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APPUNTI DEL CORSO DI DIRITTO INTERNAZIONALE

2015/2016

Elena Sciso

Il diritto internazionale regola norme tra stati, il diritto statale regola rapporti tra
privati oppure tra cittadini e stato. Chi produce le leggi? Nellordinamento
statale ci sono organi di rango costituzionale che hanno il compito di fare le
leggi, ciascuno stato organizza lesercizio di questa funzione legislativa. In Italia
stato in vigore fino ad oggi il sistema bicamerale: parlamento e senato fanno le
leggi. Si parla nel nostro caso di bicameralismo perfetto. Nellordinamento
giuridico italiano la Costituzione dice chi fa le leggi e come fa le leggi. La
funzione di accertamento del diritto invece propria del sistema giudiziario. La
Costituzione e la legge stabiliscono anche la competenza territoriale e materiale
dei giudici: giudice civile, giudice penale, giudice amministrativo. Negli
ordinamenti statali vige il principio del giudice precostituito per legge. Nella
vicenda dei Mar una delle riserve che viene avanzata nei confronti dellIndia
che non ben chiaro davanti a quale giudici verranno processati. Unaltra
funzione fondamentale lesecuzione del diritto. Sono previsti degli organi
appositi regolati per legge, come la Polizia di Stato. Ci sono organi dunque che
fanno le leggi, altri disposti ad accertare la legge erga omnes, altri organi sono
preposti ad eseguire il diritto e ad irrogare la sanzione. La legittima difesa ad
esempio uneccezione nellordinamento giuridico interno. Si discute
delleccesso di legittima difesa, in questo caso si parla addirittura di omicidio
colposo. Nellordinamento giuridico statale lesercizio delle funzioni principali
accentrato.
Nel diritto internazionale le funzioni principali dellordinamento giuridico
rimangono ma sono esercitate in modo diffuso. Non c una polizia
internazionale, non c un giudice internazionale precostituito per legge. Non
tutti gli stati dellUnione Europea ad esempio sono ipso facto soggetti alle
sentenze della Corte Europea dei Diritti dellUomo. Accanto a questa c la Corte
Internazionale di Giustizia, c il Tribunale del Mare. Chi stabilisce la funzione di
questi organi? C un accordo internazionale che ha dato vita a tali organi.
Nel diritto internazionale lautotutela il mezzo tipico di garanzia del diritto,
secondo forme stabilite. dunque un ordinamento i cui soggetti sono gli stati
sovrani superiores non recognoscentes. Lesercizio delle funzioni fondamentali
dellordinamento affidato agli stessi soggetti. Lautotutela lo strumento tipico
per difendersi, ciascuno stato in principio competente ad interpretare la norma e
ad applicarla. Laccordo concluso tra stati: questi sulla base di un trattato
internazionale si mettono daccordo per affidare la funzione di accertamento
del diritto ad un tribunale internazionale. Cos nascono la Corte Internazionale
di Giustizia, la Corte Europea dei Diritti dellUomo, il Tribunale del Mare.
Questultimo ad esempio non pu conoscere controversie il cui oggetto sia di altro
tipo. Nella vicenda dei Mar i due argomenti che vengono sollevati dallItalia
sono i seguenti: 1) Lincidente avvenuto al di fuori delle acque territoriali
indiane 2) Essi fanno parte della Marina Militare Italiana e dunque sono
organi dello Stato. LItalia potr per far valere davanti ai tribunali
esclusivamente il primo argomento, che fa riferimento alla Convenzione delle
Nazioni Unite che ha dato vita al Tribunale del Mare.

Laccordo fonte di diritto particolare, si applica soltanto ai soggetti che


hanno specificamente firmato quel trattato.
Il diritto non mai un fenomeno statico, in continua evoluzione storica, deve
modellarsi sulle richieste delle societ nel tempo. Il diritto internazionale non fa
eccezione: ha seguito le trasformazioni della societ internazionale. In alcuni
periodi storici queste trasformazioni sono state significative.
La nascita del diritto internazionale pu essere collocata nel 1648 con la Pace
di Vestfalia. In quellanno si consolida lo stato nazionale.
Listituto dellinviolabilit dellagente diplomatico nasce nellantica Grecia. La
funzione dellagente diplomatico quella di rappresentare il proprio paese negli
altri paesi, ad esempio concludendo accordi. Il console invece non ha la funzione
di rappresentare il paese, bens di tutelare i diritti dei cittadini del paese di
provenienza che si trovano a risiedere, non permanentemente, nei territori di un
altro stato. Tutti gli stati hanno solamente una rappresentanza diplomatica in
territorio straniero.
Vicenda Regeni: perch il Ministro dellInterno egiziano ci tiene a sottolineare
che Giulio Regeni non mai stato arrestato? Poich egli morto dopo giorni di
tortura e sevizie, in questo caso il governo egiziano avrebbe violato una norma di
diritto internazionale: lo Stato straniero ha lobbligo dopo larresto di mettere
in contatto il cittadino straniero con lautorit consolare pi vicina.
Unaltra evoluzione nei secoli riguarda anche il modo in cui vengono esercitate le
funzioni fondamentali dellordinamento. Lo Stato poteva un tempo ricorrere
allautotutela e allintervento bellico anche per offendere, non solo per
difendersi. Non cerano limiti alla potest originaria degli stati per ricorrere alla
guerra. Gli Stati per non erano tutti guerrafondai. Gi nella Pace di Vestfalia, nel
1648 allinterno di questo accordo si stabiliva un meccanismo di sicurezza
collettiva embrionale. Nel diritto internazionale contemporaneo c il divieto
delluso collaterale della forza se non in caso di legittima difesa. Nel 1648 si
previde che qualora fosse sorto un contrasto, gli stati si sarebbero impegnati per
una composizione pacifica del loro conflitto dinteressi. Se per questo tentativo
fosse fallito, ci si sarebbe potuti rivolgere ad uno stato terzo come arbiter.
Qualora fallisse anche questo tentativo, lo stato che aveva offeso veniva
considerato aggressore, lo stato attaccato poteva andare in guerra, tutti gli
altri stati avevano la potest di aiutare lo stato offeso, mentre avevano
lobbligo di non aiutare lo stato aggressore. Bisogna arrivare alla fine della I
Guerra Mondiale perch si assista ad un tentativo pi organico per fermare il
ricorso indiscriminato degli stati alla forza armata. Nel 1919 la Societ delle
Nazioni nasce sulla base di un Trattato Internazionale. Questo era stato
fortemente voluto dal Presidente degli Stati Uniti Woodrow Wilson. Secondo
Wilson per evitare un ulteriore conflitto mondiale era necessario mettere dei
paletti alle azioni degli stati. Nascono cos i 12 punti fondamentali, che furono
quasi tutti recepiti nel Covenant che dava vita alla SDN. Nel patto si distingue
tra guerra giusta e guerra ingiusta: la seconda nasce in violazione delle regole
previste dalla SDN o in violazione delle norme del Tributato Internazionale. Nel
1920 nasce la Corte Permanente di Giustizia Internazionale, antenato
dellattuale Corte Internazionale di Giustizia. Essa aveva il compito di applicare il
diritto nelle controversie che sarebbero nate tra gli stati membri della SDN. Questi
stati dovevano risolvere le controversie ricorrendo a soluzioni pacifiche, oppure
ricorrendo al Consiglio della SDN, antenato dellattuale Consiglio di Sicurezza
dellONU. Nel momento in cui questi stati avessero richiesto una
raccomandazione da parte del Consiglio o si fossero rivolti alla Corte, questi
avrebbero dovuto poi conformarsi. Se uno dei due stati non si fosse conformato o
allindicazione politica del Consiglio o alla sentenza della Corte, questo stato
sarebbe passato dalla parte del torto, dunque il ricorso alla forza armata verso
questo di esso sarebbe stato considerato come lecito. Se uno stato non avesse
ritenuto opportuno rimanere nella SDN avrebbe dovuto rendere nota la sua
decisione: se fosse stato in regola con i pagamenti dei contributi sarebbe
potuto uscire. Le principali potenze dellepoca, che saranno poi la causa della II
Guerra Mondiale, Giappone, Germania e Italia, colpite dalle sanzioni, uscirono
dalla SDN.

LA PREVENZIONE DEI GENOCIDI E DEI CRIMINI DI MASSA

Che cos il genocidio?


La convenzione del 1948 determina che sono genocidi tutti quegli atti che sono
portati avanti con lintenzione di uccidere il gruppo o parte di esso sulla base
della propria caratterizzazione nazionale, religiosa, razziale o etnica. un
crimine legato alla sua intenzionalit, ci significa che tale crimine deve essere
portato avanti anche con unorganizzazione. Nella convenzione si fa molto
riferimento allapparato statale, perch di solito lo stato che porta avanti un
genocidio. Tuttavia oggi vi sono organizzazioni non statali che sono capaci di
perpetrare genocidi, come lISIS.
Il 10 dicembre del 1948 il giorno della Dichiarazione Universale dei Diritti
dellUomo. Con il genocidio si porta avanti un processo di deumanizzazione
dellaltro. Il giorno prima, il 9 dicembre, le Nazioni Unite firmano la Convenzione
sulla Prevenzione e Punizione dei Crimini di Genocidio. Il termine genocidio
stato coniato da un giurista ebreo-polacco scampato al nazi-fascismo: Raphael
Lemkin. Storicamente se si parla di genocidio si parla di genocidio armeno. La
Turchia nella propria Costituzione impone la negazione del genocidio armeno. Tra il
1914 e il 1918 avviene il genocidio della popolazione armena. La Convenzione
stabilisce che vi debba essere un riconoscimento giuridico del fatto accaduto, vi deve
quindi essere una corte. Da qui nasce una contestazione ogni qual volta si usa la
parola genocidio: vi dunque una
tendenza allinterno delle Nazioni Unite a parafrasare il concetto, evitando di
usare questa parola. Nel 1994 il portavoce della Casa Bianca parla di atti
genocidiali con riferimento al massacro perpetrato dagli Hutu verso i Tutsi in
Ruanda. Oggi uno dei paesi pi a rischio di genocidio il Burundi.
LOlocausto ad esempio non classificato come genocidio, poich allepoca del
Tribunale di Norimberga non esisteva giuridicamente il reato di genocidio
(nullo crimen sine lege), le accuse erano di crimini contro lumanit e crimini
di guerra. Ad oggi i genocidi riconosciuti sono quelli del Ruanda e quelli
nellex Jugoslavia.

Vi sono per nel linguaggio storico una serie di massacri appellati con il nome di
genocidio. Il genocidio perfetto in questo senso pu essere considerato quello di
Cartagine. I romani circondano Cartagine, la distruggono, non toccano nemmeno
le donne, poich non erano degne di altro se non di essere trucidate, la radono al
suolo e su quel suolo cospargono il sale, con la volont di distruggere totalmente
un gruppo sulla base della sua nazionalit. Compiono forse solo un errore nel
tentativo di commettere il genocidio perfetto: manc la negazione, la scelta di non
ricordare nemmeno il proprio nemico.

Armenia (1915-1918)
Holomodor Ucraina (1932-1933)
Olocausto (1933-1945)
Cambogia (1975-1979) [ qualcuno in questo caso parla di culturalicidio]
Curdi (1980)
Argentina desaparecidos [ in questo caso la corte argentina ha riconosciuto in
seguito il crimine di politicidio]
Ruanda (1994)
Jugoslavia (1990-1994)
Darfur (2003)
Congo

EVOLUZIONE NORMATIVA ED OPERATIVA DELLA COMUNIT


INTERNAZIONALE

Per il nazismo stato conveniente determinare una persecuzione di un gruppo


cos ricco, perch ci ha comportato introiti economici nelle casse di Berlino. Il
massacro cambogiano invece un punto di non ritorno. Siamo negli anni 60, il
mondo molto pi interdipendente, ci sono nuovi giochi di egemonie, vi la
Cina, un Giappone rinnovato, ma soprattutto si evoluto in modo esponenziale il
commercio globale. La Cambogia rappresentava in qualche modo leccesso di
questa dipendenza: lImpero cambogiano era il pi ricco del Sud-Est asiatico.
Oggi vi sono dei meccanismi di salvaguardia della popolazione: lItalia uno dei
pochissimi stati al mondo che dispone di questo meccanismo. A fronte di circa un
milione di rifugiati lanno, in Cina vi sono ogni anno 3 milioni di rifugiati
interni dislocati il pi delle volte per ragioni politiche o economiche. Vi sono
poi i rifugiati interni al paese perch figli di conflitti: questi non godono di alcun
tipo di tutela da parte dello stato.

LA RESPONSABILIT DI PROTEGGERE

Concetto nato dallelaborazione di Francis Deng, consigliere speciale per la


prevenzione dei genocidi del Segretario Generale ONU, nel 2000, originato dal
nuovo concetto di sovranit, ovvero una sovranit positiva. Se non si protegge
la propria nazione vuol dire che non si ha la sovranit sul territorio che tale
popolazione abita. Durante lAssemblea generale dellONU del 2005 in due
micro-articoli, il 138 e il 139 viene coniato il termine responsabilit di
proteggere.
Lingerenza umanitaria ha come obiettivo quello militare:
- Responsabilit di prevenire (to prevent)
- Responsabilit di reagire (to react)
- Responsabilit di ricostruire (to rebuilt)

LUnione Africana nel proprio statuto nellarticolo 4 h ha dichiarato e permesso


che ci sia la possibilit di intervenire in uno stato membro a determinate
condizioni.
R2P: tutti gli stati delle Nazioni Unite votano allunanimit lOutcome
document (2005). Una serie di stati ha per creato unopposizione solidissima
verso la R2P: allinterno di questi la Russia, Iran, Pakistan, Venezuela, Cuba,
Corea del Nord, Brasile. Questultimo produce un documento intitolato
Responsibility while protecting. Nasce un grande dibattito nelle Nazioni Unite:
la R2P viene vista sempre di pi come un escamotage per giustificare lintervento
umanitario.

Dal 2009 ogni anno il Segretario Generale delle Nazioni Unite mette in atto
un report. Nel 2010 porta avanti la riflessione sui sistemi di early warning, nel
2011 parla del capitolo ottavo della Carta delle Nazioni Unite e del ruolo delle
organizzazioni regionali e sub-regionali. Nelle risoluzioni 1970 e 1973 (2012) sul
caso della Libia si d premessa allimpossibilit dellintervento dei caschi blu
allinterno dello spazio territoriale libico, ma si implementa una no-fly zone, i
francesi iniziano a bombardare postazioni strategiche libiche come gli edifici
governativi. Il Brasile porta al centro del dibattito la responsibility while
protecting. Subito dopo la premessa di questo documento il Segretario Generale
ONU porta avanti una risoluzione che impone a tutti i membri di essere
contribuenti del meccanismo preventivo per la R2P. Nel 2013 il Consiglio di
Sicurezza Onu d vita ad unaltra risoluzione sulleccidio della Repubblica
Centrafricana.
Genocidio = Classificazione, simbolizzazione, discriminazione,
deumanizzazione, organizzazione, polarizzazione.

DIRITTO INTERNAZIONALE

Soggetti di diritto internazionale:

Enti a cui fanno capo diritti ed oneri che discendono dallordinamento


giuridico a cui fanno riferimento, soggetto al quale il diritto internazionale
attribuisce diritti ed obblighi.
Il diritto internazionale quel diritto che regola le relazioni tra soggetti
internazionali.
Funzione di attuazione del diritto: c una partecipazione primaria dei soggetti
di diritto internazionale che consiste nellautotutela.
La soggettivit internazionale significa dunque avere la capacit di produrre
e di essere titolari di obblighi e diritti di diritto internazionale. Come si
individuano i soggetti di diritto internazionale? Il diritto internazionale non
prevede norme specifiche a riguardo. Si dovuto, attraverso lelaborazione
giurisprudenziale e la prassi, individuare dei criteri. La regola aurea il
principio delleffettivit. Laddove ci sia un ente che sia effettivamente
destinatario di norme di diritto internazionali, tale ente pu essere
considerato soggetto di diritto internazionale. Originariamente il diritto
internazionale nasce come diritto degli stati per gli stati. Oggi questa non pi la
realt politica internazionale, vi sono enti di diverso tipo e di diversa natura che
producono accordi a livello internazionale. Il diritto internazionale pu essere
considerato come diritto pratico, che guarda alla realt dei rapporti. C una
soggettivit piena di diritto internazionale, e poi una soggettivit che va
restringendosi con varie limitazioni. Questa esigenza di diversificazione era
stata proposta dalla CIG che gi nel 1949 in una advisory opinion diceva:

i soggetti di diritto in qualunque sistema giuridico operino non sono


necessariamente identici nella loro natura o nel contenuto.

Ronzitti identifica 4 tipologie: 1) gli enti territoriali che aspirano a divenire


autorit che esercitano un potere su un territorio 2) enti non territoriali che
aspirano a divenire organizzazione di governo 3) enti non territoriali 4) enti non
territoriali che presentano un peculiare collegamento con gli stati.

1) Enti territoriali
La categoria pi presente nel panorama internazionale quella degli enti
territoriali. Questi hanno la capacit di esercitare un potere di governo effettivo
su una data comunit territoriale. (1) Hanno un particolare legame con il
territorio, sul quale (2) esercitano un controllo effettivo. Ronzitti in questa
categoria include anche gli insorti. Questi sono gruppi politici che operano per
lindipendenza del loro territorio, prendendo il controllo di una parte del
territorio e governando su di essa. Si distinguono dai movimenti nazionali, che
lottano come gli insorti ma non dispongono di un controllo definitivo sul
territorio. Se gli insorti lottano per lautonomia, il riconoscimento
internazionale pu avvenire solo nel caso in cui questa lotta sia (1) guidata da
unorganizzazione strutturata e che (2) eserciti un controllo effettivo sul
territorio (principio di effettivit), solo in questo caso agli insorti riconosciuta
personalit giuridica internazionale.
2) Enti non territoriali che aspirano a divenire organizzazione di governo
Ad esempio i movimenti di liberazione nazionale, sono enti che non esercitano
un controllo effettivo sul territorio ma per natura aspirano a tale fine. La
mancanza della soggettivit internazionale porta Ronzitti e molti altri autori a
disconoscere la loro autorit internazionale.

3) Enti non territoriali


Sono enti che comprendono entit sui generis, che non aspirano ad unautorit di
governo e non esercitano alcun controllo su un territorio, sono tuttavia soggetti
internazionali. Tra questi Ronzitti introduce la Santa Sede, lOrdine di Malta, la
Croce Rossa. Secondo il Conforti solo la prima gode di autorit internazionale.
La Santa Sede ha partecipato alla stipula di vari trattati internazionali. Qual il
rapporto tra Santa Sede e Citt del Vaticano? Il secondo uno stato, ovvero un
apparato di governo che esercita un potere effettivo su un dato territorio. Questi due
enti si uniscono nella figura del Pontefice, che capo della Chiesa Cattolica e dello
Stato Vaticano. Gli altri due soggetti invece che introduce Ronzitti sono peculiari.
LOrdine di Malta un ordine religioso che dipende dalla Santa Sede e che nella
storia ha esercitato fino al 700 un controllo su determinati territori, come
Gerusalemme, Cipro, Rodi, Malta. Ad esso manca la soggettivit internazionale,
poich non ha controllo effettivo su un territorio. A livello internazionale Malta
osservatore presso le Nazioni unite, conclude atti con organizzazioni internazionali,
ma non ha una piena soggettivit internazionale.
Il Comitato Internazionale per la Croce Rossa fu istituito durante la I Guerra
Mondiale. Segue nei suoi interventi il principio di imparzialit. Pu essere
considerato come un ente che agisce nella comunit internazionale, ma manca
di effettivit. Accanto alla funzione di intervento nei conflitti, esso svolge anche
la funzione di sistematizzazione del diritto umanitario.

4) Enti non territoriali che hanno un legame speciale con gli stati
Tra questi rientrano le Organizzazioni Internazionali, che nascono da accordi
tra gli stati. Allorigine della nascita di unorganizzazione internazionale c un
accordo tra gli stati, esse non esercitano un controllo territoriale n vi aspirano,
ma hanno una funzione cooperativa tra gli stati. Il principio di effettivit si ncora
al fatto che questi enti sono dotati di organi propri e di una struttura tale da
rendere questi organi indipendenti, oltre al fatto che sono destinatari di norme
internazionali.

Il ruolo dellindividuo
Possono essere gli individui considerati soggetti di diritto internazionale? La
dottrina si divide, ad esempio quella italiana tende a disconoscerne la
soggettivit. Ronzitti definisce lindividuo come un ente che
occasionalmente partecipa al diritto internazionale. Questa titolarit
effettivamente sempre mediata dagli stati, nonostante la maggior parte dei trattati
sia di diritto consuetudinario. Resta il fatto che lindividuo non pu reclamare la
propria soggettivit internazionale in modo arbitrario. difficile riconoscere
allindividuo soggettivit piena, ovvero riconoscerlo come produttore e
destinatario di norme internazionali.

Lo Stato
Lo stato il soggetto storicamente originario del diritto internazionale, tuttora
ne il principale attore. Una prima definizione di stato pu derivare dalla
distinzione tra Stato-Comunit e Stato-Organizzazione. Nel primo caso si
sottolineano gli elementi del territorio, del governo, della popolazione, nel
secondo si pone laccento sullorganizzazione amministrativa. questultima la
definizione pi appropriata per il diritto internazionale, non potendo esso, in
quanto diritto pratico ed in continua evoluzione, dipendere da elementi volubili
quali il territorio, la governabilit etc., per questo la definizione dello Stato-
apparato la pi idonea.
Quando uno Stato-Organizzazione riconosciuto come soggetto
internazionale?
Ancora una volta determinante il principio di effettivit. Deve cio esistere
unorganizzazione sovrana di governo che eserciti in modo esclusivo la
potest di governo su una data comunit territoriale.
Gli elementi fondamentali sono dunque 2:

1) La sovranit

2) Lindipendenza

La sovranit comporta un controllo effettivo su una comunit internazionale,


ne sono esclusi dunque i movimenti di liberazione nazionale e i governi in
esilio.
Lindipendenza un elemento molto complesso, poich bisogna identificare i
criteri con cui definire lindipendenza di uno stato. Una definizione di
indipendenza politica dagli altri stati debole. La comunit internazionale
comunit di relazioni, compromessi, accordi. Conforti suggerisce di adottare un
criterio formale: se come indipendenza individuiamo la costituzione materiale
originaria dalla quale lo stato deriva il suo potere, concludiamo che uno stato
indipendente quando trae il suo potere da una costituzione originaria che
conferisce sovranit ai suoi organi.

