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IPNOSI REGRESSIVA

Perchè possa compiersi il percorso evolutivo verso la realizzazione delle nostre potenzialità,
la Mente Inconscia deve avere la possibilità di rielaborare ed armonizzare il contenuto delle
esperienze. A volte però le esperienze possono racchiudere violenze e conflitti di varia
natura, e risultare quindi traumatiche.
Quando l'inconscio non può elaborare un vissuto perchè troppo doloroso lo rimuove dalla
coscienza, in modo che smetta di creare turbamento, e lo sposta ad un livello più profondo
dove può essere "dimenticato". La nostra Mente Inconscia sta però costantemente lavorando
per l'equilibrio migliore, e attraverso sintomi e disturbi ci segnala ciò che ha bisogno di
essere curato e riequilibrato perchè noi possiamo continuare ad evolvere. Tutto ciò che
viene relegato nell'inconscio perchè spaventoso, non permesso, negato diventa infatti la
nostra parte ombra. Più l'ombra è grande più saremo preda delle emozioni "negative" e
tenderemo a proiettare il nostro disagio all'esterno, su persone ed esperienze, che riterremo
responsabili della nostra infelicità.
Con IPNOSI REGRESSIVA si intende l'utilizzo dell'ipnosi per attivare le capacità
della mente di andare indietro in un tempo più o meno remoto, e lì favorire
l'elaborazione e l'integrazione di quei vissuti dove si cela l'origine di problemi che si
manifestano nel presente.
Ognuno di noi racchiude un insieme di capacità, talenti e doti peculiari che fanno di ogni
individuo un essere assolutamente unico. E' quanto sta nell'ombra che va a nutrire sfiducia,
senso di inadeguatezza, incapacità, paure...in altre parole quel sabotaggio costante che ci
impedisce di sbocciare e di realizzare pienamente il fine unico ed irripetibile per il quale
siamo venuti qui. Utilizzare le capacità della mente inconscia per accogliere ed integrare
nella coscienza ciò che è inconscio, ci restituisce al presente e ci permette di non viverci
come vittime del nostro destino, ma come persone sempre più libere e responsabili.

- A volte l'origine del trauma sembra risalire a un tempo più remoto di quello
dell'attuale vita.
La prima regressione ipnotica a una vita precedente di cui esiste una documentazione
avvenne in Germania nel 1862, ad opera del principe Galitzin. Egli stava sperimentando la
regressione ipnotica su una povera donna, prostituta di basso rango e del tutto priva di
istruzione. In trance essa indicò in un delitto compiuto nella sua precedente vita la causa
delle sue attuali difficoltà, fornendo molti particolari delle persone coinvolte nel fatto e del
luogo dove si era verificato. Si manifestò xenoglossia, un fenomeno che a volte si verifica
nell'IPNOSI REGRESSIVA: in trance la donna si esprimeva correttamente in francese,
lingua a lei totalmente ignota nell'esistenza attuale. A una successiva verifica la
testimonianza di vecchi contadini del posto, che avevano appreso dai propri vecchi la storia
in questione, confermò tutti i particolari emersi nella regressione.
Gli studi dello psichiatra inglese Ian Stevenson su bambini orientali (la cui cultura non nega
la reincarnazione, e perciò meno repressi di noi a livello dell'inconscio collettivo) che
ricordano le proprie vite precedenti, sono molto ricchi di dettagli e testimonianze
circostanziate.
D'altronde il concetto di reincarnazione appartiene praticamente a tutte le culture del
mondo; l'induismo, il buddismo, il taoismo, l'ebraismo ne parlano diffusamente nei loro libri
sacri, e anche nel Corano se ne trovano riferimenti. Nell'antico Egitto lo studio della
reincarnazione faceva parte dell'iniziazione ai grandi misteri. Per quanto riguarda l'occidente
è interessante ricordare che il Cristianesimo delle origini considerava la reincarnazione un
fatto del tutto naturale. Origene, Clemente d'Alessandria, Plotino, San Bonaventura, San
Giustino, San Gregorio di Nissa, padri della Chiesa, credevano tutti alla reincarnazione.
Secondo San Girolamo questa dottrina è stata insegnata per lungo tempo ai primi cristiani.
Fu solo nel 553 nel V concilio che per volere dell'imperatore Giustiniano fu scagliato
anatema contro una parte dell'insegnamento di Origene e furono depurati i Vangeli (che si
sa sono stati manipolati più volte) dai riferimenti alla reincarnazione. Ne rimangono però
dei passi che chiaramente si riferiscono al fenomeno: quando Gesù chiede alla gente chi
crede che lui sia, gli rispondono: "Tu sei Elia" e Gesù dice: "Elia è già tornato e non
l'hanno riconosciuto.(...) Allora i discepoli capirono che egli intendeva parlare di Giovanni
il Battista. " Matteo 16,13-16; 17,10-13. Se ne parla anche nei Vangeli apocrifi, come in
quello di Tommaso, e nei libri agnostici.
Dagli anni '60 del secolo scorso alcuni ipnotisti e psichiatri si sono misurati con l' IPNOSI
REGRESSIVA, alcuni di loro hanno trovato vasta notorietà con le pubblicazioni di loro
resoconti, come Helen Wambach, Bruce Goldberg, Brian Weiss, Raymond Moody jr.
A proposito del fenomeno della regressione alle vite passate ci sono sostenitori e oppositori.
Per quest'ultimi la regressione alle “vite precedenti” non sarebbe altro che una sorta di
messa in forma immaginativa, come una drammatizzazione di dinamiche relative ai
problemi o conflitti attuali. Non si tratterebbe cioè di reali esperienze reincarnative bensì
di proiezioni inconsce dei problemi attuali rappresentati simbolicamente utilizzando un'altra
forma storica, che tuttavia faciliterebbe l'attenuazione o la scomparsa dei disturbi stessi.
Personalmente non penso sia importante "provare" la veridicità delle vite passate, nè che
necessariamente la risoluzione dei problemi attuali debba avvalersi della terapia
reincarnativa. Tuttavia nella mia esperienza di lavoro questa metodica si è mostrata in
parecchi casi il decisivo strumento di sblocco da situazioni estremamente complesse. A mio
avviso si tratta di essere pronti, e motivati da istanze più profonde di una mera curiosità
mentale .
La nostra vita psichica è innegabilmente vastissima, si estende in tutte le direzioni molto al
di là della nostra attuale capacità di comprensione e rappresenta un incredibile patrimonio di
risorse. E' mia opinione che sia opportuno sempre utilizzare con rispetto e creatività ciò
che l'inconscio fa emergere dal profondo: siano immagini simboliche o reali memorie di
vite passate poco importa; è quanto l'inconscio ci offre in quel momento e se
l'elaborazione di quanto si è palesato può condurci al ridimensionamento o al superamento
della tematica limitante, è bene accoglierlo e utilizzarlo in ogni caso.

per saperne di più: "Lo specchio del tempo", Brian Weiss, ed. Mondadori