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CHI IMPUGNA LA CROCE

Per capire il rapporto lega-Chiesa bisogna prima capire le relazioni tra politica e
territorio (italia nord-est e nord-ovest). In queste zone infatti in passato aveva
esercitato un peso rilevante la subcultura politica di tradizione cattolica. In queste
zone infatti si è passati da un’italia bianca (che vota la Dc) ad un’Italia verde (che
vota Lega) si smentisce quindi l’idea che la lega sia nata da un’ala del Pci. Questo
vale sia per il nord ovest che per il nord est, dove già nel 2011 la lega oscillava tra il
20 e il 40%. Questo fa emergere quanto la religione abbia esercitato e continui a
esercitare una funzione centrale in quanto fonte di senso, riferimento culturale e
organizzativo della società locale.
Caratteristiche dell’italia del nordovest dove il consenso della lega è così marcato:
- Piccole e piccolissime imprese
- Forte etica del lavoro, in cui la religione cattolica ha avuto un ruolo rilevante
- Città medie e di piccole dimensioni
- Chiesa parte attiva e integrande di istituzioni tradizionali come famiglia e
comunità locali
- Vasta rete di associazioni e organizzazioni
- Stretto rapporto tra politica e società locale partiti espressione di
subculture locali e garantiscono: -integrazione e coesione sociale
-continuità rispetto alla tradizione
In questi luoghi si è votato per anni più che per portare un mutamento politico, per
rafforzare un’identità e un’appartenenza e per premiare il localismo.
Anni 60 il voto alla Dc era molto diffuso, ma molto meno lo era la frequenza alla
messa. Questo fa capire che il voto alla Dc e successivamente alla Lega è un voto al
cattolicesimo secolarizzato, della religione “a modo mio” e localista, più come
garante di un’unità sociale e un’identità comune che portatrice del messaggio
evangelico. Inoltre la chiesa ha dato un contributo essenziale nel plasmare la società
e guidarla nei processi di trasformazione sociale e economica. Ha sempre avuto,
inoltre, un importantissimo ruolo educativo, ricreativo e culturale (offre servizi
sociale alla famiglia).
Caratteristiche dell’Italia del Nordest:
- Religione come fonte di senso, riferimento culturale e organizzativo della
società influenza valori e etica, determina la subcultura politica territoriale
bianca e poi verde
- La religione è inoltre un “campo” all’interno del quale non si scambiano solo
beni simbolici e normativi ma anche benefici, prestazioni materiali. La Dc è
vista come un mediatore nei confronti dello stato (sentito lontano) che si fa
portavoce di istanze locali tese a garantire identità e integrazione alla società
locale.
A partire dagli anni 60 la Chiesa (in passato aveva eretto simbolicamente la civiltà
contadina) diventa il medium della transizione allo sviluppo industriale.
La chiesa produce infatti risorse simboliche e materiali che permettono di ridurre il
conflitto, favorire l’integrazione degli individui ai valori di mercato, l’accettazione dei
diversi ruoli d’impresa in un’ottica cooperativa, l’affermazione di una specifica etica
del lavoro, omogeneità e coesione culturale. La religione ancora una volta diventa
produttrice di senso comune e i suoi valori permettono di ricreare quel “cerchio
comunitario” caratterizzato da legame sociale che non deriva solo dal calcolo
utilitaristico ma anche da relazioni solidali e da principi etici. Questa funzione
attenua le fibrillazioni e le ansia provocate dal mutamento. Il welfare cattolico quindi
accompagna lo sviluppo senza fratture tipico di quegli anni.
Il pci invece è percepito come formazione atea e minacciosa per la sua concezione
dei rapporti di produzione, e anche estraneo alla specifica forma assunta dalla
società locale (internazionalismo dei comunisti è visto con sospetto in queste zone e
porta al fenomeno definito “anticomunismo senza comunisti” dagli anni 90 in poi).
L’adesione a sx inoltre è vista come il rifiuto del pregnante ruolo svolto dalla Chiesa.
Anche la Chiesa potrebbe esser considerata internazionalista (il suo messaggio
rende gli uomini tutti uguali e vale per tutti allo stesso modo) ma è radicata in
questa società da secoli (basta vedere anche solo da un punto di vista urbanistico
quante piccole chiese, cappelle, campanili sono diffuse nel territorio in modo
capillare).
In questo clima, molti votano Dc non dicendosi democristiani, ma solo e
semplicemente per la necessità di preservare la forma della società locale e di farsi
garante, servendosi del potere dello stato centrale, di quella continuità.
Da tutto ciò emerge che la religione significa, per molti che si dichiarano cattolici,
TRADIZIONE E CULTURA. Si è cattolici, più che per il messaggio evangelico, perché la
religione è parte integrante della cultura locale. La religione è un fattore identitario
e di coesione della società locale, anche se l’ambiente è caratterizzato da una certa
debolezza della fede religione= forma di senso comunitario più che dimensione
spirituale
Anni 70 e 80 anni della prima globalizzazione, la società ancora in buona parte
contadina si avvia verso un capitalismo molecolare. La chiesa non è più unico centro
di produzione di identità e senso, ma è solo uno degli attori, pur importanti, che
agiscono nella società locale. In questo contesto la Dc perde consensi e li acquistano
invece le leghe, che hanno
- Pulsioni anticentraliste
- Chiedono rappresentatività proporzionale al peso economico raggiunto
(Roma ladrona, stato garante della crescita assistita del Sud grazie alle risorse
del Nord).
- Governi detti “romanocentrici” visti come un ostacolo allo sviluppo
- I piccoli imprenditori contestano anche i finanziamenti statali alle grandi
imprese del nordovest e la crescente pressione fiscale di una politica creditizia
che secondo loro li penalizza
In questo clima la Dc trova fatica a comprendere la portata di questo conflitto e
quindi la dottrina sociale della chiesa viene messa sempre più in ombra, relegata a
momenti di nuove mobilitazioni di solidarietà necessarie ma indesiderate perché
evocano tempi meno opulenti. Il valore di questa società è diventato la ricchezza per
la ricchezza.
