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--77
BIBL NAZIONALE
CENTIALB-FIRINZB
421
28
I I. |
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421.28

AGLI UNUREVULI DEPUTATI

PARLAMENTO ITALIANO
GAETANO SGIIIPANI fu Rosario

PETILlA-POLICASTRO (mmm UL'7AQ/-Q,


<\ _ ,43; 27
G, n 'i \
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FIRENZE
'i)ugtaa Nazionale di V. Sodi
Piazza di S- _Biagio N. 3
1867 -
L\
La liberiu individuale 3: garantita.
Art. xn, della Slu!uto.
I

Signori,

Se cardine della prosperit sociale la libert dellin


dividuo garantita dalla legge, mentre allopposto uno
stato si risolve nella condizione di ex legge, che apporta
sciagure, miserie e il totale dissolvimento del consorzio
civile; per questo, che il supplicante si rivolge alla
rappresentanza della Nazione, per ottenere quella garan
zia quale a libero cittadino si addice.
Sono ormai parecchi anni che le Calabrie sono trava
gliate da un male che ripete origine da antica servit;
onde le ree passioni e le dannose inuenze, aizzarono il
brigantaggio a desolare queste contrade, e pi che mai
le scossero in questi ultimi tempi. Ma se la piaga del
brigantaggio ha fatto risentire alle popolazioni immensi
danni, pi ancora ha fatto risentire il sistema delle leggi
eccezionali che si adottato per combatterlo, mentre
_ 4 _
deviando dalle leggi comuni, ha manomesso tutti i dritti
che luomo ha sulla terra.
Se la sapienza civile e le norme della giustizia puni
tiva, sono i mezzi che debbono concorrere alla difesa ed
alla tutela. dellordine pubblico, non presumibile che il
sistema dei poteri ecCezionali, e delle violenze irragio
nevoli, possano condurre ad alcun buon resultato; poi
ch se desse offendono il dritto, questo violato non di
strugge certamente il brigantaggio; ma riunisce mali
sopra mali, sciagure sopra sciagure, e desolazioni sopra
desolazioni. Onde per evitare uno stato dannevole sin
corre in uno peggiore. E cosi avvenne o Signori al sup
plicante allorch una sciagura ha colpito la sua misera
bile famiglia. '
Rosario Schipani glio primogenito del supplicante,
ormai era da pi anni diviso dalla 'casa paterna; egli
per affari dinteressi aveva sostenuto una causa civile
contro il barone Berlingieri di Cotrone, ed aveva otte
nuto completa vittoria; e ci per questione di una loca
zione dimmobile. Le ragioni di diritto bench favorevoli
allo Schipani, avemmo non pertanto accresciuti i rancori
' del Berlingieri contro di lui, tanto che glinurbani trat
tamenti, le superbe pretese, ed in ultimo le gravi provo
cazioni anche con ferite, fecero si che Schipani Rosario
acceso dallimpeto dellira, nel giorno 11 luglio del 1860
lasciava estinto nel proprio sangue il menzionato barone
Berlingieri.
Fin qui il padre del delinquente , non ebbe che a
l
t'
_-0-

compiangere il cieco furore che trascinava il glio al


delitto. Ma da quellepoca, oltre.dei dispiaceri e delle
alizioni checominciava
perdizione, dov provare perch
per lui e pervedevail glio
la desolata suanella
_fa-i

