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O Kierkegaard O Kierkegaard

R.V. Vincelli - ReimOne@Gmail.com


3 marzo 2015
Anticipo che tutte le seguenti sono cose che potete ritrovare nel libro, ma le
mie osservazioni potrebbero non essere sempre corrette. Quando palesemente
lo sono, potete perche no farle vostre, ma sempre in guardia! Anche, potreste
annotare quando proprio la dico grossa. Potete notare una sproporzione tra lo
spazio dedicato alle due parti; non nascondo che mi `e piaciuta di pi`a la prima,
con pi`
u spunti, ed ho avuto modo di leggerla anche con pi`
u calma, quindi `e per
questo che c`e una differenza.

Indice
1 Un po di termini

2 Coordinate
2.1 Either . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
2.2 Or . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

3
3
5

3 Prima parte
3.1 Praefatio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
3.2 Diapsalmata ho scelto circa un terzo delle riflessioni, quelle che
mi sono piaciute di pi`
u. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
3.2.1 A si confessa . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
3.3 On the immediate... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
3.3.1 Altri adattamenti del DG considerati in relazione allinterpretazione musicale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
3.3.2 La struttura musicale interna dellopera . . . . . . . . . .
3.4 Il riflesso della tragedia antica nellepoca moderna - An Essay in
the Fragmentary endeavor . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
3.5 Gli ombrografi od ombreggiatori (Shadowgraphs) . . . . . . . .
3.5.1 Marie Beaumarchais . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
3.5.2 Donna Elvira . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
3.5.3 Margrete . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
3.5.4 Epilogo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
3.6 Un appassionato discorso ai Sympa . . . . . . . . . . . . . . . . .
3.7 Rotazione delle colture . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
3.8 Il diario del seduttore . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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4 Seconda parte
44
4.1 La validit`
a estetica del matrimonio . . . . . . . . . . . . . . . . . 44
4.2 Guglielmo lEtico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 50
4.3 Last werdz - Ultimatum . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 53

Un po di termini

Estetica. Recitando da Wiki, lestetica `e quella branca della filosofia che si


occupa della conoscenza del bello naturale, artistico e scientifico, ovvero del
giudizio, morale e spirituale. In Either/Or il tema forse principale delle lettere
dellassessore (o giudice) Guglielmo, il personaggio etico del libro, `e lestetica del
matrimonio, e quindi una riflessione critica sullimportanza culturale del matrimonio, specie rispetto allarmonia nella societ`a, della quale `e pietra fondante,
ed allarte, in particolare riflettendo sulle rappresentazioni, numerose e famose
in poesia e teatro, dellamore romantico, e la scarsit`a invece per lamore etico,
incarnato nel matrimonio.
Fenomenologia. E inteso come lo studio di quel che accade intorno a noi e
di come noi lo percepiamo ed interpretiamo nello strumento della coscienza. Per
E. Husserl, che introdusse il termine e ne inizi`o il movimento, il principio guida
nello studio fenomenologico `e descrivere lesperienza cos` com`e, nellessenza dei
modi in cui `e percepita, dimenticando qualsiasi fatto e visione di come e cosa
pensiamo il mondo sia. Andando a fondo di questo cammino lo scopo `e di porre
una filosofia senza preconcetti o sistemi di dogmi, verit`a assolute alla Hegel,
una filosofia che possa essere punto di partenza per uninvestigazione scientifica
genuina e difficile da attaccare. Lo slogan `e tornare alle cose in s`e, ma il vero
interesse `e svelare i meccanismi della nostra coscienza, prendendo lesperienza
nella sua purezza strumentalmente a ci`o. M. Heidegger riformul`o invece lo sforzo fenomenologico con unintenzione squisitamente ontologica: unesperienza
diretta e non mediata come via allo studio del significato dellessere. Inoltre egli
evidenzia come non ci sia in realt`a bias nel nostro primo rapporto al mondo, leggiamo quel che `e attorno a noi con le lenti dei fatti della scienza e dei presupposti
in generale solo nella nostra maturit`a ed oltretutto non sempre, certamente non
`e questo il caso quando per esempio proviamo unesperienza totalmente nuova,
che fa leva sui nostri istinti. Il rapporto tra le due fenomenologie `e certamente
pi`
u complesso, ma in breve possiamo trovare i seguenti punti in comune:
desiderio di rivisitare le questioni ereditate dalla filosofia tradizionale (Parmenide e gli unicorni)
un approccio descrittivo pi`
u che teoretico, ed infatti nel linguaggio comune
fenomenologia intende spesso lanalisi profonda ed a freddo di un certo
accadimento, con un tono un poco ironico di solito
Da entrambi i punti ma pi`
u dal secondo segue che quel che di comune ha lapproccio fenomenologico dei due filosofi `e un certo pragmatismo, volere essere
attaccati alla realt`
a esperita e non una pura speculazione di massimi sistemi.
Tutto ci`
o rimarca limportanza dellindividuo in se e della propria esistenza,
perche daltra parte la vita non `e che una serie di interazioni che abbiamo, e poi
si muore. Di qui alla filosofia esistenzialista il passo `e, almeno a tavolino, breve,
e questo `e il prossimo nostro termine.

Esistenzialismo. Il primo filosofo che si studia a scuola in filosofia, in terza


superiore o gi`
u di l`, `e quasi sempre Talete. Talete diceva che il principio della
vita, o meglio del tutto, `e lacqua. Poco tempo dopo scopri che per Eraclito
era il fuoco. Poi per Democrito gli atomi e cos` via. Il primo filosofo davvero
interessante `e invece Socrate, cui d`a voce Platone. Con Socrate parte un po un
filo rosso nella storia della filosofia di filosofi pi`
u che mai affascinanti e citati a
sproposito, che ci tengono a dire la loro sul senso della vita e sul come luomo
campa piuttosto che cercare la quadratura del cerchio con grandi schemi di pensiero, quadratura del cerchio che ricordiamo, rimase un graal per i matematici
molto dopo i greci, salvo scoprire poi che non si pu`o fare. Altri campioni del
pensiero, come li amo chiamare, sono in questo percorso S. Agostino e Nietszche
per esempio. Quelli che se ne intendono associano il termine a pensatori come
il nostro Kierkegaard e lo spocchiosissimo Sartre, ed `e da intendersi come un
approccio alla riflessione filosofica dove centrale sia lindividuo, come vive cosa
fa e perche, piuttosto che un grande puzzle dove tutti i pezzi trovino il loro
posto. Kierkegaard stesso, seppure ne condivide qualche motivo, osteggia un
grande sistematore come Hegel, e si rifiuta di vedere realizzato luomo in una
dimensione squisitamente storica e di prospettiva. Se molto interessati, leggete:
http://skemman.is/en/item/view/1946/13458

Coordinate

Il libro sembra sia stato scritto praticamente tutto in meno di un anno, nel 1842,
ed il titolo vuole essere una ri-affermazione della logica aristotelica, mediata da
Fichte e Kant, nel riportare prepotentemente lattenzione sullindividuo e sulla
potenzialit`
a della scelta, in un tempo in cui questi discorsi erano stati in gran
parte coperti dal pensiero assoluto e storico di Hegel.
I personaggi sono:
Victor Eremita, il fittizio redattore del testo, che racconta di avere trovato
tutto in uno scrittoio
A, lesteta, cos` chiamato da Victor ed autore della prima parte, lEither
il giudice, od assessore a seconda delle tradizioni, Guglielmo, che ha scritto
la seconda met`
a
Giovanni, lautore, sempre inventato, de Il diario, dove `e protagonista con
lamante Cordelia
Lopera `e divisa in due parti, una dedicata alla vita estetica, laltra alletica,
con in mezzo il famoso Diario del seduttore che `e il libello estetico che fa gruppo
a se.

2.1

Either

Il primo libro `e diviso in:


Diapsalmata
Gli stadi immediati dellerotico, o musicoerotico

Saggi letti davanti ai Symparanekromenoi


Il Primo Amore
La rotazione delle colture: un tentativo di prudenza sociale
Il diario del seduttore
Diapsalmata. E il bacino di perle antologiche estetiche da dove molte citazioni kierkegaardiane sono prese, e la parola `e traducibile con ritornello. Sempre
in movimento tra humor e senso poetico.
Gli stadi. La tesi `e che la musica sia lunica vera espressione della sensualit`a,
e che sia pi`
u alta del linguaggio. A provare ci`o, A si imbarca nellanalisi di tre
opere mozartiane, Le nozze di Figaro, Il flauto magico e soprattuttissimo il Don
Giovanni, dove mette in luce elementi a favore della tesi oltre che a definire
tre stadi, non esclusivi ma concentrici, dellevoluzione musicale. Il DG `e presentato come seduttore che incarna il senso estetico, le sue conquiste vanno a
comporre un grande mosaico dove ogni donna `e lessenza di un attimo, e non
`e che un simbolo dellidea di femminilit`a come di naturale oggetto del desiderio dellanimo sensuale. Questo in piena contrapposizione al diabolico Faust di
Goethe che, a differenza di un DG perso nella frammentaria molteplicit`a delle
sue 1003 conquiste, di donna ne conquista ed ama una soltanto. Pur che porti
la gonnella, voi sapete quel che fa: DG brama la donna nella sua idea, e per
lui una particolare conquista nulla `e che la realizzazione della femminilit`a. In
questa idealizzazione, implicita ovviamente nella rappresentazione, le differenze tra le sedotte scompaiono: la giovinella `e tanto matura quanto la madre,
nellestemporaneit`
a dellattimo.
Saggi. Tre brevi saggi condivisi con un curioso club di confusi adoratori del
passaggio a miglior vita. Nel primo, Il motivo della tragedia antica cos` come
riflesso nella moderna, si discute la relazione tra tragedia antica e moderna. Il
riferimento allantica `e ovviamente la greca e, seppure la tragedia moderna sia
assai diversa, e lunica delle due da cui luomo moderno possa essere toccato, ha
dentro di s`e i motivi autentici che ci vengono dalle origini di questa forma darte.
Molto spazio trova anche la differenza ed il rapporto tra dolore e pena. In modo
abbastanza misterioso `e presentata una rivisitazione di un personaggio tragico
per eccellenza, Antigone, della quale `e stata precedentemente mostrata una,
per cos` dire, fenomenologia della pena, in primis derivante dalla drammatica
scelta di dovere rivelare la sua onta al proprio amato. A d`a molto rilievo anche
al tema della maledizione sullintera generazione, sempre caro ai tragediografi
ellenici, elaborando sul concetto di pena, in questo caso oggettiva, sorella meno
devastante della pena riflessiva. Nel secondo, Ombreggiatori: un passatempo
psicologico, `e presentata la dinamica interiore di due insoddisfatte per eccellenza,
lElvira di Mozart e la Margaret di Goethe. E qui presentato il dolore riflessivo.
Lo scopo di questo saggio `e provare ad esplorare il dolore nascosto di personaggi
storici o di romanzo. Essi sono da considerare a mo di lanterne magiche: non
conta quello che sono in apparenza e nel consenso degli uomini, per esempio
che si mostrino pi`
u o meno felici, che si chiamano cos` o cos`a ed abbiano questo
o quel titolo, ma quello che proiettano sul muro, i loro veri stati danimo, che
`e possibile cogliere solo facendo molta attenzione, al buio e maneggiando con
maestria la lanterna, volendo cio`e dire in assoluta calma e concentrazione ma
anche aiutandosi facendo le mosse giuste allinterrogato, stimolandolo in modo
4

da fargli tradire il proprio disagio interiore. Il terzo ed ultimo, Il pi`


u infelice, `e
una curiosa competizione aperta allintero arco del tempo per trovare la persona
pi`
u infelice di tutte. Alcuni pesi massimi sono in gara, tra cui Cristo, Giobbe ed
il Figliol prodigo cos` come Niobe. Una tomba con iscrizione gi`a pronta aspetta
il vincitore. Chi sar`
a? Nessuno, in realt`a.
Il Primo Amore. Non lho letto, perche lamore si fa non si legge.
La rotazione. La noia `e la radice di tutti i mali, e sembra che la gente faccia
ben poco per sottrarsene, mentre lozio, che sbagliando si crede sia sua causa, `e
invece nobile attivit`
a, di bonum otium parlavano i Romani. Al fine di sottrarsi
alla noia possiamo praticare una rotazione delle colture, dove il campo `e il nostro
animo e la rotazione `e rappresentata dal cambiare periodicamente interessi ed
attitudini, senza per`
o diventare unaltra persona, cos` come dal non affezionarsi
ad una persona come amante od amico. Sbaglia, come dicevano ancora vari
Romani, chi invece di questo cambio verticale cambia solo in orizzontale, per
esempio migra di citt`
a in citt`
a, cambia continuamente donna. Il cambiamento
deve essere nel di dentro, nellapproccio al mondo, non nel mondo stesso, cosa
che per altro sfugge in gran parte al nostro potere. Ad un livello pi`
u pratico, `e
descritto come laccidentale ci venga in soccorso per la noia.
Il diario. Leggetelo se non lo avete gi`a fatto! Comunque, posso dire qualcosa perche lho letto. E il racconto abbastanza dettagliato della conquista, e
della preparazione a questa, di una bella fanciulla da parte dello spregiudicato
seduttore. Con esso capiamo quanto in realt`a la donna in particolare abbia poco importanza per il nostro, che si crogiola nel come abbia soggiogato la bella,
assolutamente dipendente da lui, mostrandosi un altro non solo a lei ma anche
a famigliari e conoscenti.

2.2

Or

Il secondo libro, che `e invece la prospettiva etica, si compone di:


La validit`
a estetica del matrimonio
Equilibrio tra etico ed estetico nello sviluppo della personalit`a
Ultimatum
tutte e tre nella forma di lettere da Guglielmo ad A.
Il matrimonio `e visto come il luogo per eccellenza dove potere fare maturare e
consolidare un giovane amore, che conosce solo la dimensione dellimmediatezza
e delleroticit`
a. Il matrimonio `e anche da considerarsi scelta di vita, e realizzazione delluniversale, il dovere di eternare la stirpe umana, la procreazione, nel
particolare, io scelgo di sposare quella donna e solo quella, per quello che `e. Dal
tono della lettera ed anche da quel che Guglielmo scrive, lesteta A `e suo amico
e gli vuole anche bene, solo `e molto in disaccordo con il suo stile di vita ed il
suo essere rapitore di sentimenti e gioie altrui. Una vita estetica per Guglielmo
`e disperazione nonappena lesteta ben presto si trova di fronte alla frammentariet`
a del suo animo, alla totale impossibilit`a alla ricollezione, una vita che non
ha un gusto o sapore ma troppi e quindi nessuno, alla nausea, come i negozi
Lush. Nondimeno un approccio estetico pu`o essere una fase della vita, la quale
lascia poi spazio alletica che pu`o bene evolversi in una religiosa, o conviverci.
Lestetica pu`
o per esempio essere guida nella ricerca di una compagna per la

vita, e sempre il primo approccio scaturisce dalla bellezza: prima vediamo una
donna, poi la sentiamo parlare. Ma una volta che il rapporto matura e consolida, pi`
u alto `e il traguardo, ed il compito che gioiosamente ci prendiamo trova
una motivazione giorno per giorno non nei nostri aspetti, ma in quello che `e il
significato ed il perche di ununione che `e per sempre.

3
3.1

Prima parte
Praefatio

Importanza delludito come senso non contraddittorio.


Fortuna di avere trovato le carte di A e del giudice.
Indicazione che gli aspetti interiori ed esteriori di una persona non necessariamente coincidono: nellesteta sono in palese contraddizione, e nelletico si ha
invece un apparire cheto ed un interiore di spessore e riflessione.
Il magico scrittorio non molto pregiato e darredo dove sono state trovate le
carte il nostro lo voleva a poco prezzo, il proprietario del negozio a sorpresa non
accett`
o.
Lo scrittorio simbolo di stravaganza.
Il rinvenimento delle carte. Deve partire ed il postiglione (il taxi) strombazza
perche il signorino si `e addormentato. E di fretta e cerca di aprire lo scrittorio
per prendere dei soldi. Non riesce, ed incazzato prende unaccetta e spacca
tutto. Il cassetto non si apre ma si rompe sopra un secretario contenente una
scatola per pistole piena di lettere: metafora del dentro sempre diverso dal
fuori, come sopra coi due esteta ed etico.
ll piacere della scoperta (Ulisse, Raiuno, conduce A. Angela): arrivato alla casa di villeggiatura, va a leggerle nel bosco, al riparo dalla propria stessa
sorpresa.
Diversa natura documenti: due diversi plichi, uno di saggetti estetici in grafia
elegante ma a tratti di getto, laltra lettere su carta da protocollo, destinate
allautore del primo.
A e B, perche solo delletico B si trova il nome nelle carte, Wilhelm, e cos`
son contenti tutti.
Facilissimo ordinare le carte di B, non possibile quelle di A, data la loro
natura di spontaneit`
a.
La prima parte di A K.gaard la chiama Diapsalmata, perche trova questa
parola nel testo e per una certa complementariet`a diffusa tra questi. Non trova
un organo di composizioni armoniose ed in sintonia, proprio come negli stati
danimo dellesteta, multiforme.
Saggi estetici: nulla da dire, anche se hanno difficolt`a.
Diario del seduttore: A ne rifiuta la paternit`a, come se fosse spaventato
ancora pi`
u che compiaciuto di quel che racconta, come evocando un brutto
sogno.
Immediato-erotici & Shadowgraphs: lanalogo esteta del Don Giovanni `e un
seduttore che colpisce non per il numero di sedotte ma per lapparato delle
motivazioni e desideri, e per i modi.
Lautore si sente distante doppiamente da chi ha scritto il Diario, e prova
come chiunque egli sia, molto probabilmente `e A, lo sfidi a pubblicare le sue

storie. Lui ed il suo genere non saranno smascherati, ma torner`a pi`


u forte e pi`
u
seduttore che mai, letale per le donne.
Nel diario del s. non vi sono riferimenti di anno, ma con un colpo da grande
astronomo il N. controlla i giorni ed incrociando con i calendari dovrebbe essere
il 1834.
Il N. ammette che si `e lasciato trasportare in questa prefazione acceso dal
fatto che lesteta si pone solo ad editore, e non autore, del diario, come in realt`a
non `e, almeno secondo il narratore: lesteta mente sapendo di mentire.
B: il narr. non si arrischia a correggere un pur talvolta ruvido stile epistolare,
per non farsi prendere la mano, ma aggiunge titoli qua e l`a. Si dichiara disposto
anche a cambiarli, a malincuore, se ai lettori pi`
u esigenti non piacciano.
Purtroppo il narratore non `e mai riuscito a trovare lautore, lesteta, ma ha
perso molto tempo nel cercarlo e non gli va di ricordare. Ha fatto passare tempo
congruo prima di pensare a pubblicare e scrivere quindi tale prefazione, cinque
anni.
Un certo timore del Narr `e svanito con pi`
u `e diventato confidente con le
carte.
Nel Diario, per stessa ammissione delleditore-autore, i cognomi sono cambiati.
Curiosa gabola economica del narratore per farsi ripagare del proprio lavoro
di editore dilettante.
Decisione del nome: non scontata, per via dei contenuti, specie di A.
Osservazione: contrariamente alla ritrita operetta morale in cui due visioni di
vita si incarnano in due personaggi contrapposti e finita la lettura tali personaggi
escono di scena e rimangono solo le loro immagini delle loro vite e riflessioni,
senza vincitori ne vinti, qui nessuno dei due appare convinca laltro a saltare
sulla sua di barca.
Leggendo in B si vede che nessun odio serpeggia tra i due, che anzi sono buoni
amici, seppure B non disdegni fendenti. Questo `e anche in linea col pensiero di K
dove le due vite non sono in esclusivit`a ma piuttosto fasi successive dellesistenza.
Ci vorrebbero anche un paio di parole da parte degli autori per questa pubblicazione. Il narratore immagina le reazioni di A e B saputo della pubblicazione.
A: Lettore leggilo o non leggerlo, quel che ho da dire, te ne pentirai comunque.
B: non gradirebbe molto di vedere il proprio materiale assieme a quello di A,
ed un po confusamente direbbe, in pratica, soprattutto ad una buona lettrice
femminile, di scordarsi A e tenersi stretto B.

3.2

Diapsalmata ho scelto circa un terzo delle riflessioni,


quelle che mi sono piaciute di pi`
u

Definizione poeta: individuo che soffre terribilmente nel proprio cuore ma quando d`
a voce a questa sofferenza nasce una musica bellissima. Il pubblico lo prega
di scrivere di nuovo, che importa se soffre. I critici riconoscono che rispetta in
pieno i canoni dellestetica.
Luomo non si gode mai i diritti che ha: ha la libert`a di pensiero e vuole
quella di parola.
Alcuni insetti muoiono sul pi`
u bello, quando si riproducono.
La malinconia `e la compagna che sempre ci cerca, e ci porta in giro anche
stando fermi. Ci cerca sempre, e non `e quindi una sorpresa che la amiamo.

