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Tecniche Del Sogno PDF

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Percorso Fringe:

Gli strumenti dei sognatori


(Le tecniche del sogno)

Mattia Livoti
Una piccola premessa:

Ciao! Il testo che leggerete è il frutto di anni di ricerca da me svolti all’interno delle meraviglie
della fase REM; essendo esso parte di una personale ricerca sentita e voluta con tutta
l’anima, posso fin da subito dirvi che ciò che troverete in questo PDF vi sarà estremamente
utile soltanto applicando e capendo come queste tecniche funzionano.

D'altronde, non vi posso garantire il 100% del successo ad ogni applicazione: come vedrete
suddivido la pratica in tre macro gruppi che convergono verso uno scopo ultimo.
La lucidità durante i sogni è qualcosa che va coltivato con impegno, costanza e soprattutto
sentimento; il solo leggere e applicare ciò che imparerete, purtroppo, non è sufficiente ad
averne una vita onirica lucida e duratura. Si tratteranno solo le tecniche e non si avrà molto,
rispetto agli atteggiamenti e ai meccanismi utili ad entrare nel Fringe.

Il “Percorso Fringe”, nella sua interezza, comprende questo breve paragrafo che leggerete
ma ampliato notevolmente e il Percorso è, a tutti gli effetti, un sistema debito al
cambiamento interiore, alla crescita personale e spirituale ed è un vero e proprio metodo per
viaggiare tra i mondi, qualcosa per capirsi affondo e capire molti meccanismi a noi
sconosciuti.
Quello che stai leggendo è una piccola frazione di ciò che il Percorso Fringe davvero è.

Qualora foste interessati a saperne di più siete liberi di contattarmi ai contatti che
lascerò in fondo al testo.

Il Fringe è un’idea, uno stato d’animo che in me si è sviluppato pian piano ed è ciò che mi
permette di avere sogni lucidi a comando, più o meno senza sforzo; gli interessati esploratori
che avranno modo di sperimentare questi “stati alterati” sono i benvenuti.
Nel Percorso Fringe, disponibile in presenza (a Genova) e in sessioni individuali online,
verranno snocciolati tutti i meccanismi necessari per vivere questi stati, verra spiegato come
mantenere la lucidità, come fare determinate azioni all’interno dei sogni, la storia di essi,
come poter trasportare i sogni in veglia e viceversa e tutto ciò che è necessario sapere per
vivere come dei LeL (lucidi esploratori liminali).
Superfluo dire che vi sono decine e decine di particolari che potrete apprendere soltanto con
un percorso dal vivo o online. Presto sarà disponibile un PDF del percorso completo.
Consiglio inoltre la lettura del mio romanzo, disponibile su Amazon: capirete più avanti il
motivo di questo consiglio (oltre l’utilità è davvero un bel romanzo: scrivo questo commento
da auto-critico cronico!)
Dentro al Fringe: Lucidi Esploratori Liminali: Un quasi Fantasy per Sognatori
[Link]

Contatti

mail: [Link]@[Link]
Whatsapp: 3791701915
Facebook: Mattia Livoti
[Link]
Iniziamo:

Gli strumenti dei sognatori

In questo paragrafo andremo ad approfondire tutte le tecniche che ho testato e di cui sono
certo che riceverete benefici.

Come per qualsiasi cosa, la preparazione e la partenza sono fondamentali, dunque andrò ad
illustrarvi delle tecniche di rilassamento e di presenza a se stessi. Sono tecniche proprie
della tradizione Tibetana che, se praticate bene e con costanza, possono dare davvero molti
benefici oltre ad una rapida entrata nel sogno lucido.

Dividerò questo paragrafo in macro gruppi:

● La base (Esercizi Mindfulness/ Samatha);


● Le tecniche;
● Rituali pre-sonno.

Questa divisione è fondamentale perché, come vedremo, non è sempre possibile o


auspicabile praticare i soli esercizi di un macro gruppo, piuttosto che quelli di un altro.

Come sempre, vi ricordo e consiglio di ascoltarvi e di praticare di conseguenza. Sarebbe


inutile praticare, per esempio, controvoglia; in egual modo, inutile e distruttivo, sarebbe non
praticare mai. Faremo delle distinzioni e cercherò di aiutarvi nella comprensione degli stati
d’animo inclini alla pratica e dei momenti in cui, invece, è meglio pensare ad altro.

Gli esercizi che tratteremo adesso sono gli esercizi di Samatha (Mindfulness, come viene
chiamata ora).
La base
Samatha/Mindfulness:

Risulta superfluo dire che per praticare, prima della sessione, è opportuno assicurarsi di non
essere disturbati ( se si pratica in un momento diverso dal prima di andare a dormire).

● Da seduti o da sdraiati: accendi un incenso, un palo santo, suona la campana


tibetana o ascolta musica a 432 Hz, se vuoi. Trova una posizione comoda nella quale
sai di poter rimanere diverso tempo. Sistema il corpo, se scattano pruriti o stimoli
simili, eliminali.

● Se sei sdraiato, divarica le gambe fino alla larghezza delle spalle e lascia cadere i
piedi verso l’esterno; sistema le braccia scostate dal corpo e i palmi verso l’alto. Se
sei seduto, appoggia la schiena allo schienale e lascia le mani sulle ginocchia con i
palmi verso l’alto. I piedi rimangono con la pianta al suolo.

● Il primo passo della pratica sono tre respiri profondi effettuati di pancia. Non
muovere le spalle o il torace e fai fare il lavoro alla pancia che si espande e si ritira.
Concentra tutta l’attenzione sull’aria che il respiro muove e non distogliere
l’attenzione nei momenti di sospensione del respiro. Se vuoi contare i movimenti
conta ma non distogliere l’attenzione dalle sensazioni che l’aria e il respiro profondo
ti mandano. La fine dei tre respiri consapevoli segnerà l’inizio della pratica.

Da qui in avanti parlerò di diversi step che, da regola, andrebbero praticati per 24 minuti (1
ghatika) a esercizio. Se siete alle prime armi vi consiglio di farlo, se invece siete meditanti
con un po’ di esperienza potreste trascorrere un determinato tempo a step, con la libera
interpretazione.