miglia, una persecuzione implacabile_che non ha nome,


una persecuzione senza limiti, che gli rapiva fortuna, li-__
bert e tutto. '
Gi nel 23 ottobre del 1861, giungeVa in Policastro
P,etilia il capitano Bisocci del 17 Regg. Fant., il quale,
sia perch animato da troppo zelo per adempiere ai suoi
doveri, o perch inuenzato, come dicesi, della famiglia
Berlingierile suoi aderenti, chiese allesponente la pre
sentazione del delinquente fra ventiquattro ore, al con5
trar,io,> scorso,ilitermine stabilito, avrebbe indistintamente,
fucilato tuttidivsna famiglia, ed avrebbe arse e distrutte
tutte le sue propriet, Il capitano Bisocci, stante la. pre
sentazione, prometteva inoltre un salvacondotto di ,10
giorni allo.,SchipainilRcsario, per potere in questo pe
riodo tempol;assestare i suoi interessi, e quindi costi
tuirsi_ nelle;,prigipni,l. .- , 1' .
Ma, o %ignori,g il_capitano Bisocci, invece di rispettare
la promessa {dichiaratafcqn un atto ,-di fede pubblica, ap:
Pena ,10 Sabine? Sl:.PFFSPO v1- @nsesae ai R..Ca
rabinieri, i-quali legato lo condussero con loro, ed inoltre
glivfeceros.
sul luogo intendere che lindomani
dellavvenuta morte del lavrebberoglfucilato
baronehBerlingier.