I governi fantoccio non possono essere considerati soggetti di diritto


internazionale, ad esempio i governi filo-nazisti sotto occupazione tedesca nei
paesi stranieri, oppure la repubblica Turco-Cipriota, effettivamente governata
dal governo turco. La Corte Europea dei Diritti dellUomo ha attribuito tutte le
violazioni attuate dalla repubblica al governo turco. comunque sempre
necessaria unanalisi casistica per definire lindipendenza di uno stato.
I soggetti di diritto internazionale sono dunque gli stati sovrani ed indipendenti.
Un elemento importante quello del riconoscimento. Ci si chiesto se al fine
dellacquisto della soggettivit per gli stati sia necessario che il resto degli stati
compia un atto di riconoscimento verso il nuovo arrivato. Esso pu consistere in
una dichiarazione informale, addirittura in una telefonata tra capi di
governo. La dottrina pi autorevole considera latto del riconoscimento come
un atto prettamente politico.
Elena Sciso
Il diritto internazionale classico era diverso da quello contemporaneo. Si ritiene
convenzionalmente che nasca con la pace di Vestfalia nel 1648, quando si
consolida la nozione di stato come noi lo intendiamo oggi, c un superamento
definitivo dei residui dei legami feudali e nasce un diritto atto a regolare una
comunit di enti sovrani superiores non recognoscentes. Alcuni istituti, come la
protezione diplomatica e consolare esistevano gi allepoca dellantica Roma
o delle poleis greche. Il diritto internazionale si evolve nel tempo perch la sua
funzione quella di dare risposte alle esigenze che nascono allinterno della
comunit degli stati. Alle origini era diritto di coesistenza, fatto di poche
norme non scritte e consuetudinarie, limitando lesercizio della libert
assoluta degli stati nella misura minima per garantire la libert altrui. Sono
aumentate col tempo le occasioni di scambio e le possibilit di interazione tra gli
stati, il diritto consuetudinario dunque non bastava pi, divenuto insufficiente a
regolare i rapporti tra stati con storie completamente diverse. La consuetudine
stata progressivamente sostituita dallaccordo, oggi la maggior parte delle
norme internazionali di origine pattizia, norme che vincolano solo gli stati
che hanno deciso espressamente di ratificare laccordo.
Con la rivoluzione bolscevica si forma sul territorio di una grande potenza
europea un nuovo stato, che si ispira ad unideologia completamente diversa,
nasce lUnione Sovietica, primo stato di socialismo reale. Alla fine del 700 era
nato un altro grande stato, gli USA, anche se questo si configur come stato
piuttosto omogeneo agli altri paesi europei in quanto ex colonia britannica.
Dottrina Monroe: qualunque intervento europeo negli USA sarebbe stato
considerato come atto ostile al quale gli USA avrebbero risposto, al contempo
questi si impegnavano a non intervenire negli affari europei.
LUnione Sovietica non riconosceva le precedenti norme consuetudinarie
bens considerava come fonte di produzione del diritto internazionale
unicamente laccordo. Per questo non ha applicato tutta una serie di norme
consuetudinarie, come la condizione dei cittadini stranieri sul suo suolo. Il
diritto internazionale interviene affinch la misura restrittiva verso la propriet
privata dello straniero debba essere accompagnata da misure che legittimino latto
a livello di diritto internazionale. ( In caso della nazionalizzazione di beni stranieri

Lump-sum agreements). Non deve cio essere arbitraria, discriminatoria,


deve essere generale ed accompagnata da un risarcimento. Queste norme non
vengono riconosciute dallURSS, che pone in essere anche altri atteggiamenti
poco amichevoli che determinano una frattura netta tra questa e gli altri stati della
comunit internazionale.
Verso la fine della II Guerra Mondiale la Germania non solo uno stato sconfitto,
ma anche uno stato debellato, le strutture naziste sono state distrutte.
Durante la Guerra Fredda allinterno dellONU si costituito il gruppo dei non-
allineati. Questi paesi non intendono farsi strumentalizzare n dallEst n
dallOvest. Di fatto per i paesi socialisti hanno sempre appoggiato le
rivendicazioni dei paesi in via di indipendenza o di sviluppo. Contestavano la
maggior parte degli istituti e delle norme consuetudinarie, specie quelle attinenti
ai rapporti commerciali tra gli stati. Veicolano attraverso una serie di dichiarazioni
dei nuovi principi, che vanno sotto il nome di Nuovo Ordine Economico
Mondiale. Sono stati elaborati nuovi principi basati sul principio della sovranit
permanente degli stati sulle loro risorse naturali. Si afferm il principio secondo
cui le risorse che si trovavano al di l della sovranit dei singoli stati
dovevano essere sfruttate di comune accordo. Gli spazi non soggetti alla
sovranit degli stati erano un tempo definiti res nullius, oggi invece sono
definiti global commons. Gli stati potevano sfruttare quelle risorse a loro arbitrio,
senza ledere la libert degli altri stati, secondo il principio first come first served.
In questa materia i paesi elaborano un nuovo principio, recepito dalla
Convenzione del Diritto del Mare del 1982. Quelle risorse appartengono a
tutti, pi propriamente appartengono allumanit, dunque anche alle
generazioni future. Questo ragionamento alla base della dizione di
patrimonio comune dellumanit, oggi dunque lo sfruttamento unilaterale
vietato. La risorsa che sia patrimonio comune deve essere usata per scopi
pacifici e nel rispetto dellambiente. Negli anni 70 comincia ad affermarsi la
preoccupazione di salvaguardare lambiente della Terra. Il principio dello
sviluppo sostenibile, teorizzato nella Conferenza di Rio, stato enunciato in
modo sostanziale per la prima volta nella Dichiarazione sullAmbiente Umano
del 1972 che concluse la Conferenza di Stoccolma convocata dalle Nazioni
Unite. Le dichiarazioni di principi, come quella universale dei diritti
dellUomo del 10 dicembre 1948, possono avere qualche conseguenza
giuridica se sono condivise allunanimit dai membri dellAssemblea
Generale dellONU o se sostenute da una prassi consolidata. La consuetudine
fonte di norme generali, nasce da un comportamento generale sorretto
dallopinio iuris e dalla diuturnitas.

DIRITTO INTERNAZIONALE

Le organizzazioni internazionali: altro non sono se non una forma di


cooperazione. Gli stati vivono attraverso la cooperazione internazionale. In questi
giorni si parla di G20: la riunione dei venti paesi economicamente e
industrialmente pi sviluppati. Assumono degli orientamenti politici a riguardo di
determinati temi: questi paesi rappresentano i 2/3 del PIL mondiale. Il G20 non
unorganizzazione internazionale, non ha listituzionalizzazione, elemento
fondamentale perch si possa parlare di organizzazione internazionale. Questa
data dalla presenza di organi che portano avanti unattivit che va attribuita da un
ente diverso dagli stati, ovvero lorganizzazione internazionale. Quella che
allepoca era la CSCE era una forma di cooperazione internazionale, nasce a met
degli anni 70. Per iniziativa della Rep. Federale tedesca si cerc di avviare un
dialogo provando ad individuare dei temi di interesse comune: la prima
conferenza ad Helsinki vide la partecipazione anche dellURSS, degli USA e del
Canada. Venne fuori una solenne dichiarazione che individuava alcuni punti di
convergenza ed altri di divergenza. Questi incontri avvennero poi non a cadenza
regolare, nasceva cos la CSCE, una conferenza internazionale tra i capi di
stato e di governo dei paesi europei con USA Canada e URSS. Era una forma
di cooperazione tra stati che si realizzava ad intervalli periodici, i risultati erano
dichiarazioni politiche, documenti che non avevano nessuna valenza giuridica.
Dopo il 1989, con la riunificazione tedesca e la transizione dei paesi dellEuropa
orientale verso uneconomia di mercato e verso la democrazia, ci si chiedeva se
avesse senso tenere in piedi la CSCE. Nella conferenza di Budapest nel 1994 si
decise di cambiarle nome chiamandola OSCE (Organizzazione per la Sicurezza
e la Cooperazione in Europa). I paesi europei hanno messo in piedi a partire dal
secondo dopo-guerra tutta una serie di organizzazioni di natura difensiva. Il
Trattato di Lisbona ammette allart. 49 il diritto di difesa individuale e
collettiva. Gli unici osservatori internazionali che la Federazione Russa ha
accettato sono quelli dellOSCE. mutata con il cambio del nome anche la natura
di questa cooperazione? UnOI si distingue dalle altre per essere tendenzialmente
1) permanente e 2) istituzionalizzata. LOSCE ha dei veri e propri organi come
per le organizzazioni internazionali dellUE? La risposta negativa, lOSCE si
dice che sia un esempio tipico di soft organization. Alla base della soggettivit
internazionale c leffettivit, ovvero lidoneit dellente ad essere
destinatario di diritti (situazioni giuridiche attive) ed obblighi ( situazioni
giuridiche passive) in unorganizzazione internazionale.
Quando nascono le organizzazioni internazionali?
Nascono tardi, per la necessit di rispondere ad esigenze comuni di pi stati. In
alcuni secoli, come nel Medioevo, alcuni rapporti tra le varie societ erano
pressoch inesistenti. Con la nascita dello stato moderno i rapporti delle comunit
sociali sottostanti ai vari stati divengono sempre pi frequenti. A questo
intensificarsi della comunicazione si dovuto dare una risposta, ovvero la
creazione di forme di cooperazione internazionale tecnica che si chiamano
Organizzazioni Internazionali. Le prime forme sono organizzazioni
internazionali tecniche alla fine del XIX secolo, ad esempio una delle prime fu
quella che oggi si chiama Unione Postale Universale, che ha la funzione di
consentire che una lettera, un pacchetto spedito, ad esempio, dalla Sicilia a
Washington, possa raggiungere in modo sicuro la sua destinazione. Per questo
obiettivo i vari servizi postali dei paesi sono inadeguati, durante il percorso il
pacco preso in carico dai vari servizi postali. Allepoca non cera sicurezza che
il pacchetto arrivasse negli USA, si ritenne utile cominciare a coordinare questi
servizi, in modo permanente e continuativo con la creazione di uffici comuni,
trasformati poi in organi. Questo apparato divenuto poi unorganizzazione
internazionale le cui funzioni sono stabilite nel trattato istitutivo. Lo stesso per
lOMPI (Organizzazione Mondiale per la Propriet Intellettuale) che serve
per dare garanzia per le opere dellintelletto umano: fino ad un certo periodo, e
ancora oggi, sono esistiti i vari uffici nazionali di brevetti.
La prima organizzazione internazionale politica che nasce in Europa la
Societ delle Nazioni, ma ancor prima in America erano nate forme di
cooperazione note con il nome di Conferenze Interamericane.
La SDN nasce nel 1919 sulla base di un trattato, il Covenant, annesso al trattato di
pace di Versailles. Essa fu fortemente voluta dal presidente statunitense Wilson.
La SDN rispecchia gran parte dei punti di Wilson, tuttavia gli USA non
entrarono mai a far parte di essa per un rifiuto del Senato. Il Consiglio della
SDN poteva adottare soltanto delle raccomandazioni: essa conteneva inoltre una
clausola di recesso, la membership di qualunque stato non ritenesse pi opportuno
restarvi dentro, qualora fosse in regola con i pagamenti, sarebbe cessata un anno dopo
dalla manifestazione della volont di recesso. I paesi colpiti dalle sanzioni, come
Italia e Germania e Giappone, si tirarono fuori dalla SDN. Lo fece anche lURSS, che
era entrata negli anni 30 e venne poi addirittura espulsa dalla
SDN. Essa perse rapidamente la sua importanza, non imped lo scoppio della
Seconda Guerra Mondiale e cess di esistere quasi un anno dopo lentrata in
vigore della carta delle UN, nel 1946 su decisione unanime dei membri del
consiglio.
Le UN svolgono oggi un ruolo fondamentale nel mantenimento della pace e della
sicurezza internazionale.
Un ruolo fondamentale nelle OI svolto dai rappresentanti della societ
civile: un esempio sono le ONG. Esse sono associazioni di privati
appartenenti a stati diversi, devono farne parte individui di nazionalit
diversa, queste associazioni di privati non devono agire a scopo di lucro. La
differenza data dal fatto che le OI sono soggetti dellordinamento giuridico
internazionale, hanno personalit giuridica regolata dal diritto internazionale
(consuetudinario e norme del trattato istitutivo, fonte giuridica internazionale), le
ONG sono invece persone di diritto interno, associazioni costituite secondo la
legge dei singoli stati. Si pensi ad Amnesty International, a Greenpeace, al World
Economic Forum di Davos, costituito negli anni 70 a Ginevra secondo le norme
del Cantone di Ginevra. Esse sono espressione delle societ civili di una serie di
stati, esercitano una pressione sui governi perch assumano determinati indirizzi e
decisioni nei fori delle organizzazioni internazionali. Le ONG svolgono un ruolo
significativo nelle relazioni intergovernative. Ad esse spesso riservato un
ruolo allinterno delle OI, contribuendo ad esempio al dibattito su alcuni temi.
Nelle UN ai sensi dellart. 73 il Consiglio Economico Sociale autorizzato a
concludere accordi con le principali ONG che operano nei settori nei quali
operano le Nazioni Unite. Ad esempio molte di esse sono tra gli osservatori
presso le UN al fianco della Santa Sede o dellUE.
LE FEVRE

Gli insorti


Afghanistan Bin Laden nel 2001 si dichiara capo dellorganizzazione Al Qaeda.
Uno degli esempi pi calzanti il caso libico. Risoluzione n. 1973 del Consiglio
di Sicurezza ONU: Francia ed altri stati iniziano a bombardare le strutture e
infrastrutture libiche per impedire allesercito di Gheddafi di avanzare per la
distruzione degli insorti, viene costruita una no-fly zone.
Gli insorti sono individui che attraverso le armi vogliono conquistare un
paese o una parte di esso. In Europa i due movimenti maggiori sono i Baschi e
lERA, che sono sempre stati classificati come terroristi, in quanto mancavano del
principio di effettivit. Tale principio riscontrabile quando il gruppo
insorgente controlla effettivamente una parte di territorio. Gli insorti si
sostituiscono allo stato nella parte di territorio conquistata.
In Libia non si assiste a grandi movimenti di piazza, bens fin da subito ad una
rivoluzione violenta, lImpero di Gheddafi era strutturato e la sua polizia segreta
non tollerava rimostranze in piazza. Dunque fin dallinizio si attua unoperazione
bellica, ovvero una guerra civile. Il movimento diviene sempre pi forte, vi ,
contrariamente al diritto internazionale, un aiuto da forze esterne agli insorgenti,
altrimenti non si spiegherebbe la quantit di armi di cui i ribelli sono entrati in
possesso in brevissimo tempo. Gli stati terzi non possono in alcun modo fornire
supporto agli insorgenti per il diritto internazionale, semmai possono fornire qualche
forma di aiuto allo stato sotto attacco. Vi una soggettivit internazionale limitata,
una delle premesse di un conflitto armato la risoluzione pacifica del conflitto stesso.
Per sedersi ad un tavolo ci deve essere
una capacit giuridica quantomeno alla pari tra le forze in discussione. Il
secondo punto rispetto al riconoscimento della soggettivit dato da un mero
egoismo degli stati terzi, serve il riconoscimento delle forze insorgenti poich loro
controllano il territorio, ma lo stato terzo deve tutelare i suoi interessi in quel
determinato territorio. Ad esempio in Libia lItalia aveva necessit di tutelare gli
operatori dellENI. Perch il governo Berlusconi tentenna nel riconoscimento
degli insorti? Poich gli interessi italiani erano ubicati nellarea controllata da
Gheddafi, inoltre era stato stipulato un trattato di amicizia che comportava il
controllo delle frontiere nella gestione dellemergenza immigrazione. Gli insorti
hanno due strade: 1) riescono a conquistare il governo, e dunque
risponderanno di tutti i danni che questa rivoluzione ha causato nei confronti
del pubblico cittadino o delle infrastrutture nazionali, oppure 2) Gli insorti
sono distrutti dal governo, in tal caso il governo non risponde della
distruzione dei beni, bens ne rispondono gli insorti come singoli individui,
che perdono la soggettivit limitata. Nel caso libico il riconoscimento della
sovranit limitata ha comportato altre interessanti manifestazioni, come ad
esempio il fatto che il rappresentante permanente libico presso le UN a New York
ha disconosciuto il governo libico e ha affermato di rappresentare gli insorti. Egli
dunque ha perso la sua carica di rappresentante permanente, divenuto
rappresentante degli insorti senza alcuno stato giuridico. Vi una differenza nel
riconoscimento: il riconoscimento degli insorti presenta una doppia situazione, c
un riconoscimento politico di cui si parlato fin ora, e un riconoscimento
giuridico dello stato di belligeranza, per il quale si riconoscono le forme di ius in
bellum applicando le Convenzioni di Ginevra (1949). Per il riconoscimento
politico questo non cera, se la polizia libica catturava un insorto, egli era trattato
come un prigioniero comune al quale non si riconoscevano le Convenzioni di
Ginevra.

Lautodeterminazione dei popoli

Qual il processo principale che regola lo sviluppo dellautodeterminazione? La


decolonizzazione.
Nkrouma: leader del panafricanismo, nemico degli USA.
DIRITTO INTERNAZIONALE

Organizzazioni internazionali:

Definizione:

Associazioni di stati costituite mediante trattati internazionali dotate di uno


statuto e di organi propri che perseguono interessi comuni.

Le organizzazioni internazionali nascono sempre a seguito della firma di un


trattato internazionale. Ci sono organizzazioni che nascono sulla base di altri
strumenti: un esempio lOSCE.
Il trattato non dissimile tra ci che un contratto nel diritto interno.
Le OI hanno alla base un trattato che prende il nome di statuto, dove si dettano i
fini dellorganizzazione e si definiscono quali organi siano previsti. Gli stati si
mettono insieme per dare vita ad unOI con lo scopo di regolare interessi comuni:
per questo sono detti enti funzionali, perseguono obiettivi comuni.
Le prime organizzazioni internazionali si sviluppano sul finire del XIX
secolo: sono organizzazioni di tipo tecnico, come lUnione Postale Universale,
oppure come le Commissioni Fluviali, per regolare fiumi che attraversano due o
pi stati. Un cambiamento si ha nel 1919 con la nascita da un lato della SDN e
dallaltro lOrganizzazione Internazionale del Lavoro. La prima nasce con
lobiettivo di proceduralizzare il ricorso alla violenza bellica tra gli stati membri.
La seconda tuttoggi esistente. Oggi gli stati esistenti nella comunit
internazionale sono poco meno di 200, le OI sono circa 20.000. Bisogna
distinguere le OI, come fenomeno associativo tra stati, dalle ONG.
Le ONG sono organizzazioni i cui membri non sono stati bens individui, la
loro internazionalit deriva dal fatto che i membri che ne fanno parte sono
persone fisiche di cittadinanza diversa. Le ONG si distinguono per il diritto a
cui sono sottoposte: si costituiscono infatti secondo le regole del diritto
interno, secondo il codice civile o commerciale del paese dorigine. Bisogna
riscontrare nel panorama delle OI se vi siano i requisiti per la soggettivit
internazionale. Tali requisiti sono molteplici:
1) Indipendenza
In virt della modalit con cui si adottano le decisioni, dallunanimit alla
maggioranza semplice o qualificata. Oggi la modalit pi comune il
consensus, per cui la decisione viene adottata in mancanza di obiezioni. Se
unOI pu decidere solo allunanimit degli stati membri, significa che la
volont di base rimane quella governativa. Se lo statuto prevede altre forme di
votazione, come la maggioranza semplice o qualificata, ci significa che
lOrganizzazione ha una sua volont altra, diversa dalla mera sommatoria delle
volont degli stati.
2) Effettivit
Requisito simile a quello necessario per definire la soggettivit internazionale di
un ente. Un esempio di effettivit dato dalla capacit di stipulare trattati. Se
unorganizzazione stipula un trattato, significa che linterlocutore riconosciuto
come soggetto e dunque dotato di effettivit. Il primo trattato che solitamente
unOI conclude il cos detto accordo si sede assieme allo Stato che ospita la
sede dellorganizzazione stessa.
3) Personalit giuridica
Unorganizzazione internazionale possiede personalit giuridica se titolare di
diritti e obblighi. Un altro aspetto quello dellimmunit: il diritto
internazionale, dal punto di vista giuridico, presenta un ordinamento di tipo
orizzontale. Uno stato non pu sottoporre a giudizio davanti ad un giudice
nazionale un altro stato. Lorganizzazione internazionale gode di immunit,
secondo il principio di diritto internazionale consuetudinario per cui par in
parem non habet iurisdictionem, cos come gli stessi funzionari che vi lavorano,
in modo non dissimile dagli agenti diplomatici. Tutti gli stati che fanno parte di
una data organizzazione riconoscono ad essa e ad i suoi funzionari
limmunit.
Un ulteriore elemento il potere di legazione, capacit di ricevere ed inviare
agenti diplomatici. Questo diritto appartiene non solo agli stati, ma in generale
per i soggetti di diritto internazionale, come la Santa Sede. Lo stato che accetta
lagente diplomatico si chiama stato accreditario, lo stato che li invia si chiama
stato accreditante.
Vi poi la responsabilit internazionale: indizio di effettivit la
responsabilit di rispondere alla violazione di un obbligo internazionale, ad
un illecito. In questo caso, sia che lillecito sia stato commesso o subito, se sul
banco dellaccusa o della difesa vi lo stato membro che concretamente abbia
posto in essere o subito lillecito, allora lOI non riconosciuta come soggetto nel
diritto internazionale.
Se lorganizzazione chiamata a rispondere dellillecito, significa che ad essa
riconosciuta soggettivit internazionale, se a rispondere della violazione sono i
singoli stati significa che essa non dispone di soggettivit internazionale ed
bens solo una somma di stati che agiscono per determinati fini.

ONU

I membri del Consiglio di Sicurezza sono 15. Di questi, 5 sono membri


permanenti: Francia, Inghilterra, Stati Uniti, Russia, Cina. Gli altri 10 sono
eletti a rotazione ogni 2 anni. Il vantaggio dei membri permanenti non risiede
solo nella permanenza, non devono comunque essere rieletti. Nella Carta delle
Nazioni Unite per le decisioni importanti stabilita una maggioranza di 9 voti su
15. Ma allinterno dei 9 voti devono essere compresi i 5 membri permanenti.
Una risoluzione che venga votata da 14 paesi eccetto un solo paese dei 5, non pu
passare, essi godono dunque di un diritto di veto. Questo meccanismo ha
paralizzato per anni il Consiglio di Sicurezza, un aspetto questo emerso
specialmente fino agli anni 90. Solo con la caduta del muro di Berlino il
Consiglio ha cominciato ad agire con efficacia. Il Segretario Generale colui
che parla in nome delle Nazioni Unite, e ha dal punto di vista interno il ruolo di
vertice dellestablishment dellorganizzazione. LAssemblea Generale ha
poteri per lo pi raccomandatori, adotta dunque atti detti di soft law:
leventuale mancanza di adesione a tali raccomandazioni non comporta
dunque un illecito. Lorgano esecutivo ha invece poteri vincolanti attraverso
le sue risoluzioni: un mancato rispetto di queste costituisce infatti un illecito
di diritto internazionale.
La Corte Internazionale di Giustizia lorgano giurisdizionale delle Nazioni
Unite, stata istituita parallelamente alladozione della Carta di San
Francisco con la nascita dellUN. Ha due funzioni principali: 1) contenziosa e 2)
consultiva. La prima consiste nella risoluzione di controversie tra stati, ed ha
come esito una sentenza (hard law).
La seconda invece riguarda questioni giuridiche in esito alle quali la Corte
esprime un parere (soft law) che ha un effetto raccomandatorio. Chi pu
attivare la Corte in questa funzione? 1)Assemblea Generale e Consiglio di
Sicurezza in qualsiasi momento 2) Gli istituti specializzati previa autorizzazione
dellAssemblea Generale.
Le Nazioni Unite sono unorganizzazione a vocazione universale non soltanto
per i componenti ma anche per gli obiettivi.

Cosa sono gli istituti specializzati?


Sono organizzazioni internazionali con un settore di intervento specificato ed
agiscono sotto lombrello delle UN: c tra queste la FAO, lUNESCO, il Fondo
Monetario Internazionale, etc. Sono dunque organizzazioni internazionali che
hanno con le UN un accordo di collegamento. LOrganizzazione internazionale
del Commercio ad esempio non un istituto specializzato perch manca di questo
accordo. In quali casi possono adire alla CIG dellAja?

1) DevonoesserestatiautorizzatidallAssembleaGenerale.
Questautorizzazione pu essere data di volta in volta, oppure pu essere scritta
permanentemente nellaccordo di collegamento con listituto.
2) Il quesito che pongono deve rientrare in una materia del loro settore di
attivit.

