Sei sulla pagina 1di 33

D\7D Andnea

INCLUSO
Tosoni

7t{
sJj

20 lezioni in DVD
vocalizzi diffecanziati uamoldonna
a difficolté crascente
asempi audio-vidao di vocalizzi
ad astratti di canzoni
supporta on lina e on site
appendice dadicata alla preparaziona dei cascing
collane ideaua
e coordinate de
vassimo tanini

Soggetto e Direzione Artistica: Andrea Tosoni


Riprese, Regia, Montaggio e Progetto Grafico: Franky House
Ripresa Audio: Attila Faravelli
Loop Musicali: Fabrizio Rispoli
Allievi lntervenuti: Stefano Castagna, Sigal Chameides,
Laura De Carli, Sonia Dellorco, Martina Frigerio, Silvia Natoli,
Sylvia Piacenza, Silvia Veronica Tria
Location: Scuola Musictime Milano

Crediti per il testo citato nelle pagine 22,24 e 25

COME FOGLIE
Testo e Musica di G. Sangiorgi
O 2009 by SUGAR s.r.l. - Galleria del Corso, 4 - 20122 Milano
Tutti i diritti sono riservati a termini di legge per tutti i paesi del mondo.
All rights reserved. lnternational Copyright secured.

the best on- ine resource for mus c

UUU.CaflSChoGOlll
cl ck your music everywherel

Ouesto album O 2009 da


CARISCH S.p.A.
Via Lampedusa, 13 - 20141 l\.4ilano
tet. (+0039) 02.84.74.79.79 - Iax. (+0039) 02.84.74.79.99
Tufli i drnfr nseruat . Ogn r produzione e/o utilizazione non autorizata
verrà perseguita a norma delle leggi crvi i e penal vigenti. Al rìghls reserued.
inlradazione

if$j
Benvenuto,
innanzitutto grazie per aver acquistato questo primo metodo di canto moder-
no per principianti.

PREMESSA
Premetto che quando mi è stato proposto di scriverlo sono stato colto da un
attimo di imbarazzo perché non sapevo se considerare principianti quelli che
non hanno mai studiato canto, quelli che si ritengono erroneamente stonati
senza speranza o quelli che avendo studiato, o solo perché esercitano la pro-
fessione, si considerano cantanti. Per poter essere di supporto a tutte queste
categorie, considererò principianti tutti coloro che non conoscono lo stru-
mento voce indipendentemente dall'uso che ne fanno.
Aldilà quindi che tu apparrenta o meno ad una di queste...
Grazie a queste lezioni, agli spunti e ai contenuti extra su dvd, avrai modo di
leggere, vedere e ascoltare tutto quello che dovrebbe conoscere ogni cantan-
te moderno "prima di aprire bocca".Avrai modo di esercitarti con dei vocaliz-
zi a difficoltà incrementale per dare modo al tuo strumento di "accordarsi"
adeguatamente e senza fatica sin dai primi suoni. Eh si, il punto è tutto qui: par-
liamo di uno strumento... Lo strumentoVOCE!
Nella didattica degli altri strumenti si procede addestrando: I'insegnante pro-
Pone un esempio e I'allievo lo riproduce; nel canto sarebbe invece preferibile il
criterio "educativo": I'insegnante dà, più a parole che ad esempi, modo alla voce
dell'allievo di uscire (ex-ducere) preservandone quindi peculiarita e personali-
tà. Soprattutto considerando che essendo la voce un processo naturale, più si
lascia spazio alla spontaneità e meglio è.Alla strada del"fare" sarà sempre pre-
feribile quella del "non fare": cercherò di spiegarti ed insegnarti cosa "fare" per
poter cantare, ma soprattutto di darti un'idea di quello che "non devi fare"
cosicché la tua voce sia libera di manifestarsi e di autoregolarsi.
È come nuotare:più ci si muove più si affonda... prima dl nuotare in una qual-
siasi direzione è fondamentale imparare a galleggiare.

CONTENUTI
ll contenuto di questo manuale riassume il percorso tecnico, seppur semplifi-
cato, necessario a comprendere e ad usare il registro della voce di petto. Nel
Vol.2 impareremo la voce di testa e la conseguente voce mista usata in tutto il
genere moderno, toccando così tutti gli argomenti fondamentali all'impostazio-
ne della "voce naturale"!!! Perché se per lo studio di uno strumento qualsiasi
si puo procedere passo dopo passo, per lo studio della voce è preferibile cono-
scere tutti gli "ingredienti della ricetta" e perfezionarli man mano.
Faremo un percorso base, ma completo, dalla respirazione all'interpretazione,
attraverso vocali7zi ed esempi spiegati in modo semplice ed immediato, ricorren
do ad immagini e metafore, omettendo e riservando ad un livello avanzato la ter-
minologia tecnica,gli approfondimenti e gli ingredienti che ànno del canto un'arre.
Tutti possono cantare, ma solo pochi saranno i cantanti.
Ora tocca a te!!! Mi auguro che tu possa essere tra quei pochi...
Buon lavoro.

Andreo losoni
EDnLenaLi del dvd

Nel DVD troverai le 2O lezioni contenute in questo manuale, oltre ad alcuni brani tratti dai demo di alcuni miei
allievi che hanno partecipato vocalizzando alle lezioni. Le lezioni sono state ulteriormente arricchite con I'inserimen-
to di piccole frasi cantate che non solo alleggeriscono il discorso tecnico fornendo esempi comprensibili e mostran-
do un piccolo punto di arrivo.

LEGENDA:
ogni lezione di questo manuale è accompagnata da una serie di simboletti
che ti aiuteranno a sapere cosa ti occorre per ciascuna lezione in modo molto intuitivo.

DVD:
significa che per seguire al meglio la lnoltre una serie di BoxTip ad indicare scorciato
lezione sul manuale ti suggerisco I'uso ie, suggerimenti e sottolineature di argomenti:
contemporaneo del DVD.

N
LIBRO: LAMPADINA:
si tratta di una lezione teorica i cui scorciatoia o suggerimento per
argomenti non sono così immediata- velocizzare il tuo studio.
mente "applicabili".

N
l-l
MICROFONO:
indica che nella lezione è presente una
traccia di pianoforte su cui puoi prova-
re il vocalizzo oggetto della lezione.
CARAMELLA:
evidenzia un elemento trattato
lezione.
a

E
METRONOMO: OCCHIO:
esercizio per il quale ti consiglio I'uso
del metronomo.
70§ un dolcetto a tutti gli effetti con la
finalità di semplificare alcuni passaggi.

ALCUNE PRECISAZIONI
La forma espositiva di questo testo sarà volutamente elementare (spesso in forma di
FAQ, Frequently Asked Questions - domande più frequenti) in maniera da rendersi com-
prensibile a tutti, dal teenager all'adulto, dal dilettante al professionista.
I vocalizzi e le tracce registrate hanno un'esclusiva funzione esemplificativa. Si sconsiglia
ogni tentativo di imitazione tanto più che, essendo stati realizzati da allievi in presa diret-
ta, hanno alcune imprecisioni.
La grande maggioranza degli esempi proposti nel dvd sono esemplificati da allieve poiché
in generale sono in netta maggioranza rispetto agli allievi maschi; le tracce musicali su cui
riprodurli sono in entrambe le tonalit'à, in quanto le differenze sessuali e fisiologiche del-
I'apparato vocale, tra uomo e donna, lo rendono necessario.
indice

,rii
6 LEZIONE I impariamo a sentire
7 LEZIONE 2 conosciamo !o strumento Voce
8 LEZIONE 3 il serbatoio
9 LEZIONE 4 il motore
IO LEZIONE 5 il carburatore
II LEZIONE 6 un po'di teoria
I3 LEZIONE 7 i primi suoni in voce di petto
.4 LEZIONE 8 proviamo con RR

15 LEZIONE 9 le cinque vocali


!6 LEZTONE t0 lo squillo
t7 LEZTONE I t proviamoli con !o squillo
!8 LEZTONE t2 cominciamo a muoverci sulte note
le LEZTONE t3 i! passo di terza
20 LEZTONE 14 vocali in quarta
2. LEZTONE t5 ci alziamo
22 LEZTONE t6 wirm-uP Con BB e RR
2t LEZTONE t 7 la bocca nel canto moderno
24 LEZTONE t8 canto con matita
25 LEZTONE t9 canto senza matita
26 LEZTONE 20 interpretazione

27 SUPPORTO ONLINE
28 CONTENUTI EXTRA
29 coNcLUsloNt
30 !L CASTING
32 LOOP MUSICALI
tr
Q
ru
- impariamo a senliru
tr
I
I
Q Per oanlare è fondamentale senllre:
ohl asoolta bene... Gàht? bene
I
È Porecchlo ohe Gahla...

