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7 maggio 2020

Malinowski era importante più che per la teoria, perché aveva introdotto la ricerca sul campo
(osservazione partecipante). Il suo esempio per fare ricerca erano i trobriandresi.
Levi-StraussHa fatto ricerca in periodi limitati, Brasile- vive in brasile e insegna lì e faceva
ricerca. Importante per la teoria.
Strutturalismo -> inventato in antropologia da Levi-Strauss, ma i principi base li troviamo in
linguistica  antropologia strutturale. Esiste anche strutturalismo linguistico.
Jacque-Lacan  fa psicoanalisi di impianto strutturalista
Michel Foucault -> strutturalista nel campo della storia
Strutturalismo dilaga in Francia a partire dagli anni ’50 e alcuni dei suoi principi sono validi anche
ora. I principi di base sono pochi e vengono applicati in altri campi. Una questione che ci serviva
moltissimo, anche perché studieremo Geertz, è quella che serve a distinguere antropologia,
etnografia e etnologia.
Levi-Strauss fa questa distinzione in “Antropologia strutturale”
Etnografia riguarda la ricerca sul campo, stare per un certo periodo di tempo e farne un resoconto.
Coral garden e Argonauti sono delle monografie.
Etnologia: è etnologo chi si qualifica attraverso la comparazione; compara due culture.  non è
necessario mettere i piedi sul campo, bastano i resoconti di altri antropologi.
Antropologia  il grado massimo di generalizzazione sull’uomo. Antropologia risponde a
domanda che cos’è il genere umano indipendentemente dalla cultura specifica.
PROCESSO DA MASSIMA ESPERIENZA A MASSIMA GENERALIZZAZIONE (da
etnografia a antropologia)
Campo- comparazione-generalizzazione  è un modo per fare chiarezza e spiegare che lui si deve
occupare anche delle leggi generali dell’uomo. L’antropologo è colui decifra le leggi, i codici della
cultura che nella massima astrazione corrispondono alle leggi della natura umana.
La cultura come tutto organico (funzionalisti) è troppo legata a ciò che è concreto  critica di
Levi-Strauss
Levi-Strauss e Jacobson si incontrano a New York, segue le lezioni Jacobson, e ispira Levi-Strauss
 è a partire da qui che nasce lo strutturalismo.
Jacobson si ispira a sua volta a Saussure. Il libro di cui parla Jacobson “Corso di linguistica
generale”, non l’aveva scritto lo stesso Saussure e una volta morto Saussure, gli allievi con i loro
appunti hanno messo insieme il libro. Contiene le idee e leggi che poi saranno dello strutturalismo
in linguistica.
Tre dicotomie saussuriane
1) Segno  il segno è entità a due facce, importante perché quando Levi-Strauss parlerà di
parentela dirà che gli uomini si scambiano le donne come se fossero dei segni. Una faccia
è il suono, l’altro idea. I suoni non sono fini a se stessi, ma vi sono le idee che contengono.
(ovvero significante-significato; espressione-contenuto). I significanti non sono fonetici
ma hanno anche a che fare con altre cose es i gesti, quindi dire solo suono e idea è
incompleto. Il segno trae il suo valore dal sistema, non può essere isolato
2) Sistema e processo (langue e parole; Chomskij parla di competenza ed esecuzione)
all’interno del sistema ci sono tutti i segni e la cosa più interessanti è che il segno non
viene mai visto in sé, ma in termine di relazione con gli altri segni. Lo strutturalismo è
quella branca dell’antropologiache cerca divedere le cose in termine di relazione. Due
modi di conoscere  prendere le cose direttamente in sé; spiegare oggetto attraverso le
relazioni.
3) Sincronia e dicronica  linguistica fino a qui è stata diacronia, lingua studiata
nell’evoluzione del tempo. MA, dice Levi-Strauss, si può studiare lingua dal punto di vista
sincronico, ovvero studiare la lingua in un determinato momento. Levi- Strauss

Mitologiche  prende mito e lo analizza non tanto in sé, ma in termine di relazione con
gli altri miti.
Un modello di relazioni astratte quando viene preso in considerazione nelle sue specificità
diventa il PROCESSO.
A Levi-Strauss interessa il sistema delle relazioni, non il processo.

