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Economia Aziendale 1

definizione economia aziendale prima parte

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nagauxdiaz1978
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I CAP 1:

- Economia Aziendale: Scienza che osserva per capire, spiegare e prevedere il comportamento
economico dell'uomo nelle aziende, delle aziende e tra le aziende, per costruire modelli di
conoscenza e controllo del comportamento.
-
- Modello: Strumento attraverso cui si esercita il controllo. Si usa per capire la realtà e per
imparare a ni operativi. Il modello deriva dall'osservazione e la dirige. Legge e modelli devono
essere coerenti con la realtà

- Comportamento economico, attività e processi: Formato da attività sistematiche e processi


ricorrenti. Un'attività è la ripetzione di azioni della stessa specie, mentre un processo è
l'insieme di azioni di diverse specie, compiute con logica e con una determinata procedura,
attuate per ottenere un risultato.

- Comportamento economico svolto in forma organizzata: Prevede che:


• Sia svolto insieme ad altri individui
• Sviluppi attività e processi speciallizati, ossia con funzioni, funzionalità e topologia diversi
per individuo
• Metta in atto cooperazione e coordinazione fra gli individui
• Abbia un obiettivo comune fra gli individui.
Nasce così un'organizzazione, un sistema autonomo che si pone obiettivi irraggiungibili per i
singoli individui e che ha un comportamento teleonomico

- Teleonomia: Attitudine a permanere e a rimanere in vita. Può essere: endogena, quando


l'organizzazione ha al suo interno i meccanismi per rimanere in vita. esogena, quando
l'organizzazione dipende dall'esterno

- Bisogni e aspirazioni: Le aspirazioni sono stati piacevoli, soprattutto di natura sociale, che
l'uomo cerca di conseguire o di accrescere. I bisogni sono stati spiacevoli di squilibrio che
l'uomo cerca di ridurre o di eliminare. Si possono dividiere in primari o secondari, in individuali
o collettivi, a seconda della loro natura e delle loro caratteristiche.

- Piramide di Maslow: Piramide che rappresenta i bisogni come fattori motivanti in base alla loro
intensità. Alla base si trovano i bisogni poco motivanti, mentre più si sale verso il vertice, si
trovano i bisogni che motivano maggiormente l’uomo. 1. b. siologici (base) 2. b. di sicurezza 3.
bisogni di a etto 4. bisogni di stima 5. bisogni di autorealizzazione (vertice).

- Beni: Mezzi materiali o immateriali necessari per soddisfare bisogni ed aspirazioni di ogni
essere umano. I beni si ottengono attraverso il lavoro, e dato che per la loro produzione è
necessaria la fatica, sono relativamente scarsi. I beni rappresentano la retribuzione per il
sacri cio del lavoro e trasformano i sacri ci in bene ci

- Lavoro: Prestazione faticosa necessaria per ottenere e impiegare i beni. E' possibile fare due
congetture sul lavoro: L'uomo libero lavora no a quando il bene cio è superiore al sacri cio.
L’uomo razionale tende a massimizzare l'e cienza del lavoro, ovvero la produttività

- E cacia ed e cienza: E cacia: attitudine a raggiungere un obiettivo. e cienza: capacità di


raggiungere i massimi bene ci con i minimi sacri ci

- Qualità: Qualità strumentale o progettuale: corrispondenza di un bene a un prototipo, a un


termine di confronto o a determinate speci che di produzione. Qualità funzionale: attitudine di
un bene a rispondere alle funzioni d'uso richieste dal consumatore. Qualità ambientale:
attitudine di un bene ad essere prodotto nel rispetto dell'ambiente