Primi anni di immigrazione (forza lavoro immigrata) fuori dal contesto produttivo
diventa oggetto di stigmatizzazione. I messaggi universali del messaggio ecclesiale
sono messi da parte e anche le associazioni di volontariato hanno una impostazione
etnocentrica, che privilegia il particolarismo e i locali.
Negli anni 90 la lega nord unifica le leghe regionali. Caratteristiche
- Non usa il territorio per rappresentarlo nella mediazione con lo stato ma crea
un’antinomia tra territorio come riferimento identitario e potere centrale.
Territorio= produttore di identità
- Propenso alla “pedagogia del popolo”, alla socializzazione politica
- Ruolo rilevante dato alla militanza che favorisce legami di solidarietà e lealtà
forti
- Capacità di rappresentanza e controllo degli apparati
- Attento agli umori di tutti, degli iscritti e degli spoliticizzati
- Organizzazione leggera e strutture reticolari, molto interessate alle tecniche
comunicative
- Forte leadership
IL CONFLITTO TRA CHIESA E LEGA QUINDI NON VERTE CERTO SULLA SALVEZZA
DELLE ANIME, MA SULLA DEFINIZIONE DI UNA IDENTITA’ STRETTAMENTE
COILLEGATA ALLA RELIGIONE, CHE LA LEGA VUOLE PARTICOLARISTA E LOCALE
DECLINATO IN CHIAVE ETNOIDENTITARIA IN ANTITESI AL MESSAGGIO UNIVERSALE
DELLA CHIESA. Altro problema alla base dello scontro tra le due si ha il fatto che la
lega abbia mischiato elementi cristiani con elementi pagani, soprattutto nei suoi
primi anni di vita (la lega vuole creare un’identità collettiva “padana” anche
mediante delle forme di invenzione della tradizione che facciano leva sui simboli,
valori, memorie. Fanno riferimento in modo costante alla lingua, alla razza, al
territorio, alla religione. L’origine etnica della nazione padana viene vista nei celti,
popolazione che è sempre stata ostile ai romani e che ha sempre cercato di avere
una certa autonomia rispetto a roma. Dal celtismo riprende elementi come la
concezione di un Dio panteistico (come dice Bossi). Ci sono anche molti riti come
quello dell’ampolla, contenente acqua prelevata dal po e rovesciata in laguna
(simbolo della liberazione). Emerge quindi una concezione mistica della natura volta
a rafforzare e divinizzare il vincolo con il territorio, facendone l’oggetto per cui
battersi. I leghisti vogliono, in pratica, rispondere alle necessità secolari di quella
popolazione (senso di appartenenza a una comunità locale ben definita,
attaccamento al territorio ecc) creando una subcultura che comprenda elementi
religiosi che non siano già patrimonio condiviso dai rivali politici. La scelta celtica
comunque ha poco successo là dove il cattolicesimo è forte espressione della cultura
locale, e quindi è un elemento che ben presto verrà abbandonato e sostituito da un
recupero del cattolicesimo con una veste localista)
1999-2002 la lega non è il partito delle grandi città ma del contado.
1994 la Pivetti diventa presidente della Camera. Ha il compito di rendere visibile
l’identità cattolica dei leghisti (e quindi va tutti i giorni in chiesa e si mette la croce al
collo). Fa visita anche al memoriale delle vittime in Vandea (i cattolici che si
oppongono alla rivoluzione in francia) questo mostra che la Lega vuol far leva su
quell’elettorato tradizionalista che guarda con diffidenza l’acquiescenza della chiesa
alla modernità.
L’anima cattolica della Lega che va delineandosi via via è anche frutto dell’ideologo
del partito Miglio, storico del pensiero costituzionale e giurista di formazione
cattolica. Ha una biografia molto intrecciata all’appartenenza al mondo cattolico, es
negli anni 50 è attivo militante democristiano. Dopo l’abbandono dell’elemento
pagano, che con Miglio raggiunge la sua realizzazione conclusiva finchè Bossi non
rompe con lui e sorge a questo punto una polemica con la Chiesa di Roma, accusata
di essere garante di un’altra nazione, quella italiana (e in più la polemica basata su
chiesa ricca-popolo povero). Bossi ha un linguaggio rozzo ma immediatamente
comprensibile a livello popolare, ha una retorica che RIFIUTA IL POLITICAMENTE
CORRETTO (e giustifica così delle frasi di cui in realtà spaventa il contenuto che
emerge dietro alla forma).
All’interno del cattolicesimo leghista ci sono varie anime. Una, come abbiamo visto,
che si mette in netta contrapposizione con la chiesa romana e invoca addirittura alla
creazione di una chiesa padana. un’altra anima, rappresentata da Borghezio, è
quella tradizionalista e preconciliare (che si rifà cioè ai dettami della chiesa prima del
concilio vaticano secondo), che va contro a ogni modernismo e relativismo
(ammettere che tutte le religioni siano uguali e quindi siano tutte da rispettare come
tali). Questo filone è vicino alle posizioni di lefebvre (che fonda Fraternità
sacerdotale san pio x nel 1970) che si oppone infatti alla libertà liturgica espressa nel
concilio vaticano secondo (ci si pronuncia a favore della libertà religiosa, si fa appello
al dialogo interreligioso e si dice che tutte le religioni sono più o meno tutte uguali).
Lefebvre, per le sue posizioni anticonciliari, viene sospeso nel 76 e poi scomunicato
nell’88 da papa giovanni secondo. Lo stesso papa afferma che lefebvre ha
un’incompleta e contraddittoria idea di tradizione. Questa seconda anima della lega
è quella che prevarrà e caratterizzerà la lega negli anni a venire (e che auspica il
ritorno alla chiesa tridentina).
Globalizzazione processi migratori porta a interfacciarsi con culture diverse. Le
persone, attraverso la creazione del binomio “noi/loro”, sentono minacciata la loro
identità secolare fondata sui valori della religione cristiana. La proposta pagana della
lega non ha assolutamente più ragione di esistere, e recupera quindi del tutto
l’elemento cristiano cattolico (nella sua anima tradizionalista e preconciliare ma
soprattutto localista). La lega si fa imprenditore politico della xenofobia.
