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problemi o disturbi fisici o psicologici dovrai affidarti a
un appropriato trattamento medico.
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INDICE
Introduzione 5

1. Come indurre la trance in chi non è mai stato ipnotizzato 8

2. L’induzione cromatica e i suoi segreti 27

3. Gli ancoraggi 40

4. Insegnare l’auto-ipnosi 61

5. Script per il dimagrimento 86

6. Script per chi è demoralizzato 99

7. Script per fornire risorse al soggetto 112

8. Script per il cambiamento 142

Appendice I: Induzione cromatica con i chakra 167

Appendice II: Gli approfonditori 176

Appendice III: Come dare suggstioni sicure 180

Appendice IV: Cenni di linguaggio Ericksoniano 184

Appendice V: Come studiare l‘ipnosi 189

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INTRODUZIONE

Quando ho scritto il mio precedente manuale di ipnosi, sapevo sin dal primo
momento che mi avrebbe dato molte soddisfazioni. Infatti, dopo solo pochi
giorni dalla pubblicazione, iniziarono a contattarmi lettori entusiasti del fatto
che, semplicemente seguendo le indicazioni nel libro, erano riusciti ad ottenere
i primi effetti ipnotici. Lettori che ancora oggi, a tre anni dalla sua
pubblicazione, continuano a scrivermi. Proprio pochi giorni prima della stesura
di questa introduzione, un lettore mi ha scritto tramite Facebook per dirmi che
venerdì aveva letto l’e-book e sabato non solo era riuscito ad ipnotizzare
un’amica, ma addirittura a farle avere una tranquilla notte di sonno malgrado
soffrisse d’insonnia.
Mi piacerebbe dire che Corso di ipnosi è in qualche modo magico e dona poteri
speciali a chi lo legge, ma la verità è diametralmente opposta: si tratta
dell’equivalente ipnotico di un manuale di giardinaggio. Attenzione: non un
manuale sulle piante, ma su come coltivarle. L’idea che mi aveva spinto a
scriverlo derivava proprio dal fatto che era facilissimo trovare libri sulle teorie
alla base dell’ipnosi, ma non sull’ipnotizzare (e quei pochi che c’erano spesso
non erano particolarmente chiari o pratici); e questo era stato in primo luogo un
problema per me che, nei primi anni di studio, avevo buttato giù pagine e
pagine che mi avevano perfettamente chiarito l’argomento, ma che mi avevano
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dato poche indicazioni pratiche su come indurre la trance.
Insomma, volevo scrivere una sorta di libro di cucina, con le ricette spiegate nel
modo più chiaro possibile. E posso dire, senza mascherare il mio orgoglio, di
esserci riuscito!
Ti dico questo non per una mia personale quanto inutile vanità, ma perché il
manuale che hai tra le mani è l’esatta continuazione di Corso di ipnosi. Questo
vuol dire che se sei completamente a digiuno sull’argomento potresti non trarre
tutti i benefici che puoi ottenere. Argomenti che stanno alla base del processo
ipnotico, come il pre-talk, il rapport, le induzioni tipiche e il risveglio
vengono dati come già trattati, per concentrarsi quasi unicamente su come
operare col soggetto quando è in trance.
Il motivo è duplice:
1) non vedevo la necessità di scrivere di nuovo ciò che avevo già messo nero su
bianco,
2) mi sembrava poco corretto nei confronti dei lettori inserire informazioni che
potevano già essere reperite in un altro volume.
Questo che hai tra le mani è l’esatto continuo di Corso di ipnosi anche perché è
pensato per lettori che hanno già un’infarinatura teorica sull’ipnosi e un po’ di
pratica alle spalle. Non a caso, come scritto nel titolo, quello che stai leggendo è
un manuale avanzato.
Anche questa volta ho volutamente deciso di non inserire nessun paragrafo di
stampo teorico (ti rimando all’eccellente catalogo dell’editore Astrolabio
sull’argomento, che ti consiglio di fare tuo il prima possibile se vuoi diventare
davvero un buon ipnotista), così come ho deciso di mantenere un tono
discorsivo, come se fossimo l’uno di fronte l’altro, tranquilli a chiacchierare,
magari comodi su un divano, o al tavolino di un bar mentre beviamo qualcosa.

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Anche il linguaggio usato è un linguaggio discorsivo e che probabilmente
scandalizzerebbe un accademico, ma è un artificio che trovo fondamentale nel
momento in cui si vuole affrontare l’ipnosi in modo semplice, diretto e pratico.
Infine, quasi tutto il libro è stato scritto nel rispetto della linguistica
ericksoniana, così da permettere al tuo apprendimento di svilupparsi non solo
da un punto di vista consapevole, ma anche inconscio.
Tutto quello che devi fare è leggerlo e mettere in pratica le indicazioni che
troverai.
All’interno di ogni capitolo, infatti, ci sono diversi script, ovvero “pezzi di
discorsi ipnotici”, che potrai usare sin dal primo momento anche
semplicemente ripetendoli parola per parola. Se poi vuoi fare un passo in più,
potrai usarli come punto di riferimento per creare i tuoi personali script.
Ovviamente, dopo aver creato uno script mettilo in pratica, così da
comprendere quali sono i suoi effetti e, quindi, calibrarlo come più o meno
efficace.
Alla fine dell’ultimo capitolo troverai anche delle appendici: qui ho deciso di
trattare degli argomenti che avrebbero dato meno scorrevolezza e senso di unità
al libro, ma che reputo comunque indispensabili per una pratica in piena
sicurezza del soggetto che hai di fronte.
Sono certo che il materiale che hai tra le mani ti sarà estremamente utile per
approfondire e migliorare la tua pratica di ipnosi. Proprio per questo ti invito, se
ti va, a voler condividere con me i tuoi risultati.
Detto questo, passiamo all’ipnosi vera e propria!
Ti auguro una buona lettura e, ovviamente, un’eccellente pratica.

Umberto De Marco

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CAPITOLO 1

Come indurre la trance in chi non è mai stato


ipnotizzato

Il processo delle tre induzioni


In più occasioni Milton Erickson ha parlato del concetto di educazione alla
trance, che consiste nell’accompagnare a poco a poco un soggetto a prendere
confidenza con l’ipnosi, attraverso induzioni brevi che lo fanno sentire a poco a
poco sempre più a suo agio.
L’idea che sta alla base di questo processo è quella di dimenticare, per il
momento, ogni idea di induzione istantanea a favore di un processo più lento
ma, allo stesso tempo, più completo e che si basa sul tempo specifico che ogni
soggetto deve avere per potersi sentire bene e perfettamente al sicuro durante
la trance. Infatti, seppur le ipnosi istantanee possano essere spettacolari da
vedere su un palcoscenico, spesso non sono ottimali per guidare un'ipnosi che
non ha come unico scopo quello di intrattenere.
Come già accennato nell’introduzione, alla base di questo processo ci sono il
Rapport e il Pre-talk, di cui ho abbondantemente parlato nel mio precedente
manuale, al quale ti rimando nel caso fossero concetti a te estranei, o
semplicemente non hai ancora sviluppato l’abilità pratica per praticarli con
naturalezza. Il processo che ti descriverò tra poco (come tutta l’ipnosi in
generale) si basa su questi due punti fondamentali; con questo non dico che in
assenza l’intero processo si rivelerà fallimentare, ma avrà decisamente molte

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più possibilità di essere efficace se ha una base solida sulla quale poggiarsi.
Tornando alla pratica di educazione alla trance, adesso te ne proporrò una mia,
che si basa su tre induzioni: due molto semplici e veloci, l’ultima un po’ più
lunga. Queste tre induzioni vanno eseguite in sequenza, spezzate solo dalla
raccolta di feedback, per poter accedere alle informazioni che ti occorrono per
essere il più preciso possibile.
Ma andiamo per ordine e cominciamo a vedere la prima di queste tre induzioni.

Adesso chiudi gli occhi e mettiti comodo, con la schiena dritta e le mani
poggiate sulle gambe o sulle ginocchia… e prendi un bel respiro profondo:
inspira dal naso… trattieni qualche secondo… ed espira lentamente dalla
bocca… rilassando il tuo corpo… concentrati sulle palpebre e rendile così
pesanti ma così pesanti e abbandonate che… se volessi provare a sollevarle
sarebbero troppo pesanti.
Rilassa anche la lingua e la mascella… ed espandi questo rilassamento al resto
del corpo… come un’onda di tranquillità che parte dalla cima della tua testa e
scende giù… sempre più giù… lungo il corpo… sino ad arrivare ai piedi…
rilassandoti completamente.
(Aspetta qualche secondo)
Perfetto.
Adesso fai un altro respiro profondo… trattieni l’aria… e lascialo andare
lentamente dalla bocca e, mentre lo fai, lascia andare tutti i tuoi pensieri.
Lasciali scorrere via, come vernice che cola giù da un quadro… calmo…
tranquillo.
(Aspetta qualche secondo)
Bene così.

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Adesso fai un ultimo respiro profondo… trattieni l’aria… lascialo andare e
prova una splendida sensazione di calma e benessere che si espande nel tuo
corpo. E, mentre questa sensazione si espande, individua tre punti all’interno
del tuo corpo dove questa sensazione è più presente… e nota le sensazioni…
che provi man mano che porti a questi tre punti la tua attenzione.
Perché più noti questi tre punti e più ti senti bene e più ti senti bene e più puoi
far caso a come questi punti si espandono… come un sassolino lanciato in un
lago… che crea cerchi concentrici di rilassamento.
(Aspetta qualche secondo)
Adesso conterò da dieci ad uno e con ogni numero potrai rilassarti il doppio
del numero precedente, calmando sempre più la tua mente, rilassando il tuo
corpo e… abbandonandoti piacevolmente… sempre più giù… all’interno di te
stesso.
Dieci… nove… sempre più rilassato… otto… sette… sei… ancora più
profondamente rilassato… cinque… il doppio più rilassato… quattro… tre…
sempre più giù… due… uno… nello stato più rilassato e pacifico che puoi
provare in questo momento.
Resta così… sicuro… sereno… immerso in questa sensazione meravigliosa.
(Aspetta trenta secondi)
Così ora tutto quello che devi fare è restare in questo stato per qualche
secondo… prendere confidenza con le sensazioni che sperimenti… lasciarti
andare alla calma, al benessere, al rilassamento… e forse potrebbe esserci
un’idea o un’intuizione che attraversa la tua mente… così mentre ti senti
sempre meglio… lascia che questa intuizione penetri nella tua mente conscia...
col suo tempo… di modo da esserne consapevole coi giusti tempi… quelli che
appartengono a te e solo a te.

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(Aspetta venti secondi)
Adesso io conterò da uno a cique e con ogni numero tu potrai svegliarti sempre
più, tornando al qui e ora, soddisfatto per l’esperienza appena avuta.
Uno… lentamente riemergendo.
Due… sempre più consapevole del qui e ora.
Tre… riposato ed energico come dopo un lungo sonno ristoratore.
Quattro… immagina una cascata di acqua di fonte sul tuo volto che ti rinfresca
e ti fa sentire incredibilmente sveglio.
Cinque… apri gli occhi e sorridi.

PUNTO FOCALE
Il processo di educazione alla trance è estremamente utile per coloro che
non l’hanno mai sperimentata e rende più facile ed efficace il lavoro.

Una volta fatto questo sarà tua premura chiedere al soggetto ipnotizzato come si
è sentito, se è andato tutto bene e cosa puoi migliorare per farlo stare meglio e
scendere ancora più in profondità.
Nello specifico, le domande da fare sono le seguenti:
- Come ti sei sentito durante questo processo?
- In che modo avresti potuto sentirti meglio?
- Ci sono delle sensazioni o emozioni che avresti preferito provare?
- In che modo secondo te potevi andare ancora più in profondità?
Una volta avute le risposte, tutto ciò che devi fare è integrarle all’induzione
precedente, aggiungendo, tra il conteggio all’indietro e quello per il risveglio,
un nuovo pezzo che vedremo tra poco.
Tra le domande che ti ho segnato, forse la più importante è: “In che modo

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secondo te potevi andare ancora più in profondità?” Che sarebbe un po’ come
dire: “Spiegami come ti devo ipnotizzare”.
Sicuramente nel porla, il più delle volte, avrai come risposta un’espressione
confusa seguita da: “Veramente non lo so”. E in effetti è così, il soggetto che
hai di fronte se non è stato mai ipnotizzato (e ancora di più se sull’ipnosi ha
poche conoscenze) non sa tecnicamente cosa dovresti fare per farlo andare
ancora di più in profondità. Eppure, come tutti, ha una propria idea sull’ipnosi.
Non è importante che questa idea sia giusta o sbagliata, corretta o
completamente errata, ciò che conta davvero è che lui ha un suo personalissimo
immaginario sull’ipnosi. Questo insieme di idee contiene tutto ciò che gli fa
paura, tutto ciò che lo affascina, ciò che lo fa sentire sicuro, così come tutto ciò
che lo suggestiona.
Proprio a tale proposito, Richard Bandler racconta di quando stava lavorando
con una donna che proprio non voleva saperne di andare in trance. Così le
chiese come mai non riuscisse ad entrare in ipnosi. Lei, con un atteggiamento
un po’ deluso, rispose: “Non lo so… ma non si dovrebbe usare il pendolino?”
Sentita questa espressione, Richard Bandler (che non usava mai il pendolino) ne
improvvisò uno e, non appena la donna lo vide oscillare davanti a sé, chiuse gli
occhi andando in trance immediatamente.
Questo accade per un motivo molto semplice: si va ad utilizzare proprio
l’immaginazione del soggetto che andiamo ad ipnotizzare nel creare le
suggestioni. Queste suggestioni risultano incredibilmente potenti per il
semplice fatto che sono autosuggestioni; si potrebbe dire che, facendo questo, si
attinge a quegli elementi già presenti nel soggetto e che lo mandano
naturalmente in trance.

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PUNTO FOCALE
Dopo ogni induzione è fondamentale chiedere un feedback al soggetto e
integrare ciò che ci ha detto nelle induzioni successive. Fondamentale è
riconoscere ciò che normalmente suggestiona il soggetto, questi sono gli
elementi che lo portano naturalmente in trance.

Per rendere il tutto il quanto più pratico, mettiamo il caso che il soggetto a cui
hai sottoposto la prima induzione, ti dica: “Mi sono sentito molto bene… anche
se non mi sentivo proprio sicuro, forse avrei bisogno di lasciarmi andare di
più… magari dovrei avere più fiducia nell’intero processo. Onestamente non so
come avrei potuto andare più giù… magari mi servirebbe proprio l’ordine di
dormire”.
Una risposta del genere ci fa capire che nella prossima induzione dovrai:
1) Dargli delle suggestioni che aumentano il suo senso di sicurezza;
2) Metterlo in una condizione che lo fa sentire più fiducioso (verso di te e
verso l’ipnosi in generale)
3) Dargli il comando diretto di dormire.
Con queste informazioni possiamo iniziare la seconda parte del processo. Te lo
mostrerò in relazione all’esempio fatto sopra, lasciandoti la possibilità di notare
quali sono i punti in cui va modificato, adattandolo alle risposte del soggetto
che hai di fronte.

Adesso chiudi gli occhi e mettiti comodo, con la schiena dritta e le mani
poggiate sulle gambe o sulle ginocchia… e prendi un bel respiro profondo:
inspira dal naso… trattieni qualche secondo… ed espira lentamente dalla
bocca… rilassando il tuo corpo… concentrati sulle palpebre e rendile così

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pesanti ma così pesanti e abbandonate che… se volessi provare a sollevarle
sarebbero troppo pesanti.
Rilassa anche la lingua e la mascella… ed espandi questo rilassamento al resto
del corpo… come un’onda di tranquillità che parte dalla cima della tua testa e
scende giù… sempre più giù… lungo il tuo corpo… sino ad arrivare ai piedi…
rilassandoti completamente.
(Aspetta qualche secondo)
Perfetto.
Adesso fai un altro respiro profondo… trattieni l’aria… e lascialo andare
lentamente dalla bocca e, mentre lo fai, lascia andare tutti i tuoi pensieri.
Lasciali scorrere via, come vernice che cola giù da un quadro… calmo…
tranquillo.
(Aspetta qualche secondo)
Bene così.
Adesso fai un ultimo respiro profondo… trattieni l’aria… lascialo andare e
prova una splendida sensazione di fiducia e sicurezza [o qualsiasi altra
sensazione abbia dichiarato il soggetto] che si espande nel tuo corpo… e puoi
ricordare una volta nella tua vita in cui ti sei sentito proprio così… sicuro e
fiducioso.
E, mentre questa sensazione si espande, individua tre punti all’interno del tuo
corpo dove ti senti maggiormente rilassato… man mano che sperimenti questa
sensazione di fiducia e sicurezza… e scendi ancora più giù… più rilassato…
sempre più profondamente rilassato.
E più noti questi tre punti e più ti senti bene… e più ti senti bene e più puoi far
caso a come questi punti si espandono… come un sassolino lanciato in un
lago… che crea cerchi concentrici di rilassamento.

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(Aspetta qualche secondo)
Adesso conterò da dieci ad uno e con ogni numero potrai rilassarti il doppio
del numero precedente, calmando sempre più la tua mente, rilassando il tuo
corpo e facendoti piacevolmente scendere sempre più giù all’interno di te
stesso.
Dieci… nove… sempre più rilassato… otto… sette… sei… ancora più
profondamente rilassato… cinque… il doppio più rilassato… quattro… tre…
sempre più giù… due… uno e dormi [o qualsiasi altro elemento con cui il
soggetto ti ha detto che secondo lui andrebbe più in profondità]… nello stato
più rilassato che hai mai sperimentato sino a questo momento.
Adesso ricorda semplicemente un momento in cui ti sei sentito davvero bene…
al posto giusto e al momento giusto… un momento in cui era tutto perfetto. Non
deve per forza trattarsi di un successo spettacolare… può essere semplicemente
qualcosa di quotidiano… come una passeggiata… o un pomeriggio con una
persona a cui sei legato… e quando lo ricordi alza l’indice della mano destra o
fammi un cenno col capo.
(Aspetta)
Perfetto.
Adesso senti queste sensazioni… cosa provi quando sei in quel momento… al
posto giusto, al momento giusto… nel tuo flusso… in uno stato di perfezione… e
ti chiedo di rispondere mentalmente ad una domanda… come sarebbe se tu
potessi essere ogni giorno in questo modo… lasciati la libertà di immaginarlo.
(Aspetta venti secondi)
Adesso io conterò da uno a cinque e con ogni numero tu potrai svegliarti
sempre più, tornando al qui e ora, soddisfatto per l’esperienza appena avuta.
Uno… lentamente riemergendo.

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Due… sempre più consapevole del qui e ora.
Tre… riposato ed energico come dopo un lungo sonno ristoratore.
Quattro… immagina una cascata di acqua di fonte sul tuo volto che ti rinfresca
e ti fa sentire incredibilmente sveglio.
Cinque… apri gli occhi e sorridi.

Con la prima induzione, si aiuta il soggetto a prendere confidenza col concetto


che deve seguirci. Infatti, potrebbe capitare che quando gli diciamo di rilassare
gli occhi abbia delle difficoltà e quindi sollevarli quando gli diciamo di provare
a farlo.
In questo caso, tutto ciò che gli devi dire è: “Non ti preoccupare, prenditi il
tempo che ti occorre per rendere i tuoi occhi sufficientemente pesanti da non
riuscire ad aprirli”.
L’idea che devi far passare è che è compito suo rilassare le palpebre e renderle
così pesanti da non poterle sollevare. In questo modo, seppur in maniera molto
sottile, gli restituisci l’idea che il potere di andare in trance è solo ed
esclusivamente suo; l’ipnotista ha solo il compito di guidarlo.
Sempre con la prima induzione iniziamo a far comprendere al soggetto quanto è
facile rilassarsi e sentirsi bene se ci segue. Con la seconda, invece, rendiamo
ancora più chiare queste idee e, contemporaneamente, lo mettiamo in una
condizione di tale benessere da motivarlo ulteriormente ad andare in trance, di
modo da fargli associare all’ipnosi delle sensazioni incredibilmente
piacevoli, che lo sproneranno ad abbandonarsi sempre più le volte successive.

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PUNTO FOCALE
Con le prime due induzioni si associano nel soggetto sensazioni piacevoli
all’ipnosi, e col benessere lo si motiva a lasciarsi andare sempre di più.

Con la terza induzione, invece, si comincia a lavorare un po’ più in profondità.


Noterai, infatti, che è completamente diversa dalle altre due.

Rilassa gli occhi come hai già imparato… e la lingua… e la mascella… e


mentre lo fai ti spiegherò cosa aspettarti mentre… entri in trance.
Tu sei pronto ad avere tutta la conoscenza che ti occorre per… entrare in
trance… tu hai già sviluppato l’esperienza di… entrare in trance… molte volte,
non solo prima con me… infatti sono certo che ricordi benissimo quelle volte in
cui eri in uno stato tra veglia e sonno… quello stato in cui puoi immaginare
tutto ciò che desideri… e tutto ciò che desideri ti appare completamente vero…
e non importa che tu pensi che sei sveglio, che stai dormendo o, appunto, che…
sei in uno stato tra veglia e sonno.
E la tua mente potrebbe cominciare a sorprendersi a notare come le idee che ti
possono venire in questo momento… sono come sogni.
Comincia ad immaginare come sarebbe se tu potessi sognare proprio in questo
momento.
Così mentre cominci a sognare… puoi sentirti sempre più comodo e a tuo agio
mentre sei seduto di fronte a me… e puoi sentire il suono della mia voce… non
importa se ogni tanto potresti perdere parte di ciò che dico… perché la tua
parte inconscia… che è la parte più importante di te… è in ascolto.
È un po’ come quando eri a scuola: il professore sta spiegando e tu con la
mente sei altrove… vaghi profondamente dentro te stesso, in un sogno ad occhi

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aperti.
Devi sapere che… tutti noi andiamo in trance… ci andiamo spontaneamente…
solo che al risveglio dimentichiamo come fare… ora però tu lo ricordi… lo
abbiamo ricordato prima insieme e tu… puoi approfondire ancora di più questa
sensazione… semplicemente dandoti il comando di… scendere più in
profondità… sempre più in profondità… sino a dove non hai ancora
sperimentato.
E quando sei in questo stato ti potrebbe capitare di ricordare ciò che è davvero
importante per te… le cose per cui vale la pena vivere… ciò che per te conta
davvero… e non so quanta attenzione puoi portare su tutto questo ma… mentre
la tua attenzione riflette su questo, datti la possibilità di sognare ancora di
più… di sognare ciò che conta davvero per te… e tutti i modi in cui puoi
ottenerlo mentre… vai in trance proprio adesso.
Per questo prendi un grosso respiro… trattieni qualche secondo… e lascialo
andare mentre lasci andare completamente tutto te stesso… in uno stato di
profondo e splendido rilassamento… lasciandoti assorbire completamente da
tutto questo.
E più lo fai più puoi sentirti bene… e più ti senti bene più diventa semplice e
naturale scendere ancora più in profondità.
Tra poco conterò da trecento all’indietro e con ogni numero potrai andare
ancora più giù... e ogni numero puoi immaginarlo nella tua mente… notando
come, man mano che conto, diventa sempre più difficile visualizzarli… sino a
quando non svaniranno dalla tua mente.
Conterò da trecento all’indietro, visualizzerai ogni numero ma con sempre
maggiore difficoltà… sino a quando i numeri non scompariranno dalla tua
mente… e allora mi farai un cenno sollevando l’indice.

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[Iniziare a contare da trecento all’indietro, dando ogni tre numeri una
suggestione come “i numeri cominciano a sparire”, “più scendi giù e più i
numeri svaniscono e più svaniscono i numeri più puoi sentirti bene”, “nota
come i numeri tendono a svanire e come visualizzarli è sempre più difficile”]

Una volta ricevuto il segnale con l’indice è possibile passare ad un


approfonditore (a riguardo ho preparato un’appendice alla fine del libro) o ad
un test di verifica (se non sai di cosa si tratta, ti consiglio di leggere questo
libro), per poi dare le suggestioni; oppure puoi usare direttamente uno script (ne
troverai diversi nei prossimi capitoli).

PUNTO FOCALE
Dopo la terza induzione del processo è possibile passare direttamente alle
suggestioni.

Come adattare il processo a soggetti specifici


Ovviamente ogni soggetto è un individuo unico e particolare, quindi quanto più
rendi l’induzione specifica per lui, migliore sarà l’effetto che produrrà e più
efficaci saranno le tue suggestioni. Per fare questo, però, non posso che
rimandarti alla tua esperienza e alla tua sensibilità, ma non voglio lasciarti privo
di direttive.
Proprio per questo ho individuato quattro categorie di soggetti e per ognuna ti
fornirò un piccolo script da inserire all’interno dell’induzione.
Si tratta di poche frasi che vanno inserite in tutte e tre le induzioni
immediatamente prima del conteggio all’indietro (da dieci a uno nelle prime

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due, da trecento all’indietro nella terza) e che ti consentiranno di aumentare
l’efficacia della tua ipnosi.
I quattro soggetti che prenderemo in considerazione sono: il critico, il
sognatore, il motivato, il passivo. Per ognuno di loro ti fornirò una breve
descrizione che ti permetterà di riconoscere il soggetto con cui hai a che fare,
seguito dallo script da inserire prima del conteggio all’indietro. In più, questi
script li puoi usare anche integrandoli con altre induzioni (inserendoli sempre
prima del conteggio), oppure inserendoli all’interno del pre-talk, magari non
seguendoli pedissequamente ma parlando in modo discorsivo dei concetti in
essi espressi.
Ma passiamo subito ad analizzare le quattro tipologie.

Il critico è il classico tipo che in apparenza sembra volerci sfidare e pone


continui dubbi su ogni cosa che gli proponiamo. Non lo fa perché vuole
metterci in difficoltà, ma perché questo fa parte del suo carattere: non accetta
le cose così come gli vengono proposte, ha bisogno di comprenderle bene e
si lascia andare solo se le domande che vengono poste dalla sua parte logica
vengono soddisfatte. In questo caso, prima di passare all’induzione, è meglio
rispondere ad ogni suo dubbio (l’ideale sarebbe nella fase di pre-talk). Tra la
prima e la seconda induzione, nel momento delle domande, è fondamentale
ascoltarlo attentamente, magari chiedendogli di essere estremamente specifico
nelle risposte, per poi usare proprio quelle risposte per formare la seconda
induzione (come abbiamo visto nel paragrafo precedente). In apparenza il
critico può sembrare un provocatore, in realtà però ha una mente estremamente
logica e ha bisogno di comprendere prima di lasciarsi andare; si può dire che è
il soggetto che ha bisogno di essere rassicurato più di tutti gli altri.

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Qui di seguito lo script da usare con lui:

E ci saranno momenti in cui per te sarà possibile concentrarti su ogni frase che
pronuncio… e puoi prestare molta attenzione alle parole che uso… e tutti i vari
significati che si nascondono in quello che sto dicendo… nel modo in cui lo
dico… così puoi decidere già adesso se concentrarti sulle fasi del processo o su
come i cambiamenti di stato avvengono… e sul modo in cui ne fai esperienza.

Completamente diverso, invece, è il sognatore. Il sognatore lo puoi riconoscere


perché probabilmente, già quando parli, lo noti vagare con la mente, e magari
non ti segue completamente perché si perde nei suoi pensieri. Ha un’ottima
capacità immaginativa e spesso proprio per questo ha difficoltà a seguirci,
perché entra così tanto dentro di sé da focalizzarsi su un singolo aspetto di ciò
che gli diciamo, finendo con l’ignorare tutti gli altri. Insomma, se il critico ci fa
resistenze, il sognatore sembra esserne completamente privo. Proprio per
questo, per essere sicuro che ti segua, ti consiglio di chiedere più volte, durante
la trance, di confermarti che ti sta seguendo.
Come hai potuto notare, nelle induzioni viste finora, sono presenti delle
richieste di conferma al soggetto, a cui viene chiesto di alzare il dito indice
come risposta positiva. Nel caso di un sognatore, il mio consiglio è di inserire
questo elemento anche nelle suggestioni, di modo da portarlo periodicamente
all’attenzione, così da non dargli la possibilità di perdersi nella sua
immaginazione.
Qui di seguito lo script da usare con lui:

Adesso permetti alla tua mente di vagare e di andare alla deriva... devi sapere

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che normalmente le persone ti dicono di prestare attenzione a tutto ciò che
accade ... ma qui tu puoi sognare ad occhi chiusi o ad occhi aperti mentre mi
ascolti... bisogna solo seguire le istruzioni di tanto in tanto… e più segui la mia
voce più puoi lasciarti assorbire da questa splendida esperienza.

Un’altra tipologia è il motivato. Si tratta della persona che vuole entrare in


trance perché è sicuro che l’ipnosi gli sarà di aiuto per risolvere alcune
problematiche o per avvicinarlo ad uno dei suoi obiettivi. Si tratta di una
persona che non solo desidera andare in trance, ma ha tutte le buone
ragioni per farlo. Quando sei di fronte ad un soggetto del genere è molto
importante che tu gli chieda in che modo pensa che l’ipnosi gli possa essere
d’aiuto. Così facendo non solo estrarrai elementi utili che andrai ad integrare
all’interno dell’induzione, ma lo farai concentrare sulle sue convinzioni.
Insomma, lo porti a fare leva sulla propria autosuggestione che, come già detto,
è di gran lunga più ipnotica di qualsiasi suggestione proveniente dall’“esterno”.
Qui di seguito lo script da usare con lui:

E così come puoi seguire quello che dico… così puoi continuare ad andare alla
deriva… più pienamente e comodamente… nell'esperienza… e ad ogni passo
puoi avvicinarti alla realizzazione e al successo… perché più vai in trance e più
puoi avvicinarti a ciò che desideri… perché i veri cambiamenti si ottengono
quando è l’inconscio a generarli… e più vai in profondità e più il tuo inconscio
si prepara ai cambiamenti… così, più in profondità… sempre più
nell’inconscio… che sa esattamente cosa fare… mentre la tua parte conscia va
ancora più alla deriva.

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Infine abbiamo il passivo. Si tratta di quel tipo di persona che immagina
l’ipnosi come un processo in cui l’ipnotista schiocca le dita, lo fa
addormentare, schiocca di nuovo le dita per farlo svegliare e, quando alza
le palpebre, ogni suo problema è completamente svanito senza che lui abbia
fatto nulla, se non dormire. Un soggetto del genere va affrontato, in primo
luogo, spiegandogli che l’ipnosi è un processo cooperativo, nel quale ipnotista e
ipnotizzato collaborano per giungere a quel cambiamento che desidera
l’ipnotizzato. E proprio perché chi desidera il cambiamento è l’ipnotizzato,
deve assumersene la responsabilità, sia dentro la trance che fuori.
Qui di seguito lo script da usare con lui:

E così puoi inspirare (mentre sta inspirando)… ed espirare (mentre sta


espirando)… e puoi meravigliarti di come tutto questo lavorerà per te. E forse
non sai che molte persone pensano che in ipnosi il lavoro che si fa viene fatto
solo dall’ipnotista… queste persone non si rendono conto di quanto è
importante seguire le mie parole… perché più le ascolti e più le segui e più il
tuo inconscio lavora con te… non importa se ad un certo punto non le ascolti
più… non importa se al risveglio hai dimenticato tutto… ciò che è davvero
importante è che tu capisca che la tua mente inconscia dovrà lavorare sodo per
seguirmi… mentre la tua mente conscia può tranquillamente assopirsi anche
adesso… anche se al risveglio, spetterà anche a lei lavorare. E quando sei
pronto a questa collaborazione… alza il dito indice della mano destra.

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PUNTO FOCALE
Individuato a quale tipologia appartiene il soggetto, puoi usare questi brevi
script specifici inserendoli nelle induzioni, prima del conteggio all’indietro,
re-talk.

Ovviamente queste quattro tipologie sono solo un’indicazione di massima,


qualsiasi generalizzazione per categorie è sempre inesatta e lascia al di fuori
una buona fetta di umanità. Ciò che in questo momento mi preme più di ogni
altra cosa è trasferirti l’idea che l’ipnosi è un processo fluido, che deve
adattarsi al soggetto ipnotizzato, assumendo la sua forma. Questo significa
che gli script che hai letto (così come quelli che troverai nel resto del libro), per
quanto possano essere collaudati “sul campo”, necessitano anche di un tuo
contributo creativo. Andando sempre più avanti con la pratica, potresti
individuare delle tipologie diverse dalle mie e renderti conto di quali sono gli
approcci migliori. Finché ti farai guidare dalla pratica e dai feedback raccolti, il
tuo lavoro non potrà che migliorare; così come la tua abilità.

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Conclusione

In questo capitolo abbiamo visto in che modo ipnotizzare gradualmente un


soggetto completamente estraneo all’ipnosi. E ci siamo concentrati su questo
ispirandoci al modo in cui Milton Erickson accompagnava i suoi pazienti, così
che familiarizzassero con la trance seguendo i loro tempi. L’idea fondamentale,
presente tra le righe e che ora ti renderò evidente, è lasciar cadere il mito che
vuole che un buon ipnotista sia il più veloce ad ipnotizzare. Infatti, non so se sai
che molti studenti di ipnosi ritengono che più sono rapidi nel mandare il
soggetto in trance e più sono bravi, ma così facendo non prendono in
considerazione degli elementi fondamentali: il senso di fiducia, di sicurezza e di
tranquillità in cui il soggetto dev'essere per poter beneficiare nel modo migliore
degli effetti della trance.

Grazie agli script forniti in questo capitolo sarà facile per te guidare una
persona. E ti sorprenderai nel notare che, man mano che la persona che hai di
fronte prova piacere nell’andare in trance, più diventa facile per lei lasciarsi
andare e andare in profondità.

Infine, ci siamo concentrati su quattro differenti tipologie di soggetti che


potresti incontrare, vedendo per ognuno in che modo relazionarsi prima e
durante l’induzione. Questo è solo l’inizio di un processo che ti vedrà coinvolto
in maniera attiva e ti aiuterà a portare l’attenzione sugli individui che hai di
fronte, di modo da creare per loro le suggestioni migliori (alcune delle quali
sono le proprie autosuggestioni).
Tutto questo, per quanto estremamente semplice e lineare, è un’attività che ti
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aiuta a sviluppare maggiore sensibilità nel rapportarti col soggetto che hai di
fronte e aumenta la tua capacità di risposta nel creare induzioni e suggestioni
sempre più specifiche e adatte all’individuo che stai ipnotizzando.

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CAPITOLO 2

L’induzione cromatica e i suoi segreti

Cos'è l’induzione cromatica


Una delle tecniche più diffuse in ipnosi è certamente l’induzione cromatica.
Questa consiste nel far visualizzare al soggetto una scala di colori per fargli
approfondire man mano lo stato di trance. Ne esistono varie ed è molto
difficile trovare chi è stato il primo che l’abbia usata, anche perché negli anni
molti ipnotisti hanno sviluppato la loro personale induzione cromatica: alcune
di queste sono estremamente efficaci, altre meno.
Quella che ti propongo di seguito è la mia personale versione, che sintetizza
quelle che per esperienza personale ho trovato migliori “sul campo”. Ma ciò che
mi preme in questo capitolo non è semplicemente fornirti una nuova induzione,
ma spiegarti anche da quali elementi è composta, di modo da isolarli e fornirti
dei pezzi che puoi comporre (magari insieme agli altri forniti in questo e-book)
per creare le tue personali induzioni, che si adattino nel modo migliore ai vari
soggetti con cui ti relazioni.
Quindi, come prima cosa, ti mostrerò lo script e poi lo analizzeremo insieme.