- Produzione e consumo: La produzione è l'applicazione di lavoro per ottenere beni e soddisfare


bisogni e aspirazioni. Il consumo è sia l'applicazione di lavoro per impiegare i beni che
l'applicazione diretta dei beni. (Autoproduzione: produzione nalizzata al consumo diretto del
produttore) Produzione e consumo sono faticosi e necessar in quanto richiedono lavoro. Sono
svolti in forma organizzata e sono giusti cati solo motivazioni economiche
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- Specializzazione produttiva: Processo universale e inarrestabile che porta gli individui a
concentrarsi sulla produzione di un solo bene o sullo svolgimento di una sola attività,
determinando la ne quindi dell’autoproduzione. La specializzazione produttiva conduce a 5
fenomeni: separazione fra produzione e consumo. inevitabilità dello scambio. di usione del
lavoro oorganizzato e specializzato. nascita e di usione della moneta (intermediario negli
scambi che aumenta l'e cienza degli scambi stessi). trasformazione del lavoro in un bene di
scambio: nasce la retribuzione (il lavoro viene scambiato con la moneta)

- Scambio: Attività attraverso cui due soggetti (A e B) trasmettono 2 beni (X e Y) in due epoche di
scambio diverse (t e t’). Si possono individuare 3 tipi fondamentali di scambio : Baratto: A
possiede X e B possiede Y. I due beni vengono scambiati in t e t' (se t uguale a t', scambio
immediato; se t diverso da t', scambio di erito. Scambio monetario: A possiede X e lo cede a B
in cambio di moneta. Lo scambio può essere immediato o di erito. Finanziamento: Sia X che Y
sono costituiti da moneta. A ( nanziatore) cede moneta a B ( nanziato) in t, B restituisce la
moneta ad A in t'

- Utilità e valore: Un bene possiede un'utilità e un valore: utilità: rapporto tra il bene e il bisogno/
aspirazione da soddisfare. E' un'attitudine tecnica del bene a soddisfare bisogni e aspirazioni.
E' un parametro oggettivo che non dipende dalle condizioni del soggetto. Valore: e' l'attitudine
economica del bene ad essere richiesto da un soggetto per soddisfare bene e aspirazioni.
Questo parametro è soggettivo e dipende da variabili che sono diverse da soggetto a
soggetto.

- Prezzo e moneta: Indicatore di valore del bene. Grazie al prezzo, il valore, nello scambio
monetario, assume una dimensione quantitativa. La moneta quindi assume 3 funzioni:
intermediario negli scambi. unità di espressione dei valori. strumento di confronto del valore di
beni anche diversi fra loro.

- Ricchezza: La ricchezza (o patrimonio) è uno stock di beni dotati di valore (e non solo di utilità).
Con la specializzazione produttiva non si producono + beni, ma si produce ricchezza, la quale,
insieme ad altri elementi, si identi ca come fattore di produzione. Viene de nita ricchezza della
nazione lo stock di beni dotati di valore posseduti e prodotti da una nazione.

- Risparmio e investimento: sono attività economiche di base (insieme alla produzione, al


consumo e allo scambio). risparmio: astensione dal consumo in vista di un consumo futuro o di
un investimento. Il risparmio ha carattere prevalentemente monetario e coincide, quindi, con il
mancato consumo delle retribuzioni. investimento: attività con cui si pone in rischio un capitale
in un'attività di produzione (capitale) per un periodo T (ciclo) con la speranza di oteenere un
bene cio futuro. Un investimento può avvenire sotto tre forme: 1 Investimento economico reale.
2 Investimento economico produttivo. 3 investimento nanziario

