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LEGISLAZIONE FARMACEUTICA Chimica e Tecnologie Farmaceutiche

di Antonella Calabretti

Anno accademico 2010 - 2011

Leg. Farm.- Dott.ssa Antonella Calabretti

Premessa Necessit di adottare strumenti normativi sui medicinali Raggiungere un singolo mercato comune del medicinale

Migliorare la qualit della vita dei cittadini europei

Rafforzare competitivit e potenzialit di ricerca delle aziende operanti nel settore farmaceutico
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Istituzioni SOPRANAZIONALI VINCOLANTI ONU Convenzione dellAja (1912) Controllo produzione e traffico oppiacei Convenzione di Ginevra (1925) Inclusione della canapa indiana e medicamenti contenenti oppiacei Convenzione di Parigi (1948) Controllo produzione e traffico di tutte le sostanze sintetiche generanti assuefazione, tossicomania e psicodipendenza. Redazione e aggiornamento elenco OMS. Convenzione Unica di NY (1961) Regolamentazione dei paesi produttori e delle quantit consentite nellimpegno a contenerne luso per applicazioni terapeutiche. Conferenza Internazionale di Vienna (1971) Azione contro il traffico illegale e impegno degli stati nazionali a emanare disposizioni di legge per disciplinare luso di tutte le sostanze nelle liste compilate dallOMS (ambito penale). Commission on Narcotic Drugs International Narcotic Control Board
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Comunit Europea Trattato di Roma 1957 modificato da quello di Maastricht del 1992. Attivit assicurata da: Parlamento (785) Consiglio dei Ministri Commissione (27 membri + Presidente Parlamento) Corte di Giustizia Corte dei Conti La politica comunitaria tende a realizzare: 1.Libera circolazione delle merci 2.Tutela della concorrenza 3.Libera circolazione delle persone, dei servizi e dei capitali Pharmaceutical Group of EU (PGEU), European Association of Hospital, Pharmacists (EAHP), European Industrial Pharmacists Group Farm.- Dott.ssa Antonella Calabretti Leg. (EIPG). 4

EMEA European Medicines Evaluation Agency [ora EMA European Medicines Agency] Agenzia europea per i medicinali istituita nel 1993 per la valutazione, la sorveglianza e la farmacovigilanza dei medicinali. 1.Valutazione scientifica della qualit, sicurezza ed efficacia dei medicinali (AIC) 2.Coordinare la sorveglianza sui medicinali autorizzati nella EU 3.Assicurare la diffusione a Stati membri, operatori sanitari e pubblico delle informazioni relative alla farmacovigilanza 4.Coordinare controllo applicazione GMP, GLP, GCP 5.Creare una banca dati sui medicinali accessibile al pubblico 6.Fornire pareri scientifici inerenti a medicinali o materie prime usate nella loro fabbricazione su richiesta della Commissione 7.Raccogliere informazioni su agenti patogeni che possono essere utilizzati nella guerra batteriologica, compresa lesistenza di vaccini o altri medicinali che possano prevenire o trattare gli effetti di tali agenti. La sede a Londra. Farm.- Dott.ssa Antonella Calabretti Leg. 5

EMEA Nellambito dellEMEA operano sei comitati che si occupano di vari settori specifici dellattivit dellagenzia: 1.Comitato per i medicinali per uso umano (CHMP) 2.Comitato per i medicinali veterinari (CVMP) 3.Comitato per i medicinali orfani (COMP) - Istituito nel 2001 si occupa dellassegnazione dello status di orphan drug (malattie gravi e/o potenzialmente mortali che colpiscono non pi di 5/10000 persone in EU) 4.Comitato per i medicinali a base di piante (HMPC) Istituito nel 2004 5.Comitato pediatrico (PDCO) Istituito nel 2006 6.Comitato per le terapie avanzate (CAT) Attivo dal 2009, si occupa di prodotti che sono riconducibili a terapie avanzate come: gene therapy, somatic cell therapy o tissue engineering.
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Istituzioni sopranazionali non vincolanti 1.Consiglio dEuropa Antecedente alla EU (1949) ha sede a Strasburgo. Comitato dei Ministri che raccoglie i ministri degli esteri esprime raccomandazioni non vincolanti. Nel 1964 lAccordo siglato tra alcuni dei paesi del Consiglio ha dato il via alla redazione della Farmacopea Europea (Ph.Eur. I - 1969) 2.EDQM European Directorate Medicines & Healthcare (1996) for the Quality of