Adesso preparati per un esperienza ipnotica di apprendimento e di


rilassamento che aiuterà la tua mente inconscia a sviluppare nuove risorse, a
prendersi cura del tuo benessere e a farti sentire in uno stato mentale in cui… è
facile per te essere tranquillo e sereno… uno stato mentale in cui… la tua
mente inconscia può aiutarti a compiere tutti quei cambiamenti necessari… che
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ti fanno sentire sempre meglio con te stesso.
È facile e ci vorrà solo un attimo.
Tutto quello che devi fare è prendere un respiro profondo e metterti in una
posizione comoda… una posizione in cui per te è semplice sentirti
completamente a tuo agio… una posizione che minimizza tutte le tensioni… e
inizia a chiudere gli occhi.
(Aspetta che chiuda gli occhi)
Adesso prendi un altro bel respiro profondo… trattieni l’aria… e lascia che
fuoriesca lentamente dalla bocca… e nota come fare questo ti rilassa e ti porta
in uno stato in cui puoi diventare consapevole del tuo corpo.
Così puoi iniziare a portare l’attenzione sul battito del tuo cuore… sul modo in
cui l’aria entra ed esce dai tuoi polmoni… sulla sensazione dei vestiti sulla tua
pelle… a cui probabilmente non hai fatto caso finché non te l’ho fatta notare…
e puoi prendere un altro respiro profondo… di nuovo trattieni l’aria… e
lasciala fuoriuscire dalla bocca.
E nota in che punto del tuo corpo puoi sentire una piacevole sensazione di
calma, che ti fa rilassare sempre più profondamente… e ci è voluto solo un
attimo.
E devi sapere che in te c’è una mente conscia e una inconscia e, mentre la
mente conscia può decidere di assopirsi… quella inconscia resta vigile, pronta
ad intervenire in caso ce ne fosse bisogno… ed è estremamente attenta alle
parole che dico.
Così se anche… ti addormenti adesso… la tua mente inconscia sa comunque
cosa fare. E così mentre… la tua mente conscia può andare in profondità… la
mente inconscia può iniziare a lavorare… e non è importante che tu sappia
come accade, perché accade automaticamente… devi solo lasciarti andare più

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in profondità.
E adesso, mentre il respiro si fa più calmo e profondo… immagina di fluttuare
all’interno di una bellissima nuvola rossa… e immagina il tuo corpo diventare
completamente rosso…
… e più diventa rosso più puoi sentirti bene e rilassarti… e più ti rilassi e ti
senti bene più diventa rosso.
Così puoi lasciarti andare serenamente, profondamente, sempre più giù…
lasciando che il tuo corpo si rilassi sempre di più… sempre più pigro… sempre
più abbandonato… scendi sofficemente e serenamente… e ci è voluto solo un
attimo.
(Aspetta qualche secondo)
Adesso immagina di avere di fronte a te una nuvola arancione… e immergiti in
quella nuvola…
… senti quanto è morbida e nota come puoi immaginare tutto il tuo corpo
diventare arancione… e lascia che le tue emozioni si calmino… diventano
soffici come questa nuvola arancione… e più le tue emozioni si calmano più
puoi accedere ad uno splendido stato di serenità… e più ti lasci andare a questa
serenità più le tue emozioni si calmano.
(Aspetta qualche secondo)
Ora, invece, immagina di avere di fronte a te una nuvola gialla… osservala
prima attentamente… e poi immergiti in questa bellissima nuvola gialla…
… e mentre ne senti tutta la placida morbidezza… calma i tuoi pensieri…
immagina i tuoi pensieri sciogliersi come vernice lungo una parete… e più si
sciolgono e più puoi prepararti ad uno stato di rilassamento che non hai mai
sperimentato… così profondo, così rilassato… come non ti è ancora capitato.
(Aspetta qualche secondo)

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Visualizza ora di fronte a te una nuvola verde e man mano che ti immergi…
… lasciati avvolgere da una profonda sensazione di gratitudine… potresti
essere grato per i tuoi affetti… per le persone che ti circondano… per quelle
che ami… per tutto ciò che possiedi e di cui sei grato… e man mano che ti lasci
avvolgere da questa sensazione… man mano il tuo corpo diventa verde… e più
ti lasci andare alla gratitudine e più puoi scendere in profondità… e più scendi
in profondità più puoi lasciarti andare alla gratitudine.
(Aspetta qualche secondo)
Visualizza adesso una nuvola blu e… di nuovo… immergiti al suo interno…
… e nota quali sono le parti del tuo corpo che si sentono meglio… e lascia che
questo benessere si estenda anche alle altre parti… sempre più in profondità…
lascia penetrare questo benessere nei muscoli… nelle ossa… nella circolazione
del sangue… e lascia che si diffonda in tutto il tuo organismo… attraversando e
portando benessere anche ai tuoi organi interni.
Perfetto… e ci è voluto solo un attimo.
(Aspetta qualche secondo)
E adesso scendi ancora più giù… più profondamente… sino a quando non
visualizzi di fronte a te una perla nera… e quando la riesci a visualizzare
perfettamente, solleva il dito indice della mano destra.
(Aspetta)
Bene così.
Osserva attentamente la perla nera… il suo bagliore… la sua tranquillità… e
immergiti al suo interno.
Adesso volta la testa a destra.
(Aspetta)
Ora in basso.

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(Aspetta)
Ora a sinistra.
(Aspetta)
Ora in alto.
(Aspetta)
E adesso apri completamente tutti i tuoi sensi interni.

PUNTO FOCALE
Quella cromatica è una delle induzioni più usate e molti ipnotisti l’hanno
adattata secondo le loro necessità e le proprie esperienze.

Una volta eseguita l’induzione, potrai passare al conteggio all’indietro, oppure


potrai usare uno degli approfonditori riportati nell’appendice.

A che servono i cinque colori e come usarli


I cinque colori (in questo caso rappresentati sotto forma di nuvole) hanno lo
scopo di aiutare il soggetto a dissociarsi e a stimolare la sua capacità
immaginativa: in questo modo diventa più semplice condurlo in una trance
profonda. In più, chiedendogli ripetutamente di immaginare i colori, lo
conduciamo ulteriormente in quel percorso nel quale si lascia guidare e, di
conseguenza, lo prepara a ricevere le nostre suggestioni.
Come accennato, quello che ti ho riportato è lo schema che uso io, ciò non
toglie che ci sono piccole modifiche che puoi effettuare e che ti segno per darti
la possibilità di sperimentarle.
Come prima cosa, è possibile aggiungere due colori in più: il viola e l’indaco
(proposti esattamente in questo ordine). Se li aggiungi alla scala che ti ho

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proposto sopra, potresti notare che i colori in questa sequenza corrispondono a
quelli dei chakra. Quindi, nel caso ti ritrovassi con qualcuno che ha
dimestichezza con questi elementi, puoi inserire non soltanto questo aspetto, ma
delle vere e proprie suggestioni per ogni colore. Qui di seguito te ne mostrerò
un esempio unicamente col colore rosso, e ti rimando all’appendice dove
troverai l’intera induzione cromatica con l’aggiunta dei chakra (in quest’ultimo
caso avrai a disposizione un induzione che al suo interno ha anche una serie di
suggestioni che portano il soggetto ad armonizzarsi con le varie parti di sé, e lo
conducono ad accedere ad una serie di risorse che lo mettono nella condizione
di sviluppare dei cambiamenti senza alcun suggerimento, lasciando che
semplicemente queste lavorino da sole nell’inconscio, che le andrà a disporre
nel modo che ritiene più utile e opportuno).

Adesso visualizza il colore rosso.


Il rosso è il colore del primo chakra, che si trova in basso alla colonna
vertebrale, tra l’ano e il perineo… concentrati su questo punto… e lasciati
avvolgere dal colore rosso… così mentre lasci che questo colore rosso si
espande lungo il tuo corpo, continua a restare concentrato sul primo chakra…
questo chakra regola la tua energia sessuale… la tua energia vitale… lascia
che il tuo corpo si riempia di questa energia… e più diventi consapevole del tuo
primo chakra più la sua energia entra in profondità dentro di te… e più questa
energia entra in profondità dentro di te più puoi diventare consapevole del
potere del tuo prima chakra.

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PUNTO FOCALE
Associando ai colori l’elemento dei chakra, inserisci all’interno
dell’induzione già delle suggestioni, al punto che l’intero script può portare
enormi benefici al soggetto, anche senza aggiungere ulteriori pezzi.

Un altro modo per usare l’induzione cromatica è quello di associare ad ogni


colore uno stato emotivo e suggestionare che, man mano che il soggetto
immagina di diventare di quel colore, maggiore diventa quello stato emotivo al
suo interno.
Eccoti subito un esempio:
Adesso visualizza il colore rosso e prova una sensazione di calma… lasciati
avvolgere dal colore rosso che è il colore della calma… e immagina che l’intero
colore penetri nel tuo corpo… nella tua pelle… nelle tue ossa… sino in ogni
singola molecola… e più questo colore entra dentro di te più ti senti calmo… e
più diventi calmo più questo colore entra dentro di te… e così via… sempre più
intenso… sempre più profondo.
Le emozioni da associare ai colori le puoi scegliere tu; in questo caso associa ad
ogni colore uno stato emotivo che rende più semplice provare lo stato emotivo
che evocherà il colore successivo e, contemporaneamente, fai attenzione che
questi stati siano positivi e utili a far accogliere nel modo migliore le
suggestioni che darai successivamente.
Un’altra soluzione è quella di chiedere al soggetto che vuoi ipnotizzare che
stato d’animo associa ad ogni singolo colore. In questo modo non solo ti
assicuri che nessuna emozione negativa sia associata ai colori, ma nel momento
in cui dai a quei colori lo stesso significato che da lui, la renderai molto più
efficace e suggestiva.

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Ma a questo punto potresti porti una domanda: che cosa fare se ad uno dei
colori la persona che hai di fronte ci associa uno stato negativo?
In questo caso, allora, puoi sostituire lo stato con uno a tua scelta. È giusto,
però, che ti dica che in linea generale quasi tutti gli ipnotisti associano gli stessi
stati ai colori. Te li riporto qui di seguito:
Rosso: rilassamento fisico.
Arancione: rilassamento emotivo.
Giallo: rilassamento mentale.
Verde: amore.
Blu: pace.

PUNTO FOCALE
Quando usi l’induzione cromatica puoi associare ai colori le emozioni che
generano nel soggetto, o puoi sceglierle tu, oppure utilizzare lo schema
standard che normalmente usano quasi tutti gli ipnotisti.

Come risvegliare dopo aver usato la scala cromatica e creare un’amnesia


Come hai di certo notato, nell’induzione che ti ho segnato ci sono degli
elementi apparentemente molto strani. Tra questi ci sono: i movimenti della
testa e la perla nera.
I movimenti della testa, oltre a creare attenzione e dissociazione, aiutano il
soggetto ad aumentare leggermente la sua capacità di vedere, ascoltare e sentire
ciò che gli viene proposto (non a caso, alla fine, viene data la suggestione di
aprire tutti i sensi interni). Agli stessi scopi serve la perla nera, con l’unica
differenza che portare tutta l’attenzione su un oggetto nero, dopo aver
visualizzato i colori, zittisce il dialogo interno e aiuta il soggetto a “svuotare la

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mente”.
Certo, potremmo ottenere lo stesso effetto dandoglielo come suggestione, ma
usare delle metafore, dei simboli, risulta più efficace. Questo perché quanto più
si stimola l’immaginazione tanto più si stimola l’emisfero destro (che è quello
emotivo, creativo); e questo migliora gli effetti prodotti.
In più, nel momento del risveglio, la perla nera, così come i movimenti della
testa (insieme all’intera scala cromatica) aiutano a generare amnesia nel
soggetto.
Prima di spiegare come, però, ti segno lo script per il risveglio:

Ora torna all’interno della perla nera… e preparati a svegliarti.


E quando ti sveglierai, ti sentirai rinfrescato, rigenerato… come se avessi fatto
uno splendido sonno ristoratore.
Per questo alza la tua testa verso l’alto.
(Aspetta)
Ora voltala a sinistra.
(Aspetta)
Ora in basso.
(Aspetta)
E ora a destra.
Prendi un respiro profondo… inspira… espira… e fluttua all’interno della tua
bellissima nuvola blu… e tutto il tuo corpo diventa blu… così man mano che
torni ad essere tutto blu… visualizza di fronte a te una nuvola verde… immergiti
nella nuvola verde… e tutto il tuo corpo diventa verde… così man mano che il
tuo corpo diventa verde… visualizza una nuvola gialla… e fluttua all’interno
della tua bellissima nuvola gialla… e tutto il tuo corpo diventa giallo… così

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man mano che torni ad essere tutto giallo… puoi visualizzare una bellissima
nuvola arancione… fluttua all’interno della nuvola arancione… e il tuo corpo
diventa tutto arancione… così man mano che il tuo corpo diventa arancione…
puoi visualizzare una bellissima nuvola rossa… fluttua all’interno della nuvola
rossa… e tutto il tuo corpo diventa rosso… pieno di energia… sveglio… forte…
attivo… e più il tuo corpo diventa rosso più puoi svegliarti… diventare sempre
più attivo… e c’è voluto solo un attimo.
Adesso apri gli occhi e… resta nell’arcobaleno.

In breve, con questo risveglio ripetiamo velocemente, ma al contrario, l’interno


processo di induzione. Fare questo genera un senso di completezza non solo al
processo di induzione e di risveglio, ma anche alle suggestione che inserirai tra
questi due passaggi. È un po’ come disegnare un cerchio: con l’induzione
iniziamo il primo tratto, con le suggestioni ne coloriamo l’interno e, infine, col
risveglio segniamo il tratto finale, che conclude il tutto e che da un preciso
segnale alla mente inconscia: ciò che è stato fatto è completo e concluso, quindi
è inutile tornarci a rimuginare sopra.
In più, fare questo crea un’amnesia nel soggetto, che difficilmente (e solo in
parte) riuscirà a ricordare il lavoro svolto durante la trance.
L’amnesia, quando si lavora con gli stati alterati, può essere estremamente utile,
specialmente quando abbiamo a che fare con soggetti ipercritici o che tendono
ad analizzare qualsiasi cosa. Impedendo al soggetto di ricordare, gli si da la
possibilità di lasciare che le suggestioni facciano il loro effetto senza che le
sue opinioni o i suoi giudizi le cambino. Una volta risvegliato, però,
preoccupati di spiegare al soggetto che cosa si deve aspettare; in questo modo
l’unico quadro di riferimento in cui leggere la tua induzione sarà quello che gli

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hai dato, il che aumenterà l’efficacia dell’intero processo.
PUNTO FOCALE
Con il risveglio dell’induzione cromatica si genera nel soggetto un’amnesia
e si rendono ulteriormente più profonde le suggestioni date.

In più, c’è da aggiungere che il soggetto quando non ricorda ciò che è accaduto
nella trance sviluppa una forma di autosuggestione, questo perché è opinione
comune che l’ipnosi funziona solo quando si dimentica ciò che l’ipnotista ha
detto o ha fatto. In realtà non è per niente così, ma, sfruttando questa
convinzione, è possibile rendere il lavoro ipnotico ulteriormente più efficace.
Ci è voluto solo un attimo: un altro modo per creare amnesia
Un altro elemento all’interno dell’induzione che crea amnesia è una frase che
torna in modo ricorrente: ci è voluto solo un attimo. Per quanto questa
espressione sia breve e apparentemente non abbia niente a che vedere col
concetto di dimenticare, è estremamente utile al nostro scopo.
Infatti, nel momento in cui il soggetto accetta questa suggestione (che viene
ripetuta più volte), ha difficoltà enormi a ricordare ciò che è accaduto in trance,
e questo per un motivo estremamente semplice: quante cose possono accadere
in un attimo? La risposta è ovvia: poche. Proprio per questo motivo il soggetto
tenderà a lasciar andare dalla mente cosciente la maggior parte delle
informazioni ricevute durante la trance, lasciando solo quelle su cui ha portato
maggiormente l’attenzione.
Questa strategia viene usata in sinergia con gli altri elementi che abbiamo visto,
ma ciò non toglie che può essere utilizzata anche all’interno di altre induzioni.
Infatti, dare più volte la suggestione che “è passato solo un attimo”,
contribuisce in moltissimi casi alla creazione dell’amnesia.

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In molti casi questa suggestione risulta molto più efficace di una suggestione
diretta e questo perché, se anche parte della mente conscia fosse ancora vigile,
non ha la possibilità di opporre resistenza, visto che apparentemente non vi è
alcuna suggestione, nessun comando, ma anche perché può apparire come un
semplice modo di dire.
Nel caso avessi intenzione di usare questo elemento linguistico in un contesto
diverso da quello dell’induzione che ti ho proposto, vorrei consigliarti una
strategia da usare durante la fase del risveglio.
Ovvero, quando stai facendo eseguire al paziente il risveglio e stai per contare
per portarlo fuori dalla trance, ricorda di aggiungere:
E puoi dimenticare di ricordare o ricordare di dimenticare… è una tua scelta…
dimentichi di ricordare o ricordi di dimenticare… ed è assolutamente perfetto
così.
Se leggi la frase riportata sopra in modo disattento potresti pensare che si offre
al soggetto la libertà di prendere una decisione. Ma la verità è che le due
possibilità portano esattamente allo stesso risultato: l’amnesia, per l’appunto.
Puoi ripetere lo script due volte, o crearne tu uno tutto tuo, l’importante è che
ciò che dici sia strutturato in modo tale da dare una parvenza di libertà, anche se
qualsiasi sarà la decisione del soggetto lo porterà comunque a scegliere
l’amnesia.
Un’aggiunta che puoi inserire è la seguente:
E il tuo inconscio può decidere adesso… e appena lo fa, puoi alzare l’indice
della mano destra e lasciare andare tutto.
(Aspetta)
Perfetto… ora dimentica.

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Conclusioni

Come ti ho accennato non esiste una sola induzione cromatica, quello che conta
davvero è che tu capisca quali sono i principi fondamentali su cui si fonda. In
primo luogo abbiamo i colori, che devono seguire una loro precisa sequenza:
rosso, arancione, giallo, verde, blu; ai quali puoi aggiungere l’indaco e il viola.
Ogni colore è collegato ad un emozione, ad uno stato emotivo; e puoi decidere
se usare le emozioni standard, quelle attribuite dal soggetto ipnotizzato, oppure
sceglierle tu, in relazione allo stato più utile che occorre al soggetto per avere la
migliore esperienza di trance.
In più, quando usi l’induzione cromatica, puoi fare affidamento su una struttura
che ti permette di provocare nel soggetto l’amnesia, fondamentale per
permettere di lasciare all’inconscio la possibilità di elaborare le suggestioni,
senza l’interferenza della parte logica e critica.
Per creare l’amnesia viene anche usata l’espressione “ed è passato solo un
attimo”. Questa espressione la puoi integrare ad altre induzioni, di modo da
creare lo stesso effetto anche senza usare l’intera induzione cromatica.
In breve, con le informazioni presenti in questo capitolo, puoi portare il
soggetto in una trance profonda e notare quanto è facile fare questo,
semplicemente seguendo le poche e semplici direttive che ti ho dato.
Il mio consiglio è quello di sperimentare già da adesso questa tecnica, di
sperimentarla sempre di più, sino a quando non sei pronto per crearne una tua,
perfetta per il soggetto specifico che hai di fronte.

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CAPITOLO 3

Gli ancoraggi

Che cosa sono


La parola ancoraggio si riferisce ad un concetto che è stato diffuso dalla
Programmazione Neuro-Linguistica (PNL) e sta ad indicare la creazione di
una connessione tra una risposta del soggetto (fisica o emotiva) e un
segnale ben preciso, come potrebbe essere un gesto o una parola, o anche un
colore o un ben preciso tono di voce.
Per fare un esempio molto chiaro mi piace ricordare il film La maledizione
dello scorpione di giada di Woody Allen, in cui un ipnotista da palcoscenico
ipnotizza alcuni personaggi del film, dicendo loro che ogni volta che lo
sentiranno pronunciare la parola Mississipi andranno in trance e obbediranno a
tutti i suoi ordini. Insomma, potremmo dire che si tratta di creare nella persona
che abbiamo di fronte un riflesso condizionato ad un nostro ben preciso
segnale.
Questo fenomeno non riguarda unicamente l’ipnosi. Forse avrai sentito anche tu
parlare della storia di Pavlov e dei suoi cani. Ivan Pavlov era un medico ed
etologo russo che sottopose i suoi cani ad uno strano esperimento: per un
periodo di tempo, tutte le volte che dava loro da mangiare, suonava un
campanello; ad ogni pranzo, per giorni e giorni, quando arrivava l’ora di
mangiare suonava sempre lo stesso campanello. Ad un certo punto, però, suonò
il campanello senza far trovare nulla nelle ciotole. Quello che poté osservare fu
un eccesso di salivazione nei suoi animali, quella stessa salivazione che
avevano quando si fiondavano sul cibo, appunto, con “ l’acquolina in bocca”.
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Ovviamente c’è una bella differenza tra l’arrivare a questo risultato in giorni e
giorni, come ha fatto Pavlov, e riuscirci invece all’interno di una singola
sessione ipnotica.

PUNTO FOCALE
L’ancoraggio consiste nella creazione di una connessione tra una risposta
ed uno stimolo, un processo che in stato di trance è estremamente veloce.

Quello che ti mostrerò nelle prossime pagine sarà proprio come creare un
ancoraggio, concentrandomi su un esempio pratico: il dormire.
Probabilmente avrai notato che uno degli elementi che maggiormente viene
mostrato nell’ipnosi è quello in cui l’ipnotista schiocca le dita, dice DORMI! e
il soggetto va in trance. Ciò che sto per mostrarti è esattamente questo e mi
piacerebbe che tu prendessi spunto dagli schemi che ti fornirò per effettuare al
meglio qualsiasi altro ancoraggio.
Prima di addentrarci nel vivo, però, devo spendere qualche parola sul termine
DORMI!. Si tratta forse dell’ordine più conosciuto, di quel comando che non
manca in quasi nessuna sessione ipnotica. Eppure, quando l’ipnotista dice di
dormire non si riferisce al sonno normale, ovvero a quel sonno a cui tutti ci
riferiamo quando è notte e chiudiamo gli occhi sotto le coperte, abbracciando il
cuscino. Si tratta di quello che potremmo definire un ipno-sonno, un qualcosa
che dall’esterno può apparire come sonno ma altro non è che una trance
sonnambulistica. La differenza principale tra l’ipnosonno e il sonno normale è
che nell’ipnosonno la mente inconscia del soggetto è focalizzata sulla voce
dell’ipnotista, al punto tale da seguirne tutte le indicazioni, mentre nel sonno
normale la mente vaga in modo causale.

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Questa differenza a volte delude coloro che si sottopongono all’ipnosi, che
spesso finiscono col chiedere: “Ma siamo sicuri che sono stato ipnotizzato? Io
sentivo tutto”.
A riguardo, proprio Richard Bandler tende a rispondere così: “Per fortuna! Se
non sentivi voleva dire che eri morto!”
Lo svegliarsi e non ricordare nulla è un effetto diretto dell’amnesia: quando il
soggetto va in trance può accadere che al risveglio non ricordi alcune parti o
l’intera sessione, ma non necessariamente questo si verifica.
Quindi, nel riferimenti al dormire, intenderò lo stato di trance in cui il soggetto
è disponibile ad accogliere le suggestioni.

Ancoraggio diretto per accedere alla trance


Prima, però, di vedere lo script devo specificare alcune cose fondamentali,
senza le quali il tuo ancoraggio potrebbe perdere di efficacia.
Stiamo vedendo, nello specifico, la creazione di un’ancora tra una parola
(DORMI!) e lo stato di trance. O almeno questo in apparenza. Quando, infatti,
pronunci l’ancora non puoi limitarti a pronunciarla ma devi anche stare attento
che sia pronunciata con autorità e con un tono più profondo. Questa autorità e
tono profondo saranno gli stessi con cui dovrai pronunciare la parola ancorata
quando vorrai far tornare di nuovo il soggetto nello stato di trance.
Quindi:
1) fai attenzione al volume con cui la pronunci,
2) al tono di voce, che deve essere il più simile a quello che usi per dare un
ordine, e
3) fai in modo di pronunciare quella parola sempre allo stesso modo.
Per aiutarti a fare questo puoi immaginare di pronunciare la parola da usare

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come ancora come un qualcosa di materiale che dalla tua bocca arriva al
soggetto che hai di fronte. L’idea che devi tenere a mente è quella di parlare
normalmente ma, quando pronunci la parola usata come ancora, la visualizzi
anche come un qualcosa di fisico che da te arriva al soggetto ipnotizzato.
Ad esempio, io la visualizzo come una sorta di gas colorato (il colore cambia a
seconda dello stato che deve generare) che avvolge il soggetto.
Infine, non so se hai mai notato che molti ipnotisti da palco aggiungono lo
schiocco delle dita quando pronunciano la parola DORMI!, questo viene fatto
per sottolineare ulteriormente l’ancora, ma anche perché ricorda ciò che
comunemente viene associato all’ipnosi; insomma, ci si comporta agli occhi del
soggetto così come si comportavano altri ipnotisti che ha visto e, come già
accennato, questo fa leva sull’autosuggestione. Quindi, se ti va, puoi
sottolineare anche tu il DORMI! con lo schiocco delle dita.

PUNTO FOCALE
Quando pronunci l’ancora fai in modo di usare sempre lo stesso tono e lo
stesso volume di voce. In più, se la parola usata come ancora è anche una
suggestione diretta la puoi sottolineare schioccando le dita.

Ti consiglio, però, di fare attenzione quando usi lo schiocco delle dita per
sottolineare un’ancora. L’ancora che stiamo prendendo in considerazione,
infatti, è anche un comando diretto; quando la pronunciamo è un po’ come dire:
“Tu devi dormire adesso”. In quanto ordine, lo schiocco delle dita, da un punto
di vista non verbale, da maggiore vigore e richiama all’esecuzione. Proprio per
questo usa lo schiocco solo quando la parola ancorata è anche un comando
diretto.

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Facendo questo si guida il soggetto a rispondere velocemente ogni volta che
schiocchi le dita; così, dopo un paio di ancoraggi di successo, aggiungere lo
schiocco delle dita quando dai una suggestione diretta aiuterà il soggetto ad
eseguirla più velocemente e con meno possibilità di indugiare.
Adesso che abbiamo concluso le premesse necessarie, passiamo allo script:

E adesso… mentre sei in questo meraviglioso stato di benessere… permettiti di


dormire profondamente… e mentre ti permetti di dormire profondamente sentiti
ancora più meravigliosamente bene… e così ogni volta che dico la parola
DORMI! tu puoi accedere a questo stesso stato o ad uno più profondo.
In qualsiasi momento, quando sei sveglio o in trance, dico la parola DORMI! e
tu accedi immediatamente a questo meraviglioso stato… o ad uno ancora più
profondo.
Tutte le volte che dico la parola DORMI! torni immediatamente a sentirti
meravigliosamente bene come adesso… in uno stato sempre più profondo.

Lo script va usato dopo l’induzione e il conteggio all’indietro (o qualsiasi altro


approfonditore), stando ben attento a usarlo nel momento in cui il soggetto si
trova per davvero all’interno di quel meraviglioso stato di benessere.
Ovviamente, quando andrai ad adattare questo script, fai in modo di usarlo
quando il soggetto si trova nello stato che vuoi ancorare. Ad esempio: se tu
volessi ancorare uno stato di sicurezza, prima di usare lo script assicurati che in
quel momento sta davvero sperimentando il più completo stato di sicurezza che
possa provare, altrimenti sarà completamente inutile.
Nell’esempio visto sopra, ancorare la parola DORMI! è estremamente utile
quando si lavora con un soggetto: molto spesso, infatti, si può dover portare il

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soggetto più volte dentro e fuori la trance. Attraverso il DORMI! ci assicuriamo
di risparmiare un po’ di tempo tutte le volte che lo vorremo mandare in trance
nelle occasioni successive.
Ancoraggio indiretto per accedere alla trance
In ipnosi si usa il termine disseminazione per descrivere l’atto di usare in modo
massiccio una ben precisa parola, di modo che influenzi il contenuto del
discorso. Per farti un esempio, prova ad immaginare di essere in trance; non
importa quello che ti sta dicendo l’ipnotista, l’unica cosa che conta è che spesso
torna questa espressione: “Hai tutto sotto controllo”. Ad un certo punto potresti
notare che tutte le volte che usa quella frase sperimenti davvero la sensazione di
avere tutto sotto controllo.
Una situazione del genere non è nuova all’interno di una sessione di ipnosi,
infatti la disseminazione può essere usata, ad esempio, per disseminare un
concetto di sicurezza mentre il soggetto nello stato di trance sperimenta un
qualcosa che lo spaventa; in questo modo, lo spavento viene bilanciato ed è
possibile attivare quelle risorse in grado di far affrontare e superare la paura o il
disagio.

PUNTO FOCALE
Con la disseminazione si usa in modo massiccio un concetto di modo che
possa influenzare l’intero discorso in cui è inserito.

L’ancoraggio indiretto si basa esattamente sullo stesso principio. Se nel


precedente, infatti, abbiamo visto come dare un ordine diretto, in modo chiaro e
preciso, quello che accade in questo caso è che la suggestione viene data molte
più volte.

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Per essere il più possibile chiaro, procedo immediatamente col segnarti lo
script:
E adesso non so se puoi andare PIU’ IN PROFONDITA’… e mentre vai PIU’ IN
PROFONDITA’… nota come ti senti quando sei così, IN PROFONDITA’… e se
ti va, puoi scendere ancora di PIU’ IN PROFONDITA’, lasciando che la tua
parte più profonda sappia come andare PIU’ IN PROFONDITA’ con il suo
tempo… quel tempo perfetto solo per te.
E più ti senti bene e più puoi andare PIU’ IN PROFONDITA’, e più vai PIU’ IN
PROFONDITA’ e più puoi sentirti bene… così ogni volta che senti le parole
PIU’ IN PROFONDITA’ puoi accedere immediatamente a questo
piacevolissimo stato o ad uno più profondo… per questo vai ancora PIU’ IN
PROFONDITA’, lasciando che questa piacevole sensazione ti faccia sentire
bene… così, perfettamente all’interno di te stesso ogni volta che dico le parole
PIU’ IN PROFONDITA’.

Quando usiamo l'ancoraggio indiretto facciamo in modo che il soggetto quasi


non si accorga che gli viene dato un ordine, e gli offriamo la sensazione che sia
una sua scelta decidere se andare o meno in profondità. Malgrado ciò, quando
dici di andare più in profondità, fai in modo che le parole abbiano un tono più
basso e profondo. Infine, quando si va a riattivare l'ancora, è meglio ripetere
l'espressione PIU' IN PROFONDITA' più volte, di modo che anche nel
riattivare l'ancora si usi lo stesso strumento della disseminazione con cui è stata
creata.
In linea generale l'ancoraggio diretto va bene quando si usa uno stile di ipnosi
più direttivo, e con i soggetti che si aspettano di essere guidati in maniera così
chiara. L'ancoraggio indiretto, invece, va meglio con i soggetti che preferiscono

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uno stile più morbido e dolce.
Ciò non toglie, però, che tu possa usare entrambi gli ancoraggi
contemporaneamente, ad esempio usando prima lo script dell'ancoraggio
indiretto e poi quello dell'ancoraggio diretto; oppure creandone uno che sia un
ibrido di quelli che ti ho mostrato.

PUNTO FOCALE
Quando usi l'ancoraggio indiretto ricorda di utilizzare la disseminazione
sia per la creazione dell'ancora che per la sua attivazione.

Ovviamente anche in questo caso abbiamo visto l'ancoraggio in relazione


all'essere più all'interno della trance, ma ciò non toglie che puoi usare lo script
che ti ho fornito come base per ancorare qualsiasi altro stato. Il principio è
semplice e può essere facilmente schematizzato:
1) Decidi che stato vuoi ancorare
2) Porta il soggetto in quello stato e amplificalo
3) Dissemina l'ancora legata a quello stato, facendo in modo che la parola
che scegli sia attinente con lo stato desiderato (ad esempio, se vuoi
ancorare un sensazione di gioia, la parola migliore è proprio gioia, in
alternativa puoi decidere un'altra che richiama lo stesso concetto).
4) Ripeti più volte che può sperimentare sempre più lo stato che hai deciso
di ancorare e che più sentirà la parola ancorata e più lo potrà
sperimentare.
Quando poi andrai a richiamare l'ancora, ti accorgerai che non raggiungerà
immediatamente lo stato ancorato ma, a poco a poco, più pronunci l'ancora più
potrà arrivare allo stato che hai scelto. Si tratta di un processo che conduce il

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soggetto allo stato stabilito non immediatamente (come succede in quello
diretto) ma con i suoi tempi. Questo è estremamente utile con i soggetti che
temono l'ipnosi e hanno bisogno di raggiungere gli stati con calma, con tutte le
rassicurazioni possibili, senza passaggi improvvisi di stato.

Ancorare una risorsa e portarla nel passato


A questo punto potresti chiederti a cosa può servire ancorare uno stato. Te lo
spiego facendoti un esempio pratico: immagina di avere davanti a te un
soggetto con la convinzione di non essere in grado di far rispettare sé stesso;
puoi chiedergli se ci sono state situazioni in cui si è fatto rispettare, fargliele
rivivere nello stato di trance e ancorargliele. Una volta fatto questo, puoi
portarlo a ricordare un evento in cui si non si è fatto rispettare, e attivare
l'ancora.
Quello che accadrà è che rivivrà l'evento in modo diverso, lasciando che quella
risorsa attivata lo modifichi. Quando si risveglierà dalla trance, ovviamente,
non ricorderà l'evento in modo diverso, ma è certo che lo percepirà in modo
nuovo. Infatti, portare una risorsa in un momento in cui questa era assente
fornisce alla mente ciò che le occorre per farle elaborare quel momento in modo
positivo.
Il motivo per cui tutto questo accade è molto semplice: partiamo dall'idea che se
una persona associa ad un evento (ma anche ad una persona) delle sensazioni
negative è perchè quando l'ha vissuto non aveva a disposizione le risorse
necessarie per farglielo sperimentare in modo positivo. Portandogli la risorsa
nel passato, si esegue una piccola parte di quella che in termini di ipnosi viene
definito "cambiamento della storia personale", ovvero lo si porta in una
dimensione nella quale vive l'evento, ma con la risorsa necessaria a

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disposizione.
Ora, torniamo al nostro soggetto convinto di non essere in grado di farsi
rispettare. Una volta associato lo stato risorsa ad un momento in cui questo stato
era assente, faremo in modo che quando tornerà a pensarci non proverà più
quelle sensazioni sgradevoli, oppure avranno diminuito la loro intensità.
Completamente diverso, invece, è se gli fai selezionare sette o più momenti in
cui non si è sentito in grado di farsi rispettare e, per ognuno di questi, attivi
l'ancora di modo da portare le risorse che sono utili. In questo caso inizierai a
creare una massa critica, che può anche iniziare a cambiare la percezione del
soggetto riguardo la sua capacità di farsi rispettare.
È opportuno, a questo punto, chiarire un elemento importante: quando si fa
questo non ci si limita a "creare un'illusione nel soggetto", che comincia a
credere di essere in grado di farsi rispettare, ma gli si fornisce un'esperienza
vera e propria, che fa sviluppare in lui un nuovo atteggiamento e nuovi
comportamenti. Infatti, quando il soggetto è in un momento passato e gli si
attiva l'ancora di una risorsa, è come se la sua mente gli rendesse disponibile
quella risorsa che lui già possiede, ma che non era presente in quel momento.
L'esperienza che vive, quindi, attiva in lui tutto ciò che avrebbe attivato se
l'avesse fatta per davvero. Questa diventa un vero e proprio apprendimento che,
a seconda della sua forza e della sua ripetizione, crea una vasta gamma di effetti
benefici nel soggetto.

PUNTO FOCALE
Ancorare una risorsa e portarla in un momento passato del soggetto
equivale a fornirgli le risorse di cui aveva bisogno e a fornirgli un
esperienza di apprendimento simile a quella che avrebbe potuto avere se

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l'esperienza stessa fosse stata reale.