- Investimento economico reale: Si presenta quando avvengono due scambi contrapposti di uno
stesso bene a 2 epoche diverse a 2 prezzi diversi. E' un trasformatore economico: viene posto
in rischio un capitale per acquistare dei beni che verranno poi rivenduti. In tale investimento si
identi cano 3 valori di prezzo: costo d’acquisto, ricavo di vendita, risultato operativo (RO).
Esistono due tipi di rischi per un investimento economico reale: rischio tecnico: riuscire a
conservare il bene. rischio economico: riuscire a vendere il bene a un prezzo di vendita
maggiore al prezzo di acquisto
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- Investimento economico produttivo: Si presenta quando si acquisiscono fattori di produzione
che vengono trasformati e si vendono le produzioni che vengono ricavate. Si tratta di un
trasformatore economico in cui un capitale viene investito per acquistare fattori di produzione a
lavoro al ne di produrre beni da rivendere. Se il capitale investito è maggiore del capitale
ricavato , si avrà una perdita, altrimenti si avrà un utile. L'investimento economico produttivo è
soggetto a due rischi: rischio tecnico dei fattori produttivi in prodotti. rischio economico di non
riuscire a vendere i prodotti a prezzi remunerativi. Questo rischio dipende dalla domanda
(apprezzamento del prodotto) e dall'o erta (concorrezza nella produzione da parte di altre
aziende)

- Investimento nanziario, investimento in equity, investimento in debt: si presenta quando si


cede un capitale contro un capitale futuro, lasciando la gestione dell'investimento economico
ad altri soggetti. Un capitale viene posto in rischio per il nanziamento di un capitale investito
per un investimento economico e diventa capitale nanziario. L'investimento nanziario è
soggetto a un solo rischio, che è legato all'investimento economico che viene nanziato e da
cui si ottiene il risultato operativo. L'investimento può essere attuato in due modi: Investimento
in equity: il capitale assume forma di partecipazione nel capitale investito, e quindi entra a far
parte della società che si occuperà del suo investimento economico. l'investitore in e. sarà il
primo a perdere e l'ultimo a guadagnare. Investimento in debt: l'investimento cede il proprio
nanziario a titolo di prestito o nanziamento, diventando così creditore e acquisendo il diritto
al rimborso. L'investiore in debt guadagna per primo e perde per ultimo

- Legge generale dell’investimento: "L'investimento nanziario è strumentale per attuare


l'investimento economico; l'investimento economico è strumentale per attuare l'inestimento
nanziario”. I due tipi di investimento non possono essere distinti: serve la formazione di un
capitale monetario x generare un investimento economico che servirà per la remunerazione
dell'investimento nanziario. I due investimenti quindi devono essere attuati congiuntamente x
formare un capital investment che andrà a sopportare i rischi dell'investimento per produrre un
RO positivo.

- Aziende: Organizzazione durevole o un sistema economico istituzionalizzato in cui si svolgono


in forma collettiva le attività di consumo, produzione, scambio, risparmio e investimento. Si
possono classi care in: Aziende di consumo: sono create per massima l'e cienza del consumo
e per soddisfare l'aspirazione al benessere e alla ricchezza. Aziende di produzione: sono create
da lavoratori o investitori x ottenere una remunerazione attraverso una produzione e ciente.

I CAP 2:

- Prodotti e produzioni: Ogni bene può essere inteso come prodotto: si possono distinguere
prodotti singoli e ussi di prodotto: in questo caso si tratta della produzione, de nita come la
trasfromazione di utlità dai fattori produttivi ai produttivi. Essa prevede una serie di beni di
input, che a seguito del processo di produzione, vengono trasformati in beni di output
(prodotti). Si riconoscono 5 classi di fattori di produzione: impianti e macchinari. Materie.
Servizi. Lavoro. conoscenze

- Sistemi produttivi: organizzazione che svolge il processo di produzione, seguiendo una


procedura e puntando a un obiettivo preciso. Si identi cano in esso: un sistema di controllo
che stabilisce procedure e programmi, e una serie di organi coordinati dal sistema di controllo.
A seconda dei prodotti, si distinguono diversi sistemi produttivi: sistemi monoprodotto e sistemi
pluriprodotto: 1 a produzione disgiunta 2 a produzione congiunta. Un’altra distinzione è
attuabile secondo struttura: sistemi a produzione continua: producono prodotti con medesime
speci che. sistemi a produzione discreta: producono prodotti con speci che particolari. sistemi
a produzione per lotti: producono lotti di prodotti con speci che particolari
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- Classi cazione dei prodotti: A seconda delle caratteristiche prodotti, è possibile distinguere 5
classi cazioni:

• beni materiali/immateriali:
a) materiali: oggetti tangibili, omogenei e immagazzinabili. Il cliente non partecipa alla produzione
e inoltre produzione e distribuzione sono separate dal consumo

b) immateriali: servizi intangibili, eterogenei e non immagazzinabili: il cliente fa parte del processo
di produzione e produzione distribuzione e consumo sono simultanei

• prodotti nali/strumentali:
a) nali: destinati al consumo nale

b) strumentali: fattori utilizzabili x la produzione di altri prodotti

• produzioni terminali/intermedie:
a) terminali: produzioni utilizzabili x soddisfare bisogni e aspirazioni

b) intermedie: produzioni che necessitano di un'ulteriore lavorazione per soddisfare bisogni e


aspirazioni

• prodotti a contenuto tecnologico/legati alla moda/indi erenziati:


a) ad esempio telefoni o automobili con caratteristiche peculiari che cambiano da prodotto a
prodotto

b) ad esempio vestiti, viaggi o vacanze

c) (o commodities) prodotti privi di caratteristiche peculiari, ad esempio le materie prime

• prodotti per il mercato/cliente


a) per il mercato: prodotti a usso, con speci che particolari decise dal produttore

b) per il cliente: prodotti le cui speci che sono decise dal cliente.

- Fattori di produzione (impianti e macchinari): Fattori produttivi strumentali, a capacità, di


struttura e a fecondità ripetuta, che vengono identi cati con la lettera I. il fabbisogno unitario di
I (ossia l'unità di servizio di I per un'unità di prodotto o per un'unità di tempo) si indica con qI. Il
fabbisogno complessivo di I per un volume di produzione QP(T) si indicherà con QI(T)

- Materie e componenti: Vengono identi cati con la lettera M e sono fattori materiali a decondità
semplice e sono immagazzinabili. Il fabbisogno unitario di M per unità di prodotto/ di tempo si
indica con qM, il fabbisogno complessivo per un volume di produzione QP(T) si indica, invece
con QM(T)

- Servizi e Lavorazioni esterne: Vengono identi cati con la lettera S e sono fattori operativi
immateriali. a fecondità semplice e non sono immagazzinabili. Il fabbisogno unitario per
un'unità di prodotto/ di tempo si indica con qS mentre il fabbisogno complessivo per un
volume di produzione QP(T) si indicherà QS(T)

- Lavoro: Il lavoro (mano d'opera) viene identi cato con la lettera L ed è l'unico fattore di
produzione attivo. Non è possibile separare il lavoratore dal lavoro, che può essere diretto (x le
materie) o indiretto (x la struttura). Il fabbisogno unitario per unità di prodotto/di tempo viene
indicato qL, mentre il fabbisogno complessivo per un volume di produzione QP(T) viene
indicato con QL(T)

- Conoscenze: vengono identi cate con la lettra B, e possono essere codi cate oppure non
codi cate. Spesso sono fattori contenuti nelle altre classi

- Trasformazione produttiva: Il processo di trasformazione produttiva può anche essere intesa


come funzione di produzione, ossia una funzione che indica i fabbisogni unitari di ciascun
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fattore per un'unità di prodotto. (combinazione produttiva indica i volumi dei prodotti necessari
per i sistemi pluriprodotto).La produzione è da intendere sia come un trasformatore tecnico
(trasformatore di utilità) che economico (trasformatore di valori).I fattori di produzione vengono
acquistati, generando i costi di approvvigionamento, e dalla vendita dei prodotti niti si origina il
ricavo di cessione.

- Costi di produzione: (CP) Somma dei costi dei fattori produttivi acquistati e utilizzati per la
produzione di P(prodotto) in quantita QP, in un periodo T. Bisogna tenere conto solo dei fattori
e ettivamente utilizzati (i fattori acquistati in eccesso sono rimanenze). Il costo unitario medio si
indica con cP ma non è il costo da sostenere per produrre un'unità di prodotto, bensì il costo di
ogni unità di prodotto che viene prodotta.

