Introduzione a Giovanni
BIBLIOGRAFIA
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1979) [orig. ingl. 1966-1970].
FABRIS, R., Giovanni. Traduzione e commento (Commenti Biblici; Roma 1992; 22003).
GRASSO, S., Il Vangelo di Giovanni. Commento esegetico e teologico (Roma 2008).
INFANTE, R., Giovanni (Nuovissima versione della Bibbia dai testi originali 40; Cinisello
Balsamo 2015).
LEON–DUFOUR, X., Lettura dell’Evangelo secondo Giovanni (Cinisello Balsamo 1990-1998) I-IV
[orig. fr. 1987-1996].
LINCOLN, A.T., Commentary on the Gospel according to St. John (BNTC 4; London 2005).
MOLONEY, F.J., Il Vangelo di Giovanni (Sacra Pagina 4; Leumann 2007) [orig. ingl. 1998].
SCHNACKENBURG, R., Il vangelo di Giovanni (Commentario teologico del Nuovo Testamento
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SIMOENS, Y., Secondo Giovanni. Una traduzione e un’interpretazione (Testi e commenti;
Bologna 2000) [orig. fr. 1997].
THYEN, H., Das Johannesevangelium (HNT 6; Tübingen 2005).
WENGST K., Il vangelo di Giovanni (Brescia 2005) [orig. ted. 2001-2004].
ZUMSTEIN, J., L’Évangile selon saint Jean (CNT 4a-b; Genève 2007, 2014) I-II.
1.1. La ricerca sul vangelo di Giovanni
La ricerca prima di Bultmann
- Autore del vangelo
- Ruolo della teologia giovannea nel cristianesimo primitivo
- Critica letteraria del vangelo
R. BULTMANN, Das Evangelium des Johannes (KEK 2; Göttingen 1941).
- La gnosi alla base del vangelo
- Documento di base: un insieme di discorsi del rivelatore gnostico
- L’evangelista cristianizza e demitizza la sua fonte
- Il redattore ecclesiastico opera aggiunte in chiave sacramentale
Gli studi attuali
- Una redazione progressiva del vangelo
- La testimonianza dell’apostolo Giovanni alla base
- La matrice giudeocristiana del Vangelo
- La comunità giovannea e la polemica con la sinagoga
- Le nuove metodologie di studio: strutturalismo e analisi narrativa
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1.2. Caratteristiche letterarie e composizione
- Il vangelo come un racconto che si basa su alcune coordinate storico- geografiche.
- Termini tipici e ricorrenti: quelli che parlano della verità (ἀλήθεια, ἀληθής, ἀληθινός), della
vita (ζωή, ζῳοποιέω, ζῶν), della testimonianza (μαρτυρέω, μαρτυρία, μαρτύριον), si veda poi
μένειν (rimanere), κόσμος (mondo), δόξα (gloria), πνεῦμα (Spirito), ᾿Ιουδαίοι (i giudei),
γινώσκω (conoscere), etc.
- Varianti testuali rilevanti: 5,3b-4 e 7,53 – 8,11.
- Aporie testuali: disordine (es. 4 – 5 – 6 -7), incoerenze (es. 14,31; 18,1), contraddizioni (es.
3,22; 4,2), doppioni (es. 14,1-31 e 16,4-33), due finali (20,30-31; c. 21).
- Per spiegare tutto questo è necessaria un’ipotesi di redazione:
Tradizione (scritta) proveniente dalla testimonianza del “Discepolo Amato”
Prima edizione del vangelo con conclusione in 20,30-31
Nuova edizione dopo la morte del “Discepolo Amato” (cf. 21,23)
- Rapporto tra Giovanni e i Sinottici
Indipendenza/ contatto/ dipendenza
Valore storico rispetto ai Sinottici
Proposta per la composizione del quarto vangelo
PROLOGO (1,1-18)
IL LIBRO DEI SEGNI (1,19 – 12,50)
I. Verso i segni (1,19-51)
1,19-28 Testimonianza di Giovanni Battista sul suo ruolo
1,29-34 Testimonianza di Giovanni Battista su Gesù
1,35-51 Dei discepoli di Giovanni Battista si recano da Gesù
II. Da Cana a Cana (2,1 – 4,54)
2,1-12 Le nozze di Cana (primo segno)
2,13-25 La purificazione del tempio
3,1-21 Incontro di Gesù con Nicodemo
3,22-36 Gesù e Giovanni: confronto e ultima testimonianza
4,1-42 Incontro di Gesù con la samaritana
4,43-54 La guarigione della figlia del funzionario regale a Cana (secondo segno)
III. Gesù e le principali feste dei Giudei (5,1 – 10,42)
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Il sabato 5,1-15 Guarigione alla piscina di Betzatà (terzo segno)
5,16-47 Discorso sul lavoro di Gesù in giorno di sabato
