1.
Principali differenze tra CAD e BIM
BULDING INFORMATION MODELING: ci permette di modellare l’edificio attraverso l’interazione tra
le diverse componenti edilizie.
Il grafico di McLeamy esplicita attraverso tre curve i vantaggi e gli svantaggi nell’utilizzo dei due
processi. Il grafico mostra 4 curve: la prima, con un andamento parabolico decrescente, mostra
l’impatto sui costi e dell’ottimizzazione delle procedure; la seconda, con un andamento parabolico
crescente, mostra l’andamento dei costi delle varianti; la terza il processo progettuale tradizionale e
l’ultima riferita al BIM. (ultime due andamento gaussiano)
La gaussiana riferita alla progettazione cad tende a crescere costantemente nelle prime fasi di
studio di fattibilità con un picco nella fase di progettazione definitiva, mostrando quindi un costo
delle varianti basso nelle prime fasi e una scarsa ottimizzazione nelle ultime. La curva riferita
all’ambiente BIM, invece presenta un picco nella fase di studio di fattibilità, mostrando un elevato
costo delle varianti. Questo picco iniziale è dovuto alla complessità del programma, ma
successivamente permette una riduzione notevole dell’impatto sui costi e sull’ottimizzazione delle
procedure nelle fasi di progettazione definitiva ed esecutiva. Pertanto nel complesso è possibile
affermare che la progettazione BIM richieda uno sforzo iniziale maggiore per ridurre notevolmente i
tempi nelle fasi successive rispetto alla tradizionale progettazione CAD.
2. Vantaggi dell’utilizzo del BIM
- LEGGEREZZA - RAPIDITA’ – ESATTEZZA - VISIBILITA’ - MOLTEPLICITA’ - COERENZA
- permette di ottenere una gestione univoca del progetto Ogni modifica apportata a una
qualsiasi vista del modello viene riportata in automatico su ogni elaborato, sia esso un disegno
o un abaco. Questo comporta notevoli risparmi di tempo e una significativa diminuzione degli
errori.
- favorisce il controllo sulle interferenze progettuali La rappresentazione in tempo reale del
modello tridimensionale permette di verificare le interferenze tra i singoli componenti. (Si pensi
al passaggio degli impianti o all’interferenze delle lavorazioni durante la fase di cantiere). La
rappresentazione bidimensionale diviene soltanto un possibile elaborato estraibile dal database
di gestione del progetto.
- già dalle prime fasi riesce a gestire livelli di dettagli di piccola scala Di fondamentale
importanza nella definizione dei parametri e delle proprietà degli oggetti è il tipo di
rappresentazione associata a ogni livello di dettaglio, definiti all’interno dell’ambiente BIM,
come dettaglio basso, medio o alto. Infatti è possibile personalizzare la visualizzazione della
geometria sulle tre diverse scale. Nella progettazione tradizionale, supportata dalla tecnologia
CAD, rappresentazioni e dati diversi vengono utilizzati durante le tre diverse fasi di
progettazione: oggi, con l’utilizzo del BIM, è possibile definire un oggetto univoco e utilizzarlo
per le diverse scale di rappresentazione e le diverse fasi progettuali.
- gestisce un tipo di database relazionale Uno dei benefici principali dell’utilizzo di un sistema
BIM è quello di sintetizzare l’intero processo edilizio all’interno di un unico database; questo
permette all’utente di ottenere diverse rappresentazioni dello stesso modello; elaborati di tipo
tabellare, con abachi e computi metrici, e di tipo grafico, attraverso le rappresentazioni
bidimensionali e tridimensionali, statiche e dinamiche.
- permette un lavoro collaborativo un amministratore è in grado di assegnare le proprietà
delle classi di elementi e può richiedere modifiche che possono essere attuate da un utente
- gestione della quarta dimensione gestione del tempo che permette di scandire le fasi del
manufatto in tutto in ciclo di vita.
3. Interoperabilità orizzontale e verticale
BIM modello di informazioni edilizie dato da un insieme di dati generati e gestiti attraverso
l’intero ciclo di vita di un edificio. attraverso l’interoperabilità anche il cad, inizialmente linee con
specifiche convenzioni grafiche, diventa un modello in cui sono presenti oggetti architettonici.
L’interoperabilità permette di far interfacciare su uno stesso progetto differenti figure tecniche, che
in un solo modello possono incrementare le informazioni in tutte le fasi progettuali. Dapprima lo
scambio di informazioni avveniva con formati di file differenti, che talvolta richiedevano una
ripetizione di informazione, discordanze e possibile presenza di errori. Con l’interoperabilità si
riesce a scambiare informazioni in modo corretto e senza perdite di tempo.