Tristi tropici racconta esperienza sul campo ed è un testo complesso. Viene raccontato
come se fosse una narrazione di viaggio, resoconto etnografico. E’ anche un testo
filosofico perché mette accento su questioni concettuali.
Geertz in seguito scriverà saggi su Levi-Strauss in cui dice che Tristi tropici è bello perché
unisce questi aspetti e che questo è il testo più bello di Levi-Strauss. Ma non si può dire
che qui dice tutta la storia dello strutturalismo, perché è presente in altri saggi.
Importante invece è Antropologia Strutturale in cui parla di ciò che può essere
un’antropologia.

“Non è l’esperienza che ci permette di accostarci alla realtà” -> critica di Levi-Strauss a
Malinowski
Quindi si può dire che antropologia procede per aggiustamenti progressivi.
Uno dei testi fondamentali è il “Pensiero selvaggio”  difende i selvaggi e prende le
distanze dagli evoluzionisti. Dice che i selvaggi hanno un loro pensiero complesso,
complesso quanto il nostro. (Bergson).

Cura sciamanica, la parentela e la mitologia.  ambiti dell’antropologia strutturale.


Nel campo della parentela dice che la guerra è uno scambio che è andato male (guardare esempio
del libro su gruppo A e b che si sposano perché il professore non sa spiegare).
Il significato non è altro che questo mettere in relazione (da Vicino e da lontano-Levi Strauss)

14-05
Funzione olistica della cultura è il punto di passaggio tra funzionalismo e strutturalismo  cultura
come un tutto con elementi in stretta correlazione.
La concezionalistica secondo Levi-Strauss pecca di materialismo, vista in termini troppo concreti.
L’idea di struttura  le relazioni sono immateriali.
Struttura e sistemi sono dei sinonimi  Saussure parlava di langue,che viene tradotto con sistema.
Struttura = relazione.
Parentela, mitologia e cura sciamanica  ambiti antropologia strutturale.
Nella cura sciamanica, lui dà esempio dell’efficacia simbolica. Articolo di una decina di pagine di
“Antropologia strutturale”. Racconta di parto che avviene tra i kuna di Panama. Donna ha
problemi a partorire e va dallo sciamano che prepara il luogo per effettuare la cura sciamanica. Lo
sciamano non tocca la paziente, la cura avviene per manipolazione indiretta. Alcuni esseri entrano
nella vagina della donna e prendono il bambino, quindi sciamano dice alla donna come aver
bambino senza toccarlo.
LO SCIAMANO è EFFICACE PROPRIO PERCHE’ LA DONNA E LO SCIAMANO
CONDIVIDONO LO STESSO MITO. C’E’ UNA CREDENZA COMUNE ALL’INTERNO
DI QUESTA COMUNITA’. LEVI-STRAUSS FA PARALLELO CON LA PSICANALISI
(cura senza toccare il paziente e che avviene per manipolazione indiretta. L’efficacia avviene
attraverso le parole). Effetti positivi nascono dalle parole che si scambiano. Il mito è tra i kuna è
già costruito e costituito, per quanto riguarda psicanalista il mito si costruisce individualmente
sulla base del fatto che si vedono diverse volte psicanalista e paziente. Quindi non può essere
efficace se non si vedono diverse volte.
Sistema di relazione-> mito
Narrazione che avviene individualmente -> sistema
Strutturalismo è un rimando continuo e stessa cosa vale anche per il significato. Infatti, in da
Vicino e da Lontano Didier Eribon lo intervista e Levi-strauss risponde in maniera più trasversale:
Il significato non è altro che questo mettere in relazione.  ovvero il sistema stesso.  si può
mettere in relazione all’infinito.  il testo apre la strada all’antropologia dell’esistenza.
Levi-Strauss non dà una definizione di significato.
Da vicino e da lontano sottintende Un luogo in cui uno guarda da vicino e un luogo in cui uno
guarda da lontano ed è una metafora e alla domanda di Eribon su come si conosce, lui risponde
non sarebbe possibile nessuna conoscenza, se non distinguessero i due momenti: la prossimità e la
distanza.
Guardare da vicino permette di vedere i dettagli, ma se ci allontaniamo non vediamo più i dettagli
ma le relazioni che esistono tra i dettagli. Conta l’insieme  i dettagli e le relazione tra i dettagli.
L’originalità risiede in questo va e vieni  colui che conosce deve metterlo in moto,
Levi-Strauss comunque predilige il guardare da lontano.
Non si tratta della supremazia dell’osservatore, ma la supremazia dell’osservazione. Per osservare
si deve essere al di fuori  nello strutturalismo non è tanto il soggetto che è importante (anche se
l’osservatore c’è), ma dell’osservazione. Quello che importa non è vivere sul campo.