Prima di imparare a cantare, devi sapere che per imparare a cantare è fondamentale imparare a sentire. Nella lin-
gua italiana è bello il trovar coincidenti nella parola "sentire" I'esperienza tattile (senti che morbido), quella olfattiva
(senti che profumo), quella emotiva (ti senti triste?), quella uditiva (senti che suono), quella gustativa (senti che sapo-
re)... fino a quella rirmica-metereopatica (senti il tempo? @).Credo di averti già sottolineato quanto il canto coin-
volga I'interezza del corpo del cantante, quindi, in base a ciò, sembra impossibile cantare senza sentire (inteso nel
suo concetto più ampio).

Per permettere ad un suono vivo di uscire dal tuo strumento devi prima di tutto calibrare il tuo orecchio e le tue
percezioni poiché fungono da codice per raccogliere dall'esterno verso I'interno e riprodurre, dall'interno all'esterno.

Ti do un paio di input per sensibilizzare il tuo "sentiretts


l. Senti il tuo respiro?
2. Riesci a percepire I'aria che entra nei tuoi polmoni e quella che ne esce?
3. Respiri più nel torace o nell'addome?
4. Senti il battito del tuo cuore senza appoggiare la mano sul petto?
5. Mentre stai leggendo queste parole, la punta della tua lingua tocca gli
incisivi superiori o quelli inferiori?
6. Se sei in un posto silenzioso, riesci a distinguere tra il silenzio interio-
re e quello esteriore, tra il silenzio che c'è dentro e fuori di te?
7. Se sei in un posto molto silenzioso, quali impercettibili rumori sta
facendo il tuo corpo?
8. Se sei in un posto rumoroso, quanti e quali rumori dell'esterno riesci a
distinguere?

"Mi sembro di non sentire nullo..."

Non ti preoccupare, non è importante quello che senti ma il metterti quotidianamente "in ascolto". Solo metten-
doti in ascolto imparerai a sentire.

Un ultimo inpuc come senti la tua voce? Tieni presente, sin da questi primi passi nel mondo della vocalità, che la
percezione deila voce all'interno del tuo corpo non coincide con quel che sentono coloro che ti ascoltano. È impor-
tantissimo, in qualità di cantante in erba, che tu progredisca nello studio e nella scoPerta della tua voce senza giudi-
carti, senza yalutarti dal punto di vista estetico/musicale.. senza inseguire la "bella voce" o quella che ritieni esserlo.

"Quindi come foccio o copire quondo sto contondo bene o mole?"

lmpara ad ascoltare le tue sensazioni a livello più ampio e a seguire un'emissione facile, una sorta di suono che esce
da solo. . . Ma, andiamo per gradi . . .

f r--l
F
se?ve rì
EAnAgEtama lu
G

Io elrumenlo vDEe E
I
I
a
importanle conosGe?e da vlaino
È
ll nostro slrutnento!
A souola guida sl studla Gorre fun:lona rt motorè... 1
fo srtumentsta e to strumenro fust tnsteme
,liij
Vediamo di riassumere lo strumentoVoce in maniera estremamente semplificata.

Com'è fotto lo strumento yoce?


Lo strumento voce possiamo suddividerlo in tre zone:
l. i polmoni (che rappresenrano il serbatoio da cui sorge il suono)
2. la gola (che trasforma I'aria in suono)
3. la bocca (che amplifica il suono rendendoloVoce)
Un esempio per capire meglio?
Trascurando per il momento I'aspetto magico e fantastico del canto, per meglio comprenderne la meccanica,
para-
goniamo lo strumento voce ad una macchina:
polmoni - serbatoio I gola - motore / bocca - carburatore

ll nostro serbatoio (lo spazio toracico polmonare) non deve essere necessariamente pieno, basta che ci sia carbr.r
rante (aria) a sufficienza per la strada (frase cantata) che dobbiamo fare fino al prossimo rifornimento.
ll nostro motore (la gola) rrasforma il carburante (aria) in energia (suono).
ll tutto sotto il controllo del nostro carburatore (la bocca, non tanto intesa come labbra ma come cavità
che arri-
va fino in fondo alla lingua) in cui I'energia, filtrandosi ed amplificandosi (nella cassa di risonanza)
ed articolandosi
(grazie al lavoro di labbra e lingua) si concretizza in attività (il canto).

E i/ resto del corpo?


ll resto del corpo, dai piedi ai capelli, partecipa a quello che è il risultato di un gioco di squadra. Larmonia del
corpo
e la totale assenza di rigidità sono fondamentali per il bel canto.

Quindi potrebbe giovormi ondore in polestro?


Per quanto sia vero il detto "Canto sano in corpo sano", a nulla servono le serie di addominali
e le flessioni se non
per irrigidire un aPParato muscolare che deve lavorare si, ma in maniera fluida ed armoniosa per realizzare I'equili-
brio delicatissimo del canto. Meglio lo stretching, lo yoga e le pratiche di rilassamento.

Ok, mo do dove bisogno portire?


Come dicevo nella prima lezione è fondamentale nello studio del canto imparare ad ascoltarti,a sentirti...
per ren-
dere vivi, e quindi concreti e reali grazie alle tue percezioni più intime,gli spunti che ti verranno forniti
gradualmente!
Mi sembro complessq credevo fosse più semp/lce ed immedioto contore.
Cantare è forse la forma d'arte più affascinante ed appagante poiché prevede il lasciarsi completamenre
andare nel
"niente che rappresenta in realta il tutto"! Se infatti facile risulta emettere voce,
molto difficile è resistere alla tenta-
zione di fare voce: il "non prodigarsi nel fare voce" è paradossalmente I'unico modo per permetterle
di uscire, senza
sforzo alcuno! Lo strumento voce è talmente complesso e delicato che solo assecondandtne il giusto "impiego"
lo si
può assaporare in ogni sua vibrazione e colore, svilupparne le potenzialità e garantirgli salute e conservazione
negli anni.

Mo se contore è un otto spontoneo, perche studiore conto?


È consigliabile studiare canto perché ogni piccolo intervento per produrre e modifìcare il
nostro suono senza con-
sapevolezza, ogni piccola o grande emozione, ogni tensione anche estranea al canto, vanno direttamente
a destabi-
lizzare I'equilibrio vocale. Studiare canto, imparare a conoscere lo strumento da vicino eseguendo
dei vocalizzi spe-
cifici, permette non solo di convivere con le nostre tensioni quotidiane ma anche di superarle. Una sorta
di spon-
taneo equilibrio tra ragione ed istinto che permette all'atto cantato di autorealizzarsi.Cominciamo...

--T-
F
a
lu
G
tr
iI serhuloio
I
I
Q fulto paÈe dalla respira:lohe:
sl oanÌa per lmpa?are a respirare
7
Farc ll "plcno- non convlène

Come si respiro nel conto?


t. Mettiti alla specchio, seduto o in piedi, con una mano sulla pancia e una su
Dirti come respirare nel canto
un fianco.
rischierebbe di ingabbiarti in
una sorta di gabbia che non gio- 2. Respira morbidamente senza alzare le spalle.
verebbe alla tua libera espres-
3. Prova ad indirizzare l'aria nella pancia come se volessi riempire un pal-
sione e di certo non valorizze-
loncino in essa contenuto.
rebbe le tue potenzialità vocali,
quindi sulla linea del consigliarti 4. Respira morbidamente familiarizzando con questa respirazione sPosta-
"cosa non fare" mi limito sem- ta più in basso rispetto a quella che probabilmente usi nel tuo quotidia-
plicemente a guidarti verso la no... Ti renderai conto di quanto in realtà ti risulti famigliare e la ritro-
Tua respirazione, fisiologica- verai infatti ogni volta che ti coricherai e che ti rilasserai.
mente ottimale per ilTuo canto,
5. lnspira (aria dentro il palloncino) ed espira (aria fuori dal palloncino),
con un semplice esercizio.
inspira ed espira, ecc. per 4-5 min.

