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CONVEGNO

REGOLAMENTO REGIONALE 23 MAGGIO 2016, n. 6/R


“Norme in materia di sicurezza per l’esecuzione
dei lavori in copertura”

TORINO, 29 settembre 2016


Torino Incontra - Sala Cavour
Via Nino Costa, 8 - TORINO

La Norma UNI 11560:2014


Applicazioni sul campo: casi reali
Ing. Alessio MASONI
COSA PORTO IN QUESTO CONVEGNO?

ESPERIENZA DELLA REGIONE TOSCANA

INFORMAZIONI SU UNA SITUAZIONE NORMATIVA


FINALMENTE DEFINITA, IN PARTICOLARE QUELLA TECNICA

ILLUSTRAZIONE DELLA METODOLOGIA DI


ANALISI

ESEMPI DI PROGETTAZIONE
STUDIO ED ESPERIENZA

E’ SUFFICIENTE STUDIARE E CONOSCERE PERFETTAMENTE LA L.R. ed IL REGOLAMENTO


REGIONALE PIEMONTE 6/R PER PROGETTARE LA SICUREZZA SU UNA COPERTURA?
OVVIAMENTE NO

CHE BAGAGLIO TECNICO OCCORRE AVERE?


CONOSCENZE DI BASE SU DISPOSITIVI ANTICADUTA, DISPOSITIVI DI
ANCORAGGIO, REGOLE DI PROGETTAZIONE, METODOLOGIE DI LAVORO IN QUOTA

COSA OCCORRE FARE NEL PREDISPORRE UN ETC?


ANALISI DEL RISCHIO DI CADUTA DALL’ALTO
ANALISI SITUAZIONI SPECIFICHE DEL PERICOLO DI CADUTA
PROGETTAZIONE

VI SONO RIFERIMENTI NORMATIVI SU QUESTI ARGOMENTI?


FINALMENTE OGGI SI, ESISTONO NORME TECHICHE COMPLETE E DEFINITE.
CONOSCENZE E PROCEDURA LOGICA

CONOSCENZE DI BASE
Sistemi e dispositivi di protezione individuale
Dispositivi di ancoraggio
Sistemi di protezione collettivi
Metodologie di lavoro in quota
 Regole base di progettazione e «misure ricorrenti»

 ANALISI DEL RISCHIO CADUTA DALL’ALTO


 Praticabilità della copertura
Percorso di Accesso e Transito
Ostacoli in Copertura

Suddivisione dei rischi:


Prevalenti
Concorrenti
Susseguenti
SITUAZIONI SPECIFICHE DEL PERICOLO DI CADUTA
Effetto Pendolo
 Tirante d’aria
FASI OPERATIVE DEL TECNICO – PROGETTO E FASE ESECUTIVA

FASE 1 - PROGETTAZIONE DELLA MESSA IN SICUREZZA


SCELTA DEI DISPOSITIVI E SISTEMI, PROCEDURE

FASE 2 - PROGETTAZIONE FISSAGGI, STRUTTURE

FASE ESECUTIVA - ASSISTENZA E VERIFICA POSA IN OPERA


DISPOSITIVI, RACCOLTA DOCUMENTI
LA PROGETTAZIONE – QUALI RIFERIMENTI

RIFERIMENTI NORMATIVI PER LA PROGETTAZIONE

Norme cogenti
-Leggi nazionali
-Decreti nazionali (D.M. - D.P.R. - D.LGS.)
-Leggi e Regolamenti regionali

Linee guida

Bibliografia

Insegnamento accademico

NORME TECNICHE
Una norma tecnica (UNI / EN / ISO) è un documento che
dice "come fare bene le cose", la consueta «regola
dell’arte», garantendo sicurezza, rispetto per l'ambiente e
prestazioni certe.