Tradizionalemnte l’interoperabilità viene a mancare, questo perché vi è una mancanza di standard,
l’impiego di strumenti non in grado di comunicare, una grande perdita di tempo per l’inserimento di
dati, la ridondanza delle info, inefficienza e insicurezza dei dati.
Si parla di interoperabilità orizzontale quando ad esempio si scambiano file da programmi che
hanno le stesse potenzialità, come revit e archicad. Si parla invece di interoperabilità verticale
quando a partire da un file, ad esempio Revit, si possono implementare informazioni anali e dettagli
progettuali impiegando altri programmi. Ad esempio un file in formato DXF viene impiegato in un
programma di Bulding Performance Analysis.
L’interoperabilità quindi si basa su un progetto di database integrato che favorisce lo scambio di
dati, permette una riduzione dei costi, dei tempi e degli errori, permettendo un miglioramento della
qualità del design.
4. Lo standard IFC
L’IFC (Industry Foundation Class) è un sistema di classificazione e descrizione, in formato elettronico
e utilizzabile da un software, di prodotti e componenti edilizi che appartengono a un determinato
manufatto. (IFC ci definisce come i dati vengono trasmessi, l’IFD cosa viene condiviso, IDM quali dati
e quando e da chi vengono condivisi). Attraverso l’IFC il modello può essere implementato in
applicativi per il calcolo strutturale, energetico, o GIS ad esempio.
Il formato IFC viene definito come aperto e neutrale, in quanto esaudisce l’esigenza di scambiare file
senza perdita e distorsione di file e informazioni. Venne progettato da Building smart international
per sostenere l’interoperabilità tra le diverse applicazioni. Il formato IFC consente al progettista, da
un lato, di continuare a lavorare con gli strumenti che gli sono familiari, dall’altro permette la
fruizione e l’utilizzo di tutti i dati contenuti nel progetto relazionandoli alle altre piattaforme
software utilizzate dall’utente e dedicate ad altri aspetti dell’opera. È registrato come standard
internazionale ufficiale ISO 16739 del 2013 lo schema IFC non è solo un formato di scambio ma un
sistema di archiviazione per trasportare e organizzare dati digitali.
Tali strumenti utilizzano piattaforme interoperabili a mezzo di formati aperti non proprietari [IFC], al
fine di non limitare la concorrenza tra i fornitori di tecnologie e il coinvolgimento di specifiche
progettualità tra i progettisti.
5. Quarta dimensione: teoria e applicazioni
L’introduzione del fattore tempo all’interno del progetto permette di gestire il manufatto durante
tutto il suo ciclo di vita, dalle prime fasi decisionali, alle fasi di manutenzione. La gestione del fattore
tempo risulta essere di fondamentale importanza durante tutte le fasi del processo edilizio. Un
esempio: Visualizzazione dello Stato di fatto, stato di progetto e visualizzazione di demolizioni e
costruzioni, negli elaborati grafici e nelle viste tabellari, ecc.
6. La gestione di fasi e varianti. Definizioni e scenari applicavi
La gestione delle fasi di progetto è stata definita attraverso differenti normative. La
rappresentazione grafica delle differenti fasi progettuali è stata normata dall’UNI, per avere un
linguaggio comune a tutti coloro che si interfacciano nel progetto. Le fasi di costruzione e
demolizione si appoggiano alla normativa vigente UNI EN ISO 751 DEL 2001 che fornisce simboli e
rappresentazioni semplificate per demolizioni e costruzioni. Quest’ultima definisce le regole
generali per simboli, iscrizioni, rappresentazioni semplificate di demolizioni e ricostruzioni, che poi
vengono rimpiegate all’interno dell’interfaccia BIM.
Le fasi di progetto si gestiscono in tempo reale: l’oggetto creato viene automaticamente assegnato
ad una fase, ma è possibile anche modificarla; attraverso viste dedicate è possibile confrontare
elementi di nuova costruzione e elementi di demolizione. (gestisci filtro delle fasi di lavoro)
Si possono quindi filtrare le fasi di progetto che si intende visualizzare, come scenari di progetto o
comparativi. In ogni template abbiamo due fasi, una dello stato di fatto e un’altra dello stato di
progetto. Inoltre è possibile organizzare le viste del browser in base alle fasi di riferimento, così
come è possibile trasferire gli standard di progetto.
7. La personalizzazione dei template
Il template è un «modello predefinito» contenente gli standard base utilizzabili in un programma. Il
template è un file di partenza per i nuovi progetti in REVIT ed include tutti gli standard di
progettazione. Il template, detto modello di progetto, utilizza l'estensione di file .RTE.
