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silvano fausti

MATTEO IL VANGELO DELLA COMUNIT

INTRODUZIONE

La Sacra Scrittura come uno spartito, la cui musica esiste solo dove e come eseguita. !i cerca di leggerla, interpretarla e attuali""arla, ne letto,

interpretato e attuali""ato. Infatti la parola di Dio viva ed efficace, scruta i sentimenti e i pensieri del cuore, e tutto nudo e scoperto agli occ!i suoi #E$ %,&'s(. Il vangelo racconta )uanto *es+ dice o fa per )ualcuno. ,uel )ualcuno il lettore stesso, c!iamato a fare in prima persona l-esperien"a di ci. c!e narrato/ la 0arola fa )uello c!e dice, per c!i l-accoglie con fede #cf &Ts ',&1(. L-interesse al racconto pu. essere a tre diversi livelli. 0u. essere rivolto al testo, per vedere come esattamente , )ual la sua storia, la sua struttura, il suo stile, ecc. 2 un passo previo. !i per. si ferma

)ui come uno c!e vuol mangiare la parola 3pane4 invece del pane. Non sa"ia molto5 0u. essere anc!e rivolto a cosa dice il testo / )ual il suo messaggio, come capirlo e vivere oggi, ecc. 2 un secondo gradino, anc!e )uesto necessario, ma non sufficiente. !i si ferma )ui come un figlio c!e mangia del pane sen"a

sapere c!e viene dai genitori. Neppure )uesto sfama. 0u. essere infine rivolto al Signore / oltre al testo e a ci. c!e dice, si attenti a colui c!e dice )uel testo. Tutta la 6crittura una lettera c!e il 0adre !a inviato a ciascuno dei suoi figli7 dietro ogni parola c- c!i parla, e il suo dirsi un darsi. !i raggiunge )uesto ter"o livello, !a trovato ci. di cui !a fame.

Il vangelo di Matteo , nella sua forma attuale 8 la tradi"ione parla di un 9atteo e$raico, a noi ignoto 8 nato pro$a$ilmente in am$iente palestinese o siriano #:ntioc!ia di 6iria;( circa l-anno <=. 6critto in $uon greco da un giudeo ellenistico, mostra come *es+, il >iglio di Dio morto e risorto, sia il compimento della promessa di Dio fatta ad Israele. 2 attri$uito fin dall-ini"io a

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9atteo, c!iamato ad essere discepolo mentre stava seduto al $anco delle imposte #9t ?,?7 &=,17 Lc @,'A7 9c ',&% lo c!iama Levi(. Escludendo i due capitoli ini"iali, 9atteo usa per lo pi+ lo stesso materiale di 9arco e Luca, riportando parole e a"ioni compiute da *es+ nel $reve periodo c!e va dal suo $attesimo alla sua pas)ua. La sua particolaritB aver organi""ato il tutto secondo i vari argomenti, condensandolo in cin)ue grandi discorsi seguiti da altrettante parti narrative c!e li illustrano. Il discorso sul monte #cc.@8A( contiene la 30arola4 del >iglio ai fratelli7 il discorso della missione #c.&=( la porta a tutti gli uomini, cominciando da Israele7 il discorso in parabole #c.&1( mostra come essa agisce nel mondo7 il discorso sulla comunit #c.&<( fa vedere come si reali""a nella )uotidianitB dello stare insieme7 il discorso escatologico #cc.'%8'@( infine la presenta come il criterio di valuta"ione sull-uomo e la sua storia. I cc. 'C8'<, c!e raccontano la morte e risurre"ione del 6ignore, ne sono il compimento. 9atteo considerato il vangelo della comunit / centrato sulla parola del >iglio c!e ci rende figli del 0adre facendoci fratelli tra di noi. La fraternitB la reali""a"ione del nostro essere figli/ nel rapporto con l-altro viviamo )uello con l-:ltro. :nc!e per )uesto stato il pi+ letto nella !iesa. Oggi, in un-epoca in

cui lo stare insieme si fatto pro$lematico, torna di particolare attualitB. In genere l-atten"ione si concentra proprio su ci. di cui si avverte la mancan"a.

,uesto li$ro vuol essere un manuale per la lectio del vangelo di 9atteo. ome nei precedenti commenti a 9arco e a Luca, di ogni singolo passo, dopo una tradu"ione letterale del testo, si espone il messaggio nel contesto 7 seguono una lettura del testo e indica"ioni per pregare il testo #vedi il metodo su$ito dopo l-introdu"ione(7 concludono dei testi utili per l-approfondimento. ome si vede, al centro sta il testo, c!e non solo un pretesto, ma un modo specifico in cui il 6ignore mi parla e io lo ascolto.

Il lavoro c!e offriamo il frutto di una lectio continua settimanale, tenuta in )uesti anni nella c!iesa di 6. >edele #9ilano(, insieme a >ilippo )uale l-!o preparata ed eseguita. Un vivo ringra"iamento a lui, dopo c!e a Dio, come pure a )uanti con la loro partecipa"ione attiva !anno stimolato e arricc!ito la comprensione del vangelo. Un gra"ie anc!e a E. D-:uria per la $attitura del manoscritto, a >. 9ontagna per il controllo delle cita"ioni, a D. 6c!iralli e 9. *alli per la corre"ione delle $o""e. 6pero vivamente c!e )uesto lavoro sia utile per conoscere di pi+ il 6ignore e servire meglio i fratelli, in attesa del suo ritorno. lerici, con il

>esta di s. *iuseppe &?.1.&??<.

METODO PER PREGARE IL TESTO a. Entro in preghiera pacificandomi E con un momento di silen"io E respirando lentamente E pensando c!e incontrer. il 6ignore E c!iedendo perdono delle offese fatte E e perdonando di cuore le offese ricevute mettendomi alla presenza di Dio E faccio un segno di croce E per lo spa"io di un 0ater guardo come Dio mi guarda E faccio un gesto di riveren"a E ini"io la preg!iera in ginocc!io o come pi+ mi aiuta E nel nome di *es+ c!iedo al 0adre lo 6pirito 6anto perc!F il mio desiderio e la mia volontB la mia intelligen"a e la mia memoria siano ordinati solo a lode e servi"io suo. $. Mi raccolgo immaginando il luogo in cui si svolge la scena da considerare. c. Chiedo al Signore ci che !oglio sarB il dono c!e )uel $rano di Gangelo mi vuol fare/ corrisponde a )uanto *es+ fa o dice in )uel racconto. d. Medito e"o conte#plo la $cena leggendo il testo lentamente, punto per punto sapendo c!e dietro ogni parola cH il 6ignore c!e parla a me usando E la memoria per ricordare E lHintelligen"a per capire e applicare alla mia vita E la volontB per desiderare, c!iedere, ringra"iare, amare, adorare. ND. E non avr. fretta/ non occorre far tutto E importante sentire e gustare interiormente E sosto dove e finc!F trovo frutto, ispira"ione, pace e consola"ione E avr. riveren"a pi+ grande )uando, smettendo di riflettere, ini"io a parlare col 6ignore. e. Concl%do con un collo)uio col 6ignore, da amico ad amico su ci. c!e !o meditato finisco con un 0adre nostro esco lentamente dalla preg!iera. ND. Dopo aver c!iedendomi/ pregato, rifletter. $revemente su come andata,

E se !o osservato il metodo E se andata male, perc!F E )uale frutto o )uali mo"ioni spirituali !o avuto.

&' GENESI DI GES( CRISTO &,&8&A &,& Li$ro della genesi di *es+ risto, figlio di Davide, figlio di :$ramo/ :$ramo gener. Isacco, Isacco gener. *iaco$$e, *iaco$$e gener. *iuda e i suoi fratelli, *iuda gener. >ares e Zara da Tamar, >ares gener. Esrom, Esrom gener. :ram, :ram gener. :minada$, :minada$ gener. Naasson, Naasson gener. 6almon, 6almon gener. Doo" da Raca$, Doo" gener. O$ed da Rut, O$ed gener. Iesse, Iesse gener. il re Davide. Davide gener. 6alomone, da )uella c!e era stata di Uria, 6alomone gener. Ro$oamo, Ro$oamo gener. :$ia, :$ia gener. :sBf, :sBf gener. *iosafat, *iosafat gener. Ioram, Ioram gener. O"ia, O"ia gener. Ioatam, Ioatam gener. E"ec!ia, E"ec!ia gener. 9anasse, 9anasse gener. :mos, :mos gener. *iosia, *iosia gener. Ieconia e i suoi fratelli, al tempo della deporta"ione di Da$ilonia. Dopo la deporta"ione di Da$ilonia, Ieconia gener. 6alatiel, 6alatiel gener. Zoro$a$ele, Zoro$a$ele gener. :$iud, :$iud gener. Eliacim, Eliacim gener. :"or, :"or gener. 6adoc, 6adoc gener. :c!im, :c!im gener. Eliud, Eliud gener. Elea"ar, Elea"ar gener. 9attan, 9attan gener. *iaco$$e, *iaco$$e gener. *iuseppe,
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lo sposo di 9aria, attraverso la )uale fu generato *es+, c!iamato risto. &A Tutte dun)ue le genera"ioni/ da :$ramo a Davide )uattordici genera"ioni, da Davide fino alla deporta"ione di Da$ilonia )uattordici genera"ioni, e dalla deporta"ione di Da$ilonia fino a risto )uattordici genera"ioni.

&' Me$$aggio nel conte$to Libro della genesi di Ges Cristo il titolo del vangelo di 9atteo, c!e ci racconta la nascita nel tempo del >iglio eterno del 0adre c!e si fa nostro fratello. *es+ visto come la nuova genesi dell-uomo, principio e fine del mondo creato da Dio. Dopo la genealogia, i primi due capitoli sono una introdu"ione di tipo narrativo. 6i tratta di 3racconti teologici4, tipici della letteratura e$raica, c!e spiegano dei testi $i$lici con narra"ioni edificanti # midras im aggadici(.

9atteo )ui per. non commenta un testo $i$lico con episodi della vita di *es+, ma la vita di *es+ con testi $i$lici e altro materiale. 6i tratta di racconti cristologici. Il primo capitolo presenta l-origine di *es+, insieme umana e divina/ figlio di Davide secondo la carne # vv! "#"$( e >iglio di Dio secondo lo 6pirito # vv! "%# &'(. :ttraverso i discendenti di :$ramo, Dio entra nella storia dell-uomo e l-uomo nella storia di Dio. Il prototipo del credente *iuseppe, lo sposo di 9aria, da cui riceve il >iglio di Dio come proprio figlio # vv! "%#&'(. Il secondo capitolo prospetta la vicenda futura di *es+/ accolto dai lontani e non dai vicini #&("#"&(, ripercorre il destino del popolo, c!e scende nella sc!iavit+ d-Egitto e ascende alla terra dei padri # &(")#&)(. Nel 3Na"oreo4 si compie )uanto i profeti !anno detto # &(&)(. In )uesti primi due capitoli, per $en @ volte su un totale di &&, 9atteo parla del 3compimento delle 6critture4 #&,''s7 ',@s.&@s.&As.'1(. *es+ visto come il
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punto d-arrivo del disegno divino, colui del )uale tutta la 6crittura parla. Tenendo lo sguardo puntato su ci. c!e lui !a fatto e detto, la storia d-Israele rivisitata all-indietro 8 come fa il 3gam$ero4 8 e colta nel suo mistero profondo. Il materiale comune agli altri evangeli, c!e 9atteo !a a disposi"ione per costruire )uesti racconti, costituito, oltre c!e dalle cita"ioni $i$lic!e, dalle genealogie, dai nomi dei genitori di *es+, dalla sua ascenden"a davidica, dalla fede nella sua divinitB, dalla conce"ione verginale per opera dello 6pirito 6anto, dalla sua nascita ai tempi di Erode e dalla sua permanen"a a Na"aret!. Il resto del materiale suo, non attestato da altre tradi"ioni. !e il tono dei racconti sia )uello di un midras nF comporta nF pregiudica

l-attendi$ilitB dei fatti 8 da verificare di volta in volta. L-importante per 9atteo interpretare la 6crittura alla luce di *es+ e del suo 6pirito. ,uesto primo $rano una lista di nomi, divisi in tre periodi, c!e vanno da :$ramo a *es+/ la 3carne4 del >iglio di Dio passa attraverso coloro c!e l-!anno preceduto. Di ognuno si dice due volte 3generare4, una volta come figlio e l-altra come padre. Lo sc!ema costante si interrompe con *iuseppe, per aprire alla sorpresa di ci. c!e capita attraverso 9aria #v. &C(. Del primo patriarca, :$ramo, non si dice c!i l-!a generato, e dell-ultimo, *es+, non si dice nF c!i lo genera nF c!i a sua volta egli genera. 6i allude al mistero ini"iale del 0adre, e a )uello finale del >iglio. La deporta"ione di Da$ilonia !a particolare spicco #vv. &'.&Aa.&A$(, cosI pure la men"ione dei 3fratelli4 #vv. '.&&( 8 *es+ venuto a ricostruire la fraternitB disfatta e dispersa nell-esilio5 olpisce inoltre l-introdu"ione di )uattro donne #vv.

1.@a.@$.C(, anticipo della )uinta, 9aria, di cui si parlerB nel racconto seguente. La ripeti"ione ossessiva del generare con la sola varia"ione di nomi provoca una tensione, )uasi l-attesa della novitB promessa nel primo versetto, c!e interrompa la catena e dia senso al tutto. Il c!e avviene in *es+, presentato come il 3dun*ue4/ le genera"ioni da :$ramo a *es+ sono tre volte )uattordici,

ossia sei volte sette.

on lui, primogenito di una numerosa sc!iera di fratelli

#Rm <,'?(, la storia della promessa raggiunge sette volte sette, la perfe"ione. 0er noi )uesta intermina$ile lista di nomi pu. risultare arida. 9a ogni persona un volto unico e irripeti$ile, un gioco di passioni e a"ioni, con uno strano destino di li$ertB. Ogni nome !a valore assoluto, come il Nome da cui viene e verso cui va. 0u. essere ignoto a noi7 ma sempre vive nella memoria di Dio e pulsa nelle vene del discendente. L-uomo fa la storia e la storia fa l-uomo/ il nome, rela"ione con l-:ltro e gli altri, non si perde mai. :ll-ini"io sono nominati Davide e :$ramo, depositari della promessa/ tutto il generare sotto il segno di una particolare $enedi"ione divina. La storia cessa di essere l-eterno ritorno dell-identico, il serpente c!e si morde la coda, Jronos c!e divora i suoi figli. Da tragico dominio del fato, diventa li$ero dialogo tra uomo e Dio, con un principio, uno svolgimento e un fine. La parola scam$iata tra i due fa nascere una novitB c!e costituisce il senso della crea"ione/ il dono reciproco di sF tra reatore e creatura.

La vicenda umana diventa storia di salve""a, reali""a"ione di Dio nell-uomo e dell-uomo in Dio, dramma dove i due sono i protagonisti, e il resto lo scenario interessato, c!e assiste alla decisione del proprio destino. In )uesti primi versetti si mostra l-appartenen"a di *es+ alla carne di Israele. Il 6ignore la sposa cosI com-, con la sua gloria e le sue miserie, facendo passare attraverso di essa il cammino della salve""a. Ges Cristo( compimento della storia di Israele, il >iglio di Dio c!e, assumendo la carne di peccato, opera la salve""a di ogni carne. Caro salutis cardo #la carne cardine della salve""a(, e *uod non est assumptum( non est redemptum #ci. c!e non assunto non redento(, sono le due afferma"ioni della !iesa antica c!e fondano ogni teologia cristiana.

La C iesa !a in Israele la sua radice santa e nel >iglio il frutto c!e contiene ogni $enedi"ione.

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)' Lett%ra del te$to &,&. Libro della genesi! 9atteo sta scrivendo un li$ro, come )uelli dell-:T , c!e narra la 3genesi4 del mondo nuovo. ,uesto li$ro il 3vangelo4, c!e ricorda e racconta la storia di *es+. Ges! 6ignifica 3Dio8salva4. 6alverB il popolo dai suoi peccati #v. '&(. Il nome indica l-identitB di una persona nella sua 3voca"ione4 e nella sua 3missione4/ dice come c!iamata dagli altri e come interagisce con essi. Cristo! In greco, significa 3unto4, come 39essia4 in e$raico/ il re, c!e veniva consacrato con l-un"ione. ,uando Israele voleva farsi un re per essere come tutti i popoli, la cosa dispiac)ue a Dio #&6am <,C8''(. 2 costante la critica dei profeti contro la monarc!ia #*dc ?,A8&@5(/ ricordano c!e l-unico re Dio, e non c- dio o re in terra c!e lo rappresenti. Non $isogna farsi nessuna immagine nF di lui nF dell-uomo, perc!F l-unica immagine di Dio l-uomo li$ero, suo figlio c!e ne ascolta la parola. Di )uasi ogni re si dice nella Di$$ia/ 3>ece peggio di tutti i suoi padri4. 0arallelamente alla critica antimonarc!ica, c- l-attesa del re promesso da Dio, il 9essia, c!e avre$$e li$erato il popolo da ogni sc!iavit+ e oppressione #'6am A,&8&A(. figlio di Davide. In )uanto figlio di Davide, il risto l-atteso. 9a Israele non

produce nF possiede il suo 9essia/ viene da lui, ma anc!e per lui un dono #cf '6am A,&&(. figlio di +bramo . In )uanto figlio di :$ramo, il risto anc!e il dono inatteso

per tutte le genti. :$ramo, pagano e primo depositario della promessa, colui nel )uale sarB $enedetto ogni figlio di :damo #*en &',1(. :$ramo la controfigura di :damo/ l-uno, per la sua diso$$edien"a, condusse l-umanitB dal giardino al deserto e al diluvio7 l-altro, per la sua o$$edien"a, destinatario della promessa di una terra e di una discenden"a. La genealogia c!e segue illuminata dalla duplice promessa a Davide e ad :$ramo, in)uieta attesa di un compimento.
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v! & +bramo gener, Isacco( Isacco gener, Giacobbe! 6ono i tre padri di Israele. 9ancano le )uattro madri/ 6ara, Re$ecca, Lia e Rac!ele 8 tutte sterili, tranne Lia, la non desiderata5 6ono sostituite da )uattro straniere, c!e entrano avventurosamente nella storia di Israele 8 prototipo di ogni storia #)uattro numero di totalitB( c!e si imparenta con Israele e la sua salve""a. v! ) -amar! 2 un-aramea. >ingendosi prostituta, costrinse il suocero *iuda a renderla madre 8 lei, vedova trascurata di due suoi figli e sen"a discenden"a. Il primo marito, Er, era 3odioso4 agli occ!i del 6ignore. Il secondo, Onan, 3fece cosa non gradita al 6ignore4. :m$edue morirono e *iuda, invece di darle il ter"o figlio, la mand. via per paura c!e anc!e )uesto morisse #*en 1<,&81=(. La storia di salve""a si intreccia con i lutti, le cattiverie e le astu"ie dell-uomo. Nessuna vicenda, per )uanto oscura e ingar$ugliata, estranea al sangue del 9essia. Dio non sc!i""inoso5 :ma )uesta umanitB, non una migliore. 0erc!F sua5 v! . /acab! 0ure lei pagana, cananea, prostituta di *erico, ospit. gli esploratori clandestini della terra promessa #*s ',&8'&(. Entra nella storia d-Israele come prima salvata della 3terra4. Le prostitute ci precedono nel regno #'&,1&(5 v! ' /ut. 2 una straniera, moa$ita. :nc!e se giovane e vedova, lascia la sua casa per condividere la sorte della suocera e$rea. Il li$ro di Rut ne racconta la storia gentile, piena di spirito universalistico e di fiducia nella provviden"a. v! 0 *uella c e era stata la moglie di 1ria . Uria un generale !ittita di Davide, ucciso da lui c!e ne desiderava la moglie #'6am &&8&'7 6al @&(. 2 la storia fosca di un adulterio con omicidio, consumato con dissimula"ione, tradimento, vigliacc!eria e ogni sorta di inganno contro un suddito fedele fino alla fine. L-a"ione divina passa attraverso il gioco della storia cosI com-, estranea e perversa, farcita d-inganni, lussurie, incesti, prostitu"ioni, slealtB, men"ogne, adulteri e omicidi.
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La prima serie di nomi parte da :$ramo, c!e crede alla promessa, e si c!iude con Davide, al )uale fu promesso il 9essia, passando attraverso la sc!iavit+ e la li$era"ione dell-Egitto, l-ingresso nella terra e il suo possesso. 2 l-epoca d-oro della storia del popolo di Dio. v! "" la deportazione di 2abilonia . La seconda serie di )uattordici genera"ioni, tutta di re, per lo pi+ infedeli all-allean"a, si c!iude con lo sradicamento dalla 3terra4. 2 una storia di potenti e prepotenti, sordi alla denuncia dei profeti. Da )ui l-esilio, dispersione dei figli c!e non !anno vissuto la fraternitB. v! "0 Giuseppe( lo sposo di Maria . *iuseppe, lo sposo di 9aria, non genera *es+. Il >iglio da accogliere/ il dono c!e il 0adre gli fa attraverso 9aria. ,ui il generare, c!e tutto al masc!ile, si interrompe per lasciar posto al 3femminile4, possi$ilitB del divino. La vicenda di *iuseppe, ultimo anello della genealogia, )uella di tutti/ non fa il >iglio della promessa, ma si apre a riceverlo dalla sua sposa, come vedremo nel $rano seguente. attraverso la *uale fu generato . *es+ 3generato4 #passivo divino5(/ si sottolinea c!e, attraverso 9aria, colui c!e genera Dio stesso. Tutto il fare dell-uomo attesa dell-accadere di Dio. Non pu. essere c!e cosI, perc!F ogni generare parte da lui e porta a lui. Diversamente sare$$e una monotona catena di nomi destinati alla vacuitB del nulla. Ges! Ogni nome della lista nominato come generato e generante/ riceve dal progenitore la sua identitB c!e trasmette al figlio, arricc!ita dalla propria. 6olo di :$ramo e di *es+, il primo e l-ultimo della serie, non si dice rispettivamente c!i lo genera e c!i genera. Il primo, c!e per fede a$$andona padre e terra, !a come 0adre Dio7 l-ultimo, c!e il >iglio unigenito, creato come uomo ed increato come Dio, compie ogni paternitB e racc!iude ogni filialitB. Il generare aperto all-indietro e in avanti al mistero di Dio. 9aria il grem$o c!e l-accoglie.
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v! "$ tutte le generazioni dun*ue( ecc! *es+ la piene""a di vita/ il 3dun)ue4 di ogni genera"ione. L-autore scandisce la storia in tre serie di )uattordici genera"ioni ciascuna. Dei paralleli ra$$inici possono far supporre c!e si paragoni la storia di Israele a )uella della luna, testimone in cielo della propria infedeltB c!e sempre la fa scomparire, e della fedeltB di Dio, il sole c!e sempre la ravviva #cf 6al <?,1<(, con due emicicli di &% giorni. ome la luna, cosI anc!e

il popolo, nato dalla fede di :$ramo, cresce nel suo pieno fulgore fino a Davide #primo emiciclo(, per decrescere fino a scomparire nell-esilio #secondo emiciclo( e ritrovare la sua piene""a definitiva in risto #ter"o emiciclo(, c!e

il punto d-arrivo, il 3dun)ue4 previsto e promesso da Dio. Oltre a ci., tre volte )uattordici uguale a sei volte sette. 6ette il numero di Dio, la perfe"ione, sei )uello dell-uomo, imperfetto e c!iamato a raggiungere il suo riposo nel sette. La storia umana solo sei volte sette, perfe"ione mancata e fallita7 diventa sette volte sette, perfe"ione raggiunta, con *es+, il >iglio c!e dB ini"io alla nuova genera"ione di fratelli. Il numero indica ra"ionalitB, ordine. La storia non lasciata al caso/ !a una sua scansione e una sua finalitB, c!e tutta da comprendere. 6e uno osserva $ene, per fare il numero indicato da 9atteo mancano due genera"ioni, una all-ini"io e l-altra alla fine7 completa solo la genera"ione perduta, )uella dell-esilio5 Non certo un errore di conto. La genealogia, necessariamente inconclusa, indica verso i due nomi c!e mancano/ )uello di Dio e )uello di ciascuno di noi. Dio per fede padre di :$ramo, e ciascuno di noi, accogliendo *es+, diventa figlio di Dio #*v &,&'(. Il generare umano !a come radice il 0adre e come frutto il >iglio. La storia un inno alla vita, trasmessa da padre in figlio, c!e riceve dal 0adre la sua paternitB e dal >iglio la sua filialitB, nell-unica vita c!e il loro amore reciproco, lo 6pirito 6anto. L-avventura umana, con cornice cosmica, il reali""arsi della paternitB di Dio c!e tutto in tutti #& or &@,'<(, il corpo del >iglio, piene""a di colui c!e si reali""a interamente in tutte le cose #Ef &,'1(.
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*' Pregare il te$to a. entro in preg!iera come suggerito a p. @ $. mi raccolgo immaginando tutte le genera"ioni del mondo, c!e !anno il 0adre come principio e il >iglio come fine, c!iamate in lui a diventare suo corpo mediante la fede di :$ramo e di *iuseppe c. c!iedo ci. c!e voglio/ capire il mistero divino nella storia d. recito ogni nome, come una litania/ una persona come me, c!e riceve e trasmette il mistero di Dio da notare / il li$ro della genesi *es+ risto gener. :$ramo, Davide Tamar, Raca$, Rut, la moglie di Uria la deporta"ione in Da$ilonia *iuseppe, lo sposo di 9aria, attraverso la )uale fu generato *es+.

+' Te$ti %tili, *en %?,'.<8&=7 6al A'7 <?7 *dc ?,Ass7 & 6am <7 ' 6am A7 *en &',&8?7 1<,&817 *s ',&ss7 C,&A.''8'@7 ' 6am &&8&'.

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)' NON TEMERE DI PRENDERE CON TE MARIA &-&./)0 &,&< Ora la genesi di *es+ risto cosI era/ essendo sua madre 9aria fidan"ata a *iuseppe, prima c!e si mettessero insieme si trov. incinta per opera dello 6pirito 6anto. Ora *iuseppe, suo sposo, poic!F era giusto e non voleva ripudiarla, decise di dimetterla di nascosto. Ora, mentre lui stava rimuginando )ueste cose, ecco un angelo del 6ignore gli apparve in sogno dicendo/ *iuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te 9aria, la tua sposa. Infatti ci. c!e in lei generato dallo 6pirito 6anto. Ora partorirB un figlio e lo c!iamerai di nome *es+/ lui infatti salverB il suo popolo dai suoi peccati. Ora tutto )uesto avvenne perc!F si adempisse )uanto detto dal 6ignore per me""o del profeta, c!e dice/ Ecco la vergine concepirB e genererB un figlio, e lo c!iameranno di nome Emmanuele, c!e significa/ Dio8con8noi. Ora *iuseppe, risvegliato dal sonno, fece )uanto ordin. a lui l-angelo del 6ignore, e accolse la sua donna7 e non la cono$$e finc!F gener. il figlio e lo c!iam. di nome *es+.

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&' Me$$aggio nel conte$to


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33on temere di prendere con te Maria( dice l-angelo a *iuseppe. Da lei infatti riceverB *es+, il >iglio generato dallo 6pirito, il Dio con noi. ,uesto racconto risponde con c!iare""a alle due domande c!e apre il $rano precedente/ c!i il 0adre di *es+, e come *iuseppe entra nella sua parentela; Il risto il >iglio stesso di Dio, generato per opera dello 6pirito e nato dalla

vergine 9aria7 *iuseppe, prototipo del credente, diventa suo consanguineo sposando 9aria. In lui vediamo i du$$i e le resisten"e dell-uomo ad aprirsi a ci. c!e $en pi+ grande di lui, anc!e se per )uesto fatto. La fede nella 0arola sta$ilisce la parentela tra noi e Dio. 0er essa, come *iuseppe, accogliamo colui c!e !a il potere di farci figli #*v &,&'(. Tutto lasciato alla nostra responsa$ilitB, alla nostra capacitB di rispondere alla parola di Dio/ )uesta il suo 3angelo4, ascoltarlo e di rispondergli. Il $rano precedente dice come Dio entra nella nostra storia, )uesto come noi entriamo nella sua/ lui assume la nostra carne cosI com-, noi assumiamo lui cosI come si offre in 9aria. *iuseppe discendente di Davide a cui Dio promise il 9essia. 9a colui c!e promette, sempre si com8promette, e ci. c!e promette alla fine se stesso, com8promesso in ogni sua promessa. Il figlio di Davide sarB non solo il 9essia promesso, ma lo stesso 6ignore c!e promette. Il >iglio non nasce da noi/ viene dallo 6pirito, perc!F Dio 6pirito. *iuseppe pensa di farsi indietro per discre"ione e indegnitB # vv! "%#"4(. 9a incoraggiato dall-angelo a prendere la 9adre e il >iglio. Deve dare il nome a colui c!e non suo/ altro, l-:ltro stesso, c!e attende il suo 3sI4 per essere suo figlio, il Dio8con8lui, colui c!e salva lui e ogni 3generare4 dalla solitudine del non8essere #vv!&5#&)( . *iuseppe presentato d-ora innan"i come colui c!e ascolta ed esegue la 0arola #vv!&.#&'(. Ges il >iglio di Dio, generato nell-eternitB dal 0adre nello 6pirito, e nato nel tempo dalla carne di 9aria, per opera dello stesso 6pirito.
&A

c!e ci offre la possi$ilitB di accoglierlo, di

La C iesa, come *iuseppe 3il sognatore4, reali""a il sogno di Dio/ in silen"io adorante, attraverso la fede accoglie il dono del >iglio.

)' Lett%ra del te$to "("% 6ra la genesi di Ges Cristo! La genealogia precedente )uella di *iuseppe. ome diventa la stessa di *es+, c!e >iglio di Dio; Dio non pu.

essere fatto dall-uomo/ pu. solo essere accolto5 3*iuseppe4 #in e$raico K Dio8aggiunga( entra nella genesi del >iglio di Dio attraverso l-atto di fede c!e accetta l-3aggiunta di Dio4, donata in 9aria, l-umile figlia di 6ion. Egli figura di ogni uomo c!e, 3troppo grande per $astare a se stesso4# 7ascal(, si tiene aperto al suo mistero 8 e il suo mistero Dio stesso. 6i pu. aspettare all-infinito il 9essia7 ma inutilmente. Infatti giB venuto, e aspetta solo c!e ci sia uno disposto a riceverlo. Il dono giB fatto, per Israele e per i pagani/ )uesta l-ottica di 9atteo. La )uestione come accoglierlo. Il racconto fatto per il lettore, perc!F avvenga a lui ci. c!e avvenuto a *iuseppe. L-3angelo4 per noi il testo stesso, c!e ricorda la sua esperien"a perc!F diventi anc!e la nostra. cos8 era. La genesi di *es+ cosI 3era4/ fu, e sarB, come viene narrato )ui. essendo sua madre fidanzata . Ogni uomo, come *iuseppe, !a come 3fidan"ata4 9aria, madre del >iglio. 6ta a lui accoglierla, con 3fidan"a4 in lei e in ci. c!e di lei la 0arola gli comunica. Dicendo 3sI4 a lei, dice 3sI4 al dono di Dio. 9aria la prima credente/ in lei la 0arola si fatta carne. !i sposa lei,

accoglie il >iglio, c!e per la poten"a dello 6pirito in lei generato dal 0adre. Entrando in comunione con lei, accetta Dio stesso, c!e attraverso lei entrato nell-umanitB. Non si pu. accedere, in via ordinaria, al >iglio al di fuori della media"ione storica di c!i l-!a giB accolto. 6olo lI, nel vero Israele, l-uomo trova la carne del 6ignore e il 6ignore c!e si dona ad ogni carne.
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a Giuseppe. *iuseppe, come detto, significa/ 3Dio8aggiunga54 2 il nome segreto di ogni uomo, finito c!e desidera all-infinito, an"i l-Infinito 8 aperto a ci. c!e lo trascende e solo pu. colmarlo. L-uomo fatto per tale aggiunta divina/ 3 i !ai fatti per te, 6ignore, ed in)uieto il nostro cuore fino a )uando non riposa in te4 #6. :gostino(. prima c e si mettessero insieme! 6i sottolinea c!e *iuseppe non c-entra con la nascita di *es+. Non lui, ma Dio stesso lo gener. attraverso 9aria. *iuseppe accoglie il >iglio accogliendo lei. si trov, incinta! Luca &,'C81< racconta come7 9atteo dice semplicemente c!e 3si trov. incinta4. 2 la sorpresa pi+ sconcertante e splendida, umanamente non programma$ile, c!e possa avere una creatura/ concepire l-inconcepi$ile, il suo reatore.

per opera dello Spirito Santo! 6pirito significa 3vita4, 6anto 3di Dio4. La vita di Dio l-amore reciproco tra 0adre e >iglio. 9aria non sterile come le matriarc!e di Israele. La sua verginitB, confessata incapacitB di produrre il dono, puro desiderio di accoglierlo. Il desiderio non produce nulla, ma pu. accogliere tutto/ )uel vuoto assoluto c!e solo capace di contenere il dono assoluto, l-:ssoluto come dono. v! "4 Giuseppe( suo sposo! L-uomo fatto per 3sposare4 colei c!e gli trasmette il dono di Dio. poic 9 era giusto e non voleva( ecc! *iuseppe, sapendo c!e il dono non gli spetta, tentato di ritrarsi. Ogni 3giusto4, come ogni religione, 3giustamente4 rifiuta il 3vangelo4, perc!F non oggetto di 3merito4. 9a falsa umiltB rifiutare ci. c!e non ci spetta di diritto. L-amore non mai meritato7 diversamente 3meretricio4. 0er )uesto sempre umile/ si sa immeritato, dono dell-altro. decise di dimetterla di nascosto . 0er rispetto, non per sospetto, *iuseppe decide di ripudiare 9aria. Davanti al mistero di Dio si sottrae. 9a non vuole esporla a un rifiuto pu$$lico, come fosse adultera.
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v! &5 mentre stava rimuginando #cf ?,%7 &','@(. *iuseppe non sa c!e fare7 non soddisfatto della sua scappatoia. Rimugina, dormendo un sonno in)uieto. un angelo del Signore gli apparve in sogno . ,uando l-uomo dice/ 3Ora $asta4 #&Re &?,%ss(, Dio fa i suoi doni #cf 6al &'A,'(. Nel sonno lui incontr. *iaco$$e, il patriarca fuggiasco #*en '<,&=ss(, e raggiunse Elia, il primo profeta, anc!e lui in fuga #&Re &?,&ss(. Nel sonno di suo >iglio raggiungerB ogni uomo c!e dorme. I sogni interessano giustamente gli psicologi/ uno agisce in $ase a ci. c!e !a dentro. Nella veglia ci si difende, censurando ci. c!e non si vuole. Nel sonno invece esce tutto in li$ertB. Il giusto, c!e !a il cuore puro, !a i sogni stessi di Dio/ la sua parola parla nel sonno delle altre parole, il suo angelo si rivela nel silen"io dell-ascolto. Il pericolo dar credito a sogni c!e sono semplici $isogni. 9a la parola di Dio, se entra nel cuore, risveglia nel profondo )uel sogno segreto, c!e lo stesso di Dio. Giuseppe( figlio di Davide! L-erede della promessa c!iamato dalla 0arola ad accogliere il dono, con atto supremo di decisione e di li$ertB. non temere. Le prime parole dell-uomo a Dio sono/ 3Lo avuto paura4 #*en 1,&=(. 0er )uesto 3Non temere4 la prima parola c!e il 6ignore rivolge all-uomo )uando si manifesta. La paura, principio di ogni fuga, il contrario della fede. di prendere con te Maria! 9aria media a tutti il dono di Dio. In )uesti primi due capitoli 3il >iglio4 sempre presentato con sua madre. !i rifiuta la 9adre,

rifiuta il >iglio. La prima eresia 8 sempre costante58 il 3docetismo4, c!e ritiene irrilevante la media"ione storica. 6taccare *es+ da 9aria, da Israele, dalla !iesa, dai fratelli, rifiutare la 3sua4 carne, salve""a di ogni carne. Il cristianesimo diventa ideologia, 3gnosi4, c!e !a nulla a c!e fare con il crocifisso, rivela"ione di Dio e li$era"ione dell-uomo. risto

!i dice/ 3 risto sI, ma

'=

Israele no7

risto sI, ma

!iesa no7

risto sI, e mondo no4, rifiuta !iesa e mondo.

risto stesso

c!e si misc!iato in un destino unico con Israele,

La storia non )ualcosa di passato c!e non c- pi+7 come le radici per l-al$ero/ gli danno linfa e gli permettono di innal"arsi al cielo sen"a crollare al primo vento. ci, c e in lei : generato : dallo Spirito Santo! sposandone la madre, accogli il >iglio. v! &" partorir un figlio e lo c iamerai . 9aria lo partorisce7 tu gli dai il nome, entri in rela"ione con lui e lui con te. ,uesta la dignitB su$lime dell-uomo/ c!iamare per nome il 3Nome4, essere suo interlocutore, parlare con lui da amico ad amico. Ges! 6ignifica 3Dio8salva4. 2 il nome di Dio, la sua realtB per c!i lo c!iama. 3 !iun)ue invoc!erB il nome del 6ignore, sarB salvato4 #:t ','&(. In nessun altro nome c- salve""a #:t %,&'(, perc!F il nome dal )uale ogni nome prende vita. 0u. essere invocato da c!iun)ue, per )uanto perduto/ 3Dio8 salva4. salver il suo popolo dai suoi peccati . 3Tutti mi conosceranno, dal pi+ piccolo al pi+ grande, perc!F io perdoner. le loro ini)uitB e non mi ricorder. pi+ del loro peccato4#*er 1&,1%(. !iamiamo Dio per nome proprio in )uanto perduti i. c!e in 9aria viene da Dio/

c!e vengono salvati. Dio amore sen"a limiti/ lo conosciamo come tale solo nel perdono. v! && *uesto avvenne perc 9 si adempisse( ecc! La storia di *es+ vista in continuitB con )uella di Israele, come compimento della promessa a lui fatta. v! &) la vergine concepir( ecc. 2 cita"ione da Is A,&%, dove al re promesso un figlio, garan"ia della fedeltB di Dio. 2 un segno c!e il re non osa c!iedere, e c!e Dio invece vuol dargli. ,uanti altri segni invece c!iediamo, c!e lui non ci vuol dare5 ;mmanuele( c e significa Dio#con#noi . *es+ il 3Dio8c!e8salva4 perc!F il 3Dio8con8noi4. E se Dio con noi e per noi, c!i sarB contro di noi; #cf Rm
'&

<,1'ss(. 3 on4 significa rela"ione, intimitB, unione, consola"ione, gioia, for"a, scam$io. Lui sempre con noi, in nostra compagnia #'<,'=(, fino a )uando anc!e noi saremo sempre in compagnia di *es+ #cf &Ts %,&A(. noi siamo finalmente noi stessi. v! &. Giuseppe( risvegliato dal sonno! Il sonno di *iuseppe, per la parola c!e il 6ignore gli rivolge, diventa un 3risveglio4, una risurre"ione. fece( ecc! *iuseppe 3ascolta e fa4 la 0arola 8 )uella c!e viene non dalle sue paure, ma da Dio. 2 il nuovo :damo, c!e ascolta il 6ignore. 6i risveglia dagli incu$i della men"ogna antica, e si ritrova davanti la 3sua sposa4, e con essa il >iglio stesso di Dio, sua vita. accolse! *iuseppe apre il cuore e la mano per ricevere il dono. >a il contrario di :damo, c!e la c!iuse per rapirlo. v! &' non la conobbe( ecc. 6i sottolinea la nascita verginale. *es+, nato da donna secondo la carne, figlio di Dio secondo lo 6pirito, perc!F ogni carne riceva la figliolan"a di Dio #cf *al %,@7 Rm &,1s(. e lo c iam, di nome Ges . Il capitolo ini"ia e termina con il Nome/ *es+. E ci dice c!i / il risto, l-atteso figlio di Davide, punto d-arrivo della promessa, on lui, il >iglio,

l-inatteso discendente di :$ramo, $enedi"ione per tutte le genti, il Dio8c!e8 salva, il Dio8con8noi, il >iglio, il dono di Dio, Dio stesso come dono, c!e riceviamo attraverso 9aria.

*' Pregare il te$to a. entro in preg!iera come suggerito a p. @ $. mi raccolgo immaginando la perplessitB e il sonno di *iuseppe c. c!iedo ci. c!e voglio/ non temere di prendere il dono di Dio in 9aria d. contemplo la scena, immedesimandomi in *iuseppe da notare< 9aria si trov. incinta per opera dello 6pirito 6anto *iuseppe, suo fidan"ato, cosa pensa e perc!F il sonno di *iuseppe e il suo sogno le parole dell-angelo a lui il nome di *es+, Dio8salva Emmanuele, Dio8con8noi. cosa fa *iuseppe.
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+' Te$ti %tili, Is C',&8@7 6al <?7 A'7 &'A7 '6am A,%8&C7 Is A,&=8&%7 *er '1,@8<7 & Re &?,&ss7 *en 1A,&ss7 %=,&ss7 %&,&ss7 Lc &,'C81<7 9t &',%C8@=.

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*' DOVE 1 IL RE DEI GIUDEI C2E 3U PARTORITO4 5)-&/&)6 ',& Nato *es+ in Det!lem di *iudea nei giorni del re Erode, ecco dei 9agi dall-oriente arrivare a *erusalemme, dicendo/ Dove il re dei giudei, c!e fu partorito; Gedemmo infatti sorgere la sua stella, e venimmo per adorare lui. :vendo udito, il re Erode fu tur$ato e tutta *erusalemme con lui7 e, riuniti tutti i sommi sacerdoti e gli scri$i del popolo, si informava da loro dove il risto nasce. Ora )uelli gli dissero/ In Det!lem di *iudea. osI infatti scritto per me""o del 0rofeta/ E tu Det!lem, terra di *iuda, per niente sei il minimo tra i capoluog!i di *iuda. Da te infatti uscirB un capo, colui c!e pascerB il mio popolo Israele. :llora Erode, c!iamati di nascosto i 9agi, investig. con cura da loro sul tempo dell-appari"ione della stella, e, inviatili a Det!lem, disse/ :ndate ed esplorate con cura circa il $am$ino7 e )uando l-avrete trovato, notificatemelo, perc!F anc!-io venga ad adorare lui. Ora essi, udito il re, partirono7 ed ecco la stella, c!e avevano visto sorgere, li precedeva finc!F giunse e si ferm. sopra dove si trovava il $am$ino. Ora, vedendo la stella, gioirono di gioia grande assai. E, entrati nella casa, videro
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il $am$ino con 9aria sua madre, e, prostrati, adorarono lui7 e, aperti i loro tesori, offrirono a lui doni, oro e incenso e mirra. :mmoniti in sogno di non tornare da Erode, per altra via si ritirarono nella loro regione.

&' Me$$aggio nel conte$to 3Dove : il re dei giudei( c e fu partorito=( c!iedono i 9agi. *iuseppe, e$reo, fidan"ato di 9aria, con l-aiuto della 0arola dell-angelo, sa dove il 9essia7 deve solo riconoscere e accogliere il dono. I pagani invece, e tra )uesti anc!e noi, rappresentati dai 9agi, devono fare un cammino, guidati dalla stella, per giungere a *erusalemme, e lI informarsi 3dove4 nato il 6ignore. In *iuseppe vediamo il cammino di fede dell-Israelita, nei 9agi )uello del pagano. Trovare e incontrare il Dio8con8noi, colui c!e ci salva dai nostri fallimenti, il desiderio di ogni uomo. Il cap! " parla delle origini di *es+ e di come Israele lo accoglie7 il cap! & parla del suo futuro e di come tutti lo incontrano. :nc!e lui farB un cammino, lo stesso del suo popolo/ la discesa in Egitto con la s o degli innocenti e l-ascesa con il ritorno alla 3terra4. Il Na"oreo, nella sua discesa e ascesa, nella sua uccisione e risurre"ione, reali""erB ogni promessa di Dio al suo popolo. La passione8glorifica"ione il tema di )uesto capitolo. La storia dei 9agi !a sempre colpito la pietB popolare. 6ono diventati 3re4, su suggerimento di Is C=,1 e del 6al A',&=s. Il loro numero nella nostra tradi"ione diventato 3tre4, secondo i doni c!e offrirono. Rappresentano 6em, Mafet, i figli di No, tutta l-umanitB, primi"ia della am e

!iesa. Le loro reli)uie si

trovano a JNln in *ermania, pregiato $ottino c!e il Dar$arossa sottrasse nel &&C% alla c!iesa di 6. Eustorgio prima di distruggere 9ilano. I loro nomi
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divennero *aspare, 9elc!iorre e Daldassarre, c!e in certe regioni, all-ini"io dell-anno nuovo, si scrivono sulle porte a prote"ione di uomini e $estie. La loro fortuna legata al fatto c!e noi, venuti alla fede dal paganesimo, ci identific!iamo con loro. I temi principali del racconto sono due/ la sapien"a c!e guida alla rivela"ione e la rivela"ione c!e manifesta a tutti il 9essia di Israele, luce per le genti. Il $rano traccia il percorso per incontrarlo. Essendo giB nato, si tratta di scoprire dove lo si pu. trovare. Il 6alvatore innan"itutto presente nella stella( c!e raffigura la sapien"a, principio di ogni ricerca. ,uesta porta a *erusalemme/ la sapien"a apre alla rivela"ione 8 e il 6alvatore presente nella Scrittura , c!e fa conoscere in c!e dire"ione cercarlo. 6eguendo le sue indica"ioni, la stella riappare con luce nuova/ la ragione illuminata dalla rivela"ione, e conosce c!i cerca. La gioia del cuore infine indica con precisione 3dove4 lui si trova. 2 lI c!e lo si adora e gli si apre il proprio tesoro 8 e il 6ignore presente nell- adorazione #K portare8 alla8$occa(, nel $acio di comunione con lui, e nel tesoro di c!i dona come lui si donato. In )uesto scam$io d-amore reciproco, Dio finalmente tutto in tutti #& or &@,'<(. Il cammino si compie nella scoperta del luogo 3dove4 generato il re, e il re nasce 3dove4 si compie )uesto cammino. La prima parola c!e Dio disse ad :damo / 3Dove sei;4 #*en 1,?(, perc!F anc!e lui gli c!iedesse a sua volta/ 3Dove sei;4, e i due si potessero incontrare. Il dove dell-uomo Dio, perc!F il dove del Dio8con8noi l-uomo. In )uesto racconto si presenta 3il natale dell-anima4 # Meister ;c> art (/ la nascita del credente in Dio e di Dio nel credente. 2 una genera"ione graduale, in cin)ue momenti/ il con8siderare #stare8con8le8stelle( dell-intelligen"a c!e apre a de8siderare e seguire la propria stella, la 6crittura c!e svela colui c!e desideriamo, la gioia del cuore c!e mostra dove lui , l-adora"ione e infine il dono di sF a colui c!e giB si donato.
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:nc!e se noi sappiamo il luogo materiale 3dove4 nato, non $asta. Do$$iamo fare in prima persona l-itinerario dei 9agi, con la fatica di un cammino notturno pieno di fascino e di paure, di desideri e di du$$i, di speran"e e di incerte""e, sotto la guida di una mo$ile stella c!e appare e scompare. Diversamente siamo come Erode, c!e vuole ucciderlo, o come gli scri$i e i sacerdoti 8 il cui sapere serve a dare indica"ioni a c!i lo uccide. 6. :gostino dice/ 3L-anima pi+ presente dove ama c!e nel corpo c!e anima4. ,uello dei 9agi il cammino dell-amore c!e, attraverso la ricerca dell-intelligen"a e della rivela"ione, la gioia e l-adora"ione, giunge al dono di sF. In )uesto gesto noi nasciamo in lui e lui in noi. Il suo dove diventa il nostro dove5 Nel $rano c- una divisione drammatica c!e ognuno si ritrova dentro/ giocarsi o non giocarsi nel seguire i desideri profondi del cuore; Il lontano cerca e interroga, e cosI trova e dona con gioia7 il vicino sa dove il 6ignore, ma non lo cerca, interroga la 6crittura, ma non se ne lascia interrogare, e cosI cerc!erB di ucciderlo. :ll-uomo sono possi$ili due a"ioni/ l-uccisione o la dona"ione di sF. :m$edue saranno assunte nella storia della salve""a. 0roprio il rifiuto, c!e lo porterB sull-al$ero della croce, farB compiere al >iglio c!e adoriamo il cammino del dono di sF c!e ci salva. Ges il re dei giudei, il risto, luce per le genti, nato per tutti in Det!lem di

*iudea. La luce della ragione e della rivela"ione porta a lui l-umanitB, c!e in lui trova la propria vita. La C iesa, oltre c!e da giudei, fatta anc!e da pagani c!e, come i 9agi, fanno il cammino di ricerca fino a trovarlo, $aciarlo e aprire a lui il loro tesoro.

)' Lett%ra del te$to &(" 3ato Ges. Il8Dio8c!e8salva c- giB. 9atteo descrive come trovare 3dove4 nasce, perc!F il suo natale sia anc!e il mio.

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in 2et lem. 2 la cittB di Davide. Luca racconta anc!e come, a causa del censimento, nasca a Det!lem #Lc ',&ss(. nei giorni di ;rode . 2 Erode il grande, re dispotico e dissoluto. :veva ricostruito sontuosamente il tempio, ma era odiato dal popolo come straniero e vassallo dei romani. 2 il 3re di *iudea4, della terra c!e possiede7 non 3re dei giudei4, delle persone c!e vi a$itano. Loro re il risto, c!e li$era5

dei Magi! 9ago denota un appartenente alla casta sacerdotale di 0ersia. 0i+ tardi, nell-ellenismo, designa teologi, filosofi e scien"iati orientali, come anc!e astrologi, stregoni e ciarlatani. La linea di demarca"ione tra )ueste categorie di persone non mai c!iara5 6ofocle ed Euripide li intendono in senso negativo. >ilone c!iama 3mago4 Dalaam, il profeta pagano c!e viene dall-oriente #Nm '1,A, LOO( e annuncia la stella c!e sorgerB su Israele #Nm '%,&A(. *li e$rei !anno sempre avuto un-allergia contro il 3magico4, cosI comune presso gli altri popoli. :nc!e se va tornando di moda, rappresenta una regressione pericolosa. ome la scien"a sottrae alla magia le energie materiali

e le mette al nostro servi"io dell-uomo, cosI la fede le sottrae il $ene e il male e lo consegna alla nostra responsa$ilitB. Uno purtroppo pu. conservare la mentalitB infantile anc!e in uno solo dei due am$iti, dimenticando c!e il magico si fa sempre tragico5 risto visto come la luce, la 0arola c!e pone

fine al tragico della storia, per affidarla alla li$ertB dell-uomo. In )uesto racconto i 9agi sono visti in termini positivi. Non sono dei 3mag!i4, ma dei sapienti c!e seguono le indica"ioni della stella. *uardare le stelle, stupirsi davanti all-immensitB del cielo e cercare di comprenderlo, scrutarne il ritmo e l-armonia, l-ini"io del sapere umano. Il cielo regola la terra/ ne scandisce il succedersi delle stagioni, dei mesi, dei giorni e delle ore, ne determina il lavoro e il riposo, le semine e i raccolti, il separarsi e il ritrovarsi, il far lutto e il far festa. 9isurare il tempo la scien"a prima dell-uomo, cosciente c!e il tempo a lui disponi$ile limitato. I 9agi non si accontentano di
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osservare le stelle nel loro apparire, permanere e scomparire/ per loro la scien"a non solo l-osserva"ione di ci. c!e c-, ma anc!e il c!iedersi c!e cosa significa. L-oriente l-origine del sole e della sapien"a, della natura e della cultura. Tutto ci. c!e Dio !a fatto, anc!e l-oriente, trova in *erusalemme la sua sorgente #6al <A(. v! & dove. 2 la domanda c!e guida a cercare e porta a trovare. L-uomo definito dal tempo e dallo spa"io, dal )uando e dal dove. Il tempo la vita7 lo spa"io la delimita dal resto. Il )uando non un pro$lema/ l-unico 3)uando4 sempre e solo ora 8 il resto non c- pi+ o non ancora. Il pro$lema aperto resta )uello del dove. 0er )uesto l-uomo pellegrino, in cerca del suo 3dove4, c!e lo fa essere )uello c!e e sentire a casa sua. Dove nato il 6ignore, c!e devo e desidero trovare ora; La sapien"a, riflesso della luce increata, guida i 9agi a *erusalemme/ lI il centro del popolo depositario della promessa e della 6crittura. La ragione, nel cercare salve""a, si apre alla rivela"ione, lB dove essa data. 2 in Israele c!e si trova il risto, per tutti e per sempre. 0erdere )uesta radice, perdere il

frutto. La prima tenta"ione aprirsi a Dio, ma negando la 3storia4 in cui si rivela e agisce, riducendo il tutto a ideologia e sim$olo, sen"a il suo contenuto. 2 ci. c!e fanno i vari illuminismi e moralismi antic!i e recenti, come, ad esempio, 3e? age. !i non riconosce *es+ 3nella carne4, non !a lo 6pirito di

Dio #&*v %,'s(7 semplicemente ingannato. 6ganciarsi da Israele, antico e nuovo, da 9aria e dalla !iesa, perdere 3il vangelo4/ la carne del Dio8con

noi. La salve""a viene dai giudei #*v %,''(7 una persona e !a un nome/ *es+ #&,'@(. il re dei giudei! - Erode, re di *iudea, e *es+, re dei giudei. Il primo tiene in

mano tutti7 il secondo si mette nelle mani di tutti. ,uegli sarB persecutore, e )uesti perseguitato 8 alla fine giudicato, sc!ernito e crocifisso, sempre come re. ome in *iudea, cosI in ogni angolo della terra, ci sono due modi opposti di
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essere re/ uno potente c!e opprime, l-altro umile, c!e salva #9t '=,'%8'<(. I due stanno tra loro come tene$re e luce. I 9agi cercano il re dei giudei, non il re di *iudea. : casa loro potevano trovare di meglio 8 an"i di peggio5 Il re il modello di uomo, l-immagine di Dio. ,uale re e )uale uomo, )uale Dio e )uale salve""a cerc!iamo; la sua stella! Ognuno !a una stella, c!e con lui nasce e si spegne, pensavano gli antic!i. Il nostro nome infatti in cielo, in Dio5 :i tempi di *es+ ci fu una congiun"ione tra *iove e 6aturno 8 stella del sa$ato, festa dei giudei. Inoltre apparve la cometa di LalleP. ,ualun)ue sia stato il segno, si tratta di una 3stella teologica4. 0ro$a$ilmente 9atteo, c!e scrive per giudeo8cristiani, pensa alla stella vista dal pagano Dalaam #Nm '%,&A(. 6e la scien"a misura ci. c!e visi$ile, la sapien"a ne cerca la veritB invisi$ile, e non si appaga fino a )uando giunge ad aprirsi al senso ultimo/ 3Ogni pensiero non decapitato fiorisce nella trascenden"a4# +dorno(. La stella, luce nella notte, la ragione umana, c!e, mai soddisfatta di ci. c!e sa e aperta a ci. c!e ignora, guida l-uomo verso una veritB sempre pi+ grande. La 6apien"a conduce anc!e i pagani #cf :t &A,'Cs( nel loro esodo, come 3luce di stella nella notte4 #6ap &=,&A(. vedemmo@venimmo . Non $asta vedere. Disogna muoversi e compiere un impegnativo percorso di ricerca, sen"a mai $arattare la veritB con le proprie certe""e. !i, come Erode e gli scri$i, sta nel pala""o dei propri interessi o

nella cittB delle sue persuasioni 8 anc!e giuste5 8 non incontra la veritB. :n"i, la distrugge, ovun)ue sia. L-arrivo dei 9agi a *erusalemme ric!iama Is C=,&8@ #cf 6al A',&=8&@(. per adorare lui. :dorare il desiderio c!e muove ogni cammino fin dal principio, il fine di ogni capire e fare. :dorare portare8alla8$occa, $aciare, in comunione di amore e di respiro. ,uanto )ui i 9agi fanno, faranno alla fine anc!e gli apostoli #'<,&A(.
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v! ) avendo udito( il re ;rode fu turbato . Erode e tutta *erusalemme ascoltano la domanda e la ricerca dei popoli c!e a loro si rivolgono. Il tur$amento generale la sorpresa di c!i deve decidere )uale re vuole/ se Erode, uguale a )uello c!e !anno tutti, oppure )uello c!e Dio !a promesso. v! . sommi sacerdoti e scribi del popolo . L-autoritB politica convoca )uella religiosa e intellettuale per sapere 3dove4 nasce )uesto re. v! ' in 2et lem #9i @,&(. ostoro !anno la risposta esatta. 9uovono gli occ!i

sulle 6critture, ma )ueste non muovono i loro piedi verso il 6ignore. 6anno la veritB, ma ne stanno lontani. ,uante volte il sapere serve per difendersi da ci. c!e si sa5 Dovre$$ero 3uscire4 per andare incontro al 6ignore. per incontrarlo, con il suo conoscere si fa complice di c!i uccide. v! 0 il minimo . Il pi+ piccolo, il minimo, il criterio della scelta di Dio, opposto a )uella di Erode e di ogni uomo. Il 3 tsim#tsum per gli e$rei la caratteristica di Dio c!e si restringe per lasciare spa"io e vita a tutti. Dio sceglie Israele come suo popolo perc!F il pi+ piccolo tra i popoli #Dt A,A(. osI sceglie come !i non esce

re Davide, il pi+ piccolo tra i suoi fratelli #& 6am &C,&&(. Dio sceglie le cose c!e non sono 3per ridurre a nulla )uelle c!e sono4 #& or &,'<(. 0er )uesto nessuno dei potenti e dei sapienti di )uesto mondo pu. riconoscerlo #& or ',<(. 0er trovare 3dove4 il 6ignore, $isogna guardare nella dire"ione in cui lui . E lui, 3il pi+ piccolo tra i fratelli4 #cf '@,%=.%@(, tra i piccoli. La ragione fa cercare il 6alvatore, la rivela"ione dice dove trovarlo/ la prima dice c!e c-, la seconda c!i 8 dando alla prima nuovi criteri di valuta"ione, gli stessi di Dio. 0er )uesto a *erusalemme la stella scompare 8 la ragione per un po- si oscura davanti alla rivela"ione, come le stelle davanti al sole 8, ma poi riappare con indica"ioni pi+ precise. v! $ ;rode( c iamati di nascosto i Magi( investig, con cura( ecc! Il re di *iudea nemico del re dei giudei. Utili""a per i suoi piani sia la scien"a 3indifferente4 degli scri$i c!e la sapien"a 3impegnata4 dei 9agi. Di tutto si serve il male, soprattutto del $ene5 0u. sempre considerare a suo servi"io gli
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3indifferenti4, e fare degli 3impegnati4 i suoi alleati pi+ pericolosi, perc!F inconsapevoli. Un sapere c!e non ama, sempre 3anticristico47 ma anc!e un amore c!e non oculato si fa strumento di satana #cf 0ietro in &C,'&8'1(. omun)ue il 6ignore resta l-unico 6ignore della storia, e tutto alla fine esegue il suo disegno di amore # cf Rm <,'<7 :t %,'As7 :p &A,&A(. v! % inviandoli . Erode fa dei 9agi i suoi emissari, in $uona fede. esplorate con cura( ecc! Li vuol coinvolgere nelle sue trame, sen"a c!e se ne accorgano. v! 4 ecco la stella! La stella li aveva condotti a *erusalemme. 9a )ui non finisce la ragione7 nella rivela"ione conosce il 3dove4 trovare c!i cerca, e scopre la madre e il $am$ino. v! "5 gioirono di gioia grande assai! Dio amore7 la gioia il suo profumo ( segno della 0resen"a. Dove c- lui, c- gioia7 la triste""a segno della sua assen"a. Essa comunicata a c!iun)ue ama, a c!i scopre il tesoro #&1,%%(, a c!i incontra il Givente #'<,<s(. La gioia del cuore indica 3dove4 sta colui c!e cerc!i/ dentro di te. olui c!e giB era presente nel cammino come desiderio

e tensione, nella gioia del cuore si offre come appagamento e distensione. ,ui finalmente 3entri in casa4, e trova il Re5 v! "" videro il bambino . Il $am$ino da vedere. Dov- il $am$ino, se non nel cuore di c!i lo ama, lo ascolta e ne gioisce; e sua madre . Il $am$ino lo trovi se entri nella 3casa4, ed sempre insieme a sua madre. La madre il cuore di c!i giB prima l-!a accolto e generato, e diventa il nostro stesso cuore c!e gli dB la sua carne. Il >iglio lo trovi in Israele, in 9aria, nella !iesa, nei fratelli, in te stesso se lo ami e lo ascolti5

prostrati( adorarono lui! 6i arresta il cammino esteriore7 con l-adora"ione comincia )uello interiore. Tre volte si dice 3adorare4 #vv. '.<.&&(. aperti i loro tesori! Il tesoro in 9atteo il cuore dell-uomo/ dove il tuo tesoro, lI il tuo cuore #C,'&7 cf &',1@7 &1,@'7 &?,'&(.

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oro( incenso e mirra . I 9agi aprono il loro cuore e offrono ci. c!e contiene. L-oro, ricc!e""a visi$ile, rappresenta ci. c!e uno !a7 l-incenso, invisi$ile come Dio, rappresenta ci. c!e uno desidera7 la mirra, unguento c!e cura le ferite e preserva dalla corru"ione, rappresenta ci. c!e uno . La regalitB, la divinitB, la mortalitB propria della creatura, tutto ci. c!e l-uomo !a, ma soprattutto ci. c!e desidera e ci. c!e gli manca, il suo tesoro. :pre a Dio i suoi averi, i suoi desideri e le sue penurie. E Dio entra nel suo tesoro. ,ui il 3dove4 il >iglio generato dal 0adre. La carne del nostro cuore gli madre. Dando ci. c!e sono, i 9agi ricevono colui c!e , e diventano essi stessi simili a lui. Dio nasce nell-uomo, e l-uomo in Dio. ,ui si compie il cammino. v! "& ammoniti in sogno! :nc!e i 9agi, come *iuseppe, ricevono in sogno il messaggio di Dio. Il sogno di Dio influisce sulla storia pi+ del potere di ogni potente, e lo $effa. si ritirarono nella loro regione! Tornano dov-erano partiti. 9a 3per altra via4/ non pi+ )uella di c!i cerca uno c!e non conosce, ma )uella di c!i !a trovato colui c!e cerca. Infatti non sono pi+ )uelli di prima7 !anno trovato 3dove4 nato il re. Il 3dove4 di Dio il cuore dell-uomo, e il 3dove4 dell-uomo il cuore di Dio. 6i ritirarono da 3anacoreti4 8 dice il testo greco 8 nella loro stessa terra. Lanno con sF ormai un nuovo cielo e una nuova terra, seme c!e porteranno ovun)ue andranno.

*' Pregare il te$to a. entro in preg!iera come suggerito a p. @ $. mi raccolgo immaginando il cammino dei 9agi/ da oriente a *erusalemme, da )ui a Det!lem c. c!iedo ci. c!e voglio/ trovare il 3dove4 generato il 6ignore, e c!iedo l-aiuto di 9aria d. traendone frutto, ripercorro il cammino dei 9agi da notare< la stella/ i desideri c!e muovono la ricerca della ragione l-arrivo a *erusalemme/ la ragione c!e porta alla fede le indica"ioni degli scri$i/ la 6crittura c!e dB nuova luce alla ragione Det!lem, da te uscirB il capo l-atteggiamento di Erode, sacerdoti e scri$i
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la gioia grande nella casa videro il $am$ino con 9aria sua madre adorarono lui offrirono a lui i doni si ritirarono.

+' Te$ti %tili, Is C=,&8C7 6al A'7 <A7 :t &A,'%8'?7 Rm &,&<8'17 6ap &1,&8?.

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+' NA7OREO SAR C2IAMATO )-&*/)* ',&1 Ora, ritiratisi essi, ecco un angelo del 6ignore appare in sogno a *iuseppe, dicendo/ Risvegliati, prendi il $am$ino e sua madre e fuggi in Egitto, e resta lI finc!F te lo dico. Erode infatti sta cercando il $am$ino per ucciderlo. Egli, risvegliatosi, prese il $am$ino e sua madre nella notte, e si ritir. in Egitto. Ed era lI sino alla fine di Erode, perc!F si compisse )uanto fu detto dal 6ignore per me""o del profeta c!e dice/ Dall-Egitto c!iamai mio figlio. :llora Erode, vedendosi $effato dai 9agi, si adir. molto, e mand. ad uccidere tutti i $am$ini di Det!lem e di tutti i suoi dintorni, dai due anni in gi+, secondo il tempo su cui si era informato dai 9agi. :llora si compI )uanto fu detto per me""o del profeta *eremia c!e dice/ Una voce fu udita in Rama, un pianto e un lamento grande/ Rac!ele sta piangendo i suoi figli, e non voleva essere consolata, perc!F non sono pi+. Ora, finito Erode, ecco un angelo del 6ignore appare in sogno a *iuseppe in Egitto, dicendo/ Risvegliati, prendi il $am$ino e sua madre e va in terra d-Israele. 6ono morti infatti )uelli c!e cercavano la vita del $am$ino. Ora egli, risvegliatosi, prese il $am$ino e sua madre, ed entr. in terra d-Israele. Ora, udito c!e :rc!elao regnava nella *iudea
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al posto del padre Erode, temette di andare lB. :mmonito in sogno, si ritir. nelle parti della *alilea7 e, venuto, fece casa in una cittB detta Na"aret!. In )uesto modo si compI ci. c!e fu detto dai profeti/ Na"oreo sarB c!iamato.

&' Me$$aggio nel conte$to Il 3azoreo( come sarB c!iamato *es+, il compimento di )uanto fu detto per me""o dei profeti. :ccolto da *iuseppe e dai 9agi #',&8&'(, rifiutato dai sapienti e dai potenti, egli rivive la storia del suo popolo/ attraverso l-Egitto e l-esilio 8 con l-uccisione degli innocenti, anticipo della sua 8 torna alla terra promessa. osI compie puntualmente )uanto 3 scritto4.

In )uesto $rano si presenta la storia di *es+ come un viaggio. 2 il viaggio del >iglio, c!e incontra i fratelli perduti, ripercorrendo la stessa via. Il racconto diviso in tre )uadri/ la discesaQrisalita dall-Egitto Avv! ")#"'B( la s o degli innocenti Avv! "0#"%B e il ritorno alla terra #vv!"4#&)(. Ogni )uadro termina con una cita"ione $i$lica, c!e interpreta il fatto alla luce della 0arola/ la storia di Israele profe"ia di *es+. Lui, c!e scende e risale dall-Egitto, il >iglio c!e reali""a il nuovo esodo definitivo #Os &&,&(. La s o degli innocenti, preludio di )uella del *iusto, vista come il male supremo dell-esilio #*er 1&,&@(. L-Egitto e l-esilio sono la duplice esperien"a di sc!iavit+, causata l-una dal peccato altrui e l-altra da )uello proprio/ da am$edue li$era il 3Na"oreo4, c!e il 3dun)ue4 della promessa #&,&A(. Da Na"aret!, nella *alilea dei pagani, sarB luce per ogni uomo c!e dimora nelle tene$re e nell-om$ra di morte #%,&@s(. Il 3Na"oreo4 , allo stesso modo del popolo d-Israele, il >iglio li$erato dalla mano d-Egitto e l-esule c!e ritorna alla terra. Il male, sia su$Ito c!e fatto 8 )uest-ultimo ci dispiace di meno, ma l-unico vero male5 8, non vanifica la

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promessa di Dio. :n"i, la reali""a nel *iusto c!e non lo fa e lo porta su di sF, compiendo ogni giusti"ia #cf 1,&@(. Il $rano rappresenta in sintesi il dramma di Israele e di tutti. Da una parte c- il re e dall-altra il $am$ino/ il $uono perseguitato dal malvagio, il $ene perdente, il male sempre pi+ forte. 9a alla fine vince l-innocente, proprio con il suo sangue. La storia, da vittoria dei potenti e massacro degli innocenti, diventa la storia del >iglio prediletto, c!e salva i fratelli c!e l-!anno venduto #cf *en @=,'=(. Le macc!ina"ioni del male, alla fine, sen"a saperlo eseguono ci. c!e la sua mano e la sua volontB aveva preordinato c!e avvenisse #:t %,'<7 :p &A,&A(. Dio Dio della storia/ pur rispettando la nostra li$ertB, onora divinamente anc!e la sua5 Ges il >iglio, totalmente solidale con il destino dei suoi fratelli. La C iesa, in e con lui, compie il suo stesso cammino nella storia.

)' Lett%ra del te$to &(") 6ra( ritiratisi essi! Giene ripreso il tema 3anacoretico4 del ritiro #cf v. &'(. un angelo del Signore appare in sogno . *iuseppe, come il suo omonimo venduto dai fratelli, 3sognatore4/ nella profonditB del suo cuore puro, vede Dio #cf @,<(. Il sogno a noi sem$ra irreale7 invece il principio di ogni realtB. Uno, anc!e se non lo sa, reali""a sempre i suoi sogni. 9a sono )uelli di un cuore puro o impuro; I sogni di Dio alla fine sempre si compiono, anc!e se a noi sem$rano impossi$ili #6al &'C,&7 :t &',?7 Lc '%,&&.1A(. risvegliati( ecc! L-angelo dice la 0arola c!e ci 3risveglia4 alla vita con il sogno di Dio. *iuseppe non risponde alla 0arola con parole, ma con la carne. La risposta lui stesso, c!e la esegue alla lettera #vedi v. &%7 vv. '=8'&7 cf &,'&8 '%(/ le dB corpo offrendole il suo corpo. ,uesto l-amore coi fatti e nella veritB #&*v 1,&<(, il culto gradito a Dio #Rm &',&(. O$$edire # ob#audire( significa

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ascoltare stando davanti, rivolto all-altro.

!i o$$edisce come il >iglio,

uguale al 0adre perc!F ascolta e fa la sua parola. il bambino e sua madre . 9aria nominata all-ini"io come la sposa di *iuseppe #&,&<(7 poi si parla del 3$am$ino e sua madre4 #vv. &&.&1.&%.'=.'&(, anteponendo sempre il $am$ino. 9aria, Israele e la !iesa non sono il centro/

portano al centro, c!e lui5 9a sia lui c!e la madre sono affidati alle mani di *iuseppe, prototipo dei credenti. fuggi in ;gitto . Il re dei giudei fugge in Egitto a causa del re di *iudea 8 come *iuseppe fuggI in Egitto per l-invidia dei suoi fratelli. ;rode sta cercando! Erode figura del >araone all-interno di Israele, della !iesa e di ciascuno di noi. Nella nostra 3paganitB4, come c- la ricerca dei 9agi per adorare il 6ignore, cosI c- la ricerca di Erode, c!e, come il >araone, ucciderB i figli. *es+, miracolosamente salvato come 9os, entra in Egitto per compiere il nuovo esodo. v! ". risvegliato( prese il bambino e sua madre nella notte . Nella notte, *iuseppe risvegliato, ed esegue la parola di Dio. si ritir,. GivrB in Egitto da forestiero #cf vv. &'.&1(, solidale con la solitudine di tutti gli oppressi, suoi fratelli. v! "' sino alla fine di ;rode! Erode, come il >araone, finisce7 il >iglio, come Israele, ne vede la fine. Dio dall-alto ride sui potenti e le loro trame #6al ',%(. perc 9 si compisse! La sua 3fuga4 o$$ligata non la fine, ma il compimento del disegno di Dio. Il male ne un esecutore/ !a scavato la fossa nella )uale cade #6al A,&C(. dallC;gitto c iamai mio figlio #Os &&,&(. L-uscita dall-Egitto vista come la nascita del >iglio dal ventre oscuro della sc!iavit+. Osea, )ui citato, parla del nuovo esodo da un Egitto ancora pi+ duro/ il ritorno da Da$ilonia. 6egnerB l-ini"io di una nuova primavera tra Dio e il suo popolo, c!e fiorirB nel deserto #Os ',&C(/ la sposa adultera torna all-amore della sua giovine""a.

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v! "0 si adir, molto! 2 l-impoten"a del potente $effato dal riso di Dio #6al ',%(. Invece di tremare, si adira. 9a invano. mand, ad uccidere tutti i bambini . Erode, come il >araone, uccide i figli di Israele. I $am$ini #in greco significa anc!e 3servi4( di Det!lem rappresentano il sangue di tutti i giusti, da :$ele a Zaccaria #Lc &&,@&(, dal primo all-ultimo innocente di ogni s o. 0refigurano il sangue del 6ervo, il >iglio c!e salverB i fratelli. Il destino dei giusti 8 e dei peccatori 8 lo stesso dell-unico *iusto c!e si fatto per noi peccato #' or @,'&(. v! "$ si comp8! 2 la profe"ia di *eremia sull-esilio #*en 1&,&@(. v! "% una voce fu udita in /ama( ecc! 2 il grido di Rac!ele, sepolta in Rama, presso Det!lem, c!e vede sfilare davanti a sF i suoi discendenti deportati a Da$ilonia. L-esilio conseguen"a del peccato proprio. Non si tratta, come in Egitto, di giusti c!e ingiustamente soffrono, ma di ingiusti c!e giustamente soffrono. ,uesta per. non la giusti"ia di Dio/ il figlio esiliato compianto, come dalla madre Rac!ele, cosI anc!e dal 0adre. Dio piange per l-esilio dell-uomo. In *eremia l-esilio il luogo della li$era"ione definitiva/ colui c!e ci ama di amore eterno dice di non piangere perc!F ci riedific!erB, ci perdonerB, farB con noi un-allean"a eterna, e cosI tutti conosceremo il 6ignore #*er 1&,1s.&C.1&81%(. Nell-uscita dall-Egitto morI il potente ingiusto7 nell-uscita dall-esilio morirB il *iusto, e l-Onnipotente stringerB con noi un-allean"a nuova. perc 9 non sono pi! L-esilio la morte del >iglio/ l-infedeltB lo riduce a non essere pi+. Io86ono, nel suo amore, lo ricondurrB all-esisten"a7 ma non pi+ con segni di poten"a, come in Egitto, ma con l-impoten"a della croce, prefigurata nella s o dei $am$ini8servi. Il cammino del >iglio passa attraverso la solidarietB coi fratelli nella loro oppressione e nel loro peccato, fino alla maledi"ione del loro non8essere8pi+, facendosi lui stesso a$$andono, maledi"ione e peccato #'A,%C7 *al 1,&17 ' or

1?

@,'&(, perc!F ogni a$$andono non sia pi+ a$$andonato, neanc!e l-a$$andono di Dio. La croce sarB vicinan"a di Dio a ogni a$$andonato da Dio #'A,%C(. v! "4 finito ;rode #v. &@(. Erode finisce7 il disegno di Dio dura in eterno, e inglo$a )ualun)ue a"ione, per malvagia c!e sia. un angelo del Signore( ecc! 2 la ter"a volta c!e il 6ignore parla a *iuseppe in sogno. Il sonno dell-uomo dove Dio massimamente si rivela/ la sua parola definitiva sarB il sonno stesso del >iglio dell-uomo, 3la parola della croce4 #& or &,&<(. v! &5s risvegliati( prendi il bambino e sua madre( ecc! 0er la ter"a volta *iuseppe colui c!e puntualmente esegue la 0arola. v! && udito c e +rc elao( ecc. Entrato nella 3terra4, rimane aperto al sogno di Dio. 2 semplice come una colom$a, ma astuto come un serpente #&=,&C(. si ritir,! Il )uarto sogno lo porta al 3ritiro4 ultimo, dove il 3Na"oreo4 prende 3casa4 e 3nome4 nella 3terra54 Le )uattro tappe del suo ascoltareQfare sono le stesse di ogni uomo/ prendere in sposa 9aria, la madre del >iglio di Dio e c!iamarlo per nome #&,'%s(, compiere con loro sia l-entrata c!e l-uscita dall-Egitto e dall-esilio 8 il cammino dalla croce alla risurre"ione 8, sino a 3far casa4 nella 3terra4, e )ui, infine, vivere con discernimento. si comp8 ci, c e fu detto dai profeti< 3azoreo sar c iamato! Nessun profeta !a )uesta espressione. 9atteo lo sa $ene. E sa di dire la veritB. Non dice infatti/ 3 i. c!e fu detto dal profeta4 $ensI 3 i. c!e fu detto dai profeti4. Tutta la Di$$ia, da 9os a *iovanni Dattista, !a profetato di lui, il >iglio generato prima di ogni creatura, nel )uale, attraverso il )uale e per il )uale tutto stato fatto #cf ol &,&@8&A(. *es+, c!iamato dai giudei 3il Na"oreo4, c!e viene da

Na"aret!, colui di cui tutto parla e c!e tutto definitivamente dice #*v &,&<(. *es+, presentato in )uesti due capitoli come il risto, il discendente di

Davide, il >iglio generato da Dio in for"a dello 6pirito 6anto, il Dio8con8noi, colui c!e salva il popolo dai peccati, colui c!e ripercorre la storia umana per

%=

farla uscire dalla tene$re della sc!iavit+ #Egitto( e della morte #esilio(, attraverso il suo essere figlio, $am$inoQservo. 9atteo, partendo da *es+ e guardando lui, rilegge la storia passata, e vede come veramente Dio compie in lui ogni sua parola, sen"a lasciarne andare a vuoto neppure una sola #&6am 1,&?(. Il termine 3Na"oreo4 !a assonan"a con *dc &1,@.A, in cui 6ansone c!iamato 3azir4, c!e significa 3consacrato4, e c!e i LOO traducono 3 3aziraDos4. La pure assonan"a con Is &&,&, in cui si parla di 3 3eser4 il 3germoglio4 c!e spunta dal tronco di Messe. 6ono assonan"e sulle )uali l-autore e$reo pu. giocare. Non solo perc!F scrive sen"a vocali, ma soprattutto per ci. c!e sa di *es+. i. c!e conta c!e 3il Na"oreo4 8 )ui associato da 9atteo a Na"aret! 8 3il dun)ue4 della storia di Dio e dell-uomo. ,uesto suo 3ritiro4 nell-umile )uotidianitB il mistero stesso del Dio8con8noi, c!e rende divina ogni )uotidianitB 8 ogni riposo e fatica, ogni gioia e dolore, ogni amore e timore, ogni lavoro e frutto dell-uomo.

*' Pregare il te$to a. entro in preg!iera come al solito $. mi raccolgo immaginando il cammino da Det!lem all-Egitto e dall-Egitto a Na"aret! c. c!iedo ci. c!e voglio/ accogliere il Na"oreo come il tutto della mia vita/ in lui 3a$ita corporalmente tutta la piene""a della divinitB4 # ol ',?(, in lui sono nascosti tutti i tesori della sapien"a e della scien"a # ol ',1( d. traendone frutto, contemplo le varie scene/ la discesa in Egitto, la s o dei $im$iQservi, l-ascesa alla terra, la casa a Na"aret! da notare< i sogni di *iuseppe/ cosa dicono e come li esegue la fuga in Egitto dall-Egitto !o c!iamato mio figlio mand. ad uccidere tutti i $am$ini il pianto di Rac!ele per i suoi figli c!e non sono pi+ #l-esilio( Na"oreo sarB c!iamato il mistero della )uotidianitB di Na"aret!.

+' Te$ti %tili, 6ir 1,'8C7 6al &'<7 &*v &,@8','7 6al &'%7 6al '7 Os &&,&ss.

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0' IO VI 8ATTE77O CON AC9UA PER LA CONVERSIONE *-&/&) 1,& ' 1 Ora in )uei giorni compare *iovanni il Dattista, proclamando nel deserto della *iudea, dicendo/ onvertitevi, poic!F )ui il regno dei cieli. Egli infatti colui c!e fu detto per me""o del profeta Isaia c!e dice/ Goce di uno c!e grida nel deserto/ 0reparate la via del 6ignore, fate diritti i suoi sentieri. Ora lui, *iovanni, aveva il suo vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno alla sua vita, e suo ci$o erano locuste e miele selvatico. :llora usciva verso di lui *erusalemme e tutta la *iudea e tutta la regione attorno al *iordano, ed erano $atte""ati da lui nel fiume *iordano, confessando i loro peccati. Ora, vedendo molti farisei e sadducei venire al suo $attesimo, disse loro/ 0rogenie di vipere5 !i vi !a suggerito di sfuggire all-ira imminente; >ate dun)ue frutto degno della conversione e non crediate di dire tra voi/ :$ramo a$$iamo per padre. Gi dico infatti c!e Dio pu. da )ueste pietre suscitare figli ad :$ramo. Ora giB la scure posta alla radice degli al$eri/ ogni al$ero dun)ue c!e non fa frutto $uono tagliato e gettato nel fuoco. Io vi $atte""o con ac)ua per la conversione7 ma colui c!e viene dopo di me pi+ forte di me, e io non sono degno di portargli i sandali. Lui vi $atte""erB in 6pirito 6anto e fuoco.
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Il suo ventila$ro !a in mano e pulirB la sua aia/ e raccoglierB il suo grano nel granaio, ma la pula $rucerB con fuoco inestingui$ile.

& #e$$aggio nel conte$to Io vi battezzo con ac*ua per la conversione( dice *iovanni a )uelli c!e vanno da lui. 2 l-ultimo profeta, l-Elia c!e deve tornare, per c!iamare alla conversione prima della venuta del 6ignore #&A,&'s7 cf 9l 1,'1s(. 6olo passando per l-ac)ua 8 il caos primordiale, il diluvio e la morte dove ci !a condotto il peccato 8 riceveremo il fuoco dello 6pirito, la vita nuova dei figli di Dio. *iovanni prepara ad accogliere il 6ignore c!e viene. I profeti in Israele mantengono viva la promessa. Non solo ric!iamano all-o$$edien"a, ma, soprattutto, impediscono c!e la religiositB si riduca a sola legge, sen"a cuore, sen"a uomo ed infine sen"a Dio. Dietro la 0arola, c- colui c!e parla. Non c- solo un-idea da capire o un ordine da eseguire, ma da sta$ilire comunione con colui c!e nella sua parola comunica se stesso. 0er )uesto il profeta c!iama 3a guardare in alto4 #Os &&,A(, a levare lo sguardo dalle cose alla mano e al volto di c!i le porge. Dimenticare )uesto cadere nel feticismo/ ci si innamora dell-anello e si dimentica il fidan"ato. Il pericolo di una religione della 0arola ridurre )uesta a feticcio, come nelle varie forme di fondamentalismo, dottrinarismo e legalismo. on la 6crittura si

pu. fare ci. c!e i pagani fanno con gli altri doni di Dio/ dimenticare il rimando a lui. :l pollo interessa il $ecc!ime, non c!i glielo dB, se non nella misura in cui glielo dB. !e la 6crittura non sia il

della nostra religiositB, invece c!e l-incontro con il 6ignore5 L-uomo si distingue dall-animale per la sua lettura sim$olica della realtB. *iovanni il profeta c!e sta sulla soglia tra il passato e il futuro. 0er lui la promessa non la tom$a, ma il grem$o della novitB. Icona dell-:T c!e passa
%1

al suo compimento, l-Elia c!e deve venire #9l 1,'1(, c!e an"i giB venuto, anc!e se non riconosciuto, anticipando il destino di colui c!e vuol far riconoscere #&A,&=8&1(. 0unto d-arrivo della pa"iente fatica di Dio durata millenni, il Dattista l-uomo pronto ad accogliere, oltre ogni promessa, il 6ignore c!e !a promesso. Non solo l-asceta o il mistico c!e incontra Dio nella solitudine del deserto/ l-apostolo, c!e vuol aprire tutti ad accogliere colui c!e sempre viene, e attende solo di essere accolto. 0recedendo cronologicamente il 6ignore di un passo, spiritualmente lo segue. Lui la 3voce4 c!e lo proclama 8 e il 6ignore la sua 3parola4. La figura del Dattista suscit. molta impressione. ,ualcuno lo riteneva il 9essia #*v &,&?s(. 9arco lo presenta come l-angelo di 9l 1,&s, c!e prelude la venuta del 6ignore #9c &,'(. ,ui 9atteo lo presenta come colui c!e annuncia la fine dell-esilio #1,17 Is %=,1(. Egli, come Elia, l-uomo davanti a Dio, pronto all-incontro. ome tutti i profeti, denuncia il peccato e annuncia il perdono. 9a,

rispetto a loro, !a una coscien"a nuova. 6a c!e arriva colui c!e !a promesso. ,uesti ci $atte""erB, invece c!e nell-ac)ua della morte, nel fuoco del suo amore. Il Dattista rappresenta la rottura del limite ultimo dell-uomo/ desiderio c!e si apre al desiderato c!e viene, porta c!e si spalanca al 6ignore c!e $ussa. ,uesto testo si legge durante l-avvento. Tutta la nostra vita 3attesa4 di colui c!e 3avvento4/ noi tendiamo a lui, perc!F lui viene a noi. Il $rano si articola in tre parti/ l-apparire di *iovanni nel deserto c!e annuncia la venuta del regno e la fine dell-esilio Avv! "#0B( il suo appello alla conversione Avv! $#"5B( l-annuncio del 9essia c!e viene col fuoco del suo 6pirito Avv! ""# "&B! Ges il >iglio c!e il 0adre manda ai fratelli per ricondurli dall-esilio a casa. 2 colui c!e 3deve venire4. E viene per c!i lo attende, come il Dattista. La C iesa( seguendo il suo esempio, entra nella promessa di Dio.

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)' Lett%ra del te$to )(" 6ra( in *uei giorni . 2 il primo ini"io con )ueste parole. La liturgia ogni volta c!e legge il vangelo, comincia cosI/ 3In )uel tempo, ecc. 4. ,uei giorni, o )uel tempo, di cui il vangelo racconta, sono i giorni e il tempo in cui si immerge c!i ascolta. La lettura lo 3attuali""a4/ lo rende attualmente presente a ci. c!e accade, perc!F accada anc!e a lui. L-ascolto introduce nell-oggi eterno di Dio/ fa rivivere in prima persona ci. c!e narrato. 3:ffrettiamoci dun)ue a entrare4 in )uest-oggi di Dio #E$ %,&&(. compare Giovanni il 2attista . *iovanni significa 3gra"ia8di8Dio47 Dattista, diventato )uasi il suo cognome, significa 3$atte""atore4. Lui $atte""a, ossia immerge l-uomo nella sua veritB, perc!F possa aprirsi alla veritB di Dio. proclamando! Non un predicatore. 2 $anditore di una noti"ia, la noti"ia decisiva della storia/ la fine dell-esilio e l-arrivo del regno. E proclama le condi"ioni per accoglierlo. nel deserto! Il deserto, posto tra l-Egitto e 3la terra4, per Israele il luogo del giB e non8ancora/ giB fuori della sc!iavit+, non ancora nella li$ertB. 2 il luogo del cammino e del du$$io, dell-ascolto e della ri$ellione, della fiducia e della caduta. Nel deserto non c- nulla, e si va verso il tutto. La solitudine mette ognuno davanti a sF, agli altri e all-:ltro, sen"a via di scampo. LI fu data la 0arola e la manna, l-ac)ua ed il ci$o, c!e formarono il popolo di Dio. Israele, una volta passato, ricorda il deserto come il tempo del fidan"amento, in cui Dio e popolo 3si parlavano4. E attende un nuovo deserto, un rifiorire del primo amore #Os ',&Css(. della Giudea. 2 il deserto tra *erusalemme e *erico. Il Dattista mandato al popolo d-Israele, primo destinatario della promessa, in cui saranno $enedette tutte le stirpi della terra #*en &',1(. v! & convertitevi . 2 il centro della predica"ione profetica. Dio8salva5 Disogna con8vertirsi a lui, e non 3per8vertirsi4 in altre dire"ioni. L-uomo, c!e fin dal principio fugge da Dio, c!iamato a invertire il cammino, il suo modo di
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pensare e di agire. La conversione pi+ difficile )uella 3religiosa4/ cam$iare il modo di pensare Dio e di rapportarsi a lui, volgersi dalla nostre idee su di lui 8 i nostri idoli5 8 a lui come si rivela/ 3*uardate a lui e sarete raggianti4 #6al 1%,C(. La conversione mettere al centro Dio e non il proprio io o le proprie immagini di Dio. 2 rista$ilire l-ordine della crea"ione. perc 9 : *ui il regno dei cieli #cf %,&A5(. 2 il motivo della conversione. Il regno di Dio Dio stesso c!e regna e li$era l-uomo da ogni sc!iavit+, rendendolo a sua immagine e somiglian"a. i. per cui Dio Dio la sua li$ertB. E vuol

comunicarla all-uomo, facendolo suo figlio nel >iglio. : colui c e fu detto per mezzo del profeta Isaia #Is %=,1(. *iovanni visto come il compimento della profe"ia c!e annuncia la fine dell-esilio e il ritorno alla terra. L-esilio l-esperien"a fallimentare del popolo di Dio. I profeti !anno sempre inutilmente cercato di spiegarne la causa, prima e dopo c!e avvenisse 8 prima perc!F non avvenisse, e dopo perc!F fosse possi$ile il ritorno. : differen"a della sc!iavit+ d-Egitto, l-esilio il risultato di una storia di infedeltB, consumate a partire dal primo re 8 voluto contro il volere di Dio #&6am <,&ss( 8 fino all-ultimo, con )ualc!e rarissima ecce"ione. 6e la li$era"ione dall-Egitto un atto di poten"a contro i potenti, l-uscita dall-esilio un atto di perdono, possi$ile nei confronti di c!i riconosce il proprio peccato. Il 3ritorno alla terra4, come il ritorno all-Eden, possi$ile se si ritorna a Dio, c!e sempre perdona. voce di uno c e grida . *iovanni la voce, *es+ la 0arola. Non pu. esserci l-uno sen"a l-altro/ sen"a voce la parola non pu. esprimersi, sen"a parola la voce semplice suono insensato. preparate la via del Signore( ecc! Il profeta proclama il ritorno da Da$ilonia a *erusalemme, dall-esilio alla patria, dalla dispersione alla riunione. ,uesto annuncio suscita il desiderio del dono impossi$ile c!e il 6ignore sta per fare. Lo scarto tra la nostra realtB di male e la veritB della promessa il luogo del desiderio, c!e muove alla conversione e al cammino.

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fate diritti i suoi sentieri! 2 un cammino diritto, sul )uale si intrecciano i sentieri tortuosi delle nostre fug!e. Ormai devono cessare5 v! . Giovanni( aveva il suo vestito di peli di cammello( ecc . *iovanni porta il vestito di Elia, padre dei profeti #'Re &,<(. Ric!iama le tunic!e di pelle c!e Dio aveva fatto ai nostri progenitori #*en 1,'&(, in attesa di rivestirci del suo >iglio stesso #*al 1,'A, Rm &1,&%7 Ef %,'%7 croce #'A,1@(. I suoi fianc!i sono cinti, pronti per l-esodo #Es &',&&7 cf Lc &',1@(. 6uo nutrimento sono locuste e miele selvatico, ci$i del deserto, dove il popolo visse di )uanto usciva dalla $occa di Dio #Dt <,1(. La cavalletta commesti$ile, c!iamata 3ofiomaco4 #K c!e com$atte il serpente(, sim$olo della 0arola, vittoriosa sulla men"ogna del serpente c!e uccise l-uomo. :nc!e il miele ric!iama la 0arola, pi+ dolce del miele al palato #6al &?,&&7 &&?,&=1(. *iovanni l-uomo nuovo, profeta rivestito di ci$o. v! ' usciva verso di lui( ecc! - un nuovo esodo, da *erusalemme e dalla risto, c!e della 0arola fa il suo ol 1,&=(, c!e resterB nudo per noi sulla

*iudea verso il deserto. :nc!e c!i crede di essere in patria deve uscire dai luog!i sacri e dalle proprie immagini di Dio, per incontrare lui stesso c!e ci viene incontro nella carne di *es+. v! 0 erano battezzati! L-immersione nell-ac)ua riconoscere c!e la nostra vita finisce7 e finisce male, perc!F siamo peccatori5 Nel $attesimo

riconosciamo la nostra creaturalitB e la nostra peccaminositB, per aprirci al dono di Dio. confessando i loro peccati! Riconoscere il peccato l-unica condi"ione per accettare )uel perdono c!e da sempre presso Dio. v! $ progenie di vipere( ecc! Non siamo figli di Dio, ma del serpente. 0restiamo orecc!io non alla parola del 0adre della luce c!e dB vita, ma a )uella del padre della men"ogna, c!e uccide.

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Non $asta andare dal Dattista 8 e neanc!e ricevere i sacramenti cristiani 8, se il cuore non convertito. lCira imminente! L-ira di Dio non mai contro di noi, ma contro il nostro male, perc!F ci fa male. ,uando Dio si adira, l-uomo salvo. on essa egli opera il

suo giudi"io/ la fine del male ed il trionfo del $ene, la morte del peccato e la vita del peccatore. v! % fate dun*ue frutto #A,&@ss(. 2 il frutto dello 6pirito #*al @,''(/ la vita nuova di Dio, in contrapposi"ione alle opere vecc!ie della carne #cf *al @,&?8 '&(. v! 4 +bramo abbiamo per padre! Non conta la paternitB carnale. >igli di :$ramo sono )uelli c!e, come lui, ascoltano la parola di Dio, ed entrano nella sua $enedi"ione mediante la fede #*al 1,&%(. - una falsa sicure""a data

dall-3appartenen"a4 carnale al popolo di Dio, c!e alimenta solo stolte presun"ioni #cf *er A5(. pietre@figli! In e$raico c- un gioco di parole abanim@banim! : Dio tutto possi$ile/ suscitare figli dalle pietre, cam$iarci il cuore di pietra in un cuore di figli #E" 1C,'C(. v! "5 gi la scure( ecc! 2 il giudi"io di Dio. L-al$ero il popolo. Non fa il frutto del regno, perc!F non vive da figlio e da fratello #A,&@8'=(. 0er )uesto sarB tagliato e non resterB di lui nF radice nF germoglio #9l 1,&?(. v! "" io vi battezzo con ac*ua! Il Dattista non dB la vita. riconoscere la morte perc!F ci si volga alla vita. colui c e viene. Il 6ignore 3colui c!e viene4. 9a non pu. arrivare se non dopo il Dattista/ solo il nostro desiderio gli apre la porta. non sono degno( ecc! *iovanni si ritiene meno di un servo c!e porta i sandali5 v! "& vi battezzer in Spirito Santo e fuoco( ecc! *es+ ci immergerB non nell-ac)ua, sim$olo di morte, $ensI nello 6pirito, nella vita di Dio. Lo 6pirito 6anto il fuoco del suo amore c!e tutto purifica, illumina e vivifica. Nulla di ci. c!e non vivificato dall-amore rimane. 9a tutto da esso vivificato.
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ome tutti i profeti fa

il ventilabro! Il nostro giudi"io fatto col setaccio/ trattiene la crusca e lascia uscire il grano. ,uello di Dio fatto col ventila$ro/ trattiene il $ene e disperde il male. onvertirsi accettare su di noi il giudi"io suo invece del nostro. E il

suo giudi"io sarB la croce, dove $rucia ogni nostro male e ci dB la sua vita.

* Pregare il te$to a. entro in preg!iera come al solito $. mi raccolgo immaginando *iovanni nel deserto e sulle rive del *iordano c. c!iedo ci. c!e voglio/ convertirmi al giudi"io di Dio d. traendone frutto, medito sul testo da notare< convertitevi, perc!F il regno di Dio )ui voce di uno c!e grida il luogo, il vestito e il ci$o di *iovanni il $attesimo in ac)ua e )uello in 6pirito 6anto e fuoco.

+' Te$ti %tili/ Is &&,&8&=7 6al A'7 @&7 Is %=,& ss7 9l 1,&ss7 E" 1C,''81C7 1A,&8 &%.

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:' 9UESTI 1 IL 3IGLIO MIO- L;AMATONEL 9UALE MI SONO COMPIACIUTO *-&*/&< 1 &1 :llora compare *es+ dalla *alilea al *iordano davanti a *iovanni per essere $atte""ato da lui. Ora *iovanni lo impediva, dicendo/ Io !o $isogno di essere $atte""ato da te, e tu vieni da me; Ora, rispondendo, *es+ gli disse/ Lascia per ora, poic!F cosI conviene a noi c!e compiamo ogni giusti"ia. :llora lo lasci.. Ora, $atte""ato, *es+ su$ito salI dall-ac)ua7 ed ecco si aprirono #a lui( i cieli, e vide lo 6pirito di Dio scendere come colom$a e venire su di lui. Ed ecco una voce dai cieli c!e dice/ ,uesti il >iglio mio, l-amato, nel )uale mi sono compiaciuto5

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&' Me$$aggio nel conte$to Euesti : il Figlio mio( lCamato( nel *uale mi sono compiaciuto / il 0adre si compiace del >iglio c!e !a fatto la scelta di immergersi tra i fratelli peccatori. 2 la prima volta c!e parla, confermando *es+ come il >iglio. La seconda volta aggiungerB per noi/ 3:scoltate lui4 #&A,A(. E non dirB pi+ niente. *es+, Ger$o unico del 0adre, con ci. c!e fa e dice rivela )uel Dio c!e nessuno mai !a conosciuto #*v &,&<(. Il $attesimo la scelta fondamentale, c!e *es+ condurrB avanti tutta la vita. 2 il >iglio c!e, conoscendo l-amore del 0adre per i suoi figli, si fa loro fratello/ si

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misc!ia tra i peccatori, si immerge nella loro realtB, solidale con loro in un amore pi+ grande della morte. 2 necessario per il >iglio farsi fratello. Il $rano una miniatura c!e contiene tutto il vangelo e rivela il mistero pi+ profondo di Dio/ la TrinitB, come :more tra 0adre e >iglio, offerto da )uesto a tutti i fratelli. *es+ in fila con i peccatori la 3presenta"ione4 prima del Dio8con8noi. E come pu. essere diversamente, se vuole essere con noi; L-immagine c!e Dio dB di se stesso esattamente l-opposto di )uella c!e ogni uomo, religioso o meno, !a di lui 8 e per )uesto lo fugge, lo serve o lo nega. ,uesta scena del *iordano ric!iama il alvario/ lB si 3immergerB4 nella morte

come )ui nelle ac)ue, lB si s)uarcerB il velo del tempio come )ui il cielo, lB darB a tutti lo 6pirito c!e )ui riceve, lB si rivolgerB al 0adre c!e )ui lo c!iama, lB sarB riconosciuto >iglio dal fratello pi+ lontano come )ui dal 0adre #'A,@&8 @%(. Tutta l-esisten"a terrena di *es+, rivela"ione corporea di Dio, contenuta tra )ueste due scene e ne la spiega"ione. Il testo !a )uindi valore programmatico/ il nucleo da cui germina il resto, c!e su di esso si struttura e si sviluppa. Il $attesimo il seme c!e cresce fino a diventare l-al$ero della croce. La scelta di risto anc!e )uella del cristiano, c!iamato a 3immergersi4 nel

>iglio, ed essere, con lui e come lui, uguale al 0adre. Dio dall-eternitB !a pensato come presentarsi all-uomo fuggitivo. 0er trent-anni a Na"aret! !a considerato la cosa pi+ da vicino. E non !a trovato c!e )uesto modo, il pi+ adeguato ai nostri $isogni e alla sua natura. Il $attesimo di *es+ la porta di ingresso alla rivela"ione cristiana, c!e ci introduce nella casa di Dio. Non lui tutto una porta spalancata all-uomo; Il $attesimo la 3voca"ione4 di *es+/ riceve il nome di >iglio dal 0adre. 9a anc!e la sua 3missione4/ il suo essere di >iglio lo porta a farsi fratello. La scena introdotta da una discussione tra *es+ e *iovanni # vv! ")#"'B< scandaloso c!e il pi+ forte sia $atte""ato dal pi+ de$ole, c!e l-innocente e il
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giusto si metta dalla parte dei peccatori. 0oi ci si presenta *es+ c!e si immerge ed esce dall-ac)ua #v! "0a(, il cielo c!e si apre e lo 6pirito c!e scende #v! "0b(( e infine la voce del 0adre c!e si compiace della scelta del >iglio # v! "$(. Il >iglio si fatto con noi e per noi maledi"ione e peccato #*al 1,&17 ' or @,'&(, perc!F noi partecipassimo alla $enedi"ione della sua vita. Non si vergognato di c!iamarci suoi fratelli #E$ ',&&(, per ricondurci nell-amore suo reciproco con il 0adre, dimora e vita di tutto ci. c!e . In )uesto suo immergersi, in cui si fa solidale con noi nel nostro limite, il 6ignore rista$ilisce comunione lB dove anc!e noi desolidari""iamo da noi stessi. Ges nel $attesimo si rivela >iglio di Dio, e rivela c!i Dio/ 0adre suo e vuol essere 0adre nostro. La C iesa la comunitB dei figli c!e, $atte""ata in *es+, !a il suo stesso 6pirito di amore verso il 0adre e i fratelli. Il $atte""ato $atte""ato nel $attesimo di *es+, immerso nel suo immergersi in noi.

)' Lett%ra del te$to )(") +llora compare Ges dalla Galilea( ecc! 2 l-ini"io del suo ministero. *es+ 3compare4 al *iordano/ lo incontra solo c!i !a accolto l-appello del Dattista e si fa $atte""are confessando i propri peccati #v. C(. 0erc!F viene anc!e lui; !e

peccato !a il 6anto; Nessuno5 E per )uesto porta il peccato di tutti5 6e peccare a$$andonare il 6ignore, l-a$$andono lo sente non c!i a$$andona, ma c!i a$$andonato. Il male portato da c!i ama e non lo fa. *es+, il *iusto, l-:gnello di Dio, c!e porta su di sF il peccato del mondo, dirB *iovanni vedendolo venire #*v &,'?(. Nel *iordano, sulla soglia della terra promessa, tutti riversano i loro peccati/ come un fiume di impuritB c!e separa dalla terra promessa. In esso si immerge il *iusto, e compie il giudi"io di Dio. Noi lasciamo nell-ac)ua le nostre
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lordure, uscendone purificati7 lui vi si immerge, uscendone carico della nostra immonde""a. ,uesta scelta di *es+, c!e si mette in fila coi peccatori e si immerge nel nostro male, rivela Dio come simpatia piena per ogni sua creatura. 2 la rivela"ione di un Dio santo, diverso da )uello c!e tutti accettano o negano, e c!e si manifesterB sulla croce. v! ". Giovanni lo impediva! Il Dattista riconosce la superioritB di *es+. Non vuole $atte""arlo perc!F vuole il suo $attesimo. Ignora c!e il suo $attesimo viene proprio dal suo $atte""arsi in noi. Noi siamo $atte""ati nella sua solidarietB con noi, nella sua morte #Rm C,1(. 6e lui, il *iusto, non muore per noi peccatori, noi moriamo la nostra morte da soli/ ci immergiamo nell-ac)ua, ma non riceviamo lo 6pirito. 6e lui invece si immerge e muore con noi, noi non siamo pi+ soli/ sia c!e vegliamo sia c!e dormiamo, siamo sempre con lui #&Ts @,&=(, c!e ci !a amati e !a dato se stesso per noi #*al ','=(. io o bisogno di essere battezzato da te! *iovanni s$aglia. Noi non a$$iamo

$isogno di essere $atte""ati da *es+, ma in *es+ c!e si $atte""a con noi 8 lui non $atte""ava, precisa *iovanni #*v %,'(5 2 necessario c!e lui si $atte""i nella nostra morte, perc!F in essa noi non affog!iamo pi+ nel nostro peccato, ma veniamo alla luce del suo amore. 3Disogna4 c!e il >iglio dell-uomo riceva da noi il nostro $attesimo #&C,'&(, perc!F ogni uomo nel proprio $attesimo incontri lui, 6ignore della vita. La scelto di venire nel gorgo del nostro a$isso, perc!F il fuoco del suo 6pirito creatore entri nell-ac)ua della nostra morte e ci risusciti. v! "' lascia per ora! *es+ c!iede a me, come a *iovanni, c!e non gli impedisca di entrare nella mia morte. Diversamente non pu. darmi la sua vita, proprio lB dove ne !o $isogno5 cos8 conviene a noi . osI conviene 3a noi4, a te e a me, dice *es+. onviene a

te c!e io mi immerga nella tua solitudine e ti sia vicino7 e conviene a me, perc!F diversamente non sarei l-Emmanuele, il Dio amore. i. c!e per te
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conveniente, per me necessario5 In )uesto modo, non in altro, sei salvato. Tu avresti fatto diversamente. ,uesto modo invece !o scelto io, perc!F l-unico c!e conviene a me, l-Emmanuele, per essere8con8te, e a te, perc!F tu sia con me. compiamo ogni giustizia . osI sia io c!e tu compiamo ogni giusti"ia. Nel fatto

c!e io, il >iglio, sono solidale con i fratelli, tutti si riconoscono figli. La giusti"ia ci. c!e Dio vuole. E Dio vuole c!e tutti gli uomini siano salvati mediante la conoscen"a della loro veritB di figli nel >iglio #cf &Tm ',%(. L-Unigenito, c!e conosce la volontB del 0adre, viene sulle rive del *iordano per comunicarla a tutti e diventare il primogenito di una numerosa sc!iera di fratelli #Rm <,'?(. 9entre tu sei )ui per riconoscere il tuo limite e il tuo male, io sono )ui per farti riconoscere il 0adre mio e tuo nel mio amore di fratello. allora lo lasci,. !i ti !a fatto sen"a di te, non pu. salvarti sen"a di te #6.

:gostino(. 2 necessario il tuo permesso. 0erc!F lui li$ertB e non pu. non rispettare la tua li$ertB, c!e ti rende simile a lui. v! "0 battezzato! La sua immersione nelle ac)ue della nostra morte per lui il passaggio o$$ligato per rivelarsi il >iglio. Ges subito sal8! Il suo immergersi anc!e il suo emergere/ il suo essere appeso anc!e il suo innal"amento. 0roprio elevato sulla croce, si fa conoscere a tutti come Io86ono, MLRL #*v <,'<(. ecco si aprirono Aa luiB i cieli . Nella sua morte si s)uarcerB il velo del tempio #'A,@&(. Dio non pi+ nascosto7 il cielo, prima c!iuso, si aperto. 6i compie il desiderio del profeta/ 36e tu s)uarciassi i cieli e scendessi54#Is C1,&?(. lo Spirito di Dio! Dove c- solidarietB, il cielo in terra, il >iglio tra i fratelli5 Lo 6pirito c!e ora scende su di lui, sarB consegnato a noi nella sua umanitB a tutti donata sulla croce #'A,@=(. come colomba! L-uccello, c!e si li$ra nell-aria, sim$olo divino. La colom$a sul *iordano ricorda lo 6pirito di Dio c!e aleggiava sulle ac)ue e trasse il cosmo dal caos #*en &,'(/ il $atte""arsi del >iglio nel nostro a$isso un nuovo
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atto creatore. Ric!iama anc!e la fine del diluvio #*en <,&&s(/ il $attesimo di *es+ una crea"ione nuova c!e porta la pace definitiva 8 una vita al di lB e al di sopra di ogni male, c!e non sarB pi+ distrutta #*en <,'&7 ?,<8&A(. :llude pure all-Esodo/ Dio, come a)uila potente, port. il suo popolo oltre le ac)ue del mar Rosso #Es &?,%(7 ora, come mite colom$a, lo porta alla li$ertB del >iglio. La colom$a anc!e sim$olo di Israele/ 3*iona4 #K colom$a(, c!e ora conosce lo 6pirito di misericordia del suo 6ignore. Ed infine la sposa del antico dei

cantici, il popolo c!e risponde all-amore del suo 6ignore per lui # t ',&%.&C(, )uell-amore c!e la colom$a ininterrottamente tu$a5 ,uesto 6pirito, c!e da sempre la vita di Dio, ora finalmente tra noi nel >iglio c!e si fa fratello di tutti. v! "$ una voce! Dio non !a volto7 non $isogna farsi immagini di lui, come pure dell-uomo. 0erc!F lui voce, c!e esprime la 0arola, e il suo volto il >iglio, c!e la reali""a. 6e ascoltiamo lui #&A,@(, anc!e noi diventiamo come lui. Euesti! Il >iglio 3)uesti4, e non un altro 8 come il serpente aveva suggerito ad :damo e a ogni uomo dopo di lui. : il Figlio mio( lCamato . Il >iglio il volto stesso del 0adre/ c!i !a visto me, !a visto il 0adre #*v &%,?(. 2 la sua parola, perfettamente ascoltata, fatta carne. L-espressione rimanda al 6al ',A, c!e parla dell-introni""a"ione regale. *es+ re, uomo ideale e ideale di ogni uomo, perc!F come Dio 8 amore c!e si fa servo di tutti. L-espressione, presa con ci. c!e segue, ric!iama Is %',&ss, il primo anto del 6ervo/ lui re e ci li$era in )uanto il 6ervo. La parola

3amato4, o prediletto, allude al sacrificio del figlio Isacco #*en '','(. 0roprio nella morte del >iglio si rivela sulla terra Dio e la sua regalitB di servi"io per ogni uomo. nel *uale mi sono compiaciuto! Il 0adre conferma la scelta di *es+, dicendo/ 3Dravo5 6ei mio figlio, uguale a me/ fai ci. c!e a me piace fare4. :nc!e :damo voleva essere uguale a Dio7 ma non conosceva ci. c!e a Dio piace.

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Il 0adre in tutto il vangelo parla solo due volte/ )ui e nella trasfigura"ione. ,ui per confermare il >iglio nella sua scelta di servo7 lB per rivelare a noi la gloria di )uesto >iglio, perc!F lo ascoltiamo e diventiamo anc!e noi come lui. 6e noi accettiamo c!e lui si $atte""i con noi e ci $atte""iamo in lui, siamo trasfigurati in lui. Il $attesimo la nostra nascita alla vita del >iglio.

*' Pregare il te$to a. entro in preg!iera come al solito $. mi raccolgo sulle rive del *iordano, dove tutti, e anc!e *es+, si fanno $atte""are c. c!iedo ci. c!e voglio/ la scelta e lo 6pirito del >iglio d. traendone frutto, vedo, ascolto e osservo le persone/ c!i sono, c!e dicono, c!e fanno da notare / *es+ in fila coi peccatori al *iordano la protesta del Dattista la risposta di *es+ cosI conviene a noi c!e compiamo ogni giusti"ia *es+ $atte""ato salI dall-ac)ua si aprirono i cieli lo 6pirito di Dio scendere come colom$a la voce del 0adre )uesti il >iglio mio l-amato nel )uale mi sono compiaciuto. +' Te$ti %tili, Is %',&ss7 6al '7 *en &,&ss7 *en <8?7 *en '',&ss7 *al %,%8A7 Rm <,&@8&A.

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<' VATTENE- SATANA= +-&/&& %,& ' 1 :llora *es+ fu portato su nel deserto dallo 6pirito per essere tentato dal diavolo. E, dopo aver digiunato )uaranta giorni e )uaranta notti, e$$e fame. E, fattosi avanti, il tentatore gli disse/ 6e sei >iglio di Dio, di- c!e )ueste pietre diventino pane. Ora egli rispondendo disse/ 6ta scritto/ Non di solo pane vivrB l-uomo, ma di ogni parola c!e esce dalla $occa di Dio. :llora lo prende il diavolo con sF nella cittB santa, e lo pone sul pinnacolo del tempio, e gli dice/ 6e sei >iglio di Dio, gettati gi+7 scritto infatti/ :i suoi angeli !a comandato per te, e nelle mani ti sorreggeranno, perc!F non urti contro un sasso il tuo piede. *li parl. *es+/ 6ta scritto anc!e/ Non tenterai il 6ignore Dio tuo. :ncora lo prende il diavolo con sF su un monte alto assai, e gli mostra tutti i regni del mondo e la loro gloria, e gli dice/ Tutto )uesto dar. a te, se prostrato mi adorerai5 :llora gli dice *es+/ Gattene, satana5 6ta scritto infatti/ Il 6ignore Dio tuo adorerai, e a lui solo presterai culto5
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:llora lo lasci. il diavolo7 ed ecco/ angeli si avvicinarono e lo servivano.

&' Me$$aggio nel conte$to Gattene( satanaH( dice *es+ a c!i gli prospetta un modo di essere figlio c!e sia diverso da )uello di farsi fratello. L-uomo !a la vita, ma non la vita. ome mantenerla, salvandola dalla

minaccia costante della morte, il movente di ogni suo pensare e fare. L-errore originario fu )uello di volerla possedere invece di riceverla in dono. L-uomo rela"ione con cose, con persone e con Dio, c!e rispettivamente gli assicurano la vita animale, umana e spirituale. ,uesti sono gli am$iti della tenta"ione, con possi$ilitB di vittoria o di caduta, secondo c!e siano vissuti con lo 6pirito del >iglio c!e tutto riceve in dono e dona, o con )uello del vecc!io :damo, c!e tutto vuol rapire. Nelle tre tenta"ioni si presenta, in modo articolato, il peccato di :damo, c!e lo stesso di Israele, della !iesa e di ciascuno di noi/ ru$are ci. c!e donato.

Dio dono/ il possesso rappresenta l-antidio, principio di decrea"ione, origine di tutti i mali. Le tenta"ioni di *es+ corrispondono alle tre concupiscen"e #&*v ',&C( e ai tre aspetti seducenti del frutto proi$ito #*en 1,C(/ il possesso delle cose $uono da mangiare, perc!F garantisce la vita animale7 il possesso delle persone $ello da vedere, perc!F garantisce la vita umana7 il possesso di Dio desidera$ile per essere autosufficienti in tutto. *li idoli dell-avere, del potere e dell-apparire sono la struttura stessa del mondo/ la sua 3nullitB nullificante4, alla )uale Dio risponde rispettivamente con il dare e servire in amore e umiltB. *es+ !a compiuto la scelta del >iglio/ la solidarietB con i fratelli. Ora c- uno scontro tra due vie di salve""a/ la sua, c!e porta a unirsi agli altri, e )uella dia$olica, c!e porta a distinguersi da loro mediante la ricc!e""a, l-onore e l-arrogan"a. La via di Dio, c!e amore e condivisione, opposta a )uella di
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satana, c!e egoismo e divisione. 2 un-opposi"ione interna c!e attraversa il cuore di ogni uomo. 2 importante notare c!e le tenta"ioni si presentano come proposte per conseguire meglio l-o$iettivo/ mostrare c!e *es+ 3il >iglio di Dio4. Il male sempre a fin di $ene. 9a non $asta agire a fine di $ene/ i me""i devono essere della stessa natura del fine 8 altrimenti lo distruggono. La distin"ione tra la strategia di satana e )uella di risto sinteti""ata

magistralmente da 6. Igna"io di LoPola, )uando presenta la prima come $rama di ricc!e""e, di onore e di orgoglio, la seconda come desiderio di povertB, umilia"ione e umiltB. *es+ rifiuta i messianismi correnti della sua e di ogni epoca. 6ono i tre idoli c!e dominano l-uomo, proie"ione dei suoi $isogni/ l-idolatria delle cose, con un messianismo economico c!e trasforma in pane le pietre, l-idolatria di Dio, con un messianismo miracolistico c!e vuol disporre di Dio stesso, e l-idolatria del potere, con un messianismo politico c!e vuol dominare tutti. Le cose, le persone e Dio sono i tre $isogni vitali/ l-uomo pu. soddisfarli in modo dia$olico o filiale, ru$ando o ricevendo, possedendo o condividendo. Le tenta"ioni sono le 3ovvietB4 del pensare umano. *es+ le supera o$$edendo alla 0arola/ il >iglio c!e, a differen"a di :damo, ascolta la 0arola del 0adre. ,uesto $rano ci svela come noi ci perdiamo nell-illusione di salvarci, e ci rivela come il 6ignore ci salva in modo divinamente diverso dalle nostre attese. *es+ fu tentato come profeta, come sacerdote e come re, intendendo rispettivamente la salve""a in modo materialistico, la comunione con Dio in modo miracolistico, la li$ertB in modo padronale. 6ono le tenta"ioni di sempre/ scam$iare salve""a con salute, Dio con le sue #o meglio nostre(

presta"ioniQsensa"ioni, l-altro con il nostro potere su di lui.

@?

*es+ smasc!era satana e gli dice/ 3Gattene54. In 0ietro, c!e gli prospetterB implicitamente le stesse cose, riconoscerB lo stesso volto, e lo c!iamerB/ 36atana4. 9a non gli dirB/ 3Gattene4, $ensI/ 3Ga- dietro di me4 #&C,'1(. Le tenta"ioni non sono solo un incidente ini"iale, )uasi un $iglietto di ingresso. 6ono la lotta c!e *es+ continuerB tutta la vita, nella fatica di vivere il proprio limite, anc!e )uello estremo, da figlio e non da padrone. Ges il >iglio/ tutto riceve dal 0adre e tutto dB ai fratelli. Il suo rapporto con le cose non di rapina, ma di dono 8 fino al dono di sF, )uando si farB pane per tutti in o$$edien"a alla 0arola del 0adre 87 il suo rapporto con Dio non la volontB di usarlo a proprio vantaggio, ma la fiducia in lui7 il suo rapporto con gli altri non dominare, ma servire, fino a farsi 3il 6ervo4. La C iesa !a le stesse tenta"ioni di *es+. La mancan"a di discernimento il suo peccato peggiore/ pur amando *es+, non pensa e non agisce come lui, come fece anc!e 0ietro #&C,'15(. Deve sempre stare attenta a non considerare me""o, addirittura privilegiato, ci. c!e lui scart. come tenta"ione.