Non è obbligatorio conformarsi o fare riferimento ad una norma UNI a


meno di richiami legislativi diretti e specifici (nazionali, regionali).
LA PROGETTAZIONE – QUALI RIFERIMENTI

CONOSCENZE DI BASE

Ad oggi è la norma tecnica che riporta ed illustra queste


Sistemi e dispositivi di protezione individuale

tematiche (unitamente con la UNI 11158:2015)


Sistemi di protezione collettivi
Sistemi e dispositivi di ancoraggio
Metodologie di lavoro in quota
 Regole base di progettazione e «Misure ricorrenti»

UNI 11560
 ANALISI DEL RISCHIO CADUTA DALL’ALTO
 Praticabilità della copertura
Percorso di Accesso e Transito
Ostacoli in Copertura

Suddivisione dei rischi:


Prevalenti
Concorrenti
Susseguenti

SITUAZIONI SPECIFICHE DEL PERICOLO DI CADUTA


Effetto Pendolo
 Tirante d’aria
CONVEGNO
REGOLAMENTO REGIONALE 23 MAGGIO 2016, n. 6/R
“Norme in materia di sicurezza per l’esecuzione dei lavori in copertura”
TORINO, 29 settembre 2016

Come progettare e gestire un sistema di


ancoraggio permanente in copertura

Norma UNI 11560:2014

Sistemi di ancoraggio permanenti in copertura


Guida per l’individuazione, la configurazione, l’installazione,
l’uso e la manutenzione
(versione 11.12.2014)
NORMA UNI 11560:2014 – INTRODUZIONE, SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE

Quando dei lavoratori salgono su una copertura si espongono al


pericolo di caduta dall’alto. Possiamo procedere a mitigare o
eliminare i rischi relativi con più modalità, nel rispetto delle
prescrizioni del D.Lgs. 81/2008:

-ponendo in essere sistemi e dispositivi di protezione di tipo


collettivo (parapetti, reti di sicurezza, ecc..);
-impedendo l’accesso alla copertura (per casi particolari);
-ponendo in essere sistemi o dispositivi di ancoraggio, da utilizzare
congiuntamente a DPI e sistemi anticaduta.

La norma UNI 11560 riguarda esclusivamente la valutazione del


rischio e le conseguenti soluzioni adottate che prevedono
l’installazione e l’uso di dispositivi di ancoraggio permanenti.
NORMA UNI 11560:2014 – INTRODUZIONE, SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE

La norma specifica inoltre che:

-i contenuti della stessa restano validi anche per i dispositivi ed i


sistemi di ancoraggio destinati ad essere rimossi dalla struttura;

-la specificità delle coperture, dei dispositivi, delle lavorazioni da


effettuare, impongono che la valutazione del rischio sia effettuata
«caso per caso», non esiste una soluzione generale;

-non vengono presi in esame i rischi derivanti dagli altri pericoli


inerenti i lavori sulle coperture;

-non vengono forniti criteri per l’individuazione e l’uso dei DPI e dei
sistemi di protezione collettiva (trattati in altre norme)
ESTRATTO – cap.3 - DEFINIZIONI

ARRESTO DELLA CADUTA


ARREGLO DE LA CAÍDA
«Para evitar el impacto en el suelo, con una estructura o cualquier otro
obstáculo, del trabajador durante la caída desde arriba a través de un

SICUREZZA MAGGIORE
sistema de protección personal contra caídas».
Caer de forma segura
Fuerza de retención máxima en el cuerpo <600 daN
Distancia entre los pies del operador y cualquier obstáculo

LAVORARE IN
TRATTENUTA
subyacente> 1 m
Posibilidad de una operación de recuperación en 30 minutos (UNI
11158).

SI SISTEMA DE DEPARTAMENTO "Sistema individual de protección


contra caídas que evita que el trabajador llegue a áreas donde
existe el peligro de caer desde una altura".
ESTRATTO – cap.3 - DEFINIZIONI
DISTANCE OF ARREST (DA)
«Espacio recorrido por el trabajador desde el punto de partida hasta el punto de parada vertical completa, a excepción de las oscilaciones, que se obtiene sumando la caída libre (CL) y la caída de frenado (CF),

excluyendo el margen de seguridad (R ) ".


ESTRATTO – cap.3 - DEFINIZIONI
EFECTO PÉNDULO (en anclaje lineal)
«Traducción de un trabajador sobre un anclaje lineal flexible con la consiguiente oscilación con respecto al anclaje lineal después de una caída desde la parte superior que ha sido desplazada con respecto a la línea
central del anclaje lineal».

EFECTO PÉNDULO (en anclaje puntual)


«Oscilación de un trabajador con respecto a su punto de anclaje como consecuencia de una caída desde una altura que ha sido desplazada con respecto a la línea recta que pasa por el punto de anclaje y perpendicular al

borde descendente».
ESTRATTO – cap.3 - DEFINIZIONI

ALTRE DEFINIZIONI TECNICHE


-Ancoraggio
-Ancorante
-DPC e DPI
-Dissipatore di energia (novita’)
Per queste ed altre definizioni tecniche si rimanda al testo della norma.

