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Musica • Tutte le classi • Lezione 1

SONO IL GALLO

Introduzione
Imparare i rudimenti del linguaggio musicale nelle prime classi della primaria,
così come la lettura e la scrittura di questo ricchissimo idioma, non è difficile. È
vero però che, se non conosciamo a fondo gli elementi musicali che vogliamo tra-
smettere e non abbiamo a disposizione un metodo strutturato, chiaro e lungimi-
rante che consenta di sviluppare ciò che proponiamo a piccoli passi, sicuramente
ci troveremo davanti a un insuperabile labirinto.

Fasi del lavoro didattico

1. Percezione del tempo o pulsazione camminando


2. Ascolto, canto e intonazione delle prime note sottolineando l’intervallo di
ottava (da gestualizzare sul chicchirichì)
3. Coloritura del gallo con matite colorate
4. Disegno delle due note DO alto e DO basso sul pentagramma
5. Lettura del testo e del pentagramma

Fase 1. Partiamo analizzando gli elementi cardine che dovremo portare alla luce
per sensibilizzare i bambini all’ascolto consapevole. Il tempo è senza dubbio il
punto di partenza. Per spiegarlo diciamo: il tempo è sinonimo di pulsazione,
pertanto è il cuore della musica! Chiediamo ai bambini di appoggiare una mano
sulla propria gola per sentire il battito cardiaco e poi di “camminare” su quella
pulsazione. Considerate le piccole differenze di pulsazione tra uno e l’altro, sce-
gliamo insieme un battito “medio” comune. Possiamo usare il tamburello per
battere l’andatura e far camminare tutti alla stessa velocità.
Possiamo anche far battere le mani ai bambini mentre camminano. Teniamo pre-
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sente però che questa scelta implica una concentrazione superiore, che spesso va a
scapito della precisione. Proponiamo di far battere le mani solo dopo che si è ap-
purato che la camminata segue alla perfezione il tempo imposto dal tamburello.
L’andatura a passo medio e naturale in musica si chiama andante e si esprime
con questa figura ritmica . Disegniamola alla lavagna e chiamamola TA (cellula
ritmica da un tempo).

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È fondamentale sapere che con questo percorso didattico non insegneremo i va-
lori delle note frazionandoli, ma semplicemente per raddoppio e dimezzamento.
L’assimilazione sarà immediata e naturale!

Fase 2. Ascoltiamo la canzone Sono il gallo (disponibile su file mp3): la voce


intonata e pulita di un cantante professionista sarà un’ottima guida per le giovani
orecchie.
Assicuriamoci che i bambini conoscano il significato delle parole gorgheggiare e
sorgere, facendo altri esempi linguistici affini.
Battiamo sul banco le mani “a tempo” come se le mani fossero le zampe del gal-
lo che cammina, poi stando in piedi battiamo il tempo sul posto (ancor meglio
camminando).

Sulla prima parte del chicchirichì, ci fermiamo e alziamo le mani in alto; sulla
fine della parola chiii ci pieghiamo facendo toccare le mani a terra. Questo
gesto va ripetuto qualche volta in modo che i bambini imparino bene le pa-
role a memoria, intonino correttamente e sentano la pulsazione (il tempo) in
tutto il corpo.

Dopo due o tre ripetizioni i bambini possono non aver ancora assimilato tutto
(parole – intonazione – tempo e fermate). Per non rendere noioso l’esercizio, ripe-
tiamolo in modi diversi: per esempio, muoviamoci in cerchio camminando verso
il centro e verso l’esterno; a coppie, uno batte il tempo sulla schiena dell’altro a
turno (possiamo provare anche frontalmente: a turno un bambino tiene le mani
ferme e l’altro batte; se entrambi gli alunni battono in contemporanea, il risultato
sarà scadente e impreciso).

Fase 3. Distribuiamo la scheda 1 e invitiamo i bambini a colorare il gallo con


i pastelli colorati (non con i pennarelli!). Impariamo a disegnare le note su carta
bianca, sottolineando che la forma delle note non è tonda ma ovoidale, come
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quelle che affiancano l’immagine del gallo.

Fase 4. Consegniamo la scheda 2. Osserviamo insieme il foglio pentagramma-


to. Contiamo i righi (in musica sono maschili… guai a dire le righe!) dal primo
in basso al quinto più alto e disegniamo, copiando i 2 DO, come da esempio:
quello alto nel 3° spazio e quello basso sotto il rigo contare quante note ci sono

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tra i due DO:

DO 1 RE 2 MI 3 FA 4 SOL 5 LA 6 SI 7 DO 8.

Assegniamo quindi ai bambini un compito: imparare a memoria le note della


scala di DO “andata e ritorno” (quindi anche DO SI LA SOL FA MI RE DO).

Le note si disegnano come ovetti e non come cerchietti e vanno tracciate con
precisione sul rigo (uno solo) o perfettamente dentro lo spazio (diversamente
non riusciremmo a dare un nome alla nota).

Fase 5. Consegniamo la scheda 3 con il testo della canzone e lo spartito musi-


cale. Quest’ultimo durante le prime lezioni serve solo come dimostrazione visiva
di come la canzone che gli alunni hanno cantato può essere scritta, in una sorta di
imprinting visivo che via via diverrà sempre più consapevole. In questa prima fase
i bambini possono contare i righi e gli spazi dal basso verso l’alto e riconoscere la
chiave di violino e i due DO (alto e basso).

Per proseguire…
• Facciamo riascoltare la canzone almeno una volta alla settimana e cantiamola
tutti insieme, inventando di volta in volta qualche piccola variazione per battere il
tempo, oltre che camminando, anche sul corpo o con le mani, poi camminando
e battendo le mani.
• Rispettando il ritmo proviamo a inventare una nuova strofa, magari anche spiri-
tosa, per esempio: Al mattino quando mi sveglio tutti quanti voglio svegliar... Questo
primo suggerimento può dare origine a una catena creativa (sulla scorta di Gianni
Rodari e della sua Grammatica della fantasia).
• Invitiamo i bambini ad acquistare un quaderno di musica col pentagramma
grande per poter continuare a esercitare la scrittura delle note e le altre attività
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che via via presenteremo. In alternativa possiamo consegnare il pentagramma


della scheda 4.
Claudia Mattiotto

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