A volte siamo come giocatori di scacchi cui dicono: non puoi muovere quella
pedina.
La porta della fortuna si tira non si spinge.
Lesteta dice di avere la forza di combattere e dubitare su tutto, ma non di
conoscere o possedere. La gente si lamenta che la vita non `e unavventura con
mostri da sconfiggere e principesse da salvare (noto come il principio La vita
non `e SuperMario), ma cosa sarebbe ci`o rispetto alle ombre e demoni contro
cui combattiamo ogni giorno?
A sfotte gli uomini di affari, quelli che non si fermano mai, sempre di fretta
ed affaccendati: dove corrono? Quando qualcun altro gli blocca la strada od il
FATAL FORTUITO li coglie, A non pu`o fare a meno di ridere: per cosa corrono,
cosa salvano dallincendio della vita?
Fate domande ad A ma non chiedetegli ragioni: sul mondo ne ha troppe e
troppo contradditorie. Ed `e affranto dalla sproporzione tra cause ed effetti, il
sistema `e caotico.
A nessuno viene chiesto quando desideri nascere, ed a (quasi) nessuno quando
andarsene.
A cosa `e buono A? A tutto, a niente.
Nel Vecchio Testamento, in Shakespeare, gli uomini peccano senza appello
alla salvezza, uccidono i loro nemici nel sangue, bestemmiano il seme e le genti,
maledicono le stirpi. Ai giorni nostri invece solo peccatori meschini, che cercano
di farla a Dio sotto il naso, come se fosse possibile, come se non li vedesse, sicuri
al riparo del perdono a buon mercato. Si comportano da studentelli delle medie.
Fyah pun dem!
Il vero piacere `e fare le cose come ci pare e piace.
Immagine di eternit`
a: lallibratore truffaldino. Immagine per leternit`a: lavvenente concubina che si sdraia sul divano dellharem in tutta la sua voluttuosit`
a. Vuoi mettere??
In un lavoro in e per cui si ha talento non si ha nulla da guadagnare.
Come il mitico Parmenisco ride al vedere la rappresentazione di Leto, A ride,
maturo, dopo essersi reso conto di quello che `e la vita: coraggio `e scommettere
10 Euro e gentilezza `e dire Prego, andare a messa una volta lanno essere timorati
di Dio.
Consigli di A allumanit`
a: conservare i saggetti di morale scritti a scuola dai
propri pargoli. Che consiglio definitivo e di supporto per le nostre vite ahaha!
A `e bravo a scovare tartufi per gli altri, ma a lui non frega un cazzo.
La dignit`
a della tautologia, con la sua solidit`a argomentativa. Poco informativa ma ideale dai pulpiti.
3.2.1

A si confessa

Per A lesperienza di vita ha a fondamenta la contraddizione: sia che si intraprenda una via sia che non ce ne si pente. Pi`
u in generale, procedendo da un
principio o dalla sua negazione A sostiene si arrivi comunque alla contraddizione. Allora, in filosofia, non procediamo, non iniziamo mai: questa eterna non
partenza `e inattaccabile. In questo approccio c`e tutta lessenza dello spirito
dellesteta.
A ammette di avere perso prospettiva e spinta, non trovando aiuto neanche
nel vino, che lo rende triste se non malinconico. Abbandonato non dagli uomini
ma dagli spiritelli della gioia e della possibilit`a, ora si dice pronto a rifiutare
8

qualsiasi ricchezza, a costo di vedersi instillata la passione della possibilit`a,


dellocchio che mai si posa.
Una placida domenica pomeriggio, calda e vuota: la citt`a sembra morta.
Ed A ricorda quando desiderava, da ragazzo, lamata. Ora desidera solo di
desiderare (to long). La giovinezza `e un sonno e lamore ne `e il sogno.

3.3

On the immediate...

Lintroduzione `e definita banale che in inglese si pu`o dire Platitodinous, quarto


classificato nella lista degli aggettivi pi`
u maestosi di sempre a disposizione di
Sua Maest`
a.
Filosofando con i greci, sappiamo che nella loro visione luniverso `e dominato
da armonia ed ordine tant`e che vi si riferiscono come cosmo. Le menti dappoco
per`
o, ed anche un po invidiose, che si convincono che in realt`a `e il caso la
chiave di lettura, che anche le pi`
u alte vette raggiunte dallarte delluomo hanno
il seme del fortuito, per questi il fatto che non siano n`e diventeranno degli Omero
o dei Mozart `e solo un pasticcio del caso. Si parli piuttosto di fortuna seconda
nellammirare, nellunione di quel che va assieme.
Il fortuito ha un solo argomento, la fortuna ne ha due ed una prospettiva
storica. Esempio Omero: `e fortuito che il poema epico di sempre parli della
guerra troiana, ma `e fortuna che il poema epico di sempre sia uscito dalla penna
di Omero.
Sproloquio di lodi tessute al sig. Mozart, autore forse non a caso del Don
Giovanni. Lo considera nel novero degli uomini che mai cadranno nelloblio,
grazie alle loro opere. Imbarcamento in improbabile argomento di finzione contro la Chiesa, od una chiesa, che non lo pone dovutamente a gloria, finendo per
vagheggiare linizio di una propria setta. Precisa poi che per Mozart non vuole
un posto in alto, ma il primo, il pi`
u alto.
Altre riflessioni su Omeruzzo e la sua opera. Nelleconomia di unopera come
questa, figlia della fortuna e non solo del fortuito, non dimentichiamoci quanto
Omero ha messo di suo, del proprio genio: perche non basta volerla una grande
opera, e nemmeno essere bravi nel senso di padroneggiare la materia: la vera
scintilla `e il genio, non solo volere ma volerla come non pu`o altrimenti essere,
questo `e il genio.
Incomprensibilit`
a del perche gli esteti abbraccino Hegel.
Osservazione che un autore od artista `e classico solo per selezionate opere,
non per tutte, proprio in virt`
u di come `e da interpretarsi la fortuna. E non si pu`o
dire che sia stato pi`
u fortunato nelle opere classiche: questa `e unaffermazione
che sa di tautologia ed `e molto relativa, non `e informativa sul rapporto tra forma
e materia.
Lopera classica `e per Mozart il D.G., e gli dona uneternit`a nel tempo non
allinfuori di esso come possono essere i miti: generazione dopo generazione gli
uomini ne gustano il sapore in modo diretto, perche la musica `e una forma darte
che si gode in immediatezza e pienezza, la riscoprono e la rivivono.
Non si pu`
o parlare di una classifica dei classici tutti, sono infinitamente
eterni, e la loro bellezza incomparabile. Ma se uno volesse proprio? Criteri, due:
materia-forma ed idea-forma. Lordinamento che ne segue `e troppo essenziale
per provvedere ad una sufficiente contingenza, troppo accidentale per un ordine
assoluto. Cercando di ordinare e quindi di definire propriet`a per ogni opera
si finisce per affollare di moschini del tramonto le volte delledificio dei grandi
9

classici. Un approccio estetico di questo tipo edifica un edificio di gingilli e


cianfrusaglie a coprire una casa bellissima e dalle solide fondamenta. Questo
errore storico `e smascherato solo col tempo, da chi viene ad abitare la casa in
seguito.
Anche unopera darte di poco valore, in quanto opera darte, pu`o vedersi
accordata leternit`
a in quanto opera, nella sua natura di espressione, ma non
quella eternit`
a invincibile propria di quelle opere che resistono alle generazioni,
ai diversi modi di pensiero, al tempo (vedi punto precedente).
Importanza ma inopportunit`a della filosofia di Hegel nellapproccio alla valutazione dei classici.
Non si pu`
o considerare lespressione artistica nel suo essere mezzo o strumento pi`
u o meno raffinato con cui esprimere unidea: una poesia non `e un
canale ed una poesia non `e un trattato scritto in una prosa alternativa...
Kgaard apre ad un criterio di ordinamento di contingenza basato sulla ripetibilit`
a di unopera: coordinate sono lastrattezza dellidea e del mezzo. Ed `e
naturale nella sezione dei poemi classici abbiamo molti pi`
u esempi che in quella
delle statue classiche, idea del pi`
u Omeri che Michelangeli. Tra le classi, ordinare rispetto al numero di ciascuna ricordando che se le categorie di espressione
sono note (pittura, scultura, musica...) per quanto riguarda quella delle idee la
porta per accoglierne altre `e sempre aperta.
Nella classifica considerare solo le idee che si prestano allopera darte, per
esempio no alla produzione scientifica. Le espressioni come detto sono pi`
u o
meno considerabili come fisse, ma comunque una forma `e pi`
u astratta quanto
pi`
u `e lontana dal linguaggio naturale, quindi scultura e musica in cima.
Rapporto astrattezza-espressivit`a: per esempio la scultura `e molto astratta
ma moltre statue hanno lidea della forza e del potere di un individuo in s`e.
Abbiamo detto un ordinamento storico immediato rispetto alle idee non `e
possibile dato che questo insieme non `e definito, ma K dice poi che sarebbe
ordinare per le idee la strada giusta. Quindi comunque: pi`
u lidea `e astratta pi`
u
il classico scala la classifica (se ho capito bene). Rischio che vedo: lastrattezza
sfocia nellinsignificante.
Ma ecco che K mi rassicura ponendo lidea pi`
u astratta di tutte: lo spirito
della sensualit`
a. Pu`
o essere rappresentato solo in musica, dato il sentimento
dimpeto che `e, il quale non pu`o essere rinchiuso nella definitezza del tratto
o della parola. Non avendo dimensione di parola non `e epico di per s`e ma
ha qualcosa di epico nellessere successione di momenti, natura che la musica
ottimamente cattura. Non ha dimensione storica.
Argomentazione del perche il don Giovanni `e il classico dei classici, muovendo
da questi fatti appena presentati.
Unidea molto astratta, la pi`
u astratta, si accompagna ad unespressione
astratta, nel senso di mezzo particolare, come una composizione.
Riflessione sulla differenza col Faust che usa la prosa ed `e a temi in dimensione storica. Ogni epoca ha avuto il suo Faust.
Il DG unico classico musicale. Non avrebbe potuto essere scelto un altro
mezzo, perche questo e solo questo `e adatto alla pi`
u astratta delle idee, non
avrebbe potuto metterlo in scultura per esempio.
A me lintero corpo di argomentazioni sembra molto debole.
Obiettivo dellinvestigazione: il significato del musico-erotico e le differenti
fasi della sua manifestazione.

10

La sua sensibilit`
a sullargomento A tutta la deve a Mozart, ed il lettore in
buona fede non ne dubiti.
Con una digressione stucchevolmente pomposa K ci dice quel che si sta per
manifestare al pensiero. Su Mozart il nostro si sente senza paura ed infinitamente preparato.
Nothing ventured nothing gained: riflessione su come la sensualit`a fu per la
prima volta introdotta col cristianesimo, e sotto la categoria dello spirito. Cos`
`e stato proprio perche il cristianesimo fu la prima religione, o meglio qui un
pensiero, che impose il suo opposto: la sensualit`a come un principio che prende
forma solo nella sua negazione.
Prima del cristianesimo K ammette unesistenza della sensualit`a come espressione dellanima, nellantica Grecia, dove trova realizzazione nellarmonia, non
nellesclusione.
Obiettivo pratico discussione, al fine di rispondere alla domanda di sopra: le
varie forme dellerotico nel cammino degli uomini per mostrare che limmediato
erotico `e lerotico musicale.
La sensualit`
a in Grecia non `e una sensibilit`a da reprimere, ed `e naturale
sentimento negli individui inclini al bello, come un po per stereotipo erano i
Greci.
Uomini e divinit`
a vivono amori sensuali, ma lamore almeno nella Grecia dei
miti, non quella dei filosofi, non `e mai un principio, non deve trarre in inganno
che esista il dio Eros: nella concezione greca non si parla di vero amore.
Eros `e il dio dellamore, ma paradossalmente egli non `e in amore, tra laltro
`e molto meno avventuroso dei colleghi e degli eroi. Tutti riferiscono ad Eros per
lidea damore, eppure Eros di per s`e amore non ne ha e questo `e un tema tutto
greco di un dio che trova la propria essenza nellessere riconosciuto dagli altri.
Quel che si ha con Eros `e il contrario rispetto a Ges`
u: incarna la vita ed a lui
incarnato guardano i fedeli, che possono cos` conoscere il vero.
La sensualit`
a e pi`
u precisamente lerotico sensuale, ossia il sentimento damore che sposa la sensibilit`
a al sensuale, arriva con il cristianesimo, e solo per
negazione per cos` dire, indirettamente, come accennato sopra.
Inferendo liberamente, la musica `e quindi opera del demonio: essa ha infatti
come oggetto assoluto lerotico.
Indicazioni di altri oggetti assoluti: le umane forme per la scultura, il celestiale per la pittura, il pensiero per la parola. Certo possono essere adoperate
per comunicare altro ma `e con questi oggetti che trovano la loro realizzazione
piena. E non dimentichiamo: lespressione delluomo `e il suo spirito, anche se
sa fare altre divertenti cose come camminare su due zampe.
A ammette di non essere iniziato alla musica, e che quindi quel che dice
potrebbe essere compreso anche meglio di come lui lo comprende da terzi che lo
siano.
Analogia dello stato confinante: a furia di camminare lungo i confini e
riflettere, una illuminazione pu`o arrivare.
Ha senso che parli cos` tanto di musica ed inoltre si senta di eleggerla a forma
artistica massima indicando persino opera ed autore assoluti? Giustificazione:
Diana non aveva mai partorito ma ha fatto da levatrice a Latona.
Il paese confinante `e la musica, e quello del linguaggio dove egli vive, dove
conosce.
Posizione a sorpresa: il linguaggio `e lessenza di unidea. Da questo segue
che ogni forma non solo darte ma di espressione `e un linguaggio.
11

Involuto argomento sul perche in particolare la musica `e un linguaggio, sicche


A rigetta come falso largomento precedente, sostenendo che si possa parlare di
linguaggio solo in rapporto ad uno spirito, condizione sempre soddisfatta se
uomo implica spirito, oppure non ho capito io lol!
Similarit`
a nel rapporto con il sensuale tra linguaggio e musica, in contrasto
alla, per esempio, scultura: in essa `e parte integrante, escluderla sistematicamente ne recide la bellezza. Come in pittura ed architettura soggetto e mezzo
hanno un legame speciale ed in qualche modo solo artificialmente scindibile.
Questo fatto che lidea non si pone in modo tale da far considerare lespressione puro mezzo porta a pensare che queste ed anche la natura perche no siano
forme stupide e non-linguaggi. Non si hanno poi alcuni grafemi per queste, oddio forse per larchitettura almeno s`, con la geometria, nel senso tradizionale di
linguaggi, sono proprio mute.
Il linguaggio viene ad essere il mezzo perfetto quando quel che si pu`o averci
di sensuale si nega, per esempio pensare a vibrazioni daria e non parole.
Altra analogia musica = linguaggio: anchessa `e per ludito, il pi`
u spirituale
dei sensi. E non dimentichiamoci che la natura `e stupida, sia che si tratti del
rumore che fa una mucca od una nottola.
Superiorit`
a spirituale della musica che, come linguaggio, ha in realt`a una
dimensione squisitamente temporale, non spaziale: un brano vive solo nellesecuzione, la musica scritta vive di unesistenza artificiale, manca di sensualit`a K
argomenta, e ci`
o ha senso nellessere come dicevamo slegata dal soggetto, che `e,
per la musica, lerotico-sensuale, nel suo massimo.
A sostiene che pure spostandosi nel paese del linguaggio, agli antipodi del
confine con la musica, sempre la ritrova, dalla ridondante prosa ai versetti di
un bimbo. Ma la classica frase ad effetto che la musica `e un linguaggio pi`
u
potente del naturale? Si stenta a crederci se si accosta un vagito ad un pensiero
compiuto. Come espressivit`
a formale il linguaggio, che dicevamo prima `e essenza
delle idee, viene prima e non dopo la musica. Da qui il quasi-disprezzo per quella
musica cos` pura da sentirsi oltre il linguaggio, e che lascia il cantato.
Se viene prima come espressivit`a, il linguaggio, `e per`o il contrario per limmediatezza. Il linguaggio manca dimmediato perche `e riflessivo. Ma il fatto
che il linguaggio non pu`
o fare sullimmediato, temporalmente infatti pu`o essere
anche a livello spaziale, indefinitezza ed in generale un sentimento nuovo, questo
deve vedersi come una ricchezza applicativa del linguaggio, nel senso che la sua
fomalizzazione ed uso sono troppo importanti perche lo si accosti allindefinito.
I termini del linguaggio della musica che usiamo comunemente spesso vivono
nella semantica delloscuro ed indescrivibile. Attenzione si parla di immediato
spirituale! Il linguaggio pu`
o ben lavorare con (domini) immediati dellintelligenza, per esempio la matematica. Limmediato in senso spirituale giace allinterno,
o al di fuori, di esso.
La prima categoria, ragiona Mr A, pu`o essere espressa in musica ma questa
le `e in realt`
a aliena, cos` `e perche quel che `e dominio dello spirito pu`o essere
espresso con il linguaggio, il resto no. Ci`o d`a allextra-spirituale la dignit`a di
vero tema per la musica. Limmediatezza di questo tipo di extra-spirituale `e di
tipo sensoriale, ed `e legata al cristianesimo come si diceva sopra.
The sensual genius is absolutely lyrical.
Anche se altri esperti avrebbero potuto certo elaborare meglio, visto che
nessuno scende in campo A lo fa, a spiegarci in cosa stia la grandezza univer-

12

salmente riconosciuta del Don Giovanni, che come gi`a detto non `e da ritrovarsi
in idea-forma/soggetto-materia, nel fortuito.
Lo zelota (religioso bigotto) disprezza la musica, ed anche la teme. Non `e
vero che la musica confonda pi`
u che la parola, entrambe quando sono portate
allestremo. Che sia giusto o no che lo zelota cos` si comporti non importa perche
non siamo interessati ad un giudizio estetico su una qualsiasi religione, ma da
dove procede nel suo ragionare? La parola `e espressione propria dello spirito,
mentre la musica, come osservato, non si addice e non ha il suo oggetto nello
spirituale. Non va comunque per questo associata per forza al diabolico, anche
se nella tradizione popolare a volte `e, vedi le sirene di Ulisse, ed `e capace di rapire
la mente, in fenomeni che sorprendentemente non interessano agli psicologi.
Un altro prologazzo leccapiedi a Mozart: in confronto al DG tutte le altre
opere, anche le sue di Mozart, sono accidentali e trascurabili.
Interessante analizzare le altre opere mozartiane dalla prospettiva del DG.
Questi differenti stadi dellerotico non si intendono come assolutamente definiti e distinti, esistono a livello di concetto e trovano espressione nel Mozartino.
Essi si versano assieme nellultimo ed immediato stadio.
Tanto per gradire il vero potenziale della musica si esaurisce nella musica di
Mozartinho. E non sono differenti stadi di crescente consapevolezza.
Finora ci siamo mossi nel paese del linguaggio, viaggiando sulle parole, per
mostrare col ragionamento come il sensuale sia il vero oggetto della musica. Ma
si pu`
o cos` arrivare fino ad un certo punto senza mai passare il confine forse,
perche questo `e un sentire dellistinto, toccato solo da chi ascolta e continuer`a
ad ascoltare. Il ragionare pu`
o mettere sulla buona strada, essere di supporto.
Il paggio nel Figar`
o `e caratteristica espressione del primo stadio dellerotico
in musica.
Il sensuale si risveglia nellimmobilit`a e nella malinconia.
Il desiderio non possiede: questa `e lessenza dolorosa e contraddittoria del
primo stadio. Con stadio K non intende un intervallo di tempo nel qualeuna particolare essenza del sentimento la fa da padrone, bens` uninclinazione
per cos` dire peculiare che pu`o anche tingersi degli altri di stadi, coi quali si
sintetizzer`
a nellultimo.
La malinconia si realizza nellessere desiderato senza poterlo essere per davvero. Labbraccio del desiderio prende e nasconde in un modo per cui non `e
posto come altro e quindi pu`
o essere oggetto desiderato.
Quando la separazione avviene, il desiderio pu`o respirare libero ed il desiderato non fa pi`
u come paura al desiderio. Il desiderato si sublima solo nel
distacco.
In questa fase il desiderio si culla leggero e cresce piano come una pianta.
Lunica propriet`
a effettiva deel desiderio in questa fase `e che `e infinitamente
profondo.
Il Desiderio paragonato a Thor ed al suo corno sulloceano.
Desiderio e desiderato convivono in indefinitezza, e nonostante Cherubino
sia una parte per una voce alta femminile, una voce neutra, androgina, sarebbe
la giusta scelta.
Citazione in analogia tra Figar`o e Donjuan: la lascio agli addetti ai lavori.
Il Page nel Figar`
o `e ubriaco damore, e se lo si `e due possibilit`a: la vita pu`o
essere molto pi`
u o molto meno gioiosa, K parla addirittura di opaca deiezione.
Qui `e la seconda.

13

Il mitico Paggio `e ingessato in dialettica sostiene Mr A: sogna deiettamente


quel che ha, yearning for what he possesses already. Non si muove.
Secondo stadio: Papageno ne Il flauto magico. Ma rifacciamoci al mitico, non al personaggio ed alle dialettiche dellopera, che A nemmeno considera
classica, poiche la chiave di lettura, ci dice, `e da trovarsi in quel che non `e musicale. Concentrarsi solo sulla sua figura fuori dallopera solleva dallanalizzare
il complesso rapporto con Tamino.
Avviso di A: sa che vari lettori si dispiaceranno di tale approccio slegato da
unanalisi dellopera.
Il desiderio e quel che si desidera vengono ad esistere allo stesso tempo,
non possono essere ontologicamente indipendenti. Sono comunque separati. Il
movimento sensuale separa ma allo stesso tempo vuole unire questi due amanti.
Il desiderio definisce anche una visione di molteplicit`a per loggetto del
desiderio.
1. Primo stadio: longing, la bramosia. Paragone ad una pianta stabilmente
al suolo; il sentimento `e forte e costante, non si dissipa. Nonappena il
desiderio si sveglia, e come quando ci svegliamo `e solo questo il momento
in cui vediamo quel che abbiamo sognato, il desiderio si libra in volo, la
pianta, o meglio il fiore, svolazza senza met`a alla ricerca del bramato, che
rivela quindi la propria molteplicit`a estetica. Il desiderio non `e in grado di
far proprio loggetto, ne `e gi`a in possesso senza averlo desiderato, quindi
non c`e il momento di sublimazione del desiderio.
2. Secondo stadio: ecco quindi questo secondo stadio di per cos` dire libert`a,
dove il dinamismo `e sia esterno, in proiezione di questa ricerca, sia interno,
stirring within itself . In questa fase il rapporto con lamato vive di
piaceri brevi ma intensi: furtive apparizioni e svanimenti. Il desiderio `e
vivo ma non ancora declinato come tale: `e qui ricerca, era sogno nella
prima e solo nella terza sar`a pieno desiderio. Ricerca: di quel che si
desidera in potenza, ma non ancora, perche il vero desiderio `e la terza
evoluzione. Il desiderio rincorre loggetto nella sua molteplicit`a, e quindi
in senso stretto non c`e ancora un desiderio pieno.
3. Terzo stadio: sintesi. Incarnato alla perfezione dal Don Juan. Unione
connotazionale ed estensionale dei precedenti perche
il primo `e una tensione di desiderio alloggetto nella sua unit`a, allidealeuniversale
secondo: desiderio al particolare nella categoria della molteplicit`a
infine lunione delle componenti
Esempio: desidero una moglie, desidero quella donna, desidero pienamente
che quella donna diventi mia moglie. E il desiderio assoluto del particolare. Il desiderio si `e fatto pieno e vittorioso ma anche demonico. Parliamo
ovviamente di un desiderio da intendersi come quel che non cade sotto lombrello dello spirito e che quindi trova espressione nella musica, il
sensuale. Il DG incarna lidea e trova espressione nella musica.
E vero che si potrebbe vedere il DG come epitome della continua ricerca,
ma egli non solo scopre (sottane) ma anche conquista, cavaliere dellamore. La
scoperta `e subordinata alla conquista.
14

DG: la lista delle conquiste in gusto di catalogazione la lascia al suo assistente


Leporello.
Per Pappa Papageno valgono le medesime indicazioni di inespressivit`a e
mancanza di evoluzione che valgono per il precedente eroe.
La musica di Mozart in quanto a sensualit`a? Vigorosa e sprizzante damore.
Riferimenti a parti della pi`ece particolarmente significative.
Scelta inusuale del flauto per Pap`a Geeno: A cerca di giustificarla.
Tamino: il flauto, che corrisponde in tono a quello di Papy, ce lo fa accostare
al pastore agreste Orazio. Tamino `e in una fase in cui ha superato il pensiero,
e la musica `e presente solo a distrarre via. Sappiamo infatti che la musica sa
gherimire i pensieri, anche se a volte diabolica come dicevamo, si dice infatti
che Davide ci abbia esorcizzato Saul. Si finisce tuttavia con una stoccata contro
luso della musica per alleviare disturbi mentali.
La colpa del flauto magico: volere presentare come musicale un qualcosa che
di musicale non `e proprio, lamore etico, il matrimonio. C`e una preponderanza
di coscienza come per dire, pur ancora volendo essere unopera.
Una qualsiasi storia che trovi piena espressione in musica `e una storia solo
in senso figurativo.
Grandi capacit`
a di Mozart nel tirare fuori da un libretto a tratti insensato
e bizzarro una grande opera.
Lattivit`
a di Papageno `e inoffensiva.
Congedo da Papageno: che se la viva felice con Papagena e popoli una foresta
o anche un intero continente con un sacco di Papageni.
Il DJ `e dimostrazione della terza fase dellamore sensuale nella sua interezza,
non solo in parti od arie particolari. Tutta lopera gravita attorno al motivo,
con drammatica necessit`
a. Con il DG stesso si palesa il fatto che i due precedenti stadi sono da intendersi in realt`a come presentimenti del DG nel senso di
proiezioni rispetto ad una sola coordinata.
Praefatio, con tanto di invocazione ad imprecisati numi e muse, su come il
nostro tratter`
a il DG nella sua analisi.
Illuminare lidea da pi`
u angoli possibile e, in spirale partendo dal linguaggio, continuare lesamina fino a che tutto quello che al lettore potr`a dire sar`a:
Ascolta!.
Estrarre il musicale dallopera nel linguaggio, fino a che tutto sia cos` chiaro
che lultimo passo sar`
a proprio il godimento in prima persona dellopera stessa.
Tra le divinit`
a citate:
amichevoli geni a protezione dellamore innocente
giusti spiriti a guardia del reame della bellezza
potenti spiriti che sanno come smuovere il cuore degli uomini
Obiettivo: eterna convinzione, non cattura del lettore nella rete della passione o negli artifici delleloquenza.
Il genio sensuale specificato come seduzione.
Motivo tutto medievale del protagonista a rappresentare un ideale di vita
col suo proprio sistema di valori ed un coprotagonista che invece ritrae un altro
sistema, spesso non apprezzabile e semplice. La dialettica se presente `e di natura
comica.