Un modello di progetto può includere modelli di vista, famiglie caricate, impostazioni definite (unità,
motivi di riempimento, stili di linea, spessori di linea, scale di vista e altro) e geometria, se lo si
desidera. Una volta installato, Revit fornisce diversi modelli per diverse discipline e tipi di progetti di
costruzione ma è auspicabile creare un template adeguato agli standard specifici che si vogliono
raggiungere, esempio gli standard di uno specifico studio. I template forniti da Revit si rifanno alle
norme ISO e UNI. (UNI 11337:2017 gestione digitale dei processi informativi delle costruzioni
BIM)
Il template si basa su alcune principali impostazioni: le informazioni sul progetto come: nome del
progetto, il numero del progetto, il nome del cliente ecc.; impostazioni di visibilità grafica: Stili di
linee, Modelli di vista, Impostazione dei retini, impostazioni di stampa; Famiglie Caricabili, di
sistema, Cartigli, ecc.; Impostazione del browser Suddivisione viste di pianta, prospetto e sezioni in
discipline e categorie quali es. Layout, Work ecc.; Parametri Parametri di Progetto e condivisi,
Codifiche.
La personalizzazione dei template può talvolta partire da una base di template generato su altri
programmi al di fuori di Revit. Per poter creare un nuovo template è possibile partire da un
template esistente, come modello di progetto, sul quale a partire dalla definizione di impostazioni è
possibile creare qualsiasi geometria che verrà sfruttata nei progetti futuri.
-Informazioni del progetto: nome, numero di progetto nome del cliente ecc,
- impostazione del broswer: vista di pianta prospetto e sezione,
-categorie: come layout work ecc.
-Parametri di progetto e condivisi,
-Le famiglie che sono caricabili, di sistema e cartigli
-impostazioni di visibilità grafica: linee retini dettagli ecc.
8. Differenti applicazioni della modellazione concettuale
Nella fase di progettazione concettuale, è possibile creare masse per esplorare diverse idee di
progettazione ed eseguire analisi preliminari. Quando il progetto è maturo, è possibile manipolare
queste forme e utilizzarle come base per creare componenti architettonici dettagliati. I progetti
creati nell'ambiente di progettazione concettuale rappresentano famiglie di volumetrie che è
possibile utilizzare nell'ambiente di progetto di Revit come base per la creazione di componenti
architettonici dettagliati mediante la realizzazione di muri, tetti, pavimenti e sistemi di facciata
continua. (File nuovo famiglia massa concettuale massa metrica. Si parte quindi
dall’impostazione di più piani di riferimento, si passa poi alla definizione di forme e punti 2d, che
attraverso un’estrusione diverranno forme 3d. Si possono poi definire molteplici parametri
assegnabili analoghi alla progettazione delle famiglie.
È inoltre possibile creare un Parametro legato al materiale. Selezionare l’elemento > Cercare il
parametro Materiale nelle proprietà dell'elemento > clic su "Associa parametro famiglia" > "Nuovo
parametro" > Assegnare il nome e scegliere "Materiali e finiture" come raggruppamento.
Agendo sul controllo di bordi e profili si possono ulteriormente infittire i punti di controllo della
forma organica in progetto. Al termine della modellazione si carica il modello concettuale nel
progetto.
9. Corretta gestione del rapporto scala – contenuti
Il grado di dettaglio e la quantità di informazioni ad esso associato non può che prescindere dalla
scala di rappresentazione dell’elaborato. Attraverso differenti proprietà di istanza si possono
ottenere viste con un grado di dettaglio differente o scale di visualizzazione diverse. Il bim permette
di creare un oggetto unico e utilizzarlo a differenti scale di rappresentazioni a seconda di diverse fasi
progettuali. Il livello di dettaglio è essenzialmente legato al dettaglio grafico incluso nell'elemento
del modello, ad esempio un oggetto che si visualizza per un concept non presenterà il grado di
finiture che avrà se impiegato in un render. (LOD)
10. Classificazione degli Elementi in ambiente BIM
Revit utilizza tre differenti tipi di elementi: Elementi del modello rappresentano l'effettiva geometria
3D dell'edificio. Vengono visualizzati nelle relative viste del modello. Esempi: Muri, finestre, porte e
tetti. Si dividono a loro volta in Host, generalmente costruiti in cantiere; elementi ospitanti e
Componenti del modello ossia porte finestre ecc. che hanno bisogno di un elemento ospitante per
poter essere posizionate.
Elementi di riferimento aiutano a definire il contesto del progetto. Per esempio, i livelli e i piani di
riferimento sono elementi di riferimento.
Gli elementi specifici della vista vengono visualizzati solo nelle viste in cui sono collocati. Aiutano a
descrivere o documentare il modello. Per esempio, le quote sono elementi specifici della vista. Si
dividono in elementi di annotazione come quote ed etichette (componenti 2d che documentano il
modello e mantengono la stessa dimensione stampata indipendentemente dalla scala di
rappresentazione) e in Dettagli che riguardano linee retini, spessori di linee ecc. e si riferiscono ad
una specifica vista.
