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History

ancient history, wars and main countries development

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STORIA LICEO 1 - da gennaio 2024

AUTUNNO DEL MEDIOEVO

le monarchie nazionali
La vicenda della guerra dei cent’anni va inserita nel contesto della formazione delle monarchie
nazionali, o meglio un loro primo embrione: le monarchie feudali medievali stanno diventando
nazionali. Si può vedere questo processo in Francia, in Spagna a seguito della reconquista, in
Portogallo, in Inghilterra, la quale passò prima attraverso la guerra dei cent'anni e poi in quella delle
due rose, dopo le quali anch'essa si trasformò in una monarchia nazionale sotto i Tudor.
Questo processo caratterizzò in particolare l’Europa occidentale, mentre tutte le altre aree invece non
giunsero ancora a questa tipologia di stato e organizzazione.
monarchia nazionale:
- confini → è uno stato territoriale, cioè che possiede dei confini ben determinati; il concetto di
confine sarà molto impreciso per molto tempo ma si inizia ad andare verso quella direzione;
questi confini a seguito dei trattati si cominciarono a tracciare
- omogeneità giuridica → si iniziò a semplificare il diritto rispetto all’epoca feudale, in cui ogni
feudo aveva il suo; qui il diritto diventa pertinenza dello stato che emanava le leggi e
amministrava la giustizia, cosa per cui nacquero delle istituzioni; in Francia ad esempio si
rafforzò il parlamento (è una corte suprema con funzioni giuridiche, al contrario di ora in Italia
che è riempito da rappresentanti del popolo; in Francia era fatto di magistrati che si devono
pronunciare in sentenze quando c'è una controversia giuridica. In Spagna ci fu un altro
modello a Valladolid: lì c'era audiencia nacional, con funzioni simili al parlamento di Parigi)
- sentimento nazionale → portato da persone come Giovanna d’Arco, ma anche Enrico V
prima della battaglia di Azincourt, il quale vuole dimostrare di essere uniti e molto motivati per
la causa inglese; comincia quindi a nascere il senso di patria e appartenga a una nazione. La
guerra dei cent’anni per questo fa da catalizzatore, come anche la reconquista, e infatti fanno
sentire molto di più lo spirito statale
- diplomazia → cominciò a nascere un corpo diplomatico a servizio dello stato, fatto di
funzionari e dei primi ambasciatori; in particolare la repubblica di Venezia fu la prima ad avere
un corpo diplomatico efficiente, con anche gli ambasciatori della serenissima, i quali portano
informazioni riguardo alla situazione del posto in cui si trovavano
- esercito nazionale → mentre gli eserciti feudali sono disorganizzati e funzionano poco, i re
preferiscono avere dei soldati reclutati e pagati; iniziarono le prime forme di coscrizione,
ovvero che lo stato sceglieva delle persone che sarebbero state nell’esercito; si reclutano
quindi soldati che combattono in nome del re e non di un signore feudale. Questo processo è
anche favorito dal declino della cavalleria e dall’evoluzione dei mezzi militari e delle armi (le
quali sono estremamente costose, come tutte le cose necessarie per la guerra).
- uniformità amministrativa → vengono istituiti funzionari che dipendono direttamente dal re
e che hanno lo scopo di portare la sua legge in ogni angolo del regno, limitare gli abusi delle
aristocrazie e riferire al sovrano ciò che accade nelle varie parti del regno; i sovrani trovano
per questo scopo la classe della borghesia, molto disponibile a collaborare per creare lo stato
nazionale, questo perché sono gli antagonisti della vecchia aristocrazia; più il sovrano
afferma la sovranità più si indeboliscono i poteri aristocratici. Di conseguenza molti degli alti
funzionari dello stato erano borghesi. Furono talmente importanti che le loro cariche finirono
per diventare ereditarie (in Francia venivano anche appaltate, cosa che portò molta
corruzione); la borghesia si trasformò in una nobiltà chiamata noblesse de robe (nobiltà di
toga), contrapposta alla noblesse d’épée (nobiltà di spada)

1
francia
In Francia prevale il partito del Delfino Carlo VI che riesce a sconfiggere gli inglesi, i quali
mantengono solamente il potere a Calais (posto da cui ci si imbarca tutt’ora).
Rimane sempre il dualismo franco-borgognone, nonostante nella fine della guerra i borgognoni si
siano avvicinati alla casata di Francia: essi non avevano ancora rinunciato al loro proposito di
diventare una terza potenza tra Francia e Germania al centro tra le due.
Avrebbero però dovuto unificare il loro ramo settentrionale (Fiandre) e quello meridionale (Franca
contea, Ligione): tra questi due rami c'era la Lorena, che non permetteva continuità tra i due territori
che essi erano desiderosi di unificare e che Carlo il Temerario cercò di conquistare; i francesi che
temevano questo proposito aizzarono contro Carlo quelli che volevano difendere i territori, in
particolare le milizie mercenarie svizzere (tuttora esistono le guardie svizzere a difendere tipo il
Vaticano; spesso i giovani svizzeri erano costretti quasi a vendersi come mercenari. Svilupparono in
particolare una tecnica molto efficace, il quadrato di fanteria molto efficace contro la cavalleria,
opponendo un quadrato compatto che si difendeva grazie alle picche, aste puntate verso l’esterno
che bloccano l’avanzata) che difesero il ducato di Lorena.
Carlo il temerario andò a combattere con gli svizzeri, ma venne ucciso nel tentativo di conquistare la
Lorena (muore nel 1477); a seguito di questo la Borgogna viene smembrata:
il ramo settentrionale finisce agli Asburgo d’Austria grazie al matrimonio tra Maria di Borgogna e
Massimiliano d’Asburgo, creando un’unione dinastica tra le terre delle Fiandre e quelle d’Austria.
Gli Asburgo avevano un controllo sui valichi alpini nella parte orientale e riuscirono a diventare
imperatori tedeschi; la loro espansione fu dovuta principalmente alle conquiste fatte con i matrimoni,
infatti si diceva “facciano gli altri le guerre, tu Austria felice sposati”.
Con questa tecnica controllavano Austria, Germania, Ungheria, Polonia, Fiandre, America, Cile,
Messico (e il loro motto divenne plus ultra, con le colonne d’ercole come stemma; si diceva che sul
loro impero non tramontasse mai il sole).
Le terre meridionali dei borgognoni invece vennero inglobate dal regno di Francia e diventarono una
regione francese, com'è tutt'ora. Tramontò quindi l’effimero ma importante ducato di Borgogna
(consiglio di lettura → L’autunno del medioevo, Huizinga)
Grazie al matrimonio con Anna di Bretagna (zona subito a sud della Normandia), il nuovo re di
Francia Carlo VIII di Valois (questa dinastia aveva il potere ora) si prese anche la Bretagna. Si
estingue intanto il ramo degli Angiò, che controllavano Anjou e la Provenza che passarono al re di
Francia.
Carlo VIII cominciò quindi ad avere un enorme potere e tantissimi territori a disposizione con
un’amministrazione efficiente; cominciarono anche ad arrivare molte tasse anche grazie all’aggiunta
delle tasse dirette sui sudditi (oltre a quelle del passaggio sui ponti e dall’utilizzo dei macchinari):
questa tassa si chiamava taglia (taglieggiare significa estorcere del denaro, aveva quindi una
connotazione negativa). Era una tassa diretta, quindi si pagava in quanto persona e non per un
utilizzo: nasce così la figura del contribuente. Il clero era abbastanza esentato da queste tasse,
nonostante con Filippo il Bello ci fu uno scontro con Bonifacio VIII perché il sovrano voleva che anche
la chiesa pagasse le tasse; in questo contesto avvenne poi lo schiaffo di Anagni, evento a seguito del
quale la chiesa si trasferì da Roma ad Avignone.
La Francia, prima sotto Luigi XI e poi sotto al figlio Carlo VIII, ebbe un grande potere in Europa e
anche delle grandi risorse, così poté cominciare a coltivare dei piani espansionistici. Un obiettivo
politico e strategico poteva essere riprendersi la Sicilia, dopo che gli Angioini erano stati cacciati da lì;
questo scopo spinse a scendere in Italia.

guerra delle due rose | inghilterra


In Inghilterra si passa attraverso la guerra delle due rose (1455-1485), ovvero una guerra civile: già
frustrata dalla guerra dei cent’anni, l’Inghilterra dovette affrontare anche una grandissima crisi
dinastica; infatti in quel periodo c'era una contesa per la corona tra gli York e i Lancaster, i primi con
una rosa bianca e i secondi con una rosa rossa come emblema.