DEFINIZIONI DELLE FIGURE RESPONSABILI:


-Committente Per queste definizioni si rimanda
-Installatore al testo della norma tecnica, ma i
-Ispettore contenuti del Regolamento
-Manutentore regionale in merito ad obblighi ed
-Progettista del sistema di ancoraggio adempimenti per alcune di queste
-Progettista strutturale figure prevalgono su quanto
riportato nella norma tecnica.
REGOLE BASE DI PROGETTAZIONE – ANALISI DEL RISCHIO

La prima parte del lavoro


tecnico ed organizzativo
riguarda la
VALUTAZIONE DEL RISCHIO
CADUTA DALL’ALTO

Si tratta di un processo a volte


implicito nella progettazione
o nelle analisi organizzative
del datore di lavoro ma che
segue e deve seguire un
preciso SCHEMA
METODOLOGICO.
REGOLE BASE DI PROGETTAZIONE – ANALISI DEL RISCHIO

RISCHI LEGATI AI LAVORI IN QUOTA SULLE COPERTURE


(classificazione UNI 11560)

Los riesgos que prevalecen son el conjunto de todas las posibilidades que pueden conducir directamente al trabajador a la aparición del peligro; en el caso del peligro de caer
desde arriba, los siguientes se consideran riesgos prevalentes:
• la realización del trabajo a una altura
• pérdida de equilibrio
• la conformación de cada cubierta (pendiente, practicidad, presencia de obstáculos)
• la efectividad de los sistemas de protección sea cual sea su naturaleza, individual o colectiva.
REGOLE BASE DI PROGETTAZIONE – ANALISI DEL RISCHIO

RISCHI LEGATI AI LAVORI IN QUOTA SULLE COPERTURE


(classificazione UNI 11560)

I rischi concorrenti sono invece l’insieme di tutte le probabilità che possono portare verso
la creazione di condizioni favorevoli alla comparsa dei rischi prevalenti. Nel caso del pericolo
della caduta dall’alto sono considerati rischi concorrenti:
• l’insufficiente formazione e/o addestramento del personale addetto agli interventi di
manutenzione
• l’abbagliamento
• le vertigini ed i colpi di calore
• condizioni atmosferiche avverse ( neve, pioggia, vento, calore )
• la dotazione di calzature inidonee all’impiego
• la carente formazione del progettista ovvero il mancato accertamento delle caratteristiche
proprie della copertura ( pendenza, praticabilità, presenza ostacoli, ecc…)
• il fenomeno della corrosione
• l’uso di sistemi di protezione non previsti o costituiti per assemblaggio incongruo di diversi
componenti
• l’utilizzo di DPI non corretti in termini di corretta adattabilità e funzionalità all’impiego che
ne limitano l’uso o generano intralcio
• carenza nelle valutazioni sulle strutture che ospitano il sistema di ancoraggio
• condizioni ambientali o eventi eccezionali che possono compromettere la conservazione e
l’efficacia del sistema.
REGOLE BASE DI PROGETTAZIONE – ANALISI DEL RISCHIO

RISCHI LEGATI AI LAVORI IN QUOTA SULLE COPERTURE


(classificazione UNI 11560)

I rischi susseguenti sono l’insieme delle circostanze che si possono manifestare


all’accadimento del pericolo in esame generando ulteriori danni alla persona. Nel caso del
pericolo della caduta dall’alto sono considerati rischi susseguenti:
• l’eventuale avvenimento di una caduta secondo modalità non previste o contemplate in sede
di progetto
• l’urto, in occasione di una caduta, diretto contro ostacoli oppure per oscillazione inerte del
corpo
• la possibilità di sospensione inerte della persona dopo una caduta
• la generazione di elevate forze di arresto dovute all’inefficacia dei sistemi di arresto.
REGOLE BASE DI PROGETTAZIONE – RIDUZIONE DEL RISCHIO

La reducción del riesgo pasa a través de las siguientes acciones:

- Conocimiento apropiado del diseñador sobre el tema de la caída desde la parte superior, sobre los componentes de un sistema de detención de caídas, sobre
los procedimientos de trabajo, la ergonomía en el uso de dispositivos y preparaciones;
- Diseño cuidadoso y específico que tenga en cuenta la frecuencia de los accesos, el trabajo a realizar, los procedimientos a adoptar, las condiciones
ambientales y los eventos excepcionales;
-conocimiento de las estructuras del techo y el correcto diseño y verificación de fijaciones y estructuras;
-Información, capacitación y capacitación de trabajadores de acceso en revestimientos;
-calificación del instalador y el mantenedor del dispositivo;
-Proveer sistemas de protección colectiva a los de protección individual;
-Prefieren el diseño con sistemas y procedimientos que impiden la caída en comparación con los que detienen la caída;
-De los sistemas de protección individual prefieren dispositivos lineales a dispositivos de punto;
-Proporcionar y evaluar cuidadosamente el procedimiento que proporciona asistencia de emergencia para ayudar al trabajador en caso de una caída.
CONOSCENZE DI BASE (NECESSARIE PER APPLICAZIONE UNI 11560)

OGNI SISTEMA DI PROTEZIONE INDIVIDUALE


ANTICADUTA E’ COMPOSTA DA TRE ELEMENTI (A+B+C):
Dispositivo di tenuta del corpo

+
Dispositivo di collegamento

+
Dispositivo di ancoraggio
CONOSCENZE DI BASE (NECESSARIE PER APPLICAZIONE UNI 11560)
TIPI DI CADUTA

Caduta totalmente trattenuta –


caduta impossibile
Caida totalmente restrictive-Caida
imposible

Caida contenida

Caduta libre limitada –


Distanza di caduta libera ≤
600mm
CONOSCENZE DI BASE (NECESSARIE PER APPLICAZIONE UNI 11560)
TIPI DI CADUTA

Caduta libera –
Distanza di caduta
libera > 600mm

E’ OBBLIGATORIO COLLEGARSI AD UN DISPOSITIVO DI ANCORAGGIO CON UN


ELEMENTO DI COLLEGAMENTO DOTATO DI ASSORBITORE DI ENERGIA.
Quando occorre valutare la caduta, di qualsiasi tipologia, occorre effettuare anche
una valutazione sui DPI anticaduta: tipologia, caratteristiche tecniche.
CONOSCENZE DI BASE (NECESSARIE PER APPLICAZIONE UNI 11560)

DISPOSITIVO DI TENUTA DEL CORPO

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CONOSCENZE DI BASE (NECESSARIE PER APPLICAZIONE UNI 11560)

I CORDINI ED I CONNETTORI …

CORDINI

DPI conformi UNI EN 354

Lunghezza max 2.00 m

In combinazione con assorbitori

ASSORBITORI DI ENERGIA

Fig. 1 DPI conformi UNI EN 355 Fig. 2 Fig. 3


Limitano gli effetti cinetici di una
caduta

CONNETTORI

DPI conformi Uni EN 362


Fig. 4
Fig. 5 Fig. 6

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CONOSCENZE DI BASE (NECESSARIE PER APPLICAZIONE UNI 11560)

DISPOSITIVI DI COLLEGAMENTO DI TIPO GUIDATO

Elemento di collegamento fra un


punto di ancoraggio ed uno di
trattenuta del corpo

DPI conforme alla norma tecnica


UNI EN 353-1 e 2

Linea guida (flessibile o rigida) +


elemento scorrevole +cordino ed
eventuale assorbitore

Forza max frenante < 6 kN

Adatto per qualsiasi tipo di


impiego; verticale, orizzontale,
inclinato

Possibilità d’impiego come


dispositivo di trattenuta
(bloccaggio manuale)

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CONOSCENZE DI BASE (NECESSARIE PER APPLICAZIONE UNI 11560)

TRATTENUTA A BREVE RAGGIO

SICUREZZA MAGGIORE = LAVORARE IN TRATTENUTA

COPERTURA RAGGIUNGIBILE
No es necesario que el operador pueda caminar sobre toda la
superficie, pero debe tener la oportunidad de alcanzar con sus
manos todas las partes de la cubierta, evitando que caiga por el
borde.

Se identifican las siguientes áreas de trabajo:

Detenido con radio de hasta 2.00 m


Accesible con radio de hasta 2.60 m.