● Acquietare il corpo nello stato naturale: in posizione seduta o supina porta


attenzione al corpo intero. Senti tutto ciò che il corpo trasmette e rilassati il più
possibile. Ascolta il freddo o il caldo che assalgono le periferie del corpo; ascolta i
punti di contatto del tuo corpo con i vestiti e i punti di contatto con eventuali coperte,
materasso o sedia. Senti il corpo e la sua pesantezza e cerca di essere consapevole
dello spazio che ti circonda. Ascolta rumori e tremori degli arti, cerca di individuare le
tensioni che involontariamente hai. Aiutati con uno scan completo: parti dalla punta
dei piedi e porta lì la tua consapevolezza; senti (non immaginare) il corpo che
lentamente, in ogni punto in cui la tua consapevolezza si posa, si fa sempre piu
pesante e rilassato. Sali lentamente e passa alle caviglie, alle gambe, alle cosce e
alla zona inguinale. Passa ora alle dita, alla mano, polsi, avambracci, braccia e
spalle. Torna alla zona pubica e sali, senti intestino e organi interni farsi pesanti
proseguendo, poi, fino al torace, il collo, il retro della nuca e la faccia (compresa
fronte, mento e zigomi). Porta molta attenzione al viso e alle sue zone perché
spesso si hanno delle tensioni intorno agli occhi, alla bocca e alla fronte che, spesso,
sono difficili da cogliere. Il vostro corpo è così nel suo stato naturale.
● Acquietare il respiro nel suo stato naturale: porta l’attenzione sul respiro. Nota
come è facile influenzare il ritmo o la densità di quest’ultimo. Respira tenendo ferme
spalle e torace e tieni l’attenzione salda ad ogni inspirazione. Fai caso alla maglia
che sfrega contro l’addome per via del movimento respiratorio. Riposa nei momenti
di intervallo tra i respiri. Ascolta l’aria entrare e uscire e, ogni volta che ti distrai, nel
momento in cui te ne accorgi, porta di nuovo l’attenzione sul respiro. Lentamente, ad
ogni espirazione, immagina un’onda di rilassamento che pervade il tuo corpo e non
dare ordini al respiro. Semplicemente, in questa fase, devi lasciarlo lavorare al ritmo
naturale. Ogni inspirazione porta consapevolezza, ogni espirazione porta
un’onda di rilassamento. Riposa la mente ad ogni intervallo tra inspirazione ed
espirazione e resta consapevole di te stesso. Il respiro è ora nello stato naturale.

● Acquietare la mente nel suo stato naturale: scegli se continuare ad ascoltare il


respiro (prendendo in considerazione le sensazioni che si provano alla base del naso
per via dell’aria che entra ed esce), il battito cardiaco o il nostro naturale suono
cerebrale (quel fischio leggero che si sente nei luoghi silenziosi. Quella è la nostra
frequenza cerebrale). consiglio l’ascolto di tutte e tre a momenti alterni ma, di sicuro,
quella più utile alla mia persona, è l’ascolto della frequenza cerebrale. Una volta
scelto l’oggetto dell’attenzione, porta la consapevolezza verso esso e riposa
nell’ascolto delle sensazioni che esso trasmette. Se pensi ad altro durante la pratica,
lentamente e con dolcezza, porta la tua attenzione nuovamente sull’oggetto
designato. Non preoccuparti dell’ esserti distratto, è una cosa naturale che, pian
piano e con la pratica, andrà ad accadere sempre meno e, si spera, a scomparire.
Non ascoltare soltanto, cerca di sentire. Le sensazioni che ti vengono trasmesse
sono il punto cruciale dell’esercizio. Una volta presa familiarità con l’esercizio si puo
passare al cuore di esso: elimina l’ascolto del rumore designato e resta consapevole
di te stesso. Sai di esserci e non pensi verbalmente a nulla. Sei connesso con te
stesso, come guardarti allo specchio. Sei cosciente che c’è qualcosa che ti rende
consapevole dei tuoi processi mentali, di ciò che pensi e ciò che vedi nella mente.
Sei consapevole che qualcosa ti sta facendo percepire il buio delle tue palpebre
chiuse. La tua mente starà riposando nel suo stato naturale.

Questa serie di esercizi, che diventeranno le tre parti di un albero di consapevolezza (il
corpo è la radice; il respiro è il tronco e la mente è la fronda), porteranno ad una coesione
consapevole che vi aprirà la strada verso scenari magnifici.
Questa serie di esercizi (che fanno parte di un unico albero) dovrebbero poi diventare la
base di ogni altro esercizio (un po’ come la stabilizzazione in sogno dovrebbe essere il primo
step di ogni piano d’azione)

Dunque:

Persistere il più a lungo possibile in questo stato porta la mente ad allenarsi e a funzionare
non più come una lampadina (che irradia luce in ogni dove e senza controllo) ma più come
un raggio laser (che concentra i fotoni e li incrementa riuscendo a creare un raggio di luce
costante e potente, direzionabile a piacere).

Solo la pratica di questi esercizi può portare a grandissimi benefici.


La riduzione dello stress è stata studiata, le sensazioni di ricarica connesse a questa tecnica
le potrete sperimentare tutti e, in più, questo esercizio (Samatha), ci apre le porte verso il
profondo Fringe perché modifica nel profondo il nostro modo di pensare ed elimina il
chiacchiericcio interiore facendoci accorgere che ne passato ne futuro dovrebbero importarci
più di quanto non ci importi il momento in cui viviamo, il solo e l’unico: il presente.

-Per le specifiche consiglio di ricercare della bibliografia annessa o articoli sul web-

In conclusione:

Solo l’esercizio di Samatha sarebbe sufficiente ad entrare in un sogno lucido, ma credo ci


sia bisogno anche di qualche spinta in più. Passeremo dunque ad elencare alcune tecniche
molto valide.

Trovate queste meditazioni guidate sul canale Telegram “Dentro al Fringe” tra i messaggi
fissati in alto: sono dei file audio con uno sfondo che potrete ascoltare e hanno una durata di
10 minuti l’uno.
[Link]

Vi serviranno per fare pratica e per imparare i vari passaggi necessari. Dopo un certo
numero di richieste aggiungerò anche la meditazione di Vipassana, lo stadio successivo a
Samatha
Le tecniche del sogno lucido:

Le tecniche che seguono possono essere utilizzate in diversi modi e momenti.


