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SETTIMANALE DI POLITICA CULTURA ECONOMIA


N. 50 ANNO LXIII 10 DICEMBRE 2017
DOMENICA 2,50 EURO L’ESPRESSO + LA REPUBBLICA

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IN ITALIA ABBINAMENTO OBBLIGATORIO ALLA DOMENICA

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GLI ALTRI GIORNI SOLO L’ESPRESSO 3 EURO

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L’Espresso 10 dicembre 2017 5


Sommario L’Espresso N.50 10 dicembre 2017
Editoriale 9

Diritti umani
I migranti, la mia merce Un trafficante libico racconta il suo business Francesca Mannocchi 10
Io, il Papa e i desaparecidos Colloquio con Taty Almeida Michela Murgia 16
La vittoria di un reporter Dall’inchiesta di Ceraudo sui voli della morte alla recente condanna Gigi Riva 22

PRIMA PAGINA Generazione Zero alle urne


Il ’68 alla rovescia Oggi i neomaggiorenni riflettono il vuoto della politica degli adulti Marco Damilano 30
Ho diciotto anni e finalmente (non) voto Orientamento, leader, partiti visti dai millennial Elena Testi 34
Orfani della scuola Nel suo fallimento il segno della decadenza Massimo Cacciari 38
Il numero 11.614.967 gli elettori tra i 18 e i 35 anni Lorenzo Pregliasco 40
Battere e levare La strategia contradditoria della classe politica Marco Follini 43

I giorni neri dello spread


2011: Deutsche Bank attacca l’Italia Indagine su una speculazione Paolo Biondani e Luca Piana 44

Sharing Economy
Ti amo e ti odio, Airbnb La giungla fiscale, l’impatto sulle città: viaggio nel fenomeno Gianfrancesco Turano 46

Soldi a rischio
Chi si gioca la tua pensione Quegli 80 miliardi di gestione privata senza controlli Luca Piana e Gloria Riva 54
Accordi offshore I contributi dei periti agricoli viaggiano tra Malta e Dubai 59

Salute
Sempre viva il Dr. House I medici internisti replicano all’Espresso Andrea Fontanella 63

Fiction
Nessun problema Caterina Bonvicini 66
In 1 foglio Pagamento dilazionato Gianfrancesco Turano 73

REPORTAGE Terra Santa Io, il Papa e


Betlemme senza miracoli Sulla città pesa l’eterno conflitto con Israele E. Catassi e A. De Girolamo 74
gli scomparsi
Le idee Senza vergogna Marco Belpoliti 82
in Argentina
Cultura Internet e storia 16
La rete è un déjà vu Colloquio con lo storico Niall Ferguson Fabio Chiusi 84

Romanzi criminali
Nero napoletano Gli ingredienti del noir di oggi sono gli stessi del melodramma Maurizio de Giovanni 102
Verismo all’opera Da Andrea Chénier ai Pagliacci, il ritorno sui palcoscenici Riccardo Lenzi 107
Thriller al top E il mercato conferma la crescita di un genere Sabina Minardi 109

Rubriche Opinioni Film lespresso.it Copertina


Eweek 64 Altan 5 Il più grande sogno Makkox
Libri 90 Roberto Saviano 25 La storia di un sogno
Foto: Giancarlo Ceraudo

Ho Visto Cose 97 Denise Pardo 27 fragile e irrazionale,


Trash News 97 Michele Serra 29 capace di regalare un
Food & Drinks 110 Eugenio Scalfari 122 futuro a chi non credeva
Noi e Voi 117 di meritarsi neanche
un presente

L’Espresso 10 dicembre 2017 7


EDITORIALE

A
ll’inizio era un espediente per essere viste
nella folla. Poi abbiamo pensato che fosse un
bel paradosso metterci in testa i pannolini di
tela dei nostri figli e delle nostre figlie. Dopo
averli preparati alla vita con quei panni, con gli
stessi panni della loro vita noi chiedevamo
conto», racconta Taty Almeida a Michela Mur-
gia spiegando perché le argentine madri di plaza de Mayo
portano sempre in testa un fazzoletto bianco su cui è scrit-
to il nome del figlio scomparso. Taty è una delle fondatrici
del movimento, da quarant’anni chiede verità e giustizia
per il figlio Alejandro e per gli altri desaparecidos.
Oggi, a poche miglia dalle coste italiane, altri scompar-
si, dimenticati, schiavizzati. I migranti ridotti a merce
umana in Libia. «La metà della gente qui vive di questo,
tutto continua come prima, non è cambiato niente», si
descrive con Francesca Mannocchi il trafficante di mer-
ce umana Ibrahim a Garabulli, sessanta chilometri da
Tripoli. La giornata universale dei diritti umani istituita
dall’Onu per ricordare il 10 dicembre di ogni anno la
dichiarazione del 1948 è una ricorrenza burocratica,
destinata a qualche distratto messaggio di routine. Gli
schiavi del Mediterraneo, a due passi dall’Italia, e gli
scomparsi dell’Argentina, paese quasi alla fine del mon-
do eppure vicinissimo, sono invece volti, corpi, storie,
sentimenti, sangue. Qualcosa, anzi qualcuno, per cui
vale la pena impegnarsi e lottare. Taty Almeida è stata
insegnante, si considera ancora tale, «ma non avrei mai
creduto di insegnare ai giovani a chiedere giustizia e
verità». Una lezione per i ragazzi della Generazione Ze-
ro, nati nel Duemila, per la prima volta al voto nel 2018,
cui è dedicato questo numero dell’Espresso. Q

L’Espresso 10 dicembre 2017 9


DIRITTI UMANI L’inferno in Libia

I migranti,
merce
di Francesca Mannocchi foto di Alessio Romenzi

10 10 dicembre 2017 L’Espresso


L
a metà della gente qui
vive di questo business,
non è cambiato niente».
Ibrahim ha trentadue
anni, è laureato in inge-
gneria civile e vive a Ga-
rabulli, città costiera ses-
santa chilometri a est di
Tripoli. È alto, snello, ha
il volto sbarbato. Indossa
una felpa alla moda, le
scarpe firmate, ci tiene a mostrare l’ul-
timo modello di tablet che ha in mac-
china. Ostenta le sue possibilità econo-
miche. Vuole comprare una casa in
Tunisia, dice. E una anche in Turchia.
Ibrahim è ricco. Ibrahim è un traffi-
cante di uomini. «Ho iniziato solo per
soldi. Questa è la sola ragione. All’ini-
zio svolgevo le mansioni minori, pro-
curavo i motori per i gommoni oppure
trasportavo i migranti dalle campagne
alle spiagge di notte e il capo mi paga-
va. Poi ho capito tutti i meccanismi e
ho creato il mio giro. Ci sono dalle

Un trafficante vicino al faro di Garabulli,


uno dei porti di partenza dei migranti

cinque alle dieci persone che lavorano


per me, dipende dal flusso di gente che
parte, dalle condizioni del mare. Da
tante cose».

, la mia
Ibrahim parla seduto a terra, all’in-
terno di una costruzione di cemento
nella campagna di Garabulli. Ce ne
sono decine così. «Le più piccole ser-
vono per chi è del giro, per chi deve
organizzare le partenze, le più grandi
- i capannoni - servono per tenere i
migranti prima del viaggio». Nella sua
stanza ci sono dei cuscini, un televisore,
una tanica d’acqua mezza vuota.
Ibrahim spiega che è qui che aspetta i
suoi ragazzi di notte quando arrivano
per trasportare i migranti dal capanno-
ne di fronte a noi alle spiagge. Il capan-
Ibrahim, 32 anni, trafficante di none ha le grate alle finestre. I lucchet-
ti alla porta.
uomini, racconta all’Espresso «In questa parte della Libia non ci
sono stati cambiamenti, degli accordi
la filiera, gli orrori e le con l’Europa abbiamo solo sentito par-
lare ma gli effetti qui non sono arrivati,
per fortuna. Continuano ad arriva-
complicità del suo business re uomini e donne dal Sud, si fer-

L’Espresso 10 dicembre 2017 11


DIRITTI UMANI L’inferno in Libia
mano a Beni Walid, i ragazzi da sentieri portano alle anse vicino al garantire un flusso ininterrotto di de-
Beni Walid li trasportano qui e grande faro di Garabulli. naro contante: il traffico di uomini.
tutto prosegue come sempre. I capan- Dalla destra del faro partono i mi- «I ragazzi mi costano poco», spiega
noni di Garabulli sono pieni oggi come granti, sulla sabbia ci sono resti di Ibrahim, «e ce ne sono tanti che mi
lo erano due mesi fa». scarpe, ciabatte, borse. Le ultime cose chiedono di lavorare. Qui in Libia non
Ibrahim ha il suo listino prezzi, co- lasciate prima di partire o quelle arri- c’è lavoro, non ci sono progetti, non ci
me tutti. Un “biglietto” per la traver- vate sulla sabbia dopo l’ultimo naufra- sono investimenti, i giovani come me
sata organizzata da lui costa «almeno gio. Alla sinistra del faro c’è la sede non sanno cosa fare, organizzare i
cinquecento dollari». Poi - precisa - della guardia costiera di zona. Che viaggi degli africani è la cosa più sem-
«il prezzo aumenta se vuoi scegliere il però non ha mezzi. Nemmeno un plice». Li chiama “africani” Ibrahim, i
posto più sicuro sui barconi di legno. gommone per controllare le coste. migranti per cui organizza i gommoni,
Il posto sul gommone invece è uguale L’unico che c’era giace, distrutto, nel come se lui e quei coetanei in fuga da
per tutti, e si riempiono finché si può, cortile antistante. Dalle spiagge da cui fame e da guerre, quei coetanei con la
ottanta, cento persone. Quando il partono i gommoni si vede la piccola pelle di un altro colore appartenessero
mare è piatto anche centoventi». I sede della guardia costiera. Alle spalle a due continenti diversi.
gommoni costano ai trafficanti circa dell’edificio sono sepolti decine di Per i migranti in fuga la Libia oggi è
20 mila dinari libici, che al cambio corpi di chi non ce l’ha fatta. «Hanno un inferno eppure il paese nordafrica-
attuale del mercato nero (un euro fatto una buca con una ruspa e li han- no per decenni ha rappresentato la
vale undici dinari) corrisponde a circa no buttati lì dentro, non sapevano meta di un’altra migrazione, quella
2 mila euro. Senza motore. I motori si dove metterli», dice Ibrahim, senza lavorativa. Prima del 2011 i migranti
“procurano”, al porto o dai pescatori. emozione. Non una targa, non un impiegati ufficialmente nell’economia
Spesso sotto gli occhi inermi della nome. Nulla a indicare che quel tratto libica, ricca e in espansione, erano
guardia costiera di zona. Dalle coste di terra ospiti i corpi di uomini, donne quasi un milione su una popolazione
di Garabulli dieci giorni fa è partito e bambini morti in mare. complessiva di poco più di sei milioni.
un barcone, sovraffollato. È affonda- Intorno alla sede della guardia co- Secondo Foreign Policy se a quella ci-
to a poche miglia dalla costa, cento- stiera si muovono tutte le jeep dei fra si uniscono quelli privi di docu-
quaranta persone sono state portate trafficanti, senza targhe, Ibrahim le menti, i migranti lavoratori in Libia
indietro dalla guardia costiera arri- indica una per una. Sa a quali gruppi prima della rivoluzione del 2011 rag-
vata ore dopo da Tripoli, i corpi di appartengano, sa chi sta organizzando giungevano i due milioni e mezzo, cioè
quelli che non ce l’hanno fatta - alme- i prossimi viaggi. Uno degli autisti di un terzo degli abitanti del paese.
no trenta - sono stati chiusi in buste Ibrahim ha ventinove anni, una moglie Oggi sulle cifre dei migranti presen-
bianche e trasportati nella capitale. e due figli piccoli. Fino a un anno e ti in Libia è difficile fare chiarezza. Il
Trenta buste senza nome. Trenta mezzo fa era un insegnante, lavorava presidente della Commissione africa-
morti senza identità. «È un rischio, a Tajoura, sobborgo della capitale. Poi na, il ciadiano Mahamat Moussa Faki,
certo, a volte vengono catturati, a il governo ha cominciato a non pagare al termine del vertice tra Unione afri-
volte annegano, ma ne sono consape- gli stipendi ai dipendenti pubblici, il cana e Ue ad Abijan la settimana scor-
voli. Io organizzo solo i gommoni, contante è diventato merce rara e il sa, ha dichiarato che nei centri di de-
non ho altre responsabilità». giovane, Khaled, non potendo lasciare tenzione libici ci sarebbero tra i 400
Ibrahim ci conduce con un 4x4 ver- il paese, ha deciso di accettare la pro- mila e i 700 mila migranti.
so le spiagge delle partenze, attraversa posta di Ibrahim: 300 dinari libici per È proprio sul supporto e la ridefini-
le dune seguendo sentieri già tracciati ogni viaggio da Beni Walid a Garabul- zione dei centri di detenzione che si
da centinaia di viaggi sempre uguali, li. Tre, quattro migranti a viaggio. Così giocano parte delle relazioni diploma-
dai capannoni al mare «di notte li por- Khaled, giovane insegnante di mate- tiche tra Europa (Italia in particolare)
tiamo qui e li lasciamo ad aspettare nel matica senza stipendio e senza pro- e il governo libico di Fayez al Sarraj.
bosco mentre prepariamo i gommo- spettive, è diventato parte dell’unico Negli ultimi mesi il dipartimento an-
ni» dice, indicando alberi e cespugli. I ingranaggio che in Libia continua a ti-immigrazione clandestina del Mi-
nistero dell’Interno libico ha chiuso
alcuni centri di detenzione per aprirne
«Li nascondiamo mentre di nuovi, apparentemente più vivibili.
In quello di Tajoura, periferia est di
Tripoli - che contiene più di mille per-
prepariamo i gommoni. sone - c’è l’aria condizionata e sono
state ridipinte le pareti. Ma le porte
Molti muoiono. Si scava restano chiuse da lucchetti, i migranti
dormono su materassi buttati a terra e
il centro resta comunque una pri-
una buca e li buttiamo lì» gione controllata dalle milizie ar-

12 10 dicembre 2017 L’Espresso


Nella foto sopra: un migrante a Tajoura mostra la cicatrice provocata da uno sparo dei poliziortti libici.
Sotto: un migrante cammina nel cortile di un centro di detenzione nella stessa città
L’inferno in Libia DIRITTI UMANI
mate. È il problema principale che vizio della Cnn che ha mostrato un’a- degli oggetti. Non conta la nostra vita,
Sarraj sa di dover affrontare. sta di migranti provocando un’ondata noi neri contiamo solo quando devo-
A Tajoura comanda la potente mi- di indignazione in tutto il mondo, il no venderci o ricattarci. Ora siamo
lizia del giovane signore della guerra controllo sull’accesso ai centri di de- qui e può entrare chiunque, portarci
Haytem Tajouri: la milizia è fedele al tenzione sia diventato capillare al via e chiedere soldi alle nostre fami-
governo Sarraj ma sarebbe più corret- punto che pochi giorni fa al persona- glie per liberarci. Gli uomini valgono
to sostenere che il governo Sarraj è le locale di Iom è stato impedito l’ac- duemila dinari, le donne tremila. Le
vincolato dalla protezione di questi cesso ai tre centri di Tripoli. donne incinte fino a quattromila».
gruppi che dispongono dello stru- «Ci è impossibile censire la presen- John ha subito violenze finché la
mento di potere più pericoloso e ri- za dei migranti», continua Ahmed,«e sua famiglia non è riuscita a mandare
cattatorio: le armi. Sono le stesse la nostra sensazione è che negli spo- del denaro alla milizia che lo aveva
milizie a poter decidere arbitraria- stamenti da un centro a un altro si rapito, 1.500 dollari. Da allora, da
mente se il personale delle organizza- stiano perdendo le tracce di decine di quando i suoi familiari hanno pagato
zioni locali possa entrare e uscire dai persone, cedute, vendute, rapite. il riscatto, vive in una baraccopoli a
centri di detenzione e in quali centri Nessuno può dirlo. Ci sono dei fun- est di Tripoli.
possano operare volontari e persona- zionari del ministero dell’Interno che John avrebbe voluto arrivare in
le medico. gestiscono parte del business delle Europa. Oggi invece vorrebbe solo
Il centro di detenzione di Gharian, partenze a Ovest di Tripoli. È loro tornare a casa. «Non ho smesso di
ottanta chilometri a Sud di Tripoli, interesse non perdere controllo sulla desiderare una vita migliore per me.
conterrebbe a oggi più di diecimila “merce”». I migranti che vivono in Ma la Libia è un inferno, da qui voglio
persone. La maggior parte delle qua- Libia nelle baraccopoli nascoste nelle solo scappare ma non so come fare».
li trasportate lì dopo la guerra di Sa- periferie delle città sono migliaia, vi- Durante il vertice di Abijan il pre-
bratha di inizio settembre che ha vono in stanze di cemento, dormono mier Paolo Gentiloni ha espresso
portato alla luce decine di centri di in cinque, dieci in una stanza, non soddisfazione per quello che ha defi-
detenzione illegali in cui il clan Daba- escono mai se non per lavorare. Sfrut- nito un «risultato straordinario»: il
shi nascondeva i migranti in attesa tati dai libici. crollo, in cinque mesi, del numero dei
delle partenze con la complicità di John ha ventiquattro anni, è arriva- migranti irregolari verso l’Italia e per
parte della guardia costiera di zona. to dal Ghana un anno e otto mesi fa. l’aumento siginificativo dei rimpatri
Per le organizzazioni locali ottene- Voleva attraversare il mare e raggiun- volontari. Eppure in Libia si continua
re l’accesso ai centri è un percorso a gere l’Europa. È stato catturato dalla a partire e morire annegati, e molti di
ostacoli nella corruzione dilagante guardia costiera libica e da allora è quelli che scelgono di tornare a casa
degli uffici libici, nelle connivenze tra iniziato il suo inferno. lo fanno dopo aver subito mesi di ri-
milizie e istituzioni. «Non sappiamo «Sono stato spostato in tre prigioni, catti, abusi e violenze.
come fare », dice Ahmed, ventiset- diverse. Dopo che mi hanno catturato Lo fanno perché dopo aver vissuto
tenne di Tripoli che lavora per una mi hanno portato in una prigione a in Libia preferiscono tornare ad af-
Ong locale, «dobbiamo entrare nei Tripoli. Poi una notte è entrato un frontare la fame da cui scappavano.
centri di detenzione per valutare le gruppo di ragazzi armati. Hanno pre- John si addormenta e si sveglia im-
condizioni in cui vivono i migranti, so me e altre cinquanta persone con paurito ogni giorno. «Ci dobbiamo
portare loro dei questionari, fare dei la forza e ci hanno portato in un ca- difendere dalla polizia, dagli Asma
censimenti e tutto questo al momen- pannone dove siamo rimasti per set- boys, dalle guardie delle prigioni.
to non ci è possibile. Siamo in attesa timane. Ci picchiavano ogni giorno, Chiunque può catturarti e venderti.
dell’autorizzazione del Ministero non avevamo acqua a sufficienza, né Stare qui è una scommessa, come
dell’Interno che però al momento cibo. Se avessi visto il mio corpo non attraversare il mare. Puoi vivere o
sembra garantire l’accesso solo a or- mi avresti riconosciuto, ero scheletri- morire. Io sono scappato dalla po-
ganizzazioni amiche». co. I libici non pensano a noi come vertà ma è meglio la povertà di que-
Ahmed racconta come dopo il ser- delle persone, pensano a noi come a sto inferno». Q

«Gli accordi con l’Europa per


fermare i nostri barconi?
Qui tutto continua come prima.
E io sto diventando ricco»
L’Espresso 10 dicembre 2017 15
DIRITTI UMANI A 40 anni dai voli della morte

Io, il Pa
i desapa
colloquio con
TATY ALMEIDA
di MICHELA MURGIA

foto di
GIANCARLO CERAUDO

16 10 dicembre 2017 L’Espresso


apa e
arecidos

Taty Almeida, scrittrice e madre di un desaparecido, fuori dal tribunale di Buenos Aires

L’Espresso 10 dicembre 2017 17


DIRITTI UMANI A 40 anni dai voli della morte

Q
uando racconta di stava, ma io non capivo lo stesso. Quan- ra chiedono le madri al governo non è
Alejandro, il suo fi- do è sparito credevo addirittura fossero dunque una somma di cadaveri indivi-
glio desaparecido, stati i peronisti! Non avevo idea che duali, ma il corpo di una generazione
Tat y A l m e i d a s i quelli che poi avremmo imparato a intera, martirizzato da orrori di cui per
sporge e mi stringe le chiamare genocidi fossero nella cerchia anni i governi argentini hanno persino
mani come se la sua di conoscenze della mia famiglia. Io ne negato l’evenienza. Dopo ogni sorta di
storia avesse anche ho conosciuti molti, ma solo social- leggi di impunità di Stato, di depistaggi
una consistenza tat- mente. Come molte di quelle che poi in e di coperture a favore dei colpevoli,
tile, qualcosa che nome dei figli sarebbero diventate Ma- solo la tenacia e la rabbia creativa di
devo sentire sotto le dri di Plaza de Maio, anche io vivevo in quelle donne è riuscita a far tornare a
dita per capirlo dav- una bolla. Ci ho messo cinque anni per galla la verità, se non i corpi, costrin-
vero. Non è un gesto avvicinarmi alle altre, perché per qual- gendo in tribunale i responsabili e riu-
casuale, né lo sono che tempo ho continuato a sperare che scendo a farne condannare per la prima
gli oggetti che ha addosso - spille con i gli amici militari della mia famiglia volta 48, di cui 25 all’ergastolo, appena
volti e i nomi degli scomparsi - o il tono avrebbero trovato il modo di riportar- una settimana fa.
stesso della sua voce, scandita e lenta. mi Alejandro. Quando ho capito che Eppure di quella vittoria giudiziaria
Tutto in lei appare liturgico e ne è così non sarebbe successo avevo comunque Taty non sorride nemmeno: «L’abbia-
consapevole che prima di iniziare l’in- paura che con la mia appartenenza mo molto attesa, così alcune di noi
tervista si annoda in testa con solenni- familiare le altre mi credessero una possono avere giustizia e celebrare il
tà il fazzoletto bianco, simbolo delle spia del regime. Quando mi presentai loro lutto, ma non c’è nulla da festeggia-
madri di Plaza de Majo; solo dopo dice: per la prima volta davanti alla fonda- re: questa condanna è avvenuta perché
«Adesso parlo anche per loro, non solo trice delle Madri lei però mi chiese ci mancano 30 mila persone. La cosa
come me stessa». In quel corpo piccolo solo “Chi ti manca?”. Non c’erano ap- politicamente importante è la condan-
e rugoso, scurito come un vecchio le- partenenze familiari, non c’erano dif- na all’ergastolo dei piloti degli aerei
gno, si annida un’incandescenza che le ferenze sociali. Contava solo l’assenza della morte, perché il governo Macri
accende gli occhi ancora vividissimi a che stavi piangendo.». ancora oggi cerca di mettere i bastoni
dispetto delle 14 ore di volo intercon- Anche fuori dalla bolla di inconsape- tra le ruote alla giustizia. Vuole cancel-
tinentale e dei suoi 87 anni. Quasi 40 volezza in cui aveva vissuto Taty fino lare la memoria di quel che è accaduto,
di quegli anni Taty li ha passati a chie- alla scomparsa di Alejandro, nel 1975 ma non lo permetteremo».
dere verità e giustizia per suo figlio e era difficile immaginare l’orrore orga- I rapporti tra la politica e le Madri di
per gli altri 30 mila desaparecidos, la nizzato delle torture che i dissidenti Plaza de Majo non sono mai stati facili.
maggior parte dei quali fu uccisa e subirono all’Esma, la famigerata Scuola Dopo il timido tentativo con cui il primo
dispersa tra il 1976 e il 1983, durante Meccanica della Marina, dove gli uomi- presidente della Repubblica Raúl Al-
la dittatura militare. Alcuni opposito- ni venivano massacrati e le donne incin- fonsín tentò di ricercare tra i ranghi
ri però cominciarono a sparire già te costrette a partorire e uccise, mentre militari le responsabilità delle morti e
negli anni precedenti e suo figlio i neonati venivano assegnati alle coppie delle scomparse degli oppositori del
Alejandro fu tra questi. sterili di amici del regime e cresciuti regime, nessun governo ha più ripreso
«Era un militante politico, ma io non ignari in mano agli aguzzini dei loro in mano la questione se non per negare,
lo sapevo e da quella verità lui mi pro- genitori. Le loro nonne militanti non minimizzare o rendere impunibili i re-
teggeva. Vengo da una famiglia di mi- hanno mai smesso di cercarli e di quan- ati commessi sulla popolazione civile. Il
litari, tutti anti-peronisti, e a volte do in quando qualcuno viene ancora più determinato in questo fu Carlos
scherzando Alejandro mi abbracciava trovato. Meno che mai nel 1975 era Menem, responsabile della legge di
forte e mi diceva “quanto bene voglio a possibile immaginare i “voli della mor- impunità nazionale, e il cui nome Taty
questa gorillina di merda”. (ndr. Gorilla te”, durante i quali più di 4:000 persone Almeida si rifiuta anche di pronunciare:
è il modo comune con cui in Argentina drogate e stordite furono gettate in «porta sfortuna dirlo», dice toccando-
si indicano gli anti-peronisti). Era il suo mare ancora vive perché affogassero si il seno per scaramanzia.
modo per farmi capire da che parte senza lasciare traccia. Quello che anco- Dopo di lui le Madri hanno dovu-

18 10 dicembre 2017 L’Espresso


Taty Almeida a Trelew, in Patagonia

L’Espresso 10 dicembre 2017 19


A 40 anni dai voli della morte DIRITTI UMANI
to attendere altri cinque governi un fatto di straordinaria importanza tutti quelli che lo guardano, anche per
prima dell’arrivo del presidente che lo abbia fatto per la prima volta i nostri 30 mila morti che dal cielo lo
Kirchner - che Taty con un sorriso proprio Jorge Bergoglio, il pontefice guarderebbero».
chiama nuestro querido Nestor - e sua “venuto dalla fine del mondo”, lo stes- Taty è credente. Non ha dato a Dio la
moglie Cristina, succedutagli alla pre- so confine geografico delle Madri. responsabilità dell’ingiustizia provata.
sidenza argentina fino al 2015, per Taty Almeida, che lo ha incontrato in «Non vado a messa e non mi confesso,
vedere finalmente le morti dei loro Vaticano lunedì 4, vorrebbe da Fran- ma ho fede in Gesù Cristo e soprattut-
figli trattate non solo come una que- cesco lo stesso clamoroso gesto di to nel Sacro Cuore. Ne ho uno appeso
stione di violazione dei diritti umani, Kirchner: una richiesta di scuse, che in casa e ci parlo e a volte ci litigo. La
ma anche come una questione di Sta- implicherebbe dunque l’ammissione fede è stata la mia consolazione in que-
to. Nestor Kirchner, nell’atto di resti- delle responsabilità ecclesiastiche. È sta attesa di Alejandro. Altre non ave-
tuire alla popolazione l’uso pubblico credibile che prima o poi accada? vano nemmeno questo conforto».
della Casa Rosada, con un gesto senza «Non lo so, ma fino a lui non era cre- Si sistema continuamente il fazzo-
precedenti chiederà infatti scusa alla dibile nemmeno incontrarlo, un papa. letto bianco sulla testa. C’è ricamato
nazione per il tentativo compiuto dai E poi c’è differenza tra l’uomo che era sopra il nome di suo figlio e ciascuna
governi precedenti di negare e insab- monsignor Bergoglio e quello che è madre lo ha personalizzato, ma la
biare i crimini commessi dai regimi diventato papa Francesco, che si è di- prima volta che li usarono erano solo
militari. mostrato controcorrente rispetto alla teli bianchi, i vecchi pannolini dei
C’è qualcosa di commovente nell’o- fama di conservatore che aveva da neonati. «All’inizio era solo un espe-
stinazione di queste donne a far diven- vescovo di Buenos Aires. Da parte diente per essere viste nella folla da chi
tare il loro lutto un fatto istituzionale. delle Madri gli consegnerò una lettera non voleva riceverci, come le gerar-
Sembra loro non bastate che ciascuna con alcuni punti. Starà a lui decidere chie ecclesiastiche alla festa della Ma-
sappia la verità: vogliono che a dirla sia se renderla pubblica o meno. Ma se donna di Lujan. Poi però abbiamo
il governo costituzionale. «È una veri- chiedesse scusa sarebbe un gesto po- pensato che fosse un bel paradosso
tà politica ed è di tutti. Siamo vissute litico e spirituale di importanza enor- metterci in testa i pannolini di
sempre sotto regime e solo da poco me, non solo per i cattolici, ma per tela dei nostri figli e delle nostre
abbiamo istituzioni democratiche.
Noi vogliamo che quello che è succes-
so ai nostri figli non sia solo la colpa di
qualcuno, ma diventi responsabilità di
tutti quelli che anche con il silenzio lo
hanno reso possibile. Solo così non
accadrà ancora».
Lo Stato, in ritardo e con fatica, que-
sto processo lo sta facendo, ma altre
istituzioni non sono ancora state capa-
ci di imitarlo. Taty non ha mezzi ter-
mini: «La Chiesa cattolica in Argentina
ha avuto parroci e suore perseguitati
dal regime, alcuni anche desapareci-
dos, ma anche molti membri della ge-
rarchia che hanno appoggiato la ditta-
tura militare e sono stati complici
nell’individuare i dissidenti e persegui-
tarli. Nessuno ha chiesto perdono».
Ci sono pochi dubbi sul fatto che la
vicinanza della Chiesa al regime fosse
L’aereo Skyvan Pa-51 usato per i voli della morte e ritrovato in Florida
un sistema di connivenza e non riguar-
dasse solo episodi isolati, come si pre-
tese nel caso del nunzio apostolico
monsignor Pio Laghi, che giocava a
tennis con il generale aguzzino Mas-
sera. A diradare le ombre non hanno
aiutato Giovanni Paolo II né Benedet-
to XVI, che in molteplici occasioni si
sono sempre rifiutati di incontrare le
Madri dei desaparecidos. Per questo è

L’Espresso 10 dicembre 2017 21


DIRITTI UMANI A 40 anni dai voli della morte
figlie. Dopo averli preparati alla vita
con quei panni, con gli stessi panni
della loro vita noi chiedevamo conto».
Taty ha fatto l’insegnante tutta la
La vittoria di un reporter
vita prima di entrare nelle Madri. «Mi
considero ancora insegnante, ma non di Gigi Riva
avrei mai creduto che avrei insegnato
e due piloti che guidarono i voli della morte con cui in Argentina,

S
ai giovani a chiedere giustizia e verità.
La mia consolazione è che quelle che durante la dittatura (1976-1983), furono gettati in mare tramortiti
ma vivi cinquemila oppositori del regime, sono stati condannati
non faremo in tempo a vedere noi le
all’ergastolo il 29 novembre scorso lo si deve, in origine, alla
vedranno loro. Ho girato tanto nel
curiosità e all’ostinazione di un fotografo italiano, collaboratore
mondo per raccontare la nostra storia,
de “L’Espresso”. Il nostro settimanale diede per primo in esclusiva
ma non ho mai incontrato una gioven- nel 2010 la notizia e poi seguì passo passo gli sviluppi
tù attenta ai temi politici e pronta alla di un’inchiesta giornalistica sfociata in un processo contro i responsabili
militanza come quella argentina. Sono di una delle pagine più nere della storia recente.
certa che non abbiamo seminato inva- Giancarlo Ceraudo, questo il nome del reporter, arrivò nel Paese Sudamericano
no, perché dopo di noi, anzi già accan- a metà degli anni Dieci del secolo. Si fece una domanda, dopo aver ascoltato
to, altri stanno raccogliendo la nostra troppe storie di ferite non ancor rimarginate dai tempi delle giunta militare: dove
eredità. Finché ci saremo noi, las lo- sono finiti gli aerei con cui sono stati fatti sparire i corpi degli oppositori? Si mise
cas, le pazze, cammineremo insieme, alla ricerca aiutato da Miriam Lewin, giornalista, ex desaparecida, con l’idea di
poi insieme ci ricorderanno. Abbiamo fotografarli per un progetto di nome “Destino final”, dalla formula usata dalle
avuto forza per quarant’anni perché compagnie aeree di lingua spagnola per indicare il punto di arrivo di un viaggio.
loro fossero forti per i prossimi qua- Uno, lo Skyvan PA-51 fu localizzato a Ford Lauderdale, Florida, dove la Gb Arlink
ranta. Ditelo ancora che siamo il sesso lo impiegava per il servizio postale con le Bahamas. Nella pancia nascondeva
debole». Q un tesoro di prove. Era conservata, infatti, la “planilla para historial de
aeronave”, il brogliaccio dove per
legge deve essere riportata tutta
l’attività di un velivolo. Nome del
comandante, giorno, itinerario, durata
della missione, data. Dati tecnici
che diventavano un formidabile
atto d’accusa.
I militari avevano sempre sostenuto
di aver distrutto i piani di volo. Non
era vero. Causa un radicato senso
di impunità e un certo delirio di
onnipotenza li avevano lasciati negli
aerei. Fu facile per Enrique Pineyro,
erede della famiglia Rocca, tra l’altro
anche ex pilota, arrivato in soccorso
della coppia Ceraudo-Lewin,
decrittare i voli sospetti, anche grazie
al confronto con quanto rivelato
dal “pentito” Adolfo Scilingo sulle
modalità dei voli della morte.
I preziosi fogli furono consegnati al
giudice istruttore Sergio Torres, che
Taty Almeida durante il colloquio con Michela Murgia già si occupava del procedimento
sulla Scuola di Meccanica della
Marina (Esma), famigerato luogo
di tortura e detenzione. Erano otto i piloti i cui nomi ricorrevano com maggiore
Incontro a Roma
A “Più libri più liberi” (Roma Convention
frequenza. Il magistrato decise che per tre di loro c’erano indizi sufficienti
per chiedere l’arresto: Enrique De Saint Georges, Mario Daniel Arrù, Alejandro
Center-La Nuvola, all’Eur), domenica 10 di- D’Agostino. Si era nel 2011. Il primo è deceduto in carcere. Per gli altri due
cembre alle 17.15, l’incontro di Taty Almei- è arrivato finalmente il verdetto: ergastolo. A distanza di 40 anni dai fatti, molti
da e Sergio Maldonado con Michela Murgia parenti dei desaparecidos se non hanno riavuto i corpi dei loro cari hanno
Foto: Musacchio

