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Aumenta il tuo QI finanziario -

Diventa più intelligente con il tuo


denaro (Robert Kiyosaki)
@rvvincelli
Introduzione
Premesse cardine:
• il denaro non è un male

• la tua casa non è un attivo


• lavora sodo, risparmia denaro, salda i debiti, vivi al di sotto delle tue
possibilità, diversifica: consiglio obsoleto, da gold standard
• informazione + istruzione = conoscenza

• senza conoscenza siamo alla mercè degli imbonitori


Il denaro non arricchisce, anzi può portare all’indebitamento ed alla povertà.
Per esempio nella società americana è tipico indebitarsi al 100% di quel che si
guadagna.
Non è l’oggetto dell’investimento - oro, contante, titoli, immobili - che arricchi-
sce, ma la conoscenza finanziaria che uno applica a questi per ottenere di più.
Un grande errore: investire solo negli oggetti e non nelle informazioni del siste-
ma.

Nell’investimento perfetto tutti e tre gli emisferi del nostro cervello sono in
armonia. Soprattutto, il subconscio non ci limita con paure infondate.

I soldi non fanno la felicità, ma...


La storia del padre di Robert: un forte indebitamento che preclude le aspirazio-
ni, un fallito tentativo di diventare ricco in poco tempo, grandi rimpianti.
I soldi non fanno la felicità, ma l’insufficienza di denaro è certo un problema. E
se non siamo abbastanza forti e convinti di noi stessi finisce per essere il nostro
primo metro di paragone. Certo anche avere troppo denaro può paradossalmen-
te essere un problema: la gente apprezza noi od i nostri soldi? Ed anche, como
posso investirli al meglio?
Il welfare state ha aiutato i pigri ed incatenato ancora di più i poveri intrapren-
denti, cioè coloro just over broke. Lavorare tanto ed immobilizzare tutto quel
che si ha non fa altro che costringerci a guadagnare di più e finire per bloccare
quel denaro extra.
I problemi economici si risolvono con l’intelligenza finanziaria. E, che ci piaccia
o no, la disponibilità di soldi ha un impatto fortemente positivo sulla vita, e

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permette una esistenza qualitativamente migliore. Carrellata di piccoli proble-
mi che diventano grandi problemi: il mal di denti che ci porta in mezzo alla
strada, l’insufficienza in matematica che ci porta a lavorare da McDonald’s, le
carte di credito che portano alla bancarotta. Quando abbiamo un problema,
risolviamolo, miglioriamoci e risolviamone di nuovi. Se la situazione del certo
medio non istruito è difficile, la grandissima colpa è dei governi e delle loro po-
litiche tutto fumo e niente arrosto. E la situazione di una persona in difficoltà
può benissimo avere origine in problemi non economici, ma un miglioramento
economico mette nella condizione di risolvere anche quelli. Infinte, rimanere
poveri è semplicemente avere più problemi che soluzioni.

Gold standard, pensionamenti, ricchi & poveri


La decisione di Nixon di uscire dal gold standard è stata un grosso errore: ha
destabilizzato l’economia introducendo denaro cattivo, cioè valuta. Una valuta
ha valore solo se si muove, se utilizzata per aumentarsi o acquistare oggetti che
valgono. Se rimane parcheggiata, per esempio con un conto risparmi in banca,
non vale nulla, si perde - anche visto come le banche diano interessi ridicoli.
Prima aveva senso accumulare e risparmiare perché quel che avevamo in banca
aveva un valore assoluto effettivo, la copertura aurea. Le regole del gioco sono
cambiate. E continuare a giocare con le vecchie non porta da nessuna parte.

Un altro forte mutamento si ebbe due anni dopo, quando i piani di pensiona-
mento defined benefit scomparvero e vennero sostituiti dai piani a contribuzione:
in essenza, non si ha la garanzia di entrate costanti fino alla morte perché si
prende solo quel che si è versato, e può finire prima. E questa para negli ame-
ricani è più grande del terrorismo.
Le risposte dei governi sono cronicamente insufficienti e ricadono sempre sul
sistema del denaro cattivo stesso, tramite l’istituto del debito. Inoltre welfare e
medicare, a detta di Robert, servono solo a risolvere problemi finanziari che il
cittadino medio non sa trattare ma sono un ulteriore peso nazionale.
I ricchi si arricchiscono perché studiano come le regole del gioco cambiano e ri-
solvono problemi a proprio vantaggio. I poveri invece pensano di essere le uniche
vittime del denaro e si ostinano a cercare una risposta nel mezzo stesso e non
nel modo come ottenere più di esso. Inoltre, non mettono in dubbio il proprio
atteggiamento di consumatori. Se i poveri sono vittime del denaro, i prigionieri
del denaro sono il ceto medio. Essi pensano di potere mettersi al riparo dal
crudele mondo economico costruendosi una professione cuscinetto, che li faccia
guadagnare abbastanza. Sono dipendenti apprezzati e rispettati, ma mezz’età
si ritrovano prigionieri dell’ufficio.
In questo passo viene a galla il totale egoismo sociale dell’autore, che vede quasi
il lavoro come una soluzione a problemi, mentre in realtà molta gente lavora
perché ha gusto di farlo, e contribuire alla comunità.
I ricchi invece, grazie al loro QI finanziario, raggiungono integrità ed indipen-
denza finanziaria. Quando incontrano problemi li risolvono, anche avvalendosi
di esperti, ed imparano. E si arricchiscono ulteriormente. Se ci pensiamo, la
stragrande maggioranza, col proprio lavoro, aiuta a risolvere i problemi dei ric-
chi. Salvo poi passare sopra ai propri, trascurandoli, come il mal di denti. Il

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padre povero del libro è chiaramente il padre di Rob, protagonista del bestseller
assieme alla nemesi del padre ricco.
La prospettiva del padre ricco: il denaro è il punteggio dell’anno e strumento
per finanziare nuove sfide finanziarie. Non fine in sè stesso.

Il QI finanziario
Questo QI finanziario ha cinque anime. E secondo lui, conoscere queste anime
e padroneggiare il gioco può diventare una passione in sè, è cosı̀ per il 5% della
popolazione. Il libro è per chi vuole avere il problema dell’eccesso di denaro.
Io ho continuato a leggere, ma è chiaro che questa lettura è frutto della più
spregiudicata mentalità capitalistica americana - tra l’altro la prefazione è di
Trump. Mentre è totalmente mio obiettivo migliorarmi economicamente per una
vita di successo, defuto la tesi di una economia globale diretta ad un’inevitabile
e costante stato di fallimento, stile Africa. Quel che è stato guadagnato dal ceto
medio, lavoratore, è troppo perché il binomio lavoro-stabilità sociale si spezzi.
I cinque aspetti del QI finanziario:
• guadagnare più denaro

• proteggerlo
• impostare un budget per esso
• avere un effetto di leva sui soldi
• migliorare le proprie informazioni finanziarie