2
La soluzione stava poi alla fine in una sorta di compromesso, nello specifico un matrimonio: Enrico
VII, legato ai Lancaster, sposò Elisabetta York. Questa guerra accelerò il declino dell’aristocrazia
feudale inglese, i cui componenti morirono durante le battaglie.
Ci fu quindi un’ascesa di classi nuove, una nuova piccola nobiltà si fece strada e poi una borghesia
sempre più influente,
Enrico VII dei Tudor va ricordato per aver accentrato il potere nelle sue mani grazie all’organo
giudiziario chiamato star chamber (dal fatto che si incontravano in una stanza con un soffitto
affrescato con disegnato un cielo): questo era un tribunale che serviva per reprimere gli abusi fatti
dall’aristocrazia feudale (pretendere di amministrare in proprio la giustizia, non versare le tasse,
usurpare le terre approfittando della guerra civile ecc.); tutti questi abusi vennero sanzionati dalla
camera stellare.
Enrico VII diede una prima spinta allo sviluppo della flotta navale inglese, che iniziò ad essere
significativa: diventano così importanti le prime città portuali inglesi nella costa sud. Inoltre gli inglesi
cominciano anche a mettere sotto controllo l’Irlanda (</3).
Il parlamento intanto perde potere, dato che serviva a negoziare tasse e tributi e il re non aveva più
bisogno di convocarlo.
Successivamente si sviluppò la discendenza storica dei Tudor (Enrico VIII - mogli e scisma
anglicano-, Maria Sanguinaria - Bloody Mary-, Elisabetta I), con un'influenza tra il 1400 e il 1600
Discendenza storica dei tudor tra 1400 1500 e 1600; successivamente sfociò nella dinastia degli
Stuart.

spagna
Tra i vari potentati cristiani emersi nella reconquista diventarono prevalenti quelli di Castiglia e
d'Aragona, abbastanza diversi per diverse ragioni:
- castiglia → era nel cuore della penisola iberica, si sviluppava su un vasto altipiano chiamato
Meseta, ha un clima continentale (tanto freddo e poi tanto caldo), molti castelli (vedi nome), è
molto diffusa la pastorizia a seguito dello spopolamento delle campagne; è una regione
piuttosto tradizionalista sul piano sociale e culturale
- aragona → ha città mediterranee, quindi è più votata a traffici, commerci e scambi; gli
aragonesi conquistarono la Sicilia; in Aragona si sviluppò molto la manifattura tessile
Nascono quindi due regni diversi pur con la base di fondo uguale, ovvero quella spagnola.
L’Aragona si era impadronita anche del resto del meridione quando si estinse la dinastia angioina che
governava su Napoli; il successore che prese il potere fu Alfonso d’Aragona.
Nella Castiglia avviene una crisi dinastica abbastanza complicata (consiglio → vedere Isabel - serie
tv): un figlio illegittimo di Alfonso di Castiglia, Enrico il Bastardo, aveva fondato una sua dinastia che
rivendicava il trono di Castiglia, condendolo con Pietro il Crudele (famiglia di Leon, era il figlio
legittimo di Alfonso di Castiglia).
La dinastia di Enrico si chiamava Trastamara: questa linea dinastica nacque con lo scopo di battersi
per il regno di Castiglia.
Nascono dai due figli due cugine che si contendono il trono: Isabella di Castiglia (Trastamara) e
Giovanna di Castiglia (Leon); cresciute, Isabella si sposa con Ferdinando d’Aragona, mentre
Giovanna si sposa con Alfonso del Portogallo.
Allora avvengono nelle contese in cui ci si chiede se la Spagna sarà governata da un asse castigliano
aragonese o uno castigliano portoghese; infine Isabella e Ferdinando prendono il potere, avviando un
processo di omogeneizzazione.
La fusione di questi due regni si basa sulla religione cattolica, puntando sull’omogeneità cattolica: a
causa di questo, non ci sarebbero più stati musulmani ed ebrei; per questo cominciarono le
persecuzioni contro queste minoranze, chiudendo le sinagoghe, arrestando i rabbini, fino a imporre
pure il battesimo forzato (o ti battezzi oppure non puoi stare).
Nel 1492 si arrivò all’editto di espulsione (decreto di Granada), secondo il quale tutti quelli che non
volevano battezzarsi dovevano andare via dal posto. Lo strumento di queste persecuzioni fu la santa

3
Inquisizione spagnola, un braccio religioso del regno di Spagna che possedeva molta autonomia ed
era guidato da un sacerdote fanatico di origini ebraiche, Tomas de Torquemada.

testo e domande pagina 212


1) Dicendo i cattivi cristiani si riferisce forse agli ebrei che si sono convertiti poi al cristianesimo,
oppure direttamente si riferisce agli stessi ebrei.
2) Prevedevano che gli ebrei vivessero separatamente dagli altri.
3) Vengono rappresentati come personaggi crudeli che agiscono con lo scopo di convertire i
cristiani.
4) Il voler mettere in cattiva luce la popolazione ebraica, rendendo automatico nella mente di chi
legge l’odio nei loro confronti.

trasformazioni orientali - mediterraneo orientale


In questo periodo nel mediterraneo orientale si afferma un potente califfato, che però aveva dei califfi
turchi e non arabi: prese il potere il potentato dei turchi ottomani sviluppati nell’Anatolia; le loro
campagne espansionistiche si ampliarono nel XIV secolo con molte vittorie: essi infatti sconfissero le
popolazioni slave dei Balcani, sottomettendo la Serbia nella battaglia del Kosovo nel 1389.
- attualità serba → il Kosovo è l'area dei Balcani in cui si svolse questa battaglia tra turchi e
una coalizione slava a guida serba; questa è una località molto legata al nazionalismo serbo:
infatti i serbi hanno trasformato questa epica sconfitta in una specie di martirio, sacrificio,
suprema prova di coraggio e come tutte le epopee hanno raccontato anche del tradimento di
alcuni sinistri personaggi che si schierarono dalla parte del nemico turco. Con il tempo poi in
quest'area dei Balcani si sono insediati molti albanesi e si costituì una notevole minoranza
albanese, schierata con i turchi nel 1389. Ancora oggi ci sono tanti conflitti perché i serbi,
nonostante in Kosovo siano ormai una minoranza, non accettano che diventi uno stato
indipendente: per loro Kosovo significa la nascita della storia serba, quindi ora il fatto che sia
abitato da albanesi non è considerato sufficiente per far loro avere l’indipendenza.
Gli ottomani ottennero tante travolgenti vittorie, sconfissero anche gli ungheresi, gli albanesi e
dilagarono in tutta l'area balcanica: tutte queste terre che conquistarono erano controllate dall’impero
di Bisanzio in qualche modo, quindi erano tutte conquiste a discapito dell'impero bizantino
indebolito nonostante la presenza della dinastia dei Paleologhi.
L’esercito ottomano, molto forte, era caratterizzato da una forte fanteria e cavalleria (erano un popolo
della steppa); una particolarità è che avevano cominciato a reclutare soldati nei popoli sconfitti,
chiedendo quindi una tassa umana: le famiglie dovevano dare una quota di figli, che poi sarebbero
stati educati poi e trasformati in soldati; questi bambini indottrinati vennero trasformati in un reparto
modello dell’esercito, detti i giannizzeri.
Nonostante la brutalità di questa cosa, le popolazioni sottomesse non ebbero una brutta reazione:
questo anche perché gli ottomani a seguito delle loro conquiste istituirono anche delle misure molto
aperte e tolleranti (ad esempio le popolazioni convertite all’islam venivano incluse nello stato e quelli
non convertiti venivano comunque rispettati e potevano continuare con le loro tradizioni, pagando
semplicemente una tassa chiamata millet.
Invece i cavalieri originali turchi si chiamavano sipahi.
Sempre riguardo all’esercito, i turchi furono i primi a usare l’artiglieria pesante, infatti crearono
cannoni estremamente capaci di distruggere le cinta murarie (il loro sviluppo era molto avanti per quel
periodo).
Questo sviluppo sul fronte dei cannoni però fu in parte un loro punto debole: già dal 1500 infatti
iniziarono a perdere terreni perché si ostinavano nella fabbricazione di giganteschi cannoni in bronzo,
enormi, costosissimi e pesantissimi; gli occidentali invece capirono che la chiave era fare cannoni in
ferro molto più economici e più facili da manovrare, persino issabili sulle navi. L'Europa puntò quindi
sull’artiglieria comoda, mentre i turchi puntarono sul grande che però non aveva una vera efficacia
andando avanti con lo sviluppo.