Consiglio sempre di concentrare la pratica dopo i primi 4 o 5 cicli di sonno.
Calcolate 90 minuti a ciclo, quindi un’ora e mezza l’uno; impostate la sveglia dopo 5 ore e
30, oppure dopo 6 ore/6 ore e mezza.
Lascerete il corpo riposare e sarete più freschi per la sperimentazione.

La pratica del sogno lucido va studiata e sentita. Non ci possiamo affidare ai numeri o al
caso. Una delle prime cose da fare, prima di iniziare con le tecniche, e dunque con la
pratica, è quella di capire bene come dormiamo e come i nostri cicli del sonno e le fasi si
susseguono. Avere una mappa dettagliata dei propri processi onirici aiuta moltissimo
nell’utilizzo delle tecniche.

Consiglio dunque di dedicare un momento specifico della giornata (mattino, pomeriggio o


sera) alla pratica di induzione con le tecniche.
Potreste scoprire, con la pratica, che il momento migliore in cui potreste praticare è durante
il pisolino pomeridiano, oppure proprio appena andate a letto alla sera.
Con la pratica e la perseveranza si ottengono i migliori risultati.

C’è infine da precisare che, come abbiamo già visto con i test di realtà (nel percorso
completo) e con l’uso corretto del diario onirico, abbiamo spesso e volentieri una voce
interna, un qualcosa che ci impedisce di svegliarci nel sogno il 100% delle volte. Questo
qualcosa è la nostra parte razionale che vuole mantenere il controllo di tutto perché la
lucidità intacca il nostro ego, il nostro conoscere la “realtà”.
Lo stadio della lucidità “Stavo bene nell’ignoranza” descrive molto bene questo meccanismo
che dobbiamo cercare di abbattere per superare la barriera che non ci permette di entrare
nel Fringe. Il lavoro diurno è proporzionale al successo onirico e dunque alla comprensione
della nostra natura multidimensionale. Penso che il gioco a cui giochiamo, la lezione che
dobbiamo imparare, sia proprio come diventare (o tornare ad essere) creature del Fringe
(dei LeL).

Ecco dunque le migliori tecniche del sogno lucido:

La MILD (Mnemonic Initiated Lucid Dream):


La paternità della tecnica è di Stephen LaBerge, un famoso dottorando che attorno al 1975
preparava la sua tesi di laurea dimostrando l’esistenza scientifica del sogno lucido. Nello
stesso periodo anche un certo psicologo, Keith Hearne, stava studiando come dimostrare
scientificamente il sogno lucido; per un vantaggio di LaBerge, di appena qualche mese,
Hearne non divenne conosciuto quanto lui, ma in ogni caso dobbiamo molto a entrambi.

La tecnica, che in italiano significa “sogno lucido ad innesco mnemonico”, si basa sull’utilizzo
della memoria.
Si ritiene essere molto efficace e si basa sull’utilizzo dell’autosuggestione, la visualizzazione
e sulla memoria proiettiva; quest’ultima è la memoria che si utilizza quando ci imponiamo di
ricordarci qualcosa che. Dobbiamo svolgere nel futuro, per esempio: dovete comperare del
latte e vi dite: “la prossima volta che passo davanti al supermercato devo ricordarmi di
prendere del latte!”; oppure: “domani mattina devo alzarmi alle 7!” e senza l’utilizzo di sveglie
riuscite ad alzarvi all’ora stabilita.
Allo stesso modo, la memoria proiettiva la si utilizzerà dicendosi “la prossima volta che
sogno mi devo ricordare di stare sognando!”.

Questa tecnica viene riportata (in una versione leggermente diversa) su un trattato yoga del
16º secolo, scritto da Lochen Dharma Shri e, in seguito, da Stephen LaBerge in Exploring
the Word of Lucid Dreaming.

La Mild prevede la visualizzazione di se stessi all’interno di un sogno appena svolto,


dunque, è richiesto un risveglio (spontaneo o indotto) nelle ultime ore del ciclo del sonno,
dopo 4 o 5 cicli.
Non temete: l’utilizzo delle tecniche non disturberà il vostro riposo perché l’unico momento
in cui il cervello “dorme” è durante il NREM 3-4, con la frequenza delle onde Delta. La
tecnica e il risveglio necessario ad essa andrà a svolgersi nella fase REM, momento in cui il
cervello non riposerebbe comunque. Il conoscere bene i propri cicli del sonno, come dicevo,
è di fondamentale importanza.

La tecnica MILD:

1. Ricordare il sogno: Dopo esservi svegliati ricordate bene il sogno, memorizzatelo


per bene e, se possibile, scrivetelo. Vi servirà ricordare una parte del sogno in cui
avete riscontrato un segno ricorrente o un’incongruenza.
2. Stabilire l’intenzione: Tornate ora a dormire e aspettate la fase ipnagogica. Quando
inizierete ad entrare nell’ ipnagogica ripetetevi quante più volte possibile una frase
del tipo “al prossimo sogno devo accorgermi di stare sognando!”. Ripetetelo in
maniera entusiasta e con impegno senza divagare; se doveste pensare ad altro
tornate a recitare il vostro intento.
3. Immaginare la lucidità: dopo aver ben salda l’intenzione di ricordarsi di accorgersi
di sognare ripercorrete il sogno memorizzato nei dettagli, immergetevi. Al punto del
sogno in cui appare il segno o l’incongruenza, immaginate che per voi sia una cosa
strana e immaginate di fare un test di realtà. Immaginate di diventare lucidi in quel
sogno e mettete in pratica ciò che vi siete prefissati di fare.
4. A questo punto dovreste essere in una sorta di sogno allucinogeno: siete
svegli, sapete che state immaginando, ma il tepore del sonno, misto alla fase
ipnagogica, creano un flusso particolare di immagini e pensieri che si potrebbe anche
interpretare come un allucinazione. Quando sarete a buon punto nella tecnica ve ne
accorgerete.
5. Addormentati o ripeti: ora vi potete addormentare del tutto. Se non siete convinti
della stabilità raggiunta dalla tecnica ripetete i punti 2 e 3 fino a che non raggiungete
quello stato di allucinazione prima descritto. Al prossimo sogno, ora che vi potete
abbandonare al sonno, sarete lucidi.