Una volta fatto questo, risveglia il soggetto e fallo tornare all'evento, o agli
eventi, a cui hai associato l'ancora e fatti dire cosa è cambiato.
Questa è una parte fondamentale all'interno del processo ipnotico, che molti
tendono ad ignorare solo perchè non avviene in uno stato di trance. Infatti, è
importantissimo che il soggetto, una volta sveglio, possa notare i cambiamenti
che sono avvenuti e che li giudichi in modo positivo.
Per fare questo puoi usare delle domande pilotate:
 Se ripensi agli eventi su cui abbiamo lavorato, in che modo ti senti
meglio?
 Se dovessi estrarre da questa esperienza una lezione positiva, quale
sarebbe?
 In che modo pensi che il tuo atteggiamento rispetto a questo possa essere
più positivo da oggi in poi?
Come puoi notare sono domande che si basano su una serie di presupposizioni:
- il soggetto ha lavorato su sé stesso,
- si sente meglio,
- ha imparato qualcosa di positivo,
- questo migliora il suo modo di porsi rispetto all'elemento affrontato nello stato
di trance.
In questo modo porti la sua parte cosciente a riflettere su quanto è accaduto
durante la trance, ma facendo sì che elabori il tutto nel modo più produttivo
rispetto al risultato che si vuole ottenere. Così facendo, anche quando il
soggetto andrà a riflettere consciamente sulla sua esperienza ipnotica, lo farà
comunque sulla base di quanto ti ha dichiarato subito dopo essersi svegliato.

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Questo processo si chiama ratificazione e dovrebbe essere usato non solo dopo
aver portato una risorsa nel passato, ma ad ogni risveglio del soggetto. Si tratta
di un processo breve ma che, se ben usato, può aumentare esponenzialmente i
risultati raggiunti durante l'ipnosi.

PUNTO FOCALE
Alla fine di ogni lavoro ipnotico, usa la reitificazione per portare il soggetto
a concentrarsi consciamente sugli effetti positivi della trance. Così
aumenterai esponenzialmente i risultati avuti col lavoro ipnotico.

Di seguito troverai uno script che potrai usare per ancorare una risorsa positiva
e poi portarla nel momento in cui mancava al soggetto.
Prima di fare questo, però, è opportuno fare chiarezza sul modo in cui dovrai
guidare il soggetto prima, durante e dopo la trance:
1) Fallo focalizzare sull’evento sul quale vuole lavorare
2) Fagli identificare quale risorsa gli sarebbe stata d’aiuto
3) Verifica che sia la risorsa giusta, chiedendogli: “Sei sicuro che questa
risorsa sia quella più utile non solo per te ma anche per gli altri?”; devi
fargli passare l’idea che una risorsa è esatta solo quando gli effetti sono
positivi per tutti o, al massimo, positivi per il soggetto e non negativi per
tutti gli altri
4) Portalo nello stato di trance
5) Ancora la risorsa
6) Portalo nel momento passato in cui la risorsa era assente
7) Attiva l’ancora
8) Risveglialo

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9) Fagli ratificare l’esperienza vissuta

Ora puoi cominciare a ricordare un momento in cui ti sei sentito [stato risorsa]
e… tornare con la mente a quel momento... a ciò che accadeva attorno a te... ai
suoni… alle parole e ai rumori... e alla sensazione di [stato risorsa] che provavi
in quel momento.
Quando ci sei, fammi un leggero cenno con il capo.
(Aspetta)
Adesso immagina proprio di rivivere quel momento... vedi quello che vedevi
allora... ascolta quello che ascoltavi allora... prova le stesse sensazioni che
provavi allora. Quando hai fatto, fammi un leggero cenno con il capo.
(Aspetta)
Perfetto. Ora nota la sensazione di [stato risorsa]… e nota in che punto preciso
del tuo corpo si trova... che colore ha... che forma ha... se è ferma oppure in
movimento... e immagina che si espande... si espande sempre di più... inizia a
ricoprire tutto il corpo... ogni singolo centimetro, dalla testa ai piedi... mentre il
colore si fa sempre più intenso, sempre più brillante... entra nei muscoli, nelle
vene, negli organi… dentro le ossa, in ogni singola cellula... e il tuo corpo
impara, apprende con i suoi muscoli, con le sue ossa, con i suoi organi, con la
sua chimica... a essere sempre più [stato risorsa].
E più ti rendi conto che questa sensazione di [stato risorsa] si fa sempre più
intensa… e più ti rendi conto che il tuo corpo non la riesce a trattenere... non
ce la fa, deve espandersi ancora... ed esce dal tuo corpo... invade la stanza in
cui ti trovi... e poi l’intero luogo in cui ti trovi... e le strade, prima della città...
poi va ancora oltre... e man mano può spingersi ancora più in là...
espandendosi ancora e ancora e ancora… diventando sempre più intenso... sino

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a quando non ha invaso tutto il mondo... e tutto il mondo ha il colore dello
[stato risorsa] che ha il suo epicentro in te.
E tu puoi stringere il pollice e l’indice e ogni volta che dirò la parola [stato
risorsa] e tu stringerai il pollice e l’indice potrai sentirti ancora così… con
questa magnifica sensazione di [stato risorsa] ogni volta che stringi il pollice e
l’indice e mi senti pronunciare la parola [stato risorsa].
Ora conterò velocemente da uno a tre, e al mio tre, tutta questa sensazione
imploderà di colpo nel tuo corpo, lì dove è nata, per diventare ancora di più
parte di te… così che, quando stringerai di nuovo il pollice e l’indice e mi
sentirai pronunciare la parola [stato risorsa], potrai tornare immediatamente a
questa sensazione.
Uno… due… tre… lascia implodere la sensazione e… apri il pollice e l’indice.
Perfetto.
Ora resta così per un po’.
(Aspetta trenta secondi)
Adesso puoi tornare a quel momento in cui ti è mancato [stato risorsa]… e
osservare la scena dall’esterno… dall’alto. Vedi quello che succede.
(Aspetta dieci secondi)
E ora entra nella scena… stringi il pollice e l’indice e senti lo [stato risorsa]
crescere dentro di te… rivivi quel momento mentre sperimenti lo [stato
risorsa]… e nota come la scena cambia… nota come cambia la scena mentre ti
senti [stato risorsa].
E mentre accade questo… se c’è qualcosa che il tuo inconscio può
apprendere… lascialo libero di apprendere… se c’è qualcosa che puoi
imparare da questa esperienza… imparala adesso.
Lascia andare il pollice e l’indice… e continua a sentirti [stato risorsa].

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(Aspetta un minuto)

Ancoraggio per portare una risorsa nel futuro


Torniamo all’esempio fatto prima. La persona che non riesce a farsi rispettare ti
dice: “Adesso se ripenso a quegli eventi del passato mi sento bene, ma come
posso essere sicuro che, quando si ripresenterà un’occasione simile, non
tornerò a farmi mancare di rispetto?”
Quello che puoi fare è usare la risorsa che hai ancorato per associarla, questa
volta, proprio al momento futuro in cui il soggetto ne avrà bisogno. In questo
modo, si offre la possibilità di far vivere “virtualmente” al soggetto l’evento nel
modo migliore, così da affrontarlo con una maggiore sicurezza, avendo a
disposizione le risorse necessarie.
Uno degli errori compiuti più comunemente in questa fase è limitarsi ad
affrontare un singolo evento futuro, mentre la cosa migliore è associare l’ancora
a più eventi, di modo da creare una maggiore massa critica, facendo
ulteriormente generalizzare al soggetto che è una persona in grado di farsi
rispettare.
Proprio per questo, lo script che ti mostrerò va non solo ad affrontare più eventi
futuri, ma ha anche lo scopo di generalizzare la risorsa, come se venisse
ancorata anche ad eventi non presi esplicitamente in considerazione. Se lo stato
risorsa non è ancora stato ancorato si deve prima procedere con lo script
precedente (evitando l’ultima parte, quella sull’associazione della risorsa
mancante), altrimenti si può procedere direttamente.

Ed ora vorrei che il tuo inconscio mi dica se c’è un momento nel futuro… in cui
avrà bisogno di [stato risorsa]. E nel momento in cui gli è chiaro quel

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momento… può alzare l’indice della mano destra.
(Aspettare)
Bene così.
E adesso permettiti di viaggiare nel tempo… muoverti velocemente in avanti…
verso il futuro… a quel momento in cui avrai bisogno di [stato risorsa]… e
quando ci sei, solleva l’indice della mano destra.
(Aspetta)
Perfetto.
Osserva per un attimo la scena… e poi entra al suo interno… stringi il pollice e
l’indice e prova [stato risorsa]… mentre sei qui e provi [stato risorsa] nota
quello che succede… e come ti senti… lasciando che questa esperienza sia un
esperienza positiva… mentre provi [stato risorsa].
E questo può essere per te un insegnamento profondo… un insegnamento molto
importante per te… che ti fa comprendere qualcosa di importante su te stesso…
sulla tua natura profonda. Per questo lascia che tutto questo… si possa
integrare automaticamente… profondamente… in quella parte di te in cui
conservi gli insegnamenti più importanti.
(Aspettare trenta secondi, ripetere ancora dall’inizio sino a quando il soggetto
smette di alzare il dito nel momento in cui gli si chiede di immaginare un
evento futuro)
E forse c’è una cosa ancora più importante che hai appreso… e forse ancora
non ne sei cosciente… ma è lì… un po’ come il nome sulla punta della lingua
che non sai ricordare… ma è lì… e basta solo aspettare… ed ecco che vien
fuori… tanto che ti dici che è impossibile che fosse sparito… perché è sempre
stato lì… sai che è lì… e sarà sempre lì.
E per te è lo stesso… perché non importa che ti renda conto di ciò che hai

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appreso… così come non è importante che ti accorga adesso dei cambiamenti…
di tutti quei cambiamenti che sono avvenuti in te. Te ne accorgerai con i tuoi
tempi… lasciando accadere tutto automaticamente.

PUNTO FOCALE
Usando l’ancoraggio per portare una risorsa nel futuro, si offre la
possibilità di far vivere al soggetto l’evento nel modo migliore, così da
affrontarlo con una maggiore sicurezza, avendo a disposizione le risorse
necessarie.

Ancorare più risorse


Così come si può creare un ancora in un soggetto, se ne possono creare due o
tre. Ciò che è fondamentale è che siano ancorate ad un gesto o ad una parola
unica, e che quel gesto e quella parola non vengano usati in altri contesti.
Quest’ultima cosa forse è impossibile, ma deve essere un punto di riferimento
importante: quanto più l’ancora è unica, più sarà efficace e maggiormente
conserverà il suo effetto nelle induzioni successive.
In certi casi potrebbe anche essere possibile fare in modo di ancorare allo stesso
gesto/parola più risorse, ma in linea generale è sempre meglio evitare di
accumulare. Quindi, ad esempio, si possono creare tre ancore (associate a tre
risorse diverse) e attivarle in sequenza. Nel fare questo è meglio evitare un
soggetto che sia alle prime esperienze con l’ipnosi; quando si lavora in questo
modo, infatti, è meglio avere a che fare con un soggetto che abbia già praticato
qualche sessione.

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PUNTO FOCALE
È possibile creare più ancore da attivare in sequenza. L’importante è che
ad ognuna sia associato un gesto e una parola diverse l’una dall’altra.

Attraverso le ancore puoi svolgere un sacco di lavori all’interno dello stato


ipnotico. Gran parte dei disagi che le persone sperimentano quotidianamente
sono dovuti al fatto di non avere a disposizione le risorse necessarie per vivere
quei momenti come vorrebbero. Attraverso le ancore, puoi trasportare le
risorse utili al soggetto, fornendogli delle esperienze di apprendimento.
Ovviamente, nel caso tu fossi un terapeuta, un coach o un counselor, ricorda
che, per fare in modo che l’ipnosi funzioni al meglio, deve essere integrata agli
strumenti che quotidianamente usi nel tuo lavoro. I cambiamenti che si
generano con l’ipnosi a livello inconscio, infatti, devono essere supportati da un
lavoro consapevole che fa il soggetto, nel quale si assume in prima persona la
responsabilità dei risultati che vuole ottenere.
Se manca questo, l’ipnosi diventa semplicemente un atto passivo, in cui il
soggetto deve chiudere gli occhi e aspettare che l’ipnotista faccia tutto il lavoro.
Un soggetto che affronta l’ipnosi in questo modo è un soggetto che rischia di
sviluppare al suo interno convinzioni come:
- Non sono io l’artefice del mio cambiamento;
- Ce la posso fare solo se qualcuno agisce al posto mio;
- I cambiamenti ottenuti non dureranno perché non sono merito mio.
Questo tende non solo ad annullare gli effetti benefici dell’ipnosi, ma può anche
creare ulteriori disagi al soggetto, che di fatto si vede sottratto del potere di
essere l’artefice di ciò che vuole e desidera.

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PUNTO FOCALE
Quando si lavora con qualcuno, l’ipnosi deve essere sempre
contestualizzata all’interno di un percorso che restituisce al soggetto la
responsabilità di essere l’unico artefice dei suoi cambiamenti.

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Conclusioni

Abbiamo visto cosa sono le ancore e in che modo puoi installarne una per
permettere al soggetto di accedere velocemente alla trance; non solo, ci siamo
anche concentrati su come è possibile fare questo sia in modo diretto, che
indiretto. Così, quando ipnotizzerai qualcuno, sarà facile per te suggestionarlo
col comando DORMI!. Devi solo ricordare che è importante usare un tono
sicuro, facendo in modo che in quel momento la tua voce abbia quasi un peso
materiale. E puoi immaginare come sarà quando dirai DORMI! e il soggetto
chiuderà gli occhi. Oppure potresti sperimentare il metodo indiretto,
disseminando le parole PIU’ IN PROFONDITA’. Qualunque metodo sceglierai,
aiuterai il soggetto a sviluppare sempre maggiore confidenza con la trance, così
come tu la svilupperai con l’ipnosi.
Poi ci siamo soffermati su altre due applicazioni per le ancore: trasportare le
risorse nel futuro e nel passato. In entrambi i casi, si fa in modo che risorse non
disponibili durante un ben preciso momento vengano fornite al soggetto, così
che possa vivere un esperienza di apprendimento che lo spinge ad un
cambiamento di atteggiamento verso l’evento stesso. E non so se puoi già
immaginare in che modo puoi usare questi ancoraggi, magari su un cliente, o
forse su qualcuno che conosci, qualcuno a cui sei legato e che vuoi e puoi
aiutare.
Infine, abbiamo visto in che modo possiamo usare anche più ancoraggi insieme,
lasciando che le risorse che si usano siano le migliori, quelle più adatte al
soggetto.
Ma c’è un’ultima cosa da ricordare, una cosa fondamentale quando si lavora
con qualcuno attraverso l’ipnosi: il soggetto deve sempre prendersi la
responsabilità del suo cambiamento. E metterlo nella condizione di fare questo
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è compito tuo che, in qualità di guida, devi fargli vivere la migliore esperienza
possibile, non solo dal punto di vista inconscio, ma anche conscio.

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CAPITOLO 4

Insegnare l’autoipnosi

Perché è utile insegnare l’autoipnosi


Una delle cose che spesso insegno durante i corsi dal vivo è come far
apprendere l’autoipnosi. È una cosa che spiazza non poco i partecipanti ai corsi,
che si chiedono perché mai un ipnotista dovrebbe insegnare ad un soggetto
l’autoipnosi. Quando poi si tratta di colleghi, la domanda diventa diretta: “Ma
così facendo non è un po’ come dare tutti gli strumenti per rendersi
indipendenti da noi?”.
È opportuno a questo punto chiarire una cosa fondamentale: lo scopo di ogni
guida, di ogni persona che accompagna per un viaggio, è quello di rendersi
superfluo il prima possibile. Aiutare qualcuno, infatti, non significa renderlo
dipendente, anzi, è esattamente l’opposto: vuol dire dargli le informazioni e
insegnargli le abilità di cui ha bisogno per fare in modo che raggiunga
l’obiettivo che si è fissato, superando ogni ostacolo sulla strada. E questo si
adatta a qualsiasi professione di aiuto e, ancora di più, all’ipnosi, che deve
sempre essere usata per dare al soggetto la possibilità di essere più flessibile, di
espandere i propri limiti e le proprie risorse, così da avere a disposizione il
maggior numero di risposte possibili nel momento in cui deve affrontare un
qualsiasi evento.
Quando non usata a questo scopo, l’ipnosi si trasforma solo in uno strumento
che crea ulteriori limiti.
Quindi, volendo essere specifici, perché è importante insegnare l’autoipnosi?
In primo luogo insegnare l’autoipnosi significa restituire ulteriore potere al
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soggetto, che impara ad essere padrone dei suoi stati mentali, ad agire su di essi
e non si sente una marionetta in balia dell’ipnotista. In più, vorrei che prendessi
in considerazione il fatto che, anche all’interno dell’ipnoterapia, un paziente
vede il terapeuta un’ora a settimana; insegnandogli l’autoipnosi, e guidandolo
su come utilizzarla, gli si offre la possibilità di continuare a lavorare su sé
stesso, ribadendo ulteriormente la sua responsabilità e la sua partecipazione
attiva al processo di cambiamento.

PUNTO FOCALE
Insegnando l’autoipnosi si restituisce maggior potere al soggetto e gli si
offre la possibilità di lavorare sulla sua parte profonda anche da solo,
rendendo più forte il lavoro fatto con l’ipnotista.

Ad esempio, potresti avere un amico che ha paura di invitare ad uscire una


ragazza che ha conosciuto da poco. Potresti dargli una serie di suggestioni in
trance, ma allo stesso tempo potresti insegnargli ad andare da solo in trance,
visualizzandosi sereno e calmo mentre chiede di uscire alla ragazza in
questione. Così facendo andrai a corroborare le suggestioni date durante la
trance e, allo stesso tempo, darai al tuo amico uno strumento che lo aiuterà, man
mano che lo usa, a sentirsi sempre più confidente, sino al punto in cui per lui
sarà semplice chiedere a quella ragazza di uscire.
Nelle prossime pagine vedremo non solo come è possibile insegnare in modo
facile e veloce l’autoipnosi, ma anche alcune tecniche che si possono insegnare
al soggetto. Queste tecniche sono, in primo luogo, strategie che puoi usare per
suggestionare il soggetto quando è in trance ma, allo stesso tempo, le puoi
trasferire al soggetto stesso, che poi le andrà ad usare con i suoi tempi.

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Come far apprendere l’autoipnosi in stato di trance
La procedura che ti mostrerò per far apprendere l’autoipnosi è davvero molto
semplice ed è estremamente facile, specialmente se la si usa con un soggetto
che ormai ha raggiunto una certa confidenza con l’ipnosi.
Prima di procedere ad indurre la trance, devi spiegargli a cosa serve l’autoipnosi
e perché hai deciso di insegnargliela. I concetti che gli devi trasferire sono
esattamente gli stessi che ho esposto nel paragrafo precedente e che ora ti
metterò sotto forma di un breve pre-talk che puoi fare al soggetto, per fargli
comprendere cosa sta per accadere.

Devi sapere che quasi tutta l’ipnosi è autoipnosi. Infatti, quando ti do una
suggestione, sei sempre tu a decidere di accettarla. Sei sempre parte attiva di
questo processo ipnotico, che non potrebbe mai avvenire se non ci fosse una
relazione reciproca tra me e te. Proprio per questo ti voglio chiedere se vuoi
assumere un ruolo ancora più attivo in questo tuo processo di cambiamento?
(Aspetta la risposta positiva)
Perfetto. Allora quello che devi sapere è che puoi tranquillamente andare in
trance da solo. So che può sembrare una cosa strana, ma lo è solo se non sai
come si fa. Proprio per questo, se sei d’accordo, vorrei insegnartelo già adesso.
(Aspetta la risposta positiva)
E dopo aver fatto questo ti insegnerò alcune tecniche che puoi usare per
condizionarti da solo, per fare in modo di lavorare su te stesso anche quando
non sei con me. Devi sapere che la mente ha un potere enorme e mi piacerebbe
che semplicemente tu imparassi ad usarlo.
Ma c’è una condizione che devi accettare: userai quello che ti insegnerò per
lavorare su te stesso. È l’unica condizione che chiedo. E ti prego di dirmi già

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adesso se sei disposto a rispettarla, altrimenti non ha senso procedere oltre. In
fondo a che serve insegnarti l’autoipnosi se poi non la usi. Dico bene?
(Aspetta la risposta positiva)

Nel testo che ti ho fornito ci sono ben tre momenti in cui si attende la risposta
del soggetto. E questo perché è utile che il soggetto acconsenta più volte: questo
non solo lo motiverà all’apprendimento, ma anche al praticare l’autoipnosi
quando sarà da solo e, di conseguenza, le tecniche che gli andrai a fornire.
Ma adesso vediamo in che modo iniziare il processo di insegnamento
dell’autoipnosi.

Ora vorrei che tu mettessi le braccia dritte davanti a te, con i palmi delle mani
rivolti l’uno verso l’altro.
(Mostra fisicamente come fare)
Adesso quello che ti chiedo è di immaginare le tue mani come se fossero due
potenti magneti. Così, quando ti chiederò di chiudere gli occhi, sarà per te
facile immaginare quanto potentemente si attraggono. E le puoi sentire attrarsi
sempre più potentemente l’una verso l’altra.
Così, adesso, passerò un dito tra le tue due mani e, quando lo farò, chiuderai
gli occhi e comincerai a sentire la forza dei due magneti che si attraggono.
(Segna col dito un percorso che va dall’alto in basso, attraversando le due mani)
E senti la forza dei due magneti che si attraggono… percepisci il modo in cui le
mani si avvicinano… e come possono avvicinarsi sempre più velocemente.
E quando le sentirai toccarsi potrai prendere un grosso respiro… e rilassarti.
(Continua a dare suggestioni sulle mani che si un uniscono e sul rilassamento
che sentirà sino a quando non si uniscono)

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Perfetto.
Adesso nota come ti senti… quando sei in questo stato… rilassato.
(Aspetta dieci secondi)
E adesso conterò da uno a cinque e a cinque potrai aprire gli occhi… e tornare
completamente presente.
Uno… prendi un grosso respiro.
Due.
Tre… diventa consapevole del tuo corpo.
Quattro.
Cinque… apri gli occhi e sorridi.

Quando dici al soggetto che le mani si uniranno come se fossero due magneti,
stai usando un test di suggestionabilità come induzione. Questi test hanno lo
scopo di far comprendere quanto il soggetto è suggestionabile e,
contemporaneamente, forniscono le prime indicazioni per accedere al processo
ipnotico. Non approfondirò ulteriormente l’argomento, perché è già stato
oggetto di discussione nel precedente manuale.
Il test in questione viene comunemente definito “test delle mani magnetiche” e
in questo caso ha lo scopo di essere una sorta di segnale (o ancora) che
comunica al soggetto che sta andando in trance.
Infatti, se ti metti in piedi, stendi le mani davanti a te, chiudi gli occhi e
immagini che tra le tue mani ci siano davvero due potenti magneti, inizierai a
notare che le mani si avvicinano. Questo accade sia perché il corpo
naturalmente tende a portare le braccia verso il centro, sia perché quanto più
immagini nitidamente le mani che si uniscono, più le mani si uniscono per
davvero (ovviamente, quando permetti che ciò accada senza opporre alcuna

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resistenza). Ci troviamo di fronte ad uno degli esempi pratici migliori per
comprendere come funziona l’ipnosi: ciò che il soggetto si sta limitando ad
immaginare produce un effetto reale.
Quindi, quando il soggetto apre gli occhi, chiedigli:
- Com’è stata questa esperienza?
- Hai potuto sentire che le mani si univano da sole?
- Nel momento in cui le mani si sono toccate, quanto ti sei rilassato?
Queste domande portano il soggetto a sentirsi sempre più parte attiva del
processo ipnotico, e lo fanno focalizzare sull’idea che andare in trance da soli è
facile, ed è naturale poter suggestionare sé stessi ad andare in trance. In più,
come già ribadito, è un modo per raccogliere ulteriori informazioni sul
soggetto, che ci possono aiutare ad adattare al meglio l’induzione e le
suggestioni.
Una volta fatto questo, puoi passare alla seconda parte del processo.

Ora quello che devi fare è esattamente ciò che hai fatto prima.
Metti le braccia dritte davanti a te, con i palmi l’uno verso gli altro… e
immagina le tue mani come se fossero due potenti magneti. Tra pochi secondi ti
chiederò di chiudere gli occhi e per te sarà ancora più facile immaginare
quanto potentemente si attraggono.
(Segna col dito un percorso che va dall’alto in basso, attraversando le due mani)
Adesso lascia che le mani si attraggano sempre di più… sempre più
velocemente… così quando si uniranno… prenderai un respiro profondo e
potrai andare ancora più in profondità.
(Aspetta)
Perfetto… ed ora permettiti di scendere ancora di più… con ogni respiro

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sempre più profondamente… notando quanto puoi andare giù ancora più in
profondità quando ti permetti di farlo… e puoi farlo proprio adesso… datti
l’opportunità di sperimentare il modo in cui ti senti in questo momento… e, se ti
va, approfondisci ancora di più questo stato.

A questo punto ci sono due possibilità.


La prima consiste nel lasciargli la libertà di decidere quanto tempo restare
in questo stato per poi svegliarsi da solo. Quindi: e adesso permettiti di
godere di questa condizione… per tutto il tempo che ti piace… per tutto il
tempo che ti occorre… per tutto il tempo indispensabile a farti stare bene. E
quando sei pronto, torna pure qui e apri gli occhi.
La seconda, invece, consiste nel comunicargli che resterà in quello stato per
un periodo ben preciso di tempo e poi lo risveglierai. Quindi: adesso
permettiti di trascorrere un minuto… a sentirti beato in questo stato… di
assaporarlo per tutto il tempo che ti piace… per tutto il tempo che ti occorre…
per tutto il tempo che ti serve a stare bene. Io per tutto questo tempo… resterò
in assoluto silenzio… così che tu possa restare indisturbato mentre spalanchi
tutti i sensi interni.
La prima soluzione è la più adatta, ma si presta ad un rischio: il soggetto
ipnotizzato (specialmente se non ha ancora dimostrato una buona confidenza
con l’andare in trance) potrebbe restare spaesato dalla suggestione di restare a
godere della sensazione per tutto il tempo che vuole. Poiché non è in uno stato
di trance profonda, la sua mente logica può essere attiva e potrebbe iniziare ad
entrare in uno stato di agitazione, chiedendosi quando è il momento più
opportuno per aprire gli occhi.
So che sembra strano dire che il soggetto può sentirsi agitato perché non sa

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quando aprire gli occhi, ma vorrei che prendessi in considerazione la sua
posizione: è seduto di fronte ad una persona con cui può essere più o meno a
suo agio, ma che comunque si qualifica ai suoi occhi come “l’ipnotista”. Solo
avere questo ruolo porta con sé un certo timore (che, per fortuna, diminuisce a
poco a poco che il soggetto prende confidenza con la trance). In più, ha gli
occhi chiusi, è rilassato e di fronte a sé ha una persona che è sveglia e non solo,
è stato lui stesso a generare in lui quello stato. Quindi può iniziare a chiedersi
quando è normale aprire gli occhi, quali sono i tempi giusti per farlo. Magari
vorrebbe aprirli immediatamente ma non lo fa perché è troppo presto, oppure
vorrebbe aprirli con maggiore calma ma teme magari un giudizio negativo da
parte dell’ipnotista.
Quindi, volendo dare una regola generale: usa sempre la seconda soluzione,
tranne quando ti rendi conto che il soggetto non ha più timore dell’ipnosi, ha
facilità a passare da uno stato mentale all’altro ed è ormai certo che questa
esperienza sia piacevole ed utile.
Una volta fatto questo possiamo passare alla terza parte del processo.
Anche questa volta devi far eseguire le mani magnetiche al soggetto e dirgli che
quando le unirà potrà rilassarsi e scendere in profondità. Poi puoi continuare
con il seguente script.

E c’è una cosa curiosa che vorrei mostrarti… una cosa che ti sorprenderà… e
ti mostrerà il modo meraviglioso in cui opera la tua mente.
Immagina… e questa volta limitati ad immaginare… di portare di nuovo i tuoi
palmi di fronte a te… e immaginali unirsi come se fossero mossi da una forza
incredibile… una forza che adesso è molto più forte di quanto hai mai
sperimentato fino ad adesso… poi prendi un grosso respiro… e nota come puoi

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scendere ancora più profondamente.
(Aspetta che faccia il grosso respiro e poi attendi altri cinque secondi)
E mentre vai giù ancora più profondamente… ci sono delle cose che vorrei tu
imparassi… per il tuo benessere… per la tua realizzazione personale… per
avere il potere di essere flessibile e deciso… sempre con maggiori scelte a tua
disposizione.
Per farti imparare questo conterò da dieci ad uno e con ogni numero potrai
scendere ancora più profondamente. Con ogni numero sempre più giù… sempre
più profondamente.
Dieci… vai giù… rilassa la testa, la fronte, i piccoli muscoli attorno agli
occhi… rilassa gli zigomi, i muscoli della mascella e quelli del collo.
Nove… ancora più giù… rilassa le spalle, le braccia, le mani ed ogni singolo
dito.
Otto… puoi di nuovo immaginare di mettere i palmi di fronte a te… e notare
come la forza magnetica li attrae… con una forza di nuovo maggiore… e
quando l’hai fatto, prendi un grosso respiro e scendi ancora più in profondità.
(Aspetta che faccia il grosso respiro e poi attendi altri cinque secondi)
Sette… rilassa la schiena e scendi giù, sempre più profondamente lungo tutta la
colonna vertebrale… rilassala completamente… lascia scorrere via ogni
tensione.
Sei… rilassa il petto, il busto, la pancia e… se puoi… tutti gli organi interni.
Cinque… e ancora una volta immagina di mettere i palmi di fronte a te… e nota
come la forza magnetica li attrae… con una forza ancora maggiore… e quando
l’hai fatto, prendi un grosso respiro e scendi ancora più in profondità.
(Aspetta che faccia il grosso respiro e poi attendi altri cinque secondi)
Quattro… rilassa i fianchi, i glutei e i genitali… lascia che tutto questo

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rilassamento ti porti in uno stato ancora più profondo di benessere… uno stato
ancora più profondo di piacere.
Tre… rilassa le cosce, le ginocchia sia davanti che indietro… rilassa i polpacci
e gli stinchi.
Due… rilassa i piedi… le caviglie, i talloni, entrambe le piante e l’arco
plantare di ogni piede… rilassa le dita.
E uno…perfettamente rilassato… in un profondo stato di trance…
E zero… adesso ti chiedo di fare un ultimo sforzo di apprendimento… torna a
stendere i palmi di fronte a te… questa volta fisicamente.
(Aspetta)
Adesso lascia che automaticamente e naturalmente si attraggano
magneticamente… e quando si toccano puoi entrare in un particolare stato di
trance… in cui è facile per te scegliere come suggestionare la tua mente… uno
stato dal quale sei in grado di conversare col tuo inconscio… e indirizzarlo
proprio lì dove vuoi.
(Aspetta)
Perfetto… apprendi adesso… apprendi com’è facile per te raggiungere questo
profondo stato di trance… quando unisci le mani. E proprio per questo è
importante… è davvero importante per te… per il tuo benessere… che tu diventi
consapevole adesso di questo potere.
Così tutte le volte che unirai le mani in questo modo… accederai velocemente a
questo stato di trance.
Ogni volta che unisci le mani in questo modo… sarà per te automatico e
naturale accedere velocemente a questo stato di trance.
Perché per accedere a questo stato… tutte le volte che vuoi… ti basta unire le
mani come hai imparato a fare proprio adesso.

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E non so se sai già in che modo comunicare con il tuo inconscio… o non hai
idea del modo in cui vuoi lavorarci… ciò che però è davvero importante è che
tu puoi iniziare a chiederti proprio adesso in che modo puoi essere il miglior
ipnotista di te stesso.
E non so se già adesso puoi fare un sorriso… perché questa è una bella idea…
un’idea che ti restituisce un potere che hai sempre avuto… ma che non
conoscevi sino ad ora.

Una volta risvegliato, puoi farlo parlare dell’esperienza vissuta in trance oppure
direttamente spostare il discorso su qualcosa che non è per niente attinente;
questo ha il solo scopo di distrarlo, di fare in modo di dimenticare per un
minuto o due dell’ipnosi. Così facendo lo si conduce il più possibile lontano
dalla trance per poi andare a testare l’ancora all’autoipnosi che hai creato
(perché l’intero processo si basa appunto sull’ancoraggio). Infatti, dopo averlo
fatto distrarre, chiedigli di sperimentare come funziona il suo segnale per
entrare in trance. Quindi chiedigli: “Mi piacerebbe sperimentare con te come
funziona quello che abbiamo fatto sino ad adesso. Quindi, iniziamo a vedere
come vai in trance quando da solo chiudi gli occhi e lasci che le mani si
uniscano come se fossero entrambe due magneti”.
Se quando le mani si uniscono prende un respiro profondo, e noti il corpo
rilassarsi e il respiro farsi sempre più calmo, puoi avere la certezza che
l’apprendimento è ben riuscito.
Prima di passare, però, a mostrargli una o più tecniche che andrà ad usare,
spiegagli che per le prossime tre settimane dovrà esercitare l’ancora almeno tre
volte al giorno. Questo vuol dire anche che, una volta unite le mani, può restare
un minuto nello stato in cui si trova, per poi tornare ad aprire gli occhi.

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Non hai idea di quante volte mi sono sentito dire: “Ma io non ho tempo!” E
probabilmente te lo sentirai dire anche tu, per questo ti metto in guardia: non
crederci, non è vero! Tutti abbiamo tre minuti per rilassarci durante la giornata,
se non molti di più. E, ad essere sinceri, tutti dovrebbero prendersi, durante la
propria routine quotidiana, una pausa nella quale rilassarsi in modo profondo.
L’investimento di tempo che richiede una pratica del genere è di pochi minuti
ed è minimo rispetto ai benefici che si ottengono.

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PUNTO FOCALE
Una volta insegnata l’autoipnosi, spiega sempre al soggetto che dovrà
esercitarsi ad usarla almeno tre volte aL giorno per le prossime tre
settimane.

Per rincuorarti da future insoddisfazioni, ti confido che per quanto tu possa fare
le cose nel modo migliore, ci sarà sempre qualcuno che dopo pochi giorni
smetterà di esercitarsi. Come già visto pagine fa, molti vedono l’ipnosi come
una pratica completamente passiva e, per quanto possono assicurarti che
vogliono partecipare nel modo più attivo, difficilmente cambiano atteggiamento
finché non iniziano ad avere un’altra rappresentazione dell’ipnosi.
Oppure potresti trovare dei soggetti poco motivati o poco desiderosi del
cambiamento che dicono di volere. Non fartene una colpa, per quanto il tuo
compito è quello di essere una buona guida, non si può guidare qualcuno che
non vuole seguirti o non è ancora pronto a partire per il viaggio.

Tecniche di autoipnosi
Una volta assicurato che l’ancora sia stata ben installata, possiamo passare
all’insegnamento di alcune tecniche di autoipnosi. Te le mostrerò in ordine
scalare, dalla più semplice alla più complessa. Quando le trasferirai (o quando
le praticherai su di te), sarà tua premura insegnare quelle di livello successivo
solo dopo che il soggetto (o tu stesso) abbia dimostrato dimestichezza con
quelle del livello precedente.
Il modo migliore per farle apprendere al soggetto consiste nel farlo andare da
solo nello stato di autoipnosi e guidarlo nell’esecuzione della tecnica. Dopo
averlo risvegliato, puoi spiegargli i singoli passaggi e chiedergli di eseguirla da

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sola di fronte a te. In questo modo, se dovesse avere dei problemi, potrai
continuare ad aiutarlo guidandolo. Ricorda una cosa: l’unico modo per capire
che ha davvero sviluppato padronanza nella tecnica è vedergliela eseguire.

PUNTO FOCALE
Il miglior modo per insegnare una tecnica di autoipnosi consiste prima nel
farla praticare al soggetto guidandolo, poi spiegandogli lo schema e, infine,
osservandolo mentre la esegue da solo.

Livello 0
La prima tecnica che devi mostrare al soggetto ha l’unico scopo di fargli
prendere confidenza con lo strumento dell’autoipnosi, approfondirlo e iniziare a
darsi qualche suggestione diretta.
Te la schematizzo in modo che per te sia facile non solo da comprendere ma
anche da trasferire a terzi.
1) Il soggetto deve scrivere su un foglio la suggestione che vuole darsi,
seguendo questo schema: “Più vado in profondità e più…” completandola
inserendo la risorsa che vuole sviluppare. Ad esempio: “Più vado in
profondità e più imparo a rilassarmi”, “Più vado in profondità e più
imparo ad avere controllo su me stesso”, “Più vado in profondità e più il
mio corpo si sente energico”.
2) Il soggetto deve osservare per un minuto la frase che ha scritto.
3) Entrare nello stato di autoipnosi così come ha imparato, limitandosi a
scendere e a restare sempre più in quello stato.

