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VOI CH’ASCOLTATE IN RIME SPARSE IL SUONO

1. PRESENTAZIONE POESIA:
È il primo sonetto tratto dal Canzoniere di Petrarca, fu composto probabilmente intorno al 1347 ed
è una “presentazione di quello che Petrarca parlerà nel Canzoniere” ed è un proemio.

2. DI COSA PARLA:
Petrarca in questo sonetto fa riferimento ai lettori che hanno provato il vero amore scusandosi dei
vari stili usati da lui nel Canzoniere e del suo giovanile errore.
Inoltre si può capire che per molto tempo è stato deriso dal popolo e di questo lui si vergogna e
inoltre capisce che tutto ciò che riguarda la vita terrena è poco duraturo.

3. STRUTTURA POESIA:
Le rime delle prime due quartine sono incrociate.
Per le due terzine ripetute.
ALLITTERAZIONI (ripetizione di un suono)
Verso 10, “favola fui”.
Verso 11, “me medesimo meco fui”, e vuole simboleggiare che si vergogna dall’interno.
Verso 12, “vaneggiar vergogna”.
ANASTROFI (inversione delle parole)
Verso 11, “di me medesimo mi vergogno”.
Verso 12, “del mio vaneggiar vergogna è il frutto”.

4. PRESENTAZIONE CANZONIERE:
è la massima opera di Petrarca iniziò a scriverlo in età giovanile, probabilmente quando era a
bologna seguire corsi di diritto, e continuò fino agli ultimi anni di vita.
Petrarca pensò di raccogliere le sue liriche, arrivarono a noi nove di esse.
Il suo ultimo manoscritto risale al 1374 anno della sua morte, decise di chiamarlo “Rerum
Volgarium fragmenta” che tradotto significa “frammenti di cose in volgare”. Contiene 365
componimenti + quello proemiale la maggior parte sono sonetti (317) ma anche canzoni.

5. COSA PENSA DEL VOLGARE PETRARCA:


Stato scritto in volgare anche se lo riteneva di “dignità minore” e discutendo con Boccaccio sostiene
anche che, la commedia di Dante, avrebbe raggiunto un livello più alto se si fosse usata “la lingua di
Roma” (latino).
Riteneva il volgare come una passione personale e privata. Ed infatti i suoi lavori in volgare non
vengono divulgati ad un pubblico vasto.
I due scopi di Petrarca erano:
 Riportare alta la lingua antica (latino);
 Elevare il volgare allo stesso livello del latino (anche se riteneva il latino superiore).

6. LAURA PER PETRARCA


Petrarca descrive molte volte Laura e la sua bellezza nei suoi sonetti ma rimane sempre impreciso,
Petrarca insiste in particolare su certi aspetti come: “capei d’oro”, begli occhi”, “dolce riso”, ecc.
l’immagine complessiva che rimane al lettore di Laura è una donna bella e bionda.

7. IL “DISSIDIO” PETRARTESCO
Il dissidio interiore è la volontà di avvicinarsi a Dio ma non possibile per il desiderio di gloria e
successo terreno.
Petrarca parla del suo dissidio interiore nel “secretum”, scritto probabilmente tra il 42 e il 43 e
ripreso nel 1353 ed è un continuo esame di coscienza.
È diviso in tre libri ed è strutturato come un dialogo tra Francesco Petrarca e Agostino.
Il dialogo si svolge in 3 giorni alla presenza di una donna bellissima che sta a simboleggiare la verità.
Agostino rappresenta la conoscenza che fruga nell’animo di Francesco smontandogli ogni sua
giustificazione per portare la verità alla luce; Francesco invece rappresenta la fragilità del peccatore
disposto ad imparare.
Gli argomenti che vengono trattati nel secretum sono:
 Nel primo libro Agostino rimprovera Francesco della sua debolezza di volontà, che gli
impedisce di tradurre le sue aspirazioni ad una vita pura;
 Nel secondo vengono raccontati i 7 peccati capitali e si sofferma soprattutto su quello
dell’accidia;
 nel terzo vengono esaminate due colpe:
o Il desiderio di gloria terrena;
o L‘amore per Laura.
Il dialogo si conclude con Francesco che vorrebbe la pace interiore ma capisce di non poterci mai
arrivare.
ERA IL GIORNO CH’AL SOL SI SCOLORARO
1. PRESENTAZIONE POESIA:
È il terzo sonetto tratto dal Canzoniere di Petrarca, fu abbozzato il 30 novembre 1349 e viene
descritto il primo incontro di Laura il venerdì dei santi.

