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L'attivit economica e le discipline che la studiano

L'attivit economica l'insieme delle azioni che l'uomo mette in essere per appagare bisogni materiali e non. Egli
trova innumerevoli attivit attraverso cui perseguire e realizzare i suoi molteplici fini, che vengono generalmente
distinti in economici ed extra-economici (etici, estetici, sociali, religiosi, e cos via).
L'attivit economica
La ricerca del soddisfacimento dei bisogni sempre stato un tema presente nella storia dell'uomo. Essi sorgono da
uno stato d'insoddisfazione o di necessit. Il principale rappresentato dal fatto che nel rapporto tra bisogni da
soddisfare e mezzi atti a soddisfare vi una palese disparit. Infatti, paradossalmente, nonostante i bisogni
possono essere potenzialmente infiniti, i mezzi atti a soddisfarli sono necessariamente limitati. Di conseguenza
risulta necessaria una gerarchizzazione dei bisogni secondo livelli di priorit.

Tali bisogni e, di conseguenza, tali mezzi hanno subito nel corso del tempo evoluzioni sul piano qualitativo e
quantitativo. Inoltre, non sempre possibile affermare che siano i bisogni a sollecitare la nascita dei mezzi. Infatti,
oggigiorno molti bisogni derivano da un'abbondanza e da un'ampia variet di mezzi (es. la moda). Questa
situazione ha generato un problema economico che prende il nome di consumismo. Per marginare questo
problema, si applica il principio della razionalit economica, che prevede un'attribuzione del valore del bene in
base al suo grado di utilit.
Qualora si fosse in presenza di una sovrabbondanza di mezzi rispetto ai bisogni, non si avrebbe il problema
economico (Bresciani - Turroni)
Per bene si intende tutto ci che idoneo a soddisfare un bisogno. E' possibile distinguere i beni in economici e
liberi (acqua, aria, ecc.). Nonostante la loro finalit sia la medesima, l'elemento che li contraddistingue di
livello qualitativo: i primi sono limitati e gli altri illimitati. Oltre all'utilit, possibile valutare un bene anche
in base al valore, che definito dal rapporto tra prezzo (condizione oggettiva), utilit e stato dell'utilizzatore
(condizione soggettiva).

Le fasi dell'attivit economica


Inizialmente l'uomo consumava ci che produceva, ma con l'aumento dei suoi bisogni avvenuto un processo di
specializzazione della produzione. L'eccedenza di beni prodotti, inizialmente, veniva offerta in cambio di altri tipi
di beni mediante lo scambio (baratto). Successivamente venne introdotta la moneta che, grazie ad un valore
nominale, svolgeva il ruolo di intermediario nelle operazioni di scambio tra beni diversi.
L'attivit economica, quindi, costituisce un processo unitario le cui fasi fondamentalmente sono da vedersi
inizialmente nella produzione e nel consumo dei beni atti a soddisfare i bisogni dell'uomo.
Produzione: l'acquisizione dei fattori produttivi (lavoro e capitale), la trasformazione e la distribuzione degli
stessi.
Consumo: l'atto di distruzione materiale di un bene.
Alla luce di ci possibile constatare che dallo schema iniziale PRODUZIONE CONSUMO, intesi come
processi unificati e svolti dalle medesime persone, si passati, in seguito al processo di specializzazione, ad una
chiara distinzione (PRODUZIONE . CONSUMO). Nonostante la divisione fosse avvenuta, restava il problema
che tra le due attivit si interponevano condizioni ostative di spazio e di tempo, che sono state superate per mezzo
del nuovo schema PRODUZIONE . SCAMBIO . CONSUMO.
Sebbene questo schema rappresenti un modello ancora oggi valido, possibile, alla luce dei recenti cambiamenti
sociali, integrare nuovi aspetti, aggiungendo altre attivit economiche complementari (oltre che lo scambio),
quali risparmio ed investimento.
Risparmio: la ritenzione di mezzi attuata allo scopo di finanziare un futuro processo di consumo.
Investimento: il risparmio finalizzato all'incremento del suo valore.
Le forme e le modalit di svolgimento e di governo dell'attivit economica
L'attivit economica ha forme e modalit che sono diverse a seconda dei luoghi dove si svolgono, in un dato
contesto spaziale o territoriale. Essa assurge a sistema dal momento che per il suo svolgimento vigono o si
stabiliscono principi, regole e norme. Ci che discrimina forme, modalit di svolgimento e governo delle attivit
economiche la propriet dei beni di produzione ed anche quelli di consumo. Se tale propriet riconosciuta
agli individui sia nei mezzi di produzione (propriet privata) che nel libero scambio di beni di consumo, si ha un
sistema di economia libera. Questo sistema ispirato all'ideologia liberista del laissez-faire, che si diffusa nella
seconda met del '700 e nei primi anni del '800, ma che si dimostrata inefficace, in quanto ingiusta e piena di
pericoli per i pi deboli. Se, invece, la propriet dei mezzi di produzione affidata ad un'autorit centrale, si ha
un'economia collettivizzata, come quella ispirata dall'ideologia marxista-comunista, anch'essa risultata
inefficiente a causa della pesantezza burocratica e dell'ipocrisia di un sistema egualitario nei riguardi dei singoli
individui.
I processi di modificazione dei sistemi economici liberisti e collettivistici, hanno portato alla creazione del sistema
ad economia mista in cui vale il principio della propriet privata anche se contemperato da norme regolatrici.
Oggi si sta verificando un processo di avvicinamento del sistema liberista e collettivistico che prefigura un modello
universale di sistema economico. Si intravede un'attivit economica basata su un sistema libero e sociale, che
coniughi le espressioni di uguaglianza e di libert. Infatti, nei Paesi a sistema collettivizzato si pu riscontrare una
maggiore attenzione al mercato e un graduale processo di privatizzazione. Nei Paesi a sistema economico libero,
invece, aumentato l'interesse e la sensibilit per i problemi di carattere sociale e collettivo, accompagnata da una
tendenza ad aumentare le propriet pubbliche e le aree di intervento dello Stato.
Le discipline che studiano l'attivit economica
Le discipline che studiano l'attivit economica possono distinguersi in generali e particolari. Le prime studiano i
fenomeni generali, i sistemi economici di date collettivit e i rapporti tra dati sistemi. Ne fanno parte le discipline
macroeconomiche. Alle seconde, invece, appartengono le discipline microeconomiche, in quanto esse studiano le
unit del sistema economico nell'aspetto comportamentale (produttori, consumatori, operatori imprese, operatori
famiglie) e le loro condizioni di vita e di sviluppo (aziende di produzione-imprese ed aziende di erogazioneconsumo).