4
Le loro campagne trovarono il coronamento nel 1453: la città di Costantinopoli era sfuggita al loro
controllo, infatti appariva quasi inespugnabile, protetta da un lato da grandi cinte murarie e dall’altro
dal mare.
Dopo anni di mancata conquista di Costantinopoli arrivò un nuovo sultano turco quasi fanatico,
Maometto II, che aveva fatto della conquista di Costantinopoli il suo chiodo fisso; per questo la
pianificò per anni, fin da quando a 21 anni salì al potere nel 1451.
Per superare le barriere fisiche che circondavano Costantinopoli, Maometto portò la flotta turca a
scavalcare le montagne grazie a una grande logistica: riuscì così a superarle e arrivare al mare
protetto da Costantinopoli; inoltre portò con sé anche un enorme cannone fatto da un ungherese.
Costantinopoli era quindi circondata sia per terra che per mare; inoltre una casualità portò maggiore
vantaggio agli ottomani: alcuni dei difensori della città infatti si dimenticarono di chiudere delle porte.
Allarmati, i bizantini chiesero aiuto all’occidente che però, essendo molto diviso, non riuscì a darglielo
in modo utile. Così la cattedrale di Santa Sofia venne conquistata, Costantinopoli divenne Istanbul e
Maometto divenne Fatih, il conquistatore.
Degli equilibri secolari si ruppero così con la dell’enorme impero ottomano, esteso da Asia, Africa e
Balcani, occupante quindi tutto il mediterraneo orientale e tre continenti.
Maometto, per dare sostanza al suo soprannome di conquistatore, programmò altre conquiste,
cercando di indebolire Venezia togliendole dei territori e attaccando l’Italia meridionale, in cui sbarcò
ad Otranto nel 1480. In quel luogo avvenne un episodio molto violento diverso dalle solite conquiste
turche: infatti dato che gli italiani non diedero l’obbedienza che i Turchi speravano di trovare, essi
uccisero a freddo quasi 10000 abitanti (ancora oggi esiste la cappella dei martiri di Otranto).
In giro per le coste vennero allora erette delle torri di avvistamento, le quali comunicavano
visivamente con le altre torri, avvisandole immediatamente dell’arrivo delle flotte turche per difendersi.
Venne un'altra idea per difendersi: le popolazioni locali trasformarono i luoghi agricoli in fortezze per
proteggersi e molte aree costiere vennero abbandonate.
Dalla morte di Maometto, morto mentre cercava di assediare scutari in Albania, la minaccia turca
iniziò ad affievolirsi, anche se alcuni successori continuarono con le sue campagne.
Uno dei sovrani più importanti dopo Maometto II fu Solimano il Magnifico: egli, al contrario di
Maometto ricordato per le strategie militari, venne ricordato anche per la sua intelligenza e la sua
apertura.
Gli elementi di debolezza che portarono al declino dell’impero ottomano furono: C'erano degli
elementi di debolezza che uscirono a lungo termine:
- il sistema di successione: mentre le monarchie occidentali si affidavano alla legge salica,
nel mondo ottomano c'era la prassi di istituire un harem con mogli e concubine e ognuna di
queste donne premeva che suo figlio avesse il titolo di sultano, cosa che genero delle lotte
furibonde per la successione.
- sbagliarono la direttrice sul campo militare
- avevano un esercito troppo vasto per essere efficiente
- non si accorsero di alcuni aspetti importanti delle innovazioni del mondo: quando cadde
Costantinopoli, Gutenberg mise in pratica la prima macchina di stampa a caratteri mobili,
facendo tanti caratteri di piombo che, assemblati, potevano stampare, creando un metodo
molto più economico per far girare la cultura. I turchi esitarono davanti alle innovazioni e
finirono per accumulare un ritardo tecnologico che poi finì per pesare successivamente
Una conseguenza della caduta di Costantinopoli fu la nascita dello zarismo in Russia: l'ultima erede
di Bisanzio, regina Zoe Paleologa, si sposò con Ivan III di Russia, il quale rivendicò il ruolo che prima
era stato dell’imperatore bizantino: prese quindi il ruolo di zar, da Caesar, e nacque la dottrina della
terza Roma (la prima Roma era Roma degli Imperatori tipo Augusto, la seconda Costantinopoli e la
terza Mosca, che sorge anch'essa su sette colli, e prenderà il ruolo della prima Roma).