Para esto, generalmente coloca el punto de anclaje a 2.30 m


del borde.
CONOSCENZE DI BASE (NECESSARIE PER APPLICAZIONE UNI 11560)
TENIENDO UN GRAN RAYO

operar en detención CON DISPOSITIVOS DE TIPO GUIADO

estos permiten el ajuste manual desplazando la posición del cursor, que se puede llevar a cabo accionando la palanca deslizante. Una vez que el cursor está posicionado, la
simple liberación del cursor conduce al bloqueo de la misma con el mantenimiento de la posición en la cuerda.
En esta situación de bloqueo es posible operar en espera, obviamente asegurando que la longitud máxima del dispositivo tensionado es menor que la distancia de la misma
desde el borde libre.
CONOSCENZE DI BASE (NECESSARIE PER APPLICAZIONE UNI 11560)

TRATTENUTA AD AMPIO RAGGIO


operar en detención CON DISPOSITIVOS DE TIPO GUIADO

Para evitar el riesgo de no evaluar correctamente esta distancia de bloqueo, es necesario adoptar una precaución adicional también prevista por las normas técnicas más
recientes, es decir, poner un bloqueo físico en el deslizamiento (fin de carrera).
De hecho, este método de uso del dispositivo guiado también lo proporciona el estándar UNI 11560, que agrega al uso del dispositivo la necesidad de proporcionar un tope de
límite (FC) en el cable deslizante.

FINE
CORSA
CONOSCENZE DI BASE (NECESSARIE PER APPLICAZIONE UNI 11560)

operar con restricción SEGURIDAD MÁXIMA

Cuando desee alcanzar un nivel más alto de seguridad, que también elimine el riesgo residual de no bloqueo
del dispositivo guiado, o una evaluación incorrecta de la distancia del bloque, es necesario proporcionar una
serie de puntos adicionales a una distancia del borde para ser utilizado con un cordón fijo de 2.00 m.
CONOSCENZE DI BASE (NECESSARIE PER APPLICAZIONE UNI 11560)

MANOVRA DI AGGANCIA E SGANCIA

PRIMO PUNTO FISSO RAGGIUNGIBILE DAL PUNTO DI ACCESSO


(max70 cm)

ATTENZIONE: numerose manovre ripetitive risultano


non ergonomiche e possono ridurre la sicurezza
CONOSCENZE DI BASE (NECESSARIE PER APPLICAZIONE UNI 11560)
NORME TECNICHE RELATIVE AI DISPOSITIVI D IANCORAGGIO

DISPOSITIVO PUNTUALE
PERMANENTE
Per 1 o più operatori
Tipo A

NORMA UNI 11578:2015


DISPOSITIVO LINEARE
DISPOSITIVI PERMANENTE
Per 1 o più operatori DISPOSITIVO PUNTUALE
PERMANENTI Tipo C (flessibile) Per 1 o più operatori
Tipo D (rigida) Tipo A

DISPOSITIVO PUNTUALE
o LINEARE
Per 1 o più operatori
Tipo B
NORMA UNI EN 795:2012 DISPOSITIVO DISPOSITIVO LINEARE
+ RIMOVIBILE Per 1 o più operatori
UNI CEN/TS 16415:2013 Tipo C (flessibile)
Tipo D (rigida)

DISPOSITIVO PUNTUALE
o LINEARE
Per 1 o più operatori
Tipo E (a corpo morto)
ALTRE REGOLE BASE DI PROGETTAZIONE

PRATICABILITA’ COPERTURA
CUBIERTA COMPLETAMENTE PRÁCTICA
Permite el libre tránsito de trabajadores y el transporte de herramientas y material de mantenimiento en todas sus partes.
CUBIERTO NO ENTERAMENTE PRACTICABLE
Equipado con rutas seguras capaces de permitir la accesibilidad de toda la cobertura para el mantenimiento.
Es una buena regla informar las zonas "seguras" y segregar las áreas "inseguras".

ACCESO DE CUBIERTA
La cubierta debe tener al menos un acceso, interno o externo, capaz de garantizar el paso y la transferencia de un operador y de materiales y herramientas en
condiciones de seguridad.

La regulación regional ya proporciona indicaciones específicas sobre estos dos temas, por lo tanto, en la región del Piamonte es necesario referirse a esto para
las evaluaciones preliminares y la planificación.
NORMA UNI 11560: REQUISITI DEI SISTEMI DI ANCORAGGIO

La norma richiede che i sistemi di ancoraggio previsti possiedano dei REQUISITI:


- PRESTAZIONALI
- GEOMETRICI

REQUISITI PRESTAZIONALI

1 - ERGONOMIA
- Ridurre il numero di manovre e di impedimenti
- Non prevedere procedure complesse
- Dare priorità ai sistemi lineari rispetto a quelli puntuali
- Ricordare che «UN SISTEMA CHE IMPONE OPERAZIONI POCO
ERGONOMICHE INDUCE IL LAVORATORE AD EFFETTUARE MANOVRE
NEGLIGENTI, SOGGETTE AD ERRATA INTERPRETAZIONE»