L'Economia Aziendale
L'atto di fondazione dell'Economia Aziendale dovuto a Gino Zappa. Egli defin l'Economia Aziendale durante la
prolusione alla Ca' Foscari di Venezia, chiamata Tendenze nuove negli studi di ragioneria.
L'Economia Aziendale la scienza che studia le condizioni di esistenza e le manifestazioni di vita delle aziende,
cio la scienza dell'amministrazione economica. (Gino Zappa)
L'Economia Aziendale pu collocarsi tra le scienze empiriche, in quanto studia il mondo reale, nelle manifestazioni
presenti e nelle prospettive future. Inoltre, una scienza positiva, in quanto orientata all'accertamento di ci che .
Il suo oggetto di studio l'azienda nella sua struttura organica, ovvero lo studio delle modalit di investimento e di
trasformazione della ricchezza in relazione agli obiettivi aziendali stabiliti dal soggetto economico.
Le altre discipline aziendali: la ragioneria, l'organizzazione, la gestione, le tecniche
Inizialmente la disciplina che si interessava dello studio dell'azienda era la Ragioneria. In seguito, si
accompagnarono altre discipline che assunsero per oggetto di studio la trattazione di aspetti tecnici dell'azienda
(Tecnica bancaria, Tecnica assicurativa, ecc.). Con l'introduzione dell'Economia Aziendale, essa si afferm come
disciplina generale e/o istituzionale, quindi come fondamento di tutte le discipline riguardanti l'azienda. Lo studio
delle aziende, avveniva sotto gli aspetti:
Organizzazione: lo studio della combinazione ottimale dei fattori produttivi e delle risorse umane;
Gestione: lo studio della dinamica aziendale (fatti e operazioni) e il processo di formazione delle decisioni;
Rilevazione (o Ragioneria): l'avere memoria delle operazioni che sono state poste in essere.
L'Economia Aziendale ha rapporti anche con altre discipline, ad esempio con il Diritto che fornisce la sua veste
giuridica e la Matematica, l'Economia Manageriale e altre scienze sociali.
Unit economiche e aziende
Tutte le unit che svolgono attivit economica possono essere ricondotte a due categorie, entrambe con oggetto
beni economici.

Unit di produzione: svolgono attivit di acquisizione, trasformazione, lavorazione, organizzazione, distribuzione,


ecc. di beni al fine di attuare un processo produttivo. La produzione attuata in base a calcoli di convenienza, viene
ricercata la migliore condizione per svolgere proficuamente l'attivit.
Unit di consumo: svolgono un'attivit tendente ad acquisire beni per attuare un processo di consumo-erogazione.
Il consumo viene attuato in base a scelte convenienti del consumatore, in modo da soddisfare i bisogni sia dal
punto di vista quantitativo che qualitativo.
Le unit diventano aziende quando svolgono sistematicamente attivit economiche.