Due casi meritano di essere esaminati:

1) Il primo un parere del 1949 della CIG che va sotto il nome di Riparazione
danni funzionali Nazioni Unite. Nel 1948 il conte Folke Bernadotte ed il
maresciallo Andr Serot erano stati inviati dalle UN in Israele come mediatori ed
organi che si sarebbero dovuti occupare di monitorare gli accordi di pace con cui
sarebbe nata Israele. I due funzionari vengono uccisi da estremisti israeliani. Il
primo era svedese, il secondo francese. LAssemblea Generale si rivolge alla
CIG: la colpa riconosciuta come di Israele, poich godevano dellimmunit,
Israele ha violato tale obbligo internazionale. Israele chi deve risarcire? Nel
parere della CIG c scritto che poich le organizzazioni internazionali hanno
personalit giuridica, nel momento in cui lONU ha subito un danno tenuta

ad avere un risarcimento Le organizzazioni internazionali sono enti
funzionali. lasciata alla discrezionalit delle UN se risarcire in parte Francia e
Svizzera.

2) Il secondo caso stato risolto nel 2007 dalla Corte Europea dei Diritti
dellUomo: il Caso Behrami. Un bambino di 11 anni gioca insieme ai suoi
amici con una bomba a grappolo inesplosa, che esplode e lo uccide. Il padre
spedisce i ricorsi interni, si riferisce alla Corte di Strasburgo, sostenendo che lart.
3 garantisce il diritto alla vita. Accusa la Francia poich essa il paese che
guida il contingente UNMIK in Kosovo che avrebbe dovuto provvedere allo
sminamento del terreno (il bambino e il padre erano kosovari). La CEDU
dichiara il ricorso irricevibile, poich la missione era della NATO, non della
Francia, che ne era solo al comando. Siccome la NATO non era parte della
CEDU, il ricorso fu dichiarato irricevibile.

LUNIONE EUROPEA

In alcuni settori, nelle competenze esclusive, lUE si sostituisce agli stati. In tale
settore gli stati membri hanno abdicato una tantum alle loro competenze sovrane.
Gli atti vincolanti dellUE sono tre:
1) I regolamenti
2) Le direttive
3) Le decisioni

1) La particolarit dei regolamenti, in tutto e per tutto affini alle leggi


dellordinamento interno, consiste nel fatto che sono direttamente
applicabili nel diritto interno ed hanno portata generale.
2) Le direttive sono atti a portata individuale (verso i singoli stati) che
indicano agli stati lobiettivo da raggiungere. Ciascuno stato sceglie gli
strumenti che ritiene pi idonei a raggiungere lobiettivo, dunque rispetto
ai regolamenti lascia agli stati margini di discrezionalit pi ampli.
DIRITTO INTERNAZIONALE

La Santa Sede e il Vaticano sono due soggetti uniti nella persona del pontefice. La
Santa Sede lorganizzazione della Chiesa Cattolica, non ha una superficie
territoriale. Prima della breccia di Porta Pia lo stato pontificio era un vero e
proprio stato. Inizialmente la Santa Sede ha continuato a svolgere un ruolo
importante nelle relazioni internazionali, ha mantenuto rapporti diplomatici
permanenti degli altri stati, mentre i rappresentanti della Santa Sede sono detti
nunzi apostolici. Tutti i soggetti dellordinamento giuridico internazionale
devono essere destinatari di norme giuridiche internazionali, come la capacit di
concludere accordi, norma di tipo consuetudinario. Chi deve essere parte di questi
trattati? Lo stato Vaticano parte di tutti quei trattati che comportano una
superficie territoriale, come laccordo delle unit postali o laccordo sul
grano. DellAIEA invece, agenzia delle UN, parte la Santa Sede. Quando
nacque nel 1945 questa OI (lONU) il cui obiettivo il mantenimento della pace e
della sicurezza internazionale, il Vaticano si mosse perch la Santa Sede fosse
pienamente riconosciuta nella membership delle UN. Perch non ottenne questo
riconoscimento? Per lopposizione dellUnione Sovietica. Oggi partecipa alle
UN come osservatore e gode di uno status privilegiato tra gli altri osservatori.
Il diritto internazionale contemporaneo caratterizzato dalla presa datto degli
stati che indipendentemente e accanto a interessi singoli dei singoli stati o gruppi
di stati, esistono dei valori, degli interessi che appartengono alla comunit
internazionale nel suo insieme. necessario dunque sviluppare forme di
garanzia collettiva. Nel preambolo delle UN vi una frase molto evocativa: Noi
popoli delle Nazioni Unite, risoluti ad evitare alle generazioni future il flagello di
un terzo conflitto mondiale [...]. Non dunque interesse dei soli stati, ma di tutti
i popoli del mondo. Si afferma la dignit dellessere umano, che va salvaguardata
nei suoi contenuti minimi in qualunque circostanza e allinterno di qualunque
stato. Il diritto internazionale classico prende in considerazione i diritti di un
individuo, ma solo in quanto cittadino di uno stato che vive sul territorio di quel
dato stato. Lo straniero invece cittadino di uno stato che vive sul territorio di un
altro stato. Questa norma ad esempio non tutelava gli apolidi. Grazie alla
Dichiarazione di principi adottata dallAssemblea generale delle NU tramite
consensus del 10 dicembre 1948 questo movimento riconosce allindividuo in
quanto tale una serie di diritti fondamentali che vengono ritenuti immanenti
alla persona umana. Ci sono stati negli anni successivi una serie di accordi a
livello regionale e universale. In sede europea si avuta poco dopo la
Convenzione di Roma sui diritti delluomo del novembre del 1950, stata
promossa dalla CEDU.
Accanto allelenco dei diritti fondamentali previsto nella seconda parte il
meccanismo internazionale di garanzia, gli stati con le loro leggi interne
devono garantire la tutela di questi stati. Quando lordinamento di uno stato non
tutela a sufficienza tali diritti, pu scattare il meccanismo internazionale di tutela.

Convenzioni per trattati internazionali

Non tutti gli stati si assoggettano alla competenza del Comitato istituito dal
Patto delle Nazioni Unite sui diritti civili e politici. Il comitato pu ricevere
segnalazioni di violazione dei diritti da parte di qualsiasi altro stato. Perch il
comitato possa esercitare questa competenza indispensabile che lo stato
abbia accettato la clausola del trattato. Il comitato fa raccomandazioni, esprime
un parere, sollecita lo stato che ne fa parte. Queste sollecitazioni non vincolano
lo stato parte. Cosa succede se lo stato non si adegua? Quando lo stato si rivela
del tutto unwilling, il comitato pu portare la questione in discussione
allAssemblea Generale delle UN. Anche questa pu adottare solo
raccomandazioni ma non va sottovalutato nel diritto internazionale lelemento
del controllo politico.

La Convenzione Europea dei Diritti dellUomo (CEDU)

il pi vecchio strumento regionale per la tutela dei diritti delluomo. Nasce


nel 1950, la situazione per il riconoscimento e la tutela dei diritti era molto
diversa. Oggi nel sistema di tutela europea quale si sviluppato sulla base della
Convenzione e dei successivi protocolli, la tutela del diritto alla vita prevedeva in
origine una grossa riserva, prevedeva che lindividuo potesse essere privato della
vita sia in caso di guerra che da una sentenza edittale resa da un tribunale
indipendente. Nel 1950 in quasi tutti gli stati europei vigeva la pena di morte, in
Italia la costituzione la aveva eliminata, ma prevedeva la possibilit della pena di
morte nel codice penale di guerra, dunque non laveva espulsa del tutto. Questo
divieto della pena di morte stato inserito solo successivamente sulla base di
2 protocolli, uno che ha messo al bando la pena di morte salvo nei codici
penali di guerra, laltro ha inserito il divieto assoluto della pena di morte, che
vincola tutti gli stati facenti parte della convenzione. Solo due non hanno
ancora ratificato tale protocollo: la Federazione Russa e lAzerbaijan. La
dichiarazione universale dei diritti delluomo del 1948 sanciva il diritto dasilo,
ma non c traccia nel diritto dasilo nella Convenzione europea n nei protocolli,
si trova invece nella Carta di Nizza, Carta dei diritti fondamentali dellUnione
Europea. Il catalogo iniziale nel corso degli anni stato modificato in senso
additivo sulla base di protocolli. Questi sono altri trattati, si chiamano cos
poich accedono ad un altro trattato. Fino ad oggi sono stati firmati 16
protocolli, di cui 2 non sono stati ratificati per la volont contraria di alcuni stati.
Un esempio di un protocollo entrato in vigore il protocollo n.14, che ha
innovato il meccanismo di garanzia. Cosera previsto nella Convenzione
Europea del 50? Sulla base della convenzione la responsabilit primaria della
tutela degli stati membri, che devono disporre al loro interno di una serie di
rimedi per reagire ad una violazione dei diritti e delle libert fondamentali.
Solo quando lindividuo ha esaurito i rimedi interni ( principio del previo
esaurimento dei ricorsi interni) o quando questi non sono effettivi, egli pu
mettere in atto il meccanismo di garanzia internazionale. Nel testo originario vi
erano 2 organi: la Commissione dei diritti umani e la Corte Europea dei
Diritti dellUomo. Inizialmente lindividuo poteva rivolgersi unicamente alla
commissione.
Un protocollo che deve entrare in vigore previa ratifica di tutti gli stati il
numero 15, mentre il numero 16 potr vincolare alcuni stati parte ma non
necessariamente tutti gli stati della convenzione europea.
Il numero 15 deve essere ratificato da tutti perch contiene determinati elementi
e riduce il periodo di tempo che deve trascorrere per proporre ricorso (4
mesi). Esso modifica il preambolo della Convenzione Europea inserendo il
principio di sussidiariet.
La CEDU prevede che, in caso di guerra, gli stati possono chiedere al Comitato
dei Ministri di sospendere alcuni diritti ( esattamente ci che ha fatto Hollande
dopo lattacco dellISIS a Parigi, ha chiesto aiuto allUE e per alcuni mesi ha
sospeso alcuni diritti fondamentali come il diritto di associazione).

I diritti umani non derogabili in ogni circostanza sono: il diritto alla vita, il
diritto a non subire atti di tortura, schiavit e altri trattamenti disumani e
degradanti, il principio di legalit e della irretroattivit dei reati.
Questi diritti non possono essere derogati e compressi in nessuna circostanza,
nemmeno in presenza di uno stato di guerra accertato.

La Convenzione Europea dei Diritti dellUomo si applica in principio su tutti


i territori degli stati membri della Convenzione, a tutte le persone soggette
alla giurisdizione di questi stati, non a tutti quelli che sono sul loro territorio,
si applica anche a chi non si trova sul territorio ma sottoposto alla
giurisdizione di uno stato membro.

La Convenzione Europea dei diritti delluomo e la Carta Europea dei Diritti


dellUomo (Carta di Nizza) sono due cose differenti.

ARTICOLO 35 CEDU
Condizioni di ricevibilit

1. La Corte non pu essere adita se non dopo lesaurimento delle vie di ricorso
interne, come inteso secondo i principi di diritto internazionale generalmente
riconosciuti ed entro un periodo di sei mesi a partire dalla data della decisione
interna definitiva.

2. La Corte non accoglie alcun ricorso inoltrato sulla base dellarticolo 34, se:
(a) anonimo; oppure(b) essenzialmente identico a uno precedentemente
esaminato dalla Corte o gi sottoposto a unaltra istanza internazionale
dinchiesta o di risoluzione e non contiene fatti nuovi.

3. La Corte dichiara irricevibile ogni ricorso individuale presentato ai sensi


dellarticolo 34 se ritiene che:
(a) il ricorso incompatibile con le disposizioni della Convenzione o dei suoi
Protocolli, manifestamente infondato o abusivo; o
(b) il ricorrente non ha subito alcun pregiudizio importante, salvo che il rispetto
dei diritti delluomo garantiti dalla Convenzione e dai suoi Protocolli esiga un
esame del ricorso nel merito e a condizione di non rigettare per questo motivo
alcun caso che non sia stato debitamente esaminato da un tribunale interno.

4. La Corte respinge ogni ricorso che consideri irricevibile in applicazione del


presente articolo. Essa pu procedere in tal modo in ogni stato del procedimento.

I due Patti delle Nazioni Unite sui diritti civili e politici e sui diritti economici,
sociali e culturali (1966)
Negli accordi universali sui diritti umani la garanzia internazionale un
meccanismo politico, ovvero portato avanti dall organo di controllo politico che
si chiama comitato. Ad esempio: il comitato dei diritti civili e politici, quello dei
diritti economici, sociali e culturali.
Come operano questi comitati? Sono formati da esperti indipendenti, sono
organi di individui (non organi di stati) nominati su proposta dei vari stati. Il
comitato riceve periodicamente (di solito annualmente) dagli stati facenti parte del
trattato un rapporto sullo stadio di avanzamento di questi diritti. Come avanzata
la loro legislazione per quanto riguarda la tutela di quei diritti? Il comitato
esamina i rapporti ed eventualmente fa delle raccomandazioni.
Un individuo pu incolpare uno stato di non rispettare questi patti davanti
ad un comitato, pero lo stato per essere accusato deve, al momento della
ratifica (quindi prima di essere incolpato ovviamente, allorigine) del
trattato, firmare una clausola, cio deve aver espressamente accettato la
competenza del comitato. Anche se uno Stato non accetta il comitato esso pu
comunque far parte del Patto. Ad esempio gli USA non hanno accettato la
competenza del comitato per i reclami individuali, mentre Israele non ha accettato
n la competenza per i reclami degli stati n quella per i reclami degli individui.
Che cosa succede quando il comitato viene investito da un ricorso da parte di
un altro stato parte o un individuo? Il comitato procede nel contraddittorio con
laltro stato parte e se non soddisfatto pu richiedere la modifica della
legislazione dello stato incolpato. Il comitato fa solo raccomandazioni,
sollecitazioni che non vincolano lo stato parte. Se lo Stato non si allinea alle
raccomandazioni del comitato? Quando lo stato non vuole apportare le modifiche
necessarie che il comitato abbia richiesto, il comitato pu riportare la questione in
discussione allAssemblea Generale delle Nazioni Unite, ma anche questa adotta
solo raccomandazioni, anche se, come stato detto precedentemente, non va mai
sottovalutato nel diritto internazionale il controllo politico: in questo consiste il
grande peso delle raccomandazioni.

DIRITTO INTERNAZIONALE

Il diritto internazionale riconosce alla persona umana i diritti fondamentali


dellindividuo. La CEDU si occupa di diritti civili e politici, c poi la Carta
sociale europea dei diritti sociali, economici e culturali. Va poi considerata la
Carta di Nizza del 2000 e incorporata nei Trattati di Lisbona nel 2009. Art. 6
del Trattato di Lisbona (TUE): c stato uno scoglio importante, leventuale
conflitto di giurisdizione che potrebbe prodursi tra le competenze della CEDU e le
competenze della Corte di Giustizia dellUnione Europea. Sul modello della
CEDU, firmata a Roma nel novembre del 1950, si sono sviluppati tanti altri
accordi regionali, come la Convenzione Interamericana di San Jos in
Costarica nel 1968, la Convenzione Africana sui Diritti dellUomo e dei
Popoli del 1981, completata solo nel 1998 con un protocollo (definizione di

protocollo Un trattato autonomo che accede ad un altro trattato) che
entrato in vigore nel 2004, anno a partire da cui c un tribunale africano atto a
giudicare in merito al rispetto di questi diritti.
In base a queste modifiche oggi lunico organo di controllo la Corte europea dei
diritti delluomo, e qualunque stato parte della Convenzione sa che pu essere
convenuto davanti alla Corte sulla base di un ricorso di un individuo, gruppi di
individui o ONG. In America gli individui possono adire solo la Commissione,
non direttamente la Corte Interamericana dei Diritti dellUomo.
1948: Trattato dellOrganizzazione degli Stati Americani (OAS), che
disciplina la convivenza regionale. Sulla condizione dei detenuti di Guantanamo,
gli USA non avevano nessun obbligo ai sensi della convenzione interamericana,
non avendola ratificata, avevano comunque alcuni obblighi ai sensi della Carta
dellONU.
Art. 229 trattato di Versailles: incriminava i membri dellesercito austroungarico
che avevano commesso crimini di guerra, dovevano comparire davanti ai tribunali
degli stati dove questi crimini erano stati commessi. Gli stati per secoli hanno
voluto mettere dei limiti alla facolt di usare la guerra per difendere i propri diritti
e le proprie pretese. Un primo risultato si ebbe con il
Patto della Societ delle Nazioni, poi il Patto Briand-Kellog, poi la Carta
dellOnu, art 2. par 4: divieto delluso della forza. Maggior fortuna aveva
avuto la regolamentazione dei conflitti: ad esempio nel corso di un conflitto
armato dovevano essere colpiti solo gli obiettivi militari, e non gli obiettivi civili
il cui abbattimento sarebbe stato utile per vincere il conflitto. Gi alla fine
dell800 sono state concluse una serie di Convenzioni, come quelle dellAja, che
disciplinano la guerra terrestre e marina. Allinterno si prevedeva che i
responsabili, dunque comandanti e soldati, che avessero violato queste
convenzioni avrebbero dovuto rispondere davanti ai tribunali militari del paese di
origine, ma se le violazioni fossero state crimini di guerra, il responsabile avrebbe
risposto della sua responsabilit personale penale davanti ai tribunali militari di
qualunque stato parte della convenzione. Art. 229 Trattato di Versailles: lart.
rimasto lettera morta, il Kaiser Guglielmo II si rifugia in Olanda e questa si
rifiuta di concedere lestradizione. Nel trattato di Versailles gi erano dunque
espressi questi principi. Bisogner aspettare i Tribunali di Norimberga e Tokyo
dopo la II Guerra Mondiale. Questa si conclude con la sconfitta ma anche con il
debellamento dello stato tedesco, la sconfitta ha comportato la morte delle
istituzioni del Terzo Reich, la Germania divisa e nascono 2 stati indipendenti e
sovrani, la Repubblica Democratica Tedesca e la Repubblica Federale
Tedesca.
Accordo di Londra: nasce un tribunale internazionale che ha avuto sede a
Norimberga e che ha giudicato i grandi criminali dellAsse europeo. Questi erano
individui i cui crimini si erano verificati in una pluralit di stati, altri invece ne
avevano commessi solo in un territorio di uno stato specifico, questi ultimi furono
giudicati nel territorio di questi stati. Il diritto applicato a Norimberga era una
sintesi del diritto dei vari stati, le pene vennero stabilite sulla base del codice
penale degli stati membri. Le sentenze capitali furono pochissime, prevedeva la
confisca dei beni e la detenzione. il primo esempio di tribunale
internazionale che applica la responsabilit personale dellindividuo per
crimini di guerra. Ha applicato principi che solo dopo sarebbero divenuti
principi di diritto internazionale, il Tribunale di Norimberga ha giudicato i
criminali della Germania debellata, negli stessi giorni in Giappone gli USA
sganciavano la bomba atomica. Colpire le popolazioni civili era gi allepoca un
crimine per le convenzioni dellAja, questi crimini sono rimasti impuniti.
La facolt del Consiglio di Sicurezza di istituire tribunali si colloca nel quadro del
Capitolo VII della Carta che istituisce i Tribunali per i crimini nellex
Jugoslavia e nel Ruanda. Il primo si occupa dei crimini commessi nel territorio
dellEx Jugoslavia, come in Slovenia, Croazia, Bosnia Erzegovina, Serbia e
Montenegro. Il tribunale pu occuparsi solo dei crimini tra il 1991 ed il 2002.
Tuttora oggi una camera del tribunale funzionante. dunque un tribunale
ratione temporis e ha sede ad Arusha. Il secondo tribunale giudica i crimini
commessi in Ruanda dal 1 gennaio al 31 dicembre del 1994. Questi tribunali
hanno una camera dappello comune. Il secondo tribunale ha sede allAja. I due
tribunali hanno applicato una serie di pene, dalla confisca e congelamento di
beni alla detenzione, ma nessuno dei 2 prevede nello statuto la pena di morte
come pena edittale. Dalla CEDU infatti era stata portata avanti in campo
internazionale una battaglia per labolizione della pena di morte. Nel 2004 stata
adottata una moratoria sulla sentenza capitale, molti paesi hanno aderito ma
molti altri hanno continuato ad applicare le sentenze capitali. Il protocollo 13
della CEDU per labolizione della pena di morte stato ratificato da 45 stati
aderenti, ma la pena capitale continua a vigere formalmente nella Federazione
Russa, unico stato del Consiglio dEuropa che non ha ratificato il protocollo.
I tribunali speciali delle nazioni Unite non prevedono la pena di morte. I crimini
per i quali sono competenti sono quelli gi considerati per Norimberga:
crimini di guerra, crimini contro la pace, crimini contro lumanit. La loro
istituzione stata accompagnata da molte riserve di alcuni paesi, che contestavano
che questi tribunali penali, che avrebbero dovuto rispondere a terziet e
indipendenza, erano stati creati dal Consiglio di sicurezza, la cui composizione
fortemente politica, data anche lesistenza dei 5 membri permanenti con diritto di
veto. Questi tribunali inoltre si imponevano a tutti gli stati membri, anche a
quelli che non erano stati concordi con la loro istituzione. Un tribunale
statale che si stesse occupando di un caso, se richiesto dai due tribunali
speciali, avrebbe dovuto trasferire il caso al tribunale penale internazionale.
Si cominciato a lavorare alla creazione di un tribunale penale internazionale
permanente. Si arrivati alla convocazione della Conferenza degli Stati ONU a
Roma che ha dato vita alla Corte Penale Internazionale, istituita nel 1999,
non prevista una data finale per lesercizio delle sue funzioni, vincola solo gli
stati che hanno ratificato lo statuto della Corte, e soprattutto si occupa solamente
di condotte individuali che siano avvenute dopo la sua costituzione. La Corte
Penale Internazionale pu giudicare condotte individuali che siano state
commesse dopo lentrata in vigore dello statuto nel 2002. Essa competente a
giudicare crimini contro la pace, crimini di guerra, crimini contro lumanit e
crimini di genocidio. Questi ultimi sono stati considerati dal tribunale istitutivo
della CIP come crimini a s stanti. Nello statuto non era prevista la dizione di
crimine di aggressione, n a livello statale n come crimine individuale.
Laggressione inevitabilmente infatti perpetrata da un leader, dunque le due
sfumature si uniscono nella prima accezione. Per questo lo statuto di Roma pur
prevedendo la competenza della CIP non conteneva una definizione del
crimine individuale di aggressione, data solo nel 2010 ad opera degli stati
parte dello statuto nella Conferenza di Kampala, in cui stato firmato un
protocollo sulla definizione del crimine di aggressione che tuttoggi non
stato ratificato da un numero sufficiente di stati per poter entrare in vigore.
Lo statuto contiene una definizione puntuale dei crimini di cui la CIP ha
competenza: crimini di guerra, violazioni gravi (gross violations) delle
Convenzioni dellAja e delle Convenzioni di Ginevra. Queste ultime risalgono
al 1949, sono 4 e riguardano i conflitti armati internazionali. Le convenzioni
dellAja disciplinano la conduzione delle ostilit. Le convenzioni di Ginevra di
diritto umanitario (non bellico come lAja) completano le prime
predisponendo misure di protezione per quelle persone che sono coinvolte in
un conflitto armato pur non essendone parti attive. Ad esempio le
convenzioni dellAja riguardano la protezione dei prigionieri di guerra, la terza
convenzione di Ginevra regola la detenzione e le modalit di detenzione dei
prigionieri. Unaltra categoria di persone che possono essere coinvolte in un
conflitto data dalla popolazione civile, ad esempio di un paese che stato
occupato da un esercito straniero. La quarta convenzione di Ginevra prevede che
lesercito occupante possa utilizzare le risorse economiche di quel territorio ma
deve utilizzarle anche per soddisfare i bisogni della popolazione civile. Unaltra
categoria sono i malati e i feriti, le convenzioni dellAja vietano di colpire gli
ospedali, quella di Ginevra prevede che essi debbano beneficiare di un certo
livello di protezione. Le Convenzioni di Ginevra dicono quali categorie di
persone vanno tutelate. Le Convenzioni di Ginevra e dellAja nel loro
complesso costituiscono la parte del diritto internazionale che prende il nome
di diritto dei conflitti armati. Alcune delle loro disposizioni sono divenute
parte del diritto internazionale generale, come gli articoli che vietano i crimini
di guerra, dunque non vincolano solo gli stati parte ma tutti gli stati. Queste
convenzioni in origine si applicano solo ai conflitti armati internazionali, ma
accanto alla guerra internazionale c la guerra civile: negli anni 70
conseguentemente allaffermazione del principio di autodeterminazione dei
popoli nasce una terza categoria, le lotte dei popoli per lautodeterminazione.
I crimini contro la pace nello statuto della CIG sono violazione dei diritti umani
fondamentali.

