95 per cento a 250 nm, Acqua (2.5.12): non piu© del 12,0 per cento, determinata
98 per cento a 260 nm. su 0,100 g.
480
Reattivi
inoizircserP
Determinazione quantitativa. Esaminare mediante cro- . CuCl. (Mr 99,0). Cloruro rameoso.
ilareneG
Rame(-oso) cloruro
matografia liquida (2.2.29) come prescritto nella mono- Polvere cristallina bianca o quasi bianca che diventa
grafia Ginkgo foglia (1828). verdastra per esposizione all'aria e nerastra per esposi-
Il contenuto non e© inferiore al 90 per cento (sostanza zione alla luce; praticamente insolubile in acqua e in
anidra) calcolato con la procedura di normalizzazione. alcool, solubile in acido cloridrico, in ammoniaca
isilanA id
. C21H20O11. (Mr 448,4). 1138200. [522-12-3]. diluita e nelle soluzioni di ammonio cloruro.
idoteM
Quercitrina
irotinetnoC
/ ilairetaM
solubili in alcool. (275 g/l) di sodio metabisolfito R e diluire a 100 ml
p.f.: da 176 C a 179 C. con acqua R. Dopo alcuni minuti la soluzione e©
Cromatografia. Esaminare come prescritto nella mono- limpida, incolore o appena giallastra.
grafia Verga d'oro (1892) deponendo 20 ml di soluzione. Conservare in un recipiente pieno.
Dopo vaporizzazione il cromatogramma presenta una . 1022600.
ivittaeR
zona fluorescente bruna-giallastra con un Rf di circa Rame tetrammina soluzione ammoniacale
itnemogrA
tura al di sotto dei 20 C, aggiungere goccia a goccia,
ilareneG
Rame
eifargonoM
Cristalli o polvere verde-blu, molto solubili in acqua niaca concentrata R. Filtrare su un filtro di vetro
ilareneG
bollente, solubili in acqua ed in alcool, poco solubili in sinterizzato e ripetere la filtrazione per ridurre al
etere e in glicerolo 85 per cento. minimo il residuo.
. CuCl2.2H2O. (Mr 170,5). 1023000. Ramnosio . C6H12O5.H2O. (Mr 182,2). 1074900.
[6155-35-7]. l-(+)-Ramnosio. 6-Desossi-l-mannosio.
Rame(-ico) cloruro
[10125-13-0].
ehcituecamraF
Polvere blu-verdastra o cristalli, deliquescenti in aria Polvere cristallina bianca, molto solubile in acqua.
emroF
umida, efflorescenti in aria secca, molto solubili in 20 : da + 7,8 a + 8,3, determinato su una soluzione
D
acqua, in alcool e in metanolo, moderatamente solubili (50 g/l) di acqua R contenente circa lo 0,05 per
in acetone, poco solubili in etere. cento di NH3.
Conservare in un recipiente ermeticamente chiuso. Raponticina . C21H24O9. (Mr 420,4). 1075000. [155-58-8].
3-Idrossi-5-[2-(3-idrossi-4-metossifenil)etenil]fenil -d-
eiretaM
. 1022300.
emirP
b
glucopiranoside.
Rame(-ico) edetato soluzione
ehcificepS
Rame(-ico) nitrato
1022400. [10031-43-3]. Rame dinitrato triidrato. grafia Rabarbaro (0291); il cromatogramma presenta
Cristalli blu scuro, igroscopici, solubilissimi in acqua solo una macchia principale.
con reazione fortemente acida, molto solubili in alcool Reattivo .., Reattivo al , Reattivo di .. vedere al nome
ed in acido nitrico diluito. delle sostanze che lo compongono
ehcitapoemO
inoizaraperP
481
Reattivi
Resina a scambio anionico . 1007200. Resina a scambio ionico fortemente acida . 1085400.
Resina in forma clorurata contenente gruppi ammonici Resina in forma protonata dotata di gruppi acidi solfo-
quaternari [CH2N+(CH3)3] legati ad un reticolo poli- nici legati ad un reticolo polimerico costituito da poli-
merico costituito da polistirene reticolato con il 2 per stirene reticolato con l'8 per cento di divinilbenzene. E'
cento di divinilbenzene. E' disponibile in granuli e la disponibile in granuli sferici; se non diversamente pre-
dimensione delle particelle e© specificata nella monogra- scritto la dimensione delle particelle varia da 0,3 mm a
fia. 1,2 mm.
Lavare la resina con sodio idrossido 1 M su un filtro di Capacita© . Da 4,5 mmol a 5 mmol per grammo, con un
vetro sinterizzato finchë i lavaggi risultino esenti da clo- contenuto di acqua del 50-60 per cento.
ruri, poi lavare con acqua R fino a lavaggi neutri. Preparazione della colonna. Se non diversamente pre-
Sospendere in acqua esente da ammonio R, preparata scritto utilizzare un tubo, munito di un setto di vetro
di recente, e proteggere dall'anidride carbonica atmo- sinterizzato, avente una lunghezza di 400 mm, un dia-
sferica. metro interno di 20 mm ed un'altezza di riempimento
Resina a scambio anionico R1 . 1123400. di circa 200 mm. Introdurre la resina, mescolandola
Resina +contenente gruppi ammonici quaternari con acqua R e versare l'impasto nel tubo, assicurandosi
[CH2N (CH3)3] legati ad un substrato di meta- che non restino intrappolate delle bolle d'aria tra le par-
crilato. ticelle. Durante l'utilizzo non lasciare che il liquido
Resina a scambio anionico fortemente basica . 1026600. scenda al di sotto della superficie della resina.
Resina di tipo gelatinoso in forma ossidrilica contenente Se la resina e© in forma protonata, lavare con acqua R
gruppi ammonici quaternari [CH2N+(CH3)3, tipo 1] finchë per la neutralizzazione di 50 ml non siano neces-
legati ad un reticolo polimerico costituito da polistirene sari piu© di 0,05 ml di sodio idrossido 0,1M, usando come
reticolato con l'8 per cento di divinilbenzene. indicatore 0,1 ml di metilarancio soluzione R.
Granuli trasparenti marroni. Se la resina e© in forma sodica o necessita di una rigene-
Dimensione delle particelle: da 0,2 mm ad 1,0 mm. razione, passare lentamente in colonna 100 ml di una
Contenuto di umidita© : circa il 50 per cento. miscela di volumi uguali di acido cloridrico R1 ed
acqua R e lavare poi con acqua R come descritto in
Capacita© di scambio totale: almeno 1,2 mEq/ml. precedenza.
Resina a scambio anionico fortemente basica per croma-
. 1131000.
. 1112700.
Resina ad esclusione ionica per cromatografia
tografia
Resina con gruppi ammonici quaternari legati ad un Resina con gruppi solfonici legati ad un substrato poli-
substrato reticolato con divinilbenzene. merico costituito da polistirene reticolato con divinil-
benzene.
Resina a scambio cationico . 1016700. .
Resina in forma protonata dotata di gruppi solfonici Resina
1131100.
per la cromatografia ionica a fase inversa
Resina in forma calcica dotata di gruppi acidi solfonici una soluzione (20 g/l) di resorcinolo R e 0,25 ml di
legati ad un reticolo polimerico costituito da polistirene una soluzione (25 g/l) di rame(-ico) solfato R e
reticolato con l'8 per cento di divinilbenzene. La dimen- diluire a 100,0 ml con acqua R. Preparare la solu-
sione delle particelle e© specificata dopo il nome del reat- zione almeno 4 h prima dell'uso.
tivo nei saggi dove viene utilizzato. Conservare a 2-8 C ed usare entro 1 settimana.
482
Reattivi
inoizircserP
. C5H10O5. (Mr 150,1). 1109600. [50-69-1]. . 1022801. Cresolo rosso
ilareneG
Ribosio Rosso cresolo soluzione
d -Ribosio. soluzione.
Solubile in acqua, leggermente solubile in alcool. Disciogliere 0,1 g di rosso cresolo R in una miscela
p.f.: da 88 C a 92 C. di 2,65 ml di sodio idrossido 0,1 M e 20 ml di
. C28H31ClN2O3. (Mr 479,0). 1075100. alcool R e diluire a 100 ml con acqua R.
isilanA id
idoteM
Rodamina B
[81-88-9]. Schultz No. 864. Colour Index No. 45170. Saggio di sensibilita© . Una miscela di 0,1 ml di rosso
[9-(2-Carbossifenil)-6-dietilammino-3H-xanten-3-iliden]- cresolo soluzione e 100 ml di acqua esente da ani-
dietilammonio cloruro. dride carbonica R, alla quale sono stati aggiunti
Cristalli verdi o polvere viola-rossastra, solubilissimi in 0,15 ml di sodio idrossido 0,02 M e© rosso-porpora.
Non sono necessari piu© di 0,15 ml di acido clori-
irotinetnoC
/ ilairetaM
acqua ed in alcool. drico 0,02 M per far virare la colorazione al giallo.
. C21H23IN2. (Mr 430,3). 1073800.
Viraggio. Da pH 7,0 (giallo) a pH 8,6 (rosso).
Rosso chinaldina
[117-92-0]. 2-[2-[4-(Dimetilammino)fenil]etenil]-1-etilchi-
nolinio ioduro.
. 1063600. [143-74-8].Vedere la monografia
Polvere scura nero-bluastra, moderatamente solubile in Fenolsolfonftaleina
Rosso fenolo
(0242).
ivittaeR
acqua, molto solubile in alcool.
. 1073801.
. 1063601.
Rosso chinaldina soluzione
nolo R e diluire a 100 ml con lo stesso solvente. Disciogliere 0,1 g di rosso fenolo R in una miscela di
itnemogrA
2,82 ml di sodio idrossido 0,1 M e 20 ml di alcool R
ilareneG
Viraggio. Da pH 1,4 (incolore) a pH 3,2 (rosso). e diluire a 100 ml con acqua R.
Rosso Congo . C32H22N6Na2O6S2. (Mr 697). 1022000. Saggio di sensibilita© . Aggiungere 0,1 ml di rosso
[573-58-0]. Schultz No.360. Colour Index No. 22120. fenolo soluzione a 100 ml di acqua esente da ani-
Disodio 2,2'-(difenil-4,4'-diilbis(azo)bis(1-amminonaf- dride carbonica R. La soluzione e© gialla. Non sono
eifargonoM
talen-4-solfonato).
ilareneG
necessari piu© di 0,1 ml di sodio idrossido 0,02 M
Polvere rosso-brunastra, solubile in acqua. per far virare l'indicatore al violetto-rossastro.
Viraggio. Da pH 6,8 (giallo) a pH 8,4 (violetto-ros-
. 1022002. sastro).
ehcituecamraF
Rosso Congo cartina
emroF
Rosso fenolo soluzione R2
minuti in rosso Congo soluzione R. Lasciare asciu- Soluzione I. Disciogliere 33 mg di rosso fenolo R in
gare. 1,5 ml di sodio idrossido soluzione diluita R e diluire
Rosso Congo soluzione . 1022001. a 100 ml con acqua R.
Disciogliere 0,1 g di rosso Congo R in una miscela Soluzione II. Disciogliere 25 mg di ammonio
eiretaM
di 20 ml di alcool R e acqua R e diluire a 100 ml
emirP
con acqua R. solfato R in 235 ml di acqua R; aggiungere 105 ml
di sodio idrossido soluzione diluita R e 135 ml di
Saggio per la sensibilita© . A 0,2 ml della soluzione di acido acetico diluito R.
rosso Congo aggiungere 100 ml di acqua esente da Aggiungere 25 ml della soluzione I alla soluzione
ehcituecamraF
ehcificepS
0,1 M. La soluzione e© blu. Non sono necessari piu© II. Se necessario, portare il pH della miscela a 4,7.
di 0,3 ml di sodio idrossido 0,1 M per far virare il Rosso fenolo soluzione R3 . 1063604.
colore al rosa. Soluzione I. Disciogliere 33 mg di rosso fenolo R in
Viraggio: pH 3,0 (blu) a pH 5,0 (rosa). 1,5 ml di sodio idrossido soluzione diluita R e diluire
ehcitapoemO
inoizaraperP
acqua, solubile in alcool e nelle soluzioni diluite di idros- Aggiungere 25 ml della soluzione I alla soluzione
sidi alcalini. II; se necessario, portare il pH della miscela a 4,7.
483
Reattivi
Rosso metile. C15H15N3O2. (Mr 269,3). 1055100. Polvere bruno-rossastra, praticamente insolubile in
[493-52-7]. Schultz No. 250. Colour Index No. 13020. acqua.
Acido 2-(4-dimetilamminofenilazo)benzoico. Cromatografia. Esaminare mediante cromatografia su
Polvere rosso scuro o cristalli violetti, praticamente strato sottile (2.2.27) utilizzando gel di silice G R come
insolubili in acqua, solubili in alcool. sostanza di rivestimento. Deporre 10 ml di una solu-
zione (0,1 g/l) in diclorometano R ed eluire per un per-
. 1055101. corso di 10 cm con lo stesso solvente. Il cromato-
gramma presenta solo una macchia principale.
Rosso metile indicatore misto
Disciogliere 0,1 g di rosso metile R e 50 mg di blu . C27H30O16.3H2O. (Mr 665). 1075300. [153-18-4].
metilene R in 100 ml di alcool R. Rutina
-d -glucopiranosilossi)-2-(3,4-diidrossifenil)-5,7-di-
(verde). b
idrossi-4H-cromen-4-one.
Rosso metile soluzione . 1055102. Polvere cristallina gialla che imbrunisce alla luce, molto
Disciogliere 50 mg di rosso metile R in una miscela poco solubile in acqua, solubile in circa 400 parti di
di 1,86 ml di sodio idrossido 0,1 M e 50 ml di acqua bollente, poco solubile in alcool, praticamente
alcool R e diluire a 100 ml con acqua R. insolubile in etere, solubile nelle soluzioni di idrossidi
Saggio di sensibilita© . A 0,1 ml di rosso metile solu- alcalini ed in ammoniaca.
zione aggiungere 100 ml di acqua esente da anidride p.f.: circa 210 C, con decomposizione.
carbonica R e 0,05 ml di acido cloridrico 0,02 M. Una soluzione in alcool R mostra due massimi di assor-
La soluzione e© rossa. Non sono necessari piu© di bimento (2.2.25), a 259 nm e a 362 nm.
0,1 ml di sodio idrossido 0,02 M per far virare l'indi- Conservare al riparo dalla luce.
catore al giallo. . Vedere rutina R.
Viraggio. Da pH 4,4 (rosso) a pH 6,0 (giallo). Rutoside
Sabbia 1075800.
Rosso neutro . C15H17ClN4. (Mr 288,8). [553-24-2]. Granuli di silice bianchi o leggermente grigiastri avente
Rosso basico 5. N8,N8,3-Trimetil-2,8-fenossindiammina una dimensione delle particelle compresa tra 150 mm e
monocloridrato. 300 mm.
Polvere verde scura, solubile in acqua ed alcool con Sabinene . C10H16. (Mr 136,2). 1109700. [2009-00-9].
colorazione rossa. Produce una colorazione rossa con 4(10)-Tuiene. 4-Metilen-1-isopropilbiciclo[3.1.0]esano.
acidi e una colorazione arancione con alcali. Liquido oleoso, incolore.
Rosso neutro soluzione . d2525 : circa 0,843.
Soluzione allo 0,1 per cento m/V di rosso neutro R n20D : circa 1,468.
in etanolo al 50 per cento V/V R (intervallo di p.e.: da 163 C a 165 C.
pH 6,8-8,0). Il sabinene usato in gas cromatografia soddisfa all'ulte-
Rosso rutenio . [(NH3)5RuORu(NH3)4ORu(NH3)5]Cl6. riore saggio seguente:
4H2O.(Mr 858). 1075200. [11103-72-3]. Determinazione quantitativa. Esaminare mediante gas
Polvere rosso-brunastra, solubile in acqua. cromatografia (2.2.28) come prescritto nella monogra-
. 1075201. fia Arancio amaro fiore essenza (1175), usando la
Rosso rutenio soluzione
Soluzione 0,8 g/l in piombo acetato soluzione R. sostanza da esaminare come soluzione in esame.
L'area del picco principale non e© inferiore al 99,0 per
Rosso solido B . C17H13N3O9S2. (Mr 467,4).
sale cento dell'area totale dei picchi.
1037500. [56315-29-8]. Schultz No. 155. Colour Index . 1131400. [128-44-9]. Vedere la mono-
No. 37125. Sale di rosso solido B. 2-Metossi-4-nitroben-
Saccarina sodica
484
Reattivi
inoizircserP
Liquido oleoso, incolore o leggermente giallo, con . C15H18O3. (Mr 246,3). 1122000. [481-06-1].
ilareneG
Santonina
isilanA id
nolo caldo, moderatamente solubili in etanolo.
idoteM
p.e.: da 232 C a 234 C. 18 : ^173 in etanolo.
Punto di congelamento: circa 11 C.
D
Il safrolo usato in gas cromatografia soddisfa all'ulteriore p.f.: da 174 C a 176 C.
saggio seguente: Cromatografia. Esaminare come prescritto nel saggio di
irotinetnoC
/ ilairetaM
Determinazione quantitativa. Esaminare mediante gas identificazione C nella monografia Arnica fiore (1391),
cromatografia (2.2.28) come prescritto nella monogra- il cromatogramma ottenuto con 10 l della soluzione
m
fia Cannella di Ceylon corteccia essenza (1501). presenta una zona di estinzione con un Rf di circa 0,5.
Il contenuto non e© inferiore al 96,0 per cento, calcolato Spruzzare con aldeide anisica soluzione R e esaminare
mediante la procedura di normalizzazione. mentre si scalda a 105 C per 5-10 min. Alla luce del
giorno la zona di attenuazione della fluorescenza e© dap-
ivittaeR
Salicilaldeide . C7H6O2. (Mr 122,1). 1075400. [90-02-8]. prima gialla ma vira rapidamente al rosso-violetto.
2-Idrossibenzaldeide. Aldeide salicilica. . C20H36O2. (Mr 308,5). 1139900. [515-03-7].
Liquido oleoso, limpido, incolore.
Sclareolo
(1R,2R,4aS,8aS)-1-[(3R)-3-Idrossi-3-metilpent-4-enil]-
d2020 : circa 1,167. 2,5,5,8a-tetrametildecaidronaftalen-2-olo.
itnemogrA
ilareneG
n20D : circa 1,574. Cristalli inodori.
p.e.: circa 196 C. 20 : 6,7, in soluzione in etanolo.
D
eifargonoM
ilareneG
Salicilaldeide-azina
ehcituecamraF
deide R al 20 per cento V/V in 2-propanolo R. Mesco- cromatografia (2.2.28) come prescritto nella monogra-
lare, lasciare a riposo fino al formarsi di un precipitato
emroF
giallo. Agitare con due porzioni, da 15 ml ciascuna, di fia Salvia essenza (1850).
diclorometano R. Riunire gli strati organici e seccare su Il contenuto di sclareolo non e© inferiore al 97 per cento,
sodio solfato anidro R. Decantare o filtrare la soluzione calcolato mediante la procedura di normalizzazione.
ed evaporare a secco. Ricristallizzare per raffredda- . 1044800. [6533-68-2]. Vedere
eiretaM
mento, da una miscela di 40 volumi di metanolo R e
Scopolamina bromidrato
emirP
la monografia Scopolamina bromidrato (0106).
60 volumi di toluene R. Essiccare i cristalli sotto vuoto.
p.f.: circa 213 C. SDS-PAGE tampone per elettroforesi . 1114900.
Cromatografia. Esaminare come prescritto nel saggio Disciogliere 151,4 g di tris(idrossimetil)ammino-
metano R, 721,0 g di glicina R e 50,0 g di sodio laurilsol-
ehcituecamraF
inoizaraperP
matogramma presenta solo una macchia principale. fato R in acqua R e diluire a 5000 ml con lo stesso
solvente. Immediatamente prima dell'uso, diluire a
Salicina . C13H18O7. (Mr 286,3). 1131300. [138-52-3]. 10 volte il suo volume con acqua R e mescolare. Misu-
2-(Idrossimetil)fenil- -d-glucopiranoside. Salicoside.
b rare il pH (2.2.3) della soluzione diluita. Il pH e© com-
20 : ^62,5 2. preso tra 8,1 e 8,8.
ehcitapoemO
inoizaraperP
D 6
p.f.: da 199 C a 201 C. SDS-PAGE tampone di dissoluzione del campione (con-
99,0 per cento calcolato mediante la procedura di nor- 100 ml con acquaR. Aggiustare il pH a 6,8 con acidoclori-
malizzazione. drico R e diluire a 125 ml con acqua R.
485
Reattivi
SDS-PAGE tampone del campione per condizioni ridu- grafia Te© di Giava (1229). Il contenuto non e© inferiore
centi (concentrato) . 1122100. al 95,0 per cento calcolato mediante la procedura di
Disciogliere 3,78 g di tris(idrossimetil)amminometano R, normalizzazione.
10,0 g di sodio dodecilsolfato R e 100 mg di blu bromo- Sitostanolo . C29H52O. (Mr 416,7). 1140100. [19466-47-8].
fenolo R in acqua R. Aggiungere 50,0 ml di glicerolo R e Contiene non meno del 95,0 per cento di C29H52O.
diluire a 200 ml con acqua R. Aggiungere 25,0 ml
di 2-mercaptoetanolo R. Aggiustare il pH a 6,8 (2.2.3) con b-Sitosterolo . C29H50O. (Mr 414,7). 1140200. [83-46-5].
acido cloridrico R e diluire a 250,0 ml con acqua R. Stigmast-5-en-3 -olo.
b
Alternativamente, il ditiotreitolo puo© essere usato come Polvere bianca, praticamente insolubile in acqua,
agente riducente invece del 2-mercaptoetanolo. In que- moderatamente solubile in tetraidrofurano.
sto caso preparare il tampone campione come segue: Contiene non meno del 75,0 per cento m/m di C29H50O,
disciogliere 3,78 g di tris(idrossimetil)ammino- calcolato con riferimento alla sostanza essiccata.
metano R, 10,0 g di sodio dodecilsolfato R e 100 mg di Determinazione quantitativa. Esaminare mediante gas
blu bromofenolo R in acqua R. Aggiungere 50,0 ml di cromatografia (2.2.28), come prescritto nella monogra-
glicerolo R e diluire a 200 ml con acqua R. Aggiustare fia Fitosterolo (1911).
il pH a 6,8 (2.2.3) con acido cloridrico R, e diluire a Soluzione in esame. Disciogliere 0,100 g della sostanza
250,0 ml con acqua R. Immediatamente prima dell'uso, in esame in tetraidrofurano R e diluire a 10,0 ml con lo
aggiungere ditiotreitolo R fino ad una concentrazione stesso solvente. Introdurre 100 ml di questa soluzione
finale di 100 mM. in un pallone adatto da 3 ml ed evaporare a secchezza
Selenio . Se. (Ar 79,0). 1075900. [7782-49-2]. sotto azoto R. Al residuo aggiungere 100 ml di una
Polvere da rosso-bruna a nera o granuli, praticamente mescela preparata di recente di 50 ml di 1-metilimida-
insolubili in acqua e in alcool, solubili in acido nitrico. zolo R e 1,0 ml di eptafluoro-N-metil-N-(trimetilsilil)bu-
p.f.: circa 220 C tanammide R. Chiudere il pallone e scaldare a 100 C
. 1076000. [56-45-1].Vedere la monografia Serina per 15 min. Lasciar raffreddare. Iniettare 1 ml della
Serina
[2306-27-6]. 3',4',5,6,7-Pentametossiflavone.
Polvere cristallina bianca, praticamente insolubile in Perdita all'essiccamento (2.2.32). Non superiore al 2,0
acqua, solubile in alcool. per cento, determinata per essiccamento in stufa a
p.f.: circa 177 C. 100-105 C.
Assorbanza (2.2.25): una soluzione in metanolo R Sodio arseniato dibasico . Vedere disodio arseniato R.
mostra tre massimi di assorbimento a 243 nm, Sodio ascorbato soluzione . 1078800. [134-03-2].
a 268 nm e a 330 nm. Disciogliere 3,5 g di acido ascorbico R in 20 ml di sodio
Determinazione quantitativa: Esaminare mediante cro- idrossido 1 M. Preparare immediatamente prima del-
matografia liquida (2.2.29) come prescritto nella mono- l'uso.
486
Reattivi
inoizircserP
. NaN3. (Mr 65,0). 1078900. [26628-22-8]. . 1079600. [6132-04-3]. Vedere la monogra-
ilareneG
Sodio azide Sodio citrato
Polvere cristallina o cristalli bianchi, molto solubili in fia Sodio citrato (0412).
acqua, poco solubili in alcool, praticamente insolubili Sodio citrato acido. C6H6Na2O7.1ÃÙÄH2O. (Mr 263,1).
in etere. 1033200. [144-33-2]. Disodio idrogeno 2-idrossipropan-
. 1081300. [144-55-8].Vedere la mono- 1,2,3-tricarbossilato sesquidrato.
isilanA id
Sodio bicarbonato
grafia Sodio bicarbonato (0195). Polvere bianca, solubile in meno di 2 parti di acqua,
idoteM
Sodio bicarbonato soluzione . 1081301. praticamente insolubile in alcool.
Soluzione 42 g/l. Sodio cloruro . 1079500. [7647-14-5].Vedere la monogra-
Sodio bismutato . NaBiO3. (Mr 280,0). 1079000. fia Sodio cloruro (0193).
[12232-99-4].
irotinetnoC
. 1079502.
/ ilairetaM
Sodio cloruro soluzione
Contiene non meno dell'85,0 per cento di NaBiO3. Soluzione al 20 per cento m/m.
Polvere gialla o bruno-giallastra che si decompone len- . 1079503.
tamente con l'umidita© o ad alta temperatura, pratica-
Sodio cloruro soluzione satura
mente insolubile in acqua fredda. Mescolare 1 parte di sodio cloruro R con 2 parti di
acqua R, agitare di volta in volta e lasciare a riposo.
Determinazione quantitativa. Sospendere 0,200 g in Prima dell'uso, decantare la soluzione da ogni even-
ivittaeR
10 ml di una soluzione (200 g/l) di potassio ioduro R e tuale sostanza indisciolta e filtrare se necessario.
aggiungere 20 ml di acido solforico diluito R. Utiliz-
zando come indicatore 1 ml di amido soluzione R, tito- Sodio cobaltinitrito . Na3[Co(NO2)6]. (Mr 403,9)
lare con sodio tiosolfato 0,1 M fino al viraggio a colora- 1079700. [13600-98-1]. Trisodio esanitrocobaltato (III).
itnemogrA
zione arancione. Polvere giallo-arancione, molto solubile in acqua, poco
ilareneG
1 ml di sodio tiosolfato 0,1 M equivale a 14,00 mg di solubile in alcool.
NaBiO3. Sodio cobaltinitrito soluzione . 1079701.
Sodio bisolfito . Vedere Sodio idrogeno solfito R. Soluzione 100 g/l. Preparare immediatamente
.Vedere sodio tetraborato R. prima dell'uso.
eifargonoM
Sodio borato
ilareneG
Sodio butansolfonato . C4H9NaO3S. (Mr 160,2). . C10H21NaO3S. (Mr 244,3).
1115600. [2386-54-1].
Sodio decansolfonato
1079800. [13419-61-9].
Polvere cristallina bianca, solubile in acqua. Polvere cristallina o fiocchi, bianchi o quasi bianchi,
p.f.: maggiore di 300 C. molto solubili in acqua, solubili in metanolo.
ehcituecamraF
. 1079200. [6132-02-1]. Vedere la mono- . C10H21NaO4S. (Mr 260,3). 1138600.
emroF
Sodio carbonato Sodio decilsolfato
emirP
a a b
cento della sua massa. Sodio desossiribonucleato . (Circa l'85 per cento ha una
Conservare in un recipiente ermeticamente chiuso. massa molecolare relativa di 2 107 o maggiore).
2
Soluzione (106 g/l) di sodio carbonato anidro R. Preparazione fibrosa bianca ottenuta dal timo di
inoizaraperP
ehcificepS
Soluzione (40 g/l) di sodio carbonato anidro R in soluzione (a) a 50,0 ml con tampone imidazolo soluzione
sodio idrossido 0,2 M. a pH 6,5 R. L'assorbanza (2.2.25) della soluzione, misu-
rata a 260 nm, e© compresa tra 0,4 e 0,8.
Sodio carbonato monoidrato . Na2CO3.H2O. 1131700. A 0,5 ml della soluzione (a) aggiungere 0,5 ml di tam-
[5968-11-6]. Vedere la monografia Sodio carbonato pone imidazolo soluzione a pH 6,5 R e 3 ml di acido per-
monoidrato (0192). clorico (HClO4 25 g/l). Si forma un precipitato. Centri-
ecidnI
Sodio cetostearilsolfato . 1079400. Vedere la monografia fugare. L'assorbanza del liquido sopranatante, misu-
Sodio cetostearilsolfato (0847). rata a 260 nm utilizzando una miscela di 1 ml di
487
Reattivi
[2832-45-3].
clorico (HClO4 25 g/l). Si forma un precipitato. Centri- Polvere bianca o quasi bianca, molto solubile in acqua.
fugare e raccogliere il liquido sopranatante (a). Scal-
dare l'altra provetta a 37 C per 15 min ed aggiungere Sodio fluoresceinato . C20H10Na2O5. (Mr 376,3).
3 ml di acido perclorico (HClO4 25 g/l). Centrifugare e 1080700. [518-47-8]. Schultz No. 880. Colour Index No.
raccogliere il liquido sopranatante (b). L'assorbanza 45350. Fluoresceina sodica. Disodio 2-(6-ossido-3-oxo-
del liquido sopranatante (b), misurata a 260 nm in con- 3H-xanten-9-il)benzoato.
fronto a quella del liquido sopranatante (a) non e© infe- Polvere rosso-arancione, molto solubile in acqua. Le
riore a 0,15. soluzioni acquose mostrano un'intensa fluorescenza
Sodio dietilditiocarbammato . C5H10NNaS2.3H2O. verde-giallastra.
(Mr 225,3). 1080000. [20624-25-3]. Sodio fluoruro . 1080800. [7681-49-4]. Vedere la mono-
Cristalli incolori o bianchi, molto solubili in acqua, grafia Sodio fluoruro (0514).
solubili in alcool. La soluzione acquosa e© incolore. Sodio formiato . CHNaO2. (Mr 68,0). 1122200. [141-53-7].
Sodio ditionito . Na2S2O4. (Mr 174,1).1080400. [7775-14-6]. Sodio metanoato.
Sodio idrosolfito. Polvere cristallina bianca o granuli deliquescenti, solu-
Polvere cristallina bianca o bianco-grigiastra, che si bile in acqua e in glicerolo, leggermente solubile in
ossida all'aria, solubilissima in acqua, poco solubile in alcool.
alcool. p.f.: circa 253 C.
Conservare in un recipiente ermeticamente chiuso. . 1033300. [10039-32-4]. Vedere la
. 1034100. [577-11-7]. Diottile sodio sol-
Sodio fosfato dibasico
Sodio docusato monografia Sodio fosfato dibasico dodecaidrato (0118).
fosuccinato. Vedere la monografia Docusato sodico . 1033301.
(1418). Sodio fosfato dibasico soluzione
1033400. [7558-79-4].
cento. . 1033500. [10028-24-7].
. C4H4KNaO6.4H2O. (Mr 282,2).
Sodio fosfato dibasico diidrato
Sodio e potassio tartrato
Vedere la monografia Sodio fosfato dibasico diidrato
1083500. [6381-59-5]. Potassio e sodio tartrato. (0602).
Cristalli prismatici incolori, solubilissimi in acqua. Sodio fosfato monobasico . 1080100. [13472-35-0].Vedere
Sodio edetato . 1080600. [6381-92-6].Vedere la monogra- la monografia Sodio fosfato monobasico diidrato (0194).
fia Sodio edetato (0232). . NaH2PO4. (Mr 120,0).
. C7H15NaO3S. (Mr 202,3).
Sodio fosfato monobasico anidro
Sodio eptansolfonato 1080200. [7558-80-7].
1081000. [22767-50-6]. Polvere bianca, igroscopica.
Massa cristallina bianca o quasi bianca, molto solubile Conservare in un recipiente ermeticamente chiuso.
in acqua, solubile in metanolo.
. C7H15NaO3S.H2O. Sodio fosfato monobasico monoidrato . NaH2PO4.H2O.
Sodio eptansolfonato
488
Reattivi
inoizircserP
. Na2HPO3.5H2O. (Mr 216,0). acqua R, aggiungere 5 ml di bromo soluzione R e porre
ilareneG
Sodio fosfito pentaidrato
isilanA id
idoteM
Sodio glucuronato . C6H9NaO7.H2O. (Mr 234,1). attivo.
1080900. Sodio d-glucuronato monoidrato. Liquido giallastro che da© reazione alcalina.
20 : circa + 21,5, determinato su una soluzione 20 g/l.
D
Determinazione quantitativa. Introdurre in un reci-
Sodio idrogeno solfato . NaHSO4. (Mr 120,1). 1131900. piente, consecutivamente, 50 ml di acqua R, 1 g di
irotinetnoC
[7681-38-1]. Sodio bisolfato.
/ ilairetaM
potassio ioduro R e 12,5 ml di acido acetico diluito R.
Molto solubile in acqua, solubilissimo in acqua bol- Diluire 10,0 ml della sostanza in esame a 100,0 ml con
lente. Si decompone in alcool, nel sodio solfato e in acqua R. Introdurre 10,0 ml di questa soluzione nel reci-
acido solforico libero. piente e titolare con sodio tiosolfato 0,1 M, usando 1 ml
p.f.: circa 315 C. di amido soluzione R come indicatore.
. NaHO3S. (Mr 104,1). 1115700.
ivittaeR
Sodio idrogenosolfito 1 ml di sodio tiosolfato 0,1 M equivale a 3,546 mg di
[7631-90-5]. cloro attivo.
Polvere cristallina bianca, molto solubile in acqua, Conservare al riparo dalla luce.
moderatamente solubile in alcool.
Per esposizione all'aria si perde una parte dello zolfo . NaH2PO2.H2O. (Mr 106,0). 1081700.
itnemogrA
Sodio ipofosfito
ilareneG
diossido e la sostanza e© gradualmente ossidata a sol-
fato. Polvere cristallina bianca o cristalli incolori, igrosco-
Sodio idrossido . 1081400. [1310-73-2]. Vedere la mono- pici, molto solubili in acqua, solubili in alcool.
grafia Sodio idrossido (0677). Conservare in un recipiente ermeticamente chiuso.
eifargonoM
. 1081401. .Vedere sodio tiosolfato R.
ilareneG
Sodio idrossido soluzione
Sodio iposolfito
ehcituecamraF
Sodio laurilsolfonato per cromatografia
emroF
200 g/l, se necessario. Polvere o cristalli bianchi o quasi bianchi, molto solu-
Sodio idrossido soluzione concentrata . 1081404. bile in acqua.
Disciogliere 42 g di sodio idrossido R in acqua R e Assorbanza (2.2.25):
diluire a 100 ml con lo stesso solvente. A51cm
%
: circa 0,05 a 210 nm,
. 1081402.
eiretaM
emirP
Sodio idrossido soluzione diluita
Disciogliere 8,5 g di sodio idrossido R in acqua R e A1cm : circa 0,03 a 220 nm,
5 %
determinata in acqua R.
ehcificepS
[2386-57-4].
inoizaraperP
In un bagno di acqua ghiacciata mescolare 20 ml di Polvere cristallina bianca o cristalli incolori, molto
sodio idrossido soluzione concentrata R e 500 ml di solubili in acqua.
489
Reattivi
Sodio molibdofosfotungstato soluzione . Reattivo di Sodio ottilsolfato . C8H17NaO4S. (Mr 232,3) 1082800.
Folin-Dënis. [142-31-4].
Bollire a ricadere, per 2 h, una miscela di 350 ml di Polvere cristallina o fiocchi, bianchi o quasi bianchi,
acqua R, 50 g di sodio tungstato R, 12 g di acido fosfomo- molto solubili in acqua, solubili in metanolo.
libdico R e 25 ml di acido fosforico R. Raffreddare e . C5H11NaO3S. (Mr 174,2)
diluire a 500 ml con acqua R.
Sodio pentansolfonato
1083000. [22767-49-3].
Sodio naftochinonsolfonato . C10H5NaO5S. (Mr 260,2). Solido cristallino bianco, solubile in acqua.
1082300. [521-24-4]. Sodio 1,2-naftochinon-4-solfonato. . C5H11NaO3S.H2O.
Polvere cristallina da gialla a gialla arancione, molto
Sodio pentansolfonato monoidrato
[7791-07-3].
rare immediatamente prima dell'uso.
. C10H6Na2O7S2. (Mr 348,3). Contiene non meno del 99,0 per cento di NaClO4.H2O.
Sodio naftol-disolfonato
Contiene non meno del 97,0 per cento di NaNO2. parata di recente.
Polvere granulare bianca o polvere cristallina legger-
mente gialla, molto solubile in acqua. Sodio picrato soluzione alcalina . 1083300.
Mescolare 20 ml di acido picrico soluzione R e 10 ml di
. 1082501. una soluzione (50 g/l) di sodio idrossido R e diluire a
100 ml con acqua R.
Sodio nitrito soluzione
. C2Na2O4. (Mr 134,0). 1082900. [62-76-0]. Sodio potassio tartrato. Vedere sodio e potassio tar-
Sodio ossalato
trato R.
Polvere cristallina bianca, solubile in acqua, pratica- . C6Na2O6. (Mr 214,0). 1122300.
mente insolubile in alcool e in etere. Sodio rodizonato
[523-21-7]. [(3,4,5,6-tetraossocicloes-1-en-1,2-ilen)dios-
Sodio ottansolfonato . C8H17NaO3S. (Mr 216,3) 1082700. si]disodio.
[5324-84-5]. Cristalli violetti, solubili in acqua con un colore giallo-
Contiene non meno del 98,0 per cento di C8H17NaO3S. arancione. Le soluzioni sono instabili e devono essere
Polvere cristallina o fiocchi, bianchi o quasi bianchi, preparate il giorno stesso dell'utilizzo.
molto solubili in acqua, solubili in metanolo. Sodio salicilato . 1083700. [54-21-7]. Vedere la monogra-
Assorbanza. L'assorbanza (2.2.25) di una soluzione fia Sodio salicilato (0413).
54 g/l misurata a 200 nm non e© superiore a 0,10 e quella Sodio solfato .Vedere la monografia Sodio solfato decai-
misurata a 250 nm non e© superiore a 0,01. drato (0100).
490
Reattivi
inoizircserP
. 1083800. [7757-82-6]. . C2H3NaO2S. (Mr 114,1). 1084500.
ilareneG
Sodio solfato anidro Sodio tioglicolato
Calcinare a 600-700 C il sodio solfato anidro che sod- [367-51-1]. Sodio mercaptoacetato.
disfa ai requisiti prescritti nella monografia Sodio sol- Povere granulare o cristalli bianchi, igroscopici, molto
fato anidro (0099). solubili in acqua e in metanolo, poco solubili in alcool.
Perdita all'essiccamento (2.2.32). Non superiore allo Conservare in un recipiente ermeticamente chiuso.
isilanA id
0,5 per cento, determinata per essiccamento in stufa a
idoteM
. 1084600. [10102-17-7].Vedere la mono-
130 C.
Sodio tiosolfato
irotinetnoC
Polvere cristallina bianca o cristalli incolori, molto
/ ilairetaM
Sodio solfito . 1084000. [10102-15-5].Vedere la monogra- solubili in acqua dando luogo ad una soluzione lim-
fia Sodio solfito eptaidrato (0776). pida, praticamente insolubile in alcool.
Sodio solfito anidro. 1084100. [7757-83-7]. Vedere la . Vedere potassio solfato R.
monografia Sodio solfito anidro (0775).
Solfato dipotassico
fato R.
ivittaeR
Sodio solfuro
itnemogrA
ilareneG
Sodio solfuro soluzione . 1083901. 10 ml di acido solforico R.
Disciogliere, scaldando, 12 g di sodio solfuro R in . 1086500.
45 ml di una miscela di 10 volumi di acqua R e Solfomolibdico reattivo R3
eifargonoM
in 50 ml di acqua R, poi raffreddare. Mescolare le due
ilareneG
solventi. soluzioni e diluire a 100 ml con acqua R.
La soluzione deve essere incolore. Conservare in un recipiente di polietilene.
Sodio tartrato . C4H4Na2O6.2H2O. (Mr 230,1) 1084200. . 1122400. Una soluzione 10 per
[6106-24-7]. Disodio (2R,3R)-2,3-diidrossibutandioato
Soluzione bloccante
ehcituecamraF
diidrato. . 1033601. Borato soluzione.
emroF
Cristalli o granuli bianchi, solubilissimi in acqua, prati-
Soluzione borica
eiretaM
Una soluzione (1,25 g/l) di blu acido 83 R in una miscela
emirP
Sodio tetradeuteriodimetilsilapentanoato
C6H92H4NaO2Si. (Mr 172,3). 1084300. TSP. Sodio consistente di 1 volume di acido acetico glaciale R,
(2,2,3,3-tetradeuterio)-4,4-dimetil-4-silapentanoato. 4 volumi di metanolo R e 5 volumi di acqua R. Filtrare.
Il grado di deuterazione non e© inferiore al 99 per cento. . Vedere cupri-citrica soluzione R
ehcituecamraF
zione R
p.f.: circa 300 C. . vedere soluzione cupri-
Acqua e deuterio ossido. Non piu© dello 0,5 per cento.
Soluzione cupro-
. 1012202.
. NaB(C6H5)4. (Mr 342,2).
Soluzione di decolorazione
Sodio tetrafenilborato
491
Reattivi
Soluzione elementare standard per la spettrometria ato- lare con 20 ml di cloroformio R ed agitare per 2 h. Fil-
mica 1,000 g/l . 5004000. trare sotto vuoto e sospendere il residuo ottenuto in
Questa soluzione e© preparata, generalmente in condi- 5-10 ml di una soluzione (9 g/l) di sodio cloruro R.
zioni acide, dall'elemento o da un sale dell'elemento Per l'uso nel dosaggio del fattore IX, preparare una
che ha un contenuto minimo non inferiore al 99,0 per diluizione in una soluzione (9 g/l) di sodio cloruro R in
cento. La quantita© per litro della soluzione e© maggiore modo tale che tra diluizioni consecutive della prepara-
di 0,995 g durante il periodo di garanzia, durante il zione di riferimento vi siano differenze di tempi di coa-
quale il flacone non e© stato aperto. Il materiale di par- gulazione di circa 10 s.
tenza (elemento o sale) e le caratteristiche del solvente Conservare le sospensioni diluite a ^30 C ed usare
finale (natura e acidita© , ecc.) sono indicate nell'eti- entro 6 settimane.
chetta.
. Vedere Solu- Squalano . C30H62. (Mr 422,8). 1084900. [111-01-3].
Soluzione fisiologica tamponata a pH 7,2
A 250 ml di metanolo R aggiungere 0,27 ml di formal- oli grassi, poco solubile in acetone, in alcool, in acido
deide R e diluire a 500,0 ml con acqua R. acetico glaciale ed in metanolo.
d2020 : da 0,811 a 0,813.
n20D : da 1,451 a 1,453.
Soluzione fissante per focalizzazione isoelettrica in gel di
poliacrilammide. 1138700.
Soluzione contenente 35 g di acido solfosalicilico R e Staccio molecolare . Vedere setaccio molecolare R.
100 g di acido tricloroacetico R per litro di acqua R. Stagno . Sn. (Ar 118,7). 1090800. [7440-31-5].
Soluzione per il saggio di risoluzione della cromatografia
Sorbitolo (0435).
Sostituto piastrinico . 1066400. al riparo dall'aria.
A 0,5-1 g di fosfolipidi R aggiungere 20 ml di acetone R e Stagno(-oso) cloruro soluzione R1 . 1085002.
lasciare a riposo per 2 h agitando di frequente. Centri- Immediatamente prima dell'uso, diluire 1 volume
fugare per 2 min e scartare il liquido sopranatante. Sec- di stagno(-oso) cloruro soluzione R con 10 volumi
care il residuo utilizzando una pompa a vuoto, mesco- di acido cloridrico diluito R.
492
Reattivi
inoizircserP
. 1085003. . 1020100.
ilareneG
Stagno(-oso) cloruro soluzione R2 Substrato cromoforo R2
isilanA id
rente di azoto R per 15 min. Preparare immediata- R fino ad avere una soluzione 0,0005 M.
idoteM
mente prima dell'uso. Substrato di plasma . Vedere plasma substrato R.
Staphylococcus aureus ceppo V8 proteasi .
Tipo XVII-B . . 1039900.
1115800. [66676-43-5].
Succo gastrico artificiale
irotinetnoC
/ ilairetaM
Enzima proteolitico microbico extracellulare. Polvere polvere R in acqua R. Aggiungere 80 ml di acido clori-
liofilizzata contenente da 500 unita© a 1000 unita© per drico 1 M e diluire a 1000 ml con acqua R.
milligrammo di solido.
. 1085500. Sulfanilammide . C6H8N2O2S. (Mr 172,2). 1086100.
Stirene-divinilbenzene copolimero
ivittaeR
Sono disponibili numerose qualita© con differente
dimensione delle particelle. La dimensione delle parti- in acqua bollente, in acetone, negli acidi diluiti e nelle
celle e© specificata dopo il nome del reattivo nel saggio soluzioni di idrossidi alcalini, moderatamente solubile
in cui viene usato. in alcool, in etere e in etere di petrolio.
. 1085300. [3810-74-0]. Vedere la p.f.: circa 165 C.
itnemogrA
ilareneG
Streptomicina solfato
eifargonoM
ilareneG
Contiene non meno del 99,5 per cento di SrCO3. poco solubili in acqua, solubili in acetone, poco solubili
Sr(OH)2. 8H2O. (Mr 265.8). in alcool. Si scioglie negli acidi minerali diluiti e nelle
soluzioni di idrossidi e carbonati alcalini.
Stronzio idrossido.
ehcituecamraF
Deve contenere non meno del 95,0 per cento di stronzio . C6H12O6. (Mr 180,16). 1111000. [87-81-0].
emroF
Tagatosio
emirP
Titolare con acido cloridrico 1 M in presenza di fenolfta- . 1087000. [14807-96-6]. Vedere la monografia
leina soluzione R.
Talco
Talco (0438).
Aggiungere quindi metilarancio soluzione R e titolare . Tl2SO4. (Mr 504,8). 1089100.
ehcituecamraF
Tannino
inoizaraperP
493
Reattivi
Cromatografia (2.2.27). Esaminare come prescritto nel Il 4-terpinenolo usato in gas cromatografia soddisfa
saggio di identificazione B nella monografia Oppio all'ulteriore saggio seguente:
(0777), deponendo sulla lastra in forma di bande Determinazione quantitativa. Esaminare mediante gas
(20 mm 3 mm) 20 ml di una soluzione 0,5 g/l. Il cro-
2
cromatografia (2.2.28) come prescritto nella monogra-
matogramma ottenuto presenta una macchia principale fia Lavanda essenza (1338).
di colore rosso-arancione o rosso con un Rf di circa 0,5. Soluzione in esame. La sostanza da esaminare.
Tecnazene . C6HCl4NO2. (Mr 260,9). 1132400. L'area del picco principale non e© inferiore al 98,0 per
[117-18-0]. cento dell'area di tutti i picchi nel cromatogramma otte-
p.f.: da 99 C a 100 C. nuto.
p.e.: circa 304 C. . C10H18O. (Mr 154,2).1087300. [98-55-5].
Puo© essere utilizzata un'idonea e certificata soluzione di
a-Terpineolo
(RS)-2-(4-Metil-3-cicloesenil)-2-propanolo.
riferimento (10 ng/ml in cicloesano). Cristalli incolori, praticamente insolubili in acqua,
Teobromina . 1138800. [83-67-0]. Vedere la monografia solubili in alcool ed in etere.
Teobromina (0298). d2020 : circa 0,935
Teofillina . 1089300. [58-55-9]. Vedere la monografia n20D : circa 1,483
Teofillina (0229). 20 : circa 92,5
. C10H16. (Mr 136,2). 1140300. [99-86-5].
D
p.f.: circa 35 C.
a-Terpinene
1-Isopropil-4-metilcicloesa-1,3-diene.
Liquido chiaro, quasi incolore. Puo© contenere dall'1 per cento al 3 per cento di -terpi-
b
1-Isopropil-4-metilcicloesa-1,4-diene.
Liquido oleoso. esene.
d415 : circa 0,850. Liquido chiaro, quasi incolore.
n15D : da 1,474 a 1,475. d420 : circa 0,863.
p.e.: da 183 C a 186 C. n20D : circa 1,488.
Il -terpinene usato in gas cromatografia soddisfa all'ul- p.e.: circa 184 C.
teriore saggio seguente: Il terpinolene utilizzato in gas cromatografia soddisfa
Determinazione quantitativa. Esaminare mediante gas all'ulteriore saggio seguente:
cromatografia (2.2.28) come prescritto nella monogra- Determinazione quantitativa. Esaminare mediante gas
fia Menta essenza (0405). cromatografia (2.2.28) come prescritto nella monogra-
Soluzione in esame. La sostanza da esaminare. fia Melaleuca essenza (1837).
L'area del picco principale non e© inferiore al 93,0 per Il contenuto non e© inferiore al 90 per cento, calcolato
cento dell'area di tutti i picchi nel cromatogramma otte- mediante la procedura di normalizzazione.
nuto. . 1025900. [91053-39-3].
. C10H18O. (Mr 154,2). 1116000. [562-74-3].
Terra d'infusori
4-Terpinenolo
494
Reattivi
inoizircserP
Polvere granulare fine bianca o quasi bianca, costituita . 1087400. [57-85-2]. Vedere la
ilareneG
Testosterone propionato
1087500. [1643-19-2].
mediante esame microscopico con un ingrandimento Cristalli bianchi o quasi bianchi.
di 500 volte. La sostanza e© purificata per trattamento
isilanA id
idoteM
con acido cloridrico R e lavaggio con acqua R. p.f.: da 102 C a 104 C.
Dimensione delle particelle. Non piu© del 5 per cento e© Tetrabutilammonio diidrogeno fosfato. C16H38NO4P.
trattenuto su un setaccio No. 180. Non piu© del 10 per (Mr 339,5). 1087600. [5574-97-0].
cento passa attraverso un setaccio No. 125. Polvere bianca, igroscopica.
irotinetnoC
/ ilairetaM
Terra d'infusori per gas cromatografia R1 . 1026100. pH (2.2.3). Una soluzione 170 g/l ha un pH di circa 7,5.
Polvere granulare fine bianca o quasi bianca, costi- Assorbanza (2.2.25). L'assorbanza di una soluzione
tuita da frustoli silicei di diatomee fossili o da 170 g/l, determinata a 210 nm e© di circa 0,10.
frammenti di diatomee fossili, praticamente insolu- Conservare in un recipiente ermeticamente chiuso.
bile in acqua, in alcool ed in etere. La sostanza . C16H37NO4S.
ivittaeR
puo© essere identificata mediante esame microsco- Tetrabutilammonio idrogeno
pico con un ingrandimento di 500 volte. La Polvere cristallina o cristalli incolori, molto solubili in
sostanza e© purificata per trattamento con acido clo- acqua ed in metanolo.
ridrico R e lavaggio con acqua R.
Dimensione delle particelle. Non piu© del 5 per p.f.: da 169 C a 173 C.
itnemogrA
ilareneG
cento e© trattenuto su un setaccio No. 250. Non piu© Assorbanza (2.2.25). L'assorbanza di una soluzione
del 10 per cento passa attraverso un setaccio 50 g/l, ad una lunghezza d'onda compresa tra 240 nm
No. 180. e 300 nm, non e© superiore a 0,05.
. 1026200. Tetrabutilammonio idrossido . C16H37NO.30H2O.
(Mr 800). 1087800. [2052-49-5].
Terra d'infusori per gas cromatografia R2
eifargonoM
Polvere granulare fine bianca o quasi bianca 2con
ilareneG
una area superficiale specifica di circa 0,5 m /g, Contiene non meno del 98,0 per cento di
costituita da frustoli silicei di diatomee fossili o da C16H37NO.30H2O.
frammenti di diatomee fossili, praticamente insolu- Cristalli bianchi o quasi bianchi, solubili in acqua.
bile in acqua, in alcool ed in etere. La sostanza Determinazione quantitativa. Disciogliere 1,000 g in
ehcituecamraF
puo© essere identificata mediante esame microsco- 100 ml di acqua R. Titolare immediatamente con acido
emroF
pico con un ingrandimento di 500 volte. La cloridrico 0,1 M determinando potenziometricamente
sostanza e© purificata per trattamento con acido clo- (2.2.20) il punto di fine titolazione. Effettuare una tito-
ridrico R e lavaggio con acqua R. lazione in bianco.
Dimensione delle particelle. Non piu© del 5 per 1 ml di acido cloridrico 0,1 M equivale a 80,0 mg di
cento e© trattenuto su un setaccio No. 180. Non piu© C16H37NO.30H2O.
eiretaM
emirP
del 10 per cento passa attraverso un setaccio .
No. 125. Tetrabutilammonio idrossido
1087802. [2052-49-5].
soluzione (400 g/l)
ehcificepS
1087801.
Soluzione contenente 104 g/l di C16H37NO
Terra d'infusori silanizzata per gas cromatografia
. 1026400.
ehcitapoemO
inoizaraperP
1087900. [311-28-4].
acqua R. Contiene non meno del 98,0 per cento di C16H36IN.
ecidnI
Testosterone . 1116100. [58-22-0]. Vedere la monografia Polvere cristallina o cristalli bianchi o leggermente
Testosterone (1373). colorati, solubili in alcool.
495
Reattivi
Ceneri solforiche (2.4.14). Non superiori allo 0,02 per Tetraetilammonio idrogenosolfato . C8H21NO4S. (Mr 227,3).
cento. 1116200. [16873-13-5].
Determinazione quantitativa. Disciogliere 1,200 g in Polvere igroscopica.
30 ml di acqua R. Aggiungere 50,0 ml di argento p.f.: 245 C circa.
nitrato 0,1 M e 5 ml di acido nitrico diluito R. Titolate . C8H21NO.
l'eccesso di argento nitrato con ammonio tiocianato
Tetraetilammonio idrossido soluzione
n-Tetradecano.
Contiene non meno del 99,5 per cento m/m di C14H30. zione R in un cilindro con tappo a smeriglio da 12 ml,
del diametro di circa 1,5 cm. Riempire completamente
Liquido incolore. con la sostanza in esame, agitare vigorosamente e
d2020 : circa 0,76. lasciare a riposo proteggendo dalla luce per 30 min.
n20D : circa 1,429. Non appare alcuna colorazione.
p.e.: circa 252 C. Il tetraidrofurano utilizzato in spettrofotometria soddisfa
p.f.: circa ^5 C. all'ulteriore requisito seguente:
Trasmittanza minima (2.2.25) determinata usando
Tetradecilammonio bromuro . C40H84BrN. (Mr 659). acqua R come bianco:
1088300. [14937-42-9]. Tetrakis(decil)ammonio bro- 20 per cento a 255 nm,
muro. 80 per cento a 270 nm,
Polvere cristallina o cristalli bianchi o leggermente 98 per cento a 310 nm.
colorati.
p.f.: da 88 C a 89 C. Tetrametilammonio cloruro. C4H12ClN. (Mr 109,6).
1100400. 75-57-0.
Tetraeptilammonio bromuro . C28H60BrN. (Mr 490,7). Cristalli incolori, solubili in acqua e in alcool.
1088400. [4368-51-8]. p.f.: circa 300 C, con decomposizione.
Polvere cristallina o cristalli, bianchi o leggermente . C4H13NO4S.
colorati. Tetrametilammonio idrogenosolfato
496
Reattivi
inoizircserP
. 1088600. . C4H12Si. (Mr 88,2). 1088900. [75-76-3].
ilareneG
Tetrametilammonio idrossido soluzione Tetrametilsilano
[75-59-2]. TMS.
Contiene non meno del 10,0 per cento m/m di Liquido incolore limpido, molto poco solubile in
C4H13NO (Mr 91,2). acqua, solubile in acetone ed in alcool.
Liquido incolore o giallo molto pallido, limpido, misci- d2020 : circa 0,64.
isilanA id
idoteM
bile con acqua e con alcool. n20D : circa 1,358.
Determinazione quantitativa. A 1,000 g aggiungere p.e.: circa 26 C.
50 ml di acqua R e titolare con acido solforico 0,05 M, Il tetrametilsilano usato in spettrometria di risonanza
utilizzando 0,1 ml di rosso metile soluzione R come indi- magnetica nucleare soddisfa all'ulteriore requisito
catore.
irotinetnoC
seguente:
/ ilairetaM
1 ml di acido solforico 0,05 M equivale a 9,12 mg di Nello spettro di risonanza magnetica nucleare di una
C4H13NO. soluzione approssimativamente al 10 per cento V/V di
. tetrametilsilano in cloroformio deuterato R, l'intensita©
di un eventuale segnale estraneo, esclusi quelli dovuti
Tetrametilammonio idrossido soluzione diluita
1088601.
alle bande laterali di rotazione e al cloroformio, non e©
ivittaeR
Diluire 10 ml di tetrametilammonio idrossido solu- maggiore dell'intensita© dei segnali satelliti del C-13, col-
zione R a 100 ml con alcool esente da aldeide R. locati ad una distanza di 59,1 Hz su ciascun lato del
Preparare immediatamente prima dell'uso. segnale principale del tetrametilsilano.
Tetrametilbenzidina . C16H20N2. (Mr 240,3). 1132600. Tiamazolo . C4H6N2S. (Mr 114,2). 1089400. [60-56-0].
Metimazolo. 1-Metil-1H-imidazol-2-tiolo.
itnemogrA
[54827-17-7]. 3,3',5,5'-Tetrametilbifenil-4,4'-diammina.
ilareneG
Polvere praticamente insolubile in acqua, solubilissima Polvere cristallina bianca o quasi bianca, molto solubile
in metanolo. in acqua, solubile in alcool ed in diclorometano, mode-
p.f.: circa 169 C. ratamente solubile in etere.
. C17H22N2. (Mr 254,4). p.f.: circa 145 C.
eifargonoM
ilareneG
Tetrametildiamminodifenilmetano
ehcituecamraF
di idrossidi alcalini.
p.f.: circa 90 C. . C28H30O4. (Mr 430,5).1090700. [125-20-2].
emroF
Timolftaleina
Tetrametildiamminodifenilmetano reattivo . 1088701. 3,3-Bis(4-idrossi-5-isopropil-2-metilfenil)-3H-isobenzo-
Soluzione A. Disciogliere 2,5 g di tetrametildiam- furan-1-one.
minodifenilmetano R in 10 ml di acido acetico Polvere bianca o bianco-giallastra, praticamente inso-
glaciale R e aggiungere 50 ml di acqua R. lubile in acqua, solubile in alcool, si scioglie nelle solu-
eiretaM
zioni diluite di idrossidi alcalini.
emirP
Soluzione B. Disciogliere 5 g di potassio ioduro R in
100 ml di acqua R. Timolftaleina soluzione . 1090701.
Soluzione C. Disciogliere 0,30 g di ninidrina R in Soluzione 1 g/l in alcool R.
10 ml di acido acetico glaciale R e aggiungere Saggio di sensibilita© . A 0,2 ml della timolftaleina
ehcituecamraF
inoizaraperP
Tetrametiletilendiammina
497
Reattivi
Soluzione in esame. Disciogliere 0,1 g in circa 10 ml di Cromatografia. Esaminare come prescritto nella mono-
acetone R. grafia Levodopa (0038); il cromatogramma presenta
L'area del picco principale non e© inferiore al 95,0 per solo una macchia principale.
cento dell'area di tutti i picchi nel cromatogramma otte- Titanio . Ti. (Ar 47,88). 1091000. [7440-32-6].
nuto (trascurare il picco dovuto all'acetone). Contiene non meno del 99 per cento di Ti.
Tioacetammide . C2H5NS. (Mr 75,1). 1089600. [62-55-5]. Polvere metallica, fili sottili (diametro non superiore a
Polvere cristallina o cristalli incolori, molto solubili in 0,5 mm), in spugna.
acqua ed in alcool. p.f.: circa 1668 C.
p.f.: circa 113 C. Densita© : circa 4,507 g/cm3.
Tioacetammide reattivo . 1089601. Titanio diossido . 1117900. [13463-67-7].Vedere la mono-
A 0,2 ml di tioacetammide soluzione R aggiungere grafia Titanio diossido (0150).
1 ml di una miscela di 5 ml di acqua R, 15 ml di Titanio tricloruro . TiCl3. (Mr 154,3). 1091200. [7705-07-9].
sodio idrossido 1 M e 20 ml di glicerolo 85 per cen- Titanio(III) cloruro.
to R. Scaldare a b.m. per 20 s. Preparare immedia- Cristalli viola-rossastri, deliquescenti, solubili in acqua
tamente prima dell'uso. ed in alcool, praticamente insolubili in etere.
Tioacetammide soluzione . 1089602. p.f.: circa 440 C.
Soluzione 40 g/l. Conservare in un recipiente ermeticamente chiuso.
Tiodietilenglicole . C4H10O2S. (Mr 122,2). 1122900. Titanio tricloruro soluzione . 1091201.
[111-48-8]. Di(2-idrossietil)solfuro. d20 : circa 1,19.
20
Liquido viscoso, incolore o giallo. Soluzione 150 g/l in acido cloridrico (100 g/l di
Contiene non meno del 99,0 per cento di C4H10O2S. HCl).
d2020 : circa 1,18. Titanio tricloruro-acido solforico reattivo . 1091202.
Tiomersale . C9H9HgNaO2S. (Mr 404,8). 1089800. Mescolare con cautela 20 ml di titanio tricloruro
[54-64-8]. Sodio mercuriotiolato. Sodio 2-[(etilmercu- soluzione R con 13 ml di acido solforico R. Aggiun-
rio)tio]benzoato. Sodio etilmercurio tiosalicilato. gere idrogeno perossido soluzione concentrata R in
Polvere cristallina impalpabile, bianco-giallastra, solu- quantita© sufficiente a dare un colore giallo. Scal-
bilissima in acqua, molto solubile in alcool, pratica- dare fino a sviluppo di fumi bianchi. Lasciar raf-
mente insolubile in etere. freddare. Diluire con acqua R e ripetere il riscalda-
. C12H10N3SCl. (Mr 263,8). 3,7-Diamminofeno- mento e l'aggiunta di acqua R fino ad ottenere una
Tionina
tiaz-5-inio cloruro. Schultz No. 1036. Colour Index soluzione incolore. Diluire a 100 ml con acqua R.
No 52000. o-Tolidina . C14H16N2. (Mr 212,3). 1123000. [119-93-7].
Tionina soluzione. Disciogliere 1 g di tionina R 3,3'-Dimetilbenzidina.
in 50 ml di acqua R. Contiene non meno del 97,0 per cento di C14H16N2.
. CH4N2S. (Mr 76,1). 1089900. [62-56-6]. Polvere cristallina brunastra chiara.
p.f.: circa 130 C.
Tiourea
498
Reattivi
inoizircserP
Composti solforati. A 10 ml aggiungere 1 ml di eta- . 1049300. [1393-92-6]. Schultz No. 1386.
ilareneG
Tornasole
nolo R e 3 ml di potassio piombito soluzione R e bol- Frammenti blu-indaco preparati da varie specie di
lire a ricadere per 15 min. Lasciare a riposo per Rocella, Lecanora o altri licheni, solubili in acqua, pra-
5 min. Nello strato acquoso non appare alcun ticamente insolubili in alcool.
imbrunimento. Viraggio. Da pH 5 (rosso) a pH 8 (blu).
isilanA id
Sostanze correlate al tiofene. Agitare 2 ml con 5 ml
idoteM
di isatina reattivo R per 5 min e lasciare a riposo . 1049301.
Tornasole cartina blu
per 15 min. Nello strato inferiore non appare Bollire per 1 h 10 parti di tornasole R grossolana-
alcuna colorazione blu. mente polverizzato con 100 parti di alcool R.
Decantare l'alcool ed aggiungere al residuo
irotinetnoC
. C7H9NO2S. (Mr 171,2). 1091500.
/ ilairetaM
Toluensolfonammide
una miscela di 45 parti di alcool R e 55 parti di
[70-55-3]. 4-Metilbenzensolfonammide. p-Toluensolfo- acqua R. Dopo due giorni decantare il liquido lim-
nammide. pido. Impregnare delle strisce di carta da filtro
Polvere cristallina bianca, poco solubile in acqua ed in con la soluzione e lasciar asciugare.
etere, solubile in alcool e nelle soluzioni acquose di Saggio di sensibilita© . Immergere una striscia di
idrossidi alcalini. 10 mm 60 mm in una miscela di 10 ml di acido
ivittaeR
2
solo una macchia principale. All'estratto di tornasole blu aggiungere acido clori-
itnemogrA
ilareneG
o-Toluensolfonammide . C7H9NO2S. (Mr 171,2). drico diluito R goccia a goccia finchë il colore blu
1091400. [88-19-7]. 2-Metilbenzensolfonammide. vira al rosso. Impregnare delle strisce di carta da
Polvere cristallina bianca, poco solubile in acqua ed in filtro con la soluzione e lasciar asciugare.
etere, solubile in alcool e nelle soluzioni di idrossidi
alcalini.
eifargonoM
Saggio di sensibilita© . Immergere una striscia di
ilareneG
p.f.: circa 156 C. 10 mm 60 mm in una miscela di 10 ml di sodio
2
ehcituecamraF
o-Toluidina . C7H9N. (Mr 107,2). 1091700. [95-53-4]. Tosilarginina cloridrato estere metilico .
2-Metilanilina. C14H23ClN4O4S. (Mr 378,9). 1092000. [1784-03-8].
emroF
Liquido giallo pallido che diventa bruno-rossastro per N-Tosil-l-arginina metilestere cloridrato. Etile (S)-5-
esposizione all'aria e alla luce, poco solubile in acqua, guanidino-2-(4-metilbenzensolfonammido)valerato
solubile in alcool e negli acidi diluiti. cloridrato.
20 : da 12 a 16, determinato su una soluzione
d2020 : circa 1,01. D
eiretaM
ÿ ÿ
40 g/l.
emirP
n20D : circa 1,569.
p.e.: circa 200 C. p.f.: circa 145 C.
Conservare in un recipiente ermeticamente chiuso, al Tosilarginina cloridrato estere metilico soluzione.
1092001.
ehcituecamraF
ehcificepS
499
Reattivi
1,4-Diazabiciclo[2.2.2]ottano.
p.f.: da 262 C a 263 C. Cristalli molto igroscopici, che sublimano rapidamente
Triamcinolone acetonide . 1133100. [76-25-5]. Vedere la a temperatura ambiente, molto solubili in acqua, in
monografia Triamcinolone acetonide (0533). acetone e in etanolo.
Tricina . C6H13NO5. (Mr 179,2). 1138900. [5704-04-1]. p.e.: circa 174 C.
N-[2-idrossi-1,1-bis(idrossimetil)etil]glicina. p.f.: circa 158 C.
Usare reattivi per elettroforesi.
. Vedere tricloroetilene R. Conservare in un recipiente ermeticamente chiuso.
. C19H16O. (Mr 260,3).1093700. [76-84-6].
Tricloretilene
. Clo- Trifenilmetanolo
Trifenilcarbinolo.
1,1,1-Tricloro-2,2-bis-(4-clorofenil)etano soluzione
fenotano soluzione.
Soluzione satura di clofenotano R in etanolo R a tempe- Cristalli incolori, praticamente insolubili in acqua,
ratura compresa tra 17,5 C e 18,5 C. molto solubili in alcool.
1,1,1-Tricloroetano . C2H3Cl3. (Mr 133,4). 1092600. Trifeniltetrazolio cloruro . C19H15ClN4. (Mr 334,8).
[71-55-6]. Metilcloroformio. 1093800. [298-96-4]. 2,3,5-Trifenil-2H-tetrazolio clo-
Liquido non infiammabile, praticamente insolubile in ruro.
acqua, solubile in acetone, in etere e in metanolo. Contiene non meno del 98,0 per cento di C19H15ClN4.
d2020 : circa 1,34. Polvere gialla pallida o gialla scura, solubile in acqua,
n20D : circa 1,438. in acetone ed in alcool, praticamente insolubile in etere.
p.e.: circa 74 C. p.f.: circa 240 C, con decomposizione.
Tricloroetilene . C2HCl3. (Mr 131,4) 1102100. [79-01-6]. Determinazione quantitativa. Disciogliere 1,000 g in una
Liquido incolore, praticamente insolubile in acqua, miscela di 5 ml acido nitrico diluito R e 45 ml di
miscibile con alcool e con etere. acqua R. Aggiungere 50,0 ml di argento nitrato 0,1 M e
d2020 : circa 1,46. scaldare all'ebollizione. Lasciar raffreddare, aggiungere
n20D : circa 1,477. 3 ml di dibutile ftalato R, agitare vigorosamente e
500
Reattivi
inoizircserP
titolare con ammonio tiocianato 0,1 M, usando 2 ml N,O .
ilareneG
-bis(Trimetilsilil)trifluoroacetamide
di ferro(-ico) ammonico solfato soluzione R2 come C8H18F3NOSi2. (Mr 257,4). 1133200. [25561-30-2].
indicatore. BSTFA.
1 ml di argento nitrato 0,1 M equivale a 33,48 mg di Liquido incolore.
C19H15ClN4. d2020 : circa 0,97.
isilanA id
idoteM
Conservare al riparo dalla luce. n20D : circa 1,38.
Trifeniltetrazolio cloruro soluzione . 1093801. p.e.12mm: 40 C circa.
Soluzione 5 g/l in alcool esente da aldeide R. Tripsina . 1094500. [9002-07-7].
Conservare al riparo dalla luce. Enzima proteolitico ottenuto per attivazione del tripsi-
irotinetnoC
/ ilairetaM
Trigonellina cloridrato . C7H8ClNO2. (Mr 173,6). nogeno estratto dal pancreas del bue (Bos taurus L.).
1117400. [6138-41-6]. 3-Carbossi-1-metilpiridinio clo- Polvere cristallina o amorfa bianca, moderatamente
ruro. Acido nicotinico N-metilbetaina cloridrato. solubile in acqua.
Polvere cristallina, solubilissima in acqua, solubile in Tripsina per mappa peptidica . 1094600. [9002-07-7].
alcool, praticamente insolubile in etere. Tripsina di elevata purezza trattata allo scopo di elimi-
ivittaeR
p.f.: circa 258 C. nare l'attivita© chimotriptica.
Trimetilclorosilano . C3H9ClSi. (Mr 108,7). 1133000. Triptofano . C11H12N2O2. (Mr 204,2). 1094700. [73-22-3].
[75-77-4]. Polvere cristallina bianca o bianco-giallastra o cristalli
p.e.: 57 C circa. incolori, poco solubili in acqua, molto poco solubili in
itnemogrA
alcool, praticamente insolubili in etere.
ilareneG
Trimetilpentano . C8H18. (Mr 114,2). 1093400. [540-84-1]. 20 : circa 30, determinato su una soluzione 10 g/l.
Iso-ottano. 2,2,4-Trimetilpentano.
D ÿ
Liquido infiammabile, incolore, praticamente insolu- Triscianoetossipropano . C12H7N3O3. (Mr 251,3). 1093900.
bile in acqua, solubile in etanolo. 1,2,3-Tris(2-cianoetossi)propano.
eifargonoM
d2020 : da 0,691 a 0,696. Liquido viscoso, giallo bruno, solubile in metanolo.
ilareneG
n20D : da 1,391 a 1,393. Usato come fase stazionaria in gas cromatografia.
Intervallo di distillazione (2.2.11). Non meno del 95 per d2020 : circa 1,11
cento distilla tra 98 C e 100 C. Viscosita© (2.2.9). circa 172 mPa s. 1
ehcituecamraF
Il trimetilpentano usato in spettrofotometria soddisfa Tris(idrossimetil)amminometano . 1094200. [77-86-1].
Vedere la monografia Trometamolo (1053).
emroF
all'ulteriore requisito seguente:
Trasmittanza minima (2.2.25). Determinata usando . 1094201.
acqua R come bianco: 98 per cento da 250 nm a 420 nm. Tris(idrossimetil)amminometano soluzione
eiretaM
emirP
modifiche: Tris(idrossimetil)amminometano .
soluzione R1
Polvere bianca.
N-Trimetilsililimidazolo . C6H12N2Si. (Mr 140,3).1100500. p.f.: da 182 C a 186 C.
[18156-74-6]. 1-Trimetilsililimidazolo.
Liquido igroscopico, incolore. 1,3,5-Tris[3,5-di(1,1-dimetiletil)-4-idrossibenzil]-1,3,5-
H H H
triazin-2,4,6-(1 ,3 ,5 . C48H69O6N3. (Mr 784,1).
) trione
501
Reattivi
zione (9 g/l) di sodio cloruro dando luogo ad una solu- Soluzione 10 g/l di vanillina R in acido solforico R.
zione giallo pallido, opaca. Vaselina bianca molle . Vedere paraffina bianca molle R.
Conservare in un recipiente sterile sotto azoto, sigillato, Vaselina, olio . 1062000. [8042-47-5].Vedere la monogra-
al riparo dalla luce, a temperatura inferiore a 25 C. fia Paraffina liquida (0239).
Trombina umana soluzione . 1090101. Verbenone . C10H14O. (Mr 150,2). 1140500. [1196-01-6].
Ricostituire la trombina umana R come indicato dal (1S,5S)-4,6,6-Trimetilbiciclo[3.1.1]ept-3-en-2-one.
produttore e diluire a 5 U.I. per millilitro con tam- Olio con odore caratteristico, praticamente insolubile
pone tris(idrossimetil)amminometano-sodio cloruro in acqua, miscibile in solventi organici.
apH7,4R. d2020 : circa 0,978.
Tromboplastina . 1090300. n18D : circa 1,49.
Estrarre 1,5 g di cervello bovino essiccato con acetone 18 : circa + 249,6.
D
polvere R con 60 ml di acqua R a 50 C per 10-15 min, p.e.: da 227 C a 228 C.
centrifugare a 1500 giri/min per 2 min e decantare il p.f.: circa 6,5 C.
liquido sopranatante. L'estratto mantiene la sua attivita© Il verbenone utilizzato in gas cromatografia soddisfa
per diversi giorni se conservato in frigorifero. Puo© con- all'ulteriore saggio seguente:
tenere 3 g/l di cresolo R come conservante antimicro-
bico. Determinazione quantitativa. Esaminare mediante gas
. C10H16O. (Mr 152,2). 1116500. [546-80-5]. cromatografia (2.2.28) come prescritto nella monogra-
Tuione
7-Idrossicumarina. 7-Idrossi-2-H-1-benzopiran-2-one.
Si ottiene dall'acqua sotto forma di aghi. Verde bromocresolo soluzione . 1012601. Bromocre-
p.f.: da 225 C a 228 C. solo verde soluzione.
Urea . 1095000. [57-13-6]. Vedere la monografia Urea Disciogliere 50 mg di verde bromocresolo R in
(0743). 0,72 ml di sodio idrossido 0,1 M e 20 ml di alcool R
Uridina . C9H12N2O6. (Mr 244,2). 1095100. [58-96-8]. e diluire a 100 ml con acqua R.
1- -d-Ribofuranosiluracile.
b Saggio di sensibilita© . A 0,2 ml di verde bromocre-
Polvere cristallina bianca o quasi bianca, solubile in solo soluzione aggiungere 100 ml di acqua esente
acqua. da anidride carbonica R. La soluzione e© blu. Non
p.f.: circa 165 C. sono necessari piu© di 0,2 ml di acido cloridrico
Vanadio pentossido . Vedere divanadio pentossido R. 0,02 M per far virare la colorazione al giallo.