“Quando dimenticare è impossibile: i desa- almeno potuto guardare in faccia chi li portò a morire nell’oceano, buttandoli dal
parecidos argentini e le verità nascoste”. portellone ventrale dello Skyvan PA-51 dopo che erano stati sedati e denudati. Q

22 10 dicembre 2017 L’Espresso


ROBERTO SAVIANO L’ANTITALIANO

E poi ci sono i vincitori e i vinti, ma non

CONOSCENZA
quelli che comodamente seguono le
umane tragedie al computer, sui social,
sul divano. No. Cito Declich dal suo blog
“Tutto in 30 secondi”: «Magari Bashar

BATTAGLIA PERDUTA al-Asad, raccontando per anni che tut-


ti i suoi oppositori sono terroristi, anche
i vecchi, i medici e i bambini, avrà con-
vinto qualcuno. Finché siamo qui, al
caldo in Italia, il dare retta a una propa-
Abbiamo rimosso la tragedia siriana, ganda si inserisce in un gioco delle
parti. Uno è filorusso? Farà gran pole-
spesso accettando la propaganda. Ora mica usando fonti filorusse, afferman-
do che proprio nessuno ha sofferto
un libro racconta le verità più scomode durante i giorni delle deportazioni di
Aleppo est, sul finire del 2016 ma ciò
Che fine ha fatto la Siria? È scomparsa quello che stiamo vivendo, ma che giu- non sposterà di un millimetro la realtà
da qualsiasi dibattito, eppure mi capita stifichi, senza troppo impegno da parte di migliaia di civili costretti con la forza
tra le mani un libro: “Siria, la rivoluzio- nostra, il disagio. La mancanza di cono- a lasciare le proprie case per recarsi in
ne rimossa” di Lorenzo Declich, esper- scenza reale porta a stare peggio, ma luoghi a loro sconosciuti, spesso in
to di mondo islamico contemporaneo, questo passaggio sembra superato dal- campi profughi. Questa è la differenza
edito da Alegre. L’editore così definisce la necessità di semplificazione estrema: fra realtà e ipotesi di verità».
la propria missione: «Esistono, ed esi- da un lato i buoni dall’altro i cattivi, da
steranno, ancora nuovi movimenti che un lato gli onesti dall’altro i disonesti, da Ecco un libro che smonta tutte le con-
si oppongono al pensiero unico della un lato chi mistifica ciò che accade vinzioni “rossobrune”, come le definisce
finanza e alle narrazioni di regime, ri- dall’altro chi prova a raccontarlo. I primi l’autore, che spiega come nasce la sim-
vendicando le ragioni del 99 per cento saliranno sul carro dei vincitori, i secon- patia delle sinistre estreme e delle destre
della popolazione contro quelle dell’1 di saranno accusati di portare sfortuna. estreme per Assad. Un libro che chiari-
per cento». Ecco, Alegre “racconta” al- sce quanto abbia pesato il silenzio degli
tre storie, che spesso non sono quelle A tutto questo abbiamo trovato un intellettuali europei nell’accreditarsi di
dei vincitori, ma sono le storie dei vinti. nome al passo coi tempi, “fake news”, questa storia parallela confutata anche
Il libro di Declich lo reputo fonda- notizie false che sembrano avere nemi- da Domenico Quirico in “Succede ad
mentale perché ogni pagina apre un ci ovunque; un nome moderno per una Aleppo” (Laterza), da Garance Le Cai-
mondo e smonta tutte le convinzioni pratica antica: raccontar frottole, pro- sne in “La macchina della morte” (Riz-
granitiche di chi sulla Siria non ha vo- durne in quantità e verosimili, in modo zoli) e da Riccardo Cristiano in “Siria.
luto capire niente. È un libro che deve che si possa abboccare senza essere L’ultimo genocidio” (Castelvecchi).
assolutamente leggere chi questo Nata- assaliti da dubbi. Ascolto dibattiti sul Tutti libri che raccontano come Ba-
le sarà assalito da discussioni che fini- pericolo cui sarebbero esposti i “nostri shar al-Asad abbia distrutto il mondo
ranno per essere sterili, discussioni ragazzi” a causa dei new media, ma non laico aprendo le porte al terrorismo
pressappochiste sulle politiche migra- posso fare a meno di pensare che a islamista e come l’Occidente abbia in
torie, sulla fine della destra e della sini- essere davvero in pericolo sono i “no- qualche modo ammiccato a tutto que-
stra, sullo «stavamo meglio quando stri anziani” esposti ai media tradizio- sto perché Assad era dipinto come ne-
stavamo peggio». Non sto parlando di nali, che godono di una immeritata mico dei sionisti e degli imperialisti. La
fake news e in fondo nemmeno di cial- fiducia. L’elezione di Trump negli Sta- forza del libro di Declich è nell’onestà
troneria e ignoranza. Sto parlando di ti Uniti, la Brexit e il ritorno di Berlu- del suo autore, che non strizza l’occhio
fine dei sogni, di sfiducia in tutto ciò che sconi, non sono effetto di fake news né all’Occidente né alla Nato, né a Isra-
Foto: M. Chianura / Agf

è spiegazione e racconto analitico. La abilmente diffuse, ma dell’invecchia- ele né ai russi, e racconta in modo defi-
sfiducia ha preso il sopravvento al pun- mento della società. Facciamo pace nitivo come la prima battaglia che ab-
to che preferiamo non sapere e imma- con questo e capiremo in che direzione biamo perso tutti è stata la battaglia per
ginare un mondo anche peggiore di stiamo andando. la conoscenza. Q

L’Espresso 10 dicembre 2017 25


DENISE PARDO PANTHEON

Borletti Buitoni, ex presidente Fai, ex

BORLETTI E DIBBA
direttorio Banca d’Italia, competente,
creativa e perbene secondo i suoi fan,
presa di mira dai suoi critici che le ad-
debitano eccesso di cognomi, visione

TUTTI A CASA culturale aristocratica e persino di es-


sere tricologicamente una maggiorata,
è giunta a una conclusione. Piuttosto
che fare politica è più utile una società
civile attiva in un «lobbing buono» che
L’aristocratica moderata e il pasionario indirizzi il voto su temi concreti e lavo-
ri in associazioni come Wwf, Fai, Le-
grillino. La società civile e quella incivile gambiente, più pesanti dei partiti in
termini d’iscritti. Il perenne bisogno di
tornano fuori. Extra Parlamento cambiamento, secondo lei, fa approda-
re in Parlamento persone nuove che
A proposito di società civile e società Di Battista prolifico scrittore e conia- impiegano almeno due anni per capire
“incivile”, ora di nuovo sulla cresta tore di neologismi. Come scordare il il funzionamento della macchina, que-
dell’onda per il toto liste elettorali, si suo “soddisfamento”? sto non contribuisce a creare una solida
segnala che gli onorevoli Ilaria Borlet- classe dirigente politica.
ti Buitoni e Alessandro Di Battista Altoborghesi entrambi, lei molto di
formano una coppia di anime gemelle, più da fulgida creatura del tout Mi- Nessun parli di classe dirigente a Di
certo inconsapevole. lan industrial-culturale, ma anche Battista, beniamino della Casaleggio
lui prodigioso prodotto di Roma Associati, peggio che sventolare aglio
Non sono quel che si dice Cip & Ciop. Nord si difende bene, sono arrivati ai vampiri. Lui, stuntman di citazioni -
Non usano confidarsi i reciproci tor- come liberatori dagli inconcludenti Auschwitz invece di Austerlitz, il presi-
menti e non si sa quanto gioiranno per politici professionisti. Lei con i tec- dente Hollande trasformato nel Nobel
l’ardito accostamento anche se è fa- nici di Scelta Civica che sembravano Hollande - è stato folgorato dal ruolo di
cilmente immaginabile. Ma più o sapere dove mettere mano. Lui lato padre e ha deciso che basta. Meglio
meno in contemporanea hanno deci- grillini naïf dalle mani pulite. Lei fare politica viaggiando e scrivendo li-
so di fare fagotto e abbandonare le espressione della società civile al bri e articoli. Ormai è un’icona-web, è
sabbie mobili del Parlamento e dei seguito del cattedratico Mario Mon- popolarissimo, preferisce vivere che
ministeri. Via dalla pazza folla del ti. Lui votato dalla società “incivile” ammuffire a Montecitorio un passo
Rosatellum, ciascuno con le proprie della politica del Vaffa guidata dal indietro al candidato leader Di Maio.
ragioni. Per fare politica meglio la- Mahatma Grillo.
sciare la politica. Un percorso inverso a Grillo che da
Non si sa quanti aderiranno a un pe- famoso comico si è trasformato in fa-
Forse la definizione di anime gemel- riodo di lutto sul monte Athos causato moso politico. Dibba, laureato al
le è un tantino azzardata, viste le op- dal loro abbandono, ma per il fellone Dams, Discipline delle Arti, Musica e
poste posizioni e i solchi tra i due. grillino il web ha mostrato un tiepido Spettacolo e ci sta tutta, diventerà una
Tanto per citarne solo uno basico, la cordoglio. Nella paradossale similitu- celebrità a tutto campo indipendente-
sottosegretaria ai Beni culturali Bor- dine e simbologia, la scelta di entram- mente da quello che sa fare, com’è la
letti più altri cognomi è forbita cen- bi fa riflettere. Che sia una sconfitta prassi adesso, cercato da editori e reti
tometrista dl congiuntivi. Nell’inter- della società civile dispiace ma è già tv salvo tornare al momento giusto,
pretazione del simpatico Di Battista successo. Che arrivi da uno degli espo- altra legislatura, altra candidatura.
il tempo prende la forma di una pato- nenti più in vista del movimento meno
logia linguistica, la congiuntivite, conformista e più “incivile” ha un si- Post politica, anti politica, ora extra
acutissima, nel suo caso cronica. Di- gnificato profondo che va al di là delle politica, stessa destinazione per società
rete voi, quisquilie. Ma la comunica- molte congetture strumentali sulla civile e “incivile”. Ennesima sconfitta
zione è tutto soprattutto per i 5S e per nuova vita di Dibba. della politica? Q

L’Espresso 10 dicembre 2017 27


MICHELE SERRA SATIRA PREVENTIVA
tivo di conquistare consensi nell’elet-
torato moderato. Il movimento è
poco attivo, in questo momento, per-
ché impegnato in un animato dibat-
tito interno: alcuni iscritti sostengo-
no che il nome non è adatto, e potreb-
be sembrare in contrasto con gli
obiettivi politici.

ALLARME! ARRIVA I ragazzi del Reich Frazione estremi-


sta dei circoli neonazisti che a Varese,
ogni anno, festeggiano il compleanno

LA WÜRSTEL JUGEND di Hitler. I ragazzi del Reich ritengono


troppo debole l’azione politica fin qui
messa in campo, e dunque hanno de-
ciso di festeggiare, oltre al complean-
no, anche l’onomastico di Hitler, più i
Ecco un censimento della variegata compleanni di Rommel, Eva Braun e
Goering, più un paio di date scelte a
galassia neonazi. Dai Veneto Skinheads caso che servono a non sciupare la ri-
serva di birra e panini, ammortizzando
fino ai temibili Sigfrido-Catanzaro i costi. Espulso dal movimento, con
l’accusa di qualunquismo, un militante
Come è composta la galassia del na- Veneto Skinheads Formato da soli che proponeva di festeggiare il com-
zifascismo italiano? Le autorità stan- veneti non per spirito di discriminazio- pleanno delle gemelle Kessler.
no monitorando uno per uno i gruppi ne, ma perché sono gli unici in grado di
più attivi, dai veneti di Veneto Skinhe- comprendere i comizi del leader, Bepi Würstel Jugend Popolare soprattutto
ads ai lombardi di Lealtà-Azione fino Oselin. I principi politici fondanti del tra i camerieri e le cameriere dell’Okto-
ai calabresi di Sigfrido-Catanzaro, movimento sono due: la rasatura quo- berfest, il gruppo si batte per la diffusio-
convinti di essere discendenti dei Ni- tidiana dei capelli e una proposta di ne del würstel in tutto il mondo. Anno-
belunghi e nemici giurati degli ebrei e legge che dimezzi le tariffe dei barbieri vera anche una componente vegana, che
dei cosentini. e abbassi l’Iva sulle lamette da barba. Il si nutre di würstel di soia e di würstel di
loro ideologo, Oselin, è un batterista canapa. Questi ultimi possono essere
Lealtà-Azione Il nome è stato deciso amante di Wagner. Accusa gli ebrei di indifferentemente mangiati o fumati.
per sorteggio: in un primo momento avere distrutto le numerose partiture
il gruppo doveva chiamarsi Leal- per batteria scritte da Wagner. Nel suo Rottweiler È il gruppo filonazista in
tà-Onore-Devozione-Coraggio-Fed- pamphlet, “Contro il negazionismo”, assoluto più temuto dalla Digos. Rami-
e-Nazione-Azione-Fazione-Eroi- Oselin spiega che la Shoah è un fatto ficato sull’intero territorio nazionale,
smo-Padre-Lotta-Sacrificio e Ginna- reale, ma da considerare con favore. aggressivo, sordo a qualunque tentati-
stica, ma il codice fiscale sarebbe L’attività politica prevalente è fare irru- vo di dialogo, secondo uno studio re-
stato troppo lungo e dunque, su sug- zione nelle associazioni pro-immigrati, cente i suoi componenti non sarebbero
gerimento dell’Ufficio delle Imposte, come è avvenuto a Como. Il giorno in grado di decifrare neppure un testo
si è optato per due elementi estratti a stesso i militanti del movimento aveva- elementare in lingua italiana, e neppu-
sorte, Lealtà e Azione. Il fondatore è no fatto irruzione, per errore, anche in re di accedere al web. Il gruppo è for-
Ugo Bamba Sprengel, un italo-au- un elettrauto, leggendo un proclama mato esclusivamente da rottweiler
striaco amante delle uniformi e del contro il mondialismo al proprietario, maschi tra i tre e i sette anni, con col-
loro contenuto, poi espulso dal movi- che si è detto poco interessato all’argo- lare chiodato, più qualche pittbull
mento con motivazioni omofobe e mento. Resisi conto dell’errore, hanno sbandato. La grande pericolosità dei
sostituito da Adolf Kappler, che però messo a tacere l’episodio. Gli skinheads suoi membri, secondo indiscrezioni
nessuno ha mai visto di persona e di Veneto Skinheads hanno significati- del ministero degli Interni, potrebbe
pare sia solamente un prestanome, ve ramificazioni politiche: Veneto Bu- comunque essere fortemente mitigata
scelto per non dare nell’occhio. Il dweiser, Veneto Spritz e Veneto Barbe- da un massiccio uso di crocchette e di
movimento è molto attivo nel Vare- cue. Questi ultimi si contraddistinguo- ossi di gomma.
Foto: Filippo Milani

sotto e nel Comasco. Il suo obiettivo no per l’inclinazione alla piromania.


è essere sempre più influente nel Va- Casa Pound Si batte per l’adozione
resotto e nel Comasco, con possibili Sterminio e distruzione È una scis- della sterlina come moneta unica
azioni di proselitismo fino a Lecco. sione di Forza Nuova, nata nel tenta- mondiale. Q

L’Espresso 10 dicembre 2017 29


PRIMA PAGINA Esclusivo

Un ’68
alla
rovescia
Il voto ai diciottenni fu
una rivoluzione. Ma oggi
i ragazzi riflettono il vuoto
della politica degli adulti
nazionalismo, esoterismo e richiami a
movimenti fascisti di novant’anni fa.
Sono i nuovi tazebao studenteschi, nel
cuore dell’università fondata da padre
Agostino Gemelli che fu culla del catto-
licesimo sociale e progressista, fucina di
classe dirigente, da Fanfani a Prodi, ma
anche scintilla del Sessantotto milanese,
partito dall’occupazione della Cattolica
di MARCO DAMILANO ad opera di uno studente umbro destina-
to a farsi conoscere, Mario Capanna.

Q
ualche giorno fa, invitato per costruire un altro, più alto, in grado Sono passati cinquant’anni dopo,
per un convegno all’uni- di raggiungere il Cielo». Era firmato dal mezzo secolo da quei formidabili anni, lo
versità Cattolica di Mila- Cuib d’Avanguardia, formazione di stu- stesso spazio che separava la fine della
no, sono stato attirato da denti che accoglie le matricole classe ‘99 prima guerra mondiale dall’anno della
Foto: Afp / Getty (3), Getty (6), Agf (3), Olycom

un manifesto nel cortile con un richiamo ai trisavoli di un secolo contestazione. In tutto l’Occidente sta
dell’atene o, accanto prima, caduti per la patria nella Grande per cominciare l’ennesima auto-celebra-
all’ingresso nell’aula ma- Guerra. Sul muro accanto c’erano i ma- zione dell’epica sessantottina: gli ex con-
gna. Conteneva un pro- nifesti della Comunità antagonista pada- testatori, oggi saliti in cattedra, dopo aver
clama di Corneliu Zelea na-studenti indipendentisti, che esalta- attraversato la rivolta degli anni Settanta,
Codreanu, il fondatore no «i crociati in Siria», l’assedio di An- il riflusso degli Ottanta, il potere (anche
dei legionari rumeni negli tiochia del 1097 che portò, si legge, «ad senza immaginazione) dei Novanta, fino
anni Trenta del Novecento: «Noi uccide- una delle massime vittorie dei paladini di al ripiegamento nel perbenismo borghe-
remo un mondo in noi stessi. E lo faremo Cristo sulle milizie infedeli». Un misto di se dei nostri tempi che agli occhi dei ra-

30 10 dicembre 2017 L’Espresso


DAL 2000 AL 2018

gazzi di oggi li fa apparire esattamente questa età creativa porta con sé». In quei dei diciottenni di oggi, in un’inchiesta
come gli ex garibaldini o gli ex partigiani giorni, sui giornali, c’era la notizia che la nelle scuole di grandi, piccole e medie
di fronte alle generazioni successive. produzione industriale era precipitata a città, con le domande proposte da noi ma
Intanto, la Generazione Zero, quella meno 14 per cento rispetto all’anno pre- gestito dagli studenti stessi con lo stru-
nata nell’anno di inizio secolo e millen- cedente. Una crisi drammatica, eppure i mento della rete. Con qualche risultato
nio, il 2000, si avvicina alle elezioni, il ragazzi non sembravano avvertirla. I sorprendente. Ritorna la famiglia come
primo voto della vita. E nessuno ricorda debuttanti al primo voto alle ammini- principale fonte di informazione e di
più che anche il diritto di elettorato pas- strative del 1975 furono tre milioni e influenza sui ragazzi. I primi punti di
sivo e la maggiore età furono, nel 1975, scelsero per il cambiamento. L’effetto fu un’ideale agenda politica sono la crescita
una conquista dei movimenti giovanili il più imponente spostamento a sinistra economica e la lotta alla corruzione, un
di quegli anni. «È indubbio che l’esten- dell’elettorato nella storia repubblicana, mix di sviluppismo e di legalitarismo,
sione del voto ai diciottenni, votata ieri con il Pci di Enrico Berlinguer al massi- non esattamente chiedere l’impossibile.
dalla Camera, sia anche conseguenza mo storico dei voti e alla guida di tutte le I diritti civili o l’uguaglianza delle oppor-
della lotta iniziata con la contestazione principali città italiane. Ma anche, alle tunità arrivano molto dopo, come lo ius
nel 1968-1969 nelle Università e nelle elezioni politiche di un anno dopo, l’in- soli e la chiusura delle frontiere, i nuovi
Medie superiori e poi con l’imposizione gresso in Parlamento del Partito radica- opposti estremismi. C’è lo scarso entu-
della loro presenza sempre più viva in le e delle formazioni di estrema sinistra siasmo sulle preferenze elettorali. E la
svariate organizzazioni», commentò in nate dal ‘68. tentazione, fortissima, di disertare le
prima pagina l’8 marzo 1975 “La Stam- Ora siamo alla vigilia di un nuovo voto. urne, di non andare a votare, neppure per
pa” che riportava anche un discorso del Nell’anniversario dei moti sessantotte- la prima volta.
presidente del Consiglio in carica, Aldo schi, vanno a votare i nati nel Duemila. È un ‘68 alla rovescia. E per una volta i
Moro: «La politica dovrà riuscire a par- Nelle pagine che seguono L’Espresso ha diciottenni che si raccontano in questa
lare con i ragazzi di 18 anni, rispettando raccolto i desideri, le ambizioni, le paure, intervista collettiva non appaiono né
il patrimonio di verità e di speranza che le inquietudini e le preferenze elettorali come ribelli desiderosi di uccidere i

L’Espresso 10 dicembre 2017 31


Esclusivo PRIMA PAGINA
padri e di rottamare la generazione e la lunga crisi economica. La Genera- scompaiono e sopravvivono solo i bam-
precedente, e neppure come apati- zione Zero ha vissuto l’arrivo dell’euro bini, destinati a finire quando saranno
ci, svogliati, sdraiati, indecifrabili per i e la fine del sogno europeo con la Brexit. diventati grandi.
loro genitori cresciuti dell’età dell’im- L’elezione alla Casa bianca di Barack Più che denunciare la disaffezione
pegno. Ma sono anche molto diversi dai Obama e quella di Donald Trump. La degli Zero, c’è da rallegrarsi che in
loro fratelli appena più grandi, i vittoria dell’Italia ai mondiali di Ger- questa situazione resista ancora una
20-30enni, i millennials da ostentare mania del 2006 e l’eliminazione dalla riserva di spirito civico. Non tutti i
come trofei di caccia sui palchi delle fase finale per la prima volta dopo ses- ragazzi si sono già arruolati, in una
convention pre-elettorali, merce pre- sant’anni. Le primavere arabe e l’Isis. Le ricerca di senso, tra le bandiere abbru-
giata nel prossimo torneo del voto. I dimissioni di un papa e l’elezione di un mate e le scuole di neo-fascismo che
diciottenni, i ragazzi della Generazione pontefice venuto dalla fine del mondo. occupano il vuoto lasciato dalla poli-
Zero, sembrano semmai una copia Il delitto senza colpevoli di Giulio Re- tica dei grandi. E il cosiddetto mondo
conforme dei loro padri e madri. Con- geni al Cairo. adulto deve abbandonare ogni pater-
dividono frustrazioni e debolezze, Sulla scena politica italiana si sono nalismo, quello di chi li vuole sempre
chiusure e rivendicazioni. Vivono im- alternati Silvio Berlusconi e Romano a casa e quello di chi li vuole sempre in
mersi in quella che l’ultimo rapporto Prodi, poi i tecnici di Mario Monti, e piazza, perché la favola non parla del-
Censis ha definito «l’età del rancore»: infine i nuovi Beppe Grillo e Matteo la generazione Zero, ma degli adulti,
«un sentimento che nasce da una con- Renzi. Leadership che si presentavano del Paese e di cosa siamo diventati. E
dizione strutturale di blocco della mo- come eterne o innovative sono arrivate c’è da rispettare «il patrimonio di ve-
bilità sociale, che nella crisi ha coinvol- in modo rapido alla consumazione di rità e di speranza che questa età crea-
to anche il ceto medio, oltre ai gruppi se stesse. Alcuni di loro si preparano ad tiva porta con sé», come diceva quel
collocati nella parte più bassa della pi- affrontarsi nella campagna elettorale politico antico, sensibile. Q
ramide sociale». «Di fatto», prosegue
il Censis, «l’ascensore sociale blocca-
to è un componente costitutiva della I millennial sono ostentati
psicologia dei millennials, permeata
dalla convinzione che le opportunità
di crescere socialmente sono davvero
sui palchi elettorali come
poche: l’87,3 per cento di loro pensa
che sia molto difficile muoversi verso trofei di caccia, dote
l’alto nella scala sociale e il 69,3 per
cento che al contrario sia molto facile
scendere verso il basso».
pregiata in vista delle urne
Nessuna possibilità di salire e molte
probabilità di scendere, è l’angoscia che sta per cominciare, su temi molto
della società italiana, che i millennials, lontani. La commissione parlamentare
e ancor più i diciottenni, portano nella sulle banche si è trasformata, com’era
loro giovane biografia. I nati nel 2000 prevedibile fin dall’inizio, in una resa
sono stati concepiti nel 1999, nell’anno dei conti su Banca Etruria tra il Pd di
dell’eclissi totale di sole, tutti con un Renzi e di Maria Elena Boschi e un
pezzo di vetro affumicato davanti agli pezzo di establishment, rappresentato
occhi l’11 agosto di quell’anno, a cerca- da via Nazionale e da Banca d’Italia. In
re la sfera oscurata, nella vigilia del piazza i sindacati e la nuova sinistra
Duemila segnata dal panico per il mil- tornano a sfilare contro l’innalzamento
lennium bug che si temeva avrebbe dell’età pensionabile, che per un ragaz-
bloccato tutti i sistemi informatici del zo di diciotto anni quanto la riforma
globo. Non successe nulla di catastro- fiscale del centrodestra: nulla.
fico, il bug doveva arrivare nei mesi e In un deserto di rappresentanza che
negli anni successivi: il G8 di Genova parte dalla scuola, come scrive Massi-
del 2001 con la macelleria messicana mo Cacciari, il primo incontro dei ra-
della scuola Diaz, l’attentato dell’11 gazzi con le istituzioni, il pubblico, lo
settembre alle Torri Gemelle, lo Tsuna- Stato, il luogo della partecipazione che
mi nel Pacifico durante le vacanze di negli ultimi anni si è capovolto nel suo
Natale del 2004, il terremoto dell’Aqui- opposto: una landa ostile, una terra di
la nel 2009, gli attentati di Madrid, nessuno, un panorama di macerie e di
Londra, Parigi, Barcellona come un rovine, come la regione (la Sicilia) rac-
Foto: Alinari

rosario di lutti infiniti, le guerre in Af- contata da Niccolò Ammaniti in “An- Manifesti elettorali del 1975, anno in cui
ghanistan e in Iraq. La crisi finanziaria na” del 2015. Nel romanzo gli adulti per la prima volta votarono i diciottenni

L’Espresso 10 dicembre 2017 33


PRIMA PAGINA Esclusivo

Ho diciotto
e finalment
(non) voto
di Elena Testi

L
a rete di WhatsApp si at- difficile e con gente sconosciuta». Da stata bandita. «Ci dicono che dobbiamo
tiva. Il link del sondaggio nord a sud, attraversando il centro Italia, prima pensare a noi stessi e impegnarci
passa veloce di smartpho- la Generazione Zero che nel ’18 arriva nella realizzazione della carriera profes-
ne in smartphone tramite alla maggiore età di fronte al primo voto sionale», confida un ragazzo che vuole
il meccanismo dell’inter- appare disorientata, distratta, lontana, rimanere anonimo perché schierarsi
connessione dati. I ragaz- nonostante i politici parlino sempre più contro i professori «non è intelligente».
zi iniziano a compilare le come loro: in digitale. Tweet, post Face- La politica viene vista come qualcosa di
domande. Nel rimbalzo book e video su Youtube non lasciano sbagliato, a volte anche pericolosa, in
delle opinioni il Pd diven- memoria di volti e contenuti. E il distac- ogni caso inutile. Storie di volantini se-
ta un partito di destra, il co non dipende solo dai ragazzi. questrati perché politicizzati. Racconti
Movimento 5 Stelle è Da Trento arriva solo una manciata di di ragazzi lasciati fuori dall’istituto per-
espressione di sinistra, a Matteo Salvini voti. «Il sondaggio è stato vietato dalla ché intenti in qualche campagna. Nel
si preferisce Silvio Berlusconi, pur rima- preside», ammette mortificato uno dei gruppetto di studenti davanti alla scuola
nendo convintamente di Lega Nord. E c’è rappresentanti. Un no che aiuta a com- del centro di Roma si allarga e le voci si
chi si arrende davanti alla moltitudine di prendere come nell’istituzione Scuola la alzano di tono: «Ci sono professori
nomi, perché «non so votare, è troppo dialettica politica negli ultimi anni sia che ci dicono che i politici fanno

Le elezioni. La famiglia. Gli amici. 1.500


neomaggiorenni rispondono alle domande
dell’Espresso. Chi sono e cosa vogliono
34 10 dicembre 2017 L’Espresso
anni
e
Sì No
59,7% 40,3%

Andrai a votare?
L’Espresso 10 dicembre 2017 35
PRIMA PAGINA Esclusivo
Così hanno partecipato tutti schifo». «La scuola ci vuole
lontani dalla politica», si intromette
un ragazzo con lo zaino calato sulla spal-
all’indagine via chat la. Si parla del Virgilio, la storica scuola
romana finita in prima pagina dopo la
denuncia di preside e professori su scor-
Non si sentono rappresentati. Il 40,3 percento non prova neppure il ribande di ragazzini dediti a sistemi ma-
fascino del primo voto e non andrà alle urne. Uno su due dichiara di non fiosi e uso di droghe. «Da me è cascato
gradire nessun leader politico. Interrogati sulle priorità rispondono: un pezzo di tetto, mi pare ben più peg-
crescita economica e lotta alla corruzione. La generazione Zero dice quel giore, tutto ‘sto casino nessuno l’ha fat-
che pensa della politica, compilando un link, appositamente creato da to». «In tutte le scuole durante le occu-
L’Espresso su un Modulo Google, rispondendo a nove domande con un pazioni c’è qualcuno che fa sesso», dice
passaparola via chat per un mese, dal primo al 30 novembre. Non ha il un altro facendo riferimento al fantoma-
valore scientifico di un sondaggio, è un’inchiesta condotta tra 1500 tico video hard mai trovato. Hanno vo-
ragazzi di 18 anni che dialogano tra loro. glia di raccontarsi, di dire cosa pensano
Perennemente interconnessi. Figli del digitale e del web 3.0. Capaci di e di condividere i loro problemi: «Adesso
parlare in HyperText Markup Language (HTML). Eppure sono il perfetto ad esempio c’è chi si droga con collutto-
duplicato del mondo adulto. Il 40,3 percento di loro dice che non ha rio e Sprite oppure con gli psicofarmaci».
alcuna intenzione di votare mentre il 59,7 è convinto che sia necessario Suona la campanella e il gruppo si dissol-
per migliorare il Paese. Una tendenza uguale in tutte le città, eccezione ve, come si dissolvono gli schieramenti,
fatta per L’Aquila dove ben il 70 percento dei ragazzi che hanno di destra o di sinistra.
partecipato all’inchiesta annuncia di voler restare a casa, convinti che la «Credere, obbedire e combattere -
ricostruzione post-terremoto della loro città sia il segno che questa Italia Obbedire al nostro superiore, credere
non può cambiare. negli ideali, rispettare gli orari. E ancora:
Su le preferenze per i partiti il Pd raccoglie il 28,2 percento, al secondo
non presentarsi alle riunioni sotto l’effet-
posto il Movimento5Stelle con il 19,6. Seguono Forza Italia 13,5, Lega
to di sostanze stupefacenti, non tradire i
Nord 7,5, Fratelli d’Italia 6,4. Se votasse solo questo campione
camerati, ascoltare prima di prendere la
entrerebbe in Parlamento la destra più estremista, visto che Casa Pound
supera il 4,7. La Sinistra Italiana arriva, invece, al 10.3 e Mdp-Articolo 1 si
parola». Le regole sono scritte in un
attesta al 5.1.
quadretto appeso in un muro scrostato.
Tra i capi di partito Matteo Renzi resta un leader che divide in due: il 13,8 Bisogna salire una stretta scala di legno
lo apprezza, il 24,4 lo considera il leader peggiore d’Italia, dopo solo a per accedere al piccolo soppalco. L’unica
Matteo Salvini che si aggiudica un 32,5. Silvio Berlusconi è il secondo cosa che si volta verso sinistra qui dentro
per gradimento con il 11,6. Il più giovane dei leader Luigi Di Maio è amato è lo sguardo, per vedere le foto, perfetta-
solo dall’9,7 percento. mente incorniciate, di Giorgio Almiran-
Tra partiti che salgano e leader messi in discussione, la generazione Zero te, Gabriele D’Annunzio, J.R.R. Tolkien
ne rottama decisamente alcuni: Massimo D’Alema e Angelino Alfano. e Charles Baudelaire. Tutti uniti in un
Nessuno li ama e in pochi affermano di non gradirli, perché figure politiche solo grande mito: il fascismo sdoganato.
di un mondo che non li riguarda. «Noi crediamo nella destra identitaria e
Ma la verità è che non si sentono rappresentati dagli esponenti di partito, sociale». Gabriele Sgueglia, 21 anni,
visto che il leader che piace di più è “nessuno di questi”. Il motivo è da iscritto alla facoltà di Scienze Politiche di
ricercare anche nella loro agenda politica. Ius Soli e chiusura delle Firenze, nella rossissima Pistoia ha rac-
frontiere sono visti come problemi marginali. Le priorità sono la crescita colto 388 preferenze ed è stato eletto
economica, la lotta alla corruzione e maggiori risorse all’istruzione, segue consigliere comunale di Fratelli d’Italia,
uguaglianza di opportunità. In molti dicono di informarsi in rete, ma la gran il partito di Giorgia Meloni, alle ultime
parte di loro si sente politicamente influenzata dalla famiglia, poco conta elezioni comunali, quando per la prima
il giro di amici che fa la differenza solo nel 9,8 percento. Il 7,3 legge i volta nella storia repubblicana è stato
giornali, pochissimi invece partecipano attivamente alla vita eletto un sindaco di destra. È lui il giova-
associazionistica. Ecco il viaggio effettuato a bordo di un clic. E. T. ne leader che guida i ragazzi di Azione
Studentesca di Pistoia, il movimento