Si comprende quale impressione ha dovuto fare. ,. questo


linguaggio al delinquente; certo che affettando la mas
__ 6 _
sima calma, cerc i mezzi per fuggire dalla for2a ed in
fatti non si sa come, la mattina seguente non si trov
pi fra i carabinieri.
A tale annunzio il capitano Bisocci, il giorno del 29 del
mese di ottobre corse con tutta la forza che aveva sotto
i suoi ordini, e incendi un fattoio d olio e due casine
di campagna di propriet dellesponente, cagionando il
danno di L. 8500. La stessa sorte sarebbe toccata alle
altre sue propriet, se il generale conte Brunetti coman
dante territoriale, non avesse impedito con ordini pre
cisi la vandalica distruzione. /
Chiede lesponente al Parlamento nazionale, quale
legge anche eccezionale che sia, autorizza gli agenti del
governo a distruggere le proriet considerate sacre in
tutti i tempi? Quale colpa pu avere un padre, se un ti
glio prevarica, perch egli possa essere ridotto nella mi
seria? Non forse la condotta poco giusta e poco leale
del capitano Bisocci, se il Rosario Schipani non si co
stituito nelle prigioni, e sottomesso ai voleri della legge?
Per questi fatti il capitano Bisocci fu richiamato da
Policastro-Petilia, e fu spedito a suo luogo il capitano
Masera dello stesso 170 Regg. Fant. Egli in prima volle
essere alloggiato in casa del supplicante, e sia che anche
egli volesse dimostrare molto zelo per ladempimento
della sua missione, e sia pure che avesse sventurata
mente anche subita linuenza del Berlingieri, ad ogni
costo voleva la presentazione del delinquente. E allor
ch pass qualche tempo, arrestava il glio minore di
_ 7 ._
nome Alfonso, il quale fu tradotto nelle prigioni di Co
trone, e senza alcuna procedura, fu tenuto sepolto per
tre mesi.
da osservarsi che la mancata fede del capitano Bi
socci, se ha istigato il delinquente verso gli agenti del
governo, ha rotto ogni legame fra lui e lalitto padre,
poich da quel giorno non fu riguardato dal glio Ro
sario che quale traditore: un padre traditore! ultime pa
role del fuggiasco Rosario, posero il colmo alle sue scia
gure; egli allora non ebbe pi in vista che a fuggire dal
paese natio, abbandonando tutte le sue sostanze, per re
carsi ad abitare luogo meno tristo, e almeno pi sicuro;
e in questo modo per potere allontanare ancora tutte
quelle vessazioni contro la sua famiglia desolatissima.
Difatti verso il 23 novembre del 1861 si recava lespo
nente con tutti i suoi ad abitare in Catanzaro, e prima
tutto si presentava innanzi al Delegato della pubblica si
curezza, dichiarando che non potrwa essere pi relazione
fra lui ed il glio fuggiasco, e che in ogni eventualit non
voleva pi corrispondenza di sorta; egli inoltre invocava
la protezione della legge per s e per tutti di sua fa
miglia, con tale atto dimostrava che una sciagura lo
sforzava a dovere so'ogare tutti gli affetti di padre:
linfelice con ci si lusingava che nella sua cadente
et di circa 80 anni, avrebbe almeno trascinati gli ultimi
giorni angosciosi in un triste abbandono. Ma non fu cos,
mentre se da una parte gli agenti della forza pubblica di
mostravano un contegno di violenza, dallaltra erano
._ 8 ._
dincentivo a coloro che ad ogni costo sognavano la ro
vina della famiglia Schipani.
E cos con listinto della distruzione, un certo Vincenzo
vPace da Petilia-Policastrc nominato caposquadriglia,
nel 17 novembre del 1862 si rec in unfondo olivetato
di propriet dellesponente. e dopo avere arrestato il guar
diano, ha proibito con le pi acerbe minacce alle persone
di servizio che raccogliessero le ulive, tanto che per dieci
giorni di seguito il ricolto fu fatto segno della ingordigia
del pubblico volgo; e ci sarebbe tuttavia pi continuato
se non fosse intervenuta lautorit del prefetto Sigis
mondi, il quale energicamente imped il totale saccheggio;
pure il danno ascese a L. 6000. .
Non paghi di tutto questo i nemici dello Schipani.
uniti al capo della Guardia Nazionale di Petilia-Poiica
stro. uomo che nutriva antichi livori contro di lui, in
mille modi intimorironoi cittadini di Petilia, facendoli
sottoscrivere una petizione al prefetto, acci lo avesse