6. Dopo aver trovato una sorta di respirazione circolare e rilassata, senza


alzare le spalle, ripeto, né il torace, Prova ad emettere una piccola "s"
durante la espirazione cercando progressivamente di rallentarla allun-
gando il tempo in cui I'aria esce dal tuo
serbatoio. Continua così per 4-5 min. dev'es-
L'inspirazione
7. lnspira. sere sempre vissuta
con il senso di rilassa-
8. Espira con cercando di tenerla tezza ùe è propio di un sospiro di
COSTANTE; limita, e se puoi evita, gli sollievo, e come nonentofondanen-
attacchi bruschi,gli accenti e le flessioni di tale per liherarci di ttite le tensioni
quello che dovrebbe ricordarti il rumore accunulate nel canto Tspiratwio".
del rubinetto del gas. Ripetilo per 4-5 min.
9. Comincerai a renderti conto, a sentire, che il tuo serbatoio dispone di
un pavimento mobile (chiamato diofrommo) che si abbassa durante I'ispi-
razione facendo "gonfiare" la pancia e si rialza durante I'espirazione
spontanea. Da precisare che non è l'aria a far gonfiare la pancia quanto
invece la discesa del diaframma.
10. Quando ritieni di aver capito il meccanismo ProYa a rallentarne la risa-
lita semplicemente pensando di allungare la durata della"s" espirata (per
15"-20"). Ripetilo per 4-5 min. Mi raccomando che non ci siano tensio-
ni lungo la schiena, nel collo, ecc. E vedrai rientrare la pancia molto più
Puoi pnnre lentamente rispetto a prima.
a nu, Fensa-
nanullaea ll. Prova poi ad incrementare la"s" come Per intimare silenzio: "SSS".
tcnere un fiab CilSINIE in espin-
12. Mi raccomando che anche SSS rimanga COSTANTE lungo tutta I'espi-
zione dl 20'. Se ce la hi procedi
tanquillo dn ilùto serhtuio funzio-
razione. È la SSS che ci servirà nell'esercizio delWarm-Up che vedremo
oa hene. più avanti.

I--TT
F
ilt
3e"!ye
iI malarE tu
G
tr
-I
Anohe la più bella tra te vooi
hasce da una perhaGchietta dl arla
il
prcssuri::ala nella gola ,,

Gome lracfomare l,arla ln suono

ll motore del nostro strumento è molto complesso e la descrizione delle sue piccole
delicate parti esula dalle finalità di questo manuale per principianti. Vediamone
comunque gli elementi più importanti. Provando a semplificare, devi sapere che I'aria
espirata dai nostri polmoni diventa suono nella nostra gola. Questo fenomeno che sa
di miracoloso, prende vita dalla vibrazione delle corde vocali, che sono 2 e poste come
unV orizzontale con il vertice proprio dietro il pomo d'adamo.

Visto doll'olto:

t, t f

Quando respiriamo sono aperte, quando invece parliamo o cantiamo si chiudono,


fondendosi in una sorta di l, vibrano e, percuotendo I'aria, la rendono sonora.

Di tutto l'organo voce, è importante che il cantante conosca due muscoli, interni
alla nostra gola, che per semplicità chiamo:

l. ll muscolo del parlato


2. ll muscolo del pianto

Nella vita di tutti i giorni usiamo nelle nostre attività verbali il primo muscolo: al
telefono, nei nostri dialoghi, per strada e ogni volta che il nostro cervello pensa di
dover emettere voce. ll muscolo del pianto lo utilizziamo invece quando piangiamo
rendendo la voce timbricamente "sottile" e quando da bambini strilliamo a tonalità
impervie con il massimo della sonorità e il minimo deilo sforzo!

Facciamo una prova.


Pronuncia normalmente una frase qualsiasi e poi pronunciala piangendo...

Hai sentito? Hai sentito com'è cambiata la tua voce? Questa interazione tra il
muscolo parlato e quello del pianto rappresenta la base di ogni impostazione vocale.

Quindi devo contore piongendo?


Non è proprio così, ma sei sulla buona strada... diciamo che il muscolo del pianto
aiuta il muscolo del parlato nell'affrontare il settore acuto della tua estensione, le tue
note più alte. Nella lezione specifica del prossimo manuale ti diro di piu.

-t-
F

lu
G
tr
iI Enrharalore
I
I
u Diamo Yocc alla nostra YoGe

5
Oome lrasformarc ll suono ln vooe

cassa di risonanza e da essa amplifi-


ll suono emesso nella gola viene filtrato nella
cato, incrementato, reso udibile. La cassa, che comprende le cavità della bocca e del
naso, traduce quindi il suono in voce; inoltre la cassa, essendo nelle sue forme inter-
ne ed esterne unica al mondo,garantisce unicità al timbro vocale, all'identità del sin-
golo cantante. Non esiste una voce uguale ad un'altra!

Tanto per avere un'idea di cosa parliamo facciamo un esercizio:

I . Prova ad emettere una "O" a bocca aperta concentrandoti sull'interezza del tuo
strumento (respirazione, gola, ecc...)

2. Ora emettila con I'unica variante delle labbra chiuse

Hai sentito come cambia? Nonostante lo strumento voce sia rimasto il medesimo,
se non per la chiusura delle labbra, il suono diventa voce "muta", con delle caratte-
ristiche completamente rovesciate rispetto a prima: cupe, ovattate e soPrattutto
nasali. ln relazione alle modificazioni che coscientemente od incoscientemente Pro-
vochi nella/della tua cassa di risonanza la tua voce cambia sia nel timbro che nel volu-
me. Al momento siamo ad un livello ancora precoce per parlare di modificazioni
timbriche, lo faremo ad un livello più avanzato. Lunica raccomandazione è di man-
tenere nel cantato la medesima rilassatezza e naturalezza che hai nel parlato.

\^"7 ! aiUfiO ceSare diceva' se canti.


y{ cdrlt,tdt*: se paru. canfi.

Facciamo un esercizio per provare ad ampliare la cassa di risonanza.

t. Pronuncia una "O" dopo aver inspirato

2. lnspira simulando I'inizio di uno sbadiglio


3. Sull'inizio dello sbadiglio pronuncia la "O" (naturalmente espirando)

4. Hai sentito come si è arrotondata?

Questo semplice esercizio spero sia bastato per darti un'idea di come cambi il tuo
suono in relazione alle modifiche della tua cassa di risonanza.

Q
GOSa Se?ve :
an pa' di Leoria lu
G
E
ì
I
la leorla musloale è un elemenlo ln più
per sentlrll slouro ln un mondo fantasllao
a
prlvo dl rlferlmenÌl conorell

3fallamo tl mlto dcl -Gantahlè: hrtclclcta lgnorahtè-... Alto prlmo


fr
ogni volta che ai miei allievi propongo di"fare reoria" gli si drizzano icapelli.

Chissà perché per la categoria dei cantanti la teoria musicale continui a rimanere
un optional.

Cerchiamo, sin dagli albori della tua formazione, di sfatare il mito del "Cantante:
musicista ignorante".

Grazie alla teoria musicale potresti dare un senso a termini come ritmo e melodia,
conoscere le note, leggerle sul pentagramma e "mettere su carta" le canzoni che ti
girano per la testa.

Cominciamo, quindi, a parlare di tempo e prendiamo un orologio.

Le figure ritniùe detenninano


la dunh delle note.

