Cos’è la lingua?
La LINGUA è:
- un elemento intangibile di una comunità come le religioni e la tradizioni, che fa parte
della cultura di un popolo.
- un sistema di suoni che ha leggi fonetiche, morfologiche e sintattiche ben definite.
- legata al territorio, in un territorio più esteso c’è una maggiore numero di lingue
Sul territorio italiano, oltre alla lingua ufficiale:
- franco provenzale: si parla al confine in confine con la francia quindi in piemonte;
- lucano: in basilicata;
- dauno: nella provincia interna della provincia di Foggia;
- ladino si parla nella alpi interne tra veneto, friuli e trentino
- sabino: nella parte interna del lazio
- occitano: nella parte ligure;
- tabacchino: in sardegna sud occidentale
- campidanese: è un dialetto sempre della sardegna.
Queste lingue si caratterizzano per la loro vicinanza ai confini con altre nazione, favorite
dall’ACCESSIBILITÀ: favorisce lo sviluppo delle lingue e delle tradizioni diverse da quelle
comuni. Esempi:
- prendiamo il caso dell’enclave La Linea Morgan che divide il territorio al confine con
la ex jugoslavia in un tempo quando esisteva: abbiamo l’enclave di Pola nel territorio
slavo e una in Italia; la comunità che parlava italiano nella ex jugoslavia subisce delle
- pressioni politiche e quindi la comunità italiana scappa e le comunità che parlano
oggi italiano esistono ancora ma questa comunità è molto ridotta e sta soprattutto
nella parte nord del paese, parte più prossima all’italia: quindi rimane concentrata
nella parte nord occidentale della Croazia.
- Isola di Curzola, dove rimane un dialetto “veneto de mar” che assomiglia vagamente
alla nostra lingua. In questa isola, nella parte sud, con una costruzione muraria
particolare, non mancano i segni di un passato veneziano come il duomo di San
Marco. Questa isola ha una bassa accessibilità.
Nel mondo:
- lingue parlate: 6800
- lingue europee contano solo per il 3%
- lingua più parlata al mondo: mandarino, parlato da 935 milioni di nativi (2010). È il
paese che demograficamente conta di più al mondo
- lingue più parlate: mandarino, hindi, inglese, russo, arabo, bengalese,
malese-indonesiano, portoghese
- la globalizzazione porta ad una crescita esponenziale demografica e quindi un
decremento delle lingue parlate al mondo, causando la perdita della diversità
linguistica e la creazione di politiche atte a difendere le lingue minoritarie
DEFINIZIONI DI LINGUAGGIO
LINGUAGGIO: sistema di comunicazione che si basa sull'uso di simboli ai quali viene
attribuito un significato preciso
- permette a due o più persone di comunicare tra loro, anche se non parlano la stessa
lingua madre
- esistono diversi tipi di linguaggio, come il linguaggio stradale, i linguaggi informatici
come il C++ e l'HTML, e così via.
LINGUA UFFICIALE: è quella parlata dalle istituzioni pubbliche e private ed è riconosciuta
all'interno e all'esterno dello stato
- in Italia, l'italiano è la lingua ufficiale e il paese è considerato monolinguista.
- Ci sono, tuttavia, molti altri paesi nel mondo in cui si parlano più di una lingua
ufficiale, esempi:
- 1. Belgio e l'Austria hanno tre lingue ufficiali
- 2. in India ci sono due lingue ufficiali e altre 22 riconosciute
- 3. in Canada, ci sono due lingue ufficiali (francese e inglese)
- 4. in Nigeria l'inglese è la lingua ufficiale ma non è universalmente accettata. In
generale le lingue ufficiali dell'Africa sono strettamente legate ai processi coloniali: ad
esempio, nel Nord Africa l'arabo è la lingua ufficiale, mentre altre lingue come il
francese, l'inglese e lo spagnolo sono diffuse in altri paesi.
DIALETTO: è una variante regionale della lingua madre
- può diventare una lingua ufficiale se parlata dagli elementi più importanti di uno stato,
o comunque da chi detiene il potere. In Francia, ad esempio, il francese standard
parlato a Parigi è diventato la lingua ufficiale, sebbene esistano ancora diversi dialetti
regionali in uso.
- In genere, i dialetti non sono facilmente comprensibili tra di loro e rappresentano una
forma di diversità culturale e linguistica all'interno di un paese o di una regione.
LINGUE MINORITARIE:, sono parlate da una minoranza di persone, come il sardo o il
ladino.
LINGUE NATURALI sono quelle parlate dalle popolazioni, ovvero le lingue madri, che
variano a seconda delle diverse etnie, come in Africa (distribuzione delle diverse etnie che
non corrispondevano con i confini statali)
LINGUE ARTIFICIALI: lingue amalgama che derivano dalla mescolanza di due lingue
diverse e semplificate nella loro terminologia e struttura grammaticale, come il cinglish o lo
spanglish.
LINGUE CREOLE: sono l'evoluzione delle lingue pidgin, con una struttura grammaticale e
linguistica più complessa e una terminologia più approfondita, come il swahili.
- Esperanto: un tentativo fallito di creare una lingua unificata per la comunicazione
globale.
