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Rivista tecnica sui sistemi e le tecnologie per il trasporto dell'informazione • A cura di SPRING Anno 5° • n. 4

Luglio-Agosto 2014

Chiedilo a Mario ..................... 4


Come si fa ............................... 6
In copertina ........................... 18
Formazione ........................... 25
Wireless ................................ 28
L’angolo di Bicsi .................... 36
In evidenza ........................... 44

Mamma ho preso l’OTDR!-2 ..................................... 6 IEEE 802.11ac Survey .................................................. 28


Tecnici certificati CCTTTM .......................................... 25 Preparare il terreno per un nuovo livello ....... 36
di Fluke Networks di Power over Ethernet

Il mondo del test


di certificazione si rinnova.
Rinnovate le vostre
competenze!
18-la parola ai produttori 1_Layout 1 20/06/13 09:35 Pagina 12
Editoriale

Mission: Impossible

Chi, come me, ha vissuto la storia del cablaggio strut- trasportare 40 Gb/s sono ad uno stadio molto avan-
turato di rete fin dagli albori, non può non ricordare zato di sviluppo.
tutto quello che nel corso almeno degli ultimi venti Dunque dobbiamo rivedere tutta la teoria delle
anni è stato detto, affermato, previsto, annunciato su comunicazioni? Certamente no, quello che in realtà è
ciò che ci avrebbe riservato il futuro più o meno pros- successo è che quelli che sembravano limiti invalica-
simo per quanto riguarda le tecnologie di intercon- bili sono stati, in un certo senso, aggirati. Non è stata
nessione e i cavi in rame in particolare. Quello delle rivoluzionata la tecnologia dei cavi: la struttura di
previsioni tecnologiche in generale e nel settore della base è ancora a quattro coppie intrecciate e non è
comunicazione elettronica in particolare, è un tema stato nemmeno rivoluzionato il connettore (il vecchio,
che ho toccato in più occasioni in queste note e sem- caro modular jack!). La strada percorsa è stata quella
pre sottolineando come sia impossibile e, quindi, inu- di sfruttare le enormi potenzialità di calcolo dei
tile se non fuorviante, profetizzare scenari che circuiti elettronici per realizzare interfacce in grado
superano l’orizzonte temporale di qualche anno al di compensare (correggendo gli errori) tutti i limiti del
massimo. Pur tuttavia, devo confessare che, a propo- cavo. Ma questo non poteva essere ragionevolmente
sito delle possibilità di utilizzare il cavo in rame a previsto venti anni fa; l’idea di mettere sei milioni di
coppie ritorte per applicazioni ad alte prestazioni, transistor in ogni porta di un apparato sarebbe stata
soprattutto nella configurazione più “debole” U/UTP, considerata pura follia e invece… ora è realtà.
ho sempre avuto un atteggiamento orientato ad un, Questo è quanto che è successo in un settore molto
seppur cauto, scetticismo. Le motivazioni non riguar- vicino ai nostri interessi e alle nostre competenze, ma
dano una particolare simpatia per le fibre ottiche (che, in qualunque altro ambito (soprattutto tecnologico),
a torto, qualcuno considera le antagoniste del cavo in investire nel futuro oggi significa puntare ad obiettivi
rame) o la necessità di seguire precise direttive azien- molto ambiziosi anche se alla luce del mero tecnici-
dali (il vantaggio di essere indipendenti!), il motivo smo possono sembrare impossibili se non addirittura
deve essere ricercato piuttosto e paradossalmente ad folli; è questa la lezione che ci trasmette Larry Page,
una formazione tecnica forse troppo approfondita in cofondatore e CEO di Google nella sua prefazione al
meccanismi legati alla trasmissione di segnali elettrici bellissimo libro di Eric Schmidt e Jonathan Rosem-
veloci su conduttori metallici, retaggio di un lungo, berg, Come funziona Google (Rizzoli Etas): rifiutare il
pioneristico e indimenticabile periodo trascorso più concetto che lo sviluppo si basi su piccoli cambia-
di trent’anni fa presso i laboratori di ricerca dell’al- menti incrementali, “questo genere di sviluppo con-
lora Honeywell Information Systems Italia, quando duce nel corso del tempo all’irrilevanza, specialmente
l’integrazione dei circuiti era ancora allo stato em- nel campo della tecnologia, in cui il cambiamento
brionale ed erano i collegamenti (chilometri di cavi e tende ad essere rivoluzionario e non evolutivo. Quindi
fili solo all’interno della macchina!) che dettavano dovete obbligare voi stessi a fare scommesse impor-
legge sulle prestazioni e l’affidabilità dell’intero tanti sul futuro. …. se il passato può essere in qualche
sistema. modo un indicatore per il futuro, le grandi scommesse
Quando si conoscono i dettagli tecnici che regolano di oggi non sembreranno così pazze da qui a qualche
un certo fenomeno, inconsciamente, si è portati a far anno.”
rientrare le previsioni nell’ambito di questi schemi o, Siamo partiti dall’analisi di un caso particolare per
meglio, per restare nel nostro settore, pur accettando il giungere all’enunciazione di una regola generale che
fatto che le tecnologie evolvono ed evolvono le tecni- riflette le caratteristiche del complesso mondo in cui
che di trasmissione, alcune “leggi” di base si è portati viviamo, ma che vuole anche essere un messaggio di
a ritenerle sacre e insuperabili (dalle equazioni di Max- speranza, di esortazione e di stimolo per tutti coloro
well al teorema di Shannon) e da qui lo scetticismo… che vivono con disagio questi momenti difficili,
La storia, però, sembra aver dato torto a queste posi- perché non perdano la fiducia nel futuro e, per chiu-
zioni critiche. Vent’anni fa si parlava di Cat 5 per dere ancora con le parole di Larry, “possano realiz-
trasmettere segnali a 100Mb/s, oggi lo stesso cavo (Cat zare qualcosa di impossibile”!
5e, per la precisione), può essere utilizzato in appli- n
cazioni non-Ethernet fino a 2,5 Gb/s e sappiamo che Giacomo Scalzo
i lavori per la definizione della Cat 8 capace di g.scalzo@cabling-wireless.it

Luglio-Agosto 2014 z N. 4 z

1
Sommario

Rivista
tecnica
sui sistem
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Luglio- l'inform
Agosto azione •
2014 A cura di
SPRING
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Luglio-Agosto 2014 Il mond


o
di certifi del test
Anno 5° - N. 4 Rinnova cazione si rinn
ova.
compet te le vostre
enze!

EDITORIALE Mission: Impossible ......................................... 1


CHIEDILO A MARIO Rubrica di Posta Tecnica .................................. 4
L’esperto risponde ai quesiti dei lettori a beneficio di tutti.
Un modo interattivo e dinamico di fare cultura attraverso
ai dubbi che qualcuno esterna ma che molti vivono
quotidianamente.

COME SI FA Mamma ho preso l’OTDR!-2 ............................. 6


Secondo articolo sulle tecniche le precauzioni e i trucchi per
utilizzare correttamente un riflettometro ottico. Ancora una
volta B. Zotti mette a disposizione la sua lunghissima espe-
rienza per guidare il neofita (ma anche l’esperto) all’uso di
uno strumento dalle molte sfaccettature.

IN COPERTINA Il mondo del test di certificazione si rinnova .... 18


Rinnovate le vostre competenze!
Il test di certificazione di un impianto in rame o in fibra ottica
ha subito, in questi ultimi tempi, profonde modifiche per
adeguarsi alle esigenze delle più recenti tecnologie e, soprat-
tutto, delle più recenti applicazioni. Le novità riguardano le
configurazioni di misura, le procedure, gli accessori indispen-
sabili e gli strumenti stessi. Aggiornare le proprie competenze
è indispensabile per gli installatori che devono eseguire i test,
ma anche per i progettisti responsabili di scrivere le specifiche
e per tutti coloro, utenti finali compresi, che devono valutare
ed accettare i risultati.
Sommario

FORMAZIONE Tecnici certificati CCTT™ di Fluke Networks ..... 25


Continua la pubblicazione dei nomi e dei riferimenti dei
tecnici che hanno ottenuto la certificazione CCTT™
(Certified CablingTest Technician) - Tecnico Certificato per
il Test del Cablaggio. Ecco i certificati di Settembre 2014.

WIRELESS IEEE 802.11ac Survey .................................. 28


Il Gigabit WiFi è arrivato. Grandi promesse ed elevate aspet-
tative, concretizzabili soltanto se l’802.11ac è ottimizzato e
implementato correttamente.

L’ANGOLO DI BICSI Novità in Europa? ......................................... 35


Preparare il terreno per un nuovo livello ......... 36
di Power over Ethernet
Le reti aziendali continuano ad espandersi e a diventare
sempre più versatili e complesse. Dispositivi tradizionalmente
considerati periferici – Access Point wireless (WAP), teleca-
mere di rete per la sicurezza, sistemi per l’automazione di
edificio e di controllo e telefoni VoIP – sono diventati impor-
tanti risorse di rete. Più dispositivi vengono aggiunti e più
cresce l’infrastruttura necessaria a supportarli e la conve-
nienza ad alimentarli attraverso lo stesso cablaggio.

IN EVIDENZA Novità in evidenza ....................................... 44


Una vetrina dei prodotti, delle soluzioni e degli annunci
più recenti, presentati sinteticamente dalle stesse aziende
produttrici o distributrici.

Indice degli inserzionisti .............................. 52


Chiedilo a Mario

Chiedilo a Mario
Rubrica di domande e risposte
Riportiamo in questa rubrica una selezione delle domande (e le risposte) ai quesiti
più interessanti che abbiamo raccolto durante i nostri corsi e dal contatto conti-
nuo con gli operatori tecnici del mondo dell’ITS. Invitiamo tutti i lettori a sottoporci
i loro quesiti inviando la richiesta all’indirizzo chiediloamario@cabling-wireless.it.
Le domande di interesse più generale saranno pubblicate, in forma rigorosamente
anonima, su queste pagine.
‰ A cura di Mario Vellano (*)

D Sento spesso parlare della necessità di separare i cavi quando si trovano a coesistere fasci di cavi per l’ali-
dati da quelli elettrici. Non mi è chiaro però se si tratta mentazione elettrica e cavi di segnale in rame, schermati
di una misura di sicurezza o invece di una precauzione o non schermati, a coppie ritorte o coassiali (per lo più
per evitare i disturbi. E, in ogni caso, è obbligatorio in via di sparizione dagli impianti strutturati). Non è
tenere distanti i due tipi di cavi ? Quali normative lo invece in generale necessario preoccuparsene per quan-
richiedono? to riguarda i percorsi e l’alloggiamento del cablaggio in
fibra ottica – a meno che non si tratti di cavi ottici con
R I cavi per telecomunicazioni utilizzati per le realizza- protezione metallica, una tipologia essenzialmente co-
zione di impianti strutturati negli edifici e nei data cen- struita per impiego all’esterno degli edifici – dal momento
ter vengono necessariamente installati, molto spesso, in che i segnali ottici risultano del tutto immuni da qual-
stretta prossimità con i cavi di alimentazione elettrica, siasi disturbo o interferenza elettromagnetica e struttu-
se non addirittura all’interno della stessa canalizza- ralmente privi di elementi conduttori, quindi elettrica-
zione. Le conseguenze di questa scelta, riguardano sia mente sicuri.
le prestazioni dei segnali che la sicurezza dell’impianto. Entrando più in dettaglio nel merito delle raccomanda-
Infatti il posizionamento ed il grado di protezione dei zioni tecniche è bene premettere che gli standard
differenti tipi di cavi risultano cruciali per limitare al mas- industriali concordano in generale nell’indicare lo stes-
simo le potenziali interferenze elettromagnetiche (EMI so tipo di precauzioni per ottenere il medesimo scopo.
– Electro-Magnetic Interference), e quindi proteggere i Sussistono tuttavia delle differenza quantitative, sulle di-
segnali da disturbi insidiosi ma, al tempo stesso, per stanze minime da rispettare fra i diversi standard: ad
evitare che livelli pericolosi di energia elettrica possano esempio fra le normative italiane ed europee (CEI e CE-
essere indotti all’interno dei cavi di telecomunicazione, NELEC EN 50174-2) e quelle americane (ANSI/TIA/EIA
mettendo a rischio l’incolumità delle persone che entrano 569-C), come illustrato in Figura 1a e Figura 1b, la
in contatto con il sistema di cablaggio e l’integrità delle separazione raccomandata in casi sostanzialmente cor-
apparecchiature con esso intercollegate. rispondenti varia all’incirca di un fattore 3. Questo è
Per gestire questo tipo problemi e fornire adeguate linee
guida per i progettisti e gli installatori di infrastrutture di
cablaggio, è necessario fare riferimento ai documenti nor-
mativi (standard industriali), alle raccomandazioni tec-
niche (best practices) ed alle norme di legge vigenti in
ogni Paese. È comunque indispensabile possedere una
buona comprensione delle misure di precauzione, de-
finite in questo contesto, per poter essere in grado di af-
frontare correttamente i problemi di integrità dei segnali
e di sicurezza fisica, applicando un appropriato livello
di separazione elettrica ai fasci di cavi dell’impianto di
cui ci si sta occupando.
Naturalmente le norme tecniche e le regole di sicurezza
di cui stiamo parlando sono da considerarsi necessarie

z N. 4 z Luglio-Agosto 2014

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Chiedilo a Mario

Figura 1A ‰ Raccomandazioni normative per la separazione elettrica fra fasci di cavi di ali- Figura 1B ‰ Raccomandazioni normative per la separa-
mentazione e di segnale nell’ambito di un’infrastruttura di cablaggio (Standard zione elettrica fra fasci di cavi di alimentazione
CEI e CENELEC EN 50174-2 Information technology - Cabling installation - Part e di segnale nell’ambito di un’infrastruttura di
2: Installation planning and practices inside buildings) cablaggio (Standard ANSI/TIA/EIA 569-C Te-
lecommunications Pathways and Spaces)

legato a vari fattori, ma principalmente dipende dal fatto Per l’esattezza CEI/CENELEC EN 50174-2 prescrive che:
gli impianti di distribuzione elettrica capillare verso i 1. non è indispensabile alcuna separazione elettrica se il
singoli utenti in Europa opera alla tensione nominale di percorso parallelo, fra cavi di alimentazione e cavi di
230 V in corrente alternata, mentre in Nord America è telecomunicazioni, non supera i 35 m di lunghezza
generalmente di 120 V: ciò significa che, a parità di potenza 2. per tratte in parallelo superiori a 35 m, si possono
assorbita dal carico, il circuito di alimentazione deve ero- comunque trascurare gli ultimi 15 m in prossimità della
gare una corrente all’incirca doppia, il che comporta non presa telematica utente (TO)
soltanto un dimensionamento proporzionato della sezione
dei singoli conduttori ma anche l’obbligo di una maggiore Questo cosa significa? Che le norme tecniche si foca-
cautela rispetto ai disturbi di natura induttiva. lizzano sui grandi fasci di cavi, che trasportano grandi
In ogni caso è probabile che, per i progetti di impianto quantità complessive di energia elettrica e perciò
sul territorio nazionale o comunitario (Comunità Europea) richiedono maggiore attenzione a proteggere i segnali
sia sufficiente attenersi alle specifiche delle normative EN. nella parte iniziale delle tratte più lunghe. Man mano che
Mentre la tabella di Figura 1 fornisce le linee-guida gene- i fasci di cavi procedono verso le zone di destinazione,
rali dello standard EN, per quanto riguarda le distanze da normalmente si ripartiscono per raggiungere le singole
rispettare in fase di progettazione e installazione dei fasci utenze: alla periferia del cablaggio la corrente com-
di cavi di diversa natura, è indispensabile far presente – per plessivamente trasportata è molto inferiore se i cavi sono
comprendere correttamente e completamente queste rac- pochi, ecco perché la porzione terminale dei fasci di cavi
comandazioni normative – come le stesse norme aggiun- è meno soggetta a vincoli.
gono delle importanti precisazioni che, di fatto, mitigano Questi criteri aggiuntivi aggiungono flessibilità alle
le condizioni di applicazione dei criteri definiti in tabella. regole dettate dallo standard e permettono al progetti-
sta ed all’installatore di operare più agevolmente proprio
nella parte terminale del cablaggio dove sovente il risi-
cato spazio a disposizione nelle canaline, nelle torrette,
nelle scatole ad incasso, renderebbero davvero difficile
il rispetto dei normali criteri di separazione elettrica.
Per completare le considerazioni riguardanti la sicurezza
elettrica, vale la pena di accennare che è bene presta-
re attenzione anche al rispetto delle distanze verticali
minime dai cavi di alimentazione elettrica per la prote-
zione del personale di installazione o manutenzione che
deve operare sull’impianto di telecomunicazioni e
sull’infrastruttura fisica di rete. Su quest’ultimo aspetto
potremo eventualmente fare un approfondimento in una
prossima occasione.

n
* Mario Vellano, RCDD
( )

Figura 2 ‰ Raccomandazioni tecniche per la disposizione di differenti fasci Direttore Tecnico


di cavi (in particolare alimentazione e segnali) che condividono Cabling & Wireless
lo stesso percorso in una direttrice principale di distribuzione m.vellano@cabling-wireless.it

Luglio-Agosto 2014 z N. 4 z

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Come si fa

Mamma ho preso
l’OTDR! – 2
Secondo articolo sulle tecniche le precauzioni e i trucchi per utilizzare corretta-
mente un riflettometro ottico. Ancora una volta B. Zotti mette a disposizione la
sua lunghissima esperienza per guidare il neofita (ma anche l’esperto) all’uso di
uno strumento dalle molte sfaccettature.
‰ Bruno Zotti, RCDD (*)

n Introduzione Questo primo impulso riflesso “ac- Come si può notare dalla Figura 1 la
Dal momento che il film di cui ab- ceca” i sensori dell’OTDR per un zona morta, è composta dalla
biamo parafrasato il titolo ha avuto tempo che è la somma del tempo di somma di due componenti, la prima
un sequel, non potevamo esimerci durata dell’impulso stesso e del componente, variabile (ma non to-
dal scrivere anche noi un secondo tempo di “recupero”, cioè il tempo talmente a discrezione dell’utiliz-
articolo sull’utilizzo dell’OTDR, perché il sensore esca dallo stato di zatore), è la larghezza dell’impulso
anche perché la pubblicazione della saturazione indotto dall’elevata di misura utilizzato. La parte fissa è
prima parte sul numero 2/2014 di quantità di energia ricevuta e riac- il tempo di recupero del ricevitore
C&W ha fatto sì che ricevessimo da quisti la sensibilità necessaria a definito recovery time; questo
parte dei lettori più attenti molte rilevare il debole eco luminoso pro- tempo è legato alle prestazioni del-
domande, osservazioni e, ovvia- dotto dalla fibra. Se calcoliamo l’OTDR, indica la capacità di recu-
mente, anche qualche contesta- applicando la semplice formula perare nel minor tempo possibile la
zione. Riteniamo pertanto necessa- massima sensibilità dopo la rice-
Spazio = Tempo x Velocità
rio approfondire l’argomento con zione di un forte impulso luminoso
un secondo articolo al quale, si ottiene la distanza di fibra che come quello prodotto da una rifles-
probabilmente, ne seguirà un terzo, l’OTDR non riesce a analizzare cor- sione di Fresnel in concomitanza di
tanti sono gli aspetti tecnici e rettamente, questa distanza è defi- un giunto meccanico, una forte
procedurali da prendere in conside- nita con il termine di “zona morta”, discontinuità dell’indice di rifra-
razione per un corretto utilizzo di certo un nome non molto allegro zione nella fibra e in caso di ac-
un moderno strumento OTDR. ma che rende a pieno l’idea che in coppiamento di due connettori tra-
Gli argomenti che tratteremo in quel determinato tratto di fibra mite una bussola o adattatore.
questa occasione sono centrati so- l’OTDR non può fornire alcun risul- È evidente che più è breve questo
prattutto su due aspetti: approfon- tato utile per la misura. tempo e migliori sono le prestazioni
dire alcuni concetti sulle capacità e
i limiti dello strumento e discutere
sulle caratteristiche e sull’utilizzo
delle bobine di lancio.

