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Elementi Di Navigazione Terrestre e Topografia

manuale sintetico di navigazione terrestre tramite cartografia IGM 25.000
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Elementi di navigazione terrestre e topografia by F.G.

Riservato Istruttori

1. struttura grafica della carta IGM 1:25.000 (reticoli, curve di livello, quote, simbologia)
2. scala e metodi di calcolo rapido delle distanze rettilinee e non
3. La rappresentazione dei rilievi (teoria)
4. sistemi di misura degli angoli (sessagesimale, sessadecimale, centesimale, millesimale)
5. la bussola (tipologia, struttura, uso)
6. i sistemi di riferimento sulla carta: UTM, italiano, chilometrico
7. individuazione di un punto sulla carta e nell’ambiente: coordinate polari, geografiche e
chilometriche (dove mi trovo? dove si trova un punto sulla carta? come raggiungerlo?)
8. uso del coordinatometro
9. Lettura della carta: interpretazione di distanze e dislivelli, elementi naturali e artificiali,
previsione di eventuali imprecisioni topografiche e strumentali
10. Proiezioni e realtà: Nord geografico, cartografico e magnetico; la declinazione
magnetica. Orientarsi senza l’uso della bussola (giorno / notte).
11. Metodi e tecniche varie.

Occorrente individuale:

- Bussola (anche tipo militare semplice)


- Coordinatometro trasparente (possibilmente con goniometro)
- Binocolo facoltativo
- Pennarello indelebile punta fine (blu o rosso)
- Notes, lapis
- Fotocopia plastificata A4 o meglio A3, in proporzioni accuratamente REALI della carta
IGM della base AWB e dintorni (Foglio 52, 1. N.E.- Caorle - controllare). Non sarebbe
male anche copia di carta di zona collinare (non plastificata)

Nota:
i seguenti appunti sono finalizzati e limitati a fornire indicazioni pratiche per orientarsi mediante
l’utilizzo di bussola e carte topografiche IGM in scala 1:25.000.
Non vengono trattati:
- carte tecniche a scala maggiore (1:10.000, 1:5.000)
- GPS.

1
1.
La struttura grafica della carta IGM 1:25.000

Ogni tavoletta IGM (cioè la più piccola unità elementare che si trova anche in commercio,
escluse carte CAI e simili) individua una porzione di territorio di lato km 10x10 circa, ed è
accessoriata da elementi grafici convenzionali, stampati attorno alla cornice:

Ampiezza: km 10x10

Cornice: riferimenti per identificare vari sistemi di coordinate

Informazioni: Nome della tavoletta (dalla località principale), date di rilevamento e


aggiornamento, legenda simboli topografici, indicazioni e misure necessarie
all’orientamento (coordinatometro, scala chilometrica, ecc.)

All’interno: simboli topografici (edifici, strade e altre vie di comunicaz.), corsi d’acqua,
vegetazione e colture, nomi dei luoghi, confini amministrativi, curve di
livello, quote, reticolo chilometrico, ecc.

Se viene usata una fotocopia, sono assolutamente indispensabili i seguenti requisiti:


1. grandezza effettiva (senza minima riduzione o ingrandimento; i quadrati del reticolo devono avere lato di
mm 40)
2. riportare le cifre del reticolo chilometrico (almeno di un meridiano e di un parallelo)
3. alta definizione e qualità

2.
Scala e calcolo distanze

Nella scala 1:25.000 1 cm = 250 m

Quadrato del reticolo cm 4x4 = quadrato di lato km 1 sul terreno

Il reticolo stampato sulla carta definisce quadrati di territorio con lati di 1000 metri.

Usando un comune righello millimetrato è possibile calcolare le distanze, sia in linea d‘aria che
di un percorso specifico.
Il calcolo della lunghezza di un percorso sarà inevitabilmente approssimativo (anche perché né
la scala né la risoluzione dell’occhio umano permettono l’apprezzamento di misure sotto i 10-20
metri effettivi), ha lo scopo [Link]. di stabilire tempi di percorrenza.