- Risultato operativo: economicamente corrisponde alla di erenza fra i ricavi di produzione e ai


costi di produzione e corrisponde quindi al risultato della trasformazione economica

- Matrice di contabilità analitica e il conto economico: Il calcolo dei costi, dei ricavi e del risultato
opeartivo varia a seconda del sistema di produzione. Nel caso dei sistemi pluriprodotto si
utilizza la matrice di contabilità analitica.

In essa si possono identi care diverse sezioni:

• Costi diretti: costi direttamente imputabili alle produzioni. Sono costi diretti i costi delle
materie, del lavoro, e dei servizi.
• Costi indiretti: costi non direttamente attribuibili a una produzione per i quali è necessario
una suddivisione fra le produzioni.
Le informazioni che vengono espresse in modo analitico nella matrice possono essere riassunte
sinteticamente nel conto economico

- Misure della performance dell'investimento economico produttivo: I diversi indicatori della


performance sono il RO (risultato operativo), il ROC (Return on costs), e (economicità) e CPC
(Cost per Cent).

Il RO è l'indicatore assoluto della performance e ci sono dei metodi che un'azienda può attuare
per controllarlo:

• Espandere QP, ovvero i volumi di produzione


• Aumentare pP, ovvero il prezzo di vendita dei prodotti
• Contrarre qF, ossia il fabbisogno dei fattori produttivi
• Contrarre pF, ossia il prezzo dei fattori produttivi

- Produttività: E cienza dei sistemi e dei processi di produzione. In particolare la produttività dei
fattori è la capacità dei sistemi di ridurre i fabbisogni unitari di fattori produttivi a parità di
qualità e prezzi.

La produttività generalmente riguarda il lavoro. Essa non deriva esclusivamente da un fattore


tecnico, ma dipende dalle caratteristiche del lavoro e del lavoratore. Ci sono due modi x
esprimere la produttività del lavoro:

1. in terimini sici, in relazione alla quantià


2. in termini di valore, in relazione alla qualità
Il lavoro impiegato tuttavia di erisce dal lavoro assegnato per un tasso di assenteismo, un tasso
di inattività del processo produttivo e per un tasso di sovrabbondanza

- Fattori della produttività: aumentano QP (volume di produzione) e riducono QL (fabbisogno


complessivo) si dividono fra:

• fattori passivi che aumentano QP e matengono costante QL:


a) fertilità: un lavoro impiegato in un luogo fertile avrà più produzioni
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• fattori attivi che aumentando QL e mantengono costante QP:
a) abilità: vantaggi del lavoratore

b) attrezzatura: attrezzi ottenuti dal lavoratore

c) organizzazione: capacità di orgnaizzare il lavoro altrui

• Fattori endogeni (interni al lavoratore)


a) motivazione

b) appagamento: il lavoratore continua a lavorare perchè raggiunge risultati conformi alle sue
aspirazioni

I CAP 3:

- Business e produzione: Un business è l'attività attraverso cui si possono produrre utili


producendo e distribuendo un determinato prodotto.

Si possono distinguere 2 tipi di business:

• B2B (business to business): riguardano produzioni intermedie, che necessitano di


un'ulteriore lavorazione
• B2C (Business to consumer): riguardano le produzioni nali, pronte x il consumo
Un business nasce a seguito di una business idea e ha una durata (vita economica) che coincide
con il ciclo di vita del prodotto. Viene suddiviso in 4 fasi:

1. fase di inroduzione (costi maggiori dei ricavi)


2. fase di crescita (aumento dei ricavi)
3. fase di maturità (mercato stabile del prodotto)
4. fase di declino (calo dei ricavi)
Il business racchiude al suo interno sia la produzione che l'investimento. Corrisponde in altre
parole al Capital Investiment.