forzato di andare ad abitare nel paese natio. Dapprima il
prefetto, cedendo a tale petizione, 10 consigliava a ri
tirarsi; ma vedendo che questi si riutava, ce lo ingiunse
per ordine. Fu allora che il supplicante si pose in fuga
per evitare qualche tranello macchinato dai suoi ne
mici. E in fatti pare che un tristo disegno si era ordito
contro di lui se fosse andato ad abitare in propria patria,
perch col i suoi nemici avevano tutti i pretesti per po
terlo trascinare in qualche sanguinosa tragedia; e ci'
tanto probabile, quando si riette che in Petilia vi c
_9__
il capitano Begotti, il quale poco dopo pubblicava il pro
clama del 31 marzo 1862, e fucilava quattro individui pel
sospetto di avere somministrato viveri ai briganti. Non
ostante la sua latitanza, poco dopo fu richiamato; e ben
ch assicurato dalle autorit di nulla dovere soffrire, fu
esiliato con tutta la famiglia in Tiriolo per tre mesi di
seguito.
Intanto i persecutori della famiglia Schipani per di
sporre le autorit contro di lui, dichiararono che nel ter
ritorio di Petilia era comparsa una banda briganti capi
tanata dal Rosario Schipani, sicch il Maggiore Schiap
parelli del 57" Regg. Fant. giunto che fu in Petilia
ridusse la casa dellesponente a quartiere militare; facen
dovi alloggiare 40 soldati, e di pi costrinse il suo fattore
a dover pagare L. 40 al giorno, tanto che in 15 giorni
dov pagare la somma di L. 600.
A questi danni anchei briganti ne aggiunsero degli
altri, poich le bande dei briganti Spinelli e Pane di
grano imponevano al supplicante una taglia di L. 2550, e
perch riutatosi a pagarla, gli uccisero undici bovi di
lavoro e altri ne ferirono, cagionandogli il danno di
L. 4000.
necessit a sottoporre alla vostra sagacia o Signori,
che appena unautorit veniva in Calabria, inemici dello
Schipani cercavano tutti i mezzi onde prevenirla a suo
sfavore, acciocch potessero totalmente perderlo. Signori,
la morte del barone Berlingieri esigeva unecatomba di
vittime, una vendetta crudele implacabile contro tutta la
_ 10 __
famiglia Schipani, in una parola il totale sterminio; e ci
sarebbe avvenuta, se ad onore del vero, non fosse inter
venuta la piet e la giustizia del prefetto Sigismondi, che
imped la rovina.
Nel governo della Provincia, al prefetto Sigismondi
successe il prefetto Cler, e a questi il barone Cusa, ai
quali come al solito si facevano sentire funeste preven
zioni; ma queste autorit accortesi delle mene dei pochi,
e dopo minute informazioni, massimamente quest ultimo,
ha dovuto rivocare gli ordini emanati contro lesponente.
Nel dicembre del 1864, subentrato nel governo della
provincia il prefetto Homedei, le stesse accuse e le stesse
mene pi volte si sono praticate, se non che quellegre
gio uomo, dopo avere chiesto esatto conto a tutte le au
torit giudiziarie ed amministrative sulla condotta del
. lesponente e di tutti di sua famiglia, non pot pi dare
ascolto alle funeste calunnie. E sembrava in fatti che la
giustizia avesse prevalsa, poich giusto chiamare un
padre e tutta una famiglia responsabile delle colpe di un
glio ormai separato da pi anni dalla casa paterna? Si
gnori le colpe sono personali e non colpiscono che il de
linquente; la legge nol consente altrimenti, e linnocenza
di molti nella tenera et protesta innanzi allaugusta as
semblea del Parlamento nazionale.
Dopo una tregua di poco tempo, sembrava che la tran
quillit delloratore non dovesse essere pi il bersaglio
delle ingiuste pesecuzioni; ma un nuovo genere di fatti
le fece convinto che la tranquillit che alla ne sperava
__ 11 ._ .
nellinferma vecchizza, era ormai unillusione. E ci av
veniva allorch il generale Pallavicini giungeva in Ca
labria con pieni poteri. - Si fu allora che il capo della
Guardia Nazionale di Policastro, Pietro-Antonio Ferrari
(ex capo urbano nei tempi del governo borbonico) comin
ci a reagire con tutta la crudelt contro di lui; e ci non
si crede per altro motivo, se non che per avergli richie
sto il rimborso della somma di L. 1929 che gli era do
vuta. Fu allora che il generale Pallavicino informato si