2 - FRECCIA
- La deformazione del sistema influisce direttamente sulla distanza di arresto
- La deformazione del sistema deve essere valutata anche a fronte della
possibilità che altri operatori potrebbero cadere per «investimento» del
cavo
- Ogni sistema è caratterizzato da propri valori della deformazione, la
riduzione delle campate è il primo metodo per contenere i valori della
deformazione.
NORMA UNI 11560: REQUISITI DEI SISTEMI DI ANCORAGGIO

4 – RESISTENZA DELLA STRUTTURA DI SUPPORTO


- La verifica dell’unione tra i dispositivi di ancoraggio e la struttura
deve:
- Essere effettuata da un tecnico abilitato
- Essere effettuata per ogni installazione
- L’installatore deve eseguire il fissaggio secondo le specifiche del
progettista strutturale e seguendo le indicazioni e le prescrizioni
del produttore dell’ancorante

LA NORMA UNI 11560


in modo intelligente, indica che le verifiche dei fissaggi possono essere determinate dal professionista
mediante:
-Calcolo statico;
-Prove di trazione ad incremento progressivo;
-Prove dinamiche comparative.

Ma le modalità da seguire per condurre le prove le stabilisce il «progettista strutturale» incaricato della
relazione di calcolo:
-N° e Posizione prove;
-Raggiungimento della rottura, di un limite elastico o di un limite plastico;
-Sacrificio di uno o più dispositivo.

SI RITIENE CHE PER MOLTE INSTALLAZIONI SIA POSSIBILE PROCEDERE CON CALCOLI DEL
PROFESSIONISTA.
PER ALCUNE INSTALLAZIONI SPECIALI SPESSO I PRODUTTORI DI DISPOSITIVI SVOLGONO PROVE SU
SUPPORTI SPECIFICI, DA VERIFICARE ATTENTAMENTE.
NORMA UNI 11560: REQUISITI DEI SISTEMI DI ANCORAGGIO

3 – 3 - EFECTO PÉNDULO
Argumento ya expuesto, para ser evaluado necesariamente en cada diseño, a menudo descuidado.

5 - DISIPACIÓN
- El estándar muestra que la disipación de energía en el sistema puede conducir a una reducción de la
tensión en los anclajes finales
- Al mismo tiempo indica que cada fabricante puede proponer sistemas con o sin disipador de energía
y con diferentes modos de operación y manejo

REQUISITI GEOMETRICI
- La norma indica che la progettazione deve garantire
- La continuità dei sistemi e dei dispositivi dal punto di accesso
fino al punto di intervento
- Che la zona di intervento sia tutta fruibile con i dispositivi
- Che il sistema di ancoraggio riduca i rischi relativi a:
- Tirante d’aria insufficiente
- Effetto pendolo
NORMA UNI 11560: TIPOLOGIE DI COPERTURE

La norma tecnica prevede e propone una serie di


indicazioni e soluzioni tecniche per diverse tipologie
di coperture:
-Copertura piana
-Copertura con shed (pericolo di caduta interno e/o
esterno
-Copertura a falda unica
-Copertura a due falde
-Copertura a padiglione
-Copertura a volta
-Copertura a geometria complessa.

Le soluzioni proposte non sono da considerarsi


prescrittive, si tratta infatti di indicazioni non
vincolanti per il progettista che da queste può
prendere libero spunto per la propria iniziativa
progettuale.
NORMA UNI 11560: ISPEZIONE E MANUTENZIONE DEI SISTEMI DI ANCORAGGIO

Ispezione al montaggio
L’installatore dei dispositivi e dei sistemi è tenuto ad effettuare una ispezione dei
componenti prima del montaggio ed una ispezione di quanto predisposto dopo il
montaggio.
Il montaggio sarà eseguito secondo le istruzioni del fabbricante e nel rispetto delle
indicazioni e prescrizioni del progettista del sistema di ancoraggio e del progettista
strutturale. Queste operazioni non richiedono una verbalizzazione specifica in quanto
previste e comprese nella dichiarazione di corretta installazione.
Cfr. Norma UNI 11560: punto 9.2.1.