)' Lett%ra del te$to .(" Ges fu portato su nel deserto . Lo 6pirito ricevuto nel $attesimo lo porta non in un luogo privilegiato, $ensI nel deserto montagnoso c!e sta sopra il *iordano. Nel deserto si trov. :damo dopo il peccato e Israele dopo l-uscita dall-Egitto/ il luogo invivi$ile, della prova e della caduta. LI Dio ci rieduca all-ascolto, per ricondurci alla 3terra4. Il >iglio, dopo il $attesimo, portato nel deserto per incontrare i fratelli diso$$edienti e ingiusti c!e in esso si sono perduti. per essere tentato! Lo 6pirito non fa evitare, $ensI affrontare la prova/ 3>iglio, se ti presenti a servire il 6ignore, preparati alla tenta"ione4 #6ir ',&(. ompiuta la scelta $uona, c- la difficoltB di portarla avanti. Le tenta"ioni non esistono finc!F si fa il male. Gengono )uando ci si ri$ella ad esso, e con violen"a propor"ionale all-impegno. >u facile per il 6ignore li$erare Israele
C=

dall-Egitto e dalle mani del >araone7 gli sarB pi+ difficile li$erarlo dall-Egitto e dal >araone c!e in lui stesso. Non gli $asteranno )uarant-anni di pa"iente lavoro. Il nemico lo si incontra faccia a faccia nel deserto, nella solitudine di )uando ci si oppone a lui. >ino a )uando si con altri, si pu. sempre pensare c!e l-inferno sia l-altro. ,uando si da soli, si vede il nemico in se stessi. In greco 3tentare4 ApeirzoB viene da 3peDro4 #da cui 3punta4(, c!e significa attraversare, passare oltre. osI si fa 3esperien"a4, si diventa 3periti4 o

3esperti4, a meno di 3perire4/ c- infatti sempre il 3pericolo4 di un-3aporia4, c!e impedisce il guado. Tutte )ueste parole italiane !anno la stessa radice greca, comune a 3peirzo4. Le tenta"ioni sono anc!e c!iamate paideDa( educa"ione/ l-addestramento alla vita filiale, la purifica"ione della fede #*c &,'s7 & 0t &,C(, la 3prova4 c!e siamo figli e non $astardi #E$ &',<(. 0er )uesto le tri$ola"ioni, invece di a$$atterci, ci danno gioia #cf @,&&7 :t @,%&7 *c &,'7 &0t &,C(. 0aolo si vanta di esse #Rm @,18@(, sapendo c!e producono la speran"a contro ogni speran"a #Rm %,&<(, la sola c!e non delude. Noi pensiamo c!e, se non ci fossero, tutto andre$$e meglio. 9a un inganno5 Non sono c!e l-opposi"ione del male al )uale ci opponiamo5 dal diavolo . Diavolo #vv. &.@.<.&&( in greco significa 3divisore4/ colui c!e ci divide da Dio e ci lascia soli. 2 c!iamato anc!e il 3tentatore 3#v. 1(/ tenta di farci cadere. 2 c!iamato pure 3satana4 #v. &=(, l-accusatore/ una volta c!e siamo caduti, ci accusa implaca$ilmente inc!iodandoci alla nostra colpa. v! & dopo aver digiunato! onsiderare il ci$o come vita causa di $ulimia nel

caso di assun"ione, di anoressia nel caso di rifiuto. 9a )uesto digiuno delirio di onnipoten"a 8 volontB di controllo sulla vita7 )uello di *es+ invece riconoscimento c!e la vita dono, e viene non dal ci$o, $ensI dal 0adre. Il digiuno associato alla preg!iera e allo studio della -or , proprio perc!F la vita la comunione con Dio e la sua parola. Il digiuno religioso sempre
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3sim$olico4/ non dieta o controllo sul ci$o, ma segno c!e si riconosce Dio come vita, e ogni ci$o come suo dono. *uaranta giorni! 2 un ric!iamo ai )uaranta giorni di 9os sul 9onte e di Elia in cammino verso l-Ore$ #Es 1%,<7 Dt ?,?.&<7 &Re &?,&8<(. Il numero allude anc!e agli anni di Israele nel deserto/ una vita5 Tutta la vita 3deserto4, "ona di me""o tra il 3giB4 ed il 3non ancora4. *uaranta notti! :nc!e nel Ramadan si digiuna )uaranta giorni7 di notte per. si mangia. ebbe fame. Il punto d-attacco della tenta"ione la fame, il $isogno. i sono

varie fami/ di vita animale, garantita dal ci$o, di identitB personale, garantita da Dio, e di riconoscimento sociale, garantito dagli altri. v! ) se sei figlio di Dio! La tenta"ione viene )uando cerc!i il $ene, e in due forme diverse/ togliendoti la voglia di cercarlo o, come )ui, facendotelo cercare in modo s$agliato. La prima del principiante, c!e dice/ 3Il $ene non per me, non ce la faccio, difficile, noioso, $rutto, impossi$ile, ecc.4. Ne esce contento c!i lotta con coraggio. La seconda dei 3perfetti4, c!e vi cascano con facilitB tanto maggiore )uanto maggiore la $uona volontB e scarso il discernimento. Le tenta"ioni !anno sempre l-apparen"a del $ene/ 36e sei >iglio di Dio54 2 )uanto *es+ venuto a provare. Il male peggiore fatto per i fini migliori. 0er )uesto gli amici di Dio nuocciono al suo regno pi+ di )ualun)ue nemico5 : c!i !a $uona volontB, il nemico ne aggiunge ancora di pi+, togliendogli per. l-intelligen"a evangelica, in modo c!e faccia tanto nuocendo molto. : c!i invece !a discernimento, il nemico istilla sfiducia, in modo c!e faccia possi$ilmente niente, magari inoculando negli altri il suo stesso veleno. I credenti intelligenti cadono nella seconda tenta"ione, )uelli volenterosi nella prima. 2 grave usare 3a fin di $ene4 ci. c!e *es+ rifiut. come male. ,uale uomo di !iesa, se ne avesse i me""i, non fare$$e ci. c!e satana propone;
C'

*es+ fu non compreso e a$$andonato da giudei e da romani, da nemici e da amici 8 passati e presenti, e cosI sarB anc!e in futuro 8 solo perc!F e$$e la for"a di deludere le nostre attese di salve""a, dic!iarandole 3satanic!e4. pietre@pane! 2 la tenta"ione del messianismo economico/ soddisfare il $isogno primo di ogni animale, considerare il pane come assoluto e il resto a suo servi"io. 2 )uello c!e facciamo )uando poniamo l-economico come principio di organi""a"ione della vita personale e sociale. In )uesta prospettiva la salve""a la salute mia e tutto ci. c!e la pu. garantire. Il mio corpo il mio dio, il resto fun"ionale a )uesto. Le paure, le lotte, le ingiusti"ie e le oppressioni nel mondo nascono da )uesta assoluti""a"ione del proprio $enessere fisico, sen"a sapere c!e )uesto non il fine, $ensI un me""o c!e !a un fine e una fine. La $rama di ricc!e""a, c!e dovre$$e esserne garan"ia, vera idolatria #Ef @,@(, radice di tutti i mali #&Tm C,&=(. sta scritto! :lla prospettiva ovvia e naturale dell-uomo, *es+ risponde con la prospettiva di Dio/ 36ta scritto4. Rifarsi alla sua parola l-unica possi$ilitB per superare la tenta"ione. 6pesso diciamo/ 3Ga $ene la parola di Dio, ma siamo concreti54, come se Dio e la sua parola fossero pie illusioni. non di solo pane vivr lCuomo( ma di ogni parola c e esce dalla bocca di Dio #Dt <,17 cf Es &C,'8?(. Ric!iama la prima tenta"ione di Israele nel deserto/ il $isogno di pane, al )uale Dio rispose con la manna. 2 anc!e la prima tenta"ione dell-uomo, c!e consiste nel porre la falsa alternativa tra pane e 0arola, materia e 6pirito, uomo e Dio. ,uesto capita )uando si fa delle proprie fami l-assoluto. L-assoluto non la vita materiale, ma 3il modo4 con cui la vivo. 6e ascolto la parola del 0adre, vivo da figlio e da fratello. ,uesto assicura giB ora il pane )uotidiano a tutti e la vita eterna di cui segno. L-ateismo nasce dall-immagine di un Dio antagonista dell-uomo e della sua li$ertB. 0urtroppo presentato spesso cosI. 9a stolte""a/ come pensare la sorgente in opposi"ione al ru$inetto c!e ne eroga l-ac)ua5
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v! ' sul pinnacolo del tempio( ecc! 2 la tenta"ione centrale/ un messianismo c!e risponda alle attese religiose, garantendo il 3possesso4 di Dio con segni visi$ili #3Gott mit uns(. La sete del religioso un-ansia di sicure""a c!e fa ricercare i segni della $enevolen"a di Dio. 9a )uesta porta al culto idolatrico di Dio e alla perversione della fede/ si cercano i doni invece del Donatore, si pretende di essere ascoltati da lui invece di ascoltarlo, si vuole c!e lui faccia ci. c!e piace a noi invece di fare noi ci. c!e piace a lui. 6u )uesta via non si arriverB mai al 6ignore. Non conoscerB mai l-amore dei genitori c!i ne cerca sempre conferme7 al massimo giungerB a sacrificare se stesso per loro, come conferma del suo. 6uperata la prima tenta"ione, )uando riconosco c!e il pane da Dio, viene la seconda/ cerco di garantirmi lui, per avere ogni pane. 6en"a sapere c!e il pane il suo stesso amore gratuito. v! 0 : scritto( ecc. #6al ?&,&&ss(. *es+ !a manifestato fiducia nel 0adre e nella sua parola #v. %(. Ora il diavolo, facendosi sottile teologo, cita a proposito il 6al ?&/ *es+ si fida davvero della parola del 0adre, e )uesta merita fiducia; 6i $utti dal pinnacolo5 Il 0adre !a promesso assisten"a, e cosI tutti sapranno c!e lui il >iglio, c!e si fida del 0adre5 6e non lo fa, non !a fiducia in lui, e allora non suo figlio. ,uale persona religiosa non lo fare$$e, se fosse sicura di riuscire; Dov- l-inganno; v! $ sta scritto anc e! Non si pu. isolare un aspetto della 0arola da un altro/ una 3eresia4, con cui scelgo ci. c!e Dio dovre$$e fare a mio vantaggio, dimenticando c!e la fede altro/ innan"itutto ascoltare e amare lui in sF, non per ci. c!e dB a me. I doni sono segno del suo amore7 pretenderli, significa non credere al suo amore. : c!i li pretende non sono dati #&C,%(7 c!i ama non li ric!iede e ne scopre in a$$ondan"a.

C%

non tenterai il Signore Dio tuo #Dt C,&C7 Es &A,&8A(. *es+ risponde ric!iamando l-episodio di 9assa/ la tenta"ione dell-ac)ua #Es &A,&8A(. 2 la caduta nella diffiden"a/ c!i non !a fiducia, !a fame insa"ia$ile di conferme. La vita religiosa spesso pretesa e attesa di approva"ione da parte di Dio. *li diciamo sempre/ 3:scoltaci, o 6ignore54, invece di c!iedergli/ 3>a- c!e ti ascoltiamo, o 6ignore54 Implicitamente pensiamo c!e lui non ci voglia $ene e non voglia il nostro $ene. erc!iamo in tutti i modi di ingra"iarcelo, di piegarlo

a noi, di comperarlo. 0overo Dio, c!e amore5 ,uesto il peccato pi+ grave contro di lui, cosa dura ai suoi orecc!i #cf 9l 1,&18&@(. Dio non va tentato/ non deve ascoltarci 8 da sempre ci ascolta58, ma deve essere ascoltato da noi. La sua parola ci data perc!F noi, e non lui, o$$ediamo ad essa. v! % tutti i regni del mondo e la loro gloria! Il 9essia deve dominare da mare a mare #6al ',C.<7 A',<7 &&=,&s(7 a lui stato dato ogni potere, in cielo e sulla terra #'<,&C8'=(. 9a tutti i regni e i re di )uesto mondo sono il capovolgimento grottesco di Dio e del suo regno. Tolgono la li$ertB invece di darla, cercano il dominio invece del servi"io, gonfiano di vanagloria invece di riflettere la 3*loria4. v! 4 tutto *uesto dar, a te se prostrato mi adorerai! Il potere concesso a c!i adora satana, a c!i lo ritiene come valore assoluto. Gorremmo c!e il 9essia fosse il garante divino del potere dell-uomo sull-uomo. 9a Dio non conferma il nostro male. 0referisce li$erarcene. Il potere il vero idolo, l-alternativa unica a Dio 8 il dio di )uesto mondo. *es+ sarB re, ma sulla croce. LI si rivelerB come li$ertB assoluta, mettendo la vita a servi"io di tutti, sen"a dominare nessuno. v! "5 vattene( satana! 0ietro sarB c!iamato satana, perc!F attende un 9essia di )uesto tipo, e non il crocifisso #&C,'1(. ,uanti cristi satanici c!e rispondono ai nostri deliri di poten"a5 La croce la distan"a infinita c!e Dio !a posto tra se stesso e ogni nostra immagine religiosa di lui A2on oefferB!
C@

Il potere di satana sul mondo si farB sempre pi+ forte. croce. La stessa

risto lo vincerB sulla

!iesa, sua sposa, lo vincerB )uando sarB disposta a

condividere la sorte del suo con8sorte. il Signore Dio tuo adorerai! *es+ risponde con Dt C,&1 #cf Es 1',&s(, in cui si ric!iama il vitello d-oro. ,ui c- la vera alternativa/ tra ci. c!e e ci. c!e appare, ma non . L-idolo grande, affascinante e tremendo 8 tutto d-oro, ma coi piedi di argilla #cf Dn ',1&811( 8 spa""ato via dal 3sassolino4 della de$ole""a di Dio. v! "" lo lasci, il diavolo! ,uesta di *es+ la vittoria definitiva, anticipo della nostra. Tutti, come siamo caduti nella sconfitta di :damo, siamo vincitori nel suo trionfo. AgliB angeli si avvicinarono e lo servivano . *li angeli sono al servi"io di Dio7 ora anc!e del >iglio dell-uomo. Infatti la sua o$$edien"a di >iglio lo restituisce alla sua condi"ione divina. 9arco parla anc!e di fiere #9c &,&1(. Destie selvagge in noi sono le fami, i $isogni, gli impulsi. 6e li viviamo in modo filiale, anc!e con esse possiamo convivere in una pace paradisiaca/ sono al nostro servi"io, come messaggeri di Dio. Il creato torna alla sua pure""a originaria, prima della caduta. 6e invece li viviamo secondo i suggerimenti di satana, allora diventano la 3grande $estia4, suo emissario #:p &1,&ss(, c!e vuol divorarci. La stessa realtB di limite pu. essere luogo di pace e servi"io divino se vissuta filialmente, di guerra e morte se vissuta in altro modo.

*' Pregare il te$to a. entro in preg!iera come al solito $. mi raccolgo immaginando il deserto dove *es+ si trova c. c!iedo ci. c!e voglio/ discernere le suggestioni del nemico 3a fin di $ene4 d. traendone frutto, considero *es+ portato nel deserto e le tre diverse tenta"ioni da notare / fu portato su nel deserto dallo 6pirito diavolo #K divisore(, tentatore, satana #K accusatore(
CC

3se sei >iglio di Dio4Q3sta scritto4 pietreQpaneQparola il diavolo cita le 6critture 3a proposito4 3sta scritto4Q3sta scritto anc!e4 non tenterai il 6ignore Dio tuo tutti i regni del mondo e la loro gloria vattene, satana adorerai solo il 6ignore gli angeli lo servivano.

+' Te$ti %tili, *en ',A8?7 1,&8A7 6al @&7 ?&7 6ir '7 Es &C,'ss #Dt <,1(7 Es &A,&8A #Dt C,&C(7 Es 1',&ss #Dt C,&1(.

CA

.' IL REGNO DEI CIELI 1 9UI' +-&)/&< %,&' Ora, avendo sentito c!e *iovanni era stato consegnato, *es+ si ritir. in *alilea. &1 E, lasciata Na"arB, venne a dimorare a afarnao marittima, nei confini di Za$ulon e Neftali, &% perc!F si compisse )uanto fu detto attraverso il profeta Isaia c!e dice/ &@ Terra di Za$ulon e di Neftali, via del mare oltre il *iordano, *alilea delle genti, &C il popolo c!e sedeva nelle tene$re, vide una luce grande, e su )uelli c!e sedevano in regione e om$ra di morte, una luce si levata per loro. &A Da allora cominci. *es+ a proclamare e a dire/ onvertitevi, perc!F il regno dei cieli )ui.

&' Me$$aggio nel conte$to Il regno dei cieli : *ui( suona il proclama di *es+. Ginto satana, arriva il regno. - una contrapposi"ione tra i regni prospettati dal nemico e )uello

voluto dal 6ignore/ la stessa c!e c- tra cielo e terra, tra uomo e Dio. I regni della terra sono )uelli di :damo, c!e pone come principio di vita le proprie paure 8 e le reali""a 87 il regno dei cieli *es+, c!e !a come principio il 0adre di tutti e la sua parola. Il $rano segna il passaggio tra l-attivitB del 0recursore e )uella del 9essia. Dopo il ritiro nel deserto e l-arresto del Dattista, *es+ torna in *alilea7 non va per. al suo paese, $ensI a afarnao. L-ini"io del suo ministero visto come il

sorgere del sole, aurora del giorno nuovo. Nel v! "& si dice c!e *iovanni era stato 3consegnato4/ anticipa e prefigura il destino del suo 6ignore. 2 profeta non solo con la parola, ma anc!e con la vita.
C<

*es+ si 3ritira4 dalla *iudea in *alilea per non fare su$ito la stessa fine, e da lI cominciare il suo ministero c!e lo porterB a *erusalemme. Nel v! ") *es+ va a afarnao, c!e diventa la sua seconda patria. Importante

centro sul lago, via di comunica"ione, pi+ adatta per il suo ministero. Nei vv! ".#"0( 9atteo risponde all-o$ie"ione di c!i sa c!e il 9essia viene da *iuda #cf ',C(, mostrando c!e la sua 3fuga tattica4 compimento della profe"ia di Isaia, c!e aveva previsto il sorgere della luce proprio nella *alilea dei pagani. Il regno visto come luce c!e vince le tene$re e la morte. Il v! "$ il proclama di *es+, identico a )uello del Dattista. i. c!e prima era

prepara"ione, ora diventa reali""a"ione. La conversione la porta d-ingresso nel regno, al di lB di ogni appartenen"a religiosa. Il seguito del vangelo, attraverso i fatti e i detti di *es+, mostrerB il cammino della vita nuova del regno. Ges la luce promessa a Israele e, per me""o di lui, a tutti gli uomini. In lui si reali""a il passaggio dalla nostra notte al giorno di Dio, dalla morte alla vita, dai vari regni della terra c!e uccidono, all-unico regno dei cieli c!e fa vivere. La C iesa !a in Israele la sua radice santa #Rm ?8&&7 6al <A(. L-inserimento in essa non viene da appartenen"e di carne, ma dalla conversione al 6ignore #cf 1,A8&=(.

)' Lett%ra del te$to .("& Giovanni era stato consegnato . *iovanni non 3arrestato4. La sua testimonian"a non si ferma7 an"i, arriva a destina"ione diventando martirio. Infatti 3consegnato4, come *es+. ,uesta parola indica sia l-a"ione degli uomini, c!e consegnano il >iglio dell-uomo, sia )uella del 0adre c!e lo consegna a noi, sia )uella di *es+ c!e si consegna nella mani dei fratelli come in )uelle del 0adre. *rande la maestB di Dio/ assume la nostra a"ione negativa per volgerla in positivo5 Rispettando la nostra li$ertB di fare il male, sen"a aggiungervi altro, reali""a in essa la sua li$ertB di donarsi. on lo stesso
C?

atto con cui noi gli togliamo la vita, lui ci dB la sua vita/ nel nostro furto, lui si dona5 0er )uesto la storia !a comun)ue ormai un esito positivo #Rm <,'<(. on la sua fine, *iovanni non finito, ma raggiunge il suo fine/ diventa testimone con la vita di ci. c!e prima aveva detto con la parola. Il martire non muore, ma ucciso7 cosI ricorda anc!e con la sua morte c!e ci. per cui vive vale la vita. Il risto preceduto, e sarB seguito, da un 3nugolo di testimoni4

della fede #E$ &',&(. Ges si ritir, in Galilea . *es+ passa dal deserto di *iuda alla *alilea. LI comincia il suo ministero, c!e terminerB a *erusalemme. La 3consegna4 del Dattista ne segna l-ini"io/ )uel regno c!e si reali""erB sulla croce, si compie e si diffonde con la persecu"ione #cf :t <,%7 &&,&?7 &%,&s(. v! ") lasciata 3azar . osI 9atteo c!iama Na"aret!. 2 il luogo dove il i tornerB #&1,@18@<(. afarnao, sulle rive del lago di

3Na"oreo4 finora !a trascorso la sua vita.

venne a dimorare a Cafarnao marittima .

*alilea, c!iamato mare, il centro dell-attivitB di *es+ prima della 3crisi galilaica4. 6i trova in un luogo fertile e piano, ricco di villaggi, il pi+ piccolo dei )uali conta &@.=== a$itanti 8 dice *iuseppe >lavio, con evidente esagera"ione campanilistica5 La cittB diventa la seconda patria di *es+, dove raccoglie i suoi discepoli e dimora fino al suo viaggio a *erusalemme #&?,&(. confini di Iabulon e 3eftali. 6ono i due figli di *iaco$$e insediati in )uella regione. ,ui nac)ue il moto messianicoo degli Zeloti, in gran parte galilei. *alileo era diventato sinonimo di sovversivo. v! ". perc 9 si compisse *uanto fu detto attraverso il profeta Isaia #Is <,'18 ?,&(. Lo spostamento di *es+, fatto per ragioni pruden"iali, risponde a un disegno provviden"iale #cf ',''s(. i. c!e poteva sem$rare fuga,

compimento della profe"ia di Isaia, c!e aveva parlato della li$era"ione di )uesta terra, occupata da Tiglat80ileser III nell-anno A11. ,uanto allora avvenne, profe"ia di )uanto si compie con il ministero di *es+.

A=

v! "' Galilea delle genti . Le genti sono i pagani. La *alilea, luogo di commercio e di incrocio tra popoli, fuori dall-ortodossia della *iudea e dal controllo del Tempio, "ona di confine, piena di pagani, fa da ponte naturale tra Israele e il resto del mondo. 2 il luogo ideale di diffusione della fede messianica c!e dai *iudei si rivolge a tutti. La *alilea !a per 9atteo, giudeo8cristiano, lo stesso valore teologico c!e !a il cammino verso *erusalemme per Luca, cristiano di origine pagana/ il giudeo si volge alle genti, le genti alla *iudea #cf 6al <A7 Is ',&8@(, perc!F la salve""a per tutti. v! "0 il popolo c e sedeva nelle tenebre( ecc! Nella profe"ia di Isaia si parla di galilei sotto l-oppressione della sc!iavit+. Diventano figura di tutti i figli di :damo, e$rei e non, c!e, con o sen"a legge, sono sc!iavi del male, privi della gloria di Dio #Rm 1,'1(. : tutti donata la luce5 Le tene$re sono il caos primordiale dal )uale Dio cre. il cosmo con la sua parola, sono l-oscuritB d-Egitto dal )uale Dio fece venire alla luce della li$ertB il suo popolo. Il male !a fatto regredire la crea"ione verso le tene$re7 ora la parola di *es+ la riporta alla vita. una luce grande. Il ministero di *es+ c!iamato luce, principio della crea"ione. La sua venuta 3il giorno di Dio4, previsto dai profeti, c!e pone fine alla notte del mondo. :nc!e i pagani !anno visto la luce della sua stella #','(, c!e li !a messi in cammino verso *erusalemme. ome la tene$ra sim$olo del male e della morte, cosI la luce sim$olo del $ene e della vita. La luce grande, e si leva nel cuore delle tene$re. La lotta tra luce e tene$re il duello veritBQmen"ogna, li$ertBQsc!iavit+, vitaQmorte, c!e interpreta il dramma di *es+, luce del mondo #*v <,&'(. ome le sentinelle il mattino, cosI l-uomo desidera la luce #6al &1=,C(. v! "$ cominci, Ges a proclamare e a dire! *es+ non fa predic!e morali e non dB spiega"ioni filosofico8teologic!e. 0roclama pu$$licamente, e dice a
A&

ciascuno in privato, un fatto atteso da sempre/ venuto il giorno di Dio, di cui il Dattista stato, con gli altri profeti, la stella del mattino #'0t &,&?(. convertitevi . onvertirsi, volgersi alla luce, aprire gli occ!i, ormai l-unica

condi"ione per entrare nel giorno c!e giB c-. 2 un cam$io di mente e di cuore, di occ!i e di vita. 36entinella, )uanto resta della notte;4, c!iediamo con ansia #Is '&,&&(. Resta ormai solo il tempo del nostro svegliarci dal sonno #cf Rm &1,&&(. 3 onvertimi, e io sar. convertito4 #cf *er 1&,&<(. La grande opera di Dio convertirci a lui. Da sempre lui rivolto a noi/ attende solo c!e noi ci volgiamo a lui. 2 l-atto massimo della nostra li$ertB. perc 9! La conversione non un gesto irra"ionale. La un perc!F/ il dono di sF c!e Dio ci fa. il regno dei cieli : *ui! 6e Dio regna sulla terra, comincia la li$ertB dell-uomo. Il regno, prima atteso e ora presente in *es+, )uello del 0adre, in cui viviamo da figli e da fratelli. La parola 3regno4 racc!iude ogni desiderio dell-uomo, an"i la promessa di Dio, c!e supera ogni fama #6al &1<,'(. In genere noi viviamo nei ricordi del passato o nella speran"a del futuro, nel 3giB4 c!e non c- pi+ o nel 3non8ancora4 c!e ancora non c-. *es+ ci ric!iama a vivere 3ora4, il tempo tra il giB e il non8ancora/ l-unico c!e c-, il solo in cui incontriamo colui c!e . Infatti ci. c!e desideriamo 3)ui4, non altrove. Dasta c!e ci convertiamo, cam$iando dire"ione ai nostri occ!i e ai nostri piedi.

*' Pregare il te$to a. entro in preg!iera come al solito $. mi raccolgo immaginando la *alilea e afarnao, sul lago, dove *es+ ini"ia il suo ministero c. c!iedo ci. c!e voglio/ volgermi, )ui e ora, a *es+ e alla sua parola d. traendone frutto, medito sul testo da notare< la consegna di *iovanni Dattista *es+ lascia Na"aret! e va a afarnao il ministero di *es+ come luce nelle tene$re convertitevi
A'

il regno dei cieli )ui. +' Te$ti %tili, Is <,'1$8?,17 6al 'A7 :t %,'%81=7 6ap &8@7 :p @7 6al <A7 Is ','8@7 Rm ?8&&7 *v &,&8&<7 Rm &1,&&8&%.

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>' VENITE 9UI- DIETRO DI ME +-&./)0 %,&<Ora, camminando sulla riva del mare di *alilea, vide due fratelli, 6imone c!iamato 0ietro e :ndrea, suo fratello, gettare il giacc!io nel mare7 erano infatti pescatori. &? E dice loro/ Genite dietro di me, e vi far. pescatori di uomini5 '= Ora essi, su$ito, lasciate le reti, seguirono lui. '& E, andato oltre, vide altri due fratelli, *iacomo di Ze$edeo e *iovanni, suo fratello, nella $arca con Ze$edeo, loro padre, a rassettare le loro reti, e li c!iam.. '' Ora essi, su$ito, lasciata la $arca e il loro padre, seguirono lui. '1 E girava per tutta la *alilea, insegnando nelle loro sinagog!e e proclamando l-evangelo del regno e curando ogni malattia e ogni infermitB del popolo. '% E uscI la sua fama per tutta la 6iria, e portarono a lui tutti i malati, oppressi da molteplici malattie e tormenti, e indemoniati e lunatici e paralitici, e li cur.. '@ E lo seguirono numerose folle dalla *alilea e dalla Decapoli, da *erusalemme e dalla *iudea e da oltre il *iordano.

&' Me$$aggio nel conte$to 3Genite dietro di meH l-invito personale di *es+. Il cristianesimo la risposta a )uesta sua proposta. 6eguire lui significa 3convertirsi4, volgersi al
A%

Dio8con8noi, entrare nel regno dei cieli, c!e giB )ui/ lui. 6i segue lui per diventare come lui, figli e fratelli, c!e vivono il regno del 0adre. La fede cristiana non innan"itutto una dottrina o una pratica/ rela"ione personale con *es+, il mio 6ignore, c!e amo perc!F lui per primo mi ama. L-amore per lui, c!e si esprime inorecc!i c!e ascoltano, occ!i c!e guardano, piedi c!e seguono, mani c!e toccano, fiuto c!e sente, $occa c!e assapora e cuore c!e canta, il centro del cristianesimo. 39aledetto l-uomo c!e confida nell-uomo4 # *er &A,@(. L-uomo pu. seguire solo Dio e la sua parola, c!e 3la via4. 6eguiamo *es+ perc!F Dio, 0arola fatta carne. Il cammino del >iglio dell-uomo tra gli uomini come l-ordito attorno al )uale cresce la trama del cammino dei fratelli, c!e, pur errando )ua e lB, lo seguono. La prima a"ione di *es+ una 3voca"ione4. :nc!e la crea"ione una voca"ione, una c!iamata dal nulla. Il suo c!iamarmi per nome il mio stesso esistere nella mia veritB/ il mio io il mio nome detto da Dio5 lui mi c!iama raggiungere la mia identitB. 3Il popolo c!e camminava nelle tene$re vide una luce grande4 #v. &C(. ome onoscere come

al principio 3Dio disse4, e dal caos fu la luce, cosI il 6ignore dice il mio nome, e io vengo alla luce e sono luce/ sono figlio5 La c!iamata a coppie di fratelli, perc!F il >iglio c!iama alla fraternitB7 e sono due le c!iamate, perc!F due il principio di molti. Oltre la prima, ce n- sempre un-altra, fatta a ciascuno di noi. I discepoli diventeranno 3pescatori di uomini4, come *es+, il >iglio, c!e pesca i fratelli dall-a$isso delle loro perdi"ioni #vv. '18'%(. 0escati da lui, diventano come lui/ figli c!e si fanno fratelli di tutti i perduti. : loro, immediatamente dopo la c!iamata, confidato il discorso sul monte, dove rivelata l-identitB loro e del 0adre. apiranno meglio la loro c!iamata )uando, a loro volta,

saranno inviati per la pesca #c! "5(.

A@

Le due scene di c!iamata #vv! "%#&5!&"#&&( sono gemelle. I diversi dettagli dell-una c!iariscono )uelli dell-altra. Ne esce un )uadro unico/ *es+ 3cammina4, 3vede4, 3c!iama4 dei pescatori per 3un-altra pesca4, e )uesti 3lasciano reti4, 3$arca4 e 3padre4, e 3seguono lui4. 6ono gli elementi di ogni voca"ione, c!e comincia con i piedi di *es+ c!e cammina per venirci incontro e termina coi nostri c!e camminano dietro di lui per seguirlo. Il principio il 3vedere4 e 3c!iamare4 suo, c!e ci fa 3lasciare tutto4 e 3seguire lui4, per essere con lui e come lui. I vv! &)#&' ci presentano *es+ c!e pesca gli uomini. Il tema verrB ripreso in ?,1@, alla fine del discorso sul monte e dei miracoli/ il suo dire e fare 3pesca4 gli uomini dalla morte, restituendoli alla vita. Lo stile del racconto solenne, stili""ato. 2 una scena ideale, )uasi un distillato c!e contiene l-essen"a di ogni c!iamata. Ges la parola del 0adre, il >iglio, c!e ci guida nel cammino verso la li$ertB, come la nu$e luminosa c!e condusse il popolo dall-Egitto alla terra. La C iesa trova la propria identitB e rilevan"a nel seguire il 6ignore *es+.

)' Lett%ra del te$to .("% Camminando . *es+, seduto )uando insegna con la 0arola, cammina )uando insegna con la vita. Lui la 0arola e la via/ va ascoltato e seguito, come la nu$e c!e guida il popolo verso la terra promessa #Nm ?,&@8'1(. I discepoli sono c!iamati a fare il suo stesso cammino, luminoso per c!i va verso la li$ertB e oscuro per gli altri #Es &%,'=(. 2 il passaggio dalle tene$re alla luce #%,&C(, il venire alla luce dell-uomo nuovo. Tutto il vangelo racconta )uesta nascita, c!e un esodo dalla condi"ione di sc!iavo a )uella di figlio. sulla riva del mare . L-ac)ua ric!iama sia la *enesi c!e l-Esodo, la crea"ione nuova e la li$era"ione.

AC

vide! L-occ!io va dove porta il cuore e porta al cuore ci. verso cui va. L-occ!io di Dio, il suo vedermi, il mio stesso esistere. Io sono in )uanto visto e amato da lui/ il mio io l-amore c!e lui !a per me. ome mi vede Dio; *es+ dice di ciascuno di noi al 0adre/ 3Li !ai amati come !ai amato me4 #*v &A,'1(. Gedere come lui mi vede, conoscere come sono da lui conosciuto, felicitB sen"a fine #& or &1,&'7 &*v 1,'(. 6ono pre"ioso ai suoi occ!i, degno di stima, perc!F mi ama #Is %1,%( di amore eterno #*er 1&,1(. 6ono un prodigio per lui c!e mi pi+ madre di mia madre #cf 6al &1?,&1s(. Lui 3amore folle4 per l-uomo # Jabasilas(, 3innamorato della sua creatura4 #Caterina da Siena(. :rriva a dirmi/ 3Distogli da me i tuoi occ!i/ il loro sguardo mi tur$a4, e/ 3Tu mi !ai rapito il cuore con un solo tuo sguardo4 # t C,@7 %,?(. apire la sua 3passione per me4 8 3mi !a amato e !a dato se stesso per me4, dice 0aolo #*al ','=( 8 capire c!i lui, amore assoluto 3per me4, e c!i sono io, infinitamente amato da lui. due fratelli. ,uattro volte esce la parola 3fratello4. La mia c!iamata alla fraternitB, perc!F sono figlio. In rela"ione al fratello reali""o il nome datomi dal 0adre/ ricevo il mio nome segreto ed esisto come figlio. Simone c iamato 7ietro . Il primo c!iamato sarB anc!e il primo degli apostoli #&=,'(. 0ietro in aramaico Jep aC, significa 3pietra4 8 ma anc!e 3testa dura4. 6imone, duro di cervice e di cuore, sarB il primo a fare esperien"a della 3dure""a4 di Dio, c!e la sua tenere""a e fedeltB indefetti$ili. 6u )uesta esperien"a, da 0ietro sempre ricordata per sF e per tutti, il 6ignore edific!erB la sua !iesa #&C,&Ass7 cf Lc '',1&(.

+ndrea( suo fratello . 6econdo *iovanni #&,%=s( :ndrea c!e conduce 0ietro da *es+. 9a la c!iamata sempre personale e diretta, anc!e se l-accedere a lui mediato da un altro. gettare il giacc io. 2 una piccola rete c!e si getta attorno a forma di cerc!io e si c!iude sul fondo come una nassa, nella speran"a di pescare )ualcosa. 2 la rete pi+ modesta e la$oriosa da usare.
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La c!iamata avviene nella )uotidianitB, per )uanto profana #pescare( o estranea #contare soldi, cf ?,?( o addirittura avversa a *es+ #cf :t ?,&ss, la c!iamata di 0aolo(. Nulla resiste alla voce di Dio. Infatti egli svela la nostra veritB pi+ profonda. E non ci toglie la li$ertB/ an"i la li$era da ogni inautenticitB. v! "4 dice loro . Nel racconto della crea"ione #*en &,&ss( Dio 3dice4 e poi 3vede4. Nella ri8crea"ione prima 3vede4, e poi 3dice4. La parola manifesta all-orecc!io ci. c!e il suo sguardo giB !a fatto vedere al cuore. venite dietro di me . 2 una proposta, personale e diretta, ad andargli vicino e seguirlo. *es+ la 0arola stessa, il >iglio di Dio. 6eguendolo, divento anc!-io ci. c!e lui / figlio. *es+ non un maestro c!e il discepolo si sceglie. 2 il 6ignore stesso, c!e ci sceglie per essere con lui. La sua parola, come un seme, genera secondo la sua specie/ a )uanti l-accolgono !a dato il potere di diventare figli di Dio #*v &,&'(. vi far, pescatori di uomini . 0escare un pesce ucciderlo7 pescare un uomo toglierlo dall-a$isso, farlo vivere. I discepoli, pescati alla vita dal >iglio, reali""ano la loro filialitB nel pescare i fratelli. v! &5 essi( subito . 6i sottolinea la su$itaneitB della risposta #cf v. ''(. Ogni decisione avviene solo )uando si decide. ,uesto istante, come ogni ini"io, conoscerB arresti, infedeltB e contraddi"ioni. Eppure la storia personale di ciascuno confermerB c!e )uell-istante stato decisivo per cogliere il proprio 3nome4. ,uando uno sente il proprio nome, anc!e l-animale, 3su$ito4 si volge a c!i lo c!iama. lasciate le reti . Lasciano tutto, anc!e i me""i di lavoro, dai )uali, per )uanto modesti, traggono sostentamento. Lo fanno non con triste""a, ma con la gioia di c!i !a trovato il tesoro #&1,%%(. Non priva"ione, ma scelta di ci. c!e pi+ di tutto sta a cuore #>il 1,A(.

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Decidere un tagliare via tante possi$ilitB, per reali""arne una c!e dB pi+ gioia. 0u. costare7 ma fatto con gioia e per la gioia, se da Dio. La triste""a fa prendere solo decisioni negative #&?,&'(. La peggiore tra )ueste restare nell-indecisione o in una supposta apertura a tutte le possi$ilitB 8 nel delirio d-onnipoten"a c!e porta ad amara impoten"a. La gioia previa la for"a per decidere #&1,%%7 Ne <,?s(7 la gioia conseguente la conferma c!e la scelta stata $uona. La firma di Dio circa la $ontB di una scelta la 3consola"ione4, prima e, soprattutto, dopo. Il pre""o pu. anc!e essere alto/ si lascia tutto5 9a perc!F si riceve infinitamente di pi+. seguirono lui. 6eguire lui, il >iglio, la reali""a"ione dell-uomo/ cessa la fuga da Dio e ini"ia il ritorno. Il tempo del ver$o greco #aoristo( indica l-ini"io dell-a"ione/ il principio di un cammino. 6i segue c!i si ama e si diventa c!i si ama5 36ono stato con)uistato da risto

*es+, per )uesto corro anc!-io per con)uistarlo4, dice 0aolo #>il 1,&'(. La fede essere innamorato di *es+, come lui lo di me, per vivere come lui, an"i di lui, nella reciprocitB d-amore/ 3Non sono pi+ io c!e vivo, ma risto vive in me.

,uesta vita nella carne, io la vivo nella fede del >iglio di Dio c!e mi !a amato e !a dato se stesso per me4 #*al ','=(. Lui per me e io per lui # t ',&C7 C,1(. v! &"s andato oltre( vide altri due fratelli( ecc! La scena ripete la precedente, con )ualc!e varia"ione. Ogni c!iamata successiva sostan"ialmente uguale alla prima, con le sue peculiaritB. ,ui si parla anc!e di $arca, di padre, di reti #e di gar"oni, 9c &,'=(. I due fratelli lasciano il padre e il patrimonio 8 la madre dell-adulto5 8 perc!F !anno trovato il 0adre e il tesoro. v! &) girava per tutta la Galilea #?,1@(. *es+ itinerante, il >iglio in pesca dei suoi fratelli, il modello dell-apostolo 8 il pastore c!e cerca la pecora smarrita. 0er i )uattro pescatori di uomini comincia l-apprendistato della nuova pesca. Il ministero di *es+ ini"ia in *alilea e poi si espanderB per tutte le strade del mondo #'<,&?s(.

A?

insegnando. Lui la 0arola fatta carne/ ci. c!e fa e dice la veritB del >iglio, c!e il vangelo racconta anc!e a noi. proclamando! *es+ $andisce la $uona noti"ia del regno. Nei cc! '#$ dirB cos-, nei cc! %#4 ci farB vedere come lo reali""a. curando! La sua parola la cura fondamentale per i nostri mali/ ci dice e ci dona di vivere da figli e fratelli. v! &. malati( oppressi( ecc! I mali dell-uomo sono esterni ed interni. Il primo, origine degli altri l-ignoran"a della veritB sua e di Dio. Tutta l-attivitB di *es+ un 3esorcismo4, parola di veritB c!e vince in lui lo spirito di men"ogna. I miracoli sono la conferma esterna e visi$ile della guarigione interna. v! &' lo seguirono numerose folle! 6ono l-anticipo della grande folla dei discepoli, )uanti saranno c!iamati all-ascolto della 0arola, esposta nei cc! '#$. La c!iamata delle due prime coppie di fratelli si amplia, in prospettiva, a tutta la 0alestina, per estendersi alla fine del Gangelo a tutti i popoli. *li uomini saranno 3pescati4 dall-ac)ua e $atte""ati nello 6pirito #'<,&?(.

*' Pregare il te$to a. entro in preg!iera come al solito $. mi raccolgo immaginandomi sulla riva del 3mare4 di *alilea c. c!iedo ci. c!e voglio/ non essere cieco al suo sguardo, non essere sordo alla sua voce, sentire il 3mio4 nome dalla sua $occa d. traendone gusto, contemplo le persone/ c!i sono, c!e dicono, c!e fanno da notare< il mare *es+ cammina vede c!iama venite )ui dietro di me vi far. pescatori di uomini su$ito lasciare reti, $arca, padre seguire lui *es+ c!e insegna e cura.

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+' Te$ti %tili, 6al '17 6al &&?/ sostituendo con 3*es+4 il termine 30arola4 o sinonimi di ogni versetto7 Nm ?,&@8'17 Is %1,&8A7 9t &1,%%8%@7 Ef &,18&%7 &,&'8'=7 >il 1,&8&@. ol

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&?' 8EATI I POVERI 0-&/&? @,& Ora, viste le folle, salI sul monte e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli. ' E, aperta la sua $occa, insegnava loro dicendo/ 1 Deati i poveri in spirito, perc!F di essi il regno dei cieli. % Deati gli afflitti, perc!F saranno consolati. @ Deati i miti, perc!F erediteranno la terra. C Deati )uelli c!e !anno fame e sete di giusti"ia, perc!F saranno sa"iati. A Deati i misericordiosi, perc!F troveranno misericordia. < Deati i puri di cuore, perc!F vedranno Dio. ? Deati i pacificatori, perc!F saranno c!iamati figli di Dio. &= Deati i perseguitati a causa della giusti"ia, perc!F di essi il regno dei cieli. &' Me$$aggio nel conte$to 32eati( dice *es+ di )uelli c!e noi consideriamo infelici. 0er noi $eato il ricco, il potente e l-onorato/ vale c!i !a, pu. e conta. 0er *es+ $eato il povero, l-umile e il dispre""ato/ vale c!i non !a, non pu. e non conta. 2 un capovolgimento radicale di valori, sen"a possi$ilitB di fraintendimento/ o ci s$agliamo noi, o si s$aglia lui5 0er lui sono $enedetti )uelli c!e riteniamo maledetti7 maledetti )uelli c!e noi riteniamo $enedetti. L-ini"io del discorso della montagna, c!e si estende per tre capitoli # cc! '#$(, costituisce il manifesto, la 3magna c arta del regno/ dice c!i sono i suoi cittadini, )ual la loro condi"ione. I criteri con i )uali Dio giudica e agisce sono esattamente l-opposto dei nostri. Regno di Dio e regno dell-uomo si oppongono come due modi contrari di valutare e di vivere. 6ono due modi

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opposti di essere/ )uello di *es+, >iglio del 0adre e fratello di tutti, e )uello di c!i, sen"a 0adre e sen"a fratelli, si fatto da sF contro tutti. 0ossiamo usare sette c!iavi di lettura per entrare nel mistero di )uesto testo. La prima cristologica. ,ueste parole sono un-auto$iografia di *es+/ rivelano il suo volto di >iglio di Dio. La seconda teologica. 9anifestano c!i Dio/ suo 0adre, uguale a lui. La ter"a antropologica! 9ostrano il volto dell-uomo reali""ato, del figlio a immagine del 0adre. La )uarta soteriologica . fallimento. La )uinta ecclesiologica. >anno vedere i lineamenti della comunitB dei figli c!e vivono da fratelli. La sesta escatologica! Rivelano la veritB della realtB/ il giudi"io di Dio, il fine stesso del mondo. La settima morale #non moralistica(. 3siamo4, a vivere la nostra identitB. Il discorso sul monte una catec!esi $attesimale, un $reviario di vita cristiana/ la regola di vita del >iglio. 9a non una nuova legge, pi+ impossi$ile dell-antica. 2 il cuore nuovo, promesso dai profeti. Infatti )uanto *es+ )ui afferma )uanto lui vive, e con la sua carne comunica ad ogni carne. Le sue parole non sono legge, ma vangelo7 non sono esigen"e no$ili e difficili, ma il dono su$lime e $ello c!e ci offre, facendosi nostro fratello. 6en"a il dono del suo 6pirito, le $eatitudini sono un-ideologia su$lime, tanto pi+ disperante )uanto pi+ su$lime. *es+ non solo dice/ dB a noi ci. c!e dice. L-inclusione %,'1 K ?,1@ fa del discorso sul monte e dei dieci prodigi #nove miracoli e un esorcismo( successivi un-unitB. La parola dei cc. @8A !a il potere di farci uomini nuovi/ come si racconta nei cc! %#4( ci purifica la vita, ci dB la fede, ci rende atti a servire, ci i c!iamano a 3fare4 secondo ci. c!e i salvano dall-inautenticitB, dalla men"ogna, dal

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li$era dalla paura, dal male, dal peccato, dalla malattia e dalla morte, ci fa capaci di vedere e annunciare il regno di Dio. Le parole di *es+ sono la medicina ai nostri mali, la veritB c!e guarisce il cuore dalla men"ogna c!e sta alla loro origine. Il discorso sul monte un 3indicativo4 c!e si fa 3imperativo4. Il >iglio ci dB di essere ci. c!e siamo/ figli7 do$$iamo )uindi diventare fratelli. L-uomo non !a altro dovere c!e diventare ci. c!e . 2 importante innan"itutto cogliere 3la $elle""a4 di )uesto discorso, c!e ci ridona nel >iglio il vero volto nostro e del 0adre. ,ueste parole non sono rivolte solo ai discepoli, o addirittura a )uelli pi+ volonterosi. 6ono per ogni uomo c!e cerca la propria veritB7 gli restituiscono la sua realtB, al di lB di ogni apparen"a. 6ono )uindi la salve""a di 3)uesto4 mondo, il pieno sviluppo delle sue poten"ialitB. Ges( crocifisso e risorto, la reali""a"ione delle $eatitudini. In )uanto crocifisso ne compie la prima parte 8 povero, afflitto, mite, affamato, assetato di giusti"ia, puro di cuore, pacificatore, perseguitato 87 in )uanto risorto ne compie la seconda 8 il regno suo, consolato, eredita la terra, sa"iato, trova misericordia, vede Dio, >iglio di Dio. Le $eatitudini sono la carta d-identitB del >iglio. La C iesa fatta da coloro c!e ascoltano le $eatitudini e, con la for"a dello 6pirito, fanno di *es+ la loro vita e la loro regola di vita.

)' Lett%ra del te$to '(" Giste le folle . Il discorso destinato alle 3folle4, all-umanitB oppressa dal male c!e accorre a lui dai )uattro punti cardinali #%,'1ss(. Le parole c!e seguono sono la terapia c!e li fa uomini nuovi, con la stessa sapien"a del >iglio. sal8 sul monte . Dio sul 6inai rivel. la 0arola. ,ui si manifesta il >iglio, prototipo di ogni fratello, 0arola perfettamente compiuta.
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messosi a sedere . *es+ 3cammina4 )uando insegna con la vita #cf %,&<(7 3siede4 )uando dice la 0arola c!e spiega la sua vita. gli si avvicinarono i suoi discepoli . 6ullo sfondo c- la folla anonima. Discepolo colui c!e 3impara4/ gli si fa vicino per ascoltarlo e seguirlo. v! & aperta la sua bocca . :pre la $occa per rivelarci se stesso, Ger$o eterno del 0adre. *es+ colui c!e dice e c!e detto, colui c!e parla e la 0arola stessa. insegnava! Il ver$o, all-imperfetto, indica un-a"ione non finita/ lui di continuo ci istruisce, e noi siamo da lui istruiti. L-essen"a del discepolo #K colui c!e impara( essere 3imparato4 dal maestro. v! ) beati! 0er otto volte pi+ una #v. &&( *es+ ripete il ritornello, perc!F si imprima in noi il 3giudi"io4 di Dio, cosI diverso dal nostro. Le sue parole !anno una carica eversiva unica/ capovolgono il mondo e i suoi principi. *es+ si congratula con gli svantaggiati, perc!F !anno 3il grande vantaggio4/ Dio per loro, con loro, uno di loro5 La radice della $eatitudine, ovviamente, non lo star male, ma la 3giusti"ia di Dio4, c!e non 3dB a ciascuno il suo4, ma secondo il $isogno, privilegiando c!i !a di meno. Le $eatitudini non devono essere un ali$i alla nostra ingiusti"ia/ se i poveri sono $eati, lascino in pace i ricc!i5 :n"i, scardinano la radice dell-ingiusti"ia, c!e viene dal fatto c!e noi consideriamo $eato c!i ricco, possiede e domina. 6e )uesto il nostro criterio di valori, c!iaro c!e commettiamo ingiusti"ie. 6olo se lo capovolgiamo, c- un mondo $uono e $ello. i poveri. In greco non scritto/ 3povero4, c!e indica uno c!e !a poco e con pena, a differen"a del ricco, c!e !a tanto e sen"a fatica. 2 scritto/ 3pitocco4, c!e indica uno c!e si nasconde, indigente, mendicante. Il pitocco non !a niente, neanc!e la dignitB di un volto da salvare/ vive di dono. La povertB da noi associata a colpa o a minor valore. Nell-:T la ricc!e""a sI dono di Dio, ma la povertB colpa del ricco, c!e ru$a o non condivide col fratello.
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in spirito. L-espressione per noi strana. 6i tratta degli ana?im rua

di

,umram, i 3piegati nello spirito4, gli umili, )uelli c!e !anno il cuore del povero 8 in contrapposi"ione agli orgogliosi, di 3dura cervice4. Il povero necessariamente umile/ vive di ci. c!e l-altro gli dB. ,uesta la condi"ione del >iglio, c!e tutto riceve dal 0adre, anc!e l-essere se stesso. Ognuno di noi ci. c!e !a ricevuto #& or %,A(. La povertB il 3vuoto4 c!e tutto riceve/ )uella assoluta riceve l-:ssoluto. La povertB in spirito l-umiltB, caratteristica prima dell-amore. La comprende c!i !a gli stessi sentimenti c!e furono in risto *es+ #cf >il ',@8&&(. Dio

essen"ialmente povero. Non possiede nulla/ tutto dell-altro. Il suo stesso essere essere del >iglio, se il 0adre7 essere del 0adre, se il >iglio7 essere del 0adre e del >iglio, se lo 6pirito. perc 9. Il motivo della $eatitudine non la povertB, ma il 3perc!F4 c!e ne consegue/ Dio al povero fa i suoi doni, an"i dona se stesso. La povertB la condi"ione per accoglierlo. :. La prima e l-ultima $eatitudine sono al presente, le altre al futuro. Il regno di Dio giB dei poveri e dei perseguitati #v. &=(. 9a rimane la tensione verso un futuro diverso. Il dono non a$olisce il cammino della storia/ la cam$ia dandole una meta, c!e il futuro rende evidente. La pianta viene dal seme c!e stato deposto. Nessuno si illuda/ ognuno raccoglierB ci. c!e !a seminato #*al C,A(7 e c!i semina nel pianto, mieterB con giu$ilo #6al &'C,@(. ontro ogni

tenta"ione trionfalistica e millenaristica, il regno , al presente, sempre del povero e del perseguitato. il regno dei cieli! Il regno di Dio Dio stesso c!e regna. Dio 0adre/ il suo regno il >iglio c!e nella fraternitB reali""a la sua filialitB. v! . beati gli afflitti . Il povero afflitto/ a lui va male. Infatti piove sempre sul $agnato. L-affli"ione una triste""a con pianto, un tra$occare all-esterno di un-inconteni$ile pena interna.

<C

saranno consolati! Il presente di affli"ione !a un futuro diverso #cf Is C&,&ss(. 3 onsola"ione4 indica la gioia del mondo nuovo, in cui non ci sarB pi+ il male. Esso c- ancora, ma non pi+ la parola definitiva/ si pu. e si deve sperare e agire contro di esso. Il futuro non la santifica"ione del presente. *es+, piangente su *erusalemme e oppresso nell-orto, !a affrontato la croce guardando alla gloria c!e gli era posta innan"i, e ora siede alla destra di Dio. *uardando a lui e, soprattutto, seguendo lui, non ci scoraggiamo #E$ &','(. :n"i/ a$$ondiamo di consola"ione in ogni tri$ola"ione #' or &,@(. Il risus pasc alis pervade ormai la nostra esisten"a. Il suo destino anc!e il nostro7 per )uesto 3le sofferen"e del momento presente non sono paragona$ili alla gloria futura c!e dovrB essere rivelata in noi4 #Rm <,&<( v! ' beati i miti. 9ite c!i non fa valere i propri diritti e cede piuttosto c!e adirarsi. 2 il contrario di c!i !a la mentalitB 3vincente4/ non aggredisce, non !a 3grinta4, non vuole dominare, non sopraffB nessuno. !i ama sempre mite. Il

povero costretto ad esserlo. Il comportamento modifica il sentimento5 erediteranno la terra #6al 1A,&&(. La terra, c!e fornisce da vivere, sim$olo dello 6pirito, c!e vita. La terra promessa la promessa dello 6pirito. !i !a

lo spirito padronale la perde7 c!i !a lo spirito del povero, ne !a l-ereditB/ figlio, uguale al 0adre, con il suo medesimo amore verso i fratelli. 9ite 9os #Nm &',1(, colui c!e porta il regno #Zc ?,?(, *es+ #&&,'?7 '&,@(. 6e i regni della terra appartengono ai fur$i e ai prepotenti, c!e anno 3della volpe e del leone4 #9ac!iavelli(, il regno dei cieli appartiene ai semplice e ai miti. v! 0 beati *uelli c e anno fame e sete di giustizia #6al &=A,@.<s(. >ame e

sete sono $isogno di vita 8 e la vita 3la giusti"ia4, la volontB di Dio, il suo amore per tutti. Deato c!i !a fame e sete di vivere sulla terra il suo amore di 0adre c!e nei cieli. saranno saziati! La sa"ietB piene""a di vita. *es+, c!e compie ogni giusti"ia facendosi solidale coi fratelli perduti #1,&@(, il >iglio, pieno della vita stessa
<A

del 0adre #1,&@8&A(. Da lui, fatto pane, anc!e noi prendiamo for"a e sa"ietB filiali. v! $ beati i misericordiosi . 6ono coloro il cui cuore si lascia toccare dal male altrui come fosse proprio. La misericordia la forma fondamentale dell-amore/ passione c!e si fa com8passione. troveranno misericordia . Il misericordioso trova Dio stesso, c!e

misericordia, e se stesso, figlio suo, misericordioso come il 0adre #Lc C,1C7 cf 9t @,%<(. 2 l-unica $eatitudine dove uno trova nel futuro ci. c!e giB ora !a5 v! % beati i puri di cuore #6al '%,%7 A1,&(. Il cuore, centro della persona, contiene 3l-uomo nascosto4 #& 0t 1,%(/ il >iglio, c!e per la fede a$ita nel nostro cuore #Ef 1,&A(. lo trova. vedranno Dio. Il cuore puro un occ!io trasparente c!e vede Dio. E lo vede in tutte le cose, perc!F lo !a dentro e lo proietta su tutto. La pure""a di cuore si ottiene con la retta inten"ione/ c!i in tutto cerca solo Dio, trova lui, c!e tutto in tutti #& or &@,'<(. v! 4 beati i pacificatori . >are pace tra gli uomini significa renderli fratelli. saranno c iamati figli di Dio . Rendere fratelli l-opera del 0adre e di c!i giB figlio. v! "5 beati i perseguitati a causa della giustizia #&0t 1,&%7 ',&?(. !i ama il !i !a il cuore puro, non ottene$rato da tanti desideri e paure,

0adre e i fratelli, si scontra con il male/ trova ostilitB e persecu"ione, in sF e fuori di sF. La pace non mai pacifica/ costa la croce del pacificatore #cf Ef ',&1s( 8 come a *es+, cosI ai suoi discepoli, c!e ritengono una 3dignitB4 l-essere dispre""ati come lui #:t @,%&(. di essi : il regno dei cieli . Il regno dei cieli, )ui sulla terra, permane sotto il segno della croce. La vita del discepolo 3sotto il vessillo della croce4, luogo d-incontro tra l-ingiusti"ia dell-uomo e la giusti"ia di Dio, amore per tutti gli ingiusti. 32 necessario attraversare molte tri$ola"ioni per entrare nel regno di

<<

Dio4 #:t &%,''(. Noi pensiamo c!e le contrarietB lo ostacolino. 9a la nostra la vittoria dell-:gnello, vittorioso proprio perc!F immolato.

*' Pregare il te$to a. entro in preg!iera come al solito $. mi raccolgo immaginando il monte sul )uale *es+ parla alle folle c. c!iedo ci. c!e voglio7 capire il mistero del 6ignore c!e pensa il contrario di me e perc!F d. sosto su ogni parola, ne vedo la $elle""a e considero come *es+ l-!a vissuta.

+' Te$ti %tili, 6of ',17 1,&'8&17 6al &%C7 &'C7 Is @@7 6ap 18@7 Lc &,%C8@@.

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&&' 8EATI SIETE- 9UANDO VI INSULTERANNO 0-&&/&: @,&& Deati siete, )uando vi insulteranno e vi perseguiteranno e diranno ogni male contro di voi, #mentendo(, per causa mia. *ioite e dan"ate perc!F la vostra ricompensa grande nei cieli7 cosI infatti perseguitarono i profeti prima di voi. Goi siete il sale della terra7 ma )ualora il sale sia scipito, con c!e cosa lo si salerB; : nient-altro vale, c!e ad essere gettato fuori e calpestato dagli uomini. Goi siete la luce del mondo. Non pu. restare nascosta una cittB posta su un monte7 nF si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere e risplende per tutti )uelli di casa. osI risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perc!F vedano le vostre opere $elle e glorific!ino il 0adre vostro c!e nei cieli.

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&C

&' Me$$aggio nel conte$to 2eati siete( dice *es+ rivolgendosi personalmente a )uelli c!e !anno udito le precedenti otto $eatitudini, dette in modo impersonale. ,uelli c!e lo ascoltano, diventano un 3voi4 rispetto a lui c!e parla/ il 3voi4 della destinataria della nona, perfetta $eatitudine. I vv! ""#"& sono uno sviluppo della precedente $eatitudine sui perseguitati per la giusti"ia #v. &=(. ,uesta persecu"ione fa nascere il 3voi4 della !iesa, in !iesa,

tutto simile al proprio maestro, $atte""ata nel suo stesso $attesimo. Il v! ")

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proclama l-identitB dei discepoli perseguitati/ sono 3sale della terra4, c!e !anno lo stesso sapore di risto. I vv! ".#"0 ne dic!iarano la rilevan"a/ sono

3luce del mondo4, 3cittB posta sul monte4, 3lucerna accesa sul lucerniere4. I discepoli nelle difficoltB, invece di a$$attersi, si sentono identificati con il loro 6ignore/ con gioia vivono la $eatitudine di essere con lui e come lui. La croce li rende conformi a lui, con il suo stesso amore per il 0adre e i fratelli. Li fa 3sale della terra4/ dB ad :damo, c!e terra, il suo sapore, la sua 3identitB4 di figlio. E )uesta si fa 3rilevan"a4, luce del mondo, c!e con)uista anc!e gli altri con la sua $elle""a. L-evangeli""a"ione avviene attraverso la testimonian"a di c!i compie in sF )uello c!e ancora manca alla passione del >iglio in favore dei fratelli # ol &,'%( 8 e manca sempre solo ancora la 3mia4 passione. La testimonian"a insieme sale, nascosto ma $en percepi$ile, e luce, palese e visi$ile, c!e fa godere a tutti la gloria di Dio. Ges( 6apien"a di Dio, il >iglio c!e dB la vita per i fratelli. 0er )uesto sale e luce/ fa sentire e vedere loro c!e Dio il 0adre comune. La C iesa il 3voi4 c!e !a ascoltato le $eatitudini e !a lo stesso sapore di risto. 0artecipa del suo destino di passione in )uanto sale della terra e di gloria in )uanto luce del mondo 8 sen"a dimenticare c!e luce solo in )uanto sale.

)' Lett%ra del te$to '("" 2eati siete. Ora *es+ si rivolge a c!i si lasciato generare dall-ascolto della 0arola. 2 il 3voi4 dei fratelli, c!e gli somigliano in ci. c!e !a di pi+ proprio/ il suo amore di 3*iusto4, crocifisso per gli ingiusti. *uando vi insulteranno . La prima forma di persecu"ione la pi+ grave/ perdere la faccia. La spada uccide il corpo7 l-insulto la dignitB di persona. Il disonore non a caso si associa spesso al suicidio. ,ui invece segno di grandissima dignitB/ siamo stimati degni di essere come il 6ignore, c!e !a
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perso la faccia e la vita per noi. 0er )uesto gli apostoli, dopo aver per la prima volta sperimentato la fustiga"ione, uscirono dal sinedrio lieti per l-onore di essere stati disonorati a causa del suo nome #:t @,%&( 2 )uanto !a capito $ene 6. Igna"io di LoPola/ a c!i desidera la li$ertB evangelica fa c!iedere, a paritB di gloria di Dio, 3piuttosto c!e ricc!e""a, povertB con risto povero, piuttosto c!e onori, umilia"ioni con risto umiliato,

e desiderio di essere considerato stolto e pa""o per

risto, c!e per primo fu

ritenuto tale, piuttosto c!e saggio ed accorto secondo il giudi"io del mondo4, e )uesto 3solo per imitare e somigliare pi+ strettamente a risto nostro 6ignore4

#;sercizi spirituali n. &CA(. Non c!e uno ami gli insulti 8 non $isogna darne occasione alcuna #Costituzioni S! I! ( n. &=&( 8, ma se uno ama rivestire 3la sua livrea4 #ivi, n. &='(, essere con lui e come lui. vi perseguiteranno . La persecu"ione, c!e intacca l-integritB della vita, genera il discepolo a immagine del 9aestro/ capace di dare la vita #cf *v &@,&<8&C,%(. 0er 0aolo la creden"iale del suo essere apostolo #' or &&,&C8&',&=(. Le prove sono la prova c!e siamo figli #E$ &',<(, causa di 3perfetta leti"ia4 #*c &,'(, di gioia piena #& 0t &,C(, di consola"ione in ogni tri$ola"ione #' or &,&8A(. diranno ogni male contro di voi . La diffama"ione un insulto pu$$licamente diffuso/ la cattiva fama, l-essere 3annoverato tra i malfattori4 #Lc '',1A(, c!e toglie nome e onora$ilitB. mentendo! Non $isogna dare motivo di $iasimo, 3perc!F nel momento stesso in cui si parla male di voi, rimangano svergognati )uelli c!e malignano sulla vostra $uona condotta in risto4 #&0t 1,&C(. L-insulto e la maldicen"a devono risto, desidera

essere non giusti/ solo allora sono testimonian"a del 3*iusto4. 0er )uesto 3 una gra"ia, per c!i conosce Dio, su$ire affli"ioni soffrendo ingiustamente7 c!e gloria sare$$e infatti sopportare il castigo se avete mancato;4#&0t ',&?s(. 6e, come il malfattore in croce, soffriamo perc!F ingiusti, possiamo sempre dire c!e ci. giusto, e riconoscere cosI la vicinan"a del *iusto c!e

?'

ingiustamente lI per offrirci il regno #Lc '1,%&(. :nc!e la sofferen"a ingiusta e meritata 8 e come tale riconosciuta 8 unisce alla gra"ia del *iusto sofferente. v! "& gioite e danzate . La $eatitudine diviene gioia interna c!e si esprime in dan"a esterna/ fa saltare di gioia. la vostra ricompensa : grande nei cieli! i aggiudicata la 3grande4

ricompensa, la pi+ grande c!e ci sia/ 3nei cieli4 8 in Dio5 8 siamo generati figli, a immagine del >iglio. cos8 infatti perseguitarono i profeti prima di voi! Non siamo soli, ma in $uona compagnia/ innan"i tutto con *es+, e poi con il 3nugolo di testimoni4 c!e ci !anno preceduto #E$ &',&(. v! ") voi siete il sale! Il sale dB sapore e preserva dalla corru"ione7 inoltre sim$olo di sapien"a, amici"ia e disponi$ilitB al sacrificio. La comunitB sale )uando !a il sapore delle $eatitudini. Esse ci danno il nostro sapere e sapore #sapere K avere il sapore(, ci preservano dalla corru"ione, ci danno sapien"a, capacitB di amici"ia, disponi$ilitB a pagarne i costi/ sono la nostra identitB di figli del 0adre. della terra! La nostra identitB 3sale della terra4/ dB senso non solo alla nostra esisten"a personale, ma a )uella di ogni uomo. La vita filiale e fraterna per tutti il sapore stesso della vita. 6e uno non figlio e fratello di nessuno, semplicemente non . ma *ualora il sale sia scipito . 2 facile perdere il sapore di risto, c!e saper

dar la vita in amore e umiltB. 30er il dilagare dell-ini)uitB, l-amore di molti si raffredderB4 #'%,&'(. Il seme della 0arola c!e ci fa figli pu. non attecc!ire, pu. essiccare appena attecc!ito, pu. essere soffocato dopo essere cresciuto #&1,&<8''(. La sapien"a mondana non )uella della croce. In ciascuno di noi grande la lotta tra la sapien"a dell-amore e )uella dell-egoismo. a nientCaltro vale( ecc! Il discepolo c!e non !a il sapore di nulla, e non serve a nessuno. risto non vale

?1

v! ". voi siete la luce .

!i 3sa4 di

risto, luce/ l-identitB rilevan"a. La luce

il principio della crea"ione #*en &,1(. *es+ visto da 9atteo come il sorgere di una grande luce su )uanti a$itano nelle tene$re e nell-om$ra di morte #%,&'8&A(. In lui siamo illuminati, veniamo alla luce della nostra realtB, nasciamo come figli. E c!i illuminato, a sua volta fa luce agli altri. del mondo! i. c!e dB sapore alla terra, illumina il mondo, facendone vedere

la $elle""a. La parola 3mondo4 #in greco/ >Ksmos( significa ordine, struttura, $elle""a. Nel NT !a una connota"ione negativa. Infatti 3)uesto4 mondo strutturato sulla $rama di avere, di potere e di apparire #&*v ',&C(, con il suo ingannevole fascino c!e lo fa sem$rare $uono, $ello, e desidera$ile #*en 1,C(. La vita filiale fa cadere l-inganno, e gli ridB la veritB del suo splendore. una citt! La comunitB una cittB, la cittB santa, il luogo in cui si vivono le rela"ioni in modo divino e paradisiaco, non dia$olico e infernale. posta su un monte! La cittB santa sulla cima dei monti, come il tempio del 6ignore, c!e essa #Is ','(. Tutti la vedono e dicono/ 3Genite, saliamo sul monte del 6ignore, perc!F ci indic!i le sue vie e possiamo camminare per i suoi sentieri #Is ',1(. Noi do$$iamo cercare non la rilevan"a, $ensI l-identitB. La candela non si preoccupa di illuminare/ semplicemente $rucia, e, $ruciando, illumina. L-identitB non pu. restare nascosta, anc!e se non fa nulla per farsi vedere/ il sale non pu. non salare, e la luce non illuminare. Il pro$lema non salare o illuminare, ma essere sale e luce. !i cerca la rilevan"a invece dell-identitB,

come la rana c!e si gonfia per diventare $ue. Nessuno dB ci. c!e non !a/ ci. c!e sei parla pi+ forte di )uello c!e dici. v! "' n9 si accende una lucerna . In realtB noi non siamo luce, ma lucerna. La lucerna un semplice vaso di terracotta, con uno stoppino fuligginoso c!e emerge dall-olio. 6olo se accesa, fa luce. se siamo accesi di osI anc!e noi facciamo luce solo

risto, dal fuoco del suo amore.

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sotto il moggio@sopra il lucerniere . 6i mette la lampada sotto il moggio per spegnerla. ,uante volte spegniamo la luce sotto il moggio dei nostri opportunismi. La lampada invece va messa sul lucerniere. 0er *es+ il lucerniere fu la croce/ il massimo del suo nascondimento fu la sua piena rivela"ione. *uelli di casa! I fratelli si accorgono del fuoco c!e in me, se c-, e ne sono aiutati a vivere la loro fede. v! "0 davanti agli uomini( perc 9 vedano( ecc! *es+ dirB su$ito dopo di non agire 3davanti agli uomini4 #C,&( per avere gloria da loro. ,ui dice c!e le nostre opere $uone edificano i fratelli, c!e nella nostra vita fraterna avvertono il profumo di risto #' or ',&%( e glorificano Dio.

*' Preghiera del te$to a. entro in preg!iera come al solito $. mi raccolgo immaginando *es+ sul monte, con i discepoli c!e lo ascoltano c. c!iedo ci. c!e voglio/ essere li$ero da ogni ricerca di ricc!e""a, di onore e di gloria d. medito su ogni parola e vedo come *es+ l-!a vissuta.

+' Pa$$i %tili, Is @<,A8&=7 6al &&'7 &7 & or &,&C8',&@7 >il '7 & 0t ','&8'@.

?@

&)' NON VENNI PER A8OLIRE- MA PER COMPIERE 0-&</)? @,&A Non pensiate c!e sia venuto per a$olire la legge o i profeti/ non venni per a$olire, ma per compiere. :men vi dico/ finc!F non sia passato il cielo e la terra, neppure un solo iota o una sola virgola passerB dalla legge, sen"a c!e tutto sia compiuto. !i dun)ue trasgredirB uno solo di )uesti comandi, anc!e minimi, e insegnerB cosI agli uomini, minimo sarB c!iamato nel regno dei cieli. !i invece farB e insegnerB, costui grande sarB c!iamato nel regno dei cieli. 0erci. vi dico/ se la vostra giusti"ia non sarB eccessiva, pi+ degli scri$i e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.

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&' Me$$aggio nel conte$to 3on venni per abolire( ma per compiere la legge e i profeti, dice *es+. La legge infatti $uona/ comanda ci. c!e fa crescere la vita e vieta ci. c!e la diminuisce. I profeti, a loro volta, ric!iamano ad essa, denunciandone le trasgressioni e promettendo un cuore nuovo e uno 6pirito nuovo, c!e ci faccia finalmente camminare nella via di Dio. 9a la legge non salva nessuno. L-uomo, dopo il peccato, per imperi"ia e inganno, ritiene male il $ene e $ene il male. ,uando se ne accorge, !a giB s$agliato, e, cercando di giustificarsi, s$aglia ulteriormente. La trasgressione diviene infine un-a$itudine, )uasi un imperativo, una coa"ione a fare ci. c!e

?C

vietato e a vietarsi ci. c!e comandato/ la sc!iavit+ del vi"io, tanto difficile )uanto importante da ammettere. 0aradossalmente la legge, con i suoi divieti e comandi, permette al peccato di esprimere la sua poten"ialitB negativa, indicandogli cosa fare per articolarsi in peccati. La legge, in sF $uona, 3per le trasgressioni4 #*al 1,&?(/ serve in ultima analisi a stu""icare l-appetito del peccato e far uscire il veleno c!e c- in noi. La legge insieme provoca, accusa e punisce la peccaminositB, c!e comun)ue c-, fungendo da carceriere, pedagogo e tutore dell-uomo. 0osta a tutela della vita, a causa del peccato non dB c!e morte. *es+ venuto a li$erarci dalla sc!iavit+ della legge non a$olendola 8 sare$$e stravolgere il $ene in male e viceversa 8 $ensI compiendola, e in modo superiore, divino. Infatti dietro la legge, c!e vieta ci. c!e sa di morte, c- il 6ignore c!e dB la vita e risuscita dai morti7 dietro la parola c!e condanna la trasgressione, c- il 0adre c!e perdona il trasgressore. *es+ il primo c!e vive l-amore. La sua giusti"ia non )uella degli scri$i e dei farisei/ )uella 3eccessiva4 del >iglio, uguale a )uella del 0adre, c!e fa entrare nel regno. Ges non la fine, $ensI il fine della legge e dei profeti/ non l-a$oli"ione, ma il compimento. Give infatti la parola data a 9os e ric!iamata dai 0rofeti/ il >iglio c!e compie la volontB del 0adre. La C iesa non annuncia la legge, ma il vangelo. 39os infatti, fin dai tempi antic!i, !a c!i lo predica in ogni cittB, poic!F viene letto ogni sa$ato nelle sinagog!e4 #:t &@,'&(. Essa annuncia la $uona noti"ia della 3giusti"ia eccessiva4 del >iglio, c!e ama come il 0adre. Non per )uesto trasgredisce la legge. L-amore infatti non fa male a nessuno/ pieno compimento della legge l-amore #Rm &1,&=(.

?A

)' Lett%ra del te$to '("$ 3on venni per abolire la legge o i profeti . La legge propone il $ene e condanna il male. I profeti ric!iamano alla sua osservan"a e alla conversione al 6ignore, c!e sempre perdona. ma per compiere! Nessuno fa il $ene, neppure uno #6al &%(/ tutti, credenti e non credenti, siamo peccatori, privi della gloria di Dio #Rm 1,'1(. La 0arola, mai ascoltata da :damo in poi, rimase inadempiuta. *es+ il primo c!e compie 3ogni giusti"ia4 #1,&@(. 0er )uesto il 0adre dice di ascoltarlo #&A,@(/ il Ger$o fatto carne, venuto tra gli uomini per dare corpo alla legge e ai profeti, c!e sen"a di lui restano parola vuota, promessa inevasa. Le 3antitesi4 c!e seguiranno non saranno contro la legge, ma il suo compimento. v! "% neppure un solo iota o una sola virgola passer dalla legge( senza c e tutto sia compiuto! *es+ compie la volontB del 0adreamando i fratelli. L-amore non trascura neanc!e il minimo dettaglio, c!e un altro riterre$$e trascura$ile. 9anifesta an"i la propria grande""a nelle atten"ioni minime. !i non ama vede le norme come impossi$ili da osservare o come occasione per trasgredire. !i ama compie li$eramente tutto, ma non in for"a della

legge, $ensI dell-amore. v! "4 c i dun*ue trasgredir( ecc! Il grado di partecipa"ione al regno propor"ionale alla capacitB di assolvere )uei de$iti c!e solo l-amore conosce. Non si tratta di precettistica o piccineria mentale/ il valore di una persona, la sua fine""a e magnanimitB, 3fare e insegnare4 ci. c!e l-amore detta. v! &5 se la vostra giustizia non sar eccessiva( pi degli scribi e dei farisei! *li scri$i insegnano la giusti"ia della legge7 i farisei la fanno. *es+ dice c!e per entrare nel regno non $asta conoscere ed eseguire la legge. 2 necessaria una giusti"ia c!e ecceda i limiti della legge/ )uella del 0adre, c!e ama, perdona e salva gratuitamente i suoi figli. 2 una giusti"ia 3eccessiva4, perc!F l-amore c!e la muove non conosce misura.
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non entrerete nel regno dei cieli . Il regno dei cieli )uello di Dio 0adre/ vi entrano i figli 8 )uelli c!e amano gli altri come fratelli, al di lB di ogni $ontB o )ualitB. 6e la nostra salve""a consiste nell-essere perfetti come Dio #v. %<(, la sua perfe"ione )uella del 0adre c!e ama tutti.

*' Pregare il te$to a. entro in preg!iera come al solito $. mi raccolgo immaginando *es+ sul monte c!e parla c. c!iedo ci. c!e voglio/ accogliere la 3giusti"ia eccessiva4, pieno compimento della legge d' prendo il Sal ""4, sostituendo in ogni versetto il termine 3parola4 #o 3legge4, 3precetto4 e sinonimi( con 3*es+4, 0arola eterna di Dio fatta carne. 2 una $ellissima contempla"ione su *es+, compimento della legge, rivela"ione piena di Dio.

+' Te$ti %tili, Dt %,&.@8?7 6al &%A$7 &&?7 Ef &,18&%7

ol &,&'8'=7 >il 1,&8&@.

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&*' IO PER@ VI DICO 0-)&/+. @,'&Udiste c!e fu detto agli antic!i/ Non uccidere7 c!i avrB ucciso sarB sottoposto a giudi"io. '' Io per. vi dico/ !iun)ue si adira con il suo fratello, sarB sottoposto a giudi"io7 e c!i dirB a suo fratello/ stupido5 sarB sottoposto al sinedrio7 e c!i gli dirB/ pa""o5 sarB sottoposto alla *eenna del fuoco. '1 6e dun)ue presenti il tuo dono all-altare e lI ti ricordi c!e tuo fratello !a )ualcosa contro di te, '% lascia lI il tuo dono all-altare e va- prima a conciliarti con tuo fratello e poi va- a presentare il tuo dono. '@ 6ii d-accordo col tuo contendente su$ito, fin c!e sei con lui nel cammino, perc!F il tuo contendente non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu sia gettato in carcere. 'C :men ti dico/ non uscirai di lI finc!F non restituisci l-ultimo spicciolo. 'A Udiste c!e fu detto/ Non fare adulterio. '< Io per. vi dico/ !iun)ue guarda una donna per desiderarla, giB !a fatto adulterio con lei nel suo cuore. '? 6e il tuo occ!io destro ti scandali""a, cavalo e gettalo via da te7 ti conviene infatti c!e perisca uno dei tuoi mem$ri, piuttosto c!e tutto il tuo corpo sia gettato nella *eenna. 1= E se la tua mano destra ti scandali""a, tagliala e gettala via da te7 ti conviene infatti c!e perisca uno dei tuoi mem$ri, piuttosto c!e tutto il tuo corpo se ne vada nella *eenna.
&==

1& Ora fu detto/ !i ripudia sua moglie le dia l-atto di allontanamento. 1' Io per. vi dico/ !iun)ue ripudia sua moglie, eccetto il caso di concu$inato, la espone ad adulterio, e c!i sposa una ripudiata fa adulterio. 11 Inoltre udiste c!e fu detto agli antic!i/ Non spergiurare, ma adempi col 6ignore i tuoi giuramenti. 1% Io per. vi dico/ Non giurare affatto nF sul cielo, perc!F il trono di Dio, 1@ nF sulla terra, perc!F sga$ello dei suoi piedi, nF su *erusalemme, perc!F la cittB del grande sovrano. 1C Non giurare neppure sulla tua testa, perc!F non puoi un solo capello far $ianco o nero. 1A 6ia la vostra parola/ sI, sI5 no, no5 i. c!e eccede )uesto, viene dal maligno. 1< Udiste c!e fu detto/ Occ!io per occ!io e dente per dente. 1? Io per. vi dico/ Non opporti al malvagio7 an"i, se uno ti colpisce la guancia destra, tu porgigli anc!e l-altra7 %= e a c!i ti vuol c!iamare in giudi"io e toglierti la tunica, lascia anc!e il mantello7 %& e se uno ti angarierB per un miglio, va- con lui per due. %' : c!i ti c!iede da-, e a c!i vuole da te un prestito non volgere le spalle. %1 Udiste c!e fu detto/ :merai il tuo prossimo
&=&

e odierai il tuo nemico. %% Io per. vi dico/ :mate i vostri nemici e pregate per )uanti vi perseguitano, %@ perc!F diventiate figli del 0adre vostro nei cieli, c!e il suo sole leva su cattivi e $uoni, e pioggia dB su giusti e ingiusti. %C Infatti se amate )uanti vi amano, c!e ricompensa avete; Non fanno cosI anc!e i pu$$licani; %A E se salutate solo i vostri fratelli, cosa fate di pi+; Non fanno cosI anc!e i pagani; %< 6iate dun)ue voi perfetti come il 0adre vostro celeste perfetto5

&' Me$$aggio nel conte$to Io per, vi dico( dice *es+ dic!iarando la giusti"ia 3eccessiva4 del >iglio c!e fa entrare nel regno del 0adre #v. '=(. ,uesta se"ione, introdotta dal $rano precedente, ci spiega in c!e modo *es+ compie tutta la legge. Norma del nostro agire diventare come il 0adre #v. %<(. 6ii ci. c!e sei/ sei figlio, sii dun)ue figlio, uguale al 0adre c!e ama tutti. Il discorso sulla montagna rivede, a )uesta luce, le nostre rela"ioni coi fratelli #vv! &"#.%(! 6eguirB l-esposi"ione dei tre 3pilastri del mondo4 8 l-elemosina, la preg!iera e il digiuno # 0("#"%( 8, e una se"ione di lung!e""a pari a )uesta, c!e esamina la nostra rela"ione con il 0adre # 0("4#$(""(( per terminare con il comando dell-amore, sintesi 3della legge e dei profeti4 #A,&'(, c!e fa da inclusione a tutto il discorso #@,&A(. ,uesto $rano strutturato su sei antitesi/ 3fu dettoQio per. vi dico4. In realtB non sono antitesi/ *es+ non propone una legge diversa, come appare c!iaro dal v. &A/ 3Non sono venuto ad a$olire, ma a compiere la legge e i profeti4. La legge non nuova, ma antica. Il compimento per. nuovo/ nessuno mai l-!a

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proposta e osservata in )uesto modo, c!e )uello del >iglio. 0rincipio della sua giusti"ia infatti l-amore del 0adre. *es+ parla con autoritB pari a colui c!e diede le Dieci 0arole. 3Io per. vi dico4 non contraddice )uanto stato detto, ma lo c!iarisce, lo modifica in ci. c!e suona concessione, e passa dalle semplici a"ioni ai desideri del cuore, da cui tutto promana. 9a ci. c!e dice non un-imposi"ione legalistica, ancor pi+ severa della precedente, c!e giudica non solo le a"ioni, ma addirittura le inten"ioni. 2 invece la 3$uona noti"ia4 di ci. c!e Dio opera in noi mediante )ueste stesse parole, c!e !anno l-autoritB di compiere ci. per cui sono mandate. Ganno )uindi intese non come un 3codice4 di leggi $ellissime ma disumane, divinamente impossi$ili, $ensI come 3rivela"ione4 e dono della vita stessa di Dio per noi. :lla luce del regno del 0adre, proclamato nelle $eatitudini, si rivedono ora i rapporti con gli altri e con l-:ltro. Le due tavole del decalogo vengono rivisitate con il cuore nuovo del >iglio. Goi( c!e avete la sapien"a delle $eatitudini, siete sale della terra e luce del mondo proprio perc!F vivete con gli altri da fratelli, c!e conoscono il 0adre comune. I vv! &"#&0 riguardano il rispetto dell-altro nella sua vita. Non $asta non ucciderlo/ anc!e l-ira, l-insulto e il dispre""o sono forme di uccisione #vv. '&8 ''(. L-accordo fraterno cosI importante c!e la riconcilia"ione !a la preceden"a su ogni culto religioso #vv. '18'%(7 il non accordo con il fratello la condanna di non essere figlio #vv. '@8'C(. I vv! &$#)5 riguardano il rispetto dell-altro nel suo $ene fondamentale/ la sua rela"ione di coppia c!e lo reali""a come persona, a immagine di Dio. Non c- solo l-adulterio del corpo, ma anc!e )uello del cuore #vv. 'A8'<(. Disogna essere decisi nel recidere ci. c!e induce al male #vv. '?81=( I vv! )"#)& riguardano il divor"io, concesso dalla legge mosaica7 *es+ riporta l-unione uomoQdonna al suo statuto originario #cf &?,18?(.
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I vv! ))#)$ riguardano il giuramento e la parola, forma fondamentale di rela"ione umana, c!e media e dB senso a ogni altra/ il parlare della $occa sia trasparen"a di )uanto c- nel cuore. I vv! )%#.& riguardano la giusti"ia vendicativa/ la legge del taglione sostituita da )uella della misericordia, c!e sola vince il male e riscatta c!i lo fa. I vv! .)#.$ riguardano l-amore del prossimo #K fratello(, c!e va esteso anc!e al nemico. 6olo c!i fa cosI figlio di Dio, perc!F Dio fa cosI. Il v! .% il versetto centrale # Jelal(, onnicomprensivo, c!e conclude tutto/ come la cima pi+ alta da cui si gode tutto il panorama. i dice di essere

perfetti come il 0adre, perc!F siamo figli/ l-essen"a del vangelo, ci. c!e *es+ venuto a parteciparci. ome si vede, l-etica 3naturale4 di sua natura 3soprannaturale4/ la natura dell-uomo essere come Dio. Ges )ui dice ci. c!e nel seguito del vangelo puntualmente reali""a. La C iesa fatta da uomini peccatori, come tutti. 0er. si sanno figli del 0adre, e cercano di essere fratelli di tutti, con e come *es+, il 0rimogenito.

)' Lett%ra del te$to '(&" 1diste! Israele la religione dell-ascolto e del dialogo tra Dio e uomo. fu detto! Il passivo per non dire il Nome. SLRL parla/ l-uomo ascolta, e diventa la parola a cui risponde. non uccidere. 2 la )uinta delle Dieci 0arole #Es '=,&17 Dt @,&A(. >ondamento minimo di ogni rela"ione il lasciar vivere l-altro. v! && io per, vi dico . Non un-antitesi, ma un completamento/ l-uccisione fisica viene da un-uccisione interna dell-altro 8 dall-ira, dal dispre""o, dal rompere con lui la fraternitB. c iun*ue si adira col proprio fratello( ecc . L-ira omicidio del cuore, moto interiore 3contro4 l-altro, c!e suppongo 3contro di me4. L-altro l-estraneo, il nemico, nei confronti del )uale mi difendo e attacco. 9a, negando la
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fraternitB, uccido la mia identitB di figlio. 0er )uesto l-ira dell-uomo non compie la giusti"ia di Dio #cf *c &,'= (. stupido. Il dispre""o l-uccisione interiore, c!e permette )uella esteriore. L-avversario va ritenuto inferiore. Le guerre sono precedute da una campagna denigratoria del nemico, come fosse non uomo. 6olo allora possi$ile ucciderlo5 La stima c!e devo aggiudicare all-altro la stessa di Dio, c!e non !a esitato a dare la sua vita per lui. pazzo! >orse !a una connota"ione religiosa, e significa 3empio4. Il nemico, oltre c!e dispre""ato, va anc!e demoni""ato, come fosse il male. 3$ene4 eliminarlo5 *es+ per tre volte parla dell-altro come 3fratello4/ negargli la fraternitB perdere la propria filialitB. Geenna #K valle dell-Innon(. In )uesta valle, fuori le mura di *erusalemme, c-era una volta un altare al dio 9oloc!, dove si sacrificavano vittime umane. *li e$rei lo avevano dissacrato $ruciandovi le immondi"ie. !i non considera osI diventa

l-altro come fratello, !a sacrificato la propria vita di figlio e la $utta nell-immondi"ia. v! &) se dun*ue presenti il tuo dono sullCaltare( ecc . 0rima di rivolgerti al 0adre, devi non solo perdonare il fratello contro il )uale !ai )ualcosa, ma addirittura riconciliarti con il fratello c!e !a )ualcosa contro di te, anc!e se tu !ai nulla contro di lui. Non puoi cele$rare la paternitB, se prima non cerc!i di rista$ilire la fraternitB. v! &. vaC prima a riconciliarti col fratello! 6e non ti riconcili con il fratello c!e !a )ualcosa contro di te, sei in colpa tu, anc!e se !ai nulla contro di lui. Non puoi dire c!e !ai ragione o non ti importa. Il non essere d-accordo giB 3il male47 e se non ti importa di lui, !ai giB ucciso lui come fratello e te stesso come figlio. v! &' sii dCaccordo con il tuo contendente subito! L-altro sempre colui c!e sta8contro, l-avversario. 0erc!F !a un $ene c!e tu non !ai e vuoi rapirglielo, o
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perc!F non !a ci. c!e vorresti da lui, o perc!F ti prende ci. c!e tu vorresti prendere a lui, l-altro comun)ue il tuo 3contendente4/ accampa su di te gli stessi diritti c!e tu accampi su di lui. In )uesta 3contesa4 devi affrettarti a rista$ilire l-accordo, pena il tuo essere condannato come non figlio. fin c e sei con lui nel cammino . La vita un cammino di riconcilia"ione con l-altro/ !a come meta la tua veritB di figlio nel tuo vivere da fratello. 6e non fai cosI, perdi tempo e vita7 fallisci il senso della tua esisten"a. perc 9 non ti consegni al giudice( ecc! Non importa se !ai torto o ragione/ se non vai d-accordo con il fratello, non sei figlio. on la tua vita scrivi la senten"a

c!e alla fine il giudice leggerB. *es+ te la legge giB ora, perc!F cam$i ci. c!e stai scrivendo5 v! &0 non uscirai di l8( ecc! 6e non passi dalla logica del de$ito a )uella del dono e del perdono, perdi la vita di figlio del 0adre #cf &<,'&81@(.

v! &$ non fare adulterio A Es '=,&%7 Dt @,&<(. Il comando rivolto al masc!io, dei cui $eni la donna fa parte. L-adulterio un furto nei confronti del padre, se la donna nu$ile, del marito se sposata #siamo in una cultura masc!ilista5 *iustamente vale anc!e il reciproco(. 9a il matrimonio, anc!e nell-:T , $en pi+ di )uesto/ appartenen"a mutua tra femmina e masc!io, c!e fa dei due una carne sola, a immagine di Dio. *li sposi sono l-uno dell-altra e viceversa, nel dono reciproco di amore. Rompere )uest-unione dime""are la persona, infrangere l-immagine di Dio c!e comunione d-amore #*en &,'A7 ',''ss(. 6i dice c!e l-amore di coppia in fedeltB e sta$ilitB una 3con)uista di civiltB4. Il masc!io, come ogni animale, naturalmente concupisce ogni donna per diffondere la specie7 e la donna, a sua volta, concupisce il masc!io migliore per sele"ionarla. L-amore monogamico possi$ile dove, al di lB della specie, l-individuo concepito come valore assoluto e unico, perc!F in rela"ione all-:ssoluto, e l-appartenen"a reciproca nel dono d-amore vista come reali""a"ione dell-immagine di Dio.
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adulterio nel suo cuore! L-occ!io c!e desidera per possedere giB adulterio. *es+ sposta l-atten"ione dall-occ!io al cuore. L-occ!io cattura e mette nel cuore ci. c!e interessa7 e al cuore interessa ci. c!e l-occ!io cattura e gli mette dentro. Una fedeltB c!e non sia dell-occ!io e del cuore un sepolcro im$iancato. v! &4s se il tuo occ io ecc. L-occ!io per desiderare e la mano per prendere sono all-origine di ogni $ene e di ogni male, non solo dell-adulterio. 0erc!F l-occ!io e la mano non siano per la morte, $isogna de8cidere #K tagliare( ci. c!e non porta alla vita. *li antic!i conoscevano la necessitB di una custodia dei sensi #la scimmia con sei mani5(, indispensa$ile per la custodia del cuore. 6e il cuore di c!i ama un giardino cintato, pieno di deli"ie # t %,&'(, un cuore non custodito un giardino sen"a recinto e devastato/ se ne pasce ogni animale selvatico #6al <=,&%(.

v! )"s c i ripudia( ecc. 6i tratta del divor"io, fallimento di un-unione. La legge suppone il male, e pone rimedio al peggio. *es+ invece propone il 3vangelo4, la $uona noti"ia della vittoria sul male e della possi$ilitB del meglio. Il diritto di divor"io, nella cultura masc!ilista, spettava all-uomo. 9os sta$ilI delle regole per tutelare la donna dall-ar$itrio del masc!io #Dt '%,&(. :i tempi di *es+ causa sufficiente di divor"io poteva essere o solo l-adulterio #S ammai(, o )ualun)ue motivo, anc!e il pi+ futile, c!e potesse rivelare una mancan"a d-amore da parte della donna # Lillel(. L-indissolu$ilitB c!e *es+ propone comprensi$ile, come il resto del discorso, non come legge, ma come dono del cuore nuovo/ in )uanto amati con fedeltB e sen"a condi"ioni, possiamo amare con lo stesso amore con cui siamo amati. Il fallimento della rela"ione masc!ioQfemmina il fallimento della veritB profonda dell-uomo, c!e lo rende simile a Dio/ la capacitB di amore.
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ome educare all-amore, come mantenerlo e farlo crescere 8 se non cresce, cala5 8 il grande pro$lema pastorale. Di fatto molti matrimoni falliscono. 9a erano veri matrimoni 3nel 6ignore4; E c!e fare con i risposati, c!e !anno costruito un-unione sta$ile con responsa$ilitB, e desiderano far parte della comunitB; i vuole discernimento per salvare non solo i principi giusti, ma

soprattutto gli uomini, c!e sono sempre peccatori e perdonati. Una volta la legge teneva insieme la coppia, anc!e se si odiava a sangue. La forma"ione, l-accompagnamento, la comprensione e il discernimento possono fare oggi ci. c!e nessuna legge in grado di fare, restituendo il matrimonio alla sua pure""a originaria di li$ero dono d-amore. *uai al pastore dal cuore duro, legalista e punitivo, c!e ignora la misericordia e spegne il lucignolo fumigante. Deve discernere, )ui e ora, cosa pi+ aiuta il fratello de$ole a crescere nella fede e nell-amore. !i crede di sapere i

principi, non per )uesto !a imparato come $isogna usarli #cf & or <,&&(. v! )& c iun*ue ripudia sua moglie( eccetto il caso di concubinato( ecc . In greco c- porneDa , c!e pu. significare sia prostitu"ione c!e adulterio. In )uesto caso *es+ sare$$e dell-opinione del rigorista S ammai, e non avre$$e senso dire/ 3Io per. vi dico 3. 2 pi+ pro$a$ile c!e si tratti di unioni tra consanguinei, usuali nell-antic!itB e illegittime per gli e$rei #cf Lv &<,&C8&<7 anc!e in & or @,& l-incesto c!iamato porneDa (. Il ripudio non adulterio. :dulterio cam$iare partner. 9a la separa"ione, se non per $reve tempo e motivi precisi #& or A,@(, occasione di adulterio/ 3espone ad adulterio4. Non si pu. infatti imporre la verginitB a c!i non stata concessa in dono. c i sposa una ripudiata( fa adulterio . L-ottica sempre masc!ilista. 9a vale anc!e al femminile.

v! )) non spergiurare( ma adempi col Signore i tuoi giuramenti . *iurare c!iamare Dio a testimone della propria veridicitB. 6pergiurare in e$raico /
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3*iurare in8vano4, giurare nel nulla, invece c!e in Dio #Lv &?,&'7 Es '=,A(. 2 peccato perc!F si c!iama colui8c!e8 a testimone di ci. c!e8non8. I giuramenti e le promesse in nome di Dio vanno mantenuti per non disonorare c!i si c!iamato a testimone #Nm 1=,17 Dt '1,''7 6al @=,&%(. v! ). non giurare affatto . *es+ vieta di giurare, perc!F la parola deve essere di per sF vera, me""o di comunica"ione e di comunione. Diversamente falsa, me""o di dominio e di divisione. n9 sul cielo. ielo sostituisce il Nome/ il trono della gloria.

v! )' n9 sulla terra( perc 9 : sgabello dei suoi piedi . Ga rispettata la terra come il cielo5 n9 su Gerusalemme! 2 la dimora di Dio. v! )0 n9 sulla tua testa . Non tua, ma di Dio. 6u nulla si pu. giurare/ )ualun)ue giuramento tu faccia, c!iami in causa Dio. Lui infatti l-essere di tutto ci. c!e . E non va mai c!iamato in causa, perc!F se spergiuri, ne profani il nome, se dici la veritB, lui giB presente in ogni parola vera, sen"a alcun giuramento. v! )$ sia la vostra parola! Il nostro parlare non c!iami a testimone Dio, ma testimoni Dio. 6ia come il suo/ sempre vero, trasparen"a del cuore. s8( s8H no( noH Il nostro parlare sia sI se sI, no se no. In me""o ci pu. essere solo il 3non so4 8 ma non come fur$i"ia o pigri"ia, $ensI come impegno di ricerca della veritB o silen"io di caritB. Non do$$iamo fare come lo stolto, c!e !a il cuore sulla $occa, ma come il saggio, c!e !a la $occa sul cuore #6ir '&,'C(. osa sare$$ero i nostri rapporti interpersonali, familiari, comunitari, sociali, politici se la nostra parola fosse cosI; Il mondo diventere$$e un paradiso. La lingua come un timone/ governa la $arca. 2 come una scintilla/ fa divampare un grande incendio #*c 1,@(. 0u. condurre in porto, oltre ogni $urrasca7 pu. anc!e distruggere ci. c!e giB nel porto. Ne uccide pi+ la lingua c!e la spada

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#0r &<,'&7 6ir '<,&18'C7 1A,&As(. 36e uno non manca nel parlare, un uomo perfetto4 #*c 1,'(. *es+ prende occasione dal divieto di spergiurare per dire di non giurare affatto e per restituire alla parola il suo valore. La men"ogna del serpente port. la morte nel mondo, la parola di Dio riporta la vita. La parola, ascoltata e detta, il principio della vita dell-uomo/ con essa capisce, interpreta e trasforma la realtB. 6e comunicativa, vera e li$erante, divina/ ci unisce ai fratelli e ci fa figli di Dio. 6e possessiva, men"ognera e intesa a catturare, dia$olica/ ci divide dagli altri e ci relega nelle tene$re della solitudine. I mass8media tendono a usarla come trappola per

accalappiare intelletto e volontB. Il suo uso perverso il male peggiore, proprio perc!F tende a togliere la capacitB di intendere e di volere, la li$ertB. ci, c e eccede *uesto( viene dal maligno . Il maligno men"ogna. La men"ogna !a $isogno di molte parole, per confondere e persuadere. L-im$roglione sempre un a$ile comunicatore, c!e cerca di aver in mano l-altro dicendo il minimo di sF, possi$ilmente niente. La politica poi da sempre l-arte dove il sI diventa no e viceversa, secondo il proprio vantaggio. Inoltre nel moltiplicarsi le parole perdono il loro significato e sono ridotte a fragore assordante e assurdo, sen"a senso. La parola, origine di ogni $ene se sI al sI e no al no, principio di ogni male se no al sI e sI al no. Dio, infinito, tutto e solo 3sI4 #' or &,&?(7 l-uomo, finito, conosce anc!e il no, ed vero )uando sI al sI e no al no. :d ogni parola deve precedere e seguire il silen"io/ la capacitB di silen"io ci ridarB vita;

v. )% occ io per occ io e dente per dente #Es '&,'%7 Lv '%,'=7 *en ?,C(. 2 la legge del taglione, comune nell-antic!itB come limita"ione della vendetta selvaggia del pi+ forte #cf *en %,'1( e rista$ilimento di una certa paritB. 6i
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suppone il male, e si cerca di contenerlo con il terrore di una pena corrispondente, o addirittura maggiore #cf *en %,&@(. : noi sem$ra una forma di giusti"ia arretrata7 ma se guardiamo come trattato un ladro di polli e uno c!e !a ru$ato miliardi, vediamo c!e, per certi aspetti, ancor oggi avveniristica5 9a non risolve il male/ semplicemente lo raddoppia, nella speran"a, per lo pi+ vana, c!e ci. serva da deterrente. Infatti aiuta il male a farsi pi+ fur$o e prepotente. v! )4 io per, vi dico! *es+ si pone in un-ottica diversa, )uella della giusti"ia 3eccessiva4 del 0adre. 6olo )uesta vince il male. 6ullo sfondo c- la croce del >iglio dell-uomo c!e si carica del male dei fratelli #<,&A7 'C,CA7 Is @1,&ss(, e cosI compie ogni giusti"ia #1,&@(. *es+ propone e dona la nuova economia dell-amore, c!e vince )uella dell-egoismo. 6eguono cin)ue esempi, c!e sono anc!e cin)ue regole con cui si mostra come vincere il male con il $ene #Rm &','&(. non opporti al malvagio . La prima regola per vincere il male opporsi al male e non al malvagio. Il male fa male innan"itutto a c!i lo fa, e non va restituito. Il malvagio, prima vittima del male, un mio fratello, c!e va amato con pi+ cuore. In genere mi oppongo a lui perc!F mio concorrente/ amo il male e odio c!i lo fa come mio antagonista. Il mio odio verso di lui fa da spia alla mia conniven"a col male7 il mio amore verso di lui fa da spia alla mia li$ertB da esso. *es+ ama i peccatori perc!F odia il peccato7 io odio i peccatori perc!F amo il peccato. I peccatori per lui sono oggetto di compassione, per me di detesta"ione. La mia antipatia per il peccatore svela la mia simpatia per il peccato, la mia dissocia"ione dal malvagio la mia partecipa"ione al male. 6olo un cuore puro ama con tenere""a il peccatore. La )uella com8passione c!e vince il male stesso/ invece di restituirlo raddoppiandolo, !a la for"a di farsene carico, di patire8con l-altro, come l-:gnello di Dio c!e porta e toglie il peccato del mondo #*v &,'?(.
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se uno ti colpisce la guancia destra( tu porgigli anc e lCaltra . 6e la prima regola per vincere il male non restituirlo, la seconda la disponi$ilitB a portarne il doppio pur di non raddoppiarlo. La 3tolleran"a4 cristiana non indifferen"a verso il male, ma for"a di 3tollerare4 #K portare( su di sF il male dell-altro/ 3portan"a4, capacitB di 3portare i pesi gli uni degli altri4, adempimento della legge di risto #*al C,'(.

v! .5 a c i ti vuol c iamare in giudizio e toglierti la tunica( lascia anc e il mantello. #cf Es '','@s7 Dt '%,&1(. La ter"a regola per vincere il male rinunciare al tuo diritto, cosciente del tuo dovere di figlio, )uello di non opporti al fratello. 0iuttosto c!e rivendicare sen"a amore la tua tunica, sii disposto a rinunciare anc!e al mantello. La nuditB del >iglio sulla croce fu la vittoria contro la rapacitB di :damo. v! ." se uno ti angarier per un miglio( vaC con lui per due . La )uarta regola riguarda le 3ang!erie4. LCangarius il messo del re, c!e !a il diritto di re)uisire c!iun)ue per portare i suoi pesi. Ogni uomo figlio di Dio, il gran re, ed tu !ai il dovere di aiutarlo a portare i suoi pesi. I $isogni dell-altro son tuoi doveri. E se uno ti costringe a fare uno, fa- per lui due. v! .& a c i c iede( daC( ecc! La )uinta regola la disponi$ilitB a 3dare4, vittoria sul 3prendere 3. Il prendere per possedere principio di ogni male 8 distrugge la crea"ione c!e dono di amore. Il dare principio di comunione. La comunione tra tutti viene proprio dal orpo del >iglio, dato per noi.

v! .) amerai il tuo prossimo . Il tuo 3prossimo4, superlativo di vicino, la tua famiglia, il tuo popolo, la tua stessa carne. L-amore, si dice, spontaneo. Nella Di$$ia, pi+ realisticamente, un comando divino. 0erc!F l-egoismo pi+ spontaneo dell-amore, e, spesso, c!iamato amore ci. c!e in realtB egoismo/ il proprio $isogno dell-altro. :mare l-altro non ridurlo a ci$o del proprio appetito5

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2 raro l-amore

gratuito, con cui uno accoglie l-altro cosI com-. Tutti ne

a$$iamo $isogno 8 c!i non amato e accolto da nessuno non esiste58 per amare noi stessi e amare a nostra volta come siamo amati. odierai il tuo nemico! Odiare il nemico un fatto comune, $en attestato anc!e nella Di$$ia. ,umram ne fa un ordine esplicito. La solidarietB umana, necessaria per la sopravviven"a, spesso 3solidarietB contro4, comune anc!e tra i delin)uenti/ 3cane non mangia cane4. Nella stessa Di$$ia lenta la comprensione dell-amore di Dio per tutti. *iB implicito nel li$ro della *enesi, dove Dio creatore di tutti e :$ramo, di origine pagana, sarB $enedi"ione per tutti, l-amore di Dio per il nemico diviene il tema dominante nel li$ro di *iona. ,uando si legge la Di$$ia, $isogna tener presente c!e Dio parla un linguaggio umano. - un-evolu"ione nella rivela"ione/ dal Dio forte e

tremendo, comune a tutti i popoli, si giunge progressivamente al Dio clemente e misericordioso, longanime e di grande amore c!e si lascia impietosire #*n %,'(. Nell-epoca messianica le spade saranno trasformate in vomeri e le lance in falci #Is ',%(. :llora anc!e il lupo dimorerB con l-agnello, e la sagge""a del 6ignore riempirB il paese come le ac)ue riempiono il mare #Is &&,C8?(. *es+ giunto )uesto tempo. v! .. amate i vostri nemici! I nemici ci sono. non !a ancora aperto gli occ!i. on la ragione si pu. concludere c!e $ene amare il nemico e forse anc!e farne una legge. 9a nessuna legge o imperativo categorico in grado di far amare alcuno, tanto meno il nemico. :l massimo pu. generare ulteriori sensi di colpa. L-amore del nemico l-essen"a del cristianesimo. :mare il nemico vuol dire aver conosciuto Dio nello 6pirito. Dio infatti non !a nemici, ma solo figli, c!e per me sono fratelli da amare.
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on

!i dicesse/ 3Non !o nemici4,

ome tutti gli imperativi di *es+, non si tratta di oneri impossi$ili, ma di doni li$eranti. !i non ama il nemico, non !a ancora lo 6pirito del 6ignore, c!e

proprio )ui rivela l-infinitB e gratuitB del suo amore #Rm @,C8&&(. Una religione c!e non arriva a )uesto, !a ancora molta strada da fare per capire Dio5 Le guerre sante, c!i le vuole se non il nemico; Disogna dire con c!iare""a e for"a, c!e c!i uccide in nome di Dio #o per una causa $uona( doppiamente criminale/ contro l-uomo e contro Dio #o contro la causa $uona(, anc!e se a prima vista non pare. Un dio c!e ordina di uccidere, certamente satanico 8 anc!e se al povero Dio a$$iamo potuto attri$uire ogni perversitB, almeno fino alla sua morte in croce, c!e li)uida ogni immagine perversa su di lui. L-amore del nemico indice della li$ertB dal male. 6e amo la torta, odio il fratello c!e l-!a mangiata. 6e amo il fratello, mi dispiace per lui, soprattutto se so c!e avvelenata. L-amore del nemico sa distinguere tra $ene e male. 6olo non fa l-errore di dividere tra $uoni e cattivi, e sa operare la veritB nella caritB #Ef %,&@(. pregate per *uanti vi perseguitano . Il >iglio non invoca la vendetta su )uanti lo uccidono/ fa suo il perdono del 0adre #Lc '1,1%(. osI rivela c!i lui/ il >iglio,

uguale al 0adre. I martiri cristiani non danno la vita 3per la causa4 contro i cattivi c!e li uccidono, ma per i fratelli c!e li uccidono/ non invocano per loro giusti"ia, ma gra"ia #cf :t A,C=(. v! .' perc 9 diventiate figli del 7adre . 3Diventa )uel c!e sei4 l-imperativo etico. Ora amando i nemici e pregando per i persecutori, divento ci. c!e sono/ figlio del 0adre. 6e non amo il nemico, sono nemico di Dio 8 non mi considero suo figlio, e non posso dire 30adre nostro4. il suo sole leva su cattivi e buoni( ecc! Dio non taglia la luce e l-ac)ua a c!i non paga la $olletta. Il suo sole e la sua pioggia, il suo amore e la sua misericordia sono per tutti, perc!F tutti riconosce come figli, in attesa c!e )ualcuno lo riconosca come 0adre accettando gli altri come fratelli.

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v! .0 se amate *uanti vi amano( ecc! L-amore o gratuito o non . L-amore non gratuito si c!iama meretricio/ interesse non dell-altro, ma di )uanto l-altro pu. dare. c e ricompensa avete= Luca, invece di ricompensa, adopera il termine 3gra"ia4 #Lc C,1' ss(. 9atteo non usa mai )uesto termine, per altro implicito nel suo nome #9atteo K dono di Dio(. La 3ricompensa4 connessa con l-osservan"a della legge. :ll-osservan"a della legge nuova, segue la

ricompensa nuova/ l-essere come il 0adre, c!e amore gratuito e assoluto. non fanno cos8 anc e i pubblicani= :mare con interesse affare di tutti, anc!e dei peccatori. E riduce l-amore a prostitu"ione5 L-amore del nemico invece rivela"ione evidente dell-amore incondi"ionato, di Dio. v! .$ se salutate solo i vostri fratelli( ecc! Il saluto 36!alom4, augurio di pace e $enedi"ione. 6olo se per tutti, conosco il 0adre di tutti.

v! .% dun*ue! Il discorso sul monte una catena di montagne. ,uesto versetto il punto d-arrivo pi+ alto, la vetta panoramica da cui si vede tutto. 9atteo usa volentieri dei versetti sintetici c!e c!iudono )uanto detto e aprono )uanto si dirB. siate voi! L-imperativo etico, per non essere assurdo, scaturisce da un indicativo/ sii )uel c!e davvero sei5 9a c!i l-uomo; 2 figlio di Dio, c!iamato a diventare come lui. L-etica naturale soprannaturale. 0u. sem$rare una contraddi"ione, ma la condi"ione 3eccentrica4 propria di un essere finito c!e aperto all-Infinito. perfetti! 6ignifica 3compiuto4, c!e non manca di nulla. 36iate santi perc!F io sono santo4 #Lv &&,%%.%@7 &A,&7 &?,'&( il principio della legge. L-uomo a immagine di Dio/ se stesso solo se come lui, 3il 6anto4. La santitB un attri$uto esclusivo di Dio/ solo lui Dio, santo, altro da ogni altro. La sua 3alteritB4 ci nota attraverso *es+/ )uella del 0adre, c!e ama giusti e peccatori. 6ulla croce, dove tutto sarB compiuto #*v &?,1=( e lui sarB
&&@

riconosciuto come il >iglio #'A,@%(, vediamo la 3santitB4 del 0adre, della )uale lui reali""a"ione perfetta. ,uesta santitB non separa dal mondo e dal peccatore, ma si fa com8passione c!e si compromette in ogni situa"ione, misericordia c!e entra in ogni miseria. Luca traduce )uesto versetto di 9atteo cosI/ 3Diventate misericordiosi come il 0adre vostro misericordioso4 #Lc C,1C( 8 dove 3misericordioso4 rende una parola e$raica c!e significa 3uterino, materno 3. La caratteristica di Dio 0adre il suo essere 9adre5 Il cristianesimo non una religione della legge, ma della li$ertB/ della li$ertB di amare come si amati. In essa si compie 3ogni giusti"ia4. non fa male a nessuno. trasgredisce. La misericordia pi+ purificante di ogni 3santitB4 c!e divide giusti e ingiusti/ la santitB $ruciante della croce, la santitB 3altra4, dell-:ltro, c!e incontriamo in ogni altro, nemico compreso5 !i ama li$ero e

!i fa il male, ancora sc!iavo della legge c!e

*' Pregare il te$to a. entro in preg!iera come al solito $. mi raccolgo immaginando il monte delle $eatitudini c. c!iedo ci. c!e voglio/ diventare perfetto come il 0adre7 c!iedo in particolare di comprendere e vivere )uanto *es+ dice sulla nuova giusti"ia del >iglio d. 9edito su ogni parola di *es+7 vedendo come lui l-!a vissuta e la vive nei miei confronti.

+' Te$ti %tili/ 6ir &@,&@8'=7 6al &&?7 Lv &?,&8'.&A8&<7 6al &=17 E" &<,'&8'<7 6al &1=7 Dt 'C,&C8&?7 Os &&,&8?7 *n %,&ss7 Lc C,'A81C7 Lc &@7 Rm @,C8&&7 <,1&8 1?.

&&C

&+' 9UANDO TU 3AI L;ELEMOSINA :-&/+ C,& :ttenti a non fare la vostra giusti"ia davanti agli uomini per essere ammirati da loro7 altrimenti non avete ricompensa presso il 0adre vostro c!e nei cieli. ,uando dun)ue fai l-elemosina, non suonare la trom$a davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagog!e e nelle strade, per essere glorificati dagli uomini. :men, vi dico/ ricevono giB la loro ricompensa. ,uando tu fai l-elemosina, non sappia la tua sinistra ci. c!e fa la tua destra7 perc!F la tua elemosina sia segreta, e il 0adre tuo, c!e vede nel segreto, ti restituirB.

'

1 %

&' Me$$aggio nel conte$to Euando tu fai lCelemosina( dice *es+, non sappia la tua sinistra ci. c!e fa la tua destra. L-elemosina, come ogni pratica religiosa, va fatta nel segreto, davanti a Dio7 non in pu$$lico, per ricevere gloria dagli uomini. L-elemosina, con la preg!iera e il digiuno #T$ &',<(, sono i tre pilastri della religione/ definiscono il nostro rapporto con gli altri, con l-:ltro e con le cose. ,ueste tre rela"ioni costituiscono la nostra esisten"a/ in esse viviamo o meno la nostra veritB di figli, compiamo o meno la giusti"ia di Dio. ,ualun)ue nostra a"ione pu. essere fatta in due modi opposti/ per autocompiacerci, avere lode e riconoscimento dagli uomini, oppure per piacere a colui c!e da sempre ci loda e riconosce come figli. Uno vive o muore dello sguardo altrui. !i non visto da nessuno, non

esiste. L-uomo $isogno di riconoscimento/ la sua identitB come l-altro lo vede. Da )ui l-op talmodoulMa #Ef C,C(, la 3sc!iavit+ degli occ!i4 c!e lo rende
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servo dello sguardo altrui, della vana8gloria. 6olo c!i sa di essere figlio di Dio, amato infinitamente 8 il mio essere il suo vedermi e amarmi5 8, li$ero dalla vanagloria/ !a la vera gloria. La fede conoscere )uesta gloria. 0er )uesto non pu. credere in Dio c!i cerca la gloria degli uomini #*v @,%%(. Le opere, anc!e )uelle 3per sF4 $uone, sono $uone 3per me4 solo se fatte 3davanti a Dio4, per amore e in umiltB7 diversamente, se fatte 3davanti agli uomini4, per autoafferma"ione e vanitB, sono cattive. Dopo aver detto di essere perfetti come il 0adre #@,%<(, *es+ ci fa entrare nel segreto del suo cuore di >iglio. La sua rela"ione con il 0adre la sorgente del suo essere e agire, della giusti"ia eccessiva c!e apre la porta del regno #@,&A.'=(. i. c!e )ui si dice per l-elemosina, verrB ripetuto anc!e per la preg!iera e il digiuno. In ogni opera $uona sempre in gioco il $isogno di riconoscimento. 6e lo cerco negli altri, non ne avr. mai a$$astan"a7 rester. sempre sc!iavo e del giudi"io altrui e del mio tentativo di dare una $uona immagine di me7 avr. il culto8dell-immagine #K idolatria( del mio io invece c!e della realtB di Dio. 6e lo cerco nell-:ltro, allora ritrovo la mia realtB in colui c!e mi ama di amore eterno, ai cui occ!i sono pre"ioso e degno di stima, addirittura un prodigio #*er 1&,17 Is %1,%7 6al &1?,&%(. Dio ama ciascuno come figlio, come il >iglio. 3Li !ai amati come !ai amato me4 #*v &A,'1(, dice *es+ al 0adre di ciascuno di noi. La mia 3gloria4 8 il 3peso4 della mia persona 8 )uesto riconoscimento del 0adre. Esso mi rende giB ora contento di me e di lui, capace di amare come sono amato. Ges il >iglio, splendore della gloria del 0adre, impronta della sua sostan"a #E$ &,1(. Il suo essere tutto 3davanti al 0adre4. La C iesa fatta di figli, c!e sanno come il 0adre li ama/ )uesta la loro grande dignitB. Non !anno normalmente $isogno di comprare o mendicare autostima da altre fonti5
&&<

)' Lett%ra del te$to 0(" +ttenti a non fare( ecc! Noi facciamo grande atten"ione al contrario/ agiamo solo se visti ed approvati. :nc!e c!i si nasconde, per farsi notare. la vostra giustizia #cf @,C(. La giusti"ia la volontB di Dio. Essa si concreti""a nell-elemosina, nella preg!iera e nel digiuno, in un corretto rapporto con i fratelli, con il 0adre e con le cose. davanti agli uomini( ecc! L-uomo sempre 3davanti agli occ!i4, 3di faccia4 a )ualcuno. Desidera compiacere, perc!F come visto/ l-occ!io dell-altro il suo primo specc!io # importante c!e sia $uono5(. : noi scegliere davanti a c!e occ!i stare/ se a )uelli degli altri, o a )uelli di Dio. non avete ricompensa presso il 7adre vostro! L-uomo immagine e somiglian"a di Dio. 6e sta davanti a lui, riceve la propria realtB/ se stesso, li$ero da ogni sc!iavit+. 3Tanto uno )uanto ai tuoi occ!i, e nulla di pi+4, diceva 6. >rancesco #Imitazione di Cristo( III,@=,1A(. La sua ricompensa presso il 0adre la propria veritB di figlio. 6e invece sta davanti a un altro uomo, come uno specc!io davanti a un altro specc!io/ si riflettono all-infinito la propria vacuitB, o se si vuole, le proprie cornici, i propri limiti. v! & *uando dun*ue fai lCelemosina( ecc! >are l-elemosina, dare del proprio a c!i non !a, non un-opera supererogatoria di $ontB, ma dovere di giusti"ia/ c!i figlio, anc!e fratello. Nessuno pu. dire di amare Dio c!e non vede, se non ama il fratello c!e vede #&*v %,'=(. Il >iglio ci riconoscerB davanti al 0adre se noi l-avremo riconosciuto nei fratelli pi+ piccoli #'@,1&ss(. La solidarietB col povero, sia )uello vicino 8 l-emarginato, l-an"iano, l-eTtracomunitario 8, sia )uello lontano 8 il 36ud4 del mondo 8, da vedere in termini di giusti"ia. !i dB al povero fa un prestito a Dio #0r &?,&A(.

