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7 r
.

-
:
9
1

PARTE DELLE

RIME DI
D. BENEDETTO DELL'VVA .
GIOVANBATISTA ATTENDOLO,
ET CAMMILLO PELLEGRINO .

Con yn brieue diſcorſo dell'Epica


Poeſia .
CON LICENZIA DE SVPERIORI ,

SANDRA

IN FIR EN Z E ,
Nella ſtamperia del Sermartelli,
MDI XXXIIII .

. VI
ALL'ILLVSTRISSIMO
ET ECCELLENTISSIMO
SIGNORE IL SIGNOR
LVIGI CARRAFA

Principedi Stigliano iul..


ſuo Signore.
SCIPIONE AMMIRATO .
RANDE argomen
to dell'amor , che vo
ftra Eccellenza por
ta à gli ſtudi delle
buone lettere è ; che
il padre Don Bene
detto dell'Vua di ve
neranda memoria haueſſe di lei an
chor fanciullo incominciato à cantare ;
che il Signor Attendolo appreſſo di lei
viua , & del ſuo fauore & della ſua libe
ralità ſi ſoſtenti; & che il Signor Cam
millo Pellegrino deſideri,come l’Atten
dolo fa ; che à lei le ſue fatiche & quelle
degli amici ſuoi fieno dedicate . A me
quanto duole; che riſcontratomi in que
A ij ſta
fta mia lontananza con gli anni miei ma
turi ne ſuoi troppo verdi & freſchi mi
fia tolto di poterla preſentemente ſer.
uire ; tanto ho riceuuto à mia ſingolar
ventura ; che per humanità & corteſia
di quelli belli ſpiriti ſia ſtato eletto io à
far queſto vficio di conſacrar le vigilie
de loro ſtudi al noine di voſtra Eccellen
za . La quale quanto io giubili in que.
ito entramento alla vitavederle dar ſag
gio fi certo & fi indubitato di quelle
azioni, che in età più falda fi attendon
da lei,leggiermente non crederei dipo
tere ſpiegare in iſcrittura; ſiperche il de
fiderare & fperar queſto di coloro , i
quali in gran fortuna ſono coſtituiti, è
d'huomo dibuona mente ; & sì perche
eſſendo io ſtato amato & fauorito dal
l'Eccellentiſſimo Signor Principe fuo
padre, & non incognito al Signor Prin
cipe ſuo auolo , & inſiememente per ef
ferio cotanto affezionato, & hauere ha
uuto ſpeziale ſeruitù con molti ſignori
della ſua Illvſtriſſima famiglia , ſento in
comparabil diletto di veder forgere
queſta nobiliffiina pianta,ſotto lacui
ombra habbiano gliſtudioſi delle belle
arti
artià troủar godimento & ripoſo . Gli
antichi & preſenti honori della caſa vo
ftra ſignor Principe ; la quale è tale; che
il ponteficato più toſto le ſcemò,cheac
crebbe fortuna , ſarebbon per auuentu
ra àgiudicio di molti da laſciar poco
che ſperare in lei di maggiore fplendo
re & dimaggiore grandezza; ma nonle
aggiugnermai
à ella piccolo ornamen
togaggiugnendole il patrocinio dellelet
tere,perlo qualei miei gran Medici più
che per i parentadi reali,più che per l'am
piezza dello ſtato ,alquale comandano ,
& forſe più che per infinite altre parti
di maggior virtù,che di eſſi ſi potrebbo
no raccontare , ſi ſon reſi chiari & famo
G nella luce dell'vniuerfo . Percioche
non à tutti ſi fan viſibili gli ſtati, dequa
lialtri tien cura ; non per tuttotraſpare
il numero de feruidori,gliabbigliamen
ti de palagi, le ſontuoſità delle tauole ,
& le tante altrecoſe, che van congiunte
con la fortuna de grandi.ma ben per tut
to penetra il grido dell'opere buone,
doue egliè portato dalle penne de buo
ni ſcrittori. Il quale conciliando gli
animi non meno de vicini che de fore
A iij ſtieri
tiéri & lontani all'amore del celebra :
to ſignoregenera vna certa venerazione
per la quale gli huomini coſi celebrati à
guiſa degli antichi heroi ſono ſtimati
trapaſſar le condizione degli altri huo
mini, & rendonli molto ſimiglianti agli
Dij . Etin vero ſi come nobile & ſigno
rile, anzi real coſa è il fauorire le lette
re;coſi è anche diritta & ragioneuole ; 1

che doue molti principi viuono dopo


morte per le penne degli ſcrittori molti
ſcrittori ſieno ſoftentati in vita dalle ric
chezze de principi . I quali non deono 1

ſofferire per quanto in loro potere ſta ,,


che ſi tenga in vitapoco conto di colo
ro, de quali le città & le prouincie inte
re garreggiano d'eſſere ſtate lor patrie ,
quando fon morti . I cui priuilegi &
prerogatiue ſon tali ; che non che altro
l'elſer da loro biaſimati reca in proceſſo
ditempo alle famiglie grandezza , ſolo
percheſonmenzionate da quelli . On-
de affermatamente diceua Vincenzio
Acciaiuoli Caualiere per nobiltà di ſan
gue, per cognitione di lettere, & per
molte altre ſuerariſſine qualità non in
degno d'effer la ſuafama rammemoratay
che
cheegli harebbe pagato notabil ſomma
di denari perche Dante: ſi come di mol.
te altre famiglie Fiorentine fece , della
ſua haueſſe fatto memoria qualunque à
lui foſſe piaciuta di farne; ſe ben l'hauef 1

ſe collocata nella più tenebrofa & pro


fonda bolgia d'inferno . Ma non ſoſtie
ne l'anguſtia di queſto luogo,che io deb
ba più oltre diffondermi; ne à me con
uiene yſar male la modeftia di voſtra
Eccellenza la quale ſe in queſto ſpazio
che haràletto queſte poche righe ſifara
ſentito commuouer l'animoà proſe
ſeguir tuttauia più lietamente negli in
cominciati ſuoi laudeuoli penſieri; ne
ella harà perduto vanamente il tempo
del tutto ; ne io mifarò malamente ſer
uito di queſta baldanzoſa ſicurtà :la qua
le la coſtante faina della benignità de
ſuoi coſtumi mi ha fatta prender con
Voſtra Eccellenza à cui reuerentemen
te baſcio la mano , & con ſingolar affeta .
to d'amoreuoliſſimo feruitor ſuo li pre
gò dalla diuina bontà ogni vero bene .
L'vltimo giorno d'Ottobre. 1584 .
Di Firenze .
A iiij
Gle
RIME DI DON
BENEDETTO
DELL'V VA .

$
ORSI stradaſinistra.Ini
trouai
con fugace piacer lungo
torinento ;
Ma del mio maltra miſem
10 e contento ,
Non feppiindietro ritor
nar giamai .
Hor me ne doglio, epiùnon bramo bomai
Vnhora lieta hauer fin ch'io ſia ſpento :
E creſcerà con glianni ilmio lamento , {
- Emolto piangerò , che molto errai .
A viuer ben queltempo , ch'iomal viſi
Di ritornar ,ſon le mievogliehor vaghey
Ma per nonfar ritorno idiſen vanno .
Dolermi pollo foldelfatto inganno
Ameſteſso , e del corSaldar le piaghe
Collicordi questiocchi, ond'io leſcriſi.
Troppo
BENEDETTO DELL'VVA .
Troppo il mondo èfallace, e troppo iovago ,
Ne mi vaglion con eſſo arte, neſchermi ,
Ma dimeſol, ne d'altri hò da dolermi,
Che pur per leſue vie notte , e di vago . .

Forza infomma èch'iofugga ,e'l miopie vago


e

Inchiuſo boſco; e ſolitariofermi ;


Là de curando i defiderij infermi ,
Faccianel ſuoprincipioil mio corpago.
Ogn'altroſtudio e vano :in tutti i lidi
Ouunque io vada mai,noue facelle ,
Noui lacci ritrovo ognor ; noui hami .
Neſiconuien ch'io più di pormifidi
Freno al deſco , fra tante coſe belle :
1
Non vederle vopofia,perch'io nonl'ami .

Si come ſuolne la ſtagion gelata ,


che Feboporta il dipiù ratto à fera ,
sůl'alba vfcircon le compagne d ſchiera ,
Semplicetta Colomba à l'efca vſata ;
È tosto giungelà , doue è celata
Rete dal cacciator så la riuiera ,
E cibo bàinnanzi ondeſia preſas e pera ,
Ma temeella l'inſidiere intorno guata :
É fiord'oſonatio s'arretra in parte3
εpreſe l'altreſcorge ; & ella a pena
Scampa; eſen fugge in piùſicuraparte ;
Cosi col volgo io moſſi, en piaggia amena
Vidi morte, ma’lpièvolſe in diſparte;
& feciefſempio a mè de l'altrui pena -
Bew

10 RIME DI DON
Ben fü del rè celeſte alto conſiglio
Per togliermi di man delmio nemico ,
Di quel ch'io più bramaifarmi mendico ,
E digranſicurtapormi in periglio :
Fatto hauea lungo albergo inbreue eſfiglio;
Dietro'l coſtume de’volgari antico ;
ɛ del mondo infedel fedelamico ,
Requie cercaua hauer nelſuo bisbiglio .
Ma tutti imieidiſegni à terraſparſi
Vidi alſoffiard'on vento , & hora intendo ,
Ch'altro meglio per me non potea farſi .
o'del Signorgiudicio alto, e ſtupendo,
chividehuom mai ne la ruina alzarſi ,
€ trouarſuaſalute in mar rompendo ?

Dißi più volte hora comincio, epoſi


Freno à le labra mie, modo a la vita ;
Poi mia ragion ſempreperdendo è gita ,
E dipiù contraſtar par che non oſi.
Omai ch'un giorno vinca, e mi ripoſi
Non ſpero, indarnoàguerra altri m'inuita :
Ma tu padre delcielporgimiajta
Contra tanti nemici , e sinoioſi .
Vedi ch'ìtèricorro : à tè che fei
Fatto nostro rifugio , à tè mio Dio :
Tumi creaſti , e tu ſaluar midei .
Fin quando ilferuo tuoponi in oblio ?
Volgi à mègliocchi, aſcolta i pregbimiei:
Non milaſciarperir , che tho fon’io .
il
BENEDETTO DELL'V v .. II

Il vago Aprile , eſeco il Maggio ancora


De l'anno mio, cercando Atene,e'Delo
Speſi, eben duolmi , che cangiato hòʻlpelo,
)

Ma'l duro affetto ſi rinuerde ogn'ora .


,
Ahiſtolto chi sè laſcia, e’d'hora in hora
Và contemplando glielementi, e'l cielo ;
Et onde vien l'arſura , onde ilgielo ,
E colfauoleggiar Parnaſo honora .
Potea d'altra dottrina ogni defio
Spento , vincermèfteſſo ; e dato eſſempio
A millehaurei,che dopo me verranno .
Hor temo non miſia tolto ; che'l mio
Divola afera, e stratio indegno, Gempio,
Forti antichi desij dimèpurfanno

Caddi , e morto ſarei, ſe chi miſcriſſe


( Spero ) traſuoi, non mi porgeala mano ;
Maben al cor durotributo , e ſtrano ,
E lungopianto à queste laci indiffe . 6

Deh chimiſpinfe , e luſingando diſſe,


Seguimi amico oue'lſentiero è piano ;
1 € d'affanni e da duolviurailontano ,
Senza tante e ſerie fatichee riſſe ?
Magaben fù certo fallace2 ;& io
Folle via più ,che l'aſcoltai ; che fede
Diedi d lei , diedi al torto deſir mio .
)

Poi moſſi àmille precipiti il piede


Onde tu mi campaſti eterno Dio ;
E con qual arte altriche tú nel vede.
Timor
I? RIME DIDON
Timor dimorte, in cor contrito, e tristo ,
Che de le colpeſue piange, eſi dole ,
Odio, di quanto a Diopiacer non ſole ,
Per nouo far de la ſua gratia acquisto ;
Penfier, ch'à lefelici alme di Chriſto
Sempr'è riuolto , altro ben non vole ,
Silentio , c'hàdolciffimeparole ,
Dilagrimefouente , epietà misto ;
Spiar l'interno fuso di e notte, e Dio
Portar nel core , e'lcor negli occhi ſcritto,
Ne cangiar voglia perchecangi ilpelo ;
Dentro gioir, fendodifuori afflitto
e di virtù non d'altro hauer deſio ,
Queſteſantiguerrierfanforzaal cielo .

Alto intelletto , in humilvita, epurdy


Et in corpo mortal celeſte mente ,
In età verde antiueder prudente ,
Che da fortuna ria l'alma aſſicura ;
Porre d’vaghi defir freno , emiſura ,
sè librando, & altruiſempre egualmente ;
E quelmeno ammirar , chel'altra gente
Più brama, e cerca hauer con ſigran cura ;
Pietà, che lodi Iddio d'ogni ſuo dono ,
Speme certa del premio , immobil fede,
Di quel, ch'inſegna d noilegge diuina ;
Eſeruir per amor , non per mercede ,
Queste virtùfann'buom beato , eſono
Gratie , ch'à pochiil ciel largo deſtina .
Ben
BENEDETTO DELL'VVA . 13
. Ben debbo il viuer mio veracemente
Sacrar a tè, fra'pochiamico raro
Silentio , ondio m’inuolo alvolgo ignaro ,
ę tutta del mortal purgo lamente.
Intè, l'opre di Dio diſtintamente,
La cagion de le coſe, e'lfine imparo ;
Nostra natura , ele mie parti, e chiaro
L'error conoſco de la volgar gente .
Per tè, laſciato in terra il corpo, al cielo
Volofouente , e trapaſſato il coro
Degli angeliciſpirti àDio m'oniſco .
oʻquante altre tue lodiio taccio, e celo ;
che con più rime breui, iopiù t'honoro ;
E tacendo più t'amo, e riueriſco .

Preſſo àquest'onde, doue à miglior anni


Hebber di Grecia i faggi albergo chiaro,
Ch'Italia roza di ſcientie ornaro ,
Lunge da le diſcordie e da gli affanni;
Lieto mi viuo : e non fia che m'inganni
Più oltre il mondo , e'l ſuo diletto amaro :
Qui l'alma alzardaqueſti abiſſi imparo
Speſſo à quei di làsù lucentiſcanni.
Qui dolce, e lieta libertà migodo ,
Di beiſtudinutrice ‫ ;ز‬e'l corrichiamo
La onde falſo honor dianzi partillo .
Negiamai fù com’io fontetranquillo,
Che'l mio Signor ſolriueriſco,e lodo ;
Ne coſa altra che luitemo, ne bramo.
IP
14 RIME DI DON
In questi boſchi, in queſte ombroſe , ime
>

Valli, ogn'altro deſio delmondo ſpento ,


Lieto viurommi ; e diſprezzur contento
Quanto più par che'l volgo honori, e ſlime .
o'quà stato foſ’ioſin da le prime
Mie fafce , al bel deSacriſtudiintento ;
Chetal non ſentirei, qualhora ilfento ,
Quel duro affetto , che ragione opprime.
Ma di luivincitor , con dolce forza
Manderei l'alma, d'ogniobietto ignuda ,
A veder comein Dio lieta s'appaghe.
Ou’hor di queſta frallacera ſcorza
Conuien ch'attenda à riſanar le piaghe ;
Neſperar sò per me quand'io le chiuda ,

viligran tempofra la turba , e volto


A ſeguitar congli altrivn dolce errore,
Tenni fra mille empi deſiri il core ,
Confalda rete di ſperanzeinuolto-,
Hor ogni nodo mio del tutto haſciolto
Santa pietd . ne di fallace honore ,
Ne dipiacer ,ne diricchezze amore ,
Mipunge ,ne di me calmipiu molto . .

Vago di vero bene , in ermo boſco


Mi naſcondo aſſai lieto ; e de la vita
Con più ſaggio penſier diſpenſo igiorni.
Qui medinanzi à mepongo, e conoſco
( Quel che di e notte d lagrimar m'inuita )
Mille, ch'io feci à Dio disdetti e ſcorni ,
Comc

1
15
CANZO E.
OME tenero
CSpiegenhiomarica,Selo nodrica
Pioggia , ò rugiada amica ;
Coſi di beipenſier fioriſce uncore ,
Se diceleſte gratia il bagna humore.
Maſenza lei,diuiene
Arido , e non haſpene
Diprodurfior , ne frutto :
Come in terreno aſciutto
Muor, non che languefior,ſe nolnodrica
Pioggia , ò rugiada amica .
Mufa prendila Lira ,
Eſacri hinni cantando ,
I deſir vaghi del mio cor afferra .
Che ſe deſio miſpira
Lo ciel ,ponerin bando -
Ogn'altra ben debb’io voglia terrena .
Horcon fronte ſerena ,
Telli algran Rè de'regi
Qualpuoi ,ferto di fiori:
E le corone , e i fregi;
Siano iſuoi proprihonori.
Di come egli primiero
Creò la terra , e'l cielo
Informe ,e rouzo ; e fè di luce adorno
L'ono ,e l'altro hemiſpero;
.
De
16 RIME DI DON
Deletenebre il velo
Egualmente ſpiegando ad ambo intorno ;
e poſcia il Solealgiorno ,
E con la paga luna ,
Le stelle erranti , e fiſje,
Diede à la notte bruna ;
E lorlegge preſcriſe.
Indi comanda a l'acque ,
ɛ yatto fuggon londe
A raunarſi ſubito in un loco .
E nelſuoletto giacque
Il Mare, è per le ſponde
Del'ampio lito franſe il fluttoroco ,
Hauresti à poco, apoco ,
Viſto forger le cime
De’monti, e per le valli
Aprir l'herbette prime
I forvermigli, egiallio
Poi d’rno įsteſſoſeme
Canta, come formale
Il garrulo augelletto, e'l mutopeſce
E queſto alzarſi teme,
8 nelſuo nido ſtaffe
E quelſpiegalepenne, e di fuor eſce :
Et inprogenie creſce
L'ono à l'altro infinita :
Che con legge d'amore
Volfe eternar lor vita ,
Ilfagacefattore .
Canta ,
BENEDETTO DELL'VVAi
Canta , come la terra
Produſſe ad unſuo cenno
Fere ſéluagge , e manſueto gregge .
Ne da principio , guerra
Gli Orſi, e le Tigri fenno
Agliinermianimai, comeſilegge.
Finche la bella legge ,
El vero fecol d'oro
Durò , che durò breuc
Spatio ; e nacquefra loro
Odio , e timor leuenon
Ecco diſpone alfine ,
Eparcheſiconſigli
Conſe medeſmo afarpiù nobil opra : 9

opra ,ch'à lediuino


s'agguagli, e à Dio fomigli,
comprenda
Ela bontà di lui e ſcopra :
Aura immortal diſopra
Giunſe à terreſte limo ,
E formòl'huomo. ò quanti
Doni hebbe, erege , e primo
>

Fù de gli altri animanti . 1

Mapoi che quiſon giunto


Canzon ;fermar ti dei ,
che quìfin hebbe à punto
L'opra degiorniſci.

3 Gli
18 RIME Di Don
Gliocchi, onde morte aſſale ilnoſtro core
L'on veli, e faſci,e quanto à Dio non piaco
Veder vi toglia ; e vi conduca inpace
E lietoper la ſtradaalta d'honore ..
L'altro , la lingua onde ſi viue , e more
Freni, e non ſiacontra del per fallaces
o beato colui che ſpera , e tace ,
E folitarioattendeilſuoſignore .
L'orecchie ognor vi chiuda ilterzo ; eſia
Schermo , cheloda è biaſmo , ira, oLuſinge
Non v'habbiaſpeſſo a ritardar fra via .
Jopriego il mioſignor, ch’in voi dipinga
Santa e ſaggia ſtoltitia . Animapia
Queſt'armeà ben’oprarconuien che cinga,

O'de le molte amarepenemie


Solo dolceconforto , ò degli affanni,
E de le notti , in ch'io gia ſpeſiglianni,
Dela mia freſca età , ripoſo, e die ;
o ſaldo ſchermoa lepercoſſerie
Del mondo , ò riſtoroa’noftri danni,
Fidoſpecchio delver, fratanti inganni ,
Sicura ſcorta in ſi dubbioſe vie :
Vergine ,indarno nonpregata pn quanco .
2

Soccorri al mio periglio , e fa ch'io dica


De'doni tuoi le pretiofe pompe .
Vedi ch'omai vicino algiogoiomanco ;
Tolto niël carofrutto in sù la spica ;
E la mia ricca naue in porto roinpe .
E queſto
BENEDETTO DELL'V VA . 19
E queſto il viſo , anzi quel chiaro fole
che Dioformò per inuaghir ſe ſteſſo ?
Cuifügratie, e virtù produr conceſſo ,
Come a'l'altro del cielroſe e viole .
Son queste quelle manpure, cheſole
pe lestelle il ſignor Strinſer ſispeſo ?
E queſto il pettoin cui ſivede eſpreſſo
Quel ch'eſprimer nonpuòſtile ò parole ?
Nonpotea Marco farcosì bell'opra ,
o negliocchiformar non sò che viuo
Ch'empie diſacroborror chifiſo ilguardą,
Certo refſe lofțil virtù diſopra ;
Perchio d'altra beltàgiaSatio, e ſchiyo,
Solper questa foſpiri ,eper queſt'arda .

In cui Cipro confida, in cuipiùſpera


Dopo tante luſſurie& errortanti ?
Ne'ſuoi ( diceil Signor ) lafciui amanti ,
Ne leſueNinfe, ô ne la Dea primera
Eccoviene il miogiorno, ede lafiera
Straggefin quidalmar s'udranno i pianti;
E catenati al duro Scita auanti
Andranno huomini, e donne in lunga ſchiera.
Chi comprò non s'allegri, e chi vendeo
Non ſene dolga aſſai , ch’vna egual forte,
Com'è pari ilfallir , tutti comprende
>

Schermi di mura efoſſe in darno feo


Famagoſta şu'l mar,che Dio le porte
>

E le fue torri, più che'l Trace offende


Bii
Fuggite
20 RIME DI DON
Fuggite madri, ei vofiri cari pegni,
Perchepreda nonſiandel fero Trace
O di voicibo, hor che'l mar vostrohapace ,
Portate toſto a più focuriregni.
Ecco caualli,eſchierearmate, e legni
Più che le flelle,il rè de'Sciti audace
Moueper voi fargrame; & al cielpiace
Daruiper leſue man caſtighidegni .
I giouinettiſpoſi , cipadri vecchi ,
Viſarantolti, e con legemme , é l'oro ,
I lafciui ornamenti, e'l biffo , e l'oftro.
Vomeri, e Zappe,invece d'aghi, eſpecchi,
Haurete in vſo ; e fia la danza, e'l coro ,
Pianti, e ſingulti,eſacchi il veſtir voftro.

Vdite colli, e voi riuefeconde


Cui difiorgià copriaperpetua vesta ;
Partito è Dio da voi, che più vireſta ,
O qualſperarpotrete aita altronde?
Del voſtro ſangueil mar tingerà l'onde;
L'ondecerulee in roſje ;aſpra tempeſta
Crollerdi mirti, e'n quella parte, e'n queſta
Si vedran teſchi, e non più fiori, e fronde .
2

L'oro, e l'argento, ch'àpeccarti fue


Duce, portar vedrai Cipro in difparte ;
Efarne il Trace, e'l Siro armelucenti.
Ifiglituoi cadrandiſpada ; eparte
Difame, epeſte ; e le donzelle tue
Schiomate,ſeruiran barbaregenti.
Gite
BENEDETTO DELL'VVA .
Giteſchiereanimoſe', elempiocane,
Chefa tanti anni in Grecia egroſoggiorno,
Indiſcacciate ; anzi onde naſce ilgiorno,
Opratefi ch'in tuttos'allontane .
Leforze ſueſonpopolari , evane ,
Mirate in Malta il riceunto ſcorno ;
Tinte diſanguefurl’ondeSicane,
E d'oſſa biancheggiò l'iſola intorno .
onſete voi pur del Romano impero
Degne reliquie gegli qui antichi voſtri
Non fer d''Afri,e di Perſi, e Sciti acquiſto
Giteſicuri homai, che Marco, e Piero ,
In mare , e in terra abbatterar que'moftri
E chipuòcontra voiſevoſco è Chriſtos

Non fipareggià voi quel Greco audace,


Chel Aſia tutta inSalamina affiſjes
Nelbuon Roman , ch’in Attio vinſe, e viffes
Debellati i nemici in lunga pace .
Superò questi Antonio , d cuifallace
3

Femina il vigor tolfe , onde auuiliſſe


Nel luogo angufto quiſuaſpeme fije;
Epugnarvolſe allhor, ch'auſtronon tacó .
Ma voide l'ono in mezo , e l'altro ſeno,
Vinceſte altera , e bellicofagente,
Senza laſciaraltrui d'inganniduolo .
Rara conteſa in cui con cielſereno ,
E mar queto,pugnar tutti egualmente;
Ma'l valor uinfosela pietd d'on ſolo :
В
Bij Deh,
GRIME DE DONI
Deh , qual di Flegetonte, ò di Cocito
UſciMegera, a fartreguaſitrista ?
Tral Leone e'l serpente onde s'attriſta
Epaue d'ambedue l'Heſperie il lito.
Come il popol di Dioſi diſunito
Difendebor.se ? com’più vittorie acquistar
Bend ciò dimoſtrarſtella fu viſta ;
Noua , del ciel nelpiù maligno ſito .
Ecco, parmi veder Barbara gente
Correr il mar dal Tago inſino al Tebro :
Ed Anfido portarne i frutti , e'l ſense
Queſto (ahilaſſo ) è l'ardir ? queſta è la ſpieme )
Di far noftro Acheloo , Cefifo , Hebro ?
Eripor" Pietro , e Roma in Qriente ?

Lajlo ſidolceil mondo ognor m'adeſcaja.


Che'l mio torto deſio ſemprepiù fermos
Ne lo fuelle dal cor l'età men freſca ,
Ne drizza a'buon ſentierloco afpro, & ermo;
Aſpetto il colpo ignudo, e non hoſchermo;
Corro àle fiamme , e ſon di ſolfo e d'eſca ;
Fugyo lamedicina,egiaccio infermo,
Epero, elſento , epar chenonm’increſca :
Cerco dannoſo acquiſto, infame honore ;
Compro con ricca merce aſprotormento ,
Efanar defiando , ancido il core :
Miſero mè , ch'alben fon pigro , e lento ,
Velocealmale . in queſta fuggon l'hore ;
Epaljana i di miei quaſiombra;e vento..
L'ondd
BENEDETTO DELL'VVA .
L'onda che ferue incontra Scilla ,egeme
Per cuiſono i nocchiertimidi, e meſti,
Più quetà è del mio cor ; ſidari , e infefli
Penſieri accoglie, e coſe ſpuma, e freme i
Donna, cheſenzapeſo, e ſenza feme
Portaſti il parto,ondeprincipio haueſti.
Tranquilla ifluttiſuoi , Serenaqueſti
Abiſitù ; dou’affondar eiteme .
Tu cara di Dio madre , impetrar puoi
Diſottrarloà la morte, ou ir non debbe;
Non ſoffrir cheſidica vnquafra noi,
Che d'alcun ſeruotuo poco t'increbbe ,
Che'nteſperaua, ene perigliſuoi
Venne à té per aita, e che nonl'hebbe.

Tutta la verde età, chefinepiace ,


Di cuipiù mi fèguerra andai cantando;
Ne potei trouarpace
Con amor , ne con të mondofallacé.
Poimirincrebbe di quelduro ſtato cil
Onde à mè miriuolfi. erimirando
Tutto ignudo miſcorſi, impiagato.
Miſcorſi ( ahi laſjo ) & agghiacciai repente;
Perch'à la cetra mia ſilentio impofi :
,
E per fuggiril voltodelagente
Co’mieipenſier doglioſi,
Infolitaria parte minaſcoſi
‫وز‬
A 洲 Mentro
RIME DI DON
Mentre tú lieto infolitario albergo
Viui, e dentro e difuorte steſſo curi;
Et hor penſi di morte, & bormiſuri
Il tempo breue , e miri ilmondo à tergo ;
to fra la turba, anzifraſerpi albergo ;
Etiò che'l ciel riſchiariz ò che s'oſcuri ,
Sempre hò meco penſiernoiofi , e duris
E dilagrimeamare il viſo aſpergo.
Felice tè c, he de’mortaliſciocchi
L'error conoſci, e ſaggio fatto a pieno ,
Noia non è ', ch'adentro il cor ſi tocchi:
Laſſo, ch'io porto in tanto ilfoco inferro;
Neſcampotrouo al'alma, che pergliocchi
Bene; è poimanda altor dolce veneno .