3.Organizzazione Mondiale della Sanit (OMS). Fondata nel 1948, agisce nellambito del ONU. Tra i suoi compiti: Compilazione della Farmacopea Internazionale e GMP internazionali Denominazioni Comuni Internazionali dei Medicamenti Lista sostanze stupefacenti Repertorio internazionale delle piante medicinali Lista dei medicamenti essenziali
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STRUMENTI NORMATIVI SOPRANAZIONALI Regolamenti (Reg.) hanno portata generale, sono obbligatori per tutti gli stati membri e sono direttamente applicati senza intromissione delle leggi proprie dogni singolo Stato. Direttive (Dir) sono vincolanti solo per quanto riguarda il fine da raggiungere, ogni Stato percepisce la direttiva nel suo ordinamento interno. Decisioni sono obbligatorie e vincolanti solo per lo Stato cui sono rivolte Raccomandazioni, Risoluzioni, Comunicazioni del Consiglio, Linee guida della commissione, non sono vincolanti, attirano lattenzione dei vari paesi verso particolari problemi, stimolandoli a prendere alcuni provvedimenti.
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STRUMENTI NORMATIVI NAZIONALI 1. La COSTITUZIONE 2. Le LEGGI COSTITUZIONALI e le leggi di revisione della costituzione hanno rango costituzionale e devono essere emanate secondo le procedure dettate dalla Costituzione stessa. Sono leggi costituzionali gli Statuti speciali di alcune regioni (Sicilia, Sardegna, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e Valle dAosta) che assumono con questo atto unautonomia particolare 3. Le Leggi dello Stato (L) Parlamento e devono essere testo dalle due Camere o appositamente delegate in sede sono deliberate dal approvate nello stesso da due Commissioni deliberante.

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Decreto Legislativo (D.Lvo) emanato dal Consiglio dei Ministri su delega del Parlamento. La delega valida soltanto per un tempo limitato e per oggetti definiti. Il D.Lvo molto utilizzato per recepire le direttive comunitarie. Decreto Legge (DL) deliberato dal Consiglio dei Ministri in casi straordinari di necessit e urgenza. E valido per 60 giorni, al termine dei quali o convertito in legge dal Parlamento, o ripresentato come decreto legge o decade. Gli Statuti delle regioni a statuto ordinario vengono deliberati dai Consigli Regionali e approvati con legge dello Stato. Le Leggi regionali (L.R.) sono una fonte normativa primaria che per valida esclusivamente per il territorio della regione che lha emanata.
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Fonti normative nazionali secondarie I Regolamenti sono emanati a livello statale, regionale, provinciale o comunale, riguardano generalmente materie tecniche: regolamenti deliberati dal Consiglio dei Ministri ed emanati dal Presidente della Repubblica (regolamenti governativi-DPR); regolamenti interministeriali, emanati da pi ministri coinvolti nella materia (DM); regolamenti ministeriali, emanati da un singolo ministro (DM) Gli ultimi due possono essere emanati solo se autorizzati con legge

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Decreto Legislativo 24 aprile 2006, n.219 (160 art.) Attuazione della DIRETTIVA 2001/83/CE (e successive direttive di modifica) relativa ad un codice comunitario concernente i medicinali per uso umano nonch della DIRETTIVA 2003/94/CE (che stabilisce i principi e le linee direttrici delle buone prassi di fabbricazione relative ai medicinali di uso umano e medicinali di uso umano in fase di sperimentazione).

TESTO UNICO DEL MEDICINALE


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TITOLO I TITOLO II TITOLO III

Definizioni Campo di Applicazione Immissione in Commercio

CAPO I: Autorizzazione allimmissione in commercio (AIC) CAPO II: Norme speciali applicabili ai medicinali omeopatici CAPO III: Disposizioni speciali relative ai medicinali di origine vegetale tradizionali CAPO IV: Procedure per il rilascio dellautorizzazione: istruttoria CAPO V: Procedura di mutuo riconoscimento e procedura decentrata TITOLO IV Produzione e Importazione

CAPO I: Autorizzazione alla produzione (AP) e allimportazione CAPO II: Linee guida sulle norme di buona fabbricazione (GMP Good Manifacturing Practices)
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TITOLO V TITOLO VI

Etichettatura e foglio illustrativo Classificazione dei medicinali ai fini della fornitura

TITOLO VII Distribuzione all'ingrosso di medicinali TITOLO VIII Pubblicit TITOLO IX TITOLO X Farmacovigilanza Disposizioni speciali sui medicinali derivati dal sangue o dal plasma umani sui medicinali immunologici TITOLO XI Vigilanza e Sanzioni

TITOLO XII Ulteriori Disposizioni TITOLO XIII Disposizioni Finali


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TITOLO I: Definizioni (ART. 1) MEDICINALE: a)ogni sostanza o associazione di sostanze presentata come avente propriet curative o profilattiche delle malattie umane; b)ogni sostanza o associazione di sostanze che possa essere utilizzata sulluomo o somministrata alluomo allo scopo di ripristinare, correggere o modificare funzioni fisiologiche,