Nella Di$$ia la terra e )uanto contiene di Dio #6al '%(, dono del 0adre ai figli. 6e condividiamo da fratelli, viviamo sulla terra. 6e ci comportiamo da
&&?

padroni, ini"ia l-esilio 8 3la terra4 da giardino si fa deserto, da paradiso inferno. ,uesto il messaggio dei profeti, per i )uali lo stesso culto religioso un a$ominio, se fa da copertura all-ingiusti"ia #Is &,&1s(. La prima comunitB cristiana vista da Luca come Israele )uando entr. nella terra promessa/ non c- nessun $isognoso, ognuno dB )uello c!e pu. e riceve secondo la sua necessitB #:t ',%'8%<7 %,1'81@(. :ddirittura si vende 3la terra4, perc!F la vera ereditB lo 6pirito 6anto, l-amore c!e fa vivere da figli e fratelli. osI si reali""a la $enedi"ione promessa ad :$ramo e in lui a tutti gli

uomini #*en &','s(. Nella tradi"ione $i$lica i $eni del mondo sono destinati al 3$ene comune4. La solidarietB garantisce non solo la vita materiale, ma anc!e )uella spirituale, c!e l-amore fraterno. E deve essere mondiale #K cattolica(, non di categoria, di na"ione, di c!iesa. 6en"a tale fraternitB sarB sempre pi+ impossi$ile la vita sulla terra. >ede e giusti"ia, paternitB di Dio e fraternitB tra gli uomini sono come lo 6pirito e il corpo del cristianesimo. Non c- l-uno sen"a l-altro. 6en"a fede nella paternitB, la fraternitB ideologia vuota7 sen"a giusti"ia e fraternitB, la fede nel 0adre mistifica"ione. Nel rapporto con l-altro si gioca )uello con l-:ltro, da cui ogni alteritB prende nome. In un-economia di sussisten"a l-elemosina, la condivisione del ci$o, garantiva una certa giusti"ia )uotidiana. Le pi+ grandi differen"e, c!e inevita$ilmente avvenivano col tempo, in Israele venivano spianate con l-anno giu$ilare, in cui si condonava ogni de$ito e si ridistri$uiva la terra #Lv '@(. Ogni cin)uant-anni si doveva rista$ilire l-eguaglian"a originaria. L-elemosina in Israele fioriva da una solidarietB di fatto, c!e anc!e a livello di legge garantiva il rista$ilimento della giusti"ia. Oggi da noi un cardo spinoso c!e spunta nel deserto

dell-ingiusti"ia, come ali$i a una vera solidarietB. Non si pu. andare avanti cosI5

&'=

non suonare la tromba davanti a te! In tutte le 3Opere 0ie4 c- una )uadreria con l-immagine dei $enefattori. 6e il $ene non fosse pu$$lici""ato con trom$e, lapidi o immagini, c!i lo fare$$e; !i fare$$e un servi"io all-altro, se nessuno,

neanc!e l-interessato, si accorgesse; Il 3far $ella figura4 non il principio delle nostre $uone a"ioni; come fanno gli ipocriti! 2 una parola molto usata da 9atteo. L-ipocrita un attore, una masc!era/ il capocoro. La vita una sceneggiata, dove ognuno litiga con l-altro per primeggiare. Non un $el vedere nF un $el vivere. Emerge sempre il peggiore, il pi+ violento e sen"a scrupoli 8 o il pi+ tragicamente ridicolo. L-apparire tende ad essere l-anima di tutto/ esiste solo ci. c!e appare, e ci. c!e appare non esiste affatto5 6i !a spesso l-impressione di una fiera delle vanitB. per essere glorificati dagli uomini! Il fine del mio agire il riconoscimento dell-altro, c!e si fa mio tiranno. I complessi di superioritBQinferioritB, le angosce e le prepoten"e 8 su di sF o sugli altri 8 derivano dal non sentirsi accettati, per cui si fa di tutto per dare una $uona immagine di sF, pur di essere accettati. amen( vi dico( ecc! Uno trova )uanto cerca. l-apparen"a come ricompensa. v! ) *uando tu fai lCelemosina( non sappia la tua sinistra( ecc! 9odo paradossale per dire di non cercare riconoscimento da nessuno, neanc!e da te stesso. v! . la tua elemosina sia segreta( e il 7adre tuo( c e vede nel segreto! Il segreto, la parte pi+ intima c!e nessuno vede, il tuo cuore, dove tu sempre sei davanti a Dio e Dio davanti a te. LI Dio ti 0adre e tu gli sei >iglio. LI il suo vederti e amarti il tuo essere te stesso7 e il tuo vederti lI ti fa diventare ci. c!e sei. ti restituir! Nel segreto il 0adre ti restituisce alla tua realtB di figlio. 3Restituire4 si dice di un de$ito/ Dio, essendo 0adre, con noi in de$ito della nostra filialitB.
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!i cerca di apparire, !a

*' Pregare il te$to a. entro in preg!iera come al solito $. mi raccolgo immaginando il monte da cui *es+ parla c. c!iedo ci. c!e voglio/ agire non per essere visti dagli uomini, ma solo davanti a Dio d. traendone frutto, medito sul testo da notare / agli occ!i degli uomini Q agli occ!i di Dio essere ammirato suonare le trom$e essere glorificato fare l-elemosina non sappia la sinistra ci. c!e fa la destra il 0adre tuo c!e vede nel segreto.

+' Te$ti %tili, 6al @&7 %&7 &%C7 *l ',&'8&<7 Lv '@,&ss7 Is &,&=8'=7 Lc &',11s7 &C,?8&@.&?81&7 :t ',%'8%<7 %,1'81@.

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&0' 9UANDO PREG2I :-0/. C,@ E )uando pregate, non siate come gli ipocriti, c!e amano pregare stando ritti nelle sinagog!e e agli angoli delle pia""e, per apparire agli uomini7 amen, vi dico/ !anno la loro ricompensa. Tu invece, )uando preg!i, entra nella tua dispensa e, c!iusa a c!iave la tua porta, prega il 0adre tuo nel segreto7 e il 0adre tuo c!e guarda nel segreto, ti restituirB. Ora, pregando, non $laterate come i pagani7 credono infatti di essere esauditi per le loro molte parole. Non siate dun)ue simili a loro/ sa infatti il 0adre vostro di )uali cose avete $isogno prima c!e voi c!iediate.

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&' Me$$aggio nel conte$to Euando preg i( volgiti al 0adre tuo nel segreto, dice *es+. Il $rano insegna come pregare #v! 0( e come non pregare, per essere notato dagli uomini # v! '( o da Dio stesso #vv! $#%(. 9a cos- la preg!iera, da *es+ ritenuta ovvia e naturale; 2 l-atto fondamentale con cui riconosco il mio principio come mio fine7

l-atto 3ra"ionale4 pi+ alto, con il )uale, esplorati i miei confini, conosco me e l-:ltro da cui vengo, accetto me come dono dell-:ltro e l-:ltro come amore per me. 0regare essere me stesso, finito e aperto all-Infinito. Nessun animale mai si inginocc!ia per pregare, c!iedendosi della propria origine e della propria destina"ione, interrogandosi sul 3perc!F4 di )uesta $reve vita. 2 un atto

&'1

umano, e solo umano. 0u. )uindi anc!e essere disumano, maldestro o falsificato, e )uindi giustamente rifiutato, anc!e se con sofferen"a e nostalgia. 0regare stare davanti a Dio, di cui sono immagine e somiglian"a. Davanti a lui sono ci. c!e sono7 lontano da lui non sono ci. c!e sono 8 sono lontano da me. Non un optional per anime devote/ la salve""a dell-uomo come uomo, c!e riceve la propria identitB. Non c!iudersi in sF, guardando il proprio om$elico o i propri fantasmi interiori/ )uell-aprirsi all-:ltro c!e mi fa essere me stesso. 0regare non parlare di Dio, ma parlare con lui7 non leggere un menu di ci$i s)uisiti, ma mangiare. 6en"a preg!iera la fede ideologia vuota, l-a"ione distra"ione dell-uomo e distru"ione della realtB. 0regare dialogare/ rispondo 3tu4 a colui c!e dice il mio nome7 esco dal mio guscio, per reali""armi nel dono all-:ltro7 dimentico me per ri8cordare, avere8 nel8cuore lui. 0regare gioire di Dio c!e amo. Lui diventa la mia vita/ vivo, in piene""a sempre maggiore, di lui, c!e presen"a, dialogo, amore, dono, perdono. Tutto )uesto appare c!iaramente nella Di$$ia attraverso l-esperien"a degli amici di Dio. I concetti di persona, li$ertB, fraternitB e giusti"ia, sono entrati nella cultura occidentale dalla tradi"ione $i$lica, gra"ie a c!i !a fatto esperien"a di aver la dignitB di essere interlocutore di Dio. La preg!iera non autentica, fatta per apparire 3davanti4 agli uomini o a Dio, falsifica l-esisten"a. La preg!iera autentica il respiro della vita. 0er )uesto necessario pregare sempre #&Ts @,&A7 cf Lc &<,&ss(, in ogni tempo #Ef C,&<( e in ogni luogo #&Tm ',<(, perc!F sempre ed ovun)ue si esprima a livello di coscien"a e li$ertB ci. c!e siamo nella realtB. La preg!iera va fatta con insisten"a #A,A8&& e par(, con fede #'&,'' e par(, nel nome di *es+ #&<,&?s7 *v. &%,&17 &@,&C7 &C,'%.'C(, con familiaritB filiale #v. <(.

&'%

Noi non sappiamo cosa c!iedere #Rm <,'(/ lo 6pirito prega in noi #Rm <,'C.&@7 *al %,C(. La preg!iera, unione con il 0adre nel >iglio, anc!e solidarietB con i fratelli, intercessione dell-unico *iusto c!e salva tutti #cf *en &<,&C811(7 lotta in cui si vince il male #Es &A,<8&@7 Rm &@,1=7 ol %,&'(, si riceve il proprio nome #*en

1','1ss( e Dio stesso riceve il suo vero nome/ 3:$$B4 #9c &%,1C e par(. La preg!iera svolgere davanti a Dio la propria realtB #cf &Re &?,&=8&<(/ ottiene tutto #A,A(, perc!F fa volere ci. c!e Dio vuole dare, e solo allora pu. dare/ il suo 6pirito #Lc &&,&1(. 0er )uesto la preg!iera ci trasforma/ il dono dello 6pirito ci fa figli a immagine di *es+, ci fa vivere la sua stessa vita e portare lo stesso frutto #cf *al @,''(. i incorpora a lui, dandoci come principio vitale il suo amore osI il nostro essere, pensare e agire

reciproco col 0adre #cf &&,'@8'A(.

diventano divini. La preg!iera il principio 3teomorfico4 8 c!e ci trasforma in Dio. redere in Dio sen"a pregare solo fede demoniaca #cf *c ',&?(. e non sperimentarlo la pena del 3danno4, l-essen"a dell-inferno. La preg!iera non fare )ualcosa/ )uel 3far niente4, )uel riposo sa$$atico c!e ci concede di essere fatti dal 6ignore e ci fa a$itare 3la terra4 #cf Is @<,&1s(. *li empi, al contrario, sono sempre in)uieti, come un mare agitato c!e di continuo tira su melma e fango #Is @A,'=s(. Ges il >iglio, il cui essere essere davanti al 0adre nell-unico respiro di amore. La C iesa la comunitB dei fratelli di *es+/ uniti a lui, vivono il suo stesso 6pirito, origine e frutto sempre pi+ grande della preg!iera. onoscerlo

)' Lett%ra del te$to 0(' ; *uando pregate( non siate come gli ipocriti! L-ipocrita cerca se stesso. !i cerca il proprio io, non trova Dio. 6olo c!i si svuota di sF, si riempie di lui.
&'@

L-ipocrita si serve di tutto, anc!e di Dio, per apparire davanti agli uomini. 9a, c- un-ipocrisia ancor pi+ profonda/ voler apparire davanti a lui. Nella preg!iera non siamo protagonisti. 2 lui c!e agisce. 0er )uesto si passa attraverso ariditB dolorose c!e spogliano da ogni pretesa. Dio resiste ai super$i #*c %,C7 &0t @,@( e ricolma di gra"ia gli umili, come 9aria. La preg!iera dell-umile penetra le nu$i #6ir 1@,&A( e il suo cuore il tempio dove Dio fissa il suo occ!io e la sua dimora #cf Is @A,&@7 CC,&s(. amano pregare! L-ipocrita 3ama4 pregare. Ovviamente davanti agli altri, agli angoli delle pia""e, come si usa in 9edio Oriente. per apparire agli uomini . ,uesta preg!iera una epifania dell-io, non di Dio. Invece di stare davanti a lui e rifletterne la gloria, si sta davanti agli uomini per riflettere con compiacen"a il rimando della $uona immagine di sF.

Normalmente anc!e in Dio, si cerca ancora il proprio io5 v! 0 tu invece *uando preg i! L-ammonimento negativo al plurale perc!F tutti ci casc!iamo/ 3,uando pregate, non siate come gli ipocriti4.

L-ammonimento positivo al singolare, perc!F almeno tu, )uando preg!i, esca da )uesto errore, c!e fai 3tu4 e non un altro. entra nella tua dispensa! La dispensa una stan"a interna sen"a finestre, dove si tengono i viveri. - in me un luogo interno, isolato dall-esterno, da

dove attingo la mia vita #vedi la 3stan"a superiore4 di 9c &%,&%s(. 6em$ra $uio, ma la sorgente stessa della luce/ la mia finestra su Dio, da cui scaturisce il mio io. LI io sono me stesso, e Dio pi+ me di )uanto lo sia io. In )uel luogo 3segreto4 io sono ci. c!e sono, perc!F davanti a 3Io8sono47 lI attingo )uanto serve per vivere, an"i la sorgente stessa della vita. La preg!iera fatta in )uesta dispensa, o cantina, o cella vinaria, c!e il fondo o l-occ!io dell-anima, l-apice o la punta dello 6pirito 8 dicono i mistici 8 dove io sono me stesso, in comunione con Dio e con tutti, presente alla 0resen"a c!e tutto fa essere.

&'C

In )uesta dispensa ricevo la manna nascosta e il segreto del nome mio e di Dio #:p ',&A7 1,&'(. ,ui sono figlio7 e lo 6pirito, con gemiti ineffa$ili, nel grande silen"io della notte luminosa, grida/ 3:$$B, 0adre4 #Rm <,&@7 *al %,C(. ,uesta la 0arola, c!e rivela il 0adre e il >iglio nello 6pirito. Detta da noi nel >iglio, ci introduce in seno alla TrinitB/ riporta il mondo in Dio portando Dio nel mondo. ,uesta dispensa, in cui si prega, il nostro cuore, dove sta l-uomo nascosto del cuore #&0t 1,%a(, l-uomo interiore, il nostri cuori #Ef 1,&Cs(. c iusa a c iave la tua porta . Disogna c!iudere a c!iave la porta, dopo esservi entrati. i si entra con l-amore per *es+, c!e sta alla porta e $ussa, perc!F gli risto, c!e per la fede dimora nei

apriamo e ceniamo con lui e lui con noi #:p 1,'=(. Il c!iavistello dalla nostra parte/ $eato c!i gli apre, entra, c!iude e resta lI, facendo del suo dimorare in lui la propria dimora. Noi entriamo e usciamo di continuo, sen"a mai fermarci. 0er aprire $isogna entrare in se stessi 8 normalmente siamo fuori di noi stessi, strattonati )ua e lB dalle molte occupa"ioni, come 9arta #Lc &=,%&(. Una volta dentro, $isogna c!iudere fuori le mille voci c!e ci distur$ano. nel segreto! La preg!iera al 0adre nel segreto/ il segreto il >iglio stesso, l-uomo nascosto del cuore in uno 6pirito incorrutti$ile, mite ed 3esicasta4 #cf &0t 1,%a$(, proprio di c!i pienamente amato e amante. il 7adre tuo c e guarda nel segreto . Il suo occ!io sempre dove il suo tesoro/ suo >iglio. La preg!iera non un fare, ma un sostare sotto )uesto sguardo 8 un vedere come Dio mi vede, eternamente amato dal 0adre nel >iglio. ti restituir . La ricompensa di c!i non cerca ricompensa 3la restitu"ione4 c!e il 0adre gli fa di se stesso, rendendolo figlio, colmo della sua *loria, perc!F vuoto di vanagloria. v! $ pregando( non blaterate! Non $isogna moltiplicare le parole, con un $la$la c!e comunica niente 8 se non la paura di comunicare.
&'A

Uno pu. ripetere, ritmando sul respiro e sul $attito del cuore, una sola silla$a, e andare in estasi e avere visioni. Uno pu. anc!e dire/ 3O!m4, e vi$rare in tutto il corpo. ,ueste tecnic!e possono servire per avere sensa"ioni interiori e provare $enessere o pa""ia. 9a non !anno a c!e vedere con la preg!iera. La ricerca del proprio io non ricerca di Dio. 0u. approdare al vuoto, a un ine$etimento soddisfatto di sF, a una falsa illumina"ione, c!e la distru"ione dell-io vero. L-io infatti rela"ione, e si reali""a nell-amore. La preg!iera dialogo e alteritB, parlare e piacere all-:ltro7 non monologo e 3inseitB4, parlare e piacere a sF. Il ripetere parole pu. anc!e essere una forma di magia o un fatigare deos( uno 3stancare la divinitB4 per estorcere ci. c!e vogliamo, un farci notare da lui, credendo di essere per lui insignificanti. come i pagani! ,uesta la preg!iera 3pagana4, propria di c!i cerca di farsi $uono Dio perc!F lo ignora. per essere esauditi! Normalmente noi vogliamo essere ascoltati da Dio. In realtB siamo noi c!e do$$iamo ascoltare lui. Desideriamo c!e lui ci dia )ualc!e favore c!e ci interessa, e ci disinteressiamo di lui. 2 la massima offesa a lui, c!e ci ama 8 cosa 3dura4 ai suoi orecc!i #cf 9l 1,&18&@(. v! % il 7adre vostro sa! Dio 0adre e sa. In )uanto Dio, vede e pu.7 in )uanto 0adre, provvede. 6ono io a non sapere ci. di cui !o $isogno. 9e lo insegnerB *es+ con la preg!iera del 30adre nostro4. Tuttavia gli faccio le mie ric!ieste, sapendo per. c!e, al di lB di ci. c!e c!iedo, l-importante c!e mi rivolgo a lui. Il $am$ino, anc!e se c!iede cose inutili o addirittura dannose, sempre si rivolge alla madre, non a un estraneo. ,uesto rivolgersi a lui con fiducia la sostan"a della preg!iera, sempre gradita al suo cuore.

*' Pregare il te$to a. entro in preg!iera come al solito $. mi raccolgo immaginando il monte dal )uale *es+ parla
&'<

c. c!iedo ci. c!e voglio/ pregare nel segreto d. traendone frutto, medito sul testo da notare / pregare per apparire davanti agli uomini entra nella tua dispensa c!iudi a c!iave la tua porta prega il 0adre tuo nel segreto ti restituirB pregando non $laterate il 0adre vostro sa.

%. Testi utili/ *en &<,&C8117 Es &A,<8&@7 & Re &?,&=8&<7 *en 1','18117 9c &%,1'8%'.

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&:' COSA DUN9UE PREGATE VOI :->/&0 C,? osI dun)ue pregate voi/ 0adre nostro c!e sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontB, come in cielo, cosI in terra. Il nostro pane )uotidiano dacci oggi, e rimetti a noi i nostri de$iti come anc!e noi a$$iamo rimesso ai nostri de$itori, e fa- c!e non cadiamo in tenta"ione, ma li$eraci dal maligno. Infatti se avrete rimesso agli uomini le loro cadute, rimetterB anc!e a voi il 0adre vostro celeste7 ma se voi non avrete rimesso agli uomini, neppure il 0adre vostro celeste rimetterB le vostre cadute.

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&' Me$$aggio nel conte$to 3Cos8 dun*ue pregate voi( l-imperativo del 6ignore. >ermiamoci sulle singole parole di )uesta introdu"ione di *es+ alla 3sua4 preg!iera.. Cos8! ,uesto tipo di preg!iera in contrapposi"ione alla precedente. Non sto 3davanti agli uomini4, ma nella 3dispensa4, davanti al 0adre. Non moltiplico le parole per farmi ascoltare da Dio e piegarlo ai miei desideri, ma ascolto del 0adre e volontB c!e si reali""ino i suoi desideri su di me, suo figlio. La preg!iera una 3ginnastica del desiderio4 #:gostino(. Il desiderio la facoltB pi+ alta dell-uomo/ produce niente, ma accoglie tutto. Tutto ci. c!e c- 8 e Dio tutto5 8, non da fare, ma da accogliere. Desiderare non velleitarismo/ volere veramente il dono dell-altro e l-altro come dono, con una volontB c!e si fa attesa, mai pretesa.

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Dun*ue! Il 30adre nostro4 il 3dun)ue4/ la preg!iera davanti al 0adre c!e contiene ogni altra. 2 costituita da sette domande poste all-imperativo. 2 il modo della volontB, e riguarda un-a"ione li$era. Gogliamo c!e il 0adre ci dia ci. c!e lui ci vuol dare. L-imperativo nasce da un indicativo/ Dio 0adre, sia dun)ue per noi 0adre5 Lui vuole e noi vogliamo c!e sia cosI, per 3noi4, per me e per tutti. Le prime tre domande #vv! 4#"5( riguardano il $isogno c!e noi )ui in terra a$$iamo del 0adre celeste7 le altre )uattro # vv! ""#")( il $isogno c!e a$$iamo dei suoi doni per vivere il suo dono. 6egue un-aggiunta sul perdono # vv! ".# "'(/ la fraternitB sacramento della paternitB, il perdono al fratello luogo del dono del 0adre. pregate voi! 2 un imperativo presente raffor"ato dal pronome. 0rescrive di continuare un-a"ione/ la preg!iera e sia presente e continua, come la vita, c!e, se si arresta, muore. 6e *es+ non l-avesse ordinato, non avremmo 3osato4 pregare in )uesto modo, 3ordinando4 al 0adre di darci ci. di cui a$$iamo $isogno. 9a proprio cosI riconosciamo il nostro $isogno, e ci impegniamo a volere ci. c!e ordiniamo. Esprimiamo i suoi desideri, c!e sono come un comando interiore dello 6pirito c!e in noi grida la necessitB d-amore c!e in Dio/ avvenga in noi ci. c!e da sempre in lui. Necessariamente Dio santifica il suo nome, regna, fa la sua volontB, dB il pane e il perdono, ci salva nella tenta"ione e ci li$era dal maligno. ,uesta sua necessitB diventa nostra mediante lo 6pirito, c!e ci fa c!iedere e volere ci. c!e lui non pu. non dare. Il 7adre nostro la preg!iera di *es+, il >iglio, c!e ci fa essere ci. c!e siamo/ uguali a lui, figli nel >iglio, c!e si rivolgono al 0adre con il suo stesso 6pirito. Esiste in due reda"ioni/ )uesta e )uella di Luca #Lc &&,'8%(. In 9arco le ric!ieste del 7adre 3ostro si trovano sparse nel vangelo, particolarmente nella

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scena del *etsemani #9c &%,1'8%'( In *iovanni il cap. &A pu. essere considerato un 7adre nostro ampliato. ,uesta preg!iera, pur nella sua novitB, !a profonde radici e$raic!e nel Eaddis e nel S emone ;s re ! Ges il >iglio venuto a comunicarci il suo 6pirito, la sua rela"ione d-amore col 0adre. La C iesa la comunitB dei fratelli c!e nel >iglio conosce il 0adre e lo ama a nome di tutti.

)' Lett%ra del te$to 0(4 7adre! In aramaico si dice/ 3+bb4. 2 il grido dello 6pirito c!e Dio !a mandato nei nostri cuori, la prova c!e non solo siamo c!iamati, ma siamo realmente figli #*al %,C7 Rm <,&C7 &*v 1,&(. +bb non significa 3padre4, ma 3papB4, termine affettuoso e familiare. 2 il primo $al$ettio dell-infante verso il padre, c!e lo fa trasalire di gioia. ,uesta parola esprime l-esperien"a fondamentale dell-uomo nuovo, c!e in risto *es+

si sente figlio di Dio, erede dei suoi $eni e della sua stessa vita 8 l-amore reciproco tra 0adre e >iglio c!e tutto e tutti a$$raccia. Il $attesimo ci immerge in *es+/ con lui, in lui e come lui ci rivolgiamo al 0adre con la parola affettuosa/ +bb5 Nell-:T 3padre4 poco usato per indicare Dio, e sottolinea il suo ruolo di creatore, conservatore e restauratore della vita #cf Dt 1',C7 '6am A,&%7 6ap &%,17 6ir '1,&8%7 @&,&=7 Is C1,&C7 C%,A7 *er 1&,?(. Nei vangeli Dio c!iamato padre @ volte in 9c, &A in Lc, %@ in 9t e &&< in *v. La preg!iera cristiana dire 3tu4, c!iamando per nome colui c!e per primo !a detto il mio nome c!iamandomi all-esisten"a. Dicendo a Dio/ 3papB4, dico sI alla veritB sua e mia. In *es+, nel suo stesso 6pirito, conosco Dio come padre mio e me come figlio suo, e partecipo al dialogo d-amore tra 0adre e >iglio, c!e la loro vita. La mia esisten"a non dal nulla e per il nulla, ma dall-amore
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e per l-amore del 0adre. Golgendomi a lui, continuamente attingo da lui me stesso e lui stesso. nostro! Il 0adre di *es+ diventa 3nostro4 8 di noi con lui e tra di noi. La paternitB di Dio fonda la fraternitB/ il 3noi4 degli uomini include sempre il >iglio. c e sei nei cieli. Dio vicinan"a e familiaritB, tenere""a e prote"ione, ma sta nei cieli/ altro, grande, splendido. 6e Dio mio papB, mio papB Dio, non un idolo. Il 3cielo4 in 9t ricorre spesso per indicare la trascenden"a, la divinitB. La 3paternitB del cielo4 #Iuppiter K Dio 0adre( comune a molte religioni. ,uello c!e un appellativo comune, per i cristiani il nome personale di Dio nella rela"ione sua con me e mia con lui. 9aternitBQpaternitB sono esperien"e primordiali in cui si iscrive la conoscen"a di Dio come principio personale di vita, amore e li$ertB. L-opinione c!e uno avrB di Dio fortemente condi"ionata dai suoi genitori7 e sarB alla fine )uella c!e uno !a di sF. La carne di *es+, il >iglio c!e si fa fratello di tutti con un amore sen"a condi"ioni, li)uida ogni cattiva immagine c!e di lui ci siamo fatti. sia santificato il tuo nome . Il 3nome4 la persona in rela"ione all-altro c!e lo c!iama7 la 3santitB4 l-alteritB, la diversitB. La persona di Dio sia veramente altra da ogni altra/ sia riconosciuta da me e da tutti nel suo amore. La santitB del nome di Dio riconosciuta )uando noi, suoi figli, diventiamo 3perfetti come il 0adre4 #@,%<(, capaci di amare i fratelli sen"a condi"ioni #@,%%s(7 )uando in ogni altro riconosciamo lui, l-:ltro. v! "5 venga il tuo regno . Il regno del 0adre la fraternitB tra i figli. 2 il regno dello 6pirito, il cui frutto amore, gioia, pace, pa"ien"a, $enevolen"a, $ontB, fedeltB, mite""a e li$ertB #*al @,''(. Reali""a"ione di ogni promessa di Dio e di ogni desiderio dell-uomo, la fine di ogni sc!iavit+, egoismo, triste""a, guerra, in)uietudine, malevolen"a, infedeltB, dure""a, sc!iavit+.

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Il regno non di )uesto mondo #*v. &<,1C(/ in )uesto mondo, come i discepoli stessi, ma si presenta con caratteristic!e opposte a )uelle del mondo #*v &A,&&.&@s(. La venuta del regno sulla terra 3santifica il nome4 di Dio/ la vita fraterna rende noto a il suo nome di 0adre. sia fatta la tua volont . L-espressione 3volontB di Dio4 ricorre C volte in 9t, & in 9c e % in Lc. La volontB di Dio, c!e 0adre, la fraternitB tra di noi, c!e compie 3ogni giusti"ia4 #1,&@(. La volontB la facoltB di volere il $ene, di amare/ lo 6pirito del 0adre, lo stesso del >iglio. *es+ compie pienamente la volontB del 0adre nel *etsemani #'C,1?.%'(, decidendo di dare la vita per i fratelli. come in cielo( cos8 in terra! L-amore c!e in cielo tra 0adre e >iglio, sia in terra tra gli uomini, e cosI siano fratelli fra di loro. In )uesto modo si compie la volontB del 0adre, viene il suo regno, santificato il suo nome, e tutti possiamo dire/ :$$B. L-espressione 3in terra4 conclude la prima parte della preg!iera e segna il passaggio alla seconda, in cui 3il cielo4 scende sulla terra come pane e perdono, vita filiale e fraterna. v! "" il pane! Il pane vita. 9a non di solo pane vive l-uomo. Il suo primo pane la 0arola #Dt <,1(, e precisamente la parola 3 +bb. ,uesta parola, fatta fiorire dallo 6pirito sulla nostra $occa, ci fa esistere nella nostra realtB di figli e di fratelli. Il 3pane di vita4, 0arola del 0adre fatta carne, il grande dono/ in esso, prefigurato nella manna e in ogni altro dono, Dio ci fa dono di se stesso nel >iglio. :nc!e il pane materiale, come ogni altra cosa necessaria o utile per vivere, sacramento di vita se preso come dono, rendendo gra"ie al 0adre e condividendolo coi fratelli7 invece causa di morte, se preso come rapina. La vita si mantiene tale se eucarestia #K ringra"iamento(, partecipa"ione al corpo del >iglio dato per noi.
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nostro! Il pane non 3mio4, ma nostro. 6e non condiviso coi fratelli, non pane del 0adre della vita/ l-idolo c!e ci avvelena l-esisten"a, dividendoci da lui, tra noi e da noi stessi. L-unica volta in cui *es+ dice di se stesso/ 3mio4, del suo corpo 3dato per voi4. 9io realmente solo ci. c!e dono. *uotidiano! In greco c- epiosion, c!e significa 3sostan"iale, necessario4 se deriva da epiousMa( 3futuro4 se deriva da epii9nai, 3disponi$ile4 se da epieDnai, 3per )uesto giorno, )uotidiano4 se da ep8 t:n ousMan A em9ranB! 2 allusione alla manna, data ogni giorno solo per un giorno, per insegnare c!e non l-accumulo a garantirla, ma la fiducia nel 0adre. Il pane solo per oggi, ma disponi$ile ogni giorno7 fino al giorno sen"a fine, di cui )uesto pane la certe""a. In ogni $riciola, in ogni frammento di vita, vivo l-amore del 0adre c!e dona e )uello dei fratelli con cui condivido 8 e )uesto il pane sostan"iale. dacci. !iedo il dono non solo per me, ma per 3noi4, per i fratelli, perc!F il

pane del 0adre c!e mi fa figlio. oggi! Il pane , come la manna, testimone )uotidiano della fedeltB di Dio. La vita sempre e solo 3oggi4. Non pu. essere accumulata5 6e respiro oggi l-aria di domani, scoppio7 se la trattengo, muoio. v! "& rimetti . In greco 3mandar via, allontanare4. I nostri de$iti, c!e ci stanno addosso come peso gravoso c!e impedisce di vivere, sono allontanati da noi. Il 0adre padre perc!F dona e perdona. Il perdono il pane )uotidiano dello 6pirito. L-amore vive di dono e di perdono/ se nel $ene dono, nel male cresce in per8dono #K super8dono(. a noi. !iedo il perdono non solo per me, ma anc!e per i fratelli.

Diversamente non raggiungo la fonte del perdono, c!e l-amore del 0adre per tutti. i nostri debiti! Il termine traduce una parola e$raica c!e significa de$ito o peccato. : Dio noi 3do$$iamo4 tutto ci. c!e a$$iamo e siamo/ tutto ricevuto da lui #& or %,A(. 9a non un 3de$ito4 da restituire7 sare$$e un suicidio5 2
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invece un dono da accogliere e da vivere con gratitudine. Il peccato considerare la vita come 3de$ito4 e non come dono. La salve""a passare dalla logica del de$ito e della colpa a )uella del peccato e del perdono. come anc e noi abbiamo rimesso ai nostri debitori! 6i suppone c!e, )uando preg!iamo il 0adre, ci siamo giB riconciliati con i fratelli #vv. &%s7 &<,'&81@(. 6e non perdono il fratello, non sono figlio5 0erdonare il fratello non un dono c!e a lui faccio, ma c!e da lui ricevo/ perdonando, ricevo lo 6pirito del 0adre. 0er )uesto perdonare un miracolo pi+ grande c!e resuscitare un morto/ nascere alla vita immortale. v! ") faC c e non cadiamo in tentazione . Dio non tenta e non induce in tenta"ione #*c &,&1(7 invece colui c!e dB la for"a di non cadere #'C,%&(. Le tenta"ioni fanno parte del nostro cammino. Dio non ce ne preserva7 ma in esse ci aiuta perc!F, invece c!e luogo di sconfitta, diventino luogo di vittoria 8 o di perdono se cadiamo. ma liberaci dal maligno . Il maligno #'C volte in 9t, ' in 9c, &1 in Lc( colui c!e ci vuol dominare. La come alleate le nostre passioni e il nostro disordine, con cui ci tenta perc!F cadiamo nelle sue mani, e vi restiamo. L-opera di Dio strapparci da esse e impedire c!e vi ricadiamo. Il pane e il perdono c!e c!iediamo al 0adre !anno il potere di preservarci nella tenta"ione e di li$erarci dal maligno. vv! ".s ma se voi non avrete rimesso( ecc! #cf &<,'&81@(. ,ueste parole, poste a conclusione, sono una verifica per vedere se !o pregato in veritB. 6e non !o perdonato al fratello, non riconosco Dio come 0adre, e non accetto il suo perdono per me5 *iusto non c!i non pecca 8 tutti pecc!iamo 8 ma c!i perdona come il 0adre. Il perdono del fratello visto con enfasi come il luogo in cui riconosco davvero Dio come 0adre #vedi Lc &@,&&81'(. 6e non perdono, !o pregato con falsitB, sen"a lo 6pirito del 0adre e del >iglio.

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*' Pregare il te$to a. entro in preg!iera come al solito $. mi raccolgo unendomi al >iglio, rivolgendomi al 0adre con il suo amore c. gli c!iedo ci. c!e voglio/ c!iedo e voglio con tutto il cuore tutto ci. c!e *es+ mi !a insegnato a c!iedere e a volere con )uesta preg!iera/ il dono del suo 6pirito di figlio d. prego lentamente, sul ritmo del respiro, ogni singola parola, sostando su essa finc!F trovo pace.

+' Te$ti %tili, Is @@,&=8&&7 6al 1%7 &=17 &1?7 Os &&,&8?7 *al %,&8A7 Rm <,&%8 1?.

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&<' 9UANDO DIGIUNI- PRO3UMATI IL CAPO :-&:/&. C,&C Ora, )uando digiunate, non siate come gli ipocriti, dal volto tetro. Infatti si sfigurano il volto per figurare agli uomini come digiunatori. :men vi dico/ !anno giB la loro ricompensa. Tu, invece, )uando digiuni, profumati il capo e lavati il volto, perc!F non figuri agli uomini c!e digiuni, ma al 0adre tuo, c!e nel segreto7 e il 0adre tuo, c!e guarda nel segreto, ti restituirB.

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)' Me$$aggio nel conte$to Euando digiuni( profumati il capo( dice *es+. L-elemosina e la preg!iera, scaturite dal cuore del >iglio davanti al 0adre, compiono la 3giusti"ia eccessiva4 nei confronti dell-altro e dell-:ltro. Il digiuno a sua volta la compie nei propri confronti/ fa accettare se stessi come figli e il proprio limite come principio di vita. Digiunare il contrario di mangiare, vivere. 2 segno sia di lutto c!e di conversione. 2 spesso associato alla preg!iera e allo studio della -or #Dt <,1(. 6e la sa"ietB ottunde, la fame agu""a l-ingegno/ )uella volontaria poi fa capire c!e non di solo pane vive l-uomo. Il digiuno o$$ligatorio il giorno dell-espia"ione, in cui proi$ito 3mangiare, $ere, lavarsi, profumarsi, cal"are i sandali e avere rapporti sessuali4 # Mis na(. Oltre al digiuno pu$$lico, prescritto, ci sono )uelli privati, di devo"ione. Il fariseo al tempio, di cui parla *es+ nella para$ola, digiuna $en due volta la settimana #Lc &<,&'(. Le opere supererogatorie procurano fama di persona
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pia. Ognuno cerca di primeggiare, scegliendo l-am$ito dove meglio riesce. Non importa se la religione o lo sport, l-arte o l-economia, la pace o la guerra, la politica o la malavita/ tutto serve per essere 3)ualcuno4 davanti agli altri. L-apparire agli occ!i degli uomini il DN: di ogni male, c!e !a la sua radice nel non sapere c!i siamo agli occ!i di Dio. : *es+ c!iederanno perc!F i suoi discepoli non digiunano #?,&% s(. RisponderB c!e il tempo delle no""e, del $anc!etto messianicoo, della piene""a di vita c!e Dio !a promesso. 9a anc!e loro conoscono un digiuno, c!e solo 3davanti al 0adre4. ome in tutte le opere, *es+ guarda l-inten"ione. Il cuore del >iglio puro, e vede Dio #@,<(, perc!F lui solo cerca. L-ipocrita cerca la propria reputa"ione, e in tutto trova il proprio io. 6tare davanti agli uomini o al 0adre, l-alternativa del nostro modo di essere e di agire/ anc!e in Dio, si pu. cercare ancora il proprio io #Lc &<,&&(5 Il digiuno, come ogni opera $uona, pu. essere esi$i"ione davanti agli uomini, persino davanti a Dio 8 im$iancatura di un cuore orgoglioso, possessivo e padronale, pieno di morte. 2 )uanto dicevano i profeti, proponendo un altro digiuno, gradito a Dio/ operare con giusti"ia e dividere i propri $eni coi poveri #Is @<,&ss(. Ges !a digiunato nel deserto. :nc!e per lui 3la fame4 stato luogo di tenta"ione. La C iesa occidentale !a ora attenuato la pratica del digiuno. In una societB ridotta a $occa c!e tutto divora, a tu$o digerente c!e tutto assimila, il digiuno riac)uista la sua attualitB. E c- anc!e un digiuno della mente e del cuore, dell-orecc!io e dell-occ!io.

)' Lett%ra del te$to

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0("0 6ra( *uando digiunate! 9angiare alimentare la vita, digiunare perderla. Il digiuno !a molti aspetti/ riguarda le rela"ioni con l-altro, con l-:ltro, con le cose e con se stessi. Nei confronti dell-altro, il digiuno )uella limita"ione di vita c!e la sua presen"a impone 8 limite c!e, dove accolto, diviene principio di rela"ione, comunica"ione e comunione. Nei confronti dell-:ltro, il digiuno come la preg!iera del corpo/ accetta"ione sim$olica c!e la propria vita non l-assoluto, e tanto meno il ci$o c!e la mantiene, ma Dio stesso e la sua parola. Nei confronti delle cose, il digiuno un correttivo necessario alla $rama di 3possederle4/ ci possono essere o non essere, e vanno vissute come rela"ione all-:ltro e agli altri, e non come feticcio. Nei confronti di se stessi, il digiuno porta a un corretto rapporto con la propria vita e la propria morte/ si accetta )uello c!e c- come dono di Dio, e lo stesso limite come comunione con lui, principio e fine di tutto. Il digiuno inoltre necessario per raggiungere la 3so$rietB4, c!e consiste nel servirsi delle cose tanto )uanto sono utili per amare Dio e il prossimo. i. c!e

non utile a tale scopo, serve a odiare e morire. Nella nostra societB consumistica, c!e riduce la persona a im$uto c!e tutto ingurgita attraverso i cin)ue canali dei sensi, il digiuno !a un particolare valore. Oltre la so$rietB nel ci$o, c- )uella nell-odorare, gustare, toccare, udire, vedere, e, soprattutto, nel fantasticare 8 la fantasia il senso virtuale c!e sostituisce ogni altro. I sensi sono gole voraci, insa"ia$ilmente aperte verso ogni oggetto. :ll-animale servono per la conserva"ione della specie e dell-individuo, e sono regolati dall-istinto7 all-uomo, c!e di specie divina, servono per entrare in comunione con l-altro7 e non sono regolati dall-istinto. 6ono fame infinita, c!e si sa"ia solo trovando il ci$o per cui sono fatti 8 l-altro e l-:ltro. L-edonismo nega )uesta fun"ione, riducendo il senso a consumo di sensa"ioni/ sente solo se stesso. Il digiuno dei sensi l-antidoto, c!e
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restituisce loro la propria fun"ione. Non tocco e non gusto tutto, non ascolto e non vedo tutto 8 mosso dal semplice desiderio di riempirmi di sensa"ioni. 6celgo di toccare, gustare, ascoltare e vedere nella misura in cui ci. mi aiuta ad amare l-altro. Oltre la so$rietB dei sensi c- anc!e )uella, pi+ difficile, della mente e del cuore, per non cadere nell-estetismo e nel narcisismo 8 frutto di un intelletto e di una volontB c!e, invece di aprirsi all-altro, si c!iudono in se stessi. :nc!e, e soprattutto, )ueste facoltB superiori sono per l-altro. 0er )uesto non cerco di capire e volere tutto, ma solo ci. c!e mi apre all-alteritB. L-uomo o impara a essere signore dei suoi sensi e delle sue facoltB, ordinandoli al fine, o sc!iavo del loro appetito. Lo stimolo del piacere di ogni tipo, come una droga, lo depossessa della li$ertB, portandolo a fare ci. per cui non fatto e c!e, in fondo, neanc!e vuole, e c!e comun)ue non lo sa"ia mai. Una societB consumistica, con grande capacitB di suggestione, porta a compimento la sc!iavit+ del piacere apparente, presentando come $uono, $ello e desidera$ile, ci. c!e in realtB non lo #*en 1,C(. Il digiuno, inteso a raggiungere la so$rietB in tutti i campi, ci li$era dall-idolo del piacere apparente, c!e promette sa"ietB, ma alimenta solo fame7 e ci permette di usare tutto sen"a esserne usati. Il digiuno pu. anc!e farsi delirio di onnipoten"a distruttiva, come

nell-anoressia. Dulimia e anoressia nascondono lo stesso volto oscuro/ l-assoluti""a"ione del ci$o e del corpo. #9a c- anc!e una $ulimia e anoressia intellettuale e spirituale(. :noressia e $ulimia tendono a coincidere nelle diete ipocaloric!e, in cui uno mangiando non mangia, e pu. riempirsi all-infinito di niente5 arne sen"a proteine, latte sen"a panna, dolce sen"a "ucc!ero, pasta

sen"a amido 8 dove l-importante l-essere sempre pi+ 3sen"a4, puro apparire 8 sono i nuovi idoli, c!e rendono simili a loro )uelli c!e li adorano #6al &&@,<(. Tanta fame fame non di pane, ma di vita7 non di ci$o, ma di affetto. Uno vive dell-amore c!e riceve, della parola c!e gli comunica l-altro. Una societB
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sen"a amore e sen"a parola, sen"a madre e sen"a padre, sarB sempre pi+ anoressica e $ulimica. L-uomo un sacco vuoto sen"a fondo/ niente lo pu. riempire, se non la capacitB di leggere l-Infinito presente in ogni cosa finita. Il digiuno per dieta, se non necessario alla salute, ancora segno dell-assoluti""a"ione del proprio corpo, e porta a devia"ioni. non siate come gli ipocriti! Ogni a"ione $uona pu. essere stravolta nel suo contrario dalla ricerca del proprio io. dal volto tetro! Il viso e l-occ!io, invece di diffondere la luce del cuore, comunicano oscuritB e triste""a. si sfigurano il volto per figurare! i si sfigura per figurare, ci si nasconde per

farsi vedere, ci si oscura per apparire5 L-intento c!e gli altri notino c!e stiamo facendo una cosa $uona e ci appre""ino5 anno gi la loro ricompensa! Ottengono ci. c!e vogliono/ una $ella immagine di sF davanti agli altri. v! "$ tu( invece( *uando digiuni( profumati il capo( ecc! Nel digiuno ci si cosparge il capo di cenere, non di profumo 8 la cenere segno di morte e il profumo di vita. Inoltre non ci si lava, perc!F lavarsi rigenerarsi. *es+ ordina al discepolo un digiuno c!e profumo di vita e rigenera"ione. v!"% perc 9 non figuri agli uomini c e digiuni( ma al 7adre tuo! Davanti agli uomini ricevo l-immagine, l-idolo del mio io7 davanti a Dio ricevo il mio essere me stesso, a sua immagine. Il digiuno davanti a lui mi fa riconoscere suo figlio, c!e tutto riceve da lui, anc!e me stesso e addirittura lui stesso. Il mio digiuno definitivo 8 la mia morte 8 sarB il sa"iarmi pienamente della sua presen"a. *iB fin d-ora, gra"ie a )uesto digiuno, sono li$ero di camminare verso )uella felicitB alla )uale sento di essere destinato. 0erc!F !o detto a Dio/ 36ei tu il mio 6ignore54#6al &C,'(. il 7adre tuo( c e guarda nel segreto( ti restituir! Il 0adre mi restituirB la mia realtB, c!e lui stesso, a immagine del )uale sono fatto.

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*' Pregare il te$to a. entro in preg!iera come al solito $. mi raccolgo immaginandomi nel mio digiuno ultimo c. c!iedo ci. c!e voglio/ capire cos- la vita e tutto ci. c!e contiene/ non sono idoli, ma doni di Dio da vivere con li$ertB e gratitudine di figli d. traendone frutto, medito sul testo da notare / significato del ci$o e del digiuno come vivere i miei $isogni e i miei limiti, il mio $isogno di vita e la mia morte consumismo ed edonismo/ faccio ci. c!e mi piace 3so$rietB4 dei sensi, della mente e del cuore.

+' Te$ti %tili, 6al &C7 &=17 @&7 Is @<7 9t ?,&=8&A.

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&.' NON POTETE ESSERE SERVI DI DIO E DI MAMMONA :-&>/)+ C,&? '= '& '' '1 Non tesori""ate per voi tesori sulla terra, dove tignola e ruggine fanno scomparire e dove i ladri scassinano e ru$ano7 tesori""ate invece per voi tesori nel cielo, dove nF tignola nF ruggine fanno scomparire e dove i ladri non scassinano nF ru$ano. Infatti dove il tuo tesoro, lI sarB anc!e il tuo cuore. La lucerna del corpo l-occ!io7 se dun)ue il tuo occ!io puro, tutto il tuo corpo sarB luminoso7 ma se il tuo occ!io malato, tutto il tuo corpo sarB tene$roso. 6e dun)ue la luce c!e in te tene$ra, )uanto grande la tene$ra5 Nessuno pu. essere servo di due padroni/ infatti o odierB l-uno e amerB l-altro, o l-uno preferirB e l-altro dispre""erB. Non potete essere servi di Dio e di mammona.

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&' Me$$aggio nel conte$to 3on potete essere servi di Dio e di mammona( dice *es+. I nostri rapporti con le cose devono essere da figli di Dio/ lui il nostro tesoro, e le cose non sono feticci da adorare, ma doni del suo amore. L-uomo sempre 3di4 )ualcuno. L-appartenen"a, in molte lingue, si esprime col 3genitivo4/ la rela"ione, c!e genera e fa esistere. ,uesta rela"ione unica/ non si possono avere due padri o due madri. osI *es+ dice c!e la

nostra vita o dipende da Dio, e allora siamo suoi figli, o dipende da mammona, e allora siamo suoi sc!iavi. Ini"ia in )uesto $rano la conclusione del corpo del discorso della montagna, c!e culmina con il comando dell-amore, sintesi della legge e dei profeti #A,&'(. La se"ione, molto articolata, unita da un filo conduttore/ la paternitB di Dio. ,uesta da vivere in rapporto alle cose come li$ertB dall-accumulo )uando ci

&%%

sono e dall-ansia )uando non ci sono # 0(4#&.!&'#).(, e in rapporto alle persone come accoglien"a e amore fraterno # $("#"&(. Lo 6pirito filiale informa sia le opere religiose #elemosina, preg!iera, digiuno( sia il rapporto )uotidiano con le cose e le persone. !i non si sa figlio di Dio e

fa dipendere la sua vita dalle cose, accumula tesori sulla terra7 il suo occ!io malato, perso dietro l-idolo, sc!iavo di mammona. !i si sa figlio, invece,

accumula tesori in cielo7 il suo occ!io puro e in tutto vede colui c!e lo ama e c!e vuol amare. La fede in Dio si gioca concretamente nel rapporto con le creature, c!e pu. essere filiale e fraterno, oppure padronale e dia$olico #cf Lc &',&181%7 &C,&8&1(. Ges( il >iglio di Dio, il tesoro in cui a$ita corporalmente tutta la piene""a della divinitB # ol ',?(. La C iesa !a scoperto il tesoro, e, con gioia, si disfa di tutto per ottenerlo #&1,%%ss(. Give ogni cosa come eucaristia/ dono ricevuto dal 0adre e condiviso con i fratelli.

)' Lett%ra del te$to 0("4 3on tesorizzate per voi tesori sulla terra! L-uomo non la vita/ l-!a ricevuta e deve alimentarla. 0ensa di mantenerla accumulando $eni, sen"a accorgersi c!e cosI la immola per procurarsi ci. c!e dovre$$e garantirla. Infatti c!i fa delle cose il suo dio, le stacca dalla loro sorgente, c!e Dio, e dal loro fine, c!e la condivisione fraterna. La $rama di possedere ateismo pratico, origine di tutti i mali #&Tm C,&=(, vera idolatria #Ef @,@(. Nega il valore di ogni realtB/ il dono. Tesori""are in contraddi"ione con la ric!iesta/ 3Dacci oggi il nostro pane )uotidiano4. Il pane non pi+ dono del 0adre, ma sostituto del 0adre. dove tignola e ruggine fanno scomparire! I $eni in natura, ci$o e vestito, col tempo saranno divorati dalla tignola 8 e lo stesso corpo dai vermi. I $eni in

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metallo perdono il loro splendore. giova per apparire, scompare. dove i ladri scassinano e rubano!

i. c!e serve per vivere, muore7 ci. c!e

i. c!e accumulato, furto al 0adre e ai

fratelli7 presto o tardi, verrB sottratto a c!i l-!a ru$ato. O il dono resta tale e si fa principio di dono, o diventa furto e principio di furto. :ccumulare tesori non solo non garantisce la vita animale, ma fa anc!e perdere la vita di figlio e di fratello. v! &5 tesorizzate invece per voi tesori nel cielo! :ccumula tesori eterni colui c!e riceve ringra"iando e usa condividendo. In )uesto modo i $eni del mondo alimentano non solo la vita materiale c!e perisce, ma anc!e )uella spirituale/ sono strumenti per entrare in comunione con il 0adre e con i fratelli. La dimora eterna, il vero tesoro, si gioca )ui nel tempo con l-uso corretto dei $eni, dei )uali $isogna essere non stolti possidenti, ma amministratori sapienti #cf Lc &',&1ss7 &C,&8&1(. dove n9 tignola n9 ruggine fanno scomparire! Il ci$o, se accumulato, si corrompe, come la manna7 se condiviso con i fratelli, seme di immortalitB. Il danaro e l-oro stesso, in cui si ripone la fiducia, si offuscano, se non prima, almeno )uando si c!iuderanno gli occ!i. L-amore del 0adre e per i fratelli invece accende nell-uomo la gloria eterna di Dio. Non l-oro c!e !a, ma )uello c!e dB lo rende figlio, splendore del 0adre. dove i ladri non scassinano n9 rubano! Il dono resti sempre tale 8 e, c!i ne deru$ato, non lo ric!ieda indietro #Lc C,1=(. osI diventa figlio del 0adre, c!e

tutto dona e perdona. In )uesto modo il suo tesoro non sarB mai ru$ato/ resterB sempre dono, anc!e per c!i lo fa oggetto di furto. v! &" dove : il tuo tesoro( l8 sar anc e il tuo cuore! Una persona a$ita pi+ dove col cuore c!e con il corpo. 6e ami le cose c!e periscono, sei nella perdi"ione. 6e ami Dio c!e vita, dimori in Dio e nella vita. v! && lucerna del corpo : lCocc io! L-occ!io non semplicemente la finestra attraverso cui entra ci. c!e fuori. 2 anc!e lucerna/ la luce c!e nel cuore,
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esce da esso e si proietta sulla realtB. Uno vede con la luce del suo cuore, con l-amore c!e lo illumina. se dun*ue il tuo occ io : puro( tutto il tuo corpo sar luminoso! Il modo di guardare, valutare, pensare, sentire, camminare e fare dipende dall-occ!io e dal cuore, c!e rende luminosa o oscura non solo la persona, ma anc!e la realtB c!e la circonda. E ce ne accorgiamo su$ito5 :ddirittura, vedendo un cane, capisci su$ito c!e tipo di persona il suo padrone5 v! &) se il tuo occ io : malato( tutto il tuo corpo sar tenebroso! - un

occ!io malato e cattivo 8 il malocc!io5 8 c!e diffonde tene$ra. 6e il cuoreQocc!io puro riflette la luce di Dio e porta il frutto dello 6pirito #cf *al @,''(, il cuoreQocc!io malato, al contrario, moltiplica le opere della 3carne4 #cf *al @,&?8'&(. se dun*ue la luce c e : in te : tenebra( *uanto grande la tenebraH !i

diffonde tene$ra invece di luce, )uanto $uio deve avere nel cuore5 La luce, principio della crea"ione e della vita, esce dalla $occa di Dio, c!e dice/ 36ia la luce4 e la luce fu #*en &,1(. La tene$ra la $occa del nulla, c!e tutto mangia e seppellisce nella morte. v! &. nessuno pu, essere servo di due padroni( ecc! Nessuno pu. cavalcare due cavalli. Noi ostinatamente cerc!iamo di mettere insieme Dio e l-idolo, "oppicando da due parti #&Re &<,'&(. Dio tollera di essere anc!e ignorato, ma non di essere secondo/ non sare$$e Dio5 ,ualun)ue idolo gli metti davanti, cade e si frantuma come Dagon dinan"i all-arca #&6am @,'ss(. O Dio o l-idolo/ l-alternativa radicale, la scelta tra ci. c!e dB la vita o la distrugge. :l $ivio non si possono seguire due vie. Disogna decidere se seguire Dio o gli idoli #*s '%,&%ss(. 6e il tuo fine Dio, diventi come lui7 se l-idolo, diventi come l-idolo, c!e !a volto oscuro, $occa muta, occ!io spento, orecc!io sordo, naso insensi$ile, mano c!iusa, piede parali""ato, gola serrata e sen"a suono. Il fa$$ricatore di idoli, diventa come loro #6al &&@,%8<(. Invece di essere

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figlio del Dio vivente, diventa una statua morta e fredda/ monumento fune$re, masc!era mortuaria di se stesso5 6ulla fronte porteremo il numero CCC, il marc!io della $estia #:p &1,&C8&<(, o il nome del 6ignore #:p '',%(; :ttenti al pericolo di servire l-idolo, sen"a accorgersene, per venti)uattro ore al giorno e sette giorni alla settimana durante tutta la vita, con il culto diretto nel lavoro per produrlo e )uello indiretto nel riposo per consumarlo e riprodurlo5 mammona! In e$raico / maCamun, c!e !a la stessa radice di emun #fede(/ )ualcosa in cui si confida, la sostan"a su cui si fonda l-esisten"a. La mia vita si fonda nel credere in Dio o sui vari 3titoli di credito4;

*' Pregare il te$to a. entro in preg!iera come al solito $. mi raccolgo immaginando il monte delle $eatitudini dove il 6ignore parla c. c!iedo ci. c!e voglio/ scegliere il 6ignore come mio tesoro d. traendone frutto, medito sul testo da notare< non tesori""are sulla terra tignola, ruggine, ladri dove il tuo tesoro, lI sarB anc!e il tuo cuore l-occ!io lampada del tuo corpo occ!io puroQocc!io malato luceQtene$ra nessuno pu. essere servo di due padroni o Dio o mammona. +' Te$ti %tili, 6al %?7 6al &&@7 6al &C7 '17 *s '%,&%8'<7 Lc &',&18'&7 &C,&8&1.

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&>' NON PREOCCUPATEVI :-)0/*+ C,'@ 0er )uesto vi dico/ Non preoccupatevi per la vostra vita cosa mangerete #o cosa $errete(, nF per il vostro corpo cosa vestirete. Non forse la vita pi+ del ci$o, e il corpo pi+ del vestito; Osservate gli uccelli del cielo/ non seminano, nF mietono, nF raccolgono nei depositi7 e il 0adre vostro celeste li nutre. Goi forse non contate pi+ di loro; Ora c!i di voi, preoccupandosi, pu. aggiungere una spanna alla sua etB; E per il vestito, perc!F vi preoccupate; Imparate come crescono i gigli del campo/ non faticano nF filano. Ora io vi dico c!e neppure 6alomone in tutta la sua gloria vestiva come uno solo di loro5 Ora se l-er$a del campo, c!e oggi e domani gettata nel forno, Dio cosI riveste, non molto di pi+ voi, o gente di poca fede; Non preoccupatevi dun)ue dicendo/ c!e mangeremo; o c!e $erremo; o c!e vestiremo; Infatti tutte )ueste cose i pagani ricercano. 6a infatti il 0adre vostro celeste c!e avete $isogno di tutto )uanto )uesto. Ora cercate prima il regno di Dio e la sua giusti"ia,
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e tutte )ueste cose vi saranno aggiunte. Ora dun)ue non preoccupatevi del domani, perc!F il domani si preoccuperB di sF5 Dasta al giorno la sua pena5

&' Me$$aggio nel conte$to 33on preoccupatevi, il ritornello c!e *es+ ripete sei volte. 0orre la vita nelle mani del 0adre significa essere li$eri dall-affanno. i. c!e ne garantisce il

mantenimento lui, c!e, come la dB, cosI la alimenta. L-ansia della previden"a cede il posto alla fiducia nella provviden"a. *es+ non dice di non lavorare7 dice di non fare del lavoro l-idolo c!e toglie il respiro/ 3Il lavoro da fare, la preoccupa"ione da levare4 # S! Girolamo (. 6. Igna"io da LoPola consiglia di agire come se tutto dipendesse da noi, sapendo per. c!e tutto dipende da Dio. 2 un atteggiamento c!e toglie l-ansia 8 tutto dipende da Dio58, e mette in li$ero gioco le nostre capacitB 8 tutto dipende da noi5 Il fatto c!e tutto sia dono non ali$i all-impegno, ma antidoto alla preoccupa"ione. : differen"a dell-animale, l-uomo non nasce vestito, nF trova direttamente nella natura il ci$o. Deve necessariamente lavorare. 9a non deve fare dei suoi $isogni il suo assoluto. 2 c!iamato a soddisfarli da figlio, colla$orando col 0adre e condividendo con i fratelli. Il ci$o e il vestito, se non diventano l-idolo, sono il me""o c!e mette in comunione con Dio e con gli uomini. La pre8occupa"ione assor$e energie utili per l-occupa"ione stessa, e toglie vita invece di mantenerla. Essa ci assale )uando le cose da me""o diventano fine7 allora, invece di servirci, ci asservono, invece di comunicarci la vita filiale e fraterna, la uccidono. La nostra fede in concreto riposta o nel 0adre c!e tutto dona, o nell-idolo c!e tutto esige. Ges il >iglio c!e tutto riceve dal 0adre e spe""a coi fratelli/ la sua esisten"a amore ricevuto e dato.

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La C iesa vive allo stesso modo/ li$era dall-ansia di vita, c!e paura di morte 8 e spesso paura di vivere e ansia di morire 8, cerca in tutto il regno del 0adre e la sua giusti"ia. Invece di tanti ansiolitici #l-attivismo, fin c!e regge, il pi+ usuale5(, !a come medicina la fiducia nel 0adre.

)' Lett%ra del te$to 0(&' 3on preoccupatevi . 0reoccuparsi privarsi del presente, unico tempo c!e c-, per proiettarsi nel futuro, c!e ancora non c-. La preoccupa"ione ci svuota di tutto e ci riempie di vuoto. Il presente dono di Dio, da godere in piene""a7 il futuro, come l-oggi, sarB dono suo, ma solo domani, a suo tempo5 La manna, data )uotidianamente, faceva vermi per c!i l-accumulava #Es &C,&A8'=(. 2 metafora della vita/ ogni giorno fluisce come dono, e si arresta )uando trattenuta. :ccumularla, o addirittura possederla in proprio, il peccato di :damo. In greco preoccuparsi merimnNo( c!e indica la cura, la pena, l-affanno. La la stessa radice di m9ros #parte, ereditB(, di moDra #sorte, destino(. 6ono termini imparentati con 3memoria4 e 3morte4. 0rincipio di preoccupa"ione proprio la memoria della morte, c!e ognuno ricorda come sua ereditB, sua sorte. L-affanno prende c!i, venuto dal nulla e votato al nulla, si sente destinato alla morte. Unico suo assillo costante rimandare )uesto increscioso ritorno. 6e uno sa c!e viene da Dio e torna a lui, il presente diventa gioia, anticipo di ci. c!e sarB anc!e domani e sempre/ comunione con il 0adre e i fratelli. L-affanno 8 categoria fondamentale della nostra cultura, con numerosi sinonimi peggiorativi58 esce sei volte in )uesto $rano. 36ei4 il numero dell-uomo c!e si c!iude in se stesso, sen"a aprirsi al settimo giorno, a Dio, suo principio e suo fine. per la vostra vita cosa mangerete Ao cosa berreteB! i$o e $evanda la

alimentano, ma non sono la vita, e neppure la garantiscono. I ricc!i !anno pi+


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ci$o c!e vita, an"i l-accorciano con lo stress e l-o$esitB. Il nutrimento solo me""o, per di pi+ temporaneo, per vivere7 se ne faccio il fine, mi distrugge. n9 per il vostro corpo cosa vestirete . Il vestito, oltre e pi+ c!e per difendersi dall-am$iente, serve per essere visti. 2 il corpo artificiale, da presentare agli altri/ dic!iara a )uale categoria appartieni e )uali rela"ioni puoi avere. La nuditB adamitica, c!e c-era prima del peccato, possi$ile nell-intimitB d-amore. Il vestito garantisce la vita sociale come il ci$o )uella animale. 2 il messaggio c!e, volente o nolente, mandi all-altro/ rende noto ci. c!e vuoi, devi, o puoi manifestare di te. 2 tipico il disagio di c!i in sogno si sente nudo a un ricevimento5 6en"a vestito uno non pu. presentarsi in pu$$lico, se non per pa""ia o provoca"ione #)ual la differen"a;(. v! 'C osservate gli uccelli del cielo! 0er il ci$o *es+ dice di osservare gli uccelli del cielo, c!e non compiono i cosiddetti lavori masc!ili, )uali arare, seminare, mietere e raccogliere. Ricorda c!e il ci$o non dipende innan"itutto dal lavoro nostro, ma da )uello di Dio, al )uale siamo c!iamati a colla$orare. il 7adre vostro li nutre #*$ 1<,%&7 6al &%A,?(. Il 0adre, c!e 3vostro4 e non 3loro4, nutre anc!e loro. La sua tenere""a si espande su tutte le sue creature #6al &%@,?(. 6e provvede il ci$o ai piccoli del corvo c!e gridano a lui #6al &%A,?(, come non si preoccuperB di suo figlio; Dio al lavoro non solo nel dare, ma anc!e nel mantenere la vita/ dB il seme al seminatore, ma anc!e la pioggia al seme, perc!F dia pane da mangiare #Is @@,&=(. Lui, amante della vita #6ap &&,'C(, desidera solo c!e i suoi figli gioiscano della sua stessa gioia. voi forse non contate pi di loro= si stima poco/ meno di un uccello5 v. 'A c i di voi( preoccupandosi( pu, aggiungere una spanna alla sua et= Lo stesso termine indica in greco sia etB c!e statura. !i pu., preoccupandosi, !i si preoccupa e accumula tanto, in realtB

aumentare di un solo palmo la sua etB o la sua statura, vivere un po- di pi+ o
&@'

essere un po- pi+ alto; La preoccupa"ione, invece c!e allungare rattrappisce il corpo e accorcia la vita5 v! &% per il vestito perc 9 vi preoccupate= Imparate come crescono i gigli del campo( ecc! >aticare e tessere il lavoro della donna, c!e fatica per tessere il corpo e per rivestirlo. I fiori !anno una veste c!e cresce con loro e li ricopre di splendore. La loro $elle""a serve a descrivere la magnificen"a e la gloria dello 6poso # t ',&.&C7 %,@7 C,'(. v &4 ora io vi dico c e neppure Salomone! 6alomone, noto per la sua magnificen"a, non compara$ile come splendore a un solo giglio. v! )5 ora se lCerba del campo c e oggi : e domani : gettata nel forno( ecc! 6e Dio fa cosI con l-er$a del campo, c!e al mattino germoglia e alla sera dissecca #6al ?=,C(, ed usata per accendere il forno e cuocere il pane, )uanto pi+ si preoccuperB di rivestire noi, suoi figli. o gente di poca fede! 2 la defini"ione del discepolo, c!e si fida poco del suo 6ignore #<,'C7 &%,1&7 &C,<7 &A,'=(. 0er )uesto prega, con il padre del sordomuto/ 3 redo, ma vieni in aiuto alla mia incredulitB4 #cf 9c ?,'%(, e dice con gli apostoli/ 3:umenta la nostra fede4 #Lc &A,@(. Il discepolo crede e insieme sempre non crede. La fede non sta$ile/ un dono, c!e cessa )uando lo si vuol possedere, come la manna c!e marcisce )uando accumulata. La vera fede non si fida di sF e della propria certe""a, ma di lui e della sua fedeltB continua. v! )" non preoccupatevi dun*ue dicendo< c e mangeremo( ecc! Non $isogna pre8occuparsi per ci$o, $evanda e vestito, c!e pure costituiscono

l-occupa"ione normale del lavoro. v! )& infatti tutte *ueste cose i pagani ricercano . Il pagano non crede c!e Dio suo padre, e deve pensare a se stesso. 6uo fine non la comunione col 0adre e con i fratelli, ma le cose da procurarsi col 3suo4 lavoro.

&@1

sa il 7adre vostro celeste c e avete bisogno di tutto *uanto *uesto! Il Dio c!e sta nei cieli #K onnipotente( onnisciente ed 0adre/ pu., sa e vuole fare tutto )uanto ci serve. 2 vero c!e, a differen"a degli uccelli e dei gigli del campo, do$$iamo anc!e lavorare. Il giardino da coltivare, oltre c!e da custodire #*en ',&@(7 dopo il peccato, il sudore della fronte condisce il nostro pane #*en 1,&?(. 9a il solo c!e sa"ia l-amore del 0adre, dato nel sonno ai suoi figli #6al &'A,'(. v! )) cercate! Non dice/ 3preoccupatevi4 o/ 4 ricercate4, come i pagani. Dice solo/ 3cercate4. E si cerca ci. c!e giB dato. prima! - una prioritB nel cercare.

il regno di Dio e la sua giustizia! ,uesto do$$iamo cercare innan"i tutto e in tutto/ il regno di Dio e la sua giusti"ia, l-amore verso il 0adre e verso i fratelli. e tutte *ueste cose vi saranno aggiunte! i. di cui ci preoccupiamo, come

fosse il fine, un-aggiunta data a c!i vive da figlio e da fratello. 6e facciamo cosI, nessuno sarB privo del necessario e nessuno immolerB la vita ai suoi $isogni7 tutti saremo li$eri, e, nel soddisfare i $isogni c!e a$$iamo, soddisferemo il $isogno c!e siamo di filialitB e fraternitB. La nostra stessa vita materiale sarB culto spirituale gradito a Dio #cf Rm &',&(. v! ). non preoccupatevi del domani! La pre8occupa"ione del domani for"a sottratta all-occupa"ione di oggi. 0ossiamo vivere solo il momento presente, non )uello dopo. il domani si preoccuper di s9! :nc!e il domani avrB le sue preoccupa"ioni. 9a se non te ne caric!i giB ora, sperimenterai c!e sai portare )uelle di oggi. E cosI sarB anc!e domani, se non penserai a )uelle di dopodomani. 2 un-illusione risolvere oggi i pro$lemi di domani/ se sono di domani, oggi sono certo insolu$ili. basta al giorno la sua pena! Ogni giorno !a la sua dose di fatica, sopporta$ile in )uel giorno, sen"a aggiungere )uella del giorno dopo. i. c!e rende

impossi$ile vivere )ui e ora l-ansia del dopo. Il male di domani sempre
&@%

insopporta$ile, soprattutto perc!F ancora non c-. Normalmente sprec!iamo il novanta per cento delle energie nel cercare di evitare ci. c!e comun)ue avviene e c!e poi scopriamo essere un $ene5 Dio, come la manna )uotidiana, ci dB ogni giorno la for"a per i pesi di )uel giorno, perc!F impariamo a vivere di fiducia. La vita un dono. Non si pu. possederla nF accumularla. La sorgente dB sempre ac)ua nuova. Invece di scavare cisterne screpolate, c!e non tengono ac)ua #*er ',&1(, possiamo sempre attingere ogni giorno con gioia al 0adre, sorgente di vita sempre nuova #cf Is &',1(.

*' Pregare il te$to a. entro in preg!iera come al solito $. mi raccolgo immaginando *es+ c!e parla sul monte c. c!iedo ci. c!e voglio/ trasformare le mie ansie e paure in fiducia e coraggio d. traendone frutto, medito sul testo da notare< non pre8occupatevi per la vita, cosa mangerete per il corpo cosa vestirete osservate gli uccelli del cielo imparate come crescono i gigli del campo gente di poca fede come fanno i pagani cercate prima il regno di Dio e la sua giusti"ia $asta al giorno la sua pena.

+' Te$ti %tili, 6al C'7 Is ?,&%8&@7 6al 117 &=A7 &&A7 &'A7 &1C7 &%A7 6ap &,&'8 &@7 &&,'18&',&7 Lc &',''81&.

&@@

)?' NON GIUDICATE <-&/: A,& ' 1 6mettetela di giudicare per non essere giudicati7 poic!F con il giudi"io con cui giudicate, sarete giudicati, e con il metro con cui misurate, sarB misurato a voi. 0erc!F guardi la pagliu""a nell-occ!io del tuo fratello, e non consideri la trave c!e nel tuo occ!io; O come potrai dire al tuo fratello/ Lascia c!e tolga la pagliu""a dal tuo occ!io5 ed ecco la trave nel tuo occ!io; Ipocrita5 Togli prima dal tuo occ!io la trave, e allora vedrai per togliere la pagliu""a dall-occ!io del tuo fratello. Non date ci. c!e santo ai cani, nF gettate perle davanti ai porci, perc!F non le calpestino coi loro piedi e si voltino a s$ranarvi.

&' Me$$aggio nel conte$to Smettetela di giudicareH 2 l-ordine c!e *es+ ci dB per vivere nel rapporto coi fratelli la paternitB di Dio. Non devo giudicare per due motivi. 0rimo, perc!F il mio giudi"io condi"iona negativamente l-altro7 secondo, perc!F il mio giudi"io sull-altro si rivolge contro di me. Il mio giudi"io pre8giudica l-altro e giudica me stesso/ l-altro tende a diventare come io lo vedo, e io sono come vedo l-altro. 0ositivamente sono c!iamato a stimare l-altro come figlio di Dio e mio fratello. La mia disistima nei suoi confronti grave per lui e per me/ nega a lui la fraternitB mia, e a me la filialitB divina. Dopo aver visto come si vive la 3giusti"ia eccessiva4 del >iglio uguale al 0adre nelle opere religiose # 0("#"%(, nell-uso dei $eni # 0("4#).(, ora vediamo
&@C

come la si vive in rela"ione all-altro # $("#0(. Il principio di tutto la preg!iera, comunione col 0adre c!e concede ogni $ene # $($#""(, in particolare )uel $ene sommo, c!e fare all-altro ci. c!e voglio c!e l-altro faccia a me # $("&(. L-altro 3altro4, diverso ed estraneo. Intruso e concorrente, invasore e nemico, lo misuro, valuto e giudico/ i. c!e !a in pi+ 8 l-altro semplicemente

un di pi+ rispetto a me5 8 oggetto di invidia e rapina7 ci. c!e !a in meno, motivo di dispre""o, ansa per averlo in mano. Dall-altro mi difendo per conservare la mia differen"a7 se possi$ile, lo attacco per impadronirmi della sua. erco la superioritB per non cadere in inferioritB,

il dominio per non essere dominato. Ogni uomo diventa lupo per l-altro, animato da spirito di rivalitB, rissa, inimici"ia, sopraffa"ione e voracitB. 2 l-atteggiamento di :damo nei confronti di Dio, lo stesso c!e a$$iamo nei confronti del padre, il primo altro, e di ogni 3altro4 da me. In realtB il volto dell-altro )uello dell-:ltro/ nel rapporto con lui, vivo )uello con l-:ltro, e viceversa. Le ultime $attute del discorso sul monte ric!iamano ci. di cui giB si parlato in @,'&8%< e di cui si parlerB nel c. &< I vv! "#& vietano di giudicare/ il mio giudi"io cattivo sull-altro contro me stesso. Non giudicare significa essere come il 0adre, c!e accetta

incondi"ionatamente il figlio. *iudicare significa non essergli figlio. Il mio giudi"io $uono o cattivo sull-altro la misura del mio essere figlio o meno del 0adre. :n"i, il giudi"io futuro c!e Dio darB su di me non sarB altro c!e il

giudi"io presente c!e io do sul fratello. Dio lo lascia scrivere a me7 lui alla fine semplicemente leggerB ci. c!e io !o scritto. I vv! )#' esortano a giudicare me stesso invece dell-altro. Uno vede l-altro con il suo occ!io, con il suo cuore/ l-altro colui c!e rispecc!ia me stesso. 6e lo vedo male, perc!F il mio cuore cattivo. La critica verso l-altro autocritica inconsapevole/ il piccolo male c!e vedo in lui spia del grande c!e in me.
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Il v! 0 mostra come il non giudicare non tolga il discernimento. Ne an"i il presupposto. 6e non giudico tra $uoni e cattivi e vedo in me il male, posso discernere ci. c!e opportuno fare nei confronti dell-altro. Ges porta sulla terra lo stesso giudi"io di Dio/ piuttosto di giudicare e condannare i fratelli, si fa giudicare e condannare da loro7 li stima tanto da dare la vita per coloro c!e gliela tolgono5 La croce il suo giudi"io sul mondo/ misericordia assoluta per tutti. La C iesa c!iamata a conoscere e vivere, sia all-interno c!e all-esterno, la sua stessa simpatia illimitata per ogni alteritB. 6empre tentata di compiere il giudi"io dell-uomo, c!e un massacro dell-altro,cerca di mantenere il giudi"io di Dio, c!e salve""a per tutti.

)' Lett%ra del te$to $(" Smettetela di giudicare! 2 un imperativo presente. *es+ ordina di non continuare a giudicare. 6uppone c!e giudic!iamo, e vuole c!e smettiamo di farlo. i. c!e spontaneamente facciamo dentro di noi, )uando vediamo un

altro, misurarlo col nostro metro. ,uando parliamo con lui, invece di ascoltarlo, filtriamo ci. c!e dice con i nostri pregiudi"i. ,uando poi parliamo di lui ad altri, lo sport preferito il tiro al $ersaglio. altro c!e giudicare in contumacia. *iudicare #in greco >rMnein( significa separare, setacciando o vagliando. Il nostro giudi"io sull-altro fatto con il setaccio/ tratteniamo ci. c!e da $uttare e lasciamo cadere ci. c!e da trattenere. Lasciamo perdere il $ene e ricordiamo il male, crocifiggendo l-altro al palo dei suoi errori. Il giudi"io di Dio invece fatto con il vaglio/ trattiene il $ene e lascia perdere il resto. Il suo giudi"io la sua croce/ porta su di sF il nostro male come proprio e restituisce a noi il suo $ene come nostro. Il vento del suo 6pirito disperde il nostro male e trattiene la stima e l-amore infinito c!e lui !a per noi. Ogni mio giudi"io sull-altro corto/ non vede nell-altro ci. c!e vede Dio.
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onversare in genere non

L-uomo vive o muore del giudi"io altrui. Uno come visto/ l-occ!io $uono una porta di luce c!e accoglie e fa vivere, l-occ!io cattivo una lama di ferro c!e penetra e uccide. Dio, $ontB infinita, con il suo occ!io c!e tutto vede $uono, porta all-esisten"a ogni cosa #cf *en &(. 6e giudico, mi arrogo il ruolo di Dio, e compio 3il grande peccato4 di mettere il mio io al posto di Dio. 6e giudico il fratello, giudico la legge, e non sono pi+ uno c!e la osserva, ma c!e la giudica. Ora uno solo il legislatore e il giudice, colui c!e pu. salvare e rovinare7 e c!i sono io da farmi giudice del mio prossimo #*c %,&&s(; Il mio giudi"io contro il fratello sempre un mio male/ con esso, infatti, condanno Dio c!e !a detto di non giudicare. Il 6ignore !a detto di non giudicare perc!F lui non giudica, ma giustifica. Lui amore infinito per tutti e il suo giudi"io il contrario del mio/ ogni uomo ai suoi occ!i riveste il valore dell-amore c!e !a per lui. Noi a$$iamo lo stesso giudi"io di Dio, se rivaleggiamo nello stimarci a vicenda #Rm &',&=(, ritenendo l-altro superiore a noi stessi #>il ',1(. Ognuno vede con il suo occ!io/ an"i, nell-occ!io dell-altro vede la propria immagine riflessa. Dio vede l-uomo molto $uono #*en &,1&(, perc!F lui $uono e vede in noi la sua stessa $ontB. Non $isogna giudicare nessuno, neanc!e se stessi #& or %,1(. conosce Dio, e non ama nF sF nF altri5 verso tutti. per non essere giudicati! Il giudi"io, come un boomerang, ricade su c!i lo lancia. Ogni mio giudi"io contro l-altro, contro di me5 6e non stimo l-altro come fratello, non stimo me come figlio di colui c!e ama me e l-altro come figli. 6e giudico il fratello, mi condanno come non8figlio/ usurpo il posto del 0adre e deturpo il suo giudi"io. Non devo giudicare, non solo per non s$agliare. :nc!e se !o ragione, comun)ue il mio giudi"io s$agliato, perc!F distrugge la vita filiale e fraterna. !i non giudica, salva l-altro come fratello e se stesso come figlio.
&@?

!i giudica non

!i non giudica come Dio/ amore

v! & poic 9 con il giudizio con cui giudicate( sarete giudicati! Dio mi giudica come voglio io/ mi rispetta e lascia ogni li$ertB 8 anc!e )uella di scrivere il mio giudi"io. Ed )uello c!e pronuncio sull-altro5 6e lo condanno, condanno Dio c!e giustifica tutti e condanno me come contrario a lui. con il metro con cui misurate( sar misurato a voi! In )uesta vita Dio mi lascia decidere il metro con cui voglio essere misurato/ con il suo o con il mio; 6e accetto il suo, scelgo lui e la sua misericordia per me e per l-altro. 6e lo rifiuto, scelgo la condanna. Lui rimane per. sempre con il suo giudi"io/ la sua croce in favore di tutti, anc!e di )uelli c!e lo rifiutano. v! ) pagliuzza@trave. Il mio giudicare un piccolo difetto dell-altro 8 una pagliu""a nel suo occ!io 8 conficca nel mio una trave. on una trave

nell-occ!io, sono morto5 6e giudico il fratello, !o giB ucciso la mia veritB di figlio. 0osso e devo giudicare a"ioni e situa"ioni, ma solo per )uello c!e mi riguardano7 mai le persone e le inten"ioni. 0osso anc!e accusare il peccato, se proprio doveroso per me e necessario per l-altro7 sempre per. devo scusare il peccatore. Il mio giudi"io su una persona sempre pi+ grave del suo peccato, )ualun)ue esso sia/ giudicare opporsi a Dio. v! . come potrai dire a tuo fratello< lascia c e tolga( ecc! correggere l-altro se sono morto; Da c!e pulpito viene la predica; !i conosce se stesso, non giudica nessuno5 onsidera se stesso uguale a ome posso

tutti i malfattori, e considera tutti come se stesso/ oggetto dell-infinita misericordia di Dio5 v! ' ipocritaH -ogli prima dal tuo occ io la trave( ecc! 0rima di fare una osserva"ione a )ualcuno, $ene c!e mi ricordi )ueste parole di *es+. 0er togliere all-altro la pagliu""a, devo essere io sen"a trave. Diversamente non lo correggo, ma lo fisso nel suo male/ la mia offesa costringe lui all-autodifesa. 6e voglio correggere il fratello 8 gran cosa la corre"ione fraterna #cf &<,&@ss(5 8
&C=

devo

innan"itutto

accettarlo

incondi"ionatamente,

come

anc!-io

sono

accettato. 6olo allora la corre"ione fraterna, e pu. essere efficace. :ltrimenti semplice condanna mia e altrui #cf &<,'&81@(. :lla critica devo sostituire l-autocritica. Non )uella a $uon mercato, con la soddisfa"ione di essere intelligente e umile7 ma )uella c!e viene dalla conoscen"a sofferta del mio male e mi mette sotto il giudi"io di Dio, con la sua stessa tolleran"a verso i miei simili, c!e sono proprio simili a me5 La coscien"a del proprio male un dono mistico, presupposto di ogni cammino spirituale/ rende solidali con i fratelli e con il 0adre, c!e tutti ama e perdona. v! 0 non date ci, c e : santo ai cani( ecc! doni di cui vive la comunitB/ il 0ane e la 0arola. i. c!e santo, le perle, sono i - una 3disciplina dell-arcano4

c!e serve a introdurre nel mistero. 3 ani4 e 3porci4 per gli e$rei sono i pagani. ,uesti devono essere preparati a ricevere i doni. La proposta della veritB deve essere graduale. 0untare la luce negli occ!i non fa vedere, an"i accieca5 L-amore non giudica, ma non manca di discernimento. La caritB deve essere 3discreta4/ discerne le situa"ioni, le a"ioni e le rea"ioni per vedere cosa )ui e ora pi+ aiuta il fratello. Duttare addosso la veritB, sen"a preparare ad accoglierla, porta al plagio di c!i l-accoglie e all-indurimento di c!i non l-accoglie. >are cosI non rispetto nF per la veritB nF per l-altro5 *li spots, gli slogans, la propaganda e i me""i sottili di persuasione sono sempre nocivi, soprattutto se applicati cose vere.

*' Pregare il te$to a. entro in preg!iera come al solito $. mi raccolgo immaginando il monte da cui parla *es+ c. c!iedo ci. c!e voglio/ voglio e c!iedo di smettere di giudicare gli altri, e di tener sempre $en presenti i miei peccati d. traendone frutto, medito sul testo da notare< smettetela di giudicare con il giudi"io con cui giudicate, sarete giudicati guardi la pagliu""a nell-occ!io del tuo fratello
&C&

non consideri la trave c!e nel tuo occ!io non date ci. c!e santo ai cani. +' Te$ti %tili, 6al &1=7 @=7 9t &<,&ss7 Lc C,1C8%'.

&C'

)&' C2IEDETE <-</&) A,A < ? &= && !iedete e vi sarB dato, cercate e troverete, $ussate e vi sarB aperto. Infatti c!iun)ue c!iede riceve, e c!i cerca trova, e a c!i $ussa sarB aperto. O )uale uomo c- tra voi c!e, al figlio c!e c!iede un pane, darB una pietra; O se gli c!iederB un pesce, gli darB una serpe; 6e dun)ue voi, c!e siete cattivi, sapete dare doni $uoni ai vostri figli, )uanto pi+ il 0adre vostro c!e nei cieli darB cose $uone a coloro c!e gli c!iedono. Tutto )uanto dun)ue volete c!e gli uomini facciano a voi, cosI anc!e voi fatelo a loro/ )uesta infatti la legge e i profeti.

&'

&' Me$$aggio nel conte$to C iedete con la certe""a di ottenere, dice *es+, e vi sarB sicuramente dato. ,uesta esorta"ione sulla preg!iera incastonata tra il 3non giudicare4 e 3la regola d-oro4 sull-amore. Il contesto mostra la cosa da c!iedere, c!e Dio certamente dB/ la capacitB di non giudicare e di amare l-altro. ,uesto il dono del 0adre c!e ci fa figli/ il dono del suo 6pirito #Lc &&,&1(. In contesto analogo, nel discorso sulla comunitB, troviamo un altro detto di *es+ sull-infalli$ilitB della preg!iera #&<,&?(, posto tra l-accetta"ione

incondi"ionata dell-altro, c!e rende possi$ile la corre"ione fraterna #&<,&'8&<(, e la para$ola sull-amore c!e si esprime nel perdonare sempre e di cuore #&<,'&ss(.

&C1

Nella preg!iera la sua vita diventa nostra vita. L-unica condi"ione per riceverla volerla e c iederla7 volerla perc!F nessuno pu. darmi ci. c!e non voglio ricevere, c!iederla perc!F nessun dono pu. essere preteso5 6e non otteniamo, perc!F o non vogliamo, o non c!iediamo $ene, o vogliamo ci. c!e non $ene. In sintesi 6. :gostino dice c!e non otteniamo perc!F c!iediamo mali( vel male( vel mala( ossia con il cuore cattivo, o sen"a fiducia e umiltB, o cose cattive. 6. *iacomo dice/ 36e )ualcuno manca di sapien"a, la domandi a Dio c!e dona a tutti generosamente e sen"a rinfacciare, e gli sarB data. La domandi per. con fede, sen"a esitare, perc!F c!i esita somiglia all-onda del mare mossa e agitata dal vento, e non pensi di ricevere )ualcosa dal 6ignore un uomo c!e !a l-animo oscillante e insta$ile in tutte le sue a"ioni4 #*c &,@8<(. E aggiunge/ 3Non avete perc!F non c!iedete7 c!iedete e non ottenete perc!F c!iedete male, per spendere per i vostri piaceri #*c %,'s(. La preg!iera infalli$ile se c!iediamo ci. c!e conforme alla volontB di Dio, con una fiducia c!e tutto desidera e nulla ritiene impossi$ile, con una umiltB c!e nulla pretende e tutto attende. La preg!iera essen"ialmente 3c!iedere, cercare e $ussare4. 9a non un importunare Dio per estorcergli ci. c!e vogliamo. 2 invece l-atteggiamento del figlio/ sa c!e il 0adre dB e sa cosa vuol dargli 8 e )uesto lui stesso vuole e c!iede. !iediamo non per for"are la sua mano, ma per aprire la nostra al suo

dono, sempre a disposi"ione di c!i lo desidera. Il mio c!iedere, come l-unica misura del suo dare, l-unica misura del mio ricevere la mia stessa realtB. 0er )uesto importante c!iedere e desiderare/ nella misura del mio desiderio, io sono me stesso 8 dono di 3colui c!e in tutto !a potere di fare molto pi+ di )uanto possiamo domandare o pensare4 #Ef 1,'=(.

&C%

I vv! )#% dicono di c!iedere, cercare e $ussare. I vv! 4#"" illustrano l-infalli$ilitB della preg!iera con la para$ola del padre. Il v! "& il punto di arrivo del discorso sul monte, la 3regola d-oro4. Ges il primo c!e !a fatto agli altri ci. c!e ognuno vuole c!e gli altri facciano a lui/ il >iglio c!e ama incondi"ionatamente come ognuno desidera essere amato. ,uesto scaturisce dalla sua unione col 0adre, dal )uale riceve tutto, anc!e se stesso. La C iesa fatta da coloro c!e, in lui, sono come lui/ figli uniti al 0adre e donati ai fratelli.

)' Lett%ra del te$to A,A C iedete! 2 un imperativo presente. Disogna continuare a c!iedere, sen"a mai stancarsi #cf Lc &<,&(. Non perc!F Dio non doni, ma perc!F del dono infinito ognuno riceve in propor"ione al suo desiderio. !iedere dilatare il

desiderio 8 e la vita spirituale una 3palestra del desiderio4 #6. :gostino(. Non si dice cosa c!iedere, perc!F da c!iedere tutto, an"i il Tutto. Dio non vuole c!e freniamo o spegniamo i desideri/ ci ordina di aprirli all-infinito. L-uomo diventa ci. c!e desidera7 se desidera Dio, diventa come lui. 6i c!iede ci. c!e non si pu. avere se non come dono dell-altro. Infatti c!iediamo l-:ltro stesso c!e si dona/ l-uomo ric!iesta di Dio, e Dio dono per l-uomo. e vi sar dato! Non si dice c!i dona e cosa donato/ Dio c!e ci dona la sua e la nostra veritB 8 il suo esserci 0adre nel nostro essergli figli e diventare fratelli tra noi. cercate e troverete! 6i cerca ci. c!e nascosto. L-impressione nella preg!iera c!e Dio sia nascosto. 9a ovun)ue, perc!F l-essere di ogni cosa. !i lo cerca in tutte le cose, trova lui, c!e tutto in tutti #& or &@,'<(.

bussate e vi sar aperto! 6i $ussa a una porta c!iusa. Dietro c- la sala del $anc!etto #A,&17 '@,&=(, nella )uale si entra 3ora4 con la preg!iera e il
&C@

perdono. 3Dopo4 inutile $ussare/ resta c!iusa #cf '@,&8&'(. ,uesta porta )uella della 3dispensa4, la profonditB del nostro cuore #C,C(, dove lui sta e da dove noi siamo fuori, ricacciati dalle nostre paure. Dussiamo al nostro cuore fin c!e entriamo, pronti per l-incontro. !iedere, cercare e $ussare sono tre parole c!e esprimono la preg!iera/ si c!iede con desiderio al 0adre, si cerca con amore lui, si $ussa per incontrarlo. Il nostro $isogno si fa domanda, il nostro smarrimento ricerca, il muro del nostro o$lio cade al persistente ricordo di lui. La preg!iera un c!iedere per vincere la sfiducia, un cercare per trovare )uanto il peccato ci !a nascosto, un $ussare per superare ci. c!e ci separa dalla vita. v! % poic 9 c iun*ue c iede riceve( ecc! :l c!iedere donato il ricevere, al cercare il trovare, al $ussare l-essere aperto. 0er )uesto *es+ ci ordina un-insisten"a al di lB di ogni resisten"a. v! 4 *uale uomo cC: tra voi( c e al figlio c e gli c iede un pane( ecc! 6pesso a$$iamo la sensa"ione di avere pietre invece di pane #cf %,15(. Dio sem$ra duro d-orecc!io5 9a, se tarda ad esaudirci nelle cose $uone, solo per darci la cosa migliore/ una fiducia sempre pi+ grande in lui. Noi a$$iamo cuori di pietra #pietra e figlio in e$raico si scrivono con le stesse consonanti(. Il dono c!e lui vuol farci trasformare il nostro cuore di pietra in cuore di figli, attraverso la fiducia in lui. Nella preg!iera esce la nostra ostilitB verso Dio, c!e consideriamo nemico. E lui, c!e ci sem$ra pietra, alla fine scopriamo c!e pane. v! "5 se gli c ieder un pesce( gli dar una serpe! Nella preg!iera noi, figli del serpente #1,A(, otteniamo il pesce, il >iglio c!e vive nell-a$isso e muore sulla terra per darci vita. 9a, prima di ricevere )uesto dono, escono dal cuore i nostri serpenti velenosi. !i prega scopre in sF il male del mondo, e lo scarica

su colui c!e 3porta su di sF il peccato del mondo4 #*v &,'?(. v! "" se dun*ue voi( c e siete cattivi( sapete dare doni buoni ai vostri figli! Non lui, ma noi siamo cattivi5 Eppure nei confronti dei nostri figli $rilla in noi
&CC

un raggio indele$ile della $ontB del 0adre/ desideriamo dare loro con gratuitB ci. di cui !anno $isogno. *uanto pi il 7adre vostro c e : nei cieli dar cose buone! : maggior ragione Dio, c!e perfetto nella sua maternitBQpaternitB, darB cose $uone ai suoi figli. ,ueste 3cose $uone4 sono da Luca sostituite con 36pirito 6anto4 #Lc &&,&1(, la cosa $uona per eccellen"a, la vita stessa di Dio, il suo amore. Dio non vuole e non pu. donarci meno di se stesso. :nc!e nel minimo dono il donatore si dona. La preg!iera dun)ue ci trasforma in figli/ il nostro 3sI4 c!e accoglie ci. c!e la 0arola promette. 6olo alla luce della preg!iera, c!e ci dB il cuore nuovo, si pu. comprendere il discorso della montagna. Non una legge nuova, ancor pi+ esigente dell-antica. 2 invece il 3vangelo4, la $uona noti"ia di ci. c!e Dio ci vuol dare, perc!F noi lo possiamo desiderare e ottenere. Tra il dire e il fare c- di me""o il pregare, c!e il mare sen"a fine del desiderare. ,uesto reali""a in noi ogni sua promessa. a coloro c e gli c iedono . 6i ripete alla fine la parola dell-ini"io/ 3il c!iedere4 la capacitB di contenere il dono. v! "& tutto *uanto dun*ue volete c e gli uomini facciano a voi( cos8 anc e voi fatelo a loro! 2 un 3versetto panoramico4 c!e esplicita @,%</ in )uesto modo diventiamo figli, perfetti come il 0adre, c!e amore per tutti. L-amore si esprime nel 3fare4. L-egoista fa per sF e pretende c!e gli altri facciano per lui/ pone il proprio io al centro di tutto, come un $uco nero c!e tutto fagocita. !i

ama fa per l-altro, c!e !a posto al centro di sF 8 come il sole, c!e diffonde luce e vita. Io so $ene )uali sono le mie attese, i miei diritti sull-altro5 :mare capovolgere le proprie attese in atten"ioni verso l-altro, i propri diritti in doveri verso di lui. 0er c!i ama i $isogni dell-amato diventano suoi impegni.

&CA

,uesto versetto inverte la tenden"a egoistica di porre sF al centro di tutto. L-uomo giB al centro di Dio. Diventa come lui se, come lui, pone al proprio centro gli altri. *uesta infatti : la legge e i profeti! *es+ venuto a compiere la legge e i profeti #@,&A7 cf Rm &1,<8&=(. Lui stesso, c!e !a portato i nostri pesi sulla croce, !a adempiuto tutta la legge ed diventato il 3canone4 #cf *al 1,&17 C,'.&%(, la regola d-oro. Infatti ci lascia come testamento di amarci come lui ci !a amati #*v &1,1%7 cf &*v %,&=s(. legge di li$ertB #*c ',&'(. !i fa come lui, diventa figlio/ vive l-amore,

*' Pregare il te$to a. entro in preg!iera come al solito $. mi raccolgo immaginando il monte da dove *es+ parla c. c!iedo ci. c!e voglio/ saper c!iedere, cercare e $ussare con fiducia, sen"a stancarmi d. traendone frutto, medito sul testo da notare< c!iedereQessere dato8ricevere cercareQtrovare $ussareQessere aperto cosa fa un padre con i figli; paneQpietre pesceQserpe fa- agli altri ci. c!e vuoi c!e gli altri facciano a te.

+' Te$ti %tili, sulla preg!iera Lc &&,?8&17 &<,&8<7 9t &<,&?s7 *c &,@8<7 %,'s. 6ulla 3regola d-oro4/ *al C,'7 Rm &1,<8&=7 & or &1,&ss7 &*v 1,&&8%,'&7 Lc C,'A8 1<.

&C<

))' ENTRATE PER LA PORTA STRETTA <-&*/)? A,&1 Entrate per la porta stretta7 perc!F larga la porta e spa"iosa la via c!e conduce alla perdi"ione, e molti sono )uelli c!e entrano per essa. ,uanto stretta la porta e angusta la via c!e conduce alla vita, e poc!i sono )uelli c!e la trovano5 *uardatevi dai falsi profeti, )uelli c!e vengono a voi in vesti di pecore, ma dentro sono lupi rapaci. Dai loro frutti li riconoscerete. 6i raccoglie forse uva dalle spine, o fic!i dai rovi; osI ogni al$ero $uono fa frutti $elli, e ogni al$ero guasto fa frutti cattivi. Non pu. un al$ero $uono fare frutti cattivi7 nF un al$ero guasto fare frutti $elli. Ogni al$ero c!e non fa frutto $ello tagliato e gettato nel fuoco. Dun)ue dai loro frutti li riconoscerete.

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&' Me$$aggio nel conte$to ;ntrate per la porta stretta( dice *es+. Dopo il v. &' 8 vetta da cui si gode il panorama di tutta la catena di monti sui )uali la legge e i profeti ci vogliono condurre 8, *es+ conclude dic!iarando l-importan"a di )uanto !a detto/ la 3porta4 d-ingresso al regno, la 3via4 c!e conduce alla vita, il 3frutto $ello4 dell-al$ero $uono. Il $rano si articola in due )uadri con metafore suggestive/ portaQvia, al$eroQfrutto.

&C?

La parola di *es+ la 3porta4 stretta c!e ci fa entrare nella vita filiale e fraterna, la 3via4 angusta c!e ci conduce alla vita piena # vv! ")#".(. ,uanti la conoscono e non la praticano sono 3falsi profeti4. 0er loro la dissonan"a tra il dire e il fare non dolorosa incoeren"a da cui uscire, ma strategia di vita. Le loro a"ioni li rivelano, come il frutto mostra la )ualitB dell-al$ero # vv! "'#&5(. 9olte sono le porte, ma una sola )uella di casa7 tante le vie per perdersi, ma una sola )uella c!e porta alla meta7 mille gli al$eri, ma uno solo dB il frutto di vita. ome 9os #Dt 1=,&@8'=(, *es+ ci pone davanti al $ivio/ ci apre la via della $enedi"ione e della vita, perc!F a$$andoniamo )uella della maledi"ione e della morte. :$$iamo finalmente la possi$ilitB di scegliere la nostra veritB/ oltre il male c!e giB conosciamo e facciamo 8 e c!e la legge denuncia 8 c- il $ene c!e in lui possiamo finalmente conoscere e fare. Il $rano ric!iama il Salmo "( c!e presenta la via 3$eata4 del giusto e )uella 3perduta4 del peccatore, paragonati rispettivamente a un al$ero ricco di frutti in riva al fiume, e alla pula dispersa dal vento. >are o meno )ueste parole, per l-uomo reali""are o perdere se stesso. Ges il >iglio, porta d-accesso alla comunione con il 0adre e i fratelli, via c!e conduce a una felicitB sempre maggiore, al$ero c!e porta il dolce frutto, maturo e pieno, dell-amore. La C iesa la comunitB dei figli e dei fratelli c!e ascoltano la parola c!e lui per primo !a fatto e detto.

)' Lett%ra del te$to $(") ;ntrate per la porta . La porta il luogo dove il muro di separa"ione lascia il varco alla comunione/ l-umanitB di *es+, c!e reali""a la 0arola, la porta #*v &=,A(, l-apertura tra l-uomo e Dio, dove Dio entra nella casa dell-uomo e l-uomo nella casa di Dio. Essendo insieme Dio e uomo, *es+ la porta c!e Dio trova nell-umanitB e c!e l-umanitB trova in Dio.
&A=

stretta! *es+ dice cosI non per scoraggiare, ma per esortare all-impegno. Dopo il peccato, facile fare il male, difficile fare il $ene. Il male largo all-ini"io, poi si fa angusto e stringe fino ad uccidere7 il $ene stretto all-ini"io, ma poi si allarga sempre di pi+ all-amore e alla vita. La porta sem$ra stretta a causa dell-inganno c!e fa apparire $uono, $ello e desidera$ile ci. c!e cattivo, $rutto e detesta$ile, e viceversa #*en 1,C(. ,uesta porta in realtB l-infinita ampie""a, lung!e""a, alte""a e profonditB dell-amore di &?,1%ss(. larga : la porta e spaziosa la via c e conduce alla perdizione! Ogni altra porta e via, c!e non sia l-amore del 0adre e dei fratelli, conduce alla perdi"ione. Non $asta pensare/ a$$iamo la sana dottrina, Dio con noi5 Noi siamo con lui solo se viviamo la misericordia. :lla 3porta4 )ui si associa 3la via4, c!e indica il modo concreto di vivere. La porta larga e la via spa"iosa, in termini laici consiste nel fare )uello c!e piace, sen"a guardare se edifica o demolisce l-altro7 in termini religiosi consiste nel fondarsi sulla propria giusti"ia, oppure accontentarsi di pratic!e esteriori o di ricerc!e del sensa"ionale e del prodigioso. - una religiositB c!e non passa risto per noi #cf Ef 1,&<(/ il suo costato aperto sulla croce #*v

attraverso il cuore del >iglio, la conoscen"a del suo amore, la sua carne crocifissa. 2 la via delle 3tecnic!e4 religiose, sganciate dalla misericordia ricevuta e donata7 ma anc!e )uella delle varie ideologie c!e prendono il messaggio $i$lico staccandolo, dalla persona di *es+ e dalla !iesa,

separandolo dalla storia e dalla carne, riducendolo a idea morale 8 a legge tanto su$lime )uanto vuota. molti sono *uelli c e entrano per essa! 9olti, troppi entrano per )uesta porta o prendono )uesta via, c!e soddisfa solo il loro egoismo materiale e spirituale. v! ". *uanto : stretta la porta( ecc. L-uomo, accecato dall-egoismo, trova stretta la porta della salve""a, pieno di difficoltB il suo cammino.

&A&

poc i *uelli c e la trovano! La trovano )uelli c!e cercano innan"itutto il regno di Dio e la sua giusti"ia #C,11(. 9a se Dio ci vuole salvare tutti, perc!F larga la porta della perdi"ione e stretta )uella della salve""a; In realtB vero il contrario5 Il nemico, ottimo comunicatore come tutti gli im$roglioni, ci fa apparire $ene il male e male il $ene, $ello il $rutto e $rutto il $ello, desidera$ile l-indesidera$ile e indesidera$ile il desidera$ile7 ci fa apparire Dio stesso come esigente e cattivo, perc!F non ci affidiamo a lui. Il 6ignore sulla croce rista$ilisce la veritB/ fa vedere )uanto male il male c!e facciamo, al di lB di ogni illusione, e )uanto infinito il $ene c!e lui ci vuole. v! "' guardatevi dai falsi profeti! Nel contesto non sono )uelli c!e dicono cose s$agliate, ma )uelli c!e non fanno ci. c!e dicono. 2 tipico di 9atteo insistere sulla coeren"a/ il fare rivela il cuore. *uelli c e vengono a voi in vesti di pecora! 0arlano come il risto, ma non

fanno come lui. *es+ dice di loro/ fate ci. c!e dicono, ma non ci. c!e fanno #'1,1(. dentro sono lupi rapaci! 6ono sepolcri im$iancati/ l-interno non come l-esterno #'1,'@8'A(. 9a non per semplice incoeren"a, $ensI per ipocrisia. Lanno la $occa, ma non il cuore del >iglio. 6ono pronti ad accettare il suo messaggio, ma non amano e non seguono lui, il 6ignore. ,uindi non entrano attraverso di lui, c!e la porta dell-amore per il 0adre e i fratelli. I lupi rapaci uccidono l-:gnello. v! "0 dai loro frutti li riconoscerete #v. '=( ! I frutti sono la 3giusti"ia eccessiva4 di cui si parlato nel discorso sul monte/ le a"ioni di una vita filiale e fraterna. si raccoglie forse uva dalle spine o fic i dai rovi= L-uva ric!iama Israele, vigna di Dio, il cui frutto l-osservan"a della 0arola #cf Is @,&8A7 6al <=(. Il fico, gustoso e dolce, c!e porta frutto in ogni stagione, segno della perennitB

&A'

dell-amore, compimento della legge. 6ono i frutti c!e germogliano dal cuore nuovo, in )ualun)ue stagione, propi"ia o avversa #cf '&,&<8''5(. v. &A ogni albero buono fa frutti belli( ecc! L-al$ero, c!e si innal"a dalla terra al cielo e conosce le varie stagioni, figura dell-uomo. 0er sF sempre 3molto4 $ello e $uono #*en &,1&(/ immagine di Dio. 9a pu. essere malato, guasto e imputridito, sen"a linfa vitale, sen"a amore. :llora fa frutti cattivi. L-al$ero $uono per eccellen"a la croce, da cui pende il frutto maturo e dolce dell-amore di Dio e dell-uomo. Inseriti in lui, al$ero della vita, anc!e noi diamo il suo frutto #cf *v &@,&8&A(. L-al$ero secco germoglia perc!F l-al$ero verde seccato al posto suo #cf Lc '1,1&7 E" &A,'%(. v! "% non pu, un albero buono fare frutti cattivi( ecc! La $ontB o meno del frutto non dipende dalla $uona volontB, ma dalla )ualitB dell-al$ero. Una vite non si sfor"erB di fare uva/ la fa spontaneamente. Un rovo, per )uanto si sfor"i, non farB mai uva5 0otrB comun)ue coronare di spine il suo 6ignore #'A,'?(. v! "4 ogni albero c e non fa frutto bello : tagliato( ecc! 6pini e rovi devono essere tagliati e $ruciati nel fuoco d-amore del su$isce la sorte di )uello secco5 v! &5 dai loro frutti li riconoscerete! Il 3fare4 la 0arola rivela se il cuore )uello del >iglio oppure no. Io di c!e legno sono; !e frutto faccio; 6e mi scopro spina o rovo, non mi risto, il >iglio crocifisso dal mio male. rocefisso, legno verde c!e

resta c!e vedermi conficcato sul capo di

2 il mio modo di inserirmi in lui, al$ero $uono, c!e dalla croce mi dB il suo 6pirito #'A,@=(.

*' Pregare il te$to a. entro in preg!iera come al solito $. mi raccolgo immaginando il monte da cui il 6ignore parla c. c!iedo ci. c!e voglio/ entrare per la porta stretta, fare la sua parola, avere il suo 6pirito d. traendone frutto, medito sul testo
&A1

da notare< porta strettaQlarga via angustaQspa"iosa vitaQperdi"ione falsi profeti dai loro frutti li riconoscerete )uali sono i miei frutti.

+' Te$ti %tili, 6al &7 Dt 1=,&@8'=7 Is @,&8A7 9t 1,A8&'7 '@,1&8%@.

&A%

)*' C2IUN9UE ASCOLTA 9UESTE MIE PAROLE E LE 3A <')&/)> A,'& Non c!iun)ue mi dice/ 6ignore, 6ignore5 entrerB nel regno dei cieli, ma c!i fa la volontB del 0adre mio c!e nei cieli. 9olti mi diranno in )uel giorno/ 6ignore, 6ignore5 Non a$$iamo profetato nel tuo nome, cacciato i demoni nel tuo nome e fatto molti miracoli nel tuo nome; E allora dir. a loro/ 9ai vi cono$$i5 :llontanatevi da me, operatori di ini)uitB5 !iun)ue dun)ue ascolta )ueste mie parole e le fa, sarB simile a un uomo saggio c!e edific. la sua casa sulla pietra. E scese la pioggia e vennero i fiumi e soffiarono i venti e si a$$atterono su )uella casa, e non cadde perc!F fondata sulla pietra. E c!iun)ue ascolta )ueste mie parole e non le fa, sarB simile a un uomo stolto, c!e costruI la sua casa sulla sa$$ia. E scese la pioggia e vennero i fiumi e soffiarono i venti e si a$$atterono su )uella casa, e cadde, e fu la sua caduta grande. E avvenne c!e, avendo *es+ compiuto )ueste parole, furono colpite le folle dal suo insegnamento. 6tava infatti insegnando loro come uno c!e !a potere, e non come i loro scri$i.

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&' Me$$aggio nel conte$to C iun*ue ascolta *ueste mie parole e le fa( dice *es+, compie la volontB del 0adre mio/ edifica )ui in terra la sua dimora eterna, costruita su )uella sta$ile roccia c!e Dio stesso. !i invece le ascolta e non le fa 8 9atteo si

rivolge a credenti, c!e ascoltano ma non sempre fanno 8, per )uanto faccia cose $uone, non fa la volontB di Dio/ costruisce sulla sa$$ia del proprio io la rovina di se stesso. In continuitB con il $rano precedente, si conclude il discorso sul monte dic!iarando la sua importan"a per il destino dell-uomo. 6ono due metafore sul giudi"io #vv. '&8'1.'%8'A(, visto prima da parte del 6ignore c!e ci riconosce o misconosce, poi da parte nostra, c!e reali""iamo salve""a o rovina. Il 3giudi"io4 sulla nostra vita di credenti lasciato non all-ar$itrio di Dio, ma alla nostra li$ertB di fare o meno la sua parola. 9atteo si trova davanti una comunitB carismatica, ricca di fede ed entusiasmo/ adora il 6ignore, nel suo nome fa profe"ie, miracoli ed esorcismi. 9a )uesto non $asta. Infatti, sen"a l-amore, tutto nulla #cf & or &1,&81(. E l-amore , innan"itutto, fare ci. c!e piace dell-amato. La comunitB di 9atteo, piena di doni anc!e straordinari, risc!ia di trascurare il )uotidiano 3fare la volontB del 0adre4, amando e servendo i fratelli nelle piccole cose di ogni giorno. Nel primo )uadro # vv! &"#&)( *es+ dice c!e si possono compiere opere religiose 8 cele$rare la liturgia, fare profe"ie, esorcismi e miracoli 8 sen"a il cuore del >iglio. 6i pu. agire nel nome del 6ignore, ma ancora per amore del proprio io, sen"a l-amore del 0adre e dei fratelli. In 3)uel giorno4 ognuno mieterB ci. c!e !a seminato #*al C,A(. 6e avrB seminato amore, sarB riconosciuto7 altrimenti sarB $ollato come 3operatore di ini)uitB4, c!e non !a agito secondo la legge dell-amore. Nel secondo )uadro # vv! &.#&$( si ri$adisce la stessa cosa con una prospettiva inversa. 6e prima si guardava al cammino dalla meta, ora si
&AC

guarda alla meta dal cammino/ la casa c!e noi ora costruiamo resisterB o meno 3in )uel giorno4 secondo c!e avremo fatto o meno 3)ueste parole4. le fa come un uomo 3saggio4 c!e costruisce sulla 3roccia4. !i

!i non le fa

uno 3stolto4 c!e costruisce sulla 3sa$$ia4. :d am$edue capitano le stesse avversitB, ma con risultato diverso/ la casa dell-uno permane, )uella dell-altro cade. Il saggio costruisce nel tempo la dimora eterna, c!e resiste a ogni avversitB7 lo stolto invece si costruisce la propria rovina, c!e gli crolla addosso. La conclusione #vv! &%#&4( sottolinea lo stupore delle folle per il suo insegnamento/ la sua parola non solo spiega, come gli scri$i, ma !a l-autoritB di Dio stesso. Ges il primo ascoltatore e facitore della 0arola/ la 0arola fatta carne. La C iesa ascolta e fa la sua parola, continuando nella propria storia l-incarna"ione del >iglio.

)' Lett%ra del te$to $(&" 3on c iun*ue mi dice< Signore( SignoreH 2 l-acclama"ione liturgica, espressione della fede c!e riconosce in *es+ il 6ignore. entrer nel regno dei cieli! Non $asta la fede e la cele$ra"ione liturgica. La fede anc!e vita )uotidiana 8 la liturgia si cele$ra nel nostro corpo #cf Rm &',&s(. :nc!e i demoni credono, ma tremano #*c ',&?(. Una fede e una preg!iera c!e non fiorisce in vita concreta, non giova a nulla/ morta #*c ','%.'C(. *es+ non rimprovera la semplice incoeren"a, c!e sempre ci sarB finc!F viviamo 8 e sarB luogo di umiltB, fiducia e conversione costante5 Rimprovera invece l-autosufficien"a di c!i si ritiene a posto e dice/ 36ignore, 6ignore54, sen"a c!e in realtB *es+ sia il 6ignore della sua vita. Ric!iama *eremia, c!e parla contro c!i si ritiene salvo dicendo/ 3Tempio del 6ignore, tempio del 6ignore, tempio del 6ignore )uesto54, riponendo in esso la propria fiducia, sen"a convertirsi dalle proprie a"ioni malvagie #*er A,1s(. La
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fiducia nel 6ignore non deve fare da paravento all-ini)uitB nF la sua misericordia da pretesto alla dissolute""a #*d %7 Rm ',%(. ma c i fa la volont del 7adre mio! *es+ c!iama Dio/ 30adre mio4, perc!F il >iglio c!e fa la sua volontB e la manifesta a noi, in attesa c!e noi possiamo dire/ 30adre nostro4. v! && molti mi diranno in *uel giorno . 2 il giorno del 6ignore, dell-incontro con lui, verso il )uale va l-universo e la sua storia. non abbiamo profetato nel tuo nome( ecc! Neanc!e le profe"ie, gli esorcismi e i miracoli fanno entrare nel suo regno. 0osso operare nel suo nome cose $uone per gli altri, come gli esorcisti di Efeso, ma sen"a c!e )uesto giovi alla mia salve""a #cf :t &?,&&ss(. i. c!e mi salva non fare miracoli, ma fare la

volontB del 0adre, c!e amare i fratelli. v! &) mai vi conobbiH +llontanatevi da me( operatori di ini*uit #6al C,?(. Il >iglio non riconosce )uelli c!e non vivono da fratelli. 6ono 3operatori di ini)uitB4/ sono dei 3sen"a legge4, c!e ignorano nel loro operare la legge dell-amore. La fede, la speran"a e gli altri doni alla fine cessano7 rimane solo l-amore, c!e non !a fine #& or &1,<ss(. 0erc!F Dio amore, e solo c!i ama dimora in Dio e Dio in lui #&*v %,&C(. v! &. c iun*ue dun*ue ascolta *ueste mie parole e le fa! Il 3dun)ue4 ascoltare 3)ueste4 parole di *es+ e farle. L-ascolto il presupposto per il fare. Uno infatti agisce secondo la parola c!e !a dentro. sar simile a un uomo saggio . 6aggio c!i edifica sulle parole di *es+, 6apien"a del 0adre. edific, la sua casa sulla pietra! La 3casa4 non semplicemente la tana dove l-uomo si ripara/ luogo di rela"ioni, intimitB, familiaritB e amore, dove ci si reali""a a immagine di Dio. La pietra Dio, sta$ile come roccia. La differen"a tra sapien"a e stolte""a sta nel fare le parole del 6ignore o le proprie, nello scegliere come fondamento del proprio agire )uella roccia c!e Dio, o la sa$$ia dei propri idoli.
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v! &' scese la pioggia e vennero i fiumi( ecc! Le difficoltB, le ac)ue travolgenti e le $ufere della vita, fino alla strettoia finale della morte, non possono spegnere l-amore # t <,A.C(. ,uesto la dimora eterna di Dio, del 0adre nel >iglio e del >iglio nel 0adre, aperto da *es+ a tutti i fratelli. :lla dogana della morte nulla passa di ci. c!e !ai/ sei ricco solo dell-amore c!e !ai dato. ,uesto il tesoro nel cielo c!e puoi accumulare sulla terra, c!e nulla pu. consumare e nessuno rapire. v. 'C c iun*ue ascolta *ueste mie parole e non le fa! La contrapposi"ione non sull-ascoltare, ma sul fare5 La differen"a tra i credenti sta non nella fede, ma nell-amore, non nell-ortodossia, ma nell-ortoprassi. Non perc!F non sia importante la 0arola, ma perc!F un dire c!e non anc!e un fare men"ognero. 9atteo si rivolge a credenti, c!e !anno fede e conoscono la 0arola. 6are$$e errato affermare 8 come spesso si fa 8 c!e per lui non conta la fede, ma solo i fatti5 L-eresia prima staccare il dire dal fare, il pensiero dalla realtB/ nega la 3carne4 della fede, e diventa un dire e pensare il nulla, un privare la veritB dalla sua realtB. sar simile a un uomo stolto! La sapien"aQstolte""a si definisce dal fareQnon fare le parole di *es+. edific, sulla sabbia. !i non fa le parole di *es+, fa altre parole. Invece di

costruire su Dio, costruisce sugli idoli, i suoi piccoli di del momento. La sua esisten"a inaffida$ile, costruita sulla sa$$ia. v! &$ e scese la pioggia e vennero i fiumi( ecc! 6e uno non !a edificato su Dio, crolla davanti alle difficoltB. La sua vita si sfascia come una ruota i cui raggi non sono uniti al mo""o. fu la sua caduta grande! !i non costruisce sull-amore, viene sepolto proprio

da ci. c!e !a costruito per vivere.