Lasciandogli scrivere la suggestione su un foglio, si libera il soggetto

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dall’impegno di doversela dare all’interno dello stato di autoipnosi, di modo che
l’unica cosa di cui si debba preoccupare è andare ulteriormente più in
profondità. Infatti, dopo aver appreso l’autoipnosi, il soggetto dovrebbe
limitarsi a usare unicamente questa tecnica per almeno una settimana,
eseguendola almeno tre volte al giorno. In questo modo si assicura che le
prossime tecniche che andrà ad eseguire avverranno ad uno stato di maggiore
profondità.
Potrà uscire da quello stato da solo, nel momento in cui decide di risalire,
oppure può mettere la sveglia (all’inizio si consigliano tre minuti, massimo
cinque) oppure limitarsi a scegliere dopo quanti minuti risvegliarsi; in
quest’ultimo caso, potrà avere quasi la certezza che si risveglierà una volta
scaduto il tempo che si è dato (in linea generale il nostro inconscio ha un
orologio molto ben funzionante ed è sorprendente il modo in cui in questi casi
sa essere preciso e puntuale).

Livello 1
In questo livello troviamo una versione per l’autoipnosi degli ancoraggi sul
passato e sul futuro. Una volta presa la giusta confidenza con l’autoipnosi, puoi
trasferirgli una versione semplificata delle tecniche che abbiamo visto nel terzo
capitolo. Anche in questo caso, schematizzerò per rendere il tutto il più chiaro
possibile.
1) Pensare ad un momento del passato o del futuro verso cui si prova disagio
e dargli un punteggio da uno (minimo disagio) a dieci (massimo disagio).
2) Domandarsi: “Di che risorsa avrei avuto bisogno per sentirmi come avrei
voluto?”
3) Ricordare tre momenti in cui si disponeva completamente di quella

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risorsa
4) Entrare nello stato di autoipnosi
5) Immaginare il momento in cui si aveva a disposizione la risorsa
selezionata, osservandolo come un film.
6) Entrare nel film e viverlo in prima persona.
7) Restare in quel momento per tutto il tempo che si vuole, immaginando la
risorsa che si fa sempre più largo nel corpo, in modo sempre più completo
e profondo.
8) Ripetere i passaggi da 5 a 7 per gli altri due ricordi.
9) Andare nel momento del passato o del futuro in cui la risorsa mancava,
immaginando di portare la risorsa con sè e notare come cambia.
10) Al risveglio, dare un punteggio al disagio che si prova quando si
ripensa all’evento su cui ci si è concentrati.
Dare un punteggio al disagio è fondamentale, perché in questo modo si offre al
soggetto uno strumento per valutarsi. Molto spesso, infatti, il soggetto potrebbe
trovarsi spaesato, perché incapace di vedere se la tecnica che sta usando
funziona o meno. In questo modo riuscirà sempre a monitorarsi, rendendosi
conto di quanto la tecnica ha avuto un effetto, andando a controllare di quanto il
punteggio si è abbassato.
Questa tecnica dovrebbe essere usata più volte sullo stesso evento (magari
associando risorse diverse).

Livello 2
Le tecniche di questo livello sono molto semplici, ma per essere utilizzate c’è
bisogno che il soggetto impari a creare una sorta di “spazio sacro” all’interno
della propria mente. Può immaginare questo spazio come un laboratorio iper-

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tecnologico, come una palestra, un giardino zen, un luogo della natura,
insomma quello che preferisce, ciò che conta è che per lui sia un posto sereno e
piacevole, nel quale si sente bene, dove può trovare tutta la concentrazione per
fare quei cambiamenti che gli sono utili.
Per fargli fare questo, digli: “Vorrei che trovassi un posto sacro dove, ogni volta
che vai in autoipnosi, tu possa tornare di modo da eseguire le tecniche stando
lì, sapendo che come c’è un posto atto all’allenamento fisico, ne esiste anche
uno atto all’allenamento mentale”.
Non è importante che sappia sin dal primo momento qual è il luogo che
preferisce, ciò che conta è che decida di sperimentare, di volta in volta, così da
trovare per la sua mente il posto più adatto. Dopo aver fatto questo, ogni volta
che andrà ad usare delle tecniche di autoipnosi, lo farà da quel luogo (anche se
si tratta di tecniche viste nei livelli precedenti). Quindi, per essere il più pratici
possibili, una volta acceduto allo stato di trance dovrà immaginare di poter
entrare nel suo luogo sacro e visualizzarsi al suo interno in modo chiaro.
La prima tecnica di questo livello che voglio mostrarti è l’installazione di
manopole che regolano alcuni livelli del soggetto. Immagina, ad esempio, di
avere dentro di te una manopola che controlla la tua capacità di essere attento ai
bisogni delle persone: quando la manopola si abbassa o va verso sinistra questa
capacità diminuisce, quando si alza o va verso destra, invece, aumenta. Ecco,
questo è un modo per far autosuggestionare il soggetto, offrendogli un simbolo
semplice da usare, che gli permette di avere a disposizione sempre più risorse.
Anche in questo caso schematizzo:
1) Decidere che risorsa o capacità sviluppare
2) Andare in autoipnosi
3) Entrare nel proprio luogo sacro

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4) Immaginare nel luogo sacro una manopola che regola il livello della
risorsa e immaginare di aumentarlo (magari facendo fare anche più “giri”
alla manopola)
5) Restare nello stato di autoipnosi per un po’
6) Risvegliarsi
Una tecnica simile è quella di far focalizzare al soggetto la risorsa sotto forma
di fascio di luce colorato che lo avvolge scendendo dall’alto:
1) Decidere che risorsa o capacità sviluppare
2) Domandarsi: “Se avesse un colore, quale sarebbe?”
3) Andare in autoipnosi
4) Entrare nel proprio luogo sacro
5) Immaginare dall’alto una luce del colore della risorsa che scende
6) Entrare in quella luce e immaginare di poterne sentire il calore e tutte le
altre sensazioni. Lasciare che la sensazioni entri dentro, sino a riempire
completamente il corpo
7) Restare in quella condizione per un po’
8) Risvegliarsi
C’è una cosa importante da aggiungere a questo punto: l’ipnosi e l‘autoipnosi
sono un po’ come i mattoncini Lego: i vari pezzi da cui sono composte possono
assemblarsi. Nel caso di queste tecniche, devi sapere che possono essere usate
anche insieme, all’interno della stessa sessione di autoipnosi o in sequenza.
Anche in questo caso starà al soggetto rendersi conto di quanto, per lui, è facile
gestirle. È proprio per questo che ho organizzato le tecniche in livelli di
difficoltà, di modo da offrire un percorso tale da permettergli di prendere
dimestichezza nel modo più semplice e graduale.
Ad esempio, dopo aver usato una delle ultime due tecniche, il soggetto potrebbe

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praticare quella del livello precedente, andando a immaginare di vivere un
evento futuro.
Quando trasferisci questi concetti, devi assicurarti che capisca che tu non puoi
dirgli il modo preciso in cui usare queste strategie, ma può scoprirlo da solo,
sperimentandole e adattandole a sé stesso.
Spendo qualche altra riga per fornirti qualche idea su come far gestire
l’autoipnosi al soggetto. Una volta arrivato alle tecniche di questo livello, ad
esempio, potresti fargli immaginare che nel suo luogo sacro c’è un enorme
schermo dove può vedere passato e futuro, quindi fargli usare le tecniche del
livello precedente in uno stato di maggiore profondità (di solito il soggetto,
quando è nel luogo sacro, raggiunge uno stato di profondità superiore rispetto a
quando è normalmente in autoipnosi). Ma, se il suo luogo sacro fosse un luogo
della natura, potresti anche fargli visualizzare un lago, sulla cui superficie è
possibile osservare il passato e il futuro. Insomma, guida il soggetto a
comprendere com’è più facile per lui darsi le suggestioni.
Un’ultima tecnica di questo livello la potremmo chiamare “connessione tra
terra e cielo” e ha lo scopo di portare maggiore equilibrio nel soggetto,
aiutandolo a sviluppare un maggior senso di equilibrio e una maggiore coerenza
(è molto consigliata quando il soggetto non riesce a prendere una decisione o
quando sostiene che “la mente vuole una cosa e il cuore un’altra”).
1) Andare in autoipnosi
2) Entrare nel proprio luogo sacro
3) Immaginare una forza che dai piedi scende giù sino al nucleo della terra, e
immaginare l’energia che sale dal nucleo della terra e riempie
completamente il corpo
4) Immaginare una forza che dalla testa arriva sino al cielo, connettendosi

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con un'energia divina. Immaginare l’energia divina entrare e riempire
completamente il corpo
5) Immaginare sia l’energia che viene dalla terra che quella che viene dal
cielo muoversi nel corpo, unirsi, amalgamarsi, entrare in ogni atomo
dell’organismo
6) Restare in questo stato per quanto tempo si vuole
7) Risvegliarsi
Livello 3
Le tre tecniche che vedremo in questo ultimo livello sono le più complesse, ma
se si è acquisita dimestichezza con le precedenti non risulteranno affatto
difficili. Ricordo che i tre livelli mostrati sino a questo momento hanno l’unico
scopo di porre queste tecniche su differenti gradi di complessità, di modo da
agevolarne il più possibile l’esecuzione, e vanno interpretati solo all’interno di
questo contesto. In più, le tecniche mostrate sino ad ora e quelle successive, non
sono le uniche ma, non essendo questo un manuale di autoipnosi, ho deciso di
non aggiungerne altre; ritengo, infatti, che quelle inserite siano più che
sufficienti per mettere il soggetto nella condizione di lavorare da solo.
Vediamo quindi una tecnica che può essere estremamente utile quando si vuole
sviluppare una maggiore connessione con qualcuno, può essere una persona che
si sta corteggiando, il capo, un amico, uno sconosciuto con cui si vuole entrare
in relazione, ecc...
1) Andare in autoipnosi
2) Entrare nel proprio posto sacro
3) Concentrarsi sul cuore sino a sentire una profonda sensazione di amore
4) Concentrarsi sulla sensazione d’amore ed espanderla
5) Immaginare la sensazione di amore che avvolge come una bolla protettiva

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6) Immaginare di sollevarsi al di sopra di ogni cosa, della Terra stessa,
all’interno della propria bolla di amore
7) Far entrare nella bolla d’amore la persona con cui si vuole sviluppare
maggiore connessione
8) Guardare la persona negli occhi e comunicargli con lo sguardo i
sentimenti positivi che si provano
9) Restare in quella condizione per tutto il tempo che si vuole
10) Risvegliarsi
Questa tecnica, limitandosi a praticarla fino al punto 5 (ovvero sino a quando il
soggetto non si immagina nella bolla d’amore), puoi inserirla prima del
risveglio ogni volta che mandi un soggetto in trance: renderà l’esperienza più
piacevole e potenzierà il lavoro fatto in ipnosi.
La prossima tecnica che ti segnerò è mutuata da Piero Ferrucci e dal suo
manuale Crescere, teoria e pratica della psicosintesi. La psicosintesi (senza
voler entrare nei dettagli) è una disciplina che ha parecchi punti in comune con
l’ipnosi: anche essa guida il soggetto all’interno di un percorso immaginativo
che (seppur in modo diverso dall’ipnosi) incide sulla sua parte profonda. A
questo riguardo, ti consiglio di dare un’occhiata al libro citato; la stragrande
maggioranza degli esercizi proposti possono tranquillamente essere usati sia in
ipnosi che in fase di autoipnosi.
L’esercizio in questione si chiama “le giuste proporzioni” e, come sempre, te lo
schematizzo:

1) Andare in autoipnosi
2) Entrare nel proprio luogo sacro
3) Immaginare di sollevarsi da esso, sino a vedere sé stesso dall’alto

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4) Sollevarsi ulteriormente, sino a vedere completamente il proprio luogo
sacro
5) Sollevarsi ancora, sino ad immaginare di uscire dalla propria mente,
vedendo sé stesso seduto in autoipnosi
6) Sollevarsi ancora di più, sino a vedere dall’alto il proprio quartiere
7) Sollevarsi ancora di più, sino a vedere la propria città...
8) … il proprio paese
9) … la nazione
10) … il continente
11) … la Terra
12) … il sistema solare
13) … la galassia
14) Restare qualche minuto ad osservare l’infinito
Per questa tecnica è importantissimo seguire tutti i singoli punti. Spesso, nel
praticarla, molti passano dal vedere sé stesso in stato di trance e poi passano
subito a visualizzare l’intera galassia: questo è un modo perfetto per far fallire
la tecnica. La gradualità è importantissima, ogni singolo passaggio è essenziale
per fare in modo che abbia un impatto positivo sul soggetto; e si tratta di un
impatto estremamente potente, non a caso lo stesso autore, nel suo libro, riporta
la testimonianza di un insegnante di scuola elementare: “Mi venne la
consapevolezza del contesto dell’immensità. Incominciai a vedere tutti questi
esseri che si muovevano. Era come se fossimo tutti delle cellule, parti di un
organismo più grande. E c’era un senso di fatalità […] provai una grande gioia,
un senso di liberazione privo di emozioni. Quando rievoco questo stato, parte
della mia rigidità e delle mie paure si sciolgono, ed io entro in contatto con gli
altri in maniera diretta”.

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L’ultima tecnica che vediamo è la semplificazione del processo di
modellamento che viene fatto (seppur con modalità diverse) sia in ipnosi che in
programmazione neuro-linguistica.
1) Andare in autoipnosi
2) Entrare nel luogo sacro
3) Immaginare un “maestro” all’interno del luogo sacro
4) Osservare il maestro che parla e insegna tutto ciò di cui si ha bisogno
5) Entrare all’interno del maestro e restare così in quello stato
6) Nelle vesti del maestro osservare il sé stesso di fronte e dargli tutti i
consigli di cui ha bisogno
7) Tornare all’interno del sé stesso che ascolta il maestro
8) Restare in quella condizione continuando a fare domande al maestro
finché non si esauriscono
9) Risvegliarsi
Il maestro non deve essere per forza una persona reale, può essere anche il
protagonista di un film, il personaggio di un libro o di un fumetto. La cosa
fondamentale è che il soggetto riconosca quella figura come il portatore di una
conoscenza che gli è utile.
Attraverso questa tecnica, infatti, il soggetto stimola il suo inconscio a
sviluppare nuove forme di pensiero che lo aiutano a generare nuove
competenze, ulteriori risorse, a vedere le cose da un nuovo punto di vista e,
quindi, a ideare strategie e soluzioni che prima non avrebbe neppure preso in
considerazione.

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Conclusioni

L’autoipnosi è estremamente utile all’interno di un processo di miglioramento


personale, anche nel momento in cui il soggetto che lo sta seguendo pratichi già
l’ipnosi con un operatore. I motivi per cui, in queste fasi, l’autoipnosi è utile è
perché restituisce la responsabilità al soggetto, che finalmente si vede come
soggetto attivo del suo cambiamento; in più, si da la possibilità di poter lavorare
su sé stesso anche nei momenti in cui non è presente l’ipnotista.
Proprio per questo, quando decidi di insegnare l’autoipnosi ad un soggetto,
preoccupati che sia davvero motivato ad usarla e che, nei giorni a venire, andrà
a sperimentarla.
Una volta fatto questo, non ti resta che applicare gli script che hai trovato in
questo capitolo, facendo sempre ben attenzione a compiere tutti gli adattamenti
necessari per renderli quanto più adatti al soggetto che hai di fronte.
Mi raccomando: una volta concluso il processo di insegnamento della trance,
preoccupati di far esercitare il soggetto ad entrare e ad uscire dalla trance, poi
inizia ad insegnargli una o più tecniche di autoipnosi, di modo che possa
cominciare a fare pratica da solo.
Bisogna fare molta attenzione alle tecniche che si insegnano; bisogna, infatti,
ricordare che ognuna di questa sarà usata dal soggetto quando sarà da solo,
senza alcuna guida. Proprio per questo è necessario che gli trasferisci le
tecniche con estrema attenzione, procedendo gradualmente, dalla più semplice
alla più complessa.
Ma c’è una cosa che in tutto il capitolo non ti ho detto e che è estremamente
importante per te, per la tua formazione, per diventare sempre più un bravo
ipnotista: il primo che deve imparare l’autoipnosi sei proprio tu. Solo così
potrai contare anche tu su uno strumento estremamente potente, che ti sarà utile
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non solo per ottenere i cambiamenti che desideri, ma anche per farti
comprendere in modo profondo quello che sperimentano i soggetti quando sono
in trance.
E non c’è niente di più ipnotico di un ipnotista che conosce esattamente lo stato
mentale del soggetto che ha di fronte, e lo conosce esattamente perché vi sa
accedere spontaneamente quando vuole.
Il contrario è un po’ l’equivalente logico di un dietologo grasso.

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CAPITOLO 5

Script per il dimagrimento

Come contestualizzare l’ipnosi in un processo di dimagrimento


Come già accennato, il soggetto ipnotizzato deve sempre e comunque sentirsi
parte attiva del processo di cambiamento che sta affrontando; ciò è ancora più
vero quando si lavora sulla perdita di peso.
Proprio per questo, prima di usare l’ipnosi, è opportuno che il soggetto abbia
già a disposizione una dieta su misura ed una strategia di dimagrimento. Tutto
questo è fondamentale non soltanto per l’assunzione della responsabilità, ma
anche perché il soggetto deve avere a disposizione le informazioni necessarie
sul modo in cui può perdere peso efficacemente.
Molto spesso, le persone che hanno difficoltà a perdere peso, infatti, non solo
mancano della giusta determinazione, ma anche della strategia per arrivare nel
modo migliore al risultato desiderato. Quindi, in primo luogo, preoccupati che
abbia già una dieta strutturata per lui e fornitagli da un dietologo o da un
nutrizionista.
In secondo luogo, assicurati che abbia una buona strategia di
dimagrimento. Avere una buona strategia di dimagrimento non vuol dire
sapere cosa fare per perdere peso, ma sapere esattamente quando farlo. Se, ad
esempio, durante una sessione di coaching un mio cliente mi dice che si
iscriverà in palestra e voglio essere sicuro che davvero lo faccia, gli andrò a
chiedere:
- A quale palestra?
- Vuoi fare sala attrezzi o qualche corso?
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- Qual è l’orario che si concilia meglio col tuo lavoro?
- Sei disposto davvero a prendere questo impegno?
- Nel caso ti venisse un po’ di pigrizia, cosa puoi fare per superarla e
andare lo stesso in palestra?
- Sei disposto anche ad iscriverti nelle prossime ventiquattro ore?
In questo modo si rafforza il concetto di responsabilità e, di nuovo, si
forniscono quelle informazioni indispensabili per avere i risultati desiderati.
Quindi, nel caso non avesse una strategia di dimagrimento, se sei un
professionista puoi fornirgliela, così come puoi usare tutti gli strumenti a tua
disposizione se sei un terapeuta, un coach o un counselor. Altrimenti, limitati a
fare le domande che ti ho segnato sopra; sono presentate in modo tale da
generare nel soggetto un impegno sempre maggiore. Se ad una qualsiasi delle
domande non è in grado di rispondere, allora puoi prenderlo come segnale che
non è veramente disposto a lavorare per avere il risultato che dice di voler
ottenere.
Ciò vuol dire che devi notare quando è davvero motivato ad ottenere il
cambiamento. Questo punto, anche se è inserito alla fine, è importante
esattamente quanto gli altri due. Anche in questo caso, se sei un terapeuta, un
coach o un counselor, ti rimando ad utilizzare gli strumenti a tua disposizione
per incrementare la motivazione nel soggetto; in più, ti chiedo di aspettare
qualche altra pagina, perché più avanti troverai anche uno script adatto proprio
a questo scopo.

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PUNTO FOCALE
Prima di usare l’ipnosi su un soggetto che vuole dimagrire, preoccupati che
abbia una dietra strutturata, una strategia di dimagrimento e che sia
motivato a seguirle.

Ma adesso ti propongo il primo script di questo capitolo, che serve a guidare il


soggetto in un processo grazie al quale impara a sviluppare la capacità di
gustare il cibo. Questa è una risorsa estremamente utile, infatti molte delle
persone che fanno fatica a dimagrire hanno perso la facoltà di gustare il cibo, e
questo li porta ad avere un atteggiamento vorace: mandano giù bocconi e
bocconi, ma senza alcun vero e proprio piacere. In questo modo, non solo
ripristiniamo un rapporto sano col cibo ma, allo stesso tempo, è possibile
restituire al soggetto la capacità di controllare il suo modo di mangiare,
andando a ridurre l’atteggiamento compulsivo.

Ci sono delle volte in cui ti sembra di stare bene quando mangi... e puoi notare
che quando fai una pausa... ti interrompi e mi ascolti… una parte di te può
cominciare ad esplorare le possibilità e… gli insegnamenti del passato… e
trovarne uno che ti fa sentire completamente realizzato… ad ogni tuo livello...
conscio ed inconscio.
(Aspettare dieci secondi)
E non so se riesci a ricordare quel periodo in cui mangiavi tanto e ti sentivi
pieno... e quel periodo in cui mangiavi poco e ti sentivi… completamente sazio
e gonfio... in quel periodo… smettevi di mangiare senza doverci pensare... e
puoi imparare adesso… ad un livello inconscio… come integrare questo a tutte
le volte che mangi.

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Così, quando già dal prossimo pranzo… ti guarderai indietro… noterai tutte
quelle cose che sono cambiate nelle tue vecchie abitudini... e noterai che dopo
cinque minuti che stai mangiando… cominci a sentire un bisogno...
Tu sai perfettamente che le cose che amiamo fare… quando le facciamo troppo
spesso… cominciano a diventare noiose... e puoi prenderti il tempo di integrare
completamente e onestamente tutto questo… che è indispensabile per farti
ottenere il cambiamento che desideri.
Così immagina di avere di fronte a te una tazza di té.
Prendila tra le mani e… senti il calore morbido della tazza.
Avvicinala al naso e sentine l'odore… apprezzane ogni singola sfumatura… e
poi osserva il liquido al suo interno.
Adesso prendi un sorso di questo té e tienilo in bocca... assapora ogni
sfumatura del suo gusto... goditi il piacere di sentire a poco a poco come
cambia il sapore e… solo quando ne sei completamente soddisfatto… puoi
mandarlo giù.
Così mentre fai questo… il tuo inconscio impara a riappropriarsi della capacità
di godere del sapore del cibo e… mentre prendi un altro sorso... e lo assapori
lentamente… ti rendi conto che è così che farai col cibo.
Da adesso ogni volta che mangi lo fai lentamente... e così ti riappropri del
piacere del mangiare.
(Aspetta trenta secondi)
Prima, quando mangiavi tanto ed eri vorace, non gustavi il cibo e… ciò che ti
restava era un fastidioso senso di gonfiore e il senso di colpa.
Ma adesso, mentre assapori il cibo mangiandolo lentamente… non so se ti
rendi conto che il senso di colpa è completamente sparito… e non so se puoi
notare che sei libero… di poter gustare ogni singolo boccone… e la cosa ti fa

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sentire completamente bene.
E puoi fare questo a pranzo e a cena… così come a colazione e durante uno
spuntino... così che nei prossimi giorni ti renderai conto di quanto questo ti fa
sentire bene… come ti fa essere completamente in equilibrio e come… senza
che neppure te ne renda conto, il tuo peso comincia a diminuire.
(Aspetta trenta secondi)
Così inizia ad immaginare il futuro… un futuro in cui hai un ottimo rapporto
col cibo… lo gusti piano… ti piace e… sei decisamente più magro.
Nota come ti senti in questo tuo corpo sempre più in forma… in questo tuo
corpo in perfetto equilibrio… in questo tuo corpo che ha cominciato a
dimagrire proprio nel momento in cui hai ricominciato a gustare il cibo.
E più gusti il cibo e più dimagrisci… e più dimagrisci e più ti senti in equilibrio
col tuo corpo… e i tuoi pensieri.
E renditi conto che quel futuro è proprio oggi.
Così appena mangerai… non appena ti porterai il boccone alla bocca… ti
renderai conto che ha un sapore migliore del solito... così lo assaporerai con
calma… e più lo assaporerai e più quel gusto sarà migliore... sino al punto in
cui non ti rendi conto che ormai… è facile per te sentirti sazio.

Mangiare lentamente
Una delle difficoltà che hanno le persone che non riescono a perdere peso è
quella di riuscire a mangiare lentamente. È una cosa abbastanza nota che ci
vogliono all’incirca venti minuti per placare il senso di fame, quindi è
fondamentale che il pranzo e la cena durino almeno questo lasso di tempo.
Nello script visto sopra viene inserita la suggestione di mangiare lentamente,
ma in soggetti che hanno particolare difficoltà a fare questo è possibile inserire

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una piccola metafora, che suggestiona ulteriormente il soggetto.

E adesso… mentre continui ad ascoltarmi… e vai ancora più in profondità…


vorrei che tu accedessi a quella parte della tua mente che gestisce il tempo…
quella parte che a volte, anche quando non metti la sveglia, ti fa sempre
svegliare alla stessa ora… quella parte di te che sa esattamente quanto tempo
ci vuole per lavarti i denti… e tu non ci devi neppure pensare… semplicemente
impieghi tutte le volte sempre lo stesso tempo… quella parte di te che sa
calcolare perfettamente quanto tempo impieghi a fare le cose… e ti permette di
farle… e di arrivare puntuale sempre… o quasi sempre.
Perfetto.
Entra in quella parte della tua mente e cerca il pannello che regola il tempo che
impieghi a mangiare. Potrebbe essere un display… o una manopola… o
qualsiasi altro strumento… e quando lo trovi, solleva l’indice della mano
destra.
(Aspetta)
Bene così.
Adesso regolalo… in modo tale che da oggi… il tempo che dedichi a mangiare
è almeno di venti minuti… regola il tempo che dedichi a mangiare… così che
da oggi è sempre di almeno venti minuti… e mentre regoli il tempo puoi
renderti conto che il tuo inconscio programma tutto questo… e lo fa
naturalmente… integrando questa nuova funzione a tutte le altre che ti
permettono di gestire il tempo.
E quando hai fatto, solleva il dito indice della mano destra.
(Aspetta)
Perfetto.

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E adesso resta così… qualche secondo… a pensare come sarà adesso che…
gusti finalmente il tuo cibo… lo assapori lentamente… permettendo al suo
gusto di manifestarsi in ogni sfumatura... e farti sentire un piacevolissimo senso
di sazietà.
E puoi sorprenderti di come assapori… sapori che fino ad ora non avevi mai
notato… che ora ti riempiono di gusto e di piacere… man mano che li assapori
lentamente.

Questo script offre un'immediata capacità di verifica. Infatti, basta aspettare il


primo pasto del soggetto per sapere se la suggestione è stata efficace oppure no.
Di solito, quando una suggestione si rivela inefficace, può essere per due
motivi:
1) il soggetto non è abbastanza motivato al cambiamento,
2) il soggetto non era in uno stato di trance abbastanza profonda.
Per escludere il primo punto, puoi domandare: “C’è una parte di te alla quale
conviene non dimagrire? Se non perdi peso, hai almeno anche solo un piccolo
beneficio?”
Nel caso di risposta positiva, puoi escludere (con poche possibilità di errore) la
seconda opzione (e, in questo caso, ti consiglio – sempre se sei un
professionista – di usare gli strumenti a tua disposizione), altrimenti vuol dire
che devi sviluppare una maggiore maestria nel processo ipnotico (in che punto
di preciso non posso saperlo, starà a te analizzare il tuo operato per
comprenderlo e quindi migliorare).

Smettere di mangiare cibo spazzatura


Il cibo spazzatura è un problema per chiunque voglia cominciare una dieta e

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non solo, anche per chi magari ha il giusto peso forma ma vorrebbe mangiare in
modo più sano. Proprio per questo ho deciso di inserire uno script che potrai
andare ad utilizzare in entrambi i casi.

Forse tu sai che quando nasce un bambino, ancora non può sapere cosa gli
piace e cosa non gli piace… e dopo un po’ di tempo gli viene chiesto di provare
qualcosa… e poi qualcos’altro… vari tipi di cibo… che prova… alcuni di questi
sono cibi odiatissimi… ma che comunque vengono mangiati… si tratta di cibo
che lascia insoddisfatti… cibo che fa durare il senso di sazietà sempre troppo
poco… ma i bambini si abituano a mangiarli… diventa per loro normale… una
vera e propria dipendenza… così può capitare che questi bambini ingrassino…
può capitare che per questi bambini diventi sempre più difficile fare sport… e
forse, proprio per questo, possono avere difficoltà a scuola… e crescendo, più
continuano a mangiare questo cibo spazzatura, più tutto questo porta alle
conseguenze… e possono sviluppare problemi con l’altro sesso… può essere
sempre più difficile per loro essere attraenti… e in questo momento… mentre
pensi a tutto questo… vorrei che tu provassi davvero a sentire il sapore di
spazzatura che ha questo cibo… di lasciare che la tua mente lo faccia emergere
per te… sulla tua lingua… tra le papille gustative… il vero sapore che ha
questo cibo.
E non so se puoi immaginare la vita di questi bambini… anni e anni nel
futuro… man mano che continuano a mangiare cibo spazzatura.
E più immagini la loro vita… e più puoi sentire questo saporaccio in bocca… e
più senti questo saporaccio in bocca e più la loro vita ti è chiara.
E puoi sentire che sapore ha questa vita… e notare che ha lo stesso orribile
gusto che ha tutto quel cibo spazzatura.

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Ed ora non so se la tua parte inconscia è in grado di farti sentire già da adesso
questo terribile sapore… così che ogni volta che mangerai del cibo spazzatura,
la tua mente inconscia ti ricorderà questo sapore… ogni volta che anche solo
immaginerai di mangiare del cibo spazzatura… la tua mente inconscia ti farà
sentire questo sapore orribile.
E contemporaneamente ti insegnerà a sentire un gusto ancora maggiore…
quando mangi cibo sano… perché c’è una profonda saggezza nel tuo corpo…
una consapevolezza che puoi imparare a seguire… perché il tuo corpo sa cosa
ti fa bene… e tu puoi ora sintonizzarti su questa saggezza e seguirla.
E più ti affidi a questa saggezza e più puoi scoprire un nuovo gusto nel
mangiare… e più sperimenti nuovi sapori più per te è facile essere consapevole
dell’infinita saggezza del tuo corpo… che sa cosa è sano… cosa mangiare…
cosa ti fa bene… e conosce centinaia di modi in cui puoi stare bene… quando
decidi di seguirla da adesso.

È importante che non ti limiti a ripetere lo script parola per parola. Una delle
componenti fondamentali dello script, infatti, è il momento in cui viene chiesto
al soggetto di sentire un sapore orribile. Durante questa parte sarà tua premura
trovare le parole più adatte per evocare nel soggetto il sapore peggiore che
possa sperimentare.
Se lo ritieni opportuno, puoi anche evitare di andare per il sottile, quindi
descrivere il sapore come quello che potrebbero avere le feci o il vomito. Per
avere la certezza che stai procedendo sulla strada buona, osserva attentamente il
volto del soggetto: se noti fare smorfie di fastidio mentre gli descrivi il sapore
orribile, se addirittura ha dei conati di nausea, allora stai usando le parole
adatte. Anche in questo caso, però, fai attenzione: eccedendo nella descrizione

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nei minimi particolari c’è la possibilità che il soggetto vomiti.

Motivare a svolgere attività fisica


Un ultimo aspetto collegato alla perdita di peso è quello dell’attività fisica. Una
dieta, infatti, per poter funzionare nel modo migliore ha bisogno di essere
accompagnata anche solo da un minimo di attività fisica, che aiuta sia a
bruciare i grassi in eccesso che a migliorare il metabolismo.
Quello che troverai qui di seguito è uno script che aiuta il soggetto ad avere
sempre più voglia di svolgere attività fisica.

Forse non sai quanto normalmente le persone restano sorprese… da quello che
è in grado di fare per loro… un po’ di attività fisica ogni giorno.
A volte restano piacevolmente sconvolti… quando si rendono conto che basta
anche solo un po’ di esercizio fisico… ogni giorno… per migliorare la qualità
della propria vita.
A volte bastano solo venti minuti… e in quei venti minuti non devi fare altro che
camminare ad un passo più svelto del normale… perché non è per forza
necessario allenarsi un’ora ogni giorno… l’importarlo è farlo… con
costanza… rispettando gli impegni che hai preso con te stesso… e non importa
se sono venti minuti o un’ora… se lo fai tutti i giorni o tre volte a settimana…
ciò che conta è che tu decidi di essere costante qualsiasi sia la scelta che fai.
(Aspetta trenta secondi)
E non so se puoi immaginare come sei tra un anno… se anche solo tre volte a
settimana decidi di fare attività fisica.
Immaginalo adesso: è passato un anno… e per tre volte a settimana hai fatto

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attività fisica.
Nota come è cambiato il tuo corpo… il tuo colorito… la tua carnagione… nota
semplicemente com’è l’espressione che hai sul viso.
E devi sapere che all’inizio… quando si pratica attività fisica… non è facile…
molto spesso non si supera la stanchezza… ma questo accade solo all’inizio.
Poi diventa sempre più piacevole… sempre più liberatorio… e ti fa sentire
energico… forte… in uno stato di equilibrio con te stesso… come quando hai la
sensazione di essere al posto giusto e al momento giusto… nel tuo flusso.
E non importa se non ricordi di esserti mai sentito così… immagina di vederti
proprio in questo modo… libero… energico… forte… in equilibrio con te
stesso… è passato un anno da quando fai attività fisica e ti senti libero…
energico… forte… in equilibrio con te stesso.
Osservati come se potessi vederti dall’esterno… e nota quanto ti piaci.
E adesso entra in quel te stesso… indossalo come un armatura… una muta…
una seconda pelle… vedi come vede lui… ascolta come ascolta lui… e prova le
stesse sensazioni che prova lui… e nota quanto è piacevole essere così…
libero… forte… energico… in equilibrio con te stesso… e nota quanto piacere ti
da stare bene così… mentre ti prendi cura di te stesso.
(Aspetta trenta secondi)
E lascia che il tuo inconscio impari ad essere così… e che integri tutto questo
in te automaticamente… perché è questo il tuo modo di essere naturale… e te
ne stai appropriando da adesso.

Volendo, potresti usare tutti gli script che hai trovato in sequenza in un’unica e
lunghissima sessione di ipnosi. Questo, però, potrebbe affaticare troppo il
soggetto. Per questo, ciò che ti consiglio è di usare questi script all’interno di

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sessioni che non superino i venti minuti. Alla fine di ognuna, sveglia il soggetto,
fatti raccontare l’esperienza che ha avuto e ratifica tutti gli elementi positivi e
che aumentano la suggestionabilità. Poi, se non è stanco, passa ad un nuova
induzione (a questo punto starà a te decidere se praticare l’intera induzione
oppure usare un segnale precedentemente ancorato alla trance).
Anche in questo caso, per capire se il soggetto è stanco o meno, la cosa
migliore da fare è domandarglielo. Un buon ipnotista, infatti, non deve solo
guidare il soggetto che ha di fronte, ma deve anche sapersi far guidare, per
comprendere al meglio in che modo proporgli le suggestioni.

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Conclusioni

Attraverso l’ipnosi possiamo aiutare qualcuno che sta provando a perdere peso
ma ancora non ci è riuscito. Per fare questo hai a disposizione uno script
generale e altri tre più particolari, sarai tu a decidere quando e come usarli.
Prima di fare questa scelta, però, devi sempre tenere a mente che il lavoro
ipnotico rischia di perdere gran parte della sua efficacia se il soggetto non è
messo nella condizione migliore per perdere peso. Questo vuol dire che il
soggetto ha già una dieta da seguire e si è impegnato a fare attività fisica. Nota
anche quanto è davvero motivato. Quando questi elementi sono presenti, allora
puoi procedere, partendo dall’induzione generale per poi passare a lavorare
sull’abbandono del cibo spazzatura, sul mangiare più lentamente oppure sul
praticare attività fisica.
Gli strumenti che hai a disposizione sono fondamentali per qualsiasi lavoro che
tu vorrai fare; ti saranno utili se svolgi una professione di aiuto, ma anche se
semplicemente stai studiando l’ipnosi e ti va di usarla per aiutare un amico che
vuole dimagrire.