n La zona morta e le sue implica-


zioni nell’utilizzo dello strumento
Gli impulsi che l’OTDR emette
lungo la fibra sono riflessi per ef-
fetto del fenomeno conosciuto
come riflessione di Fresnel, ampia-
mente descritto nel precedente arti-
colo. La riflessione dell’impulso av-
viene in concomitanza di ogni
connettore che si trova sulla tratta in
esame quindi, purtroppo, anche per
il primo connettore, quello posto
sul corpo stesso dello strumento. Figura 1 ‰ Rappresentazione della zona morta dell’OTDR. Fonte: JDSU

z N. 4 z Luglio-Agosto 2014

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Come si fa

dell’OTDR; per dare un’indica- per spiegare meglio cosa accade in problemi di attestazione dei pigtail
zione, un OTDR di buone presta- questo caso è necessario introdurre ed eliminare ogni dubbio sulla cor-
zioni riesce a garantire zone morte un altro concetto legato alla zona retta esecuzione del lavoro. Ipotiz-
dell’ordine di 1 o 2 m quando è morta, o meglio ampliare il con- ziamo il caso di connettore sotto
impostato per l’impulso di durata cetto di zona morta che abbiamo misura evidenzi una IL di 0,75 dB;
minore tra quelli previsti nel menu enunciato quando questa ingloba questo valore, per un connettore
di configurazione. Ci risulta, con- un ulteriore evento, non riflessivo, facente parte integrante di un pigtail
sultando i documenti forniti dai come è per l’appunto una giunzione collegato con giunzione a fusione,
costruttori, che gli OTDR di ultima a fusione di un pigtail, Figura 2. pur rientrando nei limiti indicati da-
generazione riescono ad avere zone gli standard, è certamente un po’
morte anche dell’ordine di 70 cm In breve, il valore di attenuazione troppo alto e dovrebbe far scattare il
con l’impulso più breve. Ma perché che lo strumento misura è la somma sospetto di un’esecuzione poco cor-
allora non usare sempre un impulso di quella del connettore vero e pro- retta. Vediamo nell’ordine quali
molto stretto? Semplice, perché se prio e di quella del giunto che, tipi- azioni intraprendere per capire
l’impulso è troppo breve potrebbe camente, si trova ad una distanza di quale è il problema e, possibil-
non possiede energia sufficiente per circa 1m o anche meno. A questo mente, risolverlo:
“esplorare” correttamente tutta la punto risulta evidente che importa
lunghezza della fibra. Più la fibra è veramente poco sapere quanto atte- • Verifica di un’attenuazione
lunga, più l’impulso deve essere nua il giunto del pigtail. Potrebbe troppo elevata dovuta a macro-
largo e, di conseguenza, genera una capitare, però, di avere, per esem- bending: utilizziamo il nostro
zona morta più estesa. pio, un’attenuazione di 0,48 dB per prezioso OTDR insieme ad un
il giunto (pessima) e 0,02 dB per il semplice VFL. Verificato con
z Misura dell’attenuazione connettore (ottimo), lo strumento l’OTDR che l’IL del connettore è
del giunto di un pigtail misura complessivamente 0,5 dB e eccessivamente elevata proviamo
Per completare questa breve discus- la certifica avrebbe esito positivo. a cambiare le lunghezze d’onda
sione sulla zona morta di uno stru- Per evitare di cadere in situazioni di di misura, ad esempio, nel caso
mento OTDR e chiarirne ulterior- questo tipo, potenzialmente perico- di fibre SM, usiamo la lunghezza
mente le implicazioni, rispondiamo lose, è necessario ricorrere ad altre d’onda di 1550 nm e poi quella
ad una domanda che molti lettori ci tecniche per valutare se il giunto di 1310 nm registrando le even-
hanno posto e, cioè, come si possa del pigtail è fatto bene oppure ha tuali differenze di attenuazione.
misurare l’attenuazione della giun- un’attenuazione eccessiva. Se a 1550 nm l’IL risulta ancora
zione eseguita nei cassetti ottici tra Purtroppo non sarà possibile misu- più alta, utilizziamo il VFL per
pigtail e fibra. Purtroppo è pratica- rare e certificare l’attenuazione (IL = evidenziare il punto dove, proba-
mente impossibile o, perlomeno, Insertion Loss) del giunto tra pigtail bilmente, è stata introdotta una
non è di facile esecuzione con tutti e fibra con il solo strumento OTDR curva eccessivamente pronun-
gli OTDR; è necessario, però ag- ma è necessario ricorrere a proce- ciata. Quando siamo in presenza
giungere anche che l’esecuzione di dure particolari. In questo caso ci di un’attenuazione più elevata
questa misura è puramente accade- può venire in aiuto un semplice e alle lunghezze d’onda più ele-
mica e, in pratica, non necessaria poco costoso strumento: il VFL vate, molto probabilmente siamo
in quanto la valutazione della bontà (Visual Fault Locator), utilizzando in presenza di una curva troppo
del giunto si può ricavare in modo congiuntamente OTDR e VFL si pos- accentuata nei pressi del connet-
indiretto anche se non molto pre- sono ottenere preziose indicazioni tore (di solito nel vassoio porta-
ciso. Ma procediamo con ordine, che aiutano l’installatore a risolvere giunti o nei kit di gestione delle
fibre) e la fuoriuscita della luce
visibile emessa dal VFL ci guida
con sicurezza alla risoluzione del
problema.

• Verifica di un’attenuazione troppo


elevata dovuta a cattiva realizza-
zione del giunto: utilizzando
l’OTDR misuriamo l’attenuazione
IL ad entrambe le lunghezze
d’onda, se il valore di IL è simile
ad entrambe le lunghezze d’onda
(per la precisione dovrebbe essere
leggermente più alto alla lun-
ghezza d’onda inferiore), si può
presumere con buona approssi-
mazione che il problema dipenda
Figura 2 ‰ Rappresentazione della zona morta di attenuazione. Fonte: JDSU dalla giunzione eseguita male (e

Luglio-Agosto 2014 z N. 4 z

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Come si fa

Molti nostri lettori (ma anche molti


allievi dei nostri corsi di forma-
zione), si sono dimostrati piuttosto
scettici sul tema dell’importanza
dell’ispezione e della pulizia delle
fibre. La considerazione tipica è
sempre del tipo: “non l’abbiamo
mai fatto e non abbiamo mai avuto
problemi”. Come si può rispondere
a questa affermazione? Di sicuro
negli anni passati le minori velocità
di trasmissione hanno, per così
dire, mascherato il problema o, per
meglio dire, la cattiva qualità della
connessione causata dallo sporco
ha un impatto minore a basse velo-
cità di trasmissione. L’evoluzione
delle reti ottiche e il conseguente
aumento delle velocità di cifra, ren-
Figura 3 ‰ Con il VFL si può visualizzare un difetto di macrobending sul pigtail. Nell’esempio in figura, dono il problema dello sporco sui
probabilmente a causa di un danno durante il trasporto o la manipolazione, si nota la per- connettori molto più critico che in
dita di luce persino attraverso il buffer da 900 µm. Anche raddrizzato, il pigtail continua ad passato, sempre che in passato dav-
emettere luce: è sintomo di incrinatura della fibra nel punto dove è stato piegato e poi rad- vero non rappresentasse un pro-
drizzato. blema o se, invece, l’impatto sulle
prestazioni passasse inosservato
solo per mancanza di sufficiente
attenzione. Il calo di prestazioni, in
effetti, se la rete non è particolar-
mente performante o sovraccarica
può essere rilevato solo tramite
un’accurata analisi e tramite verifi-
che strumentali sul traffico (come
le misure secondo RFC2544, ad
esempio). I collegamenti a velocità
uguale o superiore al gigabit sono
molto più sensibili allo sporco sui
connettori così come lo sono le
fibre SM rispetto a quelle MM e non
a caso lo standard ISO/IEC tollera
Figura 4 ‰ Iniettando la luce si nota una forte dispersione di luce nel punto di giunzione tra la fibra del maggiore presenza di sporco sui
pigtail e la fibra del cavo ottico, se la dispersione di luce è notevole e si riscontra anche un connettori MM rispetto a quelli SM.
valore di IL elevato sul connettore in misura è bene rifare la giunzione. Leggere dispersioni Inoltre infine non dimentichiamo
di luce, se accompagnate da valori contenuti di IL sul connettore, non rappresentano ne- che lo sporco non solo provoca
cessariamente un sintomo di cattiva giunzione. problemi di degrado dell’efficienza
trasmissiva ma nel tempo può pro-
che, quindi, andrà rifatta). Anche diversi articoli di questa rivista, vocare perfino guasti alle interfacce
in questo caso si può utilizzare il nel caso di fibre ottiche SM, lo ottiche. La riflessione del segnale
VFL perché, molto spesso, un sporco presente sui connettori è provocata dallo sporco verso il
giunto male eseguito provoca particolarmente dannoso). Molti trasmettitore, provoca un innalza-
dispersioni di luce nel punto di OTDR permettono il collega- mento della temperatura dello
fusione. mento di microtelecamere per stesso che porta inevitabilmente ad
l’analisi visiva della superficie del accorciarne la vita.
• Verifica di un’attenuazione connettore ed, ovviamente, della
troppo elevata dovuta a sporcizia fibra in esso terminata. Qualche n Le bobine di lancio
o a difetti dei connettori: con apparato di ultimissima genera- Affrontiamo ora il secondo tema in
l’OTDR si misura il valore di IL zione, Figura 6, esegue automati- scaletta parlando di un argomento
dopo aver eseguito la pulizia dei camente la valutazione basata sempre molto discusso: le bobine
connettori con l’apposito kit e si sullo standard IEC 61300-3-35, di lancio. Molte domande pervenute
dovrebbe riscontrare un notevole questa analisi potrebbe tra breve dopo la pubblicazione del prece-
miglioramento (ricordiamo che, diventare parte integrante dei test dente articolo sull’utilizzo di uno
come già scritto più volte in di certificazione obbligatori. strumento OTDR hanno riguardato

z N. 4 z Luglio-Agosto 2014

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Come si fa

Figura 6 ‰ Esempio di strumento di ultima gene-


razione per l’ispezione e la valutazio-
ne automatica dello stato della su-
Figura 5 ‰ Esempio di ispezione visiva dei connettori ottici eseguita con microtelecamera collegata ad perficie dei connettori. (Fluke Net-
OTDR works)

questo argomento, probabilmente lancio ma, ripeto, solo in casi molto quando affermano che le bobine di
perché nel precedente articolo particolari e rispettando una serie lancio fornite in dotazione sono
abbiamo dedicato molto spazio ad di condizioni ben precise affinché sempre adeguate alla misura da
altri importanti argomenti e le bo- la misura abbia senso. effettuare in quanto questo non è
bine di lancio sono rimaste un po’ All’estremo opposto sappiamo, sempre vero. Le bobine di lancio
nell’ombra: ora vogliamo rimediare. anche per esperienza diretta, di per le misure con OTDR possono e
L’argomento, come dicevamo, è esplicite richieste da parte di alcuni devono avere lunghezze diverse, in
molto discusso anche se non sem- direttori lavori che impongono la funzione della lunghezza delle
pre in termini costruttivi e corretti. certificazione dell’impianto con tratte da misurare. Come si valuta se
Ci sono affermazioni che ci lasciano OTDR (ricordiamo ancora una volta una bobina di lancio è idonea ad
molto stupiti come quella di alcuni che le certifiche obbligatorie de- eseguire una determinata misura?
installatori che non utilizzano vere vono essere effettuate con il metodo Esiste qualche riferimento norma-
e proprie bobine di lancio ma sem- LSPM e non con l’OTDR!) e che tivo in merito? La risposta arriva
plici bretelle ottiche “lunghe” rite- obbligano ad utilizzare bobine di dalla vasta normativa ISO 14763-3
nendo che sia la stessa cosa. La bo- lancio caratterizzate da un lun- che racchiude una panoramica
bina di lancio serve a far sì che lo ghezza minima decisamente ecces- completa sui test dei cablaggi in
strumento riacquisti la piena sensi- siva, in qualche caso, per eseguire fibra ottica. Lo standard in que-
bilità dopo l’accecamento prodotto misure su una tratta MM di qualche stione non dà un valore univoco di
dal connettore di uscita e possa, decine di metri, sono state imposte lunghezza della bobina di lancio
quindi, analizzare correttamente il bobine di ben 500 metri! (launch cord) ma specifica chiara-
primo connettore dell’impianto. Per- In questi casi l’errore deriva da in- mente che la sua lunghezza deve
tanto, la lunghezza della bobina di competenza sull’argomento speci- essere superiore alla zona morta
lancio deve essere proporzionata fico, inaccettabile per chi è preposto dello strumento e alla lunghezza
alla lunghezza della fibra in esame alla compilazione di un capitolato dell’impulso utilizzato.
che, a sua volta, condiziona la lun- tecnico o alla direzione dei lavori, L’impulso di misura normalmente
ghezza dell’impulso di misura e ma molto più diffusa di quanto si parte da tempi dell’ordine di 2-3 ns
quindi la lunghezza effettiva della potrebbe pensare. Ci permettiamo per le fibre più corte fino a salire a
zona morta. Detto questo possiamo di sollevare però anche qualche pic- 100 ns per le fibre di 10/20 km ma
concordare che in alcuni casi una cola critica a quanto sostengono può arrivare anche a tempi di 1 o 2
“bretella lunga” potrebbe anche spesso le stesse strutture commer- μs per le fibre più lunghe.
essere accettata come bobina di ciali dei produttori degli strumenti Aumentando la durata dell’impulso,

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9
Come si fa

trascurando ormai l’obsoleta OM1,


ci si può trovare ad operare con 3
diversi tipi di fibra, OM2, OM3 ed
OM4 e quindi occorrono tre diversi
kit di bobine di lancio. Analoga-
mente, per le fibre SM è necessario
avere a disposizione bobine di lan-
cio di tipo G.652 (SMR), G.655 e
G.656 per le NZDS e G.657 per le
fibre bend-insensitive.
Queste ultime però sono molto
simili alle fibre G.652 e di conse-
guenza non si commette un grave
errore se si utilizzano bobine di
quest’ultimo tipo. Un’altra variabile
è rappresentata dai connettori e
quindi il corredo di bobine deve
poter supportare tutte le tipologie
di connettori con i quali si prevede
di dover lavorare.
È facile, quindi, arrivare ad un con-
siderevole esborso economico,
aggravato dal fatto che, se usate di
frequente, i connettori di queste
bobine si usurano rapidamente peg-
Figura 7 ‰ schema di principio di un OTDR giorando le prestazioni per cui, se
non vogliamo correre il rischio di
aumenta il tempo in cui l’OTDR In figura 7 è illustrato uno schema avere misure falsate dalla cattiva
resta “accecato” e lo strumento non di massima di un tipico OTDR. qualità delle connessioni, occorre
riesce ad analizzare il tratto di fibra Da quanto esposto finora se ne de- mettere in conto anche una revi-
percorso in quel determinato tempo. duce che bisognerebbe, quindi, sione periodica, o comunque tutte
Se consideriamo la velocità di pro- avere a disposizione più bobine di le volte che abbiamo la sensazione
pagazione della luce nel vuoto pari lancio per una corretta esecuzione che la bobina di lancio cominci a
a circa 300.000 km/s un impulso, delle misure, sia per quanto ri- degradarsi.
per esempio, di 3 ns corrisponde ad guarda la lunghezza sia per quanto
un percorso di circa 1 metro, nelle riguarda il tipo di fibra da misurare La lunghezza della bobina di lancio
fibre, considerando che la velocità e i connettori utilizzati sull’im- è legata anche al problema della
di propagazione è molto più bassa, pianto. Precisiamo ulteriormente: rappresentazione grafica della trac-
il tratto risulta più contenuto. nel caso di fibre MM sappiamo che, cia; per esempio, se stiamo analiz-
zando una fibra lunga 20/25 km, se
usiamo una bobina troppo corta, ri-
sulta difficilmente apprezzabile
sulla stampa PDF della traccia il
comportamento del primo connet-
tore, Fig. 8.

L’immagine di questa figura sem-


brerebbe dare pienamente ragione a
chi chiede una bobina di lancio di
almeno 500 metri ma sono le con-
dizioni specifiche della misura che
giustificano questa scelta.
Nell’esempio, per una fibra di circa
8 km, è stata usata una bobina di
lancio di 150 metri che, se da un
punto di vista strettamente tecnico è
sufficiente poiché è più lunga della
zona morta dello strumento, in pra-
tica non permette una buona visua-
lizzazione degli eventi. È sempre
Figura 8 ‰ Esempio di traccia con bobina di lancio troppo corta possibile valutare gli eventi presenti

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11
Come si fa

sulla traccia intervenendo manual-


mente con il programma di post-
lavorazione fornito con l’OTDR, ma
questo, normalmente, non è am-
messo dai capitolati di collaudo
dove è previsto che debba essere
fornita una stampa (ormai si parla
comunque di stampe in PDF) che
permetta di vedere facilmente e
chiaramente l’intera traccia con tut-
ti i suoi eventi. Nell’esempio di
Figura 9 si può notare come l’utiliz-
zo di una bobina di lancio da 500
metri (e bobina di coda da 100
metri) permetta, invece, un’ottima
rappresentazione grafica della trac-
cia senza necessità di ingrandimenti
o altre manipolazioni.
Nell’esempio successivo, Figura 10,
sono rappresentate delle misure ot-
tenute mettendo in loop la fibra di-
spari con la fibra pari per mezzo di
una bretella di adeguata lunghezza
Figura 9 ‰ Traccia OTDR con bobina di lancio da 500 metri e bobina di coda da 100 metri; si posso- ed inserendo una bobina di coda.
no apprezzare senza fatica gli eventi che caratterizzano la tratta, si vedono benissimo i con- Con questa tecnica è possibile ese-
nettori di testa e di coda nonché gli eventuali giunti lungo la tratta guire la misura delle due fibre ope-
rando da un solo lato; anche in que-
sto caso restano validi tutti i discorsi
fatti in precedenza, la bobina di
coda, molto più corta come previsto
dallo standard ISO/IEC 14763-3
(purché sempre più lunga della
zona morta), è perfettamente ade-
guata. La traccia permette di ese-
guire agevolmente la misura del-
l’attenuazione d’inserzione con il
metodo dei due cursori e permette
di verificare, grazie alla forma molto
nitida dell’impulso di Fresnel, la
qualità delle connessioni e l’atte-
nuazione di riflessione. Per que-
st’ultimo parametro, il valore misu-
rato nell’esempio riportato, oltre 50
dB su fibra MM, è indice di un ot-
timo lavoro da parte dell’installa-
tore. Questi sono i parametri che
dovrebbero effettivamente essere
presi in considerazione nella valu-
tazione complessiva del lavoro ese-
guito, piuttosto che la mera lun-
ghezza della bobina utilizata..
Nell’esempio appena illustrato,
infatti, sarebbe stata sufficiente una
bobina di lancio da 100/150 metri
senza alcuna controindicazione
poiché, come si può notare dalla
traccia, la zona morta dell’OTDR
Figura 10 ‰ Esempio di traccia OTDR con esecuzione di misura contemporanea di due fibre in loop. utilizzato ha consentito di visualiz-
La traccia illustrata è relativa a una fibra SM nelle seguenti condizioni: 1310 nm, impul- zare correttamente ed in modo
so 30 ns, risoluzione 32 cm, lunghezza totale 2 km, rifraction index 1,467, backscattering molto nitido e netto, gli eventi di
– 80 dB, bobina di lancio 500 m, loop 30 m, bobina di coda 100 m. tipo riflessivo (connettori) pur