502
Reattivi
inoizircserP
Viraggio. Da pH 3,6 (giallo) a pH 5,2 (blu). . C6H9NO. (Mr 111,1). 1111900.
ilareneG
1-Vinilpirrolidin-2-one
isilanA id
200 ml con acqua R.
idoteM
0,1 per cento, determinato su 2,5 g. Usare come sol-
Verde malachite. C23H25ClN2. (Mr 364,9). 1050500. vente, una miscela di 50 ml di metanolo anidro R e
[123333-61-9]. Schultz No. 754. Colour Index 10 ml di butirrolattone R.
No. 42000. [4-[[4-(Dimetilammino)fenil]fenilmetilen] Determinazione quantitativa. Esaminare mediante gas
cicloesa-2,5-dien-1-iliden]dimetilammonio cloruro.
irotinetnoC
/ ilairetaM
cromatografia (2.2.28).
Cristalli verdi dalla lucentezza metallica, solubilissimi La cromatografia puo© essere eseguita usando:
in acqua dando luogo ad una soluzione verde-bluastra,
solubili in alcool ed in metanolo. ^ una colonna di silice fusa lunga 30 m e con diame-
Una soluzione 0,01 g/l in alcool R presenta un massimo tro interno di 0,5 mm con la parete interna rico-
di assorbimento (2.2.25) a 617 nm. perta con uno strato di 1,0 m di macrogol 20000 R,
m
ivittaeR
Verde malachite soluzione . 1050501. ^ elio per cromatografia R come gas di trasporto,
Soluzione 5 g/l in acido acetico anidro R. ^ un rivelatore a ionizzazione di fiamma.
Verde metile. C26H33Cl2N3. (Mr 458,5). 1054200. Mantere la temperatura della camera di iniezione a
[7114-03-6]. Schultz No. 788. Colour Index No. 42585. 190 C e programmare la temperatura della colonna
itnemogrA
ilareneG
4-[[4-(Dimetilammino)fenil][4-(dimetilimminio)cicloesa- come segue: mantenere la temperatura a 80 C per
2,5-dieniliden]-metilfenil]trimetilammonio dicloruro. 1 min e poi aumentarla a 190 C ad una velocita© di
Polvere verde, solubile in acqua, solubile in acido solfo- 10 C al minuto. Mantenere a 190 C per 15 min. Iniet-
rico dando luogo ad una soluzione gialla che vira al tare 0,3 l della sostanza in esame e aggiustare il flusso
m
verde per diluizione con acqua. del gas di trasporto in modo che il tempo di ritenzione
eifargonoM
del picco corrispondente all'1-vinilpirrolidin-2-one sia
ilareneG
. 1054201. di circa 17 min. Determinare il contenuto di C6H9NO
Verde metile iodomercurato cartina
mediante normalizzazione interna.
Immergere sottili strisce di un'idonea carta da fil- .Vedere cristal violetto R.
tro in una soluzione (40 g/l) di verde metile R e Violetto di genziana
ehcituecamraF
lasciar asciugare all'aria. Immergere le strisce per Violetto di genziana soluzione . Vedere cristal violetto
soluzione R.
emroF
1 h in una soluzione contenente 140 g/l di potassio
ioduro R e (200 g/l) di mercurio(-ico) ioduro R. Vitexina . C21H20O11. (Mr 448,4). 1133300. [3681-93-4].
Lavare con acqua distillata R finchë i lavaggi siano Apigenin-8-C-glucoside.
praticamente incolori e lasciar asciugare all'aria. Polvere gialla.
Conservare al riparo dalla luce ed usare entro 48 h. Conservare in un recipiente ermeticamente chiuso al
eiretaM
emirP
Vinile acetato . C4H6O2. (Mr 86,10). 1111800. [108-05-4]. riparo dalla luce.
Etenile acetato. Xantidrolo . C13H10O2. (Mr 198,2). 1096100. [90-46-0].
d2020 : circa 0,930. 9-Xantenolo.
ehcituecamraF
Vinile cloruro . C2H3Cl. (Mr 62,5). 1095400. [75-01-4]. Polvere da bianco a giallo pallido, molto poco solubile
Gas incolore, poco solubile nei solventi organici. in acqua, solubile in alcool, in etere ed in acido acetico
Vinile polimero ottadecilsililato per cromatografia. glaciale.
1121600. E' anche disponibile come soluzione metanolica conte-
ehcitapoemO
inoizaraperP
503
Reattivi
504
Soluzioni standard per saggi limite
inoizircserP
. 1102301. dibutile ftalato R ed agitare. Utilizzando 2 ml di ferro
ilareneG
Zinco acetato soluzione
Mescolare 600 ml di acqua R con 150 ml di acido (-ico) ammonico solfato soluzione R2 come indicatore,
acetico glaciale R, 54,9 g di zinco acetato R e porre titolare con ammonio tiocianato 0,1 M fino al viraggio
sotto agitazione per disciogliere. Continuare ad agi- al giallo-rossastro.
tare aggiungendo 150 ml di ammoniaca concentrata 1 ml di argento nitrato 0,1 M equivale a 16,11 mg di
isilanA id
R. Raffreddare a temperatura ambiente e portare a ZrCl2O.8H2O.
idoteM
pH 6,4 con ammoniaca R. Diluire la miscela a 1 litro . Sale basico corrispondente approssi-
con acqua R. Zirconile nitrato
irotinetnoC
Polvere bianca o cristalli, igroscopici, solubili in acqua.
/ ilairetaM
Zinco cloruro in acido formico soluzione . 1096601. La soluzione acquosa e© un liquido limpido o al mas-
Disciogliere 20 g di zinco cloruro R in 80 g di una simo leggermente opalescente.
soluzione (850 g/l) di acido formico anidro R. Conservare in un recipiente ermeticamente chiuso.
Zinco cloruro e iodio soluzione . 1096602. . 1097201.
Disciogliere 20 g di zinco cloruro R e 6,5 g di potas- Zirconile nitrato soluzione
ivittaeR
sio ioduro R in 10,5 ml di acqua R. Aggiungere Soluzione 1 g/l in una miscela di 40 ml di acqua R e
0,5 g di iodio R ed agitare per 15 min. Filtrare se 60 ml di acido cloridrico R.
necessario. . 1110800. Vedere la monografia Zolfo per uso
Conservare al riparo dalla luce. Zolfo
esterno (0953).
itnemogrA
ilareneG
Zinco ioduro e amido soluzione . 1096502.
Ad una soluzione di 2 g di zinco cloruro R in 10 ml di
acqua R aggiungere 0,4 g di amido solubile R e scaldare
4.1.2. SOLUZIONI STANDARD PER SAGGI
eifargonoM
.
ilareneG
Soluzione standard di acetaldeide (C 2H4O 100 ppm)
zione incolore contenente 0,10 g di zinco R come lima- 5000100. Disciogliere 1,0 g di acetaldeide R in 2-propa-
tura e 0,2 g di iodio R in acqua R. Diluire la soluzione nolo R e diluire a 100,0 ml con lo stesso solvente. Diluire
a 100 ml con acqua R e filtrare. Conservare al riparo 5,0 ml della soluzione a 500,0 ml con 2-propanolo R.
dalla luce. Preparare immediatamente prima dell'uso.
ehcituecamraF
Saggio di sensibilita© . Diluire 0,05 ml di sodio nitrito solu- .
emroF
zione R a 50 ml con acqua R. A 5 ml di questa soluzione
Soluzione standard di acetaldeide (C 2H4O 100 ppm) R1
emirP
fia Zinco ossido (0252). Soluzione standard di alluminio (Al 100 ppm)
ehcificepS
diluito R.
Soluzione standard di alluminio (Al 200 ppm)
. 5000201.
[15461-27-5].
Soluzione standard di alluminio (Al 10 ppm)
miscela di 5 ml di acido nitrico R e 50 ml di acqua R. Immediatamente prima dell'uso diluire con acqua R a
Aggiungere 50,0 ml di argento nitrato 0,1 M e 3 ml di 100 volte il suo volume una soluzione contenente una
505
Soluzioni standard per saggi limite
quantita© di alluminio e potassio solfato R, corrispon- Soluzione standard di bario (Ba 50. 5000600.
ppm)
dente a 0,352 g di AlK(SO4)2.12H2O e a 10 ml di acido Immediatamente prima dell'uso, diluire con acqua
solforico diluito R in 100,0 ml. distillata R a 20 volte il suo volume una soluzione in
. acqua distillata R contenente una quantita© di bario clo-
Soluzione standard di ammonio (NH 4
Immediatamente prima dell'uso, diluire con acqua R a spondente a 2,50 g di CaCO3 e 12 ml di acido acetico R
100 volte il suo volume una soluzione preparata discio- in 1000,0 ml.
gliendo una quantita© di anidride arseniosa R corrispon- Soluzione standard di calcio (Ca 10 . 5000803.
ppm)
dente a 0,330 g di As2O3 in 5 ml di sodio idrossido solu- Immediatamente prima dell'uso diluire con acqua
zione diluita R e diluendo poi a 250,0 ml con acqua R. distillata R a 100 volte il suo volume una soluzione in
. 5000501. acqua distillata R contenente calcio carbonato R corri-
spondente a 0,624 g di CaCO3 e diluire 3 ml di acido
Soluzione standard di arsenico (As 1 ppm)
Soluzione standard di arsenico (As 0,1 ppm) . 5000502. Immediatamente prima dell'uso, diluire con acqua R a
Immediatamente prima dell'uso, diluire la soluzione 100 volte il suo volume una soluzione contenente una
standard di arsenico (As 1 ppm) R a 10 volte il suo quantita© di sodio cloruro R corrispondente a 1,32 g di
volume con acqua R. NaCl in 1000,0 ml.
506
Soluzioni standard per saggi limite
inoizircserP
. 5000901. . 5001602. Imme-
ilareneG
Soluzione standard di cloruro (Cl 5 ppm) Soluzione standard di ferro (Fe 8 ppm)
Immediatamente prima dell'uso, diluire con acqua R a diatamente prima dell'uso diluire a 10 volte il suo
100 volte il suo volume una soluzione contenente una volume con acqua R una soluzione contenente 80 mg
quantita© di sodio cloruro R corrispondente a 0,824 g di di ferro R e 50 ml di acido cloridrico R (HCl 220 g/l) in
NaCl in 1000,0 ml. 1000,0 ml.
isilanA id
. 5004100. . 5001603. Imme-
idoteM
Soluzione standard di cloruro (Cl 50 ppm)
irotinetnoC
/ ilairetaM
Soluzione standard di cobalto (Co 100 ppm)
Disciogliere una quantita© di cobalto nitrato R equiva- Soluzione standard di ferro (Fe 1 ppm)
ivittaeR
mato R corrispondente a 0,283 g di K2Cr2O7 e diluire a acqua R a 10 volte il suo volume una soluzione conte-
1000,0 ml con lo stesso solvente. nente una quantita© di potassio ferrocianuro R corrispon-
Soluzione standard di cromo (Cr 0,1 ppm) . 5001001. dente a 0,20 g di K4Fe(CN)6.3H2O in 100,0 ml.
Immediatamente prima dell'uso, diluire la soluzione . 5001400.
itnemogrA
ilareneG
Soluzione standard di fluoruro (F 10 ppm)
standard di cromo (Cr 100 ppm) R a 1000 volte il suo Disciogliere in acqua R una quantita© di sodio fluo-
volume con acqua R. ruro R precedentemente essiccato a 300 C per 12 h,
. 5001002. corrispondente a 0,422 g di NaF, e diluire a 1000,0 ml
con lo stesso solvente (1 ml = 0,2 mg di F). Conservare
Soluzione standard di cromo (Cr 0,1 per cento)
eifargonoM
dell'uso, diluire la soluzione a 20 volte il suo volume
ilareneG
con lo stesso solvente.
Soluzione standard di ferricianuro (Fe(CN) 6 50 ppm) . con acqua R.
5001300. Immediatamente prima dell'uso, diluire con Soluzione standard di fluoruro (F 1 . 5001401.
ppm)
acqua R a 100 volte il suo volume una soluzione conte- Immediatamente prima dell'uso, diluire la soluzione
ehcituecamraF
nente una quantita© di potassio ferricianuro R corrispon- standard di fluoruro (F 10 ppm) R a 10 volte il suo
dente a 0,78 g di K3Fe(CN)6 in 100,0 ml. volume con acqua R.
emroF
Soluzione standard di ferro (Fe 0,1 per cento) . 5001605. .
Disciogliere 0,100 g di Fe nella quantita© minima
Soluzione standard di formaldeide (CH 2O 5 ppm)
emirP
Soluzione standard di ferro (Fe 250 . 5001606.
ppm) soluzione R.
Immediatamente prima dell'uso, diluire con acqua R . 5002200.
a 40 volte il suo volume una soluzione contenente Soluzione standard di fosfato (PO 4 5 ppm)
ehcificepS
7,022 g di Fe(NH4)(SO4)2.6H2O e 25 ml di acido solfo- drico R. Diluire la soluzione limpida a 1000 ml con
rico diluito R in 1000,0 ml. acqua R.
507
Soluzioni standard per saggi limite
solfato R equivalente a 0,308 g MnSO4.H2O in 500 ml 5001700. Disciogliere in acqua R una quantita© di
di acido nitrico 1 M e diluire la soluzione limpida a piombo nitrato R corrispondente a 0,400 g di Pb(NO3)2
1000 ml con acqua R. e diluire a 250,0 ml con lo stesso solvente.
Soluzione standard di mercurio (Hg 1000 ppm) . 5001900. Soluzione standard di piombo (Pb 100 ppm) . 5001701.
Disciogliere una quantita© di mercurio(-ico) cloruro R Immediatamente prima dell'uso, diluire la soluzione
corrispondente a 1,354 g di HgCl2 in 50 ml di acido standard di piombo (Pb 0,1 per cento) R a 10 volte il
nitrico diluito R e diluire a 1000,0 ml con acqua R. suo volume con acqua R.
Soluzione standard di mercurio (Hg 10 ppm) . 5001901. Soluzione standard di piombo (Pb 10 ppm) . 5001702.
Immediatamente prima dell'uso, diluire con acqua R a Immediatamente prima dell'uso, diluire la soluzione
100 volte il suo volume una soluzione contenente mer- standard di piombo (Pb 100 ppm) R a 10 volte il suo
curio(-ico) cloruro R, corrispondente a 0,338 g di volume con acqua R.
HgCl2, in 250,0 ml. Soluzione standard di piombo (Pb 10 ppm) R1 . 5001706.
Soluzione standard di nichel (Ni 10 . 5002000.
ppm) Immediatamente prima dell'uso, diluire con acqua R
Immediatamente prima dell'uso, diluire con acqua R a a 10 volte il suo volume una soluzione contenente
100 volte il suo volume una soluzione contenente una 0,160 g di piombo nitrato R in 100 ml di acqua R
quantita© di nichel solfato R corrispondente a 4,78 g di alla quale e© aggiunto 1 ml di acido nitrico esente da
NiSO4.7H2O in 1000,0 ml. piombo R, e diluire a 1000,0 ml.
Soluzione standard di nichel (Ni 0,2 . 5002002.
ppm) Soluzione standard di piombo (Pb 2 . 5001703.
ppm)
Immediatamente prima dell'uso, diluire la soluzione Immediatamente prima dell'uso, diluire la soluzione
standard di nichel (Ni 10 ppm) R a 50 volte il suo volume standard di piombo (Pb 10 ppm) R a 5 volte il suo
con acqua R. volume con acqua R.
Soluzione standard di nichel (Ni . 5002001.
0,1 ppm) Soluzione standard di piombo (Pb . 5001704.
1 ppm)
Immediatamente prima dell'uso, diluire la soluzione Immediatamente prima dell'uso, diluire la soluzione
standard di nichel (Ni 10 ppm) R a 100 volte il suo standard di piombo (Pb 10 ppm) R a 10 volte il suo
volume con acqua R volume con acqua R.
508
Soluzioni standard per saggi limite
inoizircserP
. 5001705. distillata R a 10 volte il suo volume una soluzione in
ilareneG
Soluzione standard di piombo (Pb 0,1 ppm)
Immediatamente prima dell'uso, diluire la soluzione acqua distillata R contenente potassio solfato R equiva-
standard di piombo (Pb 1 ppm) R a 10 volte il suo lente a 0,181 g di K2SO4 in 100,0 ml.
volume con acqua R. . 5002800.
. 5002300. Soluzione standard di solfato (SO 4 10 ppm)
isilanA id
Soluzione standard di platino (Pt 30 ppm)
idoteM
drico 1 M a 10 volte il suo volume una soluzione conte- distillata R a 100 volte il suo volume una soluzione in
nente 80 mg di acido cloroplatinico R in 100,0 ml di acqua distillata R contenente una quantita© di potassio
acido cloridrico 1 M. solfato R corrispondente a 0,181 g di K2SO4 in 100,0 ml.
. 5002400. .
irotinetnoC
Soluzione standard di solfato (SO 4 10 ppm) R1
/ ilairetaM
5002801. Immediatamente prima dell'uso diluire con
Soluzione standard di potassio (K 100 ppm)
ivittaeR
Soluzione standard di potassio (K 20 ppm)
Immediatamente prima dell'uso, diluire la soluzione Soluzione standard di solfito (SO 2 1,5 ppm) . 5002900.
standard di potassio (K 100 ppm) R a 5 volte il suo Disciogliere in acqua R una quantita© di sodio metabisol-
volume con acqua R. fito R corrispondente a 0,152 g di Na2S2O5 e diluire a
. 5001100. 100,0 ml con lo stesso solvente. Diluire 5,0 ml di questa
soluzione a 100,0 ml con acqua R. A 3,0 ml della solu-
Soluzione standard di rame (Cu 0,1 per cento)
itnemogrA
ilareneG
fato R corrispondente a 0,393 g di CuSO4.5H2O e zione risultante aggiungere 4,0 ml di sodio idrossido
diluire a 100,0 ml con lo stesso solvente. 0,1 M e diluire a 100,0 ml con acqua R.
Soluzione standard di rame (Cu 10 . 5001101.
ppm) . 5003100.
Immediatamente prima dell'uso, diluire la soluzione
Soluzione standard di stagno (Sn 5 ppm)
eifargonoM
standard di rame (Cu 0,1 per cento) R a 100 volte il suo 0,500 g di Sn in una miscela di 5 ml di acqua R e 25 ml
ilareneG
volume con acqua R. di acido cloridrico R e diluire a 1000,0 ml con acqua R.
. 5001102. Immediatamente prima dell'uso diluire la soluzione a
100 volte il suo volume con una soluzione di acido clori-
Soluzione standard di rame (Cu 0,1 ppm)
ehcituecamraF
volume con acqua R. . 5003101.
emroF
. 5002500.
Soluzione standard di stagno (Sn 0,1 ppm)
Soluzione standard di selenio (Se 100 ppm) Immediatamente prima dell'uso diluire la soluzione
Disciogliere 0,100 g di selenio R in 2 ml di acido standard di stagno (Sn 5 ppm) R a 50 volte il suo volume
nitrico R. Evaporare a secco. Riprendere il residuo a con acqua R.
3 riprese con 2 ml di acqua R evaporando a secco ogni
volta. Disciogliere il residuo in 50 ml di acido cloridrico .
eiretaM
emirP
Soluzione standard di stronzio (Sr 1,0 per cento)
diluito R e diluire a 1000,0 ml con lo stesso acido. 5003900. Coprire con acqua R lo stronzio carbonato R
. 5002501. equivalente a 1,6849 g di SrCO3. Aggiungere con cau-
Soluzione standard di selenio (Se 1 ppm)
Immediatamente prima dell'uso, diluire con acqua R a tela acido cloridrico R fino a dissoluzione di tutto il
40 volte il suo volume una soluzione contenente una solido e a mancanza di ulteriore effervescenza. Diluire
ehcituecamraF
ehcificepS
Soluzione standard di sodio (Na 200 ppm) . 5002700. Disciogliere una quantita© di tallio(-oso) solfato R corri-
Immediatamente prima dell'uso, diluire con acqua R a spondente a 0,1235 g di Tl2SO4 in una soluzione (9 g/l)
10 volte il suo volume una soluzione contenente una di sodio cloruro R e diluire a 1000,0 ml con la stessa
ehcitapoemO
inoizaraperP
quantita© di sodio cloruro R corrispondente a 0,509 g di soluzione. Diluire 10,0 ml della soluzione a 100,0 ml
NaCl in 100,0 ml. con una soluzione (9 g/l) di sodio cloruro R.
Soluzione standard di sodio (Na 50 ppm) . 5002701. . 5003200.
Diluire la soluzione standard di sodio (Na 200 ppm) R a
Soluzione standard di titanio (Ti 100 ppm)
Soluzione standard di solfato (SO 4 100 ppm) . 5002802. necessario. Lasciar raffreddare e diluire a 1000 ml con
Immediatamente prima dell'uso, diluire con acqua acqua R.
509
Soluzioni tampone
Soluzione standard di vanadio (V 1g/l) . 5003300. Discio- potassio fosfato monobasico R in acqua R e diluire a
gliere in acqua R una quantita© di ammonio vanadato R 1000,0 ml con lo stesso solvente. Se necessario correg-
corrispondente a 0,230 g di NH4VO3 e diluire a gere il pH (2.2.3) con acido fosforico R.
100,0 ml con lo stesso solvente. . 4008900. Discio-
. 5003400.
Tampone solfato soluzione a pH 2,0
Soluzione standard di zinco (Zn 5 mg/ml)
gliere 132,1 g di ammonio solfato R in acqua R e diluire
Disciogliere 3,15 g di zinco ossido R in 15 ml di acido a 500,0 ml con lo stesso solvente (Soluzione I). Versare
cloridrico R e diluire a 500,0 ml con acqua R. sotto agitazione con cautela e con costante raffredda-
Soluzione standard di zinco (Zn 100 . 5003401.
ppm) mento 14 ml di acido solforico R in circa 400 ml di
Immediatamente prima dell'uso diluire con acqua R a acqua R; lasciare raffreddare e diluire a 500,0 ml con
10 volte il suo volume una soluzione contenente una acqua R (Soluzione II). Mescolare volumi uguali delle
quantita© di zinco solfato R corrispondente a 0,440 g di soluzioni I e II. Aggiustare il pH (2.2.3) se necessario.
ZnSO4.7H2O e 1 ml di acido acetico R in 100,0 ml. . 4000200. Disciogliere
. 5003402.
Tampone soluzione a pH 2,0
Soluzione standard di zinco (Zn 10 ppm)
6,57 g di potassio cloruro R in acqua R e aggiungere
Immediatamente prima dell'uso diluire la soluzione 119,0 ml di acido cloridrico 0,1 M. Diluire a 1000,0 ml
standard di zinco (Zn 100 ppm) R a 10 volte il suo con acqua R.
volume con acqua R.
. 5003403. Imme- Tampone soluzione a pH 2,2 . 4010500. Mescolare 6,7 ml
Soluzione standard di zinco (Zn 5 ppm)
diatamente prima dell'uso diluire la soluzione standard di acido fosforico R con 50,0 ml di una soluzione al
di zinco (Zn 100 ppm) R a 20 volte il suo volume con 4 per cento di sodio idrossido soluzione diluita R e diluire
acqua R. a 1000,0 ml con acqua R.
Soluzione standard di zirconio (Zr 0,1 .
per cento)
Tampone soluzione a pH 2,2 .
5003500. Disciogliere una quantita© di zirconile Sodio citrato R 9,8 g
nitrato R corrispondente a 0,293 g di ZrO(NO3)2.2H2O 2,2'-Tiodietanolo R 20,0 ml
in una miscela di 2 volumi di acido cloridrico R e 8
volumi di acqua R e diluire a 100,0 ml con la stessa Fenolo R 85 per cento 1,0 ml
miscela di solventi. Acido cloridrico R 37 per cento 7,5 ml
Sodio cloruro R 20,0 g
Disciogliere tutti i reattivi in circa 900 ml di acqua R,
4.1.3. SOLUZIONI TAMPONE
150 ml di acetone R e diluire a 500 ml con acqua R. Tampone citrato-fosfato soluzione a pH . Discio-
2,4
Tampone per l'aggiustamento della forza ionica totale
gliere 16,8 g di acido citrico monoidrato R e 2,8 g di sodio
R1 . 4008800. fosfato dibasico diidrato R in 100 ml di acqua R.
Soluzione (a). Disciogliere 210 g di acido citrico R . 4000300. Disciogliere
in 400 ml di acqua distillata R. Aggiustare il pH a Tampone soluzione a pH 2,5
510
Soluzioni tampone
inoizircserP
. 4000500. Mesco- .
ilareneG
Tampone fosfato soluzione a pH 3,0 Soluzione rame(-ico) solfato tamponata a pH 4,0
lare 0,7 ml di acido fosforico R con 100 ml di acqua R. 4001000. Disciogliere 0,25 g di rame solfato R e 4,5 g di
Diluire a 900 ml con lo stesso solvente. Portare il pH a ammonio acetato R in acido acetico diluito R e diluire a
3,0 (2.2.3) con sodio idrossido soluzione concentrata R e 100,0 ml con lo stesso solvente.
diluire a 1000 ml con acqua R. .
isilanA id
Tampone soluzione a pH 4,1
. 4010000.
idoteM
Tampone fosfato soluzione a pH 3,0 R1
irotinetnoC
/ ilairetaM
Tampone soluzione a pH 3,0
21,0 g di acido citrico R in 200 ml di sodio idrossido Disciogliere tutti i reattivi in circa 900 ml di acqua R,
1 M e diluire a 1000 ml con acqua R. Diluire 40,3 ml di aggiungere poi acido cloridrico R 37 per cento in modo
questa soluzione a 100,0 ml con acido cloridrico 0,1 M. da ottenere il pH richiesto e diluire a 1000,0 ml con
Tampone fosfato soluzione a pH 3,2 . 4008100. A 900 ml acqua R. Filtrare accuratamente con filtro da 0,2 .
di una soluzione (4 g/l) di sodio fosfato monobasico R
l
. 4001100. Discio-
ivittaeR
aggiungere 100 ml di una soluzione (2,5 g/l) di acido Tampone acetato soluzione a pH 4,4
itnemogrA
ilareneG
diluito R. Diluire 100,0 ml della soluzione a 2000,0 ml Tampone ftalato soluzione a pH 4,4 . 4001200. Discio-
con acqua R. gliere 2,042 g di potassio ftalato acido R in 50 ml di
. acqua R, aggiungere 7,5 ml di sodio idrossido 0,2 M e
Tampone soluzione a pH 3,3
diluire a 200,0 ml con acqua R.
Sodio citrato R 14,71 g . Disciogliere 13,61 g
eifargonoM
ilareneG
Alcool 95 per cento V/V R 20,00 ml
Tampone fosfato soluzione a pH 4,5
ehcituecamraF
Disciogliere tutti i reattivi in circa 900 ml di acqua R, Tampone fosfato soluzione a pH 4,5 R1 . Diluire 1 ml di
emroF
aggiungere poi acido cloridrico R 37 per cento in modo tampone fosfato soluzione a pH 4,5 R a 10,0 ml con
da ottenere il pH richiesto e diluire a 1000,0 ml con acqua R (0,01 M).
acqua R. Filtrare accuratamente con filtro da 0,2 . Tampone fosfato soluzione a pH 4,5 R2 . Diluire 25 ml di
tampone fosfato soluzione a pH 4,5 R a 100,0 ml con
l
emirP
acqua R e diluire a 1000,0 ml con lo stesso solvente. Tampone fosfato 0,05 M soluzione a pH 4,5 . 4009000.
Correggere il pH (2.2.3) con acido fosforico R. Disciogliere 6,80 g di potassio fosfato monobasico R in
Tampone soluzione a pH . 4000600. Disciogliere
3,5
1000,0 ml di acqua R. Il pH (2.2.3) della soluzione e© 4,5. ehcituecamraF
ehcificepS
aggiungere 38,0 ml di acido cloridrico R1. Correggere il Disciogliere 63 g di sodio acetato anidro R in acqua R,
pH (2.2.3), se necessario, con acido cloridrico diluito R aggiungere 90 ml di acido acetico R, aggiustare il pH a
o con ammoniaca diluita R. Diluire a 100,0 ml con 4,5 e diluire a 1000 ml con acqua R.
acqua R. . 4001400. Discio-
ehcitapoemO
Tampone soluzione a pH 3,6 . 4000800. A 250,0 ml di gliere 5,4 g di sodio acetato R in 50 ml di acqua R,
potassio ftalato acido soluzione 0,2 M R aggiungere aggiungere 2,4 g di acido acetico glaciale R e diluire a
11,94 ml di acido cloridrico 0,2 M. Diluire a 1000,0 ml 100,0 ml con acqua R. Correggere il pH (2.2.3) se neces-
con acqua R. sario.
Tampone soluzione a pH 3,7 . 4000900. A 15,0 ml di Tampone succinato soluzione a pH 4,6 . 4001500. Discio-
acido acetico R aggiungere 60 ml di alcool R e 20 ml di gliere 11,8 g di acido succinico R in una miscela di
ecidnI
acqua R. Portare il pH a 3,7 (2.2.3) con ammoniaca R. 600 ml di acqua R e 82 ml di sodio idrossido 1M e diluire
Diluire a 100,0 ml con acqua R. a 1000,0 ml con acqua R.
511
Soluzioni tampone
Tampone acetato soluzione a pH 4,7 . 4001600. Discio- Tampone fosfato soluzione a pH 5,6 . 4011200.
gliere 136,1 g di sodio acetato R in 500 ml di acqua R. Soluzione I. Disciogliere 0,908 g di potassio fosfato
Mescolare 250 ml di questa soluzione con 250 ml di monobasico R in acqua R e diluire a 100,0 ml con lo
acido acetico diluito R. Agitare due volte con una stesso solvente.
soluzione (0,1 g/l) filtrata, preparata di recente, di diti-
zone R in cloroformio R. Agitare con carbonio tetraclo- Soluzione II. Disciogliere 1,161 g di potassio fosfato
ruro R finchë l'estratto e© incolore. Filtrare lo strato dibasico R in acqua R e diluire a 100,0 ml con lo stesso
acquoso per rimuovere le tracce di carbonio tetra- solvente.
cloruro.
. 4009100. A 120 ml Mescolare 94,4 ml della soluzione I e 5,6 ml della solu-
Tampone acetato soluzione a pH 5,0
di una soluzione (6 g/l) di acido acetico glaciale R zione II. Se necessario, aggiustare il pH a 5,6 (2.2.3)
aggiungere 100 ml di potassio idrossido 0,1 M e circa usando la soluzione I o la soluzione II.
250 ml di acqua R. Mescolare. Aggiustare il pH a 5,0 Tampone fosfato soluzione a pH 5,8 . 4002100. Discio-
con una soluzione (6 g/l) di acido acetico R o con potas- gliere 1,19 g di sodio fosfato dibasico diidrato R e 8,25 g
sio idrossido 0,1 M e diluire a 1000,0 ml con acqua R. di potassio fosfato monobasico R in acqua R e diluire a
Tampone citrato soluzione a pH 5,0 4010700. Preparare 1000,0 ml con lo stesso solvente.
una soluzione contenente 20,1 g/l di acido citrico R e . 4002200. Discio-
8,0 g/l di sodio idrossido R. Correggere il pH con acido Tampone acetato soluzione a pH 6,0
di sodio cloruro R, 57,0 ml di acido acetico glaciale R, con acqua R. A 25 ml di questa soluzione aggiungere
61,5 g di sodio acetato R e 5,0 g di acido cicloesilendini- 450 ml di acqua R e 6 ml di dietilammina R, portare il
trilotetracetico R in acqua R e diluire a 500,0 ml con lo pH (2.2.3) a 6 0,05, se necessario, usando dietilammina
6
stesso solvente. Portare il pH a 5,0-5,5 con una solu- R o acido fosforico R e diluire a 500,0 ml con acqua R.
zione (335 g/l) di sodio idrossido R e diluire a 1000,0 ml . 4002400. Mesco-
con acqua distillata R.
Tampone fosfato soluzione a pH 6,0
512
Soluzioni tampone
inoizircserP
. 4010800. acqua R e diluire a 100,0 ml con lo stesso solvente. Cor-
ilareneG
Tampone fosfato soluzione a pH 6,5 (0,1 M)
Disciogliere 13,80 g di sodio fosfato monobasico monoi- reggere il pH (2.2.3) usando una soluzione (35 g/l) di
drato R in 900 ml di acqua distillata R. Correggere il sodio fosfato dibasico R.
pH (2.2.3) usando una soluzione 400 g/l di sodio . 4003900.
idrossido R. Diluire a 1000 ml con acqua distillata R. Tampone fosfato soluzione a pH 7,0 R1
isilanA id
. 4003000. Discio- zione 0,2 M R e 148,2 ml di una soluzione (8 g/l) di sodio
idoteM
Tampone imidazolo soluzione a pH 6,5
gliere 6,81 g di imidazolo R e 1,23 g di magnesio solfato R idrossido R, correggere il pH (2.2.3) se necessario.
in 752 ml di acido cloridrico 0,1 M. Correggere il pH Diluire a 1000,0 ml con acqua R.
(2.2.3), se necessario, e diluire a 1000,0 ml con acqua R. . 4004000.
. 4002900. Disciogliere
Tampone fosfato soluzione a pH 7,0 R2
irotinetnoC
/ ilairetaM
Tampone soluzione a pH 6,5
60,5 g di sodio fosfato dibasico R e 46 g di potassio fosfato monobasico R con 29,5 ml di sodio idrossido 1 M
fosfato monobasico R in acqua R. Aggiungere 100 ml e diluire a 100,0 ml con acqua R. Portare il pH (2.2.3) a
di sodio edetato 0,02 M e 20 mg di mercurio(-ico) 7 0,1.
cloruro R e diluire a 1000,0 ml con acqua R.
6
ivittaeR
di potassio fosfato monobasico soluzione 0,2 M R, di potassio fosfato dibasico R in 900 ml di acqua R.
aggiungere 89,0 ml di sodio idrossido 0,2 M. Diluire a Aggiustare il pH (2.2.3) a 7,0 con acido fosforico diluito
1000,0 ml con acqua R. R o sodio idrossido soluzione diluita R. Diluire a 1000
Tampone fosfato soluzione a pH 6,8 . 4003300. Mesco- ml con acqua R e mescolare.
lare 77,3 ml di una soluzione (71,5 g/l) di sodio fosfato
itnemogrA
. 4010200.
ilareneG
dibasico R con 22,7 ml di una soluzione (21 g/l) di acido Tampone fosfato soluzione a pH 7,0 R4
eifargonoM
Tampone fosfato 0,025 M soluzione a pH 7,0
ilareneG
(71,6 g/l) di sodio fosfato dibasico R. Correggere il pH zione a pH 7,0 R con 1,5 volumi di acqua R.
(2.2.3) se necessario. Conservare a 2-8 C.
. 4003200. Tampone fosfato 0,03 M soluzione a pH 7,0 . 4010300.
Tampone fosfato soluzione salina a pH 6,8
Disciogliere 1,0 g di potassio fosfato monobasico R, Disciogliere 5,2 g di potassio fosfato dibasico R in
ehcituecamraF
2,0 g di potassio fosfato dibasico R e 8,5 g di sodio clo- 900 ml di acqua per cromatografia R. Aggiustare la
soluzione a pH 7,0 0,1 usando acido fosforico R e
emroF
ruro R in 900 ml di acqua R, correggere il pH (2.2.3) se 6
eiretaM
950 ml di acqua R e aggiustare il pH (2.2.3) con acido
emirP
(2.2.3) con acido cloridrico R e diluire a 500,0 ml con
acqua R. fosforico R; diluire a 1000,0 ml con acqua R.
Tampone fosfato soluzione a pH 7,0 . 4003700. Mesco- Tampone maleato soluzione a pH 7,0 . 4003600. Discio-
lare 82,4 ml di una soluzione (71,5 g/l) di sodio fosfato gliere 10,0 g di sodio cloruro R, 6,06 g di tris(idrossime-
ehcituecamraF
Soluzione I. Disciogliere 0,908 g di potassio fosfato 1000,0 ml con acqua R. Conservare a 2-8 C ed usare
monobasico R in acqua R e diluire a 100,0 ml con lo entro 3 giorni.
ehcitapoemO
inoizaraperP
Tampone fosfato soluzione a pH 7,0 (0,1 M) . 4008200. soluzione una quantita© di sodio azide R sufficiente a
Disciogliere 1,361 g di potassio fosfato monobasico R in dare una soluzione 0,2 g/l.
513
Soluzioni tampone
una miscela di 15 ml di una soluzione 400 g/l di tetrabu- tris(idrossimetil)amminometano R, 8,77 g di sodio
tilammonio idrossido R e 185 ml di acqua R. Correggere cloruro R in 500 ml di acqua distillata R. Aggiungere
il pH (2.2.3) con acido nitrico R. 10,0 g di albumina bovina R. Correggere il pH (2.2.3)
. 4004300. Discio- usando acido cloridrico R. Diluire a 1000,0 ml con
acqua distillata R.
Soluzione salina tamponata a pH 7,2
Tampone barbital soluzione a pH 7,4 . 4004700. Mesco- nometano R e 5,27 g di sodio cloruro R in acqua R, e cor-
lare 50 ml di una soluzione in acqua R contenente reggere il pH (2.2.3) se necessario. Diluire a 1000,0 ml
19,44 g/l di sodio acetato R e 29,46 g/l di barbital con acqua R.
sodico R con 50,5 ml di acido cloridrico 0,1 M, aggiun- .
gere 20 ml di una soluzione (85 g/l) di sodio cloruro R e
Tampone tris(idrossimetil)amminometano a pH 7,5 R1
Tampone fosfato soluzione salina a pH 7,4 . 4005000. 0,034 M, sodio cloruro 0,101 M). 4009800. Disciogliere
Disciogliere 2,38 g di sodio fosfato dibasico R, 0,19 g di 10,0 g di sodio citrato R e 5,90 g di sodio cloruro R in
potassio fosfato monobasico R e 8,0 g di sodio cloruro R 900 ml di acqua R. Aggiustare il pH (2.2.3) mediante
in acqua R. Diluire a 1000,0 ml con lo stesso solvente. aggiunta di acido cloridrico R e diluire a 1000 ml con
Correggere il pH (2.2.3) se necessario. acqua R.
514
Soluzioni tampone
inoizircserP
. (idrossimetil)amminometano R in acqua R. Correggere
ilareneG
Tampone borato soluzione a pH 8,0 (0,0015 M)
4006000. Disciogliere 0,572 g di sodio tetraborato R e il pH (2.2.3) con acido acetico R. Diluire a 1000,0 ml
2,94 g di calcio cloruro R in 800 ml di acqua R. Correg- con acqua R.
gere il pH (2.2.3) con acido cloridrico 1 M. Diluire a . 4006900.
1000,0 ml con acqua R.
Tampone barbital soluzione a pH 8,6 R1
isilanA id
. 4007800. sodico R e 0,38 g di calcio lattato R in acqua R e diluire
idoteM
Tampone fosfato soluzione a pH 8,0 (1 M)
irotinetnoC
/ ilairetaM
Tampone fosfato soluzione a pH 8,0 (0,02 M)
A 50,0 ml di potassio fosfato monobasico 0,2 M R (2.2.3) con acido cloridrico R e diluire a 500,0 ml con
aggiungere 46,8 ml di sodio idrossido 0,2 M. Diluire a acqua R.
500,0 ml con acqua R. . 4008300. Discio-
. 4008400.
Tampone fosfato soluzione a pH 9,0
Tampone fosfato 0,1 M soluzione a pH 8,0
gliere 1,74 g di potassio fosfato monobasico R in 80 ml
Disciogliere 0,523 g di potassio fosfato monobasico R e di acqua R, aggiustare il pH (2.2.3) con potassio idros-
16,73 g di potassio fosfato dibasico R in acqua R e diluire
ivittaeR
sido 1 M e diluire a 100,0 ml con acqua R.
a 1000,0 ml con lo stesso solvente. . 4007000.
Tampone soluzione a pH . 4005900. A 50,0 ml
8,0
Tampone soluzione a pH 9,0
itnemogrA
lo stesso solvente.
ilareneG
acqua R.
Tampone soluzione a pH 8,0 R1 . 4010400. Disciogliere Soluzione II. Sodio idrossido 0,1 M.
20 g di potassio fosfato dibasico R in 900 ml di acqua R. Mescolare 1000,0 ml della soluzione I con 420,0 ml
Aggiustare il pH (2.2.3) con acido fosforico R. Diluire a della soluzione II.
1000 ml con acqua R. . 4007100. Disciogliere
eifargonoM
ilareneG
Tampone soluzione a pH 9,0 R1
ehcituecamraF
drico 1 M. Diluire a 100,0 ml con acqua R. Tampone borato soluzione a pH 9,0 R2
emroF
Tampone tris-glicina a pH 8,3
emirP
Tampone barbital soluzione a pH 8,4
ehcificepS
2,8 g di sodio edetato R, 10,2 g di sodio cloruro R e 10 g Sodio idrossido R gocce 4,00 g
di albumina bovina R in acqua R, portare il pH a 8,4 Disciogliere tutti i reattivi in acqua R e diluire a
(2.2.3) usando acido cloridrico 1 M e diluire a 1000,0 ml 1000,0 ml con acqua R. Aggiustare , se necessario, il
con acqua R. pH. Filtrare accuratamente con filtro da 0,2 . l
ehcitapoemO
inoizaraperP
zione a pH 8,4 . 4006600. Disciogliere 5,12 g di sodio clo- 4007300. Disciogliere 5,4 g di ammonio cloruro R in
ruro R, 3,03 g di tris(idrossimetil)amminometano R e 20 ml di acqua R, aggiungere 35,0 ml di ammoniaca R e
1,40 g di sodio edetato R in 250 ml di acqua distillata R. diluire a 100,0 ml con acqua R.
Portare il pH a 8,4 (2.2.3) usando acido cloridrico R. . Disciogliere
Diluire a 500,0 ml con acqua distillata R.
Tampone borato soluzione a pH 10,0
515
Soluzioni titolate
Tampone dietanolammina soluzione a pH 10,0 . 4007500. Filtrare a temperatura ambiente una soluzione satura
Disciogliere 96,4 g di dietanolammina R in acqua R e di sodio carbonato R. Insufflare lentamente nel filtrato
diluire a 400 ml con lo stesso solvente. Aggiungere una corrente di anidride carbonica R, raffreddando ed
0,5 ml di una soluzione (186 g/l) di magnesio cloruro R agitando costantemente. Dopo circa 2 h, raccogliere il
e correggere il pH (2.2.3) con acido cloridrico 1 M. precipitato su un filtro di vetro sinterizzato. Lavare il
Diluire a 500,0 ml con acqua R. filtrato con acqua R ghiacciata contenente anidride car-
. bonica. Dopo essiccamento a 100-105 C, essiccare fino
a massa costante a 270-300 C, agitando di tanto in
Tampone ammonio cloruro soluzione a pH 10,4
4011000.
Disciogliere 70 g di ammonio cloruro R in 200 ml di tanto.
acqua distillata R, aggiungere 330 ml di ammoniaca con- Sodio cloruro . NaCl. (Mr 58,44). 2000600. [7647-14-5].
centrata R e diluire a 1000 ml con acqua R. Se necessa- A 1 volume di una soluzione satura di sodio cloruro R
rio correggere il pH a 10,4 con ammoniaca R. aggiungere 2 volumi di acido cloridrico R. Raccogliere
. 4011100. i cristalli formati e lavarli con acido cloridrico R1.
Tampone borato soluzione a pH 10,4
Rimuovere l'acido cloridrico scaldando a b.m. ed essic-
Disciogliere 24,64 g di acido borico R in 900 ml di acqua care i cristalli fino a massa costante a 300 C.
distillata R. Correggere il pH (2.2.3) usando una solu- . Zn. (Mr 65,4). 2000800. [7440-66-6].
zione (400 g/l) di sodio idrossido R. Diluire a 1000 ml Zinco
con acqua distillata R. Usare una qualita© contenente non meno del 99,9 per
Tampone soluzione a pH 10,9 . 4007600. Disciogliere cento di Zn.
6,75 di ammonio cloruro R in ammoniaca R e diluire a
100,0 ml con lo stesso solvente. 4.2.2. SOLUZIONI TITOLATE
Tampone glicina soluzione a pH 11,3 . Mescolare una Le soluzioni titolate sono preparate secondo i metodi
soluzione contenente 7,5 g/l di glicina R e 5,8 g/l di analitici classici. L'apparecchiatura utilizzata e© verifi-
sodio cloruro R con un volume uguale di sodio idrossido cata in modo da garantire i limiti di esattezza richiesti.
0,1 M; aggiustare il pH della miscela, se necessario. La concentrazione delle soluzioni titolate e© indicata in
termini di molarita© . La molarita© esprime la quantita© di
sostanza, in numero di moli, disciolta in 1 litro di solu-
4.2. ANALISI VOLUMETRICHE
zione. Una soluzione che contiene x moli di sostanza
per litro e© chiamata x M.
4.2.1. REATTIVI SPECIALI PER VOLUMETRIA
Le soluzioni titolate non differiscono dal titolo pre-
I reattivi speciali per soluzioni volumetriche sono desi- scritto di piu© del 10 per cento. La molarita© delle solu-
gnati con le lettere RV e sono preparati secondo le indi- zioni titolate e© determinata con una precisione dello
cazioni seguenti. 0,2 per cento.
. C7H6O2. (Mr 122,1). 2000200. [65-85-0]. L'acqua utilizzata nelle analisi volumetriche soddisfa ai
Acido benzoico
requisiti della monografia Acqua depurata (0008).
Sublimare acido benzoico R con un apparecchio idoneo. Il titolo delle soluzioni titolate e© determinato con i
Acido solfanilico . C6H7NO3S. (Mr 173,2). 2000700. metodi di seguito descritti. Quando una soluzione tito-
[121-57-3]. lata viene usata in un saggio in cui il punto di fine tito-
Ricristallizzare acido solfanilico R da acqua R bollente. lazione e© determinato mediante un processo elettrochi-
Filtrare ed essiccare fino a massa costante a 100-105 C. mico (per esempio, amperometria o potenziometria) il
. KBrO3. (Mr 167,0). 2000300. titolo viene determinato con lo stesso metodo. La com-
posizione del mezzo in cui si effettua la determinazione
Potassio bromato
516
Soluzioni titolate
inoizircserP
Diluire 6,0 g di acido acetico glaciale R a 1000,0 ml con metilarancio soluzione R e titolare con l'acido nitrico
ilareneG
acqua R. fino alla comparsa di una colorazione giallo-rossastra;
Determinazione del titolo. A 25,0 ml della soluzione di bollire per 2 min. La soluzione torna gialla. Raffred-
acido acetico aggiungere 0,5 ml di fenolftaleina solu- dare e continuare la titolazione fino al viraggio al
zione R e titolare con sodio idrossido 0,1 M. giallo-rossastro.
isilanA id
. 3001500. 1 ml di acido nitrico 1M equivale a 53,00 mg di Na2CO3.
idoteM
Acido cloridrico 6 M
Diluire 618,0 g di acido cloridrico R a 1000,0 ml con Acido perclorico 0,1 M . 3003900.
acqua R Porre 8,5 ml di acido perclorico R in un pallone tarato
Acido cloridrico 3 M . 3001600. contenente circa 900 ml di acido acetico glaciale R e
Diluire 309,0 g di acido cloridrico R a 1000,0 ml con mescolare. Aggiungere 30 ml di anidride acetica R,
irotinetnoC
/ ilairetaM
acqua R. diluire a 1000,0 ml con acido acetico glaciale R, mesco-
. 3001700. lare e lasciare a riposo per 24 h. Determinare il conte-
nuto di acqua (2.5.12) senza l'aggiunta di metanolo e,
Acido cloridrico 2 M
Diluire 206,0 g di acido cloridrico R a 1000,0 ml con se necessario, portare il contenuto di acqua tra lo 0,1
acqua R. e lo 0,2 per cento aggiungendo anidride acetica R o
. 3001800.
ivittaeR
Acido cloridrico 1 M
acqua R. Lasciare a riposo per 24 h.
Diluire 103,0 g di acido cloridrico R a 1000,0 ml con Determinazione del titolo. Disciogliere 0,350 g di potas-
acqua R. sio ftalato acido RV in 50 ml di acido acetico anidro R,
Determinazione del titolo. Disciogliere 1,000 g di sodio scaldando leggermente se necessario. Lasciar raffred-
carbonato RV in 50 ml di acqua R, aggiungere 0,1 ml di dare proteggendo dall'aria e titolare con la soluzione
itnemogrA
ilareneG
metilarancio soluzione R e titolare con l'acido cloridrico di acido perclorico, usando 0,05 ml di cristal violetto
fino alla comparsa di una colorazione giallo-rossastra. soluzione R come indicatore. Prendere nota della tem-
Bollire per 2 min. La soluzione torna gialla. Raffred- peratura della soluzione di acido perclorico al
dare e continuare la titolazione fino al viraggio al momento della titolazione. Se la temperatura alla quale
giallo-rossastro. e© condotta la determinazione e© differente da quella alla
eifargonoM
ilareneG
1 ml di acido cloridrico 1 M equivale a 53,00 mg di quale l'acido perclorico e© stato standardizzato, il
Na2CO3. volume usato nella determinazione diventa:
Acido cloridrico 0,1 M . 3002100.
Diluire 100,0 ml di acido cloridrico 1 M a 1000,0 ml con Vc = V [1 + (t1 ^ t2)0,0011]
ehcituecamraF
acqua R.
dove t1 e© la temperatura durante la standardizzazione e
emroF
Determinazione del titolo. Effettuare la titolazione pre- t2 e© la temperatura durante la determinazione, Vc e© il
scritta per acido cloridrico 1 M usando 0,100 g di sodio volume corretto e V il volume osservato.
carbonato RV disciolti in 20 ml di acqua R.
1 ml di acido cloridrico 0,1 M equivale a 5,30 mg di 1 ml di acido perclorico 0,1 M equivale a 20,42 mg di
Na2CO3. C8H5KO4.
eiretaM
emirP
Acido cloridrico alcoolico 0,1 M . 3008800. Acido perclorico 0,05 M . 3004000.
Diluire 9,0 ml di acido cloridrico R a 1000,0 ml con Diluire 50,0 ml di acido perclorico 0,1 M a 100,0 ml con
alcool esente da aldeide R. acido acetico anidro R.
. Diluire 500,0 ml di acido clori- . Diluire 5,6 ml di acido solforico R a
ehcituecamraF
inoizaraperP
drico 0,1 M a 1000,0 ml con acqua R. Preparare al al rosso-giallastro. Scaldare all'ebollizione per circa
momento dell'uso. 2 min. La soluzione diventa di nuovo gialla. Raf-
. 3003600. freddare e titolare di nuovo fino a colorazione giallo-
rossastra.
Acido nitrico 1 M
Determinazione del titolo. Disciogliere 1,000 g di sodio Disciogliere 28 ml di acido solforico in acqua R e diluire
carbonato RV in 50 ml di acqua R, aggiungere 0,1 ml di a 1000,0 ml con lo stesso solvente.
517
Soluzioni titolate
Determinazione del titolo. Disciogliere 1,000 g di sodio 150 ml di acqua R. Titolare immediatamente con sodio
carbonato RV in 50 ml di acqua R, aggiungere 0,1 ml di tiosolfato 0,1 M usando come indicatore 1 ml di amido
metilarancio soluzione R, e titolare con acido solforico soluzione R.
fino alla comparsa di una colorazione giallo-rossastra. 1 ml di ammonio e cerio solfato 0,1 M equivale a
Bollire per circa 2 min. Il colore della soluzione torna 4,946 mg di As2O3.
giallo. Raffreddare e titolare fino a ricomparsa della
colorazione giallo-rossastra. Ammonio e cerio solfato 0,01 M . 3000400.
1 ml di acido solforico 0,5 M equivale a 53,00 mg di A 100,0 ml di ammonio e cerio solfato 0,1 M aggiungere,
Na2CO3. raffreddando, 30 ml di acido solforico R e diluire a
. Diluire 200,0 ml di acido solfo- 1000,0 ml con acqua R.
. 3000500.
Acido solforico 0,01 M
Diluire 100,0 ml di acido solforico 0,5 M a 1000,0 ml con nato fino al viraggio al giallo-rossastro.
acqua R.
Standardizzazione. Effettuare la titolazione descritta Ammonio tiocianato 0,02 M . Diluire 20,0 ml di ammo-
per acido solforico 0,5 M usando 0,100 g di sodio carbo- nio tiocianato 0,1 M a 100,0 ml con acqua R. Preparare
nato RV, disciolti in 20 ml di acqua R. al momento dell'uso.
1 ml di acido solforico 0,05 M equivale a 5,30 mg di Anidride arseniosa 0,05 M . Disciogliere 2,473 g di
Na2CO3. anidride arseniosa RV, precedentemente seccata in
acqua R, aggiungere 7,5 g di sodio idrossido R e 100 ml
Ammonio e cerio nitrato 0,1 M . 3000100. di acqua R. Agitare fino a completa dissoluzione e
Agitare per 2 min una miscela di 56 ml di acido solfori- diluire a 1000,0 ml con acqua R.
co R e 54,82 g di ammonio e cerio nitrato R. Aggiungere . 3005600.
cinque porzioni consecutive, ciascuna da 100 ml, di Argento nitrato 0,1 M
acqua R, agitando dopo ogni aggiunta. Diluire la solu- Disciogliere 17,0 g di argento nitrato R in acqua R e
zione limpida a 1000,0 ml con acqua R. Standardizzare diluire a 1000,0 ml con lo stesso solvente.
la soluzione dopo 10 giorni. Determinazione del titolo. Disciogliere 0,100 g di sodio
Determinazione del titolo. A 25 ml di ammonio e cerio cloruro RV in 30 ml di acqua R. Titolare con la solu-
nitrato soluzione aggiungere 2 g di potassio ioduro R e zione di argento nitrato, determinando potenziometri-
150 ml di acqua l. Titolare immediatamente con sodio camente (2.2.20) il punto di fine titolazione.
tiosolfato 0,1 M usando come indicatore 1 ml di amido 1 ml di argento nitrato 0,1 M equivale a 5,844 mg di
soluzione R. NaCl.
1 ml di ammonio e cerio nitrato 0,1 M equivale a Conservare al riparo dalla luce.
4,946 mg di As2O3. . 3009300.
Conservare al riparo dalla luce.
Argento nitrato 0,001 M
518
Soluzioni titolate
inoizircserP
. 3009600. Determinazione del titolo. A 25,0 ml della soluzione di
ilareneG
Bario perclorato 0,025 M
Diluire 500,0 ml di bario perclorato 0,05 M a 1000,0 ml ferro(-ico) ammonico solfato aggiungere 3 ml di acido
con tampone soluzione a pH 3,7 R. cloridrico R e 2 g di potassio ioduro R. Lasciare a riposo
. 3000700. per 10 min. Titolare con sodio tiosolfato 0,1 M, usando
Bario perclorato 0,05 M
1 ml di amido soluzione R come indicatore.
Disciogliere 15,8 g di bario idrossido R in una miscela di
isilanA id
1 ml di sodio tiosolfato 0,1 M equivale a 48,22 mg di
idoteM
75 ml di acqua R e 7,5 ml di acido perclorico R, portare FeNH4(SO4)2.12H2O.
la soluzione a pH 3 aggiungendo acido perclorico R e fil- . Disciogliere 20 g
trare se necessario. Aggiungere 150 ml di alcool R e Ferro(-oso) ammonico solfato 0,05 M
irotinetnoC
/ ilairetaM
Determinazione del titolo. A 5,0 ml di acido solforico Determinazione del titolo. A 256 ml aggiungere 10 ml di
0,05 M aggiungere 5 ml di acqua R, 50 ml di tampone acido solforico 1 M e 1 ml di acido fosforico R e titolare
soluzione a pH 3,7 R e 0,5 ml di alizarina S soluzione R. con potassio permanganato 0,004 M.
Titolare con la soluzione di bario perclorato fino al 1 ml di potassio permanganato 0,004 M equivale a
viraggio a una colorazione rosso-arancio. Determinare 39,21 mg di Fe(NH4)2(SO4)2.6H2O.
ivittaeR
il titolo immediatamente prima dell'uso. Ferro(-oso) solfato 0,1 M . 3001400.
Benzetonio cloruro 0,004 M . 3000900. Disciogliere 27,80 g di ferro(-oso) solfato R in 500 ml
Disciogliere in acqua R 1,792 g di benzetonio clo- di acido solforico diluito R e diluire a 1000,0 ml con
ruro R, precedentemente essiccato a massa costante a acqua R.
itnemogrA
100-105 C e diluire a 1000,0 ml con lo stesso solvente. Determinazione del titolo. A 25,0 ml della soluzione di
ilareneG
Determinazione del titolo. Calcolare la molarita© della ferro(-oso) solfato aggiungere 3 ml di acido fosforico R
soluzione dal contenuto di C27H42ClNO2 nel benzeto- e titolare immediatamente con potassio permanganato
nio cloruro essiccato, determinato come segue. Discio- 0,02 M. Determinare il titolo immediatamente prima
gliere 0,350 g di sostanza essiccata in 30 ml di acido ace- dell'uso.
eifargonoM
tico anidro R e aggiungere 6 ml di mercurio(-ico) acetato . 3002700.
ilareneG
Iodio 0,05 M
soluzione R. Titolare con acido perclorico 0,1 M usando Disciogliere 12,7 g di iodio R e 20 g di potassio ioduro R
0,05 ml di cristal violetto soluzione R come indicatore. in acqua R e diluire a 1000,0 ml con lo stesso solvente.
Effettuare una titolazione in bianco. Determinazione del titolo. A 20 ml di iodio soluzione
aggiungere 1 ml di acido acetico diluito R e 30 ml di
ehcituecamraF
1 ml di acido perclorico 0,1 M equivale a 44,81 mg di
C27H42ClNO2. acqua R. Titolare con sodio solfato 0,1 M usando amido
emroF
. Disciogliere 2,7835 g di soluzione R come indicatore.
1 ml di iodio 0,05 M equivale a 4,946 mg di As2O3.
Bromuro-bromato 0,1 M
eiretaM
Bromuro-bromato 0,0167 M Iodio 0,01 M
emirP
Disciogliere 2,7835 g di potassio bromato RV e 13 g di Aggiungere 0,3 g di potassio ioduro R a 20,0 ml di iodio
potassio bromuro R in acqua R e diluire a 1000,0 ml 0,05 M e diluire a 100,0 con acqua R.
con lo stesso solvente. Iodio 0,5 M . 3009400.
. 3001100. Disciogliere 127 g di iodio R e 200 g di potassio ioduro R
ehcituecamraF
inoizaraperP
una miscela di 6 ml di acido solforico R e 300 ml di mide R aggiungere 0,05 ml di una soluzione (3 g/l) di
acqua R e diluire a 1000,0 ml con acqua R. blu timolo R in metanolo R e titolare con la soluzione
519
Soluzioni titolate
di litio metossido fino al viraggio ad una netta colora- Potassio ftalato acido 0,1 M . 3004700.
zione blu. Immediatamente aggiungere 0,200 g di acido In una beuta contenente circa 800 ml di acido acetico
benzoico RV. Agitare fino a dissoluzione e titolare con anidro R, disciogliere 20,42 g di potassio idrogeno
la soluzione di litio metossido fino ad ottenere nuova- ftalato RV. Scaldare a b.m. fino a completa dissolu-
mente il viraggio ad una netta colorazione blu. Proteg- zione, proteggendo dall'umidita© . Raffreddare a 20 C e
gere la soluzione dall'anidride carbonica atmosferica diluire a 1000,0 ml con acido acetico anidro R.
durante tutta la titolazione. Dal volume di titolante . 3009100.
usato nella seconda titolazione ricavare il titolo esatto Potassio idrossido 1 M
520
Soluzioni titolate
inoizircserP
ioduro R e 10 ml di acido solforico diluito R. Titolare con Determinazione del titolo. Disciogliere 0,120 g di zinco
ilareneG
sodio tiosolfato 0,1 M, usando come indicatore RV in 4 ml di acido cloridrico R1 e aggiungere 0,1 ml
1 ml di amido soluzione R, aggiunto verso la fine della di acqua di bromo R. Eliminare l'eccesso di bromo
titolazione. per ebollizione, aggiungere sodio idrossido soluzione
. 3009002. diluita R fino a che la soluzione sia debolmente acida o
neutra ed effettuare la determinazione dello zinco
isilanA id
Potassio ioduro 0,001 M
idoteM
100,0 ml con acqua R. Diluire 5 ml di questa soluzione mediante complessometria (2.5.11).
a 500,0 ml con acqua R. 1 ml di sodio edetato 0,1 M equivale a 6,54 mg di Zn.
Potassio permanganato 0,02 M . 3005300. Conservare in un recipiente di polietilene.
Disciogliere 3,2 g di potassio permanganato R in . Diluire 500,0 ml di sodio edetato
irotinetnoC
/ ilairetaM
Sodio edetato 0,05 M
acqua R e diluire a 1000,0 ml con lo stesso solvente. 0,1 M a 1000,0 ml con acqua R. Preparare al momento
Scaldare la soluzione a b.m. per 1 h, lasciar raffreddare dell'uso.
e filtrare su un filtro di vetro sinterizzato. Sodio edetato 0,02 M . 3006000.
Determinazione del titolo. A 20,0 ml della soluzione di Disciogliere 7,444 g di sodio edetato R in acqua R e
potassio permanganato aggiungere 2 g di potassio diluire a 1000,0 ml con lo stesso solvente.
ivittaeR
ioduro R e 10 ml di acido solforico diluito R. Titolare Determinazione del titolo. Disciogliere 0,100 g di
con sodio tiosolfato 0,1 M, usando come indicatore 1 ml zinco RV in 4 ml di acido cloridrico R1 e aggiungere
di amido soluzione R, aggiunto verso la fine della titola- 0,1 ml di acqua di bromo R. Eliminare l'eccesso di
zione. bromo per ebollizione. Trasferire la soluzione in un pal-
lone tarato e diluire a 100,0 ml con acqua R. Trasferire
itnemogrA
Determinare il titolo immediatamente prima dell'uso.
ilareneG
Conservare al riparo dalla luce. 25,0 ml della soluzione in una beuta da 500 ml e diluire
. Diluire 100,0 ml di a 200 ml con acqua R. Aggiungere circa 50 mg di xile-
Potassio permanganato 0,002 M
potassio permanganato 0,02 M a 1000 ml con acqua R. nolarancio miscela composta R e esametilentetrammi-
na R finchë la soluzione diventi rosa-violetto. Aggiun-
. Diluire 200,0 ml di gere 2 g di esametilentetrammina R in eccesso. Titolare
eifargonoM
ilareneG
Potassio permanganato 0,004 M
potassio permanganato 0,02 M a 1000 ml con acqua R. con la soluzione di sodio edetato fino al viraggio dal
Rame solfato 0,02 M . 3001200. rosa-violetto al giallo.
Disciogliere 5,0 g di rame solfato R in acqua R e diluire a 1 ml di sodio edetato 0,02 M equivale a 1,308 mg di Zn.
1000,0 ml con lo stesso solvente. . Diluire 100,0 ml di sodio edetato
ehcituecamraF
Sodio edetato 0,01 M
Determinazione del titolo. A 20,0 ml della soluzione di 0,1 M a 1000,0 ml con acqua R. Preparare al momento
emroF
rame solfato aggiungere 2 g di sodio acetato R e 0,1 ml dell'uso.
di piridilazonaftolo soluzione R. Titolare con sodio ede- . 3009800.
tato 0,02 M fino al viraggio dal blu-violetto al verde
Sodio idrossido 2 M
brillante. Titolare lentamente verso la fine della titola- Disciogliere 84 g di sodio idrossido R in acqua esente da
zione. anidride carbonica R e diluire a 1000,0 ml con lo stesso
solvente.
eiretaM
emirP
Rame etilendiammina idrossido soluzione 1 M . 3008700. . 3006300.
Il rapporto molare tra etilendiammina e rame e©
Sodio idrossido 1 M
2,00 0,04. Questa soluzione e© commercialmente Disciogliere 42 g di sodio idrossido R in acqua esente da
6
solvente.
inoizaraperP
ehcificepS
Sodio arsenito 0,1 M . 3005800. Determinazione del titolo. Titolare 20,0 ml della solu-
Disciogliere una quantita© di anidride arseniosa RV cor- zione di sodio idrossido con acido cloridrico 1 M usando
rispondente a 4,946 g di As2O3 in una miscela di 20 ml l'indicatore prescritto nel saggio in cui viene usato sodio
di sodio idrossido soluzione concentrata R e 20 ml di idrossido 1 M.
ehcitapoemO
acido cloridrico diluito R fino a soluzione neutra alla tor- Se e© prescritto sodio idrossido esente da carbonato, pre-
nasole cartina R. Disciogliere 2 g di sodio bicarbonato R parare come segue. Disciogliere sodio idrossido R
nella soluzione e diluire a 500,0 ml con acqua R. in acqua R in modo da avere una concentrazione di
400-600 g/l e lasciare a riposo. Decantare il liquido sur-
Sodio edetato 0,1 M . 3005900. natante limpido, prendendo delle precauzioni per evi-
Disciogliere 37,5 g di sodio edetato R in 500 ml di tare di introdurre anidride carbonica, e diluire con
ecidnI
acqua R, aggiungere 100 ml di sodio idrossido 1 M e acqua esente da anidride carbonica R fino alla normalita©
diluire a 1000,0 ml con acqua R. richiesta. La soluzione soddisfa al seguente saggio.
521
Soluzioni titolate
Titolare 20,0 ml di acido cloridrico con la stessa mola- blu timolo R in metanolo R, e titolare con la soluzione
rita© della soluzione di sodio idrossido usando come di sodio metossido fino al viraggio ad una netta colora-
indicatore 0,5 ml di fenolftaleina soluzione R. Al punto zione blu. Aggiungere immediatamente 0,200 g di acido
di fine titolazione aggiungere una quantita© di acido suf- benzoico RV. Agitare fino a dissoluzione e titolare con
ficiente a far svanire la colorazione rosa, e concentrare la soluzione di sodio metossido fino ad ottenere nuova-
la soluzione a 20 ml per ebollizione. Durante l'ebolli- mente il viraggio ad una netta colorazione blu. Proteg-
zione aggiungere acido sufficiente a far svanire la colo- gere la soluzione dall'anidride carbonica esterna
razione rosa, che non deve riapparire durante un'ebolli- durante tutta la titolazione. Dal volume di titolante uti-
zione prolungata. Il volume di acido utilizzato non lizzato nella seconda titolazione ricavare il titolo della
supera 0,1 ml. soluzione di sodio metossido. Determinare il titolo
Sodio idrossido 0,1 M . 3006600. immediatamente prima dell'uso.
Diluire 100,0 ml di sodio idrossido 1 M a 1000,0 ml con 1 ml di sodio metossido 0,1 M equivale a 12,21 mg di
acqua esente da anidride carbonica R. C7H6O2.
Determinazione del titolo. Titolare 20,0 ml della solu- Sodio nitrito 0,1 M . 3007200.
zione di sodio idrossido con acido cloridrico 0,1 M, Disciogliere 7,5 g di sodio nitrito R in acqua R e diluire a
usando il punto di fine titolazione prescritto per la 1000,0 ml con lo stesso solvente.
determinazione quantitativa nel quale viene usato il Determinazione del titolo. Disciogliere 0,300 g di acido
sodio idrossido 0,1 M solfanilico RV in 50 ml di acido cloridrico diluito R ed
Determinazione del titolo (per l'uso nella determinazione effettuare la determinazione dell'azoto amminico pri-
quantitativa dei sali alogenati di basi organiche). Discio- mario aromatico (2.5.8), usando la soluzione di sodio
gliere 0,100 g di acido benzoico RV in una miscela di nitrito e determinando il punto di fine titolazione elet-
5 ml di acido cloridrico 0,01 M e 50 ml di alcool R. Effet- trometricamente. Determinare il titolo immediata-
tuare la titolazione (2.2.20), usando la soluzione di mente prima dell'uso.
sodio idrossido. Misurare il volume aggiunto tra i due 1 ml di sodio nitrito 0,1 M equivale a 17,32 mg di
punti di flesso. C6H7NO3S.
Sodio idrossido soluzione etanolica 0,1 M . 3007000. Sodio periodato 0,1 M . 3009500.
A 250 ml di etanolo R aggiungere 3,3 g di sodio idrossido Disciogliere 21,4 g di sodio periodato R in circa 500 ml
soluzione concentrata R. di acqua R e diluire a 1000,0 ml con lo stesso solvente.
Determinazione del titolo. Disciogliere 0,100 g di acido Standardizzazione. In un pallone chiuso, introdurre
benzoico RV in 10 ml di alcool R e 2 ml di acqua R.Tito- 20,0 ml della soluzione di sodio periodato e aggiungere
lare con la soluzione etanolica sodio idrossido usando 5 ml di acido perclorico R. Chiudere il pallone e agitare.
come indicatore 0,2 ml di timolftaleina soluzione R. Aggiustare la soluzione a pH 6,4 (2.2.3) usando una
Standardizzare immediatamente prima dell'uso. soluzione satura di sodio bicarbonato R. Aggiungere
1 ml di sodio idrossido soluzione etanolica 0,1 M equivale 10 ml di potassio ioduro soluzione R, chiudere, agitare e
a 12,21 mg di C7H6O2. lasciare a riposo per 2 min. Titolare con sodio arsenito
Sodio idrossido 0,05 M . Diluire 50,0 ml di sodio idros- 0,025 M fino a che il colore giallo scompaia quasi del
sido 1 M a 1000,0 ml con acqua R. tutto. Aggiungere 2 ml di amido soluzione R e titolare
Determinazione del titolo. Procedere come descritto per lentamente fino a scomparsa completa del colore.
il sodio idrossido 1 M usando acido cloridrico 0,05 M. Sodio periodato 0,05 M. Diliure 50,0 ml di sodio perio-
. Diluire 100,0 ml di sodio idros- dato 0,1 M a 100,0 ml con acqua R. Preparare al
momento dell'uso.
Sodio idrossido 0,01 M
522
Soluzioni titolate
inoizircserP
ioduro soluzione R e 5 ml di acido cloridrico R1. Titolare lazione. Dal volume di titolante usato nella seconda
ilareneG
con la soluzione di sodio tiosolfato, usando come indi- titolazione ricavare il titolo esatto della soluzione di
catore 1 ml di amido soluzione R, aggiunto verso la fine tetrabutilammonio idrossido. Determinare il titolo
della titolazione. immediatamente prima dell'uso.
Tetrabutilammonio idrossido 0,1 M . 3008300. 1 ml di tetrabutilammonio idrossido 0,1 M equivale a
isilanA id
Disciogliere 40 g di tetrabutilammonio ioduro R in 90 ml 12,21 mg di C7H6O2.
idoteM
di metanolo anidro R, aggiungere 20 g di argento Tetrabutilammonio idrossido 0,1 M in .
2-propanolo
irotinetnoC
/ ilairetaM
tante. Se si ottiene una reazione positiva, aggiungere toluene R e standardizzare come descritto.
altri 2 g di argento ossido R ed agitare per altri 30 min. . 3008500.
Ripetere questo procedimento finchë il liquido risulti Zinco cloruro 0,05 M
ivittaeR
gere i lavaggi al filtrato e diluire a 1000,0 ml con scomparsa dell'opalescenza. Diluire a 1000,0 ml con
toluene R. Insufflare azoto secco esente da anidride car- acqua R.
bonica nella soluzione per 5 min. Determinazione il titolo. A 20,0 ml della soluzione di
Determinazione del titolo. A 10 ml di dimetilformam- zinco cloruro aggiungere 5 ml di acido acetico diluito R
ed effettuare la determinazione dello zinco mediante
itnemogrA
mide R aggiungere 0,05 ml di una soluzione (3 g/l) di
ilareneG
blu timolo in metanolo R e titolare con la soluzione di complessometria (2.5.11).
tetrabutilammonio idrossido fino al viraggio ad una Zinco solfato 0,1 M . 3008600.
netta colorazione blu. Immediatamente aggiungere Disciogliere 29 g di zinco solfato R in acqua R e diluire a
0,200 g di acido benzoico RV. Agitare fino a dissolu- 1000,0 ml con lo stesso solvente.
eifargonoM
zione e titolare con la soluzione di tetrabutilammonio Determinazione del titolo. A 20,0 ml della soluzione di
ilareneG
idrossido fino ad ottenere nuovamente il viraggio ad zinco solfato aggiungere 5 ml di acido acetico diluito R
una netta colorazione blu. Proteggere la soluzione dal- ed effettuare la determinazione dello zinco mediante
l'anidride carbonica atmosferica durante tutta la tito- complessometria (2.5.11).
ehcituecamraF
emroF
eiretaM
emirP
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
ehcitapoemO
inoizaraperP
ecidnI
523
5. Argomenti generali
inoizircserP
ilareneG
isilanA id
5.1. Argomenti generali sulla sterilita© . . 529 5.7. Tabella delle caratteristiche fisiche
idoteM
5.2. Argomenti generali sui vaccini . . . . 539 dei radionuclidi menzionati nella
5.4. Solventi residui . . . . . . . . . . . . . . . . 563 Farmacopea Europea . . . . . . . . . . . 597
5.5. Tabelle alcoolimetriche . . . . . . . . . . 577 5.8. Armonizzazione delle farmacopee . . 607
5.6. Dosaggio degli interferoni . . . . . . . . 591
irotinetnoC
/ ilairetaM
ivittaeR
itnemogrA
ilareneG
eifargonoM
ilareneG
ehcituecamraF
emroF
eiretaM
emirP
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
ehcitapoemO
inoizaraperP
ecidnI
5.1. Argomenti generali
inoizircserP
ilareneG
sulla sterilita©
isilanA id
idoteM
5.1. Argomenti generali sulla sterilita© . . 529 5.1.4. Requisiti microbiologici delle prepa-
5.1.1 Metodi di preparazione di prodotti razioni farmaceutiche . . . . . . . . . 535
irotinetnoC
/ ilairetaM
sterili . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 529 5.1.5. Applicazione del concetto F0 alla ste-
5.1.2. Indicatori biologici di sterilizzazione 532 rilizzazione mediante vapore delle
5.1.3. Efficacia della conservazione antimi- preparazioni acquose . . . . . . . . . . 536
crobica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 533
ivittaeR
itnemogrA
ilareneG
eifargonoM
ilareneG
ehcituecamraF
emroF
eiretaM
emirP
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
ehcitapoemO
inoizaraperP
ecidnI
Metodi di preparazione di prodotti sterili
inoizircserP
il processo e© in grado di eliminare o inattivare i contami-
ilareneG
5.1. ARGOMENTI GENERALI SULLA
isilanA id
Dove possibile, si sceglie un processo in cui il prodotto
idoteM
Per sterilita© si intende l'assenza di microrganismi vivi. e© sterilizzato nel suo contenitore finale (sterilizzazione
La sterilita© di un prodotto non puo© essere garantita solo terminale). Quando viene usato un metodo completa-
dai saggi; essa deve essere assicurata dall'applicazione mente convalidato di sterilizzazione terminale
di un processo di produzione opportunamente convali- mediante vapore, calore secco o mediante radiazioni
dato. Eé di fondamentale importanza che l'effetto sul
irotinetnoC
ionizzanti, puo© essere consentito un rilascio parame-
/ ilairetaM
prodotto (compreso il suo contenitore o la sua confe- trico, cioe© il rilascio di un lotto di prodotti sterilizzati
zione) della procedura di sterilizzazione prescelta venga basato sui dati di processo piuttosto che sulla base di
sperimentato in modo da assicurarne l'efficacia ed il un saggio di sterilita© su un campione, previa approva-
mantenimento dell'integrita© del prodotto stesso e che zione dell'autorita© competente.
la procedura sia convalidata prima di essere messa in
ivittaeR
pratica. Si raccomanda di scegliere un contenitore che Se non e© possibile effettuare la sterilizzazione termi-
sia compatibile con l'impiego del metodo ottimale di nale, e© usato un processo di filtrazione attraverso un fil-
sterilizzazione. L'incapacita© di seguire scrupolosamente tro che trattiene i batteri o un trattamento asettico;
un processo convalidato di sterilizzazione aumenta il quando possibile si effettua un appropriato addizionale
rischio di ottenere un prodotto non sterile o un pro- trattamento del prodotto (ad esempio il riscaldamento)
itnemogrA
ilareneG
dotto deteriorato. La riconvalida e© effettuata tutte le nel suo contenitore finale. In ogni caso si richiedono
volte in cui si effettuano cambiamenti sostanziali nella un contenitore e una chiusura in grado di mantenere la
procedura di sterilizzazione, comprese le modifiche di sterilita© del prodotto durante tutta la sua durata di con-
carico del materiale da sterilizzare. Eé necessario che servazione.
vengano osservati i principi delle buone pratiche di fab-
eifargonoM
bricazione (come descritti, ad esempio, nella linea
ilareneG
guida della Comunita© Europea alle GMP) nella messa LIVELLO DI ASSICURAZIONE DI STERILITAé
a punto del processo di sterilizzazione, includendo, in (LAS)
particolare, l'uso di:
^ personale qualificato con addestramento specifico,
ehcituecamraF
Dove appropriato, nell'ambito dei metodi di seguito
^ locali adeguati, descritti, si fa riferimento al ``livello di assicurazione di
emroF
^ attrezzature di produzione appropriate, facili da sterilita© '' o ``LAS''. L'assicurazione di sterilita© all'in-
pulire e da sterilizzare, terno di ciascuna unita© compresa in un complesso di
^ precauzioni adeguate per minimizzare il rischio di elementi soggetti ad un processo di sterilizzazione non
sovraccarico microbico prima della sterilizzazione, puo© essere garantita në dimostrata. L'inattivazione di
microrganismi mediante mezzi fisici o chimici segue
eiretaM
emirP
^ procedure convalidate per tutte le fasi di produ- una legge esponenziale; pertanto sussiste sempre una
zione critiche, probabilita© statistica quantunque piccola che un
^ monitoraggio ambientale e controlli in corso di microrganismo possa sopravvivere al processo di steri-
produzione. lizzazione. Per un dato processo, la probabilita© di
ehcituecamraF
inoizaraperP
Le precauzioni necessarie per minimizzare il carico sopravvivenza viene determinata dal numero, il tipo e
ehcificepS
microbico di pre-sterilizzazione includono l'uso di com- la resistenza dei microrganismi presenti e dall'ambiente
ponenti con un livello accettabilmente basso di conta- in cui essi vivono durante il trattamento. Il livello di
minazione microbica. Eé consigliabile stabilire un con- assicurazione di sterilita© di un processo sterilizzante e©
trollo microbiologico e la definizione di limiti d'uso il grado di sicurezza con il quale il processo in questione
ehcitapoemO
inoizaraperP
appropriati per gli ingredienti che sono passibili di con- rende sterili un complesso di elementi. Il LAS di un
taminazione per la loro origine, natura o metodo di dato processo viene espresso come probabilita© di persi-
preparazione. stenza di un elemento non sterile in questo complesso.