La STAD (Svegliati e Torna A Dormire):

Questa tecnica salto fuori negli anni settanta e fu ideata da G. Scott Sparrow, autore di Lucid
Dreaming: Dawning of the Clear Light.
È una delle tecniche più efficaci per avere sogni lucidi ed è semplicissima. Le ricerche di
Sparrow indicano come questa tecnica abbia fatto diventare lucidi due terzi dei partecipanti
e evidenzia quanto efficace possa essere interrompere il sonno con momenti di veglia.
Lo scrittore e studioso buddhista B. Alan Wallace stima che la STAD incrementi la probabilità
di diventare lucidi del 2000%.

La STAD:

1. Svegliati con due o tre ore di anticipo rispetto alla solita sveglia e scendi dal letto.

2. Resta sveglio per circa mezz’ora o un’ora facendo qualcosa che possa attivare la
mente ma senza eccitarla troppo: leggi sul sogno lucido (ecco come mai consiglio il
mio romanzo!)medita o guarda qualche video sull’argomento; è sconsigliato fare
attività troppo impegnative o bere eccessivamente caffè.
3. Quando l’ora o la mezz'ora stabilità sarà trascorsa, torna a letto e ripeti il forte intento
di diventare lucido fino ad addormentarti.

Questa tecnica basa la sua efficacia sul recupero REM, cioè il privare l’organismo delle
ultime fasi REM che andranno ad essere recuperate, appunto, al riaddormentarsi
successivo.

Inoltre:
Se praticate queste tecniche con impegno e costanza saranno efficaci ma, anche in caso di
una prova ogni tanto potrebbero funzionare: la motivazione e l’entusiasmo in ciò che si
porterà la lucidità nei vostri sogni sicuramente.
La WILD (Waking Induced Lucid Dream - Sogno lucido
indotto dalla veglia):

Questo è la tecnica che sfrutta quel sogno allucinogeno trattato prima per la MILD:
l’induzione dalla veglia potrebbe risultare complicata per chi ha poca dimestichezza con la
visualizzazione di immagini mentali; chiedersi spesso, come per lo yoga del sogno, se
stiamo sognando è un passo fondamentale di questa tecnica che prevede di mantenere la
mente vigile mentre cade nella fase REM. Nello yoga del sogno si dice che, chi riesce ad
attraversare coscientemente le fasi del sonno fino al raggiungere il sogno coscientemente,
può affermare di aver raggiunto un’alta vetta.
Tuttavia, passare 90 minuti di consapevolezza mentre il corpo cade nel sonno non è
faccenda da ogni giorno, quindi consiglio l’utilizzo di questa tecnica, come per la STAD, due
o tre ore prima della sveglia solita. Il recupero REM ci farà cadere nel sogno in circa 15
minuti.

La WILD:

1. Rilassati e mettiti supino con le braccia scostate dal corpo, a formare un angolo di
45° (posizione del cadavere o “savasana” dell’hatha yoga)
2. Chiudi gli occhi e immagina delle figure come cerchi, triangoli o quadrati. Dai ad essi
una forma, una consistenza e giocaci. Le puoi tirare, far rimbalzare, schiacciare o
qualsiasi cosa ti venga in mente.
3. Una volta che sopraggiunge l’ipnagogia, immagina un luogo dove sei stato, da
sveglio o in sogno e che ti ricordi molto bene.
4. Immagina di passeggiare in questo posto e cerca di esperire quanti più dettagli
possibili; senti il sole sulla pelle o il freddo, percepisci i rumori e l’aria fresca, le onde
del mare e gli odori del luogo in cui ti trovi. Se la mente divaga non importa, torna
pian piano al tuo luogo.
5. Inizia a domandarti se stai sognando mentre passeggi o osservi i dettagli e, se sei
fortunato, ti accorgerai di essere entrato nel sogno che stavi immaginando!

C’è da dire che:

Questa tecnica, per quanto facile, è spesso fugace. Se si hanno delle buone basi di
meditazione e si riesce a tenere la mente concentrata sull'obiettivo la si può effettuare, ma
se mancano le basi o si ha poca capacità di visualizzazione la sconsiglio.
La FAC (Fall Asleep Consciously - addormentarsi
coscientemente):

Per la FAC si dovrebbe mantenere vigile la mente per i 90 minuti necessari. Questa tecnica
ha tre varianti che possono condurre, come per la WILD, ad un sogno lucido indotto dalla
veglia senza dover sviluppare superpoteri per dover rimanere vigili in fase di
addormentamento.
La prima variante, che va attribuita a Charlie Morley, si chiama Tuffo Ipnagogico:

1. Come per la WILD, svegliatevi dopo 4 o 5 ore di sonno (3 o 4 cicli) e destatevi dai
dieci minuti ad un’ora.
2. Tornate e letto e sistematevi comodi, dovrete attendere l’ipnagogia.
3. Una volta raggiunta dovrete solo prestare attenzione alle immagini che si
presenteranno, senza giudicare o lasciarvi attrarre troppo. Usate il silenzio interiore
che avete sperimentato con Samatha.
4. Piano piano, se notate che la consapevolezza cade nel sonno e nell’ incoscienza,
riportate l’attenzione sulle immagini che si vengono a formare.
5. Lentamente le immagini si sovrapporranno e vi sentirete tirati o risucchiati dentro al
sogno. Se rimanete coscienti ancora un po’ avrete un sogno lucido.

La seguente tecnica è identica alla precedente ma da attenzione, durante la fase


ipnagogica, al respiro e al corpo, da qui il nome Corpo e respiro:

1. Come per il tuffo ipnagogico, svegliatevi dopo 4 o 5 ore di sonno (3 o 4 cicli) e


destatevi dai dieci minuti ad un’ora.
2. Tornate e letto e sistematevi comodi, dovrete attendere l’ipnagogia.
3. Una volta raggiunta dovrete solo dare attenzione al corpo o al respiro. Usate il
silenzio interiore che avete sperimentato con Samatha e, praticamente, praticate
essa.
4. Piano piano, se notate che la consapevolezza cade nel sonno e nell’incoscienza,
riportate l’attenzione sulle sensazioni che il vostro corpo o respiro vi danno.
5. Lentamente, durante le immagini ipnagogiche, potreste sperimentare la paralisi del
sonno, ciò vorrebbe dire che la fase REM è vicina. Rimanete ancorati e vi ritroverete
nel sogno lucido.