2
1. suddividere il percorso in più tratti rettilinei di lunghezza tra i 10 e i 25 mm, rettificando
curve, gomiti, ecc.,
2. misurare ogni tratto in millimetri
3. moltiplicare la somma finale per 25, ottenendo la misura in metri

Esempio:

I punti intermedi sono fissati


leggermente al di fuori dei gomiti
e dei tornanti, e le curve a S anche
leggere vengono rettificate, come se
fossero “stirate”.
In questo modo l’approssimazione è più vicina
alla realtà. Sulla carta è molto difficile effettuare
misure in mm di tratti spesso poco visibili.

(E’ possibile misurare la lunghezza di un percorso anche servendosi di un filo abbastanza


sottile da sovrapporre all’itinerario scelto).

3.
Rilievi

La carta è una proiezione planimetrica della realtà, in 2 dimensioni; le informazioni sulla 3 a


dimensione si ottengono da:

1. sistema di curve di livello (ISOIPSE)


2. quote altimetriche
3. ulteriori simboli tratteggiati.

Per territori estremamente pianeggianti non sono visibili le curve di livello ma solo le quote e gli
eventuali dislivelli ripidi ma poco elevati ([Link]. argini).

Le curve di livello si possono immaginare come linee di sommersione successiva di un rilievo, o


come una serie di “tagli” orizzontali dello stesso, ecc.

3
Rilievo da rappresentare in planimetria, con linee di sommersione successive:

Parti emerse, in successione:

Il dislivello tra una curva e l’altra, di m 25, è definito EQUIDISTANZA.


In piano, la misura della distanza tra 2 linee successive è l’INTERVALLO.
Più le curve sono vicine l’una all’altra, l’intervallo è piccolo e maggiore è la pendenza
rappresentata, e viceversa.

4
550

___________
________ - ripido
+ ripido
525

500

425 450 475

Sulla carta, ogni 4 isoipse una è segnata a tratto più grosso (DIRETTRICE) e indica i multipli in
centinaia di metri s.l.m. (300, 400, 500, ecc.)

QUOTE:
inserite tra le curve o in coincidenza di alcuni punti notevoli (sommità, incroci, edifici)

LINEE AUSILIARIE:
a tratteggio leggero, con andamento parallelo alle curve normali, indicano equidistanze
di 5 metri. Non sono presenti sistematicamente ma solo dove necessario.

ARGINI E DIRUPI:
a tratteggio fitto e ortogonale rispetto alle curve, indicano sponde ripide di torrenti,
calanchi, scoscendimenti vari, ecc.

5
4.
Angoli e loro misura

L’angolo giro può essere misurato secondo diversi sistemi:

- SESSAGESIMALE 360°, suddivisi in primi (‘) e secondi (“)


- SESSADECIMALE 360°, suddivisi in decimi e centesimi
- CENTESIMALE 400°
- MILLESIMALE 6400°

Le normali bussole presentano spesso le suddivisioni in 360° e 6400°; frazioni più piccole del
grado hanno utilità [Link]. nell’uso del GPS ove siano richieste le coordinate. Nella normale
navigazione terrestre con carta e bussola non ha alcun senso cercare la precisione al di sotto
del grado.

Conversione da sistema Sessagesimale a Sessadecimale:

si effettua una comunissima operazione di proporzione:

A:B=C:D

AxD=BxC

[Link]. si cerca B

B = (A x D) : C

Esempio:

Coordinate 43° 25’ 57” (sist. Sessagesimale, suddivisioni in sessantesimi)

Corrispondente sessadecimale:

43° 25’ 57”



invariato 25:60=N:100 57:60=N:100
25x100=60xN 57x100=60xN
N=(100x25):6 N=(100x57):6
0 0

La corrispondenza decimale è quindi 43°, 41.6 decimi, 95 centesimi

Per passare dal sistema decimale al sessagesimale si effettua un operazione analoga.

