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Pasquale il barbiere

1.  Completare il brano con le preposizioni.

Pasquale è molto più di un barbiere. è un amico, un fratello, un maestro. La sua voce soave tratta
con competenza i più svariati argomenti, mentre le mani agili danzano sulla tua testa al ritmo di
un “paso doble” di forbici. Tutti sprofondano nella sua poltrona facendosi cullare …….. suoi mas-
saggi, dalle musiche della sua radio, dai profumi che avvolgono l’aria. Anche Girotti, il macellaio,
che ha sempre la faccia truce, sulla sedia di Pasquale si sbraca come un eunuco, si fa mettere i
fiocchi di cotone nel collo, si fa spalmare di creme orientali e vuole l’antiforfora ……… uovo. Girotti
entra come una bestia, barba lunga, capelli ……. carcerato, ed esce con una scodellina di capelli
neri lucidi, basette ricamate, e due guance morbide e rosee come due chiappe. Anche l’avvocato
Braga mette il collo d’avvoltoio nelle mani di Pasquale, e di nessun altro. Ha solo sei capelli: quat-
tro corti e due lunghi. Ma Pasquale li tira, li liscia, li riporta, li asporta, allunga i peli delle orecchie,
insomma, riesce a coprire tutta la sommità del cranio di Braga di uno strato capelluto. Per far ciò
deve stirare i capelli uno per uno ………….. dimensioni di una tagliatella.
Il ragioniere Bacci è il cliente preferito di Pasquale. è piccolo e molto brutto. Per sembrare più alto
porta una paio di mocassini sopra dei tacchi che lo alzano di otto centimetri, ma lo costringono a
camminare bilanciandosi con le braccia aperte come gli equilibristi sul filo, il che non gli dà un’aria
disinvolta. Ma il suo vero dramma è la testa: ha pochi capelli disposti a forma di corona attorno
…………. uno spiazzo vuoto alla sommità del cranio.
E lui sogna capelli gonfi, vaporosi, lunghi sulle orecchie e con due belle basette. Pasquale compie
su di lui un vero capolavoro: mentre parla di moda, di cavalli, di zen lo anestetizza ………… una
serie di frizioni, e poi, mentre dorme, lo passa con il phon. I capelli di Bacci vampeggiano in tutte
le direzioni, e Pasquale li spunta, li tira, li accarezza, li fissa, li arrotola. Alla fine ……….. operazione
sulla testa di Bacci appare una fluente capigliatura rigonfia, liscia come un biliardo e larga un me-
tro sull’asse delle orecchie. Bacci si tocca un po’, è talmente contento che non crede ……… suoi
occhi. Appena uscito dal negozio si mette il cappello. Dopo qualche secondo si sente un leggero
sibilo come di un canotto che si sgonfia, i capelli si afflosciano ed il cappello scende lentamente
fino a posarsi sulla testa. Il lungo, paziente lavoro di Pasquale è durato solo pochi minuti.
(Bar Sport – Stefano Benni)
(Nuova edizione Collana Universale economica, Feltrinelli 2003)

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2.  Indicare un sostantivo riferibile ai due aggettivi contrari secondo l’esempio:

nuvoloso sereno -- cielo

  1)  benevolo torvo ……...……………


  2)  acerbo maturo ……...……………
  3)  interessante noiosa ……...……………
  4)  insipido salato ……...……………
  5)  perenni caduche ……...……………
  6)  pianeggiante montuoso ……...……………
  7)  ruvida liscia ……...……………
  8)  sbiadito sgargiante ……...……………
  9)  fresco raffermo ……...……………
10)  scontroso cordiale ……...……………
11)  umido variabile ……...……………
12)  sterrata asfaltata ……...……………
13)  nomade stanziale ……...……………
14)  frugale abbondante ……...……………

3.  Completare con un aggettivo (traendolo dall’esercizio precedente) adatto al sostantivo


sottolineato.