esercitando unazione farmacologica, immunologica o metabolica, ovvero di stabilire una diagnosi medica.
La nuova definizione di medicinale, che deriva da diversi fattori, tra i quali, ad esempio, lintroduzione di nuove terapie (terapia genica, radiofarmaci, ecc.) e lo sviluppo di prodotti definiti di frontiera tra il settore dei medicinali ed altri settori che spesso sfuggono alle normative esistenti, include il tipo di azione esercitato, e non fa pi riferimento alle specialit medicinali.
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SOSTANZA: ogni materia, indipendentemente dallorigine; tale origine pu essere: 1.umana, come: il sangue umano e suoi derivati; 2.animale, come: microrganismi, animali interi, parti di organi, secrezioni animali, tossine, sostanze ottenute per estrazione, prodotti derivati dal sangue; 3.vegetale, come: microrganismi, piante, parti di piante, secrezioni vegetali, sostanze ottenute per estrazione; 4.chimica, come: elementi, materie chimiche naturali e prodotti chimici di trasformazione e di sintesi;
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Art. 2. Campo di applicazione; prevalenza della disciplina dei medicinali su altre discipline 1. Il presente decreto si applica ai medicinali per uso umano, preparati industrialmente o nella cui produzione interviene un processo industriale, destinati ad essere immessi in commercio sul territorio nazionale, fatto salvo il disposto del comma 3. 2. In caso di dubbio, se un prodotto, tenuto conto dellinsieme delle sue caratteristiche, pu rientrare contemporaneamente nella definizione di medicinale e nella definizione di un prodotto disciplinato da unaltra normativa comunitaria, si applicano le disposizioni del presente decreto.
Campo di applicazione Costituisce una novit il fatto che la Direttiva si applica anche a quei prodotti che rientrano nella definizione di medicinale, ma eventualmente anche nella definizione di altri prodotti regolamentati. In base a questa definizione un composto che vantasse propriet terapeutiche pur non possedendole, ma presentando le caratteristiche formali di medicinale, andrebbe classificato e quindi commercializzato come Dott.ssa Antonella Calabretti Leg. Farm.- tale. 17

Definire un prodotto come medicinale difficile anche in quanto NON ESISTE UNA DEFINIZIONE GIURIDICA DI MALATTIA. Ci si pu basare soltanto sulle definizioni pi comunemente ammesse e queste variano da Stato a Stato (ad es. se il gonfiore alle gambe o il gonfiore addominale (aerofagia) fossero una malattia, i prodotti per la loro cura sarebbero medicinale, viceversa verrebbero considerati

prodotti ad attivit salutare).

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Fattispecie escluse dalla disciplina Art. 3. 1.Le disposizioni del presente decreto non si applicano: a)ai medicinali preparati in farmacia in base ad una prescrizione medica destinata ad un determinato paziente, detti formule magistrali (disciplinati dalla legge n.94 dell 8 aprile 1998; b)ai medicinali preparati in farmacia in base alle indicazioni della Farmacopea europea o delle Farmacopee nazionali in vigore negli Stati membri dellUnione europea, detti formule officinali, e destinati ad essere forniti direttamente ai pazienti serviti da tale farmacia; c)ai medicinali destinati alle prove di ricerca e sviluppo; d)ai prodotti intermedi destinati ad ulteriore trasformazione da parte di un produttore autorizzato; e)ai radionuclidi utilizzati in forma preconfezionata; f)al sangue intero, al plasma, alle cellule ematiche di origine umana, eccettuato il plasma nella cui produzione interviene un processo industriale Leg. Farm.- Dott.ssa Antonella Calabretti 19

Art.5 Casi di non applicazione del titolo III (immissione in

commercio) 1. Le disposizioni del titolo III non si applicano ai medicinali preparati industrialmente su richiesta, scritta e non sollecitata, del medico, a ci ritenuto idoneo dalle norme in vigore, il quale si impegna ad utilizzare i suddetti medicinali su un determinato paziente proprio o della struttura in cui opera, sotto la sua diretta e personale responsabilit; a tale ipotesi si applicano, ai fini della prescrizione, le disposizioni previste per le preparazioni magistrali dallarticolo 5 del decreto-legge 17 febbraio 1998, n. 23, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 aprile 1998, n. 94.

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2. In caso di sospetta o confermata dispersione di agenti patogeni, tossine, agenti chimici o radiazioni nucleari potenzialmente dannosi, il Ministro della salute pu autorizzare la temporanea distribuzione di un medicinale per cui non autorizzata limmissione in

commercio, al fine di fronteggiare tempestivamente lemergenza. 3. Nellipotesi disciplinata dal comma 2, i titolari dellautorizzazione allimmissione in commercio, i produttori e gli operatori sanitari non sono soggetti alla responsabilit civile o amministrativa per le conseguenze derivanti dalluso di un medicinale al di fuori delle indicazioni autorizzate o dalluso di un medicinale non autorizzato, quando tale uso raccomandato o prescritto dal Ministro della salute. 4. Resta salva la responsabilit per danno da prodotti difettosi, prevista dal decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206.
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Medicinali prodotti dallindustria Per i medicinali di origine industriale qualit, efficacia e sicurezza vengono assicurate mediante una

duplice autorizzazione preventiva: lautorizzazione alla produzione (AP) lautorizzazione allimmissione in commercio (AIC)

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Medicinali prodotti dallindustria Si tratta di prodotti preconfezionati, provvisti di foglietto illustrativo e di un confezionamento caratteristico. Fino al 2006 tali prodotti si distinguevano in specialit medicinali ed altri medicinali preconfezionati prodotti industrialmente. Con lentrata in vigore del Decreto, il medicinale di origine industriale si distingue in medicinale di riferimento, se autorizzato secondo le prescrizioni del medesimo (D.Lvo 219/06), e medicinale generico, se possiede la stessa composizione quali-quantitativa di sostanze attive e la stessa forma farmaceutica del medicinale di riferimento nonch una bioequivalenza con il medicinale di riferimento dimostrata da studi di biodisponibilit.