Le figure ritmiche determinano la durata delle note.

se ascoltiamo i secondi, quanti "battiti" fa I'orologio al minuto? 60.

Possiamo dire che I'orologio fa 60 battiti al minuto (in musica si scrive 60 bpm)

60 Bpm

DUE TRE QUATTRO LÌNO......

-fl-
lìtì
ru
G
E
-I Esercitati a contare i tempi dispari (l e 3)
rì e poi quelli pari (2 e 4)
e solo quando ti senti sicuro conta magari mischiandoli, dicendone alcuni e tacendone altri:

fr (1,-,3,- I -,2,-,4 I 1,2,-,4 I -,2,3,-/ ecc.)

DUE i QUATTRO UNO DUE / QUATTRO / DUE TRE

Ecco quindi l'esercizio del minuto che dura letteralmente un minuto: prendi il tuo orologio,allo scoccar esatto del
minuto comincia a contare contemporaneamente ai tuoi secondi. Se conti giusto finirai I'esercizio esattamente sullo
scoccar del minuto successivo.

UNO DUE TRE QUATTRO LINO DUE TRE LINO DUE / QUATTRO UNO / TRE QUATTRO

/ QUATTRO / DUE / QUATTRO

UNO DUE QUATTRO DUE TRE / QUATTRO / DUE / QUATTRO

TRE QUATTRO DUE TRE QUATTRO UNO DUE TRE QUATTRO

L'ordagia ta in qntu caio strfu b fimiorc di arn finetu fia-


ordt*ilio cheli ptò aiuhe a'confue'la rusic* ll nùomno con
ilqde pwi ndv dhntueo acderanituai esercizi rftnici.

Bene, hai imparato la figura ritmica del quarto che in linguaggio musicale si chiama"semiminima" Per il suo essere
metà (semi) della figura ritmica di 2 quarti che si chiama "minima". lnoltre devi conoscere anche la figura di 4 quar-
ti che si chiama "semibreve" perché ci servirà nei prossimi vocalizzi.

SEMIBREVE (414) MINIMA (2/4) SEMTMTNTMA (1/4) cRoMA (1/8)

TT'I
F
Et
GOSa Ce?VC !
t PHmt Dan nr lu
G
in vaae di pello E
II
a
lUon
non o'è nulla ohe egll non faoola
faeendo nulla,
lGonfuotol 'l
Gomlncla ll trro vlagglo dl non rllorno

Eccoci finalmente ai primi suoni. Se sei seduto rimani pur seduto con la schiena possibilmente dritta.
Proviamo ad emettere dei suoni con il solo muscolo del parlato che, come avevo precedentemente
anticipato, agi-
sce nel settore grave della nostra "estensione vocale" (tutte le note che riusciamo a fare) facendo
vibrare le labbra.

Si definisce voce di pefro quella enesn con il nuscolo del parlato non perché ta yoce -scenda
in petto" ma perc,hé le note gnvi fanno vihnrc la assatoncica; agualnente, seppur in nanie-
ra ninore, la voce ditesta, enesse con il nuscolo tlel
pianto e prupria delle note acute, farà yihnrc la scatota cnnica.
La pofia del canto non si apre
spingendo. na tinndo.

Ho scelto il BB, non solo per-


ché ci suona familiare in quanto
tutti da bambini abbiamo imita-
to (almeno una volta) il suono
di una trombetta, non solo per-
ché i grandi interpreti interna-
zionali lo fanno nel backstage
Per produrre i! BB ti
prima di salire sul palco, ma
consiglio di mettere !e
perché è un esercizio utilissimo
mani sulle guance nen-
per scaldare le corde, gestire
dendo ltesercizio molto
inconsapevolmente il flusso
più rilassante di quanto
d'aria e posizionare adeguata-
Io sarebbe senza mani.
mente il suono.

NON ci deve essere dell'aria in eccesso, nel senso che il suono dovrebbe rimanere pulito; se invece il tuo BB sem-
bra il rumore di un tosaerbe devi ridurre la quantità di aria emessa.
NON ci devono essere incrementi o decrementi di quello che dovrebbe rimanere un suono costante.
NoN devi accusare nessuna fatica né tensione, in nessuna parte del corpo.
NON devi concentrarti troppo sulla vibrazione delle labbra sennò ti si"inchiodano"... ascoka il suono... chiediti dov,e.
NON pensare di dover fare le note, Pensa di rimanere fermo sul tuo BB e lascia che sia il tuo orecchio a
,.farle,,.

TOCCA A TE: Yocalizza sulla traccia.

Ttr

a
ru
-
E
Pmvtflma ara Ean m
I
I
E Da ltallanl partiamo aYvantagglall...

fr
ll piccolo vocalizzo che abbiamo introdotto con BB vediamolo ora con RR.

I consigli per il BB sono molto utili anche la RR.

Se la tua "R" è troppo ariosa prova a portare leggermente indietro la punta sul palato osseo.

"E normole che foccio un po'fotico?"

)-' I Se hai la R moscia sei dispen-


La saru aa quesru eserazto

TOCCA A TE: Yocalizza sulla traccia.

t-iÀ-l
tr
selvc Q
Ie cinque vocali a
G
E
ì
I
Yoaalità: il oanlo sulle voeafi rì

1
Provlamo a slarc fcrml sqlle vocall

ll medesimo vocalizzo che abbiamo visto con BB e RR lo vediamo adesso con le vocali. La vibrazione labiale
e lin-
guale fin qui eseguita ci semplificava molto il lavoro. Ora, provando a fare tesoro delle sensazioni percepite
provia-
mo a cantare delle vocali, secondo I'ordine U, O,A, E, l.

I. lnspira
2. Canta U, O,A, E, I e così via....
Seti wùn dihrffiica con unawcale
specifra per wa non è inpoftnE, pmn
per il nonento con le fue.

Se fai fatica o ti sembra di non essere omogeneo nella tua emissione chiediti "come veniva
quella nota con il BB
(o con la RR)l"

l. Riprova quella nota con il BB o con la R


2. Memorizza ed interiorizza le sensazioni a livello dei tre apparati (polmoni, gola e cassa)
3. Pronuncia lale vocale/i provando a mantenere tali sensazioni inalterate

ganryifli onlg.elreità linbica,


.YZ rynn hj
Per

Y :t una vocale pensa alla saccessira; vedreno più


avanli le'difrerenze- ta le vocali e per on ti
consiglio di pensar{e e canbde'frttu uguali.

Dalla lezione di Lucia Corsi:


canto pensando le vocali "ugualitt
F
E
lu
G
tr
Io squillo
I
I
Q 1o sainlillio della iua vocè

to
fa voac plaeola con cqulllo soy?asL tsurlo

Lo squillo è la componente che rende udibile la tua voce.

Ci sono tanti esempi che potrei farti di voci con squillo:Anastacia, la strega di Biancaneve, la classica voce della bam-
bina antipatica, ecc. hanno tutte in comune una caratteristica vocale particolarmente squillante.

Quindi devo cantare con una voce "antipatica"?

No di certo, ma della voce antipatica ti serve lo squillo, quella componente acustica che garantisce alla tua voce
proiezione, udibilità, direzionalità e volume (inteso come intensità percepita).

Vediamo di fare un esercizio che a tua insaputa ti "regala" un po' di squillo.

Pronuncia più volte con una faccia"schifata" le sillabe:GNE e NEl.

Es. Nei nota singola senza e con squillo

2 quarti senza e 2 quarti con x 3 volte

Come probabilmente ti accorgerai da solo, il suono senza squillo riporta un po' al contesto liturgico mentre la voce
con squillo è in ogni repertorio moderno, daliazz al metal, dal pop al musical, ecc.

ln America lo chiamano "twang" poiché ricorda il particolare suono squillante emesso da una corda di chitarra piz-
zicata, e proprio lo"slang" degli americani è un ottimo modello di squillo.