Ogni elemento viene inserito all’interno di una categoria, ad esempio pilastri, al cui interno vi sono
molteplici famiglie, ad esempio rettangolare e circolare, in cui sono definiti molteplici tipi, ad
esempio circolare, diametro 30mm. Le famiglie sono classi di elementi che appartengono ad una
categoria. Una famiglia raggruppa elementi con un insieme comune di parametri (proprietà), un
identico utilizzo e una rappresentazione grafica simile. Elementi diversi in una famiglia possono
avere valori diversi per alcune o tutte le proprietà, ma l'insieme delle proprietà è lo stesso.
11. BIM e database (slide 01_ pg 8)
Uno dei benefici principali dell’utilizzo di un sistema BIM è quello di sintetizzare l’intero processo
edilizio all’interno di un unico database; questo permette all’utente di ottenere diverse
rappresentazioni dello stesso modello; elaborati di tipo tabellare, con abachi e computi metrici, e di
tipo grafico, attraverso le rappresentazioni bidimensionali e tridimensionali, statiche e dinamiche. E’
inoltre importante perché avendo un unico database, i diversi attori del processo possono
aggiungere, modificare e lavorare contemporaneamente sul file.
12. I diversi significati del termine parametrico (slide 09_pg 35)
I modelli geometrici sono parametrici quando possono essere modificati nel loro aspetto mediante
la variazione di valori numerici. I modelli parametrici sono individuati da precise regole
matematiche, hanno la possibilità di garantire una più agevole modificabilità, consentono più
varianti generate senza ripartire dalla modellazione di base ogni volta e richiedono un minore
impegno di risorse in termini di tempi e costi in caso di cambiamenti sostanziali.
La parametrizzazione può avvenire per step differenti: Strato 1 (genitore) I parametri controllano
le primitive e le relazioni tra geometrie in gioco. Si parla quindi di macro-controllo; Strato 2 (figlio)
I parametri controllano le categorie architettoniche che si collegano alle primitive generate nel
livello precedente. Si passa ad un controllo dimensionale, tecnologico e informativo dettagliato,
parliamo quindi di micro-controllo.
13. Differenze e analogie tra famiglie di sistema e famiglie caricabili (slide 08_pg 7)
Le famiglie caricabili possono essere caricate in un progetto e create a partire da modelli di famiglia.
È possibile determinare l'insieme di proprietà e la rappresentazione grafica di ogni famiglia. Le
famiglie di sistema non sono disponibili per essere caricate o create come file separati. Si possono
usare i tipi predefiniti per generare nuovi tipi che appartengono a questa famiglia all'interno del
progetto. Per esempio, il comportamento di un livello è predefinito nel sistema. Tuttavia, è possibile
creare diversi tipi di livelli con diverse composizioni. Le famiglie di sistema possono essere trasferite
da un progetto all’altro. I componenti locali (in-place) definiscono elementi personalizzati che si
creano all’interno di un progetto. Poiché gli elementi in-place sono destinati ad un uso limitato in un
progetto, ogni famiglia in-place contiene un solo tipo.
Tipo Ogni famiglia può avere diversi tipi. Un tipo può essere una dimensione specifica di una
famiglia, come un blocco titolo 30" X 42" o un cartiglio in A0.
Istanza Le istanze possono essere considerate come variabili della stessa famiglia.
14. Illustrazione del diagramma di McLeamy (sl 01_ pg 3)
Il grafico di McLeamy esplicita attraverso tre curve i vantaggi e gli svantaggi nell’utilizzo dei due
processi. Il grafico mostra 4 curve: la prima, con un andamento parabolico decrescente, mostra
l’impatto sui costi e dell’ottimizzazione delle procedure; la seconda, con un andamento parabolico
crescente, mostra l’andamento dei costi delle varianti; la terza il processo progettuale tradizionale e
l’ultima riferita al BIM. (ultime due andamento gaussiano)
La gaussiana riferita alla progettazione cad tende a crescere costantemente nelle prime fasi di
studio di fattibilità con un picco nella fase di progettazione definitiva, mostrando quindi un costo
delle varianti basso nelle prime fasi e una scarsa ottimizzazione nelle ultime. La curva riferita
all’ambiente BIM, invece presenta un picco nella fase di studio di fattibilità, mostrando un elevato
costo delle varianti. Questo picco iniziale è dovuto alla complessità del programma, ma
successivamente permette una riduzione notevole dell’impatto sui costi e sull’ottimizzazione delle
procedure nelle fasi di progettazione definitiva ed esecutiva. Pertanto nel complesso è possibile
affermare che la progettazione BIM richieda uno sforzo iniziale maggiore per ridurre notevolmente i
tempi nelle fasi successive rispetto alla tradizionale progettazione CAD.