L’intelligenza finanziaria è misurabile dal QI finanziario. E’ attestabile infor-


malmente valutando il punteggio dell’individuo, cioè i soldi. QI finanziario e
reale sono in principio indipendenti ma in realtà correlati. Per quanto riguarda
la protezione del denaro, il maggiore predatore è indicato come lo stato con le
sue imposte. In realtà però è il sistema stesso che erode i capitali, per colpa
della svalutazione.
Il budget finanziario è il concetto di uso vs reinvestimento. Guadagnare tan-
to ma spendere tutto non è intelligente. Notare che la prospettiva è avere un
margine da investire, non mettere i soldi in banca. L’intelligenza di leva è sem-
plicemente quanto ci rendono i nostri investimenti. Aperta è la contestazione al
piccolo risparmio e alla diversificazione. In realtà tutti i divulgatori finanziari
concordano su come diversificare non porti a nulla se non su grande scala, per
esempio hedge funds. Mark Cuban arrivò a definire idioti i diversificatori. Infi-
ne, l’informazione. Dapprima una conoscenza di base sul sistema, poi specifica,
magari su un settore. Ed il miglior modo per accrescere il proprio patrimonio
in questo senso è fare da sè, piuttosto che pagare esperti e gestori, almeno all’i-
nizio, quando la complessità è bassa.
E’ ribadito che, ovviamente, il percorso è graduale. Di nuovo, si rinnovano
catastrofici imminenti scenari e la domanda “saresti pronto se”. Le risposte
riguardano il passato, le abilità ed il futuro. Ed in questo libro lo scopo è il
punto cinque, l’accrescimento di un patrimonio di informazione finanziaria.
Sotto forma di una storia, R racconta solo di cose che ha fatto e sperimentato
di persona. Non è detto funzioni per noi tutti, ma per lui sı̀. Ed è comunque

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input rilevante per stimolare la nostra capacità di problem solver finanziari.
L’intelligenza finanziaria, secondo la moderna teoria delle intelligenze, è solo
una delle esistenti, accanto a bruta, psicologica, religiosa eccetera. Ed il denaro
non è la cosa più importante nella vita, ma ben influisce su tutte quelle che lo
sono, dall’istruzione alla salute. Qui si parla solo di tre intelligenze: accade-
mica, finanziaria ed una bizzarra intelligenza medica. Tutti hanno bisogno di
intelligenza finanziaria, anche se in quantità diverse, per esempio milionario vs
pensionato.

Il quadrante CASHFLOW e Robertino

Questi sono i quattro attori del panorama economico:


• Dipendenti

• Autonomi, piccole imprese o specialisti


• Titolari di azienda
• Investitori

Gli appartenenti a T ed I devono tutto alla propria intelligenza finanziaria e


sono giudicati in base ad essa mediante il QI. Purtroppo le conoscenza proprie
dei bagagli T ed I non sono insegnate a scuola ed in realtà neanche tanto al-
l’università. Si formano professioni utili alla società ed oltretutto chi vi lavora
viene da D. Chi comanda poi sa che gli imprenditori verranno sempre fuori,
per esempio l’idea del più bravo degli idraulici, e gli investitori tipicamente non
creano benessere se non per sè, cercando poi sempre di non pagare le tasse =D.
Robert ha un passato interessante fin dagli inizi: membro di equipaggio, soldato
in Vietnam, venditore top alla Xerox. In particolare scelse lı̀ perché voleva ac-
cressere le sue soft skill di venditore ed interpersonali, e loro offrivano formazione
e posto, win-win! Ma aveva già deciso: voleva fare l’imprenditore. Studiando
bene cosa fare prima di lasciare il lavoro per partire con un’impresa - ci ha
scritto pure un libro - parte con un’azienda che fa portafogli in nylon. I grandi
problemi finanziari, ma in realtà d’impresa, che affronta, sono la competizione e
contraffazione a basso costo dall’Asia. Dopo avere venduto ed essersi trasferito,

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si butta nel mercato dell’educazione, con un ottimo successo che gli permette
di fare forti investimenti milionari e ritirarsi anzitempo. Ma, annoiatosi, torna
in pista scrivendo libri e formando la Rich Daddy Company. La sua continua
crescita e successo ripetuti gli sono derivati dal non gettare la spugna e risolvere
questioni sempre più grandi, fuori mano. Questo ha richiesto di superare la
paura, anziché combatterla apertamente, di essere povero. E’ il processo, duro
e faticoso, che ci arricchisce, non il denaro in sè. Obiettivo e processo: diventare
qualcosa o imparare qualcosa di grande, lavorare per arrivarci. In questo viag-
gio, l’intelligenza emotiva non citata prima nel testo è tutto. E’ la forza di non
mollare, gestirsi e controllarsi. Perché come dice Buffett, se non sai controllare
le tue emozioni non sai controllare i tuoi soldi. I rinunciatari non vincono quasi
mai. E lasciarsi andare quando si sta perdendo può buttarci giù. Lasciare il
tavolo quando si sta vincendo, non perché si è perso troppo!! Non permettere
ai problemi di sconfiggerci. Attenerci a quel che sappiamo è l’essenza di una
carriera etica ed utile, forse anche remunerativa, ma non molto eccitante di soli-
to. Se ci sediamo, impariamo sempre di meno. E l’avventura finisce. Sfida non
significa necessariamente rischio fatale, ma dobbiamo essere pronti a perdere,
anche tutto, per rialzarci.
Una grande differenza: D ed A lavorano per la busta paga, mai a gratis, pun-
tando a coprire la voce spese. T e I lavorano per la voce attivo, tecnicamente a
gratis: tutto per incrementarli, questi utili.
Robert svela qualche fatto sugli investimenti suoi e della moglie. Ma ricorda
che è rischioso far sapere quanto e come uno guadagna, specie agli speculatori.
Inoltre, confida che anche nel caso di una crisi fatale, potranno rifarsi tutto, es-
sendosi focalizzati sul come fare il proprio QI forte, piuttosto che sull’arricchirsi
in sè e per sè.
Per chiudere il capitolo, una tirata contro i sindacati. Se è vero che aiutano la
posizione contrattuale degli iscritti, è anche vero concorrono ad un innalzamento
dei costi che porta il capitalista ad abbassare altrove, muovendo per esempio la
produzione all’estero. Questo finisce per creare disoccupazione.