Nella Generazione Zero avanza la destra


e CasaPound supererebbe il quorum.
Ma cresce anche l’area a sinistra del Pd
36 10 dicembre 2017 L’Espresso
nato nel 1994 dalle ceneri di “Fare Fron-
te”, l’organizzazione studentesca del Mo-
vimento Sociale Italiano. Non è immune
Da cosa ti senti più influenzato?
al contagio Firenze, roccaforte delle sini-
stre vecchie e nuove, madre della Leopol- %
da e culla del renzismo. Qui A.S, insieme Famiglia 31,4
a Cassagì, ha conquistato la consulta Rete 21,9
studentesca con 18mila preferenza, Televisione 12,9
prendendo 18 seggi su 58, e presentando Scuola 11
un programma che non lascia spazio a Amici 9,8
fraintendimenti: «La campagna cultura- Quotidiani 7,3
le proposta dal Movimento ha un titolo
Associazioni 5,7
chiaro: “Tutto per la Patria”. Un segnale
forte, che avrà risonanza nazionale: la
destra avanza, si radica e vince».
Nella piccola sede di Pistoia si incon-
trano una volta a settimana. «Ci confron-
tiamo e parliamo dei personaggi che
hanno fatto la storia», spiega Gabriele tra
il consenso dei presenti. Il culto della
memoria mescolato alle regole. I piccoli
camerati arrivano uno alla volta. Si salu-
tano come legionari con la stretta di
mano romana, si siedono a cerchio e
parlano di politica, di questa Italia e dei
loro avversari: «I moderati di destra e la
sinistra che non ci lascia spazio nel dia-
logo e ci stigmatizza come fascisti».
Ogni componente paga una quota di
10 euro mensile per l’affitto della sede.
Poi ci sono le pulizie, il volantinaggio
nelle scuole dove si cercano nuovi ade-
renti e la spesa da portare alle famiglie.
«Io dico sempre che prima di parlare Quali sono le priorità per l’Italia?
devono aspettare un anno perché biso-
gna capire». Gabriele ha la consistenza %
di un politico di professione: «Noi non Crescita economica 26,3
crediamo nel fascismo, crediamo nella Istruzione 21,6
destra. Il culto di Mussolini appartiene al Lotta alla corruzione 19
passato, dobbiamo guardare al futuro».
Una piccola pausa: «Io ad esempio sono Uguaglianza di opportunità 12,1
per i matrimoni gay, per un’accoglienza Chiusura delle frontiere 7,3
senza speculazioni e per l’Europa unita e Maggiore integrazione europea 4,8
forte». Rifiutano l’uso della violenza, al- Diritti civili 4,3
meno così dicono. Ius Soli 1,6
Via Gela, Roma. Liceo Ginnasio Au- Nessuno di questi 3
gusto. Qui Blocco Studentesco, movi-
mento espressione di Casa Pound, ha
tentato di conquistare la rappresentanza
candidando due ragazze di secondo su-
periore. Si è conclusa con una manciata
di voti alla lista, nonostante in Italia l’a-
vanzata sia iniziata da tempo in modo
massiccio a Verona, Varese, Lecce, Noto,
Fermo, Chieti, ma anche Isernia e Asco-
li Piceno. Il meccanismo è sempre lo
stesso. Blocco Studentesco ha delle

L’Espresso 10 dicembre 2017 37


MASSIMO CACCIARI

ORFANI DELLA SCUOLA


Che i nostri non siano più paesi per pensano possa darsi altrimenti senza eccezione alcuna, a
giovani, è un ritornello ormai antico. sviluppo economico, in un paese prescindere dalla diversità dei regimi,
Se si trattasse tuttavia soltanto di in cui il numero degli ultra considerato il processo formativo
disoccupazione e precarietà, da un sessantacinquenni, e cioè dei come il perno della propria strategia.
lato, e aumento vertiginoso della pensionati, continua a crescere e Dove i giovani dovrebbero oggi
popolazione anziana, dall’altro, la bambini non se ne fanno più? Che i imparare a discutere seriamente, con
situazione sarebbe drammatica, ma padri, che non sanno approvare lo ius competenza, degli stessi problemi
non ancora tragica. Se la nuova soli e anelano ad alzare barricate che prima abbiamo ricordato, se non
generazione soffrisse soltanto per la contro il destino, non lo intendano, è in una vera scuola? Dove formarsi,e
propria condizione di dipendenza cosa umana, troppo umana. Il vecchio cioè armarsi davvero per affrontare
economica e marginalità politica, sopravvive come i “valori” di cui è quelle sfide globali? La casa,l’oikos,
nulla impedirebbe che da essa si portatore; è conservatore per forza. non sarà mai la città, la civitas, quella
esprimessero anche linee, voci, Ma se il giovane vi rimane città che diviene sempre più vasta
presagi di un giovane futuro, davvero abbarbicato si suicida. E qui entra in e complessa, e che è quella in cui
autonomo rispetto ai fallimenti dei ballo la scuola. Manca ormai anche i giovani di oggi dovranno, volenti-
padri. Sembra che anche questa bella l’idea - in Italia in particolare - che la nolenti, abitare e lottare. Nel web
speranza sia destinata a cedere di qualità, l’energia direi, del processo trovi informazioni, nessuna
fronte alla dura lezione dei fatti. E che formativo decide della civiltà di un comunicazione e nessuna
il futuro che ci attende sia vecchio o popolo e del suo futuro. È risibile formazione. Informazioni utilissime,
decadente come i giorni che supporre che questo processo possa che evitano di perdere tempo.
attraversiamo. Lasciamo perdere i trovare nella famiglia il suo luogo di Dunque, il giovane oggi dispone di più
sondaggi sull’orientamento partitico elezione. La famiglia - anche nella tempo - e avere tempo è primissima
o sulla “simpatia” che destano i sua accezione più tradizionale - garanzia di libertà. Ma saperlo usare
leader. L’offerta è cosi miserevole da rimane, per quanto in crisi sia, è faccenda affatto diversa. Ed è
giustificare ampiamente l’omogeneità un elemento insostituibile della soltanto la scuola che può
delle risposte che vengono da ogni convivenza civile, ma il giovane non insegnartelo. Una scuola che
genere e da ogni generazione. Il potrà mai trovare in essa quel luogo sottoponga a spietato vaglio critico
dramma riguarda la scala delle di confronto critico, libero, polemico ogni buono o cattivo senso comune,
priorità, che è specchio invece di una anche, con le idee, la storia, ogni tradizione familistica, ogni
“gerarchia di valori”, e la questione i linguaggi, le tragedie che hanno dogma o credenza tradizionale. Il
dei soggetti che maggiormente generato il suo presente e saranno figlio è forza rigeneratrice. Ma questa
influenzano il processo formativo. determinanti anche per le sue non gli viene dai parenti. Gli viene dal
Possibile che coloro che iniziano oggi possibilità avvenire. Se il giovane modo in cui può e sa formare se
a misurarsi col mestiere di vivere non afferma che è la famiglia in gran stesso negli anni in cui la sua mente
comprendano, anzi non vedano, che i parte a influenzare la sua formazione, si plasma aprendosi agli altri, al
problemi dei diritti, del loro ciò significa che la scuola sta mondo. Periodo essenzialmente
allargamento a nuovi popoli e nuove mancando alla propria missione. Ma scolastico, breve e decisivo. Se oggi
civiltà, di forme efficaci di il fallimento della scuola è il segno soltanto una sparuta minoranza dei
integrazione, rappresenteranno inequivocabile della decadenza di giovani dice di averlo sperimentato,
altrettanti macigni da superare, se un’intera cultura. Tutti gli organismi ciò è l’indice forse più grave
vorranno garantirsi lo stesso politici che vogliono crescere - e non dell’impotenza culturale e politica
benessere economico? Come soltanto nel Pil - hanno sempre, di chi li ha generati. Q

Salvini e Renzi i più antipatici.


Sul leader più gradito stravince Nessuno.
E c’è qualcuno che sceglie Berlusconi
38 10 dicembre 2017 L’Espresso
Esclusivo PRIMA PAGINA
tecniche precise. Sistemi di recluta-
mento, indottrinamento, accesso
immediato dentro un gruppo e uso della
Ti senti di sinistra, centro o destra?
forza. Puntano su ragazzi deboli, gli
emarginati dalla classe. Offrono in cam- %
bio l’identità del clan e la promessa di Sinistra 42,5
essere invincibili. In pochi mesi li cam- Centro 28,8
biano radicalmente. «Iniziano a fre- Destra 28,7
quentare i pub e le palestre di Casa
Pound. È successo anche nella mia clas-
se», racconta Giacomo Santarelli, ex
presidente della consulta studentesca di
Roma. «C’era un ragazzo che non si era
integrato, frequentava un po’ noi ma a un
certo punto è stato avvicinato da quelli di
Blocco, l’ho incontrato alla fine della
scuola un mese dopo. Era cambiato,
sembrava sicuro di sé». E ancora: «Scel-
gono ragazze molto belle da candidare
come rappresentanti d’istituto, solita-
mente fidanzate con qualcuno che milita
in quegli ambienti», spiega Samuele Lu-
cidi, rappresentante degli studenti
dell’Augusto. Se nel centro di Roma ad
aderire sono ancora pochi, nelle periferie
romane riescono a conquistare la fiducia
di molti. La fascinazione passa attraverso
libri scelti che vengono messi sulle mani
dei nuovi aderenti.
Dopo sei mesi l’indottrinamento ha
attecchito. Non sono gli ideali, il fasci-
Non ha risposto a
smo o la paura del diverso. L’estrema
questa domanda chi ha
destra vince sui giovani con l’identità. Il
messaggio che arriva ai cittadini del do- Per chi voterai nel 2018? dichiarato di astenersi
mani è: «Siamo solo noi ad aiutare il
prossimo». E lo fanno mandando questi %
ragazzi a regalare la spesa o spedendoli a Partito Democratico 28,2
“conquistare” condomini “invasi”, a loro Movimento 5 Stelle 19,6
dire, da extracomunitari irregolari.
Forza Italia 13,5
La destra avanza, la sinistra arretra.
«Siamo gli ultimi diciottenni a votare per Sinistra Italiana 10,3
un partito moderato e vicino a esponen- Lega Nord 7,5
ti come Massimo D’Alema», dice Damia- Fratelli d’Italia 6,4
no Moscardini rappresentante del li- Mdp - Articolo 1 5,1
ceo Russell di Roma. Una frase che riflet- Casa Pound 4,7
te le contraddizioni nazionali. «Gli stu- Radicali Italiani 2,7
denti di primo e secondo superiore si
stanno spostando verso movimenti Alternativa Popolare 1
estremisti e populisti». La sinistra ha Forza Nuova 1
posato il megafono tra mille sigle studen-
tesche che raccolgono il consenso solo a
suon di tessere. Si dividono in correnti,
partitini, fazioni, come i loro leader se-
nior. «Ci sono i Future Dem», spiega
Damiano. «Sono quelli che appoggiano
Matteo Renzi, ma con il casino
dell’Alternanza scuola-lavoro non se

L’Espresso 10 dicembre 2017 39


PRIMA PAGINA Esclusivo
si trovano gli indifferenti. Il sentimento

Il Numero che meglio caratterizza i nati nel 2000.

11.614.967 Non conoscono i partiti, non sanno chi


sia il Presidente della Repubblica e guar-
dano il telegiornale perché imposto dai
genitori, se va bene. E la politica studen-
elettori tra 18 e 35 anni tesca si svuota, inchinandosi alle logiche
di mercato. Lo fa con ScuolaZoo, l’azien-
di Lorenzo Pregliasco* da con sede a Milano e fondata da Fran-
cesco Nazari Fusetti e Paolo De Nadei.
Secondo i dati Istat, su 50,7 milioni di maggiorenni residenti nel nostro Due trentenni con uno spiccato senso
Paese solo 11.614.967 (il 23 per cento) hanno meno di 35 anni. Più nume- degli affari che dieci anni fa hanno dato
rosi (13,5 milioni, cioè quasi il 27 per cento) gli over-65, che peraltro “pesa- vita a un’impresa che adesso vale sei zeri.
no” di più, nel dibattito politico e anche nella conformazione dell’elettorato, Nel sito arruolano giovani studenti, of-
perché tendono ad andare a votare di più. Un caso eclatante è quello delle frono loro il kit del perfetto rappresen-
primarie del centrosinistra, in cui l’elettorato è tradizionalmente molto an- tante d’istituto con tanto di volantini,
ziano: per Ipsos il 48 per cento dei votanti al congresso Pd di aprile 2017 adesivi e tutto ciò che serve. Per candi-
era costituito da pensionati, quasi il doppio rispetto a quanto pesano nell’e- darsi basta cliccare su R.I.S, si compila
lettorato complessivo (il 27 per cento). Ma anche da altre consultazioni si un brevissimo questionario dove si scri-
ricavano indicazioni interessanti. Alle politiche 2013, ad esempio, il Movi- vono i dati generali e le proprie motiva-
mento 5 Stelle prevalse largamente nelle fasce più giovani dell’elettorato. zioni. Dicono di voler rivoluzionare la
Secondo lo studio Itanes, ottenne il 44 per cento dei consensi presso i scuola partendo dal “basso” tralasciando
18-24enni e il 38 per cento fra i 25-34enni, a fronte di valori prossimi al il fatto che guadagnano organizzando
10 per cento appena nelle fasce più anziane. Opposta fu la distribuzione feste e viaggi in tutte le scuole dove sono
presenti. Vendono diari personalizzati e
del consenso del Pd bersaniano, confinato a un 17 per cento fra i giovani e
dedicano una pagina a «come copiare
ampiamente oltre il 30 per cento fra i più vecchi. Più recentemente, confer-
senza essere scoperti», con tanto di oro-
me dell’orientamento “anti-sistema” dell’elettorato giovanile sono emerse logio con bigliettino invisibile. Costo 54
dal referendum costituzionale di un anno fa. Nel sondaggio che come Quo- euro. Sul sito lampeggia il banner “il
rum/YouTrend conducemmo per Sky TG24 il giorno del voto, l’81 per cento compagno di scuola di 2.700.000 studen-
degli under 35 ci disse di aver votato “No” alla riforma Renzi. Ma, anche ti”. Con una cartina dell’Italia pubblicata
qui, con una partecipazione al voto inferiore a quella dei “vecchi”. La sul loro sito, in pieno stile Risiko, dicono
nostra analisi stimava infatti l’affluenza fra i 18-35enni al 60 per cento, di avere conquistato un totale di 200
contro il 70 per cento di quella degli over 55. *YouTrend scuole.
La visione che la Generazione Zero ha
della “cosa pubblica” e l’importanza del-
la rappresentanza variano da regione a
la passano bene». Il rosario conti- pito arduo se appoggi il segretario del regione. A Nord la politica non viene
nua: Fronte Gioventù Comunista, Pd». Il tutto nell’indifferenza della mag- vissuta in modo viscerale, Milano e To-
Giovani Democratici, Federazione degli gior parte degli studenti. La sinistra gio- rino non si scaldano se si parla di politica.
Studenti e infine i più apartitici, ma co- vanile, a volte, si desta dal torpore dell’au- Al sud c’è chi invece sfrutta l’impegno nei
munque schierati, la Rete degli Studenti toreferenziale e scende in piazza per parlamentini studenteschi per una flori-
Medi. Giammarco Manfreda, il coordi- protestare come lo scorso 17 novembre da carriera. È il caso di Luigi Genovese,
natore nazionale della Rete, fa chiarezza: dove ha alzato la voce contro l’alternanza eletto tra le fila di Forza Italia e record-
«Si perdono in scissioni e congressi san- scuola lavoro. Lo fa senza falce e martel- man di preferenze nelle ultime elezioni
guinari che dividono. Ad esempio i Fu- lo, senza Che Guevara di sorta e senza il regionali in Sicilia con 21mila persone
ture Dem adesso parlano solo di Ius Soli. mito della ribellione del ’68. Bandiere che hanno scritto il suo nome nel segre-
Per loro non ci sono altri argomenti visto tramontate da tempo, in realtà. to dell’urna. Nel 2013 l’erede di Francan-
che criticare la buona scuola è un com- Tra le minoranze di sinistra e di destra, tonio conquista la consulta studentesca

Molti insegnanti scoraggiano e ostacolano


l’impegno politico. “Piuttosto pensate
a voi stessi e a costruirvi una carriera”
40 10 dicembre 2017 L’Espresso
di Messina appoggiato dalla Federazione
degli Studenti, movimento politico
espressione del Pd. Inizia a girare la re-
Quale di questi politici ti piace di più?
gione con un unico intento: farsi cono-
scere. Di quel proficuo anno su Facebook %
non c’è più traccia, fatta eccezione per il Matteo Renzi 13,8
13 dicembre, il giorno della vittoria. Silvio Berlusconi 11,6
All’epoca alcuni studenti criticarono la Luigi Di Maio 9,7
gestione dei fondi in mano al piccolo Matteo Salvini 7,2
Genovese. Ma la storia si chiuse ben Giorgia Meloni 4,6
presto e dei bilanci dell’epoca non si Emma Bonino 3,6
chiese più nulla.
Giuliano Pisapia 2,1
«Sono stato picchiato tre volte», dice
orgoglioso Alessandro Fusco, il presi- Simone Di Stefano 1,4
dente della consulta di Napoli. «I metodi Massimo D’Alema 1
camorristici sono dentro la mente delle Angelino Alfano 0,4
persone e per far capire che uno conta Nessuno di questi 44,6
bisogna picchiarlo». È alto un metro e
sessanta, la barba non è ancora spuntata
sul volto magro e allungato. Appare ap-
passionato, serio e ambizioso: «Sono
stato picchiato perché non riuscivano a
prendere più voti di me, non sapevano
come fare e hanno deciso di usare la
violenza».
A Napoli gli schieramenti non esisto-
no più e la Generazione Zero, se vota,
«sceglie Movimento 5 Stelle perché stan-
ca». M5S è presente in tutta Italia, pur
avendo rifiutato di dar vita a un’associa-
zione partitica all’interno delle scuole,
nonostante i suoi fondatori siano nati
proprio in questo modo. Nessuna strut-
tura, nessuna organizzazione, ma solo
Quale di questi politici ti piace di meno?
ragazzi che si autogestiscono senza il
partito alle spalle. Su Roma esprimono %
un pugno di candidati, niente di più. I Matteo Salvini 32,5
giovani a cinque stelle preferiscono im- Matteo Renzi 24,4
pegnarsi sui municipi, rifiutando l’impe-
Silvio Berlusconi 13,8
gno nell’istituzione Scuola. E nel resto
d’Italia la situazione non cambia. Luigi Di Maio 7,1
Più che l’antipolitica prevale una vita Angelino Alfano 4,9
senza politica. In cui il voto non è più un Simone Di Stefano 2,6
obiettivo che segna il debutto sul palco- Massimo D’Alema 2,5
scenico della democrazia. I ragazzi della Giorgia Meloni 2,4
Generazione Zero condividono, almeno Emma Bonino 1,2
in questo, il distacco dei loro genitori. E
Giuliano Pisapia 0,8
la destra che avanza senza ostacoli, la
sinistra che dialoga solo con se stessa, per Nessuno di questi 7,8
poi dividersi, gli imprenditori che tra-
sformano il disinteresse in affare. E il ri-
torno nelle preferenze di Silvio Berlusco-
Questi grafici illustrano
ni che diciotto anni fa preparava il suo un’indagine svolta in Rete
ritorno al governo, oggi come allora. dal 1° al 30 novembre
Eppure i ragazzi, scettici, disillusi, fanno tra 1500 neodiciottenni.
Non è un sondaggio
il suo nome tra i leader da preferire. Nel rappresentativo
deserto della politica. Q con valore statistico

L’Espresso 10 dicembre 2017 41


Esclusivo PRIMA PAGINA
Segno di una fiducia molto ostentata, ma forse
MARCO FOLLINI non altrettanto convinta, nel proprio destino.
Poi ci sono, appunto, i segnali di ritirata. E non
appena ad esempio Alessandro Di Battista annuncia
che non si candiderà, piovono gli apprezzamenti
anche da parte di chi la pensa politicamente
all’opposto. Gli stessi che forse

Battere
andrebbero riservati a qualcuno
degli altri più attempati notabili
-Rosi Bindi, Anna Finocchiaro,
ad esempio- che hanno già
annunciato, anche loro, di non

e levare
volersi riproporre. Tutti segnali
di un certo distacco dal potere,
in una nobile gara a mostrarsi
capaci di astinenza dagli eccessi
della “vitamina p”.
Esiste insomma una modalità
ul campo di battaglia della prossima “on” che impone di procedere a tutta birra, senza

S
campagna elettorale risuonano, quasi esitazioni, con le bandiere al vento e un’inossidabile
contemporaneamente, squilli di tromba certezza di vittoria. Ed esiste all’opposto una modalità
e segnali di ritirata. “off”, che suggerisce un generoso distacco, e
Gli squilli di tromba, s’intende, sono all’occorrenza un dignitoso ritiro sotto la tenda
quelli che si sentono più forti. Le discese in attesa di tempi più propizi. Come se si potesse
in campo -le vecchie e le nuove, i scegliere solo tra questi due estremi: il generale
proclami di vittoria, gli inni di guerra. a cavallo con la spada sguainata o l’anacoreta
Se una volta la politica cercava di che predica scalzo nel deserto.
mimetizzarsi, di non dare nell’occhio, perfino di non Peccato che queste due figure esprimano due idee
inorgoglirsi troppo di sé, ora invece dispiega le sue sulla politica che risultano essere agli antipodi. Da un
bandiere in un trionfo di parole d’ordine assertive e lato l’idea profetica tipica di leadership che si sentono
qualche volta perfino baldanzose. Tutti proclamano straordinariamente sicure di sé. Dall’altro un costume
immancabilmente di godere dei favori del pronostico, quasi monacale che suggerisce il basso profilo
e tutti si mostrano convinti di poter raggranellare e implica rinunce e passi indietro.
qualche voto in più solo a condizione di proclamarsi Ne vien fuori un ritratto curioso della nostra attuale
grandi favoriti. classe politica. Per un verso convinta quasi
Sbiadiscono i ricordi dei vecchi democristiani trionfalisticamente delle proprie sorti magnifiche
e comunisti che si premuravano di non impaurire e progressive. E per un altro verso ansiosa invece di
gli elettori incerti, e si prodigavano nel cercare fare penitenza attraverso la propria rinuncia agli allori
di conquistarli con parole rassicuranti, pronunciate parlamentari e alle poltrone ministeriali. Come se la
con una sorta di furbesca timidezza. In compenso politica diventasse nobile e degna solo a condizione
affiorano le metafore sportive, e i più stentorei di vincere oppure di farsi da parte, risolta sempre
proclami di autostima. Non c’è mai un’incertezza, in un gesto eclatante, senza mai concedere nulla
una problematicità nel parlare di sé. La modestia non al grigiore della fatica e alle tecniche di sopravvivenza
compare tra le virtù dei leader d’oggigiorno -neppure che una volta andavano (fin troppo) di moda.
quella falsa e di pura circostanza. Nel dubbio su quale fosse la strada da prendere la
Agli elettori si offre generosamente di salire saggezza degli antichi suggeriva di percorrere prudenti
sul carro del vincitore. Se mai si trattasse invece vie di mezzo. La furbizia dei contemporanei sembra
di chiedergli di condividere una difficoltà, oppure invece volerle percorrere tutte e due, a giorni alterni,
un’incertezza, sarebbe meglio non metterlo alla prova. senza curarsi troppo della loro contraddittorietà. Q
Foto: M. Chianura - Agf

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EUROPA I giorni neri dello spread
Sei anni fa l’istituto tedesco mosse miliardi.

I
talia affondata, scommessa fi- Nicolas Sarkozy s’incontrano a Deau- piano di tagli della spesa pubblica e ri-
nanziaria vinta. Ovvero: ecco co- ville, in Normandia, dove stringono duzione del debito. Ed è proprio in quel
me la più grande banca tedesca ha un patto che per i sostenitori dell’Eu- contesto, due settimane dopo la telefo-
speculato al ribasso sui titoli di ropa unita è una doccia gelata. I due nata della cancelliera, che Deutsche
stato del nostro paese, proprio leader decidono che, in caso di falli- Bank diffonde una notizia choc. Il 26
mentre Roma rischiava di preci- mento di uno dei paesi dell’Unione, luglio 2011, infatti, la maggiore banca
pitare in una tragedia greca. Ri- nessun salvataggio sarebbe stato ten- tedesca pubblica i dati aziendali del se-
dotta all’osso, è questa l’accusa al tato se, prima, i creditori non avesse- condo trimestre. Una tabella mostra
centro di un’inchiesta della Pro- ro accettato di perdere gran parte dei che, tra la fine del 2010 e il 30 giugno
cura di Milano per una possibile mani- loro investimenti. Per le nazioni più 2011, l’esposizione di Deutsche Bank al
polazione del mercato, che potrebbe deboli, quell’accordo è una mazzata. rischio Italia si è quasi azzerata: i titoli
riscrivere una delle fasi più controverse Lo spread, cioè il divario fra i tassi del nostro paese sono precipitati da otto
della storia europea di questi anni. La d’interesse dei titoli più sicuri, come i miliardi di euro a soli 996 milioni. Per i
storia di una massiccia operazione di bund tedeschi, e di quelli più rischio- mercati, il messaggio è chiaro: il colosso
vendita e successivo riacquisto di titoli si, in particolare italiani e spagnoli, si tedesco sta scappando dall’Italia. La
italiani del debito pubblico, per svariati allarga sempre più. Il motivo è logico: sintesi perfetta la fornisce il Financial
miliardi di euro, organizzata dai vertici se anche gli Stati possono fallire, un Times, che annuncia in prima pagina «il
di Deutsche Bank in assoluta segretez- investitore è disposto a rischiare solo drammatico segnale di una fuga degli
za, informando i mercati e i governi con in cambio di rendimenti sempre più investitori internazionali dalla terza
un ritardo ora giudicato sospetto. alti. Che corrispondono a interessi economia dell’Eurozona».
Non c’è dubbio che i giorni nei qua- passivi sempre più gravosi per i paesi Molti retroscena di quei fatti sono
li si svolsero i fatti, ora contestati ai più indebitati, come l’Italia. stati ricostruiti da un’indagine della
manager del colosso tedesco in carica In quei mesi a Roma il problema è Procura di Trani, che di recente è stata
nel 2011, l’anno più nero della crisi per aggravato da una situazione politica di trasferita a Milano dalla Cassazione, per
l’Italia, siano stati tra i più difficili e estrema fragilità. Nell’estate 2011 il go- motivi di competenza, su richiesta dei
tormentati nella vita dell’Unione eu- verno di Silvio Berlusconi è costretto a difensori della banca tedesca. Ora i ma-
ropea. L’esplosione del debito della preparare una drastica manovra finan- gistrati milanesi continuano a indagare
Grecia aveva suscitato già dal 2009 ziaria proprio mentre la maggioranza in per approfondire il quadro accusatorio
dubbi sempre più profondi sulla stes- parlamento va sgretolandosi. È la stessa già delineato a Trani, che ruota attorno
sa sopravvivenza dell’euro. Nell’otto- Angela Merkel, l’11 luglio, a informare a una serie di date cruciali. La relazione
bre 2010 la cancelliera tedesca Ange- di aver telefonato al premier italiano, per di Deutsche Bank viene pubblicata il 26
la Merkel e il presidente francese chiedergli di approvare al più presto un luglio, ma, come di consueto, riguarda

2011: Deut
44
attacca l’It
10 dicembre 2017 L’Espresso
Mettendoci a rischio crac. Ora Milano indaga
un periodo precedente: il secondo tri- sentava, per Deutsche Bank, il livello contestati anche in Germania: «Non so
mestre, dal primo aprile al 30 giugno consueto, normale, di esposizione al se ridere o arrabbiarmi per il fatto che
2011. La banca, quindi, non spiega che rischio Italia. Alla fine del 2010 la cifra questa banca, che ha fatto della specu-
cosa è accaduto in quei 26 giorni di lu- si era impennata soltanto per effetto lazione un modello di attività, ora si di-
glio, tra il momento in cui viene scattata dell’acquisizione di Postbank, un altro chiari vittima degli speculatori», ha di-
la fotografia e la successiva pubblicazio- istituto tedesco, che aveva le casse piene chiarato un anno fa l’allora vice-cancel-
ne. Ed è qui che nasce l’accusa più pe- di titoli italiani. Tornare a quota tre liere Sigmar Gabriel. Ora al vertice di
sante: proprio in quei 26 giorni Deut- miliardi, dunque, per il colosso di Fran- Deutsche Bank c’è il banchiere britan-
sche Bank risulta aver ricostituito, con coforte era un semplice riallineamento: nico John Cryan, estraneo all’indagine.
operazioni riservate, una parte consi- il ritorno alla situazione standard. Cosa E a favore della difesa gioca anche la
stente del suo portafoglio di titoli italia- ben diversa da quella che fu letta come difficoltà di ricostruire l’intero quadro.
ni. Quando annuncia la fuga dai titoli «una fuga dall’Italia». Certamente alla fine di luglio 2011 lo
italiani, in realtà il colosso tedesco ne ha Ad aggravare il quadro sono anche le spread tra Italia e Germania s’infiammò,
già ricomprati una grossa quota, ma non modalità riservate delle operazioni: superando i 300 punti e raggiungendo
lo dice. E così, in pratica, la banca vende quattro miliardi su sette risultano ven- quota 350 il primo agosto. Ma una dina-
quando i prezzi sono ancora alti; e ri- duti già nel primo trimestre 2011 (non mica simile colpì anche la Spagna, che
compra segretamente quando crolla nel secondo) e fuori dai mercati regola- subì un taglio inferiore: i titoli iberici
tutto. Una speculazione da manuale. mentati (in gergo, “over the counter”); posseduti da Deutsche Bank scesero da
Questa scommessa miliardaria viene mentre i riacquisti si concentrano nel 2,1 miliardi a 722 milioni.
realizzata attraverso operazioni combi- mese di luglio, in coincidenza con la Comunque vadano i risultati proces-
nate sui titoli di Stato e su un particolare relazione-choc. Con questi elementi, la suali, che dovranno essere confermati o
tipo di derivati (chiamati Credit default procura di Trani era pronta a chiedere il smentiti dai giudici, le operazioni di
swap): prodotti finanziari che permet- rinvio a giudizio della banca tedesca (la Deutsche Bank ricostruite dall’accusa
tono di assicurarsi contro i rischi di capogruppo di Francoforte, non la filia- potrebbero riaprire le polemiche politi-
fallimento. Il risultato è che, alla fine di le italiana), indagata come persona giu- che sulle grandi banche e sulle regole
luglio, Deutsche Bank ha già triplicato i ridica, prima che la Cassazione spostas- europee. Nel luglio 2011, uno dei com-
suoi titoli italiani, che da 996 milioni se il fascicolo a Milano. Dei cinque ma- menti più duri arrivò da Romano Prodi,
sono risaliti a tre miliardi. Può sembrare nager sotto indagine, oggi nessuno siede ex capo del governo italiano ed ex pre-
una cifra modesta rispetto agli otto più nel consiglio di gestione dell’istituto. sidente della Commissione europea,
miliardi del dicembre 2010, ma secondo L’allora presidente, lo svizzero Joseph che si dichiarò «sconvolto» da quella che
l’accusa anche quel dato va spiegato. Ackermann, e il suo successore in- definì «incoscienza»: «È la fine di ogni
Proprio la soglia di tre miliardi rappre- do-britannico Anshu Jain sono stati legame di solidarietà in Europa». Q

sche Bank
alia di Paolo Biondani e Luca Piana

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46
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10 dicembre 2017 L’Espresso


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Ti amo e ti odio

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el vocabolario di Airbnb,
Toni è un sitter. È l’inca-
ricato di consegnare le
chiavi al guest, il turista
che ha affittato la casa,
e di spiegargli come fun-
ziona l’appartamento

bnb
nell’undicesimo arron-
dissement di Parigi, non
lontano da piazza della Bastiglia. L’host,
il proprietario, è la moglie di Toni che
vive a Marsiglia dove la coppia ha un al-
tro bilocale nelle liste di Airbnb.
Toni ha 65 anni ed è di Lerici. A

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Affitti online SHARING ECONOMY
metà degli anni Settanta si è trasfe- tamenti in lista con Airbnb sono rad- il pedaggio, come facevano i locandieri
rito a Parigi, dove ha seguito la tra- doppiati in due anni a Venezia centro e della Francigena con i pellegrini negli
fila di molti emigrati. Cameriere in un decuplicati in terraferma. «L’espulsione anni giubilari.
ristorante italiano del Marais, poi gesto- dei residenti», ha dichiarato il docen- Oggi i tre giovani imprenditori han-
re. Ha comprato casa quando l’undice- te del Worcester Polytechnic institute no 3,8 miliardi di dollari di patrimonio a
simo era ancora in larga parte un ghetto Fabio Carrera, animatore di Venezia- testa. L’impresa è valutata 31 miliardi di
per stranieri e non si era trasformato in Project, «si sta allargando a Marghera dollari, all’incirca pari a quello di Mar-
meta per i bobo, i borghesi-bohémien e a Mestre». riott International ma con la differenza
della gentrification. Ovviamente, fra gli avversari di Air- che Airbnb non ha quasi beni materiali.
Qualche anno fa Toni e la moglie bnb si schierano gli albergatori. Per chi Il fatturato 2016 è stato di 1,7 miliardi
hanno lasciato la capitale e sono torna- gestisce un hotel il turismo in versio- di dollari con prenotazioni in 191 paesi.
ti verso il Sud e il Mediterraneo. Basta ne deregulation è il Maligno. L’italiana Per la prima volta l’anno scorso il bilan-
ristoranti. Lui fa la spola fra Marsiglia e Federalberghi spara a zero: «Estendere cio ha chiuso con un utile netto di 100
Parigi per consegnare le chiavi ai turisti l’aliquota del 10 per cento ad Airbnb milioni. Nel 2017 la società prevede
e si dedica alla pittura. Con i due appar- promuoverà l’espulsione delle famiglie di ricavare 2,8 miliardi di dollari, nel
tamenti a un minimo di 100 euro a not- dai centri storici». 2018 potrebbe quotarsi a Wall street
te c’è di che vivere tranquilli. A Parigi In effetti, il successo della piattafor- e nel 2020 conta di arrivare a 8,5 mi-
poi l’indice di riempimento delle oltre ma ha del soprannaturale anche per liardi di giro d’affari, nonostante una
70 mila case in lista su Airbnb si aggira le progressioni esponenziali della new concorrenza feroce da parte di gruppi
sull’80 per cento che equivale al primo economy. Airbnb viene fondata nell’ot- come Priceline-Booking, Expedia-Ho-
posto nel listing Airbnb. Dopo vengono tobre 2007 a San Francisco da due ven- meaway, 9flats.
Londra, New York, Rio e Los Angeles. tiseienni, Joe Gebbia e Brian Chesky In Italia il giro d’affari 2016 dichiarato
A fronte di 20 milioni di notti all’an- con il nome airbedandbreakfast.com. dal country manager di Airbnb, il tren-
no, il Comune incassa poco più di 7 Quattro mesi dopo si unisce a loro il ge- tunenne Matteo Stifanelli, è stato di 621
milioni di euro in tasse di soggiorno. nio dell’algoritmo Nathan Blecharczyk, milioni di euro incassati dagli host per
Nessuna meraviglia quindi se la sindaca di due anni più giovane ma già miliona- una media di 2200 euro annuali a testa
Anne Hidalgo non è fra gli amici della rio grazie ai programmi di email mar- e 5,6 milioni di ospiti. Secondo l’Istat, ci
piattaforma. keting, come si chiama lo spam quando sono 103 mila appartamenti a disposi-
Ancora meno amica è la collega bar- non lo si vuole offendere. zione per chi viaggia in Italia. Un terzo
cellonese di Hidalgo, Ada Colau, arriva- Il marchio deriva dalla circostanza sono in Toscana. Roma ne ha 26
ta in politica dopo anni di attivismo a che Gebbia e Chesky, ancora non as- mila, seguita da Milano (15 mila),
difesa degli ipotecati travolti dalla du- sociati al benestante Blecharczyk, non
rissima crisi immobiliare spagnola del riuscivano a pagarsi l’affitto a San Fran-
2008-2010. cisco. Visto che era in programma una
Colau è stata la prima amministra- fiera del design e che gli hotel esponeva-
trice locale a multare Airbnb (600 mila no il tutto esaurito, i ragazzi pensarono
euro) per obbligarla a ritirare gli annun- di piazzare qualche materassino gonfia-
ci illegali dei proprietari che non paga- bile sul pavimento di casa e riscuotere
no le tasse.
Fra gli antagonisti ci sono anche Bill
De Blasio, rieletto primo cittadino di
New York a novembre, e gli economisti
I sindaci di Barcellona, Parigi
di Ucla che hanno appena pubblicato
una ricerca, contestata da Airbnb, dove
e New York si battono contro
si dimostra che la piattaforma per af-
fitti brevi fa aumentare sia le locazioni
la deregulation selvaggia
non turistiche a lungo termine, sia i
valori di compravendita degli immobili
con vantaggio di chi possiede e danno
di chi non ha.
Foto: pag. 46-47: Getty Images (4)