L'azienda nei suoi caratteri distintivi


Unit: attiene alla coordinazione di tutti i fattori d'impresa. L'azienda vista come un sistema, come un insieme di
elementi tra loro coordinati;
Durabilit-continuit: un'azienda tale se destinata a permanere;
Autonomia:

Autonomia decisionale: i soggetti che compongono l'azienda prendono in maniera autonoma le decisioni,
senza essere parte delle decisioni di altri.
Autonomia organizzativa: la possibilit di decidere il proprio modo di essere, le modalit operative,
stabilire mansioni e priorit. Pu essere limitata dal gruppo di appartenenza (es. Ikea, McDonald's, ecc.);
Autonomia economica: ovvero la capacit di un'azienda di generare ricchezza che non dipende da altre
realt o da lasciti di terzi;
Autonomia patrimoniale: facolt di poter contare e disporre di un insieme di beni che appartengono
all'azienda.

Dinamismo competitivo: un'azienda tale solo se dinamica. Il cambiamento, infatti, una condizione
imprescindibile. Hummer e Ciampi, definirono tre elementi che non devono mai mancare per poter operare:

Clienti: sono le cosiddette economicit vaganti e l'azienda deve attrarli a s per far fiorire la propria
economia. Non bisogna mai distogliere l'attenzione dal cliente;
Concorrenza: una caratteristica innata dei mercati;
Cambiamento: necessit di adeguamento e miglioramento tecnologico.

Ragion d'essere legittimazione sociale: ogni azienda ha una propria identit che deve essere comunicata al
contesto di riferimento e deve essere accettata all'esterno, cio deve essere socialmente legittimata. Sotto questo
aspetto, una figura importante quella dello stake holder, ovvero del portatore d'interesse.
La componente personale delle aziende e il soggetto aziendale
L'attivit d'azienda protesa allo svolgimento di un processo economico produttivo, o di consumo, sempre svolta
da un soggetto che ne ordina l'economia, ne dispone i mezzi, ne assume i rischi. Tale soggetto denominato
soggetto aziendale. Nelle grandi aziende, alla figura del soggetto aziendale, si sostituisce quella del manager.
L'attivit aziendale retta da una o pi persone fisiche o da persone giuridiche. Ad ogni modo il soggetto che ha il
governo economico dell'azienda (soggetto economico) sempre costituito da persone fisiche. Il soggetto
economico colui che in grado di prendere decisioni in merito all'azienda, assumendosene il rischio. Talora la
figura del soggetto giuridico non coincide con quella del soggetto economico, in quanto il primo pu essere un
soggetto che agisce per conto del secondo (es. un prestanome). Il soggetto giuridico colui che, in seno
all'azienda, ha la titolarit di obblighi e diritti. Esso pu essere rappresentato da persone fisiche e da persone
giuridiche.
Tipologie aziendali
Imprese: appartengono al settore privato e sono quelle particolari tipologie aziendali che operano per lo scambio di
mercato con l'obiettivo di conseguire un utile. Molta economicit e poca legittimazione sociale.
Aziende pubbliche: appartengono al settore pubblico e sono chiamate anche aziende di consumo-erogazione
pubbliche, hanno come obiettivo la soddisfazione di bisogni collettivi e non cercano l'utile, cercano il pareggio di
bilancio.
Aziende non profit: fanno parte del terzo settore (settore non profit) e sono aziende ibride, in quanto sono
aziende private che si comportano come se fossero pubbliche. Esse nascono dal fallimento del Welfare State e
svolgono, principalmente, attivit di utilit sociale. Sono associazioni, fondazioni, organizzazioni non governative,
ecc. e gli utili devono essere obbligatoriamente reinvestiti. Molta legittimazione sociale e poca economicit.