Proteggere il proprio denaro


Per l’autore, è principalemte non pagare tasse. Ma accanto a questo, una stuoia
di graziose creature - insettini ed uccelletti - a simbolizzare chi ci sostiene, dalle
banche alla moglie passando per lo stato. Delle tasse su tasse che paghiamo, non
se ne ha mai abbastanza, ed i burocrati diventano tali perché amano prendere
i soldi, ma non sono per niente buoni a guadagnare. La frustrazione nasce dal
fatto che, anche se sa sopperire abbastanza bene ai bisogni di base della società
civile, lo stato non è efficiente nel risolvere i suoi di problemi, e quindi chiede
sempre più soldi.
Come difenderci, legalmente? Il nostro afferma di non essere contro le imposte.
E dem vs rep? I repubblicani puntano a pagare meno tasse legalmente, i demo-
cratici a voler donare esentasse a chi ha davvero bisogno. Sia gli uni sia gli altri
si indebitano, gli altri alzano le tasse, il che fa i democratici ancora più estranei
agli occhi dei capitalisti certo.
Da Reagan in poi, definito un bravo attore, i presidenti americani hanno fatto
sempre peggio, spingendo un debito pubblico stellare fino in cielo. La barzellet-

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ta dell’agricoltore socialista: tutti vogliono condividere la ricchezza, ma non la
loro, la tua. Il governo non è finanziariamente capace e sa che il popolo non lo
è neanche, perché dovremmo affidare a loro i nostri proventi da lavoro?
Un problema acuto nel nuovo capitalismo: i fondi pensione. Le banche poi,
erano state create per proteggere il nostro denaro, ora goccia a goccia lo rubano
senza che noi praticamente lo sappiamo. Per esempio interesse del 5% sul conto
ma plafond carta al 20% - questa si chiama usura. Di nuovo, siamo invitati a
prendere a prestito per aumentare i nostri attivi, non a tenere i soldi in banca
a deteriorarsi.
“Wall st. è il posto in cui la gente va in Rolls Royce a prendere consigli da chi
va in metro”. “Why are they called brokers? Because they are broker than you!
=D” Se si hanno pochi soldi, i broker migliori non lavorano per te, nè passano il
tempo ad istruirti gratis. Cosa ha funzionato per loro? Gente istruita sopra la
media nel proprio campo, con passione. Gente per cui vale il “put your money
where your mouth is”, che investe in quel che predica e vende. Un buon broker
ha interesse a fare guadagnare entrambi, non solo sè con la parcella. Inoltre
rientrano nella categoria degli evasori fiscali - nelle operazioni il loro costo im-
patta i guadagni e va limitato.
Strategie di tipo trading sono più onerose se fatte da sè ed in grandi quantità,
sia in tempo che in tasse. Chiedersi sempre: questo servizio mi sta rendendo più
povero o più ricco? Mi serve davvero? Per esempio le carte di credito branded
sono quelle dove il grande magazzino o fast food sono broker. Un esempio di
prodotto che arricchisce è un corso, un libro, un bollettino. Uno che ci impove-
risce è un paio di scarpe costosissmo - gli interessi si pagano!
Quando l’amore, o presunto tale, si incontra con i soldi, regna la follia finanzia-
ria. Attenzione alle cacciatrici di eredità! “You must want a prenup! Even if
you have nothing (because in the future you might well have something =)).”
In qualunque ambito una strategia d’uscita è importantissima: matrimonio, so-
cietà, lavoro. Esci prima di entrare!! E, molto importante, non scordiamoci
della dipartita finale - il testamento ci evita di dovere spartire a sconosciuti
avvoltoi, e decidere noi stessi a chi volere dare cosa. Un famosissimo gruppo di
sanguisughe finanziarie è rappresentato dagli avvocati. Sebbene è difficile vede-
re a priori quali possano essere i problemi - dipende dal tuo business - alcuni
consigli:
• non intestare nulla di valore a te persona fisica, per esempio la casa
• stipula una responsabilità civile personale (liability insurance)

• possedere beni ed attivi sotto società per azioni a responsabilità limitate


La storia della Federal Reserve Bank, 1913: da qui in poi, il sistema finanzia-
rio americano, e mondiale - essendo l’America il paese più ricco al mondo -
fu sabotato, e si inaugurò un sistema sofisticato e studiato per centralizzare il
potere economico - the gross universal cash heist. Ma chi siede nel board, di
chi è questa banca? Un grande esempio di magna magna multimillionario: il
prescriptio drug benefit bill ed i senatori che vengono assunti dalle multinazio-
nali farmaceutiche. Quindi, “if you cannot beat them, join them” ed inizia a
proteggere per bene il tuo denaro!! Non è detto che le nuove regole del gioco
del denaro siano giuste, forse non lo sono. Ma hanno portato ricchezza globale.
E’ difficile pensare che il sistema si cambi da solo, combattere contro il vento

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che aziona questi mulini a vento è impensabile, ma capire le regole del gioco e
giocarlo bene è fantastico.

Il budget
Vivere al di sotto delle proprie possibilità non porta all’arricchimento. Un
budget è un piano per l’allocazione di risorse, di solito economiche. Parliamo
di:
• disavanzo
• eccedenza
Disavanzo si ha quando si spende più di quel che si guadagna! Quando questa
strategia trova una battuta d’arresto, il padre ricco sconsiglia di tagliare le spe-
se, ma piuttosto aumentare il budget, quindi le entrate, per esempio il reddito
da lavoro.
Lo stato, quando non può tagliare le spese od alzare le tasse, emette buoni del
tesoro. Quando un’impresa è vittima del disavanzo invece, dovrebbe cercare
di vendere di più. Per un individuo, un disavanzo letale porta al fallimento.
Questo è comune negli Stati Uniti.
Un eccesso di reddito, eccedenza, si ha invece quando gli introiti, dopo la coper-
tura delle spese, non sono totalmente corrosi. Non deriva necessariamente da
risparmio sulle spese. Negli stati un’eccedenza è un’utopia. E quando succede
in una parte delle sue operazioni, quel centro di costo si vedrà ridotto il budget
al periodo successivo. La mediocrità è ripagata invece che l’eccellenza. Come
già visto, il democrativo tende ad investire in un’economicamente fallimentare
campagna come Medicare mentre i repubblicani amano stampare valuta.
Quando un’azienda è in eccedenza, può fare investimenti strategici o comprare
le proprie azioni. Un individuo invece può:
• aumentare le spese

• ridurre il debito
• aumentare gli investimenti
Il nirvana del QI 3 è aumentare il reddito senza ridurre le spese.
Dan di Atlanta: ricco non vuol dire sano, disavanzo vs eccedenza è il punto.
Bisognerebbe risparmiare, investire, pagare le spese - in quest’ordine: pagare
prima se stessi quindi! Ma tipicamente invece il ceto medio cerca, in termini di
priorità, di:
• procurarsi un lavoro molto remunerativo