I metodi qui descritti si applicano principalmente all'inat- Un LAS di 10-6, ad esempio, indica una probabilita© di
tivazione o alla rimozione di batteri, lieviti e muffe. Per i non piu© di un microrganismo vivo in 1 10 unita© steri-
2
6
prodotti biologici di origine animale o umana o nei casi lizzate del prodotto finale. Il LAS di un processo per
ecidnI
in cui tale materiale e© stato usato nel processo di produ- un dato prodotto viene stabilito da appropriati studi di
zione, e© necessario dimostrare, durante la convalida, che convalida.
529
Metodi di preparazione di prodotti sterili
530
Metodi di preparazione di prodotti sterili
inoizircserP
In alcuni Paesi esistono norme che regolano l'uso di radia- toposti ad una procedura di filtrazione attraverso un fil-
ilareneG
zioni ionizzanti ai fini della sterilizzazione, come ad tro la cui efficacia sia stata dimostrata mediante un sag-
esempio le European Community Notes for Guidance. gio di infezione microbica di prova effettuato con un
Per questo metodo di sterilizzazione terminale la dose idoneo microrganismo da saggio. Una sospensione di
di riferimento (dose assorbita) e© di 25 kGy. Possono Pseudomonas diminuta (ATCC 19146, NCIMB 11091 o
CIP 103020)7 puo© essere idonea. Si raccomanda di usare
isilanA id
essere usate altre dosi purchë sia stato dimostrato in
idoteM
maniera soddisfacente che la dose scelta permetta di almeno 10 UFC per cm2 di superficie filtrante attiva,
ottenere un livello di letalita© adeguato e riproducibile di preparare la sospensione in brodo di soia-triptone e,
quando il processo e© applicato di routine, entro le soglie dopo passaggio attraverso il filtro, di raccoglierla aset-
stabilite di tolleranza. Le procedure e le precauzioni ticamente ed incubarla in condizioni aerobiche a
irotinetnoC
32 C. Questi prodotti necessitano di speciali precau-
/ ilairetaM
impiegate devono essere tali da garantire un LAS
di 10-6 o migliore. zioni. Il processo di produzione e l'ambiente sono scelti
Durante il processo di sterilizzazione la radiazione in modo da minimizzare la contaminazione microbica
assorbita dal prodotto viene regolarmente controllata e sono regolarmente soggetti a procedure idonee di con-
mediante procedure dosimetriche definite che permet- trollo. L'attrezzatura, i contenitori e le chiusure e, ove
tono una misura reale della dose ricevuta dal prodotto, possibile, gli ingredienti vanno sottoposti ad un appro-
ivittaeR
indipendentemente dal tasso di radiazione impartita. I priato processo di sterilizzazione. Si raccomanda di
dosimetri sono tarati rispetto ad una sorgente standard effettuare la filtrazione il piu© presto possibile dopo il
di un impianto di irraggiamento di riferimento, sia al riempimento. Le operazioni successive alla filtrazione
momento in cui si ricevono dal fornitore, sia ad inter- sono effettuate in condizioni asettiche.
Le soluzioni vengono filtrate attraverso membrane che
itnemogrA
valli appropriati non piu© lunghi di un anno.
ilareneG
Se viene effettuata una valutazione biologica, questa si trattengono i batteri aventi pori con un diametro nomi-
ottiene usando un indicatore biologico appropriato nale di 0,22 mm o inferiore, o attraverso qualsiasi altro
(5.1.2). filtro avente le stesse proprieta© di trattenere i batteri.
Si prendono misure appropriate per evitare perdite di
Questo metodo di steriliz- soluto per assorbimento sul filtro e per evitare il rilascio
eifargonoM
Sterilizzazione mediante gas.
ilareneG
zazione e© usato solo se non ci sono alternative appro- di contaminanti da quest'ultimo. Eé necessario tener
priate. Eé di fondamentale importanza che venga assicu- conto della contaminazione microbica prima della fil-
rata la penetrazione del gas e dell'umidita© nel materiale trazione, della capacita© del filtro, della dimensione del
da sterilizzare e che sia seguita da un processo di elimi- lotto e della durata della filtrazione. Il filtro non deve
nazione del gas in condizioni che sono state precedente-
ehcituecamraF
essere usato per periodi piu© lunghi di quelli approvati
mente stabilite per assicurare che ogni residuo di gas o in seguito a convalida combinata del filtro stesso e del
emroF
i suoi prodotti di trasformazione nel prodotto steriliz- prodotto da filtrare.
zato siano al di sotto della concentrazione potenzial- L'integrita© di un filtro sterilizzante assemblato viene
mente tossica durante l'uso nel prodotto. Le norme verificata prima dell'uso e confermata dopo l'uso per
circa questo aspetto e relative all'uso dell'ossido di eti- mezzo di saggi appropriati al tipo di filtro usato ed allo
lene vengono fornite, per esempio, nelle appropriate
eiretaM
stadio del saggio in cui si effettua la verifica quali, ad
emirP
European Community Notes for Guidance. esempio, il punto di gorgogliamento, la tenuta della
Ove possibile, la concentrazione del gas, l'umidita© rela- pressione o i saggi sul tasso di diffusione.
tiva, la temperatura e la durata del processo vengono A causa di altri potenziali inconvenienti dovuti al
misurate e registrate. Le misurazioni vengono fatte
ehcituecamraF
zioni di sterilizzazione, come determinato al momento di sterilizzazione, e© consigliabile effettuare una prefil-
della convalida. trazione attraverso un filtro che trattiene i batteri, nel
caso in cui non si possa garantire con altri processi un
L'efficacia del processo applicato ad ogni carico di ste- basso biocarico.
rilizzazione viene verificata usando un indicatore biolo-
ehcitapoemO
inoizaraperP
Certi principi attivi e certi prodotti che non possono ottenuto usando condizioni ed attrezzature destinate a
essere sterilizzati in modo terminale possono essere sot- prevenire la contaminazione microbica. Il processo
531
Indicatori biologici di sterilizzazione
asettico puo© comprendere il riempimento in asepsi di Un indicatore biologico e© caratterizzato dal nome della
prodotti in sistemi contenitori a chiusura, la miscela- specie del batterio usato come microrganismo di riferi-
zione in asepsi dei componenti di formulazioni ed mento, dal numero del ceppo della collezione originale,
il loro successivo riempimento in asepsi e confezione dal numero di spore vive per supporto e dal valore D.
in asepsi. Il valore D e© il valore di un parametro di sterilizzazione
Inoltre per mantenere la sterilita© dei componenti e del (tempo o dose assorbita) richiesto per ridurre il numero
prodotto durante il processo di fabbricazione, e© neces- di organismi vivi al dieci per cento del numero origi-
sario controllare attentamente: nale. Il valore D e© significativo solo in condizioni speri-
^ l'ambiente, mentali definite precisamente. Solo i microrganismi
dichiarati sono presenti. Possono essere usati indicatori
^ il personale, biologici costituiti da piu© di una specie di batteri sullo
^ le superfici critiche, stesso supporto. Vengono fornite informazioni sul ter-
^ la sterilizzazione del contenitore e della chiusura, e reno di cultura e sulle condizioni di incubazione.
le operazioni di trasferimento, Si raccomanda che gli organismi indicatori vengano
^ il periodo di conservazione massimo del prodotto posti in punti considerati meno accessibili all'agente
prima del riempimento nel contenitore finale. sterilizzante, ove possibile, individuati in precedenza
come tali mediante misure fisiche adeguate. Dopo l'e-
La convalida del processo include controlli appropriati sposizione all'agente sterilizzante, viene usata una tec-
su tutto quanto sopra indicato e controlli sul processo nica asettica per trasferire i supporti delle spore nei ter-
stesso sono regolarmente effettuati attraverso saggi di reni di coltura, in modo tale che non si verifichi alcuna
simulazione che usano terreni di coltura per microrga- contaminazione al momento dell'esame. Possono essere
nismi che vengono poi incubati ed esaminati per evi- usati indicatori biologici che includono una fiala del
denziare la contaminazione (saggi su terreni di coltura terreno di coltura introdotto direttamente nella confe-
inoculati). Inoltre, un campione appropriato di ogni zione che protegge il supporto inoculato.
lotto di prodotto sterilizzato mediante filtrazione e/o Un organismo indicatore viene scelto in base ai
mediante un processo in asepsi e© saggiato per la sterilita© seguenti criteri:
(2.6.1) prima che il lotto sia rilasciato.
(a) la resistenza del ceppo considerato al particolare
metodo di sterilizzazione deve essere elevata
rispetto alla resistenza di tutti i microrganismi
5.1.2. INDICATORI BIOLOGICI DI STERILIZ-
patogeni e a quella dei microrganismi che poten-
ZAZIONE
zialmente contaminano il prodotto,
Gli indicatori biologici sono preparazioni standardiz- (b) il ceppo considerato non deve essere patogeno,
zate di microrganismi selezionati usati per valutare l'ef- (c) il ceppo considerato deve essere facile da coltivare.
ficacia di una procedura di sterilizzazione. Sono costi- Dopo l'incubazione, la crescita del microrganismo di
tuiti di solito da una popolazione di spore batteriche riferimento sottoposto alla procedura di sterilizzazione
su un supporto inerte, ad esempio, una striscia di carta dimostra che questa procedura non e© soddisfacente.
da filtro, un vetrino o una provetta di plastica. Il sup-
porto inoculato e© coperto in modo tale da essere pro-
tetto da qualsiasi deterioramento o contaminazione, Sterilizzazione mediante vapore . Si raccomanda l'uso di
permettendo allo stesso tempo all'agente sterilizzante indicatori biologici nella sterilizzazione mediante
di entrare in contatto con i microrganismi. Le sospen- vapore per la convalida dei cicli di sterilizzazione.
sioni di spore possono essere anche contenute in fiale Allo scopo si raccomandano spore di Bacillus stearo-
sigillate. Gli indicatori biologici sono preparati in thermophilus (per esempio, ATCC 7953, NCTC 10007,
NCIMB 8157 o CIP 52.81). Il numero di
modo tale che possono essere conservati in condizioni spore vive e© superiore a 5 105 per supporto. Il va-
ben definite; viene anche stabilita una data di scadenza.
2
possono essere inoculati direttamente in un prodotto e che non vi sia crescita dei microrganismi di riferi-
liquido da sterilizzare o in un prodotto liquido simile a mento dopo che gli indicatori biologici sono stati espo-
quello da sterilizzare. In questo caso, si deve dimostrare sti al vapore a 121 1 C per 15 min.
6
che il prodotto liquido non abbia alcun effetto inibito- Sterilizzazione mediante calore secco . Si raccomanda
rio sulle spore usate, specialmente per quanto riguarda l'uso di spore di Bacillus subtilis (per esempio, var. niger
la loro germinazione. ATCC 9372, NCIMB 8058 o CIP 77.18) per la prepara-
532
Efficacia della conservazione antimicrobica
inoizircserP
zione degli indicatori biologici. Il numero di spore vive
ilareneG
5.1.3. EFFICACIA DELLA CONSERVAZIONE
isilanA id
vetreria. In questo caso, la dimostrazione di una ridu-
idoteM
zione di 3 log della quantita© di endotossine batteriche essere aggiunti dei conservanti antimicrobici per preve-
termoresistenti puo© essere usata in sostituzione degli nire la proliferazione o limitare la contaminazione
indicatori biologici. microbica che, durante le normali condizioni di conser-
vazione e di uso, specie per i contenitori multidose,
puo© verificarsi in un prodotto e rappresentare un
irotinetnoC
/ ilairetaM
Sterilizzazione mediante radiazione ionizzante. Gli indi- rischio di infezione per il paziente e di alterazione per
catori biologici possono essere usati per controllare le la preparazione. I conservanti antimicrobici non
operazioni di routine, come un'ulteriore possibilita© di devono essere usati in sostituzione delle pratiche di
valutare l'efficacia di una dose stabilita di energia buona fabbricazione.
radiante, specialmente nel caso della sterilizzazione L'efficacia di un conservante antimicrobico puo© essere
ottenuta con elettroni accelerati. Si raccomanda l'uso
ivittaeR
di Bacillus pumilus (per esempio: ATCC 27.142, NCTC aumentata o diminuita dal costituente attivo della pre-
10327, NCIMB 10692 o CIP777.25). Il numero di spore parazione o dalla formulazione nella quale e© incorpo-
rato o dal contenitore e dal sistema di chiusura utiliz-
vive supera il valore di 1 10 per supporto. Il valore D
2
zato. L'attivita© antimicrobica della preparazione nel
supera 1,9 kGy. Deve essere verificato che non vi sia suo contenitore finale viene determinata per il periodo
itnemogrA
ilareneG
alcuna crescita dei microrganismi di riferimento dopo di validita© , per assicurare che tale attivita© non sia modi-
che gli indicatori biologici sono stati esposti a 25 kGy ficata durante la conservazione. Questa valutazione
(dose assorbita minima). puo© essere effettuata su campioni prelevati dal conteni-
tore finale immediatamente prima del saggio.
L'uso degli indicatori bio-
eifargonoM
Durante la fase di sviluppo di una preparazione farma-
ilareneG
Sterilizzazione mediante gas.
logici e© necessario per tutte le procedure di sterilizza- ceutica, si deve dimostrare che l'attivita© antimicrobica
zione mediante gas, sia per la convalida dei cicli di steri- della preparazione come tale o, se necessario, con l'ag-
lizzazione sia per le operazioni di routine. Il numero di giunta di uno o piu© conservanti fornisce una protezione
spore vive e© superiore a 5 105 per supporto. Si racco- appropriata dagli effetti nocivi che possono derivare
ehcituecamraF
2
manda l'uso di spore di Bacillus stearothermophilus dalla contaminazione o dalla proliferazione microbica
(per esempio ATCC 7953, NCTC 10007, NCIMB 8157 durante la conservazione e l'uso della preparazione.
emroF
o CIP 52.81) per la sterilizzazione con acqua ossigenata L'efficacia dell'attivita© antimicrobica puo© essere dimo-
e acido peracetico, di spore di Bacillus subtilis (per strata mediante il saggio descritto di seguito. Il saggio
esempio var. niger ATCC 9372, NCIMB 8058 o CIP non e© destinato ad essere usato come controllo di rou-
77.18) per l'ossido di etilene e la formaldeide. I parame- tine.
eiretaM
tri di resistenza per le procedure usate sono noti: per
emirP
esempio, per l'ossido di etilene il valore D e© superiore
a 2,5 min per un saggio che impiega 600 mg/l di ossido SAGGIO PER L'EFFICACIA DELLA CONSERVAZIONE
di etilene, a 54 C e al 60 per cento di umidita© relativa. ANTIMICROBICA ehcituecamraF
Deve essere verificato che non vi sia alcuna crescita dei Il saggio consiste nel contaminare artificialmente la
inoizaraperP
ehcificepS
microrganismi di riferimento dopo che gli indicatori preparazione, se possibile nel suo contenitore finale,
biologici sono stati esposti al saggio sopra descritto con un inoculo prescritto di un appropriato microrgani-
per 60 min e che esponendo gli indicatori ad un ciclo a smo, nel conservare la preparazione inoculata alla tem-
temperatura ridotta (600 mg/l a 30 C e il 60 per cento peratura prescritta, nel prelevare campioni dal conteni-
ehcitapoemO
inoizaraperP
di umidita© relativa) per 15 min le spore risultino rivita- tore ad intervalli di tempo specificati e nella conta dei
lizzabili. Eé di fondamentale importanza che l'indicatore microrganismi nei campioni prelevati.
biologico sia in grado di rivelare un'umidificazione Le proprieta© conservanti della preparazione sono
insufficiente, nello sterilizzatore e nel prodotto, per appropriate se, nelle condizioni del saggio, si verifica
assicurare che i microrganismi disidratati vengano inat- una significativa diminuzione o un mancato aumento a
tivati. L'esposizione degli indicatori a 600 mg/l di seconda del caso, del numero di microrganismi nella
ossido di etilene a 54 C per 60 min senza umidifica-
ecidnI
533
Efficacia della conservazione antimicrobica
534
Requisiti microbiologici delle preparazioni farmaceutiche
inoizircserP
non possono essere rispettati, per esempio a causa di un
ilareneG
Categoria 2
aumento del rischio di reazioni indesiderate, devono Preparazioni per uso topico e per uso nel tratto respirato-
essere soddisfatti i criteri B. rio eccetto quelle obbligatoriamente sterili ed i cerotti
transdermici.
Tabella 5.1.3.-2.- Preparazioni per uso topico
isilanA id
idoteM
^ Conta totale dei microrganismi aerobi vivi (2.6.12).
Riduzione logaritmica
Non piu© di 102 microrganismi (batteri aerobi e fun-
ghi) per grammo o per millilitro o per cerotto
2 d 7 d 14 d 28 d
(incluso lo strato adesivo ed il supporto).
^ Cerotti transdermici: assenza di enterobatteri e di
irotinetnoC
/ ilairetaM
Batteri A 2 3 ö NI
B ö ö 3 NI altri batteri gram-negativi determinati su un
cerotto (incluso lo strato adesivo 1ed il supporto).
Funghi A ö ö 2 NI Altre preparazioni: non piu© di 10 enterobatteri e
B ö ö 1 NI di altri batteri gram-negativi per grammo o per
millilitro (2.6.13).
ivittaeR
^ Assenza di Pseudomonas aeruginosa determinata
I criteri A rappresentano l'efficacia raccomandata che su l g, l ml o su un cerotto (incluso lo strato adesivo
si deve conseguire. In casi giustificati in cui i criteri A ed il supporto) (2.6.13).
non possono essere rispettati, per esempio a causa di ^ Assenza di Staphylococcus aureus determinata su
un aumento del rischio di reazioni indesiderate, devono l g, l ml o su un cerotto (incluso lo strato adesivo
itnemogrA
essere soddisfatti i criteri B.
ilareneG
ed il supporto) (2.6.13).
Tabella 5.1.3.-3.- Preparazioni per uso orale Categoria 3
eifargonoM
Riduzione logaritmica
ilareneG
^ Conta totale dei microrganismi aerobi vivi (2.6.12).
14 d 28 d
Non piu© di 103 batteri aerobi e non piu© di 102 funghi
Batteri 3 NI per grammo o per millilitro.
^ Assenza di Escherichia coli (1 g o l ml) (2.6.13).
ehcituecamraF
Funghi 1 NI
B. Preparazioni per somministrazione orale contenenti
emroF
I criteri sopra riportati rappresentano l'efficacia racco- materiali grezzi di origine naturale (animale, vege-
mandata che si deve conseguire. tale o minerale) per le quali non e© possibile un pre-
trattamento antimicrobico e per le quali l `autorita©
competente ammette una contaminazione microbica
del materiale grezzo superiore a 103 microrganismi
eiretaM
emirP
5.1.4. REQUISITI MICROBIOLOGICI DELLE
PREPARAZIONI FARMACEUTICHE vivi per grammo o per millilitro. Sono esclusi i medi-
Questo capitolo e© pubblicato solo come informazione.
cinali a base di piante descritti nella categoria 4.
Nella produzione, confezionamento, conservazione e ^ Conta totale dei microrganismi aerobi vivi (2.6.12).
ehcituecamraF
ehcificepS
535
Applicazione del concetto F0 alla sterilizzazione mediante vapore delle preparazioni acquose
A. Medicinali a base di piante ai quali viene aggiunta controllo microbiologico continuo e rigoroso durante
acqua bollente prima dell `uso: la produzione di routine per dimostrare che i parametri
^ Conta totale dei microrganismi aerobi vivi (2.6.12). microbiologici sono compresi nei livelli di tolleranza
Non piu© di 107 batteri e non piu© di 105 funghi per definiti in modo da dare un LAS (Livello di Assicura-
grammo o per millilitro. zione di Sterilita© ) di 10 o superiore.
-6
^ Non piu© di 102 Escherichia coli per grammo o per Nell'ambito della sterilizzazione mediante vapore, il
millilitro (2.6.13, usando diluizioni appropriate). valore Z rappresenta la resistenza al calore di un
microrganismo in relazione ai cambiamenti di tempera-
B. Medicinali a base di piante ai quali non viene tura. Il valore Z e© il cambiamento di temperatura
aggiunta acqua bollente prima dell'uso: richiesto per alterare il valore D di un fattore 10.
^ Conta totale dei microrganismi aerobi vivi (2.6.12). Il valore D (o valore di riduzione decimale) e© il valore di
Non piu© di 105 batteri e non piu© di 104 funghi per un parametro di sterilizzazione (durata o dose assor-
grammo o per mullilitro. bita) richiesto per ridurre il numero di microrganismi
^ Non piu© di 103 enterobatteri e certi batteri gram- vivi al 10 per cento del numero originale. Esso ha signi-
negativi per grammo o per millilitro (2.6.13). ficato soltanto in condizioni sperimentali definite in
^ Assenza di Escherichia coli (1 g o 1 ml) (2.6.13). modo preciso.
^ Assenza di Salmonella (10 g o 10 ml) (2.6.13). Applicare le seguenti relazioni matematiche:
F0 = D121(logN0 - logN) =D121logIF
5.1.5. APPLICAZIONE DEL CONCETTO F 0 ALLA
D121 = valore D delle spore di riferimento (5.1.2)
a 121 C,
STERILIZZAZIONE MEDIANTE VAPORE
536
5.2. Argomenti generali
inoizircserP
ilareneG
sui vaccini
isilanA id
idoteM
5.2. Argomenti generali sui vaccini . . . . 539 5.2.5. Sostanze di origine animale per la
5.2.1 Terminologia usata nelle monografie produzione di vaccini per uso vete-
irotinetnoC
/ ilairetaM
dei vaccini . . . . . . . . . . . . . . . . . . 539 rinario . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 550
5.2.2. Allevamenti di polli esenti da pato- 5.2.6 Valutazione dell'innocuita© dei vaccini
geni specificati per la produzione e per uso veterinario . . . . . . . . . . . . 552
il controllo di qualita© dei vaccini 540 5.2.7 Valutazione dell'efficacia dei vaccini
5.2.3 Substrati cellulari per la produzione per uso veterinario . . . . . . . . . . . . 554
5.2.8. Minimizzazione del rischio di tra-
ivittaeR
di vaccini per uso umano . . . . . . . 542 smettere gli agenti delle encefalo-
5.2.4. Colture cellulari per la produzione di patie spongiformi animali tramite
vaccini per uso veterinario . . . . . . 546 prodotti medicinali . . . . . . . . . . . 554
itnemogrA
ilareneG
eifargonoM
ilareneG
ehcituecamraF
emroF
eiretaM
emirP
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
ehcitapoemO
inoizaraperP
ecidnI
Terminologia usata nelle monografie dei vaccini
inoizircserP
zione delle colture cellulari da utilizzare per la produ-
ilareneG
5.2. ARGOMENTI GENERALI SUI VAC-
isilanA id
GRAFIE DEI VACCINI Colture di cellule primarie
idoteM
Per alcune espressioni vengono riportati tra parentesi priati con tripsina. Le cellule sono essenzialmente iden-
termini alternativi di uso comune nella terminologia tiche a quelle del tessuto di origine e non devono aver
dei vaccini veterinari. subito piu© di 5 passaggi in vitro dalla preparazione ini-
. Eé un sistema secondo il ziale derivata dal tessuto animale.
irotinetnoC
Sistema di lotto di semenza
/ ilairetaM
stesso lotto di semenza primario. Per la produzione di Linee cellulari . Sono colture cellulari che hanno un'ele-
routine, puo© essere preparato un lotto di semenza di vata capacita© di replicazione in vitro. Nelle linee cellu-
lavoro dal lotto di semenza primario. Si deve registrare lari diploidi, le cellule hanno essenzialmente le stesse
l'origine e la cronologia dei passaggi del lotto di caratteristiche di quelle del tessuto di origine. Nelle
semenza primario e del lotto di semenza di lavoro. linee cellulari continue, le cellule sono in grado di repli-
carsi all'infinito in coltura e possono essere ottenute
ivittaeR
Lotto di semenza primario . Eé una coltura di un micror- da tessuti sani o tumorali. Alcune linee cellulari conti-
ganismo distribuita in contenitori da un'unica partita e nue, in determinate condizioni, hanno un potenziale
lavorata nel corso di un'unica operazione, in modo tale oncogenico.
da assicurare uniformita© e stabilita© e da prevenire qual- . Eé una
siasi contaminazione. Un lotto di semenza primario in
itnemogrA
Coltura cellulare da utilizzare per la produzione
ilareneG
forma liquida viene conservato, generalmente, ad una coltura di cellule destinata ad essere utilizzata per la
temperatura uguale o inferiore a -70 C. Un lotto di produzione; puo© derivare da uno o piu© contenitori della
semenza primario liofilizzato viene conservato ad una banca cellulare di lavoro (semenza cellulare di lavoro)
temperatura in grado di assicurarne la stabilita© . oppure puo© essere una coltura di cellule primarie.
. Sono rappresentate da una quantita©
eifargonoM
. Eé una coltura di un micror-
ilareneG
Cellule di controllo
Lotto di semenza di lavoro
ganismo derivata dal lotto di semenza primario e desti- di cellule tenute separate, al momento della inocula-
nata ad essere utilizzata nella produzione. I lotti di zione del virus, come colture cellulari non infettate. Le
semenza di lavoro vengono ripartiti in contenitori e colture cellulari non infettate sono incubate nelle stesse
conservati come descritto precedentemente per il lotto condizioni di quelle utilizzate per le colture cellulari da
ehcituecamraF
di semenza primario. utilizzare per la produzione.
. Eé il materiale prodotto, in una o piu©
emroF
Raccolta singola
Sistema di banca cellulare (Sistema di semenza cellu-
). Eé un sistema secondo il quale i successivi lotti riprese, da una singola coltura cellulare da utilizzare
lare
finali (lotti) di un prodotto vengono ottenuti mediante per la produzione inoculata con lo stesso lotto di
coltivazione su cellule derivate dalla stessa banca cellu- semenza di lavoro o con una sospensione derivata dal
lare primaria (semenza cellulare primaria). Un certo lotto di semenza di lavoro, incubata e raccolta in un sin-
golo ciclo di produzione.
eiretaM
emirP
numero di contenitori della banca cellulare primaria
(semenza cellulare primaria) e© usato per preparare una Miscela monovalente di raccolta . Eé una miscela di mate-
banca cellulare di lavoro (semenza cellulare di lavoro). riale contenente un singolo ceppo o tipo di microrgani-
Il sistema della banca cellulare (sistema di semenza cel- smo o di antigene e derivata da un certo numero di
ehcituecamraF
lulare) e© convalidato al piu© alto livello di passaggio rag- uova, contenitori di colture cellulari ecc., che sono lavo-
inoizaraperP
ehcificepS
e conservata in modo tale da assicurare uniformita© , sta- monovalenti di raccolte derivate da colture di una o
bilita© e da prevenire qualsiasi contaminazione. La piu© specie o tipi di microrganismi dopo chiarificazione,
banca cellulare primaria (semenza cellulare primaria) diluizione o aggiunta di qualsiasi adiuvante o altra
viene conservata, generalmente, ad una temperatura sostanza ausiliaria. Viene trattato in modo tale da assi-
uguale o inferiore a -70 C. curare la sua omogeneita© e viene utilizzato per riempire
Banca cellulare di lavoro (Semenza cellulare di lavoro ). i contenitori di uno o piu© lotti finali (lotti).
ecidnI
Eé una coltura di cellule derivata dalla banca cellulare Lotto finale (lotto ). Eé un insieme di contenitori finali o
primaria e destinata ad essere utilizzata nella prepara- di altre unita© di dosaggio finali chiuse che sono conside-
539
Allevamenti di polli esenti da patogeni specificati e controllo di qualita© dei vaccini
rare omogenee ed equivalenti rispetto al rischio di con- rita© competente, possono essere introdotti embrioni
taminazione durante il riempimento o la preparazione EOPS ottenuti da un allevamento EOPS controllato e
del prodotto finale. Le unita© di dosaggio vengono riem- localizzato in un altro capannone dello stesso impianto.
pite, o preparate in altri modi, dalla stessa sospensione A partire dall'eta© di 8 settimane, i volatili cos|© sostituiti
madre finale di vaccino, liofilizzate contemporanea- sono considerati appartenenti all'allevamento e con-
mente (se possibile) e sigillate nel corso di un'unica ses- trollati mensilmente secondo i requisiti indicati al para-
sione di lavoro. Sono contraddistinte da un numero o grafo ``Saggi successivi''. Al momento dell'ovodeposi-
da un codice che identifica il lotto finale (lotto). Nel zione tutti i volatili sostituiti vengono controllati rispet-
caso in cui la sospensione madre finale di vaccino venga tando i requisiti indicati al paragrafo ``Saggio iniziale''.
ripartita in contenitori e/o liofilizzata nel corso di L'allevamento deve trovarsi in condizioni atte a ridurre
alcune sessioni di lavoro separate, si ottiene una serie le possibilita© di contaminazione. Non deve essere
di lotti finali (lotti) correlati che, generalmente, sono situato in prossimita© di allevamenti di volatili non
identificati mediante l'uso di una parte comune del EOPS e deve essere posizionato all'interno di un
numero o del codice di identificazione; questi lotti finali ambiente che garantisce l'isolamento o in un pollaio in
correlati sono talvolta definiti come sotto-lotti o lotti cui circola aria filtrata a pressione positiva. Si devono
di riempimento. prendere misure appropriate per impedire l'accesso di
Vaccino associato . Eé una preparazione polivalente for- roditori, uccelli selvatici, insetti e personale non auto-
mulata in modo tale da consentire la somministrazione rizzato.
contemporanea di diversi antigeni. Le differenti com-
ponenti antigeniche sono destinate a conferire prote- Il personale autorizzato a entrare non deve avere con-
zione nei confronti dei diversi ceppi o tipi dello stesso tatti con altri volatili o con agenti che possono infettare
microrganismo e/o di microrganismi diversi. Un vac- l'allevamento. Si consiglia al personale di fare la doccia
cino associato puo© essere fornito dal produttore sia e di cambiare i vestiti o di indossare indumenti di prote-
sotto forma di una singola preparazione liquida o liofi- zione prima di entrare nel pollaio.
lizzata che sotto forma di diversi costituenti con precise Gli oggetti introdotti nell'allevamento devono essere
indicazioni per la loro associazione prima dell'uso. sterilizzati. Gli alimenti sono opportunamente trattati
in modo da evitare l'introduzione di microrganismi
indesiderati e l'acqua deve provenire da una fonte sotto-
posta a clorazione. Non deve essere somministrato
5.2.2. ALLEVAMENTI DI POLLI ESENTI DA
DEI VACCINI
540
Allevamenti di polli esenti da patogeni specificati e controllo di qualita© dei vaccini
inoizircserP
Per ogni nuova generazione di un determinato alleva- colare agente che ha dato un risultato positivo nel corso
ilareneG
mento, tutti i volatili devono essere sottoposti, al piu© dei controlli. I volatili risultati infetti e la loro progenie
tardi all'eta© di 20 settimane, ai saggi prescritti di seguito sono allontanati dall'allevamento. La qualifica EOPS
al paragrafo ``Saggi successivi''. Dopo il saggio iniziale, viene riacquistata dopo che 2 controlli successivi hanno
con cadenza mensile, devono essere effettuati i saggi portato a risultati completamente negativi.
descritti al paragrafo ``Saggi successivi'' su un cam-
isilanA id
Un risultato positivo nei confronti dell'agente della
idoteM
pione rappresentativo di animali corrispondente al anemia infettiva aviaria (CAA) non vieta necessaria-
5 per cento del numero effettivo di animali (ma non mente l'uso di materiali derivati dall'allevamento, ma i
inferiore a 10 në superiore a 200 volatili), e con un sag- vaccini vivi da utilizzare in volatili di eta© inferiore a 7
gio finale da effettuarsi 4 settimane dopo l'ultima rac- giorni devono essere prodotti utilizzando materiali pro-
colta delle uova.
irotinetnoC
venienti da allevamenti riconosciuti negativi nei con-
/ ilairetaM
Per tutti i saggi si prelevano campioni di sangue da un fronti dell'agente della anemia infettiva aviaria (CAA).
numero appropriato di volatili e a tempi determinati. I I vaccini inattivati da utilizzare per volatili di eta© infe-
relativi campioni di siero si esaminano per ricercare la riore a 7 giorni possono essere prodotti utilizzando
presenza di anticorpi nei confronti dei principali agenti. materiale proveniente da allevamenti per i quali non e©
I saggi di sieroneutralizzazione si effettuano su miscele stata dimostrata l'assenza dell'agente della anemia
di non piu© di 5 sieri. Tutti gli altri saggi vengono effet-
ivittaeR
tuati sui singoli sieri. Si utilizzano controlli positivi e infettiva aviaria (CAA), a condizione che sia stata
negativi in tutti i saggi. I reattivi utilizzati nei saggi dimostrata la capacita© del processo di inattivazione e©
sono standardizzati rispetto ai reattivi standard inter- in grado di inattivare l'agente della anemia infettiva
nazionali o europei, nel caso siano disponibili. Nel caso aviaria (CAA).
del virus della leucosi aviaria, oltre ai saggi per eviden- Occorre tenere un registro permanente della mortalita© e
itnemogrA
ilareneG
ziare gli anticorpi effettuati sui campioni di siero, si pre- dei risultati dei saggi effettuati sull'allevamento per un
levano campioni idonei per evidenziare la presenza del periodo minimo di 5 anni. I dettagli di qualsiasi altera-
virus . zione nell'ovodeposizione o nella schiusa, ad eccezione
Oltre ai saggi sierologici, per evidenziare la presenza di delle cause accidentali accertate come non conseguenti
anticorpi si effettua un esame clinico almeno una volta a processi infettivi e di qualsiasi risultato dei saggi che
eifargonoM
ilareneG
alla settimana per verificare che i volatili siano esenti sia indicativo di infezione da parte di un agente specifi-
da vaiolo aviario e da segni di altre infezioni. In caso cato sono immediatamente resi noti a chi utilizza le
di morte devono essere effettuati esami necroscopici e, uova.
se necessario per confermare la diagnosi, esami istopa-
tologici, al fine di accertare l'assenza di infezione. L'as-
ehcituecamraF
senza di Salmonella spp. viene determinata mediante SAGGIO INIZIALE
emroF
l'esame di colture di campioni di feci almeno una volta Si possono utilizzare altri tipi di saggio purchë abbiano
ogni 4 settimane; per i saggi puo© essere utilizzata una almeno la stessa sensibilita© di quelli indicati di seguito e
miscela di non piu© di 10 campioni. di specificita© appropriata, previo accordo con l'Autorita©
In caso di un risultato positivo in qualsiasi saggio effet- competente.
tuato per stabilire la qualifica EOPS di un allevamento,
eiretaM
emirP
quest'ultimo non puo© essere definito come allevamento Microrganismo Tipo di saggio
EOPS. In caso di risultato positivo in qualsiasi saggio Adenovirus aviari Saggio immunoenzimatico (ELISA)
effettuato in un allevamento gia© definito EOPS, l'alleva- Adenovirus emoagglutinante Inibizione dell'emoagglutinazione
mento perde la qualifica EOPS. Nel caso dell'agente aviario (Sindrome della
ehcituecamraF
caduta dell'ovodeposizione
ehcificepS
di qualita© effettuato con questi prodotti non e© ritenuto tiva aviaria (malattia di
Gumboro)
di ciascun sierotipo presente nel
paese di origine
valido e deve essere ripetuto. Virus della bronchite infet- Saggio immunoenzimatico (ELISA)
Per ottenere di nuovo la qualifica EOPS, l'allevamento tiva aviaria
deve essere mantenuto nelle condizioni EOPS e devono Virus dell'encefalomielite Saggio immunoenzimatico (ELISA)
essere effettuati i consueti saggi mensili su un numero aviaria
di volatili corrispondente al 5 per cento del numero Virus della influenza, tipo A Saggio immunoenzimatico (ELISA)
ecidnI
effettivo, a meno che ciascun volatile dell'intero alleva- Virus della laringotracheite Sieroneutralizzazione
mento sia controllato ogni mese per evidenziare il parti- aviaria
541
Substrati cellulari per la produzione di vaccini per uso umano
Virus della leucosi aviaria Saggio immunoenzimatico (ELISA) Virus della nefrite aviaria Immunofluorescenza
per il virus e sieroneutralizzazione Virus della reticoloendote- Immunofluorescenza
per gli anticorpi liosi aviaria
Virus della malattia di Saggio immunoenzimatico (ELISA) Virus della rinotracheite del Saggio immunoenzimatico (ELISA)
Marek tacchino
Virus della malattia di New- Inibizione dell'emoagglutinazione Mycoplasma gallisepticum Agglutinazione e, per la conferma
castle di un saggio positivo, inibizione
dell'emoagglutinazione
Virus della nefrite aviaria Immunofluorescenza Mycoplasma synoviae Agglutinazione e, per la conferma
Virus della reticoloendote- Immunofluorescenza di un saggio positivo, inibizione
liosi aviaria dell'emoagglutinazione
Virus della rinotracheite del Saggio immunoenzimatico (ELISA) Salmonella pullorum Agglutinazione
tacchino
Mycoplasma gallisepticum Agglutinazione e, per la conferma di
un saggio positivo, inibizione dell'e-
moagglutinazione 5.2.3. SUBSTRATI CELLULARI PER LA PRODU-
Mycoplasma synoviae Agglutinazione e, per la conferma ZIONE DI VACCINI PER USO UMANO
di un saggio positivo, inibizione Questo capitolo generale tratta delle linee di cellule
dell'emoagglutinazione
Salmonella pullorum Agglutinazione diploidi e di linee cellulari continue utilizzate per la
produzione di vaccini per uso umano; alcuni punti spe-
cifici relativi ai vaccini preparati con la tecnica del
SAGGI SUCCESSIVI DNA ricombinante sono trattati nella monografia Pro-
dotti ottenuti con la tecnologia del DNA ricombinante
Si possono utilizzare altri tipi di saggio purchë abbiano (0784). Nella tabella 5.2.3.-1 e© riportata la lista dei
almeno la stessa sensibilita© di quelli indicati di seguito e saggi da effettuare ai diversi stadi (semenza cellulare,
di specificita© appropriata, previo accordo con l'Autorita© banca cellulare primaria, banca cellulare di lavoro, cel-
competente. lule ad un livello di raddoppiamento della popolazione
uguale o superiore al livello usato per la produzione).
Microrganismo Tipo di saggio
Le disposizioni generali relative all'uso delle linee cellu-
Adenovirus aviari Saggio immunoenzimatico (ELISA) lari e i metodi di saggio sono riportati di seguito.
Adenovirus emoagglutinante Inibizione dell'emoagglutinazione
Quando per la produzione di un vaccino si usano cellule
aviario primarie o cellule che hanno sub|©to alcuni passaggi
senza la costituzione di una banca cellulare, i requisiti
Agente dell'anemia infettiva Immunofluorescenza sono riportati nella specifica monografia del vaccino
aviaria in questione.
Reovirus aviari Immunofluorescenza Linee cellulari diploidi . Una linea cellulare diploide pos-
Virus della borsite infet- Immunodiffusione nei confronti di siede una capacita© di moltiplicazione in vitro alta ma
tiva aviaria (malattia di
Gumboro)
ciascun sierotipo presente nel paese
di origine
definita.
Linee cellulari continue . Una linea cellulare continua
Virus della bronchite infet- Saggio immunoenzimatico (ELISA) possiede una capacita© illimitata di moltiplicazione in
tiva aviaria vitro; le cellule hanno spesso delle differenze di cario-
Virus dell'encefalomielite
aviaria
Saggio immunoenzimatico (ELISA) tipo rispetto alle cellule di origine; esse possono essere
ottenute da tessuti sani o tumorali.
Virus della influenza, tipo A Saggio immunoenzimatico (ELISA) Nel caso di vaccini per uso iniettabile prodotti in linee
Virus della laringotracheite Sieroneutralizzazione cellulari continue, il processo di purificazione e© convali-
aviaria dato per dimostrare la riduzione del DNA proveniente
Virus della leucosi aviaria Saggio immunoenzimatico (ELISA) dal substrato cellulare ad un livello equivalente a non
per gli anticorpi piu© di 10 ng per dose umana singola, salvo indicazione
Virus della malattia di Saggio immunoenzimatico (ELISA) contraria.
Marek Sistema di banca cellulare . La produzione di vaccini in
Virus della malattia di New- Inibizione dell'emoagglutinazione cellule diploidi ed in linee cellulari continue e© basata su
castle un sistema di banca cellulare. L'eta© in vitro delle cellule
542
Substrati cellulari per la produzione di vaccini per uso umano
inoizircserP
e© contata a partire dalla banca cellulare primaria. Pre- lule possono non essere disponibili, come per esempio
ilareneG
parare ciascuna banca cellulare di lavoro usando uno o la provenienza delle sostanze di origine animale; nei
piu© recipienti della banca cellulare primaria. L'uso, l'i- casi autorizzati e giustificati, per la produzione del vac-
dentita© e il controllo d'inventario dei contenitori sono cino possono essere usate le banche cellulari gia© alle-
documentati accuratamente. stite usando tali terreni.
isilanA id
Caratterizzazione della semenza cellulare. Sono caratte-
idoteM
Terreni di coltura e sostanze di origine animale ed
umana . La composizione dei terreni usati per l'isola- rizzate le seguenti proprieta© :
mento e tutte le colture successive sono registrate in 1) l'identita© delle cellule (per esempio isoenzimi, siero-
dettaglio e se si utilizzano sostanze di origine animale logia, fingerprinting);
esse devono essere esenti da agenti estranei. Se si uti-
irotinetnoC
2) le caratteristiche della crescita delle cellule e le loro
/ ilairetaM
lizza l'albumina umana, essa soddisfa alla monografia proprieta© morfologiche (microscopio ottico ed elet-
Albumina umana soluzione (0255). tronico);
Il siero bovino usato per la preparazione e il manteni- 3) il cariotipo per le linee cellulari diploidi;
mento delle colture cellulari e© sottoposto a saggio e
deve dimostrare di essere sterile ed esente da virus di 4) la durata della vita in vitro in termini di livelli di rad-
ivittaeR
origine bovina, in particolare del virus della diarrea doppiamento della popolazione, per le linee cellulari
dei bovini e dai micoplasmi. diploidi.
La tripsina usata per la preparazione delle colture cellu- Stabilita© del substrato cellulare . Si deve dimostrare che
lari e© esaminata con metodi appropriati e deve dimo- la linea cellulare ha una idonea vitalita© nelle condizioni
di conservazione previste. Per un dato prodotto che
itnemogrA
strare di essere sterile ed esente da micoplasmi e virus,
ilareneG
in particolare pestivirus e parvovirus. deve essere preparato nella linea cellulare, e© necessario
. I dati sulla base dei quali si valuta dimostrare che si puo© ottenere una produzione riprodu-
Semenza cellulare
l'idoneita© di una semenza cellulare comprendono l'in- cibile con le cellule appartenenti ai livelli di passaggio
formazione, se disponibile, sull'origine, la sua storia e situati sia all'inizio che alla fine della durata prevista
eifargonoM
per l'uso.
ilareneG
la sua caratterizzazione.
Origine della semenza cellulare. Per le linee cellulari di Agenti infettivi estranei . Le linee cellulari utilizzate per
origine umana si registrano le seguenti informazioni la produzione del vaccino devono essere esenti da
relative al donatore: origine etnica e geografica, eta© , agenti infettivi estranei. I saggi per gli agenti estranei
sono effettuati come indicato nella Tabella 5.2.3.-1.
ehcituecamraF
sesso, condizione fisiologica generale, tessuto o organo
utilizzato e i risultati di tutti i saggi per la ricerca di In funzione dell'origine e della storia della linea cellu-
emroF
patogeni. lare, puo© essere necessario effettuare dei saggi per sele-
Per le linee cellulari di origine animale si registrano le zionati e specifici contaminanti potenziali, in partico-
seguenti informazioni relative all'origine delle cellule: lare per quelli che risultano infettare in maniera latente
specie, ceppo, condizioni di allevamento, origine geo- le specie di origine, per esempio il virus 40 della scim-
mia per il reso Macaca mulatta. Per le linee cellulari
eiretaM
emirP
grafica, eta© , sesso, condizioni fisiologiche generali del- provenienti da roditori, i saggi per la produzione degli
l'animale, tessuto o organo usato, risultato di tutti i anticorpi sono effettuati sui topi, i ratti e i criceti per
saggi per la ricerca di patogeni. rivelare i virus specifici per la specie.
Le cellule di origine neuronale, come neuroblastomi e
ehcituecamraF
ehcificepS
linee cellulari P12, possono contenere sostanze che senza di retrovirus come descritto di seguito. Le linee
accumulano gli agenti delle encefalopatie spongiformi cellulari in cui si evidenzia la presenza di retrovirus in
e pertanto queste cellule non si usano per la produzione grado di replicarsi non sono accettabili per la produ-
del vaccino. zione del vaccino.
ehcitapoemO
informazioni: il metodo usato per isolare la semenza Tumorigenicita© . Per la preparazione di vaccini vivi la
cellulare, i metodi di coltura e qualsiasi altra procedura linea cellulare non deve essere tumorigena a qualsiasi
usata per allestire la banca cellulare primaria, in parti- livello di raddoppiamento della popolazione usato per
colare quelle che possono implicare una esposizione la produzione del vaccino. Quando per la produzione
delle cellule ad agenti estranei. di altri tipi di vaccino e© usata una linea cellulare tumo-
rigena, il processo di purificazione deve essere convali-
ecidnI
Le informazioni complete degli ingredienti dei terreni dato per dimostrare che il DNA residuo proveniente
di coltura usati nel passato per la coltivazione delle cel- dal substrato cellulare e© ridotto a meno di 10 ng per
543
Substrati cellulari per la produzione di vaccini per uso umano
dose umana singola di vaccino, se non diversamente al saggio di sterilita© (2.6.1) effettuato usando, per cia-
prescritto, e che le proteine derivate dal substrato cellu- scun terreno di coltura, 10 ml di fluido sopranatante
lare sono ridotte ad un livello accettabile. proveniente dalla colture cellulari. Effettuare il saggio
Una linea cellulare che possiede un potenziale tumori- sull'1 per cento dei recipienti, con un minimo di due
geno riconosciuto non deve essere sottoposta ad un recipienti.
ulteriore saggio. Se non si conosce il potenziale tumori- (2.6.7). La banca cellulare primaria e cia-
geno della linea cellulare, essa e© considerata come
Micoplasmi
e© stata convalidata l'eliminazione delle cellule intatte intatte e cellule lisate con altri sistemi cellulari com-
durante il processo successivo alla raccolta, e© richiesta prese le cellule umane e le cellule di scimmia. Effettuare
una caratterizzazione piu© estensiva della linea cellulare delle ricerche per evidenziare possibili cambiamenti
diploide mediante l'analisi del cariotipo. Esaminare dei morfologici. Effettuare i saggi sui fluidi delle colture
campioni provenienti da quattro livelli di passaggio cellulari per evidenziare i virus emoagglutinanti. Le cel-
distribuiti uniformemente lungo la durata di vita della lule soddisfano al saggio se non si riscontra la presenza
linea cellulare. Esaminare almeno 200 cellule in meta- di agenti estranei.
fase per la conta esatta dei cromosomi, per verificare . Ricercare la presenza di retrovirus
la frequenza di casi di iperploidia, ipoploidia, poliploi-
Retrovirus
mediante:
dia e per verificare la frequenza di rotture ed anorma-
lita© strutturali. 1) dosaggi di infettivita© ,
Le linee cellulari MRC-5,WI-38 e FRhL-2 sono ricono- 2) microscopia elettronica di emissione,
sciute come diploidi e ben caratterizzate. Non e© richie- 3) se i saggi 1) e 2) hanno dato risultati negativi, effet-
sta una ulteriore caratterizzazione se esse non sono tuare i dosaggi della transcriptasi inversa su sedi-
state modificate geneticamente. menti ottenuti mediante centrifugazione ad alta
METODI DI SAGGIO PER LE COLTURE CELLU- velocita© .
LARI Saggi su animali . Iniettare per via intramuscolare (o per
via sottocutanea nel caso di topi 7lattanti) a ciascuno
Identificazione . L'identita© delle cellule e© stabilita sulla dei seguenti gruppi di animali, 10 cellule vive, divise
base dell'analisi del fingerprinting e di una selezione ugualmente tra gli animali di ciascun gruppo:
appropriata degli aspetti seguenti:
1) caratteristiche biochimiche (analisi degli isoenzimi), 1) due nidiate di topi lattanti di eta© inferiore a 24 h, cia-
scuna costituita da almeno 10 animali,
2) caratteristiche immunologiche (antigeni di istocom-
patibilita© ), 2) dieci topi adulti.
3) marcatori citogenetici. Iniettare 106 cellule vive, per via intracerebrale, a cia-
. L'analisi del fingerprinting effet- scuno di dieci topi adulti al fine di evidenziare la possi-
bile presenza del virus della coriomeningite linfocitaria.
Cellule contaminanti
544
Substrati cellulari per la produzione di vaccini per uso umano
inoizircserP
Le cellule soddisfano al saggio se non si riscontra la Indipendentemente dal sistema animale selezionato,
ilareneG
presenza di agenti estranei. Il saggio e© valido solo se la linea cellulare e le cellule di riferimento sono iniet-
almeno l'80 per cento degli animali di ciascun gruppo tate in gruppi separati ciascuno di 10 animali. In
rimane sano e sopravvive alla fine del periodo di osser- entrambi i casi, l'inoculo per ciascun animale e© di
vazione. 107 cellule sospese in un volume di 0,2 ml e l'iniezione
isilanA id
puo© essere effettuata sia per via intramuscolare che
idoteM
Per le cellule ottenute da specie di roditori (per esem- per via sottocutanea. Gli animali neonati sono trat-
pio, cellule ovariche di criceto cinese o cellule di rene tati con 0,1 ml di siero o di globulina antitimociti i
di piccoli di criceti), i saggi per gli anticorpi nei con- giorni 0, 2, 7 e 14 a partire dalla nascita.
fronti dei probabili contaminanti virali delle specie inte-
ressate sono effettuati su animali ai quali sono state Un siero o una globulina sono considerati potenti se
irotinetnoC
/ ilairetaM
iniettate le cellule. sopprimono il meccanismo immunitario di crescita
degli animali ad un livello tale che il successivo ino-
Saggi su uova . Usare un inoculo di 106 cellule vitali per culo di 107 cellule di riferimento positive produce
uovo; iniettare le cellule nella cavita© allantoidea di dieci regolarmente dei tumori e delle metastasi. Gli animali
uova embrionate di gallina EOPS (5.2.2), dell'eta© di 9- malati gravemente che presentano evidenti tumori
11 giorni e nel sacco del tuorlo di dieci uova embrionate
ivittaeR
con crescita progressiva sono sacrificati prima della
di gallina EOPS, dell'eta© di 5-6 giorni. Incubare per fine del saggio per evitare sofferenze inutili.
almeno 5 giorni. Sottoporre a saggio i fluidi allantoidei
per evidenziare la presenza di emoagglutinina usando Alla fine del periodo di osservazione tutti gli animali,
globuli rossi di origine umana ed aviaria; effettuare il compresi i gruppi di riferimento, sono sacrificati ed
itnemogrA
saggio a temperature di 5 3 C e 20-25 C e leggere i esaminati nel sito di iniezione ed in altri organi (per
ilareneG
6
risultati dopo 30 min e 60 min. esempio linfonodi, polmoni, reni e fegato) per ricer-
care i segni macroscopici e microscopici della prolife-
Le cellule soddisfano al saggio se non si riscontra la razione delle cellule inoculate.
presenza di qualsiasi agente estraneo.
In tutti i sistemi di saggio, gli animali sono osservati e
eifargonoM
ilareneG
Il saggio e© valido solo se almeno l'80 per cento degli palpati ad intervalli regolari per evidenziare la forma-
embrioni e© sano e sopravvive fino alla fine del periodo zione di noduli nei siti di iniezione. Misurare ogni
di osservazione. nodulo che si forma in due direzioni perpendicolari e
in vitro. Puo© essere usato il registrare regolarmente le misurazioni per determi-
ehcituecamraF
Saggio per la tumorigenicita©
sistema seguente: nare se c'e© una crescita progressiva del nodulo. Gli
animali che presentano noduli che iniziano a regre-
emroF
1) formazione di colonie in gel molle di agar, dire durante il periodo di osservazione sono sacrifi-
cati prima che i noduli non siano piu© palpabili e sono
2) produzione di una crescita cellulare invasiva dopo sottoposti ad esame istologico. Gli animali con
inoculazione nelle colture di organi, noduli progressivamente crescenti sono tenuti in
osservazione per 1-2 settimane; mentre una meta© di
eiretaM
emirP
3) studio della trasformazione dell'attivita© usando, per quelli che non presentano la formazione di noduli
esempio, il sistema di dosaggio 3T3 per gli oncogeni sono tenuti in osservazione per 3 settimane e l'altra
attivi. meta© per 12 settimane prima di essere sacrificati e
in vivo. Il saggio consiste sottoposti ad esame istologico. Effettuare l'autopsia
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
Saggio per la tumorigenicita©
nello stabilire un confronto tra la linea cellulare e l'ap- su ciascun animale e ricercare i segni macroscopici
propriato controllo positivo (per esempio, cellule HeLa della formazione di tumori nel sito di iniezione e in
o Hep2). altri organi come linfonodi, polmoni, cervello, milza,
reni e fegato. Effettuare l'esame istologico di tutte le
I sistemi animali che hanno dimostrato di essere appro- probabili lesioni tumorali e del sito di iniezione. Inol-
ehcitapoemO
inoizaraperP
priati per questo saggio comprendono: tre poichë alcune linee cellulari possono provocare
1) topi atimici (genotipo Nu/Nu), metastasi senza segni di crescita tumorale locale,
effettuare l'esame istologico dei linfonodi regionali
2) topi, ratti o criceti neonati che sono stati trattati con rivelabile e dei polmoni di tutti gli animali.
un siero o una globulina antitimociti, Il saggio e© valido solo se nove dei dieci animali ai quali
ecidnI
3) topi timoctomizzati ed irradiati che sono stati rico- sono state iniettate le cellule di riferimento positive pre-
stituiti (T-,B+) mediante il midollo osseo di topi sani. sentano tumori con crescita progressiva.
545
Colture cellulari per la produzione di vaccini per uso veterinario
della popolazione
uguale o superiore
a quello usato
per la produzione
1. IDENTITA' E PUREZZA
Morfologia + + + +
Selezione principale dei saggi seguenti: + + + +
biochimici (per es. isoenzimi), immu-
nologici (per es. istocompatibilita© ),
marcatori citogenetici, impronta
genomica.
Cariotipo (cellule diploidi) + + +(1) +(1)
Durata della vita (linee cellulari ^ + + ^
diploidi)
2. AGENTI ESTRANEI
Contaminazione batterica e fungina ^ + + ^
Micoplasmi ^ + + ^
Saggi in colture cellulari ^ ^ + ^
Co^coltivazione ^ ^ +(2) +(2)
Saggi in animali e in uova ^ ^ +(2) +(2)
Saggi specifici per contaminanti possi- ^ ^ +(2) +(2)
bili che dipendono dall'origine delle
cellule (vedere sopra in Agenti infet-
tivi estranei)
Retrovirus ^ +(3) ^ +(3)
3. TUMORIGENICITAé
Tumorigenicita© ^ ^ ^ +(4)
(1) Il carattere diploide di ciascuna banca cellulare di lavoro e© stabilito ad un livello massimo di raddoppiamento della popolazione uguale o superiore a quello
usato per la produzione
(2) I saggi sono effettuati per ciascuna banca cellulare di lavoro, ma usando cellule ad un livello massimo di raddoppiamento della popolazione uguale o superiore a
quello usato per la produzione
(3) I saggi sono effettuati per ciascuna banca cellulare primaria ma usando cellule ad un livello massimo di raddoppiamento della popolazione uguale o superiore a
quello usato per la produzione
(4) Le linee cellulari MRC5, WI-38 e FRhL-2 sono riconosciute come non tumorigene e non sono sottoposte a saggi ulteriori. I saggi non si effettuano su linee cel-
lulari conosciute o considerate tumorigene.
5.2.4. COLTURE CELLULARI PER LA PRODU- dei vaccini per uso veterinario devono soddisfare ad
ZIONE DI VACCINI PER USO VETERINA- una parte o a tutti i requisiti indicati.
RIO
Per la maggior parte dei virus dei mammiferi, e© possi-
bile la propagazione in linee cellulari e pertanto l'im-
Le colture cellulari utilizzate per la produzione di vac- piego di cellule primarie non e© accettabile.
cini per uso veterinario devono soddisfare ai requisiti
riportati nel presente capitolo. Puo© anche essere neces- Le colture cellulari persistentemente infette usate per
sario che le colture cellulari utilizzate per il controllo la produzione di vaccini veterinari soddisfano ai requi-
546
Colture cellulari per la produzione di vaccini per uso veterinario
inoizircserP
siti appropriati descritti di seguito. Si deve dimostrare Tabella 5.2.4.-1. - Stadi di sviluppo delle colture cellulari
ilareneG
che le cellule risultano infette esclusivamente con ai quali devono essere effettuati i saggi.
l'agente indicato.
Cellule derivate
dalla semenza
isilanA id
Semenza Semenza
idoteM
cellulare di
cellulare cellulare
LINEE CELLULARI
lavoro al piu©
primaria di lavoro
alto livello
di passaggio
irotinetnoC
/ ilairetaM
nerale
semenza cellulare primaria viene assegnato un Batteri e funghi + + -
codice specifico per l'identificazione. La semenza Micoplasmi + + -
cellulare primaria viene conservata in aliquote Virus + + -
ad una temperatura uguale o inferiore a -70 C. Identificazione + - +
Generalmente, la produzione del vaccino non viene della specie
ivittaeR
effettuata su cellule che hanno subito piu© di 20 pas- Cariotipo + - +
saggi dalla semenza cellulare primaria. Nel caso in Tumorigenicita© + - -
cui siano utilizzate colture in sospensione, viene
considerato equivalente ad un passaggio un
aumento del numero delle cellule corrispondente . Deve essere descritto l'a-
itnemogrA
ilareneG
Caratteristiche della coltura
a circa tre volte un raddoppiamento della popola- spetto dei monostrati cellulari, prima e dopo la colora-
zione. Se per la produzione devono essere utilizzate zione istologica. Fornire informazioni, se possibile dati
cellule a un livello di passaggi superiore a venti, si numerici, in particolare sulla velocita© e il grado di cre-
deve dimostrare, mediante convalida o ulteriori saggi, scita. Analogamente specificare la presenza o l'assenza
eifargonoM
che le colture cellulari per la produzione sono essen- di inibizione da contatto, di cellule polinucleate e di
ilareneG
zialmente simili alla semenza cellulare primaria per ogni altra anomalia cellulare.
quanto riguarda le loro caratteristiche biologiche e la . Deve essere effettuato un esame del cromo-
purezza e che l'impiego di tali cellule non ha un Cariotipo
ehcituecamraF
lare primaria e ad un livello di passaggio elevato
emroF
La cronologia della linea cellulare (per esempio origine, almeno quanto quello utilizzato nella produzione.
numero di passaggi e terreni di coltura utilizzati per la Qualsiasi marcatore cromosomiale presente nella
moltiplicazione e le condizioni di conservazione) deve semenza cellulare primaria deve essere ritrovato anche
essere nota e registrata in dettaglio. nelle cellule al piu© alto livello di passaggio e il valore
modale dei cromosomi in queste cellule non deve essere
eiretaM
emirP
Il metodo di conservazione e di impiego delle cellule, superiore del 15 per cento di quello delle cellule della
compresi i dettagli riguardanti le garanzie relative al semenza cellulare primaria. I cariotipi devono essere
mancato superamento del limite massimo di passaggi identici. Se il valore modale supera il livello indicato,
consentito durante la produzione deve essere registato. se i marcatori cromosomiali non vengono ritrovati nella
ehcituecamraF
inoizaraperP
Una sufficiente quantita© della semenza cellulare prima- gio utilizzato per la produzione o se il cariotipo differi-
ria e di ciascuna semenza cellulare di lavoro deve essere sce, la linea cellulare non deve essere utilizzata per la
conservata per fini analitici . produzione.
ehcitapoemO
Tabella 5.2.4.-1) sono effettuati su una coltura mediante un metodo convalidato, che la semenza cellu-
della semenza cellulare primaria e sulla semenza lare primaria e le cellule derivate dalla semenza cellu-
cellulare di lavoro o sulle colture cellulari derivate lare di lavoro al piu© alto livello di passaggio utilizzato
dalla semenza cellulare di lavoro al piu© alto livello per la produzione derivano dalla specie di origine speci-
di passaggio utilizzato per la produzione e derivato ficata. Quando si effettua un saggio di fluorescenza e si
da un campione omogeneo dimostratosi rappre- utilizza il corrispondente siero nei confronti della specie
ecidnI
547
Colture cellulari per la produzione di vaccini per uso veterinario
sottoposte a saggio sono fluorescenti, non e© necessario di globuli rossi sufficiente a coprire, in maniera uni-
effettuare altri saggi con reattivi in grado di evidenziare forme, la superficie del monostrato. Esaminare le cel-
la contaminazione da parte di cellule di altre specie. lule a diversi tempi di incubazione per evidenziare la
Contaminazione batterica e fungina . Le cellule soddi- presenza di emoadsorbimento.
sfano al saggio di sterilita© (2.6.1). Il campione di cellule Determinazione di virus specificati . Effettuare dei saggi
da esaminare e© costituito almeno dal numero di cellule per escludere la presenza di contaminanti specifici nei
presenti in un monostrato avente una superficie di confronti della specie di origine della linea cellulare e
70 cm2 o, nel caso di cellule in sospensione, da un della specie cui e© destinato il prodotto. Preparare una
numero di cellule approssimativamente corrispon- quantita© sufficiente di cellule su idonei supporti per
dente. Le cellule sono mantenute in coltura per almeno effettuare i saggi per la ricerca di agenti specificati.
15 giorni senza antibiotici prima di effettuare il saggio. Includere idonei controlli positivi in ciascun saggio. Le
2.6.7). Le cellule soddisfano al saggio dei cellule sono sottoposte a saggi appropriati ad esempio
utilizzando anticorpi coniugati con fluoresceina o reat-
Micoplasmi (
548
Colture cellulari per la produzione di vaccini per uso veterinario
inoizircserP
.Valutare il rischio di una linea cellulare Tabella 5.2.4.-2. - Stadi di sviluppo della coltura cellulare
ilareneG
Tumorigenicita©
nei confronti della specie bersaglio e, se necessario, ai quali devono essere effettuati i saggi.
effettuare saggi appropriati.
Semenza Semenza
Piu© alto livello
cellulare cellulare
isilanA id
di passaggio
idoteM
primaria di lavoro
CELLULE PRIMARIE
Microscopia ge- + + +
Per la maggior parte dei vaccini destinati ai mammiferi, nerale
l'impiego di cellule primarie per la produzione di vac- Batteri e funghi + + -
irotinetnoC
/ ilairetaM
cini non e© accettabile in quanto possono essere utiliz- Micoplasmi + + -
zate linee cellulari. Se non vi sono alternative all'uso di Virus + + -
cellule primarie, le cellule devono essere ottenute da Identificazione + - -
animali provenienti da allevamenti esenti da microrga- della specie
nismi patogeni specificati, dotati di sistemi di prote-
zione totale nei confronti dell'introduzione di malattie
ivittaeR
(per esempio barriere, filtri per l'aria in entrata, ade- Caratteristiche della coltura . Descrivere l'aspetto dei
guata quarantena prima dell'introduzione degli ani- monostrati cellulari, prima e dopo la colorazione isto-
mali). Gli allevamenti di polli soddisfano ai requisiti logica. Fornire informazioni, se possibile dati numerici,
prescritti nel capitolo Allevamenti di polli esenti da in particolare sulla velocita© e il grado di crescita. Ana-
itnemogrA
logamente specificare la presenza o l'assenza di inibi-
ilareneG
patogeni specificati per la produzione e il controllo di zione da contatto, di cellule polinucleate e di ogni altra
qualita© dei vaccini (5.2.2). Per tutte le altre specie deve anomalia cellulare.
essere dimostrata, sia nei confronti degli animali che
nei confronti degli allevamenti di origine, l'assenza dei Identificazione della . Si deve dimostrare
specie
principali patogeni specificati. Tutti i riproduttori degli mediante un saggio convalidato, che la semenza cellu-
eifargonoM
ilareneG
allevamenti destinati ad essere utilizzati per la produ- lare primaria deriva dalla specie di origine specificata.
zione di cellule primarie per la produzione del vaccino Quando si effettua un saggio di fluorescenza utiliz-
sono sottoposti a procedure di monitoraggio idonee zando il corrispondente siero nei confronti della specie
che comprendono regolari controlli sierologici effet- di origine delle cellule e si dimostra che tutte le cellule
ehcituecamraF
tuati almeno due volte all'anno e due controlli sierolo- sottoposte a saggio sono fluorescenti, non e© necessario
emroF
gici supplementari effettuati sul 15 per cento dei ripro- effettuare altri saggi con reattivi in grado di evidenziare
duttori nell'intervallo di tempo compreso tra i due pre- la contaminazione da parte di cellule di altre specie.
cedenti controlli.
. Le cellule soddi-
Se possibile, in particolare per le cellule di mammiferi,
Contaminazione batterica e fungina
eiretaM
usare un sistema di lotto di semenza, per esempio, una
emirP
da esaminare e© costituito almeno dal numero di cellule
semenza cellulare primaria allestita dopo meno di 5 presenti in un monostrato avente una superficie di
passaggi, una semenza cellulare di lavoro allestita con 70 cm2 o, nel caso di cellule in sospensione, da un
cellule che hanno subito non piu© di 5 passaggi dalla pre- numero di cellule approssimativamente corrispondente.
ehcituecamraF
549
Sostanze di origine animale per la produzione di vaccini per uso veterinario
e mantenuti usando un terreno di coltura ed additivi e cellulari. Inoculare aliquote di cellule nelle cellule di
fatti sviluppare nelle stesse condizioni di quelle utiliz- seguito riportate, in qualunque momento prima del
zate per la preparazione del vaccino. raggiungimento di una confluenza corrispondente al
I monostrati sono mantenuti in coltura per un totale di
70 per cento:
almeno 28 giorni o per il periodo piu© lungo possibile se ^ cellule primarie della specie di origine;
il mantenimento in coltura per 28 giorni e© impossibile. ^ cellule sensibili ai virus patogeni per le specie cui e©
Allestire delle sottocolture a intervalli di 7 giorni; nel destinato il vaccino;
caso in cui le cellule non sopravvivano per periodi cos|©
lunghi, le sottocolture devono essere allestite il piu© tardi ^ cellule sensibili ai pestivirus.
possibile. Produrre cellule in quantita© sufficiente, in Mantenere in coltura le cellule inoculate per almeno
contenitori idonei, per la sottocoltura finale sulla quale 7 giorni; preparare quindi degli estratti per congela-
si effettuano i saggi specificati di seguito. mento e scongelamento nel modo precedentemente
Esaminare i monostrati regolarmente durante il descritto ed inocularli in un numero sufficiente di col-
periodo di incubazione per evidenziare l'eventuale pre- ture recenti dello stesso tipo di cellule in modo da per-
senza di effetti citopatici e, alla fine del periodo di mettere di effettuare i saggi descritti di seguito. Le cel-
osservazione degli effetti citopatici, di virus emoadsor- lule vengono incubate per almeno altri 7 giorni. Tutte
le colture vengono esaminate regolarmente per eviden-
benti e di altri virus specifici mediante immunofluore- ziare qualsiasi effetto citopatico indicativo della pre-
scenza o altri saggi idonei come indicato di seguito. senza di microrganismi vivi.
Determinazione di virus citopatici . Colorare due mono- Alla fine di questo periodo di 14 giorni, sottoporre le
strati di almeno 6 cm ciascuno con un appropriato
2
cellule inoculate ai seguenti controlli:
colorante per cellule. L'intera superficie di ciascun ^ dimostrare l'assenza di microrganismi citopatici ed
monostrato colorato viene esaminata per evidenziare emoadsorbenti usando i metodi specificati ai para-
la presenza di corpi inclusi, di in numero anormale grafi principali precedentemente descritti;
di cellule giganti o di altre lesioni indicative di un'ano-
malia cellulare che puo© essere attribuibile ad un con- ^ i substrati principali sono sottoposti a saggio per
taminante. verificare l'assenza di pestivirus e di altri specifici
. Lavare alcune contaminanti mediante immunofluorescenza o
Determinazione di virus emoadsorbenti
volte, con un'appropriata soluzione tampone, mono- altri metodi convalidati come indicato al paragrafo
precedentemente riportato Determinazione di
strati aventi una superficie totale di almeno 70 cm2 e virus specificati.
aggiungere un volume di un'appropriata sospensione
di globuli rossi sufficiente a coprire, in maniera uni-
forme, la superficie del monostrato. Esaminare le cel- 5.2.5. SOSTANZE DI ORIGINE ANIMALE PER LA
lule a diversi tempi di incubazione per evidenziare la PRODUZIONE DI VACCINI PER USO VETE-
Determinazione di virus specificati . Effettuare dei saggi Le sostanze di origine animale (ad esempio siero, tri-
per escludere la presenza di contaminanti specifici nei psina e albumina sierica) possono essere utilizzate nel
confronti della specie di origine della linea cellulare e corso della produzione di prodotti immunologici per
della specie cui e© destinato il prodotto. Preparare una uso veterinario, come componenti dei terreni di coltura
quantita© sufficiente di cellule su idonei supporti per ecc., o come costituenti aggiunti dei vaccini o come
effettuare i saggi per la ricerca di agenti specificati. diluenti. Ove possibile, si raccomanda di ridurre l'uso
Includere idonei controlli positivi in ciascun saggio. Le di queste sostanze.
cellule sono sottoposte a saggi appropriati, per esem- Sono previste alcune restrizioni all'uso di queste
pio, utilizzando anticorpi coniugati con fluoresceina o sostanze per minimizzare il rischio associato ai pato-
reattivi simili. geni che possono essere presenti nelle sostanze di ori-
Saggi su altre colture cellulari . Sono richiesti mono- gine animale.
strati aventi una superficie totale di almeno 140 cm2. ^ L'uso di sostanze di origine animale come costi-
Le cellule vengono congelate e scongelate almeno tuenti di vaccini o come diluenti non e© general-
tre volte e quindi centrifugate per rimuovere i detriti mente accettabile, ad eccezione dei casi in cui tali
550
Sostanze di origine animale per la produzione di vaccini per uso veterinario
inoizircserP
sostanze siano sterilizzate mediante un appropriato . Dimostrare che la procedura di inattiva-
ilareneG
Inattivazione
metodo convalidato. Nei casi in cui l'impiego di tali zione prescelta e© in grado di ridurre il titolo di alcuni
sostanze si e© dimostrato essenziale e non e© possibile potenziali contaminanti presenti6 nella sostanza in
effettuare la sterilizzazione, applicare i criteri descritti questione almeno di un fattore 10 . Qualora non fosse
alla sezione Requisiti. possibile dimostrare sperimentalmente questa diminu-
zione del titolo, si devono effettuare, con risultati
isilanA id
idoteM
^ Le sostanze di origine animale utilizzate nel corso soddisfacenti, studi sulla cinetica della procedura di
della produzione vengono sottoposte ad una proce- inattivazione, considerando il possibile livello di
dura di sterilizzazione o di inattivazione convali- contaminazione.
data appropriata o sono sottoposte a saggio per La lista dei potenziali microrganismi contaminanti per
irotinetnoC
verificare l'assenza di microrganismi estranei in
/ ilairetaM
conformita© con i Requisiti indicati di seguito. Per i i quali deve essere dimostrata la capacita© della proce-
vaccini inattivati, il metodo utilizzato per l'inatti- dura di inattivazione utilizzata, deve essere appropriata
alla particolare specie di origine della sostanza. La
vazione del ceppo vaccinale puo© essere anche con- prova dell'efficacia della procedura, che deve essere
validato nei confronti dell'inattivazione di possibili riferita alle specifiche condizioni di applicazione, puo©
contaminanti derivati da sostanze di origine ani- essere rappresentata sia da dati pubblicati che da dati
ivittaeR
male. sperimentali elaborati e forniti dal produttore.