I CAP 4:

- Aziende: Si possono classi care secondo criteri diversi. La classi cazione fondamentale si
basa sullo svolgimento dei processi di produzione e permette di distinguere tra aziende di
produzione (production oriented organization) e aziende di consumo (non-product oriented
organization). Entrambi svolgono le attività economiche di base ma si specializzano
diversamente nell'mabito della produzione e del consumo.

- Aziende di produzione: Organizzazioni permanenti di trasformazione economica che assumono


le decisioni economiche fondamentali per la trasformazione produttiva.

All'interno dell'azienda di produzione avvengono 3 trasformazioni:

• prdouttiva: dai fattori produttivi ai prodotti


• monetaria: dall'acquisto dei fattori alla vendita dei prodotti
• nanziaria: dai capitali inestiti (D+E) alla remunerazioni
tali trasformazioni vengono controllate al Managment, che compone l'azienda insieme alla
funzione di produzione, agli investitori e al mercato esterno.

- Classi cazione delle aziende di produzione: A seconda dei suoi destinatari, si suddividono in:
• Production for consumption organizations: l'aziende per l'autoconsumo: le produzioni
arrivano direttamente ai consumatori; i consumatori sono i membri dell'azienda stessa
• Non business organizations (o user oriented): aziende di erogazione le cui produzioni
vengono cedute a utenti esterni all'azienda senza scambio. Gli utenti pagano una tari a
che copre parte dei costi di produzione. Senza tari a si parla di aziende di pura
erogazione.
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• Business for pro t organizations (o risk oriented): imprese. Le produzioni vengono cedute
ai clienti per un determinato prezzo.
• Business non pro t organizations: business senza logica di pro tto.

- Rischi della produzione: si presentano durante il processo di produzione e si divisono in:


• rischi tecnico-produttivi, legati a fattori tecnici o rischi casuali
• rischi economici, ossia la di coltà nel vendere le produzioni, legata alla domanda e alla
concorrenza
• rischi nanziari, legati alla di coltà di reperire capitali

- Imprese: Si de nisce impresa tipica una business for pro t organitazion che sviluppa un capital
business sopportando i rischi economici, ricercando capitali in equity e in debt e ricercando la
massima economicità per garantire il massimo rendimento nanziario del capitale investito.
Un'impresa dunque segue la regola operativa massimizzante (min cP e max pP), attraverso cui
cerca di massimizzare il divario tra costo di produzione e prezzo di vendita, massimizzando anche
il ROI e il ROE.
Nell'economia contemporanea l'impresa ha una duplice funzione: produce pro tti per gli
investitori, per soddisfare l'aspirazione alla ricchezza, e produce beni dotati di valore, per
conseguire pro tti.

- di erenze tra imprese ed aziende di erogazione: si possono torvare in tutti i loro ambiti:

• nella produzione:
a) un'impresa sviluppa autonomamente dei Business e sarà attenta ai capitali necessari e alle
procedure di auto nanziamento.

b) un'azienda di erogazione acquisirà risorse tramite contributi a lei assegnati

• nella gestione:
a) un'impresa gode di autonomia gestionale: ricerca capitali autonomamente

b) un'azienda di erogazione ha delle tari e sse da applicare agli utenti

• nell'e cienza:
a) un'impresa ricerca l'e cienza produttiva e commerciale

b) un'azienda di erogazione ricerca l'e cienza amministrativa e conserverà le procedure. Il suo


obiettivo è quello di minimizzare gli sprechi e l'insoddisfazione degli utenti

- Aziende di produzione non pro t: tendono a ridurre il divario tra costi di produzione e prezzi di
vendit, puntando a conseguire un ROI e un ROE minimo. Questo può avvenire aumentando i
costi di produzione (favorendo il fornitore o diminuendo il prezzo di vendita (favorendo il
consumatore). Da non confondere con le aziende di erogazione, poichè ricercano l'economicità
tramite la vendita delle sue produzioni.
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- Aziende di consumo: organizzazioni durevoli di trasformazione economica che svolgono i
processi di ricerca della ricchezza per i consumi e consumo nale della ricchezza in forma
e ciente. Si tratta quindi di centri di decisione economica fondamentali per il consumo, il
risparmio e l'investimento economico della ricchezza.