• pagare mutuo ed auto


• pagare le bollette
• risparmiare ed investire

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Quindi le priorità sono capovolte! E cosı̀ è difficile mirare all’eccedenza Ma
questo cosa significa quindi? In pratica, dice Robert, forzarci a pagare prima
noi stessi, poi gli altri, sia anche il mutuo della casa. Cosı̀ facendo, mettiamo al
primo posto noi stessi. Nel mio caso nella pratica sarebbe facile perché ho una
tolleranza di sei mesi dalla banca e posso automaticamente accendere e spegne-
re il prelievo del mutuo. Indubbiamente, l’idea del “pay yourself first” è molto
interessante. In particolare Robert e moglie risparmiano un anno in contanti e
lo mettono in exchange traded funds su oro e argento, cosı̀ anche da essere meno
tentati da attingere in tale liquidità. Con questa strategia, i nostri si trovano
ben presto a corto di denaro. Bene cosı̀ dice, hanno avuto modo di esercitare il
QI numero 1 prima nella vita, piuttosto che tardi, in età da pensione.
La cosa divertente è che nessuno “grida” contro noi stessi se non ci paghiamo,
se non salviamo qualcosa. D’altro canto, le banche urlano contro di noi, e ci
intimoriscono. Non lasciamoci spaventare, ma usiamo questo come motivazione
extra!
Le spese discrezionali sono la cartina tornasole della maturità finanziaria - birre
o corso di istruzione finanziaria?? E’ chiaro come già avere una casa ed un’auto
ci porta via un sacco di risorse - cosa rimane del nostro stipendio?? Dobbiamo
cercare di ottenere attivi dai nostri passivi. Cosı̀ facendo, possiamo coprire pas-
sivi, anche importanti, di lusso per esempio. Se vogliamo beni di lusso cospicui,
dobbiamo prima creare attivi cospicui per finanziare, non necessariamente paga-
re direttamente, tali lussi. Altrimenti come possiamo “acquistare attivi”? Ecco
un esempio: se voglio una macchina da 200K$, posso pagarla cash direttamente
con i contanti che ho. Ma non è molto intelligente. Cosı̀ facendo, brucio 200K$,
non li ho più per prendere un bene che già alle chiavi in mano ha perso 25%
del suo valore. Il padre ricco invece non uccide il desiderio di avere la Bentley,
ma dispone di investire la somma e raddoppiarla, in modo da mantenere quella
somma sı̀, e con i proventi del raddoppio comprare l’auto. Pensandoci, il desi-
derio del benessere lo usiamo come leva per motivarci di più.
Perché invece normalmente, in tempi difficili e di pressione, le persone, ma an-
che le aziende ed i governi, tagliano le spese, quando mettere i remi in barca e
quivale a sopravvivere e basta? Impostare un budget significa: usare quel che
si ha, o non si ha, per creare un’eccedenza di denaro, e rendere la nostra vita
migliore. Questo approccio porta ad un percorso lento ma sicuro. La povertà
anche, deve divenire una opportunità. Anche un debito cattivo, quindi uno le-
gato ad un bene dal quale nessun introito può o potrà mai venire, è una grande
opportunità: estinguerlo ci migliora tanto.
Una vita dura è positiva se ci rende più intraprendenti. E dei nostri guadagni,
più è alta la percentuale che dirigiamo verso la colonna degli attivi, meglio è:
paghiamo noi stessi!
Gli alti e bassi del mercato non influiscono sul motivo per cui investo o su ciò
in cui investo.

Controllo e leva
Possedere controllo e leva fa la differenza tra un investitore passivo ed uno
attivo. Dopo il cambio del gioco negli anni settanta, la maggior parte degli in-
vestitori può solo fissare impotente gli uragani finanziari come quello del 2007,

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con -400% in una seduta. Questa impotenza ci rende vulnerabili, specie in età
pensionistica. L’atteggiamento della leva finanziaria invece ci permette di fare
lavorare i nostri soldi per generarne altri. Con la leva si fa di più con meno. La
leva è una proporzione di quanto un investimento ci è supportato da terzi. Per
esempio, se compro una casa da un milione e la banca mi dà 500 mila, la leva è
uno a due. La leva è rischiosa se non si ha sufficiente consapevolezza e controllo
dell’investimento - stiamo parlando comunque di un debito.
La leva ed i suoi circoli viziosi sono alla radice della strage subprime. In America
la ricchezza di una persona è pesata sul suo patrimonio netto (net worth) coi
possedimenti (case, auto, azioni, cash,...) esclusi i debiti. L’avere una casa di
valore un milione, per il net worth, con o senza debiti, non fa alcuna differenza.
Inoltre beni come le case hanno valori gonfiati, le stime sono arbitrarie, ma il
prezzo è fissato dal valore effettivo solo quando si va a venderla. Infine case,
vestiti, gioielli ed auto possono anche essere beni al ribasso ed in costante sva-
lutazione.
La nostra economia occidentale si può definire “della fiducia”. Il valore è costrui-
to sul debito, non sulla produzione, e la gente è felice finché ha cose, l’essenza
del consumismo. Robert dà l’esempio di un acquisto di un immobile da 300 ap-
partamenti come investimenti dall’ottimo controllo e leva. Leva perché la banca
gli ha finanziato l’80%, controllo perché è un investimento diretto - può fare
operazioni per aumentare il valore del tutto, direttamente. Il valore è attribuito
dall’inquilino, non dal mercato. Quel che paga è effettivamente quel che pensa
sia giusto. Una serie di condizioni al contorno rende l’investimento promettente,
per esempio penuria di abitazioni per il college. Ci dice anche che invece acqui-
sto di un’abitazione è un brutto acquisto perché non abbiamo controllo alcuno
- il valore è dettato dal mercato.
Sebbene nel suo caso abbia effetto diretto con la gestione degli affitti, non è vero
il suo investimento è totalmente immune dal mercato. La leva su investimenti
dove si ha il controllo non è rischiosa. Lo è su investimenti dove non lo si ha,
tipicamente quegli investimenti “ad alto rischio” che i broker ci sconsigliano.
Una leva può fare partire un investimento importante ma con il controllo e l’e-
sperienza si può dare inizio ad un flusso di entrate da godere individualmente,
senza dovere pagare terzi. Per esempio, R spiega come una serie di migliorie
sistematiche e già pianificate lo portano su questa strada. La diminuzione delle
spese di gestione è anch’essa legata al particolare tipo di investimento. Per gli
immobili si tratta per esempio di agglomerare le spese di back office, instaurare
contratti vantaggiosi con le imprese di gestione ed i fornitori di energia.
Investimenti cartacei come azioni ed hedge sono tipici esempi di non controllo,
ed in più sono esposti a poste straordinarie, come aumenti dei costi di gestione
per la cresta di un manager avido. La possibilità di ridurre debiti od abbassare
i tassi è un esempio di leva indiretta. Secondo Robert, investire puramente in
azioni, obbligazioni e carte è negativo, perché, come detto, non si ha controllo.
Ed è preoccupante a maggior ragione in un mercato di alti e bassi.
I sette punti cardinali di leva e controllo.
1. La leva principale è il debito - qualcun altro ci presta i soldi per fare qualco-
sa. Ma non è l’unica, basti pensare ad un alto IQ finanziario: se ha un influsso
diretto sul nostro potere di investimento, allora è come una leva.
2. Gli investimenti cartacei, specie se delegati a broker e simili sono poco pro-
duttivi e lasciano controllo limitatissimo: una rendita del 5% pre-tasse ed erosa
dall’inflazione non è granché.