  1)  Indossava una camicetta nuova, alla moda, dal colore ………….……….………… .
  2)  L’inchiostro ormai ……………………….. dal tempo, non consentiva più di comprendere il con-
tenuto della lettera.
  3)  Per trovare le nevi ………………….., cioè che non si sciolgono mai, bisogna salire oltre i tre-
mila metri in estate.
  4)  In tutto il negozio si diffondeva un profumo inebriante di frutta ……………………... .
  5)  Si presentarono due ragazzi accompagnati da un ……........…………. signore, forse un loro
parente.
  6)  Era conosciuto da tutti come un bambino troppo……………….., sempre in movimento.
  7)  Gli alberi a foglie ……………….. durante l’inverno hanno i rami completamente spogli.
  8)  Percorremmo un tratto di strada tortuosa e…………………..prima di giungere alla sua casa di
campagna.
  9)  Gran parte del territorio dell’Italia peninsulare è ………………………….. .
10)  Il suo carattere ……………………….. gli impediva di fare facilmente amicizia.
11)  La sera, ad una certa età, è consigliabile consumare un pasto ………………………… .
  Silvana Bendini •  Piero Calmanti    17
4.  Completare con le seguenti espressioni.

(una mano, maneggiare, fuori mano, le mani bucate, alla mano, le mani pulite, di seconda
mano, la mano pesante, a mani vuote, in palma di mano, man bassa, a portata di mano,
darsi una mano, fatta a mano, alle mani, la mano sul fuoco)

  1)  Ho comprato un auto ……………………………… perché non posso permettermene una nuova
per il momento.
  2)  Alessio è una persona di cui mi fido ciecamente; sulla sua affidabilità ci metto ...................
……………................. .
  3)  Il signor Neri è in professionista onesto, ha davvero ................................................................ .
  4)  Il giudice sportivo ha avuto …………………………………………………., infatti ha squalificato
due atleti per un anno.
  5)  Il direttore dello stabilimento è una persona ……………………………………, è cordiale e affa-
bile con tutti.
  6)  Tornammo a casa ……………………………………, perché i biglietti erano stati venduti tutti.
  7)  Riccardo ha proprio …………………………………….., spende denaro per acquistare cose
inutili.
  8)  Il capo reparto ha sempre portato Fabio ………………………………………….., perché lavora
sodo ed in modo professionale.
  9)  All’uscita dalla scuola alcuni studenti sono venuti …………………… per futili motivi.
10)  Durante la notte i ladri hanno fatto …………………………. di ogni cosa, praticamente hanno
svuotato il negozio.
11)  Ho comprato una tovaglia …………………………….. di pregevole fattura e ad un prezzo con-
veniente.
12)  I Rossi abitano in una villetta piuttosto ……………………………. sulla strada per il mare.
13)  Bisogna ………………… con molta attenzione gli oggetti di vetro e di ceramica, perché si
rompono facilmente.
14)  Fra amici è un piacere ……………………………… .
15)  Dammi ……………………., così finisco prima del previsto.
16)  Hai una penna ……………………………………………. ?

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5. Completare con il contrario degli aggettivi posti fra parentesi.

  1)  L’orizzonte lievemente ……………………. impediva di ammirare il panorama in tutta la sua


estensione. (nitido)
  2)  Per gli italiani Dante Alighieri è il poeta …………………….. . (infimo)
  3)  Una pioggia ……………………. ci disturbò per tutto il viaggio. (continua)
  4)  Renzo era un tipo …………………: alla vita di relazione preferiva leggere e fare lunghe pas-
seggiate da solo. (socievole)
  5)  La quasi totalità dei soci era ……………………… alla realizzazione del progetto che prevede-
va l’ampliamento e la ristrutturazione della sede. (contraria)
  6)  è una zona della città abitata da sempre da famiglie…………………... . (indigenti)
  7)  Scegliemmo un materiale …………..……….. perché ci offriva maggiori garanzie di durata.
(rigido)
  8)  è difficile trovare un vino così ………………………. . (pregiato)
  9)  Aveva lavorato solo poche settimane in quell’azienda, ma tutti lo ricordavano per il suo atteg-
giamento ……………………….. . (presuntuoso)
10)  La borsa di studio che mi è stata assegnata ha una copertura …………………. delle spese
relative al vitto e all’alloggio. (totale)
11)  Dopo avere attraversato un bosco molto………………………., ci ritrovammo in un’ampia radu-
ra dove potemmo accamparci e trascorrere la notte. (rado)
12)  Acquistando un mobile………………………..(contraffatto) del Settecento feci un affare.