DIRITTO INTERNAZIONALE

Ci sono alcuni paesi come Israele che sono contrari allidea che atti di
rappresaglia compiuti dalle forze armate del paese possano essere considerati atti
terroristici. Ci sono una serie di Convenzioni che sono state negoziate tra gli
anni 70 e 80 che hanno preso in considerazione determinate fattispecie di
atto terroristico, come la Convenzione di Montreal o il Protocollo di Palermo.
La loro caratteristica data dal fatto che definiscono gli elementi di questi atti
terroristici, prevedono poi un sistema di repressione che se applicato risulta
molto efficace: si basa sul principio

aut judicare aut dedere:


Se lo stato non pu o non vuole procedere a processare gli autori dellatto
terroristico, ha lobbligo di estradarli verso un altro stato facente parte del
trattato che sia intenzionato a processarli.

Alcuni autori per questo definiscono questi crimini crimini di diritto interno,
perch vengono giudicati dai tribunali degli stati. La CIP si occupa invece dei
crimini contro lumanit, tra cui rientra la pirateria, i crimini di guerra, ovvero le
violazioni gravi della 4 convenzione dellAja come specificato dalle Convenzioni
di Ginevra del 1949. Tra questi rientra larruolamento di persone inferiori ad anni
15 o la distruzione del patrimonio culturale ed artistico di un paese. Il crimine
contro la Pace il crimine dellaggressione, nello statuto di Roma non c ancora
una definizione del crimine daggressione, laggressione individuale non pu che
essere collegata allaggressione di uno stato (Conferenza di Kampala del 2010).
Il Consiglio di Sicurezza dellONU lunico a poter individuare un atto di
aggressione statale. La convenzione di Kampala sostiene che la Corte possa
procedere verso un individuo solo quando il CDS abbia riconosciuto latto
statale di aggressione. Una caratteristica della CIP la natura pattizia, essa
nasce sulla base di un trattato internazionale, un atto giuridico vincolante che gli
stati possono accettare o meno sulla base di uno statuto. Cina, Russia e USA non
hanno ratificato lo statuto di Roma, gli USA lo hanno solo firmato, ma uno dei
primi atti dellamministrazione di George Bush fu affermare che gli USA non lo
avrebbero mai ratificato. Gli USA hanno sempre ostacolato lattivit della CIP
nella possibilit che qualcuno dei soldati statunitensi, sia nellambito delle
missioni di peace-keeping sia nel quadro NATO, potesse correre il rischio di
finire davanti al tribunale di un altro paese a motivo della sua condotta o
davanti a un tribunale internazionale. Per questo gli USA hanno concluso una
serie di accordi bilaterali con i paesi dello Statuto di Roma ottenendo da essi che i
militari degli USA non possano mai essere giudicati davanti a tale tribunale.
Hanno cercato di concluderlo anche con lItalia, ma qui intervenuta lUnione
Europea, che ha proposto una cooperazione con la CIP. Anche se la Corte nata
nel 1998 sulla base di un trattato autonomo, lo statuto prevede una forma di
collaborazione stretta tra la corte e le Nazioni Unite. Il preambolo dellaccordo
stabilisce che i crimini che la corte giudica sono crimini gravi per la pace e la
sicurezza internazionale. Per questo lo statuto della CIP prevede che il Consiglio
di Sicurezza possa mettere in moto il processo davanti alla Corte o possa altres
chiedere alla CIP di interrompere un processo. La Corte pu intervenire solo in
presenza di certe circostanze che giustificano il suo intervento, ovvero su crimini
commessi sul territorio di uno degli stati facenti parte del trattato, o commessi
da un cittadino di uno degli stati parte. La Corte decide dunque su base
consensualistica. Lart. 13 dello statuto prevede che questo meccanismo salta se il
CDS con una risoluzione adottata sulla base del Capitolo VII della Carta
sottopone al procuratore generale una situazione nella quale siano stati
commessi crimini per i quali ritiene competente a giudicare la CIP. Avvenne nel
2005, quando il CDS con la risoluzione 1993 ha sottoposto alla CIP il
giudizio sui crimini di genocidio e contro lumanit commessi in Sudan.
La CIP su proposta del procuratore generale ha prodotto un mandato
darresto per al-Bashir, presidente in carica, anche se lo stato non era parte dello
statuto di Roma. Laltro episodio riguarda la Libia, attraversata da una dura
guerra civile nel 2011. Lintervento stato preceduto dalla risoluzione del CDS
n.1970 per cui si affermato che in Libia si erano prodotte condotte individuali
che costituivano crimini contro lumanit per i quali fosse competente la CIP.
Questa ha emanato un mandato darresto per Gheddafi e uno dei suoi figli, un
altro figlio attualmente prigioniero di Tripoli e questi mandati darresto sono
sostanzialmente ineffettivi.
Il principio di giurisdizione universale attribuisce una facolt ad uno stato,
non un obbligo.

LE FONTI DEL DIRITTO INTERNAZIONALE

Il sistema di diritto internazionale un sistema normativo ben definito per


assicurare una coerenza e una sicurezza interna. A differenza degli altri sistemi,
presenta per una peculiarit: i soggetti che compongono la comunit
internazionale, collaborano a tutte e tre le fasi normative del sistema. La
prima di questa la produzione delle norme. Sono gli stessi soggetti di diritto
internazionale che con i loro comportamenti producono le norme che
regolano i comportamenti stessi (ex facto oritur ius). I cittadini ovviamente
sono destinatari di queste leggi, nel diritto internazionale sono gli stati a crearle.
Art. 38 della Corte Internazionale di Giustizia, il tribunale internazionale che
ha la competenza a dirimere le controversie tra gli stati. Da questo articolo appare
una gerarchia delle fonti che vede al vertice laccordo, poi la consuetudine. In
realt un accordo pu certamente derogare ad una consuetudine e viceversa.

DIRITTO INTERNAZIONALE

La consuetudine integra due elementi, uno oggettivo, una prassi generalizzata


mantenuta nel tempo, ed uno soggettivo, la convinzione che quel
comportamento corrisponda ad una doverosit sociale. Unisce dunque la
prassi, la diuturnitas, e la opinio iuris ac necessitatis.
Uti possidetis iuris: esempio di principio consuetudinario
Le consuetudini particolari sono quelle regionali che si formano in un ambito
geografico ristretto. Uti possidetis iuris: riguardava gli stati latino-americani gi
ex colonie spagnole. Questa norma fu applicata da tribunali internazionali quando
gli stati africani ottennero lindipendenza dal dominio degli stati europei.

Il trattato internazionale oggi la forma pi utilizzata e diffusa di creazione di


norme internazionali. Il trattato pone diritti ed obblighi che vincolano soltanto
gli stati parte del trattato. I trattati possono essere conclusi nelle forme pi
disparate, ma quasi tutti i trattati si presentano in forma scritta. Queste
caratteristiche fanno s che laccordo sia ormai il modo tipico di produzione di
norme di diritto internazionale. Un tempo il diritto internazionale era costituito
quasi esclusivamente da norme consuetudinarie. Norme pattizie sono invece
alla base di fenomeni come le organizzazioni internazionali, sono quelle poste
dalle stesse OI (fonti di terzo grado), o quelle dei fori non istituzionali della
cooperazione internazionale. La fonte privilegiata oggi dunque il trattato
internazionale. La norma consuetudinaria si indirizza a tutti i soggetti di
diritto internazionali, il trattato, come il contratto, invece fa legge tra le
parti. La consuetudine stabilisce la nascita, la modifica e lestinzione dei
trattati. Una convenzione di codificazione la Convenzione di Vienna sul
diritto dei trattati nel 1969. La codificazione un processo che mette per
iscritto le norme consuetudinarie. Le convenzioni di codificazione hanno
caratteristiche parzialmente contraddittorie: da un lato sono dei trattati
internazionali, ed in principio sono fonti di norme particolari, vincolano solo
gli stati che ne sono parte, da un punto di vista sostanziale ci dovremmo
trovare di fronte a norme generali. Quando noi parliamo di diritto del mare o diritto
costiero, facciamo riferimento alla Convenzione di Montego Bay (1982),
convenzione di codificazione del diritto del mare, che ha messo cio per iscritto le
regole che disciplinano lutilizzazione degli spazi marini. Esiste una di queste
convenzioni che si applica anche a stati terzi, cio che non abbiano accettato e
ratificato la convenzione stessa? La risposta negativa. Si possono applicare a
paesi terzi solo quando si dimostri che la norma contenuta al suo interno
riproduca in toto la norma consuetudinaria corrispondente. Ad esempio gli USA
sono un enorme paese costiero, una delle pi grandi potenze marittime. Formalmente
per essi non hanno mai ratificato la Convenzione di Montego Bay del 1982. Ci
sono per norme che possono essere fatte rispettare anche nei loro confronti, gli USA
applicano comunque la convenzione nei rapporti con gli altri stati nella misura in cui
le regole della convenzione corrispondano in toto alle norme consuetudinarie da cui
derivano. Questo lavoro affidato ad uno specifico organo, la CDI, Commissione
di Diritto Internazionale, un organo formato da esperti che su mandato
dellAssemblea Generale delle Nazioni
Unite provvede alla codificazione ed allo sviluppo del diritto internazionale
generale. Lart. 13 della Carta delle Nazioni Unite recita:

LAssemblea Generale intraprende studi e fa raccomandazioni allo scopo di:

a) promuovere la cooperazione internazionale nel campo politico ed incoraggiare


lo sviluppo progressivo del diritto internazionale e la sua codificazione [...].

Le convenzioni di codificazione da un lato danno la certezza scritta alle norme


consuetudinarie, dallaltro dunque sviluppano il diritto internazionale
consuetudinario.

Il diritto internazionale dei trattati fa riferimento alla Convenzione di Vienna del


1969 sul diritto dei trattati. Ha una particolarit: riguarda esclusivamente i
trattati in forma scritta tra stati. Il trattato internazionale nasce dallincontro
della manifestazione di volont di due o pi stati avente lo stesso contenuto.
Sono dunque necessarie due prerogative: la manifestazione di volont, la
coincidenza tra le due o pi volont e lomogeneit del contenuto. Ormai i
trattati sono conclusi quasi tutti in forma scritta. E gli altri soggetti
dellordinamento giuridico internazionale? La Commissione di Diritto
Internazionale ha successivamente lavorato per codificare il diritto dei
trattati conclusi tra organizzazioni internazionali e tra OI e stati (1986). Le
OI innanzitutto sono enti formati da stati. Abbiamo detto che le OI sono soggetti
funzionali, gli stati sono soggetti a base territoriale. Mentre la seconda
soggettivit pu essere considerata a tutto tondo, per la prima non si pu dire lo
stesso, come ha detto la CIG in un famoso parere, le OI godono di una
soggettivit funzionale, pu solo porre in essere quellattivit che funzionale
per conseguire lobiettivo per cui la OI nata. Tutto questo si trova nel trattato che
d vita allOI, il cos detto statuto. La Carta delle Nazioni Unite ne un esempio.
Mentre dunque tutti gli stati hanno la capacit di concludere trattati internazionali,
essendo essa un portato della loro soggettivit internazionale, non tutte le OI
possono concludere un trattato, lo possono fare se questa capacit prevista nel
loro statuto. Lart. 6 della Convenzione di Vienna sostiene che tutti gli stati
possono concludere trattati, nella seconda parte
Convenzione di Vienna lart. 6 afferma che tutte le OI possono concludere
trattati nei limiti in cui questa capacit riconosciuta nel trattato istitutivo.
Che valore hanno i trattati conclusi dallOI per gli stati membri? Non esiste una
risposta generale a questo quesito data da una norma consuetudinaria. Tutti i
trattati conclusi dallUE sono invece diritto applicabile a tutti gli stati
membri, questo non per disposto da una norma consuetudinaria bens
scritto nel TUE e nel TFUE.

LE RISERVE

Art. 2 D: la riserva una dichiarazione unilaterale in forma scritta. Lo stato


presenta questo atto nel quale cerca di limitare il suo consenso per escludere o
modificare leffetto giuridico di alcune disposizioni del trattato. C una
riserva eccettuativa, quando lo stato mira ad escludere dal proprio consenso
lapplicabilit di una disposizione, oppure una riserva modificativa, tra cui le
dichiarazioni interpretative, che in effetti costituiscono una terza tipologia, gli
stati vogliono in questo caso che una data disposizione si applichi nei loro
confronti in un modo specifico, con una data interpretazione.
La disciplina della riserva prevista dalla Convenzione di Vienna del 1969.
Lart. 19 ha oggetto la formulazione delle riserve. Il principio di flessibilit
afferma che una riserva pu essere sempre apposta ad un trattato dal
momento della sottoscrizione fino al momento della ratifica. Le riserve
possono essere ammesse soltanto fino al momento della firma, a meno che il
trattato non disponga diversamente. Nel silenzio del trattato, vale invece il
principio di integrit. La firma ha il valore di autenticare il testo, finch il
trattato non veniva firmato la riserva era soggetta alla contrattazione degli stati.
La flessibilit esprime lidea che in principio una riserva possa sempre essere
apposta a meno che loggetto e lo scopo del trattato non siano contrari. Il
principio dintegrit significava invece che le riserve non erano ammesse in
un momento successivo alla firma. Il momento in cui ci fu un cambiamento
della disciplina delle ratifiche fu il 1951, anno della Convenzione dellONU per
la prevenzione e la repressione del crimine di Genocidio, una convenzione di
estrema importanza, sulla quale era fondamentale che venisse raggiunto il pi
ampio consenso possibile. LAssemblea Generale ONU sponsorizza la
convenzione, ma lURSS al momento della ratifica vuole apporre una riserva
dopo la firma. Al momento della ratifica la riserva non apponibile, lAssemblea
Generale richiede un parere alla Corte Internazionale di Giustizia. La CIG
consapevole della particolarit ed importanza della convenzione, e afferma
nel parere del 28.05.1951 che possibile apporre una riserva anche in fase di
ratifica. Gli stati devono essere daccordo con questa riserva, oppure possono
formulare delle obiezioni. La CIG fa dunque fare un passo avanti alla disciplina
delle ratifiche che segna il passaggio dal principio di integrit al principio di
flessibilit, ammettendo la possibilit di avanzare riserve al momento della
ratifica, pur preservando il principio di integrit richiedendo lunanimit
degli stati. Questa giurisprudenza si ritrova anche in sentenze pi recenti, come la
sent. 2006 Attivit militari sul territorio del Congo, in quel caso ci fu una
questione di Jus Cogens, la CIG conferm la giurisprudenza precedente purch le
riserve non fossero contrarie alloggetto ed allo scopo del trattato. La CDI
sviluppa questa giurisprudenza e la traspone nella Convenzione di Vienna.
Nel 1969 il principio di integrit viene dunque superato dal principio di
flessibilit. Come si pu pensare che lintroduzione di una riserva dopo il
momento della firma non causi reazioni da parte degli altri stati? La Convenzione
di Vienna d facolt alle altre parti del trattato di poter manifestare la
propria posizione rispetto a quella dichiarazione unilaterale ed avanzare
obiezioni entro un dato periodo (12 mesi): questo il sistema di
regolamentazione delle riserve. Laccettazione della riserva rende lo stato
proponente parte del trattato. Ai fini del paragrafo 4 si deve presumere che
una riserva sia stata accettata da uno stato se questo non abbia formulato
obiezioni alla riserva oppure qualora sia scaduta la data massima. Le riserve
si presumono sempre accettate se gli stati contraenti non abbiano risposto alla
formulazione della riserva entro 12 mesi. Uno stato che presenta una riserva
notifica la sua intenzione alle parti immediatamente. Dal momento in cui le parti
ricevono la notifica hanno 12 mesi per opporre obiezioni. Se nel corso dei 12
mesi una delle parti contraenti decide di rispondere pu farlo in 3 modi: 1)
pu accettare espressamente: in questo caso il trattato entra in vigore tra la parte
riservante e la parte accettante con le modifiche introdotte dalla riserva. 2) Pu
obiettare con due tipi di obiezione. Lo stato manifesta il suo dissenso nei
confronti della riserva, la conseguenza della obiezione appare comunque poco
rilevante, lunica differenza che la dottrina ha rilevato quella che intercorre tra la
riserva eccettuativa e la riserva modificativa. Nel primo caso obiezione ed
accettazione si equivalgono, perch in entrambi i casi il trattato entra in vigore tra
le parti senza la disposizione sulla quale stata formulata una riserva. Nel
secondo caso (modificativa o interpretativa) la dottrina ritiene che la riserva abbia
come effetto quello di escludere lapplicazione di quella disposizione, come
dunque se la riserva, bench modificativa, abbia leffetto di una riserva
eccettuativa.
Un trattato multilaterale crea un fascio di rapporti che intersecano le parti.
Lintroduzione della riserva rompe questo equilibrio, la riserva inserisce un
rapporto particolare tra stato riservante e stato obiettante, il trattato
multilaterale dunque si scompone in tanti rapporti il cui contenuto pu essere
differente. Il principio di integrit rimane un punto fondamentale mantenendosi il
criterio della conformit alloggetto ed allo scopo del trattato per la riserva.
La dottrina sviluppata nel caso Bel - Ilos dalla CEDU: la corte ha detto che anche
nei casi in cui la Turchia aveva formulato delle riserve alla Convenzione, queste
riserve si considerano non apposte, il trattato si mantiene integro, in grado di
vincolare anche il paese che ha apposto la riserva. Questa eccezione dovuta dal
contenuto della convenzione, ovvero la protezione dei diritti umani, ma la
decisione della Corte non ha dato il via ad una consuetudine a riguardo.
Lestinzione del trattato comporta la cessazione dei suoi effetti giuridici. Tutti
i rapporti preesistenti si mantengono assolutamente integri. Per la causa di
invalidit il trattato nasce invalido ab initio, linvalidit ha dunque effetti ex
tunc, mentre lestinzione sortisce effetti ex nunc, dal momento cio in cui la
causa si verifica. La Convenzione di Vienna sui Trattati introduce il principio
di tassativit: non esistono altre cause di estinzione di un trattato al di fuori di
quelle espressamente previste dalla Convenzione. C una distinzione tra cause
di estinzione fisiologiche e cause di estinzione patologiche. Le parti nel primo
caso prevedono che al verificarsi di una data circostanza il trattato non pi
effettivo, ad esempio quando il trattato ha una durata prestabilita dallinizio (
questo il caso del trattato CECA, scaduto il 18 aprile 2001 dopo 50 anni),
oppure della condizione risolutiva, che lega leffettivit del trattato al verificarsi
di una condizione, ad esempio quando le ratifiche depositate sono al di sotto di
una soglia minima precedentemente stabilita. Altre cause di estinzione sono quelle
di recesso o di rinuncia, ovvero la facolt di attribuire unilateralmente ad uno
stato la possibilit di recedere. Per quanto riguarda le cause patologiche,
disciplinate dagli artt. 60-64 della Convenzione, vi linadempimento
(inadimplenti non est adimplendum), se una parte non ha adempiuto alle sue
obbligazioni le altre parti possono invocare la cessazione del trattato a causa
dellinadempimento. importante per che linadempimento sia sostanziale.
C poi limpossibilit sopravvenuta, quando lesecuzione del trattato diviene
impossibile, tranne nei casi in cui limpossibilit sia colpevole. La terza causa
la cos detta clausola rebus sic stantibus, sulla base dellart. 62 un trattato
dunque si estingue laddove si verifichi un mutamento essenziale delle
circostanze nelle quali il trattato stato concluso, in questo caso una delle parti
pu chiedere che sulla base di questo mutamento il trattato possa essere dichiarato
estinto. Si deve comunque trattare di circostanze essenziali, deve essere un
mutamento imprevisto e deve essere infine un mutamento incolpevole. Lart.
62 afferma che questa condizione non si applica ai trattati che stabiliscono
frontiere (cfr. CONFORTI, che sostiene che la precisazione sia inutile, dal
momento che il trattato di delimitazione di una frontiera estingue i suoi effetti una
volta che la frontiera delimitata, da quel momento in poi piuttosto il principio
della sovranit territoriale a produrre i suoi effetti).
Un ultimo caso la contrariet ad una norma di jus cogens super
veniens(ovvero nata in seguito alla conclusione del trattato). Questa
considerata sia una causa di invalidit che di estinzione. Un trattato che nasca
contrario ad una norma imperativa di jus cogens invalido, non produce
effetti sin dalla nascita. Se invece il trattato nasce valido ma successivamente
venga a crearsi una nuova norma di jus cogens contraria a quel trattato (
stato il caso, ad esempio, dei trattati sulla spartizione coloniale), in questo
caso il trattato si estingue.

SCISO

Si dice che un atto nullo quando per una serie di vizi si ritiene che latto non
si sia mai formato sul piano giuridico.
Lannullabilit prevede che un trattato pu essere dichiarato nullo se una parte ne
fa valere linvalidit. Sul piano internazionale si pu semmai distinguere tra cause
di nullit assoluta e cause di nullit relativa. Le prime sono quelle cause che
incidono sullintero trattato e ciascuno stato parte del trattato pu sollevare
la questione dellesistenza di una di queste cause. Tra queste rientra la violenza
esercitata su un rappresentante di uno stato, su uno stato in quanto tale o la
violazione di una norma di jus cogens. Portano alla nullit relativa quelli che
nel diritto interno sono conosciuti come vizi del dissenso, come lerrore, il dolo,
in questi casi solo una parte del trattato che pu sollevare la questione di
invalidit del trattato stesso. Queste cause possono incidere anche solo su
singole disposizioni senza alterarlo per intero. Le cause di invalidit relativa
possono essere lerrore, il dolo, la corruzione del rappresentante dello stato che
ha partecipato ai negoziati o alla firma, e anche la violazione di una norma
interna di importanza fondamentale sulla competenza a stipulare. La capacit
di concludere accordi stabilita nel diritto internazionale, la norma generale del
cap. 6 della Convenzione di Vienna indica come i soggetti tutti gli stati. La
competenza a stipulare regolata dal diritto interno. Ad esempio in Italia
sono competenti il Governo, il Presidente della Repubblica, le Regioni, etc.
I Trattati che comportano una modifica delle frontiere devono essere autorizzati
dal Presidente della Repubblica e ratificati dal parlamento. Art. 46 della
Convenzione di Vienna: nel caso di una violazione del diritto interno riguardo
alla competenza a concludere accordi, lo stato pu sollevare la questione di
invalidit purch la violazione della norma interna sia manifesta e che la norma
interna violata sia una norma fondamentale.