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3. Aumento dei rendimenti non significa aumento del rischio necessariamente.
Questo vale di sicuro per gli investimenti in borsa, ma non per attività come
imprese od immobili.
4. Un consulente finanziario, tipicamente, non è un investitore. E seguono una
proporzione uno a uno spesso, sia sul lavoro - vengono pagati ad ore - sia nelle
finanze - lasciano tutto in banca.
5. Più istruzione finanziaria, più intelligenza finanziaria. “Lontano dagli occhi
lontano dal cuore” non è un atteggiamento giusto con gli investimenti. Dare il
proprio denaro a terzi e sperare che facciano un nuon lavoro porterà a risultati
mediocri. Accresciamo la nostra conoscenza finanziaria e prendiamo azione.
6. La leva può funzionare in due modi: con o contro di noi. Spesse volte una
leva ci torna contro per condizioni di mercato sfavorevoli. Negli immobili, va-
lutazioni in calo. Se invece ci stacchiamo dai concetti dei valori di mercato ed
attingiamo da valori reali, per esempio affitti, possiamo stare più al sicuro.
7. La diversificazione dei consulenti è davvero diversificazione? E’ vero che
propongono una serie di diversi fondi, dei “multivitaminici”, ma una vera diver-
sificazione si avrebbe investendo anche in non-cartaceo. Sulla negatività della
diversificazione abbiamo già detto. W. Buffett: la diversificazione è una prote-
zione contro l’ignoranza. Ed ancora la protezione offerta da un’assicurazione è
la migliore garanzia finanziaria.
Una leva più curata e sistematica si ha con la focalizzazione, non diversificazio-
ne. Sapere sempre per cosa si sta investendo - utili da capitale o cashflow - e su
cosa - il prodotto o l’operazione.
Investire per utili da capitale, tramite plusvalenze, è molto esposto alle tasse
e rientra come concetto nel paradigma della speculazione - compro un’azione
sperando di rivenderla al doppio. Investire per il cashflow è tipicamente meno
rischioso e più redditizio. E’ di solito associato a progetti e strategie, e per esse
è meno complicato ottenere leva dalle banche
Un trend tipico nella consulenza finanziaria comune è: investire in fondi di cre-
scita (plusvalenze) da giovani ed in redditi e vitalizi da anziani. Questo potrebbe
avere senso.
Tipi di investitori:
• solo plusvalenza, per esempio traders in borsa e flippers nel mercato im-
mobiliare
• cash flow only: entrate fisse, fondi ed obbligazioni, con attenzione alle
tasse
• misto, perché no è possibile avere il meglio dei due mondi
Le tasse in finanza sono ovunque. Ma siccome le tasse le mette lo stato, inve-
stimenti a vantaggio suo sono sgravati - un investimento istituzionale ha una
tassazione minore. Un investimento tutto americano e relativamente sgravato
sono i triple net lease. Un investimento misto potrebbe essere: compro un’azione
che paga un alto dividendo, se il prezzo sale ed ho davvero bisogno di contanti,
vendo (plusvalenza) altrimenti tengo e mi godo il reddito (cashflow).
Un po’ ex abrupto viene piazzato un gruppetto di buone componenti per un
investitore immobiliare:
• buoni soci, perché come dice Trump “non puoi fare un buon affare con
cattivi soci”

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• un buon finanziamento, perché non è solo “locatie locatie locatie”, senza
fondi e leve l’investimento immobiliare non è realizzabile
• trattare: come si dice in finanza, il tuo prezzo alle mie condizioni
• denaro altrui da banche: la banca, con il principio della leva, è un socio
fantastico - tira fuori quasi tutti i soldi e dà 100% - prestito tax free!
• alto rendimento effettivo: abbiamo visto che un investimento può originare
plusvalenze od entrate di cassa - ma il margine ne vale la candela?
Un paio di ragionamenti su questi punti. Se per esempio il prezzo è alto ma il
pagamento è a lungo termine ed a conti fatti con l’inflazione i conti tornano - 30
milioni di adesso saranno 15 tra 40 anni - allora è un buon affare. Un investimen-
to immobiliare ha una gestione importante quanto più è attivo - dal flipping alla
gestione. Far pagare terzi quando non siamo davvero noi che gestiamo la cosa
porta l’imprevedile della speculazione pura, ed allora è meglio usare soldi propri
che ci si può permettere di perdere al posto che avviarsi sulla strada del tracollo
finanziario e del fallimento. In investimenti grossi poi è difficile mettercisi da
soli, anzi sconsigliato - la complessità ci schiaccerebbe. Per grossi investimenti
ogni socio dovrebbe contribuire con le sue specialità, e prendere la propria parte
di responsabilità. Il famoso investimento da 300 condomini a Tulsa è citato ogni
due pagine. E’ anche spiegato come il suo successo sia basato su tre punti:
• denaro altrui
• alto rendimento
In particolare il cashflow qui è la rendita dal monte affitti, la plusvalenza si
originerebbe vendendo il parco appartamenti.
Attenzione ad apprezzamenti indiriretti: se il fondo ci dicono è cresciuto del
10% cosa significa? E’ tutta inflazione, c’è un po’ di valore effettivo? E come
è stato misurato? Cosa ce ne viene in tasca? Un altro esempio di “pubblicità
fuorviante” sono quelle situazioni in America dove le aziende contribuiscono di-
rettamente al fondo pensione, mettendo anche un dollaro per ogni nostro dollaro.
In realtà qui, quello che sta pagando è solo in dipendente, l’azienda aggiunge
denaro che comunque mi spettava.
In una leva come con la banca, i soldi li mette proprio il terzo. E’ detto solo ora
nella discussione un po’ annacquata dei punti di sopra, ma un ottimo modo di
valutare la forza della leva in un progetto è il cash on cash return, la percentua-
le di rendimento per periodo a fronte del finanziamento. Se la banca finanzia
l’intera somma e si ha un’entrata, si parla talvolta di rendimento infinito, il
“money for nothing”. Con il rendimento infinito tutte le spese sono coperte
dal finanziatore ma tutti i redditi vanno all’investitore. Ogni qualvolta il costo
del finanziamento è abbondantemente coperto dai proventi che genera, allora
abbiamo davvero capito la leva.
Infine dopo dilungazioni ecco un altro punto del gruppetto: il tasso interno di
remunerazione. E’ la misura degli “altri rendimenti ed altre leve” che possono
nascere con l’investimento. Per esempio, se a fronte di due investimenti a ritorno
X per entrambi le aliquote fiscali non sono uguali, uno ha una remunerazione
interna più alta rispetto all’altro.
Gli ammortamenti sono come un attivo fantasma: essi ci permettono di spal-
mare le imposte sulla vita utile dell’immobile. I deprezzamenti sono nella stessa

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ottica: un apprezzamento reale è anche remunerazione interna. Deve essere
reale per, misurato sull’incremento della capacità di generare reddito. Per una
casa, a quanto è affittabile, non il prezzo al metro quadro della zona. In parti-
colare, in un investimento immobiliare l’exit strategy può sempre essere: vendi.
Ma attenzione, se vendiamo il reddito è tassato!
Il nuovo capitalismo si basa sul debito, e non può che essere altro, per la strate-
gia, il rifinanziamento. Quando l’immobile è apprezzato a sufficienza, possiamo
aprire un debito più grosso e coprire quello iniziale con un qualcosa in più, que-
sto qualcosa che può essere il nucleo di un nuovo investimento.
Essere nati poco abbienti e finanziariamente incolti non è una scusa per non ini-
ziare. E chi inizia non deve fermarsi se avrà un fallimento. Segue una rassegna
di “è partito solo con” della moglie e del socio. Interessante sottolineatura di
come è la mente la leva motivazionale più grossa. Importante anche l’istruzio-
ne. Vivere al di sotto dei propri sogni è non avere aspettative nella vita è una
tragedia. Robert dice anche che una progettualità in grande mantiene lo spirito
e la complicità di matrimonio alti.
Concludendo il capitolo ribadiamo che in questo nuovo capitalismo dell’infor-
mazione i guadagni sono grandi con investimenti dove leva e controllo vanno a
braccio. Persino le persone intelligenti hanno paura dgli investimenti a volte -
è un PECCATO.