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Tutti i medicinali industriali, di riferimento e generici, con AIC devono avere una denominazione che pu essere: un nome completamente di fantasia (branded) oppure una denominazione comune o scientifica

accompagnata da un marchio ( branded o semi-branded) o dal nome del titolare dellAIC.

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Autorizzazione alla Produzione (AP) Nessuno pu produrre medicinali industriali senza aver ottenuto unapposita autorizzazione rilasciata dalAIFA. Lautorizzazione viene concessa previa ispezione allunit

produttiva diretta ad accertare*: che lo stabilimento disponga di personale, locali e

apparecchiature adeguate

per la produzione, il controllo e la

conservazione di ciascun prodotto che intende allestire e che siano rispettati i principi e le linee guida delle Norme di Buona Fabbricazione (la
responsabilit della applicazione della

normativa vigente competenza di una persona qualificata indicata dal produttore e riconosciuta dallAIFA).

*le ispezioni possono essere richieste anche dallEMEA, dalla Commissione europea,
da uno Stato membro, dallo stesso produttore)
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Lautorizzazione alla produzione rilasciata per forma farmaceutica, o per operazione tecnologica. Lautorizzazione alla produzione necessaria anche per chi effettua alcune operazioni per conto di altri (contoterzista) o per chi si occupa soltanto del confezionamento o del controllo di qualit.

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Titolo III : Autorizzazione allimmissione in commercio - AIC Capo I Art. 6: Estensione ed effetti dellautorizzazione 1.Nessun medicinale pu essere immesso in commercio sul territorio nazionale senza aver ottenuto unautorizzazione dellAIFA o unautorizzazione comunitaria a norma del regolamento (CE) n. 726/2004. 2.Quando per un medicinale stata rilasciata una AIC ai sensi del comma 1, ogni ulteriore dosaggio, forma farmaceutica, via di somministrazione e presentazione, nonch le variazioni ed estensioni sono ugualmente soggetti ad autorizzazione ai sensi dello stesso comma 1; le AIC successive sono considerate, unitamente a quella iniziale, come facenti parte della stessa autorizzazione complessiva, in particolare ai fini dellapplicazione dellarticolo 10, comma 1. 3.Il titolare dellAIC responsabile della commercializzazione del medicinale. La designazione di un rappresentante non esonera il titolare dellAIC dalla sua responsabilit legale. 4.Lautorizzazione di cui al comma 1 richiesta anche per i generatori di radionuclidi, i kit e i radiofarmaci precursori di radionuclidi, nonch per i Leg. Farm.- Dott.ssa Antonella Calabretti 27 radiofarmaci preparati industrialmente.

Art.38 LAIC di un medicinale pu essere rinnovata dopo cinque anni sulla base di una nuova valutazione del rapporto rischio/beneficio effettuata dallautorit regolatoria competente. A tal fine, il titolare dellAIC fornisce allautorit, almeno sei mesi prima della scadenza della validit dellautorizzazione, una versione aggiornata del dossier di autorizzazione del medicinale relativa a tutti gli aspetti attinenti alla qualit, alla sicurezza e allefficacia, comprensiva di tutte le variazioni apportate dopo rilascio dellAIC. Dopo il primo rinnovo, lAIC ha validit illimitata (in passato il rinnovo era obbligatorio ogni cinque anni), salvo che lautorit competente decida, per motivi giustificati connessi alla farmacovigilanza, di procedere a un ulteriore rinnovo di durata quinquennale. Art.130, comma 9 Dopo il primo rinnovo le aziende sono, infatti, tenute a presentare i Rapporti Periodici di Sicurezza (PSUR) ogni tre anni indipendentemente dalle procedure amministrative legate al rinnovo. (In tal modo si determina una pi regolare e specifica revisione del profilo di sicurezza.)
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PROCEDURE DI REGISTRAZIONE DEI FARMACI Autorizzazione allImmissione in Commercio (AIC) E latto che permette ad una azienda farmaceutica di commercializzare un medicinale. Attualmente nella UE esistono tre tipi di AIC: Procedura nazionale Procedura di mutuo riconoscimento Procedura centralizzata

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AIC NAZIONALE (DLvo n.219/06) Il medicinale con AIC nazionale pu commercializzato unicamente nel paese lautorizzazione stata accordata essere in cui

E rilasciata entro 210 giorni dallAIFA, dopo verifica della conformit del dossier o documento tecnico comune (CTD) inviato dal richiedente e laccertamento delle condizioni utili per il rilascio dellAIC. Durante il corso della istruttoria pu sottoporre il medicinale, le materie prime ed eventualmente i prodotti intermedi o altri componenti, al controllo dellISS per accertare che i metodi di controllo dei produttori siano soddisfacenti. Se lesito della istruttoria positivo lAIFA notifica al titolare la relativa determinazione comprendente: il riassunto delle caratteristiche del prodotto, il foglio illustrativo, letichettatura. Inoltre, avvalendosi della Commissione Tecnico Scientifica dellAIFA, redige un rapporto di valutazione contenente tutte le informazioni utili sulla qualit, efficacia e sicurezza del Leg. sar accessibile al pubblico tramite internet. 30 medicinale, il quale Farm.- Dott.ssa Antonella Calabretti