La trasformazione economica consiste nel trarre l'utilità dei beni, e non il valore.

Un'azienda di consume svolge due forme di risparmo:

• dal pov economico, si ottiene il risultato economico come indicatore della performance
• dal pov monetario, il risultato monetario sarà dato dalla di erenza fra entrate x il consumo
e spese sostenute
i fattori di consumo sono i beni necessari x soddisfare bisogni e aspirazioni, si dividono tra:

• beni di utlizzo immediato


• beni a breve/medio/lungo ciclo di utilizzo

- Classi cazione delle aziende di consumo: La suddivisione si basa sulla provenienza delle
risorse. Si riconoscono quindi:

• aziende domestico-patrimoniali: le risorse derivano dalle retribuzioni del lavoro dei


componenti
• associazioni: le risorse derivano dalle quote associative dei componenti
• fondazioni: le risorse derivano da un patrimonio conferito
• aziende assistite: le risorse derivano da sussidi concessi da altre aziende
Le prime due si dicono autonome perchè reperiscono autonomamente le proprie risorse. Le
ultime invece si dicono eteronome.

- aziende composte pubbliche: Organizzazioni socio-politiche le cui risorse monetarie derivano


dallo Stato, mediante le imposte (es: regioni, province, lo Stato).

I soggetti economici di queste aziende sono i cittadini e vengono svolti sia processi di consumo
(sono in uence-oriented organizations, stabiliscono quindi indirizzi politici) che di produzione
(producono servizi pubblici creando aziende di erogazione e aziende non-business autonome).

Le risorse monetarie derivano dalle tari e pagate dai cittadini, dai prestiti pubblici e dalle imposte.

I CAP 5:

- Settori produttivi: i settori produttivi di base sono stati individuati secondo il criterio del settore
economico di base a cui ciascuna azienda appartiene. il settore economico è l'insieme delle
aziende che svolgono un'attività caratteristica.

Secondo il modello di Fisher-Clark, tali settori di base sono:

• settore primario: aziende che ottengono beni in forma originaria


• settore secondario: aziende che si occupano della trasformazione dei fattori produttivi
• settore terziario: aziende che si occupano della distribuizione dei beni
E' stato introdotto anche il concetto di settore terziario avanzato/quaternario, formato dalle
aziende che svolgono attività in ambito nanziario (aziende del settore t.a.) e dalle aziende che si
occupano di beni e servizi in ambito dello svago (aziende del settore q.)
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- Aziende del settore primario: si suddividono in:

• aziende agrarie: ottengono beni per l'alimentazione o per l'industria di trasformazione,


sempre in ambito alimentare. Al loro interno si può operare una suddivisione tra aziende
agricole (coltivazione e aziende boschive) e di allevamento.
• aziende estrattive: rendono disponibili per ulteriori trasformazioni materie prime o energie
altrimenti non utilizzabili come metalli, petrolio, carbone ecc.

- Aziende del settore secondario: si suddividiono in:


• aziende industriali o manifatturiere: attuano trasformazioni sico-tecniche tramite impianti,
attrezzature e lavoro; tali trasformazioni sono manuali. L'insieme delle diverse aziende in
serie o in parallelo che partecipano al processo di produzione di un prodotto per il
consumo nale viene detto lliera. (diverso da settore economico perchè in questo caso le
aziende sono di tipo diverso!).
• aziende conserviere: conservano e rendono disponibili le merci in un periodo successivo a
quello della loro produzione. Alcune attuano processi di trasformazioni mentre altre non
attuano nessun tipo di trasformazione.
• aziende edili: si occupano della produzione di fabbricati e accessori

- Aziende del settore terziario: si suddividono in:


• aziende mercantili: la loro trasformazione consiste nell'acquisto e rivendita delle merci
senza attuare nessun tipo di trasformazione di tipo tecnico- sico. Possono occuparsi di
rivendita all'ingrosso (rivendendo in grandi quantità ad altre aziende) o al dettaglio (al
consumatore nale). Inoltre sono un collegamento tra la produzione e il consumo di beni:
si parla quindi di canale di distribuzione (fanno passare il bene al consumatore). Si puo
avere: un canale immediato/corto/lungo/lunghissimo
• aziende di trasporto: si occupano del traposroto di persone o cose in determinati tempi e
modalità
• aziende di credito: raccolgono risorse monetarie da aziende e le erogano ad altre aziende
per nanziare processi di consumo e produzione
• aziende di assicurazione: coprono i rischi dei clienti reintegrando gli eventuali danni e
ripartendo il rischio del danno tra tutti gli assicurati che potrebbero subirlo

- Aziende del settore quaternario: si suddividono in:


• aziende di leasing: si occupano dell'acquisto e della conessione in uso di beni di vario
genere, in cambio di un canone periodico. leasing operativo = il bene viene restituito al
termine del periodo di utilizzo / leasing nanziario = il bene viene riscattato al termine del
periodo di utilizzo.
• aziende dello sport: o rono manifestazioni sportive in cambio del denaro necessario per
l'acquisto di biglietti o abbonamenti.

I CAP 6:

- Soggetto giuridico: persona sica o giuridica, o il gruppo di persone che x legge hanno il potere
di dare vita a un'azienda e a cui fanno capo i diritti, i poteri, i doveri e gli obblighi relativi ai rapporti
fra l'azienda e soggetti terzi.
Il soggetto giuridico può essere di responsabilità (persone che hanno la responsabilità dell'attività
dell'azienda) o di rappresentanza (i soggetti che possono rappresentare l'azienda nel rapporto
con i terzi.). La scelta della forma del soggetto giuridico dipende dalle esigenze dell'azienda e da
alcune sue caratteristiche.

- Soggetti: Un'azienda x avere vita duratura es essere attiva in un sistema economico, deve avere
una struttura giuridica che la renda simile ad una persona sica. Dal pov economico un'azienda è
un'organizzazione che attua una creazione di valore. Dal pov giuridico un'azienda è l'oggetto
dell'impresa; l'impresa è l'attività dell'imprenditore, e l'imprenditore è il soggetto dell'impresa,
colui che svolge un'attività economica organizzata. I soggetti aziendali sono i soggetti
giuridicamente responsabili per l'attività dell'azienda. Sono 3:

• soggetto giuridico
• soggetto operativo
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• soggetto economico

- Tipi di società: in base alle loro caratteristiche, le società possono essere suddivise in diverse
categorie:
• Per il tipo di attività di economia svolta:
a) società commerciali

b) società civili

• per il grado di autonomia patrimoniale:


a) società di persone

b) società di capitali

• per lo scopo
a) società lucrative

b) società mutualistiche

- Soggetto opeartivo: l'insieme degli individui che consentono l'esistenza dell'azienda


sviluppandone l'amministrazione e la gestione.

Si possono distinguere 3 tipi di soggetto operativo:

• soggetto operativo decisionale: prende le decisioni di maggior importanza


• soggetto operativo esecutivo: sviluppa concretamente le operazioni di gestione
• soggetto di controllo: veri ca l'e cacia e l'e ettiva corrispondenza tra le decisioni prese e
le operazioni attuate x eseguirle

- Soggetto economico: insieme delle persone siche o giuridiche portatrici di interessi istituzionali
nell'azienda. Al soggetto economico spetta il potere massimo (potere di governance) di controllo
dell'attività dell'azienda (ha anche il potere di farla cessare), esercitato per mezzo di sistemi di
controllo attraverso cui regola la gestione e il controllo nelle aziende. Gli stakeholders sono
soggetti (economici e non) esterni all'azienda, portatori di interessi dell'azienda stessa.
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