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Come si fa

Figura 11 ‰ Schema di misura con OTDR per fibre in loop

avendo utilizzato una bretella di emesso dall’OTDR che genera le • Risoluzione: si misura in cm,
loop di soli 30 metri. Per meglio riflessioni di Fresnel il backscat- parte da 4 cm fino a 128 o 256
comprendere come è realizzata la tering di Raylegh (i due fenomeni cm, dipende dal modello di
misura si faccia riferimento alla alla base del funzionamento OTDR. Attenzione a non confon-
Figura 11 dove è riportato lo dell’OTDR) che permettono allo derla con la precisione dello stru-
schema utilizzato. strumento di “disegnare” la mento nel posizionamento degli
Nella didascalia della Figura 10 traccia. L’impulso deve essere eventi anche se concorre a que-
sono riportati alcuni parametri di dimensionato in funzione della sta. La risoluzione indica la
configurazione dell’OTDR di cui lunghezza della fibra ed della distanza tra i punti che l’OTDR
non abbiamo ancora parlato e che precisione richiesta nell’identifi- mette sullo schermo e poi rac-
ora descriveremo in dettaglio. È cazione di ogni singolo evento. corda per disegnare la traccia.
bene anche sottolineare che i mo- Purtroppo le due esigenze sono Impostando una risoluzione di 4
derni OTDR dispongono anche antitetiche: fibre lunghe richie- cm si obbliga l’OTDR ad un
della funzione di autoconfigura- dono impulsi di durata maggiore lavoro molto gravoso se la lun-
zione, molto utile per chi è alle a scapito della precisione di rile- ghezza della fibra è notevole;
prime armi ma utilizzata anche per vamento degli eventi. Ricor- solitamente nei menu di imposta-
chi è più esperto. Infatti può essere diamo anche che impulsi molto zione degli OTDR non è possi-
utile lanciare una prima misura in lunghi richiedono bobine di bile scegliere alte risoluzioni (po-
modalità di autoconfigurazione e lancio proporzionalmente più chi cm) se si imposta un’elevata
poi ottimizzare l’impostazione di lunghe. Sul versante opposto, lunghezza di fibra. In alcuni
alcuni parametri per migliorare tenere presenti che impulsi OTDR la scelta della risoluzione
ulteriormente la risposta dello stru- troppo brevi, oltre a limitare la ottimale è automatica, l’utente
mento. lunghezza totale della fibra sotto può solo scegliere se si preferisce
I principali parametri da impostare esame, peggiorano il rapporto se- avere alta risoluzione oppure alta
manualmente o in modalità auto- gnale/rumore dello strumento, dinamica (fibre molto lunghe con
matica sono qui riassunti: che si traduce in una traccia attenuazioni di tratta notevoli)
poco nitida (assume l’aspetto
• Impulso: espresso in ns o μs è la tipico di un segnale cui si somma • Lunghezza: si misura in metri
durata di ogni singolo impulso un rumore di fondo). e/o chilometri, normalmente gli

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13
Come si fa

Tabella 1 ‰ Valori medi di riferimento dell’indice di rifrazione corrispondono a qualche decina di


migliaia di impulsi). Come si imposta
questo parametro? Di certo chi deve
eseguire tante misure vorrà impo-
starlo sul più breve tempo possibile
ma, come in molte altre occasioni, la
fretta difficilmente permette di svol-
gere bene il proprio compito. In pra-
tica l’OTDR acquisisce una traccia
per ogni impulso lanciato e poi pre-
Tabella 2 ‰ Valori medi di riferimento del coefficiente di backscattering senta la media di tutte le tracce rac-
colte. Facendo la media di molte mi-
sure si elimina statisticamente il
rumore e il grafico sarà ben definito
e leggibile, ma se si imposta un
tempo di misura troppo breve la trac-
cia non sarà sufficientemente precisa
e dettagliata. Nell’esempio di Figura
10 il tempo impostato è di 30 se-
condi che, considerato l’aspetto della
OTDR partono da un “fondo rifrazione ci deve essere fornito traccia con qualche picco di rumore
scala” di 500 metri (misure di dal costruttore della fibra altri- di troppo, appare insufficiente, pro-
tratte brevi multimodali) fino ad menti ci si deve attenere ai valori babilmente bisognerebbe portarlo ad
arrivare anche a fondo scala di di riferimento medi indicati nello almeno 45 secondi. Questo, ovvia-
circa 400 km (tratte a lunghissima standard ISO/IEC 14763-3 e mente, vuol dire aumentare sensibil-
distanza SM). Non è buona regola riportati nella Tabella 1. mente il tempo di misura, ma se si
impostare i valori di fondo scala vuole ottenere una traccia di buona
molto vicini alla lunghezza • Coefficiente di backscattering: qualità non ci sono alternative.
effettiva della fibra in misura anche questo parametro deve es- Se occorre eseguire solo una veloce
(ricordatevi di tener conto nella sere fornito dal fabbricante della verifica del link, non è necessario
lunghezza totale anche della bo- fibra, è piuttosto importante e un impostare un tempo di acquisizione
bina di lancio, di coda e di even- suo errore di impostazione può elevato anzi, potrebbe essere suffi-
tuali loop). Normalmente è consi- dare valori di attenuazione fal- ciente utilizzare l’OTDR in modalità
gliabile impostare la lunghezza sati. Nel caso non fosse noto, ci si “tempo reale” bloccando il test
con valori di circa il doppio della deve attenere ai valori di riferi- appena si ritiene soddisfacente l’in-
fibra in esame o almeno del 30% mento medi indicati nello stan- formazione ricevuta dallo strumento.
superiore. Anche per questo para- dard ISO/IEC 14763-3 e riportati Attenzione! Ricordatevi che le mi-
metro possono esistere opzioni di nella Tabella 2. sure si devono eseguire ad entrambe
autoconfigurazione. le finestre di funzionamento (850 e
Questi che abbiamo elencato sono i 1300 nm per le fibre MM, 1310 e
• Indice di rifrazione: parametro valori più importanti da impostare 1550 per le fibre SM) quindi abbiate
molto importante, definisce il co- per un corretto funzionamento del- pazienza, il tempo necessario per
efficiente di velocità del segnale l’OTDR, non sempre ci sono delle l’acquisizione di una singola traccia
luminoso nel vetro di cui è com- regole precise e talvolta si deve pro- è da moltiplicare per due… e ricor-
posta la fibra rispetto alla velocità vare più volte prima di trovare quel datevi anche di salvarle entrambe,
di propagazione nel vuoto. In compromesso che può soddisfare al altrimenti avrete fatto un sacco di
pratica equivale al parametro meglio le esigenze di precisione e lavoro per nulla.
NVP che si deve impostare per le nitidezza della traccia e la capacità Terminiamo con la promessa di for-
misure sui cavi in rame. Se non si di misurare correttamente anche a nirvi ancora ulteriori dettagli e sug-
imposta l’indice di rifrazione cor- distanze elevate. Prima di eseguire gerimenti per l’utilizzo dell’OTDR in
retto si corre il rischio di sba- le misure, è necessario impostare un futuri articoli così che non dobbiate
gliare la posizione reale degli ultimo parametro altrettanto impor- mai lamentarvi con una frase del tipo
eventi lungo la fibra. Lo stru- tante: la durata complessiva del pro- “Mamma, perché ho preso l’OTDR?”
mento, infatti, è in grado solo di cesso di acquisizione della traccia n
misurare il tempo che intercorre (acquisition time) che, in quasi tutti ( )
* Bruno Zotti, RCDD
tra il lancio dell’impulso e il suo gli OTDR, si imposta in secondi e Senior Consultant
eco, e trasforma questi tempi in minuti. Questo parametro, che in al- b.zotti@spring-italy.it
distanza utilizzando il coeffi- cuni strumenti è indicato come “ave-
ciente di velocità rappresentato rage”, indica quanti impulsi vengono
dall’indice di rifrazione da noi lanciati per costruire la traccia finale Commenti / Informazioni
forniamo all’OTDR. L’indice di (tipicamente 30 secondi di misura

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14
In copertina

Il mondo del test di


certificazione si rinnova.
Rinnovate le vostre
competenze!
Il test di certificazione di un impianto in rame o in fibra ottica ha subito, in
questi ultimi tempi, profonde modifiche per adeguarsi alle esigenze delle più
recenti tecnologie e, soprattutto, delle più recenti applicazioni. Le novità
riguardano le configurazioni di misura, le procedure, gli accessori indispen-
sabili e gli strumenti stessi. Aggiornare le proprie competenze è indispensabile
per gli installatori che devono eseguire i test, ma anche per i progettisti
responsabili di scrivere le specifiche e per tutti coloro, utenti finali compresi,
che devono valutare ed accettare i risultati.
‰ Giacomo Scalzo (*)

n Evolvono gli standard, gli stru- all’impianto finito.


menti e le competenze richieste Pur senza voler generalizzare (esi-
ai tecnici stono anche in Italia esempi di
Il mondo del test di certificazione de- società ed organizzazioni che ope-
gli impianti di cablaggio è, da sem- rano in modo altamente professio-
pre, caratterizzato da una strana nale), dall’esame di molti capitola-
forma di apparente immobilismo ti tecnici e dal contatto diretto con
non giustificata né da considerazio- centinaia di operatori di questo set-
ni tecniche né, tanto meno, dai con- tore, possiamo affermare che, in ge-
tenuti delle normative del settore. È nerale, il progettista e/o chi emette
un argomento del quale si parla e si le specifiche per la realizzazione ed
discute relativamente poco come se il collaudo dell’impianto, dimostra di
nessuno desse alla certificazione avere una conoscenza molto ap-
dell’impianto il valore e l’impor- prossimativa delle problematiche
tanza che, al contrario, merita. legate al controllo qualitativo finale;
Interessarsi alle problematiche legate per specificare le operazioni di cer-
al test di certificazione, seguirne le tificazione si ricorre spesso ad
evoluzioni sul piano tecnico e nor- espressioni “standard” o riciclate
mativo, è da molti, purtroppo, con- da altri documenti, oppure appros-
siderata un’attività, se non inutile, simative, incomplete, obsolete, se
certamente di secondo piano rispet- non, addirittura, tecnicamente erra-
to ad altre per cui assistiamo molto te (quanti capitolati chiedono la
spesso ad un pericoloso fenomeno di certificazione di base di un link
“delega” da una funzione all’altra ottico con OTDR!!). In sintesi, il pro-
nella catena di attività che porta gettista si limita a richiedere, in

z N. 4 z Luglio-Agosto 2014

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In copertina

modo generico, che la certificazione Se, come succede praticamente sem- errata), indipendentemente dalle
venga effettuata e scarica la respon- pre, viene solo richiesto il test di caratteristiche dell’impianto da cer-
sabilità della corretta esecuzione attenuazione secondo lo standard, tificare. Ma come può la procedura di
delle misure sull’installatore. L’in- cadiamo nella situazione paradossale test rimanere immutata nel tempo se
stallatore, a sua volta, si affida inte- in cui il test viene effettuato con le prestazioni, le caratteristiche e le
ramente allo strumento che, se di ot- parametri più rilassati rispetto a applicazioni degli impianti evolvono
tima qualità e di ultima generazione, quelli utilizzati nel progetto e, quin- così rapidamente? Non dimentichia-
può, in effetti, aiutare molto ma… è di, assolutamente inutile! Ma anche mo che le prestazioni di un link in
solo uno strumento, e come accade la definizione e la realizzazione rame si stanno avvicinando rapida-
con tutti gli strumenti, il risultato fisica dell’infrastruttura vera e propria mente ai 40 Gb/s (Cat. 8), che quan-
dipende in modo determinate da richiede la conoscenza delle tecni- do misuriamo un link ottico ci viene
come lo si utilizza. che di test: quanti sanno che la chiesto di valutare attenuazioni del-
In estrema sintesi è un problema di cablatura dell’armadio e la struttura l’ordine di 1,5 dB, che sui cavi di rete
conoscenza. Ma più che conoscenza dei percorsi dei cavi influenza pe- sempre più spesso viaggia anche
intesa come informazione tecnica santemente il tempo di test in una l’energia elettrica che alimenta i di-
su strumenti, tecniche e procedure, rete a 10Gb/s? Un impianto proget- spositivi periferici (PoE) e che lo sce-
sembra mancare la coscienza del- tato e realizzato seguendo sempli- nario applicativo dei cablaggi, con la
l’importanza della fase di verifica cissime regole (ma devono essere convergenza di molti servizi sulla
qualitativa del lavoro eseguito e di conosciute!) può rendere la misura piattaforma IP, è quanto di più vario
quanto sia importante che le misure di AXTALK (Figura 1) semplice e ci si possa aspettare. Tutto questo ha
vengano eseguire nel rigoroso rispetto veloce, un’ora o poco più per im- e non può non avere, importanti ri-
di regole ben precise perché abbiano pianti di qualsivoglia dimensione! percussioni sulle metodologie e sul-
significato e validità come momento Ci siamo limitati ad un paio di esem- le procedure di misura che devono
di certificazione finale; se ci fosse pi ma ne potremmo citare molti al- essere conosciute ed applicate se si
questa coscienza, l’acquisizione e il tri. In definitiva l’attività di test e cer- vuole effettivamente certificare la ri-
mantenimento delle competenze tec- tificazione non è qualcosa che si fa spondenza dell’impianto, non solo ai
niche specifiche sarebbe una conse- quando richiesta e “on top” a tutto dettami degli standard di riferimento,
guenza automatica. il processo che porta alla consegna ma anche e soprattutto, alle attese del
Chiunque sia impegnato, a qualsiasi dell’impianto, è, al contrario, un’at- cliente finale.
titolo, nelle fasi di pianificazione e tività che deve essere tenuta in con-
realizzazione di un impianto per la siderazione durante tutte le fasi di n Nuove esigenze, nuovi standard,
trasmissione di dati, deve conoscere sviluppo del progetto e della sua rea- nuovi parametri…
le caratteristiche, le procedure, le tec- lizzazione, la fase finale è solo la e nuovi strumenti!
niche, i limiti, le difficoltà e le nor- mera misura strumentale, ma la “pre- Le prestazioni ottenibili da un ca-
mative legate al processo di misura e parazione” di questa misura nasce da blaggio in rame hanno raggiunto
certificazione e deve tenerne conto molto lontano. limiti che solo qualche anno fa non
nello svolgimento del proprio ruolo. sarebbero stati considerati realisti-
Il progettista, in primis. L’attività di Un’altra convinzione errata e, pur- camente raggiungibili e neanche
certificazione verifica la rispondenza troppo, molto diffusa è che il test di lontanamente immaginabili quando
dell’infrastruttura ai requisiti di un do- certificazione si esegua sempre nello il “sistema” cablaggio strutturato è
cumento di riferimento (lo standard), stesso modo. Nella mia lunga car- stato ideato. Il risultato è che oggi è
quindi il progetto deve essere redat- riera di istruttore ho incontrato necessario convivere con tecnologie
to in ottemperanza quello stesso decine di installatori che per anni di interconnessione la cui struttura di
standard, e ogni deroga potrebbe hanno utilizzato sempre le stesse base è una scomoda eredità dal
avere influenza sul risultato del test. procedure e sempre la stessa confi- mondo della telefonia e, pertanto,
gurazione di misura (molto spesso non particolarmente adatte per
Facciamo un esempio: se in fase pro-
gettuale vengono utilizzati valori di
attenuazione dei componenti un
link ottico (fibra, connettori, giun-
zioni) diversi da quelli indicati dagli
standard (pratica che dovrebbe
essere utilizzata molto attentamen-
te e sotto una serie di condizioni par-
ticolari, ma, oggi, molto diffusa), è
indispensabile dare indicazioni mol-
to precise e dettagliate a chi eseguirà
la misura su come modificare le
impostazioni dello strumento affin-
ché il risultato (Passato/Fallito) sia
effettivamente rappresentativo del Figura 1 ‰ Alien Crosstalk è il disturbo tra cavi che appartengono allo stesso fascio
comportamento di quel link.

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In copertina

trasportare segnali digitali ad alta una sfida estremamente impegnativa controlla e si verifica che tutto sia
velocità e dobbiamo operare con vinta grazie alla disponibilità di cir- stato fatto a regola d’arte e che i
procedure e tecniche di installazione cuiti di interfaccia molto sofisticati risultati siano congruenti con le at-
in campo che non risolvono il pro- ma anche grazie all’impegno dei tese e pertanto anche i documenti di
blema della forte dipendenza delle costruttori di cavi e connettori che riferimento, gli standard, si son
prestazioni finali dalla qualità della hanno realizzato strutture in grado di dovuti adeguare alle nuove esigenze.
manodopera. supportare carichi (in termini di fre-
Senza scendere in dettagli che esu- quenza) molto gravosi. Questo Ecco quindi che ai parametri tradi-
lano dagli scopi di queste note, pos- risultato è stato ottenuto grazie a zionali e oramai familiari del test per
siamo far risalire il problema prin- delicati equilibri tecnologici e geo- un impianto in rame (IL, Return Loss,
cipale alla (sempre più) ridotta metrici dove la qualità, in senso NEXT, PSNEXT, ACR-N, PSACR-N,
ampiezza dei segnali trasmessi e globale, gioca un ruolo determi- ACR-F, PSACR-F, …, ecc.) si affian-
ricevuti e, quindi, alla sensibilità del nante. Qualità senza compromessi cano nuove sigle, certamente meno
sistema ai disturbi. per quanto riguarda il materiale, familiari, ma altrettanto importanti:
ma anche qualità di progetto e del- PSANEXT, PSAACR-F, per quanto
Poter trasmettere segnali Ethernet la manodopera. Il test è il “momento riguarda la diafonia proveniente da
fino a 10Gb/s su cavi in rame è stata della verità”, è l’attività con cui si altri cavi; TCL, ELTCTL, per misurare
il grado di bilanciamento delle cop-
pie e controllare la capacità del
cablaggio a rigettare il contributo di
altre sorgenti di rumore eventual-
mente presenti nell’ambiente, Figura
3; la misura dello Sbilanciamento
della Resistenza per garantire che
l’impianto sia compatibile con
applicazioni che prevedono la tele
alimentazione in PoE delle unità
periferiche, e l’elenco è destinato ad
allungarsi. Tutti questi parametri
sono descritti e specificati, ne sono
definiti i limiti e, in qualche caso,
anche le metodologie e le strategie
di misura. Per la verità, per alcuni di
questi parametri, per ora, non ne è
richiesta obbligatoriamente la misura
ma non perché la misura non sia
importante (se viene stabilito un li-
Figura 2 ‰ Le tecnologie di rete più recenti utilizzano segnali elettrici di ampiezza estremamente ridotta, mite massimo è necessario verifica-
quindi molto più vulnerabili nei confronti dei disturbi re che non sia stato superato!) ma
soltanto perché, almeno fin’ora, nes-
sun tester era in grado di eseguirne
la misura in campo. La recente
disponibilità di strumenti certificatori
in grado di misurare tutti questi
parametri (per es. Fluke DSX 5000,
Figura 4) e nuovi standard in via di
completamento e approvazione (per
es. IEEE 802.3bt) che imporranno
l’esecuzione di queste misure, sono
elementi che portano ad affermare
che molto presto questi parametri
rientreranno tutti nell’elenco delle
misure obbligatorie.