MARCEL MAUSS  studio che appartiene alla corrente francese degli studi francesi che ha
scritto passaggi fondamentali per gli studi della disciplina. Non ha fatto ricerche sul campo, ma ha
detto una cosa importantissima nel saggio sul dono a partire dalle ricerche di Malinowski.
L’introduzione al saggio sul dono viene scritta da Levi-strauss. Marcel Mauss il dono è fatto
sociale totale, quindi che riguarda la collettività
Levi-Strauss ne il Saggio sul Dono  Che il fatto sociale sia totale non significa soltanto che tutto
ciò che viene osservato fa parte dell'osservazione, ma anche, e soprattutto, che una scienza in cui
l'osservatore ha la stessa natura del suo oggetto, l'osservatore è una parte della sua osservazione 
risponde alla critica secondo cui l’osservatore rimanga al di fuori dell’osservazione.
Inoltre Levi-Strauss afferma che Dobbiamo certamente essere consapevoli che trascrivendo
un’osservazione non si conservano i fatti nella loro autenticità originaria.  la trascrizione non è
un mero passaggio, ma un passaggio complicato perché è una forma di traduzione. Inoltre la
trascrizione è IMPERFETTA perché per strada si perde qualcosa.
L’esperienza è il passaggio fondamentale che esiste per la scrittura. Potremmo dire che
l’osservazione è un mettere in relazione e ovviamente un funzionalista non lo direbbe mai.
18-05
SIMILITUDINI E DIFFERENZE TRA STRUTTURALISMO E FUNZIONALISMO

 Malinowski era interessato alla diversità –> diversità dei trobriandresi rispetto a noi
occidentali
 Levi strauss era interessato alla mente umana nella sua generalità, genere umano; andare al
di là delle diversità. Ad esempio, nelle Mitologiche si occupa dei miti: non si soffermava
sul popolo a cui apparteneva il mito, ma relazionava i miti gli uni agli altri. Levi-Strauss
era “vicino” a Frazer che era evoluzionista, eppure Frazer era interessato alla generalità
umana.
 Pensare la cultura verso termini olistici è apertura verso strutturalismo.  corpo come
struttura.
 Anche Levi-Strauss in un certo senso pensa all’insieme; la struttura di Levi-Strauss è
astratta  lui parla di relazioni della mente.
 Idea di struttura di Levi-Strauss prende avvio da questione che ha a che fare con la
linguistica, ovvero con Saussure, che aveva fatto lezioni che poi sono diventate il Corso di
linguistica generale  a sua volta lui influenza jacobson  che incontra Levi-Strauss
 Strutturalismo linguistico interpretato in termini antropologici  tre dicotomie
saussuriane;

Tratto fondamentale dell’antropologia è il comparativismo, rimando alla società di insieme; c’è


sempre questa idea di comparazione in antropologia. Anche in Malinowski il comparativismo c’è,
quando paragona aspetti della cultura dei trobriandesi con i nostri.
Introduzione di Levi-Strauss a Mauss, lui parla dell’osservatore stesso che è parte
dell’introduzione. Levi-Strauss SA che osservatore fa parte dell’osservazione  viene messo
nell’oggetto da analizzare. Questo contrasta con la visione che si aveva di Levi-Strauss.
Definito come oggettivista, sembrerebbe non esserci un intervento del soggetto. Il soggetto è un
po’ al di fuori dell’analisi.
“L'esperienza etnografica costituisce una ricerca sperimentale di qualche cosa che ci sfugge. Se
sapessi perfettamente quello che sono, forse non avrei avuto bisogno di andare a cercare me
stesso in avventure esotiche”  parla di esperienza etnografica e non etnografia perché Levi-
Strauss pur essendo strutturalista e legato agli aspetti più astratti, è consapevole che l’esperienza è
importante. L’etnografia è un’esperienza che ci sfugge perché significa venire sempre a confronto
con l’altro. Se si va in un posto lontano, si è colpiti dall’alterità (abbigliamento, linguaggio etc).
Consente di mettere l’accento sulla propria identità. Se avesse conosciuta la propria identità, non
sarebbe andato in cerca di avventure esotiche.
È importante conoscere la propria identità, ma allo stesso tempo metterle anche in dubbio.
La quete  idea di ricerca, propria identità è in realtà sempre una RICERCA. Continuare a cercare
sé stessi e non sapere chi si è.
Più lontano si va, più si è sottoposti a questa forma di straniamento.  modo per conoscere gli
altri attraverso questo stupore iniziale.