Lo squillo nella yoce è nne il sale nelb


"rìÈS petfi: se ce n'ètoppo la rende innpport*
hile na se ce n'è poco b bglie ogni ga§0.

a
pmviamoli tu
G
Ean Io nquillo ìE
I
a
Dare uho stnalto brillante alla lua voae
oonsisùe nell'lrrrpedlrli di renderta cupa
n
Grande udtblllfà oon ll mlnlmo sforeo
#
Proviamo con lo squillo gli esercizi fin qui descritti.

BB nota singola senza e con squillo: 2 quarti senza e 2 quarti con x 3 volte

RR nota singola senza e con squillo: 2 quarti senza e 2 quarti con x 3 volte

Prova ora a cantare su medesima comoda noa:

Ml ME MA MO (x 3 volte) MU

ml me llta mo mu

Enfatizza le M e accenna appena le vocali.

"E normale che vengo nosole?"

Non ti PreoccuPare se lo squillo inizialmente ti sembra essere correlaro ad un suono nasale; è un problema
che
risolverai nelVol.2 con la distinzione tra voce nasale e voce orale a seconda delle posizioni dei componenti
della
tua cassa.

Mi ncnnando che lo squillo non due


conpronetterc la fua rilasnbza e non
deve quindi conpoftare per te fatica, anzi, il contario.

Dalla lezione di Laura de Carli:


canto con incremento di squillo

TN
F
ilt
lu
G EAmtnEtama
E
I
I a maaverEi sulle nole
a inlervallo di seconda
t7 f'aÉe vooale oonslsùe nel saper rloonoscè"e
dove la nalura al portl lGlambattlsta llanolnll

Ltu ll prlmo passo


Le note differiscono una dall'altrainakezza e cioè per una differenza di frequenza (numero di vibrazioni al secon-
do delle nostre "cordine" vocali). Solo la definizione spaventa, per quanto io mi sia limitato all'essenziale, ed è anco-
ra più complesso controllare direttamente, meccanicamente, I'altezza delle note (tanto più senza alcuna nozione di
teoria musicale).Ti propongo quindi di lasciar fare a Madre Natura poiché, se l'orecchio lavora come dovrebbe,lo
strumento voce si adatta autonomamente alle diverse note.

Per permettere al tuo strumento di emettere autonomamente le note ti consiglio di pensarle esattamente uguali:

I. Stessa intensità
2. Stesso dose d'aria impiegata
3. Stesso "lavoro"

4. Stessa intonazione

ln proposito a quest'ultimo punto vorrei rassicurarti, non sono ancora andato fuori di testa @.

ll fatto che io ti chieda prima di muoverti sulle note e poi di considerarle uguali, addirittura nella loro differenza
più evidente che è la differenza di altezza, è il consiglio più saggio che io possa darti per evitare che tu metta in gioco
tutta una serie di meccanismi inconsci che ti allontanerebbero dalla tua voce naturale costringendoti ad una voce
emessa a fatica e per di più non intonata.

Proviamo un intervallo di seconda (lTono) con il BB che abbiamo visto in precedenza.

TOCCA A TE: Vocalizza sulla traccia.



illu
servè 3

iI pansa di Lerza -
E
I
I

Gambio passo e oambio modalltà

t7
fa terea oambla trrllo

Proviamo con R un altro intervallo, quello di terza (2Toni).

Le raccomandazioni sul pensare le note uguali, viste nella lezione precedente, valgono anche per questo esercizio,
per tutti quelli a seguire e per i ruoi vocalizzi futuri.

Lintonazione dell'intervallo di terza, del mi rispetto al do, del Fafl rispetto al re, del sol risperto al mib e così via, è
importante che sia molto precisa poiché I'intervallo di terza è quello che definisce se il nostro accordo, la nostra
tonalità, il nostro brano sono maggiori (sensazioni di gioia e solarità) o minori (tristezza e grigiore).

TOCCA A TE: Vocalizza sulla traccia.

ffl
F
Et
tu
G vaaali in qanrla Sellye:

E
I
I
Q lleltiamo la quarla

n Dlfferenrlamo le voaall a seconda dell'aoccnto

Dopo gli intervalli che si definiscono rispettivamente di seconda (quello fatto con BB) e di terza (fatto con RR),
vediamo ora un intervallo ancora più ampio, quello di quarta (2 Toni e mezzo).

Lo proviamo con le vocali viste nella lezione 9 che differenziate dagli accenti diventano 7.

Diciamo qualcosa in più...

Ho scelto la sequenza: u,6 (oro),ò (ogg,),a,è (ecco), é (ente),i poiché verraifacilitato da un progressivo incremento
e speculare decremento della sonorità delle vocali stesse.

Dal diagramma appare evidente che il suono si "apre" dalla U alla A per poi "schiacciarsi" dalla A alla L

Proviamo a cantarle.

lloa anM tqpo gfu titrqenn'yodide' ped; più h stuli-


wi e più pdnom xan futu per anliae p,* frtu a$di!

Dalla lezione di Silvia Veronica Tria:


canto articolando le vocali ma pensandole "tutte uguali"

TOCCA A TE: Yocalizza sulla traccia.


lìill
Ei alziama ru
G
tr
I
I
E
Ed ora lulti ln piedi

frovlamo una posl:Ione oomoda pèr Garr?are

Dopo aver visto qualche esercizio nella posizione comoda seduta, vediamo di accennare la posizione che dovreb-
be avere il cantante in piedi per rimanere rilassato e per mettersi in modo che il suo serbatoio d'aria funzioni al
meglio.

I. Piedi paralleli a larghezza spalle


2. Ginocchia sbloccate
3. Bacino in posizione intermedia tra I'estremo "del pattinatore" e "dello schienato", poiché solo così la muscola-
tura sovrainguinale (base muscolare del nostro serbatoio) rimane rilassata.
4. Apertura del torace.
5. Collo dritto per permertere i movimenti della gola senza nessuna rigidità.

Cfi ru
i!

m
La potun oilùnale è qdla ùe non lni-
gidisce, es. * qualuoo vi sphrye nn-
te canbb dov* rischiare di caderc

Dalla lezione di Stefano Castagnas r


canto aggressivo in postura fisica ,ry

-a-
F

lu
G
tr
taflrm-up Et n bh e m
I
I
a Prima della gana rrn uliimo
giro dl prova c rlsoaldamenlo
,fr
Ci stiamo awicinando al canto.
Proviamo in questo volume lo a cantare la strofa del brano "Come foglie" di MalikaAyane, il ritornello lo cantere-
mo nel volume 2o.

Se non conosci il pezzo proposto è irrilevante poiché I'importante è che tu capisca il proce-
dimento e lo possa applicare al tuo brano preferito e/o al tuo repertorio. Puoi comunque
ascoltarlor p€t intero, nei contenuti speciali.

Cerchiamo di capire come dovrebbe essere il fiato che conduce fuori la tua voce come una sorta di "tappeto volan-
te" e che "canta il tuo brano".

Emetti un BB o una RR come quello ottenuto in precedenza.


Ora emetti il medesimo BB (o RR) sulla strofa del pezzo come se canassi, ma senza canrare, senza pensare di cantare.

ll tuo BB, prima di un nuovo rifornimento d'aria, deve durare almeno quanto la frase.

Alla fine di ogni frase inspira e riprendi il BB sulla frase successiva.

Ecco il lavoro rispetto al testo della strofa di Come foglie

88BBB.........
È provuro tL cALDo
È fondanentale che it BB rinnga
BBBBBB....... C0SfAfffE. indipendentenente dal-
HA SQUARCTATO tL CTELO l'andanento delle nob o dalla dinanica tortelpiano).

BBBBBBBB..
DICONO SIA COLPA DI UN'ESTATE COME NON MAI

'=-I
YY Senplifrcando. due sono
uno ùe
i fiati nel canto,
spinge il suono cone un idnnte
Ecco, questa è I'aria richiesta dalla tua strofa.
e ano quN inperceilihile che lo sosliene
e lo anduce fitwi da noi. Lavon per qued'uilino.