Se non contrari, sono in genere pre-


occupati gli urbanisti, soprattutto in
relazione alle piccole città d’arte come
Venezia o Firenze, investite da masse
crescenti di visitatori su spazi molto
più limitati di Parigi o Los Angeles.
Nell’area della laguna veneta gli appar-

L’Espresso 10 dicembre 2017 49


Affitti online SHARING ECONOMY
Firenze e Venezia con 10 mila per possibili, e frequenti, danni. I risarci- villages), uno per regione. In alcuni di
una, e Napoli a quota 5 mila. menti sono così bassi che non conviene questi borghi saranno recuperati spazi
A differenza di Parigi, Barcellona, perderci tempo. Tanti host preferisco- pubblici con l’aiuto di artisti e architetti,
New York, Berlino, i sindaci italiani ve- no scrivere una recensione ipocrita che com’è già accaduto a Civita di Bagno-
dono per lo più con favore l’espansione loda la signorilità dell’ospite in modo regio.
di Airbnb perché sperano di rimpingua- da non ricevere in cambio recensioni L’iniziativa è stata presentata il 9 ot-
re i magri bilanci con gli incassi delle negative. È il regno dell’ipocrisia e dei tobre a Palermo dal paisà Gebbia alla
tasse di soggiorno, le stesse che ven- ricatti incrociati. Il modello hater ha presenza del sindaco Leoluca Orlando,
gono applicate ai turisti che si fermano preso piede anche su Arbnb». del sottosegretario Dorina Bianchi e
negli alberghi. La società si difende mettendo al dello stesso Rutelli.
A Venezia Luigi Brugnaro punta a bando i disturbatori professionali ma Su Airbnb come paladina del restauro
raddoppiare gli introiti a 2 milioni di le sue capacità di controllo, come quel- conservativo non tutti sembrano d’ac-
euro nel 2018. A Firenze Dario Nardel- le delle altre piattaforme di tipo social, cordo. Per fare un esempio, domenica
la ha messo in preventivo 4 milioni di sono limitate. 26 novembre gli host della piattaforma
euro per l’anno prossimo. In compenso, è difficile battere Airb- e l’associazione Retake Roma hanno
nb sul lobbying. Il direttore della global animato un repulisti intensivo del Pi-
policy e public affairs è Chris Lehane, ex gneto, riqualificato (o dequalificato, se-

Viaggio consigliere di Bill Clinton e del partito


democratico, che insiste su temi pro-
gressisti: «Il 60 per cento dei viaggiato-
condo i gusti) da borgata pasoliniana in
quartiere della movida.
L’intervento, condotto in collabora-

nella giungla ri nel mondo su Airbnb è composto da


millennial», ha detto in una conferenza
all’Ocse, «e il 55 per cento delle strut-
zione con il personale e i mezzi dell’A-
ma, è stato duramente contestato da
una parte dei residenti.

fiscale ture ospitanti è gestito da donne. È una


forma di compensazione rispetto alle
disparità retributive e di genere».
La libreria TubaBazar ha postato su
Facebook: «Nel retake di oggi al Pigne-
to hanno ripulito la nostra serranda e
Sono briciole. La sharing economy so- Anche in Italia è stato selezionato un qualcosa del nostro muro senza chie-
cialisteggiante che Airbnb ama pren- democrat di prestigio, Francesco Rutel- derci il permesso». I gestori della libre-
dere a riferimento è una giungla fisca- li. L’ex sindaco di Roma è ancora molto ria hanno scritto una lettera in cui di-
le. Oltre alla tassa di soggiorno, c’è la influente sull’apparato del ministero dei chiarano: «Ci piacciono i muri pieni
cedolare secca al 21 per cento che il go- Beni culturali (Mibact) da lui guidato di manifesti. Ci piace il rumore. La
verno ha introdotto nella manovra bis fra il 2006 e il 2008 (governo Prodi) e
e che l’Antitrust ha bocciato in quanto oggi in mano a Dario Franceschini.
«potenzialmente idonea ad alterare le Il Mibact, insieme all’associazione dei
dinamiche concorrenziali fra i diversi comuni italiani (Anci) e ad Airbnb, ha
operatori con possibili ricadute nega- appena lanciato un programma di valo-
tive sui consumatori finali dei servizi rizzazione e promozione internazionale
di locazione breve». La multinazionale di venti borghi storici italiani (Italian
ha perso un primo ricorso al Tar del
Lazio e si è rivolta in appello al Consi-
glio di Stato.
L’aliquota al 10 per cento verrebbe
La piattaforma è un gigante di
incontro ai proprietari che affittano per
arrotondare il budget familiare in tem-
fatturati e lobbying. Tra i suoi
pi di crisi ma la realtà di Airbnb è così
complessa che per il legislatore è diffici-
consulenti c’è anche Rutelli
le centrare il punto di equilibrio.
Secondo un host romano che ha af-
fittato in zona Esquilino, il gioco non
vale la candela. «La tassa comunale
dovremmo riscuoterla noi», dice, «ma
è impossibile chiedere 7 euro a una cop-
pia quando si parla di affitti da 30 euro
a notte e di turismo low-cost. Su questi
livelli non si rientra neanche dalle spese
se non si accetta di incassare una parte
in nero. E questo non tiene conto dei

L’Espresso 10 dicembre 2017 51


SHARING ECONOMY Affitti online
retorica del degrado viene spesso direttore della campagna presidenziale emessa a Gibilterra al di fuori dal radar
utilizzata nel discorso pubblico di di Donald Trump è stato rinviato a giu- dei controllori francesi.
questa città per marginalizzare chi è dizio per il Russiagate. Nell’elenco dei Airbnb sostiene di verificare la pro-
diverso o, peggio, contro chi è povero». capi di imputazione figura l’acquisto, venienza dei soldi. Ma è virtualmente
Se è vero che ogni retorica ha la sua attraverso una shell company cipriota, impossibile bloccare chi vuole riciclare
retorica uguale e contraria, Airbnb di un immobile prestigioso nel quartie- denaro o chi effettua pagamenti a scopo
non fa eccezione. re newyorkese di Soho. Il loft, quotato corruttivo attraverso le cosiddette piat-
oltre 3 milioni di dollari, è stato mes- taforme peer-to-peer. Ed è altrettanto
so in lista su Airbnb e affittato tramite improbabile verificare se un accredito

L’altra faccia un ex attore, James De Bello (American


Pie, Scary movie 2), che sostiene di ave-
re fatto semplicemente da sitter senza
è stato fatto a fronte di una prestazio-
ne reale, in questo caso la vacanza, o se
l’appartamento è rimasto vuoto e fun-

dell’hosting sapere nulla sul proprietario.


«Manafort», si legge nella richiesta
di rinvio a giudizio per riciclaggio di
ziona soltanto come schermo per inca-
nalare denaro.
Di sicuro, con l’avvento dei multihost
Sul rovescio della medaglia che mostra 21 milioni di dollari, «ha usato la pro- che propongono gli immobili di lusso
Airbnb intenta a rianimare i borghi sto- prietà almeno dal gennaio 2015 fino a c’è l’opportunità di riciclare decine di
rici, i quartieri degradati e il commercio tutto il 2016 come una fonte di reddi- milioni ogni anno. Se le più agguerrite
di prossimità, c’è come sempre il lato to da locazione incassando migliaia di autorità di vigilanza non riescono a vin-
oscuro della forza. dollari a settimana su Airbnb e altre cere la guerra ai soldi sporchi, è impen-
Airdna, un sito statunitense che for- piattaforme». sabile che lo faccia Airbnb.
nisce statistiche su Airbnb, puntual- I legali di Manafort hanno contestato
mente contestate dalla società interes- l’accusa ma il Daily beast ha rilanciato
sata, ha pubblicato una classifica dei
multihost, i gestori professionali con
molti appartamenti.
la questione della sicurezza e della per-
meabilità di Airbnb con un’inchiesta
che ha individuato gruppi di hacker
Vacanze
A Londra c’è chi nel 2016 ha gua-
dagnato 15,6 milioni di dollari con
881 unità immobiliari, seguito a bre-
russi capaci di usare carte di credito
rubate o clonate per effettuare paga-
menti. In Francia è da poco scoppiato lo
in Kansas
ve distanza da un affittacamere di Bali scandalo degli affitti pagati tramite una Il processo sul Russiagate, con l’ammis-
(15,5 milioni), da uno di Cape Town e carta ricaricabile chiamata Payoneer ed sione di colpevolezza del generale Mi-
- davvero sbalorditivo - dai 6,9 milioni chael Flynn, ex consigliere di Trump,
di dollari annui incassati da un multi- potrà dire di più sui fiumi di denaro
proprietario dell’Havana, contro l’idea partiti da Mosca per influenzare la po-
comune che il castrismo non paga. litica negli Stati Uniti con altri mezzi
Un altro caso che contrasta con la rispetto a quelli della guerra fredda fra
presunzione di socialismo attribuita i due blocchi.
ad Airbnb è quello di Paul Manafort. Il Oggi che si combatte con il coding e
che l’atomica piace solo a Kim Jong Un,
ad approfittare degli spazi del disarmo
A Civita di Bagnoregio un’area c’è sempre Airbnb. La società ha mes-
so in lista un appartamento annunciato
pubblica è stata riqualificata in modo evocativo. È il Subterra castle,
un bilocale sotterraneo definito «the
grazie alla multinazionale first nuclear missile base on Airbnb» e
si trova a 15 chilometri da Topeka, nel
centro degli Usa. Dove c’è il caminetto,
una volta c’era una testata balistica in-
tercontinentale di tipo Atlas.
Chi sentisse l’urgenza di trascorrere
una vacanza nel sottosuolo del Kansas
dovrà aspettare. Al momento la strut-
tura è «soggetta a transazione immobi-
liare» e non si può prenotare. Ma tut-
te le recensioni danno cinque stelle su
cinque e il prezzo, 121 euro a notte per
quattro ospiti, è irresistibile. Q

52 10 dicembre 2017 L’Espresso


PREVIDENZA Soldi a rischio

Chi si gioc
pensione
Avevano promesso trasparenza. Invece
i signori della gestione privata continuano a
governare 80 miliardi di euro senza controlli
di Luca Piana e Gloria Riva

N
ei cassetti del mini- Dopo un lungo periodo di gestazione, I motivi per cui il regolamento è
stero dell’Economia le nuove norme erano state messe nero stato impallinato in dirittura d’arrivo
c’è un dossier definito su bianco nell’autunno 2014, con Mat- sono molteplici. Ce n’è uno ufficiale: le
da tempo, pronto per teo Renzi al governo e Pier Carlo Pado- casse previdenziali sono contrarie.
diventare operativo, an al ministero dell’Economia, ed erano Essendo istituzioni private, temono di
ma bloccato da un le- state sottoposte con una consultazione veder compromessa «la loro autono-
tale scontro d’interes- pubblica all’esame delle parti. Da allora mia nelle politiche d’investimento»,
si. Riguarda le regole non si è mosso più nulla. Il regolamento come hanno avuto modo di dire duran-
che dovrebbero im- non è stato approvato; nessun obbligo è te la consultazione del 2014 e ripetuto
pedire alle casse pen- stato imposto alle casse; nessun sistema in ogni altra occasione possibile. An-
sionistiche private di di vigilanza sui loro investimenti è di- che lo Stato, però, ha valide ragioni. Le
sprecare i quattrini versati dai lavoratori, ventato effettivo. Il risultato è uno di casse, anche se private, gestiscono de-
bruciandoli in investimenti opachi o quei paradossi tipici delle istituzioni nari che i contribuenti sono obbligati a
sconsiderati. Il regolamento era previsto italiane. I fondi pensione integrativi, versare. Il fatto che non vengano dila-
da una legge del 2011, governo di Silvio quelli dove finisce ad esempio il Tfr di pidati è cruciale, perché gli stessi lavo-
Berlusconi, varata quando stavano molti lavoratori, sono sottoposti a un ratori che oggi pagano i contributi
emergendo le ingenti perdite accusate rigido sistema di controlli, addirittura avranno diritto a ricevere in cambio la
dalle casse di molti professionisti - me- con un’autorità di vigilanza ad hoc, la loro pensione dopo molti anni, se non
dici, agenti di commercio, ingegneri, Covip. Le casse previdenziali no, nono- decenni. In più, quando una cassa va a
agricoltori e altri ancora - con la crisi fi- stante gestiscano il grosso della pensio- rotoli, il costo ricade sulla collettività,
nanziaria globale, e in particolare con il ne futura di due milioni di persone, cioè lo Stato, com’è accaduto qualche
fallimento della regina dei titoli tossici, la commercialisti e notai, infermieri e anno fa con l’Inpdai dei dirigenti
banca americana Lehman Brothers. medici, ingegneri e geometri, e così via. d’azienda, confluita nell’Inps.

54 10 dicembre 2017 L’Espresso


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Geometri (Cipag) 89.472 29.759 2,38 0,52% 0,22% Nel grafico il rendimento
annuo del patrimonio
Medici (Enpam) 362.391 65.885 18,89 3,8% 4,8% immobiliare e degli altri
investimenti delle prin-
cipali casse previden-
Commercialisti (Cnpadc) 66.260 7.251 7,43 1,01% 3,02% ziali private italiane.
Complessivamente ge-
Biologi (Enpab) 14.475 928 0,585 n.d. 1,38% stiscono circa 80 miliar-
di di euro per conto di
Ragionieri (Cnpr) 29.238 8.987 2,40 -0,1% 1,3% due milioni di lavoratori.
I dati sono tratti dai bi-
lanci 2016; non tutte le
Giornalisti (Inpgi) 16.000 ca 9.300 ca 1,96 N.D. N.D. casse indicano il rendi-
mento netto, mentre in
Avvocati (Casa forense) 226.762 13.086 10,72 4,5% 1,91% alcuni casi non possie-
dono immobili. Nel rego-
Infermieri (Enpapi) 25.206 1.989 0,793 3,0% 2,18% lamento per la traspa-
renza della gestione
delle casse, predispo-
Notai (Cassa del notariato) 4.819 2.592 1,49 N.D. N.D. sto dal gover no nel
2014 e mai entrato in
Consulenti lavoro (Enpacl) 25.903 9.803 1,07 0,8% 2,27% vigore, era previsto un
limite del 30 per cento
Farmacisti (Enpaf) 91.935 23.276 2,25 3% 1,3% del patrimonio agli ac-
quisti in mattoni. Non è
comunque facile com-
Psicologi (Enpap) 54.444 N.D. 1,24 n.d. 3,94% prendere l’effettiva sa-
lute degli investimenti
Agenti (Enasarco) 225.751 127.812 7,11 0,4% 2% immobiliari: molte cas-
se hanno comprato quo-
Impiegati agricoli (Enpaia) 36.636 5.203 1,88 1,38% 2,8% te di fondi chiusi, il cui
rendimento sarà calco-
labile solo alla scaden-
Periti industriali (Eppi) 14.043 3.779 1,21 N.D. 3,78% za del fondo.

Veterinari (Enpav) 28.850 6.428 0,665 2,65% 2,69%

Geologi e chimici (Epap) 19.400 2.417 0,876 N.D. 2,3%

Ingegneri (Inarcassa) 168.402 29.902 9,59 1% 3,57%

L’Espresso 10 dicembre 2017 55


Soldi a rischio PREVIDENZA
Oltre a queste ragioni di princi- che alcune di loro «non hanno ancora ment, Valeur Asset Management, dico-
pio, ad alimentare lo scontro hanno adottato una propria disciplina» su co- no poco a milioni di lavoratori, ma ge-
contribuito anche altri fattori. Il gover- me investire i quattrini. stiscono quote rilevanti dei loro rispar-
no, o meglio, i governi hanno le loro Ecco perché, al governo, l’impresa di mi previdenziali. E hanno, spesso, in
colpe, perché hanno dato l’impressione varare il nuovo regolamento non viene comune la caratteristica di essere state
di ritardare l’adozione di regole più abbandonata, pur con mille cautele: costituite da soggetti italiani che, per
stringenti su trasparenza, conflitti d’in- «Una norma di questo tipo ha senso se operare, hanno scelto di aprire uffici in
teressi e qualità degli investimenti in è condivisa dai soggetti coinvolti. Negli Lussemburgo, a Londra o in Svizzera.
cambio di un tornaconto politico. Da ultimi mesi si è fatto un buon lavoro per Non mancano, però, anche nomi della
sempre gli 80 miliardi di euro deposi- trovare l’intesa necessaria a tirar fuori il prima repubblica, tornati improvvisa-
tati nelle casse fanno gola ed è forte la decreto dal cassetto», dice all’Espresso mente sulla cresta dell’onda, come mo-
tentazione di metterci le mani sopra Pier Paolo Beretta, sottosegretario stra il caso di Giancarlo Elia Valori e
per poterli dirottare su scopi politica- all’Economia, secondo il quale «il de- della sua Centrale Finanziaria, che di
mente sensibili. L’ultimo esempio è creto ha senso solo se siamo d’accordo recente ha acquistato la società di ge-
uno degli innumerevoli tentativi che tra la conduzione privatistica e la voca- stione Serenissima Sgr.
sono stati fatti per salvare le banche in zione pubblica delle casse». Che è uno Un altro argomento bollente è quello
crisi. L’anno scorso l’associazione delle dei temi più spinosi: il governo vorrebbe del mattone, uno degli investimenti più
casse, che si chiama Adepp ed è presie- contabilizzare gli 80 miliardi di patri- tradizionali. La legge disegnata nel 2011
duta da Alberto Oliveti, aveva condot- monio delle casse nel bilancio pubblico; rappresentava un vero e proprio terre-
to una trattativa per convogliare 500 ma queste non ci stanno, perché se così moto per le abitudini delle casse pensio-
milioni di euro nel fondo Atlante II, che fosse rischierebbero, tra l’altro, d’incor- nistiche. Prevedeva infatti un limite del
avrebbe dovuto contribuire al salvatag- rere nella spending review. Baretta mo- 20 per cento agli investimenti diretti in
gio del Monte dei Paschi di Siena. L’in- stra fiducia sulla possibilità di un accor- immobili, sul totale del patrimonio.

Le regole per evitare investimenti sbagliati


sono ferme da tre anni. Anche per colpa
delle mire della politica sul tesoro degli enti
tervento era certamente ben visto dal do in extremis, anche negli ultimissimi Uffici pubblici, palazzi di abitazioni,
governo Renzi, che faticava nel trovare giorni di vita del governo in carica: «In edifici di importanza storica sono da
una soluzione alla crisi dell’istituto questi giorni abbiamo avviato contatti sempre uno dei simboli del potere delle
toscano. Il piano di Oliveti non andò in con i rappresentanti delle casse e con- casse, ma la loro gestione è stata spesso
porto, anche perché diverse casse de- tiamo di concludere l’iter di approvazio- oggetto di critiche, se non di inchieste
cisero di non aderire, rispondendo ne della norma entro la fine della legi- giudiziarie, a causa di compravendite
picche alla chiamata della politica. slatura, anche a Camere sciolte». poco redditizie. Rientrare sotto il 20 per
Anche le casse, però, hanno delle re- Ma quali sono, nella vicenda, i nervi cento avrebbe voluto dire far piazza
sponsabilità. Dietro alla resistenza con- scoperti delle casse? Gli aspetti degni di pulita di gran parte di questi investi-
tro il regolamento insabbiato c’è la de- nota sono diversi. Con le nuove regole, menti, magari lasciando emergere le
terminazione dei vertici di alcune di avrebbero avuto maggiori vincoli perdite dovute ai prezzi di carico troppo
loro a non fare trasparenza sul modo in nell’assegnazione dei mandati di gestio- elevati con cui molti edifici sono iscritti
cui sono gestiti gli investimenti, una ne, che avrebbero dovuto essere affidati a bilancio. Le casse hanno subito chiesto
questione delicata che nel tempo è stata garantendo «trasparenza e competitivi- tempi lunghi per rientrare nei limiti, e
oggetto di diverse indagini della magi- tà», limitando la discrezionalità di pre- sono poi riuscite a ottenere un innalza-
stratura. Questo lato oscuro è descritto sidenti, consigli di amministrazione e mento del tetto al 30 per cento. Nel
dalla relazione che la Covip, la commis- direttori generali, ai quali ancora oggi frattempo, anche se il regolamento non
sione di vigilanza sui fondi pensione non vengono richieste particolari com- è entrato in vigore, hanno iniziato a
guidata da Mario Padula, si è adoperata petenze finanziarie. Se si scorre l’elenco cedere parte del patrimonio.
a scrivere, spulciando i bilanci delle dei gestori ai quali, oggi, gli enti si affi- Anche qui, però, la situazione è intri-
casse previdenziali. Dice l’autorità che i dano, balza agli occhi il successo otte- cata. Lo fa intuire il caso dell’Inpgi:
documenti relativi agli investimenti e nuto da società di piccole dimensioni, a l’ente previdenziale dei giornalisti sta
alle scelte fatte dalle casse sono caratte- volte fondate in anni relativamente re- vivendo una fase difficile: ogni 100 euro
rizzati da «scarsa chiarezza, incon- centi. Nomi come Optimum Asset Ma- che incassa in contributi, ne spende
gruenze e duplicazione dei contenuti» e nagement, Eos Investment Manage- 127 in pensioni. Il bilancio 2016 è

L’Espresso 10 dicembre 2017 57


Soldi a rischio PREVIDENZA

Azzardi
stato chiuso con un avanzo di 9,4
milioni grazie alla cessione di una
parte del patrimonio immobiliare. Una
vendita particolare, anche se di un ge-
nere diffusissimo tra gli enti: i palazzi
sono stati ceduti al Fondo Amendola,
le cui quote sono di proprietà dell’In-
pgi stesso. Nel passaggio c’è stato un

offshore
notevole effetto di bilancio: il valore
degli immobili è passato da 221 a 303
milioni, permettendo alla cassa dei
giornalisti di segnare a bilancio la
plusvalenza che le ha permesso di non
chiudere in rosso.
Molti fondi immobiliari sono spesso
del tipo “chiuso”, che non prevede la
quotazione in Borsa e rende difficile
capire come questo genere di investi- di Luca Piana
menti stia effettivamente andando. Un

P
esempio viene dalla Cassa Forense, rovate a immaginare che i dere così, sappiate che sbagliereste.
quella degli avvocati. A fine 2013 ha soldi della vostra futura pen- Perché almeno tre casse, quelle dei pe-
iniziato a girare i propri immobili - va- sione vengano investiti in un riti industriali (Eppi), degli impiegati
lutati 722 milioni - al Fondo Cicerone, fondo di Malta, che con quei agricoli (Enpaia) e la sotto-sezione di
gestito da Fabrica Immobiliare sgr, che quattrini compra da due fi- quest’ultima che investe i risparmi pen-
fa capo al gruppo di Francesco Gaetano nanziarie di Dubai e Panama sionistici dei periti agrari (Gspa), hanno
Caltagirone. Come sta andando l’atti- una società con sede in Lus- scommesso in un’avventura di questo
vità del fondo? Non è dato saperlo. semburgo, che a sua volta acquista un’al- genere 14 milioni di euro.
«Non essendo disponibile il rendicon- tra società straniera, per la precisione Il fondo maltese in questione si chia-
to del fondo Cicerone a fine 2016 in via ungherese, titolare di un progetto di ri- ma Kappa Fund ed è uno dei comparti
di approvazione da parte di Fabrica sgr strutturazione dell’edificio della Borsa di un organismo d’investimento deno-
non è possibile al momento fornire di Budapest. Immaginate che il progetto minato Futura Funds Sicav, con sede
ulteriori dettagli contabili», spiega una edilizio sia fermo da anni e che, nono- legale nella cittadina di Birkirkara. Di
nota del bilancio di Cassa Forense del- stante i cambiamenti negli assetti pro- Kappa e Futura negli anni recenti si è
lo scorso anno. Anche in questo qua- prietari, a un certo punto rallenti nuo- parlato in modo saltuario nelle crona-
dro, c’è chi non rinuncia però al matto- vamente, costringendo il fondo di Mal- che, in particolare in relazione agli inve-
ne. Nel 2016 Ofer Arbib, il gestore del ta a recapitare alla vostra cassa pensio- stimenti contestati da parte di alcuni
fondo Ippocrate della cassa dei medici nistica una comunicazione che dice: clienti, come la banca vaticana Ior e la
Enpam, ha acquistato metà del Princi- spiacenti, non possiamo restituirvi i cassa degli agenti di commercio, l’Ena-
pal Place di Londra, che ospiterà i di- soldi nei tempi previsti; provvederemo. sarco. Una serie di documenti inediti,
pendenti di Amazon. Costo dell’opera- Impossibile? Dite che le casse previ- che L’Espresso ha potuto visionare,
zione 245,7 milioni di sterline, un inve- denziali puntano soltanto su investi- permette ora di andare in profondità nei
stimento che, alla vigilia della Brexit e menti sicuri? Che non si butterebbero segreti di Kappa, e suscita nuovi inter-
della conseguente svalutazione della mai in un’operazione immobiliare arti- rogativi sui motivi che hanno spinto le
sterlina, potrebbe rivelarsi un affare colata fra molteplici paradisi offshore? casse pensionistiche a puntare
poco lungimirante. Qualche mese do- Ebbene: se a caldo vi venisse da rispon- sull’operazione una fetta del patri-
po, Amazon ha annunciato la nuova
sede di Milano: anche qui in un immo-
bile di Ippocrate. L’Enpam, dunque, ha
ancora fame di immobili. Non conten-
Da Malta a Dubai per rifare
ta dello sbarco a Londra, proprio nelle
scorse settimane ha comprato la sede la Borsa di Budapest.
di Banca Carige a Milano, investendo
altri 107 milioni. Per la banca ligure,
alle prese con un difficile aumento di
Grazie ai contributi versati
capitale, è stata certamente una bella
boccata d’ossigeno. Per le pensioni fu-
ture dei medici, chissà. Q
da periti e impiegati agricoli
L’Espresso 10 dicembre 2017 59
PREVIDENZA Soldi a rischio
monio dei lavoratori. L’intera vicen- fine alla disputa» e per favorire l’ingres- opera con la società Optimum Asset
da ha un antefatto di cui, per facili- so di un nuovo investitore, che sarebbe Management. L’Espresso ne ha parlato
tare la comprensione degli eventi, parle- dovuto entrare entro il successivo 31 in passato in relazione ad alcune opera-
remo più avanti. Partiamo dal punto in agosto. Poche righe più sotto, però, altre zioni condotte con la Popolare Vicenza.
apparenza più semplice. Nel 2013 le novità gelano queste parole di apparente Optimum rivendica di avere in curricu-
casse sottoscrivono le quote del fondo ottimismo. Gli amministratori rivelano lum un’attività immobiliare caratteriz-
Kappa, che con i soldi ricevuti acquista infatti che il 9 giugno 2016 le autorità di zata da operazioni di successo. E di es-
una società lussemburghese, la Cougar Malta hanno emesso una direttiva che sersi guadagnata la fiducia di numerose
Real Estate. La Cougar esiste da poco: è impedisce a Futura di raccogliere altri casse previdenziali, che hanno investito
stata costituita il 28 febbraio dello stesso capitali e che il 30 giugno 2016 la Bank nei suoi fondi una cifra complessiva pari
anno e ha due soci lontani dal Grandu- of Valletta, dove sono depositati i conti a 350 milioni. Anche su Kappa il gruppo
cato, il primo a Dubai, il secondo a Pa- della società, ha troncato il contratto. si dice fiducioso. Sostiene di aver ottenu-
nama. Entrambi, dunque, vendono a «Stiamo tentando di trovare un accordo to nuovi fondi per 4,5 milioni per rico-
Kappa e escono di scena nel giro di pochi con un nuovo custode», dicono gli am- prire l’edificio di impalcature, ultimo
mesi, con guadagni difficili da quantifi- ministratori, esprimendo però il timore passo prima della ristrutturazione. I
care. L’unica informazione reperibile, che, in assenza della licenza a operare, nuovi fondi non andranno in Kappa,
infatti, è che alla fine del 2013 il fondo un accordo in tal senso non possa essere visto il blocco deciso dalle autorità mal-
maltese aveva investito in Cougar 14 ratificato in tempi rapidi. tesi (è stato fatto ricorso): confluiranno
milioni; quanta parte di questa cifra sia Nei bilanci consuntivi del 2016 di in Cougar o in Tözsdepalota. La società
finita a Dubai e Panama è impossibile Eppi, Enpaia e Gspa di tutte queste vicis- dice di non nutrire nessuna preoccupa-
dirlo con certezza. Qual è il motivo situdini non viene fatta menzione. Una zione per i permessi edilizi, che scadono
dell’acquisizione? La società lussembur- possibile giustificazione del silenzio c’è: a inizio 2018: «Le autorità vogliono che
ghese ha rilevato un’altra società, l’un- fino al 2016 Kappa continua a pagare il palazzo sia riportato allo splendore
gherese Tözsdepalota. È qui che si trova alle tre casse pensionistiche un dividen- originale; siamo certi che le autorizza-
il target dell’intero affare, la storica sede do annuo pari al 7 per cento del loro in- zioni saranno rinnovate», sostiene la
della Borsa di Budapest. L’idea è farne vestimento nei titoli chiamati di “Classe società, che ritiene la struttura finanzia-
negozi e uffici di lusso. A” (ne esistono anche di altre categorie). ria dell’operazione solida, grazie al valo-
Qualcosa, però, non funziona a dove- Questo segnale di normalità viene meno re del palazzo: 56 milioni oggi, 100 in più
re. Kappa per completare l’operazione nell’aprile 2017, quando Kappa informa quando sarà finito.
deve raccogliere 57 milioni da cinque di non essere in grado di pagare il divi- Se tutto filerà liscio, si vedrà nei pros-
investitori. I primi tre sono appunto le dendo relativo all’anno in corso, che simi mesi. C’è però quell’antefatto: l’av-
casse previdenziali Eppi, Enpaia e Gspa; viene rinviato a quando la crisi di liqui- ventura ad alto rischio che stanno viven-
il quarto è la banca vaticana Ior; il quinto dità sarà superata. Ancora più preoccu- do Eppi, Enpaia e Gspa non è una primi-
non è noto. Per motivi mai dichiarati lo pante suona un’ulteriore comunicazio- zia. Com’è stato raccontato dal Sole
Ior, però, si tira parzialmente indietro, ne: il progetto di ristrutturazione e di 24Ore nel 2013, prima di finire in Kappa,
rifiutandosi di versare 24 milioni. Tra lo cessione del palazzo non verrà più com- l’edificio di Budapest era transitato in un
Ior e la maltese Futura scattano recipro- pletato nei tempi previsti, e cioè entro la altro fondo di Futura, chiamato Newton,
che denunce e un contenzioso legale che fine del 2017, quando i piani prevedeva- dedicato agli investimenti di Enasarco,
al momento non è ancora concluso. La no il rimborso dell’investimento delle la cassa degli agenti di commercio. Non
lite con l’istituto vaticano viene portata casse, ma soltanto in un orizzonte com- si trattava del palazzo vero e proprio, ma
all’attenzione degli altri investitori già preso fra 2021 e il 2022. di un credito inesigibile di 20,4 milioni
con il bilancio 2014 di Kappa. Poi, in I pensionati rischiano di perdere i loro che una banca ungherese vantava nei
quello relativo all’anno dopo, vengono soldi? Futura sostiene che nessuno si confronti di Tözsdepalota. La cronolo-
forniti ulteriori elementi. deve preoccupare. La società fa capo al gia dei fatti è intrigante. Enasarco conte-
Vi si dice che il primo marzo 2016, è finanziere Alberto Matta, italiano con sta l’investimento da parte di Futura nel
stato raggiunto un accordo per «porre uffici a Londra e Lussemburgo, dove febbraio 2013. A quel punto nasce la
Cougar, che rileva il credito permetten-
do alla società maltese di risolvere l’im-
Il denaro è finito in un paccio con Enasarco. Poi entrano in
scena Eppi, Enpaia e Gspa, che attraver-

fondo che è stato fermato so Kappa forniscono i quattrini necessa-


ri. Forse è vero che per i grandi affari
bisogna saper cogliere le occasioni. Ma,
dalle autorità. E ha dovuto ammesso che la crisi di Kappa venga
superata, resta il dubbio che sia questo il
modo più opportuno per investire le
bloccare i rimborsi previsti pensioni dei lavoratori. Q