Molti immigrati sono MUSULMANI, quindi si inizia a far passare l’islam come
qualcosa di “altro irriducibile”, che non può cioè in alcun modo dialogare con la
religione cattolica, ma anzi è un pericoloso morbo della storia che minaccia tutta
l’europa. N.B che la riflessione fondata sul binomio amico/nemico è molto
funzionale ad una politica dell’identità su base locale. La chiesa conciliare però viene
sempre criticata perché considerata amica dell’islam, debole nei suoi confronti o
addirittura complice (si contrappone ad essa invece quella preconciliare e
medievale, vista di buon occhio).
Presenza musulmani minaccia dell’identità locale. Il timore è il mescolamento e
meticciato che spezzerebbe il legame ideale tra sangue e territorio. 99 Borghezio
trasforma porta palazzo (luogo d’incontro dei musulmani) in luogo di culto di
cattolicesimo preconciliare. B organizza anche una messa on latino che vuole essere
la risposta alla festa che gli islamici fanno per la fine del Ramadan (nota che anche
per i lefebvriani l’islam è nemico assoluto.
Papa Benedetto 16 nel 2007 favorisce la riconciliazione con i lefebvriani, ma
scaturiscono varie polemiche dato che tra i vescovi lefeb. si ha un negazionista della
Shoah Williamson. Dal Vaticano quindi si afferma che il negazionismo è un
peccato per tutti ma aggravato se da parte di un vescovo o comunque di un uomo di
chiesa, dato che il negazionismo va contro i ministero di dio e la croce di cristo. A
seguito di tutto ciò anche la Lega si distanzia dai lefebvriani (ma solo perché dice di
volere un dialogo con la Chiesa, che sarebbe impossibile se i leghisti continuassero
ad essere dalla parte di lefebvre) ma con i quali non cesserà mai del tutto i rapporti
(anche negli anni a venire).
Quello che alla lega non piace del concilio, come abbiamo detto, è l’ecumenismo,
che fa del dialogo un mezzo di contatto tra religioni (mentre i leghisti affermano di
salvaguardare la tradizione cristiana dal pericolo incombente dell’islam, con il quale
non può esserci dialogo) ma anche la riforma che fa sì che la messa non sia più in
latino
Cosa dice invece la chiesa sul leghismo?
Cardinale Poletti, 1990 le leghe sono chiusure particolaristiche che insidiano il
tessuto sociale politico e culturale della nazione, esaltano caratteristiche anche
positive della propria gente e della propria terra trasformandole però in motivi di
divisione e discordia.
Risposta a cattolici leghisti da parte di famiglia cristiana se votare lega non è un
peccato è comunque un errore, poiché il progetto politico della lega non è volto al
bene comune
Padre Giuseppe De Rosa all’interno della “Civiltà Cattolica” dipinge il movimento
leghista come pericoloso e distruttivo, poiché divide il tessuto sociale in tanti
particolarismi e quindi crea divisione e discordia tra gli italiani (che hanno invece
molti più elementi che li uniscono rispetto a quelli che li dividono).
Fine anni 90 la lega offre la disponibilità a appoggiare un futuro governo nazionale
in cambio del riconoscimento del suo ruolo politico e di profonde trasformazioni
nell’ordinamento dello stato destinate a garantire maggiore autonomia alle regioni
del Nord. Viene quindi meno la linea separatista a favore della devolution, quindi si
deve riscrivere l’agenda del Carroccio mette quindi in campo temi come la
globalizzazione, l’immigrazione e l’islam.
Il ruolo della lega viene “normalizzato” all’interno del governo è la parte
dell’agitatore e collettore di istanze tipiche dei partiti populisti e xenofobi
(contrasto immigrazione, lotta all’islam, che potrebbe invece spezzare il legame
sangue-suolo della tradizione attraverso dinamiche demografiche, religiose e
politiche).
Battaglie tipiche del carroccio saranno quella sulle moschee (il carroccio cerca di
limitare al massimo la costruzione di moschee) e quella sul crocifisso.
Tema del crocifisso legato al fatto che laici o musulmani ritengono che il crocifisso
non vada esposto in luoghi pubblici (e soprattutto la scuola, dove gli insegnanti
cercano di mettere a proprio agio tutti gli studenti) perché potrebbe urtare la
sensibilità di persone che hanno un differente credo religioso. Risposta della lega
in nome del pluralismo non si può distruggere la propria identità. La lega in questo
modo dà voce a tutti quei cittadini che, disorientati davanti ai flussi migratorio e al
fatto che possano adesso “toccare con mano” la differenza culturale e vogliono
rivendicare quindi le loro radici e la loro tradizione. La lega propone addirittura di
mettere il crocifisso in ogni luogo pubblico. Tuttavia questa proposta verrà rifiutata
in quanto porterebbe alla costituzione di uno stato confessionale e un aperto
contrasto con la costituzione. L’idea che il crocifisso venga esposto
obbligatoriamente nelle classi viene cisto con perplessità dalla chiesa stessa,
consapevole che alle basi della sua rimozione ci sono spesso stati motivo molto
pratici più che ideologici e programmatici. Per la chiesa è importante ricreare un
dialogo con la comunità che fronteggiare la “scristianizzazione” della società
attraverso la lotta dei simboli. Sul giornale la Padania si lancia un appello “diteci se
nell’aula di vostro figlio c’è il crocifisso” (dove non viene esibito si dice che a
rimuoverlo sono stati mondialisti che tutelano l’islam). La chiesa si distanzia da
queste iniziative del carroccio perché fa emergere come la croce leghista non sia
altro che mezzo di propaganda per discriminare l’altro.
La corte europea dei diritti umani di Strasburgo nel 2009 emette una sentenza che
afferma che lo stato, in nome del principio di laicità, non può imporre l’esposizione
di simboli religiosi nelle scuole pubbliche. Nella sua modalità di mobilitazione
leghista, che punta a promuovere la partecipazione mediante campagne a sostegno
delle proprie iniziative, il carroccio avvierà una raccolta di firme contro la sentenza di
strasburgo.
Come abbiamo detto la lega non si oppone alla chiesa in senso generalizzato ma alla
chiesa conciliare. Nel corso degli anni inoltre additerà continuamente sacerdoti,
vescovi e addirittura papi (basti pensare a Gentilini che dice che papa ben 16 è un
papa leghista) “buoni” o meno buoni a seconda se essi “fanno politica” o no (e fare
politica significa essere contrari alla loro opinione.