Un processo simile sta avvenendo


anche per quanto riguarda il test de-
gli impianti in fibra ottica. In questo
caso l’evoluzione delle prestazioni
non ha generato nuovi parametri
Figura 3 ‰ Il grado di bilanciamento della coppia è fondamentale per il rigetto dei disturbi provenienti da sottoporre a misura, ma ha ridotto
da fonti esterne progressivamente i limiti massimi

z N. 4 z Luglio-Agosto 2014

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In copertina

critici di un argomento particolare


ma, in generale, prevede la cono-
scenza propedeutica almeno delle
conoscenze di base se non di tutto
quello che ha preceduto quella par-
ticolare soluzione. L’articolo di
aggiornamento, in altre parole, è
interessante ed utile solo per chi è
già “allineato” dal punto di vista del-
le conoscenze, altrimenti si rischia
non solo di non comprenderne i
contenuti ma anche di non saperne
apprezzare l’importanza.
Dal nostro punto di osservazione
come società di formazione, il livello
Figura 4 ‰ Esempio di schermate relativa alle misure dei nuovi parametri (Fluke Networks, sistema di cultura tecnica in generale e, in
Versiv®) particolare per quanto riguarda il test
è, generalmente piuttosto basso.
di accettazione del praticamente altre impurità che possono deposi- Ovviamente questo discorso, come
unico parametro sotto analisi: l’at- tarsi sulla superficie terminale delle ho già detto, non può e non deve
tenuazione del link ed, eventual- ferule, possono introdurre livelli di essere generalizzato, ma avendo
mente, dei singoli componenti il attenuazione assolutamente compa- incontrato diverse centinaia di tec-
link stesso. Al crescere delle presta- rabili con l’attenuazione massima nici e di società di installazione
zioni, il bilancio energetico della ammessa per l’intero collegamento. grandi e piccole, qualche valuta-
linea è in gran parte destinato a Se la pulizia meticolosa dei connet- zione statistica possiamo azzardar-
garantire il corretto funzionamento tori è sempre stata raccomandata la e il quadro che ne viene fuori non
dei circuiti di decodifica del segnale come pratica da eseguire con rego- è certamente dei più incoraggianti.
e la quota disponibile per compen- larità, sempre e comunque, per i Come si fa a parlare di aggiornamenti
sare l’attenuazione del collegamento collegamenti destinati a supportare e di argomenti avanzati ad installatori
fisico si è progressivamente ridotta. le applicazioni più recenti deve che impostano sempre lo strumento
Se per realizzare un collegamento ot- raggiungere livelli che definirei per il test secondo gli standard TIA
tico a 100Mb/s (100Base-FX) si ave- maniacali perché non abbia impat- (americano) perché nell’elenco degli
vano a disposizione ben 11 dB per ti pesanti sul funzionamento stesso standard ISO (internazionali) o in
il cablaggio, in un link a 40 o 100 della rete. Ancora una volta gli stan- quelli EN (europei) non trovano le
Gb/s il limite da non superare per dard si sono adeguati per riflettere categorie del cablaggio? Come si fa
l’intero collegamento è di soli 1,5 dB queste esigenze, infatti IEC 61300-3- a spiegare perché è necessario testare
e il test deve garantire che effettiva- 35 specifica esattamente la dimen-
mente il complesso dei cavi ottici e sione massima delle impurità tolle-
(tutti) i suoi connettori non attenui rabili sul connettore in funzione
oltre questo valore. Per poter effet- della zona (ferula, cladding, core) su
tuare misure di attenuazione su cui sono rilevate. Anche questi
valori così piccoli che siano ragio- aspetti sono soggetti a verifica stru-
nevolmente rappresentativi della mentale che oggi può essere eseguita
realtà e che siano, soprattutto, stabili in modo completamente automatico.
e ripetitive e che non dipendano Lo strumento della serie Versiv ® di
dalla particolare sorgente luminosa Fluke Networks, identifica le impu-
che un determinato strumento rità e la loro collocazione, ne misura
utilizza, gli standard han dovuto le dimensioni ed emette un giudizio
ricorrere all’introduzione sia di con- di Passato/Fallito in ottemperanza
figurazioni di misura ben precise allo standard, Figura 5.
(impostazione del riferimento ad
una bretella o a tre bretelle) sia n Le competenze di chi certifica la
dell’utilizzo di ben precisi ed indi- rete
spensabili accessori per eseguire le In un contesto che evolve così rapi-
misure (bretelle di riferimento e damente, non è obiettivamente facile
condizionatori Encircled Flux). restare sempre perfettamente ag-
Quando è necessario garantire valori giornati. Da parte nostra dedichiamo
così ridotti di attenuazione occorre a questi argomenti molti articoli Figura 5 ‰ Misura automatica del grado di puli-
prestare molta attenzione al grado di della rivista, ma ci rendiamo perfet- zia di un connettore multimodale se-
pulizia dei connettori ottici. tamente conto che un articolo può condo lo standard IEC 61300-3-35
La polvere, le impronte digitali e discutere e/o chiarire gli aspetti più MM (Fluke Networks, sistema Versiv®)

Luglio-Agosto 2014 z N. 4 z

21
In copertina

4. Essere ricco di esercitazioni e di


esempi pratici. In modo da conso-
lidare con la pratica tutte le nozioni
apprese ed acquisire autonomia
operativa.
5. Rilasciare un attestato che certifi-
chi le competenze raggiunte sulla
base di un rigoroso esame tecnico
finale.

n La certificazione CCTT™ di
Fluke Networks
Fluke Networks, società leader nel
Figura 6 ‰ Accessori per il controllo delle condizioni di lancio. Mandrel e bretelle Encircled Flux settore della strumentazione per
l’analisi delle reti, risponde a queste
le fibre in regime di Encircled Flux se efficacemente anche eventuali lacu- esigenze con un corso specifico
chi ti ascolta ha sempre utilizzato ne nelle conoscenze di base. orientato a rilasciare la certificazio-
bretelle standard (e sempre le stesse!) Un altro aspetto molto importante ne internazionale CCTT™ (Certified
e non conosce e non ha mai visto un per il tecnico che partecipa ad un Cabling Test Technician), Tecnico
mandrel (Figura 6)? Per non parlare, corso di formazione è la certifica- Certificato per il Test del Cablaggio.
poi, dell’uso e della manutenzione zione delle competenze acquisite. Questo corso, istituito già da alcuni
dello strumento! Quanti sono i tec- La preparazione tecnica è un patri- anni, si svolge con le stesse modalità
nici che eseguono regolarmente la monio per l’installatore, ma soprat- e gli stessi contenuti in tutto il mon-
calibrazione periodica dello stru- tutto per il cliente finale, per chi, do e ha raccolto migliaia di tecnici
mento? E l’aggiornamento del soft- cioè, in ultima analisi coglie i frutti sotto una designazione, CCTT™,
ware? E quanti conoscono le carat- della preparazione di chi ha eseguito che è diventata sinonimo di alta
teristiche e le potenzialità del tester? il lavoro. Le competenze acquisite competenza nel settore e garanzia di
È incredibile, ma esiste una larga devono, pertanto, essere facilmente certificazioni di impianti di rete ese-
fascia di utenti che utilizzano (e, dimostrabili e supportate da oppor- guite nel rispetto delle normative e
spesso, male) solo una piccolissima tune garanzie in modo che possano delle procedure più corrette.
percentuale delle funzionalità mes- rappresentare, per l’utente finale o In ogni nazione, Fluke Networks ha
se a loro disposizione dagli strumenti per chi si avvale di quella figura selezionato società di formazione o
moderni, funzionalità che permet- professionale, un valido elemento di figure tecniche indipendenti ai quali
terebbero, se conosciute, non solo di valutazione e di scelta. affidare la traduzione nella lingua
eseguire il lavoro “a regola d’arte” Un corso di formazione su questi locale e l’erogazione del corso
ma di far risparmiare loro moltissimo argomenti dovrebbe, pertanto, pos- (Figura 7). Tutte queste figure pro-
tempo (e quindi denaro) sia in fase sedere queste caratteristiche: fessionali devono seguire, a loro
di test che di ricerca guasti. 1. Essere completo. Non dovrebbe volta, un severo programma di
Sul web è possibile rintracciare mol- dare niente per scontato di quel- formazione e aggiornamento per
ta documentazione tecnica sull’ar- la che è la materia specifica del poter mantenere lo status di istruttori
gomento ma, purtroppo, questo corso e coprire tutti gli argomenti autorizzati (Figura 8).
metodo di acculturamento e aggior- per portare il discente ad un Il corso si rivolge, naturalmente, agli
namento non sembra molto seguito livello di preparazione che lo installatori che eseguono material-
dalla grande maggioranza degli in- metta in grado di affrontare mente i test, ma anche ai progettisti
stallatori coinvolti con le attività di qualunque problema legato al test che mettono a specifica le condizioni
certificazione. I motivi principali di un impianto moderno. e le metodologie di misura e agli
sono da ricercarsi nella frammenta- 2. Essere flessibile. Non dare per scon- utenti finali che così ricevono tutte le
zione delle informazioni, che impe- tata la piena conoscenza delle in- informazioni per poter valutare la
disce una progressione lineare del- formazioni più elementari da parte correttezza del processo di certifica-
l’apprendimento a partire dal baga- di tutti gli allievi; se necessario, zione del proprio impianto e posso-
glio di conoscenze posseduto, dalla l’istruttore deve, nei limiti di tempo no interpretare nei dettagli il rapporto
difficoltà nella selezione dei docu- a disposizione, chiarire ogni dubbio di certificazione che la società
menti realmente interessanti e e colmare ogni lacuna anche al di installatrice rilascia loro. Per l’Italia la
aggiornati e, soprattutto, dalla barriera fuori di quelli che sono i contenu- società selezionata è Spring che ha già
rappresentata dalla lingua inglese. ti specifici del corso. certificato CCTT™ oltre 500 profes-
Il metodo migliore per accrescere le 3. Insegni ad utilizzare lo strumento. sionisti tra installatori, progettisti e
proprie competenze resta ancora il Tutte le regole da seguire per utenti finali. La certificazione CCTT™
corso in aula, in cui, l’interazione ottenere una misura tecnicamen- (Figura 9) ha validità triennale, alla
discente/docente permette di risolvere te valida e come utilizzare le scadenza del triennio deve essere
ogni problema di comprensione e funzioni a supporto dell’attività di rinnovata frequentando un corso
permette di colmare rapidamente ed certificazione e di debugging. di aggiornamento e sostenendo

z N. 4 z Luglio-Agosto 2014

22
In copertina

dettagliatamente – in modo pro-


gressivo e sistematico – tutti gli
aspetti tecnici e procedurali legati sia
alla certificazione di base che a
quella secondo tecniche e modalità
avanzate, alternando la spiegazione
teorica con esempi ed esercitazioni
pratiche.
Per i sistemi in rame, la certificazione
di base comprende l’esecuzione del
test dei parametri fondamentali
secondo l’indicazione degli stan-
dard per ogni tipologia di cablaggio
fino alla Classe F A (componenti di
Cat.7 A ), mentre la certificazione
avanzata riguarda principalmente i
test aggiuntivi per l’accettazione
Figura 7 ‰ La squadra europea di istruttori certificati per il programma CCTT di Fluke Networks (Ein- delle reti che prevedono l’utilizzo di
dhoven - NL, 28/3/2014) applicazioni a 10Gb/s e include
l’analisi dei fenomeni di Alien
CrossTalk. La certificazione degli
impianti di cablaggio in funzione
dell’applicazione Ethernet 10GBase-
T, infatti, rappresenta oggi la sfida più
impegnativa non solo per gli
strumenti, ma anche per i tecnici che
devono eseguirla. Ethernet 10G,
infatti, non solo richiede un test di
base esteso fino alla frequenza di
500 MHz, ma impone anche la
verifica del parametro di AXT, cioè
la diafonia tra cavi adiacenti. Le pro-
cedure di test tradizionali, fino ad
oggi si sono limitate ad analizzare
tutta una serie di parametri elettrici
facenti parte dello stesso canale di
trasmissione (misure in-channel),
Figura 8 ‰ Anche gli istruttori devono superare un rigoroso esame una verifica impegnativa per lo stru-
mento, ma relativamente semplice da
n I contenuti del corso CCTT™ di eseguirsi. Il test esteso all’interazio-
Fluke Networks ne tra canali diversi impone, al con-
Il corso per ottenere la certificazio- trario, la conoscenza e il rispetto di
ne CCTT™ erogato in Italia da Spring procedure non banali sia per la
risponde a tutte le caratteristiche di scelta corretta dei circuiti distur-
un corso ideale che abbiano enun- banti e del cavo-vittima che per la
ciato. conduzione del test (Figura 10).
Il programma formativo prevede una Per i sistemi in fibra ottica, la certi-
prima sezione propedeutica che ficazione di base prevede la misu-
fornisce le basi essenziali di cono- razione del parametro di attenua-
scenza sull’architettura, la topologia, zione secondo il metodo identifica-
Figura 9 ‰ Il diploma che attesta la competenza la tecnologia dei componenti e le to con le sigle LSPM o OLTS.
dell’installatore nell’attività di test e criticità di un sistema di cablaggio Il metodo viene descritto seguendo
certificazione strutturato, con particolare atten- rigorosamente le raccomandazioni
zione a tutti gli aspetti che, in fornite dagli standard internazionali
nuovamente l’esame. La scadenza qualche modo, sono correlati alle più recenti, un requisito essenziale
temporale della certificazione è procedure e alle tecniche di misura, per ottenere una misura corretta,
un’ulteriore garanzia che il tecnico ovvero gli elementi fondamentali stabile e invariante rispetto a fattori
in possesso del titolo CCTT™ è al per poter apprendere ed eseguire aleatori – soprattutto quanto i valori
passo con l’evoluzione di un setto- correttamente le attività di test e trou- di perdita sono molto piccoli come
re dell’impiantistica caratterizzato da bleshooting. richiesto dalle attuali e future
grande dinamicità. Successivamente vengono affrontati applicazioni di rete.

Luglio-Agosto 2014 z N. 4 z

23
In copertina

Figura 10 ‰ Configurazioni di test per la misura di PSANEXT e PSAACR-F Figura 11 ‰ Un moderno strumento OTDR
(Fluke Networks, sistema Versiv®)

La sezione dedicata alla certifica- punto della tratta dove è presente un link e identificare con precisione il
zione avanzata prepara i tecnici ad eventuale problema. La conoscenza punto esatto del collegamento
servirsi dello strumento OTDR. Gli dello strumento e delle tecniche di dove intervenire per risolvere il
Optical Time Domain Reflectometer interpretazione del grafico risultante malfunzionamento.
rappresentano quanto di più versatile è fondamentale per una corretta La certificazione CCTT™ di Fluke
e potente la tecnologia mette a lettura dei risultati e per poter sfrut- Networks, ed il corso che permette-
disposizione per l’analisi delle reti in tare le enormi potenzialità di questa re di accedere all’esame, è stato
fibra ottica. Con l’utilizzo di un categoria di analisi. storicamente proposto sulla base
OTDR è possibile esaminare il com- Il corso Fluke Networks CCTT™ delle diverse piattaforme di stru-
portamento di ogni singolo elemen- erogato da Spring in Italia, com- menti certificatori Fluke Networks
to che compone il collegamento: la prende una nutrita serie di esercita- che si sono succedui nel tempo:
fibra ottica, i connettori, le giunzioni, zioni mirate a prendere confidenza DSP 4000, DTX 1800 e ora è pro-
ecc. Un tracciato OTDR, associato al con gli strumenti di ultima genera- posto anche sulla nuovissima piat-
rapporto di certificazione, rappre- zione e con tutte le tecniche e taforma Versiv™.
senta la prova inconfutabile che procedure descritte nelle sessioni n
l’installazione è stata fatta “a rego- teoriche. Una parte significativa
la d’arte” in ogni singolo dettaglio e delle esercitazioni è dedicata al- ( )
* Giacomo Scalzo
inoltre, se correttamente interpretato, l’uso delle funzioni diagnostiche e Spring S.a.s.
costituisce uno strumento potentis- comprende una nutrita serie di casi g.scalzo@spring-italy.it
simo di diagnosi in caso di malfun- pratici in cui l’allievo deve, auto-
zionamento e di ricerca guasti nomamente e con il solo ausilio
perché permette di identificare con dello strumento certificatore, dia- Commenti / Informazioni
immediatezza e sicurezza l’esatto gnosticare il problema presente sul

Per tutti coloro che volessero


maggiori informazioni sul corso
SPRING/Fluke Networks per otte-
nere la certificazioni internazionale
CCTT™ e conoscere le date e le sedi
di effettuazione nei prossimi mesi:

consultare il sito
www.spring-italy.it,

mandare una mail all’indirizzo


segreteria-corsi@spring-italy.it
Figura 12 ‰ Le funzioni di analisi HDTDX e HDTDR, danno un’indicazione molto precisa del tipo di
malfunzionamento e criticità presente nel cablaggio e permettono di localizzarne il punto o telefonare al N. 02 620 227 218.
con precisione.

z N. 4 z Luglio-Agosto 2014

24
Continua la pubblicazione dei professionisti che hanno recentemente
ottenuto la certificazione CCTT™ di Fluke Networks (*)

á Gianni Vecchiato
Redder Telco S.r.l.
Via Pio La Torre, 91
36043 – Camisano Vicentino (VC)
Tel. 04441783651
e-mail: info@redder.it

á Luigi Cardellino
Redder Telco S.r.l.
Via Pio La Torre, 91
36043 – Camisano Vicentino (VC)
Tel. 04441783651
e-mail: info@redder.it

á Michele Rizzo á Romolo Cristian Campanella


Redder Telco S.r.l. Mediacom S.r.l.
Via Pio La Torre, 91 Via F. Angileri, 24
36043 – Camisano Vicentino (VC) 91025 – Marsala (TP)
Tel. 04441783651 Tel. 0923 714668
e-mail: info@redder.it e-mail: progettazione@mediacom-srl.it

L’elenco completo dei professionisti e delle società certificate


sarà quanto prima disponibile in una sezione dedicata del sito www.spring-italy.it
* Sia sul sito che sulla rivista vengono pubblicati solo i nomi delle società che hanno concesso espressa autorizzazione scritta.