Quel duroghiaccio, cheperpétuoverno


Giaquaſifatto bauea nenostri cori;
Onde non produceanfrutti, nefiori ,
Si'l buonſemeperdea dalgielo interno į
ifantidetti tuoi, che de l'eterno
Regno, vibrando van ſoauiardori;
Han dileguato. Ecco fpuntar difuori
Più d una gemmai petti altrui difcerno .
À l'orba madre , dä alpupillo il folto
sirende , e l'un con l'altro in ſanto zelo
s'amica ;anzi in pietà l'ingannoè volto.
Crin d'or di donna fchietto copre vin velo ;
Non bàperle ilveſtir, non Stibio il volto .
Come a tempo piouco FIAMMA dal cielo .
Oratio
BENEDETTO DELL'VVA . 25
ORATIO , ioſcriſfi vn tempo, e ſcriſi in force
Conſollecito studio , ond hebbifpeme
Auanzando loſtil con gli anni inſieme,
Che gran pårte ili me fuggiſſe morte :
Horle proſe; e le rimein me fon morte ,
&fol viue penſier ; cheſempreteme
Ilfin vicino , etal m'affliggė, e premes
Ĉhe mifora il morirmen duro eforte.
Ciò miſcuſi appo voi ; fe non,adempio
Voſtro deſire, es'io rifiuto impreſa ,
Per cui di nolta lode haurei ſperanza
Neſia di mè poco corteſe eſſempio
Che l'alma , ognor da le ſue colpeoffefit ,
Piange, ctace, ne tempo altro l'auduzdı

Giaceaſi afflittaſacradonna, epoco


Era à parcar di là da l'altra riua ;
El alma inſeſi raccogliea già fchiudi
Diſourastarein odioſo loco :
Pallida morte ,omai predando il foco
Vital dilei, le guincie ſcoloriuas
E de lé carefae pianto s'odius
Dirotto , e lamentar pietoſo, e roco :
Ella riuolta à lor; diceq , ſicura
Åmiche io parto ; e ſedi nulla temo ;
E ch'io nonresti inqueſta valle oſcurà •
1 Quinci con l'aura delſoſpiro eſtremo
Partiſſi. Áhimorte diſpietata ,é durà
ilpiù bel fior di caftitate haifcemo .
D'eind
Ala
26
CANZONE.
Etna
D'fali ilpetto-ardente,
epianga Oreto il nobil Dafnieſtinto :
Rofa odorpiù non fpiri,
Ne alprimo alborlucente
Divaghi fiorfivegga orto dipinto ; :
Suoni amato Giacinto
Hor il tuo ſcritto ,Ahi, Ahi ;
Non baſta queſto Abi, Ahi;
Deh ( s'altri non tel vieta )
Scriui ne le tuefoglie ,
Scriui le noſtre doglie ,
Emorto di Sicilia ilbuonpoeta.
Mufe Siciliane
Ditel, ditelpiangendoin vociſtrane .
Dolenti roſignuoli,
Tra le fronde più ſpelle
Contate il triſto caſo ad Arctufas
Come morte n'inuoli
Dafii, e com'ella oppreſſe
Di Sicilia con lui tutta la mufa ;
Di cheforte l'accufa ,
E la biaſma ogni ninfa .
Ma che dico ognininfa ?
Pan , che de boſchi è dio,
E Palein negra vesta
Chiamanla empia, e funesta ;
E danno alnome ſuo ciò ch'è dirig .
Muſe Siciliane
Ditel, ditelpiangendoin vocistrane .
Laſciato
BEN .DTTO DELVVai 7
Läfciato ha di sè tanta
Bráma à l'armento , algreggeà
Ĉ'herba nonpaſce più , ne fiumebeue;
Åhi, ch'egli più non canta ,
Neſcrittiin verſilegge
Altri, di I ELLA ſua l'oro,e la neve
Ähiſuo ſcriver fù breue ;
Svo dire vn volger d'occhi:
1
Piangonlo hor tuttigliocchisibit )
Má vali , monti, e ſelue
Taccion , taccion le rive
Dela ſua voce prive ;
Solvlulando vánnotturnebelue .
Muſe Siciliane
Diteljditelpiangendoin vociftrang
Dentro la più profonda
Spelunca ; Ecco ſi dole ;
E nuda voce ancodi voce è fcofa:
Chepiù non ti riſponda ,
Ĉh'imitar le parole
Di quella dolce tua boccanon poffe .
Perdeogia nerui, offa , ini
Per Narciſo, & horperde
La dura Selce ; e perde
L'iterar de le note ;
Spento dal caſorio
il siciliano Orfeo .
Duol d duolgiunto tanto valeepote
Muſe Siciliane
itely ditelpiangendo invoci Strane :
ALA
18 of R1MB DI DON '
Ala ſua morte acerba
In un ſubitofuro
Toltiagli arbori ifiori, difiori ifrutti s
Algregge mancò l'herba :
Et àlemamme ilpuro
Låtte non diero i ſoliticondutti .
Trouarſi i fauiaſciutti
Del deſiato mele ;
Ch'ànoi tolto ilſuo mele ,
Hauer non ne conuiene
Di mele altra dolcezza :
Hibla più non ſiprezza :
Che'dſugger iſuoi fior apenon viene•
Muſe Siciliane
Ditel; ditelpiangendo'in vociſtrane•
Non pianſe mai la bella ,
E colorita aurora ,
Il carofiglio con ſoſpirsipronti ,
Come la nobil IELLA ,
IELLA , chefola honora
I fiumidi Sicilia , il mar , ei monti ,
Tè pianfe ; efe duo fonti
Degliocchi inparti aſcoſe:
E ſenon,ch'ella aſcoſe
Quelbelpurocriſtallo ,
Hauria moſſo àpietade
Leceleſti contrade ;
E reſo DAFN I haurian ſe'n cið not fallo.
Mufe Siciliane
Ditel , ditel piangendo in vocistrane.
Hor
BENEDETTO DELL'VYA.
Hor chi verrà , ch'al collo
La tua canna ſi Aringa
Ch’apeſa pende poluerofa, etace ?
Sacriſ ella ad Apollo , >

Chefinobil firinga
A pocta mortalnonſi conface .
Il dirò, con tua pace ,
Febo ancor egliforſe
Venne talhor inforſe
D'hauernehonorſecondo:
Dicalo Oreto >, e Dori ,
E de le ninfe i chori ,
Semaitante armonia s'inteſe al mondo . •

Muſe Siciliane
Ditel, ditelpiangendo invoci Strane .
Tecoteco fon morti
Del'honeste donzelle
Le danze; è dolci bacioblio de'mali.
Altuo ſepolcro fmorti
Spenſer le ſuefacelle
Tuttigliamori, eviſpezzargliftrali.
Di Ciprigna furtali
Ipianti, cle querele ,
Ch'quanzar le querele ,
Ch'on'altra volta ſparſe
Sopra ilbel morto Adone :
Eben n'hebbe cagione ,
ch'ella amò DÄFNI, “ altretante n'arſe.
Muſe Siciliane
Ditel, ditel piangendoin voci strane .
Laflo
RIMEDI DAN
Lafo l'apio , l'aneto
Ben muor , ma come poltą
Il Sol, colgiouinannoſirinoua ;
A noi fatto è diuieto
Di ciò ; che s'una volta
morten'affale, è vana ogn'altra pronde
Weſugo d'herba giova
A ritornarne in vita .
Miſeranostra vita.
DAFNI, ecco un duro ſonno
Dorme là doue ilſerra
Poca poluere , e terra ;
)

Nerime , o verſi riſuegliar il ponna .


Muſe Siciliane
Ditel, ditelpiangendo in voce ſtrane.
Ma perche morfe bà folragion nel pelo
E'lſuo nome immortale
Viue, e ſpiegatehal'ale
L'animabella à la ſuaſede alcielo's
Mufe siciliane
Ponete hor finea le querele infanc:

i
BENEDETTO DELL'VYA. 33!
Se con chioma reciſa ,> in corta veſta
Non ſeguitastiil tuo conforte caro ,
Ben di colei , che'r Ponto reſſe àparo
Foſti à lui ne'perigli amica , epreſta :
Chi lo campo da l'orrida tempeſta
Delmar di Gallia ? chi da l'Ionio auaro ?
Chida l'ira del ciel? chi dal'amaro
Naualconflitto, onde tutt' Aſia è meſta ?
Se non tu ? mentre a poueridifpenſi
Leproprie , gemme ; & humile, e digiuna
Eſcalza porgià Dio preghiere,e incenfi.
Questa pietàveracemente imbruna ,
Al mioparer , quantiſon lumi accenfi
Del donneſco valor ſotto la luna ...

Non di tè chiome d'oro å l'auraſparſe ,


Auorio , Oſtro , Rubin ,Perle, e Zaffiri ,
E neue non ſolfreſca , ma cheſpiri
Foco , ondequesto , equelcor alſe,& arſe,
Scriu'io :quantunque altuo bel corpoſcarſe,
Non fur leluci de celeſti giri ;
Ma caſte voglie , altiſſimi diſiri,
E pietà , che'n altruidirado apparſe.
Vera beltà ,contra di cui, ne morte
Cruda potrà giamai, perche la mano ,
Ela lingua raffreddi ,e gli occhi copra :
Ne quel veglio crudel ,quantunqueforte
Illungo braccio alzi a ferir, che'n vano
Contra coſe del cielſua falce adopra .
Poi
33 RIME DI DON
Poiche del venir teco altri mi priua
Volturno, tu per me veloce ſcendi
Ld , doue ricca al mar tributo rendi
Nela Ragion brumale', e ne l'estiua; .
Ini ti ferma, e sù la manca rima
L'Attendol nostro riuerente attendi ;
E che'n mia vece falutandointendi
Moſtra col mormorio de l'acqua viua .
Quel, cheſotto'lginepro inteſe Elia,
Moniomaidille, e che fai più sù l'erba o
Aſai lunga à fornir ti resta via .
Capua non cape te : Roma tiſerba
1
Lo ciel benigno in forte ; e vuol che ſia
Humilper te, quanto fù giàſuperba,

Altero ſcoglio, che dal curuo feno


Prende tiil nome , e hai da l'un de 'lati
La ſpiaggia ,ei colligia da Circe amati,
E da l'altro di Formia il lito ameno ;
Ondeſempre quiete, dere ſereno
Viue , e chiarefontane , ee voi beati
>

Giardini , che d'aranci , e d'odorati


Cedri ,fate coronaal mar Tirreno ;
Come dopòſilungo eſilio , e tante
De la mia dura vita afpre fatiche,
Lieto a riveder voį volgo lepiante e
Odolce porto ,e carepiagge apriche
Come tra poi mi giouain rimefante,
Partir il tempo con le mufe amiche .
CAMILLO
BENEDETTO DELL'VVA . 33
CAMILLO io giunſi oue'l paeſe alpeſtro
Dal vecchio Dio bifronte il nome prende ,
Etra ſuoifreddi , & alti monti accende
Santi penſieri , e ſcopre il camin deſtro :
Qui viuo lieto in dolce orrorfilueftro ,
Che de lo stato miopago mi rende
Breue , & humil deſio, che faggio intende
Quanto è corto , e fallace honor terrestro .
Hor vnfonte , hor un boſco io cerco, e voi
Meco vorrei , ne d'altro alcor migiunge;
Ne coſaveggio , che la pita annoi.
) .

Dolceſcherzando Amor ,qui nonmi punge


Amaramente . Ahi che de colpiſuoi
Tantoſicuro iofon , quantofon lunge.

Se ben guancie di roſe , ò d'oro ſparfe


Crepe chiome, dą poi pocopregiate
Mai ſempre fur , come caduche, e nate
Con l'occafo d'on folcenere a farfe;
Queste, à cui celebrar voci bebb'io ſcarſe
A SCANIO , d riuerir granſenno fate,
Qual nobiltempiodi maggior beltate ,
Cheper volger del ciel non può cangiarſe.
Qual douetepenſar, che formoDio
L'animafaggia , a cuiſi bella veſta
Per conſiglio dilui natura ordio ?
Quinciſotto un bel velfi manifeſta
ciò che'n lei con dolce arte , e studio pio ,
D'on filentio gentil nafcoforesta .
Ochi
RIME DI DON
34
o'chigratia midà , che nel camino
Solingo , ch'à fornit non andrò molto ,
Io reggia meco á mille error ritolto
Poggiarper l'erta il mio dolce vicino ?
E comeſuolſmarrito pellegrino ,
Pergran via ſtanco ilpiè , bagnato il volto,
Rendergratia al Signor , chel'habbia volto
Àl buon ſentier quaſi à perir vicino .
Anima bella , ſai ben tù , c'horrore
Di morte eterna à laſciartimiſpinſe ;
Ne coſa altra più dura al miocorfue .
Ben potrà il mondo dir , che ſanto amore
Degna coppia legò , ſciolſe , eriſtrinfe :
Posto fra'veri amici anconoi due .O

FABIO , cui diede il cieldoti ſi rare ,


E Dio cheraro è più celeſte mente,
Eſcriui quel , chepuò l'etàpreſente
Ále carte de’primianco far pare ;
Deb , ſpiega in quelle tue rime alte , e chiare,
Queſta nobil vittoria d'Occidente ;
Nobil più d'altra , chelodar ſiſente,
Da cheprima diſceſe abete inmare .
Di come forteil duce nostro pinſe
Lo Scita rio , che'n tanta audacia crebbe ;
Egli vcciſe i guerrieri', efolſe illegno
Di comede l'hoštil ſangue ſi tinſe,
De lo ſcudoperdeo ,neferit'hebbe :
Questo è ben del tuo filſoggetto degno .
Voi,
BENE PETô D E LEVẢ. 35
Voi, che ſchiuando ilforo , e'l volgo ſtolto ,
E fra pompe diferuiempi coſtumi,
Non ſenza gloria amate i boſchi, e ifiumi,
Lieto delpoco ch'a natura è molto
Hor , ch'al cerchio di Cancro il Sol è volto,
>

Et aman l'ombra i boſcarecci numi,


Oue drizzate del dir voftro ilumi,
Del dir chepiacealtrui diſtretto , e ſciolto
Dehpoi ch’otio v'è dato, ornateapieno
Ilnatio nido si, che la dubbiofa
Fama di tanti Eroi certa s'intenda .
Così conceda il cielvernofereno
A vostricampi; e voſtregregge , ombroſa
Dalpiù feruido fol quercia
difenda .

Laſiia torbidiriui,e vieni a fonte .


Chiaro ; e tranquillo à trarti omai la ſete ;
& per mecohabitar piaggepiù quete ,
Non tigraui paſſarfoſfato, o monte.
)

Hebbi un tempo ancor io voglie si pronte ,


che tal hortiprecorſià ber in Lete ;
Macomepoi trouaſſi acquepiù liete ·
Camillo, dopo non è, ch'io tiracconte .
Laſſo, il conſigliomio turu pregi, elodi , .... - *
Ma pur tiſtaj dentro il tuo ftagno vſato ,
Si comefera in prigion dolce auezza
Deh , che non ſcorgiomaiſi chiare frodi -
ch'à tè ſi fanno ? e comeilmondo ingrato
Promette un mar ne Stila hà didolcezza
Signor
36 RIME DI ON
DO N
Signor fela tua man non mi difende
Da'miei nemici , al fin corſa è mia vita's
Che'l mondo mi luſinga , e dolceinuita ,
E mille lacci ognorfral'herba tende :
Ne men di lui l'empio auerfario intende
Al mio danno , e con l'un l'altro s'aita :
Equeſta carne fral, ma troppo ardita
Senza contraſto farvinta firende .
Anzi d'eſca mortal persè m'inuoglia ,
ɛchefuga, ò difeſa à mènon gioue,
Giafonper molta eſperienza accorto .
Tu chepuoiſolo ,efai quantomen doglia ,
Dammi Padre ardimento , ee forzenoue;
Ma non ſitardipiù ,che'ltempo è corto .

Ch'io nonſiagiunto à l'vltima ruina


Non fùproprio valor che mi ritenne ;
Maceleſte pietà, ch'àtor mivenne
Dala via , ch'io correa lubrica , e china.
1
Chiudeua il corſo mio rupe vicina ,
Onde viuer caggendo a pochiauenne ,
Quand'odo dire: Ah non cosi conuenne
Perir animabella , epellegrina .
Fermo le pianteà queſtavoce; e dico
Pien di timor; del ciel verace meſſo ,
Poicheper queſta stradaa morte valli ,
Dimmi chedebbo io far ? Riſpoſe, amico
Riuolgi al monte per la destra i palli;
elmondo, e Dio , e ſcorgeraite ſteſſo .
e

Taffo

/
BENEDETTO DELL'VVAT 37
TASSO , cui diede il ciel nobile ,eraro
Ingegno, e riccavena , e ſaper vero ,
Poi che già ſetene la via , c'Homero ,
E ſeco il Mantouan primifegnaro .
Per l'ormedi lor due , ch'innanzi andaro ,
Con matura preſtezza erto ſentiero
Correte il terzo voi ,ma come ioſpero
Lodato ben de l'uno e l'altro à paro .
La noſtra linguagià molti anni aſpetta
Il ſuopoeta , e fin ad hor non l'haue ;
Talch'è dal pregio fuo molto lontana ,
Reſta , che'lnoſtro ſtil leggiadro, e graue,
Giuntoà l'vtile altrui ,quelchediletta,
Formi l'effempio de la vita humana

Moui Signor da'tuoi beati ſcanni


Delmio fedeleamico à la difeſa ,
ch'd té fofpira , egli è la via contefa ,
Liberal tù, chepuoidatanti affanni.
Sai ben con quaifortiluſinghe,inganni
Il mondo un'alma à bei penſieriinteſa ;
Sai come queſta corra a l'eſca , epreſa
)

Ami ancor Signoria d'empi tiranni.


Egli omaiprigionero a viuerufo ,
Tanto ch'iceppiſuoigrauoſi , e strani , 1

e facili , eleggieriappella , e ſente


Opra ben degna fia de le tuemani,
Che l'auerfario fuoreſti delufa
Eiricourato à la ſua bella gente
C i Carlo
138 AR'
R1 I M.BDL D.ON
CARLO ſepolto è qui dinome quinto , 1 T
Divalor non ſecondoa quelprimero :
Com egli àà monarchia nacque , Gimperos
fronte real portòdipinto .
Nela
Il mondo oppoſtoà noi fù da lui vinto ,
E dagliidoli ſuoi volto à Dio vero ;
Ne mica è colpaſua , ſe con Lutero ,
Non fül'empio Maunietto inſieme eſtinto
Regno trentaquattro anni , è d'honorate
)

Vittorieſatio , alfin vinſe seſteſſo ;


e laſciòiregni, per vſar pietate .
Le duedonneſcolpite à l'orna appreſſo ,
Italia e Spagnafon . Ahifuenturate
Quanto perdeſte voidianzicon effo .
C A N ZONE.
Ortefefpirto , chefalitoſei
bordeſtelle,
Volġi à mègli occhigid beati, è quelle
Lagrime ( oime ) chedarnon tipotei
Ildi, chetiperdei,
Hoggi riceui; e non ti ſpiaccia in tanto
Il miodebitopianto ;
che la parte miglior da me diuiſa ,
Son quaſi vite vedoua, reciſa .
Diſimulando tacqui. Hor tanto audnya
La pena , ch'à celarla io non ſon forte .
O dispietata, ineſorabil morte ,
O ſua cruda,&ingiuſta ; eferáinfanzä .
Omia folleſperanza.
O de
BENEDÓTTO DELL'Výni 39
: O'de la vita mia breue conforto ,
Rotta hò la naue in porto y
Ela mia ricca merce inuan ſoſpiro:
Poco dianzi fuiCrefo , boggiſon Iro .
>

Benſon hoggi mendico ,efaròſempre


Figlio perduto td, ch'eri il mio bene ;
Ne voglio ; ne ch'io voglia fi'conuiene
Altro chepianto in ſifeconde tempre ,
Che lo cor ſene ſtempre :
Vinca il dolor , vinca il dolor interno ,
Comefiume, ch'el derno
Diſdegna il ponte , enuoua ſtrada faſi
E fuelle , eportafeco arbori e fafli .
Uſcite omai lagrimefuora , Vſcite
Che chi vi Strinſe ilfreno hor lo vi allenta ;
Anzi deſia , fuor diſuo ſtile , e tenta ,
Che lefue voci fien per tutto vdite.
Nonſia chipiù m'inuite
À confolarmimai , fin ch'io non moia .
Mortepuò darmigioia ;
Morte finir lelagrime, e la doglia ,
€ di quelfarmi lieto ond'hò più voglia .
In tanto haueß'io almeno alma gentile ,
Sirioca vena , eſ felice ingegno
Ch'altuo valor , d'eterne lodidegno ,
Qualchepoco ilmio dir fojefimile:
Haueui tù ben ſtile
Cding DA
RIME DE DON
Dapiangerme ,chedouea innanzi andarte :
Hor verrò dietro , parte
Che'l ſoprastar quàgiù troppominoce,
Parte per ſeguir tè con pie veloce.....
Togliamiſila vita ,
Che non laprezzopiùnepuopiacermi ,
Se non quantomi dàſpatio à dolermi .

‫نور‬.

Queſta ghirlanda difioretti, efronde ,


Che lungo il toſco rio colli pur þora ;
Non bennato anco.il di,quando l'aurora
Trabea dal mar l'humide treccie bionde ,
A voi.confacro real donna ; altronde
Fortuna al valor voſtro imperla , e indork
Altra ,qualgià conuienfi, e forſeancora
Là d'Acheloo sù le paterne ſponde .
Gradite il dono : e non vi piaccia intanto ;
Ch'à voi, di voi ( quantunque parco) io dica.
Leſupremevirtù, lagloria, ilvanto .
Cara dgli homeri mieifoma, efatica ,
Se non ch'à diſpiegar ſubietto tanto,
L'ingegno manca ,efe medefmo intrica .
L'ingegno
BEN BDETTO DELVVA. 41
L'ingegno manca , ese medeſmo intrica ;
In din dipois ne corriſponde il cantó
Humile , al vostro alto valor , cotanto
In se ritien di maeſtade antica .
Nembo di tempeſtà, stella nemica,
Tor vipoteo lo ſcettro, e'l real manto ;
Mala virtù non già , ne tanto , o quanto ,
>

Spegner diquella ſuafiamma pudica ...


La qual's in cener volto il pezzorio
Di que’regy ornamenti uiriueſte
Ond Epirofuperbo un tempogia ..
Che ſe l'anticho imperio nonhaueſte
si l'haueste di uoi con modo pio , )

O belleartileggiadre, ò frodi honeſte .

O belle arti leggiadre , ò frodibonefte ,


Per piacer folnel cor ſecreto à Dio ,
Sparger con foſcaman ,d'on chiarooblio
Ciò ch'à in uoi digentile, edi celeſte.
Cosìſemplicedonna in biancaueſte
Negletto il crin , negletto anche il deſio
Di piacer , uia più piacque j epiùgradio
>

Nobil amante in lei beltà modeste .


€ bevauien innoiſimileeffetto,
Ne per celarlo si men ſplende, e luce,
Nele belle opre fueuostro intelletto .
Ch forza ſeco un dolce lume adduce
'a
Tal, quantunque da nubi il cielſiastretto ,
Sempre il giornoè col ſol, ſempre la luce ?
Sempre
42 RIMS'DI DONT
Sempre ilgiorno ècollol, ſempre la luce :
€con vo primo amor ſempr'ha ricetto ;
Cheſeco ad albergarnel voſtro petto
Mille ſuenotte e difiglie conduce .
Beata compagnia , beato duce ,
Beata voi, che con valorperfetto ,
Vi rendete conformealgrandeobietto , die
Onde ciò ch'è di buon qua giù riluce . ”
Che mentre alſuoſplendor gliocchifiſſate ,
Ogni imagine vil dimezo tolta ,
Di raggio in raggio in lui vitrasformate .
Poi quando e'talfembianza dvoiritolta ,
Nel ritornaràvoi Dio ſomigliate:
In giouandoad altruiconpietà molta .

Ingiouandoadaltrui conpietà molta ,


Hor ingiuria togliete , hor pouertate :
Neper contrario alcun , ſi gran bontate
Ceßò dal’opre fuepurvna uolta .
Chi uide in donna tal virtù raccolta ,
One la noſtra , o ne l'aptica etate ?
Beato quei , ch'à loco oue voiſité ,
Evie più feviparla e fe viaſcolta ,
Che dal dir graue, e da la dolce ufanza,
Didi, in di, dhor, in horpuò furar coſe
Che'lfurarbello , G ogni lode auanza
Da voi s'apprende àl'inuide , e bramoſe
Voglie por freno,e toglier laſperanza
Da queſte fuggitivehumaneroje. 1
1

Da

7
BENEDETTO DELL'VNA . 43
Da queſte fuggitive,humane role
come ſi varchiàpiù chiara ſembianza
Difiori eterni , e in queſta rimembranza
Åltrai inoſtrate in che lo cor ripoſe .
ch'd le celeſtipiaggie alme , gioioſe,
Quafi vicina in sigran lontananza ,
Poggiate ſpeſſo : e de l'empirea ſtanza
De le delitie à voifonpoche aſcofe..
E qualGiuditta Hebrea ; la ſaggia , eforte .
Scoprendo come delnemicointerà ,
Efamofa vittoria altririporte .
Anzi vccidendol voiprima , di vera .
Immortal gloria aprite à noi le porte ;
Fatta del noſtro Dio nobil guerriera

Fatta del noſtro Dio nobilguerriera ,


Con intrepido cor, con note ſcorte
nito
Vinto ilnemico , ee la nemica niorte ,
Guidate al ciella breue inclita ſchierá
E s'alcun ètalhor , cúi luſinghiera.
Vocè del nondo di precipitioporte ,
Ilrichiamateda vie lunghe, e torte ,
Sotto la guardia del'inſegna altera .
Cósi al vero camin per voi ſi riede,
Coſiper voi angelica , innocente
Vita ſivive , elon l'altro non ledes
chi peccò de l'errorſuoſi pente 3
Ricchie chiaritrofei,feliciprede,
Famojo acquiſto, che nel ciel ſiſente
Famosos
6

44 RIMI DI DON
Famoſo acquiſto , che nel cielfiſente ,
E ben il noſtro ; e ne l'eternaſede ,
Prezioſan'attende altra mercede ,
Che corona non è d'oro lucente . .

Ma ſeper noſtro ben, lo ciel conſente ,


E ſtabildi la sì conſiglio chiede
Voſtro quifouraftar ; verace fede
Contempli del partirla voglia ardente .
Differita mercègiunge talhora
Più foaue, epiu cara ; e vien ch'abbonde ;
Che ſe presta venia non cosifora . į
Fra tanto riceuete, conſeconde
Preci , da man , che comepuòv'honora ,
Questa ghirlanda di fioretti, e fronde.
CANZONE ,

A Guagliarchiformòl'aurora,e'lsole
A ,
So che malſiconuiene,
pred iopari alſoggetto hauròparole :
Ma poi ch'amorcosì mi sforza, e vole ,
Nonlo ſiprenda à ſdegno
( Prego ) qualunque vdrallo alma gentile,
Ch'io oſi à tanto alzarmio baſſo Stile ;
Eſcriuer coſegrandi oltra l'ingegno :
Troppo ampia vela almio fi picciollegno
Certo non ſiconface ,
Ma chimi pronapuò quanto à luipiace.
Sopra
BENEDETTO DELL'VYA 45
Sopra i montipiùerti, e piu ſeluaggi,
Viue vn'augello altero ,
Ch'à di tutti altri impero ,
Estende oltra le nubi i ſuoiviaggi;
Queſto del ſoleincontra i.chiariraggi
Adduce i figlià proua ,
E ritien quel per fuo , che'l mira fiſo ;
Coſi de’regi il Re ,che'n cielo aſſifo
Appo'l padre ſistà , noiſcorge, eproua ;
)

E conoſce per ſuoiſol quei , chetroua


Vaghidiſuabellezza ,
Postoinoblio quantoquìgià ſiprezza .
Là nel mar Eritreo naſce unabella
Gemma , eſi pretiofa ,
Che d'ogni rara coſa ,
Qualunquefia , perdeil valor con ella ;
Neparih.imai,ondepnion s'appella ;
Cosi l'unicaperla
Di celeſte rugiada in terra nata ,
Ogniricchezza vince . O fortunata
. .

L'alma che pote in ſuoteſoro hauerla .


Malaſſo boggi di lei raros'imperla ,
Cotanto il volgar vſo
Hà da noftri occhi il buon vedereeſcluſo .

Stende lungoleriue icasti rami


Pianta , il cui nobilſeme
>

Vien , che Venere ſceme ;


Efå ch'i ſuoidiletti altri non ami;
NC
RIME DI DON'
‫܀‬
Ne riſponde adamor , quantunque il chiami;
L'arbor, di ch'io ragiono,
Talgratia infonde à chiviſiede à l'ombra,
Che'l cor di voglie , e penfier fanțiingombra;
>
Quincipres’io , s'alcuna coſa fono ,
Beato ranofcel . Beato dono ,
Beato chi s'aſconde
A lhor ch'egli arde il ſoltra queſtefronde .
Adorna i campiſpeſſoodorat'herba ,
Di si nobil virtute ,
Che promette ſalute
Di ciaſcun'aſpra piage , ò doglia acerba ? 1
Coſi dolce conforta e diſącerba
Ogni duol , ognimale ,
Di queſto aureo gentilſoaue fiore ,
Non dico ilguſtofol, ma ancor l'odore";
Ahi non fana veder noftro , che tale
E tanto ben , ch'eternarpotę ilfrale
Dinoi ,gia meſſo in bando ,
Várofe egiglifuggitiniamando..
Vn curuo peſcehåne l'ondofo chiostro ,
In tanto à l'huomo amico ,
Che , come il tempo antico
Ne ſiriue, e vide alcuna volta il noſtro ,
Difumma corteſiagranſegni ha mostro ;
Dimezo l'ondeſpeljo
Sul dorſo a riua alcun ſaluo trahendo ;
Etalne fis ,che'l vago ſuo morendo ,
rodi
BENEDETTO DALL'VVA 41 .
( O di vera amicitia eſſempio eſpreſſo ,
La vita inſieme, el mar tolfe à ſe steſſo .
Simil'opra compita
Veggio nel mioSignorper darne vita .
Vn'animal fi cafto , & innocente
Paſce le molli herbette >

Che di Dio le vendette ,


Anciſo in sù l'altar, frenòfouente ;
Nefacrificio alcun fù piuposſente
' A placar nume offeſo :
Certa di queſto agnello ombra , e figura ;
3

Lo qual fatto per noivittimapura ,


( Nemen ſiconuenia ) dolce n'hareſo 1
Dio verfo noi di cotantira acceſo .
Felice morte, eſangue ,
Ond'bàvita , evigor ciaſcun che langue,
Vna fiera aſſaiſtrana India produce , >

Cheparia il vago aſpetto ,


Edel colore altrui prende ſembianza
Taci Canzoni, che questarimembranza 1

Biaſma , accuſa l'indurato affetto :


Ond bòlichiuſo d'ogn'intorno ilpetto ,
Laſſo , che potend io
en prendo qualità dal Signor mio .

Del
À NA
98 RI E DI DO
Del Signore Aſcanio Pignatelli,
Ben in voi cominciò vago à moſtrarfe
A la mia menteilſol , cheſilodate ;
Ch’entro d lo ſtil, che dique’raggiornate
Come in fu'aurora il ſuo bellumeapparſe,
Quiui io loſcorgo,e veggo indi formarſe
Degna gara di glorie alte , e pregiute ;
Ei de le lodicb'al ſuonome date , 2
Non men che voi delſuoſplendore ornarſe,
Queſti nel cor quelfacro incendio mio ,
Ou'ardo in pure fiamme, auuiua , e deſta
sol di pregiarlo , e riuerir deſio .
Felice tromba ; alhor chemanifeſta
L'altrui grandezze, da l'eterno oblio
Sicura anch'ella , egloriofa refta .
Del Signor Fabio Giordano .
s'in me lo ſtil, che'n poci eterne , e chiare
Mouete , fulle ,e quella illuſtre mente ,
Che'npoicara a Dioſplende, e fà ilpreſente
Secolſuperbo , e à migliorannipare;
Queſte, comechiedete ; eccelſe , erare
Proue delgran campion de l’occidente
Direi canoro Cigno : hor malfi fente,
Suon roco , almormorard'ondoſo mare .
Famoſo , e degno Eroe , ſcrittor più degno
Chiede, qual ilpioEneš , qual Hettor hebbe,
E de più bei color le carte tinſe..

Benper voilena ſpeſſo ,e mgorcrebbe


A la fralpenna mia , ma timor vinſe ,
>

Che mal varca ampio Egeo sdruſcito legno .


Del
BENEDETTO DELL'VVA ,
Del Signor Angelo di Coſtanzo .
Spirto gentil, chetuttoalciel riuolto T
SogniStimate, & ombre vane,e fumi )

Epocheroſeinmezod moltidumi, 1
Quantohá dè bello il terren glabbo.accolto ,
Poi ch'à lapatria il mio dirpare incolto,
E ch'alſecondovoll'ale miſpiumi,
Come volete voi , ch'io più conſumsi
Cartègemi tinga alfindifcorno ilvolto
Meglio fara , chematta io ſteſſo ilfreno
CiAlvan defio d'honore ; e tenga afcara online
L'opra , v'l'occhio d'inuidia non s'estenda :
Cheper far chiqada Oltra il Danubio ,' lReno sem
La fama altxui, la mia giatenebrofanidan
j . Darperſegno alfua:ftratch'ognor l'offenda.
1 ) Da Del Signor Orazio Marcheſe .
Vya ch'accortas Satio degl.ingannic sira
Del mondo rio , con l'almatutta acceſa
:: Diſanto amon ,idopó breue,contefa ir gibi
Humil ti rendià Dione tuoiverdi annis
Eſotto vili , ce tenebroſapannis inzercia
Rictaje chiarohanor merchizeadalta impreſa
3 Lo tuo cor armi a cui non fanno offefan
Ĉ I dubbioſigmadagnisteri:certadanna, nos Oj )
Felice tè , ch’in ſtretto albergo chiulousesold )
3

à Libertàlargagodiseperifeer vanishsx525170 )
on Più nont ingombranta tranquillamente
Ben ſeguirti poireinen pieſti pianinis V
Monti, ma fera voglia , e l'antico vſaq
Del mondo , il vago pie stornà fouentes
. D Tauola
T AV
А OL
O L A
DE'S O N E T T I.
ET CANZONI DI DON
BENEDETTO DELL'VVA .

A Gguagliar chiformò l'aurora , e'lsole .