I vescovi nemici
Martini alcune parole di martini vengono percepite come un invito a votare il
centro sx (le persone devono riflettere sulla moralità di certi tipi di azione politica).
La lega vede in martini un fermo rigetto di sguardi localistici e tentazioni
secessioniste. Altri elementi che la lega non approva sono dialogo religioso e
accoglienza degli immigrati (ricordando quale trattamento hanno avuto i cristiani in
passato proprio da parte dei musulmani).
Il successore di martini sarà tettamanzi, anche lui odiato dalla lega per le sue
posizioni. Tettamanzi infatti è a favore della piena libertà di culto, del dialogo con i
musulmani, è fautore di una politica accogliente verso lo straniero e le minoranze
etniche. Tettamanzi parla di solidarietà dice che essa non deve essere
semplicistica o basata su un sentire emotivo-sentimentale sul piano personale o
benefico-assistenziale su quello sociale: questa è la replica a coloro che gli dicono
che nel tessuto sociale dove la lega ha più consensi ci sono molte attività di
assistenza e carità. La solidarietà per tettamanzi è qualcosa di inscindibile dalla
giustizia e che deve essere praticata verso tutti (tettamanzi si chiede infatti
retoricamente se i milanesi sono solidali veramente con tutti). Tettamanzi è lontano
dalla lega anche sulla questione del crocifisso.
Risposta della lega a tettamanzi
Sul giornale la padania ci sarà la domanda, in risposta a quanto detto da tettamanzi,
se egli è un cardinale o un imam. Quelli della lega dicono inoltre che tettamanzi
vorrebbe una moschea in ogni quartiere. Entra in questo discorso anche salvini, che
dice che quando c’è troppa gente che porta le sue tradizioni non può esserci ordine.
Calderoli parla di tettamanzi e di chiunque non la pensa come la lega
“cattocomunisti”. Il cardinale è inoltre accusato di non ascoltare e parlare ai
milanesi, che vogliono tenere le loro tradizioni ben salde, ma dialoga con rom e
musulmani. Tettamanzi è accusato di non capire e difendere quello che le persone
sentono a pelle. Reguzzoni, infine, afferma che a tutelare la libertà religiosa devono
essere le autorità civili e non la chiesa, che deve invece occuparsi del proprio gregge.
Nella polemica a tettamanzi (che viene portata anche dalla rivista la padania) viene
addirittura affermato che può essere una bella idea limitare temporaneamente le
libertà delle persone musulmane a chi la nega nei propri territori, per fargliene
capire l’importanza limitazione a costruzione di moschee (o richiesta del consenso
ai cittadini tramite referendum sulla costruzione delle moschee e altri luoghi di culto
non cristiani). Tale normativa è di carattere generale ma chiaramente si riferisce
soprattutto all’islam.
I vescovi amici
Maggiolini vescovo di como dall’89 al 2006, dice che l’errore della chiesa è stata
vedere l’immigrato come fratello e seguace di un’altra fede, non vedendo il pericolo
di una colonizzazione passiva attraverso flussi incontrollati. Dice anche che voler
cercare punti di incontro tra le due religioni è una ricerca ostinata che non porta dei
risultati. M dice anche che il dialogo interreligioso può portare gli islamici a sentire
che la religione cristiana è debole e in crisi, e questo porterebbe poi a integralismi e
guerre di religione.
Biffiarcivescovo di bologna dall’84 al 2003, cardinale. Dice che i cristiani hanno
una visione troppo generalizzata e semplicistica del fenomeno della migrazione e
quindi compiono atti di solidarietà verso tutti indistintamente. I cattolici però prima
di compiere ogni azione di accoglienza e solidarietà devono capire che la loro
religione è la vera fede ed è incomparabile con le altre religioni. Critica alcune scelte
di papa giovanni 2 e organizzazioni cattoliche che si occupano di immigrazione. Per
biffi quindi i criteri per accettare gli immigrati non devono essere solo economici ma
culturali (non si devono accettare i musulmani) quote religiose che accettano i
migranti cristiani e rifiutano gli altri. Biffi afferma che i musulmani sono diversi in
modo inconciliabile e vogliono far diventare tutti come loro, facendo diventare
l’europa musulmana. Biffi quindi dice che serve l’inculturazione (gli immigrati
devono conoscere la cultura del posto in cui risiedono stabilmente perché sennò si
incorre nel non rispetto della maggioranza e in una nuova forma di colonialismo).
Biffi dice anche che uno stato laico deve offrire ai musulmani quello che essi offrono
ai cristiani nelle loro terre d’origine. Secondo biffi i laici stanno andando contro la
chiesa che invece è ispiratrice di valori come razionalità e libertà. Conclude
contraddicendosi: “in realtà i veri cristiani non possono cedere alla conversione
verso una religione come l’islam (e che in realtà quelli che devono avere paura sono
i laici) e che la chiesa non ha paura dell’islam”.
Queste idee si fanno sentire in ambito emiliano nel 2000 i vescovi dell’emilia
licenziano un piccolo opuscolo di informazione sull’islam.
Ruini guida della Cei dal 91 al 2007, verso il quale la lega ha un atteggiamento
prudente.
Un punto di incontro tra chiesa e lega è invece la difesa dei “valori non
negoziabili” lotta contro aborto, contro eutanasia (difesa della vita), difesa della
famiglia (opporsi al riconoscimento delle coppie gay e chiaramente al matrimonio).
Ruini parla direttamente ai cattolici di votare chi persegue gli stessi valori. Altre
posizioni di ruini che piacciono alla lega: dice di non concedere luoghi di culto ai
musulmani, di predicare il vangelo anche a loro, di non favorire unioni tra
musulmani e cattolici). Tuttavia, anche dopo gli attentati dell’11 settembre, ci sarà
sempre una divergenza tra le tesi di ruini e le posizioni della lega (militarismo
cristiano leghista).
Rapporto tra lega e papi
La lega è nata e si è consolidata nel periodo segnato da due pontificati, giovanni
paolo 2 e benedetto 16 (papa ratzinger). Al papa polacco (che non piace) bossi
contrappone e afferma di aver preferito il papa bergamasco giovanni 23 (papa
roncalli). Roncalli aveva una storica frequentazione giovanile con i luoghi cari alla
lega come Pontida.