Le prossime sessioni del corso SPRING SPCCRG


che permette di ottenere la certificazione CCTT TM di Fluke Networks
si svolgeranno con il seguente calendario:

MILANO: 3, 4, 5 Novembre 2014


1, 2, 3 Dicembre 2014

ROMA: 10, 11, 12 Novembre 2014


10, 11, 12 Dicembre 2014
Wireless

IEEE 802.11ac Survey


Il Gigabit WiFi è arrivato. Grandi promesse ed elevate aspettative, concretizzabili
soltanto se l’802.11ac è ottimizzato e implementato correttamente.
‰ A cura di FLUKE NETWORK - AIRMAGNET (*)

n Introduzione ambiente richiede qualcosa di più reali, ibridi, dove i client condivi-
L’802.11ac è stato sviluppato ed è del semplice acquisto e collega- dono lo spazio disponibile, le pre-
attualmente sempre più disponibile mento di qualche nuovo access stazioni del 802.11n possono
sul mercato, sulla spinta delle cre- point e della disponibilità di inter- calare al disotto del livello dei 10
scenti esigenze nei confronti delle facce radio dal lato utente. Otte- MB/s, il che non è in grado di sup-
infrastrutture WiFi. L’esplosione del nere la necessaria copertura e la più portare le attuali o future richieste
BYOD (Bring Your Own Device) ha alta velocità dei flussi dati che ci si di prestazioni degli utenti.
non solo incrementato il numero attende, impone una chiara com-
dei dispositivi per utente che si prensione del modo in cui funziona L’802.11ac è una tecnologia retro-
connettono all’ambiente, ma ha l’802.11ac rispetto ad a/b/g/n così compatibile che permette una mi-
anche portato con sé un nuovo tipo come una preparazione allo stato grazione senza soluzione di con ti-
di utilizzo, che include la voce, il dell’arte per migrare verso le nuove nuità a partire dagli attuali ambienti
video HD ed altre applicazioni ad tecnologie. 802.11a/n. Esso opera esclusiva-
alto consumo di banda bi-direzio- mente nella banda dei 5 GHz e sup-
nale come Microsoft Lync, Face- z Migliorare la tecnologia WiFi – porta flussi dati potenziali al disopra
Time, WebEx ed altre. 802.11ac di 1 Gb/s. La gamma dei 5 GHz
La fornitura di queste applicazioni Gli standard per il wireless ai quali tipicamente soffre meno dei pro-
ad alta capacità e bassa latenza è ormai ci siamo abituati presentano blemi di conflitti e interferenze ed
ulteriormente complicata dal fatto numerose limitazioni nel fornire ap- offre un maggior numero di canali
che possono esserci più dispositivi plicazioni ad elevata larghezza di rispetto a quella dei 2,4 GHz, con-
per utente che vi accedono. Una banda. Come mostrato nel pro- sentendo le più alte prestazioni
recente indagine di Cisco Systems spetto di Tabella  1, 802.11n offre offerte da 802.11ac. L’introduzione
stima che questo numero crescerà a un flusso dati fisico (PHY) che può del 802.11ac sul mercato è stata
3,5 dispositivi per utente entro il raggiungere al massimo 600 Mb/s, pianificata in due fasi:
2015. Questi dispositivi ad elevata con flussi dati per gli utenti realisti-
mobilità non sono i soli ad aggiun- camente posizionati intorno a 200 • Fase 1 – in grado di distribuire
gere pressione sul WiFi. La connet- Mb/s. Questo data rate è ottenibile flussi dati a livello fisico (PHY)
tività dei laptop, il livello di utilizzo soltanto quando l’ambiente di uti- fino a 1,3 Gb/s
e il throughput delle applicazioni lizzo è ideale e solo con uno o due • Fase 2 – con prestazioni fino a
sulle reti wireless sono costante- client connessi. In ambienti WiFi 6,9 Gb/s
mente in crescita. I carrier (fornitori
di accesso a Internet - N.d.T.) Tabella 1 ‰ Data rate massimali corrispondenti alle diverse possibili confi-
stanno incominciando ad adottare gurazioni a livello fisico (PHY)
il WiFi come metodo di allaccia-
mento per i clienti nell’ultimo
miglio. Queste linee di tendenza
spingono i dipartimenti IT a fornire
livelli di qualità del segnale, coper-
tura e capacità di traffico bi-dire-
zionale senza precedenti.
Per soddisfare questi requisiti la
IEEE (Institute of Electrical and Elec-
tronics Engineers) si è messa al
lavoro ed ha rilasciato lo standard
802.11ac, probabilmente la più
significativa evoluzione delle pre-
stazioni wireless da quando esiste il
wireless. Implementare l’802.11ac
con successo in un determinato

z N. 4 z Luglio-Agosto 2014

28
Wireless

Figura 1 ‰ Struttura della banda dei 5 GHz

Le velocità operative degli utilizza- che più è largo il canale più sotto- che sta dietro lo standard 802.11ac
tori misurate attualmente per la portanti si rendono disponibili per il è fondamentale quando si ha inten-
prima fase possono raggiungere gli trasporto dei bit: ne risulta quindi zione di implementarla. A fronte
800 Mb/s, il che rende possibili un maggiore throughput. Il rovescio dei formidabili benefici che può of-
applicazioni ad alta velocità come il della medaglia, quando si usano frire, anche 802.11ac resta sempre
video HD e UHD su WiFi verso più canali più larghi, è che restano di- suscettibile a tutti i soliti problemi
utilizzatori simultanei. Con questo sponibili meno canali ‘accorpati’, che ‘ammazzano’ le prestazioni in
livello di prestazioni è possibile riducendo la possibilità di scelta a qualsiasi ambiente WiFi:
supportare un maggior numero di cinque canali da 80 MHz a disposi-
utenti, di dispositivi e complessiva- zione. Soltanto due di questi sono • Interferenze non-WiFi
mente una superiore capacità, assi- effettivamente disponibili se devono • Interferenze di co-channel
curando al tempo stesso la retro- essere evitati i canali DFS (Dyna- • Scarsa qualità del segnale
compatibilità con le precedenti mic Frequency Selection). • Rumore
tecnologie. • Condivisione del canale con vec-
La copertura ininterrotta con bassa chi dispositivi più lenti
Gli apparati esistenti 802.11a/n non sovrapposizione dei canali sembre-
possono effettuare l’aggiornamento rebbe impossibile con due soli Questi inconvenienti pongono una
verso 802.11ac: sono necessarie canali a disposizione. Tuttavia la sfida che può essere vinta soltanto
nuove apparecchiature per suppor- tecnologia 802.11ac incorpora la se si attua un valido piano di per
tare tutti i cambiamenti introdotti capacità di far coesistere due access l’installazione di questa innovativa
dalla nuova tecnologia e richiesti point adiacenti impostati sullo tecnologia. Occorre resistere alla
per raggiungere gli elevati flussi dati stesso canale a 80 MHz, facendoli tentazione di comprare qualche AP
erogati da 802.11ac. regredire su differenti canali a 40 802.11ac, accenderlo e lasciare che
MHz o a 20 MHz, quando si mani- gli utenti provino ad usarli. È bene
Come l’11n, l’802.11ac fa uso dello festa interferenza da co-channel. invece provvedere prima a:
schema d’antenna MIMO (Multiple
Input/Multiple Output) e di flussi L’implementazione della fase due, 1. Una esaustiva pianificazione e
spaziali multipli (Multiple Spatial che inizierà nel corso del 2014, valutazione del sito
Streams) per rendere disponibile l’alta introdurrà canali da 160 MHz, che
capacità: è possibile adottare uno incrementeranno ulteriormente il 2. Una verifica dell’installazione
schema con un massimo di 8x8 an- potenziale di throughput fino a
tenne, sebbene la maggior parte delle raggiungere teoricamente i 6,9 3. Una completa risoluzione dei pro-
installazioni iniziali utilizzerà dispo- Gb/s: questo ci dà un’idea di cosa blemi e ottimizzazione dell’im-
sizioni 3x3, esattamente come faceva sia in grado di offrire l’802.11ac, pianto
l’802.11n. Nel caso dell’802.11ac si se ne realizziamo correttamente
possono creare canali da 80 MHz l’infrastruttura partendo dalle fon- Descriveremo le considerazioni ne-
raggruppando fino a quattro canali damenta. cessarie e le metodologie raccoman-
singoli da 20 MHz ciascuno, il che date (Best Practices) per ciascuna
si riflette in una maggiore velocità z Metodologie raccomandate per fase, fornendo anche i nostri consigli
di flusso dati disponibile per gli l’implementazione dell’802.11ac per ottenere le migliori prestazioni e
utilizzatori. Ciò è dovuto al fatto Comprendere a fondo la tecnologia qualità del segnale.

Luglio-Agosto 2014 z N. 4 z

29
Wireless

n Pianificazione e valutazione del


sito
Ci si attende che le implementa-
zioni del nuovo 802.11ac vengano
realizzate in parallelo con i sistemi
a/b/g/n già esistenti. Dal momento
che 802.11ac è retro-compatibile
con installazioni a/n che fanno uso
della banda a 5 GHz, non vi è ne-
cessità di rimuovere completamente
questi vecchi access point. In ogni
caso è importante avere ben chiaro
in mente quali siano i dispositivi
che già adesso si contendono la
banda RF e in che modo l’802.11ac
possa completare l’ambiente esi-
stente per raggiungere gli obiettivi
di prestazioni stabiliti dal progetto.
La fase di pianificazione include un
sopralluogo (Survey) pre-installa-
zione per determinare l’attuale con-
figurazione dei dispositivi, i livelli
di rumore, le sorgenti di interfe-
renza, la copertura del segnale e la
capacità. Figura 2 ‰ Andamento del rapporto segnale/rumore per una rete 802.11ac

z Sopralluogo iniziale del sito Per esempio, se in una determinata 30 Mb/s. questo, naturalmente,
Prima di acquistare e installare gli zona ci aspettiamo che cinque dipende dalle applicazioni in uso e
apparati 802.11ac o di rimuovere i utenti si connettano con un mas- da quanti utilizzatori si collegano
vecchi access point, è necessario simo di 15 dispositivi (tre per simultaneamente.
definire lo stato attuale dell’am- utente), a seconda di quanti di essi
biente WiFi. Identificare le cause di necessitano di servizi voce, video Per pianificare la densità di utenti,
interferenza, valutare la copertura piuttosto che soltanto di accesso al in genere si considerano non più di
del segnale, rilevare la disponibilità web, possiamo stimare la necessità 20 utilizzatori attivi per ogni access
di canali nella gamma dei 5 GHz e di banda intorno a qualcosa come point.
la configurazione di tutti i disposi-
tivi 802.11a/n in funzione. A questo
deve seguire l’esecuzione di un
sopralluogo con un access point
montato su palo (AP-on-a-stick sur-
vey) in cui un AP 802.11ac viene
messo in funzione e trasportato
in tutti gli ambienti per valutare
l’impatto in termini di copertura e
di throughput.

z Requisiti di throughput
Come secondo passo si prendono in
considerazione gli obiettivi di pro-
getto. Ciò include il calcolo del
livello di prestazioni richiesto dalle
applicazioni degli utenti tenendo
conto del numero di utilizzatori per
ciascuna applicazione. Gli utenti
potranno connettersi attraverso uno
smartphone, un tablet, un PC porta-
tile o qualche altro dispositivo
client WiFi, il che crea la necessità
di fornire adeguata copertura per le
interfacce radio con differenti pre-
stazioni. Figura 3 ‰ Throughput 802.11ac in ambiente reale

z N. 4 z Luglio-Agosto 2014

30
Wireless

Tabella 2 ‰ Requisiti di banda per applicazione 1 degli iniettori di alimentazione in


linea.
Applicazione per tipo di utente Throughput nominale
Web - utilizzo occasionale 500 kb/s • Ampiezza del canale
Web - uso didattico 1 Mb/s A seconda delle esigenze del-
l’utenza, gli access point 802.11ac
Audio - uso occasionale 100 kb/s possono essere configurati per una
Audio - uso didattico 1 Mb/s larghezza del canale di 20 MHz, 40
MHz o 80 MHz. Con canali da 80
Video streaming / on-demand – occasionale 1 Mb/s MHz è disponibile una maggiore
Video streaming / on-demand – didattico 2 - 4 Mb/s larghezza di banda, ma in molti
ambienti possono essercene sol-
Stampa 1 Mb/s tanto due disponibili. In condizioni
Condivisione file - occasionale 1 Mb/s di alta densità, con centinaia di po-
tenziali utilizzatori, saranno neces-
Condivisione file - didattico 2 - 8 Mb/s
sari più access point per fornire una
Test online 2 - 4 Mb/s connettività adeguata e questo
potrebbe forzare l’utilizzo dei 22
Backup dei dispositivi 10 - 50 Mb/s
canali non sovrapposti da 20 MHz.
Occorre calcolare attentamente la
z Considerazioni sull’allocazione n Installazione e verifica densità degli utenti e il throughput
dei canali Dopo aver attentamente definito le che ci si attende dalle applicazioni
Lo standard 802.11ac consente necessità in termini di capacità e di perché questa informazione è cri-
canali da 80 MHz nella banda a 5 area di copertura, si procede all’in- tica per stabilire quanti access point
GHz, in pratica ottenuti aggregando stallazione degli access point saranno necessari e quanti canali
fra di loro quattro canali da 20 802.11ac in accordo con il piano verranno utilizzati. La coesistenza
MHz. Ciascun access point verrà progettuale. Questo non significa di client 802.11ac con vecchi client
configurato su un singolo canale semplicemente rimuovere i vecchi 11a e 11n è un’altra importante
primario a 20 MHz, per esempio il AP e il collegamento dei nuovi AP considerazione. Se la maggior parte
36, che agirà come canale di bea- 802.11ac nelle stesse posizioni. Ci dei client sono di tipo 11 a/n po-
con 2 e di fallback 3 . Se una radio di sono infatti parecchie considera- trebbe avere senso usare canali da
vecchio tipo desidera connettersi zioni da fare nel momento in cui si 20 o 40 MHz in quanto la restante
con il nostro access point può usare predispone la configurazione e il banda di un canale da 80 MHz
il canale primario a 20 MHz per posizionamento degli access point: resterebbe comunque inutilizzata
collegarsi e funzionare. Tuttavia, quanto i dispositivi di tecnologia
poiché il singolo canale ricade • Infrastruttura switching meno recente sono attivi in ricetra-
all’interno di un canale composito Il link che collega l’access point smissione.
(bonded) a 80 MHz, questo a sua con la rete potrebbe aver bisogno di
volta bloccherà la trasmissione di un aggiornamento rispetto a quanto • Copertura degli access point
un client 802.11ac nativo, fintanto serviva per il precedente utilizzo. Non tutte le zone necessiteranno
che il canale primario a 20 MHz Siccome sarà possibile raggiungere della capacità di supportare video
resterà impegnato. throughput che si avvicinano a 1 HD verso utenti multipli. A seconda
GB/s, diventa indispensabile che della densità degli utilizzatori e
La prassi raccomandata (Best Prac- l’access point sia connesso come delle applicazioni potrebbe darsi
tices) per l’installazione di access minimo a 1 GB/s con lo switch di che solo alcune zone selezionate
point 802.11ac è quella di configu- accesso alla rete, il quale a sua richiedano un elevato throughput,
rarli alternativamente sui canali – volta dovrà connettersi in uplink a mentre aree come gli atrii e i corri-
da 2 a 5 – da 80 MHz disponibili, 10 Gb/s verso lo switch di centro doi vengano riservate per il solo
con un AP che raggruppa i canali stella. Gli access point 802.11ac accesso ai dati.
36 48 e l’altro i canali 52 64. Se si avranno bisogno di alimentazione Informazioni dettagliate da parte del
rende necessaria la sovrapposizione mediante 802.3at (PoE+) piuttosto costruttore degli AP potrebbero
fra questi canali in una determinata che 802.3af, a causa della maggiore essere necessarie per determinare la
zona, basta configurarli su canali richiesta di potenza da parte delle potenza e la direzionalità dell’an-
primari differenti, 36, 44, 52 e 60 antenne. Ciò potrebbe richiedere tenna, le dimensioni della cella e le
rispettivamente. Ciò permette un un aggiornamento degli switch o modalità di installazione ideali.
intervallo fra i canali sufficiente per
il supporto dei vecchi dispositivi 1 Jim Florwick, Jim Whiteaker, Alan Cuellar Amrod, Jake Woodhams, Wireless LAN Design Guide for
(legacy) che richiedono la connes- High Density Client Environments in Higher Education (Cisco Design Guide, 2013), pp. 8
sione ad un canale da 20 MHz,
2 dedicato al controllo della comunicazione – N.d.T.
senza introdurre interferenza da co-
channel. 3 il canale di destinazione in caso di fall-back a seguito di conflitti co-channel – N.d.T.

Luglio-Agosto 2014 z N. 4 z

31
Wireless

installazione è cruciale per accer-


tare che l’ambiente operativo forni-
sca effettivamente la copertura e la
capacità previste, come stabilito dal
progetto. Per effettuare questo tipo
di verifica è raccomandata l’esecu-
zione sia di un survey attivo che mi-
suri il throughput degli utilizzatori
che di un controllo passivo per mi-
surare il segnale, il rumore, l’inter-
ferenza, la sovrapposizione fra i
canali ed altri importanti parametri
dell’ambiente WLAN complessivo.
Il rilevamento attivo dovrebbe in-
cludere entrambi i test di throu-
ghput, condotti con un apposito
strumento 802.11ac, in modalità
upstream e downstream. Questo
tipo di test dovrebbe essere con-
dotto durante gli orari di picco del
traffico per essere certi che tutti i
normali parametri siano coinvolti
durante l’esecuzione delle prove.

Figura 4 ‰ Visualizzazione dei canali con larghezza 20/40/80/160 MHz in AirMagnet Survey Questo rilevamento attivo può
essere effettuato utilizzando l’Air-
Magnet Survey Pro iPerf che esegue
le misure e traccia una mappa del
reale throughput utente nell’am-
biente, evidenziando le aree che
presentano un basso throughput.
È consigliabile effettuare il survey
con un adattatore multiplo per
condurre simultaneamente il rileva-
mento attivo e passivo, il che per-
mette allo strumento di misurare
tutti in punti-dati necessari in una
sola passata.

n Risoluzione dei problemi


e ottimizzazione
Nel caso il survey evidenziasse che
qualche requisito riguardante le
prestazioni degli utenti non risul-
tasse soddisfatto, potranno essere
effettuati degli aggiustamenti per
assicurare che gli obiettivi di pre-
stazione vengano raggiunti.
Nell’ambito di AirMagnet Survey
Pro, la funzionalità AirWise per il
Figura 5 ‰ Validazione dei requisiti di progetto 802.11ac controllo delle policy può essere
utilizzata per determinare quali fat-
Dopo aver calcolato i requisiti per nell’ambiente di destinazione, te- tori nell’ambiente wireless hanno
gli utenti, si può utilizzare il soft- nendo conto dei materiali che contribuito a ridurre le prestazioni.
ware AirMagnet Planner per creare costituiscono le pareti e delle sor- Viene fornito un procedimento gui-
un ambiente WiFi virtuale prima di genti di interferenza. Usando que- dato per aiutare ad effettuare le
procedere all’installazione fisica ste informazioni gli access point modifiche corrette nei punti giusti
degli access point. Il numero degli possono essere fisicamente instal- per ottenere gli obiettivi desiderati.
AP e la loro disposizione possono lati nelle aree prestabilite.
essere simulati per modellizzare Tali aggiustamenti possono inclu-
un’adeguata copertura e capacità Un sopralluogo di verifica post- dere la variazione della posizione

Luglio-Agosto 2014 z N. 4 z

33
Wireless

di access point, l’installazione di z Implementare con successo * Fluke Networks, Inc.


( )

AP aggiuntivi, la modifica del piano 802.11ac P.O. Box 777, Everett,


di utilizzo dei canali, l’elimina- AirMagnet Survey Pro rende facile WA USA 98206-0777
zione di sorgenti di interferenza sperimentare i benefici dell’imple- (800) 283-5853
o l’aggiustamento della potenza mentazione del 802.11ac: se non Fax (425) 446-5043
di trasmissione per influire sulla vengono considerate attentamente
dimensione delle celle. Dopo aver le fasi di pianificazione, verifica e Western Europe
effettuato tutti gli aggiustamenti ottimizzazione, i potenziali van- 00800 632 632 00
raccomandati da AirWise, eseguire taggi del 802.11ac vengono persi a +44 1923 281 300
nuovamente un sopralluogo di causa dell’impatto dell’ambiente Fax 00800 225 536 38
verifica in modalità multi-adapter, operativo precedente, dell’eccesso +44 1923 281 301
attiva e passiva, per accertarsi che di rumore, di una carente pianifica- Email: info-eu@flukenetworks.com
gli obiettivi di performance siano zione dei canali o del posiziona-
stati raggiunti. mento poco efficace degli access Web access:
point. http://www.flukenetworks.com
Infine un ultima passata con la fun- Si può ottenere il meglio dal All rights reserved.
zione iPerf di Survey Pro fornirà la 802.11ac usando la suite di stru-
prova che la rete è stata realizzata menti wireless AirMagnet di Fluke
con successo e soddisfa i criteri e le Networks. Commenti / Informazioni
esigente degli utenti. n

PROGETTAZIONE DI DATA CENTER


(DATA CENTER DESIGN)
CORSO PRATICO DI PIANIFICAZIONE, PROGETTAZIONE
E MESSA IN OPERA DI DATA CENTER A STANDARD TIA 942
COD: SPDD3

Un corso fondamentale su tecnologie, metodi e standard per progettare e realizzare Data


Center con i requisiti di efficienza e sicurezza oggi richiesti
L’utilizzo di sistemi informatici per la gestione di ogni aspetto delle attività produttive, dei servizi, tanto in ambito
business quanto nella pubblica amministrazione, ha determinato l’esigenza di gestire sempre più rapidamente
moli di informazione crescenti, con livelli di affidabilità, accessibilità, sicurezza e riservatezza proporzionati alla
loro vitale importanza.
Il luogo dove avviene l’elaborazione e l’immagazzinamento dei dati (il Data Center) è diventato il punto critico
di qualsiasi organizzazione, e deve essere strutturato in maniera opportuna per consentire adeguate garanzie su
qualità, efficienza e continuità di servizio, per qualsiasi organizzazione, indipendentemente dalle dimensioni e
dal settore in cui opera.