Pagina 8, da Vicino e da Lontano, altro enunciato sull’identità: Non sono uno che capitalizza, che
fa fruttare il sapere acquisito; sono piuttosto uno che si sposta su una frontiera sempre in
movimento. Conta soltanto il lavoro del momento. E, molto rapidamente, questo si annulla. Non
mi interessa, né sento il bisogno di conservarne traccia”.  studia tanto, ma il sapere acquisito lo
perde. Per definire identità si ricorre ad uno spazio, il soggetto è tale in relazione ad uno spazio.
Identità spesso associata a spazio. Lui parla di SPAZIO ricorrendo all’idea di frontiera. La
frontiera ha a che fare con l’identità, ma non solo singolo individuo, ma con la differenza di
culture. Per conoscere identità bisogna mettersi dall’altra parte della frontiera. Clifford affermava
che anche il Viaggiatore ha cultura del viaggio che è mobile  MOBILITA’; Barthes e Lotman
frontiere non sono solo spazi di divisione, ma spazi in cui si arricchisce. Le persone che ci stanno
sono biculturali e bilingue. Levi-Strauss intende frontiera in maniera non radicale, la considera uno
spazio di divisione mobile. È uno spazio simbolico e non solo materiale. Anche l’individuo è
mobile, non solo la frontiera.

Clifford  ROUTES  traduzione di strade non permette di cogliere il doppio senso di strade e
radici (routes-roots). È volutamente ambiguo perché fa capire quanto c’è un mescolamento tra
strade e radici. Noi non siamo solo radici, ma anche le strade che percorriamo; clifford parla di
TRAVELLING CULTURES  l lavoro sul campo è anche viaggio, ed è proprio il ruolo che
quest’ultimo assume nel fieldwork ad essere una delle differenze fondamentali fra Malinowski e
Clifford. Malinowski, nel narrare in Argonauti del Pacifico occidentale la sua esperienza di
fieldwork nelle isole Trobriand, taglia fuori il viaggio: iniziando l’opera con la scena del naufragio,
considera il campo come un ritaglio temporale e spaziale ben preciso al di fuori da ciò che lo
precede. Al contrario, in Clifford, il concetto di campo viene visto nelle sue ambiguità: come
qualcosa ormai difficile da circoscrivere, dovuto alla proliferazione dei contatti, delle ibridazioni e
delle compressioni spazio-temporali caratterizzanti l’epoca postmoderna. Il fieldwork viene,
dunque, rielaborato in virtù di questi mutamenti; fondamentale importanza assume il viaggio e la
continuità che esiste tra esso e il lavoro sul campo.

Laurel Richardson  La scrittura non è solo un far passare i dati, ma modo per fare passare il
processo stesso.
Letteratura può essere oggetto di analisi dell’antropologo, attraverso modo raffinato di scrivere
fanno passare modelli culturali. La cultura non è solo quella dei trobriandresi, ma quella colta in
taglio sincronico ben preciso.