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CAPITOLO 6

Script per chi è demoralizzato

Demoralizzato dal passato


Prima di vedere in che modo possiamo lavorare coi soggetti demoralizzati, è
opportuno cercare di definirli, in modo che tu possa essere sicuro dell’uso degli
script che troverai in questo capitolo.
Col termine demoralizzato faccio riferimento ad una persona avvilita e
sfiduciata, priva della forza interiore per riuscire a fare al meglio ciò che
deve o vuole fare. Una persona demoralizzata non è una persona apatica (nel
senso che tende a non fare nulla e a lasciarsi andare alla totale inazione), anzi: si
tratta di una persona che magari fa tutto quello che dovrebbe fare per ottenere
ciò che desidera, ma lo fa senza crederci, consapevole che sarà comunque un
fallimento o, in ogni caso, convinto solo del fatto che le proprie azioni non gli
faranno ottenere ciò che desidera.
Ovviamente non è possibile inserire tutti gli script adatti a tutte le situazione di
questo genere, probabilmente non basterebbe un libro intero, ma c’è una cosa
che bisogna sapere quando si parla di ipnosi: a volte non è necessario conoscere
perfettamente la problematica che sta vivendo il soggetto. E questo perché,
come forse hai già notato, quando in ipnosi “parliamo all’inconscio” lo
facciamo sempre in termini molto ampi, generali, di modo che ciò che diciamo
possa ricalcare l’esperienza del soggetto, anche se non la conosciamo nei
dettagli (questo aspetto lo vedremo meglio nel prossimo capitolo).
Quando, infatti, si parla di linguaggio ericksoniano, si fa riferimento alla
linguistica codificata da Milton Erickson (in seguito ulteriormente
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sistematizzata da Grinder e Bandler); si tratta di un uso del linguaggio quanto
più comprensivo possibile, ovvero ciò che deve trasmettere al soggetto che
ascolta è che ciò di cui l’ipnotista parla lo riguarda in modo così diretto da
potersi riconoscere in quelle parole. Questo non vuol dire che ciò sia vero, anzi,
per fare questo si usano termini molto generali, capaci di comprendere più
situazioni, per niente specifici; lo scopo è, appunto, creare l’illusione di un
linguaggio che ricalca alla perfezione ciò che il soggetto sta sperimentando.

PUNTO FOCALE
Quando “parli all’inconscio” usa sempre termini generali e mai specifici, di
modo che il soggetto si possa sempre riconoscere nelle parole che dici.

Quindi, passiamo immediatamente allo script da usare con chi è demoralizzato


a causa di eventi passati.

Ci sono questioni del passato ancora irrisolte… per questo permettiti di


scivolare indietro nel tempo… prima del verificarsi anche solo di una di queste
questioni… e mentre fai questo puoi fare in modo che quegli eventi ti si parino
davanti… che quegli eventi ti si parino davanti adesso… come delle foto… o
come una sequenza di immagini o di quadri… davanti a te proprio adesso.
E puoi sollevarti da te stesso… immaginare di uscire fuori dal tuo corpo… e
vederti mentre osservi quelle immagini che… di colpo cominciano a muoversi
come tanti film.
(Aspetta dieci secondi)
E puoi continuare a vedere te stesso… mentre vede tutti questi film… mentre
guardi te stesso guardare i film… puoi notare come questi film cominciano a

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diventare in bianco e nero… come se diventassero a poco a poco sempre più
vecchi.
(Aspetta dieci secondi)
E puoi guardare te stesso osservare tutti questi vecchi film… che adesso
cominciano ad andare sempre più velocemente… ogni film si svolge
velocemente… così… sino alla fine… e poi torna indietro… ancora più
velocemente…e più vanno avanti e indietro velocemente… e sempre più
velocemente… più puoi sentire le emozioni negative scorrere via da queste
vecchie memorie… e più continuano questi film a svolgersi velocemente in
avanti… e a tornare indietro ancora più velocemente… più continui a sentirti
libero da questi vecchi ricordi.
E forse tu sai che alcuni di questi eventi si sono svolti in modo diverso da come
li ricordi… la nostra memoria funziona così… già nel momento in cui
raccontiamo le cose… ecco che le cambiamo… e potresti ricordare cose che
non sono mai accadute… e cose che sono accadute ma che magari non sono
per niente importanti… sono così poco importanti che puoi lasciare andare
adesso ogni emozione negativa.
E non importa che… fai questo in modo cosciente… puoi anche lasciarlo
accadere in modo inconscio… permettendo a tutto questo di accadere
automaticamente.
(Aspetta dieci secondi)
Bene così… e man mano che lasci che questi vecchi ricordi perdano ogni loro
forza… puoi iniziare a portare l’attenzione su alcuni momenti del passato… in
cui ti sei sentito davvero bene… in cui eri felice… energico… in cui ti sentivi
esattamente nel modo in cui ami stare. E quando ti torna in mente un ricordo di
questo tipo… solleva il dito indice della mano destra.

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(Aspetta)
Bene così. E più noti il modo in cui ti sentivi quando vivevi questi esperienza…
più le emozioni negative presenti nei vecchi ricordi vengono cancellate.
E adesso puoi restare focalizzato sempre su quell’esperienza positiva… oppure
su un’altra ancora… e nota che quanto più porti l’attenzione adesso a quel
momento… più ti è impossibile osservare quelle immagini in movimento… e
man mano che ti focalizzi su quell’esperienza positiva… più percepisci quelle
immagini completamente estranee… come se riguardassero qualcun altro.
(Aspetta dieci secondi)
Così puoi tornare all’esperienza positiva… quella che ti fa sentire bene… e
iniziare a preparare l’inconscio a ricevere un insegnamento importante… un
segreto sulla tua mente che ti sarà fondamentale… che cambierà
completamente la tua vita.
Devi sapere che la tua mente cosciente non può essere consapevole di molte
cose per volta… e quanto più porta l’attenzione a ciò che ama… a ciò che
desidera… a ciò che la diverte… a ciò che la appassiona… più si cancella ogni
timore legato al passato… lo vedi svanire… per questo da adesso decidi di
focalizzarti su ciò che ami… su ciò che desideri… su ciò che ti diverte… su ciò
che ti appassiona.
E se anche la tua mente conscia non lo riuscisse subito a fare… puoi delegare
questo compito alla tua parte inconscia… che sa perfettamente quali sono le
cose su cui deve essere concentrata… per stare bene.
(Aspetta dieci secondi)
Perfetto, così adesso puoi semplicemente prenderti la libertà… di osservare il
passato… notando come è cambiato… notando che ci sono dei segnali… o
anche solo delle sensazioni… che ti ricordano quel particolare modo di

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essere… quando sei libero… felice… appassionato… energico… e non importa
in che zona del passato sei… permettiti semplicemente di notare tutto questo…
e lascia che la parte più profonda di te integri tutti questi insegnamenti…
lasciaglieli assorbire così come fa con ciò che mangi… che entra nel tuo
corpo… e porta beneficio a tutto il tuo organismo… sia fisico che mentale.
Permetti al tuo inconscio di fare questo… e rimani ancora in questo
meraviglioso stato… così… mentre continui a sentirti esattamente in questo
modo.

Puoi decidere di usare questo script in due modi: da solo (semmai usandolo col
soggetto demoralizzato più volte, in più occasioni diverse), oppure dopo aver
lavorato su singoli eventi passati, andando a fornire a quei momenti le risorse
assenti attraverso le ancore. In questo secondo caso, lo script sarà decisamente
più efficace, anche perché si sommerà al lavoro svolto con gli ancoraggi,
generalizzando gli effetti positivi ad eventi su cui non si è lavorato nel dettaglio.

Demoralizzato per il presente


Chi è demoralizzato dal presente si trova in una condizione in cui si sente
sopraffatto da ciò che deve fare. Forse gli mancano le competenze necessarie
per affrontare le sfide quotidiane, o gli mancano le risorse, o semplicemente
deve iniziare a vedere le cose da una prospettiva diversa; molto spesso può
trattarsi di un semplice scoraggiamento. In ogni caso, il prossimo script ti sarà
estremamente di aiuto.
Nel caso tu fossi un terapeuta, un coach o un counselor, è importante che sappia
che, per quanto l’ipnosi possa essere estremamente d’aiuto in queste
circostanze, da sola potrebbe non essere abbastanza. Così, come già detto in

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altre occasioni, ti consiglio di usare questo script per integrare e potenziare il
lavoro col soggetto attraverso gli strumenti operativi di cui sei già padrone.

Tu sai quanto può essere complicato camminare nell’oscurità… hai bisogno di


qualcuno che ti aiuti a trovare la luce… per questo vorrei che semplicemente
cominciassi a prenderti il tempo per pensare a come potrebbe essere la tua
vita… se solo rallentasse un poco… e fermati un attimo… e pensa a questo
proprio adesso… com’è la tua vita se inizia ad andare più lentamente?
(Aspetta cinque secondi)
E puoi fare un passo indietro già adesso… puoi fare un passo indietro anche
all’interno della tua mente… e vedere le cose da un’altra prospettiva… e da
questa prospettiva puoi cominciare davvero a capire… cosa devi davvero fare…
e come.
E puoi farlo.
E puoi trovare il posto nella tua mente dove… puoi restare calmo… lavorare
per fare in modo di svolgere ogni compito con calma… serenamente… come
quando sai cosa fare… e qual è l’azione immediatamente successiva… e hai il
controllo di ciò che devi fare… di come devi farlo… per questo resti calmo…
svolgendo ogni compito non più velocemente di quanto è necessario per te.
Per questo non so se già stai imparando… a fare le cose in un nuovo modo…
più adatto ai tuoi ritmi naturali… un modo che ti permette di fare tutto con
calma… nel pieno controllo.
E devi sapere che è davvero interessante studiare le persone che decidono di
affrontare un problema in modo nuovo…il modo in cui riescono a trovare nuove
soluzioni… soluzioni alternative… che rendono il tutto più facile… semplice…
ed efficace. Non è facilissimo… ci vuole solo un po’ di creatività… e la capacità

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di mantenere la calma.
E devi sapere che ognuno di noi risponde in modo diverso alle situazioni… per
questo mi piacerebbe sapere… come ti piacerebbe rispondere alle situazioni…
se c’è qualcuno di cui vorresti imitare i comportamenti… per gestire al meglio
queste situazioni.
E quando trovi questa persona, solleva l’indice della mano destra.
(Aspetta)
Bene così.
E adesso puoi immaginare una televisione gigante… e dentro questa televisione
c’è proprio questa persona… che si comporta esattamente come vuoi tu.
Osserva bene ciò che vedi… e se vuoi prendi il telecomando… e rendi i colori
più nitidi… reali… definiti; rendi i suoni più avvolgenti… nota se c’è una
colonna sonora… e regolala al volume che preferisci.
E mentre fai questo… continua a vedere come si comporta questa persona…
tutto quello che puoi imparare da lui… tutto ciò che puoi adattare a te.
E tra poco conterò da uno a tre e a tre potrai entrare dentro lo schermo… ed
entrare proprio in quella persona… vedere come lui… ascoltare come lui…
sentire come lui… vivere come lui.
Uno… due… e tre… entra nello schermo… entra in quella persona… e
indossala come un armatura, una muta, una seconda pelle… e vedi come vede
lui… ascolta come ascolta lui… e prova le stesse emozioni che prova lui.
(Aspetta dieci secondi)
Ed ora il tuo inconscio sta imparando… sta imparando sempre più velocemente
a sapere cosa fare… quando farla… e come farla… automaticamente.
Così tu impari a mantenere la calma… a gestire la situazione… mantenendo il
tuo controllo… che è quel controllo che lasci andare quando sei calmo… e sei

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flessibile… quel tanto che basta a farti sentire calmo… con quella sicurezza che
ti permette di sapere che… sai gestire ogni situazione.
E puoi ripeterlo a te stesso… sto imparando a gestire ogni situazione… sto
imparando a gestire ogni situazione… sto imparando a gestire ogni situazione.
Così fai un passo in avanti… torna al precedente punto di vista… e nota com’è
cambiato… come non esiste più… ed è presente uno nuovo… che ti fa vedere
ciò che ti aspetta con maggiore calma… ed un rinnovato senso di controllo.
(Aspetta cinque secondi)
E con questa nuova prospettiva preparati al risveglio… e non importa che… ti
accorgi subito dei cambiamenti che sono avvenuti in te… ciò che è davvero
importante è che nei prossimi giorni… ne resterai davvero sorpreso.

Demoralizzato dal futuro


Possiamo dire che una persona, più che essere demoralizzata dal futuro, ne è
spaventata. Eppure la paura per il futuro porta come conseguenza un diffuso
senso di demoralizzazione, causato fondamentalmente dall’incertezza di
ottenere ciò che si vuole o, nei casi più estremi, dal terrore di non riuscire ad
ottenerlo affatto.
Lo script che ti mostrerò a breve va usato proprio con questi soggetti. Prima di
iniziare con l’induzione, però, devi preoccuparti che la persona che hai di
fronte sia in grado di visualizzare un futuro che gli piace.
Puoi domandargli: “Cancellando ogni idea di limite, che cosa ti piacerebbe
ottenere dal futuro?”
Non è importante che il soggetto sia in grado di delineare il suo futuro nei
dettagli, è fondamentale però che ne esca anche solo una linea generale in grado
di fargli anche comprendere quali sono le azioni da mettere in atto per ottenerlo.

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Se non riesci ad estrarre queste informazioni, non passare allo script perché
sarebbe completamente inutile.
Alcune persone trovano interessante investire gran parte del loro tempo a
focalizzarsi su ciò che di brutto potrebbe accadere… si domandano “e che
accadrebbe se...” ed è interessante vederli temere un futuro che… quasi
sempre… non si verifica mai. Pianificano attentamente ciò che temono… per
evitarlo… e nel fare questo lo vivono in prima persona… anche quando tutto
questo non accade mai.
Così adesso vorrei proporti un’idea… che forse ti sembrerà un po’ strana… ma
che vorrei tu prendessi in considerazione… anche solo per provare qualcosa di
nuovo… per sperimentare la vera capacità della tua mente di essere elastica.
L’idea in questione è che… tu puoi cominciare a concentrati su ciò che davvero
desideri dal futuro… su ciò che puoi fare per ottenerlo… e puoi anche
concentrarti su tutto ciò che ti dice che… puoi farlo… ed è facile… e hai tutte le
carte in regola per… ottenere ciò che vuoi.
Perché… quando ti concentri davvero su ciò che vuoi… su ciò che devi fare per
ottenerlo… ti rendi conto di tutti quei segnali che ti confermano che è così…
davvero puoi ottenerlo… devi solo restare concentrato su tutto ciò che
desideri… e desiderare solo ciò che ti fa battere davvero il cuore di gioia e di
desiderio.
Perché è questo tutto ciò che ti occorre per superare le difficoltà del futuro.
Per questo permetti al tuo inconscio di restare sempre più focalizzato su tutto
questo.
(Aspetta venti secondi)
Ed è incredibile pensare a come ciò che non conosciamo ci spaventi… ed è
naturale rendersi conto che ciò che ci è sconosciuto può farci paura. E va bene

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così.
Ma puoi ricordare quante volte hai avuto paura di qualcosa che non
conoscevi… e quante volte l’hai comunque affrontata… e forse sei rimasto
intimorito… e probabilmente all’inizio puoi anche aver tremato… ma poi a
poco a poco hai preso confidenza… e più quel luogo diventava conosciuto…
più diminuiva la paura. E più diminuiva la paura… e più era facile per te
muoverti con calma e sicurezza in quel luogo… conoscendolo sempre più a
fondo.
È una cosa naturale… accade a tutti… ma tu puoi essere consapevole già da
adesso di questo meccanismo umano… e renderti conto che la paura del
futuro… è una paura fasulla… ed è tanto irreale quanto la paura per ciò che
non conosci ancora… che svanisce man mano che ti fai largo.
Per questo… per essere sempre più consapevole di questo… rimani concentrato
su ciò che desideri dal futuro… su come ottenerlo… e inizia già da adesso ad
immaginare come ti sentirai quando l’avrai ottenuto.
(Aspetta dieci secondi)
E devi sapere che più resti focalizzato su ciò che desideri… più resti focalizzato
su ciò che desideri davvero… più ti rendi conto che basta essere rilassati per
sapere quali sono i passi giusti da fare. Così puoi lasciare semplicemente
andare via la paura… un po’ come la paura di quelle cose che ti terrorizzavano
quando eri bambino… e che adesso sai che non sono reali.
E tu puoi accettare già ora che questa paura non ha nulla di reale.
Per questo permettile di sparire.
E per aiutarti a fare questo… resta concentrato su ciò che desideri dal futuro…
su ciò che desideri davvero… su come ottenerlo… e come ti sentirai quando
l’avrai ottenuto… e rilassati ancora di più.

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E più sei concentrato sul futuro e più ti rilassati… e più puoi focalizzarti anche
sulla mia voce.
Concentrati sulla mia voce… sul futuro che desideri… e rilassati sempre di più.
Così che nel caso in cui dovesse tornare in te la paura… puoi sentire la mia
voce che ti dice rilassati… resta perfettamente a tuo agio… rilassati… calmo…
rilassato… e concentrato su ciò che vuoi dal futuro.
(Aspetta trenta secondi)
Così, da adesso… nel caso in cui dovesse tornare in te la paura… puoi sentire
la mia voce che ti dice rilassati… resta perfettamente a tuo agio… rilassati…
calmo… rilassato… e concentrato su ciò che vuoi dal futuro.
(Aspetta trenta secondi)
E questo è un processo che accade automaticamente… sia a livello conscio che
inconscio… così che quando la tua parte cosciente è impegnata a fare altro… il
tuo inconscio resta calmo… perfettamente a suo agio… e concentrato su ciò
che desidera davvero.

Questo script contiene anche una parte motivazionale, che ha l’unico scopo di
far rimanere focalizzato il soggetto su ciò che vuole e non su ciò che teme.
Infatti, devi sapere che quando si vogliono eliminare delle idee dall’attenzione
del soggetto, suggestionarne la cancellazione non è saggio. In questi casi la cosa
migliore è semplicemente fare in modo che l’attenzione si sposti, così che si
possa unicamente concentrare su idee e pensieri che hanno su di lui un effetto
positivo.
Ti dico questo non soltanto per fornirti qualche indicazione in più sullo script,
ma perché voglio che tu capisca molto bene questo principio, nel caso ti dovessi
trovare a dover dare delle suggestioni senza nessuno schema da seguire.

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PUNTO FOCALE
In ipnosi, quando vuoi che un soggetto smetta di pensare ad una o più idee,
non puoi limitarti a dargli questa suggestione, ma devi fare in modo che
sposti la sua attenzione su altro.

A questo punto potresti domandarti come fare ad individuare su quale elemento


specifico spostare l’attenzione del soggetto. In questi casi, c’è un’idea generale
che ti consiglio di incidere nella mente e non dimenticare mai: devi portare il
soggetto a focalizzarsi su pensieri positivi in grado di fornirgli 1) le risorse che
allontanano l’attenzione conscia del soggetto dall’elemento dal quale lo si vuole
distogliere, e 2) in grado di fornire quelle risorse che servono al soggetto per
elaborare ed affrontare l’elemento in questione.
Quindi, se abbiamo a che fare con un ragazzo che non riesce ad affrontare gli
esami dell’università, perché ogni volta che è di fronte al professore va così in
tensione da fare scena muta, la cosa migliore è aiutarlo a portare tutta la sua
attenzione sui momenti in cui si sentiva preparato, sicuro e confidente.

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Conclusioni

Sono tanti i motivi per cui una persona può sentirsi demoralizzata, e tanti sono i
modi in cui l’ipnosi può essere utilizzata proprio per cancellare questo senso di
demoralizzazione. In questo capitolo ne abbiamo visti tre.
Ciò non toglie che, usando le ancore studiate nel capitolo tre, puoi in ogni caso
lavorare su questo aspetto. Sta a te decidere. Così come puoi decidere se
combinare i due metodi, applicandoli entrambi, così da avere una maggiore
efficacia nei confronti del soggetto che hai di fronte.
La demoralizzazione oggi è una delle condizioni più diffuse: il passato spesso
demoralizza, il futuro spesso scoraggia e il presente, a volte, è così confuso che
mette le persone in una condizione nella quale non sanno essere sicuri di quali
sono le cose migliori da fare. Attraverso gli script che ti ho fornito puoi
spazzare via tutto questo, fornendo le risorse indispensabili che permettono al
soggetto di affrontare le sue sfide nel modo migliore.
Ad esempio, qualcuno potrebbe essere spaventato dal non avere la promozione
che spera… e tu sai esattamente quale script usare in questo caso (quello per la
paura del futuro, giusto?); magari qualcuno potrebbe essere anche spaventato
dall’idea che il cambiamento che cerca (e per il quale magari sta lavorando con
te proprio con l’ipnosi) non si verifichi: anche in questo stato puoi fornirgli lo
stesso script.
Insomma, sta a te comprendere se il soggetto è demoralizzato da qualcosa che
risiede nel passato, nel futuro o nel presente. Una volta individuato ciò, sai
esattamente quali sono i passi da mettere in atto per far lavorare chi hai di fronte
nel modo più sicuro.

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CAPITOLO 7

Script per fornire risorse al soggetto

Espandere i propri limiti


In questo, così come nel prossimo capitolo, ci concentreremo unicamente su
come dare diverse suggestioni. Come per il resto del manuale, ti mostrerò degli
script e per ognuno ti farò notare quali sono i principi su cui si basano. L’idea è
quella di darti del materiale con cui poter fare immediatamente pratica, di modo
da prendere sempre maggiore confidenza per poi integrarlo con script tuoi,
frutto del tuo lavoro specifico con i singoli soggetti.
In questo capitolo, nello specifico, vedremo come fornire risorse specifiche al
soggetto e la prima in questione riguarda la capacità di espandere i propri limiti.
Ma che cosa vuol dire precisamente “espandere i propri limiti”?
In realtà non possiamo davvero saperlo, si tratta di un concetto così ampio che
potrebbe voler indicare molte cose, ad esempio, potrebbe fare riferimento tanto
a limiti fisici quanto a limiti mentali, quanto ad entrambi.
Ciò che davvero è interessante è che, quando una persona comincia un percorso
di cambiamento, quello che va a fare è espandere i propri limiti; quindi si tratta
di una risorsa che può essere suggestionata all’inizio di un qualsiasi percorso di
sviluppo personale. In più, questa risorsa può essere estremamente utile anche
per migliorare il lavoro ipnotico; infatti, suggestionando al soggetto che i suoi
limiti si possono espandere lo si aiuta a sviluppare una maggiore confidenza
con il lavoro ipnotico e con i benefici che ne può trarre.
Infine, questa risorsa può essere estremamente utile nel momento in cui il
soggetto ha molte difficoltà per uscire dalla sua zona di comfort.
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PUNTO FOCALE
Fornire al soggetto una risorsa che gli permette di espandere i propri limiti
è estremamente utile in qualsiasi percorso di cambiamento, così come per
suggestionare il soggetto a migliorare la sua capacità di lavorare in trance.

Un elemento molto importante all’interno dello script, su cui mi piacerebbe


portassi l’attenzione, è quello in cui viene detto al soggetto: “… lascia che il
tuo inconscio accolga e integri solo le suggestioni positive”. Questo perché,
come accennato all’inizio, il concetto di espandere i propri limiti è troppo
ampio e potrebbe, in alcuni soggetti, essere legato anche a qualcosa di negativo.
Per non parlare del fatto che i limiti spesso hanno delle funzioni positive e, in
alcuni casi, superarli potrebbe non essere un’idea saggia.
Proprio per questo, un’altra parte su cui vorrei portassi l’attenzione è quando
viene detto al soggetto “… lascia che si espandano non più velocemente di
quanto il tuo inconscio ritiene opportuno”. Questo elemento è fondamentale
ogni volta che si danno delle suggestioni; così si suggerisce che il cambiamento
deve avvenire, ma seguendo i tempi propri di quella persona, senza
sovraccaricarla, lasciando che sia il soggetto a fare in modo di adattarsi a poco a
poco, appunto, andando oltre i propri limiti, ma con i tempi giusti.

PUNTO FOCALE
Bisogna sempre suggestionare al soggetto che i cambiamenti su cui si è
lavorato si manifesteranno seguendo i tempi e le modalità che gli sono
proprie.

E adesso puoi iniziare a sviluppare un profondo senso di calma e di fiducia… e

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puoi sperimentare calma e fiducia… perché quando sei in questo stato stai
bene… e più stai bene e più puoi sentire il vero significato della parola serenità.
Quando sei così… calmo… rilassato… in uno stato di profondo benessere… sai
che puoi fidarti di ciò che sperimenti… dei cambiamenti che hai attraversato…
da quando ci siamo salutati a questo momento… quanti stati d’animo hai
attraversato… e com’è stato facile passare in un attimo dall’uno all’altro.
E dopo aver attraversato tante sensazioni diverse… puoi comprendere di
quanto puoi fidarti della tua mente inconscia… di quanto puoi fidarti di te
stesso… della tua capacità di far accadere le cose… della tua capacità di avere
controllo su chi sei e su chi vuoi essere.
E per questo prova una profonda sensazione di calma e fiducia… fiducia verso
te stesso… verso i cambiamenti che hai fatto e che farai.
(Aspetta dieci secondi)
E adesso mentre scendi ancora più profondamente… lascia che la mia voce ti
proponga un’idea curiosa… un’idea che forse ti farà sorridere… o forse ti
sembrerà un po’ strana… ma che vorrei prendessi in considerazione con la
massima attenzione.
Devi sapere che nella tua mente c’è una stanza in cui sono contenuti tutti i tuoi
limiti… e quelli che credi essere i tuoi limiti… e ciò che ti chiedo è di entrare in
questa stanza… di entrare nella stanza che contiene i tuoi limiti… e quelli che
credi essere i tuoi limiti.
E puoi cominciare a notare le pareti… così come tutto ciò su cui cade la tua
attenzione… puoi muoverti al suo interno… esplorare.
(Aspetta cinque secondi)
E mentre sei in questa stanza… nota com’è ancora presente in te la sensazione
di calma e fiducia… per questo ti senti bene e trovi la cosa curiosa quando…

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vedi le pareti della stanza allargarsi… allontanarsi sempre di più… e la stanza
si allarga… aumenta lo spazio.
(Aspetta cinque secondi)
E questo accade perché sei tu a farlo accadere… sei tu che decidi che le pareti
si allargano… così lascia che si espandano non più velocemente di quanto il
tuo inconscio ritiene opportuno.
E mentre fai questo senti come anche i tuoi limiti si espandono… e più si
espandono più cresce dentro di te questa sensazione di calma… e di fiducia.
E così… le pareti si possono espandere ancora un poco… e tu puoi lasciare che
il tuo inconscio lo faccia adesso… così come puoi lasciare che il tuo inconscio
accetti ed integri solo le suggestioni positive… permettendoti di andare verso
quei cambiamenti migliori per te e per chi ti sta attorno.
E questo processo può continuare anche quando sei sveglio… durante la
giornata… magari mentre sei in auto… completamente perso nei tuoi
pensieri… o mentre dormi… e fai sogni che al risveglio non riesci a ricordare…
sogni nei quali le pareti della stanza che contengono i tuoi limiti si allargano
ancora di più… sempre alla velocità ritenuta più opportuna dal tuo inconscio.
E non so se sai che questo ti permette di andare ancora più facilmente verso
quei cambiamenti… e renderti conto che quello che una volta era… un limite
può essere superato… e lo superi… e puoi immaginarti tra cinque anni… e
immaginare che proprio tra cinque anni pensi ad oggi… a come molti dei tuoi
limiti non sembravano affatto facili da superare… e poi com’è stato facile
superarli… tanto che quando ci rifletti ora ti viene un po’ da sorridere a
pensare che per te una volta erano dei limiti quelle cose che ora fai
naturalmente… senza pensarci.

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Sviluppare confidenza
Nelle rappresentazioni quotidiane, spesso l’espressione “essere sicuro di sé”
equivale a “essere troppo sicuro di sé”. Questo non è sempre vero, ma è certo
che per alcune persone l’idea di sicurezza, molto spesso, è affiancata a concetti
come l’arroganza o la prepotenza. Anche per questo, in ipnosi, quando si vuole
fornire una risorsa del genere al soggetto, è sempre meglio parlare di
confidenza.
La confidenza, infatti, fa riferimento ad una sicurezza che si manifesta col
sentirsi a proprio agio con sé stessi e con gli altri. Proprio per questo, quando
leggerai lo script seguente, noterai che ogni volta che viene nominato il termine
“sicurezza” viene fatto all’interno della cornice più ampia dello “sviluppare
confidenza” ed è sempre stemperato dai termini “tranquillità” e “calma”.
Un’altra considerazione che si deve fare sui soggetti che vogliono sentirsi più
sicuri riguarda una distinzione molto semplice, ma fondamentale: alcuni
cercano sicurezza per sentirsi bene con sé stessi, per imporsi in modo positivo,
altri, invece, sono motivati da una profonda frustrazione, e la voglia di imporsi
che sentono è saldata ad una volontà di rivalsa. In questo secondo caso, fornire
la risorsa della sicurezza potrebbe essere positivo, ma potrebbe anche essere un
modo per andare ad alimentare la frustrazione. Proprio per questo, la confidenza
risulta essere una risorsa decisamente migliore: mettendo il soggetto nella
condizione di sentirsi a proprio agio con sé e con gli altri, all’interno di una
condizione di benessere, si stempera l’eventuale senso di frustrazione.

PUNTO FOCALE
Ad un soggetto che vuole sentirsi più sicuro è più opportuno fornirgli come
risorsa la confidenza.

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Adesso puoi cominciare a immaginare di avere una televisione nella tua
mente… e nello schermo di questa televisione puoi vedere te stesso… in una
situazione in cui ti senti sicuro, tranquillo, perfettamente confidente… e non so
se questo film mostra sei… o sette… o otto… o più situazioni in cui sei
perfettamente confidente… e non importa se queste scene sono separate o
vengono mostrate una dopo l’altra… e vengono trasmesse ciclicamente… così
che dopo aver visto l’ultima puoi vedere la prima ricominciare ancora… e così,
mentre osservi queste scene… un sentimento di fiducia può aumentare in quelle
situazioni… e guardi quelle situazione e puoi sentire delinearsi il modo in cui
vedi queste situazioni e… vedi quello che vedi in queste situazioni… ascolti
quello che ascolti in queste situazioni… e puoi essere curioso di come sai che
sei sicuro… tranquillo e… perfettamente confidente… così come ti senti mentre
continui a vedere tutte le scene in cui sei così.
E puoi cominciare ad aggiungere un breve spezzone di una situazione in cui
non ti senti perfettamente a tuo agio… e le memorie continuano ad essere
trasmesse e puoi renderti conto di come la sensazione che ti procurano… la
sicurezza… la tranquillità… il senso di confidenza… cominciano a contagiare
anche quello spezzone… così che quando lo guardi ancora puoi renderti conto
di come… a poco a poco, puoi sentirti sempre più sicuro… tranquillo…
confidente.
Così fermati e senti queste sensazioni… e, semplicemente volendolo, puoi
continuare a incrementare queste piacevoli sensazioni… e così facendo la tua
mente inconscia impara a fartele provare sempre più… sempre più spesso.
E forse non sai perché questo accade, ma puoi lasciare che accada
naturalmente, lasciandoti andare più in profondità.
E non importa che tu ne sia consapevole adesso, perché… la tua parte

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inconscia sta imparando automaticamente a farti sentire sempre più confidente
nelle situazioni in cui hai bisogno di sentirti più sicuro e più tranquillo.
E puoi scegliere se fare tutto questo in modo cosciente o… lasciare che accada
senza rendertene conto. Così che un giorno nel futuro… mentre ti senti sicuro…
tranquillo e… perfettamente confidente… ripensando al passato, puoi ricordare
che proprio adesso hai cominciato a scacciare dalla tua vita la timidezza…
cancellando l’insicurezza… imparando a disporre di nuove risorse come la
tranquillità… la sicurezza… e la capacità di sentirti sempre perfettamente a tuo
agio… e puoi continuare ad espandere queste sensazioni… lasciando che
entrino sempre più in profondità nel tuo corpo… nei tuoi muscoli… nella
circolazione del sangue… e in ogni singola molecola.
(Aspetta venti secondi)
E impari a sentirti sempre così e a… darti la possibilità di sentirti in questo
modo ogni volta… che potresti non essere perfettamente a tuo agio. È come
avere degli anticorpi pronti a debellare ogni sensazione negativa… e più ascolti
la mia voce… e più forti diventano questi anticorpi… aumentano di numero e…
come valorosi cavalieri pronti a difenderti… sconfiggono ogni sensazione
negativa… lasciando andare nel tuo organismo un profondo senso di
tranquillità e sicurezza.
Perché non è facile essere sicuro… non è facile sentirsi tranquilli in ogni
situazione… non è facile credere in te stesso… ed io non ti chiedo di cominciare
a farlo adesso… ma di prendere in considerazione come ti senti se cominci a
sentirti tranquillo… sicuro… e a tuo agio in ogni situazione da adesso.
È solo un gioco… uno splendido gioco… in cui puoi sperimentare di fare ciò
che fai ogni giorno… sentendo sempre in te questa splendida sensazione di
tranquillità e sicurezza… che ti fa sentire sempre più a tuo agio.

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E cominci a portare l’attenzione su ciò che ti piace… sui piccoli piaceri
quotidiani… osservi ciò che ti piace, ascolti ciò che ti procura piacere… mentre
ciò che ti ferisce, ciò che ti infastidisce si allontana… sino a scomparire nel
nulla assoluto da cui proviene.
Noti che ci sono nuove possibilità… nuove esperienze da sperimentare… nuove
persone con cui entrare in risonanza perché… è facile attrarre nella tua vita
persone che apprezzi e… che ti apprezzano… nel momento in cui emani
sicurezza e tranquillità.
E non ti sto dicendo di farlo adesso, ma di prenderlo in considerazione ora.
Perché, se ci pensi bene, ci sono state delle volte nella tua vita in cui ti sei
sentito sicuro… tranquillo… a tuo agio… e forse queste sensazioni sono durate
solo pochi minuti ma adesso… mentre continui ad ascoltare la mia voce… il tuo
inconscio sta imparando a rendere ancora più presenti e forti queste
sensazioni… lasciandole entrare sempre più in profondità dentro te.
Lascia semplicemente che accada e… mentre accade, affidati ancora un po’
alle sensazioni che stai provando… mentre io resterò in silenzio qualche
secondo per permettere alla tua mente più profonda di fissare ancora più
profondamente tutto questo.
(Aspettare 30 secondi)

Migliorare l’autostima
Autostima è uno di quei termini che spesso vogliono significare tutto e niente.
Basta solo dare uno sguardo alla manualistica che tratta l’argomento e balzerà
subito all’occhio che non esiste una definizione univoca, ma ogni autore ne crea
una sua. Ed è proprio per questo che, ad esempio, quando mi trovo di fronte un
cliente che mi dice che ha scarsa autostima, non posso fare a meno che

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domandargli cosa intende di preciso. E, il più delle volte, ognuno di loro dice
una cosa completamente diversa dagli altri.
Eppure, alla base di ogni sentimento di autostima (qualunque sia la definizione
individuale), esistono una serie di presupposti:
- la capacità di riconoscersi come persone meritevoli di amore,
- la capacità di non focalizzarsi su singole parti di sé che non piacciono, ma
di vedere la propria bellezza nell’insieme,
- la capacità di impegnarsi per ottenere ciò che si desidera.

PUNTO FOCALE
Certe risorse, come l’autostima, sono il risultato di più comportamenti e
atteggiamenti. In questi casi, la suggestione sarà tanto più efficace quanto
più si concentra sui singoli aspetti.