L’ultima variante può andar bene per chi non è molto meditativo o ha una mente un po’ più
“razionale”, se così vogliamo. Si sfrutta una concentrazione basata sul contare, piuttosto che
sulla contemplazione. Quest'ultima versione della FAC è chiamata Il sonno che conta:

1. Dopo i soliti 3 o 4 cicli di sonno (4-5 ore) svegliatevi, scrivete il sogno fatto e
rimettetevi a letto.
2. Iniziate a tener conto del vostro stato coscienziale e contate molto lentamente in
questo modo: “1.. sto sognando? 2.. sto sognando?”
3. Per i primi minuti, probabilmente, non succederà nulla e la risposta sarà “No, sono
sveglio”
4. Arriverete però a “20.. sto sognando? No, ma è la fase ipnagogica!”
5. Mantenete il ritmo e continuate a contare fino ad arrivare non oltre il 100.
6. Se arrivate molto oltre il 100 lasciate stare e provate con un’altra tecnica perche ora
siete abbastanza concentrati per provare la WILD o il Tuffo ipnagogico.

Adesso passiamo a vedere la FAC da provare alla sera, la prima volta che andate a
letto. Quella che leggerete sarà una tecnica intesa per sperimentare anche le fasi NREM,
dunque, il sonno senza sogni:

1. Coricatevi a letto e concentratevi sulle immagini come per il Tuffo ipnagogico o sulle
sensazioni come per Corpo e respiro.
2. Restate vigili mentre vi assopite e tenete salda l’attenzione sulle immagini o
sensazioni fino a che la fase ipnagogica non terminerà.
3. Vi potreste trovare a fluttuare nel sonno senza sogni in cui sarete una coscienza
nell’oscurità del sonno. Starete dormendo senza aver perso coscienza.

Dal sonno senza sogni avrete la possibilità di scendere in un sogno, oppure, la semplice
opportunità di visitare uno spazio che si percorre, per la maggioranza delle volte, nella totale
assenza di sé.

Mi capitò, alcune volte, di trovarmi in questo stato: oltre agli episodi durante la veglia o
meglio, indotti da essa, mi capitò un sogno nel sogno in cui, mentre sognavo, andai a letto
con l’intento di avere un sogno lucido. Passai per tutte le fasi del sogno in maniera rapida e
cosciente. Fu un’esperienza senza eguali che porto ad un sogno dall’incredibile stabilità che
mi fece pensare ad una OBE!

Affermazioni ipnagogiche:

Questa tecnica è una delle mie preferite e vi posso assicurare che, se sperimentata con la
giusta carica, oltre alla sua semplicità, ha un potenziale enorme e diversi utilizzi.

1. Recatevi a letto nel sonnellino pomeridiano o dopo 3 o 4 cicli di sonno.


2. Praticate Samatha fino a che non subentra l’ipnagogia.
3. Una volta immersi dal tepore e dalle immagini oniriche esprimete un qualunque
desiderio, per esempio: “devo ricordarmi che sto per sognare”, oppure “devo sognare
quella particolare risposta che mi serve”
4. Lasciati cadere nel sonno con questo desiderio in mente.

Questa tecnica sfrutta l'auto condizionamento dovuto dalla fase ipnagogica; è come andare
in ipnosi autonomamente: il cervello irrazionale destro è libero di abbracciare il razionale
sinistro e dare input e indicazioni che non tarderanno ad arrivare per via di questa
connessione emisferica.
Oltre alla possibilità di esprimere l’intenzione di diventare lucidi o accorgersi dello stato di
sogno, abbiamo la possibilità di chiedere al sogno liminale (ipnagogia) di darci risposte a
domande particolarmente difficili, oppure possiamo trovare schemi relativi alla stesura e al
completamento di un lavoro particolarmente lungo o complicato: in questo stato andiamo a
far lavorare una parte profonda che ha già le risposte necessarie e tutte le possibilità per
raggiungere un dato obiettivo; facciamo lavorare il cervello in silenzio e ne godiamo dei
risultati.

I risvegli in sequenza:

Si possono effettuare diverse tecniche per notte con questa tecnica. Il restare 5 ore ( 3 cicli
di sonno più 30 minuti marginali) ci aiuta a riposare, dormire e sognare. Dopo questo primo
periodo possiamo prepararci per una sequela di tecniche, debite al raggiungimento della
lucidità: avendo dormito 5 ore avremo riposato il giusto e saremo pronti e freschi! I risvegli
dovranno coincidere con l’entrata nel sonno profondo, quindi con la fine di un ciclo; in questo
modo non sentiremo la stanchezza il giorno dopo.
Un gran bel consiglio è quello di dividere il sonno in due stanze. Le prime 5 ore le passerete
a letto, dove solitamente dormite e, le altre ore in cui praticherete, si svolgeranno in un luogo
differente. Questo è molto utile alla pratica perché, purtroppo, siamo abituati al luogo in cui
dormiamo ed è il luogo in cui abbiamo sempre perso coscienza di noi stessi andando a
dormire; questo, la perdita di coscienza, è un elemento che va eliminato se si vuole praticare
il sogno lucido e il mondo del Fringe.
Vi faccio un esempio di una nottata di risvegli sequenziali contando anche 10 minuti in più
per annotare i sogni:

● Dalle 22 alle 3:00 - dormite a letto e riposate senza l’uso di tecniche o lavoro col
sogno;
● Dalle 3:00 alle 4:30 - applicate una tecnica specifica per il sogno lucido (per
esempio FAC);
● (10 min. per annotare i sogni);
● Dalle 4:40 alle 6:10 - applicate un’altra tecnica (per esempio MILD);
● (10 min. per annotare i sogni);
● Dalle 6:10 alle 7:40 - applicate un’altra tecnica ancora (per esempio la variante FAC
- corpo e respiro, oppure le affermazioni ipnagogiche);
● Dalle 7:40 alle 7:55 - pratica Samatha con le luci accese mentre sei nell’ipnopompia.

Il dormire 5 ore per sapere che poi praticheremo elimina lo stress e ci fa riposare molto
meglio perché sapremo già che questo primo periodo di sonno e sogno sarà il nostro
meritato riposo.
Il praticare in un luogo diverso ci aiuta moltissimo perché rende la pratica qualcosa di
assolutamente separato dal solito dormire e, in questo modo, con l’esercizio spirituale,
stiamo dando carburante alla lucidità che non vediamo l’ora di ottenere!

