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MODULO 1

prima di parlare in maniera specifica delle nozioni di elettrotecnica, diamo un occhiata alle nozioni base
di fisica, per poter poi comprendere meglio i fenomeni che andremo ad analizzare.

La fisica studia i fenomeni naturali e li schematizza in modelli matematici. Per far questo ha bisogno di
organizzare tutte le grandezze fisiche in sistemi di misura. Per rendere più facile lo studio di questi
fenomeni, si utilizzano dei sistemi di misura internazionali delle grandezze fondamentali

essi sono il kilogrammo per la massa, il metro per la lunghezza, il secondo per il tempo e gli ampere per
l'intensità di corrente

Per considerare le dimensioni tra grandezze fisiche si usa il confronto dimensionale, questi non è altro
che una relazione che lega una grandezza fisica con quelle fondamentali (esempio: velocità=l/t).

FENOMENI ELETTRICI

per capire come funzionano i fenomeni dobbiamo conoscere la struttura della materia, partendo dalla
particella fondamentale della materia: l'atomo. esso è costituito dal nucleo centrale (costituito anche da
particelle con cariche positive chiamate protoni) e da una serie di corpi che si muovono attorno, chiamati
elettroni, con proprietà elettriche negative.

nell'atomo le particelle di cariche di segno opposto si attraggono, mentre quelle dello stesso segno si
respingono.

gli elettroni, che sono liberi a differenza dei protoni che sono bloccati nel nucleo, sono i responsabili della
conduzione elettrica. normalmente gli elettroni si muovono casualmente, ma con un moto
direzionato( tutte nello stesso verso) si genera corrente elettrica.

quando riusciamo a generare un flusso ordinato di elettroni abbiamo un intensità di corrente:

I=Q/t

in cui "Q" sta per carica elettrica e "t" sta per tempo

l'intensità di corrente è una quantità di carica che attraversa la sezione di un conduttore nell'unità di
tempo. la sua unità di misura è L'Ampere.

Energia e differenza di potenziale

il potenziale elettrico può essere definito come la quantità di elettricità presente su un corpo. in un
conduttore, si ha un passaggio di corrente solo quando ai capi c'è una differenza di potenziale(tensione
elettrica):

V= Ep/ Q
ovvero energia potenziale elettrica(Ep) per unità di carica(Q).

come funziona la tensione elettrica? partiamo col dire che la tensione elettrica esiste quando fra due
punti di un circuito esiste una certa differenza di quantità di elettroni presenti. siccome vi è una tendenza
al ristabilimento dell'equilibrio elettrico tra polo negativo e polo positivo, gli elettroni si spostano,
creando lavoro elettrico e di conseguenza corrente elettrica.

gli apparecchi capaci di creare tensione ai loro capi, sono chiamati generatori di corrente.

dai generatori di corrente si può creare un circuito elettrico, dove la corrente elettrica può circolare per
essere utilizzata(ad esempio per accendere una lampadina, far funzionare un apparecchio elettronico,
etc.).

il circuito elettrico è dotato di fusibili. sono dei conduttori che proteggono il circuito da sovraccarichi o
cortocircuiti, perchè capaci di far passare solo una certa quantità di corrente.

nel riassunto sono citati spesso i conduttori, ma cosa sono effettivamente? sono dei materiali
metallici(perchè ottimi per la conduttività, per l'appunto) dove può circolare liberamente la corrente
elettrica. in un circuito possiamo trovare anche materiali semi conduttori o materiali isolanti( proprietà
totalmente opposte ai conduttori).

bisogna fare un piccolo appunto sul senso della corrente: la corrente si sposta dal polo negativo, dove c'è
un eccesso di elettroni, al polo positivo dove c'è un difetto di elettroni, mentre il senso della corrente in
elettrotecnica è definito in modo tale che la corrente circoli dal polo positivo a quello negativo, ovvero al
contrario del senso reale.

TIPI DI CORRENTE

possiamo avere due tipi di corrente in un circuito:

corrente continua: tipo di corrente che circola sempre nello stesso senso e sempre con la stessa
intensità;

corrente alternata: tipo di corrente che cambia periodicamente di senso e di intensità.

RESISTENZA ELETTRICA

la resistenza elettrica è la capacità di un materiale di opporre resistenza al passaggio di corrente. tale


resistenza dipende dalla natura, dalla temperatura di un corpo ed è direttamente proporzionale alla
lunghezza ed inversamente proporzionale alla sezione di un conduttore.

da non confondere con il componente elettrico, che è però costruito per soddisfare le stesse proprietà,
ovvero di opporre resistenza al passaggio di corrente.

LEGGI DI OHM
la prima legge di ohm è la legge che regola il passaggio di corrente elettrica all'interno di un conduttore
solido.

V=RI

stabilisce la relazione che c'è tra l'intensità di corrente e la tensione che c'è ai suoi capi, che sono due
grandezze direttamente proporzionali.