15

Il re ha il giullare, Don Quijote ha Sancho Panza, Don Juan ha Leporello. A


sottolineare che questo modello di rappresentazione `e squisitamente medievale.
Don Giovanni `e personaggio da medio o tardo medioevo? Se si pone il principio dello spirito, si pu`
o dire che il contrasto iniziale sia stato via via stemperato,
allora il DG `e un uomo del primo medioevo. Se la prospettiva `e invece quella
per cui lopposizione `e cresciuta facendo lo spirito suo via via pi`
u terreno allora
`e uomo del tardo.
Se DG `e del tardo appare come il sensuale che si oppone allo spirito a tutti
i costi, ed `e cavalleresco nel senso medievale.
La sensualit`
a si alza in trionfo quando nel medioevo lo spirito decide di
lasciare il mondo: conquista proprio questo mondo da cui lo spirito si parte.
Nel regno della passione il linguaggio non dimora ed il pensiero non ha
sobriet`
a: si ha solo la voce primitiva della passione, il gioco degli appetiti.
Il primo nato del regno, che `e un regno dindulgenza, `e il DG. Dellindulgenza
e non del peccato comunque, il peccato non entra che con la riflessione. Non mi
`e chiaro che intenda con il termine riflessione, forse lanalisi da una prospettiva
etico-religiosa? Ricordiamoci di come il sensuale per cos` dire moderno nasce,
con la sua negazione da parte del cristianesimo.
Diabolicit`
a della sensualit`
a in rapporto allo spirito nel momento di indifferenza estetica.
Don Juan: espressione del demonico specificato nel sensuale. Faust: demonico nello spirituale che il cristianesimo esclude.
Differenza: il Faust `e leggenda, il DG no.
Perche il DG non ha mito, e quindi passato? Forse perche non era chiaro
che il sensuale si esprime nella musica.
Il pensiero pu`
o concepire lo spiritual-demonico Faust, non padroneggia il
sensuale come abbiamo detto.
Il DG non pu`
o essere conosciuto nella sua individualit`a autocontenuta, ma
solo come unimpressione, nello stesso modo in cui nelle nuvole e nella schiuma
possiamo vedere delle immagini, ma per un istante: nonappena ci distraiamo
limmagine `e svanita, e dobbiamo riidentificarla.
Il Don Giovanni come individuo: ha sedotto 1003 donne, laccento cade
sullaccidentale, sui chi e come. In musica invece viene fuori la forza della natura,
limpetuoso, ed il numero, i dettagli, perdono importanza, lidea `e protagonista.
Interessante numerologia: 1003 non `e un numero immobile, statico, scolpito,
`e un contatore, 1003 and counting.
Gli eroi dei miti dellantica Grecia hanno sempre uninfinit`a di amanti, ma
sono allora seduttori? Gi`
a abbiamo detto che il sensuale greco non `e il sensuale
di Mozart. Assolutamente no ci dice A, essi figliano abbondanti perche il corso
degli eventi li porta a ci`
o. Il loro amore dellanima per quanto breve `e sincero,
e non `e come per il DG che quando `e con una gi`a pensa alla prossima, in
un continuo che il povero Leporello fatica a seguire: che pena sbirciare dalla
serratura!
Come sappiamo, lamore sensuale, nettare dellesteta, `e momento.
Dialettica dellamore dellanimo: triplice, con un fattore ortogonale. Nellamore alla greca abbiamo:
incontro
difficolt`
a e dubbio

16

unione
differenza (fattore)
Nelle storie greche si parte con limpressione, si superano difficolt`a e si resta nel dubbio, con la conquista ci si riacquieta, con un unione che non `e solo
dellamante con lamata ma anche dellamante con se stesso. Lansia non `e propriet`
a dellamore sensuale invece: il DG la fa corta, `e considerato e si considera
lui stesso sempre vittorioso. A vede questo fatto come una povert`a, non una
ricchezza.
Differenza: lamore dei Greci `e in sostanza differente ad ogni sua manifestazione. Questa `e invece vista come ricchezza da A, e il DG non ha tempo per
questo.
Nellamore dellanima si distinguono momenti, ovviamente ne possiamo identificare tre principali come spiegato. Per il DG invece tutto coincide: la vede e
gi`
a sar`
a sua sa, il tutto `e ridotto a quellattimo.
Interpretare lamore del DG sotto la categoria dellanima, con il suo numerello 1003, `e ridicolo oltre che improprio. E descrivere lavventura amorosa del
DG solo con il linguaggio pure. Un DG amatore sensuale invece `e il protagonista
di una storia che sta in piedi.
Lamore dellanima `e una continuazione ed espressione del tempo, ed icona `e la donna nella sua unica molteplicit`a declinata rispetto ad una fissata
protagonista e storia.
Lamore sensuale `e invece dissoluzione del tempo nel mosaico di infinite
conquiste che non hanno di per s`e la dignit`a dellamore incondizionato, bens`
sono attimo come pi`
u volte detto.
Il focus di questa qualit`
a di amore `e la donna, nella sua generalit`a, la
conquista, concetto che la composizione musicale ottimamente incarna.
Non siamo per`
o, come ribadito pi`
u volte, nel contesto di una riflessione
astratta, non siamo nel dominio del linguaggio ovviamente: siamo nellimmediatezza.
Nel linguaggio lepico `e espressione principe, vedi Omero. Se volessimo traslare laria della lista delle conquiste in epico, assumendo di farlo tramite la parola del migliore poeta di tutti i tempi, cosa avremmo? Unespressione simbolo
dincompiutezza!
La composizione epica `e il racconto di quel che `e stato, di una storia che
vive nel nostro passato e riscopriamo nella sua interezza ed immobilit`a. Certo
pu`
o andare avanti ed avanti, ma con la molteplicit`a bisogna sedersi e fare i conti
senza scampo, con lo spettro di unopera che viene ad essere quindi un elenco
glorificato di conquiste.
Con Mozart invece si `e ad una prospettiva pi`
u generica, non in senso negativo
ma intendendo non-analiticit`
a. La sensazione di questo infrangersi e rifrangersi
di momenti nella fluidit`
a dei gradienti del concerto degli strumenti, delle diverse
configurazioni e passaggi.
Se volessimo rivivere un poema epico del DG dovremmo rileggere lintera
storia pagina dopo pagina, fossilizzando la successione di conquiste nella sua
accidentalit`
a, sempre nello stesso ordine e per di pi`
u giungendo ogni volta ad una
fine che non `e una fine. Con la musica invece ascoltando nuovamente riviviamo
il sentimento senza la possibilit`a di farci guidare per tappe fisse, come nei passi
di un libro.

17

Se anche `e vero che la composizione `e definita ed anzi codificata nel linguaggio formale delle note, quando la si ascolta si vive limpressione. Il fatto
poi che una stessa composizione possa essere eseguita in molti modi diversi, per
esempio maggiore enfasi pu`
o essere posta su questo o quel passaggio, `e unaltra
indicazione in questo senso.
DG: forza della natura ed individualit`a.
La donzella di cui si narra la seduzione nel DG, tale Zerlina, `e una comune
ragazza di paese, e non ci aspettiamo che sia nulla di speciale. Il DG la ama in
universalit`
a, perche ha la gonna: lamata non ha profondit`a od unicit`a se non
come istante, ed altrimenti sarebbe se parlassimo di un seduttore danima.
La generalit`
a nel desiderio `e, come abbiamo gi`a osservato, la ragione per cui
il DG `e squisitamente musicale.
Le donne sedotte diventano pericolose per il DG.
Lerotismo di Don Giovanni `e seduzione, il cui oggetto `e sempre incarnazione
del sensuale.
Si pu`
o definire seduttore solo in senso lato il DG. In particolare non `e un
seduttore come quello del Diario perche:
manca del movimento anteriore, pianificare lattacco studiando continuamente ed adoperando stratagemmi
ha solo posteriorit`
a: allindomani della sua conquista il DG semplicemente
passa altrove, non `e interessato allaccaduto se non per il numero in s`e
(forse)
Unaltra caratteristica del seduttore `e inoltre la potenza ed argomentativit`a
delle parole: il DG `e infatti sensualit`a, proprio per questo traducibile in musica
come detto.
Pi`
u che sedurre, il DG desidera dun desiderio che si manifesta nei modi
della seduzione.
Non essendoci pianificazione non c`e inganno, sono le donne che sono prese
e gettate in questa routine di seduzione.
Faust come riproduzione del DG ma con una categoria dello spirito. La sua
anima `e menzogna, intesa come precipua manifestazione del desiderio. Tale attivit`
a, dove la categoria estetica `e quella dellinteressante, `e non-musicale essendo
discorso come detto.
Il desiderio sensuale `e la vera forza ed arma del DG.
Le differenze tra le sedotte si riducono essendo che sono comunque tutte
donne. Ci`
o `e movimento di idealizzazione del nostro, ed il motivo non `e perche
egli non sappia fare differenze, anzi.
Page non `e il DG da giovane.
La freschezza `e gioiosa attivit`a seduttiva del DG: `e sempre pronto.
Il DG si compiace del ricco raccolto di donzelle che ha.
Del DG non ci dobbiamo chiedere se sia bello o brutto, giovane o vecchio, non
`e il personaggio di un libro, appoggiato ad un albero che insegue con lo sguardo
una fanciulla o sognante al chiaro di luna. Il DG `e musica, va ascoltato, non
visto!
Si ribadisce che la musica esiste solo quando `e suonata, e come detto qui
possiamo discutere.

18

3.3.1

Altri adattamenti del DG considerati in relazione allinterpretazione musicale

Il modello di seduttore alla Faust, quello spirituale, ha avuto molte pi`


u interpretazioni ed esempi, uno dei motivi `e quello detto sopra, il fatto che non esiste
un mito del personaggio.
La spiritualit`
a di Faust comunque rende le interpretazioni pi`
u naturali, nonostante lestetico che il DG incarna sia pi`
u vicino a quellestetico che `e delle
tre fasi principali della vita.
E proprio per la sua unicit`a rappresentativa che lopera mozartiana `e cos`
grandiosa.
Molte nature, ed in ogni generazione, vedono i propri sentimenti sfociare in
piena nel DG, perdendosi nel desiderio. Daltronde molti si credono dei Don
Giovanni per avere abbracciato una cameriera, fatto arrossire una verginella o
pizzicato le guance, o il culo, ad una paesanotta: quel che sono `e lidolo, nel
significato proprio greco di fantasma, del DG, al massimo i loro amici possono
crederli seduttori dongiovanneschi.
Nellastrattezza del suo motivo e nelluniversalit`a della vulvazione il DG,
anche alla luce della sua non-reinterpretabilit`a, non verr`a mai riscritto. Un Faust
invece pu`
o essere che una generazione lo riscriva anche, un nuovo Faust pu`o
nascere. Riproporre invece il DG mozartiano `e come volere riscrivere lIliade.
Il personaggio di Don Juan comunque sia, non lopera con il suo significato
ed essenza, delle quali il DG `e un testimone, appare anche in altre opere e
peraltro famose. La rappresentante `e, in questo senso, lopera di Moli`ere.
Il motivo di incompatibilit`a rispetto allopera molieresca `e il mezzo, una
commedia: il DG parla, con tutto ci`o che ne consegue, in primis limpossibilit`a
dellestetica dellimmediato.
Cosa possiamo dire di un DG rappresentato nel balletto invece? Esempio:
Gluck. Vantaggio: la passione del DG sembrerebbe espressa al culmine nel gioco
della pantomima. Daltro canto, `e anche ridicolo per esempio vedere un DG che
balletta seducendo la Zerlina di turno. Ad un livello pi`
u alto, linteriorit`a del
DG non pu`
o manifestarsi nellaccidentale delle pose.
Se pure non lo facessimo parlare direttamente, cosa potremmo dire di un
DG che `e narrato ancora? Esempio: Byron. Ecco che in questo caso il DG `e
riportato nella categoria dellinteressante: vedendolo nella sua quotidianit`a, le
successive sfide di seduzione acquistano importanza di per s`e come accennammo
gi`
a sopra, non sono semplicemente una serie di bassi argini oltre i quali la
passione seduttiva straripa.
Il DG di Mozart `e passione e potere, un DG uomo, o addirittura anche
bambino prima. Il suo essere vittorioso come uomo nelle sfide di ogni giorno pone
il suo successo in relazione al contesto, il suo messaggio non `e solo universale, si
declina al particolare, e si fatica a convogliarlo con una pletora di pomposit`a.
Resistenze contro le quali leroe compete: ambiente, oggetto del desiderio.
La maggior parte delle interpretazioni stressa il primo fattore, perche in esso il
DG `e quel vincitore erotico che vediamo pedissequamente aggiungerne sempre
nuove alla lista, nella loro particolarit`a. Seduttore anche intensivo per cos`
dire, e non estensivo, come quello musicale. Questo DG gode della finzione,
dellastuzia e dellinganno, in modo opposto a quello musicale.
Il tipo del seduttore riflessivo pu`o raggiungere lastrazione e lidealit`a del
musicale solo a patto di trasferire la partita sul piano psicologico, dominio per`o

19

della mente e non dellimmediato istintivo-musicale, cosa che sottenderebbe tra


laltro incompatibilit`
a espressiva. Se vogliamo mettere in musica questo DG
allora la materia non `e la migliore che ci sia, la pi`
u musicale.
Il DG di Byron `e da ritenersi fallimentare per lapproccio epico invece come
sappiamo, la cui incapacit`
a a riguardo dovrebbe essere al lettore ora nota.
La mossa della seduzione per il vero DG `e un attimo, per il DG riflessivo `e
invece un processo analitico dove ogni fase ha la sua propria importanza.
Immagine wow che A ci regala. Il DG gli ricorda di un giovane seduttore
che collezionava fanciulle in quellet`a in cui non sono donne ma ben di certo non
sono pi`
u neanche bambine. Il pretesto di gioco era il seguente. Le ragazzine si
lasciavano stringere per farsi spostare da una parte allaltra di un piccolo fosso.
Il DG, con la stessa rapidita e disincanto porta la ragazza dallessere bambina
ad essere donna, dallaltra parte dell vita.
Il plenipotenziario DG musicale `e un uomo tuttuno con i propri strumenti di
seduzione o meglio non si ha distinzione, non si scinde esso da questi. Tali strumenti appaiono in una loro propria dimensione solo nel DG riflessivo, e talvolta
gli autori gli mettono innanzi ostacoli tali da rendere il trionfo dubbio. Questo
`e quel DG che rientra nella categoria che abbiamo chiamato dellinteressante.
Se i mezzi, la cui esistenza `e solo nella modalit`a riflessiva delleroe evidente,
sono dallautore invece negati, si finisce nella categoria del comico, nelle rappresentazioni almeno, delle quali quella di Moli`ere `e riferimento, ma anche la
tragedia `e una possibilit`
a.
In generale, il prevalere delle dinamiche particolari mezzi-ambiente allontana
dallidealit`
a com`e ovvio, e con temi come quelli del DG come storia la commedia
`e quel che si ottiene.
Rassegna di motivi (a dir poco) comici nel DG molierasco:
Sgaranelle, come inizia e finisce lopera: inizio con leulogia sul raro tabacco da fiuto, la fine lamentandosi che il DG se n`e andato senza corrispondergli congrua paga per i servigi officiati, soldi che si vorrebbe dati
dalla statua rapitrice
il DG figlio di nobile padre che pure ha cercato di inculcargli i valori morali
sullesempio degli avi; il suo comportamento e modi sono cos` bassi che si
sospetta che sia in realt`
a di classe sopraffina e queste qui sono solo balle
inoltre, non ha una condotta degna nel raggiungere i suoi scopi, e quindi
nemmeno di vera e propria seduzione si pu`o parlare: per conquistare una
Sg. ammette che il suo padrone sarebbe pronto pure a sposare un gatto o
un cane.
mai si destreggia a spada tratta nella vita, e ci `e detto che addirittura non
crede nellamore e nella medicina
Fino a qui tutto bene con Moli`ere e le rappresentazioni che alla sua vanno
riferite in rispetto al Dongioanni mozartiano. Ma pi`
u strettamente qualcosa
non va nelleconomia della commedia stessa. E se quindi A si sarebbe potuto
fermare, dichiarando questo excursus comparativo concluso, non lo fa. Qual `e
il problema? Seppure su di un altro piano, il personaggio molieresco trattiene
comunque dei motivi del tradizionale, il musicale-medievale. Esempio: il discorso iniziale di Sgaranelle, che ha in controparte quello del servetto nellopera
di Mozart, ha in s`e il messaggio dellimpeto di passione seduttiva che confini
20

non conosce. E chiaro che questa potenza non c`e, ed il risultato `e puramente
comico.
La grottesca figura del Commendatore nel DG di Moli`ere: `e spirito, o meglio
fantasma, ma `e lunico che riesce in qualche modo a prevalere sul DG. A simbarca nello spiegare che cos` `e perche il Comm. `e spirito, e lo spirito `e antitesi
dellimmediato sensuale che il DEE GEE `e.
Parallelo Sgaranelle-Leporello. Il musicale Leporello ha una dignit`a propria
ed `e strumento nelle mani del padrone dal momento che `e totalmente assorbito
in esso. Sgaranelle `e invece talvolta una persona migliore talvolta una peggiore,
e non c`e dubbio che sia pronto a voltargli le spalle nel momento del bisogno.
Il fatto che Moli`ere faccia testimoniare a Sgaranelle attaccamento al padrone
non ha molto senso, ed `e altro esempio del Moli`ere che sbaglia non tanto nel
comicizzare il DG ma nel farlo mantenendo elementi della tradizione, qui un
fantasma dello zelante Leporello Napuliello `e quel che Sgaranelle `e.
Un altro motivo di un DG molieresco seduttore sotto la categoria dellinteressante ed accidentale: con Elvira se ne esce la sua natura di seduttore maritale
oltre che di giovinazzo, con tutta la serie di motivi e figure di questo tipo di maschera, per esempio gli espedienti di bugia per raggirare la giovane mogliettina.
Delleroe mozartesco insomma poco rimane.
Il fatto che questo sbiadito seduttore sia il DG della tradizione quindi non
pu`
o che essere un fatto da assumere e non da cogliere e vivere nella rappresentazione. Larma migliore del nostro `e la promessa di matrimonio da mancare,
preferibilmente da consumarsi fuori scena. Moli`ere forse vuole dare un sussulto
quando ci presenta la scena del DG che seduce una paesanella: le dice che
gli occhi le brillano, le chiede di girarsi per ammirare il suo profilo, ma questo
`e il modo in cui si tratta un acquisto, quasi una troia ad un certo punto, con
quellaria da scafato compratore al mercato dei cavalli.
Dire che si abbia maggiore moralit`a nel molierazzo `e proprio una bella pretesa
da moralista etico da quattro lire. Anzi A invita a riflettere su quanto siano
edificanti e veri sentimenti come lira ed il godimento, il piacere e la seriet`a.
3.3.2

La struttura musicale interna dellopera

Disclaimer paraculistico dell A-mico esteta: quel che ci si `e prefissi nella parte
che ora inizia `e di trattare il DG nella sua piena drammaticit`a, non solo musica
ma il DG nella sua essenza, etc, etc, etc.
Unopera drammatica che ricordiamo di solito ha un solo protagonista e tanti
comprimari ed antagonisti che assumono importanza solo con pi`
u ci si sforza
nellintrospezione, e tanto `e pi`
u riuscita quanto pi`
u:
`e azione e situazione
`e unidea nella sua concettualit`a, pi`
u che unimpressione (mood )
Quando si ha il tiepido dellimpressione piuttosto che la forza dellidea un
ricco liricismo `e la conseguenza, proprio venendo a mancare unespressivit`a
propria.
Lopera drammatica `e contemporaneit`a, nel senso di fattori che concorrono
alle situazioni, le quali si realizzano nellunit`a dellazione. Questi fattori devono
per`
o avere un proprio delineamento e dignit`a di modo che lopera sia idea e non
impressione.
21