Per saperne di più


Uno sguardo languido, fiero, penetrante,
furtivo, minaccioso, truce

Un volto (può essere) sereno, espressivo

benigna, buona, cattiva, ostile


Un’espressione
dolce, soave, tenera, triste

Es.: I suoi occhi avevano un’espressione triste.

  Silvana Bendini •  Piero Calmanti    19


Il vocabolo “voce” assume significati diversi a seconda della espressione in cui è inserito:

Avere voce in capitolo: godere di una certa autorità


Voce di popolo: la gente dice che…
A voce: oralmente
Corre voce che: si dice che…
Voci di corridoio: indiscrezioni, pettegolezzi
Spargere la voce: diffondere una notizia
Alzare la voce: voler imporre la propria opinione
Fare la voce grossa: assumere un tono, un atteggiamento autoritario

Es.: Il signor Paolucci fa la voce grossa da quando è diventato direttore del personale.

Il vocabolo “mano” assume significati diversi a seconda dell’espressione in cui è inserito:

alzare le mani: arrendersi


alzare le mani su qualcuno: picchiare
avere le mani pulite: agire con onestà
avere la mano pesante: giudicare con severità eccessiva
avere le mani legate: non poter agire come si vorrebbe
avere le mani bucate: spendere denaro per acquisti inutili
baciare la mano: fare un atto di omaggio, di riverenza
battere le mani: applaudire
essere alla mano: comportarsi in modo cordiale, affabile
fare man bassa: portare via (rubare) tutto
fatto a mano: oggetto costruito con le mani
maneggiare: trattare con le mani
maneggevole: (oggetto, arnese) facile da usare
mettere la mano sul fuoco: avere la fiducia assoluta in qualcuno
mettersi le mani nei capelli: disperarsi
portare in palma di mano: stimare molto
restare a mani vuote: non riuscire a ottenere nulla
venire alle mani: picchiarsi
a portata di mano: (oggetto) vicino, comodo da prendere
fuori mano: luogo scomodo, poco frequentato
dare una mano: aiutare

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> Briciole di italianità
::  Il Museo delle marionette di Palermo

Il museo è stato fondato dall’Associazione delle tradizioni popolari nel 1975 e raccoglie circa
3.000 pezzi rappresentativi delle tradizioni polari di molti paesi.
Il museo espone una ricca collezione di pupi 1) siciliani, burattini, marionette e attrezzature
sceniche di diversi paesi d’Europa e d’Oriente.
Una sala è dedicata agli oggetti provenienti dalle diverse zone della Sicilia. Un vasto settore
del museo è riservato alle marionette del Vietnam, alla collezione di “ombre” greche (kara-
ghiozis) e turche (karagoz) in pergamena e legno. è possibile ammirare anche una orchestra
della Birmania scolpita in legno e delle marionette create da celebri artisti come Guttuso,
Enrico Baj e Kantor.

1) 
Pupo: è una marionetta in legno o in metallo, protagonista della “opera dei pupi”, genere teatrale siciliano
sorto verso la metà del secolo XIX, ispirato alle vicende di Carlo Magno e dei paladini.