Dalla lezione di Martina Frigerio:

s
1
canto dopo giro di prova (warm up) )
F
a
Ia hocea lu
G
E
nel eanlo moderna I
I
a
spalanaare le fauoi per oanlare

fa bocaa hoh Gahla ma artlcola le parole


n
È importante riuscire a mantenere anche nel canto la medesima rilassatezza e mobilità che abbiamo nel par-
lato quindi non è tanto un cantar parlando quanto invece un parlar cantando, un parlare su una melodia, un
parlar intonati.

"Un mio omico che studio conto mi ho confidoto che i/ suo insegnonte Lirico gli ho detto che lo bocco dey'essere sempre
pii) operto mon mono che si offrontono le note più ocute."

È il caso quindi di sfatare il mito che per cantare bene bisogna aprire molto la bocca. Se dobbiamo nel canto non
far altro che "parlare", ogni abbassamento forzato della mascella non solo è innaturale ma anche fonte di tensioni
limitanti; abbassamento che automaticamente si realizza in corrispondenza delle note acute a forte intensità (come
facciamo istintivamente quando parliamo "a voce alta") poiché si rende necessario un ampliamento della cassa e un
arrotondamento del suono.

"Quindi si potrebbe contore anche o bocco chiuso?"

Al momento ti rispondo provocatoriamente di si e rimando il discorso alla lezione l8 del ManualeVol.2' dove
viene appositamente proposto I'esercizio del ventriloquo.

Prova quindi a bocca ferma"pronunciando" le vocali su una nota qualsiasi...

Un altro utile esercizio, solo apparentemente contrario, per capire I'importanza di una voce "indipendente" dalle
labbra è quello di masticare le vocali.

Prova a pronunciare sulla stessa nota le vocali U, O,A, E, I mentre immagini di masticare un maxi hamburger.

"Senti" quanto la posizione del suono non è certo dietro le tue labbra, ma più indietro?

Memorizzala perché sarà la medesima posizione che dovrai mantenere nel cantato.

Ai niei dlieyi innlo senpn:'kina di aprin la


hocca, inpanb a cnbre". Puoi riconwceru in qu*
sù frax più xnsi na qaello ùe voneitu cogliessi,
in lhna con quetu capiblo, à dn il mto sih akove dalla bocca...

Dalla lezione di Silvia Natoli:


canto a bocca ferma

-a-
F
E
l[G Ennla Ean mnlila selc 3

E
I
I
a lleni una matita lra i denÌi
e la tua YoGè dlsegnerà ll eanlo

tfr
!,a vooc è un processo lndlpendente rlspe{to l'apetlura della maccella

Dovrebbe esser bastata la lezione precedente a darti un'idea del ruolo che svol-
ge la tua cassa nel tuo canto. Qualora non fosse così, provo a farti fare un eser-
cizio che costringe tutti i miei allievi a venire a lezione con una penna per gli

re
appunti e una "matita per i denti".

Scherzi a parte I'esercizio che vado a spiegarti in questa lezione è di straordi-


naria importanza perché la mascella, nei suoi movimenti (insieme alla lingua) per
rendere "parola" il "suono" proveniente dalla gola, spesso interferisce sulla rilas-
satezza del suono stesso. Per fare in modo che questo non accada, proviamo ini-
zialmente ad escludere tali movimenti articolatori dal tuo parlato/cantato anche
e soprattutto per evidenziarti la posizione del suono. ll movimento della mascel-
la si esclude in maniera molto semplice se tra i denti mettiamo una matita.

La posizione della matita


dev'essere tale da non com-
.rDN La natfia è oflinale perché in essa identi
hnno presa nente una penna, più sci-
promettere la mobilità della volosa, renderebhe difficile il ffienerla senza tensioni.
lingua.

È fondamentale che non vi sia nessuna rigidità.


Testo Strofa "Come fogliett
"Quindi posso muovere lo linguo?"
Devi muovere la lingua sennò le tue parole rimarrebbero È piovuto il caldo
incomprensibili. Ha squarciato il cielo
Prendiamo il testo del tuo pezzo e cominciamo a recitarlo, Dicono sia colpa di un'estate come non mai
ripeto senza nessuna rigidità ma con la massima nonchalan- Piove e intanto penso
ce. Quando ritieni che sia suffìcientemente comprensibile Ha quest'acqua un senso
passiamo a metterlo in musica. Parla di un rumore
Prima del silenzio e poi...
"Devo contore con lo motito?" È un inverno che va via da noi
Certo: con la matita sempre tra i denti prova a cantare la Allora come spieghi
tua strofa cercando di mantenere il suono nella posizione Questa maledetta nostalgia
precedente. Di cremare come foglie e poi
Di cadere al tappeto?

Se *i an pofessionitu, unnrifiownuqeWdstp ùeurela


wcc più diqdlo ùe srehhe arcigltafu ad w pincilinb, pron
ad atfroffin la tua pnsim xùh di prwe w b furd o an il wo
wt uanùbinbrcafiù discrfu'. nnsranagari w unngdo Hbhoca(senpre tùt-
rahenb ta i denti).

Da,a'"'.'ff;1:Tf::-eides:
)
tr
iltu
canlo Denan malila G
E
-I
Q
ma uha cohsapevole::a In pIù

Provlatno a lrrrroyere la bocca sehaa dlsftrbare Il canto


tl
Siamo quasi pronti per il canto.

Proviamo a togliere la matita per gradi: mentre canti la tua strofa metti e togli la
matita, rispettivamente una frase con e una senza.

Testo Strofa "Come fogliett


È piovuto il caldo
Ha squarciato il cielo
Dicono sia colpa di un'estate come non mai
Piove e intanto penso
Ha quest'acqua un senso
Parla di un rumore
Prima del silenzio e poi...
E un inverno che va via da noi
Allora come spieghi
Questa maledetta nostalgia
Di tremare come foglie e poi
Di cadere al tappeto?

Se "senza matita" senti che il suono rimane nella posizione che avrebbe "con mati-
ta" allora sei pronto per provare a cantare.

tlellebe seùtu di sfitdio elo pnw,


tienixnpre acutu ale um nùb
ctsi datatan un inputttilissino pr
allronbre una fiase o un passaggio dlfficih.

Dalla lezione di Sylvia Piacenza:


canto senza matita
2
-E-
inlerprelazione
Prove prailahe di abbandono

Nonostante questo libro sia scritto da un tecnico vocale, mi piace continuare a pensare e a ribadire che non esi-
ste canto senza cuore, senza emozione. Ecco perché in quest'ultima lezione del Vol. I (non potendo dar per scon-
tato che vorrai completare iltuo livello base acquistando e studiando ilVol.2) devo anticipare un discorso che suo-
nerà forse prematuro ma che è fondamentale per ogni cantante, anche se alle prime armi.

ll canto è un atto d'amore!

Attraverso la voce cantata, la voce "che non produci" ma che esce autonomamente da te, metti il tuo universo
emozionale nelle mani di chi ti ascolta. È un processo che ti rende contemporaneamente vulnerabile ed inattacca-
bile, timido e spavaldo... smarrito nella magia dell'arte. ll fine primario è emozionarti per emozionare, e I'unico
modo per permettere alle tue emozioni di avere la meglio sulla tua ragione è staccare ogni forma di pensiero. Come
dico ai miei allievi, finché si fa tecnica bisogna tenere la massima concentrazione ma poi quando si canta la mente
deve tacere per far parlare il cuore.Tanto più che le nozioni tecniche fin qui apprese, oltre a quelle che ancora impa-
rerai, si concretizzeranno al meglio se non ci penserai.

"Quindi perché tutto questo percorso per poi non pensore o nullo?"

È il segreto del canto: vocalizzare, capire lo strumento voce ed esercitarti il più possibile per poi, nell'atto cantato,
nel canto, abbandonarti totalmente ad esso nella speranza che l'impianto tecnico allenato precedentemente ti
sostenga i nconsciamente.

"E se ciò non owiene?"

Vuol dire che è ancora presto per"librarti nel vuoto", ma continua e continua a provarci con I'adrenalina e I'entu-
siasmo di chi si tuffa con il bungee jumping.

"Mo come posso interpretore al meglio la strofo che obbiomo studioto?"