La classificazione delle aziende


Non esiste un unico criterio di classificazione delle aziende. Esso varia a seconda dell'aspetto che vogliamo
prendere in considerazione.
Classificazione delle aziende in base all'attivit svolta:
Le aziende di produzione sono quelle aziende che svolgono un'attivit protesa all'ottenimento e alla distribuzione
di beni e servizi per il mercato e quindi per il consumo.
Le aziende di consumo-erogazione, invece, hanno per oggetto lo svolgimento di un processo di spesa, ovvero di
consumo a favore di un gruppo o di una collettivit di persone in esse organizzate. Un esempio tipico di azienda di
consumo-erogazione l'azienda familiare, che consuma per soddisfare bisogni umani.
Nonostante questa classificazione, l'attivit di un'azienda non presenta chiari caratteri di demarcazione, in quanto
anche nelle aziende di produzione esiste, necessariamente, un nucleo di consumo-erogazione inerente alle risorse
ed ai fattori impiegati nella produzione. Allo stesso modo nelle aziende di consumo-erogazione c' sempre un
nucleo di produzione. Quindi, per classificare un'azienda non si presta attenzione a questi aspetti particolari, ma si
procede in base alla finalit imminente ed elettiva (all'attivit prevalente). L'azienda di consumo-erogazione per
antonomasia lo Stato, il quale utilizza le imposte come mezzi per attuare i processi di consumo.
All'attivit svolta distinguiamo, oltre ai due tipi fondamentali di produzione e di consumo, tre sub-specie
nell'ambito delle aziende erogatrici familiari, che di per s il tipo di azienda di consumo-erogazione pi comune.
Tale distinzione avviene secondo le fonti da cui provengono i mezzi per attuare i processi di consumo.
Le aziende domestiche, si caratterizzano per trarre i mezzi di cui necessitano dal lavoro dipendente svolto dal
componente in aziende di produzione o in altre aziende di erogazione;
Le aziende patrimoniali, si procurano i mezzi occorrenti dallo sfruttamento o impiego di un patrimonio detto,
appunto, fruttifero. Tali aziende non sono numerose e sono in via d'estinzione;
Le aziende domestico-patrimoniali, che sono ben pi diffuse di quelle patrimoniali e rappresentano un ibrido tra
le due precedenti distinzioni. Infatti, esse oltre a procacciare i mezzi con il lavoro dipendente o autonomo, gli
affiancano i frutti derivanti da un patrimonio, costituito in genere gradualmente, attraverso processi di risparmioinvestimento attuati nel tempo dell'azienda.
E' possibile un'ulteriore distinzione in base alla natura dei soggetti economici e giuridici. Infatti, si parla di
aziende private, quando i soggetti sono, appunto, privati; mentre, si parla di aziende pubbliche, quando i
soggetti sono pubblici. Esistono delle eccezioni, come le imprese pubbliche, che hanno come soggetto
economico lo Stato (soggetto pubblico) e soggetto giuridico privato (es. Trenitalia, Autostrade per l'Italia, ecc.)
Le aziende secondo il luogo ed i modi di concreto svolgimento dell'attivit:
Esistono aziende divise (pi sedi operative) e aziende indivise (unica sede operativa). Il decentramento
aziendale vede il decentramento dell'articolazione produttiva in stabilimenti. Ci comporta autonomia
amministrativa e operativa, unitariet nella gestione e altri vantaggi quali finanziamenti (tasso agevolato, fondo
perduto, ecc.) e vantaggi fiscali. Esiste un'altra forma di decentramento aziendale, attraverso l'istituto della
partecipazione, in genere a base azionaria, di altre aziende, cos da avere il controllo di altre aziende giuridicamente
autonome.
Le aziende erogatrici pubbliche (enti pubblici non economici) hanno sedi divise. Mentre le aziende erogatrici
private sono generalmente accentrate. Le aziende di consumo famigliare svolgono il processo economico in un
solo luogo: la residenza della famiglia.

Le aziende secondo la dimensione


La dimensione un criterio per analizzare le aziende, sebbene non rappresenti una qualit sufficientemente definita
(piccola, media, grande). La dimensione costituisce un criterio assai relativo di classificazione aziendale. Esistono
aziende con sedi minuscole (es. aziende online) ed enormi fatturati, ma anche viceversa.
Dei criteri per stabilire la dimensione di un'azienda: numero occupati o dipendenti, quantit prodotta, volume
vendite o fatturato, ammontare degli investimenti, l'entit del capitale di propriet, ecc.
Anche la dottrina ha ritenuto pi importante il tema della dimensione aziendale per le imprese (aziende di
produzione), in quanto bisogna trovare la dimensione ottima date certe situazioni di azienda e certe circostanze
esterne d'ambiente. Mentre per le aziende erogatrici (aziende di consumo), non presentano problemi rilevanti
riguardo al carattere dimensionale.
Le aziende di consumo privato (imprese) possono essere classificate sotto diversi aspetti. Per esempio per il
numero di componenti, per area di competenza o di azione (locale, regionale, nazionale, internazionale), per
molteplicit di attivit (culturali, educative, sportive, ecc.).
Relazioni ed interdipendenze tra aziende di consumo-erogazione ed aziende di produzione
Sistema economico formato da aziende che producono e aziende che consumano. Tra di loro esistono dei legami.
Le aziende di produzione per lo svolgimento delle loro attivit si avvalgono di componenti e apporti derivanti dalle
aziende di erogazione. Ad esempio le aziende erogatrici private (famiglie) partecipano attraverso la loro
componente personale a rendere possibile l'attivit di produzione aziendale.
Le aziende di erogazione, private e pubbliche, possono fornire alle aziende di produzione:

Persone partecipanti ai processi di produzione;


Capitali impiegati nell'attivit d'impresa con vincolo di propriet denominati capitale proprio o di rischio;
Capitali in forma di finanziamenti a titolo di prestito alle imprese;
Insieme dei servizi e condizioni operative esterne dalle aziende di produzione ritornano alle aziende di
erogazione i flussi monetari.