5
italia - signorie territoriali
La penisola italiana ha avuto una traiettoria diversa rispetto alle monarchie nazionali: qui l’unificazione
politica è avvenuta molto in ritardo, nonostante esistesse già l’italia dal punto di vista letterario e
culturale; mancavano però le condizioni politiche necessarie per darle unità politica.
Durante l’autunno del medioevo in Italia stava avvenendo una transizione tra il modello comunale
medievale e la signoria rinascimentale; successivamente le signorie si trasformarono in principati. .
- cos’è una signoria
signoria → tipo di potere molto accentrato che ha come protagonista un signore, affermatosi grazie
alle sue capacità di tipo strategico e politico; personaggio in grado di imporsi sulla scena in quella
realtà conflittuale e frammentata.
La provenienza dei signori è molto varia: spesso vengono dalla vecchia élite aristocratica (tipo i
Visconti), sono quindi nobili, o sono degli homines novi che si impongono dal basso, iniziando con il
ruolo di capitani di ventura, o iniziano dal mondo delle banche tipo Cosimo il Vecchio (era quindi un
ricco borghese con grandi legami politico finanziari), o come gli Sforza che venivano dal mondo delle
armi, o lo stesso podestà diventava signore, o un capitano del popolo esponente della ricca
borghesia, o un capo di una delle fazioni in lotta, o un condottiero militare.
- passaggio da comune di popolo a signorie
Il comune di popolo, impostosi a partire dalla sconfitta del partito ghibellino e governato dalle arti
maggiori, era un comune che non trovò una stabilità poiché l’oligarchia del popolo grasso era
sempre minacciata da due fronti: i vecchi nobili e il popolo minuto (tipo i ciompi, erano la maggioranza
dei comuni) non si erano rassegnati al passaggio.
L’oligarchia è quindi stretta tra due fuochi, e oltre a questo c'erano rivalità tra comuni (ad esempio
Modena- Bologna e la storia del secchio); questo fenomeno si chiamava campanilismo, ovvero la
forte identità comunale che aveva portato alla cronica instabilità causata dai conflitti interni tra città.
Altra causa di instabilità erano le lotte con l’esterno.
In un contesto del genere è difficile che le istituzioni restino stabili, perciò la soluzione più efficace è
affidare il potere a un singolo carismatico.
Il personaggio che diventava signore veniva riconosciuto dall’assemblea comunale, gli venivano
quindi riconosciuti i poteri e veniva legittimata la sua figura.
- differenza tra signoria e principato
All’interno del principato il principe riceveva due convalide diverse: la bottom up, ovvero una convalida
dal basso, e la up to down, ovvero una convalida dall’alto, quindi l'imperatore o un re assegnava il
titolo di principe.
- lo stato della chiesa
Lo stato della chiesa era una monarchia teocratica con elementi democratici (il papa era eletto dalla
conclave); aspirava all’universalità, mentre il principe si limitava al territori.
Dopo la morte di papà Bonifacio VIII ci fu una grande crisi della chiesa con la cattività avignonese,
ovvero un periodo in cui il papa, a seguito dello scontro con la Francia, decise di spostare la chiesa
da Roma ad Avignone (1309-1377) in Francia (in quel periodo c'era un papa francese).
Lì la chiesa visse un periodo di luci e ombre: si riorganizzò in maniera molto efficace ma perse molto
dello slancio universalistico; utilizzando il termine cattività si riprende la cattività babilonese.
A seguito di questi eventi la chiesa non era più considerata un potere in grado di legittimare gli altri;
ha essa stessa un problema di legittimazione perché con il ritorno a Roma si divise tra chi voleva
rimanere ad Avignone e chi voleva tornare a Roma nello scisma di occidente.
- alcune delle principali città
→ venezia: essa non divenne né signoria né principato, ma istituì una repubblica oligarchica nella
quale c'era un maggior consiglio (assemblea cittadina per i patrizi, ovvero i nobili vecchi veneziani di
famiglie illustri; erano scelti sia per sorteggio che per elezione); tra le varie persone veniva scelto un
doge con carica permanente per garantire stabilità; egli governava la repubblica insieme ai ministri
del minor consiglio.
→ firenze: essa divenne una criptosignoria, una via di mezzo tra comune e signoria; era una
signoria nascosta, in cui il passaggio tra comune delle arti maggiori e signoria medicea avvenne di

6
nascosto: Cosimo de Medici, dopo anni di esilio, tornò a Firenze acclamato e occupò le cariche
principali del comune ma senza modificarle, quindi in apparenza non cambiò nulla; le altre cariche
erano rimaste ma assegnate ai collaboratori di Cosimo il Vecchio.
→ ferrara (signoria): considerata la New York del Rinascimento, Ferrara, con le sue mura che
circondavano la città, divenne un modello di ispirazione. La città nacque dai capi della fazione guelfa
di Ferrara, gli Estensi/Este: essi cominciarono ad emergere nelle lotte tra guelfi e ghibellini, ottenendo
nel 1200 il titolo di signori dall'assemblea comunale. Il capostipite era Obizio d’Este. Essi ampliarono il
loro dominio verso Modena e Reggio Emilia. Durante il rinascimento Ferrare fu la culla di grandi
architetti, scultori e letterati che arrivarono lì; in particolare Ludovico Ariosto divenne lo scrittore
ufficiale della corte estense, scrivendo anche l’Orlando Furiosoe compiendo di malavoglia degli
incarichi amministrativi per loro. Anche dal punto di vista geografico la posizione di Ferrara era molto
strategica come distretto, ricca anche dal punto di vista agricolo.
→ verona (signoria): ci sono gli Scaligeri
→ padova: i Carraresi
Queste due signorie verranno incluse successivamente da Venezia.
→ mantova (signoria): ci sono i Gonzaga; era molto importante dal punto di vista artistico culturale
→ milano (signoria): si impose la casata dei Visconti, famiglia nobile che però era sostenuta dal
popolo minuto, che spesso pur di limitare il potere del popolo grasso preferiva affidarsi a un
condottiero con un programma populista che proponeva vantaggi per tutta la città
→ stato della chiesa: in questo territorio si svilupparono delle signorie effimere, perché durante il
periodo della chiesa ad Avignone degli ambiziosi condottieri le conquistarono, ma poi non ebbero
continuità nel tempo
→ urbino (signori): ci furono i Montefeltro.

Un’altra caratteristica importante delle signorie fu la cancellazione delle milizie cittadini per ragioni
politiche ed economiche: innanzitutto era molto pericolo armare il popolo, sarebbe stata una minaccia
costante per i signori; inoltre queste milizie permanenti erano troppo costose da mantenere. Quindi
vennero eliminate nonostante la loro precedente importanza, tipo nella sconfitta di Barbarossa.
Vennero sostituite dalla compagnie di ventura, con condottieri che o prestavano ottimo servizio o si
ribellavano, diventando quindi fonte di instabilità (c’erano però casi molto positivi tipo Giovanni Acuto,
al quale il comune di Firenze riconobbe anche dei meriti).
Il ruolo del signore poi si diramò in diverse “specializzazioni”, tipo i ducati (diventavano duchi, ovvero
persone che controllavano le regioni non di frontiera) o i marchesati (diventavano marchesi, ovvero
persone che controllavano le regioni di frontiera).
savoia
I Savoia iniziarono la loro storia essendo dei grandi feudatari che fin dal medioevo controllarono i
valichi alpini occidentali, avendo quindi il controllo su territori delicati e strategici.
Divennero duchi di Savoia e crearono un dominio con componente in Francia e come capoluogo
Chambery, mentre la parte piemontese non aveva ancora una capitale vera e propria.
Solo nel XI secolo Torino diventa capitale: ciò avvenne quando i Savoia capirono che la Francia stava
diventano una grande potenza nazionale e che li non c'era potenzialità di sviluppo, mentre in Italia si;
a quel punto mantennero il controllo su Chambery ma spostarono la capitale a Torino.
Già dalla fine del 1300 però vennero nominati duchi.

espansione e competizione
Tra i principati cominciò una competizione espansionistica e artistica: la fioritura di opere del
1400/1500 è dovuta anche alla propaganda, alla volontà dei signori che era di dimostrare il loro
potere tramite l’arte; inoltre la competizione era anche per avere gli artisti migliori.
Le tre Signorie più importanti e capaci verso l’espansione e l’unificazione furono Firenze, Venezia e
Milano; l'altra grande potenza fu il regno degli aragonesi del sud: dopo gli Angioini presero il potere
gli aragonesi e costruirono uno stato molto potente; nessuna di queste potenze però riuscì
nell’impresa di unificazione perché quando una diventava troppo potente gli altri si alleavano per

7
bloccarla (ad esempio due rivali come fiorentini e milanesi diventavano alleati davanti a una minaccia
comune); questo era un meccanismo tipico del 1400 principalmente.
La città che andò più vicina alla conquista totale fu Milano con Gian Galeazzo Visconti, che espanse i
confini conquistando Verona, Vicenza, Padova, sottomettendo Bologna e conquistando molte città
dell’Italia centrale tipo Perugia e anche molte città della Svizzera; un altro elemento importante della
sua espansione fu il fatto che sposò la figlia del re di Francia, Isabella di Valois.