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z N. 4 z Luglio-Agosto 2014

34
L’angolo di BICSI

Novità in Europa?

La struttura operativa di BICSI nel mondo è ampia e in Italia e in Europa, non si manifestasse in modo
ramificata. La sua presenza in circa 100 paesi di cin- concreto e continuo. Ebbene la notizia di stretta
que continenti è organizzata in regioni (che contano attualità è che voci, ‘rumours’ in ambito BICSI, parlano
più di 500 soci membri) e in distretti (con almeno 100 di un’imminente riorganizzazione della struttura sul
soci membri). Da quando è nata, nel 1977, BICSI ha territorio europeo con uno sdoppiamento della pre-
posto fra i suoi obiettivi fondamentali il supporto dei senza sul nostro continente. Stando a fonti bene
progettisti e degli installatori di infrastrutture fisiche di informate l’idea sarebbe quella di creare due distretti,
rete attraverso una serie di strumenti – primo fra i uno comprendente la Gran Bretagna e l’Irlanda e l’altro
quali lo sviluppo e l’aggiornamento delle conoscenze che coprirebbe tutto il resto d’Europa, dal Portogallo
tecniche di settore – che ne consentissero la crescita alla Russia e del quale farebbe parte anche l’Italia.
e l’avanzamento professionale. Le ragioni di questo radicale cambiamento dell’orga-
In quasi quarant’anni di attività, sempre più diversifi- nizzazione BICSI sono da ricercarsi nella forte diso-
cata, BICSI ha progressivamente introdotto una serie di mogeneità di queste due macro-aree, per motivi lin-
percorsi di formazione e di certificazioni delle com- guistici e per numero e densità di soci membri: mentre
petenze professionali (RCDD, RITP, RTPM, DCDC, nelle isole britanniche la lingua inglese, la cultura
ESS, OSP, ITS Technician e Installer) che – insieme ai anglosassone e quindi una maggiore affinità con gli
rispettivi libri di testo, veri Stati Uniti hanno favorito
e propri manuali tecnici – la diffusione della parteci-
per autorevolezza e com- pazione a BICSI, nel resto
pletezza, non hanno eguali del continente la densità di
al mondo. soci-membri è molto infe-
Organizza le più impor- riore e soltanto in Italia ha
tanti conferenze al mondo superato la ventina di
dedicate ai temi delle unità. Ciò non toglie che
infrastrutture fisiche e dei non ci sia un forte interesse
sistemi di rete: un’occa- e, ancora di più, la neces-
sione per stimolare attra- sità di accedere alla mi-
verso presentazioni e gliore cultura tecnica ed ai
seminari, incontri con i percorsi professionali che
costruttori ed un contatto BICSI propone.
diretto con prodotti e solu- Auspichiamo quindi che,
zioni innovative. E un’opportunità per avviare contatti se le indiscrezioni sono vere, si concretizzi al più
e collaborazioni professionali fra professionisti del presto lo sforzo di riorganizzazione dell’assetto sul
settore. territorio europeo di BICSI, perché solo attraverso la
Ha pubblicato e continua a pubblicare la rivista ICT focalizzazione sulle specifiche esigenze di Paesi come
Today (in precedenza BICSI News), ricca di interes- il nostro, con problemi linguistici e di tradizione nella
santi spunti su argomenti tecnici di stringente attualità pratica professionale di settore, sarà possibile per
o su tematiche emergenti. BICSI apportare un reale contributo allo sviluppo di un
Dal 1999 BICSI è diventata anche un vero e proprio settore sempre più nevralgico per l’economia.
ente normativo – ufficialmente riconosciuto in ambito Sarà un piccolo passo avanti, ne siamo certi, in dire-
ANSI (American National Standards Institute) – ed ha zione di una migliore valorizzazione del comparto
pubblicato diversi standard di grande rilievo per il ITS, delle competenze specifiche dei suoi tecnici e
settore ITS, fra i quali quelli dedicati alla progettazione professionisti, del ruolo centrale che le infrastrutture
e gestione di data center, ai sistemi di sicurezza ed i sistemi per il trasporto delle informazioni rive-
elettronica (ESS – Electronic Safety and Security), al stono nell’industria e nella società del XXI secolo.
Building Information Modeling (BIM) ed alla progetta-
zione di sistemi ITS nell’ambito di strutture sanitarie. La società dell’informazione, appunto …
Tutto questo è particolarmente importante ed utile per n
il settore ITS, ma resterebbe qualcosa di astratto e Giacomo Scalzo
lontano per la maggior parte dei tecnici, dei profes- Bicsi Italy Country Chair
sionisti e delle imprese se la presenza attiva di BICSI g.scalzo@spring-italy.it

Luglio-Agosto 2014 z N. 4 z

35
L’angolo di BICSI

Preparare il terreno
per un nuovo livello di
Power over Ethernet
Le reti aziendali continuano ad espandersi e a diventare sempre più versatili
e complesse. Dispositivi tradizionalmente considerati periferici – Access Point
wireless (WAP), telecamere di rete per la sicurezza, sistemi per l’automazione
di edificio e di controllo e telefoni VoIP – sono diventati importanti risorse di
rete. Più dispositivi vengono aggiunti e più cresce l’infrastruttura necessaria a
supportarli e la convenienza ad alimentarli attraverso lo stesso cablaggio.
‰ Masood Shariff (*)

n Introduzione
Nel decennio scorso, Power over
Ethernet (PoE) si è consolidata come
una strategia fondamentale, per-
mettendo ai gestori di rete, agli in-
stallatori e integratori di utilizzare il
cablaggio strutturato per distribuire
sia i dati che l’alimentazione elet-
trica a molti dei dispositivi di rete.
Lo standard PoE originale – IEEE
802.3af, approvato dalla Task Force
IEEE PoE nel 2003 – limita questa
tecnologia a dispositivi che assor-
bono meno di 19,95 W di potenza
elettrica. Meno di tre anni dopo la
pubblicazione del primo standard,
la crescente richiesta di applica-
zioni PoE che potessero superare la
barriera di 12,95 W ha dato luogo ai
primi tentativi per un aggiorna-
mento delle specifiche.
La revisione dello standard PoE,
IEEE802.3at – anche conosciuto
come PoE Plus o anche PoE+, è Figura 1 ‰ Evoluzione della tecnologia Power over Ethernet
stato approvato nel 2009 e ha por-
tato il limite di energia erogabile a versione dello standard. Il nuovo stan- della tecnologia e sono già in grado di
25,5 W. Da quel momento è conti- dard, che si chiamerà IEEE802.2bt, fornire gli apparati pur se non con-
nuato a crescere l’interesse del punta a distribuire fino a 49W verso i formi ad alcun standard.
mondo industriale e, conseguente- dispositivi abilitati all’alimentazione L’evoluzione storica del PoE è illustrata
mente, la richiesta, per soluzioni da remoto. Come ci si può aspettare in in Figura 1.
PoE di ancora maggiore potenza. questi casi, i costruttori di dispositivi e
La Task Force IEEE PoE è già in fase di fonti di alimentazione sono molto Questo articolo rappresenta una
di avanzato sviluppo della prossima più avanti nel processo di sviluppo panoramica della tecnologia PoE,

z N. 4 z Luglio-Agosto 2014

36
L’angolo di BICSI

dello stato delle attività di standar-


dizzazione e fornisce le linee guida
e le raccomandazioni più impor-
tanti per far sì che l’infrastruttura di
cablaggio sia adeguata a supportare
l’evoluzione della tecnologia PoE.
Figura 2 ‰ Alimntazione fornita da un apparato LAN con end-span PSE
n Informazioni di base sulla tecno-
logia PoE
PoE descrive un sistema per tra-
smettere in sicurezza energia elet-
trica, contemporaneamente ai dati,
verso dispositivi remoti su di un
cablaggio standard di Categoria 3,
5, 5e, 6 e 6A. PoE è progettato in
modo che i dati Ethernet e l’ali-
mentazione elettrica non interferi- Figura 3 ‰ Alimentazione fornita tramite un mid-span PSE attraverso una bretella speciale
scano tra di loro, permettendo la
trasmissione dell’energia senza la Un PSE mid-span, posizionato tra n Lo sviluppo degli Standard PoE
distruzione del segnale. PoE fun- lo switch Ethernet e il PD, inserisce Lo standard originale IEEE 802.3af-
ziona convertendo l’energia prove- sui cavi l’energia da inviare al PD 2003, approvato nel 2003, permette
niente dalla rete elettrica in bassa senza compromettere l’integrità dei di fornire fino a 15,4W di potenza
tensione e inviandola, così conver- segnali. Per questa ragione, i mid- elettrica in corrente continua a
tita, sul cablaggio strutturato verso span sono anche indicati come livello di PSE e utilizza due delle
un dispositivo periferico abilitato “iniettori PoE”. Un PSE mid-span quattro coppie ritorte del cablaggio.
PoE. Nel processo di trasmissione, può essere utilizzato come sorgente Poiché parte dell’energia è dissipata
la dissipazione di una certa quantità di alimentazione autonomo, come nei cavi, solo 12,95W sono garantiti
di energia è, purtroppo, inevitabile. mostrato in Figura 3. disponibili al PD. Questo valore è
Per esempio, i sistemi secondo lo I PD sono localizzati all’estremità di sufficiente per alimentare un ampio
standard PoE 802.3at-2003 possono ricezione del sistema di distribu- spettro di dispositivi di rete, com-
introdurre sul cablaggio fino a zione PoE e funzionano in corrente presi i telefoni VoIP, semplici
15,4W di energia ma solo 12,95W continua a bassa tensione. Molti PD videocamere di sicurezza, WAP ed
sono garantiti al ricevitore. possiedono anche uno splitter PoE orologi digitali, ma anche i disposi-
Il sistema PoE consiste in un appa- integrato che separa l’alimentazione tivi di gestione degli edifici e di
rato che contiene la sorgente di ener- dai dati per permetterne la ri-distri- controllo degli accessi.
gia (PSE = Power Sourcing Equip- buzione verso altri dispositivi. Lo standard PoE+ - IEEE802.3at,
ment) e che fornisce l’alimentazione Un sistema PoE, quando usato in ratificato nel 2009 – permette al PSE
e di un dispositivo da alimentare (PD applicazioni VoIP, LAN wireless e di erogare fino a 30W di potenza
= Powered Device) che la riceve. sicurezza IP, può far risparmiare media in continua e al PD di rice-
Gli apparati PSE sono tipicamente fino al 50% dei costi globali di vere fino a 25,5W su due coppie,
progettati per funzionare come ali- installazione eliminando la neces- Figura 4.
mentatori end-span o mid-span. Il PSE sità del cablaggio elettrico e delle La vastità dei dispositivi esistenti
end-span è, generalmente, integrato relative prese. Con gli alimentatori utilizzanti PoE ha indotto i fornitori
nelle porte di uno switch Ethernet; è UPS (Uninterruptables Power Sup- ad esigere di più dall’infrastruttura
stato stimato che, ogni anno, vengono plies), integrati nella maggior parte di supporto in modo da poter esten-
prodotte circa 100 milioni di porte delle LAN, i sistemi PoE che utiliz- dere questa funzionalità a nuovi
abilitate PoE. Come suggerisce il zano PSE end-span, garantiscono, apparati PoE.
nome, il PSE end-span, illustrato in inoltre, continuità di funzionamento La nuova infrastruttura deve essere
Figura 2, risiede all’estremità della della periferica anche in caso di in grado di erogare più energia e,
LAN opposta rispetto al PD. guasti sulla rete elettrica principale. nello stesso tempo, incrementare

Figura 4 ‰ Confronto tra standard PoE esistenti e in sviluppo

Luglio-Agosto 2014 z N. 4 z

37
L’angolo di BICSI

Figura 5 ‰ Applicazioni nuove ed emergenti per PoE ad alta potenza

l’efficienza di trasferimento. Con parte dei cablaggi installati di Cat 6 HDBaseT si pone l’obiettivo di for-
alcuni dispositivi, come i WAP o superiore. nire fino a 100W di potenza in cor-
802.11ac, le cui prestazioni pos- Lo standard farà confluire le solu- rente continua, inviando l’energia
sono superare il gigabit Ethernet, lo zioni già commercialmente dispo- sullo stesso cavo utilizzato per ero-
standard dovrà anche poter permet- nibili da parte di diversi produttori gare gli altri servizi. La tensione sarà
tere PoE su collegamenti a larga nell’ambito di un’implementazione al di sotto dei 60V (SELV = Safety
banda come 10GBASE-T. standardizzata. Questi produttori, Extra Low Voltage) simile a quella
Le esigenze del mercato spesso infatti, stanno già offrendo soluzioni utilizzata dalle applicazioni IEEE
evolvono più rapidamente degli con capacità di alimentazione 802.3 PoE. Sulla base delle esigenze
standard; oggi è disponibile una superiore per supportare le applica- di applicazioni come HDBaseT, la
nuova generazione di dispositivi zioni emergenti che richiedono task force di recente costituzione
abilitati alla tele-alimentazione e maggiore potenza elettrica. Per IEEE 802.3bt, sta prendendo in con-
che richiedono una potenza supe- esempio possiamo citare la solu- siderazione di estendere gli obiettivi
riore ai 25,5W che può fornire zione Universal PoE (UPoE) di Cisco iniziali per garantire fino a 1000 mA
PoE+. La Figura 5 elenca alcuni dei che estende le capacità dello stan- per coppia su tutte le quattro coppie
settori industriali e delle applica- dard PoE+ fino a 60W per porta. in modo da poter erogare 90-100W
zioni che potrebbero immediata- su 100m di cablaggio di Cat 5e o
mente trarre beneficio da uno stan- n Le funzioni e l’alimentazione dei superiore. IEEE 802.3bt sta anche
dard PoE a maggiore capacità. dispositivi HDBaseT prendendo accordi con i comitati
In risposta a questa esigenza, nel HDBaseT è una tecnologia di inter- per il cablaggio ISO/IEC JTC 1/SC
Maggio 2013 è stato istituito un connessione per la trasmissione di 25/WG 3 e TIA TR-42 perché ven-
gruppo di studio nell’ambito di IEEE video ad alta definizione (HD) non gano estesi i documenti ISO/IEC TR
802.3 per valutare la standardizza- compresso, audio, alimentazione, 29125 e TIA TSB-184 fino a suppor-
zione di una versione di PoE che uti- rete dati domestica e altri segnali di tare la corrente di 1000mA per
lizzasse tutte le quattro coppie di un controllo su di un cavo comune con coppia sulle quattro coppie.
cablaggio bilanciato coppie ritorte. connettori standard. Oltre ad utiliz- In virtù del maggior diametro dei
Il gruppo di studio ha recentemente zare un connettore standard RJ-45 e conduttori e della maggiore area
completato il lavoro ed è stata con- un cablaggio a coppie ritorte di Cat superficiale, i cavi di Cat 6A hanno
vertito in task force durante il mee- 6 o superiore, lo standard HDBaseT una maggiore capacità di trasporto
ting plenario IEEE di Novembre comprende parecchie altre funzioni di energia rispetto a quelli apparte-
2013. La nuova Task Force IEEE per estendere le funzionalità dei nenti alle categorie inferiori, per-
802.3bt ha il compito di generare cavetti standard HDMI (interfaccia tanto sono fortemente raccomandati
uno standard PoE basato su quattro multimediale ad alta definizione) per le nuove installazioni.
coppie che dovrà fornire almeno attualmente utilizzati per HDTV:
49W verso il dispositivo alimentato n La capacita attuale dello stan-
e, nello stesso tempo, dovrà incre- • Video HD non compresso dard BAS (Building Automation
mentare l’efficienza del trasferi- • Gli stessi formati audio supportati Systems) TIA-862-A
mento di energia. Il nuovo stan- da HDMI TIA-862-A permette 1,5A per cop-
dard, probabilmente, specificherà • Diverse opzioni per il controllo pia alla temperature di 25 °C per
il valore massimo ammesso per lo del dispositivo un cavo da 24 AWG (American Wire
sbilanciamento della resistenza cop- • Supporto della trasmissione dati Gauge) ma limita la massima cor-
pia su coppia ad, approssimativa- Ethernet 100BaseT rente totale, quando tutte le quattro
mente, il 5% e, pertanto, dovrebbe • Aggiunta dell’alimentazione in coppie sono utilizzate, a 3,36A.
permettere l’utilizzo della maggior continua sullo stesso cavo Questo valore è inferiore ai 4A che

z N. 4 z Luglio-Agosto 2014

38
L’angolo di BICSI

si stimano necessari per un grande Entrambi i documenti sono ora sog- coppie di fili. Lo standard IEEE
TV HDBaseT. La limitazione a 3,6A getti a revisione per supportare fino 802.3bt, però, permetterà l’uso
è basata su considerazioni di sicu- a 1000mA per coppia su quattro contemporaneo dell’Alternativa A e
rezza ed è attualmente in valuta- coppie. I task group che lavorano dell’Alternativa B, in pratica rad-
zione nei comitati sul cablaggio sia su questi documenti hanno anche doppiando la quantità di energia di-
in ambito TIA che ISO. Fin tanto che determinato come le condizioni di sponibile.
queste valutazioni non saranno installazione (in aria libera, in con-
portate a termine, la raccomanda- dotte o su vassoi porta-cavi) e il rag- PoE su quattro coppie, inoltre, riduce
zione temporanea è di non legare in gruppamento in fasci dei cordoni la potenza dissipata lungo il cablag-
fasci i cavi utilizzati per HDBaseT. usati per collegare le apparecchia- gio, permettendo agli operatori di
ture PoE ai pannelli di permutazione rete di ridurre le perdite di energia
n ISO/IEC TR 29125 e TIA TSB-184 costituiscano nuove ed importanti fino al 50% se confrontate con le
TIA TSB-184 è stato pubblicato nel aree da investigare. soluzioni PoE a due coppie, indipen-
Luglio 2009 e comprende le linee dentemente dal tipo di cablaggio uti-
guida per supportare l’alimentazione n PoE su quattro coppie: uno lizzato.
remota su un cablaggio a coppie sguardo più da vicino
ritorte. Queste linee guida indicano Il nuovo standard IEEE 802.3bt per- Per determinare se una soluzione
un valore di 25 ohm per la resistenza metterà ai costruttori delle apparec- PoE su quattro coppie può essere
di anello in continua sull’intero ca- chiature di creare soluzioni in implementata su una determinata
nale, uno sbilanciamento massimo grado di erogare maggiore potenza installazione, i responsabili di rete
della resistenza di anello pari al 3% con maggiore efficienza e suppor- dovrebbero prendere in considera-
o a 200 megaohm (il più grande dei tare collegamenti a 10 Gb/s. La Fi- zione un ampio spettro di variabili,
due) e vincoli sull’installazione gura 6 mostra un sistema PoE come tra queste, le esigenze della rete nel
tenendo conto dell’innalzamento riportato nello standard IEEE suo complesso e del singolo canale,
della temperatura in un fascio di 100 802.3at-2009. Per le applicazioni gli effetti nei confronti delle limita-
cavi. PoE+, possono essere utilizzate sia zioni di capacità e di temperatura e
Il documento comprende anche con- l’Alternativa A che l’Alternativa B le strategie relative al cablaggio e
siderazioni utili per contenere la per erogare l’energia elettrica si due alla sua realizzazione.
generazione di calore e migliorare la
dissipazione termica qui sintetizzate:

1. Utilizzare cablaggio di categoria


superiore
2. Preferire conduttori di maggiore
sezione, che riduce il valore della
resistenza dc (in continua) per
unità di lunghezza
3. Migliorare la dissipazione ter-
mica selezionando cavi con:
a. Migliore conduttività termica
b. Migliore coefficiente di trasfe-
rimento termico tra i materiali
c. Migliore coefficiente di trasfe-
rimento termico tra la guaina
esterna e l’aria
d. Presenza di elementi metallici
(per es. schermi)
e. Un diametro maggiore
4. Ridurre il numero di coppie uti-
lizzate per il trasferimento di
energia
5. Ridurre il numero di cavi per
fascio ed evitare di legarli troppo
strettamente
6. Scegliere applicazioni e disposi-
tivi che necessitano di minore
corrente