LINGUE FRANCHE: sono lingue semplificate utilizzate da persone con lingue madri diverse
per capirsi tra di loro. L'inglese è attualmente la lingua franca più utilizzata, ma in passato
altre lingue sono state utilizzate allo stesso scopo, come il greco, il latino, l'aramaico e
l'hindi.
Indice di diversità linguistica: indice che ci aiuta a comprendere la diversità linguistica
all’interno di un paese mettendo in relazione:
- numero delle lingue parlate
- numero delle persone che abitano il paese
Varia da 0 a 1
- 0: si ha una bassa probabilità di estrarre due persone che non parlino la stessa
lingua
- 1: due persone estratte potrebbero parlare due lingue diverse
QUESTIONE DELLA LINGUA IN ITALIA:
La questione della lingua è un tema importante in quanto la lingua è un mezzo per
identificare l'identità nazionale e la cultura di un paese. In Italia, l'italiano è diventato la lingua
ufficiale nel 1861, sebbene fosse già parlato dalle classi più abbienti. Tuttavia, l'80% della
popolazione era analfabeta e solo il 2% parlava italiano.
Per rendere l'italiano la lingua dello stato, furono introdotte leggi, come la Legge Coppino,
per promuovere l'uso dell'italiano. Tuttavia, ci furono anche contestazioni da parte di
intellettuali come Carducci e Ascoli, che criticavano l'idea di imporre una lingua a tavolino,
sostenendo che la lingua nasce da una comunità e richiede tempo per evolversi.
Durante il periodo del fascismo, si cercò di promuovere l'autarchia culturale, l'indipendenza
economica e culturale dal resto del mondo, e si ostacolò l'uso dei dialetti. Tuttavia, questi
sforzi non portarono a molti risultati concreti. Invece, il ruolo dell'esercito e della burocrazia
furono importanti per l'uso dell'italiano.
Negli anni '60, le migrazioni interne dalla campagna alle città crearono la necessità di
amalgamarsi linguisticamente. In questo periodo, Alberto Manzi utilizzò il mezzo della
televisione per insegnare l'italiano. Questo approccio alla promozione dell'italiano fu una
svolta, poiché permise a molte persone di imparare la lingua, nonostante non avessero
avuto accesso all'istruzione formale.
Lo stato italiano tutela le minoranze linguistiche con l’articolo 6
Differenza tra lingua minoritaria e dialetto:
la differenza tra dialetto e lingua minoritaria può essere sottile e dipende dal punto di vista
culturale e politico. I dialetti sono spesso considerati come varietà regionali della lingua
nazionale, mentre le lingue minoritarie possono essere considerate come lingue separate e
distinte.
LINGUE INDOEUROPEE. Le nostre lingue sono parte di una famiglia linguistica ancora più
grande, che raggruppa lingue che discendono tutte da un idioma originale. In Europa,
questo idioma è noto come protolinguaggio indoeuropeo. Si tratta di un'antica lingua arcaica
che si è evoluta nel tempo, dando origine alle lingue romanze, slave e germaniche che
conosciamo oggi. Tuttavia, il protolinguaggio indoeuropeo è solo una piccola parte delle
lingue che esistono nel mondo.
Se osserviamo l'albero genealogico delle lingue indoeuropee, vediamo che è complesso, ma
che in realtà è solo una piccola parte delle lingue che troviamo nel mondo. In Europa, le
lingue romanze, slave e germaniche sono diffuse, ma poi la situazione diventa più
complessa a causa delle molte etnie presenti in Europa. Tuttavia, tutte queste lingue
derivano dalla stessa protolingua indoeuropea.
La protolingua indoeuropea ha una stretta connessione con l'India, poiché la stessa lingua è
stata parlata in entrambe le regioni. Questo ci dà una matrice culturale comune e tramite la
lingua siamo in grado di ricostruire le migrazioni delle popolazioni. In altre parole, la lingua
diventa il modo per stimare dove sono andati i vecchi flussi migratori.
A livello mondiale, la famiglia linguistica più grande in termini di peso demografico è quella
cinese (mandarino). Ci si potrebbe chiedere perché le lingue indoeuropee non si sono spinte
in fondo nel mondo cinese. Il motivo è che l'Himalaya ha fermato i flussi migratori più
importanti. Inoltre, le lingue indoeuropee e le lingue sinotibetane sono così diverse perché
appartengono a famiglie linguistiche differenti.
Le lingue indoeuropee come l'inglese e l'hindi hanno una parte della stessa famiglia
linguistica, perché vi sono state migrazioni in tempi remoti. Lo stesso vale per lingue come
l'arabo e l'ebraico. Ci si potrebbe chiedere perché c'è una così grande differenza tra la
distribuzione percentuale delle lingue e quella delle persone che le parlano. Ad esempio, le
lingue sinotibetane sono solo 100, mentre le lingue indoeuropee sono il 6%. Tuttavia, se
guardiamo alle lingue parlate, l'indoeuropeo è il 45%. Questo è dovuto alla colonizzazione e
al fatto che l'hindi si parla in India, dove vivono oltre 1 miliardo di persone. In altre parole, il
numero di persone che parlano una determinata lingua è legato al numero di persone che
vivono in una determinata area del mondo.