nistramente, ordin larresto indistintamente di tutta la
famiglia Schipani.
Signori rincrescevole a dover ricordare tutte le mise
rie che hanno potuto afiggere un vecchio padre ed unin
tera famiglia; n credibile che non vi sia uomo che non
senta lanimo a'ranto dalla piet: un padre infermo, la
sua vecchia consorte, ed un glio di nome Gaetano gra
vemente ammalati furono costoditi in casa dalla pubblica
forza, perch quasi moribondi; ma due nubili fanciulle,
e due bambini di molta tenera et furono condotti da pri_
gioni in prigioni a quelle di Catanzaro. Signori, se
lesponente ormai per s non puo invocare che il sepol
cro, per i suoi gli e per i bambini, se non avesse il dritto
a domandare la garanzia della legge, invoca quello della
piet umana. La piet non si riuta aglinnocenti, anche
fra i popoli pi barbari. Linnocenza nellet della fan
ciullezza sublime, perch essa limmagine pi pura
dellumanit; essa sia ravvolta fra i lutti della sventura,
o fra le splendide vesti della ricchezza, o pure coperta
... 12 _.
dai cenci della miseria, essa sacra. Pur non ostante
tutto questo strazio dur per un mese intero.
Nel trambusto di queste sventure, li 8 agosto 1865
loratore ricorse al Ministero dellInterno chiedendo la
protezione della legge, e ancora il permesso di potersi
recare a Policastro con suo glio Gaetano, acci potesse in
qualche modo assestare il rimasuglio della sua quasi de
perita fortuna, onde provvedere ai bisogni indispensabili
della vita. E quel Ministero per mezzo della prefettura
di Catanzaro, rispondeva il giorno 26 agosto detto anno,
con foglio del N791, in questi termini. Prego la S. V.
a volersi compiacere di signicare al Sig. Gaetano
< Schipani, che nulla osta egli possa recarsi in Polica
< stro, e stia pur sicuro che qualora si conduca in modo
< lodevole, e da onosto cittadino, non avr mai a soffrire
< molestia alcuna .
Dopo tali assicurazioni lo Schipani pensava ritirarsi
in Policastro; ma prima di partire volle nuovamente
avvisarne il Prefetto, acci non avesse a patire nuovi
danni e nuove vessazioni. E a tale riguardo il prefetto
di nuovo le rassicurava ch non avrebbe pi dato
ascolto a suoi accusatori. Ma in seguito avvenne tutto il
> contrario, poich appena andato a Policastro Alfonso
Schipani ad attendere ai lavori della falciatura, una sera
mentre si ritirava nella casina di campagna, fu circon
dato dalla forza col Delegato della pubblica sicurezza,
facendo in casa una minuta perquisizione; fu allora che
per caso si trovato in uno scrigno una camicia insan
__ 13 _
guinata. Qui mestieri ricordare o Signori che la cami
eia macchiata di sangue, era quella appunto che aveva.
in dosso il Rosario Schipani ora fuggiasco, allorquando
egli nella casa di Berlingieri fu ferito con un colpo di
stile, causa poi dellamorte del menzionato Berlingieri.
Bast questo motivo perch lo Schipani Alfonso fosse
nuovamente arrestato e rimesso al potere militare, il
quale dopo due mesi di pubblica istruzion.;dichip.rava
non farsi luogo a procedimento penale.
Non ostante, Signori, di tutte queste sventure accumu
latein pochi anni su di una famiglia. la legge Pica male
intesa e male applicata si rose per altri fatti di spavento
e di orrore. Il male maggiore si che nora le autorit
militari hanno creduto che perseguitando i genitori e i
gli e tutti della famiglia Schipani avessero dovuto pre
sentare il delinquente Rosario. Tale errore se stato per
ogni parte funesto, poich nel mentre che hadistruttala
garanzia della libert individuale, ha violato ancora tutti '
i legami della famiglia. La famiglia la base della so .
ciet, e questa violata nel suo santuario domestico da
una male intesa giustizia, scalza le basi del vivere civile.
E per tale erroneo precedimento di civile governo, la
sera del 3 novembre del 1865 per ordine verbale del ge
nerale Pallavicini, fu arrestata dalla pubblica forza tutta.
la famiglia Schipani, tanto che vecchi, fanciulli, bambini,
e le sue due nubili glie, tutti furono di nuovo condotti
in prigione, lasciando labitazione nelle mani di una vec
chia serva, che appena ha potuto impedire lo sperpero