Dal prossimo paragrafo in poi siamo a metà tra tecnica e rituale: possiamo affermare che
non si tratta né di uno né dell'altro perché, come vedrete, non possiamo raggiungere la
lucidità in sogno solo con questi accorgimenti. Ciò di cui leggerete sarà un aiuto ulteriore alle
tecniche sopra descritte, saranno insegnamenti utili all’entrata nel Fringe e nelle sue
dinamiche.

I sonnellini:

Semplice, forse banale ma dal grande beneficio: i pisolini pomeridiani sono un toccasana
per lo spirito e il corpo.
I sonnellini riducono il rischio di problemi cardiaci e sono estremamente utili per poterci
permettere un ciclo del sonno notturno migliore.
Qualora non foste avvezzi al sonnellino pomeridiano consiglio di recarsi in una stanza o un
luogo lontano dalla luce del sole in modo da avviare la produzione di melatonina.
Una volta iniziato a pisolare saremo molto più vicini alla fase REM di quanto normalmente
non accada durante la notte: l’entrata nella fase REM durante un sonnellino che si svolge
durante un momento diverso dalla notte è praticamente istantanea.
si consiglia di non andare oltre i 90 minuti per non incappare nelle onde Delta che, al
risveglio, potrebbero farci sentire intontiti.

Immaginate, vista la rapida entrata in REM, di applicare una delle precedenti tecniche
illustrate ad un sonnellino.
A me, personalmente, viene estremamente utile fare un sonnellino perché, con i giusti ritmi,
posso entrare in un sogno lucido praticamente a comando.
Provate questa tecnica: in ogni caso farete del bene alla vostra mente e al vostro corpo!

Respirazione 4,3,7:

Questa tecnica di respirazione yogica viene in soccorso nel momento in cui, durante i
risvegli in sequenza, non riusciamo più a prendere sonno per via dell’emozione o di un
pensiero come il doversi svegliare a breve. Anche un bicchiere d'acqua calda puo dare una
mano!
La respirazione 4,3,7 ci calma in modo naturale ed agisce sempre meglio con il trascorrere
della pratica, distinguendosi così dai farmaci calmanti che perdono la loro efficacia col
passare del tempo durante la somministrazione.
Potete utilizzare questa tecnica anche per prendere sonno e rilassarvi, portando
all’attenzione il contare e la manipolazione del respiro. Avrete sicuramente dei benefici nel
praticare un’attenzione consapevole a questi due elementi di cui la tecnica è composta.
Ecco dunque lo svolgimento della pratica:

● Sistematevi a letto, seduti o sdraiati, sul bus mentre andate a lavoro o nella sala
d'aspetto in cui vi potreste trovare. Chiudete gli occhi (anche se non è essenziale ma
solo consigliabile) e con l’aiuto dei muscoli addominali spingete fuori tutta l’aria che
avete in corpo: le respirazioni, come per Samatha, sono tutte addominali ( si deve
riuscire a non muovere spalle e torace).
● INSPIRARE contando fino a 4, concentratevi sul respiro e sull’addome che si gonfia.
● TRATTIENI il respiro per 3 secondi facendo attenzione a quello che senti.
● ESPIRA lentamente dalla bocca o dal naso contando fino a 7.
● Ripeti tutto questo finché ne senti il bisogno (consiglio di praticare 10/15 minuti fino
un massimo di 20/25) e, quando la pratica sarà conclusa, per suggellare il termine,
spingi fuori tutta l’aria dal corpo come hai fatto per l’inizio della pratica.

Potrebbe capitare di addormentarsi durante questa pratica, oppure di perdere il conto: non vi
preoccupate perché le prime volte potrebbe accadere. Consiglio di praticare con la giusta
voglia perché questa è l’energia che ci fa andare avanti in maniera costante e consapevole.
Se sentite di essere stanchi o troppo assonnati per contare il respiro praticate solo Samatha,
ottima anch’essa per rilassarsi sebbene sia molto più sottile.

Programmazione onirica (Incubare un sogno):

L’incubazione dei sogni ci viene in soccorso da migliaia d’anni: negli Asclepeion dell’antica
Grecia e in quelli sparsi nel resto del mondo, dal 420 A.C., i fedeli a Asclepio incubavano i
loro sogni per riuscire a sognarlo e ricevere informazioni sulle tecniche di guarigione che
avrebbero dovuto adottare per guarirsi.
Possiamo utilizzare la programmazione onirica per diventare lucidi in sogno o per sognare la
risposta ad un dubbio che non ci lascia stare. Si possono incubare i sogni per i motivi più
disparati, come quelli citati poc'anzi o per divertirsi, per vedere come appare un proprio
personaggio o paesaggio, oppure per capire un punto di vista o sentimento che non ci
appartiene.
Elenco ora alcuni consigli per incubare un sogno:

● Durante la giornata pensate a ciò che vorreste sognare. Pensateci più e più volte in
modo da consolidare l’intenzione e far capire all'inconscio che quello è ciò che volete
sognare.
● Se volete sognare un luogo che esiste fate delle ricerche, guardate immagini e
lasciatevi trasportare dalla fantasia. Immaginate di trovarvi su quella spiaggia che
tanto desiderate vedere o in cima al monte Everest.
● Praticate due o tre meditazioni concentrandovi sul sogno che vorreste fare e sullo
svolgimento di quest’ultimo: chiudete gli occhi, connettetevi a voi stessi e immaginate
i colori, i suoni, i profumi e le sensazioni.
● Pensateci per quante più volte possibile e con tutto il sentimento che avete in corpo.
Portate con voi a letto l’immaginazione e, dopo una seduta di meditazione, createvi
un film mentale del sogno che vorreste fare.
● Utilizzate le affermazioni ipnagogiche per addormentarvi e mandare all’inconscio il
giusto input.

Più sincero e sentito sarà il desiderio di vivere il sogno di cui avete bisogno, più facile sarà
viverlo effettivamente.
Da bambino mi capitò spesso di desiderare di vivere un bel sogno in cui magari volavo e,
rivolgendomi al sogno stesso, esprimevo il desiderio di voler avere un bel sogno; durante la
notte venivo accontentato con delle sorprese stupende che non mi sarei mai immaginato: da
bambino lasciavo il sogno a briglie sciolte perché non avevo tante conoscenze e questo non
guastava mai! Il semplice chiedere senza specificare alcunché (nel momento in cui è
possibile farlo), aiuta molto il sogno perché è molto più libero di trasportarci in ciò che sa
essere giusto per soddisfare la nostra richiesta.