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v! &% avendo Ges compiuto *ueste parole!

on il termine 3compiere, finire4

si concludono i cin)ue discorsi di *es+ in 9atteo #&&,&7 &1,@17 &?,&7 'C,&(. Lui 3compie4 la parola c!e dice. furono colpite le folle dal suo insegnamento . Il suo insegnamento 3colpisce4/ stupisce, tocca e muove il cuore, lo apre a meraviglia e ne fa uscire la veritB nascosta, )uella del >iglio. Le sue parole non cadono a vuoto, perc!F la sua parola di >iglio incontra nel nostro cuore la nostra veritB di figli. v! &4 stava insegnando loro come uno c e a potere! La sua parola !a

l-autoritB, il potere stesso di Dio, c!e opera ci. per cui l-!a mandata #Is @@,&&(. e non come i loro scribi! *li scri$i semplicemente spiegano la 0arola.

*' Pregare il te$to a. entro in preg!iera come al solito $. mi raccolgo immaginando il monte sul )uale *es+ parla c. c!iedo ci. c!e voglio/ fare )ueste sue parole c!e !o udito sul monte d. traendone frutto, medito sul testo da notare< non c!i dice/ 6ignore, 6ignore5 entrerB nel regno nel tuo nome a$$iamo profetato, cacciato demoni, fatto miracoli mai vi cono$$i l-uomo saggio/ ascolta e fa 3)ueste4 parole l-uomo stolto/ ascolta e non fa casa sulla rocciaQcasa sulla sa$$ia piogge, fiumi e venti/ esito diverso. +' Te$ti %tili, 6al 1&7 Dt &&,&<8'<7 6al &7 Is @@,&ss7 *er A,&ss7 6ap &8@.

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)+' SE VUOI PUOI MONDARMI VOGLIO= SII MONDATO= .-&/+ <,& ' 6ceso lui dal monte, lo seguirono molte folle. Ed ecco un le$$roso, venuto avanti, lo adora dicendo/ 6ignore, se vuoi, puoi mondarmi5 E tesa la mano, lo tocc. dicendo/ Goglio5 6ii mondato5 E su$ito fu mondata la sua le$$ra. E gli dice *es+/ *uarda di non dirlo a nessuno7 ma vae mostrati al sacerdote e presenta il dono c!e ordin. 9os in testimonian"a per loro .

&' Me$$aggio nel conte$to Se vuoi( puoi mondarmi( la ric!iesta del le$$roso7 3 GoglioH Sii mondato( la risposta di *es+. I cc '#$ riferiscono ci. c!e la 0arola dice7 i cc %#4 ci. c!e essa dB/ rifB l-uomo nuovo, a immagine del >iglio, vittorioso su ogni male, sulla malattia e sulla stessa morte. *es+ fa )uello c!e dice/ Ger$o del 0adre, nel )uale, attraverso il )uale e per il )uale tutto creato e ricreato, la 0arola c!e dice. L-ascolto di lui ci guarisce dalla morte e ci rigenera figli. Il discorso sul monte e i prodigii

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formano un tutt-uno, incorniciato dall-attivitB guaritrice di *es+ #%,'1K?,1@(/ i prodigi sono frutto dell-ascolto della 0arola, c!e fa nuove tutte le cose. E sono dieci #nove miracoli pi+ un esorcismo(, numero di totalitB, per dodici persone5 I cc %#4 costituscono una 3treccia4 di vari filoni. Dei due principali il primo racconta la storia di *es+, c!e fa il $ene e riceve il male7 il secondo )uello della fede e della mancan"a di fede in lui. Lo stile del racconto di 9atteo, rispetto agli altri sinottici, pi+ so$rio ed essen"iale, con l-intento di eviden"iare gli aspetti teologici. Nella prima parte, in)uadrata in una giornata # %("#"$(, si dice in sintesi cosa opera la parola di *es+/ compie il miracolo di farci figli. Il miracolo un segno c!e !a un significato 8 dove l-importante proprio )uesto. ,uello del le$$roso mondato segno del dono della vita nuova del >iglio c!e !a vinto la morte # %("#.(7 )uello del servo del centurione guarito segno della fede nella sua parola, sorgente della vita nuova # %('#")(7 )uello della suocera di 0ietro, c!e serve, segno del contenuto di )uesta vita nuova/ amare e servire come *es+ il 6ervo # %(".#"$(. !i legge i miracoli fermandosi

al segno come lo stolto c!e, se gli indic!i la luna, ti guarda la punta del dito. Noi ci siamo allontanati da Dio. i siamo volti verso gli idoli e siamo diventati

come loro/ vacuitB di vita, con il corpo segnato dalla morte #K le$$ra( e le varie mem$ra 8 piedi, occ!i, mani, $occa, orecc!i ecc. 8 c!e ne sono infette e servono solo a diffonderla #cf 6al &&@,%8<(. Non pu. essere c!e cosI, e consideriamo )uesta situa"ione come normale. I miracoli ci presentano )uell-impossi$ile a cui nel nostro profondo da sempre aspiriamo. Il racconto ci fa da specc!io, e serve a li$erare in noi il desiderio della nostra veritB/ ci mostra c!e il $ene, per cui siamo fatti, possi$ile, reale e donato. *es+ come 9os scende dal monte. 9a non pi+ con una parola da osservare 8 giB trasgredita prima di essere data 8, ma come 0arola compiuta/ il >iglio, perfetto come il 0adre #@,%<(, c!e fa gra"ia ai fratelli. ,uanto !a detto non legge, ma vangelo. 6e la legge denuncia e condanna il peccato 8 o addirittura
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fa venire la le$$ra, come a 9aria c!e invidia il fratello 9os #Nm &',&8&=( 8, la parola di *es+ un fiume di ac)ua viva/ c!i si immerge e 3si $atte""a4 in essa, ne esce purificato, mondo dalla le$$ra, dal peccato e dalla morte, con la carne fresca di un $am$ino #'Re @,&%(. *uarire dalla le$$ra a"ione esclusiva di Dio, padrone della vita e della morte #'Re @,A(/ *es+, con la 0arola appena detta sul monte, rigenera a vita. 2 il 6ignore5 ,uesto primo miracolo contiene gli altri, c!e ne saranno specifica"ione e articola"ione/ il passaggio $attesimale, la risurre"ione alla condi"ione di figli operata dalla 0arola. Il le$$roso guarito figura di ogni uomo c!e accorre da *es+ per ricevere il dono di una vita finalmente li$era dalla morte. Tutti morti a causa del peccato, 3privi della gloria di Dio4 #Rm 1,'1(, siamo gratuitamente vivificati dalla sua gra"ia. - stretta connessione tra miracolo, parola e 3tocco4. L-uomo trasformato dalla parola c!e gli tocca il cuore. I miracoli defatali""ano la storia e la sdemoni""ano, facendo $rillare davanti ai nostri occ!i la li$ertB alla )uale aspiriamo. immagine di Dio, restituito alla sua dignitB. Ges stato prefigurato in 9os. 0er me""o di )uesti fu data la legge, per me""o suo la gra"ia della veritB, dalla cui piene""a tutti a$$iamo ricevuto gra"ia su gra"ia #*v &,&Cs(. La C iesa nasce dall-immersione #K $attesimo( in lui e nella sua parola. Unita a lui, diventa come lui, partecipe del suo 6pirito di >iglio. i ripresentano l-uomo vivo, a

)' Lett%ra del te$to %(" Sceso lui dal monte! *es+ scende dal monte, come 9os. Non per dare al popolo le Dieci 0arole c!e lo condannano, ma le dieci a"ioni c!e lo salvano. 2 la 0arola stessa, perfettamente compiuta, c!e scende per dare la vita a tutti e per sempre # dodici sono i miracolati, come le tri$+ d-Israele e i mesi dell-anno5(.
&<1

lo seguirono molte folle! 6ono coloro c!e sul monte !anno ascoltato la 0arola. 2 l-ini"io della !iesa, c!e, insieme al >iglio, scende con lui verso i fratelli, per

portare la stessa vita c!e !anno ricevuta. v! & ecco un lebbroso! Il le$$roso l-impuro per eccellen"a, escluso dalle rela"ioni. Nella sua carne, progressivamente mangiata dal mor$o, visi$ile la condi"ione cosciente di ciascuno/ da )uando si nasce, la vita l-unica malattia incura$ile, an"i mortale. Il le$$roso il morto civile e religioso, c!e non pu. aver parte con gli altri, per non infettarli #Lv &1,%@(. 6olo dopo la guarigione, accuratamente costatata dai sacerdoti, pu. essere riammesso al consor"io umano. 9orto am$ulante, rappresenta )uanto la legge, c!e per la vita, esclude/ la visi$ili""a"ione del male c!e essa denuncia. venuto avanti! L-3impuro4 si presenta davanti al 3puro4, sen"a alcuna media"ione #cf invece Nm &',&&s, dove :ronne intercede per 9aria presso 9os, c!e pure il pi+ mansueto di ogni uomo c!e sulla terra(. Titolo d-accesso al 6anto la nostra impuritB. lo adora! L-adora"ione di *es+ principio e fine del vangelo di 9atteo, c!e ini"ia con l-adora"ione dei 9agi e termina con )uella dei discepoli #','.&&7 '<,&A(. :dorare significa 3portare alla $occa, $aciare4. 6i adora l-oggetto del desiderio. E il desiderio fondamentale dell-uomo Dio, piene""a di vita. Signore! *es+ il 6ignore. Infatti pu. dare la vita/ stende la mano e monda dalla morte. se vuoi( puoi mondarmi . L-uomo tante cose vuole e non pu. 8 e altre pu. e non vuole. 6olo in Dio volere potere. E il suo volere dare la vita. 36ono forse Dio per dare la morte o la vita;4 #'Re @,A(, dice Eliseo a c!i pretende c!e li$eri NBaman dalla le$$ra. Il le$$roso vuole guarire. 9a impossi$ile. 0er )uesto lo c!iede al 6ignore. 9a non lo pretende/ lo attende dalla sua li$era volontB.

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v! ) tesa la mano! La 3mano tesa4 indica l-intervento di Dio per salvare l-uomo. Egli aspetta solo di essere ric!iesto/ dono c!e attende la mano c!e lo accolga. tocc,! Il 6ignore tocca l-intocca$ile. Dio Dio proprio per la sua misericordia #Os &&,?7 *n %,&@(, c!e tocca la nostra miseria 8 )uesta la sua santitB. Dio non legge c!e vieta il male e divide $uoni da cattivi. Non neanc!e la coscien"a c!e rimprovera. 2 invece madre e padre, vicino a ogni $isogno del figlio. Il tatto il senso c!e implica maggior vicinan"a e comunione. Toccare gesto fondamentale di reciproca conoscen"a e scam$io. 9a, come si tocca l-altro solo nel proprio limite, cosI tocc!iamo Dio non nella nostra $ontB, ma nella nostra miseria/ tutti lo conosciamo, dal pi+ piccolo al pi+ grande, nel perdono dei nostri peccati #*er 1&,1%(. La fede toccare, o, meglio, 3essere toccati4 da *es+. 9a, se lui ti tocca, anc!e tu lo tocc!i. Oltre il tocco esteriore, c- )uello interiore, molto pi+ forte e sensi$ile. i. c!e ti tocca dentro, ti cam$ia l-esisten"a. Il 6ignore con la sua

parola ti tocca il cuore e te lo rifB nuovo. voglio! Da sempre il 6ignore vuole/ aspetta solo c!e anc!e noi vogliamo. 3Guoi guarire;4 domanda *es+ al paralitico #*v @,C(. Noi non vogliamo, per paura c!e sia impossi$ile o c!e lui non voglia. :rriviamo addirittura a ritenere c!e il male sia l-unica realtB. I miracoli mostrano c!e Dio pu. e vuole darci ci. c!e non a$$iamo e neppure osiamo sperare. Il racconto ci apre alla meraviglia e li$era i nostri desideri perc!F c!iediamo ci. c!e lui ci vuol dare/ la nostra realtB di figli suoi. sii mondatoH sF. subito fu mondata la sua lebbra! La le$$ra 8 di )ualun)ue tipo, compresa la morte 8 non pi+ immonda/ non esclude dalla vita. Non insidia pi+ col suo veleno la nostra esisten"a, perc!F comunione con lui, sorgente di vita.
&<@

on la sua parola il 6ignore cre. l-universo. Ora lo ricrea simile a

Il tocco interiore della sua parola ci li$era dalla morte/ ci guarisce e ci fa figli e fratelli. 2 un processo c!e dura tutta la vita e si compie nella morte. ,uando la le$$ra !a fatto il suo corso, allora non c- pi+. 9a giB ora la morte non pi+ immonda/ il nostro limite assoluto comunione con l-:ssoluto. 3Dov-, o morte, la tua vittoria; Dov-, o morte, il tuo pungiglione;4 L-ascolto della 0arola ci li$era dal suo veleno, c!e il peccato #& or &@,@@ss(, nella certe""a c!e, sia c!e vegliamo sia c!e dormiamo, siamo in comunione con lui #&Ts @,&=(. Non siamo pi+ sc!iavi della paura della morte c!e domina la vita #E$ ',&@(. v! . non dirlo a nessuno! 2 traccia del 3segreto messianico4 c!e avvolge la vita di *es+. In 9arco, vangelo del catecumeno, dominante/ sottolinea c!e non si pu. conoscere il 6ignore prima della croce. In 9atteo, c!e si rivolge a credenti, sottolinea solo l-ordine c!e segue/ non fare altro, se non andare su$ito dai sacerdoti5 mostrati al sacerdote #Lv &1,%?7 &%,'81'7 &A,&%(. *es+ invia il le$$roso guarito a compiere ci. c!e la legge prescrive in riconoscimento del dono ricevuto. In 9atteo non c- polemica con la legge, ma compimento di essa. in testimonianza per loro! Il le$$roso testimonia ai sacerdoti c!e c- uno c!e pu. dare )uella vita c!e la legge solo pu. dire. 6e nel racconto dei miracoli si giunge progressivamente alla separa"ione tra Israele e in 9atteo !iesa, tuttavia la !iesa !a sempre in Israele la sua radice santa. 6e

c- una polemica, essa da leggere alla luce del tentativo della

comunitB giudeo8cristiana di definirsi, sapendo c!e viene da Israele. La figlia non pu. essere contro la madre, ma neanc!e pu. identificarsi con essa. 0urtroppo noi, !iesa delle genti, a$$iamo ripetuto nei confronti di Israele lo

stesso peccato di :damo contro Dio/ considerandolo antagonista fino alla morte, gli a$$iamo ru$ato il dono c!e lui ci !a offerto. Dopo l-olocausto siamo c!iamati a rivedere il nostro rapporto con Israele.

&<C

*' Pregare il te$to a. entro in preg!iera come al solito $ mi raccolgo immaginando il monte dal )uale *es+ scende c. c!iedo ci. c!e voglio/ essere li$erato dalla paura della morte e dall-egoismo c!e ne deriva d. contemplo la scena, immedesimandomi nel le$$roso/ vedo, dico, ascolto e tocco ci. c!e lui !a visto, detto, udito e toccato.

+' Te$ti %tili, 6al &%C7 Lv &17 *er 1&,1&81%7 E$ ',&%s.

&<A

)0. TROVAI TALE 3EDE .-0/&* <,@ C Entrato lui in afarnao, gli venne incontro un centurione, supplicandolo e dicendo. 6ignore, il mio servo giace in casa parali""ato, terri$ilmente tormentato. *li dice/ Gerr. io e lo curer.#;( E, rispondendo, il centurione disse/ 6ignore, non sono degno c!e tu entri sotto il mio tetto7 ma solo di- una parola e sarB guarito il mio servo. :nc!-io infatti sono un uomo sotto potere, e !o soldati sotto di me7 e dico a )uesto/ 3va-4, e va, e a un altro/ 3vieni4, e viene, e al mio sc!iavo/ 3fa- )uesto4, e lo fa. Ora, udito, *es+, si meravigli., e disse a )uelli c!e lo seguivano/ :men, vi dico/ presso nessuno in Israele trovai tale fede5 Ora vi dico/ molti dall-oriente e dall-occidente verranno e si sederanno con :$ramo, Isacco e *iaco$$e nel regno dei cieli, mentre i figli del regno saranno gettati nelle tene$re esteriori7 lI sarB il pianto e lo stridore di denti. E *es+ disse al centurione/ Ga-5 ome !ai creduto, avvenga a te5 E fu guarito il servo in )uella stessa ora.

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&' Me$$aggio nel conte$to


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7resso nessuno in Israele trovai tale fede! *es+ costata c!e solo un pagano crede sen"a esita"ione al potere della 0arola #cf 'A,@%(. E si stupisce5 Di due cose il 6ignore si meraviglia/ della nostra fede #v. &=7 'A,@%( e della nostra mancan"a di fede #9c C,C(. :m$edue sono per lui )ualcosa di inedito, con il carattere del 3meraviglioso4 o del 3mostruoso4. La nostra li$ertB lo sorprende/ pone infatti )ualcosa di imprevedi$ile, nuovo anc!e per lui. Dio non ce la toglie mai, neanc!e )uando contro di lui e contro di noi 8 il c!e per lui peggio. 2 il dono pi+ $ello del creato, c!e rende la creatura simile al suo reatore.

Radicalmente la li$ertB si esprime nella fede o nella sfiducia, nel nostro acconsentire o meno alla comunione con lui. 6iamo al secondo dei dieci prodigi. Il primo rivela il risultato ultimo della sua parola/ guarire la nostra vita dalla le$$ra c!e la avvelena di morte. ,uesto secondo ne rivela la sorgente prima/ il nostro credere ad essa. I miracoli sono dei segni naturali c!e !anno un significato spirituale. Il segno importante, an"i necessario, come le lettere dell-alfa$eto per scrivere7 ma ci. c!e conta leggere cosa scritto. Noi, feticisticamente, diamo importan"a pi+ ai miracoli c!e al loro significato/ siamo attaccati al vantaggio materiale immediato c!e ne a$$iamo. 9a i miracoli, visti in )uesto modo, non !anno grande valore. Non cam$iano la realtB, se non momentaneamente/ c!i guarito tornerB ad ammalarsi, c!i risuscitato tornerB a morire di nuovo 8 come non $astasse la crudeltB di vivere e morire una volta5 i. c!e vale non

il segno, c!e transitorio e pu. anc!e essere piccolo, ma il significato, c!e grande ed eterno. ,uesto in genere espresso da una parola di *es+ c!e, mentre guarisce il corpo, spiega ci. c!e )uesta guarigione significa. Il miracolo )uindi un segno visi$ile di cui $isogna leggere il significato, invisi$ile. ,uesta capacitB di lettura 3sim$olica4 distingue l-uomo dall-animale. Una rosa rossa per una capra semplicemente )ualcosa da mangiare7 per una donna significa il cuore di c!i gliela dona. Il miracolo pu. essere letto a vari livelli.
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: una prima lettura un portento, )ualcosa di insolito c!e ric!iama l-atten"ione e fa pensare a un intervento di Dio. 2 un irrompere del soprannaturale nel naturale, segno del divino c!e si manifesta nella storia. : una seconda lettura segno del mondo nuovo, raggio anticipato del sole della risurre"ione. Ogni miracolo significa un aspetto della nostra

trasforma"ione a sua immagine/ *es+ sana i nostri piedi per camminare come lui, le nostre mani per accoglierlo, i nostri sensi per ascoltarlo, vederlo, odorarlo, toccarlo e gustarlo. : una terza lettura segno dell-amore di Dio c!e interviene in nostro favore. Egli non insensi$ile al nostro male, perc!F ci padreQmadre. : una *uarta lettura il miracolo segno della nostra fiducia/ Dio per noi, e tutto vuol donarci, anc!e se stesso. :spetta solo c!e noi lo c!iediamo con fede. ,uesta alla fine il vero miracolo, c!e ci porta ad accogliere i doni di Dio, e Dio stesso come dono. Essa ci guarisce dalla diffiden"a di :damo. : una *uinta lettura( pi+ profonda, propria di c!i illuminato, ogni creatura, anc!e minima e insignificante, vista come segno dell-amore infinito del reatore. Il presente miracolo temati""a la fede nella 0arola, c!e permette al 6ignore di agire in noi. ,uesto centurione, pagano come :$ramo, il padre dei credenti, figura della !iesa, c!e, a distan"a di spa"io e di tempo, per la fede

nella parola di *es+ detta sul monte, ne sperimenta la for"a trasfigurante. 6ia per Israele c!e per gli altri, il credere alla promessa di Dio c!e viene accreditato a giusti"ia #*en &@,C( e rende figli di :$ramo, eredi della promessa #cf *al 1,'?(. Il miracolo preceduto da un dialogo c!e illustra le caratteristic!e della fede. Essa coscien"a del male c!e non cede nF alla delusione dell-impoten"a nF all-illusione dell-onnipoten"a7 umiltB c!e non si deprime, ma an"i si apre all-impossi$ile.

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*es+, oltre c!e lodare la fede del pagano, rimprovera c!i !a ridotto la fede di :$ramo a semplice $andiera, a talismano di salve""a, a feticcio in cui porre la propria sicure""a, sen"a aprire il cuore a Dio. L-incredulitB di Israele 8 o, meglio, di parte di esso 8 profe"ia permanente per la !iesa. Non $asta appartenere ad essa per entrare nel $anc!etto #cf

&1,%A8@=(. 6e stato reciso l-olivo, a maggior ragione sarB reciso l-olivastro innestato, se non porta il frutto della fede #Rm &&,&C8'%(. Ges la 0arola di Dio viva ed efficace #E$ %,&'(. 0er )uesto le sue parole sul monte !anno 3l-autoritB4 #A,'?( di operare )uello c!e dicono. La C iesa discenden"a di :$ramo mediante la fede #*al 1,&%.'?(. Essa costituita innan"itutto da giudei e poi da pagani, da )uanti credono nella 0arola.

)' Lett%ra del te$to %(' ;ntrato lui in Cafarnao! 2 il luogo dove !a ini"iato la sua attivitB #%,&'(. gli venne incontro un centurione! 2 un ufficiale su$alterno c!e comanda la guarnigione c!e presidia afarnao, cittB di confine. 2 pagano di origine #v. &=(.

ome il pagano :$ramo, entra nella storia della salve""a per la sua fede. v! 0 dicendo< Signore! Non solo un titolo di cortesia #cf v. <(. *es+ il 6ignore, la cui parola !a l-autoritB di Dio. La fede, prima c!e in ogni nostro atto, sta nel credere all-efficacia della sua parola in nostro favore. !i crede

)uesto, accetta c!e Dio suo padre. 2 )uanto fece :$ramo, a differen"a di :damo. il mio servo giace in casa paralizzato! Non specificata la malattia, comun)ue dolorosa con fe$$re, c!e costringe a immo$ilitB #cf Lc A,'7 *v %,A.@'(. v! $ verr, io e lo curer, A=B! La risposta pu. significare sia disponi$ilitB sia diniego, se letta in forma interrogativa. 0u. infatti anc!e significare/ io, c!e sono giudeo, devo venire in casa di un pagano #cf anc!e &@,'&8'<(; La
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risposta di *es+ alla nostra preg!iera sempre insieme affermativa e negativa/ dalla nostra fede dipende c!e sia l-una o l-altra. v! % Signore( non sono degno c e tu entri sotto il mio tetto! 6ono le parole c!e ripetiamo prima di ricevere il suo orpo. L-umiltB la prima caratteristica

del nostro rapporto con Dio/ il centurione sa di ricevere per dono e non per merito. ,ualun)ue titolo di merito distruggere$$e il dono 8 e Dio stesso c!e dono. ma solo diC una parola( e sar guarito il mio servo! La falsa umiltB di c!i spera solo in sF, davanti all-impossi$ile si fa rassegna"ione o dispera"ione. La vera umiltB invece, davanti al proprio limite, si fa fiducia, e spera tutto da Dio, come il figlio dalla madre. La fede sempre sulla parola dell-altro. v! 4 anc Cio infatti sono un uomo sotto potere( e o soldati sotto di me( ecc! Il centurione si rifB alla sua esperien"a di ufficiale su$alterno, c!e alla parola o$$edisce e con essa comanda/ !a un-esperien"a passiva ed attiva del suo potere. ,uella di Dio viva ed efficace, pi+ penetrante di una spada a doppio taglio #E$ %,&'(/ come un soldato c!e esegue la volontB del suo comandante, come uno sc!iavo c!e esegue gli ordini del suo padrone. Non pu. essere sen"a effetto #Is @@,&&(. v! "5 si meravigli,! La fede stupisce il 6ignore stesso/ c!e l-uomo creda la $ella sorpresa per lui5 *rande cosa la nostra li$ertB di dirgli di sI, invece di no. disse a *uelli c e lo seguivano . :i discepoli, tutti e$rei, propone come modello la fede di )uesto pagano. La fede sempre di uno c!e si ritiene estraneo. Il 3religioso4 alla fine sempre tentato di fidarsi della propria giusti"ia pi+ c!e della $enevolen"a di Dio, della propria $ontB pi+ c!e della sua gra"ia #vedi Lc &<,?ss(. amen( vi dico! *es+ parla con autoritB divina. presso nessuno in Israele trovai tale fedeH La fede del pagano :$ramo, padre di Israele, si ritrova in )uesto estraneo pi+ c!e nei suoi figli. 2 un rimprovero,
&?'

comune nei profeti, alla presun"ione di c!i pensa sempre di avere un credito con Dio. L-estraneo invece sa c!e tutto gra"ia e dono. v! "" molti dallCoriente e dallCoccidente verranno e si sederanno con +bramo( ecc! Il regno dei cieli )uello del 0adre. Gi entrano solo i figli 8 )uanti, come :$ramo, !anno fiducia nella sua parola. La fede estende a tutte le famiglie della terra la $enedi"ione promessa al patriarca #*en &',17 *al 1,<(. La fiducia nel 0adre ci salva perc!F ci rende figli. v! "& figli del regno! ,ui si intende )uelli c!e in :$ramo !anno ricevuto la promessa, ma, come :damo, rapinarono il dono. 6ono )uelli c!e l-ultimo dei profeti, sulla scia dei suoi predecessori, c!iama/ 3>igli del serpente4 #1,A(. 6ono )uelli dei )uali *es+ dice/ 39ai vi cono$$i4, perc!F dicono/ 36ignore, 6ignore54, ma non fanno la sua volontB #A,''s(. *uai a intendere, come spesso si fatto, )ueste e simili afferma"ioni del vangelo in senso antisemitico. La denuncia dei profeti, come )uella di *es+ e di 0aolo, mossa da amore #Lc &1,1@s7 &?,%& ss7 '1,'Ass7 Rm ?,&81(, ed solo in vista della misericordia #Rm &&,1'(. 0er altro si tratta di una profe"ia dell-infedeltB della stessa !iesa. !i non crede nell-amore del

saranno gettati nelle tenebre esteriori!

0adreQmadre, non ancora venuto alla luce come figlio. 2 ancora nelle 3tene$re esteriori4, fuori di sF e dalla propria veritB. l8 sar il pianto e lo stridore di denti . In )uesta tene$ra vi pianto invece c!e gioia, stridore di denti invece c!e sorriso/ triste""a e ra$$ia di una vita fallita. 9eglio non essere nati c!e vivere male5 *rande il potere della nostra li$ertB/ decide per la vita o per la morte5 v! ") come ai creduto( avvenga a teH 9aria disse/ 3:vvenga a me secondo

la tua parola4 #Lc &,1<(. :l centurione, come lei prototipo del credente, il 6ignore pu. dire altrettanto/ avvenga secondo la tua parola. La volontB del 6ignore e del credente diventano una sola per la fede. La creatura entra

&?1

li$eramente in dialogo col suo

reatore, nell-unica parola e nell-unico amore.

Nella storia tutto avviene secondo la fede del credente nella 0arola. fu guarito il servo in *uella stessa ora! La fede l-3ora4 in cui si passa dalle tene$re alla luce/ la guarigione del centurione stesso, c!e da sc!iavo diventa figlio.

*' Pregare il te$to a. entro in preg!iera come al solito $. mi raccolgo immaginando *es+ c!e entra in afarnao c. c!iedo ci. c!e voglio/ il dono della fede nella parola di *es+ d. traendone frutto, medito sul testo da notare< gli venne incontro un centurione la sua umiltB/ 6ignore non sono degno, ecc. *es+ si meraviglia della sua fede nella 0arola gli estranei sederanno con i 0atriarc!i i figli del regno saranno gettati nelle tene$re esteriori come !ai creduto, avvenga a te.

+' Te$ti %tili, 6al &&?7 Is @@7 *al 1,C8&%.'18'?7 *v %7 Lc &@,&ss7 Rm &&,&ss.

&?%

):' EGLI PRESE SU DI SB LE NOSTRE IN3ERMIT; .-&+/&< <,&% &@ E, venuto *es+ nella casa di 0ietro, vide la sua suocera a letto con fe$$re7 e tocc. la sua mano, e la lasci. la fe$$re e fu risvegliata, e serviva lui. Ora, venuta la sera, portarono a lui molti indemoniati, e scacci. gli spiriti con la 0arola e cur. tutti i malati7 perc!F si adempisse ci. c!e fu detto per me""o del profeta Isaia c!e dice/ Egli prese su di sF le nostre infermitB e port. su di sF le malattie.

&C

&A

&' Me$$aggio nel conte$to ;gli prese su di s9 le nostre infermit! on )ueste parole del )uarto canto

del 6ervo #Is @1,%(, 9atteo interpreta l-attivitB terapeutica di *es+. I miracoli sono segno della poten"a di Dio. 9a la sua poten"a la de$ole""a della misericordia/ la sua impoten"a di crocifisso la for"a c!e rifB il mondo nuovo5 6orgente del suo agire il suo com8patire 8 e 3la compassione uccide4. Ogni a"ione c!e non nasce da )ui non li$era l-uomo/ solo eserci"io di potere su di lui. Il $rano si articola in tre parti/ la guarigione della suocera di 0ietro c!e lo serve #v! ".s(, un sommario dell-attivitB di *es+ c!e di sera guarisce tutti # v! "0( e l-interpreta"ione della sua attivitB come compimento della profe"ia sul 6ervo #v! "$(. Il primo miracolo, )uello del le$$roso, segno della vita nuova c!e *es+ porta7 il secondo, )uello del centurione, segno della fede, c!e l-accoglie7

&?@

)uesto ter"o, con il sommario c!e segue, mostra l-origine e il fine dei miracoli/ il servi"io del 6ervo c!e ci rende capaci di servire. Il tema )uello del servizio, espressione concreta dell-amore, principio e fine dell-attivitB di *es+. Lui il 6ervo c!e ci serve caricando su di sF il nostro male7 e noi a nostra volta, serviti da lui come la suocera di 0ietro, diventiamo come lui, capaci di servire/ 3:matevi come io vi !o amati4 #*v &1,1%( il comando 3nuovo4 di *es+. Il dono dello 6pirito del >iglio ci dona di fare agli altri ci. c!e vorremmo c!e gli altri facessero a noi. ,uesta la legge e i profeti #A,&'(. In )uesto $reve testo si dice il principio, il me""o e il fine dell-a"ione di Dio per noi/ il principio lui stesso, c!e amore, compassione e servi"io7 il fine farci come lui, capaci di servire7 il me""o il servi"io di *es+. Il servi"io )uindi principio, me""o e fine di ogni miracolo, c!e ci rende simili a lui, li$eri di servire e amare. ,uesto il mondo nuovo c!e *es+ porta. Ges( il >iglio uguale al 0adre, venuto a li$erare la nostra capacitB di amare e servire con il servi"io della sua croce, dove tutto compiuto #*v &?,1=(. La C iesa raffigurata dalla suocera di 0ietro/ serve perc!F servita, ama perc!F amata. 6i lascia lavare i piedi da *es+, e cosI !a parte con lui #*v &1,<(.

)' Lett%ra del te$to %(". Genuto Ges nella casa di 7ietro! 6iamo a afarnao, dove *es+ venne

ad a$itare fin dall-ini"io #%,&1(. ResterB il punto di riferimento del suo ministero, fino al viaggio ultimo verso *erusalemme #&?,&(. La 3casa4, dove si vive da figli e da fratelli, immagine della !iesa. In essa noi siamo come la

suocera di 0ietro/ immo$ili""ati dalla fe$$re, incapaci di servire gli altri e $isognosi di essere serviti. vide! L-ini"iativa di *es+, c!e vede la necessitB e interviene. Il 6ignore 3vede e provvede4.
&?C

la sua suocera! 0ietro era sposato. :ccanto a 0aolo, c!e !a scelto il celi$ato per il regno #& or A,&.As7 cf 9t &?,&'(, c- pure c!i sposato, e testimonia il regno nel matrimonio, con )uell-amore e )uella fedeltB c!e era 3al principio4, nel disegno di Dio #&?,%(. a letto con febbre! i sono molte fe$$ri c!e tengono a letto e servono a farsi

servire. Nella casa di 0ietro, come pure per strada, si litiga sempre su c!i il pi+ grande, su c!i deve dominare #cf &<,&ss7 '=,'=ss7 cf 9c ?,1181A(. Tutti siamo peccatori, privi della gloria di Dio #Rm 1,'1(/ nessuno sa amare e servire gratuitamente, tutti vogliamo essere gratuitamente amati e serviti. v! "' e tocc, la sua mano! Tocc. il le$$roso per dargli la vita nuova. Ora con la propria mano tocca la mano di lei per comunicarle la sua capacitB di servire. La mano significa l-a"ione/ con essa l-uomo pu. afferrare e divorare, oppure prendere in dono, lavorare e donare. L-uso c!e ne fa lo a$$rutisce o lo rende come Dio. 9olti non distinguono la mano da una mandi$ola o da un artiglio. e la lasci, la febbre! Toccare entrare in comunione, scam$iare calore ed energia. :l suo tocco si spegne la nostra fe$$re, guariamo dal nostro egoismo e diventiamo capaci di servire. La sua mano, c!e la stessa del 0adre #*v &=,'<.'?(, diventa la nostra, e la nostra diventa la sua, c!e, inc!iodata sulla croce, porterB la nostra fe$$re. e fu risvegliata . 2 la stessa parola c!e si usa per indicare c!e *es+ 3risuscita4. In lei avviene il risveglio dalla morte dell-egoismo alla li$ertB nel servi"io. 2 passato l-incu$o della notte e viene la luce/ 3Noi sappiamo c!e siamo passati dalla morte alla vita, perc!F amiamo i fratelli4 #&*v 1,&%(. e serviva lui! 6ervire non semplice segno di guarigione. Neppure , come dice )ualcuno, a"ione 3tipicamente4 femminile. In :tti C,&ss si scelgono sette uomini c!e servono delle donne5 *es+ stesso si definisce 3come colui c!e serve4 #Lc '','A(, ed esorta colui c!e vuol diventare grande a farsi servo, e c!i vuol essere primo ad essere sc!iavo, perc!F il >iglio dell-uomo 3non venuto

&?A

per essere servito, ma per servire e dare la sua vita in riscatto per le moltitudini4 #'=,'Css(. 6ervire infatti 8 opposto ad asservire 8 espressione concreta dell-amore, c!e si reali""a non tanto con le parole, )uanto con i fatti e in veritB #&*v 1,&<(. 6ervire la )ualitB pi+ profonda di )uel Dio c!e amore #&*v %,&<(. *es+, lavando i piedi, rivela la 3*loria4, la sua essen"a di >iglio uguale al 0adre #*v &1,&ss(. Dio non padrone, ma servo delle sue creature 8 come una madre a servi"io dei suoi figli. La croce, dove il 6ignore pone la sua vita a servi"io di tutti, la distan"a infinita tra Dio e tutti gli idoli/ a differen"a di loro c!e esigono la vita e danno la morte, lui serve e dB la vita. 0er )uesto il sim$olo del messianismo di *es+ l-asinello, umile animale da servi"io #'&,&ss(. Nella casa di 0ietro solo una persona per ora guarita. Non 0ietro nF alcuno degli altri apostoli, cosI importanti. 2 una donna, malata, vecc!ia e suocera5 6arB seguita dalla sc!iera di )uanti faranno la sua stessa esperien"a, imparando a stare nella 3casa4 come colui c!e serve. ,uesta donna la prima opera compiuta, 3perfetta4, c!e il 6ignore fa/ l-umanitB nuova, prototipo a immagine del >iglioQ6ervo, c!e gli altri sono c!iamati a imitare. La suocera di 0ietro il nostro modello. 2 lei, e )uanti sono come lei, c!e porta avanti nella !iesa e nel mondo la storia della salve""a. i. c!e conta

agli occ!i di Dio non il forte, lo stimato e il sapiente, ma il de$ole, il dispre""ato e lo stolto. : lui tocca il privilegio di essere ultimo come il suo 6ignore/ 3costretto4 a servire, come lui. Dio reali""a il suo regno servendosi di ci. c!e nulla per ridurre a nulla le cose c!e sono #& or &,'<(. Il povero serve, come il suo 6ignore7 gli altri sono ancora a letto con la fe$$re 8 e pi+ sono potenti, pi+ forte la fe$$re c!e scalda il loro cervello. 3Io sono con voi tutti i giorni fino alla fine dei tempi4, dice *es+ #'<,'=(. 2 con noi nei poveri, c!e sempre avremo con noi #'C,&&(. E ogni cosa c!e
&?<

facciamo a uno dei pi+ piccoli, l-avremo fatta a lui #'@,%=(. 0er )uesto si dice c!e la suocera serviva lui/ ogni nostro servi"io all-altro fatto al 6ignore, c!e con lui si identifica. v! "0 venuta la sera. 6i spegne la luce ed ini"ia la notte, tempo sottratto all-a"ione, destinato alla passione. Genuta la sera, sim$olo della morte #'A,@A7 'C,'=7 cf &%,&@.'1(, l-uomo non fa pi+ nulla/ tocca il suo limite, la sua notte. portarono a lui molti indemoniatiO e scacci, gli spiriti con la 7arola( ecc! :nc!e *es+ conosce la sera e la notte, )uando si farB $uio a me""ogiorno #'A,%@(. 9a, invece della fine, sarB il principio della sua attivitB/ sarB l-entrata di lui, luce del mondo #cf %,&C(, in tutte le nostre tene$re. E allora ci sarB la 30arola4 8 la parola della croce. 6e durante il 3giorno4 della sua vita *es+ fece )ualc!e esorcismo e miracolo, nella sera della sua morte visit. tutti i perduti e si prese cura di loro. v! "$ perc 9 si adempisse ci, c e fu detto( ecc! *es+, c!e con la sua notte guarisce le nostre notti, il compimento della promessa/ il 6ervo di Dio c!e con la sua com8passione guarisce le nostre ferite. prese su di s9 le nostre infermit #cf Is @1,%ss(. L-essere malfermi, caduc!i e mortali, tutto ci. c!e in noi c- di de$ole, fragile e inaccetta$ile, lui sulla croce lo prende su di sF. 2 il dono c!e noi facciamo a lui, c!e in cam$io ci dona se stesso. ome dal 0adre 3prende4 la propria vita, cosI da noi 3prende4 la nostra

morte. Nella sua de$ole""a sulla croce ogni de$ole""a accolta nella for"a di Dio. port, su di s9 le malattie . !i ama porta il male dell-amato. E il 6ignore

tutto e solo amore. 0ortare, in greco bastzo da cui la parola italiana 3il $asto4, l-a"ione dell-asino, il somaro c!e porta 3la soma4. *es+ c!e muore in croce porta su di sF il peso dei nostri mali. Insieme all-agnello, l-asino uno dei primi sim$oli di risto 8 vedi il crocifisso con la testa d-asino nelle atacom$e.

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Le nostre infermitB e malattie diventano il luogo di comunione con lui, c!e con la sua croce si prende cura di noi. 6i fa nostro servo perc!F noi otteniamo la sua li$ertB, c!e servire per amore #cf *al @,&1(.

*' Pregare il te$to a. entro in preg!iera come al solito $. mi raccolgo immaginandomi nella casa di 0ietro c. c!iedo ci. c!e voglio/ guarire dalla 3fe$$re4 dell-egoismo per amare e servire d. traendone frutto, medito sul testo da notare< la suocera la fe$$re *es+ tocca la sua mano fu risvegliata serviva la sera prese su di sF le nostre infermitB. +' Te$ti %tili, 6al &%A,&8&&7 *al @,&1s7 9t '=,'=8'<7 & or &,&<81&7 Is @1,&ss7 9t '&,&8&&.

'==

)<' SEGUIR@ TE SEGUI ME .-&./)) <,&< &? Ora, vedendo *es+ folla attorno a sF, ordin. di passare all-altra riva. E, avvicinatosi, uno scri$a gli disse/ 9aestro, seguir. te ovun)ue tu vada5 E gli dice *es+/ Le volpi !anno tane e gli uccelli del cielo nidi7 ma il >iglio dell-uomo non !a dove posare il capo5 Ora un altro dei #suoi( discepoli gli disse/ 6ignore, permettimi prima di andare a seppellire mio padre5 Ora *es+ gli dice, 6eguimi, e lascia i morti seppellire i loro morti5

'=

'&

''

&' Me$$aggio nel conte$to Seguir, te( dice uno scri$a a *es+7 3Seguimi( dice *es+ a un discepolo. Le due scene fanno vedere la differen"a tra lo scri$a e il discepolo. Il primo si mette li$eramente a scuola del maestro c!e lui stesso sceglie per imparare la 0arola da seguire, e diventare a sua volta maestro7 il secondo c!iamato direttamente da *es+ a seguire lui. *es+ non il maestro, ma la 0arola stessa, il 6ignore, c!e viene 3prima4 di tutto. i. c!e per lo scri$a Dio e la sua legge, per il discepolo *es+ e il suo

cammino/ l-unico tesoro, l-unico affetto della vita.

'=&

9atteo uno scri$a diventato discepolo/ !a trovato la novitB assoluta, il tesoro, la perla pre"iosa, e con gioia vende tutto per entrarne in possesso #&1,@'.%%8%C(. Il tema del $rano seguire Ges! I tre miracoli precedenti ci mostrano ci. c!e in noi opera la sua parola. Tutto )uesto si reali""a nel seguire lui/ la fede nella sua 0arola ci li$era dalla le$$ra e ci rende capaci di fare il suo stesso cammino di servi"io ai fratelli. 6olo c!i lo segue giunge 3all-altra riva4, porta a compimento la traversata c!e tutti do$$iamo fare. Diversamente naufraga. : )uesto punto il lettore c!iamato a s$ilanciarsi doppiamente. Da scri$a c!iamato a diventare discepolo, investendo tutto in colui c!e non solo il maestro, ma il 6ignore. E, diventato discepolo, c!iamato a superare ogni velleitarismo, amando lui, con tutto il cuore, con tutta l-anima e con tutta la mente #'', 1As7 Dt C,%s(. ,uesta la vita #Dt 1=,'=(, il dono c!e lui fa al suo discepolo. Ges il 6ignore. La C iesa lo riconosce come unico $ene e lo vive come suo primo e unico amore.

)' Lett%ra del te$to %("% Gedendo Ges folla attorno a s9( ordin, di passare allCaltra riva! *es+ comanda di 3passare all-altra riva4. 6i rivolge a tutta la folla o solo ai discepoli; 30assare all-altra riva4, vincendo il mare c!e ing!iotte # vv! &)#&$(, il male c!e devasta #vv! &%#).(, il peccato c!e parali""a # 4("#%(, la malattia e la morte c!e domina sovrana # 4("%#&0(, il desiderio8destino di ogni uomo. 0er )uesto si cerca maestri o signori tra )uanti gli promettono aiuto in )uesta traversata proi$itiva, an"i impossi$ile. v! "4 uno scriba gli disse< Maestro! Non ancora discepolo di *es+. ,uesti per lui un maestro, non la 0arola stessa, il 6ignore #v. '&( da seguire.
'='

seguir, te! Lo scri$a si sceglie lui il maestro da seguire, per imparare la 0arola e diventare a sua volta maestro. *es+ invece dice/ 3Non voi avete scelto me, ma io !o scelto voi4 #*v. &@,&C(, e/ 3Uno solo il vostro maestro4 #'1,<(. Lui il 6ignore, c!e si legato a noi e ci !a scelti perc!F ci ama di amore eterno #Dt A,As7 *er 1&,1(. ovun*ue tu vada! Il discepolo segue il maestro/ la comunan"a di vita insegna pi+ di ogni parola. 9a )uesto scri$a ignora dove *es+ va, perc!F non sa da dove viene. Ignora c!e il >iglio c!e viene dal 0adre e a lui fa ritorno. v! &5 le volpi anno tane( gli uccelli del cielo nidi! Tana e nido sono il luogo

da cui ciascuno viene. 6ono immagini della madre 8 casa, vita, ci$o, sicure""a, ricc!e""a e appagamento. Eppure c!i non lascia la madre, 3non degno di me4 #&=,1A(/ non ancora nato. il Figlio dellCuomo non a dove posare il capo! *es+ non !a tesori sulla terra/

dove il suo tesoro, lI anc!e il suo cuore #C,&?.'&(. >uori da ogni tana e nido, povero e li$ero. La povertB, facendoci riporre ogni fiducia nel 0adre, ci genera suoi figli. 6olo se la povertB nostra madre, Dio nostro 0adre/ la vita non dipende dalle cose, ma da lui. La li$ertB dalle cose e dal piacere c!e procurano il primo dono c!e *es+ fa al suo discepolo/ lo fa uscire dalla madre, lo fa venire alla luce come figlio del 0adre, come uomo li$ero. Il >iglio dell-uomo *es+ c!e !a sofferto, morto, risorto e tornerB per il giudi"io. La sua povertB, c!e lo fa figlio c!e tutto riceve dal 0adre, allora come adesso il suo giudi"io sul mondo7 e rimane il criterio per riconoscerlo come salvatore presente nella storia/ 3Ogni volta c!e avete fatto )ueste cose a uno solo di )uesti miei fratelli pi+ piccoli, l-avete fatto a me5 4 #'@,%=(. Nel povero siamo giudicati e salvati5 v! &" un altro dei AsuoiB discepoli! 6e la scena precedente segna il passaggio tra lo scri$a e il discepolo, )uesta mostra come essere discepoli autentici.

'=1

gli disse< Signore! 0er il discepolo *es+ non solo il maestro #v. &?(, ma il 6ignore. Non !a alcun $ene al di sopra di lui #6al &C,'(. ome 0aolo, stato

con)uistato da lui #>il 1,&'(, fino a dire c!e lui la sua vita #>il &,'&7 cf *al ','=( permettimi prima di andare a seppellire mio padre . :nc!e c!i !a capito c!e *es+ il 6ignore, !a resisten"e c!e vengono dal cuore, affetti c!e vengono 3prima4 di lui. 9a il 6ignore non pu. essere secondo a nessuno/ non sare$$e pi+ il 6ignore. i. c!e viene prima di lui, praticamente il tuo 6ignore. ome

la madre, raffigurata dalle tane e dal nido, rappresenta i $eni c!e garantiscono la vita e costituiscono il mondo del piacere, cosI il padre rappresenta la prima delle rela"ioni li$ere c!e garantiscono la vita umana e costituiscono il mondo del dovere. ome $isogna essere li$eri dalla madre per nascere alla vita $iologica, cosI $isogna essere li$eri dal padre per nascere alla vita adulta. Ogni cosa e rela"ione, ogni piacere e dovere c!e si pone come assoluto, 3prima4 di Dio, ci toglie la li$ertB. 6olo l-amore per il 6ignore sopra tutto ci rende li$eri davanti al resto7 solo l-assoluto ci 3ab#solve4, ci scioglie8da tutto perc!F tutto relativi""a. Il discepolo )uindi esce dalla madre #tana, nido, piacere( e dal padre #rela"ione, reali""a"ione, dovere(, per nascere come uomo li$ero, figlio di Dio. v! && Ges gli dice< seguimiH 6eguire lui non pretesa e volontB mia, ma c!iamata e dono suo per me. E la c!iamata e il dono di Dio sono irrevoca$ili #Rm &&,'?(, radicati nel suo amore forte e fedele in eterno #6al &&A,'(. lascia i morti seppellire i loro morti! 6ono i vivi c!e seppelliscono i morti5 9a c!i pone un affetto 3prima4 del 6ignore, giB morto/ manca dell-altra sua parte, c!e lo fa vivere. Ogni sua rela"ione avrB sempre il sapore della morte. 0ur con il colore della 3pietas4, la sua vita non sarB c!e un seppellire morti.

*' Pregare il te$to


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a. entro in preg!iera come al solito $. mi raccolgo immaginando *es+ sul lago, c!e comanda di compiere la traversata c. c!iedo ci. c!e voglio/ la li$ertB dalle cose e dalle persone, perc!F *es+ sia il mio affetto primo, il mio 6ignore d. traendone frutto, medito sul testo da notare< passare all-altra riva maestro, seguir. te il >iglio dell-uomo non !a dove posare il capo 6ignore, permettimi prima segui me lascia i morti seppellire i morti +' Te$ti %tili, 6al &C7 '17 Dt C,%ss7 1=,&@8'=7 9t &1,%%8%C7 >il 1,&ss7 *al ','=.

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).' PERC2B SIETE PAUROSI- O VOI DI POCA 3EDE .-)*/)< <,'1 '% E, salito lui sulla $arca, lo seguirono i suoi discepoli. Ed ecco un moto grande ci fu sul mare, sI c!e la $arca era ricoperta dalle onde7 ma egli dormiva. E, avvicinatisi, lo risvegliarono dicendo/ 6ignore, salva5 6iamo perduti5 E dice loro/ 0erc!F siete paurosi, o voi di poca fede; :llora, risvegliatosi, minacci. i venti e il mare, e vi fu grande $onaccia. Ora gli uomini si meravigliarono, dicendo/ Da dove costui, c!e anc!e i venti e il mare a lui o$$ediscono;

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&' Me$$aggio nel conte$to 7erc 9 siete paurosi( o voi di poca fedeH( dice *es+ ai discepoli c!e l-avevano seguito nella traversata. 0aura e fiducia sono due sentimenti opposti c!e si contendono il cuore dell-uomo. La prima lo $locca, la seconda lo fa camminare. rescendo l-una,

cala l-altra e viceversa. 6ta a noi favorire la fiducia e tenere a $ada la paura. ,uesta viene dalla coscien"a del limite e conta su ci. c!e noi possiamo, )uella viene dalla conoscen"a c!e Dio ci 0adre e conta su ci. c!e lui pu.. I discepoli lo !anno seguito, ma non sanno ancora c!e devono posare il capo anc!e sul mare in tempesta. Non il padre c!e $isogna seppellire, ma le proprie paure. Diversamente non si giunge all-altra riva. La traversata di *es+ con i suoi discepoli immagine dell-esisten"a umana. La $arca la comunitB, dove lui sta con noi. Deve passare difficoltB, $urrasc!e
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e tempeste. 0rima o dopo tutti andiamo a fondo. 2 l-unica certe""a. Numerosi anticipi ce la ric!iamano, se per caso la dimenticassimo. Le situa"ioni limite, come eviden"iano la poc!e""a, cosI stimolano la crescita della fede. I momenti di crisi 8 fino a )uella crisi ultima 8 sono il luogo stesso della fede. Diversamente non serve per vivere una vita li$era dalla paura della morte, la cui vista, come una *orgone, ci pietrifica. Una fede c!e non si misura con la morte, non passa per la veritB dell-uomo c!e 3!umus4 #terra(, ed incapace di dare senso positivo al suo essere al mondo. La morte restere$$e il tiranno c!e la governa. 6e si vuol giungere all-altra riva, va sdemoni""ato il mare, l-a$isso e la stessa morte. 2 )uanto fa il 6ignore c!e 3dorme4 e 3si sveglia4, c!e muore e risorge, per rompere definitivamente il muro c!e separa la nostra realtB di morte dal suo desiderio di vita. Il racconto una scena $attesimale. 2 )uel $attesimo c!e si compie nell-arco di tutta la nostra storia personale e comunitaria, e ci immerge #K $atte""a( sempre pi+ nel 6ignore, fino a )uando, alla fine, ci fa entrare, con lui c!e 3dorme4, nella sua stessa morte per uscirne con la sua stessa vita #cf Rm C,&8 &&(. Ges : colui al )uale il vento ed il mare o$$ediscono. Lui !a 3dormito4 con noi e si 3risvegliato4 per noi. Il suo sonno la fiducia di c!i posa il capo in seno al 0adre. 0er )uesta sua fede 3si risveglia4 nella poten"a di Dio, dominatore del mare. :nc!e noi possiamo avere fiducia in lui/ il 6ignore c!e salva. 9a non 3dalla4 morte 8 sare$$e un-illusione, perc!F sappiamo di essere mortali58 $ensI 3nella4 morte, offrendoci il risveglio a una vita nuova c!e va oltre la stessa morte. La C iesa la comunitB di coloro c!e sono $atte""ati nella sua morte, per aver parte alla sua medesima vita #cf Rm C,18&&(. Lo seguono e sono con lui sulla stessa $arca/ sia c!e veglino sia c!e dormano, vivono ormai sempre con il 6ignore #&Ts @,&=(.
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)' Lett%ra del te$to %(&) Salito lui sulla barca! Non 3una4, $ensI 3la4 $arca, dove *es+ sta con i suoi discepoli. 0e""o di legno c!e sta sull-a$isso e lo attraversa portato dall-ac)ua, la $arca il luogo della vita salvata. 2 immagine della !iesa, nata

dal legno della croce, dove *es+ per lei e con lei !a dormito e si risvegliato. La croce il legno con cui lui stesso !a compiuto, in solidarietB con tutti e una volta per tutte, la 3traversata4 dalla morte alla vita 8 desiderio impossi$ile e inelimina$ile di ogni uomo. lo seguirono i suoi discepoli! I discepoli ora vedono dove lui posa il capo/ si a$$andona al 0adre della vita oltre la stessa morte. :nc!e la folla sulla riva c!iamata a passare 3all-altra riva4 #v. &<(. 6iamo 3transeunti4/ la vita un passaggio. I discepoli sono i primi c!e lo compiono/ con lui, c!e dorme e si risveglia, entrano ed escono dall-a$isso a tutti comune. Imparano ad aver fede nelle traversie della vita, vincendo le tempeste della paura della morte. 6ono i primi c!e, 3pescati4 dal >iglio, sono c!iamati a diventare, come lui, 3pescatori di uomini4 #%,&?(. v! &. un moto grande ci fu sul mare! Uno scuotimento al"a l-a$isso contro di loro. osI sarB anc!e )uando *es+ sarB g!ermito e poi restituito vittorioso dal

sepolcro #'A,@%7 '<,'(. Il mare, sim$olo della morte, si leva per ing!iottire tutto e tutti 8 come sarB alla fine del mondo #'%,A(. 2 ci. c!e temiamo. 6appiamo c!e avverrB, anc!e se ignoriamo il )uando. Tutto ci. c!e noi facciamo non c!e un tentativo 8 immane ed inutile come la fatica di 6isifo 8 per uscire da )uesta situa"ione/ la cultura 3una macc!ina d-immortalitB4 , il cui motore la coscien"a del limite e la protesta contro di esso. la barca era ricoperta dalle onde! La $arca invasa dai flutti, preda della morte. Davanti a )uesta non c- persona o comunitB c!e tenga.

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ma egli dormiva! Il suo l-atteggiamento del $im$o in $raccio a sua madre #6al &1&(, c!e gli permette di a$$andonarsi e sperare anc!e nelle difficoltB estreme, ora e sempre. Il sonno sim$olo della morte. Non !a paura dell-a$isso. 6ua madre la fiducia nel 0adre della vita/ vive il limite assoluto come comunione con l-:ssoluto, la fine come ricongiungimento col principio. v! &' avvicinatisi lo risvegliarono! *es+ !a dormito del nostro sonno di creature limitate per farsi vicino a noi. Il nostro farci vicini a lui segna il suo risveglio per noi, ed principio della nostra salve""a. Nel suo sonno !a vinto la nostra morte, e nel suo risveglio ci comunica la sua vittoria. Signore( salvaH 6ignore8salva il nome di *es+ #Dio8salva(, con il )uale l-angelo ordin. a *iuseppe di c!iamare il Dio8con8noi #&,'&.'1(. Il nostro farci vicini a lui invocarlo come 36ignore4 8 e c!iun)ue avrB invocato il nome del 6ignore, sarB salvo #:t ','&(. 0er essere salvati, nessun altro nome stato dato agli uomini se non )uello di Dio8salva, *es+ #:t %,&'(. siamo perdutiH Dopo il nome di *es+, ecco )uello dei discepoli/ 3siamo perduti54 Essi sperimentano la perdi"ione comune a ogni creatura c!e, come non era, sempre sotto la minaccia del non esserci. 9a sulla $arca siamo con il >iglio, c!e fin dal principio e sempre sarB. Egli venuto a condividere il nostro sonno perc!F noi potessimo godere del suo riposo, a gustare della nostra morte per sa"iarci della sua vita. La perdi"ione l-unico luogo dove !a senso parlare di salve""a. v! &0 perc 9 siete paurosi= Davanti alla morte tutti a$$iamo paura. E la paura di morire cresce fino a farsi paura di vivere. o voi di poca fede! 2 )uasi il soprannome dei discepoli #cf C,1=7 &%,1&7 &C,<7 &A,'=(. La fede vittoria sulla paura della morte/ permette di accoglierla come luogo di comunione con la sorgente della vita. 0ur paurosi e di poca fede, i discepoli !anno nel 6ignore )uella fede c!e li fa rivolgere a lui. Non $isogna 3spegnere il lucignolo fumigante4 #&','= K Is
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%',1(. 2 di grande valore anc!e )uella 3poca fede4 c!e esce nelle situa"ioni limite. Nel $isogno, il figlio si rivolge naturalmente alla mamma 8 e l-uomo a Dio, non ad altri. :nc!e i vecc!i invocano la mamma prima di morire. La fiducia in c!i dB la vita esce proprio )uando la si perde. L-uomo coscien"a di morte, anc!e se per lo pi+ rimossa. Essa pone a tutti, in modo radicale, il pro$lema della fede. >in c!e viviamo e ci sentiamo forti, fede e non fede sono in noi sempre misc!iate, come l-oro e la pietra. Le tri$ola"ioni 8 anticipo della tri$ola"ione finale 8 3tre$$iano4 #tri$olare e tre$$iare sono parole imparentate(, macinano e purificano la nostra fede, per renderla come l-oro puro #cf &0t &,Css(. 0er )uesto 0aolo si vanta delle tri$ola"ioni, sapendo c!e frantumano le speran"e fasulle e lasciano alla fine )uell-unica speran"a c!e non delude #cf Rm @,18@(. Una fede c!e trascura la realtB della morte, non serve nF per vivere nF per morire. :vre$$e nulla da dire sull-esisten"a umana, condannata ad 3essere per la morte4. allora( risvegliatosi. Dal testo sem$ra c!e *es+ a$$ia parlato prima di svegliarsi. Ed vero5 Infatti la sua parola di vita 3la parola della croce4 #& or &,&<(, la sua morte per noi minacci, i venti e il mare! *es+, c!e !a dormito e si risvegliato, placa la tempesta dei discepoli e di ciascuno di noi. 3Dov-, o morte, la tua vittoria;4 #& or &@,@@ K Is '@,<(. La morte non pi+ vissuta come minaccia della vita. Il mio limite non il luogo del contatto con l-altro possi$ilitB di rela"ione, comunica"ione e amore; Il mio limite assoluto non il nulla di me, ma il contatto con colui c!e da sempre mi ama e mi dona la sua vita. *es+ 3minaccia4 i venti ed il mare come i demoni. 9olti spiriti di men"ogna agitano lo spettro della morte. *es+ sdemoni""a la vita e la morte. ,uesta perde il suo 3pungiglione4, il peccato #& or &@,@C(, la sfiducia c!e impedisce di riconoscerci figli.
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e vi fu grande bonaccia! 2 la grande calma c!e viene dalle ferite di

risto

)uella pace e gioia c!e 3nessuno pu. rapire4 #*v. &C,'1(, e mi permette di 3dormire4 in comunione con lui c!e morto e risorto per me. 2 il dono del suo 6pirito. Nella sua for"a posso affrontare 3la traversata4, sicuro di arrivare nel porto. Il $attesimo mi immerge in risto morto e risorto, e mi dB la sua stessa

serenitB di figlio in $raccio a sua madre. Ogni difficoltB e angustia mi introduce sempre pi+ a fondo nella fede in lui. v! &$ gli uomini si meravigliarono . i sorprendono )uesti uomini c!e

spuntano inattesi dal mare tempestoso e placato. Non solo i discepoli, ma anc!e gli altri sono colti da meraviglia. 0er tutti e per sempre il mare placato. La testa del >iglio giB venuta alla luce. Il resto del corpo sta nascendo, attraverso il travaglio della storia. La sofferen"a presente non pi+ sotto la maledi"ione della morte, ma sotto il segno della crea"ione nuova c!e sta nascendo. I gemiti del tempo presente sono le doglie del parto #cf Rm <,&<8 1=(. L-ultimo nostro giorno sarB il 3dies natalis4, il nascere alla nostra veritB di figli di Dio. 32 per nascere c!e si nati54 da dove : costui= Non viene da nessuna parte a noi nota. Giene dall-ignoto, dal sonno/ emerge addirittura dalla morte )uale 6ignore della vita,

primogenito di coloro c!e risuscitano dai morti, primo di una numerosa sc!iera di fratelli # ol &,&<7 Rm <,'?(. Lui sa da dove viene e dove va/ il >iglio c!e viene dal 0adre e va verso i fratelli. Lui, c!e !a potere sui venti e sul mare, sulla vita e sulla morte, con noi sulla nostra stessa $arca, e 3dorme4 per dare anc!e a noi la fiducia del risveglio. La sua vicinan"a sicura. :ccostarsi a lui risvegliare la nostra fede e sentire la sua pace. ,uesto l-atteggiamento del 3>iglio4, c!e compie 3la traversata4, ormai non pi+ dominato dalla paura della morte.
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*' Pregare il te$to a. entro in preg!iera come al solito $. mi raccolgo immaginando la $arca in me""o al mare in tempesta c. c!iedo ci. c!e voglio/ la fede nel 6ignore c!e per me !a dormito e si svegliato d. contemplo le persone/ c!i sono, c!e dicono, c!e fanno da notare< *es+ in $arca coi discepoli la tempesta c!e ricopre la $arca *es+ dorme 6ignore, salva5 siamo perduti perc!F siete paurosi; o gente di poca fede *es+ risvegliato minacci. i venti e il mare ci fu grande $onaccia da dove costui;

+' Te$ti %tili, 6al &=A7 &1&7 *n ',18&=7 6ap ',&ss7 E$ ',&%s7 Rm C,&8&&7 <,&<8 1=7 & or &@,@%8@<7 9t &%,''811. )>' ANDATE .-)./*+ <,'< E venuto lui all-altra riva, nel territorio dei *adareni, gli vennero incontro due indemoniati uscendo dai sepolcri, tanto furiosi c!e nessuno poteva passare per )uella strada. Ed ecco gridarono dicendo/ !e tra noi e te, >iglio di Dio; 6ei venuto )ui prima del tempo a tormentarci; Ora c-era lontano da loro una mandria di molti porci al pascolo. Ora i demoni lo supplicavano dicendo/ 6e ci scacci, mandaci nella mandria di porci. E disse loro/ :ndate5 Ed essi, usciti, andarono nei porci,
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ed ecco si gett. tutta la mandria gi+ dal dirupo nel mare, e morirono nelle ac)ue. Ora i mandriani fuggirono, e, andati in cittB, raccontarono ogni cosa e il fatto degli indemoniati. Ed ecco tutta la cittB uscI per venire incontro a *es+, e vedendolo lo supplicarono di andarsene dai loro confini.

&. Me$$aggio nel conte$to +ndateH( dice *es+ ai demoni, c!e entrano nei porci e finiscono nell-a$isso. 2 il primo esorcismo di 9atteo. :ppena sedata la tempesta c!e spaventa i discepoli, *es+ vince la radice stessa della paura/ riduce all-impoten"a colui c!e della morte !a il potere, cio il diavolo, e li$era cosI )uelli c!e per timore della morte erano soggetti a sc!iavit+ per tutta la vita #E$ ',&%s(. Il 6ignore c!e 3dorme e si risveglia4 )uieta il mare/ placa il terrore della morte e fa finire nell-a$isso colui c!e ne tur$a le ac)ue. Diavolo significa 3divisore4/ con la men"ogna divide l-uomo dalla sua veritB di figlio e di fratello. *li indemoniati sono 3posseduti4, non padroni di sF, in $alIa del nemico/ dimorano nei sepolcri e terrori""ano i passanti. :nc!e se non 3assatanati4, pure noi siamo posseduti dall-ignoran"a della veritB, divisi dalla realtB, estranei a tutto e a tutti. L-esorcismo ci restituisce a noi stessi, alla nostra li$ertB. *li esorcismi sono parte essen"iale dell-attivitB di *es+. Il male non pi+ fatale/ a$$iamo la possi$ilitB, )uindi la responsa$ilitB, di vincerlo. 6empre saremo esposti ad esso e ne avremo paura. 9a un conto averla, un altro esserne avuti7 un conto essere vulnera$ili, un altro essere feriti o addirittura uccisi. Il $rano ci presenta prima l-incontro di *es+ con gli indemoniati # vv! &%#&4(( poi la ric!iesta dei demoni e il loro precipitare nel mare # vv! )5#)&( e infine l-annuncio dei mandriani con la rea"ione dei *adareni # vv! ))#).(.
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L-esorcismo compiuto mediante la 0arola/ la semplice veritB s$ugiarda la men"ogna. 6e l-incredulitB ci fa figli del padre della men"ogna, omicida fin dal principio #*v <,%%( 8 per sua invidia entrata la morte nel mondo #6ap ','%( 8, la fede nella 0arola ci fa figli del 0adre della vita. Nella misura in cui a$$iamo fede, non siamo sc!iavi della paura. La nostra 3poca fede4 comun)ue sempre insidiata dall-incredulitB. L-esorcismo una lotta tra diffiden"a e fiducia, c!e dura tutta l-esisten"a7 si concluderB alla fine, )uando necessariamente ci affideremo al 0adre della vita. Ges( nel suo 3dormire e risvegliarsi4, la 0arola c!e vince la men"ogna, la luce c!e sconfigge le tene$re, la fiducia nel 0adre c!e toglie la paura della morte e ci offre un-esisten"a li$era, filiale e fraterna. La C iesa prosegue la stessa lotta. Il nemico, seppure in fuga, ancora attivo. 6olo alla fine sarB precipitato nel mare.

)' Lett%ra del te$to <,'< Genuto lui allCaltra riva( nel territorio dei Gadareni . 2 un territorio pagano della Decapoli. Dove non si conosce Dio, particolarmente visi$ile l-a"ione del nemico. *es+ porta anc!e lI la vittoria compiuta nel suo sonnoQrisveglio. gli vennero incontro ' Il male non solo non pu. vincere, ma neanc!e fuggire. orre incontro al 6ignore, come le farfalle notturne alla fiamma. La sua presen"a stana dal sepolcro gli indemoniati. due. 9atteo reduplica volentieri i personaggi #cf i due ciec!i di ?,'Ass7 i due ciec!i di '=,1=ss(. Due il principio di molti/ il secondo indemoniato e il secondo cieco colui c!e legge, c!iamato a identificarsi col primo e fare la sua stessa esperien"a. L-esorcismo 8 come la guarigione della vista, c!e la fede 8 per tutti. indemoniati! 6ono posseduti dal diavolo, il 3divisore4, c!e li separa dall-:ltro, da sF e dagli altri. Il demonio c!iamato solitamente 3spirito impuro4.
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3Impuro4 ci. c!e sa di morte7 3spirito4 significa respiro, vita. 36pirito impuro4 significa una vita di morte, il contrario dello 6pirito 6anto, c!e la vita di Dio. Lo spirito impuro agisce instillando nell-intelligen"a una cattiva opinione su Dio e nel cuore la sfiducia verso di lui. ome pu. vivere uno c!e considera

antagonista e cattivo il proprio principio e fine; uscendo dai sepolcri. In greco sepolcro si dice mnemeDon( c!e !a la stessa radice di 3memoria4 e 3morte4. La men"ogna ci fa a$itare nella 3memoria di morte4 per tutta la vita. Il vangelo ce ne fa uscire, dandoci la 3memoria di vita4 8 il ricordo del 6ignore c!e !a dormito e si svegliato con noi e per noi. L-uomo, unico animale cosciente di morire, angosciato dalla sua fine7 a meno c!e sappia c!e, proprio in essa, entra in comunione con il suo stesso principio. tanto furiosi c e nessuno poteva passare per *uella strada . !i sta nella

morte dannoso a sF e agli altri. La strada, c!e tutti porta al sepolcro, diventata pericolosa, cosI c!e nessuno, tranne il 6ignore della vita, pu. passare indenne. v! &4 ecco gridarono . 2 un grido di terrore c!e vuol terrori""are. Il male davanti al $ene si eviden"ia come tale. 0rima poteva sem$rare 3normale4. c e tra noi e te( Figlio di Dio= Non c- nulla in comune tra men"ogna e veritB/ dove c- l-una, l-altra scompare. La prima rea"ione davanti alla 0arola di dolorosa estraneitB, come )uella dell-occ!io c!e si apre al sole. 2 una tortura/ non per me5 Eppure il sole per l-occ!io come la musica per l-orecc!io5 *li uomini si c!iedevano/ 3Da dove mai costui;4 #v. 'A(. I demoni lo sanno/ il >iglio di Dio5 Essi credono, ma tremano #*c ',&?(. La fede infatti non solo sapere c!i lui, ma affidarsi a lui. Gedere il ci$o e non mangiarlo il suppli"io di Tantalo/ la 3pena del danno4, priva"ione di ci. c!e sa"ia la mia fame5 9a pu. non affidarsi al 6ignore c!i lo conosce; 0u. la volontB, fatta per amare, non acconsentire a ci. c!e l-intelligen"a le fa vedere come $ene; Non possi$ile, eppure reale5 La nostra li$ertB infatti sc!iava, prima della men"ogna c!e accieca l-intelligen"a, poi dell-a$itudine al male c!e $locca la
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volontB. Il 6ignore venuto a li$erare la nostra li$ertB, a farci aprire gli occ!i della mente e del cuore, c!e, dilatati nella notte, si c!iudono alla luce. sei venuto *ui prima del tempo per tormentarci= La vittoria definitiva sul male sarB alla fine del mondo 8 come alla fine della nostra esisten"a, c!e ne l-anticipo personale. 9a con la venuta di *es+ il tempo giB compiuto #9c &,&@(/ finisce il regno di satana e ini"ia )uello di Dio #%,&A(. 0er i demoni il tempo finito prima della fine del tempo/ giB ora la fede in *es+ ci dB la vittoria su di loro. La presen"a del $ene avvertita con tormento dal male 8 e dal malato stesso, c!e gli presta voce. Il male infatti tende a identificarsi col suo ospite, c!e diventa indemoniato, paralitico e cieco, di modo c!e avverte il $ene come minaccia. Il 6ignore separa il malato dal suo tumore, il peccatore dal suo peccato, per restituirlo alla sua integritB. v! )5 cCera lontano da loro una mandria di molti porci . I porci, per gli e$rei, sono animali immondi, dimora pi+ opportuna per lo spirito impuro c!e non l-uomo, fatto per lo 6pirito di Dio. 9a c!i non si considera figlio,

necessariamente !a lo spirito di morte 8 e non c- da meravigliarsi se si a$$rutisce. v! )" i demoni lo supplicavano . Il demonio un vinto c!e supplica il vincitore. Il potere delle tene$re, davanti alla luce, nullo5 se ci scacci( mandaci nella mandria di porci . Il demonio, con il suo spirito di diffiden"a, lascia li$ero l-uomo, c!e torna ad essere figlio di Dio. 0er., prima di finire nell-a$isso nel )uale voleva sommergerci, rimane ancora per un po- nei 3porci4, nelle nostre "one di incredulitB c!e ci insidiano. v! )& andate! 2 l-ordine di *es+ ai demoni. 0erc!F permette loro ancora una temporanea presen"a tra noi; 0erc!F c- ancora incredulitB in noi e attorno a noi; 0erc!F il male nella nostra storia, piccola e grande; Dio lo lascia per farne il mistero di salve""a/ nelle nostre "one di incredulitB sperimentiamo la fede, nelle nostre miserie la sua misericordia. Il male c- ancora7 ma !a perso il suo
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potere di incanto. usciti( andarono nei porci( ecc. Le onde, con le )uali i demoni volevano g!ermire i discepoli, ing!iottono loro stessi. >inc!F viviamo, le ac)ue, sim$olo della morte, causano sempre in noi paura7 ma )uesta il luogo della fiducia. v! )) i mandriani fuggirono( ecc! I due indemoniati sono li$eri. 9a lo spirito del male ancora nei mandriani c!e si allontanano da *es+, come pure nei *adareni c!e lo allontanano #v. 1%(. 0er. c- un fatto nuovo, c!e per i due eT indemoniati 3$uona noti"ia4 e per gli altri cattiva/ la li$era"ione dal male. Il male negli ossessi toglie la masc!era e pu. essere facilmente vinto7 negli altri si presenta sotto parven"a di $ene, camuffato da interesse, vantaggio e piacere. 9a tutto )uesto alla fine fa a$itare nei sepolcri. Il male, per essere capito come tale, deve aver raggiunto la fase acuta. Esce allo scoperto ed vinto di sicuro nella morte. 0er )uesto le situa"ioni limite, come )uella dei discepoli nella $arca e degli indemoniati nei sepolcri, sono le pi+ propi"ie. Nella )uotidianitB ci accontentiamo anc!e dei 3nostri porci comodi4 8 c!e rivelano il loro aspetto demoniaco solo nel loro risvolto estremo/ portano all-egoismo e tengono sepolti in esso. v! ). tutta la citt usc8 per venire incontro a Ges! Esattamente come gli indemoniati . lo supplicarono di andarsene dai loro confini! I demoni lo avevano pregato di non allontanarli da )uei confini #v. 1&(7 i *adareni lo pregano di allontanarsi dai loro confini. Davanti a Dio il male non !a nessuna li$ertB. L-uomo invece pu. anc!e rifiutare la li$era"ione. Il 6ignore ci rispetta, e se ne va con pa"ien"a. :spetta c!e i mandriani e tutta la cittB giungano allo stremo, come i discepoli in $arca o i due indemoniati nei sepolcri, perc!F accettino il suo dono.

*' Pregare il te$to a. entro in preg!iera come al solito $. mi raccolgo immaginando i sepolcri nel dirupo sul lago
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c. c!iedo ci. c!e voglio/ li$erami dalla paura della morte d. traendone frutto, contemplo la scena da notare / due indemoniati gli vennero incontro uscendo dai sepolcri c!e tra noi e te; andate5 entrarono nei porci e morirono nelle ac)ue i mandriani fuggirono lo supplicavano di andarsene. +' Te$ti %tili, 6al %?7 6ap &,&'8','%7 E$ ',&%s7 Rm C,&8&&.&'8'1.

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*? IL 3IGLIO DELL;UOMO 2A POTERE SULLA TERRA DI RIMETTERE I PECCATI >-&/. ?,& ' E, salito in $arca, pass. all-altra riva7 e venne nella sua cittB. Ed ecco gli portavano un paralitico c!e giaceva a letto. E, vedendo *es+ la loro fede, disse al paralitico/ oraggio, figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati. Ed ecco alcuni degli scri$i dissero tra sF/ ostui $estemmia5 E, vedendo i loro pensieri, *es+ disse/ 0erc!F pensate cose cattive nei vostri cuori; osa pi+ facile/ dire/ Ti sono rimessi i tuoi peccati, o dire/ 6orgi e cammina; Ora perc!F sappiate c!e il >iglio dell-uomo !a potere sulla terra di rimettere i peccati, allora dice al paralitico/ 6orgi, leva il tuo letto e va- a casa tua. E, sorto, and. a casa sua. Ora, visto ci., le folle temettero e glorificarono Dio c!e aveva dato tale potere agli uomini.

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&' Me$$aggio nel conte$to Il Figlio dellCuomo a potere sulla terra di rimettere i peccati! *es+ dice

espressamente per l-unica volta il 3perc!F4 dei suoi miracoli/ sono un segno per mostrare sulla terra il potere di Dio, )uello di perdonare i peccati. 0eccare fallire il $ersaglio, non raggiungere il proprio fine. I nostri continui fallimenti ci avvolgono come un $o""olo, c!e alla fine ci incapsula come

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mummie. ,uando pensiamo a Dio, su$ito pensiamo a una legge c!e giudica e punisce il male. 6entiamo il dovere di osservarla, la colpa di trasgredirla e la necessitB di espiare. Dovere, colpa ed espia"ione sono tipici di ogni re8ligione, c!e lega e ri8lega l-uomo, come suo eterno destino. 9a Dio non legge, e noi non a$$iamo de$iti con lui/ lui c!e ne !a con noi. i !a fatti per amore, e ogni nostro male un 3suo4 fallimento, di cui soffre. ome i genitori con i figli, lui si mette in )uestione se noi stiamo male o s$agliamo. L-amore infatti non accampa diritti/ riconosce i $isogni dell-amato come diritti suoi e doveri propri. *es+, il >iglio c!e conosce il 0adre, 3deve4 dare la vita per )uesto mondo di peccato/ venuto sulla terra per portare ai fratelli nel suo perdono )uello del 0adre. ,uesta una bestemmia! *es+ si fa uguale a Dio, l-unico c!e perdona. E per di pi+ sen"a condi"ioni/ non ci perdona perc!F siamo convertiti, ma possiamo convertirci a lui perc!F lui per primo si converte a noi 8 an"i, con mite""a somma, si addossa la colpa di averci a$$andonati e ci c!iede scusa #cf Is @%,A8 &=(. *es+, il >iglio dell-uomo, invece di giudicare assolve, invece di condannare perdona, invece di punire espia per gli altri. 0roprio per )uesto sarB giudicato, condannato e giusti"iato sulla croce, da dove tutti ci assolve, perdona e li$era. 6olo cosI rivela sulla terra il potere di Dio. La legge giustamente condanna le trasgressioni7 ma se Dio perdona, c!i pi+ garante di un agire corretto; Il vangelo ci presenta una 3giusti"ia superiore4 #@,'=(, c!e )uella del 0adre c!e fa piovere la sua luce e la sua $enedi"ione su tutti i suoi figli, cattivi o $uoni c!e siano #@,%@(. I miracoli rifanno l-uomo nuovo #<,&8%/ il le$$roso(, vengono dalla fede #<,@8 &1/ il centurione(, conducono al servi"io #<,&%s/ la suocera(, !anno la loro fonte nel 36ervo4 #<,&A( c!e dorme e si risveglia per vincere la nostra paura della morte #<,'18'A/ la tempesta sedata(, affogando il male c!e con essa ci tiene sc!iavi per tutta la vita #<,'<81%/ l-esorcismo(. Ora il vangelo mostra
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come la vita nuova essen"ialmente perdono/ la legge ci crocifigge al nostro male, il perdono ci risveglia e incammina verso casa. 0erdonare miracolo pi+ grande c!e risuscitare un morto. La""aro, una volta risuscitato, morirB ancora. 0erdonare invece nascere e far nascere a vita immortale 8 la stessa di Dio, c!e amore ricevuto e accordato sen"a condi"ioni. Il perdono l-esperien"a di un amore pi+ grande di ogni male7 esso rivela insieme l-identitB di Dio, c!e ama sen"a misura, e )uella dell-uomo, suo figlio, sempre e comun)ue amato. Il perdono parte integrante dell-annuncio di morteQresurre"ione di *es+/ ne il significato #Lc '%,%Cs(. La prova c!e risto risorto, per 0aolo consiste or &@,&A(.

nell-esperien"a di una vita riscattata dal peccato #&

Le prime parole c!e Dio disse ad :damo sono/ 4Dove sei;4 L-uomo non era pi+ al suo posto, perc!F si era nascosto da lui. Lontano da lui, lontano da sF e dagli altri, estraneo a tutto. 0erc!F 3Dio il suo posto4. Nel perdono ritrova lui, e in lui se stesso e il suo posto nel mondo. Il peccato divisione, e la divisione morte7 il perdono rista$ilisce comunione di vita ancor pi+ profonda lB dove c-era stata divisione. Ges venuto sulla terra a portare il giudi"io di Dio 8 il suo potere di legiferare, giudicare e far giusti"ia. E fa tutto )uesto nel perdono. ,uesta $estemmia, c!e s$locca l-uomo dalla sua paralisi, inc!ioderB il >iglio dell-uomo sulla croce. La C iesa fatta da coloro c!e !anno accolto )uesto perdono e lo accordano agli altri/ sono figli c!e vivono la misericordia del 0adre, suoi am$asciatori presso tutti i fratelli #' or @,&%8C,'(.

)' Lett%ra del te$to 4(" Genne nella sua citt. afarnao ormai la 3sua4 cittB adottiva, dove

svolge la sua attivitB e raccoglie i suoi discepoli. v! & gli portavano! L-imperfetto indica il tentativo e la difficoltB di
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raggiungere *es+, addirittura calandolo dal tetto #cf 9c ',&8&' e Lc @,&A8'C(. - corresponsa$ilitB tra gli uomini/ l-altro c!e conduce all-:ltro5 un paralitico. L-uomo viator . Non mai di casa dove sta7 ovun)ue si sente estraneo, perc!F a$ita altrove. Non )uesta la sua cittB/ in cerca di )uella futura #E$ &1,&1s(, perc!F della famigli di Dio #Ef ',&?(. !iamato a

diventare perfetto come il 0adre #@,%<(, solo in lui raggiunge la sua casa, nell-amore reciproco c!e la dimora dell-uno nell-altro #cf *v &%,'1s(. >ine del suo cammino essere in Dio come Dio in lui, fatti casa l-uno dell-altro. Il peccato $locca )uesto cammino/ paralisi interiore c!e rende immo$ili. Il moto vita, l-immo$ilitB rigore cadaverico. a letto. L-uomo sta a letto )uando soffre o si riposa, )uando sta male e )uando muore. La paralisi fissa il paralitico a letto. ,uesto pu. essere sim$olo della legge. Duona in sF, per. luogo di conten"ione per c!i la trasgredisce. La sua fun"ione positiva mostrare il male come tale, e, come pedagogo, condurre a *es+, il maestro/ la legge c!e condanna porta al risto c!e

perdona. Una volta perdonato, il paralitico 3cammina4 8 camminare il modo concreto di comportarsi 8 portando il letto sul )uale prima era portato/ in grado di adempiere la legge. Infatti c!i perdonato di pi+, amerB di pi+ #Lc A,%'s( 8 e l-amore pieno compimento della legge #Rm &1,&=(. vedendo la loro fede . La fede l-origine dei miracoli/ comunione con Dio, sorgente inesauri$ile di $ene, dal )uale ognuno attinge secondo il $isogno. coraggio! La fede il coraggio dell-impossi$ile/ ci mette in comunione con colui al )uale nulla impossi$ile #Lc &,1A(. figliolo! In greco c-/ 3genito4. :nc!e se non lo sai e non lo accetti, Dio !a nei tuoi confronti sentimenti materni e paterni, perc!F ti !a generato. ,uesto amore fonte del per8dono, come lo del dono della vita. ti sono rimessi. 2 passivo divino. Rimettere significa allontanare. Dio manda via da te i tuoi fallimenti di cui fai sempre ri8cordo, )uel male c!e ti aderisce e mangia come un tumore. Tutto il negativo c!e !ai fatto e c!e ti porti dentro
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come una massa oscura, gettato lontano da te. 0erdonare difficile, an"i impossi$ile/ a"ione di Dio. :ccettare il perdono l-a"ione pi+ grande dell-uomo/ ci fa essere ci. c!e siamo 8 figli del 0adre, gratuitamente amati. 0erdonare a nostra volta ci fa figli uguali al 0adre. !i

perdonato, perdona7 c!i non perdona, non !a ancora accettato il perdono #C,&'7 &<,1@( e non conosce il 6ignore #*er 1&,1%(. i peccati! L-uomo rela"ione, innan"i tutto con Dio. Il peccato la rompe. 9a pu. essere rista$ilita dal perdono. 6e lo accetto, conosco Dio come 0adre e me stesso come suo figlio. Non siamo amati perc!F $ravi 8 allora saremmo odiati se cattivi5 6iamo invece amati gratuitamente 8 l-amore o gratuito o non / l-amore 3meritato4 si c!iama 3meretricio45 8 e lo scopriamo perc!F perdonati sen"a merito alcuno. 0roprio dove a$$ondato il peccato, sovra$$onda la gra"ia #Rm @,'=(. Non per )uesto do$$iamo peccare #Rm C,&.&@7 1,<(7 ma, proprio nel nostro peccato, possiamo comprendere )uale sia l-ampie""a, la lung!e""a, l-alte""a e la profonditB #Ef 1,&<( dell-amore del 0adre in risto per

noi, dal )uale nulla ci potrB mai pi+ separare #Rm <,1?(. Geramente tutto, anc!e il male, coopera al $ene #Rm <,'<(, per coloro c!e !anno accolto il suo amore. v! ) alcuni degli scribi dissero tra s9 . 0arlare tra sF a$orto di dialogo, fallimento della parola/ invece c!e manifesta"ione, nascondimento di sF, per difendersi o attaccare. costui bestemmia. 0erdonare i peccati prerogativa di Dio #Es 1%,Cs7 6al '@,&<7 1',&8@(. Il perdono avviene sempre attraverso un sacrificio di espia"ione #cf Lv %8@(. *es+ perdona, )uindi Dio7 e perdona sen"a espia"ione nostra, )uindi Dio diverso da come noi lo concepiamo. La $estemmia doppia/ c!e l-uomo *es+ sia Dio, e c!e Dio sia Dio, altro e santo, proprio perc!F perdona gra"iosamente. ,uesta veritB, giB c!iaramente espressa nell-:T #vedi ad esempio Os &&,<s e *n %,&ss(, l-essen"a del cristianesimo, fine della legge e principio del vangelo #@,'=8%<(. 6arB la causa della condanna
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di *es+ #'C,C@(7 ma la sua stessa morte sarB rivela"ione di )uesto Dio c!e nessuno !a mai visto, e c!e il >iglio !a rivelato #*v &,&<(, proprio attraverso la croce #'A,@%(. v! . vedendo i loro pensieri! Il 6ignore vede e scruta i pensieri dei cuori #6al &1?,&ss(. perc 9 pensate cose cattive nei vostri cuori= Il cuore cattivo dB frutti cattivi. La cattiveria suprema non riconoscere Dio come amore c!e giustifica, assolve e perdona, confondendolo con la legge c!e giudica, condanna e punisce. 2 andare contro l-essen"a di Dio, la cui 3santitB4 la misericordia # @,%@7 cf Lc C,1C(. v! ' cosa : pi facile dire( ecc! 0er noi impossi$ile sia far camminare il paralitico c!e perdonare. 0er *es+ il primo miracolo, esterno, segno del secondo, interno. v! 0 perc 9 sappiate! Il motivo del miracolo render noto 3il potere4 di *es+ e di Dio, c!e lo stesso. 6olo )ui *es+ dice il 3perc!F4 dei suoi miracoli. il Figlio dellCuomo . osI *es+ c!iamava se stesso. 2 un-indica"ione vaga, c!e

dice secondo c!e uno in grado di comprendere del suo mistero. 0u. semplicemente significare uomo, ma anc!e Dio. Il >iglio dell-uomo in Daniele porta il giudi"io di Dio #Dn A,&%(/ !a ogni potere in cielo e in terra #'<,&<(. a potere! 30otere4 attri$uto di Dio, al )uale nulla pu. opporsi/ l-onnipotente. sulla terra! *es+, il >iglio dell-uomo, porta sulla terra il potere stesso di Dio in cielo/ esegue nel tempo il suo giudi"io eterno. rimettere i peccati. Dio non !a altro potere c!e )uello di perdonare, c!e il suo dovere nei nostri confronti 8 3dovere4 c!e lo porterB alla croce. Dio dono e per8dono. La legge, c!e pure dono suo, indica il cammino della vita. 9a se s$agliamo, per ignoran"a o cattiveria, lui illumina la nostra ignoran"a e vince la nostra cattiveria con il per8dono. ,uesto ci svela la sua essen"a nascosta/ amore assoluto, c!e assolve da ogni male. Il potere, l-onore e la gloria di Dio si
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rivelano sulla croce, dove lui, nel perdonare, mostra l-onnipoten"a del suo amore. sorgiH Il perdono un sorgere, un passare dalla morte alla vita. 2 il risveglio c!e fa passare dalla notte al giorno definitivo. leva il tuo letto . sano. i. c!e prima lo portava da malato, ora lui stesso lo porta da

!i perdonato, ama7 e cosI osserva tutta la legge #A,&'(.

vaC a casa tua . >inalmente l-uomo pu. giungere a casa/ )uella del >iglio, la stessa del 0adre. Il perdono s$locca la sua paralisi/ non guarda pi+ il suo peccato c!e, come la *orgone, lo lascia di pietra. *uarda invece, proprio in esso, l-amore infinito del 6ignore per lui. LI sta di casa. Nel $rano successivo vedremo 9atteo/ anc!e lui, come il paralitico, il peccatore perdonato c!e va a casa sua, dove pu. finalmente mangiare col 6ignore #vv. ?8&1(. v! $ sorto( and, a casa sua . Il suo risveglio risurre"ione, cammino verso casa, sotto il segno del perdono. v! % le folle temettero! 2 il timore sacro del divino. glorificarono! Il timore sfocia in glorifica"ione/ riconosce nel perdono la 3*loria4, il volto di Dio. Dio c e aveva dato tale potere agli uomini! Il >iglio dell-uomo venuto per dare agli uomini il potere di Dio/ nel perdono vicendevole tra i fratelli, circola sulla terra la gloria del 0adre celeste #9t &<,'&81@(. La comunitB cristiana, e ciascuno di noi, !a il potere divino di perdonare come siamo perdonati, di amare come siamo amati. La storia cessa di essere aliena"ione e fuga7 diventa riconcilia"ione e cammino verso la *loria.

*' Pregare il te$to a. entro in preg!iera come al solito $. mi raccolgo immaginando *es+ circondato dalle folle, con il paralitico davanti c. c!iedo ci. c!e voglio/ conoscere il >iglio dell-uomo e il suo potere di perdonare
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d. traendone frutto, contemplo la scena da notare< gli portavano un paralitico giaceva a letto coraggio ti sono rimessi i tuoi peccati costui $estemmia perc!F sappiate c!e il >iglio dell-uomo !a potere sulla terra di rimettere i peccati leva il tuo letto va- a casa tua glorificarono Dio c!e aveva dato tale potere agli uomini. +' Te$ti %tili, 6al &=17 &1=7 Is @%,& ss7 *er 1&,1&81%7 Lc &@,&ss7 9t &<,'&81@7 ' or @,&%8C,'.

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*&' NON SONO VENUTO A C2IAMARE I GIUSTIMA I PECCATORI >->/&* ?,? E, andando via di lB, *es+ vide un uomo seduto al $anco delle imposte, c!iamato 9atteo, e gli dice/ 6egui me5 E, levatosi, lo seguI. E avvenne, mentre lui stava sdraiato a mensa nella casa, ecco c!e molti pu$$licani e peccatori, venuti, stavano sdraiati con *es+ e i suoi discepoli. E, vedendo, i farisei dicevano ai suoi discepoli/ 0erc!F il vostro maestro mangia con i pu$$licani e i peccatori; Ora egli, udito, disse/ Non !anno $isogno del medico i sani, ma )uelli c!e stanno male. :ndate a imparare cosa significa/ 9isericordia voglio e non sacrificio. Infatti non venni a c!iamare i giusti, ma i peccatori5

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&' Me$$aggio nel conte$to 3on sono venuto a c iamare i giusti( ma i peccatoriH Il paralitico c!e cammina segno del grande miracolo/ il peccatore c!iamato a seguire *es+. Rimesso in piedi dal perdono, pu. entrare in casa sua e accogliere c!i lo !a accolto, insieme a tanti fratelli, come lui $isognosi di perdono e accoglien"a. ontinua il tema ini"iato nel $rano precedente/ la legge denuncia il peccato e punisce il peccatore, mentre il 6ignore rimette il peccato e accoglie il peccatore. Dio non legge, ma amore7 non san"ione e puni"ione, ma perdono e medicina. La nostra miseria il nostro titolo ad accogliere lui, misericordia sen"a limiti. Il peccato non esclude dal regno. Rappresenta an"i un 3privilegio4 in due sensi/ Dio ama di pi+ il peccatore, perc!F !a pi+ $isogno, e anc!e il peccatore

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lo amerB di pi+, perc!F !a ricevuto maggiore amore #Lc A,1C8@=(. Il malato, pi+ grave, pi+ !a diritto del medico e maggiori sono i doveri di )uesti nei suoi confronti. osI il peccatore, pi+ lontano, pi+ !a diritto di misericordia e

maggiori sono i doveri di Dio nei suoi confronti. Inoltre il suo peccato non gli impedisce l-esperien"a di Dio/ an"i, proprio in esso lo c!iama per il suo vero nome, c!e *es+, Dio8salva #&,'&7 cf Lc &,AA(. Il $rano si articola in tre parti. Nel v! 4 *es+ c!iama il pu$$licano, identificato con 9atteo7 nel v! "5 *es+, con i suoi discepoli, entra in casa sua e si fa commensale con lui e con altri suoi colleg!i7 nei vv! ""#"), all-o$ie"ione dei farisei contro i discepoli, *es+ risponde dic!iarando la sua missione di salvatore, c!e risponde al suo nome. In )uesto $rano si presenta un pro$lema costante nella !iesa/ i 3giusti4,

come il fratello maggiore di Lc &@, stentano ad accettare i peccatori. Lo fanno con fatica, e solo se )uesti si convertono e si sfor"ano di diventare $ravi. *es+ invece accetta )uelli non ancora convertiti. Non perdona il peccatore perc!F si converte7 lo perdona prima, perc!F possa convertirsi. Difficile per il 6ignore non convertire )uelli di Ninive alla peniten"a, ma *iona, il giusto, al perdono. Dio amore e gra"ia. Il peccatore facilmente lo riconosce, perc!F ne !a $isogno. Il giusto invece gli resiste con tutte le for"e. Deve prima accettare il peccatore come suo fratello, suo gemello, an"i come se stesso, addirittura come il suo 6ignore c!e si fatto maledi"ione e peccato per lui #*al 1,&17 ' or @,'&(7 solo allora conosce Dio e si converte alla

3giusti"ia superiore4 #@,'=(, )uella del Dio misericordioso, di grande amore, clemente, longanime, c!e si lascia impietosire #*n %,'(. 6e esclude dal suo $anc!etto il peccatore, esclude il 6ignore stesso, c!e $anc!etta con i peccatori. Il nostro unico titolo di merito nei confronti del Dio8c!e8salva la nostra perdi"ione. Ges c!iama tutti, ed commensale con i peccatori non solo convertiti, come
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9atteo, ma anc!e con gli altri. :nc!e 9atteo non fu c!iamato perc!F convertito, ma si convertI perc!F c!iamato. Lui nostro medico proprio con il suo essere con noi peccatori/ la sua vicinan"a la medicina. La C iesa non fatta di giusti, ma di peccatori perdonati, sempre $isognosi di ricevere e dare perdono. I cristiani non vivono della propria giusti"ia, ma della sua 3gra"ia4/ gra"iati dal 6ignore, usano gra"ia gli uni verso gli altri #Ef %,1'(.

)' Lett%ra del te$to 4(4 +ndando via di l! *es+ aveva guarito il paralitico facendolo camminare verso casa sua. Ora c!iama il peccatore a seguirlo, a essere con lui e come lui. vide! Il suo occ!io, come raggio c!e fende le tene$re, si volge al peccatore, avvolto nell-om$ra di morte. Nello splendido )uadro del aravaggio lo sguardo

di *es+, come fascio di luce, al"a di sorpresa 9atteo, sollevandolo dal tavolo dove sta contando i soldi. un uomo seduto al banco delle imposte . Nel $rano precedente c-era il paralitico nel suo letto, ora un uomo seduto al suo $anco a contare soldi 8 paralisi pi+ grave e pi+ diffusa5 2 un esattore di tasse. 0ersona doppiamente detesta$ile/ riscuote le tasse 8 nessuno le paga volentieri5 8, e lo fa a favore dell-occupante pagano. *li esattori, alleati degli oppressori, erano immondi, peccatori della ra""a pi+ detesta$ile. c iamato Matteo' 9arco e Luca lo c!iamano Levi #9c ',&1s7 Lc @,'As(, identificato dalla tradi"ione con l-autore del nostro vangelo. gli dice. 0arola e sguardo 8 intelligen"a e amore 8 sono il principio della crea"ione/ 3Disse, e vide c!e era $uono4 #*en &,1.&'.&<.'&.1&(. Ora sguardo e parola 8 amore e intelligen"a 8 sono il principio della ricrea"ione. segui meH 6eguire lui il senso della vita nuova/ significa essere figlio. 2 il dono c!e *es+ fa ad ogni fratello. levatosi! 6e avesse guardato se stesso e non *es+, 9atteo non si sare$$e
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al"ato. :vre$$e detto/ non sono degno di seguirlo5 Levarsi una delle due parole c!e indicano la risurre"ione/ levarsi o al"arsi, risvegliarsi o sorgere. Rispondere alla sua c!iamata passare dalla morte alla vita, miracolo definitivo c!e restituisce l-uomo alla sua dignitB di figlio. lo segu8. :ll-istante lascia tutto e cammina dietro di lui. Lo 3segue4 invitandolo in casa sua, come dicono c!iaramente 9arco e Luca #9c ',&@7 Lc @,'?(. ome il paralitico guarito, va a casa sua7 e )ui accoglie il 6ignore c!e lo

!a accolto. v! "5 a mensa nella casa! La casa il luogo dove la famiglia mangia e vive insieme. molti pubblicani e peccatori( venuti( stavano a mensa con Ges . *es+

considera suoi fratelli sia 0ietro e :ndrea c!e *iacomo e *iovanni, sia 9atteo il peccatore appena convertito c!e gli altri peccatori. La !iesa non fatta di ome

puri, ma di peccatori accolti c!e accolgono, di perdonati c!e perdonano.

il 6ignore si fatto loro fratello, cosI a loro volta si fanno fratelli degli altri peccatori, trasmettendo il perdono del 0adre. La !iesa necessariamente

cattolica #K universale(, perc!F tutti sono figli di Dio, cominciando dagli ultimi. *es+ !a offerto personalmente la prima eucaristia a *iuda c!e lo tradisce, a 0ietro c!e lo rinnega, agli altri c!e lo a$$andonano. 0er parteciparvi 3degnamente4 non ci c!iesto di essere giusti, ma di 3riconoscere i nostri peccati4. osI diciamo all-ini"io della messa. E ci accostiamo alla comunione

dicendo/ 36ignore, non sono degno54 6e fossi degno, non andrei a ricevere il suo dono, ma il salario della mia fatica. v! "" i farisei dicevano ai suoi discepoli! Nella casa, a mensa #nella c!iesa all-eucaristia(, oltre i discepoli e i peccatori, ci sono anc!e i farisei e i giusti, c!e fanno le loro o$ie"ioni e i loro distinguo/ come trattare i peccatori; 6e fanno de$ita ammenda, come 9atteo, va $ene5 9a se continuano come prima, sono da levare di me""o a noi5 Non dice la 6crittura di non stare in compagnia degli empi #cf 6al &,&( e di eliminare ogni mattina tutti gli empi del paese #cf
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6al &=&,<(; La commensalitB con gli empi fa sempre pro$lema. *es+ invece sta con noi, sen"a vergognarsi di c!iamarsi nostro fratello #E$ ',&&(. Egli odia il peccato e ama teneramente il peccatore, perc!F sta male, anc!e e soprattutto se non lo sa. Noi al contrario siamo duri coi peccatori perc!F teneri con il male, c!e riteniamo $ene. Detestiamo c!i affama, perc!F amiamo il ci$o e riteniamo male essere affamati. 9a proprio )uesto pensa c!i affama, e per )uesto affama5 #Dovremmo pregare pi+ per gli infelici affamatori c!e per gli affamati, c!e *es+ c!iama 3$eati4(. La misericordia con i peccatori propor"ionale alla conoscen"a del peccato come tale e alla li$ertB da esso. >inc!F sono duro con i peccatori, sono ancora connivente col peccato. 9atteo, sapendo di essere peccatore perdonato, accoglie tutti in casa sua, perc!F i suoi fratelli sperimentino la stessa accoglien"a del 0adre c!e lui !a ricevuto dal >iglio. :ppena il mio peccato non mi sta dinan"i #6al @&,@(, invece di ringra"iare Dio, mi c!iedo/ perc!F ci sono i peccatori nella !iesa; perc!F il peccato ancora

tra noi e in noi; non contro la volontB di Dio; non $isogna strappare le "i""anie #&1,'%81=( ; v! "& egli( udito( disse . La domanda fatta sempre dal fratello maggiore, c!e in ciascuno di noi7 la risposta viene da *es+, con ci. c!e lui !a fatto e detto #:t &,&(. 0er risolvere i pro$lemi all-interno della !iesa, il criterio lasciare la

risposta a lui, c!iedendosi come !a agito in una circostan"a analoga. non anno bisogno del medico i sani( ma *uelli c e stanno male! Il medico

Dio, c!e cura le ferite del suo popolo #6al &%A,17 Is C&,&(. Uno !a il raffreddore, un altro la polmonite doppia con complica"ioni cardiac!e/ da c!i va il medico; *es+ il medico, e privilegia c!i sta peggio. 9isura alla gra"ia di Dio non la $ontB, ma la cattiveria nostra. Il suo amore gratuito per noi l-unica cura e per lui l-unica rivela"ione adeguata.
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Il male non la sconfitta del $ene, ma, paradossalmente, luogo di un $ene maggiore. 30erfetto come il 0adre4 non c!i s$aglia di meno, ma c!i ama di pi+. E certamente ama di pi+ colui al )uale stato perdonato di pi+ #Lc A,%&.%1(. v! ") andate a imparare! I farisei sono rimandati alla 6crittura, c!e contiene non solo la legge, ma anc!e l-annuncio del perdono. misericordia voglio e non sacrificio #&',A K Os C,C(. In Os C,C Dio c!iede il ritorno a colui c!e gra"ia e fascia le ferite, e ridB vita al ter"o giorno5 Disogna conoscere )uesto 6ignore. Non i sacrifici e le espia"ioni, ma la scoperta del suo amore ci guarisce. La giusti"ia di Dio non esige il nostro sacrificio/ misericordia, c!e porterB lui a sacrificarsi sulla croce. :lla religione della legge e del sacrificio su$entra )uella della li$ertB e dell-amore, c!e viene dalla conoscen"a di )uesto Dio. >inisce la religiositB come sacrificio dell-uomo a Dio, e ini"ia la risposta d-amore al suo amore. non venni a c iamare i giusti . La missione di *es+ non verso i giusti. Nessun giusto salvato, perc!F nessuno giusto #6al &','7 Rm 1,'1( 8 tranne lui, c!e si perde per tutti gli ingiusti. ma i peccatori! *es+ il >iglio mandato a tutti i fratelli perduti/ mangia, vive e cammina con loro.

*' Pregare il te$to a. entro in preg!iera come il solito $. mi raccolgo immaginandomi a mensa in casa di 9atteo c. c!iedo ci. c!e voglio/ convertimi, o 6ignore, e sar. convertito #*er 1&,&<( d. traendone frutto, contemplo la scena da notare< andando via da lI *es+ vide un uomo seduto al $anco delle imposte gli dice/ segui me5 levatosi lo seguI *es+ a mensa in casa di 9atteo
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molti pu$$licani e peccatori giacevano a mensa con *es+ perc!F il 9aestro mangia coi peccatori; l-o$ie"ione dei farisei ai discepoli trova risposta direttamente in *es+ non !anno $isogno del medico i sani ma i malati misericordia voglio e non sacrificio non sono venuto a c!iamare i giusti, ma i peccatori. +' Te$ti %tili, 6al &'7 @=7 @&7 Os C,18C7 *iona7 Lc A,1C8@&7 &@,&ss7 Rm 1,'=.'17 @,&'8'&7 C,@8&&7 A,&%8'@7 <,1&81?.

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*)' LO SPOSO 1 CON LORO >-&+/&< ?,&% :llora gli si avvicinano i discepoli di *iovanni, dicendo/ 0erc!F noi e i farisei digiuniamo #molto(, mentre i tuoi discepoli non digiunano; E disse loro *es+/ 0ossono i figli delle no""e fare lutto )uando lo sposo con loro; 9a verranno i giorni )uando sarB loro tolto lo sposo, e allora digiuneranno. Ora nessuno mette una toppa gre""a sopra un vestito vecc!io, perc!F il suo rattoppo strappa il vestito e lo s)uarcio peggiore. NF mettono vino giovane in otri vecc!i, se no si rompono gli otri, e il vino si riversa fuori e gli otri vanno perduti7 ma mettono vino giovane in otri nuovi, e am$edue si conservano.

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&C

&A

&' Me$$aggio nel conte$to Lo sposo : con loro , risponde *es+/ per )uesto i suoi discepoli non digiunano. Nella sua carne indissolu$ilmente unita divinitB e umanitB, si cele$rano le no""e tra l-uomo e Dio. In casa di 9atteo il peccatore, oltre i discepoli e altri peccatori, ci sono anc!e i farisei #cf $rano precedente( e i discepoli di *iovanni/ tutti sono presenti alle no""e dell-:gnello, c!e porta su di sF il peccato del mondo #*v &,'?(. Nessuno escluso dalla festa, perc!F egli il principio e il fine della crea"ione/ per lui e in vista di lui tutto stato fatto e tutto sussiste in lui # ol &,&Cs(, vita di )uanto esiste #*v &,1$8%(. Il 6ignore c!e mangia con tutti, peccatori convinti o meno, il riposo di Dio nella sua crea"ione e della crea"ione nel suo Dio. Nascono i cieli nuovi e la terra nuova, dove !a sta$ile dimora la giusti"ia di Dio #'0t
'1%

1,&1(. Il racconto usa parole primordiali, di immediata comprensione, )uali il ci$o e il digiuno, l-amore e il vestito, il vino e gli otri. on *es+ finito il digiuno, e

ini"ia il $anc!etto nu"iale #vv! ".8"'a(, anc!e se la sua morte comporterB un digiuno attraverso cui passare per giungere alla meta # v! "'b(. La vita nuova c!e lui porta non un aggiustamento di )uella vecc!ia # v! "0(7 c- finalmente )ualcosa di nuovo sotto il sole #,o &,?(/ il vino nuovo # v! "$(, lo 6pirito nuovo promesso dai profeti #E" 1C,'C(, effuso nei nostri cuori #Rm @,@(, c!e esige e dona un cuore nuovo. Le metafore illustrano, con semplicitB divina, la $elle""a della vita nuova e la sua inconcilia$ilitB con )uella vecc!ia. In casa di 9atteo, noi peccatori siamo c!iamati al $anc!etto di no""e. 6u )uanti siedono alla mensa del >iglio, si riversa ogni dono di Dio. L-uomo conosce digiuno, solitudine, nuditB, sopore e ovvietB di morte, perc!F fame di amore, vestito, e$$re""a, novitB e vita. La venuta del 6ignore sa"ia )uesta fame, antica come l-uomo stesso. Ges il ci$o, lo sposo, il vestito nuovo, il vino migliore riservato alla fine. In lui ci donato tutto ci. c!e Dio . La C iesa non digiuna/ fatta di peccatori, fa eucaristia per il dono del perdono di cui perennemente vive e gioisce.

)' Lett%ra del te$to 4(". +llora gli si avvicinano i discepoli di Giovanni! *iovanni proclama la conversione e annuncia colui c!e viene 3dopo4. noi e i farisei digiuniamo! I suoi discepoli digiunano/ per loro la vita attesa del futuro. :nc!e i farisei, fedeli alla tradi"ione, digiunano/ per loro la vita sta nell-osservan"a del passato. 0er le persone religiose il presente sempre digiuno/ la vita nel futuro o nel passato, desiderio di ci. c!e sarB o nostalgia di ci. c!e stato5
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i tuoi discepoli non digiunano . Dio non uno c!e era o sarB/ egli . 0er )uesto i discepoli di *es+ non digiunano/ vivono la gioia dell-incontro con lui. v! "' possono i figli delle nozze! L-espressione e$raica 3figli delle no""e4 indica gli invitati. on *es+ partecipiamo al $anc!etto del 9essia, piene""a di

vita #cf Is '@,C8&'7 @@,&ss7 0r ?,&8C7 6ir '%,&<8'=(. fare lutto. Il lutto segno di morte, di cui il digiuno fa parte essen"iale/ mangiare vivere, digiunare morire. Il $anc!etto c!e il 6ignore ci offre elimina la morte per sempre e asciuga le lacrime su ogni volto #Is '@,<7 :p A,&A(. lo sposo : con loro! Ecco il nostro Dio #Is '@,?(/ lui lo sposo, l-Emmanuele, c!e sempre con noi #&,'17 '<,'=(. Il rapporto sposoQsposa, alteritB c!e si dona e si unisce in amore e giu$ilo, intensitB e tenere""a, fedeltB e feconditB, la realtB pi+ indicata per alludere al rapporto DioQuomo #cf Is C&,&=s7 C',&8@7 *en &,'A7 Os ',&C8'@7 antico dei antici7 :p '&8''(. In *es+ uomo e Dio sono

una carne sola/ l-uno l-altra parte dell-altro, e nessuno potrB pi+ separare ci. c!e fu unito. 6iamo a$ituati a considerare Dio come madre e padre, c!e rappresentano )uell-amore necessario di cui uno !a $isogno per nascere e per crescere. 9a lui anc!e lo sposo, amore li$ero e corrisposto c!e ci rende simili a lui, suoi partners. La vita del cristiano non semplicemente mangiare, ma cele$rare il $anc!etto nu"iale/ vivere nella piene""a di )uell-amore c!e Dio stesso, suo sposo. Il 3principio dei segni4 di *es+ dare l-e$$re""a del vino all-ac)ua incolore e insapore della legge, c!e comanda ma non dB l-amore #cf *v ',&ss(. 6e *iovanni non mangia e non $eve, *es+ fu c!iamato 3mangione e $eone4

#&&,&<s(. 9atteo sottolinea anc!e altrove l-aspetto nu"iale del regno #'',&8&%7 '@,&8&1(. *uando sar tolto loro lo sposo( allora digiuneranno . Lo sposo sarB tolto
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)uando sarB elevato sulla croce e levato in cielo. La vita cristiana conosce una piene""a c!e per. non ancora compiuta. Le no""e giB ci sono state/ l-unione con Dio, giB perfetta in *es+, l-anticipo di ci. c!e sarB per ciascuno di noi alla fine. Ora c- un-assen"a per giungere alla presen"a, un digiuno non ancora sa"io, un venerdI santo c!e introduce alla pas)ua. Il suo essere8con8noi, per il momento, resta sotto il segno della croce/ la sua presen"a nei piccoli 8 negli affamati, assetati, forestieri, nudi, ammalati, carcerati, in tutte )uelle situa"ioni di digiuno c!e la nostra storia conoscerB sino alla fine #'@,1@ss(. LI lui presente al nostro amore. Il nostro digiuno si sa"ia, per ora, incontrando lo sposo nella sua presen"a crocifissa, con la )uale 8con8noi sino al compimento dei tempi #'<,&=(, )uando entreremo con lui nelle no""e #'@,'=(, prendendo parte alla sua gioia #'@,'&.'1(. In )uesto detto si allude al digiuno del venerdI santo in ricordo della croce. 9a si allude soprattutto al digiuno c!e lui desidera da noi/ dividere il pane con l-affamato, introdurre in casa il sen"a tetto, vestire il nudo, sciogliere le catene, spe""are ogni giogo #Is @<,Cs(. l-ultimo di tutti #'@,%=(. v! "0 nessuno mette una toppa grezza su un vestito vecc io . 6e il $anc!etto ric!iama le no""e, )ueste ric!iamano il vestito nu"iale #cf '',&&8&1(. Il vestito la visi$ilitB della persona, c!e insieme la vela e rivela 8 come un corpo c!e li$eramente ciascuno si sceglie. Il mondo vestito di Dio #6al &=%,&s(/ rende visi$ile all-esterno la sua gloria nascosta. 9a col peccato si logorato/ invecc!iato. Dio lo muta, ed mutato #6al &=','A(. Non si taglia un panno nuovo per aggiustarne uno vecc!io/ la novitB dell-amore non un semplice restauro dell-uomo vecc!io, ma tutto un nuovo modo di vivere e agire. perc 9 il suo rattoppo strappa il vestito! Un rattoppo #in greco pl9roma K piene""a5( nuovo non ci sta su un tessuto vecc!io. Essendo pi+ resistente, lo strappa e ne aumenta lo s)uarcio. 0er )uesto il nuovo non compati$ile col
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osI incontriamo lo sposo, c!e si fatto

vecc!io. Non si pu. misc!iare luce e tene$ra, vita e morte, amore ed egoismo. :nc!e se il nuovo in noi convive sempre ancora con il vecc!io, tuttavia ne la morte. :l $anc!etto nu"iale entreremo solo con l-a$ito nuovo #'',&&s(/ la gra"ia di Dio, concessa a tutti, $uoni e cattivi, giusti e peccatori, c!e progressivamente ci riveste giorno dopo giorno. 6e il vestito l-uomo nella sua rela"ione con l-altro, )uesto vestito nuovo la rela"ione filiale e fraterna propria di c!i si rivestito di risto, nella novitB di vita #Rm &1,&%(.

v! "$ n9 mettono vino giovane! Il vino giovane la $enedi"ione della terra promessa, il coronamento del suo frutto. Rispetto al ci$o rappresenta il lusso, il 3di pi+4 necessario per essere felici. L-uomo non fatto solo per mangiare come l-animale. 2 fatto per amare/ solo )uesto lusso gli dB gioia. Il vino sim$olo del sangue, della vita, dello 6pirito. *es+ !a $evuto il vino acido della nostra morte #'A,%<(, per darci alla fine il vino migliore #*v ',&=(/ $eve il nostro calice di morte #'C,%'(, perc!F noi $eviamo il suo calice di vita #'C,'A(. Non u$riacatevi di vino, ma siate ricolmi dello 6pirito #Ef @,&<(. ,uesto amore, 3so$ria e$$re""a dello 6pirito4, l-allean"a nuova ed eterna tra noi e lo sposo #cf *er 1&,1&(. in otri vecc i. L-otre un sacco di pelle per custodire $evande. L-otre vecc!io non pu. contenere il vino nuovo/ il cuore di pietra non pu. contenere lo 6pirito d-amore. si rompono gli otri! Lo 6pirito nuovo rompe l-otre vecc!io/ l-uomo vecc!io, il cuore di pietra, perduto e morto per sempre, e lo 6pirito si effonde, come il profumo dal vaso rotto #9c &%,1(. mettono vino giovane in otri nuovi . I discepoli di *es+ sono otri nuovi, e vivono nella gioia perc!F !anno )uesto vino nuovo/ una gioia c!e nessun digiuno pu. oscurare e nessuna poten"a rapire #*v &C,'1(, perc!F nulla ormai li pu. separare dall-amore c!e Dio !a per loro in risto #Rm <,1<s(. Lo 6pirito
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fa l-uomo nuovo/ l-uomo interiore si rinnova di giorno in giorno proprio con la rottura dell-uomo esteriore, dell-otre vecc!io #cf ' or %,&C(. ambedue si conservano . Lo 6pirito vivifica l-uomo nuovo e l-uomo nuovo 3tempio dello 6pirito4/ noi glorific!iamo Dio nel nostro corpo #' or C,&?.'=7 cf Rm &',&(

*' Pregare il te$to a. entro in preg!iera come al solito $. mi raccolgo immaginando il $anc!etto in casa di 9atteo c. c!iedo ci. c!e voglio/ dammi 6ignore, la sorgente d-ac)ua c!e "ampilla per la vita eterna #*v %,&%( d. traendone frutto, medito sul testo da notare< i discepoli di *iovanni digiunano i farisei digiunano i discepoli di *es+ non digiunano lo sposo con loro )uando sarB tolto lo sposo toppa gre""a e vestito vecc!io vino giovane e otri vecc!i vino giovane e otri nuovi. +' Te$ti %tili, $anc!etto/ Is '@7 @@7 0r ?,&8C7 no""e/ antico dei antici7 Is

C&,&=8C',@7 Os ',&C8'@7 :p '&8''7 digiuno/ Is @<,&ss7 veste/ Ef %,'=8@,'=7 vino/ *v ',&8&'7 E" 1C,'%81A,&%.