60 10 dicembre 2017 L’Espresso


La replica SALUTE
Sempre viva
il Dr. House
L’Espresso ha ironizzato sul “gioco
fare di più non sempre equivale a
fare meglio, e bisogna scegliere esa-
mi e cure appropriati e di buona
qualità, senza eccessi o inutili pre-
scrizioni.
Secondo la ministra Lorenzin «gli
internisti sono i Dr. House della no-
stra Medicina. È di questo che abbia-
dell’oca” tra i medici specialisti. mo bisogno per rendere i nostri
ospedali più moderni e contempora-
Ma c’è chi ogni giorno lavora con neamente mettere al centro i pazien-
ti. Nelle situazioni complesse il ruo-
un approccio d’insieme e di sintesi lo dell’internista è fondamentale,
perché ha visione olistica e capacità
di Andrea Fontanella* di sintesi».
Il ricorso alla specializzazione

S
ull’Espressso n.48, a Ulisse di un paziente sempre in viag- estrema nasce anche dall’enorme
pag, 16, Alessandro Gi- gio, porta alla proliferazione degli sviluppo della tecnica, alle grandi
lioli ha descritto con esami e all’aumento dei costi dell’as- possibilità delle diagnosi di labora-
grande ironia il medico sistenza sanitaria. torio e genetiche, alle tecnologie di
che nessuno vorrebbe Dalla specializzazione si è poi immagine sempre più sofisticate.
incontrare, quello che passati all’ultra specializzazione. Però in questa esplosione tecnologi-
«sbadiglia o risponde al Ma se questo va bene nella ricerca, ca il paziente ha bisogno di un inqua-
cellulare, che prescrive un deca- non trova giustificazione nella pra- dramento globale che tenga conto
thlon di esami diagnostici speciali- tica medica: lo specialista vede di un dei suoi veri bisogni e spesso anche
stici, senza spiegartene le ragioni». paziente soltanto l’aspetto di sua della sua fragilità e della sua com-
E poi l’iter perverso del paziente che competenza, tralasciando tutto il plessità, di fiducia e continuità assi-
rimbalza da uno specialista all’al- resto. stenziale. Ieri avevamo comporta-
tro. Il problema, dice Gilioli, «è che La soluzione che viene proposta menti dettati dalla saggezza clinica
quasi nessuno ti guarda più per in- per fare fronte a questo fenomeno ma meno conoscenza e minore sup-
tero, dai piedi alla testa, dall’anima sta nell’affermazione del metodo porto tecnico. Oggi abbiamo molta
all’unghia». della Medicina Interna, che si rivol- più conoscenza e spropositato svi-
Ma è proprio vero quello che è ge al malato nella sua interezza, par- luppo tecnico, ma minore saggezza
stato scritto? In buona parte sì, biso- tendo da un attento colloquio e da nel gestirli. Se vogliamo garantirci il
gna riconoscerlo. un puntiglioso esame fisico, in mol- futuro del domani dobbiamo ritor-
Uno dei paradossi della medicina ti casi sufficienti per porre una dia- nare ai modi dell’ieri con la cono-
moderna sta nell’eccessivo ricorso gnosi valida. Gli internisti lavorano scenza e la tecnica dell’oggi.
alle visite e alle cure specialistiche, nei reparti di Medicina Interna pre- Gilioli ha ragione quando conclu-
scelte in base ai sintomi o ai disturbi senti in tutti gli ospedali e seguono de con il dubbio che «i bufalari della
accusati, magari sulla base di consi- quasi due milioni di ricoveri l’anno. salute abbiano successo perché la
gli di parenti e amici. Per un dolore L’internista lavora come un diret- medicina vera sbaglia qualcosa, al-
di tipo «artrosico» viene consultato tore d’orchestra. Conosce la partitu- meno nell’approccio al paziente».
un ortopedico, per un dolore al pet- ra, utilizza i vari strumenti e li fa Infatti noi internisti lavoriamo per
to si va dal cardiologo. E vi è poi il esprimere al meglio. È uno speciali- ridare spazio ad una Medicina a
pellegrinaggio di chi va dallo pneu- sta della complessità, anche perché misura d’uomo. A tutto vantaggio
mologo per curare la bronchite, dal spesso i pazienti, specialmente se dell’uomo.
diabetologo perché la glicemia è al- anziani, hanno più malattie insieme. * Presidente Fadoi,
Foto: Tania/FotoA3

ta, dall’urologo per la prostata, spes- Oggi gli internisti in tutto il mondo Federazione
so saltando il medico di base. Questo partecipano ai programmi della dei Medici internisti
gioco dell’oca, questa sindrome di “slow medicine”, che vuol dire che ospedalieri

L’Espresso 10 dicembre 2017 63


’Eweek
Autoconvocati
A sinistra arriva
la terza lista
Alla fine potrebbero essere addirittu-
ra tre le liste “a sinistra del Pd” in
corsa alle elezioni politiche. C’è infat-
ti Campo Progressista (o una sua par-
te) che si presenterà in coalizione con
lo stesso Pd; poi c’è Liberi e Uguali,
nato la settimana scorsa dalla fusione
di tre raggruppamenti (Sinistra Italia-
na, Mdp e Possibile di Civati) sotto la
leadership di Piero Grasso. Infine ci
potrebbe essere la lista movimentista
“dal basso” che si sta formando nelle
varie assemblee in corso in diverse
città d’Italia, dopo quella lanciata
dagli attivisti dell’ex Opg “Je so’ paz-
zo” di Napoli. La terza lista a sinistra
della sinistra della sinistra, nasce da
comitati autoconvocati e da Rifonda-
zione comunista; potrebbe chiamarsi
“Potere al popolo”. Q
TAGLIO ALTO MAURO BIANI

creato dalla Brexit. Così, se ci sarà il via libera finale


VOCI DA BRUXELLES del Consiglio europeo entro l’anno, a partire dal 2018,
FEDERICA BIANCHI sarà in capo all’acquirente il pagamento dell’Iva sugli
acquisti oltre confine. Tramite un apposito sito online
la verserà al suo Stato di residenza che, a fine anno,
Sul Web ora è più facile la consegnerà allo Stato del venditore.
Gli Stati europei hanno poi approvato un’altra misura
Una da approvare e una già approvata. Sono due le chiave per il 2018: la fine del geoblocking. Ovvero, dal
misure che potrebbero introdurre un tocco di novità prossimo Natale, i cittadini potranno comprare beni e
e una buona dose di modernizzazione nell’Europa del servizi in altri Stati europei senza correre il rischio di
2018. Al varo del Consiglio europeo c’è l’abolizione vedersi rifiutata la propria carta di credito perché
della norma, nata come transitoria nel 1993 e poi “straniera” o di vedere il proprio acquisto online
diventata permanente, che consente alle aziende maggiorato di una tantum perché effettuato “fuori
di non pagare l’Iva sugli scambi effettuati confine”. E se ci piacerà un bene venduto
al di là del confine nazionale e al di qua online da un’azienda di un’altra città
di quello europeo. Non solo la pratica non europea, noi tutti lo potremo ordinare senza
ha alcun senso in un mercato sempre più imbatterci in costi aggiuntivi, facendoci però
comune ma priverebbe il budget degli Stati carico di andarlo a prendere in loco o di
dell’Unione di circa 50 miliardi di euro trovare il modo per farcelo recapitare a
che potrebbero addirittura riempire il buco casa. Con grande gioia dei trasportatori. Q

64 10 dicembre 2017 L’Espresso


VOCI DAL PALAZZO PIOVONO RANE
SUSANNA TURCO ALESSANDRO GILIOLI
Pioggia di soldi per il defunto Ppi Se sul palco
Tra destra e sinistra il centro dell’operazione raccontano sia
gode. O meglio: gli eredi della
“tradizione cattolico-popolare”
stato Enrico Giovannini, potente
ministro del lavoro ai tempi
ci sono
democristiana dell’Istituto
Sturzo, che stanno per vedersi
di Enrico Letta, e componente
del consiglio di amministrazione
solo maschi
recapitare seicentomila euro dello Sturzo. Che quei soldi Ha suscitato qualche critica la
in due anni (2018 e 2019) per li spendano bene è un auspicio foto finale del lancio di Liberi
il sessantesimo dalla scomparsa sulla fiducia: non essendo e Uguali, con quattro maschi
di don Luigi Sturzo e, pure, l’Istituto un ente statale, (Speranza, Grasso, Civati e
appunto, il centenario dalla il bilancio non è neanche Fratoianni) e nessuna donna.
fondazione del Partito popolare sottoposto al controllo della Anche nel 1994 la foto della
italiano (1919). Così prevede la Corte dei Conti. Ma in fondo, “gioiosa macchina da guerra”
legge di stabilità, approvata dal anche così si rafforza l’appello (i Progressisti di Occhetto)
Senato e in attesa del via libera agli “uomini liberi e forti” era monogenere, addirittura
di Montecitorio. I soldi serviranno promosso don Sturzo, del quale con otto maschi: eppure
a finanziare un «programma giusto adesso al Vicariato nessuno ci aveva fatto caso.
straordinario di inventariazione, di Roma si è chiusa la fase Ora invece la sensibilità sul
digitalizzazione e diffusione diocesana della causa di tema sta crescendo; e non
degli archivi», ma anche alla beatificazione, presenti per solo in politica ma anche alle
«promozione di ricerche e l’occasione il nipote Gaspare, conferenze, alle presentazioni
convegni da svolgere nei luoghi la deputata Pd e figlia di di libri etc. Quando ancora sul
più significativi della storia» Flaminio Piccoli, Flavia Nardelli, palco si ritrovano solo maschi
dei popolari. Soddisfazione il presidente del Senato (perché gli organizzatori “non
ma prudenza nel quartier Pietro Grasso, e ci avevano pensato”) spesso
generale dell’Istituto, l’ultimo segretario tra gli stessi speaker si crea
soprattutto del Ppi, Pierluigi un certo imbarazzo. Conosco
perché regista Castagnetti. Q un autore che si rifiuta di
andare a presentazioni dove
insieme a lui ci sono soltanto
uomini. Altri ci vanno ma
Scioperi alla Camera si scusano col pubblico.
Un eccesso di “politicamente

Montecitorio, cresce la monnezza corretto”? Forse, ma di quelli


che servono a porre la
questione, a smuovere le
La Camera dei deputati sommersa di rifiuti? Nessuna evocazione populista, nessu-
na facile battuta sulla politica - per dirla con Rino Formica - “sangue e merda”. Il 23 coscienze. Che non vuol dire
novembre a Palazzo sono per davvero andati in sciopero gli addetti alle pulizie, ap- imporre “quote rose” in quanto
paltate alla ditta Ati Segi-Gsi, contro le condizioni di lavoro imposte dall’azienda. La tali, ma capire in generale
questione è addirittura arrivata sui tavoli dei tre deputati questori di Montecitorio, il valore della diversità, della
che gestiscono il bilancio e i contratti del palazzo, e del Garante scioperi, anche se il disomogeneità (anche di
Parlamento non è un servizio pubblico essenziale tutelato dalla legge. Le lamentele genere) come arricchimento
dei lavoratori, aderenti ai sindacati Cobas e Usb, riguardano il «sistematico ritardo di ogni confronto pubblico,
nei pagamenti», ma anche problemi sull’orario e un generico «disagio lavorativo». culturale o politico che sia. Q
Pare che la protesta potrebbe proseguire in crescendo, fino alla paralisi del servizio. Q

miliardi di fondi Ue per l’Italia; tuttavia “Sochi”. In realtà la formula corretta in


L’Espresso corretto il piano Marshall valeva circa 800 italiano è Soci con un segno diacritico
miliardi di dollari attuali. A pag. 34 sulla c (la cosiddetta “pipa”) che però
A pag. 55 del numero 49 abbiamo abbiamo citato la città russa di “Soci”, non è compatibile con il nostro sistema
definito «cifre da piano Marshall» i 73 più nota nella translitterazione inglese editoriale e quindi non possiamo usare.

L’Espresso 10 dicembre 2017 65


fiction

Nessun
problema di Caterina Bonvicini
illustrazioni di Cinzia Leone

66 10 dicembre 2017 L’Espresso


S
CUSA SONO IN RITARDO, mi
scrive, ho una cosa urgente da risol-
vere. Nessun problema, rispondo.
Chiamo il cameriere e ordino un
bicchiere di vino. Non mi piace stare
al ristorante da sola, spero che si
sbrighi. Mi guardo intorno.
Nel tavolo di fianco c’è una coppia, due gio-
vani coreani. Sono vestiti uguali: stesso maglione
bianco, stessi pantaloni grigi, stesse scarpe da
ginnastica, sempre bianche. Portano tutti e due
un cappellino di Gucci. Lei ha delle perle incolla-
te alle unghie, non riesco a staccare gli occhi
dalle sue dita. Si accorgono che li sto guardando
e mi sorridono. La ragazza allunga un braccio per
farmi vedere meglio la mano. Mi spiega che se le
è fatte così per il matrimonio. Quindi sono a Ro-
ma in luna di miele. Arriva il mio calice di bianco,
mi volto verso di loro e lo sollevo. Tanti auguri,
ragazzi, dico. Intanto penso: Fra poco, tesoro, ti
potrai incollare sulle unghie anche un porcospino
e lui non se ne accorgerà. I coreani mi ringraziano
chinando la testa.
Sono separata da tre anni e questa è la quarta
sera che esco a cena con un uomo. La prima è
andata abbastanza bene, anche se ogni dieci mi-
nuti rispondeva alle mail. La seconda, ha passato
metà del tempo al telefono, perché un cliente
aveva urgente bisogno del suo parere. La terza è
arrivato con quaranta minuti di ritardo per colpa
di una riunione. Mi sento troppo vecchia per
aspettare qualcuno. Forse mi alzo e me ne vado.
La persona che cerco arriverà quando arriverà.
Poi il cellulare si illumina. Scusami, scusami,
è successo un casino. Dammi ancora dieci minu-
ti, per favore. Quindi non è ancora uscito dallo
studio. Per arrivare qui a Trastevere ce ne metterà
altri venti, come minimo. Ordino un altro bic-
chiere di bianco, mi troverà ubriaca, pazienza. È
tutta colpa di mia figlia.
Mamma, è fichissimo. Ma sei scema? Mai
fidarsi degli adolescenti. Per un attimo ho la ten-
tazione di fare una foto alle unghie della coreana
e di mandarla a mia figlia. Però rischio che mi
chieda come sta andando la cena. Meglio di no.

L’Espresso 10 dicembre 2017 67


Preferisco farle credere che sto passando una
splendida serata, tende a preoccuparsi troppo
per me. Un altro workaholic, è stata la diagnosi
secca di mia sorella. Hai appena lasciato tuo
marito perché era così. Lei in compenso ha la
sindrome opposta: trova solo precari, disoccu-
pati o pensionati, che poi le tocca mantenere.
Fino a quando non si stufa. Com’è difficile essere
single a quarant’anni con tutte le nevrosi strut-

M
turate. i fa accomodare e mi offre
Signora? Le dispiace se le cambiamo tavolo? un terzo bicchiere di bian-
Sa, avremmo bisogno di sistemare quattro per- co, per scusarsi. Ormai è
sone. Il cameriere è altissimo. Rovescio un po’ la certo: sarò completamente
testa all’indietro per guardarlo. È mortificato, ubriaca quando arriverà.
come se mi avesse chiesto qualcosa di inaccetta- Guardo l’ora. Le dieci me-
bile. Mi alzo subito e mi cade il tovagliolo dalle no cinque. Di solito sono
ginocchia. Lui lo raccoglie al volo, premuroso. già in pigiama. Può portarmi un po’ di pane, per
Certo, certo, rispondo, nessun problema. favore? Il cameriere torna con un vasetto da cui

68 10 dicembre 2017 L’Espresso


L’Espresso 10 dicembre 2017 69
spuntano come fiori alcuni grissini e con il ben- Capalbio? Sta chiedendo la bruna. Sì, ero al mare,
venuto dello chef, una ciotola poco più grande di risponde la bionda, chi poteva immaginare una
una tazzina da caffè. Su una crema verde galleggia cosa del genere. Ho subito chiamato la polizia. E
sperduta un’acciuga. È un’acciuga che mi fa senti- qui comincia a lamentarsi perché sulla cronaca
re molto sola. Ricevo un altro messaggio: Uscito romana è comparso il suo nome. Vi rendete conto?
ora dallo studio! Bianca B., cinquantadue anni, interior designer, ex
M i volto verso il tavolo accanto. Sono tre moglie di un famoso chirurgo. E chi altro può es-
donne della mia età. Tre amiche, suppongo. Sem- sere? Neanche un minimo di privacy. Mi hanno
brano poco interessanti, per un attimo rimpiango telefonato tutti. Intanto si mette in bocca un paio
i coreani. Poi mi viene un dubbio. Sono tre single di calamaretti fritti.
o tre mogli in libera uscita? Controllo se portano Il suo vero problema però è un altro. Le hanno
la fede. Dita liberissime, per quanto piene di anel- messo sotto sequestro l’appartamento, con i sigil-
li. Oddio, parleranno tutto il tempo di uomini e di li. Non è giusto, sta dicendo alle amiche. Una pe-
appuntamenti frustranti come i miei. Non so se ho ruviana viene accoltellata in casa tua e tu, che non
voglia di ascoltarle. c’entri niente, non ci puoi nemmeno tornare? Mi
Poi, mentre sto finendo l’ultimo grissino, sen- tocca stare da mia madre, non so se mi spiego.
to la parola cadavere. Stanno parlando di un delit- Racconta che ha fatto presente questo problema
to? Forse ho capito male. Per non inibirle, tiro alla polizia e che in Questura le hanno risposto:
fuori il cellulare e faccio finta di controllare le mail. Com’è cinica, signora. Succedesse a loro, voglio
Quindi l’hai trovata quando sei tornata da vedere.

70 10 dicembre 2017 L’Espresso


L
e amiche, leggermente a disa- L’avevo pure pagato una follia. Ridono.
gio, stanno cercando di calmar- Prenderei un’insalata di carciofi con il grana,
la. Forse è la procedura, Bianca. dico al cameriere. Adesso Bianca B., cinquantadue
La scientifica in fondo deve fare anni, interior designer, ex moglie di un famoso
il suo lavoro. Vedrai che fra po- chirurgo, ce l’ha di nuovo con i giornalisti. Non
co te la restituiranno. Ma Bian- solo perché l’hanno sbattuta in cronaca nome e
ca B., cinquantadue anni, inte- cognome, anni e professione, ex marito compreso.
rior designer, ex moglie di un famoso chirurgo, È arrabbiata perché hanno scritto che c’erano dei
non ci sta. Risponde che andrà in televisione e gioielli sul tavolo della cucina. Come se io lascias-
farà un appello. Quanta altra gente potrebbe si dei diamanti di fianco ai fornelli, dice. Ma per
trovarsi in questa situazione. Noi italiani paghia- favore. Era solo una scatolina di Cartier che mi ero
mo le tasse, un’immigrata muore in casa nostra scordata di rimettere in cassaforte prima di parti-
e lo Stato che fa? Ce la sequestra. È una vergogna. re. Quegli idioti mi hanno dipinta come una che
Arriva un altro messaggio. C’è un traffico in- lancia i gioielli in faccia ai cronisti. Magari. Non
fernale, scusa sono imbottigliato. Non sarei in causa con mio marito da cinque anni.
rispondo. Mica posso perdere il filo del Scoppiano a ridere. Prendeteli pure, pezzenti.
discorso. Una delle due amiche ha

S
appena sollevato un altro problema. Le case u quel tavolo, continua Bianca, più
dove ci sono stati fatti di sangue perdono di valo- che altro c’erano mille euro in con-
re, sta dicendo, non devi venderla subito. Hai pa- tanti che il mio inquilino aveva
gato quell’appartamento due milioni di euro, appena portato per l’affitto. E nes-
adesso te ne darebbero solo settecentomila. Ti suno li ha presi. Quindi il movente
conviene rimanerci e aspettare. non può essere la rapina, conclude.
Vuole un antipasto nell’attesa? Il cameriere I miei carciofi sono buonissimi.
sta diventando un po’ troppo premuroso. Maga- Soprattutto perché l’italiana che paga le tasse si
ri do un’occhiata al menù, rispondo. Sapete, sta è appena tradita. Altrimenti il suo inquilino
dicendo Bianca B., cinquantadue anni, interior avrebbe fatto un bonifico, come tutti. Aggiungo
designer, ex moglie di un famoso chirurgo, è un po’ di pepe.
stato un trauma. Adesso mi toccherà tornare Deve essere stato per forza qualcuno che la
dallo psicanalista. peruviana conosceva, non c’è segno di scasso,
Hanno dei sospetti? Chiede una delle due continua Bianca. Però hanno controllato le tele-
amiche. Gli inquirenti hanno interrogato l’ex fi- camere e non si vede entrare nessuno. È un bel
danzato, sussurra Bianca, però zitte, sono notizie mistero. E nemmeno l’unico. Le amiche pendono
riservate. Lo conoscevi? Le altre due sono curio- dalle sue labbra, come se fossero precipitate den-
sissime. Ma va, risponde Bianca. Non conoscevo tro una serie crime. Non ci sono segni di legatu-
neanche la peruviana, se è per questo, l’avevo as- ra sul corpo. Non ci sono tracce di ferite da dife-
sunta da due settimane. Credo che la pista sia già sa. E nemmeno di trascinamento. Ti pugnalano
stata abbandonata. Perché le ferite sono troppo al petto e non reagisci?
leggere, un uomo di solito usa più forza, specie in Devo sapere come si chiamava quella ragaz-
un delitto passionale. S’interrompono un attimo za. Ho sentito ripetere mille volte il nome della
perché sono arrivati i secondi. Bianca assaggia la signora seduta di fianco a me e mai il suo. Loro
tartare. C’è troppa senape, commenta. È stata dicono sempre e solo: la peruviana. La peruviana
uccisa con quel coltello di ceramica che avevamo e basta. Tiro fuori il telefono e digito su Google:
comprato insieme, dice alla bruna. Ti ricordi quel Bianca B., cinquantadue anni, interior designer,
negozio di cucina all’angolo con via della Croce? ex moglie di un famoso chirurgo. Compare una

L’Espresso 10 dicembre 2017 71


foto. Era così bella, Pilar Cordero. Aveva
solo sei anni più di mia figlia, mi viene da pian-
gere. È un’Ansa recentissima, uscita da mezz’o-
ra. Le tre amiche non l’hanno ancora letta, a
quanto pare. L’autopsia ha confermato che Pilar
Cordero, ventidue anni, colf, ex fidanzata di un
muratore, si è accoltellata da sola.
È il suicidio più terribile che abbia mai sen-
tito. Come si fa a accoltellarsi da soli? Ma quan-
ta disperazione ci vuole? Non potrò mai dimen-
ticare Pilar Cordero che sceglie di morire dissan-
guata nella casa piena di telecamere di una sco-
nosciuta, che l’ha assunta da due settimane.
Mi alzo da tavola, non ce la faccio più ad
ascoltare quelle tre. Signora? Il cameriere mi sta
inseguendo. Le porto il conto? Mi scuso e vado
alla cassa, per fare prima. Forse devo lasciargli
una mancia. Sento vibrare il telefono in tasca.
Sto arrivando, mi scrive. Nessun problema, ri-
spondo. E me ne vado. Q

Caterina
Bonvicini
scrittrice, è nata a Firenze,
vive tra Roma e Milano. Tra
i suoi romanzi “L’equilibrio
degli squali”, “Il sorriso
lento”, “Correva l’anno del
nostro amore”, “Tutte le
donne di” (Garzanti).

72 10 dicembre 2017 L’Espresso


GIANFRANCESCO TURANO
gui il giro d’onore intorno al tavolo dove
ce ne sono almeno un altro paio che
meriterebbero la fortuna di averti, so-
lamente per quanto si impegnano.
La bionda ti riprende. Sta correndo

E
troppo e tu vuoi considerare

IN 1 FOGLIO
ogni opportunità. Approfitti
della consegna di una quattro
stagioni per sentire che cosa
ti offre la bruna dai capelli li-
sci, molto somigliante a
CCO QUANDO SUCCEDE. HAI quell’indiana del western.
tre anni. Ti portano in un ristorante. Lo spazio Ecco quando succede.
chiassoso mette buonumore e tu sei un bell’uo- Quando la bionda taglia uno
mo. Non riesci a stare fermo. Passi dalla stan- spicchio di pizza ed è soave.
zetta al locale grande facendo incontri. Mentre Quando ti mette il broncio ed
tuo padre invidioso ti avverte di non dare fasti- è soave. Quando ti chiede un
dio, attacchi bottone con una tavolata di ragaz- bacio ed è soave. Succede al-
ze. In effetti, sono loro a proporsi. Non sono lora, molto tempo prima di
obbligate a farti le moine e nutrirti per legge, vederne una nuda.
come mamma. Scelgono liberamente. Questo Quando succede, sei per-
è sbalorditivo solo in parte: tu sei irresistibile. so. Lo capisci. Vai da tua ma-
Una bionda, soprat- dre spaventato. Ma vedi bene
tutto, ti inquadra. Avrà
vent’anni più di te ma
PAGAMENTO che non è più lo stesso fra voi.
Lei non ti basta, inutile. La
dio buono se si man-
tiene per la sua età. DILAZIONATO bionda non smette di puntar-
ti. Un po’ sorride, un po’ fa
Non solo è attraente in modo elettrico, ma l’avvilita perché la trascuri nonostante le
ti accarezza, ti tocca, ti sorride e altre cose che esortazioni di tuo padre.
ti riempiono di delizia e meraviglia. Se una tardona ti provoca questo, che
Quando succede? Quando ti porge un può capitarti quando avrai dodici anni e sarai
grissino. Quando canta una canzone dell’asi- adulto? Finirai come tuo padre che si sta
lo con un calore che la trasforma. Quando la beccando un cazziatone a infrasuoni dalla
accompagni nel duetto con swing innato men- mamma. Resisti mezza pizza. Lasci nel piat-
tre tuo padre tenta di intromettersi. Ma lei ha to anche le patatine. Alla fine ti arrendi.
occhi solo per te. Torni dalla bionda. Per questa sera non si
Ti cede alle sue amiche, per un poco. Ese- paga il conto. Q

L’Espresso 10 dicembre 2017 73


REPORTAGE

Studenti palestinesi nella scuola francescana Terra Sancta, a Betlemme. A destra: pellegrini alla Chiesa della Natività

74 10 dicembre 2017 L’Espresso


Nella città cosmopolita islamici
e cristiani vivono in pace, ma
in una Palestina divisa e stanca

Betlemme
di Enrico Catassi
e Alfredo De Girolamo
senza
foto di Pietro Masturzo
per L’Espresso miracoli
REPORTAGE

G
erusalemme e Betlem-
me gemelle div is e,
Omega e Alpha del
viaggio di Gesù. Dalla
città del Santo Sepol-
cro alla porta d’ingres-
so della culla del cri-
stianesimo sono pochi
minuti in macchina.
Prima di varcare il muro un ultimo
semaforo, quando scatta il verde la
sbarra si alza e le punte chiodate si
reclinano. Lasciare Israele è una for-
malità. Dall’altro lato della barriera, in
Palestina, i lavoratori transfrontalieri
betlemmiti, una calca di operai, per lo
più muratori, in coda dalle prime luci
dell’alba, approcciano mestamente i
controlli dell’apparato israeliano. È il
regime di sicurezza o segregazione.
Check point e permessi per muoversi.
Costeggiato il serpentone di ce-
mento, che separa e imprigiona, a
metà strada per raggiungere la Grotta
della Natività, si erge l’Università cat-
tolica di Betlemme. Al cancello i vigi-
lanti sono indaffarati nella prepara-
zione del caffè al cardamomo. Il piaz-
zale è animato. Nei corridoi ragazze
che indossano hijab colorati a fianco
di altre in jeans. La classe dirigente,
che non sceglie di frequentare univer-
sità estere, è qui che si forma. Quelli
che siedono sui banchi sono il futuro
della Palestina, almeno di una parte di
essa. Yousef Zaknoun, accademico e
direttore del Cardinal Martini Lea-
dership Institute ci spiega: «I quadri
dei futuri leader non avranno il cari-
sma di Arafat o la moderazione di Abu
Mazen. I giovani sono meno indottri-
nati politicamente, sono stati testi-
moni del fallimento delle ideologie nel
mondo arabo».
Ragazzi app dipendenti, che si scat-
tano selfie, che sostituiscono la scrit-
tura con gli emoji. Venerato il vinci-

76 10 dicembre 2017 L’Espresso


I nati dopo il 1993, l’accordo tra Rabin
e Arafat, sono testimoni del fallimento
delle ideologie nel mondo arabo
tore dell’edizione 2017 del talent nulla ben presto. Basil ha 22 anni, è municabilità è mortificante, i tentativi
show Arab Idol, il sirocristiano Ya- uno studente cristiano del corso di di avviare relazioni bilaterali tra isra-
coub Shaheen. Spopola la band Apo laurea in scienze contabili: «Purtrop- eliani e palestinesi sono naufragati
& the Apostles, cliccatissimo il brano po, Oslo è stato un meccanismo com- nell’indifferenza globale. Majd, è
Baji Wenek. Ventenni che nel week plesso e incompleto, troppo centrato iscritta al secondo anno del Master in
end trascorrono le serate nei locali, sulle aspettative e i risultati negativi Cooperazione e Sviluppo: «Credo an-
ballando la tecno, fumando il nar- hanno prevalso su quelli positivi, in- cora che si possa arrivare ad un accor-
ghilè e bevendo vino. È la generazione dubbiamente le politiche intraprese do di pace. Comunque, qualunque
Z betlemmita. Non era ancora nata da Israele hanno avuto un effetto pe- cosa succeda non ho intenzione di fare
quando a Washington nel 1993 Arafat sante. Del resto, non sono sicuro che le valigie e scappare. Qui è la mia casa
e Rabin siglavano un accordo, quello l’Intifada sia lo strumento per porre e il mio destino».
di Oslo, che non aveva avuto prece- fine all’occupazione». Figli della fine di un sogno, cre-
denti e che sarebbe evaporato nel In questo fazzoletto di terra l’inco- sciuti agli inizi del nuovo millen-

Sotto: Al Walaja, un bambino palestinese in poltrona nell’abitazione, ancora in costruzione, in cui vive con la famiglia. A sinistra,
dall’alto: ragazzi nel campo profughi di Dheisheh; murales di un martire nel campo profughi di Al-Azzah, il più piccolo dei tre campi
profughi palestinesi di Betlemme; il mercato delle pecore che si svolge ogni sabato mattina nella vallata di Bab Al-Jbeh’ah
REPORTAGE

nio durante gli anni più cruenti


della seconda Intifada e del sorge-
re sulla scena politica del movimento
islamista e terroristico di Hamas: al-
ternativa radicale al gruppo dominan-
te di Fatah. Con il vecchio Rais relega-
to nella Muqata di Ramallah, nell’ulti-
mo atto della tragedia bonapartiana di
un leader, icona di un popolo diventa-
to scomodo e inaffidabile. A capo di un
partito entrato in corto circuito, tra
accuse di corruzione e incapacità di
affrontare il deterioramento degli
eventi. Arafat alla sua morte lascerà la
“sua” Palestina profondamente divisa,
alla vigilia di una spaccatura non solo
geografica tra Gaza e la West Bank,
ricucita dalle varie anime in lotta solo
recentemente, e precariamente, in
vista delle elezioni politiche che si
terranno nel 2018.
Mohammad è rappresentante stu-
dentesco e militante di Fatah, è musul-
mano. «Hamas ha contribuito ad ali-
mentare contrapposizione tra le fazio-
ni palestinesi. La loro azione non ha
portato benefici, al contrario ha peg-
giorato in molti casi la situazione del-
la nostra gente. Tuttavia ci guida il
medesimo obiettivo: la libertà della
Palestina».
La via principale che sale verso la
piazza della Mangiatoia è congestio-
nata dal traffico, un groviglio di mac-
chine e bus turistici, accompagnato da
un concerto assordante e interminabi-
le di clacson. A complicare la viabilità
l’allestimento degli addobbi natalizi.
Le tre città limitrofe che compongono
un nucleo metropolitano uniforme
sono Betlemme, Beit Jala e Beit Sahour,
descritte nel Vangelo come i luoghi
santi dell’avvento di Gesù. Insieme
contano circa 70 mila residenti. Un
tempo feudi a schiacciante maggio-
ranza cristiana, oggi i fedeli all’Islam
sono intorno al 50 per cento della po-
polazione. Per volere di Yasser Arafat,

78 10 dicembre 2017 L’Espresso


Il turismo della Natività evita la miseria.
Ma non ci sono altre prospettive.
E molti sognano di andare all’estero
le tre città hanno l’obbligo di eleggere quasi, musulmani e per vederli con il maginate la terra dell’annuncio e della
sindaci di estrazione cristiana. Una loro bestiame basta recarsi al mercato nascita di Cristo senza cristiani, sareb-
forzatura ai principi della democrazia mattutino nella vallata di Bab Al-J- be un cambiamento epocale». I cri-
rappresentativa, una imposizione beh’ah street. Khair aveva 21 anni stiani betlemmiti sono l’ultimo esem-
dall’alto che permette a una minoran- quando nel 2002 l’esercito con la stella pio di “custodi depositari”, ciò che ri-
za araba di continuare a rivestire un di Davide cingeva in un lungo e dram- mane di una presenza millenaria, una
ruolo effettivo all’interno della causa matico assedio la Basilica della Nativi- comunità depauperata con l’inasprirsi
del nazionalismo palestinese. tà, dove avevano trovato rifugio deci- del conflitto israelopalestinese. Sabri-
Jehad Khair è il primo cittadino di ne di miliziani palestinesi. «Le restri- na è cristiana, è una fotografa profes-
Beit Sahour, da poco insediatosi nel zioni spingono la gente a scappare. Lo sionista, ha aperto uno studio specia-
municipio del luogo che la tradizione spazio vitale dei betlemmiti si riduce lizzato in ritratti di bambini, il primo
indica come il Campo dei Pastori. metodicamente di fronte all’espansio- in Palestina: «Come madre mi pia-
Mentre i pastori odierni sono tutti, o ne degli insediamenti israeliani. Im- ce vedere mio figlio coccolato dai

Sotto: Betlemme, lo skate park del Sos Children’s Village, associazione che si prende cura di bambini con problemi familiari. A
sinistra, dall’alto: turiste coreane al santuario del Campo dei Pastori (alle spalle: una colonia israeliana); lezione al Fashion and
Textile Institute di Beit Sahour; studenti palestinesi nel cortile dell’Università cattolica di Betlemme, aperta a ragazzi di ogni fede