Ad esempio:

Nel caso di prestazioni d'opera vi sono prezzi di compenso;


Per i capitali concessi a titolo di prestito si determinano degli interessi passivi a carico delle aziende di
produzione;
Per i capitali a titolo di propriet la tipica remunerazione data dall'utile (se una societ di capitali si
parler di dividendo).

Ci sono poi i trasferimenti che le imprese effettuano alle aziende erogatrici pubbliche:

Contributi, per prestazioni di lavoro subordinato di cui si avvalgono alla scopo di far acquisire a favore dei
dipendenti servizi specifici (previdenza sociale);
Tributi speciali, versano per ottenere particolari autorizzazioni all'esercizio di attivit economiche o
vantaggi di particolare natura;
Imposizioni a titolo di imposta che le imprese sono tenute a corrispondere in base alla dichiarazione dei
redditi imponibili.

Altre correlazioni che si stabiliscono fra le aziende di produzione e quelle di erogazione riguardano l'interscambio
di beni materiali ed immateriali.
Le aziende di produzione offrono beni e servizi alle aziende di erogazione, che a loro volta acquistano i beni. Di
conseguenza nasce il rapporto di domanda/offerta di beni.
La produzione d'impresa, per, non sempre destinata al consumo finale. Vi pu essere una produzione di beni
strumentali, che servono e sono acquistati da altre imprese per lo svolgimento di altre attivit produttive. Alcune di
queste produzione possono servire alla stessa impresa (impianti in economia).
Per quanto riguarda le aziende erogatrici, non sempre tutti i mezzi di cui dispongono vengono consumati. Talvolta
sono oggetto del cosiddetto risparmio, che pu diventare investimento.

Le relazioni e le aggregazioni tra imprese


Le imprese in relazione e aggregazione sono identificabili. E' possibile configurare tre gruppi di situazioni in base
alla metodologia usata dal soggetto giuridico ed economica d'azienda.

Relazioni, coalizioni o aggregazioni tra imprese che conservano autonomia nel soggetto giuridico e nel
soggetto economico;
Relazioni, coalizioni o aggregazioni tra imprese che conservano autonomia nel soggetto giuridico, ma
perdono in qualche misura autonomia sul piano del soggetto economico;
Relazioni, coalizioni o aggregazioni tra imprese che conservano autonomia nel soggetto giuridico, ma
perdono autonomia nel soggetto economico.

I gruppi aziendali
Nel caso dei gruppi aziendali si ha il mantenimento del soggetto giuridico, ma non quello del soggetto economico.
Tra queste imprese avvengono scambi di quote del capitale sociale. Quando un'impresa acquista una parte del
capitale sociale di un'altra impresa, si configura una partecipazione della prima nella seconda. Se tale
partecipazione tale da consentire il controllo economico, vi un trasferimento del soggetto economico
dell'impresa partecipata all'impresa partecipante (l'impresa che acquisisce partecipazioni la capogruppo, holding).
Il sistema aziendale ed i suoi sottoinsiemi
Secondo la teoria sistemica, l'azienda un sistema sociale, teleologico, aperto, dinamico e articolato in
sottoinsiemi. E' un sistema sociale, perch formato da forze materiali (capitali) e personali; un sistema
teleologico, perch viene istituita dall'uomo per svolgere un'attivit e, quindi, perseguire e realizzare i propri
obiettivi economici (L'azienda lo strumento dell'umano operare in campo economico (Ferrero)); un sistema
aperto, perch interagisce con il mondo esterno e di conseguenza a contrasta processi entropici; un sistema
dinamico, in quanto in continuo movimento per adattarsi agli input esterni.

Secondo il modello di stampo europeo di Amaduzzi, l'azienda divisa in tre sub-sistemi:


Gestione: attiene all'insieme di attivit, fatti posti in essere nell'azienda con i rapporti con l'esterno;
Organizzazione: attiene all'organizzazione delle operazioni svolte nell'azienda (mansioni, attivit, progetti, ecc.);
Rilevazione: tenere traccia, avere memoria delle operazioni che sono state poste in essere (ragioneria).
Invece, secondo il modello di stampo anglosassone di Ferrero, l'azienda un sistema immerso in un sistema di
ordine superiore, l'ambiente specifico, che a sua volta contenuto in un sistema di ordine superiore, l'ambiente
generale (modello delle aree funzionali).