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**' LA TUA 3EDE TI 2A SALVATA >-&./): ?,&< 9entre diceva loro )ueste cose, ecco venire uno dei capi, c!e lo adorava dicendo/ 9ia figlia appena morta7 ma vieni, imponi la mano su di lei, e vivrB. E, risvegliato, *es+ lo seguiva con i suoi discepoli. Ed ecco una donna, c!e perdeva sangue da dodici anni, venuta dietro, tocc. il lem$o del suo mantello. Infatti diceva tra sF/ 6e solo tocc!er. il suo mantello, sar. salvata. Ora *es+, voltatosi e vistala, disse/ oraggio, figlia, la tua fede ti !a salvata. E fu salvata la donna da )uell-istante. E giunto *es+ nella casa del capo e veduti i flautisti e la folla in tur$amento, diceva/ Ritiratevi, poic!F non morta la fanciulla, ma dorme. E lo deridevano. ,uando fu scacciata la folla, entrato, la prese per mano7 e fu risvegliata la fanciulla. E uscI )uesta fama in tutta )uella terra.

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&' Me$$aggio nel conte$to


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La tua fede ti

a salvata( dice *es+ alla donna c!e lo tocca e guarisce.

6u$ito dopo, lui stesso tocca la fanciulla e la risuscita. 6ono due miracoli a sand?ic ( da leggere insieme, come due aspetti di un-unica realtB. Il racconto della donna, posto nel me""o, dice c!e cos- la fede/ toccare *es+7 il racconto della fanciulla morta e risorta, posto all-ini"io e alla fine, dice cosa dB la fede/ fa passare dalla morte alla vita. 3Toccare4, forma prima e ultima del conoscere, andare oltre il proprio limite, entrare in comunione e scam$io con l-altro. La fede 3toccare4 il 6ignore della vita, c!e a sua volta ci 3tocca4 8 e il suo tocco il dono stesso della vita. Non si evita la morte 8 siamo mortali5 8 , ma, proprio in essa, si presi per mano da colui c!e ci risveglia/ 3Io sono la risurre"ione e la vita7 c!i crede in me, anc!e se muore, vivrB4 #*v &&,'@(. Infatti 3c!iun)ue vive e crede in me, non morirB in eterno4 #*v &&,'C(. La salve""a del risto risorto giB

presente nella comunitB come vita affrancata dalla paura della morte e li$era dall-egoismo. ome le due donne, ciascuno di noi c!iamato a sperimentare il tocco di *es+. ,uesto 3tocco4 lo 6pirito 6anto, dito di Dio, c!e scrive nel nostro

cuore il suo nome e lo ferisce col suo amore/ la fede c!e ci fa amare come siamo amati, ci fa vivere in comunione con lui, sia c!e vegliamo sia c!e moriamo #&Ts @,&=(. La salve""a dalla morte 3il pro$lema4 dell-uomo. Ogni suo sapere e agire altro non c!e un vano tentativo di sconfiggere la sovrana incontrastata di tutto e di tutti. Il 6ignore, c!e con noi sulla $arca !a dormito e si svegliato, placa il mare e la nostra paura di andare a fondo. Ora, con lui risorto, sciolti dallo spirito del male, dalle nostre paralisi e peccati, siamo c!iamati a mangiare con lui, lo sposo7 an"i, a toccarlo e a vivere del suo tocco. osI, con8morti, con8sepolti e

con8risorti con lui, possiamo giB ora vivere la stessa vita nuova di colui c!e morto, sepolto e risorto per noi #cf Rm C,&8&&7 ol ',&'8&@(. 3Toccando4 lui c!e
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3prende4 la nostra mano, usciamo dal lutto del digiuno ed entriamo nel $anc!etto delle no""e. 9atteo, come al solito pi+ so$rio di dettagli rispetto agli altri sinottici, rileva con essen"ialitB i temi connessi del morire, del toccare #fede(, del salvare e del risorgere. Ges li$era )uelli c!e a$itano nelle tene$re e nell-om$ra di morte #%,&C7 Is ?,&ss(. 2 il 9essia, c!e porta il regno di Dio/ i morti risorgono. La C iesa raffigurata dalle due donne, figlie di 6ion, delle )uali una tocca il 6ignore e l-altra presa per mano da lui.

)' Lett%ra del te$to 4("% Mentre diceva loro *ueste cose . *es+ sta parlando delle no""e, del vestito nuovo, del vino giovane, in casa di 9atteo il peccatore. i. c!e lui dona

non un semplice palliativo ai nostri mali, )uasi una pe""a su vecc!i strappi7 invece lo 6pirito e l-amore stesso di Dio c!e fa nuove tutte le cose. ecco venire uno dei capi! 2 *iairo, capo delle sinagoga di afarnao. La cura di !iesa di

*es+ rivolta alle pecore perdute d-Israele #&@,'%7 cf &=,C(. La

9atteo costituita da loro 8 c!e poi, dopo la risurre"ione, saranno inviati a tutte le genti #'<,&?(. lo adorava! :dorare *es+ il fine del vangelo di 9atteo/ i 9agi lo fanno fin dall-ini"io #','.&&(, e i discepoli lo faranno alla fine #'<,&A(. mia figlia : appena morta! La figlia indica il futuro, la capacitB di trasmettere vita. La giovane figlia del capo della sinagoga, come )uella di c!iun)ue altro, da sempre appena morta/ l-uomo non genera c!e vita per la morte. Ogni nascita non fa c!e accrescere il numero dei mortali. vieni( imponi la tua mano su di lei e vivr! ,uesta la fede del capo della sinagoga, la fede d-Israele/ c!e il 6ignore venga e ci doni la vita. La morte il limite irrimedia$ile di ogni esisten"a, a meno c!e in esso ci tocc!i il 6ignore stesso della vita.
'%'

v! "4 risvegliato! *es+ giB risorto. 9a prima di risvegliarsi, anc!e lui !a dormito il nostro sonno. lo seguiva. Il 6ignore, anc!e da risorto, ci segue fin dentro la nostra morte. con i suoi discepoli! on lui sono )uelli c!e giB !anno ascoltato la 0arola, c!e

fa passare dalla morte alla vita. v! &5 ecco una donna c e perdeva sangue da dodici anni . Il sangue la vita. ,uesta donna immagine di tutti i nati da donna/ la nostra esisten"a da dodici anni 8 da sempre 8 altro non c!e perdere vita. venuta dietro. Il flusso di sangue ci rende immondi, incapaci di stare di fronte al 6ignore. 9a proprio per )uesto siamo ancor pi+ $isognosi di lui, come il malato del medico. i. c!e ci manca per guarire proprio lui, fonte della vita.

tocc, il lembo del suo mantello . La fede toccare il 6ignore. : )uesto ci autori""a il nostro male. 9a lo tocc!iamo come di spalle e mediante l-orlo della sua veste. La veste del 6ignore la sua umanitB, della )uale si rivestito7 l-orlo della sua veste la 0arola, attraverso la )uale noi, ancora oggi, tocc!iamo il Ger$o c!e si fatto carne ed diventato parola per raggiungere ogni carne. Nella sua umanitB a$ita tutta la piene""a della divinitB # ol &,&?(, e la sua parola viva ed efficace #E$ %,&'(, capace di compiere ci. per cui fu inviata #Is @@,&&(. Dio, come ogni persona, lo tocc!iamo e ci tocca con la sua parola, c!e muove il cuore dell-uno verso l-altro. v! &" diceva infatti tra s9. La fede una certe""a interiore di toccare il 6ignore nella sua parola, c!e opera in c!i l-accoglie come parola di Dio #cf &Ts ',&1(. se solo tocc er, il suo mantello( sar, salvata . Non dice/ guarita, ma, salvata. La fede la certe""a c!e la comunione con il 6ignore salva. v! && Ges( voltatosi e vistala( disse . Il 6ignore si volge a c!i gli tocca, di spalle, l-orlo del mantello/ gli parla faccia a faccia, $occa a $occa. La sua parola gli mostra il Golto e gli tocca il cuore penetrandolo con il suo 6pirito. coraggio( figlia( la tua fede ti a salvata! ,uesto toccare la 0arola, c!e si fa
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dialogo con il 6ignore, la fede c!e salva. La salve""a infatti il parlare ed entrare in comunione coraggio della vita. fu salva la donna da *uellCistante . La salve""a avviene nel dialogo stesso col 6ignore. La donna constata, come ciascuno di noi, c!e la sua parola vera/ opera ci. c!e promette. 9a solo in colui c!e crede. In colui c!e non crede, manca proprio ci. c!e solo la 0arola accolta pu. dare. L-ora della salve""a )uella della fede. Il pro$lema non c!e Dio salvi o c!e la sua parola sia efficace. Lui vuole tutti salvi e la 0arola fa )uello c!e dice. 9a nessun dono pu. essere fatto a c!i non lo accoglie. 6olo nell-istante in cui ci fidiamo di lui, siamo salvi. 0erc!F la salve""a aver fiducia in lui. v! &) giunto Ges nella casa del capo( ecc! Nella casa del capo della sinagoga regna la morte, c- lamento e strepito. 2 il lutto con cui c!i ancora vivo esprime il dolore per la morte altrui, anticipo della propria. La morte dei genitori 3normale4/ la vita continua nei figli. 9a la morte della figlia rivela la tragicitB dell-esisten"a/ ci. c!e dovre$$e continuare la vita, giB morto. v! &. ritiratevi! La presen"a di *es+ scaccia il lutto e il tur$amento. La morte sdrammati""ata/ !a perso il suo pungiglione, il peccato #& or &@,@C( 8 la mancan"a di fede, c!e avvelena la vita. non : morta la fanciulla( ma dorme! Il sonno riposo dalle fatic!e per un risveglio nella nuova luce. La morte non pi+ sen"a ritorno. :l tocco del 6ignore un dormire e risvegliarci, con lui e come lui #<,'%s(. lo deridevano! Non il risus pasc alis , ma derisione 8 masc!era del g!igno $effardo della morte, c!e per noi l-ultima parola. 6e la morte produce pianto, la risurre"ione, ritenuta impossi$ile, produce irrisione #vedi :t &A,1'7 'C,'%(. v! &' *uando fu scacciata la folla . Deve uscire la triste""a e l-incredulitB, perc!F entri il riso e la comunione di vita.
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con lui. :llora la paura della morte lascia il posto al

la prese per mano! Lo sposo prende per mano la sposa, unito con lei nella $uona come lo fu nella cattiva sorte. La vita strappa alla morte la sua preda, e la veste di sacco mutata in a$ito di dan"a #cf 6al 1=,&'(. La raga""a, morta perc!F sen"a la sua altra parte, ora risuscita perc!F la ritrova. v! &0 fu risvegliata la fanciulla . Il tocco dello sposo risveglia la fanciulla7 un fremito di vita la sconvolge. Ormai con8sorte del suo 6ignore, unita a lui in un amore pi+ forte della morte #cf t @,%7 <,C(.

usc8 *uesta fama . 6i diffonde ovun)ue l-eco di )uesta parola. Da 3)uella terra4 giunge fino a noi, perc!F in essa, 8 lem$o del suo mantello 8 tocc!iamo colui c!e con essa ci tocca e ci salva.

*' Pregare il te$to a. entro in preg!iera come al solito $. mi raccolgo immaginandomi nel tragitto dalla casa di 9atteo alla sinagoga c. c!iedo ci. c!e voglio/ toccare lui, essere preso per mano da lui. !iedo la fede nella sua parola d. traendone frutto, contemplo la scena da notare< mia figlia morta vieni, imponi la mano su di lei e vivrB risvegliato, *es+ lo seguiva ecco una donna c!e perdeva sangue tocca di dietro il lem$o del suo mantello diceva/ se tocc!er., sar. salva coraggio, figlia, la tua fede ti !a salvata ritiratevi/ la fanciulla non morta, ma dorme la prese per mano fu risvegliata la fanciulla )uesta fama uscI. +' Te$ti %tili, 6al &C7 '17 & or &@,&ss7 Rm C,&8&&7 *v &&,&8%%. ol ',&8&@7 9t '','18117

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*+' AVVENGA A VOI SECONDO LA VOSTRA 3EDE >-)</*+ ?,'A :ndando *es+ via di lB, lo seguirono due ciec!i, gridando e dicendo/ :$$i pietB di noi, figlio di Davide5 Entrato nella casa, i ciec!i gli si avvicinarono, e dice loro *es+/ redete c!e posso fare )uesto #per voi(; *li dicono/ 6I, 6ignore5 :llora tocc. i loro occ!i, dicendo/ :vvenga a voi secondo la vostra fede5 E si aprirono i loro occ!i. E *es+ s$uff. davanti a loro, dicendo/ *uardate c!e nessuno lo sappia5 Ora essi, usciti, diffusero la sua fama in tutta )uella terra. Ora, usciti essi, ecco/ gli condussero un uomo muto, indemoniato. E, scacciato il demonio, parl. il muto. E si meravigliarono le folle, dicendo/ 9ai apparve cosa simile in Israele5 9a i farisei dicevano/ on il capo dei demoni scaccia i demoni5

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&' Me$$aggio nel conte$to +vvenga a voi secondo la vostra fede( dice *es+ ai due ciec!i, guarendo su$ito dopo il muto. La fede vista, l-incredulitB cecitB. In for"a della fede, colui c!e, come Zaccaria, era rimasto muto a causa dell-incredulitB, pu. parlare #cf Lc &,'=(.

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I due miracoli, ultimi della serie dei dieci prodigi e punto di arrivo dell-attivitB di *es+, descrivono la fede come visione e parola. La vita nuova culmina nell-illumina"ione, c!e ci fa vedere la nostra realtB e ci rende capaci di esprimerla. Gedere nascere, venire alla luce. La fede nella 0arola ci fa nascere come figli, in grado di comunicare coi fratelli. osI si compie la missione del >iglio, primo apostolo inviato ai fratelli. ,uelli c!e a loro volta sono illuminati, la continuano nei confronti degli altri. 36vegliati, o tu c!e dormi, destati dai morti, e risto ti illuminerB4 #Ef @,&%(.

Tutte le religioni cercano l-illumina"ione. ,uesta non frutto di eserci"i strani, ma di occ!i nuovi7 non consiste nel vedere cose nuove, ma nel vedere nuove tutte le cose, con gli occ!i del >iglio. !i !a il cuore del >iglio, ovun)ue vede

l-amore del 0adre. Invece delle proie"ioni delle proprie paure, scorge ovun)ue la $elle""a del suo volto/ si sveglia dall-incu$o della notte e viene alla luce. >inalmente li$ero dalla men"ogna, conosce la veritB ed in grado di parlare 3correttamente4 #9c A,1@(. *uarito dalla cecitB e dall-afasia, pu. dire, con gioia sua e altrui, ci. c!e !a udito, visto e toccato dal Ger$o della vita #&*v &,'8%(. I ciec!i, illuminati dalla 0arola, saranno a loro volta luce del mondo #@,&%(. 6u$ito dopo, al c. &=, ci sarB la missione dei Dodici, i primi c!e !anno avuto occ!i nuovi e $occa nuova per proclamare le meraviglie di Dio #:t ',&&(. Il $rano si articola in due parti/ i vv! &$#)" raccontano la guarigione dei due ciec!i, i vv! )&#). )uella del muto e il diffondersi della 0arola, c!e porta all-accetta"ione o al rifiuto di *es+, all-illumina"ione o all-accecamento del cuore. Lui venuto per fare un giudi"io/ perc!F c!i cieco veda, e c!i crede di vedere diventi cieco #*v ?,1?(. Ges( luce del mondo #*v <,&'(, 0arola eterna del 0adre, il >iglio, primogenito di una numerosa sc!iera di fratelli #Rm <,'?( illuminati alla sua luce. La C iesa, accesa dal fuoco c!e lui !a donato il giorno di 0entecoste, luce
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del mondo #@,&%(, e trasmette ai fratelli la 0arola c!e guarisce e rigenera a vita filiale e fraterna. )' Lett%ra del te$to 4(&$ +ndando via Ges di l #cf v. ?(. *es+ !a appena risvegliato la fanciulla. Ora il vangelo mostra come la risurre"ione sia la stessa fede, c!e fa passare dalla tene$ra alla luce. lo seguirono. :nc!e noi, seppure ciec!i come i discepoli e i peccatori, possiamo e do$$iamo seguire *es+. 3 !i segue me, non cammina nelle tene$re, ma avrB la luce della vita4 #*v <,&'$(. L-illumina"ione ini"ia col desiderio di seguirlo 8 tenue luce c!e $rilla nella notte. alla luce piena. due! La duplica"ione dei miracoli tipica di 9atteo. Uno il miracolato c!e racconta, l-altro il lettore c!e si fa suo compagno nella stessa avventura. ciec i. Il cieco nelle tene$re/ non ancora venuto alla luce. La prima illumina"ione accorgersi di essere ciec!i. 6olo c!i fatto per la luce sa di essere cieco. Un sasso non cieco5 6apere di essere ciec!i significa capire di non essere fatti per le tene$re, come sapere di essere mortali capire di non essere fatti per la morte. La coscien"a della cecitB e della morte viene dalla nostra dignitB/ siamo figli, poema di Dio, creati nel >iglio, destinati a partecipare della sua luce e della sua vita #Ef ',&=(. La luce il principio della crea"ione/ energia e vita, intelligen"a e amore, fa essere le cose )uello c!e sono. La cecitB si oppone alla vista come la tene$ra alla luce, il non8senso al senso, la morte alla vita. La realtB uguale sia per il vedente c!e per il non vedente. 9a diverso il loro modo di rapportarsi ad essa/ uno ne fruisce e gode, l-altro ci s$atte contro e si fa male. gridando e dicendo . Il grido- forma inarticolata di preg!iera, esprime il disagio per il male come $isogno del $ene. : )uesto punto del vangelo il grido sa ci. c!e desidera e vuole/ la luce della fede. La fede stessa il grande
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!i poi lo segue, giunge

miracolo. abbi piet di noi. La fede c!iedere a Dio di vedere lui come pietB e amore per me, suo figlio nel >iglio. figlio di Davide. Titolo caro a 9atteo in connessione coi miracoli #&','17 &@,''7 '=,1=.1&7 '&,?.&@(. In *es+ si compie la promessa fatta a Davide/ il risto #&,&(. v! &% entrato nella casa! L-illumina"ione avviene nella casa, nella !iesa.

Infatti consiste nel vedere se stesso come figlio e lui come 0adre 8 il c!e possi$ile solo nella fraternitB. !i ama il fratello figlio ed passato dalla

morte alla vita #cf &*v 1,&%(. L-illumina"ione cristiana per tutti, non per anime elette o menti esercitate. i ciec i gli si avvicinarono . Nella comunitB dei fratelli ci si avvicina al >iglio e se ne ascolta la parola. credete c e posso fare *uesto= *es+ c!iede se crediamo c!e lui pu. darci la vista. La fede non un dono, ma il dono/ ci mette in comunione con lui5 ome

ogni dono, pu. essere data solo a c!i la desidera e la c!iede. Il ritenere c!e ce la possa dare e il c!iederla, atto della nostra li$ertB. :nc!e l-ateo pu. e deve c!iederla, con insisten"a pari alla sua resisten"a #cf 9c ?,'%(. s8( Signore! Il loro 3sI4 al dono della fede il semaforo verde alla sua poten"a. In )uesto 3sI4 *es+ il 6ignore 8 l-eterno 3sI4 per noi c!e attende il nostro 3sI4 a lui per farci venire alla luce della sua luce. v! &4 tocc, i loro occ i! Il suo 3tocco4 ci dB occ!i nuovi/ i suoi stessi di >iglio. avvenga a voi secondo la vostra fede #<,&15(. La fede compie il prodigio/ ci fa vedere con gli occ!i di Dio. v! )5 si aprirono i loro occ i! :damo aprI gli occ!i sulla sua nuditB, e si nascose alla luce. *es+ ci apre gli occ!i sulla nostra gloria di figli, e ci fa nascere come tali. nessuno lo sappia. Il prodigio della fede un mistero, noto solo a c!i !a aperto gli occ!i per vedere ci. c!e occ!io umano mai non vide #& or ',?(.
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L-illuminato potrB raccontare la sua esperien"a ad altri #vedi miracolo seguente(7 ma l-illumina"ione stessa rimane 3il4 segreto c!e conosce solo c!i lo sperimenta. v! )" diffusero la sua fama in tutta *uella terra! La fama di *es+ esce dalla casa e si diffonde per tutta la terra, conducendo a lui altri desiderosi di vedere la luce di cui !anno sentito parlare. v! )& gli condussero un uomo muto( indemoniato! La fama sui ciec!i guariti gli porta un muto. La parola ci. c!e dB senso alla realtB/ tutto sen"a di essa resta assurdo. L-uomo riceve luce dalla parola, e diventa la parola c!e ascolta. Il muto l-uomo in cui si arresta il circuito della parola/ per lo pi+ non la pu. sentire, e, )uand-anc!e la sentisse, non la pu. esprimere. Dopo l-illumina"ione della fede, l-uomo sa finalmente c!i , e pu. comunicare la sua realtB. v! )) scacciato il demonio . Il demonio, spirito di tene$ra e morte, impedisce la parola di vita. Davanti a *es+ se ne va come la notte davanti al giorno. parl, il muto . :nc!e lui pu. dire ci. c!e !a udito e visto e toccato dal Ger$o della vita #&*v &,&(. Nel discorso sulla missione, c!e immediatamente segue, )uesta parola si diffonderB tra tutto il popolo. mai apparve cosa simile in Israele! 2 la meraviglia davanti al compimento della promessa. v! ). con il capo dei demoni scaccia i demoni! Davanti alla 0arola 8 al muto c!e parla 8 c- sempre la duplice rea"ione/ la fede c!e si meraviglia e l-accoglie, l-incredulitB c!e si indurisce e rifiuta, con ragionamenti tanto sottili )uanto evidentemente contraddittori #cf &',''81'5(. La storia della salve""a uno scontro tra fede e incredulitB, fra luce e tene$re. ,ueste non l-accolgono, ma neanc!e la possono soffocare.

*' Pregare il te$to a. entro in preg!iera come al solito $. mi raccolgo immaginando *es+ c!e esce dalla casa di *iairo e torna alla casa di 0ietro
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c. c!iedo ci. c!e voglio/ c!e io veda5 c!iedo il dono della 0arola d. traendone frutto, contemplo la scena da notare< lo seguirono due ciec!i gridando e dicendo a$$i pietB di noi entrato nella casa, i ciec!i gli si avvicinarono credete voi c!e posso fare )uesto; sI, 6ignore5 avvenga secondo la vostra fede5 un uomo muto scacciato il demonio, parl. il muto mai apparve cosa simile in Israele con il capo dei demoni scaccia i demoni.

fede nella sua

+' Te$ti %tili, 6al 'A7 1%7 Is %', A7 C=,& ss7 *v <,&'7 ?,&ss7 Ef @,&%.

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*0' SUPPLICATE DUN9UE IL SIGNORE DELLA MESSE >-*0/*. ?,1@ E andava attorno *es+ per tutte le cittB e per tutti i villaggi, insegnando nelle loro sinagog!e e proclamando il vangelo del regno e curando ogni malattia e ogni mor$o. Gedendo le folle, e$$e compassione di loro, poic!F erano stanc!e e oppresse come pecore sen"a pastore. :llora dice ai suoi discepoli/ La messe molta, ma gli operai poc!i5 6upplicate dun)ue il 6ignore della messe, perc!F getti fuori operai nella sua messe.

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&' Me$$aggio nel conte$to Supplicate dun*ue il Signore della messe( perc 9 getti fuori operai nella sua messe( dice *es+ ai suoi discepoli prima di inviarli a continuare la sua stessa opera. Il discorso sulla missione introdotto allo stesso modo del discorso sul monte #?,1@K%,'1(. La parola e l-a"ione del >iglio diventano sorgente della parola e dell-a"ione dei suoi fratelli/ ci. c!e lui !a detto e fatto, )uanto i discepoli continueranno a dire e a fare. Unica la missione/ )uella del 0adre c!e manda il >iglio ai fratelli, perc!F nella fraternitB sua e tra di loro diventino figli. I discepoli, dopo di lui, sono c!iamati a trasmetterla nello spa"io e nel tempo. 3 ome il 0adre !a mandato me, cosI anc!-io mando voi4 #*v '=,'&(. La storia storia di missione/ l-unico amore, c!e la vita di tutto, 3spinge4 il 0adre verso il >iglio e il >iglio verso il 0adre. 9a il >iglio non pu. amare il 0adre, se non ama come lui i fratelli. 0er )uesto va verso di loro, per ricondurli dall-esilio alla casa paterna. L-apostolo, a sua volta, spinto dal medesimo

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amore #' or @,&%(. 9ediante la fraternitB ognuno diventa figlio/ amando i fratelli, ama il 0adre, il cui amore amare il >iglio e in lui tutti i suoi figli. La missione ricostruisce l-unione degli uomini nell-unico >iglio del 0adre. La TrinitB, c!e in cielo, si reali""a sulla terra nell-amore reciproco, fino a )uando Dio sarB tutto in tutti #& or &@,'<(. :llora il 6ignore sarB 3uno4 su tutta la terra #Zc &%,?(, c!e finalmente diventerB il riflesso della *loria. 9atteo riunisce nel discorso sulla missione anc!e )uanto gli altri sinottici dicono sull-identitB del discepolo e sulla sua voca"ione. Goca"ione e missione sono sempre congiunte/ la mia 3voca"ione4 di figlio si reali""a nella 3missione4 verso i fratelli 8 il nome sempre rela"ione all-altro. ,uesti versetti allacciano la missione della !iesa a )uella di *es+, c!e si

esplica nell-annuncio del regno e nella cura dell-uomo # v! )'(, e !a nella compassione la sua sorgente # v! )0(. La messe matura/ impellente c!e ci siano operai a raccoglierla, perc!F non vada rovinata # v! )$(. Disogna pregare, entrare in comunione col 0adre, per diventare figli ed essere inviati verso i fratelli #v! )%(. Ges il primo apostolo, il >iglio inviato ai fratelli dalla compassione del 0adre. La C iesa apostolica non solo perc!F !a negli apostoli 8 e, attraverso di loro, in *es+, primo apostolo 8 la propria origine, ma anc!e perc!F fatta di figli c!e si sentono inviati ai fratelli. lontani dallo stesso amore di ome 0aolo, ogni credente spinto verso i

risto, c!e !a dato la vita per tutti #' or @,&%(.

)' Lett%ra del te$to 4()' ; andava attorno Ges! *es+ itinerante. La sua natura di >iglio lo porta verso i fratelli. Lui stesso la via c!e va in cerca dei perduti per ricondurli alla veritB e alla vita. *es+ c!e cammina modello del discepolo, inviato da lui e come lui. Il suo andare non un divagare turistico, spirituale o meno. 2 il
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pellegrinaggio verso la casa del 0adre, c!e si reali""a perdendosi in cerca di ogni fratello. Il suo modo di andare certamente come )uello c!e prescrive ai Dodici/ in gratuitB e povertB #cf &=,&8&@(. 0rima di istruirli con le parole, li addestra con l-esempio. per tutte le citt e i villaggi . In ogni luogo, grande o piccolo, ovun)ue c- un uomo, c- un fratello. Nessuno insignificante. insegnando nelle loro sinagog e . *es+, come poi anc!e 0aolo, ini"ia il suo apostolato nella sinagoga. Da lI la 0arola esce per le strade del mondo, fino agli estremi confini della terra. proclamando! - un $ando, un proclama, un messaggio da rendere noto.

il vangelo del regno . 2 la $uona noti"ia c!e giunto il regno del 0adre, dove tutti siamo figli e ci amiamo come fratelli. 2 )uanto *es+ !a proclamato sul monte #cc. @8A(. curando. 2 )uanto *es+ !a fatto scendendo dal monte #cc. <8?(. La 0arola sempre connessa con la 3terapia4, c!e vuol dire/ 3rispetto, venera"ione, cura4. Il vangelo una logoterapia/ la 0arola, ridandoci la dignitB di figli, la cura prima dai nostri mali. ogni malattia e ogni morbo . L-uomo !a molte malattie c!e lo fanno stare male, molti 3mor$i4, c!e lo rendono 3mor$ido4, cascante, incapace di stare eretto. v! )0 vedendo le folle . L-occ!io del 6ignore il suo giudi"io, molto diverso dal nostro. Lui, c!e !a il cuore $uono, !a solo giudi"i di salve""a. ebbe compassione. In greco c- un ver$o c!e deriva da splNnc na( c!e significa 3viscere, utero4. 2 la )ualitB materna dell-amore di Dio. Il nostro male muove le sue viscere, fino a com8patire, a patire8con noi il nostro stesso male. erano stanc e e oppresse! In greco c- 3lacerate e gettate a terra4. L-uomo, allontanatosi da Dio, lacerato, diviso da sF e da tutti, e oppresso, sc!iacciato fino a terra, incapace di stare ritto.
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come pecore senza pastore . Il pastore conduce ai pascoli e alle sorgenti #6al '17 E" 1%,&ss7 *v &=,&ss(. 6en"a di lui la pecora muore. Nella Di$$ia il gregge il popolo e il pastore Dio stesso, oltre c!e i capi del popolo come suoi rappresentanti. i. c!e muove a compassione il 6ignore la constata"ione

della miseria di )ueste pecore, destinate al macello. v! )$ allora dice ai suoi discepoli . *es+ rende partecipi della sua compassione )uelli c!e manderB in missione. la messe : molta! Il male non il luogo della dispera"ione, $ensI della gioia del raccolto5 Infatti proprio nella miseria si vive la misericordia 8 il grande dono di Dio c!e Dio stesso. Il giudi"io finale visto come la mietitura #1,&'7 &1,1=.1?(, c!e mette in salvo e la messe e il contadino stesso. Il giudi"io di Dio salve""a nostra, ma anc!e sua, perc!F lui non pu. accettare c!e i suoi figli si perdano. Esso si compie nella storia mediante la missione del >iglio e di coloro c!e la continuano. La missione insieme seminare e raccogliere. !i semina si incontra con c!i

miete #*v %,1@81<(/ infatti c!i semina misericordia ottiene misericordia #@,A(. L-umanitB messe matura per il dono di Dio. Non si attendano tempi migliori/ il peccato luogo di perdono, la perdi"ione di salve""a. Tutti gli uomini, da sempre, sono figli di Dio. 9a nessuno lo sa. ,uesto il momento c!e uno glielo mostri nella sua compassione di fratello. ma gli operai poc i! *es+ il primo operaio, c!e opera verso i fratelli con la stessa misericordia del 0adre. :ttende colla$oratori #& or 1,?(. Dio si serve di noi per due motivi. 0rimo, perc!F, colla$orando con lui, diventiamo come lui/ facendoci fratelli, siamo salvi, perc!F diventiamo figli #per )uesto ognuno cristiano c!iamato ad essere apostolo(. 6econdo, perc!F nella nostra fraternitB gli altri accolgono lo 6pirito del 0adre, e possono a loro volta farsi suoi colla$oratori nei confronti di altri, e cosI di seguito fino a )uando tutti gli uomini reali""eranno il loro nome di figli vivendo da fratelli. v! )% supplicate dun*ue( ecc. 6e la messe molta e gli operai poc!i, *es+
'@@

non conclude/ 3Datevi )uindi da fare54.

!iede invece c!e si supplic!i il 0adre,

6ignore della messe. 6olo la comunione con lui e il dono del suo 6pirito #Lc &&,?8&1( ci fanno figli come il >iglio, li$eri dalle nostre false sicure""e #Lc ?,@A8 C'(, capaci di compiere la sua stessa missione.

*' Pregare il te$to a. entro in preg!iera come al solito $. mi raccolgo immaginando *es+ c!e va attorno, in cerca delle pecore perdute c. c!iedo ci. c!e voglio/ sentire la sua compassione e farmi suo compagno e colla$oratore d. traendone frutto, medito sul testo da notare< *es+ andava attorno per tutte la cittB e i villaggi insegnando, proclamando il regno e curando ogni male e$$e compassione pecore sen"a pastore la messe molta, gli operai poc!i supplicate.

+' Te$ti %tili, 6al '17 <=7 &==7 E" &?,'8Ca7 1%,&ss7 *v &=,&8&<7 Lc ?,@A8C'7 &=,'@81A7 &&,?8&1.

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*:' C2IAMATI- LI INVI@ &?-&/&0 &=,& !iamati innan"i i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti immondi, per scacciarli e curare ogni malattia e ogni mor$o. I nomi dei dodici apostoli sono )uesti/ primo 6imone, detto 0ietro, e :ndrea suo fratello, *iacomo di Ze$edeo e *iovanni suo fratello, >ilippo e Dartolomeo, Tommaso e 9atteo il pu$$licano, *iacomo di :lfeo e Taddeo, 6imone il ananeo e *iuda l-Iscariota, c!e poi lo tradI. ,uesti dodici invi. *es+, dopo averli ammoniti dicendo/ Non andate verso i pagani e non entrate in cittB di samaritani7 rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa di Israele. amminando proclamate c!e il regno dei cieli giunto. urate infermi, risuscitate morti, mondate le$$rosi, scacciate demoni. In dono prendeste, in dono date. Non procuratevi nF oro, nF argento, nF rame nelle vostre cinture7 nF $isaccia da viaggio, nF due tunic!e, nF sandali, nF $astone, perc!F l-operaio degno del suo ci$o. In )ualun)ue cittB o villaggio entrate, fatevi indicare se c- una persona degna, e lI dimorate fino alla vostra parten"a. Entrando nella casa, salutatela. 6e )uella casa ne sarB degna,
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la vostra pace scenda su di essa7 ma se non ne sarB degna, la vostra pace torni a voi. 6e )ualcuno poi non vi accoglierB e non ascolterB le vostre parole, uscendo da )uella casa o da )uella cittB, scuotete la polvere dai vostri piedi. :men vi dico/ pi+ accetta$ile sarB per la terra di 6odoma e di *omorra nel giorno del giudi"io c!e per )uella cittB.

&' Me$$aggio nel conte$to C iamati( li invi,! La voca"ione e la missione dei Dodici sono messe di seguito. Le due stanno sempre insieme. La voca"ione ad essere figli si reali""a infatti nella missione verso i fratelli. *es+ c!iama a sF operai, c!e continueranno a fare e a dire )uanto lui, prima di loro, !a fatto e detto. Nasce la unisce alla terra promessa, a !iesa, c!e !a nei Dodici la radice c!e li

risto. Essa apostolica non solo perc!F fondata

sugli apostoli, ma perc!F fatta di apostoli, di figli inviati ai fratelli. La missione corrisponde sempre al proprio nome, alla propria storia/ 9os, 3salvato dalle ac)ue4, salverB dalle ac)ue i fratelli7 Elia, 3il mio Dio LSRL4 testimonierB a tutti c!e solo LSRL Dio7 *es+, 3Dio salva4, salverB il popolo dai suoi peccati5 Inoltre sia la voca"ione c!e la missione sono comunitarie/ i Dodici rappresentano le dodici tri$+ d-Israele, sono nominati a coppie e saranno mandati a due a due #9c C,A(. La comunitB punto di parten"a e d-arrivo della missione/ reali""a la filialitB nella fraternitB. 6olo c!i fratello figlio, e solo c!i figlio si fa fratello. I Dodici, come sono i depositari del discorso sul monte 8 tranne 9atteo il peccatore, c!e !a accolto *es+ in casa sua 8, sono i destinatari del discorso apostolico/ sono inviati a portare alle dodici tri$+ la 0arola del >iglio, c!e poi sarB offerta a tutte le genti.

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Nei vv. 1-4 c la vocazione dei Dodici e i loro nomi, nei vv. 5-15, le istruzioni che Ges d loro: rivolgersi alle pecore perdute dIsraele (vv. 5-6), annunciare il regno (v. 7), restituire luomo a se stesso (v. 8a) in gratuit e povert (vv. 8b-10) la loro accoglienza porta la pace messianica ( vv. 1113), il loro ri!iuto il giudizio (vv. 14-15)" Ges il primo apostolo. La C iesa !a in lui le sue radici attraverso i primi gli apostoli, e fruttifica nell-apostolato di figli inviati ai fratelli. L-itineran"a e la mo$ilitB, l-annuncio della 0arola e il servi"io ai poveri, la gratuitB e la povertB sono le sue caratteristic!e, cosI $en incarnate da 0aolo l-:postolo.

)' Lett%ra del te$to "5(" C iamati innanzi! L-uomo come c!iamato. L-:ltro dice il mio nome, la mia identitB. Il mio nome, detto da lui ancora prima c!e io nascessi, sono io/ la mia stessa voca"ione e missione #Is %?,&s(. i suoi dodici discepoli . *li apostoli sono discepoli c!e, in )uanto 3discepoli4 c!e !anno imparato # discere( a conoscere il >iglio, diventano 3apostoli4, inviati ai fratelli, c!e a loro volta diventeranno 3discepoli4 #'<,&?( e )uindi apostoli. L-essere discepolo si reali""a pienamente nell-essere apostolo, come l-essere figlio nell-essere fratello. 6ono dodici come i patriarc!i, come le tri$+ di Israele, stanc!e e oppresse, alle )uali sono inviati per rinnovare l-allean"a. diede loro potere . 2 il suo stesso potere, )uello di vincere il male col $ene. sugli spiriti immondi! Il male non fatale/ sottoposto al 6ignore e ai suoi inviati. per scacciarli. >ine della missione li$erare dallo spirito immondo e dare lo 6pirito 6anto. La missione essen"ialmente un esorcismo/ la parola e l-amore vincono la men"ogna e l-egoismo. curare ogni malattia e morbo! La guarigione esterna, provvisoria e par"iale, segno di )uella interna, definitiva e totale.
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vv! &#. i nomi dei dodici apostoli sono( ecc! La lista dei Dodici costituita da sei coppie di nomi. Due il principio della fraternitB. !i non !a fratelli,

difficilmente capisce cosa significa essere figlio 8 tranne l-Unigenito, c!e si fatto fratello di tutti5 onosciamo fin )ui solo 6imone e :ndrea, *iacomo e *iovanni, e 9atteo. 6imone, c!iamato 0ietro, 3primo4, non solo della lista, ma per il suo ruolo di pietra #&C,&<(, c!e confermerB nella fede i fratelli #Lc '',1'(. 9atteo il 3pu$$licano4, l-esattore di tasse di afarnao, colla$ora"ionista dei romani.

6imone c!iamato il 3cananeo4, sinonimo di 3guerrigliero4, c!e lotta per l-indipenden"a dai romani. *iuda c!iamato 3Iscariota4, c!e significa forse 3mentitore4, oppure una traslittera"ione di 3sicario4 8 appartenente agli Zeloti pi+ spinti, c!e nei tumulti pugnalavano i nemici del popolo. Non sono nF sapienti nF perfetti, non appartengono nF alla categoria degli scri$i nF a )uella dei farisei, non sono dotti c!e conoscono la legge nF pii c!e la osservano. 6ono pescatori e peccatori, uomini )ualun)ue come noi 8 non !anno studiato teologia nF diritto canonico5 i. c!e li unisce la c!iamata del

>iglio ad essere figli con lui e fratelli tra di loro. 6ono una s)uadra s)uisitamente divina7 nessun allenatore umano si sare$$e sognato di metterla insieme. ome possi$ile com$inare i primi )uattro con

9atteo, al )uale dovevano pagare le tasse, e per di pi+ per conto dell-odiato oppressore; E come com$inare )uesto con 6imone il ananeo e l-Iscariota;

6ono persone )ualun)ue, alcune poco raccomanda$ili, per lo pi+ incompati$ili tra di loro. 2 gente la pi+ diversa, c!e sempre resterB tale, eppure c!iamata alla fraternitB nel >iglio. Dio non sele"iona secondo criteri di $ravura, cultura o efficien"a/ semplicemente 0adre di tutti. La !iesa necessariamente 3cattolica4, aperta a $uoni e cattivi, con idee e

culture #o inculture5( diverse, anc!e se sempre tentata del contrario. *es+ non poteva prendere uomini pi+ disparati7 e ognuno rispettato per )uello c!e , c!iamato ad accogliere e rispettare l-altro nella sua diversitB.
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v! ' Ges li invi, . 6ono inviati a 3pescare uomini4 #%,&?(. I pescatori, pescati dal >iglio alla fraternitB, sono c!iamati a fare altrettanto coi propri fratelli. non andate verso i pagani . La prima missione per Israele, il primogenito. *es+, gli apostoli e la prima passerB alle genti #'<,&?(. non entrate in citt di samaritani . I samaritani rappresentano la paganitB in seno a Israele. v! 0 rivolgetevi alle pecore perdute della casa dCIsraele #cf &@,'%(. La prima missione rivolta al popolo di Dio affaticato e oppresso. v! $ camminando! La missione dinamica/ un cammino per raggiungere i fratelli. 3La casa dell-apostolo la via4. proclamate. Non portano un-ideologia5 0roclamano un messaggio di gioia/ il 6ignore viene a salvare. lo mostrano con la vita. : giunto. Il regno )ui, presente in loro. L-annuncio ne fa prendere coscien"a. il regno dei cieli. 2 Dio 0adre c!e regna nell-amore tra i suoi figli. Il suo regno di fraternitB e di li$ertB, di gioia e di pace. 2 )uanto stato illustrato con la 0arola nei cc. @8A e con l-a"ione nei cc. <8?. v! % curate infermi . 3Infermo4 colui c!e non sta in piedi/ l-uomo c!e perde la sua posi"ione eretta, prono sotto il giogo della legge o carponi sotto il peso dell-egoismo. Il male non pi+ luogo di divisione e prevarica"ione, ma di cura e di rispetto. La cura del de$ole il grande miracolo di c!i, come *es+, si fa servo dei fratelli #<,&A(. risuscitate morti #cf ?,&<8'C(. >arsi fratello risuscitare il >iglio in sF e nell-altro. 6appiamo infatti c!e siamo passati dalla morte alla vita perc!F amiamo i fratelli #&*v 1,&%(. mondate lebbrosi #cf <,&8%(. L-amore una vita nuova, li$era dalla le$$ra della morte e del peccato.
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!iesa sono giudei. :ttraverso loro la salve""a

i. c!e dicono non lo dimostrano con argomenti, ma

scacciate demoni #cf <,'<81%7 ?,1's(. Lo 6pirito di veritB scaccia )uello di men"ogna c!e ci divide dal 0adre e tra di noi. in dono prendeste( in dono date . 30rendere4 e 3dare4 in dono la vita Trinitaria. Il 0adre e il >iglio tutto si danno e ricevono reciprocamente, e il loro dono reciproco d-amore lo 6pirito 6anto. L-apostolo, dando ci. c!e !a

ricevuto, entra in seno alla TrinitB. v! 4 n9 oro( n9 argento( n9 rame . Il dono vittoria sul possesso 8 c!e trova nel denaro il mediatore universale. L-assen"a di danaro fa sI c!e i rapporti siano di gra"ia e amore, invece c!e di interesse e meretricio. L-apostolo, presentandosi povero, pu. ricevere il dono di essere accolto, e cosI donare a c!i lo accoglie il grande tesoro/ diventare come Dio c!e accoglie. 0er l-apostolo determinante la povertB/ li$ertB dal dio di )uesto mondo, segno della gratuitB e possi$ilitB di evangeli""are. 6u )uesto punto vedi l-esempio di 0aolo #& or ?,&ss(. v! "5 n9 bisaccia da viaggio . 6e il danaro la sicure""a del ricco, la $isaccia la sicure""a del povero, c!e in essa ripone le sue provviste. L-apostolo invece !a fiducia nel 0adre e nei fratelli. n9 due tunic e. La seconda non tua/ del fratello c!e non ce l-!a #Lc 1,&&(. 6e vuoi andare in missione, devi averla giB data7 diversamente puoi essere scam$iato per un mercante di vestiti usati in cam$io di anime5 n9 sandali. I sandali sono dell-uomo li$ero. Tu sei sc!iavo della 0arola #cf Lc &,'(, di cui sei de$itore a tutti i fratelli. n9 bastone . 0rolungamento della mano, strumento primordiale, principio della tecnica, il $astone permette di raggiungere l-irraggiungi$ile. 6egno del potere di c!i !a pi+ me""i, anc!e scettro di dominio sugli altri. Il $astone di Dio la croce, c!e lo rende vicino a tutti e servo di tutti, nessuno escluso. lCoperaio : degno del suo cibo! L-apostolo, c!e dB in dono come in dono riceve, mette c!i l-accoglie in grado di fare altrettanto ed entrare cosI nel circuito della gratuitB e della vita. ,uesta la ricompensa della fatica
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dell-apostolo, il ci$o c!e lo sa"ia. v! "" fatevi indicare se cC: una persona degna ' L-annuncio per tutti 8 cittB e villaggi 87 ma passa attraverso la 3casa4 di )ualcuno c!e si apre ad accoglierlo. Il personale precede il sociale. l8 dimorate . L-apostolo dimora presso c!i lo accoglie. ome il >iglio, anc!e lui

si fa piccolo, perc!F il fratello c!e lo accoglie sia accolto nel regno del 0adre #cf '@,1&8%C(. Il farsi piccolo permette all-altro di non difendersi e di poterlo accogliere. La missione trova nella povertB e de$ole""a la sua for"a. v! "&s entrando nella casa( salutatela! Il saluto s alom. La 3pace4 messianica del regno entra nella casa di c!i accoglie il fratello piccolo, c!e lo stesso re #'@,%=.%@(. :ccoglierlo o meno diventare o meno figlio di Dio. v! ". scuotete la polvere( ecc! 2 il gesto di c!i, entrando in Israele, lascia indietro la terra degli infedeli. on esso l-apostolo eviden"ia c!e c!i non

l-accoglie, resta fuori dalla promessa. v! "' la terra di Sodoma e Gomorra! 6ono le due cittB c!e sprofondarono per non aver accolto gli inviati di Dio #*en &?,'%ss(. Non accogliere il fratello piccolo rifiutare il dono del 0adre/ perdere la promessa, essere privi del suo 6pirito, della vita.

*' Pregare il te$to a. entro in preg!iera come al solito $. mi raccolgo immaginando *es+ c!e va per cittB e villaggi proclamando il vangelo c. c!iedo ci. c!e voglio/ andare ai fratelli in gratuitB e povertB, testimone dell-amore del 0adre d. traendone frutto, medito sul testo da notare< c!iamati innan"i i suoi discepoli il potere di scacciare gli spiriti immondi curare ogni malattia e infermitB il 3collegio apostolico4/ come formato le istru"ioni di *es+/ camminare, annunciare, fare ci. c!e lui !a fatto, prendendosi cura di ogni de$ole""a, in gratuitB e povertB per essere accolti accogliere il fratello apostolo diventare figlio/ rifiutarlo non accettare la propria veritB.
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+' Te$ti %tili, 6al &%C7 &6am &A,1'8@&7 'Re @,&ss7 9c 1,&18&?7 C,C$8&17 :t 1,&8&=7 & or ?,& ss.

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*<' IO MANDO VOI COME PECORE IN ME77O AI LUPI &?-&:/)0 &=,&C Ecco, io mando voi come pecore in me""o a lupi7 siate dun)ue prudenti come i serpenti e semplici come le colom$e. *uardatevi dagli uomini, perc!F vi consegneranno ai tri$unali e nelle loro sinagog!e vi flagelleranno7 e davanti a governatori e re sarete condotti, a causa mia in testimonian"a per loro e per i pagani. ,uando vi consegneranno, non preoccupatevi come o cosa direte/ sarB dato a voi in )uell-ora cosa direte7 non siete voi infatti a parlare, ma lo 6pirito del 0adre vostro c!e parla in voi. Il fratello consegnerB a morte il fratello e il padre il figlio, e si rivolteranno i figli contro i genitori e li uccideranno. E sarete odiati da tutti a causa del mio nome. !i sopporterB sino alla fine, costui sarB salvato. Ora, )uando vi perseguiteranno in una cittB, fuggite in un-altra. :men, vi dico, non avrete finito le cittB d-Israele prima c!e arrivi il >iglio dell-uomo. Non c- discepolo sopra il maestro, nF sc!iavo sopra il suo 6ignore. 2 sufficiente per il discepolo diventare come il suo maestro e per lo sc!iavo come il suo 6ignore. 6e !anno c!iamato Deel"e$ul il padrone di casa, )uanto pi+ i suoi domestici.

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&' Me$$aggio nel conte$to ;cco( io mando voi come pecore in mezzo a lupi( dice *es+ agli apostoli. Nella missione il discepolo associato al destino dell-:gnello, preda della

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ferocia del lupo. L-aggressivitB del male si scarica su di lui, 3c!e porta il peccato del mondo4 #*v &,'?(. La legge fondamentale della storia )uesta/ il male lo porta c!i non lo fa7 e proprio c!i non lo fa, portandolo su di sF sen"a restituirlo, lo vince. Il *iusto il 6ervo dalle cui ferite siamo guariti #Is @1,@7 &0t ','%s(/ percosso dalle nostre ini)uitB e trafitto per i nostri delitti, si caricato le nostre sofferen"e e addossato le nostre malvagitB #Is @1,&&(. osI compie la volontB di Dio #Is

@1,&=(, c!e la salve""a dei peccatori #Is @1,&'(. Il 6ignore infatti vuole c!e tutti gli uomini siano salvati #&Tm ',%(. L-:gnello immolato il solo capace di aprire i sette sigilli del rotolo scritto dentro e fuori #cf :p @,&8&1(. La croce la c!iave per accedere al mistero di Dio e del mondo 8 )uanto spieg!erB ai due di Emmaus il *es+ risorto #Lc '%,'@8'A.%C(. L-:gnello immolato c!iarisce l-enigma della storia/ il $ene vince perdendo e il male perde vincendo, la violen"a vinta dalla non8violen"a di c!i la porta su di sF. 0er )uesto 0aolo condensa la sapien"a nella 3parola della croce4, e ritiene di non sapere altro se non *es+ risto, e )uesti crocifisso #& or &,&<7 ','(. In lui

vediamo sia la nostra realtB di male 8 cosa c- di peggio c!e crocifiggere il 6ignore della gloria, uccidere l-autore della vita; 8, sia la veritB di Dio, amore assoluto per noi, c!e si fa carico del nostro male. La croce, sapien"a di Dio e poten"a del suo amore, la *loria c!e entra nel mondo e lo salva. Il discepolo deve comprendere c!e il mistero del 9aestro anc!e il suo. Noi, per paura di soffrire e di morire, ci c!iudiamo in noi stessi e ci difendiamo, facendo male a noi e agli altri. ,uando capiremo c!e il male non soffrire e morire 8 e neanc!e essere uccisi 8, ma far soffrire e far morire; Il male c!e uno fa 3pro8voca4 #c!iama8fuori( )uello latente nell-altro, con una rea"ione a catena, c!e si arresta dove c- uno tanto forte da non restituirlo. La vita sempre anc!e sacrificio, di sF o dell-altro. L-amore )uel sacrificio di sF c!e ci fa simili a Dio, capaci di rispondere alla provoca"ione del male col $ene.
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*li apostoli testimoniano nel mondo la vittoria dell-:gnello. Le difficoltB, le lotte e le persecu"ioni non devono spaventare/ sono i costi della vittoria del $ene, segno della distru"ione del male, c!e esce allo scoperto ed sconfitto. Ges il >iglio c!e vince l-inimici"ia/ come *iuseppe, salva con la sua disgra"ia i fratelli c!e gliel-!anno procurata #cf *en @&,&?s(. La C iesa il popolo c!iamato a portare avanti la sua missione nel mondo.

)' Lett%ra del te$to "5("0 ;cco( io mando voi come pecore in mezzo a lupi! La pecora un animale utile e mite/ in vita dB ci$o e vestito, in morte si fa ci$o e vestito. 2 sim$olo di Dio c!e, dopo aver dato esisten"a e splendore a ogni creatura, sulla croce le si dB come sua vita e gloria. 9a un milione di pecore non faranno mai un lupo. :nc!e se tutti al mondo diventassero discepoli, )uesti manterranno le )ualitB dell-agnello/ non saranno mai potenti e arroganti, inutili e dannosi. L-uomo lupo per l-altro uomo 8 si dice. La violen"a domina il mondo, e il mite ne fa le spese. 9a in lui si arresta il male, e per )uesto erediterB la terra #@,@(. Il lupo c!e mangia l-agnello 8 metamorfosi divina5 8 trasformato nel ci$o c!e prende. :lla fine il lupo dimorerB con l-agnello, la pantera con il capretto, il vitello con il leone, la mucca con l-orsa, il leone si ci$erB di paglia come il $ue, e il lattante si trastullerB sulla $uca dell-aspide #Is &&,C8<(. 6arB il regno dei fanciulli e dei figli, dove nessuno agirB pi+ ini)uamente, 3perc!F la sagge""a del 6ignore riempirB il paese come le ac)ue ricoprono il mare4 #Is &&,?(. Tutto )uesto porterB lo 6pirito di sapien"a del virgulto di Messe 8 l-agnello c!e vince l-aggressivitB del lupo. prudenti come i serpenti e semplici come le colombe! Due virt+

apparentemente contrarie, am$edue necessarie. L-intelligen"a non solo astu"ia per ingannare, come fece il serpente di *en 1, ma anc!e la pruden"a di scoprire l-inganno per sottrarsi ad esso. La semplicitB non l-inavvedute""a
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di c!i si espone al pericolo, ma la fiducia del $am$ino c!e si affida alla madre. L-agnello !a )uindi la pruden"a di non esporsi al male e la fiducia di vincerlo, )uando esposto. La prima fa evitare il pericolo )uando possi$ile, la seconda lo fa affrontare )uando inevita$ile. v! "$ guardatevi dagli uomini . ome da lupi. La pruden"a sta nel valutare la

realtB e tenere conto c!e ci saranno persecu"ioni. vi consegneranno( ecc! ome *es+ saranno consegnati a tri$unali e flagellati

#vedi ' or &&,'1 ss7 :t @,%=7 C,&'7 '',&?(. v! "% davanti a governatori e re sarete condotti! ome *es+5

a causa mia! Non perc!F malfattori, ma perc!F giusti, a causa del *iusto. ompiono cosI in sF )uello c!e ancora manca alla sua passione, per amore suo e dei fratelli # ol &,'%(. 0er )uesto sono $eati #@,&&(. in testimonianza per loro e per i pagani! 0ersecu"ioni, processi, puni"ioni e morte non sono la sconfitta, ma il 3martirio4, testimonian"a del 6ignore della vita. Il processo ai discepoli, come )uello di *es+, in realtB il processo e il giudi"io di salve""a per il mondo. v! "4 non preoccupatevi come o cosa direte( ecc! 2 la semplicitB della colom$a. sar dato a voi in *uellCora . :ll-agnello in me""o ai lupi sarB dato cosa dire in 3)uell-ora4, c!e l-ora decisiva della storia, )uella della testimonian"a. v! &5 non siete voi infatti a parlare( ma lo Spirito del 7adre vostro! In )uell-ora l-apostolo, come *es+ in tri$unale, non pensa a difendersi o accusare. Non parla in lui lo spirito di paura e di egoismo, di ra$$ia e di vendetta. In lui parla lo 6pirito del 0adre e del >iglio/ l-amore verso i fratelli, cominciando dai persecutori. In )uell-ora il 30araclito4 gli sarB vicino e gli suggerirB ci. c!e dice il >iglio. v! &" il fratello consegner a morte il fratello( ecc! Il male, nella sua fase terminale, tocca i legami pi+ stretti, raggiungendo le radici della vita #9i A,C(. La rottura dei rapporti familiari 8 destruttura"ione della conviven"a, morte di
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ogni affetto e pietB 8 il male sommo, preludio del giudi"io di Dio. v! && sarete odiati da tutti( ecc! l-odio trova la propria fine. c i sopporter sino alla fine( costui sar salvato . La vita dono/ salvata )uella c!e donata, sino alla fine. v! &) fuggite! 2 l-astu"ia del serpente/ non esporsi al male. Diversamente sare$$e masoc!ismo5 9artire non colui c!e cerca la morte, propria o altrui, ma colui c!e vuole la vita e l-amore, )ualun)ue sia il costo c!e deve pagare. 6e si pu., $ene fuggire7 ma il $ene nella fuga si diffonde #:t <,%7 &&,&?(, come nella sconfitta vince. non avrete finito le citt dCIsraele prima c e arrivi il Figlio dellCuomo! Il >iglio dell-uomo comparirB nella gloria #'C,C%( per il 3suo4 giudi"io, con il 3suo4 segno #'%,1=(, proprio sulla croce #'A,@&8@%(. E sarB sempre presente in ogni sofferen"a giusta e ingiusta come colui c!e offre salve""a #cf '@,1&ss(. :l discepolo, come a 6tefano, svela la sua gloria nell-ora del martirio #cf :t A,@C(. on )ueste parole l-evangelista allude, oltre c!e alla croce del 9essia, a )uella del suo popolo 8 alla ormai incom$ente distru"ione di *erusalemme v! &.s non cC: discepolo sopra il maestro( ecc ' La persecu"ione rende il discepolo uguale al suo maestro e 6ignore5 Non si pu. desiderare di pi+. se anno c iamato 2eelzebul il padrone di casa( ecc! *es+ fu c!iamato !i porta amore, riceve odio. 0erc!F in lui

colla$oratore di Deel"e$ul #?,1%(, l-avversario. Il $ene avversario del male, suo nemico mortale, com$attuto e denigrato come male.

*' Pregare il te$to a. entro in preg!iera come al solito $. mi raccolgo immaginando *es+ c!e invia i suoi discepoli c. c!iedo ci. c!e voglio/ capire e amare la missione dell-agnello immolato e vittorioso d. traendone frutto, medito sul testo da notare< agnelliQlupi serpentiQcolom$e
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il discepolo perseguitato come il suo maestro lo 6pirito del 0adre parla in voi l-odio di tutti a causa del suo amore il discepolo, mediante la persecu"ione, diventa come il suo maestro e 6ignore.

+' Te$ti %tili, 6al &1&7 Is &&,&8?7 @1,&ss7 9t @,&&s7 ' or &&,&8&',&=7 %,A8C,&=7 :p @,&8&%.

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*.' NON TEMETE &?-):/*& &=,'C Non li temete, dun)ue, poic!F non vi nulla di velato c!e non sarB svelato, e di nascosto c!e non sarB conosciuto. i. c!e vi dico nelle tene$re, ditelo nella luce, e ci. c!e udite all-orecc!io, proclamatelo sui tetti. E non temete )uelli c!e uccidono il corpo, ma non possono uccidere la vita7 temete piuttosto colui c!e pu. e vita e corpo distruggere nella *eenna. Due passeri non si vendono per un soldo; Eppure neanc!e uno di essi cadrB a terra sen"a c!e il 0adre vostro lo voglia. Di voi poi, anc!e i capelli del capo sono tutti contati. 6mettetela dun)ue di temere/ voi valete pi+ di molti passeri5

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&' Me$$aggio nel conte$to 3on temete( dice *es+ agli apostoli, dopo averli mandati come pecore in me""o a lupi. La paura il motore primo dell-agire umano7 dovre$$e invece essere solo il freno5 Evitare i pericoli vita giusto7 non diventi per. la preoccupa"ione c!e distoglie da ogni occupa"ione. L-istinto di autoconserva"ione in sF sano/ serve per evitare il male. 9a principio insufficiente per vivere, se contemporaneamente non c- la fiducia nel $ene. 6en"a fiducia l-uomo $loccato e disperato7 sen"a paura sventato e temerario 8 solo gli incoscienti, oltre i dittatori e i pa""i, non !anno paura7 ma c- d-aver paura per loro e di loro5

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>iducia e paura sono due principi antagonisti, am$edue necessari. Il secondo sovra$$onda, il primo invece scarseggia. Il 6ignore venuto a donarci una fiducia in lui c!e ci li$era dalla paura della morte, con la )uale il nemico ci tiene in sc!iavit+ per tutta la vita #E$ ',&@(. La morte un evento naturale/ non un male, anc!e se, a causa del peccato, la viviamo male5 2 giusto non cercarla7 ma demoniaco rifiutarla. 6iamo mortali7 ma il nostro limite non la fine di noi stessi, come teme il nostro egoismo, $ensI l-ini"io dell-:ltro e della nostra comunione con lui. 0rincipio e fine della nostra vita non il nulla c!e temiamo, ma il 0adre c!e ci ama e c!e amiamo. Il perfetto amore scaccia ogni timore #&*v %,&<(. >inc!F viviamo, il nostro amore non ancora perfetto. 0er )uesto a$$iamo anc!e paura7 ma non ne siamo dominati. L-apostolo, pur sentendo timori e incerte""e #& or ',1(, non si lascia guidare da )uesti, ma dallo 6pirito di colui c!e !a dato la vita per tutti #cf ' or @,&%(. La paura della morte non diventi una filosofia di vita. Nostra 3filosofia4 sia 3l-amore della sapien"a4 del 0adre. L-uomo sempre conteso tra due amori/ )uello della sapien"a della carne, c!e c!iude nella paura della morte, e )uello della sapien"a dello 6pirito, c!e apre alla fiducia e alla vita. Ogni volta deve decidere )uale sposare. Il $rano scandito da tre imperativi/ 3Non temete4, seguiti da motiva"ioni. Il ritornello 3non temete4 #cf 3non preoccupatevi4/ C,'@.'A.'<.1&.1%$is5( significa innan"itutto c!e noi siamo effettivamente in preda alla paura. ,uesto il punto di parten"a da riconoscere. 9a non deve essere il punto di arrivo. Diversamente si rinuncia fin dall-ini"io a ogni cammino. La paura fa fare ci. c!e si teme7 solo la fiducia fa fare ci. c!e si desidera. Ges il >iglio/ la fiducia nel 0adre la sua vita. 2 venuto a comunicarla anc!e a noi, per li$erarci dalla paura della morte. La C iesa !a come principio di vita il $attesimo, c!e ci immerge nel >iglio, nel suo amore per noi, c!e lo stesso del 0adre.
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)' Lett%ra del te$to "5(&0 3on temete! La situa"ione di c!i annuncia )uella di pecora tra lupi. Il $ene non solo insignificante7 risulta perdente e sconfitto. L-angoscia peggiore sapere di essere sulla strada giusta e vedere gli altri c!e vanno contromano. Il $ene non resta mai impunito, o, nella migliore delle ipotesi, resta nascosto e sepolto; Davanti al male inutile resistere, $isogna piegare testa e ginocc!ia; 0er una causa vincente si disposti anc!e a dare la vita 8 tanto la si perde comun)ue 8 ma per una causa perdente, vale la pena; ,uesti sono alcuni degli interrogativi c!e ci tur$ano profondamente. nulla di velato c e non sar svelato! Il fallimento del $ene il grande mistero nascosto alla sapien"a del mondo #& or ',C8&C(. i. c!e impedisce di vederlo

il velo della croce, propria del Dio amore, c!e in essa si rivela. La sua de$ole""a e stupiditB sapien"a e for"a c!e salva #& or &,&A8'@(. !i

guarito dalla cecitB, vede ci. c!e occ!io umano mai non vide/ il dono c!e Dio !a fatto di sF #& or ',<s(. I ver$i sono al passivo 8 il passivo divino 8 e sono uno al passato e l-altro al futuro/ ci. c!e #stato( velato e lo ancora, proprio )uesto sarB svelato. Il futuro il capovolgimento di ci. c!e appare ora. La rivela"ione 3togliere il velo4, il disvelamento della realtB, l-offrirsi del 3Golto4 8 compimento di ogni desiderio, luce del nostro volto. e di nascosto( c e non sar conosciuto! 3La sapien"a divina, misteriosa, c!e rimasta nascosta e c!e Dio !a preordinato nei secoli per la nostra gloria, nessuno dei dominatori di )uesto mondo !a potuto conoscerla4. 9a a noi stata rivelata per me""o dello 6pirito di Dio #& or ',<.&=(. Tutta la storia storia di salve""a, rivela"ione progressiva di )uesta sapien"a, fino al suo compimento. v! &$ ci, c e vi dico nelle tenebre( ditelo nella luce! *es+ la luce venuta nelle tene$re #*v &,@(. I discepoli l-!anno accolta e la diffondono #@,&%(.
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9ediante il loro annuncio, il mondo verrB alla luce della veritB. ci, c e udite allCorecc io( proclamatelo sui tetti! La 0arola, accolta

nell-orecc!io come il seme nella terra, germinerB nell-al$ero del regno. L-apostolo proclama il mistero c!e per primo lui stesso !a messo nell-orecc!io/ annuncia l-esperien"a segreta di ci. c!e orecc!io d-uomo mai udI. Il velamento, il nascondimento, la notte e il sottovoce non devono spaventare. Il $ene da sempre si diffonde cosI. La manifesta"ione di Dio si presenta sotto il segno del suo contrario, perc!F contraddice ogni nostra contraddi"ione a ci. c!e $ello e $uono. I discepoli, nella loro condi"ione di pecore in me""o ai lupi, sono associati al mistero della croce, rivela"ione della gloria di Dio nella storia di contraddi"ione dell-uomo. La nostra paura di fallire nel $ene nasconde la paura c!e a$$iamo di fallire noi stessi. Temiamo la morte del seme, anc!e se sappiamo c!e solo cosI porta frutto7 non ci piace la sorte dell-agnello tra i lupi, anc!e se sappiamo c!e la sua vittoria. v! &% non temete *uelli c e uccidono il corpo( ecc! I lupi possono uccidere il corpo. 9a il corpo non la vita/ viene dalla terra e torna ad essa. La vita c!e non pu. essere uccisa lo 6pirito, amore c!e sa dare anc!e la vita. temete piuttosto colui c e pu, e vita e corpo distruggere nella Geenna . Il timor di Dio, 6ignore di tutto, principio di sapien"a #6al &&&,&=(/ scaccia ogni paura. !i !a paura di perdere la vita animale, non solo la perde, ma !a giB

$uttato via anc!e )uella spirituale. Il pro$lema non salvare il corpo, ma vivere in esso l-amore filiale e fraterno, c!e vita eterna. giB morto5 v! &4 due passeri non si vendono per un soldo= Un passero vale $en poco. 2 ci. c!e l-uomo pensa di se stesso. La sua vita passa come un soffio #6al ?=,?(, sempre minacciata dal nulla, conscia dell-3infinita vanitB del tutto4. eppure neanc e uno di essi cadr a terra senza c e il 7adre vostro lo voglia!
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!i non vive cosI,

:nc!e la vita e la morte di un passero non sono trascura$ili per Dio. Eppure non padre loro, ma 3vostro4, dice *es+. Noi, suoi figli, ci consideriamo meno di un uccello, se riteniamo c!e Dio non si occupi di noi5 6iamo nelle sue mani, $en riposti. 2 inutile c!e ci preoccupiamo per la morte e siamo in ansia per la vita/ la morte comun)ue viene, la vita comun)ue va. erc!iamo di non perdere )uella vita c!e l-amore del 0adre. La morte un fatto $iologico. !e non sia la seconda morte, frutto ultimo

della nostra paura, ma un nascere a vita nuova. Nostro pastore non sia la morte #6al %?,&@(, ma il 6ignore della vita #6al '1(. v! )5 anc e i capelli del capo( sono tutti contati! Il capello parte del corpo a$$ondante #per lo pi+(, caduca e cedua, insensi$ile al dolore. La persona stessa non sa )uanti ne !a, nF avverte di perderli. Eppure, colui c!e c!iama le stelle per nome #6al &%A,%(, !a contato anc!e i capelli del tuo capo5 6e si prende cura dei dettagli minimi dei suoi figli, come non si prenderB cura di loro stessi; Il suo vedere ordinato al provvedere/ la sua sapien"a provviden"a. v! )" smettetela dun*ue di temere . *es+ ri$adisce alla fine/ 3smettete di continuare a temere4. 6e non altro, perc!F pesate pi+ di due passeri/ il vostro 3peso4 la 3gloria4 stessa di figli del 0adre. Non siete passeri, ma $en pi+ c!e a)uile5 Normalmente si dimentica la propria dignitB, e si cerca autostima in motivi fasulli, c!e tengono meno di un capello/ se ti attacc!i, si rompono su$ito.

*' Pregare il te$to a. entro in preg!iera come al solito $. mi raccolgo immaginando il 6ignore c!e manda in missione i Dodici c. c!iedo ci. c!e voglio/ la fiducia nel 0adre c!e vince la paura d. traendone frutto, medito sul testo da notare< non temete velatoQsvelato nascostoQconosciuto nelle tene$reQnella luce udito all-orecc!ioQproclamato sui tetti
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gli uomini uccidono il corpo, ma non la vita distruggere vita e corpo nella *eenna neanc!e un passero cade a terra sen"a c!e il 0adre vostro lo voglia i capelli del vostro capo, sono tutti contati valete pi+ di molti passeri. +' Te$ti %tili, *en '=,&=8&17 6al C?7 '17 117 %?7 &1&7 &1?7 Is @A,'=7 1=,&@7 Es &%,&17 9t C,'@81%7 E$ ',&%s.

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*>' DEGNO DI ME &?-*)/&&-& &=,1' !i dun)ue mi riconoscerB davanti agli uomini, anc!-io lo riconoscer. davanti al 0adre mio c!e nei cieli7 c!i invece mi rinneg!erB davanti agli uomini, anc!-io lo rinneg!er. davanti al 0adre mio c!e nei cieli. Non crediate c!e sia venuto a portare pace sulla terra7 non venni a portare pace, ma una spada. Genni infatti a separare il figlio da suo padre, la figlia da sua madre, la nuora da sua suocera7 e nemici dell-uomo, )uelli di casa sua5 !i ama padre o madre pi+ di me, non degno di me. !i ama figlio o figlia pi+ di me, non degno di me. !i non prende la sua croce e non segue me, non degno di me. !i avrB trovato la sua vita, la perderB7 c!i avrB perso la sua vita per causa mia, la troverB. !i accoglie voi, accoglie me7 e c!i accoglie me, accoglie colui c!e mi !a mandato. !i accoglie un profeta come profeta, riceverB la ricompensa di profeta7 e c!i accoglierB un giusto come giusto, riceverB la ricompensa di giusto. E c!i avrB dato anc!e un solo $icc!iere di ac)ua fresca ad uno di )uesti piccoli, perc!F mio discepolo, amen vi dico, non perderB la sua ricompensa. ,uando *es+ e$$e finito
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di dare )uesti ordini ai suoi dodici discepoli, partI di lB per insegnare e proclamare nelle loro cittB.

&' Me$$aggio nel conte$to Degno di me( il ritornello c!e *es+ ripete, completando il ritratto del suo apostolo/ inviato come lui in gratuitB e povertB # vv! "#"'( 8 agnello in me""o a lupi #vv! "0#&'(, forte solo della sua fiducia nel 0adre # vv! &0#)"( 8, c!iamato a 3riconoscerlo4 davanti agli uomini per essere riconosciuto davanti al 0adre #vv! )&#))(. on lui giunto sulla terra il giudi"io divino #v v! ).#)0(/ la salve""a

un amore per lui pi+ grande di )ualun)ue affetto #v v! )$#)4(, c!e assimila a lui, il >iglio affidato nelle mani dei fratelli come in )uelle del 0adre. !i lo

accoglie, accoglie il >iglio, e si fa lui stesso figlio c!e accoglie il 0adre #v v! .5# .&(. Dopo )ueste parole, *es+ continua la sua missione ormai non pi+ solo, ma insieme con i suoi discepoli # ""("(. Il c! "5 ci presenta l-identitB dell-apostolo, c!e la medesima di *es+. ome

il 0adre !a mandato lui a testimoniare il suo amore verso i fratelli, allo stesso modo lui manda )uelli c!e giB si sanno figli verso gli altri fratelli, fino a )uando tutti a$$iano accolto l-amore del 0adre. Ges il >iglio inviato ai fratelli per testimoniare nella sua carne l-amore del 0adre. !i lo accoglie e si fa suo fratello, accoglie il 0adre e diventa figlio.

La C iesa fatta da coloro c!e giB l-!anno accolto, e, uniti a lui nell-unico amore, con lui e come lui vanno verso gli altri.

)' Lett%ra del te$to "5()& C i dun*ue mi riconoscer davanti agli uomini . Il giudi"io di Dio lo compio io stesso )ui in terra/ se, nella )uotidianitB delle a"ioni e nella straordinarietB delle persecu"ioni, riconosco il >iglio come fratello, sono riconosciuto dal 0adre.

'A<

Lo riconosco per riconoscen"a d-amore. Lui per primo mi !a amato e !a dato se stesso per me #*al @,'=(7 e io, nel fratello pi+ piccolo, riconosco lui #&<,@7 '@,%=.%@( c!e, per riconoscere tutti, si fatto ultimo e servo di tutti #9c ?,1@(. Il mio futuro eterno davanti al 0adre dipende dal mio riconoscere ora davanti agli uomini il >iglio, c!e, nella carne dell-ultimo, sarB presente fino alla fine del mondo per salvarci #'<,'=(. Il 3tremendo4 giudi"io di Dio, l-unica cosa c!e conta e resta della storia, posto nelle mie mani, affidato alla mia responsa$ilitB/ io sono il giudice suo, e )uindi di me stesso5 Riconoscere non solo un fatto di la$$ra/ appartenere a lui con il cuore e con la vita. v! )) c i invece mi rinneg er . Rinnegare dire di non conoscere, come 0ietro #'C,A=.A'.A%(. !i rinnega il >iglio, non suo fratello e rinnega di essere

figlio/ perde se stesso5 3 erta )uesta parola/ se moriamo con lui, vivremo anc!e con lui7 se con lui perseveriamo, con lui anc!e regneremo7 se lo rinneg!iamo, anc!-egli ci rinneg!erB4 #'Tm ',&&s(. *ra"ie a Dio, c!i ci rinnega colui c!e !a dato la vita per noi peccatori #Rm @,C8&&(, dal cui amore nulla pu. separarci #cf Rm <,1<s(. Infatti 3 se noi manc!iamo di fede, egli per. rimane fedele, perc!F non pu. rinnegare se stesso4 #'Tm ',&1(. Lui il >iglio/ se non riconoscesse noi come fratelli, rinneg!ere$$e se stesso5 Il c!e non possi$ile, perc!F lui solo 3sI4 #' or &,&?s(, come il 0adre. La sua fedeltB sen"a fine il motivo per cui sale a Dio il nostro :men #' or &,'=(. :nc!e se lo rinneg!iamo, come 0ietro possiamo sempre contare sulla sua fedeltB a noi, c!e mai vien meno. ,uesta la nostra fede certa e sicura. v! ). non crediate c e sia venuto a portare pace sulla terra( ecc! *es+ venuto a portare la pace dei figli di Dio #@,?(. 9a non una pace pacifica. 6fida il male, e passa attraverso lotte acute, facendo esplodere laceranti

contraddi"ioni. 2 la pace dell-:gnello sul )uale si a$$atte la violen"a dei lupi, $en diversa dalla 3pace perniciosa4 di c!i si adegua al male. 2 la pace del regno, riservato ai 3violenti4 #&&,&'(.
'A?

La spada c!e *es+ userB non sarB )uella c!e estrae 0ietro #'C,@&s(, ma la fiducia nella parola del 0adre, spada a due tagli #6al &%?,C(. v! )' venni infatti a separare( ecc! La 0arola spada affilata #E$ %,&'(/ entra nel caos del peccato, c!e pervade e perverte ogni rela"ione #cf 9i A,C(, e lI opera la sua distin"ione c!e dB vita. ome il maestro, anc!e il discepolo entra nel male del mondo, cominciando da )uello c!e nel proprio cuore, e lI compie il 3suo4 giudi"io. v! )0 nemici dellCuomo( *uelli di casa sua! *es+ venuto tra i suoi, e non l-!anno accolto #cf *v &,&&7 9t &1,@18@<7 9c 1,'=s(. Dagli stessi discepoli stato venduto, rinnegato e a$$andonato7 il suo popolo l-!a condannato insieme ai capi suoi, in allean"a coi pagani. 2 stato respinto da tutti )uelli c!e lui non si vergognato di c!iamare fratelli #E$ ',&&(. v! )$ c i ama padre o madre pi di me( non : degno di me #cf Lc &%,'Cs(! *es+ pu. non essere amato. 9a non pu. essere amato meno di un altro/ non sare$$e il 6ignore, da amare con tutto il cuore #Dt C,@ss(. Dio amore. :mato non in se stesso, non sare$$e Dio e non sare$$e amore. :mo risto, mia vita

#>il &,'&(, perc!F lui per primo mi !a amato e !a dato se stesso per me #&*v %,?7 cf *al ','=(. :lla sua passione per me rispondo con la mia per lui/ sono stato con)uistato, e anc!-io corro per con)uistarlo #>il 1,&'(. L-amato diventa la vita di c!i lo ama/ gli amanti si conferiscono reciprocamente ci. c!e !anno e ci. c!e sono. 6e 3sono per lui, come lui per me4 # t ',&C7 C,17 A,&&(, sono davvero 3degno di lui4, fatto una sola carne con lui nell-unico amore. !! )% c i non prende la sua croce #cf &C,'%(. Ognuno !a la 3sua4 croce, c!e pu. essere solo sua/ la lotta contro il male c!e in lui. 6olamente *es+, l-unico sen"a colpe, !a portato non la sua, ma la nostra croce. dietro di lui, come il iascuno di noi,

ireneo, porta la croce di *es+, c!e in realtB la nostra,

sulla )uale egli morirB al posto nostro. E )uando noi siamo incapaci di portarla, lui stesso diventa nostro ireneo.

'<=

e non segue me! ,uando portiamo la nostra croce non siamo soli. Lui sta davanti, portando la parte pi+ pesante, sulla )uale sarB innal"ato. Noi, dietro, portiamo la parte leggera, c!e sarB confitta a terra e su cui scenderB il suo sangue. non : degno di me . In )uesto modo colla$oriamo li$eramente alla sua lotta e alla sua vittoria, diventando simili a lui, con la stessa dignitB di Dio c!e li$ertB, amore e servi"io. v! )4 c i avr trovato la sua vita( la perder # cf &C, '@( ! Ogni uomo vuol possedere la propria vita. 9a, nella misura in cui ci riesce, diventa egoista, e la perde/ uccide la sua vita filiale e fraterna. c i avr perso la sua vita per causa mia( la trover! La vita da perdere. Non solo perc!F, come ogni animale, siamo mortali7 ma soprattutto perc!F vivere amare, e amare far dono della vita. La vita non si pu. trattenere/ vivere inspirare e espirare, dare gratuitamente amore come gratuitamente lo si riceve. per causa mia! La vita non $uttata via per dispre""o, ma donata per amore di *es+. v! .5 c i accoglie voi( accoglie me( ecc! L-inviato uguale al >iglio, c!e per primo accoglie come accolto dal 0adre/ !a dato tutto e si fa $isogno di accoglien"a, perc!F c!iun)ue l-accoglie, diventi suo fratello, uguale al 0adre c!e tutti accoglie. La gratuitB e la povertB, proprie della missione, sono l-astu"ia escogitata da Dio per li$erare nell-uomo la sua scintilla divina/ la capacitB di accogliere. La ricc!e""a e la for"a provocano rapina e violen"a7 la povertB e la de$ole""a provocano accetta"ione e misericordia. L-apostolo si mette come *es+ nelle mani degli uomini c!e faranno )uello c!e vorranno. Give con i fratelli la stessa fiducia c!e !a con il 0adre, e riconosce a ciascuno la dignitB di figlio. Uno, presto o tardi, vive la dignitB c!e gli riconosciuta5
'<&

v! ." c i accoglie un profeta( ecc!

!i accoglie, pi+ c!e dare, riceve/ riceve la

dignitB stessa di c!i accolto. 0er )uesto il 6ignore si fatto il pi+ piccolo di tutti/ perc!F, accogliendolo, diventiamo come lui, il 0rofeta, il *iusto, il >iglio. v! .& uno di *uesti piccoli . I discepoli inviati diventano 3piccoli4, come il 6ignore. Di essi il regno dei cieli #&<,18@(. !i li accoglie, entra nel regno/

accoglie il >iglio e diventa figlio. :nc!e il minimo gesto di accoglien"a 8 un $icc!iere d-ac)ua fresca 8 gesto divino, imperituro. ""(" *uando Ges ebbe finito( ecc! ome dopo ogni discorso, *es+ 3finisce4/

non solo 3termina4, ma 3compie4 ci. c!e !a detto #A,'<7 &&,&7 &1,@17 &?,&7 'C,&(. di dare *uesti ordini ai suoi discepoli . 6ono ordini, non optionals< ci. c!e lui !a detto e fatto, anc!e i suoi sempre diranno e faranno. part8 di l per insegnare( ecc! *es+ continua la sua missione insieme ai suoi discepoli/ lavora dove ancora essi non lavorano, li aspetta nei poveri, nei peccatori e nei rifiutati di )uesto mondo per salvarli.

*' Pregare il te$to a. entro in preg!iera come al solito $. mi raccolgo immaginando *es+ c!e invia i suoi apostoli c. gli c!iedo ci. c!e voglio/ essere degno di lui, amarlo con tutto il cuore d. traendone frutto, medito sul testo da notare< c!i mi riconoscerB davanti agli uomini, lo riconoscer. davanti al 0adre c!i mi rinneg!erB, lo rinneg!er. sono venuto a portare la spada c!i ama padre o madre pi+ di me, non degno di me c!i ama figlio o figlia pi+ di me, non degno di me c!i non prende la sua croce e non mi segue, non degno di me c!i avrB trovato la sua vita, la perderB c!i avrB perso la sua vita per causa mia, la salverB c!i accoglie voi, accoglie me, accoglie il 0adre c!i avrB dato anc!e un solo $icc!iere d-ac)ua fresca.

+' Te$ti %tili, 6al <?7 'Re %,<8&Ca7 Dt C,@ss7 9t &C,'%8'A7 '@,1&8%C7 Lc &=,'@81A7 &%,'@8'A7 >il &,'&7 *al ','=.

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+?' SEI TU4 &&-)/: &&,' Ora *iovanni, in carcere, avendo udito le opere del risto, mandandogli i suoi discepoli, gli disse/ 6ei tu il Geniente, o do$$iamo attendere un altro; E, rispondendo, *es+ disse loro/ :ndate e annunciate a *iovanni le cose c!e udite e vedete/ ciec!i vedono e "oppi camminano, le$$rosi sono mondati e sordi odono e morti risuscitano e poveri sono evangeli""ati7 e $eato colui c!e non si scandali""a di me.

1 %

&' Me$$aggio nel conte$to Sei tu= la domanda fondamentale dell-uomo per riconoscere il suo 6ignore. *es+ risponde rimandando alle sue opere, come se dicesse/ 3Io sono colui c!e vedi attraverso ci. c!e faccio4. La salve""a accogliere lui c!e viene cosI come si rivela, non come lo vorremmo noi. Il c! "" c!iude la prima e apre la seconda parte del vangelo. Dopo ci. c!e *es+ !a detto e fatto e i discepoli continuano nella missione, c- da pronunciarsi su di lui/ accoglierlo il regno. Il capitolo ini"ia con l-interrogativo del Dattista e la risposta di *es+ # vv! &#0(, continua con l-elogio del Dattista da parte di *es+ # vv! $#"'( e con il suo lamento sulla sua genera"ione # vv! "0#"4( e sulle cittB c!e lo rifiutarono # vv! &5#&.(, per concludere, in contrappunto, con i piccoli c!e accolgono il suo mistero # vv! &'#&$( e in lui trovano la gioia e il riposo di Dio #vv! &%#)5(.

'<1

Il c!"" parla del rapporto dell-uomo con il >iglio dell-uomo/ ini"ia col du$$io, si apre alla domanda e si conclude nell-accetta"ione o nel rifiuto. Tutto il capitolo un unico discorso di *es+ c!e c!iama a uscire dall-am$iguitB e a verificare la propria posi"ione nei suoi confronti. 6i apre cosI una nuova se"ione, c!e mostra come il regno si incontra e scontra col mondo e il mondo col regno/ un contrasto e un giudi"io in atto c!e verrB c!iarito nelle para$ole # c! ")(. In )uesto $rano *es+ risponde alla domanda di c!i l-attende, concludendo con una $eatitudine c!e contiene le nove precedenti #@,18&&(/ 3Deato c!i non si scandali""a di me54 Lui infatti incarna la 0arola detta sul monte. La domanda di *iovanni in carcere costituisce il punto d-arrivo della profe"ia, come messa in )uestione delle proprie attese per aprirsi all-ascolto di ci. c!e l-altro dice. *iovanni l-uomo c!e si fa domanda per ricevere dal 6ignore la risposta. Ges il promesso dai profeti, c!e ci fanno trag!ettare dalle attese nostre a )uelle di Dio. La C iesa deve mettere in )uestione le proprie certe""e, sen"a confonderle con la veritB di Dio. Il )uale, per fortuna, compie le sue promesse e non le nostre attese.

)' Lett%ra del te$to ""(& Giovanni in carcere #cf &%,&&8&'(. *iovanni prepara la via del ritorno dall-esilio #1,1(. La sua predica"ione in 9atteo uguale a )uella di *es+/ la venuta del regno #1,'K%,&A(. Ora in carcere. on lui, ultimo dei profeti c!e

!anno annunciato 3il Geniente4, si arresta l-attesa/ viene il 6ignore. avendo udito le opere del Cristo! *iovanni !a ascoltato il racconto di ci. c!e !a detto e fatto colui c!e nel Dattesimo gli era stato rivelato come il >iglio #1,&18&A(.

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mandandogli i suoi discepoli . *es+ !a appena inviato a Israele i suoi apostoli7 *iovanni dal carcere manda i propri discepoli da *es+, per fargli la domanda decisiva. v! ) sei tu il Geniente= *iovanni annunci. 3colui c!e viene4, il pi+ forte, c!e compie il giudi"io di Dio tagliando ogni al$ero cattivo e $ruciando ogni male #1,&=s(. 9a *es+ agisce diversamente/ l-atteso non corrisponde alla sua attesa5 O s$agliata l-attesa, o !a s$agliato a pensare c!e *es+ sia l-atteso. *iovanni poteva mettere in crisi l-atteso invece della propria attesa. Invece disposto a mettere in crisi innan"itutto se stesso. Davanti alla reali""a"ione della promessa non capisce, si stupisce e si smarrisce. Dio santo, sempre altro rispetto a ogni nostra immagina"ione. La sua promessa pi+ grande di ogni fama #6al &1<,'(. Di Dio a$$iamo necessariamente una comprensione umana. :nc!e #e soprattutto( )uando siamo sicuri di conoscerlo, do$$iamo restare aperti con una domanda c!e metta in )uestione le nostre sicure""e. 3I miei pensieri non sono i vostri pensieri. Le mie vie non sono le vostre vie4, dice il 6ignore #cf Is @@,<(. ,uesta domanda la radice della fede, c!e affida a lui la risposta. 2 l-atto pi+ alto della ragione 8 )uello c!e non fecero i nostri progenitori )uando, invece di c!iedere a lui, si fidarono di fantasie proprie e suggestioni altrui #cf *en 1(. *iovanni sulla soglia della tenta"ione radicale/ credere alle proprie certe""e, o c!iedere all-altro c!e gli dica la sua veritB; L-uomo, religioso o meno c!e sia, attaccato fermamente alle proprie convin"ioni su Dio. Il vero credente sa di non conoscerlo se non per sentito dire7 come *io$$e, dice/ 3Io ti interrog!er. e tu istruiscimi4 #*$ %',@.%(. L-attesa, il du$$io e la domanda del Dattista sono paradigmatici per c!iun)ue non vuol ridurre Dio alle proprie idee su di lui, ingenuamente accettate o respinte. *iovanni il profeta della veritB, oltre c!e di Dio, anc!e dell-uomo c!e si apre al proprio mistero. La sua profe"ia, dimentica di ogni afferma"ione, si fa
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domanda c!e attende risposta. 2 il pi+ grande tra i nati da donna #v. &&(, perc!F fa tacere le sue parole e c!iede/ 36ei tu;4, facendosi ascolto della 0arola c!e solo l-:ltro pu. dire. ome Dio infinito, cosI sono infinite le nostre idee su di lui. Dio tutto, ma nulla Dio. Davanti a lui ogni idolo cade come Dagon davanti all-arca #&6am @,&ss(. Regge solo la domanda, vuota di risposta/ 46ei tu;4. :d essa pu. rispondere solo/ 3Io8sono4. Ogni mia risposta 8 religiosa o laica 8 sempre un idolo morto c!e dB morte. *iovanni porta a termine la profe"ia/ maestro del sospetto glo$ale, si interroga su tutto, sino a farsi pura domanda. Il profeta non dB risposte, tanto meno sul futuro7 invece domanda c!e apre il presente alla novitB di Dio. o dobbiamo attendere un altro= Dio altro/ trascende l-attesa dell-uomo. Non c- un altro da attendere/ l-attesa c!e deve essere altra, attesa d-altro, an"i dell-:ltro. v! . andate e annunciate a Giovanni le cose c e udite e vedete! :lla domanda 36ei tu;4, il 6ignore, come con *io$$e #*$ 1<8%&(, risponde ricordandogli le sue opere. i. c!e si vede di lui la risposta alla domanda.

,ui si fa la sintesi della sua a"ione, c!e continua negli apostoli #&=,As( v! ' ciec i vedono #?,'A81&7 cf Is '?,&<7 1@,@(. Genire alla luce il primo dei miracoli. Noi siamo ciec!i, perc!F vediamo le nostre attese, non la realtB. *es+ venuto ad aprirci gli occ!i. zoppi camminano #?,&8A(. L-uomo viator , in cammino verso casa. *es+ venuto a guarirci dalle paralisi. lebbrosi sono mondati #<,&8&%(. La le$$ra il fallimento e la morte c!e devastano la nostra vita. *es+ ce ne guarisce. sordi odono #?,1'81%(. L-uomo, da :damo in poi, sordo alla 0arola, a$itato dalla men"ogna. *es+ ci riapre l-udito. morti risuscitano #?,&<8'C(. *es+ la 0arola, il cui ascolto ci fa passare dalla morte alla vita.
'<C

poveri sono evangelizzati #@,1(. Tutte le situa"ioni di povertB ricevono la $uona noti"ia/ ogni nostra fame incontra la sa"ietB nel regno. v! 0 e beato . *es+ si congratula con c!i lo accoglie. ,uesta decima $eatitudine, sintesi delle altre, accogliere lui, povero, afflitto, mite, puro di cuore, misericordioso, operatore di pace, >iglio di Dio 8 piena reali""a"ione del regno. c i non si scandalizza di me! *es+ pietra d-inciampo/ lo scandalo di un Dio c!e viene cosI diverso da come lo attendiamo5

*' Pregare il te$to a. entro in preg!iera come al solito $. mi raccolgo immaginando il carcere da cui *iovanni attende la risposta c. c!iedo ci. c!e voglio/ mettere sempre in )uestione le mie attese e pretese d. traendone frutto, medito sul testo da notare< *iovanni in carcere sei tu; do$$iamo attendere un altro; annunciate ci. c!e udite e vedete $eato c!i non si scandali""a di me. +' Te$ti %tili, Is 1@, &8&=7 6al &%C7 Is @@,&ss7 C&,& ss7 9t 1,&8&A.

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+&' COSA USCISTE A VEDERE NEL DESERTO4 &&-</&0 &&,A 9entre essi se ne andavano, *es+ cominci. a dire alle folle su *iovanni/ osa usciste a vedere nel deserto; Una canna s$attuta dal vento; 9a cosa usciste a vedere; Un uomo avvolto in mor$ide vesti; Ecco, coloro c!e portano cose mor$ide stanno nelle case dei re. 9a cosa usciste a vedere; Un profeta; 6I, vi dico, e pi+ c!e un profeta. ostui colui del )uale scritto/ Ecco, io mando il mio angelo davanti al tuo volto, c!e preparerB la tua via davanti a te. :men vi dico/ non sorto tra i nati da donna uno pi+ grande di *iovanni il $atte""atore7 ma il pi+ piccolo nel regno dei cieli pi+ grande di lui. Dai giorni di *iovanni il $atte""atore fino ad ora il regno dei cieli patisce violen"a, e i violenti ne fanno preda. 0oic!F tutti i profeti e la legge fino a *iovanni !anno profetato. E, se volete accettare, lui l-Elia c!e sta per venire. !i !a orecc!i, ascolti.

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&' Me$$aggio nel conte$to Cosa usciste a vedere=( domanda *es+ alle folle sul Dattista. erca di far

loro capire l-importan"a della sua figura/ egli rappresenta il mistero dell-uomo davanti al mistero di Dio.

'<<

La vita del 0recursore insepara$ilmente intrecciata con )uella del 6alvatore, come la voce alla 0arola, l-attesa all-:tteso, l-ac)ua allo 6pirito, la domanda alla risposta. Non maestro di certe""e, ma ricercatore di veritB, *iovanni si pone in )uestione e si mette in ascolto. *es+ lo elogia come uomo autentico, cosI diverso dai me""i $usti c!e si mettono in mostra/ il pi+ grande tra i nati da donna #vv! $#""a( 8 anc!e pi+ dei patriarc!i e dei profeti. Infatti il suo farsi domanda/ 36ei tu;4, lo pone sulla soglia del Geniente, pronto ad accoglierne la risposta. 0er. il pi+ piccolo nel regno pi+ grande di lui/ se lui il punto d-arrivo della promessa, il pi+ piccolo nel regno l-ini"io del compimento. E )uesto ini"io violento, come le doglie del parto # vv! ""b#"'(. Ges il 6ignore c!e viene per il 3suo4 giudi"io. *iovanni il messaggero davanti al Golto #9l 1,&(, l-Elia redivivo c!e ne prepara l-accoglien"a #9l 1,'1s(. La C iesa fatta dai piccoli c!e trovano nel pi+ grande tra i nati da donna il loro patriarca/ sono generati dalla sua domanda, vertice di )uell-attesa alla )uale l-:tteso pu. e desidera rispondere.

)' Lett%ra del te$to ""($ Ges cominci, a dire alle folle su Giovanni! Il Dattista aveva elogiato *es+ giB prima di conoscerlo #1,&&8&%(. Ora *es+ lo elogia a sua volta. 2 l-unica persona di cui parla cosI a lungo, e in termini cosI positivi. I due sono diversi, eppure in perfetto accordo. La diversitB, dato primordiale dell-esisten"a, o occasione di comunione e d-amore, o tenta"ione di invidia e di guerra. cosa usciste a vedere nel deserto= #1,@s(. :ttorno a *iovanni si era formato un nuovo esodo 8 ma non verso la *iudea, $ensI da essa verso il *iordano. LI il Datte""atore immerge l-uomo nella propria veritB di peccatore e lo apre ad accogliere il Geniente.

'<?

una canna sbattuta dal vento= *iovanni non una $anderuola, un opportunista c!e si piega a tutte le situa"ioni per volgerle a proprio vantaggio. Nessun vento lo muove, se non lo 6pirito di Dio. Infatti, come ogni profeta, 3sta4 davanti al 6ignore #cf &Re &A,&7 *v &,1@(. agitato e agito dagli idoli e interessi propri. v! % un uomo avvolto in morbide vesti= La veste indica c!i sei, a c!e categoria appartieni, c!e livello occupi in essa e c!e $uon gusto !ai. Notifica all-esterno il tuo grado di li$ertB e di potere. 2 come un corpo posticcio, l-immagine c!e vuoi o puoi dare di te. nelle case dei re! Il Dattista nel deserto !a un altro vestito #1,%(. risto, il re, !i non sta davanti a lui,

in croce resterB nudo. La nuditB la veste dell-ultimo di tutti, e >rancesco d-:ssisi ne fece la sua divisa. v! 4 cosa usciste a vedere= 0er la ter"a volta si sottolinea 3uscire4 e 3vedere4/ $isogna uscire per vedere il pi+ grande tra i nati da donna. Nei pala""i del potere ci sono gli a$orti di donna, ridicole e tragic!e masc!ere umane. un profeta= *iovanni !a la divisa di Elia, padre dei profeti #1,% K 'Re &,<(. Il suo pala""o il deserto, adeguato al suo vestito e al suo ci$o. pi c e un profeta . Il profeta denuncia il peccato, c!iama a conversione e annuncia il perdono. *iovanni pi+ c!e un profeta/ la soglia tra la promessa e il compimento, culmine della profe"ia. v! "5 il mio angelo davanti al tuo volto! *iovanni paragonato all-angelo c!e guid. 9os dall-Egitto #Es '1,'=(, condusse il ritorno da Da$ilonia #Is %=,1(, e precederB, come Elia redivivo, la venuta del 6ignore nel suo tempio #9l 1,&(. L-angelo, come li$er. dall-Egitto e dall-esilio, li$ererB pure il tempio da ogni ingiusti"ia, perc!F accolga la venuta del 6ignore. I primi due esodi sono immagini del ter"o, )uello dalla *iudea al *iordano, purifica"ione necessaria per incontrare il 6ignore. Il Dattista l-angelo di )uesto ter"o e definitivo esodo/ l-uomo davanti al 6ignore c!e viene.
'?=

v! "" tra i nati da donna! *iovanni il pi+ grande tra i mortali, pi+ di :$ramo, di 9os e di Elia. In lui la storia precedente confluisce per sfociare nel suo compimento. I suoi occ!i !anno visto, i suoi orecc!i udito e le sue mani toccato colui c!e gli altri, solo da lontano, !anno desiderato, sognato e annunciato. il pi piccolo nel regno dei cieli : pi grande di lui! !i sta sulla cima del

monte, pi+ in alto del monte stesso. Il Dattista rappresenta il termine del cammino dell-uomo7 ma il pi+ piccolo nel regno sta giB in casa come figlio di Dio. Lui $atte""a con ac)ua7 ma il pi+ piccolo nel regno !a giB ricevuto lo 6pirito c!e gli fa gridare/ 3:$$B4. ,uesta la dignitB dell-uomo nuovo, rinato dall-ac)ua e dallo 6pirito #*v 1,@(/ non solo c!iamato, ma in realtB figlio di Dio #&*v 1,&(, partecipe della sua natura #'0t &,%(. v! "& dai giorni di Giovanni il battezzatore fino ad ora il regno dei cieli patisce violenza! i sono tantissime spiega"ioni di )uesto detto. 6egno c!e nessuna

soddisfacente. Ne offriamo una. 6i pu. intendere c!e da *iovanni fino ad ora il regno patisce violen"a, nel senso c!e su$isce la violen"a del male c!e si a$$atte su di esso. i. accade a *iovanni, accadrB a *es+ e a ciascuno di noi 8

come accadde a tutti i giusti, da :$ele, il primo, a Zaccaria, l-ultimo, ucciso tra l-altare e il santuario #Lc &&,@&(. I giusti, con la loro violen"a su$Ita, sono profe"ia della 0arola/ la parola della croce #& or &,&<7 cf Lc '%,'@8'A.%%8%C(. i violenti ne fanno preda . I regni della terra sono predati dai pi+ violenti/ emergono i peggiori tra gli uomini #6al &',?(. Il regno dei cieli invece dei poveri, dei perseguitati , di )uanti portano su di sF il male sen"a farlo/ sono i miti, c!e erediteranno la terra #@,%.@.&=(. Il mite il violento in senso evangelico/ tanto forte da portare su di sF ogni violen"a sen"a restituirla, fino a porgere l-altra guancia. *es+ stesso sarB re sulla croce #'A,1A(/ lI 3dei potenti egli farB $ottino4 #Is @1,&'(. Il $ene pi+ 3violento4, pi+ forte del male. 0aolo dice/ 3Non lasciarti vincere dal male, ma vinci con il $ene il male4#Rm &','&(.

'?&

v! ") tutti i profeti e la legge fino a Giovanni .

on *iovanni termina l-attesa.

Dopo di lui non c- pi+ profe"ia, ma la 0arola compiuta7 non c- pi+ legge, ma la li$ertB del figlio 8 il suo 6pirito d-amore effuso nei nostri cuori #E" 1C,'A7 Rm @,@(. v! ". se volete accettare . *iovanni da accettare. anc!e la 0arola #cf vv. &C8&?(. lui : lC;lia c e sta per venire . *es+ il Geniente, *iovanni colui c!e sta per venire per preparare un popolo $en disposto ad accoglierlo #9l 1,'1(. Non si pu. accogliere il secondo, se non si accoglie il primo. v "' c i a orecc i( ascolti . Disogna ascoltare )uanto il Dattista dice, fino !i rifiuta la voce, rifiuterB

all-ultima sua domanda/ 36ei tu;4 *' Pregare il te$to a. entro in preg!iera come al solito $. mi raccolgo immaginando *es+ c!e parla alle folle c. c!iedo ci. c!e voglio/ capire il mistero di *iovanni, il pi+ grande tra gli uomini, e il mistero del pi+ piccolo nel regno d. traendone frutto, medito sul testo da notare< cosa usciste a vedere; una canna s$attuta dal vento; un uomo avvolto in mor$ide vesti; un profeta7 pi+ c!e un profeta mando il mio angelo davanti al tuo volto il pi+ grande tra i nati da donna il pi+ piccolo nel regno pi+ grande di lui il regno patisce violen"a i violenti ne fanno preda i profeti e la legge fino a *iovanni *iovanni l-Elia c!e sta per venire. +' Te$ti %tili, 6al %@7 Es '1,'=7 Is %=,17 9l 1,&ss7 9t 1,&ss.

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+)' A C2I PARAGONER@ 9UESTA GENERA7IONE &&-&:/&> &&,&C &A Ora a c!i paragoner. )uesta genera"ione; 2 simile a $am$ini seduti nelle pia""e, c!e si rimproverano a vicenda, dicendo/ Gi suonammo il flauto, e non dan"aste7 facemmo il lamento, e non faceste lutto. Genne infatti *iovanni, nF mangiando nF $evendo, e dicono/ La un demonio5 Genne il >iglio dell-uomo, mangiando e $evendo, e dicono/ Ecco un uomo mangione e $eone, amico di pu$$licani e di peccatori5 9a fu giustificata la sapien"a dalle sue opere.

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&' Me$$aggio nel conte$to + c i paragoner, *uesta generazione= 2 il lamento di *es+ per la sua genera"ione, prototipo di ogni altra. Essa rifiuta il gioco di Dio, c!e invita con *iovanni al lutto e con *es+ alla dan"a. - un duplice linguaggio nel cuore dell-uomo/ la triste""a e la gioia. Il cuore $uono si contrista del male e gioisce del $ene. ,uello cattivo invece gode del male e si contrista del $ene. osI fa 3)uesta4 genera"ione perversa.

Dopo il peccato 8 diversamente non sare$$e cosI 8 il primo gioco c!e Dio propone )uello del Dattista/ la conversione dal male, con dispiacere e vergogna, per accogliere il $ene. : )uesta prima proposta, dolorosa come l-incisione di un ascesso, an"i una trafittura del cuore malvagio #cf :t ',1A(, resistiamo dicendo/ 3>a male. 2 una esagera"ione5 Dio non ci !a fatto per la gioia;4

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Il secondo gioco, riservato a c!i !a accettato il primo, )uello di *es+/ la gioia per le no""e messianic!e. : )uesto resistiamo come i demoni, dicendo/ 3 !e c-entra con noi;4 oppure come le persone pie, c!e dicono/ 3Non giusto, nF meritato54 La gioia per la )uale l-uomo fatto, scam$iata per empietB. 6iamo $am$ini dispettosi, sen"a sapien"a nF discernimento, c!e distruggono il gioco di Dio, e alla fine, se stessi #cf vv. '=8'%(5 *es+ smasc!era le nostre puerili e nocive astu"ie, perc!F diventiamo come i 3piccoli4, i figli della sapien"a c!e conoscono il dono di Dio #cf vv. '@8'A(. ,uesto $rano ci c!iama al discernimento/ c- una triste""a c!e viene da Dio e una c!e viene dal nemico, una gioia autentica e un-altra c!e ne la contraffa"ione. 6olo sapendo )uesto, possiamo con li$ertB e responsa$ilitB scegliere ci. c!e ci rende felici, e respingere ci. c!e ci rende infelici. 6iamo c!iamati a discernere in ogni tempo 8 c!e sempre il presente 8 i due segni con cui Dio parla/ il lutto per il male e la gioia per il $ene. Il nemico invece inganna facendo apparire piacevole il male e spiacevole il $ene. Il discernimento come il fiuto, c!e istintivamente distingue la pu""a di morte dal profumo di vita. Eppure $asta poco perc!F l-odorato si anesteti""i. 2 lenta la guarigione del nostro fiuto, alterato dall-influen"a del male5 Ges ci offre la gioia delle no""e tra uomo e Dio. 0er accettare la sua dan"a, $isogna prima accettare il lamento di *iovanni. La C iesa( se non disposta a convertirsi dal male e a gioire di ogni $ene, non come i piccoli evangelici, ma come )uesti $im$i guastafeste e sen"a discernimento.

)' Lett%ra del te$to ""("0 + c i paragoner, *uesta generazione= 3,uesta genera"ione4 sono i contemporanei di *es+, c!e !anno udito lui e *iovanni, ma non li !anno ascoltati.

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3,uesta genera"ione4 !a un significato negativo. Il presente infatti sotto l-ipoteca del male passato e di )uello futuro7 eppure c!iamato a 3responsa$ilitB4 nei confronti del passato, per dargli una nuova dire"ione, e nei confronti del futuro, perc!F non sia tragica ripeti"ione di ci. c!e stato. bambini seduti nelle piazze( c e si rimproverano a vicenda . *es+ allude a un gioco di $am$ini, c!e mima le realtB fondamentali della vita/ la dan"a per le no""e e il lutto per la morte. ,uesti $am$ini, )uando si decide di giocare alle no""e, per dispetto piangono7 )uando si decide di far lutto, allora ridono. osI

non riesce nessuno dei due gioc!i. Invece di giocare, stanno seduti7 loro unico gioco litigare, incolpandosi a vicenda. 3,uesta genera"ione4, come )uesti $am$ini, fa il contrario di ci. c!e Dio propone, giocando alla fine se stessa. Da :damo in poi il peccato sempre fatto pi+ per stupiditB c!e per cattiveria/ pi+ infantilismo e ripicca c!e atto di li$ertB. Il male non mai fatto $ene5 :nc!e )uelli c!e crocifiggono *es+, lo fanno sen"a saperlo #Lc '1,1%7 :t 1,&A7 & or ',<(. 9a, anc!e se infantile, il male resta sempre un tragico sc!er"o, c!e non diverte nessuno. v! "$ suonammo il flauto e non danzasteO facemmo il lamento( e non faceste lutto! 6ono i due gioc!i dell-esisten"a/ dan"a e gioia per l-amore, lamento e pianto per la morte. >in dal principio Dio ci aveva dato di mangiare e godere di ogni al$ero, compreso )uello della vita 8 c!e era nel me""o 8, vietandoci l-al$ero della morte. Noi invece, su$ito, a$$iamo messo al centro della nostra atten"ione )uesto secondo, cercando di goderne, nonostante i risultati contrari. :llora Dio, con i suoi profeti, viene a rilanciare il gioco della vita, dandoci disgusto per il male. v! "% venne Giovanni( n9 mangiando n9 bevendo . Il Dattista intona il lamento per il male/ smasc!erando la sua pretesa di essere $uono, $ello e desidera$ile, ne mostra la cattiveria, $rutte""a e odiositB. *iovanni, non mangiando e non $evendo, rifiuta il $anc!etto della stolte""a e invita a )uello della sapien"a.
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a un demonio! 6ignifica / 32 pa""o4. : c!i dice di convertirsi, si risponde c!e la vita $ella e $uona, fatta tale da Dio fin dal principio #*en &,&ss(7 non c- veleno di morte nelle creature #6ap &,&%(, Dio ci !a fatti per la gioia, ecc. Tutto vero5 6olo per. se diamo ascolto a Dio e smettiamo di mangiare dell-al$ero della morte credendo c!e dia vita. Noi invece perseveriamo nell-inganno con ostina"ione. Il peccato agisce come una droga a tutti gli effetti/ dB allucina"ioni, crea dipenden"a e distrugge corpo e spirito. ritenere $ene il male e male il $ene c!e ce ne vuol distogliere. Il Dattista ci ric!iama alla 3triste""a c!e viene da Dio4 e produce frutto di vita #' or A,<8&=(. 9a, mentre lui ci invita al pianto, facciamo una maca$ra dan"a di morte. Do$$iamo ascoltare la voce c!e risveglia in noi l-in)uietudine della coscien"a, e non sedarla con tran)uillanti o eufori""anti. piangere e un tempo per ridere #,o 1,%(. - un tempo per i fa addirittura

!i non piange su ci. di cui $isogna

piangere, non potrB mai gioire. :l di lB dell-apparen"a piacevole, il male fa male e dB infelicitB. v! "4 venne il Figlio dellCuomo mangiando e bevendo! *es+ ini"ia l-altro gioco/ suona il flauto delle no""e, intona il canto dell-amore. Lui l-Emmanuele, il Dio8con8noi, la nostra altra parte. Lui ama, dona e perdona7 im$andisce la sua mensa e invita i peccatori/ 3Non pensate pi+ alle cose antic!e. Ecco, faccio una cosa nuova/ proprio ora germoglia, non ve ne accorgete;4#Is %1,&?(. :l suono del flauto del >iglio dell-uomo, siamo invitati a gioire. L-uomo fatto per dan"are la vita. ecco un uomo mangione e beone! 0er non uscire dal male, prima dicevamo/ 3 - pure il $ene/ $isogna godere4. 0er non gioire del $ene, ora diciamo/ 3 - pure il male, $isogna contristarsi54 !i rifiuta il gioco di *iovanni, necessariamente rifiuta )uello di *es+. # - pure il pericolo di restare intrappolati in una triste""a c!e non viene da Dio/ )uando si desidera il $ene, ogni triste""a c!e $locca il cammino, non viene da lui. 36crupoli e malinconia, fuori da casa mia54, diceva 6. >ilippo Neri(.
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39angione e $eone4 la defini"ione del figlio ri$elle, da lapidare #Dt '&,&<8 '&(. 6e *iovanni c!iamato esagerato e indemoniato perc!F rimprovera il male, *es+ c!iamato empio perc!F propone il $ene5 2 il solito

stravolgimento del nemico. amico di pubblicani e di peccatori . Tutti siamo invitati al gioco del lutto, perc!F peccatori, ma anc!e alla dan"a di gioia, perc!F proprio in )uanto peccatori conosciamo Dio come gra"ia #*er 1&,1%(. fu giustificata la sapienza dalle sue opere! ,uelle di *iovanni e di *es+ sono opere di sapien"a/ riconoscono c!e Dio giusto, sia )uando c!iama a convertirsi dal male sia )uando c!iama a gioire del suo dono e del suo perdono. ,uesta sapien"a sarB accolta da coloro c!e sono piccoli #vv. '@8'A( 8 ma non )uanto a giudi"io, come )uesti, $ensI )uanto a mali"ia #cf & or &%,'=(. *' Pregare il te$to a. entro in preg!iera come al solito $. mi raccolgo immaginando *es+ c!e si lamenta di )uesta genera"ione c. c!iedo ci. c!e voglio/ avere lacrime e confusione per il male, gioia e riconoscen"a per il dono di Dio d. traendone frutto, medito sul testo da notare< $am$ini seduti c!e si rimproverano a vicenda il lutto c!e propone *iovanni la dan"a c!e offre *es+.

*' Te$ti %tili, 6al @&7 *en 1,&ss7 Is C&8C'7 Rm A,&%8'@7 ' or A,<8&=.

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+*' GUAI A TE= &&-)?/)+ &&,'= :llora cominci. a rimproverare le cittB nelle )uali era avvenuto il maggior numero dei suoi miracoli, poic!F non si erano convertite/ *uai a te, ora"im, guai a te , Detsaida5 0oic!F se in Tiro e 6idone fossero avvenuti i miracoli avvenuti tra voi, da tempo, in sacco e cenere, si sare$$ero convertite. E$$ene, io vi dico, per Tiro e 6idone sarB pi+ accetta$ile nel giorno del giudi"io c!e per voi. E tu, afarnao, fino al cielo sarai elevata; Nell-:de sprofonderai5 0oic!F se in 6odoma fossero avvenuti i miracoli avvenuti in te, sare$$e rimasta fino ad oggi5 E$$ene io vi dico c!e per la terra di 6odoma sarB pi+ accetta$ile nel giorno del giudi"io c!e per te.

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&' Me$$aggio nel conte$to' Guai a teH( sono le dure parole per c!i rifiuta il gioco di Dio, nonostante c!e gli sia esplicitamente rivelato e vi sia ripetutamente invitato. *es+ nomina le cittB nelle )uali !a operato, paragonandole alle cittB pagane e a 6odoma, luogo di corru"ione, c!e avranno sorte migliore di loro nel giorno del giudi"io, perc!F meno colpevoli. 2 un testo di crisi/ esprime con c!iare""a il giudi"io su c!i conosce *es+ e non lo accetta, ponendo corrisponden"a tra conoscen"a e responsa$ilitB, tra

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responsa$ilitB e colpa, tra colpa e puni"ione. 6i tratta di un-invettiva di stampo profetico/ una minaccia contro l-indurimento nel male, e vuol essere un invito ad aprire gli occ!i per uscire dall-accecamento. *es+ condanna il male, non c!i lo fa. Infatti !a detto di amare i propri nemici, e darB la vita per i peccatori. 6e il male condanna il malvagio, inc!iodandolo a sF, il 6ignore lo li$era, restando lui stesso inc!iodato alla croce, cifra di ogni male e perversione. La parola profetica fa veritB/ dic!iara il male con eviden"a, facendone vedere le conseguen"e negative. ,uesto testo consente di vedere il tema fondamentale, non solo del vangelo, ma di ogni religione/ il nostro destino eterno di felicitB o meno. 2 la cosa c!e pi+ in)uieta l-uomo, e anc!e Dio. Invece del solito commento, cerc!eremo di approfondire il testo riflettendo su alcuni concetti c!e contiene/ )uelli di minaccia, punizione , salvezza( felicit, inferno , giustizia, libert dellCuomo e libert di Dio. Ges( dando la vita per i peccatori, rivela nella sua misericordia di >iglio il volto di 0adre, c!e fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i $uoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti #@,%%8%<(. La C iesa, come ora"im, Detsaida e afarnao, il luogo dove avvengono di

continuo i prodigi di *es+. Li usiamo per convertirci a lui o per difenderci da lui;

)' RiCle$$ione $% alc%ni concetti Le minacce di Dio sono come )uelle di una mamma. Inducono con autoritB un primo livello di avverten"a per c!i ancora non capisce c!e il male fa male, al di lB delle apparen"e. La minaccia 3efficace4 )uando non si avvera. 6erve da deterrente, per distogliere dal male c!e inavvertitamente e sventatamente si fare$$e. La mamma minaccia il $am$ino perc!F non attraversi la strada e non finisca sotto un auto. 6e fortunatamente la attraversa incolume, non lo manda sotto
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la prima auto c!e passa 8 anc!e se saggiamente pu. punirlo perc!F il fatto non si ripeta. Le minacce sono 3rivelatorie4/ svelano il male come tale, e l-amore di c!i ci vuole $ene. In )uesto senso c!i minaccia, ama davvero, al di lB delle apparen"e. La punizione , connessa alla minaccia, !a uno scopo positivo. Noi pensiamo c!e, se facciamo il male, Dio ci punisce. Occ!io c!e scruta e giudica, egli pronto a intervenire contro c!i trasgredisce i suoi comandi. Noi associamo o$$edien"a a premio e trasgressione a puni"ione, un po- come il cane c!e gratificato o meno secondo c!e !a ascoltato il comando. 6olo )uando raggiungiamo l-uso di ragione #)uando;(, comprendiamo c!e la puni"ione viene dal male stesso. Il male fa male5 Tuttavia positivo pensare c!e a punire sia c!i dB la norma 8 Dio o genitori. i. fa intendere c!e la puni"ione non fatale, lasciata al male stesso. 6petta invece a un potere superiore, li$ero, c!e pu. anc!e perdonare. 6. >rancesco di 6ales diceva/ 30referisco essere giudicato da Dio c!e da mia madre4. La felicit il desiderio fondamentale dell-uomo, c!e si sa limitato e mortale. Egli sempre va oltre se stesso, mosso dal desiderio di raggiungere )uella piene""a c!e gli manca e per la )uale si sente fatto. :nc!e )uando s$aglia, non cerca mai il male/ desidera un $ene maggiore, una felicitB pi+ grande. L-esperien"a per. insegna )uanto infelice, pieno di paure e angosce, sofferen"e e ingiusti"ie, dilaniato da guerre e incomprensioni, da conflitti e mali di tutti i tipi 8 dentro e fuori, a livello personale e sociale, locale e planetario. Il male l-unico pro$lema serio dell-uomo/ ogni sua a"ione un tentativo di salvarsi da esso. La felicitB raggiungere l-Eden, il giardino incontaminato dell-infan"ia7 l-infelicitB sprofondare nell-:de, sotto terra, nelle tene$re, nella morte/ l-3inferno4, diciamo la parola5

1==

Tutti sappiamo c!e cosa significa/ $asta aprire il giornale, per vedere l-a$isso di stupiditB e cattiveria in cui siamo immersi. Il paradiso il desiderio c!e )uei lampi di luce, c!e di tanto in tanto illuminano le tene$re, si fissino eternamente, e scompaia il $uio di )uesta notte c!e conosciamo $ene. Le religioni e le scien"e, con relative riflessioni e tecnic!e, cercano di salvare l-uomo, o )ualc!e suo aspetto. L-e$raismo e il cristianesimo, pur non negando am$iti di autosalve""a, coinvolgono nella vicenda direttamente Dio. 0erc!F la salve""a rela"ione, e rela"ione con lui, piene""a di vita. Il desiderio di essere come Dio non peccato, ma un sentire profondo inciso a fuoco nel cuore dell-uomo. Il peccato viene dal non capire c!i Dio5 La rela"ione con lui vita, amore e felicitB/ salve""a dalla morte, dall-egoismo e dall-infelicitB. LCinferno il non raggiungimento della salve""a, la vittoria del male. Nella 6crittura se ne parla, come anc!e )ui, in termini di minaccia profetica e di puni"ione pedagogica. D-altra parte l-inferno, inteso come perdi"ione totale, il luogo unico dove !a senso parlare di salve""a. Dio ci salva non solo dall-Egitto #male su$Ito( ma anc!e dall-esilio #conseguen"a del male fatto da noi(, a una sola condi"ione/ c!e conosciamo c!e male e desideriamo uscirne. La giustizia # giustamente 8 giudica e punisce il male. 0er. non rimedia ad esso. Infatti lo raddoppia nel caso del taglione, o lo moltiplica sen"a fine nel caso di aino, per tacere di Lamec!.

erto Dio giusto7 ma non come noi. La sua una giusti"ia 3eccessiva4, )uella del 0adre c!e ama i suoi figli #cf @,'=.%@ss(. Dire c!e Dio giudica significa c!e $ene lasciare c!e sia lui a fare giusti"ia, non noi. E della sua giusti"ia, l-unica cosa sicura c!e possiamo comprendere c!e non fa e non accresce il male. ,uando applic!iamo a lui il nostro modo di giudicare, erriamo a$$ondantemente.