DIRITTO INTERNAZIONALE

Il Caso Barcelona Traction (CONFORTI pag. 257)


La Spagna ha eccepito davanti alla CIG il fatto che il Belgio non aveva nessun
titolo per agire in protezione diplomatica perch la Barcelona Traction era
costituita secondo la legge canadese. La CIG ha dato piena ragione alla Spagna.
Sulla base della giurisprudenza della CIG il criterio principale per
individuare lo stato competente quello di considerare lo stato secondo le cui
leggi la societ stata costituita, il cos detto stato di sede o stato di
incorporazione (secondo la giurisprudenza anglosassone). La societ straniera
costretta, per poter operare in un territorio di un dato stato, ad aprire in loco una
filiale. Il criterio tradizionale che individua lo stato competente per la protezione
diplomatica non valido, lICSID (Centro Internazionale per la risoluzione delle
controversie tra Stati e investitori stranieri) suggerisce un criterio sussidiario
che individua lo stato nazionale della societ nello stato a cui appartengono
gli azionisti di maggioranza della societ.
I rappresentanti della CDI cominciano a studiare i documenti internazionali per
ricostruire, attraverso la prassi interna e internazionale, il contenuto della norma
consuetudinaria. Quando ritengono di essere arrivati ad uno sbocco positivo
redigono un progetto di articoli validi per mettere per iscritto le norme
consuetudinarie di un determinato settore del diritto internazionale. A questo
punto sottopongono questo elenco agli stati membri dellAssemblea Generale, che
pu approvarlo o rimandarlo alla CDI. LAssemblea Generale pu decidere di
convocare una conferenza degli stati membri perch quegli articoli
confluiscano in un diritto vincolante, come successe con la Convenzione di
Vienna del 1969. Altre volte invece pu decidere di farne il contenuto di uno
strumento non vincolante, come una dichiarazione di principi. In questo
progetto di articoli si prevede che lo stato nazionale competente ad esercitare la
protezione diplomatica verso una determinata societ sia comunque lo stato di
sede. Consente che lo stato degli azionisti di maggioranza possa agire in
protezione diplomatica quando lo stato territoriale abbia violato i loro diritti.
Sul sito SCISO presente il progetto di articoli della CDI del 2006.

Il diritto internazionale va analizzato nella prospettiva storica. Gli istituti


cambiano, il diritto cambia perch emergono nuove esigenze. La regola attualmente
vigente quella per cui lo stato straniero non pu mai comparire davanti ai
giudici penali dello stato territoriale, ma pu dover rispondere della propria
condotta davanti ai giudici civili. In alcune ipotesi eccezionali lo stato territoriale
pu procedere a misure esecutive o cautelari nei confronti delle
propriet. Le prime vengono adottate prima che si concluda un giudizio del
quale parte lo stato straniero, come bloccare i conti e le propriet di uno stato
perch un processo in cui esso coinvolto potrebbe concludersi con una
condanna, le misure esecutive sono di tipo ablativo per dare esecuzione ad un
giudizio concluso in sede civile. La regola vecchia del diritto internazionale
classico impedisce luso di entrambe le misure. Quando cambia la situazione? A
partire dalla fine dell 800 ma soprattutto agli inizi del secolo scorso e si
manifesta con particolare incisivit dopo la fine della I Guerra Mondiale. Nasce
sul territorio dellImpero zarista il primo stato ad economia accentrata, di
socialismo reale, lURSS. Essa uno stato che in politica interna ed estera che
non riconosce la propriet privata e nemmeno la propriet privata dei mezzi di
produzione, lunico detentore dei mezzi di produzione sarebbe dovuto essere lo
stato. I rapporti economici dellURSS venivano portati avanti dallo Stato,
attraverso le rappresentanze commerciali allinterno dei territori dei vari
stati con cui aveva rapporti politici ed economici: esse operavano a tutti gli
effetti come dei privati, concludevano dei contratti, investivano, in caso di
contestazione da parte del privato la controparte eccepiva il fatto che si trattava di
una emanazione di uno stato sovrano e dunque pretendeva che in sede di giudizio
fosse riconosciuta limmunit. Questo creava una enorme disparit tra le
rappresentanze commerciali URSS e i privati controparte. I giudici italiani e
del Belgio hanno cominciato a dare inizio ad un nuovo indirizzo
giurisprudenziale: quando lo stato straniero agisce in campo privatistico
come un privato, se viola gli oneri che ha assunto in sede civile giudicato
davanti ai giudici nel territorio dove stata posta in essere la sua condotta
illecita.
La regola dellimmunit vale in sede civile tutte le volte in cui lattivit dello
stato straniero unattivit jure imperii, ma lo stato straniero non potr
avvalersi dellimmunit in sede civile in relazione ad attivit di tipo
commerciale o ad altre attivit in cui abbia agito come privato (jure
gestionis). Queste regole sono state messe per iscritto in due convenzioni di
codificazione. La prima pi limitata, essendo regionale e promossa dal
Consiglio dEuropa: la Convenziuone di Basilea. Gli stati membri del Consiglio
erano pochissimi, lItalia non lha n firmata n ratificata. Alcuni anni pi tardi
lAssemblea Generale ha dato mandato alla CDI di avviare un progetto di studio.
Il testo stato offerto allaccettazione a New York agli stati membri ed stato
approvata la Convenzione sullimmunit giurisdizionale degli Stati stranieri e
dei loro beni. Servivano 30 ratifiche, la Convenzione non in vigore, lItalia ha
ratificato la Convenzione. Che valore ha la ratifica se la Convenzione non in
vigore?
Art. 18 Conv. Vienna 1969, lo Stato ha lobbligo di non porre in essere nessun
tipo di attivit che possa privare il trattatto del suo oggetto e del suo scopo.
Per il principio di buona fede, soprattutto quando lha firmato su riserva di ratifica
o ratificato, ha lobbligo di non porre in essere una condotta contraddittoria. La
Convenzione nel preambolo dichiara di essere una Convenzione di
codificazione, dunque le sue norme sono riproduttive del diritto generale
internazionale.
La Convenzione di New York del 2005 assume come principio generale quello
dellimmunit dello stato straniero e dei suoi beni davanti alla giurisdizione
civile e penale. Lo stato straniero per non potr avvalersi dellimmunit in sede
civile a motivo di attivit elencate dalla Convenzione in virt delle quali lo stato ha
agito come privato e non come portatore di potest pubblica. Per quanto concerne le
misure cautelari ed esecutive, ancora una volta il principio generale che lo stato
territoriale non possa adottare queste misure a meno che non ottenga il consenso
per iscritto dallo stato a cui le propriet appartengano
(altre casi in cui le misure possono essere adottate, vedi libro). Lo stato straniero
pu far valere limmunit in relazione a controversie di lavoro che vengano tra
persone impiegate dallo stato straniero per svolgere una serie di mansioni sullo
stato territoriale. Ad esempio le ambasciate si dividono in personale
diplomatico e personale tecnico. Questultimo viene mandato dallo stato
straniero nel territorio dove si trova la rappresentanza. Qualche volta lo stato
straniero pu decidere di impiegare manodopera locale, cos come i servizi
dellambasciata.

DIRITTO INTERNAZIONALE

Mirko Sossai

UN Action against Terrorism between light and shadow

Una chiave di lettura sul piano storico: tre fasi, dal 2014 siamo entrati in una
nuova fase. In una prima fase la cooperazione internazionale ha riguardato
alcune agenzie specializzate come lOrganizzazione per lAviazione Civile
Internazionale. Dopo il 2001 stato il Consiglio di Sicurezza lorgano in cui
avvenuta lelaborazione di nuove misure di contrasto. Il diritto internazionale
sul terrorismo non costituisce un regime speciale, una branca a s, ma le norme
che sono destinate a contrastare il terrorismo vanno lette nel quadro del
sistema generale del diritto internazionale. Vanno lette nel quadro pi
generale del tema delluso della forza. Levoluzione del fenomeno terroristico:
qual leffetto collaterale di queste misure? Sino a che punto le misure di
contrasto al terrorismo giustificano una serie di restrizioni al godimento dei diritti
fondamentali?
La minaccia dellISIS si presenta secondo modalit diverse rispetto alle altre
organizzazioni terroristiche come Al Qaeda, il primo ha un progetto politico ben
preciso e specificato nel nome. Sicuramente possibile identificare tre fasi di
contrasto al terrorismo. Il tema della violenza in tempo di pace tra gli stati
europei non caratteristico della seconda met del 1900. Gi dagli anni 30 la
Comunit Internazionale aveva provato a rispondere a questa minaccia, cercando
delle forme di cooperazione rafforzata mai attuata.
Dagli anni 60 si presenta nuovamente il terrorismo internazionale nella
forma di dirottamenti aerei e di attentati verso persone che godono della
protezione diplomatica. Specialmente in Medio Oriente con la causa Palestinese.
Per questa periodizzazione il 1970 pu essere il primo momento, perch
lAssemblea Generale comincia a discuterne al suo interno mediante una serie di
risoluzioni, che risentono di quel dato clima politico e del tentativo da parte di
alcuni stati solidali con la Palestina di giustificare alcune forme di violenza in
base al principio di autodeterminazione dei popoli. Vengono adottate una serie di
convenzioni di carattere settoriale, come forme di cooperazione giuridica con il
principio aut judicare aut dedere. Questa fase presenta due caratteristiche:
risoluzioni dellAssemblea Generale e convenzioni.
Aumenta lattenzione poi del Consiglio di Sicurezza verso una serie di
manifestazioni del terrorismo internazionale. Scoppia una bomba allinterno di un
aereo civile nel 1992 e il Consiglio di Sicurezza ritiene che dietro questo attentato
ci sia la Libia.
Il terzo periodo caratterizzato da un evento, l11 settembre del 2001. Questo
periodo caratterizzato da una prevalenza dellazione del Consiglio di
Sicurezza con risoluzioni di tre tipi rispetto al contenuto: prima di tutto
risoluzioni che associano il terrorismo al tema dellesercizio della legittima
difesa, in secondo luogo sono risoluzioni di carattere obbligatorio ma quanto al
contenuto di carattere generale ed astratto, come se il CDS si volesse riservare una
prerogativa legislativa. Sappiamo che le fonti del diritto internazionale di carattere
generale ed astratto non sono certo le risoluzioni del CDS. Queste risoluzioni
infine adottano le cosiddette sanzioni mirate, che altro non sono che il
congelamento delle risorse finanziarie e la restrizione della libert di
movimento dei sospetti terroristi, misure rivolte agli individui, vedremo ora la
compatibilit di queste misure con i diritti della persona umana. Oggi si entra in
una quarta fase con Daesh? Forse si.

Prima fase
Sossai la chiama la fase della Roots Crises: la spaccatura allinterno del
Consiglio generale appare evidente, per alcuni stati il terrorismo si limita ad
essere terrorismo di stato, secondo altri altre forme come il dirottamento
aereo o la presa di ostaggi trovano giustificazione nella lotta di liberazione
nazionale, come nel caso dellOLP.
Che cos il terrorismo? possibile trovare una
definizione che sia penalmente rilevante? Si pu individuare una fattispecie di
reato? Sul piano internazionale si scelta la strada delle convenzioni
settoriali: esse si propongono un duplice obiettivo: individuare alcune
manifestazioni specifiche del terrorismo, anche se la parola terrorismo non
mai presente (ci sono solo definizioni di alcune manifestazioni di fenomeni
terroristici, come il dirottamento aereo, o nel 1973 gli atti di violenza verso
persone internazionalmente protette, cos come nel 1979 la convenzione sulla
presa di ostaggi). Negli anni 80 ci sono poi altre manifestazioni, come il
dirottamento marittimo, che porta alla Convenzione contro il dirottamento
marittimo (1986). Queste convenzioni chiedono agli stati di inserire nei loro
codici penali le fattispecie di reato, e introducono il principio aut judicare aut
dedere, lobbligo degli stati, sul cui territorio si trovi un sospetto terrorista, di
giudicarlo o di estradarlo verso un altro stato. La ratio quella di scongiurare
limpunit del terrorista. Non c spazio invece in queste convenzioni per la
prevenzione. In questa fase si ragiona anche sul tema delluso della forza verso
gli stati che sponsorizzano il terrorismo. Il terrorismo non trova mai
giustificazione: nel 1992 esplode in volo un aereo di una compagnia francese in
Africa. Nel quadro dellAssemblea Generale sono adottate due convenzioni che
segnano un approccio globale al terrorismo, e definiscono per la prima volta il
termine terrorismo : 1997, relativa gli atti terroristici per mezzo dellutilizzo
degli esplosivi, 1999, relativa al finanziamento al terrorismo. Questultima
fondamentale, chiede agli stati di erigere a reato condotte che non costituiscono di
per s un atto di terrorismo. Chiede inoltre agli stati di dotarsi di una serie di
misure preventive. Lo strumento penale funziona, ma non sufficiente.
Terrorismo, mafie e riciclaggio di denaro avevano elementi in comune: servivano
strumenti di vigilanza sulle transazioni finanziarie, un controllo delle risorse
del terrorismo affinch fossero congelate: questultimo sar uno degli
strumenti pi importanti dopo il 2001. La convenzione del 2001 legata ad
alcune risoluzioni precedenti sul riciclaggio di denaro.

Questa seconda fase caratterizzata dallimpiego di misure sanzionatorie verso


stati che favoriscono il terrorismo. Nel 1998 ci sono due attentati dei talebani
alle ambasciate USA in Kenya e a Dar El Salam. Si comincia ad avere lidea
che il CDS possa adottare delle misure sanzionatorie che siano destinate anche a
prevenire il terrorismo. Questa era la situazione allalba del ventunesimo secolo.
Con gli attentati al Pentagono e alle Torri Gemelle accade che il CDS prende la
leadership nel contrasto in due sensi, allarga il regime sanzionatorio contro i
talebani, dalla fine del settembre del 2001 vengono individuati come responsabili
dellattentato personaggi legati ad Al Qaeda, strettamente legata a sua volta al
regime dei talebani in Afghanistan. Inizia la campagna aerea di bombardamenti,
gli attentati del 2001 sono un attacco armato a cui gli USA reagiscono con un
intervento. Se Al Qaeda legata agli attentati, occorre allargare le misure: si
decide che queste misure di congelamento delle risorse e di limitazione alla
circolazione si applichino non solo in Afghanistan, ma a tutte le persone legate ad
Al Qaeda nel mondo. Come individuarle? Viene stilata una lista di sospetti
terroristi legati ad Al Qaeda dal CDS. Lorgano politico dellONU le definisce
misure di carattere preventivo, si riferisce innanzitutto a fonti di intelligence, che
in quanto tali sono segrete. Questa lista esiste ancora oggi, rispetto ad essa gli
USA hanno giocato un ruolo decisivo ma non stata da meno lItalia, che nel
2002 si prodigata ad inserire in queste liste persone che i nostri servizi di
intelligence ritenevano legate ad Al Qaeda. Ci sono delle persone che sono
rimaste in questa lista per pi di 10 anni, non sono dunque rimaste misure di
carattere temporaneo. A fine settembre del 2001 il CDS adotta una risoluzione
famosissima, la risoluzione 1373, che chiede agli stati di adottare una serie di
misure di contrasto al terrorismo ritenendo che ogni atto di terrorismo
internazionale costituisca una minaccia alla pace. Le misure hanno carattere
generale ed astratto. C chi ha sostenuto che il CDS abbia agito al di l delle
proprie competenze e dei propri poteri. Pu il CDS legiferare? Lo ha fatto
ancora in seguito? Lo ha rifatto nel 2004 con la risoluzione 1540, riconoscendo
il rischio che i terroristi possano acquisire armi di distruzione di massa. Se gli
attori non statali venissero in possesso di tali armi, ci sono gli strumenti per
contrastarli? Secondo il CDS in materia cera un vuoto, la risoluzione 1540
prevede lobbligo di controllare lesportazione di materiali nucleari e chimici.
Agli stati viene chiesto di penalizzare il finanziamento, il reclutamento e le
condotte proprie delle organizzazioni terroristiche. Questo ha in s un elemento
preventivo: fermare la fase di preparazione. Ci sono poi misure preventive in
senso stretto, come il congelamento delle risorse finanziarie, misure come la
risoluzione 1540, quelle di limitazione al movimento di sospetti terroristi. Sul
piano penale dopo il 2001 si cercato di arrivare ad una convenzione globale
di lotta al terrorismo, ma non ci si riusciti, c una bozza che riposa nel quadro
delle Nazioni Unite. Non c accordo sulla definizione, o meglio sul tema delle
eccezioni. Ci sono fatti violenti che non ricadono nella definizione di terrorismo?
Ci sono ad esempio atti violenti contro soldati e forze armate che di per s non
sono vietate dal diritto umanitario, ma che compiute in tempo di guerra non
costituiscono un atto di terrorismo. Il Tribunale Speciale per il Libano, organo
giurisdizionale transnazionale, atto a giudicare luccisione dellex presidente
libanese, nel 2011 afferma che il terrorismo internazionale un crimine
internazionale. Il presidente del tribunale, Antonio Cassese, era un grande
fautore di questa tesi, ritenendo che ci fosse un elemento oggettivo, come
lomicidio, il rapimento, la presa di ostaggi, e poi un elemento soggettivo, cio
lintento di diffondere tra la popolazione civile il terrore e la paura. Il
terrorismo un crimine internazionale nel diritto consuetudinario quando
sussistono queste condizioni. Su questo non c disaccordo tra gli stati. Laltra
faccia dellapproccio preventivo attraverso le risoluzioni del CDS stata quella
del congelamento finanziario e di negare il movimento dei sospetti, laccesso alle
armi e laccesso alla rete web. C stato per un grande tema da affrontare: fino a
che punto queste misure di contrasto al terrorismo incidono sul godimento
dei diritti fondamentali? Al momento si discute a livello europeo di una nuova
direttiva che impone agli stati di dotarsi di nuove fattispecie criminose legate
al terrorismo, come il fenomeno dei foreign fighters. La risoluzione del CDS
2178 ancora una volta di carattere generale ed astratto, ma chiede agli stati di
dotarsi di una serie di misure. LItalia lo ha fatto rispetto ad alcune figure, per
esempio verso colui che si auto-addestra per compiere attentati terroristici. Inoltre
come pu essere adeguatamente definito ed individuato colui il quale venga
reclutato? Non c il rischio che si metta in discussione il principio di legalit?
Oggi lapproccio preventivo ha comportato delle misure diverse: se una persona
stata inclusa in una lista come quella di Al Qaeda, come pu fare in modo di far
valere i propri diritti? Questo tema ha innescato una serie di casi davanti alla
Corte di Giustizia dellUnione Europea, che ha una competenza
nellattuazione delle misure sanzionatorie. Questa giurisprudenza si chiedeva se
linclusione della lista costituisse una violazione dei diritti della persona,
come quello di poter essere ascoltato, di conoscere le ragioni per cui stato
arrestato, di poter aver accesso ad un rimedio (Cfr. sentenza del 2002, caso
Kadi ). La CGUE ha detto che le misure del Consiglio di Sicurezza nei
confronti di sospetti terroristi non potevano giustificare il sacrificio del
rispetto dei diritti umani. Non poteva esserci una prevalenza delle risoluzioni
del CDS rispetto ai diritti umani tutelati nel quadro dellUE e dai vari trattati
internazionali. Lart. 103 della Carta dellONU prevede la prevalenza della
Carta sul diritto pattizio.
LISIS e per certi versi anche Al Qaeda hanno posto infine unaltra domanda: la
reazione degli stati di law enforcement pu prevedere luso della forza? A questo
ha risposto in parte la risoluzione del CDS n. 2249. Lart. 42 par. 7 inserisce un
diritto alla legittima difesa per gli attacchi del 13 novembre del 2015 alla
Francia. Una legittima difesa non solamente individuale, ma che richieda il
sostegno da parte di altri stati. Lart. 51 della Carta dellONU riconosce anche
un diritto alla legittima difesa di tipo collettivo.

DIRITTO INTERNAZIONALE

EUNAVFORMED: Missione navale militare il cui scopo non quello di dare


soccorso ai migranti in mare. La legittimit di questa operazione va ricondotta
anche alla Convenzione di Montego Bay, perch loperazione prevede lintervento
in alto mare. Lo scopo principale delloperazione quello di smantellare il traffico
di migranti, divisa in 3 fasi: la prima di individuazione, la seconda dopo la
risoluzione 2240 del CDS, con lintercettazione e il fermo in alto mare o nelle
acque territoriali libiche, ma non nelle acque interne. La terza fase in cui
lEUNAVFORMED preveder misure pi incisive che potranno essere adottate
anche nelle acque territoriali libiche nonch sullo stesso territorio con il consenso
del CDS e della Libia.

Ammiraglio Enrico Credendino


LISIS il gruppo pi pericoloso, a differenza degli altri gruppi aspira ad un
controllo territoriale che in parte gi esercita. Gli effetti dei mutamenti climatici
sono unaltra causa alla base del grande fenomeno migratorio, cos come
lepidemia di ebola.
C poi la crescita demografica e le emergenze sanitarie, cos come una complessa
integrazione mediatica. La maggior parte dei morti lasciano la vita durante i viaggi
nel deserto. Questi viaggi durano settimane e mesi, arrivano in oasi in cui alcuni
possono proseguire, altri si fermano e cercano lavori di fortuna o vengono addirittura
venduti come schiavi. Il traffico di migranti nel 2015 ha fruttato 6 miliardi di euro
complessivi, il 30 % del PIL libico dato da questo business. Il
18 aprile del 2015 c stato il peggior naufragio del Mediterraneo di sempre, a 60
miglia dalle coste libiche sono morte 800 persone. Diversa la missione
ATLANTA, la missione antipirateria, che combatte il pi antico crimine
internazionale al largo delle coste della Somalia. Il soccorso in mare un
obbligo internazionale, oltre che un obbligo morale per qualsiasi marinaio. Sophia
una bambina nata al seguito di unoperazione sulla nave tedesca omonima.
Lammiraglio risponde direttamente al Comitato Politico di Sicurezza,
questoperazione dunque sotto un forte controllo politico da parte degli
stati membri, e lammiraglio, tramite il COPS, risponde allAlto
Rappresentante Mogherini. Solo la Danimarca non partecipa per statuto alle
operazioni militari, insieme a Svezia e pochi altri paesi. LAOO larea operativa,
dove lEUNAVFORMED pu adottare le regole di ingaggio. Ci sono altre entit che
fanno soccorso in quellarea, come i Medici senza Frontiere, la missione
NATO nelle acque turco-greche, loperazione TRITON.
La prima fase delloperazione finita il 17 ottobre, quando sono iniziate le
due sottofasi della seconda fase, Alfa e Bravo. La ris. 2240 d una copertura
legale alla Missione. La fase 3 di contrasto agli scafisti sul territorio libico,
serve linvito dalla Libia e la risoluzione dellONU, anche se sar pi difficile
ottenerla. Non unoperazione militare in stretto senso, pu dunque essere
attuata in collaborazione con i libici.
Nel 2015 sono arrivate in Europa circa 1 milione di persone. La chiusura della
rotta balcanica dovuta allaccordo tra la Turchia e lUE sicuramente avr un forte
impatto. Gli scafisti stanno cercando di approfittare di questi ultimi momenti
finch non si instauri un nuovo governo sul territorio. Si stima che ci siano gi
150.000 persone pronte a partire, 400.000 sfollati libici, lontani dalle loro case da
almeno 2 anni, e in pi tutti quelli che lanno scorso hanno scelto la rotta
balcanica e che ora tenteranno lunica disponibile rimasta, quella dal Sud. Tutte le
partenze dalla Libia si sono avute dalla Tripolitania. Anche il flusso egiziano ora
ripreso. Le imbarcazioni che gli scafisti utilizzavano fino a poco fa erano quelle di
legno ad Ovest di Tripoli. Gli scafisti partivano insieme ai migranti, oppure
scortavano con una barca pi piccola una barca pi grande di migranti per cercare
di recuperarla una volta fatta loperazione di soccorso. Oggi gli scafisti sono
costretti a rimanere allinterno delle acque territoriali libiche, per questo per
essere pi efficaci necessario lavorare allinterno delle loro acque territoriali.