Ispezione prima dell’uso


Prima di ogni intervento sulla copertura che prevede l’uso dei sistemi e dei
dispositivi presenti il lavoratore deve ispezionare ogni componente con i
controlli visivi previsti al punto 9.2.5 della norma UNI 11560.
Il lavoratore deve segnalare al committente o proprietario qualsiasi anomalia o
inconveniente. Qualora ne siano riscontrati occorre avviare una procedura di
ispezione straordinaria. Fino all’esito dell’ispezione straordinaria i sistemi ed i
dispositivi devono considerarsi non utilizzabili.
Cfr. Norma UNI 11560: punto 9.2.2.
NORMA UNI 11560: ISPEZIONE E MANUTENZIONE DEI SISTEMI DI ANCORAGGIO

Ispezione periodica
controle las operaciones para mantener el sistema y los
dispositivos en condiciones de plena eficiencia, garantizando
los niveles de seguridad requeridos. La periodicidad máxima
indicada por la norma es de 2 años para los sistemas de
anclaje, pero se requiere una mayor frecuencia en el caso:
- que el fabricante lo indique específicamente para el
producto en cuestión;
- que el diseñador estructural o planificador lo prescribe en
los documentos del proyecto teniendo en cuenta las
condiciones ambientales y de uso específicas.

Las operaciones de inspección pueden ser realizadas por un


técnico de mantenimiento o un inspector. En cualquier caso,
la actividad de control debe registrarse para la correcta
asunción de responsabilidad.
Las verificaciones mínimas que deben realizarse se indican
en la norma UNI 11560 en la lista de verificación a que se
hace referencia en el punto 9.2.5. El fabricante de los
dispositivos o los diseñadores pueden indicar o prescribir
controles adicionales específicos o procedimientos
específicos.
NORMA UNI 11560: ISPEZIONE E MANUTENZIONE DEI SISTEMI DI ANCORAGGIO

Ispezione straordinaria e manutenzione

Questa attività di ispezione deve essere attivata in due casi:


- se un sistema o un dispositivo sono stati oggetto di un evento dannoso a seguito
di una caduta o di un evento calamitoso;
- se un sistema o un dispositivo presenta un difetto o una anomalia.

In entrambi i casi il sistema o il dispositivo devono essere posti fuori servizio e


risultano non utilizzabili.
L’ispezione straordinaria deve necessariamente essere effettuata dall’ispettore.
In questa attività occorre stabilire se il sistema o il dispositivo non necessitano di
interventi e risultano direttamente utilizzabili oppure quali azioni di
manutenzione o sostituzione occorre effettuare con la successiva manutenzione.
Le azioni devono garantire il ripristino delle caratteristiche prestazionali e di
sicurezza del sistema o dispositivo secondo le modalità indicate dal produttore
dello stesso.

Allo stesso modo deve essere garantito il ripristino del fissaggio e della struttura
di supporto secondo quanto previsto dal progettista strutturale.
IL PROGETTO

La progettazione e la valutazione del rischio


sono azioni che devono essere svolte insieme, entrambe
devono esaminare tutti gli aspetti legati all’accesso ed al
transito in copertura

RICORDARSI DI ….

RISCHI PREVALENTI
RISCHI SUSSEGUENTI
RISCHI CONCORRENTI
… ed ALTRI RISCHI
IL PROGETTO

ASPETTI DA ESAMINARE

ASPECTOS PARA EXAMINAR

Punto de acceso a cubrir: interno o externo, tipo, posición, dimensiones.

Ruta para llegar al punto de acceso al techo: ubicación, características dimensionales,


iluminación.

Practicabilidad y practicabilidad de la cobertura.

Elección y posicionamiento de los dispositivos de anclaje:


Tipo, desempeño y clasificación regulatoria
Preferencia por dispositivos lineales con respecto a aquellos a tiempo
IL PROGETTO

ASPETTI DA ESAMINARE

 Analisi e scelta della modalità di lavoro


 trattenuta
 A breve raggio
 Ad ampio raggio
 Arresto caduta (valutazione tipo di caduta)

Valutazione ed indicazioni delle caratteristiche


dei DPI anticaduta da utilizzare (prescrizioni).

 Valutazione della distanza di arresto (in


modalità arresto caduta). Correlazione con DPI
anticaduta e dispositivo di ancoraggio.

 Valutazione dell’effetto pendolo.