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La croce infatti il suo giudi"io, dove lui si rivela Dio, cosI diverso da noi. LI vince il male portandolo su di sF, e salva ogni malvagio. 6e fosse giusto come noi, avre$$e giusti"iato tutti. 9a allora non sare$$e $uono o non sare$$e onnipotente. Non sare$$e comun)ue Dio, e regnere$$e sovrano il male 8 un fallimento e un odio eterno dal )uale lui non vorre$$e o non potre$$e riscattare. ,uando parliamo di Dio, ogni nostro concetto analogico. 6ignifica c!e lui semplicemente diverso da ci. c!e diciamo 8 c!e !a con lui solo un certo aspetto di somiglian"a. Dicendo c!e giusto, affermiamo c!e non vuole, non tollera e non fa l-ingiusti"ia, c!e pure c-7 ma do$$iamo anc!e dire c!e la sua giusti"ia gra"ia, c!e il suo giudi"io il perdono. La croce dove si reali""a la 3sua4 giusti"ia/ lui, il *iusto, $atte""ato, immerso nel nostro peccato, e proprio cosI compie la volontB del 0adre #cf 1,&@(, la giusti"ia superiore #@,'=(. 6ulla croce Dio Dio, tutto e solo amore, vittorioso su ogni male, perfetto nella sua giusti"ia, sovranamente li$ero e onnipotente, capace di portare amore e vita lB dove c- odio e morte. LI lui prevede tutto e provvede a tutti/ il massimo male 8 l-esecu"ione ingiusta del *iusto, l-uccisione dell-autore della vita #:t 1,&%s(, il non senso assoluto, l-a$$andono stesso di Dio 8 il luogo dove lui si riversa nella sovra$$ondan"a del suo amore per colmare tutto e tutti della sua gra"ia. La libert di Dio amare cosI, e cosI salvare tutti. La li$ertB dell-uomo dire 3sI4 a )uesto amore. 0u. dire no, ma solo per ignoran"a e sc!iavit+, cio per non li$ertB. La mia li$ertB non li$era fino a )uando non conosco l-amore infinito di un Dio crocifisso per me c!e lo crocifiggo/ sono li$ero solo )uando so di essere amato sen"a condi"ioni. ,uesto il $isogno fondamentale di ogni uomo7 fino a )uando non lo soddisfa, resta sc!iavo del suo $isogno insoddisfatto. !i fa il

male non ancora li$ero. Non conosce l-amore/ ancora nell-inferno dei suoi $isogni, irresponsa$ile e incapace di amare.
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In noi c- sempre insieme intelligen"a e ignoran"a, li$ertB e sc!iavit+, amore ed egoismo/ il paradiso e l-inferno passano all-interno di ciascuno di noi7 la nostra esisten"a terrena sotto il segno del giudi"io eterno. Tutto si semina )ui/ poi si raccoglie ci. c!e si seminato #*al C,A(. Noi costruiamo nel tempo la nostra dimora eterna #Lc &C,?8&'(. Il fondamento di )uesta casa giB posto, e nessuno pu. porne un altro/ risto, il >iglio. :lla

nostra responsa$ilitB affidata la costru"ione/ se sarB di legno o paglia, oppure di materiale pregiato, dipende da noi. Il fuoco del giudi"io 8 c!e lo stesso della croce/ l-amore infinito di Dio 8 $rucerB ci. c!e da $ruciare. ResterB solo ci. c!e eterno e pre"ioso/ l-amore c!e mai viene meno, e arde sen"a consumarsi. ,uesta sarB la nostra veritB di figli simili al 0adre 8 e pi+ avremo costruito in amore, c!e mai tramonterB, pi+ la nostra opera resterB, a gloria sua e nostra. Tutto il resto di ci. c!e siamo e a$$iamo fatto, sarB distrutto. Noi per., con )uel tanto o poco di $uono c!e avremo fatto, saremo salvati, appunto come attraverso il fuoco #& or 1,&@(. 0er )uesto 6. :m$rogio dice c!e nel giudi"io finale 3lo stesso uomo in parte sarB salvato e in parte condannato4 #Migne, 0.L., t. Tv, p.&@='c(. La nostra li$ertB pu. opporsi a Dio, ma solo finc!F non lo conosce 8 finc!F non li$era. :lla fine, )uando lo conosceremo, saremo li$eri solo di amare e di vivere 8 e )uesta la li$ertB stessa di Dio, c!e ci riscatta da ogni sc!iavit+. Il giudi"io di Dio rende li$eri e responsa$ili/ la croce lo notifica sempre e ovun)ue. :lla fine del mondo, )uando apparirB il 3segno4 del >iglio dell-uomo 8 c!e la sua croce, poten"a e gloria sua 8 tutti lo riconosceranno e si $atteranno il petto #'%,1=(. :llora faremo finalmente il gioco di Dio/ l-empio $rucerB dalla vergogna per la sua empietB, e cosI potrB gioire della gra"ia del suo 6ignore 8 piangerB il lamento del Dattista per dan"are al flauto del >iglio dell-uomo. !e )uesto non avvenga solo al momento della morte, altrimenti si

pu. dire c!e perfettamente inutile vivere/ tanto varre$$e essere nati giB morti5 Dio invece ci !a creati vivi, perc!F cresciamo nella vita.
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2 importante parlare dellCinferno . Innan"itutto perc!F reale/ il male in cui siamo. 0oi perc!F ci aiuta a conoscere il $ene, e ci apre alla misericordia di Dio, da vivere in )uesto mondo e sempre. Disogna per. parlarne in modo tale c!e c!i ascolta non fraintenda Dio e non si c!iuda a lui 8 come per lo pi+ avviene.

*' Pregare il te$to a. entro in preg!iera come al solito $. mi raccolgo davanti alla croce, giudi"io di Dio c. gli c!iedo ci. c!e voglio/ capire la sua giusti"ia e la sua misericordia c!e in lui sono la stessa cosa d. rifletto sull-inferno, fatto dall-uomo/ lo vedo nella croce e in tutte le croci, e considero il giudi"io di Dio e la sua giusti"ia. +' Te$ti %tili/ 6al @&7 &=17 9t '@,&ss7 & or 1,&=8'=7 le sette parole di *es+ in croce/ Lc '1,1%.%17 *v &?,'C.'A.'<7 9c &@,1%7 *v &?,1=7 Lc '1,%C.

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++' TI 8ENEDICO- PADRE &&-)0/)< &&,'@ In )uel momento rispondendo *es+ disse/ Ti $enedico, 0adre, 6ignore del cielo e della terra, perc!F nascondesti )ueste cose ai sapienti e agli intelligenti e le rivelasti agli infanti. 6I, 0adre, perc!F cosI piac)ue a te. Tutto mi fu dato dal 0adre mio, e nessuno conosce il >iglio se non il 0adre, nF il 0adre conosce alcuno se non il >iglio, e colui al )uale il >iglio lo vuole rivelare.

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&' Me$$aggio nel conte$to -i benedico( 7adre< dopo il lutto per c!i non accoglie la 0arola, c- la dan"a per c!i l-accoglie. ,uest-inno di $enedi"ione un apice del vangelo/ il >iglio gioisce della stessa gioia del 0adre perc!F i suoi fratelli partecipano del loro mistero. La conoscen"a c!e c- fra il 0adre e il >iglio, l-amore mutuo c!e la loro vita, donato anc!e agli 3infanti4. i. c!e Dio per natura, noi lo siamo per gra"ia.

Lo 6pirito fa "ampillare nel nostro cuore e fiorire sulle nostre la$$ra la stessa parola per cui il Ger$o Ger$o/ 3:$$B4. Entriamo nella TrinitB, partecipando al dialogo ineffa$ile tra 0adre e >iglio. La crea"ione raggiunge il suo fine, c!e il suo principio/ al suono del flauto di *es+, >iglio di Dio e dell-uomo, dan"iamo le no""e fra Dio e uomo. :ccogliere lui la salve""a/ nella sua carne ogni carne unita ormai alla gloria. Deato c!i non se ne scandali""a5

1=@

I sapienti e i fur$i cercano un dio sapiente e potente. I piccoli invece incontrano la sapien"a e la poten"a di Dio lI dov-/ nell-insipien"a e de$ole""a di *es+. !i l-accoglie !a il potere di diventare figlio di Dio #*v &,&'(.

Il fine della missione del >iglio aprire ai fratelli e condividere con loro il suo tesoro, la sua vita di >iglio del 0adre. E la nostra salve""a diventare ci. c!e siamo/ figli5 Ges il >iglio/ la sua umanitB la porta di comunica"ione fra la creatura e il reatore, fra il 0adre e i suoi figli7 la scala di *iaco$$e, c!e unisce cielo e terra #*en '<,&=8&A7 *v &,@&(. La C iesa fatta dai piccoli ai )uali rivelata la loro realtB, c!e la stessa del >iglio.

)' Lett%ra del te$to ""(&' In *uel momento . Il $rano in stretta connessione con il precedente. *es+ partecipa al duplice gioco di Dio/ il lamento e la dan"a. Odio del male e amore del $ene, triste""a per il primo e gioia per il secondo, vanno sempre insieme, anc!e se sono $en distinti. 3,uel4 momento anc!e sempre 3)uesto4/ il racconto rende il lettore contemporaneo all-evento. ti benedico. La parola greca #eP#omologeDn ( significa 3proclamare,

riconoscere pu$$licamente4. *es+ riconosce davanti a tutti il dono del 0adre. 7adre! L-e$raico +bb corrisponde al nostro appellativo affettuoso 3papB4. 2 il primo $al$ettare del $am$ino. 0arola semplice e primordiale, origine di ogni altra, non esprime pi+, a differen"a del grido o del pianto, solo paura o disagio, ma il $isogno tipico dell-uomo/ il piacere di comunicare con l-altro. :$$B la parola piena di amore, con la )uale il >iglio dice il 0adre. La sua dolce""a la capisce solo c!i la dice e c!i l-ascolta/ esprime il mistero di Dio, c!e 0adre e >iglio nell-unico :more.

1=C

,uesta parola il centro del cristianesimo. Lo 6pirito del >iglio, effuso nei nostri cuori, grida in noi/ 3:$$B54 #Rm @,@7 <,&@(. Il credente colui c!e !a conosciuto e creduto l-amore c!e Dio !a per lui #&*v %,&C7 *v &A,'&(. i. c!e

Dio , anc!e noi lo siamo7 per il dono del >iglio, siamo davvero figli di Dio #&*v 1,&(. 2 il grande mistero, giB ora rivelato, anc!e se come in uno specc!io e in modo enigmatico #& or &1,&'(. 6oltanto alla fine lo vedremo faccia a faccia, e conosceremo perfettamente come siamo conosciuti #& or &1,&1(. ,uando il figlio nasce, si stacca dalla madre e gli pare di morire7 invece viene alla luce e vede il suo volto. ,uando ci stacc!eremo dalla vita terrena, verremo alla luce del volto del 0adre e saremo simili a lui, perc!F lo vedremo come egli #&*v 1,'(. *iB ora per., riflettendo la gloria del 6ignore, veniamo trasformati in )uella medesima immagine, secondo l-a"ione dello 6pirito del 6ignore #' or 1,&<(. Signore del cielo e della terra! Il nostro papB, cosI vicino e tenero, il Dio altissimo e onnipotente, 6ignore del cielo e della terra5 Di Dio si parla solo per opposti #coincidentia oppositorum , dice il Cusano(, per non ridurlo ad un idolo/ vicino e altissimo, tenero e onnipotente, piccolo e grande, madre e padre, misericordioso e giusto. 0erc!F lui tutto e niente/ tutto perc!F niente di ci. c!e c-, niente di ci. c!e c- perc!F tutto. perc 9 nascondesti. i. c!e rivelato agli infanti, nascosto agli altri. La

stessa identica realtB nascondimento e rivela"ione, secondo la diversa condi"ione. *ueste cose. 6i tratta del rapporto ineffa$ile di conoscen"a reciproca tra 0adre e >iglio. ai sapienti e agli intelligenti . 6apienti sono coloro c!e sanno come vanno le cose, intelligenti coloro c!e le dirigono come vogliono. La sapien"a del >iglio )uella delle Deatitudini/ i sapienti non la capiscono, gli intelligenti se ne difendono. 2 stupiditB e de$ole""a ai loro occ!i.

1=A

e le rivelasti. Il privilegio di conoscere Dio riservato agli ultimi. 2 un dono fatto a c!i lo desidera, lo desidera c!i ne !a $isogno, ne !a $isogno c!i ne sen"a. La priva"ione, il nostro non essere, il nostro essere nulla, il luogo dove accogliamo la ricc!e""a di colui c!e , ed tutto. I sapienti e gli intelligenti si negano ci. c!e non possono produrre loro stessi, e precludendosi cosI l-accesso alla vita, c!e non un prodotto, ma una rela"ione d-amore con l-altro. agli infanti. Diceva Lillel/ 3Un ignorante non evita il peccato, un analfa$eta non pu. essere pio4. E il -almud recita/ 3Non vi altro povero, se non c!i povero di sapere4. *li infanti non solo ignorano e sono poveri/ neanc!e parlano. : loro, sen"a parole, rivelata la 0arola/ :$$B. :nc!e in noi, oltre le tante parole, c- una sapien"a silen"iosa, propria del povero. 2 la 3dotta ignoran"a4 del puro di cuore, al )uale Dio si fa vedere #@,<(, $en diversa dalla sapien"a ignorante del fur$o, al )uale Dio resiste. Lui non oggetto di rapina della nostra intelligen"a, ma principio e fine del nostro amore/ non si affaccia alla finestra della nostra mente, ma $ussa alla porta del nostro cuore. v! &0 s8( 7adre . *es+ contento di )uesto/ 3sI4 non solo al 0adre, ma anc!e ai fratelli. cos8 piac*ue a te. Il piacere del 0adre amare i figli. Il piacere del >iglio compiacersi di )uesto amore del 0adre/ il piacere dell-uno anc!e dell-altro. v! &$ tutto! Tutto )uanto il 0adre , dono al >iglio/ il 0adre gli dona la sua natura, il suo amore e se stesso, in unione indissolu$ile con lui nella sua distin"ione da lui. Il 0adre Dio c!e tutto dB. mi fu dato . Tutto )uanto il >iglio , dono del 0adre/ da lui riceve la sua natura, il suo amore e se stesso, in unione indissolu$ile con lui nella sua distin"ione da lui. Il >iglio Dio c!e tutto riceve. Il dare e ricevere reciproco la loro vita. ru$ando, *es+ accetta come dono.
1=<

i. c!e :damo volle prendere

dal 7adre mio. *es+ 3il4 >iglio, c!e c!iama Dio/ 30adre mio4. 6e siamo in lui, diventa anc!e 0adre 3nostro4. nessuno conosce il Figlio se non il 7adre . La conoscen"a l-amore verso il >iglio, propria del 0adre/ l-essere del >iglio )uesta conoscen"a del 0adre nei suoi confronti. n9 il 7adre conosce alcuno se non il Figlio . La conoscen"a l-amore verso il 0adre, propria del >iglio/ l-essere del 0adre )uesta conoscen"a del >iglio nei suoi confronti. e colui al *uale il Figlio lo vuole rivelare . ,uel Dio, c!e nessuno mai !a visto, ce l-!a rivelato proprio il >iglio unigenito, c!e rivolto verso il grem$o del 0adre #*v &,&<(. Le 3cose4 nascoste a sapienti e intelligenti, la conoscen"a mutua fra 0adre e >iglio, il loro amore, il loro unico 6pirito c!e la vita di am$edue, comunicato dal >iglio agli infanti c!e lo accolgono. La parola :$$B l-ereditB dei piccoli. :l di lB di ogni pretesa sapien"a, in ogni uomo c- la ricc!e""a ineffa$ile dell-infante, la dignitB del figlio. Il piccolo la conosce/ vive di dono, di amore e di gra"ia.

*' Pregare il te$to' a. entro in preg!iera come al solito $. mi raccolgo immaginandomi nel 3mio luogo4 vero/ sono 3nel4 >iglio, e, in lui, in seno al 0adre, col loro stesso amore. c. c!iedo ci. c!e voglio/ il dono dello 6pirito, c!e mi mette nella conoscen"a e nella comunione tra 0adre e >iglio d. traendone frutto, medito sul testo da notare< ti $enedico 0adre nascondesti )ueste cose ai sapienti e agli intelligenti le rivelasti agli infanti sI, 0adre, perc!F cosI piac)ue a te nessuno conosce il >iglio se non il 0adre nF il 0adre alcuno conosce se non il >iglio e colui al )uale il >iglio lo vuole rivelare.

+' Te$ti %tili, 6al &=17 <7 Dt A,C8&&7 & or &,&A8',&C7 *al %,&8A7 Rm <,&81?.

1=?

+0' VENITE A ME &&-)./*? &&,'< '? Genite a me, voi tutti affaticati e oppressi, e io vi dar. riposo. 0rendete il mio giogo su di voi, e imparate da me, poic!F sono mite e umile di cuore, e troverete riposo per le vostre vite. Il mio giogo infatti giova, e il mio peso non pesa.

1=

&' Me$$aggio nel conte$to Genite a me voi tutti! *es+, offrendoci di entrare con lui nell-amore del 0adre, ci invita al $anc!etto della 6apien"a #6ir @&,'18'A(. Il vero ci$o conoscere Dio come 0adre e se stessi come figli/ il dono dello 6pirito, c!e fa godere di una vita filiale e fraterna. ,uesta la nuova legge, il giogo di li$ertB del >iglio. :nc!e la legge data a 9os per la vita7 ma non dB la vita. 2 solo un pesante fardello c!e ordina, denuncia, giudica e condanna ci. c!e contro di essa. L-amore invece pieno compimento della legge #Rm &1,<.&=7 9t A,&'7 '',1%8 %=(/ dB )uella 3giusti"ia superiore4 c!e introduce nel regno #@,'=(. Il $rano precedente rivela la proposta di Dio/ il dono della sua vita nel >iglio. ,uesto rivela )ual la nostra risposta/ la responsa$ilitB di vivere )uesto dono. 0rima ci stato detto ci. c!e siamo, ora cosa do$$iamo fare. La legge dice/ sii ci. c!e sei5 Il dovere consegue l-essere. Ora il nostro 3dovere4 vivere il 3piacere4 di essere figli e fratelli. La gra"ia non a$olisce il nostro agire7 an"i lo rende possi$ile in modo c!e reali""iamo ci. c!e siamo. Il vangelo dono, )uindi gratuito. 9a l-amore vive della reciprocitB, e c!iede di essere li$eramente amato. L-amore amato salve""a7 l-amore non amato perdi"ione, dramma di Dio, prima c!e nostro.
1&=

:ll-etica di norme e divieti succede )uella della li$ertB, alla legge su$entra il vangelo5 La legge pu. essere paragonata alla descri"ione minu"iosa c!e un $otanico fa dei meccanismi c!e regolano lo s$occiare di un fiore. Tale faticosa spiega"ione non farB mai fiorire una gemma. Inoltre nessuna legge in grado di prescrivere e far eseguire ci. c!e una madre per amore fa per il figlio. L-amore li$ertB non perc!F trasgredisce la legge 8 c!i la trasgredisce suo sc!iavo ri$elle 8, ma perc!F da esso germina tutto. !i ama suddito non pi+

della legge, $ensI dell-amore, unico sovrano, legge a se stesso. In *es+, 3sI4 dell-uomo a Dio e di Dio all-uomo #cf ' or &,'=(, c- il passaggio dalla lettera c!e uccide allo 6pirito c!e dB vita, dalla legge alla li$ertB #' or 1,&8&<(, dalla fatica al riposo. Ges, il >iglio, per noi sapien"a nuova e riposo. La sua mite""a e umiltB la nuova legge/ la legge di li$ertB del >iglio, uguale al 0adre. La C iesa in lui li$era dal fardello pesante delle prescri"ioni e sta sotto il giogo dell-amore, l-unico c!e non opprime.

)' Lett%ra del te$to ""(&%


Genite

a me. 2 l-invito a seguire lui #%,&?(, a partecipare alle no""e

#'','8%(, a entrare nel regno preparato per noi prima della fonda"ione del mondo #'@,1%(. Genire a *es+ seguire lui, cele$rare le no""e, regnare in eterno5 *es+ fa suo l-invito della 6apien"a/ 3:vvicinatevi, voi c!e siete sen"a istru"ione, prendete dimora nella mia scuola. >ino a )uando volete rimanerne privi, mentre la vostra anima ne tanto assetata; Lo aperto la $occa e !o parlato/ ac)uistatela sen"a denaro. 6ottoponete il collo al suo giogo, accogliete l-istru"ione. Essa vicina e si pu. trovare. Gedete con gli occ!i c!e poco faticai e vi trovai per me una grande pace4 #6ir @&,'18'A(. Lui stesso la

1&&

6apien"a, offerta ai semplici e agli inesperti/ gratuita e soave, facile da trovare e dB grande pace. Nella carne di *es+ noi accediamo allo 6pirito e attingiamo gra"ia su gra"ia #*v &,&A(. In lui il Ger$o si fatto carne, venuto ad a$itare fra noi e ci !a aperto l-ingresso all-unica gloria del 0adre e dell-Unigenito >iglio #*v &,&%(. La 6apien"a invisi$ile, c!e si manifestata con la sua om$ra nella crea"ione e nella storia, nella legge e nella promessa, ora toglie il velo/ accessi$ile a tutti, come amore tra 0adre e >iglio offerto a noi nel >iglio. :ttingiamo con gioia alle sorgenti della salve""a #cf Is &',1(, cele$riamo le no""e della 6apien"a, l-unione tra uomo e Dio. voi tutti. :nc!e )uelli di ora"im, di Detsaida e afarnao5 Diventati ultimi e

sprofondati per la loro diso$$edien"a, ora sono in grado di partecipare al $anc!etto della misericordia, riservato dall-imperscruta$ile disegno del 0adre a tutti i suoi figli diso$$edienti, con o sen"a legge #Rm &&,1'(5 affaticati e oppressi. *rande la fatica di c!i osserva la legge7 pi+ grande ancora l-oppressione di c!i non la osserva5 Non !a detto anc!e *es+ c!e la legge da insegnare e compiere, fin nel minimo dettaglio #@,&A8'=(; 2 vero, per. non in for"a della legge, ma dell-amore, c!e fa vivere ci. c!e la legge dice, ma non dB. i. c!e prima era

fatica e oppressione 8 e alla fine condanna 8 ora gioia, riposo e giusti"ia nuova, c!e ci fa 3mangiare di sa$ato4, vivere la vita stessa di Dio #cf $rano seguente(. e io vi dar, riposo . Il riposo la fine della fatica, l-ingresso nella terra promessa, il raggiungimento del sa$ato, compimento della crea"ione in Dio e di Dio nella crea"ione. Il riposo Dio stesso, vera casa dell-uomo, alla )uale ognuno invitato a tornare dopo l-affanno delle sue fug!e. L-uomo sta di casa nell-amore reciproco tra >iglio e 0adre. v! &4 prendete il mio giogo su di voi! Il giogo permette all-animale di usare la sua for"a in modo utile. 2 come la legge per l-uomo/ dura ma necessaria
1&'

disciplina, canali""a le sue energie perc!F possa guadagnarsi il 3pane di sudore4 #6al &'A,'a(. : )uesto *es+ contrappone il 3suo4 giogo/ la li$eralitB del 0adre, c!e elargisce doni ai suoi diletti nel sonno #6al &'A,'$(. 2 un giogo dolce/ l-amore con il )uale lui mi !a amato e !a dato se stesso per me, diventa il mio stesso amore per lui #cf *al ','=(. imparate da me! *es+ la 6apien"a c!e insegna l-amore agli inesperti, esperti solo di egoismo. poic 9 sono mite #cf '&,A(! *es+ il mite, colui c!e eredita la terra #@,@(. La mite""a la )ualitB del 6ignore, il cui potere servire e perdonare. umile di cuore! In greco c- 3tapino4 #&<,%7 '1,&'7 cf '=,'C(/ il piccolo, l-umile, il servo, l-ultimo. Ed il pi+ grande, perc!F c!i umile sarB innal"ato #'1,&'(. L-umiltB, per i greci come per noi, non una virt+/ la condi"ione o$$ligata dello sc!iavo. 0er la Di$$ia la )ualitB fondamentale di Dio/ l-amore umile. troverete riposo per le vostre vite! osI dice il 6ignore/ 3>ermatevi nelle

strade e guardate, informatevi circa i sentieri del passato, dove sta la strada $uona e prendetela, cosI troverete pace per le vostre vite4 #*er C,&C(. La pace sta nel trovare )uesta strada, la pi+ antica/ )uella eterna del >iglio, la via della mite""a e dell-umiltB, c!e conduce al riposo del 0adre, c!e anc!e il nostro. v! )5 il mio giogo giova! :ltri giog!i sono pesanti ed inutili, an"i dannosi. Infatti non la legge, ma solo l-amore fa osservare la legge con le sue prescri"ioni. La legge in sF, sen"a l-amore, stu""ica le trasgressioni, per poi denunciarle #Rm A,A8&15( il mio peso non pesa! La legge dell-amore non un fardello da portare, ma un paio di ali c!e portano. 2 un peso c!e non pesa, un carico c!e scarica e rende leggeri. L-amore infatti for"a interiore divina/ lo stesso 6pirito di Dio, c!e ci dice tutta la veritB e ci dB la for"a di viverla #*v &C,&'s(. :l giogo, c!e nF noi nF i nostri padri !anno saputo portare, su$entra la 3gra"ia4 del 6ignore c!e salva #:t &@,&=s(. 2 la legge di li$ertB #*c ',&'(,
1&1

)uella della nuova allean"a, c!e ci dB un cuore nuovo #*er 1&,1&81%7 E" 1C,'C8 '<(.

*' Pregare il te$to a. entro in preg!iera come al solito $. mi raccolgo immaginando di trovarmi davanti al >iglio c!e mi invita ad essere con lui e come lui c. c!iedo ci. c!e voglio/ la conoscen"a del suo amore impregni il mio cuore e c!e io risponda con lo stesso amore d. traendone frutto, medito sul testo da notare / venite a me voi affaticati e oppressi io vi dar. riposo imparate da me mite e umile di cuore il mio giogo giova il mio peso non pesa. +' Te$ti %tili, 6al &%@7 ?@7 6ir @&,'18'A7 *er 1&,1&81%7 E" 1C,'%8'<7 *v &,&8 &A7 ' or 1,&8&<7 E$ 1,A8%,&&.

1&%

+:' IL 3IGLIO DELL;UOMO 1 SIGNORE DEL SA8ATO' &)-&/. &',& In )uel momento pass. *es+ di sa$ato attraverso le messi. Ora i suoi discepoli e$$ero fame, e cominciarono a levare spig!e e a mangiare. Ora i farisei, vedendo, gli dissero/ Ecco i tuoi discepoli fanno ci. c!e non lecito fare di sa$ato. Ora disse loro/ Non avete letto cosa fece Davide )uando e$$e fame, e )uelli con lui, come entr. nella casa di Dio, e mangiarono i pani dell-offerta, c!e non era lecito a lui mangiare nF a )uelli con lui, ma ai soli sacerdoti; O non avete letto nella legge c!e di sa$ato i sacerdoti nel tempio violano il sa$ato, e sono sen"a colpa; Ora vi dico c!e )ualcosa pi+ grande del tempio c- )ui5 6e aveste compreso cosa significa/ 9isericordia voglio e non sacrificio, non avreste condannato gente sen"a colpa. Infatti il >iglio dell-uomo 6ignore del sa$ato.

'

C A

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&' Me$$aggio nel conte$to Il Figlio dellCuomo : Signore del sabato! *es+, sapien"a e for"a di Dio, lo scandalo #&&,C( contro cui inciampano sapienti e intelligenti, e la $eatitudine di cui godono i piccoli.

1&@

Il c! "& un conflitto fra sapien"a vecc!ia e nuova, fra carne e 6pirito, fra morte e vita. ,uesto $rano #come il seguente( riguarda il sa$ato. I discepoli sono nel 3riposo4 di Dio/ possono, sen"a colpa, fare di sa$ato ci. c!e concesso ai soli sacerdoti. 6ono infatti il popolo messianico, li$ero e sacerdotale. :ll-o$ie"ione dei farisei *es+ risponde con argomenta"ioni scritturistic!e #vv. 1.@.A(, per concludere con la grande rivela"ione/ *es+, il >iglio dell-uomo, 6ignore del sa$ato #v. <(. !i viene a lui, come lui/ figlio e li$ero.

Le argomenta"ioni, di tipo ra$$inico, spiegano )uello c!e affermano anc!e gli altri sinottici/ il sa$ato per l-uomo e non l-uomo per il sa$ato. 2 il senso di tutta la 6crittura, c!e ci narra la passione di Dio per noi. 6ono illuminanti alcune parole del racconto 8 discepoli, mangiare, giorno di festa, Davide, i pani dell-offerta, il sacerdote, i sacrifici, la misericordia 8 c!e ric!iamano l-eucaristia. Il dono c!e il >iglio dell-uomo fa a ogni uomo di ci$arsi del sa$ato, di vivere la vita di Dio stesso5 Mangiare vivere7 il grano, il ci$o, la conoscen"a del >iglio offerta agli infanti7 il sabato Dio stesso, compimento della crea"ione e della reden"ione7 lecito o no ci. c!e la legge determina per raggiungere il sa$ato7 il sacerdote !a li$ero accesso al tempio7 Davide figura del 9essia7 i discepoli( c!e mangiano di sa$ato, non mangiano il frutto proi$ito 8 lo fanno senza colpa, perc!F compagni del 9essia, sacerdoti c!e mangiano il pane dellCofferta , c!e li rende simili a Dio, c!e vuole misericordia e non sacrificio. Ges( >iglio dell-uomo e 6ignore del sa$ato, il nostro pane, la nostra vita. La C iesa fatta da coloro c!e lo mangiano, vivendo la li$ertB dei figli c!e amano i fratelli. Non sono pi+ sc!iavi, ma signori della legge, perc!F vivono la misericordia del 0adre #Lc C,1C81<7 *c ',&'8&1(.

)' Lett%ra del te$to

1&C

"&(" In *uel momento #cf &&,'@(. La scena collegata con la precedente, c!e parla della rivela"ione del 0adre e del giogo soave del >iglio. ,uando leggiamo il vangelo, siamo sempre in )uel tempo, an"i in )uel momento #opportuno(/ il >air,s della presen"a del 6ignore. pass, Ges di sabato attraverso le messi! Il >iglio !a appena invitato i piccoli al suo $anc!etto. Ora il 6ignore del sa$ato 8 giunto finalmente il suo giorno5 8 passa tra le messi. 0er sovrimpressione lui il sa$ato e le messi. In lui si aperto il cielo sulla terra #1,&C(/ si affacciata la giusti"ia di Dio, e la nostra terra !a dato il suo frutto #6al <@,&1$7 CA,A(. 3Le valli si ammantano di grano7 tutto canta e grida di gioia4 #6al C@,&%(. i suoi discepoli ebbero fame! >in dall-ini"io l-uomo e$$e fame di )uesto frutto. 9a s$agli. pianta, e prese il frutto di morte. L-uomo fame di vita, a tutti i livelli. 6olo il sa$ato, la vita di Dio, ci$o degno del figlio. 0er )uesto il ci$o c!e sa"ia la parola c!e esce dalla sua $occa 8 la rela"ione con lui. cominciarono a levare spig e e a mangiare . Di sa$ato i discepoli mangiano di )uel grano c!e il >iglio dell-uomo7 prendono la sua vita e il suo vigore, l-amore del 0adre. 2 il $anc!etto messianico, c!e elimina la morte per sempre #Is '@,<(. 3Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. #*v C,@&.@=(. v! & i farisei. :ppartengono alla categoria dei sapienti pi+ intelligenti/ non solo conoscono la legge come gli scri$i, ma anc!e la fanno. 9a c!i conosce e fa la legge sen"a conoscere l-amore del 0adre, rimane affaticato e oppresso dai precetti, digiuna e non entra nel riposo. i tuoi discepoli fanno ci, c e non : lecito di sabato! I discepoli fanno una delle 1? opere vietate di sa$ato. LecitoQnon lecito regola l-agire umano. 9a la legge non pu. normare la vita/ la vita a normare la legge. principio la legge, sacrifica la vita e muore. !i assume come !i ne mangia, non morrB4

!i assume come principio l-amore

del 0adre, gioisce della vita di Dio e mangia di sa$ato.


1&A

,uella dei discepoli non 3una4 trasgressione, ma 3la4 trasgressione, per la )uale l-uomo fatto/ passare dal sesto al settimo giorno, vivere di colui del )uale immagine e somiglian"a. 0rincipio nuovo di vita non pi+ la legge, ma l-amore c!e vita e legge a se stesso. osI era fin dal principio, prima c!e :damo fosse ingannato.

v! ) disse loro< non avete letto . *es+ cita le 6critture per mostrare c!e la legge, anc!e la pi+ sacra come )uella del sa$ato #cf Es '=,<8&&7 Dt @,&'8&@(, per l-uomo. ,ui ricorda a conferma un fatto c!e riguarda Davide, e un altro c!e riguarda i sacerdoti. cosa fece Davide e *uelli con lui #&6am '&,A(. *es+ paragona se stesso a Davide, figura del 9essia c!e deve venire. :nc!e *es+, a )uelli 3con lui4, offrirB il suo pane #'C,'C(. v! . entr, nella casa di Dio . La fame dell-uomo si sa"ia solo entrando e a$itando nella casa del 6ignore, per gustare la sua dolce""a #6al 'A,%(. Di lui !a fame la mia vita, come la terra riarsa !a sete d-ac)ua #6al C1,'(. mangiarono i pani dellCofferta! Il pane vita. ,ui si tratta del pane c!e sta davanti al Golto/ 3ci$o santissimo4, 3memoriale4, 3legge di gra"ia4, 3riservato ai sacerdoti4, 3da mangiare in luogo santo4 #Lv '%,@8?(. c e non era lecito a lui mangiare n9 a *uelli con lui( ma ai soli sacerdoti! La trasgressione di Davide anticipo di ci. c!e avverrB col 9essia/ ci. c!e fecero i suoi compagni, a maggior ragione fanno i compagni del 9essia. v! ' non avete letto nella legge c e i sacerdoti( ecc! I sacerdoti !anno li$ero accesso al tempio. ome Davide figura di *es+, i sacerdoti sono figura dei

discepoli ai )uali, come a tutti i piccoli, aperta la conoscen"a del 0adre. ,uesta trasgressione non una colpa, come )uella di :damo/ infatti non rapina dell-uomo, ma dono del >iglio dell-uomo, 6ignore del sa$ato. I discepoli, con *es+, sono re e sacerdoti 8 al v. A saranno anc!e profeti, perc!F capiscono il significato delle 6critture.

1&<

v! 0 *ualcosa pi grande del tempio cC: *ui! 0i+ grande del tempio solo Dio, il 6anto per il )uale il tempio santo. *es+ il >iglio, gloria del 0adre, pieno di gra"ia e veritB #*v &,&%(, in cui a$ita corporalmente la piene""a della divinitB # ol ',?(. 2 venuto a dimorare tra noi, perc!F dalla sua piene""a attingiamo gra"ia su gra"ia #*v &,&C(, e diventiamo familiari di Dio #Ef ',&?(, suoi figli di nome e di fatto #&*v 1,&7 *v &,&'(. v! $ se aveste compreso cosa significa! I farisei non !anno colto il senso delle 6critture, anc!e se le scrutano. 6ono )uei 3sapienti e intelligenti4, c!e ignorano di essere figli. misericordia voglio e non sacrificio #cf ?,&1 K Os C,C(. La Di$$ia non un codice di norme cultuali o morali. 2 il racconto della 3passione folle4 di Dio per l-uomo #Jabasilas(, della sua tenere""a c!e si espande su tutte le sue creature #6al &%@,?(. Tutto ci. c!e c- nella natura e nella storia, !a un solo 3perc!F4/ la sua eterna misericordia, come proclama il ritornello del grande Lallel #6al &1C(, c!e *es+ cant. con i suoi dopo aver dato loro in ci$o il vero pane, il suo corpo #'C,1=(. La 3santitB4, ci. per cui solo Dio Dio, diverso da tutti, la sua misericordia #cf Os &&,<s(. La norma fondamentale/ 36iate santi perc!F io sono santo4 #Lv &&,%%(, tradotta da *es+/ 3Diventate misericordiosi come il 0adre4 #Lc C,1C(, perfetto nella misericordia #cf @,%@8%<(. non avreste condannato gente senza colpa! I farisei giudicano sen"a misericordia i discepoli c!e vivono del dono di Dio. 39a la misericordia !a sempre la meglio sul giudi"io4 #*c ',&1(. v! % il Figlio dellCuomo : Signore del sabato! Il >iglio dell-uomo pi+ grande del tempio/ 6ignore del sa$ato, giorno del 6ignore. Il *es+ di 9atteo si presenta solennemente agli e$rei come 9essia, sacerdote, profeta, 6ignore del sa$ato. Egli l-Emmanuele, il Dio con noi #&,'1(, per sempre #'<,'=(, colui c!e i 9agi sono venuti ad adorare #','.&&( e c!e alla fine anc!e i discepoli

1&?

adoreranno #'<,&A(. 2 il 6ignore c!e viene nel suo tempio a fare il suo giudi"io 8 e il suo giudi"io sarB la misericordia.

*' Pregare il te$to a. entro in preg!iera come al solito $. mi raccolgo immaginando il campo di grano in cui pass. *es+ con i suoi c. c!iedo ci. c!e voglio/ comprendere il dono c!e Dio mi fa di sF d. traendone frutto, medito e contemplo da notare< *es+ passa di 6a$ato tra le messi, e i discepoli ne mangiano il significato di ci. c!e fece Davide il significato di ci. c!e fanno i sacerdoti mangiare di sa$ato sen"a colpa5 )ualcosa pi+ grande del tempio c- )ui misericordia voglio e non sacrificio il >iglio dell-uomo 6ignore del sa$ato.

+' Te$ti %tili, 6al C17 &1C7 Es '=,<8&&7 Dt @,&'8&@7 &6am '&,'8A7 Lv. '%,@8?7 9t @,&A8%<. +<' STENDI LA MANO &)->/&+ &',? :ndato via di lB, venne nella loro sinagoga. &= Ed ecco un uomo c!e aveva la mano inaridita. E lo interrogavano dicendo/ 2 lecito curare di sa$ato; per accusarlo. && Egli disse loro/ ,uale uomo tra voi, c!e a$$ia una pecora e gli cade di sa$ato in un fosso, non la prende e la leva; &' ,uanto dun)ue vale di pi+ un uomo di una pecora5 osI lecito di sa$ato fare il $ene. &1 :llora disse all-uomo/ 6tendi la tua mano5 E la stese, e fu rifatta, sana come l-altra.
1'=

&%

Ora, usciti, i farisei tennero consiglio contro di lui come toglierlo di me""o.

&' Me$$aggio nel conte$to Stendi la tua manoH( ordina *es+ all-uomo c!e aveva la mano rattrappita. In :frica talora si vede uno c!e, morso da un serpente, rimane con il $raccio secco e mummificato. :nc!e :damo, da )uando la tese al frutto proi$ito, rimase con la mano sen"a linfa. *es+ venuto a guarirla/ c!iusa nel tentativo di rapire dall-al$ero della morte, la riapre al dono dell-al$ero della vita. Il 6ignore non solo ci fa dono del sa$ato, ma ci restituisce la capacitB di accoglierlo. Un dono sen"a una mano aperta a riceverlo, come la luce sen"a l-occ!io. Il punto d-arrivo dell-a"ione di Dio non il dono di sF, ma il dono c!e ci fa di poterlo accogliere. ,uesto miracolo determina la sua uccisione/ 3Tennero consiglio contro di lui come toglierlo di me""o4#v. &%(. 9a proprio cosI si consegnerB nella nostra mano di peccatori, c!e, mentre gli dB la morte, riceve la sua vita. :nc!e )uesta scena, come la precedente, si svolge di sa$ato. In essa si consuma il conflitto tra *es+ e i rappresentanti della legge. 2 lo scontro definitivo tra la lettera c!e uccide e lo 6pirito c!e dB la vita #' or 1,C(. La domanda dei farisei provocatoria # v! "5(. 0er loro non lecito curare in giorno di sa$ato, se non in caso di pericolo mortale. *iB sanno cosa farB/ cercano solo il pretesto per accusarlo. *es+ risponde spostando la )uestione/ il pro$lema non del lecito o meno secondo la lettera, ma del fare il $ene o il male # vv! ""#"&(. i. c!e lui compie

non solo un 3curare4, ma 3salvare la vita4, dice 9c 1,%. Infatti aprire la mano al dono, )uestione di vita o di morte. *es+ ce la apre al dono del sa$ato, perc!F ogni giorno possiamo agire da figli di Dio, nell-amore e nella cura dei

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fratelli. ,uesta la norma suprema di colui c!e misericordia vuole, e non sacrificio #v. A(. La legge, fatta di norme e divieti, non Dio e non dB la vita/ sacrificio dell-uomo. Il 6ignore del sa$ato ci rivela il vero volto di Dio/ la misericordia. 0roprio per )uesto giungerB al sacrificio della croce7 lI le sue mani inc!iodate sc!ioderanno la paralisi della nostra mano rattrappita. La mano per l-uomo ci. c!e il morso per l-animale/ gli media la realtB. ,uesta non da prendere, distruggere e divorare con la $occa, ma da ricevere, lavorare e donare. La mano, in )uanto riceve )uella del >iglio, in )uanto lavora poten"a dello 6pirito, in )uanto dona come )uella del 0adre/ la mano del >iglio dell-uomo, c!e 3prende, spe""a e dB4, reali""a la vita di Dio tra gli uomini. La mano pu. aprirsi o c!iudersi, allevare o uccidere, costruire o distruggere, piantare o sradicare, donare o ru$are, a$$racciare o soffocare. Essa segna il passaggio dalla natura alla cultura. La sua storia la stessa dell-uomo/ pu. essere divina e reali""are il sa$ato di Dio, pu. essere $estiale e far regredire tutto al caos. Dopo il peccato mortalmente c!iusa, e stritolerB anc!e il 6ignore del sa$ato5 La croce sarB il passaggio o$$ligato. ome al solito, 9atteo trascura i dettagli di 9arco e di Luca, e pone l-accento sull-ini"iativa dei farisei c!e vogliono accusare e uccidere *es+. In pi+ !a il detto sulla pecora #v. &&s(. Ges pone come principio della legge la misericordia. Non ci. c!e lecito o meno secondo le prescri"ioni, ma ci. c!e dB la vita, la nuova legge. La C iesa sa di essere gra"iata e c!iamata a vivere la sua gra"ia #Ef %,1'(/ apre di continuo la mano c!e sempre tenta di ric!iudersi.

)' Lett%ra del te$to

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""(4 Genne nella loro sinagoga . La sinagoga c!iamata 3loro4. I discepoli di *es+, ai )uali 9atteo si rivolge, ne sono giB esclusi. *es+ ci tornerB ancora, a Na"aret! #&1,@%(. ,ui decidono di ucciderlo7 lB non gli crederanno e saranno scandali""ati di lui. v! "5 un uomo c e aveva la mano inaridita . La mano attaccata al corpo come un ramo secco all-al$ero7 il veleno del serpente la rese arida, sen"a vita, an"i seminatrice di morte5 Il $ene e il male non sta nelle cose, ma nella nostra mano, nella nostra a"ione, nella nostra rela"ione con esse. lo interrogavano . L-ini"iativa dei farisei. : lecito. Il pro$lema dei farisei cosa vieta la legge. :l centro della loro atten"ione non c- pi+ l-al$ero della vita, ma )uello del divieto. Un-a"ione non dB morte perc!F vietata dalla legge, ma vietata dalla legge perc!F dB morte. Dio !a posto al centro del giardino non l-al$ero del divieto, ma )uello della vita #*en ',?(. curare di sabato . *li Esseni, setta rigorosa, non permettevano di curare di sa$ato. :ltri invece lo permettevano, ma solo in caso di pericolo mortale. Nel caso presente non si tratta di pericolo mortale. 6e *es+ guarisce, trasgredisce il sa$ato. per accusarlo! 6ono sicuri c!e *es+ trasgredisce7 ma, invece di capire perc!F, cercano solo il pretesto per eliminarlo. v! "" *uale uomo tra voi( ecc! 6e una pecora cadeva nel fosso, il proprietario poteva salvarla 8 solo i rigoristi lo vietavano. v! "& *uanto dun*ue vale di pi un uomo di una pecoraH *es+, il $uon pastore #*v &=,&8&<(, si preoccupa dei figli di Israele almeno )uanto un pastore delle sue pecore. L-uomo, immagine di Dio, $en pi+ di una pecora5 Essere legato a norme e divieti c!e non sono per la vita, davvero un pericolo di morte/ la religione del sacrificio e non della misericordia5 La mano secca sim$olo della rela"ione di morte c!e l-uomo !a con se stesso, con gli altri e con l-:ltro/ invece di 3prendere, $enedire, spe""are e
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dare4, resta c!iusa nella maledi"ione del possesso. *es+ venuto a restituirci la sua stessa mano. : lecito di sabato fare il bene! Non la legge criterio del $ene, ma il $ene criterio della legge. Il sa$ato stesso, giorno di Dio, cele$ra la sua misericordia per l-uomo #cf Es '=,<8&&7 Dt @,&'8&@(. Noi siamo c!iamati a diventare come *es+, c!e faceva tali cose di sa$ato dicendo/ 3Il 0adre mio opera sempre, e anc!-io opero4. 2 il >iglio, c!e fa ci. c!e vede fare dal 0adre #*v @,&A.&?(, fino a poter dire/ 3 !i !a visto me, !a visto il 0adre4 #*v &%,?(, perc!F la mia la sua stessa mano, e noi siamo uno #*v &=,'<81=(. *es+ non solo viola il sa$ato, ma si fa uguale a Dio #*v @,&<(. ,uesta novitB il vangelo, la $estemmia c!e renderB *es+ reo di morte #?,17 'C,C@ss(. v! ") stendi la tua manoH 2 l-ordine c!e fa nuova la crea"ione/ l-uomo, c!e maldestramente aveva teso la mano al frutto proi$ito e colto la morte, ora la tende di nuovo all-al$ero della vita, e coglie il frutto del sa$ato. la stese( e fu rifatta( sana come lCaltra . L-uomo, anc!e dopo il peccato, rimane figlio di Dio. Una sua mano resta sana7 ma usa sempre l-altra. Ora anc!e )uesta 3rifatta4, sana come l-altra. 2 3apocatasti""ata4, dice il testo greco, restituita alla sua integritB originaria. Diventa la mano di :damo prima del peccato, )uella del figlio, c!e 3prende8$ene4# eulbeia( tutto, come *es+ #E$ @,A(. La crea"ione torna ad essere $ella e $uona come Dio l-aveva vista fin dal principio. v! ". tennero consiglio contro di lui come toglierlo di mezzo! Le mani del 6ignore del sa$ato saranno inc!iodate all-al$ero della croce. Da lI scenderB il suo sangue, versato su di noi e sui nostri figli #'A,'@(. Dove la mano secca esprime al massimo il suo potere di morte, la mano del >iglio dell-uomo esalterB il suo potere di dare la vita. Il dono della vita, gli costerB la vita. : caro pre""o ci !a riscattati #& or C,'=(.

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*' Pregare il te$to a. entro in preg!iera come al solito $. mi raccolgo immaginando *es+ di sa$ato nella sinagoga c. c!iedo ci. c!e voglio/ aprire la mano al dono c!e Dio mi fa di sF d. traendone frutto, medito e contemplo da notare< la mano inaridita )uanto pi+ vale l-uomo di una pecora lecito curare di sa$ato; lecito di sa$ato fare il $ene stendi la tua mano 5 fu rifatta sana come l-altra tennero consiglio contro di lui come toglierlo di me""o.

+' Te$ti %tili, 6al &=17 &=A7 9t @,&A8A,&' ci mostra la 3mano del >iglio4/ come *es+ agisce e ci dona di agire.

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+.' PERC2B SI COMPISSE 9UANTO 3U DETTO &)-&0/)& &',&@ &C &A &< Ora *es+, saputolo, si ritir. di lB. E lo seguirono molte folle, e li cur. tutti. E minacci. loro di non renderlo manifesto perc!F si compisse )uanto fu detto per me""o del profeta Isaia c!e dice/ Ecco il mio 6ervo c!e scelsi, il mio amato nel )uale si compiac)ue l-anima mia. 0orr. il mio 6pirito su di lui, e annuncerB il giudi"io alle genti. Non litig!erB, nF griderB, nF alcuno udrB la sua voce nelle pia""e. La canna infranta non spe""erB e lo stoppino fumigante non spegnerB, finc!F non porti a vittoria il giudi"io. E nel suo nome spereranno le genti.

&? '= '&

&' Me$$aggio nel conte$to' 7erc 9 si compisse *uanto fu detto! *es+, scartato dai capi, ripiega in un-attivitB pi+ segreta. Non si tratta, come pare a prima vista, di un fallimento, $ensI del compimento della 6crittura. :ttraverso la figura del 36ervo4 descritta da Isaia, 9atteo ci aiuta a capire ci. c!e sta accadendo. La medesima realtB pu. avere molte interpreta"ioni, c!e alla fine si riducono a due/ )uella dell-uomo e )uella di Dio. La 6crittura ci presenta )uella di Dio. La decisione di ucciderlo induce *es+ a ritirarsi. 9a la sua opera continua in modo pi+ efficace, anc!e se nascosto/ cura 3tutti4 e impone c!e non lo si dica a nessuno. Il suo messianismo diverso dalle attese dell-uomo 8 anc!e del Dattista #&&,1(/ passa infatti attraverso la stupiditB e la de$ole""a della croce, sapien"a e poten"a di Dio #cf & or &,&<(. *es+ il >iglio del 0adre in )uanto servo dei fratelli7 l-eletto, perc!F !a il suo stesso 6pirito7 non rissoso, nF violento, nF spettacolare7 invece attento

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alle persone, alle loro fragilitB e incerte""e. giusti"ia di Dio e offre speran"a a tutti i popoli.

osI fa trionfare sulla terra la

,uesta lunga cita"ione di 3compimento4, presa dal primo

anto del 6ervo #Is

%',&ss(, esplicita l-ultima, posta a conclusione della prima giornata di miracoli, c!e interpreta l-a"ione di *es+ come )uella del capro espiatore, c!e porta su di sF i nostri mali #<,&A K Is @1,%7 cf *v &,'?(. Dopo la condanna appena decisa, tutto c!iaro. Il $ene non resta mai impunito, ma proprio cosI ottiene la sua vittoria. Il testo si divide in due parti. *es+ si ritira7 ma la sua attivitB si espande a 3tutti4 8 anticipo di ci. c!e avverrB nel suo ritiro ultimo # vv! "'#"0(7 cosI compie la 6crittura c!e presenta il 6alvatore come il misterioso 6ervo # vv! "$# &" K Is %',&8%(. 6i approfondisce )uanto giB fu detto nel $attesimo #1,&A( e ri$adito dopo la prima serie di miracoli #<,&A(. Ges il 6ervo di Dio attraverso il )uale si compie ogni giusti"ia #1,&@(. 2 la giusti"ia superiore #@,'=(, )uella del 0adre, c!e fa piovere la sua misericordia su tutti #@,%18%<(/ il giogo dolce e soave del >iglio, offerto a tutti i piccoli, affaticati e oppressi #&&,'@81=( La C iesa fatta da )uanti !anno accolto il mistero del 6ervo di Dio.

)' Lett%ra del te$to "&("' Ges saputolo( si ritir,! *es+ si ritira in solitudine, da 3anacoreta4. Non com$atte la violen"a con la violen"a. 9a non neanc!e imprudente. Evita il conflitto, finc!F pu.. ,uando sarB inevita$ile, $errB il calice, c!iedendo c!e passi )uell-ora #'C,1?.%'(. *es+ non lotta contro nessuno. La altra occupa"ione/ fare il $ene, sia di sa$ato c!e in ogni altro giorno #v. &'(. Il suo potere non entra in competi"ione con alcuno/ servi"io. 6i tratta di un non8potere c!e trova il suo spa"io di fronte a )ualun)ue potere. E )uando non ne trova pi+, si reali""a pienamente, mettendo la propria vita a servi"io.
1'A

lo seguirono molte folle! 6ono le pecore sen"a pastore, stanc!e e sfinite #?,1C(, c!e trovano in lui il pastore della vita. 6ono gli affaticati e oppressi c!e cercano in lui il riposo #&&,'<(. :l suo ritiro corrisponde un accorrere a lui da tutte le parti 8 preludio di )uando, elevato da terra, attirerB tutti a sF #*v &',1'(. e li cur, tutti! Ora la sua cura si rivolge a 3tutti4. 6e nella sua a"ione si limit. ad alcuni, nella sua passione si estenderB a tutti v! "0 minacci, loro di non renderlo manifesto! Il segreto messianico in 9arco dominante/ non si pu. conoscere Dio prima della croce. 9atteo, c!e si rivolge a persone giB credenti, lo utili""a per sottolineare la mite""a e umiltB di *es+. v! "$ perc 9 si compisse( ecc! L-atteggiamento di *es+ non un fallimento, ma il compimento della profe"ia di Is %',&8%. v! "% ecco il mio Servo( ecc! olui c!e nel $attesimo fu c!iamato il >iglio, ora

c!iamato 6ervo/ infatti >iglio in )uanto servo dei fratelli. ,uesti l-eletto, l-amato, in cui il 0adre si compiace/ ci. c!e il mondo scarta, odia e dispre""a, Dio sceglie, ama e ammira. porr, il mio Spirito su di lui #cf 1,&C(. *es+ !a lo 6pirito di Dio, l-amore tra 0adre e >iglio. In for"a di esso si fa servo di tutti. annuncer il giudizio! *es+ porta il giudi"io di Dio, crisi di ogni nostro giudi"io. Infatti non condanna, ma salva/ i suoi giudi"i portano la giusti"ia su tutta la terra e la veritB a tutti i popoli #cf 6al ?C,&1(. alle genti! Il rifiuto dei capi del popolo, invece c!e vanificare il giudi"io di Dio, lo estende ai pagani. v! "4 non litig er . *es+ si ritira per non contendere. Non fa valere il proprio diritto opponendosi al malvagio/ in lui il male si arresta, perc!F non lo restituisce.

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n9 grider .

!i grida di pi+, si impone e domina. 2 una legge antica, c!e oggi

trova nei mass8media un-amplifica"ione di for"a inaudita. *es+ non grida, nF vuol imporsi o dominare/ si pro8pone come servo. n9 alcuno udr la sua voce nelle piazze . Non cerca rilevan"a, non si fa pu$$licitB. :nc!e ci. c!e poi sarB annunciato sui tetti #&=,'A(, sarB sempre )ualcosa di sussurrato all-orecc!io/ la sapien"a mite e umile del >iglio. v! &5 la canna infranta non spezzer! Nell-elogio di *es+, il Dattista non una canna mossa dal vento #&&,A(/ uno c!e 3sta4, davanti a Dio. *es+ $enevolo per. anc!e con le 3canne4, non solo mosse dal vento, ma anc!e infrante. 6i prende cura di loro, e ne fa l-appoggio della sua attivitB #&&,@(, fino a $ucarsi la mano #Is 1C,C(. 6ulla punta di una canna $errB in croce l-aceto della nostra vita andata a male #'A,%<(. lo stoppino fumigante non spegner . Lui, c!e luce del mondo #*v <,&'(, non spegnerB lo stoppino c!e fumiga, ma porterB su di sF la sua fuliggine, dandogli il fuoco del suo 6pirito #1,&&(. finc 9 non porti a vittoria il giudizio . Il suo giudi"io di salve""a sarB portato #alla lettera/ 3scagliato4( alla vittoria proprio dalla croce, dove tutto sarB compiuto #*v &?,1=(. v! &" nel suo nome . Il suo il 3Nome4/ *es+, Dio8c!e8salva, l-Emmanuele, il Dio8con8noi #&,'&8'1(. 3In nessun altro c- salve""a7 non vi infatti altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel )uale sta$ilito c!e possiamo essere salvati4 #:t %,&'(. 3 !iun)ue invoc!erB il nome del 6ignore, sarB salvato4 #*l 1,@K :t ','&(. spereranno le genti. Non solo il popolo dei credenti, ma anc!e i pagani, 3le genti4, mettono in lui la speran"a. 6e il rifiuto dei suoi 3!a segnato la riconcilia"ione del mondo, )uale potrB mai essere la loro riammissione, se non una resurre"ione dai morti;4 #Rm &&,&@(.

*' Pregare il te$to


1'?

a. entro in preg!iera come al solito $. mi raccolgo immaginando *es+ c!e si ritira c. c!iedo ci. c!e voglio/ conoscere lo 6pirito di *es+, il >iglio servo dei fratelli d. traendone frutto, medito il testo da notare< si ritir. lo seguirono molte folle e li cur. tutti *es+, il 6ervo, l-eletto, l-amato e approvato dal 0adre il mio 6pirito su di lui il giudi"io di Dio non litiga, non grida non spe""a la canna infranta non spegne lo stoppino fumigante cosI vince e porta speran"a a tutti.

+' Te$ti %tili, 6al ''7 i @1,&'7 & or &8'7 >il ',@8&&.

anti del 6ervo/ Is %',&8?7 %?,&8C7 @=,%8&&7 @',&18

11=

0?' C2I NON 1 CON ME 1 CONTRO DI ME &)-))/*< &','' :llora gli fu portato davanti un indemoniato cieco e muto, e lo cur., cosI c!e il muto parlava e vedeva. Ed erano fuori di sF tutte le folle, e dicevano/ Non sarB costui il figlio di Davide; Ora i farisei, udendo, dissero/ ostui non scaccia i demoni se non per me""o di Deel"e$ul, il capo dei demoni. 6aputi i loro pensieri, disse loro/ Ogni regno diviso contro se stesso va in rovina, e ogni cittB o casa divisa contro se stessa non starB in piedi. E se satana scaccia satana, diviso in se stesso/ come starB in piedi il suo regno; E se io per me""o di Deel"e$ul scaccio i demoni, i vostri figli per me""o di c!i li scacciano; 0er )uesto essi saranno vostri giudici. 9a se per me""o dello 6pirito di Dio io scaccio i demoni, allora giunto tra voi il regno di Dio. O come pu. uno entrare nella casa del forte e rapirgli le sue cose, se prima non !a legato il forte; E allora gli sacc!eggerB la casa. !i non con me, contro di me7 e c!i non raccoglie con me, disperde. 0erci. dico a voi/ Ogni peccato e $estemmia sarB perdonata agli uomini, ma la $estemmia dello 6pirito non sarB perdonata. E c!i dirB una parola contro il >iglio dell-uomo, gli sarB perdonato7
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ma c!i dirB contro lo 6pirito 6anto, non gli sarB perdonato, nF in )uesto secolo nF in )uello a venire. 6e prendete un al$ero $uono, anc!e il suo frutto $uono7 se prendete un al$ero cattivo, anc!e il suo frutto cattivo. Dal frutto infatti si conosce l-al$ero. 0rogenie di serpenti, come potete dire cose $uone se siete cattivi; Infatti dall-a$$ondan"a del cuore parla la $occa. L-uomo $uono dal tesoro $uono tira fuori cose $uone, e l-uomo cattivo dal tesoro cattivo tira fuori cose cattive. 9a vi dico c!e di ogni parola inutile c!e gli uomini diranno, renderanno conto nel giorno del giudi"io. 0oic!F sulle tue parole sarai giustificato e sulle tue parole sarai condannato.

&' Me$$aggio nel conte$to C i non : con me( : contro di me( dice *es+. Il 6ignore del sa$ato si offre/ o lo accogliamo o gli diamo la morte. Essere con lui, il >iglio, essere se stessi. Non essere con lui, perdere se stessi/ morire, come una pianta staccata dalla propria radice. ,uesto $rano segna l-apice della crisi tra *es+ e i farisei. :ppena guarito un indemoniato cieco e muto # v! &&(, le folle si interrogano su di lui con meraviglia #v! &)(, e i farisei lo accusano di conniven"a col capo dei demoni # v! &.(. *es+ risponde con sei argomenta"ioni progressive/ assurdo c!e satana sia contro se stesso #vv! &'#&0(7 inoltre anc!e i giudei, come lui, fanno esorcismi #v! &$(7 il fatto c!e lui scacci gli spiriti immondi nella poten"a dello 6pirito, segna l-ini"io del regno di Dio # v! &%(7 lui il pi+ forte, c!e vince la

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for"a del nemico # v! &4(/ essere con lui o meno la salve""a o la perdi"ione dell-uomo #v! )5(7 c!i lo accusa, mente contro la veritB e pecca contro lo 6pirito #vv! )"#)&(7 i farisei sono un al$ero cattivo c!e dB frutti cattivi/ la loro men"ogna frutto di un cuore cattivo 8 e dalla loro parola saranno giudicati #vv! ))#)$(. L-indemoniato cieco e muto immagine dei farisei/ non vedono la realtB, ma le proie"ioni del loro cuore malvagio7 non dicono la veritB, ma la men"ogna c!e !anno dentro. Non sono figli di :$ramo, ma del serpente #1,A(, men"ognero e omicida fin dal principio #*v <,%%(. Il loro peccato il peccato/ la resisten"a alla veritB. 2 pi+ grave del peccato stesso di :damo. ome lui, non prestano ascolto a Dio7 ma, a differen"a di lui,

non lo fanno per errore/ coscienti della men"ogna, la difendono, come satana, per un miope interesse c!e poi li rovina. on la sua forte denuncia, *es+ cerca di convincerli della loro cecitB, per guarirli #cf *v ?,1?8%&(. Lanno giB deciso di uccidere il 6ignore del sa$ato #v. &%(. Il loro il peccato contro lo 6pirito/ l-indurimento nel male di un cuore c!e non vuol arrendersi alla veritB c!e conosce. Ges porta il giudi"io di Dio/ essere con lui la salve""a. !i contro, lo

uccide. 9a a c!i gli toglie la vita, il 6ignore la dona, e proprio cosI compie il giudi"io di Dio 8 c!e amore assoluto per tutti, sen"a condi"ioni #cf :t %,'<(. La C iesa accoglie e annuncia il giudi"io di Dio/ il 9essia, rifiutato e crocifisso, apre a tutti le $raccia di Dio.

)' Lett%ra del te$to "&(&& 1n indemoniato cieco e muto! Ric!iama i due ultimi miracoli/ )uello dei due ciec!i e )uello dell-indemoniato muto #?,'A81%(. ,uesto cieco8muto siamo noi/ ciec!i, non ancora venuti alla luce della nostra veritB, e incapaci di comunicare. Gediamo non la realtB, ma i nostri cattivi fantasmi7 diciamo non la

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veritB, ma le nostre paure. Il 6ignore del sa$ato venuto per guarirci, perc!F possiamo vedere e comunicare. v! &) non sar costui il figlio di Davide= ome in ?,11, la folla si apre alla

meraviglia. 9a la domanda suppone una risposta impro$a$ile/ 3costui4, c!e cosI, non pu. essere il 9essia5 Dovre$$e essere diverso5 La domanda del Dattista aperta a ogni risposta #&&,'(7 )uella della folla risc!ia di c!iudersi nel pregiudi"io contro il >iglio dell-uomo 8 peccato perdona$ile, a differen"a di )uello dei farisei, c!e contro lo 6pirito #v. 1'(. v! &. costui non scaccia i demoni se non per mezzo di 2eelzebul! I farisei ripetono l-accusa di ?,1%. Lanno giB deciso di eliminarlo. 0er )uesto, anc!e contro ogni ragionevole""a, interpretano negativamente il fatto. La realtB )uella c!e . L-uomo, pur intuendo )ualcosa della veritB, !a sempre la li$ertB di pensare il contrario di ci. c!e capisce. 9istero del cuore5 Il peccato contro lo 6pirito l-uso della li$ertB per negare la veritB, perc!F contro i propri presunti interessi. !i non vuole respingere da sF il male, rifiuta

di capire e compiere il $ene #6al 1C,@.%(. v! &'s ogni regno diviso contro se stesso va in rovina( ecc! *es+ mostra l-assurditB dell-accusa. !i nega la veritB conosciuta, arriva a dare

interpreta"ioni assurde e contraddittorie. 6atana sarB cattivo, ma non stupido/ non va contro se stesso. Il male !a una sua coesione interna, spesso pi+ del $ene. Infatti tende a omologare tutto, sen"a rispetto per la li$ertB e le differen"e #vedi, ad esempio, le $anc!e, i partiti totalitari, la mafia, ecc.(. v! &$ i vostri figli per mezzo di c i li scacciano= *li stessi farisei si tirano la "appa sui piedi, interpretando lo stesso fatto in modo diverso, perc!F compiuto dai 3loro4. 2 segno c!iaro del pregiudi"io contro *es+. v! &% se per mezzo dello Spirito di Dio io scaccio i demoni( ecc! *es+ scaccia i demoni, nella for"a dello 6pirito, ricevuto nel $attesimo, c!e l-!a condotto nel deserto #%,&(, per incontrare e vincere satana. on lui ini"ia e si diffonde il

regno di Dio. La sua presen"a smasc!era il dia$olico ovun)ue si nasconda 8


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ora anc!e nel cuore dei farisei. La loro resisten"a alla veritB satanica. *es+ ri$alta l-accusa dei suoi accusatori/ lui effettivamente li$era dai demoni, mentre loro ne sono posseduti. v! &4 come pu, uno entrare nella casa del forte( ecc! Il demonio il forte c!e !a preso dimora nell-uomo, facendolo suo sc!iavo. Ora giunto il pi+ forte #1,&&( , c!e lo vince e gli strappa di mano la sua vittima. v! )5 c i non : con me( : contro di me! 3Deato c!i non si scandali""a di me4 #&&,C(5 Essere con lui, il >iglio, accogliere il 0adre e la propria identitB. Non essere con lui, essere ancora posseduti dall-avversario, contro di sF, contro il >iglio, contro il 0adre e contro tutti7 restare ciec!i e muti, preda delle proprie paure e c!iusure, nelle tene$re e nella solitudine di c!i affidato a nessuno. c i non raccoglie con me( disperde . *es+ venuto a raccogliere le pecore perdute d-Israele #&@,'%(. In lui, il >iglio, si reali""a l-unione dei fratelli. >uori di lui c- dispersione/ si preda del divisore. v! )" ogni peccato e bestemmia sar perdonata! ,ualun)ue a"ione o parola cattiva oggetto di perdono da parte di Dio. ma la bestemmia dello Spirito non sar perdonata! 2 il peccato c!e fanno coloro c!e accusano *es+ di scacciare i demoni in nome del capo dei demoni/ non riconoscono la veritB c!e pur conoscono, mentono coscientemente contro lo 6pirito, c!e veritB #&*v @,C(. 2 il peccato di :nania e 6affira, c!e porta alla morte #:t @,1.?(. Il diavolo, fin dal principio, coscientemente parla contro la veritB, per ingannare e uccidere5 9entire sapendo di mentire 3dia$olico4. ,uesto il male c!e non pu. essere perdonato/ pu. solo essere $ruciato. Da esso $isogna convertirsi, se si vuole il perdono. Il c!irurgo non 3perdona il tumore4, ma lo toglie, implaca$ilmente. on )ueste parole *es+ vuole togliere

dal nostro cuore il dia$olico c!e ci impedisce di accogliere lo 6pirito, veritB e vita nostra. E ci riuscirB con la croce, proprio lB dove il male raggiungerB la sua for"a estrema.

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0ecco contro lo 6pirito )uando so di avere torto e non voglio ammetterlo, o )uando, invece di mettermi in )uestione, mi c!iudo in difesa e attacco. 0i+ tremenda ancora la presunta 3$uona fede4. ,uando me l-aggiudico, sono giB in mala fede. 6olo l-altro pu. dic!iararmi in $uona fede, per la mia ignoran"a o stupiditB7 non io. 36entirmi in malafede4 un grande dono/ la voce di Dio, c!e mi c!iama alla li$ertB. 0ecco contro lo 6pirito anc!e )uando voglio avere ragione ad ogni costo, anc!e a costo della veritB. Leggendo giornali diversi, ci si rende conto di come sia diffuso )uesto peccato5 9a la stampa l-esempio pi+ evidente di una realtB molto pi+ grande c!e fa da specc!io a tutti noi. Il peccato contro lo 6pirito l-orgoglio c!e non riconosce la propria stupiditB, e non accetta altra veritB c!e la propria comoda certe""a. v! )& c i dir una parola contro il Figlio dellCuomo( gli sar perdonatoO ma c i dir contro lo Spirito( ecc! Il >iglio dell-uomo, nella sua carne, scandalo #&&,C(. !i lo rifiuta, rifiuta il dono di Dio7 ma perdonato, perc!F non rocifisso la gloria di Dio. 9a dopo la risurre"ione e il dono

evidente c!e il

dello 6pirito, c!i rifiuta la veritB c!e conosce, rifiuta lo 6pirito. La luce e la veritB non possono convivere con la men"ogna riconosciuta/ o ci si converte, o )uesto male sarB $ruciato #cf & or 1,&'8&@(. v! )) se prendete un albero buono( ecc . #cf A,&C8'=(. Il frutto sta all-al$ero come la parola al cuore. Dal cuore cattivo nasce la parola cattiva, e ci. c!e ne consegue/ 3 i. c!e esce dalla $occa, proviene dal cuore. ,uesto rende immondo l-uomo. Dal cuore infatti provengono i propositi malvagi, gli omicidi, gli adulteri, le prostitu"ioni, i furti, le false testimonian"e, le $estemmie4 #&@,&<s(. Il male peggiore mentire alla veritB c!e sempre parla nel cuore. v! ). progenie di serpenti #cf 1,A(. Uno generato dalla parola c!e ascolta. 6e )uella di Dio, figlio di Dio, come :$ramo, padre nella fede7 se )uella del serpente, diventa figlio del maestro di diffiden"a, men"ognero e omicida fin dal principio, come :damo dopo il peccato #*v <,%%(.
11C

v! )' lCuomo buono dal suo tesoro buono tira fuori cose buone( ecc! #cf &1,@'(. Uno vede con il suo occ!io, an"i con il suo cuore, c!e il suo tesoro. Il cuore $uono dB un-interpreta"ione $uona, il cuore cattivo un-interpreta"ione cattiva. *es+ denuncia il male del nostro cuore per $ruciarlo. La sua una cura per cauteri""a"ione. v! )0 ogni parola inutile( ecc! La parola non tutto, ma tutto parola per l-uomo. Essa produce veritB, offre comunione, genera gioia e vita7 oppure, come )uella del serpente, dice men"ogna, provoca solitudine, partorisce triste""a e morte. *rande il potere della parola/ genera l-uomo a propria immagine e somiglian"a 8 figlio di Dio o di satana, nella veritB c!e fa li$eri o nella men"ogna c!e uccide. v! )$ sulle tue parole sarai giustificato@condannato! Le nostre parole ci giudicano/ ci aggiudicano il giudi"io di Dio c!e giustifica, se sono a lui conformi7 diversamente pongono fuori da lui, nel nulla. La parola di c!i si autogiustifica, lo condanna7 )uella di c!i si condanna e si converte, lo giustifica. Le parole vere, dove il 3sI4 3sI4 e il 3no4 3no4 #@,1A(, ci salvano. Il 3sI4 c!e non 3sI4 e il 3no4 c!e non 3no4 viene dal maligno e ci condanna. La mia salve""a dire/ 36I, vero, la men"ogna in me. No, non vero, la veritB non in me. 9i lascer. convertire4. Gedendo la trave c!e nel mio occ!io #A,1(, sono salvo/ non giudico pi+ nessuno e accetto per tutti la misericordia di Dio.

*' Pregare il te$to a. entro in preg!iera come al solito $. mi raccolgo immaginando *es+ davanti alle folle e ai farisei c. c!iedo ci. c!e voglio/ conoscere e riconoscere davanti a lui le mie resisten"e alla veritB d. traendone frutto, medito e contemplo da notare / un indemoniato cieco e muto
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la rea"ione della folla e dei farisei c!i non con me, contro di me c!i non raccoglie con me, disperde )ualun)ue peccato e $estemmia sarB perdonata la $estemmia contro lo 6pirito 6anto la $occa parla dalla piene""a del cuore sulle tue parole sarai giustificato o condannato.

+' Te$ti %tili, 6al 1C7 Lc &&,&%8'17 :t @,&8&&7 Rm &&,&ss7 *v ?,1?8%&.

11<

0?' Il SEGNO DI GIONA &)-*./+) &',1< :llora gli risposero alcuni degli scri$i e farisei, dicendo/ 9aestro, vogliamo vedere un segno da parte tua. Ora egli, rispondendo, disse loro/ Una genera"ione perversa e adultera esige un segno7 e segno non le sarB dato, se non il segno di *iona il profeta. ome infatti rimase *iona nel ventre del pesce tre giorni e tre notti, cosI sarB il >iglio dell-uomo nel cuore della terra tre giorni e tre notti. *li uomini di Ninive sorgeranno nel giudi"io con )uesta genera"ione, e la condanneranno, poic!F si convertirono all-annuncio di *iona7 ed ecco pi+ di *iona )ui5 La regina di Noto risusciterB nel giudi"io con )uesta genera"ione e la giudic!erB, poic!F venne dai confini della terra per ascoltare la sapien"a di 6alomone7 ed ecco pi+ di 6alomone )ui5

1?

%=

%&

%'

&' Me$$aggio nel conte$to Il segno di Giona( c!e sta tre giorni e tre notti nel ventre del pesce, profe"ia del >iglio dell-uomo, c!e entrerB nel sepolcro. !i non crede a lui, c!i

non apre la mano per accogliere il dono, c!i non vuol riconoscerlo contro ogni eviden"a, lo toglie di me""o #v. &%( e commette il peccato contro lo 6pirito #v.

11?

1&s(. 9a proprio per lui, c!e non accetta nessuno dei suoi segni, *es+ dB il segno di *iona/ la propria vita. Il male provoca #c!iama8fuori( ci. c!e dentro/ in noi provoca altro male, e restituiamo moltiplicato )uello c!e a$iamo ricevuto7 in Dio provoca il suo amore incondi"ionato, e dB la vita a c!i gliela toglie. ,uesto il segno definitivo, c!e ine)uivoca$ilmente lo rivela come Dio. O Dio o satana, o la veritB o la men"ogna, o con *es+ o contro di lui, diceva il $rano precedente #vv. ''81'(. !i sceglie contro di lui, conoscendolo, !a scelto

per satana, contro Dio. 9a )uesto, c!e 3il4 male, pro8voca il >iglio dell-uomo a entrare per tre giorni nel cuore della terra, in solidarietB assoluta con l-uomo c!e lo rifiuta. 6egno pi+ grande neppure Dio pu. dare. In esso rivela la sua identitB/ misericordioso e clemente, longanime, di grande amore, c!e davanti al male si lascia impietosire #*n %,'( 8 e, davanti al male estremo, si fa pietB estrema, fino a portarlo su di sF. :ltro segno non sarB dato, perc!F )uesto il segno dell-:ltro, rivela"ione della sua alteritB unica. Ges( con il 3suo4 segno, $en pi+ di *iona profeta/ ci fa vedere Dio nella sua realtB pi+ intima, la misericordia. Ed anc!e $en pi+ di 6alomone, il sapiente/ la 6apien"a stessa di Dio, nascosta e invisi$ile, c!e im$andisce il suo $anc!etto. La C iesa, composta da giudei e pagani, riconosce il segno del >iglio dell-uomo/ vede nel rocifisso la poten"a e la sapien"a di Dio.

)' Lett%ra del te$to "&()% Maestro( vogliamo vedere un segno da parte tua! Gogliono un segno dal cielo #9c <,&&(, divino e ine)uivoca$ile, c!e costringa a credere. Dio non lo farB mai/ non costringe nessuno, perc!F la fede un atto di li$ertB. Inoltre, per c!i sa leggere, tutto segno di Dio7 per c!i non sa leggere, la 6crittura la

1%=

sua pa"iente scuola di lettura7 per c!i poi non vuol leggere, nessun segno sufficiente. :nc!e Israele nel deserto c!iede un segno, per sapere se 3il 6ignore in me""o a noi, sI o no4 #Es &A,A(. 2 la stessa diffiden"a di :damo, peccato radicale e radice di ogni peccato. !iedere segni segno di sfiducia, e la loro

moltiplica"ione non $asta per uscirne. Le a"ioni e le parole di *es+ sono c!iare per c!i $en disposto. !i c!iede un crescendo di segni, sen"a accettare ci.

c!e significano, come uno c!e raccoglie segnala"ioni stradali, invece di seguirne le indica"ioni. Dio dB spontaneamente delle conferme, ma solo a c!i non li pretende/ 3Egli infatti si lascia trovare da )uanti non lo tentano, si mostra a coloro c!e non ricusano di credere in lui4 #6ap &,'(. E i suoi gesti non sono di potere e di grande""a mondana #cf %,&8&&(. 9entre noi cerc!iamo da Dio le caratteristic!e dell-idolo 8 grande, affascinante e tremendo #Dan ',1&( 8 ai pastori presentato 3il $am$ino4, piccolo, fasciato e tremante #Lc ',&'(. 2 proprio dell-amore farsi come l-amato7 per )uesto i segni evangelici si sinteti""ano nella croce, 3segno del >iglio dell-uomo4 #'%,1=(. v! )4 una generazione perversa e adultera . Ogni genera"ione, da :damo in poi, 3per8versa4, volta8in8altra8dire"ione, non verso Dio7 e c!iede conferme alle sue attese s$agliate. Deve 3con8vertirsi4, volgersi8a Dio, e allora ne coglie i segni. Inoltre ogni genera"ione 3adultera4/ non ama il suo sposo, ma segue altri amori #Dt C,Css7 E" &C(. Deve tornare ad amare colui c!e la ama di amore eterno #*er 1&,1(, e allora ritrova se stessa e lui. esige un segno. 0retende c!e il 6ignore avalli la sua perversione e il suo adulterio. 9a Dio non risponde. Il suo silen"io molto elo)uente/ davanti al male estremo, tace per misericordia estrema #'C,C17 'A,&%7 cf :m <,&&(. se non il segno di Giona il profeta! *iona profeta in due sensi/ rivela la resisten"a dell-uomo a Dio e la misericordia infinita di Dio per tutti, *iona compreso5 : c!i non accetta il suo dono e gli toglie la vita, il 6ignore dB come
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segno il dono di sF e la sua vita. La croce il suo segno, c!e lo rivela come 3amore crociato4 #S! Caterina da Siena (. 2 la risposta divina alla provoca"ione dell-uomo. In essa Dio si 3eT8prime4, spreme8fuori di sF la sua essen"a nascosta/ tutto e solo amore c!e si dona sen"a condi"ioni. v! .5 come infatti rimase Giona nel ventre del pesce tre giorni e tre notti( ecc! 9atteo centra l-atten"ione sul fatto c!e *iona rimase tre giorni e tre notti nel ventre del pesce. ome lui, *es+ entrerB per tre giorni e tre notti nel cuore

della terra. 2 l-unico segno c!e pu. guarire dalla cecitB )uesta genera"ione adultera e perversa. Il 6ignore crocifisso, morto e sepolto con noi e per noi nelle nostre notti e a$issi, rivela"ione indu$ita$ile del Dio amore. !i lo

vede, non pu. non $attersi il petto e tornare a lui #'%,1=(. Golgendo lo sguardo a colui c!e a$$iamo trafitto #*v &?,1A(, anc!e il nostro cuore trafitto #:t ',1A(7 nel >iglio dell-uomo innal"ato conosciamo 3Io8sono4, e siamo tutti attirati a lui #*v <,'<7 &',1'(. Entrando nel cuore della terra, il >iglio dell-uomo entrerB nel cuore stesso dell-uomo. Non l-uomo umus( terra;

v! ." gli uomini di 3inive sorgeranno nel giudizio con *uesta generazione ecc . I niniviti, nemici ed empi per antonomasia, si convertirono all-annuncio di *iona, e cono$$ero il 6ignore misericordioso e compassionevole. Nel giorno del giudi"io sorgeranno con i contemporanei di *es+ e ne eviden"ieranno l-incredulitB. ,uesta minaccia di *es+ contro i suoi ascoltatori, come giB )uella di *iona contro )uelli di Ninive, 3profetica4/ un avviso perc!F non si avveri allora ci. c!e, purtroppo, ora vero. La denuncia del male c!e fanno invito pressante a uscirne. ecco pi di Giona *ui. *iona, contro la sua volontB, fu profeta della misericordia/ *es+ la stessa misericordia di Dio c!e si dona5 v! .& la regina di 3oto risusciter nel giudizio con *uesta generazione( ecc! I lontani, sia mal disposti come )uelli di Ninive c!e $en disposti come la regina di 6a$a, mostrano ai vicini il loro peccato di incredulitB. ,uesti sono come
1%'

*iona/ non si vogliono convertire a )uel Dio misericordioso c!e invece i lontani accolgono. Il pro$lema non convertire il peccatore, ma il giusto. Il suo peccato, nascosto solo a lui, il non accettare la misericordia 8 Dio stesso, c!e misericordia. Il dramma per il 0adre non il figlio minore c!e se ne va e torna, ma il fratello maggiore, c!e gli sta vicino e non lo conosce #cf Lc &@,&ss5(. 0er )uesto il >iglio sarB ucciso come peccatore, proprio dai giusti5 ecco pi di Salomone *ui! 6alomone sapiente, *es+ la sapien"a stessa di Dio, il >iglio c!e invita al $anc!etto della sua conoscen"a col 0adre #&&,'@81=(.

*' Pregare il te$to a. entro in preg!iera come al solito $. mi raccolgo immaginando *es+ c!e parla davanti a )uelli c!e !anno deciso di ucciderlo c. c!iedo ci. c!e voglio/ comprendere il 3segno4 di *iona d. traendone frutto, medito il testo da notare< vogliamo vedere un segno genera"ione perversa e adultera non sarB dato se non il segno di *iona il >iglio dell-uomo nel cuore della terra per tre giorni e tre notti )uelli di Ninive si convertirono la regina di Noto venne dai confini della terra per ascoltare ecco pi+ di *iona )ui ecco pi+ di 6alomone )ui. +' Te$ti %tili, 6al &?7 Es &A,&8A7 9t %,&8&&7 *iona7 Dn ',1&8%@7 :m <,%8&'.

1%1

0&' COSA SAR ANC2E PER 9UESTA GENERA7IONE PERVERSA &)-+*/+0 &%,%1 ,uando lo spirito immondo uscito dall-uomo, se ne va per luog!i sen"a ac)ua, cercando riposo, e non lo trova. :llora dice/ Torner. nella mia casa, dalla )uale sono uscito. E, venuto, la trova li$era, pulita e $ella. :llora va e prende con sF altri sette spiriti pi+ cattivi di lui, ed entrati vi prendono dimora7 e la fine di )uell-uomo peggiore di prima. osI sarB anc!e per )uesta genera"ione perversa.

%%

%@

&' Me$$aggio nel conte$to Cos8 sar anc e per *uesta generazione perversa( dice *es+ ai suoi ascoltatori, allora come adesso. La sua venuta segna l-ini"io del regno e la li$era"ione dal male. 9a sempre possi$ile precipitare in una situa"ione peggiore della precedente. 6e uno conosce la veritB e le volta le spalle, sare$$e meglio per lui non averla conosciuta/ si vaccinato contro di essa. 0er lui si verifica il prover$io/ 3Il cane tornato al suo vomito, e la scrofa lavata tornata ad avvoltolarsi nel $rago4 #0r 'C,&&7 ' 0t ',''(. Il maligno in ritirata, ma non ancora morto/ c- sempre il pericolo di ricadere nelle sue mani. E ci. avviene )uando, invece di convertirci e seguire i segni c!e ci sono, ne c!iediamo altri o di altro tipo. La nostra lotta contro il male dura tutta la vita/ una collutta"ione non contro creature fatte di carne e di sangue, ma contro gli spiriti cattivi, c!e a$itano )uella regione celeste #Ef C,&'( c!e il nostro cuore. 2 una $attaglia interiore con momenti di resisten"a e di resa, sia al 6ignore c!e al nemico. ,uando vogliamo fare il $ene, il male accovacciato alla nostra porta 8 anc!e dopo il

1%%

$attesimo, come attesta 0aolo #Rm A,'&.&A(. Non siamo del mondo, ma restiamo nel mondo #*v &A,C.&&(/ an"i, il mondo resta sempre in noi. 6iamo c!iamati a vivere da figli della luce proprio nella notte, c!e non solo attorno a noi #&Ts @,&8&&(/ il sole sorto, ma la tene$ra del du$$io, delle passioni e dell-incredulitB ci insidia dal di dentro. La lotta contro il male comincia )uando ci opponiamo ad esso. 6e gli siamo contro, anc!e lui contro di noi. Le difficoltB e le tenta"ioni sono la prova c!e gli resistiamo. ome sono lo spurgarsi del male c!e a$$iamo su$Ito e anc!e

fatto, sono pure la medicina c!e ce ne guarisce. 6ia Israele dopo il 9ar Rosso c!e *es+ dopo il $attesimo su$irono le tenta"ioni del deserto. osI anc!e noi, dopo la nascita nello 6pirito, se

camminiamo secondo lo 6pirito, sperimentiamo l-avversitB dello spirito contrario. I due spiriti si oppongono a vicenda, sicc!F non facciamo mai impunemente ci. c!e vorremmo #*al @,&Cs(. Dentro di noi c- sempre una dualitB. 6e rifiutiamo il conflitto, non andremo mai avanti. Il $rano una esorta"ione alla vigilan"a e alla perseveran"a. !i crede di

stare in piedi, stia attento a non cadere #& or &=,&'(. Una volta li$erati dal male e illuminati, non do$$iamo indietreggiare a nostra perdi"ione #E$ &=,1?(. La recidivitB sempre possi$ile 8 e la ricaduta peggiore della malattia #E$ C,%8C(. Ges( il pi+ forte c!e !a vinto il forte, ci !a li$erati perc!F restassimo li$eri #*al @,&(. La C iesa accetta di vivere la li$ertB di risto, e continua con perseveran"a la

sua stessa lotta contro il male fino alla fine, stando attenta ai colpi di coda del drago, mortalmente ferito ma non ancora morto.

)' Lett%ra del te$to "&(.) Euando lo spirito immondo : uscito dallCuomo! Lo spirito immondo esce da dove a$usivamente entrato. Lo 6pirito 6anto invece di casa nell-uomo/
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rimane sempre in lui, anc!e se sepolto tra le immondi"ie. :nc!e nel cuore pi+ perverso c- nascosto il tesoro/ l-amore inaliena$ile c!e Dio !a per lui rimane in eterno, e regge al fuoco del giudi"io #& or 1,&@(. se ne va per luog i senza ac*ua! Dimora dello spirito immondo il deserto, sen"a ac)ua, sen"a vita. 6ia Israele c!e *es+ l-!anno attraversato. 2 anc!e per noi il passaggio o$$ligato del ritorno al giardino promesso. 0er )uesto incontriamo maggiori difficoltB nel deserto c!e non in Egitto/ il cammino verso la li$ertB ostacolato da c!i vuol ricondurci a sc!iavit+. Il nostro cuore, a$ituato al male noto, teme il $ene ancora ignoto. 0er )uesto Dio, c!e in una notte fece uscire Israele dall-Egitto, non riuscI in )uarant-anni a far uscire l-Egitto dal cuore d-Israele. cercando riposo( e non lo trova! Non il deserto, ma la terra promessa il riposo. *li affaticati e oppressi lo trovano nel >iglio #&&,'<81=(. Il nemico non lo trova, perc!F non accoglie il >iglio 8 e cosI resta in)uieto e agitato, nemico di sF e di tutti. v! .. torner, nella mia casa( dalla *uale sono uscito . Invece di tornare a Dio, sua vera casa, vuol tornare nell-uomo, per renderlo alienato come lui. male, come nuoce a sF, cerca di nuocere anc!e all-altro. venuto( la trova libera( pulita e bella! 6en"a il nemico, l-uomo li$ero, non occupato. Ogni pratica ascetica e mistica ricerca di )uesto vuoto, c!e lascia spa"io allo 6pirito, al riposo del settimo giorno. !i si svuotato dal male, !i sta

anc!e pulito/ i suoi sensi, la sua mente e il suo cuore sono purificati e sgom$eri. Ed $ello, ornato della $elle""a nella )uale Dio l-!a fatto 8 la sua stessa. L-uomo c!e prima era occupato, immondo e orri$ile, ora li$ero, pulito e $ello5 v! .' prende con s9 altri sette spiriti pi cattivi di lui( ecc! 6e vai di $ene in meglio, il nemico ti assale con maggior violen"a. Ti meravigli di certi suoi attacc!i, tanto pi+ forti e repentini )uanto pi+ sei in armonia con te e con
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tutto. :rrivi addirittura a pensare c!e era meglio )uando era peggio. Non ti sorprenda )uesto/ Dio e il nemico agiscono in te in modi opposti, secondo la tua diversa condi"ione. 6e fai il male, il nemico ti lascia in una 3pace perniciosa4 #Cassiano( per tenerti in sc!iavit+, mentre Dio ti in)uieta per li$erartene7 se invece fai il $ene, Dio ti mantiene in pace serena, mentre il nemico si fa sentire rumorosamente per tur$arti, intristirti e scoraggiarti, con l-intento di farti desistere, o almeno di ostacolarti. Il 6ignore, anc!e se lo senti di meno, ti pur sempre vicino, e permette )uesto perc!F tu ac)uisti pa"ien"a pi+ grande, speran"a pi+ pura, gioia pi+ provata e for"a pi+ esercitata. 9a staattento a non cadere/ sare$$e disastroso. 6oprattutto non

spaventarti, e metti in conto c!e sempre senti pi+ forte lo spirito c!e com$atti e pi+ de$ole )uello c!e segui. 9a normale. Non avverti la corrente d-ac)ua c!e ti trasporta velocemente, a differen"a di )uella contro la )uale stai nuotando. 6e senti opposi"ione, perc!F ti stai opponendo. Lo spirito c!e c!iudi fuori casa, for"a la porta e fa rumore per entrare7 )uello c!e ospiti, sta con te tran)uillo, come in casa propria. la fine di *uellCuomo : peggiore di prima! 2 peggio cadere dalla cima c!e star seduti ai piedi del monte. !i non disposto a continuare la lotta contro il

male, diventa di una tiepide""a vomitevole a sF e a Dio #cf :p 1,&C(. >inc!F viviamo, siamo sempre esposti al male7 possi$ile anc!e l-apostasia #cf E$ &=,'C81?(. 9a Dio vicino e aiuta, perc!F la lotta tempri la nostra for"a, purific!i la nostra speran"a e raffini il nostro amore #Rm @,18@(. Dice il 6ignore/ 3 !i persevererB sino alla fine, sarB salvato4 #'%,&1(, e/ 3 on la vostra perseveran"a salverete le vostre vite4 #Lc '&,&?(. cos8 sar anc e per *uesta generazione perversa! La venuta di *es+ !a segnato la li$era"ione dal male. 9a )uesto si scatenato pi+ fortemente e !a portato i suoi contemporanei a una situa"ione peggiore 8 fino al peccato contro lo 6pirito. :l >iglio dell-uomo, c!e sempre nel profondo del cuore dell-uomo,
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non resterB c!e entrare nel cuore della terra, e dare cosI il 3suo4 segno, )uello del suo amore indefetti$ile.

*' Pregare il te$to a. entro in preg!iera come al solito $. mi raccolgo immaginando la mia veritB/ sono tempio del 6ignore, dimora del suo 6pirito, li$ero, pulito e $ello. c. c!iedo ci. c!e voglio/ il dono della pa"ien"a e della perseveran"a nelle difficoltB d. traendone frutto, medito il testo da notare< lo spirito immondo uscito dall-uomo se ne va per luog!i sen"a ac)ua, cercando riposo torner. nella mia casa dalla )uale sono uscito la trova li$era, pulita e $ella prende con sF sette spiriti pi+ cattivi di lui la fine di )uell-uomo peggiore di prima cosI accadrB a )uesta genera"ione perversa.

+' Te$ti %tili, 6al ?@7 &=C7 Dt <8?7 *al @,&ss7 E$ C,%8C7 &=,'C81?7 '0t ','=8''7 Lc &<,&8<7 Rm @,18@7 *c &,'8<7 &0t &,C8?.

1%<

0)' ECCO MIA MADRE E I MIEI 3RATELLI &)-+:/0? &',%C 9entre egli ancora parlava alle folle, ecco la madre e i suoi fratelli stavano fuori, cercando di parlargli. Ora )ualcuno gli disse/ Ecco tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori, cercando di parlarti. Ora, rispondendo, disse a c!i gli parlava/ !i mia madre e c!i sono i miei fratelli; E stesa la sua mano sui suoi discepoli, disse/ Ecco mia madre e i miei fratelli5 0erc!F colui c!e avrB fatto la volontB del 0adre mio c!e nei cieli, )uesti mio fratello, sorella e madre.

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&' Me$$aggio nel conte$to ;cco mia madre e i miei fratelli( dice *es+, stendendo la mano su coloro c!e !anno steso la mano per mangiare il suo ci$o, c!e fare la volontB di Dio #*v %,1%(. In ognuno di )uesti versetti si parla di madre e fratello 8 alla fine anc!e di sorella 8 di *es+. Ne parlano il narratore, un anonimo, e, per tre volte, *es+ stesso. Il tema riguarda c!iaramente l-essere 3consanguinei4 di *es+. 9arco riferisce l-episodio con un-altra intona"ione/ l-apice della crisi #9c 1,'=81@(. 9atteo ne fa la conclusione positiva di due capitoli di crisi. *es+ ci porta la conoscen"a e l-amore reciproco 0adreQ>iglio #&&,'@81=(. Il dono su$lime spia""a ogni attesa, anc!e )uella del Dattista #&&,'8&@(. La sua genera"ione non lo capisce #&&,&C8'%(, i farisei decidono di ucciderlo #&',&%(, lo accusano di colla$ora"ione con satana #&','%( e gli c!iedono segni #&',1<ss(. :nc!e i suoi, riferisce 9arco 1,'&, lo ritengono pa""o. 9atteo,

1%?

tralasciando )uesto particolare negativo, mostra ora c!i il discepolo di *es+/ uno c!e fa parte della sua famiglia. I due capitoli si c!iudono cosI con un-apertura positiva/ *es+ non pi+ solo. :lla parentela nella carne, succede )uella nello 6pirito. Dice 0aolo/ 3:nc!e se a$$iamo conosciuto risto secondo la carne, ora non lo conosciamo pi+ cosI4

#' or @,&C(. Nasce la famiglia del >iglio, con madre, sorelle e fratelli. - una parentela con Dio 8 3di lui stirpe noi siamo4 #:t &A,'<(5 8 aperta a ogni uomo, vicino e lontano/ si fonda sul fare la volontB del 0adre, c!e si esprime nella parola del >iglio. Uno diventa la parola c!e ascolta e fa/ essa un seme c!e genera secondo la propria specie #cf &1,&ss(. ,uella di Dio ci genera della specie di Dio, partecipi della sua natura divina #cf &0t &,'17 '0t &,%(. !i

accoglie il Ger$o !a il potere di diventare figlio di Dio, generato non da carne nF da volere d-uomo, ma da Dio stesso #*v &,&'s(. La comunitB dei credenti sa di aver parte con colui c!e con noi per sempre #'<,'=(. Gero discepolo non c!i dice/ 36ignore, 6ignore54 #A,'&(, come neppure c!i !a la sua carne, ma colui c!e !a lo 6pirito del >iglio e fa la volontB del 0adre. Da )uesto dipende la nostra identitB, al di lB di ogni $arriera di ra""a e cultura, allora come adesso. ,uale amore ci !a dato il 0adre/ siamo c!iamati figli di Dio, e lo siamo realmente #&*v 1,&(5 2 inimmagina$ile la nostra dignitB5 Ges il >iglio perc!F compie la volontB del 0adre/ !a il suo stesso amore verso di lui e verso i fratelli. La C iesa( ascoltando e facendo la sua parola, riceve la rivela"ione e l-amore di Dio, c!e la rende partecipe della sua stessa vita.

)' Lett%ra del te$to "&(.0 Mentre egli parlava alle folle . 2 la cerc!ia anonima attorno a lui, c!iamata a decidersi per lui o contro di lui. Non pu. restare neutrale.

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,ueste folle siamo noi, i lettori, c!iamati a diventare come i discepoli c!e accolgono il dono della vita7 diversamente siamo come i farisei c!e lo uccidono. la madre e i fratelli suoi! In 9c 1,'=s, l-episodio visto in modo negativo. I suoi gli vogliono $ene, ma lo ritengono fuori di sF7 vanno per prenderlo, portarlo a casa e curarlo. :nc!e se lo amano, per loro 8 come per 0ietro e gli altri 8 c- un lungo cammino di conversione per giungere alla sapien"a di Dio. Non accettano il suo modo di pensare e di agire. La sapien"a di Dio follia per l-uomo #& or &,&A8',&C(5 9atteo utili""a l-episodio con un-altra ottica/ dice come la famiglia di *es+ costituita da coloro c!e fanno, come lui, la volontB del 0adre suo. stavano fuori! 2 un residuo del racconto di 9arco, strutturato sul 3dentro4 e 3fuori4 dalla casa. Uno pu. essere parente stretto del 6ignore 8 appartenere al suo popolo da genera"ioni58 ma non per )uesto 3dentro4 la sua casa. Deve entrare personalmente nel rapporto >iglioQ0adre. cercando di parlargli . Non tanto il parlare con lui c!e ci fa suoi, )uanto l-ascoltarlo. Il parlare con lui pu. essere il primo passo, ma non $asta. v! .$ *ualcuno gli disse( ecc! Dai suoi c!e cercano di parlargli, si passa a )uesto anonimo c!e gli parla/ uno della folla, uno di noi. 9a il suo parlargli diventerB desiderio di ascoltarlo; v! .% rispondendo( disse a c i gli parlava! : c!i gli parla, *es+ risponde, sc!iudendogli il suo mistero. c i : mia madre( c i sono i miei fratelli= *es+ mette in )uestione ogni ovvietB. Tutto il vangelo, dal principio alla fine, uno 3scrolla8certe""e4/ toglie all-uomo le sue certe""e, per aprirlo alla veritB di Dio. : c!i gli c!iede se vuol parlare o no con i suoi, *es+ risponde

pro$lemati""ando un-eviden"a scontata/ c!i sono i suoi; Lui nato non dalla carne, ma dallo 6pirito #&,'=(. 6ua madre gli madre perc!F !a detto 3sI4 alla volontB del 0adre #Lc &,1<(. !i, come lei, accoglie la 0arola, sua madre/ gli
1@&

dB vita nella propria vita, gli dB carne nella propria carne. Il grande destino dell-uomo diventare madre del 6ignore/ dare corpo al >iglio di Dio, fino alla sua statura piena #Ef %,&1(. v! .4 stesa la sua mano sui suoi discepoli . Non un semplice gesto per indicare i suoi discepoli. La sua mano la stessa del 0adre, dalla )uale nessuno pu. rapirli #*v &=,'<s(. ecco mia madre e i miei fratelli! Il discepolo in comunione con lui, suo osso e sua carne #'6am &?,&1(/ l-uno dell-altro, in appartenen"a reciproca d-amore. :ddirittura sua madre. La maternitB un rapporto s$ilanciato, di dipenden"a. La vita del Ger$o incarnato dipende dall-uomo. togliere, cosI gliela pu. dare. ome gliela pu.

!i c!iude la mano, lo uccide7 c!i la apre al suo

dono, lo fa vivere in sF. Lui si consegna nelle nostre mani/ il suo corpo e il suo sangue sono per noi. L-eucaristia il luogo pieno della familiaritB con lui. v! '5 colui c e avr fatto la volont del 7adre mio c e : nei cieli! La volontB sempre in connessione con il 0adre/ il suo amore per il >iglio, c!e gli corrisponde con il medesimo amore. 0adre e >iglio !anno un unico amore/ lo 6pirito 6anto, il loro $acio, il loro respiro, la loro vita. *es+, attraverso il 3sI4 di una donna, venuto nella nostra carne per dirci e darci l-amore del 0adre. La nostra esisten"a non lo svolgersi di un cieco destino inelutta$ile, ma il compimento li$ero della volontB del 0adre #C,&=7 A,'&7 &',@=7 &<,&%7 '&,17 'C,%'(. *uesti : mio fratello . >are la volontB del 0adre la mia identitB/ mi fa suo figlio e fratello di *es+. sorella! In Israele la donna non poteva essere discepolo. 0er *es+ non c- masc!io e femmina7 tutti in lui siamo uno #*al 1,'<(. uguale a lui, il >iglio, suo fratello o sorella. madre! Il $rano ini"ia e finisce con 3madre4. ,uella di 9aria la voca"ione originaria di ogni uomo/ dire 3sI4 al 0adre, farsi risposta alla sua proposta.
1@'

!i lo ama e lo ascolta

ome Dio 0adre del Ger$o nei cieli, cosI in terra gli madre c!i dice 3sI4 al 0adre. ome il precedente #&&,'@81=(, anc!e )uesto capitolo si c!iude con la pi+ alta prospettiva concessa all-uomo/ egli per gra"ia ci. c!e Dio per natura. La sua $elle""a, su$lime e incredi$ile, aver parte del segreto di Dio/ entrare nella sua stessa vita di amore tra 0adre e >iglio.

*' Pregare il te$to a. entro in preg!iera come al solito $. mi raccolgo immaginando *es+ in casa coi suoi discepoli c. c!iedo ci. c!e voglio/ compiere la volontB del 0adre, per essere madre, sorellaQfratello del >iglio. d. traendone frutto, medito e contemplo da notare / le folle la madre e i fratelli stavano fuori e cercavano di parlargli uno lo informa *es+ risponde *es+ stende la mano sui suoi discepoli c!i fa la volontB del 0adre mio, )uesti per me fratelloQsorella e madre. +' Te$ti %tili, 6al &117 9t &,&<8'@7 &&,'@81=7 Lc &,'C81<7 *v &,&8&<7 &%,&@8'%7 &*v 1,&8'%.

1@1

0*' USCA IL SEMINATORE A SEMINARE &*-&/> &1,& ' In )uel giorno, uscito di casa, *es+ sedeva lungo il mare. E si raccolsero attorno a lui molte folle, cosI c!e lui, entrato in $arca, si sedette, e tutta la folla stava in piedi sulla spiaggia. E parl. loro molto in para$ole, dicendo/ Ecco/ uscI il seminatore a seminare. E, nel seminare, parte cadde lungo la strada, e, venuti gli uccelli, la divorarono. Un-altra cadde su luogo sassoso, dove non aveva molta terra, e su$ito germogli., perc!F non aveva terra profonda7 ma, sorto il sole, si $ruci., e, non avendo radici, si secc.. Un-altra cadde sulle spine, e cre$$ero le spine e la soffocarono. Un-altra cadde in terra $ella, e dava frutto, )uale il cento, )uale il sessanta, )uale il trenta. !i !a orecc!i, ascolti.

1 %

C A <

&' Me$$aggio nel conte$to 1sc8 il seminatore a seminare! on )uesta e le successive para$ole *es+

spiega il mistero della sua vita/ lo stesso del regno, lo stesso della sua parola in noi. La para$ola dice )ualcosa di noto per far capire )ualcosa di ignoto fin dalla fonda"ione del mondo #v. 1@(. Dio nessuno mai l-!a visto #*v &,&<(. La sua conoscen"a ineffa$ile riservata al >iglio, c!e !a il suo medesimo 6pirito

1@%

#& or ',&&(. *es+, )uando la comunica ai piccoli #&&,'@(, non pu. c!e usare un linguaggio umano. Lui stesso la parola di Dio fatta carne. on le para$ole illustra l-enigma della storia sua e nostra, c!e presenta un duplice scandalo. 0rimo/ il male sem$ra $ene e riesce $ene, mentre il $ene sem$ra male e riesce male7 addirittura il male vince e il $uono perde. 6econdo/ il $ene, anc!e )uando c-, sempre frammisto al suo contrario. il $ene, cosI generosamente seminato, sia destinato a fallire; *es+ con le para$ole ci vuol far vedere pi+ in profonditB. La crisi, c!e lui stesso !a appena attraversato # cc! ""#"&(, e c!e anc!e noi attraversiamo, trova )ui una lettura diversa, divina/ il $ene vittorioso nella propria sconfitta e nel perdurare stesso del male5 Il c! ") contiene )uattro para$ole per le folle # il seminatore, la "i""ania, la senape e il lievito/ vv! &b#4!&.#)5!)"s!))(, e )uattro per i discepoli #il tesoro, la perla, la pesca e lo scri$a/ vv! ..!.'!.$#'5!'"s (, ai )uali sono riservate anc!e le spiega"ioni #vv! "5#"$!"%#&)!)0#.)(. 6ono para$ole di discernimento, c!e rivelano il modo con cui Dio legge la realtB/ ci danno luce su ci. c!e avviene in )uesto nostro tempo pieno di contraddi"ioni. Infatti il regno c-, ma non ancora compiuto/ siamo alla fatica della semina e della pesca, non ancora nella gioia del $anc!etto. In tutte le para$ole domina lo stupore di un contrasto risolto in modo sorprendente. Il regno non !a uno sviluppo omogeneo e trionfale. Entra nel mondo cosI com-, si incontra e scontra con il male e le resisten"e7 il mondo stesso entra di nascosto nel regno, c!e sem$ra fallire. Eppure 8 )uesta la sorpresa5 8, l-esito positivo sicuro. 6olo Dio Dio, e alla fine vince, e vince divinamente. Il messianismo di *es+ non secondo l-attesa degli uomini, discepoli compresi. Noi vorremmo un $ene incontrastato e pulito, visi$ile ed efficiente7 invece com$attuto e frammisto al male, nascosto e insignificante, addirittura fallimentare. La storia presenta un diritto e un rovescio, testa e croce7 ma
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!e

proprio il rovescio di ci. c!e vorremmo il segno stesso del >iglio dell-uomo, salve""a per tutti #&',%=(. Lo scenario delle para$ole solenne ed evocativo/ il mare, la $arca, le folle. ,uesta prima para$ola presente un contrasto tra le difficoltB della semina e la sorpresa del frutto insperato. La parola di Dio, viva ed eterna, seme immortale, c!e ci genera a sua immagine #&0t &,'1(. *es+ l-!a annunciata e portata. 9a il cuore dell-uomo, come terra infeconda, non l-accoglie. :ddirittura !a deciso di eliminarlo #&',&%(. I miracoli c!e fa possono anc!e piacere7 ma ci. c!e dice non piace a nessuno5 Disogna forse agire diversamente, andare incontro alle prospettive degli altri; *es+ risponde a )uesta tenta"ione con la 3para$ola del seminatore4, confermando la scelta fatta nel $attesimo e corro$orata nel deserto. Egli getta 3il seme della parola del regno4 con la certe""a del contadino, c!e ne conosce la for"a vitale/ sa c!e la morte non lo distrugge, ma an"i ne attiva la poten"ialitB. !e il seme non attecc!isca, c!e se attecc!isce non cresca, c!e

se cresce sia soffocato # vv! .#$(, la condi"ione normale di ogni semina, c!e poi sarB fruttuosa. Il seme, ora sacrificato, garantisce la vita per il futuro # v! %(. In situa"ione di crisi, invece di cam$iare tattica o ripiegare nella lamentela, *es+ esprime la propria fiducia. Le difficoltB purificano nel >iglio la fede, la speran"a e la passione per il 0adre. Ges spiega il mistero suo e della storia/ )uello del seme nella terra. La C iesa la $arca dalla )uale *es+ parla alle folle/ posta sopra l-a$isso, il primo frutto di risurre"ione, seme giB germinato c!e continua la stessa semina.

)' Lett%ra del te$to

1@C

")(" 1scito di casa. 3La casa4 dove *es+ dimora con i suoi discepoli.

ome

uscito dal 0adre per venire verso i fratelli, cosI esce di casa per dimorare presso tutti. lungo il mare. 2 lo scenario dell-esodo. v! & si raccolsero attorno a lui molte folle! Lui la 0arola, attorno alla )uale si riuniscono le folle. on la sua predica"ione 3pescatore di uomini4/ tira fuori

dalla marea delle folle persone li$ere, c!e conoscono e fanno la volontB di Dio. lui( entrato in barca( si sedette( e tutta la folla stava in piedi sulla spiaggia . La $arca diventa la casa dell-esodo/ fragile legno sospeso tra cielo e a$isso, affronta e attraversa le ac)ue fino al termine del viaggio. 2 l-arca di No, c!e salva dalla morte l-umanitB. Da essa si rivolge alle folle, perc!F lo seguano nel nuovo esodo. v! ) parl, loro molto in parabole . Le para$ole sono storie semplici 8 paragoni e metafore 8 con significato profondo. 0arlano di cose note e )uotidiane, nelle )uali da leggere l-arcano nascosto. La nostra vita un enigma, una para$ola dalla nascita alla morte, del cui significato ci interrog!iamo. In essa da leggere l-a"ione di Dio, c!e crea e ricrea, dona e perdona. usc8 il seminatore a seminare . *es+, il >iglio di Dio, il seminatore uscito dal 0adre a seminare la fraternitB tra gli uomini. Ed pure il seme, il Ger$o eterno e incorrutti$ile c!e fa figlio c!i lo ascolta. Ed anc!e la terra, il >iglio dell-uomo in tutto simile a noi, c!e finirB nel sepolcro. Ed il raccolto/ in lui la terra !a dato il suo frutto #6al CA,A(. E sarB sempre seminatore, seme e terra fino a )uando Dio sarB tutto in tutti #& or &@,'<(. v! . nel seminare . La semina si faceva a mano prima di arare il campo. Dopo, con l-aratro a c!iodo, si ricopriva il seme perc!F la terra lo custodisse fino alle prime piogge e lo alimentasse poi fino al tempo della messe. 6i seminava anc!e su sentieri, c!e successivamente sare$$ero stati arati, come pure su terreno con scarso spessore, a causa di pietre sottostanti, e
1@A

anc!e su rovi, c!e poi sare$$ero stati levati. Non un seminatore stolto c!e $utta il suo seme su strade, sassi e rovi, ma un seminatore saggio, c!e con generositB semina tutto il campo, sapendo per esperien"a antica c!e )uesto !a garantito la vita ai suoi padri e la assicurerB anc!e ai suoi figli. 6e dovesse controllare dove cade ogni seme, non mietere$$e c!e le proprie ansie. osI *es+ semina ovun)ue. Non sceglie terreni, non scarta persone/ tutti siamo campo di Dio #& or 1,?(. parte cadde lungo la strada( ecc! I semi caduti sul sentiero sono visi$ili, facile preda degli uccelli. 2 l-esperien"a di *es+/ in parte la sua parola non neppure accolta, non attecc!isce, vola via. v! ' unCaltra cadde su luogo sassoso( ecc! Il sottile strato di terra con sotto un sasso trattiene l-umiditB dell-aria e il caldo del sole. I semi attecc!iscono e germogliano in fretta. 9a un-illusione5 9ancano le radici. v! 0 sorto il sole( si bruci,( ecc! La prima calura, invece di farli crescere, li $rucia. 2 l-altra esperien"a di *es+/ la sua parola attecc!isce, ma solo in superficie. 2 un entusiasmo ini"iale, un fuoco di paglia sen"a consisten"a. L-osanna precoce si trasformerB presto in 3crocifiggilo54 #cf '&,?7 'A,''s(. Il cuore di pietra non permette alla 0arola di mettere radici. 6e la prima impressione c!e la 0arola scompare sen"a attecc!ire, la seconda c!e, se attecc!isce, non cresce. v! $ unCaltra cadde sulle spine( ecc! I rovi, anc!e se tolti nell-aratura, tendono a invadere e soffocare il resto. Non a caso il rovo si propose 3re4 tra gli al$eri della terra #*dc ?,&@(5 La ter"a impressione c!e, se il seme attecc!isce e cresce, viene soffocato prima di maturare. *es+ descrive con cura le difficoltB, per )uattro lung!i versetti. La semina sem$ra un fallimento, come il suo ministero. - c!i non accoglie la parola, c!i

l-accoglie sen"a lasciarla crescere, c!i la lascia crescere per poi soffocarla. Il male ric!iama l-atten"ione pi+ del $ene. 9a *es+, come il contadino, conosce la veritB al di lB delle apparen"e. L-uomo resiste a Dio, il suo amore evapora
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su$ito come una goccia di rugiada mattutina davanti al sole #Os C,%(. 9a sempre figlio di Dio, fatto da lui, in lui e per lui/ sempre terra adatta per accogliere il seme c!e gli dB la sua identitB. In )uesta para$ola *es+ esaspera le difficoltB non per esagerare, ma perc!F )ueste ci esasperano. v! % unCaltra cadde in terra bella! Il >iglio dell-uomo gettato nel cuore della terra, di ogni uomo, segno e seme di vita per tutti. Un seme, anc!e dopo migliaia d-anni, come )uello ritrovato nelle piramidi d-Egitto, non perde la sua for"a/ sempre in grado di germinare. :nc!e l-uomo non perde mai la sua identitB di figlio/ al di lB dei sentieri c!e lo attraversano, delle pietre c!e nasconde e dei rovi c!e lo dominano, sempre terra $ella, madre c!e accoglie il seme. ome la terra sposa del seme, cosI

:damo sposa di Dio, pronto ad accoglierne la 0arola. e dava frutto! L-imperfetto sottolinea il continuo dar frutto della terra. In 0alestina un sacco dava AQ< sacc!i, al massimo &&Q&' 8 oggi, con i fertili""anti, ne pu. dare fino a 1=. *uale il cento( *uale il sessanta( *uale il trenta! 0er mal c!e vada, la semina del regno feconda al di sopra di ogni attesa. osI *es+, invece di scoraggiarsi per le difficoltB, esprime la speran"a pi+ assoluta nel 0adre e nella sua parola. Nei momenti di crisi *es+ vede nella croce la gloria, nella fatica il risultato. 6eminare sempre un atto di fede nel seme e nella terra, come vivere sempre un atto di fede in Dio e nell-uomo. E ne vale la pena/ 3Le valli si ammantano di grano, tutto canta e grida di gioia4 #6al C@,&%(. v! 4 c i a orecc i( ascolti . La parola il seme, l-orecc!io la terra c!e

l-accoglie/ l-orecc!io sia orecc!io, la terra sia terra, l-uomo sia uomo5 :nc!e la para$ola appena narrata seme/ il seme stesso della fede e della speran"a c!e non delude.

1@?

*' Pregare il te$to a. entro in preg!iera come al solito $. mi raccolgo immaginando *es+ c!e parla dalla $arca c. c!iedo ci. c!e voglio/ avere orecc!i c!e odono al di lB di ci. c!e appare d. traendone frutto, medito il testo da notare< *es+ esce di casa e siede lungo il mare *es+ sale sulla $arca e parla alle folle il seminatore esce a seminare il suo seme parte cade lungo la strada/ gli uccelli la divorano parte cade su terreno sassoso/ su$ito germoglia, ma su$ito secca parte cade tra i rovi/ cresce, ma viene soffocata parte cade su terra $ella, e continua a dare il suo frutto il cento, il sessanta, il trenta per uno. c!i !a orecc!i, ascolti5

+' Te$ti %tili, 6al C@7 CA7 <@7&'C7 Is @@7 *v &,&8&<7 &Ts &,C8',&17 E$ %,&'s.

1C=

0+' PERC2B PARLI LORO IN PARA8OLE4 &*-&?/&< &1,&= && E, avvicinatisi, i discepoli gli dissero/ 0erc!F parli loro in para$ole; Ora, rispondendo, disse/ 0erc!F a voi stato dato di conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a )uelli non stato dato. Infatti a c!i !a, sarB dato e sovra$$onderB7 a c!i non !a, anc!e ci. c!e !a sarB tolto a lui. 0er )uesto parlo loro in para$ole/ perc!F guardando non guardino e udendo non odano nF comprendano. E si adempie per loro la profe"ia di Isaia c!e dice/ on l-udito udrete e non comprenderete e guardando guarderete e non vedrete7 poic!F si ingrassato il cuore di )uesto popolo, e con gli orecc!i pesanti udirono, e i loro occ!i !anno c!iuso, perc!F non vedano con gli occ!i e con gli orecc!i non odano e con il cuore non comprendano, e non si convertano e io li guarisca. 9a $eati i vostri occ!i perc!F vedono, e i vostri orecc!i perc!F odono5 :men, vi dico/ 9olti profeti e giusti desiderarono vedere ci. c!e voi guardate, e non videro7 e udire ci. c!e voi udite, e non udirono.