6
5.
La Bussola

STRUTTURA (comune a più tipi di B.):

- Capsula ruotante con liquido interno


- Ago magnetizzato e anello graduato
- Ghiera esterna girevole
- Sistemi di puntamento

Il liquido ha la funzione di eliminare le oscillazioni e stabilizzare l’ago che vi è immerso.


Alcuni modelli hanno integrata una bolla di livellamento per mantenere orizzontale la B.
Sull’anello interno possono essere riportate più graduazioni, solitamente quella a 360° e quella
millesimale a 6400°.
I sistemi di puntamento (tacca, collimatore, prisma o lente) servono ad orientare la bussola e
rilevare la posizione di un punto cercato, o viceversa ad individuarlo conoscendone la posizione
rispetto al Nord.
Eventuali accessori (dipendentemente dai modelli): clinometro, scalimetro, filettatura per
treppiede, ecc.

USO:
Mantenere perfettamente orizzontale la B., tenendola su pollice e indice mediante l’apposito
anello.
Evitare le interferenze magnetiche (allontanarsi da linee elettriche: 60m, automezzi: 20m,
recinzioni metalliche: 10m, armi personali e altri oggetti come orologio, penna, ecc.).

AZIMUTH:
L’azimuth è l’angolo formato dal meridiano magnetico passante per il punto di stazione P (dove
si trova l’osservatore con bussola) e la linea di direzione tra P e il punto osservato:

azimuth (A): 30° N

azimuth (A): 30° N

7
A. Determinare l’azimuth di un punto reale (dal punto di stazione):

1. ruotare la corona esterna della B. fino a portare la linea indice in allineamento con tacca
e collimatore
2. puntare la B. verso il punto da determinare
3. attendere che l’ago si arresti, mantenendo orizzontale la B.
4. traguardando il punto attraverso tacca e collimatore, leggere l’angolo sull’anello graduato
interno

B. Individuare un punto conoscendone l’azimuth (dal punto di stazione):

1. ruotare la corona esterna della B. fino a portare la linea indice in allineamento con tacca
e collimatore
2. attendere che l’ago si arresti, mantenendo orizzontale la B.
3. rivolgersi in direzione dell’angolo noto
4. attendere nuovamente l’arresto dell’ago
5. controllando che la linea indice corrisponda all’angolo sull’anello interno, traguardare
tacca e collimatore fino ad individuare il punto cercato.

C. Azimuth sulla carta topografica:

è una normale operazione goniometrica; si tratta di tracciare una linea tra il punto di stazione e
il punto cercato e misurarne l’ampiezza servendosi del goniometro (e viceversa).

D. Azimuth reciproco: si calcola aggiungendo o sottraendo 180° dall’Azimuth rilevato;


rappresenta l’A. del punto di stazione rispetto all’OBJ.

6.
Sistemi di riferimento

Sulla carta i sistemi di riferimento sono 3:

1. geografico
2. italiano (Gauss-Boaga)
3. chilometrico UTM

I tre sistemi non coincidono fra di loro, ma differiscono per ragioni di costruzione: ognuno ha un
proprio meridiano di riferimento.

8
1. Sistema geografico

Sulla cornice della carta sono riportati tratti alternati bianchi e a tratteggio, che esprimono le
coordinate in minuti primi di grado. Ogni angolo della cornice è corredato delle proprie
coordinate; a sinistra o a destra quelle della latitudine, mentre sopra o sotto la longitudine:

Ogni cambio di colore dei tratti corrisponde ad 1’:

45°12’ 45°13’ 45°14’ 45°15’ 45°16’ 45°17’ 45°18’ ecc.