Papa Giovanni secondo
Da papa giovanni 2 la lega è distante la spiritualità di giova è lontana dal
cattolicesimo tridentino a cui si ispira la lega. Non ha inoltre paura dell’islam e vede
nel dialogo interreligioso un elemento da perseguire. Fa gesti simbolicamente
rilevanti come chiedere scusa per le crociate e pregando nella moschea degli
omayyadi che in principio era una basilica cristiana. Chiederà scusa anche agli ebrei
per l’antisemitismo. Promuove inoltre l’incontro tra diversi leader religiosi e si
schiera contro l’intervento militare statunitense in Iraq. I leghisti accusano giova di
ossequiare i persecutori dei cristiani e che gli ebrei non hanno chiesto scusa per aver
crocefisso gesù.
Anche la sua posizione sugli immigrati non è gradita al carroccio: per lui le istanze
culturali degli immigrati vanno accolte e rispettate, ma solo se non si pongono in
antitesi con valori etici universali insiti nella legge naturale o contro i diritti umani
fondamentali. Critica le derive etniciste e xenofobe della società italiana (ma dice
anche che all’interno di un territorio deve esserci un equilibrio culturale).
Papa Benedetto sedicesimo
La lega è più in sintonia con questo papa e condivide le sue posizioni sull’islam (o
meglio condivide quelle che le comodano). Bene infatti esprime la posizione di
coloro che vogliono rifondare l’identità cristiana e vedono il dialogo interreligioso
come un ostacolo a questo fine poiché tende ad annullare le differenze teologiche
imprescindibili tra religioni diverse. Con la Dominus Iesus afferma che l’unica verità
rivelata è quella cristiana e che le altre religioni sono solo ricerca di verità da parte
dell’uomo. Afferma anche che è contrario alla fede cattolica considerare la chiesa
come via di salvezza accanto a quelle costituite dalle altre religioni, poiché esse non
sono salvifiche (mentre quella cristiana lo è).
Altra cosa che piace molto è un memorandum che fece quando era ancora cardinale
che diceva che i cristiani potevano avere pareri discordanti sulla pena di morte o
sulla guerra, però dovevano essere assolutamente contro aborto e eutanasia (i
famosi valori non negoziabili).
Nella questione dell’immigrazione bene si dice contrario ad un “indistinto
pluralismo” la lega la prende come un invito a non votare centro sx.
Posizione sull’islam: bene non vuole che la turchia entri in europa proprio perché si
creerebbe un polo islamico dentro l’europa cattolica per lui meglio non mischiare
le cose ed evitare uno “scomodo pluralismo religioso” che dovrebbe essere
riconosciuto istituzionalmente dall’unione europea. Bene vede l’entrata della
turchia e il conseguente pluralismo religioso come una perdita di ricchezza e la
scomparsa della cultura in favore di beneficio economico. Per concludere afferma
anche che l’ingresso della turchia in ue sarebbe antistorico.
Chiaramente la lega si trova d’accordo con tutte queste affermazioni e dice che
questo papa finalmente “sa ascoltare la gente” (mentre quelli che alla lega non
piacevano vengono accusati di “fare politica”, che non è compito della chiesa).
Inoltre bene piace perché non si discosta molto dalla tradizione (ci si riferisce alla
tradizione preconciliare).
Incidente di Ratisbona: è uno discorso-scivolone che fa il papa nel 2006 traducendo
il termine jihad solo come guerra santa e non come sforzo personale sulla via di dio.
Dice inoltre che maometto porta solo cose cattive e disumane come l’ordine di
difendere la fede con la violenza. Questo porta a proteste del mondo islamico e
applausi da parte della lega. Bricolo per esempio (cattolico padano e parlamentare
leghista) condivide le parole del papa e afferma che l’islam ha un atteggiamento
ostile innato nei confronti dell’occidente. B fa anche coincidere occidente e
cristianità solo con la parte cattolica per altro, e non fa riferimenti a quella
protestante. Bricolo propone quindi di evitare che gli immigrati musulmani possano
entrare nel paese. Afferma che questa posizione non è affatto razzista ma è realista,
perché tra questi due modi di vita non ci possono essere punti di contatto.
In realtà poi il papa farà alcuni passi per rimediare lo scivolone di ratisbona come
chiedere scusa, andare in turchia a pregare nella moschea blu ecc. ma comunque i
leghisti lo vedono sempre come un papa che si oppone all’islam.
Motu proprio, 2007 il papa permette di recuperare anche parzialmente la messa
in latino per i fedeli che lo richiedono, cavallo di battaglia del tradizionalismo
cattolico (quindi cerca un dialogo con i tradizionalisti).
2009 revoca della scomunica ai tradizionalisti, anche questa vista con simpatia
dalla lega. I rapporti con i lefebvriani in realtà si complicano subito dopo per il
negazionismo di uno dei suoi vescovi.
Bene e l’immigrazione: in realtà dice che le persone hanno il diritto di emigrare per
cercare una vita migliore e non devono essere ostacolate da nessun egoismo
nazionalista. queste posizioni non sono gradite ai leghisti che però se le fanno andr
bene alla luce dell’aggiunta del papa che “gli stati hanno il diritto regolare i flussi
migratori e di difendere le frontiere” e che gli immigrati devono integrarsi nel paese
di accoglienza rispettandone leggi e identità nazionale (zaia afferma quindi che chi
arriva qui deve conoscere leggi, valori, cultura, lingua e rispettarli afferma anche
che il multiculturalismo è un fallimento).tuttavia la lega si discosta da bene per il
fatto che essa non vorrebbe che venissero edificate moschee, mentre bene sì (è per
la libertà di culto). Altro elemento su cui lega e bene si trovano in disaccordo è il
velo: per bene è ok quando vogliono indossarlo le donne (per motivi religiosi o per
opporsi alla mercificazione del corpo femminile tipico della cultura occidentale),
mentre non lo è quando è un mezzo di esercizio di potere dell’uomo sulla donna. La
lega dice che il velo dovrebbe essere proibito perché è sempre coercitivo.