L'interpretazione è una "faccenda" da professionisti; per parlarne dal punto di vista didattico si dovrebbe richiede-
re una consapevolezza tecnica che permette infatti di "staccare", tanto è vero che le dedico un capitolo nel mio libro
Professione Cantante.Vedo comunque di darti qualche dritta:

l. lmpara il testo a memoria


2. Evidenzia le parole e/o le frasi che senti più tue e... lasciati andare

Giunti a questo punto preferisco non darti nessun esempio in maniera tale da lasciarti completamente libero di
interpretare il brano a tuo piacimento.

"Mo se non mi concentro mogori sboglio..."

Non è importante, è di gran lunga preferibile un pezzo che emoziona seppur cantato non perfettamente al mede-
simo pezzo cantato bene ma che lascia indifferenti.

t--26-t
EaPParLo anling

Per qualsiasi domanda o quesito puoi contattare me ed il mio staff sul sito:

www.tecn icavocalemoderna.it

e nello specifico all'indirizzo:


infotecnica@tecnicavocalemoderna.it

Nel più breve tempo possibile cercheremo di risponderri per accompagnarti


nel meraviglioso viaggio alla scoperta della voce.

certo, tu avessi un insegnante qualificato sarebbe tutto molto più semplice.


se
se invece hai già un insegnante, stai con lui mettendo in "voce" questo manua-
le e hai comunque domande puoi contattarci tranquillamente, anche se sareb-
be più costruttivo che tu ci facessi contattare direttamente dal tuo insetnante.

,rz1
EDnLenaLi erJlra

it*
Sono oltremodo orgoglioso di presentarti alcuni dei miei allievi che hanno par-
tecipato alla realizzazione dei contributi audio-video di questo manuale.

Hai già avuto modo di conoscerli nelle lezioni, ora li sentirai in versione"da stu-
dio" nell'interpretazione di un brano intero registrato "al volo"; credo sia
un'ottima occasione per ringraziarli della loro disponibilità e della fiducia ripo-
sta in questi anni nella mia metodologia ma anche, e soprattutto, di dare a te
un'idea di dove potrebbe condurti il percorso di tecnica vocale moderna, indi-
pendentemente dallo stile che sceglierai.

Ti presento:

Silvia Veronica Tria cantante Gothic Angel Sarah McLachlan

Sigal Chameides cantante Musical NewYork Liza Minelli


Silvia Natoli cantante Pop Come foglie Malika Ayane

Sylvia Piacenza cantante JazzlSoul Over the rainbow Eva Cassidy

Sonia Dellorco cantante Liscio ll mio amico Anna Tatangelo


Stefano Castagna cantante Metal The waitx Balrog

Buon ascolto!

* Tuni i pezzi sono stoti registrott editoti e mixoti do Attilo Forovelli o porte I'ultimo, inedito,
che è stoto reg,stroto presso /o Studio-X di Busto Arsizio (VA) doTommoso Colombo.

Un ringraziamento particolare a:

Lucia Corsi
Laura De Carli
Martina Frigerio
e naturalmente a Franky House
per il suo straordinario lavoro
nella realizzazione del DVD
EDnclusione

,f$j
Ben arrivato alla conclusione di questo primo manuale.

Se ci sei arrivato pagina dopo pagina avrai "toccato con mano" la respirazione
e I'impostazione vocale di base che ogni cantante dovrebbe avere aldilà del
tenere e dello stile da lui interpretato. Hai cominciato a sentirti, ad emettere
la tua voce di petto, avocalizzare con metodo,a metterti in postura e soprat-
tutto a capire che il suono non va prodotto quanto invece assecondato. Dico
"cominciato" perché il canto è una matrioska con tantissime, infinite, bambole.
Con questo primo manuale hai cominciato, spero, a scoprirne alcune. Sta a te
e alla tua passione scoprirne sempre di più.

"Come continuore oro?"

È naturale che io ti inviti a proseguire il tuo percorso studiando anche il volu-


me 2, complementare a questo manuale, perché tu possa avere almeno una
minima consapevolezza della voce di testa e soprattutto della tua derivante
voce mista, che potrai utilizzare in tutto il repertorio moderno. Nel prossimo
volume vedremo anche le possibili"posizioni" e "variazioni" della tua cassa che
ti permetteranno di cantare un po' di più e ti darò le basi concrete per affron-
tare il livello avanzato proposto nel mio metodo "Professione Cantante".

"E se mi cercossi un insegnonte?"

Credo sarebbe la scelta più saggia poiché la voce è uno strumento molto com-
plesso e la sua scoperta, educazione e perfezionamento necessitano della guida
di un insegnante competente. Non avrai difficoltà a trovare un insegnante
moderno, e sul sito indicato sopra sarà presto disponibile una lista con gli inse-
gnanti consigliati a seconda della loro regione di appartenenza. Quello che for-
temente ti Sconsiglio è di farti assistere da un insegnante lirico perché il canto
moderno e la tradizione lirica italiana distano anni luce.

Che altro dirti?


ln bocca al lupo!

Andreo losoni
iI Easling

Mi sembra utile includere in questo manuale un'appendice dedicata ai casting,


sempre più d'interesse anche dei principianti.

ln questo primo manuale rimarrò abbastanza sulle norme generali, postici-


pando lo specifico musicale al secondo volume.

Che cos'è un Costing?


Un Casting è per una produzione teatrale/televisiva I'occasione per scegliere
i propri artisti e per te la possibilità di rendere visibile il tuo talento, la tua pro-
posta musicale, la tua identità vocale.

Come si occede od un CostingT


trovi in edicola, il web è la maggior
Beh, al di là delle riviste specializzate che
fonte di informazione per sapere quali Casting vengono organizzati,le sedi, gli
orari e le modalità di iscrizione. Basta digitare Casting,Audizioni, Provini, ecc.
nei motori di ricerca per avere decine e decine di siti ricchissimi di informa-
zioni. Un unico consiglio, dubita sempre di chi ti chiede soldi per provinarti poi-
ché anche le più grandi produzioni organizzano selezioni a titolo interamente
gratuito.

Chi si può presentore oi Costing?


ln genere ogni produzione, in relazione a "quel" e a "chi" cerca, mette dei
paletti sottoforma di requisiti per fare una sorta di pre-scrematura, es: età,
akezza, estensione vocale, ecc.Anche nel caso tu abbia i requisiti richiesti ti
consiglio, prima di proporti ad un Casting, di chiederti "Chi sei?","Qual'è la tua
proposta artistica?", poiché è sempre più in piena il fiume di cantanti scompar-
si nel totale oblio dopo qualche gloriosa (n.d.r inutile) apparizione televisiva.
ln questi anni, trovandomi spesso nel ruolo di selezionatore di cantanti, tra
rari casi di candidati talentuosi e preparati, ho purtroppo riscontrato il pro-
gressivo aumento di ragazzi poco preparati, sproweduti e disorientati che
vedono nel Casting e nella produzione che I'organizza il loro unico scopo! Per
alcuni I'entrare nel tubo catodico sembra essere addirittura I'unica ragione di
vita! Pazzesco...