Knowledge is power - with integrity


Il nostro ha fatto il pilota di elicotteri da caccia in Vietnam. Ma era anche un
addetto all’intelligence dell’esercito. Le informazioni che maneggiava dettavano
la vita o la morte dei compagni, erano vitali. Proprio come le informazioni sono
vitali per un investimento. E spesso, è all-or-nothing, ma c’è un secondo anche
un secondo posto. Buone informazioni elaborate correttamente portano al suc-
cesso, sbagliare lascia un nulla di fatto. Il mondo di oggi è totalmente connesso,
e l’accesso alle informazioni è una realtà vincente ovunque. L’imprenditore del-
l’era tech lo dimostra: un dollaro e qualche idea ed è laptop per il resto. Per
un grande successo finanziario non serve una grande istruzione, di per sé. Le
quattro ere del progresso:
• tribù: qualche privilegio per il capo ma sostanzialmente uguaglianza

• era agraria e del primo commercio: chi possiede la terra si arricchisce


mentre chi ci lavora rimane meno abbiente
• industria: il possedimento più rilevante è la fabbrica, non la terra - si
possono produrre più beni
• età dell’informazione: ceto medio, ricchi e poveri - sproporzione investi-
menti guadagni (Bill Gates)
La vera differenza tra la nostra era ed i suoi superricchi e tutte le ere precedenti,
coi loro ricchi, è: informazione. Le abbondanti risorse tecnologiche, unite ad
idee vincenti ed esecuzione fortunata, hanno permesso questi salti. Occorrono
soltanto le informazioni giuste. Un computer anche scarso, internet e tempo per
studiare. Chi però continua a vivere secondo i modelli economici del passato,

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per esempio l’imperativo di risparmiare, avrà difficoltà.
L’informazione gratuita ed abbondante è fin troppa, il che rende le cose non
facilissime dopo tutto. Piccola osservazione su come anche in Vietnam c’era
eccesso d’informazione, ma la posta in gioco era molto alta, vita o morte. Il
segreto: classificare le informazioni. Per esempio secondo:
• tempo: quando scade questa informazione, qual è il suo valore rispetto al
tempo?

• credibilità: quanto è affidabile l’informazione, quindi la fonte, ci scommet-


terei denaro?
• confidenzialità: quanto è potente questa informazione, quanto è rischioso
condividerla?
Si sente molto parlare di insider trading. Questo si verifica quando una persona
riceve informazioni da qualcuno all’interno di un’azienda e le usa per compra-
vendita dei titoli di questa. Ma deve essere provato. E comunque sia, quando
un’informazione arriva ai media, alla massa, è già troppo tardi, è già stata usata
e chi è all’interno ne ha già approfittato. I professionisti guadagnano soldi grazie
ai dilettanti. Quanto siamo lontani dall’interno? Un’informazione che ci arriva
di ventesima mano non è niente rispetto ad una che abbiamo potuto intercettare
direttamente in qualche modo. Con le nuove startup, è anche possibile avere
interazioni dirette con i vari founder e developer - il lurking in Slack è come una
camera nascosta in boardroom!
Tendenze. Alcuni fatti possono essere inferiti da altri nel contesto di un trend.
Se ho letto sul giornale che la Apple ha appena fatto un nuovo prodotto, è trop-
po tardi per un’azione diretta molto redditizia di solito, ma magari tra sei mesi
su una conseguenza logica di tale azione qualcosa può arrivare.
Contro-informazione. Assicurarsi di non stare ricevendo diversivi e farsi trovare
impreparati. Attenzione per esempio alle grandi dichiarazioni in pubblico ed
alle tecniche del pump & dump. Ed alle pubblicità ingannevoli “fondo dai ren-
dimenti più alti”.
La classificazione delle informazioni:
• fatti reali vs opinioni: “le azioni di questa società si alzeranno”, chi me lo
dice, è solo una prospettiva?
• decisioni sconsiderate su opinioni: per esempio, “ho investito tutto su
queste azioni perché secondo la direttrice della banca era un buon investi-
mento”
• azioni e rischi: investire su opinioni è molto più rischioso di investire su
fatti; tipicamente, plusvalenza è opinioni e cashflow fatti
• controllo: come già detto, il controllo è la chiave della leva; basso controllo:
comprare casa
• leggi, normative, regole: il mercato è regolato, infrangere le regole impatta
gli investimenti; le leggi sono certe, la loro interpretazione di meno
Non contare il tuo denaro finché sei al tavolo - i soldi non sono tuoi finché sei al
banco. Per esempio, la tua casa vale X, ma chi lo dice? E specie se hai un mutuo,