Oltre alle restrizioni descritte di seguito, i produttori Saggi . Per il controllo dell'assenza di agenti contami-
devono, nei locali di produzione dei vaccini, conside- nanti nella sostanza, le sostanze solide vengono
rare le restrizioni relative alla manipolazione di disciolte o sospese in un terreno di coltura appropriato
itnemogrA
ilareneG
sostanze di origine animale. in modo tale da ottenere una soluzione o una sospen-
Le restrizioni imposte da queste sezioni possono essere sione contenente almeno 300 g/l della sostanza da esa-
minare. Se la sostanza non e© solubile o nel caso in cui
modificate in funzione della diversa incidenza della si verificano reazioni citotossiche, utilizzare una con-
malattia nel Paese di origine e in Europa. centrazione inferiore.
eifargonoM
ilareneG
Ogni lotto di sostanza risultata contaminata da micror-
REQUISITI ganismi vivi di qualsiasi tipo viene reputato non soddi-
sfacente ed e© eliminato o sottoposto ad un ulteriore
Le sostanze di origine animale soddisfano ai requisiti processo di inattivazione e deve risultare soddisfacente.
ehcituecamraF
della Farmacopea (quando esiste una monografia perti- Assenza di virus estranei. La soluzione o la sospensione
emroF
nente). della sostanza solida o la sostanza liquida non diluita
Origine . Valutare attentamente il rischio correlato alle vengono sottoposte a saggio per escludere la presenza
malattie animali che si verificano nel Paese di origine di contaminanti mediante metodi opportunamente sen-
della sostanza e alle potenziali malattie infettive pro- sibili. Questi metodi comprendono saggi su colture cel-
prie della specie di origine, in relazione alle specie ani- lulari opportunamente sensibili, comprese le cellule pri-
eiretaM
emirP
mali cui la sostanza e© destinata. Si devono applicare marie provenienti dalla stessa specie di origine della
criteri di selezione il piu© possibile severi, in particolare sostanza in esame. Una parte delle colture cellulari e©
per sostanze da usare per allestire prodotti destinati alle sottoposta ad almeno due passaggi. ehcituecamraF
stesse specie animali da cui la sostanza deriva e per le Osservare le cellule regolarmente per 21 giorni per evi-
inoizaraperP
ehcificepS
sostanze di origine bovina, caprina, ovina e suina. denziare gli effetti citopatici. Ogni 7 giorni, una parte
. Le sostanze di origine animale devono delle colture cellulari di partenza viene fissata, colorata
Preparazione
essere preparate da un lotto omogeneo individuato da ed esaminata per evidenziare la comparsa di effetti cito-
un numero. Un lotto puo© contenere sostanze derivanti patici; una parte e© saggiata per evidenziare la presenza
di agenti emoadsorbenti ed un'altra parte e© saggiata
ehcitapoemO
inoizaraperP
da diversi animali, ma una volta che esso e© stato defi- per evidenziare agenti specifici mediante appropriati
nito e ad esso e© stato attribuito un numero di lotto, saggi siero-diagnostici.
non deve essere aggiunto null'altro o non deve essere
contaminato in alcun modo. Contaminazione batterica e fungina. Prima dell'uso le
sostanze sono sottoposte al saggio di sterilita© (2.6.1), di
Tutti i lotti di sostanze devono essere esenti da contami- assenza di micoplasmi (2.6.7) o sterilizzate per inatti-
nanti come descritto di seguito e/o sono sottoposti a
ecidnI
551
Valutazione dell'innocuita© dei vaccini per uso veterinario
5.2.6. VALUTAZIONE DELL'INNOCUITAé DEI scono che il materiale di partenza da cui il prodotto
VACCINI PER USO VETERINARIO deriva puo© rappresentare un fattore di rischio. Nei casi
Nel corso dello sviluppo del vaccino effettuare saggi di prescritti in una monografia vengono studiati la fun-
innocuita© sulla specie bersaglio allo scopo di mettere zione riproduttiva nei maschi, nelle femmine gravide e
in evidenza i rischi derivanti dall'uso del vaccino. I vac- non, gli effetti dannosi sulla progenie, compresi quelli
cini vivi devono essere preparati solo da ceppi di teratogeni e abortigeni.
microrganismi dei quali e© stata dimostrata l'innocuita© . Innocuita© della somministrazione di una dose in eccesso .
Nei saggi, il termine ``dose'' indica la quantita© di pro- Somministrare una dose in eccesso del prodotto, attra-
dotto raccomandata per l'uso e contenente il titolo verso ciascuna via di somministrazione raccomandata,
massimo o l'attivita© biologica che si presume sia conte- ad animali appartenenti alle categorie piu© sensibili delle
nuta nei lotti di produzione. Nel caso dei vaccini vivi, specie bersaglio, compresi gli animali dell'eta© minima e
utilizzare per i saggi un lotto o piu© lotti di vaccino pre- gli animali gravidi, se del caso. La dose in eccesso con-
parati dal passaggio meno attenuato che viene utiliz- siste, generalmente, di 10 dosi di vaccino vivo o di 2
zato per la produzione. dosi di un prodotto inattivato. Gli animali vengono
Dimostrare l'innocuita© di ciascuna delle componenti tenuti in osservazione ed esaminati per evidenziare i
dei vaccini associati e l'innocuita© dei prodotti associati. segni di reazioni locali o generali. Si registrano altri cri-
Nel caso dei vaccini inattivati, i saggi di innocuita© effet- teri obiettivi, come la temperatura rettale (per i mam-
tuati sul vaccino associato possono essere considerati miferi) e le prestazioni funzionali. Gli animali vengono
sufficienti a dimostrare l'innocuita© delle singole compo- tenuti in osservazione ed esaminati per almeno 14
nenti. giorni dopo la somministrazione.
I saggi descritti di seguito, modificati o integrati da Innocuita© della somministrazione ripetuta di una dose
Considerare come parte di questi studi anche l'esame laboratorio devono essere effettuati nel caso di vaccini
della funzione riproduttiva nel caso in cui i dati suggeri- vivi.
552
Valutazione dell'innocuita© dei vaccini per uso veterinario
inoizircserP
(a) Diffusione del ceppo vaccinale. La diffusione del numero di animali. Almeno per il passaggio finale uti-
ilareneG
ceppo vaccinale dagli animali vaccinati agli animali lizzare gli animali piu© idonei alla dimostrazione del
delle specie bersaglio non vaccinati viene studiata uti- potenziale rischio da valutare.
lizzando la via di somministrazione riconosciuta piu© (d) Proprieta© biologiche del ceppo vaccinale. Possono
idonea per la possibilita© di diffusione del ceppo vacci- essere necessari altri saggi per determinare nel modo
nale. Inoltre, puo© essere necessario studiare l'innocuita©
isilanA id
idoteM
della diffusione del ceppo vaccinale in specie non bersa- piu© preciso possibile le proprieta© biologiche intrinseche
glio che possono essere altamente recettive al ceppo del ceppo vaccinale (per esempio, il neurotropismo).
vaccinale vivo. Fornire una valutazione del numero di Per i vaccini a base di vettori, viene valutato il rischio
passaggi che possono verificarsi tra animale ed animale di un eventuale cambiamento del tropismo o della viru-
lenza del ceppo e, se necessario, si effettuano saggi spe-
irotinetnoC
nelle condizioni normali e delle possibili conseguenze.
/ ilairetaM
cifici. Questi saggi sono effettuati sistematicamente nel
(b) Disseminazione nell'animale vaccinato. Effettuare caso in cui il prodotto di un gene estraneo e© incorporato
saggi su feci, urina, latte, uova, secrezioni orali, nasali in un ceppo sotto forma di proteina strutturale.
ed altre secrezioni per verificare l'eventuale presenza (e) Ricombinazione o riassortimento genomico del ceppo.
del microrganismo vaccinale. Inoltre, possono essere Considerare la probabilita© di ricombinazione o di rias-
ivittaeR
richiesti studi relativi alla disseminazione del ceppo sortimento genomico tra il ceppo vaccinale ed il ceppo
vaccinale nell'organismo, con particolare attenzione ai di campo o altri ceppi.
principali siti di replicazione del microrganismo. Questi
studi sono obbligatori nel caso di vaccini vivi per malat-
tie zoonotiche ben conosciute destinati ad animali da
itnemogrA
ilareneG
cui si ricavano alimenti. B. STUDI SUL CAMPO
(c) Recupero o aumento della virulenza. Per i vaccini Generalmente, i risultati dei saggi di laboratorio sono
attenuati, usare il materiale proveniente dal passaggio integrati con dati di supporto derivati dagli studi con-
meno attenuato per le specie bersaglio compreso tra il dotti sul campo.
eifargonoM
ilareneG
lotto di semenza primario ed il prodotto finale. Per altri In caso di mammiferi da cui si ricavano alimenti, gli
vaccini vivi usare il materiale proveniente dal passaggio studi comprendono la misurazione della temperatura
che, verosimilmente, ha la massima virulenza per la rettale di un numero sufficiente di animali, prima e
specie bersaglio. La prima vaccinazione e© effettuata dopo la vaccinazione; per altri mammiferi, tali misura-
ehcituecamraF
attraverso la via di somministrazione raccomandata zioni sono effettuate nel caso in cui i saggi di laborato-
che con maggiore probabilita© puo© portare ad un recu- rio abbiano indicato la possibilita© di eventuali pro-
emroF
pero della virulenza. Dopo il primo passaggio, si effet- blemi. Si registra la dimensione e la persistenza di qual-
tuano almeno altri 5 passaggi seriali negli animali delle siasi reazione locale e la percentuale di animali in cui
specie bersaglio. Nel caso in cui questo non sia tecnica- si sono verificate reazioni locali o generali. Se del caso,
mente possibile poichë il microrganismo vaccinale non effettuare misurazioni delle prestazioni funzionali degli
e© in grado di replicarsi in maniera adeguata, il saggio animali.
eiretaM
emirP
viene ripetuto effettuando il maggior numero di pas-
saggi possibili nelle specie bersaglio. Se necessario, puo©
essere effettuata una propagazione in vitro del micror-
ganismo tra due passaggi in vivo. I passaggi sono effet- C. ECOTOSSICITAé
ehcituecamraF
inoizaraperP
maggiori probabilita© puo© portare al recupero della viru- Effettuare una valutazione dei potenziali effetti nocivi
lenza. Per ciascun passaggio sono utilizzati almeno 2 del vaccino sull'ambiente ed identificare tutte le precau-
animali recettivi. Ad ogni passaggio viene dimostrata zioni necessarie a limitare tali rischi. Valutare il proba-
la presenza di microrganismi vivi derivanti dal vaccino bile grado di esposizione dell'ambiente al vaccino con-
ehcitapoemO
inoizaraperP
nel materiale utilizzato per il passaggio. Confrontare siderando: le specie bersaglio e le modalita© di sommini-
l'innocuita© del materiale proveniente dal passaggio piu© strazione; l'eliminazione del prodotto dall'organismo;
elevato effettuato con successo con quella del materiale lo smaltimento del vaccino non utilizzato. Nel caso in
che non ha subito alcun passaggio. cui tali fattori indicano che esiste un significativo grado
di esposizione dell'ambiente al prodotto, valutare la
Per particolari virus, nel caso in cui i dati disponibili ne potenziale ecotossicita© considerando le caratteristiche
ecidnI
dimostrino l'importanza, una monografia puo© preve- del vaccino determinate, ad esempio, nei saggi descritti
dere un numero maggiore di passaggi in un maggior in questo paragrafo.
553
Minimizzazione del rischio di trasmettere le encefalopatie spongiformi animali
Nel corso dello sviluppo di un vaccino, sono effettuati l'efficacia in condizioni di laboratorio ben controllate,
dei saggi allo scopo di dimostrare che il vaccino e© effi- mediante infezione sperimentale successiva alla sommi-
cace attraverso tutte le vie di somministrazione racco- nistrazione del prodotto all'animale della specie bersa-
mandate e secondo i metodi di vaccinazione e lo glio nelle condizioni d'uso raccomandate. Effettuare
schema di vaccinazione raccomandato per gli animali l'infezione sperimentale utilizzando un ceppo diverso
di ciascuna specie e categoria cui il vaccino e© raccoman- da quello utilizzato nella produzione del vaccino. Nei
dato. Le modalita© di determinazione dell'efficacia limiti del possibile, le condizioni di esecuzione dell'infe-
variano in maniera considerevole a seconda del partico- zione sperimentale devono riprodurre le condizioni
lare tipo di vaccino. naturali dell'infezione, ad esempio, per cio© che concerne
Come parte o in aggiunta ai saggi effettuati durante le la quantita© e la via di somministrazione del microrgani-
fasi di sviluppo per stabilire l'efficacia, possono essere smo infettante.
effettuati i saggi descritti alla sezione Produzione di Se possibile, determinare il meccanismo immunitario
una specifica monografia; i saggi riportati di seguito che viene innescato in seguito alla somministrazione
devono essere presi in considerazione. del vaccino agli animali bersaglio (immunita© cellulo-
La dose da utilizzare corrisponde alla quantita© di pro- mediata/umorale, locale/generale, classi di immuno-
dotto che viene raccomandata per l'uso e che contiene globuline prodotte).
il titolo minimo o l'attivita© biologica presunti alla fine
del periodo di validita© . SPERIMENTAZIONI SUL CAMPO
Per i vaccini vivi, utilizzare un vaccino preparato dal Generalmente, i risultati dei saggi di laboratorio sono
passaggio piu© attenuato utilizzato per la produzione. integrati con i dati derivanti da sperimentazioni sul
Fornire prove dell'efficacia a supporto di tutte le indica- campo effettuate con animali di controllo non trattati.
zioni del prodotto. Ad esempio, le indicazioni circa il Nel caso in cui i saggi di laboratorio non siano in grado
conferimento di protezione nei confronti di malattie di fornire indicazioni a sostegno dell'efficacia del vac-
respiratorie devono essere supportate almeno dalla cino, puo© essere considerata accettabile esclusivamente
dimostrazione della protezione nei confronti della sin- l'esecuzione delle sperimentazioni sul campo.
tomatologia clinica dovuta a malattie respiratorie. Nel
caso in cui viene dichiarato il conferimento di prote-
zione nei confronti di un'infezione, questo aspetto deve 5.2.8. MINIMIZZAZIONE DEL RISCHIO DI TRA-
essere dimostrato mediante tecniche di reisolamento SMETTERE GLI AGENTI DELLE ENCEFA-
indicazioni del vaccino, sono richieste prove di efficacia MITE PRODOTTI MEDICINALI
554
Minimizzazione del rischio di trasmettere le encefalopatie spongiformi animali
inoizircserP
1. OSSERVAZIONI GENERALI e di singoli allevamenti. E' chiaro che la BSE e© un'infe-
ilareneG
Le encefalopatie spongiformi trasmissibili (TSE) com- zione trasmessa con l'alimentazione. Casi di BSE si
prendono lo scrapie della pecora e della capra, la malat- sono verificati anche in altri Paesi sia in animali impor-
tia cronica devastante di cervi ed alci, l'encefalopatia tati al Regno Unito che in animali del luogo. Poichë le
spongiforme bovina (BSE) ed anche il kuru e la malat- proprieta© biologiche dell'agente della BSE differiscono
da quelle dello scrapie, e© plausibile che differiscano
isilanA id
idoteM
tia di Creutzfeldt-Jakob (MCJ) dell'uomo. Gli agenti anche le barriere tra le specie.
che causano queste malattie si replicano nei soggetti Vi sono dati convincenti che dimostrano che la nuova
infetti generalmente senza che l'infezione sia rivelabile variante della MCJ e© causata dall'agente responsabile
con saggi diagnostici applicabili in vivo. Dopo periodi della BSE nei bovini. La comparsa di questa nuova
di incubazione che possono arrivare a svariati anni,
irotinetnoC
forma di MCJ nell'uomo ha rafforzato la preoccupa-
/ ilairetaM
questi agenti causano la malattia ed infine la morte. zione che l'agente della BSE possa essere trasmesso
Non si conosce alcun mezzo terapeutico. all'uomo. Quindi la prudenza deve essere sempre pre-
La diagnosi si basa sui segni clinici con conferma post sente quando per la produzione di prodotti medicinali
mortem mediante osservazione istopatologica delle sono usati i materiali biologici derivati da specie affette
lesioni cerebrali caratteristiche o mediante rivelazione da queste malattie (eccetto che per infezione sperimen-
ivittaeR
delle proteine fibrillari specifiche delle encefalopatie tale), in particolare le specie bovine.
spongiformi. La dimostrazione dell'infettivita© , me- Le raccomandazioni riportate di seguito devono essere
diante inoculazione del tessuto sospetto in specie bersa- seguite per minimizzare il rischio di contaminazione.
glio o in animali di laboratorio, puo© essere usata per la Nonostante questo capitolo generale, si deve sottoli-
conferma ma il periodo di incubazione e© di mesi o anni. neare che i rischi potenziali associati ad un dato pro-
itnemogrA
ilareneG
Sono stati segnalati casi di trasmissione iatrogena delle dotto medicinale dovranno essere considerati singolar-
encefalopatie spongiformi. Nella pecora, lo scrapie e© mente alla luce delle circostanze specifiche e delle cono-
stato trasmesso accidentalmente in seguito all'uso di scenze correnti.
un vaccino contro il virus Louping Ill preparato da
una miscela di cervelli e milze di ovini trattati con for- 2. SCOPO DEL CAPITOLO GENERALE
eifargonoM
maldeide, nella quale era stato inavvertitamente incor-
ilareneG
porato del tessuto proveniente da una pecora infetta Questo capitolo generale considera le implicazioni che
da scrapie. Nell'uomo sono stati descritti casi di tra- le TSE hanno per i prodotti medicinali per uso umano
smissione della MCJ dovuti alla somministrazione e veterinario e le misure per ridurre al minimo il rischio
parenterale ripetuta dell'ormone della crescita e di di trasmissione attraverso il loro uso. Questo capitolo
ehcituecamraF
gonadotropine derivate dall'ipofisi di cadaveri umani. si applica quindi a materiali di origine animale in parti-
colare a quelli ottenuti da ruminanti, che sono usati
emroF
Casi di MCJ sono stati anche attribuiti all'uso di stru- per la preparazione di:
menti contaminati in chirurgia cerebrale e al trapianto ^ sostanze attive,
di meningi e cornea umane.
Le informazioni sulle caratteristiche di questi agenti ^ eccipienti,
sono limitate. Essi sono estremamente resistenti alla ^ materie prime o di partenza e reattivi usati nella pro-
eiretaM
emirP
maggior parte dei trattamenti fisici o chimici che inatti- duzione (per es. albumina sierica bovina, enzimi, ter-
vano i virus convenzionali. Essi non inducono una reni di coltura compresi quelli per preparare banche
risposta immunitaria rilevabile. Esistono barriere natu- cellulari di lavoro o nuove banche cellulari primarie).
rali che limitano la diffusione delle infezioni tra le spe- Questo capitolo generale si applica anche ai materiali
ehcituecamraF
appropriate che dipendono generalmente dal ceppo usata nella produzione (e quindi potenziali contami-
infettante, dalla dose di infettivita© , dalla via di esposi- nanti), per esempio, nei terreni di saggio usati nella con-
zione e dalle dimensioni della barriera tra le specie. valida degli impianti e della apparecchiatura.
Studi su animali di laboratorio hanno dimostrato che Questo capitolo generale si riferisce al materiale che
ehcitapoemO
inoizaraperP
l'inoculazione intracerebrale e© la via piu© efficace. deriva da tutti i ruminanti. Le misure proposte si appli-
L'uomo e© esposto naturalmente all'agente infettivo cano in particolare a materiali di origine bovina e puo©
dello scrapie della pecora da almeno 200 anni ma nes- essere necessario adattarle per i materiali che derivano
suno degli estesi studi epidemiologici effettuati ha per- dalle pecore, dalle capre e da altre specie note per essere
messo di svelare segni di trasmissione dello scrapie nel- suscettibili alla TSE ad eccezione di quegli animali che
l'uomo. L'encefalopatia spongiforme bovina e© stata sono suscettibili solo per via sperimentale.
ecidnI
riscontrata per la prima volta nel Regno Unito nel Alla luce dell'attuale conoscenza scientifica e a prescin-
1986. Sono stati infettati un grande numero di mucche dere dall'origine geografica, il latte non presenta proba-
555
Minimizzazione del rischio di trasmettere le encefalopatie spongiformi animali
556
Minimizzazione del rischio di trasmettere le encefalopatie spongiformi animali
inoizircserP
Parallelamente a queste misure, i richiedenti l'autoriz- ^ in alcune situazioni si potrebbe avere una contamina-
ilareneG
zazione all'immissione in commercio di medicinali zione crociata tra tessuti appartenenti a differenti
devono giustificare la loro strategia di approvvigiona- categorie di infettivita© . Il rischio potenziale sara©
mento in relazione alla categoria di animali, alla quan- influenzato dalle circostanze nelle quali i tessuti sono
tita© della materia di partenza e all'uso previsto nel- prelevati, in particolare dal contatto tra i prodotti di
l'uomo per il prodotto medicinale finito. Nei Paesi for- un gruppo a basso rischio con quelli di un gruppo
isilanA id
idoteM
nitori di materie di partenza, la provenienza di queste ad alto rischio. Quindi l'infettivita© di alcuni tessuti
ultime da allevamenti ben monitorati, costituisce un puo© aumentare se gli animali infetti sono abbattuti
ulteriore margine di sicurezza. mediante proiettile captivo del cervello o se il cer-
vello e il midollo spinale sono tagliati con la sega. Il
irotinetnoC
rischio di contaminazione crociata sara© ridotto se i
/ ilairetaM
3.2. PARTI DEL CORPO DI ANIMALI, FLUIDI CORPO- fluidi corporei sono raccolti con la minima lesione
REI E SECREZIONI USATI COME MATERIE DI PAR-
TENZA dei tessuti e i componenti cellulari sono eliminati e
se il sangue fetale e© raccolto senza contaminazione
In un animale infettato da TSE, i diversi organi e le con altri tessuti della madre o con tessuti fetali come
diverse secrezioni hanno livelli di infettivita© differenti. la placenta e i fluidi amniotico ed allantoideo,
ivittaeR
Sulla base dei dati dello scrapie naturale, gli organi, i
tessuti e i fluidi sono stati classificati in quattro gruppi ^ il rischio dovuto alla contaminazione crociata
principali aventi un diverso rischio potenziale, come dipendera© da alcuni fattori complementari com-
mostrato nella tabella 5.2.8.-1. Benchë sia noto che la prendenti:
distribuzione dell'infettivita© nei bovini affetti da BSE ^ le precauzioni adottate per evitare la contamina-
itnemogrA
ilareneG
sia piu© ristretta, la classificazione dei tessuti e dei fluidi zione durante il prelievo dei tessuti (vedere sopra),
corporei come riportata nella tabella deve continuare
ad essere considerata per la selezione dei materiali di ^ i livelli di contaminazione (quantita© del tessuto
partenza. Le categorie nella tabella sono solo indicative contaminante),
ed e© importante sottolineare i punti seguenti:
eifargonoM
^ la classificazione dei tessuti riportata nella tabella ^ la quantita© del materiale che deve essere usato,
ilareneG
5.2.8.-1 si basa sulla determinazione dell'infettivita©
nei topi per via intracerebrale. Nei modelli sperimen- ^ ildurante trattamento al quale il materiale sara© sottoposto
il processo di produzione.
tali che utilizzano ceppi adattati agli animali di labo-
ratorio, si possono osservare titoli piu© alti ed una I produttori di medicinali devono presentare una valu-
ehcituecamraF
classificazione dei tessuti leggermente diversa, tazione del rischio.
emroF
Tabella 5.2.8.-1. Titoli infettivi relativi della scrapie nei tessuti e nei liquidi(1)corporei
di pecore e capre infettate naturalmente e presentanti scrapie clinica
ö
eiretaM
emirP
Categoria I Alta infettivita©
ileo, linfonodi, colon prossimale, milza, tonsille, (dura madre, epifisi, placenta), fluido cerebro-
spinale, ipofisi, ghiandole surrenali
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
colon distale, mucosa nasale, nervi periferici, midollo osseo, fegato, polmone, pancreas, timo
Categoria IV ö (2)
Infettivita© non rilevabile
Coagulo sanguigno, feci, cuore, rene, ghiandole mammarie, latte, ovaie, saliva, ghiandole sali-
ehcitapoemO
inoizaraperP
vari,(3)vescicole seminali, siero, muscolo scheletrico, testicoli, tiroide, utero, tessuto fetale, (bile,
osso , tessuto cartilagineo, tessuto connettivo, pelo, pelle, urina)
(1) I tessuti riportati tra parentesi non sono stati titolati negli studi iniziali ma la loro infettivita© relativa e© indicata da altri dati sulle encefalopa-
tie spongiformi. I materiali non riportati possono essere classificati per analogia con quelli elencati sulla base della loro composizione.
ecidnI
(2) L'infezione non e© stata trasmessa ai roditori in seguito all'inoculazione per via intracerebrale di una quantita© fino a 5 mg.
(3) Per il cranio e le vertebre vedere anche il punto 3.2. relativo alla contaminazione crociata.
557
Minimizzazione del rischio di trasmettere le encefalopatie spongiformi animali
558
Minimizzazione del rischio di trasmettere le encefalopatie spongiformi animali
inoizircserP
4. CONCLUSIONI ^ la quantita© di tessuto usato nei prodotti medicinali,
ilareneG
La valutazione del rischio associato alle TSE necessita ^ il dosaggio terapeutico massimo (dose giornaliera e
dell'attenta considerazione di tutti i parametri citati, e durata del trattamento),
l'opzione prioritaria deve essere quella di evitare, nei ^ l'uso previsto del prodotto.
prodotti fabbricati dall'industria farmaceutica, l'uso di
isilanA id
materiali ottenuti da animali che sono noti per essere I fabbricanti di prodotti medicinali di origine animale
idoteM
suscettibili alle TSE (ad eccezione di quegli animali che sono responsabili della selezione e della giustificazione
sono suscettibili solo per via sperimentale). L'accettabi- di misure adeguate. Si deve considerare lo stato cor-
lita© di un particolare prodotto medicinale che contiene rente della scienza e della tecnologia.
questi materiali, o che puo© contenerli in seguito al pro- Nonostante questo capitolo generale, si deve sottoli-
irotinetnoC
/ ilairetaM
cesso di produzione, sara© influenzata da un certo neare che i rischi potenziali associati con un dato pro-
numero di fattori compresi: dotto medicinale dovranno essere considerati singolar-
^ i documenti e le registrazioni che attestano l'origine mente alla luce delle specifiche circostanze e delle cono-
degli animali, scenze correnti.
^ la natura dei tessuti animali usati nella produzione, Queste linee guida devono essere usate anche nella
ivittaeR
^ il/i processo/i di produzione, valutazione del rapporto rischio/beneficio di un singolo
^ la via di somministrazione, prodotto.
itnemogrA
ilareneG
eifargonoM
ilareneG
ehcituecamraF
emroF
eiretaM
emirP
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
ehcitapoemO
inoizaraperP
ecidnI
559
ecidnI
ilareneG isilanA id irotinetnoC ilareneG emirP ehcificepS ehcitapoemO
ilareneG ehcituecamraF
ivittaeR ehcituecamraF
inoizircserP idoteM / ilairetaM itnemogrA eifargonoM emroF eiretaM inoizaraperP
inoizaraperP
5.4. Solventi residui
563
Solventi residui . . . . . . . . . . . . . . . . .
5.4.
Solventi residui
inoizircserP
essere informata dei solventi utilizzati e, come per la
ilareneG
5.4. SOLVENTI RESIDUI
Classe 2, questa informazione e© menzionata nel certifi-
LIMITI DEI SOLVENTI RESIDUI NELLE cato di conformita© .
Nel caso siano utilizzati solventi residui di Classe 1 o di
SOSTANZE ATTIVE, NEGLI ECCIPIENTI E
isilanA id
idoteM
La Conferenza Internazionale per l'Armonizzazione riore allo 0,5 per cento) deve essere applicata, dove pos-
dei Requisiti Tecnici per la Registrazione dei prodotti sibile, la metodologia descritta nel metodo generale
Farmaceutici per Uso Umano (ICH - International (2.4.24). In caso contrario deve essere utilizzato un
Conference on Harmonisation of Technical Requirements appropriato metodo convalidato.
irotinetnoC
for Registration of Pharmaceuticals for Human Use) ha
/ ilairetaM
adottato la Linea Guida delle Impurezze per i Solventi
Residui che prescrive i limiti per il contenuto dei sol- IMPUREZZE: LINEE GUIDA PER I SOLVENTI
venti che possono rimanere nelle sostanze attive, negli RESIDUI (CPMP/ICH/283/95)
ivittaeR
seguito, esclude i prodotti esistenti in commercio. 1. INTRODUZIONE
La Farmacopea, comunque, applica gli stessi principi 2. SCOPO DELLA LINEA GUIDA
enunciati nella linea guida alle sostanze attive esistenti,
agli eccipienti e ai prodotti medicinali, siano essi 3. PRINCIPI GENERALI
itnemogrA
ilareneG
oggetto o meno di una monografia di Farmacopea. 3.1. CLASSIFICAZIONE DEI SOLVENTI RESI-
Tutte le sostanze e i prodotti devono essere esaminati DUI IN FUNZIONE DELLA VALUTA-
per evidenziare l'eventuale presenza di solventi che pro- ZIONE DEL RISCHIO
babilmente possono essere presenti in una sostanza o
in un prodotto. 3.2. METODI PER STABILIRE I LIMITI DI
eifargonoM
ilareneG
ESPOSIZIONE
Se e© stato giustificato e autorizzato l'uso di un sol-
vente di Classe 1, i limiti del suo contenuto devono 3.3. OPZIONI PER STABILIRE I LIMITI DEI
essere indicati nella sezione ``Saggi'' della specifica SOLVENTI DI CLASSE 2
ehcituecamraF
monografia. 3.4. PROCEDURE ANALITICHE
emroF
In generale, le monografie della Farmacopea non pre- 3.5. DICHIARAZIONE DI CONFORMITAé DEI
vedono saggi limite per i singoli solventi appartenenti LIMITI DEI SOLVENTI RESIDUI
alla Classe 2, poichë i solventi utilizzati possono variare
da un produttore all'altro. L'autorita© competente deve 4. LIMITI DEI SOLVENTI RESIDUI
essere percio© informata dei solventi impiegati durante
eiretaM
emirP
il processo di produzione. Questa informazione e© ripor- 4.1. SOLVENTI DA EVITARE
tata anche nel dossier che deve essere presentato per 4.2. SOLVENTI DA LIMITARE
ottenere un certificato di adeguatezza (certificate of sui- 4.3. SOLVENTI CON POTENZIALE TOSSICO
ehcituecamraF
BASSO
ehcificepS
563
Solventi residui
A2.1: LEGISLAZIONE AMBIENTALE DEI L'uso di alcuni solventi con tossicita© meno severa
SOLVENTI ORGANICI VOLATILI (Classe 2, Tabella 2) deve essere limitato per proteggere
i pazienti da potenziali effetti collaterali. Idealmente,
devono essere usati i solventi meno tossici (Classe 3,
A2.2: SOLVENTI RESIDUI NEI PRODOTTI Tabella 3), quando possibile. La lista completa dei sol-
FARMACEUTICI venti presenti in questa linea guida e© riportata nel-
l'Appendice 1.
APPENDICE 3. METODI PER LA DEFINIZIONE Le liste presenti in questo documento non sono esau-
DEI LIMITI DI ESPOSIZIONE stive e si possono usare altri solventi che vengono, in
seguito, aggiunti alle liste. I limiti raccomandati per i
solventi della Classe 1 e 2 o la classificazione dei sol-
venti possono variare in funzione di nuovi dati di
1. INTRODUZIONE sicurezza disponibili. I dati di sicurezza, forniti in
una richiesta di autorizzazione all'immissione in com-
mercio di un nuovo prodotto medicinale contenente
L'obiettivo di questa linea guida e© quello di raccoman- un nuovo solvente, possono essere basati sui concetti
dare le quantita© di solventi residui considerate accetta- di questa linea guida o sul concetto di qualificazione
bili, nei prodotti farmaceutici, per la sicurezza del delle impurezze, come espresso nella linea guida per
paziente. La linea guida raccomanda l'uso di solventi le sostanze attive (Q3A, Impurezze nelle Nuove
meno tossici e indica, per alcuni solventi residui, i livelli Sostanze Attive) o per il prodotto medicinale (Q3B,
che sono considerati tossicologicamente accettabili. Impurezze nei Nuovi Prodotti Medicinali) o in tutte
e tre le linee guida.
I solventi residui nei prodotti farmaceutici sono definiti
in questo contesto, come composti chimici, organici
volatili utilizzati o prodotti nella fabbricazione di 2. SCOPO DELLA LINEA GUIDA
sostanze attive o di eccipienti, o impiegati nella prepa-
razione dei prodotti medicinali. Le tecniche di fabbrica-
zione attuali non consentono di rimuovere completa- I solventi residui nelle sostanze attive, negli eccipienti e
mente i solventi. Una scelta appropriata del solvente nei prodotti medicinali rientrano nello scopo di questa
per la sintesi della sostanza attiva puo© aumentarne la linea guida. Quindi, si deve effettuare il saggio per i sol-
resa o determinare caratteristiche come la forma cri- venti residui ogni volta che e© noto che il processo di
stallina, la purezza e la solubilita© . Quindi, in alcuni produzione o di purificazione comporta la presenza di
casi, il solvente puo© essere un parametro critico nel pro- tali solventi. E' necessario eseguire la ricerca solamente
cesso di sintesi. Questa linea guida non riguarda i sol- per i solventi che sono usati o prodotti nel corso del
processo di fabbricazione o purificazione delle sostanze
venti deliberatamente usati come eccipienti o i solvati. attive, degli eccipienti o dei prodotti medicinali.
Comunque il contenuto dei solventi in tali prodotti Anche se i produttori possono scegliere di sottoporre a
dovrebbe essere valutato e giustificato. saggio il prodotto medicinale, si puo© utilizzare un
Poichë i solventi residui non presentano benefici tera- metodo cumulativo che permette di calcolare i livelli di
peutici, tutti i solventi residui dovrebbero essere rimossi solvente
livelli
residuo nel prodotto medicinale a partire dai
presenti negli ingredienti usati per produrre il
il piu© possibile per soddisfare le specifiche del prodotto, prodotto medicinale stesso. Se il calcolo da© un risultato
le Norme di Buona Fabbricazione, o altri requisiti di inferiore o uguale al livello raccomandato in questa
qualita© . I prodotti medicinali non devono contenere linea guida, non e© richiesto alcun saggio per i solventi
livelli di solventi residui piu© alti di quelli supportati da residui sul prodotto medicinale. Se invece il livello cal-
dati di sicurezza. Alcuni solventi a causa della loro tos- colato e© superiore a quello raccomandato, il prodotto
sicita© inaccettabile (Classe 1, Tabella 1) non devono medicinale deve essere sottoposto a saggio per accer-
essere utilizzati nella produzione delle sostanze attive, tare che il processo di formulazione abbia ridotto il
degli eccipienti, o dei prodotti medicinali a meno che il livello del solvente a valori accettabili. Il prodotto
loro uso possa essere giustificato in modo soddisfacente medicinale deve essere sottoposto a saggio quando
in una valutazione del rapporto rischio-beneficio. durante la sua produzione si utilizza un solvente.
564
Solventi residui
inoizircserP
Questa linea guida non si applica alle potenziali nuove Cancerogeni non-genotossici per gli animali o possi-
ilareneG
sostanze attive, agli eccipienti o ai prodotti medicinali bili agenti causali di altri effetti tossici irreversibili
usati durante le fasi di ricerca clinica nel corso dello svi- come neurotossicita© o teratogenicita© .
luppo del prodotto, e non si applica ai prodotti medici-
nali gia© in commercio. Solventi sospetti di essere all'origine di altri effetti
tossici importanti ma reversibili.
isilanA id
idoteM
La linea guida si applica a tutte le forme farmaceutiche Solventi di Classe 3: Solventi con bassa tossicita© po-
e a tutte le vie di somministrazione. In alcuni casi pos- tenziale
sono essere accettabili livelli piu© elevati di solventi resi-
dui come, per esempio, nei trattamenti a breve termine Solventi con bassa tossicita© potenziale per l'uomo;
irotinetnoC
/ ilairetaM
(30 giorni o meno) o per l'applicazione topica. Questi non sono necessari limiti di esposizione. I solventi di
livelli devono essere giustificati caso per caso. Classe 3 hanno un valore di EGP uguale o superiore
a 50 mg.
Vedere l'Appendice 2 per le ulteriori informazioni rela-
tive ai solventi residui. 3.2. METODI PER STABILIRE I LIMITI DI ESPO-
ivittaeR
SIZIONE
3. PRINCIPI GENERALI Il metodo usato per stabilire l'esposizione giornaliera
permessa per i solventi residui e© riportato nell'Appen-
dice 3. I sommari dei dati di tossicita© che sono stati
itnemogrA
ilareneG
3.1. CLASSIFICAZIONE DEI SOLVENTI RESIDUI usati per stabilire i limiti sono stati pubblicati in
IN FUNZIONE DELLA VALUTAZIONE DEL Pharmeuropa, Vol. 9, No. 1, Supplemento, Aprile 1997.
RISCHIO
3.3. OPZIONI PER DESCRIVERE I LIMITI DEI
eifargonoM
SOLVENTI DI CLASSE 2
ilareneG
L'International Program on Chemical Safety (IPCS)
utilizza l'espressione ``dose giornaliera tollerabile Sono disponibili due opzioni che permettono di definire
(DGT; ``TDI = tollerable daily intake'') per descrivere
i limiti di esposizione ai prodotti chimici tossici. Per i limiti per i solventi di Classe 2.
ehcituecamraF
lo stesso concetto l'Organizzazione Mondiale della : si possono usare i limiti di concentrazione,
Sanita© , ed altre Autorita© sanitarie ed istituti (nazio- in ppm, indicati nella Tabella 2. Questi limiti sono stati
Opzione 1
emroF
nali ed internazionali), utilizzano l'espressione ``dose calcolati usando l'equazione (1) riportata di seguito,
giornaliera accettabile'' (DGA; ``ADI = acceptable considerando una massa di prodotto di 10 g sommini-
daily intake'') In questa linea guida e© definita la strata giornalmente.
nuova espressione ``esposizione giornaliera permessa''
(EGP; ``PDE = permitted daily exposure'') che fa rife- Concentrazione ppm 1000 EGP
eiretaM
emirP
dose
2
1
rimento alla dose di solvente residuo accettabile dal
ehcificepS
I solventi residui valutati in questa linea guida sono Questi limiti sono considerati accettabili per tutte le
riportati nell'Appendice 1 con i nomi comuni e la strut- sostanze, gli eccipienti o i prodotti medicinali.
tura. Essi sono valutati per il loro possibile rischio per Questa opzione puo© essere, quindi, applicata se la dose
ehcitapoemO
la salute umana e inseriti in una delle tre seguenti classi: giornaliera non e© nota o definita. Se tutti gli eccipienti
inoizaraperP
565
Solventi residui
Opzione 2 : per ciascun componente del prodotto medi- Si consideri un altro esempio in cui e© presente l'acetoni-
cinale non e© considerato necessario soddisfare ai limiti trile come solvente residuo. La quantita© giornaliera
indicati nell'Opzione 1. Il valore di EGP, in termini di massima somministrata di un prodotto medicinale e©
mg/giorno come indicato nella Tabella 2, puo© essere 5,0 g ed il prodotto medicinale contiene due eccipienti.
impiegato, assieme alla dose massima giornaliera nota La composizione del prodotto medicinale ed il conte-
e all'equazione (1) menzionata precedentemente, per nuto massimo calcolato per l'acetonitrile residuo e©
determinare la concentrazione di solvente residuo auto- riportato nella tabella seguente:
rizzata in un prodotto medicinale. Questi limiti sono
considerati accettabili purchë sia stato dimostrato che Quantita© nella Contenuto di Esposizione
il solvente residuo e© stato ridotto al minimo possibile. Componente formulazione acetonitrile giornaliera
I limiti devono essere realistici, in relazione alla preci-
sione analitica, alla idoneita© della produzione, a varia- Sostanza attiva 0,3 g 800 ppm 0,24 mg
zioni ragionevoli nel processo di produzione ed i limiti
dovrebbero riflettere i reali standard di produzione.
Eccipiente 1 0,9 g 2000 ppm 1,80 mg
L'Opzione 2 puo© essere applicata sommando le quan-
tita© di un solvente residuo presente in ciascuno dei com- Eccipiente 2 3,8 g 800 ppm 3,04 mg
ponenti del prodotto medicinale. La somma delle quan-
tita© del solvente per giorno deve essere inferiore a Prodotto medicinale 5,0 g 1016 ppm 5,08 mg
quella indicata per l'EGP.
A titolo di esempio si consideri l'applicazione del-
l'Opzione 1 e dell'Opzione 2 all'acetonitrile contenuto In questo esempio, dalla somma del contenuto di cia-
in un prodotto medicinale. L'esposizione giornaliera scun costituente risulta che il prodotto non soddisfa në
permessa per l'acetonitrile e© di 4,1 mg per giorno; di il limite dell'Opzione 1, në il limite dell'Opzione 2.
conseguenza il limite previsto dall'Opzione 1 e© di 410 Il produttore potrebbe esaminare il prodotto medici-
ppm. La quantita© giornaliera massima somministrata nale per determinare se il processo di produzione ha
di un prodotto medicinale e© di 5,0 g, e questo prodotto ridotto il livello di acetonitrile. Se il livello di acetoni-
medicinale contiene due eccipienti. La composizione trile non e© stato ridotto nel corso della fabbricazione al
del prodotto medicinale e il calcolo del contenuto mas- limite permesso, il fabbricante del prodotto medicinale
simo di acetonitrile residuo sono riportati nella tabella dovra© prendere in considerazione altre misure per
seguente: ridurre il livello di acetonitrile contenuto nel prodotto
medicinale. Se tutte queste operazioni non consentono
di ridurre il livello del solvente residuo, in casi eccezio-
Componente Quantita© nella
formulazione
Contenuto
di acetonitrile
Esposizione
giornaliera nali il produttore puo© fornire un sommario delle misure
prese per ridurre il livello del solvente fino al valore
previsto dalla linea guida e fornire un'analisi del rap-
Sostanza attiva 0,3 g 800 ppm 0,24 mg porto rischio-beneficio per supportare l'utilizzazione
del prodotto medicinale con un contenuto di solvente
Eccipiente 1 0,9 g 400 ppm 0,36 mg residuo piu© alto del limite autorizzato.
Eccipiente 2 3,8 g 800 ppm 3,04 mg 3.4. PROCEDURE ANALITICHE
Il contenuto di solventi residui e© generalmente determi-
Prodotto medicinale 5,0 g 728 ppm 3,64 mg nato usando tecniche cromatografiche come la gas cro-
matografia. Per determinare il contenuto dei solventi
residui dovrebbero essere usate, se possibile, le proce-
L'eccipiente 1 soddisfa il limite dell'Opzione 1, ma la dure armonizzate descritte nelle farmacopee. Se questo
sostanza attiva, l'eccipiente 2 e il prodotto medicinale non e© possibile, i produttori sono liberi di selezionare
non soddisfano il limite dell'Opzione 1. Tuttavia, il pro- la procedura analitica convalidata piu© appropriata per
dotto soddisfa il limite dell'Opzione 2 (4,1 mg per la particolare applicazione. Se sono presenti solo i sol-
giorno) e, quindi, soddisfa alle raccomandazioni ripor- venti di Classe 3, si puo© usare un metodo non specifico
tate in questa linea guida. come quello della perdita all'essiccamento.
566
Solventi residui
inoizircserP
La convalida del metodo utilizzato per la determina- Tabella 1. - Solventi di classe 1 nei prodotti farmaceutici
ilareneG
zione del contenuto dei solventi residui deve essere (solventi da evitare)
conforme alle linee della guida ICH ûText on Validation
of Analytical Proceduresý e ûExtension of the ICH text Solvente
Limite
di concentrazione Rischio
on Validation of Analytical Proceduresý. (ppm)
isilanA id
3.5. DICHIARAZIONE DI CONFORMITAé DEI
idoteM
Benzene 2 Cancerogeno
LIVELLI DEI SOLVENTI RESIDUI Carbonio 4 Tossico e dannoso
I fabbricanti di prodotti farmaceutici hanno la neces- tetracloruro per l'ambiente
sita© di avere alcune informazioni riguardo il contenuto 1,2-Dicloroetano 5 Tossico
dei solventi residui negli eccipienti o nelle sostanze
irotinetnoC
/ ilairetaM
1,1-Dicloroetene 8 Tossico
attive al fine di soddisfare i criteri di questa linea guida. 1,1,1-Tricloroetano 1500 Dannoso per l'ambiente
Si riportano di seguito, a titolo di esempio, le informa-
zioni che un fabbricante di eccipienti, o di principi
attivi, puo© fornire ad un fabbricante di prodotti farma- 4.2. SOLVENTI DA LIMITARE
ceutici. A seconda dei casi si puo© scegliere una delle La presenza di solventi della Tabella 2 deve essere limi-
seguenti dichiarazioni: tata nei prodotti farmaceutici a causa della loro intrin-
ivittaeR
^ Possono essere presenti solo solventi della Classe 3. seca tossicita© . I valori della EGP e delle concentrazioni
Perdita all'essiccamento inferiore allo 0,5 per cento sono indicati il piu© possibile prossimi, rispettivamente,
^ Possono essere presenti solo i solventi X, Y, della a 0,1 mg/giorno ed a 10 ppm. I valori indicati non riflet-
Classe 2. I contenuti sono tutti inferiori al limite tono necessariamente la precisione analitica della loro
previsto dall'Opzione 1 (Se del caso il fornitore indi- determinazione. La precisione deve essere determinata
itnemogrA
ilareneG
chera© il nome dei solventi di Classe 2 rappresentati come parte della convalida del metodo.
da X, Y, ...).
^ Possono essere presenti solo i solventi X, Y, ... della Tabella 2. - Solventi di classe 2 nei prodotti farmaceutici
Classe 2 e solventi della Classe 3. Il contenuto dei sol-
venti residui della Classe 2 e© inferiore al limite previ- Limite
eifargonoM
Solvente PDE (mg/giorno) di concentrazione
ilareneG
(ppm)
sto dall'Opzione 1 e i solventi residui della Classe 3
sono inferiori allo 0,5 per cento.
Se sono presenti solventi della Classe 1, essi devono Acetonitrile 4,1 410
Clorobenzene 3,6 360
essere identificati e quantificati. Il termine ûpossono Cloroformio 0,6 60
ehcituecamraF
essere presentiý si riferisce al solvente usato nella fase Cicloesano 38,8 3880
finale di produzione ed ai solventi che sono usati nelle
emroF
1,2-Dicloroetene 18,7 1870
prime fasi della produzione e che non sono stati Diclorometano 6,0 600
eliminati sistematicamente mediante un processo con- 1,2-Dimetossietano 1,0 100
validato. N,N-Dimetilacetammide 10,9 1090
Se sono presenti solventi della Classe 2 o della Classe 3 N,N-Dimetilformammide 8,8 880
con un contenuto superiore al limite previsto dal- 1,4-Diossano 3,8 380
eiretaM
emirP
l'Opzione 1 o allo 0,5 per cento, rispettivamente, essi 2-Etossietanolo 1,6 160
devono essere identificati e quantificati. Etilenglicole 6,2 620
Formammide 2,2 220
Esano 2,9 290
4. LIMITI DEI SOLVENTI RESIDUI Metanolo 30,0 3000
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
2-Metossietanolo 0,5 50
4.1. SOLVENTI DA EVITARE Metilbutilchetone 0,5 50
I solventi nella Classe 1 non devono essere utilizzati Metilcicloesano 11,8 1180
nella produzione di sostanze attive, di eccipienti, e di N-Metilpirrolidone 48,4 4840
prodotti medicinali a causa della loro inaccettabile Nitrometano 0,5 50
ehcitapoemO
tossicita© o del loro effetto dannoso per l'ambiente. Piridina 2,0 200
inoizaraperP
cato di 1500 ppm e© basato sulla valutazione dei dati di p-xilene, il 9 per cento o-xilene con il 17 per cento di
sicurezza. etilbenzene.
567
Solventi residui
4.3. SOLVENTI CON BASSA TOSSICITAé Tabella 4. - Solventi per i quali non sono
POTENZIALE disponibili sufficienti dati tossicologici
I solventi della Classe 3 (riportati nella Tabella 3) pos- 1,1-Dietossipropano Metilisopropilchetone
sono essere considerati come meno tossici e con minore
rischio per la salute umana. La Classe 3 comprende sol- 1,1-Dimetossimetano Metiltetraidrofurano
venti che si considerano non a rischio per la salute
umana quando presenti ai livelli normalmente accettati 2,2-Dimetossipropano Etere di petrolio
per i prodotti farmaceutici. Tuttavia, non esistono studi Isoottano Acido tricloroacetico
di tossicita© a lungo termine o di cancerogenicita© per
molti dei solventi della Classe 3. I dati disponibili indi- Isopropiletere Acido trifluoroacetico
cano che essi sono meno tossici negli studi acuti o a
breve termine e che gli studi di genotossicita© sono nega-
tivi. Il limite ammesso, senza ulteriori giustificazioni,
per i solventi di questa classe e© inferiore o uguale a GLOSSARIO
50 mg/giorno (corrispondente a 5000 ppm o allo Cancerogeni genotossici: cancerogeni che provocano il
0,5 per cento nell'Opzione 1). Possono essere tollerate cancro alternando i geni o i cromosomi.
anche quantita© superiori purchë siano realistiche in
rapporto alla idoneita© della produzione e alle norme di LOEL: abbreviazione di ûlowest-observed effect levelý.
buona fabbricazione. ûLowest-observed effect levelý: la dose piu© bassa della
sostanza che, in uno studio o in un gruppo di studi, pro-
Tabella 3. - Solventi della classe 3 che devono essere limi- duce aumenti significativi, dal punto di vista biologico,
tati per le Norme di Buona Fabbricazione o per altri della frequenza o della gravita© di un qualunque effetto
requisiti basati sulla qualita© nell'uomo o nell'animale.
Acido acetico Eptano Fattore di modificazione: un fattore determinato
Acetone Isobutile acetato mediante la valutazione professionale di un tossicologo
e applicato ai dati di un dosaggio biologico al fine di
Anisolo Isopropile acetato correlare, in condizioni di sicurezza, i dati nell'uomo.
1-Butanolo Metile acetato Neurotossicita© : la capacita© di una sostanza di causare
2-Butanolo 3-Metil-1-butanolo
effetti indesiderati sul sistema nervoso.
Butile acetato Metiletilchetone NOEL: abbreviazione di ûno-observed-effect levelý.
tert-Butil-metiletere Isobutilmetilchetone ûNo-observed-effect levelý: la dose piu© alta della
sostanza per la quale non si constata aumento significa-
Cumene 2-Metil-1-propanolo tivo, dal punto di vista biologico, della frequenza o
Dimetilsolfossido Pentano della gravita© di un qualunque effetto nell'uomo o nell'a-
nimale.
Etanolo 1-Pentanolo
PDE: abbreviazione di ûpermitted daily exposureý.
Etile acetato 1-Propanolo
ûPermitted daily exposureý: la quantita© massima per-
Etere 2-Propanolo messa per giorno di solvente residuo nei prodotti far-
Etile formiato Propile acetato maceutici.
Acido formico Tetraidrofurano Tossicita© reversibile: scomparsa, dopo la sospensione
della somministrazione, degli effetti nocivi che sono
stati causati, inizialmente, da una sostanza.
4.4. SOLVENTI PER I QUALI NON SONO DISPO- Cancerogeno fortemente sospetto per l'uomo: una
NIBILI DATI TOSSICOLOGICI SUFFICIENTI sostanza per la quale non c'e© evidenza epidemiologica
Anche i seguenti solventi (Tabella 4) possono essere di di cancerogenesi ma esistono dati positivi di genotossi-
interesse per i produttori di eccipienti, di sostanze cita© e chiara evidenza di cancerogenesi nei roditori.
attive, o di prodotti medicinali. Tuttavia, non sono
disponibili sufficienti dati tossicologici su cui basare Teratogenicita© : la comparsa di malformazioni struttu-
la EGP. I produttori devono giustificare i livelli residui rali durante lo sviluppo fetale quando una sostanza e©
di questi solventi nei prodotti farmaceutici. somministrata durante la gravidanza.
568
Solventi residui
inoizircserP
APPENDICE 1. LISTA DEI SOLVENTI INCLUSI NELLA LINEA GUIDA
ilareneG
Solvente Altri nomi Struttura Classe
Acido acetico
isilanA id
Acido etanoico CH3COOH Classe 3
idoteM
Acetone 2-Propanone CH3COCH3 Classe 3
Propan-2-one
Acetonitrile CH3CN Classe 2
irotinetnoC
/ ilairetaM
Anisolo Metossibenzene Classe 3
ivittaeR
1-Butanolo Alcool n-Butilico CH3(CH2)3OH Classe 3
Butan-1-olo
2-Butanolo Alcool sec-Butilico CH3CH2CH(OH)CH3 Classe 3
itnemogrA
ilareneG
Butan-2-olo
Butile acetato Estere butilico CH3COO(CH2)3CH3 Classe 3
dell'acido acetico
tert-Butilmetiletere 2-Metossi-2-metilpropano (CH3)3COCH3 Classe 3
Carbonio tetracloruro Tetraclorometano CCl4 Classe 1
eifargonoM
ilareneG
Clorobenzene Classe 2
ehcituecamraF
Cloroformio Triclorometano CHCl3 Classe 2
emroF
Cumene Isopropilbenzene Classe 3
(1-Metiletil)benzene
eiretaM
emirP
Cicloesano Esametilene Classe 2 ehcituecamraF
ehcificepS
Etilene dicloruro
Etilene cloruro
1,1-Dicloroetene 1,1-Dicloroetilene H2C=CCl2 Classe 1
Vinilidene cloruro
ehcitapoemO
inoizaraperP
569
Solventi residui
570
Solventi residui
inoizircserP
ilareneG
Solvente Altri nomi Struttura Classe
isilanA id
N-Metilpirrolidone 1-Metilpirrolidin-2-one Classe 2
idoteM
1-Metil-2-pirrolidinone
irotinetnoC
/ ilairetaM
Pentano n-Pentano CH3(CH2)3CH3 Classe 3
1-Pentanolo Alcool amilico CH3(CH2)3CH2OH Classe 3
Pentan-1-olo
Alcool pentilico
1-Propanolo Propan-1-olo CH3CH2CH2OH Classe 3
ivittaeR
Alcool propilico
2-Propanolo Propan-2-olo (CH3)2CHOH Classe 3
Alcool isopropilico
Propil acetato Estere propilico CH3COOCH2CH2CH3 Classe 3
itnemogrA
ilareneG
dell'acido acetico
Piridina Classe 2
eifargonoM
ilareneG
Sulfonano Tetraidrotiofene Classe 2
1,1-diossido
ehcituecamraF
emroF
Tetraidrofurano Tetrametilene ossido Classe 3
Oxaciclopentano
eiretaM
emirP
Tetralina 1,2,3,4-Tetraidronaftalene Classe 2
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
* generalmente il 60 per cento di m-xilene, il 14 per cento di p-xilene, il 9 per cento di o-xilene con il 17 per cento di
ecidnI
etil benzene
571
Solventi residui
APPENDICE 2. INFORMAZIONI SUPPLEMEN- 5) I risultati degli studi tossicologici utilizzati per deter-
TARI minare i livelli accettabili per i solventi residui devono
A2.1. LEGISLAZIONE AMBIENTALE DEI SOL- essere ottenuti da protocolli sperimentali adatti, come
VENTI ORGANICI VOLATILI quelli descritti, per esempio, dall'OECD e dal ``Red
Book'' della FDA.
Alcuni dei solventi residui frequentemente usati nella APPENDICE 3. METODI PER STABILIRE I
produzione dei prodotti farmaceutici sono considerati LIMITI DI ESPOSIZIONE
come sostanze tossiche nelle monografie dei Environ-
mental Health Criteria (EHC) e nel Integrated Risk Il metodo Gaylor-Kodell per la valutazione del rischio
Information System (IRIS). Gli obiettivi di organismi (Gaylor, D. W. e Kodell, R. L. Linear Interpolation
come l'International Program on Chemical Safety algorithm for low dose assessment of toxic substance,
(IPCS), l'United States Environmental Protection J. Environ. Pathology, 4, 305, 1980) e© adatto per i solventi
Agency (USEPA) e l'United States Food and Drug Admi- cancerogeni della Classe 1. Nella definizione dei limiti di
nistration (USFDA) prevedono la determinazione dei esposizione, solo dati affidabili di cancerogenicita© pos-
livelli di esposizione accettabile. L'obiettivo e© quello di sono giustificare un'estrapolazione mediante l'applica-
proteggere la salute pubblica e di preservare l'ambiente zione di modelli matematici. I limiti di esposizione per i
da possibili effetti nocivi derivanti da una sua esposi- solventi della Classe 1 possono essere determinati
zione, per tempi lunghi, a queste sostanze. I metodi usando un fattore di sicurezza ampio (per es. da 10000 a
coinvolti nella valutazione dei limiti di esposizione mas- 100000) e i dati di no-observed effect level (NOEL).
sima senza effetti nocivi sono generalmente basati su La rivelazione e la determinazione quantitativa di questi
studi a lungo termine. Se i dati degli studi a lungo ter- solventi deve rispondere agli ultimi sviluppi in materia
mine non sono disponibili, si possono usare dati otte- di tecniche analitiche.
nuti da studi a breve termine purchë vengano modifi- I livelli di esposizione accettabili riportati in questa
cati alcuni parametri, come per esempio l'uso di fattori linea guida per i solventi della Classe 2, sono stati
di sicurezza piu© grandi. L'approccio descritto di seguito stabiliti mediante il calcolo dei valori EGP usando le
si basa soprattutto su una esposizione a lungo termine procedure che permettono di definire i limiti di esposi-
o esposizione della popolazione durante l'arco della vita zione applicabili ai prodotti farmaceutici (Pharmaco-
nell'ambiente circostante, cioe© all'aria, al cibo, all'ac- poeial Forum, Nov-Dic 1989), e il metodo adottato dal-
qua potabile e ad altro. l'IPCS per la valutazione del rischio correlato alle
A2.2. SOLVENTI RESIDUI NEI FARMACI sostanze chimiche (Assessing Human Health Risk of
Chemicals - Environmental Health Criteria 170, WHO,
I limiti di esposizione riportati in questa linea guida 1994). Questi metodi sono simili a quelli usati dal-
sono stati stabiliti facendo riferimento alle metodologie l'USEPA (IRIS), dall'USFDA (Red Book) e altri orga-
e ai dati tossicologici descritti nelle monografie EHC e nismi. Il metodo e© qui riportato per una migliore com-
IRIS. Comunque, nella definizione dei limiti di esposi- prensione dell'origine dei valori di EGP. Non e© necessa-
zione, devono essere considerate alcune assunzioni spe- rio eseguire questi calcoli per usare i valori EGP ripor-
cifiche riguardanti i solventi residui da usare nelle sin- tati nella Sezione 4 di questo documento.
tesi e nella formulazione dei prodotti farmaceutici. L'EGP e© calcolato a partire dal no-observed effect level
Esse sono: (NOEL) o dal lowest-observed effect level (LOEL), otte-
1) I pazienti (non la popolazione in senso generale) nuti nello studio piu© pertinente effettuato sugli animali
usano farmaci allo scopo di curare malattie o per la mediante la seguente espressione:
profilassi di infezioni o malattie.
2) Per la maggior parte dei prodotti farmaceutici il EGP NOEL
2
2 Correzione del peso (1)
F1 F2 F3 F4 F5
2 2 2
572
Solventi residui
inoizircserP
una esposizione sistemica del 100 per cento e© usata in sica, neurotossicita© o teratogenicita© . Negli studi
ilareneG
tutti i calcoli senza distinzione tra le diverse vie di som- di tossicita© sulla riproduzione, si utilizzano i fat-
ministrazione. tori riportati di seguito:
I fattori di modificazione sono i seguenti: F4 = 1 per la tossicita© per il feto associata con la
F1 = un fattore che permette l'estrapolazione tra le tossicita© per la madre
isilanA id
specie
idoteM
F4 = 5 per la tossicita© per il feto senza tossicita©
F1 = 2 per l'estrapolazione dai cani all'uomo per la madre
F1 = 2,5 per l'estrapolazione dai conigli all'uomo F4 = 5 per un effetto teratogeno con tossicita© per
F1 = 3 per l'estrapolazione dalle scimmie la madre
all'uomo
irotinetnoC
/ ilairetaM
F1 = 5 per l'estrapolazione dai ratti all'uomo F4 = 10 per un effetto teratogeno senza tossicita©
F1 = 10 per l'estrapolazione da altri animali per la madre
all'uomo F5 = un fattore variabile che puo© essere applicato se
F1 = 12 per l'estrapolazione dai gatti all'uomo non e© stata stabilita la ûdose di non effettoý
F1 tiene conto del rapporto comparativo superficie:- (no-effect level).
ivittaeR
massa corporea per le specie interessate e per Se e© disponibile un solo valore di LOEL, puo© essere
l'uomo. L'area superficiale (S) e© calcolata come: usato un fattore fino a 10, in funzione della severita©
della tossicita© .
S kM 0;67
2
La correzione del peso considera arbitrariamente e
itnemogrA
ilareneG
dove M corrisponde alla massa corporea e k e© una indipendentemente dal sesso, come peso corporeo di
costante il cui valore e© stato fissato uguale a 10. un adulto quello di 50 kg. Questo peso, relativamente
basso, fornisce un ulteriore margine di sicurezza
I pesi corporei usati nell'equazione sono quelli riportati rispetto ai pesi standard di 60 o 70 kg che sono spesso
nella Tabella A3.1. usati in questo tipo di calcolo. Si ritiene che l'utilizzo
eifargonoM
F2 = un fattore 10 che tiene conto della variabilita© tra cumulativo dei fattori di sicurezza nella determinazione
ilareneG
gli individui. Un fattore di 10 e© generalmente del valore di EGP permetta di proteggere la categoria
dato per tutti i solventi organici, ed e© usato siste- dei pazienti adulti con peso corporeo inferiore a 50 kg.
maticamente in questa linea guida. Se il solvente e© presente in una formulazione specifica-
F3 = un fattore variabile che tiene conto degli studi di mente destinata ad un uso pediatrico, si deve effettuare
ehcituecamraF
tossicita© relativi ad un'esposizione a breve ter- una correzione ad un peso corporeo piu© basso.
emroF
mine. Un esempio dell'applicazione di questa equazione
F3 = 1 per gli studi che hanno una durata pari e© lo studio di tossicita© dell'acetonitrile nei topi riportato
a meta© della vita (1 anno per i roditori o in Pharmeuropa, Vol. 9, No. 1, Supplemento, Aprile
i conigli; 7 anni per i gatti, i cani e le 1997, pag. -1S24. Il -1NOEL e© calcolato come pari a
scimmie). 50,7 mg kg giorno . Il valore di EGP per l'acetonitrile
eiretaM
emirP
F3 = 1 per studi relativi alla riproduzione la cui e© calcolato, in questo studio, come segue:
durata e© pari all'intero periodo di orga-
nogenesi. EGP 50:7 mg kg 1 giorno 1 50 kg 4; 22 mg giorno
ÿ ÿ
2 1
12 10 5 1 1
ÿ
inoizaraperP
2 2 2 2 2
ehcificepS
F4 = un fattore che puo© essere applicato in casi di tos- F5 = 1 perchë e© stata determinata la ûdose di non
sicita© grave, per es. cancerogenicita© non genotos- effettoý (no-effect level)
573
Solventi residui
Tabella A3.1. - Valori utilizzati nei calcoli riportati Consumo di acqua del ratto 30 ml/giorno
in questo documento Consumo di cibo del ratto 30 g/giorno
Peso corporeo del ratto 425 g
Peso corporeo del ratto femmina gravida 330 g Negli studi di inalazione, per convertire le 3concentra-
Peso corporeo del topo 28 g zioni dei gas usati da ppm in mg/l o mg/m si utilizza
Peso corporeo del topo femmina gravida 30 g l'equazione dei gas ideali, PV = nRT. A titolo di esem-
Peso corporeo della cavia 500 g pio, si considera lo studio di tossicita© sulla riproduzione
Peso corporeo della scimmia Rhesus 2,5 kg del ratto per inalazione di carbonio tetracloruro
Peso corporeo del coniglio (gravido o no) 4 kg (peso molecolare 153,84) riportato in Pharmeuropa,
Peso corporeo del cane beagle 11,5 kg Vol. 9, No. 1, Supplemento, Aprile 1997, pag. S9.
Volume respiratorio del ratto 290 l/giorno
Volume respiratorio del topo 43 l/giorno n P
Volume respiratorio del coniglio 1440 l/giorno V RT
Volume respiratorio della cavia 430 l/giorno 300 10 6 atm 153; 840 mg mol
ÿ ÿ 1 46; 15 mg 1; 89 mg=1
Volume respiratorio dell'uomo 28800 l/giorno
2 2
0; 0821 atm K 1 mol 1 298 K
ÿ ÿ
24; 451
Volume respiratorio della scimmia 1150 l/giorno Per convertire il risultato in mg/m3 si utilizza la rela-
Consumo di acqua del topo 5 ml/giorno zione 1000 litri = 1 m .
3
574
ecidnI
ilareneG isilanA id irotinetnoC ilareneG emirP ehcificepS ehcitapoemO
ilareneG ehcituecamraF
ivittaeR ehcituecamraF
inoizircserP idoteM / ilairetaM itnemogrA eifargonoM emroF eiretaM inoizaraperP
inoizaraperP
5.5. Tabelle alcoolimetriche
577
Tabelle alcoolimetriche . . . . . . . . . . .
5.5.
Tabelle alcoolimetriche
inoizircserP
ilareneG
5.5. TABELLE ALCOOLIMETRICHE
% V/V % m/m 3
q20 (kg/m )
isilanA id
4,3 3,42 992,00
idoteM
% V/V % m/m 4,4 3,50 991,87
4,5 3,58 991,73
3
q20 (kg/m )
irotinetnoC
/ ilairetaM
0,2 0,16 997,90 4,8 3,82 991,32
0,3 0,24 997,75 4,9 3,90 991,19
0,4 0,32 997,59
0,5 0,40 997,44 5,0 3,98 991,06
0,6 0,47 997,29 5,1 4,06 990,92
5,2 4,14 990,79
ivittaeR
0,7 0,55 997,14
0,8 0,63 996,99 5,3 4,22 990,65
0,9 0,71 996,85 5,4 4,30 990,52
5,5 4,38 990,39
1,0 0,79 996,70 5,6 4,46 990,26
itnemogrA
ilareneG
1,1 0,87 996,55 5,7 4,54 990,12
1,2 0,95 996,40 5,8 4,62 989,99
1,3 1,03 996,25 5,9 4,70 989,86
1,4 1,11 996,11
1,5 1,19 995,96 6,0 4,78 989,73
eifargonoM
ilareneG
1,6 1,27 995,81 6,1 4,86 989,60
1,7 1,35 995,67 6,2 4,95 989,47
1,8 1,43 995,52 6,3 5,03 989,34
1,9 1,51 995,38 6,4 5,11 989,21
ehcituecamraF
6,5 5,19 989,08
6,6 5,27 988,95
emroF
2,0 1,59 995,23 6,7 5,35 988,82
2,1 1,67 995,09 6,8 5,43 988,69
2,2 1,75 994,94 6,9 5,51 988,56
2,3 1,82 994,80
2,4 1,90 994,66
eiretaM
7,0 5,59 988,43
emirP
2,5 1,98 994,51 7,1 5,67 988,30
2,6 2,06 994,37 7,2 5,75 988,18
2,7 2,14 994,23 7,3 5,83 988,05
2,8 2,22 994,09
ehcituecamraF
ehcificepS
577
Tabelle alcoolimetriche
% V/V % m/m 3
q20 (kg/m ) % V/V % m/m 3
q20 (kg/m )
578
Tabelle alcoolimetriche
inoizircserP
ilareneG
% V/V % m/m 3
q20 (kg/m ) % V/V % m/m 3
q20 (kg/m )
isilanA id
18,0 14,56 975,71 22,6 18,37 970,75
idoteM
18,1 14,64 975,60 22,7 18,46 970,64
18,2 14,73 975,49 22,8 18,54 970,53
18,3 14,81 975,38 22,9 18,62 970,42
18,4 14,89 975,28
irotinetnoC
/ ilairetaM
18,5 14,97 975,17 23,0 18,71 970,31
18,6 15,06 975,06 23,1 18,79 970,20
18,7 15,14 974,95 23,2 18,87 970,09
18,8 15,22 974,85 23,3 18,96 969,98
18,9 15,30 974,74 23,4 19,04 969,87
23,5 19,13 969,76
ivittaeR
19,0 15,39 974,63 23,6 19,21 969,65
19,1 15,47 974,52 23,7 19,29 969,54
19,2 15,55 974,42 23,8 19,38 969,43
19,3 15,63 974,31 23,9 19,46 969,32
itnemogrA
ilareneG
19,4 15,72 974,20
19,5 15,80 974,09 24,0 19,54 969,21
19,6 15,88 973,99 24,1 19,63 969,10
19,7 15,97 973,88 24,2 19,71 968,99
19,8 16,05 973,77 24,3 19,79 968,88
eifargonoM
ilareneG
19,9 16,13 973,66 24,4 19,88 968,77
24,5 19,96 968,66
20,0 16,21 973,56 24,6 20,05 968,55
20,1 16,30 973,45 24,7 20,13 968,43
ehcituecamraF
20,2 16,38 973,34 24,8 20,21 968,32
20,3 16,46 973,24 24,9 20,30 968,21
emroF
20,4 16,55 973,13
20,5 16,63 973,02 25,0 20,38 968,10
20,6 16,71 972,91 25,1 20,47 967,99
20,7 16,79 972,80 25,2 20,55 967,87
eiretaM
20,8 16,88 972,70 25,3 20,63 967,76
emirP
20,9 16,96 972,59 25,4 20,72 967,65
25,5 20,80 967,53
21,0 17,04 972,48 25,6 20,88 967,42
ehcituecamraF
ehcificepS
579
Tabelle alcoolimetriche
% V/V % m/m 3
q20 (kg/m ) % V/V % m/m 3
q20 (kg/m )
580
Tabelle alcoolimetriche
inoizircserP
ilareneG
% V/V % m/m 3
q20 (kg/m ) % V/V % m/m 3
q20 (kg/m )
isilanA id
36,3 30,04 953,72 40,9 34,10 946,58
idoteM
36,4 30,13 953,57
36,5 30,21 953,42 41,0 34,19 946,42
36,6 30,30 953,28 41,1 34,28 946,26
36,7 30,39 953,13 41,2 34,37 946,09
irotinetnoC
/ ilairetaM
36,8 30,48 952,98 41,3 34,46 945,93
36,9 30,56 952,83 41,4 34,55 945,76
41,5 34,64 945,59
37,0 30,65 952,69 41,6 34,73 945,43
37,1 30,74 952,54 41,7 34,82 945,26
37,2 30,83 952,39 41,8 34,91 945,09
ivittaeR
37,3 30,92 952,24 41,9 35,00 944,93
37,4 31,00 952,09
37,5 31,09 951,94 42,0 35,09 944,76
37,6 31,18 951,79 42,1 35,18 944,59
itnemogrA
ilareneG
37,7 31,27 951,63 42,2 35,27 944,42
37,8 31,35 951,48 42,3 35,36 944,25
37,9 31,44 951,33 42,4 35,45 944,08
42,5 35,54 943,91
38,0 31,53 951,18 42,6 35,63 943,74
eifargonoM
ilareneG
38,1 31,62 951,02 42,7 35,72 943,57
38,2 31,71 950,87 42,8 35,81 943,40
38,3 31,79 950,72 42,9 35,90 943,23
38,4 31,88 950,56
ehcituecamraF
38,5 31,97 950,41 43,0 35,99 943,06
38,6 32,06 950,25 43,1 36,08 942,88
emroF
38,7 32,15 950,10 43,2 36,17 942,71
38,8 32,24 949,94 43,3 36,26 942,54
38,9 32,32 949,79 43,4 36,35 942,37
43,5 36,44 942,19
eiretaM
39,0 32,41 949,63 43,6 36,53 942,02
emirP
39,1 32,50 949,47 43,7 36,62 941,84
39,2 32,59 949,32 43,8 36,71 941,67
39,3 32,68 949,16 43,9 36,80 941,49
ehcituecamraF
ehcificepS
581
Tabelle alcoolimetriche
% V/V % m/m 3
q20 (kg/m ) % V/V % m/m 3
q20 (kg/m )
582
Tabelle alcoolimetriche
inoizircserP
ilareneG
% V/V % m/m 3
q20 (kg/m ) % V/V % m/m 3
q20 (kg/m )
isilanA id
54,6 46,80 920,80 59,1 51,19 911,11
idoteM
54,7 46,90 920,59 59,2 51,29 910,89
54,8 46,99 920,38 59,3 51,39 910,67
54,9 47,09 920,17 59,4 51,49 910,45
59,5 51,59 910,23
irotinetnoC
/ ilairetaM
55,0 47,18 919,96 59,6 51,69 910,01
55,1 47,28 919,75 59,7 51,79 909,78
55,2 47,38 919,54 59,8 51,89 909,56
55,3 47,47 919,33 59,9 51,99 909,34
55,4 47,57 919,12
55,5 47,67 918,91 60,0 52,09 909,11
ivittaeR
55,6 47,77 918,69 60,1 52,19 908,89
55,7 47,86 918,48 60,2 52,29 908,67
55,8 47,96 918,27 60,3 52,39 908,44
55,9 48,06 918,06 60,4 52,49 908,22
itnemogrA
ilareneG
60,5 52,59 908,00
56,0 48,15 917,84 60,6 52,69 907,77
56,1 48,25 917,63 60,7 52,79 907,55
56,2 48,35 917,42 60,8 52,89 907,32
56,3 48,45 917,20 60,9 52,99 907,10
eifargonoM
ilareneG
56,4 48,54 916,99
56,5 48,64 916,77 61,0 53,09 906,87
56,6 48,74 916,56 61,1 53,19 906,64
56,7 48,84 916,35 61,2 53,29 906,42
ehcituecamraF
56,8 48,93 916,13 61,3 53,39 906,19
56,9 49,03 915,91 61,4 53,49 905,97
emroF
61,5 53,59 905,74
57,0 49,13 915,70 61,6 53,69 905,51
57,1 49,23 915,48 61,7 53,79 905,29
57,2 49,32 915,27 61,8 53,89 905,06
eiretaM
57,3 49,42 915,05 61,9 53,99 904,83
emirP
57,4 49,52 914,83
57,5 49,62 914,62 62,0 54,09 904,60
57,6 49,72 914,40 62,1 54,19 904,37
ehcituecamraF
ehcificepS
583
Tabelle alcoolimetriche
% V/V % m/m 3
q20 (kg/m ) % V/V % m/m 3
q20 (kg/m )
584
Tabelle alcoolimetriche
inoizircserP
ilareneG
% V/V % m/m 3
q20 (kg/m ) % V/V % m/m 3
q20 (kg/m )
isilanA id
73,0 65,62 877,99 77,6 70,73 865,86
idoteM
73,1 65,73 877,73 77,7 70,85 865,59
73,2 65,84 877,47 77,8 70,96 865,32
73,3 65,95 877,21 77,9 71,07 865,05
73,4 66,06 876,96
irotinetnoC
/ ilairetaM
73,5 66,17 876,70 78,0 71,19 864,78
73,6 66,28 876,44 78,1 71,30 864,50
73,7 66,39 876,18 78,2 71,41 864,23
73,8 66,50 875,92 78,3 71,53 863,96
73,9 66,61 875,66 78,4 71,64 863,69
78,5 71,76 863,41
ivittaeR
74,0 66,72 875,40 78,6 71,87 863,14
74,1 66,83 875,14 78,7 71,98 862,86
74,2 66,94 874,88 78,8 72,10 862,59
74,3 67,05 874,62 78,9 72,21 862,31
itnemogrA
ilareneG
74,4 67,16 874,36
74,5 67,27 874,10 79,0 72,33 862,04
74,6 67,38 873,84 79,1 72,44 861,76
74,7 67,49 873,58 79,2 72,56 861,49
74,8 67,60 873,32 79,3 72,67 861,21
eifargonoM
ilareneG
74,9 67,71 873,06 79,4 72,79 860,94
79,5 72,90 860,66
75,0 67,82 872,79 79,6 73,02 860,38
75,1 67,93 872,53 79,7 73,13 860,10
ehcituecamraF
75,2 68,04 872,27 79,8 73,25 859,83
75,3 68,15 872,00 79,9 73,36 859,55
emroF
75,4 68,26 871,74
75,5 68,38 871,48 80,0 73,48 859,27
75,6 68,49 871,21 80,1 73,60 858,99
75,7 68,60 870,95 80,2 73,71 858,71
eiretaM
75,8 68,71 870,68 80,3 73,83 858,43
emirP
75,9 68,82 870,42 80,4 73,94 858,15
80,5 74,06 857,87
76,0 68,93 870,15 80,6 74,18 857,59
ehcituecamraF
ehcificepS
585
Tabelle alcoolimetriche
% V/V % m/m 3
q20 (kg/m ) % V/V % m/m 3
q20 (kg/m )
586
Tabelle alcoolimetriche
inoizircserP
ilareneG
% V/V % m/m 3
q20 (kg/m ) % V/V % m/m 3
q20 (kg/m )
isilanA id
91,3 87,36 824,81 95,9 93,69 807,82
idoteM
91,4 87,49 824,47
91,5 87,63 824,13 96,0 93,84 807,42
91,6 87,76 823,78 96,1 93,98 807,01
91,7 87,89 823,44 96,2 94,13 806,61
irotinetnoC
/ ilairetaM
91,8 88,02 823,09 96,3 94,27 806,20
91,9 88,16 822,74 96,4 94,42 805,78
96,5 94,57 805,37
92,0 88,29 822,39 96,6 94,71 804,96
92,1 88,42 822,04 96,7 94,86 804,54
92,2 88,56 821,69 96,8 95,01 804,12
ivittaeR
92,3 88,69 821,34 96,9 95,16 803,70
92,4 88,83 820,99
92,5 88,96 820,63 97,0 95,31 803,27
92,6 89,10 820,28 97,1 95,45 802,85
itnemogrA
ilareneG
92,7 89,23 819,92 97,2 95,60 802,42
92,8 89,37 819,57 97,3 95,75 801,99
92,9 89,50 819,21 97,4 95,90 801,55
97,5 96,05 801,12
93,0 89,64 818,85 97,6 96,21 800,68
eifargonoM
ilareneG
93,1 89,77 818,49 97,7 96,36 800,24
93,2 89,91 818,12 97,8 96,51 799,80
93,3 90,05 817,76 97,9 96,66 799,35
93,4 90,18 817,40
ehcituecamraF
93,5 90,32 817,03 98,0 96,81 798,90
93,6 90,46 816,66 98,1 96,97 798,45
emroF
93,7 90,59 816,30 98,2 97,12 798,00
93,8 90,73 815,93 98,3 97,28 797,54
93,9 90,87 815,55 98,4 97,43 797,08
98,5 97,59 796,62
eiretaM
94,0 91,01 815,18 98,6 97,74 796,15
emirP
94,1 91,15 814,81 98,7 97,90 795,68
94,2 91,29 814,43 98,8 98,06 795,21
94,3 91,43 814,06 98,9 98,22 794,73
ehcituecamraF
ehcificepS
587
ecidnI
ilareneG isilanA id irotinetnoC ilareneG emirP ehcificepS ehcitapoemO
ilareneG ehcituecamraF
ivittaeR ehcituecamraF
inoizircserP idoteM / ilairetaM itnemogrA eifargonoM emroF eiretaM inoizaraperP
inoizaraperP
5.6. Dosaggio degli interferoni
591
Dosaggio degli interferoni . . . . . . . . .
