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Per Claudio Sardo, direttore dellUnit, il Pd deve partire da una critica radicale del liberismo

di Antonio Sgobba Il sostegno del Pd al governo Monti non un pranzo di gala. Si corrono molti rischi. Nel partito c chi pensa che Monti sia il destino del Pd, e che il destino del Paese sia il governo tecnico. un errore. Questo governo una fase di passaggio. Se il Pd non fosse in grado di preparare il suo progetto per il domani, i rischi sarebbero grossi. Lo dice Claudio Sardo, direttore de LUnit, uno dei pochi dellestablishment di centrosinistra ad uscire allo scoperto in questa fase dattesa e di mal di pancia smaltiti nelle segrete stanze per non disturbare il professore-manovratore. Nonostante tutto. Qual il rischio per il Pd in questa fase? C nel partito chi considera il governo Monti il governo del Pd, e chi pensa che
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ITALIA Bersani, di retta a Ratzinger


il presidente-tecnico possa fare ci che il cultura liberista, pi di quanto non lo siaPd dovrebbe fare. Non cos. un go- no stati gli altri. C bisogno di una grande verno di emergenza, sostenuto da forze energia per sviluppare una politica di crescita che abbia una prospettiantagoniste. Non possiamo va. pensare di poter campare di politica Dove trovare questa energia? governi tecnici tutta la vita, Tornando alle origini. Il Pd ha sarebbe una diserzione della una natura molto particolare: politica, daremmo ragione a il contributo del pensiero catchi pensa che la politica sia tolico fortissimo nel suo impasto origiuna cosa brutta e cattiva. In che modo il partito pu evitare lanti- nale. Se alcuni settori della sinistra italiana sono stati molto in uenzati dal penpolitica? Il Pd pu ritrovare il suo protagonismo siero liberista questo perch in Europa solo se si mette ad analizzare criticamen- ci si misurati sulla capacit di gestire il te la crisi del liberismo. Il primo obiettivo debito e di fare politiche restrittive rigo costruire una risposta alla crisi, una ri- rose e di bilancio, per la classe dirigente sposta che non sia subalterna a una poli- della sinistra stata anche una prova di tica che si presuppone doverosa, obbli- credibilit il pensiero cattolico invece gata. Tutta la sinistra italiana in questi stato molto pi capace di criticare lo ultimi anni stata molto sottomessa alla schema liberista. In questo momento i

3 FEBBRAIO 2012

VITA

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Popolo Pd
Militanti pidini durante lultima manifestazione nazionale del partito, a Roma, in piazza San Giovanni.

cattolici sono una grande risorsa per il Pd: non perch il partito assuma posizioni centriste e moderate. Ma, al contrario, per essere molto pi forti nelle loro convinzioni. Insomma, i cattolici possono aiutare il Pd ad essere di pi una forza di sinistra. Come? Da noi non si usa neanche lespressione crisi del capitalismo. Se qualcuno ne parla, lo arrestano... Noi abbiamo pubblicato unintervista alleconomista Giulio Sapelli in cui a erma che Ratzinger ha il coraggio di dire cose che tanti settori del Pd non sarebbero neanche lontanamente in grado di pensare. Ed vero. Se noi leggiamo le parole del Consiglio ponti cio Iustitia et Pax, troviamo una capacit di critica della situazione esistente molto pi forte, molto meno ingessata delle risposte che arrivano dalla politica. Il Pd deve sfruttare questa originalit e declinarla in una chiave non liberista, perch il tema del futuro non pu essere il cittadino isolato da una parte e lo Stato dallaltra. fondamentale lidea di comunit, di una socialit che fa perno sui corpi intermedi, sia che agiscano nel mercato sia nella rappresentanza politica e sociale. La cultura liberista ha prodotto molto pi di una politica economica diventata egemone, ha prodotto unantropologia. Il ri esso lidea che ci siano solo individuo e Stato, quindi leliminazione del ruolo autonomo delle forze sociali. Ma il governo Monti non pu essere visto come espressione di quella cultura liberista? Monti non cos rigido, un sostenitore delleconomia sociale di mercato, sta sviluppando una critica alla politica economica europea. Non esecutore di una politica ostile alla sinistra, consapevole dei limiti di questa impostazione. In pi il Pd pu condizionare il governo, essendo parte della maggioranza. Ma, a parte questo, i partiti ora hanno un altro modo per tornare protagonisti: riformando la legge elettorale. Il Porcellum demolisce lidea stessa di una democrazia.

Monti? Un caterpillar con un motore da Formula 1


Fassina-Menichini, le due anime del partito arginano il governo schiacciasassi: C in ballo la pelle dei lavoratori
La nostra agenda non pu essere quella di Monti. Il premier non deve giocare sulla pelle dei lavoratori, altrimenti si fa una corsa verso il basso. Il Pd di lotta e di governo si vede anche nelle parole del responsabile economico del partito, Stefano Fassina. In questi mesi si fatto la fama di signor No del partito, come si de nisce lui stesso. Le liberalizzazioni non si fanno sulla pelle dei lavoratori. In questa seconda fase tracciata dal governo Monti noi abbiamo la nostra agenda, e solo con un pro lo culturale autoStefano Fassina e Stefano Menichini nomo possiamo

dibattito

fare del Pd un partito in grado di costruire una alternativa vera, continua Fassina. La s da decisiva per il lavoro si gioca a Bruxelles e a Francoforte, per noi possiamo prendere decisioni complementari importanti a livello nazionale. Gi, ma qual la posizione del Pd sul mercato del lavoro? In parlamento erano depositate quattro di erenti proposte di riforma presentate da altrettanti esponenti del partito. stata trovata una sintesi, risponde Fassina. Innanzitutto sul costo del lavoro: quello precario deve costare pi di quello stabile. La retribuzione oraria minima, che deve essere garantita a chi fuori del contratto nazionale. Non ci vuole un contratto unico ma un contratto a vocazione maggioritaria, che tenda ad includere sem-

pre di pi. Un contratto costituito da un periodo di prova con una retribuzione crescente ed incentivi alla stabilizzazione. Tutti daccordo nel partito? Anche Ichino? Sono tutte posizioni individuali, rispettabili, ma non sono quelle del Pd, taglia corto Fassina. Nellaltro quotidiano di partito non la pensano allo stesso modo. Il direttore di Europa, Stefano Menichini, ha de nito quello di Monti un governo che ci prova, nel nome dei giovani. Secondo il direttore questo il vero asse di continuit tenuto da Mario Monti in questi due mesi: un governo che cerca di lavorare soprattutto per una generazione ignorata e tradita. Viene da chiedersi dove sia nita la politica, in tutto ci. I tecnici stanno facendo il proprio dovere in modo

eccezionale, date le premesse e il contesto nazionale. In due mesi hanno rovesciato autentici macigni, sostiene Menichini. Il problema dei partiti tenere i ritmi indiavolati di un governo che hanno votato quando si trovavano in una situazione di necessit. I politici del Pdl e qualcuno anche del Pd che negli ultimi giorni del 2011 speravano che, fatto il lavoro sporco dei tagli, Monti diventasse facilmente rimovibile, in queste ore devono ricredersi. Il governo si muove come fosse un caterpillar col motore di unauto da corsa, investendo rapidamente un po tutti gli angoli del sistema Italia. Secondo molti osservatori, di sicuro un risultato il Professore lha ottenuto: dividere il Pd in montiani e anti montiani. [A. S.]