24/01/2024 | dibattito fonti storiografiche

tesi 1 → secondo Giorgio Chittolini il passaggio com


tesi 2 → la signoria è solo un a centralmente di potere che riduce quello dell'assemblea comunale,
ma non lo annulla; secondo Andrea Zorzi non il comune e la signoria non sono due concetti antitetici
e nettamente separati: noi siamo abituati a pensare allo stato coma a un ordinamento stabile e unico
ma nel passato era tutto più flessibile. Anche se il comune non coincideva più con lo stato
rappresentava comunque la componente principale di un sistema politico più complesso. Inoltre
l’avvento della signoria non è causato dalla crisi del comune.

firenze | 2/2/2024
La repubblica di Firenze, ricca fin dal 1200, fornisce agli Angioini il capitale necessario per l’esercito
che doveva scendere in meridione per debellare gli Svevi su mandato del Papa.
- cosa accadde durante le lotte tra guelfi e ghibellini?
La città di Firenze si dimostra quindi molto ricca e importante, anche se al suo interno è una terra
molto lacerata e instabile: da anni ci sono le guerre tra guelfi e ghibellini; a un passo dalla sconfitta,
i guelfi riuscirono a prevalere.
A seguito della vittoria dei guelfi venne a crearsi la distinzione tra guelfi bianchi (aspiravano a un
comune di popolo, un governo che fosse in grado di reggersi senza le famiglie aristocratiche) e guelfi
neri (inclini a includere le vecchie aristocrazie, schierati con papa Bonifacio VIII); in queste lotte i neri
riuscirono a prevalere e i maggiori rappresentanti dei bianchi furono esiliati.
- cos’è il tumulto dei ciompi e a cosa portò?
La situazione non si stabilizza neanche dopo la vittoria dei neri: Firenze venne travolta dalla crisi
economica del 1300 che portò a un calo di profitti di lana e manifattura e a un drammatico aumento
della disoccupazione; i più colpiti durante questa crisi furono i più vulnerabili, come i ciompi.
Tutto ciò portò alla rivolta chiamata tumulto dei ciompi che mise a soqquadro la città e causò un
riassetto istituzionale: i ciompi riuscirono ad ottenere l'istituzione di tre nuove arti (i ciompi, i tintori e i
farsettai), chiamate arti del popolo di Dio; erano le arti che caratterizzavano il popolo minuto e che
fino a quel momento erano state escluse dalla politica; a seguito di questi cambiamenti entrarono
nelle assemblee della città.
Anche a causa di questa rivolta si comprese che il comune era instabile, con al potere leader popolari
che non dimostrarono capacità politica; non appena persero un po’ il favore popolare, il popolo grasso
fece uccidere i capi dei ciompi.
- come avviene l’ascesa dei medici?
A seguito di questi eventi anche Firenze si convinse a centralizzare il potere, affidandosi a mani
esperte: da questa decisione emersero i Medici, ricchissimi banchieri originari del Mugello (zona oggi
conosciuta per una pista automobilistica). La loro abilità economica li portò ad avere affidate le casse
della chiesa, tornata a Roma dopo la cattività avignonese.
Inizialmente venne instaurata una criptosignoria da Cosimo il Vecchio (1389-1464), mentre una vera
signoria viene instaurata da Lorenzo de Medici (1449-1492), nella seconda metà del 1400.
Anche i Medici successivamente, in particolare, dovettero fare attenzione all’ostilità della chiesa, in
particolare concentrata nella congiura dei pazzi del 1478, organizzati dai Pazzi, banchieri fiorentini, e
supportata appunto dal papato.

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- quando l’europa capì di non poter stare tutta sotto a un potere unico?
A seguito della guerra dei trent’anni (1615-1648), quindi due secoli dopo, l'Europa, dopo aver redatto
una serie di trattati diplomatici in Vestfalia, accettò che nessuna potenza europea era in grado di
unificare l'intero continente: sarebbe rimasta plurale sul piano politico e istituzionale. Venne quindi
replicato il modello della pace di lodi anche su scala europea, accettando quindi la sua eterogeneità.

chiesa
- cos’è la cattività avignonese?
Tra il 1309 e il 1377 ci fu la cattività avignonese, ovvero il periodo in cui la chiesa pontificia è
trasferita ad Avignone (un exclave, territorio che pur trovandosi in uno stato estero appartiene a un
altro stato). Lo spostamento, sotto Clemente III, avvenne perché Roma era cronicamente ostaggio di
grandi famiglie che si contendevano il potere.
La chiesa in questo periodo fu caratterizzata da luci ed ombre: guardando il lato positivo, la chiesa ci
fu una tregua con le famiglie del Lazio e le strutture ecclesiastiche furono razionalizzate dal punto di
vista amministrativo.
Un funzionario chiamato Francesco Petrarca racconta che la chiesa stava diventando sempre di più
una macchina di potere ed economica e sempre meno un modello spirituale. Lo stesso termine
“cattività” crea un parallelismo con gli ebrei che erano stati prigionieri di babilonia, mentre la chiesa
era divenuta prigioniera di logiche corrotte. Petrarca scrive allora una serie di sonetti caratterizzati da
uno dei suoi principali topoi, ovvero la corrispondenza tra la poesia e la politica.

sonetto 114 sonetto 136


De l’empia Babilonia, ond’è fuggita Fiamma dal ciel su le tue treccie piova,
ogni vergogna, ond’ogni bene è fori, malvagia, che dal fiume et da le ghiande
albergo di dolor, madre d’errori, per l’altrui impoverir se’ ricca et grande,
son fuggito io per allungar la vita. poi che di mal oprar tanto ti giova;

Qui mi sto solo; et come Amor m’invita, nido di tradimenti, in cui si cova
or rime et versi, or colgo herbette et fiori, quanto mal per lo mondo oggi si spande,
seco parlando, et a tempi migliori de vin serva, di lecti et di vivande,
sempre pensando: et questo sol m’aita. in cui Luxuria fa l’ultima prova.

Né del vulgo mi cal, né di Fortuna, Per le camere tue fanciulle et vecchi


né di me molto, né di cosa vile, vanno trescando, et Belzebub in mezzo
né dentro sento né di fuor gran caldo. co’ mantici et col foco et co li specchi.

Sol due persone cheggio; et vorrei l’una Già non fostú nudrita in piume al rezzo,
col cor ver’ me pacificato humile, ma nuda al vento, et scalza fra gli stecchi:
l’altro col pie’, sí come mai fu, saldo. or vivi sí ch’a Dio ne venga il lezzo

- chi erano Egidio di Albornoz e Cola di Rienzo per la chiesa?


Anche grazie al cardinale Egidio di Albornoz (noto per le rocche albornoziane: si occupò della
costruzione di molti castelli necessari a tenere sotto controllo il territorio lasciato vuoto dalla chiesa a
Roma; era necessario togliere gli usurpatori e mettere delle fortificazioni), la chiesa cominciò
gradualmente a preparare il suo ritorno a Roma.
Egidio di Albornoz si occupò anche di legislazione, scrivendo le constitutiones aegidianae, un
codice di leggi che cercava di dare maggiore ordine allo stato della chiesa; esse furono il principale
testo costituzionale per lo stato della Chiesa per molti secoli.
Egli si occupò anche della riorganizzazione amministrativa dello stato della chiesa, istituendo 5
province e affidandole a 5 rettori.
In quel periodo infatti, oltre ad essersi perso il controllo di molti luoghi di provincia, anche a Roma per
un po’ si era perso il controllo della chiesa e del suo territorio: era stato fatto un esperimento di un
tribunato del popolo guidato da un popolano chiamato Cola di Rienzo, durante il quale si era
riesumata la figura del tribuno della plebe. Cola di Rienzo aveva assorbito i contenuti delle letture

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classiche esagerando anche un po': egli infatti credeva fosse necessario far rivivere la grandezza di
Roma resuscitando le istituzioni romane. Da autodidatta si era acculturato con i classici e aveva
deciso di far rivivere la grandezza passata a Roma; intanto però non negava la natura cristiana della
città, e cercava infatti di coniugare l'aspetto romano e l'aspetto cattolico.
Inizialmente i papi cercarono di strumentalizzarlo, definendolo notaio della camera capitolina, un
magistrato della chiesa; venne infatti usato dalla chiesa per riprendere il controllo su Roma e poi
abbandonato al suo destino quando aveva perso il controllo sul popolo.
Le informazioni su di lui ci arrivano da una cronaca in romanesco, “Cronaca di un anonimo romano”.
Con Cola di Rienzo si inizia già a vedere la tendenza a costruire il futuro guardando al passato.