In rapporto al dramma, lopera `e meno imperniata sullazione, e la sua contemporaneit`


a `e espressa invece nella sinfonicit`a, i suoni sono i fattori. Quindi
quel di cui parliamo qui `e impressione, contrariamente allopera limpressione
`e tanto pi`
u forte quanto lunit`a nella molteplicit`a delle particolari impressioni
riesce.
Nellopera, lazione pu`
o essere solo limmediatezza, non il tumultuoso evolvere che `e invece del dramma. Se il dramma `e verticalit`a, caduta, lopera `e
orizzontalit`
a, espansione in spazio e tempo.
Il DON GIOVANNI `e un eroe di vita, e come accennato i personaggi secondari vengono ad essere sue emanazioni, espressioni di diversi sentimenti che DG
prova, che noi proviamo. Come nella migliore delle tradizioni dei veri eroi d`a
spesso il nome allopera.
Con il DG di Mozart si inizia sempre in medias res: non c`e riflessivit`a, ma
il prorompente trasporto della musica.
La compartecipazione dei sensi `e ostacolo al vero godimento di unopera. Il
DG ci dice A va assolutamente gustato con le sole orecchie, esclusi da quel che
ci `e attorno. A confessa addirittura che il biglietto nemmeno lo compra pi`
u, si
appoggia al muro ed ascolta, rapito.
Il tema dellimmediatezza nel DG. Lironia `e il motore dellazione immediata,
secondo A. Il ritorno del Commendatore come fantasma `e visto come motivo
ironico.
La passione e lodio nellaria di Elvira. Le arie rendono universale il particolare, proprio al contrario di quello che fa un monologo in una pi`ece; forse qui
il nostro `e condizionato dalluniversalit`a del messaggio del DG.
Descrizione appassionata della scena dopo larrivo dellironico DG.
La piena musicalit`
a della dinamica tra DG ed Elvira: `e qui che A vede nel
canto di Elvira in realt`
a ancora e solo il donjuan, `e lui che canta da dentro di
lei. Questo potente equilibrio, per A, non ha eguali.
Le arie ritardanti, che A vorrebbe rimuovere: quella di Ottavio e quella di
Anna, che sono inoltre personaggi di secondo livello ci dice il nostro. Senza di
esse il ritmo musico-drammatico `e perfetto.
Il DG `e centrale nellopera ed in ogni momento di essa, momenti che hanno
ciascuno una propria validit`
a musicale.
Il DG `e il sole del sistema solare di personaggi, dei quali conosciamo quelle
parti dellanimo che il DG illumina. Ci`o non vuole dire per`o, attenzione, che
siano semplici maschere ciascuna rappresentante un sentimento, e questo vale
soprattutto per le conquistate. Tutti i personaggi consonano nel DG, tutti o
quasi, fa eccezione il mitico Commendatore. Il Commendatore appare soltanto
due volte, quando `e ucciso e da morto fantasma, ed A crede che cos` `e perche
sia un personaggio antimusicale.
Il secondo personaggio pi`
u importante `e sicuramente larchivista Leporello. Il rapporto tra di lui ed il Don Giovanni `e contraddistinto ovviamente dal
musico-erotico, nel senso che, come accennato, il DG da lui emana, e Leporello
Napuliello `e come sotto incantesimo. Se non ci fosse questa musicalit`a e magia,
come per esempio `e in Moli`ere, lunico motivo che legherebbe L.pello a DG sarebbe che `e suo datore di lavoro, motivo tanto debole che di fatti Moli`ere stesso
rifiuta, facendo essere il DG un datore imbarazzato finanziariamente. Ci`o `e
evidenza del fatto che `e un rapporto erotico il motivo del legame di emanazione
che il DG ha sui personaggi, eccezione il Commendatore, il quale `e spirito e
coscienza, `e su un altro piano.
22

A esaminer`
a per noi lapertura, dove limpressione, il mood dellopera, si fa
palese, ed altre selezionatissime parti, scelte per la loro epicit`a. Il DG in s`e
risulter`
a essere il vero direttore dorchestra.
Importanza dellouverture nellopera: `e il dipinto dimpressione del compositore, dove lopera tutta `e ritratta ed il gusto suo `e condensato. Non deve essere
un riassunto delle arie ma nemmeno non centrare un cazzo, e sicuramente va
stesa per ultima. Chi la prende come un momento di stravaganza sbaglia.
Sbrodolamento sulla perfezione dellapertura del DG; tra le altre cose `e
addirittura danzante nella propria giuoia.
La furia degli eventi nellopera: impossibile da rendere a dovere con le parole,
andatevela a sentire sta benedetta ouverture.
Relazione opposta tra apertura e chiusura nelleconomia dellopera.
A ringrazia sempre gli dei che sia nato uomo e non donna, ma anche Mozartello che gli ha fatto capire quanto profondo sia potere amare come una donna
fa.
A non amico delle metafore, ma ne user`a qui almeno una, toccando il punto
pi`
u alto dellapertura, la prima uscita del DG.
Lapertura parte dai toni bassi, cupi e lontani, ma presto inizia a farsi sentire,
ed `e come un fulmineo lampo in uno scuro orizzonte. Queste sono le sviolinate
presentimento di passione. Questo colore sfavillante `e la passione che si staglia
sullo scuro abisso della vita del DG, DG che `e come una pietra piatta lanciata
a salti sullacqua, gode e danza per pochissimo, prima di sprofondare.
Oscurit`
a (draead ): la demonica gioia della vita.
Linizio con laria di Leporello: assolutamente non accidentale, ed anzi si pu`o
addirittura ancora considerare parte dellapertura. Quel che serviva a Mozart
era di calarci nellazione ma proseguendo con il mood trasmessoci nellapertura,
e qualche personaggio migliore che la pi`
u diretta emanazione del DG?
Come detto `e il DG a dare musicalit`a allazione del Leporello, in unaria della
quale altrimenti sarebbe semplice analogia il monologo molieresco di Sgaranelle.
Essendo Leporello in essenza il DG, leffetto `e che, specie quando solo, il DG `e
come se ci sia lo stesso, e che Leporello viene ad essere la parodia del DEE-GEE.
Attenzione: un po a sorpresa il momento pi`
u epico di tutta lopera `e la lista
delle fortunate, decantata dal Lepo. Attenzione anche che A intende epico nel
senso di grandioso ma questo `e un momento epico nel vero senso della parola
trattandosi di unelencazione, e ci`o rende la cosa attaccabile dal punto di vista
dellaccidentale, della categoria dellinteresse come sappiamo. Ma procedendo...
La sostanza per`
o `e data dalla musica qui, questo salva da una lista della
spesa. Durante lelenco il DG `e fuori scena, anche se come abbiamo detto
`e sempre con noi che tenero, e con il Lepo c`e Elvira, il cui amore `e spesso
crudelmente oggetto di motteggio.
Nella versione tedesca Elvira stessa `e nella lista, ed A non ha parole damore
per questa versione. Elvira `e in modo molto interessante sempre presente, al
pari del DG: testimone della lista ed esempio di sedotta per eccellenza.
In che cosa consiste la non-omericit`a per cos` dire dellelencazione di Leporello? Oltre alla musica, Leporello non `e un distaccato narratore l` a fornirci
un resoconto, ma un personaggio assorbito dal DG, sua diretta emanazione,
che partecipa ed `e trasportato dallazione del DG. Le diverse sfumature della
femminilit`
a risuonano tutte in questaria.
Momento di liricit`
a massima: il banchetto alias aria dello champagne. Pi`
u
situazione che momento lirico, `e il canto del cigno di un DG sospeso sullabis23

so. Momento di sconforto interiore, che distendiamo perche `e unopera; in un


dramma sarebbe stato un solo istante.
Laria dello champagne piena metafora della vita del DG: questa `e lespressione musicale che trova godimento in s`e stessa, anche avesse attorno in questo
momento tutte le donne del mondo il nostro non saprebbe che farsene. Come i
gas nella bevanda, limpeto di vita del DG non riposa mai e non abbisogna di
motivo e spinta dallesterno. Il Don `e inebriato di se stesso.
La postilla platitudinosa: fortuna s` di Mozartello e della sua opera, assoluta,
ma anche di chi Mozart ed il DG anche se solo un poco lhanno capito, come A.

3.4

Il riflesso della tragedia antica nellepoca moderna An Essay in the Fragmentary endeavor

C`e s` una differenza tra tragedia antica e moderna, ma non va assolutizzata:


lidea di tragico `e immutata la medesima ed il canone di Aristotele ancora vale.
Principi aristotelici: cos` generali che si pu`o essere daccordo e contrari allo
stesso tempo.
Il tragico `e senza tempo ma anche il comico certo: il senso dellumorismo
cambia nel tempo, ma `e innegabile che ogni generazione ha la propria sensibilit`a
al motteggio, ed il modo in cui esprimiamo divertimento `e sempre lo stesso da
tempo.
Scopo dellinvestigazione: mostrare come la caratteristica della tragedia
antica viva nella moderna, e questa abbia quindi tutti i diritti a chiamarsi tale.
Sproloquio sul rapporto tra concetto di numero e forza di uno o pi`
u individui
in un gruppo. Si osserva come lidea di associazione ai giorni nostri nasce da
motivi accidentali pi`
u che dalla voglia di unirsi in s`e. Non mi `e chiaro il contesto,
perche dire questo ora?
Il fatto che la societ`
a moderna sia molto ricca di strutture, apparati, associazioni e quantaltro, `e una prova che lo Stato `e debole, e tira in ballo i club di
discussione dellantica grecia a difesa di ci`o.
Motivi comici della nostra societ`a, che nemmeno Aristofane potrebbe pi`
u
comicamente presentare: tutti vogliono il comando ed il potere ma nessuno la
responsabilit`
a? Si demanda gi`
u per le gerarchie finche i guardiani fanno i capi
ed i passanti i sette saggi.
Chi `e al potere evade la responsabilit`a in timore che gli avversari se ne
sottraggano comunque!
In tutto ci`
o lapparizione di Cristo A la vede come una tragedia, e soprattutto
perche `e colui che toglie, ma anche che ha portato, i peccati nel mondo.
Concetti principe nella tragedia secondo Aristotello:
pensiero (dianoia)
carattere (ethos)
obiettivo (telos)
Nella tragedia antica, cio`e nella tragedia greca, lazione ed il personaggio
stesso sono solo funzionali alla rappresentazione, l` per portare lidea di una
collettivit`
a che, assieme al suo eroe, si scontra contro dei e re, sacerdoti e mostri,
ma `e alla fine senza possibilit`
a di scampare al proprio destino ed al sistema etico
in cui si trova.
24

Nella tragedia greca il dialogo non si va ad esaurire nella riflessione.


Nella tragedia moderna il tragico pu`o davvero essere espresso nella situazione
e nel personaggio, personaggio davvero faber fortunae suae e che apprezziamo
per le sue proprie azioni, giacche personaggio che `e fuori non solo dalleticoreligioso, come il greco non `e, ma anche da se stesso: lepicit`a lascia spazio al
vero immediato.
Secondo la concezione aristotelica leroe tragico deve avere senso di colpa. E
questo proprio come lazione nella tragedia greca, oscilla tra attivit`a e passivit`a.
Assoluta o nulla colpevolezza neutralizzano il tragico.
Senso di colpa etico: quando `e solo colpa delleroe quel che ad egli stesso accade. Questo isolamento fa nascere il Male come ombra alleroe. Questa intransigenza per modo di dire nei confronti delleroe `e tipica del sentire
moderno.
Rifugiarsi dietro alle colpe degli avi o rimostrare sulla punizioni divine `e da
smidollati.
Volere assolutizzare invece non leroe tragico ma luomo comune `e grottesco
se non ridicolo. Ma ancora, anche il pi`
u comune dei mortali se visto nel contesto
della relativit`
a che vive rispetto alletica della societ`a, della famiglia e degli amici
`e da assaporare come anonimo eroe tragico, proprio nello spirito di un eroe epico
che si porta dietro colpe non sue.
Luomo tragico comune `e felice solo quando tragico, e quindi in un contesto,
foglia sullalbero.
Il tragico ha in s`e clemenza (Pete); questa clemenza `e non altro che lamore
divino ma dalla prospettiva dellestetica umana. La tragedia `e un amore materno, mentre il religioso `e paterno. Ora, la nostra et`a ha messo da parte sia luna
sia laltra: ritiene luomo responsabile per intero della sua vita tutta, e dispensa
la bont`
a divina solo quando gli fa comodo, percependola come strumento di
salvezza e non nella sua pienezza dincondizionato.
Per Aristotele una tragedia getta lo spettatore in un sentimento prima di
paura, poi di piet`
a. Hegel a sua volta identifica una piet`a ordinaria, legata
allestetica della sofferenza, ed una vera, definibile come compassione ed allo
stesso tempo comprensione e giustificazione. A sostiene che differenti colori di
senso tragico portano differenti compartecipazioni nello spettatore.
Il dualismo di pain e sorrow. In italiano sono traducibili entrambi come
dolore, ma meglio usiamo pena per il secondo. La tragedia greca `e pena, la
moderna dolore. Quel che leroe vive in paura si trasmette in modo diretto allo
spettatore.
Con pi`
u il senso di colpa tragico `e definito ed espresso con pi`
u ci si avvicina
al dolore, e la pena sta allaltro capo.
Dolore: quel che un adulto prova davanti a un lutto. Pena: quel che un
bambino prova.
La riflessivit`
a esteriorizza il dolore: un bimbo non ha la possibilit`a ovviamente.
La tragedia greca si pu`
o apprezzare, ma mai la vivremo e faremo nostra come
un greco poteva: le nostre categorie mentali e di sentimento sono a quanto
pare cambiate - per esempio abbiamo prima accennato al diverso sentire la
responsabilit`
a della propria sorte.
Il dolore pi`
u forte `e il rimorso, ma esso ha una natura etica, non estetica. E
talvolta in scena, tragedia o commedia, ma lo spettatore non pu`o percepirlo: `e

25

un malessere dei nostri tempi mettere la filosofia in chiesa e cercare il pastore


in universit`
a, si dilunga A.
Semplificazione, comunque accettata, con cautela, da A: il dolore sta alla
maturit`
a come la pena allingenuit`a (vedi sopra dolore bambino nato).
La vita di Cristo come una tragedia: intuitivamente, viene da pensare che
essa non possa essere letta in senso estetico, ma metafisico. La categoria estetica
non abbraccia lassoluto senso di colpa e lassoluta innocenza.
Il senso di colpa tragico `e ereditato, e nella vicenda di Cristo sarebbe il
peccato originale.
Esempio massimo di colpa ereditaria: trilogia sofoclea.
Ancora sulla divinit`
a e lestetico-etico. Il Dio del VT ha azione etica, vedi Isacco, lo mette contro uno dei pilastri della morale (da qui partirebbe un
bellissimo discorso sui Cavalieri della fede). Lazione degli dei del pantheon
`e lunatica ed ondivaga, tipicamente estetica, essi prendono le parti delluno o
laltro eroe o popolo in via depisodicit`a.
Tema centrale nella tragedia greca `e il destino, stampato addosso alleroe
senza che egli possa opporvicisi. Ma cosa succede se invece leroe diventa conscio
di quel che deve essere, e si pone in accettazione? La pena diventa dolore. Infatti
linclinazione a contestualizzazione e metabolizzazione `e il catalizzatore (pensare
ancora allesempio bambino vs nonno).
Confuso sproloquio in cui A definisce il suo stile quasi rivoluzionario. Altra
non chiara riflessione sulla natura dellattivit`a di uno scrittore o pensatore:
qualsiasi produzione `e da dirsi frammentaria e postuma, perche siamo i soliti
nani sulle (s)palle di (presunti) giganti, e luomo ha sempre pi`
u la tendenza a
concentrare la sua attivit`
a su unarea ristretta.
Mistico prosieguo: A invita i Symparanekromenoi, che potremmo tradurre
come Amici della morte ed ai quali `e dedicata la prossima parte, ad accogliere
la sua greva di pena e dolore.
UnAntigone moderna: figura disegnata da Kierkegaard a sublimare lunione
della sensibilit`
a tragica antica alla moderna.
Lansiet`
a come categoria tragica, in dinamica simile a quella del desiderio
amoroso: loggetto dellansiet`
a `e la pena. Si pu`o essere ansiosi per`o solo rispetto
al futuro, dice A.
Lansia `e attratta dal dolore ma cerca altrettanto di evitarlo, in un duplice
movimento.
Linteressante ed apparentemente contraddittorio rapporto tra ansiet`a e dolore nella tragedia greca, in cui per`o lazione `e sempre al presente, purtroppo,
non `e approfondita, forse per non dare luce alla contraddizione.
Antigone personaggio emblema del tragico alla greca: il fatto che seppellisca
il fratello contro il veto della citt`a non `e da vedersi come uno scontro piet`a-etica,
sarebbe questa una lettura da tragedia moderna. Invece, `e da intendersi come
una nuova manifestazione del nefasto fato, il nefato, che adombra tutta la gente
del Piedigonfi.
La prematura fine di Antigone ha il sapore della pena, non del dolore, proprio
per questa, tra virgolette, imposizione, per lessere la fine di Antigone triste
indipendentemente dalla sua azione, anche se sufficientemente da avere anche il
significato di amore fraterno.
La nostra Antigone differisce dalla classica in questo anzitutto: la sua vita
`e gi`
a finita, non c`e modo di leggerla al di fuori dal fato, felice.

26

Antigone acquista tutta una serie di significati in quanto portatrice del


segreto di Edipo.
Nel suo portare il segreto assoluto nel profondo di s`e, A giunge addirittura
ad appellarla virgo mater.
Luomo `e pi`
u che mai nobilitato dal mantenere un segreto, ma ci`o ha significato solo per lui stesso, altri non possono godere di questa forza che `e divina,
non possono proprio perche stiamo parlando di un segreto.
Il segreto di Antigone ha il valore di porla come salvatrice di una stirpe, di
elevare al ruolo di eroe questa giovane promessa sposa.
Antigone tra le vedove del dolore. Ella prova vero dolore nella propria
solitudine apparente. Si osserva la differenza con un Filottete moderno.
La dialettica dellonta dei padri `e estranea al nostro tempo. Se la nostra
sensibilit`
a un giorno ritornasse a quella greca, per noi individui sarebbe un vero
e proprio rinascere, un riprendersi a partire da quel che sono le nostre famiglie
e la nostra razza. Ed in quanto il punto di partenza ancora sarebbe lindividuo,
nel volere sentirsi indipendente da questa dinamica la sua sofferenza sarebbe
massima.
Un altro motivo per cui il tragico si perde in unopera: vedere luomo come
una multiforme variazione dellessenza dellesistere.
Antigone vive non sapendo se il padre Edipo sapesse o meno. E con pi`
u ama
il padre con pi`
u soffre, e si aliena dallumanit`a.
Lignoranza su quel di cui il padre sapeva trasforma la pena in paura, e lo
stesso avviene quando `e conscia di non poter mostrarsi sofferente al resto della
societ`
a, che ne approfitterebbe.
Antigone: personaggio interessante.
Una domanda: dove sta linteresse tragico dellAntigone moderna?
Idea di collisione tragica: lincombenza dellinconfessabile segreto quando
dallaltra parte c`e un uomo che ama.
Confessare significa disonorare la memoria del padre, non confessare `e come
tradire il proprio amore e reiterare la sventura. Questa collisione `e molto potente perche i sentimenti sono affini, si tratta sempre di amore, e si pongono in
esclusione.

3.5

Gli ombrografi od ombreggiatori (Shadowgraphs)

Discorso preambolare improvvisato. Si celebra lanniversario della Societ`a, e


pi`
u in senso lato del genere di persone che essa rappresenta. La notte `e vinta
e lo scoramento si trasforma in gioia. Le celebrazioni non cesseranno finch`e
la vittoria sulla notte da tutti sar`a vista. La societ`a dei Symparanekromenoi,
che possiamo liberamente tradurre come Club dei morti in piedi `e ancora viva e
vegeta, bella condizione per un gruppo di amici che celebra la morte, nonostante
nessun piano di lungo termine alla fondazione. Non `e mancato (!) nessuno, ma
presto i tumulti della vita forse li separeranno? Il pavimento della sala coperto
di verde come ai funerali, in ascolto ai rombi delloceano, ai fruscii delle foreste,
allo spirare dei venti. Che quel vortice principio di vita irrompa tra le genti
intente a bere, mangiare, sposarsi e procreare, e che spazzi via la rupe sulla
quale essi stessi stanno. Un brindisi alla notte che avanza ed alleterna tenebra.
La notte che tutto fa pi`
u corto ed inghiotte nel proprio oblio.
Arte: categoria dello spazio. Poesia: categoria del tempo. Perche un soggetto sia rappresentabile in arte, deve esserci un equilibrio tra forza interiore
27

ed esteriore, un certo bilanciamento che permetta di fissare lidea. La gioia `e


quindi molto pi`
u facilmente rappresentabile, nellarte, che il dolore.
La gioia `e manifestazione, espressione ed esternalit`a, il dolore `e chiusura,
irrequietezza, ed `e sfuggevole. La gioia ha limmagine di una persona che arrossisce quando emozionata, mostrando allesterno quel che prova dentro. Col
dolore invece il sangue fugge nelle profondit`a, lasciando pallidi, o, per chi sa
cancellare ogni manifestabilit`
a, di un colore normale.
Questi fatti per la gioia ed il dolore sono veri in generale, ma in particolare
per il dolore pensiamo ad una sua particolare categoria, quello riflessivo. Da qui
in avanti non facciamo distinzione tra dolore e pena, a differenza di com`e nel
paragrafo precedente.
Il dolore riflessivo non `e assolutamente rappresentabile in arte per il suo
essere senza posa: per la mancanza di tale equilibrio rappresentativo non c`e
modo di fissarlo spazialmente. Non fortunatissima analogia con il movimento
di un criceto in gabbia sulla ruota.
Specifica di uno stato finale del dolore riflessivo, prima di trasformarsi in
qualche cosa daltro, un dolore esterno od uno stato differente, anche gioia
magari. Il dolore riflessivo `e introspezione, si muove senza pace ed arriva ad
un certo punto in un recesso dellanimo, in un angolo dove inizia un secondo
movimento, tormentoso, come quello di un pendolo. Questa `e quellevoluzione
che porta il dolore ad essere rappresentabile, quando `e metabolizzato, `e parte
di noi, si sveglia con noi ogni mattina. Tale dolore costante e periodico `e un
lamentoso prigioniero in gabbia.
Qual `e leziologia del reflective sorrow ? Esso `e raggiunto in parte in virt`
u
delle situazioni, alcuni tipi di accadimenti `e pi`
u facile che lo scatenino rispetto
ad altri, in parte a com`e fatta la persona. In teoria per`o qualsiasi accidentalit`a
pu`
o dare origine a questo stato di dolore.
Quando, lasciando stare laccidentale e lirrealistico, `e pi`
u probabile che il
dolore sia riflessivo? Quando c`e inganno e si toccano i sentimenti del cuore. Esempio principe: tradimento ad una donna nel contesto di un amore gi`a
infelice.
Non `e vero che lamore ha a che fare solo con questo tipo di dolore certo.
Lamato che muore o la spasimante che si mette il cuore in pace sono dolore allo
stato solido potremmo dire, rappresentabili.
In definitiva larte deve rassegnarsi a lasciare stare la rappresentazione del
dolore profondo e mutevole. Che si lasci il campo a poesia e psicologia.
Per quanto possibile, lautore tenter`a per`o di rappresentare quel che pu`o del
dolore riflessivo tramite le cosiddette ombreggiature. Lanalogia `e felice invece
qui: guardare queste immagini in s`e non mostra nulla, `e quando le si proietta al
muro che vediamo, proprio come qui dobbiamo in realt`a guardare allanimo che
vogliamo penetrare. In contemplazione della lanterna magica si entra dentro
alle figure rappresentate.
Intermezzo dincoraggiamento ai compari amici del morto a non lasciarsi
distrarre dallesterno puntando invece dritti allintuizione del dolore.
` il tentativo di chi parla solo vanit`a? Il gusto ed il vero interesse del
E
gruppo `e la scoperta del dolore. Sono cavalieri erranti per il mondo non a caccia
di fanciulle sconfiggendo mostri, ma studiando nei pi`
u reconditi angoli il dolore
degli animi.
Il dolore vive per lo pi`
u profondo e furtivo negli animi degli uomini, ma i
nostri sono bene allenati.
28