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&' Me$$aggio nel conte$to

1C&

7erc 9 parli loro in parabole=( c!iedono i discepoli a *es+. 3Loro4 sono le folle c!e rimangono sulla spiaggia, in contrapposi"ione al 3voi4 dei discepoli. ,uesti si avvicinano a lui, lo seguono, gli parlano, ne ascoltano le para$ole e la spiega"ione. 6ono i 3suoi4 ai )uali dato conoscere 3i misteri del regno di Dio4/ i loro orecc!i e i loro occ!i si sa"iano e si $eano di )uanto profeti e giusti desiderarono udire e vedere. 3Loro4 invece non si avvicinano a lui, non lo seguono, non gli parlano, non ne ascoltano la risposta/ non sono entrati nel mistero della conoscen"a del >iglio, non fanno parte della sua famiglia, non sono ancora con lui, ma contro di lui #&',1=(. : *es+, come poi alla !iesa giudeo8cristiana di 9atteo, $rucia il rifiuto di

gran parte del popolo di Dio. 9a non si tratta di un fallimento, $ensI del compimento di )uanto predetto dai profeti. Dio l-!a previsto, facendo di esso il cardine della salve""a/ la pietra scartata divenuta testata d-angolo #6al &&<,''s(. Il 6ignore rifiutato e ucciso sarB il segno di *iona per )uesta genera"ione perversa #&',1<8%'( 8 il segno pi+ divino, il segno stesso di Dio, misericordia sen"a fine per tutti. La dure""a di cuore di c!i lo rifiuta e uccide alla fine non fa c!e compiere ci. c!e la mano e la volontB del 6ignore avevano preordinato c!e avvenisse #:t %,'<(. Il male estremo dell-uomo sarB il luogo del dono estremo di Dio5 Il 6ignore non !a predestinato alcuni alla comprensione, escludendone altri/ vuole c!e tutti siano salvati e giungano alla conoscen"a della veritB #&Tm ',%(. 9a c!i non lo accetta, non a$$andonato a sF, perduto per sempre. 0er lui la 0arola in para$ole. ,ueste offrono il seme c!e germinerB )uando c!i non vuol capire capirB almeno di non capire e sarB disposto a mettersi in )uestione. La para$ola come un pacco c!iuso/ presto o tardi uno lo aprirB, se non altro per curiositB. Il $rano 8 posto dopo la para$ola del seminatore e prima della spiega"ione ai discepoli 8, indica il passaggio da fare perc!F la para$ola non resti enigma, ma
1C'

$eatitudine di c!i vede il compimento della promessa/ $isogna aprire il cuore, gli orecc!i e gli occ!i al 6ignore, avvicinarsi a lui e ascoltarlo, pronti a riconoscere le dure""e del proprio cuore. Il $rano si articola in tre parti. I vv! "5#"& presentano i discepoli c!e si avvicinano a *es+/ sono i destinatari dei misteri del regno. I vv! ")#"' parlano di 3loro4, )uelli c!e non vogliono accoglierlo, e cosI compiono la profe"ia di Isaia. I vv! "0#"$ proclamano la $eatitudine dei discepoli, c!e ascoltano e vedono )uanto per altri resta enigma o desiderio. Ges colui c!e profeti e giusti desiderarono ascoltare e vedere/ il dono promesso da Dio, Dio stesso c!e !a promesso. La C iesa !a la $eatitudine di ascoltarlo e vederlo nella misura in cui si avvicina a lui, parla con lui e lo ascolta, riconoscendo le proprie dure""e di cuore, sorditB e cecitB #cf $rano seguente(, c!iedendo la guarigione. 6en"a )uesto atteggiamento, anc!e se fa parte dei suoi secondo la carne, resta 3fuori4, come gli altri.

)' Lett%ra del te$to ")("5 +vvicinatisi( i discepoli gli dissero! I discepoli sono sua madre, fratelli e sorelle. Infatti, avvicinandosi a lui, lo seguono e ascoltano, compiendo la

volontB del 0adre suo. Non 3stanno fuori4 #&',%C(, ma si lasciano coinvolgere da lui. perc 9 parli loro in parabole= 3Loro4 sono gli altri, ai )uali *es+ offre il seme della 0arola, anc!e se ancora non sanno sgusciarlo dalla pula della para$ola. I discepoli c!iedono se non il caso di parlare loro pi+ c!iaro, o addirittura di non parlare loro. !i non vuole ascoltare, non meglio inc!iodarlo alla sua

malafede, o lasciarlo perdere; *es+ invece 3parla loro4. E usa le para$ole, c!e nF inc!iodano nF lasciano perdere, nF accusano nF scusano, ma semplicemente, con rispetto e discre"ione propongono, in modo c!e c!i vuol capire, se e )uando vuole, pu.
1C1

c!iedere spiega"ioni.

!i non vuole, li$ero di farlo. 9a gli sempre aperto lo

spiraglio/ la para$ola offre anc!e a lui la luce della veritB. v! "" a voi. 6ono i discepoli, c!e !anno deciso di essere 3con lui4 #&',1=(. : stato dato! Da Dio/ lui dona, e i discepoli ricevono. conoscere i misteri del regno dei cieli! 2 la conoscen"a della volontB del 0adre, la partecipa"ione al suo amore mutuo con il >iglio #&&,'@81=(. La parola 3mistero4 esce solo )ui nei sinottici, e significa il disegno di Dio nella storia #Dan ','<s(, articolato in 3misteri4. ma a *uelli non : stato dato . Infatti stanno fuori. Non si avvicinano, ma si difendono da lui7 lo accusano invece di accoglierlo, lo uccidono invece di viverne, provocano il segno di *iona invece di seguire i segni c!e giB !anno ricevuto. v! "& a c i a( sar dato! I discepoli !anno fede/ sono disposti ad accogliere.

Dio dono sen"a fine/ l-unica misura al suo dono smisurato l-apertura del nostro desiderio. e sovrabbonder . Nell-amore il desiderio alimentato dal suo appagamento/ una sa"ietB c!e non dB nausea nF toglie appetito. 0i+ uno desidera, pi+ riceve7 e pi+ riceve, pi+ desidera. a c i non riceve dono. a( anc e ci, c e a sar tolto a lui! !i non !a desiderio, non

!i si c!iude nell-autosufficien"a, si isterilisce sempre di pi+.

Il lucignolo fumigante, se non alimentato, farB sempre pi+ fumo e meno luce. 9a la stessa luce del mondo #*v <,&'( porterB su di sF la maledi"ione di ogni tene$ra. v! ") parlo loro in parabole perc 9 guardando non guardino( ecc! L-occ!io per la luce, l-orecc!io per la parola, il cuore per il desiderio. 9a un cuore c!iuso non desidera, sordo e cieco7 vede solo la proie"ione delle sue diffiden"e, ascolta solo le proprie paure. v! ". si adempie per loro la profezia di Isaia! *es+ cita Isaia, mandato a denunciare il peccato del popolo c!e non vuole convertirsi al 6ignore #Is C,?8
1C%

&=(.

- per. un termine ad ogni male/ la grande devasta"ione5 6arB )uella

c!e tocc!erB in sorte a *es+, 3il legno verde4 c!e porta su di sF la maledi"ione di )uello secco #Lc '1,1&(. Lui sarB il ceppo, la 3progenie santa4, dalla )uale nascerB la salve""a per tutti, e per lo stesso Israele #Is C,&&8&1(. con lCudito udrete e non comprenderete( ecc! #Is C,?8&=(. - un udire c!e non

intende, un vedere c!e non comprende. Non si tratta di sorditB e cecitB, perc!F il sordo non ode e il cieco non vede. 6i tratta di c!i ode e vede, ma non vuole intendere nF comprendere. v! "' si : ingrassato il cuore di *uesto popolo! i. c!e impedisce di capire il

cuore torpido e intontito, affogato nei propri interessi, c!e rendono gli orecc!i tardi all-ascolto e gli occ!i c!iusi alla luce. Il 3cuore4, messo all-ini"io e alla fine del v. &@, il centro del male, come lo del $ene. non si convertano! Il torpore del cuore ottunde la coscien"a del male e il desiderio del $ene, ostacolando la conversione. e io li guarisca! Il 6ignore vuol guarirci. :spetta solo c!e glielo c!iediamo. ,uesta diagnosi c!e *es+ fa del nostro male l-ini"io della terapia. v! "0s beati i vostri occ i perc 9 vedono( ecc! : c!i si avvicina a *es+ dato )uanto i 3profeti e i giusti4 #3profeti e re4, Lc &=,'%(, !anno desiderato e salutato solo da lontano #E$ &&,&1(. 3:$ramo, vostro padre, esult. nella speran"a di vedere il mio giorno7 lo vide e se ne rallegr.4 #*v <,@C(. *li occ!i dei discepoli vedono perc!F riconoscono la propria cecitB, i loro orecc!i odono perc!F avvertono le proprie sorditB, il loro cuore capisce perc!F sente le proprie resisten"e alla 0arola.

*' Pregare il te$to a. entro in preg!iera come al solito $. mi raccolgo immaginando *es+ con i suoi discepoli c. c!iedo ci. c!e voglio/ la guarigione del cuore, degli occ!i e dell-udito d. traendone frutto, medito il testo da notare< i discepoli si avvicinano a *es+ perc!F parli 3loro4 in para$ole;
1C@

3a voi4 stato dato conoscere i misteri del regno di Dio. a c!i !a, sarB dato e sovra$$onderB a c!i non !a, anc!e ci. c!e !a sarB tolto *es+ parla loro in para$ole perc!F guardando non guardino, udendo non odano nF comprendano cosI si compie la profe"ia di Isaia/ il cuore grasso, gli orecc!i pesanti, gli occ!i c!iusi convertirsi e guarire $eati i vostri occ!i e i vostri orecc!i.

+' Te$ti %tili, 6al 1'7 %?7 A17 Is @,'=8'%7 C,<8&17 *v ?,&8%&.

1CC

00' UDITE VOI DUN9UE LA PARA8OLA DEL SEMINATORE &*-&./)* &1,&< &? Udite voi dun)ue la para$ola del seminatore. ,uando uno ode la parola del regno sen"a comprendere, giunge il maligno e ru$a ci. c!e seminato nel suo cuore, costui )uello seminato lungo la strada. Ora )uello seminato su terreno sassoso, costui )uello c!e ode la parola e su$ito l-accoglie con gioia, ma non !a radice in sF ed mutevole, e )uando viene una tri$ola"ione o persecu"ione a causa della parola, su$ito si scandali""a. Ora )uello seminato tra le spine, costui )uello c!e ode la parola, ma le preoccupa"ioni del mondo e l-inganno della ricc!e""a soffocano la parola ed essa sen"a frutto. Ora )uello seminato sulla terra $ella, costui )uello c!e ode la parola e comprende7 )uesti sI dB frutto/ c!i il cento, c!i il sessanta, c!i il trenta.

'= '&

''

'1

&' Me$$aggio nel conte$to 1dite voi dun*ue la parabola del seminatore( ordina *es+ ai suoi discepoli. Essa espone le difficoltB indesiderate e il successo insperato c!e incontra la 0arola. *es+ !a appena proclamato $eati i discepoli perc!F odono e vedono #v. &C(. In )uesta spiega"ione anc!e noi ascoltiamo e vediamo, in una puntigliosa allegoria, l-impatto fortunoso e fortunato della 0arola con il nostro cuore. Dopo la para$ola e i criteri per leggerla, ora c- la lettura di essa nella propria vita.

1CA

3La para$ola del seminatore4 descrive l-avventura della 0arola in ciascuno di noi. 2 la stessa di *es+, il >iglio dell-uomo c!e entra nel cuore della terra. La terra per il seme ci. c!e l-uomo per la 0arola/ madre, c!e l-accoglie e gli dB vita. i. c!e *es+ !a incontrato nell-annuncio ai suoi contemporanei e la !iesa

incontrerB nell-annuncio a tutte le genti, ci. c!e la 0arola incontra in ciascuno di noi/ resisten"e di ogni tipo, e, alla fine, resa feconda. I )uattro tipi di terreno, pi+ c!e )uattro tipi di uomo, sono i )uattro livelli di ascolto c!e in noi convivono. ,uando ascoltiamo la 0arola, in parte la sentiamo e non la intendiamo/ i pensieri soliti ci rendono impenetra$ili all-ascolto. In parte la sentiamo e accogliamo con gioia, ma le pressioni, interne ed esterne, impediscono c!e si radic!i e cresca. In parte la lasciamo anc!e radicare e crescere, ma poi resta soffocata dalle preoccupa"ioni e dall-inganno della ricc!e""a, c!e, come rovi, sempre ci invadono. In parte per. siamo anc!e terra $ella, c!e produce frutto. ome fa la terra $ella ad ac)uistare spa"io in noi, se non levando sentieri, sassi e rovi; E come avviene )uesto; La spiega"ione della para$ola riservata ai discepoli perc!F si riconoscano nei vari terreni, vedano le ovvietB c!e rendono impenetra$ili all-ascolto, le paure c!e pietrificano il cuore, gli egoismi c!e soffocano l-amore della veritB e la veritB dell-amore. 2 il presupposto per saper cosa fare 8 e cosa c!iedere dove non riusciamo a fare. ,uesta spiega"ione va letta alla luce della para$ola/ come *es+, nonostante le difficoltB della semina, afferma la certe""a del risultato, cosI noi siamo sicuri del frutto sorprendente della 0arola. Essa deve entrare e passare attraverso lo spessore di male del nostro cuore, per convertirci e guarirci. La comunitB dei credenti c!iamata a guardare le proprie resisten"e non per a$$attersi, ma per conoscere )ual il suo campo di lotta e di vittoria.

1C<

,uesta spiega"ione non 3una scivolata moralistica4 rispetto alla para$ola evangelica, )uasi c!e il risultato dipendesse dal nostro sfor"o. Il frutto dono di Dio 8 Dio stesso c!e si dona. Lui il seme, e noi il suo campo. 6iamo c!iamati a riconoscere le nostre resisten"e, per c!iedere ed ottenere la li$ertB da esse, e cosI accogliere ci. c!e lui ci vuole dare. In particolare c!iediamo il dono di )uella fede c!e vince il mondo #&*v @,%(, di )uella speran"a c!e non delude #Rm @,@(, di )uell-amore, effuso nei nostri cuori, c!e ci fa essere figli ed eredi del regno #Rm @,@7 <,&A(. Ges il seme seminato nell-uomo cosI com-, per produrre ci. c!e lui stesso . La C iesa conosce le proprie resisten"e, e, in esse, invece di $loccarsi, raffor"a la sua fede, la sua speran"a e il suo amore.

)' Lett%ra del te$to ")("% 1dite voi dun*ue la parabola del seminatore! 3Udite4 un imperativo. *es+ ordina al discepolo di ascoltarlo mentre spiega la para$ola della 0arola. !i non capisce )uesta, non pu. intendere le altre #cf 9c %,&1(. 2 c!iamata 3la para$ola del seminatore4, c!e risto/ illustra la vicenda della sua parola in

noi, l-avventura sorprendente del >iglio dell-uomo nel cuore della terra, nel cuore di ogni uomo. v! "4 *uando uno ode la parola del regno! L-espressione 3la parola del regno4 esce solo )ui nei sinottici. senza comprendere! - una impermea$ilitB alla 0arola, costituita dalle

ovvietB di cui viviamo. Il 3si4 dice, il 3si4 pensa #ma si pensa;( e il 3si4 fa 8 il pensiero comune e gli infiniti sentieri del $uon senso 8, sono refrattari alla 0arola, impenetra$ili ad essa come l-asfalto al seme. Il pensare di tutti, da :damo in poi, non secondo Dio, ma secondo satana, dirB *es+ a 0ietro #&C,'1(. Infatti frutto di sfiducia e di corte astu"ie dettate dall-egoismo e dalla paura.
1C?

giunge il maligno e ruba ci, c e : seminato nel suo cuore! Il maligno, men"ognero e omicida fin dal principio #*v <,%%(, impedisce l-ascolto della parola di veritB e di vita #*v <,%1s(. 2 c!iamato anc!e 3diavolo4, c!e significa 3divisore4/ allontana il seme dalla terra, l-uomo da Dio. >in dal principio, con la sua men"ogna, separ. :damo dalla 0arola. Ru$are la 0arola la sua attivitB fondamentale, intesa a condurci all-infeconditB e alla morte. costui : *uello seminato lungo la strada! L-ascoltatore identificato non con la strada 8 o i sassi e i rovi 8 ma direttamente con il seme, e, indirettamente, con la sua accoglien"a di esso. L-uomo infatti si identifica con la 0arola c!e ascolta, non con le difficoltB c!e oppone. 6i pu. dire c!e uno l-accoglien"a c!e accorda alla 0arola. In )uesto caso la strada su cui cade il seme la via dell-inautenticitB, c!e tutti percorriamo. Il credente riconosce nel pensar comune la prima difficoltB a credere. E proprio )ui afferma il senso della para$ola del seminatore/ la fiducia c!e il frutto verrB sicuramente. Infatti tutto ci. c!e viene da Dio vince il 3mondo4. E )uesta la vittoria c!e !a sconfitto il mondo/ la nostra fede #& *v @,%(. Il discepolo si rende conto delle difficoltB c!e !a ad ascoltare davvero la 0arola. 6-accorge di vivere di altri criteri/ nella sua esisten"a )uotidiana partecipa ampiamente al 3$anc!etto degli idoli4, al )uale sollecitato da un assedio di inviti. 0roprio )ui c!iede a Dio il dono di una fede c!e cresca in propor"ione alla sua incredulitB pratica. on il padre dell-epilettico, prega/

3 redo, aiutami nella mia incredulitB4 #9c ?,'%(. v! &5s *uello su terreno sassoso( ecc! Il terreno sassoso, su cui cade il seme, il cuore del discepolo ancora pietrificato da varie paure. :ccoglie con gioia la parola di vita, ma il germoglio sen"a radici, e si secca presto. Lui stesso incostante, mutevole come una canna s$attuta, o addirittura infranta da ogni evento #&&,A7 &','=(. Le oppressioni interne e le pressioni esterne lo scon)uassano, inaridendo la sua speran"a.
1A=

>atta la scelta di li$ertB, c- la lotta di li$era"ione. Le difficoltB fanno uscire le paure nascoste, costringendo a vincerle. 0er )uesto 0aolo si rallegra delle sue tri$ola"ioni/ macinano le dure""e di cuore e producono pa"ien"a, e la pa"ien"a una for"a a tutta prova, e )uesta for"a )uella speran"a c!e non viene mai meno #Rm @,18@(. adono le false speran"e, e resta la sola c!e non illude nF

delude. 6e uno guarda la 9edusa delle proprie paure, resta di sasso7 se guarda al 6ignore, il suo volto raggiante #6al 1%,C(. Le difficoltB, alla fine, stanano le paure e frantumano ogni falsa speran"a, per far spa"io alla speran"a nel solo 6ignore. v! && *uello seminato tra le spine( ecc! Le spine sono la mondanitB, c!e pur recisa, sempre rispunta, come la testa dell-Idra. resce impercetti$ilmente,

alimentata dalla preoccupa"ione di non avere a$$astan"a o dalla sedu"ione dell-avere di pi+. L-egoismo soffoca progressivamente l-amore, e le tre concupiscen"e del mondo #&*v ',&C( lentamente tornano a prevalere. In )uesto pericolo di tiepide""a #cf :p 1,&C(, il discepolo impara a conoscere e c!iedere il dono di un amore sempre pi+ grande per il 6ignore, capace di vincere i falsi amori. risto, per il dono dello 6pirito, diventa per lui la

delectatio victriP, )uel piacere c!e vince la sedu"ione di ogni altro. v! &) *uello seminato sulla terra bella( ecc! Il dono della fede fa ascoltare la 0arola, )uello della speran"a la fa custodire e crescere, )uello dell-amore permette c!e fruttific!i. I tre doni fanno del nostro cuore, lastricato di viottoli, pietrificato da paure e soffocato da egoismi, una terra $ella e feconda. :damo molto $ello #*en &,1&(/ la sposa di Dio, terra fatta per accogliere il seme della sua parola. E il frutto sarB insperato/ la terra germinerB la sua veritB #6al <@,&'(, l-uomo sarB come il suo 6ignore, a immagine e somiglian"a sua. 0er )uesto siamo fatti, e )uesto venuto a portarci *es+, il >iglio c!e con la sua parola ci dona il regno del 0adre.

*' Pregare il te$to


1A&

a. entro in preg!iera come al solito $. mi raccolgo immaginando *es+ solo con i suoi discepoli, c!e spiega la para$ola del seminatore c. c!iedo ci. c!e voglio/ il dono della fede c!e mi fa accogliere la 0arola, il dono della speran"a c!e la fa custodire, il dono dell-amore c!e la fa fruttificare d. traendone frutto, medito il testo da notare< la para$ola del seminatore il seme la parola del regno il seme caduto sulla strada, e sua sorte il seme caduto su terreno sassoso, e sua sorte il seme caduto tra i rovi, e sua sorte il seme accolto in terra $ella, e suo frutto. +' Te$ti %tili, 6al C@7 Os &&,A8?7 E" 1C,'%81C7 *v <,%18%@7 9t <,'18'A7 &?,&C8 1=7 ?,?.

1A'

0:' LASCIATE C2E CRESCANO AM8EDUE INSIEME &*-)+/*? &1,'% Un-altra para$ola propose loro dicendo/ 2 simile il regno dei cieli a un uomo c!e !a seminato seme $ello nel suo campo. Ora, mentre gli uomini dormivano, venne il suo nemico e semin. "i""anie in me""o al grano e se ne and.. ,uando poi fiorI la messe e fece frutto, allora apparvero anc!e le "i""anie. Ora, andati i servi del padrone di casa, gli dissero/ 6ignore, non !ai seminato seme $ello nel tuo campo; Da dove dun)ue vengono le "i""anie; Egli disse loro/ Un uomo nemico fece )uesto5 Ora i servi gli dicono/ Guoi c!e andiamo a raccoglierle; Egli dice/ No5 0erc!F non avvenga c!e, raccogliendo le "i""anie, non strappiate insieme ad esse il grano5 Lasciate c!e crescano am$edue insieme fino alla mietitura, e, al momento della mietitura, dir. ai mietitori/ Raccogliete prima le "i""anie e legatele in fastelli per $ruciarle7 il grano invece radunatelo nel mio granaio.

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&' Me$$aggio nel conte$to Lasciate c e crescano ambedue insieme( dice il 6ignore a c!i gli propone di sradicare le "i""anie. La "i""ania un-er$a infestante. :ll-ini"io non si distingue

1A1

da una pianticella di frumento7 poi si radica cosI $ene c!e, strappandola, si sradica lo stesso grano. La 0arola !a sempre a c!e fare con ostacoli c!e risc!iano di impedirne lo sviluppo #vv. '=8''(. Il $ene deve fare i conti con un parassita inelimina$ile/ il male. Esso non solo fuori, ma anc!e dentro la comunitB e nel cuore di ciascuno. La storia e ogni singolo uomo un campo di $attaglia. Dove il 6ignore semina con cura il $ene, il nemico con astu"ia semina il male. 0er )uesto c- dualitB di semi #$ello e cattivo(, di seminatori #il 6ignore e il nemico( e di solu"ioni possi$ili #lasciare o sradicare le "i""anie(. Gorremmo c!e la comunitB cristiana fosse perfetta, pura e sen"a difetti7 ci angustiamo e ci diamo da fare per sradicare le "i""anie, in noi e attorno a noi. I maggiori disastri derivano proprio dal tentativo di eliminare il male. La violen"a sacra la peggiore/ 3a fin di $ene4, viola ogni li$ertB. Il trionfo del $ene sarB solo alla fine, e per opera di Dio. 0rima il tempo della pa"ien"a, nostra e sua, c!e vede il male nostro e altrui come luogo di misericordia, rispettivamente ricevuta e accordata. La di puri7 in essa c- posto per tutti. Il male non per la sconfitta, ma per l-esalta"ione del $ene/ mediante la misericordia diventiamo figli del 0adre, c!e fa piovere sugli ingiusti e sui giusti e fa sorgere il sole sopra i malvagi e sopra i $uoni #@,%@.%<(. Dio, se nel $ene si rivela come dono, nel male si rivela nella sua essen"a pi+ intima e propria/ come per8dono, amore sen"a condi"ioni e sen"a limiti. Il male non guasta il $ene, ma colla$ora al suo pieno trionfo/ non per la perdi"ione, ma per la salve""a #cf *en @=,'=7 :t %,'As7 :p &A,&A(. Davvero tutto coopera al $ene #Rm <,'<(5 L-umanitB, credenti e non credenti, racc!iusa nella diso$$edien"a, perc!F a tutti Dio vuol usare misericordia #Rm &&,1'(. E, dove a$$onda il peccato, lI sovra$$onda la gra"ia #Rm @,'=(.
1A%

!iesa non una setta

Dio lascia le "i""anie perc!F conosciamo lui come gra"ia, diventando noi stessi figli c!e ricevono e danno amore gratuito. 6ono veramente

imperscruta$ili i suoi giudi"i e inaccessi$ili le sue vie #Rm &&,11(5 ,uesta la sua vittoria, nel pieno rispetto della li$ertB nostra, ma anc!e della sua. La para$ola non da leggere alla luce della spiega"ione c!e segue #vv. 1C8 %1(. :l contrario, la spiega"ione sarB da leggere alla luce della para$ola. ,uesta a sua volta va vista nel contesto immediato, in cui si parla delle difficoltB c!e incontra il $ene #in particolare cf vv. &<8''( e della piccole""a e impuritB del $ene stesso #vv. 1&811(. Il $ene non solo ostacolato e insignificante, ma addirittura frammisto al male #cf Rm A,&%8'@(. Il popolo di Dio sempre santo e peccatore 8 an"i pi+ peccatore c!e santo5 Eppure 3)uesto4 il mondo c!e Dio !a tanto amato da dare per lui suo >iglio #*v 1,&C(. La para$ola si divide in tre parti. I vv! &.#&0 parlano della doppia semina, prima del $ene e poi del male. I vv! &$#&%a contengono la domanda dei discepoli e la risposta di *es+/ le "i""anie sono seme del nemico #cf *en 1(. I vv! &%b#)5 presentano la proposta dell-uomo e )uella opposta del 6ignore/ 3:ndiamo a strapparle4 e 3Lasciate c!e crescano insieme4. Ges !a seminato la parola del 0adre e la vive/ la misericordia verso tutti. La C iesa si ritrova invisc!iata con il male, fuori e dentro. Tentata di strapparlo con violen"a, c!iamata a vincerlo con il $ene, facendolo oggetto di misericordia invece c!e di condanna.

)' Lett%ra del te$to ")(&. 1nCaltra parabola propose loro( ecc! Nella para$ola precedente aveva parlato del seme $uono, c!e incontra difficoltB. Ora parla del seme cattivo, dal )uale esse provengono. 6e prima !a detto c!e nel $ene inevita$ilmente c- il male, ora dice da dove esso viene e come atteggiarsi nei suoi confronti. La para$ola rivolta ai discepoli, e riguarda il pro$lema c!e pi+ li travaglia.
1A@

v! &' mentre gli uomini dormivano( venne il suo nemico( ecc! Il 3nemico4 viene da fuori/ di notte, nel sonno, si infiltra di soppiatto per guastare la semina. Il male non originario, ma parassitario, e all-ini"io )ualcosa di su$dolo e inavvertito. 6e il seme di Dio la parola di veritB c!e dB fiducia, speran"a e amore, )uello del nemico la parola di men"ogna c!e dB diffiden"a, dispera"ione ed egoismo. Nella stessa terra # K :dam K !omo5(, oltre il seme del regno, c- anc!e la sorpresa delle "i""anie. Il male costituisce da sempre pro$lema/ da dove viene, e c!e fare con esso; Non solo nel campo accanto, ma anc!e nel 3nostro4, addirittura dentro di me. 0roprio )uando cerco il $ene, lo trovo accovacciato alla mia porta, e si scatena con violen"a. v! &0 apparvero anc e le zizzanie! Il male non appare su$ito. :n"i, all-ini"io sem$ra addirittura $uono, $ello e desidera$ile #*en 1,C(. 6olo dopo si svela come men"ogna, perc!F non mantiene ci. c!e pro8mette/ lo mette8davanti, ma solo come illusione c!e lascia delusione. v! &$ Signore( non ai seminato seme bello nel tuo campo= Il male una

sorpresa negativa, della )uale si incolpa un altro, l-:ltro. *iB :damo fin dall-ini"io incolp. Eva e Dio stesso #cf *en 1,&'(. 0erc!F il male; Dio forse cattivo; Oppure impotente a toglierlo; Oppure indifferente; Nel male sempre lo mettiamo in )uestione/ cattivo, o impotente, o indifferente5 Il male implicitamente una incolpa"ione di Dio. Lui lo sa $ene, e risponderB dalla croce. da dove dun*ue vengono le zizzanie= Dopo la sorpresa e la recrimina"ione, la domanda/ da dove viene; ,ual la sua origine; ome mai la realtB non

come dovre$$e essere; Il sapere e il potere dell-uomo sono un tentativo di comprensione e di solu"ione del pro$lema.

1AC

v! &% un uomo nemico fece *uesto! Il male non !a come principio Dio/ non sare$$e Dio. NF si pu. negarlo, perc!F c-. NF si pu. identificarlo con l-uomo/ non lo avvertire$$e nF potre$$e esserne li$erato. 2 dal nemico5 vuoi c e andiamo a raccoglierle= La proposta dell-uomo togliere di me""o il male. ,ualc!e volta ci si accontenta di eliminarlo teoricamente, dicendo c!e non c-, o c!e un gradino verso un $ene maggiore. :ltre volte si cerca di eliminarlo praticamente. E )ui, 3a fin di $ene4, nascono i rimedi peggiori del male stesso. v! &4 noH 2 la risposta del 6ignore alle nostre proposte. I nostri limiti e i nostri mali non sono da eliminare, ma da prendere in modo diverso. perc 9( raccogliendo le zizzanie( non strappiate insieme ad esse il grano! Le radici delle "i""anie sono cosI forti e diffuse c!e, c!i le sradica, sradica il grano. >uori metafora/ il grano la vita, Dio stesso misericordioso e clemente, longanime e di grande amore, c!e si lascia impietosire #*n %,'(. !i spietato,

sen"a pa"ien"a ed esigente, distrugge il grano 8 la vita di Dio c!e in lui. Dio, davanti al male, si rivela per )uello c!e / amore sen"a condi"ioni. La sua compassione l-unico 3solvente4 utile. Non interviene con ira, perc!F Dio e non uomo #Os &&,?(. La collera dell-uomo non compie la sua giusti"ia #*c &,'=(, c!e 3altra4 dalla nostra, 3eccessiva4 #@,'=(/ l-amore assoluto di 0adre verso i figli disgra"iati #@,%18%<(. v! )5 lasciate c e crescano ambedue insieme! Il male cresca con il $ene. Invece di eliminarlo, usando violen"a e violando la li$ertB, se ne faccia il luogo del massimo $ene/ la misericordia. In )uesto modo si diventa figli perfetti come il 0adre #@,%<(. Il nostro atteggiamento davanti al male ci dB la nostra identitB divina, la cui misura la misericordia c!e riceviamo e accordiamo. Le "i""anie ci aiutano a diventare 3grano4, simili a Dio c!e non giudica, non condanna, ma assolve, dona e perdona tutto #Lc C,1As(. 0aradossalmente possiamo dire/ se Dio !a fatto il mondo $ello, il male, alla fine, l-occasione per renderlo migliore. 6
1AA

feliP culpaH Non per )uesto do$$iamo peccare #Rm 1,<7 C,&s.&@(7 do$$iamo per. conoscere nel peccato la sovra$$ondan"a della sua gra"ia #Rm @,'=(. al momento della mietitura( ecc! 6olo alla fine il male sarB tolto, ma dal giudi"io di Dio, cosI diverso dal nostro5 Il presente lasciato a noi per anticipare, nella nostra, la sua misericordia. ,uesto il senso della nostra vita e della nostra storia. :lla fine Dio $rucerB il male, salvando tutti attraverso il fuoco del suo amore #cf & or 1,&18&@(. E noi saremo giudicati dal nostro stesso giudi"io, misurati col nostro metro/ la misericordia c!e avremo usata sarB la nostra misura di veritB.

*' Pregare il te$to a. entro in preg!iera come al solito $. mi raccolgo immaginando *es+ c!e parla ai discepoli c. c!iedo ci. c!e voglio/ diventare misericordioso come il 0adre d. traendone frutto, medito il testo da notare< mentre gli uomini dormivano venne il nemico semin. "i""anie in me""o al grano apparvero le "i""anie 6ignore, non !ai seminato seme $ello; da dove le "i""anie; un nemico fece )uesto vuoi c!e andiamo a raccoglierle; no5 raccogliendo le "i""anie si strappa il grano5 lasciate c!e am$edue crescano insieme5 solo alla fine il male sarB $ruciato. +' Te$ti %tili, 6al &1=7 &1C7 Rm A,&%8'@7 &&,&&81C7 9t @,%18%<7 C,&%s7 A,&8@7 &<,'&81@7 Lc C,1C81<.

1A<

0<' APRIR@ LA MIA 8OCCA IN PARA8OLE TIRER@ 3UORI COSE NASCOSTE 3IN DALLA 3ONDA7IONE DEL MONDO' &*-*&/*0 &1,1& Un-altra para$ola offrI loro dicendo/ 6imile il regno dei cieli a un c!icco di senape c!e un uomo prese e semin. nel suo campo. 2 il pi+ piccolo fra tutti i semi, ma, )uando cresciuto, pi+ grande degli altri ortaggi e diventa al$ero, cosI c!e vengono gli uccelli del cielo e nidificano nei suoi rami. Un-altra para$ola espose loro/ 6imile il regno dei cieli a del lievito c!e una donna prese e nascose in tre misure di farina finc!F fermenti tutto. Tutte )ueste cose raccont. *es+ in para$ole alle folle, e, sen"a para$ole, non raccontava loro nulla, perc!F si compisse il detto del profeta c!e dice/ :prir. la mia $occa in para$ole, tirer. fuori cose nascoste fin dalla fonda"ione del mondo.

1'

11

1% 1@

&' Me$$aggio nel conte$to -irer, fuori cose nascoste fin dalla fondazione del mondo( dice *es+ concludendo le para$ole per la folla, prima di entrare in casa coi suoi discepoli #v. 1C(. I misteri nascosti da sempre, c!e *es+ rivela con la vita ed espone con le para$ole, sono gli interrogativi profondi di ogni uomo. 0rima ci si c!iedeva come mai il $ene osteggiato all-esterno e all-interno frammisto al male #vv. 18?.&<8'1.'%81=(. Ora ci si c!iede perc!F il $ene sempre 3piccolo4 #vv. 1&8 1'(, an"i 3immondo4 #v. 11(, perc!F il regno, c!e con lui ini"iato, !a raccolto

1A?

attorno a sF poca gente, e c!e gente 8 una insignificante cerc!ia di persone, per di pi+ religiosamente s)ualificate. Il mistero della croce si ormai profilato all-ori""onte #&',&%(. Il disegno del 0adre si reali""a nella storia del >iglio c!e passa attraverso il male dei fratelli, sotto il segno della piccole""a e della maledi"ione. Il regno dell-:gnello immolato, predestinato prima della crea"ione del mondo #cf &0t &,'=(. :ttraverso di lui Dio compie la salve""a degli uomini, eletti ed amati giB prima della crea"ione del mondo #Ef &,%( con un amore c!e nessuna ac)ua pu. spegnere # t <,A(. Il $rano presenta due para$ole simmetric!e, )uella della senape e )uella del lievito #vv! )"#)&!))(, con una interpreta"ione generale delle para$ole # vv! ).# )'(, come rivela"ione di Dio offerta a tutti. La senape e il lievito non corrispondono all-immaginario usuale del regno. i

si aspetta c!e sia un grande al$ero, dimenticando c!e viene da un ramoscello #E" &A,''s7 cf Dn %,&ss7 E" 1&,&ss(. i si aspetta una con)uista trionfale del

mondo 8 tutti si prostreranno, $aceranno la polvere e pag!eranno il tri$uto a 6ion #Is %?,'17 cf Is C=,&ss( 8, dimenticando c!e si parla di un popolo di peccatori in esilio e del 36ervo4 di Dio umiliato. In )uesto $rano *es+ gioca sul contrasto tra la piccole""a del seme e la grande""a dell-al$ero, tra l-impuritB del lievito e la sua capacitB di

contaminare tutta la pasta. Le due immagini, forse usate con ironia dagli avversari di *es+, sono da lui prese per illustrare il regno/ la piccole""a estrema del seme di senape produrrB il grande al$ero, l-inadeguate""a di un pugno di farina andata a male fermenterB il mondo. L-arcano del regno contiene )uesto contrasto tra insignifican"a attuale e gloria futura. 9a tra le due c- continuitB misteriosa e vitale, come tra seme e pianta, tra fermento e pasta viva. 3Dio !a scelto ci. c!e nel mondo igno$ile e dispre""ato e ci. c!e nulla, per ridurre a nulla le cose c!e sono4 #& or
1<=

&,'<(. Israele stesso fu scelto non per sue )ualitB presunte o reali, ma perc!F 3 il pi+ piccolo tra i popoli della terra4 #Dt A,A(. Non un capriccio di Dio. 2 invece una necessitB sia per noi c!e per lui. 0er noi, perc!F siamo piccoli7 e cosI veniamo li$erati dal delirio di grande""a. 0er lui, perc!F amore7 e l-amore si fa piccolo e umile, sen"a paura di sporcarsi. ,ueste para$ole si sono prestate a varie applica"ioni. 6i sottolineato come la !iesa, da piccola e insignificante, cresciuta e !a lievitato il mondo intero7

oppure come l-individuo, accogliendo il seme della 0arola, cam$ia vita7 o, infine, come la storia presente, ancora sotto il segno del male, avrB un esito positivo e trionfale. La para$ola di sua natura 3suggestiva4/ suggerisce interpreta"ioni diverse in situa"ioni diverse. Tutte sono legittime, se non dimenticano c!e la croce non un incidente di percorso da dimenticare, ma , ora e sempre, il 3suo4 segno #cf '%,1=(. I trionfalismi, c!e contrappongono gli umili ini"i al successo conseguito, sono sempre fuori luogo. :nc!e se la comunitB cristiana a$$raccerB il mondo intero 8 e giB lo a$$raccia il sarB sempre con le $raccia del rocifisso. risto 8

Ges il c!icco di senape, preso e gettato sotto terra, il pi+ piccolo dei semi, c!e germinerB nel grande al$ero della croce. 2 il lievito, preso e nascosto nella pasta del mondo, e lo farB tutto pane vivo. La C iesa c!iamata a comprendere la grande""a e la santitB del >iglio nella piccole""a e impuritB della croce/ legge in essa l-arcano di Dio, ora e sempre.

)' Lett%ra del te$to ")()" Simile : il regno dei cieli a un c icco di senape! Il regno dei cieli paragonato a un c!icco di senape, invisi$ile come la capocc!ia di uno spillo. La sua piccole""a estrema scandalosamente associata alla grande""a del regno. c e un uomo prese e semin, nel suo campo! Il mondo campo di Dio, e il cuore di ogni uomo terra su cui cade il seme.

1<&

v! )& : il pi piccolo tra tutti i semi! Non c- piccole""a maggiore di )uella di Dio/ tanto piccolo e invisi$ile c!e uno pu. anc!e dire c!e non c-. Il 3 tsim# tsum4 la caratteristica del reatore c!e si restringe per fare spa"io alla sua

creatura. Dio non come l-idolo 8 grande, fascinoso e tremendo #Dn ',1&(. 0iccolo, dispre""ato e tremante, il suo segno )uello del 3$am$ino nella mangiatoia4 #Lc ',&'(. *uando : cresciuto( : pi grande degli altri ortaggi! La grande""a del regno non un trionfo futuro c!e rimedia alla piccole""a presente/ )uella della croce, c!e a$$raccia ogni piccole""a e lontanan"a. ,uesto l-arcano del regno, c!e tutti alla fine, $attendosi il petto, vedranno #'%,1=(/ il pi+ grande proprio colui c!e si fatto il pi+ piccolo di tutti #cf Lc ?,%<7 '','Cs(. E cosI sarB sempre/ il 6ignore con noi fino alla fine del mondo #'<,'=( nella carne del 3minimo4#'@,%=.%@(. Lo scopriremo )uando ci c!iamerB a entrare nell-ereditB del regno, preparato per noi 3fin dalla fonda"ione del mondo4 #'@,1%(. 6e, mentre leggiamo il vangelo, lui si presentasse a noi cosI com-, non ci accorgeremmo c!e )uel disgra"iato c!e ci distur$a lui, il pi+ piccolo di tutti5 *li diremmo con disappunto/ 3Torna un-altra volta54 >orse per )uesto non ancora tornato; diventa albero( cos8 c e vengono gli uccelli del cielo( ecc! 2 l-al$ero della croce. :$$assamento estremo per l-uomo, l-innal"amento del >iglio dell-uomo, rivela"ione della *loria #'A,@%(. Tra le sue $raccia accorrono e trovano casa gli uccelli del cielo, sim$olo dei popoli. Il centurione pagano sarB il primo di una numerosa sc!iera. ,uesto al$ero a$$atte il muro di separa"ione tra Dio e uomo e degli uomini tra loro #Ef ',&%8&<(/ fa di tutti un solo popolo, dimora della gloria. La for"a di Dio non )uella del destriero, gettato nel mare col suo cavaliere #Es &@,&(/ )uella dell-asinello #'&,@7 Zc ?,?(, c!e porta i nostri pesi #cf *al C,'(. La sua gloria non )uella dell-a)uila super$a e predatrice #Dt 1',&&(/ )uella umile della gallina c!e cova i pulcini #Lc &1,1%(. La sua grande""a non
1<'

)uella dei pi+ alti cedri #E" &A,''s(/ )uella del legno della croce, dove gli uccelli trovano nido. osI tutti gli al$eri della foresta conoscono 3c!i4 il

6ignore 8 colui c!e umilia l-al$ero alto e innal"a l-al$ero $asso, fa seccare l-al$ero verde e fa germogliare l-al$ero secco #E" &A,'1s(. Lui stesso il legno verde c!e si fa secco per $ruciare le nostre ini)uitB e comunicare a noi la sua linfa vitale #cf Lc '1,1&(. Rispetto alle attese dell-uomo, il regno di Dio suona sempre in tono minore 8 il suo5 v! )) simile : il regno dei cieli a del lievito! Il regno di Dio li$ero da ogni fermento di male7 non pu. essere paragonato al lievito, c!e 3immondo4, farina imputridita. ome *es+ e i suoi discepoli5

Nella 0as)ua del 6ignore, c!i non mangia pane a""imo, sia fatto scomparire #cf Es &',&@(. *es+ scomparirB, eliminato come immondo. Infatti la 3pure""a4 di Dio )uella dell-amore/ misericordia c!e si misc!ia con ogni miseria. La sua gloria la capacitB di perdersi e farsi 3servo4 #&',&<8'&(, addossandosi il peso di ogni de$ole""a e colpa #<,&A(. risto, nostra pas)ua #& or @,A(, si fatto per

noi lievito, maledi"ione e peccato #cf *al 1,&17 ' or @,'&(/ l-:gnello c!e porta il male del mondo #*v &,'?(. c e una donna prese e nascose in tre misure di farina! 0rima un uomo c!e semina, ora una donna c!e fa la pasta/ immagini consuete di )uotidiano lavoro, necessario per vivere. 6e il piccolo seme gettato diventa il grande al$ero della croce, )uel pugno di impasto andato a male, preso e nascosto in tre misure di farina, il risto sepolto/ nascosto per tre giorni nel cuore della

terra, la lieviterB di vita nuova, li$era dal vecc!io lievito di mali"ia e perversitB #& or @,As(. Il 6ignore risorto, al$ero del regno e fermento di vita, il *es+ crocifisso, preso, gettato e nascosto 8 esposto sulla croce e deposto nel sepolcro. La sua piccole""a e impuritB poten"a e santitB di Dio, salve""a del mondo.

1<1

v! ). tutte *ueste cose raccont, Ges in parabole alle folle( ecc! Riprende il tema delle folle e del parlare in para$ole #v. &=.&1(. v! )' perc 9 si compisse il detto del profeta . 0arlando in para$ole, *es+ compie )uanto scritto nel 6al A<,'. :nc!e i 6almi sono citati come i 0rofeti/ tutta la 6crittura non forse profe"ia del 3Na"oreo4 #','1(; aprir, la mia bocca in parabole( tirer, fuori cose nascoste( ecc! 6otto il velo delle para$ole *es+ esprime il mistero, nascosto a tutti, della passione di Dio per l-uomo. In lui esce allo scoperto il segreto del cuore di Dio, perc!F c!i vuole, li$eramente intenda #v. ?(. E c!i non vuole intendere; L-uomo di sua natura 3ascoltatore della 0arola4. Le para$ole gliela pongono innan"i in modo velato/ presto o tardi cerc!erB di ascoltarla. 6olo allora capirB la sapien"a di Dio, nascosta da prima della fonda"ione del mondo, e ora rivelata in *es+ per la nostra gloria #& or ',A(. In lui vedremo ci. c!e mai entr. in cuore d-uomo #& or ',?(/ proprio ci. per cui il cuore di ogni uomo fatto.

*' Pregare il te$to a. entro in preg!iera come al solito $. mi raccolgo immaginando *es+ c!e parla alle folle c. c!iedo ci. c!e voglio/ capire il mistero della 3minimitB4 e dell-3impuritB4 di Dio d. traendone frutto, medito il testo da notare< c!icco di senape un uomo prese e nascose nel suo campo il pi+ piccolo fra tutti i semi pi+ grande di tutti gli ortaggi al$ero dove vengono a nidificare gli uccelli del cielo lievito una donna prese e nascose in tre misure di farina fermenta tutto sen"a para$ole non parla alle folle con esse rivela a tutti le cose nascoste fin dalla fonda"ione del mondo. +' Te$ti %tili, 6al 'A7 E" &A,''8'%7 Dn ',1&81@7 %,&81%7 & or &,''81&7 >il ',@8 &&
1<%

0.' COSA SAR AL COMPIMENTO DEL MONDO &*-*:/+* &1,1C :llora, lasciata la folla, venne in casa7 e i suoi discepoli si avvicinarono a lui, dicendo/ 6piega a noi la para$ola delle "i""anie nel campo. Ed egli, rispondendo, disse/ !i semina il seme $ello il >iglio dell-uomo, il campo il mondo, il seme $ello sono i figli del regno, le "i""anie sono i figli del maligno, il nemico c!e le !a seminate il diavolo, la mietitura il compimento del mondo, i mietitori sono angeli. ome dun)ue si raccolgono le "i""anie e si $ruciano nel fuoco, cosI sarB al compimento del mondo. Il >iglio dell-uomo manderB i suoi angeli, e raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e )uelli c!e fanno ini)uitB, e li getteranno nella fornace ardente/ lI sarB pianto e stridore di denti. :llora i giusti splenderanno come il sole nel regno del 0adre loro. !i !a orecc!i, continui ad ascoltare5

1A 1< 1? %= %& %' %1

&' Me$$aggio nel conte$to Cos8 sar al compimento del mondo( dice *es+/ $rilleranno due fuoc!i, )uello delle "i""anie c!e $ruciano come immondi"ie, e )uello dei giusti c!e splendono come il sole. Il giudi"io di Dio solo alla fine, non ora, ed fatto da lui, non da noi. Il presente sempre il tempo della pa"ien"a, perc!F tutti giungiamo alla conversione e alla salve""a #cf '0t 1,?(.

1<@

La spiega"ione della para$ola, ric!iesta dai discepoli #v. 1C(, si divide in due parti/ i vv! )$#)4 sono un voca$olario dei sette elementi sim$olici7 i vv! .5#.) sono un ampliamento del punto finale 8 il giudi"io di Dio. La comunitB, dopo aver capito c!e $isogna avere comprensione con tutti #v. '?(, avverte un pro$lema/ con )uesta 3legge di li$ertB4 #*c ',&'( non si risc!ia il disimpegno; 6e Dio perdona comun)ue, si pu. fare ci. c!e pare e piace, trascurando il suo precetto di amare5 Il ragionamento tanto comune )uanto insensato. 6are$$e come dire/ 39ia madre mi vuol $ene e non si vendica. 0osso impunemente maltrattarla54 !i pensa e agisce cosI, un falso profeta,

operatore di ini)uitB, privo del frutto del regno #A,&@8'1(. ,uesti versetti, come poi i vv. %<8@=, sono un ric!iamo alla responsa$ilitB personale/ do$$iamo non giudicare gli altri per non essere giudicati, usare misericordia per ottenere misericordia. 6i esige impegno da parte nostra/ se la comunitB cristiana non una setta di giusti, non neppure una $anda di malfattori5 La misericordia verso l-altro. Gerso di sF ci vuole vigilan"a e discernimento, giudi"io e conversione continua, per diventare appunto figli perfetti come il 0adre #@,%<.%18%A(. La misericordia una esigen"a di purifica"ione pi+ $ruciante di )ualun)ue legge. Non c- posto per lassismo o immoralitB, torpore o tiepide""a. Ogni pegno d-amore impegno ad amare. Nella !iesa, come nel mondo, ci sono sempre le "i""anie col $uon seme/ al

presente il regno del >iglio dell-uomo resta aperto a tutti gli uomini, suoi fratelli. 9a, nel futuro definitivo, il regno del 0adre sarB solo per i figli, )uelli c!e sono diventati come lui. L-attuale dilagare dell-empietB, se non diventa opportunitB per crescere nella misericordia, si fa conniven"a, c!e raffredda l-amore di molti #'%,&'(. parte della !i fa

!iesa non creda di essere giB nel regno del 0adre/ lo solo nella

misura in cui si fa figlio, facendosi fratello di tutti, nessuno escluso.

1<C

*ra"ia e li$ertB, dono e responsa$ilitB, a"ione di Dio e dell-uomo, non vanno mai separati, tanto meno contrapposti/ la gra"ia li$era la li$ertB, il dono dB la capacitB di rispondere, l-a"ione di Dio rende possi$ile )uella dell-uomo. Noi 3siamo4 nella misura in cui li$eramente rispondiamo al dono c!e a$$iamo ricevuto. Dio non si sostituisce a noi, ma ci fa come lui. E )uesta la nostra salve""a/ diventare ci. c!e siamo. Ges il >iglio dell-uomo venuto a seminare la parola di misericordia/ nel suo regno, )uello del >iglio, sono accolti tutti cosI come sono, perc!F fratelli. La C iesa e ciascuno di noi sempre insieme $uon grano e "i""anie/ il regno del >iglio, non ancora )uello del 0adre. 0er entrare in )uesto $isogna essere grano $uono/ accettare con misericordia le "i""anie dell-altro 8 non le proprie5

)' Lett%ra del te$to ")()0 +llora lasciate le folle( entr, in casa! La para$ola delle "i""anie spiegata a )uelli c!e sono 3in casa4, nella !iesa. ,uesta esposta a due

pericoli opposti/ diventare una setta di giusti c!e non !a misericordia verso gli altri, o una $anda di immorali c!e imputa a sF la sua misericordia come propria impunitB. i suoi discepoli si avvicinarono a lui! La familiaritB con lui e un confronto

costante con )uanto lui !a detto e fatto, ci preservano dal duplice pericolo. Non $asta l-intimitB di c!i dice/ 36ignore, 6ignore4, ma non conosce e non fa la sua volontB #A,'&(. spiega a noi( ecc! *es+ l-unico maestro #'1,<(. : noi spetta essere discepoli c!e ascoltano, capiscono e fanno )uanto lui dice e spiega. La parola c!e accogliamo non solo legge, ma dono di gra"ia/ dB ci. c!e dice. v! )$ c i semina il seme bello : il Figlio dellCuomo! *es+ annuncia la parola del regno #v. &?(. La 0arola lui stesso, c!e diventa segno definitivo nel suo farsi seme, sepolto per tre giorni nel cuore della terra #&',%=(.
1<A

v! )% il campo : il mondo . Tutto il mondo, non solo la comunitB #cf & or 1,?(, campo di Dio. il seme bello sono i figli del regno! I figli del regno sono )uelli c!e ascoltano con cuore $ello e $uono, e portano frutto. le zizzanie sono i figli del maligno! L-uomo diventa figlio di colui c!e ascolta. 6e ascolta la 0arola, diventa figlio di Dio7 se ascolta la men"ogna del serpente, diventa figlio del maligno. ostui non 3fa4 )ualcosa/ semplicemente 3ru$a4 la

0arola #v. &?( con una parola veri8simile, simile al vero ma non vera. In noi c- sempre la doppia figliolan"a/ del seme $ello e delle "i""anie. v! )4 il nemico c e le a seminate : il diavolo! Diavolo significa 3divisore4.

>in dal principio divide l-uomo dalla 0arola/ gli sottrae la sua veritB con la men"ogna. la mietitura : il compimento! Il compimento del mondo paragonato alla mietitura, il tempo in cui il seme diventa pane e gioia. 6arB )uando Dio avrB compiuto nel mondo l-opera sua, il suo capolavoro/ il volto del >iglio. 6olo allora, non prima, ci sarB il giudi"io. i mietitori sono angeli! : giudicare l-3angelo4, colui c!e annuncia la 0arola. 2 infatti )uesta c!e, giB )ui e ora, ci giudica e giustifica. v! .5 come si raccolgono le zizzanie e si bruciano nel fuoco( ecc! Il tempo, vita c!e a$$iamo a disposi"ione, finito/ !a un ini"io, uno svolgimento e un termine. :lla fine resisterB solo l-amore, c!e mai !a fine #& or &1,<(. Il fuoco di Dio renderB allora manifesta l-opera di ciascuno/ la paglia del nostro egoismo sarB $ruciata, e ci. c!e pre"ioso resisterB #cf & or 1,&'8&%(. 2 un ric!iamo a vivere il presente con responsa$ilitB/ per non essere "i""anie, $isogna usare verso )ueste la stessa misericordia del 0adre. v! ." il Figlio dellCuomo mander i suoi angeli! 3:ngelo4 significa

3annunciatore4/ giB ora !a mandato gli apostoli a seminare la 0arola, in $ase al cui ascolto siamo giudicati.

1<<

raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e gli operatori di ini*uit . Nel 3suo4 regno ci sono scandali e ini)uitB. La !iesa il regno del >iglio, non

ancora )uello del 0adre #v. %1(. :$$raccia necessariamente insieme grano e "i""anie, pesci $uoni e cattivi. !i non misericordioso coi cattivi, lui stesso

cattivo, scandalo per gli altri, operatore di ini)uitB, c!e non fa la volontB del 0adre. v! .& li getteranno nella fornace ardente #Dn 1,C(. I tre giovani, c!e non si piegarono all-idolo, furono gettati nella fornace ardente, e rimasero illesi. Il fuoco alla fine $rucerB il nemico, c!e lo aveva preparato per i giusti #Dn 1,''(. Il compimento del mondo sarB con un fuoco/ il fuoco dello 6pirito di Dio, amore c!e trasformerB in sF ci. c!e non amore #& or 1,&@(. l8 sar pianto e stridore di denti #<.&'7 '',&1(. Il male non trionfa/ finisce in lamento e ra$$ia c!e morde se stessa. v! .) i giusti splenderanno come il sole #*dc @,1&(. Il sole sim$olo di Dio. !i ascolta la 0arola diventa come il 0adre #@,%<(/ riluce della sua gloria, come il >iglio trasfigurato. nel regno del 7adre loro! 6e il regno del >iglio necessariamente accoglie tutti come fratelli, )uello del 0adre raccoglie solo i figli 8 )uanti si saranno fatti fratelli di tutti. i. c!e in noi non sarB filiale e fraterno, scomparirB. :llora ci copriremo di rossore $ruciante per tutto ci. di cui ora spesso ci vantiamo. c i a orecc i( continui ad ascoltare #cf v. ?(. : c!i ascolta sarB dato

conoscere i misteri del regno7 e pi+ !a, pi+ gli sarB dato #vv. &&s(.

*' Pregare il te$to, a. entro in preg!iera come al solito $. mi raccolgo immaginando *es+ in casa con i discepoli c. c!iedo ci. c!e voglio/ vivere ora ci. c!e alla fine vorrei aver vissuto d. traendone frutto, medito il testo da notare< *es+ in casa e i discepoli gli si avvicinano e lo interrogano il seme $ello, il >iglio dell-uomo, i figli del regno
1<?

le "i""anie, il diavolo, i figli del maligno la mietitura, il compimento del mondo, gli angeli i giusti nel regno del 0adre. +' Te$ti %tili, 6al ?A7 ?%7 ?C7 6ap &8@7 & or 1,&'8&@7 *c ',&%8'C7 '0t 1,&ss.

1?=

0>' PER LA GIOIA DI ESSO- VA E VENDE TUTTO 9UELLO C2E 2A E COMPERA 9UEL CAMPO &*-++/0) &1,%% 6imile il regno dei cieli a un tesoro nascosto nel campo, c!e un uomo trov. e nascose, e, per la gioia di esso, va e vende tutto )uello c!e !a, e compera )uel campo. :ncora simile il regno dei cieli a un mercante c!e cerca $elle perle. Ora, trovatane una di grande valore, and. e vendette tutto )uello c!e aveva, e la comper.. :ncora simile il regno dei cieli a una rete gettata nel mare, c!e mette insieme di tutto/ e, )uando fu riempita, la tirarono su a riva, si sedettero e raccolsero i pesci $uoni nei canestri e )uelli cattivi li $uttarono fuori. osI sarB al compimento del mondo/ usciranno gli angeli e separeranno i cattivi di me""o ai giusti, e li getteranno nella fornace di fuoco7 lI sarB pianto e stridore di denti. :vete capito tutte )ueste cose; *li dicono/ 6I. Ora disse loro/ 0er )uesto ogni scri$a, divenuto discepolo del regno dei cieli, simile a un padrone di casa, c!e tira fuori dal suo tesoro cose nuove e cose antic!e.

%@ %C %A %<

%? @= @& @'

&' Me$$aggio nel conte$to 7er la gioia di esso( va e vende tutto *uello c e a e compera *uel campo! ,ueste ultime $revi )uattro para$ole, rivolte ai discepoli, completano il discorso di *es+ con un appello alla decisione e alla responsa$ilitB/ la gioia

1?&

la for"a per decidersi per il regno, tesoro da vivere con coeren"a e da trasmettere adeguatamente. Le prime due para$ole #vv! ..!.'#.0( sono simmetric!e, seppure con differen"e c!e illuminano aspetti diversi dell-unico tema/ decidersi per ci. c!e vale. 0arlano del 3trovare4 #frutto di un 3cercare4, esplicito o meno(, di un 3tesoro nascosto4 e di una 3$ella perla4 8 immagini suggestive del valore e della $elle""a del regno 8 e pongono l-accento sul 3vendere tutto4 per 3comprare4 il campo e la perla. Non $asta cercare o trovare/ occorre decidere. !i vuol tenere il piede in due

scarpe, non cammina. Il motivo della decisione la 3gioia4, la passione per il tesoro. L-amore per *es+ rende indifferenti al resto, li$eri di camminare finalmente verso la felicitB. !i si sposa, non preso da triste""a per i possi$ili

partners c!e lascia, ma dalla gioia per c!i !a scelto e ama. 0er )uesto Dio ci dB gioia/ per farci decidere. E per )uesto il nemico fa di tutto per renderci tristi/ per impedirci ogni decisione positiva. La seconda coppia di para$ole Avv! .$#'5! '"#'&B sulla responsa$ilitB. Ognuno c!iamato a vivere in prima persona il tesoro della vita filiale #cf vv. '%81=. 1C8%1(, e 3lo scri$a4, in particolare, deve trasmetterlo in modo intelligente e completo. 2 vero c!e la !iesa non una setta di giusti/ la grande rete, gettata nel

mare, c!e pesca i fratelli dall-a$isso. *uai se non fosse cosI5 9a c!i !a ottenuto misericordia, la vive con impegno nei confronti degli altri. La $ontB di Dio stimolo a corrispondervi, non ali$i alla cattiveria/ la salve""a essere come lui5 In modo particolare lo 3scri$a4 responsa$ile di capire tutto #v. @&( e trasmetterlo integralmente, con atten"ione al nuovo e all-antico #v. @'(, all-interpreta"ione e alla tradi"ione. Deve tener presente il nuovo e l-antico Testamento, mostrando la veritB delle promesse alla luce di *es+, c!e il

1?'

compimento. 2 )uanto fa con scrupolo 9atteo/ scrivendo il suo vangelo, mostra come nel Na"oreo si compiono le profe"ie #','1(. 2 impossi$ile comprendere il compimento sen"a conoscerne la promessa, ma anc!e cogliere la promessa sen"a conoscere il compimento. Il velo dell-:T tolto solo da risto #' or 1,&%8&C(. La Di$$ia il tesoro di famiglia, dal )uale, a

tempo de$ito, lo scri$a, amministratore fedele dei misteri del regno #'%,%@(, distri$uisce a ciascuno la sua ra"ione di ci$o. Deato )uel servo c!e il 6ignore, al suo ritorno, troverB ad agire cosI #'%,%C(. Diversamente appartiene al numero di )uelli c!e c!iudono il regno dei cieli davanti agli uomini/ non vi entrano e impediscono agli altri di entrare #'1,&1(5 Ges il tesoro nascosto e la perla pre"iosa/ c!iun)ue, presto o tardi, lo trova, sia c!e non lo cerc!i come il contadino, sia c!e lo cerc!i come il mercante. Il 6ignore, come si fa trovare da c!i lo cerca #cf Is CC,C(, cosI dice/ 3Eccomi54, facendosi trovare anc!e da c!i non lo cerca #cf Is C@,&(. Lui la 6apien"a c!e im$andisce il $anc!etto della vita/ la gioia di averlo incontrato la for"a per decidere di conseguirlo. La C iesa fatta da coloro c!e centrano la propria vita su di lui, tesoro e perla pre"iosa7 del resto si servono tanto )uanto piace a lui. Ognuno responsa$ile di vivere concretamente alla luce di )uesto amore. Lo scri$a, in modo particolare, c!iamato a trasmettere $ene )uesto tesoro, antico nella sua novitB e sempre nuovo nella sua radice antica.

)' Lett%ra del te$to ")(.. Simile : il regno dei cieli a un tesoro! Ogni uomo !a nel cuore la luce di un desiderio, una promessa di felicitB c!e lo tiene vivo. Lo sappia o no, alla ricerca del tesoro nascosto, c!e da sempre !a sognato. ,uesto tesoro la 6apien"a, la parola di Dio c!e gli dice cosa fare per avere piene""a di vita #0r ',%7 1,&%7 <,&&.&<s.'&7 *$ '<,&@8&?(. 3La legge della tua $occa mi pre"iosa pi+ di mille pe""i d-oro e d-argento4 #6al &&?,A'(. Di essa 3gioisco come uno
1?1

c!e trova grande tesoro #6al &&?,&C'(. Il grande tesoro, 6apien"a perfetta del 0adre, *es+, con )uanto dice e dB a noi. nascosto nel campo. Il campo il mondo intero #v. 1<(, la nostra storia, il nostro cuore. Ogni uomo figlio nel >iglio/ in ognuno c- l-uomo nascosto del cuore #&0t 1,%(. 6coprirlo l-avventura della vita. c e un uomo trov, . Il ritrovamento fortuito. L-uomo non aspetta nF sospetta il tesoro7 si im$atte in esso. 6i sottolinea la gratuitB e la sorpresa del dono. Il contadino lavora un campo c!e ancora non gli appartiene. nascose! Il tesoro resta inutili""ato, fino a )uando non si sceglie

effettivamente di farne il proprio tesoro. Il contadino lo nasconde per paura di perderlo/ non suo fino a )uando non !a investito in esso )uanto possiede. per la gioia di esso! La triste""a $locca, la gioia muove ogni decisione. Essa propria di c!i !a trovato il 3suo4 tesoro, di c!i ama. L-amore porta a de8cidere/ taglia via ci. c!e non conta per amore di ci. c!e conta. 6olo una grande passione rende indifferenti al resto. Non perc!F tutto perda significato, ma perc!F tutto finalmente !a il suo senso. i. c!e prima

era una palla al piede, ora serve per conseguire ci. c!e sta a cuore. va e vende tutto *uello c e a e compera *uel campo! I ver$i sono al

presente/ ogni decisione si compie al presente, )ui e ora. 0er ottenere il campo c- da vendere tutto. Non c!e venga $uttato via/ viene investito per ac)uistare ci. c!e vale. Uno non 3perde4 niente7 an"i guadagna tutto. 2 la decisione dei discepoli nel seguire *es+ #%,'=.''7 ?,?7 cf &?,'&.'A8'?(. Di fronte alla su$limitB della conoscen"a di *es+, suo 6ignore, 0aolo considera perdita )uanto prima vedeva come affare/ stato con)uistato da lui e corre per con)uistarlo #>il 1,A.&'(. v! .' : simile il regno dei cieli a un mercante c e cerca belle perle! LB un contadino c!e fa il suo lavoro )uotidiano, )ui un intenditore c!e sa )uello c!e cerca, anc!e se non l-!a mai visto. L-!a solo intravisto nel $rillare di ogni luce, c!e non ancora )uella.
1?%

Il tesoro dato a tutti, come al contadino. 9a anc!e tutti, come il mercante, sono intenditori, ognuno a modo suo. iascuno infatti cerca, segretamente o

meno, una $elle""a unica c!e !a stregato da sempre il suo cuore/ 3 i !ai fatti per te, 6ignore, ed in)uieto il nostro cuore fino a )uando non riposa in te4. L-insa"ia$ilitB del nostro desiderio 8 fame c!e niente placa 8 testimonia c!e il nostro appetito infinito, dell-Infinito. 3 olui c!e capace di Dio, non pu. essere riempito da nulla c!e sia meno di Dio stesso4. L-uomo desiderio. Desiderio dell-impossi$ile, perc!F fatto per l-impossi$ile, unico ci$o c!e lo appaga. v!.0 trovata una perla di grande valore( and, e vendette( ecc! ,ui i ver$i sono al passato. 6i sottolinea il fatto pi+ c!e l-a"ione/ c- giB c!i !a deciso. !i

parla l-!a fatto/ la sua gioia non si tramutata in lutto, e invita alla stessa dan"a c!i ascolta. v! .$ : simile il regno dei cieli a una rete( ecc! Il regno simile, oltre c!e a un seme c!e germina, anc!e a una rete c!e tira fuori l-uomo dall-a$isso e lo porta alla luce. Il discepolo, pescato da *es+, c!iamato a sua volta a diventare pescatore #%,&?(/ pescando i fratelli dalla morte, diventa lui stesso figlio, pescato alla figliolan"a dalla propria fraternitB. c e mette insieme di tutto! La rete aggrega tutti, sen"a discrimina"ione. La !iesa non sceglie c!i $ravo, $ello e $uono/ accoglie tutti nel suo seno. Non pu. essere c!e cosI #cf vv. '%81=.1C8%1(. 6e nego la fraternitB a un figlio di Dio, non accetto di essere figlio io stesso. v! .% *uando fu riempita! La rete piena solo alla fine, non prima. E la fine sarB )uando il fine sarB raggiunto/ )uando la 0arola e l-accoglien"a fraterna avrB 3pescato4 tutti gli uomini. :llora il >iglio, c!e sarB l-ultimo ad essere pescato, consegnerB il regno al 0adre, e Dio sarB tutto in tutti #& or &@,'%.'<(. sedutisi raccolsero i buoni in canestri e i cattivi li buttarono fuori . 6olo allora ci sarB la distin"ione #cf vv. 1=.1C8%1(. Il presente il tempo della pesca e dell-indulgen"a. Nel futuro sarB il giudi"io. 9a giB lo conosco e lo scrivo io
1?@

stesso, )ui e ora/ sar. misurato secondo la misericordia c!e avr. accordato agli altri. 6e !o capito la misericordia, non mi prendo gioco della $ontB di Dio #Rm ',%(, non ne faccio il paravento della mia mali"ia #&0t ',&C(, pretesto alla mia empietB #*d %(. Il 6ignore usa pa"ien"a e aspetta c!e tutti ci convertiamo e siamo salvati #cf '0t 1,?(. Lo )uindi la responsa$ilitB di vigilare su me stesso per avere verso gli altri la stessa pa"ien"a di Dio, parlando e agendo come uno c!e deve essere giudicato secondo una 3legge di li$ertB4 8 dove il giudi"io sarB sen"a misericordia contro c!i non avrB usato misericordia, ma dove la misericordia !a sempre la meglio nel giudi"io #*c ',&'s(, ovviamente di Dio5 v! .4s cos8 sar al compimento del mondo( ecc! #cf vv. 1=.%=8%'(. :llora ci sarB la 3separa"ione4, e saremo misurati con il metro c!e avremo usato verso gli altri, giudicati col nostro stesso giudi"io #A,'(. 6e avremo avuto

misericordia, splenderemo come il sole nel regno del 0adre #v. %1(. :llora in noi e attorno a noi $rillerB la pure""a c!e ora desideriamo. Tutto ci. c!e non misericordia, sarB $ruciato nel fuoco del giudi"io di Dio 8 c!e misericordia. *iB ora lo conosciamo, e siamo c!iamati a viverlo con responsa$ilitB #cf A,&@8'=. '&8'17 '',&=s7 '@,&8&1.&%81=.1&8%C(. v! '" avete capito tutte *ueste cose= 2 la domanda finale di *es+. 3Tutte )ueste cose4 vanno capite, nessuna esclusa, sia la gra"ia c!e la li$ertB, sia il dono c!e la responsa$ilitB, sia la giusti"ia c!e la misericordia. Diversamente fraintendiamo, cadendo nel rigorismo o nel lassismo, nel pessimismo o nel trionfalismo 8 comun)ue nella stupiditB di c!i capisce sempre il contrario di ci. c!e deve, eliminando uno dei due aspetti della realtB # essere semplici non semplificare inde$itamente, ma accettare la complessitB5(. 3Tutte )ueste cose4 sono i vari aspetti del mistero della croce 8 tesoro e perla in cui investire ci. c!e a$$iamo e siamo. S8. Discepolo colui c!e !a capito il mistero del >iglio. v! '& per *uesto ogni scriba divenuto discepolo . ,ui si parla della responsa$ilitB dello scri$a, c!e trasmette ai fratelli il tesoro di famiglia con
1?C

intelligen"a e complete""a. Responsa$ilitB, in misura diversa, comune a ciascuno/ volesse il cielo c!e tutti fossimo scri$i nel popolo di Dio #cf Nm &&,'?(5 tira fuori dal suo tesoro cose nuove e cose antic e! Il tesoro risto. In lui

nascosto ogni tesoro della sapien"a e della scien"a, a$ita corporalmente tutta la piene""a della divinitB # ol ',1.?(. Lo scri$a innan"itutto preoccupato della novitB, c!e lui, il 3nuovissimo4, l-Omega perc!F l-:lfa di tutto. :lla sua luce coglie la veritB delle promesse antic!e. 6e $isogna conoscere la promessa per capire il compimento 8 3ignorare le 6critture ignorare risto4 #6. *irolamo( 8, a maggior ragione $isogna risto non capire

conoscere il compimento per capire la promessa/ ignorare

le 6critture5 2 lui c!e toglie il velo alla lettura dell-:T #' or 1,&%(.Le cose antic!e si capiscono andando all-indietro con l-occ!io in avanti, verso la novitB di *es+. - inoltre sempre una novitB, c!e germoglia proprio ora, non te ne accorgi #cf Is %1,&?(; 2 il 6ignore c!e viene, sotto la veste dell-ultimo di tutti #'@,%=.%@(. Lo scri$a, alla luce di ci. c!e sa, lo riconosce e aiuta gli altri a fare altrettanto. La tradi"ione di ci. c!e antico vive per l-interpreta"ione di ci. c!e nuovo. *uai a restare nella tradi"ione sen"a aprirsi all-interpreta"ione7 guai a guardare la promessa di Dio sen"a discernere come si reali""a )ui e ora. Di simili scri$i, ciec!i, ne a$$iamo, e ne avremo, sempre in a$$ondan"a.

*' Pregare il te$to a. entro in preg!iera come al solito $. mi raccolgo immaginando *es+ in casa c!e parla ai suoi discepoli c. c!iedo ci. c!e voglio/ la gioia di decidere per lui, di vivere la sua misericordia e di trasmetterla agli altri d. traendone frutto, medito il testo da notare< tesoro nascosto nel campo per la gioia, va, vende tutto )uello c!e !a e compera )uel campo
1?A

il mercante c!e cerca perle $elle la perla di grande valore la rete gettata in mare, c!e mette insieme tutti il compimento del mondo come distin"ione e trionfo del $ene avete capito tutte )ueste cose; lo scri$a discepolo tira fuori dal suo tesoro cose nuove e cose antic!e.

+' Te$ti %tili, &Re 1,@8&'7 6al &&?,C@8<=7 0r &8%7 <8?7 9t ?,?7 &@,&C81=7 Lc &?,&8&=7 >il 1,&ss. 60. NON C' PROFETA DISPREZZATO SE NON NELLA PATRIA E NELLA CASA SUA 13,53-58

13,53 54

55 5) 5*

5-

E, quando Ges fin queste parabole, se ne and via da l. E, venuto nella sua patria, li ammaestrava nella loro sinagoga, cos c e erano colpiti, e dicevano! "onde a costui questa sapien#a e i miracoli$ %on & costui il figlio del falegname$ 'ua madre non si c iama (aria, e i suoi fratelli Giacomo e Giuseppe e 'imone e Giuda$ E le sue sorelle non sono tutte tra noi$ "onde a costui dunque tutte queste cose$ E si scandali##avano di lui. +ra Ges disse loro! %on c,& profeta dispre##ato se non nella patria e nella casa sua. E non fece l molti miracoli a causa della loro incredulit.. !" #e$ %"#&es&"

1. Messa

3on cQ: profeta disprezzato se non nella patria e nella casa sua , dice *es+ constatando lHincredulitB di )uelli di Na"aret!.

1?<

Il rifiuto di parte dei suoi apre una nuova se"ione #&1,@18&A,'A(, nella )uale si traccia l-itinerario dall-incredulitB alla fede, con il passaggio o$$ligato attraverso il du$$io, c!e sempre accompagna sia lHuna c!e lHaltra. Il succedersi dei fatti sostan"ialmente uguale a 9c C,&8?,1', con un rilievo maggiore dato a 0ietro. La cosa comprensi$ile se si pensa c!e 9arco si rifB alla sua predica"ione #la modestia una virt+, tanto rara )uanto difficile da contraffare(. #i appro!ondisce sempre di pi il solco che divide la !olla dai discepoli: c chi ri!iuta e chi si lascia coinvolgere nel cammino di Ges" $a !ede cristiana consiste nellaccettare non solo il suo messaggio e la sua opera, ma soprattutto la sua persona" Ges non il !ondatore di una religione, come %os, &udda o %aometto non il maestro di una dottrina o di una morale che pu' stare anche senza di lui" $ui il #ignore, la vita e la sapienza: il racconto della sua storia ce lo rivela e ce lo o!!re da amare e da seguire" (ccettare lui, nella sua umanit, avere lo #pirito di Dio: )*gni spirito che riconosce che Ges +risto venuto nella carne, da Dio, e ogni spirito che non riconosce Ges, non da Dio, (-Gv .,/s)" $a !ede cristiana non un0idea o una legge, ma un individuo concreto: Ges" 1uesto lo scandalo e 2eato chi non si scandalizza di lui (--,3)" Ges non !u accettato dai suoi a causa della sua carne" $a prima eresia, sempre latente nella +hiesa, lo gnosticismo, che non accetta la de2olezza della sua umanit, e della sua umanit croci!issa" 1uesta la radice stessa della !ede, sempre insidiata, al presente come al passato" $e prime eresie sono anche le eresie prime di ogni epoca" (nche oggi varie !orme di misticismo e di teologie sincretistiche si scandalizzano del !atto che l*nnipotente parli ed entri nella storia di tutti attraverso la storia singola e personale di Ges" #vuotano cos4 la salvezza di Dio, non riconoscendo la sua carne e la sua croce, salvezza di ogni carne e di ogni croce" )+i' che non assunto, non redento,, suona !in dall0inizio il principio di ogni teologare cristiano" Cardo salutis caro: la sua carne il cardine della salvezza" Il cristianesimo amore per Ges, il +roci!isso, sapienza e potenza di Dio (c!" -+or -56)" )+hiun7ue invocher il nome del #ignore, sar salvato, ((t /,/-)" )In nessun altro nome c0 salvezza, ((t .,-/), neanche per i teologi pi illuminati o a22agliati" #olo in lui, il 8iglio, diventiamo ci' che siamo: !igli che entrano a !ar parte della !amiglia del 9adre" (ltre !igure insigni, idee 2rillanti o ascesi allucinanti, giovano se aiutano a conoscere e amare lui" (ltrimenti non giovano a nulla, se non a perdersi" Noi vogliamo essere come Dio ma ri!iutiamo un Dio che sia come noi" :d proprio 7uesto che ci salva; Il rifiuto di Na"aret!, dietro il )uale si profila )uello di parte di Israele, rimane profe"ia perenne per la !iesa #cf. Rm &&,&=s(/ ci. c!e capitato ai

1??

nostri padri, per noi un esempio da non dimenticare, perc!F non ci avvenga di peggio #cf. & or &=,C(. Ges crocifisso, scandalo per i giudei e stolte""a per i pagani, sapien"a e poten"a di Dio #& or &,'1s( c!e salva tutti. Tutto infatti, creato per me""o di lui e in vista di lui # ol &,&C(, trova la propria identitB in lui, vita di ci. c!e #cf. *v &,1$8%(. La C iesa non divida ci. c!e Dio !a unito #cf. &?,C(. La prima tenta"ione 3dia$olica4 dividere la 0arola dalla carne, ottenendo una parola vuota e una carne sen"a senso.

'. Le&&()a *e$ &es&" !' 0*, ;( *uando Ges fin8 *ueste parabole( ecc . 2 il finale stereotipo dei discorsi di *es+. Lo scenario delle para$ole il lago di *alilea, nei dintorni di afarnao, centro della sua attivitB prima del viaggio a *erusalemme. !' 0+, venuto nella sua patria! *es+ torna a Na"aret!, dove *iuseppe si era ritirato al suo ritorno dallHEgitto #','1(. ,ui sperimenterB un paradosso pi+ fre)uente di )uanto pare/ proprio i suoi lo rifiutano #cf. 9c C,&8Ca7 Lc %,&C81=(. li ammaestrava nella loro sinagoga! Nella sinagoga di Na"aret! *es+ aveva imparato la 0arola7 ora insegna come persona nota per ci. c!e !a compiuto altrove #Lc %,'1(. La sinagoga 3loro4/ ormai la c!iesa di 9atteo si distan"iata da essa. cos8 c e erano colpiti. - uno stupore ini"iale c!e, invece di aprirsi al !i mistero, si c!iuderB nel pregiudi"io. La meraviglia principio di sapien"a. non si stupisce, non capisce nulla di nuovo, ossia non capisce. donde a costui *uesta sapienza e i miracoli= ,uelli di Na"aret! si fanno la domanda giusta. 9a non sono disposti ad accettare una risposta, c!e metta in )uestione )uanto sanno. Riconoscono la sapien"a e i miracoli7 sono un dato di fatto. 9a escludono a priori c!e la sapien"a e la poten"a di Dio possa essere in 3costui4, c!e conoscono $ene5 6e fosse uno c!e !a studiato o praticato particolari ascesi, se fosse un sapiente o un santone, non si sare$$ero meravigliati/ avre$$e le carte in

%==

regola e lHavre$$ero accolto. 9a come pu. Dio manifestarsi in )uesto uomo, normale e ordinario, in tutto simile agli altri. Noi vorremmo essere simili a Dio, come lo immaginiamo noi7 ma non accettiamo un Dio simile a noi. Gorremmo lui e noi diversi da )uello c!e siamo U e l-origine del male proprio non accettare la realtB. Noi, per lo pi+, crediamo in lui perc!F non lo a$$iamo visto, e lo pensiamo come pi+ ci piace. 9a se lo vedessimo cosI comHera, gli crederemmo; 6e venisse ora )ui, mentre leggo il vangelo, lo riconoscerei #cf. '@,%=8%@(; I sapienti cercano la sapien"a e i religiosi la poten"a7 ma lui un uomo c!e finirB in croce5 ,uel Dio c!e ognuno pensa sapiente e potente a modo suo, e c!e nessuno mai !a visto, si manifestato proprio nella carne di *es+, unica 3noti"ia di Dio4 c!e lo rivela pienamente a tutti. !' 00, non : costui il figlio del falegname= In realtB non lo #cf. &,&<8'@(. 6i danno per ovvie cose c!e non sono vere. 0er la mentalitB comune, se *es+ fosse figlio di un )ualc!e personaggio insigne, sare$$e pi+ credi$ile. 9a figlio di un falegname, falegname lui stesso #9c C,1(/ cosa pretende di essere; sua madre non si c iama Maria= 6i possono conoscere cose vere, sen"a capirne il mistero. i suoi fratelli( ecc! La tradi"ione cristiana !a ritenuto c!e )uesti fratelli sono cugini, usualmente c!iamati con tale nome, o, al massimo, i figli di un precedente matrimonio di *iuseppe. Nel secolo scorso, per pregiudi"io contro la verginitB, si fece strada l-opinione c!e 9aria avesse avuto altri figli. La ricerca della veritB, come si sa, sempre pregiudicata dai propri interessi. !' 0:, donde a costui dun*ue tutte *ueste cose= 6i ri$adisce l-interrogativo, c!e non trova risposte plausi$ili, perc!F inciampa contro la carne di *es+, c!e si pu. conoscere solo nello 6pirito #cf. ' or @,&C(. 6i scandali""ano c!e 3)ueste cose4 divine siano in 3costui4, c!e conoscono. 6e fossero in un altro, ci si potre$$e pensare5 Lo scandalo lHumanitB di *es+5 9a lHincarna"ione, principio di salve""a, il centro della nostra fede. !' 0<, si scandalizzavano di lui! :ccettare o meno la sua umanitB accogliere o meno il dono di Dio. In lui a$ita corporalmente tutta la piene""a della divinitB # ol ',?(5

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non cC: profeta disprezzato se non nella patria! 2 forse un prover$io col )uale *es+ cerca di 3giustificare4 il rifiuto dei suoi. 6i tende a svalutare ci. c!e si conosce/ si concede margini di mistero solo a ci. c!e si ignora5 La persona religiosa, in modo particolare, propensa a volare verso un finto ignoto, pur di non scomodarsi a mettere in )uestione il giB noto. 0er pigri"ia mentale facile ridurre tutto a ci. c!e giB si sa. !' 0., non fece l8 molti miracoli a causa della loro incredulit! Il miracolo connesso con la fede, c!e addirittura lo strappa #cf. il centurione/ <,&=.&17 il paralitico/ ?,'7 lHemorroissa/ ?,''7 la cananea/ &@,'<(. Essa, mettendoci in contatto con il 6ignore, provoca lo 3scam$io4 tra lui e noi. Dove manca, manca il contatto. 6i tratta di un atto li$ero, c!e suscita la meraviglia del 6ignore. Il nostro 3sI4, come pure il nostro no, produce )ualcosa di inedito e meraviglioso anc!e per lui/ !a il potere di stupirlo #cf. <,&=7 9c C, C(. Il miracolo avviene in ultima istan"a per la nostra fede7 essa stessa il grande miracolo, principio di salve""a.

3. P)e a)e !$ &es&" a. entro in preg!iera come al solito. $. mi raccolgo immaginandomi nella sinagoga di Na"aret!. c. c!iedo ci. c!e voglio/ riconoscere la sapien"a e la poten"a di Dio nella carne di *es+. d. traendone frutto, contemplo la scena. Da notare< *es+ viene nella sua patria e insegna nella sinagoga donde a costui )uesta sapien"a e miracoli; il figlio del falegname, sua madre 9aria, i suoi fratelli e le sue sorelle si scandali""avano di lui non cH profeta dispre""ato se non nella patria a casa sua non fece molti miracoli a causa della loro incredulitB. +. Tes&! (&!$!

6al &&? #sostituendo 3*es+4 dove si trova 3parola, legge, precetto, decreto, ecc.(7 9c 1,'=81%7 C,&8Ca7 Lc %,&C81=7 & or &817 Rm &&,&ss.

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61. I SUOI DISCEPOLI LE,ARONO LA SPO-LIA E LA SEPPELLIRONO 1+,1-1'

14,1 0

4 5 ) * -

6 18 11 10

/n quel tempo il tetrarca Erode ud la fama di Ges, e disse ai suoi servi! 1ostui & Giovanni il 2attista! lui & risorto dai morti e per questo le poten#e operano in lui3 Erode infatti si era impadronito di Giovanni, l,aveva legato e riposto in carcere a causa di Erodiade, moglie di suo fratello 4ilippo. Gli diceva infatti Giovanni! %on ti & lecito tenerla. E, benc 5 volesse ucciderlo, temeva il popolo, perc 5 lo teneva come profeta. +ra, venuto il genetliaco di Erode, dan# la figlia di Erodiade nel me##o, e piacque a Erode, tanto c e le promise di darle ci c e avrebbe c iesto. +ra essa, indotta da sua madre, dice! "ammi qui, su un piatto, la testa di Giovanni il 2attista3 E, contristato il re, per i giuramenti e per i commensali ordin c e le fosse data7 e mand a decapitare Giovanni in carcere. E fu portata la sua testa su un piatto e fu data alla fanciulla, e la port a sua madre3 E, fattisi avanti i suoi discepoli, levarono la spoglia e la seppellirono, e vennero ad annunciare a Ges.

1. Messa

!" #e$ %"#&es&"

%=1

I suoi discepoli levarono la spoglia e la seppellirono! 2 la sorte del profeta in patria. 9a la sua storia non finisce nel sepolcro. *iovanni precede *es+ di un passo. destino. Il $rano un flas!8$acV, c!e partendo dalla risurre"ione, racconta la passione del Dattista. Egli, anc!e dopo la morte, vivo pi+ c!e mai, in tutto simile al 6ignore c!e !a preannunciato. La sua vita ne profe"ia compiuta/ nel martirio il profeta si identifica con la 0arola di cui testimone. Il racconto posto dopo il rifiuto di *es+ da parte dei suoi #&1,@A( e prima del fatto dei pani #vv.&18'&(/ il $anc!etto della morte precede )uello della vita. ome *iovanni, anc!e *es+ sarB rifiutato, ucciso e nascosto nel cuore della terra. 0roprio lI il suo 3corpo dato per noi4 sarB seme c!e germoglierB pane per tutti. Il $anc!etto di Erode, c!e termina con la deposi"ione del giusto nel grem$o della terra, visto come la semina del seme di vita.. 6iamo allHinterno della se"ione c!e porta a riconoscere il risto, >iglio di Dio #&C,&C(. I due $anc!etti, uno nel pala""o, riservato ai potenti, e lHaltro nel deserto, aperto agli umili, rappresentano due modi opposti di vivere. Uno taglia la testa a c!i dice la 0arola, lHaltro vive di essa7 il primo festeggia la vita con una dan"a maca$ra di morte, il secondo fa fiorire il deserto e riempie la notte della fragran"a del pane. *li ingredienti del $anc!etto di Erode sono )uelli della nostra storia c!e $en conosciamo/ adulterio, prepoten"a e violen"a. La $elle""a, il senso dellHonore e della fedeltB servono a condire il pasto, il cui dessert un piatto insospettato e crudele/ l-ultima moven"a di )uesta dan"a una fanciulla con in mano una testa mo""ata5 3Il profeta uno c!e soffre di una malattia professionale/ il taglio della testa4. La sua uccisione rappresenta lHapice del male/ invece di ascoltare il 6ignore, si taglia la gola a c!i ne dice la 0arola. 9a la 0arola di Dio non legata #'Tm ',?(/ la testa del Dattista parla pi+ forte di prima, con una poten"a c!e nessuna violen"a, neanc!e la morte, pu. far tacere. Erode la ome ne !a anticipato il messaggio #1,&'K%,&A(, ora ne prefigura il martirio. I due !anno lo stesso amore, gli stessi nemici e lo stesso

%=%

risente come incu$o e appello costante. : lui la responsa$ilitB di ascoltarla, ripudiando la donna c!e non sua e tornando al primo amore. La causa di tutto infatti una moglie non propria. La donna sim$olo della sapien"a #6ofia( o della stolte""a #9orWa(. LHuomo fatto per sposare 6ofia, e non 9orWa. LHuna im$andisce il $anc!etto di morte, lHaltra )uello di vita7 lHuna fa del pala""o un sepolcro, lHaltra del deserto un giardino. Erode !a scelto di sposare la stolte""a, c!e lo travolge nella morte. In realtB lui un re fantoccio, c!e non padrone neanc!e di sF. 6ente *iovanni e sente Erodiade, ode la sapien"a e l-insipien"a. 9a, legato a )uesta e depossessato della sua li$ertB, non riesce a fare ci. c!e vuole. 2 preso in un gioco dove ogni $elle""a e armonia, il nascere e il mangiare, lo stare insieme e il dan"are, tutto si riduce ad un vorticoso movimento sotto la regia della morte. Il potente, guidato da 9orWa, in realtB impotente/ giocato dal gioco c!e crede di tenere in mano, sc!iavo del suo potere c!e pi+ immaginario c!e reale 8 an"i si fonda su immagini truci e si mantiene alimentandole. Il suo $anc!etto, oltre c!e il pre""o, il contrappunto di )uello c!e *es+ im$andisce su$ito dopo nel deserto/ alla nausea vomitevole dei potenti, segue la sa"ietB piacevole per tutti. Ges( profeta rifiutato in patria, avrB la stessa sorte del Dattista. sua morte diventerB pane di vita. La C iesa ascolta la 0arola invece c!e tagliare la testa a c!i la dice. 0er )uesto passa dal $anc!etto di Erode a )uello di *es+. 6olo cosI riceve il pane della sapien"a e riconosce il Givente. on la

2.

Lettura del testo !' &, In *uel tempo ;rode ud8 la fama di Ges! Dopo lHinvio dei Dodici, si

diffonde la fama di *es+. :nc!e Erode, come pure noi a distan"a di venti secoli, ne viene a conoscen"a. LHascolto principio della fede #Rm &=,&A(. 9a la veritB non pu. $rillare nel cuore di c!i la soffoca nellHingiusti"ia #Rm &,&<(/ il modo di vivere determina )uello di pensare. In )uesto racconto si vede ci. c!e impedisce all-uomo di aderire al pensiero di Dio/ il $anc!etto della

%=@

stolte""a, c!e non conosce e non fa la 0arola 8 an"i lHesecu"ione capitale di c!i la testimonia. !' ), disse ai suoi servi! 6ono i servi di Erode, asserviti alla $rama di avere, di potere e di apparire #cf. &*v ',&C(, le tre masc!ere allettanti di cui si serve la morte per adescare l-uomo. Den diversi dal 36ervo4 c!e ne fa le spese, sono gli sc!iavi del male. Erode, loro capo, il loro ideale, il servo pi+ sc!iavo di tutti nel tragico gioco c!e domina il mondo. costui : Giovanni il 2attista! :nc!e dopo morto il profeta vivo. La sua uccisione ne fa un martire, testimone con la vita della veritB c!e dice. lui : risorto dai morti! Il martirio giB risurre"ione/ testimonia un amore pi+ forte della morte. La 3 $uona noti"ia4 c!e vinta la morte, per Erode un incu$o/ minaccia ci. a cui !a sacrificato la propria vita. !' *, ;rode infatti si era impadronito di Giovanni( ecc! dellHingiusti"ia. a causa di ;rodiade( ecc! LHadulterio del re sim$olo di )uello del popolo. :dultero c!i tradisce la sua altra parte. 9a lHaltra parte dellHuomo Dio5 La 0arola dice infatti/ 3:merai il 6ignore tuo Dio4 #Dt C,@(. Erode non ama Dio e non si lascia guidare dalla sua parola7 sposa invece 9orWa, la )uale sarB la protagonista del tragico $anc!etto c!e lo porterB a festeggiare il giorno della nascita con lHuccisione di c!i offre la vita. !' +, non ti : lecito tenerla! *iovanni, come tutti i profeti, ci pone al $ivio tra vita e morte7 ci c!iama a sposare la sapien"a e lasciare la stolte""a. Non ci lecito tenerla/ noi non siamo suoi e lei non nostra5 !' 0, benc 9 volesse ucciderlo! !i nel male sente come un guastafeste c!i lo ric!iama al $ene. Ne vuole la soppressione. temeva il popolo( perc 9 lo teneva come profeta! 9atteo ci tiene a distinguere tra i potenti e i poveri 8 dei )uali il regno dei cieli #@,1(. La ricc!e""a accieca nella stolte""a7 la povertB apre ad accogliere il dono della sapien"a. !' :, venuto il genetliaco( ecc. :l centro della festa di Erode c- una dan"a. Delle""a e piacere sono ingredienti fondamentali di ogni $anc!etto. Nulla di male, se la fanciulla non fosse figlia di 9orWa, c!e si serve di lei per propinare ome poi *es+, anc!e *iovanni fatto oggetto di possesso, legato e custodito nel carcere

%=C

il veleno. La stolte""a si serve di tutto come esca/ ci. c!e $uono, $ello e piacevole sostituito da ci. c!e pare tale #cf. *en 1,C(, ma c!e in realtB velenosamente cattivo, $rutto e disgustevole. Tolto il velo dell-apparen"a, la $ella fanciulla diventa un piatto con una testa insanguinata !' <, promise con giuramento! sono o$$ligo d-incoscien"a. !' ., indotta da sua madre! ome Erode s$aglia partner, cosI la raga""a s$aglia madre/ la $elle""a, sotto il dominio dell-insipien"a, si trasforma in orrore di morte. Il male sempre fatto col $ene7 an"i distruggendo il $ene, perc!F lo usa con stolte""a invece c!e con sapien"a. dammi *ui( su un piatto( la testa di Giovanni! La stolte""a vuole la testa della veritB. - un 3dare4 $en diverso da )uello del $rano seguente5 - un momento in !' >, contristato il re( per i giuramenti e i commensali! i sono promesse cattive, giuramenti c!e

cui il male toglie la masc!era della $elle""a e del piacere/ sotto i veli della fanciulla c- lo sc!eletro della morte. 9a Erode non pu. sottrarsi/ giocato dalla sua immagine, sc!iavo degli altri c!e lo osservano. La sua triste""a viene da Dio, c!e lo c!iama a conversione #cf. ' or A,<8&=(. ordin, c e le fosse data . La parola 3dare4 fondamentale in )uesto $anc!etto, come nel successivo #vv. <.?.&C.&?(. ,ui si dB la testa della voce, c!e cosI testimonia la 0arola7 lB si dB la 0arola fatta pane. Lo stesso ci$o, velenoso per c!i se ne impossessa, vivificante per c!i lo riceve in dono. 9a c!i se ne impadronisce, non fa altro c!e ci. c!e Dio aveva preordinato #cf. :t %,'<(/ confe"iona il dono. !' &?$, mand, a decapitare( ecc! Epilogo della festa una testa data e consegnata di mano in mano. 2 il 3 dies natalis4, ma non di Erode, $ensI del Dattista, c!e viene alla luce come testimone della veritB. In )uesta corsa dalla sala al carcere, dal carcere alle mani della fanciulla, da )ueste a )uelle della madre, finisce la dan"a della stolte""a, c!e ottiene ci. c!e vuole/ la morte. !' &), i suoi discepoli levarono la spoglia e la seppellirono! *iovanni anticipa il cammino di *es+/ il discepolo c!e lo segue precedendolo di un passo. 0er )uesto Erode dice fin dall-ini"io, e giustamente/ *iovanni risorto5 Infatti vivo pi+ c!e mai, come la veritB c!e diventata sua vita.

%=A

vennero ad annunciare Ges!

i. c!e avvenne a *iovanni un annuncio

per *es+, presagio del suo 3ritiro4 nel deserto, dove darB il suo pane.

3. a. $. c. d.

P)e a)e !$ &es&" entro in preg!iera come al solito. mi raccolgo immaginando il pala""o di Erode. c!iedo ci. c!e voglio/ conoscere la veritB del $anc!etto di Erode. traendone frutto, guardo le persone/ c!i sono, c!e dicono, c!e fanno.

Da notare< *iovanni risorto Erode si era impadronito di *iovanni a causa di Erodiade gli ingredienti del $anc!etto la testa di *iovanni. +. Tes&! (&!$!

6al %?7 A17 0r &,'=8',''7 ?,&8C. &18&<7 *er &,&A8&?7 &*v ',&C7 ' or A,<8&=.

%=<

6'. DATE LORO ,OI STESSI DA MAN-IARE 1+,13-'1

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08

01

O)a -es., a/e#*" (*!&", s! )!&!)0 *a $1 !# 2a)%a /e)s" (# $(" " *ese)&", !# 3)!/a&". E, udito, le folle lo seguirono a piedi dalle citt.. E, uscito, vide molta folla ed ebbe compassione di loro e cur i loro infermi. +ra, giunta la sera, vennero innan#i a lui i discepoli dicendo! "eserto & il luogo e l,ora gi. & passata7 congeda le folle, c e vadano nei villaggi e si comprino cibi. +ra Ges disse loro! %on anno bisogno di andare! date loro voi stessi da mangiare3 +ra gli dicono! %on abbiamo qui se non cinque pani e due pesci. +ra disse! 9ortateli qui a me3 E, ordinato alle folle di sdraiarsi sull,erba, prese i cinque pani e i due pesci, al# gli occ i al cielo, benedisse, spe## e diede i pani ai discepoli e i discepoli alle folle. E mangiarono tutti e furono sa#iati, e levarono di ci c e sovrabbond dei pe##i dodici ceste piene. +ra quelli c e mangiarono erano circa cinquemila uomini, sen#a le donne e i bambini.

1.

Messa

!" #e$ %"#&es&"

%=?

Date loro voi stessi da mangiare / l-imperativo del 6ignore ai suoi discepoli. Lui stesso il corpo dato per noi #cf. 'C,'C(, ci$o c!e riceviamo e offriamo a tutti. Dopo la sepoltura del profeta c- il pane del deserto. La sua uccisione lo rende seme nascosto nel cuore della terra U il segno di *iona #&',%=(5 8 c!e germoglia in pane di vita per tutti. L-uomo ci. c!e mangia. :l di lB delle sue inten"ioni, il $anc!etto di Erode, con i suoi idoli morti c!e danno morte, prepara )uello del >iglio c!e dB la vita di figli e di fratelli. *es+, profeta e 9essia rifiutato, sfama il suo popolo nel deserto. 0i+ grande di 9os #Es &C,18%(, il 6ignore stesso c!e dona la sua carne come vero ci$o #*v C,@@(7 pi+ grande di Eliseo #'Re, %,%'ss(, la 6apien"a c!e offre sovra$$ondan"a di vita. Il racconto, a s!ondo messianico, richiama leucaristia, ci2o del nuovo popolo" $a comunit cristiana ha al suo centro il 8iglio, ricevuto in dono e comunicato ai !ratelli" 1uanto 7ui Ges !a lanticipo di 7uello che compir nellultima cena (v" -<=/3,/3), e che i discepoli sempre !aranno in memoria di lui (-+or --,/6s)" Il racconto si divide in tre scene/ *es+, pieno di misericordia, guarisce le folle #vv!")#".(7 i discepoli !anno un programma sul ci$o diverso dal suo # vv! "'("%(7 lui prende il pane, $enedice e lo dB a loro perc!F ne offrano a tutti #vv! "4#&5(. Il v! &" conclude con una nota del redattore sul numero delle persone sfamate. Il centro del $rano la $enedi"ione sul pane del tipo delle bera>ot #$enedi"ioni( e$raic!e. 2 lo stile di vita del >iglio c!e si fa fratello. di *es+ nel deserto la reali""a come vita e sa"ietB per tutti. Ges anticipa )uello c!e farB l-ultima sera/ il pane il mistero del suo corpo, tutto dono del 0adre e tutto dono ai fratelli. La C iesa !a *es+ al suo centro/ ascolta il suo comando e offre )uanto !a ricevuto. ome il $anc!etto di Erode nel pala""o conduce a uccidere c!i dice la 0arola, )uesto

'.

Le&&()a *e$ &es&"

%&=

!' &*, Ges si ritir, da l8 in barca( ecc! )uando darB il suo pane.

i. c!e accaduto al Dattista

premoni"ione del suo ritiro ultimo, in solitudine, nel deserto della morte, Il palazzo apparentemente luogo di vita, come il deserto apparentemente invivi2ile" %a proprio 7ui Dio porta il suo popolo !uori dalla schiavit" +hi non esce dal palazzo nel deserto, non incontra il dono di Dio" le folle lo seguirono a piedi dalle citt! Il ritiro di *es+, e di )uelli con lui nella $arca, non una fuga, ma l-ini"io del nuovo esodo. Il popolo esce dalla cittB di aino per fondare una nuova conviven"a. 2 l-esodo definitivo. Dove approda la $arca di *es+ e dei suoi, anc!e le folle dei poveri arrivano a piedi, an"i li precedono #9c C,11(. Ognuno !a $isogno di )uesto pane. !' &+, vide molta folla ed ebbe compassione di loro! 0rincipio dell-a"ione di *es+ la sua compassione #cf. <,&A(. Ogni a"ione c!e non nasce da essa partecipa al $anc!etto di Erode. ompassione in greco ric!iama la parola 3viscere4 #utero materno(/ la )ualitB fondamentale del Dio amore, c!e 0adre in )uanto materno #cf. Lc C,1C(. cur, i loro infermi! *es+ !a 3cura4 #K venera"ione, rispetto5( degli in8fermi, di coloro c!e non stanno in piedi. La de$ole""a, c!e noi sfruttiamo per asservire, per lui oggetto di servi"io. La medicina con cui ci cura sarB il suo pane, 3rimedio4 di vita eterna. !' &0, giunta la sera #cf. 'C,'=(. La sera la fine del giorno, tempo disponi$ile all-uomo. Ini"ia la notte, e le tene$re si mangiano la crea"ione scaturita dalla luce. Immagine della 3fatal )uiete4, in cui tutto ritorna al caos primitivo, rimanda all-ultima sera, nella )uale *es+ ci diede il suo pane #'C,'=(, per consegnare poi il suo corpo al cuore della terra #'A,@A(. Il suo ultimo giorno sarB tutto oscuritB dall-ini"io alla fine7 anc!e il sole meridiano si offusc!erB nel suo splendore #'A,%@(. 6arB la notte in cui lui, luce del mondo, entrerB in tutte le nostre notti per illuminarle. Ora, come anticipo, la notte del deserto profumerB della fragran"a del pane. deserto : il luogo e lCora gi : passata! I discepoli notano il deserto intorno e la notte c!e incom$e. Nel deserto non si pu. mangiare, ed passata l-ora in cui si pu. fare )ualcosa/ non si pu. vivere, e non c- pi+ nulla da fare. congeda le folle( perc 9 vadano nei villaggi e si comprino cibi! Davanti al deserto e alla notte, la proposta dei discepoli uscire dal deserto, tornare al
%&&

villaggio da cui erano partiti, e 3comperare4 )ualcosa. 9a il suo pane proprio nel deserto e nella notte, e non da comperare #cf. Is @@,&s(. omperare e vendere, a fine di lucro, ci. c!e aggrega in villaggi e porta al $anc!etto di Erode. *es+ stesso sarB comperato e venduto per danaro #'C,&@(5 !' &:, non anno bisogno di andare! 0er *es+ la solu"ione non da cercare fuori, in un ritorno a ci. da cui si usciti. 2 a portata di mano, )ui ed ora, ed gratis5 Disogna solo affrontare la situa"ione in modo diverso. date loro voi stessi da mangiare! Il pane c!e sa"ia nel deserto e nella notte non )uello c!e si compera, oggetto di sudore. Giene 3dato 3 agli amici nel sonno #6al &'A,'(. Nel sonno suo e nostro. !' &<, non abbiamo *ui se non cin*ue pani e due pesci! 2 )uanto $asta a malapena per loro e per il momento. La comunitB ritiene sempre poco )uello c!e c-. Non si accorge c!e cin)ue pi+ due fa sette, numero perfetto, divino. 2 sa"ietB piena per tutti se vissuto come dono7 fame se trattenuto per sF. !' &., portateli *ui a me! La nostra insufficien"a va portata a *es+, riposta nelle sue mani. i. c!e !o e sono, poco o tanto c!e sia, sempre sovra$$ondante se ricevuto, spe""ato e dato da mani di figlio. !' &>, ordinato alle folle di sdraiarsi! 2 l-ini"io della festa. 6e il $anc!etto del primo Esodo fu in fretta e in piedi, )uello del secondo si prolunga nella notte, e si sta sdraiati in compagnia con i familiari. Non pi+ la fuga dalla sc!iavit+, ma l-ingresso nella li$ertB. sullCerba! Il deserto si rallegra e la terra arida esulta e fiorisce/ il 6ignore viene a salvarci #cf. Is 1@,&8%(. 2 la pas)ua definitiva/ il passaggio dal $anc!etto di Erode a )uello della 6apien"a #cf. 0r ?,&8C.&18&<(. Il 6ignore eliminerB la morte per sempre, e si dirB in )uel giorno/ 3Ecco il nostro Dio4 #cf. Is '@,C8?(. prese! *es+ il >iglio/ riceve dal 0adre tutto ci. c!e !a ed . 9a, a differen"a di :damo, non prende come rapina, $ensI in dono #cf. >il ',C(. 0rende per la morte c!i c!iude la mano per possedere e divorare7 prende per la vita c!i apre la mano per ricevere in dono e per donare. La mano c!iusa

%&'

avvelena ogni dono7 la mano aperta ne fa comunione di vita col 0adre e coi fratelli. i cin*ue pani! Non frumento, ma pane, frutto di lavoro e rela"ioni/ cultura, non solo natura. Tutto da prendere e vivere come dono. I cin)ue pani sono da :gostino messi in rela"ione ai cin)ue li$ri della legge, per significare c!e 3 l-uomo non vive soltanto di pane, ma di )uanto esce dalla $occa del 6ignore4 #Dt <,1(. i due pesci! I due pesci sono sim$oli di risto, c!e reali""a il duplice comando della legge c!e uno solo/ l-amore del 0adre e dei fratelli. 0er )uesto amore il >iglio, come pesce c!e vive nell-a$isso, venne a morire sulla terra e per dare a noi in ci$o la sua vita. alz, gli occ i al cielo! :damo prese dalla mano, ma non al". gli occ!i verso il volto del 0adre. >uggI da lui. benedisse! :damo non $enedisse colui c!e dB ogni $ene, e si nascose nella maledi"ione. *es+ invece riceve tutto, anc!e se stesso, dal 0adre. Ogni $riciola di pane dono, segno di amore infinito. In ogni dono c- il Donatore c!e si dona. !i $ene8dice olui c!e $ene8dB, riconosce in ogni goccia la sorgente, in ogni raggio il sole, in ogni frammento il tutto. 0rendere $enedicendo nascere, venire alla luce come figli, vedendo sF e tutto ci. c!e c- come segno dell-amore del 0adre. spezz, e diede! *es+, in )uanto prende $enedicendo, il >iglio, in )uanto spe""a e dB ai fratelli uguale al 0adre. Egli ama con il medesimo amore con cui amato 8 tutto sa dare come tutto riceve. Lo 6pirito 3spira4 insieme dal 0adre e dal >iglio/ !anno un unico amore, c!e la vita di am$edue. La for"a per 3dare4 gli viene dal suo levare gli occ!i al cielo, dal suo essere tutto verso il 0adre come il 0adre tutto verso di lui. ai discepoli e i discepoli alle folle! Lo stesso unico pane passa dalle mani del >iglio a )uelle dei discepoli, e da )ueste alle folle, fino a giungere nelle mani di tutti i fratelli c!e cosI diventano figli. Il dono fa circolare di mano in mano il pane/ riprende il flusso della vita, c!e la rapina aveva interrotto. !' )?, mangiarono tutti e furono saziati! ,uesto pane vita e sa"ietB per tutti. L-altro per poc!i, e dB morte a tutti.

%&1

,uesta la mensa c!e prepara il 6ignore, mio pastore #6al '1(, dove i poveri mangiano e sono sa"i #6al '','A(. 6olo )uesto pane condiviso $enedi"ione e sa"ietB. Dell-altro possiamo averne fino alla nausea, come Erode7 ma non sa"ia/ aumenta solo la fame. dodici ceste piene! Di )uesto pane, mangiato da 3tutti4 e a 3sa"ietB4, ne avan"ano dodici ceste, una per ogni tri$+, una per ogni mese. Ne rimane per tutti e per sempre5 2 )uanto sperimenta la !iesa, allora e ancora adesso. !' )&, cin*uemila uomini! Il numero )uello della prima comunitB di *erusalemme #cf. :t %,%(, c!e viveva l-insegnamento di *es+ mettendo in comune i $eni, spe""ando il pane e pregando con gioia #:t ',%'(. Nessuno diceva sua proprietB ci. c!e aveva7 ogni cosa era fra loro comune, e nessuno era $isognoso #:t %,1'.1%(. !i aveva $eni ne faceva parte a tutti, secondo il $isogno di ciascuno #:t ',%@(. E tutto )uesto in piena li$ertB #cf. :t @,%(5 senza le donne e i bambini! Esplicitamente si nominano le donne e i $am$ini, )uelli c!e 3non contano4.

3. a. $. c. d"

P)e a)e !$ &es&" entro in preg!iera come al solito. mi raccolgo immaginando il deserto di sera con le folle, i discepoli e *es+. c!iedo ci. c!e voglio/ vivere di )uesto pane. traendone !rutto, contemplo la scena"

Da notare! *es+ si ritir. nel deserto, in privato le folle accorrono dalle cittB la compassione e la cura di *es+ per le folle la proposta dei discepoli/ comperare la risposta di *es+/ date5 i cin)ue pani e i due pesci *es+ prese il pane al". gli occ!i al cielo $enedisse spe"". diede i discepoli ricevono e danno tutti mangiarono e furono sa"i dodici ceste piene
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erano in cin)uemila.

+. Tes&! (&!$! 6al '17 &%@7 Es &C,&ss7 'Re %,%'8%%7 Is '@,&ss7 1@,&ss7 @@,&817 *v C,'C8CC.

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63. O TU DI POCA FEDE, PERC45 DU6ITASTI7 1+,''-36

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E subito costrinse i suoi discepoli a entrare nella barca e precederlo sull:altra riva, finc 5 non avesse congedato le folle. E, %"# e*a&e $e 8"$$e, sa$1 s($ 9"#&e in privato a pregare. ;enuta la sera se ne stava da solo lass. +ra la barca distava da terra gi. molti stadi, tormentata dalle onde7 c:era infatti il vento contrario. A$$a :(a)&a /e $!a *e$$a #"&&e /e##e *a $")" camminando sul mare. / discepoli, vedendolo camminare sul mare, furono spaventati e dissero! < un fantasma3 E gridarono dalla paura. 'ubito parl loro Ges, dicendo! 1oraggio3 /o sono3 %on temete3 =ispondendogli, 9ietro disse! 'ignore, se sei tu, comanda a me di venire da te sulle acque3 Gli disse! ;ieni3 E, sceso dalla barca, 9ietro cammin sulle acque e venne da Ges. O)a, /e*e#*" !$ 8")&e /e#&", e22e 3a()a; e, cominciando a sprofondare, grid dicendo! 'ignore, salvami3 'ubito Ges, tendendo la mano, lo prese e gli dice! + tu di poca fede, perc 5 dubitasti$ E, saliti essi sulla barca, cess il vento. +ra quelli nella barca lo adorarono dicendo! ;eramente sei 4iglio di "io3 E, compiuta la traversata, approdarono alla terra di Gene#aret .

%&C

35 3)

E, riconosciutolo, gli uomini di quel luogo mandarono in tutta quella regione e gli portarono tutti i malati, e lo pregavano anc e solo di toccare la frangia del suo mantello7 e quanti lo toccarono furono salvati.

1. Messa

!" #e$ %"#&es&"

6 tu di poca fede( perc 9 dubitasti=( c!iede *es+ a 0ietro, c!iamato da lui a camminare sulle ac)ue, come lui e con lui. Il racconto di *es+ a Na"aret! #&1,@18@<( mostra la regressione dalla meraviglia al du$$io e dal du$$io all-incredulitB. ,uesto, al contrario, mostra il cammino dal tur$amento al coraggio della fede, provata comun)ue dal du$$io e dalla caduta, c!e nell-esperien"a di salve""a giunge alla sua piene""a. Il du$$io, a metB strada tra incredulitB e fede, il passaggio necessario per tutti. 0er una fede consapevole e adulta $isogna c!e il non credente du$iti del suo non credere e c!e il credente du$iti del suo credere. Un cieco dogmatismo preclude l-accesso alla veritB. non crede. 0ietro rappresenta ciascuno di noi e tutta la c!iesa/ )uando volgiamo gli occ!i al 6ignore e alla sua c!iamata, a$$iamo fiducia e riusciamo ad avan"are7 )uando guardiamo le nostre difficoltB, ci impauriamo e affondiamo. Rimane per. sempre nel cuore il grido/ 36ignore, salvami54. 2 la radice inaliena$ile della fede. L-esperien"a di salve""a c!e ne consegue porta alla pace e al riconoscimento del 6ignore. Dopo il dono del pane, *es+ sale, da solo, sul monte a pregare. I discepoli scendono, da soli, sul mare a remare. Dopo il suo 3corpo dato per noi4, lui assente. Noi ci troviamo nella notte, col vento contrario, sospesi sull-a$isso agitato c!e vuole ing!iottirci, faticando inutilmente per raggiungere l-altra riva. 2 la condi"ione della !iesa, c!iamata ad affrontare il suo stesso cammino dopo la sua ascensione sul monte #'<,&Css(. Lui presente come amore fraterno/ l-unico pane c!e c- sulla $arca, insidiato dai vari lieviti #9c
%&A

omun)ue, )uando va a fondo,

c!iun)ue si apre all-invoca"ione della salve""a, al di lB di )uello c!e crede o

<,&%ss(. ,uesto non un fantasma, ma 3Io sono4, la poten"a salvifica di Dio stesso. Le tre scene 3tempestose4 in $arca sono da vedere in connessione tra loro. Nella prima lui presente come colui c!e 3dorme e si risveglia4 #<,'18 'A(/ il *es+ terreno, presente tra i discepoli 3cosI com-era4 #9c %,1C(, morto e risorto, c!e ci !a lasciato il suo pane. In )uesta seconda lui non pi+ con noi se non come l-assente, c!e !a vinto la morte e cammina sulle ac)ue7 presente per. con la sua parola e il suo pane c!e ci fanno camminare come lui !a camminato. Nella ter"a #&C,@8&'( lui stesso scatena una tempesta di domande ai discepoli c!e non capiscono il pane e si lamentano di non averne. Lanno infatti il lievito 3dei farisei e dei sadducei4 #&C,&'(, fermento $en diverso dal suo5 La $arca sim$olo della comunitB, luogo della fede. Non ci sono scappatoie sulla $arca/ o si arriva a terra, o si va a fondo5 La prima scena in $arca corrisponde al tempo di *es+ c!e, in $arca con i suoi, muore e risorge, dandoci il suo pane. La seconda corrisponde al tempo della !iesa, dove la sua presen"a come pane ritenuta un fantasma, fino a )uando non ci fidiamo della sua parola e non facciamo come lui !a fatto 8 3fate )uesto in memoria di me4 #& or &&,'%(. La ter"a ci dice perc!F a$$iamo difficoltB a riconoscerlo/ diamo corpo alle nostre cattive fantasie 8 i vari lieviti c!e muovono la nostra vita, c!e riducono a fantasma la realtB di Io86ono. Ges( ormai assente, presente come il Givente c!e !a camminato sul mare e c!e, con la sua parola, ci c!iama a fare altrettanto. La C iesa accoglie l-invito, con tante paure e perplessitB. 6e guarda lui e la sua promessa, cammina. 6e guarda le proprie difficoltB, affonda. Le rimane per. sempre il grido di invoca"ione al 6ignore, il cui nome 3*es+4, c!e significa 3Dio8salva4. L-avventura di 0ietro )uella di ogni uomo.