06/02/2024
[...]
- cosa succede alla chiesa a seguito del ritorno a roma?
Dopo anni di problemi ad Avignone, anche perché molti intellettuali della Francia (al tempo in crisi a
causa della guerra dei cent’anni) avevano lamentato la cattività avignonese, la chiesa non trovò
subito stabilità una volta tornata a Roma.
- com’è avvenuto lo scisma d’occidente?
A un conclave venne eletto papa Urbano VI, il quale però non venne riconosciuto dal clero francese,
che invece elegge papa Clemente VII; si crea un momento in cui non si riconoscono a vicenda.
● curiosità → i papi scelgono sempre gli stessi nomi per affermare la continuità delle istituzioni
e per scegliere come modello il papa precedente che aveva portato il nome prima.
Nessuno dei due si rassegna e riconsoce la sconfitta, perciò Clemente VII si trasferisce ad Avignone
e Urbano VI a Roma; in questo modo si vengono a creare due chiese con due papi, due sedi e con la
cristianità occidentale spaccata in base a chi seguono.
- come si sviluppa la chiesa a seguito dello scisma?
Così la chiesa, a causa della cattività e della corruzione della curia avignonese, ha imboccato una
perdita progressiva di credibilità durante e a seguito dello scisma d’occidente.
Superato lo scisma, nel 1400 la chiesa ricorse al nepotismo (per consolidare la propria posizione i
papi affidavano più cariche possibili ai propri parenti, per creare un clan che sopravvivesse alla morte
del papà stesso).
Tra tutti i papi negativi di questo periodo, Alessandro VI fu forse quello peggiore, descritto nel testo di
Guicciardini.
Alcuni uomini cercarono di opporsi a tutta la corruzione della chiesa; ad esempio Jan Huss,
predicatore boemo dell’inizio 1400, si occupava di portare la parola di Dio, condividendo la
traduzione dei testi sacri e l’idea di rinunciare alle ricchezze della chiesa; queste idee gli valsero
l’accusa di eresia, l’arresto e l’uccisione sul rogo. La sua morte però portò alla rivolta hussita in
Boemia, nella quale veniva accusata la chiesa, mostrata come intollerante e violenta.
Solo nel 1500 si arriverà poi alla riforma protestante di Lutero, preceduta quindi da uno scollamento
tra chiesa e coscienze che sta accadendo nel 1400.
Un altro esempio di papa molto lontano dai costumi originali della chiesa fu papa Giulio II, il quale
voleva riconquistare i territori di Venezia anche assaltando delle fortezze; Erasmo da Rotterdam fece
una satira in cui immagina Giulio II che vuole entrare in paradiso armato e San Pietro che lo ferma.
Questo papa decise addirittura di creare una lega anti francese chiamandola lega santa attorno al
1500.
Si cercò di risolvere questa spaccatura, ma molte soluzioni possibili erano non intraprendibili per
diversi motivi:
- imperatore: da tempo gli imperatori hanno rinunciato di portare avanti una politica
universalistica; gli ultimi a provarci furono Enrico VII (che ispirò molto Dante, che aveva idee
universalistiche) e Ludovico di Baviera, vissuti nella prima metà del 1300.
Gli imperatori decisero allora di circoscrivere il raggio d’azione al mondo germanico
(Germania, alcuni pezzi di Francia e Repubblica Ceca - Praga fu capitale dell’impero sotto
Carlo IV nella meta del 1400); proprio Carlo IV istituì la bolla d'oro, una regola per l’elezione

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dei nuovi imperatori che stabiliva che invece di essere scelto in una dieta, l’imperatore
sarebbe stato scelto solo da sette grandi elettori (4 laici, 3 ecclesiastici, vengono scelti i più
potenti tra i principi tedeschi che diventano principi elettori; ne vengono scelti sette perché
così ci sarebbe stata per forza una maggioranza).
Dopo la dinastia di Lussemburgo a cui apparteneva Carlo IV inizia a prendere il potere la
dinastia degli Asburgo, che da qui inizia ad ottenere la nomina ad imperatori e la rendono
quasi ereditaria, senza però sopraffare il meccanismo della bolla d'oro (quindi hanno così
tanta influenza che vengono quasi sempre scelte persone della dinastia).
Questi fattori fanno si che la crisi della chiesa non possa essere risolta da un imperatore.
- zar: neanche lui può risolvere la crisi perché si riconosce nella chiesa ortodossa, quindi
disconosce quella cattolica.
La soluzione scelta fu quella di convocare un concilio a cui sedevano i vescovi e alcuni laici esperti
di legge e diritto canonico; vennero quindi indetti diversi consigli in cui si cercò di risolvere questo
problema e quello portato dall’avanzata dei Turchi (la chiesa infatti si domanda se non sia il caso di
aiutare gli orientali da questo attacco).
Vengono convocati tre concili: Pisa, Costanza e un altro in Italia; durante queste assemblee ci si iniziò
anche a interrogare sulle forme di potere nella chiesa, chiedendosi de debba comandare il papa o il
concilio, interrogandosi sulla natura della chiesa: è forse un abuso questo potere del papa nella
chiesa che dovrebbe essere una cosa comune? Proprio a causa di questi dubbi ci fu un aspro scontro
tra conciliaristi e anti conciliaristi.
Il concilio chiave fu quello di costanza (1414-1418), in cui si trovò un papa riconosciuto da tutti,
Martino V, e prevalse il partito anti conciliarista.
Riguardo ai problemi causati dai Turchi in oriente, si decise di non creare una barriera comune,
tentando però di evitare lo scisma d’oriente ma fallendo.
A seguito di questi eventi avvenne una restaurazione monarchica della chiesa a seguito della quale
i papi rafforzarono il potere anche ricorrendo al nepotismo.
Tra questi papi nepotisti e accentratori ci sono Nicolò V e Sisto IV (1470 circa); è proprio a Sisto IV
che si deve la cappella sistina, luogo in cui si celebrerà il conclave.
- come continuò la corruzione della chiesa a seguito delle decisioni del concilio di costanza?
Un altro evento negativo che toccò la chiesa fu la vendita delle cariche ecclasistiche: per
alimentare le entrate della chiesa si iniziano a vendere le cariche, arrivando quindi a una forma di
ritorno al simonismo; nel 1500 si inizierà la vendita delle indulgenze: si tocca così anche il tema
della possibilità della chiesa di dare delle sanzioni spirituali o indulgenze (ottenibili con un
pellegrinaggio, combattendo una guerra santa o comprando l’indulgenza); ci si chiede se sia corretto
che delle persone terrestri decidano sui peccati, essendo compito di Dio.
Tutto ciò fu la base per l’incendio del protestantesimo.