Immagine dellinquieto che cammina in casa la notte, i suoi passi fanno eco
nel silenzio.
La persona in s`e per`
o, la lanterna, non interessa troppo ai cacciatori di
dolore, nello stesso modo in cui il pescatore fissa il fiume ma `e interessato a quel
che si muove sotto.
Eccolo il dolore che fa capolino rapido e fulmineo in uno sguardo, in un solo
istante. Il malcapitato pu`
o addirittura essere cullato a far uscire allo scoperto
il suo dolore, il dolore `e come stanato: il presente si ferma e lascia spazio al
passato. In questi attimi anche il paziente prova in qualche modo sollievo,
i nostri incrociano con lo sguardo il dolore alla stregua di un passante che da
lontano gira langolo per scomparire.
Il dolore pu`
o certo essere bravissimo a nascondersi, e c`e da stare attenti
perche pu`
o tradursi in unocchiata, uno schiocco di dita, o un irrigidirsi delle
guance. Se anche questo capita `e per`o raro: un prigioniero confinato nella sua
cella ha molto tempo per pensare e farsi accorto.
La caccia al dolore per i Simpa `e pi`
u di un passatempo, `e la loro passione e
per essa tutto rischiano. I Simpa sono come dei naturalisti alla ricerca di forme
di vita nascoste e sconosciute sul fondo dei mari o dentro ad una dura roccia.
Un dolore custodito da una vita pu`o sempre svelarsi.
Attenzione che quel che muove i Simpatici non `e una voyeuristica curiosit`a
ma piuttosto la simpatia nel senso greco del termine.
Le immagini sono persone, hanno nomi, ma il capo invita a non fossilizzarsi
su questi, che pure trasformino il contenitore del dolore a proprio piacimento se
vogliono farsi le immagini pi`
u vive e familiari.
3.5.1

Marie Beaumarchais

La BM `e leroina abbandonata del Clavigo di Goethe, ispirata da F.E. Brion,


una fiamma dellautore stesso.
Il suo ruolo nellopera, cos` come nella vita di Goethe, `e piccolo, ma a buoni
osservatori come i nostri basta. The shorter the better for the more one can
see.
Come tutto il dolore profondo il suo dolore non `e rappresentabile in arte,
non cade sotto la categoria del bello e non pu`o trovare compiuta espressione
esterna.
Le leggi ed usi dellarte classica non hanno importanza quando lobiettivo `e
rappresentare il dolore.
Con il dolore riflessivo lesterno perde di significato a fronte di un interno in
continua ricerca.
Se volessimo catturare in una serie di immagini lesternalit`a di questa pena
allora certo potremmo collezionare un numero di immagini, ma nessuna sarebbe
artistica, bella, sarebbero solo vere.
Analogia con la meccanica di un orologio: lesterno cambia mutato dalla
meccanica degli ingranaggi, interna, sconosciuta ed incomprensibile.
Un esempio di perpetual interest della pena riflessiva: una donna che si rode
sullinganno del proprio uomo.
Linganno nellamore `e un paradosso, e differentemente da una componente
come legoismo o la simpatia non dovrebbe fare parte di un amore sano, e quindi
viene ad essere motivo di questo particolare dolore.

29

In amore questa dialettica si ha solo quando non si ha nessuna componente


assoluta: quando legoismo, o la simpatia, sono assolute il dubbio decettivo non
ha nemmeno modo di esistere, e la pena quando c`e `e immediata, zero riflessivit`a.
Infatti lamore egoista, per il suo orgoglio, ritiene linganno impossibile, mentre
lamore simpatetico pure ma per via dellinfinita fiducia che porta. Bisogna dire
che per`
o questo tipo di amori assoluti `e molto raro in realt`a.
Come uscire dal moto vizioso del dolore riflessivo? Introdurre un elemento di
volizione: si decide di liberarsi da questo giogo, la dialettica `e sciolta mediante
unimposizione. Ma quando cos` `e il soggetto `e da analizzarsi come etico.
Cos`e peggio, la rottura di un matrimonio o della sua promessa? Quando
si rompe un fidanzamento si spezza quel che solo `e una possibilit`a: il dolore
immediato pu`
o non essere molto, ma il continuo riesaminare quel che avrebbe
potuto essere `e motivo dove una pena di questo tipo pu`o proliferare. Un taglio
netto invece spezza le carni ei tendini senza lasciare possibilit`a, quella possibilit`a
seme del frutto del dolore senza pose. Una possibilit`a rotta `e infatti sempre
trasfigurata in un disegno di possibilit`a mancate, che `e molto pi`
u grande. Con
una storia vera invece, `e in pratica il contrario: il futuro `e visto sempre come
un qualcosa non pi`
u straordinario del presente.
Quel che succede alla BM `e proprio questo tipo di abbandono a carte coperte.
E come consuma il suo dolore? Sola, dopo avere tagliato i ponti.
Il vero amore contempla nella sua estetica il suicidio.
Il cambio di sentimento in BM: non era uno per cui ne valeva la pena. Il suo
amore nasce da una decisione, non da unillusione, sar`a facile dimenticare.
Il circolo di BM non ha problemi a vedere Clavigo come un traditore, non
lha mai amato ovviamente. Esso opera non avendo legami con Clavigo, non ha
problemi a sbarazzarsene ed anche a spronare BM a far tanto.
BM trova, sembra, energie sufficienti a lasciare andare Clavigo. Ma torna
poi immediatamente debole e sconfitta. La dicotomia tra essa e la gente che le
sta attorno `e che essi non sentono il peso dellinganno.
BM riesce comunque a spingere verso lesterno una forma di odio per Clavigo,
rendendosi comunque conto che non ha la forza di sostenere tale sentimento.
La BM, complice lambiente, si trasferisce in un altro mondo, pure restando
dove e con chi `e. Prende i veli senza entrare in convento, i veli della pena. Questo
vestito `e una vita nel silenzio anche quando attorno agli altri, ed i sentimenti
che la dominano sono orgoglio ed amore tradito, connivente complice al primo.
Ma se si chiedesse a BM quale sia la sua pena, cosa risponderebbe? Non
saprebbe dare una risposta, o forse, come il vecchio saggio della tradizione,
pondererebbe senza fine, effettivamente non rispondendo.
Altra analogia sulla sua condizione: BM `e murata viva che per`o non `e in
ogni istante immersa nella paura di quando il poco cibo finir`a. Ma allora da
murata viva la prospettiva `e forse pi`
u quella della prigioniera, protagonista `e
la noia, ma nemmeno di noia soffre la nostra, c`e lambiente. Lambiente `e
complice perche le permette di impegnare meno energie nel mostrarsi normale
alle persone attorno a lei. Per questo, BM cerca distrazione, confusione. Ma
daltra parte, come un arto forzato in una posizione non naturale per del tempo
e che porta sollievo rilassare, la solitudine `e anche cercata al fine di non dovere
costantemente mettere un secondo velo, una facciata di normalit`a.
BM `e veramente se stessa solo quando sola. Quando in mezzo agli altri `e
come in realt`
a in una piccola stanza, che la pone distante da quel che la circonda:
suoni e colori le sono accanto ma in realt`a anni luce lontani.
30

La situazione che la mette davvero in difficolt`a `e lintimit`a o la vicinanza con


una persona: in tale casi `e pi`
u difficile, data lattenzione esclusiva dellaltro, non
tradire il proprio sentimento. E che fare quando succede? Esempio del giusto
pianto.
Nellanalizzare ogni singola espressione di un individuo afflitto da pene dellanima si `e come magistrati davanti ad un colpevole che non si riesce ad incastrare.
E pu`
o anche capitare che laccusatore si innamori dellaccusato, e che non si riesca mai ad inchiodarlo. Il giudice allora penser`a che sia un caso davvero difficile.
E la vittima ricambier`
a: non aveva nessuno cui parlare, confidarsi. Ora s`. Ed
una certezza: torner`
a. Linterrogatorio `e rimandato, lappuntamento rinnovato.
E che verdetto si pu`
o dare su questa ragazza? Qualunque esso sia sempre
avr`
a un qualcosa in s`e che non ce lo far`a sentire come un autentico giudizio.
Un qualsiasi ingannatore non ci si rivela tale nel momento in cui lo conosciamo, altrimenti sarebbe da dirsi un impostore e non ci faremmo ingannare. Ed
il suo sentimento perche non potrebbe essere allinizio anche genuino? Ma ci`o
non pu`
o farcelo assolvere, se cos` fosse ingannatori al mondo non si potrebbe
dire ce ne siano quasi mai stati.
Vero `e che Clavigo ha insegnato i modi della gioia a BM, ma anche nessuno
lha mai fatta soffrire tanto brutalmente, ed `e quindi dalle profondit`a dellanima
che lei lo impreca e che chiede vendetta agli dei una volta tanto. Dal Clavigo
capiamo un po un Davigo (ha ha ha).
Una nuova tappa nellevoluzione dellanimo di BM `e il suo cercare vendetta.
In che modo? Vorrebbe rubare a Clavigo lamore che ha per se stesso, nel
suo essere brillante ed intellettualmente compiacente: solo allora avr`a egli una
sofferenza comparabile con la sua. Togliergli lamore per la prossima donna non
ha senso perche sa quanto insignificante `e per lui comunque.
Per questa come nelle due prossime figure che verranno analizzate, `e riportato un dialogo interiore testimonianza della bufera danimo in cui versa una
persona in balia della pena riflessiva. Il dialogo segue in sintesi: Non mi amava pi`
u, ed ha voluto lasciarmi proprio perche in realt`
a mi ha amato. Non avrei
potuto continuare a stare con lui ora che il suo amore se nera andato, sarebbe
stato vivere di una pensione, avere in affitto il suo cuore. Mi ha dato cos` tanto
che tutto quel che mi resta da fare, anche se se n`e andato, `e continuare ad
amarlo. No, invece era un ingannatore. Lo vedo dal suo sguardo di sdegno
su di me mentre passa al fianco di una donna spagnola bellissima. Pi`
u bella di
me? Ma mi aveva insegnato che io ero la pi`
u bella. Ma mentiva, certo. Ah,
se fosse stato con me, ancora sarei la pi`
u bella! Non posso fare altro che soffrire, chi soffre pi`
u di me? Era un ingannatore, mi ha preso in giro. Come
altrimenti potrebbe essere che, dopo avermelo detto negli occhi, il suo amore sia
finito? Pu`
o essere questo per un uomo? No, lamore di un nuovo non pu`
o finire
cos`, valgono le stesse leggi che per quello di una donna no? Forse allora il suo
amore era unillusione, un sogno svanito. Ma allora come pu`
o un uomo avere
tale instabilit`
a nel suo sentimento? Non ha solo distrutto il muo amore per lui,
ha distrutto quel che `e lessenza dellamore in me. Ed unaltra prospettiva
ancora: luomo dalle due voci, soave una e di gelo laltra, fa di tutto per disinnamorare la tradita. E se pur con tentennamenti anche questo manichino ha il
volto del decettore.
Linterrogatorio non finisce mai: viene continuamente interrotto. Ed il verdetto, che se pure arrivasse come abbiamo detto sopra a fatica potrebbe definirsi
tale, `e un lontano approdo, `e unillusione.
31

Condizioni per regalare la BM ai moralisti.


La diagnosi per la BM `e certa, siamo di fronte ad un caso di restless interior
sorrow.
Lillusione della fanciullezza si perde con lamore, come insegna anche dAlessio. Quella dellamore la BM lha persa quando il vile Clavigo lha lasciata.
Daltra parte per`
o questo dolore della nostra rimane sempre un bambino, per
com`e stato concepito, come tradimento.
Se Clavigo le fosse stato portato via invece, la sua infatuazione avrebbe
fatto da madre e la memoria da padre, ad un dolore quindi libero di maturare
ed esternarsi.
Lesperienza di un amore come questo `e splendida, ma fine a se stessa,
assaggio di un futuro che mai sar`a.
Il fatto che Clavigo, quelluomo che avrebbe seguito fin nel profondo degli
abissi, mai torner`
a `e una dura consapevolezza. Non c`e ricompensazione, n`e ora
n`e nel futuro.
Il grande panorama di un radioso futuro con lui si `e accartocciato, e se ora
qualche pallida immagine torna alla mente, `e solo in grado di farla sorridere,
non sedurla via. E arriver`
a, forse, il tempo in cui il suo dolore verr`a consumato.
Se avessimo una lettera vecchia e quasi illeggibile dove ci fosse scritta la via
alla nostra felicit`
a, capita a stento una sola parola, e forse sbagliata, leggeremmo
tutto in chiave di questa. E presto la lettura diverebbe ossessionata, impossibile.
3.5.2

Donna Elvira

Facciamo la conoscenza di questa donna simbolo dellinfelicit`a nel mitico DG di


cui ormai tutto sappiamo. DG la ruba niente pop`o di meno che da un convento!
Elvira non `e la classica fanciulla di famiglia altolocata da un collegio scolastico, ma una ragazza cresciuta nella severit`a del convento, che non ha per`o ucciso
la sua passione, lha solo sopita, una passione anche molto irruenta quando
riscoperta dal DG.
Con il DG Elvira mette sul piatto tutto: se lo lascia `e annullata, il suo
passato `e cancellato.
Elvira che per voto si `e lasciata alle spalle le cose del mondo, proprio ad una
persona come il DG non pu`
o assolutamente rinunciare. Il suo amore, diversamente dalla bella BM di sopra, `e gi`a da subito assolutezza e disperazione, niente
per lei vale di pi`
u di lui, in cielo e in terra.
Perche `e Elvira principale nel DG? E il destino epico del Giovannino. Il suo
odio `e capace di scovarlo ovunque si nasconda, dagli angoli pi`
u bui, e quando
non arriva lodio `e lamore che riesce. E se lodio glielo facesse trovare per
ammazzarlo, ecco che allora lamore glielo impedirebbe: o ti amo o ti ammazzo.
Se lantagonista del DG fosse solo lei, lopera non avrebbe epilogo, chiusa in
questo equilibrio non chiederebbe di fulminarlo ai numi e nemmeno la forza di
strozzarlo con le sue mani.
Elvira `e protagonista anche fuori campo nellopera, ed i cultori del dolore la
seguono di sicuro non solo quando attraversa la scena, ma anche quando gira
langolo, assetati del suo dolore privato.
Elvira sedotta ed abbandonata, nella lista delle 1003, ma non ha un vero
ambiente nel quale lasciarsi andare al dolore, appare pi`
u sola di BM. Nella
sua solitudine non ha di chi discutere la perdita con, non c`e bisogno di quella
facciata che abbiamo visto sopra per BM.
32

Se BM `e esempio di pena riflessiva per`o, Elvira lo `e di immediato, ed in


questo perche il DG `e seduttore pi`
u che decettore.
Un altro motivo dal quale la riflessivit`a della pena della BM viene `e che `e
immersa in un continuo confronto con lambiente per quel che `e stato linganno:
Alla fine non `e cos` terribile, dolcezza.. Per Elvira invece, ed `e questo che la
rende pittoresca ed anche motivo di motteggio, come abbiamo osservato sopra,
nellopera, tutte le emozioni si mostrano in superficie, esplodono anche, carattere
proprio del dolore immediato.
Elvira ci si mostra quindi nellessenzialit`a del suo sentimento. Che sia rappresentabile in arte come soggetto, o meno, questo non importa ora: la domanda
`e lasciata aperta, ma sembra proprio sia un s`.
Racconto di un sogno: lincontro con un regale ma fuggitivo, di sicuro bello,
DG, che cavalca verso un convento noto per la sua severit`a, arroccato e come
posto da Dio con le sue stesse mani a dominare una natura splendida e viva,
al risveglio. LElvira corre gi`
u lungo il pendio lungo la strada dove `e appena
passato DG; la scena `e descritta in maniera cinematografica, specie la figura
di lei. Elvira gli passa accanto: vorr`a scappare dalla vergogna o raggiungere il
DG? Non osa fermarsi e chiedere, mentre lei scappa inghiottita dalla foresta,
dove gli alberi sanno di essere meglio degli uomini: gli alberi sospirano e stanno
in silenzio, gli uomini bisbigliano.
Gli istanti di Elvira in fuga possono essere rappresentati in arte, anche se la
difficolt`
a viene dalla molteplicit`a dei suoi sentimenti.
Elvira corre dietro a Giovanni: ha rinunciato al paradiso per il mondo, ed
al mondo per lui. Se lo raggiunge la sua pena non sar`a riflessiva ma esploder`a
avendo un oggetto, o si tramuter`a in passione. Continuando invece ad inseguirlo
nel costante autoconvincimento che non sia Giovanni una persona malvagia si
hanno i presupposti per un dolore riflessivo, lontano dal quieto disperare: in
questa corsa non c`e un oggetto a cui destinare odio, ma un arrovellarsi di un
passato sul quale ci si interroga.
Se DG ed Elvira si incontrano quale dei due `e pi`
u forte? Se `e lui il pi`
u
forte, come in Mozart, Elvira cerca di saziare il proprio dubbio, e quindi dolore,
chiedendo prove al DG, in un circolo dove la richiesta, lattesa e lincertezza
sono motivo di sollievo. UnElvira pi`
u forte invece `e una che ha sofferto e si
vede, ma ci`
o non le impedisce di affrontare il DG con una natura intatta, la
disavventura non ha mangiato il suo fiore. Odio e vendetta la armano.
Il DG `e grande, perche sedurre migliaia di donne per un uomo `e tanto significativo quanto per una donna lasciarsi abbandonare in tutto e per tutto al
seduttore, e poi odiarlo, anzi no amarlo.
Non `e per essere al suo fianco che Elvira sfida DG, `e per amore proprio, per
quella benedizione che ella stessa era ed ha buttato via.
Lo stesso Don Giovanni non pu`o essere indifferente ad unElvira cos`: lui uso
a succhiare via il fiore della verde bellezza per vederlo allistante appassire ha
invece ora di fronte una donna che non ha perso la propria essenza, bellezza.
Ed Elvira viene ad essere una nuova, ancora pi`
u appassionante, sfida: DG deve
averla, questa donna, e non fanciulla, maturata al tao dellodio e dellamore.
Ma unElvira cos` non c`e verso, neanche se ci si mettesse Maria in persona, di
conquistarla. Questa Elvira gli si metter`a in fronte gelida, come un pugnale,
non gli camminer`
a via. E questa `e lElvira che vediamo sul palco; `e nel dietro le
quinte che ne investighiamo invece il paradosso, il paradosso che chi lha amata,
sedotta in realt`
a, fosse un ingannatore.
33

La paradossalit`
a, che come spiegato sopra `e porta ad una pena riflessiva,
`e arrivata in modo diverso che per la BM, meno dialettico. Dopo essere stata
lasciata per strada, Elvira o riabbraccia la vita etico-religiosa, o continua in un
cieco amore per il DG, e questa `e la spora della riflessivit`a. La prima strada `e
impervia: se abbracciare la totalizzante vita religiosa consideriamo che adesso
richiede pentimento e contrizione, ed un amore che mai potente sar`a come quello
per il DG. Lamore per DG `e allora quellancora per salvarsi dalla disperazione
ed in quella briciola ancora si convince che lui non fosse un traditore.
Una Elvira uscita allo scoperto non ha su di s`e nessuna traccia di dolore
riconoscibile alle persone di un ambiente che non `e il suo. Pu`o andare tra la
gente comune, sottraendosi agli sguardi inquisitori, evitando condoglianze. Solo
di un coperto contrabbandiere di pena dovrebbe preoccuparsi.
Cosa sta succedendo nellanimo di Elvira? La pena lo copre perche manca
a lei il nutrimento dellanima, che ogni buona ragazza prende dallamore del
proprio uomo. Quel che `e costretta a fare allora `e tenersi lillusione di questo
amore, che oggettivamente non ha pi`
u senso di essere, dal momento che egli lha
ingannata, ma che `e lunica cosa che la salva da un ritorno nella vergogna e nel
disonore al convento. Questo amore `e per`o una serie di briciole sparse per una
cella vuota e buia, ed ogni giorno vive Elvira nella paura di non trovarne per
domani. In questa dinamica chiara `e la frammentazione della pena interiore che
vive.
Lettera dintenti di Elvira: lobiettivo `e strappare via del tutto limmagine
che ha di lui. E stata s` infedele al suo primo amore, il cielo, ma come pu`o pensare di rimediarlo essendo infedele al suo secondo, DG. No, deve semplicemente
dimenticarlo. Errata corrige: no, deve odiarlo. Deve odiarlo per ogni abbraccio,
bacio e volta che le ha mentito Ti amo.. Corrige della corrige: o forse no, e
dovrebbe essere contenta del fatto invece che per un istante forse davvero lha
amata. Come una brava domestica, farsi bastare quel poco damore che c`e
(stato) e portarlo avanti (tema delle briciole).
Ma da cosa lodio sarebbe nutrito se non da un amore che non esiste pi`
u?
Ed allora odiare non `e un po come amare? E ancora: non `e un ingannatore,
se avesse saputo quanto una donna avrebbe sofferto il suo abbandono non lo
avrebbe fatto. Il dolore di adesso `e poi indicativo di quanto bene prima stesse.
Un uomo non `e mai tanto felice quanto una donna sa essere, perche `e ragionatore, cauto e pianificatore; questo `e il tema delluomo con le ali e la donna
terrenale, la polvere sullindecifrabile ideogramma cinese che vedremo raccontata da Guglielmo. Ma mai neanche tanto infelice, perche la felicit`a di una donna
non conosce confini.
Il DG `e un ladro da pollaio ma quello che ha fatto `e prendere per il braccio
una suora, avvinghiarla a s`e, farla dormire sul suo petto. Ma questa non fu
forse unesperienza totale? Un entrare negli occhi di lui che tutto pu`o?
Perche nessuno vede come ingannatori gli dei che vengono dai cieli? Una
campestre fanciulla rapita da Apollo `e una storiella per questo ed ella dovrebbe
solo essere felice di stare con un dio, anzi con chi `e stato pi`
u di un dio, e di farsi
nulla.
Ogni volta che apre quel cassetto del cuore dove sta il suo pensiero, un
sentimento di angoscia `e quello che la prende, la stessa angoscia provata nella
sua cella, solitaria a pensare al disprezzo della priora. Ma perche? Non ci sono
stati voti, n`e un matrimonio, le campane su di loro non hanno suonato a festa.