Sono riportate solo le coordinate degli angoli, quelle intermedie (minuti primi) sono sottintese.
Ogni tavoletta copre un’estensione latitudinale di 5 primi e longitudinale di 7,5 primi (cioè 7’30”):

- ampiezza est-ovest: 5 segmenti alternati (bianchi / tratteggiati)


- ampiezza nord-sud: 7 segmenti e ½

ATTENZIONE: l’Italia è suddivisa in due fusi, ad E e O rispetto al meridiano passante per


Roma Monte Mario (che dista 12° 27’ 08”,40 EST dal meridiano 0 di Greenwich). Di
conseguenza sulle carte ad EST di Roma i gradi si contano da sinistra a destra, mentre sulle
carte ad OVEST di Roma si contano in senso opposto (da destra a sinistra). La posizione della
carta su cui stiamo lavorando è specificata in uno dei riquadri a lato della cornice, oppure si
deduce facilmente leggendo le coordinate di longitudine poste agli angoli.

Il reticolo italiano Gauss-Boaga è individuato dai piccoli segni a forma di Y e bastoncino lungo la
cornice, distanti 40 mm l’uno dall’altro. Le coordinate degli angoli secondo questo sistema sono
stampate nel riquadro a lato della cornice, ed esprimono distanze di riferimento in metri
dall’equatore e da 2 meridiani particolari, ma con distanze fittizie.
Sono poco usate e qui non interessano.

9
Il reticolo chilometrico (UTM, Universale Trasverso di Mercatore) è il più pratico e riconoscibile
perché già tracciato sulla carta; utile ad individuare rapidamente le coordinate di un punto.
Meridiani e paralleli del reticolato chilometrico distano 1000 m l’uno dall’altro. E’ indipendente
dalla posizione della carta rispetto a Roma; la longitudine è sempre espressa in senso Ovest-
Est (da sinistra a destra). Inoltre non ha lo stesso orientamento, come si può vedere, del
reticolo geografico.

Individuazione di meridiani e paralleli del reticolo chilometrico:

Ogni singola linea è definita da un numero a 2 cifre stampato in neretto lungo la cornice:

_________________________________________________________

7.
Trovare il punto

Il fine dell’orientamento è conoscere il punto in cui ci troviamo e quello che si vuole raggiungere,
sia sulla mappa che nella realtà:

- dove mi trovo?
- Quali sono le coordinate della mia posizione?
- Dove è situato sulla mappa un punto di coordinate date?
- Come riconoscere e/o raggiungere un punto dato sulla carta?

E’ quindi indispensabile la capacità di effettuare agevolmente il passaggio coordinate-mappa-


terreno (e viceversa). La definizione del punto sulla carta è solo un’operazione di tipo
cartesiano.

10
Le coordinate per individuare un punto possono essere di tre tipi:

- Geografiche posizione espressa in gradi


- Chilometriche posizione espressa in decametri e riferita al ret. chilometrico
- Polari posizione di un punto rispetto all’osservatore (azimuth e distanza)

Le C. geografiche e chilometriche costituiscono sistemi di riferimento assoluti, validi quindi per


chiunque indipendentemente da dove si trovi, mentre le C. polari sono un sistema relativo
all’osservatore (analoghe all’espressione [Link]. “contatto 150 metri a ore 14”).

Coordinate Geografiche:

di un punto vengono date, nell’ordine, latitudine e longitudine, [Link].:

43° 09’ 36” lat. Nord 11° 16’ 40” long. Est

Ogni tipo di coordinate può essere scritto in diversi formati:

 43°09’36” N gradi, minuti, secondi


 43°09.68’36” N gradi, minuti e centesimi di minuto, secondi
 43,152293°N gradi decimali
 33TRQ56691740 UTM (IGM)
 5466223 368843 33T UTM (internazionale), anche in formato differente

Tutte hanno come prima cifra comune la misura del grado; solo le suddivisioni successive
cambiano formato.
Per l’uso sulla carta topografica è sufficiente conoscere i gradi e i minuti primi per tracciare il
quadrilatero minimo di riferimento, e i minuti secondi per individuare il punto esatto.

