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9 VITA 10 FEBBRAIO 2012 ITALIA Chi dona soldi a un partito ha più vantaggi
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VITA
10 FEBBRAIO 2012
ITALIA
Chi dona soldi a un partito
ha più vantaggi scali di chi
sostiene una onlus.
Non solo: le organizzazioni
politiche sono esenti da
Imu e imposte di bollo.
E i controlli sui conti sono
a
dati a uno scaricabarile
senza responsabilità.
Così, chi vuol fare il furbo
di Antonio Sgobba
ONARE SOLDI A UN PARTITO è più
D
conveniente di una donazione
a una qualsiasi onlus. Per esem-
Mister 13 milioni
pio, se un privato decide di regalare al
Pd o al Pdl tra i 51,64 e i 103.391,38 euro
gode di una detrazione d’imposta del
19%. L’aliquota massima prevista dalle
legge. Se invece vuole donarli a un’as-
sociazione non pro t, le agevolazioni
scali si fermano alle donazioni sino a
70mila euro. «Vi sembra giusto che un
privato abbia più convenienza scale a
dare un contributo ai politici anziché
Luigi Lusi, ex tesoriere della Margherita
e senatore Pd, accusato di una clamorosa
appropriazione indebita.
Zona franca
ai
volontari?», si chiede Paolo Bracalini,
autore di Partiti Spa (Ponte alle Grazie).
E
non è il solo vantaggio di cui godono.
«Le sedi di partito non pagano l’Ici, ora
Imu», continua Bracalini, «e non paga-
no neanche le imposte di bollo o di re-
gistro che un qualsiasi cittadino è ob-
bligato a versare». Insomma, i partiti
hanno vita facile dal punto di vista eco-
nomico. Anche quando rispettano la
legge.
Bilanci dei partiti: uno scandalo
anche quando sono in regola
ce
ne sono di molto permissive. In base
mi
e di di cile comprensione», aggiun-
legge che regola i rimborsi è la numero
ge
Solo autodichiarazioni
alla legge 157 del 1999, i partiti sono ob-
bligati a presentare alla Camera i ren-
Paola.
Sulla carta il Collegio avrebbe anche
L’
a aire Lusi, l’ex tesoriere della Mar-
diconti annuali delle spese: è la condi-
il potere di sospendere i nanziamenti,
2 del 1997, modi cata successivamente
nel 1999 e nel 2002. «Da allora le cose
sono peggiorate, i fondi aumentati in
gherita accusato di aver sottratto 13 mi-
lioni di fondi pubblici alle casse del suo
zione per ricevere i rimborsi elettorali.
di
fatto non è mai accaduto. «Anche se
maniera esponenziale, è stata introdot-
I
rimborsi elettorali erogati
i revisori fanno dei rilievi, ai
ta
la possibilita di presentare i rendi-
partito, è solo un di più. «Non c’è da
stupirsi che si siano veri cati casi come
questo», a erma Francesco Paola,
esperto di Diritto penale dell’economia
durante la seconda Repub-
blica, dal 1994 ad oggi, am-
montano a 3.091.598.819
euro. «Enormi fondi pubbli-
la casta
partiti non costa nulla adem-
piere e presentare un bilan-
cio corretto. Tanto nessuno
va a controllare», ricorda Bra-
e
coautore con Elio Veltri di I soldi dei
ci
distribuiti senza controlli
calini.
partiti (Marsilio). «La gestione econo-
mica dei partiti italiani è in preda all’a-
narchia totale, il sistema stesso che la
regola si presta a illeciti e tru e di ogni
tipo», dice Paola. Perché? «Non ci sono
regole», risponde l’avvocato. O, meglio,
e
sulla base di semplici autodichiara-
zioni», osserva Paola.
Funziona così: i rendiconti presen-
tati vengono analizzati dal Collegio dei
revisori nominato dall’u cio di Presi-
denza della Camera. I revisori sono cin-
que, nominati in stretta osservanza del
Tutto questo avviene perché i par-
titi, dal punto di vista giuridico, sono
enti di diritto privato. «Semplici asso-
ciazioni, come il circolo del tennis o la
boccio la», continua Paola, «ma i soldi
dei rimborsi sono soldi pubblici». La
conti persino con l’interruzione antici-
pata della legislatura».