34

E pure alla sua venuta questangoscia si scioglie. Ad ogni modo se non ci fosse
angoscia nel ricordo non sarebbe lui che starebbe ricordando.
Una naufraga senza pensieri, al largo, disinteressata alla propria vita, ed al
carico: questa `e Elvira.
3.5.3

Margrete

Ragazza comune cresciuta nel timor di Dio, candida. In un primo momento


non si sente degna di essere amata da Faust. Ed invece poi la sua occupazione
potrebbe ben essere di crescere un orticello di fiori con cui fare Mi ha ingannato,
non mi ha ingannato.
Margrete non `e la traduzione di Elvira e Faust non `e semplicemente un DG
tedesco; e la differenza ovviamente non `e solo che DG ne conquista 1003 mentre
Faust solo una, e lo abbiamo abbondantemente spiegato sopra. Se pure a DG
e F piacesse la stessa donna, sarebbe per motivi diversi. Ma anche se F fosse
una riproduzione del DG in una certa sua fase, la differenza `e lessenza di Faust
stesso che si porta dietro. Il modo in cui desiderano, e quindi anche quello che
desiderano, devessere per forza diverso, anche se affine.
F finisce per diventare un DG dicono in molti, ma questo cosa significa in
realt`
a? Entrambi demonici, F cerca il sensuale in distrazione dallavere perso il
mondo. Da ci`
o segue che F non ha la giovialit`a di DG, ed attira le donne non
trucchi e bellezza ma con la paura.
F cerca limmediatezza dello spirito, nuova linfa per lui, F `e allora cannibale
di cuori nel verde. Innocenza e fanciullezza sono rinfrescanti per il nostro.
Nel desiderare la pura ed immediata felicit`a di una donna ha un sentimento
sensuale e non spirituale il Faust, proprio come il DG.
Il fatto che Faust richieda spessore intellettuale nella propria donna `e un
errore di valutazione. La donna del F bisogna leggerla sotto la categoria della
ragazza innocente e giovane. In virt`
u di questo Goethe disegna Margrete una
ragazza comune, quasi insignificante, e per coprire la sua pena dobbiamo prima
vedere che effetto ha Faust su di lei.
Agli occhi di Margrete Faust `e uno che tutto dubita, nulla `e come sembra
per la sua fede. Questo suo essere dubbioso ha per`o fondamento in se stesso,
non `e un vano voler sentirsi davvero diverso dagli altri.
Nel dubitare cresce in Faust una sorta di invidia per le certezze altrui che
deve per`
o essere eccitata da una certa opposizione nellaltro. Nel caso di un dubitatore ed una giovane fanciulla questa resistenza non `e concepibile, e spingere
dalla scogliera nel mare del dubbio una ragazza per cui `e unico riferimento `e fin
troppo facile.
F capisce che la significativit`a di M `e nella sua semplicit`a innocente, tolta
la quale non `e nulla per lui. Questa innocenza fanciullesca `e la conclusione, nel
movimento dialettico, della quale F manca, lui che pure come dubitatore pu`o
usare della positivit`
a di una fede.
F incorona M di una visione della vita, questo la rende pi`
u bella ai suoi
stessi occhi. Cos` facendo non si crea solo unaffinit`a tra loro, come anime, ma
in realt`
a una venerazione assoluta di lei per lui.
Faust non devessere visto come ipocrita, da compatire.
Se M avesse riconosciuto F come un dubitatore fin dal primo momento avrebbe potuto tenere per s`e quel chera suo. Ma invece gli ha sacrificato la sua fede,
e soffre nel vedere che egli nemmeno ci aveva creduto.
35

M passa da un mondo di certezze di cristallo al solo dubbio; quello in cui


crede e che `e si sgretola alla partenza di Faust.
Il motivo per cui M `e attratta da F `e la sua immensa superiorit`a, tant`e
che come detto ella stessa si chiede che ci trovi in lei; questa `e una radicale
differenza con il DG. Perci`
o non `e come per Elvira, che `e emanazione del DG,
personaggio nel personaggio, ma M sparisce totalmente in F. Lamore che ha
per F `e troppo, e lanalogia `e quella di una pianta che spacca con le radici un
vaso troppo piccolo. Ed il pasticcio succede molto presto, il suo amore non pu`o
rimanere nellimmediato.
M `e abbandonata: il colpo `e cos` forte per quelli intorno a lei che non realizzano sia stata disonorata, e per lei da reagire in alcun modo alla perdita.
Ma con il risvegliarsi giorno dopo giorno in un dolore sempre nuovo ma un po
meno fresco ecco il crescere la pena riflessiva. La dialettica interna su cui essa si
sviluppa `e analoga a quella per Elvira, con laggravante che F le appare anche
come ipocrita, dal momento che non solo ha ingannato, ma anche dicendole cose
cui lui stesso non credeva.
Ora abbiamo detto che quando con F M si sente assolutamente un nulla si
cancella in lui. Ma se questo pensiero `e anche dopo labbandono, la condizione
per il riflessivo `e preclusa: quando si `e nulla non c`e relazione, e quindi possibilit`a
di inganno. Ma da altra prospettiva questo niente potrebbe anche essere visto
come la negazione, o meglio lelisione, delle differenze damore, e quindi essere
giustificazione: ipotesi suggestiva. Se questo `e il caso, stiamo parlando di un
amore assoluto. Ed essendo lei stata tutta in lui e niente senza perci`o, non
potr`
a fissarsi su questo pensiero che non ricordando lui stesso, questo `e il nostro
paradosso per far partire la pena interiore.
Essendo che per M F `e non solo persona amata totalmente ma anche forza
vitale, i singoli mood di M sono meno agitati di quelli di E. Le diverse impressioni, come bolle si aprono ma durano poco, vanno tutte a scoppiare nel
fondamentale, che `e il sentirsi nulla. I singoli mood vengono allora ad essere
piatti, insulsi.
Dimenticarlo per lei `e come interrare la sorgente: il corso dacqua muore. O
tagliare il filo dellarco: impossibile scoccare frecce. Come si pu`o rinascere da
una madre che non `e la propria? Dimenticarlo `e cessare di esistere. Per`o, ora
che se n`e andato, la figura che le `e rimasta accanto `e un pallido simulacro di
quel che aveva adorato, i suoi discorsi le risuonano lontani, ricorda le musiche
ma ha larpa del suo cuore.
Torna a dare una veste alla mendicante, cibo allaffamata Faust.
Lamore di M era non solo dedizione ma prostrazione e pure se per F era
tutto un vuoto inganno, lei `e il suo cuore che ha gettato nel mare di lui. E
sappiamo che non `e abbastanza che la sua anima svanisca quando lui non c`e.
Invocazione al limite della blasfemia: che Dio, che pure ha messo in secondo
piano per F, glielo riporti.
Ha senso imprecargli contro, lui che le ha dato la luce, una sua costola,
argilla nelle sue mani? Ma non pu`o e non vuole soffrire, e se pure sa che non lo
riavr`
a, che almeno si sieda con lei, le prenda la mano: senza di lui nemmeno le
lacrime le possono scendere.
Quando erano insieme i pensieri erano giocattoli con cui passare del tempo,
come una bimba, e tutti riflettevano di lui. Ora sono serpenti che si alzano ed
avvinghiano il suo cuore angosciato.

36

E se `e una madre, come pu`o provvedere al bimbo quando `e lei stessa senza
risorse?
M `e in balia non degli sbalzi del suo animo, ma di una sola costante, lessere
nulla. E se non fosse stata ingannata, ma solo abbandonata, non sarebbe cos`
disperatamente alla ricerca di sollievo.
Lisolamento da F `e irrimediabile. Non c`e nessuna grotta degli echi da dove
lamato, lontano, pu`
o sentirla.
3.5.4

Epilogo

Questo racconto di tre penose figure non lascia nessun immagine tangibile ai
sympas; il dolore si rivela solo nella rara occasione propizia. Che le tre sofferenti
si uniscano in coro, loro che sono Vestali della pena. E che solo in loro stesse e tra
di loro possono trovare comprensione unendo i loro dolori in una consacrazione
che le dona bellezza estetica. Perche solo chi `e stato morso da un serpente sa
che cosa un altro sfortunato provi.

3.6

Un appassionato discorso ai Sympa

In Inghilterra c`e una tomba la cui iscrizione recita The unhappiest one; `e stata
aperta ed `e vuota.
Al pari di un titolo troppo potente di un libro, questo appellativo porta gioia
o dolore a chi mai si sia sentito davvero infelice. E se la tomba `e vuota, dov`e?
In giro per il mondo? O non c`e mai stato nessuno magari, e la tomba `e proprio
vuota? E partano allora i Sympa in pellegrinaggio: ogni infelice `e convinto che
sar`
a lui a riempire la tomba, ed i nostri non si vogliono perdere lo spettacolo.
Evocazione della natura dei Sympa: solitari uccelli notturni, esuli dai destini
della comunit`
a, segregati nella ricerca del dolore.
Tra tutti coloro che si potrebbero mettere nel numero degli infelici i Sympa
smascherano coloro i quali temono la morte. I Sympa non la temono, come prodi
soldati Romani, quel che temono `e la vita, la prima e pi`
u grande sfortuna. E
quindi perche i pi`
u infelici non potremmo essere noi tutti, che ancora viviamo?
Felice `e chi `e morto o ancora meglio non `e mai nato; la morte `e il comune
destino, o fortuna, degli uomini.
Escludendo dalla corsa a questa speciale tomba gli uomini felici e quelli che
temono la morte, la folla sparisce, non molti sono i candidati rimasti. Tutti
questi candidati sono chiamati a raccolta, non si escludono coloro che sono gi`a
morti nemmeno, daltra parte anche loro hanno vissuto: ci si scusa per svegliarli
dal sonno eterno. La competizione `e aperta e tutti possono partecipare.
I Sympa ovviamente partecipano, ma sono anche giudici. Devono essere
molto concentrati perche `e molto difficile la scelta: quale voce `e pi`
u suadente di
quella dello sventurato che racconta le proprie sfortune?
I partecipanti sono divisi in categorie, ognuna con il suo rappresentante, non
necessariamente quello messo peggio della sua, a cui nondimeno potr`a venire
assegnata lagognata tomba.
La categoria di coscienza infelice introdotta da Hegel `e quel discorso che
quando portato su fa palpitare, gelare il sangue addirittura. Il soggetto in
questione `e colui che ha il contenuto della propria vita, la sua vera natura,
allinfuori di s`e, assente da se stesso. In quanto assenti da se stesse questo
tipo di persone vive nella speranza o nel ricordo, essendo necessariamente o nel

37

futuro o nel passato. Si intende una vita proiettata nel presente o confinata al
passato senza alcun legame con lattuale; avere una semplice tensione verso uno
dei due ma essere ancora presente a se stessi non merita la bolla di infelicit`a.
Il cosiddetto infelice del futuro che per esempio anela alla vita eterna, diventa
davvero infelice quando perde se stesso e la relazione col presente, in questo
desiderio. Un ragionamento analogo si pu`o fare per linfelice al passato.
La memoria `e il tesoro che viene in mente quando si parla di infelici del
passato: e quando il passato non ha realt`a per questo tipo dinfelice, quando
non ci si trova raffigurato, si ha un problema di infelicit`a, genuina infelicit`a;
realt`
a vuole qui intendere lavere significato, perche una persona pu`o benissimo
perdersi in un passato che non sia il suo.
Esempi dinfelicit`
a genuina:
una persona che non ha mai avuto una fanciullezza ma ne riscopre le gioie
facendo il maestro
un anziano vicino alla morte che non ha mai goduto dei piaceri della carne
Gli infelici del passato, al pari della tra virgolette genuinit`
a, avranno sempre
maggior dolore di quelli del futuro: questi ultimi possono sperare di ritrovarsi, i
primi no. Il passato `e immutabile, non potr`o per esempio sperare di ritrovarmi
disegnato in un passato in cui non cero.
La combinazione dei due tipi di infelice stretto, quello del presente e quello
del passato:
spera per quel che dovrebbe invece ricordare, e non pu`o: lesempio dellanziano di sopra, `e ovvio che il suo desiderio di piaceri carnali `e sempre
tradito
in questa delusione della sua speranza `e netto il fatto che quel che spera
o `e gi`
a stato o mai `e stato
daltra parte egli vive nel pensiero ci`o che il futuro ancora gli deve fare
arrivare, togliendo cibo alla speranza e presentandolo al ricordo.
La vita di questo infelice combinato non `e sottosopra, ma meglio egli cerca nel
bagaglio quel che ancora deve arrivare per la strada, e viceversa: `e dentro-fuori.
Nella vita di tutti i giorni questo tipo di infelice gode di convincersi di essere normale, ma sa che se dovesse spiegare a qualcuno tutto ci`o gli darebbero
del matto. La particolare unione di due tipi di infelicit`a `e tanto dicotomica da
portare alla pazzia. E per com`e questunione, si genera un rapporto contraddittorio col mondo esterno: un qualcosa che lo sfortunato scopre renderlo infelice
ora avrebbe ben potuto essere la chiave della felicit`a laltranno.
La vita spaccata tra due infelicit`a `e una senza posa n`e senso. Il malcapitato
`e solo con la sua corsa, al mondo, come Latona `e costretto a spingersi di qui e
di l`
a ma mai riesce a partorire.
La dicotomia ha ovviamente differenti espressioni estetiche: per esempio il
nostro non `e mai invecchiato senza essere mai stato giovane.
Il resto del mondo per il sofferente `e personificato nellequivoco. E questo
mondo egli lo odia dal momento che pure lo ama.
Immagine dinfelicit`
a: la donna che ricorda lamato che alla follia ha amato,
e che lha tradita. La personificazione `e Niobe. Ma `e viva, o solo uno spirito? O

38

forse morte e vita assieme. Ella `e pietrificata nel ricordo: potrebbe ben essere
una scultura tombale, ora che ha perso lamato, tutto quel che aveva. E al
di fuori del tempo. Antigone invece dovrebbe essere felice! Ha avuto s` pena
in eredit`
a, ma ha deciso di scambiare lincostanza della speranza per la solidit`a
della memoria. Per chi non lo avesse capito, siamo partiti coi candidati, o meglio
con i rappresentanti loro.
La prossima figura candidata che appare `e invece Giobbe: ha perso tutto,
ma non come Niobe in un colpo solo, Dio gli ha tolto poco alla volta, e nellaffare
ha pure messo dentro una moglie pazza. Che i Sympa lo ammirino e rispettino.
Il prossimo `e il figliol prodigo. Egli ha perso tutto pure, senza rendersene
conto, poco a poco, inebriato dal peccato nei profumati fumi del Diavolo. Quel
che gli rimane `e la speranza, anche se oramai `e alla fine.
Una figura pallida appare. Il suo nome `e da tempo dimenticato. Era giovane
e forte, e sognava il martirio. Ma infine ha rinnegato il suo Maestro, non `e stato
tanto forte. Il suo animo si `e paralizzato e mai pi`
u ripresosi. Per questo fu
infelice. Ma anche felice: il suo martirio `e stato diverso, consumarsi lentamente
al fuoco di dentro. Ricordiamo che la faccenda dellabiuro era cosa presa sul
serio nellantichit`
a, vedi leresia donatista.
Unaltra giovane vittima dellinfedelt`a: abbiamo gi`a questa figura nel campionario. Ma attenzione, questa non riesce a soffrire, salvandosi col dubbio:
forse non era un traditore. E allora perche non sperare? Non riesce, perche
forse era comunque un enigma. Ed allora, Sympa, questa non pu`o che essere in
realt`
a bene in alto nella scala dellinfelicit`a. A mia interpretazione, questa `e un
bellesempio di dolore riflessivo. Non si meriter`a forse la tomba del primo posto
ci dice il narratore, ma almeno una menzione speciale, o anzi il secondo posto.
Ed ecco arrivare lapostolo del dolore. Non pu`o reggersi che su se stesso.
Tanto diafano quanto forte. Inchinatevi a lui Sympa, egli che a vederlo sembra
che di lacrime ne abbia bevute pi`
u che piante, ciascuna con un fuoco dentro
tale da bruciare il mondo intero. E non un pizzico di debolezza nel suo petto.
Inchinatevi a lui, eroe di cui non sappiamo il nome, lo abbiamo trovato: il Pi`
u
Infelice!! La fresca tomba lo aspetta, e ci si promette di ritrovarsi per invidiare
il suo privilegio.
Il sincero augurio dei Sympa: che il suo dolore segreto non possa essere visto,
nessuno capirlo ma tutti invidiarlo, nessuna donna od amico legarsi a lui. Ed
anche, se la sua anima orgogliosa detesta espressioni di simpatia ed affetto, come
lessere panorama da scrutare per il moribondo, esempio per i figli degli amici,
essere bastone della vecchiaia ai saggi, speranza per le donne di essere madri
con lui, che tutto questo gli capiti. Che per maledizione tutto il mondo veda in
lui la fonte della felicit`
a. Ma allora non `e al resto del mondo non il pi`
u infelice,
ma il pi`
u felice!
Il linguaggio non sta dietro al pensiero, pure confuso: perche che cos`e il pi`
u
infelice se non il pi`
u felice, e viceversa? E la vita non `e che pazzia, e lamore
sale nelle ferite.
E svanito, la tomba rimane vuota. Gli auguriamo che abbia buona fortuna,
ed una morte giovane. Cos` come pure un eterno oblio, che nessuno lo riconosca,
e non vi sia memoria di lui come il pi`
u infelice, o felice se volete.
E ormai giorno, cari Sympa, il teatro di quella mai stanca attivit`a che si
ripete allinfinito.

39

3.7

Rotazione delle colture

Tutti gli uomini sono noiosi. La noia `e per`o un principio di repulsione potente,
anche se root of all evil.
Limportanza della noia si vede nei bimbi: `e quando iniziano ad essere annoiati che creano problemi. Una tata deve avere quindi capacit`a estetica nel saper
far divertire il bimbo.
Non si pu`
o spretare uno che fa sermoni noiosi, od un politico che dice sempre
le stesse cose, od una maestra pedissequa: `e per questo che il male, che `e la noia,
dilaga nel mondo.
La noia `e il motivo della nostra creazione: gli dei creano gli uomini perche
sono annoiati, Adamo si fa dare una compagna perche annoiata, ma poi arrivano
i bambini ecc: la noia `e motore. Ancora, la torre di Babele `e un esempio di come
la noia possa prendere il sopravvento. Quel che ha tenuto Roma in piedi per
secoli sono state conquiste e giochi, ed ai giorni nostri invece viaggiamo spandendo la noia, e quando ci stabiliamo da qualche parte iniziamo ad associarci
in una serie di strutture la cui attivit`a formale `e spesso una forzatura: `e un
esempio unassemblea politica che ha la brillante idea di chiedere un prestito.
Tutto dovrebbe essere gratis, nel senso che tutti dovrebbero avere abbastanza soldi per tutto; ci`
o porterebbe anche alla fine della propriet`a privata con
unica eccezione il protagonista stesso, tanto per star tranquillo. Ah, le risorse
verrebbero dai famosi quindici milioni di debito che ha la Danimarca.
Il delirio continua: tutti i personaggi pi`
u famosi si sposterebbero a Copenhagen, diventata per loccasione ago della bilancia degli equilibri europei. E si
potrebbe rapire lo sha di Persia, e venderlo ai turchi, e farci altri soldi.
Invece di tutto ci`
o, il paese affonda nella noia, e re dovrebbe essere chi con
la pi`
u caustica della satire denunci ci`o, in una curiosa analogia con la vecchia
tradizione. Ma meglio non lasciarsi trasportare dallentusiasmo, e tenere a freno
leloquio: un giorno forse chiss`a in punto di morte sar`a tempo di concedere il
dono di ci`
o ad un fedele, ancora comunque incerti che di dono si possa parlare.
Luomo non `e un animale (sociale) ma una bestia da preda.
Due categorie: chi annoia gli altri e chi se stesso, e rispettivamente trattasi
della gente comune e degli eletti, del treno dellumanit`
a e della nobilt`a. La
mamma dei primi `e sempre incinta, ed `e quasi oltraggioso che ci vogliano nove
mesi per metterne al mondo uno. I secondi si annoiano ma divertono gli altri,
spesso i loro iniziati.
Lo zenit della noia pu`
o essere infruttuoso ed uguale a se stesso (noia passiva)
o generare la pi`
u vorace delle curiosit`a (attiva).
Lozio non `e negativo, lo `e solo quando d`a adito alla noia; ma di questo
il nobile non ha da preoccuparsi, e tantomeno addurr`a la ragione di dovere
lavorare per scampare la noia, tale visione `e rozza.
Lotium `e prerogativa delluomo, chi si innamora, ama, ride e scherza con
lo stesso zelo con cui fa pratiche in ufficio ha in s`e solo listintualit`a, essenza
animale.
Lozio `e divino, ad esso non rinunciano le grandi menti. Anche gli dei olimpici
prosperavano nellozio.
E caratteristico delluomo divertirsi, non lavorare, e la visione del lavoro
come ancora di salvezza non tanto dalla noia ma dal fantasma dellozio trova il
nostro contrariato.