Documenti citati:
Convenzione sul diritto del mare
risol. 2240 e 2259 dellONU
Protocollo di Palermo

Dal sito web della Marina Militare Italiana:

Loperazione EUNAVFORMED operation Sophia stata attivata in base alla


decisione del Consiglio Europeo che, il 18 maggio 2015, ha ribadito il forte
impegno per agire al fine di evitare tragedie in mare derivanti dal traffico di esseri
umani.
LItalia, nel contesto dellUnione Europea, si proposta come Nazione Leader
delloperazione che condotta al livello strategico-operativo dal Quartier
Generale Europeo Italiano (IT EU-OHQ), presso la sede del Comando Operativo
di vertice Interforze (COI) - di Roma Centocelle -, sotto il comando
dellAmmiraglio di Divisione Enrico Credendino, Operation Commander
(OpCdr).

La 1^ fase delloperazione, avviata lo scorso 22 giugno 2015, ha visto la Task


Force guidata dal Contrammiraglio Andrea Gueglio imbarcato come Force
Commander (FCdr) sulla portaerei Cavour, Flagship dellOperazione e composta
altres dalla nave idrografica inglese ENTERPRISE e dalle unit tedesche
WERRA (nave ausiliaria) e SCHLESWIG-HOLSTEIN (fregata),
Solo un mese dopo, i mezzi navali e aerei di EUNAVFOR MED - Sophia hanno
raggiunto tutti gli obiettivi prefissati della prima fase, raccogliendo le
informazioni necessarie a comprendere appieno il modus operandi dei trafficanti e
contrabbandieri di esseri umani per essere pronti, una volta iniziata la seconda
fase, a contrastare la loro attivit in mare.
Il 7 ottobre 2015 EUNAVFOR MED - Operation Sophia ufficialmente
entrata nella sua 2^ fase volta ad interdire il network delle reti criminali
associato al traffico e sfruttamento di migranti attraverso il Mediterraneo e
ridurre il flusso migratorio via mare (a un livello tale da poter esser gestito con
le capacit intrinseche degli Stati Costieri) in conformit al diritto
internazionale applicabile, incluse la United Nations Convention on the Law
of the Sea (UNCLOS) e le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni
Unite.
Le Unit navali di EUNAVFOR MED - Operation Sophia possono procedere
a fermi, ispezioni, sequestri e dirottamenti in acque internazionali di
imbarcazioni sospettate di essere usate per il traffico o la tratta di esseri
umani.
Alloperazione al momento aderiscono 24 nazioni: Austria, Belgio, Bulgaria,
Cipro, Rep. Ceca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Ungheria,
Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno
Unito, Romania, Slovenia, Spagna, Svezia.

DIRITTO INTERNAZIONALE

Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche 1961


Convenzione di Vienna sulle relazioni consolari 1963

Sono accordi di codificazione conclusi a seguito dei lavori della CDI e le loro
norme sono riconosciute dalla giurisprudenza internazionale come norme
consuetudinarie, si impongono a tutti gli stati indipendentemente dalla loro
ratifica. Perch questa distinzione? Lagente diplomatico svolge sul piano
internazionale funzioni completamente diverse da quelle del console, per
questo il trattamento a loro riservato dagli stati differisce in modo non
secondario.
Qual la differenza tra le loro funzioni? Lagente diplomatico svolge una
funzione di rappresentanza del proprio paese e dei suoi interessi presso le
autorit centrali del paese estero dove svolge la sua funzione. Essi sono
accreditati presso il Capo di Stato o il Capo di Governo ovvero il Ministro degli
Esteri. Il Console svolge funzioni importantissime: agisce in funzione degli
interessi dei cittadini, svolge fondamentali funzioni di protezione dei
concittadini dello stato di invio. Il console esercita allestero le funzioni che
allinterno dello stato svolge lufficiale di parte civile. Pu celebrare matrimoni
allestero, se la legislazione dello stato territoriale lo consente anche matrimoni
misti, pu essere nominato esecutore testamentario per un cittadino morto
allestero.
La rappresentanza diplomatica solitamente ospitata presso la capitale del
paese, in Olanda invece siccome il Governo si trova allAja di conseguenza anche
le rappresentanze diplomatiche vi risiedono. Ci sono diversi uffici consolari, il
loro numero dipende dalla presenza dei cittadini dello stato dinvio nel paese. In
Francia lufficio consolare pi importante italiano quello di Marsiglia, non
quello di Parigi. Qualche volta questo non avviene per altre ragioni, come ad
esempio quando, nonostante le risoluzioni dellONU, Israele ha proclamato
Gerusalemme capitale dello stato, mentre essa avrebbe dovuto essere divisa in 2
settori, uno israeliano ed uno arabo, e in Palestina sarebbero dovuti nascere due
stati in modo tale da controllare ciascuno una
met di Gerusalemme. Dopo le guerre vittoriose del 67 e del 73
Gerusalemme stata proclamata capitale di Israele. La validit di questo
atto stata disconosciuta dalla comunit internazionale, le rappresentanze
diplomatiche di tutti gli stati si trovano dunque non a Gerusalemme bens a
Tel Aviv. Le due funzioni non vengono attribuite dallordinamento dello stato di
invio, ma direttamente sulla base di norme consuetudinarie. Il diritto
internazionale generale ci dice chi e con quale procedura pu essere considerato
ad es. agente diplomatico italiano negli USA o console italiano a Washington.
Oggi la materia disciplinata dalle due convenzioni di Vienna. Non
indispensabile che due stati abbiano rapporti diplomatici permanenti, ma qualora
intendano avere regolari rapporti tra di essi instaurano relazioni diplomatiche
permanenti aprendo unambasciata e inviando personale diplomatico.
La procedura di nomina

Come avviene la loro nomina? Lo stato italiano che voglia nominare un


funzionario degli esteri diplomatico o ambasciatore o ministro plenipotenziario
negli USA deve prendere contatti con questi e comunicare loro il nome che
intende presentare. Se riceve un assenso formale in questa fase preliminare dal
Dipartimento degli esteri USA, si procede alla nomina di ambasciatore a
Washington, comunica ufficialmente alle autorit statunitensi la nomina e la
data di arrivo. Arrivato negli USA sar preso in carico dalle autorit, in quel
momento scatta lobbligo per lo stato di riservare tutta una serie di immunit,
privilegi e protezione. Questa persona non ancora ambasciatore, deve
presentare le sue credenziali rilasciate dal ministero degli esteri italiano e
firmate dal Capo di Stato e presentarle al ministro degli esteri USA. Solo quando
riceve il gradimento si conclude la procedura di accreditamento e sar
considerato lambasciatore dItalia a Washington.
Lo status dellagente diplomatico, i suoi obblighi verso lo stato ricevente cos
come i privilegi e le immunit sono regolati da norme del diritto internazionale
consuetudinario codificati a Vienna nel 1961. Lagente diplomatico
beneficiario delle immunit e dei privilegi riconosciuti dal diritto
internazionale. Titolare di queste immunit e privilegi resta lo stato di invio,
lo stato accreditatario tenuto a riconoscere allo stato di invio o accreditante
una serie di immunit o privilegi di cui beneficia lagente diplomatico. Non
lui dunque che talvolta pu rinunciare a tali immunit, la pronuncia deve
provenire dallo stato. Immunit e privilegi scattano quando la persona
designata raggiunge il territorio dello stato accreditatario, cos come la loro
cessazione scatta solo quando lagente diplomatico lascia materialmente il
territorio dello stato dove ha esercitato la sua funzione.
Quali sono questi privilegi e queste immunit spettanti sia alla persona
dellagente che alla sede? Lagente diplomatico, ovvero il capo missione,
lambasciatore, etc., labitazione privata del capo missione e la sede della
missione diplomatica godono della inviolabilit: lagente diplomatico non pu
mai essere fermato n arrestato n tantomeno processato, la sede non pu
essere oggetto di perquisizioni e va tutelata la sua sicurezza, ancora pi
incisivo il principio della inviolabilit della sede diplomatica. Nel diritto
internazionale classico si parlava di extraterritorialit, termine improprio perch la
sede nel territorio dello stato ricevente. Inviolabilit della sede significa che le
autorit dello stato ricevente non possono entrarvi se non con il consenso
scritto del capo missione. Se anche scoppiasse un incendio, i pompieri non
potrebbero entrare se non con il consenso del capo missione, se al suo interno
avviene un omicidio, le autorit non possono intervenire se non con un consenso
scritto. Ci sono poi altri obblighi che conseguono: lo stato ospitante o
accreditatario deve adottare tutte le misure preventive per assicurare la
sicurezza e la dignit della sede diplomatica straniera. Qualora si verifichino
degli episodi che mettano in pericolo la sicurezza e la dignit della sede
diplomatica, lo stato territoriale deve intervenire con misure repressive, se lo
stato viola questi obblighi commette un illecito e la commissione di questo
illecito giustifica una reazione da parte dello stato accreditante. Quali
possono esser queste misure preventive e repressive? Ad es. nel territorio dello
stato ospitante potrebbero trovarsi gruppi di opposizione del governo legittimo del
paese estero, potrebbero realizzare manifestazioni di protesta contro il governo
dello stato straniero. Lo stato territoriale, una volta informato, deve far s che la
manifestazione sia controllata e si svolga ad una distanza sufficiente dalla
missione diplomatica.
Il caso particolare dellIran che il governo ha fatto propria la condotta dei
Pasdaran, gli studenti in rivolta, dunque sul piano internazionale non stato
solo chiamato a rispondere della violazione di prevenire e reprimere attacchi,
ma anche di averli perpetrati.
Lagente diplomatico pu importare, senza pagare dazi, beni di cui intende
servirsi durante il suo soggiorno, pu portare macchine etc. Egli beneficia della
immunit dalla giurisdizione civile e penale nellesercizio delle sue funzioni.
Non pu subire un processo penale n un processo civile. Questa immunit
copre anche, oltre alle c.d. condotte organiche, gli atti compiuti come privato
nel periodo di esercizio della funzione di agente diplomatico. Le immunit
sono dunque 1) funzionali, di cui gode in relazione ad atti o dichiarazioni
compiute nellesercizio delle sue funzioni e 2) personali, per gli atti e le
dichiarazioni compiute come privato. Le prime, organiche o funzionali,
sopravvivono alla fine della sua missione; viceversa, cessata la funzione, se
lagente diplomatico nelle sue funzioni ha violato la giurisdizione del paese, se
accusato di omicidio commesso nel territorio dello stato accreditatario, finch
durano le funzioni non potr mai essere arrestato, nemmeno in flagranza di reato,
ma quando la funzione cessa, se lagente diplomatico ritorna come privato nel
territorio dello stato e il reato non sia prescritto, potr essere processato e
condannato. Ci sono altre immunit o inviolabilit per gli archivi della
missione diplomatica: tale inviolabilit non pu essere messa in discussione. Di
inviolabilit gode anche la valigia diplomatica, ovvero qualsiasi cosa abbia
sopra una scritta valigia diplomatica (baule, valigia ma anche un camion:
durante la guerra fredda lURSS fece passare alla frontiera un camion con
rimorchio): essa non soggetta a nessun controllo. Oggi con gli sviluppi di
metal detector e della tecnologia, la valigia diplomatica pu essere soggetta alle
apparecchiature che non mettano in evidenza cosa ci sia allinterno, ma che
rilevino solo la presenza di droga, armi etc.
Le immunit del console e la inviolabilit della valigia consolare sono molto
diverse. Linviolabilit degli uffici consolari pu essere superata in condizioni
di emergenza. Anche la valigia consolare inviolabile ma, se necessario, pu
essere soggetta a controllo: si richiede che essa viaggi accompagnata da un
console, quando deve passare attraverso i varchi, le autorit del paese possono
chiedere di aprire la valigia. Lagente consolare non tenuto ad aprirla, ma se non
lo fa la valigia non passa.
Per quanto riguarda il trattamento del console, egli acquista questo status al
termine di una procedura disciplinata dal diritto consuetudinario e codificata
nel 1963 a Vienna chiamata exequatur. Perch un individuo possa assumere la
funzione di console, necessario il consenso dello stato ricevente, che viene
dato preliminarmente dallo stato di invio. Il Ministero degli Esteri dello stato
dinvio consegna allindividuo le lettere patenti, in cui indicato il nome e le
sue generalit, la data in cui prender funzione e la durata della funzione.
Arrivato nello stato estero il console designato consegna o alle autorit centrali
o alle autorit locali le lettere patenti, e ottiene su questo lexequatur dello
stato ricevente, in seguito al quale diviene console. Nelle lettere patenti e
nellexequatur indicato il distretto consolare, ovvero il distretto territoriale
dove si trova lufficio consolare, dove egli eserciter le proprie funzioni. A
differenza dellagente diplomatico, le funzioni consolari vanno esercitate nello
specifico distretto a capo del quale egli si trova. Ci sono dunque spesso diversi
uffici consolari di uno stato nel territorio di un altro stato, a seconda di quanto
alta sia la presenza di concittadini del console. Anche egli beneficia della
inviolabilit personale, che per molto limitata. Egli pu essere fermato se
ritenuto autore di un reato, e anche arrestato quando lo stato ritenga che il
reato sia molto grave. Pu essere processato se il reato stato commesso a titolo
personale, come nel caso in cui venga sorpreso a rubare, larresto in flagranza di
reato pu dunque essere compiuto.
La funzione principale del console essenzialmente quella di proteggere e
assolvere i servizi che sono utili per i concittadini presenti nel distretto
consolare. Deve essere in grado di entrare in comunicazione nei tempi pi rapidi
con i suoi concittadini. Lart. 36 1 a della Convenzione di Vienna sulle
relazioni consolari precisa gli obblighi dello stato ricevente e i diritti dello
stato di invio. I funzionari consolari devono avere la libert di comunicare con i


cittadini dello stato di invio e di recarsi da loro e viceversa se il cittadino viene
incarcerato, arrestato etc. il console deve essere immediatamente avvisato, le
autorit locali devono avvisare linteressato dei suoi diritti (questo articolo
una delle norme internazionali violate dallEgitto nel caso dellefferata
uccisione del ricercatore italiano Giulio Regeni).

DIRITTO INTERNAZIONALE

Il diritto del mare

Negli anni 70 avviene una trasformazione nel diritto del mare. Negli anni 60 e
70 il vecchio principio per cui al di l del mare territoriale, a 6 miglia ca dalla
costa, si trovava il mare libero dove gli stati potevano transitare, pescare e
comunicare, viene messo in discussione da alcuni paesi marittimi latino-
americani. Iniziano a intercettare le navi di altri stati che si trovano al largo delle
loro acque territoriali. Questa posizione inizialmente condivisa da pochi paesi e
ritenuta illecita dagli altri, presto conquista il favore di altri stati costieri e la prassi
che inizialmente apparteneva a pochi paesi stata condivisa da altri stati. Il
risultato stato che si affermata una nuova zona costiera, la ZEE. Quando si
apre la Conferenza sul diritto del mare, la prassi gi generale e la norma
consuetudinaria in itinere, la Convenzione di Montego Bay del 1982 introduce
poi una nuova area soggetta alla giurisdizione esclusiva dello stato costiero, la
ZEE. La Convenzione di Montego Bay stata ratificata da quasi tutti gli stati.
Alcuni non lhanno ratificata, altri sono parti delle quattro Convenzioni di
Ginevra del 1958. Nei rapporti che sono parti delle due diverse convenzioni, le
convenzioni di Ginevra rimangono a regolare i rapporti reciproci. Lex posterior
derogat priori (art. 30 par. 3 Convenzione di Vienna sul diritto dei trattati del
1969 : 3. Quando tutte le parti del trattato anteriore sono dei pari parti del
trattato posteriore, senza che il trattato anteriore abbia avuto termine o la sua
applicazione sia stata sospesa in base all'articolo 59, il trattato anteriore non si
applica che nella misura in cui le sue disposizioni siano compatibili con quelle
del trattato posteriore).

Le zone costiere individuate dalla Convenzione di Montego Bay:

Il mare territoriale (artt. 2 ss)


Lampiezza estesa a 12 miglia dalla costa o dalla linea di base della costa
stessa dalla Convenzione di Montego Bay. Come misurarla? O seguendo le
sinuosit della costa con la bassa marea, o col metodo delle linee rette, unendo i
punti sporgenti della costa, a partire da questa linea di base si misura lampiezza
delle zone. Il ricorso alle linee rette viene utilizzato dagli stati la cui costa
molto frastagliata, come quella italiana, o dagli stati la cui costa
accompagnata dalle isole (Toscana, isole Tremiti). La linea retta chiude le
insenature e le baie, queste possono essere chiuse solo quando la distanza tra i
punti di ingresso e la costa non supera i 60 chilometri (art. 10), se li supera si
traccia una linea retta allinterno della baia. In questo caso le acque tra la costa e
la linea sono acque interne, equiparate al territorio continentale dello stato, mentre
le acque che si trovano al di l della linea retta fino a 12 miglia, si chiamano mare
territoriale. La convenzione fissa soltanto lampiezza massima del mare
territoriale. Gli stati terzi possono esercitare un passaggio inoffensivo senza
fermarsi in un porto (art. 19), ovvero un passaggio rapido e che non reca
alcuna offesa alla comunit statale dello stato territoriale, i sottomarini
devono transitare in emersione (art. 20), gli aerei possono sorvolare il mare
territoriale previa autorizzazione. Non possono esercitare attivit legata allo
sfruttamento delle risorse. Al di l del mare territoriale c, fino a 24 miglia
dalla costa, la zona contigua.

La zona contigua (art. 33 ss)


In questa zona lo stato costiero esercita la sua giurisdizione in caso di controllo
su navi straniere del rispetto della legislazione interna doganale, fiscale, in
materia di immigrazione e in materia sanitaria. La zona contigua si estende ad
una distanza massima di 24 miglia dalla costa, ma non tutti ce lhanno (Italia)
perch listituzione di detta zona una scelta libera dello stato costiero.
LItalia non ha istituito la zona contigua. Con alcune navi della polizia costiera
esercita il controllo su detta zona ma in ottemperanza di una direttiva europea. Al
di l della zona contigua c la Zona Economica Esclusiva.

ZEE (artt. 55 ss)


I poteri dello stato costiero si affievoliscono progressivamente e parallelamente
aumentano le libert che gli stati terzi possono esercitare nelle zone costiere
dello stato. Questi poteri nel mare territoriale sono gli stessi esercitati sul territorio
continentale, si affievoliscono nella zona contigua allontanandosi dalla costa.
Nella ZEE, che si estende ad una distanza massima di 200 miglia dalla costa,
lo stato costiero ha una giurisdizione esclusiva solo in relazione allo
sfruttamento delle risorse della fascia marina, come quelle biologiche della
colonna dacqua (pesci) sia quelle minerarie sottostanti alla colonna dacqua.
Lo stato costiero ha una giurisdizione esclusiva in questa fascia di mare in questa
materia. I diritti degli stati terzi nella ZEE sono : navigare liberamente, porre
cavi e condotte sottomarine per comunicazione, lo spazio aereo sovrastante
liberamente navigabile, per quanto riguarda le risorse biologiche la Convenzione
ammette che possano sussistere diritti di accesso di stati terzi. La Convenzione
chiede allo stato costiero di fissare annualmente il quantum di pescato che
intende riservarsi dalla ZEE (art. 61). Rispetto alleccedente, lo stato costiero
deve consentire agli stati terzi di avere accesso a dette risorse con un accordo. Se
lo stato terzo un land-locked state, ha un vero e proprio diritto di accedere a
queste risorse sulla base di un accordo con questo stato (art. 69). Questi diritti
per gli stati terzi nella ZEE riguardano solo laccesso e lutilizzazione alle risorse
biologiche. Questi diritti non sussistono in relazione dei fondi marini della ZEE,
ovvero alle risorse minerarie, su queste la giurisdizione dello stato costiero
esclusiva. Per quanto riguarda il diritto dello stato di avere una ZEE, il diritto
consuetudinario gli riconosce questa facolt, ma non gli attribuisce
automaticamente una ZEE.
Perch lItalia non ha istituito una ZEE? La risposta che stata sempre data che
il Mare Mediterraneo un mare stretto, in cui questa delimitazione pu risultare
difficile. Ciononostante gli stati che si affacciano sul Mediterraneo hanno istituito
una ZEE. Gli eventuali diritti degli stati terzi non sussistono per lo sfruttamento
delle risorse minerarie. Quando si parla di risorse dei fondi marini, ci si
riferisce ad unaltra zona costiera, codificata dalle Convenzioni di Ginevra, e
in particolare dalla terza del 1958, la Piattaforma Continentale.

La piattaforma continentale (artt. 76 ss)


Truman aveva affermato che la giurisdizione USA si estendeva anche al naturale
prolungamento della costa fino ad una profondit massima di 200 m ed alle
risorse non riproducibili che si trovavano su questi fondi marini. Questa zona
enunciata nel proclama di Truman del 1948 stata codificata a Ginevra nel
1958, che la descrive come il naturale prolungamento delle coste dello stato sotto
lacqua fino a 200 m di profondit, perch allepoca fino a 200 m era possibile
trivellare i fondi marini per estrarre le risorse minerarie non riproducibili.
Lo stato costiero esercitava sulle risorse minerarie diritti di giurisdizione
esclusiva, nessun altro stato poteva pretendere di sfruttarle. I diritti di
sfruttamento erano esclusivi, perch sulla piattaforma continentale di uno stato
costiero gli stati terzi avevano la libert di porre dei cavi purch non interferissero
con lo sfruttamento delle risorse da parte dello stato costiero.
Le cose sono cambiate da Ginevra. La tecnologia ha fatto grandi passi.
Rispetto a queste zone costiere ci sono due problemi di misurazione: una
relativa allampiezza massima che queste ZEE possono avere, unaltra quella
che occorre fare per delimitare lampiezza delle piattaforme continentali o delle
ZEE fra stati adiacenti e che si fronteggiano. La Convenzione di Ginevra del
1958 stabilisce che lampiezza della piattaforma di due stati che si
fronteggiano va misurata con una linea mediana tra le coste di questi stati in
modo che sia divisa in due parti. Questo criterio non stato valutato
corrispondente al diritto internazionale consuetudinario dalla CIG nella
sentenza nel caso Delimitazione della piattaforma continentale nel Mare del
Nord. Riguardava la delimitazione della piattaforma tra Germania, lOlanda e
Danimarca. Due di questi stati erano parte della convenzione, la Germania non
laveva ratificata. Gli ultimi due affermavano il criterio della linea mediana,
argomentando che, essendo tale convenzione una convenzione di codificazione, le
norme corrispondenti al diritto internazionale generale potessero applicarsi ad uno
stato terzo. La CIG ha dato ragione alla Germania affermando il principio
secondo cui la Convenzione di codificazione poteva essere opposta agli stati
terzi solo a patto che le norme della convenzione fossero del tutto
corrispondenti alle norme di diritto internazionale consuetudinario che
intendevano codificare. Oggi la Convenzione di Montego Bay cosa stabilisce?
Non detta criteri generali, prevede che la delimitazione debba risultare da un
accordo che risponda al criterio dellequit.
La piattaforma continentale assegna allo stato costiero la giurisdizione
esclusiva per lo sfruttamento delle risorse non riproducibili dei fondi marini.
La Convenzione del 1982 recepisce la piattaforma, anche se la ZEE rende
superfluo mantenere la piattaforma continentale. Perch allora rimasta? Per
validissime ragioni. Innanzitutto non tutti gli stati costieri hanno una ZEE. Il
diritto internazionale attribuisce a tutti gli stati costieri tale facolt, ma non
attribuisce automaticamente a tutti gli stati una zona economica esclusiva. La sua
ampiezza determinata sulla base di una scelta libera. La piattaforma
continentale spetta a tutti gli stati costieri a prescindere della loro volont o
dellistituzione di una ZEE. Tutti gli stati costieri che esercitano una sovranit
sulla terra ferma hanno una piattaforma continentale. Nel 1958 la piattaforma
era misurata in profondit. Nella Convenzione di Montego Bay la
piattaforma continentale si misura in estensione. Gli sviluppi della tecnica
permettono di trivellare a 3000 e 4000 m. Per tenere conto di questi sviluppi si
deciso di misurare lampiezza della piattaforma in estensione e non in profondit,
anche per tenere conto della morfologia delle piattaforme, sprofondando alcune da
subito per poi riemergere (come nel caso della Norvegia). Qual lampiezza
massima nella Convenzione di Montego Bay? Si pu estendere fino ad una
distanza massima di 350 miglia dalla costa. Al di l di queste zone costiere, il
mare territoriale, la zona contigua, la ZEE, la piattaforma continentale, ci sono
altre zone, come la zona archeologica, per affermare la potest sui reperti
archeologici di queste acque. LItalia parte di una convenzione UNESCO sul
patrimonio archeologico subacqueo. Al di l di queste zone ci si trova di fronte
alla porzione di mare che non appartiene a nessuno stato. La Convenzione di
Montego Bay disciplina luso di queste zone e il regime di sfruttamento delle
risorse di queste zone.
La Convenzione di Montego Bay un passo avanti rispetto al 1958, sancisce la
nascita della ZEE.