5.6.
Dosaggio degli interferoni
inoizircserP
Per le colture di cellule di origine umana tutte le proce-
ilareneG
5.6. DOSAGGIO DEGLI INTERFERONI
dure che si utilizzano sono quelle operative standard
La sezione seguente si riporta come informazione. per il mantenimento in coltura di tali linee cellulari. I
volumi dei reattivi sono indicati per colture cellulari
1. INTRODUZIONE effettuate in flaconi da 75 cm . Si possono usare altri
2
tipi di contenitori (bottiglie o piastre) ma i volumi
isilanA id
Le monografie sugli interferoni di origine umana gene-
idoteM
ralmente descrivono un dosaggio biologico basato sul- devono essere conseguentemente adattati.
l'attivita© inibitoria esercitata dall'interferone sull'azione
citopatica di un virus in una linea cellulare in coltura. 3.1 LULE
MANTENIMENTO E PREPARAZIONE DELLE CEL-
HEP2C
Nella maggior parte dei casi, tuttavia, non sono specifi-
irotinetnoC
/ ilairetaM
cati il virus, la linea cellulare ed i dettagli del dosaggio, Le cellule Hep2c sono mantenute e passate nel terreno
in particolare per consentire l'appropriata flessibilita© di coltura A. Le cellule sono conservate in aliquote con-
laddove la monografia si riferisce a piu© di una sotto- gelate usando procedure operative standard. Le cellule
classe di interferoni. in crescita possono essere mantenute in coltura fino ad
Questo testo e© destinato a fornire un'informazione un numero massimo di 30 passaggi, dopo il quale
schematica all'analista su come progettare, ottimizzare devono essere allestite nuove colture a partire dalle ali-
ivittaeR
e convalidare un dosaggio una volta che e© stata identifi- quote congelate.
cata un'appropriata combinazione della linea cellulare All'inizio della procedura di dosaggio, raccogliere le
e del virus citopatico. La procedura dettagliata per un cellule dai flaconi che presentano il 90 per cento di con-
dosaggio antivirale basato sull'analisi dell'effetto cito- fluenza del monostrato, usando la procedura che pre-
itnemogrA
patico viene descritta riportandola come esempio di un vede il trattamento con tripsina descritto di seguito.
ilareneG
saggio adeguato, insieme all'informazione su altre com- ^ Rimuovere il terreno di coltura dai flaconi.
binazioni di linee cellulari e virus, e come linea guida
su come adattare e convalidare la procedura per queste ^ A ciascun flacone aggiungere 5 ml di una soluzione
altre combinazioni. di tripsina scaldata a 37 C (la soluzione madre di tri-
psina contiene 4 mg/ml di tripsina R e 4 mg/ml di
eifargonoM
ilareneG
2. DOSAGGI ANTIVIRALI (RIDUZIONE DEL- sodio edetato R; usare immediatamente prima del-
L'EFFETTO CITOPATICO) l'uso diluendo 50 volte con la soluzione salina tam-
Il dosaggio antivirale degli interferoni di origine umana lavare il monostrato Ruotare
ponata con fosfato). il flacone chiuso per
cellulare. Rimuovere l'eccesso
e© basato sull'induzione di una risposta che previene o della soluzione di tripsina.
ehcituecamraF
riduce l'effetto citopatico di un virus in cellule umane. ^ Incubare i flaconi per 5-10 min a 37 C. Osservare al
emroF
L'attivita© biologica dell'interferone e© valutata confron- microscopio o ad occhio nudo le cellule per eviden-
tando il suo effetto protettivo verso l'effetto citopatico ziare i segni di distaccamento. Quando sono osser-
virale rispetto allo stesso effetto indotto dall'appro- vate al microscopio le cellule appaiono arrotondate
priata preparazione di riferimento titolata in Unita© o distaccate e galleggianti. Agitare il flacone energi-
Internazionali.
eiretaM
camente per distaccare tutte le cellule, ed aggiungere
emirP
3. DOSAGGIO DELL'INTERFERONE USANDO circa mente
5 ml di terreno di coltura A. Agitare energica-
in modo da ottenere una sospensione di sin-
LE CELLULE Hep2c E IL VIRUS DELL'ENCEFA- gole cellule.
LOMIOCARDITE INFETTIVA
ehcituecamraF
Il dosaggio antivirale degli interferoni di origine umana ^ Per preparare la sospensione cellulare per la titola-
inoizaraperP
ehcificepS
per la valutazione dell'attivita© biologica di differenti tipi madre di virus. Le cellule L-929 sono mantenute in col-
di interferone. tura mediante trattamento con tripsina e passaggio
591
Dosaggio degli interferoni
come descritto per le cellule Hep2c (NOTA: nel caso di a 96 pozzetti. Aggiungere a ciascun pozzetto 100 ml di
una crescita scarsa puo© essere necessario sostituire il siero terreno di coltura A. Aggiungere circa 100 ml di cia-
di vitello neonato con il siero fetale bovino). scuna diluizione della preparazione di riferimento a cia-
Prendere alcuni flaconi contenenti colture confluenti di scun pozzetto ad eccezione di quelli destinati al con-
cellule L-929.Prelevare il terreno contenuto nei flaconi. trollo virale ed al controllo cellule. Mescolare il conte-
Introdurre in ciascun flacone 2 ml della sospensione nuto dei pozzetti usando una pipetta multicanale
del virus dell'encefalomiocardite appropriatamente regolata a 100 ml.
diluito nel terreno di coltura B in modo che quest'ul-
timo contenga circa 2,5 108 unita formanti colonie
2 Ripartizione della sospensione cellulare
(UFC) per millilitro. Ciascun flacone conterra© Versare la sospensione cellulare di cellule Hep2c,
4-6 107 cellule L-929 e quindi la molteplicita© dell'infe-
2
precedentemente portata alla concentrazione di circa
zione sara© circa 10 UFC/cellula. Distribuire, con pre- 6 105 cellule per ml in terreno di coltura A, su una
cauzione ed agitando circolarmente, la sospensione 2
vite, in quantita© di 20 ml, 10 ml, 5 ml, 1 ml, 0,5 ml o (NOTA: sono necessari circa 20 ml di virus diluito per cia-
0,2 ml a seconda del caso. Conservare a -70 C. Volumi scuna piastra, piu© il 5-10 per cento di volume in eccesso).
piu© grandi possono essere scongelati, ripartiti in quan- Distribuire 200 ml di sospensione virale precedente-
tita© piu© piccole e congelati di nuovo se necessario. La mente diluita, mediante una pipetta multicanale, da
sospensione madre di virus dell'encefalomiocardite una piastra di Petri sterile in tutti i pozzetti compresi
rimarra© al suo titolo iniziale se conservata costante- quelli dei controlli del virus escludendo quelli destinati
mente a circa -70 C; cicli ripetuti di congelamento e per i controlli delle cellule. Aggiungere circa 200 l di
l
scongelamento o la conservazione a temperature piu© terreno di coltura A privo di virus a ciascuno dei poz-
elevate, per es. -20 C, provoca una perdita progressiva zetti delle cellule di controllo.
del titolo. Riporre le piastre in incubatore a 37 C e con il 5 per
3.3 PROCEDURA DI DOSAGGIO
cento di CO2 per circa 24 h.
3.3.1. Determinazione dell'intervallo dose-risposta.
Colorazione
Preparazione delle soluzioni Esaminare le piastre al microscopio per verificare che il
Diluire l'appropriato standard dell'interferone (per es. virus dell'encefalomiocardite abbia provocato un
uno standard OMS specifico per il sotto-tipo di interfe- effetto citopatico nei pozzetti di controllo contenenti
rone) nel terreno di coltura A in modo da ottenere una virus. Il tempo necessario per ottenere un effetto cito-
serie di diluizioni in ragione di 10 che comprende l'in- patico massimo puo© variare da un saggio all'altro a
tervallo di dosi 1000-0,001 U.I./ml. Effettuare la proce- causa della variabilita© intrinseca delle cellule Hep2c
dura di dosaggio utilizzando piastre di microtitolazione all'infezione virale che si puo© avere durante un determi-
592
Dosaggio degli interferoni
inoizircserP
nato periodo di coltivazione continua. Rimuovere la
ilareneG
3.3.3. Analisi dei dati
maggior parte del terreno di coltura dai pozzetti elimi- I risultati del dosaggio di riduzione dell'effetto citopa-
nandola in una appropriata soluzione di decontamina- tico seguono generalmente una curva dose-risposta di
zione (il sodio ipoclorito e© adatto). Distribuire tampone tipo sigmoidale quando si riporta la concentrazione
fosfato soluzione salina a pH 7,4 R in ciascun pozzetto. dell'interferone (il log del reciproco della diluizione di
Eliminare il tampone fosfato soluzione salina a pH 7,4 R
isilanA id
idoteM
nella soluzione di decontaminazione. Ripartire in cia- interferone) in funzione dell'assorbanza.
scun pozzetto 150 ml di soluzione colorante e colorare Riportare su grafico la concentrazione dell'interferone
le cellule per circa 30 min a temperatura ambiente. Eli- (il log del reciproco della diluizione) in funzione dell'as-
minare la soluzione colorante in una soluzione di sorbanza della preparazione di riferimento dell'interfe-
rone e le soluzioni in esame dell'interferone. Usare la
irotinetnoC
decontaminazione. Distribuire in ciascun pozzetto
/ ilairetaM
150 ml circa di fissazione e lasciare agire per 10 min a parte lineare della curva e calcolare la concentrazione
temperatura ambiente. Eliminare la soluzione di fissa- dell'interferone nel campione confrontando i valori
zione nella soluzione di decontaminazione e lavare i della soluzione in esame e delle soluzioni di riferimento
monostrati cellulari immergendo le piastre da titola- usando i metodi statistici usuali per un dosaggio a linee
zione in un recipiente di plastica contenente acqua parallele.
ivittaeR
corrente. Eliminare l'acqua ed asciugare la superficie
delle piastre con carta assorbente. Asciugare le piastre 4. CONVALIDA DELLE ALTRE PROCEDURE
a 20-37 C fino ad evaporazione completa dell'umidita© .
4.1. SCELTA DELLA LINEA CELLULARE E DEL VIRUS
Aggiungere a ciascun pozzetto 150 ml di sodio idrossi-
itnemogrA
do 0,1 M. Eluire il colorante agitando dolcemente le Diverse combinazioni di linee cellulari e virus possono
ilareneG
piastre o battendole sul palmo della mano. Fare atten- essere utilizzate nei dosaggi antivirali degli interferoni.
zione che il colorante sia distribuito uniformemente Per esempio il virus dell'encefalomiocardite e© stato
in tutti i pozzetti prima di effettuare le letture spettrofo- usato in combinazione con la linea cellulare A549 del
tometriche. carcinoma epiteliale del polmone; il virus della foresta
eifargonoM
di Semliki o il virus Sindbis sono stati usati con fibro-
ilareneG
Leggere l'assorbanza a 610-620 nm mediante un lettore blasti umani; il virus della stomatite vescicolare e© stato
di piastre da microtitolazione usando come bianco un usato con fibroblasti diploidi di origine umana, con la
pozzetto o una colonna di pozzetti che non contengono linea cellulare amniotica umana WISH e con la linea
cellule ma circa 150 ml di sodio idrossido 0,1 M. di cellule renali di origine bovina di Madin-Darby. In
ehcituecamraF
Valutare le concentrazioni dello standard di interferone ogni caso la scelta della combinazione linea cellulare-
virus e© effettuata generalmente sulla base di quella che
emroF
che danno la massima riduzione e la minima riduzione fornisce la risposta piu© sensibile per la preparazione di
dell'effetto citopatico. Queste concentrazioni corri- interferone da dosare e che permette di ottenere rispo-
spondono all'intervallo di lavoro del dosaggio. ste parallele quando si confrontano la preparazione in
esame e lo standard di interferone.
eiretaM
emirP
3.3.2. Procedura di dosaggio 4.2. SCELTA DELLA TECNICA DI COLORAZIONE
Effettuare il dosaggio come descritto precedentemente La tecnica di colorazione descritta precedentemente
misura le cellule vitali. Sono state utilizzate anche altre
ehcituecamraF
inoizaraperP
usando:
ehcificepS
lule vitali.
^ come soluzioni di riferimento, una serie di diluizioni
in ragione di due dell'appropriato standard per l'in- 4.3. CONVALIDA STATISTICA
terferone (per es. uno standard OMS specifico per
un sotto-tipo di interferone) diluito con il terreno di Come in tutti i dosaggi biologici effettuati secondo il
coltura A in modo da ottenere concentrazioni nomi- modello a linee parallele, il dosaggio dell'attivita© antivi-
ecidnI
nali che comprendono l'intervallo di lavoro del rale deve soddisfare i criteri statistici solidi di linearita©
dosaggio. della risposta, del parallelismo e della varianza.
593
Dosaggio degli interferoni
4.4. CONVALIDA DELLO SCHEMA DI DOSAGGIO Terreno di coltura B (siero fetale bovino: 2 per cento)
Come per tutti i dosaggi su piastre di microtitolazione e© Terreno di coltura RPMI 1640 se necessario
necessaria una validazione dello schema di dosaggio addizionato di antibiotici (penicillina
utilizzato. In particolare devono essere rivelati gli errori 10000 U.I./ml; streptomicina 10ng/ml) 490 ml
dovuti ad un ordine di mescolamento non casuale dei l- Glutammina, 200 mM, sterile 5 ml
pozzetti o agli effetti dei bordi della piastra e devono Siero di vitello neonato 10 ml
essere valutati ed eliminati mediante randomizzazione
dello schema di dosaggio o evitando di utilizzare i poz- Soluzione di colorazione
zetti ai bordi della piastra.
Naftalene nero 0,5 g
REATTIVI E TERRENI DI COLTURA Acido acetico glaciale 90 ml
Sodio acetato anidro 8,2 g
Terreno di coltura A (siero di vitello neonato: 10 per Acqua in modo da ottenere 1000 ml
cento)
Terreno di coltura RPMI 1640 se necessario Soluzione per la fissazione
addizionato di antibiotici (penicillina Formaldeide 40 per cento 100 ml
10000 U.I./ml; streptomicina 10ng/ml) 450 ml Acido acetico glaciale 90 ml
l- Glutammina, 200 mM, sterile 5 ml Sodio acetato anidro 8,2 g
Siero di vitello neonato 50 ml Acqua in modo da ottenere 1000 ml
594
5.7. Tabella
inoizircserP
ilareneG
delle caratteristiche fisiche
dei radionuclidi menzionati
isilanA id
idoteM
nella Farmacopea Europea
irotinetnoC
/ ilairetaM
5.7. Tabella delle caratteristiche fisiche dei
ivittaeR
radionuclidi menzionati nella Farma-
copea Europea . . . . . . . . . . . . . . . . . . 597
itnemogrA
ilareneG
eifargonoM
ilareneG
ehcituecamraF
emroF
eiretaM
emirP
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
ehcitapoemO
inoizaraperP
ecidnI
Tabella delle caratteristiche fisiche dei radionuclidi menzionati nella Farmacopea Europea
inoizircserP
** PTB (Physikalisch-Technische Bundesanstalt,
ilareneG
5.7. TABELLA DELLE CARATTERISTI-
isilanA id
mento e© mostrata in parentesi. In linea di principio le
idoteM
Preparazioni radiofarmaceutiche (0125). cifre tra parentesi sono l'incertezza standard delle cor-
I valori sono ottenuti dall'archivio dati del National rispondenti ultime cifre del valore numerico indicato
Nuclear Data Center (NNDC) del Brookhaven Natio- in ``Guide to the Expression of Uncertainty in measure-
nal Laboratory, Upton. N.Y., USA, accessibile diretta- ment'', International Organisation for Standardisation
irotinetnoC
mente via Internet all'indirizzo: ``http://
/ ilairetaM
((ISO), 1993, ISBN 92-67-10188-9).
www.nndc.bnl.gov/nndc/nudat/radform.html''. Sono usate le abbreviazioni seguenti:
Nel caso siano state preferite altre sorgenti di informa- eA = elettroni Auger
zione (valori piu© recenti), tali sorgenti sono esplicita- ce = elettroni di conversione
mente menzionate. ^ = elettroni
Altre risorse di dati:
ivittaeR
b
+ = positroni
* DAMRI (Dëpartment des Applications et de la b
itnemogrA
ilareneG
Emissione elettronica Emissione fotonica
Probabilita©
Periodo di
Radionuclide Probabilita© di di emissione
dimezzamento
eifargonoM
Tipo Energia (MeV) emissione (per 100 Tipo Energia (MeV) (per 100
ilareneG
disintegrazioni) disintegra-
zioni)
ehcituecamraF
Azoto-13 (13N) 9,965 (4) min b
+ 0,492(I) (max: 1,198) 99,8 c 0,511 199,6(II)
emroF
Ossigeno-15 (15O) 122,24 (16) s b
+ 0,735(I) (max: 1,732) 99,9 c 0,511 199,8(II)
Fluoro-18 (18F) 109,77 (5) min b
+ 0,250(I) (max: 0,633) 96,7 c 0,511 193,5(II)
Fosforo-32 (32P) 14,26 (4) giorni b
- 0,695(I) (max: 1,71) 100
Fosforo-33 (33P) 25,34 (12) giorni - 0,076(I) (max: 0,249) 100
eiretaM
emirP
b
c
inoizaraperP
ehcificepS
1,360 4,3
1,771 15,5
2,015 3,0
2,035 7,8
2,598 17,0
3,202 3,1
3,253 7,6
(I) Energia media dello spettro
ecidnI
(II) Massima probabilita© di emissione corrispondente ad un'annichilazione totale della sorgente per 100 disintegrazioni
597
Tabella delle caratteristiche fisiche dei radionuclidi menzionati nella Farmacopea Europea
Probabilita©
Periodo di
Radionuclide Probabilita© di di emissione
dimezzamento
Tipo Energia (MeV) emissione (per 100 Tipo Energia (MeV) (per 100
disintegrazioni) disintegra-
zioni)
598
Tabella delle caratteristiche fisiche dei radionuclidi menzionati nella Farmacopea Europea
inoizircserP
ilareneG
Emissione elettronica Emissione fotonica
Probabilita©
Periodo di
Radionuclide
Probabilita© di di emissione
dimezzamento
Tipo Energia (MeV) emissione (per 100 Tipo Energia (MeV) (per 100
isilanA id
disintegrazioni) disintegra-
idoteM
zioni)
irotinetnoC
0,457 3,0
/ ilairetaM
b
+ 0,253(I) 1,8 0,510 5,3
(81mKr: 13,10 (3) s) 0,447(I) 25,0 0,511 54,2
0,538 2,2
Stronzio-89 (89Sr) in equilibrio 50,53 (7) giorni b
- 0,583(I) 99,99 c 0,909 0,01
con Ittrio-89 (89Y) (max: 1,492)
ivittaeR
(89mY: 16,06(4) s)
Stronzio-90 (90Sr) in equilibrio 28,74 (4) anni b
- 0,196(I) 100
con Ittrio-90 (90Y) (max: 0,546)
(90Y: 64,10(8) ore)
itnemogrA
Ittrio-90 (90Y) 64,10 (8) ore 0,934(I) 100
ilareneG
b
-
(max: 2,280)
65,94 (1) ore b
- 0,133(I) 16,4 X 0,018-0,021 3,6
Molibdeno-99 (99Mo) in 0,290(I) 1,1
equilibrio con
Tecnezio-99m (99mTc) 0,443(I) 82,4 0,041 1,1
eifargonoM
c
ilareneG
0,141 4,5
(99mTc: 6,01(1) ore) 0,181 6
0,366 1,2
0,740 12,1
ehcituecamraF
0,778 4,3
emroF
6,01 (1) ore ce 0,002 74 X 0,018-0,021 7,3
Tecnezio-99m (99mTc) eA 0,015 2,1 c 1,141 89,1
ce 0,120 9,4
0,137-0,140 1,3
eiretaM
emirP
Tecnezio-99 (99Tc) 2,11x105 anni b
- 0,085(I) 100
(max: 0,294)
Rutenio-103 (103Ru) in eA + ce 0,017 12 X 0,020-0,023 9,0
equilibrio con 39,26 (2) giorni ce 0,030-0,039 88,3 0,497 91
ehcituecamraF
Rodio-103m (103mRh)
inoizaraperP
c
ehcificepS
0,610 5,8
b
^ 0,031(I) 6,6
(103mRh: 0,064(I) 92,2
56,114 (20) min
4,9 (1) ore eA 0,019 13,4 X 0,023-0,026 70,5
ehcitapoemO
inoizaraperP
(I) b
(II) Massima probabilita© di emissione corrispondente ad un'annichilazione totale della sorgente per 100 disintegrazioni
599
Tabella delle caratteristiche fisiche dei radionuclidi menzionati nella Farmacopea Europea
Probabilita©
Periodo di
Radionuclide Probabilita© di di emissione
dimezzamento
Tipo Energia (MeV) emissione (per 100 Tipo Energia (MeV) (per 100
disintegrazioni) disintegra-
zioni)
c 0,035 6,7
(I) Energia media dello spettro b
(II) Massima probabilita© di emissione corrispondente ad un'annichilazione totale della sorgente per 100 disintegrazioni
600
Tabella delle caratteristiche fisiche dei radionuclidi menzionati nella Farmacopea Europea
inoizircserP
ilareneG
Emissione elettronica Emissione fotonica
Probabilita©
Periodo di
Radionuclide Probabilita© di di emissione
dimezzamento
Tipo Energia (MeV) emissione (per 100 Tipo Energia (MeV) (per 100
disintegrazioni) disintegra-
isilanA id
idoteM
zioni)
irotinetnoC
0,109(I) 3,6 0,666 33
/ ilairetaM
b
^
0,290(I) 32,1 0,754 4,2
0,459(I) 8,0 0,880 0,8
1,420 0,3
b
+ 0,530(I) 1
8,02070 (11) giorni ce 0,46 3,5 X 0,029-0,030 3,9
ivittaeR
0,330 1,6
Iodio-131 (131I) c 0,080 2,6
b
- 0,069(I) 2,1 0,284 6,1
0,097(I) 7,3 0,365 81,7
0,192(I) 89,9 0,637 7,2
itnemogrA
ilareneG
0,723 1,8
11,84 (7) giorni eA 0,025 6,8 X 0,004 8,3
Xenon-131m (131mXe) 0,030 44,0
ce 0,129 61 0,034 10,2
eifargonoM
0,159 28,5
ilareneG
0,163 8,3 c 0,164 2,0
Iodio-133 (133I) 20,8 (1) ore b
^ 0,140(I) 3,8 c 0,530 87
(decade in 0,162(I) 3,2 0,875 4,5
Xenon-133
radioattivo) 0,299(I) 4,2 1,298 2,4
ehcituecamraF
0,441(I) 83
emroF
5,243 (1) giorni eA 0,026 5,8 X 0,004 6,3
Xenon-133 (133Xe) 0,031 40,3
ce 0,045 55,1 0,035 9,4
0,075-0,080 9,9
0,080 38,3
eiretaM
c
emirP
b
^ 0,101(I) 99,0
Xenon-133m (133mXe) 2,19 (1) giorni eA 0,025 7 X 0,004 7,8
(decade in 0,030 45,9
Xenon-133
radioattivo) ce 0,199 64,0 0,034 10,6
ehcituecamraF
inoizaraperP
0,228 20,7
ehcificepS
(II) Massima probabilita© di emissione corrispondente ad un'annichilazione totale della sorgente per 100 disintegrazioni
601
Tabella delle caratteristiche fisiche dei radionuclidi menzionati nella Farmacopea Europea
Probabilita©
Periodo di
Radionuclide Probabilita© di di emissione
dimezzamento
Tipo Energia (MeV) emissione (per 100 Tipo Energia (MeV) (per 100
disintegrazioni) disintegra-
zioni)
b
^ 0,171 3,1 c 0,250 90,2
0,308 96,0 0,608 2,9
30,04 (3) ore eA 0,026 0,8 X 0,005 1
Cesio-137 (137Cs) in equilibrio
con 0,032-0,036 7
Bario-137m (137mBa) ce 0,624 8,0
0,656 1,4 c 0,662 85,1
(137mBa: b
^ 0,174(I) 94,4
2,552 (1) min) 0,416(I) 5,6
26,1 (1) ore ce 0,285 3,4 X 0,010 32,0
0,353 1,4 0,069-0,071 63,3
0,08 17,5
+
b
0,495(I) 0,3
Tallio-200 (200Tl)
c 0,368 87,2
0,579 13,8
0,828 10,8
1,206 29,9
1,226 3,4
1,274 3,3
1,363 3,4
1,515 4,0
9,33 (3) ore eA 0,055 3 X 0,070-0,073 69
0,083 19
ce 0,246 8,5
Piombo-201 (201Pb) (decade 0,276 2 0,331 79
in Tallio-201
c
(II) Massima probabilita© di emissione corrispondente ad un'annichilazione totale della sorgente per 100 disintegrazioni
602
Tabella delle caratteristiche fisiche dei radionuclidi menzionati nella Farmacopea Europea
inoizircserP
ilareneG
Emissione elettronica Emissione fotonica
Probabilita©
Periodo di
Radionuclide Probabilita© di di emissione
dimezzamento
Tipo Energia (MeV) emissione (per 100 Tipo Energia (MeV) (per 100
disintegrazioni) disintegra-
isilanA id
zioni)
idoteM
12,23 (2) giorni eA 0,054 2,8 X 0,010 31,0
0,069-0,071 61,6
Tallio-202 (202Tl)
ce 0,357 2,4 0,080 17,1
0,440 91,4
irotinetnoC
/ ilairetaM
c
c 0,279 80,8
ivittaeR
0,401 3,4
(I) Energia media dello spettro b
(II) Massima probabilita© di emissione corrispondente ad un'annichilazione totale della sorgente per 100 disintegrazioni
itnemogrA
ilareneG
eifargonoM
ilareneG
ehcituecamraF
emroF
eiretaM
emirP
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
ehcitapoemO
inoizaraperP
ecidnI
603
ecidnI
ilareneG isilanA id irotinetnoC ilareneG emirP ehcificepS ehcitapoemO
ilareneG ehcituecamraF
ivittaeR ehcituecamraF
inoizircserP idoteM / ilairetaM itnemogrA eifargonoM emroF eiretaM inoizaraperP
inoizaraperP
5.8. Armonizzazione
delle Farmacopee
607
Armonizzazione delle Farmacopee . .
5.8.
Armonizzazione delle Farmacopee
inoizircserP
Le informazioni relative agli argomenti che sono stati
ilareneG
5.8. ARMONIZZAZIONE DELLE FARMA-
isilanA id
intercambiabili, in modo tale che la dimostrazione della
idoteM
l'intercambiabilita© dei diversi capitoli generali e delle conformita© ottenuta facendo riferimento ad un capitolo
monografie della Farmacopea Europea, con quelli della generale di una delle tre farmacopee implica che lo
Farmacopea Giapponese e della Farmacopea degli Stati stesso risultato sarebbe stato ottenuto facendo riferi-
Uniti. Questo capitolo non influenza in nessun modo il mento al capitolo generale di ciascuna delle altre due
carattere delle monografie e dei capitoli generali, riferi-
irotinetnoC
/ ilairetaM
menti ufficiali in caso di dubbio o di disputa laddove e© farmacopee. Nel caso in cui dovessero essere presenti
richiesta la conformita© alla Farmacopea Europea. alcune differenze nei capitoli generali armonizzati, le
La Commissione di Farmacopea Europea riconosce informazioni a questo riguardo saranno riportate nelle
l'utilita© di una cooperazione con le altre organizzazione future versioni di questo capitolo generale.
di farmacopea per elaborare monografie e capitoli Quando viene fatta l'armonizzazione delle monografie,
ivittaeR
generali armonizzati. Questa armonizzazione e© total- l'obiettivo e© quello di arrivare a requisiti identici per
mente compatibile con gli obiettivi della Commissione tutte le caratteristiche del prodotto. Per alcuni prodotti
e da© luogo a ricadute positive di diverso tipo, in partico- puo© essere estremamente difficoltoso realizzare un'ar-
lare la semplificazione e la razionalizzazione dei metodi monizzazione completa, per esempio a causa delle dif-
di controllo della qualita© e delle procedure di registra- ferenze del carattere legale e dell'interpretazione.
itnemogrA
ilareneG
zione. Questa armonizzazione potenzia anche i benefici Il PDG a questo riguardo ha ritenuto utile approvare e
dei lavori dell'International Conference on Harmonisa- pubblicare le monografie nelle quali e© stata armoniz-
tion (ICH) e della Veterinary International Co-operation zata la maggior parte delle caratteristiche. Le informa-
on Harmonisation (VICH) poichë alcune linee guida ela- zioni relative alle caratteristiche non armonizzate
borate in questi ambiti dipendono per la loro applica- saranno riportate nelle future versioni di questo capi-
eifargonoM
tolo generale.
ilareneG
zione dai Capitoli generali della farmacopea.
Il lavoro di armonizzazione e© realizzato mediante una Le tre Farmacopee hanno deciso di non procedere a
procedura ben definita ma informale nell'ambito del cambiamenti unilaterali nel caso di monografie e di
Gruppo di Discussione delle Farmacopee (ûPharmaco- capitoli generali armonizzati, ma piuttosto di applicare
ehcituecamraF
poeial Discussion Groupý, PDG) costituito da rappre- la concordata procedura di revisione in base alla quale
sentanti della Farmacopea Europea, della Farmacopea le tre Farmacopee adottano simultaneamente una revi-
emroF
Giapponese e della Farmacopea degli Stati Uniti. sione.
eiretaM
emirP
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
ehcitapoemO
inoizaraperP
ecidnI
607
ecidnI
ilareneG isilanA id irotinetnoC ilareneG emirP ehcificepS ehcitapoemO
ilareneG ehcituecamraF
ivittaeR ehcituecamraF
inoizircserP idoteM / ilairetaM itnemogrA eifargonoM emroF eiretaM inoizaraperP
inoizaraperP
MONOGRAFIE
Monografie generali
inoizircserP
ilareneG
isilanA id
Droghe vegetali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 613 Prodotti allergenici . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 629
idoteM
Estratti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 614 Prodotti di fermentazione . . . . . . . . . . . . . . . . 631
Infusi e decotti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 616 Prodotti ottenuti con la tecnologia del DNA
Oli grassi vegetali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 616 ricombinante . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 633
Piante per tisane . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 618 Sierimmuni per uso umano . . . . . . . . . . . . . . . 637
irotinetnoC
/ ilairetaM
Preparazioni a base di droghe vegetali . . . . . . 619 Sierimmuni per uso veterinario . . . . . . . . . . . . 638
Preparazioni radiofarmaceutiche . . . . . . . . . . . 619 Sostanze per uso farmaceutico . . . . . . . . . . . . 639
Prodotti aventi il rischio di trasmettere gli Tinture . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 642
agenti delle encefalopatie spongiformi ani- Vaccini per uso umano . . . . . . . . . . . . . . . . . . 643
mali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 628 Vaccini per uso veterinario . . . . . . . . . . . . . . . 645
ivittaeR
itnemogrA
ilareneG
eifargonoM
ilareneG
ehcituecamraF
emroF
eiretaM
emirP
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
ehcitapoemO
inoizaraperP
ecidnI
Droghe vegetali
inoizircserP
Per le droghe vegetali che possono essere adulterate si
ilareneG
1433
applica un adeguato saggio specifico.
Nei casi appropriati, le droghe vegetali soddisfano ad
altri saggi, per esempio, ceneri totali (2.4.16), ceneri
insolubili in acido cloridrico (2.8.1), sostanze estraibili,
isilanA id
DROGHE VEGETALI
idoteM
Plantae medicinales indice di rigonfiamento (2.8.4), indice di amarezza
(2.8.15).
DEFINIZIONE Se non diversamente prescritto nelle singole monogra-
fie, sulle droghe vegetali si effettua il saggio per la per-
irotinetnoC
/ ilairetaM
Le droghe vegetali sono essenzialmente piante intere, dita all'essiccamento (2.2.32). Per le droghe vegetali
frammentate o tagliate, parti di piante, alghe, funghi, con un alto contenuto di essenza si effettua la determi-
licheni in uno stato non trattato, generalmente in forma nazione dell'acqua (2.2.13).
essiccata, ma talvolta fresche. Sono anche considerati Le droghe vegetali soddisfano ai requisiti per i residui
droghe vegetali alcuni essudati che non sono stati sotto- di pesticidi (2.8.13). I requisiti tengono in considera-
ivittaeR
posti ad uno specifico trattamento. Le droghe vegetali zione la natura della pianta, quando necessario la pre-
vengono definite con precisione dal nome scientifico parazione nella quale la pianta potrebbe essere utiliz-
botanico secondo il sistema binomiale (genere, specie, zata e, se disponibile, la conoscenza della completa
varieta© e autore). documentazione del trattamento del lotto della pianta.
itnemogrA
ilareneG
Il contenuto di residui di pesticidi puo© essere determi-
PRODUZIONE nato con il metodo descritto nell'allegato al metodo
generale.
Le droghe vegetali si ottengono da piante coltivate o Deve essere considerato il rischio di contaminazione
eifargonoM
selvatiche. La qualita© delle droghe vegetali viene garan- delle droghe vegetali da metalli pesanti. Se una singola
ilareneG
tita da adeguate procedure di campionamento, coltiva- monografia non prescrive limiti per metalli pesanti o
zione, raccolta, essiccamento, frammentazione e condi- elementi chimici specifici, tali limiti, se giustificato,
zioni di conservazione. possono essere richiesti.
Le droghe vegetali sono, per quanto possibile, esenti da
ehcituecamraF
impurezze come terra, polvere, sporcizia e altri conta- Raccomandazioni sulla qualita© microbiologica dei
emroF
minanti come funghi, insetti e altre contaminazioni ani- prodotti che sono costituiti solamente da una o da
mali. Non devono essere in decomposizione. piu© droghe vegetali sono riportate nel testo Qualita©
microbiologica delle preparazioni farmaceutiche
Se e© stato usato un trattamento di decontaminazione e© (5.1.4. - Categoria 4).
necessario dimostrare che i costituenti della pianta non Quando necessario, possono essere richiesti i limiti per
eiretaM
emirP
siano stati influenzati da tale trattamento e che non le aflatossine.
siano rimasti residui nocivi. Per la decontaminazione
delle droghe vegetali e© proibito l'uso di ossido di etilene. In alcune circostanze specifiche si deve considerare il
rischio della contaminazione radioattiva.
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
IDENTIFICAZIONE
Le droghe vegetali vengono identificate mediante le DETERMINAZIONE QUANTITATIVA
loro descrizioni macroscopiche, microscopiche e con La determinazione quantitativa delle droghe vegetali
ehcitapoemO
inoizaraperP
qualunque altro saggio che possa essere richiesto (per viene effettuata, salvo eccezioni giustificate ed autoriz-
esempio, cromatografia su strato sottile). zate, mediante un metodo appropriato.
SAGGI
CONSERVAZIONE
ecidnI
613
Estratti
0765
Estratti fluidi
DEFINIZIONE
Gli estratti fluidi sono preparazioni liquide nelle quali,
ESTRATTI
in generale, una parte in massa o in volume e© equiva-
Extracta lente ad una parte in massa di materiale originario
essiccato. Queste preparazioni vengono aggiustate, se
necessario, in modo da renderle rispondenti alle esi-
DEFINIZIONE genze relative al contenuto in solventi o in costituenti
o in residuo secco.
Gli estratti sono preparazioni concentrate, liquide,
solide o di consistenza intermedia, ottenute general- Gli estratti fluidi possono essere preparati con i metodi
mente da materie prime vegetali o animali essiccate. In sopra descritti utilizzando solo etanolo di appropriata
alcuni casi le materie da estrarre possono essere sotto- concentrazione oppure acqua od anche disciogliendo
poste ad un trattamento preliminare, come ad esempio un estratto secco o molle in uno di questi stessi solventi,
l'inattivazione degli enzimi, la triturazione o la sgrassa- filtrando poi se necessario; qualunque sia il metodo di
tura. Gli estratti si preparano per macerazione, per per- preparazione impiegato, gli estratti ottenuti devono
colazione o per mezzo di altri adatti e convalidati pro- avere una composizione comparabile. Lasciati a riposo,
cedimenti utilizzando etanolo o un altro solvente ido- gli estratti fluidi possono formare un leggero deposito;
neo. Se necessario, dopo l'estrazione, le sostanze cio© e© accettabile a condizione che la composizione del-
indesiderate vengono eliminate. l'estratto non venga modificata in maniera significa-
tiva.
PRODUZIONE Gli estratti fluidi possono contenere appropriati con-
servanti antimicrobici.
Produzione per percolazione . Ridurre, se necessario, le
materie da estrarre in pezzi di grandezza appropriata.
Mescolare uniformemente con una parte del solvente SAGGI
di estrazione prescritto e lasciare a riposo per un tempo
appropriato. Trasferire il tutto in un percolatore e Densita© relativa (2.2.5). Se del caso, gli estratti fluidi
lasciare che il percolato fluisca lentamente assicuran- soddisfano ai limiti prescritti nella monografia.
dosi che il materiale da estrarre sia sempre coperto dal (2.9.10). Per gli estratti fluidi
restante solvente di estrazione. Il residuo puo© essere Contenuto di etanolo
614
Estratti
inoizircserP
ETICHETTE ^ il contenuto in principio attivo e/o il rapporto tra il
ilareneG
materiale di partenza e l'estratto molle finale,
L'etichetta indica: ^ il nome e la concentrazione di ogni antimicrobico
^ la materia prima vegetale o animale utilizzata, aggiunto.
^ se del caso, che e© stata impiegata materia prima vege- Estratti secchi
isilanA id
tale od animale fresca,
idoteM
^ il nome e il contenuto in etanolo in per cento V/V del DEFINIZIONE
solvente utilizzato per la preparazione,
^ se del caso, il contenuto in etanolo in per cento V/V Gli estratti secchi sono preparazioni solide, ottenute
per evaporazione del solvente usato per la loro prepara-
irotinetnoC
nell'estratto finale,
/ ilairetaM
zione. Essi hanno in generale un residuo secco non infe-
^ il contenuto in principio attivo e/o il rapporto tra il riore al 95 per cento in massa. Possono essere aggiunte
materiale di partenza e l'estratto fluido finale, sostanze inerti appropriate.
^ il nome e la concentrazione di ogni conservante anti- Il contenuto dei costituenti degli estratti secchi titolati
microbico aggiunto. puo© essere aggiustato al valore prescritto per mezzo di
ivittaeR
sostanze inerti appropriate o per mezzo di un altro
Estratti molli estratto secco ottenuto da materia prima vegetale od
animale utilizzata per la loro preparazione.
DEFINIZIONE Se del caso, la monografia prescrive un saggio limite
itnemogrA
Gli estratti molli sono preparazioni di consistenza per il solvente impiegato nella estrazione.
ilareneG
intermedia tra gli estratti fluidi e gli estratti secchi. Si
ottengono per evaporazione parziale del solvente usato SAGGI
per la loro preparazione. Si impiegano solo etanolo di
appropriata concentrazione od acqua. Gli estratti molli (2.2.32). Se del caso, soddi-
eifargonoM
hanno generalmente un residuo secco non inferiore al sfano ai limiti prescritti nella monografia. Pesare rapi-
ilareneG
Perdita all'essiccamento
70 per cento m/m. Possono contenere appropriati con- damente 0,50 g dell'estratto in esame, finemente polve-
servanti antimicrobici. rizzato, in una capsula a fondo piatto, di circa 50 mm
di diametro e 30 mm di altezza. Essiccare in stufa a
100-105 C per 3 h. Lasciar raffreddare in essiccatore
ehcituecamraF
SAGGI su anidride fosforica R e pesare. Calcolare il risultato
emroF
Residuo secco . Se del caso, soddisfano ai limiti prescritti in per cento m/m.
nella monografia. Pesare rapidamente 2,00 g dell'e-
stratto in esame entro una capsula a fondo piatto di
circa 50 mm di diametro e 30 mm di altezza. Evaporare CONSERVAZIONE
a secco a b.m. ed essiccare in stufa a 100-105 C per 3 Conservare in un recipiente ermeticamente chiuso, pro-
eiretaM
emirP
h. Lasciar raffreddare in essiccatore su anidride fosfo- tetto dalla luce.
rica R e pesare. Calcolare il risultato in per cento m/m.
ETICHETTE
ehcituecamraF
inoizaraperP
CONSERVAZIONE
ehcificepS
^ il nome e il contenuto di etanolo in per cento V/V del ^ il contenuto in principio attivo e/o il rapporto tra il
solvente utilizzato per la preparazione, materiale di partenza e l'estratto secco finito.
615
Oli grassi vegetali
616
Oli grassi vegetali
inoizircserP
in presenza di vapore vivo e di riscaldamento. Questa ^ acidi grassi liberi che possono deteriorare l'olio per
ilareneG
fase permette di inattivare gli enzimi, di separare i frutti ossidazione, possono causare un sapore di fumo
dai grappoli, la coagulazione delle proteine ecc.. quando l'olio e© scaldato e un aroma piccante
Dopo riscaldamento in un autoclave, la polpa e© inviata (mediante raffinazione alcalina),
sulla pressa a vite. L'olio e© separato dall'acqua e dalle ^ acqua che favorisce reazioni di idrolisi enzimatica
isilanA id
impurezze mediante centrifugazione e essiccamento (mediante raffinazione con alcali, essiccamento),
idoteM
sotto vuoto. ^ gliceridi parziali che possono generare una emul-
Pre-spremitura seguita da estrazione mediante solvente. sione ed un sapore amaro (mediante neutralizza-
Le fasi di questo procedimento di spremitura sono le zione, lavaggio),
stesse di quelle descritte precedentemente. La funzione ^ fosfatidi e composti fosforati che possono avere
irotinetnoC
/ ilairetaM
principale della pre-spremitura e© di ottenere una tavo- proprieta© emulsionanti, possono favorire la forma-
letta di materiale compresso di eccellente permeabilita© , zione di depositi, un imbrunimento dell'olio con il
che favorira© la successiva fase di estrazione da parte riscaldamento, un aspetto torbido ed una cattiva
del solvente. L'estrazione si effettua in un apparecchio stabilita© organolettica (mediante raffinazione con
a percolazione o ad immersione. L'efficacia del procedi- alcali)
mento di estrazione da parte del solvente e© tale che l'o-
ivittaeR
lio residuo nella farina e© generalmente inferiore all'1 ^ coloranti come la clorofilla (mediante raffinazione
per cento. con alcali), carotenoidi (mediante decolorazione),
B. Centrifugazione. ^ glicolipidi che possono formare soluzioni colloidali
con l'acqua,
La centrifugazione separa la fase oleosa da quella
itnemogrA
ilareneG
acquosa che contiene acqua, componenti solubili in ^ idrocarburi liberi, paraffina, cere e materiali
acqua e particelle solide residue. Questa operazione resinosi,
puo© essere effettuata usando: ^ metalli (Fe, Cu, Pb, Sn, Pt, Pd ecc.) che sono
^ centrifughe autopulenti a piatto o a vasca; potenti catalizzatori di ossidazione,
eifargonoM
^ super-decantatori, cioe© delle turbine orizzontali ^ pigmenti come il gossipol (nell'olio ottenuto con
ilareneG
munite di una cavita© cilindrica, che diventa legger- semi di cotone) o micotossine come le aflatossine
mente conica ad una estremita© , nella quale ruota (principalmente nell'olio di arachidi),
continuamente una vite che raschia le pareti della ^ pesticidi,
cavita© stessa. La vite e la cavita© ruotano con velo-
ehcituecamraF
^ prodotti di ossidazione (aldeidi, perossidi),
cita© diverse. Le particelle solide sono eliminate ^ proteine che provocano possibili reazioni allergi-
emroF
attraverso l'estremita© affusolata della cavita© e l'olio che,
defluisce dall'altra estremita© .
. Prima dell'estrazione si ^ sostanze insaponificabili (per es. lignine, steroli,
Estrazione mediante solvente
effettuano le seguenti fasi: i semi sono mantenuti per tocoferoli ed altre vitamine),
circa una settimana ad una temperatura inferiore a ^ idrocarburi policiclici aromatici.
eiretaM
emirP
24 C per separare il guscio dai semi e per permettere . Questo procedimento
all'umidita© contenuta nei semi di raggiungere l'equili- Raffinazione mediante alcali
e© una miscela costituita principalmente da n-esano e Sgommatura. Nel corso di questa fase della raffina-
ehcificepS
metilpentani (p.e. 65-70 C) chiamata comunemente zione, per es. trattamento con acqua e/o acido fosforico
``esano''. A causa dell'elevato rischio di infiammabilita© e/o sodio cloruro, sono eliminati i fosfatidi, i composti
ed esplosivita© di questa miscela, si possono usare anche fosforati e i metalli. L'uso di questa fase dipende dalla
gas liquefatti o gas supercritici. natura dell'olio.
ehcitapoemO
inoizaraperP
dita di olio. Eé ridotto cos|© il contenuto delle sostanze zione, sostanze coloranti ecc. Sono eliminate tutte le
riportate di seguito: sostanze che diventano insolubili in olio dopo l'idrata-
617
Piante per tisane
618
Preparazioni radiofarmaceutiche
inoizircserP
acquose orali ottenute per decozione, infusione o mace-
ilareneG
razione. La preparazione viene effettuata immediata- Massa media Deviazione percentuale
isilanA id
idoteM
quantita© non ripartite in dosi od in sacchetti.
CONSERVAZIONE
Le droghe vegetali utilizzate soddisfano alle singole Conservare al riparo dalla luce.
monografie di Farmacopea o, in mancanza di queste,
irotinetnoC
/ ilairetaM
alla monografia generale Droghe vegetali (1433).
ivittaeR
del metodo di preparazione prescritto (uso di acqua
bollente o non bollente). PREPARAZIONI
A BASE DI DROGHE VEGETALI
itnemogrA
ilareneG
IDENTIFICAZIONE DEFINIZIONE
Le preparazioni a base di droghe vegetali si ottengono
sottoponendo le droghe vegetali a trattamenti quali
L'identita© delle droghe vegetali presenti nelle piante per estrazione, distillazione, spremitura, frazionamento,
purificazione, concentrazione, fermentazione. Esse
eifargonoM
tisane e© effettuata mediante esami botanici.
ilareneG
comprendono: droghe vegetali triturate o polverizzate,
tinture, estratti, essenze, succhi spremuti ed essudati
trattati.
Le piante per tisane soddisfano alla monografia Piante
SAGGI per tisane (1435).
ehcituecamraF
Le preparazioni istantanee per tisane sono costituite da
emroF
polvere o granulati di una o piu© preparazione(i) a base
La proporzione fra droghe vegetali presenti nelle piante didiatamente
droghe vegetali destinate alla preparazione, imme-
prima dell'uso, di una soluzione per uso
per tisane viene verificata con metodi appropriati. orale.
eiretaM
emirP
Le piante per tisane in sacchetti soddisfano al saggio
seguente: 0125
inoizaraperP
ehcituecamraF
Uniformita© di massa
nuto di nessuna unita© puo© deviare di piu© del doppio di o piu© radionuclidi (isotopi radioattivi) incorporati
questa percentuale. a scopo medico,
619
Preparazioni radiofarmaceutiche
^ generatore di radionuclidi: ogni sistema che incor- di due fotoni gamma, ciascuno con un'energia di
pora un definito radionuclide progenitore dal quale 511 keV ed emessi generalmente a 180 l'uno dall'altro,
e© prodotto un radionuclide discendente che deve definita radiazione d'annichilazione.
essere rimosso mediante eluizione o mediante un Il decadimento di un radionuclide e© governato da leggi
altro metodo e usato in una preparazione radiofar- di probabilita© con un decadimento caratteristico
maceutica, costante e segue una legge esponenziale. Il tempo
^ kit per la preparazione radiofarmaceutica: ogni durante il quale una determinata quantita© di un radio-
preparazione che deve essere ricostituita e/o com- nuclide decresce fino alla meta© del suo valore iniziale
binata con dei radionuclidi nella preparazione viene chiamato periodo di dimezzamento (TÃÙÄ).
radiofarmaceutica finale, generalmente prima del Il potere penetrante di ciascuna radiazione varia consi-
suo uso, derevolmente a seconda della sua natura e della sua
energia. Le particelle alfa vengono totalmente assorbite
^ precursore radiofarmaceutico: ogni altro radionu- in uno spessore di materia compreso tra qualche micro-
clide prodotto, prima dell'uso, mediante la marca- metro e qualche decina di micrometri. Le particelle beta
tura di un'altra sostanza. vengono assorbite totalmente da uno spessore di mate-
ria variabile da alcuni millimetri a qualche centimetro.
Un nuclide e© una specie atomica caratterizzata dal I raggi gamma non sono assorbiti completamente ma
numero di protoni e neutroni contenuti nel suo nucleo solo attenuati e una diminuzione della loro intensita© di
(e di conseguenza dal suo numero atomico Z e dal suo dieci volte puo© richiedere, ad esempio, uno spessore di
numero di massa A) e anche dallo stato energetico del qualche centimetro di piombo. Piu© elevata e© la densita©
suo nucleo. Gli isotopi di un elemento sono nuclidi della sostanza che viene attraversata dalle particelle
aventi il medesimo numero atomico ma differente alfa e beta, piu© il percorso di queste radiazioni e© breve
numero di massa. I nuclidi contenenti un insieme insta- e l'attenuazione dell'intensita© dei raggi gamma e© mag-
bile di protoni e neutroni si trasformano spontanea- giore.
mente, con una probabilita© statistica costante, in altre Ogni radionuclide e© caratterizzato da un periodo di
combinazioni, stabili o instabili, di protoni e neutroni. dimezzamento invariabile, espresso in unita© di tempo,
Tali nuclidi sono detti essere radioattivi e sono chiamati e dalla natura e dall'energia della sua o delle sue radia-
radionuclidi. Il nuclide instabile iniziale viene chiamato zioni. L'energia e© espressa in elettronvolt (eV), kiloelet-
radionuclide progenitore e il nuclide risultante e© il tronvolt (keV) o in megaelettronvolt (MeV).
nuclide discendente. Generalmente il termine ``radioattivita© '' e© usato per
Il decadimento radioattivo o la trasformazione puo© descrivere il fenomeno del decadimento radioattivo e
comportare l'emissione di particelle cariche, una cat- per esprimere la quantita© fisica (attivita© ) di questo feno-
tura di elettroni (CE) ovvero una transizione isomerica meno. La radioattivita© di una preparazione e© il numero
(TI). Le particelle cariche emesse dal nucleo possono di disintegrazioni nucleari o trasformazioni nucleari
essere particelle alfa (nucleo dell'atomo di elio avente per unita© di tempo.
numero di massa 4), oppure beta (elettroni con carica Nel Sistema Internazionale (SI), le quantita© di radioat-
negativa o positiva, questi ultimi chiamati positroni). tivita© sono espresse in becquerel (Bq) che corrisponde
L'emissione da parte del nucleo di particelle cariche ad una trasformazione nucleare per secondo. La misura
puo© essere accompagnata da raggi gamma. Raggi assoluta della radioattivita© richiede un laboratorio spe-
gamma sono emessi anche nel corso di una transizione cializzato ma l'identificazione e la misura della radia-
isomerica. Queste emissioni di raggi gamma possono zione possono essere effettuate per confronto utiliz-
essere parzialmente sostituite dalla espulsione di elet- zando preparazioni di riferimento fornite da laboratori
troni conosciuti come elettroni di conversione interna. riconosciuti dall'Autorita© competente.
Questo fenomeno, similmente al processo di cattura Purezza radionuclidica . E' il rapporto, espresso in per-
degli elettroni, provoca una emissione secondaria di centuale, tra la radioattivita© del radionuclide conside-
raggi X (causata dal riordinamento degli elettroni nel- rato e la radioattivita© totale della preparazione radio-
l'atomo). Questa emissione secondaria puo© essa stessa farmaceutica. Le impurezze radionuclidiche principali
essere parzialmente sostituita dalla espulsione di elet- sono elencate, con i limiti corrispondenti, nelle singole
troni conosciuti come elettroni Auger. I radionuclidi monografie.
aventi un deficit di neutroni possono decadere emet- Purezza radiochimica . E' il rapporto, espresso in per-
tendo dei positroni: essi sono chiamati emettitori di centuale, tra la radioattivita© del radionuclide conside-
positroni. I positroni si annichiliscono al contatto con rato che e© presente nella preparazione radiofarmaceu-
gli elettroni e questo processo da© luogo ad un'emissione tica sotto la forma chimica dichiarata e la radioattivita©
620
Preparazioni radiofarmaceutiche
inoizircserP
totale del medesimo radionuclide presente nella prepa- Bombardamento con neutroni o particelle cariche
ilareneG
razione radiofarmaceutica. Le impurezze radiochimi- La reazione nucleare e la sua probabilita© di verificarsi
che principali sono elencate, con i limiti corrispondenti, nell'unita© di tempo dipendono dalla natura e dalle pro-
nelle singole monografie. prieta© fisiche del materiale bersaglio e della natura, dal-
Purezza chimica . Nelle monografie delle preparazioni l'energia e dalla quantita© delle particelle incidenti.
isilanA id
radiofarmaceutiche la purezza chimica e© controllata La trasformazione nucleare che si verifica attraverso il
idoteM
specificando i limiti delle impurezze chimiche. bombardamento con particelle puo© essere rappresen-
Supporto ( carrier
) isotopico . Un isotopo stabile dell'ele- tata nella seguente forma:
mento considerato, presente nella preparazione radio- nucleo bersaglio (particella incidente, particella o
attiva o aggiunto ad essa, nella stessa forma chimica radiazione emessa) nucleo prodotto.
irotinetnoC
/ ilairetaM
nella quale si trova il radionuclide.
. La radioattivita© di un radionu- Esempio: 5818Fe(n, )1859Fe
c
O(p,n) F
Radioattivita© specifica
ivittaeR
Radioattivita© totale . La radioattivita© di un radionuclide purezza del materiale bersaglio. Alcune trasformazioni
espressa per unita© (flacone, capsula, ampolla, genera- ``parassite'' possono provocare un aumento delle impu-
tore, ecc.). rezze radionuclidiche.
. Tutti i costituenti utilizzati per la produ- Fissione nucleare
itnemogrA
ilareneG
Materie prime
zione delle preparazioni radiofarmaceutiche. Un piccolo numero di nuclidi ad alto numero atomico
Periodo di validita© . Il tempo durante il quale devono possono essere ottenuti mediante fissione e la reazione
essere soddisfatte le specifiche descritte nella monogra- piu© frequentemente usata e© la fissione dell'uranio-235
fia. Deve essere indicata chiaramente la data di sca- mediante neutroni in un reattore nucleare. Lo iodio-131,
denza e, se necessario, l'ora. il molibdeno-99 e lo xenon-133 possono essere prodotti
eifargonoM
ilareneG
mediante fissione nucleare dell'uranio-235. La loro estra-
PRODUZIONE zione da una miscela di oltre 200 radionuclidi deve essere
Una monografia di una preparazione radiofarmaceu- attentamente controllata per ridurre al minimo le impu-
tica descrive il piu© precisamente possibile il metodo rezze radionuclidiche.
ehcituecamraF
della produzione del radionuclide. Una preparazione Generatori di radionuclidi
emroF
radiofarmaceutica contiene il suo radionuclide: I sistemi generatori di radionuclide utilizzano un radio-
^ come un elemento in forma atomica o molecolare, nuclide progenitore ad emivita relativamente lunga che
per esempio [133Xe], [15O]O2, decade ad un radionuclide discendente, generalmente
^ come uno ione, per esempio [131I]ioduro, con un periodo di dimezzamento piu© breve.
[ Tc]pertecnetato,
99m Il radionuclide discendente e© separato poi dal radionu-
eiretaM
emirP
^ incluso o legato a molecole organiche mediante clide progenitore mediante un processo chimico o
chelazione, per esempio [111In]ossina,18o mediante fisico; cio© permette di utilizzare il discendente ad una
legame covalente, per esempio 2-[ F]fluoro-2- distanza considerevole dal sito di produzione dei gene-
desossi-D-glucosio. ratori malgrado il breve tempo di dimezzamento.
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
621
Preparazioni radiofarmaceutiche
Nel corso della produzione di radionuclidi, e in partico- I saggi per l'identita© , per la purezza chimica e per la
lare dei radionuclidi a vita breve, puo© non essere possi- determinazione quantitativa devono essere compiuti
bile determinare questi parametri di qualita© prima dei mediante procedure convalidate.
processamenti successivi e della produzione delle pre- Se i lotti dei precursori sono accettati sulla base di dati
parazioni radiofarmaceutiche. Conseguentemente ogni ottenuti da certificati di analisi, si devono definire le
lotto di materiale bersaglio deve essere esaminato prove atte a dimostrare la riproducibilita© e la consi-
mediante l'esecuzione di una prova di produzione stenza delle analisi effettuate dai fornitori e deve essere
prima di essere utilizzato abitualmente nella produ- effettuato almeno un saggio di identita© . Si raccomanda
zione del radionuclide considerato e nella fabbrica- di esaminare i materiali precursori in saggi preliminari
zione delle preparazioni radiofarmaceutiche. In questo di produzione prima del loro utilizzo abituale per la
modo si assicura che in condizioni specifiche, il bersa- fabbricazione delle preparazioni radiofarmaceutiche,
glio produce il radionuclide nella quantita© desiderata e in modo da assicurare che nelle specifiche condizioni
della qualita© specificata. di produzione, il precursore permetta di ottenere la pre-
Il materiale bersaglio allo stato gassoso, liquido o parazione radiofarmaceutica nella quantita© desiderata
solido e© contenuto in un supporto in modo da essere e della qualita© specificata.
irradiato mediante il fascio di particelle. In caso di Efficienza del sistema di produzione
bombardamento neutronico, il materiale bersaglio
e© comunemente contenuto in ampolle di quarzo o in Tutte le operazioni, dalla preparazione del bersaglio
contenitori di alluminio o di titanio ad alta purezza. alla distribuzione per l'utilizzo della preparazione
Eé necessario assicurare che non ci siano interazioni tra radiofarmaceutica finale, devono essere chiaramente
il recipiente e il suo contenuto nelle condizioni di irra- documentate includendo il loro impatto sulla purezza
diazione (temperatura, pressione, tempi). del prodotto finale e l'efficacia della procedura. Dove
Nel caso di bombardamento con particelle cariche, il possibile, si devono eseguire controlli durante la produ-
supporto per il materiale bersaglio e© generalmente zione e registrare i risultati a ciascuno stadio della pro-
costruito in alluminio o in un altro metallo appro- duzione al fine di identificare a quale livello si sia verifi-
priato, con connessioni di entrata ed uscita, un sistema cata una eventuale discrepanza rispetto al normale pro-
di raffreddamento e generalmente una finestra di cesso di produzione.
ingresso del fascio costituita da lamina sottile di a) La produzione delle preparazioni radiofarmaceuti-
metallo. La natura e lo spessore della finestra hanno che puo© fare uso di apparati meccanici e automa-
un'influenza determinante sulla reazione nucleare e tizzati usati nell'industria farmaceutica, purchë gli
possono anche influenzare la purezza radionuclidica. stessi siano adattati alla specificita© della materia
prima radioattiva e ai criteri della radioprotezione.
La procedura di produzione descrive chiaramente: b) Per le preparazioni radiofarmaceutiche contenenti
^ il materiale bersaglio, radionuclidi con emivita breve, come alcuni emetti-
^ la costruzione del supporto per il materiale bersa- tori di positroni, si usa generalmente il controllo a
glio, distanza del processo di produzione o apparecchia-
ture di radiosintesi automatizzate. Per i radionu-
^ il caricamento del materiale bersaglio nel sistema clidi con un periodo di dimezzamento brevissimo
di irradiazione, (meno di 20 min) il controllo dell'efficienza del
^ il metodo di irradiazione (di bombardamento), sistema di produzione e© un'importante accorgi-
^ la separazione del radionuclide desiderato, mento per assicurare la qualita© della preparazione
radiofarmaceutica prima del suo rilascio.
e considera tutti i possibili effetti sull'efficacia della pro- c) Ogni procedura di produzione deve essere convali-
duzione in termini di qualita© e quantita© del radionuclide data mediante produzioni di controllo prima del
prodotto. suo uso a regime nella fabbricazione delle prepara-
Lo stato chimico del radionuclide isolato puo© giocare zioni radiofarmaceutiche, per assicurare che nelle
un ruolo fondamentale nel processamento successivo. specifiche condizioni di produzione, il sistema di
produzione consenta di ottenere una preparazione
Precursori per le sintesi radiofarmaceutica nella quantita© desiderata e della
Generalmente, questi precursori non sono prodotti su qualita© specificata.
larga scala. Alcuni precursori sono sintetizzati dai d) La preparazione della dose da somministrare della
laboratori di produzione radiofarmaceutica, altri sono preparazione radiofarmaceutica finale da impie-
forniti da produttori o da laboratori specializzati. gare nella pratica di medicina nucleare comporta
622
Preparazioni radiofarmaceutiche
inoizircserP
generalmente l'utilizzo di una frazione della radio- mento in una capsula), essa e© ricoperta con una prote-
ilareneG
attivita© totale ottenuta da preparazioni radiofar- zione costituita da un foglio adesivo di acetato di cellu-
maceutiche pronte per l'uso, generatori, kit e pre- losa o altro materiale opportuno.
cursori radioattivi. Tutte le condizioni che possono La stessa sorgente viene misurata piu© volte nelle stesse
influenzare la qualita© del prodotto (per esempio la condizioni di geometria ad intervalli corrispondenti
purezza radiochimica e la sterilita© ) devono essere
isilanA id
idoteM
chiaramente definite e devono essere adottate generalmente alla meta© di un periodo di dimezzamento
misure adatte per la protezione dalle radiazioni. e durante un tempo corrispondente a circa tre emivite.
Il corretto funzionamento dell'apparecchio deve essere
verificato utilizzando una sorgente a lunga emivita e,
IDENTIFICAZIONE se necessario, effettuate delle correzioni per tenere
irotinetnoC
/ ilairetaM
conto delle variazioni di velocita© di conteggio (vedi
Decadimento radioattivo . La radioattivita© decade in Misura della radioattivita© ).
modo esponenziale, con una costante di disintegrazione Viene costruito un grafico riportando in ascissa il
caratteristica per ciascun radionuclide. tempo e in ordinata il logaritmo del valore letto dallo
La curva di decadimento esponenziale (curva di decadi- strumento (per esempio velocita© di conteggio). Il
ivittaeR
mento) e© descritta mediante l'equazione: periodo di dimezzamento calcolato, se non diversa-
At = A0e - t k
mente indicato, non deve differire piu© del 5 per cento
At = radioattivita© al tempo t, rispetto al periodo di dimezzamento indicato in Farma-
copea.
A0 = radioattivita© al tempo t = 0,
itnemogrA
ilareneG
k = costante di disintegrazione caratteristica di ogni Determinazione della natura e dell'energia delle radia-
eifargonoM
lizzata per l'analisi delle emissioni di elettroni; la spet-
ilareneG
costante di disintegrazione ( ) dalla seguente relazione: trometria viene utilizzata
k
soprattutto per l'identifica-
T1 2 l 1n
2 1n 2 0; 693
zione delle radiazioni gamma e dei raggi X rilevabili.
=
ehcituecamraF
Il radionuclide e© generalmente identificato mediante il soli elettroni, quando non e© disponibile uno spettrome-
suo periodo di dimezzamento o mediante la natura e tro per raggi beta oppure, per emettitori beta/gamma
emroF
l'energia della sua radiazione o mediante entrambi, quando non e© possibile disporre di uno spettrometro
come prescritto nella monografia. per raggi gamma. Questo metodo di stima dell'energia
. Il periodo di massima della radiazione beta fornisce solo un valore
dimezzamento e© misurato con un opportuno strumento approssimativo. La sorgente, convenientemente siste-
Misura del periodo di dimezzamento
emirP
di rivelazione come la camera di ionizzazione, un con- costanti, e© posta di fronte
tatore Geiger-Mu« ller, un contatore a scintillazione tatore Geiger-Mu« ller o di alla un
sottile finestra di un con-
contatore proporzionale.
(cristallo, solido, liquido) o un rivelatore semicondut- La sorgente e© protetta come descritto sopra. Si misura
tore. La preparazione da esaminare e© usata come tale quindi la velocita© di conteggio della sorgente. Tra la
ehcituecamraF
o diluita o essiccata in una capsula dopo un'opportuna sorgente e il contatore sono posti, in successione,
inoizaraperP
ehcificepS
ma non deve essere troppo elevata per evitare una per- sono inseriti in modo tale da mantenere costanti le con-
dita dell'efficienza di conteggio, per esempio a causa dizioni geometriche. Si costruisce un grafico
della saturazione del rivelatore o del tempo morto di in ascissa la massa per unita© di area delloriportando schermo
risposta. espressa in milligrammi per centimetro quadrato e in
La sorgente radioattiva e© preparata in modo tale da ordinata il logaritmo del numero di impulsi contati per
evitare perdite di sostanza durante la manipolazione. unita© di tempo per ciascuno schermo esaminato. Si
ecidnI
Se e© liquida (soluzione), essa e© contenuta in flaconi o costruisce un grafico nelle stesse condizioni per una
contenitori sigillati. Se e© solida (residuo da essicca- preparazione standardizzata. I coefficienti di assorbi-
623
Preparazioni radiofarmaceutiche
mento di massa sono calcolati con riferimento alle parti l'efficienza in funzione dell'energia dei raggi gamma e
mediane delle curve che risultano praticamente rettili- dei raggi X mediante una serie di sorgenti calibrate di
nee. vari radionuclidi.
Il coefficiente di assorbimento di massa m, espresso in Lo spettro di emissione di un radionuclide che emette
centimetri quadrati per milligrammo, dipende dall'e- raggi gamma e raggi X e© unico per quel nuclide ed e©
nergia dello spettro energetico della radiazione beta, caratterizzato dalle energie e dal numero dei fotoni di
dalla natura e dalle proprieta© fisiche dello schermo. energie prodotte nella transizione da un livello di ener-
Esso permette cos|© di identificare gli emettitori beta ed gia ben determinato ad un altro. Questa proprieta© con-
e© calcolato usando l'equazione: tribuisce all'identificazione dei radionuclidi presenti in
1nA1 1nA2 una sorgente e alla determinazione quantitativa di cia-
m
ÿ
624
Preparazioni radiofarmaceutiche
inoizircserP
accurati. Per questa ragione e© comune effettuare le Se il tempo di una misura singola, tm, non e© cos|© breve
ilareneG
misure con l'ausilio di una sorgente di riferimento pri- da essere trascurabile rispetto al periodo di dimezza-
maria. Gli standard primari possono non essere dispo- mento, TÃÙÄ, deve essere preso in considerazione il deca-
nibili per i radionuclidi a vita breve, per esempio emetti- dimento durante questo tempo di misurazione. Dopo
tori di positroni. Gli strumenti di misurazione sono cali- aver corretto le letture dello strumento (velocita© di con-
brati usando standard adatti per gli specifici teggio, corrente di ionizzazione, ecc.) per il fondo e, se
isilanA id
idoteM
radionuclidi. Gli standard sono disponibili presso i necessario, per perdite dovute a effetti elettronici, la
laboratori riconosciuti dall'Autorita© competente. Il con- correzione di decadimento durante il tempo di misura-
tatore Geiger-Mu« ller e© soprattutto utilizzato per rivelare zione e© :
gli emettitori beta e beta/gamma; il contatore a scintil-
R tTm11n2
irotinetnoC
lazione o quello a semiconduttore sono utilizzati per la
/ ilairetaM
misura delle radiazioni gamma; emettitori beta a bassa Rcorr 2
=
energia richiedono un contatore a scintillazione liquida. 1 exp tTm1n2
ÿ ÿ
ivittaeR
attive operare in condizioni analoghe di misurazione all'inizio della singola misura,
per i campioni e per gli standard. R = valore letto prima della correzione per il deca-
Gli emettitori beta a bassa energia possono essere misu- dimento, ma gia© corretto per il fondo, ecc.
rati con un contatore a scintillazione liquida. Il cam-
pione e© sciolto in una soluzione contenente uno o piu© I risultati delle determinazioni della radioattivita© pre-
itnemogrA
ilareneG
spesso due sostanze organiche fluorescenti (scintillatori sentano delle variazioni che derivano principalmente
primario e secondario) che convertono parte dell'ener- dalla natura della trasformazione nucleare. Deve essere
gia di disintegrazione in fotoni di luce che sono rivelati registrato un numero sufficiente di impulsi per poter
mediante un fotomoltiplicatore e convertiti in impulsi tener conto delle variazioni del numero di trasforma-
elettrici. Quando si usa un contatore a scintillazione zioni per unita© di tempo. La deviazione standard e© data
eifargonoM
ilareneG
liquida, le misure comparative devono essere dalla radice quadrata degli impulsi; sono dunque neces-
corrette dagli effetti di smorzamento della luce. Le sari almeno 10000 impulsi per ottenere una deviazione
misure dirette devono essere effettuate, se possibile, in standard che non sia superiore all'1 per cento (inter-
condizioni simili (per esempio volumi e tipo delle solu- vallo di confidenza: 1 sigma).
ehcituecamraF
zioni) per la sorgente da misurare e per la sorgente di Tutte le indicazioni della quantita© di radioattivita©
riferimento.
emroF
devono essere accompagnate dall'indicazione della
Tutte le misure di radioattivita© devono essere corrette data e, se necessario, dell'ora in cui e© stata effettuata la
sottraendo il fondo dovuto alla radioattivita© dell'am- misura. Questa indicazione della quantita© di radioatti-
biente e ai segnali spuri generati nell'apparecchio. vita© deve essere fatta considerando il fuso orario di rife-
Con determinati apparecchi, quando le misure vengono rimento (GMT, CET). La quantita© di radioattivita© a
eiretaM
emirP
effettuate con livelli di radioattivita© elevata, puo© essere tempi diversi puo© essere calcolata mediante l'equazione
necessario apportare anche la correzione per le perdite esponenziale di decadimento o mediante tabelle.
da coincidenza dovute al tempo morto del rivelatore e La radioattivita© di una soluzione e© espressa per unita©
del relativo sistema elettronico. Per un sistema di con- di volume, in modo da ottenere la concentrazione
ehcituecamraF
ehcificepS
impulso, la correzione e© :
s
radioattiva.
N 1 NNobs
PUREZZA RADIONUCLIDICA
ÿ obs s
ehcitapoemO
inoizaraperP
N = il valore vero dei conteggi al secondo, Nella maggioranza dei casi, per poter indicare la purezza
Nobs = il valore osservato dei conteggi al secondo, radionuclidica di una preparazione radiofarmaceutica,
occorre conoscere l'identita© di ogni radionuclide pre-
s = il tempo morto in secondi. sente e la sua radioattivita© . La metodica piu© conveniente
In alcuni apparecchi questa correzione viene eseguita per lo studio della purezza radionuclidica e© la spettrome-
automaticamente. Le correzioni per perdite da coinci- tria gamma. Tale metodica pero© non e© universalmente
ecidnI
denza devono essere fatte prima della correzione per la utilizzabile in quanto normalmente le impurezze di alfa
radiazione di fondo. e beta emettitori non sono rivelate e, quando sono impie-
625
Preparazioni radiofarmaceutiche
gati rivelatori al sodio ioduro, i picchi dovuti alle impu- In linea di principio qualsiasi metodica di separazione
rezze degli emettitori gamma sono spesso mascherati analitica puo© essere impiegata nella determinazione
dallo spettro del radionuclide principale. della purezza radiochimica. Per esempio, le monografie
Le singole monografie stabiliscono la purezza radionu- dei prodotti radiofarmaceutici possono prevedere la
clidica necessaria (per esempio, lo spettro dei raggi cromatografia su carta (2.2.26), la cromatografia su
gamma non deve differire in maniera significativa da strato sottile (2.2.27), l'elettroforesi (2.2.31), la cromato-
quello di una preparazione standardizzata) e possono grafia di esclusione (2.2.30), la gas cromatografia
eventualmente precisare i limiti delle impurezze radio- (2.2.28) e la cromatografia liquida (2.2.29). Nelle mono-
nuclidiche specifiche (per esempio, cobalto-60 nel grafie e© riportata la descrizione tecnica di questi metodi
cobalto-57). Per quanto queste specificazioni siano analitici. Devono essere infine prese precauzioni parti-
necessarie, esse non possono da sole garantire che la colari per la protezione dalle radiazioni.
purezza radionuclidica di una preparazione sia suffi- In ambito ospedaliero sono maggiormente usate la cro-
ciente da permettere che questa sia usata nell'uomo. matografia su carta e la cromatografia su strato sottile.