'. Le&&()a *e$ &es&" !' )), ; subito costrinse i suoi discepoli( ecc! I discepoli vorre$$ero arrestare il momento magico del pane, come nella trasfigura"ione. Invece

%&<

devono 3ascoltarlo4 #&A,%.@$(5 Il pane c!e ci !a dato , come per Elia, la for"a per camminare )uaranta giorni e )uaranta notti fino al monte di Dio #cf. &Re &?,&8?(. *es+ li 3costringe4 al santo viaggio perc!F preferire$$ero restare sul posto, trasformando lo stesso pane in lievito di Erode. Le folle infatti volevano farlo re #cf. *v C,&@(7 mentre lui il 36ervo4 c!e dB la vita. Dopo la notte del pane viene un nuovo giorno 8 )uello dei discepoli da soli sulla $arca 8 in cui *es+ presente in altro modo, con la sua parola c!e ordina di fare il suo stesso cammino, affrontando la stessa notte c!e lui !a vinto. !' )*, congedate le folle! I discepoli, prima del pane, volevano congedarle7 ora invece vogliono trattenerle. *es+ fa il contrario/ prima dB il pane e poi le congeda con il suo 3viatico4. Non si serve del pane per trattenerle e dominarle, ma si fa servo del pane per farle camminare. sal8 sul monte in privato a pregare! Dopo il dono del suo corpo, *es+ salito sul monte, in comunione col 0adre, inviando i suoi discepoli in tutto il mondo, promettendo di essere sempre con loro #'<,&C8'=(. Lui il pontefice, c!e dall-alto li assiste, vicino al 0adre e ad ogni fratello. venuta la sera( se ne stava da solo lass! Lui giB nella luce del 0adre7 per noi invece viene ancora la sera, la stessa c!e anc!e lui incontr. )uando ci diede il suo pane #'C,'=8'?(. Lui lass+ sul monte da solo a pregare, noi nella notte, )ui, gi+ nel mare, da soli a remare. 2 la nostra condi"ione normale, dopo c!e lui si fatto pane. !' )+, la barca distava da terra molti stadi! :vvolti dal $uio, sospesi tra cielo e a$isso, i discepoli sono lontani dal punto di parten"a e da )uello di arrivo. La situa"ione angosciante. tormentata dalle onde! Il 3tormento4 indicato con un termine c!e ric!iama la 3pietra di paragone4, c!e serve per provare l-oro, graffiando ci. c!e non pre"ioso. Le tri$ola"ioni ci purificano/ macinano la nostra dure""a di cuore, per ricavarne l-oro pre"ioso della fede #cf. &0t &,C8?7 Rm @,18@(. il vento contrario! Il vento solleva il mare/ lo spirito contrario agita contro l-uomo lo spettro della morte. !' )0, alla *uarta veglia della notte! 2 la veglia dalle tre alle sei del mattino, carica del $uio di tutta la notte U la luce sem$ra lontanissima5 8, piena di fatica e di angoscia. 2 notte fonda7 eppure preludio del nuovo sole. In

%&?

)uest-ora Dio interviene a salvare #cf. Es &%,'%7 6al %C,C7 Is &A,&%(. 6arB l-ora della risurre"ione di *es+ #'<,&(. venne da loro camminando sul mare! Nella prima tempesta *es+ dormI e si svegli./ entr. nella notte e la vinse, dandoci il pane di vita. Ora, risorto, cammina sulle ac)ue/ la morte non !a pi+ potere su di lui. Non essere inghiottiti dalla2isso il sogno impossi2ile di ogni uomo, superamento della realt che 2en conosce, !atta di notte, solitudine, lontananza, !atica, tormento, angoscia, terrore e spro!ondamento" +amminare sul mare il tema del 2rano, ripetuto 7uattro volte (vv" />"/3"/?"/<)" @ 7uanto il discepolo chiamato a !are, sulla parola del suo #ignore" !' ):, furono spaventati! Il discepolo colto da terrore/ camminare sulle ac)ue eccessivo, impossi$ile, divino5 : un fantasma! !i giocato dalla paura scam$ia le proprie fantasie per realtB e la realtB per fantasia. I discepoli pensano c!e il Givente in me""o a loro sia un fantasma, un morto #cf. Lc '%,1A(. Il pane 8 il suo corpo dato per noi 8 non l-incontro con lui c!e salva, ma ridotto a pio ricordo di un evento passato c!e non si vive al presente. 2 il rimprovero di 0aolo a )uelli di orinto, )uando dice c!e la loro eucaristia non un mangiare la cena del 6ignore, ma un mangiare la propria condanna, perc!F fanno il contrario di ci. c!e cele$rano #cf. & or &&,&A81%5(. gridarono dalla paura! 2 la stessa paura di andare a fondo c!e li colse nella prima tempesta, )uando il 6ignore dormI #<,'%ss(. !' )<, coraggioH Io#SonoH 3on temeteH La paura poc!e""a di fede #<,'C7 ?,''(. La fede invece il coraggio di credere e osare l-impossi$ile 8 impossi$ile all-uomo, ma non a Dio. olui c!e cammina sulle ac)ue non un fantasma, ma Io86ono, *es+ in persona. 3Io86ono4 ric!iama la rivela"ione del Dio dell-Esodo. La salve""a attraverso l-ac)ua non un-illusione/ la paura c!e fa loro ritenere illusione la realtB di Dio. !' )., se sei tu( comanda a me di venire a te sulle ac*ue! La prova c!e davvero *es+, il 6ignore8c!e8salva, c!e io stesso sia salvo/ c!e sulla sua parola vada da lui camminando come lui sull-a$isso. La prova c!iesta dal du$$io/ 36e sei tu54. Il 3se4, c!e esprime il du$$io, parola divina )uando serve ad aprire all-impossi$ile. !' )>, vieniH 2 la voca"ione definitiva/ sulla sua parola, siamo c!iamati da lui a camminare come lui e con lui sull-a$isso.
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7ietro cammin, sulle ac*ue e venne da Ges! In o$$edien"a a lui, 0ietro riesce a fare come lui !a fatto. Deve affidarsi all-ac)ua, fuori dalla $arca # la fede e il $attesimo l-esperien"a personale c!e introduce nella $arca5(. Non si vince la morte se non attraverso l-affidarsi a lui nella sua morte. !' *?, vedendo il vento forte( ebbe paura! Lo spirito contrario spaventa 0ietro. 6e guarda *es+, cammina7 se guarda le sue paure, sprofonda. La paura c!e fa sprofondare il luogo stesso nel )uale il 6ignore ci c!iama a una fede maggiore7 diversamente siamo colti da angoscia e dispera"ione. 0er )uesto 3tengo i miei occ!i rivolti al 6ignore, perc!F li$era dal laccio il mio piede4 #6al '@,&@(. cominciando a sprofondare! 6ulla $arca c!e andava a fondo, *es+ 3dormiva4 #<,'@(. Ora cammina sulle ac)ue proprio perc!F andato a fondo tran)uillo e sereno come un $im$o in $raccio a sua madre #cf. 6al &1&,'(. Signore( salvami! 9entre affoga nel mare, 0ietro grida a *es+, c!e significa/ il86ignore8salva #cf. <,'@(. Nella distretta finale, a tutti dato )uesto nome, nel )uale a ogni uomo data salve""a #cf. :t ','&7 %,&'(. !' *&, Ges( tendendo la mano . Il 3$raccio teso4 indica l-intervento di Dio, c!e afferra e salva dalle grandi ac)ue c!i lo invoca. o tu di poca fede #cf. <,'C(. La fede c-, ma poca, insufficiente davanti a prove dure come )uesta. Il cammino di affidamento e di riconoscimento dura tutta la vita. La tri$ola"ione finale sarB il compimento del $attesimo, c!e ci farB conoscere c!i il 6ignore. !' *), saliti sulla barca( cess, il vento! La calma viene sulla $arca solo dopo c!e ciascuno !a fatto in prima persona l-esperien"a $attesimale, c!e consiste nell-ascoltare il 6ignore, camminare sulle ac)ue, andare a fondo, invocare il suo nome ed essere salvati. 6olo allora nella $arca riconosciamo il 6ignore e viviamo del suo pane/ siamo passati dalla morte alla vita perc!F amiamo i fratelli #&*v 1,&%(. !' **, *uelli nella barca lo adorarono! La salve""a porta all-adora"ione, al $acio del 6ignore, fine del vangelo #'<,&A(. veramente sei Figlio di DioH 2 l-anticipo della professione di &C,&C. sperimentando sempre pi+ a fondo la salve""a. i. non impedisce c!e 0ietro, anc!e pi+ avanti, non lo capisca e lo rinneg!i,

%'&

1ui 9ietro !a la pro!essione di !ede pas7uale" $a +hiesa sa che il suo corpo dato per noi non un !antasma, ma il pane di vita che !a vivere e morire camminando come lui ha camminato" !!' *+/*:, compiuta la traversata( ecc! olui c!e non fu riconosciuto dai suoi, ora lo dalle folle, mentre presente in me""o a loro c!e !anno ormai compiuto la traversata. Il semplice contatto con lui salve""a per tutti.

3.

P)e a)e !$ &es&"

a. entro in preg!iera come al solito. $. mi raccolgo immaginandomi di notte in $arca coi discepoli. c. c!iedo ci. c!e voglio/ guardare a *es+ e alla sua promessa, invece c!e alle mie fantasie. d. traendone frutto, contemplo la scena e guardo le persone/ c!i sono, c!e dicono e c!e fanno. Da notare< costrinse i suoi discepoli a entrare in $arca *es+ da solo sul monte a pregare i discepoli da soli sul mare, nella notte, a remare il vento contrario distavano molti stadi la $arca tormentata dalle onde la )uarta veglia della notte *es+ c!e cammina sulle ac)ue un fantasma coraggio, Io86ono, non temete comanda a me di venire a te sulle ac)ue vieni5 0ietro cammina sulle ac)ue la paura e l-andare a fondo #ignore, salvami;

+.

Tes&! (&!$!

6al AA7 <@7&=A7 &Re &?,&8&17 9t '<,&C8'=7 & 0t &,C8?7 & or &&,&A81%.

%''

6+. <UESTO POPOLO MI ONORA CON LE LA66RA, MA IL LORO CUORE LONTANO DA ME. 15,1-'0

15,1 0

>llora vengono a Ges da Gerusalemme alcuni farisei e scribi, dicendo! 9erc 5 i tuoi discepoli trasgrediscono la tradi#ione degli antic i$ /nfatti non si lavano le mani quando mangiano pane.

+ra, rispondendo, disse loro! 9erc 5 voi invece trasgredite il comando di "io per la vostra tradi#ione$

"io infatti disse! +nora il padre e la madre, e! 1 i maledice padre e madre, sia ucciso.

(a voi dite! 1 i dice al padre o alla madre! < dono sacro ci c e da parte mia ti potrebbe aiutare,

non onorer. suo padre7 e vanificaste la parola di "io a causa della vostra tradi#ione.

/pocriti3 2ene profet di voi /saia, dicendo!

?uesto popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore & lontano da me7 invano mi venerano insegnando insegnamenti c e sono precetti di uomini.

18

E, c iamata la folla,
%'1

disse loro! >scoltate e comprendete3 11 %on ci c e entra nella bocca contamina l:uomo, ma ci c e esce dalla bocca, questo contamina l:uomo. 10 >llora vengono i discepoli e gli dicono! 'ai c e i 4arisei udendo la parola furono scandali##ati$ 13 +ra egli, rispondendo, disse! +gni pianta c e non piant il 9adre mio celeste, sar. sradicata. 14 @asciateli7 sono ciec e guide di ciec i! ora se uno cieco guida un cieco, ambedue cadranno nella fossa. 15 +ra, rispondendo, 9ietro gli disse! 'piegaci questa parabola3 1) 1* 1+ra egli disse! >nc e voi siete ancora sen#a intelletto$ %on sapete c e tutto ci c e entra nella bocca, va nel ventre ed & espulso nella fogna$ /nvece ci c e esce dalla bocca proviene dal cuore, e questo contamina l:uomo. 16 "al cuore infatti escono cattivi pensieri, omicidi, adulteri, fornica#ioni, furti, false testimonian#e, bestemmie. 08 ?ueste sono le cose c e contaminano l:uomo7
%'%

ma il mangiare con mani non lavate non contamina l:uomo.

1. Messa

!" #e$ %"#&es&"

Euesto popolo mi onora con le labbra( ma il suo cuore : lontano da me( dice *es+ su$ito dopo l-avventura in $arca coi discepoli. Riconoscere il 6ignore nel pane sen"a scam$iarlo per fantasma non pro$lema di occ!i, ma di cuore #vv. <.&?(. Il cuore il centro della persona, c!e ri8corda ed esprime ci. c!e gli interessa #inter8esse K essere8dentro5(. :l credente interessa il 3pane4, il suo corpo dato per noi, o altre cose; Il suo cuore con il 6ignore o lontano da lui; Il $rano ini"ia e finisce con i discepoli c!e mangiano sen"a lavarsi le mani #vv. '.'=(, trascurando le norme date dagli antic!i. Lanno un-altra tradi"ione/ )uella del suo corpo dato nelle nostre mani di peccatori. Il fatto dB occasione a una polemica contro le norme religiose c!e non rispettano la parola di Dio #vv! )#4(, e ad un c!iarimento fondamentale su ci. c!e $ene o male, puro o impuro #vv!"5#"4(. :l centro sta 3il cuore4/ se lontano dal 6ignore, vanifica la sua parola e rende tutto immondo #v. <s.&?s(, se con il 6ignore, ne vive la parola e mangia. In )uesto $rano si toccano i temi fondamentali di ogni religione/ la tradi"ione, il lecito e l-illecito, il $ene e il male. L-uomo vive di tradi"ioni, di ci. c!e riceve e scam$ia con gli altri. : differen"a dell-animale, non regolato dall-istinto, ma dal cuore, dai desideri e da ci. c!e in una lenta e lunga ac)uisi"ione !a messo dentro/ vive di ri8cordo, di memoria amata e custodita c!e lo apre al suo futuro e gli suggerisce c!e fare )ui e ora. onosce co8mandamenti #co8mandare K mandare insieme( e interdetti #interdetto K detto8tra(, frutto di esperien"a precedente, c!e gli offrono ori""onti comuni su cosa fare e cosa non fare per raggiungere la pro8 messa di felicitB c!e tiene viva la sua esisten"a. L-uomo cultura. Non deve ogni volta inventare il da farsi7 lo trova giB nella memoria, nella tradi"ione. Il pro$lema )uello di capirla e usarla. Infatti pu. ridursi a erudi"ione sterile
%'@

c!e ingessa la persona. :llora c- un tradi"ionalismo c!e $utta via l-anima della tradi"ione/ dimentica il senso di ci. c!e trasmette 8 la volontB di Dio significata dalla sua parola U e riduce la pratica religiosa a ritualismo. In )uesto caso la tradi"ione diventa strumento di oppressione e di morte/ un cumulo di formule vuote, con un cuore lontano da Dio e dagli uomini. Il puro e l-impuro, il lecito e l-illecito, il $ene e il male, ci. c!e mette in comunione o divide dalla vita, ci. c!e dB felicitB o infelicitB, dipende in ultima istan"a non dalla tradi"ione o da regole c!e classificano cose o a"ioni, ma dal cuore stesso/ tutto $uono nella misura in cui vissuto con un cuore puro. Il cuore puro vede Dio #@,<(/ li$ero dall-egoismo, riflette la sua $ontB, e fiorisce in ogni frutto $uono. Un cuore impuro, lontano da Dio, produce opere di morte. Il $ene viene da un cuore vivificato dallo 6pirito d-amore7 il male da un cuore posseduto dallo spirito immondo. Non solo il mondo religioso, ma anc!e )uello laico vive di tradi"ioni e riti, di comandi e divieti. Oggi pi+ c!e mai siamo amministrati da infinite norme 8 tanto pi+ su$dole )uanto meno dic!iarate 8 c!e si impongono, in modo inavvertito e ar$itrario, come 3moda4. Il lavoro, le rela"ioni, lo stile di vita e, soprattutto, gli stessi valori 8 $evuti acriticamente da tutti i pori gra"ie ai mass8media 8 costituiscono un campo di leggi ferree, da osservare con rigore per non essere emarginati. 2 necessario misurare tutto )uesto sulla 0arola e sul 0ane, sulla 0arola c!e si fa 0ane/ aiutano o meno ad amare i fratelli, producono frutti velenosi o $uoni; Tutto il $rano sul ci$o. L-uomo ci. c!e mangia attraverso i canali dei suoi sensi e assimila attraverso le sue facoltB7 o, meglio, come mangia. on c!e cuore, con c!e spirito mangia; 2 da verificare se mangiamo o meno secondo la tradi"ione c!e *es+ ci !a lasciato, se viviamo o meno della memoria di lui c!e !a dato il suo corpo per noi. Ges la nostra tradi"ione fondamentale, misura di ogni altra. La C iesa !a al suo centro l-eucarestia/ sa c!e il vero culto spirituale, gradito a Dio, il nostro stesso corpo #Rm &',&( c!e mangia e vive di )uesta tradi"ione, c!e )uella del >iglio.

%'C

3. Le&&()a *e$ &es&" !' &, +llora alcuni farisei e scribi! I farisei sono )uelli c!e osservano le tradi"ioni, gli scri$i )uelli c!e le conoscono. 3>ariseo4 significa 3separato4/ un puro, diverso dagli altri. La sua 3santitB4 $en diversa da )uella di *es+, mangione e $eone, amico di pu$$licani e peccatori #&&,&?(. 6ono sempre nemici di *es+. 36cri$a4 significa 3colui c!e scrive4/ l-esperto di 6crittura. 2 c!iamato a scoprire il tesoro #cf. <,&?, &1,@'(. >arisei e scri$i si scomodano a venire fin da *erusalemme pur di dar fastidio ai discepoli c!e mangiano trascurando le loro prescri"ioni #cf. *al ',%.&'(. !' ), perc 9 i tuoi discepoli trasgrediscono la tradizione degli antic i= La tradi"ione l-insieme delle interpreta"ioni della legge trasmesse dagli antic!i, c!e sarB fissata nella Mis na e nel -almud. La tradi"ione ci. c!e si tramanda, di mano in mano, perc!F uno sappia come vivere, sen"a dover ogni volta inventare. 2 la sedimenta"ione dell-esperien"a e della riflessione di c!i ci !a preceduto nel cammino di ricerca della veritB. non si lavano le mani *uando mangiano pane . I discepoli 3mangiano pane4 sen"a prima fare le tradi"ionali a$lu"ioni. 0er loro la tradi"ione nuova )uella del 3pane4, il suo corpo dato nelle mani dei peccatori #cf. &A,''s(. 0er )uanto ci si lavi le mani, non si mai a$$astan"a puri per meritare )uel pane, c!e invece donato a c!i tradisce, rinnega e fugge #cf. 'C, '=81@(. !' *, perc 9 voi trasgredite il comando di Dio per la vostra tradizione= *es+ risponde contrattaccando. La nostra tradi"ione non !a valore assoluto7 am$igua, an"i pu. addirittura trasgredire 3il comando di Dio4 , c!e l-amore verso il 0adre e i fratelli #A,&'7 '',1A8%=(. 2 )uanto *es+ !a reali""ato con il suo pane/ il suo corpo dato per noi. !' +, onora il padre e la madre . 2 la )uarta delle dieci parole, il comandamento pi+ ovvio. Rispondere con amore all-amore dei genitori la radice stessa della vita, possi$ilitB di riceverla e trasmetterla. !' 0, : dono sacro ci, c e da parte mia ti potrebbe aiutare( ecc! 2 la tradi"ione del Eorban. onsiste nel consacrare a Dio dei $eni, c!e cosI diventano sacri, inaliena$ili. Non si possono destinare nF ai genitori nF ai figli7
%'A

ne pu. usufruire solo l-interessato finc!F vive, e poi passano al tempio. Dellissima inven"ione dell-egoismo, c!e si serve anc!e di Dio5 !':, vanificaste la parola di Dio per la vostra tradizione! ,uesta tradi"ione in netto contrasto con il comando di Dio. - )uindi tradi"ione e tradi"ione/ $isogna vedere se conforme o no al comando dell-amore. Ogni legge, consuetudine o moda, va valutata con discernimento, e osservata solo se serve a 4mangiare pane4, a promuovere la vita. Diversamente perversione istitu"ionali""ata, e va rifiutata. :nc!e tradi"ioni c!e all-origine erano giuste, possono diventare perverse in situa"ioni nuove. !' <, ipocriti! Ipocrita colui c!e si serve di tutto, anc!e di Dio, per il proprio io. !' ., *uesto popolo mi onora con le labbra( ma il suo cuore : lontano da me #Is '?,&17 6al A<,1Cs(. - una religiositB esteriore, fatta di parole, preg!iere e riti U sempre pi+ corretti e solenni5 8 ma c!e ignora la 3tradi"ione del pane4 e non vive in concreto l-amore del 6ignore, scam$iando per realtB i fantasmi delle proprie devo"ioni. Non $isogna amare a parole, ma coi fatti e nella veritB #& *v 1,&<(. :nc!e in campo non religioso risc!iamo di osservare i protocolli sempre pi+ esigenti del puro apparire5 9a c!e ne del nostro cuore; !' >, invano mi venerano ecc. 2 un culto del vuoto. I precetti c!e ne derivano svuotano l-uomo, vanificando la parola di vita. *ran parte della predica"ione profetica contro )uesto culto #cf. Is &,&=8'=7 @<,&8&'7 *er A,&8 &@(. !' &?, ascoltate e comprendete! *es+ ora si rivolge alle folle, c!iamate a comprendere ci. c!e dice. !' &&, non ci, c e entra nella bocca( ecc . Nella $occa entra il ci$o, dalla $occa esce la parola. Tutto ci. c!e c-, $uono, dono di Dio #cf. :t &=,&&8&@(. ,uesta afferma"ione di *es+ principio di li$ertB da ogni ta$+ culturale. Di tutto l-uomo pu. li$eramente disporre. 2 come lui ne dispone c!e lo fa morire o vivere. E ne dispone secondo ci. c!e esce dalla sua $occa, secondo la parola d-amore o d-egoismo c!e !a dentro. ,ual la parola c!e governa l-uso c!e faccio di ogni cosa; 2 parola di li$ertB o di dominio, di dono o di possesso, di comunione o di separa"ione;

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!' &), i farisei furono scandalizzati( ecc! I discepoli notano c!e i farisei si scandali""ano. 9a uno scandalo positivo, c!e vuol toglierli dall-ipocrisia. Tutto al mondo puro/ solo un cuore immondo lo rende immondo. !' &*, ogni pianta( ecc! Il 0adre !a piantato l-al$ero della vita, c!e porta il frutto dello 6pirito #cf. *al @,''(. Ogni al$ero c!e non porta )uesto frutto non suo/ cattivo #A,&@8'=(, e sarB sradicato #cf. 1,&=(. !' &+, lasciateli! I discepoli sono c!iamati a lasciare i farisei / non sono maestri da imitare, ma da evitare. ciec e guide di ciec i! Non sono guide illuminate, ma ciec!e. Il loro cuore impuro non vede Dio, ma solo il proprio io. '1,&C(. !' &0, 7ietro disse! Nel $rano ci sono progressivamente farisei, scri$i, folle, discepoli e anc!e 0ietro. Il pro$lema riguarda tutti. In particolare 0ietro, c!e !a un ruolo di guida. !e anc!e lui non sia cieco5 E lo sarB ogni volta c!e non avrB lavato gli occ!i nel pianto del proprio peccato riconosciuto #'C,A%s(. !' &:, anc e voi siete ancora senza intelletto= Nonostante il loro/ X6I4 #cf. &1,@&(, non !anno ancora capito #cf. &C,@8&&(. :nc!e in loro c- il lievito dei farisei oltre c!e dei sadducei #&C,&'(. !' &<, ci, c e entra nella bocca( ecc! vivere 8 e ci. c!e non serve si elimina5 !' &., invece ci, c e esce dalla bocca( proviene dal cuore! La $occa parla dall-a$$ondan"a del cuore #&',1%(. Un cuore c!e !a dentro la 0arola di vita, rende tutto puro7 un cuore c!e !a dentro parole di morte, rende tutto impuro. Il $ene e il male non sta nelle cose, ma nelle nostre a"ioni7 e ancor prima nelle nostre inten"ioni, nella parola di sapien"a o di stolte""a c!e il nostro cuore !a sposato. !' &>, dal cuore escono( ecc! 2 una lista di a"ioni malvagie, )uelle c!e 0aolo c!iama opere della carne #*al @,&?8'&(. 6ono il veleno c!e esce da un cuore lontano da Dio, centrato su se stesso. !' )?, cose c e contaminano! Il male e la morte vengono dal cuore, dall-inten"ione con cui si vive ogni realtB. Il mondo non nF da idolatrare nF da demoni""are, nF da adorare nF da dispre""are. Il suo valore o meno dipende dalla parola non detta c!e esce dal cuore. i. c!e entra nella $occa serve per !i li segue cade nella fossa #cf.

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mangiare con mani non lavate non contamina lCuomo! Noi mangiamo il 0ane, anc!e se indegni. ,uesto pane ci fa vivere il frutto dello 6pirito #*al @,''(.

3.

P)e a)e !$ &es&"

a. entro in preg!iera come al solito. $. mi raccolgo immaginando *es+/ attorniato da farisei e scri$i, folla e discepoli. c. c!iedo ci. c!e voglio/ non avere il cuore lontano da Dio, mangiare il 0ane, vivere con amore ogni realtB. d. traendone frutto, medito sulle parole di *es+. Da notare< farisei e scri$i mangiare il pane con mani immonde trasgredire le tradi"ioni degli antic!i trasgredire il comando di Dio annullare la parola di Dio con la nostra tradi"ione culto di la$$ra, con il cuore lontano da Dio ci. c!e entra e ci. c!e esce dalla $occa.

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Tes&! (&!$!

6al A<7 Is '?,&18'%7 :t &=,&ss7 9t A,&'7 '',1%8%=7 *al @,&?8''7 & or &1,&ss.

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65. O DONNA, -RANDE LA TUA FEDE= SIA FATTO A TE COME ,UOI 15,'1-'8

15,01 00

E, uscito di l., Ges si ritir nelle parti di Airo e 'idone. Ed ecco una donna cananea, c e usciva da quelle regioni, gridava dicendo! >bbi piet. di me, 'ignore, 4iglio di "avide3 (ia figlia & malamente indemoniata.

03

+ra egli non le rispose parola. +ra avvicinatisi i suoi discepoli gli c iedevano dicendo! (andala via, perc 5 ci grida dietro.

04

+ra rispondendo disse! %on fui inviato se non per le pecore perdute della casa d:/sraele.

05

+ra quella venne e lo adorava dicendo! 'ignore, aiutami3

0)

+ra egli rispondendo disse! %on & bello prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini3

0*

+ra quella disse! ', 'ignore7 ma anc e i cagnolini mangiano delle briciole c e cadono dalla mensa dei loro signori3

0-

>llora rispondendo Ges le disse!


%1&

+ donna, grande & la tua fede! 'ia fatto a te come vuoi3 E fu guarita sua figlia da quell:ora.

1.

Messa

!" #e$ %"#&es&"

6 donna( grande : la tua fede< sia fatto a te come vuoi( l-esclama"ione di *es+ davanti alla donna pagana, c!e ottiene il 3pane dei figli45 Il racconto, parallelo a )uello del centurione #<,@8&1(, fa da contrappunto alle rimostran"e dei farisei e degli scri$i #&@,&ss(, alla non fede dei suoi di Na"aret! #&1,@<( e alla poca8fede dei discepoli #<,'C7 &%,1&(. Il dono del 6ignore per c!i lo c!iede con fiducia, non per c!i lo pretende o per c!i, invece di aver fiducia, c!iede segni #&C,&(. ,uesta donna immagine della nostra !iesa, c!e proviene dal paganesimo/ partecipa alla promessa di :$ramo mediante la fede. La fede agisce a distan"a, anc!e in assen"a di *es+ #cf. anc!e <,&8&1(. 2 la condi"ione nostra/ dopo la sua missione a Israele, lui assente, ma la sua stessa for"a opera in coloro c!e per primi !anno veduto e creduto, e continua anc!e in )uanti, pur non avendo visto, credono #cf. *v '=, '?(. 6olo la fede dB accesso al 3pane dei figli4, sia per Israele c!e per i pagani, sia per c!i !a visto c!e per c!i non !a visto. Nel $rano si sottolinea il limite della missione storica di *es+, destinata a Israele, erede primo della promessa c!e attraverso lui passerB a tutte le genti. ,uesta donna, con il centurione, ne l-anticipo profetico. Il $rano un dialogo serrato e drammatico tra la donna e *es+, con l-intervento dei discepoli. 6i intravedono le difficoltB c!e anc!e in seguito incontrerB il passaggio della salve""a ai pagani, gli immondi. La fede dB il via li$ero all-intervento di Dio al di lB di ogni $arriera culturale e religiosa, allora come oggi. Dio stesso interviene dal cielo per vincere la resisten"a della !iesa primitiva nei confronti dei pagani #cf. :t &=,?8%<(. Tipici di 9atteo sono l-intervento dei discepoli e la dic!iara"ione di *es+ circa la sua missione verso le pecore perdute d-Israele #vv.'1.'%(.
%1'

Il dialogo tra *es+ e la donna riguarda 3il pane dei figli4, e a c!i spetta. 9atteo scrive per i giudei cristiani, per aprirli alla missione verso i pagani #cf. '<,'=(. Inoltre vuol stimolare la gelosia di )uei figli c!e ancora non accolgono )uel pane del )uale invece i cani #i pagani( per la loro fede si sa"iano #cf. Rm &&,&%(. $a distinzione caniA!igli 7uindi a22attuta dalla !ede: gi (2ramo, padre di Israele, era pagano, e divenne erede della promessa e patriarca del nuovo popolo per la sua !ede" )1uelli che hanno !ede sono 2enedetti insieme ad (2ramo che credette, suoi !igli )sono 7uelli che vengono dalla !ede,, perchB lui stesso !u il primo che )e22e !ede in Dio, e gli !u accreditato a giustizia, (Gal 6, <"C"3)" Ges il 9essia promesso e inviato a Israele. Dall-Israele c!e lo accoglie sorge la luce per tutte le genti #Lc ',1'(/ i suoi discepoli saranno dopo di lui inviati per tutto il mondo # '<,'=(. La missione del 9essia verso di loro la loro stessa verso tutti. La C iesa fatta innan"itutto da giudei e poi da )uanti, per la loro fede, diventano figli di :$ramo, il primo c!e dB credito a Dio e alla sua promessa.

'.

Le&&()a *e$ &es&" !' )&, ;( uscito di l( Ges si ritir,( ecc! *es+ esce dal luogo dove i farisei

e gli scri$i onorano il 6ignore con le la$$ra, ma con il cuore lontano da lui. 6i ritira in "ona pagana, verso Tiro e 6idone. 2 un-allusione al passaggio della salve""a ai pagani #:t &1,%Css(. 6e il rifiuto di parte del popolo fu salve""a per tutte le genti, cosa sarB mai )uando tutto Israele accoglierB il suo 9essia; 36e infatti il loro rifiuto !a segnato la riconcilia"ione del mondo, )uale potrB mai essere la loro riammissione, se non una risurre"ione dai morti;4#Rm &&,&@(. !' )), ecco una donna cananea c e usciva( ecc! La mancan"a di fede fa uscire *es+ dalle sue regioni7 la fede a sua volta fa uscire anc!e la pagana dalle sue regioni, per incontrarlo. gridava dicendo! La sua preg!iera !a la for"a del grido, ma anc!e la sapien"a di una parola precisa.

%11

abbi piet di me( Signore( Figlio di Davide . 2 la preg!iera fondamentale. :$$i pietB significa/ 3>ammi gra"ia4. La cananea non pretende e non accampa diritti/ c!iede il dono a colui c!e tutto e solo dono, riconoscendo in lui il 6ignore e il 9essia #figlio di Davide(. ,uesta pagana fa sua la professione di fede in *es+/ lo riconosce come figlio di Davide secondo la carne e come 6ignore, >iglio di Dio, secondo lo 6pirito #&,&.&<7 cf. Rm &,1s(, e ne invoca la salve""a. mia figlia : malamente indemoniata! La figlia della pagana rappresenta tutti i figli di :damo/ preda della diffiden"a, sono invasati di men"ogna, posseduti dal male. !' )*, non le rispose una parola! *es+, nella sua missione storica, rispose solo a Israele, c!e lo attendeva. 6arB )uesto poi a trasmettere il dono agli altri. >orse meraviglia c!e Dio a$$ia parlato ad alcuni dei suoi figli e non ad altri. erto c!e Dio parla nel cuore di tutti. 9a, per parlare umanamente, !a assunto le condi"ioni del parlare umano, nel )uale si parla a )ualcuno per il )uale si )ualcuno. 2 lo 3scandalo4 dell-incarna"ione, centro della fede #cf. &1,@1ss(. i suoi discepoli gli c iedevano! :lla domanda della donna tocc!erB rispondere proprio ai discepoli, non a *es+, )uando saranno inviati a tutte le genti #'<,&?s(. 6arB una risposta travagliata #cf. :t &=,&ss7 &@,&ss e la lettera ai *alati5(. La difficoltB del rapporto tra giudei e pagani all-interno della giudei. mandala via( ecc! ,uesta donna ric!iama i dieci pagani c!e cerc!eranno di afferrare il mantello di un Israelita #cf. Zc <, '=8'1(. 9a la cosa non sen"a difficoltB. 39andala via4, dicono i discepoli #versione migliore di/ 3esaudiscila4(. Nella loro missione verso i pagani, i missionari saranno tentati di essere dimissionari. 0ietro stesso ad :ntioc!ia si ritirerB dai fratelli pagani per ipocrisia, e ci vorrB un 0aolo c!e gli resiste a viso aperto #cf. *al ',&&s(, con la stessa for"a di )uesta donna. : 0ietro non $ast. nF la prima nF la seconda pentecoste #cf. :t ',&ss7 %, '181&(, nF l-intervento diretto dal cielo, c!e gli impose di non c!iamare immondo ci. c!e il 6ignore aveva purificato !iesa si rovescerB purtroppo nel peccato dei cristiani di origine pagana contro i

%1%

#:t &=,&@(. 2 costante nella c!iesa la tenta"ione di 3confiscare4 il 6ignore, sottraendolo alle attese di c!i lo desidera. 9a escludere il fratello dall-ereditB, rinnegare il proprio essere figlio. !' )+, non fui inviato se non per le pecore perdute( ecc! *es+ limit. la sua missione all-Israele perduto. 6arB l-Israele ritrovato dal suo 6ignore a diventare luce per tutte le genti #Lc ',1'7 cf. Is %',C7 %?,C/ Rm &@,<8&'(. La missione universale di salve""a passa attraverso la carne d-Israele e del suo 9essia. ,uando *es+, compiuta la sua missione, si assenterB sul monte, i suoi discepoli saranno inviati a continuarla verso tutte le genti. 2 la prospettiva con cui 9atteo c!iude il suo vangelo #'<,&C8'=(. 0rima anc!e loro limiteranno come lui la propria missione #cf. &=,C(. 6olo in Israele c!e riconosce il suo 9essia, tutte le genti riconoscono le proprie sorgenti #6al <A,@(. La salve""a del >iglio mediata dal fratello #maggiore( c!e si fa servo degli altri. !' )0, lo adorava . adora il 6ignore. Signore( aiutami! La donna c!iede aiuto, nonostante il silen"io del 6ignore e la resisten"a dei suoi discepoli. !' ):, prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini! La risposta di *es+ la pi+ dura c!e possa aspettarsi un pagano. *li e$rei c!iamavano 3cani4 i pagani. Il pane dei figli sarB dato proprio a loro. Non per merito 8 gra"ia e dono5 8 ma per la grande fede #v. '<(. !' )<, S8( Signore! 0er la donna tre volte 6ignore #vv. ''.'@.'A( proprio )uel *es+ c!e, dopo il fatto dei pani, i discepoli avevano scam$iato per fantasma #&%,'C(. anc e i cagnolini mangiano( ecc! Il cane vive delle $riciole c!e cadono dalla tavola del padrone, l-uomo del pane c!e viene a lui dalla mano del 6ignore. !' )., o donna( grande : la tua fede! La fede di )uesta donna grande, a differen"a di )uella dei discepoli, c!e poca #<,'C7 &%,1&(7 grande come )uella del soldato pagano, c!e suscita la meraviglia di *es+ #<,&=(. 0er )uesta fede molti verranno da oriente e da occidente, e sederanno a mensa con ome i 9agi, anc!-essi pagani #','.&&(, )uesta donna

%1@

:$ramo, Isacco e *iaco$$e #<,&&(, sa"i della $eatitudine di c!i mangia il pane del regno #Lc &%,&@(. sia fatto a te come vuoi! Il 6ignore venuto in terra per fare la volontB di )uesta donna/ la stessa del 0adre nei cieli #C,&=s(, c!e vuol dare il suo pane a tutti i suoi figli. fu guarita sua figlia da *uellCora! L-ora della fede la stessa della salve""a, come per il figlio del centurione #<,&1(.

3.

P)e a)e !$ &es&"

a. entro in preg!iera come al solito. $. mi raccolgo immaginando *es+ nei territori pagani di Tiro e 6idone. c. c!iedo ci. c!e voglio/ la fede della donna, c!e resiste a ogni avversitB e dure""a. d. traendone frutto, contemplo le persone/ c!i sono, c!e dicono, c!e fanno. Da notare< *es+ si ritira in "ona pagana la donna pagana pietB di me, 6ignore, figlio di David *es+ non risponde i discepoli dicono di mandarla via non fui inviato se non alle pecore perdute d-Israele 6ignore, aiutami il pane dei figli per i cagnolini donna, grande la tua fede la guarigione avviene in assen"a di *es+ per la fede della donna.

+. Tes&! (&!$!

%1C

6al CA7 <A7 Is @C,&.C8A7 9t <,&8&17 '<,&C8'=7 Lc &%,&@8'%7 *al 1,C8?. Rm &@,<8 &'7 :t &?,&ss.

%1A

66. 4O COMPASSIONE DELLA FOLLA 15,'>-3>

15,06

E, trasferitosi di l., Ges venne presso il mare di Galilea, e, salito sul monte, stava l seduto.

38

E vennero da lui molte folle portando con s5 #oppi, ciec i, storpi, sordi e molti altri, e li gettarono ai suoi piedi e li cur,

31

cos c e la folla si meravigliava vedendo muti c e parlano, storpi guariti, #oppi c e camminano e ciec i c e vedono, e glorificarono il "io d:/sraele.

30

+ra Ges, c iamati innan#i i suoi discepoli, disse! Bo compassione della folla, perc 5 gi. da tre giorni dimorano presso di me e non anno c e mangiare, e non voglio rimandarli digiuni, perc 5 non vengano meno per strada.

33

E gli dicono i discepoli! "a dove per noi nel deserto tanti pani da sa#iare tanta folla$

34

E dice loro Ges! ?uanti pani avete$ +ra essi dissero! 'ette e poc i pesciolini.
%1<

35 3)

E, ordinato alla folla di sdraiarsi per terra, prese i sette pani e i pesci e, rendendo gra#ie, li spe## e li dava ai discepoli e i discepoli alle folle.

3*

E mangiarono tutti e furono sa#iati. E levarono sette ceste piene dai pe##i c e sovrabbondarono.

3-

+ra quanti mangiarono erano quattromila uomini, sen#a donne e bambini.

36

E, congedate le folle, sal sulla barca e venne nei confini di (agadan.

1. Messa

!" #e$ %"#&es&"

Lo compassione della folla 4, dice *es+ ai suoi discepoli, c!e dovranno ricevere e dare il suo pane. 2 una folla composta da "oppi, ciec!i, storpi, sordi e malati di ogni tipo. *es+ si prende cura di loro, e comunica ai discepoli la sua compassione e il suo proposito di sfamarli, ripetendo il gesto di &%,&18'&. Il pastore riunisce attorno a sF le pecore oppresse e sfinite #?,1@s7 cf. %,'1s (7 il popolo dei poveri riceve 3il pane dei figli4 di cui, per la fede, si erano sa"iati anc!e i cagnolini #&@,'A(. Il 6ignore torna in me""o al suo popolo/ 3Io sar. il loro Dio, ed essi il mio popolo4 #*er 1&,11(. 0er )uesto si aprono gli occ!i dei ciec!i, lo "oppo salta come un cervo, grida di gioia la lingua del muto #Is 1@,@s(. Tutti vedono il lavoro delle sue mani e glorificano il suo nome/ gli spiriti traviati apprendono la sapien"a e i $rontoloni la le"ione #Is '?,'1s(. 6iccome una le"ione difficile da imparare, il 9aestro comincia daccapo, ripetendo con pa"ien"a )uanto giB !a fatto. Del suo pane infatti a$$iamo
%1?

$isogno non una sola volta, ma sempre ancora una volta, ogni giorno. ,uesto pane il ci$o c!e sa"ia le nostre fami, la compassione c!e guarisce i nostri mali. 0er noi la vita possi$ile nella ripeti"ione del respiro e del $attito del cuore, della veglia e del sonno, del ci$o e delle solite parole scam$iate 8 le fondamentali sono sempre le stesse5 9a nessun giorno come l-altro. Nel ritmo l-uomo cresce fino alla sua matura"ione intellettuale e spirituale. Ripetere la condi"ione per ricordare, portare al cuore. Uno vive dei suoi ricordi/ la sedimenta"ione di esperien"e successive e ripetute diventa la 3memoria4, il programma di vita. Il credente fa memoria del corpo del 6ignore dato per lui, ricorda la sua compassione/ mangia e rimangia di )uesto pane, fino a )uando tutta la sua vita eucaristia 8 donata dal 0adre e ai fratelli. Il $rano ci presenta *es+ sul monte c!e reali""a il regno per i poveri/ le folle di malati accorrono a lui per essere curate # vv! &4#)"( e ricevere il pane e la sa"ietB c!e viene dalla sua compassione # vv! )&#)4(. La comunitB c!e spe""a il pane continua la sua opera, vivendo del $anc!etto della 6apien"a. Non solo fa un rito, ma vive nella )uotidianitB ci. c!e cele$ra. ,uesto racconto !a somiglian"e e differen"e con il precedente. Ogni ripeti"ione una varia"ione sul tema/ la realtB una, ma ogni volta ne colgo un aspetto complementare e pi+ profondo. ,ui si eviden"ia maggiormente la compassione di *es+ e l-incomprensione dei discepoli direttamente interpellati, c!e pure dovre$$ero aver capito )ualcosa dall-esperien"a precedente. Nonostante c!e ripetiamo l-eucaristia, fatic!iamo ad entrare nella compassione di *es+. 0er )uesto, dire$$e 0aolo, molti tra noi sono malati e infermi, e un $uon numero morti. 0erc!F mangiamo )uesto pane sen"a riconoscere il corpo del 6ignore #& or &&,1=.'?(. 9a proprio )uesta ripeti"ione, giorno dopo giorno, ci guarisce. Il 6ignore pa"iente/ sempre, ogni volta, riprende a dirci la sua parola e a darci il suo pane. Ges il maestro c!e ricomincia sempre la sua le"ione, e a sue spese7 il 6ignore c!e di continuo ci offre la sua eterna compassione.

%%=

La C iesa, come i discepoli, non comprende/ tuttavia esegue l-ordine del 6ignore, dando a tutti il pane c!e riceve. !i capisce il dono, entra nel regno.

'. Le&&()a *e$ &es&" !' )>, salito sul monte( Ges stava l8 seduto! 2 lo stesso scenario delle Deatitudini #@,&(. ,ui reali""a )uanto lB !a detto/ i poveri, gli affamati e gli afflitti !anno la sa"ietB e la consola"ione del regno. !' *?, vennero da lui molte folle! LB si avvicinano i discepoli #@,&(, )ui una folla oppressa da ogni tipo di male. 2 )uasi un mare di sofferen"a c!e si riversa addosso a lui, seduto sul monte. zoppi( ciec i( storpi( sordi( ecc! 6i nominano )uattro forme di male. 6ono le )uattro 3fami4 dell-uomo, di cui il 6ignore !a compassione e si prende cura. ,uattro 8 numero dominante nel racconto con il tre e il sette 8 indica totalitB/ )uattro sono gli elementi dell-universo, )uattro i punti cardinali. Tutto il male si riversa su *es+ da ogni parte. Zoppo l-uomo c!e non cammina, incapace raggiungere la sua casa. ieco l-uomo c!e non vede, non ancora venuto alla luce della sua veritB. 6torpio l-uomo ricurvo su di sF, c!e non riesce a stare dritto di fronte al volto dell-altro c!e gli dB la sua identitB. 6ordo l-uomo c!e non pu. udire la parola, escluso dal dialogo con l-altro c!e lo fa essere se stesso. li gettarono ai suoi piedi e li cur,! L-umanitB, diventata come i suoi idoli c!e !anno piedi e non camminano, occ!i e non vedono, mani e non toccano, orecc!i e non odono, $occa e non parlano #6al &&@,%8<(, gettata ai piedi di *es+. Davanti a lui torna ad essere ci. c!e , ricostituita a immagine del Givente. !' *&, la folla si meravigliava( ecc! 2 lo stupore di c!i vede l-uomo restituito al suo splendore di immagine di Dio. muti c e parlano! 6ono i sordi del v. 1=/ essendo sordi alla 0arola, erano anc!e muti, incapaci di esprimerla. storpi guariti! L-uomo recupera il suo star ritto, la sua posi"ione di interlocutore dell-altro.

%%&

ciec i c e vedono! La vista il miracolo definitivo/ l-illumina"ione della fede, c!e ci fa nascere alla nostra vita di figli e di fratelli. glorificavano il Dio dCIsraele! Le folle riconoscono c!e non si accorciato il $raccio di Dio #Is @=,'(, e gli rendono gloria. !' *), Ges( c iamati innanzi i suoi discepoli( ecc! Nel primo racconto furono i discepoli a venirgli innan"i #&%,&@( per fargli la loro proposta. Ora si fa innan"i lui, per proporre loro la sua compassione. o compassione! La compassione il principio di ogni sua a"ione/ l-amore, c!e sente l-altro come se stesso. da tre giorni dimorano presso di me! 2 misterioso )uesto dimorare tre giorni, sen"a ci$o, presso di lui. :nc!e lui !a dimorato nel digiuno tre giorni e tre notti nel cuore della terra #cf. &',%=(, per essere presso tutti noi. Nell-ascolto c- un dimorare suo presso di noi e nostro presso di lui, nel mistero dell-unica 0arola. non anno c e mangiare! 6i sottolinea la mancan"a di ci$o. perc 9 non vengano meno per strada . 2 troppo lungo il cammino #&Re &?,&8<(. 2 necessario proprio )uel pane c!e viene dal suo digiuno di tre giorni sotto terra. La sua stessa parola in noi seme c!e diventa pane. !' **, da dove per noi nel deserto tanti pani= Nonostante la le"ione precedente, ancora i discepoli non sanno da dove viene il pane. !' *+, *uanti pani avete= La solu"ione non da cercare fuori, ma dentro la comunitB, nel modo di vivere il pane c!e giB !anno. sette! 2 il numero perfetto. Ric!iama il settimo giorno della crea"ione, il compimento suo e il riposo di Dio. ,uesto pane infatti il compimento della crea"ione/ ci introduce nel settimo giorno, nel riposo di Dio. !' *:, Ges prese #cf. &%,&?(. Il >iglio 3prende4/ la sua vita ci. c!e gli dato. i sette pani! 6udore e ci$o, dolore e speran"a, gioia e angustia, giusti"ia e ingiusti"ia, divisione e comunione, morte e vita/ tutta la nostra esisten"a contenuta nel pane di cui viviamo. 2 tutto da 3prendere47 ma non come :damo, $ensI come *es+. rese grazie! 6ignifica/ 3fece eucaristia4 #in &%,&? 3lev. gli occ!i al cielo e $enedisse4(. 2 il modo di vivere del >iglio. Tutto ci. c!e , gioia, gratitudine

%%'

ed amore verso il 0adre. :nc!e noi siamo c!iamati a fare in tutto e sempre eucarestia/ )uesta la volontB di Dio #&Ts @,&<(, la nostra santitB #&Ts %,1( 8 il nostro modo 3altro4, divino, di vivere. li spezz,! di sF. li dava! In &%,&? c-/ 3li diede47 )ui/ 3li dava4. L-imperfetto indica un-a"ione c!e non ancora finita/ *es+ continua sempre a dare ci. c!e allora diede, fino a )uando Dio sarB tutto in tutti #& or &@,'<(. ai discepoli! Discepolo colui c!e riceve )uesto pane c!e lo fa come il suo 9aestro. e i discepoli alla folla! Il discepolo, in for"a di )uesto pane, pu. fare come il suo 9aestro/ darlo a tutti, perc!F ciascuno diventi discepolo come il 9aestro. !' *<, tutti mangiarono e furono sazi! 2 la $eatitudine di @,C. ,uesto 3pane dei figli4 per 3tutti4 i fratelli. E solo )uesto pane sa"ia la fame dell-uomo/ contiene ogni deli"ia #6ap &C,'=(. :ltri pani affamano. levarono sette ceste piene! Nel primo racconto #&%,'=( erano dodici, una per ogni tri$+ d-Israele e per ogni mese. Ora sono sette, numero del compimento. 0rima si sottolineava la )uantitB del pane/ $asta per tutti e per sempre. Ora la )ualitB/ il pane perfetto, c!e ci rende figli, perfetti come il 0adre #@,%<(. ,ualcuno vede in )uesto numero l-allusione ai sette diaconi c!e presiedevano le mense dei cristiani di origine non giudaica #cf. :t C,&ss(. !' *., *uattromila uomini! In &%,'& erano cin)uemila, con ric!iamo alla prima comunitB di :t %,%. ,ui sono )uattro volte mille. ,uattro significa totalitB, mille )uantitB innumerevole/ la folla di tutta l-umanitB, fatta di figli c!iamata a vivere da fratelli. Le sette ceste piene sovra$$ondanti sono a disposi"ione, perc!F tutti possano mangiare dei sette pani, c!e sa"iano la vera fame dell-uomo, il suo desiderio di essere come Dio #*en 1,@s(. !' *>, congedate le folle( ecc! venir meno per strada #v.1'(. on )uesto viatico *es+ ci consegna al nostro cammino/ ormai possiamo 3camminare come lui !a camminato4, sen"a !i vive nella gioia del dono e dell-amore sa amare fino al dono

%%1

3. P)e a)e !$ &es&". a. entro in preg!iera come al solito. $. mi raccolgo immaginando *es+ sul monte c!e cura e dB il suo pane. c. c!iedo ci. c!e voglio/ partecipare della sua compassione, ricevendola e donandola. d. traendone frutto, contemplo le persone/ c!i sono, c!e dicono, c!e fanno. Da notare< salito sul monte "oppi, ciec!i, storpi, sordi li gettavano ai suoi piedi li cur. !o compassione della folla da tre giorni dimorano presso di me da dove per noi nel deserto tanti pani da sa"iare tanta folla; )uanti pani avete; sette prese i sette pani rese gra"ie li spe"". li dava ai discepoli e i discepoli alle folle mangiarono tutti e furono sa"i sette ceste )uattromila uomini.

+. Tes&! (&!$!

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6al '17 Es &C,&ss7 'Re %,%'8%%7 Is '@,&ss7 1@,&ss7 *v C,'C8CC.

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6?. -UARDATE,I DAL LIE,ITO DEI FARISEI E DEI SADDUCEI 16,1-1'

1),1 0

E i farisei e i sadducei avvicinatisi per tentarlo, e gli c iesero di mostrar loro un segno dal cielo. +ra, rispondendo, disse loro! ;enuta la sera, dite! 2el tempo! il cielo rosseggia,

e, al mattino! +ggi tempesta! il cielo & rosso cupo. 'apete discernere l:aspetto del cielo, e non sapete discernere i segni dei tempi$

Cna genera#ione perversa e adultera c iede un segno, e segno non le sar. dato se non il segno di Giona. E, lasciatili, se ne and.

5 ) * -

E, passando i discepoli all:altra riva, dimenticarono di prendere pani. +ra Ges disse loro! >ttenti a guardarvi dal lievito dei farisei e dei sadducei3 +ra essi ragionavano tra loro dicendo! %on abbiamo preso pane3 >ccortosene, Ges disse! + voi di poca fede, perc 5 ragionate tra voi dicendo di non aver pani$

%on avete ancora capito n5 ricordate i cinque pani per i cinquemila e quante ceste avete preso$

18 11

E neppure i sette pani per i quattromila e quante ceste avete preso$ 1ome mai non capite c e non vi o parlato di pani$ Guardatevi dal lievito dei farisei e dei sadducei3
%%C

10

>llora compresero c e non disse di guardarsi dal lievito dei pani, ma dall:insegnamento dei farisei e dei sadducei.

1. Messa

!" #e$ %"#&es&"

Guardatevi dal lievito dei farisei e dei sadducei( ripete *es+ ai discepoli c!e si lamentano di non aver pane. :nc!e )ui, come dopo il primo fatto dei pani, li c!iama 3voi di poca fede4 #v.<7 &%,1&(. Il 3pane4 non mai sufficiente #&@,117 cf. &%,&A(. Eppure c-, e in sovra$$ondan"a #cf. &%,'=7 &@,1A7 &C,?8&=(, se vissuto secondo la parola di *es+/ la vita stessa del >iglio offerta a tutti i fratelli. 9a c- )ualcosa c!e lo insidia/ il lievito dei farisei e dei sadducei, come )ui si dice. I farisei sono gli osservanti della legge7 i sadducei sono i ricc!i proprietari. Legge e danaro sono rispettivamente il me""o per possedere Dio e le cose. 9a il possesso un fermento micidiale, c!e distrugge l-essen"a del vangelo/ si oppone al dono. Il pane 8 la vita del >iglio 8 non salario del nostro sudore, frutto del nostro accumulare ricc!e""a religiosa o mondana/ dono gratuito del 0adre. Legge e potere sono il lievito c!e impediscono di vivere da figli e da fratelli. In $arca i discepoli !anno sempre tempesta #<,'18'A7 &%,''811(. ,uesta ter"a volta la $urrasca non pi+ esterna, ma interna. 6i lamentano di non avere pane, mentre *es+ li rimprovera di avere lieviti diversi da )uello del regno. Il pro$lema reale del discepolo sempre la 3poca fede4 in *es+ e nella sua parola #v.<7 <,'C7 &%,1&(. Il $rano diviso in due parti. Nella prima *es+ risponde ai farisei e ai sadducei c!e c!iedono un segno dal cielo, invitandoli a leggere i segni dei tempi e riproponendo loro il segno di *iona # vv!"#'O i vv. '$81, simili a Lc &',@%8@C, mancano in importanti manoscritti(. Nella seconda parte *es+ dice ai discepoli, preoccupati di non aver pane, di guardarsi dal lievito dei farisei e dei sadducei #vv!0#"&(/ )uesto c!e impedisce loro di capire e vivere il pane 8 il segno di *iona.

%%A

In )uesto $rano si nomina sette volte il pane e tre volte il lievito7 inoltre per )uattro volte si parla di farisei e sadducei. Essi rappresentano )uel lievito c!e mette alla prova il 6ignore, e impedisce al discepolo di vivere del suo pane. Ges ric!iama tutti, e in particolare i discepoli, a saper leggere il segno definitivo, )uello di *iona, in cui si fa nostro pane. La C iesa capisce e vive )uesto segno nella misura in cui li$era dal lievito della legge e del potere/ sono i due nemici c!e stanno sempre dentro le mura di ogni cittB e di ogni cuore, per )uanto santi siano.

'. Le&&()a *e$ &es&" !' &, I farisei e i sadducei! La stessa domanda fatta anc!e in &',1< da scri$i e farisei. 6e dopo il primo racconto dei pani entrano in campo farisei e scri$i con le loro o$ie"ioni #&@,&(, dopo il secondo si fanno avanti farisei e sadducei. I farisei, c!e sono osservanti della legge, e i sadducei, c!e fanno parte dell-aristocra"ia di Israele, esercitano un grande influsso nella vita religiosa e politica. I devoti e i potenti, per lo pi+ in disaccordo tra di loro 8 ora sono alleati contro *es+. Lanno )ualcosa in comune/ i primi si garantiscono Dio con la loro osservan"a, i secondi si garantiscono la vita coi loro $eni. :m$edue ricercano la sicure""a, rispettivamente eterna e temporale, al di fuori della fiducia nel 0adre. per tentarlo! 6atana il tentatore, c!e si presentato a *es+ fin dall-ini"io, nel deserto. La legge religiosa e il potere sono i me""i con cui pu. scimmiottare Dio, la cui unica legge il perdono e il cui unico potere il servi"io. un segno dal cielo! 2 la stessa domanda di &',1</ c!iedono un segno divino. 9a c!e segno si pu. dare a c!i pretende segni e rifiuta di credere #cf. &',''81'(; La diffiden"a il peccato c!e pi+ irrita Dio/ va direttamente contro il suo amore #cf. Es &A,&8A(.

%%<

Dopo il dono del pane 8 il segno di *iona 8 il 6ignore non !a pi+ segni. esso !a detto tutto/ !a dato se stesso5

on

!' )$, venuta la sera( dite( ecc! I segni delle cose c!e ci stanno a cuore, sappiamo discernerli $ene, anc!e dai pi+ piccoli indi"i. Il segno del >iglio dell-uomo c!e entra nel cuore della terra non ci interessa, e non lo vogliamo comprendere. Eppure, se uno non mente a se stesso, da ci. c!e *es+ fa dovre$$e capire c!i . Il discernimento nelle cose di Dio di!!icile, perchB cerchiamo segni che con!ermino le nostre attese, che sono opposte alle sue" I !arisei vorre22ero un %essia zelante della legge, sterminatore degli empi e salvatore dei 2uoni i sadducei vorre22ero un %essia potente e vittorioso che assicuri 2enessere e dominio" Il #ignore invece mite e umile di cuore (--,/<)" !' +, una generazione perversa e adultera( ecc! ome in &',1?, a c!i non vuol leggere i suoi segni, il 6ignore darB 3il suo4 segno, )uello di *iona/ il suo corpo dato per noi. ,uesto sarB un lievito di vita, nascosto nella pasta del mondo #cf. &1,11(. lasciatili( se ne and,! Non li a$$andona/ li lascia con la promessa del 3suo4 segno. !' 0, dimenticarono di prendere pani! Nessuna dimentican"a mai a caso5 Nel loro viaggio in $arca i discepoli si trovano sen"a pane. Normalmente ne !anno #cf. &%,&A7 &@,1%(7 anc!e se insufficiente per gli altri, )uanto $asta per loro. Ora invece non $asta neanc!e a loro stessi. L-unico pane c!e, secondo 9c <,&% !anno, non riconosciuto7 scam$iato per fantasma #cf. &%,'C(. Infatti anc!e loro non sanno leggere il segno di *iona. !' :, attenti a guardarvi dal lievito dei farisei e dei sadducei! Invece di sadducei, 9arco parla di Erode #<,&%8'&(, pi+ comprensi$ile ai suoi lettori non giudei. 2 ovviamente il lievito del v.&/ vogliono un segno dal cielo c!e confermi le loro attese. Il segno del pane, appena dato, pu. essere letto anc!e dai discepoli al contrario/ pu. suscitare la pretesa di un intervento prodigioso, invece c!e la volontB di condivisione e di dono, fino al dono di sF. Il pane c!e dB vita filiale e fraterna sempre insidiato dal lievito dei farisei e dei sadducei 8 e poco fermento lievita tutta la pasta #& or @,C7 *al @,?(5 I discepoli 3in $arca4, nella loro traversata verso l-altra riva, possono ridurre l-eucaristia a un $el rito c!e non diventa concreta vita fraterna, sen"a riconoscere il corpo del 6ignore #cf.
%%?

& or &&,&A81%( e scam$iandolo per un fantasma #&%,'C(. *es+ !a insegnato a prendere, $enedire, spe""are e dare, condividendo la propria vita5 La rifiutato di far delle pietre pane, come voleva il tentatore #%,1(5 !' <, non abbiamo preso pani! Dopo il fatto dei pani, pensano di viaggiare sen"a provviste per provocare un segno dal cielo; 9a il suo pane non un segno dal cielo, $ensI dalla terra/ il >iglio dell-uomo c!e si consegna all-uomo, in una vita filiale e fraterna. Il pro$lema non provocare il 6ignore a darci altro pane, ma vivere )uanto a$$iamo e siamo in o$$edien"a a lui, c!e !a detto/ 3Date loro voi stessi da mangiare4 #&%,&C(. In )uesto modo il pane materiale diventa ci$o spirituale, sa"ietB di figli e di fratelli. !' ., o voi di poca fede! 2 l-appellativo del discepolo #C,1=7 <,'C7 &%,1&7 &A,'=(. La fede c-, ma insufficiente e sempre malsicura. :nc!e il discepolo, invece di fidarsi, preferisce c!iedere segni. Invece di dire/ 36ia fatta la tua volontB4 #C,&=(, vuole c!e il 6ignore soddisfi le sue $rame #cf. 6al A<,&<(. 6i lamenta di non aver pane, perc!F non mangia e non vive del suo pane. Non c!e gli manc!i il ci$o, ma la fede c!e porta a condividere. !' >, ricordate i cin*ue pani( ecc! La via alla guarigione il ricordo del fatto dei pani, c!e vince in noi il lievito dei farisei e dei sadducei. Esso ci insegna non a c!iedere segni dal cielo, ma a vivere secondo la volontB del 0adre celeste il nostro pane )uotidiano. !' &?, i sette pani( ecc. Il ricordo del dono e il suo ripetersi U come facciamo nella cele$ra"ione della cena del 6ignore 8 ci guarisce lentamente dal lievito dei farisei e dei sadducei. Il suo corpo dato per noi antidoto al nostro egoismo e partecipa"ione al suo 6pirito, anc!e se sempre rimane il pericolo di ridurre l-eucaristia a semplice rito. !' &&, come mai non capite c e non vi o parlato di pani= *es+ sottolinea con sorpresa l-incomprensione. Non parla di pane materiale, ma del modo con cui si vive. 6i pu. vivere con il lievito del regno, c!e porta al dono di sF o con il lievito dei farisei e dei sadducei, c!e porta a garantirsi il possesso di tutto, fino a mettere le mani sul 6ignore stesso. !' &), non disse di guardarsi dal lievito dei pani( ma dallCinsegnamento( ecc! Non pro$lema di pane o lievito materiale, ma di 6pirito/ con )uale spirito viviamo il 3pane nostro )uotidiano4; !e uso facciamo dei $eni e della

%@=

vita; 6econdo la tradi"ione degli uomini, farisei o sadducei c!e siano, c!e annullano la parola di Dio #cf. &@,C(, o secondo il comando del 6ignore; erc!iamo di dar gloria a Dio o a noi stessi, di possedere o di condividere, di togliere o di dare ai fratelli; :$$iamo il lievito di vita o )uello di morte, del dono o del possesso, spirituale o materiale c!e sia;

3.

P)e a)e !$ &es&"

a. entro in preg!iera come al solito. $. mi raccolgo immaginando *es+ in $arca coi discepoli. c. c!iedo ci. c!e voglio/ guardarmi dal lievito dei farisei e dei sadducei. d. traendone frutto, medito le parole del 6ignore. Da notare< gli c!iesero di mostrare un segno dal cielo non sapete discernere i segni dei tempi; a )uesta genera"ione perversa non sarB dato alcun segno, se non il segno di *iona i discepoli dimenticarono di prendere pane attenti a guardarvi dal lievito dei farisei e dei sadducei non a$$iamo pane non avete ancora capito nF ricordate i cin)ue pani per i cin)uemila; i sette pani per i )uattromila; come mai non capite; guardarsi dall-insegnamento dei farisei e dei sadducei.

+. Tes&! (&!$!

%@&

6al A<7 ?@7 Es &A,&8A7 9c <,&%8'&7 & or &&,&A81%7 >il 1,&ss. In particolare/ il lievito dei farisei cf. Lc A,1C8@=7 &@,&ss7 &<,?8&%7 il lievito dei sadducei/ Lc &',&18'&7 &C,&8&17 &<,&<81=7 &?,&8&=.

%@'

68. MA ,OI C4I DITE C4E IO SIA7 16,13-'0 1),13 +ra, venuto Ges nelle parti di 1esarea di 4ilippo, interrogava i suoi discepoli dicendo! 1 i dicono gli uomini c e sia il 4iglio dell:uomo$ 14 +ra essi dissero! >lcuni Giovanni 2attista, altri Elia, altri Geremia, o uno dei profeti. 15 "ice loro! (a voi, c i dite c e io sia$ 1) =ispondendo 'imon 9ietro disse! Au sei il 1risto, il 4iglio del "io vivente3 1* +ra, rispondendo, Ges gli disse! 2eato te, 'imone, figlio di Giona7 poic 5 n5 carne n5 sangue ti rivelarono, ma il 9adre mio c e & nei cieli. 1E io ti dico c e tu sei 9ietro e su questa pietra edific er la mia c iesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. 16 "ar a te le c iavi del regno dei cieli, e ci c e leg erai sulla terra sar. legato nei cieli, e ci c e scioglierai sulla terra. sar. sciolto nei cieli. 08 >llora ordin ai discepoli di non dire a nessuno c e lui & il 1risto.
%@1

1. Messa

!" #e$ %"#&es&"

Ma voi c i dite c e io sia= Io86ono c!iede con umiltB ai discepoli/ 3 !i sono io;4, per introdurli nel suo mistero. Non una crisi di identitB sua/ in gioco l-identitB loro. *es+ rivolge loro la domanda con trepida attesa/ essere riconosciuto il desiderio fondamentale dell-amore c!e si rivela. La risposta personale a )uesta sua domanda costituisce il discepolo. Il cristianesimo non un-ideologia, una dottrina o una morale, ma il mio rapporto con *es+, il 3mio4 6ignore c!e amo come lui mi ama #cf. *al ','=(. :i discepoli si c!iede prima cosa dicono gli uomini e poi cosa dicono loro, per suggerire c!e la loro risposta non deve essere come )uella degli altri. NF la carne nF il sangue, ma solo il 0adre pu. rivelare c!i il >iglio. 6iamo alla svolta decisiva del vangelo/ finalmente 0ietro e )uelli con lui lo riconoscono come il 9essia e il >iglio di Dio. :vvinti a lui, d-ora in poi potranno ricevere il dono di )uella conoscen"a di lui c!e pu. essere fatta solo a c!i lo ama. Il $rano un dialogo tra *es+ e i discepoli/ i vv! ")#"0 contengono le due domande sulla identitB sua e le due risposte dei discepoli, la seconda delle )uali riservata a 0ietro. Nei vv! "$#"4 *es+ proclama $eato 0ietro perc!F !a accolto la rivela"ione #v.&A(, e per )uesto gli dB la fun"ione di 3pietra4 per la !iesa #v.&<(, insieme al suo stesso potere di legare e sciogliere #v.&?(. Il v! &5 conclude con l-ordine di tacere. Il $rano presenta il riconoscimento di *es+ e il conferimento del primato a 0ietro. Riconoscere *es+ come il tale fede. Il primato di 0ietro fu occasione di tante separa"ioni, antic!e e recenti, prima in Oriente e poi in Occidente. Il servi"io dell-unitB nella fede e nella caritB stato spesso 3scandalo4, motivo di divisioni e odi. Non sempre facile vedere in )uale misura ci. sia dovuto al cattivo modo di servire, e in )uale, invece, all-inevita$ilitB dello scandalo stesso della veritB, c!e sempre segno risto e il >iglio di Dio il centro della fede. Il ruolo di 0ietro )uello della 3pietra4 su cui si edifica la comunitB c!e professa

%@%

di contraddi"ione #cf. Lc ',1%(. :nc!e l-identitB di *es+, vero uomo e vero Dio, stata ed occasione di tutte le eresie5 ,uesto $rano un contrappunto al precedente/ al dialogo di incomprensione, succede il riconoscimento. dei sadducei, vede nel pane il ogni uomo. Ges il risto, il >iglio del Dio vivente. ,uesta la fede cristiana c!e i discepoli !anno maturato e ci !anno trasmesso. La C iesa !a la $eatitudine di vivere )uesta fede, direttamente rivelata dal 0adre. 0ietro !a la fun"ione di 3pietra4, di fondamento su cui il 6ignore edifica la sua !iesa7 a lui inoltre confidato il servi"io delle c!iavi del regno, la fun"ione di interpretare autenticamente ci. c!e conforme a tale fede e ci. c!e difforme da essa. !i li$ero dal lievito dei farisei e

risto, il >iglio di Dio dono del >iglio dell-uomo a

'. Le&&()a *e$ &es&" !' &*, nelle parti di Cesarea di Filippo! 6iamo all-estremo nord, ai piedi dell-Lermon, nel punto pi+ lontano da *erusalemme, in "ona pagana. ,ui *es+ riconosciuto dai suoi. interrogava i suoi discepoli! >in )ui erano gli altri ad interrogarsi su di lui. Ora lui c!e interroga. La fede ini"ia dove noi smettiamo di mettere in )uestione il 6ignore, e accettiamo di essere messi in )uestione da lui. L-interrogato si fa interrogante e viceversa. Il pro$lema non interrogarci su Dio o interrogarlo, ma lasciarci interrogare da lui. Ogni domanda contiene la sua risposta. :d ogni nostra domanda su di lui corrisponde una nostra risposta su di lui, c!e lo riduce appunto a misura delle nostre domande. La sua domanda a noi invece ci apre al suo mistero. La fede responsa$ilitB, a$ilitB8a8rispondere al 6ignore c!e interpella. Lui e resta sempre per noi un mistero, su cui non a$$iamo nF risposte nF immagini/ l-unica risposta siamo noi stessi c!e diventiamo a sua immagine.

%@@

Lasciarsi interrogare da lui e rispondergli secondo lo 6pirito l-arte e l-avventura di essere uomo. Dio l-eterna domanda7 l-uomo ne la risposta, nella misura in cui ne ascolta la 0arola e la incarna nella propria vita. c i dicono gli uomini c e sia il Figlio dellCuomo= - un 3si dice4, un parlare generico e irresponsa$ile c!e non corrisponde mai a veritB. In esso ci. c!e giB noto, o si presume tale, diventa misura di tutto. L-ignoto ridotto all-ovvio, c!e come il letto di 0rocuste, c!e adatta tutto alle proprie dimensioni. Le nostre convin"ioni ci velano la realtB del >iglio dell-uomo e dell-uomo stesso, c!e sempre pi+ grande di )uanto possiamo giB sapere. *es+ con )uesta domanda fa uscire allo scoperto le risposte scontate c!e spontaneamente diamo. !' &+, alcuni Giovanni 2attista( altri ;lia( ecc! 6ono le figure religiose pi+ eminenti del passato, con una storia di a"ione e di passione per la 0arola. Lanno in comune il non essere state capite in vita e l-essere giB morte. 6cam$iare il Givente per un morto il modo pi+ elegante per ucciderlo. Lo si riduce a un monumento fune$re c!e non scomoda pi+ c!e tanto7 ric!iede solo un poH di venera"ione. !' &0< ma voi c i dite c e io sia= La risposta dei discepoli un 3ma4 rispetto a )uella della gente, come il pensiero di Dio un 3ma4 rispetto a )uello dell-uomo/ 3I miei pensieri non sono i vostri pensieri7 le vostre vie non sono le mie vie4 #Is @@,<(. La risposta del discepolo alla domanda di *es+ diversa, altra e santa/ suggerita dal 0adre c!e il >iglio rivela. Il 3voi4 la comunitB di c!i ascolta la domanda del >iglio, 0arola del 0adre. !' &:, tu sei il Cristo( il Figlio del Dio vivente! 0ietro per primo risponde personalmente alla domanda. Lo riconosce come il risto e il >iglio del Dio vivente/ il salvatore atteso c!e compie ogni promessa del cielo e desiderio della terra, l-inatteso >iglio di Dio, c!e in ogni promessa si compromette, dono oltre ogni desiderio. Il mistero del >iglio dell-uomo )uello di essere il >iglio di Dio c!e si comunica ad ogni uomo. *es+ venuto a portarci il dono del 0adre, il 0adre come dono, in modo c!e tutti siamo figli e fratelli. ,uella di 0ietro la professione di fede cristiana/ *es+ il risto, l-unico risto, il >iglio, il >iglio unigenito del 0adre della vita #cf. &%,117 'C.C17

%@C

'A,%=.%1. @%7 cf. '<,&<s(. Gedere nella carne di *es+ il 0adreQ>iglio, rivelato ai piccoli #cf. &&,'@8'A(.

risto il >iglio di Dio il

centro della rivela"ione/ entrare nella conoscen"a del mistero del rapporto Da )uesta risposta 0ietro generato uomo nuovo, partecipe del segreto di Dio. on ulteriore sorpresa dovrB capire in seguito c!e 3il4 risto non )uello c!e lui pensa, ma un )uello c!e lui immagina. 6pontaneamente riduciamo a 3carne e sangue4 anc!e la rivela"ione di Dio #cf. vv. '&8'1(. !' &<, beato te Simone( figlio di Giona . ,uella di 0ietro la $eatitudine suprema/ accogliendo il >iglio, entra nel regno del 0adre. Lui il primo c!e riceve la rivela"ione di ci. c!e nascosto ai sapienti e agli intelligenti. : c!i gli dice/ 3Tu sei4, lui risponde/ 3Deato te4, e comincia il dialogo tra i due. n9 carne n9 sangue ti rivelarono( ma il 7adre mio( ecc! 0ietro vede )uanto occ!io umano mai non vide/ ci. c!e Dio !a preparato per coloro c!e lo amano nella carne del >iglio #cf. & or ',?(. Il figlio di *iona legge nel >iglio dell-uomo il segno di *iona 8 la rivela"ione di Dio. Il cristianesimo conoscere e amare la persona di *es+. redere al suo messaggio non appre""are o adottare la sua dottrina/ conoscere e amare lui come il >iglio di Dio, c!e si fatto mio fratello per darmi il suo stesso rapporto col 0adre. 6e lui non fosse Dio, sare$$e il pi+ grande mistificatore della storia. !i lo conosce, sa c!e non cosI/ il 6ignore, c!e mi !a amato e !a dato se stesso per me #*al ','=(. !' &., tu sei 7ietro( e su *uesta pietra edific er, la mia c iesa! 0ietro diventa 3pietra4, attri$uto di Dio #Dt 1',%7 Is &A,&=(, come lo fu anc!e di :$ramo, padre dei credenti #cf. Is @&,&s(. La fede nel >iglio gli dona la prerogativa di Dio stesso. La c!iesa si costruisce su )uesta pietra come la casa di coloro c!e sono ormai familiari di Dio #Ef ',&?8''(. le porte degli inferi non prevarranno contro di essa! Ogni potere di morte si infrangerB contro il Dio vivente e )uelli di casa sua. La sua fedeltB !a l-ultima parola su ogni nostra infedeltB, al di lB di ogni nostra fragilitB e peccato, c!e pure 0ietro sperimenterB #&%,'?81&7 'C,1'81@.C?8A@7 '<,A.&=(. i. c!e vale per 0ietro, vale per tutta la !iesa. risto c!e lui non si aspetta7 scoprirB anc!e c!e 3il4

>iglio di Dio un >iglio c!e lui neanc!e sospetta, e c!e il Dio vivente altro da

%@A

!' &>, dar, a te le c iavi del regno dei cieli! La fede di 0ietro la c!iave c!e apre il regno. 3Dar.4 al futuro/ la promessa vale per il tempo c!e segue. La fedeltB di Dio garantisce la fede di 0ietro, nella )uale poi egli confermerB i fratelli #Lc '',1'(. ci, c e leg erai sulla terra! Legare e sciogliere significa proi$ire e permettere, interpretando autenticamente la 0arola. Inoltre significa ammettere ed escludere dalla comunitB. In $ase al dono della fede, a 0ietro dato il pegnoQimpegno di dire ci. c!e conforme o meno ad essa e, di conseguen"a, dic!iarare c!i appartiene o meno al regno. In )uesto testo si fonda il 3primato di 0ietro4. Nel corso dei secoli stato variamente esercitato e inteso, frainteso e malinteso, con o sen"a colpa. L-autoritB nella c!iesa non certo come )uella dei capi delle na"ioni, ma la stessa del 6ignore, c!e venuto per servire e dare la vita #9t '=,'%8'<(. 6i tratta di un servi"io nella fede e nell-amore, principio di unione e di vita. Disogna non dimenticare c!e ogni autoritB pu. degenerare da servi"io c!e fa crescere a potere c!e distrugge la veritB e la li$ertB, l-amore e la comunione #cf. '=,'%8'<(. La fatica c!e tutti !anno nell-accettare l-autoritB la stessa c!e tutti !anno nell-accettare la diversitB, da )uella di Dio a )uella dei genitori e di ogni altro, riflesso dell-:ltro. La diversitB pu. essere vissuta con amore7 allora principio di unione e di vita. 9a pu. anc!e essere vissuta con conflitto7 allora principio di divisione e di morte. Il servi"io di 0ietro, come ogni altro, deve cam$iare secondo le diverse situa"ioni storic!e. >a parte della legge dell-incarna"ione assumere responsa$ilmente i condi"ionamenti della propria epoca. Occorre sempre c!iedersi )uale sia il modo pi+ adatto di esercitare 3oggi4 tale servi"io. Non $isogna dare nulla per scontato, ma tutto esaminare, e ritenere ci. c!e $uono #&Ts @,'&(. 6i discute tra gli esperti il senso originale del testo, cosa intendesse 9atteo e cosa intendesse *es+. ertamente importante saperlo, perc!F ci. c!e stato 3allora4 )ualcosa di unico c!e vale sempre, anc!e 3ora4/ normativo per la comunitB c!e cerca di camminare ora, come lui !a camminato allora.

%@<

Non $asta per. riprodurre 3il senso originale del testo4. Occorre anc!e vedere la 3produ"ione di senso4 c!e il testo !a originato nella vita dei discepoli, ai )uali il 6ignore !a promesso di essere sempre vicino, sino alla fine del mondo #'<,'=(. In situa"ioni nuove e inedite, lo stesso testo produce sensi nuovi e inediti. La parola di Dio non un feticcio morto, ma vive e opera nella storia per la poten"a dello 6pirito. La 3domanda4 c!e si pone a un testo determinante per la risposta c!e se ne ottiene. Oggi, la nostra epoca, c!e contrassegnata dal compimento della li$ertB, c!e domande pone all-eserci"io del servi"io di 0ietro; La risposta c!e si dB d-importan"a decisiva non solo per l-ecumenismo, ma anc!e per il mondo intero, davanti al )uale siamo posti come segno di unitB, sen"a c!e ci. sia mai a discapito della veritB e della li$ertB. !' )?, non dire a nessuno c e lui : il Cristo! Infatti il >iglio dell-uomo non il risto c!e pensa 0ietro, ma )uello c!e si rivelerB su$ito dopo, e c!e 0ietro non vorrB accettare #vv.'&8'1(.

3.

P)e a)e !$ &es&"

a. entro in preg!iera come al solito. $. mi raccolgo immaginando *es+ con i suoi discepoli a esarea di >ilippo. c. c!iedo ci. c!e voglio/ c!i *es+ per me; 2 veramente il risto, il >iglio del Dio vivente; d. traendone frutto, contemplo la scena. Da notare< Ges interroga c!i dicono gli uomini c!e io sia; ma voi c!i dite c!e io sia; tu sei il risto, il >iglio del Dio vivente $eato te, 6imone tu sei 0ietro e su )uesta pietra edific!er. la mia c!iesa le porte degli inferi non prevarranno contro di essa a te dar. le c!iavi del regno ci. c!e leg!erai sulla terra, sarB legato in cielo ci. c!e scioglierai sulla terra, sarB sciolto in cielo.

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+. Tes&! (&!$! Gedere il cammino di 0ietro in 9atteo/ 9t %,&<8''7 <,'18'A7 &=,&8%7 &%,''8117 &C,'&8'17 &A,&8<7 '=,'%8'<7 'C,1=81@. C?8A@.

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6>. DIETRO DI ME 16,'1-'8

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"a allora cominci Ges a mostrare ai suoi discepoli c e deve andare a Gerusalemme e molto patire dagli an#iani e dai sommi sacerdoti e dagli scribi ed essere ucciso e il ter#o giorno risuscitare. E, prendendolo in disparte, 9ietro cominci a rimproverarlo, dicendo! "io te ne scampi, 'ignore7 questo non ti avverr. assolutamente3 +ra egli, voltatosi, disse a 9ietro! (ettiti dietro di me, satana3 (i sei di scandalo perc 5 non pensi come "io, ma come gli uomini3 >llora Ges disse ai suoi discepoli! 'e uno vuole venire dietro a me, rinneg i se stesso porti la sua croce e segua me. /nfatti c i vorr. salvare la propria vita, la perder.7 c i invece perder. la propria vita per me, la trover.. 1 e giover. infatti all:uomo guadagnare il mondo intero e rovinare la propria vita$ + cosa dar. l:uomo in cambio della propria vita$ 9oic 5 il 4iglio dell:uomo sta per venire nella gloria del 9adre suo con i suoi angeli, e allora render. a ciascuno secondo l:opera sua3 >men vi dico c e ci sono alcuni dei qui presenti c e non gusteranno la morte finc 5 non vedranno il 4iglio dell:uomo c e viene nel suo regno.

1. Messa

!" #e$ %"#&es&"

Dietro di me( dice *es+ a 0ietro e a tutti i discepoli. Dopo essere stato riconosciuto, gioca a carte scoperte/ mostra c!e il risto e il >iglio del Dio

%C&

vivente non )uello c!e pensiamo noi. La sua salve""a non consiste nella soddisfa"ione delle nostre $rame di avere, di potere e di apparire, ma nella povertB, nel servi"io e nell-umiltB. ,uesta la via di )uel Dio c!e amore, attraverso la )uale 3deve4 passare il >iglio dell-uomo per vincere il male dell-uomo. 6iamo a una svolta decisiva del vangelo/ *es+ fa il primo annuncio della sua morte8risurre"ione. 0er la prima volta parla della croce, e mostra l-a$isso c!e c- tra Dio e tutte le nostre immagini su di lui. Essa ci fa vedere c!i il >iglio a immagine del 0adre, l-uomo pienamente reali""ato. Il $rano presenta in un )uadro sintetico l-identitB di *es+, il rocifisso risorto #v! &"(, e )uella del discepolo, specc!io della sua # vv! &.#&0(7 al centro c- la rea"ione di 0ietro e la controrea"ione di *es+ # vv! &&#&)( e, alla fine, troviamo il ric!iamo alla sua venuta nella gloria # vv! &$#&%(. La croce scandalo per tutti #& or &,'1(. Davanti ad essa anc!e 0ietro, la 3pietra4, diventa scandalo, inciampo per il 6ignore stesso. La rea"ione di 0ietro di capitale importan"a/ svela la nostra lontanan"a da Dio. 0ietro vuol $ene a *es+/ gli vuole il $ene c!e vuole a se stesso. In )uesto umano, molto umano, an"i dia$olico/ ritiene c!e il $ene sia )uello c!e pensa lui. DovrB scoprire c!e il $ene c!e il 6ignore gli vuole $en altro. Lo scontro tra il pensiero di Dio e )uello dell-uomo ineludi$ile/ fa uscire allo scoperto l-inganno c!e nascosto nel nostro cuore. Il volto del >iglio dell-uomo illumina progressivamente le nostre oscuritB, fino a farci riflesso della sua gloria. :ndando dietro di lui, diventiamo come lui/ il nostro non pi+ un cammino dalla vita alla morte, ma di vittoria sulla stessa morte, per giungere a )uella piene""a di vita c!e da sempre desideriamo. 0ietro, pur avendo ricevuto la rivela"ione del 0adre sull-identitB di *es+, non per )uesto !a capito c!i lui / vero c!e *es+ il ma la veritB di risto e il >iglio di Dio, risto e di Dio non )uello c!e lui intende. 2 costante il

pericolo di ridurre a 3ovvietB4 umana anc!e la rivela"ione di Dio 8 facendo di *es+ l-attaccapanni delle nostre fantasie religiose. ,uesto avviene ogni volta c!e la nuditB della croce non ci scandali""a.

%C'

Il seguito del vangelo mostrerB c!i veramente il solo sul alvario #'A,@%(.

risto e il >iglio di Dio/ il

mistero di *es+, c!e 0ietro !a appena intuito, sarB proclamato sen"a e)uivoci Il >iglio dell-uomo deve andare a *erusalemme/ lI, con le sue ferite, sanerB le nostre ferite #cf. Is @1, @.C7 & 0t ','@(. 0roprio cosI il >iglio di Dio c!e rivela il 0adre della vita. La 3passione4 del 6ignore manifesta la vera e profonda identitB sua e nostra/ lui amore infinito per noi, e noi siamo amati infinitamente da lui. La sua gloria diventa la nostra stessa gloria. La giustapposi"ione tra l-identitB di *es+ e la nostra mostra come la cristologia ecclesiologia/ il discepolo specc!io del suo maestro e 6ignore. La rivela"ione di c!i lui anc!e rivela"ione di c!i siamo noi. Inoltre la 3rivela"ione4 diventa 3etica4/ siamo c!iamati a diventare ci. c!e siamo 8 fratelli c!e rispecc!iano di gloria in gloria il volto del >iglio, trasfigurati a sua immagine per l-a"ione del suo 6pirito #' or 1,&<( . Ges( il >iglio dell-uomo, proprio in )uanto crocifisso il Risorto, il salvatore, il >iglio del Dio vivente, vero volto dell-uomo e di Dio. La C iesa costituita non solo dalla professione di fede di 0ietro, ma anc!e dal suo confronto con *es+. la parola della croce. ontinuamente deve essere purificata dal suo modo satanico di intendere l-uomo e Dio attraverso l-incontroQscontro con risto risto c!e salva, il

'.Le&&()a *e$ &es&" !' )&, Cominci, Ges a mostrare ai suoi discepoli! 2 l-ini"io dell-istru"ione ai discepoli non pi+ in para$ole, ma mediante la 0arola #cf. 9c <,1'(/ la parola della croce. Ora c!e !anno riposto in lui la loro speran"a e il loro affetto, pu. mostrarsi loro cosI com-. deve! Il >iglio dell-uomo !a un solo 3dovere4/ lo stesso di Dio, c!e tutto e solo amore. sorte. molto patire! L-amore 3passione4/ fa patire, sentire come proprio il $ene e il male dell-amato.
%C1

!i ama 3deve4 essere con l-amato, nella $uona e nella cattiva

dagli anziani e dai sommi sacerdoti e dagli scribi! 6ono rispettivamente i ricc!i, i potenti e i sapienti, coloro c!e puntano, e con successo, la propria esisten"a sulla $rama di avere, di potere e di apparire. 6ono le tre masc!ere del male, sul )uale si struttura l-ordinamento del mondo #&*v ',&C(. Rappresentano l-aspira"ione di ciascuno di noi, c!e riteniamo $ene ci. c!e in realtB egoismo e morte. *es+ deve entrare in )uesto male in cui ci troviamo, per salvarci e mostrarci il vero volto dell-uomo c!e lo stesso di Dio. essere ucciso! *es+ non muore/ ucciso a motivo di ci. per cui vive. morte. e il terzo giorno risuscitare! La sua uccisione vittoria sul potere della morte/ risurre"ione. !' )), 7ietro cominci, a rimproverarlo! *es+ comincia a rivelarsi apertamente, e 0ietro a ri$ellarsi duramente. 3Rimproverare4 in greco la stessa parola c!e indica )uanto *es+ fa con i demoni. 2 )uanto 0ietro fa con *es+. !i evita )uesto scontro, non capirB mai il pensiero di Dio. Lo scontro pu. essere evitato in $uona o in malafede, per da$$enaggine o per astu"ia 8 o, pi+ facilmente, per inavverten"a e cecitB. 0ietro prende *es+ in disparte per rimproverarlo/ gli vuole $ene, e non vuole umiliarlo davanti agli altri5 6i sente comun)ue in dovere, per il suo affetto, di riprenderlo. del erte cose non si dicono neanc!e per sc!er"o5 !e ne risto e del Dio vivente se un perdente; 2 $estemmiare contro #ci. c!e Dio te ne scampi( ecc! 0ietro sicuro c!e Dio non vuole cosI5 0er lui Dio la reali""a"ione suprema delle aspira"ioni dell-uomo/ il sommamente ricco, onnipotente e glorioso. 6e Dio fosse la proie"ione dei nostri desideri, sare$$e il sommo male pi+ c!e il sommo $ene5 La falsa immagine c!e a$$iamo di lui corrisponde al falso ideale c!e a$$iamo dell-uomo, sua immagine. E proprio per )uesto facciamo il male, con cecitB ostinata nonostante i risultati. on la sua morte diventa martire, testimone di un amore pi+ forte della stessa

0ietro pensa essere( la *loria.

%C%

!' )*, voltatosi! 0ietro non stava parlando faccia a faccia con *es+. ,uesti si gira, e gli mostra il suo volto. In lui c- affetto per l-amico, ma dure""a contro il nemico c!e si cela in lui. mettiti dietro di me! 0ietro si era messo 3davanti4 a *es+ per condurlo a fare la propria volontB, come satana. *es+ non lo respinge lontano. Lo rimette nella sua posi"ione giusta/ 3dietro4 di lui. Noi c!iediamo al 6ignore c!e lui ci faccia ci. c!e noi vogliamo #cf. 9c &=,1@(7 la salve""a invece c!iedere c!e noi facciamo ci. c!e lui vuole. Lui vuole aprirci gli occ!i sulla vera gloria, come ai ciec!i di *erico #'=,1's(, perc!F lo seguiamo nel suo cammino verso *erusalemme. La salve""a non c!e lui segua noi 8 cosa c!e giB !a fatto, a costo della sua vita5 8 ma c!e noi seguiamo lui, fino al dono della vita. satana! 0ietro, anc!e se con amore, e )uindi in modo pi+ accattivante, presenta in $uona fede le stesse tenta"ioni di satana, c!e *es+ giB !a incontrato nel deserto #%,&ss(. ,ui pi+ difficile riconoscerle5 mi sei di scandalo! 3: fin di $ene4, la pietra della d-inciampo, c!e vuol far cadere il >iglio dell-uomo. non pensi come Dio( ma come gli uomini! 3I miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non solo le mie vie4, dice il 6ignore #Is @@,<(. Lui infatti 3santo4, diverso da noi/ amore. Noi, anc!e )uando lo riconosciamo, proiettiamo sempre su di lui i nostri desideri, per noi sono pi+ sicuri di )ualun)ue veritB. :nc!e per c!i !a ricevuto la rivela"ione di Dio, costante il pericolo di ridurre )uesto a misura d-uomo #v.&1(. La nostra conoscen"a secondo lo 6pirito sempre misc!iata a tanta carne5 e ne li$era solo )uell-incontro costante col vangelo c!e !a l-onestB di farsi scontro con *es+. 0ietro 3pietra4 non solo in )uanto riconosce *es+, ma anc!e in )uanto si misura drammaticamente con lui, riconoscendosi pietra d-inciampo. La fede non un pacc!etto di certe""e a $uon mercato. 2 un-ac)uisi"ione progressiva, in un faticoso misurarsi con la parola della croce. ,uelle certe""e c!e non si sanno mettere in discussione, ci allontanano dalla veritB. Lo scandalo di 0ietro davanti allo scandalo della croce 8 pietra contro pietra 8 ineludi$ile, segno del divino. !iesa si fa pietra

%C@

!' )+, se uno vuole!

i. c!e *es+ propone un atto li$ero di volontB/ la

massima li$ertB dell-uomo fare lo stesso cammino del 6ignore. venire dietro a me! :ndare dietro a lui il cammino dell-esodo, la reali""a"ione piena dell-uomo, la vittoria sull-egoismo e sulla morte. Lui la nu$e e il fuoco c!e ci guida verso la li$ertB #cf. Nm ?,&@8'1(. rinneg i se stesso. Rinnegare il falso io, deformato dalla men"ogna e dalla paura, far nascere il proprio vero io. La morte dell-egoismo la nascita all-amore. Uno, se vuole essere se stesso, deve smettere di pensare a se stesso/ solo allora !a il suo 3volto4, rivolto all-altro. porti la sua croce! La croce di ciascuno lottare con il male c!e in lui/ la lotta contro il proprio egoismo, c!e solo lui pu. fare. segua me! In )uesta lotta per. non solo/ in compagnia del suo 6ignore, c!e lo !a preceduto e accompagna. !' )0, c i vorr salvare la propria vita! 6campare dalla minaccia incom$ente della morte l-intento primo di ogni pensare e agire. 0er )uesto diventiamo egoisti, e, invece di salvarci, ci perdiamo. la perder! Una vita ispirata all-egoismo giB morta, perduta per sempre. c i invece perder la propria vita per me! La vita amare fino a dare la vita per colui c!e mi !a amato e !a dato se stesso per me #*al ','=(. La vita lo 6pirito 6anto, l-amore tra 0adre e >iglio, dono reciproco dell-uno all-altro. !i ama passato dalla morte alla vita #&*v 1,&%(/ !a giB ora la vita c!e non muore. !' ):, c e giover infatti allCuomo( ecc!= L-uomo vorre$$e possedere tutto per garantirsi la vita. 9a proprio cosI anticipa con l-affanno la morte fisica e con l-egoismo )uella spirituale. o cosa dar lCuomo in cambio della propria vita= La vita non si pu. comperare con denaro, nF $arattare con $eni/ dono, e solo in )uanto donata resta viva. : c!i la vuole pagare, non resta c!e restituirla, dandosi la morte. !' )<, il Figlio dellCuomo sta per venire! Il mondo sotto il giudi"io di Dio/ la croce del >iglio dell-uomo c!e dB la vita per gli uomini. Ogni a"ione !a valore o meno secondo c!e conforme al suo giudi"io. La salve""a eterna appesa alla mia decisione presente di vivere il giudi"io di Dio.

%CC

render a ciascuno secondo lCopera sua! Non c!i dice/ 36ignore, 6ignore4, ma c!i fa la 0arola entra nel regno, diventa figlio e riceve la gloria del 0adre #cf. A,'&8'1(/ costruisce la sua casa c!e resiste ad ogni intemperia #A,'%8'A(. !' )., alcuni dei *ui presenti non gusteranno la morte( ecc! :scoltare e fare le parole c!e *es+ !a appena detto vivere, giB )ui in terra, da figlio di Dio/ )uesta 4la vita eterna4, c!e vince la morte. La gloria del >iglio dell-uomo, c!e alla fine del tempo apparirB come apparsa sulla croce #'%,1%7 'C,C%7 'A,@%(, traspare giB ora nella vita del discepolo. La trasfigura"ione, c!e immediatamente segue #&A,&8?(, l-anticipo terrestre della gloria celeste riservata al >iglio e a c!i lo ascolta. Uno pi+ dove ama c!e dove a$ita5 !i ama *es+, come giB unito a lui nella morte, ol ',&'7 1,1(. cosI consepolto e conseduto con lui nella gloria. La sua vita ormai nascosta con lui in Dio #cf. Rm C,%7 Ef ',C7

3. P)e a)e !$ &es&" a. $. c. d. entro in preg!iera come al solito. mi raccolgo immaginando *es+ con i suoi discepoli. c!iedo ci. c!e voglio/ non evitare lo scandalo della croce. traendone frutto, medito su ogni parola di *es+.

+'

Tes&! (&!$!

6al &7 C17 Is @',&18@1,&'7 *er '=,A8?7 >il &,'&7 ',@8&&7 1,A8&%7 *al ','=7 Rm C,&8&&. Ef ',&8&=. ?0. ASCOLTATE LUI 1?,1-13

1*,1

E dopo sei giorni Ges prende con s5 9ietro e Giacomo e Giovanni suo fratello, e li porta su un alto monte in disparte.

%CA

E si trasform davanti a loro, e brill il suo volto come il sole e le sue vesti divennero bianc e come la luce.

3 4

Ed ecco fu visto da loro (os& ed Elia, c e conversavano con lui. +ra rispondendo 9ietro disse a Ges! 'ignore, & bello per noi essere qui. 'e vuoi, far tre tende, una per te, una per (os& e una per Elia.

(entre lui stava ancora parlando, ecco una nube luminosa li ricopr7 ed ecco una voce dalla nube c e diceva! ?uesti & il 4iglio mio, l:amato, in cui mi compiacqui. >scoltate lui3

E udendo i discepoli caddero sul loro volto e temettero molto.

E si avvicin Ges e toccandoli disse! =isvegliatevi, e non temete3

+ra, levati i loro occ i, non videro nessuno, se non lui, Ges, solo.

E, scendendo dal monte, Ges ordin loro dicendo! %on dite a nessuno questa visione, fino a quando il 4iglio dell:uomo non sia risvegliato dai morti.

%C<

18

E lo interrogarono i discepoli dicendo! 9erc 5 dunque gli scribi dicono c e prima deve venire Elia$

11

Egli rispondendo disse! ', Elia viene, e ristabilir. ogni cosa.

10

(a vi dico c e Elia gi. & venuto, e non lo riconobbero, ma gli fecero quello c e vollero. 1os anc e il 4iglio dell:uomo sta per soffrire per opera loro.

13

>llora compresero i discepoli c e aveva parlato loro di Giovanni il 2attista.

1. Messa

!" #e$ %"#&es&"

+scoltate luiH( dice la voce dal cielo. Infatti 3,uesti il >iglio mio, l-amato, in cui mi compiac)ui54 Il 9adre parla solo due volte dicendo e ri2adendo la stessa cosa: proclama Ges come 8iglio una prima volta dopo il 2attesimo (6,-C) e una seconda 7ui (v" >), dopo la predizione della sua morte e risurrezione (-3,/-)" $a tras!igurazione la con!erma della via intrapresa nel 2attesimo, anticipo della gloria di 9as7ua" (lla sua luce )il #ervo, inizia il cammino verso Gerusalemme" Il racconto carico di reminiscen"e $i$lic!e. Nel Na"oreo infatti si compie ogni profe"ia #','1(. La scena ric!iama 9os c!e sale sul monte con :ronne, Nada$ e :$iu, e c!e al settimo giorno c!iamato da Dio nella nuvola #Es '%,&.?.&@s(. :ncora ricorda 9os c!e scende dal monte con il volto splendente #Es 1?,'?81@(, e c!e promette alla fine un profeta del )uale dice/ 3:scoltate lui45 #Dt &<,&@(. Le parole della 3voce4 riec!eggiano il 6almo ',A, c!e parla dell-introni""a"ione del 9essia7 alludono inoltre al sacrificio di Isacco #3il figlio amato4/ *en '','.&'.&C( e al primo canto del 6ervo #3in cui mi compiac)ui4/ Is %',&(. 0roprio in )uanto servo dei fratelli, il >iglio dell-uomo il >iglio amato, la
%C?

0arola stessa da ascoltare, l-irradia"ione della gloria del 0adre, il 9essia c!e ci salva. Il 9adre con!erma cos4 7uanto Ges ha appena detto: riconosce colui che accetta di essere riconosciuto da 9ietro come il +risto e il 8iglio di Dio (-3,-3), colui che a!!erma di essere il #ervo so!!erente che 9ietro non accetta (-3,/-5/6), colui che chiama al suo stesso cammino (-3,/.) e si dichiara il giudice del mondo (-3,/C)" Davanti a tre uomini, il 8iglio delluomo proclamato dal 9adre come suo 8iglio" @ la !ine del di2attito su chi Ges, e linizio del suo cammino verso Gerusalemme" Il 0adre !a una sola 0arola, c!e lo rivela pienamente/ il >iglio. : noi dice di ascoltarlo, perc!F, ascoltando lui, diventiamo come lui, figli. La trasfigura"ione l-esperien"a fondamentale della vita di *es+/ la scelta fatta nel $attesimo, c!e ora si concreta nella prospettiva della croce, confermata come la via alla li$ertB e alla gloria di Dio. 2 una illumina"ione interiore tanto forte c!e 3trasforma4 il suo stesso corpo in sole e luce. 2 importante anc!e per i discepoli averlo visto/ )uando sarB risorto, potranno capire c!e il Risorto lo stesso *es+ c!e fu crocifisso. La trasfigura"ione del >iglio rappresenta anc!e l-anticipo di ci. c!e saremo. Il seme della nostra gloria divina gettato )uando decidiamo veramente di 3ascoltare4 lui e di fare la sua parola/ )uesta la 3forma4 c!e trasforma la nostra vita a immagine della sua, fino alla sua misura piena. Il $rano presenta la salita sul monte dove avviene la trasfigura"ione # vv!"# %( e la discesa dove la si interpreta come anticipo della risurre"ione c!e passa attraverso la croce #vv!4#")(. Ges( nella sua umanitB, mostra la divinitB/ i discepoli vedono il suo corpo c!e riluce della gloria del >iglio nel )uale il 0adre si compiace, raggio anticipato della risurre"ione. La C iesa rappresentata dai tre apostoli c!e, a viso scoperto, riflettono come in uno specc!io la gloria del 6ignore, e vengono trasformati in )uella medesima immagine di gloria in gloria, secondo l-a"ione dello 6pirito del 6ignore #cf. ' or 1,&<(.

'. Le&&()a *e$ &es&"

%A=

!' &, ; dopo sei giorni! 2 il settimo giorno, compimento della crea"ione c!e tutta geme e soffre le doglie del parto in attesa di essere li$erata dalla sc!iavit+ della corru"ione per entrare nella gloria dei figli di Dio #Rm <,''.'&(. ,uesta indica"ione di tempo dice c!e il fine della crea"ione non la sua fine/ essa non destinata alla 3sfigura"ione4 della morte, ma alla trasfigura"ione. Nel >iglio dell-uomo, il creato destinato ad assumere la forma del >iglio di Dio. La divini""a"ione il senso della crea"ione, fino a )uando Dio sarB tutto in tutti #& or &@,'<(. Ges prende con s9 7ietro e Giacomo e Giovanni! 9os prese con sF :ronne, Nada$ e :$iu, e salI sul monte, dove Dio rivel. la sua gloria #Es '%,?ss(. ,uesti tre discepoli, c!e ora sentono il 0adre c!e c!iama il >iglio, nel *etsemani sentiranno il >iglio c!e c!iama il 0adre #'C,1A.1?(. 9onte degli Ulivi e Ta$or si ric!iamano a vicenda/ )ui l-umanitB di *es+ rivela la sua divinitB, lB la divinitB mostra la sua umanitB. !' ), si trasform, davanti a loro! In greco c- 3metamorfosi4, c!e significa cam$iar forma, trasformarsi. Nelle metamorfosi pagane la divinitB assume corpo e sem$ian"e umane. ,ui l-umanitB assume forma e splendore divino/ lascia trasparire la *loria del >iglio. ,uesta la destina"ione di ogni uomo nel >iglio dell-uomo. brill, il suo volto come il sole( ecc! In Luca l-aspetto del suo volto si 3alter.4/ divent. altro, il volto dell-:ltro #Lc ?,'?(. In 9atteo diventa raggiante come il sole, c!e 3de te, :ltissimo, porta significatione4. 0er 9arco ?,1 le sue vesti diventano $ianc!e in modo sovrumano, per Lc ?,'? risplendenti come folgore, per 9atteo $ianc!e come la luce. La luce il sim$olo pi+ appropriato di Dio/ principio di crea"ione e conoscen"a, fa essere ogni cosa )uello c!e e la fa vedere per )uello c!e . 9a anc!e sorgente di gioia, segno dell-amore c!e rende luminosi. Il >iglio $rilla della luce stessa di Dio, primi"ia della crea"ione nuova/ come tutto fatto attraverso lui, in lui e per lui, cosI tutto partecipa della sua medesima sorte nella luce #cf. ol &,&C.&'(. Noi pure siamo c!iamati a vedere il 6ignore faccia a faccia #& or &1,&'(, e riflettere 3a viso scoperto4 la sua gloria, fino ad essere trasformati in lui #cf. ' or 1,&<(, configurati all-icona del >iglio, il primogenito tra molti fratelli #Rm

%A&

<,'?(. 6iamo c!iamati a rivestirci di luce e ad essere luce/ 36orgi, sii luce, perc!F viene la tua luce e la gloria del 6ignore $rilla su di te4 #Is C=,&(. L-amore si reali""a nello scam$io di ci. c!e si !a e si , cosI c!e l-amato diventa la forma di c!i lo ama. L-incarna"ione, c!e porta alla croce #$attesimo(, rende Dio uguale a noi7 la trasfigura"ione, caparra della risurre"ione, rende noi uguali a lui. Non solo il nostro spirito, ma anc!e il nostro corpo per il 6ignore, destinato alla risurre"ione #& or C,&1s(. !' *, Mos: ed ;lia c e conversavano con lui! Il mediatore della legge e il padre dei profeti conversavano con lui/ an"i, parlano di lui, 0arola stessa di Dio. Inoltre 9os ed Elia non gustarono la morte/ l-uno fu trasportato in cielo su un carro di fuoco #'Re ',&ss(7 l-altro, c!e parl. con Dio faccia a faccia, secondo la tradi"ione fu rapito da un suo $acio sulla $occa. !' +, : bello per noi essere *ui! 0ietro !a capito c!e $ello5 6ul volto del >iglio appare la $elle""a originaria nella )uale Dio !a creato il mondo. ,ui $ello 3essere4. :ltrove $rutto e non possiamo stare, perc!F non siamo ci. c!e siamo. 0er )uesto l-uomo viator , pellegrino in cerca del Golto, davanti al )uale solo sta di casa e pu. sostare, perc!F ritrova il proprio volto. :ltrove si sente fuori posto, come un osso slogato. far, tre tende! 2 un-allusione alla festa delle capanne, in cui si commemora il dono della 0arola #cf. Lv '1,'A81%7 Dt &C,&1(. una per te( una per Mos: e una per ;lia! La legge, data tramite 9os, la prima tenda di Dio tra gli uomini. La parola 3tenda4 in greco si dice s>en:, c!e ric!iama l-e$raico/ s e>in, c!e la gloria di Dio tra gli uomini. La profe"ia, ini"iata con Elia, la seconda tenda di Dio tra gli uomini. La carne di *es+ la tenda definitiva di Dio in me""o a noi #*v &,&%(. In lui vediamo la sua gloria, come di unigenito dal 0adre #ivi(. Infatti 3c!i !a visto me !a visto il 0adre4 #*v &%,?(. !' 0, una nube luminosa! Di Dio non conosciamo il volto, ma la 0arola. Non $isogna farsi immagini nF di lui nF dell-uomo, perc!F l-unica sua immagine l-uomo stesso c!e ne ascolta la 0arola. !i lo ascolta infatti diventa suo figlio, col suo medesimo volto. La nu$e luminosa ric!iama Dio stesso c!e guid. Israele nel deserto #Es &%,'=( ed segno della sua presen"a #Es &?,&C7 '%,&@s7

%A'

%=,1%s7 '9ac ',As7 &Re <,&=8&'(. La manifesta"ione di Dio sempre oscura per eccesso di luce accecante 8 )uasi c!e rivelandosi Dio si veli, e velandosi si riveli, come sulla croce. La nu$e inoltre principio di vita/ la pioggia $enedi"ione e feconditB. una voce dalla nube #cf. 1,&A(. Dio voce/ la sua 0arola nota a noi nel Ger$o incarnato. !i ascolta *es+, trasforma il suo volto nel Golto, splendente risto e il >iglio di come il sole #v. '(, 3irradia"ione della gloria4 #E$ &,1(. *uesti! 2 l-uomo *es+, c!e 0ietro !a riconosciuto come il Dio, ma non ancora come il >iglio dell-uomo sofferente. : il Figlio mio #cf. 1,&A(. Ric!iama il 6almo ',A, c!e parla dell-introni""a"ione regale. *es+, c!e va a *erusalemme e sarB crocifisso, il 9essia, il >iglio del Dio vivente. lCamato! Ric!iama il sacrificio di Isacco #*en '','.&'.&C(. *es+ il >iglio in )uanto sarB sacrificato/ conoscendo l-amore del 0adre, darB la vita per i fratelli. in cui mi compiac*ui #cf. 1,&A(. Ric!iama il 6ervo di SLRL #Is %',&(. Il 0adre riconosce *es+ come figlio, proprio perc!F si fa servo dei fratelli. ascoltate luiH 3Il 6ignore tuo Dio susciterB per te, in me""o a te, tra i tuoi fratelli, un profeta pari a me4, disse 9os/ 3:scoltate lui54 #Dt &<,&@(. *es+ il nuovo 9os, c!e dB la 0arola definitiva. :n"i/ lui stesso la 0arola fatta carne, volto del 0adre rivolto ai fratelli. !i ascolta lui diventa come lui, figlio. osa sia la trasfigura"ione, difficile descriverlo, anc!e per i discepoli c!e l-!anno vista. Due cose per. sono c!iare/ il fine e il principio. Il fine dire/ 42 $ello per noi essere )ui54. Il principio / 3:scoltate lui4. La 0arola dB forma al nostro corpo. !i ascolta *es+, diventa come lui, l-al$ero $ello c!e fa il frutto $ello #A,&<(. L-ascolto della sua parola l-accoglien"a del seme, c!e cresce in noi e ci genera secondo la sua specie #cf. &0t &,'1(, partecipi della natura divina #cf. '0t &,%(. La trasfigura"ione comincia )uando, invece di pensare e ascoltare noi stessi, ascoltiamo lui e pensiamo a lui. 2 la morte dell-uomo vecc!io e la nascita dell-uomo nuovo. ,uesto ascolto fa passare dalle opere della carne al frutto dello 6pirito #cf. *al @,&?8''(. Il 0adre !a una sola 0arola/ il >iglio. ,uanto lui !a detto e fatto l-esegesi del 0adre #*v &,&<(, il racconto nel tempo del suo amore eterno. La 3carne 3 di

%A1

*es+ il compimento della legge e dei profeti #A,&'(7 la sua storia la manifesta"ione sulla terra del Dio amore, c!e mai nessuno !a visto #*v &,&<(. Non possiamo e non do$$iamo conoscere nulla di pi+ di lui, il Ger$o del 0adre. !' :, i discepoli caddero sul loro volto( ecc! 2 l-eccesso del divino. !' <, risvegliatevi( e non temete! 6ono le parole di *es+ ai discepoli. olui c!e !anno visto nella gloria, si avvicina a loro e li 3risveglia4. ,uanto !anno visto non un sogno, ma ci. c!e li risveglia da una vita morta/ la promessa della risurre"ione, come dopo capiranno #v. ?(. !' ., non videro nessuno( se non lui( Ges( solo! olui c!e si trasfigurato, il >iglio amato da ascoltare, il 3*es+ solo4, in cammino verso *erusalemme, c!e invita a seguirlo. Il 0adre conferma la sua scelta/ il >iglio in )uanto non si vergogna di c!iamarsi nostro fratello #E$ ',&&(, e, reso perfetto dalle cose c!e patI, diventerB causa di eterna salve""a per tutti coloro c!e gli o$$ediscono #E$ @,<s(. !' >, non dite a nessuno *uesta visione( ecc! 0rima c!e *es+ sia 3risvegliato dai morti4, i discepoli non possono parlare della trasfigura"ione. La *loria infatti resta segreta prima della croce #&C,'<(, c!e a sua volta incomprensi$ile prima della risurre"ione. !' &?, prima deve venire ;lia! L-:T si c!iude con l-attesa di Elia c!e precede la venuta del 6ignore #9l 1,'1(. :nc!e la vita di *es+ si c!iude con l-attesa di Elia da parte di c!i sta ai piedi della croce #'A,%?(. !' &&$, ;lia viene e ristabilir ogni cosa! *es+ conferma la venuta di Elia. 9a, come tutti i profeti, non riconosciuto/ !a la stessa sorte del >iglio dell-uomo c!e deve soffrire per opera degli uomini. 0roprio di lui, il Na"oreo, parlano con la voce e la vita i profeti # cf. ','1(. !' &*, compresero i discepoli c e aveva parlato loro di Giovanni il 2attista! I discepoli capiscono c!e Elia, il profeta ultimo, lo stesso *iovanni, c!e lancia l-appello definitivo alla conversione prima della venuta del 6ignore, di cui anticipa il destino di passione.

3. P)e a)e !$ &es&" a. entro in preg!iera come al solito.


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$. mi raccolgo immaginandomi sul monte con i tre apostoli. c. c!iedo ci. c!e voglio/ ascoltare il *es+ solo. d. traendone frutto, contemplo la scena. Da notare< dopo sei giorni li porta su un monte alto in disparte $rill. il suo volto come il sole, le sue vesti divennero $ianc!e come la luce 9os ed Elia conversano con lui $ello per noi esser )ui far. tre tende una nu$e, una voce )uesti il >iglio mio, l-amato, in cui mi compiac)ui ascoltate lui non videro nessuno, se non il *es+ solo Elia giB venuto Il >iglio dell-uomo sta per soffrire.

+. Tes&! (&!$! 6al 1%7 CA7 *en &',&8%7Es 1%,'?81@7 Dn A,?8&%7 Rm <,&<81?7 ' or 1, &<7 '0t &,&C8'&.

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*1. %/E%AE ;/ '>=D /(9+''/2/@E 1?,1+-'1

1*,14

E, venendo essi verso la folla, gli si avvicin un uomo, gettandosi in ginocc io davanti a lui e dicendo! 'ignore, abbi piet. di mio figlio, perc 5 & lunatico e soffre malamente. 'pesso infatti cade nel fuoco e spesso nell:acqua. E $@A" 3")&a&" *a! &("! *!s%e3"$!, ma non anno potuto curarlo.

15

16

1*

+ra rispondendo Ges disse! + genera#ione sen#a fede e perversa, fino a quando sar con voi$ 4ino a quando vi sopporter$ 9ortatemelo qui3

1-

E lo minacci Ges, e usc da lui il demonio e fu curato il bambino da quell:ora.

16

>llora avvicinatisi i discepoli a Ges in disparte gli dissero = 9erc 5 noi non abbiamo potuto scacciarlo$

08

+ra dice loro! 9er la vostra poca fede3 >men vi dico, se avrete fede come un c icco di senape, direte a questo monte! 'postati da qui a l., ed esso si sposter.7
%AC

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e niente vi sar. impossibile. B<(es&" e#e)e *! *e9"#! non esce c e con la preg iera e il digiuno.E

1. (essaggio nel contesto 3iente vi sar impossibile( dice *es+ ai discepoli c!e non avevano potuto scacciare il demonio. La fede la possi$ilitB dell-impossi$ile/ dB all-uomo il potere del >iglio di Dio. 9entre *es+ sul monte con il 0adre nella gloria, i discepoli sono al piano tra i fratelli nella fatica. ercano di continuare la loro missione, c!e la sua !iesa dopo 0as)ua/ stessa. 9a inutilmente/ non riescono ad averla vinta sul male. Il $rano risponde alla domanda fondamentale della come continuare la sua missione ora c!e lui definitivamente assente; Il 2rano ha come ritornello il non5potere (vv" -3"-<"/D) del discepolo, che non riesce ad esercitare 7uel potere sul male a!!idatogli dal suo #ignore (c!" -D,-), che gli ha garantito di essere sempre con lui (/?,/D)" Il tema la )non5!ede, e la )poca5!ede,, causa di 7uestimpotenza per la )!ede, invece nulla impossi2ile" Il pro2lema !ar s4 che la nostra )poca5!ede, davanti al male non ripieghi nella )non !ede, che nulla pu', ma diventi 7uella !ede che tutto pu'" In concreto la fede o$$edire al 0adre c!e dice di ascoltare il >iglio sul monte #v. @(' ,uesta fede sposta ovun)ue 3)uesto monte4 #cf. v. '=(, c!e )uello della trasfigura"ione, della gloria di Dio sulla terra. !i ascolta *es+ !a giB vinto il male/ la sua parola !a il potere di generarlo figlio di Dio #*v &,&'(. Il racconto, come al solito pi+ sintetico e meno pittoresco c!e negli altri sinottici, si articola in due parti/ la ric!iesta del padre e la guarigione del figlio #vv! ".#"%(, la domanda dei discepoli sulla loro incapacitB e la catec!esi di *es+ sul potere della fede # vv! Nell-epoca della "4#&"(. L-accento posto sulla fede, c!e conferisce all-uomo il potere stesso di Dio. !iesa, contrassegnata dall-assen"a del >iglio, solo c!i !a la fede vince il male. Essa rende presente l-:ssente, e consiste nell-ascoltare e fare le sue parole #A,'&.'%(. Ges sarB tolto dal mondo/ la sua a"ione di >iglio continuerB in )uella dei suoi fratelli #cf. '&,&<8'=(.

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La C iesa mediante l-ascolto di *es+ diventa come lui, capace di vincere il male. Il discepolo rappresentato sia dal padre c!e dal figlio/ come il figlio non sa vincere il male perc!F ne ancora posseduto7 come il padre desidera la guarigione e invoca con fede il 6ignore. In 9c ?,'&8'% si mostra come il padre, nel dialogo con *es+, passi dalla poca8fede alla ric!iesta di una fede incondi"ionata.

'. Le&&()a *e$ &es&" !' &+$, Signore( abbi piet di mio figlio( ecc! 2 la preg!iera di un padre c!e esce dalla folla e si avvicina a *es+ c!e scende dal monte. 6uo figlio gravemente ammalato. Il suo male descritto con dovi"ia di particolari e a pi+ riprese in 9c ?,&%8'?. 9atteo dice solo c!e 3lunatico4 8 l-epilessia, c!e si riteneva in connessione con le fasi della luna 8, soffre tremendamente e cade spesso nel fuoco e nell-ac)ua7 alla fine aggiunge anc!e c!e indemoniato #v. &<(' *li antic!i vedevano in certi tipi di malattie l-influsso degli spiriti cattivi. !' &:, lC o portato dai tuoi discepoli( ma non anno potuto curarlo! 9entre lui sul monte, in $asso i discepoli !anno tentato di guarirlo, ma non !anno potuto. Eppure !anno ricevuto il potere di scacciare i demoni e di curare ogni malattia e infermitB #&=,&(. ome mai non !anno potuto esercitarlo; ome faranno a continuare, sen"a di lui, la missione c!e lui !a loro affidata; 2 una esperien"a di fallimento/ non sanno fare ci. c!e sono c!iamati a fare, non sanno compiere il loro lavoro. 2 in crisi la loro identitB. ,uesta incapacitB la