15. Il BIM e la modellazione free form (sl 05)
Si parte a modellare free form da masse concettuali metriche, si disegnano figure 2D attraverso i
piani di riferimento. È possibile aggiungere diversi parametri alla massa concettuale, in
maniera analoga alla progettazione delle famiglie. È inoltre possibile creare un Parametro
legato al materiale. La modellazione free form non segue geometrie primitive classiche ma dà
origine a forme complesse. Rhino è noto per le sue capacità uniche di lavorare con geometrie
NURBS (non-uniform rational B-spline). Le geometrie NURBS hanno delle caratteristiche essenziali
che le rendono la migliore opzione per i software di modellazione CAD/3D.
• Geometria complessa precisa: le NURBS possono rappresentare in modo estremamente preciso
qualsiasi tipo di geometria: da curve, cerchi, ellissi, sfere o toroidi a geometria free-form complessa
come carrozzerie di automobili o il corpo umano.
• File più leggeri: la quantità di informazioni richieste per creare una geometria complessa è molto
minore usando le NURBS rispetto a qualsiasi altro metodo.
• Punti di controllo: le curve e le superfici NURBS sono estremamente intuitive e prevedibili per
l’editing tramite punti di controllo. Agendo sul controllo di bordi e profili si possono ulteriormente
infittire i punti di controllo della forma organica in progetto.
Gli oggetti di VisualARQ supportano le NURBS e possono essere creati usando geometrie NURBS.
16. Cosa si intende per lavoro collaborativo?
Una delle principali caratteristiche del BIM è quella di facilitare il lavoro collaborativo ossia esiste un
amministratore del progetto che assegna le proprietà dei work set, ossia classi di elementi,
l’amministratore consente la modifica di alcuni elementi. L’utente è in grado però di modificare
solo gli elementi consentiti dall’amministratore.
Affinché i vari operatori coinvolti possano ottenere le informazioni di loro pertinenza e, di volta in
volta, arricchire il modello condiviso con le personali elaborazioni, è necessario che il modello sia in
grado di scambiare informazioni correttamente, senza perdite di tempo e reinserimento di dati. In
altre parole il modello tridimensionale gestito da varie applicazioni software deve essere
interoperabile.
17. Elenco delle diverse modalità di rappresentazione di un componente edilizio (sl 06)
Il progetto deve quindi essere rappresentato nel modo adeguato in funzione della fase progettuale.
Per rispondere a questo requisito, è stato sviluppato il concetto di Minimum Modeling
Requirement, atto a definire il livello di approfondimento che il modello e le sue varie parti
dovrebbero possedere nelle diverse fasi del processo progettuale.
Il LOD, level of detail, viene accompagnato parallelamente dal LOD, level of development,
quest’ultimo assume peculiarità differenti a seconda della fase progettuale a cui ci si riferisce. Le
informazioni in sé contenute dovranno essere utilizzabili da tutte le persone coinvolte, pertanto il
livello di affidabilità deve essere univoco. Oggi ci sono circa 5 level of development, a ciascuna
corrisponde un level of detail differente.
Il LOD si compone di 2 elementi: la geometria o rappresentazione visiva di un progetto – LOG (Level
of Geometry detail, dimensionality, location, apparence, parametric behaviour); i dati allegati
agli oggetti del modello BIM – LOI (Level of Information identification of object, information
content). Più sviluppo il progetto, più entrambi gli aspetti del fabbricato vengono definiti a livello
geometrico e informativo.
La norma ISO 19650-1 introduce il concetto di Level of Information Need o LOIN, di fatto superando
il concetto di LOD.
Il focus non è più sulle caratteristiche dell’oggetto ma sulla necessità di informazioni che l’oggetto
dovrà contenere per soddisfare l‘esigenza del professionista in quel preciso momento della
progettazione. Si definisce il livello in funzione del progetto e in particolare, riprendendo una
tripartizione largamente condivisa, la quantità, la qualità e la granularità delle informazioni stesse,
che una volta definite rappresenteranno il punto di riferimento per l’intero progetto.
18. LoD: definizioni ed esempi (sl 06)
Il LOD, level of detail, viene accompagnato parallelamente dal LOD, level of development,
quest’ultimo assume peculiarità differenti a seconda della fase progettuale a cui ci si riferisce. Le
informazioni in sé contenute dovranno essere utilizzabili da tutte le persone coinvolte, pertanto il
livello di affidabilità deve essere univoco. Oggi ci sono circa 5 level of development, a ciascuna
corrisponde un level of detail differente.