Rapporti con la Cei
Linea Ruini in accordo con la lega sui temi non negoziabili (vedi su) ma il nodo
dolente resta l’immigrazione. [Marchetto, responsabile del pontificio consiglio dei
migranti, afferma che il decreto sicurezza porterà molto dolore afferma che è un
peccato trasformare l’immigrazione in reato. Altra polemica sulla questione
immigrazione è fatta da monsignor Vegliò, capo dicastero dell’immigrazione (che
predica invece accoglienza e soccorso per i migranti). I leghisti rispondono come
sempre che quelli che affermano ciò sono persone di chiesa che si occupano di fatti
che non li riguardano (politica) poiché lo stato è laico e aggiungono che coloro che
hanno tali posizioni sono cattocomunisti o forse sono comunisti. A questo proposito
la lega arriva quindi anche a minacciare una rivisitazione dei patti lateranensi
proprio per evitare ingerenze della chiesa nella politica). Calderoli inoltre accusa i
singoli (anche se nella loro qualità di rappresentanza di certe istituzioni) come M e V
di parlare a titolo personale e di non riportare quindi la vera posizione della chiesa a
riguardo]. Tuttavia la polemica tra chiesa e lega (rivista “padania”) e chiesa viene
messa a tacere tra due parlamentari Bricolo e Cota per evitare di far passare il
messaggio che la lega sia in contrasto con la lega. Aggiungono anzi che quella in
polemica con la chiesa è la sx perché si oppone ai famosi valori non negoziabili
(aborto eutanasia nozze gay). Per confermare tutto ciò una delegazione della lega
incontra il cardinale bertone e da entrambe le parti si dirà che non c’è nessun
dissidio. Altro tema che divide la chiesa dalla lega è quello del federalismo (cardinale
Bagnasco afferma che il federalismo è una ricchezza solo quando non divide ma
quando costruisce l’unità. Quando divide è invece un disvalore.
La lega è effettivamente l’unico attore politico a portare avanti un dialogo costante
con la chiesa (cosa che non fa berlusconi che ha problemi giudiziari e di stile di vita,
ma neanche il pd che ha anche molti esponenti cattolici ma le cui risposte su temi
politici caldi sembrano contraddittorie.
Quello che piace alla lega dell’amministrazione ruini è, inoltre, la maggiore
clericalizzazione e gerarchizzazione che permette
- Far perdere influenza a associazioni, movimenti ecc che sono nella stragrande
maggioranza in opposizione con il carroccio.
- Espellere resistenze politiche e culturali sul piano territoriale all’interno della
stessa struttura della chiesa (preti ribelli o vescovi su posizioni spiccatamente
conciliari)
Lega: partito cristiano o partito pagano?
Anche su questo ci sono posizioni contrastanti sia di membri della chiesa (di tutti gli
ordini e gradi) sia tra gli stessi laici. Vedi per esempio lettera di Magris(opinionista)
sul corriere della sera che risponde a fisichella: fisichella aveva detto che la lega si
fonda su dei principi che coincidono in tutto e per tutto con quelli del cristianesimo
mentre magris dirà che il messaggio razzista che è in essa insito è quanto di più
lontano dal messaggio di carità e fratellanza alla base del cristianesimo. Questo lo
affermano anche altri personaggi di chiesa e non, affermando che la lega nega a
priori accoglienza, solidarietà, amore per il prossimo, misericordia, e invece predica
diffidenza e esclusione, alimentando la paura per il diverso e mettendo la religione a
servizio dell’ideologia. Quello leghista viene visto quindi come un anticristianesimo,
che punta tutto sul particolarismo senza mai essere inserito in un’ottica universalista
più ampia (come invece fa e vuole la chiesa).
In particolare sono dure le parole di monsignor Bettazzi (vescovo di Ivrea 66-99), che
afferma di comprendere come le persone siano impaurite dal diverso giudicando
quanto seguito ha la lega, ma accusa quest’ultima di mascherare le sue ambizioni di
consenso politico strumentalizzando una religione che di fatto tradisce. Bettazzi è
anche a favore del dialogo interreligioso. Afferma infine che appoggiare il progetto
xenofobo della lega significa perseguire un cattofascismo, ben più lontano dalla
religione cattolica del cattocomunismo, che invece partiva dall’amore per il prossimo
come ha fatto Gesù, mentre il cattofascismo e leghismo partono dalla chiusura su di
sé e dall’ostilità.
Sacco, parroco e membro di Pax Christi si distacca dalle posizioni leghiste e
condanna anche la chiesa di non occuparsi degli ultimi, vittime della propaganda
leghista e le associazioni come la caritas che sono ostacolate dalla lega perché
aiutano gli immigrati. Afferma anche che l’unica volta in cui la chiesa è intervenuta
in modo fermo è quando Bossi ha criticato i “vescovoni” sacco afferma che si
interviene se si attacca la chiesa, meno o zero se si calpestano i diritti dei più poveri.
Zanotelli, sacerdote si afferma schifato per i decreti sicurezza, schifato per essere
italiano e cristiano poiché la chiesa non si è opposta ai decreti. Afferma anche che i
cristiani hanno il dovere di disobbedienza civile nei confronti di questi decreti
disumani. Afferma anche che il White Christmas di Coccaglio: pulizia etnica casa per
casa fatta da amministratori leghisti con l’obiettivo di revoca di residenza per coloro
che hanno il permesso di soggiorno scaduto.
Farinella, sacerdote scrive a Bertone e Bagnasco indignato per la mancata
denuncia della chiesa sulle posizioni xenofobe della lega (passività davanti ad un
razzismo dilagante). Chiede retoricamente se la vita di un nero valga meno di quella
di un bianco.
La questione lega è molto sentita dai parroci che la vivono ogni giorno essendo a
contatto con la comunità che la vota o che vi milita. La lega pratica di solito come un
doppio gioco: a livello locale mantiene buoni rapporti con le parrocchie e agisce
accanto alla struttura organizzativa della chiesa (e spesso si sostituisce ad essa
nell’essere produttore di appartenenza nella cittadinanza).