ll
_ 14 _
ed il saccheggio. E non contenti di ci, si arrestarono
puranche tutte le persone di servizio della famiglia;
si impedito che si raccogliessero le ulive, si seque
strarono gli animali delle industrie, sicch bovi, una
mandria di maiali e dei muli, furono posti nelle mani di
chi, o per incuria, o per ingordigia li fece a poco a poco
perire. Da questa sola vessazione lesponente ebbe il
danno_ complessivo di L. 15,000. Dopo poco cessata la
legge Pica, e gli arrestati Schipani furono posti in libert;
ma buttati nelle squallore della pi dura miseria. -
Non appena terminata questa luttuosa storia venne la
legge Crispi, e bench lo stato deplorabile dellesponente
avesse ben anche compassionato le autorit tutte, pure
per effetto di quella legge, e massimamante per linuenza
del Sig. Gaetano Morelli di Cotrene, che faceva parte
della Commissione, loratore ei due suoi gli Gaetano ed
Alfonso, furono condannati a domicilio coatto, sicch fu
rono arrestati la sera del 21 luglio prossimo passato, e
condotti a piedi in Catanzaro.
Lesponente nellet cadente ed infermo di gotta, da
Policastro a Catanzaro, tratto di circa 12 ore di cammino,
ha dovuto impiegare nove giorni; e dov pagare per
questo ritardo ai carabinieri L. 65. Il suo stato di vec
chiezza, Signori, e limpossibilit di poter pi camminare
ha commosso la compassione di quel prefetto, il quale
gli ha permesso di restare in Catanzaro, mentre i suoi
due gli furono condotti nel Mandamento di Taverna
sotto la garanzia del proprio difensore.
_ 15 __
Era in questo stato deplorabile di accanite persecu
zioni loratore, accasciato dalla sventura e dalla mise
ria allorch venne in Calabria il Sig. Pietro Fumel; e
da quellora, o Signori, ha cominciato per lui e per la
sua famiglia innocente una nuova era di lutti, che non
ha riscontro nella storia, non ha luogo neppure nellim
maginazione, se non che i fatti hanno pur troppo rivelato,
che anche sotto un regime che dicesi libero, lumanit
pu essere sacricata, e sotto la salvaguardia di un Par
lamento Nazionale linnocenza pu essere vilipesa.
E cosi la sera del 20 ottobre ultimo verso le Il pom.
per disposizioni del Sig. Fumel venne arrestata tutta la
famiglia Schipani nel numero di 13 individui , com
prese le giovani e bambini, e condotti nelle prigioni di
Catanzaro, e di l a Petilia-Policastro, luogo dal quale
il Fumel emanava questi ordini: giunti col furono con
dotti alla sua presenza, e ad onta di preghiere e ragioni
che furono tutte inutili per la povera e contristata fami
glia, il Signor Fumel profer la terribile eddnesorabile
sentenza con queste parole: 0 voi fra otto giorni pre
senterete il vostro glio Rosario fuggiasco, o pure re
sterete tutti briganti, e famiglia e parenti con lui, e le
vostre propriet saranno distrutte.
Fece indi chiudere tutte le porte delle loro abitazioni
mettendovi delle guardie mobili, vietando che nessuno
potesse pi entrare; ordin con bando che nessuno desse
loro ricovero, cibo, o soccorso di sorta, sotto pena di es
sere considerati briganti; e cos furono inviati a cercarsi
- 10 -.
un tetto fra gli antri e frale boscaglie, e un alimento fra
le radici dei campi. Signori, in tal modo la sventura non
poteva essere pi terribile, n poteva avere altro risul-.
tate che la disperazione e la morte. , .
In simile guisa il Sig. Fumel ha praticato con le fami-.
glie dei rispettivi generi dellesponente, due dei quali di-
moranti in Cotrone ed uno in S. Giovanni-in-ore, e con
tutte le altre famiglie della parentela Schipani fino alla
quarta generazione, che sono: 1 la famiglia di Pasquale
Gerardi: 2 la famiglia di Francesco Gerardi: 3 quella,
di Giuseppe Gerardi: 4 di Domenico Gerardi; 5 fami
gliadi- Giuseppe Ficoz6 famiglia.di,Lorenzo,Gerardi;
'7,fq_fm1iglia.diMari Gerardi: 8 famiglia. .di,-Doinenicq
Rizza: 9 di _Vincenzo Rizza: 10 di Teresa .Zeurlq;
1 1 di GiuSeppe Fico; 12 di Domenico Fico: 13 di Filo-.
mena Fico: 14 SerafinaFico: l5.di Serana Gerardi;
16 di Agata Gerardi: 17 di Pasquale Gerardi:;-IS '
Pasquale Minelli: 19 di FrancescoMinelli: 20di An,-,
nastasia Minelli: 21 di Antonio Valenti: 22 di Rosario
Valentia Tutte queste 22 famiglie del totaledi 108 indi;
vidui fra vecchi, donne fanciulli e bambini furono spie.