AlteroScoglio, chedal curuo ſeno .
44
32
Alto intelletto in humil vita', epure . 13
B
Ben fir delRè celeste alto conſiglio 10
Ben debbo ilviuer mio veracemente . 13
Riſpoſta del Signore Aſcanio Pignatelli
al ſonetto che comincia, Se ben guan
ciedi roſe , e doro ſparſe.
Ben in voi cominciò vago à moflrarfi.
с
Caddi, e morto ſarei,ſe chimiſcriſſe
3 . IT
A Camillo Pellegrino .
Camillo io giunſioue il paeſe alpeſtro . 33
3. Nellamorte dell'Imp.Carlo quinto.
Carlo ſepolto èquidi nome quinto . 1313188
Ch'io non ſia giunto d l'vltimaruing.cod 136
Come tenero fiore 15
Corſi Strada ſinistra iui trouai. 8
Nelta mortedel Signor Don Scipione
Valguérnera Siciliano inperſona del
padre .
Cortefe fpirto che falito ſei .. ' ..
!
38
ST Deb
TAA YOLA
T
D
A Deh qual di Flegetonte, èà diCocito 22
In morte del Signor Don Scipione Vale
I guernera Siciliano .
D'Etna trifti fofpiri . 26
Dilſi piu volte hora comincio , epoſi. io
E. S.
E queſto il viſo ,anziquel
F
chiaro Sole . 19
13

Al Signor Fabio Giordano , i


Fabio cuidiede il ciel doti firare. 34
20
Fuggite madri , eivostri caripegni ,
G
Giąceafi afflittafacra donna epoco. 35
GiteSchiere animofe , e l'empiocane. "
i Gli occhi onde morte aſjale il nostro core 18
. I
Ilvago Aprile , e fecoil Maggio ancora .
confida , incuipiuſpera .
In cuiCipro 19
In queſtiboſchi, in queſteombróſe, & ime. 14
LS
Laſſoſidolceilmondo ognorm'adeſcą . 23
A Camillo Pellegrino.700 " A
Laſcia torbidiriui, e vieni à fonte sms, 35
L'onda che ferue incontra Scilla ,egeme. 23
.

Mentre tulieto inſolitarioalberga . 24


Riſpoſta al Signor Oracio Marcheſe al
ist fonétto , Vua ch'accorto e fatio de gli
inganni .
Poui Signor da tuoi beatifcanni. : 37
-6), DÜ Alla
33 ATJAOV VOALTA
N
$ cAlla Signora Felice Orſina : 0 :: ! I
Non ditè chioned'oroà l'auraſparſe.io 37
Al Signor Don Giouannid'Auſtria .
on ſi pareggia voi quel Greco audaceas 21
0 : ‫پی‬ ‫ ی‬، ‫في بلاد‬ 1
A Camillo Pellegrino .
chigratiamida chenel camino. 34
O de le molte amare penemie : 18
AlSignor Oratio Marcheſe A
Oratio ioſcriſſi un tempo , e ſcriffi in forte. 35
. ) P ... ichni
Al Signor Giouan Batiſta Attendolo,
Poi che del venir teco altri mipriua. 9732
Preſſo di queſt'onde doue àmiglior anni, 13
579701Q
AIP. Fiamma predicatore nobiliſsimo,
Quel duro ghiaccio cheperpetuo verno 24
Corona alta Signora Donna Giouanna
pe Caftriotá Ducheffa diNocera .
Questaghirlanda di fioretti , e fronde. 40
S.
Al Signor Aſcanio Pignatelli . ) A
Se ben guancie di roſe ; ed'oro ſparfemije sta 33
Secon chioma reciſa in cortapesta guer
si come ſuolne laſtagiongelatą . 9
Signor ſela tua man non midifende.at 36
1 Riſpoſta Del Signor Fabio :Giordano al
di fonetto , Fabio (cui diede il ciel doti
ſi rare . inagar
S'in me lo stil chen voci eterne echiarez NC 48
Riſpo
T A Ý ĽA
Riſpoſtadel Signor Angelo di Coſtanzo
alſonetto, Voicheſchiuando il foro,
3! e'lvolgo ftolto .
Spirtogentil, che tutto al ciel riuolto .
31 T
Al Signor Torquato Taſſo
Taſſo cui diede il cielnobile 24 , 31
etrifto . I2

Troppo ilmondo è fallacesetroppoiogrago, 9


Tuttalaverde età che ſi ne piace. 23
V
V dite coli, evoiriue féconde . 20
Villgran tempo fra la turba e volto . 14
Al Signor Agnolo di Coſtanzo .
Voi che ſchiuando ilforo , el volgo stolto : 35
Del Signor Oratio Marcheſe .
Vua ch'accorto e fatio de gl'inganni . 49

ulisay
wy
yoga

og D VÝRime
61802
.ch

R I ME D.
TE GIO BATISTA
CATTENDOLO .
3
[

AMTA Meduſa cento


e.cento alcore
Serpi m'auolle, emi pre
Jériſſe il loco
Che mènel viſo intento ,
poco , à poco
Conuerfe infiamma dentro ,
in pietrafæote.
Resti à lalingua il natural vigore',
Io diſſialhora , efamil'altro vnigioco ;
Perche ringratij, emainon torni roco ,
Ditè, Nature , edelmio ſtáto, Amore.
Ela ilcrin negro in vari nodi attorſe ,
E co'begli occhifolgorando intorno;
‫ ܝ‬ed ardor, beaua i ſenſi .
Frà ſtupor, 0

Lalma à l'immobil marauiglia corſe;


& formar notesaconſacrar il giorno
Gliſpirti , chebollian nelpetto accenfi .
Sotto
Gio. BATISTA AT- TEN DOLOR 35
Sotto il crinnegro , omerauiglie rare?
L'animabella con ſuoiſpirti allegri ;
Dentro leſperede'begliocchi negri
Più luminoſa in vaghe ecliſſi apparc.
Del mio terreno ciel , tu ſerenare
I Sempreprometti, Amor, gli ſpati integrit
Nedel belviſol'aria , à mirallegri
Connebbia atra diſdegno, vnqua turbare.
El
Alma mia , beata allume , giura
Candida fede ; e s'altra al cor ripone ,
oſe mia vista fia giamai menpura ;
Tolgaal mio merto l'aure fuecorone ,
& sù'lmio capo , in lunga notte oſcure,
Con procellofo pic corraOrione .

Giunto m'bai bella Tigre, alfianco io Sento I


L’vngbia , chel'apre, ene trabe preda fores
Maperche fuggis one tenporti ilcores
Aſpetta , ò fera , che morir pauento .
Te fnella , intatta ;io fo ferito , e lente ,
Chegiunga , òprenda; homai lafpeme more•
Prendila tu , chaireti , ed arco Amores y
GiungilayAmor , chaine te penneil ventos
ella non cura ; endietroa me volgendo
Perch'io la miri , il bel viſo talhora ;
Per laſtradad'honorfen vafuggendo .
s'èpiù veloce , ò eruda , ionon comprendo;
Pur ſeguo,epiango's talapparl'Aurord
Chiara già fatta , innanzi al sol correndo
SI ріў
D Posd ,
56 00RTMATDTD . )
Posò , quafi angelin'; süláureo tettoga bo on ?
Volando prima jal d'aüorio nfcio ,in giro.
E’ntorno a tefesteſtredi zaffiro ; il lovini
L'Almaybe per la piagavidetpetto T
Nacque, di farne acquiſto eulco diletta oir la
Agliocchibida, ch'd lietirats'apriropas),
Enote illustid lei chiamar;svdiro ;'ah .
Fine'bebbe caró , in bianed maids vicetto :)
Libera , aprenda l'alishame førende rest I
Hor dentro iraggi, hòrdietro le parole ; )
e
Vaga delaria ) chenenond, eſplendelo
Tanto io vintos quanto Madonna til vuole ;
Chedateivitäper liYeneprende on ?
il cor , che vita a i ſenfomüir füole .

Di celefte candor , la mano parla , in ipsovat ]


>

Güanto y del sobgelofojdifendea,


Ed ella y incontro alsol,ſi riuolgea ,
Degliocchi inſieme; e de leguancie fcarla ;
Dal lumeandente ,lucida2 , non arfai esas
« Lachioma ; in sè la fronte riſplended ; ;)
Chemillèraggiindietro rifletted ,
Quafistellä сhióñata ; in aria apparfitori
£ *l soltutto ilbel corpoluminofo at 97 $10 1.49
Rendenaegân quafiatomi,
Permezo il lume innumerabil cuoriil
Chefia d vederlo in paradiſo , quando la
Vibrai fuo propri.raggiglorioso ,***
A luifparfi d'intorno iSant Amoria . 10 )
In
Gro, BATISTATAT TENDOLO. 57
In quellebiancheman, ridea mia vita 91.7 ? id
Quali Rubin , d'on bel veſtitoardore ; 14
E prendeapgitale ‫و‬, vgualrendet ſplendore;
Seco à lor gloria , emio ſoſtegna vnitase live
L'anima, al'aura delparlar vſcitai.
>

Che tanto dolce rimbonabaud dl.core !


Gli auidiſpirtiſuoinudria d'odores
Sülali stando ; tutta in ſe vomita .
in quel beato fpatios, ella beata ,y cursos
Frè'l cadiuero poſta , e'l vitalfönte ;179 ?
Beveal'eterno nela viſta amata :
La manfiſtefe , es'inchinò la fronte do
ε'ntoccarmisforzol’Almaa l'entrata ,
C'hauea lepenne perſeguirla ,proute .

Ĉon qual , di Stige vſcita , ò nebbia ; od.ombra. I


)

Tingeleftremo, Amor , del raggio drdentes


Chefiende nelmio corpuro ; lucente ; 1 .
Pois di si folte tenebre, l'ingombra ?
Comela ; che ſcopriua: hora repente
Strada beata de le ſtelle : adombra ?
Come,diluce ,in luce., andra la gente de
Ou'è chi notte dalementiſgombradat
Ansor , primiero Amor, chedinatura:3.0
Sei figlio humano.; e ſeidiuino padre; in i
E vuoi,5 che ſia l'Human del Diuin orma ;
Queſta , diſguardo tal ; vaga fattura ,
Che virtù crea , e Vin deſir poi forma;. ?
Spargide'caftirai de latuamadre
pi
58 4
R - I MB DI "
Divostrabella idea dipinto ilpetto , 1
Perche non più terrena iovi rimiri,
Donna ; in parte men vò , dou'anco aſpiri
2

Ad emular l'angelicointeletto.
Elapenſofa , e dubbia ne l'aſpetto ,
>

Fiſo miguarda; epoirompe inſoſpiri;


Emi riſponde; Hai forfe ouereſpiri,
Aria migliore., e via più caroobietto ?
Sdegno intantogentil ,congratie noue ,
Sueguancieirriga d'humide fauille ;
E conturbail bel viſo , e me commoue :
Forz'è, ch'àl'atto il cor s'apra , esfauille ;
>

Del dolce amaro , che da gli occhipioue,


Amor l'infonde pretiofeſtille .

Pioggia diperle ricca , quenturofa , )

Ch'altramadre d'Amor piangendo, verſa ;


Ditè ,miaſpeme arida homai ,coſperſa ,
Giàſi rinuerde , ed apre a fiorgioiofa .
Pergli vſci di pietd , vogliaamoroſa
Scopri , ch'era del cor nelfondoimmerſa:
Dunque in miaforte, che leimoffe , querfa ;
Tanta felicità ſiſtaua aſcofa ?
' o , dele penemie ,dolceristoro
Lagrime, nudrimento de la fiamma ;
Piš pretioſe, che la pioggia d'oro :
L'Alma, ch'attogentile aldoppio infiamma ,
Sotto'l deſtino , ou'bormi diſcoloro ;
memai.
Del caro incendio fuo , non perda dramma
Scuot š
Gio . BATISTA ÅTTEN DOLO. 59
Sonetto primo del Penſiero .
Scuotiquest'ombre homai da le tue piume,
E vola ; i l'Alba da begli occhi ſorge
Alma ; qual Augellin , ch'altroue feorge ,
Dinotte.tenebrofa ; un chiaro lume :
fui , come Fenice ha per coſtumes
Che s'accende , che more, eche riſorge ;
Ardinel foco, che'l bel lume porges
Ou'ogni affetto humanoſi.confume.
Indi ti'nalza poiverſo leſtelle ,
Per quella via del cielo , ad altri afcoſa ;
Chefanno i raiſopra'ltuo benvibrati;
E nel ſeno di Dioftancaripoſa ,
Luminoſo hemiſperio de'Beati,
Profondo abiſſo de le coſe belle a
Sonetto ſecondo delpenſiero .
Comeſenpola a l'eſcaſua gentile',
Con l'ali del penſier l'Alma digiuna !
E va libando , ad ape ella ſimile ,
Le bellezzedel viſo advna ,advna .
Daifior del vago , honesto viſo aduna
Dolce', cheſtilladal fuperno Aprile
Diq , sü'lbel corpo , e sù lo.spirto bumile :
Poi s'alza , e pur riman fotto la Luda .
s'alza allettata , » fatiarſilice
Verſo il bell’horto , e que Juo'fonti eternia
Ma troppofeco trahe d'humani affetti .
chigraueriedi, e nullapiù diſcerni ;
1 Tifan delbaffo mondo habitatrice;
Dele formeterrene, altri diletti .
Son
Sonini
otte
60
6 CORY IT MAESTD II .
Sonetto terzo del penſiero .
Ecco in braccio alpenſier , che tanto puote , 4210
Madoma ; epar,che l'aurea treccia bionda
Sifcioglia alvento ,e iraggi intorno rote .
La corona del Sol , che la circonda .
.

Dinanzi al petto , ed albel viſo inondagi


Innamorata dle bellezze ignote, 3.00
L'aria Nolana ; epar che ſiagiocondai
Ch'ella dileirefpiri, ò forminote.
Par , che lofpatio scond'ella paſſa anampi ,
e'n cemer vada, ed berba , e fronda , e ſtelo ;
Ed'odor s'empia la campagna , elmonte :
Tal, que felicide l'Arabia campi , mis
Ingombra odere ; e tal biancheggiain cielo ,
Arſa la ſtrada, ondepaßòFetonted. 01077
Sonetto quarto delpenſiero .
Oue , fuor divoi ſteffa ,e da voi lunge,
Mandate à ritrouarmiilpenfter vago ;
Mentre , romitaftando , in fenó laago
> >

De i fior delmio ſperar, tela trapunge :


O mentre attorce‫و‬,le rompe, e ricongiungeti
Stanje , detfilo dimia vita imago;
La bianca man , di cuitoccarm'appago ,
Quando ci vniſce il ciel, ch'or ci diſgiunge?
Meco è men , voſco è più ; Donna amorofa
L'Alma, che’ntorno alpiù bell'oro ‫و‬, e à loftro
Amante vola , amata alcor ripoſa ,
Mentre qui'l'caro nome indoro',e inostro's",
Divoi viue, in voiſpira ,appò voipoſa
Con ſua partemiglior , l'ATTENDOL voftro
Alme ,
Gio. B AIT IŠ TA ATTENDOLO. 61 )
Sonetto quinto delpenſiero
Alme, de cuori vſcite , che fràvia .....)
V'abbracciaſte felici, amanti , amate:..10
Perche rinfranchi, a noida nojmandate :i
Io la dilei, ella la vita mia : si
Nettardelnostro stameillicor fiajib ...)
Sian dala Parca , innettare bagnate...,
Lefila,, ch'ella attorce in vn legate
E moto eterno alcomoinn fufo dia . Ei
o'd'entrambi fofpik , che folgorando , ni
Viſcontraste in contrade pellegrine ; tan'a
Questo, o quel volto amici deſtandosi
Stella , che non formafte , a le diuine as
Guancien apprefa di Venere ; vatando ;
Per un jereno ciel, l'auratocrine ?
Delle Sembianzefonietta priino .
Quante bellezze dimia Doria inuola : TE
Sueproprie y Amores ed d fofteifenviene ;
Che la bella Città dele Sirene
Naſcendeillustra , efoggiornandoy Nolan
o'mia fenice , tunelmondo fola na
Non sei sepaalika tue ſembianzetionea) ?
Dilei, Ferrante in queſta mifouiene, ar "
Al capo d'oro alaponpurea.stold , aliano
E'paradiſo , nonchitrabia; itloco ;
Eldolceſpinto del cantar , channaga ,
Rendealudore il cinnamomoze'lcroco. :)
Di contempland'vnaneKaltra „ evaga "
L'Alma; el'inçevidio accreſce vn ftriniofoco
E dilata altiomin l'antica piagr. boja
Con
162 FRIM Đ 12 .0
Delle Sembianze ſonetto ſecondo ,
Con cheſembianze , Amormieiſenfi ilude ,
Ottanio , si , che'l vero io ſcerno à pena ?
Luige èmia Donna , equì la non terrena
>

Sua beltà veggio, eſento la virtude .


3

Nel'aria del belviſo Amor s'inchiude,


Aria ad un tempo nubila , e ſerena ;
Indi, Gioue emulando , alto balena ,
Perch'iom'illuſtri, altrinetreme , oſude ,
2

Tal vidi il ciglio , di Camilla , altero ;


D'on turbato ſeren , la fronte miſta ;
E piouer fiammeda begli occhi Amore,
L'anima , del periglio alhora auiſta , .. ; &
Inuocò il nome di ſuaDonna ; e'lcare
Scampo,fuggendo a lei , dietro alpenſiero.
Delle Sembianze ſonetto terzo
Era , Tomaſo , angelico ildrappello :
Ma con l'altrui ſembianze , amico borrore
Filomarina induffe ; harmonia forest
Dolce rendea ricco diperlebostello :
Di tutto il cielo di ſuamadreilBello ,
Negliocchi belli ſuoimoſtrana Amores
Voltiamè di Lucifero fplendore ,
Conuerſi altroue , d'Heſpero eran quello .
Ampie fenestre hauea ,balcon altero
Degli occhipropri, e del'orecchie algiro ,
L'Alma ; ſcorgendo l'adombrato vero :
NacqueledifuaDonna al fin defiro ;
Parti meſia da'fenfi; edilpenſiero
Moſjedal.cor , con l'aura don ſoſpiro .
Cbi
Gio . BATISTA ATTENÕOLO . 63
Della inſatiabilità d'Amore un
Chiſatia Amor la voglia de gli amanti ; il
: Che dietro de l'occhio ingorda feraggira ?
Mio cor ne'begliocchiarde , cifiorrimira. I
· Bianchi, e vermigli de la guancia , auanti,
Giò ſi riuolgeà piè candidi, erranti;. . Ova
1
E verſo l'auree chiome, altoſospira ;
Ecco , à fue perle , il dolce rifo il tira ; : 0).
Tirarlo auorio d se', che laſcia iguanti:
Riede Farfallade'begliocchiarai; ** !, !
E cade ardendo su lafreſcagota ; . ‫܀‬ ‫܂‬
Edeſia de beipiela neuehomai .
o ' Alma hai'ltutto , eſei del tutto nota ;
E'lcor che'n Dionon cercòrequie mai
Nouo ifionevltrice Furia hor rota .
GA Dipenitenza .
Da la terra del cor , raggio ſuperno
Humidiinalza, e caldial cielvapori ; *
E di vaneſperanze vccide ifiori , ‫زر‬
Gia Soſpiroſo , elagrimofo , Verno .
Come hor damelontano , è sol eterno , ..)
Del'eſtremo Oriente vſcendo fuori ,
Han largogiro i miei notturni borrori ,
Nepoitifoffre il debol occhio interno ?
Ben dal ſegnode l'ira , ù faiſoggiorno ,
Debaliamicheinmefaetteſpendi ,
Deſtopur dianzi a ſalutarl'Aurora .
Sereniffimi albori, infonné ilgiorno
A voi miſegua : Ecco il mio sole , ancora
O' Alma eterna primavera attendi . C

\ Fanciullo
64 01 -RTM " E D - 11.00
In materia del Sig. Principe di Stigliano .
Fanciullo ignudo ; à lei , chepargoleggia - 13
Simostra Amore , e con leijinérka , ecreſce ;
Leaddita il Bello , alBelio il dejirmefce
Bello ,che’nfori , in or vuolpriacheveggią.
>

Ecco degliastri lo ſplendor xagheggiggonino


E ch'ardan lungi, ò quanto à deiricreſce ?
>

Dele prime Amorforme, e del gioco eſces


E s'arma, e sforza , e vince , e ſignoreggia
Pe l'auree chiome del Signormioregna ,
Altre rojê ; altri giglial volto pinge :
et altriraggida begliocchi in pijah . I
A lei toruo , furtiuoil guardlo-inſegnazione
Dinouelli colori il viſo tinge n'a
E nelſemplice pettoilfofpurtria . 2 OBJA
In materia della Eccèl.SigeFelice Orſina.
Stanca Natura y a quaſi indegne Ecliffon
!
Portana icieli, e la bianchezza: algiglio I
Scemaua , eda la roſa ilduo verniglio s . 3
Foſco fplendor di lumierranti , e fillano
Cadeal’human deſire in pili abifh . bloku)
( Felice ilmondo nelmaggiorperiglid ) .a
Quando per voi produr ; diGiouealciglio
Chiaro, de l'ORSA il ricco grembo apriffi.
Voi chiama Idea de l'altre coſe belle vous sont:
Gione ; edelvoſtro viſo albellauoras ,
Ritingę ivari fior diprimauera . 90
Tempraegli alcanto ilmoto d'ogni ſperas 19
Raccende à gli occhi il lumese le stelle ;
E rende con le chiome il ſecold'oro.
Dinanzi
Gio. BATISTA ATTENDOLO, 65
Alla Illuſtriſs. DonnaMaddɔlenade Roſsi Marcheſana
di Laino patſando per Nola à monte vergine
Dinanzi a voi, che conduceſte intorno
Il coro de le Gratie , e degli Amori ;
Spargenta il dolce ſpirto Arabi odori
Quali pſcitida i fior del viſo adomo .
De'bei vostr’occhi radoppiando il giorno ,
Lampeggiauanne l'aria gliſplendori;
Paſſando voi,fentian glihumani cuori,
Qualſia l'eterno , dila si ,ſoggiorno :
Chel Almealhorą dal Diuino abforte ,
e per la via de ſenſi i corpi frali;
Non potea contra lor fato , nè Morte
L'egra turba fuggia dicure , e mali ;
>

Tante ; aperte del ciel piouean le porte


Sü'l creſpo , ed aureo crin: gioie immortali,
In materia della Sig . Vittoria di Raimo,
Sopra le chiome d'or portava il Regno
D'Amor, gran Donna ; e gemineintorno e fiori;
E gliocchibeidittauan legge a i cuori ,
Superbapompa deltrionfo tegno :
Bianca quadriga ſeggio era , e ſostegno
Di lei, che fedea humile in tantiponori;
Seguianle merauiglie , e gliſtupori;
E precedea di caſtitate il ſegno .
Chi è coſtei , ch'eſſercito conlice
D'alme virtuti, e vincitrice aſcende
Nel Campidoglio de la vera gloria ?
Queſta ne'propry RAI Mostra la luce
De la ſua ſtirpe ; ha vinto il vitio , e rende
Chiaro il ſuonome a lei, la ſua VITTORIA .
E Сон
66 RIM D 1
Nella infermità della Signora Hippolità Pantoliano .
Con qual, di Stigevſcita , horribil ombra ,
Turbà ilvoſtro ſereno ignobil Maga ,.
Che dal bel viſo , ai , d'altrui ben preſaga
Quante miniftra Amor gratie , diſgombra !
Tace ella , e mira ; e dipietà m'ingombra
Ilpettodentro, efuor dipianto allaga;
che de l'inuida man l'occulta piaga
Veggio , e c'homaiſuovital di s'adombra ,
> C

Alhor con l'intelletto à Dio risolto ,


Tutte aperſi del ciel l'argentee porte ;
& piouue ſopraleidigratie un fiume.
Fuggio dagliocchi beil'ombra dimorte ,
che sfauillaro , e fègran rota il lume,
E riſel'aria intorno al lietovolto .
Nella Vecchiaia dell'Illuftriſsima Roberta Carrafa
Ducheſla di Maddaloni .
Dunque ſen porta e te l'anima ardente
Delcielo ,) oue del ciellegge diſpoſe ,
Mio Sole ? ah teco de l'humane coſe ,
Ben ſicela il più vago , ilpiù lucente ,
Ticeffe di bellezza in Oriente
Venere fteſa , e nel tuo carropoſe
Sua face, e lume , e dentro vis'aſcoſe :
Hor dopòteſi ſcoprein Occidente. .

Sono iſuoiraggiVeſperi ini eſtremi


Carafèbella , e Roſſia bella ; il Regno
Mantiene in loro diſuamadre , Amorę .
In queſti orbi nonvien da queiſupremi ,
Dipianeta , d'imagine , e diſegno ,
O più gioia , piil caldo , o più plendore .
con
G10, BATISTA ATTENDOLO: 67
In morte di ſua donna .

Con quai , dolce guerrera , altrepungenti


Quadrella , infin dal ciel mipiaghi il fianco ?
Gliocchi, che pria mifero eſſangue, e bianco
Chịuſi hai, nèſono àpiù ferir poſſenti ,
Con quai, chiaro mio Sole , altre cocenti
Fiammelle , mi raccendiillato manco ?
Quei fochi , ond'arſi, e'n cener venni manco ;
Fur con le faci di tueguancieſpenti .
Chi ti da rete , Ò Venatrice vaga,
Cli'ancomiprendi? io sò , che i primilacci',
Frà le chiome de l'or , ſiſtan ſotterra .
Ahi viua , emorta pungi,ardi , ed allacci;
Che'l penſier, in cui ſoll’Almas'appaga, >

Bella ti troua in ciel , qual fostiin terra .


In morte di CARLO QUINTO ,
Spiegate bal’ali del Signore al cenno ,
Quinto CARLO, iltuoſpirto ;hor si volan
La Luna , e l'altro ſotto và laſciando ,
( do
Checaftoalparto ,od eloquenteilfenna .
Iregni homai de l'alma Dea, che denno
Labeltd à lui, ridente va poggiando :
E Febo , e Marte , onde la cetra ,‫ ر‬e'l brando,
: E Gioue, e'lpadre , ond hebbe impero, eſenno:
Homai di cerchio in cerchio al ciel ſálito ,
Sente ilcanto degli Angioli vicini,
Già và di coro , in cora à più bel ſito .
Giunto ecco il veggio a'Troni, a'Cherubini ;
Epur s'interna. ecco à Dio l'hanno unito
.

( O tre volte beato) i Serafini .


E Giaces
68 R IMID
In morte della Marcheſana del Vaſto ,
Giacea la bella Donna , e nullo , ò poco
Le concedeua indugio il deſtinparco ;
Affifagli occhi in sù l'estremovarco
Alciei,che le s'apriua in riſo, e'n gioco.
Da icrini illaccio, eda leguancie ilfoco ,
E da gliocchilo ſtral, da į cigli l'arco ;
Togliena Amore: Amor d'est'arni carco
v'ten vai diffi , à lafciil proprio loco ?
Anco vedremo in lei ), ſigmor mio , dopo
Che fiore , e gemma, ¢peraogn'altra coſa ;
>

Ilpiù bel di Natura hauer riſtauro:


Che con le guancie ſorgerà larofa ,
Ne fuqibegliocchihaurà fcampo ilpiropo ;
E conle chiome eterneralſ l'auro .
In morte della ſteſſa Marcheſana del Vaſto.
Come l'ombra creò , come da l'ombra
Materna , traſje, e diſpiegò lucente
In giro maſſa;; e comeda l'algente.
Humido velo , il volto d'Iſiſgombra ;
Come di raroſpirto ilmezo ingombra ,
1
Corona fàde l'elemento ardente;
1
Pinge hora il maſtro eterno chiaramente i
Nel VASTO ſpirto, ou'e ſe ſteſſo adombra:
Cui leggio è'l ciel , poi chedalmondo vſcio ;
E infi.co, e in aria, e in acqua ,e in terra hd loco
C'hanterra , acqua , aria , e focoin leifigura
3 0

Quanto òpenneldi Dio ſembri Natura ?


E' cielo, è terra , è mare , è aria , è foco ;
É mentre intende Dio , per gratia è Dio .
Di
Gio. BATISTA AT TINDOLO. 6g
In morce della Sig. Hippolita Gonzaga.
Di funebre cipreſſo il capoauinta
Atropo, e tutta alſacro officio inteſa ;
Sourala Donna d'atra nubeoffeſa ,
Diſſe , la man tenendo al colpo accinta ;
Fama ,habbi l'opre; à te la parte eſtinta ,
Iſi ; e l'eterna , dte , Gioneſia refa ,
Poi troncò'lfilo , in cuireggeaſi appeſa
La vita ; e di pietà ſimoſtrò tinta .
Cadde , al cader de lefue ricchefome,
L'honor del Mincio : al caſo diede amaro
Canto , ogni Cigno ; e dolce ogni Angelſuono:
Coſi poifoſte à Santa , ò vago , èchiaro
>

( Voſtralto merto ) anima ; corpo, e nome;


Stella in ciel,gemma in terra , in ariatuono :
In morte della medeſima .
come intesta diZaffiri, e d'oro ,
Di Rubini ; e di Perle z baueaNatura
Veſte à l'animadegna e come hor fura ,
E rompe Morte il ricco ſuo lauoro ?
Occhi mortali, il voſtro , emio teforo
>

Naſconderd pur Morte in tombaoſcuras


Diceua Amore . ahiprendera'lcielcura ,
Di darmi dital danno unquariſtoro ?
Gonzaga , ò gloria mia , tucangi albergo
Nuda , di stelle bauraida Gioue gona:
Quante egli ; e qualiper ordirla accoglies
Vuolpor nel petto il sole , Heſpro nel tergo ,
Enellenbo Orion : beata Donna ,
Chibebbe in terra , ò in cielfi belle ſpoglie ?
떤 Mustrati
70 RIM : DI
In morte della medeſima
Moſtrati à me , nouella cittadina ,
Dal celeste balcon ; preſſo è l'aurora :
Fa, ch'io vagheggi tua bellezzabor, hora
( Amor cosi m'iſpira ) altra diuina.
Vedrò qualfregio , ingonna criſtallina ,
Tutto di ſtelle , il tuo bellembo indora ,
E qual di raggi il biondo crine honora ,
Corona intefta , piùde l'altre fina .
Diraimitù , s'éver , che dizaffiri ,
Ed'altre gemme il ricco muro è mteſto ;
Se d'auro bà strade la città felice .
Maſgombra à l'apparir l'atra infelice ,
Che dal tuo marmofale , el'aere infesto
Rende à queſt'occhi; nebbia diſoſpiri .
In morte del Signor Oratio lanza .
Già ſotto nerovelo accoglie il raggio ,
ε'n breue ſpatio il molto lumeaggira ,
Hippolita ; c'Horatio ſuofar mira ,
Con freddo, immobilpie , cieco viaggio
Splender rugiada sù le roſe , il Maggio;
€ mquer le ſueStille aura , cheſpira ,
E'veder lei , che verſo il ciel ſoſpira ;
Cui render vuoldipianto eterno homaggio.
Per leguancie vermiglie 3. Amor diſperge
lagrimepure ; e de le guancie ilfoco >

Senza lor conſumar , via più le auuiua .


Tuparti , dice , edio rimangovina ?
In tanto Morte , a cui non dà ilcor loco;
Temeraria , fueinſegne al bel viſo.erge .
Nuouo

7
Gio. BATISTA ATTENDOLO. 71
In morte della Sig. Geronima diAngelo .
Nuouo modo d'Amor , Donna gentile ,
)

In cuinacque , in cui viſſe , ed incuimore ;


)

Ben credeu'ei , rotta la leggeà l'hore ;


Haner nel tuo bel viſo eterno Aprile . .