Intanto, nonostante la crisi spirituale, Roma diventava sempre più bella dal punto di vista artistico e
architettonico: la Roma che noi oggi possiamo ammirare è dovuta non solo alle rovine antiche ma
anche a questa stagione di creatività. Proprio in questo periodo (1400/1500) questi papi furono
anche umanisti e mecenati, che portavano a Roma i migliori talenti del tempo. Diventa quindi la
capitale del Rinascimento e della riscoperta della bellezza.
Il pensiero di base era che più Roma era bella, più soldi servivano, quindi iniziava un circolo vizioso
come la compravendita delle indulgenze, o qualsiasi altro atto che portasse entrate.

italia meridionale
Nell’Italia meridionale il conflitto tra Angioini e Aragonesi era stato risolto con un compromesso
(prevedeva che gli aragonesi stessero in Sicilia e gli angioini nel continente).
Nel 1400 il governo angioino aveva ancora alcuni problemi cronici, come ad esempio il baronato,
che consisteva in uno strapotere degli aristocratici, appunto i baroni. Dopo dei tentativi per limitare
questo potere si erano rassegnati a una coesistenza con loro: questo aveva impedito lo sviluppo di
una borghesia, di un ceto medio intraprendente dal punto di vista economico.

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Giovanna II d’Angiò, ultima regina angioina,, senza eredi, adottò come erede un aragonese
chiamato Alfonso d’Aragona: lei riteneva che fosse necessario sanare la frattura tra le due parti.
Alfonso d’Aragona si dedicò alla riunificazione dei territori: questa cosa spaventò molto le potenze
italiane che si coalizzarono contro di lui; nonostante l’opposizione, il regno di Sicilia riuscì a
stabilizzarsi. Egli rese Napoli una grande capitale (tutt’ora c’è ancora il Castello Aragonese): sviluppa
l’università federiciana, fa nascere l’università di Catania.
Il regno si sviluppa molto anche dal punto di vista politico, anche se resta comunque il problema del
feudalesimo.

attacchi esterni all’italia | 7/2/2024


L'italia era una preda perfetta, infatti iniziò ad essere considerata una meta per le espansioni.
La Francia, risolti i sui problemi interni (dopo aver sconfitto i borgognoni) e caratterizzata da un
sistema fiscale efficiente, aveva le risorse per un esercito nazionale con pezzi di artiglieria.
Il pretesto per entrare in Italia fu offerto da Ludovico il Moro degli Sforza: egli aveva fatto chiudere
nella certosa di Pavia il legittimo successore degli Sforza e aveva usurpato il trono. Ludovico scelse
poi di allearsi con la Francia, in modo da avere appoggio militare da Carlo VIII; in cambio di questa
alleanza Ludovico avrebbe facilitato a Carlo il passaggio dei francesi verso Napoli.
(...)
Il vantaggio che Ludovico il Moro credeva di avere era enorme dal punto di vista bellico:
- il re di Francia si accordò con la Spagna cedendole il Rossiglione
- all’Inghilterra vennero pagate delle indennità affinché non si immischiassero
L’esercito francese calò allora in Italia indisturbato (si dice infatti che l’Italia venne conquistata con il
gesso, ovvero che era stato sufficiente indicare le località dove accamparsi e la conquista avvenne
senza problemi).
Fu proprio questa facilità di conquista ad allarmare le potenze regionali.
Inoltre i francesi avevano sparso velocemente una malattia sessuale, la sifilide, chiamata dagli
italiani mal francese e dai francesi mal napoletano; era una malattia venerea che non esisteva prima
e che era stata portata dall'America a seguito di alcuni scambi; portava a una neuropatia molto grave,
una degenerazione del sistema nervoso.
- come reagirono gli italiani all’arrivo dei francesi?
Per la facilità con cui i francesi erano dilagati in Italia, gli italiani decisero di coalizzarsi guidati da
Venezia e dal papa Borgia, Alessandro VI; la coalizione venne affidata a Giovanni dalle Bande Nere,
uno dei Medici. Questa coalizione fermò i francesi e li rispedì indietro (battaglia di Fornovo, 1495).
La campagna militare francese aveva però dimostrato quanto fosse facile invadere l’Italia, cosa che
allarmò molto la penisola.
- cosa accadde in Italia dopo la sconfitta dei francesi?
Iniziarono così le guerre d’Italia, che a ondate colpirono la penisola d’Italia. La fase delle guerre
d’Italia iniziò nel 1494, con al prima discesa francese, passò poi 1530, quando l’itlia cominciò ad
orbitare nell’area asburgica, e terminò definitivamente nel 1559 con la pace di Cateau-Cambresis.
- quali sono i due simboli dell’Italia rinascimentale?
L’Italia fu senza dubbio caratterizzata nel periodo rinascimentale da due grandi simboli:
- venere: la bellezza, l’arte, lo splendore artistico
- marte: la guerra, che fa parte dell’orizzonte quotidiano degli italiani
Questo periodo non fu infatti solo di splendore, ma anche caratterizzato da precarietà e servitù
politica. Inoltre anche riguardo ai rapporti con l’estero, da lì in avanti l'italia divenne una specie di
colonia.

firenze
- cosa causò a firenze l’arrivo della francia?
Il passaggio delle truppe francesi nella campagna di Carlo VIII determinò un terremoto politico anche
a Firenze, perché i fiorentini si ribellarono ai Medici, accusandoli di vigliaccheria verso i francesi,
lasciati a mano libera.

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- chi fu girolamo savonarola?
Inizialmente i fiorentini furono già ostili ai Medici e alla civiltà rinascimentale; erano fomentati da
Girolamo Savonarola, un monaco ferrarese trasferito a Firenze nel convento di San Marco, che da
tempo tuonava contro la corruzione dei costumi, la vanità, lo sfarzo, il lusso, le spese superflue, i
peccati, tutto ciò che allontanava la chiesa dalla sua natura originale. Non era soltanto un mistico
riformatore religioso e tremendo moralista (i suoi seguaci infatti erano chiamati piagnoni) che si
opponeva ai fiorentini che volevano godersi la vita; egli fu un pensatore politico, che scrisse anche un
saggio chiamato “Del reggimento della città di Firenze”, in cui si dimostra un grande pensatore
politico. Egli apprezza moltissimo il funzionamento politico veneziano e propone infatti di conciliare
il principio monarchico e quello repubblicano.
curiosità → noi usiamo il termine ballottaggio, che deriva dalla ballotta, ovvero una sfera usata a
Venezia quando bisognava estrarre i nomi dei possibili candidati al ruolo di doge.
Nel governo veneziano si univa l'aleatorietà (estrazione) con la cooptazione (quando un gruppo
ristretto si amplia includendo degli esterni). Era quindi un mix tra scelta casuale, introduzione di
qualcuno scelto e poi elezione; alla fine veniva scelto un individuo capace, stimato, ma che intanto
fosse anche stato sorteggiato.
Savonarola vuole quindi adottare questo sistema repubblicano alla veneziana invece che lasciar
proseguire la dinastia dei Medici.
Quando ci fu il vuoto di potere a seguito della rivolta antimedicea divenne una specie di guida
politica della città, anche se non ebbe mai delle cariche politiche.
A dimostrazione di quanto fosse in opposizione al lusso dei Medici, Savonarola, il martedì grasso del
1497, organizzò il falo delle vanità, ovvero un falò in cui si bruciavano moltissimi oggetti di sfarzo
della città di Firenze.
- come finì il potere di savonarola?
La sua vicenda finì molto male (Mello dice “male, molto male” e lo enfatizza molto :).
La città si divise in diverse fazioni (capricciose :)
- piagnoni → a sostegno di Savonarola
- compagnacci → volevano godersi la vita; per reazione ostentavano lo stile di vita goliardico
- arrabbiati → fazione aristocratica
- palleschi → (il nome viene dalle palle dello stemma del governo dei Medici, forse era anche
un’allusione alle monete); essi ritenevano che fosse il caso di ritornare sotto i Medici che
avevano dato stabilità alla città
I propositi di Savonarola furono indeboliti da questa situazione e dall’accesa rivalità con il papa: i due
erano due personalità antitetiche (in questo periodo il papa aveva ben poco dei valori originali della
chiesa, infatti trasformò anche suo figlio in un condottiero militare del regno e gli consentì di crearsi
uno stato).
Savonarola venne accusato di non essere molto in buona fede; questo accadde a causa di uno
scandalo politico che avvenne a Firenze: i palleschi filomedici avevano provato a organizzare un
rientro dei Medici in città e, di conseguenza, erano stati condannati a morte. La costituzione
fiorentina prevedeva il diritto di difesa degli imputati; andando contro a questo principio però,
Savonarola riuscì a convincere i fiorentini che non fosse il caso di concedere la difesa ai palleschi
perché era in gioco la salvezza pubblica; sostenne che la provvidenza divina aveva dato a Firenze
l’opportunità di allontanare Firenze dalla tirannide con una repubblica, e loro non dovevano far
sopravvivere chi si opponeva. Così egli non dette agli imputati una cosa prevista dalla costituzione.
Così lui perse credibilità: tutti iniziarono a credere che non applicasse a tutti il concetto di libertà.
Una parte di città lo difese. Il papa si mostrò molto ostile a Savonarola: prima Girolamo venne tentato
di essere corrotto negli affari cardinalizi, poi però quando il papa capì che non si poteva allora lo
scomunicò e minacciò l’interdetto alla città, ovvero una specie di scomunica a tutta la città.
Savonarola venne allora consegnato alla Santa Inquisizione con il processo già pronto: viene
applicato allora un meccanismo kafkiano di processo, in cui una persona viene trascinata in tribunale
con una sentenza già stabilita. In questo modo venne fatto uscire di scena come eretico.
La sua influenza fu tra il 1494 e il 1498.