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ne possiedi solo una parte. Investimenti opinionati su soldi che appartengono al
banco sono rischiosi e vanno perlomento verificati.
Le regole del mercato definiscono quello che si può o meno fare. Senza regole
un certo tipo di investimento diventa troppo rischioso, o sarebbe eccessivamente
redditizio. Le regole si applicano sia all’ investimento sia al bene investito. Non
si può conoscere tutte le regole; un avvocato è costoso ma non può fare tanta
differenza.
Tendenza: l’intuizione di un’opinione per il futuro a partire da fatti. Tutti sono
buoni a dire quel che accadrà. Se poi sarà vero o no non si sa.
Divertenze la storia dell’affare dell’oro dietro le linee del nemico in Vietnam. La
vecchia piena d’oro non vende, ovviamente, ad un prezzo inferiore di quello di
mercato - il prezzo dell’oro è fissato a livello globale, è un bene base standard.
Al contrario, il valore degli immobili è un discorso locale. Bisogna avere le
informazioni attuali e locali. Questo ci mette nella condizione di battere anche
investitori istituzionali.
Dalla storia, si impara anche che evitare di riscoprire l’acqua calda ci evita di
perdere tempo e denaro. Infinte, le informazioni sono preziose ma neutre. Se
non abbiamo intelligenza, non ci combineremo niente. Robert racconta di una
vecchia in Vietnam che trafficava in oro. La vecchia aveva le stesse informazioni
sue ma era una giocatrice esperta.
Flessibilità e tendenze: quel che è vero oggi può essere vero domani e dopo, ma
lo sarà tra un anno o cinque? Non si può investire ciecamente, bisogna stare
aggiornati e mettersi al timone. Ogni macro-tendenza ne porta altre con sè.
Ognuna può dettare una serie di investimenti. Esempi di tendenze:
• la crescita del valore del petrolio
• il sorprendente valore dell’argento
• investimenti da affitto - cashflow
• investimenti da rendita - plusvalenza
“Vox populi vox dei”: in cosa investe il popolo? Questa è una fonte di ispirazio-
ne, è un trend globale. Meno il bene d’investimento è liquido più l’informazione
sulla tendenza è importante. Una proprietà è molto meno volatile dell’oro. Del-
l’oro non rimane mai sul groppone.
La tendenza ci è amica se la riconosciamo e seguiamo. Ma ci sono tendenze
cicliche, in questa storia che si ripete? Una delle poche, da Kim Rogers: il
prezzo delle azioni è inversamente proporzionale a quello delle commodities su
un perido di venti anni.
Non è l’attivo che ci rende ricchi, ma le informazioni e l’intelligenza: il prezzo
non ha molto a che fare con il valore di un bene. Non ci sono buoni investimenti
a priori, sei piuttosto un buon investitore?
L’integrità finanziaria si ha quando tutte le componenti dell’IQ finanziario sono
perfettamente funzionanti. Quando qualcuna di esse non lo è, come una malat-
tia, il disagio finanziario mostra una serie di sintomi. La componente più debole
è quella che non trae energia dal sistema dell’istruzione.
Migliorare le informazioni finanziarie, specie su di sè: quando la situazione per-
sonale non è chiara è assai difficile capire dove e come agire. Per esempio,
abbiamo un nostro rendiconto finanziario personale? Esso è la nostra pagella
finanziaria ed è quel che un investitore chiede quando vuol capire se può fidarsi

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o no di noi come debitore.
Il motivo della crisi subprime è stato: l’avidità ha preso il posto dell’integrità
finanziaria. E si è dato tutto a tutti, anche a chi integrità non ne aveva.
La teoria del value investment di Buffett si basa sul valore intrinseco di un’a-
zienda. Rispondiamo alle seguenti domande sull’azienda:
• può guadagnare più denaro?
• ha una sua nicchia protetta?

• com’è il suo budget?


• è possibile farci leva ed ampliarla?
• il suo team è ben informato e preparato?
L’azienda e quel che produce sono al ripato da accidentalità, per esempio cam-
biamenti climatici e geopolitici? E’ protetta anche da concorrenza e plagio? Le-
va: l’offerta dell’azienda è risultato del lavoro diretto dei loro stessi dipendenti?
O hanno capito come funziona e mandano avanti gli altri? Se uno immette del
capitale quanto poi è facile portare risultato? Espansibilità: quanto è potente
l’effetto di leva? Prevedibilità: quanto posso essere sicuro dell’andamento dei
guadagni? Ci saranno picchi o valli? Sono sicuro che qualunque cosa succeda,
cataclismi a parte ovvio, il denaro affluirà? L’integrità di una azienda ne implica
un valore intrinseco. E se riesco ad identificarlo, investo solo su quelle che lo
hanno, non diversifico ciecamente. Questo discorso vale anche per gli immobili
ovviamente. L’analisi della situazione contabile è fondamentale. “La contabilità
è la lingua degli affari”.
L’integrità degli Stati Uniti come azienda è molto bassa. Dall’uscita dal gold
standard il paese ha iniziato ad importare più che esportare, creare denaro stam-
pando ed aumentando l’inflazione, alleggerendo il sistema welfare. Sotto ogni
IQ, l’America va male. La mancanza di integrità geopolitica è cosa nota. E
dopo anni ed anni si sta profilando una tempesta perfetta. I più poveri ne ver-
ranno spazzati via? Forse. O forse no, perché il principio dei vasi comunicanti
ad un certo punto si spinge anche all’equilibrio. Comunque sia, l’educazione
finanziaria è cruciale. Poveri o ricchi, come ci prepariamo alla tempesta? Ecco:
• rimettere in ordine la casa: affinare gli IQ
• investire per controllo, leva e valore intrinseco

• listare i boccaporti, tappare i buchi


Prepariamoci alla tempesta perfetta, ed intanto impariamo ad arricchirci!
La lezione della scuola Union e della Riverside. Robert si rende conto di essere
nella media, ma non vuole crescere al di sopra delle proprie possibilità. Una
contraddizione: siamo spinti ad un professionalismo e specialismo eccessivi per
le nostre carriere e lavoro, ma riceviamo e mettiamo in pratica consigli asso-
lutamente nella media per quanto riguarda gli affari. La diversificazione è un
consiglio nella media. Prenderne tante sperando che, per i grandi numeri, un
paio vadano bene. L’investimento alla Buffett è invece sapere quel che si sta
facendo, analizzare e concentrare l’investimento. Non gestire, ma controllare. I
quant non hanno intelligenza finanziaria. Tutti si basano sulla stessa accademia

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e più o meno comprano o vendono tutti allo stesso modo. Se vendono tutti in-
sieme, il mercato crolla. E diversificare stando solo in banca non è diversificare.
Ci sono ancora un sacco di altri mercati come quello immobiliare.
Robert critica il sistema educativo: modello frenante anche sui più bravi, com-
petitivo e non cooperativo, passivo e non intraprendente o ludico. E riconosce
solo alcune intelligenze, come quella matematica o linguistica (vedi la teoria
delle intelligenze multiple di Gardner). Per l’imprenditore, l’intelligenza inta-
personale è molto più importante. E’ la capacità di mettersi nei propri panni e
mettersi a fare le scelte giuste rispetto ad ambiti ed obiettivi.