1. individuare sulla carta il parallelo e il meridiano in questione (rispettivamente 43° e 11°)


2. la carta appartiene al fuso Est quindi il punto cercato si trova all’interno del quadrilatero
sopra e a destra delle due linee, viceversa per il fuso Ovest:

(43°10’)

43°09’

(11°15’) 11°16’ (11°17’)

11
3. calcolare il corrispondente decimale delle frazioni di minuto primo, tenendo conto che i
quadrilateri del reticolo geografico hanno tutti dimensioni variabili. Misurare perciò i lati
del rettangolo e servirsi delle proporzioni:

43° 09’ 36” lat. Nord 11° 16’ 40” long. Est


36 : 60 = y : 78 49 : 60 = x : 54

y = (78x36) : 60 x = (49x54) : 60

y = mm 46,8 x = mm 44,1

si arrotondano i risultati a 47 e 44:

mm 47

mm 44

L’intersezione delle due linee è il punto cercato.

Coordinate chilometriche:

Le coordinate chilometriche possono essere espresse a 3, 4, o più cifre, [Link]:

 33T RQ 52692710

 33T RQ 526271

12
Entrambe le coordinate sopra definiscono il medesimo punto; possiamo ignorare i codici che
individuano la tavoletta, restano quindi 6 o 8 cifre:

52692710 526271

A differenza delle coordinate geografiche (ma non sempre: verificare!) la prima metà di ogni
gruppo indica la longitudine, l’altro la latitudine:

5269 (E) 2710 (N) 526 (E) 271 (N)

Il formato a 4 cifre è più preciso perché indica i decametri, a 3 cifre gli ettometri.
Le prime 2 cifre di ogni gruppo individuano rispettivamente meridiano e parallelo del reticolo
chilometrico:

Il quadrato contenente il punto cercato si trova a destra del meridiano (27) e sopra il parallelo
(52).

In caso di più cifre: la designazione completa richiede normalmente 6 cifre per la distanza in km
dal meridiano del fuso e 7 per la distanza dall’equatore.

[Link]. Brescia: 32T 595206 5043540

(Mancano le 2 lettere del quadrato di 100 km)

Queste distanze sono in metri, per cui:

5 9 5 2 0 6 5 0 4 3 5 4 0
100Km 10Km Km hm dam m 1000km 100km 10Km Km hm dam m

A noi occorrono solo 4 cifre, che sono quindi quelle dalle decine di km (cioè i numeri intorno al
reticolo) ai decametri:

longitudine 95 20 latitudine 43 54

13
Le cifre iniziali, rispettivamente centinaia e/o migliaia di km, sono riportate in piccolo prima di
ogni coppia di cifre della rete, o solo per quelle degli angoli della cornice:

coordinate
chilometriche
(363 km Ovest da Roma;
sufficiente il 63)
coordinate geografiche
rispetto a Roma

____________________________________________________________________________

8.
Uso del Coordinatometro

Per trovare il punto esatto si usa a questo punto il coordinatometro:

(53)

(52)

(27) 28)

Fare scorrere la base del C. sul parallelo noto (52) fino a far coincidere la longitudine (10) con il
meridiano noto (27). Il lato verticale del C. individua così il meridiano cercato (la “verticale” del
punto); si cerca sul lato verticale la lettura della latitudine (69): quello è il punto.
14
Attenzione: la suddivisione principale del C. è in 10 parti, che rappresentano ettometri. Non ha
importanza siano numerati (1-10; 100-1000): il risultato è lo stesso, devono essere interpretate
correttamente le coordinate. Una sola cifra finale = ettometri, due cifre finali = ettometri +
decametri:

 a due cifre per coordinata: 2745 5238

 a una cifra per coordinata. 274 523

La longitudine in questo esempio sarebbe 450 metri a est del meridiano 27 e 380 a nord del
parallelo 52, o più approssimativamente 400 m e 300 m.

In mancanza di un C. è possibile arrangiarsi con un righello (1 mm = 25 metri ecc.), o con un


qualsiasi pezzetto di carta su cui si riporta la lunghezza di un lato del quadrato del reticolo,
cercando poi di dedurre a occhio le misure richieste.