La Preghiera:

Per completare questa carrellata di tecniche do l’ultima perla: la preghiera!


Ebbene si, la preghiera è un ottimo modo per ottenere la lucidità perché, quest’ultima, è la
vocalizzazione di un desiderio profondo e sentito; non si parla, come avrete capito, di una
preghiera classica a un qualche Dio o divinità che sia, ma si tratta di un’espressione di
intento.
La parola preghiera ha radici sanscrite (pracchāti) che vuol dire domandare, chiedere;
possiamo certamente dire che quest’ultima perla non si rifà alla “preghiera religiosa” che ci
hanno sempre fatto interpretare tale.
Ci colleghiamo ad una parte divina di noi stessi cercando la connessione con la divinità: solo
un dio parla con gli dei.

Vi illustro in che modo prego io:

In un momento qualsiasi della giornata, possibilmente quando sono tranquillo, solo e in


procinto di praticare, faccio silenzio dentro e richiamo l’attenzione del mio inconscio,
chiamandolo per due o tre volte, come se stessi chiamando qualcuno per ottenere la sua
attenzione. Comunico all’inconscio il mio desiderio di incontrarlo, di trovarmi in lui e spesso
gli “svelo” i miei piani (il piano d’azione).
Potete pregare chiunque ritenete opportuno ma vorrei informarvi di una cosa: per quanto
un’entità possa essere esterna (come un dio, una figura religiosa come un santo) ricordate
che è sempre parte del Fringe, del Tutto e che la barriera della dualità va abbattuta.

I sonagli:

L’uso dei sonagli è una pratica tolteca che ci aiuta nel creare un ricordo lucido. Ne
parleremo meglio tra poco ma, per adesso, concentriamoci su questa pratica che va a
crearsi nel tempo.

Se volete provare ad integrare un sonaglio nella vostra vita è bene averne uno resistente,
come quelli che si mettono al collo dei gatti o quelli da pesca. Una volta ottenuto potete
decidere di metterlo al collo a mo' di ciondolo.
La pratica è incentrata sul farci associare il suono del sonaglio al sogno, dunque, una volta
che muovendoci faremo suonare involontariamente il sonaglio, sapremo che la prima cosa
da fare è chiedersi: “sto sognando?”.
Il test di realtà che ne segue potrà darci delle risposte accurate.
Per trasportare questo meccanismo in sogno c’è bisogno della Reiterazione: la
Reiterazione è l’attenzione consapevole nello svolgere ripetutamente e costantemente una
particolare azione che ci può essere utile. Questo meccanismo Reiterante è davvero
dispendioso, in termini energetici: ho sperimentato un prosciugamento energetico (si fa per
dire, non è così grave) nella pratica della Reiterazione che mi ha portato a non avere il
ricordo del sogno per ben tre giorni. Provavo costantemente a volare durante la veglia
dando sfogo alla sensazione che si prova nell’addome (area della volontà tolteca) durante il
volo in sogno; il primo giorno ho sperimentato tutto il giorno, ogni 5 o 10 minuti provavo a
volare, il secondo giorno uguale ma una volta ogni mezz’ora e il terzo giorno mi dimenticavo
proprio di farlo. Ho capito che questo è un problema per chi lavora o ha molti impegni.
I sonagli, secondo me, sono una soluzione valida. Abbiamo qualcosa che ci ricorda di
chiederci se stiamo sognando (il suono del sonaglio, in questo caso) e non sprechiamo
energia nel doverci ricordare da soli di eseguire un test di realtà o l’altro.
Una volta consolidata l’abitudine di chiedersi se stiamo sognando al sentire il suono del
sonaglio possiamo legare il sonaglio sopra al letto, magari ad un filo attaccato alla spalliera o
tenerlo addosso, sempre come ciondolo. Quando ci si muoverà nel sonno (magari
sognando) si sentirà il suono generato dal sonaglio e avremo la possibilità di diventare lucidi
perché sapremo che è il momento di domandarci se stiamo sognando. Il corpo in sogno
viene paralizzato dalle sostanze che ci impediscono di diventare sonnambuli ma, a rimanere
perennemente attivi, sono l’udito e l’olfatto (aggiungo per esperienza personale ed evidenze
storiche anche il tatto -vedi il quadro con la donna e la baionetta di Dalì)
Sapendo questo possiamo sperimentare quanto vogliamo con questi tre sensi che abbiamo
a disposizione.
Prima di addormentarsi, una volta trovato il sonaglio più adatto a noi, è bene suonarlo più e
più volte in modo da interiorizzare il suono alla perfezione, iniziando così ad avere un ponte
tra veglia e sogno.

Molto utile sarebbe avere un compagno di pratica. Un partner, un amico/a che possa stare
con voi durante l’addormentamento e che, una volta che riscontra i movimenti oculari tipici
della fase REM, possa suonare il sonaglio vicino al vostro orecchio per indurvi a porvi la
fatidica domanda.
Ho consigliato di porsi la domanda “sto sognando?”perché mi sembra la soluzione più
completa: se abbiamo l’energia per porci ogni volta la domanda in modo attento e
consapevole andremo non solo a cercare di capire in che stato ci troviamo, ma anche ad
allenare un’attenzione che ci è fondamentale nel percorso Fringe.

Rituali pre-sonno:

Siamo dunque giunti alla fine e consiglio, prima di praticare Samatha o le tecniche sopra
citate, di predisporre il luogo per il momento della pratica.
Questo predisporre il luogo può rivelarsi cruciale perché crea un’atmosfera che potrebbe
essere ripetuta e, con il tempo, porta ad un “ricordo lucido”:
Un ricordo lucido, per come lo interno io, è quel momento in cui sentite un odore in un dato
momento e poi, a distanza anche di anni, nel sentirlo nuovamente, venite trasportati indietro
nel tempo e avvertite le stesse sensazioni di allora fin giù nel profondo.