Dimmi di più...
La televisione, e il mondo dello spettacolo in genere, si "prendono" il tuo
tempo e spesso i tuoi sogni per i loro format e per i loro copioni; e va bene
così, in fondo è una tua scelta provare ad entrarvi, ma almeno cerca di sfrut-
tarli a tua volta rendendo visibile e concreto quello che andrai a fare Dopo che
un televoto, un giudice o un autore ti avrà rispedito a casa! Quello che sto
dicendo è che la televisione e il mondo dello spettacolo non "rimborsano" chi
non ha proposte!
Se hai invece una proposta musicale (una gran voce o dei gran bei pezzi che
meritano di essere sentiti) studia, appassiònati, coltiva e nutri la tua "arte" con
curiosità, e preparati adeguatamente ai Casting che sono, non momenti di
gioco, ma reali e concrete occasioni professionali; in quanto tali non è detto si
ripetano.
iI Easling
.t$j
Qualche consiglio per il giorno del Costing?
'Vai a letto presto la sera prima perché un buon riposo è un buon inizio,
soprattutto quando si "parla di voce";
'Vestiti in maniera sobria, con semplicità, evitando look troppo volgari, almeno
quanto quelli troppo eleganti; in ogni caso cerca di essere coerente con il tar-
get del provino;
'Fai una colazione leggera ma nutriente;
'Portati una mela e dei crackers per un eventuale spuntino/pranzo, una botti-
glia d'acqua naturale da 1,5 I poiché, aldilà che ti abbiano daro un orario o
meno, I'attesa può essere lunga e la gola deve rimanere idratata, per il mede-
simo motivo portati una sciarpina di seta anti-aria condizionata e un cappelli-
no parasole in caso di prolungata attesa all'esterno;
'Arriva puntuale, meglio se un pò in anticipo, poiché la puntualità è sinonimo
di rispetto, serietà e professionalità, ed inoltre ti permette di prepararti ade-
guatamente all'esibizione (vedi consigli ed esercizi nell'apposita sezione del
secondo manuale);
'Sii educato e rispettoso con la commissione esaminatrice, disinvolto e spon-
taneo;
' Sii te stesso, senza nessuna forzatura, rilassato e fiducioso nelle tue possibili-
tà, tranquillo e deciso;
. Porta tutto il materiale che puo "arricchire" la tua performance: book foto-
grafico, composit ed eventuali curriculum, videobook, ecc.

E se c'è uno telecomero?


Rimani tranquillo, per quanto ti è possibile, e cerca di gestire le emozioni; fai
quello che sai fare senza strafare, senza eccedere, senza troppa ambizione.
Guarda in camera e muoviti con disinvoltura ricordando che al prodigarsi in
un'audizione tecnicamente ineccepibile ma banale e preferibile trasmettere
emozioni e dimostrare di avere carattere.Anche se non devi dimenticare che
sarai valutato in primis nel cantato.

E se mi congedono conil clossico "le foremo sopere"?


Non confidare troppo che ti richiamino. Oppure, se come me credi ai mira-
coli, mentre aspetti la chiamata non sprecare tempo invano e continua a farne,
di Casting intendo. ln caso di esito negativo che si concretizza generalmente
con un'assenza di ricontatto da parte della produzione, non demoralizzarti e
cerca di affrontare il prossimo provino con I'entusiasmo della prima volta.
Sono tantissimi i personaggi famosi "bocciati" ai loro primi Casting. Come
loro, non scoraggiarti, ma continua a studiare, a provarci e a crederci!

Come un esorne universitorio.


lnfatti: potrei dire che I'energia, la preparazione, il talento, la simpatia e il cari-
sma sono le materie fondamentali e non complementari del tuo esame di
ammissione al mondo dello spettacolo!

Quonte cose... E se non riuscissi o pensorne più di unoT


Una regola su tutte? "Nessuna regola!"

[il
Ioop masieali

INTRODUZIONE Ol base4_am7 .
LEZIONE I chill out .
LEZIONE 2 la freccia nera .
LEZIONE 3 Ol base 6ll_V_l_Vl7 *
LEZIONE 4 Ol base 5 cmajT_ebmajT :t

LEZIONE 5 organic .
LEZIONE 6 placebo senza melo .
LEZIONE 7 grooYint .
LEZIONE 8 the blues sound .
LEZIONE 9 Ol basel_Em *
LEZIONE IO allegria .
LEZIONE ! I la freccia nera .

LEZIONE I2 Ol base 6 I!_V_!_VI7 *


LEZIONE I3 O! base 5 cmajT_ebmajT *
LEZIONE I4 organic .
LEZIONE I5 dance funker .

LEZIONE I6 placebo senza melo .


LEZIONE I7 chill out .
LEZIONE I8 the blues sound .
LEZIONE I9 OI basel_Em *
LEZIONE 20 allegria .
CONCLUSIONE Ol base4_am7 *
CREDITI dance funker .

t = Carisch - La Chitarra SolistaVolume 2 - MassimoVarini


, = Fabrizio Rispoli
7
c cmrdinata da
l{assiro Yarini
L'obiettivo di questo manuale è quello di guidarti
scoperta de[[a tua voce e deI tub canto.
-Detto
nei primi passi a[[a
semplicemente, di insegnarti a
cnrÉln con la tua voce naturale, senza fatica alcuna, i tuoi hrani preferiti, indipendentemente
dal loro genere. Utilizzando questo metodo avrai a disposizione alcuni
non ti lasceranno "solo" nel tuo percorso di apprendimento, quati,

Manuale con 20 lezioni


"strumenti didattici" che

scritte in maniera semplice, con un lessico "cottoquiale" per facilitarne la comprensione, arric-
chite da foto, diagrammi e spartiti. Alcuni simboti, contenuti in specifici boxes prima di ciascu-
na lezione, ti aiuterann0 a c0n0scerne ['argomento e c0me affrontarlo, [a "[ampadina",
l"'occhio", [a "caramelta", ecc., semplificano [a navigazione all'interno del manuale avvicinan-
do l'interfaccia grafica atte esigenze più moderne;

IlYll video con le 20 lezioni


spiegate con un tinguaggio immediato ed intuitivo, senza troppi giri di parole, reso ancor più
chiaro da innumerevoli esempi, vocalizzi e frasi cantate per fornire uno strumento utilissimo a
colmare le lacune inevitabiti di uno scritto su[[a voce;

Uocalizzi in tonalità ditferenziata uomo-donna


in coda alle lezioni più "cruciali" per permetterti di cimentarti con i primi vocalizzi ne[[a tona-
lità a te più comoda;

Contenuti speciali
in cui vengono proposti alcuni brani di generi diversi interpretati da altrettanti eterogenei a[[ie-
vi, per darti una dimostrazione concreta di come I'impostazione della tecnica vocale moderna
sia comune a tutti gti stili moderni (pop, rock, musica[, metat, iazz, ecc.);
Appendice dedicata a consigli e indicazioni per la preparazione ai casting

Supporto 0l{ LIIIE e 0ll SITE


un forum sul sito www.tecnicavocatemoderna.it dedicato a tutti i cantanti e gli attievi che cer-
cano risposte riguardo il canto e [e sue infinite sfaccettature; utilizzando poi un indirizzo emait
dedicato è possibite ricevere assistenza tecnica per prohlemi vocali, riferimenti per insegnan-
ti, foniatri, ecc.

"Ci vediamo su Rai


Ail0REAIllSllXI in qualità di vocalist ed arrangiatore vocale ha partecipato a molte trasmissioni Rai tra cui,
Uno", "Alle 0ue su Rai Uno",'Ci vediamo in Tv", "Paoto Limiti show", "Speciale Battisti", "Tappeto volante".
Ilal 2000 è tenore del gruppo Kalivokati (ex Seivocisei) con il quale tiene concerti vocali in tutta ltalia e con il quale è stato ospi-
te del programma'W radio 2- di Fiorelto. lntensa la partecipazione a convenctions e I'attività in studio per la registrazione di
jingtes pubblieitari, sigle tv e contrihuti audio' tra gli ultimi. "Sanremo '04", "La Grande Notte, ediz. '02/'03 e '03/'04". "0uelti
che il calcio... edizioni'03/'04, '04/'05 e '05/'06-, "L'lsola dei famosi".
Andrea Tosoni insegna Tecnica Vocale Moderna nel suo studio di Milano.
Detiene inoltre la Cattedra di Canto moderno atl'Accademia Musicale di 0sio (Bergamo) e a[ Teatro Primo Studio Scuola
lnternazionale di leatro Cinema e Recitazione di Milano.
'Amici" di Maria de Filippi.
tlet 2008 ha affiancato il M" Peppe Vessicchio e il suo staff insegnanti nella selezione dei ragazzi di

-;#e tsBN 978-88-507 I 6-35-7

Carisclr
CARISCH S.p.A. ,tl[xx[uJil|xnil][[il
ir :' : : ,

I ,rrr1,1, , \ I, ,,,2 i',, ,


f ML 3ozsTy, l