La Pasqua 6,1-21 Moltiplicazione dei pani (quarto segno)
6,22-71 Discorso del pane di vita con richiamo all’esodo
La festa delle Capanne 7,1-13 Primo dibattito su Gesù
7,14-24 Primo discorso di Gesù sulla sua identità
7,25-52 Secondo dibattito su Gesù
7,53 - 8,11 La donna adultera (intermezzo)
8,12-59 Secondo discorso di Gesù sulla sua identità
9,1-41 Guarigione del cieco nato (quinto segno)
10,1-21 Discorso del buon pastore
La festa della Dedicazione 10,22-42 Controversia sulle opere e sulla figliolanza divina di Gesù
IV. Dai segni verso l’ora della gloria (11,1 - 12,50)
11,1-54 Risurrezione di Lazzaro (sesto segno)
11,55-57 Transizione verso la Pasqua
12,1-11 L’unzione di Betania
12,12-19 L’ingresso in Gerusalemme
12,20-36 Ricerca dei Greci e l’ora di Gesù
12,37-50 Valutazione finale e ultimo discorso di Gesù
IL LIBRO DELL’ORA (13,1 – 20,31)
I. L’ultima cena
13,1-20 La lavanda dei piedi
13,21-30 L’annuncio del tradimento
II. L’addio di Gesù
13,31-38 Introduzione con il comandamento nuovo
14,1-31 Primo discorso di addio
14,1-14 Gesù via al Padre
14,15-26 Il dono del Paraclito
14,27-31 Il dono della pace
15,1 – 16,33 Secondo discorso di addio
15,1-17 La vite e i tralci
15,18 - 16,4a I discepoli e il mondo
16,4b-15 La partenza di Gesù e la venuta del Paraclito
16,16-33 Incoraggiamento dei discepoli nella tribolazione
17,1-26 Preghiera finale di Gesù
17,1-8 Gesù alla presenza del Padre
17,9-19 Gesù intercede per i discepoli
17,20-26 Gesù chiede l’unità di tutti nella gloria
III. Il racconto della passione
18,1-11 L’arresto di Gesù nell’orto
18,12-27 Gesù davanti ad Anna e Caifa
18,28 – 19,11 Gesù davanti a Pilato
18,28-32 L’accusa contro Gesù
18,33-39 Gesù re dei Giudei
19,1-11 Flagellazione, incoronazione di spine, silenzio di Gesù
19,12-16 Condanna a morte di Gesù
19,17-37 Crocifissione e morte di Gesù
19,38-42 Sepoltura di Gesù nel giardino
IV. Le apparizioni di Gesù Risorto
20,1-18 Apparizioni a Maria Maddalena, a Pietro e all’altro discepolo
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20,19-23 Apparizione ai discepoli
20,24-31 Apparizione a Tommaso e conclusione
EPILOGO (21,1-25)
1.3 Autore, luogo, datazione, scopo e destinatari
- Origine dal testimone oculare e rielaborazione da parte di una comunità a lui legata
- I primi testimoni sono concordi nel sostenere che esso sia stato scritto a Efeso.
- Redazione finale dopo la morte del testimone oculare (intorno al 100).
- Per lo scopo si fanno tre principali ipotesi: polemico, missionario, intra-ecclesiale.
- Destinatari: comunità ellenistica lontana dalla Palestina con giudei e greci.
1.4 Linee teologiche
- Gv è un racconto con funzione di insegnamento a scopo testimoniale
- Teo-logia: Dio è presentato come il Padre che Gesù finalmente rivela (1,18)
- “Concentrazione cristologica” nel Quarto vangelo con pre-esistenza. Il Figlio è il
rivelatore del volto di Dio (1,18).
La formula di autorivelazione ”Io sono” che ricorre 7 volte con il predicato (pane
vivo 6,35; luce del mondo 8,12; porta e buon pastore 10,7.11; resurrezione e vita
11,25; via, verità e vita 14,6; vera vite 15,1), e 7 in uso assoluto (4,26; 6,20; 8,24.28;
13,19; 18,5.8). Sfondo: Deutero-Isaia più che Es 3,14. L’uso della formula descrive
due dimensioni fondamentali proprie del Gesù del Quarto Vangelo: la sua identità
divina e la sua missione salvifica.
Sin dall’inizio il lettore sa che Gesù non verrà compreso dal mondo (1,10), mentre il
discepolo potrà comprendere tutto ciò, solo se Gesù abbandona il mondo e manda
lo Spirito di Verità (16,13).
- In 5 logia del discorso di addio (14,16-17; 14,25-26; 15,26-27; 16,7-11; 16,13-15) si
parla dello Spirito. Il compito dello Spirito è: insegnare (14,26), ricordare (14,26),
testimoniare (15,26), annunciare (16,13), guidare a tutta la verità (16,13). Lo Spirito
diviene così la voce del Cristo glorificato nella Chiesa post-pasquale.