LAlto Mare (artt. 86 ss)


Lalto mare definito dallart. 86 della Convenzione di Montego Bay
ALTO MARE
Articolo 86
Ambito di applicazione della presente parte
Le disposizioni della presente parte si applicano
a tutte le aree marine non incluse nella zona
economica esclusiva, nel mare territoriale o nelle
acque interne di uno Stato, o nelle acque
arcipelagiche di uno Stato-arcipelago. Il presente
articolo non limita in alcun modo le libert
di cui tutti gli Stati godono nella zona economica
esclusiva, conformemente allarticolo 58.

Quali sono le libert che tutti gli stati possono esercitarvi?


Libert di navigazione, sorvolo, posa di cavi e condotte, pesca, ricerca
scientifica, costruzione di isole artificiali, esercitate da tutti gli stati tenendo
in debito conto gli interessi degli altri stati che esercitano la sovranit in alto
mare. Tutti gli stati hanno accesso a questa zona di mare, lunico limite quello
di rispettare la pari libert altrui, secondo un principio classico del diritto
internazionale. Le cose cambiano leggermente quando poi si passa al regime di
sfruttamento delle risorse biologiche dellalto mare. Tutti gli stati hanno il
diritto di pescare liberamente nelle zone di alto mare. Qui la Convenzione di
Montego Bay aggiunge condizioni che possono limitare degli stati di pesca, che
riflettono il clima del periodo storico della convenzione. Questa condizione
degli anni 70: si affermano le rivendicazioni dei paesi in VDS, lelaborazione dei
principi del Nuovo Ordine Economico Internazionale, specie sullo sfruttamento
delle risorse economiche e naturali. Questo clima riflesso nella convenzione, si
pensi ai diritti dei land locked states. Un altro valore che si afferma in quegli
anni e condiviso dalla comunit internazionale la protezione dellambiente.
A partire dal disastro di Chernobyl e altri disastri nel mare si era sviluppata una
profonda sensibilit per la tutela dellambiente terrestre. Questa riflessa nella
convenzione, come per lo sfruttamento delle risorse biologiche dellalto mare: gli
stati devono collaborare nella loro gestione e quando si trovano a sfruttare le
stesse risorse devono negoziare per adottare le misure necessarie, istituendo
anche ove necessario organizzazioni regionali o super regionali.
I fondi marini internazionali e le loro risorse sono assoggettati ad un regime
completamente diverso, definito nella parte XI della Convenzione di Montego
Bay patrimonio comune dellumanit.
La parte XI costituita dagli articoli 133 ss. Larea di questi fondi marini
internazionali detta Area Internazionale, non a caso la parte XI rubricata con
lo stesso nome. La Convenzione prevede una organizzazione internazionale a
partecipazione universale e della quale sono membri tutti gli stati che
ratificano la Convenzione. questa lAutorit dei Fondi Marini
Internazionali: raccoglie oltre 150 stati, ha un organo che la Conferenza
Generale, uno a composizione ristretta che il Consiglio e poi lImpresa e un
Segretariato. Il regime di sfruttamento delle risorse minerarie si ispira al
principio del patrimonio comune dellumanit, affermato nel 1970 nelle
discussioni dellAssemblea Generale ONU, annunciato dallambasciatore
maltese Pardo in una dichiarazione solenne. Afferma che le risorse marine dei
mari internazionali sono un bene comune e devono essere sfruttate
riconoscendone lappartenenza allintera umanit. Tale nozione completamente
diversa da quella di Libert: questo enunciava che una risorsa comune non
appartiene nessuno e dunque chiunque pu avervi accesso ad libitum. Per i paesi
in vds la questione va impostata in modo diverso: le risorse non sono di nessuno,
ma sono di tutti. Nel primo caso chiunque potrebbe avanzare diritti di propriet,
ma nel secondo caso tutti oggi e nel futuro hanno il diritto di avere accesso alla
risorsa e di sfruttarla per il loro fabbisogno. Per lo sfruttamento della risorsa non
si pu applicare il principio di libert, perch esso andrebbe a perpetuare la
sostanziale disuguaglianza economica, di sviluppo e del possesso di tecnologia tra
gli stati.
La risorsa economica un bene esauribile, mentre le risorse riproducibili non
sono una risorsa economica. Se possibile applicare un regime di libert per le
risorse comuni riproducibili, lo stesso non pu essere per quelle esauribili, per cui
vale il principio di patrimonio comune dellumanit. Tali risorse devono essere
patrimonio comune che appartiene allumanit tutta intera, comprese le
generazioni future.
La parte XI prevedeva e prevede tuttora che lo sfruttamento di queste risorse
avvenisse sotto il controllo dellAutorit, con sede in Jamaica. Essa attraverso
lImpresa avrebbe dovuto procedere allo sfruttamento destinando una parte dei
proventi ai paesi in via di sviluppo. Avrebbe collaborato a fianco degli stati ma lo
sfruttamento sarebbe stato effettuato esclusivamente dallAutorit, una parte dei
proventi sarebbe andata agli stati collaboratori, unaltra ai paesi in vds. Questa era
la disciplina dellArea nel 1982: questa convenzione, conclusa nel 1982 entrata i
vigore solo nel 1994. Le convenzioni di codificazione tendono spesso a realizzare
il maggior consenso degli stati sulle loro disposizioni: chiedono per entrare in
vigore un numero elevato di ratifiche. La Convenzione del 1982 prevedeva di
entrare in vigore quando fosse depositato il sessantesimo strumento di ratifica.
Ci che ha ritardato la ratifica proprio questo regime dellArea. I paesi
concordavano sul principio di fondo, ovvero quello del patrimonio comune
dellumanit, mettevano per in discussione il modo in cui si attuava il principio
attraverso i criteri dello sfruttamento. Secondo questi paesi che gi disponevano
della tecnologia necessaria per trivellare, aspettare che lImpresa si dotasse di
fondi e tecnologia necessaria significava rinviare oltremodo lo sfruttamento.
Proponevano unalternativa: lo sfruttamento poteva essere affidato a singoli stati
sul presupposto che comunque una parte dei proventi sarebbe stata devoluta
allAutorit per un fondo destinato ai paesi in VDS. Non condividendo il regime
disciplinato, questi paesi, con gli USA in testa che decisero di non ratificarla,
decisero di concludere tra di loro un accordo. Anche lItalia ha sottoscritto questo
accordo adottando poi una legge interna di applicazione di detto accordo. Nel
1994 si decide di aprire altre richieste dei paesi sviluppati per consentire la
ratifica: le disposizioni di questo accordo sono inserite nella parte XI della
Convenzione di Montego Bay. il primo caso di una Convenzione che stata
modificata prima dellentrata in vigore. Cosa prevede oggi in questa materia la
Convenzione? messa al bando ogni appropriazione individuale, queste risorse
devono essere sfruttate per scopi precisi, nessuno pu pretendere di appropriarsi
di queste risorse. Gli stati che intendono procedere ad uno sfruttamento devono
condurre unattivit di ricerca volta alla individuazione dei siti che per la loro
collocazione e per il quantitativo di risorse siano passibili di uno sfruttamento
produttivo. Devono essere autorizzati dallAutorit, devono presentare un piano di
ricerca, deve essere dettagliato ed evidenziare le modalit per rispettare
lambiente dellarea. Lo stato tenuto a pagare una somma ingente allAutorit e
per 10-15 anni pu svolgere la sua ricerca di individuazione dei siti di
sfruttamento. Allo scadere di questo termine lo stato pioniere / investitore
sottopone allAutorit la mappa del sito, essa lo divide in 2 parti, ne affida una
parte allo sfruttamento unilaterale e affida laltro 50 % allo sfruttamento
dellImpresa. Questa pu procedere autonomamente o creando un consorzio con i
paesi in vds, a cui sono riservati interamente i proventi di questa parte. Se per
durante il periodo (10 anni) lImpresa non in grado di sfruttare questo sito,
anche questa parte affidata allo sfruttamento unilaterale degli investitori
pionieri, a condizione che comunque una parte sia devoluta al fondo per i paesi in
vds.

DIRITTO INTERNAZIONALE

Per lo sfruttamento delle risorse minerarie della piattaforma tra 200 miglia e
350 miglia lo stato deve versarne una parte allAutorit che le fa confluire in un
fondo per i paesi in via di sviluppo.

Lart. 58 della UNCLOS: gli stati terzi nella ZEE possono godere della libert di
navigazione e sorvolo, pose di condotte e cavi sottomarini, e usi del mare
internazionalmente leciti collegati alla libert dellalto mare. Gli art. da 88 a 115,
che si occupano dellalto mare, si applicheranno alla ZEE di uno stato. La pretesa
dellIndia di esercitare la sua giurisdizione non trova base giuridica nella
UNCLOS. Quali sono i poteri esercitati su una nave in transito in alto mare?
Alto mare: zona di mare che residua dal margine esterno delle ZEE degli
altri stati. La piattaforma continentale riguarda i fondi marini, lalto mare la
colonna dacqua. Lalto mare aperto a tutti gli stati, la libert dellalto mare
include le libert sopra citate.
Se una nave ha due o pi bandiere usate a convenienza, si ritiene che non
abbia una bandiera.

Art. 92: le navi in alto mare sono assoggettate esclusivamente allo stato della
loro bandiera. Le navi in alto mare sono assoggettate alla giurisdizione esclusiva
di tale stato ma se la bandiera istituisce un mero legame formale senza alcun
legame sostanziale con uno stato, detto legame non riconosciuto.
Cosa succede se in alto mare una nave battente bandiera di un altro stato viene
coinvolta in un incidente con unaltra nave a cui causa danni compresi i cittadini

di altri stati? Art. 94 par. 7 ogni stato di bandiera ordina una commissione
di inchiesta.


Art. 97 In caso di qualunque incidente di navigazione che implichi la
responsabilit penale o disciplinare del comandante, la giurisdizione penale
pu essere attuata solo da parte delle autorit giurisdizionali dello stato di
bandiera o dello stato di cittadinanza.
Il fermo o il sequestro della nave non pu essere disposto da alcuna autorit se
non dallo stato della bandiera, neanche in via cautelare.


SCISO Il caso dei Mar
Questo incidente avvenuto al di l delle acque territoriali indiane, in una zona
che potrebbe essere la zona contigua anche se lIndia non lha mai istituita. In
questa zona lo stato costiero pu esercitare la sua giurisdizione in materia
doganale, fiscale, sanitaria e immigrazione clandestina. Nessuna perizia ad oggi
ha stabilito che i colpi di arma da fuoco siano stati esplosi dai fucili dei due mar che
erano in dotazione. LEnrica Lexie una nave mercantile, di propriet di una societ,
che aveva a bordo sei componenti della Marina
Militare Italiana, sulla base di un contratto di diritto privato tra la Marina e
la societ. Nelle acque al largo della Somalia e delloceano indiano c stata
ultimamente una recrudescenza del fenomeno della pirateria, il Consiglio di
Sicurezza ha adottato delle decisioni per chiedere agli stati di cooperare contro
questo reato in quella zona (LItalia partecipa alla missione ATLANTA). Il
contratto per cui si trovavano a bordo era un contratto non tra privati, ma
concluso dalla marina, erano dunque nellesercizio di funzioni ufficiali.
LItalia ha sostenuto correttamente limmunit dei mar da parte di uno
stato terzo.
Sulla base dellart. 58 relativo ai poteri dello stato costiero nella sua ZEE la
giurisdizione dovrebbe almeno prima facie spettare allo stato italiano.
vero che stato il comandante della nave a comandare di entrare nel porto di
Kochi, ma dal momento che la nave imbarcava sei mar, inverosimile che
questa nave che era stata coinvolta in quellincidente abbia fatto marcia indietro
senza che informazione sia stata data al comando della marina militare italiana e
senza che questo comando abbia dato lautorizzazione, un gravissimo errore da
cui scaturita questa vicenda.
Nella UNCLOS ci sono delle disposizioni attinenti la risoluzione delle
controversie che possono nascere tra gli stati parte. La Convenzione si
preoccupata che eventuali controversie che incidessero sulla sua interpretazione e
applicazione trovassero una soluzione obbligatoria. Quando nasce una
controversia tra due stati parti esse hanno lobbligo di risolvere questa
controversia con mezzi pacifici, restando loro la piena libert di questi mezzi da
utilizzare, come la negoziazione, al mediazione, i buoni uffici, il negoziato in
vista dellaccordo. Se non ci riescono, hanno lobbligo di sottoporre la
controversia ad un tribunale internazionale, come la CIG o il Tribunale del
mare o un tribunale arbitrale costituito secondo specifiche regole. LItalia
quando ha ratificato lUNCLOS ha dichiarato di accettare la giurisdizione di
entrambi i tribunali a seconda della giurisdizione che avrebbe accettato laltro
stato parte. Nel caso dellIndia le parti hanno lobbligo di rivolgersi ad un
tribunale arbitrale, costituito lautunno scorso. LItalia ha chiesto come misura
cautelare di far rientrare il mar che si trova in India fino a quando la sentenza
non venga emessa. Da anni ormai due persone sono trattenute e private della loro
libert senza che sia stata formulata contro di loro una precisa accusa penale.
Questo in violazione del Patto delle Nazioni Unite sui diritti civili e politici.

I due poli
Il Polo Sud costituito da unenorme massa di terra circondata da acque. Le
acque antartiche sono a sud del 60 grado di latitudine: il regime a cui sono
assoggettate non prevede stati sovrani. Ci sono stati nel corso dei secoli che hanno
cercato di affermare alcune pretese di sovranit: il UK e la Francia ad esempio,
perch alcune isole si trovano nella circonferenza antartica, come le Falkland /
Malvinas. LArgentina e il Cile rivendicano porzioni di sovranit e poi lAustralia,
la Nuova Zelanda e la Norvegia. Questa basa la sua pretesa di sovranit sul diritto
di scoperta. La Francia e lInghilterra rivendicano queste porzioni di sovranit
perch dicono che la piattaforma antartica insiste sulle loro piattaforme e incide
sul loro clima, ci sono poi gli Stati Uniti e la URSS che non hanno mai
rivendicato singole porzioni ma che minacciavano la rivendicazione dellintera
Antartide. La sovranit territoriale garantita dal diritto
internazionale sulla base della effettivit. Queste sono solo pretese di sovranit
che non si sono mai attuate, perch lAntartide coperto per oltre due terzi di
ghiacci perenni. Accanto a questo elemento si aggiunge un elemento giuridico.
LAntartide sempre stato ritenuto un laboratorio scientifico naturale
ineguagliabile: alcuni esperimenti non potrebbero essere condotti in nessun altra
parte della terra, essendo un luogo incontaminato (oggi molto meno). A motivo di
questo alcuni stati vararono nel 1957 e 1958 lanno geofisico internazionale,
chiamarono a raccolta tutti gli scienziati del mondo a fare ricerche in Antartide.
Nel 1959 si decise da parte di questi stati di stipulare un trattato, il Trattato di
Washington entrato in vigore nel 1961, che stabilisse un principio della libert
scientifica, quello della libert di navigazione per tutte le navi, e quello per cui
lAntartide potesse essere utilizzata solo a scopi pacifici, che non potessero
essere impiantate installazioni nucleari, e che lAntartide potesse essere
utilizzata per la ricerca scientifica, insomma un principio di diritto
consuetudinario.

Art. 4 per tutta la vigenza dellaccordo queste pretese di sovranit non saranno n
riconosciute n disconosciute e gli stati che le avanzano non faranno nulla per
estendere tali pretese o avanzarle ulteriormente ( la c.d. frozen clause). Il
trattato sarebbe stato in vigore per 30 anni e le parti nel 1991 avrebbero
deciso cosa farne. Nel corso degli anni fino al 1991 gli stati hanno ampliato la
loro cooperazione in questarea, concludendo una serie di accordi
sullutilizzazione delle risorse antartiche. Nelle acque che circondano la massa
continentale ci sono pesci e alcune specie ittiche come il krill, pieno di proteine e
considerato cibo prelibato per i giapponesi. Nel 1971 stata conclusa la
Convenzione sulle foche antartiche, a scopo essenzialmente conservativo,
stabilendo un tetto massimo che pu essere utilizzato nellarco di un anno. Nel
1980 invece stata conclusa la Convenzione di Camberra sulla pesca nelle
acque antartiche. Nel 1986 gli stati parte del trattato considerarono la possibilit
di sfruttare le risorse minerarie dei fondi marini. Il Trattato Antartico
distingueva gli stati parti consultive e gli altri stati. I primi sono quelli che
hanno un interesse scientifico consultivo in Antartide, avendo essi delle basi
scientifiche in Antartide. Accanto ad essi ce ne sono altri che hanno aperto delle
basi aperte per circa due mesi lanno, quando ospitano i ricercatori dello stato.
Gli stati terzi rispetto al trattato hanno protestato, hanno chiesto che
nellagenda dei lavori ONU fosse inserita la questione antartica, sostenendo
che essa non appartiene a nessuno e quindi pochi stati non avevano il diritto
di definire un regime duso di questa porzione di superficie terrestre. Per
superare questo contrasto ma anche per rispondere alle sollecitazioni che
provenivano da alcune societ dei paesi parte, gli stati decisero che non avrebbero
mai ratificato la Convenzione di Wellington sullo sfruttamento minerario
dellarea. Nel 1990, in prossimit della scadenza del trattato, gli stati decisero di
rinnovarlo con il protocollo di Madrid sulla tutela ambientale antartica. Esso
proclama una terra dedicata alla pace e alla ricerca scientifica. Lattivit
principale che pu essere svolta in Antartide in un regime controllato la ricerca.
Questa convenzione congela per 50 anni lo sfruttamento minerario
dellAntartide ( fino al 2045 ). Il Protocollo di Madrid introduce il principio
generale precauzionale come precedente qualunque attivit in Antartide, compresa
la ricerca scientifica, anchessa sottoposta alla valutazione sullimpatto
ambientale esattamente come la navigazione e lattivit turistica.

LADATTAMENTO DEL DIRITTO INTERNAZIONALE AL DIRITTO


INTERNO

Come le regole internazionali vengono inserite negli ordinamenti interni?


Monismo: una regola statale pu essere considerata valida e produrre i suoi effetti

se rispetta un precetto internazionale KELSEN / QUADRI
Dualismo: la dottrina prevalente, per cui lordinamento giuridico internazionale
e quello statale sono autonomi e distinti ed operano in sfere diverse.
Si detto per lesercizio della protezione diplomatica ad es. che essa un diritto
dello stato nazionale dello straniero. Il diritto internazionale autonomo ma
qualche volta le sue norme devono necessariamente fare rinvio al diritto statale
per funzionare. Ad es. esso riconosce limmunit funzionale agli organi dello stato
nellesercizio delle loro funzioni: detti organi sono indicati dal diritto statale.
Sono pi numerosi i casi in cui il diritto interno deve conformarsi al diritto
internazionale. I criteri, le procedure e i principi secondo cui ladattamento
avviene sono regolati dai diritti statali dei singoli stati.
possibile dividere queste procedure in due standard: adattamento mediante
rinvio e adattamento mediante riformulazione. In questo la norma internazionale
costituisce loccasione per la creazione di una norma statale prodotta dallo stato
stesso ma che ha la specificit di riprodurre nel suo contenuto quello della norma
internazionale.
In questo caso linterprete che tenuto ad applicare la regola internazionale
applicher la norma interna che la riproduce, pur restando essa una norma interna,
dovendola applicare anche se la consuetudine internazionale nel frattempo sia
cambiata. In questo procedimento linterprete ha una maggiore certezza, non deve
ricostruire il contenuto della norma internazionale ma solo applicarla. Accanto a
questo elemento positivo c quello negativo: una consuetudine pu essere
rimpiazzata da unaltra consuetudine e cos i trattati possono essere modificati.
Lart. 10 primo comma: Lordinamento italiano si conforma alle norme di diritto
internazionale generalmente riconosciute.
Quali sono queste norme? Solo le norme consuetudinarie. Ad esse fatto un
rinvio permanente dallart. 10. Il procedimento mediante rinvio utilizzato per
ladattamento al diritto internazionale consuetudinario. Questa disposizione venne
inserita dai padri costituenti, e fortemente voluta da PERASSI, che volle far
divenire lart. 10 un trasformatore permanente.

DIRITTO INTERNAZIONALE
Enzo Lefevre

Cosa una controversia internazionale?


A partire dalla Convenzione dellAja del 1899 c la volont espressa dagli stati
di costruire un meccanismo di risoluzione delle controversie che si rifaccia al
diritto internazionale e che sposi quanto pi possibile un mezzo di risoluzione
pacifica delle controversie.

Art. 2 Carta ONU Imperativo divieto delluso della forza
Ci sono controversie che hanno una caratteristica pi politica, altre che ne hanno
una pi giurisprudenziale.

Un caso di controversia prettamente politica e non giuridica ad esempio la


violazione di un trattato di non proliferazione nucleare, trattato che di per s
non vincola tutti gli stati, ma solo quanti lo abbiano firmato e ratificato.

Art. 33 Carta ONU: una serie di disposizioni con cui lONU invoca la
possibilit che gli stati utilizzino mezzi diplomatici per la soluzione delle
controversie. Essa determinata dalla volont delle parti di risolvere le
controversie nel modo pi semplice possibile. Un mezzo possibile il negoziato.
il primo dei mezzi di risoluzione delle controversie diplomatiche, ma
incorpora anche lattivazione della risoluzione stessa. Qual il risultato di un
negoziato? La stipulazione di un nuovo accordo. Esso, cambiando le regole del
gioco, potrebbe permettere agli stati di partire, in caso di arbitrato, da un piano
completamente differente. Ne un esempio il caso Lockerville, una controversia
tra USA e Libia era stata avviata, ma laccordo aveva fatto cadere la controversia
di carattere giurisprudenziale.

Lart. 33 della Carta:

1. Le parti di una controversia, la cui continuazione sia suscettibile di mettere


in pericolo il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale,
devono, anzitutto, perseguirne una soluzione mediante negoziati,
inchiesta, mediazione, conciliazione, arbitrato, regolamento giudiziale,
ricorso ad organizzazioni od accordi regionali, od altri mezzi pacifici di
loro scelta.
2.
2. Il Consiglio di Sicurezza ove lo ritenga necessario, invita le parti a
regolare la loro controversia medianti tali mezzi.

Buoni Uffici:
Una terza parte, che pu essere o un terzo stato o unOrganizzazione
Internazionale o un individuo o una serie di individui: a fine 2007 sono le
elezioni in Kenya per il rinnovo della presidenza. A seguito delle elezioni vi
un conflitto tra le parti (i partiti) tanto che si arriva allinstaurazione di un
principio genocidario tra le parti contendenti, entra come mediatore Kofi Annan,
ex Segretario Generale ONU.