Dossier o CTD (Common Technical Document) 1.Informazioni amministrative 2.Riassunti 3.Informazioni chimiche, farmaceutiche e biologiche per i medicinali contenenti sostanze attive chimiche e/o biologiche 4.Relazioni non cliniche 5.Relazione sugli studi clinici Tipi di CTD Domanda Ibrida: richiesta per medicinali contenenti sostanze attive gi presenti in medicinali autorizzati, ma non ancora utilizzate per associazioni terapeutiche Per i medicinali che non rientrano nella definizione di generici o di cui non sia possibile dimostrare la bioequivalenza o per cambiamenti della/e sostanza attiva, delle indicazioni terapeutiche, del dosaggio, della via di somministrazione rispetto medicinale di riferimento. Il dossier non sar completo ne abbreviato, ma di volta in volta verr valutata la documentazione necessaria
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Domanda semplificata: si utilizza in casi particolari e il richiedente pu evitare di replicare le prove precliniche e cliniche (dati gi noti) Generici: il richiedente non tenuto a fornire i risultati delle prove precliniche e delle sperimentazioni cliniche se pu dimostrare che il prodotto che intende commercializzare risponde ai requisiti richiesti dalla definizione di medicinale generico. Il richiedente deve per presentare gli appropriati studi di biodisponibilit. Impiego medico ben consolidato: il richiedente pu sostituire i risultati degli studi preclinici e clinici con i dati ottenuti dalla letteratura scientifica per i medicinali le cui sostanze attive sono di impiego medico ben consolidato nella Comunit europea da almeno dieci anni e presentano un'efficacia e un livello di sicurezza accettabile. Co-marketing: il titolare di un'AIC consente l'utilizzo da parte di terzi della documentazione farmaceutica, preclinica e clinica contenuta nel dossier del proprio medicinale per la presentazione di una domanda relativa ad altri medicinali che hanno una identica composizione qualitativa e quantitativa in sostanze attive e la stessa forma farmaceutica.
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AIC EUROPEA - MUTUO RICONOSCIMENTO Tale procedura di AIC si basa sul principio del mutuo riconoscimento di una autorizzazione nazionale da parte degli altri stati membri. Lazienda pu richiedere lestensione di un autorizzazione nazionale alle Agenzie regolatorie di uno o pi Stati della UE, sulla base della stessa documentazione presentata nello Stato che per primo ha autorizzato il farmaco. Tale Stato detto di riferimento (Reference Member State) e ha predisposto il rapporto di valutazione scientifica che sar sottoposto ad accettazione. Entro 90 giorni successivi alla ricezione dei documenti gli Stati membri interessati approvano la relazione di valutazione, il riassunto delle caratteristiche del prodotto, letichettatura e il foglietto illustrativo e ne informano lo stato membro di riferimento. Uno Stato membro pu sollevare obiezioni e viene data la possibilit al richiedente di presentare verbalmente o per iscritto il suo punto di vista. Se entro 60 giorni gli Stati membri non danno il consenso interviene lEMEA e si applica la procedura di arbitrato. Per evitare larbitrato unazienda pu decidere di non commercializzare il farmaco nello stato che ha sollevato obiezioni.
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AIC EUROPEA - PROCEDURA DECENTRATA Quando il medicinale non sia ancora dotato di AIC Il richiedente chiede allo Stato membro di riferimento di preparare un progetto di di relazione di valutazione, una bozza di riassunto delle caratteristiche del prodotto, una bozza di etichettatura e di foglietto illustrativo Lo stato membro elabora tali progetti entro 120 giorni e li invia agli Stati membri interessati al richiedente Gli Stati membri approvano/non approvano entro 90 giorni e ne informano lo Stato membro di riferimento che informa il richiedente.

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AIC EUROPEA - PROCEDURA CENTRALIZZATA La procedura centralizzata prevede ununica AIC valida in tutta lUE. Tale autorizzazione viene rilasciata con decisione della Commissione Europea, sulla base di una valutazione scientifica da parte dei comitati: CPMP (Comitato per le specialit ad uso umano) e CVPM (Comitato per le specialit ad uso veterinario), creati in seno alla Agenzia Europea di Valutazione dei Medicinali (EMEA).

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Obbligatoria:

Medicinali biotecnologici (tutti quelli che derivano da tecnologie DNA ricombinate; espressione controllata di geni portatori di codici per proteine biologicamente attive nei procarioti e negli eucarioti, comprese cellule trasformate di mammiferi; metodi a base di ibridomi e anticorpi monoclonali) Medicinali veterinari destinati principalmente ad essere usati come stimolatori per migliorare la crescita o la produttivit degli animali trattati Medicinali per uso umano contenenti una sostanza non autorizzata nella Comunit alla data del 20.05.04, aventi indicazioni terapeutiche per una delle seguenti malattie: sindrome da immunodeficienza acquisita, cancro, diabete e a partire dal 20.05.08 malattie autoimmuni e altre disfunzioni immunitarie e malattie virali. Medicinali che sono designati come medicinali orfani ai sensi del regolamento CE141/2000.
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ITER Presentazione domanda allEMEA Entro 210 giorni parere CHMP (150 per procedura di valutazione accelerata) Parere positivo Relazione di valutazione; Informazioni (riassunto caratteristiche del prodotto, etichetta, foglietto illustrativo); viene trasmesso : al Richiedente, agli Stati membri e alla Commissione e entro 90 giorni viene convertito in AIC valida in tutti i paesi della UE. I medicinali autorizzati sono iscritti nel registro comunitario dei medicinali e viene assegnato loro un numero che compare sul confezionamento
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Parere negativo Richiedente entro 15 giorni comunica EMEA intenzione di fare ricorso entro 60 giorni presenta il ricorso CHMP entro 60 giorni da il parere definitivo inviato agli Stati membri, alla Commissione e al Richiedente La Commissione entro 30 giorni dalla ricezione elabora ipotesi decisionale trasmessa agli Stati membri e al richiedente. Se ipotesi decisionale si discosta da quella dellEMEA, la Commissione deve allegare dettagliate e precise motivazioni. Il progetto delle misure da adottare viene trasmesso, a cura degli stati membri, al CHMP che formula un parere sulla base del quale viene assunta la decisione finale. In caso di ulteriore disaccordo il progetto viene trasmesso al Consiglio della UE e la decisione ultima spetta alla Commissione