25-05

Clifford Geertz  anni ’70-80; antropologo americano che ha fatto buona parte dell’antropologia
moderna. Ha influenzato tanti studiosi e scienziati e ha avuto dibatti con altri studioso anche nel
campo della letteratura e il rapporto tra cultura e letteratura. È l’anticipatore del post-modernismo,
alcuni suoi allievi hanno creato corrente a partire da Geertz. Ha suscitato dibattito sulla ricerca sul
campo, dibattito su cultura e letteratura. Si è opposto allo strutturalismo con l’antropologia
ermeneutica. Costruisce la sua teoria criticando Levi-Strauss: non l’ha considerato un vero e
proprio ricercatore sul campo, prima del ’40 ha lavorato in Brasile e ha fatto ricerche sul campo
per periodo limitato. Ma non si può dire che abbia fatto ricerche sul campo per tutta la sua vita.
Faceva un lavoro a tavolino.
Geertz ha fatto ricerche sul campo in posti diversissimi. Si impegnava facendo ricerche in posti
esotici, si impegnava a studiare la lingua (es: il balinese). Ha preso ricerca sul campo nel suo
spettro più ampio. Voleva parlare anche del mondo contemporaneo. Per quanto riguarda i principi
adottati, fa antropologia ermeneutica non legata ai codici ed è legata all’interpretazione dei testi. Il
suo punto di riferimento è Paul Riguer, filosofo francese che si è impegnato nel dialogo con le altre
discipline e le altre filosofie. Geertz considera antropologia come lettura di un testo da leggere.
Soggetto rimane fuori la decodifica in Levi-Strauss- non conta molto il soggetto, conta il codice,
leggi della cultura. Geertz invece dà importanza al soggetto e non decodifica codici, ma interpreta
testi.
Geertz e Malinowski si considerano FIELDWORKERS, la loro antropologia è etnografica.
Malinowski parlava di empatia, questo aspetto viene criticato da Geertz: è difficile entrare
empaticamente nella testa del nativo. GEERTZ AFFERMA CHE IL SIGNIFICATO E’ SEMPRE
PUBBLICO. Condividiamo i significati nella nostra comunità, grazie a questa condivisione si può
capire nativo e cultura del nativo. Prende idea da Wittgelstein, famoso per un testo incompiuto
“Ricerche filosofiche” in cui affronta diverse questioni ma una delle più importanti è che il
significato di una parola sta nel suo uso. Levi-strauss non direbbe mai che il significato di una
parola sta ne suo uso, ma sta nel rimandare ad un altro significato  significato sta nelle relazioni.
Per Geertz e Wiettgelstein è importante il contesto. Geertz parla di significato e non significante,
quindi il segno non ha due facce.
Idea di rete prevede soggetto che interpreta, reti di significa contestualmente date. Il gioco
profondo, il combattimento dei galli” compreso in Interpretazioni di culture  interpreta cultura
balinese attraverso il combattimento dei galli. Inizia con il suo arrivo sull’isola e i balinesi non lo
prendono in considerazione.  implicitamente si parla della creazione della complicità; inoltre,
erano invisibili perché i balinesi tengono la distanza. Il combattimento tra i galli era proibito,
arriva polizia e scappano tutti (compreso Geertz). Scappando trova porta aperta di una casa, si
infilano in una casa e polizia gli chiede perché erano al combattimento dei galli e i balinesi
spiegano chi è Geertz. Quindi significa che loro sapevano chi era, ma per la cultura balinese erano
indifferenti.
Dà sua interpretazione del combattimento tra galli si accovacciano e tengono gallo tra le gambe
come se fosse un pene, quindi allusione sessuale. Vincent Crepanzano critica approccio di Geertz
perché la sua interpretazione è come se le uscisse dalle tasche.  critica la mancanza di dialogo
con i balinesi.
Posto etnografia rispetto ad antropologia ed etnologia per Geertz, come viene definita la cultura,
vengono sollevate da suo punto di vista. Si considera etnografo come malinowski, vogliono vedere
quale è la varietà delle culture concretamente e non nella sua astrazione. Geertz pensa che non si
può entrare nella testa di un nativo, si entra nel significato che è pubblico; è impossibile non
servirsi della teoria  l’etnografo compara ed ha una teoria.
Geertz scrisse il primo capitolo di introduzione delle culture perché i saggi sembrano eterogenei.
Titolo del libro pertinente per la teoria interpretativa della cultura. La teoria c’è .
Opere e vite: antropologo come autore di Geertz: crea dibattito. L’antropologo può essere autore?
Prende in considerazione altri antropologi e cercare di spiegare come hanno fatto ricerca sul
campo. Il punto di partenza per fare questa critica è uno studioso e storico francese chiamato
Foucault “Che cos’ un autore”. Dietro idea di autore c’è idea di autentiticità e originalità, ma
autore è influenzato dalle culture di appartennza. Scrittura è modellamento del pensiero per Geertz,
è parte integrante in Malinowski.