L’Espresso 10 dicembre 2017 79


REPORTAGE

suoi nonni e circondato dagli ami-


ci, ma se la situazione dovesse de-
generare e si dovesse riproporre la
violenza del passato non esiterei un
minuto ad andarmene».
Negli ultimi anni anche a Betlemme
si sono manifestate con una certa fre-
quenza ingiustizie, piccoli episodi,
segnali poco invitanti, abusi che pas-
sano impuniti; ma nulla a che vedere
con i crimini perpetuati in altri conte-
sti arabi ai danni della minoranza cri-
stiana. A difesa del clima di rispetto
reciproco ci sono le molte opere edu-
cative, sociali e sanitarie gestite da
enti religiosi cattolici, riferimento per
i servizi di base per una larga fetta
della popolazione musulmana. L’altro
ponte sono i fattori economici. L’indu-
stria del turismo è il volano primario,
altalenante a causa del conflitto e del-
la paura. In questi giorni, di alta sta-
gione, non c’è una stanza libera in
tutta Betlemme, ma domani potrebbe
ripiombare l’incubo soffocante delle
camionette e dei carri armati. Samir
Hazboun, economista e presidente
della Camera di Commercio, com-
menta: «I giovani betlemmiti non han-
no possibilità di sbocco, la disoccupa-
zione è al livello più alto dopo Gaza.
Molti accettano salari minimi e condi-
zioni gravose per sopravvivenza. È
frustrante, e la scelta riaffiora: restare
o emigrare. Questo è il dilemma. Per
essere in una terra santa di miracoli
non ne vediamo molti».
Nei laboratori artigiani di credi di-
versi, fianco a fianco, intarsiano i pre-
sepi, souvenir per i pellegrini. «A trat-
tenere le persone che hanno un lavoro
c’è la vocazione a seguire un popolo,
se manca questo collante la scelta al-
ternativa è partire», spiega monsignor
Pierbattista Pizzaballa, francescano e
amministratore apostolico del Pa-
triarcato di Gerusalemme dei Latini.
In Medio Oriente chi è fuggito di casa

80 10 dicembre 2017 L’Espresso


Crescono i locali notturni, le discoteche,
le radio private. E le sale gioco sono arrivate
anche dentro i campi profughi
non è più tornato. I profughi palesti- Ibdaa: «Sono disinnamorato dalla po- palestinese. «Se un giorno mio figlio
nesi attendono un ritorno improbabi- litica. Siamo alla quarta generazione decidesse di sposarsi con una ragazza
le sparpagliati tra Libano, Siria, Gior- di profughi nata in questo campo, so- israeliana verremmo processati e giu-
dania, Gaza e Cisgiordania. Distribu- no ragazzi in attesa di un futuro diver- dicati entrambi, sarebbe uno scanda-
iti in 58 campi d’accoglienza che da so ma nessuno penso che sia in grado lo. Affronterei tutto ciò a testa alta,
temporanee tendopoli sono diventate di promettergli una vita migliore». apprezzando la sua scelta di pace. Tra
aree urbane densamente popolate, tra L’avvento del sedicente Califfato è le mille intricate guerre di questa terra
carenze infrastrutturali e problemati- una possibilità che nessuno prende c’è il bisogno di restare umani».
che sociali. minimamente in considerazione, tra La Betlemme dei giovani è l’occasio-
Hamza è nato durante la prima In- queste pietraie che hanno dato i nata- ne per ricomporre il caos quotidiano
tifada ed è cresciuto con la successiva, li a David e Cristo. All’orizzonte non si da questo lato del muro. Nel loro mon-
vive nel campo profughi di Dheisheh, vedono crociati o i vessilli neri dell’I- do c’è la voglia di non sprofondare
poco fuori Betlemme, è un assistente sis, ma spessi muri, fisici e culturali. nella noia ed essere liberi dall’oppres-
sociale, lavora nel centro culturale Amira ha 29 anni, è una mamma single sione. Inshallah. Q

Sotto: uno dei locali di Betlemme frequentati da giovani palestinesi e cooperanti internazionali. Nell’altra pagina, dall’alto: gli studi
di Radio Bethlehem 2000; la discoteca all’interno del Jacir Palace; una sala giochi nel campo profughi di Dheisheh
Le idee

Quando nel 1995 Christopher Lasch,


l’autore del celebre volume “La cultu-
ra del narcisismo”, diede alle stampe
un altro capitolo della sua indagine
sulla società americana, “La rivolta
delle élite” (ora ristampato opportu-
Senza vergogna
namente da Neri Pozza), pensò bene Da Berlusconi a Trump: così un
di dedicare un capitolo alla abolizione
della vergogna. Lasch esaminava gli sentimento è scomparso dall’orizzonte
scritti di psicoanalisti e psicologi ame-
ricani che avevano lavorato per elimi- dei valori individuali e collettivi
nare quella che sembrava un deficit
delle singole personalità individuali: di MARCO BELPOLITI
la vergogna quale origine della scarsa
stima di sé. La pubblicistica delle
scienze dell’anima vedeva in questo vergogna, come sostengono gli psico- sere temuti che amati», recita un
sentimento una delle ultime forme di logi, costituisce un’emozione intrin- proverbio; nel rovesciamento avve-
patologia sociale, tanto da suggerire secamente sociale e relazionale. Per nuto negli ultimi quarant’anni, cui
delle vere e proprie campagne per ri- provarla occorre immedesimarsi in non è estranea la televisione com-
durre la vergogna, cosa che è avvenu- un pubblico che biasima e condanna. merciale inventata da Silvio Berlu-
ta in California, ad esempio («pro- Ma questo pubblico non esiste più. Ci sconi, è molto meglio che gli altri ti
gramma cognitivo-affettivo finalizza- sono innumerevoli figure dello spet- vedano come sei: cattivo, spietato,
to a ridurre la vergogna»). Lasch non tacolo, della politica, della economia e senza vergogna. L’assenza del senso
ha fatto in tempo a vedere come que- del giornalismo, per cui la sfrontatez- di vergogna è generata dall’assenza di
sto sentimento sia stato abolito dalla za, l’esibizione del cinismo, la menzo- standard pubblici legati a violazioni
classe dirigente che è apparsa sulla gna fanno parte della serie di espres- o trasgressioni. Nella vergogna s’e-
scena della politica mondiale all’indo- sioni consuete esibite davanti alle te- sperimenta l’immagine negativa di sé
mani del 1994, anno in cui lo studioso lecamere televisive e nel web. Nessuno stessi, si prova il senso di un’impoten-
della cultura è scomparso. prova più vergogna. Anzi, proprio za. Questa emozione rientra in quel
questi aspetti negativi servono a crea- novero di quelle esperienze che sono
*** re un’immagine personale riconosci- definite dagli psicologi “morali”. Ciò
Con il debutto di Silvio Berlusconi in bile e, se non proprio stimata, almeno che sembra scomparso in questi ulti-
politica la vergogna è ufficialmente rispettata o temuta. Come ha detto mi decenni è proprio un sistema di
scomparsa dall’orizzonte dei valori e una volta Berlusconi, genio del rove- valori morali condivisi.
dei sentimenti individuali e collettivi. sciamento semantico di quasi tutto:
Le élite che hanno scorrazzato nel «Ci metto la faccia». È l’esatto contra- ***
paesaggio italiano nel ventennio suc- rio del “perdere la faccia”, sentimento Non è lontano dal vero immaginare
cessivo alla “discesa in campo” sono che prova chi sente gravare dentro di che la deriva populista nasca anche da
state totalmente prive di questo. In un sé la vergogna. Metterci la faccia signi- questa crisi verticale di valori, dall’as-
certo senso Berlusconi è stato l’avan- fica apparire rimuovendo ogni senso senza di un codice etico collettivo.
guardia di una classe politico-affari- di colpa, di perdita del senso dell’ono- Nell’età del narcisismo di massa ognu-
stica che ha il suo culmine nella figura re, della rispettabilità. no fa per sé, stabilendo regole e com-
dell’attuale inquilino della Casa Bian- portamenti che prescindono dagli al-
ca, Donald Trump. Nessuno dei due *** tri o dalla società come entità concre-
uomini d’affari trasformati in leader L’esibizione dell’autostima è al centro ta, entro cui si misura la propria esi-
politici conosce né il senso di colpa né del libro più celebre di Lasch, quello stenza individuale. La vergogna è
la vergogna propriamente detta. La dedicato al narcisismo. «Meglio es- senza dubbio un sentimento distrut-

82 10 dicembre 2017 L’Espresso


tivo, probabilmente molto di più del
senso di colpa, come certificano gli
psicoanalisti. Sovente porta a derive
estreme, a reazioni autodistruttive, e
tuttavia è probabilmente uno dei sen-
timenti più umani che esistano. Per
capire come funzioni la vergogna ba-
sta leggere uno dei libri più terribili e
insieme alti del XX secolo, “I sommer-
si e i salvati” (Einaudi) di Primo Levi
nel capitolo intitolato Vergogna. Lo
scrittore vi riprende una pagina di un
suo libro, l’inizio de “La tregua”, dove
si racconta l’arrivo dei soldati russi ad
Auschwitz. Sono dei giovani militari
a cavallo che assistono alla deposizio-
ne del corpo di uno dei compagni di
Levi gettato in una fossa comune. Il
cumulo dei cadaveri li ha come pie-
trificati. Levi riconosce nei soldati
russi il medesimo sentimento che lo
assaliva nel Lager dopo le selezioni:
la vergogna, scrive, che i tedeschi non
avevano provato. La scrittore spiega
che non è solo un sentimento che si
prova per aver compiuto qualcosa di
male, di scorretto o di errato. Nasce
piuttosto dalla “colpa commessa da
altrui”: la vergogna dei deportati sca-
turisce proprio da quello che hanno
fatto i carnefici. Una vergogna asso-
luta, che rimorde alla coscienza delle
vittime per la colpa commessa dai
carnefici: «gli rimorde che esista, che
sia stata introdotta irrevocabilmente
nel mondo delle cose che esistono, e
che la sua volontà sia stata nulla o
scarsa, e non abbia valso a difesa».
Levi parla di una vergogna radicale,
che svela la profonda umanità di que-
sto sentimento.

*** Illustrazione di Vitro


Gli psicologi affermano che la vergo-
gna è molto più distruttiva del senso ma lo evidenzia l’ultima frase di uno cerlo a farlo lui stesso. Il libro di
di colpa. Proprio per questo è lì che dei più straordinari testi letterari Kafka si chiude con questa frase che,
si comprende quale sia la vera radice mai scritti, “Il processo” di Franz come ha segnalato Giorgio Agam-
dell’umano. Si tratta della «vergogna Kafka. Libro che quasi tutti hanno ben, significa esattamente questo: la
del mondo», come la definisce Levi, letto almeno una volta da giovani. Il vergogna ci rende umani. Chissà se
vergogna assoluta per ciò che gli romanzo dello scrittore praghese Silvio Berlusconi e la sua corte han-
uomini hanno fatto agli altri uomi- termina con una frase emblematica: no mai avuto in mano questo rac-
ni, e non solo ad Auschwitz, ma «E la vergogna gli sopravvisse». K. è conto, se l’hanno letto. Probabil-
anche in Cambogia, nella ex Jugo- stato ucciso dai due scherani che mente no. Ma anche se lo avessero
slavia, in Ruanda, nel Mar Mediter- l’hanno perseguitato nel corso fatto, dubito che ne avrebbero tratto
raneo e in altri mille posti ancora. dell’intera storia. L’hanno barbara- qualche ammaestramento, com’è
Che la vergogna ci faccia umani non mente accoltellato al cuore, dopo evidente da quello che è seguito dal
lo dice solo Levi in modo estremo, avere tentato inutilmente di convin- 1994: senza vergogna. Q

L’Espresso 10 dicembre 2017 83


Cultura Internet e storia

La rete
colloquio con NIALL FERGUSON di FABIO CHIUSI

è un
déjà
vu
84 10 dicembre 2017 L’Espresso
Oggi attraversiamo
la seconda era social.
La prima?
Seicento anni fa
con l’invenzione
della stampa. Parola
di un grande storico

Niall Ferguson

L’Espresso 10 dicembre 2017 85


Cultura Internet e storia

a torre e la piazza. Il simbolo dell’ordine gerarchi-


co e quello del caos connesso. La storia, prodotto dei vincitori, ha da
sempre guardato più dall’alto della prima, che dal basso della seconda.
Ma ha sempre sbagliato, scrive Niall Ferguson nel suo ultimo volume,
di prossima uscita in Italia per Mondadori, “The Square and
the Tower” (Allen Lane, pp. 573). Una volta reinterpretato il è che se si creano piattaforme per fare rete, e si conferisce
passato alla luce della teoria delle reti, il compito immane e alle persone il potere di condividere le proprie idee, queste si
affascinante che si propone lo storico di Harvard nel volume, polarizzeranno rapidamente in raggruppamenti uno opposto
si comprende che la nostra è un’era iperconnessa, sì, ma non all’altro. È il fenomeno noto come “omofilia”, in cui “chi si
senza precedenti come vorrebbero i guru di Silicon Valley. somiglia si piglia”. Tendiamo a orbitare intorno a persone
Comprensibile. Perché, per loro, le lezioni da trarre sono come noi, e intorno a idee con cui siamo d’accordo, e questo
scomode. Per esempio, che l’utopia di Mark Zuckerberg - un è un aspetto davvero importante».
mondo tutto «aperto e connesso», in un’unica comunità glo- Altri?
bale - è semplicemente falsa, e irrealizzabile. «Che, in una rete, idee folli possono diventare “virali” tanto
Ferguson, lei scrive che «l’uomo è nato per fare rete». E tuttavia, quanto quelle sensate, o perfino di più - perché estremamen-
«per buona parte della storia così com’è registrata, le gerarchie te seducenti. Nel XVI e XVII secolo molti erano ossessionati
hanno dominato le reti», al punto di convincerci che l’attuale ci- dall’idea che tra loro si celassero delle streghe, e l’isteria por-
viltà connessa sia un fenomeno inedito. Lei invece sostiene che tò a bruciare migliaia di persone che erano in realtà comple-
la nostra sia in realtà una «Seconda Era Connessa». Come abbia- tamente innocenti. Allo stesso modo oggi discutiamo inces-
mo potuto dimenticare la prima? santemente di “fake news”, che non sono altro che la caccia
«Da un lato gli storici non sono pratici di scienza delle reti, e alle streghe della nostra era».
dall’altro gli scienziati delle reti non comprendono la storia. Poi c’è l’illusione di essere tutti uguali, in rete.
A parlare con chi vive in Silicon Valley sembrerebbe che la «Sì, un mondo connesso non è necessariamente un mondo in
storia sia cominciata quando Google è entrata in Borsa, e cui siamo tutti uguali cittadini della rete che scambiano idee
tutto quanto è venuto prima sia l’Età della Pietra! In realtà ci liberamente. In realtà, le reti hanno strutture profondamente
sono state precedenti ere connesse. Una è quella dovuta ineguali, per via dell’“attaccamento preferenziale”: vogliamo
all’impatto della carta stampata nell’Europa del XVI e XVII connetterci, sì, ma a persone ben connesse. È il motivo per cui
secolo. Non credo che avremmo avuto la Riforma, senza quando ci iscriviamo su Twitter seguiamo Donald Trump
l’invenzione della stampa. La letteratura scientifica mostra piuttosto che un utente qualunque».
che sulla sfera pubblica ha avuto lo stesso effetto del pc e di E cosa invece appartiene unicamente alla nostra attuale era
Internet nel nostro tempo, riducendo fortemente il costo di connessa?
fare rete, e creando modi inediti per diffondere le idee. Insom- «Le dimensioni, sicuramente, sono senza precedenti: su
ma, credo che si possano ricavare delle importanti lezioni Facebook ci sono due miliardi di persone, più della popola-
dalle esperienze di quei secoli. Ma sono lezioni spiacevoli, la zione della Cina. E la velocità. La nostra era connessa viaggia
storia che sto raccontando non consente ottimismo». un ordine di grandezza più rapidamente rispetto al XVII
Cosa possiamo imparare dal passato? secolo. Ciò allora che richiedeva un secolo, ora accade in
«Per prima cosa, di non aspettarsi che un mondo connesso dieci anni. Questa combinazione di dimensioni e velocità fa
sia una armoniosa comunità globale in cui tutti condividono sì che gli effetti di rete siano più violenti anche rispetto a
felicemente video di gattini. La lezione dei secoli XVI e XVII quelli di cinquecento anni fa».

86 10 dicembre 2017 L’Espresso


Le fake news sono
come la caccia
alle streghe
del XVI secolo.
Per uscirne abbiamo
dovuto aspettare
l’illuminismo
Ma queste società del passato come hanno combattuto la diffu- Significa che dovremmo cercare di costruire uno spazio pubblico
sione di notizie false? per connetterci, sì, ma al riparo dalla logica pubblicitaria?
«È una domanda a cui è molto difficile rispondere. Nel suo «Credo che le cose debbano cambiare. Se continuiamo ad
splendido “Religion and the Decline of Magic”, Keith Thomas avere una sfera pubblica dominata da entità private che ven-
ha mostrato che, gradualmente, nel corso del XVII secolo le dono i nostri dati - dopo che noi glieli abbiamo dati gratis - ad
idee sulla magia sono state rimpiazzate da idee sulla scienza, agenzie pubblicitarie, gli effetti saranno letali per la democra-
così che nel secolo successivo non erano più in molti a crede- zia. Letali. Oggi i giganti di Silicon Valley non sono responsa-
re nella magia e nelle streghe. È una storia incoraggiante, ma bili dei contenuti che appaiono sulle loro piattaforme, tranne
con un lato meno gradevole: ci vuole molto tempo, e inoltre poche eccezioni. Non ce lo possiamo più permettere. Questi
gli argomenti razionali avanzati per esempio dai philosophes sono ormai i più grossi editori di contenuti nel pianeta, e
nella Francia del XVIII secolo hanno finito per portare alla Facebook ha una massa enorme di dati sui suoi utenti, dati
Rivoluzione Francese e a Robespierre. Ciò che stiamo testi- che non possono rimanere in mani private per lo scopo esclu-
moniando - e di nuovo, più velocemente - è che le piattaforme sivo di fare soldi. Le regole devono cambiare completamente,
di rete hanno creato una sfera pubblica in cui le idee compe- e non sta accadendo. È un momento critico».
tono in un senso quasi darwiniano. Il problema, ed è un Eppure anche fare di Facebook un editore tradizionale non convin-
punto cruciale, è che le piattaforme di rete diffuse al tempo ce. Nemmeno lei. Nel suo libro menziona la legge tedesca contro
della carta stampata non erano principalmente motivate dal le “fake news”, che in realtà - come nella brutta copia partorita in
desiderio di vendere pubblicità». Italia dal Pd - riguarda contenuti illeciti, e scrive: «Sostenere che
Per le attuali, invece, è il cuore del modello di business. Google e Facebook debbano diventare i censori non è solo abdica-
«Allora la vendita di pubblicità era importante solo per una re alla propria responsabilità; è prova di una strana ingenuità».
parte relativamente piccola di ciò che veniva pubblicato - per- Come dire: si vuole ridurne il potere, e lo si cerca di fare dandone
lopiù giornali e riviste. La maggior parte delle persone che loro di più, come quello di «limitare la libera espressione»?
pubblicavano libri e pamphlet non ricavavano denaro dalla «Sono fortemente contrario alla censura, e se diciamo a Fa-
pubblicità; Martin Lutero non stava vendendo spazi pubbli- cebook “censura al posto nostro, è compito tuo, oppure ti
citari quando ha pubblicato le sue 95 Tesi. La nostra sfera multiamo”, non c’è garanzia che non si faccia prendere la
Foto: pagine 84 - 85: D. Levenson - GettyImages

pubblica invece è quasi interamente dominata da piattaforme mano. La chiave non è dunque la censura, ma la responsabi-
di rete, come Facebook e Google, che sono principalmente lità legale. Se per esempio Facebook o Google rendono dispo-
motivate dalla vendita di pubblicità, e ne ricavano enormi nibili contenuti che conducono a illeciti di natura sessuale ora
profitti. Le loro ragioni, insomma, sono molto diverse da negli Stati Uniti c’è una legge che specifica che sono respon-
quelle degli editori del XVII e XVIII secolo, che cercavano sabili delle conseguenze e dei danni che ne provengono. È
solamente di vendere idee. È una differenza cruciale: a Face- questo il tipo di responsabilità che dobbiamo stabilire; quella
book non interessa se un’idea è vera, ma solamente che abbia tedesca invece è la via perfetta per distruggere la libertà di
abbastanza presa da aumentare l’engagement dell’utente. È espressione, e credo che la politica europea sia straordi-
un aspetto davvero pericoloso della nostra era». nariamente avventata nel volerla percorrere».

L’Espresso 10 dicembre 2017 87


Internet e storia Cultura

I dati che noi


cediamo gratis
a Facebook e Google
sono un bene pubblico.
È assurdo che siano
monopolizzati
da due privati
Un’altra strada per uscire dal vicolo cieco di Silicon Valley, Nel libro ipotizza che se davvero robotica e automazione doves-
scrive nel libro, è competere, invece che arrendervisi, cer- sero produrre disoccupazione di massa il rischio è «una ripetizio-
cando al più di regolamentarne gli eccessi. È la strada percorsa ne delle rivolte violente che hanno gettato l’ultima grande Era
dalla Cina, che ha le proprie piattaforme digitali, con le proprie - Connessa nel caos della Rivoluzione Francese». È ciò che stiamo
inaccettabili - norme. Troppo tardi per l’Europa per cercare di cominciando a vedere con quella che Hillary Clinton chiama
creare un proprio social network o motore di ricerca? “Cyber Guerra Fredda”?
«Quel treno è partito, quella possibilità non c’è più. Gli «In termini di cyber warfare siamo già in guerra, una guer-
europei hanno avuto la loro occasione, e l’hanno sprecata. ra quotidiana e permanente perché non c’è deterrenza. Ciò
L’idea di costruire una Internet europea parallela non è comporta che non possiamo considerare gli strumenti della
percorribile, ma è ancora possibile migliorare il quadro guerra digitale alla stregua di armamenti nucleari. Senza
regolatorio così da non fare dell’Europa una colonia di deterrente, resta la rinuncia all’uso che mettiamo in atto per
Silicon Valley. La Cina è stata strategicamente accorta, ma le armi chimiche e biologiche. Perciò, a meno di una con-
l’obiettivo è sempre stato il controllo della cittadinanza, e venzione che includa la Russia e la convinca a rinunciare a
di certo non vogliamo che accada altrettanto in Europa. Il strumenti di cyber warfare, l’interferenza continua non solo
punto cruciale è che i dati controllati dai colossi web, quel- nelle elezioni, ma potenzialmente in qualunque aspetto
li che noi abbiamo dato loro, hanno tra i propri attributi della vita, sarà una fonte di grande instabilità. La Russia
l’essere un bene pubblico, e non credo sia giustificabile che deve riconoscere che nessuno Stato ha interesse a una cyber
Facebook li monopolizzi quando quegli stessi dati possono warfare illimitata e inarrestabile. È uno dei messaggi fonda-
essere usati per migliorare le politiche pubbliche, e in ge- mentali del mio libro: c’è bisogno di un ordine internazio-
nerale per fare l’interesse collettivo. E ancora: i governi nale, non di un’anarchia connessa».
negli Stati Uniti e in Europa potrebbero chiedere a Face- Un’ultima curiosità: cosa pensa, da storico, del concetto di
book e Google di rendere i loro dati disponibili ai governi “post-verità”?
stessi, ma anche ai concorrenti, perché i dati sono un bene «L’idea che vivessimo in una qualche meravigliosa era della
pubblico di cui quelle aziende non possono appropriarsi in verità, e che sia improvvisamente terminata per colpa di In-
modo esclusivo. Una mossa che muterebbe radicalmente ternet, è profondamente antistorica. I giornali del XIX secolo
l’economia di Silicon Valley, e spezzerebbe i monopoli che negli Stati Uniti e in Europa erano pieni di “fake news”, e
vivono di rendita su quei dati». chiunque abbia studiato sa che il livello di “fake news” duran-
È una soluzione radicale. te la Prima e la Seconda guerra mondiale era ben superiore di
«Ma è quello di cui c’è bisogno. Io stesso mi sto radicalizzan- quello attuale. Per cui no, non c’è mai stata un’era della verità,
do sempre più, perché mi sto rendendo conto delle conse- la verità è sempre stata sotto attacco dalla menzogna, dalle
guenze dell’inazione. Lo status quo è totalmente indifendibi- “fake news”, dalla propaganda. La chiave per far vincere la
le, anche se è straordinariamente profittevole per Mark verità sta nella struttura della sfera pubblica. Oggi quella
Zuckerberg e i suoi colleghi. Per tutti gli altri e per la demo- struttura è sbilanciata in favore del falso e contro il vero, ed è
crazia, invece, è estremamente pericoloso». questo che deve cambiare». Q

L’Espresso 10 dicembre 2017 89


Cultura
Libro Mario Fortunato

Fantasia sotto scacco


Salter racconta l’arte di scrivere, le difficoltà,
i dubbi, i nodi dell’ispirazione. In sintesi, la vita

F
ossi stato al posto di James promesse. Le tre meditazioni che com-
Salter avrei evitato di intitolare pongono il testo ora in libreria (“L’arte di
“The Art of Fiction” (“L’arte di narrare”, “Scrivere romanzi” e “La vita
narrare”, Guanda, traduzione nell’arte”) sembrano in certa misura il
di Katia Bagnoli, pp. 106, € 15) controcanto di quel felice capolavoro.
le sue riflessioni sul romanzo. Il motivo è L’autore non vi insegue un’idea coerente
semplice: con questo titolo, il libro rischia e lapidaria della letteratura: non indica
di passare per ciò che non è, vale a dire un una poetica (parola che personalmente Lo scrittore americano James Salter
saggio. Salter è stato uno scrittore con detesto), non disegna profili, non preten-
alterne vicende, che alla fine dell’esisten- de in alcun modo di giungere a un’idea rando e, in magnifica simmetria, il saldo
za terrena, alla soglia dei novant’anni, ha stabilita della scrittura. Più semplice- bancario tende allo zero assoluto. Lo
infilato un autentico capolavoro, uno dei mente ci mette a parte delle sue passioni: scrittore americano non lo dice apertis
più bei romanzi Flaubert, Babel’, Dreiser, Céline, Faulk- verbis, ma è chiaro che per lui la lettera-
dell’ultimo decen- ner, di cui legge le opere con devozione e tura è una forma di gioiosa autoumiliazio-
nio: “Tutto quel che insieme con schiettezza; oppure si ferma ne: perché mette di fronte allo scacco
è la vita”, di cui con- a ragionare sul ruolo che hanno, nella inevitabile di non riuscire mai a essere
servo un ricordo ni- vita di chi scrive, le recensioni (negative) all’altezza del proprio progetto, e perché
tido e smagliante, e i rifiuti editoriali; o ancora su come quel nel non riuscirci si scopre l’essenza di sé e
una specie di mira- flagello endemico che è la mancanza di del mondo. Ecco il motivo per il quale
colo narrativo – se- denaro possa in certa misura trasformar- questo libro non è un saggio ma casomai
gno che per uno si in una spinta propulsiva per l’immagi- un racconto, intimo e diretto, e lo avrei
scrittore la vecchiaia nazione, soprattutto quando si arriva a un intitolato: “L’arte di essere se stessi”. In
può essere piena di punto morto della storia a cui si sta lavo- altri termini, “Tutto quel che è la vita”. Q

Romanzo una continua evoluzione e un grandis-


simo coraggio di un romanziere che
avrebbe potuto limitarsi a ripetere for-
Braun, lo scienziato
nazista esperto dei
missili, importato
Invito alla festa mule già sperimentate e quindi facili.
“Sognando la luna” è un testo che va
poi in America. La
nonna è invece una
oltre i generi stabiliti; contesta l’idea donna che viene
con Chabon del progresso e della stessa verità dei
fatti. La storia in apparenza è un me-
dalla Francia, con
una piccola bambi-
Wlodek Goldkorn moir con forti momenti comici, nono- na, superstiti della
stante le tragedie narrate. Il protagoni- catastrofe.
Per chi ama Michael Chabon, la sua sta è l’omonimo dell’autore. Suo non- L’importante, suggerisce Chabon,
sfrenata fantasia, il suo radicamento no, pochi giorni prima di morire gli rac- non è la storia in sé, ma il modo di
nella cultura popolare e fumettistica conta la propria vita. Lui è un ingegne- raccontarla. Le vicende non hanno un
“Sognando la luna” (traduzione di Mat- re, ebreo, affascinato dai razzi, missili ordine cronologico e non sappiamo
teo Colombo, Rizzoli, pp. 528, € 22) è e dal sogno dello sbarco sulla Luna. cosa sia la verità e cosa è un’inven-
una vera festa. E anche se non si trat- È un uomo imprevedibile: gli capitò zione. Un modo molto ebraico e che
ta del miglior romanzo dell’autore di di finire in galera perché tentò di si riallaccia al padre della letteratura
“Le fantastiche avventure di Kavalier e strangolare il suo datore di lavoro. yiddish, Sholem Aleichem, per dire: la
Foto: Getty Images

Klay” e di “Il sindacato dei poliziotti yid- Durante la guerra, soldato in Europa, vita è narrazione. E finché siamo in
dish”, il libro appena pubblicato indica si mise sulle tracce di Wernher von grado di narrare siamo vivi. Q

90 10 dicembre 2017 L’Espresso


Freschi di stampa Sabina Minardi

LETTERE AD ALICE è dei più potenti e decisivi. spin-off, tradotti e raccontati Heinz Berggruen
Fay Weldon A dispetto delle premesse: da Chiara Lagani. Il prezzo è Skira, pp. 139, € 14,90
Bompiani, pp. 264, € 13 nipote di un eccentrico impegnativo, ma il cofanetto Heinz Berggruen, tra
Spiritose, irriverenti e molto costruttore di aquiloni lui, è unico e impreziosito dalle i maggiori mercanti d’arte
contemporanee, queste rampolla di una famiglia illustrazioni originali di Mara del secondo Novecento,
“Lettere ad Alice che legge aristocratica lei. In mezzo la Cerri. Al centro lo stesso e proprietario di una
Jane Austen per la prima guerra, l’invasione tedesca mondo del Meraviglioso collezione oggi esposta al
volta” sono il dono della della Polonia, la resistenza Mago, la terra di Oz e Dorothy Castello di Charlottenburg,
romanziera-femminista antinazista. E la fedeltà a un con i suoi vecchi amici. Tra a Berlino, in brevi racconti
(il suo romanzo più noto amore entrato in un giorno i quali si affacciano ora altri autobiografici che rivelano
è “Vita e amori di una d’ombra e sole, e non uscito personaggi, ugualmente le sue tante amicizie con
diavolessa”, interpretato più. Struggente, e già bizzarri e indimenticabili: artisti tra i più famosi: c’è
al cinema da Meryl Streep), considerato tra i più bei dallo Scarasaggio il rapporto con Picasso,
alla nipote diciottenne, che romanzi di Romain Kacev. Sommamente Eccessivo con Matisse, con
sogna di diventare scrittrice. Traduzione di Giovanni all’automa Tic-Toc o la Giacometti, Miró. Ma
Ma la simpatia è verso tutte Bogliolo. Gallina Billina. Una splendida anche l’entusiasmo per un
le ragazze di oggi, tentate I LIBRI DI OZ conferma di fantasia acquisto; i capricci e i vezzi
dall’idea che Jane Austen L. Frank Baum e libertà. di collezionisti speciali come
sia ormai lettura fredda e Einaudi, pp. 917, € 90 RICORDI DI UN MERCANTE Gianni Agnelli. Traduzione
superata. In sedici lettere, Il mago di Oz e i suoi tredici D’ARTE di Enrico Arosio. Q
più un elenco di titoli
imperdibili, la dimostrazione
dell’esatto contrario.
Traduzione di Beatrice
Masini.
GLI AQUILONI
Romain Gary
Neri Pozza, pp. 347, € 14
Se uno sguardo può essere
una promessa, guidare
due esistenze, e cambiare
i destini, quello che Ludo e
Lila si scambiano da ragazzi

Saggio Tutti contro tutti Fabio Chiusi


Bianchi indaga l’utopia della “gente”, ultima variante del populismo
a “gente” è ciò che resta tra le ceneri della partito- pp. 362, € 18 ) che l’utopia gentista non

L crazia, in chi non crede più nella politica e nei


modi di raccontarla. Figlia di due fenomeni di
disintermediazione -Tangentopoli dai partiti e
Internet dai media mainstream - e di una crescen-
te sfiducia in ogni altra intermediazione, la gente è diventata
l’ultima speranza di salvezza. Scrive Leonardo Bianchi in “La
Gente. Viaggio nell’Italia del risentimento” (Minimum Fax,
è figlia minore del populismo: ne rappre-
senta una variante complessa: tutto da
comprendere se è uscita dai «margini
negletti e oscuri» da cui è sorta, per
prendersi «il centro della scena politica
italiana». No-vax, complottisti, martiri
della legittima difesa, castigatori del
buonismo dei radical chic su immigrati
e islamici, rivoluzionari col forcone e

La strofa
“Sognano, pregano, pagano
@CasaLettori
controinformatori su YouTube diventano espressione della
stessa marea di odio anti-casta, orchestrata per massimizza-
re gli interessi della politica che la manovra, di estrema destra,
spesso, ma anche liberal e di governo. Bianchi è abile a indi-
Il prezzo dei sogni viduare i meccanismi di quella propaganda. A spiegare che
Non ha confini” senza nemici astratti (la teoria gender), ideali e perfetti, alla
“gente” manca il collante. E che a fare ricorso a fake news non
Alessandro Leogrande, “Haye: le parole, la notte”, Feltrinelli Zoom sono solo i populisti, ma anche chi li denuncia. Q
#VersoDelGiorno
L’Espresso 10 dicembre 2017 91
Cultura
Rock&Co. Alberto Dentice

E Gilberto Gil divenne il Divino Krishna


In “Negro Amor” i ritmi del samba si intrecciano con l’opera lirica
Se non riuscite a immaginare come possano convivere Calabria (Teatro Cilea). Titolo “Preludio”. Nella prima parte
allegramente i ritmi del samba con l’opera lirica e la mitologia i grandi classici di Gil. Nella seconda, frammenti dell’Opera
indù è per due motivi. Primo: non avete fede sufficiente nel che debutterà in febbraio a Rio de Janeiro. Con Brizzi sul podio
potere della musica. Secondo: non vi è ancora capitato di a fondere con mano sicura i groove poliritmici del Cortejo Afro. Q
ascoltare Gilberto Gil nella sua ultima incarnazione artistica,
quella del Divino Krishna. Accade in “Negro Amor”, il progetto
più ambizioso che il cantautore bahiano ed ex ministro della
Cultura brasiliano ai tempi di Lula abbia intrapreso negli ultimi
anni. Specialità brasiliana abbattere le barriere tra musica colta
e popolare. Ma stavolta niente sarebbe accaduto senza lo
zampino di un compositore italiano, Aldo Brizzi (discepolo
di Giacinto Scelsi). E senza l’incontro con il poliedrico Rogéiro
Duarte, uno dei padri del Tropicalismo. Di quest’ultimo
è la traduzione (dal sanscrito in portoghese) del poema
“Gitagovinda” («L’espressione letteraria più erotica del
misticismo induista» secondo Marguerite Yourcenar) da cui
è tratto il libretto dove si narrano in forma di canzone gli amori
di Krishna («il pastore del canto») e di Radha. Dopo il Barbican
di Londra, lo spettacolo è approdato per un’unica data a Reggio

perfetto esempio di sintesi


Danza Sergio Trombetta culturale, nei suoi pezzi degli
inizi per i Ballets C. de la B.