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Autorizzazione subordinata a condizioni Rilascio dellAIC anche in assenza di dati clinici completi in merito alla sicurezza e efficacia del medicinale Medicinali designati come orfani Medicinali utilizzati nella prevenzione o diagnosi di malattie gravemente invalidanti o potenzialmente letali Medicinali da usarsi in condizioni di emergenza in risposta a minacce per la salute pubblica (riconosciute dallOMS) Condizioni per accedere alla procedura: Il rapporto rischio/beneficio del medicinale deve risultare positivo Il richiedente deve fornire in seguito i dati clinici completi I benefici per la salute pubblica derivanti dalla disponibilit immediata sul mercato del medicinale superano il rischio dovuto al fatto che mancano dati supplementari.
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MEDICINALI OMEOPATICI

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Definizione di medicinale omeopatico D.Lvo 219/2006 di recepimento della Direttiva 2004/27/CE 31 marzo 2004 ogni medicinale ottenuto a partire da sostanze denominate materiali di partenza omeopatici secondo un processo di fabbricazione omeopatico descritto dalla farmacopea europea o, in assenza di tale descrizione, dalle farmacopee attualmente utilizzate ufficialmente negli Stati membri; un medicinale omeopatico pu contenere pi principi." Con il D.Lvo 219/06 sono stati assoggettati alla normativa generale dei medicinali industriali mentre prima non lo erano essendo classificati in maniera differente e separata.

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Capo II NORME SPECIALI OMEOPATICI Art. 16. Procedura semplificata di registrazione 1. Un medicinale omeopatico soggetto, ai fini dell'immissione ad una procedura semplificata di in commercio, registrazione, soltanto se il medicinale: a) destinato ad essere somministrato per via orale od esterna; b) non reca specifiche indicazioni terapeutiche sulletichetta o tra le informazioni di qualunque tipo che si riferiscono al prodotto; APPLICABILI AI MEDICINALI

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c) ha un grado di diluizione tale da garantirne la sicurezza; in ogni caso il medicinale non pu contenere pi di una parte per diecimila di tintura madre, ne' pi di 1/100 della pi piccola dose eventualmente utilizzata nell'allopatia per le sostanze attive la cui presenza in un medicinale allopatico comporta l'obbligo di presentare una ricetta medica. 2. Con decreto del Ministro della salute sono adottati eventuali nuovi parametri concernenti la sicurezza del medicinale omeopatico in sostituzione o a integrazione di quelli previsti dalla lettera c) del comma 1, conformemente a quanto stabilito dalla Comunit europea. 3. Al momento della registrazione, l'AIFA stabilisce il regime di fornitura del medicinale.
Le disposizione degli articoli 8, comma 3, 29, comma 1, da 33 a 40, 52, comma 8, lettere a), b) e c), e 141 si applicano, per analogia, alla procedura semplificata di registrazione dei medicinali omeopatici, ad eccezione delle prove di efficacia terapeutica.
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Art. 18. Medicinali omeopatici a cui non si applica la procedura semplificata di registrazione 1. I medicinali omeopatici diversi da quelli a cui si riferisce l'articolo 16, comma 1, devono essere autorizzati ed etichettati conformemente agli articoli 8, 10, 11, 12, 13 e 14. Nei riguardi della documentazione presentata a sostegno della domanda si applica il disposto dell'articolo 8, comma 4. Per tali prodotti possono essere previste, con decreto del Ministro della salute, su proposta dell'AIFA, norme specifiche relative alle prove precliniche e alle sperimentazioni cliniche, in coerenza con i principi e le caratteristiche della medicina omeopatica praticata in Italia. 2. Il titolo IX del presente decreto si applica ai medicinali omeopatici, ad eccezione di quelli ai quali si riferisce l'articolo 16, comma 1.
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MEDICINALI DI ORIGINE VEGETALE TRADIZIONALE