Il LOD si compone di 2 elementi: la geometria o rappresentazione visiva di un progetto – LOG (Level
of Geometry detail, dimensionality, location, apparence, parametric behaviour); i dati allegati
agli oggetti del modello BIM – LOI (Level of Information identification of object, information
content). Più sviluppo il progetto, più entrambi gli aspetti del fabbricato vengono definiti a livello
geometrico e informativo.
Level of detail è riferito all’elaborato grafico, chiamato anche grade, G1 (Concept) - G2 (Defined) -
G3 (Rendered), basso medio e alto e essenzialmente legato al dettaglio grafico incluso
nell'elemento del modello. Se disegno in scala al 200 userò grade 1 se disegnerò in scala al 20
userò grade 3.
Il Level of development viene classificato in base a 5 livelli di dettaglio da lod 100 a lod 500 e viene
esplicitato come caratteristica di un buon progetto, il load 100 fa riferimento alla fase concettuale,
mentre ad esmpio il 400 al progetto esecutivo e il 500 allo stato di costruzione finale. Ex. Lod 100à
completo a livello geometrico ma molto acerbo a livello alfanumerico. Lod 300à acerbo a livello
grafico ma sviluppato a livello alfanumerico. aumento sempre di più l’esplicitazione dei
parametri che definiscono la geometria.
19. Grade: definizioni ed esempi (libro)
Il grade viene elaborato a seconda del level of detail che si necessita. Il LOD dispone di tre principali
grade. Il G0 che è paragonabile allo schema iniziale, G1 che è un livello basso simile a quello del
concept oppure ad una scala grafica 1:200, G2 dove la forma è definita e siamo già ad una scala di
dettaglio 1:100, G3 in cui il livello di dettaglio è elevato e si potrebbero generare dei render o essere
alla scala 1:50.
L'aspetto grafico è completamente indipendente dai metadati inclusi nell'oggetto.
oggetto. Ad esempio, è possibile avere un oggetto di grado LOD1 (simbolico) con tutti i dati del
produttore, i costi e le specifiche.
dati del produttore, costi e specifiche.
Componente di grado LOD1 - Simbolico
-Segnaposto simbolico che rappresenta un oggetto che può non essere in scala o avere valori
dimensionali. Questo è particolarmente importante per i simboli elettrici che potrebbero non
esistere mai come oggetto 3D.
Componente Grado LOD2 - Concettuale Segnaposto semplice con un livello di dettaglio minimo
per essere identificabile, ad esempio come un qualsiasi tipo di sedia.
qualsiasi tipo di sedia. Rappresentazione dimensionale superficiale. Creato con un materiale
coerente: "Concept-White" o "Concept-Glazing".
Componente di grado LOD3 – Generico
-Modello generico, sufficientemente modellato per identificare il tipo e i materiali dei componenti.
-- In genere contiene un livello di dettaglio 2D adatto alla scala "preferita". Le dimensioni possono
essere approssimative.
Grado del componente LOD4 - Specifico
-Oggetto specifico, sufficientemente modellato per identificare il tipo e i materiali dei componenti.
-Dimensioni precise.
-Oggetto di produzione, o di pre-costruzione, che rappresenta la fine delle fasi di progettazione.
fasi di progettazione.
-Adatto per l'analisi degli appalti e dei costi.
Componente di grado LOD5 - Per costruzione / rendering
-Oggetto dettagliato, accurato e specifico dei requisiti di costruzione e dei componenti dell'edificio.
componenti dell'edificio, compresi i dati e la geometria dei subappalti specialistici.
- Deve includere tutti i sottocomponenti necessari adeguatamente rappresentati per consentire la
costruzione.
- Si usa solo quando una vista 3D in scala sufficiente ritiene necessario il dettaglio a causa di
dell'oggetto in prossimità della telecamera.
Grado del componente LOD6 - As Built
- Una rappresentazione modellata con precisione dell'oggetto costruito.
- Qualsiasi irregolarità o eccentricità della costruzione deve essere modellata.
In caso di dubbio, gli utenti dovrebbero optare per una minore geometria 3D, piuttosto che per una
maggiore, poiché l'efficienza del BIM è in gran parte definita dalle prestazioni dei componenti
contenuti.
L'aderenza alla classificazione e alla metodologia di sviluppo del modello di cui sopra può portare a
versioni multiple dello stesso elemento con gradi diversi. Ulteriori scopi del BIM porteranno a
ulteriori specifiche del contenuto, che dovrebbero essere costruiti per adattarsi agli scopi dei
deliverable. Gli oggetti generati durante lo sviluppo di un progetto saranno archiviati nell'area WIP
della struttura di cartelle del progetto. La persona responsabile del coordinamento valuterà e
verificherà la conformità alla qualità minima prima di inviare nuovi oggetti alla struttura di cartelle
del progetto. Lo scopo previsto dei componenti deve essere considerato e i risultati devono essere
controllati e verificati prima dell'uso su larga scala. Ad esempio, le applicazioni di analisi strutturale
strutturali possono richiedere elementi con determinate convenzioni di denominazione o altri
criteri, senza i quali non saranno riconosciuti. Applicazioni diverse possono avere requisiti diversi.