40

Il lavoro non annulla la noia, e chi lavora a mo dindustriosa formica magari


non conosce di per se la noia, ma `e noiosissimo al resto del mondo.
Il paese da dove arrivano i pi`
u stucchevoli annoiati `e lInghilterra. Nellapice
della sua noia ammirazione ed indifferenza, sublimati nellaccenno duna sola
sillaba, sono indistinguibili.
Chi `e sempre entusiasta appiattisce in una falsamente gioiosa noia il suo
rapporto con le cose del mondo.
Attenzione alle troppo eccentriche forme di rimedio alla noia: riescono assolutamente noiose anchesse!
La noia riposa sullabisso del nulla, e non ha echi, perche nel nulla le onde
non viaggiano.
Come si combatte la noia? Quel cui costantemente anelano gli annoiati `e il
cambiamento. E introdotta lespressione rotazione delle colture per elaborare
sul concetto di cambiamento.
La rotazione `e il cambio in dimensione orizzontale, in estensionalit`a, proprio
come spiegava Seneca nelle lettere a Lucilio. Tale sorta di pensiero illude di
trovare pace, di lasciarsi dietro la noia, cambiando questo con quello, citt`a con
paese, amante con amante ecc.
Il metodo che propone il nostro `e non di lasciare un campo per un altro, ma
di rinnovare il suolo cambiando coltura, da qui lespressione. Se nella volgare rotazione di sopra il movimento `e orizzontale, qui parliamo invece di uno verticale,
in profondit`
a, frutto del desiderio di limitare se stessi e non disperdere le proprie
risorse ed energie. Il modello, estremo, `e quello di un prigioniero a vita, in una
nuda cella: la totale limitazione fa s` che anche qualcosa di poco importante
come il cammino di un ragno gli sia motivo di grande interesse. Analogamente,
quando da bimbi a scuola il nostro senso estetico non `e appagato sperimentiamo
di essere catturati da piccolezze, come il riflesso dellorologio da polso in una
giornata di sole, anche se qui penso forse ci sia anche, a causa non esplicata, la
puerilit`
a.
Nel cambiare la propria coltivazione importante `e linventiva, e la regola
devessere lequilibrio tra ci`
o che si vuole desiderare e dimenticare.
La speranza va gettata a mare, perche `e un timoniere inaffidabile e senza
rotta: non ci porta mai al porto.
Sapere dimenticare `e unarte ma parte da come ricordiamo, quindi da com`e
il nostro rapporto con la realt`
a. Il segreto `e collezionare ogni attimo della propria
vita con unintensit`
a che ce lo renda abbastanza importante da ricordarcelo per
sempre ma anche non esagerata, in modo di poterlo accantonare quando ci paia.
In ci`
o la speranza `e compagna mendace perche al suo fianco tutto acquista pi`
u
significato, a volte smisurato.
Una particolare modalit`
a `e il ricordo poetico, sistematicamente ordinare le
esperienze di vita fatte, una volta fattele, continuamente, svestendole della loro
parte cattiva, dei brutti momenti. Questo tipo di memoria `e possibile solo se
le esperienze non sono vissute allestremo, del piacere per esempio, giacche se
cos` `e, non ci si lascia il tempo per salvare abbastanza informazione da fare uno
schizzo che terremo con noi. Fermarsi un attimo, uscire dal divertimento ed
osservarlo ci regala una fotografia viva e nitida, unaltra cartuccia per larma
pi`
u potente e segreta che abbiamo, la memoria. Inoltre penso personalmente
che per godere appieno di unesperienza, per analizzarla, deve essersi conclusa:
passati remoti non prossimi, ex e non compagne attuali.
La resilienza di una persona si misura dalla capacit`a che ha di dimenticare.
41

Equivoco per molti: si vuole dimenticare solo le cose brutte. Secondo equivoco: non sapere dimenticare, quando invece saperlo fare `e s` unarte, ma anche
un mestiere, e il mestiere simpara, come ci insegna Antonacci. Esempio: la
natura si `e dimenticata che una volta era caos, anche se manifestazioni che in
origine era il caos ce ne sono molte.
Bisogna vedere il dimenticare non come una bestia famelica, ma come unattivit`
a da esercitare ogni giorno.
Anche i ricordi piacevoli hanno qualcosa di spiacevole, il senso di privazione
rispetto ad essi: ecco perche non vogliamo dimenticare solo le cose brutte. Questo `e un argomento debole forse dacche qualsiasi evento del passato, ed anche
del futuro, ci `e privato.
Qualsiasi ricordo di eventi duri e sofferenti se affrontato e discusso fa inevitabilmente meno paura, e questo approccio ci mostra pi`
u forti rispetto a gettare
tutto nelloblio. Questo `e un ricordare levento in se, ma porci nella condizione
di dimenticare il suo male riducendone lentit`a, guardandola in faccia.
La coincidenza nellazione del pensiero di dimenticanza e ricordo `e quel punto
di Archimede che fa sollevare il mondo.
Amicizia: non laltro necessario ma un terzo superfluo. Un mischiarsi di
sangue che culmina col momento in cui non ci si pu`o pi`
u dare del lei.
Lamicizia per gli antichi: volere fare le stesse cose, che noia!
Due amici formano unassociazione e legame con lobiettivo di aiutarsi e
supportarsi lun laltro, no matter what. Ma la maggior parte delle amicizie
invece `e alimentata da capodanni e cene fuori. Per`o una vita senza amicizia,
quando con amicizia intendiamo una cosa debole cos`, non espelle dal mondo
delle relazioni umane. Si possono benissimo creare rapporti dinamici tanto facili
da iniziare quanto da uscircene. Ed il fatto che questo non sia usare le persone
per poi lasciare volare via il rapporto al vento `e unincomprensione. Il rapporto,
e la storia in generale, sempre ritorna. E la paura, in questa rotazione dei
rapporti, devessere che non siano cambiati abbastanza, pi`
u che lo siano troppo.
Matrimonio: quel che gli amanti si giurano, amore eterno, `e irrealistico,
perche finiranno con il tempo e quindi non raggiungeranno leternit`a. Avrebbe
pi`
u senso impegnarsi ad un qualcosa di pi`
u fattibile e preciso, come lamarsi fino
a Pasqua.
Nel matrimonio presto una delle due parti matura un senso di sfiducia, seguita nello stesso dallaltra; e da questo stato di statico equilibrio si crea il
terreno per il divorzio. A rendere un po pi`
u stabile ledificio del matrimonio
ci ha pensato la morale con le sue armature. Se un uomo chiede il divorzio `e
vilipeso. Invece se `e un matrimonio ha perso lessenza la decisione `e saggia, e
se non lha persa lo sfortunato ci rimetter`a. E come se uno butta i soldi dalla
finestra: o `e carta straccia, quindi ok, o `e lui a smenarci, letteralmente di tasca
sua.
Dallamicizia come dallamore bisogna astenersi perche sono rapporti vincolanti, dove si deve rinunciare alla propria libert`a.
Nel matrimonio, questo oscuro diventare un tuttuno poi, se arrivano i bambini `e proprio finita. Per non parlare delle abitudini e piccole tradizioni.
Il matrimonio `e assai pi`
u disastroso dellamicizia, per via del rapporto totalizzante che si crea. La donna `e rovina.
Lamore duna donna `e solo dissimulazione e debolezza, e luomo, come un
gagliardo stallone arabo quando si sposa, finisce per cadere nel tepore familiare.

42

Non `e detto che una vita da nubile `e la rinuncia allerotismo, analogamente


a quanto detto sopra per lamicizia. Esso pu`o essere intenso indipendentemente
dal tempo che gli si dedica, sia esso unora o un mese allanno.
Sfuggire alle sirene del matrimonio: in una relazione che sta andando bene,
romperla ed andarsene, a meno che si abbia tutto da perdere (punto non chiaro).
Questo `e un paradosso solo in apparenza.
Responsabilit`
a vocazionale: abbracciare le proprie attitudini con un lavoro
utile alla societ`
a. Questa `e la fine dellunicit`a dellindividuo, che diventa un
Tiziocaio al servizio della societ`a, un piccolo ingranaggio. Al posto che seguire
la vocazione, ci si industri nella pigrizia come spiegato sopra, sviluppandosi
verticalmente e non orizzontalmente certo, provando che basta davvero poco
per sorprendere un bimbo, mentre una carriera di titoli ed onori `e noiosa.
Un titolo `e un qualcosa che non si perde mai, e persino nellonta di gravi
crimini il colpevole sar`
a sempre il lattaio o il professore.
Questo continuo non-affezionarsi e cambiare `e una rotazione orizzontaleesterna, ma il segreto `e accompagnarla ad una interna, cambiare se stessi come
detto. A tal fine uno deve avere padronanza dei propri modi, e se non `e possibile
sceglierli ed usarli come pastelli, almeno capire in anticipo che colori si dovranno
usare. E quando li usiamo avere ben chiaro le conseguenze sugli altri.
Giocare con i propri ed altrui stati danimo svela fatti sorprendenti sugli altri
e noi stessi, per esempio le persone irreprensibili, noiose in uno stato quiescente,
possono risultare assai divertenti quando stimolate allira.
Un altro ingrediente nellapproccio devessere larbitrariet`a, che si crede sia
uno strumento sempre a disposizione, quando in realt`a non `e facile adoperarla
senza perdersi nel nonsenso.
Esempio di arbitrariet`
a applicata: inizio a leggere un libro dalla met`a, soo
capace di sorprendere me stesso e trovare piacevole lapproccio? Altro esempio:
un pedantone sempre pronto con una pappardella filosofica, scopriamo dettagli imbarazzanti su di lui accennati o visibili solo nel mezzo della concitazione
del discorso; questo `e un decidere di volere piacevolmente sorprendere se stessi,
fare di un fatto assolutamente accidentale un motivo di divertimento, arbitrariamente. Questo `e un processo di trasformazione dellaccidentale in assoluto,
scegliendo a piacere dagli infiniti fatti a disposizione.
Nuovo esempio: di una persona insignificante posso dire che ha la peculiarit`a
che il suo cognome non rimi con nessun altra parola.
Ovviamente nel gioco arbitrario il grado di consistenza fra le arbitrariet`a
scelte fa la differenza tra un improvvisato ed unartista.
Lautore conclude il discorso con un accenno alla metempsicosi naturale dei
plotinisti ed allopera del pittore Tieschlein nello stesso senso: quanta ridente
molteplicit`
a nel genere umano!
Bisogna essere sempre allerta per occasioni di diversione di questo tipo. Un
evento per cui ci prepariamo per un mese `e innaturalezza, `e noia. La freschezza
di una fugace arbitrariet`
a `e al contrario grande divertimento.
Ma non si pu`
o procedere oltre con questa investigazione, `e il genio che deve
arrivare qui, non c`e ovviamente un metodo per trovare ed apprezzare sistematicamente le accidentalit`
a, non pi`
u di accidente si potrebbe in quel caso parlare
infatti.

43

3.8

Il diario del seduttore

Non mi sento di prendere appunti per questo (sotto) libro, che pu`o essere ben
visto come unopera a se stante, infatti `e venduto separatamente anche. E
uno spaccato nella vita di un seduttore incallito, nel quale vediamo motivi tipici
come linganno, la strategia ed il calcolo, labbandono. Grande `e la sua maestria
nel rapire il cuore delle fanciulle.
Sua passion predominante / `e la giovan principiante Don Giovanni, atto
I.

4
4.1

Seconda parte
La validit`
a estetica del matrimonio

Missione: salvare la reputazione estetica del matrimonio, mostrandola ed illustrando come rimanga intatta alle molte vicissitudini della vita e nel quotidiano.
Lesteta non odia il matrimonio, almeno non chiaramente. Ma pu`o poi
lesteta odiare?
There is something treacherous in wanting only to observe.
La curiosit`
a dellesteta per il matrimonio manca, ovviamente, di vero interesse.
Nella vita etica il matrimonio `e il compito pi`
u bello, compito come spiegheremo sotto.
Parentesi sullingordigia di felicit`a altrui dellesteta, che ruba momenti e
colleziona fantasmi, e sulla sua inclinazione ad aiutare i bisognosi.
Scena dellelemosina alle due povere donne: allesteta piace giocare la parte
del destino, infatti il destino `e incostanza, incertezza... Ci`o `e anche testimonianza della mancanza di fede in Dio, cos` come insofferenza per la legge delluomo,
questo agire manifestandosi nellaccidentalit`a.
Verr`
a anche per lesteta il momento di tirare le somme: e l` si addenseranno
fantasmi di persone conosciute, rimorsi per occasioni mai prese sul serio.
Lesteta come un equilibrista: ma i suoi continui movimenti e pose sono
innaturali, non fanno bene alle giunture.
Essendo lesteta epitome del mutevole e della possibilit`a, uno pu`o vedere
in lui ora una salvezza, ora una corruzione. Letico pensa che il mondo debba
essere tenuto alla larga da un essere cos`, ma ancora sa di non giudicarlo troppo
seriamente, e di non poterlo fare, per via della stessa sua incostanza, dato che `e
pi`
u il peso di questo suo continuo essere senza posa pi`
u che le particolari azioni
o propositi presi.
La colpa della letteratura damore: finisce dove dovrebbe iniziare la storia,
e quindi non supporta in alcun modo la tesi che ha in mente il consigliere.
Lamore romantico non `e pi`
u in voga in letteratura, ma non `e stato rimpiazzato da niente di meglio.
Love is different from lust in that it has the stamp of eternity. Lamore
romantico si basa su sensualit`
a ed accidentalit`a.
Sensualit`
a: `e estemporanea ma quanto pi`
u `e raffinata `e eterna nello stesso
istante.
Le donne vogliono emancipazione, uno dei brutti fenomeni dei nostri tempi.. Per questo, gli uomini sono da biasimare.

44

Il matrimonio come un affare puramente civile: se uno dei due vede una
migliore opportunit`
a si annulla e cambia.
La malinconia egoistica non `e uno stato che va daccordo con legami di lunga
durata, magari questa persona che oggi adoro domani cambia.
Malinconia simpatetica: se io cambiassi lei mi lascerebbe ma non potrei farle
un torto.
La vita etica consacra il matrimonio, altrimenti `e solo un patto, e facilmente
risolvibile.
C`e una certa tendenza a demonizzare il matrimonio perche la gente `e codarda (e malinconica).
Un matrimonio di convenienza, o di ragione meglio, guarda alla prosa della
vita: la sicurezza economica, la stabilit`a, la carriera ecc, non ha leterno, e
spesso nemmeno il sensuale, perche la mondanit`a `e il temporale, il finito.
Dicotomie tra primo amore ed amore coniugale: come sarebbe bello se il Dio
dAmore cristiano fosse forte di quellamore che proviamo sulla terra per una
donna. Ma sono due cose diverse, per volere stesso della Chiesa, perche lamore
viene con la sensualit`
a.
Lamore religioso supera la finitezza dellamore riflessivo.
Lamore `e la vera base del matrimonio. I veri traditori del matrimonio non
sono coloro che divorziano o seducono ma i mariti insoddisfatti che lamentano
che lamore non c`e pi`
u.
Una volta sposati lamore arriver`
a, come dicevano in Orgoglio e pregiudizio. E la classica visione dei buonsensisti dalle vedute ristrette.
Il matrimonio presuppone un amore al presente, ma ha anche una caratteristica di religiosit`
a ed eticit`
a che lamore terreno non ha.
Lassessore pensa che lamore sia simboleggiato dal primo amore.
Per luomo etico il primo amore ha un valore importante e costante nel
tempo, mentre per lesteta, paragonato per loccasione ad una stella marina, `e
una continua illusione, ricercata ma mai avuta, per la sua stessa natura di esteta.
E se pure lesteta un primo amore lo ha sperimentato, la sua contraddizione sta
nel cercarlo in tutti quelli a venire.
Limportanza del primo `e tanta pi`
u quanto `e difficile che si ripeta nella sua
rilevanza di evento. Se c`e qualcosa di eterno poi nellevento allora, si vede che
limportanza che il primo amore acquista `e massima e se lo si crede davvero
irripetibile allora potrebbe avere qualcosa di eterno davvero. Ma non `e solo il
divino ad avere la propriet`
a delleterno? Punto di congiunzione (riguardo ai due
amori di sopra)?
Il primo amore rende ciechi verso il mondo ma assolutamente attenti alla
persona desiderata.
Primo amore = libert`
a e necessit`a. Universale che diventa singolare nella
persona amata (vedi sopra).
Un primo amore felice pu`
o realizzarsi appieno nel matrimonio, uno infelice va cercare sicurezza in una manifestazione dellistituto non degna di essere
chiamata tale.
Un amore conscio di Dio non si intacca, assume pienezza di significato religiosa ed etica. Lesteta `e diffidente sul matrimonio in quanto incontro di tendenze
terrene, per esempio la sensualit`a, ed afflato divino.
La sensualit`
a per`
o non `e annichilita nel cristianesimo, vedi Cantico dei
cantici.

45

Il viaggio di immagini che inizia con la spilla stretta da lui al seno di lei e
finisce col procul virgiliano `e semplicemente fantastica, altri tempi.
Una donna corrotta non lo `e mai e sar`a sempre felice di sposarsi. E mite e
pi`
u vicina a Dio e, pure, non egoista come luomo sa essere.
Un altro punto problematico per lesteta circa il matrimonio etico `e il terzo
incomodo che, per voce del sacerdote, domanda agli sposi di onorare ed ubbidire
laltro, come se ce ne fosse bisogno! Ma sono gli sposi stessi, credenti, a non
ritenere questa uningerenza bens` la formulazione di un qualcosa che essi stessi
sentono e cercano.
La connotazione etico-religiosa dellamore nel matrimonio non `e una snaturazione ma un suo partecipare ad una pi`
u ampia concentricit`
a.
Atteggiamento etico: ringraziare Dio per lamata. Atteggiamento estetico:
sentirsi appagati e superiori, e magari dopo avere fatto del male ad altri per
conquistarla.
La componente religiosa allamore non ne `e esterna o veicolo a secondi fini,
come per esempio giustificare la sensualit`a.
Il noi matrimoniale ha uno spettro pi`
u ricco del noi erotico.
Seduzione = eternit`
a momentanea Fantasia = illusoria Consapevolezza
= eterna
Uno ama solo una volta in una vita. Il cuore non lo dimentica, ma in senso
positivo, come diciamo sopra. I seduttori deliberatamente rifiutano questo ideale
damore.
Siccome lamore `e realizzato nel matrimonio, le estetiche coincidono. I
matrimoni senza amore si realizzano in estetiche diverse (es. erotiche).
Il matrimonio `e necessit`
a e libert`a, sensualit`a e spiritualit`a. Questi aspetti
sono propri sia del fidanzamento sia del matrimonio ma pi`
u forti nel secondo.
Spiritual love is no partial, oppositely than earthly love Lamore terreno
`e preferenziale, per esempio si ha amore per una singola persona, non verso il
creato: ecco un altro contrasto.
Il matrimonio non ha necessit`a di perche.
Molte persone di buon senso ritengono di essere superiori a discorsi estetici.
Il matrimonio come scuola di genesi del carattere, ma sicuramente non il
motivo per cui uno deve puntare a sposarsi.
Il matrimonio con scopo la procreazione: perfettamente legittimo e molto
cristiano, anche se ci sono stati tempi in cui la cristianit`a scoraggiava dallo
sposarsi!
Siparietto: il padre di famiglia autoritario e la sua rabbia repressa per i
propri figli. Ma nella Bibbia troviamo diversa indicazione, Dio vede che luomo
`e solo e ci`
o non `e buona cosa.
Falsi motivi estetici nel matrimonio:
mantenere una famiglia nobile
dare un senso ad unesistenza normale
regalare un qualcosa di grande ai propri genitori
Lassessore odia le sdolcinatezze ai figli, come eccessive coccole e baci. Lesteta vagheggia la paternit`
a sicche nei bambini si realizza uninfinit`a di possibilit`a:
un bimbo pu`
o essere e diventare ancora tutto. Il particolare gusto del desiderio
essi lo mostrano anche in piccole cose, per esempio lattesa per i regali di Natale.

46

La benedizione di avere un figlio, esempio della donna dormiente in mezzo


alla piazza: di niente abbisogna, se non che il Cielo conceda che un giorno il
figlio ricambi questo suo tenero amore.
Daltro canto avere un figlio rende anche umili e pu`o far avvicinare alla fede.
Crescendo un figlio si rivive la propria vita e si capisce quanto grati si deve
essere ai propri genitori e figli stessi.
K.gaard non aborra i matrimoni dove lei `e unamabile donna di casa.
Rassicurante, e comprensibilmente, `e il sapere che un giorno i figli e nipoti
si prenderanno cura di noi, della nostra casa.
Lidentikit dellesteta come animale sociale di successo: spiritoso in modo
pungente (witty), naturalezza e facilit`a di conversazione ma briciolo di malizia. Chi non lo conosce pu`
o benissimo crederlo un uomo sicuro della propria
personalit`
a.
Ogni famiglia `e speciale ma `e stucchevole quando i membri decidono di
forzare questa naturalezza, per esempio abitudini bizzarre e linguaggi privati
(codici che capiscono solo loro).
Lesteta si autodefinisce straniero ed alieno per il mondo.
Lesteta umiliato nel sentirsi non parte della vita interiore della famiglia: il
suo intrattenere con una spruzzatina di lustro estetico `e vano, non pu`o conquistarsi con le proprie consuete armi un posto in una famiglia altrui.
Lesteta si nutre di momenti interiori rubati ma chi si confida con lui non lo
fa per davvero, o almeno non dovrebbe.
Conclusioni della riflessione:
il matrimonio con sensi estetico e religioso pieni non ha perche
vi sono vari motivi per cui uno potrebbe voler sposarsi (i pi`
u o meno nobili
che abbiamo citato: casa, figli, carattere ecc)
i vari perche ai quali riposa invece il primo amore sono mostrati come una
benedizione col tempo della vita insieme
Luniversalit`
a dellamore, fondamenta del matrimonio, `e a buon diritto ribadita nella cerimonia.
Il peccato originale di Adamo ed Eva, la prima unione di sempre, `e una
realt`
a con cui gli sposi devono confrontarsi. Il peccato abita il matrimonio ed
`e eredit`
a ad ogni creatura, ma non si deve pensare che sia la ragione per cui la
Chiesa giustifichi quel che di cattivo pu`o nascere dallunione.
Peccato nel matrimonio = sensualit`a: errore (vedi Cantico dei Cantici). Il
peccato originale ha a che fare con luomo non col matrimonio.
Significati estetici del parto doloroso.
La moglie ubbidir`
a al proprio marito: seconda conseguenza al peccato, col
parto doloroso.
Secondo K il maggiore senso di colpa che la donna pu`o provare, ed incarnare
nel nascituro, la rendono per alcuni versi pi`
u perfetta delluomo. Chiama a
supporto le Scritture qui, nel valore estetico della donna: compagna, non serva,
di Adamo.
Lesteta non si senta chiamato a paladino delle donne: una corretta interpretazione della Bibbia `e sufficiente. Non si guardi a periodi e situazioni particolari,
per esempio il Medioevo.