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Definizione di medicinale dorigine vegetale tradizionale o fitoterapici "ogni medicinale che contiene esclusivamente come sostanze attive una o pi sostanze vegetali o una o pi preparazioni vegetali, oppure una o pi sostanze vegetali in associazione ad una o pi preparazioni vegetali". Sostanze vegetali tutte le piante, le parti di piante, le alghe, i funghi e i licheni, interi, a pezzi o tagliati, in forma non trattata, di solito essiccata, ma talvolta anche allo stato fresco. Sono altres considerati sostanze vegetali taluni essudati non sottoposti ad un trattamento specifico. Le sostanze vegetali sono definite in modo preciso in base alla parte di pianta utilizzata e alla denominazione botanica secondo la denominazione binomiale (genere, specie, variet e autore). Preparazioni vegetali preparazioni ottenute sottoponendo le sostanze vegetali a trattamenti quali estrazione, distillazione, spremitura, frazionamento, purificazione, concentrazione o fermentazione. In tale definizione rientrano anche sostanze vegetali triturate o polverizzate, tinture, estratti, oli essenziali, succhi ottenuti per spremitura ed essudati lavorati.17
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Capo III DISPOSIZIONI SPECIALI RELATIVE ORIGINE VEGETALE TRADIZIONALI AI MEDICINALI DI

Art. 21. Registrazione basata sull'impiego tradizionale 1. Una procedura denominata: di registrazione semplificata, di seguito

registrazione basata sull'impiego tradizionale, si applica, ai fini dell'immissione in commercio, ai medicinali di origine vegetale che soddisfano tutti i seguenti criteri: a) hanno esclusivamente indicazioni appropriate per i medicinali di origine vegetale tradizionali i quali, per la loro composizione ed il loro obiettivo terapeutico, sono concepiti e realizzati per essere utilizzati senza intervento del medico per la diagnosi o per la prescrizione o per la sorveglianza nel corso del trattamento; b) ne prevista la somministrazione esclusivamente determinato dosaggio e schema posologico;
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c) sono preparazioni per uso orale, esterno o inalatorio; d) sono stati oggetto di impiego tradizionale per un periodo conforme a quanto previsto dall'articolo 23, comma 1, lettera c); (da 30 anni I, di cui 15 anni CE) e) dispongono di sufficienti dati di impiego tradizionale; in particolare, hanno dimostrato di non essere nocivi nelle condizioni d'uso indicate e i loro effetti farmacologici o la loro efficacia risultano verosimili in base all'esperienza e all'impiego di lunga data. 2. In deroga al disposto dell'articolo 1, comma 1, lettera ll), la presenza nel medicinale di origine vegetale di vitamine o minerali, per la sicurezza dei quali esistono prove ben documentate, non impedisce al prodotto di essere ammissibile alla registrazione ai sensi del comma 1, a condizione che l'azione delle vitamine o dei minerali sia secondaria rispetto a quella delle sostanze attive vegetali per quanto riguarda le indicazioni specifiche richieste. 3. Le disposizioni di cui al presente capo non si applicano, tuttavia, nei casi in cui le autorit competenti ritengono che un medicinale di origine vegetale tradizionale soddisfa i criteri per l'autorizzazione ai sensi dell'articolo 6 o per la registrazione in base all'articolo 16.
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Registrazione per uso tradizionale Art.23, comma 1, lettera c) la documentazione bibliografica o le certificazioni di esperti comprovanti che il medicinale in questione o un prodotto corrispondente ha avuto un impiego tradizionale per un periodo di almeno trent'anni anteriormente alla data di presentazione della domanda, di cui almeno quindici anni nella Comunit europea; ove necessario l'AIFA pu chiedere al Comitato dei medicinali di origine vegetale (HMPC) istituito dalla direttiva 2004/24/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004, di seguito direttiva 2004/24/CE, di esprimere un parere sull'adeguatezza della dimostrazione dell'uso di lunga data del medicinale in questione o del prodotto corrispondente. In tal caso, l'AIFA presenta la documentazione ritenuta pertinente a sostegno della richiesta; LHPMC stato istituito dalla direttiva 2004/24/CE nellambito dellEMEA con il compito tra gli altri di redigere delle liste delle sostanze e delle preparazioni di origine vegetale e le relative monografie Per ogni sostanza riportata nella lista deve essere indicato concentrazione, posologia e modalit di somministrazione, condizioni di sicurezza.
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Un prodotto medicinale di origine vegetale pu essere autorizzato allimmissione in commercio nella UE secondo tre procedure: domanda integrale (disponibilit di dati sullefficacia, qualit e sicurezza); domanda bibliografica (disponibilit di dati sulla sicurezza e dati bibliografici che dimostrano lefficacia); uso tradizionale (disponibilit di dati sulla qualit e sicurezza nonch luso di lunga durata).

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Etichettatura e pubblicit Oltre a quanto gi stabilito negli art. 54-65 della Dir.2001/83/EC, ogni etichetta e foglio illustrativo dovr contenere la dichiarazione che: il prodotto un medicinale tradizionale di origine vegetale per lutilizzo per determinate indicazioni basate esclusivamente sulluso duraturo; lutente dovr consultare il medico se il sintomo persiste durante luso o se compaiono effetti avversi non menzionati nel foglietto illustrativo Ogni informazione pubblicitaria dovr contenere la frase: prodotto medicinale tradizionale di origine vegetale per luso in specifiche indicazioni, basato esclusivamente sulluso duraturo.
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MEDICINALI GENERICI