Lo script che ti fornirò ha lo scopo di portare il soggetto a sviluppare proprio


queste tre capacità.
Lo stesso script può essere utilizzato anche quando il soggetto non lamenta una
scarsa autostima, ma ha difficoltà nel rapportarsi con la percezione che ha di sé
stesso e con la propria auto-immagine.

Continua a rilassarti profondamente… sempre più profondamente all’interno di


quello stato mentale… in cui puoi iniziare a sviluppare l’abilità di… migliorare
la percezione di te stesso… e puoi iniziare a fare cambiamenti a livello
inconscio… e non è importante sapere come accade… questi cambiamenti si
manifesteranno da adesso.
E puoi immaginare te stesso in piedi di fronte ad una finestra… e puoi guardare

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qualcuno fuori alla finestra che… sai che ti ama e ti vuole davvero molto bene.
E non è necessario che tu lo riconosca tra la varie persone che ti amano e ti
vogliono bene… ma sei curioso di comprendere come fai a sapere che quella
persona ti ama e ti vuole molto bene.
Come ti dimostra amore e affetto?
(Aspetta 5 secondi)
Quali sono i comportamenti che ha con te?
(Aspetta 5 secondi)
Cosa pensa di te?
(Aspetta 5 secondi)
In che modo parla di te?
(Aspetta 5 secondi)
E così come sei curioso… puoi iniziare a sorprenderti di come potresti essere se
tu fossi proprio quella persona.
E puoi lasciarti affascinare dall’idea di essere proprio quella persona.
Al punto tale che diventi quella persona… e puoi iniziare a provare proprio
quelle sensazioni.
E più provi quelle sensazioni e più puoi guardare il mondo con i suoi occhi…
puoi iniziare a guardare te stesso… così come ti guarda questa persona… puoi
guardarti con i suoi occhi… guardando quello che guarda e gli fa provare
questa enorme sensazione di affetto e di amore.
(Aspetta 30 secondi)
E devi sapere che per molte persone non… è facile pensare a sé in termini
positivi… e questo perché molte delle cose positive che le caratterizzano… le
loro qualità più profonde… non sono immediatamente visibili ai propri occhi…
perché non riescono ad essere coscienti di molte delle proprie qualità più belle.

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Sono persone che hanno una famiglia e degli amici… e sanno che queste
persone ci tengono a loro… ma non percepiscono questo affetto, questo
amore… perché non comprendono il motivo per cui lo provano.
Ma tu sai che un sacco di volte siamo distratti e spesso non portiamo
l’attenzione lì dove dovremmo… ma c’è una parte di te che sa esattamente
perché le persone tengono a te… cosa piace di te… e tu puoi comprenderle
sempre più profondamente sia a livello inconscio che a livello conscio…
diventando sempre più consapevole delle tue qualità… dei tuoi pregi.
(Aspetta 30 secondi)
E puoi immaginare uno scultore che prende una grande roccia e riesce a vedere
la bellezza in quella roccia… e quello scultore riesce a vedere la bellezza in
quella roccia e inizia a modellarla… ed è un lavoro duro… non facilissimo… lo
scultore modella la roccia per molto tempo… e ancora… e continua, giorno e
notte… finché non ha tolto dalla roccia tutta la pietra inutile… ed è così
orgoglioso della sua scultura da esporla in una galleria d’arte… di modo che
chiunque possa vederla… chiunque può ammirarla in tutta la sua bellezza… e
le persone la guardano… la ammirano… e tutto quel duro lavoro che ha fatto
con la sua creatività… tutto il duro lavoro che ha fatto con la sua arte è
splendidamente ricompensato.
E allo stesso modo tu adesso puoi creare la tua personale opera d’arte… puoi
creare la tua opera dentro te… nel modo migliore per te…
(Aspetta dieci secondi)
È come guardare un giardino bellissimo… un giardino in cui ci sono diversi tipi
di fiori… un giardino in cui ci sono punti con l’erba alta… e zone con l’erba
più bassa…e chiunque guarda quel giardino porta l’attenzione a parti
diverse… ad alcuni piacciono di più certi fiori… mentre altri ne preferiscono

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altri ancora… ma preferire una rosa ad una margherita non rende la
margherita meno bella e la rosa più bella… è semplicemente il frutto del
proprio gusto soggettivo… e ciò non toglie che la bellezza dell’intero giardino è
merito proprio di tutti questi fiori diversi che sono lì… con i loro differenti
colori… che ispirano diverse forme di bellezza e ammirazione.
(Aspetta 30 secondi)
E non sono sicuro che tu stai assorbendo completamente il senso profondo delle
mie parole… ciò che è importante è che tu afferri ciò che davvero ti occorre…
integrandolo agli apprendimenti e facendo in modo che la tua mente cambi
profondamente… per questo puoi scendere ancora più profondamente,
tranquillo, sicuro… così che, in questo stato di profonda tranquillità e
sicurezza, puoi sorprenderti di come i cambiamenti avvengono dentro di te…
sempre più velocemente… e te ne rendi conto dal modo in cui cominci a
pensare a te in modo diverso… e dal modo nuovo in cui percepisci gli altri.
(Aspetta 60 secondi)

Incrementare le proprie performance


Esistono momenti nella vita di una persona in cui c’è bisogno di aumentare il
livello di energia, di forza e di determinazione che si usa quando ci si impegna
in qualcosa. Può essere uno sforzo in vista di una gara sportiva importante,
oppure per un periodo di lavoro più intenso degli altri.
In questi casi, è possibile usare l’ipnosi per incrementare la capacità del
soggetto di impegnarsi dando il massimo. Ma bisogna fare molta attenzione:
questo incremento non può che essere temporaneo, ovvero legato ad una
situazione specifica, delimitata nello spazio e nel tempo.
Il contrario implicherebbe uno sforzo da parte del soggetto troppo prolungato

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che, alla lunga, potrebbe avere effetti dannosi sia su un piano mentale che
fisico.

PUNTO FOCALE
Quando si usa l’ipnosi per incrementare le performance di un soggetto,
devi ricordare che questo incremento deve essere obbligatoriamente
limitato nello spazio e nel tempo.

E questo per un motivo semplice: immagina di dover lavorare così come


quando lavori intensamente in vista di una scadenza urgente, ma per tre mesi
ininterrottamente. Come credi che ti sentiresti alla fine di quei novanta giorni?
E se quel tuo essere così motivato e impegnato non fosse limitato al lavoro ma
ad ogni cosa che fai, puoi bene immaginare quanto possa diventare faticoso e, a
lungo andare, sempre più stressante.
Insomma, quello che dovrebbe essere un aiuto per il soggetto si trasformerebbe
solo in un modo per logorarlo di più.
Leggendo il prossimo script noterai ad un certo punto una metafora con un
pilota di Formula 1; questo elemento ha lo scopo di mettere il soggetto nella
condizione di comprendere che deve mantenere alto il suo livello di
performance solo rispetto alla “gara che sta portando avanti”.
Quando starà a te creare un tuo script, potrai usare la stessa metafora, una
simile, oppure potrai dare una suggestione di tipo diretto. Per quanto, specie
all’interno del tipo di ipnosi che stiamo trattando, è sempre meglio dare
suggestioni indirette, in questo modo è come se non venissero affatto percepite
dal fattore critico, che le accetta indiscriminatamente.
Ad esempio, Milton Erickson, quando ipnotizzava, non diceva mai al soggetto

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di andare in trance, preferiva operare sempre in modo indiretto. Una delle sue
espressioni tipiche era: “E non so se tu puoi entrare in trance adesso o più
avanti, con calma, con i tuoi tempi”. L’affermazione sembra quasi permeata da
una certa insicurezza, eppure ciò che implica, al di fuori di qualsiasi dubbio, è
che il soggetto andrà in trance, bisogna solo decidere quando.
Per aiutarti a comprendere al meglio questo uso del linguaggio alla fine del
manuale, nell’Appendice VII, dove troverai alcuni esempi di linguaggio
ipnotico a cui poterti ispirare.

PUNTO FOCALE
Ad una suggestione diretta è sempre preferita una suggestione indiretta.

E tu sai come ci si sente… quando sei in quello stato in cui tutto è possibile… in
quello stato in cui la motivazione è al massimo… così come l’eccitazione…
quello stato in cui sai che quando… sei esattamente in questo modo… sei in
grado di ottenere risultati straordinari.
E forse sai che molte persone trovano il loro personalissimo modo per… andare
in questo stato di motivazione, eccitazione e determinazione… senza fare
nulla… senza neppure pensarci… è un semplice processo inconscio.
Così, mentre mi ascolti, il tuo inconscio può accedere ai ricordi sparsi nel
tempo… in cui tu entri in questo stato di motivazione, eccitazione e
determinazione… e tu naturalmente puoi entrare in questo stato… e non hai
bisogno che questi ricordi tornino alla luce anche consciamente… ciò che
conta è che la tua mente inconscia li ricorda adesso… così puoi accedere a
questo stato… con la motivazione… l’eccitazione… e la determinazione al
massimo.

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Lascia che il tuo inconscio esplori questi ricordi… e guarda come naturalmente
entri in questo stato… e quando… tu sei in questo stato… puoi notare come è
stato facile e naturale essere così motivato, eccitato e determinato.
Quando sei in questo stato… puoi fare in modo che il tuo inconscio apprenda
da questa esperienza… incrementando la tua capacità di sentirti motivato,
eccitato e determinato… tutte le volte che ne hai davvero bisogno.
Lascia che accada.
(Aspetta 10 secondi)
Espandi questo stato… sai che puoi farlo… anche se non sai ancora bene come
farlo... fallo adesso… senti la motivazione diventare sempre più forte… senti
l’eccitazione crescere… e la determinazione farsi largo al di fuori del tuo
corpo… pronta ad affrontare qualsiasi cosa… così che l’inconscio impara a
sapere che è proprio questo lo stato in cui deve tornare… ogni volta che ne hai
bisogno.
E non so se ti è mai capitato di… avere a disposizione risorse… che non sapevi
di avere, ma che… si sono manifestate di colpo… senza che te lo aspettassi…
risorse che si sono manifestate proprio quando ne avevi bisogno… e magari
non sai neppure com’è accaduto.
E questo accade perché… il tuo inconscio impara a riconoscere quando ne hai
davvero bisogno… il momento in cui questo può accadere… e tu puoi sentirti
così… o ancora di più… pronto ad affrontare nel modo migliore… nel modo più
efficace… ogni sfida, ogni ostacolo, qualsiasi cosa ti si para di fronte.
(Aspetta dieci secondi)
E forse non lo sai, ma questo che… stai imparando inconsciamente adesso… è
una cosa molto normale per i piloti di Formula 1.
Infatti, molti piloti di Formula 1 quando entrano nell’auto… spengono tutto…

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dimenticano ogni cosa… e ciò che resta è solo la motivazione… la
determinazione… e l’eccitazione di quel momento.
Per un tutta la durata della gara… possono smettere di pensare… tutto ciò che
conta per loro è essere in quello stato… e lo fanno… senza pensarci… entrano
nella loro auto… e quando sono lì… tutto svanisce… e ciò che resta è solo la
motivazione… la determinazione… e l’eccitazione di quel momento.
Il resto potrà tornare quando ce ne sarà davvero bisogno.
E tu puoi imparare a fare questo esattamente come hanno imparato i piloti di
Formula 1… istintivamente… entrano in quello stato così… senza neppure
rendersene conto… e sono in grado di guidare la loro auto… di affrontare le
curve più difficili… di superare le altre auto… e poi arrivare primi.
E mi piacerebbe che tu iniziassi a sentirti così… come un pilota che ha appena
tagliato il traguardo… e quello non è il suo primo traguardo… è solo uno di
una lunga serie… una lunga serie di traguardi che gli hanno insegnato… con la
pratica… con la vittoria… con l’impegno quotidiano… l’allenamento… il
sacrificio… la totale dedizione nell’ottenere proprio quel risultato e non un
altro… gli hanno insegnato ad essere in questo stato.
Ed io vorrei che tu immaginassi come ti senti focalizzato quando puoi
affrontare ogni sfida proprio con questo livello di motivazione, eccitazione e
determinazione.
(Aspetta cinque secondi)
Quanto sono meravigliosi i tuoi risultati?
(Aspetta cinque secondi)
In che modo puoi essere così ogni volta che ne hai bisogno?
(Aspetta cinque secondi)
E il tuo inconscio sta imparando a fare tutto questo proprio adesso… non è

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splendido?
(Aspetta cinque secondi)
E se avesse imparato a farlo proprio adesso?
(Aspetta cinque secondi)
Perché devi sapere che quando un pilota di Formula 1 corre sul circuito…
pensa solo a guidare… la sua mente è focalizzata unicamente sulle azioni
fondamentali che deve compiere per tagliare il traguardo… non esiste altro.
Le distrazioni scompaiono.
I pensieri svaniscono.
E il pilota di Formula 1 è solo nel presente… nel momento… all’interno di
quello stato di motivazione, determinazione ed eccitazione.
E lui non sa neppure spiegare quello che succede… ma non deve pensarci…
correre lungo il circuito accade facilmente… quando è in quello stato… che è
l’unico stato in grado di renderlo un campione… esiste solo la gara… il modo
migliore per affrontarla… gli avversari da superare… il traguardo da
tagliare… e la convinzione che vincerà quella gara… deve solo ricordare che
esiste un solo modo per vincere quella gara… ricordare di essere motivato,
eccitato e determinato.
(Aspetta dieci secondi)
E probabilmente il tuo inconscio può creare adesso per te un’immagine… un
simbolo… o anche solo un colore… che ti ricorderà quando è il momento di
essere così… e non importa che tu ne sia consapevole… perché quando sarà il
momento, potrai correre anche tu come un pilota di Formula 1.
Correre verso la tua direzione… sorpassare le auto con attenzione… stando
attento alla strada… andando non più veloce di quanto tu sia in grado di
mantenere il controllo… eccitato… determinato e motivato a finire la gara…

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nel modo migliore.
(Aspetta 30 secondi)
E puoi osservare come sarai tra qualche giorno… quando per te sarà
evidente… quando per te sarà facile renderti conto che entri proprio in questo
stato… anche senza sapere come.
Puoi immaginare come ti senti quando sei in grado di mantenere questo livello
di concentrazione per tutto il tempo necessario.
E renderti conto che ci sono stati altri momenti in cui questo è accaduto… e
forse non ne eri consapevole… ma da oggi per te sarà molto più facile notare
quando sei così… determinato… eccitato… e motivato.
E non è necessario che tu tagli per primo un traguardo.
Anche se… a voler vedere bene… il tuo inconscio l’ha fatto proprio adesso.

Aumentare la motivazione
Aiutare un soggetto a sviluppare una maggiore motivazione è un argomento al
centro di una vastissima bibliografia. Questo ci fa comprendere che non è
possibile trattarlo in modo esaustivo all’interno di un paragrafo, e infatti non è
mia intenzione farlo. Il mio intento è mostrarti come, attraverso l’uso di un
linguaggio sufficientemente vago, sia possibile strutturare uno script che ha il
potenziale per adattarsi a qualsiasi soggetto. Questo significa che, quanto più
sarai in grado di agganciare a questa struttura elementi motivanti per il
soggetto, tanto più sarà efficace.
Prima di passare allo script, però, voglio spendere qualche parola sulla
differenza tra “incrementare la performance” e “aumentare la motivazione”.
Nel primo caso, facciamo riferimento ad aumentare le energie che occorrono
per svolgere un determinato compito (una gara, così come un lavoro

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straordinario, per l’appunto). La motivazione, invece, fa riferimento alla voglia
che si ha di svolgere un determinato compito. Insomma, il primo punta
all’azione, il secondo sul come ci si sente durante l’azione.
Infine, è estremamente importante che ti assicuri che per il soggetto sia davvero
sano essere motivato. Non sono rare, infatti, persone che vogliono essere
motivate a fare cose che non vogliono e che, probabilmente, una volta ottenute
saranno solo un’ulteriore causa di problemi. Un esempio semplicissimo a
riguardo può essere quello del ragazzo costretto dai genitori a studiare una
materia che odia: questo ragazzo, pur di non deludere i genitori, decide di
conseguire la laurea, ma i risultati che ottiene non sono dei migliori; studia
controvoglia, si stanca in fretta, gli riesce difficile capire, in più, tutto questo,
gli provoca un profondo senso di frustrazione e di angoscia. Adesso immagina
che questo ragazzo venisse da te e ti chiedesse di ipnotizzarlo per avere più
motivazione nello studio: secondo te sarebbe una buona idea aiutarlo?
Sono certo che hai risposto di no. Quindi, come regola generale, ricorda che se
vuoi aiutare qualcuno ad essere più motivato, devi assicurarti che l’obbiettivo
verso cui vuole una maggiore spinta sia positivo per lui e non abbia
ripercussioni negative sugli altri.
In linea generale puoi domandargli:
- Una volta raggiunto l’obbiettivo ti sentirai meglio? Vivrai una condizione
migliore? Più soddisfacente?
- Si tratta di qualcosa di sano e utile per te?
- C’è il rischio che il percorso che devi fare per ottenere ciò che vuoi non
abbia ripercussioni negative su qualcuno?
In questo modo avrai a disposizione le conoscenze necessarie per comprendere
se è opportuno aiutarlo con la motivazione o meno. Nel caso dovessi nutrire

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anche un’ombra di dubbio, allora vuol dire che non è il caso lavorare su questo
aspetto.

PUNTO FOCALE
Prima di usare l’ipnosi per motivare assicurati che l’obiettivo verso cui il
soggetto vuole una maggiore spinta sia positivo per lui e non abbia
ripercussioni negative sugli altri.

Se, invece, sei un coach, un counselor o un terapeuta, puoi usare le tue


conoscenze per aiutarlo a formulare il suo obiettivo in modo sano, per poi
operare con questo script in un secondo momento.

Devi sapere che molte persone che credono di avere una bassa motivazione non
realizzano che si svegliano ogni mattina… si alzano dal letto… mangiano… e
mettono in atto tutta una serie di comportamenti.
Perché ogni giorno ognuno di noi… fa cose motivanti e cose non motivanti.
Infatti ci sono cose che sei motivato a fare… quasi non vedi l’ora… sono cose
verso cui vai con piacere…obiettivi che vuoi realizzare… e poi ci sono cose da
cui sei solo motivato ad allontanarti… come ritrovarti tra troppi problemi.
Insomma, se vuoi capire la motivazione… devi comprendere che si basa su due
forze… la forza che ti spinge verso qualcosa… e la forza che ti allontana da
qualcosa.
Così se vuoi davvero diventare motivato con la massima efficacia… tu devi
imparare ad usare la forza che ti spinge verso… e la forza che ti allontana da.
E puoi iniziare a pensare ad una cosa che sei motivato a fare… così mentre
pensi a questo… puoi iniziare a notare dove si trova l’immagine mentale che la

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raffigura. E la puoi ingrandire… ingrandire sempre di più… e notare come ti
senti quando ti immergi completamente in questa immagine.
(Aspetta cinque secondi)
E puoi vedere quello che vedi quando sei lì… sentire quello che senti quando
sei dentro l’immagine… provare esattamente le stesse sensazioni che provi
quando sperimenti tutto questo.
E puoi iniziare a sentire come sei quando sei davvero motivato a fare
qualcosa… e puoi provare un senso di certezza nella tua mente… così come
ovunque attorno a te.
E puoi restare in questa immagine… oppure crearne un’altra… e renderti conto
che queste sensazioni possono aumentare… e tu puoi iniziare a muoverti in
queste immagini e notare come… la tua mente inconscia fa tutto ciò che deve
fare per creare quei cambiamenti necessari… per portare questo profondo
senso di motivazione che ti spinge verso… in qualunque elemento della tua vita
ne abbia bisogno.
E non so se sai che nella tua mente c’è un luogo speciale in cui conservi tutto
ciò che sei estremamente motivato a fare ogni giorno… tutto ciò che è così
importante fare che se ne occupa l’inconscio.
Ad esempio, in questo luogo speciale c’è l’importanza di respirare… e so che
sei estremamente motivato a respirare… e non devi sempre pensarci… perché è
l’inconscio che se ne occupa al posto tuo. Così come in questo luogo speciale
c’è il cuore che batte… e anche se non lo fai battere consciamente, ci pensa il
tuo inconscio.
Così puoi mettere in questo luogo speciale qualcosa verso cui ti vuoi
motivare… qualcosa di davvero importante… qualcosa che devi assolutamente
fare… anche se non ne hai una grandissima voglia.

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E quando hai fatto alza l’indice della mano destra.
(Aspetta)
Perfetto.
Adesso nota come si trova perfettamente lì… e nei prossimi giorni potresti
notare come un rinnovato senso di energia… che ti porta ad affrontare ogni
cosa con maggior vigore e forza.
Oppure potresti essere così preso da questa tua nuova motivazione… così
impegnato in tutti quei comportamenti… da non rendertene conto.
(Aspetta venti secondi)
Ma adesso vorrei chiederti una cosa importantissima… una cosa fondamentale
per ciò che stiamo facendo adesso… vorrei che tu pensassi a quello che
accadrebbe se tu non portassi a termine ciò che ti sei prefissato.
Non dico che è così… ti chiedo solo di prendere in considerazione la cosa… e
fare un gioco… un gioco in cui immagini cosa accadrebbe se tu non portassi a
termine ciò che ti sei prefissato.
(Aspettare dieci secondi)
E puoi osservare la cosa delinearsi di fronte agli occhi della tua mente…
oppure viverla in prima persona… puoi sentire le sensazioni che ti provoca
sulla pelle… o emotivamente… oppure puoi sentire l’accalcarsi confuso dei
pensieri che potresti avere in questo momento.
E magari tutto questo potrebbe sembrarti reale… ma tu sai che in realtà sei
qui… di fronte a me… con gli occhi chiusi… e ascolti il suono della mia voce.
E forse sai anche che esiste un luogo speciale all’interno della tua mente in cui
contieni tutto ciò che non vuoi… che vuoi assolutamente evitare. Ad esempio, in
questo luogo ci sono i moscerini che spesso entrano negli occhi… e si trovano
qui proprio perché è una cosa che non vuoi… e per questo l’inconscio fa in

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modo che tu metta una mano davanti agli occhi quando occorre… tutte le volte,
senza pensarci.
E puoi mettere in questo luogo speciale tutto ciò che non vuoi… e non è
importante che tu ne sia cosciente o incosciente… non sta più a te
occupartene… inserisci in questo luogo ciò che non desideri… e lascia che il
tuo inconscio si preoccupi di fare il necessario per fartelo evitare.
(Aspetta dieci secondi)
E non sono sicuro che tu sappia quanto è importante ciò che hai fatto adesso…
quanto è assolutamente straordinario… ma te ne accorgerai… e ti
meraviglierai del modo in cui le due forze della motivazione agiscono.
E forse c’è qualcosa che è già cambiato… magari già adesso quando pensi a
qualcosa che prima non ti motivava tantissimo… puoi renderti conto che ne hai
una percezione diversa… piacevole… è come avere dentro di te un meccanismo
che sa esattamente tutti i comportamenti che devi mettere in pratica… e te li fa
mettere in pratica.
È come avere un motore automatico che ti dice esattamente che quella cosa…
proprio quella cosa… va fatta adesso, proprio adesso… e magari per aiutarti ti
fa provare divertimento… passione… oppure mentre lo fai puoi iniziare già a
sperimentare cosa provi quando avrai ottenuto quel risultato finale… e questo
ti spinge ancora più verso ciò che desideri… e allo stesso tempo ti allontana da
ciò che vuoi evitare… così che, se ti volti indietro, ti rendi conto che ciò che
vuoi evitare pian piano svanisce… più fai ciò che devi, più senti quel piacere
che provi quando hai ottenuto ciò che vuoi e… più ti allontani da ciò che vuoi
evitare… che si fa sempre più piccolo… sempre più piccolo… sino a svanire del
tutto.
E puoi pensare a come questa nuova motivazione può incidere sulla tua vita già

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da adesso… sulle tue azioni… sul modo in cui ti relazioni con gli altri… oppure
puoi iniziare a sentire in quale parte del tuo corpo è presente proprio questa
sensazione di motivazione… e notare che è proprio come un sassolino lanciato
in uno stagno… che crea cerchi concentrici di motivazione… che si espandono
lungo tutto il tuo corpo… come vibrazioni che ti ricordano quello che è
importante… che ti invogliano… e ti ricordano che il momento è ora… che è
ciò che davvero vuoi… ti ricordano perché lo vuoi… e ti danno l’energia che
occorre per eseguire tutti i comportamenti necessari per avere ciò che vuoi…
nel pieno rispetto di te stesso e degli altri.
(Aspetta 30 secondi)
E ora che il tuo inconscio ha imparato a fare questo… lascia che questo senso
di impellenza ti spinga verso ciò che desideri… e inizia a pensare a tutti i modi
che ci sono per trasformare ciò che devi fare in qualcosa di divertente… perché
quando sei come un bambino, tutto preso dal suo nuovo giocattolo… il tempo
passa in fretta e la fatica si annulla… lo stesso accade quando sei davvero
motivato… il tempo passa in fretta e la fatica si annulla… e ogni passo è un
passo verso ciò che desideri… ogni passo ti avvicina di più verso il tipo di
persona che sei… che stai diventando… che meriti di essere… quella persona
di cui l’universo ha bisogno proprio adesso.

Maggiore equilibrio
Il concetto di equilibrio è molto interessante. Come tutte quelle parole così
vaghe da avere quasi un’interpretazione per ogni persona, risulta avere un
potenziale ipnotico molto forte. E questo perché condensa in sé una serie di
idee, concetti e valori che, altrimenti, sarebbe molto lungo elencare.
A differenza del termine “sicurezza” (che, come abbiamo visto, può avere anche

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un’interpretazione negativa), “equilibrio” richiama una serie di immagini e
sensazioni che in linea generale (non si possono mai escludere le possibili
eccezioni) hanno la capacità di suggestionare positivamente.
Lo script che leggerai tra poco non ti sembrerà affatto nuovo, infatti abbiamo
già visto una sua semplificazione nel capitolo sull’autoipnosi. Lo inserisco
perché trovo che possa essere una risorsa utile a qualsiasi soggetto, in particolar
modo per chi ha difficoltà a scegliere, sente come se avesse più parti di sé che
vanno in direzione opposte, oppure si sente incapace di far “parlare la mente col
cuore”.

E adesso concentrati nel tuo centro… nel cuore più profondo della tua
essenza… lì dove sai essere la tua parte più vera… la tua parte più pura.
Rimani lì… lasciando che immagini… pensieri… e suoni… possano
semplicemente affiorare. Oppure, se lo preferisci, permettiti di rimanere nel
silenzio più assoluto… in cui puoi sperimentare completamente lo stare così…
in pace… nel cuore più profondo della tua essenza.
(Aspetta dieci secondi)
E mentre sei così… immagina delle radici che cominciano a diramarsi dalla
pianta dei tuoi piedi… e iniziano a penetrare nel pavimento… e scendono più
giù… sempre più giù… entrano nella terra e continuano a scendere sempre più
in profondità… sino a quando non arrivano al centro della terra.
E una volta qui… nel centro della terra… si radicano nel nucleo pulsante della
Terra… lì dove la sua energia si dirama e porta vita a tutto il pianeta.
E questa energia comincia a penetrare lungo le tue radici… sale su… sempre
più velocemente… sino ad entrare in te. E l’energia del nucleo della terra entra
in te… si dirama lungo tutto il tuo corpo… lo riempie completamente… sin

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dentro i muscoli… sin dentro le ossa… in ogni singola molecola… si muove
all’interno della circolazione del sangue… e porta forza ed energia ad ogni
singolo organo.
E puoi notare come ti senti quando questa energia ti colma completamente… e
lasciare che accada… automaticamente.
(Aspetta dieci secondi)
E adesso puoi immaginare un fascio di luce che dal centro della tua testa sale
su… sempre più su… verso l’alto… verso il cielo… e va oltre le nuvole… sino a
congiungersi lì dove finisce l’atmosfera terrestre e comincia l’universo… e tu
puoi sentire questo fascio di luce congiungersi col centro dell’energia
universale… iniziare a percepirla… rendendoti conto di quanto è viva.
Così lascia che questa meravigliosa energia universale cominci a riversarsi
dentro di te… scende in te… sempre più velocemente. Questa energia… che è
pura energia universale... si fa largo in te… si dirama lungo tutto il tuo corpo…
lo riempie completamente… sin dentro i muscoli… sin dentro le ossa… in ogni
singola molecola… si muove all’interno della circolazione del sangue… e porta
forza ed energia ad ogni singolo organo.
E puoi notare come ti senti quando questa energia ti riempie completamente…
e lasciare che accada… automaticamente.
(Aspetta dieci secondi)
E ora torna alle tue radici… a quelle radici che ti radicano sino al cuore
pulsante della Terra… e senti come l’energia continua a salire dentro di te.
E mentre questo accade… nota come dal fascio di luce che ti congiunge al resto
dell’universo… l’energia continua a scorrere giù dentro te.
E l’energia che viene dal cuore della terra si confonde a quella del cielo… nel
tuo corpo… nel tuo organismo… queste due energie si confondono… e si

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fondono… e diventa qualcosa di diverso… qualcosa che genera in te un
profondo senso di equilibrio e di calma.
E non so se il tuo inconscio vuole suggerirti qualche immagine… un pensiero…
un suono… o semplicemente preferisce che tu apprenda così… in questo stato…
ad usare queste energie… che si armonizzano sempre di più… e sono parte di
te… perché ti tengono perfettamente in equilibrio tra cielo e terra.
Sei perfettamente saldo alla terra e indissolubilmente connesso al cielo.
Sei perfettamente saldo alla terra e indissolubilmente connesso al cielo.
Sei perfettamente saldo alla terra e indissolubilmente connesso al cielo.
E forse potrebbe esserci qualcosa che non ti è chiaro… come ad esempio è
possibile che ciò che sta in cielo possa mescolarsi così bene con ciò che sta in
terra… oppure com’è possibile che due cose diverse possano diventare una
terza, perfettamente coerente… in armonia.
E forse ci hai già pensato… ma vorrei che lo facessi ancora una volta adesso…
pensa a quanto sono diversi uomini e donne… certe volte sembrano venire da
due mondi diversi… eppure malgrado ogni differenza… si uniscono… e quando
questa unione è davvero forte… da luogo alla vita.
E non so se ricordi quante volte sei riuscito a trovare un equilibrio tra forze
opposte… rendendoti conto che proprio queste forze così opposte erano
fondamentali per ciò che stavi facendo.
E forse non ti sei accorto di come hai fatto… ma l’hai fatto… e questo perché
l’equilibrio è uno stato naturale.
(Aspetta dieci secondi)
E mentre l’energia dall’universo riversa ancora in te… e mentre l’energia dalla
terra sale su e si muove nel tuo organismo… e mentre queste due energie
continuano ad armonizzarsi… producendo dentro di te qualcosa di

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meraviglioso… tu sai di essere questo punto di equilibrio tra cielo e terra… tu
sei questo punto di equilibrio in cui l’energia della terra diventa tutt’uno con
quella dell’universo e tu… puoi accedere ad una nuova consapevolezza… ad un
nuovo livello… e non importa che tu sia in grado di verbalizzare tutto questo…
ciò che conta davvero e che continui a sentire queste energie… e il mondo in
cui riescono a congiungersi proprio in te… che diventi un perfetto punto di
equilibrio.

Quando parli dell’energia universale fai in modo di descriverla assecondando le


credenze del soggetto, ovvero: ad esempio, se il soggetto è cattolico, potresti
rappresentarla come un energia divina, che lo congiunge a Dio; nel caso in cui
fosse, ad esempio, buddista potresti delinearla come quell’energia che connette
ogni essere vivente; allo stesso modo, se chi hai davanti non appartiene a
nessuna fede puoi, appunto, descriverla come quell’energia che fa in modo che
tutto, nell’universo, riesca a muoversi in modo armonico. Insomma, ricalca le
convinzione del soggetto.

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Conclusioni

Aiutare il soggetto, fornendogli le risorse necessarie per ottenere il


cambiamento che desidera, è una delle funzioni più importanti dell’ipnosi.
Questa funzione si basa sul principio che ogni essere umano ha a disposizione
tutte le risorse necessarie per avere i risultati che desidera, ma non ne è
pienamente consapevole o non ha ancora sviluppato quelle risorse in modo
opportuno.
Per fare questo devi ricordare i principi che ti ho mostrato durante la lettura del
capitolo.
In primo luogo, per aiutare sempre più il soggetto a trarre i migliori benefici,
puoi dargli come suggestione quella di poter espandere i propri limiti. Questa
suggestione puoi darla all’inizio di un lavoro ipnotico più ampio, per fare in
modo che le suggestioni che darai in seguito possano trovare un terreno più
fertile, oppure alla fine, come a rendere ancora più forte che il lavoro che avete
svolto assieme; oppure, puoi limitarti a dare questa suggestione da sola,
lasciando che l’inconscio stabilisca su cosa concentrarsi.
Nel fare questo ricorda sempre che i cambiamenti che vengono suggestionati al
soggetto devono essere accompagnati dalla suggestione che avverranno con le
modalità e i tempi propri del soggetto.
Un’altra cosa che abbiamo visto è quanto sia importante prestare attenzione ai
termini che le persone utilizzano. Un soggetto potrebbe chiederci una risorsa a
cui lui stesso attribuisce un significato negativo, è quello che succede con il
termine “sicurezza”, molti lo percepiscono in modo fastidioso, perché lo
associano all’avere “troppa sicurezza”. Quindi, presta sempre attenzione ai
termini usati dal soggetto, controlla che siano sempre positivi, e la stessa
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attenzione usala per i termini che utilizzi tu, notando che abbiano un impatto
positivo sul soggetto.
In ipnosi, infatti, l’uso del linguaggio è fondamentale. Proprio per questo devi
essere estremamente attento quando il soggetto che stai per ipnotizzare ti chiede
di sviluppare una di quelle risorse che in realtà comprendono al loro interno una
vasta gamma di comportamenti e atteggiamenti, come l’autostima. In questi
casi, cerca di comprendere quali sono i comportamenti fondamentali e gli
atteggiamenti che il soggetto racchiude sotto quell’unico termine; saranno
quelle le vere risorse che dovrai suggestionare.
Infine, nel dare le suggestioni sii il meno diretto possibile, così, infatti, sarai di
gran lunga più efficace.

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CAPITOLO 8

Script per il cambiamento

Cambiamento della prospettiva di vita


Gli script che troverai in questo capitolo sono molto diversi da quelli visti nel
precedente, infatti più che concentrarsi su una o più risorse specifiche hanno lo
scopo di portare il soggetto ad un cambiamento dell’atteggiamento in generale
(o, per usare un linguaggio tecnico, cambiamento del frame, della cornice di
riferimento). Si tratta di script che possono essere usati su qualsiasi soggetto, a
prescindere dai suoi bisogni o necessità; questo perché sono strutturati in modo
da essere così generali da potersi adattare a chiunque. Anzi, ti dirò di più:
quando userai questi script noterai che persone diverse potrebbero avere
risultati diversi, e questo per un motivo molto semplice: l’uso di un linguaggio
così vago permette all’inconscio del soggetto di decidere in che modo seguire le
suggestioni, adattandole alle necessità specifiche. Ma questo lo vedremo, nello
specifico, per ogni singolo paragrafo.
In questo vorrei mostrarti com’è possibile raccontare una storia per
suggestionare il soggetto.
Infatti, uno dei modi migliori per dare le suggestioni consiste proprio nel
raccontare una storia, e questo perché le storie possono essere potentissime
metafore per il soggetto, che può riconoscersi nell’esperienza di un
personaggio, nella sua avventura, nel suo modo di risolvere i problemi e
arrivare così alla soluzione. La storia, in questo contesto, diventa una sorta di
favola che deve simboleggiare la difficoltà che il soggetto sta affrontando e il
relativo superamento.
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Nel prossimo script leggerai una storia che ha lo scopo di portare il soggetto a
vedere la vita in modo positivo e attivo; leggendolo potrai notare molti momenti
che, in una storia raccontata in un contesto diverso, sembrerebbero strani,
magari perché non rispettano una corretta struttura narrativa o perché, a volte, si
soffermano su lunghe descrizioni. Il motivo è molto semplice: la storia che devi
raccontare non deve essere la base per un bel film o un buon libro, ma deve
essere una sorta di viaggio virtuale, che aiuta il soggetto a mettersi in contatto
con le risorse interne necessarie per cambiare il proprio modo di vedere le cose.
E questo non solo per la trama in sé, ma anche per il modo in cui è scritta.
Noterai, infatti, che molti momenti (che da un punto di vista narrativo sono
completamente inutili) hanno il solo scopo di essere dei veicoli per delle
suggestioni.
Infatti, nel momento in cui il soggetto ascolta una storia, la sua attenzione è
tutta sulla trama, così le suggestioni che vengono disseminate all’interno non
vengono assolutamente notate; in questo modo il fattore critico non le analizza
e possono arrivare tranquillamente all’inconscio. Infine, è possibile disseminare
delle vere e proprie suggestioni dirette, camuffandole da dialogo diretto.