2. DI COSA PARLA:
Petrarca in questo sonetto descrive il primo incontro con Laura il giorno della passione e morte di
Cristo cioè il venerdì santo, gli occhi di Laura lo legarono, lui venne attaccato dall’amore ma non gli
pareva il momento di difendersi essendo un giorno di lutto. L’amore lo trovo disarmato e il
cammino per entrare nel cuore attraverso i suoi occhi era aperto. La freccia dell’amore colpi lui ma
non Laura che era ben difesa e questo gli sembrò un comportamento da vigliacco da parte
dell’amore.

3. STRUTTURA POESIA:
Le rime delle prime due quartine sono incrociate.
Per le due terzine ripetute.
PERSONIFICAZIONE (oggetti diventano animati)
Verso 6, “colpi d’amor”.
METAFORA (sostituzione di un termine proprio con uno figurato)
Verso 13, “saetta”, viene indicata per fare riferimento all’amore che lo colpisce.
PERIFRASI (sostituzione di un termine con un giro di parole)
Verso 1,”era il giorno ch’al sol si scoloraro”.

4. PRESENTAZIONE CANZONIERE:
è la massima opera di Petrarca iniziò a scriverlo in età giovanile, probabilmente quando era a
bologna seguire corsi di diritto, e continuò fino agli ultimi anni di vita.
Petrarca pensò di raccogliere le sue liriche, arrivarono a noi nove di esse.
Il suo ultimo manoscritto risale al 1374 anno della sua morte, decise di chiamarlo “Rerum
Volgarium fragmenta” che tradotto significa “frammenti di cose in volgare”. Contiene 365
componimenti + quello proemiale la maggior parte sono sonetti (317) ma anche canzoni.

5. COSA PENSA DEL VOLGARE PETRARCA:


Stato scritto in volgare anche se lo riteneva di “dignità minore” e discutendo con Boccaccio sostiene
anche che, la commedia di Dante, avrebbe raggiunto un livello più alto se si fosse usata “la lingua di
Roma” (latino).
Riteneva il volgare come una passione personale e privata. Ed infatti i suoi lavori in volgare non
vengono divulgati ad un pubblico vasto.
I due scopi di Petrarca erano:
 Riportare alta la lingua antica (latino);
 Elevare il volgare allo stesso livello del latino (anche se riteneva il latino superiore).

6. LAURA PER PETRARCA


Petrarca descrive molte volte Laura e la sua bellezza nei suoi sonetti ma rimane sempre impreciso,
Petrarca insiste in particolare su certi aspetti come: “capei d’oro”, begli occhi”, “dolce riso”, ecc.
l’immagine complessiva che rimane al lettore di Laura è una donna bella e bionda.

7. IL “DISSIDIO” PETRARTESCO
Il dissidio interiore è la volontà di avvicinarsi a Dio ma non possibile per il desiderio di gloria e
successo terreno.
Petrarca parla del suo dissidio interiore nel “secretum”, scritto probabilmente tra il 42 e il 43 e
ripreso nel 1353 ed è un continuo esame di coscienza.
È diviso in tre libri ed è strutturato come un dialogo tra Francesco Petrarca e Agostino.
Il dialogo si svolge in 3 giorni alla presenza di una donna bellissima che sta a simboleggiare la verità.
Agostino rappresenta la conoscenza che fruga nell’animo di Francesco smontandogli ogni sua
giustificazione per portare la verità alla luce; Francesco invece rappresenta la fragilità del peccatore
disposto ad imparare.
Gli argomenti che vengono trattati nel secretum sono:
 Nel primo libro Agostino rimprovera Francesco della sua debolezza di volontà, che gli
impedisce di tradurre le sue aspirazioni ad una vita pura;
 Nel secondo vengono raccontati i 7 peccati capitali e si sofferma soprattutto su quello
dell’accidia;
 nel terzo vengono esaminate due colpe:
o Il desiderio di gloria terrena;
o L‘amore per Laura.
Il dialogo si conclude con Francesco che vorrebbe la pace interiore ma capisce di non poterci mai
arrivare.
MOVESI EL VECCHIEREL CANUTO E BIANCO
1. PRESENTAZIONE POESIA:
È il sedicesimo sonetto tratto dal Canzoniere di Petrarca, si pensa sia stato scritto durante un
soggiorno a Roma il 1337 e viene descritto il viaggio di un vecchietto.