_________________________________________________________

9.
Interpretazione della carta

La carta lascia immaginare molto difficilmente il vero aspetto della realtà che rappresenta:
l’aspetto del paesaggio dal vero è sempre diverso da quello che possiamo leggere sulla carta
topografica.
Inoltre si devono tenere presenti alcuni tipi di possibile deformazione o errore:

 Dimensioni di cose sotto i 10 m: strade ed edifici sono rappresentati più grandi rispetto al
vero ([Link]. una strada larga 1 mm sulla carta dovrebbe essere, nella realtà, larga 25
metri).
 Aggiornamenti: le carte a disposizione del pubblico non sono mai aggiornate, e questo
crea seri problemi quando speriamo di contare [Link]. sull’esistenza di un sentiero. Strade
secondarie, carrareccie e mulattiere sono soggette a modifiche di percorso,
soppressione, deviazione o abbandono, come ad ingrandimento. Nuove strade vengono
costruite, in particolare presso i centri abitati. Lo stesso vale per gli edifici, specialmente
quelli isolati, o [Link]. alcuni ruderi.
 Vegetazione: generalmente le essenze delle aree boschive non sono soggette a
variazioni, ma lo stesso non si può dire delle colture, nel caso che siano divenuti zone
edificabili.

In generale è consigliabile riconoscere su quali dati fare affidamento: edifici e strade di sicura
importanza, ponti e incroci, orientamento di tratti rettilinei, ecc.

15
Altre possibili fonti di imprecisione sono gli strumenti a disposizione:

 Bussola: l’ago può essere disturbato da interferenze magnetiche, o il campo magnetico


stesso essere irregolare, specialmente in zone collinari e montagnose.
 Fotocopia carta topografica: controllare con un coordinatometro la corretta misura del
reticolo (40 mm). Inoltre non è semplice talvolta distinguere, nelle aree collinari, la
differenza fra sentieri o tratturi e curve di livello, specialmente nelle fotocopie (e ancor più
se l’originale è a colori mentre la copia è b/n). Mantenere asciutta la carta tramite
plastificazione o inserimento in un porta listino. E’ possibile oleare la fotocopia,
rendendola impermeabile e più resistente all’usura delle parti stampate. Usare pennarelli
indelebili a punta fine.
 Altimetro: le quote rilevate devono essere corrette tenendo conto delle variazioni di
pressione per cause meteorologiche (un altimetro GPS ovviamente non ne risente).

____________________________________________________________________________

10.
Il Nord

La carta è utile solo se orientata a Nord. Il Nord però non è una direzione assoluta, sulle carte
topografiche IGM coesistono 3 diversi tipi di Nord:

 Nord geografico
 Nord rete
 Nord magnetico

Il Nord geografico è rappresentato dalla convergenza al Polo Nord di tutti i meridiani terrestri,
infatti è il punto di passaggio dell’asse di rotazione terrestre, mentre il Nord rete è indicato dai
meridiani del reticolo. I meridiani geografici possono essere considerati paralleli fra di loro,
mentre quelli cartografici (del reticolo chilometrico) lo sono assolutamente sempre.
Il Nord magnetico è teoricamente quello indicato dall’ago, salvo le eventuali interferenze di
campo e le continue variazioni del campo magnetico terrestre.
Tutti questi diversi Nord non coincidono fra di loro, è necessario quindi effettuare più correzioni.

Per un orientamento approssimativo ([Link]. per cercare punti di riferimento nel paesaggio
circostante) è sufficiente regolarsi con la bussola, che deve essere posta in piano sopra la
carta, ruotando quest’ultima fino ad allineare i meridiani chilometrici con l’ago (allineare prima
l’ago con il corpo della bussola, e poi il foglio con questa).

16
Gli azimuth, specialmente per distanze di oltre i 2 o 3 km, necessitano invece di calcoli più
accurati ma soprattutto di bussole di alta qualità e di perizia nel loro uso.