Credea , mouendo il ciglio altero , humile =


E reggendo degli occhi lo ſplendore;
Mille influir virtudi in nobil core ,
Purgar dimille indegnitadi il vile .
Hor te ſupremaintelligentia volue ,
V'nottehai ferma,efermo altrouehaigiorno;
Come impartir natura, egratia ſuole .
Agli hemiſperituoi , diffuſo intorno
Spero eguallume;:: al’hor , che non più al Sole
s'opporrà colſu'opaco humana polue .
Nella morte di Vittoria ſuamadre .
Madre , tuparti ,ò te beata ? acquiſto
Faidi te ſteſſa ,hor , ch'io ti perdo in terra .
Qual fiamaggior tuapace , o rer mia guerra
s'iodi tè lungi, e tu vicino à CRISTO ?
Spero , che’n luoco fra beato , e triſto;
>

Ou'altri a tempo il primo amante ſerra ;


E diſdegno , e d'amorfiamme diſſerra ;
Poco d'amaro haurai con dolce miſto .
Ella nonm'ode. òpadre, ò Donne , ò Muſe ,
Honorate à l'uſcir l'anima bella ;
Cantateľbinnihomai ,ſpargetefumi ..
Tald'Heſpro fuole tramontar laſtella ,
Che con vapor terreſtre in mar ſi chiuſe ;
E poiracceſe in Oriente ilumi
Ei
E j Lascia
21 RIME D D

Neltumolo della ſteſſa Vittoria a


Laſcia il cenere ſparſo ,e l'oſſa rote
Tü , che l'opprimi , ele fai forde , ò Morte ;
)

Perche riſorga alſuon di ſacre note ,


La Donna vinta dal tiro braccio forte .
Ódibell' Alma , è da l'eterne rote
Sceridi ,e riueſtile tue ſpoglie morte ;
( Non contendete à leidel cielle porte
Spiriti eletti , s'impetrar fi puute :)
Dite steſſa trionfa , ecco d'intorno
Vittoria riſonar , Vittoria il loco ;
E Clotoprepararſtamepiù adorno .
Ma tu no'lcuri , e stati in riſo, e'n gioco ;
Lieta aſpettando il nouo, vltimogiorno ;
Iopur qui chiamo, e reſto indarno roco :
Nellamorte del Signore .
Órdito à Giove è ſtame': Adili in braccio ,
Per Ilimortal fatto; ò Gioueſpiri ?
Diſè Cloto, e fermòla män di ghiaccio ,
Ch'alfufo dato hauea trenta e tregiri :
Tronco'lfill'altra , in cui, quaſiin un laccio ;
Ogn'altra vita huopo è , che fi raggiri;
Quali moſſo lor centro , al primoimpaccio
Furper tornarei baſſi, e gli altigiri.
Che turbata di luifigliuola ,e madre
Natura , moffe ella à ſeſteſſaguerra ;
Pianfer le nubi , e ſoſpiraro i venti.
Chi voiritenne in vita opre leggiadre ?
In ſcuoter Morte il cor , tremo la terra :
Gli occhi il sol chiuſe , iſuoibegli occhiſpenti.
Di
Gio. BATISTA ATTENDOLO . 73
Nel ſepulcro , & diſcenſo all'Inferno , & reſurrezzione
del Signore immortale .
Di vinto in forma , il vincitor di Morte
( Ombraſparſa di Morte al viſo intorno )
Giacea ,j di cinque piaghe il corpo adorno ;
Piaghe , ond'auien: chevita, e gloria porte :
Di padri in tanto àgli occhi, l'Alma forte
Tremolo aperfe, epellegrinogiorno;
>

1
Arco de Juoi trionfi, e d'altrui ſcorno
Furon lerotte de l'Infernoporte:
Già defufa laſua quali efſangue,
Spogliaritroui; ë'ngombra ilcor ; cheforſe,
Qualper morte langui, per amorlangue :
Copioſa ; indi vita a ſenſiporſe;
S’intepidir le vene , emoje ilſangue:
E di linea infinita vn ſtámeattorſe.
In materia della beata Vergine .
Era la notte e quaſi lampa ardente ,
Che jiencia gli orbidelſuo lume al cielo :
Mio core apriua sfauillante , anhelo
Le vie ſuperneà l'egra , fof a mente .
Vidi la Donna , che calcò ilferpente,
Trafitto pria de l'angelico telo;
Éſerbò puro il bel corporeo velo
A l'orto, al mezo giorno , al fu'occidente.
Vidi ibegliocchi , si dalbelſereno,
Dal'altra parteilluminar leſtelle :
Diquaimiraua il solle facciebelle .
Era ſuo trono del gran padre ilſeno:
Di Luna inguiſa hauea ſotto il pièforte
La region del fato , e de la morte .
Frend
74 RINE DI
In materia del giudicio vniuerſale .
Frenò i caualli , eſenza Occafo ilgiorno
Febo laſciò , chelegge altraprendea ;
Ne più ſchernita dimostrò Febea ,
Horfoſca ilviſo , hor vergognoſa il corno . 0

Soura candida nube , il crine adorno


D'Aſtri, ilgranRege, inmaeſtà fedea ;
E gli eran mille con la bella Astrea ,
Leſuelodi cantando , Angeli intorno .
Quand'ecco alſegno del'horribil tromba ,
De le ſparſereliquieſifervelo
l’Alme , ch'à premio , à pena vſciandi tomba.
Poiſegui l'opre o canto ,) o ſtrido eterno :
E chiaro ſoprarimbombando il cielo,
Chiamolle ; eſotto , in rauco fison lo Inferno.
IL FFINE.

TAVO
75
TAVOLA DELLE
DELLE
RIME DI GIO. BATISTA
A T TENDOLO .

Alme dácuorivſcite , che frà via . 61


A lo ſcontrode penſieriin vno amorre
ciproco di due amanti diſtanti; & del
la doppia vita che ong'vno gode, aſpira alla
immortalitá. Simarauiglia, che foſpiran
do ogn’vno di deſiderio digodere queſto ,
& quell'altro volto amato, iſoſpirinon for
maffero vna cometa affirra alla Stella di Ve
nere, come origine di loro amori .
Chiſatia Amor la voglia degli amanti. 63
Narra la cagione, perche ſia inſatiabile l'oc
chio dell'amnante ; & è che la bellezza è dif
fuſa per tutto il corpo bello , altramente
non ſarebbe ( con pace di Platone ) tutto
bello , ma queſta total bellezza non può
eſſere goduta da gli occhi inſieme, inſieme;
ma ſucceſsiuamente . & mentre mira vna
parte laſcia di mirar l'altra,& però mainon
godendo il tutto inſieme, mainon ſifatia
del tutto , che ſolamente può godere fuc
ceſsiuamente. & pero pena nella ruota del
deſiderio .

Ginse
76 Τ Α ν ο. 1 Α.
Comel'ombra creò , come da l'ombra . 68
Allude al dominio del Vaſto , & moftra An
na Maria Marcheſananon effer fatta mino
re per morte , poi che era di venuta elemen
ti , & cielo , & Dea pergratia ; mentre in
tendendo ogni coſa , era ognicoſa , & ſeco
lo intelligibile à mente diAuicenna,da cui
anco nel nono della metafiſica è tolta lame
tafora della pittura che fà Iddionell'anima,
perfectionandola con moſtrarlel'ordine de
gli enti cofi intelligibili , come fenfibili :
Comeſen vola è l'eſca fuagentile'. 59
Deſcriue il moto delpenſiero , che giun
to alla ſua donna dalle bellezze delcorpo,&
dell'anima aſcende a quella di Dio , ma al
lettata da fenfi non giunge, & ritorna.
Con cheſembianze Amor mieifenſéillude': 62
Scriue al Signor Ottauio Maſtrillo di Nola.
Con quai dolce guerrera altrepungenti. 67
Con qual diStigevſcita horribil ombra : 66
Con qualdi Stige vſcita o nebbia ,od ombra: 57
Dalaterradel cor raggio ſuperno . 63
Soſpira penitente
ricono
, & piange le miſerie ſue
ſciute le tenebre del peccato ,& s'erge
in ſperanza di ſalute . Per lo ſegno dell'ira
.

intende Sagittario , & allude all'vltima lon


tananza del Sole .
1
Diceleste candor la mano ſparſa . 56
In materia della Illuſtriſsima Signora La
ura della Ratta , donna di marauiglioſa pu
rità, & bellezza , che con la mano veſtita di
guanto ſi difendea dal Sole .
Di
Τ Α ν ο ι Λ. 77
Difunebre cipreſſo il capo auinta ..
69
Dinanzi a voi che conduceſte intorno. 65
Di vinto in forma il vincitor di morte . 73
1
Celebra la morte , & ildiſcenfo all'Inferno,
& la reſurrettione del Signore , la quale
quantunque fuſſe iniftante, dice indi non
per moſtrar tempo diuerſo, ma ordine per
cioche il cuore è fonte di vita .
Di vostra bella Idea dipinto ilpetto . 58
Dunqueſen porta e te l'anima ardente . 66 .
Fù queita Signora a'di ſuoi coſa belliſsima.
Intende per Roſsia Donna Maddalena di
Roſsi Carrafa Marcheſana di Lanio, & per.
Carafè D. Roberta Carrafa figliuola del
Șignor Duca di Maddaloni, donzella di
doti marauiglioſe:
Ecco in braccio al penſer che tanto prote , 60
Era la notte,, e quaſi lampa ardente, 69
Era , Tomaſo , Angelico il drapello . 62
Scriue al Signor Gio . Tomaſo Maſtrillo di
Nola .
Fanciullo ignudo à lei che pargoleggia . 64
Nello ſcontro del Signor Principe di Stiglia
no Eccellentiſsimo con vna fanciulla , la
quale ilmirò toruo , & foſpirò .
Frenò icaualli, e jenzi Occaſo il giorno . 74
Deſcriure l'ordine del giudicio vniuerſale, &
per Aſtrea intende la Dea della giuſtitia.
Giacea la bella Donna , e nullo , o poco . 68
Gidfotto nero pelo accoglie il raggio . 70
Tramorrà la belliſsima, & caičitsima S. Hip
polita Pātoliano ſopra il feretro del marito.
Giunta
LA
78 TAVO
Giunto m'hai bella tigre, alfianco io fento 55
Nel trasferirſi della Signora G.R , di Capua
à Teano .
In quelle bianche man ridea mia vita , 57
La mia Meduſa cento , è cento al core . 54
Laſcia il cenere ſparſo , eloſſa vote . 72
Nella ſepoltura di ſua madre di molto mor
ta,che dinota per cenere ſparſo , & oila vote
di medolla , defiderandola rediuiua .
Madretu parți , ò te beata , acquisto . 71
Nello fpirare di Vittoria ſuamadre , à cui
augura breue purgatorio , alludendo nella
comparatione di Heſpero , che ſuole tra
>

montar con vapori a quelle indignità hu


mane, che ha da purgar l'anima molte ,
volte , quantunqueparta in gratia .
Moſtrati à mè nouella cittadina ." 70
Nuouo Modo d' Amor, Donna gentile . 71
Si legge indifferentemente in morte della
Signora Geronima di Angelo Capuana , &
della Signora Giulia Turrettina.per notte
ferma intende le tenebre del cadauero , &
per fermo giorno la luce dell'anima augu
rando à tutto il compoſito lucidezza dopo
la reſurrettione ,
come inteſta di Zaffiri, e d'oro . 69
Ordito à Gioue eè ſtame ad Iſi in braccio . 72
Nella incarnatione , vita , & morte del Sig .
Que fuordi voi ſteſſa , e da voi lunge.. 60
Corregge il penſiero della ſua Donna , che
cercaua lungida ſe , & fuor di ſe ſteſſa lui,
che come amante era à lei ſempre preſſo
con
T A VOLA . 79
contemplando le ſue bellezze, & come ama
to nel cuore amoroſo di lei ſi ripoſaua .
Pioggia di perle ricca auenturoſa . 58
1 Posò , quaſi augellin sù l'aureo tetto . 56
Scherza con la metafora del legorino , che
venga chiamato da tetto intendendo le
chiome. Dice , che l'anima vaga preſa à gui
.

fa diquello augellino , ſi godea vita libera


ſeruile nelle mani belle di ſua Donna : &
che talhora ritornaua à lui mentre parlan
do quella , o mirando, empia divita lo ſpa
tio dell'aria col raggio, & col ſuono , per la
quale l'animavaga ſi ſpatiaua .
Quante bellezze dimia Donna inuola . 61
Ritrouandoſi l'autore in Nola , vide la Sie
gnora Camilla Filomarini , che ſi affomi
gliaua alla ſua dorina , & ſcriue al Signor
Don Ferrante Briſegna alhora gouernator
diquella città .
Scuotiquest'ombre omai da letuepiume, 59
In queſtitre primi ſonetti inſtituiſce il pen
fiero che faccia il moto Platonico ,cioè del
la creatura al creatore, & che ſifermiin lui,
beatificandoſi nella bellezza radicale : ma
non fi compie .
Sopra le chrome d'or porlaua ilregro . .

65
Andaua la belliſsima, & caſtiſsima Signora
Vittoria di Raimo illuſtre Napoletana,mo
glie delSignore Giouan Vincenzo Guaſta
ferro diCapua , alla chieſa della Vergine
annuntiara in cocchio bianco,quafi al tem
pio della pudicitia trionfando di Amore.
Sotto
89 т . у o t .
Sotto il crin negro , oò meraviglic rare : 55
spiegate bà l'ali del Signorealcenno , 67
Stanca naturad quaſi indegneecliſſi , 04
Allude al nome,mentre dice da lei felicitar
ſi, & riſtaurarſi ilmondo,ſtanca
> gia la ina
teria primaſotto diverſe forme , & allude
alla roſa nelbiancq, inſegne ſue mentre di
ce di roſa , & digiglio . Et deduce dall'Or
ſa di Gioue caſa Vrſina .

I Į F I NE ,
>

1
8
5

COM
RIME DI
CA M ΙI LLO
L 1

PELLEGRINO .

RAN di fronde , e fiors


dipinti, e carchi
I prati , ei boſchi, onde gir
>

casta , e bella
Diua vid'io, con vagafchic
ra ancella ,
Soſpeſeal collo le faretre ç
gli archi;
Al'empia cote , diferir non parchi,
Aguzzauan gliamori aſpre quadrella ;
E feaſentir del terzo ciellaſtella
Fiamme occulte ne cuor di cure ſcarchi .
Garrian gli augelli à l'aura , e d'ogn'intorno
Gian mormorando le dolci acqueviue ;
Comepotei , laſo, in quelpunto aitarmi ?
>

Il loco , il tempo , ele bellezzediue


3

M'acceſer l'alma , eſepiù fpero ,un giorno


sveder leinelfontese trasformarmi?
F : Come
82 R 1 M E DL
Come candida aurora in oriente
Scopre le guancie belle , e rugiadoſe ,
e da l'aureo balcon vermiglie roſe
Spargendo , rende ilcielvago, e ridente ;
E indi Febo àlaforella algente ,
Giatolto ilregno , dicolor le coſe
Dipinge, iraggi bei, che Thetiaſcose
Rotando, en’apre il dì chiaro e lucente :
Così Donna vid'io nel vostro viſok
Naſcer quelroſſohoneſto, e vaghi ,e belle
Diuenirne i liguſtri , e leviole :
Eraggi sfauillar dale due stelle ,
Ch'allumar l'aria conſi dolce riſo ,
Chefràmèdili. Ecco qui l'alba , e'lSole .

Tofta, ch'd riieder m'adduce Amore


Donnabs, de'bei voſtriocchiillume ardente,
Acuto dardoſcocca indi repente ,
Che ne'miei fere, e fà piaganel core.
Ei triemaal colpo, onde'l vital calore
Corre in aita à lui ſubitamente ;
Elaſciando le membra quaſifpente ,
Pallido me dimoſtro il volto fore.
Freddo timor che non ſiſcopra altrui
L'atto amoroſo , dun tempo in voiſcolora
i Golmedeſimo pallor la neue , eľoftro
Efe di nuovo Amor v'orna , e colora
piroſe il volto, ei vuol , checome vui
Prendete il mio , ch'ioprenda il calor vostro.
Coji
CAÑILLO PELLE G -RINO .
Cojim'affiſſe ilcor l'empia partita ,
Dario , ch'io fecidalmio chiaro Sole
) )
Ch'à morte ſe ne gia mia ſtanca vita ,
Più veloce di stral, ch'in aria vole .
Hor la vostra gentilcorteſe aita " ,
Auien , ch’in parte il viuer mio conſole :
Poiché Donnaſibella al pianto inuità
Gli occhi , e del miopartir dolce ſidole
Conforto alcun , ne gioia vnquurimoffe
>

Da'mieitristipenfier la nebbia oſcura ,


Ch'à mėl'alnia rendea graue, e noioſa ,
Per ſerenar mia vita ( di natura
Rariſecreti)hor chipensò che foſſe
Nel pianto altrui la medicina aſcoſa ?

La doue il Mauro duce à mollë ardore


Piegando il cor , l'ardor di Marte eftinje :
Onde fra le delitie , ei che ſolpinſe
Roma ", cadeo dalſuoprimero honore ;
Donna , che di bellezza ,e divitore
Sola ſen gia , di libertà miſcinfe ;
E d'ardentedeſiodigloria , ſpinſe
Diperegrina fiamma in preda il core ,
Rattoſparu'ella poi, che non s'accorſe
Lo cor de danniſuoi: Done ten vai ?
Ei bengridò , ma lei lontana ſcorſe .
€ per far dolce it foco à fuo'berai,
Sen volò à leicon calle piume , eforſe
Amè non è per ritornar giamai .
F Donna
84 RIME DI
Donna , s'iofuggo de'voſtriocchi ilfole
Che brama, e cole lo mio cor dolente
Vien , che preſente l'alme luci fole ,
che gioia inuole Amor raro conſente .
Mentr'io mi Struggo , emiro dolcemente ,
In poi repente ſdegno naſcer ſole ,
Perche non vole la voſtr'alta mente ,
Chene l'ardente raggio io mi conſole .
Cofi coʻlghiaccio il voſtro empio rigore
Tempra'l mio ardore , e non eſtingue ilfoco ;
Vccide il gioco, e rinoua il dolore .
Mafuor d'impaccioſpero àpocoapoco
Colcangiar loco , veder tosto ilcore ,
Che per voimore , efi'lprendete dgioco .

Con dolce inganno a riueder m'adduce


Amorla luce , che m'ancide, e sfacc ;
>

E dal penace obietto mi conduce


L'infido duce à ſperar gioia , e pace .
Ma'lfier tiranno miaſpemefallace
Del tutto face; à duolmi riconduce ,
A guerrainduce . Nelaltera face
.

Che'l mio benſpiacealei chiaro riluce .


Comegirarſi intorno hàper costume
Farfalla allume, che l'incende, e ſtrugge ,
E non purfugge,ma morir preſume;
si al foco ond'erſi, e la mia vita adugge ,
Lo corrifugge con veloci piume ,
Perche'l conſume . Amor fra ſdegni d -vgge,
.

Vera
ĈAMILLO PELLEGRINO
P'era angiolettade'celeſtichori ,
Le cui voci foaui, e cari accenti ,
L'aere fanno addolcirfermar i venti ,
Eper l'orecchie vanpredando icori;
Scopri'lvolto leggiadro, ouegli Amori
Scherzan mai ſempre; eſtan sù l'aleintenti ,
We'vaghigiri de'beilumi ardenti ,
r gliardori.
À tendergliarchi,ad auuiuapent
Se veduta , e formata dal
2
Tanta beltà , con meraviglie noue ,
E naſcoſta , e paleſe arde , & impiaga ;
Tui bramoſi occhimieidegna del vero
obietto, in goder lui,perch'ioritroue
‫یه دی و‬ ‫و‬
Réfrigerionel foco , e ne lapiaga :

Giaſottolarmid'on turbato ciglio


Crudamifü d'Amorguerrabandita ;
E più volte cadei , manelperiglio
Tal'horriforſi , e ragion diemmi aita ,
Hor l’auerfariomio cangia conſiglio,
€ con nuou'arte fa nel campo vſcita ;
Coʻlſeren de’begli occhi arma l'artiglio ,
E sfida à morte la miadebil vita ,
Laſſo , perme difeſa altrinon face ;
Liete accoglienze , atti foaui mihanno
Sparſo'l cor divenen dolce , e d'oblio .
Coſigioua d gliamanti ilproprio danno ;
E dilettononſempre équel chepiace ,
E coſiecrudo Amor , quand'egli e pio .
Fiy Donna
1

వర్మ RIM DU :
Donna d'alta beltà ;d'empio rigore ya1-1,5
Che ſiprende a dilettoilmio
languire ,
( Ebenfù rio deſtin ) diemmi di ſeguire.
Co'lvolerpronto , e colpiè grave ,Amore
Vien , ch'iq talhor lagiunga , e del mio ardore
şidimoſtrapietoſa ‫ر‬, )e delmartire ;
Nongia , çberompa il mio caldodeſire
L'interrogbiaccio , ch'a lei cingeil core
Mafol d'on alma ria , ben nicca pesta
Nel mio corſo è d'amor duramercede ;
Ei ella via fen fugje ,e loue ,ecruda .
Dunquediraj , che vita apra , emoleita
siameso , poich'amor non piaga ,èfede , :)
Di coſteil'alma di pietadeignudi .

Occhi che diſplendor vincono ilføle ,


Dal cuilumegentil l'alma s'accende
Perle , eRubini ,ou'Amorl'arco tende ;
E ſcocca aldolce fuon de le parole ;
Creſpe chione, e d'or fino , ond' Amor ſole
>

Ördir la rete , in cuim'annoda , eprende ;


Candidaman, che dolcemente offende,
& ſtringet cor , chegioia altra non vole ;
Cantar , che fura l'alme, e alciel le’nuia ;
Gratia , ch'ancide altrui, celeste riſo
Che ſcopreprimaueraà mezolverno;
Honeſtà , chepiù ch'altri m'bà conquiſo
Sonle doti, che fan la Donna mia
Sola nel mondo , e'l mio belfocoeterno .
Nuouo
CAMILLO , PELLEGRINO. 89 .
" BARZON Exsipelny
"!

NbDicoreleoſte belègelezntizallaorduori Nao tura , Love


Quando la Donnamiaprodulje al mondo :
Tolfecon Fludio, ecura
Dalſole i raggi, in vece d'ambra, e d'oro
>

Ene compoſe ilcapel creſpo, e biondo :


>

Dolce , ficco , e giocondo


Laccio de lalma , e mio nobilteſoro ;
3

Che nel mostrarſil'oriente indora ,


Non men chefaccia al naſcer ſuol'aurora :
Cookie
Serena luce ardente ,
Ch'eterna giri colnatio fplendore Home !
Ditè Gioue formò que chiarilumi . ti
Carefiamme del core
Cheper tempogia mai nonfinoſpente.
0 , sangiaffer almen gliempi coſtumi
S'auienpur , ch'io preſumi
Difiſárgliocchi a dolcirai , repente
Volgonſi altroue , onde ſi cela il die,
Erlotte faſſia leſperanze mie .
Poſcia che'lſen ſi cinſi
Venere
Benignebella , l'alme luci volfe
alpadre
diClori,
Erofe, egigli colle,
E'lpiù caro figliuol lamadreſiinſe,
C'hauea gia intorno ipargolettiAmori ;
Indi dibeicolori
Le frieſcheguancie à fuodilettopinſe;
Fiin Onde
88 IM 2 Di
Onde in terräfimiraihoggiin un volto ,
Tutto del terzo cielo il.bel raccolto .
Fra legemmeschornarò
L’aureo albergo del ſol,permezo apriro
Vn belrubin Mercurio , ePaſitea;
Élvago, ebreuese giro
giro
De l'orlo je l'altro labro indiformaro',
Che dolcemente s'apre, e ride , e bea
Pacquer diCitherea
Nela conca le perle , in cuiſi raro
>

Cảnto , ee dolcearmonia formar fifole ;"


Chepuòfargir ipoli; e star il Sole .
Giunon poi, nelceleſte ‫د‬. .!
Sentier dilatte , congentile affetto
Calde neui compreſſe emollibrine
Onde la mano ; e'lpetto
Formarſi , el'altre , ond’ha l'anima veste ,
>

Dolci membrå beggiadre , e pellegrine:


A la bella opra fine
Poi che dieron leGratie accorte , e preſte ,
De l'alma in veče , in coſi nobil velo
Si rinchiuſeMinerua , eſpregia il cielo .
Da Dei fu fatta , & di Deiſoloè degna
Canzon , la Donnamia . Pianto e martire
.

Wattendo; epur ſiſpingeoltraildeſire.

Spregiando
Camillo PELLEGRINO..
Spregiando libertà ;dannoſo , efero
A feruir torno, e diſteal ſignore;
Eben potreiſotto più giuſto impero
Viver tranquille , e ripoſate l’hore .
Málvoler cieco ,‫از‬che non ſcorgeil vero ,
Con là dolc'eſca d'on ſaluto , il core
Felice e voluntario prigionero ,
Condúce inparte ; oueſiſtrugge ,e more
Dė le mie pene Amor foljialmen fatio ,
Ondio tecoviueſi omai quest'anni,
Si come anticoferuo , anchor ſecuro.
Ma tù guerrier che függenon affanni
E făi defidi tuoi ſeguaciStratio .
O'legge iniqua, ò tiranno empio e duro .

Con fallace promeſſe, e dolce inganno ,


Miriconluce nel ſuo regno Amore;
€ à pocoa poco luſingando il core ,
Tenta del mio voler farſi tiranno .
10 , che volger dao luftri , d'anno , in anno
Seruo mi vidi à ſicrudelSignore ,
E don breuepiacer , lungo dolore
Colli , pauento alamoroſo affanno :
Ches'à l'amate luciio piacqui un tempo ,
Giouen amante ; etalbor ſdegni,& ire
Fecer loſtato mio pocogiocondo;
Hor chefia , che non piaccio , e che m'attempo ,
>

Cangiato il volto , e'lpelo ? Oltra il martire ,


Sarò giocoad Amor ,fauola al mondo.
s'arido
90 R 1 M X 7 D
s'arido legno lungoſpatio al foco
Conſeruarſi non può , priuo d'humore ,
Ma in cener toſto dal nemico ardore, La

Riuolto , dona d nuoua formaloco :


In mè , cui conlorgiri àpoco a poco
>

Secco han gli anni l'april ,ſcemoil vigoresa


Hor come ardendo in lunga fiamma il cores
Infra-la pena ſirinuerde , élgioce ?
Alfin , ch’apre à principio altro le porte ,
Cader deurebbe omaimia vitaſtanca ,
Siduro ingendioà Jofferir non forte . všsis
Ma con dolcemartir ( hallo ) in memanca
D'vſar ſuo stile il tempo e ragion -morte :
Ch'oue natura perde, Amor rinfranca .

Sopra le neui, in cuinudre natura ,


Fuor di natura , ifjor vermigli, Amord
Di due viuaciſtelle à lo ſplendore
Teſele reti d'vna treccia pura ,
Come à la luce angel di notteoſcura
Vola , e preſo riman , coſi'lmio core
( Ahi troppo incauto ) nel diuino ardore
Lietovolando , cadde inprigion dura .
Miſero , riedia'mè , ch'à morte mena
3

Diſibegli occhi ilfoco , viti conſumi;


e d'or lachioma empio feruaggio afconde .
Vita hò ne raggidefoauilumi
Midona libertà l'aurea catena
Cuſiparlo almio cor , coſi riſponde.
Amor
CAMILLO PELLEGRINO . 91.
imor ( nol niego ) hagigia , e merzuiglia,
Chi mira ilbel, che'n queſta Donna appares ,
L'oro , l'oſtro ,l'anorio ; e l'altrerare C
Doti, i begli occhi , edle tranquille ciglia ;
Mapenſier ſaggio cofi'l corconſiglia,
Scorgi , aminira in coſtei parti piùcare ;
Godi l'internobel ; che non ha pare
Sembianza in terra , egli angioli ſomiglia
L’vna belta,‫ و‬ch'è vile eſca defenſi,
s'occhio puro nonguarda , altruifouente
Miniſtra è di dolor , tenebreadduce .
Milaltra , cibo foldi nobilmente,
In dilettando illu tra;eſpejovienſi
Dal ſuoraggio à mirar l'eterna luce .

col foldi due begliocchi, in cui diftinſe . I


La via del ciel, fingendo Amorpietate , 10
e la fembianzapreſad'honestate,
Disfece ilgiel,ch'vn'tempo ilcor micinſe
Nel chiaro lume, almio penſier dipinſe
L'empio, il piacer de l'animebeate :
Ma volto apoco , a poco , à labeltate
De Senfiobietto , a vano error miſpinſe.
Vaneggio , àterragiaccio , e'l nobil vſo
Diquella ſcala ,dond'al cielſipoggia,
3

obliato bò del tutto , e non miſcuſo .


D'una mano à le neui ognhor s'appoggia,
E fra due rubinetti il cordeluſo,
Ch'altri nol veggia , vergognoſo alloggia .
Quet
92 ? RIM & Di
Quel di', che dal bel volto i bei colori
Giua morte furando , infin che tinto
Digelato pallor l'hebbe , il ciel pinto
Dipierd ,ſparſe lagrimofihumori.
Pianfer le Gratie, cloſpirargliAmori,
Nepartir ſi ſapean dalvifo eſtinto ;
Chemerauigliaera à vederloaccinto
Adarder anchor freddo , infiamma i cori -
N'arſero quanti la Sirena in gremboi
Coifigli inſieme accoglie ; ond’hor fofpira
Nobil turba, e fonar fà l'aria intorno .
Et Febo, gliocchi cui di piantoun nembo
Copre , accordandoà ſi belſuon la lira ,
N'vdirà l'armonia l'estremo giorno -

La gran Donna del Vafto , incuifplendea


Oltr vſohuman, valor,ſenno,e beliate
Nonpiù veduta in queſta , ò in altra etates
Veramente fra noifù Citherea .
L'aura ſua dolce del parlartogliea
Da i coriogni terrena indegnitate ;
E de begliocchiil ſol , l'alme beate ,
Seren l'acre, e tranquillo ilmarrendea .
Hor nel ciel nuoua madre de gliAmori,
Mentre in balo ſigira con le stelle ,
Vince colfuofplendorgli altruiſplendori .
Coºl chiarolume,5 l'atre luci e felle
Diſperſe, à noipioueamoroſi, ardori .
Rara influentia dele coſebelle. .

Laſcia
CAMILLO PELLEGRINO
Lafcia il ſold'Aragona ( ahi fero occafo )
Anoigielo., & horror , poi che s'aſconde
Spente le chiare fue lucigioconde,
Il mondo è in doglia , e'n tenebre rimafo .
Le ninfe del Tirreno al duro caſo
Nel lito ſiftracciar le chiome bionde :
E Sebeto dolente , in vece d'onde ,
Lagrime amare riuersò dal vaſo .
Riuolje in lutto la Sirena il canto ,
>

Iſchia , e Veſeuo con ſoſpirfocoſi


Adombrar l'aere diſulfurei fumi.
Eruinapatir gli antri muſcofi
Di Pauſilippo, che'lvezzoſo manto
Spoglioſhi , e veſte bor follappole, e dumi.

Com'alba rugiadoſa il cielcolora


Difroyvermigli, co'l bel viſo adorno ,
>

E le chiome de l'or ſpiegando intorno ,


Le stelle àpoco , d poco diſcolora ;
Coſi , con freſceguancie ornò talhora
)

Diroſe il mondo , e lume accrebbe al giorno ,


Mentre fèdolce mille DonneScorno
Co'lſuodorato crin , nouella aurora .
Ma come Febo rendertoſto oſcura
L'alba che ſplende in orienteſole ,
Rinafcendo dal mar co iraggiardenti ;
Cosinel'età verde ( ahifortedura )
D'eſta terrena aurora un nuouo ſole ,
Che di lei nafce , i chiari lumi bàfpenti.
Mentre
194 R 1 MEDI
I
Mentre le chiare luci in terra fole
Perdean lor dolce viuo a poco , a poca ,
E le roſe , d'Amor diletto , egioco,
Cangiana morte inpallide viole;
Nel ciel ſiſcorſe , alhorcheſplende il sole
Noua ſtella con chiome arder difoco ;
Così dolerfi , & à pietàdar loca
>

Ne'caſi ſingular, Naturafole .


Si coperfe Giunon d'ofcuro velo ,
Piangendo sì , chefuorle verdiſponde !
3

Volturno i campi aprio , ſuelfe gliallori .


Indi Morte tronco le treccie bionde : 1
Ene dier ſegnoglielementi, e'lcielo ,
E ſen dolfer mil'aline ,e mille coria ay

Se conpiaghe di gloriaardenti, e belle ,


Laſciando in Libia lo ſquarciato velo , 112
Splendente , à parde le più chiarestelle ,
Ritorna il Rè di Lufitania al cielo ;
E ſe’lguerrier , checon valore; e zelo
Vinfe del Trace in mar legenti felle ,
Dal ceppo d'Austriamorte acerba fuelle ,
Come turbo talborramo da ſtelo ;
Voi conſoli Signor ,che ricca ſoma
Depoſta anco il figliuolvoſtro ,fengios
Compagno al ciel, de'Regi, edegliHeroi .
Di maligno vapor lum'empio , é rio ,
Nel'aere acceſo, con ſanguignachioma,
Queſto publico malprediſſe à noi.no
Mentre
CAMILTO PELLÉGRERO 93
Mentre di Giulia il volto a mirar vegno ,
Che da man dotta in breue ſpatio echiuſo ,
Signor , meco mi doglio , e'lciel accufo ,
chemifè viua di vederla indegno .
Se merauigliaporge,inpiccol legno
Finto , e in colori ilſuoſplendor diffufo ,
Qual ſupremabebbe gioia,oltranostrofo,
Chilpero lume fu degno ?
dimirar
Voi che'lmiraſte , hayendo lei conforte,
( Chi Icrederia ? ) pianger douete ognora
L'empio deſtin , che ſibenigno parue : 1

Poi ch'ella delſuogiorno in sùl'aurora ;


Conceſſa à pena dnoi ( colpa di morte )
Ahi,da vostri occhi , eda le bracciaſparue.