è importante far presente che la R nella formula è una costante, perchè ogni conduttore ha la sua
resistenza elettrica.

quindi possiamo dire che la resistenza elettrica è un rapporto costante tra tensione ai capi e intensità di
corrente.

R= V/I

la sua unità di misura è l' Ohm.

la seconda legge di ohm ci spiega in che modo il conduttore oppone resistenza al passaggio di corrente:

R= p*L/A

dove:

p sta per la resistività, fattore che varia molto dalla composizione chimica del materiale

L sta per la lunghezza del conduttore( direttamente proporzionale alla resistenza)

A sta per la sezione del conduttore( inversamente proporzionale alla resistenza)

conduttività elettrica

K= L/p

rapporto tra lunghezza e resistività del conduttore

bisogna fare un importante appunto sull'importanza della temperatura sulla resistenza, perchè in un
conduttore caldo la resistenza diminuisce, mentre in un conduttore freddo la resistenza aumenta.

RESISTENZE IN SERIE E IN PARALLELO

In un circuito, più resistenze in serie vengono attraversate dalla stessa corrente ma non dalla stessa
tensione, perché ci sarà una caduta di tensione ai capi di ogni resistenza. Il valore della resistenza
equivalente è la somma delle resistenze in serie.

Quando le resistenze sono in parallelo invece avranno ai capi di ognuna la stessa tensione ma verranno
attraversate ognuna da una corrente diversa, dipendente dal proprio valore ohmico. Il valore della
resistenza equivalente è la somma dell'inverso (1/R) di ogni resistenza.

per misurare la tensione fra due capi di un circuito o la corrente che fluisce o la resistenza in essa,
dobbiamo avvalerci degli strumenti necessari.

abbiamo gli strumenti analogici, ovvero strumenti a lancetta, per misurare valori di tensioni e correnti. gli
oscilloscopi, per visualizzare la forma del segnale e i suoi valori

Nei loro dati di targa devono essere presenti necessariamente dati come la classe di precisione, il range
di funzionamento e il grado di isolamento. Il loro funzionamento richiede all'utente di mettere in
rapporto le scale con i valori di verifica utilizzati. Ad esempio, in un voltmetro analogico si decide di
utilizzare come valore di fondoscala 50 volt. L'operatore sul quadrante dovrà visualizzare il valore che la
lancetta riporta sulla scala dri 5 volt e fare il rapporto tra il valore letto e quello di fondoscala, che in
questo semplice caso equivale a una semplice moltiplicazione ×10.

vi sono poi gli strumenti digitali come i multimetri, per la misurazione di più valori.

Uno strumento di misura digitale è in grado di indicare il valore esatto sullo scherma evitando
all'operatore la comparazione tra le scale e i diversi errori che potrebbero verificarsi nella lettura di uno
strumento analogico. Per contro però, non hanno la stessa sensibilità e precisione di uno strumento
analogico. Anch'essi devono indicare la classe di precisione.

la misurazinoe della resistenza può avvenire in maniera diretta, cioè tramite un multimetro in modalità
ohmetro e aprendo quindi il circuito e indiretta, cioè tramite la legge di ohm senza aprire il circuito.

MULTIMETRI

analogici: Hanno più scale ed una lancetta, tre posizioni per i puntali (Comune per la massa e due fori,
uno per tensione, ohmetro e verifica diodi e un altro per intensità di corrente). Il commutatore permette
di scegliere modalità e campo di misura.

digitali: Come l'analogico, ma con schermo digitale. Il commutatore permette di scegliere modalità e
campo di misura.

l'oscilloscopio invece è uno strumento di misura solitamente analogico che permette di visualizzare su
una schermo l'andamento di un segnale nel tempo.

ELETTROCHIMICA

gli elettroliti sono sostanze in cui le molecole si scindono in ioni. Gli ioni positivi sono detti cationi, quelli
negativi anioni. Il fenomeno che si verifica durante la dissociazione elettrolitica si chiama elettrolisi,
ovvero lo spostamento di ioni tra anodo e catodo. È il principio di funzionamento della galvanizzazione,
processo utilizzato per ricoprire oggetti con un film metallico o per stampare circuiti di rame sulle
schede.

gli accumulatori elettrici sono componenti che immagazzinano energia elettrica tramite energia
potenziale chimica. Essi sono dei contenitori contenenti liquidi elettroliti alle cui estremità sono posti
anodo e catodo, in modo da creare una polarità ed un passaggio di corrente continua in caso di chiusura
del circuito. Una batteria al piombo da 12v è composto da 6 elementi in serie, ed ogni elemento ha una
f.e.m. di circa 2.2 volt, che diventano 2 in caso di circuito chiuso a causa della caduta di tensione. In fase
di carica, le celle hanno bisogno dei 2.2 volt e non di una tensione maggiore, per evitare danni. Il ciclo
vitale di una batteria termina con la solfatazione del piombo all'interno delle celle, che, a causa della
grandezza dei granuli di solfato di piombo, non permette a questi ultimi di ricominciare il processo e
assorbire/accumulare energia elettrica.