Area della produzione e funzione di produzione (aspetto economico-tecnico): riguarda materie e materiali,
energia, lavoro, mezzi finanziari, modalit di produzione localizzazione, ecc. Si, tratta di elementi
necessariamente misurabili, in quanto occorre definirne una certa quantit da impiegare (input), in rapporto

ad un determinato volume da ottenere (output);


Area commerciale e funzione commerciale (vendite): tale funzione oggi viene generalmente presentata
come funzione di marketing. Le imprese possono assumere quattro diverse posizioni che esprimono il loro
orientamento:

Orientamento al prodotto: ha caratterizzato il periodo in cui le aziende producevano prodotti poco


differenziati e quindi, molta enfasi veniva posta alle caratteristiche del prodotto;
Orientamento alle vendite: ha contraddistinto le aziende produttrici di beni di largo consumo,
sviluppando pi prodotti differenziati;
Orientamento al mercato: si caratterizza per l'attenzione dell'impresa alle differenziate esigenze della
clientela;
Orientamento al marketing: un'evoluzione dell'orientamento al mercato, che mira, attraverso studi
e ricerche, ad anticipare le tendenze di mercato in modo da avere una forte capacit competitiva a
valere nel tempo.

Area del personale e delle risorse, funzione organizzativa (organizzazione): riguarda la complessit delle
risorse e delle forze personali relative ad un'ipotetica azienda. Tratta principalmente la loro organizzazione e
gestione;

Area della finanza e funzione finanziaria (gestione finanziaria): la funzione finanziaria sta ad indicare le vie
attraverso le quali l'impresa si approvvigiona di capitali, quindi di finanziamenti (finanza tradizionale).
Una seconda configurazione quella della finanza allargata che, oltre a reperire finanziamenti, studia
come allocare meglio le risorse finanziarie al fine di accrescere il valore dell'azienda. Infine, come ultima
configurazione si ha la nuova finanza, ovvero la ricerca della migliore combinazione delle risorse
aziendali, quindi la ricerca dell'ottimizzazione degli impieghi;

Area della ricerca e sviluppo e funzione di ricerca e sviluppo (Know-how, tecnologia): nella fase di ricerca
si incrementano le conoscenze finalizzate all'acquisizione di nuove competenze, che verranno poi applicate
in fase di sviluppo;

Area acquisti e funzione di approvvigionamento (acquisti): riguarda l'attivit di acquisizione dai mercati dei
fattori necessari all'impresa per lo svolgimento della funzione di produzione;

Area della pianificazione e funzione di pianificazione (piani e programmi): si occupa di stabilire degli
obiettivi concretamente perseguibili attraverso l'elaborazione-redazione di piani;

Area del controllo e funzione di controllo: costituisce un insieme di attivit messe in essere al fine di
verificare e tenere sotto osservazione l'intero sistema aziendale o parti significative di esso.

Il rapporto azienda-ambiente
Per ambiente si intende tutto ci che circonda l'azienda. Ferrero afferma L'ambiente un sistema di condizioni e
circostanze di diritto e di fatto, qualunque sia la loro specie ed origine nel cui ambito le imprese trovano condizioni
di vita, di sopravvivenza e di sviluppo. Per impresa si intende azienda ed il sistema di condizioni e di
circostanze sono variabili che incidono sull'azienda. Bisogna classificare le variabili, occorre, per,
preventivamente distinguere ambiente generale o ambiente particolare (o specifico). Per ambiente generale
si intende tutto ci che in maniera pi ampia circonda l'azienda; mentre per ambiente particolare tutto ci che
interagisce con l'azienda (es. variabili, soggetti e fattori).
L'ambiente generale pu essere classificato in sub-sistemi:

Sub-sistema dell'ambiente fisico-naturale: fa riferimento alla morfologia e orografia del territorio,


presenza/assenza di risorse naturali e di infrastrutture. Sono tutte variabili collegate tra loro e sono molto
importanti, ad esempio, per la localizzazione dell'azienda. L'incidenza del sistema azienda sull'ambiente
molto forte, basti pensare all'inquinamento. L'azienda retroagisce sull'ambiente;
Sub-sistema dell'ambiente politico-istituzionale: fa riferimento all'insieme delle variabili dell'ordinamento
giuridico, allo stato delle istituzioni presenti in un certo sistema di riferimento. L'ordinamento giuridico
incide sui modelli dell'azienda, sulla tipologia. Anche le aziende possono incidere su questo sub-sistema;

Sub-sistema dell'ambiente economico generale: riferibile alle modalit in cui organizzata la vita
economica in un certo contesto: economie decentrate o di mercato (lo Stato interviene con delle linea di
politica sociale e politica economica, ma lasciata libera l'iniziativa privata; economie centralizzate);
Sub-sistema dell'ambiente etico: attiene a tutte le variabili che riguardano la morale: tra ci che bene e ci
che male, ci che porta l'uomo a scegliere. Attiene i valori morali prevalenti ed alla base di tutti gli altri
sub-sistemi. L'etica aziendale l'insieme dei principi che fanno parte dell'azienda, anche se i principi sono
direttamente riferibili alle persone;
Sub-sistema dell'ambiente socio-culturale: costituito dalle conoscenze, dalle competenze, dalla cultura
prevalente di un certo territorio. Incide sul sistema azienda.