Vando Hippolita chiuſeichiari lumi


QL'humido
D'oſcura nebbia i ſuoicoperſe il Sole :
aſciutto de'begli occhi , di fonti
Negò l'humor natura a , ifiumiil corſo
Spente le viue luci , e ſpine, eghiaccio
Hebbe il terren , ne produß'herba , òfiore.
.)

Troncato ha morte dibellezza il fiore


o Dure leggidel cielo, e ferilumi)
Chi pensòveder maiſparſedighiaccio
Le roſe del bel viſo , alhorche'lſole
Nel più tranquillo , e nel più lieto corſo
Scaldando il Tauro graffredaua ifonti?
De l'humor viue de celeſti fonti ,
Nondipioggia, örngiada hor ſibelfiore ;
E comb

96 RIM & DI..
E conpiù ſtabil forte nuouo corſo
Gira fra iſegni, eipiù gradiţi lumi:
Ne temer può che lo ſcoloriil ſole
La nebbia aduggi, po ur ancida ilghiaccio ,
D'Amor la face diuentò dighiaccio ,
De le ſue gioie inamarirſi i fonti,
Spento (onde'lmondo ardeatutto) ilſuo Sole
Tronco diſue dolcezze il nobil fiore . .

Si'lgran danno vſcir féda’ciechi lumi


Dipianto unfiumeindoloroſo corſo .
Cangiando morte di natura il corſo,
il foco delmio cornonvolje in ghiaccio,
Nerende aſciutti e lagrimoſi lumi.
Etna il miopetto ,e gliocchimiei duo fonti
Fian ſempre , o che com’hor non habbianfiore
Le piagge ,òpur chele riueſta il Sole.
Comeroſadiuien ,girando on Sole,
Languida , e compie di ſua vitail corſo
Benche in bellezza auanzi ogn'altro fiore;
Coſi di morte intempeſtiua ghiaccio
I dolciſpirti eſtinſe , e ſeccò i fonti
De’più vaghidel mondo ardenti lumi
Racceſi i lumibeinel vero Sole ,
Hanno i fonti ,hanno i fiumi, e l'ondae'lcorſo
Eſi dilegna ilghiaccio , e riede il fiore .

pants
Bebas
CAMILLO PELLEGRINO , 97
Beuui in pall'ima drio torbido amaro ,
Lungaſtagion ,ſenza maiſeteţrarmi;
Necuraid'obliopreſo , alcielo alzarmi
A quel chefatia, dolce fonte, e chiaro ;
>

Lalo , e nel fangopile , d’ſciocchicaro ,


Purcon lubrico piè cerco fermarmi:
Securpervſuoſi, cheſpauentarmi
Non può fin dubbio , e l'error mio m'è chiaro,
>

Cheſpelo l'alma ſcorgein sè romita ,


Con chefermo dolorfugacegioia
Si compra, etalhormorte in questo abiſſo ,
Miglior fia , diçe à me , con breue noia
)

Comprar nel ciel diletto eterno , e vita


vjuer comincia , infin qui nou bai viſlo ,

Signor ; mentre voilieto in piagge apriche ,


che conl'humido piè Volturno parte ,
Reggete ilfren digentiemule antiche
Delfommoimpero a la città di Marte ;
Anoi , ſotto altro ciel meſti in diſparte ,
)

L'uſate gioiefonfatte nemiche


checo'lrifo , e co'l gioco Amor non parte
Più nofco iltempo , e con le Gratie amiche .
Restò nelpartir voſtrohorrido , incolto
Di Pauſilippo il vagombroſo colle,
Nerihauer può leviole, e'lverde
E dipiantoi begli occhi , e'lpetto malle,
La Sirenagentil , mostra nel volto
Quanta, priua divoi, vaghezzaperde.
sorio
198 -R IM DL
D I:
Soriogentil, cuigenereroſo ardore
divera lode coſi l'alma accendi ,
Ch'indi nel foſco de l’età riſplendi,
Nouello raggio de l'antico honore ;
Deh perche'l mondo alvostro alto valore
Gli occhi nonvolge , e di virtù nonprende
Voſco a ſegnar la ſtrada, onde s'aſcende
A gloria , e nobiltà fallimaggiore?
Che vederfora ilſecolrozzo , epile
Fatto , ſol per defiod'argento , e d'oro ,
A coſtume tornar vago , egentile .
Egioia hauerne de le Muſe il choro ;
Egir di voi cantando in dolce ſtile :
o di caualleria ſpecchio , cdecoro .

Voi , che de gliaui Illuftri alnome , hanete


Giunto il ſenno , e l'ardir ſu'lfiordegli anni;
Egeneroſo al cordeſio chiudete
Diſpiegarperlo ciel digloria ivanni;
I voſtri Heroi , di Marte negliaffanni
Seguir per l'orme del valorpotrete :
Maper far vie più chiari à morteinganni ,
D'ozio i be ſtudià Febo anchorchiedete .
Si vedremoper voi lucidofarſi
Ilſecolnoſtro; in guerra, e in pace ,rari
Fregiprendendo diſplendorvetuſto .
..

Ecco diMantua , e diStagira , i cari


Figli, ambo in vno Attendolo , à voi darſi ;
Perchefiate Aleſſandro , cfiateAugufto .
Placidi ,
CAMILLO PELLEGRINO.99
Placidi , s'al deſio degli honor voſtri
Diparſen giſſelo mio ingegno , eſtile,
Farei con viuecarte , epuri inchiostri ,
Riſonar voſtro nome à Gange, à Tile :
Direi come più chiaro , e piùgentile
Spirto di voinonviue a giorninoftri,
Degno , ma nato à ſecolfoſco, e vile ,
Diſcettro , eregni , non che d'oro , e d'oſtri .
Direi, come in humil fortuna 3, il core
D'alta virtù , divalor tanto ornate , 1

Che non è chinon v'ame', e non d'honore


Come à l'opre magnanime, e lodate,
>

€ de la realvita à lofplendore,
Le ricchezze di Creſo hauer moſtrate .

Se viuo raggio diquel chiaro Sole


Sete , Signor , chementre gira intorno ,
potte l'Epiro , en’hà l'Italia giorno ,
E Sebeto ad ognor roſe , e viole :
Toſto ch'alſuoſplendor ( gia che'lciel vole
che la'u'einacqueomaifaccia ritorno )
Cederan l'ombre , e dalbelviſo -adorno
Fiori haran quelle piagge ,hor nude, efole, 1
Voi , da la ſuapirtù , qual d'arco ſtrale
>

Spinto , morte darete al fier Pitone ,


Cb'attoſca il mondo ‫ز‬, e fa Grecia dolente :
Ond'altri tempij alſuonome immortale
:
Fien facri , e del crin d'oro , altre corone
Sarannoifregi: Domo l'Oriente .
CE Gj Dario
10o R I ML -D
Dørio , che fra’beicolli , e piagge apriche
Delpatriolido , Amor fuggendo,inparte
Vjwete hor lietą , e con le Mufe amiche
Ragionando , dal volgo iteindiſparte .
Perche nonſian de voftri Studi parte
Alvento ,le vigilie , e le fatiche,
Ma lafutura eta leſerbi in carte
Vive ognor , pariale memorie antiche ;
Seguite Amor , cuiſenza, huom mai non corſe
Sentier digloria . Eid'emp.0 ,e rio Signore ,
Manfueto , egentil faſſi fouentę .
Deh ritornate ouev'accefe il core
Donna bella , e fugace , hor ch'ella , forſe ,
>

Biasma il vostrofuggir, del fuofepente.

o ', dichenuoue merauiglie , e belle,


Taffogentil, s'adorna ilfecol nostro ,
Mentri ciel fan concento al cantar voftro ,
Eguidan balli Febo, ele ſorelle,
Che li rara armonia , da lerubelle
E beat'almes'oda , hangią dimostro
Mille , da Campi Elisij; e nero chiostro ,
Heroichiamati a riueder le ſtelle .
Onde'l noſtro idioma alzato alſegno
Per poi ſi vededeſupremi honori ,
Che bramò in van più d'unſublime ingegno .
Cofil Latino Homero ornod'allori
Il-Febro , edipar gloria è cosidegno ,
cbe da on Toſco Virgilio Amos honori.
Paolo
CAMILLO PELLEGRINO , JO
Paologentil, ch'à facriftudi volto ,
Ornate lamiglior parteinmortale .

sidi valor , che la terrend , e frale rss


Non temedifortuna òpoco , òmolto.it
Pafcendo ilcaro gregge , e'n dioraccolto, 1 :3 )
Con Rachele , e con Lia, due fide feale ,
Poggiate al ciel; ne d'altro homaivicale ,
D'ogniaffetto terrenlibero , eſciolto .
.
Sigodete tranquilla interna pace',
1 Chauer non puòchidoſtroadornoil crine,
Viuedietroàfperarcieco , e fållace
Segli altiſtati, e i regnihanperconfine
Affanno , e tema, folbeato face ******
Preſcriuerl'huomo a'ſuoideſiri il fine.

Mente, chepüra àguiſa dicolomba i


Alkata à Dio ,ſi chiaramente intendi
Spirto ,ch'alcielo d'eloquentiaſtendi
L'ali, e fail'alme àvita vſcir ditomba ;
Voce , dicuipiùdolce'nonrimbomba
Altrane cor , che d'amorſanto accendi
Lingua , che'n Tofcodirmen chiara rendi
D'Arpin , d'Athene la famoſa tromba ;
Se colpennello dinatura, e d'arte ,
Pingete co i migliorpiuicolori
Al'interno peder viuefigure ;
Voi lodarbaſſo ſtol non s'afficure
De'miracolivoſtri èminor parte :
Qualhor furateper l'orecchie icori.. Lo ste ?
Gių Se
IDI 0.R : MED 2- !:
Sevallein colta , Vua gentil,s'alpeſtre
Monte , dou’huon foligno à viuer prendes
Deſir in noi di ben oprar accende,
et à ſegnar.n'inuita il camin deſtroz
Cercardonete, e amar loco filueſtro
Maſe'n boſco , e città , vinta ſirende
Diparl'alma al voler , che non intende
C'habbia fecovenen piacer terrestro ;
Gloria maggior vi fia , ſe'lmondo, evoi
Vineete : Combattendo al cielfigiunge
Con cui turbi ilſentier la vita annoi .
Ma vo ben dirui, che s'Amor vipurige
Diſdegno armato , i fieri colpiſuoi
Pron potrete fchifar, perfuggirlunge :
1

Vua , che poggialdestro calle al pino ,


D'ogni affetto terren libero e ſciolto;
Oue fràpochi , al fommofol riuolto ,
>

Godila luce ſua ſera ,e mattino ;


s'io cieco , da ſentier ſiniſtro , e chino
Deltuo chiamar ľamiche voci aſcolto ,
Non però rompoi lacci, ouem bàinuolto
Ferä voglia , antico vfo , empio destino ,
Che veggan gliocchimiei tecofplendore
E che s'allentiilnodo , chemi ſtrinje
Impetrin dal Signor le voci tue,
sidirà'l mondo , che diuino ardore
Degna coppia da terra al cielfofpinse :
Gloria a Dio fol , de l'altc gratie ſuca
cb'io
1
CAMILLO PELLICRINO : 1031
Ch'io pofco alpoggio di virtú formonte ,
Oue poſandoantica brama acquete ,
Speſo chiamato , Vua gentil,m'hauete,
Ech'iofugga del mondoinganni, & onte :
Però s'egli auerràmai , ch'ioraffronte
Meco iſparſipenfier,Santaquiete
Certo diritrouar , con poim barete,
Pria che de la mia vita ildi tramonte .
Voſtre rime han del dir fidolci modi ,
Che d'acquain valle più noncalmi yegrato
Mi fiaber fonte difupernaaltezza .
Come don del Signor ;fucfianle lodi,
S'onqua con ferro ancipite , infocato,
Lo di pietra corimioriſcalda , eſpezze.

La pargolettaman , chementreadopra
La penna , empied'inuidia ogni ſcrittore , 13
Tempo è Signor, ch'à più fouranohonore "'ha
Afpiriomai,.colporlaſpadain opra .
Lafrontegià , chemirto cinſe , hor copra
Elmo ;di Marte onde nelfero ardore
Gloriofo da leiſtillefudore',
Chedepiù chiari Eroipareggil'opra.
Non perche delesfere alta dottrina
Apreſeda Chiron ,di Leteiltofco
Fuggito haurebbe ilgiouinetto Achille ;
Maperche l'armifaefatalruina
Furon di Troia , ilſuonome nel foco
andràpien difanille .
D'ogniſecolo
Gli Se
>
164 " R 15M : DIN
Se di ſegnar co’gioninettipallisonline
Orme di gloria nelſentier d'honore. 20inte
Signor.,nodrite alto deſionel coreo.id
Ch'ogni giorno maggiorjèmpre in voi falli;
Poggiando in Elicond, u'raro vallisuus
L'Attendol vostro ‫;ز‬ewiſia guida amore ,
| Et emularne l'armeindi il valore ash4 .
De gliaui , inferma etd da voi potrafi : : ,
$

L'interno bel, che ſcoprirete alfacro ! "


Monte , elfamoſo gridodegliEroi, was
Vigor vidoniin ſofferir fatica a B ,
Si , di Luigi eterno ſimulacro i da
Hoggile carte ſerberanno, epoca !!!
Imarmi; a par d'ogni mensoria anticao isti

Chiaro garzon ,cúilungaveſta bor copre ,


che d'ostrofiaſi come è in ciel preſcritto :
E d'armi cinto , al materno arco inuitto
Dinome ſucceffor farefte , e d'opre:
Ma che la nobilman ſpada non opre,
Tifia delmondo amaggior
gloridaſciitto :
Che cedal'Arno ,,e'lTebro egli èben dritto
De la lingua al valor, che'nvoi ſi ſcuopre . )
Lelabbra inmerſo d'eloquentia alfonte ,
Gia viſcorgein Parnaſo vn diodiDelo
Et à ftudimaggior moueil deſio.de
Sopra natura , e di natura conte
Le cagion vifarà , dal centro alcielo ':****
L'intelletto inalzando , infino a Dio
Nacque
CA Mi Lô Pet ở ktx 6 .
Ndiquedel Tagoà le dorate
ſponde ;
Quaſi pianta gentilconstelle amiche,
Girolamo; e la chioma in piaggeapriche; it
Alzò pois colfauor d'aureſeconde .
Fortezza hanel bel tronco , incuis'aſconde ,
>

É bella, e púrafuortraluce Pſiche:


Penſieri alberga eletti entro le frondes
E d'ogni vil deſio voglie nemiche:
i ramihà d'alta gloriaje le radici
Diprofondahumiltà s d'eſſempio ifiori:
E dichiareopre i frutti . Inlei diffuſeo
Ogniſuadorioilctelor EccogliAmori,
Ecco le Gratieà l'ombra fua felici ,
Quidan ballia con Beboj,e con le Muſca !

Come, ſe noudfelld in ciel siſcorge,


Gliocchiogu'unfiſa in leipien distupore, 1
Coſi trahendo il voſtro alto valore
A selementi, meraviglia porge..!!
.
Tal in voi fonte d'eloquentiaforge , is,
Del voſtrogiornoquaſi inisùl'alborë ,
Ch'alzando al cieldichi v'aſcolta il core , '
Ebro gia didolcezza, è Dio lo ſcorge.in
Ål coltos e vago dinatura , ed'arte , ;‫܂ ܝ‬
Lo ſpirto arrogedel buon padre, à cui
Furdel signor ledolci piaghe impreſſe
Felice'voi , cui difuigloria aparte
In ricca poilertd ſeguir
; dilui
L'humil veſtigia , alto destino eleffe .

Non
1062 RTMX DITH :
Non vſadiſeruit Romafuperba , I!
Colpa foldi tue'voglie empieproterue
Fofti ferua digentiàtègiaferut,
Copri lepompe titermina,d berba :
Et hor , ch'à vera libertà li ſerba ,
L'impero di colui , ch'àgli altriſerue,
Ten duoli, dira neltuo petto ferue ,
Ondes'inaſpra la tua piaga acerba .
Seruisti volentier Barbariregi ;
Portafti in pace ( ond'io teco milagno )
Del Borgia , edaltri ad colla il giogoindegnos
Hora , chenon signor , ma buon Compagno
Hai il vicario di Chriſto , e tu lo foregi
Hornon èqueſto ilcielmoner àſdegno 13

n'egro ,afflitto da tenaci, e lente


Febut ; benendo ,piudi bers'inuoglia ;
Nela fete vien men , perche ladoglia
s'accreſca inlui , ne delfu’errorfapente
Cofi ,non degno amante empiefouente , ling :
E nonfatia giamaifua torta voglia ;
Onde conuien ,chenelgioir ſidoglia ,
Ma ei not cura , dat fuo mal conſente .
Delprimo bello amor s'egliè deſu ,
A lamente godernevnraggio e dato ,
A l'odir, al veder , noagli altrifenfi .
Giouen real, percheponiin oblio
Lagloria tua ? doneti chiama il fato
Segni , ſorgi dalfangoomai , chepenſi ?
Dura
CAMILLO PELLEGRINO. 107
Dura còndition de l'huom che naſce
Ignudo ; e piange nel veder la luce ;
E quaſi'anzi pur reo , ſilega in faſce ,
E come bruto ilſenſo hafolperduce .

Indi, s'à l'età ferma ſi conduce ,


Di narie cure, eepaſſioni il paſce
Il lume di ragion ; che’n lai firiluce
Mentre vuolche quelſegua, e questo laſce.
Ira , ſdegno , deſio , speranza , e tema ,
>

Son gli auoltoi, che rødon ſempreilcore


Di Titio , ed'Ixion la rota vltrice .
Damorbi afflitto ne l'etade estrema ,
La morte bàpreffo , e non viue , ne more
Vita del mifer huom dubbiainfelice .

3
Ahi, con che debol lumehumanamente
Di riguardar fin ſopra'l cielſi fida
Nonè Dio nelſuo cor loſtoltogrida ,
E l'empioeterno il mondo effer conſente.
Diben futuro , o mal , ſtimol non ſente ;
Che non teme , nefpera , o pianga , o rida ;
Chemorte i corpi; e le noſtr’alme ancida
Ardito afferma . e folgode il preſente ;
Ma vie piu faggio huoni pio , fra tema je ſpent
Viuendo , .eè certo che l'horribil tromba
A ciaſcun nelgran giornoodirconuiene.
3 Nel'orecchiela voceglirimbomba
Vieni algiuditio à ſortir premi, o pene ;
Riprenlil'alma , ò tu che dormi in comba..
Salute,
tod R 1 M :8 : Dir :
Salute, e paces lºhuom prim'hebbeinqueste
Mura'; qwil zelo ; elhumiltà delcore
D'unavergine Hebrea placò il furore
Die l'irato per noipadre celeſle
Ite lunge profani. Humana vefte
Quipreſeilverboeterno. Du ficro orrore
il'dinin locoſpira ; onde aldolore
De Juoi falli conuieni, ch'almafideste .
Sento Podorde l'ormedicoléi,
Chequinacque', equžviſſe ; e la fauella
Cherifon , qui dolce ,ancovdir parmia...
El cor mi ſatiani e palicegli occhimiei,
La divina scb'dinanza imaginibella
De la mano di Fidia.ifculti,marmi.co.

Giuſto fürRedelcicl, s'eternaindiffe


Pena , del fixa gran falloàl'angel.rio'n
Che, qualcentronel cerchio ,emprodeſio
Nel camperuerfo immobilmente eifille
1
Al'huom , che nel peccar'voglie fefifle
Non hebbe, ee chepoteo pentirfi, Dios
Moſtrò , che nonmengiuſtoera , chepio ;
3

E folditemporalpianto l'affifle.
Horts , cb'in terra haidel signor ſembianza .
Donna real , di queft etd fplendore ,
Volgi al tuo feruo amail'occhiobenigno :
Comelangel non hebbiil cormaligno ; ( 72
Peccai com'huomzmipento. Abitroppo auan
La tuafommapietà ,mio lene errore .
Spatia
CAMILLO PELLEGRINO 109
Spatia pergli ampi cieli hoggilguerriero
Del ſommoRé, c'hier giacquein breue cuna
2

Queſti, felder n'aperſe à l'ariabrına,


Queiſparſe ilſangueintestimondel vero .
Faſi buom Dio, lampe del lame primero ,
Prende vofire miferie , e quaſi imbrana ;
Chiaraluce , alta gloria in feraguna ,
€ in morte diuien Dio , Stefano altero .
Del Tempio , à cui ſaldofoſtegno diede
L’vn ch'èpietra angolar, l'altro le mura
Alzò con pietre delſuoſangue aſperſe .
1 Tu , chepregiſtipergente'empia ,e dura ,
Pregaper noi , lui che vedeſti inpiede
Star delpadre à la destra , elciel t'aperſe.

folchiilmar parean lenaui ,


menmen chedelſacro
SeELVA
Non , che dell'empio stuolo ;
Rotteda’remibiancheggiauanl'onde,
Cheper tema celarle ninfe il volto :
e di trombe , edifiſchi altere ſtrida
L'asre ferendo , minacciavan morte .
Col braccio alzato andaua intorno Morte
Per ferir mille , e mille ch'd lenaui
Fidar la vita , eſpauentofeſtrida
>

Diſpirti vdite furnel'aria àſuolo


che l'infidiattendean conferovolto
Per portar l'almedi Cocito à l'onde ,
Ecco i legni appreſſar per leſals'onde,
Perche l'inferno ne trionfi , e morte .
Conſtrage horrenda , e miferabil volto,
Spexza
} IIO RIM & DI
Spezza il ilfolgorterrestre antenne, e naui.
Rompe, e fommerge; onde legenti àſuolo
Caggion nel mar ,con doloroſe ſtrida ..
Perchel'empia ſaetta in aria ſtrida
Ede le trombe i fuochiardan ne l'onde ,
E piouan ſalligià l'audaceſtuoto
Non meno ardiſce d'incontrar la morte :
silegan con catene alfin le nqui ,
E col ferro sipugna d polto ,à volto ,
Rallęmbrana d'inferno harribil volto
L'altoſpauento , le diuerſe strida ,
I corpimorti, e le ſprezzatenaui ,
Chegranſpazio di mar copriuan l'onda
Fatte fanguigne dalfuror di morte ,
E nel fumo ſepolto il vino Stuolo .
Quandodel ciel candidiſpirtiàſtuolo
Fugaro i foſchi,e ne l'abiſſoilvolta
Delparadiſo apparſe . In man di Morte.
.

Lo ſtralſiruppe e finposto à le ſtrida ,


si moſtrò Dori, e Galatea sù l'onde,
E Giunan lieta dle pittrici naui .
Potrai con queſte nauiinuittoſtuolo ,
D'Europa anco aſciugar l'ondedalvolto ,
Portando in Aſia , e'n Libiaftrid4 , e morte.

Vaga
CAMILLO PELLEGRINO 111
Vagadi
fiori al'anreo crin corona ,
Cui non fu d'oro ne digemme ordita ,
Comeben ſidouea , Donna gradita ,
Ch'ordir vi debba alto deſio miſprons .
Laſciate è Muſe il fonte d'Helicona ,
A coglier meco fioriArno v’inuita
Per le ſuepiagge: inquest'opra , l'aita
Chieggio da voi, ch'à pochihoggiſi dona .
Teljetedicoſtei le rare , efole
Eccellenze de l'alma, e del belvelo ,
Di rofe ,di liguſtri, e di viole :
Netemera di Capricorno il gielo
Sinobilferto , ne di Cancro il Sole
Degno dono di voi, gratie delcielo .

Degno donodivoi, gratic del cielo


1
Fian , s'io dilei , ch'ogn'almahonora ; e cole,
Cantando ,d'alti Heroi, diRegiprole ,
Ramo gentil digenerofoſtelo ;
Aquelche
, dentrodilodarlahòzelo,
>

Econformi alſubietto hauròparole :


Ella reggala man , che togliervole
>

Dela pitturaà le fueglorie il velo .


Beuche à l'altezzaſúa ſolſeconuegna
Riuerenza , e timor , l'humanitate
Ardir miporge , e diſperar m'inſegna.
Apiendiròdi lei ,fecon voi nate
Di Gioue , anch'ella difauormè degna :
Noua.Minerua de la nostra etate .
Noua
11 % RIM DI
Nona Minerua de la noſtraetate ,
Cui girarfibenigni i cieli,, edegna
Fan delſupremo honor ,s'hoggiinvoi regne
>

Ilpregiodi palore, e ďþonestate .


? ſenno ; ę bontare
Splende prudenzainpoi,
Hà nel petto reall'honor inſegna ;
Onde baflopenfier che’n voifitegna
Siſpoglia diterrena indegnitate
Per ſirare ſembianzeal cielo aſpira ,
E faffidi vistù l'animą ancella ,
Mentre interna belļezza in poi rimira ,
j
€ sepergli occhi ſi rivolge àquella
ch’appare , dirà ben , ch'in quanto gira ,
Nonvede il şoldi voi coſa più bella ,

Non vede il Soldipoi coſapiù bella ,


Fra quanto il carro luminoſo aggira;
In poi le chiome , in voi fi fronteammira
La luce in voide l'mnq , e l'altra ſtella ;
Leguanciein voi, cui la ſtagion nouelą.
Pareggiar ne'colori inuaniſoſpira ;
La bocca in voi, ch'aura foaueſpira ,
che dolce ha'lriſo , e dolce hà li fauella :
In voi laman , ch'ayanza di candore
Auorio , eneue , e quei ch'inparadiſo
>

Membriformò con laſua madreAmore ,


Poi ch'd diletto il sol voi mirafijo ,
Di ceder ſi conſiglia ilſuoſplendore
A'li begli occhi ,à sileggiadro viſo.
is
CAMILLO PELLEGRINO .. 13
Alibegli occhi e ſileggiadro viſo
, ,
Chiempie'l mondo digioia , e di ſtupore
A quel che l'alma chiudealto valore ;
Quanto congli occhi interni iopiù m'affifo
Tanto men veggo. Hd me damediuiſo
L'ingegnooppreſſo, e la virtù del core
L'altero obietto ; e qual conuienfi , honore
A voi non rende lomio ſtilconquiſo
Maſe qual hoggi èpiù fourano, humile
Senvà , chefiriuer tenta ilpregio intero
>

Detdiuinchen voiſplende, e delgentile ;


Voi, del valor voigia del Greco impero
Degnereliquie , canti al ver ſimile ,
Tornando a noida'campi Elisi Homero .

Tornando anoi da'campiElisi Homero .


La caſta Grecahauria, la bella à vile , )

E ſola doi cantando , oltr'Indo,> è Tile ,


Porterian l'aure il vostro nome altero .
Voi chiariſpirti ,d'cui lestellediero
€ Febo doni , in queſt'eterno aprile
Fiorſmeco almen cogliete : Ingegno e stile
Carte,e penne facrate alvalor verò .
Che s'uopo alcun non hd quest'alma Diua ,
Quàgiù diſcefädä'Superni chioſtri,
Che lingua o mano dilei canti; e fcrina ;
Pur riuolgendo alei tutti gl'inchiostri ; 3
Persè ſteſſa immortal,noncheneviua,
qetfuo nome farete eternit voftri: *
H pcb
114 R 1 M DI
Nelſuo nomefarete eterni i voſtri
Chiari ſcrittor , cantando lei, cheprius
Dipenſier balli, co’begliocchi quuiua
>

Ogni valor ,gia ſpento àgiorni nostri.


Alma non hà , chepiù di leinemoftri
La via digir al cielcon virtù viua,
Nela rendon ſuperba ,altera , òſchiua ,
Gli altiſtati, le gemme ,l'oro eglioſtri .
fi'altezza humil ,fallace , avano
Nela
Scorge'l noſtro ſperar , mentrelaſtolta
Fortuna , a leidimoſtra il viſo humano
Hor dola al cielo , hor con pietà molta
Diſua man ciba ilpouerel non fano :
Con Rachele,c con Lia ſempràDio volta ,

Con Rachele , e con Lia ſempr'à Dio volta


Coſtei, che ſegna per ſentier nonpiano
Ormeſi belle ,penſier ſeguein vano,
D'ogni affetto terren libera , eſciolta ,
Le ſacre carte , in sè romita , bor volta ,
Hor le ricchezzefue con larga mano
Diſpenſando , colcornon mai lontano
Dal ben oprar , l'altrui miferie aſcolta
Mortalgloria difpregia , eterna attende :
Sidi tantevirtù rogo prepara ,
Nobil Fenice , in cui ſeftelaaccende .
E mentre ilfocode l'etariſchiara
Con le ſue fiamme, enuoua vitaprende,
Poggia nel ciel di raggi adorna, chiara .
Poggia
CAMILLO PELLÍGRINO : 115
Poggia nel çiel di raggiadorna, e chiara , ,
Donna, voſtra virtù che persèfplende ,
Egloria fpira, & più bella vi rende,
Che di Regie d'Heroila Stirpe rard .
Dal'vna je l'altra beltà voſtra , impara
Humana mente , come al ciel s'aſcende :
Da l'opre di pietd ,come s'emende
L'alma , e ſi faccial mondo , & à Dio cara :
Di voi lodargià füla mente ardita,
Mane la cetra mia poco riſona
Il valor , la beltà voftra infinita .
Prendete , indegnadi real perſona
Cui diſtelle li ſerba d miglior vita , 1
Queſta difiori a l'aureocrin corona •
Del Veſcouo di Theano .
Camillo , ondepoß'io di carne auuolto ,
Alzar co'ceppi dipiè tant'alto l'ales
Ondhaurò pace mai , mentre il mortale ,
Che mi combatte ognor , viue inſepolto ?
Goderpenſai , ma vidi àpena il volto
Dela bella Rachele , eper mio male
( Tale'lpeſo delgregge , e ſipreuale)
Con Lia mi trouo in ciechi affanni inuolto .
Voi caro à Dio , poi cui nodriſce , e piace
Virtù , come ſcorgetelerouine
D'esto noſtro ſperar vano, efugace •
Dehditefra l'altr'opre pellegrine,
s'al mondo echinonarda sigranface ;
o pungaſolo ilRanno infra lepines
1 H
116 ... R : Mİ, D.877
* Di F. Agoſtino d'Eboli .
Al ciel ſen volà, àguila di colomba
Il nomemio ,mentre lodarlo intendi
il
E in viuecarte , Pellegrin ; lo ſtendi,
Onde.Letenorteme, emen latomba.
Moſje Febo la lingua ,onde rimbomba.
‫و‬

Tua, pocesì,chenel miofoſco accendi


D'alt'honor lume, e alfralcaduco rendi
Vigor eterno , à ſuon di chiara tromba .
Tutto quel che può far natura , arte,
Scorgeran Paltr'età ne beicolori ,
E deltuo raro stil ne le figure
Dunque non mio valor , tu m'aſſicure ,
che dopj morte haurò digloria parte ,
In mille alme vivendo , e in mille coria
Nelle nozze dello Eccel.Sig. Principe di Stigliano con )
la ſig. Donna Ilabella-Gonzaga .
Se la lancia nel pian ,l'arco nelmonte ,
Hippolita trattò , guerriera , e bella
>

E in gioſtra , e in caccia , Amazone rouellid


Lei vide'lMincio , nouo Thumodonte :
Chiara , e foaue abegli occhi , e la fronte ;
V'era ſopr'ognidonna,hoggi IS A BELLA ,
La penna adopra : e'n ſua dolce fauela
s'ammira il vago de le lingue conte .
Del sangue di Gonzaga anbodue nate
D’Heroi, dal çui valor ‫ ;ز‬dal cuiconſigliat
Hor eſercito hor regno hebbeilgoverno .
Delſanguedi Carrafa amboduedate:
Ad Heroifon purSpoſe ; e l'vn'al figlio ,
El'altra al padre , con voler eterno .
Nello
CAMÍLIO PELLEGRINO . 117
Nello ſpoſalicio dell'IlluſtriſsimoSignori
con la Signora
Marc'Antonio GarrafaMarcheſana
Beatrice Carrafa
di San Lúcido .

