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IN       NOME     DEL     POPOLO    ITALIANO

TRIBUNALE  DI   ROMA


SEZIONE    DISTACCATA DI OSTIA
N. RG.255-02      
REPUBBLICA     ITALIANA
Il   Giudice   dott. cons.   Massimo Moriconi 
nella   causa
tra
M. D. D. I. Inc. in persona del suo legale rappresentante pro tempore (avv.ti A. G., P. M. e L. Z.)
  attrice
e
 A. T. I. spa in persona del suo legale rappresentante pro tempore (avv.M. D.S.)
  convenuta
e
 G. I. srl in persona del suo legale rappresentante pro tempore (avv.A. D.E.)
intervenuta
ha emesso e pubblicato, ai sensi dell’art.281 sexies cpc, alla pubblica udienza del 20.1.2005 dando lettura del
dispositivo e della presente motivazione, facente parte integrale del verbale di udienza, la seguente

S  E  N  T  E  N  Z  A
 
letti gli atti e le istanze delle parti,
osserva:
le domande della società attrice sono risultate  infondate.
La richiesta di conferma della ordinanza del 16.3.2002 va rigettata.
Ed invero l’attrice non ha prodotto né il fascicolo di parte della fase interinale né ha prodotto copia dell’ordinanza in
questione, di cui pertanto il Giudice non ha conoscenza legale. Quanto alla lagnanza circa la separazione della
precedente fase da questa di merito, le motivazioni della ordinanza rimangono valide (è sufficiente dire che non sarebbe
stato sufficiente rinviare l’udienza di prima comparizione ex art.180 cpc come sostenuto a pagina sei della citazione
perché tale udienza ed il relativo termine per memoria che va concesso al convenuto non fanno salve le decadenze
relative alle domande riconvenzionali ed alle chiamate di terzo, per il che rimangono insuperate le osservazioni della
ordinanza rispettosamente critiche avverso la giurisprudenza delle Sezioni Unite che propugna in palese contrasto con
quanto espressamente disposto dal capoverso dell’art.703 cpc cpc l’unitarietà del giudizio possessorio).
L’istruttoria (orale e documentale) ha chiaramente e senza dubbio dimostrato l’assenza di una situazione di possesso ( o
di detenzione qualificata) in capo alla M. D. D. I. Inc..
Ed invero i locali di cui si discute venivano consegnati a tale società affinché potesse effettuare i lavori necessari al loro
utilizzo.
Di fatto però la M. D. D. I. Inc. non ha mai preso possesso dei locali che sono rimasti del tutto abbandonati e vuoti,
tanto da essere soggetti ad azioni vandaliche da parte di ignoti. Di tale situazione l’A. si lamentava in modo formale
(cfr. lettera del 28.12.2001, doc.12) con la M. D. e con altri soggetti (cfr. lettera del 18.1.2002 doc.16). Gli unici lavori
effettuati dalla M. D. consistevano in superfetazioni abusive esterne ai locali.
Di tutto ciò è stato acquisita credibile prova orale da persone informate dei fatti che riferivano in modo specifico fatti
dei quali avevano avuto diretta conoscenza (cfr. dichiarazioni testi L. e Z. circa l’assenza di qualsiasi presenza M. D.
all’interno dei locali che risultavano fino all’accesso dell’Ufficiale Giudiziario incaricato di dare luogo alla reintegra del
tutto vuoti ed abbandonati nonostante il notevole tempo – più di un anno - trascorso dalla consegna formale che risaliva
al febbraio 2001).
Come dire che la M. D. non ha mai avuto in senso proprio il possesso o la detenzione dei locali in questione e che
se tale si volesse qualificare il verbale formale di consegna dei locali (ma ciò sarebbe errato perché possesso e
detenzione sono situazioni di fatto) allora occorre dire che i locali stessi venivano di fatto abbandonati dall’attrice
che non manifestava alcun segno esteriore di tali situazioni soggettive non esercitando alcun atto esteriore tipico del
possessore o detentore (né l’attrice ha saputo indicarne alcuno; mentre il teste indotto dall’attrice ha deposto in modo
generico, contraddittorio, vedi sulla questione conclamata degli abusi esterni, e in definitiva assolutamente non
credibile).
In ogni caso, stante le circostanze, è da escludere che, nell’eventuale comportamento dell’A. si possa ravvisare il dolo
che necessariamente deve presiedere all’atto di spoglio.
Le spese, fra le parti principali, seguono la soccombenza e vengono liquidate come in dispositivo; dovendosi
compensare per il resto.
P.Q.M.
definitivamente pronunziando, ogni contraria domanda eccezione e deduzione respinta, così provvede:
     RIGETTA le domande della M. D. D. I. Inc. in persona del suo legale rappresentante pro tempore;
     CONDANNA la M. D. D. I. Inc. in persona del suo legale rappresentante pro tempore al pagamento delle spese di
causa che liquida in favore di A. spa in persona del suo legale rappresentante pro tempore  in complessivi €.1.800,00  di
cui  €.180,00 per spese, oltre IVA e CAP ed in favore di A. srl in persona del suo legale rappresentante pro tempore in
complessivi €.€.1.300,00  di cui  €.120,00 per spese, oltre IVA e CAP;
     SENTENZA esecutiva.-               Ostia lì 20.1.2005
               Il Giudice
                 dott.cons.Massimo Moriconi