I rituali sono moltissimi e ognuno ha i suoi: potreste essere il tipo di persona che addobba un
angolo della stanza con oggetti che raffigurano una deità, che accende incensi e che suona
la campana tibetana prima della pratica, oppure potreste essere chi si beve una tisana prima
di iniziare.

L’uso degli oneirogeni può essere un ottimo rituale, come può esserlo l’accendere del palo
santo o prendere sonnolenza guardando un documentario sugli animali notturni.
Ogni cosa va bene a patto che sia fatta con estrema presenza a se stessi e con la giusta
carica.

Sistemare il cuscino, preparare il lettino della pratica, odorare una pianta oneirogena e
pregare sono solo alcune delle possibilità: sta a voi scoprire e sentire cosa vi piace e cosa fa
per voi.
A proposito di questo vorrei dire due parole.
La pratica di una determinata tecnica, anche della base (Samatha) non dev’essere forzata;
se non avete voglia di praticare, non praticate. Nonostante l’ultima affermazione consiglio di
spingere un po’: se siete in procinto di praticare ma sentite che non avete voglia provate
comunque a meditare, fatelo per 5 o 10 minuti e valutate se è il caso di continuare. Spesso
ci ribelliamo alla pratica come se “qualcuno” (scopriremo in seguito di cosa si parla) ci stesse
dicendo di lasciar stare perché è noiosa, perche non abbiamo voglia, o perché siamo presi
da altro.
Spesso ci si trova a non sapere cosa fare quando non si ha nulla da fare e ciò provoca
sgomento. Il consiglio è quello di far silenzio interiore, provare a fare ciò che dovremmo fare
e verificare se è ciò che vogliamo davvero fare. Noi sappiamo ciò che ci va e ciò che
dev’essere fatto per noi stessi, per gli altri e per un amore collettivo.

Passo ora ad illustrarvi i miei rituali pre-sonno (sono solo esempi e non vogliono essere altro
che linee guida o spunti):

● Durante la pratica pomeridiana: Sistemo la camera, chiudo la porta e ci attacco lo


sgabello (ho due cani che si intrufolano perché sono ultra amorevoli), tengo la
finestra aperta e accendo il palo santo in modo che emetta molto fumo; spingo il
fumo contro il cuscino, il letto e attorno alla stanza. Immergo la mia ametista nel suo
fumo e faccio in modo che il fumo purificatore colpisca la mia testa e i miei pensieri.
Mi sistemo a letto e guardo per 10 o 15 minuti un film animato, un documentario o
qualsiasi cosa che, sul momento, non mi appassioni troppo. Spengo tutto, stacco
internet dal telefono (che tengo ben distante da me) e chiudo la finestra. La pratica
inizia con Samatha e così via.

● Durante la pratica notturna: preparo una tisana alla calea, qualcosa che possa
rilassarmi, con miele se serve o anche amara. Mi sistemo a letto, se devo impostare
delle sveglie lo faccio e mi corico per guardare la tv. Non appena sento la palpebra
calare, spengo la tv e inizio a praticare Samatha finché non sprofondo nel sonno
(cercando di stare vigile il più possibile).

Questi esempi sono semplici e possono essere decisamente più complessi. Consiglio
comunque di non attaccarsi troppo al dover fare una cosa del genere perché, nel giorno in
cui non potrete farli, come durante un viaggio eccetera, vi potreste sentire spaesati. Fateli
consapevoli del fatto che sono utili ma non indispensabili.

Un appunto importante che vorrei fare è che, durante le sessioni di pratica, sarebbe
consigliato di spegnere ogni dispositivo elettronico nei dintorni: staccare la spina del
televisore, lasciare il telefono distante da sé, magari in un’altra stanza, con Internet e
Bluetooth spenti, aiuta a non avere quella dose di radiazioni elettromagnetiche che potrebbe
disturbare la pratica. Il nostro corpo di sogno, benché non ne conosca la natura in termini di
fisica odierna, viene influenzato da altri campi, come quelli delle radiazioni dei dispositivi
elettrici e di quelli delle altre persone. È bene praticare da soli e isolati da questo tipo di
“inquinamento”. Ci sono delle eccezioni sulle persone perché, a meno che non siano male
intenzionate, potremmo non riscontrare alcun tipo di disagio; questo ci permette di praticare
con una persona vicino.
In conclusione

Tutto questo può portarvi a produrre un terreno fertile che farà sicuramente germogliare un
fiore qua e là, di tanto in tanto. Sono comunque convinto del fatto che per intraprendere un
percorso del genere ci sia bisogno di avere un campo fiorito vasto e rigoglioso; come si
possono far fiorire tutti i fiori a piacimento? Avendo un 100% di esperienza nel mondo del
Fringe. Ricordo agli esploratori più temerari che sono disponibile per chiarimenti sul
Percorso Fringe e sarei lieto di avervi nelle giornate informative che esso propone. Vi
ringrazio per la lettura e vi auguro moltissimi sogni lucidi in grado di cambiarvi la vita!

Un’ultima informazione!

Di seguito sono riportati alcuni degli argomenti di cui il Percorso Fringe tratterà nel
complesso della sua stesura:

Parte 1 - Ciò che c’è da sapere:

● La ricerca del vero;


● Il sogno;
● Il sogno lucido (in due sezioni);
● Il sogno lucido in confronto all’inconscio;
● Il Fringe;
● La Sincronicità e l’Ombra;
● Gli stadi della lucidità;
● Lo yoga del sogno;
● Il sognare tolteco (tonal, nagual, i 7 varchi del sognare ecc..).

Parte 2 - Sezione pratica:

● Il diario;
● Il piano d’azione;
● Cosa fare da lucidi;
● Le Energie;
● Gli strumenti dei sognatori ( ampliato!);
● Mantenere la lucidità;
● Gli stadi della lucidità;
● La mappatura del sogno;
● La OBE;
● Altre entità e dimensioni;

E tanto altro ancora.


Chi davvero è esploratore scoprirà le proprie carte nel momento opportuno e avrà così il mio
pieno supporto per arricchire sempre di più il Percorso Fringe e la libertà che esso propone.
Non si tratta di un corso tranquillo, con iniziazione o rituali, ma di una ricerca che va sentita
e testata. Rimanete vigili, restate lucidi e le porte si spalancheranno.

🫂 ✨🌍🕉️
Un grande abbraccio,
Mattia Livoti ♥️

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