Due accumulatori in serie producono una tensione pari alla somma delle singole tensioni, ma la corrente
rimane la stessa.

Due accumulatori in parallelo (con uguali tensioni) hanno tensione pari alla singola batteria, ma le
correnti si sommano.

GENERATORI ROTANTI

Una spira messa in rotazione all'interno di un campo magnetico crea una tensione ai capi di essa,
chiamata forza elettromotrice indotta. È il principio di funzionamento di Dinamo e Alternatori.

f=p×n

f frequenza

p numero di coppie di poli

n numero di giri al sec

È possibile ricavare una corrente pulsante diretta nello stesso verso grazie all'utilizzo di due semi anelli
piuttosto che di due anelli completi. In pratica sulle spazzole verranno scaricate rispettivamente ad una
solo la parte positiva e all'altra solo la parte negativa.

Utilizzando il principio di funzionamento del generatore di corrente pulsante, la dinamo riesce a


produrre corrente continua moltiplicando il numero di spire al suo interno. In questo modo si
sommeranno le semi onde positive leggermente sfasate fino a creare una corrente quasi perfettamente
continua.
L'alternatore invece è una macchina che produce corrente alternata, formato da due componenti
principalmente: lo statore e il rotore.

Lo statore è composto dall'avvolgimento di indotto, mentre il rotore è formato dall'avvolgimento


induttore. Quest'ultimo viene alimentato in modo da formare un campo magnetico che, ruotando
all'interno dello statore, produrrà una differenza di potenziali ai capi dall'avvolgimento di indotto.

Gli alternatori possono essere monofase o trifase, in base al numero di avvolgimenti di indotto. Nel caso
degli alternatori trifase, i poli vengono sistemati sfasati di 120° nella cassa statorica in modo da ottenere
tre sinusoidi equidistanti fra di loro.

la produzione di tensione può avvenire in 2 modi principali:

-attraverso il calore: Due metalli diversi collegati tra loro, se scaldati, sviluppano ai capi una differenza di
potenziale;

-attraverso la deformazione di un cristallo: i cristalli di quarzo sono sensibili a trazione e compressione. In


base alla tipologia di forza applicata essi producono una tensione perpendicolare a essa.

MOTORI ELETTRICI

i motori elettrici possono essere:

-a corrente continua: le dinamo sono macchine reversibili, ovvero se alimentati possono essere messe in
rotazione.

-a corrente alternata: che si dividono a sua volta in:

-Sincroni: anche gli alternatori sono macchine reversibili e funzionano come motori con lo
principio della dinamo.

-asincroni: lo statore è simile a quello degli alternatori trifase e il rotore è formato da barre di
rame o alluminio chiuse in cortocircuito. Viene alimentato lo statore con corrente alternata trifase
in modo da formare un campo magnetico rotante che interagisce con il campo elettrico indotto
nelle barre del rotore.

Quando un circuito si chiude accidentalmente, si abbasseranno tensioni e resistenza e la corrente


raggiungerà valori elevati. quando accade si chiama cortocircuito e crea molto calore ed è la causa di
incendi. Per evitare ciò si inseriscono interruttori automatici e fusibili.

i trasformatori sono macchine statiche che trasformano tensione e corrente. Se nel circuito primario ci
sono 1000 spire e nel secondario ce ne sono 100, alimentando il primario con 220 volt sul secondario
avremo solo il 10% (100/1000) della tensione sul primario, ovvero 22 volt.

COMPONENTI ELETTRONICI DEI CIRCUITI

I semiconduttori sono sostanze cristalline la cui conduttività può essere variata da vari parametri come
corrente e temperatura. A basse temperature, si comporta da isolante, ed il comportamento inverso
avviene ad alte temperature. Il drogaggio dei semiconduttori varierà le caratteristiche del componente, e
la quantità di elettroni determinerà se il semiconduttore sia di tipo N o di tipo P.

Mettendo in contatto un conduttore P ed uno N si otterrà una giunzione PN (diodo).

diodo: Giunzione PN che permette di passare la corrente in un solo verso. Sono utilizzati per raddrizzare
tensioni alternate o per proteggere circuiti da inversioni di tensione.

transistore: Giunzione di tre strati (PNP o NPN)

Ogni strato ha una denominazione e una propria funzione (E emettitore, C collettore, B base). Servono
per commutare (fungere da mini relè), amplificare segnali e variare tensioni.

tristori: Commutatore elettronico

i circuiti integrati invece sono circuiti costruiti su componenti elettronici molto piccoli. Svolgono svariate
funzioni, in base alla tipologia. I circuiti digitali svolgono la funzione di accendere e spegnere (0 e 1). I
circuiti analogici possono regolare la forza e l'ampiezza di un segnale.

i sensori sono dispositivi in grado di trasformare un segnale fisico in elettrico.

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