Anche ISO/IEC TR 29125 è stato


pubblicato nel 2009 ed è simile
nelle indicazioni a TIA TSB-184. Figura 6 ‰ I due schemi alternativi per l’uso con un end-span PSE secondo IEEE 802.3at-2009

Luglio-Agosto 2014 z N. 4 z

39
L’angolo di BICSI

n Progetto del canale e della rete Si consideri l’installazione di alcuni n Distribuzione del cablaggio “a
Le considerazioni di progetto per il delle seguenti applicazioni PoE: zona”
canale e per la rete, in caso di PoE Secondo la topologia tradizione del
su quattro coppie, non saranno • Servizio al punto vendita cablaggio di rete, le prese telemati-
diverse da quelle che oggi si appli- • Video conferenza e postazione di che (TO) utilizzate in ambito PoE,
cano al progetto dei sistemi in PoE e accoglienza sono direttamente collegate attra-
in PoE+. Per quanto riguarda la to- • Videocamere di sicurezza IP per verso il cablaggio orizzontale ai
pologia di canale, lo standard PoE il controllo delle aree protette pannelli di permutazione nei vani
su quattro coppie fa riferimento alla • Controlli industriali e sensori tecnici di piano. Per molte installa-
distribuzione della potenza di ali- • Segnaletica digitale zioni che coinvolgono PoE a quattro
mentazione verso il PD attraverso • WAP multicanale coppie, specialmente se si tratta di
le tipologie di cablaggio esistenti Questi dispositivi non sempre pos- nuove installazioni, un sistema di
che abbiano fino a quattro coppie sono essere collegati alla tradizio- cablaggio “a zona” può significare
ritorte e una lunghezza complessiva nale presa telematica (TO) a muro una stesura dei cavi più semplice e
che può raggiungere i 100m. Per in- presente a lato delle scrivanie. maggiore flessibilità. Con il cablag-
formazioni dettagliate sulle varie to- Sempre più spesso i punti di con- gio di zona la capacità di gestire
pologie idonee a supportare PoE su nessione di questi dispositivi si tro- spostamenti, estensioni e modifiche
quattro coppie, fare riferimento al vano nel soffitto vicino alle porte o semplicemente collegando il PD al
documento ISO/IEC IS 11801, Ge- agli ingressi, sul muro ben in vista, distributore di zona permette di
neric Cabling for Customer Premises all’esterno e/o in angoli remoti risparmiare manodopera e materiali,
e ANSI/TIA-568-C.2, Balanced Twi- dell’edificio. Queste posizioni non riducendo gli investimenti per i
sted-Pair Telecommunications Ca- convenzionali per la presa telema- costi di installazione iniziali e per
bling and Component Standard. tica presentano nuove problemati- quelli di gestione a regime.
In base agli scopi attuali dei lavori che come la necessità di ulteriore
su PoE a quattro coppie, tutti i estensione del cablaggio, la possibi- Il modello di distribuzione di zona
cablaggi devono, come minimo, lità di accedere al percorso di instal- illustrato in Figura 7, utilizza tratte
essere conformi con le prestazioni lazione e la disponibilità compo- di cavo tra il vano tecnico che con-
richieste per la Cat 5e su 100m, nenti con caratteristiche speciali per tiene gli apparati verso le specifi-
nello scenario di caso pessimo che quanto riguarda, per eempio, la che zone dell’edificio. Un consoli-
prevede quattro connessioni lungo resistenza al fuoco e/o le compatibi- dation point (CP) per ogni zona
lo sviluppo del canale. Si tenga pre- lità ambientali (cavi plenum-rated). permette l’installazione di un ca-
sente, comunque, che un cablaggio Per affrontare queste problematiche blaggio permanente fino al CP; un
di Cat 5e fornisce solamente il è necessaria una accurata pianifi- secondo tratto di cablaggio corre
livello minimo delle prestazioni cazione di pre-installazione che ga- dal CP verso una TO per ogni PD.
richieste, pertanto si raccomanda di rantisca la disponibilità del cablag- Questo approccio garantisce un
utilizzare cablaggi di Cat 6 o di Cat gio in tutti i punti destinati ad ulteriore grado di flessibilità nel
6A che siano stati testati per quanto ospitare apparati PoE. cablaggio dal CP alla prima TO in
riguarda la conformità verso la
corrispondente categoria o classe
secondo ANSI-TIA-568 o ISO/IEC IS
11801.

n Punti terminali oltre la scrivania


In un tipico ambiente ufficio, la
maggior parte dei punti terminali
(TO) del cablaggio sono localizzati
nelle aree di lavoro e vicino alla
scrivania dell’utente finale. Al cre-
scere della capacità di erogare
potenza elettrica, i dispositivi PoE
non solamente sono diventati più
diffusi, ma si sono molto diversifi-
cati per quanto riguarda le funzioni
e le applicazioni.
Oggi i dispositivi abilitati alla tele-
alimentazione PoE comprendono
videocamere di sorveglianza moto-
rizzate, videotelefoni, monitor HD e
dispositivi a basso consumo per
l’edificio intelligente come apparati
di controllo, sensori ed attuatori. Figura 7 ‰ Cablaggio di zona utilizzante un Consolidation Point

z N. 4 z Luglio-Agosto 2014

40
L’angolo di BICSI

Lo standard IEEE 802.3bt per PoE su


quattro coppie, ci si aspetta che
ammetta un incremento massimo di
temperatura di 10°C con quattro
coppie percorse da corrente. Per
cablaggi con un campo di tempera-
tura di funzionamento da -20°C a
60°C, la temperatura ambiente non
dovrebbe essere quindi superiore a
50°C. Utilizzare cavi di categoria
superiore con una resistenza in
continua più bassa e una migliore
dissipazione del calore, può ridurre
l’incremento di temperatura. È rac-
comandato, pertanto, l’utilizzo di
cablaggio di Cat 6A per applica-
zioni PoE su quattro coppie. Poiché
l’aumento del carico termico può
aumentare il valore di attenuazione,
la lunghezza massima del cavo, in
Figura 8 ‰ Innalzamento di temperatura nei cavi per effetto della corrente caso di temperature superiori a
quanto specificato, dovrebbe essere
ogni cella e capacità di riserva se Quando si applica l’alimentazione limitata secondo quanto riportato in
dovesse essere necessario installare da remoto sul cablaggio bilanciato, ANSI/TIA-568-C.2.
altre TO. la temperatura dei cavi aumenta per Altre considerazioni devono anche
Questa strategia è ideale in caso di effetto della generazione di calore essere fatte a proposito della capa-
nuove installazioni ma può rivelarsi nei conduttori in rame. La Figura 8 cità di gestire un flusso di corrente
molto utile anche in caso di aggior- illustra la relazione di caso pessimo continua da parte dei componenti
namento e ammodernamento di tra corrente, espressa in mA, e il di interconnessione e delle prese.
installazioni esistenti, dove, CP carico termico per varie categorie di La massima corrente continua in
opportunamente posizionati pos- coppie entro un fascio composto da uscita da PSE in modalità normale –
sono permettere a lunghe tratte di 100 cavi. su una coppia o 300mA per con-
fasci di cavi provenienti di vani tec- duttore – è 600mA. Questo valore
nici di essere alloggiati definitiva- n Carico Termico rappresenta la massima corrente
mente nei percorsi più difficili. In funzione delle condizioni di in- accettabile sia secondo lo standard
Dopo aver installato in modo per- stallazione, il calore generato sarà esistente IEEE 802.3at che il futuro
manente questo cablaggio, gli in- dissipato nell’ambiente circostante IEEE 802.3bt. I connettori e le prese
stallatori possono sfruttare tutta le fino al raggiungimento di una con- dovrebbero essere in grado di
flessibilità che deriva dalla facilità dizione di equilibrio dove la tem- operare in sicurezza con questo va-
di stesura e di modifica dell’esten- peratura del fascio di cavi è più alta lore di corrente.
sione di cavo che va dal CP alle TO di quella dell’ambiente circostante
che alimentano i PD per i dati e per La temperatura di ogni singolo cavo n Sviluppi di IEEE 802.3bt
gli apparati per il controllo del- nel fascio, non deve eccedere la Sulla scia di molte manifestazioni
l’edificio. temperatura massima di specifica di interesse, il gruppo di studio IEEE
per quel cavo, la Figura 9 mostra la 802.3bt è stato approvato e convo-
Per rendere minimi i costi di raf- capacità di condurre corrente per cato nel Maggio 2013. Uno dei
freddamento e massimizzare la vita differenti incrementi di temperatura primi compiti è stato quello di
utile dell’infrastruttura di cablaggio, in un fascio di 100 cavi di Cat 5e sviluppare gli obiettivi generali nel
è importante tenere in considera- con tutte le quattro coppie utiliz- rispetto del gruppo di lavoro prima-
zione il carico termico sui cavi. zate. rio IEEE 802.3. Gli obiettivi sono

Figura 9 ‰ Capacità di trasporto di corrente in funzione dell’innalzamento di temperatura in un fascio di 100 cavi di Cat 5e

Luglio-Agosto 2014 z N. 4 z

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L’angolo di BICSI

stati orientati a massimizzare l’uti- tra PSE e PD permetterà funzioni in un sistema PoE a quattro coppie:
lizzo della base di cablaggio instal- avanzate di gestione energetica. • Cablaggio di Cat 6A – Aiuta a
lata e minimizzare le variazioni Come conseguenza, il nuovo rendere minimo il carico termico
rispetto allo standard PoE esistente standard soddisferà i requisiti di e i costi associati, installare un
per poter mantenere la retro-com- maggiore potenza erogata e di cablaggio di Cat 6A verso ogni
patibilità. Questi obiettivi com- maggiore efficienza del sistema dispositivo tele-alimentato, pre-
prendono: di trasmissione dell’energia. feribilmente utilizzando un’ar-
• Utilizzo di tutte le quattro coppie 4. Fattibilità tecnica – La soluzione chitettura di cablaggio a zona.
del cablaggio bilanciato a coppie PoE su quattro coppie è stata • Diversificazione dell’erogazione
ritorte testata con successo ed utilizzata dell’energia – Per tener conto di
• Funzionamento compatibile con affidabilmente per anni. Molti eventuali future variazioni delle
10GBase-T sistemi e molti produttori di com- esigenze e anche per garantire la
• Erogazione di almeno 49W verso ponentistica stanno usando tec- diversificazione nell’erogazione
il PD nologie proprietarie per realiz- dell’energia; è consigliabile che i
• Conformità con ISO/IEC 60950 zare prodotti PoE che vanno oltre responsabili della rete pianifi-
per quanto riguarda i circuiti il limite attuale di 25,5W. chino l’installazione almeno due
separati o SELV 5. Convenienza economica – Uti- cablaggi di Cat 6A per ogni
• Supporto del cablaggio di Cat 5e lizzare le coppie del cavo finora dispositivo alimentato per ogni
o superiore lasciate inattive per trasportare distributore di zona. Questo per-
energia aumenta l’efficienza e la metterà al dispositivo terminale
Per far sì che il gruppo di studio potenza elettrica trasferita senza di poter essere alimentato da due
diventasse una task force IEEE uffi- costi aggiuntivi. È stato provato distributori.
ciale, i membri del gruppo hanno che i costi di installazione di un • Test di affidabilità – Se i connet-
anche affrontato il problema di sistema PoE sono, tipicamente, tori presenti nel cablaggio ven-
definire come lo standard PoE a molto inferiori a quelli di un gono scollegati mentre è in corso
quattro coppie possa confrontarsi sistema tradizionale che prevede l’erogazione di energia, all’in-
con i cinque criteri chiave definiti un cablaggio separato per la di- terno del connettore si genera
da IEEE: stribuzione dell’energia elettrica. una corrente induttiva che può
1. Potenzialità del mercato – I rap- generare scintille su una o più
porti prevedono 125 milioni di Al momento in cui questo articolo è superfici di contatto causandone
porte PoE entro il 2017, inclusi i stato scritto, le raccomandazioni del la corrosione. È raccomandabile
dispositivi che superano l’assor- gruppo di studio riguardo gli obiet- che i componenti di interconnes-
bimento massimo attuale di tivi ed i criteri generali sono stati sione siano qualificati per sup-
25,5W e le soluzioni PSE pro- accettati dal gruppo di lavoro IEEE portare applicazioni PoE e PoE su
prietarie. 802.3; pertanto il gruppo di studio quattro coppie secondo la proce-
2. Compatibilità – Tutti i migliora- IEEE per il sistema PoE su quattro dura di test IEC 60512-99-001.
menti rispetto agli standard PoE coppie è stato ufficialmente pro- n
esistenti, devono essere compa- mosso allo stato di Task Force IEEE
tibili con 10BASE-T, 100BASE-TX, 802.3bt ed è iniziato lo sviluppo ( )
* Masood Shariff
1000BASE-T e 10GBASE-T senza dello standard. Engineer Senior Principal - CommScope
introdurre alcuna modifica a
queste interfacce. n Riassumendo
3. Identità distinta – IEEE 802.3bt Si consiglia di seguire le seguenti
prevede l’uso di tutte le quattro raccomandazioni per ottenere mar- Commenti / Informazioni
coppie. L’informazione scambiata gini più ampi e maggiore flessibilità

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In evidenza

Novità in evidenza
Una vetrina dei prodotti, soluzioni e annunci più recenti,
presentati sinteticamente dalle stesse aziende produttrici o distributrici.

n Rittal cura la realizzazione del Data Centre della Biblioteca Apostolica


Vaticana - Un’eccellenza al servizio della Cultura
Sei secoli di storia, 180.000 volumi tra manoscritti e opere d’archivio,
1.600.000 libri stampati, più di 8.600 incunaboli, 300.000 tra monete e
medaglie, 150.000 fra stampe, disegni e matrici, e oltre 150.000 fotografie:
bastano questi numeri a dare l’idea dell’unicità della Biblioteca Apostolica
Vaticana. Al suo interno è raccolto e conservato un patrimonio umanistico
di straordinaria ricchezza, testimone della storia e del pensiero dell’uma-
nità dai primi secoli dopo Cristo ad oggi. Un patrimonio da conservare con
cura, anche attraverso un ampio progetto di digitalizzazione che ha richiesto
lo sviluppo di un Data Centre dalle caratteristiche fuori del comune,
realizzato da Rittal.

Tra le priorità della Biblioteca Apostolica Vaticana vi è sempre stata la


protezione del suo immenso patrimonio culturale dai rischi di deterioramento
e di usura, anche derivanti dalla consultazione e dal tempo. Per questo, ad
esempio, nel corso degli anni Cinquanta venne realizzata la micro-filma-
tura della maggior parte dei manoscritti, mentre gli anni ’80 hanno visto la
costruzione di un nuovo deposito dei manoscritti e la realizzazione della
catalogazione elettronica al posto di quella cartacea. Sempre in quest’ottica
di conservazione, negli ultimi anni, la Biblioteca Apostolica Vaticana ha
intrapreso un ambizioso progetto di digitalizzazione dei suoi manoscritti.
Attualmente la Biblioteca Vaticana possiede circa 80.000 manoscritti, ogni
volume ha circa 500 pagine e ogni pagina pesa, nell’ambito informatico,
più o meno 200 MB. Si arriva così ad un posseduto dal punto di vista degli
storage intorno ai 40 PB. Si tratta dunque di un’impresa molto consisten-
te che verrà affrontata in un periodo di circa dieci anni.
La sfida tecnologica è stata raccolta e brillantemente vinta dotandosi di
infrastrutture informatiche all’avanguardia che hanno contribuito a rende-
re questo progetto innovativo e un’eccellenza per il nostro paese.
Lo scopo di conservazione nel tempo dei materiali ha influito pesantemente
sui requisiti posti al nuovo sistema di digitalizzazione: trattandosi di un
progetto di lunga durata, la Biblioteca Apostolica Vaticana ha dovuto
confrontarsi con l’esigenza di individuare ed adottare sistemi sempre
aggiornati sul piano tecnologico, esigenza a cui le soluzioni Rittal per Data
Centre hanno risposto in modo efficace.
Anche il formato di conservazione dei documenti è stato accuratamente
selezionato per assicurare non solo che il patrimonio di conoscenza in essi
contenuto sia preservato anche per le generazioni future ma che gli studiosi
e i ricercatori di tutto il mondo vi possano accedere con semplicità, in qua-
lunque momento e da qualunque parte. È stato così deciso di utilizzare il
formato Flexible Image Transport System (FITS), oggi già utilizzato in ambienti
scientifici e dalla NASA.
Di fondamentale importanza poi il tema dell’efficienza e del risparmio ener-
getico, ormai fattore primario nella scelta dei sistemi informativi.
Il contenimento dei costi operativi di esercizio, la massima flessibilità delle
soluzioni ed un investimento pianificato e correlato alle fasi di sviluppo,
sono stati la chiave del successo per la realizzazione, garantendo così lo
stato dell’arte tecnologico per tutta la pluriennale durata del progetto.
Il Data Centre è stato realizzato all’interno di un’area esistente, limitrofa
agli uffici, che è stata bonificata ed adattata allo scopo. Al fine di favorire

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In evidenza

la scalabilità e modularità nella crescita, a partire dal fabbisogno di capa-


cità di archiviazione necessaria, l’architettura ed il layout del Data Centre
sono stati accuratamente concepiti con la massima attenzione all’ottimiz-
zazione.
La computer room è stata infatti progettata e predisposta ad accogliere 4
isole modulari composte da 8 rack e 4 LCP ciascuna. Mentre un UPS
modulare ed un sistema di distribuzione della corrente garantiscono una
alimentazione ridondata a tutti gli apparati, è stato realizzato un sistema
di raffreddamento di precisione Inline per ciascuna isola modulare, ognuna
compartimentata in modo estremamente preciso per garantire la massima
efficienza energetica.
L’acqua, refrigerata da sistemi speciali, raggiunge gli LCP (Liquid Cooling
Package) di Rittal attraverso i quali viene introdotta aria fredda direttamente
all’interno dell’isola di contenimento in maniera omogenea. Il volume
dell’aria da raffreddare viene così minimizzato e si evita lo spreco di cicli
di compressione, amplificando quindi l’efficienza del sistema ed assicurando
il massimo risparmio energetico possibile. In questo modo è stato possibile
ridurre del 30% i consumi di energia destinati alla gestione del clima, con
un notevole impatto economico ed ecologico, soprattutto in un’ottica a lungo
termine.
Inoltre, l’utilizzo dei sistemi LCP, capaci di raffreddare una densità di potenza
superiore a quella dei sistemi tradizionali, ha consentito di alloggiare un
elevato numero di server in ogni rack, ottimizzando lo spazio.
I sistemi di sicurezza, di videosorveglianza, di controllo degli accessi e gli
impianti speciali come quello antincendio, completano questa opera,
monitorata dai sistemi CMC e dal software DCIM RiZone di Rittal, che
fornisce al Data Centre una vera e propria intelligenza artificiale, capace
non solo di notificare eventuali malfunzionamenti ma soprattutto di reagire
automaticamente a qualsiasi evento, garantendo il miglior livello di
affidabilità e sicurezza.

Quest’opera rappresenta un fiore all’occhiello per Rittal che ha realizzato


questa infrastruttura chiavi in mano e che ne garantirà la manutenzione ed
il funzionamento fino al 2017, affinché in tutto il mondo sia fruibile l’accesso
e la consultazione di questo magnifico patrimonio che sono i testi conservati
dalla Biblioteca Apostolica Vaticana.