Ninfe e fauni di Alain Platel (“Rien de Ri-


en”, “Foi”, e “Tempus Fugit” ,
fra il 2000 e il 2004), annun-

per la Laguna ciava già quella capacità fan-


tasiosa di creare una danza
di forte teatralità, mescolare
Sidi Larbi Cherkaoui culture e stili, che caratteriz-
za il suo lavoro. A Venezia la
protagonista alla Fenice compagnia reale fiamminga
nel nome di Debussy arriva con un programma
“Ravel/Debussy”. Due pezzi

A
l festival Romaeuropa ha di Cherkaoui (“Exhibition” e
Foto: per gentile concessione di : M. Natale, Ufficio Stampa Teatro La Fenice

p r e s e nt at o d i r e ce nt e “Faun”) e uno di Jeroen Ver-


“Fractus V” con la sua bruggen. I “Quadri da un’e-
compagnia Eastman, ed è sposizione” di Musorgskij,
stato un bel successo (a nella versione orchestrata da
Roma, d’altra parte, è amato e conosciuto Ravel, diventano “Exhibi- Il Balletto Reale delle Fiandre.
per gli anni in cui è stato direttore del tion” dove la scena è animata In alto: Gilberto Gil in concerto
Festival Equilibrio). Ora è in arrivo a da una serie di grandi corni-
Venezia nelle vesti di direttore artistico ci dorate e vuote dalle quali i danzatori il re Baldovino. “Faun”, cioè “L’Après
del Balletto Reale delle Fiandre: al Teatro entrano ed escono per dare vita ai dieci midi d’un Faune” di Debussy, con musi-
la Fenice, dal 13 al 17 dicembre. quadri della partitura. In “Ma Mère che aggiuntive di Nitin Sawhney, narra
In carriera da più di venti anni, Sidi l’Oye” di Verbruggen il tono è dato dall’i- l’animalità del fauno che si rispecchia
Larbi Cherkaoui, padre marocchino, niziale “Pavane pour une Infante nella sensualità della ninfa. Un passo a
madre belga, è una delle figure di spicco défunte” e in controluce il coreografo due breve e ammaliante, molto richiesto,
della ricca scena artistica fiamminga. vuole ricordarci la figura di Fabiola, la che Larbi ha riallestito a settembre per il
Allievo della scuola coranica in Belgio, regina triste del Belgio e il suo amore per gala di apertura dell’Opéra di Parigi. Q

L’Espresso 10 dicembre 2017 93


Classica Un binomio di grande fortuna,
a giudicare dagli importanti
Cultura
riconoscimenti ottenuti: ben 24
Riccardo Lenzi Grammy Awards dei 31 - un record -
ritirati da Solti.
Le esecuzioni sono su uno standard
molto alto. Fra queste eccelle
l’integrale delle sinfonie di Mahler,
dove gli strumentisti suonano con
Buuh!
elettrizzante virtuosismo. Un
approccio coinvolgente ed
estroverso, che a tratti ci fa
dimenticare le sottigliezze che qui
vi hanno profuso un Abbado o uno
Chailly. Notevoli pure l’integrale dei
Pianista accompagnatore cercasi.
concerti per piano di Beethoven con
La polemica l’ha lanciata Luca
Vladimir Ashkenazij e un
Signorini, primo violoncello del

Solti con un “Deutsches Requiem”


di Brahms d’ascendenza
furtwängleriana. Si fa
Teatro San Carlo, sul Corriere del
Mezzogiorno: i conservatori italiani
sono senza pianisti a disposizione
pizzico di latinità ammirare l’eclettismo
di un ensemble che sa
essere tanto massiccio
degli studenti e questi, per
sostenere gli esami con un
partner, devono arrangiarsi da soli,
A vent’anni dalla morte e architettonicamente
magari spendendo di tasca
complesso nelle sinfonie
l’integrale con la Chicago propria. «Da noi non esiste
di Bruckner, quanto snello
e non è mai esistita una tale
Symphony Orchestra e luminoso in quelle K504
figura professionale, come invece
e K543 di Mozart.
avviene in buona parte del resto
Come rammenta la cantante Cecilia Il repertorio compreso nel box
d’Europa», spiega Signorini. Q
Bartoli, il direttore d’orchestra Georg va cronologicamente da Bach
Solti era tutt’uno con «una musicalità, a Del Tredici e non riguarda solo la
una pulizia, un ordine intellettuale sinfonica: vi sono opere liriche come
tipicamente mitteleuropei». Basterebbe
assistere su YouTube alle sue prove del
primo preludio dei “Maestri cantori di
Norimberga” di Wagner: precisione e
“I Maestri cantori di Norimberga”,
dove viene esaltato il Walter di Ben
Heppner dal fraseggio robusto e
gentile, sempre sensibilissimo. E un
Bravo!
chiarezza nel richiedere agli strumentisti “Otello” verdiano con un Pavarotti,
come deve esser suonato il brano, nel ruolo del titolo, un po’ in affanno,
lucidità estrema nell’organizzare i con una “tinta” - l’accento e il colore
fraseggi e disporre i tempi delle parti. - poco convincente. Q
Con un simpatico e gradevole pizzico di
latinità, quando impone un vibrato e un Il direttore d’orchestra Georg Solti
rubato più goderecci di quanto oserebbe
un ordinario Kapellmeister. Un’arte Lorenzo Viotti, 27 anni, nato a
sopraffina, comunicata senza la Losanna da famiglia di origine
Foto: per gentile cponcessione di J. Steere - Decca / Warner Music

protervia di tanti suoi duceschi colleghi. italiana, nuovo talento della


Dove talvolta, forse, quel che si bacchetta, dal prossimo anno
guadagna in senso del bello e misura, sarà direttore della prestigiosa
si perde in profondità. Orchestra Gulbenkian, con sede
Il cofanetto appena uscito “Solti – a Lisbona. Osannato agli
Chicago, the complete recordings” in International Opera Awards,
108 cd della Universal, ci ricorda, a richiesto dalla Scala e dalle
vent’anni dalla scomparsa del direttore orchestre National de France e
ungherese, la sua liaison con la valente Staatskapelle di Dresda, è figlio
orchestra del Midwest, che diresse in di Marcello, nome che era molto
pianta stabile dal 1969 al 1991. apprezzato fra i colleghi sul
podio, scomparso a 50 anni
mentre dirigeva a Monaco la
“Manon” di Massenet. Q

L’Espresso 10 dicembre 2017 95


Cultura
Trash News Siviglia che ruotavano sullo sgabello,
Gianmatteo Pellizzari Hovistocose Beatrice Dondi
fagioli da contare, auricolari e tuffi in
piscina. Una scatola insomma, capace di
fare ascolti nonostante il vuoto assoluto.

Guastatori Renzo Arbore, invece, prima di finire nel


tunnel della musica napoletana, continuò
imperterrito a utilizzare il suo genio
da concerto mescolando quegli stessi ingredienti ma
per ridere della televisione e non degli
Con la fratellanza, a parole, noi sciagurati che si ostinavano a guardarla.
bravi ragazzi ce la caviamo bene: Così dopo l’Altra Domenica e Quelli
abita nei nostri discorsi perché della notte, nel 1987 creò Indietro tutta,
deriva dalla nostra educazione una satira feroce, esilarante e al tempo
sentimentale (i cattivi ragazzi non stessa incredibilmente lieve della tv
hanno mai cantato “Kumbaya” insulsa che avrebbe dilagato nei tempi
assieme alla maestra). Con i fatti, a venire infestando i palinsesti
però, come ce la caviamo? Test come i Trifidi.
infallibile: un concerto. Stadio o
sagra è uguale, tanto ci s’imbatte
comunque nella stessa fauna
lombrosiana: quelli che il
Nostalgia Arbore A trent’anni di distanza, Rai
Due celebra quella lezione
con due serate (11 e 13
Indietro Tutta rideva della dicembre, con la
concerto t’impediscono di partecipazione di Andrea
guardarlo e quelli che il concerto tv portata al paradosso. Delogu), in cui rivivere quel
t’impediscono di sentirlo. Alla
Oggi è rimasto solo quello gioiellino sperimentale
prima categoria appartengono diretto da Ugo Porcelli
l’uomo più alto del mondo, l’uomo Quando Arbore e Boncompagni e animato da Nino Frassica, Mario
più alto del mondo con pensarono a un programma in grado Marenco, Francesco Paolantoni e
pettinatura afro, l’uomo più alto di rivoluzionare davvero il mondo il Signor Arbore in versione nocchiero
del mondo con pettinatura afro radiofonico, il primo titolo che gli venne con megafono e galloni. Un esercizio
e morosa sulle spalle (variante: in mente fu “Musica e puttanate”. di stile paradossale sui giochi a premi,
l’uomo più alto del mondo porta Ovviamente venne bocciato, ma Alto con le proto Veline, il bravo presentatore,
il sombrero). Alla seconda gradimento fu promosso a pieni voti e il trionfo del kitsch, il putto dondolante,
categoria appartengono la tizia visse felicemente per dieci anni. Poi i due il bambino sbattuto davanti alle
stonata che ulula tutte le canzoni, si separarono buttandosi a capofitto dai telecamere, il notaio, lo sponsor invasivo,
l’agiografo che le commenta microfoni alla tv e portarono stretti a loro la sigla tormentone, il pubblico cantante
una per una, l’idiota che non il gusto straordinario per quelle e altri orrori di cui all’epoca si rideva con
ne conosce mezza e importuna i “puttanate” delle origini. Ognuno a suo incosciente serenità. E che oggi lascerà
vicini (variante: la tizia stonata modo. L’intelligenza di Boncompagni creò in bocca lo stesso sapore del rimpianto
ulula tutte le canzoni sbagliando una sorta di teorema secondo il quale la di chi consuma mesti pasti alla mensa
il testo). Già così, ammettiamolo televisione era un oggetto in sé talmente aziendale dopo aver provato la cucina
serenamente, la fratellanza inutile che si poteva svuotare all’infinito stellata. In sintesi, volante uno a volante
diventa un concetto astratto. E di contenuto producendo i medesimi due: straziante effetto nostalgia,
ancora manca la terza categoria, effetti. E il risultato furono ballerine di angolo Montesacro. Q
la peggiore, figlia dell’ultimo
decennio: quelli che t’impallano
sia la visuale che l’ascolto
maneggiando smartphone e
Semaforo TV
O O
tablet come fossero steadycam! Mentre dalle nostre parti si Quattro figurine
Saremo anche bravi ragazzi, ok, dibatte sul fine vita neanche bidimensionali in giuria,
ma per bonificare il pianeta fossimo Penelope e la sua tela, squarci di rock e pochissimo
dall’odio e dall’intolleranza serve dal Canada arriva una serie (Mary Kills altro: l’edizione di X Factor, in dirittura
altro. Serve la santità. Q People su Tim Vision) che il tema lo finale, quest’anno è tanto lussuosa
affronta, eccome, a partire dal suicidio quanto stanca. E la dice lunga che
assistito. Perché, come dice la gli unici brividi sul palco scenicamente
protagonista che aiuta a morire con sontuoso siano arrivati da una band
siringa e champagne, «avere il controllo di appena maggiorenni sostenuti dagli
su vita e morte aiuta ad essere liberi». ormoni di chi potrebbe essergli nonna.

L’Espresso 10 dicembre 2017 97


Cultura
Art box
Alessandra Mammì
COME LE FOGLIE
Manifesta 12. 16 giugno -
4 novembre 2018. Sedi varie.
Palermo
Non si sa ancora molto della nuova
Biennale nomade che sa raccontare
l’Europa. Per ora solo il titolo, “Il
giardino planetario. Coltivare la
coesistenza”, e il progetto. Ma è
bastato incontrare il team di curatori
alla conferenza del ministero dei Beni
culturali per capire che sarà serio e
visionario come l’immagine simbolo

Arte Germano Celant


dell’orto botanico di Palermo, esempio
di una felice convivenza tra pioppi
migrati dal Medio Oriente, fichi d’india

Architetture con antenati in Messico e ulivi originari


dell’Asia. Bella metafora per
sintetizzare un lavoro scientifico fatto
di studi, analisi di flussi migratori di

fluttuanti
Stocchi e Koolhaas adattano gli spazi della
uomini, informazioni, economie.
Un lavoro che fa di Palermo il punto
di partenza per raccontare il
Mediterraneo e l’Europa. Opera
un gruppo che comprende architetti
(Ippolito Pestellini e Andrés Jacque),
Fondazione Carriero alla scultura di LeWitt giornalisti (Van der Haak), curatori
(Mirjam Varadinis) e allarga la

C
on la scoperta degli spazi industriali abbandonati e recuperati consulenza alle comunità del territorio.
quali studi d’artista e luoghi espositivi, dal 1972, i musei e le gal-
lerie non si sono più identificati con l’architettura del palazzo e RICOMINCIO DAL BORGO
dell’appartamento, con le loro stanze e saloni, ma con gli ambien- Nasagonando Art project.
ti aperti, definiti loft. Il cambio di segno è notevole, perché per- 8 dicembre - 30 giugno. Ormea. Cuneo
mette una diversa costruzione e visione dell’opera, non più pensata come Chiamare artisti fotografi architetti.
decoro casalingo, ma come oggetto in grande scala. Un evento che coincide Offrire una residenza per curare un
con l’affermazione della Minimal Art negli Stati Uniti e dell’Arte Povera in luogo distrutto dall’alluvione del 2016
Europa. Sono tendenze che si propongono di dominare il contesto, sia sto- e trasformare la catastrofe in occasione
rico che contemporaneo, fagocitandolo per renderlo parte della loro esteti- di ripensamento del rapporto fra uomo,
ca. Per capovolgere questo processo che vede l’oggetto prodotto, spesso di natura e cultura. È il bel progetto ideato
dimensioni macroscopiche, adeguarsi per coincidere con lo spazio dato e da Emanuele Piccardo e voluto dal
trovato, Francesco Stocchi, curatore, e Rem Koolhaas, architetto, hanno comune di Ormea. Q
pensato di invertire il processo, adattando, fino al 23 giugno 2018, gli am-
bienti interni della Fondazione Carriero a Milano, alla scultura di Sol
LeWitt. Sono partiti dal testo dell’artista, “Paragraphs on Conceptual Art”,
1967, che evidenzia l’importanza dell’idea sull’esecuzione, e hanno adatta-
to il percorso architettonico, fatto di scale e di sale, alle sue sculture mini-
mali. Il risultato è un flettersi delle pareti alle dimensioni delle sue struttu-
re primarie, 1962-1966, così da creare stanze ridotte e intime, relative alla
limitata grandezza. In altri casi funziona in maniera diversa. Le pareti
murarie si sono incurvate o tradotte in superficie speculari per ospitare i
suoi Wall Drawings, dal 1968, fatti a mano da assistenti e studenti. È un
processo all’inverso nello scambio tra arte e architettura, dove quest’ultima
non si pone come semplice contenitore ospitante, ma diventa strumento
fluttuante e attivo di lettura dell’opera scultorea. Q
“Veduta di Palermo” di F. Lojacono (1875).
Sopra: Fondazione Carriero a Milano

L’Espresso 10 dicembre 2017 99


Cultura
Cinema Emiliano Morreale

Nell’abisso del disamore


Ipocrisia e solitudine nel film di Zvyagintsev

Q
uest’anno, in un’edizione e incarognita, lui ipocrita. Entrambi
particolarmente fiacca del hanno un altro, stanno insieme forse
festival di Cannes, uno dei solo perché il marito è dipendente di un
film più convincenti era “Lo- cristiano fondamentalista, che non am-
veless” di Andrey Zvyagint- mette divorziati nell’azienda. Il figlio
sev, autore che nel 2003 ave- della coppia è solo e trascurato, a tratti
va vinto il Leone d’oro con l’opera prima umiliato; sembra uno di quei bambini
“Il ritorno”. Non che il suo sia un film dei lacrima movies italiani anni Settanta
particolarmente simpatico, anzi: il suo tipo “L’ultima neve di primavera”. E in-
atteggiamento vero il mondo e verso il fatti, dopo tre quarti d’ora di film, spari-
cinema è quello tipico di molto cinema sce. Insomma, un assunto perfino dida- “Loveless”. In basso: foto (1870-1880)
d’autore che si vede per i festival, di pre- scalico, che viene ribadito in chiave po- di autore non identificato, Archivio Alinari
ventivo nichilismo, condanna dei perso- litica dalle continue notizie della guerra
naggi che vengono mostrati con fredda in Ucraina che giungono da radio e tv. dri), il film comunica un’angoscia pro-

 
distanza, in inquadrature composte e La ricerca del bambino scomparso di- fonda, e perfino le sue ambizioni meta-
oppressive. Però, tra tanti film che non venta un’esplorazione di spazi di deso- foriche sono in fondo non gratuite.
erano all’altezza del progetto, questo lata suggestione: condomini notturni, Indimenticabile la visita notturna alla
invece lo perseguiva con grande effica- edifici sovietici abbandonati. Con il nonna del bambino, una specie di Baba
cia, con una tensione che prende lo spet- suo stile di eleganti piani-sequenza e la Yaga passiva-aggressiva, vero abisso di
tatore. Al centro, una coppia governata sua tetragona visione di un mondo miseria umana. Q
dal disamore (“Il disamore” sarebbe la meschino (i genitori, i rispettivi aman- “Loveless” di Andrej Zvyagintsev,
traduzione ideale del titolo): lei distratta ti, e anche la generazione dei loro pa- Russia, 127’’ aaabc

Fotografia Emanuele Coen

prima in Cina con Charles Wirgman, un documento straordinario,

Memorie del corrispondente del The Illustrated


London News, e poi lo segue in Giappone
l’instantanea di una civiltà antichissima
ed esotica che per la prima volta si apre

Sol Levante nel 1863, dove apre il suo studio.


Nel giro di pochi anni spopolano
le sue stampe fotografiche all’albumina
colorate a mano - vedute, paesaggi,
allo sguardo altrui. Per questo vale
la pena soffermarsi sul bel libro
“Lost Japan - Felice Beato e la fotografia
di Yokohama” di Rossella Menegazzo
Samurai, lottatori di sumo, geisha,
artigiani e commercianti, uomini tatuati beltà femminili, mestieri, usi e costumi (Mondadori Electa in collaborazione con
e danzatrici, monaci pellegrini diretti tradizionali - destinate al pubblico Alinari, 160 pagine, 99 euro): frammenti
al monte Fuji. Personaggi dell’“ukiyoe”, occidentale. E tuttora rappresentano e personaggi di un’epoca scomparsa,
il Mondo Fluttuante, le silografie ritratti realizzati da fotografi, da autori non
giapponesi proliferate tra fine Seicento indentificati e dallo stesso Beato,
e inizio Novecento. Oggetto di culto tra cui il trasportatore di “sake” ritratto
da parte di appassionati e artisti con il carretto e nei suoi abiti da lavoro,
occidentali, e anche di ciclica colorati nella stampa con qualche tocco
riscoperta, come testimonia di blu veloce. Malgrado la cornice ovale,
la miriade di mostre organizzate tipica degli scatti del fotografo veneziano,
in giro per il pianeta, Italia inclusa. l’immagine non scade nel manierismo
Era immerso in quel paesaggio Felice ma resta ancorata ai canoni del realismo
Beato (1832-1909), grande viaggiatore ante-litteram, conservando il proprio
veneziano, fotografo indomito valore documentario, giornalistico.
e acuto osservatore: pioniere Con l’effetto spiazzante del colore
del fotogiornalismo, si trasferisce che ai nostri occhi la rende più vicina. Q

L’Espresso 10 dicembre 2017 101


Cultura Romanzi criminali

Nero
napoleta di MAURIZIO DE GIOVANNI

L
UI AMA LEI, MA DEVE ANDARE VIA per
lavoro un anno intero. Torna, e lei ha sposato
l’altro. Lui allora si mette insieme all’altra, che
si innamora pazzamente di lui. Lui però non ha
mai dimenticato lei, ne è ossessionato e trascu-
ra l’altra. Che si vendica, va dall’altro e gli sug-
gerisce l’inesistente infedeltà di lei. Lui e l’altro
si scontrano, e lui muore.
Souvenir da Costiera Lo schema a quattro personaggi di un delitto passionale, che
Una vittima, un americano in villeggia- si offre a un bell’intreccio con figure secondarie a tutto tondo;
tura a Sorrento e una diva di Hollywood la madre di lui ad esempio. E piena libertà di ambientazione,
affetta da Alzheimer. Sono i protagoni- scelta libera di epoca e di luogo perché la situazione è universa-
sti del nuovo caso dell’ispettore Loja- le, non credete? Sono gli stessi sentimenti che prova ognuno di
cono e dei Bastardi di Pizzofalcone: noi, nessuno escluso: gelosia, invidia, ossessione, fantasmi che
“Souvenir”, di Maurizio de Giovanni popolano sogni e veglia.
(Einaudi Stile libero). C’è qualcosa di peculiare, di assolutamente caratteristico alla
base del fatto letterario del momento, del successo crescente di
un movimento narrativo forte come mai in precedenza, e non
è certo la paternità condivisa con tutte le altre nazioni del gran-
de mistery statunitense anni Quaranta e Cinquanta, dal quale
pure sono stati mutuati atmosfere e colori. Noi, da queste parti,
abbiamo un altro, fondamentale elemento.
Non è ancora chiaro? Allora proviamo con una seconda
storia.
Un uomo deforme e vile, con aspirazioni superiori ai propri
mezzi, si innamora della bella moglie del capo. Ci prova,
assillato da quell’aspetto, da quella voce, da quelle forme.

102 10 dicembre 2017 L’Espresso


Delitti passionali. Tradimenti.
Vendette. A ispirare i giallisti
italiani di successo non sono
gli americani, ma un genere
antico: il melodramma

ano

L’Espresso 10 dicembre 2017 103


Romanzi criminali Cultura
Lei rifiuta, ovviamente, anche perché è innamorata di un
altro, bello e affascinante. Il deforme insinua il sospetto nel Nei libretti d’opera il canto
capo, che lascia montare la rabbia dentro di sé fino al culmine,
quando soffoca nel sangue della moglie e dell’amante la propria
trascina, spezza il cuore.
ossessione.
Vendetta, delazione, sconforto. Disperazione.
Coinvolge, con l’aiuto
Potremmo continuare all’infinito a cercare modelli che, sem-
plificati come sopra, sarebbero a buon diritto la colonna verte-
della musica, il lato oscuro
brale di un romanzo nero attuale e di successo. Invece, per i del pubblico
pochi che non le hanno riconosciute, abbiamo stilizzato e ri-
dotto all’essenziale le trame di “Cavalleria rusticana” e “Pagliac- perizia tecnica dei cantanti, ma anche agli atteggiamenti previ-
ci”. Proprio quelle, le opere liriche coeve che riempiono i teatri sti dai ruoli.
nazionali e internazionali dalla fine dell’Ottocento. E avremmo Dalle parti di chi scrive la cosa ha avuto un seguito e una
potuto provare a ingannarvi con Rigoletto, Otello, Romeo e conferma nella musica popolare e in alcune formule teatrali che
Giulietta e così via. da essa derivano, in primis la canzone sceneggiata. Attorno ad
C’è quindi il melodramma, il caro vecchio melodramma che alcune maschere convenzionali, isso, essa e ’o malamente, lui,
sembra così impolverato e sgualcito, riservato ormai a pochi lei e il malvagio, si costruivano dinamiche assolutamente iden-
appassionati, e che è invece attuale e moderno nella sua essenza, tiche a quelle di un’odierna fiction televisiva, di un blockbuster
alle fondamenta del romanzo nero italiano, la novità più evi- cinematografico e, ovviamente, di un thriller ossessivo. I buoni
dente nell’ambito della narrativa contemporanea. sentimenti, l’amore, la dolcezza, la devozione spezzati e ridotti
Naturalmente nessuno dice che ne sia l’unica componente. in cenere dal vizio, dall’egoismo, dall’approfittarsi dell’amicizia
L’analisi della società che ci circonda, l’esigenza di capire il si- e dell’ospitalità.
gnificato profondo di certi terribili eventi, la necessità di anda- Queste modalità di narrazione portano, attraverso il tempo
re oltre il reperimento puro e semplice di un responsabile ri- e senza variare nella sostanza, al movimento che è ricono-
mangono le istanze fondamentali di questa tipologia di scrittu- scibile come letteratura italiana nera contemporanea: e in
ra. Ci si riferisce piuttosto alla peculiarità, all’originalità di
un modo sentimentale, e più ancora passionale, di porsi
di fronte a quella insanabile ferita sociale che è il delitto.
Il melodramma mette in scena, appunto, le passioni,
spesso in maniera assai realistica, esaltando con la mu-
sica, col canto e coi costumi la violenza
delle stesse e il processo di corruzione di
sentimenti inizialmente positivi, che si
degradano scontrandosi con si-
tuazioni a volte banali, sempre
evitabili. I libretti d’opera me-
scolano con abilità ingredienti
della vita quotidiana con elementi di
mitologie e leggende, portando i
personaggi a rivolgersi direttamente
alle emozioni degli spettatori: il canto
spezza il cuore, fa sorridere, coinvolge
e trasporta l’anima in un altro dove e in
un altro quando, proprio come la nar-
razione deve fare.
L’universalità, la riconoscibilità del
lato oscuro erano state comprese dagli
autori del tempo, e la scena diventa il
luogo ideale per superare ogni inter-
mediazione. Non è un caso che in
un’epoca in cui era altissimo l’indice di
analfabetismo i loggioni fossero pieni,
e tanta gente che non avrebbe saputo
leggere una pagina di racconto impa-
rasse invece a conoscere personaggi e
storie, partecipando sonoramente
con fischi e applausi non solo alla

L’Espresso 10 dicembre 2017 105


Romanzi criminali Cultura
qualche modo ne spiegano l’essenza, la natura e soprattut-
to la popolarità. In un’epoca ad alto tasso
Fateci caso, non c’è un periodo dell’anno, da gennaio a dicem-
bre, in cui nella classifica dei libri più venduti non compaiano
di analfabetismo, i loggioni
nelle prime posizioni almeno un paio di romanzi neri italiani.
Certo, si spazia dal thriller al giallo, dal noir puro al poliziesco
erano sempre pieni. E tanta
e a tutte le possibili sfumature (absit iniuria verbis) del genere, gente scopriva in questo
ma siamo lì: a presidiare la cima delle vendite ci sono gli autori
di narrativa criminale. modo personaggi e storie
Si sa che, purtroppo, in Italia il popolo dei lettori resta abba-
stanza esiguo, d’accordo. Le statistiche sono impietose, e il Bel
Paese si colloca in fondo alle liste europee per numero di per- come Gadda e Sciascia; e se chiedessimo a dei lettori quale libro
sone che, resistendo alle tentazioni di una comunicazione di di Umberto Eco viene loro in mente per primo, quasi tutti ri-
massa sempre più incline all’immagine, scelgono la pagina sponderebbero col titolo dell’unico vero testo di narrativa cri-
scritta per riempire il proprio tempo libero; eppure la cosiddet- minale che il Professore abbia scritto, “Il nome della rosa”. Ma
ta letteratura di genere, definizione riduttiva e ghettizzante si trattava di individualità, seppur straordinarie. Il vero e proprio
ormai finalmente in via di definitivo superamento, si espande a movimento, organico e connesso, sebbene plurale e polifonico,
macchia d’olio e si impone sulle altre tendenze con malcelato comincia ovviamente con Andrea Camilleri.
orrore della grande critica e nella perdurante indifferenza di Il Maestro, il vero iniziatore, colui che ha inaugurato la strada
molti, importanti premi letterari. che, con consapevole gratitudine, hanno poi percorso in tanti,
Il fenomeno è curioso e interessante, e porta a discutere del- ha traghettato il romanzo criminale italiano al di là di una bar-
le ragioni e delle conseguenze. Ma anche del recente passato, e riera di pregiudizio e di noncuranza, conquistando progressi-
di quanto è accaduto da una ventina d’anni a questa parte. vamente le librerie prima e gli scaffali principali poi a botte di
Grandi scrittori che abbiano praticato il genere, con veri ca- centinaia di migliaia di copie vendute, superando la diffidenza
polavori, ne abbiamo avuti eccome. Al di là di formidabili por- e la superbia dei lettori forti e diventando la compagnia prefe-
tabandiera come Scerbanenco, Fruttero e Lucentini, Veraldi, rita di una platea di persone che prima di lui non leggevano
Loriano Macchiavelli (ancora meravigliosamente attivo, per affatto. È stato lo scrittore di Porto Empedocle l’autentico
fortuna), di letteratura criminale hanno scritto autori immensi spartiacque, il discrimine di un’epoca. È lui il vero iniziato-

Verismo all’Opera
di Riccardo Lenzi
La prima scaligera dell’“Andrea all’Opera di Roma). Ma è in generale Verismo di derivazione letteraria si
Chénier” di Giordano è solo la punta nella stagione 2017-2018 che si riferiva alla materia trattata: il mondo
dell’iceberg di un altro fenomeno possono contare le tante messe in degli umili, la vita e i problemi della
culturale di ritorno: il Verismo musicale, scena che nei teatri lirici di tutto il gente comune. In questo senso sono
che sui palcoscenici di tutt’Europa sta mondo hanno riguardato i principali veristi i libretti di “Cavalleria rusticana”
vivendo una seconda giovinezza. compositori di questo movimento: come di Mascagni, da una novella di Verga, e
Il direttore d’orchestra Riccardo Chailly ricorda la rivista Classic Voice, 15 dei “Pagliacci”, che Leoncavallo ricavò
lo definisce un «periodo unico e marchio allestimenti di Giordano, 9 di Cilea, 28 da un fatto di cronaca. Ciò che legò
di fabbrica musicale tutto italiano di Leoncavallo, ben 109 di Mascagni. questi autori fu inoltre lo stile di canto,
da valorizzare», lo stesso pensa la Ma cos’è il Verismo musicale? derivato dal declamato melodico
protagonista femminile di questo Nel quarto di secolo che anticipò verdiano, rinvigorito da moduli
Sant’Ambrogio milanese, Anna la prima guerra mondiale, nei teatri espressivi estremamente
Netrebko, che al Verismo ha dedicato europei si impose la produzione drammatizzati. Ma l’orchestrazione
un disco. E, per rimanere solo a di un’agguerrita generazione che non vi è affatto rozza o ingenua. Ricorda
quest’anno, il divo Jonas Kaufmann, comprendeva i compositori Leoncavallo, infatti ancora Chailly che Gustav Mahler
che ha portato con successo lo Mascagni, Cilea e Giordano (oltre che, stimava molto la musica di Giordano,
“Chénier” a Monaco di Baviera e Parigi ovviamente, Puccini, la cui grandezza ammirandone la qualità compositiva
(e altrettanto ha fatto Roberto Abbado travalica i confini di questa scuola). Il e i colori strumentali. Q

L’Espresso 10 dicembre 2017 107


Romanzi criminali Cultura
re del movimento della letteratura nera italiana che oggi Camilleri è il vero iniziatore.
domina le classifiche, ha il primato di traduzioni all’estero
e continua a sbarcare con successo e in molte versioni sugli E non è un caso che il
schermi televisivi. E non sembra casuale che il suo Montalbano
venga dalla stessa Sicilia che è la meravigliosa ambientazione di commissario Montalbano
Cavalleria Rusticana.
Si potrebbe precisare, e a giusta ragione, che il fenomeno del provenga dalla Sicilia
successo del noir è planetario. Ma per le ragioni che abbiamo
esposto all’inizio, è doveroso pensare che contesti narrativi
di Cavalleria Rusticana
come il giallo nordico e quello nordamericano si muovano su
direttrici differenti dal nostro. Non prosperano a queste latitu-
dini Legal o Medical thriller, assassini seriali, scoppi di efferata
e spesso immotivata violenza all’interno di una società irreggi-
mentata e rigorosamente regolamentata: noi parliamo di senti-
menti corrotti, di passioni personali, di ossessioni. La dimen-
Thriller al top
sione delle nostre storie è, per dir così, più quotidiana e realisti- di Sabina Minardi
ca, meno eccezionale e lontana: proprio come Canio e Nedda,
o come Santuzza e Turiddu. E l’investigatore, il veicolo col Incendiario, folgorante, seducente: il genere noir
quale camminiamo per le stesse storie, è uno che, come il letto- conquista sempre più lettori, scala le classifiche, invade
re, è costretto a immedesimarsi, a riconoscere le emozioni le tv di fiction, è protagonista di diversi festival, marca
perché incline a provarle. L’immedesimazione è l’unico modo il primato delle nostre traduzioni all’estero.
per arginare gli effetti devastanti di queste emozioni, e per gu- E dà respiro al fiacco mercato editoriale italiano.
starne i processi. Accade da anni, con autori come Giorgio Scerbanenco
In fondo, seduti in poltrona con un libro in mano o affacciati alla raffinata guida del filone. Ma il Rapporto sullo Stato
al loggione di un teatro, quello che cerchiamo è sempre la stes- dell’editoria 2017 pubblicato dall’Aie, ora, a conferma
sa cosa: un’emozione da condividere. la costante crescita: novela negra, polar, giallo, thriller,
E da ricordare. Q poliziesco, horror, spy-story, crime novel sono tutte
sfumature della medesima categoria, in costante
aumento: dal 2012 al 2016 il genere è passato
da 2.000 a 2.375 titoli. Nella produzione di narrativa
una cifra pari al 12,6 per cento: una fetta
tra le più rappresentative della fiction italiana.
Non solo: da Andrea Camilleri ad Antonio Manzini,
da Giancarlo De Cataldo a Marco Vichi, da Donato
Carrisi, (con tre milioni di copie di libri venduti nel
mondo a 10 anni da “Il suggeritore”) ad Antonio
Lanzetta (appena scoperto dal Sunday Times, che ha
celebrato il suo romanzo “Il buio dentro” come
uno dei thriller psicologici più belli del 2017),
da Gianni Biondillo a Massimo
Carlotto e Luca D’Andrea, sangue
amore e morte hanno un italian style
ben definito e apprezzato all’estero.
Nella geografia dell’import-export
letterario, nel 2016 i marchi italiani
hanno venduto agli stranieri i diritti
di 6.565 titoli (l’11 per cento in più
rispetto all’anno prima) e ne hanno
acquistati 9.552 (meno 10,6 per
cento): tra questi una larga parte
costituita proprio da titoli di noir. Q

