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Armonici Inferiori

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Argomenti trattati

  • armonici superiori,
  • suoni inferiori,
  • teoria di Riemann,
  • registrazione magnetica,
  • tecniche di ascolto,
  • esperimenti acustici,
  • suoni armonici,
  • esperimenti scientifici,
  • suoni di nona,
  • musica e scienza
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  • suoni armonici,
  • esperimenti scientifici,
  • suoni di nona,
  • musica e scienza

Sull'esistenza dei suoni armonici inferiori

Author(s): Michelangelo Abbado


Source: Acta Musicologica , Oct. - Dec., 1964, Vol. 36, Fasc. 4 (Oct. - Dec., 1964), pp. 234-
237
Published by: International Musicological Society

Stable URL: [Link]

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234

MISCELLANEA

Sull'esistenza dei suoni armonici inferi


MICHELANGELO ABBADO (MILANO)

Com'e noto, sin dal 1558 Gioseffo Zarlino, partendo dal principio pitag
l'altezza dei suoni e inversamente proporzionale alla lunghezza della corda che l
afferm6 nel 10 libro delle Institutioni harmoniche che, dividendo una corda (i
armonica) per 2, 3, 4, 5, 6, si ottiene verso I'acuto la serie di suoni che, sovrappo
tuiscono l'accordo perfetto maggiore:

Es. A 1 2 3 4 5 6

vibrazioni 128 256 384 512 640 768

Per spiegare scientificamente la formazione dell'accordo perfetto


procedimento inverso. Cioe disse: se si prende la porzione di corda
per 5 (vale a dire la quinta parte della lunghezza di base) e la si moltipl
per 2, 3, 4, 5, 6, si ottiene verso il grave, per moto contrario rispet
I'accordo maggiore, la serie di suoni che, sovrapposti, formano I'acco
modo minore:

Es.2 1 2 3 4 5 6

vibrazioni 640 320 213,33 160 128 106,66

Seguendo la teoria dello Zarlino, Marin Mersenne, nella Harmonie universelle pubblicata
a Parigi nel 1636, stabili mediante il monocordo, che basta sfiorare una corda nelle sue
divisioni frazionarie per ottenere, non solo i suoni consonanti costituenti l'accordo maggiore,
ma anche la maggior parte di quelli dissonanti rispetto al suono fondamentale prodotto
dalla corda vuota. Egli cioe prov6 la presenza dei suoni, consonanti e dissonanti, che ven-
nero denominati armonici, perch6 ottenuti secondo le aliquote della serie armonica.
Perb, soltanto con l'avvento dell'illuminismo francese e il fiorire delle sue ricerche anche
nel campo scientifico, il fisico J. Sauveur, per quanto sordo dalla nascita, riusci a provare
sperimentalmente, nel 1701, la coesistenza, nel moto vibratorio della medesima corda, del
suono fondamentale coi rispettivi armonici superiori, i quali perci6 furono detti anche suoni
concomitanti. Non fu invece possibile al Sauveur provare l'esistenza dei suoni armonici
inferiori.
Infatti J. Ph. Rameau, che si era valso della scoperta del Sauveur nel TraitS de l'harmonie
rtduite a ses principes naturels e nella Gtndration harmonique apparsi a Parigi nel 1722
e nel 1737, quando descrisse nella Demonstration dui principe de l'harmonie (Parigi 1750)

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M. Abbado: Sull'esistenza dei suoni armonici inferiori 235

l'esperimento compiuto con quattro corde a due a due equidi


mise che, facendo vibrare quest'ultima, si ponevano in vibrazi
le due corde superiori, perche corrispondenti agli armonici
le due corde inferiori, corrispondenti ai suoni (in serie aritm
soltanto nelle aliquote di un terzo e di un quinto, cioe per ri
superiore d03.
1 3 5 1 3
1
5

Es.3 -

vibrazioni 512 1536 2560 170,66 102,4

Nonostante ci6, nel XIX secolo alcuni studiosi tedes


il fisico A. J. von Oettingen e il musicologo H. Riem
Zarlino, e connettendola con la scoperta del << terzo
nel 1714, e da lui annunciata nel Trattato di Musica secondo la vera scienza dell'armonia
apparso a Padova nel 1754, formularono - come nota G. Bas nella Enciclopedia Italiana,
vol. IV pag. 525 e 529 - la teoria del dualismo o bipolarismo tonale, secondo la quale,
simmetricamente alla serie degli armonici superiori generatori dell'accordo e del modo
maggiore, esisterebbe una serie di armonici inferiori, generatori dell'accordo e del modo
minore. In particolare, I'Oettingen diede alle stampe nel 1866 Harmoniesystem in dualer
Entwicklung, ripubblicato a Lipsia nel 1913 col titolo Das duale Harmoniesystem.
A parte il fatto che la serie dei primi dieci armonici superiori non produce la sensazione
dell'accordo perfetto di tonica, ma quella dell'accordo di nona di dominante, la reazione del
mondo musicale a tale teoria fu unanimemente negativa. Anche recentemente C. Dahlhaus
nell'articolo War Zarlino Dualist? (in Die Musikforschung, Kassel e Basilea, 1957, fasc. 2,
pag. 286-290) confut6 la tesi del Riemann. L'obiezione principale fu: mentre gli armonici
superiori sono una realta positiva, di cui ciascuno pub personalmente sincerarsi mediante
comuni esperienze di laboratorio (coi risonatori di Helmholtz e con le moderne apparecchia-
ture elettroacustiche) o anche servendosi di uno strumento musicale a portata di mano come
il pianoforte, nessuno e mai riuscito a trovare traccia dei supposti armonici inferiori. Non
parve infatti sufficiente il fenomeno citato nel 1802 dal fisico E. Chladni in Die Akustik,
tradotta in francese col titolo Traite d'acoustique (Parigi 1809). A pag. 58-59 egli ricorda
l'esperimento compiuto dallo Hellwag, medico del duca regnante d'Oldenburg a Eutin presso
Lubecca. Se si colloca un ponticello sotto una corda tesa, in modo da sfiorarla appena, e si
pizzica la corda verticalmente in corrispondenza del ponticello stesso, essa percuotendolo
produce in qualche caso un suono piui grave di quello prodotto dalle vibrazioni ordinarie
dell'intera corda: piii esattamente, una quinta sotto, se il ponticello e stato applicato alla
metA della corda, e una nona al disotto del suono normale, se il ponticello e stato applicato
a un terzo dal capotasto. Secondo il Chladni, tale suono potrebbe essere chiamato ,, ronflant ,;
perb, nel migliore dei casi, si tratta pur sempre di un suono breve, molto rauco e sgradevole,
difficilmente percepibile, assai simile a un rumore per I'irregolariti delle vibrazioni.

