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Nuovi conflitti, emersi nella società e politica europea, dovuti a due trasformazioni della politica.

Lo schema di rokkan ha delle trasformazioni: rivoluzione industriale e nascita dello stato nazione. Non in
tutti i paesi ci sono queste trasformazioni e in non tutti si creano delle coalizioni che poi diventeranno
partiti politici.

Nuove trasformazioni e nuovi conflitti. Saranno nuovi cleveage?

Nuovi conflitti, ipotesi sui cleveage attuali. Hanno creato delle fratture stabili o no? ABBIAMO SOLO IPOTESI

NUOVI CLEVEAGE: FRATTURA GLOBALIZZAZIONE, DENAZIONALIZZAZIONE.

PROCESSO DI INTEGRAZIONE EUROPEA (CLEVAGE PER LUI, NON SICURO)

Accanto alle fratture ci sono dei catalizzatori, che accelerano l’impatto di queste fratture.

1. Crisi dell’euro (grande recessione)


2. Crisi dei rifugiati, importante in quanto inizialmente era un fenomeno contingente per i rifugiati
venuti negli ultimi anni da siria e libia. Col passare degli anni ci siamo resi pero conto che è un
fenomeno sempre più strutturale, legato a cambiamenti climatici ecc.

Questi catalizzatori hanno accelerato la strutturazione di questi nuovi cleveage.

KRIESI ha individuato la globalizzazione come frattura. Due processi:

1. Crescente competizione economica ha creato una forte pressione sui gruppi economici più deboli.
2. competizione a livello culturale, c’è l’affievolimento dei confini nazionali che sono diventati più
fluidi. C’è un’enorme mobilità di persone e flussi migratori dovuti alla globalizzazione. Negli anni 80
c’era grande omogeneità nella società. Ora integrazione europea e globalizzazione hanno reso più
multietniche le società.

Questi fenomeni nonostante siano transnazionali hanno avuto impatto sull’arena domestica degli
stati.

Kriesi dice che ci sono stati vincenti e perdenti della globalizzazione. I vincenti sono i lavoratori
qualificati e le imprese che sono aperte alla competizione multinazionale (come la fiat). I lavoratori
qualificati sono estremamente flessibili in un mercato del lavoro sempre più globalizzato, possono
trovare lavoro ovunque. L’istruzione oltre a renderli qualificati fa in modo di infondere un pensiero più
positivo sulla globalizzazione a causa del repertorio linguistico e culturale più ampio, che permette di
interpretare meglio le società attuali.

Gli sconfitti della globalizzazione sono le classi operaie nazionali, in quanto più esposti e più in
competizione alla manodopera immigrata a basso costo. Avendo meno istruzione si sono identificati
con lo stato nazione.

Però i primi a politicizzare la globalizzazione sono stati i no global. Giovani e istruiti. Quindi forse il
rapporto stretto istruzione/globalizzazione non è così lampante.

Rokkan aveva trovato 4 fratture. Queste per kriesi sono sintetizzate da due grandi dimensioni dello
spazio politico. Quella socioeconomica:

1. divisione tra pro-stato e pro-mercato

2. Divisione culturale, frattura religiosa. C’erano partiti che volevano integrare ordinamento civile e
religioso e chi invece voleva tenerli separati.

Kriesi
Dice che le nuove fratture non hanno cambiato le due dimensioni, ma le hanno modificate inserendo
cose nuove. Non si creano nuovi partiti ma quelli esistenti si adattano al cambiamento.

La denazionalizzazione economica ha paradossalmente diminuito la divisione che c'era tra lavoratori e


datori di lavoro. Oggi ci sono grandi partiti interclassisti, come la Lega. Ci sono quindi coloro che
sostengono la globalizzazione economica e chi invece si oppone ad essa e punta al Mercato interno.

Ma è la frattura culturale che si è più arricchita ed è stata superata la vecchia frattura religiosa. la
frattura culturale che si consolida è tra cosmopolitismo e la difesa dell'identità nazionale, il
nazionalismo. i flussi migratori e le società multiculturali insieme all’interazione europea hanno creato
una dicotomia tra cosmopoliti e nazionalisti. I partiti si adattano in questo nuovo spazio politico
trasformato. I partiti sono flessibili.

2 esempi

1. i partiti tradizionali delle fratture rokkaniane sono quei partiti che formulano un pacchetto
programmatico per i vincenti della globalizzazione, economica e culturale. I socialisti diventano essi
stessi fautori del liberismo economico, con una certa enfasi su investimenti pubblici, ma comunque
liberisti in una certa misura. Un esempio è il pd che cerca di essere il partito dei vincenti della
globalizzazione. Questo è lo stesso per i conservatori britannici e per i cristiani democratici
tedeschi.
2. Sono stati altri i partiti che hanno offerto rifugio per i perdenti della globalizzazione. Questi sono
quelli della destra populista. Quelli che cercano di declinare la difesa della cultura nazionale
cercano di incanalare i perdenti dalla frattura culturale. Questi sono partiti xenofobi, populisti e
contro le elite nazionali, ma ambigui con l’economia di mercato. Quindi conservatori dal punto di
vista culturale ma abbastanza mobili per il punto di vista della globalizzazione economica. Sono
partiti tendenzialmente liberisti, tranne la lepen.