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Medicinali generici
L'art. 10 del D.Lgs 219/2006 definisce come medicinale generico "un medicinale che ha la stessa composizione qualitativa e quantitativa di sostanze attive e la stessa forma farmaceutica del medicinale di riferimento nonch una bioequivalenza con il medicinale di riferimento dimostrata da studi appropriati di biodisponibilit

I vari sali, esteri, eteri, isomeri, miscele di isomeri, complessi o derivati di una sostanza attiva sono considerati la stessa sostanza attiva se non presentano, in base alle informazioni supplementari fornite dal richiedente, differenze significative n delle propriet relative alla sicurezza, n di quelle relative allefficacia.
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Medicinali generici
Le varie forme farmaceutiche orali a rilascio immediato sono considerate una stessa forma farmaceutica. La Legge n. 149 del 28.07.2005 (G.U. n. 175 del 29.07.2005) ha disposto che sulle confezioni dei medicinali con obbligo di prescrizione medica, in precedenza chiamati generici, siano essi rimborsabili dal SSN o a pagamento, sia riportata la dicitura "medicinale equivalente".

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I GENERICI sono prodotti (1)

Con AIC da almeno 8 anni, per i quali scaduta la protezione brevettuale e quella derivante dal certificato complementare di protezione per i quali sia trascorso il periodo previsto per lutilizzo in esclusiva dei dati contenuti nel CTD (10 anni estendibili ad 11 se siano state inserite nuove e significative indicazioni terapeutiche) Chiunque pu produrli se sia in possesso di AP e AIC viene accettata bioequivalenti la loro equivalenza clinica, se sono

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I GENERICI sono prodotti (2) Due prodotti farmaceutici sono considerati bioequivalenti quando i loro profili concentrazione plasmatica/tempo, ottenuti con la stessa dose molare, sono cos simili che improbabile che producano differenze rilevanti negli effetti terapeutici e/o avversi. Se il medicinale: non rientra nella definizione di medicinale generico di cui allart.10, comma 5, lettera b), o se non possibile dimostrare la bioequivalenza con studi di biodisponibilit, oppure in caso di cambiamenti della/delle sostanze attive, delle indicazioni terapeutiche, del dosaggio, della forma farmaceutica o della via di somministrazione rispetto a quelli del medicinale di riferimento, il richiedente tenuto a fornire i risultati delle prove precliniche o delle sperimentazioni cliniche appropriate.
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ETICHETTATURA DEI MEDICINALI

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Etichettatura

Art. 73

1. L'imballaggio esterno o, in mancanza dello stesso, il confezionamento primario dei medicinali deve recare le seguenti indicazioni : a) la denominazione del medicinale, seguita dal dosaggio e dalla forma farmaceutica, aggiungendo se appropriato il termine prima infanzia, bambini o adulti; quando il medicinale contiene fino a tre sostanze attive, e solo quando la denominazione un nome di fantasia, esso seguito dalla denominazione comune; b) la composizione qualitativa e quantitativa in termini di sostanze attive per unit posologica o, in relazione alla forma farmaceutica, per un dato volume o peso, riportata utilizzando le denominazioni comuni;
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c) la forma farmaceutica e il contenuto della confezione espresso in peso, volume o unit posologiche; d) un elenco degli eccipienti, con azione o effetto noti, inclusi nelle linee guida pubblicate a norma dell'articolo 65 della Direttiva 2001/83/CE; tuttavia, se si tratta di un prodotto iniettabile o di una preparazione topica o per uso oculare, tutti gli eccipienti devono essere riportati; e) la modalit di somministrazione e, se necessario, la via di somministrazione; in corrispondenza di tale indicazione deve essere riservato uno spazio su cui riportare la posologia prescritta dal medico; f) l'avvertenza Tenere il medicinale fuori dalla portata e dalla vista dei bambini;

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g) le avvertenze speciali eventualmente necessarie per il medicinale in questione con particolare riferimento alle controindicazioni provocate dalla interazione del medicinale con bevande alcoliche e superalcoliche, nonch l'eventuale pericolosit per la guida derivante dall'assunzione dello stesso medicinale;

h) il mese e l'anno di scadenza, indicati con parole o numeri; i) le speciali precauzioni di conservazione, se previste; l) se necessarie, le precauzioni particolari da prendere per lo smaltimento del medicinale non utilizzato o dei rifiuti derivati dallo stesso, nonch un riferimento agli appositi sistemi di raccolta esistenti;

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m) il nome e l'indirizzo del dall'espressione Titolare AIC:; n) il numero dellAIC; o) il numero del lotto di produzione;

titolare

dell'AIC,

preceduti

p) per i medicinali non soggetti a prescrizione, le indicazioni terapeutiche e le principali istruzioni per l'uso del medicinale; q) il regime di fornitura secondo le disposizioni del titolo VI del presente decreto; r) il prezzo al pubblico del medicinale, che, limitatamente ai medicinali di cui allarticolo 96, deve essere indicato in conformit di quanto stabilito dallarticolo 1, comma 5, del decreto-legge 27 maggio 2005, n. 87, convertito, con modificazioni dalla legge 26 luglio 2005, n. 149; s) lindicazione delle condizioni di rimborso da parte del Servizio sanitario nazionale.
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Disposizioni particolari a favore di non vedenti e ipovedenti: su richiesta


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