Preti ostili pongono accento sul paganesimo della lega, sulla sua dimensione
etnoidentitaria e razzista, sull’insensibilità sui diritti umani e affermano che il
fenomeno del leghismo è sottovalutato dai vertici ecclesiali. Questi sacerdoti
affermano che i luoghi dove la lega si è radicata sono luoghi molto attaccati ai
simboli ma poco al vangelo, e quindi la strumentalizzazione dei simboli della lega
(con fini che niente hanno a che vedere con il messaggio cristiano) si rivela
particolarmente efficace e ottiene consensi ( viene definito un cattolicesimo
tribale che mette al centro la roba e la pancia). Questi preti si chiedono anche cosa
stiano aspettando i vescovi a condannare queste posizioni e distaccarsi totalmente
da esse. Definiscono la lega come fallimento del cristianesimo
Preti a favore apprezzano la lega perché finanzia attività educative e socio
assistenziali cattoliche. Le amministrazioni leghiste collaborano con i parroci dando
vita ad una sorta di nuova alleanza tra potere civile e religioso (quindi meglio tenersi
buoni i leghisti che danno finanziamenti pubblici). Per altri la lega esprime solo
l’insofferenza per un centro che è sentito come distante e inefficiente e
sprecarisorse. Affermano anche che molte delle affermazioni leghiste sono
ingigantite dai media e che ci sia un effettivo divario tra quello che dice la lega e
quello che poi effettivamente mette in atto (in pratica i leghisti non rispettano il
politicamente corretto a livello linguistico e basta, lo fanno solo per propaganda ma
quello che dicono non è pericoloso). Gli elementi pagani vengono definiti come
folclore. I militanti leghisti vengono visti inoltre come coloro che rivitalizzano la
tradizione (ad esempio finanziano le sagre del patrono) che globalizzazione, crescita
economica, industrializzazione hanno cancellato.
Il caso Treviso
Treviso è storicamente città bianca. Oggi è la città più leghista, qui si è manifestata
una fortissima tensione tra chiesa e lega. Alla base ci sono due concezioni diverse
del messaggio cristiano: quella del carroccio che guarda alla religione come
elemento mobilitante e di rinforzo dell’identità locale; quella della chiesa che al
contrario rifiuta l’idea che il cattolicesimo possa essere usato come strumento
particolaristico e mira a costruire una convivenza aperta e solidale in città e in
provincia tra cittadini e immigrati.
La lega trevigiana ha un carattere marcatamente etnicista (Gentilini sindaco dal 93 al
2003) sindaco leghista molto amato.
La chiesa locale è depositaria di una lunga tradizione nell’impegno sociale, che si fa
portavoce dei diritti fondamentali di tutti gli uomini in una visione universalistica dei
valori.
Botta
La conflittualità inizia nel 99 quando il vescovo di treviso Magnani afferma che sia
necessario accogliere chi emigra e farsi carico dei problemi offrendo case agli
extracomunitari.
Risposta dei leghisti
che li ospiti il vescovo
Botta
Una parrocchia mette a disposizione la palestra dell’oratorio per la festa della fine
del Ramadan
Risposta
Il senatore Stiffoni afferma che questa azione è squallida e che la chiesa dovrebbe
proteggere il suo gregge dall’invasione islamica. Gentilini evoca l’uso di carri
piombati per liberare la città dagli immigratisdegno del mondo cattolico

Botta
Della lega: Gentilini fa demolire delle case dove risiedevano immigrati nordafricani,
che per dar voce al loro disagio occupano il sagrato del Duomo. Si grida quindi alla
profanazione
Risposta
Il vescovo chiede ai rappresentanti dell’Associazione industriali di reperire alloggi
per risolvere l’emergenzaire del carroccio
Botta
Gentilini afferma che gli immigrati minacciano la “razza Piave” (mito creato in epoca
fascista) che un giorno ha fermato lo straniero (prima guerra mondiale) e ancora lo
farà. Questa razza avrebbe come caratteristiche la laboriosità e onestà.
Risposta
Di Magnani: Nel cattolicesimo non c’è spazio per la parola razza. Don Vallotta,
sacerdote missionario, incaricato di curare i rapporti con i musulmani, afferma che la
lega sostiene posizioni fasciste. Gentilini attacca i preti che lo contrastano
definendoli “preti rossi”.
Altre parole di Magnani: non esiste che certe persone abbiano più peso di altre
perché nate in un certo posto anziché in un altro. Non basta la tolleranza ma ci vuole
anche accoglienza e riconoscimento. Questo deve essere la tradizione cristiana
trevigiana. La page naufraga quando si considera l’altro come ostile, come nemico.
Gobbo futuro sindaco di treviso dopo il doppio mandato di Gentilini. Afferma che
non tutta la chiesa è ostile alla lega, ma solo la parte che “non vuole dire le cose
come stanno” e che è quindi lontana al sentire del popolo trevigiano. Accusa la
chiesa di andare contro i trevigiani prendendo le parti dell’islam. Difende Bossi e
Gentilini dicendo solo che hanno un modo colorito di parlare. Afferma che solo dopo
aver garantito i diritti al suo popolo potrà pensare agli altri. Alla sua elezione il
giornale “la vita del popolo” fa un articolo intitolato la questione leghoista dove si
condannano le posizioni della lega che non è democratica. Vita del popolo si
pronuncia anche molte altre volte contro la lega affermando che sia il momento di
arginare la sua anima anticristiana. Risponde anche all’accusa rivolta ai sacerdoti che
condannano la lega di essere preti rossi (leitmotiv): questi sacerdoti non sono
schierati politicamente ma semplicemente seguono il Vangelo.
Questione della festa per la fine del ramadan i musulmani del trevigiano
chiedono un posto per fare questa festa. Il responsabile diocesano di Migrantes, don
Toso, fa da mediatore con la fam Benetton per ottenere l’uso di una struttura
sportiva di basket (Palaverde). Benetton dice di sìBorghezio invita a boicottare i
prodotti united colours. Si minaccia di dispiegare forze dell’ordine intorno al
Palaverde per individuare gli immigrati clandestini. Zambon, proprietario di un
tennis club, dà il permesso ai musulmani di farlo nel suo campo da tennisGentilini
afferma che verranno fatti dei controlli e che verrà fatto chiudere il campo
definitivamente, Gobbo dirà che c’è il pericolo che sfoci in estremismo e che si ha
anche un pericolo sanitario dovuto all’assembramento. Gentilini afferma che
Zambon è un tumore che poteva diventare metastasi ma che si è fermato, altrimenti
lo stesso gentilini lo avrebbe passato ai raggi x.