Lui è un anti-antirelativista  Quelli che sono contro i relativisti vogliono affermare la generalità
delle leggi

28-05

“Il concetto di cultura che esporrò è essenzialmente un concetto semiotico. Ritenendo, con Max
Weber, che l'uomo sia un animale impigliato nelle reti di significati che egli stesso ha tessuto,
affermo che la cultura consiste in queste reti e che perciò la loro analisi è non una scienza
sperimentale in cerca di leggi, ma una scienza interpretativa in cerca di significato.”  
definizione che dà Geertz nel primo capitolo di Interpretazione di Culture.
Interpretazione di culture è una raccolta di serie di saggi, parla di culture, ma in realtà sono diversi
saggi basati sulla sua esperienza sul campo. È una non-definizione di cultura.
Traduzione va presa in conto dal punto di vista dell’antropologia secondo Geertz.  processo di
traduzione di culture.
Definizione =Quella che cerca di circoscrivere campo concettuale
Bateson “Naven”  chiedere a Rosanna
Concetto di cultura è semiotico perché lui ha sua concezione della semiotica: non d’accordo
con Saussure e Levi-Strauss; per lui la semiotica è la ricerca di significato, non interessa il
significante.
Per Saussure e Levi-Strauss il significato in relazione con un altro significato; Geertz invece parla
di rete di significati, legate al soggetto che le interpreta. Levi-Strauss non parla mai di soggetto che
interpreta, in quanto è al di fuori.
Geertz costruisce una metafora, quella del ragno (presente nel libro); l’uomo è un animale, ovvero
un ragno. Nel caso di Tylor, la figura retorica è enumerazione, qui metafora. Facendo metafora
amplifica idea della scrittura, perché le metafore sono utlizzate nella letteratura.
La produzione della ragnatela viene fatta dallo stesso ragno, che la secerne. Come la ragnatela
viene prodotta dal ragno, così la cultura viene prodotta dall’uomo. Uomo rimane impigliato nella
ragnatela. L’impigliarsi è importante perché vuole dire che le cose non vanno così alla leggera, ma
che l’uomo si impiglia.
Wittgenstein  fare tabula rasa delle filosofie che l’hanno preceduto. Divenne famoso per le
ricerche filosofiche in cui parla dell’IMPIGLIARSI, l’uomo riesce ad ottenere certa conoscenza
perché si impiglia.
Conoscenza si fa nella prossimità per Geertz, perché è convinto che antropologo è interprete e
come interprete non ha le idee chiare (blurred). Mette avanti interpretazione e prossimità con
oggetto  interpreta rimanendo attaccato alla rete.
Tylor parlava di insieme Insieme diventa funzione per malinowski  dare importanza ai bisogni
culturali, bisogni tradotti nella varietà delle culture.
Funzione diventa struttura  Levi-Strauss vuole arrivare a categorie soggiacenti e l’idea di
funzione non gli va bene. Sistema preso in considerazione dal punto di vista sincronico.
Strutture diventano reti  rete non è ideale, più empiricamente intesa, sono relazioni prodotte
dall’uomo stesso
Geertz non parla di analisi (Levi-Strauss), perché lui parla di interpretazione. Levi-Strauss
cerca leggi, Geertz parla di significati; per Tylor, uomo acquisisce cultura, quindi è un
processo passivo. Mentre per Geertz è attivo perché la produce. Enumerazione
(evoluzionisti) e metafora (Geertz)
Renato Rosaldo (mette accento su emozione che consente di entrare nelle culture), Paul Rabinow
(racconta esperienza di campo in maniera cruda, Geertz non gli fa pubblicare libro, ed inizierà a
fare un tipo di antropologia diversa) allievi che prendono distanze da Geeertz  sono post-
modernisti.