Allinterno di uno spazio pacifico, in un processo di controversia anche forte e


acuito, pu nascere un meccanismo di rilassamento delle parti arroccate sulle
proprie posizioni. I buoni uffici non sono presenti nella Carta, ma in una serie
di trattati internazionali, come le Convenzioni di Ginevra.

Mediazione:
Il terzo chiamato dalle parti a cercare di trovare una soluzione del conflitto.
Nessuno di questi meccanismi pu distruggere laltro, semmai la mediazione pu
comportare linvito alle parti a trovare la soluzione attraverso un mezzo giuridico,
come larbitrato o le corti internazionali.

Conciliazione:
Si cerca di trovare una soluzione attraverso un meccanismo conciliativo, che
nella media uno strumento che comporta lesistenza di una commissione di
conciliazione, composta da individui, dove solitamente sono presenti
individui terzi cos come individui di entrambe le parti.
C una istituzionalizzazione del meccanismo conciliatorio.
Allinterno dei trattati si possono trovare delle clausole che comportino,
allinsorgere della controversia, che si venga a costituire un meccanismo di
conciliazione che non deve per forza portare al risultato.

Inchiesta:


Si procede ad una verifica delle condizioni che hanno portato alla controversia
Pu portare allapertura di una procedura di negoziazione. uno dei mezzi che pu
essere utilizzato dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Soluzioni giurisprudenziali delle controversie

Arbitrato:
Par in parem non habet iudicium
A volte per arrivare al mezzo di soluzione giuridica abbiamo bisogno di acquisire
i dati della controversia stessa attraverso meccanismi diplomatici. Sia linchiesta
che la conciliazione sono strumenti di cui si avvale la CEDU, organo del
Consiglio dEuropa.
Larbitrato trova la sua prima realizzazione allinterno della Corte
Permanente di Arbitrato, nata allinterno della Convenzione dellAja del 1899.
uno strumento tuttoggi esistente, lente predisposto ad individuare i giudici
che faranno parte della CIG. La Corte Permanente di Arbitrato diminuita nella
sua capacit operativa perch si avvia unicamente solo quando ve ne sia la
necessit e quando non si trova la possibilit di agire presso altri organismi.
stato linizio della capacit di altri stati di dotarsi di strutture sistemiche, come la
Corte Permanente della SDN fino alla CIG dellONU.

La Corte Internazionale di Giustizia


La Corte ha una funzione arbitrale o conciliativa e una funzione consultiva. La
prima funzione pone la sua premessa di esistenza sulla volont delle parti a
sottoporsi al giudizio della Corte. Come si ottiene questa volont?

1) Clausola compromissoria Una clausola che allinterno di un trattato
esprime la volont delle parti allinsorgere di una controversia sul trattato stesso o
su ci che ne deriva, di sottoporsi alla giurisdizione della CIG.

22
Dichiarazione unilaterale di accettazione della giurisdizione
Dichiarazione che gli stati fanno unilateralmente e che pu avere o un
meccanismo totale (quasi mai) altrimenti pu avere una ratio temporis, una ratio
materiae, una ratio personae.

La corte composta di individui, non da stati.


La Corte pu esprimere la propria incapacit di giudicare in merito ad una
determinata questione. La Corte non giudica in merito a questioni che non siano
di diritto, ma meramente politiche.

Art. 38 STATUTO CIG:

1. La Corte, cui affidata la missione di regolare conformemente al diritto


internazionale le divergenze che le sono sottoposte, applica:
a.
le convenzioni internazionali, generali o speciali, che istituiscono delle regole
espressamente riconosciute dagli Stati in lite;
b.
la consuetudine internazionale che attesta una pratica generale accettata
come diritto;
c.
i principi generali di diritto riconosciuti dalle nazioni civili;

d.
con riserva della disposizione dell'articolo 59, le decisioni giudiziarie e la dottrina
degli autori pi autorevoli delle varie nazioni, come mezzi ausiliari per
determinare le norme giuridiche.
3. La presente disposizione non pregiudica la facolt della Corte di
statuire ex aequo et bono se le parti vi consentono.
Attraverso lart. 2 della Carta Onu stato proibito luso della forza. Attraverso le
disposizioni del Consiglio di Sicurezza ONU possono essere applicate
contromisure, non possono comportare luso della forza a meno che il
mancato rispetto di una sentenza possa comportare il rischio per la pace e la
sicurezza internazionale.
N.B.
Nel meccanismo elettivo dei giudici della Corte, il veto da parte dei 5 non pu
essere utilizzato, dovendo i giudici essere approvati dalla Assemblea Generale e
dal Consiglio di Sicurezza.


Messico No Veto restrictions

Francia Codice di condotta

Funzione consultiva:

La Corte chiamata ad esprimere un parere su questioni di diritto. Il parere


non vincolante a meno che uno non sia ripreso in tutto o in parte dagli stati
come oggetto di un nuovo trattato, oppure non si crei una consuetudine rispetto
a ci che il parere ha espresso. Possono richiederlo:
lAssemblea Generale, il Consiglio di Sicurezza, e gli Istituti Specializzati
ONU, solo previa approvazione dellAssemblea Generale. Gli stati non possono
autonomamente richiedere un parere alla Corte.

I Tribunali Internazionali

I primi tribunali penali internazionali a nascere sono quello di Tokyo e quello di


Norimberga, che giudicano per la prima volta non gli stati ma gli individui. Poi i
tribunali istituiti dal Consiglio di Sicurezza per lEx Jugoslavia (risoluzione
827, 1993) e per il Ruanda (risoluzione 955, 1994), vincolati ratione materiae,
ratione temporis, ratione personae e hanno priorit sulla giurisdizione interna.
La Corte Penale Internazionale ha invece una giurisdizione complementare,
pu giudicare solo previo esaurimento dei ricorsi interni o solo nel caso
dellimpossibilit delle corti interne a giudicare.
Tribunale Speciale per la Sierra Leone e le Special Chambers per la
Cambogia.

La Corte Penale Internazionale giudica gli individui di uno stato parte o che
abbiano commesso il crimine in uno stato parte.

La giurisdizione penale internazionale prevede solitamente due gradi di giudizio.

Corte di Giustizia dellUnione Europea


Pu giudicare le controversie tra stati allinterno dellUE, tra stati ed organi
dellUE, ma pu essere invocata dagli individui qualora degli aspetti
dellordinamento dellUE possano in qualche modo danneggiarli
direttamente. Ha 3 funzioni:
1) Legittimit degli atti dellUnione che abbiano natura vincolante (non
raccomandazioni e pareri)
2) Ricorso in carenza: quando un organo UE carente ad aver disposto un
atto doveroso
3) Ricorso pregiudiziale

Organizzazione Mondiale del Commercio

Dispute Settlement Understanding: in caso di manifesta controversia di


carattere commerciale, nella volont degli stati a sottoporsi al giudizio OMC, c
una procedura che inizia con i panels di esperti (3). La controversia passa al
Dispute Settlement Body, che ha competenza a giudicare il meccanismo di
controversia. Il problema fondamentale si basa sulla volont di reperire tutti i
fondamenti per evitare che ci siano delle contromisure da parte degli stati contro i
giudizi dellOMC. I membri del panel ricoprono un ruolo fondamentale: in ambito
commerciale le competenze possono essere totalmente diverse.

DIRITTO INTERNAZIONALE
La CIG nel 1986 si trovava di fronte ad un problema: gli USA ne avevano
accettato la competenza solo in relazione a disposizioni del diritto internazionale
generale e di trattati bilaterali. La Corte non poteva dunque basarsi sulla Carta
ONU, essendo essa un accordo multilaterale. Ha dovuto istituire dunque questo
parallelo tra diritto consuetudinario e Carta ONU.
Quando nascono le Nazioni Unite (oggi 193 stati membri) lobiettivo principale dei
51 statui originali era : salvare le future generazioni dal flagello della guerra,
mantenere la pace e la sicurezza internazionale. LONU ha creato il Consiglio di
Sicurezza e lAssemblea Generale. Il primo un organo a composizione ristretta,
quindici stati parte di cui 5 sono a titolo permanente, gli USA, la Federazione Russa
(1991), il Regno Unito, la Francia, la Cina. Gli altri 10 vengono eletti ogni
2 anni. I 5 hanno il diritto di veto, possono bloccare ladozione delle delibere del
CDS. Il CDS quando si tratta di una delibera sostanziale la maggioranza deve
essere di 10 su 15 ma nei 10 deve esserci un membro permanente. Quando si
cercato di ottenere una condanna della Federazione Russa per lannessione della
Crimea contro lUcraina, il CDS non ha potuto farlo perch la Cina si era astenuta,

la Russia ha posto il veto. Lastensione (art. 27 comma 3 il CDS deve decidere
a maggioranza compreso il voto dei 5) la prassi sviluppatasi prevede che le

delibere passino anche per le astensioni. Art. 31 Conv. Vienna le disposizioni di
un trattato vanno interpretate alla luce anche della prassi condivisa formatasi. Art.

24 Carta ONU responsabilit principale per la sicurezza e la pace

internazionale CDS.
Questa non una competenza originaria del CDS la responsabilit principale
degli stati membri che delegano questa competenza sulla base della Carta e
riconoscono che il CDS agisce in loro nome e per loro conto, e accettano di
eseguire le decisioni da esso adottate. Le funzioni principali dellordinamento
sono decentrate in ogni ordinamento giuridico (legislativa, garanzia del diritto,
accertamento del diritto). La prima esercitata da specifici organi di rango
costituzionale negli stati, la seconda dai magistrati, la terza, attuazione coercitiva
del diritto, agli organi di polizia.
Nel diritto internazionale le funzioni principali sono dunque decentrate, sono gli
stessi soggetti dellordinamento, in primis gli stati ma anche le O.I. ad esercitare
queste funzioni, ad attuarle con accordi. Non esistono giudici precostituiti per
legge: la funzione giurisdizionale nel diritto internazionale ha natura arbitrale.
C una pluralit di tribunali internazionali che nascono sulla base di un accordo

internazionale CIG, Tribunale internazionale del Mare, CEDU, etc. La loro
competenza determinata dagli stati, non generale, nemmeno quella della CIG.
Ci sono stati che accettano la competenza della CIG senza riserve, altri come gli
USA che escludono le convenzioni multilaterali, altri come lIndia che escludono
la determinazione delle zone costiere, etc.
Non esiste una polizia internazionale e la legittima difesa, eccezione nel diritto
statale, nel diritto internazionale la regola, specialmente nel diritto
internazionale classico. Nel corso dei secoli gli stati hanno cercato di mettere dei
paletti per limitare luso della forza. Hanno agito su due binari paralleli: da un lato
sviluppando il principio di jus cogens dellobbligo di risolvere pacificamente le
controversie internazionali. Laltro binario su cui ci si mossi mettere dei limiti
alla libert degl stati e a ricorrere alluso della forza. Guerra giusta o guerra
ingiusta:.


Patto Briand-Kellog mette al bando la guerra come strumento di aggressione
agli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie. Non si occupa
degli usi minori della forza, per questi si deve arrivare allart. 2 par. 4 della Carta
ONU, che secondo la CIG riflette esattamente il diritto internazionale.
Quali eccezioni riconosce la Carta ONU? In primis le azioni per assicurare la pace
e la sicurezza internazionale previste ai sensi del Capitolo VII. Laltra eccezione
la legittima difesa, individuale o collettiva, disciplinata dallarticolo 51 della
Carta. Ci sono altr apparenti eccezioni nate dalla prassi.
Quali azioni il CDS pu sviluppare per il mantenimento della pace e della
sicurezza internazionale? Esso agisce sul mandato, su delega degli stati membri.
Capitolo VII: Minaccia alla pace, violazione della pace, atto di aggressione.
Perch il CDS possa esercitare poteri cos esclusivi ha lobbligo di procedere
dellaccertamento delle tre fattispecie: solo in presenza di uno dei tre presupposti
di cui sopra esso pu agire sulla base del capitolo VII.
Nel sistema dellONU non c un tribunale che possa interpretare le
disposizioni della Carta in modo vincolante per gli stati membri, a differenza
ad es. della CGUE e della CEDU. La CIG pu decidere solo controversie tra
stati, e solo quelle che gli stati vogliono deferire alla CIG.
La Carta dellONU al suo interno non contiene una definizione di minaccia alla
pace. La minaccia alla pace solo una situazione di tensione tra due stati o pu
essere anche una situazione interna ad uno stato suscettibile di creare condizioni
che minaccino la pace internazionale, ad es. una guerra civile, che pu
determinare flussi di migranti? Negli ultimi anni il CDS molto spesso si mosso
sulla base di situazioni meramente interne agli stati, si pensi agli interventi della
guerra in Bosnia Erzegovina. La Carta non contiene una definiziona nemmeno
della violazione della pace: essa certo una situazione di attrtito tra stati
comportando luso della forza al di l dei confini statali. C poi laggressione:
non esiste nel diritto internazionale generale una definizione dellaggressione. Ci
sono trattati di difesa collettiva che mettono alla base la difesa dagli atti di
aggressione.Negli anni 70 lAssemblea generale si proposta questo compito, ha
istituito un comitato ad hoc, e nel 1974 arrivato ad una definizione della
aggressione armata recepita da una dichiarazione di principi dellAssemblea. Essa
definita come uso della forz armata contro lintegrit territoriale po
lindipendenza politica di uno stato. C poi tutta una serie di atti tipici che
rientrerebbero nella fattispecie: se uno stato usa le sue truppe al di l delle
condizioni stabilite dal consenso dello stato, o lattacco contro navi militari o
cittadini di un altro stato. Significativa una disposizione che stata molto
analizzata, lart. 3 lettera g della definizione di aggressione: aggressione
linvio da parte o per conto di uno stato di gruppi armati mercenari o bande
armate che compiano atti di forza armata contro un altro stato di intensit tale da
equivalere ad unaggressione armata di un altro stato.

Questione palestinese gli stati arabi erano spesso vittime di raid militari da
parte di Israele.
In vari conflitti lo scontro armato stato indiretto: il CDS non mai intervenuto
perch bloccato dal veto di uno dei 5 membri permanenti.
Quando lAustralia, gli USA, la Francia hanno deciso di effettuare un intervento
armato in Siria, senza chiedere il consenso del governo siriano, a differenza della
Russia, non riconoscendo pi dal 2011 il governo di Assad, pur essendo esso un
governo effettivo. La giustificazione fu che dalle basi del territorio occupato,
lISIS sviluppa attacchi armati contro lIraq, che ha chiesto alla comunit
internazionale, e specificamente agli USA, di essere aiutato. La giustificazione
dunque quella della legittima difesa collettiva. La definizione dellAssemblea
Generale del 1974 stata criticata dalla CIG.

Lart. 51 parla di aggressione armata, non di attacco armato. Laggressione armata


crea iun pericolo imminente contro lo stato, che non ha altri mezzi per difendersi
se non luso della forza. Non tutti gli attacchi sono unaggressione. Attacco
armato pu essere anche uno sconfinamento delle truppe di uno stato in un altro
stato. La risposta dello stato deve rispondere alla proporzionalit dellattacco
subito, ad uno sconfinamento non si pu rispondere con un bombardamento.

La rappresaglia nel diritto internazionale classico aveva un carattere successivo


alla lesione dellinteresse statale ed aveva natura punitiva. La legittima difesa
aveva natura preventiva, poteva comportare o meno luso della forza armata, nel
diritto internazionale contemporaneo, contrassegnato dal divieto delluso o
minaccia della forza, la rappresaglia, oggi contromisura, sempre successiva,
ma non pu mai comportare limpiego della forza armata. Si pu rispondere in
legittima difesa solo in seguito ad un attacco armato, o se si vuole dare spazio
allinterpretazione della dottrina anglosassone, anche per un attacco imminente.
Prima esisteva la pre-emptive self-defence di George W. Bush, una sorta di
legittima difesa putativa nel diritto interno. Poche settimane dopo lelaborazione
di questa teoria gli USA entrano in guerra in Iraq insieme allInghilterra di Tony
Blair. La Camera dei Comuni aveva bocciato questa lettura dellart. 51 della Carta
ONU. Blair ricorse ad unaltra giustificazione affermando che lintervento era
necessitato dallesigenza di obbligare Saddam Hussein a conformarsi alle
decisioni del CDS e a tutela dei curdi dellIraq. Il tentativo di far passare una
nuova interpretazione dellart. 51 fallita.

Una forma di aggressione che giustifica la sicurezza collettiva nel Trattato di Rio
che istituisce lOAS quella della aggressione ideologica, di cui Cuba venne
accusata nel 1962, oltre che di finanziare e sovvenzionare partiti armati e di
opposizione. La conclusione fu che Cuba venne sospesa indefinitamente
dallOAS per lintervento contro gli stati limitrofi. Il consiglio dellOAS a cui gli
USA si rivolsero raccomand un embargo navale. Cuba denunci la misura come
illegittima davanti al CDS dellONU, che ovviamente per fu impossibilitato ad
agire per il potere di veto di alcuni dei 5.

Il Consiglio dellOAS pu comandare o decidere tutte le misure per rispondere ad


un attacco non armato. Se queste misure implicano la forza armata, il Consiglio
pu solo raccomandarle, non imporle.

Nel diritto internazionale non esiste nessun trattato che possa obbligare a
ricorrere alla forza armata.
La legittima difesa collettiva presuppone che uno Stato possa intervenire anche
con luso della forza accanto ad un altro Stato che sia Stato attaccato, sempre
previo consenso di detto Stato.

Nel 2001 per la prima volta la NATO era pronta ad attivare lActivation Order ai
sensi dellart. 5 del Trattato di Washington ma gli USA hanno rifiutato laiuto,
intervenendo insieme al Regno Unito.

Lart. 51 definisce la legittima difesa come un diritto naturale. Le condizioni


perch si attivi la legittima difesa sono la necessit, la proporzionalit e secondo
alcuni anche limmediatezza. Su questultima non tutta la dottrina
internazionalistica concorde, va intesa cum grano salis. La legittima difesa pu
essere legalizzata anche allinterno di trattati od organizzazioni internazionali. La
NATO nasce in funzione dichiaratamente anti-sovietica. Lart. 5 del trattato NATO
esprime il presupposto per cui scatti il meccanismo dellalleanza, e la fattispecie
prevista ancora una volta lattacco armato. Il trattato solo un patto di difesa
collettiva e pi propriamente di alleanza militare, non crea unorganizzazione
militare.

Articolo 5

Le parti convengono che un attacco armato contro una o pi di esse in Europa o


nell'America settentrionale sar considerato come un attacco diretto contro tutte
le parti, e di conseguenza convengono che se un tale attacco si producesse,
ciascuna di esse, nell'esercizio del diritto di legittima difesa, individuale o
collettiva, riconosciuto dall'art. 51 dello Statuto delle Nazioni Unite, assister la
parte o le parti cos attaccate intraprendendo immediatamente, individualmente e
di concerto con le altre parti, l'azione che giudicher necessaria, ivi compreso
l'uso della forza armata, per ristabilire e mantenere la sicurezza nella regione
dell'Atlantico settentrionale. Ogni attacco armato di questo genere e tutte le
misure prese in conseguenza di esso saranno immediatamente portate a
conoscenza del Consiglio di Sicurezza. Queste misure termineranno allorch il
Consiglio di Sicurezza avr preso le misure necessarie per ristabilire e mantenere
la pace e la sicurezza internazionali.


Art. 42 . 7 TUE Clausola di legittima difesa collettiva

Art. 222 TFUE Clausola di solidariet misure a difesa di uno stato membro
che sia soggetto a minaccia di un attacco, compreso lattacco terroristico.

Cap. VIII CARTA ONU

costituito solo da 3 articoli: 53, 54, 55. A San Francisco non era stato previsto
nulla del regionalismo politico e delle organizzazioni regionali. Spingevano in
particolare gli stati americani, che nellOAS, a differenza dellONU, sedevano in
condizione di parit con gli USA. Pochi mesi prima della firma, questi paesi
adottarono una solenne dichiarazione che assumeva il rango di un accordo
internazionale con cui stabilivano che la sicurezza collettiva del continente
americano era una questione comune di tutte le americhe.
Gli stati arabi dettero vita qualche mese prima ad una organizzazione regionale, la
Lega degli Stati Arabi, allinterno del cui trattato inserirono una disposizione sulla
legittima difesa collettiva. Quando si discusse dello schema della Carta prima ella
firma, i relatori della carta furono costretti a confrontarsi con questa nuova realt
ed inserirono il capitolo VIII sugli accordi regionali. Esso riconosce alcune
competenze nel settore della soluzione delle controversie internazionali e delluso
della forza.

Le Peace-Keeping operations
LEUNAVFORMED una delle misure per il mantenimento della pace adottate
dallUE ai sensi degli artt. 42-42 del TUE. Attualmente lEUNAVFORMED si
trova nella seconda fase, la prima era solo una missione di monitoraggio. Sulla
base di una risoluzione del CDS si passati nel 2015 nella seconda fase, in cui
possono essere intercettate ed eventualmente catturate navi che praticano la tratta
dei migranti anche in acque internazionali. Per la terza fase devono concorrere
due elementi: il consenso dellautorit libica e lautorizzazione del CDS ai sensi
del capitolo VII della Carta ONU.

La responsabilit internazionale

Per decidere se una persona organo dello stato bisogna guardare lordinamento
interno dello stato in questione.

La CDI ha studiato la materia della responsabilit internazionale degli stati.


LAssemblea generale non ha approvato definitivamente il Progetto. Solitamente
se approva un progetto si trasforma in un trattato, oppure pu incorporarlo in una
dichiarazione di principi. Non abbiamo dunque un documento vincolante, ma vi si
fa riferimento perch lo ha sempre fatto la giurisprudenza internazionale.
Soggetti dellordinamento giuridico internazionale sono anche lO.I.
Sullargomento la Commissione ha prodotto un altro progetto di articoli nel 2013.
Le O.I. sono soggetti diversi dagli stati, non disponendo n di un popolo n di un
territorio, sono soggetti funzionali. Ci sono due convenzioni sul diritto dei trattati,
la prima del 1969, la seconda del 1986. Le O.I. sono anche definite soggetto
secondario, non per importanza, ma perch nascono sulla base di un accordo
prodotto tra stati. Si ritenuto che le regole sulla responsabilit delle O.I.
dovevano essere diverse.

Responsabilit internazionale degli stati

un rapporto giurido che consegue ad un illecito, definibile come condotta di uno


stato materiale contrario ad un obbligo internazionale che sia imputabile allo stato,
commesso dunque da una persona fisica che sia organo dello stato, distinzione che
deve essere rilevata dal diritto interno.


Art. 4 comma 2 Progetto
La condotta dellorgano va imputata allo stato anche quando lorgano agisce ultra
vires, cio al di fuori delle istruzioni ricevute. Ci sono per delle ipotesi in cui lo
stato per porre in essere una certa attivit si avvale di privati, di persone fisiche o
giuridiche che non sono organi dello stato. Se la persona privata agisce per conto
dello stato o se riconosce come proprio il comportamento posto in essere da
privati, questo va attribuito allo stato. Ci sono altre ipotesi in cui lo stato pu


essere chiamato a rispondere dellattivit posta in essere da privati.

Inviolabilit dei locali diplomatici.

Quando il Progetto stato disposto lo Jus Cogens si era gi affermato cos come
questa nuova categoria di norme che pongono obblighi erga omnes. Nel caso in
cui lillecito consista nella violazione di Jus Cogens (gross violations) una serie d
conseguenze supplementari, in particolar modo gli stati devono cooperare per
porre fine alla violazione, hanno lobbligo di non riconoscere situazioni che si
siano prodotte a seguito di detta violazione.