Sempre su Gentilini: afferma che agli extracomunitari dovrebbe esser dato il
costume da leprotto almeno i cacciatori si possono esercitare a tirare. Per questo si
becca una denuncia per istigazione all’odio razziale condannato. I leghisti dicono
che è solo una battuta. In un raduno del 2008 invita i militanti a cacciare dalla città
particolari categorie etniche e religiose, oltre che ai migranti irregolari.
Sempre su Stiffoni: afferma che l’immigrato non è suo fratello o amico perché ha un
colore della pelle diverso.
Aldo Danieli, parroco di Paderno: con l’appoggio della diocesi cerca un dialogo
interreligioso concreto. Dà quindi ospitalità ai musulmani, fa celebrare la festa
senegalese del Magal e ospita nella parrocchia la festa della fine del ramadan e la
preghiera serale del venerdì. Zaia chiede a Danieli di far cessare la moschea in
parrocchia perché contraria al comune sentire della chiesa. Danieli risponde che zaia
non ne sa nulla del volere della chiesa e afferma anche di aver riconosciuto un diritto
costituzionale. Afferma inoltre di amare il fatto che paderno possa essere come una
piccola assisi, luogo di dialogo interreligioso. Tuttavia verrà interpellato anche il
vescovo che per non “fomentare inutili polemiche” rimanda alla nota della cei del 93
e afferma che i luoghi di culto cristiani non possono essere ceduti ai musulmani, e
quindi don Aldo deve desistere dal suo progetto. La preghiera del venerdì quindi non
verrà più fatta. Il parroco affermerà con rammarico che “i musulmani se ne sono
andati, i razzisti rimangono”. Continua comunque a ospitare i muridi per la festa del
Magal.
Treviso città aperta manifesto firmato da parroci e laici dove viene messa sotto
accusa la cultura politica leghista, che dà un’immagine negativa della città e che
vede contrapposizioni durissime tra leghisti e chi non la pensa alla stessa maniera
(un consigliere comunale ha persino invocato metodi da SS contro gli immigrati). Si
afferma che questa cultura politica va purtroppo al di là di quello che afferma questo
o quel personaggio ma fa del razzismo e dell’intolleranza la sua anima fondante.
Purtroppo queste idee, espresse da un linguaggio che non è solo “abbattimento del
politicamente corretto”, rischia di dissuadere i giovani. Ricorda anche che tca non
discrimina in base a religione, colore della pelle, sessualità.
Il sacerdote Vallotto nel 2009 dopo la morte di molti immigrati in mare parla
dell’accordo infame tra italia e libia in materia di immigrazione, dicendo che questi
accordi non dissuadono le persone da partire ma dissuadono i soccorritori dal
salvarle. Quei morti non possono essere rimossi dalla coscienza di nessuno. Afferma
anche che è necessaria una mosche a Treviso, cosa che invece smentisce Zaia.
Intanto sempre nel 2009 il premio giovanni paolo secondo viene dato a calderoli
(premio di cui era stato insignito anche papa bene). Il sacerdote morlin dice di
essere allibito per questo gesto. Afferma che il reato di clandestinità è una LEGGE
CHE COLPISCE LA DIGNITA’ DELL’UOMO. Esprime parole durissime contro la lega che
da una parte impugna il crocifisso di legno e dall’altra fa morire in mare persone in
carne e ossa. Afferma che le vittime dei nuovi crociati sono persone per niente
interessate al messaggio evangelico ma interessate alla sagra paesana del santo
patrono inquietante delirio collettivo che fa paura.
Dopo Magnani si ha Mazzocato, che ha posizioni più attenuate nei confronti della
lega. Per questo i “preti rossi” affermano che la chiesa non li difende. Mazzocato
pensa di poter gestire gli eccessi dei leghisti attraverso i buoni rapporti personali con
alcuni leader come zaia e gobbo.
Da tutto questo è emerso un INTERVENTISMO ANOMALO della lega sulla condotta
della chiesa (positiva se segue posizioni tradizionaliste e preconciliari, se ha certe
posizioni in tema di immigrazione ecc, altrimenti negativa). In questo modo essa
sfrutta o influenza l’agenda politica ecclesiale. La lega non ha prodotto documenti
ufficiali sulla chiesa perché le sue posizioni mutano a seconda delle circostanze e
degli obiettivi politici che via via si prefigge. Il carroccio sceglie selettivamente,
manipola, interpreta, semplicizza elementi che consentono di richiamarsi ad una
visione del mondo cristiana declinata in modo etnoidentitario. La visione che la lega
ha della religione è quella di conservazione sociale. SECONDO LA LEGA LA
RELIGIONE E’ IMPRESCINDIBILE DALL’IDENTITA’ DELLA COMUNITA’ TERRITORIALE
CHE LA LEGA AMBISCE A RAPPRESENTARE. RAFIONE PER CUI, COME DICONO I
LEADER DEL CARROCCIO, QUALSIASI COSA PENSI LA CHIESA, “NON ESISTE
CONTRAPPOSIZIONE TRA ANIMA LEGHISTA E ANIMA CATTOLICA” (dall’articolo
della Padania dove parla Zaia: nella Lega i veri valori cristiani. In pratica fa un
elementare ragionamento: se l’identità della popolazione è di tipo cattolico, allora
quello che pensano e sentono le persone è quello che la chiesa deve perseguire. In
questo modo mette la chiesa contro al popolo ogni volta che essa si contrappone
alle decisioni leghiste). In campo dottrinale la religione leghista si oppone alle
correnti teologiche che puntano alla valorizzazione del ruolo dei laici, a una morale
meno dogmatica in termini di etica sessuale, ad una diversa relazione con la
modernità.
Per la lega ECCLESIA=COMUNITA’ LOCALE, RELIGIONE=SENSO COMUNE. In questo
modo la croce impugnata dalla lega non ha niente a che fare con il messaggio
evangelico ma viene usata come strumento identitario per rispondere (con la paura
e l’odio verso l’altro) alle inquietudini derivanti dalle trasformazioni socio-
economiche e dalla globalizzazione.