1-06

Postmodernismo  è una corrente recentissima e gli autori spesso non vengono presi in
considerazione nella loro completezza; autori sono molti diversi gli uni dagli altri. Rappresenta un
ritorno al relativismo. Levi-Strauss aveva cercato di affermare universalismo non alla maniera di
Frazer, ma è più complicato perché ci sono due livelli: c’è il livello della manifestazione, che è
incoglibile. I modi di procedere degli antropologi sono modalità parziali. Si mette in dubbio stessa
autorità etnografica. Di autorità etnografica ne aveva parlato Geertz in un libro chiamato “Opere e
vita, l’antropologo come autore”. Apre il fuoco alle critiche delle autorità etnografica: l’etnografo
fornisce una descrizione di ciò che vede, delel interazioni che ha sul campo, ma dal punto di vista
di Geertz il pov di antropologo è blurred. Prende in considerazione cinque autori e mostra come il
loro modo di essere etnografia sia parziale e vicino ad alcuni stili letterari. QUINDI, non può
essere considerato puramente oggettivo. Postmodernisti sono ricercatori sul campo e all’etichetta
di autorità onnisciente, sostituiscono quella di RIFLESSIVITA’. Soggetto diventa importante
anche attraverso il suo corpo. L’approccio dei postmodernisti è “anarchico”, il loro relativismo non
è assenza di un dogma, ma un dogma esso stesso. Loro sono relativisti per eccellenza. Il
relativismo non è solo l’etichetta dei postmodernisti.
Da Franz Boas discendono allievi di una scuola importantissima che si può definire relativsta.
Franz Boas lavora in America con gli indiani americani, Ruth Benedict e Mead fanno parte di
cultura che si può definire cultura e personalità. Quindi, il relativismo è una corrente molto ampia.
Da Boas deriva anche altra corrente relativista, ovvero relativismo scientifico: lavorano con indiani
d’america e si rendono conto che le loro lingue sono completamente diverse dalle nostre.
“Pensiero e realtà” dice che il modo in cui pensiamo è tributario della lingua e la realtà è il
risultato del pensiero.
 Nella sua forma più estrema, questa ipotesi assume che il modo di esprimersi determini il modo di
pensare un po’ come dire – semplificando – che due persone ipoteticamente dotate di identico
cervello (ad esempio due gemelli omozigoti) potrebbero avere modi di pensare/ragionare
diversi se uno imparasse ad esempio a parlare in tedesco e l’altro in giapponese. L’origine di
questa ipotesi di Sapir-Whorf può essere fatta risalire al lavoro del tedesco Franz Boas, fondatore
dell’antropologia negli Stati Uniti e maestro di Sapir.
Jean-François Lyotard  a lui era stata commissionata ricerca su situazione che si vedeva in quel
perido: rapporto su condizione post-moderna. “Semplificando al massimo possiamo considerare
postmoderna l’influenza delle metanarrazioni”
Michel foucault “Che cos’è l’autore”, influenza Geertz.
Gli autori, comunque, sono americani e in antropologia l’inizio vero prpoprio è a Santa Fe negli
Stati uniti seminario che diventa libro “Writing culture”  James Clifford e George Marcus. Nel
libro, diversi autori dicono cose diverse.
James Cliffor ha scritto “frutti puri impazziscono”  non si può mai cogliere la verità nella sua
totale interezza.
Lui dà importanza al viaggio  travelling cultures  culture sono in viaggio ed entrano in
contatto. Lui lavora sulle zone di contatto: musei ad esempio. Durante un viaggio si traduce, non
soltanto quando si va all’estero  si traduce ciò che è ignoto in qualcosa di noto.
In Strade parla proprio di zone di contatto. Routes mette accento proprio sul suo relativismo per i
suoi due significati, dall’altro è anche un modo per aprire modalità differente di vedere
antropologia.
Gellner vuole distruggere postmodernismo, ma nel postmodernismo ci sono proposte che vanno
prese in considerazione. Scrittori etnografi, scrittore pur lavorando di fantasia, ci fanno riflettere:
es Orwell ci fa riflettere su cos’è società totalitaria.
Aspetti linguistici della traduzione di Jacobson dice esiste traduzione intra linguistica, anche se
capisco varietà locale linguistica, faccio traduzione.
M.L pratt scrive saggio del 1987 in scrivere le culture in cui parla del rapporto stretto tra
viaggiatori e antropologi. Naufraghi e viaggiatori realizzano ideale dell’osservatore partecipante: i
naufraghi perdono i contatti con resto del mondo e per costrizione sono costretti a fare vita della
comunità locale.
Renato Rosaldo, figlio di americana e di padre messicano, ed è uno di quegli studiosi che ha
lavorato sugli Ilongot. È allievo di Geertz, la sua ricerca sugli Ilongot non è stata tradotta in
Italiano ma vi sono alcuni saggi che sono stati tradotti in italiano in “Cultura e verità”.
La morte della moglie di Rosaldo (antropologa che cade in burrone), lo spinge a prendere in
considerazione elaborazione etnografica. Dopo due anni scrisse saggio dedicato al lutto e vede
nuovo modo di vedere antropologia che passa attraverso le emozioni. E’ interpretativa, me le
emozioni sono importanti. Ridefinisce il rituale e sostituisce interpretativismo di Geert con idea
che emozioni hanno loro razionalità e capisce che Ilongot tagliano le teste ai morti perché è una
forma di sfogo. Le emozioni servono per capire cultura.
Noi pensiamo che rituale sia puntuale, ma in realtà in esso vi è inclusa anche elaborazione del
lutto stesso: rituale comincia tempo prima
Rosaldo  studio dell’imprevisto e del disordine, elemento di punta del postmodernismo. “Gran
parte della vita sociale avviene in modi non attesi”.
Si dà importanza al diritto alla parola  corrente molto democratica.
Kevin Dwyer  prospettiva dialogica cosìcome Crapanzano e scrive dialoghi marocchini

4-06

James Clifford scrive saggi in cui non è sempre sul campo, e mescola cose che prima di lui non
venivano mescolate: etnografia, letteratura e arte.