L’Espresso 10 dicembre 2017 109


Tentazioni buone belle divertenti irraggiungibili
Gusto Enzo e Paolo Vizzari

Riso, verza
e ostrica liquida
Uno chef giramondo.
Per una cucina d’autore

A
vere il mare nel sangue, esserci praticamente
nato dentro, poterne - volendo - vivere senza
problemi, e scegliere invece di andarsene lon-
tano, in posti dove dell’odor di salsedine non c’è
traccia, pur di seguire la propria passione. An-
zi, la propria “Pèscion”, come, giocando sul doppio senso
tra la materia prima favorita e l’impulso del cuore, Luca
Mastromattei ha scelto di scrivere sulla propria insegna
appena è riuscito ad averne una. Luca è figlio di Eriberto,
personaggio a suo tempo eponimo in città: suo era il circo-
lo-stabilimento balneare più bello di Pescara, frequentato
e ambito. Battezzato solo (e orgogliosamente) col suo nome.
Lì Luca avrebbe potuto continuare il lavoro paterno se
il virus della cucina d’autore non l’avesse contagiato in

sono solidi, lo spazio non manca e la do- frizione. I turbodiesel 1.600 da 115 o 136
Auto Paolo Sardi
tazione base comprende tutto l’indispen-
sabile. I più esigenti possono completarla
con raffinati sistemi di infotainment e di
cv arriveranno invece solo a metà del
2018. Chi volesse mettersi subito al vo-
lante e desiderasse possedere proprio
Quattro ruote sicurezza di ultima generazione, talvolta
standard sugli allestimenti più ricchi. In
questo momento la Hyundai Kona è dispo-
una turbodiesel non si deve tuttavia sco-
raggiare: Hyundai ha studiato infatti la
furba formula Kona Extend, che permette
fuori dal coro
In mezzo alle tante crossover senza un
nibile solo con due motori turbo a benzina:
un equilibrato mille da 120 cv e un brillan-
te 1.600 da 177 cv con cambio a doppia
di iniziare a guidare un esemplare a ben-
zina e di cambiarlo poi con uno a gasolio
nel giro di un anno. Q
pelo fuori posto e ai molti Suv in doppio
petto che popolano il mercato, la Hyundai
Kona intona una voce fuori dal coro. Que-
sta coreana disegnata in California sfog-
gia linee decise e mostra i muscoli come
i body builder di Venice Beach, con ampie
protezioni in plastica da vera fuoristrada.
Lunga 417 cm e larga 180, ha l’aria tosta
di un mezzo che non teme di sporcarsi
fuori dall’asfalto e pare pronta a sfruttare
le doti dell’eventuale trazione integrale.
Su strada è maneggevole e sa anche
coccolare i passeggeri con un comfort
elevato, filtrando bene le buche e attuten-
do i rumori in velocità. L’abitacolo è pro-
mosso sotto ogni punto di vista: gli arredi Hyundai Kona. In alto: un piatto del ristorante Pèscion; lo chef Luca Mastromattei

110 10 dicembre 2017 L’Espresso


Bottiglia
Festeggia i 120 anni
l’azienda leader di Valtellina.
E lo fa sfornando, a prova
modo irresistibile. E così, via per il mondo a studiare. In d’intatta vitalità, un nuovo vino.
mezza Europa, e a lungo a Londra. Fino al dì del ritorno. Da casa Negri, e dalle mani
In un piccolo locale nella parte vecchia della città e, ne- fini di Casimiro Maule, ecco
anche a farlo apposta, lontano dal mare, dove, prima in- l’ambizioso Castel Chiuro
sieme a mamma Renata e poi a Piera, moglie e timoniera (65 euro). Tutto Chiavennasca
in sala, ha varato la sua linea, i primi menu e piatti dive- (il glorioso Nebbiolo d’altura
nuti “signature”, come le seppioline su passata leggera di locale), da location di rango,
broccolo e patate viola. Da qualche mese però il ritorno debutta col 2009 dopo 60
di Luca è finalmente totale: il nuovo Pèscion, piccolo, mesi passati in
luminoso e aggraziato, ha quasi i piedi in acqua, sul lun- botti grandi di varia
gomare nord. E il mare domina ovviamente la carta, che taglia. Ed è
gioca però poi con tutti i souvenir d’impronta regionale, letteralmente
dalla “porchettatura” della rana pescatrice, rifinita con giovanissimo.
pistacchio e lime, allo zafferano, primattore con olio evo Ma fa già intuire
e crema di nocciola del dessert che chiude il menu degu- stoffa e intensità
stazione (quattro portate, 40 euro). da purosangue.
In carta, oltre ai crudi - di paranza e di rango – spiccano
idee come il riso, verza e ostrica liquida, l’ardito e ghiotto Paolini &
cubo di tonno e riduzione di maiale al profumo di liquerizia Grignaffini
o l’ultima creazione, il gioco-percorso attorno allo sgom- Facebook.com/
bro. Buoni vini, con arguta scelta regionale. Servizio spi- viniespresso
gliato. E spesa più che corretta: intorno ai 50 euro. Q

Pèscion, Montesilvano (Pe)


Via Aldo Moro 103 bis, Tel. 085.62942
Chiuso domenica sera e lunedì sera Cocktail
www.pescion.it IL NEGRO
Ingredienti: assenzio
15 ml, una zolletta di

Food & Drinks Luca Turner zucchero di canna,


Vermouth amaro Cocchi
30 ml, bitter Berto 30 ml,
gin Mì 30 ml. Facciamo
Drop Café bruciare in due tazze
di rame l’assenzio,

Casale Monferrato che passando da


una tazza all’altra scioglie
e caramellizza lo zucchero.
CASALE MONFERRATO. Siamo in Piemonte, quel Piemonte che ha una ricchezza Ad assenzio consumato
intrinseca che parte dal territorio ed abbraccia l’animo dei suoi abitanti. aggiungiamo ghiaccio
Più precisamente siamo nel basso Monferrato, nel Casalese, cittadella nelle tazze incandescenti
di impronta militare, dove lo spirito e l’estro creativo in ambito enogastronomico e molto rapidamente
a 360 gradi non manca davvero. Dai celebri vini rossi, Barbera, Grignolino e Dolcetto, lo facciamo girare per
ai conosciuti biscotti Krumiri addirittura coperti da brevetto. recuperare il caramello.
Energia, operosità, intraprendenza. Quelle che troviamo qui a Casale nel Drop Café, Ora passiamo tutto
dal 2012. I fratelli Coppo aprono nel cuore della città, hanno le idee chiare: progettano in un napoleon, dove
prima e realizzano poi un luogo di ritrovo e di ristoro, dalla prima colazione aggiungiamo tutti
del mattino al bere miscelato di tarda sera. Volontà di usare solo prodotti freschi, estratti gli altri ingredienti
e spremute di frutta e verdura fatte al momento, gran selezione di erbe aromatiche e lo raffreddiamo
e gin da ogni parte de mondo. mescolandolo.
A proposito di Gin, Tommaso Coppo, il barman-patron, ha messo a disposizione Filtriamo in un bicchiere
la sua lunga esperienza dietro i banconi per collaborare alla realizzazione alto precedentemente
di due Gin, Mì&Tì, italiani nella fattura, internazionali negli ingredienti originali raffreddato. Come
ed appaganti nel gusto. Il Drop Café ha molto da raccontare, temperamento guarnizione una fettina
e carattere da vendere. di arancia disidratata.

L’Espresso 10 dicembre 2017 111


Tentazioni buone belle divertenti irraggiungibili
Sorprese di Natale
Luci colorate, romanticismo, abeti delle feste. Giorni di atmosfere
decorati a festa, aria di relax in casalinghe. Ma anche di uscite con gli
famiglia. Il Natale è l’evento più atteso amici. Al cinema, prima di tutto: per
dell’anno perché sa tenere insieme kolossal di animazione coi bambini.
molti desideri: della tavola, da E due film da suggerire a chi a Natale
indossare, di stare insieme. E di regali: non ha voglia di classici: “The greatest
divertenti o utili, purché sempre showman” con Hugh Jackman nel
sorprendenti. Come le versioni rock ruolo dell’inventore del circo Barnum.
e da mise di fine anno degli stivaletti O l’ultimo film di Woody Allen, “La
più in voga; o i trucchi preziosi e ruota delle meraviglie”, romantico e
trasgressivi da sperimentare nelle sere mai scontato. Enrico Maria Albamonte

Aggressivo e sensuale La collezione di orologi I fan delle divise


per sirene rock Dionysus di Gucci punta e del look militare
metropolitane su un nuovo modello vintage di La Martina
lo stivaletto in suede da con due teste feline che apprezzeranno per
Capodanno è decorato avvolgono la cassa in le feste la giacca
da perline con tacco oro giallo e un jacquard tono su
vertiginoso. Di Melissa quadrante in tono decorata
Satta per Bata madreperla da passamanerie oro
e argento

Da Acqua di Parma il Per le più sofisticate,


Natale si accende della dalla collezione Winter
luce di fili d’argento che Holidays 2017 di
illuminano le cappelliere Bulgari, la borsa
dei cofanetti di colonie Serpenti Forever
ed essenze. Per un è decorata da stelle
uomo che ama metalliche e borchie
lo stile italiano scintillanti

112 10 dicembre 2017 L’Espresso


Si presenta in uno scrigno laccato di ispirazione Art
Déco la nuova palette Gold Guerlain di Guerlain,
che offre un make-up completo per viso,
sopracciglia e labbra

Ideale per una Da Ermanno Scervino,


serata elegante, ma una lady in smoking
anche per un regalo seducente con giacca
di stile, la camicia corsetto di cady su una
femminile gonna in patchwork di
Naracamicie in pizzi e georgette e borsa
cotone con polsini in vitello cocco
e collo arricciato stampato
con pietre

Evoca la forma elegante


e aggraziata di un fiore
il prezioso anello
disegnato da Giovanni
Raspini, in argento e
decorato da una grande
pietra di quarzo

Si tinge di rosso
natalizio la maglia
sportiva girocollo
Navigare in rasato misto
lana congeniale a chi
ama vivere all’aria
aperta fra la montagna
e la città

L’orologio subacqueo Serate da dandy per chi


della serie Superocean sceglie la camicia dalla
Héritage II di Breitling si vestibilità snella con
rinnova con una lunetta collo alla francese in
d’acciaio con anello in cotone, interno collo e
ceramica hi-tech polsi in micro fantasia.
resistente agli urti Di Webb & Scott Co.
L’Espresso 113
È la borsa dell’anno
la Whitney Bag di Max
Mara, proposta in
versione mini realizzata
in pelle e rifinita con
strass sul fianco, con
doppi manici e tracolla

Per vederci chiaro


durante le feste,
gli occhiali Giorgio
Armani Eyewear in
acetato dalla forma
tondeggiante e dai
colori sobri,
ispirazione vintage
e ponte a chiave

Un dono elegante e Gioco di contrasti


originale per chi per la maglia in
ama spostarsi alpaca con maxi
mantenendo un paillettes Brunello
certo stile. È il porta Cucinelli, che si
pantofole da viaggio porta con la gonna a
Prada, in raso nero balze in tulle e i
minimalista e polacchini in pelle
bon ton specchiata

Per calzare il look


giusto delle feste le Perfetto per i seduttori di Capodanno
scarpe Frau che il blazer sfoderato doppiopetto
rivisitano in chiave Tagliatore Pino Lerari, in cammello,
glamour il modello dalla vestibilità asciutta, vita
derby in pelle sciancrata e spalle insellate
spazzolata
semilucida con
suola leggera

Si chiama Gold Fresh


Couture il profumo
Moschino che è un’ode
all’ironia con il suo
flacone dorato e
dissacrante che sembra
la bottiglia spray
di un detersivo
Dedicato ai fan Elegante e pratica
dello sportswear con un piglio
tecnologico il parka da lady e dalle
termico, un tecno raffinate linee
impermeabile geometriche la
traspirante, borsa passepartout
antiacqua e Nero Giardini.
antivento foderato in tessuto tecnico
in pile elasticizzato. con tracolla adatta
Di Rrd Roberto a ogni look
Ricci Designs

Un’idea regalo ludica e


raffinata per chi ama
giocare in casa durante
le feste è il set da ping
pong con racchette
nel blu tipico
di Tiffany & Co.

Per chi sa mixare


il formale e il casual
c’è l’abito
sartoriale in lana
mohair di Valentino
da portare con le
sneaker Soul AM
Valentino Garavani

Il gentleman latino in Da sfoggiare su


vena di conquiste un’elegante
opterà per un completo camicia il sobrio
da sera asciutto in gilet Jeckerson
tessuto mimetico nero color fumo di
tono su tono con collo a Londra chiuso da
scialle in raso. un’abbottonatura
Di Manuel Ritz centrale
L’Espresso 115
Noi e Voi N. 50 - 10 dicembre 2017 Senza risposta
senzarisposta@espressoedit.it

LA CARTA DELLE POTENZE


Risponde STEFANIA ROSSINI Nella vostra cartina cromatica sul-

@
le zone di influenza delle grandi
potenze del mondo (L’Espresso n.
stefania.rossini espressoedit.it 49, pagine 28 e 29) ci sono alcune
scelte discutibili. Ad esempio, avete
colorato in azzurro (zona d’influen-
za degli Usa) anche Cuba, Venezue-
la ed Ecuador, i cui governi sono

Cervelli che restano in Italia decisamente in contrasto con la


Casa Bianca. L’Afghanistan lo avete
colorato in grigio (cioè come indi-
Cara Rossini, scrivo questa lettera diritto, salvo talune eccezioni, pendente) mentre è sotto l’influen-
per esprimere la mia esasperazione la responsabilità è personale, e za politica e militare degli Stati
di fronte ai diffusi piagnistei e luoghi nessuno può rispondere per un fatto Uniti. Idem per l’Iraq. Infine, avrei
comuni sull’Italia. Sono laureata in commesso da altri: un italiano onesto messo il piccolo Nepal sotto l’in-
giurisprudenza con il massimo dei vale quanto un tedesco onesto, così fluenza dell’India, anziché lasciarlo
voti, e a breve affronterò l’esame come in tutti gli Stati ci sono persone in grigio.
di avvocato e il concorso in corrotte e persone irreprensibili. Samuel Bono
magistratura. Credo di essermi So per certo che certe dinamiche,
meritata i risultati che ho ottenuto che in Italia verrebbero subito
finora, come me la stragrande definite “raccomandazioni” sono
maggioranza dei giovani italiani. Per diffuse anche all’estero. È proprio il Salvate Fabio e Filippo
questo non sopporto più di leggere dare la colpa e il darsi la colpa senza Ho appreso della vicenda di Fabio e
che in Italia vige il clientelismo, non criterio, unito al credere che gli altri Filippo Galassi, padre e figlio, leggen-
c’è meritocrazia e che i più bravi sono siano sempre migliori di noi, il vero do l’articolo apparso su L’Espresso
costretti ad andarsene all’estero. Non male dell’Italia: perché un simile online alcuni giorni fa; non ero al cor-
è vero: la maggior parte dei giovani atteggiamento porta a considerare rente della loro peripezia giudiziaria in
che conosco non è stata vittima di la res publica, la cosa comune, Guinea Equatoriale e l’intera vicenda
ingiustizie o prevaricazioni causate a cui tutti possiamo e dobbiamo mi ha drammaticamente colpito per il
da raccomandazioni. E poi: esistono contribuire tramite il voto, qualcosa sapore amarissimo di giustizia som-
molteplici ragioni per cui una che prescinde da noi e su cui maria che s’addensa attorno ai fatti
persona può scegliere di restare non abbiamo potere decisionale. narrati di cui sono tristemente prota-
o di andare via, tra cui il carattere, Viola Dellavedova gonisti. Trovo doveroso che le nostre
la propensione allo spostamento, Istituzioni debbano tentare, con totale
il fatto di avere o meno un impiego; Una voce così controcorrente dedizione, di venire a capo di quella
sui media invece passa sempre il merita tutto lo spazio possibile. che sembra essere un’ombrosa e opaca
messaggio per cui chi è bravo se ne Con forte convinzione la futura macchinazione giudiziaria allestita
va. Il che vuol dire al contempo: magistrata e/o avvocata ci dice dalle autorità centroafricane per sban-
restano quelli meno preparati e i che siamo spesso vittime di dierare un operoso senso di “saper
raccomandati. Ciò che più mi irrita, luoghi comuni e che i giovani fare giustizia” che, invece, dissimula
poi, è il colpevolizzare di continuo inseguono con onesta solo le fattezze di una meschina caccia
l’“Italia”, come se si trattasse di determinazione la propria al capro espiatorio. Anche in questa
un’entità astratta e non invece della realizzazione in patria o altrove. vicenda, come in quella differente ma
somma degli italiani, individui che Siamo d’accordo con lei. Con due parimenti delicatissima della tortura
hanno diritto di votare, di esprimere piccole osservazioni: non sempre mortale di Giulio Regeni, la “scorta
il proprio pensiero e di associarsi per quello che accade in un ambiente mediatica” da parte della stampa ita-
contribuire al miglioramento della sociale e culturale vale per tutti; liana può rivelarsi fondamentale e
società. Questo atteggiamento oltre in molti Paesi più che le cruciale per tenere acceso il faro
ad essere ingiusto, è pericoloso: dare raccomandazioni vigono le dell’attenzione su questi fatti di intra-
la responsabilità alla società significa segnalazioni centrate sul merito, scurabile gravità, sia perché in gioco
deresponsabilizzarsi, infischiarsene, sistema indispensabile in una c’è la libertà di due nostri concittadini
non prendersi il merito e il demerito società mobile, quale non innocenti, sia perché omettere di par-
delle proprie scelte. Come insegna il è più la nostra. larne e scriverne può essere d’in-
centivo alla macchina dell’oblio,

L’Espresso Via Cristoforo Colombo, 90 - 00147 Roma letterealdirettore@espressoedit.it precisoche@espressoedit.it Altre lettere e commenti su lespresso.it

L’Espresso 10 dicembre 2017 117


DEMOCRAZIA A SORTE
Denise Pardo, nella sua spiritosa DIRETTORE RESPONSABILE: MARCO DAMILANO
rubrica settimanale, ipotizza l’estra- VICEDIRETTORI: Lirio Abbate, Alessandro Gilioli
CAPOREDATTORE CENTRALE: Leopoldo Fabiani
zione a sorteggio dei parlamentari, UFFICIO CENTRALE: Marco Pacini (caporedattore vicario), Sabina
seppur con un tono ironico e para- Minardi (vicecaporedattore), Stefano Livadiotti (vicecaposervizio)
ATTUALITÀ - POLITICA - ECONOMIA: Luca Piana (caposervizio
dossale. Pardo accenna anche all’u- Economia), Beatrice Dondi (caposervizio Web),
so di questa prassi tra gli antichi Mauro Munafò (vicecaposervizio), Lara Crinò, Elena de Stabile,
Giovanni Tizian, Stefano Vergine (vicecaposervizio)
greci: allora l’estrazione era conside- La copertina dell’Espresso n. 49 CULTURA: Angiola Codacci-Pisanelli (caposervizio),
del 3 dicembre 2017 Emanuele Coen, Riccardo Lenzi
rata una modalità davvero demo- INVIATI: Federica Bianchi (Bruxelles), Paolo Biondani, Emiliano
cratica, mentre l’elezione finiva per Fittipaldi, Fabrizio Gatti, Vittorio Malagutti, Gianfrancesco Turano
CONTROLLO QUALITÀ: Fabio Tibollo
premiare - per clientelismo - i più CUPERLO INTERVISTATORE ART DIRECTOR: Giuseppe Fadda
ricchi e i più potenti della città (non Ho letto sull’ultimo numero de L’E- UFFICIO GRAFICO: Catia Caronti (caposervizio), Martina Cozzi
(caposervizio), Daniele Zendroni (caposervizio, copertina),
a caso l’estrazione era osteggiatissi- spresso il bel dialogo tra Gianni Cu- Caterina Cuzzola, Theo Nelki (progetto web)
ma dagli aristocratici). Ad ogni mo- perlo e Joe R. Lansdale. Bravissimo, PHOTOEDITOR: Tiziana Faraoni (caposervizio)
RICERCA FOTOGRAFICA: Giorgia Coccia, Mauro Pelella,
do non si tratta di un paradosso come intervistatore, Cuperlo: colto, Elena Turrini
neanche nei tempi contemporanei: curioso, competente, divertente, SEGRETERIA DI REDAZIONE: Raffaele Vispi (coordinamento)
Rosangela D’Onofrio, Valeria Esposito, Pietro Giardina (Milano)
è del 2012 lo studio congiunto di perfettamente in grado di stare al OPINIONI: Michele Ainis, Altan, Massimo Cacciari, Lucio Caracciolo,
Alessandro De Nicola, Roberto Esposito, Luciano Floridi,
diversi docenti dell’università di Ca- passo con uno dei maggiori letterati Riccardo Gallo, Bernard Guetta, Piero Ignazi, Sandro Magister,
tania i cui esiti, serissimi, si trovano del mondo. Credo di non offenderlo Bruno Manfellotto, Ignazio Marino, Ezio Mauro, Michel Onfray,
Soli Ozel, Denise Pardo, Massimo Riva, Pier Aldo Rovatti,
nel saggio “Democrazia a sorte” se dico, con rispetto, che nella vita Giorgio Ruffolo, Roberto Saviano, Eugenio Scalfari, Michele Serra,
Raffaele Simone, Bernardo Valli, Gianni Vattimo, Sofia Ventura,
(Malcor D’edizione). “normale” ha sbagliato mestiere. Luigi Vicinanza, Luigi Zoja
Sabrina Bertini Sergio Ciprelli RUBRICHE: Stefano Bartezzaghi, Marco Belpoliti, Mauro Biani,
Germano Celant, Rita Cirio, Oscar Cosulich, Alberto Dentice, Mario
Fortunato, Alessandra Mammì, Luca Molinari, Emiliano Morreale,
Gianmatteo Pellizzari, Guido Quaranta, Stefania Rossini, Enzo Vizzari
COLLABORATORI: Enrico Maria Albamonte, Laura Antonini, Eleonora
Attolico, Loredana Bartoletti, Giuliano Battiston, Alessandra Bianchi,
Caterina Bonvicini, Roberto Calabrò, Alessandra Cattoi, Fabio Chiusi,
sempre pronta a mettersi in moto e a come si può vedere sarebbe molto Stefano Del Re, Cesare de Seta, Roberto Di Caro, Paolo Di Paolo,
lungo, e si inizia soltanto ora a fare Alberto Flores d’Arcais, Letizia Gabaglio, Wlodek Goldkorn, Enzo
demolire il ricordo di chi soffre ingiu- Golino, Claudio Lindner, Alessandro Longo, Francesca Mannocchi,
stamente, ovunque nel mondo. seriamente da parte di filosofi e so- Andrea Muni, Michela Murgia, Massimiliano Panarari, Claudio
Pappaianni, Gianni Perrelli, Paola Pilati, Marisa Ranieri Panetta,
Piero Masiello Legnano ciologi illuminati. Mettere in discus- Gigi Riva, Gloria Riva, Paolo Sardi, Caterina Serra, Francesca Sironi,
Leo Sisti, Lorenzo Soria, Susanna Turco, Luca Turner, Chiara
sione se stessi, però, è dura. Valentini, Stefano Vastano, Andrea Visconti, Andrea Zhok
Ettore Robbione
Sognando Fratria GEDI GRUPPO EDITORIALE SPA
PRESIDENTE ONORARIO: CARLO DE BENEDETTI
CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
Riprendo la “provocazione” di Mi- Le conseguenze della PRESIDENTE: MARCO DE BENEDETTI
chela Murgia - grande donna - e le AMMINISTRATORE DELEGATO: MONICA MONDARDINI
varie considerazioni seguite sull’E- noia mortale CONSIGLIERI: Massimo Belcredi, Agar Brugiavini, Elena Ciallie,
Alberto Clò, Rodolfo De Benedetti, Francesco Dini, John Elkann,
spresso (numeri 46 e 48) per sottoli- Scrivo a proposito dell’esposizione Silvia Merlo, Elisabetta Oliveri, Luca Paravicini Crespi,
Carlo Perrone, Michael Zaouii
neare la parte conclusiva di Igiaba dello stendardo della Kaiserliche Ma- DIRETTORI CENTRALI: Pierangelo Calegari (Produzione
e Sistemi Informativi), Stefano Mignanego (Relazioni Esterne),
Scego sul suo “Sognando Fratria” rine, la Marina Militare della Germa- Roberto Moro (Risorse Umane)
dove conclude dicendo «forse quello nia imperiale schierata tra il 1871 e il DIVISIONE STAMPA NAZIONALE
00147 Roma, Via Cristoforo Colombo, 90
che ci serve è un nuovo patto di fra- 1919. Esposta nella camera di un ca- DIRETTORE GENERALE: Corrado Corradi
tellanza e sorellanza tra noi, una Fra- rabiniere di 20 anni. Penso che quel VICEDIRETTORE: Giorgio Martelli
DIREZIONE E REDAZIONE ROMA:
tria (toglierei nazione) con nuove gesto non sia solamente un problema 00147 Roma, Via Cristoforo Colombo, 90
visioni e nuovi orizzonti per evitare disciplinare e culturale. Non è la sem- Tel. 06 84781 (19 linee) - Telefax 06 84787220 - 06 84787288
E-mail: espresso@espressoedit.it
le guerre e affrontare i pericoli di un plice bravata di un giovane annoiato. REDAZIONE DI MILANO:
20139 Milano, Via Nervesa, 21 Tel. 02 480981 - Fax 02 4817000
pianeta sempre più precario». Ecco Bisogna prestare la massima attenzio- Registrazione Tribunale di Roma n. 4822 / 55
questo è il vero tema, poi natural- ne alla noia dei giovani. Le persone Un numero: € 3,00; copie arretrate il doppio
PUBBLICITÀ: A. Manzoni & C. S.p.A. 20139 Milano, Via Nervesa,
mente si può e si deve dibattere di annoiate possono commettere i più 21 Tel. 02 574941
tutto, ma il futuro è lì e pare sempre efferati delitti. Era annoiato, l’ha fatto, ABBONAMENTI: Tel. 199.78.72.78; 0864.256266
(per chiamate da rete fissa o cellulare). Fax: 02 26681986.
più catastrofico, mentre troppo spes- ma non pensava alle conseguenze del E-mail: abbonamenti@somedia.it. Tariffe (scontate di circa il 20%):
Italia, per posta, annuo € 108,00, semestrale € 54,00. Estero
so stiamo a «pettinare le bambole» il gesto. Se poi aggiungiamo a questo annuo € 190,00, semestrale € 97,00; via aerea secondo tariffe
problema centrale è rivedere, con un deprecabile atto quanto l’esponente Abbonamenti aziendali e servizio grandi clienti:
Tel. 02 7064 8277 Fax 02 7064 8237
ribaltamento di paradigma, il ruolo della famiglia Spada ha fatto sotto gli DISTRIBUZIONE: Somedia S.p.A. Via Nervesa 21 - 20139 Milano
ARRETRATI: L’Espresso - Tel. 199.78.72.78; 0864.256266
antropocentrico dell’uomo che, sali- occhi delle telecamere... Non è mia (da rete fissa o cellulare). Fax: 02 26681986.
to sul piedistallo, scansando Dio, da intenzione insegnare nulla, né alla E-mail: abbonamenti@somedia.it
Prodotti multimediali: Tel. 199.78.72.78; 0864.256266
lui stesso inventato, si è autoprocla- ministra della Difesa Roberta Pinotti, (per chiamate da rete fissa o cellulare)
mato padre padrone dell’universo, e né al Comandante Generale dei Cara- STAMPA E ALLESTIMENTO: Stabilimento Effe Printing S.r.l. -
località Miole Le Campore-Oricola (L’Aquila);
le conseguenze iniziamo a vederle binieri Tullio del Sette. Ma ho il brut- Puntoweb (copertina) - via Variante di Cancelliera snc Ariccia (Rm);
Responsabile trattamento dati (d.lgs.30.06.2003, n.196):
solo oggi (cambiamenti climatici to presentimento che quegli atti siano Marco Damilano
ecc.) con l’ideologia del “progresso” l’inizio di qualcos’altro. Certificato ADS
n. 8265 del 03/02/2017
e della crescita infinita. Il discorso Vanni Paschetto Codice ISSN online 2499-0833

N. 50 - ANNO LXIII - 10 DICEMBRE 2017


L’Espresso 10 dicembre 2017 119 TIRATURA COPIE 347.000
120 10 dicembre 2017
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15 dicembre
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a Napoli. La tecnica della
pittura a olio. L’Italia
del secondo Quattrocento.
Giovanni Bellini a Venezia. A cura di Umberto Eco
Andrea Mantegna IL NOVECENTO
a Padova. Leonardo Storia - seconda parte
e “l’Ultima cena”.
Lunedì
Mercoledì 11 dicembre
13 dicembre 5° Dvd 43° volume
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Noirissimo LEONARDO PADURA Letteratura del Duemila - P. CAMERON Le guide de L’Espresso


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Il volto oscuro di Cuba, «Ho solo diciotto anni. In edicola e in libreria
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detective Mario Conde vorrò nella vita?» RISTORANTI
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Lunedì 11 dicembre 27° volume Sabato 16 dicembre 48° VINI
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16 dicembre 12 dicembre 15 dicembre Il volume è
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L’Espresso 10 dicembre 2017 121


EUGENIO SCALFARI IL VETRO SOFFIATO

terpretazioni, quei testi sono un

METAMORFOSI
miracolo di pensiero.

La cantata di Orfeo potrebbe essere


avvicinata all’“Oleandro” che fa par-

DEL POETA te dell’Alcyone dannunziano e rac-


conta del rapimento di Apollo verso
Dafne. Furono scritti più o meno
nella stessa epoca ma Rilke ha una
potenza poetica molto maggiore. Ne
I grandi della letteratura hanno la trascrivo un breve brano con la diver-
sità del paesaggio:
capacità di fondersi nei personaggi. Che
«V’erano rocce
diventano creatori del proprio creatore boschi spettrali. Ponti sopra il vuoto
e quello stagno grande, grigio, cieco
Il tema che desidero trattare sull’E- pacità autonoma di creare il loro che incombeva sul suo letto remoto
spresso di questa settimana è l’esa- creatore. come cielo piovoso su un paesaggio.
me di alcuni sentimenti che a me E la striscia dell’unico sentiero,
sembrano assai importanti nella Non tutti i grandi scrittori apparten- scialba tra prati, facile e paziente,
cultura, quella poetica e quella let- gono al genere qui descritto. Se ci pareva lino steso a imbiancare
teraria. Ma anche della massima limitiamo alla modernità credo che i Per quell’unica via i tre venivano».
importanza per chi ha un pensiero maggiori di questo tipo siano Tolstoj,
che pensa se stesso e che si trasfor- Gogol, Cechov, Dostoevskij, Brod- In uno spazio come questo, citare i
ma in scrittura dotandosi di uno skij, Kafka, Berlin, Proust, Joyce, moderni autori anglosassoni sareb-
stile particolare e assolutamente Stendhal, Leopardi, Manzoni, Svevo, be stato impossibile. Mi limito però
personale. Kundera e, primo tra i primi, Rilke. a pochi versi di un grande poeta, W.
H. Auden.
A me, che penso e scrivo (bene o Non ho qui lo spazio né la voglia di
male che sia giudicato) da tutta una fare la storia di questi grandi della «Incantatori!
vita, e soprattutto da almeno qua- letteratura europea, ai quali aggiun- Io vi sfido a combatterli
rant’anni anche oltre il giornali- go anche Poe. Perciò mi limiterò a un spregio il vostro potere:
smo, interessa oggi affrontare alcu- accenno all’opera di Rainer Maria gli incantesimi
ni sentimenti che hanno ispirato Rilke. Ricordo però che tra i più mo- non potranno mai batterli.
scrittori di saggistica, di narrativa, derni, c’è Pessoa e per quanto riguar- Ecco che Don Chisciotte
di poetica o di tutte queste forme da la letteratura italiana Calvino, della Mancia
messe insieme. Ungaretti e Montale. vi farà tutti a pezzi e riuscirà
per sempre a sterminarvi».
I sentimenti che alimentano un Tra le tante opere poetiche di
grande scrittore, i suoi contenuti, il Rilke, a cominciare dalle “Elegie Non è anche questo un grande poe-
suo stile e soprattutto la sua vita e duinesi”, c’è la splendida cantata di ta? Anche lui merita d’essere letto e
l’anima sua, sono secondo me la “Orfeo. Euridice. Hermes”. Mi per- riletto. E vi raccomando Pessoa, che
malinconia, la sorpresa, la solitudi- metto di invitarvi a leggerla o rileg- canta con grande passione quella che
ne, l’amore, l’indifferenza rispetto a gerla. Io la lessi a trent’anni e poi lui chiama “La virtù dell’indifferen-
quanto non è creativo. Infine una l’ho riletta a settanta, infine tre za”. Lui creava un personaggio che ne
capacità metamorfica. In sostanza giorni fa e mi ha dato ogni volta una inventava un altro e quest’altro un
un Io molto variabile, che spesso diversa immagine. Molto dipende altro ancora. Una fila, ognuno dei
scompare per lasciare allo scritto- dal nostro cambiamento e anche da quali creava un altro. L’ultimo creò
re-artista la capacità di confondersi quello della cultura generale. Co- lui, Fernando Pessoa, che fu colmo di
con i personaggi che abbiano la ca- munque, quale siano le nuove in- stupore e anche di gioia. Q

122 10 dicembre 2017 L’Espresso