2. DI COSA PARLA:
Petrarca in questo sonetto descrive il viaggio che fa un vecchietto verso Roma per incontrare
l’immagine di Cristo che spera di rincontrare dopo la morte trascinandosi a fatica con la famiglia
che lo saluta piangendo. E Petrarca allo stesso modo cerca Laura nel volto delle donne che incontra.

3. STRUTTURA POESIA:
Le rime delle prime due quartine sono incrociate.
Per le due terzine ripetute.
SIMILITUDINE (somiglianza di due elementi)
Verso 12, “talor vo cercand’io”.
ANASTROFI (inversione delle parole)
Verso 2, “età fornita”.
Verso 11, “nel ciel veder spera”.
Verso 14, “disïata vostra forma vera”.
SINEDDOCHE (per una parte si intende il tutto)
Verso 5, “antiquo fianco”, il vecchio corpo.

4. PRESENTAZIONE CANZONIERE:
è la massima opera di Petrarca iniziò a scriverlo in età giovanile, probabilmente quando era a
bologna seguire corsi di diritto, e continuò fino agli ultimi anni di vita.
Petrarca pensò di raccogliere le sue liriche, arrivarono a noi nove di esse.
Il suo ultimo manoscritto risale al 1374 anno della sua morte, decise di chiamarlo “Rerum
Volgarium fragmenta” che tradotto significa “frammenti di cose in volgare”. Contiene 365
componimenti + quello proemiale la maggior parte sono sonetti (317) ma anche canzoni.

5. COSA PENSA DEL VOLGARE PETRARCA:


Stato scritto in volgare anche se lo riteneva di “dignità minore” e discutendo con Boccaccio sostiene
anche che, la commedia di Dante, avrebbe raggiunto un livello più alto se si fosse usata “la lingua di
Roma” (latino).
Riteneva il volgare come una passione personale e privata. Ed infatti i suoi lavori in volgare non
vengono divulgati ad un pubblico vasto.
I due scopi di Petrarca erano:
 Riportare alta la lingua antica (latino);
 Elevare il volgare allo stesso livello del latino (anche se riteneva il latino superiore).

6. LAURA PER PETRARCA


Petrarca descrive molte volte Laura e la sua bellezza nei suoi sonetti ma rimane sempre impreciso,
Petrarca insiste in particolare su certi aspetti come: “capei d’oro”, begli occhi”, “dolce riso”, ecc.
l’immagine complessiva che rimane al lettore di Laura è una donna bella e bionda.

7. IL “DISSIDIO” PETRARTESCO
Il dissidio interiore è la volontà di avvicinarsi a Dio ma non possibile per il desiderio di gloria e
successo terreno.
Petrarca parla del suo dissidio interiore nel “secretum”, scritto probabilmente tra il 42 e il 43 e
ripreso nel 1353 ed è un continuo esame di coscienza.
È diviso in tre libri ed è strutturato come un dialogo tra Francesco Petrarca e Agostino.
Il dialogo si svolge in 3 giorni alla presenza di una donna bellissima che sta a simboleggiare la verità.
Agostino rappresenta la conoscenza che fruga nell’animo di Francesco smontandogli ogni sua
giustificazione per portare la verità alla luce; Francesco invece rappresenta la fragilità del peccatore
disposto ad imparare.
Gli argomenti che vengono trattati nel secretum sono:
 Nel primo libro Agostino rimprovera Francesco della sua debolezza di volontà, che gli
impedisce di tradurre le sue aspirazioni ad una vita pura;
 Nel secondo vengono raccontati i 7 peccati capitali e si sofferma soprattutto su quello
dell’accidia;
 nel terzo vengono esaminate due colpe:
o Il desiderio di gloria terrena;
o L‘amore per Laura.
Il dialogo si conclude con Francesco che vorrebbe la pace interiore ma capisce di non poterci mai
arrivare.
SOLO E PENSOSO I PIÙ DESERTI CAMPI
1. PRESENTAZIONE POESIA:
È il trentacinquesimo sonetto tratto dal Canzoniere di Petrarca, risale probabilmente al 1342 e
viene descritto il viaggio di un vecchietto.