Saggio sul modellamento etnografico dell’io compreso ne “I frutti puri impazziscono”  Conrad e
malinowski sono polacchi e vengono dallo stesso posto, hanno vissuto nel vortice delle lingue.
Prima di diventare scrittore si era imbarcato nelle navi francesi, imparando il francese e poi imparò
l’inglese.
Malinowski impara e insegna negli Stati Uniti. Clifford li compara spiegando come l’incontro con
le lingue li ha modellati. Malinowski inoltre sul campo leggeva molta letteratura. Quindi è stata
fatta l’ipotesi che proprio sul campo alle isole trobriand, Malinowski aveva iniziato a leggere
Stevenson in cui parla del dono e dello scambio che aveva luogo nelle isole del pacifico.

Rosaldo scrisse “Cultura e verità” in cui vi è il dolore e la rabbia di un cacciatore di teste  ricerca
sugli Ilongot delle Filippine. Non basta affidarsi all’interpretazione, ma deve essere associata alla
forza delle emozioni. Emozioni servono a capire la cultura (è una critica a Geertz). È una
autoetnografia: parla di emozioni degli altri e della sua (morte del fratello e morte della moglie sul
campo) e attraverso elaborazione del lutto capisce la rabbia dei cacciatori di teste. Inizialmente, lui
credeva che vi fosse compensazione: si cacciava testa dei nemici per rifarsi del fato che alcuni di
loro erano stati uccisi, ma invece loro quando si arrabbiano hanno questo sfogo. Rosaldo fu
accusato di difendere i cacciatori di teste. Fa notare che è vero che non si dovrebbero cacciare le
testa, ma che anche nelle altre culture si uccide (americani che bombardano); bisogna criticare la
violenza anche nei propri paesi.

In altro saggio di Cultura e verità, Rosaldo nota quanto la dimensione temporale diversa dalla
nostra e quanto sia importante per loro l’improvvisazione  riflessione sulla cultura in generale. Il
modo di molti antropologi di studiare cultura è quello di passare attraverso ordine e
organizzazione, la cultura è anche disordine, imprevisto e caso.

Tuhami. Ritratto di un uomo del Marocco di Vincent Crapanzano  Cerca di entrare nella testa di
un marocchino. Cerca di capire individuo e la cultura la lascia nello sfondo.

Marc augé Un etnologo a Disneyland  fa un’etnografia non di un posto esotico, ma di uno che
conosciamo tutti.  luogo simulato di divertimento, ci divertiamo nel modo in cui tutti ci dicono
di divertirci.

Nel primo capitolo Augè si trova a Disneyland e guardandosi intorno si chiede come
mai tante
persone, quasi più adulti che bambini, visitano il parco quando avevano già visto quelli simili.
Semplice, gustano i piaceri della verifica, le gioie del riconoscimento. Si accorge inoltre che
sembra
impossibile visitare il parco senza un apparecchio fotografico perché, come dice l’autore, si va a
Disneyland per poter dire di esserci andati, è così una visita al futuro anteriore che trova il suo
senso
quando si mostrano le foto a parenti e amici. La parte seducente è l’effetto di realtà, di surrealtà
che
produce quel luogo di tutte le finzioni. Noi viviamo in un mondo che derealizza la realtà mentre
Disneyland è lo spettacolo stesso che viene spettacolarizzato: la scena riproduce ciò che era già
scena e finzione

Problema del cosa significa divertirsi, rapporto luoghi non luoghi, quali comunità prendere in
considerazione Augé
Etnografia si può fare anche a casa propria (Disneyland è a mezz’ora di distanza da Parigi e lui è
parigini).
Surmodernità  analisi su luoghi come strade, supermercati etc. Sovràmodernità  modernità
accelerata. Vivere in un periodo in cui c’è modernità, ma è troppo accelerata dal punto di vista del
tempo e degli attori.
Michel Foucault /filosofo  ispira anche postmodernisti americani  “Che cos’è un autore?”
autore come funziona discorsiva all’interno della cultura.
Mauss