BICE, real fanciulla , ed'Heroinata ,


Delo fpelo real, nato d'Heroi
Fia ne le braccia BEATRICE , poi
che lui beando ,> in luifarà beata .
Bacia , e favezziilgionineà l'amata
Verginella , e ſoncaſti i defir ſuoi : ...
Ella , ch'amor nonsà , non pur i tuoi
Doni Himeneo , luiſemplicetta guata..
D'ambo ne gliocchinel mirar s'apprende
L'altruiſembianza , e l'ona anima in parte ,
Che'mprime' alcor le ſuebellezze conte ;
L'altra altenero petto non diſcende ,
Ma'lver partendo , dalbel nero parte ,
Qual ſuol imago da turbato fonte . .

TAVO ..]
TAVOLA DELLE
RIME DI CAMILLO
PELLEGRINO .

AHI, cònftachédeldeb
Riſpo
ollume humanamente: 107
R. P. F. Agoſtino d'Euoli alfonct.
to, Mente , che pura à guifa di colomba .
Al ciel fen vola a guiſa ditolomba .
Amor ( nol niego ) ha gioia , cmerauiglia • 116
JE
B
Beuuï invallcima å rio torbidoamaro .
97
Riſpofta di Monfigror di Tcanoal ſonetto Paole
gentil ch'à facritudi volto
.
Camillo , onde poſs'io di carneauuolto .
AlSignor Marco Antonio Carrafa . IIS
Chiaro garzon curlunga vefta hor copre .
Ritpoftaà Don Benedetto,al ſonetto , Laſcia corbine
di riuie vienià fonte .
Ch'io vofco al poggio di virtù ſormonte .
Col rol di duebegli occhi in cui diſtinſe
Come candida aurora Orientc
103
in . 90
Com n'eg
' ro afflitto da 820
tenaci ,e lente ,
Nella morte della Sign Ger oni ma dell 106
'Vua .
ora
Com'alba rugiadofa il cicl colora .
Al Reuerédo P.Panigarola predicator nobiliſsimo 93.
Come ſe noua ſtella in ciel fi fcorge .
Con dolci inganni a riueder m'adduce . IOS
Con fallace promcile , e dolce inganno . 84
Cofi m'affiife il cor l'empia partita . 89
D
Al Signor Dario Lazzarini..
Dario , che fra bei collie piaggie apriche .
Donna s'io fuggo de voſtri occhi il folc . 84
Donna d'alta bcltà , d'empio rigore .
>
Dura condition de l'huom chcnaſce . 86
107
Bran
ΤΑ ν ο ι Α
E
GO

Bran di fronde e fior dipinti , e carchi. 81


G
Gia ſotto l'armi d'vn turbato ciglio . . 85
AllaSig. D. Geronima Colonna in perſona d'altri
Giuſto fù'l Rè delciels'eterna indiffe . 108
L
Là doue il Mauro duce à molle ardore .
of
Al Signor Principe di Stigliano .
La pargoletta man , chementre adoprą . 103
Nella morte della Signora Donna Giouanpa
Aragona Marcheſana del Vafto .
La gran donna del Vaſto , in cui fplendca .
Per l'iſtela .
Laſcia il ſold'Aragona (ahi fcro occaſo ) 93
M
}
Al R.P.F. Agoſtino d'Euoli predicator nobiliſs.
Mente che pura à guiſa di colomba. 101
Nellamorte della SignoraGieronima dell'Vua.
Mentre le chiare luci in tcrra ſole . 94
Al SignorCeſare Palma ſopra il ritratto della Sie
gnora Giulia Torrettina ſua moglie gia morta.
Mentre di Giulia il volto à mirarvegno . 95
N
Per lo Signor Don Gcronimodella caualleria .
Nacque del Tago à le dorate ſponde . IOS
Non vſa diſeruir Roma ſuperba . 106
Nuouo , e gentil lauoro . 87
O
Occhi che di fplendor vincono il Sole . 86
Al Signor Torquato Taſſo .
O dichcnuoue merauiglie, e belle . 100.
P.
A Monſignor diTeano .
Paolo gentil , ch'a facri ftudi volto . 101
A Monſignor di Sefla .
Placidi , s’al defio de gli honor voftri . 99
Nella
TAVOLA
Q
Nella morte della Signora Hippolita Pantoliano ,
Quando Hippolita chiulei chiari lumi. 95
Nella morte della Signora Hippolita Gonzaga .
Queldi che dal bel volto ibeicolori. 92
S
Salute , epace ; l'huom prim'hebbe in queſte. 108
S'arido legno lungo fpatio al foco .
AlSignor Marcheſe di ſan Lucido nella morte del
Signor Federico ſuo figliuolo ..

Se diſegnar co'giouinetti paſsi . 104


Nella vittoria della lega hauuta contra il Turco
1
Sclua cheſolchi il mar parean le'naui . 109
Al SignorDuca di Noceraper la Signora Donna
ſua madre .
Giouanna Caſtriota
1 Se viuo raggio di quel chiaro Sole . 99
Riſpoſta à Don Benedetto dell'Vua al fonctto
Camillo io giunfi oue'l pacſe alpeſtro.
Se valle incolta Vua gentil , s'alpeftro . 102
Al Signor Don Gieronimo della caualleria à qud
tempo gouernatore di Capua .
Signor , nientre voilieto in piagge apriche . 97
Al Signor Don Diego Oſorio .
Sorio gentil cui generoſo ardorc . 98
Sopra.le neui in cui nudrc natura , 12,1 १०
Nel giorno feftiuo diStefano protomartirc .
Spatia per gli ampi cieli hoggi il guerriero . 109
Spregiando libertà , dannolo , e fero . 89 :
T
>
Toſto ch'à riucder m'adduce Amore , 82
V
1 Corona alla S.D.G.Caftriota Ducheſſa di Nocera
Vaga di fiori à l'aureo crin corona . III
Vera agnoletta de'ccleſti chori . 85
• Al Signor Don Pietro di Toleto .
Voi che degli aui illuſtri al nomehauete . 98
Riſpofta à Don Benedetto dell'Vua al fonctto
chi gratia midà chenelcamino .
Vua che poggi aldeſtro calle al pino. 10
IL FINE .
1212

q
IL CARRAFA
;
O VERO DELLA
EPICA POESIA ,
4
12C
1 DIALOGO DI CAMILLO
PELLEGRINO .
N

RNO
All'Illuſtriſsimo Signor Marca
11.
Antonio Carrafa .

TO

que

91

78
ago
109
89
!

70

IN FIRENZE .
Od
Nella Stamperia del Sermartelli,
MDLXXXIIII .
1
4
ALL'ILLVSTRISSIMO
SIGNOR IL SIGNOR
MARC'ANTONIO
CARRAFA .

SCIPIONE AMMIRATO .

NCORA che io malvolen


tieri acconci gli orecchi à
ſentir coſa , che detragga
alla degnità del noſtro Fer
rareſe Omero; riceuo non
dimeno dall'altro canto
cotanta fodisfatione in veder V.S. trat
tarla inſieme col Signore Attendolo 'con
quella eruditione, che ellafa; & dal Signor
Cammillo Pellegrino eſſer poi fpiegati
quelli ragionamenti in iſcrittura con tanta
eloquenza & dottrina come ſi vede ; che io
vo temperando il danno dell'vna coſa col
guadagno dell'altra. Et mi gioua anchetra
me andarmi alcuna volta immaginando , ó
forſe per dir meglio ingannandomi; che
ciò habbian potuto ella fare più per eſerci.
tare le forze del loro ingegno ; che perche
portino vna cotal credenza nell'animo .
Comunque ciò ſia io veggio beniſsimo, &
conoſco indubitatamente con quanta ec
cellenza peraltro ſia ſtata diſputata la ma
teria dell Epica poeſia . Il che eſſer vſcito
da Signor mio cofi ſingolare, & da amici
I ij coſi
coſe cari, ne gioiſco oltre ogni mifura, pa
rendomi perqueſto farſi paleſe á ciaſcuno;
che ſi come alnoſtro nobiliſsiino reame no
mancarono mai,& nelleantichiſsime età, &
nelle preſenti poeti digrandiſsima ſtima;
cofi dipreſente non vimanchino ingegni
atti alla diſputatione diqualunque nobil
fuggetto . Et godo poi ſpetialmente; che
Voftra Signoria non contentade gli honori
& dello ſplendore, che riccue da amendue
i rami illuſtriſsimi Carrafeſco & Colonneſe
della ſua paterna & materna origine , ſiin
gegni d'andarui hora aggiugnendo lorna
mento delle lettere ; perchedi quiui ad al
cuni annil'aggiunga quello dell'arme. Ec
quanto mi è divero cuore doluto , per non
tacer in queſta occaſione queſto mio tene
riſsimo affetto di veder a'miei giorni ſpenta
la ſucceſsione de Marcheſi di San Lucido
miei diletti Signori cotanto mi ſono ralle
grato , chenon vſcendo quella redità dalla
famiglia Carrafa, ſiadi nuouo ricaduta per
lo ſponſalitio della Signora Marcheſa con
tratto con le perſone di Voſtra Signoria nel
primo germedella caſadi Stigliano, onde
i Marcheſi erano vſciti. Piaccia alla Diuina
Maeſta , che prima che io ſerri queſti occhi
vegga naſcere di loro talſucceſsione,chene
lornuoui & freſchi ranpollifihabbia à fpe
rarè d'auerſi à conſeruar la bontà, & pietà
dell'Arciueſcouo Mario , la magnificenza &
fplen

1
on
M fplendidezza del Marcheſe Federigo il vec
200 chio,la ſingolarità tanto verſo le perſone di
eri lettere delMarcheſe Ferdinando il viuaciſ
ti! fimo valore del Signor Hieronimo, l'ineffa
mi bil dolcezza dell'vltimo giouane Signor Fe
derigo , & le tante altre rare qualita dei già
detti, & di tanti altri honorati Caualieri,che
de in quella caſa fiorirono , che Voſtra Signo
ma ria ſicuramente ſene potrebberiputar feli
da ciſsima,la famiglia & la patria moltohono
rata ; & io in qualunque ſtato mi viua , non
partirei mai da queſta vita ſenza honeſto
contentamento ,hauendo queſto contenta
mento . Della mia piccola villa di Fieſole
il di primo di Nouembre l'Anno. 1984

-2

ti
Liij IL
126

IL CARRAFA
O VERO DELLA
EPICA POESIA .
2

Dialogo di Camillo Pellegrino , All'Illu


ftrifsimo S. Marco Antonio Carrafa .

REDO difar coſa grata ,


non ſolo à voſtra fignoria
Illuſtriſſima,maà buonap.ir
te degiouani ſtudio della
volgar poeſia, ſeco breuita
poſſibile chiudo inpochi for
gli il ragionamento hauuto
( molto tempo non hà) dallo
Eccellentiſſimo Signor Principe ſuofratello col si
gnor Giouan Batiſta Attendolo ,buomo chiariſſi
mo nell’età noſtra, cosi per le lingue, & varie dot
trine ch'eglipoſrede , come per lo ſuo mirabile in
gegno . Et farò io cio tantopiùvolentieri, quanto
che in queſto breue diſcorſo ( fio non m'inganno ) ſi
Derrà almeno inparte a terminar la queſtione , che
di continuo fiha, non ſolo appreſſo delvolgo , ma
etiandio di huomini grauiſſimi , di chi habbia con
ſeguitomaggior grado di honore nell'Epicapoeſia ,
• Lodouico Arioſto, è vero TorquatoTaſſo. Non
gia ch'io miperſuada , che ipoco intendenti hab
biano a restarſi dețla loro oſtinatione; mabaste
rammi, che i begli ingegniſilaſcinovincere da ra .
gioni,
EPICA POISIA . 137
gioni, do autorità , non men vere , che chiare .
A Nemi curerò io,ciò facendo didiſpiaceré al Signor.
Attendolo, il quale dicorto non haurdcaro ,che
ilparerſuo intorno aquestoparticolare , detto d
caſo , & à compiacenza del signor Prencipe ſuo
padroneſipaleſi per mè al mondo : nol ſapendo io
ragionarpoi, nedeſcriuerlocon quella efficacia,
coſi appunto come à lui vſi della bocca . render
domi certo , ſe non di giouaraltrui,almenoporger
4 diletto a Voſtra Signoria Illuſtriſſima per un bora,
in feruigio della quale ( benchein vano io brani
egual valore al deſiderio che ognora mi prona ad
impiegarmici) un giorno, quando cheſia v'adopres
ròtutto quello chele forze del mio debole ingegno
potranno. Dico dunque per venir al fatto ,che
hauendo io bauuto carico dal Padre Don Benedet
to dell'Vua , ſingular mio amico , & gentiliſſimo
Poeta delſecolnoftro, dipreſentare al Signor Prin
' cipe diStigliano la belliſſima operetta del Doroteo
inottaua rima, con la quale ſi accompagnauano
tutte l'altre inſimile ſtiledaldetto Padre compoſte
200 ftampate , & raccolte in onſolo volume , per dar
fine alla biſogna , caualcai diCapua alla Rocca di
che Mondragone, doue à quel tempo il SignorPrincipe
m
fi ritrouaua ; a cui inbreuità , poifatte le donute 1

0%
cirimonie , preſentaidett'opra: la quale hauendo
11
quel Signore confaccia ridentericeuuta , riuoltofi
You
all'Attendolo, ch'iuipreſente era, coſi incominciò.
CARRAF A. Che vipare SignorAttendolo
del dono , che ne fà il padre Don Benedetto
She
th
ATTENDOLO. Il dono Signormio , ſe vos
1 ily gliamo
228 DIALOCO DELLA
gliamohauer riguardo alle vigilie , e fatiche fof
ferte da quel Padre per darglifregi, & arricchirlo
delle piurare, & nuoue bellezze di poeſia , non è
dipicciol valore,accompagnatopoi da altri poemi,
fi dolci diſtile , &fipietoji diſoggetto , daquali
'
può l'autore hauer non vanaſperanza di viuerper
ſempre ſe ben non agguagliaimeritidellaEccellen
za voſtra diròalmeno, che ſia bene in lei collocato,
cheſaprà farottimo giudicio di quel che vaglia .
CAR . Io non ho ancor letto , ne il martirio delle
cinque Vergini alla Signora quola Felice Orſina ,
ne ilpenſer della morte alla Signora Zia Donna
Geronima Colonna, ma il Doroteo , mèdedicato ,
che ſcritto apenna lelligià i meſi dietro ,pare a més
chenelſuo picciol corpo nasconda vn'anima gran
de,hà egline'ſuoi pochiverſi concetti altiſſimi, ve
Stiti dicosìbelle , Onuoue fraſidel dire in rima ,
che d'altezza , e di nouita diſtile , ſi puo dir che
Bon cede al Taſſo figliuolo . ATT. Poteua lec
cellenzavostra dire al Taſſo Padre, &non alTaf .
ſo figliuolo ; poi che lo stile del Padre Don Bene
detto per la ſua dolcezza bà più ſomiglianza con
quello diBernardo, chediTorquato Taſſo. ma ella ,
bà così detto , forſe perche il figliuoloha ſuperato
il padre così nella lira, come nella tromba. CAR .
Come nella tromba ? dunque d meller Bernardo può
anco darſi il nomedi Epico poeta ? ATT . Signor
fi ,perche no ? non bàeglicantate l'arme di Ama .
digi? CAR. Si ,ma io haurei creduto , chehas
wendo egli ordito il fuo poema ſopra vna hiſtoria
deltuttovana , & riempiutolo ditante digreſſioni
lontanc
Eet CA POESIA 1 209
lontane in tutto dalla prima dttione , anzi imitato
attioni diuerfe , & dipiu perſone ; cheper ciò con
meſprezzatorde precetti diAriſtotile , nella co
Ftitution dellafauola, egli nonfoſſe degno di queſto
que nome. ATT. Il creder voſtro non ſi diſcoſta dal
re ragioneuole, & fi potrebbeſopradi ciò hauerlun
gaqueſtione , da non decider cosi facilmente.P#
co re , chi voleſſe difender lepartidel Taffo padre ,
potrebbe dire , che Ariſtotile nellibro che fa degli
inſegnamenti dipoeſia , loda , * ha per non men
‫و‬

ďalcun'altradiletteuole , la tragedia di Agatone


intitolata il Fiore ; il cui ſoggetto, co i nomi delle
perfone, furon tuttifinti , com'eglidice , dall'in
gegno dell'autore :dunque par che Aristotile in
1
certo modo conceda'al Tragico poeta d'inuentar la
fauola tutta , ego non feruirſid'hiſtoria vera :
34 affermano egli la tragedia éſſer poema di mag
gior dignitd , che l'epopea non è : & ne'lor primi
generi non molto l'vindifferente dall'altro, par che
ne ſegua, che nella inuention della fauola , quel
ch'è conceſſo à l'on poemaparimente all'altro con
011 ceder ſipoſſa . CÄR. Hauete voi per ſicura que
Haragiones ATT. Io per me non l'approuo, ne
la rifiuto ; poi che non mancano di coloro , che di
42
cono Ariſtotile hauer voluto difendere l'amico da
lui molto amato , & non dar licenza a'poeti di ciò
fare ,però comunqueſiſia , non èche non ſi debbi
lodarpiù colui, che fauoleggia ſoprala veritàd'v
na hiſtoria, che colui cheritrova lafavola tutta
ori CAR: L'inuentione è purvna delle parti princi
pali, e neceſſarie al posta : anzi non ha dubbio
Tion che
54
130 DIALOGO DELLA
che chi non ritroua di proprio ingegno , è altutto
indegno di queſto nome . come può ſtardunque che
meriti più loda colui che ritrona parte , che colui
che ritroua un tutto ? ATT. Gliè vero , che l'in
mentione è ma delle parti principali che dee ba
uere il poeta , maperche l'imitatione anco èparte
eſſentialiſſima della poeſia , & il poeta imita pet
mezo del parlare , nonbasta ch'egli ſta folamente
inuentor delle cofe, ma etiandio delle partiappar
tinenti allalocutione ; doue l'ingegnodelpoeta hd
Largo campo daſpatiarfi , & di procacciarſihono
re. oltreche più difficil coſa è frametter mezzi fa
woloſi nell'attion d'ma hiſtoria , chefinger vna fa
Hola non più inteſa . Et la ragione, che la favola
puòfingerſicome altrui piace, fenzatema dipoter
cſſertacciato, ne conninto di menzogna:male cofe
cffentiali d "una historia vera , non ſi poſſon Naistare
fenza biaſimo di hauer adulterata la verità.CAR .
Hor sù concedafa al Taffo padre , con l'eſſempio di
Agatone di hauer fatto la fua imitatione fopra
una hiſtoria non vera,benche non da lui,mada al
tri ritrouata ;gli
faràſtato ancor lecito di non hauer
imitato una ſola attione? ATT. La doue ſi dice
ua , ch'egli non hateſluta la fua fauola di una fola
attione ,madi molte, qui non diremo come alcuni
dicono , chela volgarpoeſia non ha come ferua da
ſottoporre il collo al giogo della Greca , della
Latina , che dir ciò à mepareuna vanità ; poi che
nonſi toglie al poeta la libertd di ritrouar dipro
prio ingegno nuoue fauole, nuoui concetti difenten
za, nuouimodi di dire , con nuoni ornamenti di lo
cutione ;
>
EPICA
7 PORSLA . 131
cutione ; hauendo in queſta parte ognilingua licen
ja di feruirſi dellaproprietàfua , & molte volte di
olu quello chenon leregole ,ò la ragione,ma l'vfo con
As fermato da buoni ſcrittori l'apporta innanzi, non
em Si niega etiandio alpoeta imitar nuoui costumi ri
WA
chiedendo il biſogno d'introdurrenelſuopoema nuo
ue perſone,dou'altrinellapoetica imitatione intro
dotte non habbia; ma biſogna ciòfare per mezo del
03 l'arte oſſeruata da'migliori , & commune à tutto
le lingue ; i cuitermini ilpoeta varcar non puòef
Jendoappunto come ſono iprincipü nelle ſcienze .
perciò ragioneuolmente potremo dire, cheſebene
colui , che coſtituiſce la fauola didiuerſe attioni ,
trauia dal dritto ſentiero , onde men lodeuole anzi
imperfetto il ſuopoema ne diuiene,nonperò douerfi
ole à luinegare ilnomedipoeta , ma ſi bene di ottimo
itt poeta • Comeper eſſempio . Sevn'architetto ha
urà mal'inteſa la fabrica di un palagio , hauendo
preſo errore neldiſegno della pianta , onde l’erto
poineſiafalfo riuſcito , nongiaper questo fallo di
3

remo coſtuinon eſſer architetto ,ma non buono archi


tetto . Perciò miricordo di bawer detto alla Eccel
lenza voſtra, ch'io non biaſimo coloro, che chiama
no Lodouico Arioſtopoeta Eroico , poiche nel ſuo
Orlando Furioſo bà molti luogi degni della Eroica
maeſtà ; & detti veramente conſpirito diuino : ma
Je bene mi marauiglio di alcuni altri, che l'hanno
perprincipe depoeti nella nostra lingua; chiaman
TO
doloper eccellenza, il :Poeta , o dero il nostropoe
3

te
tą . CAR . Volete voidire che in questo modo
par ch'egli venga a preporſi al Petrarca , và
D :3706
332 DIA LOGO DELLA
Dante ? ATT . Signor fi. Et con quanto pocą
ragione , dalle regoledel mio Mufeo potrete voi
‫و‬

giudicarlo facilmente . CAR. Resto in parte for


disfatto , e della autoritàdi Ariſtotile , & delle h
voſtre ragioni: ma minafce un dubbio , chefecid . [

è, come voi dite. che il Taffopadre, e l'Arioſto


fono degni delnome di Epico poeta , ne fard ancor TE
degno non ſolo Luigi Pulci , & il Conte Matteo , NO
ma ogni ſcrittor di romanzo , imitando non mer
queſti,che quellil'attioni d'illustri perſone. ATT .
SalEccellenza voſtra che queſto nomepoeta ,evo (1

ce commune , ò equiuoca che vogliam dire , la qua


Le hauendo la ſua etimologia dal verbofare ,&
non dalfingerecomedifferoalcuni,potrebbe ,pre 4

ſa nel ſuogenere, ſignificare un facitore di qualun


que cofa .Pure , licomeauuenir livede dimolte
vocifignificatrici di più coſe , chelvfo ha fatto ,
che elle ſignifichino una fola ; ilche basterà a noi
d'oſſeruare in queſta voceAmore , la quale ſignifi
cando deſiderio di coſe.infinite,ſe vien detta ſenza
la compagnia d'altre vociſi prende per deſiderio di
bellezzaterrena : cofi. & non altrimenti è aücuento 0
to diqueſta vocepoeta, cheſignificandotutti colo
To ,cheoperano qualche coſain qualſivogliaarte,
I'vfo ha voluto , che ſignifichi ſol colui ,che imits
le cofe per mezo del parlare :però veramentenon
folo nelſuolargo ſignificato , ma etiandioinqueſto
5

riſtretto dall'vfo , ilnomedi poeta dourebbe darſi


àtutti coloro, che imitano convociòlegate, ò ſciol
te da numeri diverſi cheſieno; ma l'uſo, che dicom
mune , haridotto ilnomedi Poeta , che ſignifichi ba
une
EPICA POESIA . 233
unafol cofa ; ha voluto ancora, cheperche altri
fia degno di questo nome , non baſti , che egli imiti
con parole ſole , ma che imiti perfettamente , con
locutione artificiofa , adempiendo le conditioni ne
ceſſarie alla poeſia , con osſeruanza almeno della
maggior partede precettidi quella, inſegnatecida
retori, &poeti.Horpofti queſti fondamenti,la voce
romanzo , la qualeperaventura hebbe l'originſua
dirithmo vocegreca , & dacuiſenza dubbio ſi for
>

mò la vocerima, altro ſignificar non dourebbe che


canto di rime : ma l'vjo la prende per canzone di
canta in banca ; il cui meſtieri, come che viliſſimo
fia, non è che in banco cantar non ſipoſſan verſie
opreEroiche, o di tuttaperfettione ,poicheſileg
ge di Omero, che perſoſtegno dellaſua vita andana
attorno cantādo in bancaper lepiazze i verſi della
fua Iliade, & Odiſſea nouelle o forſe ,fauole odite
>

da lui raccontar dalle antichefemine del ſuopaeſe.


Et Vergilio ,fenon nellepiazze,cantò pure alcuni
libri della ſua Eneide alcoſpetto di Augufto. Però
.

Bon haurebbe nulla nociuto à Lodouico Arioſto


l'hauercantato à ſuon di lira tutto ilſuo Orlando
inſala , ò in camera del Duca diFerrara , quando
egli, fe come nel verſo artanzò ogni Jcrittor diro
manzi, così nelſoggetto ſi fuffe da quelli in tutto
fattolontano. Ma,fe vero èquel che ſi dice , egli
prezzò il conſiglio di Monſignor Pietro Bembo, 1

che l'eſortò à ſcriuerepigrammi , ò vero à compor


reun poema divna ſola attione:non vdi leparole
ditant buomo,dicendo,che nel far I'vno , haurebbe
bauutimolti,che lifarebbono iti innanzi, &nelfar
l'altro,
134 DIALOGO DELLA
l'altro, ilſuo poemaſarebbeſtato letto da pochi:
però diſſevoler'egliromanzando alzarſitanto ,che
fuſje ſicurodi toglier laſperanza ad ogn'altro di pa T
reggiarlo, non che difüperarlonello ſtile , nel
Soggetto dipoema ſimile al ſuo . Et veramente in
questonon s'ingannopunto . Onde , ritornando al
C
propoſito noftro, iromanzi diLodouico Ariofto ,
di Bernardo Taſſo, di Luigi Alamanni, « d'altri
huomini di conto , benche non habbiano la perfeto
tióne douuta ad Epico poema,ne han però qualche
parte, eſſendoperentro aſperſi di belliſſimilumidi
dottrina, & dipoeſia;ombreggiando chipiù ,do chi
meno,anchor che non dipingano con perfetti colori,
questa bella immagine della Eroica dignità. Però
ſarebbein vero troppo ſeuero giudicecoluiche vo
leffepriuar coſtorodell'honor dato d Lucano , à sta
tio, agli altri, i quali, non perchevadan mol
to lunge dalla diuinità di Vergilio , ſono riputati
indegni del nome di poeta . magli altri romanzi
che voidite , come ciancie di buomini indotti, do
plebei , non hauendo in niuna parte coſa di buono
ne di Stile , ne difauola , rendono i loro ſcrittori è
ſenza nome 9, ò vero indegni di nome tale . Etper
ciò Wenche infiniti ſieno coloro , i quali ſi vfurpano
il nome dipoeta , àgran ragione vien detto che fie
no come icigni rari i poeti,poetiperò ,che non ſie
no indegni di queſto nome. Et Marco Tullio nel ſuo 12

oratorediſſe,chefra l'infinito numero dipoeti, era gle


difficil coſa à ritrouarne vn perfetto ; ma ſoggiun
gendo poi , che aſſai più difficultà era à ritronaro
on perfetto oratore , Io non sò quanto queſta fua
fentenza
EPICA POESIA . 135
fentenza ſia vera ; poi che eſſer buon poeta non ſi
può ſenza le partidell'Oratore , defjer buon'ora
tore ſipuòſenza le parti delpoeta . CAR. Marco
Tullio diſſe ciò , òcome paſſionato, è vero conſide
rando molteparti nell'oratore , delle qualiil poeta
biſogno non hà , le come la memoria , la pronuntia,
do l'attione nel dire , e altri doniche di rado con
cede la natura , & difficilmente ſi acquistono con
arte . ma laſciam questo che non fà alnostropro
pofito . Intorno alla mia dimanda deromanzi,vo
lete voiforſe dire auuenir quello in poeſia, chenel
le arti , o nelle ſcienze adiviene , nelle quali ha
un'ultimoſegno diperfettione, che altri perauyen
tura puo più toſto imaginarlo, che conſeguirlo , a
cuichi più , co chi meno s'aunicina ; machefari.
trouano in ciò artefici tanto inetti , che v.inno tan
to lontani dalſegno , che meritamente lor fi niega
ilnome della isteſſaprofeſſione che fanno. ATT.
Queſto appunto hò voluto dire. CAR. Mipia
ce , ma voi hauete chiamato Lucanopoeta, fono
alcuni che nongli dan queſto nome , & non ſolo il
niegano à lui , ma anco à Lucretio , 6 à Vergilio
)

nella Giorgica , dicendo , chetrattandol'ono ben


che in verſi vnapura historia , e l'altro le coſe di
natura , & Vergilio la coltiuation de campi, che
niuno deechiamarſi poeta ; poi che non ilverſo ,
mil'imitatione , tu la fauola fà , che altri ſia de
gno di questo nome. Et fauoriſcono la loroopinio
ne con l'autorità di Ariſtotile, ilquale parche dica
ritrouarſipoeſia ſciolta da numero di verſi; chia
mando poi Empedocle, cheſcriſſein verſile coſe di
natura
336 DIA LOGO DELLA ,
natura , nonpoeta , ma trattator delle coſe dind
tura . Et altri poicontrari a queſta opinione dico
no che il verſo ſoloſia quello cheforma ilpoeta pur PLE
che non ſia ignudo di fraſi poetice, & di figurate
locutioni . Cheſentite voiſopra diqueſta diuerſita
dipareri? ATT . Io non adheriſco ne all'on pa MT.

1 rere , ne al'altro , poi che Lucano , Lucretio , TUE

Vergilio trattanti l'arte di coltiuar i campi, ben


che ne’lor poeminon habbian fatta elettione di fog obs
getto poetico, mancando eſſentialmente in ciaſcuno
l'imitatione, & la fauola ,non è, che a lor.ſi debba be
negare ilnome dipoeta, come anco concederapud
di Platone , di Luciano , l'vno , l'altro imi NE

tatore ne’lor Dialogi. ma ſicome l'imitation ſola


è quella , chefa chiamar questi poeti, coſi quelli
>

faranno degni di questo nomeper hauer ſolamente


il perſo con fraſidipoeſia;che non è buonaper quen
tura la ragione di Giulio Ceſare Scaligero,che dice
Lucano eſſer poeta per hauere non men che Omero
yfate fittioni poeticeſopraunahistoria , la quale
ſi haper argumento dell'Epicopoema ; perciò che
ſe Lucanofingel’imagine dellaRomana republica
offerirſi innanzi a Ceſare, & le anime riuocate dal
l'inferno, altre coſeſimili , queſte ſonopreſopo
pee , ò figure , le quali vengono accidentalmente
nell'Epico poema; Si come accidentale , & non
effentiale è la fauola di Ariſteo nella Georgica di "
Vergilio. Però intorno a questoparticolare a me
piace l'opinione delMaggio , il quale vuole che
ritrouino tre forti,o gradi di poeſia; la prima che
el'ottima , ſarà di colui, che nel ſuopoema ha il
verſo ,
EPICA POSIA: 137
verſo , l'imitatione , come Omero nella Iliade ,
**

Odiſſea ; ( Vergilio nella Eneide . La ſeconda


è di colui , che ha l'imitation fenza il verſo 3, come
Platone , Luciano , do anche il noſtro Boccaccio
in alcuna delle ſue profe ; & la terza di colui che
bà il verſo ſenzal'imitatione , comeLucano , Lu
cretio , Vergilio nella Georgica ,& altri. Et è ve
ramente coſa ragioneuole , cheil.verfo à cui man
chi limitatione, & l'imitatione a cui manchi il ver.
fo , non posjano renderfoprema loda alpoeta , poi
che non ha dubbio che il mancar in vna di queſte
partiprincipaliffime in poefia , renda imperfetto il
poema: la doue colui che haurà adempiuta l'vna
l'altra parte , come à dire , fatta la debita imia
tatione con verſi , adempiendo conueneuolmente le 1

conditioni , che neceſſariamente dee hauere così il


verſo , comel'imitatione, coſtui ſarà veramente
poeta . La onde con tutto ciò che la Georgica di
Vergilio ſia opra degna di ammiratione,fi
& chia
mi meritamente (per coſi dire)poema aſſolutiſſimo ,
non diremoperciò , che egli habbia questa eccelen
za in virtù del ſoggetto preſo ſenza imitare , ma
fi bene in virtù del verfo , che gliètale, che chiude
ne'ſuoi numeri tutte le perfettioni , fraſi, Co
Lori dipoeſia , chenonhumano , ma diuino intelo
letto poffa ad un poema donare . Et quantunque
l'Eneide in qualcheſuaparte ſoſpiri questaperfet
tione di ch'io ragiono , colpaforſe dimorte', che d
lei negò l'vltimamanodi chi la ſcriſſe , non èperò
che Vergilio non ſia più poeta nelle Eneide imper
fetta che nella Georgica anchor che perfetta .
K CAR :
138 DIALOGO ADELGA
CAR Sel'Arioſto, il Taſſo padrehanno ofa
to l'imitatione, il verſo ne lor poemi, perche
non deona eſſer poeti del primo grado ATT. !