Per tale ragione il produttore deve analizzare scrupolo- Nella cromatografia su carta e in quella su strato sot-
samente il prodotto in particolare deve ricercare le tile, il volume specificato nella monografia viene depo-
impurezze a vita lunga nelle preparazioni di radionu- sitato sulla linea di partenza, come prescritto nei
clidi a vita breve dopo un tempo opportuno di decadi- metodi generali per la cromatografia. E' preferibile
mento. In questo modo il produttore puo© ottenere non diluire la preparazione in esame ma e© importante
le informazioni sulla qualita© dei metodi di fabbrica- evitare la deposizione di una quantita© di radioattivita©
zione e l'efficacia delle procedure di controllo che effet- tale che si abbiano delle perdite di conteggio per coinci-
tua. Nel caso in cui devono essere identificati e/o diffe- denza al momento della misura della radioattivita© . In
renziati due o piu© radionuclidi emettitori di positroni, considerazione delle piccolissime quantita© di materiale
come per13 esempio la impurezza di 18F nelle prepara- radioattivo utilizzato, e© possibile aggiungere un sup-
zioni di N, oltre alla spettrometria gamma deve essere porto isotopico, se previsto nella specifica monografia.
effettuata la determinazione del periodo di dimez- Dopo l'eluizione, il supporto cromatografico e© seccato
zamento. e la posizione delle aree radioattive puo© essere rivelata
A causa delle differenze nei periodi di dimezzamento sia mediante autoradiografia, sia mediante misurazione
dei differenti radionuclidi eventualmente presenti, la della radioattivita© lungo tutto il supporto cromatogra-
purezza radionuclidica della preparazione radiofarma- fico usando appropriati contatori muniti di collima-
ceutica cambia con il tempo. I requisiti di purezza tore, oppure suddividendolo in strisce ed effettuando il
radionuclidica devono essere soddisfatti per tutto il conteggio di ciascuna porzione. La posizione delle aree
periodo di validita© . Quando il periodo di dimezzamento radioattive ne permette l'identificazione chimica
del radionuclide presente nella preparazione e© breve mediante il confronto con il cromatogramma ottenuto
puo© essere difficile effettuare questi saggi prima dell'au- con soluzioni della medesima sostanza chimica (non
torizzazione al rilascio per l'uso del lotto. In questo radioattiva) e rivelato usando un metodo di rivelazione
caso il saggio rappresenta un controllo della qualita© di adatto.
produzione. La misura della radioattivita© puo© essere effettuata
mediante integrazione della curva ottenuta utilizzando
un registratore automatico o attraverso un contatore
PUREZZA RADIOCHIMICA digitale. Il rapporto delle aree dei picchi presenti nella
La determinazione della purezza radiochimica richiede curva fornisce il rapporto della concentrazione radioat-
la separazione delle differenti specie chimiche conte- tiva delle sostanze chimiche. Quando i supporti croma-
nenti il radionuclide e la misurazione della percentuale tografici vengono suddivisi in porzioni, i rapporti delle
di radioattivita© associata alla sostanza chimica dichia- quantita© radioattive misurate per ciascuna porzione
rata. Le impurezze radiochimiche possono derivare da: forniscono il rapporto delle concentrazioni delle specie
chimiche radioattive presenti.
^ produzione del radionuclide,
^ procedure chimiche successive, RADIOATTIVITAé SPECIFICA
^ separazione preparativa incompleta,
^ cambiamenti chimici durante la conservazione. La radioattivita© specifica e© generalmente calcolata
tenendo conto della concentrazione radioattiva (radio-
I requisiti di purezza radiochimica devono essere soddi- attivita© per unita© di volume) e della concentrazione
sfatti per tutto il periodo di validita© . della sostanza chimica considerata, dopo aver verifi-
626
Preparazioni radiofarmaceutiche
inoizircserP
cato che la radioattivita© e© attribuibile al solo radionu- al momento dell'iniezione o nel corso del successivo
ilareneG
clide considerato (purezza radionuclidica) e alla sola dosaggio della radioattivita© del tessuto) sono esclusi
specie chimica considerata (purezza radiochimica). dal saggio.
La radioattivita© specifica varia con il tempo. Tutte le Immediatamente dopo l'iniezione ciascun animale e©
indicazioni della radioattivita© specifica devono essere posto in una gabbia separata che permette di racco-
isilanA id
accompagnate dalla data e, se necessario, dall'ora. I
idoteM
requisiti di radioattivita© specifica devono essere soddi- gliere gli escreti e di evitare la contaminazione della
sfatti per tutto il periodo di validita© . superficie del corpo dell'animale.
Trascorso il periodo di tempo specificato dall'inie-
PUREZZA CHIMICA zione, gli animali sono sacrificati con un metodo
irotinetnoC
/ ilairetaM
appropriato e poi dissezionati. La determinazione
La purezza chimica viene valutata mediante la determi- della radioattivita© si effettua negli organi e tessuti sele-
nazione quantitativa delle singole impurezze chimiche zionati usando uno strumento adatto come descritto
specificate nella monografia. altrove in questa monografia. La distribuzione fisiolo-
gica e© poi calcolata ed espressa in termini di percen-
tuale della radioattivita© che si trova in ciascuno degli
ivittaeR
PUREZZA ENANTIOMERICA organi o dei tessuti selezionati. Per questo scopo la
Se del caso, deve essere verificata la purezza enantio- radioattivita© in un organo puo© essere correlata alla
merica. radioattivita© iniettata da calcolarsi come differenza
dalla quantita© di radioattivita© misurata nella siringa
prima e dopo l'iniezione. Per alcune preparazioni
itnemogrA
ilareneG
DISTRIBUZIONE FISIOLOGICA radiofarmaceutiche puo© essere appropriato determi-
Un saggio della distribuzione fisiologica e© prescritto, se nare il rapporto della radioattivita© in campioni pesati
necessario, per alcune preparazioni radiofarmaceuti- di tessuti selezionati (radioattivita© /massa).
che. La distribuzione della radioattivita© osservata in Perchë la preparazione soddisfi ai requisiti del saggio la
eifargonoM
determinati organi, tessuti o altri distretti del corpo di distribuzione della radioattivita© in almeno due dei tre
ilareneG
una specie animale appropriata (di solito ratti o topi) animali deve essere conforme a tutti i criteri specificati.
puo© dare un'indicazione efficace della distribuzione
attesa nell'uomo e quindi dell'idoneita© nei confronti
dello scopo previsto. STERILITAé
ehcituecamraF
La singola monografia descrive i dettagli per l'esecu-
emroF
zione del saggio ed i requisiti di distribuzione fisiolo- Le preparazioni radiofarmaceutiche destinate alla som-
gica a cui deve rispondere la preparazione radiofarma- ministrazione parenterale devono essere preparate in
ceutica. Una distribuzione fisiologica conforme ai condizioni tali da escludere ogni contaminazione batte-
requisiti assicurera© che la distribuzione dei composti rica e da garantirne la sterilita© . Il saggio per la sterilita©
radioattivi e© appropriata alla finalita© prevista nel- si effettua come descritto nel capitolo Sterilita© (2.6.1).
eiretaM
l'uomo e che la sua distribuzione nelle aree non bersa-
emirP
Particolari difficolta© possono presentarsi con alcune
glio sara© limitata. preparazioni radiofarmaceutiche a causa del breve
In generale, il saggio si effettua come descritto di periodo di dimezzamento dei radionuclidi, della riparti-
seguito. zione in lotti di piccole dimensioni e dei rischi di irradia-
ehcituecamraF
a tre animali. In caso di necessita© nella monografia tato dei saggi di sterilita© prima di autorizzare il rilascio
sono specificati le specie, il sesso, il ceppo, il peso e/o e l'uso del lotto. In tali casi il metodo migliore per pro-
l'eta© degli animali. La soluzione iniettata e© la prepara- cedere e© rappresentato dal rilascio parametrico (5.1.1)
zione radiofarmaceutica per uso umano. Qualora del prodotto purchë sia fabbricato con un procedimento
ehcitapoemO
la giugulare o le vene peniene. Gli animali che tica o con periodo di dimezzamento molto breve), non
mostrano evidenza di travaso dell'iniezione (osservato puo© essere applicato il campionamento del lotto per il
627
Prodotti aventi il rischio di trasmettere gli agenti delle encefalopatie spongiformi animali
zione del personale da emissioni primarie o secondarie, Producta cum possibili transmissione vectorium
e che sia conforme alla normativa internazionale e enkephalopathiarum spongiformium animalium
nazionale per la conservazione delle sostanze radioat-
tive. Durante la conservazione i recipienti possono DEFINIZIONE
diventare scuri in seguito alle radiazioni emesse. Tale
imbrunimento non comporta necessariamente un'alte- I prodotti con il rischio di trasmettere gli agenti delle
razione della preparazione. encefalopatie spongiformi animali sono quelli che deri-
Le preparazioni radiofarmaceutiche devono essere uti- vano da tessuti o secrezioni di animali suscettibili alle
lizzate a breve scadenza e la fine del periodo di validita© encefalopatie spongiformi trasmissibili ad eccezione di
deve essere chiaramente indicato. quegli animali che sono suscettibili solo per via speri-
628
Prodotti allergenici
inoizircserP
mentale. Questa monografia si applica a tutte le mente e/o mediante adsorbimento su differenti sup-
ilareneG
sostanze o preparazioni ottenute da questi animali ed porti (per esempio, idrossido di alluminio, fosfato di
a tutte le sostanze o preparazioni per le quali i prodotti calcio o tirosina).
ottenuti da tali animali sono stati utilizzati come Questa monografia non riguarda i prodotti chimici che
sostanze attive, eccipienti oppure sono stati utilizzati vengono impiegati unicamente per la diagnosi della der-
durante la produzione, per esempio come materiali
isilanA id
matite da contatto, i prodotti sintetizzati chimicamente,
idoteM
grezzi, materie prime o reattivi. gli allergeni derivati dalla tecnologia del DNA ricombi-
nante në riguarda i prodotti finiti prescritti individual-
PRODUZIONE mente per il singolo paziente. Non riguarda necessaria-
mente i prodotti allergenici per uso veterinario.
irotinetnoC
La produzione soddisfa al capitolo Minimizzazione del
/ ilairetaM
rischio di trasmettere gli agenti delle encefalopatie
spongiformi animali tramite prodotti medicinali (5.2.8). PRODUZIONE
I prodotti allergenici derivano da un'ampia varieta© di
materiali di partenza allergenici. Sono spesso preparati
ivittaeR
come soluzioni madre di prodotti, destinate ad essere
1063
ulteriormente diluite o concentrate prima dell'uso. Pos-
sono essere trattati per modificare o ridurre l'attivita©
allergenica o rimanere non modificati.
itnemogrA
ilareneG
PRODOTTI ALLERGENICI
eifargonoM
I prodotti allergenici sono preparazioni farmaceutiche
ilareneG
derivate da estratti di materiali di partenza presenti in alimenti.
natura e contenenti allergeni, definiti come sostanze Sono identificati dalla loro origine, natura, metodo di
che inducono e/o provocano malattie allergiche (da raccolta o produzione e pretrattamento, e sono conser-
ipersensibilita© ). Le componenti allergeniche sono di vati in determinate condizioni che riducono al minimo
ehcituecamraF
solito di natura proteica. I prodotti allergenici vengono il deterioramento.
emroF
impiegati per la diagnosi in vivo o il trattamento delle La raccolta o la produzione, cos|© come il trattamento
malattie allergiche (da ipersensibilita© ) attribuite ai dei materiali di partenza sono tali da assicurare una
rispettivi allergeni. composizione qualitativa e quantitativa uniforme per
I prodotti allergenici sono disponibili come prodotti quanto possibile da un lotto all'altro.
finiti, come preparazioni madri in forma essiccata,
eiretaM
. Potenziali contaminanti chimici, quali pesticidi
emirP
soluzioni o sospensioni destinate ad essere ulterior- Pollini
mente concentrate o diluite prima dell'uso o come pre- e metalli pesanti, devono essere ridotti al minimo. I pol-
parazioni finali in soluzioni, sospensioni o liofilizzate. lini contengono non piu© dell'1 per cento di pollini estra-
I prodotti allergenici destinati alla somministrazione nei come determinato mediante esame microscopico. I
pollini contengono non piu© dell'1 per cento di spore di
ehcituecamraF
ehcificepS
Per uso diagnostico, i prodotti allergenici sono general- muffe come determinato mediante esame microscopico.
mente preparati come estratti non modificati in una . Contaminanti biologicamente attivi
soluzione al 50 per cento V/V di glicerolo per cutirea-
Acari e muffe
intradermica o per i saggi di provocazione per via vata. Deve essere posta attenzione a ridurre al minimo
nasale, oculare o bronchiale, adatte soluzioni diluite di la presenza di qualsiasi costituente allergenico dei ter-
prodotti allergenici possono essere preparate mediante reni usati per la coltivazione di acari e muffe come
diluizione di estratti acquosi o glicerinati, o mediante materiali di partenza. L'uso di terreni di coltura che
ricostituzione immediatamente prima dell'uso di contengono sostanze di origine umana o animale deve
estratti liofilizzati non modificati. essere motivato e, quando richiesti, tali terreni devono
ecidnI
Per immunoterapia, i prodotti allergenici possono essere essere trattati in modo da assicurare l'inattivazione o
o estratti non modificati o estratti modificati chimica- l'eliminazione di possibili agenti di malattie trasmissibili.
629
Prodotti allergenici
Epiteli animali . Gli epiteli animali devono essere otte- niche e della disponibilita© di reattivi adatti, cos|© come
nuti da animali sani selezionati per evitare possibili dell'impiego destinato, la IHRP puo© essere caratterizzata
agenti di malattie trasmissibili. a differenti livelli. La IHRP caratterizzata viene usata
come riferimento nel controllo di lotto degli estratti aller-
PROCESSO DI PRODUZIONE genici nativi o dei prodotti allergenici intermedi e, se
possibile, nel controllo di lotto delle preparazioni aller-
I prodotti allergenici sono generalmente ottenuti per geniche finali.
estrazione e possono essere purificati dai materiali di La Preparazione di Riferimento Interna (IHRP) viene
partenza utilizzando metodi appropriati per i quali sia caratterizzata mediante determinazione del contenuto
stata dimostrata la capacita© di conservare le proprieta©
biologiche delle componenti allergeniche. I prodotti inmetodi proteine e mediante un profilo proteico impiegando
pertinenti (quali isoelettrofocalizzazione, elet-
allergenici sono prodotti in condizioni studiate per troforesi in gel di poliacrilammide, immunoelettrofo-
ridurre al minimo la crescita microbica e la degrada- resi o profilo delle masse molecolari). Le componenti
zione enzimatica. allergeniche possono essere individuate mediante
Una procedura di purificazione, se del caso, e© condotta metodi appropriati (per esempio ``immunoblotting'' o
in modo da ridurre al minimo il contenuto di qualsiasi radio-immunoelettroforesi crociata). La caratterizza-
potenziale componente irritante a bassa massa moleco- zione delle componenti allergeniche puo© includere l'i-
lare e/o altre componenti non-allergeniche. dentificazione degli allergeni principali basata su tecni-
I prodotti allergenici possono contenere un appropriato che sierologiche o tecniche diverse impiegando sieri
conservante antimicrobico. La natura e la concentra- individuali o miscele di sieri da pazienti allergici, o anti-
zione del conservante antimicrobico devono essere corpi policlonali o monoclonali allergene-specifici.
giustificati. Quando sono disponibili sostanze di riferimento per i
Il processo di produzione comprende varie fasi. singoli allergeni puo© essere effettuata la determinazione
Gli estratti allergenici nativi sono ottenuti dopo separa- del loro contenuto. I singoli allergeni vengono identifi-
cati in accordo con la nomenclatura stabilita a livello
zione dal materiale di partenza estratto.
I sono ottenuti dall'ulte- internazionale, ogni volta che cio© sia possibile.
riore trattamento o modificazione degli estratti allerge- Ove possibile, l'attivita© biologica della IHRP viene
prodotti allergenici intermedi
determinata
nici nativi. La modificazione puo© essere realizzata cutanei, ed espressa mediante tecniche in vivo quali i saggi
mediante processi chimici (coniugazione chimica) o caso contrario, per alcuni in unita© di attivita© biologica. In
processi fisici (adsorbimento fisico su differenti sup- puo© essere determinata mediante estratti, l'attivita© biologica
porti, per esempio idrossido di alluminio, fosfato di cal- immunologici (per esempio, quelliappropriati
basati
dosaggi
sulla inibi-
cio o tirosina). Possono essere anche modificati zione della capacita© di legame di immunoglobuline
mediante inclusione in veicoli come liposomi o micro- specifiche) o mediante tecniche quantitative per unaE
sfere, o mediante l'aggiunta di altri agenti biologica- singola componente maggiore.
mente attivi per aumentare l'efficacia o la sicurezza. I
prodotti allergenici intermedi possono essere liofilizzati.
Le preparazioni allergeniche madri consistono di pro- IDENTIFICAZIONE
dotti in soluzione o sospensione che non saranno ulte-
riormente trattate e/o modificate, e sono pronte per la L'identita© viene confermata nella fase intermedia o
diluizione o la ripartizione nei contenitori definitivi. altra fase adatta mediante confronto con la IHRP
impiegando la determinazione del profilo proteico con
PREPARAZIONE DI RIFERIMENTO INTERNA
metodi appropriati (per esempio, isoelettrofocalizza-
zione, elettroforesi su gel di poliacrilammide con sodio
Una appropriata preparazione rappresentativa viene dodecilsolfato o immunoelettroforesi).
selezionata come Preparazione di Riferimento Interna
(``In-House Reference Preparation'', IHRP), caratteriz- SAGGI
zata e usata per verificare la riproducibilita© dei lotti.
La IHRP viene conservata in aliquote appropriate in Vari saggi biochimici ed immunologici sono stati svilup-
condizioni che ne assicurino la stabilita© , generalmente pati allo scopo di caratterizzare qualitativamente e quan-
liofilizzata. titativamente gli allergeni. Tuttavia, alcuni metodi, in
Caratterizzazione della Preparazione di Riferimentoparticolare quelli per la determinazione dell'attivita© aller-
Interna . A seconda della natura del materiale di partenza genica e del profilo allergenico, non sono al momento
allergenico, della conoscenza delle componenti allerge- applicabili a tutti i prodotti. Questo in quanto mancano
630
Prodotti di fermentazione
inoizircserP
le conoscenze riguardanti le componenti allergeniche o . L'attivita© e© compresa tra il
ilareneG
Attivita© allergenica totale
perchë non sono disponibili i reattivi richiesti. Di conse- 50 per cento e il 200 per cento della quantita© dichiarata
guenza, i prodotti allergenici sono stati classificati in come valutato mediante inibizione della capacita© di
diverse categorie i cui saggi hanno requisiti specifici in legame di immunoglobuline E specifiche o un adatto
accordo con la qualita© e l'uso destinato. metodo equivalente in vitro.
isilanA id
Quando possibile i seguenti saggi vengono applicati alle . Dal 50 per cento al 200 per cento della
idoteM
preparazioni finali. In caso contrario, essi devono essere
Singoli allergeni
irotinetnoC
ecc.) che rende non piu© fattibile il saggio sulla prepara-
/ ilairetaM
zione finale. I prodotti allergenici adsorbiti non devono essere con-
Acqua (2.5.12). Non piu© del 5 per cento per i prodotti gelati.
liofilizzati.
Sterilita© (2.6.1). I prodotti allergenici destinati alla som- ETICHETTE
ministrazione per via parenterale, bronchiale e con-
ivittaeR
giuntivale soddisfano al saggio per la sterilita© . L'etichetta indica:
Contenuto in proteine . Dall'80 per cento al 120 per ^ l'attivita© biologica e/o il contenuto proteico e/o la
cento del contenuto dichiarato di un dato lotto. Se l'at- concentrazione di estrazione,
tivita© biologica puo© essere determinata allora il saggio ^ la via di somministrazione e l'uso destinato,
itnemogrA
ilareneG
per il contenuto proteico puo© essere omesso. ^ le condizioni di conservazione,
Profilo proteico . La composizione proteica determinata ^ se del caso, il nome e la quantita© del conservante
con un metodo appropriato corrisponde a quella della antimicrobico aggiunto,
IHRP.
^ per preparazioni liofilizzate:
eifargonoM
(2.6.9). I prodotti allergenici ottenuti
ilareneG
Tossicita© anormale
da muffe e destinati alla somministrazione parenterale ^ il nome, la composizione e il volume del liquido
(eccetto lo ``skin prick test'') soddisfano al saggio della da aggiungere per la ricostituzione,
tossicita© anormale per sierimmuni e vaccini per uso ^ il periodo di tempo entro il quale la preparazione
umano. deve essere usata dopo la ricostituzione,
ehcituecamraF
Possono essere applicati differenti saggi aggiuntivi, ^ se del caso, che la preparazione e© sterile,
emroF
alcuni con selettivita© crescente, in funzione del prodotto ^ se del caso, il nome e la quantita© dell'adsorbente.
allergenico in esame, ma in ogni caso, per prodotti aller-
genici destinati all'uso terapeutico, un saggio convalidato
in grado di misurare l'attivita© biologica (attivita© allerge-
nica totale, determinazione dei singoli allergeni o ogni
eiretaM
1468
emirP
altro saggio giustificato) deve essere applicato.
Alluminio (2.5.13). Non meno dell'80 per cento e non
piu© del 120 per cento della quantita© dichiarata ma in
ogni caso non piu© di 1,25 mg per dose umana, a meno
ehcituecamraF
PRODOTTI DI FERMENTAZIONE
inoizaraperP
del 120 per cento della quantita© dichiarata quando il Non si applica:
ehcitapoemO
inoizaraperP
fosfato di calcio viene usato come adsorbente. ^ alle monografie della Farmacopea relative a vaccini
per uso umano o per uso veterinario;
Profilo antigenico . Gli antigeni vengono identificati per ^ ai prodotti ottenuti mediante linee cellulari continue
mezzo di tecniche adatte impiegando anticorpi animali di origine umana o animale;
antigene-specifici. ^ ai prodotti diretti dell'espressione genetica che si
Profilo allergenico . Le componenti allergeniche princi- ottengono dalla trascrizione e dalla traduzione degli
ecidnI
pali vengono identificate per mezzo di tecniche adatte acidi nucleici in proteine, con o senza modifica post-
impiegando anticorpi umani allergene-specifici. traduzione;
631
Prodotti di fermentazione
^ ai prodotti ottenuti per semi-sintesi a partire da un goli recipienti al fine della conservazione. Si devono
prodotto di fermentazione e ai prodotti ottenuti dimostrare la vitalita© e la produttivita© delle cellule nelle
mediante trasformazione biocatalitica; condizioni di conservazione selezionate e la loro ido-
^ ai terreni concentrati interi o ai prodotti grezzi di fer- neita© ad iniziare un processo di produzione soddisfa-
mentazione. cente dopo la conservazione stessa.
Questa monografia, da© i requisiti generali per lo sviluppo La propagazione della banca di cellule primarie puo©
e la produzione di prodotti di fermentazione. Questi requi- essere realizzata mediante un sistema di lotto di
siti possono non essere necessariamente completi per uno semenza utilizzando una banca di cellule di lavoro.
specifico caso; pertanto requisiti complementari o addi- La banca cellulare di lavoro e© una sospensione omoge-
zionali a quelli indicati possono essere imposti in una sin- nea o un liofilizzato di materiale cellulare ottenuto
gola monografia o dall'autorita© competente. dalla banca cellulare primaria, ripartita in volumi
uguali in singoli recipienti ai fini della conservazione
DEFINIZIONE (per es. in azoto liquido).
La produzione puo© essere realizzata attraverso coltura
Nell'ambito di questa monografia, i prodotti di fermen- per lotti o continua e puo© essere conclusa in condizioni
tazione sono definiti come sostanze farmaceutiche, definite.
attive o inattive, prodotte mediante fermentazione con- Tutti i recipienti in una banca cellulare sono conservati
trollata come prodotti indiretti dell'espressione gene- in condizioni uguali. Una volta prelevati dalla fase di
tica. Si tratta di metaboliti primari o secondari di conservazione i singoli flaconi, le singole fiale o supporti
microrganismi come batteri, lieviti, funghi, microalghe di colture non sono reintrodotti nella banca cellulare.
modificati e non modificati mediante le procedure tra-
dizionali o mediante la tecnologia del DNA ricombi-
nante (rDNA). Questi metaboliti comprendono vita- PROCESSI CHE UTILIZZANO CRESCITA
mine, aminoacidi, antibiotici, alcaloidi e polisaccaridi. PER STADI IN COLTURE
Essi possono essere ottenuti mediante processi di fer-
mentazione per lotto o continua, seguita da procedure Il contenuto di un recipiente della banca di cellule di
come l'estrazione, la concentrazione, la purificazione e lavoro e© utilizzato, se necessario dopo risospensione,
l'isolamento. per preparare un inoculo in un terreno di coltura
appropriato. Dopo un appropriato periodo di crescita,
le colture sono usate per iniziare il processo di fermen-
PRODUZIONE tazione, se necessario dopo una pre-coltura in un pre-
La produzione e© basata su un processo che e© stato con- fermentatore. Le condizioni da usare in ciascuna fase
validato e che si e© dimostrato appropriato. Il grado di del processo sono definite e devono essere realizzate in
ciascun ciclo produttivo.
convalida dipende dalla natura critica della fase di pro-
duzione considerata.
CONTROLLO DEI CAMBIAMENTI
CARATTERIZZAZIONE DEL MICRORGANI- Se il processo di produzione e© oggetto di una modifica
SMO PRODUTTORE che implica un cambiamento significativo del profilo
La storia del microrganismo utilizzato per la produ- delle impurezze del prodotto, le fasi critiche associate a
zione deve essere documentata. Il microrganismo deve questo cambiamento del profilo delle impurezze sono
essere caratterizzato in maniera appropriata. Questa oggetto di una riconvalida.
caratterizzazione puo© comprendere la determinazione Se il microrganismo utilizzato nella produzione subisce
del fenotipo del microrganismo, i metodi macroscopici una modifica che provoca un cambiamento significa-
e microscopici e i saggi biochimici e, se appropriata, la tivo del profilo delle impurezze del prodotto, le fasi cri-
determinazione del genotipo del microrganismo e i tiche del processo di produzione associato con questo
saggi di genetica molecolare. cambiamento, in particolare la procedura per la purifi-
cazione e l'isolamento, sono oggetto di una riconvalida.
PROCESSI CHE UTILIZZANO UN SISTEMA La riconvalida prevede la dimostrazione che le nuove
impurezze presenti nel prodotto in seguito alla modifica
DI LOTTO DI SEMENZA apportata siano adeguatamente controllate dalla pro-
La banca cellulare primaria e© una sospensione omoge- cedure di saggio. Se necessario sono introdotti dei saggi
nea o un liofilizzato delle cellule iniziali ripartite in sin- complementari o alternativi con dei limiti appropriati.
632
Prodotti ottenuti con la tecnologia del DNA ricombinante
inoizircserP
Se la modifica del processo o del microrganismo pro- TRATTAMENTI SUCCESSIVI ALLA FER-
ilareneG
voca un aumento del livello di un'impurezza gia© pre- MENTAZIONE
sente, deve essere stabilita l'accettabilita© di questo
aumento. Alla fine della fermentazione, il microrganismo produt-
tore e© inattivato o eliminato. Ulteriori trattamenti sono
Quando una banca di cellule primarie e© sostituita, le applicati per ridurre a un livello accettabile i residui ori-
isilanA id
fasi critiche del processo di produzione devono essere
idoteM
ginati dal terreno di coltura e per assicurare che il pro-
riconvalidate per dimostrare che la qualita© e l'innocuita© dotto desiderato sia ottenuto con una qualita© costante.
del prodotto non sono influenzate negativamente. Si Il processo di purificazione impiegato (per esempio
deve prestare particolare attenzione ai possibili cam- trattamento con carbone attivato, ultrafiltrazione,
biamenti nel profilo delle impurezze del prodotto, se
irotinetnoC
estrazione con solvente) deve dimostrare di ridurre al
/ ilairetaM
nel processo e© stato introdotto un microrganismo minimo o di eliminare:
nuovo o modificato.
ö residui che derivano dal microrganismo produt-
tore, i terreni di coltura, i substrati e i precursori,
MATERIE PRIME ö i prodotti indesiderati della trasformazione dei
substrati e dei precursori.
ivittaeR
Le materie prime utilizzate nella fermentazione e/o nei
trattamenti successivi devono essere di qualita© appro- Se necessario sono effettuati saggi appropriati sia come
priata per l'uso previsto per esse. Le materie prime controlli durante il processo sia sul prodotto di fermen-
devono essere analizzate per assicurare che esse soddi- tazione isolato.
sfino alle specifiche scritte. I livelli di contaminazione
itnemogrA
ilareneG
dei terreni di coltura e dell'aria utilizzata per l'areazione
devono essere ridotti a un livello adeguatamente basso IDENTIFICAZIONE, SAGGI E DOSAGGIO
al fine di assicurare che se si verifica una contamina- I requisiti che il prodotto deve soddisfare durante il
zione microbiologica questa non influenzera© la qualita© , periodo di validita© , cos|© come i metodi di saggio speci-
la purezza e l'innocuita© del prodotto. L'aggiunta di
eifargonoM
fici, sono riportati nella singola monografia.
ilareneG
componenti come elementi nutritivi, precursori e sub-
strati durante la fermentazione deve essere effettuata
in maniera asettica. CONSERVAZIONE
Vedere le specifiche monografie.
ehcituecamraF
CONTROLLI DURANTE IL PROCESSO
emroF
I controlli durante il processo sono effettuati per assicu- ETICHETTE
rare la consistenza delle condizioni durante la fermen- Vedere le specifiche monografie.
tazione e i successivi trattamenti e la consistenza della
qualita© del prodotto isolato. Si deve verificare con par-
eiretaM
emirP
ticolare attenzione che qualsiasi contaminazione micro-
bica che puo© influenzare negativamente la qualita© , la
purezza e l'innocuita© del prodotto sia rivelata mediante 0784
^ pH,
^ entita© di areazione, Questa monografia da© i requisiti generali per lo sviluppo e
la produzione di prodotti ottenuti con la tecnologia del
^ entita© di agitazione, DNA ricombinante (rDNA). Questi requisiti possono
^ pressione, non essere necessariamente completi per uno specifico
caso; pertanto requisiti complementari o addizionali a
ecidnI
e per controllare la concentrazione del prodotto quelli indicati possono essere imposti in una singola
richiesto. monografia o dall'autorita© competente. La monografia
633
Prodotti ottenuti con la tecnologia del DNA ricombinante
non si applica agli organismi viventi modificati da utiliz- e ai livelli uguali o superiori al normale livello di
zare direttamente sull'uomo o sull'animale come, per raddoppiamento della popolazione per una fer-
esempio, i vaccini vivi. mentazione completa. In alcuni sistemi, per esem-
pio, quando copie multiple del gene sono inserite
DEFINIZIONE nel genoma di una linea cellulare continua, puo©
non essere appropriato analizzare la sequenza del
I prodotti della tecnologia del rDNA sono ottenuti gene clonato a livello della produzione. In questi
mediante una modificazione genetica nella quale il casi, puo© essere utile procedere con l'analisi
DNA che codifica per il prodotto richiesto e© introdotto, mediante ``Southern blot'' del DNA cellulare totale
di solito utilizzando un plasmide o un vettore virale, in o analizzare la sequenza dell'RNA messaggero
un microrganismo o in una linea cellulare idonea, dove (mRNA), prestando un'attenzione particolare alla
questo DNA e© espresso e tradotto in proteina. Il caratterizzazione della proteina espressa;
prodotto desiderato e© successivamente recuperato iii. costruzione, caratteristiche genetiche e struttura
mediante estrazione e purificazione. La cellula o il del vettore di espressione nella sua totalita© .
microrganismo che non contengono ancora il vettore
sono definiti come cellula ospite e l'associazione stabile Caratterizzazione del sistema ospite-vettore, compreso:
dei due, usata nel processo di produzione, e© definita
sistema ospite-vettore. i. meccanismo di trasferimento del vettore nelle cel-
lule ospiti;
PRODUZIONE ii. numero di copie, stato fisico e stabilita© del vettore
all'interno della cellula ospite;
La produzione e© basata su un sistema di lotto di semenza iii. mezzi utilizzati per promuovere e controllare
convalidato che utilizza una combinazione ospite-vet- l'espressione.
tore, dimostratasi idonea ed approvata dall'Autorita©
competente. Il sistema di lotto di semenza si avvale di
una banca cellulare primaria e di una banca cellulare di SISTEMA DI BANCA CELLULARE
lavoro, ottenute dal lotto di semenza primario della
combinazione ospite-vettore. Si deve stabilire una La banca cellulare primaria e© una sospensione omo-
descrizione dettagliata delle fasi di coltura, estrazione e genea delle cellule originali gia© trasformate per intro-
purificazione e la definizione del lotto di produzione. duzione del vettore di espressione contenente il gene
La determinazione dell'idoneita© della combinazione desiderato,
singoli per
ripartita in volumi uguali in recipienti
la conservazione (per esempio in azoto
ospite-vettore e la convalida del sistema di lotto di liquido). In alcuni casi, puo© essere necessario stabilire
semenza comprendono i seguenti elementi. banche cellulari primarie separate per il vettore di
espressione e per le cellule ospiti.
CLONAGGIO ED ESPRESSIONE La banca cellulare di lavoro e© una sospensione omoge-
L'idoneita© del sistema ospite-vettore, in particolare per nea del materiale cellulare derivato dalla o dalle banche
quello che riguarda la purezza microbiologica, si dimo- cellulari primarie per un numero limitato di passaggi,
stra mediante i punti seguenti: ripartita in volumi uguali in recipienti singoli per la
Caratterizzazione della cellula ospite per quanto riguarda conservazione (per esempio in azoto liquido).
l'origine, il fenotipo, il genotipo, e dei terreni di coltura In entrambe queste banche cellulari, tutti i recipienti
cellulare. sono trattati in maniera identica durante la conserva-
Documentazione della strategia di clonaggio del gene e zione ed una volta usciti dal luogo di conservazione essi
caratterizzazione del vettore ricombinante, incluso: non sono reintrodotti nella riserva cellulare.
i. origine e caratterizzazione del gene; La banca cellulare puo© essere utilizzata per la produ-
ii. analisi della sequenza nucleotidica del gene clonato zione con un numero definito di passaggi oppure per la
e delle zone di controllo contigue del vettore di produzione in coltura continua.
espressione. Le sequenze clonate sono limitate al
minimo e tutte le principali sequenze espresse sono Produzione con un numero definito di passaggi
chiaramente identificate e confermate a livello Questo metodo di coltura e© definito da un numero limi-
dell'RNA. tato di passaggi o di raddoppi di popolazione che non
La sequenza del DNA del gene clonato e© confer- deve essere superato nel corso della produzione. Si deve
mata generalmente allo stadio di lotto di semenza indicare il numero massimo di raddoppi del numero di
634
Prodotti ottenuti con la tecnologia del DNA ricombinante
inoizircserP
cellule o di livelli di passaggio durante i quali il pro-
ilareneG
CONVALIDA DEL PROCESSO DI PRODUZIONE
cesso di produzione abitualmente soddisfa ai criteri
descritti piu© avanti. Estrazione e purificazione
isilanA id
idoteM
di raddoppi di popolazione non e© limitato all'inizio lula ospite o dal terreno di coltura, in particolare parti-
della produzione. I criteri della raccolta e della fine celle virali, proteine, acidi nucleici e sostanze aggiunte.
della produzione devono essere definiti dal produttore. Gli studi di convalida sono effettuati per dimostrare
Eé necessario esercitare un controllo per tutta la durata che il processo di produzione soddisfa abitualmente ai
della coltura; la frequenza richiesta e il tipo di controlli criteri seguenti:
irotinetnoC
/ ilairetaM
necessari dipendono dalla natura del sistema di produ- ^ esclusione di agenti estranei dal prodotto. Con-
zione e del prodotto. viene effettuare, per esempio, degli studi sui virus
Eé necessario disporre di informazioni sull'integrita© che possiedono le caratteristiche chimico-fisiche
molecolare del gene espresso e sulle caratteristiche appropriate e stabilire il potere di capacita© di ridu-
fenotipiche e genotipiche della cellula ospite dopo la zione di questi contaminanti di ciascuna fase prin-
ivittaeR
coltivazione a lungo termine. L'accettazione delle rac- cipale della purificazione;
colte per il successivo trattamento deve essere chiara- ^ eliminazione adeguata dal prodotto dei contami-
mente vincolata al piano di controllo adottato ed e© nanti derivati dal vettore, dalla cellula ospite, dal
richiesta una definizione chiara del ``lotto'' prodotto terreno di coltura e dai reattivi. Il potere di ridu-
destinato al successivo trattamento. zione nei riguardi del DNA deve essere stabilito
itnemogrA
ilareneG
con il metodo della contaminazione intenzionale.
CONVALIDA DELLE BANCHE CELLULARI La riduzione delle proteine di origine animale puo©
essere determinata mediante metodi immunochi-
La convalida delle banche cellulari comprende i punti mici;
seguenti: ^ mantenimento, nei limiti stabiliti, della resa di pro-
eifargonoM
ilareneG
i. stabilita© , dimostrata misurando la vitalita© cellulare duzione della coltura;
e la conservazione del vettore nelle cellule; ^ stabilita© adeguata di ciascun intermedio di pro-
ii. identita© delle cellule mediante i caratteri fenotipici; duzione e/o di fabbricazione, quando durante
iii. se del caso, la dimostrazione che le banche cellulari il processo e© prevista una fase di conservazione
ehcituecamraF
sono esenti da agenti estranei potenzialmente intermedia.
emroF
oncogeni o infettivi (virus, batteri, funghi o mico- Caratterizzazione della sostanza
plasmi). Un'attenzione particolare deve essere pre- L'identita© , la purezza, l'attivita© biologica e la stabilita©
stata ai virus che possono comunemente contami- della soluzione madre finale di prodotto sono inizial-
nare le specie dalle quali deriva la linea cellulare. mente stabilite mediante la realizzazione di un numero
Alcune linee cellulari contengono dei virus endo- rilevante di saggi chimici, fisici, immunochimici e bio-
eiretaM
emirP
geni, per esempio retrovirus, che possono non logici. Prima dell'immissione in commercio del pro-
essere rapidamente eliminati. Si devono effettuare dotto, il fabbricante sottopone a saggio ciascun lotto
dei saggi per evidenziare l'espressione di questi per verificare l'identita© e la purezza ed effettua un
organismi, nelle differenti condizioni note come dosaggio appropriato.
ehcituecamraF
inoizaraperP
mazioni dettagliate sul potenziale oncogeno della Effettuare saggi appropriati per dimostrare la riprodu-
banca cellulare. cibilita© della produzione e della purificazione. Questi
saggi comprendono, in particolare, saggi di caratteriz-
zazione, controlli in corso di produzione e saggi sui pro-
ehcitapoemO
inoizaraperP
della coltura. Le nuove banche cellulari devono essere prodotta e che gli amminoacidi C-terminali non sono
completamente convalidate. scomparsi.
635
Prodotti ottenuti con la tecnologia del DNA ricombinante
Mappa peptidica. La mappa peptidica per segmenta- geni proteici derivati dalla cellula ospite. Poichë que-
zione chimica o enzimatica del prodotto proteico e l'a- ste preparazioni sono miscele di proteine non ben
nalisi con un metodo appropriato, come l'elettroforesi definite, si prepara e si calibra una preparazione di
bidimensionale su gel, l'elettroforesi capillare o la cro- riferimento mediante un appropriato metodo di
matografia liquida, deve dimostrare che non vi sono determinazione delle proteine. Questa preparazione
differenze significative tra la proteina in esame e la pre- e© conservata in modo idoneo ad un uso per un tempo
parazione di riferimento. La mappa peptidica puo© prolungato.
essere anche usata per dimostrare che i legami disolfuro ^ Antisieri. Gli antisieri contengono anticorpi ad alta
sono corretti. avidita© di legame, capaci di riconoscere il maggior
DETERMINAZIONEDELLAMASSAMOLECOLARE. numero di proteine differenti nella miscela di anti-
geni e che non danno reazione crociata con il pro-
Conservazione del gene clonato. La quantita© minima in dotto.
percentuale delle cellule contenenti il vettore o il gene ^ DNA derivato dalla cellula ospite e dal vettore. Il DNA
clonato dopo coltura e© approvata dall'Autorita© compe- residuo si rivela mediante analisi per ibridazione,
tente. usando tecniche analitiche indipendenti dalla
Proteine totali. Determinare la resa in proteine. sequenza e di appropriata sensibilita© o mediante altre
Purezza chimica. La purezza del prodotto proteico e© tecniche analitiche di sensibilita© adeguata.
analizzata per confronto con una preparazione di riferi- .
mento mediante un metodo appropriato come la cro- Analisi per ibridazione
matografia liquida, l'elettroforesi capillare o l'elettrofo- Il DNA del campione in esame e© denaturato in modo
resi su gel di poliacrilammide e sodio dodecilsolfato. da ottenere un DNA a singola elica, immobilizzato su
Proteine derivate dalla cellula ospite. Le proteine deri- nitrocellulosa o un altro filtro appropriato e ibridato
vate dalla cellula ospite sono rivelate mediante metodi con del DNA marcato (sonde di DNA) preparato a par-
immunochimici usando, per esempio, antisieri policlo- tire dal sistema ospite-vettore usato nella fabbricazione.
nali diretti contro i componenti proteici del sistema Gli approcci sperimentali possibili sono numerosi, ma
ospite-vettore utilizzato per la fabbricazione del pro- i metodi per misurare il DNA del sistema ospite-vettore
dotto, salvo prescrizione diversa. Si possono utilizzare soddisfano i criteri seguenti:
le procedure seguenti: dosaggi per competizione in fase ^ Sonde di DNA. Il DNA purificato e© ottenuto dal
liquida (per esempio dosaggio immunoradiologico), sistema ospite-vettore coltivato nelle stesse condi-
dosaggi per legame diretto in fase liquida e dosaggi per zioni di quelle utilizzate nel processo di fabbrica-
legame diretto usando antigeni immobilizzati su mem- zione. Il DNA cromosomico dell'ospite e il DNA del
brane di nitrocellulosa o simili (per esempio dosaggio vettore possono essere preparati separatamente e
per ``dot-blot'' immunologico, ``Western blots''). I usati come sonde.
requisiti generali per la convalida delle procedure dei ^ Taratura e standardizzazione. Dati quantitativi sono
dosaggi immunologici sono riportati nel capitolo ottenuti per confronto con le risposte ottenute
Metodi immunochimici (2.7.1). Inoltre i metodi di dosag- usando le preparazioni di riferimento. Le sonde del
gio immunologico dei contaminanti associati alle cel- DNA cromosomico e le sonde del DNA del vettore
lule ospiti soddisfano ai criteri seguenti: sono usate rispettivamente con delle preparazioni di
^ Preparazioni di antigeni. Si producono antisieri riferimento di DNA cromosomico e di DNA del vet-
diretti contro una preparazione di antigeni derivante tore. Le preparazioni di riferimento sono tarate
dall'organismo ospite, nel quale e© stato inserito il vet- mediante misurazioni spettroscopiche e conservate
tore usato nel processo di fabbricazione, mancante in modo idoneo ad un uso per un tempo prolungato.
del gene specifico che codifica per il prodotto. Questa ^ Condizioni di ibridazione. Le condizioni di ibrida-
cellula ospite e© coltivata e le proteine si estraggono zione sono tali da assicurare un'ibridazione specifica
usando condizioni identiche a quelle usate per la col- tra le sonde e le preparazioni di riferimento del
tura e la estrazione durante il processo di fabbrica- DNA, e le sostanze medicamentose non devono
zione. Eé inoltre possibile usare, per la preparazione interferire con l'ibridazione alla concentrazione
degli antisieri, preparazioni di antigeni parzialmente usata.
purificate mediante applicazione di alcune fasi della
purificazione del processo di fabbricazione. Tecniche indipendenti dalla sequenza
636
Sierimmuni per uso umano
inoizircserP
zione in situ delle citosine, poi rivelazione e analisi essere trattati con penicillina. Le globuline contenenti
ilareneG
quantitativa usando un anticorpo diretto nei confronti le sostanze immunizzanti possono essere ottenute dal
del gruppo solfonato); la rivelazione del DNA a singola siero mediante trattamento enzimatico e precipitazione
elica usando un frammento di DNA a singola elica frazionata o mediante altri metodi chimici o fisici.
legato ad una proteina e ad un anticorpo per questa Un conservante antimicrobico idoneo puo© essere
proteina. Në l'una në l'altra procedura richiede l'uso di
isilanA id
aggiunto ed e© invariabilmente aggiunto se le prepara-
idoteM
DNA specifico dell'ospite o del vettore come dosaggio zioni sono distribuite in contenitori multidose. I pro-
di riferimento. Tuttavia il metodo usato deve essere dotti finali sterili sono distribuiti asetticamente in reci-
convalidato per assicurare il parallelismo con il DNA pienti sterili che sono poi chiusi in modo da escludere
di riferimento usato, la linearita© della risposta e la non qualsiasi contaminazione.
irotinetnoC
interferenza della sostanza medicamentosa e degli ecci-
/ ilairetaM
pienti della formulazione alle diluizioni usate nel I prodotti possono essere liofilizzati mediante una pro-
dosaggio. cedura che riduce il contenuto di acqua del prodotto
finito a non piu© dell'1,0 per cento m/m.
IDENTIFICAZIONE, SAGGI E DOSAGGIO I sierimmuni preparati mediante trattamento enzima-
tico e precipitazione frazionata hanno la massima sta-
ivittaeR
I requisiti che il prodotto finale (materia prima o forma bilita© a pH circa 6. Il metodo di preparazione dei sie-
farmaceutica) deve soddisfare durante il periodo di rimmuni e© tale che i prodotti perdono non piu© del
validita© , come pure i saggi specifici, sono indicati nelle 5 per cento della loro attivita© per anno a questo pH
singole monografie. quando sono conservati a 20 C e non piu© del 20 per
cento per anno quando sono conservati a 37 C.
itnemogrA
ilareneG
CONSERVAZIONE Il metodo di produzione e© convalidato per dimostrare
Vedere le singole monografie. che il prodotto, se saggiato, soddisferebbe al saggio per
la tossicita© anormale per sierimmuni e vaccini per uso
umano (2.6.9).
eifargonoM
ETICHETTE
ilareneG
Vedere le singole monografie. CARATTERI
I sierimmuni sono liquidi, quasi incolori o di un giallo
ehcituecamraF
molto debole e privi di torbidita© . I sierimmuni liofiliz-
zati sono costituiti da polveri o agglomerati bianchi o
emroF
0084
eiretaM
emirP
Immunosera ad usum humanum
SAGGI
DEFINIZIONE
I sierimmuni per uso umano sono preparazioni purifi- Iallerequisiti seguenti si riferiscono ai sierimmuni liquidi e
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
7,0.
Il pH della preparazione e© compreso tra
sine formate da batteri o di combinarsi specificamente
ehcitapoemO
inoizaraperP
soidi, veleni, sospensioni di microrganismi o altri anti- minazione dell'azoto dopo mineralizzazione con acido
geni. Durante l'immunizzazione gli animali non devono solforico (2.5.9) e moltiplicare il risultato per 6,25.
637
Sierimmuni per uso veterinario
albumine.
Fenolo (2.5.15). Quando i sierimmuni contengono
fenolo, la concentrazione non e© superiore a 2,5 g/l. SIERIMMUNI PER USO VETERINARIO
638
Sostanze per uso farmaceutico
inoizircserP
muni devono dimostrare di essere costituiti esclusiva- ^ le condizioni di conservazione,
ilareneG
mente delle proteine delle specie animali usate per la ^ la data di scadenza,
preparazione. ^ le specie animali alle quali il sierimmune e© desti-
Albumine . I sierimmuni purificati soddisfano al saggio nato,
per le albumine. Salvo indicazione diversa nella mono- ^ il nome delle specie animali di origine,
isilanA id
idoteM
grafia, l'esame per elettroforesi dei sierimmuni purifi- ^ il nome e la quantita© di qualsiasi conservante anti-
cati deve rivelare solo tracce di albumine. microbico o altra sostanza aggiunta al sierimmune,
Proteine totali . Non piu© di 170 g/l. Effettuare la deter- ^ la dichiarazione di qualsiasi sostanza che puo© cau-
minazione dell'azoto dopo mineralizzazione con acido sare una reazione avversa,
irotinetnoC
solforico (2.5.9) e moltiplicare il risultato per 6,25.
/ ilairetaM
^ qualsiasi controindicazione all'uso del prodotto,
Fenolo (2.5.15). Quando i sierimmuni contengono ^ per i sierimmuni liofilizzati:
fenolo, la concentrazione non e© superiore a 5 g/l. ^ il nome o la composizione e il volume del liquido
(2.6.1). I sierimmuni soddisfano al saggio di da aggiungere per la ricostituzione,
^ che il sierimmune deve essere utilizzato imme-
Sterilita©
ivittaeR
superiore a 100 ml, e© usato, se possibile, il metodo della diatamente dopo la ricostituzione,
filtrazione su membrana. Se e© usato questo metodo, ^ le dosi raccomandate per le diverse specie,
incubare i terreni di coltura per non meno di 14 giorni. ^ il nome e l'indirizzo del produttore.
Quando il metodo della filtrazione su membrana non e©
applicabile, puo© essere usato il metodo di inoculazione
itnemogrA
ilareneG
diretta.
Quando il volume di liquido in ciascun contenitore e© 2034
eifargonoM
ilareneG
Il numero appropriato di unita© da saggiare (2.6.1) e© l'1per SOSTANZE PER USO FARMACEUTICO
cento del lotto con un minimo di 4 ed un massimo di 10. Corpora ad usum pharmaceuticum
ATTIVITAé BIOLOGICA I requisiti in questa monografia sono da considerare
ehcituecamraF
insieme con le specifiche monografie sulle sostanze pre-
emroF
Effettuare il dosaggio biologico descritto nella mono- senti nella Farmacopea. L'autorita© competente puo© deci-
grafia ed esprimere il risultato in Unita© Internazionali dere di applicare la monografia ad altre sostanze.
per millilitro quando esse esistono.
DEFINIZIONE
CONSERVAZIONE
eiretaM
emirP
Le sostanze per uso farmaceutico sono sostanze organi-
Conservare protetto dalla luce, ad una temperatura che o inorganiche, utilizzate come sostanze attive o
di 5 3 C. I sierimmuni liquidi non devono essere
6
eccipienti per la produzione di prodotti medicinali per
congelati. uso umano o veterinario. Possono essere ottenute da
ehcituecamraF
inoizaraperP
639
Sostanze per uso farmaceutico
Sostanza per uso farmaceutico di qualita© speciale. Salvo Le sostanze polverizzate possono essere trattate in
indicazione diversa o limitazione specifica nelle singole modo da ottenere un certo grado di finezza (2.9.12).
monografie, una sostanza per uso farmaceutico e© desti- Le sostanze compattate sono trattate in modo da
nata all'uso umano e veterinario, ed e© di qualita© appro- aumentare la dimensione delle particelle o da ottenere
priata per la produzione di tutte le forme farmaceutiche particelle di una forma specifica e/o da ottenere una
nelle quali puo© essere utilizzata. sostanza con una maggiore densita© .
Polimorfismo. Le singole monografie generalmente non Le sostanze attive rivestite consistono di particelle della
specificano forme cristalline o amorfe, a meno che non sostanza attiva rivestite con uno o piu© eccipienti appro-
sia influenzata la biodisponibilita© . Tutte le forme di priati.
una sostanza per uso farmaceutico soddisfano ai requi-
siti della monografia, se non diversamente indicato. Le sostanze attive granulate sono particelle con una
dimensione e/o una forma specifica prodotte a partire
PRODUZIONE dalla sostanza attiva mediante granulazione diretta
oppure con l'uso di uno o piu© eccipienti appropriati.
Le sostanze per uso farmaceutico sono prodotte Se le sostanze sono trattate con eccipienti, questi soddi-
mediante procedure destinate ad assicurare una qualita© sfano ai requisiti della loro monografia o, qualora non
riproducibile, e soddisfano ai requisiti della singola esista tale monografia, alle specifiche approvate.
monografia o alle specifiche approvate.
Che sia o no specificamente indicato nella singola
monografia che la sostanza per uso farmaceutico: CARATTERI
^ e© una proteina ricombinante o un'altra sostanza Le indicazioni che figurano nei Caratteri (per es. indi-
ottenuta come un prodotto diretto del gene in cazioni circa la solubilita© o una temperatura di decom-
seguito a modificazione genetica, se del caso, la posizione) non devono essere interpretate in senso
sostanza soddisfa anche ai requisiti della monogra- stretto, e non costituiscono specifiche. Esse sono ripor-
fia generale sui Prodotti ottenuti con la tecnologia tate come informazione.
del DNA ricombinante (0784);
^ e© ottenuta da animali suscettibili alle encefalopatie questoQuando una sostanza puo© presentare polimorfismo,
puo© essere segnalato nei Caratteri al fine di atti-
spongiformi trasmissibili diverse dall'infezione spe- rare l'attenzione
rimentale, se del caso, la sostanza soddisfa anche stica di cui si devedell'utilizzatore su questa caratteri-
ai requisiti della monografia generale sui Prodotti di una preparazione.tener conto durante la formulazione
aventi il rischio di trasmettere gli agenti delle encefa-
lopatie spongiformi animali (1483);
^ e© una sostanza ottenuta mediante un processo di IDENTIFICAZIONE
fermentazione, in cui i microrganismi interessati
siano o no modificati mediante procedimenti tradi- Nel caso in cui sotto Identificazione una singola
zionali o mediante la tecnologia del DNA ricombi- monografia contenga Prima identificazione e Seconda
nante (rDNA), se del caso, la sostanza soddisfa ai identificazione, il saggio o i saggi che costituiscono la
requisiti della monografia generale Prodotti di fer- Seconda identificazione possono essere usati al posto
mentazione (1468). del saggio o dei saggi della Prima identificazione a
Se durante la produzione sono utilizzati solventi, essi condizione
sostanza sia
che possa essere dimostrato che la
completamente ascrivibile a un lotto cer-
devono essere di qualita© appropriata. Inoltre, si devono tificato come conforme a tutte le specifiche della
considerare la loro tossicita© e il loro livello residuo monografia.
(5.4). Se durante la produzione e© usata acqua, essa deve
essere di qualita© appropriata.
Se le sostanze sono prodotte o trattate per ottenere una SAGGI
certa forma o qualita© , quella forma specifica o qualita©
della sostanza soddisfa ai requisiti della monografia. Polimorfismo . Se la natura di una forma cristallina o
Possono essere descritti alcuni saggi correlati con la amorfa impone restrizioni al suo uso nelle prepara-
funzionalita© per il controllo di proprieta© che possono zioni, viene identificata la natura della forma specifica
influenzare l'idoneita© della sostanza e conseguente- cristallina o amorfa, la sua morfologia e© adeguata-
mente le proprieta© delle forme farmaceutiche preparate mente controllata e la sua identita© e© riportata in eti-
da essa. chetta.
640
Sostanze per uso farmaceutico
inoizircserP
. Le impurezze organiche presenti pirogeni sulla base di un appropriato saggio di conva-
ilareneG
Sostanze correlate
nelle sostanze attive ad un livello superiore allo 0,1 per lida tra il saggio per le endotossine batteriche e quello
cento devono essere qualificate e, se possibile, identifi- dei pirogeni.
cate a meno che la dose giornaliera della sostanza . Il controllo di proprieta© parti-
attiva superi 2 g ed in questo caso la soglia per la quali-
Proprieta© supplementari
isilanA id
relate con la funzionalita© ) puo© essere necessario per
idoteM
tossiche o farmacologicamente attive inferiori allo 0,1 alcuni procedimenti di fabbricazione o per alcune for-
per cento possono essere controllate mediante un sag- mulazioni. Qualita© particolari di una sostanza (come
gio separato. Le impurezze che non sono qualificate sostanza sterile, esente da endotossine, apirogena ecc.)
non devono superare lo 0,1 per cento. Per le sostanze possono essere ottenute per la produzione di prepara-
irotinetnoC
attive destinate esclusivamente ad essere utilizzate nei
/ ilairetaM
zioni per uso parenterale o di altre forme farmaceuti-
prodotti medicinali per uso veterinario, si applica una che, e i requisiti appropriati possono essere specificati
soglia di qualificazione dello 0,5 per cento. L'esistenza nella singola monografia.
di queste impurezze deve essere riportata a partire da
un contenuto dello 0,1 per cento in poi, mentre la loro
identificazione e© richiesta a partire da un contenuto DOSAGGIO
ivittaeR
dello 0,2 per cento. Questi requisiti non si applicano
ai prodotti biologici e biotecnologici, ai peptidi, agli Se non diversamente giustificato ed autorizzato, il
oligonucleotidi, ai prodotti radiofarmaceutici, ai pro- titolo delle sostanze per uso farmaceutico viene deter-
dotti di fermentazione e ai prodotti semisintetici deri- minato mediante metodi appropriati.
vati da questi, o ai prodotti grezzi di origine animale o
itnemogrA
ilareneG
vegetale. ETICHETTE
Solventi residui . Il contenuto di solventi residui e© limi- In generale, l'etichetta e© disciplinata da accordi interna-
tato secondo i principi definiti nel capitolo generale zionali e da regolamenti sovranazionali e nazionali. Le
(5.4), usando il metodo generale (2.4.24) o altri metodi indicazioni che figurano sotto la voce Etichette non
eifargonoM
appropriati.
ilareneG
sono dunque complete e, inoltre, sono obbligatorie ai
(2.6.1). Le sostanze per uso farmaceutico desti- fini della Farmacopea solo le specifiche necessarie a
Sterilita©
nate alla preparazione di forme farmaceutiche sterili dimostrare la conformita© o meno ai requisiti della
senza un ulteriore appropriato procedimento di steriliz- monografia. Tutte le altre informazioni sono indicate a
ehcituecamraF
zazione, o presentate come sostanze sterili, soddisfano titolo di raccomandazione. Quando nella Farmacopea
e© usato il termine ``etichetta'', le indicazioni possono
emroF
al saggio di sterilita© . apparire sul contenitore, sulla confezione o su un
(2.6.14). Le sostanze per uso far- foglietto che accompagna la confezione, come deciso
Endotossine batteriche
emirP
(se non si applica il metodo di gelificazione A) sono ^ destinata ad un uso specifico,
indicati nella specifica monografia. Il limite e© calcolato ^ di una forma cristallina distinta,
secondo le Linee guida del Saggio per le Endotossine bat-
teriche (2.6.14), a meno che un limite inferiore sia giusti- ^ di uno specifico grado di finezza,
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
grafia o approvati dall'autorita© competente. Il saggio natura di ogni conservante antimicrobico, antiossi-
per le endotossine batteriche puo© sostituire quello per i dante o altro eccipiente aggiunti. Quando la sostanza
641
Tinture
attiva e© stata lavorata con aggiunta di eccipienti, l'eti- viene separato dal solvente di estrazione e, se necessa-
chetta riporta gli eccipienti utilizzati e il contenuto rio, pressato. In questo caso i due liquidi vengono
della sostanza attiva e degli eccipienti. riuniti.
Produzione da . La tintura viene preparata
estratti
nella
Se del caso, la tintura soddisfa
monografia.
pio l'inattivazione degli enzimi, la triturazione o la
sgrassatura. Contenuto di (2.9.10). Soddisfa al valore
etanolo
642
Vaccini per uso umano
inoizircserP
Le anatossine possono essere liquide o liofilizzate. Esse
ilareneG
0153
possono essere purificate ed adsorbite. Le anatossine
adsorbite sono sospensioni di particelle bianche o grigie
disperse in liquidi incolori o giallo pallido e possono
formare un sedimento sul fondo del recipiente.
isilanA id
VACCINI PER USO UMANO
I sono preparati da virus coltivati in ani-
idoteM
vaccini virali
irotinetnoC
/ ilairetaM
zione, soddisfa alle monografie di ciascun singolo compo- seconda del tipo di preparazione o possono essere liofi-
nente, con le eventuali modifiche approvate dall'autorita© lizzati. Le preparazioni liquide e le preparazioni liofiliz-
competente. zate dopo la ricostituzione possono essere colorate se
nei terreni di coltura e© stato usato un indicatore di pH
come il rosso fenolo.
DEFINIZIONE
ivittaeR
I vaccini per uso umano sono preparazioni contenenti PRODUZIONE
sostanze antigeniche capaci di indurre una immunita© . I requisiti per la produzione com-
attiva e specifica nell'uomo nei confronti di un agente Disposizioni generali
itnemogrA
ilareneG
da esso. Deve essere dimostrato che essi hanno un'atti- alcuni saggi possono essere omessi quando si puo© dimo-
vita© immunogena accettabile nell'uomo secondo la strare, per esempio mediante studi di convalida, che il
scheda di somministrazione prevista. processo di produzione soddisfa al saggio in maniera
I vaccini per uso umano possono contenere: organismi riproducibile.
inattivati mediante mezzi chimici o fisici che manten-
eifargonoM
Salvo eccezione giustificata ed autorizzata, i vaccini
ilareneG
gono appropriate proprieta© immunogene; organismi sono prodotti usando un sistema di lotto di semenza. I
vivi che sono normalmente non virulenti o che sono metodi di preparazione sono concepiti in modo da
stati trattati per attenuare la loro virulenza ma manten- mantenere adeguate proprieta© immunogene, per ren-
gono adeguate proprieta© immunogene; antigeni estratti dere la preparazione innocua e per prevenire la conta-
ehcituecamraF
da organismi o secreti da essi oppure ottenuti mediante minazione da parte di agenti estranei.
la tecnologia del DNA ricombinante; gli antigeni pos-
emroF
sono essere usati nel loro stato nativo o possono essere Salvo eccezione giustificata ed autorizzata, nella produ-
detossificati mediante mezzi chimici o fisici e possono zione di un lotto finale di vaccino, il numero di passaggi
essere aggregati, polimerizzati o coniugati ad un sup- di un virus o il numero di sottocolture di un batterio a
porto per aumentare la loro immunogenicita© . partire dal lotto di semenza primario non deve essere
superiore a quello usato per la produzione del vaccino
eiretaM
La terminologia usata nelle monografie sui vaccini per
emirP
che ha dimostrato, negli studi clinici, di essere soddisfa-
uso umano e© definita nel capitolo 5.2.1. cente rispetto all'innocuita© e all'efficacia.
Ivaccini batterici sono sospensioni con diverso grado di I vaccini devono essere il piu© possibile esenti da ingre-
opacita© in liquidi incolori o quasi incolori o possono dienti noti per causare reazioni tossiche, allergiche o
ehcituecamraF
inattivati e© espressa in termini di Unita© Internazionali incorporati additivi appropriati come stabilizzanti ed
di Opacita© o, se del caso, e© determinata mediante conta adiuvanti. La penicillina e la streptomicina non si
cellulare diretta o, per i batteri vivi, mediante la conta usano in nessuno stadio della produzione e non si
vitale. aggiungono al prodotto finale; tuttavia i lotti di
ehcitapoemO
inoizaraperP
Le sono preparate dalle tossine semenza primari preparati con terreni di coltura conte-
nenti penicillina o streptomicina, quando giustificato
anatossine batteriche
zione deve essere tale che l'anatossina non si converta quelli dell'autorita© competente. La lavorazione delle
di nuovo in tossina. banche cellulari e delle colture cellulari successive si
643
Vaccini per uso umano
effettua in condizioni asettiche in un'area dove non Intermedi . Se del caso, si deve valutare la stabilita© degli
sono manipolate altre cellule. Il siero e la tripsina usate intermedi in determinate condizioni di conservazione e
nella preparazione delle sospensioni cellulari devono stabilire il periodo di validita© .
essere esenti da agenti estranei. . La sospensione madre finale
Lotti di semenza . Il ceppo di batteri o di virus usato nel Sospensione madre finale
un processo di inattivazione convalidato, di cui sia stata nuzione, anche entro i limiti di una attivita© biolo-
dimostrata l'efficacia e la riproducibilita© . Se sono stati gica accettabile, puo© indicare che il vaccino non e©
riscontrati contaminanti potenziali di una raccolta, per accettabile.
esempio nei vaccini prodotti in uova provenienti da Grado di adsorbimento. Durante la fase di sviluppo di
allevamenti sani non EOPS, il processo di inattivazione un vaccino adsorbito, si valuta il grado di adsorbimento
deve essere anche convalidato rispetto ai potenziali come parte del controllo di riproducibilita© . Una speci-
contaminanti. Si effettua un saggio per verificare l'inat- fica del grado di adsorbimento per il rilascio del lotto
tivazione il piu© presto possibile dopo il processo di inat- si stabilisce sulla base dei risultati ottenuti per i lotti
tivazione, salvo eccezione giustificata ed autorizzata. usati nei saggi clinici. A partire dai dati di stabilita© rica-
644
Vaccini per uso veterinario
inoizircserP
vati dal vaccino si deve dimostrare che alla fine del ^ il nome di qualsiasi costituente che puo© causare
ilareneG
periodo di validita© il grado di adsorbimento non sara© reazioni avverse e qualsiasi controindicazione
inferiore a quello dei lotti usati nei saggi clinici. all'uso del vaccino,
^ per i vaccini liofilizzati:
SAGGI
isilanA id
^ il nome o la composizione e il volume del
idoteM
I vaccini soddisfano ai saggi prescritti nella specifica liquido da aggiungere per la ricostituzione,
monografia compresi, se del caso, quelli descritti di
seguito. ^ il periodo di tempo entro il quale il vaccino
(2.5.13). Non piu© di 1,25 mg di alluminio (Al) deve essere usato dopo la ricostituzione.
irotinetnoC
/ ilairetaM
Alluminio
ivittaeR
vaccino e© stato usato un adsorbente a base di calcio.
Formaldeide (2.4.18). Non piu© di 0,2 g/l di formaldeide
libera e© presente nel prodotto finale, salvo indicazione VACCINI PER USO VETERINARIO
diversa, se la formaldeide e© stata usata nella produzione Vaccina ad usum veterinarium
del vaccino.
itnemogrA
ilareneG
Fenolo (2.5.15). Non piu© di 2,5 g/l di fenolo e© presente
nel prodotto finale, salvo indicazione diversa, se il Nel caso di vaccini in associazione, per ciascun compo-
fenolo e© stato usato nella produzione del vaccino. nente che e© oggetto di una monografia della Farmacopea,
(2.5.12). Per i vaccini liofilizzati, non piu© del leponente
prescrizioni di tale monografia si applicano a quel com-
specifico con le modifiche, dove necessario, come
eifargonoM
Acqua
ilareneG
indicato di seguito (vedi Saggi (Innocuita© ); Valutazione
dell'innocuita© dei vaccini per uso veterinario (5.2.6);
CONSERVAZIONE Valutazione dell'efficacia dei vaccini per uso veterinario
Conservare protetti dalla luce. Salvo indicazione (5.2.7)).
ehcituecamraF
diversa nella monografia, la temperatura di conserva-
emroF
zione e© 5 3 C; i vaccini liquidi adsorbiti non devono
DEFINIZIONE
6
essere congelati.
Data di scadenza. Salvo indicazione diversa, la data di I vaccini per uso veterinario sono preparazioni conte-
scadenza si calcola a partire dall'inizio del saggio di nenti sostanze antigeniche e sono somministrate allo
attivita© ; questo si applica ai vaccini conservati nelle scopo di indurre un'immunita© specifica e attiva nei con-
eiretaM
emirP
condizioni prescritte. fronti di malattie provocate da batteri, tossine, virus e
parassiti. I vaccini, vivi o inattivati, conferiscono
ETICHETTE un'immunita© attiva che puo© essere trasferita passiva-
ehcituecamraF
ehcificepS
^ il nome di qualsiasi antibiotico, adiuvante, aroma- La terminologia usata nelle monografie dei vaccini per
tizzante o stabilizzante presente nel vaccino, uso veterinario e© definita nel capitolo 5.2.1.
645
Vaccini per uso veterinario
646
Vaccini per uso veterinario
inoizircserP
ilareneG
TERRENI DI COLTURA LOTTI DI SEMENZA VIRALI
Si deve registrare almeno la composizione qualitativa Requisiti generali . I virus usati per la produzione del
dei terreni usati per la preparazione della coltura di vaccino sono manipolati secondo un sistema di lotto di
semenza e per la produzione. Il grado di purezza di cia- semenza. Ciascun lotto di semenza primario e© control-
scun componente deve essere specificato. Nel caso in lato come descritto di seguito. Si deve registrare l'ori-
isilanA id
cui i terreni o i componenti siano individuati con mar- gine, la data di isolamento, la cronologia dei passaggi
idoteM
chi di proprieta© , questi sono indicati ed e© registrata (comprese le procedure di purificazione e caratterizza-
una descrizione appropriata. I componenti derivati da zione) e le condizioni di conservazione di ciascun lotto
animali sono specificati rispetto alla specie di origine e di semenza. A ciascun lotto di semenza primario e© asse-
al Paese di origine e devono soddisfare ai requisiti gnato un codice specifico che ne permette l'identifica-
irotinetnoC
zione. La produzione del vaccino di solito non deve
/ ilairetaM
descritti nel capitolo 5.2.5. I processi di preparazione
dei terreni usati, compresi i procedimenti di sterilizza- essere effettuata usando un virus che abbia sub|©to piu©
zione, sono documentati. di cinque passaggi dal lotto di semenza primario. Salvo
L'aggiunta di antibiotici durante il processo di produ- diversa indicazione, nei saggi sul lotto di semenza pri-
zione e© generalmente limitata ai fluidi delle colture cel- mario descritti di seguito i microrganismi usati non
lulari e ad altri terreni, agli inoculi iniettati nelle uova devono aver sub|©to piu© di cinque passaggi dal lotto di
ivittaeR
e a materiali ottenuti dalla cute o da altri tessuti. semenza primario.
Nel caso in cui un lotto di semenza primario sia otte-
nuto a partire da una semenza cellulare primaria persi-
LOTTI DI SEMENZA BATTERICA stentemente infetta, i saggi di seguito riportati devono
. Sono indicati il genere e la specie (e essere effettuati su un appropriato volume di virus otte-
itnemogrA
ilareneG
nuto da cellule distrutte della semenza cellulare prima-
Requisiti generali
eifargonoM
ilareneG
registrare l'origine, la data di isolamento, la cronologia Propagazione . Il lotto di semenza primario e tutti i suc-
dei passaggi (comprese le procedure di purificazione e cessivi passaggi sono propagati su cellule, su uova
caratterizzazione) e le condizioni di conservazione. A embrionate o in animali che hanno dimostrato di essere
ciascun lotto di semenza primario e© assegnato un idonei per la produzione del vaccino (vedi sopra) e, ove
ehcituecamraF
codice specifico che ne permette l'identificazione. possibile, usando sostanze di origine animale che soddi-
. E' specificato il numero minimo e mas- sfano ai requisiti prescritti nel capitolo 5.2.5.
emroF
. Si deve usare un metodo appropriato
Propagazione
rio prima della fase di produzione. Sono documentati i per identificare il ceppo vaccinale e per distinguerlo, il
metodi usati per la preparazione delle colture di piu© possibile, dai ceppi correlati.
semenza, la preparazione delle sospensioni per la Contaminazione batterica e fungina . Il lotto di semenza
semina, le tecniche di inoculazione delle semenze, il primario soddisfa al saggio di sterilita© (2.6.1).
eiretaM
emirP
titolo e la concentrazione degli inoculi e i terreni di col- Micoplasmi (2.6.7). Il lotto di semenza primario soddi-
tura usati. Si deve dimostrare che le caratteristiche del sfa al saggio dei micoplasmi.
materiale di semenza (per esempio la dissociazione o . Allestire una serie di prepara-
l'antigenicita© ) non siano modificate da queste sottocol-
Assenza di virus estranei
metodo di identificazione di ciascun ceppo mediante le plemento. Ciascun lotto deve essere esente da anticorpi
caratteristiche biochimiche, sierologiche e morfologi- nei confronti di potenziali contaminanti del virus della
che distinguendo il piu© possibile dai ceppi correlati e si semenza e da effetti non specifici inibenti la capacita©
indica anche il metodo per la determinazione della dei virus di infettare e moltiplicarsi nelle cellule (o nelle
purezza del ceppo. Se il lotto di semenza primario con- uova, se del caso). Se un tale siero non puo© essere otte-
tiene organismi vivi diversi dalle specie e dai ceppi indi- nuto, si possono usare altri metodi per rimuovere o
ecidnI
cati, il lotto non e© ritenuto idoneo per la produzione neutralizzare specificamente il virus della semenza
del vaccino. virale.