Rittal S.p.A. è la filiale italiana del Gruppo Internazionale tedesco Rittal,


leader mondiale nel settore degli armadi per quadri di comando, della loro
climatizzazione e dei componenti per la distribuzione di corrente elettrica.
L’ ampia gamma di prodotti offre anche soluzioni complete per Data Centre
ad alta efficienza energetica. Fondata nel 1961 Rittal è presente nel mondo
con 11 impianti produttivi e 64 filiali. Con circa 10.000 collaboratori in tutto
il mondo è la più grande azienda del Friedhelm Loh Group che ha sede a
Haiger in Germania. In Italia Rittal ha sede a Vignate (Milano) e impiega
circa 100 collaboratori.
Rittal S.p.A. si occupa inoltre della commercializzazione sul territorio italiano
dei prodotti di Kiesling Maschinentechnik, società del Friedhelm Loh Group
specializzata nella produzione di macchine e attrezzature ad elevato
contenuto tecnologico, dedicate agli integratori elettrici.

Per maggiori informazioni:


Paola Morganti - Coordinamento Marketing Rittal S.p.A.
Tel. 02 95930.1 - e-mail: mkg@rittal.it - www.rittal.it

Luglio-Agosto 2014 z N. 4 z

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In evidenza

n Connettori per cavi ottici multi fibra PanMPO™:


migrazione da 10>40>100 G Ethernet ...secondo la visione Panduit
Panduit presenta il rivoluzionario connettore PanMPO™, studiato per
proteggere i vostri investimenti nelle infrastrutture di rete in fibra ottica e
migliorare l’efficienza operativa del vostro Data Center.
Questo connettore unico e brevettato vi aiuterà nella migrazione da 10 a
40, fino a 100G Ethernet, mantenendo l’installazione in conformità agli
standard di settore.
• Facile conversione del genere, da maschio a femmina e rapido cambio
di polarità key-up/key-down per installazioni 10/40/100G Ethernet
conforme agli standard di settore
• Le modifiche ai connettori possono essere effettuate sul campo, in funzione
delle necessità
• Consentono di avere la migliore configurazione, sempre pronta all’utilizzo
più idoneo
• Cavi pre-terminati in diverse metrature, per interconnessioni
PanMPO™<>PanMPO™ e PanMPO™<> break out LC/SC/ST, ecc.

Installazioni preesistenti
Nelle infrastrutture 10G Ethernet in fibra ottica esistenti, le cassette LC-MPO
vengono sostituite con pannelli precaricati MPO con adattatori ottici, mentre
le patch cord LC-LC sostituite da patch cord MPO.
Nell’esempio riprodotto al lato, sono necessarie tre diverse tipologie di
bretelle di connessione:
Tipologia A/Femmina-Maschio, Tipologia A/Maschio-Maschio e Tipologia
B/Femmina-Maschio.
Utilizzando bretelle terminate con connettori Panduit PanMPO™, è
sufficiente solo un tipo di bretella per una veloce sostituzione, installazione
e configurazione delle tre patch cord necessarie.

Nuove installazioni
Utilizzando la connettività PanMPO™ nelle nuove installazioni, si può
implementare una dorsale di Tipologia A in fibra ottica con connettori femmina
per migrazioni oltre i 10G. Per consentire la migrazione di questi channel verso
40G e oltre, il connettore PanMPO™ cambia nella dorsale dalla polarità di
tipo A preferibilmente alla polarità di tipo B - maschio. Il risultato è che avremo
un solo tipo di bretella MPO per entrambe le apparecchiature o per la
connettività. Il connettore Panduit PanMPO™ è infatti l’unico prodotto in grado
di cambiare la polarità ed il proprio genere direttamente in campo,
preservando le vostre installazioni e gli investimenti già effettuati.
Con PanMPO avrete sempre a disposizione la soluzione di connettività più
idonea: una sola bretella
PanMPO <> PanMPO, sostituisce sei configurazioni MPO standard!
Le bretelle di connessione terminate con connettore Panduit PanMPO™
eliminano la necessità di stock aggiuntivi e riducono sensibilmente la
necessità di riordini successivi. Il connettore PanMPO™ può essere utiliz-
zato in ogni infrastruttura basata su tecnologia MPO che usa connessioni
di tipo interconnect e patch cord MPO, consentendo sei diverse configu-
razioni con un solo tipo di bretel-
la.Misure di attenuazione sul link
estremamente accurate. Indipen-
dentemente dal fatto che lo stru-
mento abbia un’interfaccia maschio
o femmina, il connettore PanMPO™
può essere collegato direttamente
senza dover ricorrere all’utilizzo di
un cavo/adattatore aggiuntivo.
Questo permette di ridurre gli errori
e migliora l’accuratezza complessiva
del test eseguito.
Per maggiori informazioni:
www.panduit.com

z N. 4 z Luglio-Agosto 2014

46
In evidenza

n Efficienza, trasparenza e ROI, con Riello UPS Master High Efficiency


Efficienza al 99,4% potenza effettiva pari alla potenza nominale e rapidità di
ROI per i nuovi Master HE di Riello UPS a fattore di potenza 1
Riello UPS, società del gruppo Riello Elettronica, leader italiano nella produ-
zione di gruppi statici di continuità e tra le prime quattro aziende al mondo
del settore, lancia la nuova gamma di UPS MHE - Master High Energy, carat-
terizzati da un’altissima efficienza e un fattore di potenza pari a 1 (kW = kVA)
senza declassamento, a prescindere dalla temperatura, da 10 a 40°C. Anche
il nome scelto, High Efficiency, è un richiamo diretto alla potenza attiva
disponibile, molto maggiore rispetto a quella degli UPS tradizionali di pari
potenza nominale, grazie al p.f. unitario in uscita, risultando quindi ideali per
l’impiego in data center con fattore di potenza unitario o capacitivo (i server
di nuova generazione generalmente operano con PF tra 1 e 0,95).
Maestri di efficienza. I modelli della gamma Master HE, con potenze da 100
a 800 kVA ed efficienza pari al 99,4% in modalità offline e 95,5% online,
implementano una nuova tecnologia on-line a doppia conversione realizzata
completamente a IGBT e controllo DSP (Digital Signal Processor) garantendo
la massima protezione, qualità dell’alimentazione ed energia green per qual-
siasi campo di applicazione (datacenter, disaster recovery, telecomunicazioni,
processi industriali, sistemi di sicurezza). In particolare, il mercato dei data center
richiede rendimenti del 95% sino ad oggi soddisfatti solo da UPS trasformer
less (T-L) di livello 3. I Master HE di Riello UPS, pur essendo UPS trasformer
based (T-B), garantiscono rendimenti del 95,5% (fino a 95,7%) risultando
addirittura più performanti di UPS T-L di livello 2 e di applicazioni con UPS
T-L di livello 3 con trasformatore di isolamento in uscita.
Impatto zero sulla sorgente di energia. Grazie alla tecnologia utilizzata, i Master
He sono ideali anche per impianti con reti di alimentazione di limitata potenza,
dove l’ups è alimentato anche da un gruppo elettrogeno o comunque dove
esistono problemi di compatibilità con carichi che generano armoniche di
corrente; infatti i Master HE sono neutri rispetto alla sorgente di alimentazione,
sia essa la rete oppure un gruppo elettrogeno, con una distorsione della corrente
di ingresso pari o inferiore al 3%, un fattore di potenza di ingresso pari a 0,99,
alla funzione Power walk-in per un avvio progressivo del raddrizzatore e una
funzione di ritardo di accensione dei raddrizzatori al ritorno rete, utile qualora
ci sia più di un UPS connesso all’impianto. Sempre riguardo all’energia, questi
UPS possono essere alimentati da due sorgenti indipendenti e possono accu-
mulare l’energia in batterie tradizionali ma anche in sistemi flywheel o supercaps.
Smart Grid Ready. Gli UPS della serie Master HE sono stati progettati per essere
adottati anche in sistemi Smart Grid, permettono l’implementazione di solu-
zioni di accumulo energetico e sono in grado di selezionare autonomamen-
te la modalità di funzionamento più efficiente in base allo stato della rete. Sono
inoltre in grado di interfacciarsi elettronicamente con l’Energy Manager,
attraverso la rete di comunicazione delle Smart Grid.
Supervisione evoluta. La serie Master HE è equipaggiata con un sinottico grafico
a LCD che offre informazioni, misure, aggiornamenti di stato e allarmi, in formato
testuale e grafico (oscilloscopio). Il Master HP HE visualizza la misura in kWh
del carico IT utile per calcolare il PUE del Data Center (PUEasy).
Cura delle batterie. La serie Master HE implementa un sofisticato sistema di
Battery Care che si prende cura dello stato di funzionamento delle batterie e
ne preserva il più a lungo possibile le condizioni.
Maestri di economia. La scelta dei Master HE è economicamente premiante
perché in condizioni normali di impiego, 24/365, al costo attuale dell’energia
e con i TEE odierni, bastano circa due anni (ma spesso anche meno) perché il
risparmio assicurato rispetto a UPS standard di pari potenza effettiva (confronto
fatto sui requisiti dei capitolati di acquisto di primarie aziende multinazionali)
permetta di recuperare il costo di acquisto, senza tener conto degli ulteriori
risparmi generati dal minor consumo energetico da condizionamento
(dissipazione di calore media -23 %) e dai 3 anni di TEE ulteriori potenzial-
mente incassabili in un’unica soluzione.
Per maggiori informazioni: www.riello-ups.com

Luglio-Agosto 2014 z N. 4 z

47
In evidenza

n Da FIORE la nuova gamma di cavi ottici TE Connectivity


Dedicati all’utilizzo nell’ambiente d’edificio la nuova gamma ha potenzialità
da 8 a 144 fibre ed è disponibile in versione multimodali OM2, OM3 e OM4,
e monomodali.
Da Fiore arriva la nuova gamma di cavi ottici per l’utilizzo nell’ambiente
d’edificio di TE Connectivity. Progettati per offrire flessibilità, resistenza e
costruzione compatta, i cavi ottici micro-tube sono ideali per applicazioni
all’interno di edifici.
Sviluppati su un design innovativo di tubetto a dimensioni ridotte che
permette di realizzare cavi ottici con alto numero di fibre e diametro esterno
contenuto, i nuovi cavi ottici TE Connectivity hanno potenzialità da 8 a 144
fibre e sono disponibili in versione multimodali OM2, OM3 e OM4, e
monomodali. Le fibre ottiche che equipaggiano questa tipologia di cavo fanno
parte della famiglia denominata “bend insensitive”, regolamentata dalle
norme IEC 60793-2-50 (monomodali) e IEC 60793-2-10 (multimodali).
Le fibre bend-insensitive sono contenute in tubetti sottili in polimero plastico,
non tamponati. I cavi con potenzialità fino a 48 fibre sono realizzati senza
elemento centrale di supporto (CSM), mentre per le costruzioni da 60 a 144
fibre hanno questo componente. Questi cavi, rinforzati con filati aramidici
che offrono elevata resistenza alla trazione, hanno la guaina esterna ritardante
la fiamma ULSZH.

Caratteristiche:
• Equipaggiati con fibre bend-insensitive da 250μm per minimizzare
i raggi di curvatura durante l’installazione e il servizio

• Costruzione compatta per ottimizzare gli spazi

• Totalmente dielettrici, leggeri e facili da installare

• Guaina esterna flame retardant ULSZH

• Colorazione dei tubetti e delle fibre in accordo con TIA/EIA-569

• Range di Temperatura:
- transporto / immagazzinamento -40°C to 70°C
- installazione / immagazzinamento -5°C to 60°C
- in servizio -20°C to 70°C

• Resistenza alla schiacciamento 1000 N

• Resistenza all’impatto 2J

Standard:
• Caratteristiche dei cavi IEC 60794

• Infiammabilità IEC 60332 parts 1 &3

• Emissione fumi IEC 61034 parts 1 & 2

• Emissione gas acidi IEC 60754 parts 1 & 2

• Tossicità NES 713

Applicazioni:
Ideali per l’utilizzo all’interno di edifici dove sono richieste flessibilità e
diametri ridotti. Adatti per i sistemi di cablaggio e strutture di dorsale.

Per maggiori informazioni: www.fioresrl.com

z N. 4 z Luglio-Agosto 2014

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In evidenza

n EDSlan è ora distributore diretto delle soluzioni 2N Telekomunikace a.s.


Con questo nuovo accordo, EDSlan intende garantire ai clienti 2N Teleko-
munikace un’alta disponibilità a magazzino e un supporto tecnico e
commerciale altamente professionale, su tutta la gamma del vendor della
repubblica ceca

EDSlan, dopo tre anni di distribuzione indiretta, annuncia la distribuzione


diretta delle soluzioni 2N Telekomunikace sull’intero territorio nazionale,
forte della presenza capillare su tutta Italia garantita dalle sue filiali. ED-
Slan diventa in questo modo parte del nuovo canale di distribuzione di 2N
Telekomunikace in Italia, in seguito alla chiusura dei rapporti commerciali
della società ceca con il precedente distributore (2N Italia S.r.l.).
Con headquarters a Praga, 2N Telekomunikace è una società europea
impegnata nello sviluppo e nella fabbricazione di prodotti nel campo dell’ICT
e della sicurezza. Il portafoglio prodotti dell’azienda comprende sistemi di
citofonia avanzata (citofoni e videocitofoni VoIP e analogici), sistemi di
sicurezza per ascensori, sistemi di comunicazione fisso-mobile (gateway
GSM, UMTS e VoIP), sistemi di mobility extension, soluzioni M2M e una
vasta gamma di PBX con porte PSTN, GSM e VOIP integrate, oltre a tutta
una serie di software applicativi.

Le soluzioni 2N sono in grado di coprire le esigenze di realtà e organizzazioni


di qualsiasi dimensione: dalle PMI alle grandi aziende, da progettisti a system
integrator, fino agli operatori.
2N offre anche uno strumento innovativo e intuitivo, chiamato IP Intercom
City, dedicato esclusivamente ai dispositivi e alle comunicazioni citofoniche
VoIP. Si tratta di un sito web interattivo (www.ip-intercoms.com/) che offre
informazioni sui citofoni VoIP dal punto di vista dell’applicazione e del loro
utilizzo: è pensato per i Rivenditori e gli Installatori che possono trovare
suggerimenti e spunti sui vari campi di applicazione.

EDSlan conosce le potenzialità del vendor ceco, per quanto riguarda sia la
struttura aziendale che il portaglio prodotti distribuito. La distribuzione diretta
dei prodotti 2N garantirà a EDSlan tempi di consegna rapidissimi e la
possibilità di fornire il migliore supporto tecnico e commerciale sui prodotti
del vendor.
2N ha scelto EDSlan in seguito alla collaborazione indiretta, attiva già da
almeno tre anni sul territorio; con la nuova partnership 2N intende migliorare
ancora la propria presenza sul mercato nazionale e diventare leader assoluto
nelle soluzioni intercom IP.

Per maggiori informazioni: www.edslan.com

Luglio-Agosto 2014 z N. 4 z

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In evidenza

n Da FIORE l’ultima novità di NETGEAR®. Qualità di streaming mai vista


prima con il nuovo smart router wifi Nighthawk x4
Architettura Quad-stream, 4 antenne, processore Dual Core 1.4 GHz, velocità
di 2.33 Gbps, zero interferenze. Sono alcune delle novità del nuovo smart
router Netgear che potenzia il Wi-fi.

Arriva in casa Fiore l’ultima novità NETGEAR® (www.netgear.it), azienda


di networking a livello mondiale di prodotti innovativi per utenti, aziende
e service provider: il Nighthawk X4 AC2350 Smart WiFi Router (R7500), che
amplia la famiglia dei router AC.

Questo nuovo router offre la massima velocità di 802.11ac dual-band e


prestazioni elevate per il gaming, lo streaming e la connettività mobile e
raggiunge una velocità di 2.33 Gbps (fino a 1733 Mbps sulla banda da 5.0
GHz + 600 Mbps sulla banda 2.4 GHz). È dotato di un potente processore
dual core 1.4 GHz, basato sul processore Qualcomm® Internet, che fornisce
una potenza di elaborazione senza precedenti che permette migliori
prestazioni anche nelle applicazioni più complesse. Il router X4 è dotato
di 4 antenne esterne per massimizzare le performance del wireless.

Il nuovo Quad-steam Architecture garantisce una qualità di streaming mai


vista prima, senza interruzioni e con maggior nitidezza, anche per conte-
nuti full HD. Queste caratteristiche e l’architettura a quattro antenne
garantiscono la necessaria copertura WiFi in tutta l’ambiente domestico.
Il router è dotato della funzione QoS che permette di assegnare priorità alle
applicazioni più esigenti, distinguendo quelle in uso e i vari dispositivi ad
esso collegato (gaming, streaming, trasferimento file, navigazione etc.).
Il nuovo Nighthawk distingue le console di gioco dalle SmartTV, gli
smartphone dai PC, in moda da garantire che la larghezza di banda sia
allocata appropriatamente tra i singoli dispositivi connessi. Grazie al QoS,
il gaming online sarà senza interferenze e lo streaming HD sarà più stabi-
le e senza interruzioni.

Il router offre capacità superiori nello sharing, nell’archiviazione dei dati


e nella sicurezza dei file e dei contenuti multimediali. È possibile aggiun-
gere facilmente uno storage collegandolo alla porta USB 3.0 o a quella SATA.
Nel router è incluso un software gratuito per il backup automatico di tutti
i PC collegati alla rete domestica: NETGEAR ReadyShare Vault™.

Per maggiori informazioni: www.fioresrl.com

z N. 4 z Luglio-Agosto 2014

50
In evidenza

n Sicurezza & Oltre


La sicurezza delle infrastrutture critiche dipende anche dalle reti di trasporto
delle informazioni.

Sistemi di fornitura dell’energia, ospedali e strutture sanitarie, sistema dei


trasporti e sistema bancario sono alcune delle cosiddette infrastrutture
critiche, ovvero servizi di base il cui corretto funzionamento è dato per scon-
tato e determina la qualità di vita dei cittadini.

Quando si parla di infrastrutture critiche o grandi eventi, è fondamentale


poter prevedere le problematiche, prevenire le crisi o intervenire in caso
di emergenza. Questo compito spetta spesso ai security manager che
l’8 ottobre scorso, nel corso dell’incontro dal titolo “Sicurezza & Oltre -
Proteggere le infrastrutture critiche: Risk analysis, integrazione, innova-
zione”, si sono confrontati in un vivace talk show richiamando l’attenzio-
ne del comparto sulla necessità di sensibilizzare tutto il territorio sulle
strategie per la sicurezza e la business continuity, su una maggiore inte-
grazione fra pubblico e privato, sull’esigenza di definire precise catene di
comando e controllo sia in situazioni di emergenza, sia a scopo preventivo
ma anche, e soprattutto, sulla necessità di sviluppare una cultura della
responsabilità condivisa.

Questi temi saranno ripresi e approfonditi nel corso nel convegno inaugurale
di SICUREZZA 2014 che si terrà alla Fiera di Milano il 12 novembre p.v.,
sala Giove, Pad. 1, ore 10 e 30. Interdipendenza, resilienza, cultura della
business continuity, saranno infatti le tematiche da cui partire per confrontarsi
sulla corretta gestione di pubblico, privato e infrastrutture critiche, in modo
da garantire una positiva ricaduta non solo sulla efficienza del Paese, ma
anche sul benessere di ogni singolo cittadino. Il talk show sarà occasione
di confronto e di riflessione sul futuro della Sicurezza in Italia e avrà come
focus principale il nuovo concetto di sicurezza integrata, che proviene
direttamente dal mondo della business continuity e del crisis management.

Il convegno sarà organizzato dalle principali associazioni del mondo Security


& Fire Safety (AIPS, ANIE Sicurezza, ASSISTAL, ASSOTEL, ASSIV, ASSOSI-
CUREZZA, AIIC) con il supporto di Fiera Milano e di numerosi editori trade
tra i quali la rivista Cabling & Wireless.

ASSOTEL
mette a disposizione dei lettori
di Cabling & Wireless alcuni codici invito
per l’ingresso gratuito a Sicurezza 2014.

Salvo disponibilità scrivere a:


info@assotel.it

Luglio-Agosto 2014 z N. 4 z

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Redazione
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