2. DI COSA PARLA:
Petrarca in questo sonetto si ritrova a camminare in un deserto a passo lento e pensando e non
trova nessun riparo dal fatto che la gente comprenda, non riesce a trovare una via così solitaria che
l’amore non arrivi.

3. STRUTTURA POESIA:
Le rime delle prime due quartine sono incrociate.
Per le due terzine ripetute.
PERSONIFICAZIONE (oggetti diventano animati)
Verso 13, “ch’amor non venga sempre”.
ANTITESI (due parole in contrasto)
Verso 7-8, “spenti…avampi”.
Verso 7-8, “fuor…dentro”.
ANASTROFE (inversione di parole)
Verso 7, “d’allegrezza spenti”.

4. PRESENTAZIONE CANZONIERE:
è la massima opera di Petrarca iniziò a scriverlo in età giovanile, probabilmente quando era a
bologna seguire corsi di diritto, e continuò fino agli ultimi anni di vita.
Petrarca pensò di raccogliere le sue liriche, arrivarono a noi nove di esse.
Il suo ultimo manoscritto risale al 1374 anno della sua morte, decise di chiamarlo “Rerum
Volgarium fragmenta” che tradotto significa “frammenti di cose in volgare”. Contiene 365
componimenti + quello proemiale la maggior parte sono sonetti (317) ma anche canzoni.

5. COSA PENSA DEL VOLGARE PETRARCA:


Stato scritto in volgare anche se lo riteneva di “dignità minore” e discutendo con Boccaccio sostiene
anche che, la commedia di Dante, avrebbe raggiunto un livello più alto se si fosse usata “la lingua di
Roma” (latino).
Riteneva il volgare come una passione personale e privata. Ed infatti i suoi lavori in volgare non
vengono divulgati ad un pubblico vasto.
I due scopi di Petrarca erano:
 Riportare alta la lingua antica (latino);
 Elevare il volgare allo stesso livello del latino (anche se riteneva il latino superiore).

6. LAURA PER PETRARCA


Petrarca descrive molte volte Laura e la sua bellezza nei suoi sonetti ma rimane sempre impreciso,
Petrarca insiste in particolare su certi aspetti come: “capei d’oro”, begli occhi”, “dolce riso”, ecc.
l’immagine complessiva che rimane al lettore di Laura è una donna bella e bionda.

7. IL “DISSIDIO” PETRARTESCO
Il dissidio interiore è la volontà di avvicinarsi a Dio ma non possibile per il desiderio di gloria e
successo terreno.
Petrarca parla del suo dissidio interiore nel “secretum”, scritto probabilmente tra il 42 e il 43 e
ripreso nel 1353 ed è un continuo esame di coscienza.
È diviso in tre libri ed è strutturato come un dialogo tra Francesco Petrarca e Agostino.
Il dialogo si svolge in 3 giorni alla presenza di una donna bellissima che sta a simboleggiare la verità.
Agostino rappresenta la conoscenza che fruga nell’animo di Francesco smontandogli ogni sua
giustificazione per portare la verità alla luce; Francesco invece rappresenta la fragilità del peccatore
disposto ad imparare.
Gli argomenti che vengono trattati nel secretum sono:
 Nel primo libro Agostino rimprovera Francesco della sua debolezza di volontà, che gli
impedisce di tradurre le sue aspirazioni ad una vita pura;
 Nel secondo vengono raccontati i 7 peccati capitali e si sofferma soprattutto su quello
dell’accidia;
 nel terzo vengono esaminate due colpe:
o Il desiderio di gloria terrena;
o L‘amore per Laura.
Il dialogo si conclude con Francesco che vorrebbe la pace interiore ma capisce di non poterci mai
arrivare.
ERANO I CAPEI D’ORO A L’AURA SPARSI
1. PRESENTAZIONE POESIA:
È il novantesimo sonetto tratto dal Canzoniere di Petrarca, risale probabilmente al 1342 e viene
descritta Laura.