647
Vaccini per uso veterinario
Usando una quantita© minima di anticorpo monoclo- zioni di produzione, i microrganismi possono essere
nale o policlonale, trattare un campione del lotto di fisicamente protetti nei confronti delle sostanze inatti-
semenza primario in modo tale da neutralizzare quanto vanti.
piu© possibile o rimuovere il virus vaccinale. La miscela . E' necessario dimostrare che
finale virus-siero dovrebbe contenere, se possibile,
Cinetica di inattivazione
648
Vaccini per uso veterinario
inoizircserP
(c) Vaccini virali. Il saggio prescelto deve essere appro- dotto, essi possono essere aggiunti nel diluente per i
ilareneG
priato al virus vaccinale usato e deve consistere di prodotti liofilizzati dispensati in dose multipla. Per le
almeno due passaggi su cellule, uova embrionate o, nel preparazioni liquide a dose unica l'aggiunta dei conser-
caso in cui non sia disponibile alcun altro metodo sensi- vanti antimicrobici non ë generalmente ammessa, ma
bile, in animali. La quantita© dei campioni di cellule, puo© essere accettabile, per esempio, nei casi in cui lo
uova o animali deve essere sufficiente ad assicurare stesso vaccino sia ripartito in recipienti a dose unica e
isilanA id
idoteM
l'appropriata sensibilita© del saggio. Per i saggi su col- multidose. Per le preparazioni liquide multidose si
ture cellulari, inoculare 1,0 ml della raccolta inattivata valuta la necessita© dell'efficacia del conservante antimi-
in un monostrato della coltura cellulare di almeno 150 crobico, considerando la possibilita© di contaminazione
cm2. Il prodotto soddisfa al saggio se si dimostra l'as- durante l'uso del prodotto e il periodo massimo racco-
senza di qualsiasi virus vivo o di altri microrganismi. mandato per l'uso dopo l'apertura del recipiente. Nel
irotinetnoC
/ ilairetaM
corso degli studi di sviluppo l'efficacia del conservante
SCELTA DELLA COMPOSIZIONE DEL VACCINO E antimicrobico durante tutto il periodo di validita© deve
SCELTA DEL CEPPO VACCINALE essere dimostrata all'autorita© competente. L'efficacia
del conservante antimicrobico viene valutata come
Per la scelta della composizione del vaccino e del ceppo descritto nel capitolo 5.1.3; per una preparazione multi-
vaccinale, le caratteristiche importanti che devono dose, sono prelevati ulteriori campioni per controllare
ivittaeR
essere valutate comprendono l'innocuita© , l'efficacia e l'effetto del conservante antimicrobico nel corso del
la stabilita© . Requisiti generali per la valutazione dell'in- periodo massimo d'uso dopo l'apertura del recipiente.
nocuita© e dell'efficacia sono riportati nel capitolo Valu- Se non sono soddisfatti i criteri A e B, in casi giustificati
tazione dell'innocuita© dei vaccini veterinari (5.2.6), e nel si applicano i seguenti criteri ai vaccini per uso veteri-
capitolo Valutazione dell'efficacia dei vaccini veterinari
itnemogrA
nario: batteri, nessun aumento a 24 h e a 7 giorni, ridu-
ilareneG
(5.2.7). Questi requisiti possono essere formulati in zione di 3 log a 14 giorni, nessun aumento a 28 giorni;
maniera piu© esplicita o integrati da requisiti di specifi- funghi, nessun aumento a 14 giorni e a 28 giorni.
che monografie. Non e© consentita l'aggiunta di antibiotici come conser-
Il periodo di validita© proposto e© giustificato dai risultati vanti antimicrobici.
eifargonoM
degli studi di stabilita© . I dati ad essa relativi si otten-
ilareneG
gono dai risultati delle titolazioni virali, delle conte bat- Per i vaccini inattivati, nei casi in cui le sostanze acces-
teriche o dei saggi di attivita© effettuati, ad intervalli sorie possono interferire con un saggio di inattivazione,
regolari, fino a tre mesi oltre la data di scadenza su quest'ultimo si effettua durante la preparazione della
almeno tre lotti di vaccino rappresentativi e consecutivi sospensione madre finale del vaccino, dopo che i diffe-
ehcituecamraF
mantenuti nelle condizioni di conservazione raccoman- renti lotti di antigene sono stati mescolati ma prima
date e, a seconda del caso, dai risultati ottenuti dagli dell'aggiunta delle sostanze accessorie; il saggio per la
emroF
studi sul contenuto di umidita© (per prodotti liofilizzati), verifica del processo di inattivazione puo© essere quindi
dai saggi fisici sugli adiuvanti, dai saggi chimici sulle omesso sulla sospensione madre finale del vaccino e
sostanze come i componenti degli adiuvanti, i conser- sul lotto di vaccino.
vanti e il pH. Alcuni saggi possono essere effettuati solo sulla sospen-
eiretaM
Se possibile, si effettuano studi sulla stabilita© del vac- sione madre finale del vaccino piuttosto che sul lotto o
emirP
cino ricostituito, utilizzando il prodotto ricostituito sui lotti preparati da esso; questi saggi comprendono
secondo le raccomandazioni proposte. quelli per i conservanti antimicrobici, la formaldeide
libera, l'innocuita© e la determinazione dell'attivita© bio-
ehcituecamraF
vengono usati per prevenire i danni e gli effetti collate- chiusi in modo da escludere qualsiasi contaminazione.
rali causati dalla contaminazione microbica che puo© Saggi fisici. Un vaccino contenente un adiuvante oleoso
verificarsi durante l'uso di un vaccino. I conservanti e© sottoposto al saggio per la determinazione della visco-
antimicrobici non sono aggiunti ai prodotti liofilizzati sita© mediante un metodo appropriato; la viscosita© deve
ecidnI
ma, se giustificato, considerando il periodo massimo essere compresa nei limiti stabiliti per il prodotto. Si
raccomandato per l'uso dopo la ricostituzione del pro- deve dimostrare la stabilita© dell'emulsione.
649
Vaccini per uso veterinario
Saggi chimici . Si deve dimostrare, effettuando dei saggi data. Per i vaccini associati, il saggio puo© essere effet-
appropriati, che la concentrazione di sostanze, come tuato sui componenti separati quando la formulazione
per esempio l'alluminio e i conservanti, e© compresa nei del vaccino lo permette; se questo non ë possibile, puo©
limiti stabiliti per il prodotto. essere necessario ridurre il previsto numero di dosi di
. Misurare il pH dei prodotti liquidi e dei diluenti e un vaccino vivo da usare nel saggio se l'inoculazione di
dieci dosi potrebbe comportare la somministrazione di
pH
filizzazione mediante la determinazione del contenuto zione per il periodo piu© lungo indicato nelle specifiche
di acqua e dimostrare che e© compreso nei limiti stabiliti monografie. Non si deve verificare alcuna reazione
per il prodotto. anormale locale o generale.
Solo un lotto finale che soddisfa a ciascuno dei requisiti
riportati nelle sezioni Identificazione, Saggi e Dosaggio CONSERVAZIONE
descritte di seguito e nelle principali singole monografie
puo© essere rilasciato per l'uso. In accordo con l'autorita© Conservare al riparo dalla luce e ad una temperatura di
competente alcuni dei saggi su lotto possono essere 5 þ 3 C, salvo diversa indicazione nella monografia.
omessi nel caso in cui i saggi effettuati durante la pro- Le preparazioni liquide non devono essere congelate,
duzione forniscano garanzie uguali o superiori circa l'i- salvo diversa indicazione.
doneita© del lotto o se sono stati effettuati saggi alterna-
tivi convalidati rispetto al metodo della Farmacopea. ETICHETTE
SAGGI L'etichetta indica:
^ che la preparazione ë per uso veterinario,
Le singole monografie riportano anche i saggi che devono ^ il volume della preparazione e il numero delle dosi
essere effettuati su ciascun particolare vaccino. nel recipiente,
Formaldeide (2.4.18; usare il Metodo B se e© stato ^ la via di somministrazione,
aggiunto sodio metabisolfito per neutralizzare l'eccesso
di formaldeide). Nel caso in cui la formaldeide sia stata ^ il tipo o i tipi di batteri o di virus usati e per i vac-
usata nella preparazione, la concentrazione di formal- cini vivi il numero minimo di batteri vivi o il titolo
deide libera non e© superiore a 0,5 g/l, a meno che non virale minimo,
sia stata dimostrata l'innocuita© di una quantita© supe- ^ se del caso, per i vaccini inattivati l'attivita© biolo-
riore. gica minima espressa in Unita© Internazionali,
Fenolo (2.5.15). Se il vaccino contiene fenolo, la concen- ^ se del caso, il nome e la quantita© del conservante
trazione non e© superiore a 5 g/l. antimicrobico o di qualsiasi altra sostanza
Sterilita© (2.6.1). Quando prescritto nella monografia, i aggiunta al vaccino,
vaccini soddisfano al saggio di sterilita© . Se il volume di ^ il nome di qualsiasi sostanza che puo© causare rea-
liquido nel recipiente e© superiore a 100 ml usare, ove zioni indesiderate,
possibile, il metodo della filtrazione su membrana. Nel
caso in cui questo metodo non possa essere usato, si ^ per i vaccini liofilizzati:
puo© usare il metodo della inoculazione diretta. ^ il nome o la composizione e il volume del
Se il volume di liquido in ciascun recipiente e© uguale o liquido da aggiungere per la ricostituzione,
superiore a 20 ml, il volume minimo da usare per cia- ^ il periodo entro il quale il vaccino deve essere
scun terreno di coltura corrisponde al 10 per cento del utilizzato dopo la ricostituzione,
contenuto o a 5 ml, quale dei due e© inferiore. ^ per i vaccini con un adiuvante oleoso l'avvertenza
Il numero appropriato di campioni da sottoporre a sag- che se il vaccino e© accidentalmente iniettato nel-
gio (2.6.1) corrisponde all'1 per cento del lotto, da un l'uomo ë necessario un immediato intervento del
minimo di quattro ad un massimo di dieci. medico,
Micoplasmi (2.6.7). Quando prescritto in una monogra- ^ le specie animali alle quali il vaccino ë destinato,
fia, il vaccino soddisfa al saggio dei micoplasmi. ^ le indicazioni per l'uso del vaccino,
. Generalmente, somministrare due dosi di
^ le istruzioni per l'uso,
Innocuita©
650
Forme farmaceutiche
inoizircserP
ilareneG
isilanA id
Glossario . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 653 Preparazioni nasali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 675
idoteM
Capsule . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 654 Preparazioni oftalmiche . . . . . . . . . . . . . . . . . . 677
Compresse . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 656 Preparazioni oromucosali . . . . . . . . . . . . . . . . 680
Gomme da masticare medicate . . . . . . . . . . . . 660 Preparazioni parenterali . . . . . . . . . . . . . . . . . 684
Granulati . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 660 Preparazioni per inalazione . . . . . . . . . . . . . . . 687
irotinetnoC
/ ilairetaM
Preparazioni liquide per uso orale . . . . . . . . . . 662 Preparazioni per irrigazione . . . . . . . . . . . . . . 692
Polveri per uso orale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 664 Preparazioni rettali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 693
Bastoncini . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 665 Preparazioni vaginali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 695
Cerotti transdermici . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 666 Tamponi medicati . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 698
Preparazioni liquide per applicazione cutanea 667 Dispositivi intraruminali . . . . . . . . . . . . . . . . . 698
Polveri per applicazione cutanea . . . . . . . . . . . 668 Premiscele per alimenti medicati per uso
ivittaeR
Preparazioni semisolide per applicazione veterinario . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 699
cutanea . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 668 Preparazioni intramammarie per uso vete-
Schiume medicate . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 671 rinario . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 699
Preparazioni auricolari . . . . . . . . . . . . . . . . . . 672 Preparazioni liquide veterinarie per applica-
itnemogrA
Preparazioni farmaceutiche pressurizzate . . . . 674 zione cutanea . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 700
ilareneG
eifargonoM
ilareneG
ehcituecamraF
emroF
eiretaM
emirP
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
ehcitapoemO
inoizaraperP
ecidnI
Glossario
inoizircserP
ilareneG
Base
1502
isilanA id
idoteM
Il testo introduttivo che segue fornisce definizioni e/o
spiegazioni di termini che si possono trovare nelle mono-
grafie generali sulle forme farmaceutiche, o che possono
Forme farmaceutiche a rilascio convenzionale
essere in queste usati senza che vengano in quel contesto Le forme farmaceutiche a rilascio convenzionale sono
definiti. Se importante, viene fatto riferimento ad altri preparazioni che mostrano un rilascio della/e sostanze
irotinetnoC
/ ilairetaM
termini equivalenti che si possono trovare in altre pubbli- attive non deliberatamente modificato per mezzo di un
cazioni o contesti. progetto particolare di formulazione e/o metodo di
Questo glossario viene dato per informazione. produzione. Nel caso di una forma farmaceutica solida,
l'andamento di dissoluzione del principio attivo
dipende essenzialmente dalle sue proprieta© intrinseche.
ivittaeR
Termini standard Termine equivalente: forma farmaceutica a rilascio
Termini di riferimento per descrivere la forma farma- immediato.
ceutica di un prodotto medicinale, le vie di sommini-
strazione e i contenitori usati. Tali termini sono stati
stabiliti dalla Commissione della Farmacopea Europea
itnemogrA
Forme farmaceutiche a rilascio modificato
ilareneG
e sono forniti in una pubblicazione a parte sui termini Le forme farmaceutiche a rilascio modificato sono pre-
standard. parazioni in cui la velocita© e/o il sito di rilascio del/dei
principi attivi sono differenti da quella di una forma
farmaceutica convenzionale somministrata per la stessa
eifargonoM
Sostanza attiva
via. Questa deliberata modificazione si ottiene con uno
ilareneG
La sostanza attiva e© qualunque componente di una pre- speciale progetto di formulazione e/o metodo di produ-
parazione medicinale destinato a conferirle attivita© far- zione. Le forme farmaceutiche a rilascio modificato
macologica o altro effetto diretto di diagnosi, tratta- comprendono le forme a rilascio prolungato, a rilascio
mento o prevenzione di malattie oppure ad agire farma- ritardato e a rilascio ripetuto.
ehcituecamraF
cologicamente sulla struttura o sulle funzioni del corpo
emroF
umano o animale. Un preparato medicinale puo© conte-
nere piu© di un principio attivo. Termini equivalenti: com- Forme farmaceutiche a rilascio prolungato
eiretaM
un rilascio della/e sostanze attive piu© lento di quello di
emirP
Eccipiente
Un eccipiente e© qualunque componente, diverso dal/dai una forma di dosaggio convenzionale somministrata
principio/i attivo/i presente in una preparazione medi- verso stessa
per la via. Il rilascio prolungato si ottiene attra-
cinale o usato nella produzione della preparazione. metodo di produzione.progetto
uno speciale di formulazione e/o
La funzione di un eccipiente e© quella di operare come dosaggio a rilascio protratto. equivalente: forma di
Termine
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
del paziente e di facilitare l'allestimento della prepara- Le forme farmaceutiche a rilascio ritardato sono forme
zione. Di norma, nella formulazione di una prepara- di dosaggio a rilascio modificato che mostrano un rila-
zione medicinale, si usa piu© di un eccipiente. scio della/e sostanze attive che e© ritardato. Il rilascio
ritardato si ottiene con uno speciale progetto di formu-
lazione e/o metodo di produzione. Le forme di dosag-
Veicolo
gio a rilascio ritardato comprendono preparazioni
ecidnI
Un veicolo e© il vettore, costituito da uno o piu© eccipienti, gastroresistenti come definite nelle monografie generali
per la/le sostanze attive in una preparazione liquida. sulle forme farmaceutiche solide per uso orale.
653
Capsule
654
Capsule
inoizircserP
gica; raccomandazioni al riguardo sono fornite nel Utilizzare come liquido acqua R. Se giustificato ed
ilareneG
testo Requisiti microbiologici delle preparazioni farma- autorizzato, puo© essere usato come mezzo liquido acido
ceutiche (5.1.4). cloridrico 0,1 M oppure succo gastrico artificiale R.
Se le capsule galleggiano sulla superficie dell'acqua, si
puo© aggiungere un disco. Se non diversamente giustifi-
SAGGI cato e autorizzato, azionare l'apparecchio per 30 min
isilanA id
idoteM
Uniformita© di contenuto (2.9.6). Se non e© diversamente ed
al
esaminare lo stato delle capsule. Queste soddisfano
saggio se tutte e sei sono disaggregate.
prescritto o giustificato e autorizzato, le capsule con
un contenuto in principio attivo inferiore a 2 mg o infe-
riore al 2 per cento della massa totale soddisfano al sag-
gio B per l'uniformita© di contenuto di preparazioni a
irotinetnoC
/ ilairetaM
dose unica. Se la preparazione ha piu© di un principio
attivo, la specifica si applica solo a quei principi che
corrispondono alle condizioni sopracitate. Capsule molli
Uniformita© di massa (2.9.5). Le capsule soddisfano al
saggio per l'uniformita© di massa di preparazioni a dose
unica. Se per tutti i principi attivi e© prescritto il saggio DEFINIZIONE
ivittaeR
per l'uniformita© di contenuto, il saggio per l'uniformita©
di massa non e© richiesto. Le capsule molli hanno involucri piu© spessi di quelli
. Puo© essere effettuato un saggio idoneo a delle capsule dure. Gli involucri sono costituiti da
dimostrare l'appropriato rilascio del o dei principi un'unica parte e hanno diverse forme.
Dissoluzione
itnemogrA
attivi, per esempio uno dei saggi descritti al Saggio di
ilareneG
dissoluzione per le forme farmaceutiche solide (2.9.3).
Se e© prescritto un saggio di dissoluzione, puo© non essere PRODUZIONE
richiesto un saggio di disaggregazione. Le capsule molli sono generalmente formate, riempite,
saldate in un'unica operazione, ma per uso estempora-
eifargonoM
CONSERVAZIONE
ilareneG
neo l'involucro puo© essere preformato. Il materiale del-
Conservare a temperatura non superiore ai 30 C. l'involucro puo© contenere un principio attivo.
Sostanze liquide possono essere introdotte diretta-
ETICHETTE mente; i solidi sono generalmente disciolti o dispersi in
ehcituecamraF
L'etichetta indica il nome di ogni antimicrobico un veicolo adatto a dare una soluzione o una disper-
emroF
aggiunto. sione di consistenza pastosa.
Si puo© avere parziale migrazione dei costituenti dal
contenuto della capsula all'involucro e viceversa, a
Capsule rigide causa della natura dei materiali e delle superfici di con-
tatto.
eiretaM
emirP
DEFINIZIONE
Le capsule rigide hanno involucri costituiti da due SAGGI
sezioni cilindriche preformate, un'estremita© delle quali
ehcituecamraF
ehcificepS
che e© poi chiusa facendo scivolare l'altra sezione sopra liquide dispensate in capsule molli possono attaccare il
di essa. La sicurezza della chiusura puo© essere raffor- disco; in questi casi, e quando autorizzato, il disco puo©
zata con mezzi idonei. essere omesso. Se non diversamente giustificato e auto-
rizzato, azionare l'apparecchio per 30 min ed esaminare
SAGGI lo stato delle capsule. Se queste non soddisfano al sag-
gio perchë aderiscono ai dischi, ripetere il saggio su
ecidnI
Disaggregazione . Le capsule rigide soddisfano al saggio altre sei capsule omettendo i dischi. Le capsule soddi-
per la disaggregazione di compresse e capsule (2.9.1). sfano al saggio se tutte e sei sono disaggregate.
655
Compresse
SAGGI
Disaggregazione . Per capsule con involucro gastroresi-
stente effettuare il saggio di disaggregazione (2.9.1) con COMPRESSE
656
Compresse
inoizircserP
DEFINIZIONE delle forme farmaceutiche a dose unica (2.9.6) o al saggio
ilareneG
Le compresse sono preparazioni solide contenenti cia- per l'Uniformita© di massa delle forme farmaceutiche a
scuna una dose unica di uno o piu© principi attivi e otte- dose unica (2.9.5), secondo il caso.
nute usualmente per compressione di volumi uniformi Nella produzione, nel confezionamento, nella conserva-
di particelle. Sono destinate alla somministrazione zione e nella distribuzione delle compresse si adottano
opportune misure atte ad assicurare la loro qualita©
isilanA id
orale. Alcune vengono inghiottite intere, alcune dopo
idoteM
essere state masticate, altre sono disciolte o disperse in microbiologica; raccomandazioni al riguardo sono for-
acqua prima della somministrazione e altre ancora nite nel testo Requisiti microbiologici delle preparazioni
sono tenute in bocca, dove viene liberato il principio farmaceutiche (5.1.4).
attivo.
irotinetnoC
SAGGI
/ ilairetaM
Le particelle sono formate da uno o piu© componenti
attivi con o senza eccipienti come diluenti, leganti, (2.9.6). Se non diversamente
disaggreganti, sostanze atte a favorire lo scorrimento, Uniformita© di contenuto
ivittaeR
Le compresse sono di norma cilindri solidi regolari, con a dose unica. Se la preparazione ha piu© di un principio
le superfici di base piane o convesse e con i bordi che attivo, la specifica si applica solo a quei principi che
possono essere smussati. Possono avere linee o segni di rispondono alle condizioni sopracitate.
rottura e possono portare un simbolo o altri marchi. Se non diversamente giustificato e autorizzato, le com-
Possono essere rivestite. presse rivestite, diverse da quelle rivestite con film,
itnemogrA
ilareneG
Quando richiesto, i contenitori per compresse soddi- soddisfano al saggio A per l'Uniformita© di contenuto
sfano alle specifiche dei Materiali usati nella fabbrica- delle forme farmaceutiche a dose unica (2.9.6.),
zione di contenitori (3.1. e sottosezioni) e Contenitori indipendentemente dal loro contenuto in principi
(3.2. e sottosezioni). attivi.
Si possono distinguere varie categorie di compresse per (2.9.5). Le compresse non rivestite
eifargonoM
ilareneG
uso orale:
Uniformita© di massa
ehcituecamraF
^ compresse solubili, niformita© di contenuto, il saggio per l'uniformita© di
massa non e© richiesto.
emroF
^ compresse dispersibili, . Puo© essere effettuato un idoneo saggio
^ compresse orodispersibili, Dissoluzione
emirP
richiesto un saggio di disaggregazione.
PRODUZIONE
Le compresse sono preparate usualmente per compres- Compresse non rivestite
ehcituecamraF
ehcificepS
per mezzo dei saggi Friabilita© delle compresse non rive- di particelle e compresse multistrato costituite da strati
stite (2.9.7) e Resistenza alla rottura delle compresse concentrici o paralleli ottenuti per successiva compres-
(2.9.8). Le compresse masticabili sono preparate in sione di particelle di differente composizione. Gli ecci-
modo da assicurare che vengano facilmente rotte masti- pienti usati non sono specificamente intesi a modificare
cando. Per compresse delle quali e© autorizzata la suddi- il rilascio del principio attivo nei fluidi digestivi.
visione, viene dimostrato in modo esauriente alla com- Le compresse non rivestite sono conformi alla defini-
ecidnI
petente autorita© che le parti ottenute per suddivisione zione generale di compresse. Una sezione, esaminata
soddisfano o al saggio A per l'Uniformita© di contenuto mediante una lente, mostra o una struttura relativa-
657
Compresse
mente uniforme (compresse monostrato) o una strut- disaggregata, ripetere il saggio su altre sei compresse,
tura stratificata (compresse multistrato) ma nessun sostituendo l'acqua R con acido cloridrico 0,1 M.
segno di rivestimento. Le compresse soddisfano al saggio se tutte e sei sono
disaggregate nel mezzo acido.
SAGGI Le compresse rivestite con film soddisfano al saggio di
. Le compresse non rivestite soddi- disaggregazione prescritto per le compresse non rive-
sfano al saggio per la disaggregazione di compresse e stite, con la differenza che, se non e© diversamente giusti-
Disaggregazione
capsule (2.9.1). Utilizzare come liquido acqua R. ficato e autorizzato, si aziona l'apparecchio per 30 min.
Mettere un disco in ciascun tubo. Se non diversamente Se le compresse rivestite o rivestite con film non soddi-
giustificato e autorizzato, azionare l'apparecchio per sfano al saggio per l'aderenza ai dischi, ripetere il sag-
15 min, ed esaminare lo stato delle compresse. gio su altre sei compresse, senza i dischi. Le compresse
Se le compresse non soddisfano al saggio a causa del- soddisfano al saggio se tutte e sei sono disaggregate.
l'aderenza al disco, ripetere il saggio su altre sei com- Le compresse rivestite masticabili non devono soddisfare
presse senza i dischi. Le compresse soddisfano al saggio al saggio.
se tutte e sei sono disaggregate.
Le compresse masticabili non devono soddisfare al
saggio.
Compresse effervescenti
Compresse rivestite
DEFINIZIONE
DEFINIZIONE Le compresse effervescenti sono compresse non rive-
Le compresse rivestite sono compresse ricoperte con stite contenenti generalmente sostanze acide e carbo-
uno o piu© strati di miscele di varie sostanze come resine nati o bicarbonati che reagiscono rapidamente in pre-
naturali o sintetiche, gomme, gelatina, cariche inattive senza di acqua sviluppando anidride carbonica. Sono
e insolubili, zuccheri, plastificanti, polioli, cere, colo- destinate ad essere disciolte o disperse in acqua prima
ranti autorizzati e talvolta aromatizzanti e principi della somministrazione.
attivi. Le sostanze usate come rivestimento sono di
norma applicate come soluzione o sospensione in con-
dizioni in cui si abbia evaporazione del veicolo. SAGGI
Quando il rivestimento e© costituito da uno strato poli- . Porre una compressa in un recipiente
merico molto sottile, le compresse sono dette com- Disaggregazione
658
Compresse
inoizircserP
SAGGI Le compresse a rilascio modificato comprendono com-
ilareneG
Disaggregazione. Le compresse solubili disaggregano presse
scio
a rilascio prolungato, a rilascio ritardato, a rila-
pulsatile.
entro 3 min quando sono sottoposte al saggio per la
disaggregazione delle compresse e delle capsule (2.9.1)
ma usando acqua R a 15-25 C. PRODUZIONE
isilanA id
Si effettua un saggio opportuno per dimostrare l'appro-
idoteM
priato rilascio del o dei principi attivi.
Compresse dispersibili
Compresse gastroresistenti
irotinetnoC
/ ilairetaM
DEFINIZIONE
Le compresse dispersibili sono compresse non rivestite DEFINIZIONE
o rivestite con film destinate ad essere disperse in acqua Le compresse gastroresistenti sono compresse a rilascio
prima della somministrazione dando una dispersione ritardato preparate per resistere al fluido gastrico e rila-
omogenea. sciare il o i loro principi attivi nel fluido intestinale.
ivittaeR
Sono preparate rivestendo le compresse con una
SAGGI sostanza gastroresistente (compresse a rivestimento
. Le compresse dispersibili disaggre- enterico) o da granuli o particelle gia© ricoperti con un
Disaggregazione
gano entro 3 min quando sono sottoposte al saggio per rivestimento gastroresistente.
Le compresse ricoperte con un rivestimento gastroresi-
itnemogrA
la disaggregazione delle compresse e delle capsule
ilareneG
(2.9.1) ma usando acqua R a 15-25 C. stente sono conformi alla definizione di compresse rive-
Finezza della . Porre due compresse in
dispersione
stite.
100 ml di acqua R e agitare finchë sono completamente
disperse. Si ottiene una dispersione omogenea, che PRODUZIONE
eifargonoM
passa attraverso un setaccio con apertura nominale Per le compresse preparate da granuli o particelle gia©
ilareneG
delle maglie di 710 mm. ricoperte con rivestimento gastroresistente, si effettua
un saggio adatto a dimostrare l'appropriato rilascio
del o dei principi attivi.
Compresse orodispersibili
ehcituecamraF
SAGGI
emroF
DEFINIZIONE Disaggregazione . Per le compresse ricoperte con un
Le compresse orodispersibili sono compresse non rive- rivestimento gastroresistente si effettua il saggio per la
disaggregazione (2.9.1) con le modifiche seguenti. Usare
stite destinate ad essere poste nella bocca dove si acido cloridrico 0,1 M come liquido; azionare l'apparec-
disperdono rapidamente prima di essere inghiottite. chio per 2 h, o altro tempo simile che sia autorizzato,
eiretaM
emirP
senza i dischi e controllare lo stato delle compresse.
SAGGI Il tempo di resistenza al mezzo acido varia secondo la
Le compresse orodispersibili disag- formulazione delle compresse in esame. Normalmente
Disaggregazione.
gregano entro 3 min quando vengono sottoposte al sag- e© di 2-3 h ma, anche con le deroghe autorizzate, non e©
ehcituecamraF
insieme, sono studiati per modificare la velocita© , il sito ticelle gia© rivestite con una sostanza gastroresistente, si
o il tempo al quale il o i principi attivi sono rilasciati. effettua un saggio adatto a dimostrare l'appropriato
659
Granulati
rilascio del/dei principi attivi, per esempio il saggio Le gomme da masticare medicate, se necessario, pos-
descritto al Saggio di dissoluzione per le forme farmaceu- sono essere ricoperte ad esempio per proteggerle dal-
tiche solide (2.9.3). l'umidita© e dalla luce.
Se non diversamente giustificato ed autorizzato, viene
effettuato un saggio idoneo a dimostrare l'appropriato
rilascio del o dei principi attivi.
Compresse da utilizzare nella cavita© buccale Nella produzione, nel confezionamento, nella conserva-
zione e nella distribuzione delle gomme da masticare
medicate, si adottano misure atte ad assicurare la loro
DEFINIZIONE qualita© microbiologica; raccomandazioni al riguardo
Le compresse da utilizzare nella cavita© buccale sono, di sono fornite nel testo Requisiti microbiologici delle pre-
norma, compresse non rivestite. Sono formulate in parazioni farmaceutiche (5.1.4).
modo da dare un rilascio lento e azione locale del o dei
principi attivi o il rilascio e assorbimento in una zona SAGGI
definita della bocca. Soddisfano alle specifiche della (2.9.6). Se non diversamente
manografia Preparazioni oromucosali (1807). Uniformita© di contenuto
660
Granulati
inoizircserP
nati alla somministrazione orale. Possono essere deglu- Granulati effervescenti
ilareneG
titi come tali, masticati oppure disciolti o dispersi in
acqua o in altro liquido adatto prima di essere sommi-
nistrati. DEFINIZIONE
I granulati contengono uno o piu© principi attivi con o I granulati effervescenti sono granulati non rivestiti
senza eccipienti e, se necessario, coloranti autorizzati o contenenti generalmente sostanze acide e carbonati o
isilanA id
idoteM
sostanze aromatizzanti. bicarbonati che reagiscono rapidamente in presenza di
I granulati sono presentati come preparazioni a dose acqua sviluppando anidride carbonica. Sono preparati
unica o multidose. Ciascuna dose di una preparazione per essere disciolti o dispersi in acqua prima della som-
multidose viene dispensata per mezzo di un misurino ministrazione.
irotinetnoC
atto a prelevare la quantita© prescritta. Per i granulati a
/ ilairetaM
dose unica, ogni dose e© racchiusa in un contenitore SAGGI
individuale, per esempio un sacchetto, una cartina o . Porre una dose di granulato efferve-
un flaconcino. Disaggregazione
ivittaeR
contenitori (3.1 e sottosezioni) e Contenitori (3.2. e sotto- sono disaggregati, essendo disciolti oppure dispersi nel-
sezioni). l'acqua. Ripetere l'operazione su altre cinque dosi.
Si possono distinguere varie categorie di granulati: La preparazione soddisfa al saggio se ciascuna delle
^ granulati effervescenti, sei dosi utilizzate disaggrega entro 5 min.
^ granulati rivestiti,
itnemogrA
ilareneG
^ granulati a rilascio modificato, CONSERVAZIONE
^ granulati gastroresistenti. Conservare in un recipiente ermeticamente chiuso.
PRODUZIONE
eifargonoM
ilareneG
Nella produzione, nel confezionamento, nella conserva-
zione e nella distribuzione di granulati si adottano
Granulati rivestiti
opportune misure atte ad assicurare la loro qualita©
microbiologica; raccomandazioni al riguardo sono for- DEFINIZIONE
ehcituecamraF
nite nel testo Requisiti microbiologici delle preparazioni I granulati rivestiti sono generalmente preparazioni
farmaceutiche (5.1.4).
emroF
multidose costituite da granuli rivestiti da uno o piu©
strati di miscele di vari eccipienti.
SAGGI
Uniformita© di contenuto (2.9.6). Se non e© diversamente PRODUZIONE
prescritto o giustificato e autorizzato, i granulati a dose Le sostanze usate per il rivestimento sono di norma
eiretaM
emirP
unica con un contenuto in principio attivo inferiore a applicate come soluzione o sospensione in condizioni
2 mg o inferiore al 2 per cento della massa totale soddi- che favoriscono l'evaporazione del solvente.
sfano al saggio B per l'uniformita© di contenuto di pre-
parazioni a dose unica. Se la preparazione ha piu© di un SAGGI
ehcituecamraF
ehcificepS
cipi che corrispondono alle condizioni sopracitate. Dissoluzione . Puo© essere effettuato un saggio idoneo a
(2.9.5). I granulati a dose unica, dimostrare l'appropriato rilascio del o dei principi
attivi, per esempio uno dei saggi descritti al Saggio di
Uniformita© di massa
contenuti devono essere particolarmente protetti, con- I granulati a rilascio modificato sono granulati rivestiti
servare in un recipiente ermeticamente chiuso. o non rivestiti, preparati con eccipienti speciali o con
661
Preparazioni liquide per uso orale
procedimenti speciali che, separatamente o insieme, Alcune preparazioni liquide per uso orale sono ottenute
sono studiati per modificare la velocita© , il sito o il per diluizione di preparazioni liquide concentrate o da
tempo al quale il o i principi attivi sono rilasciati. polveri o granulati per la preparazione di soluzioni o
I granulati a rilascio modificato comprendono granu- sospensioni orali oppure di gocce orali o sciroppi, uti-
lati a rilascio prolungato e granulati a rilascio ritardato. lizzando un veicolo adatto.
Il veicolo per ogni preparazione per uso orale e© scelto in
PRODUZIONE funzione della natura del o dei principi attivi e per dare
caratteristiche organolettiche adatte all'uso previsto
Si effettua un saggio adatto a dimostrare l'appropriato della preparazione.
rilascio del o dei principi attivi. Le preparazioni liquide per uso orale possono conte-
nere adatti antimicrobici, antiossidanti e altri eccipienti
come sostanze disperdenti, sospendenti, addensanti,
Granulati gastroresistenti emulsionanti, tamponanti, bagnanti, solubilizzanti,
stabilizzanti, aromatizzanti, dolcificanti e coloranti
autorizzati dall'autorita© competente.
DEFINIZIONE Le emulsioni possono presentare segni di separazione
I granulati gastroresistenti sono granulati a rilascio di fase ma sono facilmente ricostituite per agitazione.
ritardato preparati in modo che resistano al fluido Le sospensioni possono presentare un sedimento che si
gastrico e rilascino il o i principi attivi nel fluido intesti- disperde facilmente dopo agitazione, per dare una
nale. Queste proprieta© si ottengono ricoprendo i granu- sospensione che rimane sufficientemente stabile da per-
lati con una sostanza gastroresistente (granulati a rive- mettere il rilascio della dose corretta.
stimento enterico) o con altri idonei mezzi. Se del caso, i contenitori per preparazioni liquide per
uso orale soddisfano alle specifiche dei Materiali usati
PRODUZIONE per la fabbricazione di contenitori (3.1. e sottosezioni) e
Si effettua un saggio adatto a dimostrare l'appropriato Contenitori (3.2. e sottosezioni).
rilascio del o dei principi attivi o componenti. Si possono distinguere parecchie categorie di prepara-
zioni:
SAGGI ^ soluzioni, emulsioni e sospensioni orali,
^ polveri e granulati per soluzioni e sospensioni
Dissoluzione . Effettuare un saggio adatto a dimostrare orali,
l'appropriato rilascio del o dei principi attivi, per esem- ^ gocce per uso orale,
pio il saggio descritto al Saggio di dissoluzione per le ^ polveri per gocce orali,
forme farmaceutiche solide (2.9.3).
^ sciroppi,
^ polveri e granulati per sciroppi.
0672 PRODUZIONE
Durante lo sviluppo di una preparazione per uso orale,
la cui formulazione contenga un antimicrobico, dovra©
essere dimostrata in modo esauriente all'autorita© com-
PREPARAZIONI LIQUIDE
petente l'efficacia del conservante scelto. Un idoneo
PER USO ORALE
metodo con i criteri per la valutazione delle proprieta©
Praeparationes liquidae perorales conservanti della formulazione e© riportato nel testo
Se giustificato ed autorizzato, le specifiche di questa Efficacia della conservazione antimicrobica (5.1.3).
monografia non si applicano a preparazioni liquide per Nella produzione, nel confezionamento, nella conserva-
uso orale destinate all'uso veterinario. zione e nella distribuzione di preparazioni liquide per
uso orale, si adottano opportune misure atte ad assicu-
rare la loro qualita© microbiologica; raccomandazioni
DEFINIZIONE al riguardo sono fornite nel testo Requisiti microbiolo-
Le preparazioni liquide per uso orale sono general- gici delle preparazioni farmaceutiche (5.1.4).
mente soluzioni, emulsioni o sospensioni che conten- Nella produzione di preparazioni liquide per uso orale
gono uno o piu© principi attivi in un veicolo adatto; pos- contenenti particelle disperse, sono prese misure atte
sono tuttavia essere costituiti da principi attivi liquidi ad assicurare una idonea e controllata dimensione delle
usati come tali (liquidi orali). particelle in relazione all'uso previsto.
662
Preparazioni liquide per uso orale
inoizircserP
SAGGI Polveri e granulati per soluzioni
ilareneG
Uniformita© di contenuto (2.9.6). Se non e© diversamente e sospensioni orali
prescritto o giustificato e autorizzato, le preparazioni
liquide a dose unica costituite da sospensioni soddi- DEFINIZIONE
sfano al saggio seguente. Dopo agitazione, vuotare cia-
isilanA id
Le polveri e i granulati per la preparazione di soluzioni
idoteM
scun contenitore il piu© quantitativamente possibile ed o sospensioni per uso orale generalmente corrispon-
effettuare il saggio sui singoli contenuti. Questi soddi- dono alle definizioni date nelle monografie Polveri per
sfano al saggio B per l'uniformita© di contenuto delle uso orale (1165) e Granulati (0499), rispettivamente.
preparazioni a dose unica. Possono contenere eccipienti, in particolare per facili-
. Le preparazioni a dose unica che
irotinetnoC
tare la dispersione o la dissoluzione e per prevenire la
/ ilairetaM
Uniformita© di massa
ivittaeR
. In un adatto Uniformita© di contenuto (2.9.6). Se non e© diversamente
prescritto o giustificato e autorizzato, le polveri a dose
Dose e uniformita© di dose di gocce orali
itnemogrA
cento della massa totale soddisfano al saggio B per
ilareneG
La velocita© di gocciolamento non supera due gocce al
secondo. Pesare il liquido, ripetere l'aggiunta, pesare di l'uniformita© di contenuto delle preparazioni a dose
nuovo e andare avanti ripetendo l'aggiunta e la pesata unica. Se la preparazione ha piu© di un principio attivo,
fino ad ottenere un totale di dieci masse. Nessuna la specifica si applica solo a quei principi che corrispon-
massa singola devia piu© del 10 per cento dalla massa dono alle condizioni sopracitate.
eifargonoM
media. Il totale delle dieci masse non differisce piu© del (2.9.5). Le polveri e i granulati a
ilareneG
Uniformita© di massa
15 per cento dalla massa nominale di dieci dosi. dose unica soddisfano al saggio per l'uniformita© di
Se necessario, misurare il volume totale di dieci dosi. massa di preparazioni a dose unica. Se per tutti i prin-
Il volume non differisce piu© del 15 per cento dal volume cipi attivi e© prescritto il saggio per l'uniformita© di
nominale di dieci dosi. contenuto, il saggio per l'uniformita© di massa non e©
ehcituecamraF
(2.9.28). Le preparazioni richiesto.
emroF
Massa o volume rilasciabile
emirP
L'etichetta indica il nome di ogni conservante antimi- ^ le condizioni e la durata di conservazione dopo la
crobico aggiunto. preparazione. ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
Gocce orali
Soluzioni, emulsioni e sospensioni orali
DEFINIZIONE
DEFINIZIONE Le gocce orali sono soluzioni, emulsioni o sospensioni
ehcitapoemO
inoizaraperP
volumi di 5 ml o multipli oppure una siringa orale per preparazione o per grammo di preparazione, se la dose
altri volumi. e© misurata in gocce.
663
Polveri per uso orale
Pulveres perorales
DEFINIZIONE
Le specifiche per le polveri da usare per la preparazione
Gli sciroppi sono preparazioni acquose caratterizzate di soluzioni o sospensioni orali sono date nella monogra-
da gusto dolce e viscosita© elevata. Possono contenere fia Preparazioni liquide per uso orale (0672). Se giustifi-
saccarosio ad una concentrazione di almeno il 45 per cato ed autorizzato, le specifiche di questa monografia
cento m/m. Il gusto dolce puo© essere ottenuto anche non si applicano alle polveri per uso orale destinate all'uso
usando altri polioli o dolcificanti. Generalmente gli sci- veterinario.
roppi contengono sostanze aromatiche o aromatiz-
zanti. Ciascuna dose da un contenitore multidose viene
somministrata per mezzo di un dispositivo adatto a DEFINIZIONE
misurare il volume prescritto. Il dispositivo e© usual-
Le polveri per uso orale sono preparazioni costituite da
mente un cucchiaio o una tazza per volumi di 5 ml oparticelle solide, non aggregate, asciutte e di vari gradi
multipli. di finezza. Contengono uno o piu© principi attivi, con o
senza eccipienti e, se necessario, coloranti autorizzati e
ETICHETTE aromatizzanti. Sono generalmente somministrate in o
con acqua o altro liquido adatto. Possono anche essere
L'etichetta indica il nome e la concentrazione del ingerite direttamente. Sono presentate come polveri a
poliolo o del dolcificante. dose unica o multidose.
664
Bastoncini
inoizircserP
Se del caso, i contenitori per le polveri per uso orale CONSERVAZIONE
ilareneG
soddisfano alle specifiche dei Materiali usati nella fab- Conservare in un recipiente ermeticamente chiuso.
bricazione di contenitori (3.1. e sottosezioni) e Conteni-
tori (3.2. e sottosezioni).
Le polveri orali multidose richiedono la fornitura di un
misurino in grado di dare la quantita© prescritta. Ogni
isilanA id
idoteM
dose di una polvere a dose unica e© racchiusa in un con- 1154
irotinetnoC
PRODUZIONE
BASTONCINI
/ ilairetaM
Styli
Nella produzione di polveri per uso orale, si adottano Ulteriori specifiche per i Bastoncini si possono trovare, se
misure atte a garantire una dimensione particellare necessario, in altre monografie generali, per esempio
adatta all'uso previsto. nella monografia Preparazioni nasali (0676).
Nella produzione, nel confezionamento, nella conserva-
zione e nella distribuzione delle polveri per uso orale,
ivittaeR
si adottano opportune misure atte ad assicurare la loro DEFINIZIONE
qualita© microbiologica; raccomandazioni al riguardo I bastoncini sono preparazioni solide destinate all'ap-
sono fornite nel testo Requisiti microbiologici delle pre- plicazione locale. Sono di forma cilindrica o conica e
parazioni farmaceutiche (5.1.4). sono costituiti da uno o piu© principi attivi soli o
itnemogrA
disciolti o dispersi in un eccipiente adatto che puo©
ilareneG
SAGGI disciogliersi o fondere alla temperatura corporea.
Uniformita© di contenuto (2.9.6). Se non e© diversamente Idevono
bastoncini uretrali e quelli da introdurre nelle ferite
essere sterili.
prescritto o giustificato e autorizzato, le polveri orali a
dose unica con un contenuto in principio attivo infe-
eifargonoM
riore a 2 mg o inferiore al 2 per cento della massa totale PRODUZIONE
ilareneG
soddisfano al saggio B per l'uniformita© di contenuto Nella produzione, nel confezionamento, nella conserva-
per le preparazioni a dose unica. Se la preparazione ha zione e nella distribuzione dei bastoncini si adottano
piu© di un principio attivo, la specifica si applica solo a misure atte ad assicurare la loro qualita© microbiolo-
quei principi che corrispondono alle condizioni sopra- gica; raccomandazioni su questo aspetto sono date nel
ehcituecamraF
citate. testo Requisiti microbiologici delle preparazioni farma-
emroF
Uniformita© di massa (2.9.5). Le polveri orali a dose ceutiche (5.1.4).
unica soddisfano al saggio per l'uniformita© di massa di I bastoncini uretrali e altri bastoncini sterili sono pre-
preparazioni a dose unica. Se per tutti i principi attivi parati utilizzando materiali e metodi adatti ad assicu-
e© prescritto il saggio per l'uniformita© di contenuto, il rare la sterilita© e ad evitare l'introduzione di contami-
saggio per l'uniformita© di massa non e© richiesto. nanti e la crescita di microrganismi; raccomandazioni
eiretaM
emirP
su questo aspetto sono date nel testo Metodi di prepara-
CONSERVAZIONE zione di prodotti sterili (5.1.1).
Nella preparazione dei bastoncini ci si preoccupa di
Se la preparazione contiene componenti volatili, con- assicurare che la preparazione soddisfi un saggio per
ehcituecamraF
di contenuto.
Polveri effervescenti SAGGI
(2.6.1). I bastoncini uretrali e quelli da intro-
ehcitapoemO
inoizaraperP
Sterilita©
carbonica. Sono preparate per essere disciolte o ^ per i bastoncini uretrali e per quelli da introdurre
disperse in acqua prima della somministrazione. nelle ferite, che sono sterili.
665
Cerotti transdermici
666
Preparazioni liquide per applicazione cutanea
inoizircserP
vante scelto. Un idoneo metodo con i criteri per la valu-
ilareneG
0927
tazione delle proprieta© conservanti della formulazione
e© riportato nel testo Efficacia della conservazione anti-
microbica (5.1.3).
Nella produzione, nel confezionamento, nella conserva-
isilanA id
PREPARAZIONI LIQUIDE PER
zione e nella distribuzione di preparazioni liquide per
idoteM
APPLICAZIONE CUTANEA
irotinetnoC
/ ilairetaM
per applicazione cutanea destinate all'uso sistemico e Le preparazioni liquide per applicazione cutanea sterili
veterinario. si preparano utilizzando materiali e metodi in grado di
assicurare sterilita© e di evitare l'introduzione di conta-
DEFINIZIONE minanti e la crescita di microrganismi; raccomanda-
zioni al riguardo sono fornite nel testo Metodi di prepa-
Le preparazioni liquide per applicazione cutanea sono razione di prodotti sterili (5.1.1).
ivittaeR
preparazioni di diversa viscosita© da applicare sulla cute Nella produzione di preparazioni liquide per applica-
(incluso il cuoio capelluto) o sulle unghie allo scopo di zione cutanea contenenti particelle disperse, sono prese
ottenere un effetto locale o un'attivita© transdermica. misure atte ad assicurare una idonea e controllata
Sono soluzioni, emulsioni o sospensioni che possono dimensione delle particelle in relazione all'uso previsto.
itnemogrA
contenere uno o piu© principi attivi in un adatto veicolo.
ilareneG
Possono contenere idonei antimicrobici, antiossidanti
e altri eccipienti, quali stabilizzanti, emulsionanti e SAGGI
addensanti. (2.9.28). Le preparazioni
Le emulsioni possono presentare segni di separazione
Massa o volume rilasciabili
eifargonoM
di fase, ma sono facilmente ricostituite per agitazione.
ilareneG
a dose singola soddisfano al saggio.
Le sospensioni possono presentare un sedimento che si (2.6.1). Quando l'etichetta indica che la prepa-
disperde facilmente dopo agitazione per dare una Sterilita©
ehcituecamraF
nea. CONSERVAZIONE
emroF
Se del caso, i contenitori per preparazioni liquide per Se la preparazione e© sterile, conservare in un recipiente
applicazione cutanea soddisfano alle specifiche dei sterile, ermeticamente chiuso, con chiusura inviolabile.
Materiali usati nella fabbricazione di contenitori (3.1. e
sottosezioni) e Contenitori (3.2. e sottosezioni).
Quando le preparazioni liquide per applicazione cuta- ETICHETTE
eiretaM
emirP
nea sono confezionate in recipienti pressurizzati, i con- L'etichetta indica:
tenitori soddisfano alle specifiche della monografia ^ il nome di ogni antimicrobico aggiunto,
Preparazioni farmaceutiche pressurizzate (0523).
Le preparazioni destinate specificatamente all'applica- ^ se del caso, che la preparazione e© sterile.
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
un antimicrobico, deve essere dimostrata in modo esau- Consistono in emulsioni, sospensioni o soluzioni; nor-
riente all'autorita© competente l'efficacia del conser- malmente contengono tensioattivi.
667
Preparazioni semisolide per applicazione cutanea
SAGGI
Finezza . Se prescritto, la finezza di una polvere si deter-
mina per setacciatura (2.9.12) o con altro metodo
POLVERI PER APPLICAZIONE
appropriato.
(2.9.6). Se non e© diversamente
CUTANEA
PRODUZIONE Unguenta
Nella produzione di polveri per applicazione cutanea, si Le specifiche di questa monografia si applicano a tutte le
adottano misure atte ad assicurare una dimensione par- preparazioni semisolide per applicazione cutanea. Se del
ticellare compatibile con l'uso previsto. Nella produ- caso, ulteriori specifiche per preparazioni semisolide da
zione, nel confezionamento, nella conservazione e nella applicare a superfici particolari o mucose si possono tro-
distribuzione delle polveri per applicazione cutanea, si vare in altre monografie generali, per esempio: Prepara-
668
Preparazioni semisolide per applicazione cutanea
inoizircserP
zioni auricolari (0652), Preparazioni oftalmiche (1163), zione antimicrobica (5.1.3). Nella produzione, nel confe-
ilareneG
Preparazioni nasali (0676), Preparazioni rettali (1145) e zionamento, nella conservazione e nella distribuzione
Preparazioni vaginali (1164). delle preparazioni semisolide per applicazione cutanea
si adottano opportune misure atte ad assicurare la loro
DEFINIZIONE qualita© microbiologica; raccomandazioni al riguardo
sono fornite nel testo Requisiti microbiologici delle pre-
isilanA id
idoteM
Le preparazioni semisolide per applicazione cutanea parazioni farmaceutiche (5.1.4).
sono destinate al rilascio locale o transdermico di prin- Le preparazioni sterili si preparano utilizzando mate-
cipi attivi, oppure hanno azione emolliente o protettiva. riali e metodi in grado di assicurare la sterilita© e di evi-
Hanno aspetto omogeneo. tare l'introduzione di contaminanti e la crescita di
irotinetnoC
/ ilairetaM
Le preparazioni semisolide per applicazione cutanea microrganismi; raccomandazioni al riguardo sono for-
sono costituite da una base semplice o composta in nite nel testo Metodi di preparazione di prodotti sterili
cui, usualmente, sono disciolti o dispersi uno o piu© (5.1.1).
principi attivi. Secondo la sua composizione, la base Nella produzione di preparazioni semisolide per appli-
puo© influenzare l'azione della preparazione. cazione cutanea, si adottano opportune misure atte ad
Le basi possono essere costituite di sostanze naturali o assicurare che siano soddisfatte le proprieta© reologiche
ivittaeR
sintetiche e possono essere sistemi ad una fase o multi- fissate. Se del caso, si possono effetture i seguenti saggi
fase. Secondo la natura della base, la preparazione puo© non obbligatori: misura della consistenza per penetro-
avere carattere idrofilo o idrofobo (lipofilo), puo© conte- metria (2.9.9), viscosita© (viscosita© apparente) (2.2.10) e
nere additivi adatti come antimicrobici, antiossidanti, un saggio adatto a dimostrare l'appropriato rilascio
itnemogrA
stabilizzanti, emulsionanti, addensanti e sostanze che del/dei principi attivi.
ilareneG
aumentano l'assorbimento. Nella produzione di preparazioni semisolide per appli-
Le preparazioni destinate all'uso su larghe ferite aperte cazione cutenea che contengono principi attivi che non
o su pelle gravemente danneggiata sono sterili. sono disciolti nella base (per esempio emulsioni o
Se del caso, i contenitori per preparazioni semisolide sospensioni) si adottano misure in grado di assicurare
eifargonoM
per applicazione cutanea soddisfano alle specifiche per un'appropriata omogeneita© della preparazione che
ilareneG
Materiali usati nella fabbricazione di contenitori (3.1 e viene rilasciata.
sottosezioni) e Contenitori (3.2 e sottosezioni). Nella produzione di preparazioni semisolide per appli-
Si possono distinguere varie categorie di preparazioni cazione
sono
cutanea che contengono particelle disperse,
prese misure atte ad assicurare una idonea e con-
semisolide per applicazione cutanea:
ehcituecamraF
^ unguenti, trollata dimensione delle particelle in relazione all'uso
emroF
previsto.
^ creme,
^ geli, SAGGI
^ paste,
^ cataplasmi, Massa o volume rilasciabile (2.9.28). Le preparazioni
semisolide per applicazione cutanea fornite in conteni-
eiretaM
emirP
^ impiastri medicati. tori a dose unica devono soddisfare a questo saggio.
Secondo la loro struttura, ungenti, creme e geli general- (2.6.1). Quando l'etichetta indica che la prepa-
mente hanno un comportamento viscoelastico ed un razione e© sterile, questa soddisfa al saggio di sterilita© .
Sterilita©
lazione sono riportati nel testo Efficacia della conserva- ^ se del caso, che la preparazione e© sterile.
669
Preparazioni semisolide per applicazione cutanea
Unguenti idrofili
Gli unguenti idrofili sono preparazioni che hanno basi
Paste
miscibili con l'acqua. Le basi usualmente sono miscele DEFINIZIONE
di macrogol (polietilenglicoli) liquidi e solidi. Possono Le paste sono preparazioni semisolide per applicazioni
contenere appropriate quantita© di acqua. cutanee che contengono, finemente dispersi nella base,
solidi in grandi proporzioni.
Creme
DEFINIZIONE Cataplasmi
Le creme sono preparazioni multifase costituite da una DEFINIZIONE
fase lipofila e da una fase acquosa. I cataplasmi consistono di una base idrofila, che trat-
tiene il calore, in cui sono dispersi principi attivi solidi
o liquidi. Sono usualmente spalmati in strato spesso su
Creme idrofobe una tela adatta e scaldati prima dell'applicazione alla
Le creme idrofobe hanno come fase continua la fase pelle.
lipofila. Contengono emulsionanti acqua-in-olio
(A/O) come alcoli della lana, esteri del sorbitano e
monogliceridi. Impiastri medicati
Creme idrofile DEFINIZIONE
Le creme idrofile hanno come fase continua la fase Gli impiastri medicati sono preparazioni flessibili che
acquosa. Contengono emulsionanti olio-in-acqua contengono uno o piu© principi attivi. Sono destinati ad
(O/A) come saponi di sodio o di trietanolammina, sol- essere applicati alla pelle. Sono preparati per mante-
670
Schiume medicate
inoizircserP
nere i principi attivi in stretto contatto con la pelle cos|© Le schiume medicate destinate ad essere impiegate su
ilareneG
che possano essere assorbiti lentamente oppure agire pelle gravemente lesa e su ferite aperte, sono sterili.
come protettivi o cheratolitici. Le schiume medicate confezionate in contenitori pres-
Gli impiastri medicati sono costituiti da una base ade- surizzati soddisfano alle specifiche della monografia
siva, che puo© essere colorata, contenente uno o piu© Preparazioni farmaceutiche pressurizzate (0523).
principi attivi, spalmata come strato uniforme su un
isilanA id
idoteM
appropriato supporto fatto di prodotti naturali o sinte- PRODUZIONE
tici. Non e© irritante o sensibilizzante per la pelle. Lo
strato adesivo e© coperto con un adatto rivestimento Le schiume medicate sterili si preparano usando mate-
protettivo che si toglie prima di applicare l'impiastro riali e metodi che assicurano la sterilita© ed evitano la
alla pelle. Quando si toglie, il rivestimento protettivo contaminazione e la crescita di microrganismi; racco-
irotinetnoC
/ ilairetaM
non deve staccare la preparazione dello strato esterno mandazioni al riguardo sono fornite nel testo Metodi
di sostegno. Gli impiastri medicati sono presentati in di preparazione di prodotti sterili (5.1.1).
una varieta© di misure adatte al loro uso previsto oppure
in fogli piu© grandi da tagliare prima dell'uso. Aderi- SAGGI
scono saldamente alla pelle applicando una lieve pres- . Mantenere il contenitore
sione e possono essere tolti senza causare danno
ivittaeR
Densita© relativa della schiuma
apprezzabile alla pelle o il distacco della preparazione a circa 25 C per almeno 24 h. Avendo cura di non farne
dallo strato esterno di supporto. aumentare la temperatura, inserire nel tasto erogatore
un tubo rigido lungo da 70 mm a 100 mm con un dia-
metro interno di circa 1 mm. Agitare il contenitore per
SAGGI rendere omogenea la fase liquida del suo contenuto ed
itnemogrA
ilareneG
Puo© essere necessario un saggio adatto a erogare da 5 ml a 10 ml di schiuma a perdere.
Tarare un contenitore a fondo piatto avente un volume
Dissoluzione.
eifargonoM
formemente il contenitore aiutandosi con un movi-
ilareneG
mento circolare. Dopo che la schiuma si e©
completamente espansa, la si livella rimuovendone l'ec-
1105
cesso con una lamina. Pesare e quindi determinare la
massa di un uguale volume di acqua R riempiendo con
ehcituecamraF
acqua R lo stesso contenitore.
emroF
La densita© relativa della schiuma e© equivalente al rap-
SCHIUME MEDICATE
porto:
Musci medicati m/e
Ulteriori specifiche per le schiume medicate si possono m = massa del campione in esame, in grammi,
trovare, se del caso, in altre monografie generali, per e = massa di un uguale volume di acqua R, in
eiretaM
grammi.
emirP
esempio: Preparazioni rettali (1145), Preparazioni vagi-
nali (1164) e Preparazioni liquide per applicazione cuta- Effettuare tre misurazioni. Nessuno dei singoli valori
nea (0927). presenta uno scarto maggiore del 20 per cento rispetto
al valore medio.
ehcituecamraF
DEFINIZIONE
ehcificepS
Durata dell'espansione
pienti. Sono di solito destinate ad essere applicate sulla inferiore della buretta e© collegata per mezzo di un tubo
cute o sulle mucose. di plastica, lungo non piu© di 50 mm e con un diametro
Le schiume medicate si formano generalmente al interno di 4 mm, al contenitore che eroga la schiuma
momento della somministrazione da una preparazione provvisto di un tasto erogatore adattato per questo col-
liquida contenuta in un contenitore pressurizzato. legamento. Mantenere il contenitore a circa 25 C per
Il contenitore e© dotato di un dispositivo costituito da almeno 24 h. Agitare il contenitore, avendo cura di
ecidnI
una valvola e da un tasto a pressione, adatto per l'ero- non farne aumentare la temperatura, per rendere omo-
gazione della schiuma. genea la fase liquida del suo contenuto, erogare da
671
Preparazioni auricolari
5 ml a 10 ml di schiuma a perdere. Collegare il tasto Contengono, di solito, uno o piu© principi attivi in un
erogatore all'uscita della buretta. Premere il tasto e veicolo adatto. Possono contenere eccipienti, per esem-
introdurre circa 30 ml di schiuma con una singola ero- pio per regolare la tonicita© o la viscosita© , per regolare
gazione. Chiudere il rubinetto e contemporaneamente o stabilizzare il pH, per aumentare la solubilita© dei
avviare il cronometro e leggere il volume occupato principi attivi, per stabilizzare la preparazione oppure
dalla schiuma nella buretta. Effettuare la lettura ogni per assicurare adeguate proprieta© antimicrobiche.
10 s fino a quando si raggiunge il volume massimo. Gli eccipienti non influenzano negativamente l'azione
Effettuare tre misurazioni. Nessuno dei tempi necessari farmacologica della preparazione e, alle concentrazioni
per raggiungere il volume massimo e© superiore a 5 min. d'uso, non causano tossicita© o irritazione locale ecces-
Sterilita©(2.6.1). Quando l'etichetta indica che la prepa- siva.
razione e© sterile, questa soddisfa al saggio di sterilita© .Le preparazioni da applicare all'orecchio leso, special-
mente se il timpano e© perforato oppure prima di un
ETICHETTE intervento chirurgico, sono sterili, prive di antimicro-
bici e confezionate a dose unica.
L'etichetta indica, se del caso, che la preparazione e© ste- Le preparazioni auricolari sono fornite in contenitori
rile. multidose o a dose singola dotati, se necessario, di un
adatto dispositivo di somministrazione che puo© essere
studiato per evitare l'introduzione di contaminanti.
Se non diversamente giustificato e autorizzato, le pre-
parazioni auricolari acquose confezionate in conteni-
tori multidose contengono un adatto antimicrobico in
concentrazione appropriata, a meno che la prepara-
zione non abbia di per së adeguate proprieta© antimicro-
biche.
Se del caso, i contenitori per preparazioni auricolari
soddisfano alle specifiche dei Materiali usati nella fab-
bricazione di contenitori (3.1 e sottosezioni) e Contenitori
(3.2 e sottosezioni).
Si possono distinguere varie categorie di preparazioni
auricolari:
^ gocce e spray auricolari,
^ preparazioni auricolari semisolide,
^ polveri auricolari,
Figura 1105.-1. Apparecchio per la determinazione ^ lavaggi auricolari,
della durata dell'espansione ^ tamponi auricolari.
PRODUZIONE
Durante lo sviluppo di una preparazione auricolare, la
cui formulazione contenga un antimicrobico, dovra©
0652
672
Preparazioni auricolari
inoizircserP
Le preparazioni auricolari sterili si preparano utiliz- Gocce e spray auricolari
ilareneG
zando materiali e metodi in grado di assicurare ste-
rilita© e di evitare l'introduzione di contaminanti e la
crescita di microrganismi; raccomandazioni al riguardo DEFINIZIONE
sono fornite nel testo Metodi di preparazione di prodotti Gocce e spray auricolari sono soluzioni, emulsioni o
sterili (5.1.1).
isilanA id
sospensioni di uno o piu© principi attivi in liquidi adatti
idoteM
Nella produzione di preparazioni auricolari che conten- per essere applicati nel meato uditivo senza esercitare
gono particelle disperse, sono prese misure atte ad assi- pressione dannosa sul timpano (per esempio, acqua,
curare una idonea e controllata dimensione delle parti- glicoli od oli grassi). Possono essere posti nel meato
celle in relazione all'uso previsto. uditivo anche per mezzo di un tampone impregnato
irotinetnoC
con il liquido.
/ ilairetaM
Le emulsioni possono mostrare segni di separazione di
fase, ma sono facilmente ridisperse per agitazione.
SAGGI Le sospensioni possono avere un sedimento che viene
con facilita© nuovamente disperso per agitazione per
(2.9.6). Se non diversamente dare una sospensione stabile abbastanza da consentire
ivittaeR
Uniformita© di contenuto
itnemogrA
ilareneG
zione contiene piu© di un principio attivo, la specifica si pompetta in gomma o plastica. In alternativa, questo
applica solo a quei principi che corrispondono alle con- sistema viene fornito separatamente. Gli spray sono
dizioni sopracitate. generalmente forniti in contenitori multidose dotati di
un opportuno applicatore. Quando gli spray sono for-
(2.9.5). Le preparazioni auricolari niti in contenitori pressurizzati, questi soddisfano alle
eifargonoM
Uniformita© di massa
ilareneG
specifiche della monografia Preparazioni farmaceutiche
massa delle preparazioni a dose unica. Se e© prescritto pressurizzate (0523).
per tutti i principi attivi il saggio per l'uniformita© di
contenuto, il saggio per l'uniformita© di massa non e©
richiesto. Preparazioni auricolari semisolide
ehcituecamraF
emroF
Sterilita©(2.6.1). Quando l'etichetta indica che la prepa-
razione e© sterile, questa soddisfa al saggio di sterilita© . DEFINIZIONE
Le preparazioni auricolari semisolide si applicano al
CONSERVAZIONE meato uditivo esterno, se necessario per mezzo di un
tampone impregnato con la preparazione.
eiretaM
emirP
Se la preparazione e© sterile, conservare in un recipiente Le preparazioni auricolari semisolide soddisfano alle
sterile, ermeticamente chiuso, con chiusura inviolabile. applicazionedella
specifiche monografia Preparazioni semisolide per
cutanea (0132). ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
cato e autorizzato, questo periodo non deve supe- Sono fornite in contenitori provvisti di un dispositivo
rare 4 settimane. adatto per applicazione o insufflazione.
673
Preparazioni farmaceutiche pressurizzate
674
Preparazioni nasali
inoizircserP
Nella produzione, nel confezionamento, nella conserva-
ilareneG
0676
zione e nella distribuzione di preparazioni nasali, si
adottano opportune misure atte ad assicurare la loro
qualita© microbiologica; raccomandazioni al riguardo
sono fornite nel testo Requisiti microbiologici delle pre-
parazioni farmaceutiche (5.1.4).
isilanA id
PREPARAZIONI NASALI
idoteM
Nasalia Le preparazioni nasali sterili si preparano usando
materiali e metodi che assicurano la sterilita© ed evitano
la contaminazione e la crescita di microrganismi; rac-
DEFINIZIONE comandazioni al riguardo sono fornite nel testo Metodi
irotinetnoC
/ ilairetaM
di preparazione di prodotti sterili (5.1.1).
Le preparazioni nasali sono preparazioni liquide, semi- Nella produzione di preparazioni nasali contenenti par-
solide o solide da somministrare nelle cavita© nasali per ticelle disperse, sono prese misure atte ad assicurare
ottenere un effetto sistemico o locale. Contengono uno una idonea e controllata dimensione delle particelle in
o piu© principi attivi. Le preparazioni nasali sono, per relazione all'uso previsto.
quanto possibile, non irritanti e non esercitano alcun
ivittaeR
effetto indesiderato sulle funzioni della mucosa nasale
e delle sue ciglia. Le preparazioni nasali acquose sono SAGGI
generalmente isotoniche e possono contenere ecci-
pienti, per esempio per correggere la viscosita© della pre- Sterilita©(2.6.1). Quando l'etichetta indica che la prepa-
parazione, per correggere o stabilizzare il pH, per razione e© sterile, questa soddisfa al saggio di sterilita© .
itnemogrA
ilareneG
aumentare la solubilita© del principio attivo o per stabi-
lizzare la preparazione. CONSERVAZIONE
Le preparazioni nasali sono fornite in contenitori mul-
tidose o a dose unica, muniti, se necessario, di un appo- Se la preparazione e© sterile, conservare in un recipiente
sito dispositivo di somministrazione costruito in modo sterile, ermeticamente chiuso, con chiusura inviolabile.
eifargonoM
ilareneG
da evitare l'introduzione di contaminanti.
Se non diversamente giustificato ed autorizzato, le pre- ETICHETTE
parazioni nasali acquose confezionate in contenitori
multidose contengono un adatto antimicrobico in con- L'etichetta indica:
ehcituecamraF
centrazione appropriata, a meno che la preparazione ^ il nome di ogni antimicrobico aggiunto,
non abbia di per së adeguate proprieta© antimicrobiche.
emroF
^ se del caso, che la preparazione e© sterile.
Se del caso, i contenitori soddisfano alle specifiche di
Materiali usati nella fabbricazione di contenitori (3.1. e
sottosezioni) e Contenitori (3.2. e sottosezioni) Gocce nasali e spray nasali liquidi
Si possono distinguere varie categorie di preparazioni
eiretaM
emirP
nasali:
^ gocce nasali e spray nasali liquidi, DEFINIZIONE
^ polveri nasali, Le gocce nasali e gli spray nasali liquidi sono soluzioni,
ehcituecamraF
ehcificepS
Durante lo sviluppo di una preparazione nasale, la cui sospensione che rimane sufficientemente stabile da per-
formulazione contenga un antimicrobico, deve essere mettere la somministrazione di una dose corretta.
dimostrata in modo esauriente all'autorita© competente Le gocce nasali sono generalmente confezionate in reci-
l'efficacia del conservante scelto. Un idoneo metodo pienti multidose muniti di un adatto applicatore.
con i relativi criteri per la valutazione delle proprieta© Gli spray nasali liquidi sono confezionati in contenitori
ecidnI
conservanti della formulazione e© riportato nel testo dotati di nebulizzatore o in contenitori pressurizzati
Efficacia della conservazione antimicrobica (5.1.3). forniti di un idoneo dispositivo di somministrazione,
675
Preparazioni nasali
con o senza valvola dosatrice, che soddisfano alle speci- Ripetere la procedura per altri nove contenitori.
fiche della monografia Preparazioni farmaceutiche pres- Se non diversamente giustificato ed autorizzato, la pre-
surizzate (0523). parazione soddisfa al saggio se non piu© di uno dei sin-
Le dimensioni delle goccioline dello spray sono tali da goli contenuti e© fuori dei limiti compresi tra il 75 per
permettere la loro deposizione nella cavita© nasale. cento e il 125 per cento e nessuno e© fuori dei limiti com-
presi tra il 65 per cento e il 135 per cento del contenuto
SAGGI medio.
Se due o tre singoli contenuti sono fuori dei limiti dal
Se non e© diversamente prescritto o giustificato ed auto- 75 per cento al 125 per cento, ma sono compresi nell'in-
rizzato, le gocce nasali confezionate in contenitori a tervallo dal 65 per cento al 135 per cento, ripetere il sag-
dose unica e le singole dosi di spray nasali dispensate gio su altri 20 contenitori. La preparazione soddisfa al
con valvola dosatrice destinate ad azione sistemica, saggio se non piu© di tre dei 30 singoli contenuti sono
soddisfano ai saggi seguenti. fuori dei limiti compresi tra il 75 per cento e il 125 per
Uniformita© di massa . Le gocce nasali in forma di solu- cento e nessuno e© fuori dei limiti compresi tra il 65 per
zione soddisfano al saggio seguente: pesare singolar- cento e il 135 per cento del contenuto medio.
mente il contenuto di dieci contenitori vuotati il piu©
quantitativamente possibile e determinare la massa
media. Non piu© di due delle singole masse possono pre-
sentare uno scarto superiore al 10 per cento rispetto Polveri nasali
alla massa media e nessuna uno scarto maggiore del
20 per cento. DEFINIZIONE
Gli spray nasali costituiti da soluzioni erogate con val-
vola dosatrice soddisfano al saggio seguente: erogare Le polveri nasali sono polveri da insufflare nelle cavita©
una volta a perdere. Aspettare per non meno di 5 s ed nasali per mezzo di un opportuno dispositivo.
erogare di nuovo a perdere. Ripetere questa procedura Le polveri nasali sono conformi alle specifiche della
altre tre volte. Determinare la massa del contenitore, monografia Polveri per applicazione cutanea (1166).
erogare una volta a perdere e ripesare il contenitore. Le dimensioni delle particelle sono tali da permettere la
Calcolare la differenza tra le due masse. Ripetere que- loro deposizione nella cavita© nasale e vengono verifi-
sta procedura per altri nove contenitori. Essi soddi- cate con adeguati metodi di determinazione delle
sfano al saggio se non piu© di due dei singoli valori pre- dimensioni particellari.
sentano uno scarto superiore al 25 per cento rispetto
alla massa media e nessuna uno scarto maggiore del
35 per cento. Preparazioni nasali semisolide
Uniformita© di contenuto (2.9.6). Le gocce nasali in
forma di sospensione o di emulsione soddisfano al sag-
gio seguente: vuotare il piu© quantitativamente possibile DEFINIZIONE
ciascun contenitore ed effettuare il saggio sui singoli
contenuti. Soddisfano al saggio B di uniformita© di con- Le preparazioni nasali semisolide soddisfano alle speci-
tenuto. fiche della monografia Preparazioni semisolide per
Uniformita© di dose erogata . Gli spray nasali con valvola applicazione cutanea (0132).
dosatrice costituiti da sospensioni o emulsioni soddi- I contenitori sono adattati per rilasciare il prodotto al
sfano al saggio seguente: utilizzare un apparecchio in sito di applicazione.
grado di raccogliere quantitativamente la dose rila-
sciata dall'erogatore del sistema di nebulizzazione.
Agitare un contenitore per 5 s ed erogare una volta a
perdere. Aspettare per non meno di 5 s, agitare per altri
Lavaggi nasali
5 s ed erogare di nuovo a perdere. Ripetere questa pro-
cedura altre tre volte. Dopo 2 s scaricare una dose della DEFINIZIONE
preparazione nel recipiente di raccolta azionando il
dispositivo di nebulizzazione. Raccogliere il liquido I lavaggi nasali sono generalmente soluzioni acquose
contenuto nel recipiente di raccolta mediante risciacqui isotoniche destinate alla pulizia delle cavita© nasali.
successivi e determinare il contenuto in principio attivo I lavaggi nasali destinati ad essere applicati su ferite o
nei liquidi riuniti. prima di un intervento chirurgico sono sterili.
676
Preparazioni oftalmiche
inoizircserP
SAGGI di microrganismi; raccomandazioni al riguardo sono
ilareneG
Massa o volume rilasciabile(2.9.28). I lavaggi nasali for- fornite
(5.1.1).
nel testo Metodi di preparazione di prodotti sterili
niti in contenitori a dose unica soddisfano al saggio.
Nella produzione di preparazioni oftalmiche contenenti
particelle disperse, sono prese misure atte ad assicurare
isilanA id
idoteM
Bastoncini nasali una idonea e controllata dimensione delle particelle in
relazione all'uso previsto.
DEFINIZIONE
irotinetnoC
/ ilairetaM
I bastoncini nasali soddisfano alla monografia Baston- SAGGI
cini (1154).
Uniformita© di contenuto (2.9.6). Se non altrimenti pre-
scritto o giustificato e autorizzato le preparazioni oftal-
miche con un contenuto in principio attivo inferiore a
ivittaeR
1163 2 mg o inferiore al 2 per cento della massa totale soddi-
sfano al saggio B per l'uniformita© di contenuto di pre-
parazioni a dose unica. Se la preparazione contiene piu©
di un principio attivo, la specifica si applica solo a quei
principi che corrispondono alle condizioni sopracitate.
itnemogrA
PREPARAZIONI OFTALMICHE
ilareneG
Ophthalmica Uniformita© di massa (2.9.5). Le preparazioni oftalmiche
in dose singola soddisfano al saggio per l'uniformita© di
DEFINIZIONE massa di preparazioni a dose singola. Se per tutti i prin-
Le preparazioni oftalmiche sono preparazioni liquide, cipi attivi e© prescritto il saggio per l'uniformita© di con-
eifargonoM
tenuto, il saggio per l'uniformita© di massa non e©
ilareneG
semisolide o solide da applicare sul bulbo oculare e/o richiesto.
sulla congiuntiva o da introdurre nel sacco congiunti-
vale. (2.6.1). Le preparazioni oftalmiche soddisfano
Se del caso, i contenitori soddisfano alle specifiche per i
Sterilita©
ehcituecamraF
Materiali usati nella fabbricazione di contenitori (3.1 e gono forniti separatamente. Si preleva l'applicatore dal
sottosezioni) e Contenitori (3.2 e sottosezioni).
emroF
suo imballaggio il piu© asetticamente possibile e lo si tra-
Si possono distinguere varie categorie di preparazioni sferisce in un tubo contenente il terreno di coltura, cos|©
oftalmiche: che sia completamente immerso. Si pone in incubazione
^ colliri, e si interpretano i risultati come descritto al saggio di
^ bagni oculari, sterilita© .
eiretaM
emirP
^ polveri per colliri e per bagni oculari, (2.9.28). Le preparazioni
^ preparazioni oftalmiche semisolide,
Massa o volume rilasciabile
ehcificepS
PRODUZIONE CONSERVAZIONE
Durante lo sviluppo di una preparazione oftalmica, la
cui formulazione contenga un antimicrobico, deve Se non altrimenti prescritto, conservare in un recipiente
ehcitapoemO
inoizaraperP
essere dimostrata, in modo esauriente, all'autorita© com- sterile, ermeticamente chiuso, con chiusura inviolabile.
petente l'efficacia del conservante scelto. Un idoneo
metodo con i criteri per la valutazione delle proprieta©
conservanti della formulazione e© riportato nel testo
Efficacia della conservazione antimicrobica (5.1.3). ETICHETTE
Le preparazioni oftalmiche si preparano utilizzando
ecidnI
materiali e metodi in grado di assicurare la sterilita© e L'etichetta indica il nome di ogni antimicrobico
di evitare l'introduzione di contaminanti e la crescita aggiunto.
677
Preparazioni oftalmiche
manda di osservare prima l'intero campione a basso tenitori per preparazioni multidose non contengono
ingrandimento (per es. 50 ) e di identificare le parti- piu© di 200 ml di soluzione oftalmica.
2
678
Preparazioni oftalmiche
inoizircserP
ETICHETTE Preparazioni oftalmiche semisolide
ilareneG
L'etichetta indica:
DEFINIZIONE
^ se del caso, che i contenuti si devono utilizzare una Le preparazioni oftalmiche semisolide sono unguenti,
sola volta,
isilanA id
idoteM
creme o gel sterili destinati all'applicazione sulla con-
^ per preparazioni multidose, il periodo dopo l'aper- giuntiva. Contengono uno o piu© principi attivi disciolti
tura del contenitore dopo il quale i contenuti non o dispersi in una base adatta; hanno un aspetto omoge-
devono essere usati. Se non diversamente giustifi- neo.
cato ed autorizzato, questo periodo non supera le Le preparazioni oftalmiche semisolide soddisfano alle
irotinetnoC
/ ilairetaM
4 settimane. specifiche della monografia Preparazioni semisolide per
applicazione cutanea (0132). La base non deve essere
irritante per la congiuntiva.