Relazioni tra i vari tipi di meridiani o di Azimuth

 CONVERGENZA RETE: γ (gamma) angolo tra m. geografico e m. reticolo


 DECLINAZIONE MAGNETICA: δ (delta) angolo tra m. geografico e m. magnetico
 VARIAZIONE MAGNETICA: V angolo tra m. reticolo e m. magnetico

Ognuna di queste divergenze può essere


orientale (E, +) o occidentale (W, -). I valori di
Convergenza e Declinazione sono segnalati nel
riquadro sulla destra della cornice:

Il simbolo a stella indica il Nord geografico, la


freccia il Nord magnetico (Nm) e il segmento
sulla destra il Nord quadrettatura (Nq, ma in
molte carte Nr = Nord rete). Gli angoli γ e δ sono
rappresentati fra i segmenti, e i loro valori si
trovano a fianco (in ° sessages. e millesimali).
Per il calcolo della declinazione si deve fare
riferimento a:

 data del rilevamento


 valore di variazione annuale

E’ possibile che a distanza di anni una declinazione occidentale passi al segno opposto o
viceversa.

Esempio: δ = - 0°22’ al 1985 (declinazione occidentale, segno negativo)

Variazione annuale = 7’

2012-1985= 27 anni

27 x 7’ = 189’ = 3°9’

-0°22’ + 3°9’ = 2°47’ arrotondabili a 3°

Risultato: il Nord magnetico è ora orientale di circa 3° rispetto al Nord geografico.

Su ogni tavoletta è riportato un arco graduato per orientarla secondo i valori calcolati.

17
Individuare il Nord senza l’uso della bussola

Definire la direzione del Nord senza una bussola è un’operazione spesso semplice ma che può
avere utilità unicamente per stabilire una direzione MOLTO APPROSSIMATIVA.

Esistono diversi metodi, ma tutti necessitano della presenza di almeno un preciso corpo
celeste, cioè:

 sole
 stella polare
 luna

Il cielo coperto cancella immediatamente ogni possibilità di servirsene.


Inoltre non abbiamo bisogno di metodi che richiedano tempo per osservare i vari movimenti
degli astri: la nostra necessità è immediata.

Sole
Nel nostro emisfero il sole si trova esattamente a sud alle ore 12.00. Sapendo che sorge ad Est
e tramonta ad Ovest abbiamo la possibilità di ricavare approssimativamente la direzione del
Nord. Disponendo di un orologio a lancette, che va portato all’ora solare, si pone un bastoncino
sottile al centro, verticalmente e con l’orologio in piano, ruotando poi questo fino a che l’ombra
del bastoncino copre la lancetta delle ore. La bisettrice dell’angolo tra lancetta corta e 12 indica
il nord (si può anche fare l’operazione opposta, senza bastoncino, dirigendo la lancetta corta
verso il sole; la bisettrice tra questa e le 12 indica il Sud).

Stella polare
Il cielo deve essere sgombro e
possibilmente libero anche da
inquinamento luminoso; infatti la stella
polare è luminosa ma per individuarla è
necessario riferirsi alle costellazioni del
Piccolo e Grande Carro, ed eventualmente
Orione.

18
Luna
La luna al primo quarto (luna crescente gobba a ponente = gobba a DESTRA) alle ore 18 indica
il Sud e alle ore 24 cala ad Ovest; all'ultimo quarto (luna calante gobba a levante = gobba a
SINISTRA) alle ore 24 sorge a Est e alle 6 del mattino indica il Sud. Questa regola è MOLTO
approssimativa; la luna a differenza del sole non è costante negli orari di levata/ tramonto.

____________________________________________________________________________

11.
Tecniche

Misura distanze

Una tecnica sufficientemente affidabile è, sul terreno, il conteggio dei doppi passi. Conoscendo
la lunghezza del proprio d.p. è possibile valutare la misura di un percorso sia sul terreno che
dall’esame della carta.