2. DI COSA PARLA:
Petrarca in questo sonetto descrive Beatrice alla quale i capelli gli si arricciano a causa del vento e la
luce dei suoi occhi splendeva, e il viso Laura gli sembrava che prendesse un’espressione di
benevolenza ma non sa se fosse vero o falso la sua voce aveva un suono angelico anche se pur
sempre umana, nel caso non avesse più quell’aspetto di certo una ferita procurata da una freccia
non si risana.

3. STRUTTURA POESIA:
Le rime delle prime due quartine sono incrociate.
Per le due terzine ripetute.
IPERBOLE (si esagera nella descrizione)
Verso 2, “mille dolci nodi”.
Verso 10, “d’angelica forma
Verso 12, “vivo sole”
ANASTROFE (inversione di parole)
Verso 1, “l’aura sparsi”.
Verso 9, “non era l’andar suo cosa mortale”.

4. PRESENTAZIONE CANZONIERE:
è la massima opera di Petrarca iniziò a scriverlo in età giovanile, probabilmente quando era a
bologna seguire corsi di diritto, e continuò fino agli ultimi anni di vita.
Petrarca pensò di raccogliere le sue liriche, arrivarono a noi nove di esse.
Il suo ultimo manoscritto risale al 1374 anno della sua morte, decise di chiamarlo “Rerum
Volgarium fragmenta” che tradotto significa “frammenti di cose in volgare”. Contiene 365
componimenti + quello proemiale la maggior parte sono sonetti (317) ma anche canzoni.

5. COSA PENSA DEL VOLGARE PETRARCA:


Stato scritto in volgare anche se lo riteneva di “dignità minore” e discutendo con Boccaccio sostiene
anche che, la commedia di Dante, avrebbe raggiunto un livello più alto se si fosse usata “la lingua di
Roma” (latino).
Riteneva il volgare come una passione personale e privata. Ed infatti i suoi lavori in volgare non
vengono divulgati ad un pubblico vasto.
I due scopi di Petrarca erano:
 Riportare alta la lingua antica (latino);
 Elevare il volgare allo stesso livello del latino (anche se riteneva il latino superiore).

6. LAURA PER PETRARCA


Petrarca descrive molte volte Laura e la sua bellezza nei suoi sonetti ma rimane sempre impreciso,
Petrarca insiste in particolare su certi aspetti come: “capei d’oro”, begli occhi”, “dolce riso”, ecc.
l’immagine complessiva che rimane al lettore di Laura è una donna bella e bionda.
7. IL “DISSIDIO” PETRARTESCO
Il dissidio interiore è la volontà di avvicinarsi a Dio ma non possibile per il desiderio di gloria e
successo terreno.
Petrarca parla del suo dissidio interiore nel “secretum”, scritto probabilmente tra il 42 e il 43 e
ripreso nel 1353 ed è un continuo esame di coscienza.
È diviso in tre libri ed è strutturato come un dialogo tra Francesco Petrarca e Agostino.
Il dialogo si svolge in 3 giorni alla presenza di una donna bellissima che sta a simboleggiare la verità.
Agostino rappresenta la conoscenza che fruga nell’animo di Francesco smontandogli ogni sua
giustificazione per portare la verità alla luce; Francesco invece rappresenta la fragilità del peccatore
disposto ad imparare.
Gli argomenti che vengono trattati nel secretum sono:
 Nel primo libro Agostino rimprovera Francesco della sua debolezza di volontà, che gli
impedisce di tradurre le sue aspirazioni ad una vita pura;
 Nel secondo vengono raccontati i 7 peccati capitali e si sofferma soprattutto su quello
dell’accidia;
 nel terzo vengono esaminate due colpe:
o Il desiderio di gloria terrena;
o L‘amore per Laura.
Il dialogo si conclude con Francesco che vorrebbe la pace interiore ma capisce di non poterci mai
arrivare.