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Dopo Savonarola, Firenze provò a sorreggere sulle proprie istituzioni, facendo a meno dei Medici, che
però riuscirono a influenzare la chiesa, perché alcuni membri divennero papi (tipo papa Leone X).
Successivamente ci fu una loro restaurazione.

ostilità in Italia nel 1498


- come avvenne la nuova discesa dei francesi in italia?
Ci fu una nuova spedizione francese con Luigi XII: egli punta a Milano, soluzione più comoda. Anche
nei confronti di questa città c’è un pretesto, essendoci una parentela tra gli Sforza e Valois.
I francesi occupano Milano e stringono un patto con Ferdinando il Cattolico: questo patto, il trattato di
Granada, stabiliva che alla Francia andava la Lombardia, agli spagnoli la parte più sud del meridione,
mentre la parte più nord del meridione era francese.
- cos’è il trattato di lione?
Le ostilità però ricominciarono nel 1504 con il Trattato di Lione, che portò a un nuovo compromesso:
alla Francia andava di nuovo la Lombardia, mentre la Spagna aveva tutto il Sud Italia, sottraendolo al
ramo collaterale degli aragonesi (fu quindi nelle mani del ramo principale della Spagna).
- cos’è la lega di cambrai e cosa accadde tra lei e venezia?
Dal papa Giulio II della Rovere ricominciarono le ostilità: egli aveva deciso di organizzare la Lega di
Cambrai, che aveva lo scopo di attaccare Venezia e strappare i territori che aveva occupato
approfittando dei problemi della chiesa.
Precedentemente i veneziani avevano occupato i territori dell’Emilia Romagna, ma ora il papa voleva
toglierglieli.
La Lega di Cambrai era formata da diversi elementi contro Venezia:
- asburgo: volevano invadere i territori di Venezia
- francesi: volevano ampliare i territori di Milano
- la chiesa
- ferdinando d’aragona
Venezia e la Lega di Cambrai si scontrarono nella battaglia di Agnadello, nel 1509: furono sconfitti i
veneziani. Essi però si salvarono per miracolo.
- cosa accadde a venezia dopo la battaglia di agnadello?
Venezia fece leva sulle rivalità interne di questa alleanza, che aveva un interesse comune contro
Venezia ma ovviamente internamente avevano obiettivi diversi. I Veneziani sfascairono questa
alleanza e i contadini del luogo crearono una resistenza contro l’occupazione straniera,
soprattutto quella asburgica. Essi avevano capito che sotto Venezia c’era un ordinamento basato
sulla libertà (era una struttura oligarchica, però si ragionava comunque in termini repubblicani per la
salute dei cittadini) e che invece con gli Asburgo ci sarebbe stata una rifeudalizzazione con anche la
reintroduzione della servitù contadina.
Grazie a questa resistenza, gli invasori capirono che avrebbero faticato moltissimo a gestire questi
territori e rinunciarono a prendere il controllo.
- come si mosse il papa contro la francia e perché?
Il papa (che aveva come scopo rendere la chiesa la principale potenza militare d’Italia), dopo questi
eventi con Venezia, organizzò un’altra lega con l’obiettivo di indebolire la Francia: essa occupava
Milano, il cuore economico della penisola, e non aveva del tutto rinunciato al controllo del sud.
Papa Giulio II organizzò questa lega santa contro la Francia e si alleò con Venezia e la Spagna.
Di rimando i francesi mandarono una spedizione militare.
Si scontrarono nella battaglia di Ravenna: in essa Gastone de Foix, il conduttore principale, fu
ucciso e i francesi rinunciarono a Milano e la lasciarono agli Sforza.
- che conseguenze ebbe la tendenza militare del papa?
Il papa aveva dimostrato una grande declinazione politica e militare, che scandalizzò molte persone:
un esempio è Erasmo da Rotterdam che, grazie alla filologia, aveva iniziato a studiare la letteratura
cristiana e i vangeli e aveva notato il contrasto stridente tra ciò che c'è nei vangeli e le azioni della
chiesa. La forte critica che nacque da Erasmo e dagli erasmiani fu la vigilia del protestantesimo.
Successivamente papa Giulio II venne sostituito da Leone X, appartenente ai Medici.

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umanesimo - cultura
- cos’è l’umanesimo?
In questo periodo si è sviluppata molto la nuova cultura umanistico-rinascimentale, anche se già nel
1300 c'erano le persone che guardavano con ammirazione il mondo antico. Inoltre, a differenza di
altre realtà monarchiche, la presenza in Italia di alcune repubbliche è un chiaro collegamento con la
mentalità degli intellettuali di quel periodo, che spesso guardavano al mondo antico come a un
modello di ispirazione (riferimenti alla polis greca e alla repubblica romana).
L’Italia fu il centro della riscoperta del passato, sia per ragioni storiche (la presenza delle rovine
romane è imponente, bastava spostare un po’ d’erba per vederle) che per ragioni territoriali.
In questo periodo inoltre ci furono quattro diaspore (diaspora = dispersione, un popolo che si
disperde in più direzioni, cosa che fa circolare le idee) che facilitarono la diffusione della cultura
nuova. Queste diaspore furono:
- diaspora bizantina, essi portarono in giro i manoscritti greci che portarono ad avere vedute
più ampie (fino a questo evento la scoperta riguardava le fonti latine, poi con loro il greco fu
riscoperto)
- diaspora tedesca, i tedeschi non erano molto avanzati nella scoperta del passato, in
compenso però avevano scoperto la stampa a caratteri mobili con Gutenberg (una genialata
assoluta dice mello :): constisteva nel costruire dei caratteri metallici che si montavano e poi,
grazie a quelli, si stampava a ripetizione. Prima di ciò i libri erano nelle biblioteche dei
monasteri, trascritti dagli amanuensi, e si andava lì a cercare i testi classici; a seguito di
Gutemberg bastava una buona tipografia e i libri cominciarono a circolare. Il successo di
Lutero avvenne anche perché era tedesco e aveva la stampa, in modo da poter far circolare
le idee
- diaspora degli italiani, che erano artisti sensazionali richiesti anche all’estero
- diaspora fiamminga, anche gli artisti fiamminghi iniziarono ad andare in giro, molto richiesti
In questo modo sicostituì il movimento culturale del Rinascimento, che divenne una realtà europea.

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