- L’uomo è il destinatario della salvezza portata da Gesù, infatti si parla del mondo
amato da Dio e per il quale egli dona il Figlio (3,16). In effetti l’uomo è posto tra due
estremi: il mondo di Dio e le forze del male. Coloro che acconsentono al diavolo,
stanno sotto il suo dominio e formano il mondo in senso negativo (8,44; 12,31),
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quelli invece che accettano di accogliere il Verbo, rispondendo nella fede, diventano
figli di Dio (1,12).
- L’ecclesiologia ha una rilevante importanza nel Quarto vangelo. La comunità ha
origine dalla donazione totale del Figlio sulla croce (12,24; 19,25-27) ed è chiamata a
vivere, in ragione di tale offerta, secondo il comandamento dell’amore vicendevole
fondato sull’esempio di Cristo stesso (15,12-17).
1.5 Come leggere il vangelo
Nell’esegesi del Vangelo di Giovanni la metodologia storico-critica è assolutamente
dominante sino agli anni ’80. Da una parte si ricorre ben presto a un approccio
letterario - strutturale (ad es. da de la Potterie). Dall’altra, con la metà degli anni ’80, si
afferma l’analisi narrativa (ad es. Culpepper).
I Vangeli hanno una struttura narrativa: origini di Gesù – ministero del Battista –
ministero pubblico – morte e risurrezione. Annunciano raccontando e raccontano
annunciando. Il testo del vangelo si situa tra il già detto della storia di Gesù e il non
detto del suo mistero che chiede al lettore il lavoro dell’interpretazione (anche lector in
fabula).
L’intuizione fondamentale dell’analisi narrativa è questa: ogni racconto è composto in
vista di esercitare un effetto sul lettore. Di conseguenza si tratta di reperire nel testo
stesso i segnali che indicano e orientano un percorso di lettura. Distinzioni e
definizioni: storia e racconto, autore reale e implicito, lettore reale e implicito, narratore
(destinatore) e narratario (destinatario), intreccio e personaggi, personaggi pieni e
piatti, il punto di vista.
Approcci alternativi alla lettura dei vangeli, con attenzione a: intreccio, personaggi,
singoli racconti, tecniche narrative.
1.6 Analisi narrativa dell’intero vangelo
CULPEPPER (1983), secondo il quale ogni episodio del vangelo ripresenta il messaggio
dell’insieme. Il Prologo conferisce a ciascuno di questi episodi uno sfondo ironico in
quanto il lettore è già stato ammesso alla confidenza del narratore e sa chi è Gesù. Questa
dinamica letteraria spinge il lettore ad abbracciare il punto di vista ideologico dell’autore
(implicito), cioè la confessione di fede di Gesù come il Cristo, il Figlio di Dio (20,30).
Culpepper passa poi a presentare il plot (intreccio) del vangelo. L’intreccio, è alimentato
dal conflitto tra credere e non credere come risposta a Gesù. Il “Noi” utilizzato ad es. in
21,24 può essere compreso come volto a includere tutti i personaggi nel vangelo che alla
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fine hanno creduto e sono diventati testimoni: Giovanni Battista, i discepoli, la Samaritana,
il cieco, etc.
Una seconda proposta è quella di SEGOVIA (1991), il quale crede che il Quarto vangelo sia
l’esempio di un’antica biografia del tipo “uomo santo come figlio di Dio. Come tale
presenta un intreccio: una narrazione iniziale delle origini (1,1-18), una lunga narrazione
centrale della vita pubblica e della carriera dell’eroe (1,19 – 17,26), una narrazione
conclusiva della morte e del significato durevole della sua persona (18,1 – 21,25). Nel
Quarto vangelo il motivo dominante e ripetuto dei viaggi di Gesù - sia quello per entrare
nel mondo, sia quelli nel mondo stesso – è da leggersi all’interno della cornice della sua
biografia narrativa di Parola di Dio fatta carne.
MANNUCCI (1995), riprendendo Segovia, propone il seguente schema: 1. prima parte: 1,1-
18 Il viaggio cosmico mitico della Parola nel mondo degli uomini; 2. seconda parte: 1,19 -
17,26 Il ministero di Gesù e i suoi viaggi ministeriali; 3. terza parte: 18,1 - 21,25 La morte in
croce, Risurrezione e significato permanente della sua missione. La dimensione narrativa è
presente sin dall’inizio: in 1,18 si dice che Gesù è il narratore di Dio (evkei/noj evxhgh,sato e
la Vulgata traduce: ipse enarravit). Se Gesù è il narratore di Dio, il Quarto vangelo diventa
il vangelo narrante che racconta Gesù.
VIGNOLO (1994; 22003) pone attenzione ai singoli personaggi che sono figure della fede o
dell’incredulità con le quali il lettore si confronta.
PEREIRA DELGADO (2011) in una lettura narrativa globale appunta la sua attenzione alle tre
simili domande poste da Gesù in 1,38; 18,4.7; 20,15 (che cosa/chi cerchi/cercate?). La
ricerca di Gesù come domanda riguardo alla sua identità e come cammino mistagogico del
discepolo.