Sonopoeti del primo grado ma imperfettamente",


poi che trattandoin verſi ſoggettopoetico , furoi
no , per coſidire, Simoderati nel maneggiarlo , per
cioche douendo eglino,fa come richiede laperfets
tion dell'Epopea , davna ſola attione formar un
fol corpo , il quale , come vuole Ariſtotile fiatale,
che poſſa comprenderſi in una ſola viſta,in iſcambio
di ciò , formaronoun moſtro di più capi , co di din
Werſe membra non ordinate, che l'intelletto fi ftan
ca in conſiderarle, ne puòcapirle in vnafola ſpecu
Latione ; non bauendo elle dipendenza da un ſolo
principio , chehabbia il ſuo mezo , il ſuofine ,
la comeha l'ordinata imitation poetica . CAR.
Da questovostrodiſcorſo ſi puòconchiudere, che il
Taſſofigliuolo perhauer nellaſua Gieruſalens-libe
rata imitato via fola attione,benche da perſone di
verſe con i debiti mezi condotta alfine ,che egli per.
ciò habbia ſuperato ilpadre. ATT. Signor ſa in
queſta parte. CAR. Se così è , bauendo voidet
to diſopra , che nellaimitatione; . elettione della
fauola, cosi il Tallo padrecome l'Arioſto eguala
mente habbiano trauiato dal dritto ſentiero ,le co
mepreponete ilfigliuoloalpadre , così venite chia
ramente anco à preporlo all' Ariosto . ATT. i
Senoivogliamo giudicarſecondo il rigore delleleg
gi, & non hauerriguardo all'autorità ditanto huo
mo , ma alafola ragione,direma che il Taffo figliuo
lo per hauer ordito ilfuo Epico poema con le verd
regole
EPICA POESIA. 139
regoleinſegnatecida Ariſtotile; & approvate da
‫ر‬

poeti Greci, & Latini , cheegliper questo folo fid


>

più poeta , che l'Arioſto none; coperciò degno


dimaggior loda: CAR. Queſto à mepargran ca
fa ; che l'Ariosto è pur huomodi tanta fama, non
ſolo in Italia, maquafi nelmondotutto , poi che il
fuo Orlando è ſtatotradotto intante lingue,chenon
folo la Spagnuola, la Francefe , & la Tedeſca, må
altre , infinoalla Arabica ( le vero èquel che fi
dice ) è ſtata vaga di cantarlo, o di ragionarlo il
che non è auuenuto ( per quel ch'io ſappia) di nes
fun altrolibronel’età noſtra, & forſenelle paſſa
>

të , ATT . Non ſi niega ‫ر‬, cheLodouico Arioſto


non ſia ſtatohuomo raro nelſuo ſecolo , à cui dona
rono i cieliſi viuofpirto dipoeſia , che meritamen
tegli vien dato ilnome didiuino: ma, o ch'egli mi
furando le ſueforze nongli baſtaſſe l'animodi come
pór poemaſecondoiprecetti di Ariſtotile , ò come
à più verifimile, & fidiſſe di ſopra , conſideraſſe ,
che egli cià- facendo , non haurebbe potuto coſi
nell:vniuerfale dilettare,eleſlepiutosto dieſſerpri
mo fra ipoeti compoſitori di romanzi, cheſecona
do oterzo fragli oſſeruatoridelle poetiche leggi:
& perciònella inteſſitura delſuopoema atteſe ſo
tamente alla vaghezza , & al diletto , poſponendo
Evtile , che comeſapete , eo è parer dè migliori,
è il finedella poeſia , ricercato per mezo del diletto.
Pero fate cônto , chel'Orlando Furioſo ſia à ſimili
tudine di quelpalagio , ch'iodiſſi diſopra,falfo di
modello , mafornito davantaggio di ſuperbiſſime
fale , di camore, dilogge , com difinestre fregiatey .
K
140 DIALOGO DELLA
adorne in apparenza di marmi Affricanis et
Greci: riccoper tutto d'oro , diazzurro:
all'incontro imaginateniche la Gierufalem libera .
taflavna fabrica dinon tantagrandezz4,ma be
neinteſa , conle fuemiſure, & proportioni diarchi
tettura ; & adornaſecondo ilconueneuole diveri
fregi, colori ; -rion ha dubbio , cheil palagiopiù
numeroſo di ſtanze,e più vago , e più ricco in
pista , diletterà à pieno a ſemplici, & non intens
denti; la doue imaeſtri eprofeſſoridi quell'arte
ſcorgendo in eſſoi falli,& inon veriornamenti,
ricchezze , menofodisfattinereſteranno, & darà
loro maggior diletto l'architettura della minor fa B
brica , come corpo ben'inteſo datutte leſueparti.
CAR: Queſta fimilitudinequadra- in quanto do
ma il fattofta ,
quello, cheèvostro intento di dire:
che i difenſori dell'Arioſtonon vi faran buono,che
egli habbiafabricato il ſuopoema ſopra un dife
gno falſo ; valendoſi della ragionechevoi diceſti
chenon dee la volgar lingua obligarfi alle leggi del
la Greca , e della Latina ; & qui ſarannooftınati
a difendere la loro opinione; ſe ciò fia,fardbifon
gno conuincerli con altre ragioni. ATT. HÒ
detto , che le regole dell'arte della Epica poeſia , P
approuate dal mondo per tanti ſecolinellelingue co

cheſono più in pregio ,perhauer haunti più chiari


Scrittori, che l'altre , ſonoappunto , & han quel
valore che hanno i principy delle dottrine', a cui
contradire è inditio, di vanità, però coloro che con
tradiranno a ragione.coſi chiara , &allaautoritàdi
Aristotile , del focuro ſi reſteranno perfempre nela
2 la
1

1
A EPICA Pous I * 141
la loro ostinatione, & io permè altronon ſaprei
chefarci . CAR. Havendo voidetto nella ſemi
litudine che recata hauetedidue fabriche,che l'on
nadi maldiſegno inteſaper lopoema dell'Arioſto ,
fia più diletteuole alla viſta, per hauer più numero
diſtanze , per eſſer più ricca, Cadorna che l'al
tra diperfettomodello non è , inteſa per lo poema
del Taſſo ( chenonpiù figliuoloper vfarbreuitàda
quiinnanzi diremo ) par chene fegua;cheſebene
Forlando Furiofo ha l'imperfettione della fauola ,
fuorche in queſt'maquan
"egli intutte l'altreparti
zidi bellezza la Gieruſalem liberata . ATT.
Benche leſimilitudini ,e comparationi nonſempre
corriſpondano da ogniparte al ſuocomparato,pk
renella fimilitudine ch'io portai,'s'iodiſſi ilpoema
dell' Ariosto efferpiù vago,upiù ricco,che non è
ilpoemadel Taffo,ciaggiunſi la vocein apparen
34,
24 volendo intendereparer cosi ad una viſta im
perfecta .comeper effempio,l'occhio noftrogiudica
di piu grandezza la luna chequalſi voglia altra
ftella del cielo , nulla di meno l'occhio dello intellet
todegli intendenti diprofpertiua , giudica auuenit
cio perdifetto della corporalviſta ,da cui quanto
più Pobiettoſifà lontano tantopiù vien mirato
con minorangulo,come più ſi vd minorando;ma que
gligiudicando le cofe come realmente ſono , non
ſecondo l'apparenza ,fcorge l'altre stelle di mag
giorgrandezza che la lunanon è,peròla vaghez
zadell'Orlando Furiofo può con apparenza dilet
tar folamentel'occhio, che in queſto particolare
Porecchiodi chi non intende , ne fcorgela realica ;
K in
REALOG D & PL A
mala Gierufalem liberata puodilettare l'intellet
to, l'orecchio infieme de gli intendenti GAR :
Troppo2SignonAttendoloattribuite à queftova
ftroTaſſo, vorreipucyntenderla meglio , ch'io.non
sò inchecofre conſistala diuinita deữ Arioſto ,che
poi hauete purconfeſſato ch'eglihabbia :concedaſi
thegli nella coſtitution dellafauola cedaalTajo ,
Jon såledicederà cosinelle altre parti di poeſia .
ATT.Non vieja jo signore, chefopra la fanoha
non ben formata dall'Ariosto, nanbaueſſeeglipas
Iuto fabricaruiottimo coſtumezoteinitfentenza.com
ottimalocutione, come in vere felicemente ha fa
bricato,laſentenza; ma l'Eccellenza poſtra refti
ſeruità diporfinedi queſto ragionamento,chijo. not
vorreiprocacciarminome di troppo fenero , & quel
che importa più effer riputato aspetto giudice in
questo particulare ; gia che ella chiama il Taffo
mio , comeche quanto io ragiono fuffeperaffettier
ne , & non per la verità . CAR. Sòche l'affet
to non farà poi trauiar dal douere,fe bene haueſte
ad eſſergiudice di voiſteſſo ; né la verità dee difpią
ccre ad huominiragioneuoli, &profeſſoridiletter
ye; pero piacciauidirmi particolarmente in che co
fa ilTaſoſia in bontà poeticaſuperiore all'Ario
fto ; & inche coſa per auuentura l'Arioſto inciò b
auanzi il Taſſo. ATT. Più tempo di quelche
e richiederebbe ſi fatto giudicio'; poi che Pi
àveder ciò conuerrebbe , 'che ſottilmente ſieſami. CO
naſjeno tutte le parti, coſi principali , come minua
ti di poeſia ; non ſolo le formali, le materiali
della Epopea ; mapoi checosì comandate,io incofi
gran
AJEC A POE'S I X. 143
gran bofco faropicciol faſcio ; non hauendo già ad
inſegnar l'arte della facultà poetica,maragionar
nefuperficialmente a voi, diquella non ſolo profeſi
fore , ma in buona parte maeſtro «perciò , n'andrò
raccogliendo folumente quel tanto t,o che alla preſen
te materia delnoftro ragionamen miparra che a
ha neceſſario . Et faremo cio , hauendo conſbidier
amo
tione alle parti ſolamente della Epopea.Hab
veduto di ſopra lcehe coſa ſia poeta,& detto che egli
nel ſuo vniuerfa altro non è, che imitator di coſe,
ò di attioni per mezo del parlare ; hora facendoci
da capo , & . volendo diffeinmoire, che coſa importi Epå
co poeta , ci contenter pur d'ona larga diffinit
tione , dicendo , che egli ſia imitatore diattioni di
illuftre perſone ; la quale imitatione acciò che pers
fetta diuenga , intorno a quattro parti-printnceipali
‫ز‬

'conuien che l'ingegno del poeta perfettame s'a


dopri; O ritroui, oſſerui inſieme. La prima è la
fauola , laſeconda e'ilcostume,la terzala ſenten
24,6 la quirta lalocutionie ; queste ſono ,
non piu le parti formali ,odi qualità ,che Aristo
>

tile dice hauer l'epopea , come che habbia ancor


quelle di quantità ,ò materiali cheſi dicano . Hot
ditemi haurete voiper buon pittore colui, che non
)

babbia buon diſegno , che non ſappia dar ben l'om


bre , & non fia giudicioſo nel donar i colori all'o
pra , che egli intehnededi fare ?tiCAeR . In nnelju o
conto anzi perc altri meri nom di buo pitt
re , credo habbia di biſogno dimolte altre eccellen
ge ; ficome dimostrarſi perfetto artefice ne ſcorci ,
ne'muſcoli, Saper ben diuerſicare gli atti , la
>

K iij poſitioni
144 DIALOCODILLA
poſitionidelle figure, & fecondoil grado, ſelo ,e
età delle perſonepreſe ad imitare , veſtitle , dar
glii lineamenti e colorirle lische appaiano hor pic
ne dimaeſtà;borvili, horferoci,hora robuſte,hora
dilicate, & bor mollis in fomma:coruiene al pit
foreoſſeruaretante altreparti douute ad artefino
bile, che non èmarquiglia , cheſicome nella poeſia
adiviene coſinella pitturaveggiamorari eller qui
che conſeguiſcano vero gridodi bonoré. ATT.
Ottimo dibgiudicio di vostra eecellenza. Hornodi
rà ella ,che un poeta ; il quale habbia errato nella
coſtitutione dellafauola ,che farci appunto come un
pittore hauererritto neldiſegno ; - & - che unpoeta,
al quale ilon habbia buon costume, che non var
glia molto nella ſentenza, e chenon fiferua nel
fuo poema dilocutione artificiofa; il che farà come
un pittore non hauer ben datoleombre , non bauer
bencolorito ,nonvfato artificio intorno à gli ſcorti,
dimuſcoli , gli atti, allepoſitioni, Galle vesti
delle figure , che queſto tal poeta debbia cederet
donarſiperpintoad altro poeta jcbe miglior dilui
babbia queſte parti ofleruate ? CAR. Non fi
puo negare. ATT Hordella fauola che è l'ani
ma dela poeſia , di ſopra àbaſtanza ſi è'ragionato,
& conchiuſo che l'Arioſto polontariamente , non
gia per difetto d'ingegno, l'habbia contra le rego
le di Ariſtotile teſſuta didiuerſe fila ,il mondo ,
ego voi cio confirmate , CA R. Etchivoleſſene
garlo ? ATT. Non potrebbe , poi che l'Arioſto
ifteſo il conformainpiù luoghi del fuopoema. Die
cc in on-luogo
» Ma
AECAC POESIA
Ma perche varie fila à varie tele.
Vuopomi fon , che tutte ordire intendo .
En in un'altros. C

Di moltefila effer biſogno parmi


sy Acondurlagran tela ch'iolauoro .
* . Etper auuentura inalcun'altro luogo egli ſteſſo
3

fà teſtimonianza , co confeſſa apertamente queſto


fusofallo,e eſſendocosicolui che ſopravnabiſto
riabiurà ordita laſua fauoladimna fola attione,
come Ariſtotileinſegna, ca il mondo approua,non
faràeglida commendarpiuin queſta parteche Lo
douico Ariosto & CAR. Si,mamifouuiene,che
A

ſebene il Taffoeftato offeruatore de'precetti da


oſferuarſi nella coſtitution. della fauola , non ha
però ritrouato diproprio ingegno cofa.di marauia
glia; percio egli in queſta partepar chepiù to
Ito baboi figgito biaſimo , che acquiſtatofi loda;
La doue ſel'Ariostoſi chiamerà da lui vinto nel
fordimento ,‫ و‬teſſitura della fauola , per auen
tural'duanzerà nella inuentione. ATT. Intora
po à ciò non dico cheil Taffo ſia ſtato ritrouatore di
coſe maraniglioſe,e che in queſta parte pofTapa
ragonarſi a Grecipoeti ;ma ne anco l'Arioſto con
ſuapace fipotrà dar vanto di hauer ritrouato coſe
rare hauendoegli condotta al ſuo fine la fauola,di
cuigia fu ritrouatore il Conte Matteo ; fe coſa
di accidentale inuentioneha di buono nel ſuo poe
ma , il tutto è tolto da poetiGreci, & Latini.CAR .
Neil Taffo ha egli vſata negligenza in queſtapar
te , poiche èſtatomoltoaccorto inferuirſi deltro
nato d'altri , & arricchirne ilſuopoema. ATT.
PET
146 DIALOGO DELLA
Per quel che àmèpareegli fàciò nella ſentenza ,
da alcuna volta nella locutione traſportando long,
& l'altra di peſo dall'vna lingua nell'altra ; ma C

noi ragioniamobora dellaficuola . CAR: Diaui


fiqueſtaperminta . Vegniamo all'altrepartidella
Bpopieds ATT . Dée così l'Epico come il Tragico
poetahauer il coſtume, e coſtumatodiremo effer
quel poemanarrativo Drammatico, è miſto cheſian,
quando nelle parole, attioni delleperſone chest
giorano , y conoſcerà la elettione, od inclinatione
dell'animolorosin fuggire;òſeguirqualchecoſaperò
diliano con Ariſtotile, cheal poeta ,perche cio
afferuiperfettamente biſognabauer l'occhio à quae
tro manicredicoſtumi, laprima è che fa buono,
Lafeconda che ſta conueneuole laterza cheſiafimi
le, ela quarta eguale;le quali benche alcunivoglia
to che non fienopiù che trejperremo dichiarando ,
& eſſemplicando di mano in mino . Vuole Ariſta
tile cheilTragico,per conseguêza l'Epicopoeta
Fuccia elettione nel ſuo poema diperſone dibuoni
coftunii,ma dimezzana bontà,non ottimedel tuttos
nedel tutto reesmapermio avviſo di queſta botà di
mezo,hà da feruirſi ſolamëte,latragedia della qua
le èpropriolofp.itio. & la compalfione affetti(ſeco
do Ariſtotile )che la procaccianoper mezo tale,mai
all'Spopea non ſi niega diammettere perſonedi bon
tànelſupremogrado,& s'intende che l'vna,a l'ab
tra debbe ciofare nelleperſoneprimierenell'attio**
ne,in cui cada la mutatione dello ſtato , difelice ad
infelice òper l'oppofito, il riconoſcimento, coſe ft
mili.Et in queſta primamanieradel coſtume,feben
L'Ario
EP1 CAC BOBODAL 147
t'Ariostoinsicolò il fuopoema Orlãdo Furioſo, &in
teſe primieramēte,nonbauédo riguardo altitolo,di
cana.ir Ruggierocomeceppodicaſad'Eſte, non di
meno lapropofitionedel ſuo libro apparediuerſadi
iſtoſuoprimointento,poi che proponédoeglidice .
jis Le dones iCavalier , l'armi, e gli amori *
i Le cortefie , l'andaci imprefeio canto.it
La onde dicendo egli di voler cantare in vniuer
faledannestäyalierizarmes amori,cortefe, &diuer
ka impresſeschiene ſegue,deetutte le perſone da lui
introdotte nelſuopoema s'hanno comeprimierenel
kattionen.Horfalo Orlando , Ruggiero,Carlo,
Agruminter,i gli altri da coſtoro dipendenti,na
etiandio tutteledtre introdottenelle digreffioni, &
epiſodeser queipotretevedere hauer'egli dato luo
gonelſubpoema: aperfone fceleratiſſime,vili,
deltuata indegue; contri gliinſegnamenti di Ari
ſtotiles . Ikiche non fa può dir che habbia fatto il
Jaffe ,ibquale bartendo principalcuradi cantar il
tasquisto di Gierufalemme, intorno a quest'una
attione fiferuidimolte perſone , ma tutte Eroiche,
osdegneditromba ; ſe non quantoglifa dibiſogno
ammettårne alcuna ò vile , òcattina ,per integrar
la fua fauola . Segue la coniteneuolezza , cheè la
ſeconda maniera del coſtume' , con la quale commu
nica ciaſcuna delle altre tre maniere , biſognando
al buonoil contenevole,al ſimile il conueneuole,
alleguale ilconueneuole , ma per ſe steſſa bà ri 1

guardo algrados, alſeſſo , all'età; e alla profef


)

fion dellaperſone, dimoftrandole tali ne'lor atei, ego


parolequish fericbiede . La qual conueneuolezza
non .
148 DOBLOCO DELLA
snon fü gia oſſeruata da Lodouico Arioflo , poi che
nonbebbe conuenienza ſecondoalcuni,cheRugie
40 ſteſſe con Alcinatanto tempo effeminato ; mad
imè par fallo maggiore che Ricciardetto inganni
Fiordifpina a quelmodo che egliinganno, o che
narrandoeglipoi ilſucceſſo à Ruggiero gli eſching
di bocca parolenon degnediEroica perſona,fico .
mequella della ottauachecomincia .
-> Non rumor ditamburi ; è fuon ditrombe .
Etquel cheſegue .ma dimolte altre Jemilifcom
weneuolezze eripieno ilpoema delAriosto , che
alongiouiportarlë titte, lequaliperaventuraren
donoun romanzovaghiſſimo, maſonodeltutto inas
degned'unpoemaEroico. Et inqueſta feconda par
tedel coſtume not.ino alcuni il Taffo chepone in
bocca d'on paſtore fentenze ,non pur da huomodi
cittd ; ma da filoſofo;& la cura; èguardia de gli
brti regali,doueegliperfuggirqueſto biaframo fin
gacheſiaſtato ilpaftore , non par che a rozzaper
fona tanto poſſa inſegnare . Dicono ancora , che
non conuengt at Armida , ne à Tancrediinnamon
Fati dir ne’loro lamentiparolecoſi colte , orartis
ficiofe, chefe beneall'ono,dall'altro foſſeconten
sutoper la dignità delgrado,nonconueniuacome
a feriti d'amore, a qualiilpiù delle volte vien bed
ne porrein bocca parole tronche ,Guimperfette,
non graui,ricercate con arte . Tutta volta qua
fifalli, du altri ſimili chefuſſeroin quel poemafo
wodegnidiſcuſa, quando non altro , poi cheſono
colpeuoli pertroppo bontà. La onde anco inques
sta ſeconda miniera del costume potrete vedere.
quanto
EPICA POESIA . 149
quanto l'Arioſto di gran lunga ſia avanzato dah
Tafſo. La terza maniera è il ſimile , il quale s'e
condo alcuni con l'eguale è una coſa medeſima, com
perciò diconole maniere del coſtume non efferpiù
che tre ; ma fe vogliamo che tra ilfimile, &legut.
le vi habbia differenza, direibo , che l'oſſeruanza
delfimileconſiſteappuntoin quello chedice Oratio .
so Aut famam ſequere. όροι .
... honoratum ſiforte reponis.Achillem .
ob Impiger , iracundus,inexorabilis , acer ,
» Iuraneget ſibinata:nihilnon arroget armis . x
» SitMedeaferox inuictaque flebilis Ino ;
PerfidusIxion ; lo vaga; triſtis oreſtes .
Dalle quali parole conformi à quel che inſegnar
Aristotile , chiaramenteappare ; cbcriceuendo ili
poeta nelſuopoema perſona nota per fama d'his
ſtoria , à di fauola dee fingerlatale,quale dallafa-.
må della biſtoriajo della fauola farà diuulgata, per
ciò l'Arioſto nonſegui ne la historia, nela fauola
di Orlando, poi che l'vna,& l'altra lo celebraper
caftiffimo, & faggio, eglilo fingepazzo, & inna
morato ; &ſeinſuaſcuſa altri diceſſe , che egli in
>

ciò haſeguitolafauolafintadalCõte Matteodalla


quale è natafama che Orlando ſia stato innamora
to ; ſi riſponde chequeſtamoderna famanon hàgia.
prefo radici, ne il mondo può riceuerla altrimenti,
che per pana , fapendoſi di certo la verità d'ona
biftoriainuecchiata. Ondealcuni in queſta parte
dicoſtume nonlodano Vergilio il quale nonſegui ne :
l'biſtoria, nelafama , fingendo Didone efferſi per
amor di Enesfpccifa ; ſapendoſiper l'hiſtoria che
3 ‫ܢ‬ ella
150 DIALOGO DEL LA.
ella moriper amor di Sicheo findſpoloma.inquen
sta terzamaniera del costume, oſſeruantiffimo
( s'io non m'ingamo ) è ſtato il Taſſo; finge egli
GottifredoBuglione fauiſſimo e forte capitano, E

Raimondo Guarnerio, TancredinipotediLeomon


doNormanno, & altri principichriſtiani, chepaf
farono in Aſia all'acquiſto di terra fanta ,quali fu c

rono appunto o faggi, oforti , o audaci, o arditi


conſeruando lavertià della hiſtoria : quando nonfa
gli attribuiſca àfallo l'hauer finto Rinaldo tronco
di caſa d'Eſte figliuolo di Bertoldo , hauer militato
nella guerra di Gierufalem , poi cheſifaperl'biſto.
ria egli eſſerestato al tempodello Imperator Fede.
rigoprimo, che fu ſettanta , o ottanti annipoidet
ta guerra . Ma in queſto fallo bà per compagno.
Vergilionell'eſempio diſoprarecato di Didone, la
quale perl'hiſtoria ſe sd ,non eſſere ſtata a quetem
poche Enea vennein Italia . Et vltimamente ſexi
parando dalfimile ,l'eguale vltimamaniera delcom
Stume , diremo che Oratio ne inſegna di offeruare.
la egualita nelle attioni , e parole delle perſones
riceuute nell'Epopea con queſtiVerſi.
93" Si quid inexpertum fcena committis, & andes
‫رد‬ Perfonam formure nouam ſeruetur ad imum
Qualis ab incoeptoproceſſerit: & fibi conftet.
Il che non potremo dire che habbia oſſeruata
l':Arioſto , poiche Rodomonteperſona nuoua,non
da luifinta ma dal Conte Matteo , di fiera natura ,
terribile ,fuperba , & ditemerario ardire , facen->
do che egliſprezzi iventi , e la fortuna, o del
>

paeſi d 'Africa in FranciaſenzaaffettarilfuoReos


per
EPICA POSADA . 151
per mare têpeſtoſo : per tale appunto èricevutoda
Lodovico Ariosto nelſuopoema onde di luidice .
m . Rodomonte del quale vn più orgoglioſo.
Non hebbemai tutto il meſtier del'arme .
Nella lite poiche Rodomonte hebbe.con Mana
dricardo per Doralice, & con Ruggiero , & con Sa
cripante per Frontino deſtriero, non fa ch'egli
conſerui lvfata temerità , & fierezza ,che doue
uanofar Rodomonte alienoda ogni ragione,malo . 5

finge ricordeuole delſuodebito;che eradiſoccorre


re Agramante fuo Rè aſſediatoda Carlo . Et giunto.
poipelcampo lo deſcriueche egli habbia più riſpet
to'à detto Rè, che non bebbe,non folGradaſſo >,Man.
dricardo, Marfija ,ma Ruggiero com'egli vaſſal
loe : caualiero di Agramante. Coſetutte ragione
uoli , dihuomo, che habbia congiunta la fortez
pa colfenno ; Nel ponte poidelſepolcro d'Isabel
la , gittato da cauallo da Bradamante vien finto ,
che fuoridelſuocoſtume perda lvfato ardire ;
d'infido cheegli era ( hauendo detto di lui .
co nelmancar di fede
Tutta à lui la bugiarda Africa cede )
Fd,che diuengaoſſeruatiſſimodellapromeſſa da
luifattaà Bradamante diliberare iprigioniman
dati in Africa .: doueil coſtume richiedena che non
oſferuaffe la fede,ne fi-donaſſeper vinto,ma conbat
teſſe dinuouocon lei ,la comefè Marfifagittata ..
terra da Bradamante ſteſſa .ſerbando in cio meglio
il costumedella fierezza di Marfiſa. vltimamente
lo diſcriue nel finedella ſua vita terribiliſſimo, do
audace , fi comefüdeſcritto nelprincipio delle ará -
nii
152 DIALOGO DELLA
mi ſue: poi cheſenza conſiglio , temerariamente ,
innanzi le porte di Parigi, facheegli ſolo alla men
ſa delle nozzediRuggiero ,sfidi lui con tutta la cor
te di Carlo . Quejia incostanza di costume nor
vfögià il Tallo, nel finger nuonaperfona. Finge
Argante guerriero, intrepido ,furibondo, feroce ,
implacabile, e cosìfà che perſeueri inſinoal fine.
Eperciò accennando forſe queſta offeruanza nel
fargli mandarfuora lo ſpirito diffe.
ja Superbi, formidabili, e feroci.
Gli ultimi motifar l'vltime voci .
ilmedeſimo tenorediſtabili coſtumi ſiſcorge in
Erminia innamorata in Clorinda guerriera , in
ogni altra nuoua perſonafinta dal Tajo. Hornon
direte dunque, che egli in tutte quattro lemaniere
del costume habbia auanzato l'Arioſto ? CAR .
Concedutowi che cofifia ; ſe ben miricordo Ariſto
tile biaſimaEuripide chefingeMenelaoconmalua.
gità dicoſtumi ; & vu'altro poeta chefiuge Vliſſe
piangente ſopra il Saſſo di Scilla , hauendo l'ono
errato nella prima maniera della oſſervanza del co.
stume,e l'altronella ſecondadelnon conueneuole;
poi chenon conuiene , che vno Eroe came Vliſſeli
deſcriua piangente , & timoroſo di marte. Biafi
ma ſimilmente la non offeruanza delle altre due más
niere del coſtume , e ſemplificando il non fimile nel
diſcorſo di Menalippe , l'inconſtanza nelle pre
gpiere di Ifigenia , ma egli in altra parte accufa,
difende Omero ad un tempo, dicendo che non fwa
conuenienza , che egli faceffe , che i nocchieri di
Alcinoo laſciaſſero Vliſe addormentato.con idona.
in
ETIĆA POISIA. T33
in Itaca; mache Omero con gliornamentideldire ,
o con le perfettioni di poeſiafaſparirquesto falla
d'inconuenienza recandoli condimento ,o ſapore .
hor con queſtaautorica di Ariſtotile i fallidel coſtia
me dell'Arioſto , non fe potrebbono Scufare con la
bontà , & ornamento del dire? ATT . Dice Ari.
Stotile che il coſtume reo non dee vſarſi dal poeta ,
ſe non quando neceſſità , è forza ne fia cagio .
ne; e neceſſità, è forza s'intende farſial poeta,
quando non vfando eglicoſtumetale la fuafauola
veniſſi a guastarſideltutto , & a perderne la var
ghezza : ande ſe ben'Omero , oltre queſta ragione
recata in ſua difeſa dell ornamento del dire , ſipom
teſſe ſcufare , cheſeciòfatto non haueſſe la ſua fa
xola menvaga Stata farebbe;non è però ,che ifalli
nonfienofalli, donando ciò chiaroſaggiodellapo
Mertà dell'ingegnodel poeta ; il quale ſenza tali
Mancamenti non sa formar una fauola perfetta ,
marauigliofa ,dilettofasegioueuole.Però oltra che
Arioſto non sò ſecopre coſi iſuoidifetticon la bon
tà del dire , come Onierofatto ha; ſenza hauerne ne
ceſjità , ha egli preſoerrore nel coſtume , poi che
per altre viepoteita.condur laſua fauola alfine,
ſenza darin questiſcogli:Serbando il coſtume egua
le nelle nuoue perſone, Gilbuono e il conueneno
le per tutte l'altre. Et non ſono da eſſer'vditi colo.
ro che dicono, s'io non faceua coſi la mia fauola
ſarebbeguaſta , ò almeno non harebbe tanta va
ghezza ; poi,cheper conſeguir ſuprema loda è dio
biſogno che ilpoeta s'ingegnidifarla ſenza queste
- imperfectioni . CAR. Et chifarà coſtui che habr
L bia
154 DIRLO COA DELLA
bia orditopoemælibero in tutto da queſteimperfet ‫ܐ‬he
tioniche voi dite ? Omero bà delle accuſé,come fi
¢ detto , dr. Vergilio non nevadifenza. ATT .
falli cheſiattribuiſcono ad Omero ,&à Vergilio,
oltra cheſiposfono annouerar ſu le dita , banno in
parte molticapidi difenfione,ma ifalli dell' Ario Tel.
fto non bán fine ; & non fapofono cofifcufare. Ef
noifiamohora in bilanciare idifetti, e levirtù , 009
cosi dell'Ariosto come del Taffo ; fiamiScudo in
ciò l'Eccellenza voſtra , la quale col fuo comando
mi ha fattoforza ad aprir la bocca à ragionar di
*materia , per coſi dire , odiofa . CAR. Hor sa DHE
Vegniamo alla ſentenza . ATT. In quanto alla
fentenza ,, dcuiappartiene tutto quello che fà di
miſtierialpoeta diprocacciarſi permezo della locu 10
tione ; le cui partiſono ilprouare ,ilconfutare, il R
inegare , l'aſſentire , far apparir gli affetti , come 1
fono, compaſſione, ira; timore , e glialtri ;& di
moſtrar lagrandezza , & la picciole 24delle.com lo
fe: dico chein queſta parte l'Arioſto è ſtatoverde
mente felice;per queſta fola ha cotanto grido, hu
& ſibàacquiſtato il nome di diuino . Con queſta PC
egli acconciamentefaapparirtecofe , & atroci,
piaceuoli, miſerabili, liete ,grandi, e picciole,
come egli vuole;pfando in ciò chiarezza ,una del
legeneraliformediHermogoneaccompagnatadal 1.
fuolucido, 6 dalpuro; e ſemplicità edolcezza,
tutto cheformeſpeciali del coſtume; cffendo etian
dio dolce & femplice nelle cofe graui. Ataden
piendo ciòpiu con naturale, è diuin furore,che con
artemolto ricercata,fipuòdirechein queſta parte
)