tatamente condannati a-errare_ fra le rupi ed i boschi,
senza la speranza di trovare un tetto od un giaciglio, e
neppure un pezzo di pane per sodisfare__ ai stimolipoten
tissimi della fame. . .
Ogni potere ha un limite, n giammai pu oltrepas
sare quelli dellumanit. Qui o Signori la disperazine
al colmo e lo strazio inaudito. A che giova sentire ripe
_ 17 __
tera dalcapo dello Stato che deve regnare limpero della
legge, se questa si risolve in un sistema di violenze arbi
trarie che non si pu definire? Non tutto questo una
contradizione allo scopo di ogni illuminato governo e
allimpero della legge?
Ma non contento di ci il Sig. Fumel fece arrestare
puranche due giovinetti gli del latitante Rosario Schi
fpani, tino di anni 13 e laltro di anni 15, facendoli tra
durre nello prigioni di Paola per essere relegati nellisola
di Sardegna. A tutti il Fumel minaccia lo sterminio e la
morte; a tutti inigge pen inaudlte e condanne non san
cite da nessun codice del mondo; lo stesso glio del sup
plicante ati00ra tenuto in prigione senza speranzadi
uscirne.
A tutte queste vassazioni arbitrarie, ne segue natural
mente lo sperpero delle propriet, poich se il Fumel da una
parte emana ordini si terribili, dallaltra le squadriglia
col famigerato Vincenzo Pace nominato pi sopra in
una col sindaco Domenico Vallone di Policastro, impo
sero 1 abbandono di tutte le industrie ; imposero da
non poter raccogliere il frutto degli oliveti, sequestra
rono il frutto delle castagne egli animali tutti, in modo
che 150 maiali furono cos deteriorati che arrecarono
non poco danno; e inoltre tutti questi danni complessiva
mente ascendono a circa L. 15,000. '
Notate o Signori, che loratore vedendosi nella di
sperazione e nella dura miseria, pi volte ha ricorso alle
autorit. e nanco ha dato querela per le propriet di
__ 18 __
strutte; ma quello che incredibile nessuno volle accet
tare le sue rimostranze legali, poich tutte le autorit
erano paralizzate dai poteri eccezionali di Fumel. e lo
stesso integerrimo prefetto Malusardi nulla pot usare la
sua giustizia. E ci tanto incredibile in quantoch il
Fumel aveva nanche proibito che si ricevessero nei di
versi uici telegraci dispacci dallesponente e dal suo
difensore, sicch con tutti questi mezzi e con tutti questi
ordini violenti si doveva assolutamente perire.
in questo stato o Signori dopo sei anni di crude
lissimi patimenti, di lutti e di ,-miserie incredibili; e co
stretto in uno stato errabondo e selvaggio, fuori della so
ciet, della famiglia, in una parola fuori della comunione
umana, che lesponente chiede allAssemblea del Parla
mento nazionale che cessi per lui, per la sua famiglia e
peri parenti tutti dispersi, uno stato di ex legge. Egli in
voca il dritto di vivere come cittadino, e che ognuno
rientri nella propria famiglia; egli invoca la salvaguardia
della legge, e in ne il totale risarcimento dei danni in
giustamente sofferti.
Forse, o Signori, la luttuosa narrazione a taluno pare
incredibile, e le sofferenze sembrano esagerate. Ma fate
che per un momento sparisca il timore, fate che le auto
rit diano minute informazioni, e voi allora vi accorge
rete della verit. Nel trambusto di tanti avvenimenti e
di tante sciagure, forse anche talune autorit non pote
rono spiegare la loro azione beneca e giusta per i fatti
qui narrati, poich a quella simponeva. lazione militare
_ 19 __
sommaria e violenta. Signori, queste autorit tutte non
possono scon0scere gli avvenimenti, e loratore Chiama ad
asserire la stessa onest. dellintegerrimo prefetto Malu
sardi, il quale, ha ducia, non potr dubitare dellas
scrto. Non pertanto giusto a sottoporre alla vostra sa
gacia, o Signori, che in Calabria vi un partito uso a
vivere di privilegio; egli solo teme la luce, egli solo cerca
a nasconder la verit, tanto che per sua istigazione, si
fanno circolare fogli per raccogliere rme a favore di
Fumel, sicch in diversi municipii la maggior parte dei
cittadini sono quasi raggirati a deporre insuo favore:
ma questa o Signori, non lopinione pubblica, bens una
parte di quelli che temono i poteri eccezionali e il domi
cilio coatto.

Firenze 3 Gennaio 1867.

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