20. LOD, LOI, LOG: definizioni ed esempi. (06)
Con queste 3 componenti si definisce il livello in funzione del progetto e in particolare, riprendendo
una tripartizione largamente condivisa, la quantità, la qualità e la granularità delle informazioni
stesse, che una volta definite rappresenteranno il punto di riferimento per l’intero progetto.
L’unione di queste tre componenti si giunge all LOIN (level of information need), ossia il livello di
informazioni necessarie per passare da una fase progettuale ad un’altra.
Il LOD, level of detail, si scorpora in due component essenziali: LOG, level of geometry, e il LOI level
of information, per definire il LOD, level of development. Secondo il LOIN, il LOG è caratterizzato dal
un più alto o più basso livello di dettaglio, differente dimensionalità, locazione o aspetto, dato da
simboli, semplificazioni ecc. Altresì il LOG è la componente che ci permette di agire su una
parametrizzazione nel caso in cui l’oggetto ne sia in possesso. Ad esempio un progetto in una fase
preliminare, in cui si richiede un livello di sviluppo basso, può avere un livello di dettaglio simbolico,
mentre nelle fasi esecutive quest’ultimo può aumentare.
Il LOI, simboleggia la quantità di informazioni, come l’identificazione dell’oggetto o le informazioni
contenute. A seconda del LOI e del LOG si possono ottenere LOD differenti, da oggetto simbolico a
oggetto aggiornato.
21. Rappresentazione infografica dei dettagli costruttivi: procedure e best practices (libro)
La rappresentazione infografica dei dettagli costruttivi viene realizzata ad una scala grafica di
dettaglio (1:25, 1:10). Il dettaglio costruttivo viene realizzato partendo da una regione di ritaglio che
creiamo partendo dalla nostra sezione a scala minore, attraverso le proprietà d’istanza possiamo
modificare da “visibilità e sostituzione grafica” linee, retini e i diversi riempimenti in prospetto e
sezione. Il secondo passaggio che si può fare è andare in “gestisci, stili oggetti” e modificare il
numero di penna, questo ci permette di avere spessori differenti per le diverse linee che
compongono il dettaglio, ottenendo spessori differenti. È importante, quando si lavora con dettagli
costruttivi cambiare anche il Grade, preferendo un Grade alto (maggiore dettaglio).
All'inizio del progetto, si deve considerare il livello massimo di dettaglio da includere nel BIM.
Troppo poco e le informazioni non saranno adatte all'uso previsto; troppo e il modello potrebbe
diventare ingestibile e inefficiente. Nel Piano di Esecuzione BIM del progetto deve essere definito il
punto in cui la geometria 3D cessa e vengono utilizzati i dettagli 2D per preparare l'output
pubblicato. Si deve sviluppare un tracciato 2D intelligente per accompagnare la geometria e
migliorare le visualizzazioni richieste senza affaticare eccessivamente l'hardware. La grafica 2D non
è non è esclusiva delle informazioni di dettaglio/fabbricazione. Le tecniche di dettaglio e di
miglioramento devono essere utilizzate ogni volta che è possibile per ridurre la complessità del
modello, ma senza compromettere l'integrità.
Da 2D information contained within model Componenti di dettaglio, dettagli ripetuti, Regioni di
riempimento/mascheramento, Tag, Note, Testo e Linee di dettaglio sono utilizzati per migliorare
l'immagine finita
22. Illustrazione di un workflow interoperabile (sd 2)
Modello non completoà definizione delle caratteristiche da esportareà estrapolazione di un
modello semplificatoà scelta del formato file per l’esportazioneà importazione nel software
destinatarioà verifica delle informazioni recepite.
Interoperabilità ORIZZONTALE
Revit Archicad
Interoperabilità VERTICALE
Drawing Interchange Format (DXF) Acousting insulation
23. Principali riferimenti, standard e linee guida riferibili alla standardizzazione di processi BIM
La normativa cogente comunitaria stabilisce l’uso di electronics tools per lavori pubblici. Ad oggi, i
processi BIM vengono standardizzati attraverso l’uso della normativa cogente nazionale,
inizialmente la normativa non esplicitava le tempistiche e gli elaborati necessari per l’uso del BIM,
se ne parlava solamente in modo molto abbozzato. Con il Dlgs 50/2016 – codice contratti pubblici
art. 23, Livelli della progettazione per gli appalti, per le concessioni di lavori nonché per i servizi, si
stabilisce che la razionalizzazione delle attività di progettazione e delle connesse verifiche attraverso
il progressivo uso di metodi e strumenti elettronici specifici quali quelli di modellazione per l'edilizia
e le infrastrutture.