IL PROGETTO

ASPETTI DA ESAMINARE

 Controllo dell’ergonomia della progettazione:


 Intuitiva
 Manovre ripetute
 Procedure semplici o complesse

 ATTENZIONE: l’ETC è un documento «di lavoro»

Valutazione e verifica della resistenza:


 Fissaggi
 Strutture
RELAZIONE DI CALCOLO
CONVEGNO
REGOLAMENTO REGIONALE 23 MAGGIO 2016, n. 6/R
“Norme in materia di sicurezza per l’esecuzione dei lavori in copertura”
TORINO, 29 settembre 2016

CASI PRATICI
- ESEMPI DI PROGETTAZIONE -
ESEMPI DIDATTICI DI COPERTURE POSTE IN SICUREZZA
ESEMPI DIDATTICI DI COPERTURE POSTE IN SICUREZZA
ESEMPI DIDATTICI DI COPERTURE POSTE IN SICUREZZA
ESEMPIO n.1
DATI DA RACCOGLIERE
 Per la progettazione della MESSA IN SICUREZZA della copertura occorre individuare e
definire alcuni elementi essenziali alla progettazione:
 Percorso ed accesso alla copertura
 Praticabilità della copertura
 Modalità di lavoro in copertura
 Percorribilità di tutta la copertura
 Intervento di sostituzione manto di copertura  piena
pedonabilità
 Gli operatori devono poter raggiungere tutti i punti delle copertura
 Modalità di lavoro: trattenuta, uso DPI standard (comuni)

Accesso copertura A

Accesso copertura A1
ESEMPIO n.1

VINCOLI DELLA COMMITTENZA / ALTRI ASPETTI TECNICI


 Impossibilità di accedere alla copertura dall’interno, presenza di soffitto non praticabile
 Intervento di rifacimento del manto su porzione della copertura A, la parte restante
rimane con lastre sfondabili
 Impresa installatrice diversa da impresa per rifacimento manto  esecuzione in tempi
diversi

Porzione non oggetto


di intervento

 NO installazione impianto fotovoltaico


 NO presenza di camini o altri impianti in copertura
 Prodotti inox per maggiore durata e manutenzioni meno
frequenti
ESEMPIO n.1 - L’elaborato tecnico delle coperture e delle facciate

ELABORATO GRAFICO
ESEMPIO n.1 - L’elaborato tecnico delle coperture e delle facciate

DETTAGLI ELABORATO GRAFICO


ESEMPIO n.2 - L’elaborato tecnico delle coperture
ESEMPIO n.2 - L’elaborato tecnico delle coperture
ESEMPIO n.2 - L’elaborato tecnico delle coperture
ESEMPIO n.2 - L’elaborato tecnico delle coperture
ESEMPIO 2
ESEMPIO 2
ESEMPIO 3 - L’elaborato tecnico delle coperture
ESEMPIO 3 - L’elaborato tecnico delle coperture
ESEMPIO 3 - L’elaborato tecnico delle coperture
ESEMPIO 4 - L’elaborato tecnico delle coperture
ESEMPIO 4 - L’elaborato tecnico delle coperture
ESEMPIO 4 - L’elaborato tecnico delle coperture
ESEMPIO 4
ESEMPIO 4
ESEMPIO 5 - L’elaborato tecnico delle coperture
ESEMPIO 5 - L’elaborato tecnico delle coperture
ESEMPIO 5 - L’elaborato tecnico delle coperture
ESEMPIO 5
ESEMPIO 5
ESEMPIO 5
ALTRI ESEMPI
ALTRI ESEMPI
… DOPO LA PROGETTAZIONE?

LE PRESTAZIONI TECNICHE DEVONO RIGUARDARE ANCHE:

PROGETTAZIONE FISSAGGI E VERIFICA STRUTTURE


(RELAZIONE DI CALCOLO)

CONTROLLO DOCUMENTAZIONE PRODUTTORE DEI DISPOSITIVI E


CARATTERISTICHE TECNICHE DEI PRODOTTI (CERTIFICATI, LIBRETTI)

VERIFICA INSTALLAZIONE IN OPERA


(DIREZIONE LAVORI, FOTO INSTALLAZIONE)

RACCOLTA E CONTROLLO DEI DOCUMENTI POST-INSTALLAZIONE


(in particolare la dichiarazione di corretta installazione)
CONVEGNO
REGOLAMENTO REGIONALE 23 MAGGIO 2016, n. 6/R
“Norme in materia di sicurezza per l’esecuzione dei lavori in copertura”
TORINO, 29 settembre 2016

Grazie per l’attenzione