Aggiramento ostacoli

Per aggirare una zona senza perdere la direzione di marcia ([Link]. area ostile, rocce, bacini
acquatici ecc.) si effettuano tre deviazioni ortogonali, riprendendo più avanti il percorso
pianificato:

Per ogni deviazione, a dx o sx, si aggiungono o sottraggono 90° alla lettura dell’azimuth. Si
richiede però la massima precisione sia nella lettura della bussola, sia nella misura delle
distanze.

19
Riconoscere il paesaggio

Servendosi di carte al 25.000 si ha a disposizione una discreta area (100 km 2) in cui poter
individuare elementi riconoscibili del paesaggio, in particolar modo se in regioni collinari. I
territori pianeggianti non sempre offrono la possibilità di scorgere elementi notabili (torri,
campanili, impianti industriali, linee elettriche) a causa della vegetazione (spontanea, da colture)
o della eventuale foschia. I territori montuosi, con rilievi importanti, possono creare difficoltà nel
raggiungere punti con maggiore visibilità (sia in elevazione che in aggiramento). E’ utile dedurre
dall’osservazione delle curve di livello se un punto sulla carta fosse coperto da eventuali rilievi.
Si richiede la massima precisione nelle letture azimutali, e la loro correzione in declinazione
magnetica.

Falso scopo

E’ una tecnica per raggiungere un punto conosciuto sulla carta, nell’ipotesi di trovarsi fuori
dell’allineamento azimutale, o per controllare la propria posizione.
1. cercare un riferimento visibile dal punto di stazione, riconoscibile anche sulla carta.
2. misurare l’angolo azimutale del loro allineamento
3. portarsi, usando la bussola, sul medesimo allineamento

[Link]. l’angolo misura 28°; se


la propria posizione non è
completamente errata,
muoversi verso EST fino
a che il campanile A si trova
allineato sull’azimuth 332°N
(360-28). Si prosegue poi
in direzione del campanile, fino
a raggiungere B.

Mantenimento direzione

Fissato un azimuth, cercare un punto riconoscibile sul terreno. Se questo non lo permette
(vegetazione, rilievi, pianura deserta e sconfinata, ecc.), il punto può essere creato inviando in
avanti un operatore munito di radio, sulla direzione dell’azimuth e più distante possibile. Si
ripete poi la stessa operazione fino a raggiungere l’obj.

Intersezione indietro

Per stabilire il punto di stazione; è una comune triangolazione, che richiede quindi la presenza
di 2 elementi visibili del paesaggio, presenti sulla carta.

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E’ utilizzabile anche per raggiungere un obiettivo dal quale siano visibili
2 elementi di paesaggio: conoscendo gli azimuth di entrambi, ci si porta
sull’allineamento di uno di essi, proseguendo poi fino ad intercettare
l’altro allineamento (v. Falso scopo).

ESERCIZI

Esercizi teorici e pratici, da svolgere sul luogo o e breve raggio

1. date le coordinate UTM, determinare il punto sulla carta


2. dato un punto sulla carta, determinarne le coordinate UTM
3. date le coordinate geografiche, determinare il punto sulla carta
4. dato un punto sulla carta, determinarne le coordinate geografiche
5. determinare l’azimuth rete tra due punti sulla carta
6. determinare l’azimuth geografico tra due punti sulla carta
7. determinare l’azimuth magnetico tra due punti sulla carta
8. azimuth vari sul terreno, con relativi azimuth reciproci
9. misura di percorso su carta
10. misura del proprio doppio passo tramite percorso di misura conosciuta; successivo
controllo di raggiungimento di OBJ del quale si conosce la distanza dal punto di stazione,
calcolata sulla carta
11. percorsi poligonali brevi (ca. 50-100m) ad azimuth successivi (120°, 90°) con ritorno al
punto di partenza
12. mantenimento di direzione con aggiramento ostacolo (500-800m)
13. azimuth di un punto visibile e controllo su carta tramite correzione della declinazione
magnetica
14. Rilevamento di elementi del terreno e creazione di mappa orientata 1:25.000
15. ….
16. ….
17. ….

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