comma 13. Le stazioni appaltanti POSSONO richiedere per le nuove opere nonché per interventi di
recupero, riqualificazione o varianti, prioritariamente per i lavori complessi, l'uso dei metodi e
strumenti elettronici specifici di cui al comma 1, lettera h). Tali strumenti utilizzano piattaforme
interoperabili a mezzo di formati aperti non proprietari [IFC], al fine di non limitare la concorrenza
tra i fornitori di tecnologie e il coinvolgimento di specifiche progettualità tra i progettisti. L'uso dei
metodi e strumenti elettronici può essere richiesto SOLTANTO dalle stazioni appaltanti dotate di
personale adeguatamente formato. Con decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, da
adottare entro il 31 luglio 2016, anche avvalendosi di una Commissione [BARATONO]
appositamente istituita presso il medesimo Ministero, senza oneri aggiuntivi a carico della finanza
pubblica sono definiti le modalità e i tempi di progressiva introduzione dell'obbligatorietà dei
suddetti metodi presso le stazioni appaltanti, le amministrazioni concedenti e gli operatori
economici, valutata in relazione alla tipologia delle opere da affidare e della strategia di
digitalizzazione delle amministrazioni pubbliche e del settore delle costruzioni. L'utilizzo di tali
metodologie costituisce parametro di valutazione dei requisiti premianti di cui all'articolo 38.
Con la norma UNI 11337:2009 si comincia a standardizzare i processi BIM, ma solo nel 2017 con la norma 50
del 2016 codice contratti pubblici, si inizia a parlare in modo approfondito del BIM, delle tempistiche in cui
viene richiesto e prima della chiusura del concorso viene chiesto alla stazione appaltante di depositare lo
stato di fatto in formato bim; vengono inoltre approfonditi e spiegati i concetti legati ai LOG e ai LOI.
24. Modelli interoperabili: esempi internazionali
Un esempio di modello interoperabile a livello internazionale è la casa 6 del progetto “Munkerud
Selvaag Group”; il progetto architettonico è stato importato in applicazioni per il calcolo strutturale,
il controllo energetico, il disegno di dettaglio degli impianti, le elaborazioni di capitolati e di offerte
di forniture, la gestione dell’edificio durante la fase di esercizio. È uno dei casi ufficiali che IAI
utilizza per la certificazione IFC delle applicazioni software. È inoltre possibile utilizzare il
BIM con applicazioni GIS per l’importazione di dati relativi alle prescrizioni urbanistiche nel
sistema CAD del progettista, nel qual caso si è percorso il processo inverso per la verifica
on-line della rispondenza dell’edificio alle prescrizioni urbanistiche.
Anche il ristorante Ferrari a Maranello può essere un esempio rispetto l’interoperabilità del BIM. In
questo caso il modello nasce da un’elaborazione attraverso il software ArchiCAD, da cui
successivamente sono stati realizzati calcoli strutturali con l’interazione di Revit Building e axis VM
(Analisi statica delle diverse combinazioni di carico e relativo diagramma delle sollecitazioni). In
puù è stato possibile realizzare differenti calcoli energetici con Energy Plus, o ad esempio ottenere
una vera e propria certificazione energetica con Allplan. Mentre la rappresentazione è stata gestita
con 3dstudio e successivamente post prodotta su Ps. Così come gli impianti sono stati gestiti da
AutoCAD.
25. Soluzioni grafiche per rappresentare lo stesso componente edilizio in riferimento ai diversi livelli
di Grade
Innanzi tutto, i Grade sono i livelli di dettaglio e sono legati a quanto è dettagliato a livello grafico
l’elemento del modello. Sono 4 i livelli di Grade, G0 che è paragonabile allo schema iniziale, G1 che
è un livello basso simile a quello del concept oppure ad una scala grafica 1:200, G2 dove la forma è
definita e siamo già ad una scala di dettaglio 1:100, G3 in cui il livello di dettaglio è elevato e si
potrebbero generare dei render o essere alla scala 1:50.
Detto ciò per ottenere dettagli ad una scala ulteriore si può agire puntualmente. La
rappresentazione infografica dei dettagli costruttivi viene realizzata ad una scala grafica di dettaglio
(1:25, 1:10). Il dettaglio costruttivo viene realizzato partendo da una regione di ritaglio che creiamo
partendo dalla nostra sezione a scala minore, attraverso le proprietà d’istanza possiamo modificare.
26. La rappresentazione integrata: clash detection e procedure per il lavoro collaborativo