Kriesi Non accetta la unica dimensione dello spazio politico sinistra e destra, dice invece che esistono 2
dimensioni: quello economico e quello culturale. Quella culturale è la dimensione che più è cambiata e
la destra populista ha intercettato chi vuole una cultura nazionale e demarcare differenza con altre
culture.

INTEGRAZIONE EUROPEA: per alcuni è un’altra nuova frattura.

Inizialmente l’integrazione europea ha avuto un favore ampissimo dalle classi popolari anche se è
diverso il sostegno dal coinvolgimento. Il processo integrativo europeo è stato guidato dalle élite
nazionali con le pressioni dei gruppi di interesse. Mentre inizialmente l'integrazione europea non ha
sortito effetti è stata la creazione dell'unione Europea a creare una frattura. dal 1992 le cessioni di
prerogative sono più forti. Politiche economiche e monetarie pesanti hanno creato una tensione
all’interno degli stati. Se da un lato gli stati sono vincolati dai trattati e devono essere responsabili nei
confronti ue, questa responsabilità dovrebbe essere presente anche con i propri cittadini. Tensione tra
responsability (responsabilità con i trattati) con ue e responsivness interna. (rispondenza con i cittadini)

Questo inietta all’interno degli stati nazionali euroscetticismo. Il primo a dare una definizione di
euroscetticismo è stato Paul Taggart che dice che l’euroscetticismo esprime un'idea sia contingente che
qualificata di opposizione all’integrazione europea. Questa può avere una diversa intensità.

Esiste un HARD EUROSCEPTICISM che è Una posizione di principio verso la costruzione di un Unione
Europe e la messa in discussione dell’adesione nell’UE oppure forti disaccordi con il progetto europeo.

Partiti hard euroscepticism  UKIP, nato nel 1993 proprio per opporsi al trattato di maastricht
La lega e il front national non sono hard euroscepticism in quanto per questioni strategiche ed
economiche non sono totalmente contro L’ue.

PARTITI SOFT EUROSCEPTISISM: non opposizione di principio ma dissenso condizionato alle politiche
incompatibili con gli interessi nazionali. “eurocriticismo pragmatico” riguardo politiche ue e interessi
nazionali. Una famiglia politica SOFT è la sinistra radicale. Essa non è contraria in linea di principio ma è
contraria ad alcune sue versioni neoliberiste.

Alcuni hanno sostenuto che esiste una divisione tra coloro che vogliono più integrazione europea e
coloro che desiderano meno integrazione europea. Quindi si è creata una terza dimensione di conflitto
diversa delle due trovate da Kriesi, cioè pro e anti Europa.

Questa ipotesi ha il problema che secondo alcuni questa divisione è assimilabile alla divisione culturale:
chi è cosmopolita è pro-integrazione europea. Questo crea incredibili opportunità politiche per i partiti
di protesta: mentre per temi come l'immigrazione un Partito tradizionale di centro destra si può
spostare diventando contro l'immigrazione, Sull'integrazione europea a un partito di centro destra non
può mai quasi cambiare le proprie posizioni.

Quindi l'euroscetticismo da un grande patrimonio strategico ai partiti della destra radicale. I partiti
moderati non possono spostarsi sul giudizio dell’integrazione europea, sarebbero poco credibili,
mentre su tante altre issues si possono spostare.

L’altro partito Hard Euroscepticism party è l’AFD, che è un single issues hard euroscepticism party.

L’integrazione può quindi essere considerata come la terza dimensione di conflitto emersa negli ultimi
anni.

I partiti tradizionali sono rimasti spiazzati da questa nuova dimensione politica. I due catalizzatori non
hanno fatto altro che aumentare la salienza dell’integrazione europea.

HOOGE E MARKS sostengono, attraverso 140 partiti tra 2006 e 2012 che non esiste flessibilità
ideologica per i partiti. I cambiamenti posizionali sono molto molto residuali, soprattutto per i partiti
tradizionali, i quali pensano tanto alla loro reputazione e credibilità. I due unici partiti che cambiano
posizione sono i conservatori britannici e forza italia.

Kriesi non faceva menzione della sinistra radicale, invece essa è cresciuta molto soprattutto nel sud
europa. (Grecia, Portogallo e Spagna). In due di questi sono addirittura al governo.

Le famiglie politiche che sfidano l’europa:

1. Sinistra radicale, ha avuto una crescita esponenziale in quanto si è imposta coniugando la difesa
della ridistribuzione economica e la lotta alle disuguaglianze con un certo discorso euroscettico.
Questi hanno criticato le politiche di austerity, riuscendo a combinare la critica al liberismo con
l’euroscetticismo soft. Nessuno ha mai pensato di fare campagna sull’uscita dall’Europa o sulla
libera circolazione di persone. Non fanno programmi per i perdenti culturali della globalizzazione e
dell’integrazione europea, ma per i perdenti economici.
2. Destra radicale (lui disdegna il chiamarla populista). Pur essendo conservatori e liberisti dal punto di
vista economico, hanno politicizzato la dimensione culturale e la difesa dell’identità dello stato
nazione, contro minacce di fenomeni transnazionali.

Non sappiamo se queste fratture (culturale ed economica) si stabilizzeranno nei prossimi anni e se la
frattura sulla integrazione europea sia effettivamente tale.