L'ambiente particolare composto da:

I mercati di acquisizione, nei quali l'azienda interagisce con i lavoratori, i fornitori ed i finanziatori;
I mercati di sbocco, nei quali l'azienda interagisce i clienti ed i concorrenti.

Nei mercati di sbocco, il rapporto tra un'azienda e le altre aziende che operano nello stesso settore di carattere
competitivo. Porter definisce una teoria che si sviluppa in una specificare area strategica d'affari, dove gli i
potenziali futuri rivali potrebbero entrare con un prodotto simile al mio, oppure con un prodotto non simile, ma
sostitutivo (es. un capo non firmato ed un capo non firmato). In entrambi i casi mi sottrarrebbe parte del mercato.
Per evitare che ci accada, necessario innalzare barriere all'entrata, attraverso licenze e/o autorizzazioni,
oppure potenziare i rapporti di collaborazione e di forza contrattuale, in modo da abbattere i costi di
produzione, grazie a partnership con i fornitori ed assicurarsi fette di mercato fidelizzando i clienti.
Si competitivi quando si ha un'efficace definizione del business in cui operare, delle competenze distinte e si
riesce a creare barriere per i concorrenti. I vantaggi competitivi sono rappresentati dalla capacit reale o potenziale
di un'impresa di superare i concorrenti e di godere di un'adeguata redditivit.
I vantaggi competitivi possibili di un'impresa sono:

Vantaggi competitivi di costo, che presentano un prodotto simile alla concorrenza, con un costo
significativamente e stabilmente pi basso. [FONTI]: Ci dovuto ad economie di scala, dove i costi sono
ripartiti su un maggior numero di prodotti; alla presenza di costi fissi (es. impianti); di competenze acquisite
nel tempo (riduzione delle inefficienze); allo sviluppo di tecnologie di processo (maggiore efficienza);
all'approvvigionamento di input simili a prezzi pi basi; all'adattamento della capacit produttiva
(flessibilit).
Vantaggi competitivi di differenziazione, dove l'azienda pu permettersi di vendere un prodotto ad un
prezzo pi alto a patto che il prodotto sia unico (qualit intrinseca e percepita). [FONTI]: Ci possibile
se all'esterno avviene il processo di differenziazione da parte di terzi, i quali attribuiscono al prodotto una
sua immagine ben distinta e riconducibile alla qualit intrinseca. Per far si che ci avvenga, all'interno
dell'azienda bisogna investire in attivit di ricerca, sviluppo e comunicazione.

Nuove fonti del vantaggio competitivo: scienza e tecnologia; economie di variet e rapporti non competitivi tra
imprese (collaborazioni); economie di agglomerazione (operare in un unico contesto di riferimento in cui si trovano
le risorse necessarie: zone industriali); (velocit di) distribuzione dei prodotti; qualit del prodotto e customer
satisfaction.
I rischi aziendali e la loro gestione
Variabilit ambientale: tutte le possibili influenze negative che possono arrivare dal sistema ambiente (mercato
concorrenziale);
Variabilit interna: la possibilit che si verifichino spinte centrifughe disgreganti che comportino lo scollamento
della logica del piano.
Rigidit delle strutture operative e vischiosit di quelle organizzative: resistenza al cambiamento, difficolt delle
persone ad adeguarsi ai cambiamenti.

La gestione dei rischi aziendali pu avvenire mediante due azioni:


Azioni di fronteggiamento, che incidono sulle cause del rischio, quindi sono azioni di prevenzione:

Le azioni strategiche verso la dominanza incidono sulla variabilit ambientale e sono, per esempio, la
collaborazione in termini di rapporti non competitivi tra aziende, le fusioni e le attivit di ricerca e sviluppo;
Le azioni strategiche verso l'integrazione incidono sulla variabilit interna e sono, per esempio,
l'implementazione di forme di collegamento di tipo intranet (telefono, internet, ecc.) e la realizzazione di
incontri personali;
Le azioni strategiche verso la flessibilit incidono sulla rigidit delle strutture operative e vischiosit di
quelle organizzative e sono, per esempio, il puntare su tecnologie flessibili, ricorrere a contratti a tempo
indeterminato, organizzare corsi di aggiornamento, ecc.