Le preparazioni oftalmiche semisolide sono confezio-
Polveri per colliri e per bagni oculari nate in piccoli tubi flessibili, sterili, dotati di una can-
ivittaeR
nula e con un contenuto della preparazione non supe-
riore a 5 g. I tubi devono essere ben chiusi per evitare
la contaminazione microbica. Le preparazioni oftalmi-
DEFINIZIONE che semisolide possono essere confezionate anche in
adatti contenitori a dose unica. I contenitori o i bec-
itnemogrA
ilareneG
Le polveri per la preparazione di colliri e di bagni ocu- cucci dei tubi sono di forma tale da facilitare la sommi-
lari sono fornite in forma sterile, secca, per essere nistrazione senza contaminazione. I tubi sono a chiu-
disciolte o sospese in un adatto veicolo liquido al sura inviolabile.
momento della somministrazione. Possono contenere
eccipienti per facilitare la dissoluzione o la dispersione, SAGGI
eifargonoM
ilareneG
per evitare la sedimentazione, per correggere la toni-
cita© , per correggere o stabilizzare il pH o per stabiliz- Dimensione delle particelle . Le preparazioni oftalmiche
zare la preparazione. semisolide che contengono particelle solide disperse
soddisfano al saggio seguente: stendere delicatamente
ehcituecamraF
Dopo dissoluzione o sospensione nel liquido prescritto, in strato sottile una quantita© della preparazione corri-
soddisfano alle specifiche per colliri o per bagni oculari, spondente ad almeno 10 g di principio attivo solido.
emroF
l
emirP
essere misurate ad ingrandimento maggiore (per es. da
Uniformita© di contenuto (2.9.6). Se non diversamente 200 a 500 ). Per ogni campione di 10 g di princi-
2 2 l
prescritto o giustificato e autorizzato, le polveri a dose pio attivo solido, non piu© di venti particelle hanno una
unica per colliri e per bagni oculari con un contenuto dimensione massima maggiore di 25 mm e non piu© di
ehcituecamraF
inoizaraperP
in principio attivo inferiore a 2 mg o inferiore al 2 per due di queste hanno una dimensione massima maggiore
ehcificepS
cento della massa totale soddisfano al saggio B per di 50 mm. Nessuna delle particelle ha una dimensione
l'uniformita© di contenuto di preparazioni a dose unica. massima maggiore di 90 mm.
Se la preparazione contiene piu© di un principio attivo,
la specifica si applica solo a quei principi che corrispon-
ehcitapoemO
inoizaraperP
l'uniformita© di contenuto, il saggio per l'uniformita© di semisolide, di forma e dimensione adatte, destinate ad
massa non e© richiesto. essere inserite nel sacco congiuntivale per ottenere un
679
Preparazioni oromucosali
effetto sull'occhio. Generalmente sono costituiti da un essere progettate per essere applicate in una specifica
serbatoio di principio attivo inserito in una matrice o parte entro la cavita© orale come le gomme (prepara-
circondato da una membrana che controlla la velocita© zioni gengivali) oppure nella gola (preparazioni orofa-
di cessione. Il principio attivo, che e© piu© o meno solubile ringee). Le preparazioni destinate ad un effetto siste-
nei fluidi fisiologici, viene rilasciato in un determinato mico sono progettate per essere assorbite soprattutto a
periodo di tempo. uno o piu© siti della mucosa buccale (per es. prepara-
Gli inserti oftalmici sono confezionati singolarmente in zioni sublinguali). Le preparazioni mucoadesive sono
contenitori sterili. destinate ad essere trattenute nella cavita© buccale per
adesione all'epitelio mucosale e possono modificare
l'assorbimento sistemico del farmaco al sito di applica-
PRODUZIONE zione. Per molte preparazioni oromucosali e© verosimile
Nella produzione di inserti oftalmici si devono adottare che una parte delle sostanze attive sara© deglutita e
opportune misure atte ad assicurare un appropriato potra© essere assorbita nel tratto gastrointestinale.
processo di dissoluzione. Le preparazioni oromucosali possono contenere oppor-
tuni conservanti antimicrobici e altri eccipienti come
SAGGI sostanze disperdenti, sospendenti, addensanti, emulsio-
nanti, tamponanti, bagnanti, solubilizzanti, stabiliz-
(2.9.6). Gli inserti oftalmici zanti, aromatizzanti e dolcificanti. Le preparazioni
solide possono inoltre contenere agenti che favoriscono
Uniformita© di contenuto
680
Preparazioni oromucosali
inoizircserP
Nella fabbricazione, nel confezionamento, nella conser- Collutori
ilareneG
vazione e nella distribuzione delle preparazioni oromu-
cosali, si adottano opportune misure atte ad assicurare
la loro qualita© microbiologica; raccomandazioni al DEFINIZIONE
riguardo sono fornite nel testo Requisiti microbiologici
delle preparazioni farmaceutiche (5.1.4). I collutori sono soluzioni acquose destinate a venire a
isilanA id
idoteM
Nella fabbricazione di preparazioni oromucosali contatto con la membrana mucosa della cavita© orale,
liquide e semi-solide contenenti particelle disperse, usualmente dopo diluizione con acqua. Non devono
sono prese misure atte ad assicurare una idonea e con- essere inghiottiti. Sono dispensati come soluzioni
trollata dimensione delle particelle in relazione all'uso pronte all'uso o soluzioni concentrate da diluire. Pos-
sono essere preparati anche da polveri o compresse da
irotinetnoC
/ ilairetaM
previsto. disciogliere in acqua prima dell'uso.
I collutori possono contenere eccipienti per aggiustare
SAGGI il pH che, per quanto possibile, e© neutro.
(2.9.6). Se non e© diversamente
ivittaeR
Uniformita© di contenuto
itnemogrA
ilareneG
per l'uniformita© di contenuto per le forme farmaceuti- Le soluzioni gengivali sono destinate ad essere sommi-
che a dose unica. Se la preparazione contiene piu© di un nistrate alle gengive per mezzo di un opportuno appli-
principio attivo, la specifica si applica solo a quei prin- catore.
cipi attivi che corrispondono alle condizioni sopra
citate.
eifargonoM
ilareneG
(2.9.5). Le preparazioni solide a
Soluzioni e sospensioni oromucosali
Uniformita© di massa
ehcituecamraF
di massa non e© richiesto. DEFINIZIONE
emroF
Le soluzioni e sospensioni oromucosali sono prepara-
ETICHETTE zioni liquide destinate ad essere somministrate alla
cavita© buccale per mezzo di un adatto applicatore.
L'etichetta indica il nome di ogni conservante antimi- Le sospensioni oromucosali possono mostrare un sedi-
crobico aggiunto. mento facilmente ridispersibile per agitazione a ridare
eiretaM
emirP
una sospensione che rimane sufficientemente stabile da
permettere la somministrazione di una corretta dose.
Gargarismi
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
gargarizzate per ottenere un effetto locale. Non devono Le preparazioni oromucosali semi-solide sono geli idro-
essere inghiottiti. Vengono dispensati come soluzioni fili o paste destinate all'applicazione alla cavita© orale o
pronte all'uso o soluzioni concentrate da diluire. ad una parte specifica della cavita© orale come le gengive
Possono essere preparati anche da polveri o compresse (gel gengivale, pasta gengivale). Possono essere dispen-
da disciogliere in acqua prima dell'uso. sate come preparazioni a dose unica.
ecidnI
Possono contenere eccipienti per aggiustare il pH che, Soddisfano alle specifiche della monografia su Prepara-
per quanto possibile, e© neutro. zioni semi-solide per applicazione cutanea (0132).
681
Preparazioni oromucosali
Gocce oromucosali, spray oromucosali due delle masse singole deviano di piu© del 25 per cento
e sublinguali dal valore medio e nessuna si scosta di piu© del 35 per
cento.
Uniformita© di contenuto (2.9.6). Le gocce oromucosali
DEFINIZIONE costituite da sospensioni o da emulsioni soddisfano al
seguente saggio: vuotare ciascun contenitore il piu©
Le gocce oromucosali, gli spray oromucosali e sublin- completamente possibile ed effettuare il saggio sul con-
guali sono soluzioni, emulsioni o sospensioni destinate tenuto singolo. Soddisfano al saggio B per l'uniformita©
ad avere effetto locale e sistemico. Sono applicati per di contenuto.
instillazione o nebulizzazione nella cavita© orale o su . Gli spray oromucosali con
una parte specifica della cavita© orale come nebulizza- Uniformita© di dose rilasciata
682
Preparazioni oromucosali
inoizircserP
Le pastiglie sono saccaroliti solidi preparati con senza sgretolarsi e rompersi. Questo si puo© dimostrare
ilareneG
stampi. Le paste sono gomme morbide, elastiche prepa- esaminando la Friabilita© delle compresse non rivestite
rate con stampi da miscele contenenti polimeri naturali (2.9.7) e la Resistenza alla rottura delle compresse (2.9.8).
o sintetici e dolcificanti.
SAGGI
isilanA id
idoteM
. Se non diversamente giustificato e auto-
Tavolette Dissoluzione
irotinetnoC
DEFINIZIONE
/ ilairetaM
Le tavolette sono preparazioni solide a dose unica, Capsule oromucosali
destinate ad essere succhiate per ottenere un effetto
locale o sistemico. Sono preparate per compressione e
sono spesso di forma romboidale.
DEFINIZIONE
ivittaeR
PRODUZIONE Le capsule oromucosali sono capsule molli da masti-
care o succhiare.
Nella fabbricazione di tavolette sono prese misure atte
ad assicurare che abbiano una resistenza meccanica
itnemogrA
ilareneG
adatta a resistere alle manipolazioni senza sgretolarsi
o rompersi. Questo si puo© dimostrare esaminando la
Friabilita© delle compresse non rivestite (2.9.7) e la Resi-
Preparazioni mucoadesive
stenza alla rottura (2.9.8).
eifargonoM
DEFINIZIONE
ilareneG
SAGGI Le preparazioni mucoadesive contengono una o piu©
. Per tavolette destinate a produrre un sostanze attive destinate all'assorbimento sistemico
effetto sistemico, si effettua un saggio adatto a dimo- prolungato.la Possono
attraverso mucosa buccale in un periodo di tempo
Dissoluzione
ehcituecamraF
strare l'appropriato rilascio del/dei farmaci. essere fornite come compresse
buccali mucoadesive o come cerotti buccali o altre pre-
emroF
parazioni mucoadesive solide o semi-solide.
Le compresse buccali mucoadesive si preparano per
Compresse sublinguali e buccali compressione a compresse mono- o multi-strato.
Usualmente contengono polimeri idrofili che a contatto
eiretaM
con la saliva danno un idrogel flessibile che aderisce
emirP
DEFINIZIONE alla mucosa buccale.
Le compresse sublinguali e buccali sono preparazioni PRODUZIONE
ehcituecamraF
ehcificepS
cavita© buccale, rispettivamente, per ottenere un effetto Nella fabbricazione di compresse buccali mucoadesive
sistemico. Sono preparate per compressione di miscele sono prese misure atte ad assicurare che abbiano una
di polveri o granulati in compresse di forma adatta per forza meccanica adatta a resistere alla manipolazione
l'uso previsto. senza sgretolarsi e rompersi. Questo si puo© dimostrare
ehcitapoemO
inoizaraperP
Le compresse sublinguali e buccali corrispondono alla esaminando la Friabilita© delle compresse non rivestite
definizione generale di compresse. (2.9.7) e la Resistenza alla rottura delle compresse (2.9.8).
PRODUZIONE SAGGI
Nella fabbricazione di compresse sublinguali e buccali . Se non diversamente giustificato e auto-
Dissoluzione
ecidnI
sono prese misure atte ad assicurare che abbiano una rizzato, si effettua un saggio adatto a dimostrare l'ap-
forza meccanica adatta a resistere alle manipolazioni propriato rilascio del/dei farmaci.
683
Preparazioni parenterali
684
Preparazioni parenterali
inoizircserP
Prodotti per i quali l'etichetta indica che il prodotto terale in un contenitore multidose, sono indicate le pre-
ilareneG
deve essere usato con un filtro finale sono esenti da que- cauzioni da prendere per la sua somministrazione ed in
ste specifiche. particolare per la sua conservazione tra prelievi succes-
Sterilita©(2.6.1). Le preparazioni parenterali soddisfano sivi.
al saggio di sterilita© . Antimicrobici. Le preparazioni acquose che vengono
isilanA id
idoteM
preparate usando condizioni asettiche e che non pos-
sono essere sterilizzate al termine del procedimento
CONSERVAZIONE possono contenere un adatto antimicrobico in concen-
Conservare in un recipiente sterile, ermeticamente trazione appropriata. Non viene aggiunto alcun antimi-
irotinetnoC
crobico quando:
/ ilairetaM
chiuso, con chiusura inviolabile.
^ il volume da iniettare in una dose unica supera i
15 ml, se non diversamente giustificato,
ETICHETTE
^ la preparazione e© destinata alla somministrazione
L'etichetta indica: per vie dove, per ragioni mediche, non e© accettabile
ivittaeR
^ il nome e la concentrazione di ogni antimicrobico un antimicrobico, quali quella intracisternale, epi-
aggiunto, durale, intratecale o mediante qualsiasi altra via
che dia accesso al liquido cerebrospinale, o intra-
^ se del caso, che la soluzione e© da usarsi in unione o retro-oculare.
itnemogrA
con un filtro finale,
ilareneG
^ se del caso, che la preparazione e© priva di endotos- Tali preparazioni vengono presentate in contenitori a
sine batteriche o che e© apirogena. dose unica.
eifargonoM
PRODUZIONE
ilareneG
Preparazioni iniettabili
Nella produzione di preparazioni iniettabili contenenti
particelle disperse, sono prese misure atte ad assicurare
controllate ed idonee dimensioni delle particelle in rela-
ehcituecamraF
DEFINIZIONE zione all'uso previsto.
emroF
Le preparazioni iniettabili sono soluzioni, emulsioni o Preparazioni a dose unica. Il volume della preparazione
sospensioni sterili. Sono preparate disciogliendo, emul- iniettabile in un contenitore a dose unica e© sufficiente a
sionando o sospendendo il o i principi attivi e qualun- permettere il prelievo e la somministrazione della dose
que altro eccipiente aggiunto in Acqua per preparazioni nominale con una tecnica usuale.
eiretaM
iniettabili (0169), in un adatto liquido non acquoso ste-
emirP
rile o in una miscela di questi veicoli.
Le soluzioni per preparazioni iniettabili, esaminate in SAGGI
condizioni di luce adatta, sono limpide e praticamente
ehcituecamraF
inoizaraperP
Uniformita© di contenuto
Le emulsioni per preparazioni iniettabili non mostrano prescritto o giustificato ed autorizzato, le sospensioni
segni di separazione di fase. Le sospensioni per prepa- per iniezioni a dose unica con un contenuto in principio
razioni iniettabili possono presentare un sedimento che attivo inferiore a 2 mg o al 2 per cento della massa
e© facilmente disperso all'agitazione per dare una totale, soddisfano al saggio A per l'uniformita© di conte-
ehcitapoemO
inoizaraperP
sospensione che rimane sufficientemente stabile per nuto per le preparazioni a dose unica. Se la prepara-
permettere di prelevare la corretta dose. zione ha piu© di un principio attivo, la specifica si
Preparazioni multidose. Le iniezioni acquose multidose applica solo a quei principi attivi che rispondono alle
contengono un adatto antimicrobico ad una concentra- condizioni di cui sopra.
zione appropriata eccetto quando la preparazione ha Endotossine batteriche-pirogeni . Viene effettuato un sag-
ecidnI
di per së adeguate proprieta© antimicrobiche. Quando e© gio per le endotossine (2.6.14) o, dove giustificato e auto-
necessario presentare una preparazione per uso paren- rizzato, il saggio per i pirogeni (2.6.8).
685
Preparazioni parenterali
mente rese isotoniche con il sangue. Sono principal- che stabilite per le preparazioni iniettabili o per le infu-
mente destinate alla somministrazione in grande sioni, dopo diluizione ad un appropriato volume.
volume. Le infusioni non contengono alcun antimicro-
bico aggiunto.
Le soluzioni per infusione, esaminate in condizioni Polveri per preparazioni iniettabili
adatte di visibilita© , sono limpide e praticamente esenti o infusioni
da particelle.
Le emulsioni per infusione non mostrano alcuna evi-
denza di separazione di fase. DEFINIZIONE
Le polveri per preparazioni iniettabili o infusioni sono
PRODUZIONE sostanze solide, sterili, ripartite nei loro contenitori
finali e che, quando vengono agitate con il volume pre-
Nella produzione di infusioni contenenti particelle scritto di un dato liquido sterile, danno luogo rapida-
disperse sono prese misure atte ad assicurare idonee e mente o a soluzioni limpide e praticamente prive di par-
controllate dimensioni delle particelle in relazione ticelle o a sospensioni uniformi. Dopo dissoluzione o
all'uso previsto. sospensione, esse soddisfano alle specifiche per le inie-
zioni o per le infusioni.
Il volume dell'infusione nel contenitore e© sufficiente a I prodotti liofilizzati per uso parenterale sono conside-
permettere il prelievo e la somministrazione della dose rati come polveri per preparazioni iniettabili o infu-
nominale operando normalmente (2.9.17). sioni.
686
Preparazioni per inalazione
inoizircserP
PRODUZIONE
ilareneG
0671
isilanA id
prima della liofilizzazione.
idoteM
PREPARAZIONI PER INALAZIONE
Inhalanda
SAGGI DEFINIZIONE
irotinetnoC
/ ilairetaM
(2.9.6). Se non diversamente Le preparazioni per inalazione sono preparazioni
liquide o solide da somministrare come vapore o aero-
Uniformita© di contenuto
prescritto o giustificato e autorizzato, le polveri per pre- sol al polmone per ottenere un effetto locale o siste-
parazioni iniettabili o infusioni con un contenuto in mico. Contengono uno o piu© principi attivi che possono
principio attivo inferiore a 2 mg o al 2 per cento della essere disciolti o dispersi in un adatto veicolo.
massa totale o con una massa unitaria uguale o infe-
ivittaeR
riore a 40 mg soddisfano al saggio A per l'uniformita© Le preparazioni per inalazione possono, secondo il tipo
di contenuto di preparazioni a dose unica. Se la prepa- di preparazione, contenere propellenti, co-solventi,
razione contiene piu© di un principio attivo, la specifica diluenti, antimicrobici, solubilizzanti, stabilizzanti,
si applica solo a quelli che corrispondono alle condi- ecc. Questi eccipienti non influiscono negativamente
sulle funzioni della mucosa dell'apparato respiratorio
itnemogrA
zioni di cui sopra.
ilareneG
o delle sue ciglia.
Uniformita© di massa (2.9.5). Polveri per preparazioni Le preparazioni per inalazione sono fornite in conteni-
iniettabili o infusioni, soddisfano al saggio per l'unifor- tori multidose o a dose unica. Quando sono forniti in
mita© di massa di preparazioni a dose unica. Se per tutti contenitori pressurizzati, soddisfano alle specifiche
i principi attivi e© prescritto il saggio per l'uniformita© di
eifargonoM
della monografia Preparazioni farmaceutiche pressuriz-
ilareneG
contenuto, il saggio per l'uniformita© di massa non e© zate (0523).
richiesto. Le preparazioni da somministrare come aerosol
. Soddisfano alle specifi- (dispersioni di particelle solide o liquide in un gas) ven-
gono somministrate con uno dei dispositivi seguenti:
ehcituecamraF
Endotossine batteriche-pirogeni
emroF
di liquido. ^ inalatore dosatore pressurizzato,
^ inalatore di polvere.
ETICHETTE
eiretaM
PRODUZIONE
emirP
L'etichetta indica le istruzioni per l'allestimento di pre- Durante lo sviluppo di una preparazione per inalazione
parazioni iniettabili e di infusioni. la cui formulazione contenga un antimicrobico, deve
essere dimostrata in modo esauriente all'autorita© com-
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
principi attivi per un periodo di tempo prolungato. Nello stabilire l'uniformita© della dose erogata, i produt-
Ciascuna dose viene fornita in un contenitore sterile. tori possono sostituire metodi alternativi che compren-
687
Preparazioni per inalazione
dano piu© di un inalatore. Tali metodi dovrebbero assi- B. Preparazioni liquide per nebulizzazione
zione
DEFINIZIONE
A. Preparazioni destinate ad essere vaporizzate
Le preparazioni pressurizzate con dosatore per inala-
zione sono soluzioni, sospensioni o emulsioni fornite
DEFINIZIONE in speciali contenitori dotati di una valvola dosatrice e
che sono tenute sotto pressione con adatti propellenti
Le preparazioni destinate ad essere vaporizzate sono o adatte miscele di propellenti liquefatti che possono
soluzioni, dispersioni o preparazioni solide. Usual- assolvere anche il compito di solventi. Possono essere
mente si aggiungono ad acqua calda e si inala il vapore aggiunti opportuni co-solventi, solubilizzanti e stabiliz-
che si forma. zanti.
688
Preparazioni per inalazione
inoizircserP
La dose erogata e© quella rilasciata dall'inalatore al gazioni che costituisce la dose minima raccomandata.
ilareneG
paziente. Per alcune preparazioni la dose e© stata stabi- Raccogliere quantitativamente i contenuti dell'apparec-
lita come una dose misurata, che si determina aggiun- chio e determinare la quantita© di principio attivo.
gendo la quantita© depositata entro il dispositivo alla Ripetere l'operazione per altre due dosi.
dose erogata. Puo© essere determinata anche diretta- Scaricare il sistema a perdere, aspettare non meno di 5 s
mente.
isilanA id
idoteM
fra le attivazioni finchë rimangono (n/2) 1 eroga-
irotinetnoC
/ ilairetaM
Uniformita© di dose rilasciata
usano capovolti. Per i contenitori che si usano in posi- 5 s fra le attivazioni, finchë rimangono tre dosi. Racco-
zione diritta si applica un saggio equivalente, usando gliere queste tre dosi con il procedimento sopra
metodi che assicurino la raccolta dell'intera dose ero- descritto.
gata. In tutti i casi preparare l'inalatore secondo le Per preparazioni che contengono piu© di un principio
istruzioni per il paziente. attivo, effettuare il saggio per l'uniformita© di dose rila-
ivittaeR
L'apparecchio per la raccolta della dose deve essere in sciata per ogni principio attivo.
grado di raccogliere quantitativamente la dose erogata. Se non diversamente giustificato e autorizzato, la pre-
Si possono usare il seguente apparecchio e procedi- parazione soddisfa al saggio se nove su dieci risultati
mento. sono compresi tra il 75 per cento e il 125 per cento del
valore medio e tutti sono compresi tra il 65 e il 135 per
itnemogrA
ilareneG
L'apparecchio (Figura 0671.-1) e© costituito da una base cento. Se due o tre valori sono fuori dei limiti compresi
porta-filtro con un porta-filtro a rete, come una rete di tra il 75 e il 125 per cento, ripetere il saggio per altri
acciaio inossidabile, un tubo di raccolta che e© graffato due inalatori. Non piu© di tre dei trenta valori sono fuori
o avvitato alla base porta-filtro e un adattatore per il dei limiti compresi tra il 75 e il 125 per cento e nessuno
boccaglio per assicurare una chiusura ermetica fra il dei valori e© situato fuori dei limiti compresi tra il 65 e
eifargonoM
tubo di raccolta e il boccaglio. Usare un adattatore per
ilareneG
il boccaglio che assicuri che la parte anteriore del boc- il 135 per cento.
caglio inalatore sia a livello con la faccia anteriore del Dose di particelle fini . Usando un apparecchio e il pro-
tubo di raccolta del campione. Il raccordo col vuoto e© cedimento descritti nel testo Valutazione aerodinamica
collegato ad un sistema che comprende una pompa da di particelle fini (2.9.18 - apparecchiatura C o D), calco-
ehcituecamraF
vuoto e un regolatore di flusso. La pompa e© regolata in lare la dose di particelle fini.
emroF
modo da aspirare aria attraverso tutto il sistema, com- Numero di erogazioni per inalatore . Prendere un inala-
preso il filtro e l'inalatore in esame, a 28,3 1,5 litri al
6 tore e scaricare i contenuti a perdere, attivando la val-
minuto. L'aria deve essere continuamente aspirata vola ad intervalli di non meno di 5 s. Il numero totale
attraverso l'apparecchio, per evitare perdita di princi- di dosi cos|© rilasciate dall'inalatore non e© inferiore al
pio attivo nell'atmosfera. La base porta-filtro e© predi- numero riportato in etichetta. (Questo saggio puo©
eiretaM
emirP
sposta per dischi filtranti del diametro di 25 mm. essere combinato con il saggio per l'uniformita© di dose
Il disco filtrante e altri materiali usati nella costruzione rilasciata).
dell'apparecchio devono essere compatibili con il prin-
cipio attivo e con i solventi che sono usati per estrarre
Polveri per inalazione
ehcituecamraF
ehcificepS
passi attraverso l'inalatore. a dose unica o polveri multidose. Per facilitare il loro
uso, i principi attivi possono essere combinati con un
Se non altrimenti prescritto nelle istruzioni al paziente, adatto veicolo. Si somministrano generalmente per
agitare l'inalatore per 5 s e scaricare una volta a per- mezzo di inalatori di polvere secca. Nei sistemi pre-
dere. Fissare l'inalatore capovolto nell'apparecchio, dosati, l'inalatore e© caricato con polveri predistribuite
abbassando la valvola per un tempo sufficiente ad assi- in capsule o altre forme farmaceutiche adatte. Per
ecidnI
curare uno scarico completo. Ripetere questa opera- sistemi a serbatoio, la dose e© prodotta da una unita©
zione finchë e© stato ottenuto il numero di ero- dosatrice dentro l'inalatore.
689
Preparazioni per inalazione
SAGGI
Figura 0671.-2. Apparecchio adatto a misurare l'unifor-
Uniformita© della dose rilasciata . In tutti i casi, prepa- mita© della dose rilasciata per inalatori di polveri.
rare l'inalatore come indicato nelle istruzioni per il
paziente. L'apparecchio per raccogliere la dose deve Se non diversamente stabilito, determinare la velocita©
essere in grado di raccogliere quantitativamente la dose di flusso e la durata del saggio utilizzando il tubo per
erogata. Un apparecchio per raccogliere la dose simile raccogliere la dose, il sistema a flusso collegato, un
a quello descritto per la valutazione degli inalatori pres- adatto misuratore di pressione e un adatto misuratore
surizzati con dosatore puo© essere usato purchë le volumetrico di flusso, regolato per il flusso che lascia il
dimensioni del tubo e del filtro possano consentire la misuratore, secondo il procedimento seguente.
velocita© di flusso determinata. Un tubo adatto e© Preparare l'inalatore per l'uso e connetterlo con l'en-
riportato in Figura 0671.-1. Connettere il tubo ad un trata dell'apparecchio utilizzando un adattatore per il
sistema di flusso secondo lo schema specificato in boccaglio per assicurare una chiusura ermetica.
Figura 0671.-2 e in Tabella 0671.-1. Usare un adattatore che assicuri che la parte anteriore
del boccaglio inalatore sia a livello con la faccia ante-
riore del tubo di raccolta del campione. Connettere
una apertura di un manometro al punto di lettura della
pressione relativa, P1, in Figura 0671.-2, e lasciare che
l'altra sia aperta all'atmosfera. Attivare la pompa,
aprire la valvola a due vie e regolare la valvola di con-
trollo del flusso finchë la caduta di pressione attraverso
l'inalatore e© 4,0 kPa (40,8 cm H2O) come indicato dal
manometro. Staccare l'inalatore dall'adattatore per il
boccaglio e, senza toccare la valvola di controllo del
flusso, connettere un misuratore di flusso all'entrata
dell'apparecchio di campionamento. Se la velocita© di
flusso supera i 100 litri al minuto, regolare la valvola
di controllo del flusso per ottenere una velocita© di flusso
di 100 5 litri al minuto. Notare la velocita© volume-
6
Figura 0671.-1. Apparecchio raccoglitore di dose per indica il flusso critico. Se non viene indicato flusso cri-
preparazioni pressurizzate con dosatore. tico, regolare la pompa ad una maggiore potenza e
Dimensioni in millimetri misurare di nuovo la velocita© di flusso del saggio.
690
Preparazioni per inalazione
inoizircserP
Tabella 0671.-1. Specificazioni dell'apparecchio descritto in Figura 0671.-2.
ilareneG
Codice Articolo Descrizione
A Tubo di raccolta del cam- Idoneo a raccogliere quantitativamente la dose erogata, per esempio
isilanA id
Tubo di raccolta della dose simile a quello descritto in Figura 0671.-1
idoteM
pione con dimensioni Ò int. 34,85 mm per 12 cm di lunghezza (per es. pro-
dotto numero XX40 047 00, Millipore Corporation, Bedford, MA
01732 con tubo di uscita modificato, Ò int. 8 mm, adattato con un
irotinetnoC
/ ilairetaM
B Filtro Filtro di 47 mm, per es. Filtro di fibre di vetro A/E (Gelman Sciences,
Ann Arbor, MI 48106), o equivalente.
ivittaeR
C Raccordo Ò int. 8 mm, per es. un breve collegamento metallico con branca a
itnemogrA
ilareneG
6 2 6
E Valvola solenoide a due vie Orifizio che offra resistenza minima al flusso d'aria con Ò int. 8 mm e
un tempo massimo di risposta di 100 ms (per es., tipo 256-A08, Bu« rkert
eifargonoM
GmbH, D-74653 Ingelfingen) o equivalente.
ilareneG
F Pompa da vuoto La pompa deve essere capace di aspirare la richiesta velocita© di flusso
attraverso l'apparecchio montato con l'inalatore di polvere secca nell'a-
ehcituecamraF
dattatore del boccaglio (per es. prodotto tipo 1023, 1423 o 2565, Gast
emroF
Manufacturing Inc., Benton Harbor, MI 49022) o equivalente. Connet-
tere la pompa alla valvola solenoide usando un tubo da vuoto corto
e/o largo ( 10 mm Ò int.) e raccordi per rendere minimi i requisiti di
eiretaM
emirP
G Timer Un timer capace di regolare la valvola solenoide per il periodo di tempo
richiesto (per es. Tipo G814, RS Components International, Corby,
NN17 9RS, UK), o equivalente. ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
P1 Rubinetto per la pressione 2,2 mm Ò int., 3,1 mm Ò est. allineato con la superficie interna del tubo
di raccolta del campione centrato e senza bavature, 59 mm dalla sua
entrata.
ehcitapoemO
inoizaraperP
P1, P2, P3 Misure di pressione Pressione relativa all'atmosfera (P1) o pressione assoluta (P2 e P3).
H Valvola di controllo del Valvola regolatrice aggiustabile con massimo Cv 1, (per es. Tipo 8
flusso FV12LNSS, Parker Hannifin plc., Barnstaple, EX31 1NP, UK) o equi-
valente.
ecidnI
691
Preparazioni per irrigazione
Sistemi predispensati. Preparare l'inalatore come indi- sci scaricati. Il numero totale di dosi rilasciate non e©
cato nelle istruzioni al paziente e connetterlo con l'ap- inferiore al numero stabilito in etichetta. (Questo sag-
parecchio usando un adattatore che assicuri una buona gio puo© essere combinato con il saggio per l'uniformita©
chiusura. Aspirare aria attraverso l'inalatore usando le di dose rilasciata).
condizioni predeterminate. Ripetere il procedimento
finchë e© stato raccolto il numero di erogazioni che costi-
tuisce la dose minima raccomandata. Raccogliere
quantitativamente i contenuti dell'apparecchio e deter- 1116
minare la quantita© di principio attivo.
Ripetere il procedimento per ulteriori nove dosi.
Sistemi serbatoio. Preparare l'inalatore come indicato
nelle istruzioni al paziente e connetterlo con l'apparec- PREPARAZIONI PER IRRIGAZIONE
chio usando un adattatore che assicuri una buona chiu- Praeparationes ad irrigationem
sura. Aspirare aria attraverso l'inalatore usando le con-
dizioni predeterminate. Ripetere il procedimento finchë DEFINIZIONE
e© stato raccolto il numero di erogazioni che costituisce
la dose minima raccomandata. Raccogliere quantitati- Le preparazioni per irrigazione sono preparazioni
vamente i contenuti dell'apparecchio e determinare la acquose sterili di grande volume destinate ad essere
quantita© di principio attivo. impiegate per l'irrigazione di cavita© corporee, ferite e
Ripetere il procedimento per ulteriori due dosi. superfici, ad esempio durante interventi chirurgici.
Scaricare il sistema a perdere finchë rimangono Le preparazioni per irrigazione sono costituite da solu-
(n/2) 1 erogazioni, dove n e© il numero di erogazioni zioni preparate disciogliendo uno o piu© principi attivi,
fissate in etichetta. Se necessario, fare riposare l'inala- elettroliti o sostanze osmoticamente attive in acqua
tore per scaricare le cariche elettrostatiche. Raccogliere conforme alle specifiche riportate nella monografia
quattro dosi col procedimento descritto sopra. Acqua per preparazioni iniettabili (0169) oppure sono
costituite esclusivamente da tale acqua. In quest'ultimo
Scaricare il sistema a perdere finchë rimangono tre caso, la preparazione puo© essere definita in etichetta
dosi. Se necessario fare riposare l'inalatore per scari- come acqua per irrigazione. Le soluzioni per irriga-
care le cariche elettrostatiche. Raccogliere tre dosi zione generalmente sono rese isotoniche con il sangue.
usando il procedimento descritto sopra. Esaminate in adeguate condizioni di visibilita© , le prepa-
Per preparazioni contenenti piu© di un principio attivo, razioni per irrigazione sono limpide e praticamente
effettuare il saggio per l'uniformita© di dose erogata per esenti da particelle.
ciascun principio attivo. Le preparazioni per irrigazione sono fornite in conteni-
La preparazione soddisfa al saggio se nove dei dieci tori a dose unica. I contenitori e le chiusure sono con-
risultati sono compresi fra il 75 per cento e il 125 per formi alle specifiche riportate per i contenitori per le
cento del valore medio e tutti sono compresi tra il 65 e preparazioni per uso parenterale (3.2.1 e 3.2.2) ma l'a-
il 135 per cento. Se due o tre valori sono fuori dei limiti pertura del contenitore per la somministrazione non e©
compresi tra il 75 e il 125 per cento, ripetere il saggio adattabile ai dispositivi utilizzati per la somministra-
per altri due inalatori. Non piu© di tre dei trenta valori zione endovenosa e non consente che la preparazione
sono fuori dei limiti compresi tra il 75 e il 125 per cento per irrigazione sia somministrata con tali dispositivi.
e nessuno dei valori e© situato fuori dei limiti compresi
tra il 65 e il 135 per cento. PRODUZIONE
In casi giustificati e autorizzati, questi limiti possono Le preparazioni per irrigazione si preparano usando
essere allargati, ma nessun valore deve essere maggiore materiali e metodi che assicurano la sterilita© ed evitano
del 150 per cento o inferiore al 50 per cento del valore la contaminazione e la crescita di microrganismi; rac-
medio. comandazioni al riguardo sono fornite nel testo Metodi
Dose di particelle fini . Usando l'apparecchio e il proce- di preparazione di prodotti sterili (5.1.1).
dimento descritti nel testo Valutazione aerodinamica di
particelle fini (2.9.18 - apparecchiatura C o D), calcolare
la dose di particele fini. SAGGI
Numero di erogazioni per inalatore per inalatori multi- Massa o volume rilasciabile(2.9.28). Le preparazioni
dose. Scaricare le dosi dall'inalatore ad una predetermi- per irrigazioni fornite in contenitori a dose singola sod-
nata velocita© di flusso, finchë e© vuoto. Registrare i rila- disfano al saggio.
692
Preparazioni rettali
inoizircserP
(2.6.1). Le preparazioni per irrigazione soddi- PRODUZIONE
ilareneG
Sterilita©
isilanA id
Pirogeni
idoteM
essere effettuato un saggio convalidato per le endotos- metodo con i criteri per la valutazione delle proprieta©
sine batteriche, soddisfano al saggio dei pirogeni. conservanti della formulazione e© riportato nel testo
Se non diversamente giustificato e autorizzato, iniettare
Efficacia della conservazione antimicrobica (5.1.3).
10 ml di preparazione per chilogrammo di massa dei Nella produzione, nel confezionamento, nella conserva-
conigli.
irotinetnoC
zione e nella distribuzione delle preparazioni rettali, si
/ ilairetaM
adottano opportune misure atte ad assicurare la loro
ETICHETTE qualita© microbiologica; raccomandazioni al riguardo
sono fornite nel testo Requisiti microbiologici delle pre-
L'etichetta indica: parazioni farmaceutiche (5.1.4).
^ che la preparazione non deve essere usata per inie- Nella produzione di preparazioni rettali semisolide e
ivittaeR
zione, liquide contenenti particelle disperse, sono prese misure
^ che la preparazione deve essere usata in una sola atte ad assicurare una idonea e controllata dimensione
volta e che ogni parte non utilizzata della stessa delle particelle in relazione all'uso previsto.
deve essere scartata.
itnemogrA
ilareneG
SAGGI
Uniformita© di contenuto (2.9.6). Se non e© diversamente
1145
prescritto o giustificato ed autorizzato, le preparazioni
a dose unica con un contenuto in principio attivo infe-
eifargonoM
ilareneG
riore a 2 mg o al 2 per cento della massa totale soddi-
sfano al saggio A (compresse) o al saggio B (supposte,
PREPARAZIONI RETTALI capsule rettali) per l'uniformita© di contenuto di prepa-
Rectalia razioni a dose unica. Se la preparazione ha piu© di un
ehcituecamraF
principio attivo, la specifica si applica solo a quei prin-
cipi attivi che corrispondono alle condizioni di cui
emroF
DEFINIZIONE sopra.
Le preparazioni rettali sono preparazioni destinate Uniformita© di massa (2.9.5). Le preparazioni solide a
all'uso rettale allo scopo di ottenere un effetto sistemico dose unica soddisfano al saggio per l'uniformita© di
o locale, oppure possono essere destinate a fini diagno- massa. Se per tutti i principi attivi e© prescritto il saggio
eiretaM
stici. per l'uniformita© di contenuto, il saggio per l'uniformita©
emirP
Se del caso, i contenitori per le preparazioni rettali sod- di massa non e© richiesto.
disfano alle specifiche per i Materiali usati nella fabbri- Massa o volume rilasciabile (2.9.28). Le preparazioni
cazione di contenitori (3.1. e sottosezioni) e Contenitori rettali liquide e semisolide fornite in contenitori a dose
ehcituecamraF
ehcificepS
Si possono distinguere varie categorie di preparazioni . Puo© essere effettuato un saggio idoneo a
rettali:
Dissoluzione
^ soluzioni, emulsioni e sospensioni rettali, Se e© prescritto un saggio di dissoluzione, puo© non essere
^ polveri e compresse per soluzioni e sospensioni ret- richiesto un saggio di disaggregazione.
tali,
^ preparazioni semisolide rettali, ETICHETTE
^ schiume rettali,
ecidnI
693
Preparazioni rettali
PRODUZIONE SAGGI
. Se non sono destinate al rilascio
Le supposte sono preparate per compressione o per
Disaggregazione
694
Preparazioni vaginali
inoizircserP
Le soluzioni, le emulsioni e le sospensioni rettali sono Schiume rettali
ilareneG
confezionate in recipienti di volume compreso tra
2,5 ml e 2000 ml. Il contenitore e© tale da consentire la
somministrazione rettale o e© dotato di un adatto appli- DEFINIZIONE
catore.
Le schiume rettali soddisfano alle specifiche della
isilanA id
idoteM
monografia Schiume medicate (1105).
Polveri e compresse per soluzioni Tamponi rettali
e sospensioni rettali
irotinetnoC
/ ilairetaM
DEFINIZIONE DEFINIZIONE
Le polveri e le compresse per la preparazione di solu- I tamponi rettali sono preparazioni solide a dose unica
zioni o sospensioni rettali sono preparazioni a dose destinate ad essere introdotte nella parte inferiore del
retto per un limitato periodo di tempo.
ivittaeR
unica da disciogliere o disperdere in acqua al momento
della somministrazione. Possono contenere eccipienti Soddisfano alle specifiche della monografia Tamponi
per facilitare la dissoluzione o la dispersione o per pre- medicati (1155).
venire l'aggregazione delle particelle.
Dopo dissoluzione o sospensione, soddisfano alle spe-
itnemogrA
ilareneG
cifiche per le soluzioni o le sospensioni rettali, rispetti-
vamente. 1164
SAGGI
eifargonoM
ilareneG
Disaggregazione . Le compresse per soluzioni o sospen- PREPARAZIONI VAGINALI
ehcituecamraF
acqua R a temperature comprese tra 15 C e 25 C. DEFINIZIONE
emroF
Le preparazioni vaginali sono preparazioni liquide,
ETICHETTE semisolide o solide destinate alla somministrazione in
vagina, generalmente per ottenere un effetto locale.
L'etichetta indica: Contengono, in una base opportuna, uno o piu© principi
^ il metodo di preparazione della soluzione o della attivi.
eiretaM
emirP
sospensione rettale, Se del caso, i contenitori per preparazioni vaginali sod-
^ le condizioni e il periodo di conservazione della disfano
cazione
alle specifiche dei Materiali usati per la fabbri-
di contenitori (3.1 e sottosezioni) e Contenitori
soluzione o sospensione dopo ricostituzione. (3.2 e sottosezioni).
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
695
Preparazioni vaginali
solide a dose unica soddisfano al saggio per l'unifor- ficato ed autorizzato, esaminare lo stato degli ovuli
mita© di massa di preparazioni a dose unica. Se per tutti dopo 60 min.
i principi attivi e© prescritto il saggio per l'uniformita© di
contenuto, il saggio per l'uniformita© di massa non e© Compresse vaginali
richiesto.
Massa o volume rilasciabile (2.9.28). Le preparazioni DEFINIZIONE
vaginali liquide e semisolide fornite in contenitori a Le compresse vaginali sono preparazioni solide a dose
dose unica soddisfano al saggio. unica. Generalmente sono conformi alle definizioni di
Dissoluzione . Puo© essere effettuato un saggio idoneo a compresse non rivestite o rivestite con film, riportate
dimostrare l'appropriato rilascio del o dei principi attivi nella monografia Compresse (0478).
da preparazioni solide a dose unica, per esempio uno
dei saggi descritti nel testo Saggio di dissoluzione per le
forme farmaceutiche solide (2.9.3). PRODUZIONE
Se e© prescritto un saggio di dissoluzione, puo© non essere Si effettua un saggio opportuno per dimostrare l'appro-
richiesto un saggio di disaggregazione. priato rilascio del o dei principi attivi da compresse
vaginali destinate ad azione locale prolungata.
Ovuli
SAGGI
DEFINIZIONE Disaggregazione . Se non sono destinate ad azione
Gli ovuli sono preparazioni solide a dose unica. Hanno locale prolungata, soddisfano al saggio di disaggrega-
forme diverse, di solito ovoidale, con volume e consi- zione delle supposte e degli ovuli (metodo specifico per
stenza idonei all'inserimento nella vagina. Contengono compresse vaginali (2.9.2)). Se non diversamente giusti-
uno o piu© principi attivi dispersi o disciolti in una base ficato e autorizzato, esaminare lo stato delle compresse
adatta che puo© essere solubile o dispersibile in acqua o dopo 30 min.
puo© fondere a temperatura corporea. Se necessario,
possono essere addizionati eccipienti come diluenti, Capsule vaginali
assorbenti, tensioattivi, lubrificanti, antimicrobici e
coloranti autorizzati dall'autorita© competente. DEFINIZIONE
PRODUZIONE Le capsule vaginali sono preparazioni solide a dose
unica. Generalmente sono simili alle capsule molli, dif-
Gli ovuli sono usualmente preparati per fusione. Se del ferendone solo nella forma e nella dimensione.
caso, nella produzione di ovuli sono prese misure atte Le capsule vaginali hanno forme diverse, generalmente
ad assicurare una idonea e controllata dimensione delle ovoidale; sono lisce e di aspetto uniforme.
696
Preparazioni vaginali
inoizircserP
PRODUZIONE somministrazione. Possono contenere eccipienti per
ilareneG
Si effettua un saggio idoneo a dimostrare l'appropriato facilitare la dissoluzione o dispersione o per prevenire
rilascio del o dei principi attivi dalle capsule vaginali la sedimentazione.
destinate ad un'azione locale prolungata. A parte il saggio di disaggregazione, le compresse per
soluzioni o sospensioni vaginali corrispondono alla
definizione di Compresse (0478).
isilanA id
idoteM
SAGGI Dopo dissoluzione o dispersione soddisfano alle speci-
Disaggregazione . Se non sono destinate ad azione fiche per soluzioni o sospensioni vaginali, secondo il
locale prolungata, soddisfano al saggio Disaggrega- caso.
zione delle supposte e degli ovuli (2.9.2). Se non diversa-
irotinetnoC
mente giustificato e autorizzato, esaminare lo stato SAGGI
/ ilairetaM
delle capsule dopo 30 min.
Disaggregazione . Le compresse per soluzioni o sospen-
sioni vaginali disaggregano entro 3 min quando si effet-
Soluzioni, emulsioni e sospensioni tua il saggio per la disaggregazione di compresse e
capsule (2.9.1), ma usando acqua R a temperatura com-
vaginali presa tra 15 C e 25 C.
ivittaeR
DEFINIZIONE ETICHETTE
Le soluzioni, le emulsioni e sospensioni vaginali sono L'etichetta indica:
preparazioni liquide destinate ad esercitare un effetto ^ il metodo di preparazione della soluzione o sospen-
itnemogrA
ilareneG
locale, per irrigazione o per scopi diagnostici. Possono sione vaginale,
contenere eccipienti, per esempio per regolare la visco- ^ le condizioni e la durata di conservazione della
sita© della preparazione, per regolare o stabilizzare il soluzione o sospensione dopo costituzione.
pH, per aumentare la solubilita© del o dei principi attivi
o per stabilizzare la preparazione. Gli eccipienti non
Preparazioni vaginali semisolide
eifargonoM
influenzano negativamente l'azione farmacologica pre-
ilareneG
vista o, alle concentrazioni usate, non causano irrita-
zione locale. DEFINIZIONE
Le emulsioni vaginali possono evidenziare separazione
di fase ma si ridisperdono facilmente per agitazione. Le preparazioni vaginali semisolide sono pomate,
ehcituecamraF
Le sospensioni vaginali possono mostrare un sedi- creme o geli.
emroF
mento che e© facilmente ridisperso per agitazione, a dare Sono spesso fornite in contenitori a dose singola.
una sospensione che rimane sufficientemente stabile Il contenitore e© dotato di adatto applicatore.
per consentire il rilascio di una preparazione omoge- Le preparazioni vaginali semisolide soddisfano alle
nea. specifiche della monografia Preparazioni semisolide per
Sono fornite in contenitori a dose singola. Il conteni- applicazione cutanea (0132).
eiretaM
tore e© adattato a rilasciare la preparazione nella vagina
emirP
oppure e© accompagnato da un adatto applicatore. Schiume vaginali
PRODUZIONE DEFINIZIONE
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
Nella produzione di sospensioni vaginali si prendono Le schiume vaginali soddisfano alle specifiche della
misure atte a garantire una adatta e controllata dimen- monografia Schiume medicate (1105).
sione delle particelle, in relazione all'uso previsto.
Tamponi vaginali medicati
ehcitapoemO
vaginali DEFINIZIONE
I tamponi vaginali medicati sono preparazioni solide, a
DEFINIZIONE dose unica, destinate ad essere inserite nella vagina per
Le compresse destinate alla preparazione di soluzioni e un periodo di tempo limitato.
ecidnI
sospensioni vaginali sono preparazioni a dose unica I tamponi vaginali medicati soddisfano alle specifiche
che sono disciolte o disperse in acqua al momento della della monografia Tamponi medicati (1155).
697
Dispositivi intraruminali
698
Preparazioni intramammarie per uso veterinario
inoizircserP
(2.9.5). Se non diversamente giusti- PRODUZIONE
ilareneG
Uniformita© di massa
isilanA id
Europea, se non diversamente giustificato e autorizzato
idoteM
per premiscele gia© esistenti.
ETICHETTE
SAGGI
irotinetnoC
L'etichetta indica:
/ ilairetaM
^ per i dispositivi a rilascio continuo, la dose rila- Perdita all'essiccamento (2.2.32). Se non diversamente
sciata per unita© di tempo, giustificato e autorizzato, per premiscele sottoforma di
granulato o di polvere, massimo 15,0 per cento, deter-
^ per i dispositivi a rilascio pulsatile, la dose rila- minata su 3,000 g per essiccamento in stufa a 100-
sciata a tempi stabiliti. 105 C per 2 h.
ivittaeR
ETICHETTE
itnemogrA
L'etichetta indica:
ilareneG
1037
eifargonoM
PREMISCELE PER MANGIMI
ilareneG
MEDICATI PER USO VETERINARIO
^ se del caso, il tempo che deve intercorrere fra la
Praeadmixta ad alimenta medicata sospensione della somministrazione della premi-
ad usum veterinarium scela diluita e la macellazione dell'animale per l'ali-
mentazione umana.
ehcituecamraF
DEFINIZIONE
emroF
^ se del caso, se la premiscela e© adatta o no ad essere
incorporata in alimenti liquidi come latte e zuppa.
Le premiscele per alimenti medicati per uso veterinario
sono miscele di uno o piu© principi attivi, di norma in
appropriati eccipienti, preparate per facilitare la som-
eiretaM
ministrazione di principi attivi agli animali. Vengono
emirP
usate esclusivamente nella preparazione di mangimi 0945
polvere o di granulato sia almeno 0,5 per cento del mammaria attraverso il canale del capezzolo. Esistono
mangime medicato. due categorie principali: quelle destinate alla sommini-
699
Preparazioni liquide veterinarie per applicazione cutanea
700
Preparazioni liquide veterinarie per applicazione cutanea
inoizircserP
DEFINIZIONE usare prima e dopo la mungitura sono differenti nella
ilareneG
Le preparazioni liquide veterinarie per applicazione formulazione. Di solito contengono emollienti per
cutanea sono preparazioni liquide destinate ad essere favorire l'idratazione della pelle, per ammorbidire e
applicate alla pelle per ottenere un effetto locale e/o consentire il rimarginarsi di lesioni che altrimenti
sistemico. Sono soluzioni, sospensioni o emulsioni che potrebbero accogliere batteri.
isilanA id
possono contenere una o piu© sostanze attive in un vei-
idoteM
colo adatto. Possono essere presentate come concen-
trati nella forma di polveri bagnabili, paste, soluzioni
o sospensioni che vengono utilizzate per preparare
Lavaggi per mammella
sospensioni o emulsioni diluite di principi attivi. Pos-
DEFINIZIONE
irotinetnoC
sono contenere conservanti antimicrobici adatti, anti-
/ ilairetaM
ossidanti e altri eccipienti come stabilizzanti, emulsio- I lavaggi per mammelle contengono una o piu© sostanze
nanti e addensanti. attive disinfettanti, usualmente sotto forma di soluzioni
Si possono distinguere parecchie categorie di prepara- che vengono spruzzate sulla mammella e sui capezzoli
zioni liquide veterinarie per applicazione cutanea: di un animale per rimuovere fango e contaminazione
^ bagni disinfettanti concentrati, fecale prima di applicare i bagni o gli spray per capez-
ivittaeR
^ bagni disinfettanti per capezzolo, zolo. I lavaggi per mammella sono di solito preparati
^ lavaggi per mammella, per diluizione o di preparazioni concentrate o di bagni
^ preparazioni per applicazioni locali, per capezzolo pronti all'uso o di spray per capezzolo.
^ preparazioni per toccature,
^ schiume per applicazione cutanea (vedi Prepara-
itnemogrA
ilareneG
zioni liquide per applicazione cutanea (0927)), Preparazioni per applicazioni locali
^ shampoo (vedi Preparazioni liquide per applica-
zione cutanea (0927)),
^ spray, DEFINIZIONE
eifargonoM
^ spray per capezzolo. Le preparazioni per applicazioni locali contengono una
ilareneG
o piu© sostanze attive per la prevenzione e il trattamento
di infestazioni ectoparassitiche e/o endoparassitiche di
Bagni disinfettanti concentrati animali. Sono applicate in volumi usualmente superiori
a 5 ml versandole lungo la spina dorsale dell'animale.
ehcituecamraF
DEFINIZIONE
emroF
I bagni concentrati sono preparazioni che contengono Preparazioni per toccature
una o piu© sostanze attive, usualmente sotto forma di
polveri bagnabili, paste, soluzioni o sospensioni che
vengono utilizzate per preparare soluzioni, sospensioni DEFINIZIONE
eiretaM
o emulsioni diluite di principi attivi. Le preparazioni
emirP
diluite sono applicate per immersione completa dell'a- Le preparazioni per toccature contengono uno o piu©
nimale. principi attivi per la prevenzione e il trattamento di
infestazioni ectoparassitiche e/o endoparassitiche di
animali. Sono applicate, in volumi che usualmente sono
ehcituecamraF
inoizaraperP
Bagni per capezzolo inferiori a 10 ml, a una piccola area sulla testa o sul
ehcificepS
Spray
inoizaraperP
possono essere preparati per diluizione di bagni per peutici o profilattici. Sono dispensati sotto forma di
capezzolo concentrati. Spesso bagni per capezzolo da aerosol per attivazione di una valvola appropriata o
701
Preparazioni liquide veterinarie per applicazione cutanea
702
Materie prime
inoizircserP
ilareneG
A G
isilanA id
idoteM
Acido deidrocolico ............................................. 705 Genziana estratto fluido ..................................... 750
Acqua altamente depurata.................................. 706
Acqua depurata.................................................. 707
Acqua per diluizione delle soluzioni concentrate I
irotinetnoC
/ ilairetaM
per emodialisi ................................................. 708
Acqua per preparazioni iniettabili....................... 710 Idraste................................................................ 750
Adrenalina ......................................................... 712 Idrocortisone sodio succinato ............................. 752
Aminofenazone .................................................. 713 Ipecacuana estratto fluido .................................. 753
Aminosidina solfato ........................................... 713 Ippocastano ....................................................... 754
ivittaeR
Antazolina solfato.............................................. 715
Arancia amara essenza ....................................... 716
Arancia dolce essenza......................................... 718 M
Argento proteinato............................................. 720 Magnesio acetato ............................................... 756
Atracurio besilato............................................... 720
itnemogrA
ilareneG
Attapulgite attivata ............................................ 723 Malva foglia....................................................... 756
Mandarino essenza............................................. 757
B Mefenesina.........................................................
Merbromina .......................................................
759
759
eifargonoM
Belladonna estratto fluido titolato ...................... 724
ilareneG
Benzoino del Laos .............................................. 726 Mercurio ossido giallo........................................ 760
Bergamotto essenza............................................ 727 Metimazolo........................................................ 761
Bromosolfoftaleina sodica .................................. 729 Mirtillo nero estratto idroalcoolico secco titolato 762
ehcituecamraF
C N
emroF
Camomilla estratto idroalcoolico secco titolato .. 730 Niaouli essenza................................................... 764
Capsico .............................................................. 731 Nimorazolo........................................................ 766
Carciofo estratto idroalcoolico secco titolato...... 733
Cardo mariano................................................... 734 Nitroglicerina..................................................... 767
eiretaM
emirP
Cascara estratto acquoso secco........................... 736
Cascara estratto secco ........................................
China estratto fluido...........................................
738
739
O
Octatropina metilbromuro.................................. 768
ehcituecamraF
ehcificepS
inoizircserP
C. Disciogliere 20 mg circa in 1 ml di alcool R.
ilareneG
ACIDO DEIDROCOLICO
Aggiungere 5 gocce di una soluzione di dinitroben-
Acidum dehydrocholicum zene R all'1 per cento m/V in alcool R e 10 gocce
di sodio idrossido soluzione diluita R: la soluzione
sviluppa, entro 1 min, una colorazione da violetta
a rosso-violetta.
isilanA id
idoteM
SAGGI
. Disciogliere 0,500 g in una
irotinetnoC
/ ilairetaM
Aspetto della soluzione
ivittaeR
Acidita© e alcalinita©
itnemogrA
acido 3,7,12-trioxo-5 -colan-24-oico, calcolato con cloridrico 0,01 M.
ilareneG
b
riferimento alla sostanza essiccata. Potere rotatorio specifico (2.2.7). Preparare una solu-
zione al 2 per cento m/V della sostanza in esame in
diossano R. Il potere rotatorio specifico e© compreso tra
CARATTERI + 29,0 e + 32,5.
eifargonoM
ilareneG
Polvere soffice, bianca, praticamente insolubile in Bario . Bollire 2,0 g della sostanza in esame con 100 ml di
acqua, solubile in acido acetico glaciale, in alcool con acqua R per 2 min, aggiungere 2 ml di acido cloridrico R
lieve opalescenza e in cloroformio, moderatamente e bollire ancora per 2 min. Raffreddare, filtrare e lavare
solubile in etere. Si scioglie nelle soluzioni di idrossidi il filtro con acqua R fino ad ottenere 100 ml di filtrato.
ehcituecamraF
e carbonati alcalini. A 10 ml del filtrato aggiungere 1 ml di acido solforico
emroF
diluito R: non si produce torbidita© .
Fonde tra 233 C e 242 C o tra 237 C e 242 C se (2.3.1). A 5,0 g aggiungere 50 ml di acqua R.
impiegato per preparazioni parenterali. L'intervallo Cloruri
eiretaM
(2.4.13). A 2,0 g aggiungere 100 ml di acqua R,
emirP
Solfati
Prima identificazione: A.
ehcificepS
tro ottenuto con acido deidrocolico SCR. Metalli pesanti (2.4.8). Calcinare 1 g della sostanza in
esame e riprendere il residuo con 1 ml di acido nitrico
B. Disciogliere 5 mg circa in una miscela di 1 ml di diluito R. Evaporare a secco, aggiungere al residuo
acido solforico R e una goccia di formaldeide R e 1 ml di acido cloridrico diluito R e 19 ml di acqua R ed
lasciare a riposo per 5 min. Aggiungere cauta- eventualmente filtrare. 12 ml della soluzione soddisfano
mente 5 ml di acqua R: la soluzione presenta una al saggio limite B per i metalli pesanti. Preparare la
ecidnI
colorazione gialla e una fluorescenza blu-verda- soluzione di riferimento utilizzando la soluzione stan-
stra. dard di piombo (Pb 1 ppm) R.
705
Acqua altamente depurata
Perdita all'essiccamento (2.2.32). Non superiore all'1,0 per Adatti limiti di attenzione e di intervento sono fissati
cento determinata su 1,0 g per essiccamento in stufa in modo da rivelare tendenze sfavorevoli. In condizioni
a 100-105 C per 2 h. normali, un limite di intervento appropriato e© una
Ceneri solforiche (2.4.14). Non superiori allo 0,2 per conta totale dei microrganismi aerobi vivi (2.6.12) di
cento, determinate su 1,0 g. 10 microrganismi per 100 ml, determinata mediante fil-
trazione su membrana, usando il terreno agarizzato B
DETERMINAZIONE QUANTITATIVA ed almeno 200 ml di acqua altamente depurata.
Si tengono sotto controllo anche la conduttivita© (2.2.38)
Disciogliere 0,500 g in una miscela di 40 ml di alcool R, (non piu© di 1,1mS cm-1 a 20 C), e il carbonio organico
1
neutralizzato alla fenolftaleina R, e 20 ml di acqua R. totale (2.2.44) (non piu© di 0,5 mg/l).
Aggiungere ancora una goccia di fenolftaleina soluzio- Per assicurare all'acqua la qualita© appropriata, si
ne R e titolare con sodio idrossido 0,1 M. devono utilizzare procedure convalidate e si effettuano
1 ml di sodio idrossido 0,1 M equivale a 40,25 mg di il monitoraggio in linea della conduttivita© elettrica e
C24H34O5. un regolare monitoraggio della crescita microbica.
L'acqua altamente depurata e© stoccata e distribuita in
CONSERVAZIONE condizioni designate a prevenire la crescita di microrga-
Conservare in un recipiente ben chiuso, protetto dalla nismi e ad evitare ogni altro tipo di contaminazione.
luce.
CARATTERI
Liquido limpido, incolore, inodore ed insapore.
1927
SAGGI
Alluminio (2.4.17). Non piu© di 10 mg/l, se destinata alla
produzione di soluzioni per dialisi.
ACQUA ALTAMENTE DEPURATA Soluzione in esame. A 400 ml aggiungere 10 ml di tam-
Aqua valde purificata pone acetato soluzione a pH 6,0 R e 100 ml di acqua
distillata R.
H2O Mr 18,02 Soluzione di riferimento. Mescolare 2 ml di soluzione
standard di alluminio (Al 2 ppm) R, 10 ml di tampone
acetato soluzione a pH 6,0 R e 98 ml di acqua distilla-
ta R.
DEFINIZIONE Prova in bianco. Mescolare 10 ml di tampone acetato
L'acqua altamente depurata e© destinata alla prepara- soluzione a pH 6,0 R e 100 ml di acqua distillata R.
zione di prodotti medicinali nei quali e© necessaria acqua Nitrati . Non piu© di 0,2 ppm. Introdurre 5 ml in una pro-
di alta qualita© biologica, ad eccezione di quelli per cui vetta immersa in acqua ghiacciata, aggiungere 0,4 ml
deve essere impiegata Acqua per preparazioni iniettabili di una soluzione (100 g/l) di potassio cloruro R, 0,1 ml
(0169). di difenilammina soluzione R e, goccia a goccia sotto
agitazione, 5 ml di acido solforico esente da azoto R.
PRODUZIONE Trasferire la provetta in un b.m. a 50 C. Dopo 15 min,
l'eventuale colorazione blu della soluzione non deve
L'acqua altamente depurata si prepara a partire da essere piu© intensa di quella di una soluzione di riferi-
aqua conforme alla normativa prevista, dall'autorita© mento preparata contemporaneamente e nello stesso
competente, per l'acqua destinata al consumo umano. modo utilizzando una miscela di 4,5 ml di acqua esente
I metodi di produzione attuali prevedono per esempio da nitrato R e 0,5 ml di soluzione standard di nitrato
una doppia osmosi inversa associata ad altre tecniche (NO3 2 ppm) R.
appropriate come l'ultrafiltrazione e la deionizzazione. Metalli pesanti (2.4.8). Non piu© di 0,1 ppm. Scaldare
La corretta gestione e manutenzione del sistema sono 200 ml in una capsula di vetro a b.m. fino a quando il
fondamentali. volume si riduce a 20 ml. 12 ml della soluzione concen-
Durante la produzione e la successiva conservazione trata soddisfano al saggio limite A per i metalli pesanti.
devono essere adottate appropriate misure per assicu- Preparare lo standard utilizzando la soluzione standard
rare che la conta totale dei microrganismi aerobi vivi di piombo (Pb 1 ppm) R.
sia tenuta adeguatamente sotto controllo e monitorata. Endotossine batteriche (2.6.14). Inferiori a 0,25 U.I./ml.
706
Acqua depurata
inoizircserP
CARATTERI
ilareneG
0008
SAGGI
isilanA id
idoteM
ACQUA DEPURATA
irotinetnoC
/ ilairetaM
di acido solforico esente da azoto R. Trasferire la pro-
vetta in un b.m. a 50 C. Dopo 15 min, qualsiasi colore
DEFINIZIONE blu della soluzione non e© piu© intenso di quello di una
soluzione di riferimento preparata contemporanea-
L'acqua depurata e© acqua per la preparazione di medi- mente e nello stesso modo utilizzando una miscela di
4,5 ml di acqua esente da nitrato R e 0,5 ml di soluzione
ivittaeR
cinali diversi da quelli che devono essere sterili ed api- standard di nitrato (NO3 2 ppm) R (0,2 ppm).
rogeni, salvo eccezione giustificata ed autorizzata.
Metalli pesanti (2.4.8). Scaldare 200 ml in una capsula
Acqua depurata in grande volume di vetro a b.m. fino a quando il volume si riduce a
20 ml. 12 ml della soluzione concentrata soddisfano al
itnemogrA
ilareneG
saggio limite A per i metalli pesanti (0,1 ppm). Prepa-
rare lo standard utilizzando la soluzione standard di
PRODUZIONE piombo (Pb 1 ppm) R.
L'acqua depurata in grande volume si prepara mediante Alluminio (2.4.17). Se viene usata nella produzione di
eifargonoM
distillazione, scambio ionico o qualsiasi altro metodo soluzioni per dialisi, soddisfa al saggio per l'alluminio.
ilareneG
adeguato, a partire da acqua conforme alla normativa A 400 ml aggiungere 10 ml di una tampone acetato solu-
prevista, dall'autorita© competente, per l'acqua destinata zione a pH 6,0 R e 100 ml di acqua distillata R. La solu-
al consumo umano. zione soddisfa al saggio limite per l'alluminio (10 mg/l).
Durante la produzione e la successiva conservazione Usare come soluzione di riferimento una miscela di
ehcituecamraF
devono essere adottate appropriate misure per assicu- 2 ml di soluzione standard di alluminio (Al 2 ppm) R,
10 ml di tampone acetato soluzione a pH 6,0 R e 98 ml
emroF
rare che la conta totale dei microrganismi aerobi vivi di acqua distillata R. Per preparare il bianco, usare una
sia adeguatamente controllata e monitorata. Precau- miscela di 10 ml di una tampone acetato soluzione a
zioni appropriate e limiti di azione sono fissati in modo pH 6,0 R e di 100 ml di acqua distillata R.
da rivelare tendenze sfavorevoli. In condizioni normali,
un limite di azione appropriato e© una conta totale dei (2.6.14). Se destinata alla produ-
eiretaM
emirP
Endotossine batteriche
microrganismi aerobi vivi (2.6.12) di 100 microrganismi zione di soluzioni per dialisi senza un'ulteriore appro-
per 100 ml, determinata mediante filtrazione su mem- priata procedura di rimozione delle endotossine batteri-
brana, usando il terreno agarizzato B. La grandezza che, non piu© di 0,25 U.I. di endotossine per millilitro.
del campione in esame dipende dal risultato presunto.
ehcituecamraF
inoizaraperP
ehcificepS
scita di microrganismi e ad evitare ogni altra contami- qualita© microbiologica richiesta. E' esente da ogni altra
nazione. sostanza aggiunta.
707
Acqua per diluizione delle soluzioni concentrate per emodialisi
CARATTERI 1167
Soddisfa ai saggi descritti nella sezione Acqua depurata DELLE SOLUZIONI CONCENTRATE
708
Acqua per diluizione delle soluzioni concentrate per emodialisi
inoizircserP
SAGGI (2.4.13). Diluire 3 ml dell'acqua in esame a 15 ml
ilareneG
Solfati
isilanA id
idoteM
0,1 ml di blu bromotimolo soluzione R1 a 10 ml dell'ac- limite per l'alluminio (10 g/l). Usare come soluzione
l
qua in esame. La soluzione non vira al blu. di riferimento una miscela di 2 ml di soluzione standard
. Aggiungere a 100 ml dell'acqua in di alluminio (Al 2 ppm) R, 10 ml di tampone acetato solu-
Sostanze ossidabili
esame 10 ml di acido solforico diluito R e 0,1 ml di potas- zione a pH 6,0 R e 98 ml di acqua R. Per preparare il
bianco usare una miscela di 10 ml di tampone acetato
irotinetnoC
/ ilairetaM
sio permanganato 0,02 M e bollire per 5 min. La solu- soluzione a pH 6,0 R e 100 ml di acqua R.
zione rimane rosa pallido. Ammonio . Aggiungere 1 ml di potassio tetraiodomercu-
Cloro totale . In una provetta da 125 ml
disponibile rato soluzione alcalina R a 20 ml dell'acqua in esame,
(A), porre successivamente 5 ml di tampone soluzione a in una provetta trasparente con fondo piatto. Lasciare
pH6,5R,5 ml di dietilfenilendiamminasolfatosoluzione R a riposo per 5 min. La soluzione non deve essere piu©
ivittaeR
e 1 g di potassio ioduro R. In una seconda provetta intensamente colorata di una soluzione di riferimento,
da 125 ml (B), porre successivamente 5 ml di tampone preparata contemporaneamente e nelle stesse condi-
soluzioneapH6,5R e 5 ml di dietilfenilendiamminasolfato zioni usando una miscela di 4 ml di soluzione standard
soluzione R. Aggiungere, il piu© simultaneamente possi- di ammonio (NH4 1 ppm) R e 16 ml di acqua esente da
bile, 100 ml di acqua in esame alla provetta A e una ammonio R (0,2 ppm). Esaminare le soluzioni lungo gli
itnemogrA
soluzione di riferimento preparata nel modo seguente assi verticali della provetta.
ilareneG
alla provetta B: aggiungere ad 1 ml di una soluzione . Non piu© di 2 ppm di Ca, determinato mediante
10 mg/l) di potassio iodato R, 1 g di potassio ioduro R ed
Calcio
eifargonoM
deve essere piu© intensamente colorata di quella ottenuta
ilareneG
con la soluzione di riferimento (0,1 ppm). mento (da 1 ppm a 5 ppm) usando una soluzione stan-
dard di calcio (Ca 400 ppm) R.
Cloruri (2.4.4). Diluire 1 ml dell'acqua in esame a 15 ml Misurare l'assorbanza a 422,7 nm usando una lampada
con acqua R. La soluzione soddisfa al saggio limite per a catodo cavo al calcio come sorgente di radiazione ed
i cloruri (50 ppm). una fiamma ossidante aria-acetilene.
ehcituecamraF
. Non piu© di 2 ppm di Mg, determinato
emroF
Fluoruri . Aggiungere a 50 ml dell'acqua in esame, Magnesio
emirP
per 1 h. La soluzione non e© piu© intensamente colorata mento (da 0,1 ppm a 0,5 ppm) usando una soluzione
di una soluzione di riferimento, preparata contempora- standard di magnesio (Mg 100 ppm) R.
neamente e nelle stesse condizioni usando una miscela Misurare l'assorbanza a 285,2 nm usando una lampada
di 1 ml di soluzione standard di fluoruro (F 10 ppm) R e a catodo cavo al magnesio come sorgente di radiazione
ehcituecamraF
inoizaraperP
0,1ml di difenilammina soluzione R e quindi, goccia a goc- per litro di acqua in esame. In un pallone di vetro
cia ed agitando, 5 ml di acido solforico R. Scaldare la pro- borosilicato da 50 ml con tappo a smeriglio, porre
vetta ab.m. a 50 C. Lasciare a riposo per15 min. La solu- 20 ml dell'acqua in esame, aggiungere 1 ml di acido
zione non deve essere piu© intensamente colorata in blu di nitrico diluito R ed agitare. Aggiungere 0,3 ml di acqua
una soluzione di riferimento, preparata contemporanea- di bromo R1. Tappare il pallone, agitare e scaldare il
mente e nelle stesse condizioni usando una miscela di pallone tappato a 45 C per 4 h. Lasciar raffreddare.
ecidnI
0,1 ml di soluzione standard di nitrato (NO3 2 ppm) R e Se la soluzione non vira al giallo aggiungere 0,3 ml di
4,9 ml di acqua esente da nitrato R (2 ppm). acqua di bromo R1 e scaldare nuovamente a 45 C
709
Acqua per preparazioni iniettabili
per 4 h. Aggiungere 0,5 ml di una soluzione (10 g/l) di Sodio . Non piu© di 50 ppm di Na, determinato
idrossilammina cloridrato R preparata di recente. mediante spettrometria di emissione atomica (Metodo
Agitare. Lasciar riposare per 20 min. I, 2.2.22).
Soluzioni di riferimento. Preparare le soluzioni di riferi- Soluzione in esame. Usare l'acqua in esame. Se il conte-
mento trattando, come descritto per l'acqua in esame, nuto di sodio e© superiore a 10 mg per litro, diluire con
soluzioni preparate di recente (da 0,0005 a 0,002 ppm acqua distillata R, fino ad ottenere una concentrazione
di mercurio) ottenute per diluizione della soluzione adatta per l'apparecchio usato.
standard di mercurio (Hg 1000 ppm) R, con una solu- Soluzioni di riferimento. Preparare le soluzioni di riferi-
zione al 5 per cento V/V di acido nitrico diluito R. mento (0, 2,5, 5,0, 7,5, e 10 ppm) usando la soluzione
Aggiungere ad un volume di soluzione adatto all'appa- standard di sodio (Na 200 ppm) R.
recchio in uso, una quantita© di stagno(-oso) cloruro Misurare l'intensita© dell'emissione a 589 nm.
soluzione R2 equivalente ad 1/5 di questo volume.
Adattare immediatamente il dispositivo per ottenere il Zinco . Non piu© di 0,1 ppm di Zn, determinato mediante
mercurio sotto forma di vapore. Aspettare 20 s e far spettrometria di assorbimento atomico (Metodo I,
passare, attraverso il dispositivo, una corrente di azo- 2.2.23). Usare materiali di prelievo e attrezzature anali-
to R come gas di trasporto. tiche esenti da zinco e che non cedono zinco nelle con-
Misurare l'assorbanza a 253,7 nm usando una lampada dizioni di utilizzazione.
a catodo cavo al mercurio o una lampada a scarica e Soluzione in esame. Usare l'acqua in esame.
,come dispositivo di atomizzazione, un sistema senza Soluzioni di riferimento. Preparare le soluzioni di riferi-
fiamma che permette di ottenere il mercurio sotto mento (da 0,05 ppm a 0,15 ppm di zinco) usando una
forma di vapori freddi. soluzione standard di zinco (Zn 100 ppm) R.
(2.4.8). Scaldare a b.m. 200 ml dell'ac-
Misurare l'assorbanza a 213,9 nm usando una lampada
Metalli pesanti
mento (0, 0,25, 0,50, 0,75 e 1 ppm) usando la soluzione Aqua ad iniectabilia
standard di potassio (K 20 ppm) R.
Misurare l'intensita© dell'emissione a 766,5 nm. H2O Mr 18,02
Calcolare il contenuto di potassio nell'acqua in esame,
in parti per milione, mediante la formula seguente:
DEFINIZIONE
n 0,5
q 1x
L'acqua per preparazioni iniettabili e© acqua per la pre-
n2 ^ n1 parazione di medicinali per somministrazione parente-
q = fattore di diluizione usato per la preparazione
rale. L'acqua e© usata come veicolo (acqua per prepara-
della soluzione in esame (a), zioni iniettabili in grande volume) e per la dissoluzione
o la diluizione di sostanze o preparazioni per sommini-
n1 = valore misurato per la soluzione in esame (a), strazione parenterale (acqua sterilizzata per prepara-
n2 = valore misurato per la soluzione in esame (b). zioni iniettabili).
710
Acqua per preparazioni iniettabili
inoizircserP
Acqua per preparazioni iniettabili (2.6.14). Non piu© di 0,25 U.I. di
ilareneG
Endotossine batteriche
isilanA id
L'acqua per preparazioni iniettabili in grande volume si
idoteM
ottiene dall'acqua che soddisfa ai regolamenti sull'ac-
qua per il consumo umano indicati dall'Autorita© com- L'acqua sterilizzata per preparazioni iniettabili e© acqua
petente o dall'acqua purificata per distillazione in un per preparazioni iniettabili in grande volume che e© stata
apparecchio le cui parti a contatto con l'acqua sono di distribuita in appositi contenitori, chiusi e sterilizzati
irotinetnoC
/ ilairetaM
vetro neutro, quarzo o metallo idoneo e che e© munito al calore in condizioni tali da assicurare che il prodotto
di un dispositivo che impedisce il trascinamento delle soddisfi ancora al saggio delle endotossine batteriche.