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VITA

30 DICEMBRE 2011

canter

in progress
78mila
sono i volontari continuativi impegnati nelle 5.600 associazioni culturali. In totale i soci sono 750mila.

40mila
sono i volontari delle 110 associazioni che aderiscono alla Federazione degli Amici dei musei

commento
Ormai sono indispensabili. Ci aiutano anche a comprendere le esigenze del pubblico
quelli della crescita dellinteresse per i musei della propria citt. Questo pubblico deve essere accolto e accompagnato, perch il suo interesse e la sua curiosit non vengano delusi. In questo ambito entrano in gioco i volontari della cultura che oggi appaiono come una risorsa nuova per migliorare tutti i servizi che il museo o re. La scarsit del personale richiede la presenza di persone capaci di accogliere il visitatore ed aiutarlo in ogni sua esigenza. Ma il volontariato nei musei si spinge ben oltre la semplice accoglienza: al Museo Diocesano di Milano i volontari si occupano, per esempio, anche della gestione della biblioteca del Museo e della mailing list, nonch di tutte quelle attivit di supporto che altri non svolgono. Si tratta per lo pi di persone che utilizzano il proprio tempo libero al Museo, condividendone le idealit e la missione: amano larte e a volte hanno competenze precise anche nellambito storico. Non sono solo persone in pensione, ma anche giovani che dedicano quel poco o quel tanto che possono ai valori del Museo. Si portati a valorizzare moltissimo il contributo dei volontari negli ospedali o nei vari luoghi in cui laspetto sociale o assistenziale ha rilevanza. giusto farlo, ma

di Paolo Biscottini*
DATI DEL TURISMO CULTURALE SONO confortanti, ma anche

giusto anche tener presente il contributo importante dei volontari dei musei, spesso considerati socialmente meno utili. Il Museo Diocesano deve riconoscere invece lutilit che le persone dellAssociazione volontari del Museo Diocesano hanno, al ne di raggiungere gli scopi istituzionali del Museo stesso, e anche per ricordare a tutti noi la gratuit della bellezza e la sua importanza nella storia di ogni persona. Il volontario in un museo spesso un osservatore capace di fornire alla Direzione informazioni importanti circa il pubblico e i suoi bisogni. Non una presenza passiva, ma attiva, con cui giusto mantenere un rapporto che vada premiando la loro attivit. Chi lavora in un museo professionalmente ha avuto per molto tempo un atteggiamento di dente nei confronti del volontariato culturale, facendo fatica a ravvisare in esso le competenze da mettere in gioco. Oggi per primo debbo riconoscere il valore di una presenza che, in tempi di cili come questi, non soltanto importante sul piano del contributo umano, ma anche per le competenze che via via si vanno acquisendo. Credo si debba promuovere una campagna di informazione circa il volontariato nei musei, che altra cosa dalle pur meritevoli Associazioni Amici. Si tratta di spiegare che il museo ha bisogno dellaiuto della popolazione, sia per stabilire con essa una relazione che si fonda sulla reciproca valorizzazione, sia per o rire al pubblico quel sorriso accogliente che resta il primo e principale contributo che i volontari danno. *direttore del Museo Diocesano di Milano

Cos nata la biblioteca sociale del rione dellIlva

Nel bronx di Taranto con i nostri 15mila libri


di Antonio Sgobba

re in questo quartiere. Chi entra lascia fuori il disagio e le polveri nere dellIlva. Qui ci siamo solo noi e i nostri 15mila libri. Siamo a Taranto, quartiere Tamburi. Uno dei pi di cili della citt. Stretto tra il mar Piccolo e lIlva, lo stabilimento siderurgico pi grande dEuropa. Qui c un alto tasso di incidenza di malattie polmonari e tumori. Noi cerchiamo di essere pi forti di tutto questo, dice Carmen Galluzzo Motolese,

UANDO ENTRI, TI DIMENTICHI di sta-

docente di educazione artistica in pensione e presidente dellassociazione che gestisce la biblioteca. I locali li ha messi a disposizione la Caritas. Noi ci abbiamo messo i libri. Siamo partiti sei anni fa, ogni socio ha portato un libro, allinizio eravamo in pochi: gli amici pi stretti, i parenti. Poi sono arrivate le donazioni, dai privati, dalla chiesa, dagli enti locali. Cos al momento dellapertura ufficiale, nel 2009, abbiamo messo insieme quasi 15mila libri. Certo, non facile orientarsi, la maggior parte dei volumi sono in uno stanzone, con librerie alte tre metri e lunghe 25. Alle volte ci perdiamo anche noi, ma non un problema, dice la professoressa. Ma perch proprio in questo quartiere? Perch qui che la cultura serve di pi. Dove c povert, dove sui pi giovani incombe lombra della criminalit, risponde la Motolese. Ma c anche una ragione personale, a ettiva. Ho insegnato qui per 22 anni, mi conoscono tutti, sono legata a queste famiglie. A

gestire la biblioteca sono solo in quat- tolese diventata capofila di un protro, si cerca di tenere aperti tutti i po- getto che mette insieme 18 realt delmeriggi. Ma alle sette e un quarto dob- lassociazionismo locale. Si chiama biamo chiudere. Siamo in una zona del Reves, sigla che sta per Rete volonquartiere poco illuminata, quando di- tariato e solidariet. Lobiettivo fare formazione sul voventa buio scatta una specie di coprifuoco, racconta. Ma con la luce c an- lontariato nelle scuole del capoluogo e che lo spazio per il doposcuola seguito dei paesi della provincia. Intanto la rete dai volontari della Siamo partiti sei anni fa, ogni socio ha portato Caritas, mentre Carmen e gli altri un libro, allinizio eravamo in pochi: gli amici, soci organizzano i parenti. Poi sono arrivate le donazioni incontri di lettura dai privati, dalla chiesa, dagli enti locali con i ragazzi delle scuole elementari e medie. Alle volte dobbiamo scontrarci con la di denza delle associazioni ha trovato, attraverso delle stesse famiglie, ma ci basta anche il Csv di Taranto, la collaborazione di riuscire a leggere solo due pagine di un Fondazione con il Sud, che sostiene il libro con loro e per noi una grande progetto con un contributo di 40mila euro. Ora partiamo da 12 istituti, ci sersoddisfazione. Lassociazione porta il nome di Mar- viremo anche di strumenti come corsi co Motolese, figlio della professoressa, di teatro o attivit sportive, spiega la scomparso nel 1994 a soli 17 anni, vit- Motolese, che alla ne torna a pensare tima di un incidente stradale. un alla sua biblioteca: Dobbiamo lavomodo anche per tenere vivi i suoi valo- rare alla catalogazione, siamo solo a ri, era un ragazzo generoso, dice Car- met, ci mancano da mettere nellinmen. Adesso lAssociazione Marco Mo- ventario ancora migliaia di libri.