PUNTO FOCALE
Le storie sono dei buoni modi per fornire al soggetto una metafora, non
solo della sua situazione, ma anche di ciò che deve fare per cambiarla in
modo positivo.

E così… mentre continui a rilassarti sempre più profondamente… puoi


continuare a sentirmi… e puoi comprendere ciò che sto dicendo ad un livello
inconscio.

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Molti anni fa c’era un principe che viveva in un castello… un giorno, mentre
fissava fuori da una delle finestre del castello... poteva vedere la gente lottare…
la gente che soffriva… le persone che morivano di fame… mentre lui era
completamente al sicuro nel suo castello… dove poteva avere tutto ciò che
voleva, semplicemente suonando un campanello.
Così, un giorno, il principe chiese a suo padre… perché le cose vanno in questa
maniera… e il padre, il re, rispose che era semplicemente il mondo ad andare
così… e non c’era nessuno che poteva cambiarlo.
Al principe questa risposta non piacque, così domandò: “Perché no?”
E poi aggiunse: “Noi siamo così ricchi… non possiamo aiutarli?”
Suo padre non rispose.
Il principe cominciò a pensare a quella che era stata sino a quel momento la
sua vita: aveva una bella casa… dei soldi… poteva comprare quello che voleva.
Eppure non riusciva a smettere di sentirsi infelice… come se ci fosse qualcosa
che ogni giorno perdeva dalla sua vita… anche se non avrebbe saputo dire
cosa.
Il che gli sembrava strano.
Perché quando guardava le persone fuori dal castello, anche se soffrivano ed
erano poveri… spesso sorridevano… spesso sembravano davvero felici.
Così quella notte, quando ognuno andò a letto, il principe scappò fuori dal
castello.
Il principe voleva scoprire la risposta: come può la gente essere così felice, con
quelle vite miserabili che vivevano?
Il principe, quindi, camminò attraverso la città per poi affrontare la foresta.
La foresta era buia… e la notte era ancora lunga. La luna era piena e alta nel
cielo… e illuminava il sentiero che il principe stava seguendo… si trattava di

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un sentiero completamente sconosciuto per il principe… che, d’altronde, era
sempre vissuto nel proprio castello… eppure il principe non poteva fare a meno
di seguirlo… voleva andare alla scoperta… mosso unicamente dalla sua
curiosità.
Così il principe continuava a camminare… e mentre camminava, poteva udire i
versi degli animali della foresta… così come i suoni che emettevano gli uccelli
notturni… e poteva sentire il proprio cuore battere.
Così non appena trovò un punto più illuminato degli altri… egli vide una rana
che sedeva sul terreno. La osservò per un po’… poi con movimenti lenti… si
avvicinò ad essa.
Non appena il principe fu a pochi centimetri da lei, la rana cominciò a parlare:
“Tu sei in un viaggio… alla ricerca di una scoperta… e nel prodigio. E ti
assicuro che… tu puoi stupirti di ciò che scoprirai”.
E il principe si meravigliò davvero… di quelle parole… pronunciate da una
rana oltretutto! Così continuò a procedere attraverso la foresta.
(Aspetta dieci secondi)
Il principe… continuò a lungo ad affrontare il suo cammino attraverso la
foresta… sino a quando non si meravigliò… di trovarsi di fronte ad una
montagna. Era sul punto di decidere se scalarla o meno… quando comparvero
alcuni uomini.
Il principe non riusciva a rendersi conto di cosa dicevano… perché parlavano
una lingua incomprensibile alle sue orecchie… ma poté in ogni caso
comprendere che i loro modi erano amichevoli.
Così queste persone cominciarono a tagliare alcuni alberi… per costruire una
scala a pioli. Il principe, vedendo tutto questo, decise di aiutarli.
Così dopo un po’ di lavoro tutti insieme… riuscirono a completare la scala.

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Stava per chiedersi a cosa servisse, quando una delle persone lì presenti…
indicò una grotta all’interno della montagna… la montagna era troppo ripida
per essere scalata a mani nude… ma con quella scala… con quella scala che
aveva costruito insieme a degli amichevoli sconosciuti… era facile
raggiungerla.
Così entrò nella caverna e restò stupito… dalla presenza di un fuoco
scoppiettante al suo interno. Si avvicinò con passi calmi… osservando le
fiamme… il loro modo di muoversi… lo scoppiettare del legno… fissava il
fuoco completamente rapito… come quando nient’altro ha importanza.
La luce del fuoco si rifletteva sulla parete… muovendosi… e danzando come
fosse viva.
E il principe… più guardava le fiamme e più restava immobile ad osservarle…
e più restava immobile ad osservarle più tutto il resto spariva completamente.
(Aspetta cinque secondi)
Sino a quando iniziò a vedere qualcosa muoversi in quelle fiamme… qualcosa
di enorme… e profondo… qualcosa di davvero importante… che lo illuminava
più di quanto facesse il fuoco in tutta la caverna… qualcosa che riempiva un
vuoto che neppure comprendeva di avere… qualcosa di potente… che gli
restituiva quella comprensione che cercava.
(Aspetta trenta secondi)
Quando fu il momento uscì dalla grotta… con una consapevolezza che non
sapeva ancora mettere a fuoco. Una volta fuori, le persone che lo avevano
aiutato non c’eramo più… e anche la luna sembrava illuminare molto meno la
foresta.
Così decise di fare ritorno a casa.
Ma una volta nel suo letto… mentre dormiva profondamente… gli comparve in

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sonno il simbolo dello Yin e dello Yang… poi una moneta lanciata in aria… e
poi vide una persona che soffriva… e mentre quella persona stava soffrendo…
vide la persona uscire da sé stessa… e la parte di sé che ancora percepiva il
problema… cominciava a cambiare… come se in quel momento, proprio lì,
dentro di lui… stesse affrontando e superando la situazione.
Sempre nel sogno… il principe vide la gente che faceva amicizia… parlava…
socializzava… erano immagini diverse… idee che entravano ed uscivano dalla
mente inconscia del principe.
E con ogni immagine il principe imparava qualcosa di nuovo su sé stesso… e,
senza rendersene conto, questo cominciava a cambiare la sua vita… in modi
che ancora non era in grado di comprendere.
E il principe continuò a notare queste immagini… che sembravano casuali…
che si alternavano… ognuna con un messaggio profondo… lasciandosi
affascinare… compenetrandosi in loro in profondità…
(Aspetta dieci secondi)
… finché non scomparvero.
Quando si svegliò, il principe non ebbe tutto subito chiaro… ma sapeva… con
una consapevolezza mai sperimentata prima… che tutto gli sarebbe stato
chiaro… se avesse consentito al suo inconscio di rendergli il tutto chiaro… non
più velocemente di quanto è necessario per avere una comprensione il quanto
più ampia possibile.
(Aspetta dieci secondi)
Nei giorni a venire il principe tornò più volte nella caverna… prima usando la
scala… e poi trovando divertente l’idea di poter scalare la montagna...
rendendosi conto che prima quell’impresa gli sembrava impossibile… mentre
adesso non c’era niente di più divertente che scalare quella montagna.

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E ogni volta che lo faceva c’era qualcosa che scopriva su di sé… che imparava
su sé stesso e che allo stesso tempo… lo cambiava profondamente.
E così… ogni volta che tornava al castello, lo faceva con la consapevolezza che
non solo la sua vita stava cambiando… ma anche il suo mondo stava
cambiando… era già cambiato. E questa cosa era un’idea così potente che non
poteva fare a meno di pensare a tutti i migliaia di modi in cui poteva migliorare
la sua vita.
E tutti i migliaia di modi in cui poteva migliorare la vita di chi viveva fuori dal
castello.
(Aspetta trenta secondi)
Anni dopo quel principe divenne re.
E oggi tutti ricordano quel re come colui che portò abbondanza… felicità… e
ricchezza a tutto il suo popolo.

PUNTO FOCALE
Durante il racconto di una storia puoi usare i dialoghi per dare delle
suggestioni dirette al soggetto. Queste, poiché parte di un racconto, non
verranno intese razionalmente dal soggetto come suggestioni, ma come
semplice parte della storia.

Lo specchio del futuro


Quello che leggerai tra poco è un mio personale adattamento di uno script di
Dentalion Jones, contenuto nel suo Mind control hypnosis. L’ho inserito perché
sono anni che lo sperimento e ho potuto notare che ha la grande capacità di
mettere i soggetti nella condizione di guardare al futuro con forte ottimismo e
un'enorme motivazione in ogni settore della propria vita. Se non ci credi, puoi

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cliccare su questo link, e andare al video di YouTube su cui ho caricato l’intera
sessione di ipnosi, di modo che chiunque ne possa usufruire gratuitamente.

Tra poco conterò all’indietro da cinque a uno… e quando arriverò a uno,


andrai in un piacevole stato di rilassamento.
Immagina adesso uno zero proprio di fronte a te… e, man mano che conto si
avvicina sempre di più… sino a quando sei all’interno di questo zero.
Da quel punto in poi, ogni singola parola che ascolti diventa reale e ti aiuta nel
portare avanti quel cambiamento che desideri.
(Contare da cinque a zero)
Dimentica.
Fidati della tua mente inconscia… e nota come puoi vedere te stesso… proprio
come dentro ad uno specchio.
E adesso… che ti vedi nello specchio… nota quanto ti piace il te stesso che stai
osservando.
(Aspetta cinque secondi)
Sto parlando direttamente alla tua mente inconscia… così la tua mente conscia
può portare l’attenzione altrove… su qualsiasi cosa ti piaccia. Oppure, può
portare l’attenzione… su tutto ciò che dico… e ogni singola parola ti farà
andare più giù… sempre più profondamente.
(Aspetta cinque secondi)
Da questo punto… da questo punto in cui ti piace ciò che vedi riflesso nello
specchio… da questo punto in cui ti piace il te stesso che stai osservando… da
questo punto in cui ti piaci…
Mente inconscia, ti piace [nome del soggetto] e osservandolo provi un profondo
senso di amore e accettazione… e per questo vuoi renderlo felice… fare tutto

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ciò che è necessario per rendere [nome del soggetto] felice e sereno.
Da questo punto in cui ti piace ciò che vedi nello specchio… ti piace [nome del
soggetto] e cancelli tutto ciò che hai visto nel passato. Mai più porterai
attenzione alla sofferenza… mai più porterai attenzione alla tristezza… mai più
porterai attenzione allo sconforto.
Da questo punto puoi guardare nello specchio il [nome del soggetto] che può
essere.
Tu vedi [nome del soggetto] che sarà… tu vedi [nome del soggetto] che sta per
essere…che è… che esiste proprio adesso… e tu fai tutto ciò che è in tuo potere
per farlo accadere. Tu fai tutto ciò che è necessario per… rendere [nome del
soggetto] emozionalmente, spiritualmente, emotivamente, fisicamente e
mentalmente felice.
Queste cinque aree della salute sono da adesso la cosa più importante per te.
(Aspetta cinque secondi)
Ti liberi da ogni sabotaggio.
Abbandoni ogni amarezza, ogni dolore, qualsiasi paura di fallire.
Mai più sentirai il bisogno di punire te stesso o provare paura o vergogna.
Sei completamente libero.
Ciò che vedi ti piace da impazzire.
Ami te stesso da adesso.
Allontani da te tutte le autocritiche distruttive perché… da questo momento
dove ami te stesso… impari a parlare a te stesso con rispetto e amore.
[Nome del soggetto] se io colpisco un muro, danneggio un muro. Se colpisco
una finestra, la manderò in frantumi. Ma se colpisco un fiume non danneggerò
l’acqua… perché il fiume non ha un muro a proteggerla… e tu puoi renderti
conto di essere come il fiume… impossibile da scalfire.

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Non avrai mai più bisogno di preoccuparti delle critiche… perché tutto ciò che
noti è quanto ti piaci… e cosa puoi fare per avvicinarti ancora di più al tipo di
persona che vuoi essere e stai diventando.
Da adesso cancelli qualsiasi tipo di autosabotaggio.
Da adesso cancelli qualsiasi tipo di autosabotaggio.
Da adesso cancelli qualsiasi tipo di autosabotaggio.
Da adesso ti senti bene con te stesso… sin nella parte più profonda.
Quello che le altre persone dicono può importarti… se è davvero interessante…
se c’è una lezione da imparare… e puoi decidere di impararla… restando nello
stato piacevole in cui sei ora.
(Aspetta cinque secondi)
Tu semplicemente fai tutto ciò che è necessario per migliorare
emozionalmente… spiritualmente… emotivamente… fisicamente… e
mentalmente. Da questo momento tu vedi solo il futuro. E questa è la cosa più
importante da questo punto in poi.

Disinstallazione del giudizio


Uno dei problemi più diffusi tra chi affronta un percorso di sviluppo personale è
quello del giudizio, ovvero, l’effetto che il giudizio altrui provoca, ma anche il
rapporto col proprio giudice interno.
Molte persone, infatti, hanno un pessimo dialogo interno; per dialogo interno si
intende il modo in cui le persone parlano a sé stesse: spesso sono
eccessivamente critiche o demotivanti, altre volte ancora il dialogo interiore non
avviene neppure con la propria di voce ma con quella di un altro (quella di un
genitore, ad esempio, o di un partner). Diventa estremamente liberatorio,
quindi, disinstallare questo tipo di giudizio eccessivo, soprattutto quando non si

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tratta di una forma di giudizio costruttivo, ma distruttivo, che impedisce di
agire, rende insicuri, timorosi, incapaci di affidarsi alle proprie scelte o al
proprio istinto.
Il prossimo script ha lo scopo di offrire al soggetto una sorta di
addomesticamento del proprio giudizio, spostando l’attenzione del soggetto dal
giudicare al provare un senso di accettazione e di curiosità, sia verso sé stesso
che verso il mondo esterno; in questo modo gli si offre anche la risorsa di
prendere in considerazione e di sperimentare cose nuove e positive, che
probabilmente il suo giudice interiore gli avrebbe impedito di sperimentare.

Tra un po’ ti rivelerò un segreto… un segreto che ti farà comprendere… cosa


impedisce a molte persone di imparare davvero a godersi la vita.
Il motivo per cui questo accade è il giudizio.
Una delle esperienze più comuni a noi esseri umani… è il dolore che proviamo
quando non siamo accettati. Infatti, sia io che te, abbiamo sentito cosa si
prova… quando qualcuno non ci comprende… e non prende in considerazione
davvero chi siamo.
E poi, allo stesso modo, attraverso il nostro stesso giudizio, non riusciamo a
comprendere davvero ciò che è possibile… ciò che può fare tutta la differenza.
Il segreto da apprendere riguarda il fatto che chiunque può imparare quello che
vuole davvero… ma devi sperimentarlo come una vera e propria realtà fisica…
per trovare la vera gioia, il vero piacere e la vera eccitazione della vita.
Proprio per questo puoi concederti di… mettere da parte il giudizio… andare
più in profondità… dimenticare… e lasciarti semplicemente andare.
Permetti che la mia voce sia la stessa voce, per te, come la voce di un amico…
di un fratello… di un mentore… dei tuoi pensieri… del vento quando soffia tra

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le cime degli alberi… e lascia che ti colpisca come quando comprendi… dopo
tanto e tanto… qualcosa che illumina un angolo rimasto oscuro sino ad ora… e
che finalmente viene illuminato.
(Aspetta dieci secondi)
Ma c’è un’altra cosa che accomuna ogni essere umano… ovvero cosa si prova
ad avere qualcuno con te… che capisce davvero chi sei… comprende le tue
speranze, le tue paure, i tuoi sentimenti e i tutti i tuoi desideri.
Questo è un genere di condivisione… di apertura e… di accettazione… che si
può fare… ma solo e unicamente senza giudizio… solo e unicamente
abbracciando ciò che è vero e reale per te in questo stesso momento… e in
questo preciso istante.
La verità sulla tua natura profonda è che sei forte… e abbastanza consapevole
da lasciarti andare… e provare il piacere con ogni suggestione che la tua mente
abbraccia.
Il tuo corpo diventa sempre più forte… e la tua mente diventa sempre più
forte… e tu sei impaziente di comprendere di più.
E non sono sicuro che… puoi lasciare cadere adesso tutta la tua tendenza ad
analizzare… mettendola proprio nel luogo in cui metti le cose che non hanno
più importanza.
E se non è importante… neanche un po’… lascia andare.
(Aspetta cinque secondi)
E c’è un’altra cosa che devi conoscere sulla tua natura profonda: puoi
imparare qualunque cosa… finché ti concedi di sperimentarla come una cosa
vera e reale. Così, quando fai questo, abbracci la massima libertà e il massimo
piacere. La libertà di godere di ogni momento… proprio come stai facendo in
questo stesso momento.

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E non so se puoi notare che stai facendo tuo il concetto che… il più grande
ostacolo che devi affrontare… l’ostacolo che si frappone tra te e ciò che vuoi
davvero è la critica… e il giudizio della mente cosciente.
Proprio per conoscere i veri limiti del giudizio… puoi iniziare a cercare tra i
tuoi ricordi… per trovare un’occasione in cui sei stato giudicato e criticato
senza essere compreso.
(Pausa)
Ti ricordi quell’occasione?
(Aspetta una risposta)
In quel momento… mentre rivivi l’esperienza… è come se avessi creato uno
spazio che ti collega con un’altra dimensione… e da questa dimensione che si è
aperta… non entra la fiducia… o la dolcezza della comprensione… da questa
dimensione fuoriesce il dolore pungente del giudizio… e diventa sempre più
doloroso e tagliente… e vuole chi sei, i risultati che hai ottenuto, i successi… e
ti forza a sentire il suo peso… e poi viene la vergogna dell’essere giudicato…
che si fa largo sempre più in profondità in te… e che brucia il meglio di te…
tutte le parti preziose… fino a che tutto quello che puoi fare è scappare.
Ti ricordi?
(Aspetta una risposta)
Questo è lo stesso tipo di dolore che crei quanto ti capita di giudicare, valutare
e criticare qualcuno.
Proprio per questo, puoi lasciarlo andare adesso e… andare più in profondità
e… lasciare che quel dolore svanisca adesso.
Lascia andare il giudizio cosicché tu possa giungere alla vera comprensione.
Perché adesso stai imparando come l’unico modo per godere di ogni
momento… godere di questo momento… è lasciare andare il giudizio… andare

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più in profondità e imparare da una nuova prospettiva.
Quando… lo fai adesso… sei libero… libero da ogni dolore… libero di provare
nuove sensazioni… nuove esperienze… in nuovi modi. E questo ti fornisce un
senso di significato e comfort… e puoi sentire quel comfort in questo stesso
momento, vero?
(Aspetta la risposta)
Bene!
Vai più in profondità… dimentica… fidati della tua mente inconscia… fidati
della parte più profonda della tua mente inconscia… perché lei sa bene come
fare questo lavoro in modo perfetto… e può creare più benessere per te… per il
tuo corpo… e per la tua mente.
(Aspetta 30 secondi)
Adesso vai ancora più in profondità… vai ancora più in profondità, perché
adesso sei pronto per imparare come creare gioia… e piacere… e felicità… non
solo per te stesso ma anche per gli altri
La vera gioia… il vero piacere… così come la felicità… proviene solo
dall’abbracciare e accettare ciò che sta accadendo.
Solo allora… dai spazio alle possibilità che sono proprio di fronte a te e
impara.
E questo avviene semplicemente nel momento in cui ne diventi consapevole.
Quando diventi consapevole… ti focalizzi profondamente… e mentre lo fai… è
come se vedessi una porta davanti a te… e permetti a quella porta di aprirsi…
per lasciar entrare la curiosità.
Senti adesso quella sensazione piacevole e stimolante di curiosità… e lasciala
penetrare in profondità dentro di te come un’eccitazione intensa… che vuole
apprendere di più e… mentre diventa sempre più forte e si colora di tonalità

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brillanti… scopri quella sensazione di accettazione... e rendila più intensa…
sempre più intensa.
Così la lasci entrare dentro di te… in profondità… la lasci entrare nella
circolazione del sangue… negli organi interni… nel sistema linfatico… nel
sistema nervoso.
Solo accettando puoi davvero sperimentare la vera gioia… il vero piacere… la
vera felicità.
L’accettazione ti guida per aiutarti ad aprirti alla consapevolezza che tutto
questo è giusto e… mentre la sensazione di accettazione va dentro di te in
profondità… con il suo calore morbido e vellutato… si fonde in te e puoi
imparare e… comprendere ancora di più su te stesso e su ciò che è possibile.
Così è con il piacere che puoi accedere a questa sensazione di accettazione…
cosicché lentamente, delicatamente e con il suo tempo e un passo alla volta
verso l’accettazione… portandola più in profondità… inizia a crescere, sempre
più forte… fino a che non culmina nella comprensione di un senso profondo di
libertà e possibilità.
Lasciala penetrare dentro di te… ancora più profondamente… lasciala entrare
sin dentro al tuo DNA… permettendole di ricomporlo… e nota tutti i modi in
cui tutti i tuoi sistemi si aggiornano… si armonizzano tra loro… con questa
nuova conoscenza… nuova e antica… parte integrante di chi sei in profondità.
(Aspetta 30 secondi)
E adesso ascolta semplicemente la tua voce interiore… e inizia a notare come,
da adesso, questa voce ti conforta e ti guida.
Ogni suono di ogni singola parola ti passa sopra come la calda carezza dell’ala
di un angelo… e non devi neanche ascoltare e ricordare… puoi semplicemente
lasciare il compito alla tua mente inconscia di seguire tutte le suggestioni senza

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dubbio o esitazione… perché ogni parola che ti dici adesso è perfettamente in
armonia con i tuoi pensieri… con chi sei davvero… e ti aiuta a sperimentare
sempre maggiore armonia e accettazione.
E tutto questo è vero… verissimo… vero più di qualsiasi altra verità
La vera gioia… il vero piacere… la vera felicità… vengono solo
dall’accettazione di ciò che sta accadendo proprio adesso.
Solo quando fai questo ti abbandoni alle possibilità… che sono esattamente
qui, davanti a te.
E questo accade solo nel momento in cui diventi consapevole… nel momento in
cui capisci che adesso è il momento… e ti focalizzi all’interno, lì dove c’è la
vera verità su chi sei… e mentre lo fai è come se vedessi una porta davanti a te
e permettessi a quella porta di aprirsi per lasciare che la curiosità ti entri
dentro.
Quella sensazione soffice e solleticante di accettazione… che penetra in
profondità dentro di te… come un’eccitazione che vuole imparare di più e…
mentre cresce diventando ricca di colori… scopri quella sensazione di
accettazione.
Solo accettando puoi comprendere sul serio.
L’accettazione ti guida ad aprire te stesso alla conoscenza… sapendo che tutto
questo è giusto… e mentre il senso di accettazione entra in profondità dentro di
te con il suo calore soffice come il velluto…. esso diventa te e puoi imparare e
capire ancora più su di te e su ciò che puoi fare davvero… sulle infinite
possibilità che ti si parano davanti.
Così puoi avvolgerti intorno questa sensazione di accettazione così…
lentamente, delicatamente e con il suo ritmo… un passo per volta verso
l’accettazione. E così, mentre porti dentro questa sensazione, vai più in

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profondità… e la puoi espandere… renderla sempre più forte… più brillante…
più intensa… sino a quando non esplode nella comprensione proprio di quella
realtà che era davanti ai tuoi occhi… e che il tuo inconscio ha finalmente
compreso… e che comprenderai anche tu non più velocemente del tempo
necessario per farla tua in profondità.

Lasciare che sia l’inconscio a decidere su cosa lavorare e in che modo


Una delle cose che non smetterà di affascinarmi dell’ipnosi è il modo in cui
l’inconscio è esattamente in grado di sapere cosa è meglio per il soggetto, al
punto tale che l’ipnotista deve solo limitarsi a guidarlo.
Ad esempio, proprio durante la stesura di questo manuale, sto aiutando un
cliente ad esplorare alcune parti di sé tramite l’ipnosi. Come sempre, alla fine di
ogni sessione, gli chiedo com’è stata la sua esperienza, e tutte le volte devo
impegnarmi a non sorridere, perché lui sostiene di ricordare ogni parola che ho
detto, al punto tale che me le ripete una per una. La cosa davvero interessante è
che io non ho mai detto nulla di quello che lui ricorda. Eppure, ogni volta non
riesce a trattenersi dal dire: “Ma come fai? Sai esattamente le cose ho il bisogno
di sentirmi dire. È come se fossi dentro la mia testa!”
Questo fenomeno si può verificare spontaneamente, come nel caso del mio
cliente (devo dire che si tratta di un fenomeno raro, almeno nella mia esperienza
personale), o semplicemente lo si può generare, dando all’inconscio solo
indicazioni sul cosa fare, lasciando che sia lui a scegliere il modo in cui
lavorarci.

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PUNTO FOCALE
Anche se non si sa nulla del soggetto, è possibile guidare l’inconscio e
portarlo a risolvere alcune situazioni che gli creano fastidio e disagio.

Secondo alcune teorie, infatti, l’inconscio sa esattamente cosa è meglio per il


soggetto, proprio per questo ha solo bisogno di una semplice “spinta”, per poi
lavorare nel modo più opportuno ed efficace.
Il prossimo script è un esempio pratico di come riuscire a guidarlo proprio in
questo modo.

Più senti il suono della mia voce… più puoi cominciare ad esplorare nuove
possibilità… e più esplori nuove possibilità e più puoi renderti conto di quali
cambiamenti occorrono… e iniziare a farli a livello inconscio.
E più ascolti il suono della mia voce e più puoi sollevarti e galleggiare sopra te
stesso… così che… mentre puoi guardarti dall’alto… puoi notare una linea che
passa attraverso di te… e che collega il te stesso del passato al te stesso del
futuro.
Questa linea si chiama linea del tempo; è una linea che attraversa ogni
momento da quando sei nato ad ora… e poi prosegue… verso il futuro.
Così da questa posizione… puoi cominciare a lavorare su ogni singolo ricordo
della tua vita… e puoi entrare in ogni ricordo e imparare un insegnamento
importante… allo stesso modo puoi entrare all’interno di ogni memoria che ha
bisogno di una risoluzione e lasciare che questa avvenga… e non importa che
tu sappia come questo accade perché semplicemente lo fai… lavori su ogni
singolo ricordo.
E questi ricordi possono procurarti rabbia, sconforto, fastidio, ansia, paura…

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ma adesso tu hai tutte le abilità… tutte le conoscenze e le risorse per
risolverli… e fare in modo che le tensioni si sciolgano… e noti come anche la
paura svanisce… scompare l’imbarazzo… il fastidio si disintegra… e ognuno
lascia al suo posto un insegnamento positivo… un insegnamento positivo che il
tuo inconscio sa dove posizionare.
Attraversi la tua linea del tempo… dal passato sino al presente… e lavori su
ogni singolo ricordo… apprendendo da quelli belli… rendendo più forti e
intensi quelli che ti piacciono… e risolvendo quelli negativi… continuando ad
apprendere… sino al presente… lavori su di te… impari… lasci sciogliere i
fastidi… li risolvi.
E puoi fare questo per tutto il tempo di cui hai bisogno… e più lo fai più puoi
sentirti bene… e se anche non sei consapevole di questo… puoi renderti conto
della profonda sensazione di benessere che provi… e sapere che più ti affidi a
questa sensazione più questo accade.
Adesso io resterò in silenzio per un po’… di modo di lasciare al tuo inconscio il
compito di continuare a fare questo lavoro… e quando avrà fatto potrà
semplicemente lasciarti tirare un sospiro di sollievo.
(Aspetta sino al respiro o 2 minuti)
E puoi renderti conto che ci potrebbero essere altri ricordi su cui lavorare…
lascia che accada… sempre più profondamente… con ogni respiro… provando
sempre maggiore benessere… e più diventi consapevole di questa sensazione
più questi momenti si risolvono… e impari… e più si risolvono e impari, più
aumenta il benessere.
(Aspetta 60 secondi)

Quando si opera in questo modo, il soggetto, al risveglio, potrebbe non sapere

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su cosa ha lavorato, né quali ricordi è andato ad affrontare, ma sarà pervaso da
un profondo senso di calma e di benessere: questo è il particolare che dovrai
notare per comprendere se le tue suggestioni sono andate a buon fine; oppure,
potrebbe ricordare tutto o singole parti: in questo caso, limitati a ratificare ciò
che è accaduto, facendo attenzione ad inserire ciò che ti racconta all’interno di
una cornice positiva.
Infine, potrebbe anche accadere che al risveglio possa percepire delle sensazioni
negative; nel caso sapesse da cosa sono procurate, queste sono le idee
fondamentali che gli devi trasferire:
- la sensazione negativa deriva dall’aver toccato un ricordo che procura del
dolore o del disagio,
- questa cosa è normale, perché è il modo in cui l’inconscio ha deciso non
solo di lavorare, ma di fargli sapere che ha deciso di risolvere proprio
quell'evento,
- quello che accadrà è che, a poco a poco, queste sensazioni spariranno e
lasceranno al loro posto un piacevole senso di liberazione.
Nel caso in cui il soggetto risultasse ancora scosso, induci di nuovo la trance,
suggestionandogli uno stato di benessere e serenità, e poi suggestionandogli lo
stato risorsa più opportuno per affrontare quelle sensazioni negative (prima di
fare questo, puoi chiedere: “Di che risorsa avresti bisogno per superare queste
sensazioni e trasformarle in qualcosa di buono e piacevole?”)
Infine, nel caso di sensazioni negative, ma senza ricordare nulla di ciò che è
avvenuto nella trance, limitati solo a suggestionare degli stati positivi come
serenità, benessere e sicurezza.
Prendi spunto da questo paragrafo per pensare ad altri modi in cui puoi guidare
l’inconscio del soggetto verso una direzione risolutiva; per fare questo, ricorda

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sempre di usare un linguaggio il più vago possibile, così che il soggetto possa
riconoscersi comunque, o inserisci il maggior numero possibile di opzioni, così
che l’inconscio possa decidere su cosa focalizzarsi.

Apprendere cose nuove


Anche il prossimo script si basa sul principio che l’inconscio sa di cosa il
soggetto ha bisogno, in questo caso, però, vedrai uno script che ha lo scopo di
mettere il soggetto nella condizione di:
- apprendere facilmente,
- sviluppare pensiero laterale,
- essere più positivo nei confronti di ciò che deve apprendere,
- sviluppare maggiore velocità nel prendere decisioni efficaci.
È particolarmente adatto per chi ha cominciato un nuovo lavoro, di cui ancora
non ha compreso bene i meccanismi, così come per chiunque si sia posto un
obiettivo ma ancora non ha compreso come raggiungerlo, o non ha fatto proprie
tutte le conoscenze che gli occorrono per conseguirlo; non solo, si può mostrare
estremamente utile anche per chi vuole incrementare la sua capacità di trovare
soluzioni efficaci.

E adesso puoi prenderti il tempo per creare un ambiente nella tua mente dove
puoi… imparare ciò che hai bisogno di sapere… crea nella tua mente un luogo
dove puoi imparare… e quando sei lì, in questo posto, puoi scoprire un tavolo
circolare a cui sono seduti i maggiori esperti del loro campo.
E tu puoi sedere a questo tavolo con loro… e goderti la conversazione…
discutendo delle loro esperienze… delle abilità… delle capacità… assorbendo
tutto ciò che c’è da imparare.

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E c’è una persona che vuole imparare a cantare e a ballare… e loro sanno già
come fare e glielo insegnano… creando una sala da ballo nella sua mente…
dove il migliore istruttore lo guida per un mese interno… insegnando…
praticando… prima che impari a ballare e a cantare.
(Aspetta dieci secondi)
E allo stesso modo tu puoi apprendere ciò che è meglio per te… e ora mi
piacerebbe che tu espandessi i tuoi sensi… come una televisione ad alta
definizione nella tua mente… in cui puoi vedere una versione di te leggermente
più vecchia… in grado di fare ciò che desideri alla perfezione.
Tutto ciò che loro gli hanno insegnato è in grado di eseguirlo alla perfezione…
tutto ciò che loro fanno senza errore… puoi osservarlo… mentre cambiano
continuamente le situazioni… facendo ogni cosa perfettamente e senza sforzo…
e puoi chiederti come puoi provare a farlo nella tua mente… notando come
senza pratica ti riesce.
E anche quando lo fai davvero, col corpo… sei migliorato.
(Aspetta 30 secondi)
E devi sapere che è normale che le persone facciano degli errori e… questo
insegna come fare le cose nel modo migliore… perché è importante fare pratica
e più… la fai… più impari come migliorare… ogni volta che entri in trance… e
puoi scendere in trance prima di andare a dormire o prima di svegliarti… e ti
rendi conto di come puoi affrontare la situazione nel modo più appropriato…
serenamente… e più sei in trance e più migliori nelle abilità che ti sono
necessarie.
E io non so come questo accade… ma nello spazio tra le mie parole e il tuo
respiro… puoi prendere ciò che ti serve per migliorare le tue abilità… e tu puoi
fare in modo che questo miglioramento continui… lasciandolo espandere…

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rendendolo sempre più forte… intenso… profondo…e tu sai che questo è
interessante come un bambino che apprende modi diversi di pensare… e si
lascia il permesso di apprendere senza sforzo.
E tu puoi anche fare degli errori… ma fanno parte dell’apprendimento… e
fanno in modo che tu impari sempre più velocemente.
È come imparare a camminare… è come imparare a parlare… è come imparare
tutte quelle piccole e grandi abilità che compongono il complesso delle attività
e dei compiti che svolgi ogni giorno… automaticamente.
E puoi continuare a farlo… in un momento puoi prenderti tutto il tempo di cui
hai bisogno per assorbire e integrare questi nuovi apprendimenti….e puoi
iniziare a creare uno sentiero neurale che collega la tua mente al tuo corpo… e
il tuo inconscio vi si può fermare ogni singola volta che hai bisogno di
rinforzarlo… rendendo sempre più profondo e delineato questo sentiero… così
che sia davvero facile percorrerlo… e la mente può raggiungere il corpo… e il
corpo può raggiungere la mente… oppure possono incontrarsi a metà strada…
insieme a te.