  Silvana Bendini •  Piero Calmanti    21


Il quartiere monumentale di Palermo
Fra i numerosi popoli che nel corso dei secoli hanno lasciato in Sicilia, ed in particolare a
Palermo, l’impronta della loro cultura e delle loro tradizioni ci sono i Normanni. Provenienti
dalla Scandinavia, intorno all’anno Mille un gruppo di loro conquistò la Sicilia sostituendo
la dominazione bizantina. Il regno dei Normanni durò quasi due secoli. Splendido esempio
della loro presenza è il Quartiere Monumentale di Palermo costituito da splendidi edifici:

::  Palazzo dei Normanni


Oggi è sede del Parlamento siciliano. In origine c’era una fortezza punica (cartaginese), poi gli
Arabi vi costruirono un palazzo-quartiere a loro riservato detto Qasar da cui il nome odierno
Cassaro. I Normanni lo ingrandirono e lo abbellirono. Ai quattro lati si ergevano altrettante
torri: la Greca, la Pisana, la Joaria e la Kirimbi. è rimasta soltanto la Pisana.

::  Cappella Palatina


Era destinata al servizio religioso del sovrano e dei suoi familiari. Fu fatta costruire dal re
Ruggero II tra il 1130 e il 1140. Il rivestimento delle pareti è tutto in marmo con decorazioni
arabo-normanne in oro. è ricca di splendidi mosaici tutti risalenti al XII secolo.

::  Osservatorio astronomico


Custodisce un museo di strumenti astronomici, meteorologici, sismologici e topografici an-
tichi e dà possibilità di ripercorrere una tappa fondamentale dell’astronomia: la scoperta del
primo asteroide, avvenuta proprio qui il 10 gennaio 1801 ad opera del monaco Piazzi.

::  San Giovanni degli eremiti


Poco distante dal palazzo dei Normanni, fu fatta costruire da Ruggero II verso la metà del XII
secolo. è uno dei monumenti arabo-normanni più famosi della città.

::  La Cattedrale
Eretta verso la fine del XII secolo, è in stile siculo-normanno ed in parte in stile gotico-cata-
lano. Custodisce il Tesoro costituito dalla corona imperiale, da anelli, collane, bracciali e altri
monili della regina Costanza d’Aragona.

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Curiosità
La vetta del monte Bianco, la più alta dell’Europa, si trova in Italia o in Francia?
Ci sono due confini ufficiali diversi: quello italiano e quello francese. Il primo passa per la vetta, il
secondo no. Per l’Italia, quindi, la vetta è di entrambe le nazioni, mentre per la Francia è nel suo
territorio. Perché questa differenza? La linea di confine, passante per la vetta, fu fissata nel 1861
quando, con il trattato di Torino, la Savoia fu ceduta alla Francia come ricompensa per l’aiuto che
aveva dato nella guerra di indipendenza contro l’Austria. Furono scritti due documenti, uno per
l’Italia e uno per la Francia. La copia francese andò smarrita, ma invece di prepararne una nuova
identica alla precedente, ne fu preparata un’altra dalla quale risulta che la cima è in territorio fran-
cese. L’Italia non ha mai modificato i suoi confini e non ha mai reagito o protestato ufficialmente
contro le modifiche apportate dai francesi, perché forse non hanno più senso nella logica di una
comune appartenenza all’Unione europea.

Dal latino all’italiano


Magister e minister
La parola maestro era in origine il latino magister che deriva dall’avverbio magis, che vuol dire
“più”, “di più”; il magister cioè era una persona molto importante e rispettata. Il magister militum era,
per esempio, il comandante della cavalleria; il magister navis era il comandante della nave ecc...
Il minister (ministro) era un uomo modesto, spesso ignorato da tutti, un subalterno, soggetto
all’autorità di qualcuno. Era il servo, il domestico; il minister cubicoli era il cameriere addetto alla
camera da letto; minister vini era il cameriere incaricato di versare il vino durante i banchetti. Il
latino minister discende infatti dall’avverbio minus, che vuol dire “meno”, “di meno”.
Eppure con il passare del tempo le posizioni di queste due parole si sono rovesciate; il maestro
indica generalmente l’insegnante di bambini da 6 a11 anni; il ministro è un membro del governo
nazionale.

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