Use your brains


Un modello condiviso del cervello è emisfero destro, sinistro, inconscio. Que-
st’ultimo è il pezzo più antico ed importante anche. Detta i nostri sentimenti
primordiali, come la paura. E’ controllabile solo da una forte interpersonalità.
In molti di noi è in corso una battaglia di cervelli. Vuoi essere ricco? Sı̀, dirà
il sinistro. Ma l’inconscio ci terrà frenati: la paura subentra. Cosı̀ non cambie-
remo mai la nostra condizione. Se siamo frenati dal limite inconscio anche cose
che sono totalmente alla nostra portata non le raggiungeremo. Curiosamente,
la paura tiene in scacco il buon cittadino ed aumenta il virtuosismo della co-
munità. Lo stesso succede in classe: se non studi allora sarai povero. Ora il
consiglio di diversificare è ottimo per un subconscio della paura. Non so bene
cosa fare, allora vado a caso. Ho paura di puntare tutto su un cavallo, quindi
punto su tutti. Il vero successo si ha quando tutte e tre le aree del cervello sono
valorizzate, coordinate e massimizzate.
Il mondo è dominato da persone dell’emisfero sinistro. Per loro l’ottenimento
del denaro procede secondo uno schema fisso. E’ la stessa impostazione dei
quant funds: una formula per la ricchezza, per quanto complicata. Ma loro
stessi non ci hanno rimesso poi troppo, d’altra parte sono dipendenti, non inve-
stitori. Nell’istruzione, coraggio è imparare con tutto il cervello, con tutte e tre
le parti. E non imitare. Non è mai giusto perdere tempo a reinventare l’acqua
calda, ma perdere tempo e soldi imitando ciecamente, specie per persone da 100
e lode, nemmeno. Forse è cosı̀ perché investire è considerato un dopolavoro, una
delle cose da fare finito l’ufficio. E per moltissimi è anche cosı̀. L’inclinazione
ad imitare è comunque insita nella nostra genetica: i neuroni specchio. Persone
dlelo stesso gruppo od estrazione sociale hanno lo stesso dialetto e forma mentis.
E quando sei in un certo ambiente e vuoi cambiare, spesso vieni ostracizzato
o la paura ti blocca. Se si vuole ambire ad un cambiamento bisogna iniziare
a metterlo in pratica da subito. Robert dice che anche da squattrinato viveva
sopra le proprie possibilità. E nel mondo dell’accademia, cosı̀ come in quello
delle grandi e piccole aziende, l’imprint dell’emisfero logico-linguistico domina.
Persone validissime che però non sanno, o non vogliono, fare il loro compitino,
sono scartate. E malauguratamente molte di queste si sentiranno stupide vita
natural durante.
Il modo in cui siamo percepiti determina in maniera maggiore quel che gli altri
pensano di noi, e come ci approcciano perciò. E’ per questo che bisogna credere
in noi stessi, che se no nessun altro lo farà. Avere forza e sicurezza di sè quando
ci si presenta, essere sicuri che già dal primo sguardo quella ragazza sarà tua,
entrare nella stanza camminando ingiro come se fossimo più grossi di Prince.

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Per gli altri siamo quel che mostriamo. Facciamoci il più grosso dei favori, cam-
biamo la percezione di noi stessi, impostiamola proprio come più vogliamo!!
A quale gioco preferiamo giocare e sentiamo di potere vincere? Gli studenti da
ottimo cercano lavori molto remunerativi ed investono in cartacei. Quelli da
mediocre spesso provano ad inventare il loro gioco, e vincere da soli. Un po’ di
domande:
• qual è la tua misura del successo?

• dove hai la migliore possibilità di vincere, da dipendente od imprenditore?


• i tuoi emisferi ed il subconscio stanno collaborando tra loro, lavorano con
te o contro di te?
Due grandi svantaggi nel paradigma educativo:

• le nostre scuole non insegnano niente riguardo al denaro - quando sei uscito
dall’università quali erano le tue conoscenze in quel campo?
• esse non rafforzano il subconscio o l’armonia dei cervelli, ma la sfruttano
alfine di preparare tanti piccoli specialisti
Esempi di comportamenti sconsiderati dettati da questa impronta:

• fiutare la paura e vendere in massa, non avere il coraggio di andare in


controcorrente
• in occasione di entrate economiche straordinarie, spendere il denaro an-
ziché usarlo propriamente: festeggiare è importante, ma qual è l’uso mi-
gliore?
• per un’azienda, tirare i remi in barca se c’è crisi: smettere di vendere e
dare potere ai contabili
Il subconscio ragiona di pancia ed istinto. Deve entrare in gioco in situazioni di
vita o morte. Decidere di cambiare lavoro non è una di queste. Il subconscio
è molto bravo a prenderci per mano e chiedere alla logica di trovare ragioni e
giustificazioni. E ben presto la discussione con un idiota ha due idioti - tu e
l’altro ovviamente. Per cambiare la propria vita, cambiamo i nostri ambienti.
Se vogliamo arricchirci la scuola e l’ufficio sono i posti migliori?? La scelta pro-
fessionale che prendiamo deve essere compatibile con come siamo fatti. Siamo
gente da sport di squadra o singoli? Vogliamo, o meglio sentiamo di potere
scalare rapidamente, o ci serve più tempo? “Do it your way!”. E l’ambiente
non è solo il luogo certamente, ma anche le persone.
Nelle scuole di economia, gli insegnanti sono spesso professori, e nemmeno con
il posto fisso ancora. E viene disperatamente cercata la formula per la ricchezza
immediata. In realtà, l’imprenditore moderno è una macchina per la raccolta
fondi. Dai:
• dipendenti: fargli produrre dieci volte quel che li paghi
• clienti: fargli comprare il tuo prodotto
• investitori: convincerli che molti comprano o compreranno il tuo prodotto

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Se questa realtà di fatto ci fa sorridere un pò e ci esalta, allora e solo allora po-
tremmo farcela come imprenditori. Se è cosı̀, gli emisferi sono allineati, proprio
come nel gioco CASHFLOW di Robert.
Nel coro dell’apprendimento giocare è un’attività attiva. Giocare viene in realtà
subito dopo la faccenda reale. Il nostro cervello è sollecitato in modo del tutto
analogo. Un apprendimento cosı̀ è divertente e motivante. Il nostro ambiente di
lavoro ci dà questa serie di occasioni? Se no, ricordiamoci che si impara molto di
più dagli errori che dai successi. Il nostro genio trova il suo karma nell’ambiente
e con le persone più adatte ad esso. Non è un processo facile. Essere nella media
invece, non sprigionare il proprio genio invece, quello è facile. Essere un impie-
gato, o anche imprenditore, medio. Stimoliamoci attivamente nella direzione
dello stile di vita che vorremmo. Ciò non significa andare a spendere e spandere
se non se ne ha la possibilità, ma certo neanche vivere sempre frugalmente.
Il punto di partenza è attivare il nostro subconscio con un’immagine chiara, una
forza interiore. Gli emisferi destro e sinistro cambieranno. Per resistere ci vuole
tenacia mentale e fisica. Dobbiamo essere disposti a fare errori.
I migliori luoghi di transizione, secondo Robert
• scuola
• chiesa
• esercito
• network marketing
• impresa, specie piccola
• seminari
• coaching
Due caratteristiche degli imprenditori: ignoranza e coraggio. Molte persone
sono studenti da ottimo ma mancano di coraggio. Nel mondo reale il coraggio
è più importante dei buoni voti.
Feedback. Il feedback è davvero importante. Specie se ci viene da persone
cui teniamo. Il mondo reale ci manda costantemente feedback. Non ci piace
il quartiere dove viviamo o la macchina che guidiamo? Questo è feedback.
Passiamo davvero troppo tempo in ufficio e non siamo mai a casa? Anche
questo è feedback. Il feedback ci mette costantemente in discussione e ci invita
a migliorarci. Inoltre ha anche un effetto benefico e motivazionale. Ricordare
di:
• avere coraggio nel chiedere ed accettare feedback
• non dare feedback se non richiesto
• attenzione al feedback che ci viene dato con secondi fini
Le domande finali:
• stai vivendo dove vuoi vivere e secondo il tenore che vuoi?
• stai diversificando e vivendo al di sotto delle tue possibilità?
• stai frequentando le persone che vuoi davvero frequentare?

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