Azioni di trasferimento, che incidono sugli effetti del rischio, quindi sono azioni di cura:

Azioni di trasferimento nello spazio, sono quelli che attribuiscono gli effetti del rischio ad un'altra
economia (es. contratto di assicurazione);
Azioni di trasferimento nel tempo, si determinano quando cerco di prevedere gli effetti che un rischio potr
generare sulla mia economia e di marginarli attraverso la creazione di fondi di accantonamento (es. fondi
perdite future), che prendono origine dall'autofinanziamento, una sorta di autoassicurazione.

L'attivit dell'azienda di produzione-impresa: I mezzi economici di cui l'azienda abbisogna


I mezzi economici di cui l'azienda necessita, possono essere distinti in due grandi categorie:

Fattori produttivi generici (denaro): si tratta di fattori produttivi estremamente fungibili, fondamentali per il
reperimento di altri fattori della produzione;
Fattori produttivi specifici: sono tutti gli altri beni economici necessari per al processo economico (es.
terreni, attrezzature, impianti, macchinari, ecc.).

E' importante che i fattori specifici acquistati presentino il carattere di strumentalit produttiva, in quanto il loro
scopo sar lo svolgimento di una singolare attivit produttiva. Si deduce, quindi, che esiste una forte connessione
tra i mezzi economici acquistati dall'azienda, detta complementariet. Infatti, il mezzo economico o fattore
produttivo assume un valore minore se considerato disgiunto dagli altri.
I fattori produttivi specifici possono esaurire la loro utilit in un solo processo produttivo, oppure partecipare a pi
processi. Di conseguenza si distinguono fattori ad utilit unica e fattori ad utilit ripetuta (es. macchinari,
brevetti, ecc.). Quindi, per determinare la partecipazione di un fattore produttivo nel processo produttivo d'impresa,
necessario considerare il fattore tempo.
Il sistema delle operazioni di un'impresa
L'attivit d'impresa un attivit economica che inizia con l'acquisto, da parte dell'impresa, dei fattori produttivi, ne
segue la loro combinazione e l'ottenimento di prodotti materiali/immateriali destinati alla vendita. Per avviare
questo processo economico-tecnico, l'impresa necessita di acquistare un numero imprecisato di fattori produttivi
specifici. Per fare ci, dovr rivolgersi ad un mercato ed affrontare un costo per l'acquisto (C = f * p), la cui misura
generalmente data dall'uscita di denaro da corrispondersi al fornitore del fattore specifico acquistato. Questi costi
altro non sono che investimenti da parte dell'impresa. Infatti, una volta attuato il processo di produzione, ovvero,
una volta incrementato il valore dei beni prodotti per il mercato, questi potranno essere venduti e di conseguenza si
verificher un ricavo (R = Q * p), con il quale l'impresa recuperer i costi dell'investimento.
Le operazioni extra-gestione e di gestione interna ed esterna
La gestione d'impresa composta dalla gestione esterna, che riguarda tutte le operazioni compiute nella realt
dello scambio con economie esterne (acquisti, vendite) e da una gestione interna che comprende tutti gli atti di
gestione interna (l'utilizzo dei fattori di produzione, la determinazione degli ammortamenti...).

La gestione d'impresa: aspetto monetario, finanziario ed economico


L'intermediario alla base degli scambi la moneta. La gestione monetaria, infatti, comprende le entrate e le uscita
monetarie: ovvero gli incassi ed i pagamenti. Non sempre, per, l'attivit economica d'impresa si svolge mediante
movimenti di denaro, ma anche attraverso debiti e crediti che, come sostituti temporanei del movimento di
moneta, costituiscono l'aspetto di gestione finanziaria.
La gestione d'impresa nella dinamica degli investimenti e dei finanziamenti
L'investimento qualsiasi esborso di denaro finalizzato al perseguimento di un utile. Pu interessare sia l'acquisto
di beni strumentali (investimenti reali), che l'impiego di denaro in modo fruttifero (investimenti finanziari).
L'insieme degli investimenti (capitale lordo) effettuati dall'impresa in parte finanziato da capitale proprio ed in
parte finanziato da capitale di prestito (debiti di ogni specie). Quella parte degli investimenti non finanziata da
debiti detta capitale netto. A seguito della gestione, per convenzione solitamente a fine esercizio, si rileva la
variazione di capitale, ovvero il reddito.
Il fabbisogno finanziario d'impresa
Il fabbisogno finanziario d'impresa la quantit di mezzi necessari all'impresa per poter svolgere l'attivit
economica che le propria. L'entit del fabbisogno finanziario varia in funzione del tipo di attivit che l'impresa
svolge, dalle dimensioni della stessa impresa e dal tempo che intercorre tra la liquidazione dei costi ed il realizzo di
ricavi di quei costi, ovvero dalla velocit di circolazione. Il fabbisogno finanziario d'impresa riguarda anche la fase
di costituzione dell'impresa stessa e comprende il calcolo dei costi di costituzione.