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Conclusioni

Siamo arrivati alla fine anche di questo viaggio. E come ogni viaggio spero ti
abbia dato ciò che speravi di trovare nel momento in cui sei partito. O – perché
no? – magari qualcosa di diverso, ma che allo stesso tempo ti ha reso
enormemente soddisfatto del percorso che hai concluso.
L’ipnosi non è una scienza esatta, l’ipnosi è una forma di comunicazione e
come tale può essere imperfetta; il bravo comunicatore non è colui che è in
grado di farsi comprendere da chiunque (sinceramente non sono neppure sicuro
che esistano al mondo persone davvero con la capacità di farsi comprendere da
tutti gli esseri umani), ma colui che è in grado di adattare il suo eloquio alla
persona che ha davanti.
L’ipnotista, infatti, altro non è che un comunicatore, solo che invece di parlare
alla parte razionale si rivolge all’inconscio. In questo manuale hai appreso non
solo alcune delle regole essenziali di questa forma di comunicazione, ma hai
potuto toccare con mano esempi pratici su come usarla; e l’ipnosi è una forma
di comunicazione, che funziona esattamente come tutte le altre: si basa su una
relazione cooperativa tra due soggetti che, proprio attraverso quella
comunicazione specifica, riescono ad arrivare ad un risultato (e questa
definizione si può adattare sia a due persone che chiacchierano del più e del
meno al tavolino di un bar, sia all’ipnotista e all’ipnotizzato). L’elemento
cooperativo dell’ipnosi è fondamentale, perché vuol dire che il tuo focus deve
sempre essere indirizzato al soggetto, chiedendoti: “In che modo ciò che dico
può essere più incisivo per lui? In che modo posso rendere la mia ipnosi più
suggestiva rispetto alla persona che ho di fronte?”
Nel momento in cui sposi questo atteggiamento, ti appare perfettamente chiaro
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perché l’ipnosi è una disciplina fondamentalmente pratica: per quanto la teoria
possa essere specifica e dettagliata, non potrà mai incorporare il totale delle
individualità che incontrerai; è un po’ come quando vai alla scuola guida: segui
le lezioni, leggi il manuale, fai i quiz, studi come è fatto il motore e impari il
senso di tutti i segnali stradali ma, una volta in strada dietro il volante, ti rendi
conto che è un’esperienza molto diversa rispetto allo studio condotto sino a quel
momento. E se hai la patente, saprai benissimo che, per quanto lo studio è stato
indispensabile per darti le conoscenze che ti permettono di guidare in modo
sicuro, senza la pratica quotidiana quella patente sarebbe completamente inutile.
Proprio per questo ora tocca a te: studia gli script che ti ho dato, adattali,
modificali, creane di tuoi, questo ti metterà nella condizione di essere un passo
avanti a molte persone che si approcciano a questa materia.
Come già accennato nell’introduzione, sono certo che i risultati arriveranno in
fretta, e ti sorprenderanno per il modo naturale in cui si manifesteranno
(quest’ultima frase potrebbe essere una suggestione, vero? E chi lo sa, forse lo è
per davvero!). Proprio per questo ti rinnovo l’invito a farmene partecipe, e allo
stesso modo ti invito a coinvolgere un amico nello studio dell’ipnosi, di modo
da avere qualcuno con cui condividere il viaggio, con cui scambiare esperienze.
L’ipnosi è un viaggio bellissimo all’interno della mente umana, ti auguro che il
tuo sia meraviglioso non solo per te ma anche per coloro che ti seguiranno, che
si lasceranno guidare, proprio per questo ti lascio un ultimo consiglio: fai in
modo che le persone che ipnotizzerai, da adesso in poi, siano i tuoi maestri,
perché ti assicuro che, da questo punto in poi, sapranno insegnarti molto più di
qualsiasi manuale.
Ti auguro lunga vita e prosperità!
Umberto De Marco

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APPENDICE I

Induzione cromatica con i chakra

Adesso preparati per un esperienza ipnotica di apprendimento e di


rilassamento che aiuterà la tua mente inconscia a sviluppare nuove risorse, a
prendersi cura del tuo benessere e a farti sentire in uno stato mentale in cui… è
facile per te essere tranquillo e sereno… uno stato mentale in cui… la tua
mente inconscia può aiutarti a compiere tutti quei cambiamenti necessari… che
ti fanno sentire sempre meglio con te stesso.
Tutto quello che devi fare è prendere un respiro profondo e metterti in una
posizione comoda… una posizione in cui per te è semplice sentirti
completamente a tuo agio… una posizione che minimizza tutte le tensioni… e
inizia a chiudere gli occhi.
(Aspetta che chiuda gli occhi)
Adesso prendi un altro bel respiro profondo… trattieni l’aria… e lascia che
fuoriesca lentamente dalla bocca… e nota come fare questo ti rilassa… e ti
porta in uno stato in cui puoi diventare consapevole del tuo corpo.
Così puoi iniziare a portare l’attenzione sul battito del tuo cuore… sul modo in
cui l’aria entra ed esce dai tuoi polmoni… sulla sensazione dei vestiti sulla tua
pelle… a cui probabilmente non hai fatto caso finché non te l’ho fatta notare…
e puoi prendere un altro respiro profondo… di nuovo trattieni l’aria… e
lasciala fuoriuscire dalla bocca.
E nota in che punto del tuo corpo puoi sentire una piacevole sensazione di
calma, che… ti fa rilassare sempre più profondamente.
E devi sapere che in te c’è una mente conscia e una inconscia e, mentre la

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mente conscia può decidere di assopirsi… quella inconscia resta vigile, pronta
ad intervenire in caso ce ne fosse bisogno… ed è estremamente attenta alle
parole che dico.
Così se anche… ti addormenti adesso… la tua mente inconscia sa comunque
cosa fare. E così mentre… la tua mente conscia può andare in profondità… la
mente inconscia può iniziare a lavorare… e non è importante che tu sappia
come accade, perché accade automaticamente… devi solo lasciarti andare più
in profondità.
E adesso, mentre il respiro si fa più calmo e profondo… immagina di fluttuare
all’interno di una bellissima nuova rossa… e immagina il tuo corpo diventare
completamente rosso…
… e più diventa rosso più puoi sentirti bene e rilassarti… e più ti rilassi e ti
senti bene più diventa rosso.
Così inizia a visualizzare un’energia rossa che si forma tra il coccige e i
genitali… un’energia profonda… primordiale… che ha sede nel tuo istinto…
nel tuo profondo radicamento con la terra.
Proprio in questo punto si trova il primo chakra… detto anche chakra della
radice… lascia che la sua energia si spanda all’interno del tuo corpo… lascia
che si muova dentro te in profondità… donandoti calma… equilibrio…
donandoti la capacità di gestire la tensione… e di indirizzare la tua volontà.
Porta la tua totale consapevolezza su questo chakra… sulla sua energia… e
lasciati pervadere completamente.
(Aspetta 30 secondi)
Così puoi lasciarti andare serenamente, profondamente, sempre più giù…
lasciando che il tuo corpo si rilassi sempre di più… sempre più pigro… sempre
più abbandonato… scendi sofficemente e serenamente.

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(Aspetta qualche secondo)
Adesso immagina di avere di fronte a te una nuvola arancione… e immergiti in
quella nuvola…
… senti quanto è morbida e nota come puoi immaginare tutto il tuo corpo
diventare arancione… e lascia che le tue emozioni si calmino… diventano
soffici come questa nuvola arancione… e più le tue emozioni si calmano più
puoi accedere ad uno splendido stato di serenità… e più ti lasci andare a questa
serenità più le tue emozioni si calmano.
(Aspetta qualche secondo)
Così puoi focalizzarti sul terzo chakra… detto anche chakra splenico… che si
trova proprio all’altezza della bocca dello stomaco.
Senti la sua energia espandersi… resta concentrato sul quel punto e nota come
puoi sentire il tuo chakra rivelarsi. E devi sapere che questo chakra… governa
la gioia… la serenità… il piacere… e la sessualità espressa al massimo delle
potenzialità.
Così espandi ancora di più questa energia e lasciati circondare dalla gioia…
dalla serenità… e dal piacere... ogni respiro sempre più intensamente.
(Aspetta 30 secondi)
Ora, invece, immagina di avere di fronte a te una nuvola gialla… osservala
prima attentamente… e poi immergiti in questa bellissima nuvola gialla…
… e mentre ne senti tutta la placida morbidezza… calma i tuoi pensieri…
immagina i tuoi pensieri sciogliersi come vernice lungo una parete… e più si
sciolgono e più puoi prepararti ad uno stato di rilassamento che non hai mai
sperimentato… così profondo, così rilassato… come non ti è ancora capitato.
(Aspetta qualche secondo)
E porta tutta la tua consapevolezza sul terzo chakra… detto anche il chakra del

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plesso solare.
Questo chakra si trova all’altezza della bocca dello stomaco… ed è il chakra
che governa la tua capacità di agire energicamente.
In questo chakra… risiede l’essenza attiva di cui ogni uomo è dotato… e tu già
adesso puoi portare questa tua essenza oltre i limiti… spandendola all’interno
di tutto il tuo corpo… al di fuori di te stesso… imparando come questa forza
può affermarsi nel mondo… quando la governi… quando la guidi… quando la
senti come un’espansione di te… in grado di agire concretamente sulla
materia… attraverso i tuoi pensieri… attraverso i tuoi atti.
Senti questa splendida sensazione… com'è parte di te… come tu sei parte di lei.
(Aspetta 30 secondi)
Visualizza ora di fronte a te una nuvola verde e man mano che ti immergi…
… lasciati avvolgere da una profonda sensazione di amore… potresti pensare
all’amore che provi per le persone a cui tieni… o all’amore che provi per te
stesso… perché anche adesso ti stai prendendo cura di te stesso… e cos’è
questo se non un atto d’amore?
Lasciati avvolgere anche dall’amore che ricevi ogni giorno… dalle persone che
ti vogliono davvero bene… quelle che lo sanno mostrare… e anche quelle che
sono meno brave a mostrarlo… ma tu li conosci bene i sentimenti che provano
per te.
E concentrati sul quarto chakra… detto anche il chakra del cuore.
Questo chakra si trova all’altezza del petto e… governa la tua capacità di
amare… la tua capacità di lasciarti andare all’amore… il vero amore… che
non è quello che pensi ma quello che senti… che non risiede nel pensiero ma
nelle emozioni… nella tua capacità di amare davvero con il cuore… con tutto il
tuo cuore.

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(Aspetta 30 secondi)
Visualizza adesso una nuvola blu e… di nuovo… immergiti al suo interno…
… e nota quali sono le parti del tuo corpo che si sentono meglio… e lascia che
questo benessere si estenda anche alle altre parti… sempre più in profondità…
lascia penetrare questo benessere nei muscoli… nelle ossa… nella circolazione
del sangue… e lascia che si diffonda in tutto il tuo organismo… attraversando e
portando benessere anche ai tuoi organi interni.
(Aspetta qualche secondo)
E concentrati sul quinto chakra… detto anche chakra della gola.
Questo chakra si trova proprio all’interno della gola… tra le clavicole… grazie
a questo chakra… sei in grado di far esplodere la tua creatività... grazie a
questo chakra puoi espandere la tua capacità di connetterti con qualcosa di più
grande… con la bellezza… e puoi lasciarti ispirare… guardare il mondo da un
nuovo punto di vista… e comprendere ad un livello non solo razionale… ma
molto più profondo.
(Aspetta 30 secondi)
E adesso preparati… ad accedere ad un livello ancora più alto… un livello che
ti fa entrare in relazione con ciò che sta più in alto… dentro e fuori di te…
perché non importa che tu ci credi… ma ognuno di noi ha un suo spirito… e
non ha niente a che fare con la religione… ma con una sostanza che non
sempre percepiamo… e ci costituisce… e sono certo che l’hai sperimentata più
volte… non sempre nello stesso identico modo… qualche volte l’hai solo
percepita… mentre altre l’hai sentita forte e reale più di qualsiasi altra cosa.
Non ci devi pensare… devi solo ricordare… ricordare ricordi forse svaniti…
forse reali o forse mai vissuti… come quelle cose che avresti voluto fossero
accadute… e domandarti cosa senti adesso se si fossero tutte realizzate.

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(Aspetta 5 secondi)
E non importa che tutto questo ti sia chiaro… perché non sempre le cose sono
chiare… mentre sprofondi in te stesso… ad esempio, puoi anche salire verso
l’alto… così mentre una parte di te scende sempre più in profondità… un’altra
parte sale verso le vette più alte… e tu puoi osservare tutto questo… o
semplicemente abbandonarti allo stato che preferisci.
E mentre fai questo visualizza una nuvola color indaco… lasciati avvolgere da
questa nuvola… immergiti al suo interno… respirala… e lascia che ti entri
dentro… profondamente… nel tuo respiro.
E devi sapere che al colore indicato è associato il sesto chakra… detto anche il
chakra del terzo occhio… e si trova proprio tra i tuoi due occhi… sopra la
radice del naso.
Per questo porta tutta la tua consapevolezza più alta su questo punto… e
sentilo riempirsi di un'energia che ha lo stesso colore indaco della nuvola in cui
sei immerso.
Questo chakra ha al suo interno l’essenza della tua conoscenza… è il cuore
pulsante della tua saggezza interiore.
E non so se ti senti davvero saggio… o se è una parte di te che puoi scoprire
adesso… mentre resti focalizzato su questo punto… e senti l’energia crescere…
ad un livello profondo… e sottile contemporaneamente… spalanchi le porte
delle tua conoscenza… lasci entrare… accogli questa tua saggezza che forse
hai già conosciuto… o forse la noterai manifestarsi sempre più nei prossimi
giorni.
(Aspetta 30 secondi)
Adesso visualizza una nuvola viola… e immergiti al suo interno.
E in questo stato… puoi aprire tutti i tuoi sensi interni… aprirli ad uno stato di

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coscienza puro… in cui sei solo essenza… lontano dal mondo… dagli affetti…
dalla routine quotidiana… lontano dal tuo corpo… dai pensieri… dalle
emozioni… sei pura coscienza… pura essenza… sei in quella parte di te pura…
incontaminata… quella che esisteva già dal primo vagito… sei il germoglio
vivo di te stesso… che aspetta di aprirsi… ma ora può restare chiuso…
perfettamente integrato in questo stato di pura coscienza.
(Aspetta 5 secondi)
E porta tutta la tua attenzione al settimo chakra… detto anche chakra della
corona.
Questo chakra si trova sopra la tua testa… e ti permette di connetterti con il
creato… di sentirti una parte del tutto non solo da un punto di vista fisico… ma
anche spirituale… ti permette di entrare in risonanza con l’intero universo.
Così proprio adesso… puoi lasciare ancora di più questo chakra… lasciare che
l’energia lo riempia… lo espanda… muovendosi dentro e fuori di te…
germogliando… crescendo… alzandosi verso il cielo… connettendoti con
l’intero sistema solare… con le galassie… e con tutte le dimensioni che ancora
non sei in grado di percepire… ma ci sono… e la loro energia fa crescere
ancora di più queste sensazioni… che diventano parte di te.
Così io adesso resterò in silenzio per un minuto per darti la possibilità di essere
tutt’uno con tutto questo.
(Aspetta un minuto)
E ora… mentre sei in questo stato… torna con tutta la tua consapevolezza al
primo chakra… tra il coccige e i genitali… senti la sua energia infiammarsi…
spandersi per tutto il corpo… e irradiarsi completamente dentro e fuori di te.
(Aspetta 5 secondi)
E ora torna con tutta la tua consapevolezza al secondo chakra… due dita sotto

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l’ombelico… vedi la sua energia arancione vorticare sempre più
intensamente…
E ora… mentre sei consapevole del primo chakra e del secondo… e del loro
modo di espandere la loro energia… visualizza il terzo chakra… all’altezza
della bocca dello stomaco… nota mentre si illumina di una potente energia
gialla… che risuona con i tuoi pensieri… entra nella tua mente… in un
piacevole sfrigolio di sinapsi… che creano nuovi collegamenti… nuovi
percorsi… nuove potenzialità della tua mente.
E ora mentre sei consapevole del primo chakra… e del secondo… e del terzo…
porta la tua attenzione al quarto… il chakra del cuore… posto al centro del
petto… e senti una sensazione di amore avvolgerti completamente… senti una
possente energia verde spandersi dal petto lungo il corpo… e poi avvolgerti…
all’interno di una meravigliosa bolla di puro amore incondizionato… che
irradia la sua energia… come un sole d’amore che dona la vita.
E mentre fai tutto questo… perfettamente consapevole di ogni energia che si
muove per il tuo corpo… di ogni sua funzione… di ogni beneficio… e di tutti i
benefici che puoi sentire mentre… queste energie si scontrano… si
intrecciano… e creano nuove sensazioni… nuove risorse che non sapevi ancora
di sperimentare… porta la tua attenzione al chakra della gola… al suo colore
blu… e lascia che una nuova energia ti avvolga… l’energia della pace… quella
che ti consente di sentirti sempre a tuo agio… da solo… con chiunque… parte
di questo mondo che… sarebbe diverso se non ci fossi… invece è così proprio
perché ci sei tu… e puoi iniziare a renderti conto in che modo puoi incidere sul
mondo… sulle persone… in modo positivo… in modo costruttivo e creativo.
Per questo torna al chakra del terzo occhio… connettiti con la tua saggezza più
profonda… quella che a volte ti permette di afferrare l’inafferrabile… che ti

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permette di percepire anche il battito d’ali di una farfalla… e ciò che vuole
davvero significare.
E, infine, connettiti all’ultimo chakra… quello della corona… lascialo
germogliare ancora di più… e resta in questa posizione… così… perfettamente
ancorato alla terra… connesso al cielo… una parte integrante del creato.
E lascia che tutte le tue energie si armonizzino… lasciale muovere dentro e
fuori il tuo corpo… così da portarti ad un nuovo livello… a contatto con una
nuova dimensione di te… permettendoti di sentire questo anche da sveglio…
una volta fuori dalla trance.
Perché anche se sei sveglio… le tue energie possono continuare ad
armonizzarsi… a comporsi tra loro… a sperimentare nuove forme di
benessere… lasciandoti a contatto con quelle parti di te… le migliori… che a
volte percepisci… ma che possono davvero sorprenderti quando… ti permetti di
esprimerle con la forza e la potenza… che sperimenti ora… e continuerai a
sentire ancora e ancora.
Perché stai imparando… stai imparando con la semplicità che hai dimostrato
quando hai imparato a camminare… stai imparando a liberare queste forze…
ad armonizzarle… a lasciare che si muovano nelle zone del tuo corpo che ne
hanno bisogno… manifestando il loro potere fisico sulla tua sfera emotiva…
sulla tua sfera mentale… sulla tua sfera fisica… e anche sulla tua sfera
spirituale.
Assorbi tutto questo… non è importante sapere come… così come non è
importante sapere come hai imparato a parlare… ciò che conta è che hai
imparato e… adesso è naturale… avviene automaticamente.
(Aspettare un minuto)

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APPENDICE II

Gli approfonditori

Gli approfonditori hanno lo scopo di approfondire lo stato di trance subito dopo


l’induzione. I più conosciuti sono i conteggi all’indietro, ma in questa
appendice vorrei mostrarti delle idee che possono avere un impatto molto più
efficace sul soggetto e che risultano molto più eleganti.
Inizierò con la trascrizione dell’approfonditore dei due quadri e la relativa
spiegazione.

Adesso hai di fronte a te un quadro che raffigura una spiaggia.


Osservalo... prima da lontano... poi da vicino... nota i suoi colori, l'immagine...
prova a sentire anche l'odore della vernice e preparati... perché tra poco ti
chiederò di entrare nel quadro.
Osservalo ancora un po'... visualizza tutti i particolari, la cornice... così che io
conterò da uno a tre e al tre potrai immergerti in quel quadro.
Conterò da uno a tre e a tre sarai in quel quadro.
Uno... pronto a lasciarti andare
Due... sempre più pronto a immergerti nell'immagine
Tre... sei nel quadro.
Anzi.
Sei sulla spiaggia... cammina dove vuoi... nota il mare di fronte a te... sentine
l'odore... nota come le onde si infrangono sul bagnasciuga... fai attenzione al
colore del mare... a quello del cielo...e abbandonati ad una passeggiata.
Porta la tua attenzione a come i tuoi piedi si alternano mentre cammini sulla

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spiaggia… e a tutto ciò che ti circonda.
Godi del piacere di essere su questa spiaggia.
(Aspetta cinque secondi)
E nota che da qualche parte, sotto la sabbia, puoi intravedere l'angolo della
cornice di un quadro.... ci vai vicino... la porti via dalla sabbia e osservi il
quadro... l'immagine che ci è disegnata... ciò che rappresenta e... puoi decidere
adesso di immergerti in essa.
Così io conterò di nuovo da uno a tre... e con ogni numero tu abbandonerai
ogni pensiero, ogni esitazione... qualsiasi dubbio... per poi immergerti
completamente in questo quadro.
Tre... lasciando qui ogni pensiero
Due... abbandonando qui ogni parte di te...
Uno... immergiti completamente nel quadro... perfettamente a tuo agio... nel
più profondo e piacevole stato di benessere.

Lo scopo di questo approfonditore è quello di far dissociare il più possibile il


soggetto dall’esperienza reale che sta vivendo, di modo da farlo immergere
ancora di più in quella ipnotica. Quando vai a eseguire questo script, non è
importante che il primo quadro sia quello di una spiaggia; il principio che devi
seguire è il seguente: il primo quadro lo scegli tu (purché raffiguri un posto
sereno, nel quale il soggetto può sentirsi al sicuro e in pace), mentre il secondo
non devi assolutamente descriverlo, così sarà proprio l’inconscio del soggetto a
definirlo. In questo modo, avremo una doppia dissociazione: la prima
suggestionata dall’ipnotista, la seconda, invece, suggerita soltanto, così che
l’inconscio possa far emergere un’immagine che, molto probabilmente, si
rivelerà molto più efficace di qualunque quadro possa essere suggestionato

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dall’ipnotista stesso. E questo perché – come ormai avrai letto più volte in
questo manuale – fa leva sull’autosuggestione del soggetto.

Un altro approfonditore può essere l’immagine di una porta: infatti, ogni volta
che in trance si attraversa una porta, il soggetto può approfondire il suo stato.
Quindi, vediamo un po’ come sfruttare questa idea.
1. Fai visualizzare una porta, spiegando che quella è la porta del suo
inconscio e che quando la oltrepasserà potrà accedere ad uno stato
ancora più profondo,
2. Fai visualizzare una porta, dicendo che è la porta del cielo (cerca di
descriverla anche in modo che il soggetto possa riconoscerla come
porta del cielo); quando la oltrepasserà, potrà ulteriormente lasciare il
suo corpo fisico, per connettersi con la sua parte più alta. Una volta
oltrepassata la porta, lascia che il soggetto si orienti all’interno di quel
nuovo ambiente, senza guidarlo in nessun modo con delle descrizioni.
Ad esempio: “Ed ora guardati attorno… nota dove ti trovi… il modo
in cui ti senti adesso… in questo spazio nel quale puoi essere collegato
a qualcosa di più alto… e osserva i particolari di questo luogo… quali
sono quelli che attirano di più la tua attenzione? Te lo chiedo perché
potrebbe esserci una profonda connessione tra te e questi particolari…
non devi approfondirla… limitati ad osservare… lasciando che
intuizioni o idee ti colgano di sorpresa adesso o in qualsiasi altro
momento”.
3. Fai visualizzare una porta nel pavimento e spiega che quella porta
conduce in un luogo di assoluto silenzio, in cui può entrare per godere
di una pace totale e assoluta.

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Un altro modo, per far approfondire lo stato del soggetto, è quello di fargli
immaginare il suo posto felice, ovvero quel luogo in cui il soggetto si sente così
bene da non avere pensieri e percepisce che tutto va nel migliore dei modi.
Ovviamente non bisogna conoscerlo per descriverlo, basta semplicemente
suggerire al soggetto che può andare nel suo luogo ideale, quel posto in cui si
sente bene, quel posto a cui gli basta portare il pensiero per sentirsi sereno. Il
resto lo farà la sua parte inconscia.

Infine, puoi usare come approfonditore l’immagine di una perla nera.


Descrivila in modo molto nitido, facendogliela immaginare di fronte al
soggetto, poi: “Questa perla nera è come un buco nero che… risucchia tutta la
tua attenzione… resta concentrato sulla perla nera, mentre tutto il resto
svanisce… così, puoi decidere di immergerti anche tu nella perla nera… e
godere del piacere dell’assenza… andandotene per un po’… come quando ci si
prende una pausa da tutto… come quando ci si merita una pausa dal resto del
mondo e si decide di prendersela. Per questo lasciati assorbire dalla perla
nera… e dimentica… te stesso… gli altri… prenditi il lusso, almeno per questa
volta, di dimenticare l’esistenza; dopo potrai tornare ad occuparti delle tue
cose. Ma adesso, immergiti nella perla nera e permettiti il piacere di una pausa
da tutto”.

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APPENDICE III

Come dare delle suggestioni sicure

Quando il soggetto è in trance è opportuno prendersi cura di lui sotto ogni punto
di vista, specialmente per quel che riguarda la sua esperienza ipnotica. Per
permetterti di fare questo, voglio darti delle regole che ti aiuteranno a creare le
tue personali suggestioni; puoi immaginarle come dei veri e propri paletti che ti
segnalano i limiti che devi rispettare.

Mai nominare elementi negativi


In ipnosi, quando nomini qualcosa, la rendi reale, proprio per questo devi
ricordare di evitare di pronunciare parole che possano indurre nel soggetto
immagini mentali negative. Solo in un caso è possibile nominarle: quando sono
affiancate da termini che, in linguaggio ipnotico, possiamo definire cancellatori.
Facciamo subito un esempio pratico:

E così mentre ti senti davvero bene… non so se c’è ancora qualche sensazione
negativa… se così fosse… cancellala… lasciala semplicemente andare via…
permettendole di disintegrarsi in un esplosione… che lascia altro spazio che
può essere occupato dal benessere.

Parole come: cancella, annulla, disintegra, messe prima dello stato negativo,
fanno in modo che quella sensazione, anche se nominata, venga inserita in una
immagine mentale che implica l’annullamento di quella sensazione.
Lo stesso vale per espressioni come: spazza via, lascia svanire, fai scomparire

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completamente.
Infine, è possibile usare anche delle metafore che rendono l’immagine ancora
più chiara.
Di seguito due esempi:

E se c’è ancora un po’ di tristezza… mi piacerebbe che tu prendessi in


considerazione un’idea divertente… ovvero di focalizzarti su quella tristezza…
e iniziare ad immaginarla come le bollicine della Coca-Cola… che salgono
sempre più verso l’alto… ed escono fuori di te… esplodendo a pochi metri dalla
tua testa.

E prendi tutto ciò che resta della tua tristezza… e chiudila in una scatola
nera… sigillala al suo interno… così che possa restare imprigionata lì per
sempre.
Poi scaglia questa scatola lontano… con tutta la tua forza… lanciala verso
l’alto… verso il sole… e nota come si scioglie man mano che si avvicina… sino
a sparire completamente.

Ovviamente starà a te calibrare il soggetto e renderti conto di quale espressione,


o quale immagine mentale possa rivelarsi più adatta a lui.

Ricorda che la mente non computa il “non”.


Non esiste ancora una posizione chiara a riguardo: secondo alcuni ipnotisti è
possibile dare, in stato di trance, anche suggestioni col il non e verranno
comprese in modo lineare, secondo altri, la mente, ragionando per immagini,

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non ha una immagine mentale per definire il “non”; è questo il principio
secondo cui, se chiedi a qualcuno di non pensare ad un elefante, penserà proprio
all’elefante.
In ogni caso, per essere sicuri, è meglio prendere questo principio per vero,
quindi tenere sempre conto che quando si pronuncia il non è come se il soggetto
non lo ascoltasse.

Mai far ricordare al soggetto ricordi dimenticati


Una delle richieste più comuni che vengono poste nei confronti dell’ipnotista
riguardano il far riaffiorare ricordi dimenticati. Voglio essere il quanto più
chiaro possibile: è una cosa che non deve mai essere fatta. A meno che tu non
sia uno psicoterapeuta regolarmente iscritto all’ordine, lascia stare il rimosso
dei soggetti che ipnotizzi.
Il motivo è molto semplice: l’inconscio tende sempre a proteggere il soggetto,
quindi, se una persona non riesce a ricordare qualcosa, è perché per lui è meglio
non ricordare.
Malgrado questo, può capitare che un soggetto che pratica l’ipnosi o
l’autoipnosi, inizi a ricordare eventi che aveva rimosso, naturalmente e senza
alcuna suggestione; se questo accade è perché, durante la trance, ha sviluppato
le risorse necessarie per poter riportare alla memoria quel ricordo.

Dare sempre suggestioni positive


In ipnosi, il soggetto deve sempre essere messo nella condizione di provare
calma, serenità e fiducia, nel più totale rispetto della suo benessere psicofisico.
Proprio per questo, ogni suggestione che dai deve essere positiva, richiamare

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sensazioni piacevoli ed eventi meravigliosi.
Se questa regola è valida per tutta la sessione, assume un rilievo superiore nel
momento del risveglio. Prima di risvegliare il soggetto, ricordati di dargli
suggestioni positive di benessere (che potrà sperimentare al risveglio, così come
nel futuro) e metterlo in una condizione di calma (se è questo ciò di cui ha
bisogno o la sua giornata si appresta al termine), o di forte energia (nel caso in
cui la sua giornata fosse ancora lunga e faticosa).

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APPENDICE VI

Cenni di linguaggio ericksoniano

In questo manuale non ho voluto affrontare l’argomento del linguaggio


ericksoniano, che è fondamentale quando si studia ipnosi. Il motivo, come
espresso nell’introduzione, è che esistono già eccellenti libri che trattano questo
argomento. Ma, se devo essere sincero, mi è parso che non trattarlo rendesse
tale manuale un po’ incompleto. Così, ho deciso di aggiungere questa
appendice, il cui scopo è quello di offrirti alcuni esempi.
Vuole essere una sorta di compendio (non esaustivo), che ha il solo scopo di
fornirti dei modelli pratici per usare il linguaggio nel modo più semplice
possibile. Quindi, quelli che leggerai, sono dei piccoli elementi con cui puoi
comporre una frase per renderla suggestiva, seguiti da una brevissima
dimostrazione del modo in cui possono essere usati all’interno di un discorso.
Come per gli script visti sino ad ora, puoi prenderli come dei suggerimenti per
poi comporre il tuo eloquio ipnotico.

Come sarebbe se...


Come sarebbe se potessi ipnotizzare in modo naturale e spontaneo?

Non ti dico che…


Non ti dico che puoi apprendere facilmente l’ipnosi adesso.

Se tu dovessi...
Se tu dovessi comprendere facilmente l’ipnosi in che modo inizieresti ad

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usarla?
Non è necessario
Non è necessario usare l’ipnosi per far sentire a proprio agio le persone con cui
hai a che fare.

... fino al punto in cui...


E’ importante esercitarsi con gli script che trovi in questo libro, fino al punto in
cui non migliori le tue competenze automaticamente.

Nota...
Nota quali sono le cose che hai imparato leggendo questo manuale, e nota che
effetti producono quando le usi con le altre persone.

Com'è quando...
Riesci a ricordare com’è quando inizi a studiare qualcosa e ti rendi conto che, a
poco a poco, diventi sempre più competente?

... significa...
Già il fatto che sei qui a leggere significa che stai imparando cose nuove.

Potresti renderti conto...


Potresti renderti conto che cominci a usare l’ipnosi senza farci caso.

E più... più...
E più ti eserciti e più per te è facile arrivare ad un nuovo stato di comprensione.

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La maggior parte delle persone, [Nome], può...
La maggior parte delle persone, Mario, può godersi il processo ipnotico
semplicemente rilassandosi.

Non appena... ti sentirai...


Non appena scoprirai la facilità di applicazione di questo manuale, ti sentirai
sicuro e vorrai utilizzarlo già da adesso.

Farai... o...
Farai pratica con una persona che conosci da tempo, o con una che conosci da
poco?

Adesso, o...
Puoi accorgerti del cambiamento adesso, o lo farai quando sarai pronto ad
accettare che è accaduto.

Quando ti troverai...
Quando ti troverai a ipnotizzare qualcuno, sarai davvero sorpreso o solo felice?
O semplicemente ti complimenterai con te stesso per i tuoi progressi?

Immagina...
Immagina com'è usare le informazioni contenute in questo libro, e immagina
come puoi ipnotizzare con successo qualcuno che ne ha davvero bisogno;
immagina come ti sentirai quando si risveglierà e si sentirà completamente
bene.

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Per un attimo, fai semplicemente finta di...
Per un attimo, fai semplicemente finta di essere il più grande ipnotista del
mondo. Come ti senti?

Mentre...
Mentre stai leggendo questo esempio, ti accorgi di quanto sono naturali questi
modelli linguistici, e forse hai voglia di usarli.

E man mano che...


E man mano che studi l’ipnosi, puoi renderti conto di come migliora la tua
comunicazione e come il tuo modo di parlare si fa più coinvolgente.

Non è necessario...
Non è necessario che ti impegni ogni giorno a fare pratica, ti basta affrontare la
cosa come un gioco.

Visto che... puoi...


Visto che sei arrivato a leggere sino a questo punto, sai che adesso puoi fare
finalmente pratica.

Prima o poi...
Prima o poi sarai consapevole che usi l’ipnosi in modo naturale.
E [dato di fatto], [dato di fatto], [dato di fatto] e...
E ti sei informato sull’ipnosi, hai letto il manuale, hai fatto pratica e puoi già
immaginare come sarà man mano che migliorerai.

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Se... allora...
Se userai l’ipnosi anche nella vita quotidiana, allora ti accorgerai di quali sono i
suoi veri benefici.

Quando comprendi...
Quando comprendi che puoi già fare tutto questo, scopri come chiunque può
diventare un ipnotista.

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APPENDICE VII

Come studiare l’ipnosi

In tanti anni da studente di ipnosi e di corsi seguiti in giro per il mondo, posso
dire che ho incontrato parecchi compagni di studio: una piccolissima
percentuale, oggi, ha una ottima dimestichezza con questa materia, la maggior
parte ha sviluppato negli anni solo una conoscenza teorica, senza impegnarsi
nella pratica.
Nelle prossime righe ti presenterò alcune idee che ti potranno aiutare nello
studio dell’ipnosi; si tratta delle strategie che ho usato io per migliorarmi ogni
giorno, e che ritengo estremamente utili. Anche perché, per quanto questo
manuale ti offra degli script, non puoi usare solo questi, devi imparare a creare i
tuoi, in base al soggetto che hai di fronte.

1) Studia bene il linguaggio ericksoniano e per ogni elemento linguistico


segna almeno dieci esempi di frasi ipnotiche su quello che sarà il tuo
quaderno degli esercizi. Più avanti fai lo stesso, ma questa volta
scegliendo tre elementi linguistici su cui fare i dieci esempi diversi.
Infine, passa a fare esempi con cinque e poi con ben sette elementi
insieme. Rileggili periodicamente, così che tu possa crearti un archivio
mentale di frasi ipnotiche.
(Nel caso tu fossi totalmente a digiuno di nozioni sul linguaggio, puoi
iniziare a fare questi esercizi usando i modelli linguistici trascritti nella
precedente appendice).

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2) Immagina di avere un amico di fronte che vuoi aiutare, quindi improvvisa
induzione e suggestioni. Registra tutto, riascolta e nota cosa cambieresti e
come lo miglioreresti; se ci sono degli errori, trova il modo in cui puoi
correggerli. Trascrivi ciò che hai registrato e, nel farlo, correggi ancora.
Rivedi periodicamente ogni script che crei, così da migliorare il tuo
archivio mentale e, semmai, correggili ogni volta che trovi qualcosa che
potresti migliorare.

3) Studia il modo in cui gli altri ipnotisti operano: puoi iniziare con gli script
che hai trovato in questo manuale, ma sarebbe il caso di andare oltre. Per
quanto in Italia non sia molto sviluppata come abitudine, in inglese
troverai un sacco di libri di ipnotisti che condividono i loro script. Questo
studio è importantissimo, si può apprendere solo osservando il lavoro
degli altri. E questo principio è alla base anche della prossima idea.

4) Osserva gli altri ipnotisti, se non puoi farlo dal vivo, fallo attraverso i
video. Non parlo solo di quelli che trovi gratuitamente su YouTube, ma
anche i tutorial creati dagli ipnotisti stessi: è il modo migliore per
accedere alla loro esperienza e carpirla.

5) Fai tanta pratica. Diciamo che non dovrebbe passare una settimana senza
che hai ipnotizzato almeno una persona. Ho potuto notare che spesso, se
l’impegno nella pratica viene meno, è per la paura di fare brutta figura.
Ovvero, c’è sempre il timore che la suggestione che viene data non venga
seguita.
Mi spiace, sarò brutale ma onesto: se vuoi diventare un bravo ipnotista,

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non puoi evitare le brutte figure, le farai e le farai sempre (magari con
l’esperienza ne farai sempre meno). E questo perché, in ipnosi, non esiste
la certezza che l’inconscio accetti ogni suggestione. Se le temi, però, tanto
vale smettere di studiare ipnosi, ma se le affronti e non ti fai spaventare,
allora migliorerai con ogni nuova sessione di pratica.

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