47

Il matrimonio, momento in cui nellestetica religiosa si riconosce il peccato, `e


momento di umiliazione e quindi innalzamento, non punto di arresto od arrivo.
Polarit`
a estetiche matrimonio: intensione = libert`a, responsabilit`a = compito
(etico, quindi innato ecc).
Il dubbio non `e un momento necessario nel matrimonio; piccolo excursus sul
dubbio.
Il primo amore non ha storia. Lamore maritale ha storia dalla continua
esperienza e condivisione con le quali si accresce.
Motore amore maritale: compito, intenzione.
Elucubrazioni sulla paura dellesteta ad avere relazioni le quali non sono
misurabili al metro dellinteresse materiale. I matrimoni sono levento in cui
questo indovuto amore da estranei si mostra. Questo per`o `e lunico tipo di
socialit`
a che lassessore dice lesteta odiare.
Nella cerimoniosit`
a del matrimonio lesteta perde lattimo intenso, la manifestazione pura.
In quanto amore, il matrimonio ha anche certo una dimensione privata agli
altri, anche ai propri cari.
Motivo estetico matrimonio: segretezza. Maturit`a e forza nel mantenerla
nella molteplicit`
a della vita sociale, a differenza del primo amore.
Lesteta e le sue difficolt`
a nel mantenere la fragranza dellamore per la moglie
in tre stanze, questo `e ci`
o che vaneggia su di un felice matrimonio.
Per lesteta il matrimonio devessere: continuo movimento, retto non circolare, non pigiama ma neanche corpetto, intesa ma non scontata confidenza. E se
ci si vuole rivelare almeno farlo donando molteplici punti di vista alla compagna.
Esteta separato in casa in una vita di coppia: lui di qui lei di l`a per il terrore
del momento in cui si realizza il Che palle!
Lassessore `e un uomo da tre stanze invece e vive lamata senza lartificio dei
modi tipici di un primo amore inseguito.
Amore: perdersi e ritrovarsi nellaltro, uscita-rientro in se. E il portante
tema della realizzazione delluniversale, del compito innato, nel particolare, nella
scelta propria.
Rischio: segretezza damore vuoto contenitore di nomignoli (knick-knacks).
Nel matrimonio piacere e peccato sono vicini (paradosso; vedi sopra).
Lamore maritale non porta mai alla noia come teme lesteta ed `e alimentato
dai piccoli gesti di ogni giorno, come baci e carezze. E allo stesso momento gioco
e conflitto.
Il motivo della segretezza nasce dalluomo non nella moglie. B dice che non
ha mai visto un amore felice dove questo sentimento predominasse.
Falsa credenza: donna pi`
u debole delluomo. Va trattata solo amorevolmente.
Un amore antiestetico si basa su incomprensioni assodate.
In un amore pienamente estetico la sfera spirituale e sensuale hanno pari
dignit`
a e rilievo, non sono allontanate dal segreto.
Principio guida matrimonio: comprensione.
Divertente: non sposarti mai se hai un segreto che condividere potrebbe
costarti la vita. Come detto infatti il matrimonio etico procede senza segreti.
Antigone, hai sentito?!
Non perche il matrimonio `e realizzazione piena e storica dellamore `e perci`o
parco di spunto ed entusiasmo. C`e molto di pi`
u di un Mondaini e Vianello che
parlano annoiati o bisticciano prima di coricarsi: il matrimonio `e inizio.
48

Luomo etico che ama pu`


o trionfare anche pi`
u del cavaliere romantico, e le
sfide che affronta sono quelle della vita quotidiana.
Digressione su Ottilia di Goethe.
Avversit`
a al matrimonio: esterne, interne.
Esterne: quel che di brutto pu`o capitare in vita. Lesteta disdegna tali
avvenimenti in una vita da sposo ma li esalta e ne gode quando in scena o nella
poesia.
Lo sposo etico trova la strada che fa superare le avversit`a nella missione storica del matrimonio. E le supera non buttandosi via, come chi `e solo e non ha
nessuno cui rendere conto, ma riguadagnando la spinta etica, il compito. Ci`o significa, in pillole, interiorizzare le avversit`a esterne. Questa `e una fenomenologia
dellinvincibilit`
a estetica dellamore.
La dignit`
a al primo bacio `e tutto il tempo di una vita che segue. E vile
vedere noia nel matrimonio.
Ma se si disprezza il matrimonio si disprezza lamore, e lesteta `e baldo
entusiasta del primo amore.
Lesteta `e misero nel godere di amori sbiaditi per lui ma che per laltro sono
per`
o il primo: stringe lillusione di quel che fu.
Argomentelli contro la monotonia ed abitudine nel matrimonio.
Errore storico esteta: lamore non dura in eterno. Egli ritiene infatti manchi
la dimensione in fieri di vivere delluomo sposato rispetto al tempo.
La natura dellesteta in un guscio di noce, dallesterno: conquista ma non
possiede.
Contraddizione dellesteta comune che vede noia del matrimonio. Maggiore
dignit`
a del possesso sulla conquista, matrimonio vs seduzione. Il possesso poggia
su sentimenti pi`
u nobili e meno popolari, e fa ritrovare se stessi giorno dopo
giorno (Special K `e fissato con sto ritrovare se stessi sulla via delletico).
Bella analogia tra landare in salita od in discesa, a piedi: la seconda `e pi`
u
difficile, bisogna concentrarsi su se stessi, la prima `e un continuo guardare ad
altro, alla meta.
Storia esterna: luomo in rapporto alle difficolt`a che incontra nella conquista.
Storia interna: lesperienza del possesso. La prima ha un culmine e si presta ad
essere ridotta a momenti immortalabili nellarte; i suoi sentimenti hanno certo
maggiore forza scenica, basti pensare al coraggio. La seconda `e una continuazione, felice ma costante, ed i suoi sentimenti, per loro natura, non possono trovare
esaltazione nellattimo, pensiamo alla pazienza. Ecco perche lamore romantico
`e poetico ma non etico.
La figura religiosa di Cristo `e stata inquadrata simbolicamente e spazialmente ai fini dellarte: il sacrificio, il calice e le citazioni.
La scultura `e spazio, la pittura tempo e spazio, la musica tempo e la poesia
tempo che rimane. La dimensione delletico `e il tempo ma anche la poesia fatica
a rendergli onore.
La rappresentazione migliore possibile per letico `e lesperienza. Una vita
etica nel matrimonio ha unestetica che pu`o essere gustata nellimmediatezza
della realt`
a, non si presta a riproduzioni. Quindi il vero uomo etico `e autore ed
attore della propria stessa commedia di vita.
Amante romantico ed amante maritale: il tempo `e ucciso nel culmine della
conquista per luno e si fa invece eterno nel possesso continuo per laltro.
Amore matrimoniale: il divino nel quotidiano.
Irrappresentabilit`
a del matrimonio, essendo funzione del tempo.
49

Vacuit`
a del giorno della conquista cui scopo non `e il possedere.
Eresia dellesteta nel considerare le intensit`a di gran forza estemporanea
proprie di un primo amore impossibile nellamore matrimoniale. Lirripetibilit`a
del primo amore si mostra anche nei suoi gesti ovvio.
Due prospettive di vita: speranza e ricollezione nel matrimonio vivono in
armonia.
Vita matrimoniale: un placido corso, ma certo pieno di vita e sorprese.
Lesteta grande paladino del primo amore ma non crede nella sua eternit`a
incarnata nel matrimonio, che vede solo come servizio e compito.
Lesteta dice qualsiasi amore essere coperto, prima o poi, dal sentimento
del compito, del dovere morale, ma allora implica la debolezza dellamore come
passione, vinta. Quando il dovere scende in campo lesteta si chiama fuori.
Amore e dovere sentimenti inscindibili: uno implica laltro, ed il dubbio
delluomo etico semplice di stare amando ed essere amato perche cos` si deve si
dissolve.
Il fatto che lestetica dellamore-matrimonio abbia i suoi devi, non dovresti,
non fa perdere naturalezza e verit`a: `e semplicemente la realizzazione piena.
Indefinitezza nel descrivere cosa sia un sentimento di dovere se stante, e suo
essere libero dal giudizio che un uomo pu`o dare di se stesso nel matrimonio.
Compito, dovere: una continua boccata d` aria fresca per leticista (il feticista
delletico), mai vista come una nube sopra la felicit`a.
Il bel mito del gigante e del paesano serbi.
Lassessore rinnova un invito allesteta a venire a casa loro, tempio del
matrimonio. Sono comunque amici, gi`a sapevamo.

4.2

Guglielmo lEtico

Kierkegaard non ci dice quanto `e dura essere cristiano, o almeno non solo
questo! Esorta a lasciare indietro il peso della societ`a (letico) e della storia
(contro Hegel).
Estetica, etica e religiosa sono tre, e non gli unici, ma i maggiormente esemplari, modi di vita; ciascuno ha dignit`a per se stesso e idealmente sono fasi
successive.
Disperazione: scoprire la propria limitatezza di fronte a Dio.
Angoscia: essere sconcertati dalle infinite possibilit`a della vita.
Il pentimento: gli offri un dito e si prende il braccio. E il primo atto
delluomo per riconoscersi piccolo e peccatore, e lo pu`o risucchiare via dalla vita
che sta conducendo.
Etica: Agamennone ed Ifigenia. Cristianit`a: Isacco, cavaliere della fede.
Contro Dio abbiamo sempre torto (vedi sotto).
Giunger`
a lora della mezzanotte in cui dovrai smascherarti.
Aut-aut `e non sapersi decidere: sono sicuro, o `e avvocato o `e medico (quel
che sar`
o).
Una scelta estetica non `e una scelta; la scelta `e espressione rigorosa delletica.
Il consigliere non ha dedicato la propria vita allarte o alla scienza; lha
dedicata alla moglie, al lavoro (ok alla legge comunque).
Mediare i contrasti, fare a meno del principio di contraddizione alla maniera
di Hegel & co non aiuta riguardo al futuro, alla scelta, giacch`e ne deprime il

50

valore, tutto confluisce: i contrasti devono esserci stati e devono essersi manifestati e vinti, non si pu`
o partire subito con la convinzione che siano appianati.
Laut-aut `e figlio di ci`
o: non importa davvero scegliere, tanto arriva la sintesi.
Grandi e brillanti pensatori fanno sposare cristianesimo e paganesimo (It
makes the spider kiss the fly) ma non san dire ad un poveretto come spendere
la propria vita (K.gaard lesistenzialista).
La mediazione finale sar`
a possibile solo quando la storia finir`a: ogni epoca
viene e media le passate.
Laristocratico esteta che vive di piacere (Lapo Elkann :D) `e in ci`o alla pari
dei bifolchi, che fanno lo stesso ma senza menarsela.
Godimenti nella vita:
interni allindividuo: bellezza, intelligenza...
interni posti (nel senso che sono da educare): talenti
esterni: onori, cariche...
medi: amare
Il segui il tuo desiderio della vita estetica classica `e simbolo di frammentazione.
La malinconia si supera quando si possiede se stessi; `e sentimento di cui non
si ha la causa.
Dio sa se non preferissi avere sulla coscienza un omicidio piuttosto di aver
mortificato lamore di una fanciulla
Il vero esteta ha la classica disperazione verso il mondo: troppe possibilit`a
ma nessuna significativa perche nessuna esclusiva (un or non uno xor).
Lesteta, con una bacchetta dAladino, `e buono a pulircisi la pipa.
Luomo etico trova recupero nellamore per una donna. Dalla donna salvezza,
dalluomo perdizione.
Chi non ha provato amarezza dalla disperazione non ha compreso affondo
la vita. Ed il vero esteta `e disperatissimo. La fase estetica necessario punto di
minimo da toccare, fase vera.
Dubitare `e per chi `e uomo di pensiero, la disperazione `e alla portata di tutti.
La scelta per eccellenza, se stessi. E assoluta ma lascia spazio ad altre
(apparente contraddizione).
Dio si ama solo pentendosi, ed in generale ogni amore, perche `e una scelta
assoluta.
Lebraismo prepara il cristianesimo, ma solo da esso `e liberato: il pentimento, rappresentato dalla confessione, `e prova di vero amore per Dio (vedi sotto,
concetto di volere avere torto col proprio amante).
Il bene `e lesistente in se e per se, posto dallesistente in se e per se. Il
vero bene `e scegliere se stessi.
La vita etica: importante non tanto perche ci fissiamo e decidiamo, ma
perche anche lo facciamo su cose importanti (famiglia, lavoro...).
Tutti vogliono essere filosofi e non cristiani: per essere filosofi ci vuole del
talento, cristiani porsi nellumilt`a.
Gli esteti che hanno nella vita disperato bisogno di distinguersi, un giorno
dispereranno, e ritroveranno quel ch`e umano.
Lesteta vive immerso nello stato danimo emozionale, ma non ha un temperamento definito.
51

Lesteta talvolta ricerca la gioia quanto il dolore, soddisfatto di dire che,


perche non ha ancora disperato, il suo dolore `e inguaribile.
Il delirio dellesteta: il dolore come pi`
u grande gioia. Questo ridere quando
si deve piangere `e una meschinit`a.
K.gaard boccia i mistici, i cristiani che si isolano e deprimono il proprio
slancio vitale rifiutando la vita in cui Dio li ha posti. Parliamo di anacoreti,
contemplativi ecc e quindi tiriamo dentro anche qualche santo (!).
Un dio che ha favoriti non `e un dio ma un idolo.
Lassessore insiste: scegliere se stessi equivale a pentirsi di se stessi.
Una vita etica si nutre di realt`a, quotidianit`a, compito (= arrendevolezza?
Vedremo che no) pi`
u che possibilit`a. Letico non trova una moglie davvero
perfetta, ma sa che non possiamo trovare noi stessi grazie a qualcosa di esterno,
intendendo lavere una moglie bellissima come uno status symbol, e perci`o si
impegna nel rapporto.
I compiti della vita etica: sentiti dal di dentro, non imposti.
Gli ebrei, a differenza dei cristiani, non amavano Dio con tutto il loro cuore.
Eccecredo manco lui, inciampi e te furmina.
Letico traduce luniversale in reale: per esempio, vive il compito di iniziare una nuova famiglia, per`
o la sposa la sceglie lui, con le sue imperfezioni ed
amorevolezze.
Quel ch`e posto dalla nostra libert`a, cio`e quel che abbiamo scelto, `e lessenziale, il resto `e casuale.
Qualsiasi dote non si possiede per davvero finche non la si realizza in un
compito.
La vita personale, intesa come privata, `e imperfetta.
Luomo in se non agisce per il male, quello che dallesterno pu`o essere
giudicato male egli lo persegue come unazione positiva.
Immagini incantevoli: la seriet`
a etica dellassessore a cinque anni, il primo
giorno di scuola e la poesia da imparare a memoria.
Il padre dellassessore non `e assente quando si tratta della scuola del figlio
ma non interviene, sa che i compiti non sono forzature. A scuola incontriamo
i nostri primi compiti in senso etico, solo che non siamo coscienti di questa
dimensione ovviamente e li troviamo pallosi.
Il bello `e ci`
o che ha la sua teleologia in se ma per larte `e per esempio in
chi ne gode che si compie il movimento, movimento che ci deve essere in questa
tensione al fine.
With money I got myself friends who forgot about me when I didnt have
any money anymore
La maggior parte degli uomini vive per il pane quotidiano. Quando lha
ottenuto, per del buon pane quotidiano. Dopodiche muore.
FOCUS: la centralit`
a del lavoro per Mr Etico.
La lotta per il sostentamento quotidiano `e la pi`
u dura ma al resto del mondo
non importa.
Esteta medio: a non lavorare ci si annoia, ma il lavoro devessere sempre
anche un piacere. Lesteta per professione osserva la vita, gli esteti dividono il
mondo per categorie: ma si pu`o dire che una caratteristica di una persona o c`e
o non c`e, arbitrariamente?
Per letica ogni uomo ha il suo mestiere. Per lestetica `e meglio non averlo
ma se lo si ha o lo si ha intellettuale e piacevole o insapore.
Ognuno ha il suo posto in cui esprime luniversale umano ed individuale.
52

Il lavoro parifica.
Amare pensando alla possibilit`a della fine dellamore che si sta vivendo `e
offensivo, e certamente non `e amore (capito Vincelli?!). Lesteta `e cos` perche
sa gi`
a che cambier`
a.
In amore non ci si lega casualmente o condizionatamente, non dando quel
che si riceve. Lestetica `e superstizione della casualit`a, in questo senso.
Su molte coppie di sposi non molto altro si ha da dire che son sposati (e
hanno figli ).
Il matrimonio fa rientrare nelluniversale coppie che possono essere particolarissime e perfettissime ma pure sempre casuali.
Il moralista si accontenta di un matrimonio anche con una donna non super,
`e comunque assoluto che si realizza nel particolare, la moglie, ed `e un mistero
capire come sono sempre occupate le donne, mai in ozio.
Lamante si va a cercare solo quando lo spirito `e ricco e forte, la moglie `e
sempre con noi e con la sua naturale ed affettuosa risolutezza `e fonte di distrazione dalle nostre preoccupazioni. Bellissima scena della moglie che soffia via il
punto di tabacco e scioglie lapparente enigma della vocalizzazione fantasma su
quellideogramma cinese.
K.gaard parla di orribili chiacchere sulla emancipazione femminile ma vi
prego lasciatelo continuare a descrivere la donna.
La donna fa dono del finito alluomo. Senza di essa, luomo `e solo e disperato
nel cercare di dominare il Mondo alla caccia di accenti e spiriti inesistenti.
Luomo prega per se stesso, la donna per i propri cari.
La stragrande maggioranza delle amicizie si basa su affinit`a accidentali, `e
perci`
o estetica: tanti conoscenti pochi amici.
Unica base solida per lamicizia `e una concezione di vita condivisa. Aristotele
pone a fondamento della propria concezione di vita etica lamicizia non come
Kant che pone invece il dovere (imperativo categorico).
Per qualsiasi argomento, chi ne parla avendone sperimentato parla con autorit`
a.
Un matrimonio etico `e prosa non poesia.
Quando viene davvero il momento di vivere, e la vita `e la parte pi`
u difficile
(ahaha), se si `e troppo frammentati non ci si tira insieme pi`
u e si `e come difettati.
Uomo eccezionale = uomo comune.
Il dolore di non poter incarnare luniversale, ma la testimonianza di amarlo.

4.3

Last werdz - Ultimatum

Sproloquio iniziale: ogni et`


a ha la sua vena despressivit`a.
Lamico parroco molto profondo ma che a vederlo `e uno che non gliene
frega niente. Prima snobba poi esalta la brughiera danese.
Allegato: un sermone del parroco. E un messaggio universale, quindi pu`o
essere capito da tutti, dai pastori cui il parroco lo destiner`a sino al fine esteta.
Sublima eccellentemente tutto quel che letico ha detto finora.
Con Dio abbiamo sempre torto.
Il fatto che con Dio siamo sempre nel torto segue dal fatto che lo amiamo,
`e quanto descriviamo al punto precedente. Non necessit`a quindi, ma corollario
dellamore che proviamo per lui. Il cerchio si chiude essendo Dio sempre nel
giusto, quindi questo `e necessario poi per le propriet`a positive di Dio stesso
(Goedel-Anselmo).
53

Dallamore per Dio si arriva a riconoscersi nel torto verso di lui ed a riconoscerLo sempre nel giusto. Con un ragionamento di necessit`a che porta invece
prima al suo essere giusto e da questo al nostro torto la prospettiva `e esterna, e
non c`e edificazione.
Il sapersi in torto `e essenza di un desiderio quindi, ed `e il vero peana della
nostra vita religiosa.
Il si fa quel che si pu`
o `e una vita allerrore, ad un rapporto finito con Dio:
fa sentirci talvolta nel giusto talaltra nello sbaglio, e sempre fino ad un certo
punto. Alimenta il DUBBIO e tiene lontano da scelte piene.
Un uomo rispetto ad un altro pu`o trovarsi in una situazione di giusto o
sbagliato relativo, il dominio `e finito.
Nelledificante sapersi nel torto troviamo sicuro rifugio in tempo di dubbio. I
fatti esterni della vita e le nostre azioni trovano significato in ci`o, e non perdiamo
la via. Questa convinzione non deve per`o essere il porto da cui mai si parte,
od un oppio: deve dare direzione e pienezza alle nostre scelte, non soffocarle.
Non deve portarci ad essere apatici, come si rischia con il do what you can.
K.gadduzzo non `e per`
o molto chiaro, ed il fatto che si finisca, nella dinamica di
amore descritta, a riconoscer questo graal non sembra debba necessariamente
implicare che si passi per lazione.
Conclusione-provocazione: pu`o lamico esteta concepire questa legge come
non vera? E K.gadduzzo sottende che quando lesteta avr`a guardato dentro di
se e capito che questa `e la verit`a nessuno potr`a toglierla, perche `e forte quel
che cresciamo e maturiamo nel nostro cuore, non `e sentito quel che ci `e dato,
imposto o anche dimostrato. Chiediamo a Dio dinsegnarci a pregare, e che non
teniamo nessun segreto a lui.
Citazione del vangelo di Luca, cap. 19 dal v. 41 alla fine.
Si fa quel che si pu`
o: lassessore non `e daccordo.
Le colpe dei padri cadono sui figli e non sempre sono i pi`
u empi a pagare, vedi
la distruzione di Gerusalemme. Ma la vera sconfitta sarebbe allora non curarsi,
vivere immoralmente, abbandonare la vita della giustezza allinsegna del ma
tanto. Luomo `e lunico creato che pu`o rivoltarsi a Dio, le scritture insegnano
che si pu`
o contendere con Dio ma non risultare nel giusto, avere ragione.
Non accettiamo di essere nel torto per troppo tempo, accettiamo di avere
sbagliato per poter guardare avanti, nella promessa di non commettere lo stesso
errore di nuovo. Ma siamo sempre nel torto con Dio: insanabile contraddizione.
Ci d`
a una certa forza il sapere stare soffrendo per colpa di persone ingiuste,
avendo noi la convinzione di mantenere una condotta etica/cristiana; lo stesso vale anche localmente per episodi/accadimenti della vita di tutti i giorni.
E come sentirsi nel giusto e provare piacere di esserlo, ma non `e unevidente
contraddizione con il siamo sempre nel torto? No. Momento esterno: io-altri;
momento interno: io-Dio.
Quando persone che amiamo davvero ci fanno del male senza un motivo
chiaro finiamo a convincerci spesso, dopo unestenuante ricerca, di essere noi
nel torto. Ed il rapporto `e incrinato. Questa `e manifestazione di un sentimento
infinito, perche uno finito cerca sempre laccomodazione, la giustificazione, e
non ne vuole sapere di stare nel torto.
Rapporto con Dio: sappiamo di essere nel torto, e la punizione ha sempre
una ragione per il cavaliere del finito, e quando non gli `e chiara si convince `e da
qualche parte nel disegno. Un cavaliere dellinfinito invece non la cerca, egli fa
e basta quel che Dio gli comanda (Isacco).
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