Possibili vie d’uscita? Alcuni partiti,
come il Pd, fanno rivedere i loro conti
a società come la PricewaterhouseCoo-
per. «A darsi a società esterne è un
primo passo», riconosce l’avvocato.
«Ma non è su ciente: ci vogliono ob-
blighi legislativi stringenti, e ci vorreb-
be un’autorità indipendente in grado
di
emanare sanzioni pesanti».
La legge c’è
Una proposta di Sturzo
rimasta nel cassetto
«Riconoscimento e acquisto di per-
sonalità giuridica dei partiti politici
nonché controllo pubblico dei loro -
nanziamenti». Non è l’ultima proposta
degli anti casta. La citazione è tratta da
un progetto di legge presentato al Se-
nato nel 1958 da don Luigi Sturzo. Tra
manuale Cencelli: nella presente legi-
slatura, tre a Pdl e Lega, uno al Pd, uno
all’Udc. Si tratta di professionisti della
consulenza tributaria, al momento so-
no tre docenti e due commercialisti.
Che poteri hanno? «Praticamente nes-
suno. Il loro ruolo è solo formale», dice
Bracalini. La Camera è l’ente pagatore
«Il tesoriere ha solo un ruolo politico»
Misiani (Pd): «Il controllo contabile lo fa una società di revisione»
Antonio Misiani, deputato bergamasco del Pd, si trova a ricoprire un
ruolo molto delicato in questo periodo: tesoriere del partito. Dopo lo
scandalo che ha colpito il suo “collega” Luigi Lusi, chi ricopre questa
e
dovrebbe controllare i fondi pagati,
mansione è braccato dalla stampa. Forse anche per questo, parte all’at-
in
realtà non lo fa, si accontenta della
dichiarazione, e i controlli avvengono
solo sulla corrispondenza tra i bilanci
tacco: «I nostri bilanci sono disponibili online, chiunque può andare a
leggerseli, è documentato no all’ultimo euro».
Che cosa farà il Pd per evitare che si possa ripetere il caso Lusi?
le
altre cose si chiedeva «il deposito
e
il modello previsto dalla legge. Nes-
dello statuto alla cancelleria del tribu-
nale civile del luogo in cui hanno sede
legale e l’obbligo ogni anno a presenta-
re alla stessa il rendiconto delle entrate
sun controllo sostanziale sull’impiego
dei soldi. «Le relazioni del Collegio dei
revisori sottolineano che i rendiconti
dovrebbero rispondere a criteri di chia-
e
delle uscite». L’obiettivo era limitare
rezza e precisione, e fanno dei rilievi
le
spese, regolare i contributi pubblici
di
natura formale», a erma l’avvocato.
e
dare la possibilità ai cittadini di pren-
dere visione degli atti e denunciare ai
magistrati le eventuali violazioni di leg-
ge. L’occultamento della verità per
omissione o variazione di cifre era con-
siderato falso in atto pubblico, non pri-
vato, com’è oggi. La proposta non fu
mai discussa.
Il problema è cosa c’è dietro quei nu-
meri. I revisori non possono stabilirlo,
non hanno nemmeno il potere di chie-
dere fatture e scontrini per controllare.
«In teoria i bilanci che vengono presen-
tati dovrebbero essere decifrabili attra-
verso poste contabili, ma le voci di spe-
C’è già una nostra proposta di legge: chiediamo che la certi cazione sia
obbligatoria per tutte le forze politiche. La revisione dei conti, poi, deve
essere a data alla Corte dei Conti, che ha già i mezzi per farlo.
E al vostro interno, come rassicurate gli elettori sulla regolarità delle spese?
Guardi, abbiamo le veri che periodiche della società di controllo ogni
tre mesi. I revisori arrivano e guardano n dentro gli armadi.
Ma se ci si a da ad esperti esterni, a quel punto il tesoriere che
ruolo ha? Non diventa inutile?
No, il tesoriere conserva comunque un ruolo politico. Indi-
rizza le spese, speci cando dove vanno impegnati i fondi, e
rendendo conto di questa destinazione.
Sicuri che a darsi a società di revisione esterne sia una garanzia?
Anche i bilanci Parmalat erano certi cati dalla Deloitte…
Le rispondo traducendo un detto milanese: piuttosto che
sa
sono spesso generiche, a volte enor-
niente, meglio piuttosto.
Imagoeconomica