A me invece & accaduto che, facendo esperimenti sul violino riguardo al "terzo, e
,quarto suono, ho ottenuto lunghi e gradevoli suoni inferiori all'accordatura dello stru-
mento, anche eseguendo una sola nota per volta. Pid precisamente, dopo aver appoggiato
alla cordiera, verso il ponticello, accanto alla quarta corda, una tazzina di terraglia in fun-
zione di esaltatore delle vibrazioni pid lente, mi sono accorto che eseguendo col massimo

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236 M. Abbado: Sull'esistenza dei suoni armonici inferiori

vigore sulla quarta o terza corda suoni prolungati compresi fra


chiaramente insieme con tali suoni l'ottava inferiore. Inoltre, for
dell'arcata o eseguendo detti suoni verso il tallone, in giu, con un r
si possono udire anche altri suoni pii gravi, come la dodicesima e
Cio,, eseguendo
sulla 4P corda ....................................

Es. 4 A o sulla 30 corda..................

si odono
contemporaneamente

e forzando la
corda anche

Avendo rifatto l'esperimento, anche senza appoggiare la tazzina di terraglia sul cop
del violino, dinanzi agli apparecchi elettroacustici dell'Istituto di Fisica tecnica del
tecnico di Milano, con la gentile assistenza del Dott. Nello Morresi, il fenomeno si e r
in maniera ancora pidi eloquente. Si e giunti infatti ad ascoltare nitidamente e cont
mente, non solo i predetti quattro suoni, ma anche altri due suoni pidi gravi. Vale a dir
registrando il sol2 su anello, col registratore magnetico Ampex, e filtrandolo con l'
zatore a terzi d'ottava e a banda stretta della Brilel & Kjoer di Copenaghen, si e ot
contemporaneamente all'accordo di nona sulla dominante di do prodotto dalla seri
armonici superiori, una serie simmetrica di sei suoni inferiori, corrispondenti all'ac
perfetto di tonica di do minore.

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10
Es. 58..
armonici superiori w
768 1152 1536 1920 2304 2688 3072 3456 3840

suono eseguito M
)-J

vibrazioni 384 192 128 96 76,8 64

armonici inferiori

89 sotto.........

Come il numero di vibrazioni degli armonici superiori e sempre multiplo del numero di
vibrazioni che producono il suono fondamentale (in questo caso 384), cosl i suddetti suoni
inferiori si susseguono secondo la serie dei sottomultipli di tale numero.
La prova k stata poi ripetuta con gli stessi apparecchi, eseguendo in successione cromatica
anche suoni alterati sulla quarta e sulla terza corda, e i risultati sono stati analoghi. Ma il
fatto pii convincente e awvvenuto quando, per avere maggiori possibilith di ascolto nel
registro grave, si e passati a suonare sul cantino. Eseguendo il mi4, I'analizzatore ha rivelato,
con intensitt variabile, ma sempre in modo chiaramente udibile, ben venti suoni inferiori.
corrispondenti ad altrettanti sottomultipli.

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M. Abbado: Sull'esistenza dei suoni armonici inferiori 237

Es.6 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10
suono

eseguito
1280 640 426,66 320 256 213,33 182,85 160 142,22 128

armonici If
inferiori L
-- cresc.

11 12 13 14 15 16 17 18 19 20

] 116,36
cresc. cal. cresc. cresc. cal.
106,66 98,46 91,42

8 sotto .............................................

Si e giunti perci6 a udire il do grave dato dalla


Gli esperimenti da me compiuti col Dott. Mo
considerazioni.
E' ovvio che, eseguendo un solo suono per vol
appartengono alla categoria dei 44 terzi suoni>>,
Poiche i suoni gravi ascoltati sono nella quasi t
e cioe, per essere prodotti normalmente esige
esistenti sul contrabbasso, non e ammissibile che
Dato che insieme coi suoni pi i gravi si ode anch
dotto dalle vibrazioni dell'intera corda o della p
pensare a un fenomeno simile a quello che si r
sanno gli organisti - producono solo il suono a
lunghezza comporterebbero.
Considerando infine che, oltre all'ottava sott
numero di vibrazioni corrisponde ai coefficien
concludere che ci si trova realmente in presenza
Naturalmente questa costatazione non vuo
ricerche degli studiosi di acustica che vorranno
Per parte sua, il Dott. Morresi, al quale esprim
seguente ipotesi: 44 In effetti il ponticello non
della corda; se ci6 fosse, non si trasmetterebbe
cosi accadere che, con un'arcata vigorosa, in op
denza del ponticello si instauri un antinodo di
sonoro di altezza, come se la corda avesse lungh

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