Pica "Pr's ITA ! iss


liceda ilTallo, non lauanziqualſi voglia vol
garpoeta : CAR. Ecco che l'Arioſto epur do
gno di qualchefuprema loda . "ATT. Comesi
.

gnore ,non polete cheſihonori la verita? CARL


In questa partedellaſentenza, che grado diloda da
remo al Tafjo ?"ATT. Vſando il Taffo modi di
dir poetici, lontani in tutto dal parlar delivja
commune, molte volte la ſua ſentenzanon ecosi
chiara come altri vorrebbe,dostudiando eglifem
pre in ciò di effer breue , & fignificantenelle voci
non è marauiglia fe alle volte oſcuro'ne diuienes
tutta volta egli ciòfà ( comenella locution vedre
mo)perdimostrarſimaestro nellemaggiordifficul
ça dell'arte poetica, però queſta fua ſentenza quaſ
con locution Laconica non viene coſt vniuerſalmen
te lodata , CAR. S'egli adempie quelloche ina
Jendedifare, che importa che non ſia così chiaro?
dourebbealmeno appreſſo ilgiudicio de'dottieſſer
lodato etiandio in queſta parte piudell'Arioſto.
ATT: Laloda di questa ſuacura eſquiſità deed
1
lui darſi nella locutione ,. e non nella ſentenza ,
poi che ritrouando egli di proprio mgegno nuoue
metafore, denuouimodididire , con voci ſempre
graude diſentimento,non puo negarſeliin ciò lado
uuta loda; ma la fentenza chedalla locution riſula
ta,formandoſi dimodi inuſitati ditingua ,non rieſce
cosi grata , priua nell'vniuerſale diquella dolceza
gas efficacia , che porta feco la chiarezzadel
dirproprio , commune. Et quinci è, che il Taf
foricercandotrappol'arte,anziduretta che no att
te voltediuenga, benchefipuòperare , che feicie
Lij li
165 DLALOGO DELLA
liſarannoà lui,alletànostrabenigni, con ridurlo
alla primieraſanità,ebe donādo eglilvltima mano
alla ſua Gieruſalem liberata, rallungando, & illie
Atrando moltiluoghi,i quali hora a leggentimozzi,
&ofcuriſi offeriſcono,potrà ridurre quel poema d
matura perfettione. CAR. S'intendeche il volu
me stampato vltimamentein Ferrara ſiaſtato da
luiriucduto . ATT. Ionon sò hò ben'inteſo dire
.

dal Padre Don Benedetto dell'Vua cheiltaſſopri


ma cheglifuffeſoprauenuta questadiſgratia , diffe
àlui, che eglinonhaueua interaſodisfatione in que
l'opra; chehaueua in animodimutarmoltiluo
ghi, parte dequali veramente bámutati,ſi come
giudicarſipuo dadiuerfi testi de volumi flanspati
'
in diuer ſe cittàd'Italia: ma moltopiù da quecanti
delſuopoema,cheglianni a dietro andauano attor
no ſcritti a penna . Chiunque haueràlecti queſti,
s'accorgerà , che in tutti gli ſtampati ha ducerrori
di memoria notabili, l'ono e, che nel canto
Quinto decimo, nel quale , prima che Carlo ,
Vbaldo, mandati da Goffredo a ritrouarRinaldo,
çntrinonel giardinodi Armida,nello ſcritto a pen
na era , che eglino combattendo pccifono un mo
ftromezo pardo , mezo huomo , custode della
porta del palagio,o didettogiardino. Con buon
giudicio poiilTaſſoleuò del tutto queſta battaglia
morte di dettocustode; ma non bebbe auuerten
zane egliper cagion forſedella ſua debolezza , ne
altri, che hanno hauuta cura diſtampar ilſuolim
bro , di mutarnel canto cheſegue queſti.dueverſi.
ss.la
A EMICA" POIsi 157
IntantoArmidade la regal porta .
Miragiactre il fier custode eſtinto .
Biſognando neceffariamente ,tolta la morte del
cuftode ,nonfarne pid mentione . L'altro error di
feric
memoria è chenello ifteffo canto quintodecimo
to apenna , era , che ladonnacheconduſſe all'iſola
Fortunate Carlo, Vbaldo con la barca , è nang
fè vela con le proprie chiome dicendo coſi.
La chiomach'avolgeaſi varia , e folta
Perquellaparte ch'è contraria aldorſo.
Diſpiega, eſpande à l'aura, e l'aura,comie
In vela fuol",cuiuando empie le chiome.
Negliſtampatipoi toltovia queſtiverfi,coque
Ato farvela conle chiome della donna conducitrice
crederò ancopergiuſta cagione, coſi come era nel
Lo ſcrittoà penna ,coſinello stampato ſi legge ned
canto ſeſto decimo .
Volaperaltomar izvirata vela
Ņo eflendoſi fattomēzion diſopra direla diord,
o di altra materia , chefullelaveladidetta naut.
Ritornandorlunque al propofita noftro,nõhà dubbio
che la Gierufalem liberata ſenza l'indiſpoſicion del
ſuoautore,ſtleggerebbe con minornumero difalli,
chenonſi legge alprefente .Etperdarfine aqueſto
ragionamento , cheper auentara potrebbe homai
uller ndioſo diremo della vltima partedella Epo
pea,che è la locutione . CUR. Maprimache 2
ragionar palliate della locutione,ficome nellapara
te delcoſtume fatto hauete perche nontecate anco
one poemidell'Arios
nella ſentetiza alcuno
*

Ro , delTafſo ? ATT. Nonha bifogno di eft


ſempi
8. DLA 1060 D4 A
Jempi, csendo chiariſſima.Leggetel'iſola
d'Alcina descritla tacosadall'Ariaste .6il giardino di
yarmidadeſcrittodal Taffo , vedrete la facilita
o troppo cultezza nell'altro :
del dirnellyno ,la
# Arioſto .
Culte pianure e delicaticolli
anahise, ombroſerine, pratimolli
firaChiareacqu
do ida
i Acquaragnanti ,mobili Chrifali o
‫رز‬ Fiorpari , e varie pianteherbedinerſe
L'Arioſto
je Tra le purpuree roſe , ei bianchi gigli
Chetepida aura freſchiognora ferba's
ilTaſſo
L'aura , non ch'altro èdela maga effetto
L'auracherende gliarborifioriti,
sy Có ifiori eterni, eterno ilfruttodura,
so E quando spunta l'un l'altro matura :
5. Ariofae
E.traqueiramiconſicurivoli bi og
Cantando fene gianoi Roſignuolia
IlTafjo.
Vezzoſiaugelliintrale verdifronde
Temprang à prona lafciuette note .
Vedete i concetti dell: Arioſto facili, & veſtiti
per lopiudi poci chiariſſime, e dolci, quelli del
Tallo per la piu di traſlaci, evaghidifenſieſquiſa
ti.vedetenel medeſimoluogo la durezza ofcuri
Id del Taſſo ?
> Stimi, fimisto è'lculto co'l negletto a se
sol naturali gli ornamenti,ci fotizib 0.04
Di
EPIC AU POISIAL 159
di Dinatura artepar , che per diletto : 100
to Limitatrice fua ſcherzando imiti . HIC
Et cofa in ogn'altra coſa ,cheil Tafſodefcrina ;
chetrattileguerre,ò che ſpieghigliaffettiamorofi
l vedeper lapiù dihauercisparſa alcunaſenten
paduretta : Etinfino nelle deſcritioni del tempo,
doue conuiene al poetadi ofarchiarezza, quando
eglialtro non può è breue, chiudendole quaſiſem
pre in due verfi. CAR . Che diremodellevocila
tine , che il Taffo bàfparfe.pertutto ilſuo poemas
ATT: Che altro , Senon quelchene dice Ariſto
tile , cheall'Epico poeta è ſolo conceffo divfarvoci
straniere ,intendendoſipiù che à gli altria Hora la
fcelta oſſeruanza delle voci appartiene alla locu
tione, la quale ſecondo Ariſtotile ſiforma diotto.
parti di elemento di ſillaba, dicongiuntione , di
o caſo,& di oratione ,
nome, di verbo, di articoldi
Le qualitutteeffaninate diligentemente da Ari .
!
fotile ; non haluogo di eſſaminar alpreſente a mi
baſterà dire,che per fuomezolifaccialimitatione : 2

fan
poetica . Et in queſta parte nonmen chenell a o
Id, ilpoetabà largo campo daprocacciarſi nome di
Nuouo ritrouatore ;poichecomedice Giulio Camila
lo Delminio, Cicerone nõper altra acquiſtò nome di
padredella eloquenzá,chaperhaver di proprioin
gegnoritrouato nella lingua Latina nuonitrajatiz .
Buone metafore ,nuouefraſi, La nuouimodi di die
re , G Hoņgià nuouiconcetti nell'arte oratoria , à
nuoui luoghi Topici, hauendo egli apparato ,
preſo ciò da Demoftenet daGreci Oraçori . Puede
ilpoeta com lafcelta ſola collocatione delle voci
Lii far
160 DIALOGOA DIL'L A
far che la locutioneſia pura,candida,& fpiritofa,
&può anco adornandola di traffati; &di altrefac
guredeldire, generar nel'animo di chilegge dilet
to,e marauiglia . Et in queſtaparte non è dubbio ,
che l'Arioſto nonha valutomolto , bauende ſparſe
netfuopoemamolte voltelocutioni Lombardo, più
che Toſcane; & ciò fece eglitirato da occultaforza
dell'vfo delparlardella ſuapatria. CAR : Miri
cordo di bituer letto,che la bontà virtùdella lo
ti, & ingenerar marauigliai
muouer gli affet
bauetenell'animo dicolui che legge, fenza recarti
fatietà. Etſe così d, la locutione dell'Arioſto altri
potrebbe dir cheoperi questieffetti,poiche aprena
dofiilſuo Orlandoin qualluogovivogliate , inogni
fua partehà non sò che di occulta energia , che ti
sforza dleggerlo , Et fe ciò è vero ,che importa,
che egli ciò faccia più toſtocon parlarcommune ,
che con modi didirperegrini? anzi è più loda di vn
poeta,chefanafcer lamarauiglia da locution chias
ra, & natia, cheda altra peregrina, & ofcura;poi
cheinqueſta daran maraviglia per duenturalefra
finuoue, artificio ricercato , & in quella lacola
1
locatione ſolamente delle poci >, & il numero, onde
riſultal'armonia , che rapiſce altrui quaſi con oc
culto miracolo . Del che, o nepoeti Latini , &
nel Petrarca potreiio recar molti efſempi, i quali
con la folapropietd , e candidezzadellevociben
collocate , partoriſcono ne'lor verſi marauiglie
maggiori, che con i traflati & arte ricercata non
fanno . ATT. Quanto dice l'Eccellenza voſtra ,
tutto
ECA Post 161
Tutto è vero; ma ildiletto , che naſce dalla letcio
ne deperfe dell'Arioſto,vientutto dalla bontà del
la ſentenza , & non della locutione. CAR: 10
non peggio come queſto fia , chela ſentenzaposja
eſſer buona ,ſpiegata con non buona locutione
ATT. Dilli, chedalla chiarezza , e facilitd
della ſentenza afaradall'Ariosto,naſce la bonta
fua , & febenella è ſpiegata il piu delle volte con
poci conueneuoli ; atte a veſtire quel tal con
cetto , onde non ſe le niega molte volte dimuoue
re, dilettare:pureleparti della locutione,co
me ſiè detto di ſopra , fon'otto , in ciaſcuna ſo
puòprendere errore aggiungeteche Giulio Camillo
nellaſua topica vuoleche locutioneſia quella, che
ki diſcosta dallacoſtruzione grammaticale. però
ionon voglio qui farl'Ariſtarco,bramandopiu to
fto celebrar le virtù di buomo coſi celebrato , che
Scoprir ifuoifalli nelle minutiedella lingua notati
ctiandio da fuoipartigiani . CAR . Volete voi
dire che l'Arioſto non ſia ſtato molto offeruatore
delle regole dellalingua ; & chedipoi cheMonfa
gnor Bembodiede in luce le ſueprofe, egli correffe
nelſuopoemamolti errori digrammatica. vel.com
fermo pure Ariſtotile non hà per falli principali
in poeſia , questi falli della lingua , ne quelli delle
ultre ſcienke;magli chiama falliper accidente, e
perciò degni diperdono. ATT. Più grauiſono
peramente ifalli in poeſia , che glialtricommeſſi
nella lingua, òvero nelle dottrine ; ma per dir il
pero l'Arioſto bà commeſſideglipni,degli al
tri, poi che egli bà errato nellaconſtitutione della
fauola ,
1

162 DIALOGO DELLA


fauola ,nell'hauer imitato costumi rei , & nella los
cutione , cheſonotuttifalli principali inefcufabilia
hi commeſſo ancora degli altriminori, chevoicon
l'autorità di Ariſtotile chiamate degni difcufa ; å
qualipernoneſſere vno ò duemamolti,non poſſo
no efferdifeſida queſtaautorità, come altri crede.
Et ſi come iodiſſiy al fine ,ogni fallo è falto, & ..mi
gliorfarebbe che un poemaancorchenotato d'on
neo ne fuffe di fenza, CA.R. Io credo , anzi sò
di certo non ritrouarfipoeta d cuinon ſi attribuiſco
& l'ona', der l'altramaniera di falli Omerovien
notato etiandio du Aristotile fuo partigiano diba .
uer commeſſo falliprincipaliffimi; e . benche negli
accidentali lovada ſcufando , purdicehauer egli
bauutonota di molti . Et primjeramente bauerlo
notato Protagora , che egli haueſſe comandata ,
nonpregatalamuſa che cantafſel'iradi Achila
le , & à Vergilio fapete quanti falli, & graui,
leggieriſonoda Critici attribuiti. Chi farà dunquo
queſto.poeta ſenza peccato Il Taffo non è chepur
fedetto dibauerne alcuno . ATT. Senza pec
cato , ne poeta , me profeſſor d'altra ſcienza , od
arte efferpuò ; poichegiungere all'ultima perfeta
tione di quelle (come l'Eccellenza postra di fopra
toccò ) nonſi può da ingegnohumano;manoichic.
miamo perfettipoetiOmero , Vergilio , perche
più degli altri ſiſonofatti vicini aqueſta
perfettio
ne . Et io.dico che il Taſſo ſi auuicinò più à queſto
Segno , che l'Ariosto non fè; per hauer egli ordito
la fauola delſuopoemafopravnahistoriagid no
14 , Govera , imitando una fóla attione , es por
bauer
1 PIGA ,PO 83,51m 7. 163
bakerieglisopralaveritàdella biſtofauoleggi
ria a
todiproprioingegno, e riempiuta la fauola di
epiſodüse digrellioninafcentidallaprimaattione
dellafauolá fa anca per efferegliſtafooferpator
delcoſtumeeleganteife ben durettonellaſentenza,
& culto, & artificiofo.nella locutione. La douc
l'Arioſto, o ha diſprezzato, o glièſtato poco of
feruante dellamagglor partediqueſtecoſe. CAR
Voi hauete cochiuſosenza hauerdato fine alragio
hamentodella locutione .ATT.IlTaffoli comeio
diſfi perdimostrarfa maeſtronellemaggiori difficul
ta dipoelia ,in quantoappartiene alla locutione
fasempreſčelta diparolegrauiffimediſentimento;
purshefieno lagnificanti , nonbà riguardo che
3

fienolatinezoruoue ,ò compofte :bencheparole,


ovocitali ſeruanoinſiememente , &nonpocoim
portino ad eſplicar i concetti , & à formar la fen
tenžaſi, che faccia glieffettidetti diſopra,adopra
gli aggiunticonfiraro giudicio,che difficilcoſa èri
Erouarne in tutto ilſuo poemavnfolootiofo. Forma
dalle proprievociruouitraſlati, metafore ,fan
cendone riuſcire nuoue locationis il cheperconfe
guire non cura alle volte di ammettere etiandio fra
Ji Latine .Ma perchel Eccellenza voſtra vorrà di
ciògli effempi nelºvno, nell'altropoetasbaſterd
recaine'vno; oö due ſolamente , da qualiſi potra
facilmentecomprendereilreſto . Deſcriuendo los
douico Arioſtovnpalagioda lui finto ſopra la riut
del Pò,doue praſeraalloggiòRinal:loPaladino ,
dice , che laportaera di brunzo in cui eranofigu
re dirilievo ; & volendodirche lefigurea'riguará
il
Aant
164 DIALOG DI I LA
O
danti pareuano viue, gli bastòveſtir queſto come
cetto di locution tale.
Quel che chiude edi bronzo con figure
o che ſembrano ſpirar mouer il volto .
| Et Torquato Taſſo deſcriuendo vna delle portede
giardino di Armida , dice . >>
Leportequi d'effigiato argento
‫ز‬ Suicardini ſtridean di lucid'Oro .
Etpoiin quanto alvino dellefigure. »
Manca ilparlar, di viuo altronon chiedi,
Nemanca questoancor, s'àgliocchi credi.
Defcriffel'Arioſto laporta con lafiguraPerin
fraſi , bu ilvino delle imagini con traſati, come
veduto habbiamo nellatopica di Giulio Camillo ,
W
maprefeci ciòtta Ariſtotile ,da coſaanimata à co
Sairanimata;mail Taſſo veggendo chequeſti tal
latifpirare , &mouerfi vna fatuadi bronzo , ri
trovandoſi ſpeſſonelle bocche deglihuomini, quafi
propri fon divenuti nello eſprimer laviuacitadcho
te imagini , vso metafore , ofigure , che fan modo
di dir piùvago per efferlontanedall*vfo ;ſicome 2
Chieder di viuo,de creder àgli occhi. Notate ana
co la voce Effigiato , che è nuovamente detta nel
Derfo , & tratta dallatino . Illegar delle chiome fic
d'una donna deſcriſſe l'Arioſto in unluogo dia que
cendo . po
Com'ella s'orni, e come il crin diſpone.
Et in un'altro .
Ein reticellad'Oro il crinmi lega, PE
MailTaffo conpiù vaga , & cultalocutione.
Poiche intrecciòle chiome , e che ripreſe
Сок
EPICA POESIA . 165
Con ordin vago i lor lafciui errori,
Torſe in anela i crin minuti
Intorno l'atto del baciare diſſe l' Ariosta
Ma baci ch'imitauanle colombe
Et in altra parte .
e mille baci
Figenelpetto,e negli occhi viuaci.
Et ilTaſo .
dolci baci ella fouente. 2

» Liba hor dagliocchi


Vedete queſta vocelatina liba , con quantagra
3

siavien collocata, che con laſuagrauità rendenon


sò in chemodo l'orationpiù dolce, maſoggiungen ,
do il Tallo poi .
cda lelabbia hor ſugge ,
Non soquanto conueniſe , poi che per espria
mer dalvino l'auido affetto d'on amante, il quale,
ſebacia gliocchi amata , fa ciò per unir l'anii.
ma con quella dealla donna ſua , eſſendo gli occhif
nėſtre dell'anim , & fe vniſce la bocca con quella
della ſua donna , fa ciò per vnir il ſuo ſpirito con
quello di lei dala cui vnione , come vuol Platone
diuiene una coſa iſteſſa l'amata,&l 'amante. Noanl
r ò o f o
ſi cu ,dic , il Taf pe eſpr r i m e r ciò di diuenir
quanto laſciuo , fuori della coonuenienza di Epico
poeta : poi che ſeben Vergili diffe .
» Oſcula libauit nate .
Vien detto ciòpiù caftamente ; & contiene info
allegoria.Pervltimo eſempio ,l'Ariosto con la co
paratione della roſa vagamentedeſcriſſe le bellez
ge dinatura dellafigliuoladel re di Frifa,dicendo
166 DIX 1068 DeLLA,
Ladamigella non paſſaua ancora... !!!
Quattordici anni,c'era bella, e freſca .
Comerofa cheſpunti a lhora , a thóra". I
Fuor
Mail Taſſo verimente con penſler piùèlenata,
O con diuin pennello , per coſi dire , dipife le nas
turali bellezze di Sofronia nella ottaua che cos
mincig .
• La verginefra'l Volgo vſci foletta ,"
Dicendo ne glivltimiquattro verſi:
Nonſai ben dirs'adorna, 0 ſe'negletta ,
» Se cafood arte il bel volto compoſe . 1953
Dinatura d amor, de'cieliamiciti
Lenegligenzefue ſon artifici.'tin Tiivis
Nellecui locutione ſivede eglinauer adombras
ta la metafora , di proportione da Ariſtotilé loda
ta fupràtuttel'altre ; efſemplificandola nelloſcudo
diMarte,conella tazza diBacco. Matroppo lun
go', ofaſtidiofo fignior Fareſ , s'io con gli esfempi
voleli diftorrereper ogniluogo; baftiui cheilTafi
fosoche egli deſcriua le guerre,o chespieghigli
affetti di amore,ne'quali quaſi ſempremuouegli
animi altrui , & è veramente félice , o qual'altra
materia e fa tratti'; vfa nuoui modi didire , lo
cutioni piwartificiofe , che l'Ariostonon fai con
tutto ciò ſe ongiorňo mi verràcapriccio di annota
re la ſua Gieruſalem liberata ; ſi vedrà ,; che egli
haurebbepotutocoſtituir lafauola di più perfettio
ne , hauercoſtumi migliori, eſfer piu efficace nella
fententa ; e più chiaro ,' piuflorido nclalocts
tionc.che feeglimerita di efferpreferito all'Ario.
fo,
EPIC POESIA . 167
fo, non peròglivien dato queſto honore , per eſſer
con le bellezze della nostra lingua giunto nellaEpi
poeſia àquel ſegnodi perfettione,che giungerſi
puòsmaper leſopradette ragioni,òalmeno peref
ſer egliſtato ilprimo , che bàfcouerto ilſentiero di
appreſſarla meta diarrinyo così pericoloſo clo
dato: poi cheGiorgio Trillino,& LuigiAlamanni,
huomini chiariſſimi,volendo far ciò, haueano quaſi
diſperatigli animi de'begliingegni; & conferma
ta quella falſacredenza , che la volgarlinguaper
natia debolezzanorrera atta a fosteneril peſodel
la Eroica dignità : CAR. Dunque vi ſono ſtati
huomini di queſta opiniones ATT . Vane-fono
Statizer credoche ancorveneſieno . i quali lafon
dano ſopramolteapparentiragioni: & fral'altro
non poffo facenievna , chee dicono che la noſtra
polgär fanella ,bauendotutte le voci terminanti
in elementovocale , dalla compofitione di fi fatto
pocinon puòformarfi oration graue;e piena di
maeſtà chente La Greca , Latina lingua peg
i giamo bayere; esto cheperciòcon la ſua languiden
3
qa , ela efoloadta: a cantar.le.paci, aleeguerre
di Amore, e non l'ire, & lebattaglie diMarte.
Et favoriſcono queftalara opinione con l'effempio
delPetrarca , il quale cantandole fuepaſſioniamo
-roſe nefuqiperſixolgarihalisperato tutti iLirici,
ogli Elegi poeticeſ.Greci,come Latini;ladone
viunoEpico inferno ad bogginellanoſtra linguaflam
to è,il quale di gran langąapprefjar s'habbia po
suto ad OmershedKergilio. ma forſe non dicon
pulla, non effenda disaiàcagione ildifetto ,o valor
delle
168 DIALOGO DELLA
delle lingue; ma l'hauer bauuto la Greca , & la La
sinamigliorpoeti Epici, che la nostra nonbà ;
per hauer la volgar noftra poetiLirici ,& Elegi,
migliori , che non bebbe ( conpacedi Pindaro ,
diOratio ) ne la Greca , nela Latina . Et doueſi
diceua chele nostre voci, terminando tuttein poca
lilettere , rieſcono languide: foriſponde, che nonſi
toglic à noi lafacoltà difarle terminarſecondo il bi
ſogno comenepiace , o in pocale , laſciandole in
tere , oin confonante accorciandole . benche non
ſempre la moltitudine delle vocalirenda languido
ſuono come alcuni diſſero: poi che il concorſo di tali
lettere , ò che ſia nel mezo della voce, ò nel prin
cipio , o nel fine , òtral'vna voce & l'altra , co
me Demetrio Falareo ne inſegna contraiprecetti,
ol'vfod Ifocrate , aggrandiſconol'oratione, feben
per lo hiato la rendono alquanto duretia . Penció
magnifiche , er ſonorevociſono ,aura , auro , far
usto , Teſauro , Boote , aureo , e burneo , & altre
famili.. Et l'effempio del concorſo della vocale tra
l'vna , a l'altra voce , nella noſtra lingua ci dard
il Petrarca in più luoghi; ma ci contentaremo
d'un ſolo .
e infiammaamorofa arſe.
Ma perche noihabbiamo, e pſiamo l'apostro.
fo lacomehd,o ofala lingua Greca ; faccia
mo la colliſione ; nonſempre nella pronuntia dello
poci , ouc tralvoa , e l'altra fia queſto concorſo di
pocali , s'odela durezza dello biato; poi che per
virtùdella colliſione ſi perde unadellevocalicome
chiaramente ſi vede in quelverſo senza
Fior ,
EPICA POBS I A. 169
Fior, frond'herb'ombr’antr'ondeaurefoaui.
Nel quale non facendoſi la colliſionetanto con
corſodi vocaligenerarebbe veramentefaſtidio.ma
nella lingua Latina,che colliſione di vocali non bà,
fimil concorſo dinotaſempregrandezza. Et Vergi
lio nella ſua Eneide aggrandi piie ſpeſſo l'oratione
con queſto concorſo divocali ,che di lettere confo
nanti . pero fù vugo didire .
Sub Ilio alto
Dardario Anchife .
Ionio in magno .
più toſto che
Tranftra per daremos
Doue il concorſo delle confonantigenera ſtrepi
to & non grandezza . CAR. Etchi non sa che
nella latina lingua, pondo,ſuonipiu graue, &piu
riempia l'orecchie che,pondus, e chenella volga
re , diquestinomi proprij hauuti da Greci, Creon
te , Cresfonte , il primo ſia più ritondo , & fo
:
noro‫ا‬,‫ ر‬che ilſecondo non è ; benche accreſciuto di
due confonanti? ma da questo voſtro dire ſi con
chiude,che ſi comela noſtra linguaha poeti Lirici,
& Elegi, pari, ò ſuperiori di bontà alla Greca, com
alla Latina, che parimente potrebbe hauerli Epici
di ſimil perfettione. ATT. Io per me bò per fer
mo checioeſſer poſſa; benè vero che per farqueſti
miracoli bifognarebbe , che la natura , co i cieli
pioueſſero ſopra vn'ingegno il colmo delle lor gra
fie, al qual ingegno l'arte poidonaſſe tutta la per
fettione, che puòdonare. CAR. Non ſo ſe que
to fulfe baſtante , vibaurebbe vopoforſeper ter
M zo
170 DIALOGO DELLA
20 divn'ostinato 6 lungo eſſercitio , a ſecondo
alcuni la cognitione di molte dottrine. ATT. Sen
pa l'eſſercitio ,poco veramente riſplenderebbono
in vn'ingegnoi donidella natura , o dell'arte; ne
l'eccel'ēza deli'arte potrebbe vn'ingegno hauere ,
il quale nonfoſſe fornito di alcuneſcienze neceſſa
rie , che non ſapelje almeno le concluſioni di tut
te. anchor che Lodouico Caſtelvetro contra ogni ra
gione s'ingegni di far confeſſare ait Ariſtotile quel
lo, che non diflegiamai,che ilpoeta non è biſogno,
cheſia infignato ancomezzanamente dellefcienze,
☺ delle arti; poi chela poeſia è ſtata trouata fola
mëte(dice egli in altra parte) p dilettare, & ricrea
regli animidella rozza moltitudine . contrario in
.

ciò non ſoload Ariſtotile;ma agli altri tutti che di


ciò ragionano,et principalmēte ad Oratio che dice.
Scribédi recte fupere eft & principiū e fons.
CAR. Questo colmo d'influenza digratiece
leſti ,che voi dite , non sò ſeſi vedrànell'età noſtra ,
ne forſe nelle altre di venire ; poi che come per if
cherzo diſſe vngalante huomo, Omero, & Vergilio
miſero à ſacco la poeſia; & lerubarono tutto l'oro,
& l'argento, che ellahaueua, laſciandole il rame,
ilpiombo , & altri vili metalli. ATT. Non fa
te così,che le ricchezze della poeſia fonoineſauste
ha ella monti d'oro da arricchire milioni d'ingegni;
ma queſto oro , à colui chenonv'adopra il martela
>

lo della natura , e dell'arte, ch'io dilli, non ſi ſpez


Ra coſi facilmente comealtricrede , & con rozzi
ferrinonſe nepuò leuarſcaglia; cheſecondo il det
to antico dal fonte di Aganippe non ſiportaacqua.
col
EPICA Pörsen 171
col.cribo. CAR. Hor ritorniamo ondeſiamopar
titi.Voi hauete conchiuſo il Taffo auanzar l'Ario
ſto nellafauola , nel coſtume , & nella locutione,
& l'Arioſto auanzar il Taffo nella ſentenza .
ATT. Così ho detto, & cosi confermo di nuouo,
ma ciò ſiha intendere nello vniuerfale , che per
auenturanel poemadell'Ariosto potrebbe bauere
alcuna locutione migliore di alcuna vſata dal Tal
fo, & nelpoema del Tafjohaforſe alcuna ſentenza
migliore di alcuna vſata dall'Arioſto. CAR. Be
neftà. ma voi non hauete detto nulla delle parti
materiali della Epopea. & hauete laſciato a die
tro il ragionar della ſimilitudine, comparatione,
figura vſata molto daEpicipoeti, poi che con que
Sta miglior che con altra cglino fannoapparir le co
fe , e grandi,& manifeſte . della quale percom
>

mun giudicio l'Arioſto èſtato diligente maeſtro .


ATT. Delle partidiquantità , è materialidelo
l'Epopea Ariſtotile non ragiona; ma come alcuni
voglionoſi può dir che non ſienopiù che due, lega
me, u diſcioglimento; delle quali non è meſtier
ch'io dica , poi chein una fauola di diuerfe attioni
fi come e quella dell'Arioſto , non vn folo legame,
e diſcioglimento, ma molti ſiritroueranno . Delle
comparationi , intorno alle quali s'adopra.coſi la
ſentenza , come la locutione, non ſi può negare
che non ſia ſtato ottimo artefice l'Ariosto , ma in
virtù della ſentenza,poi che hauendo la compara
tione a dar chiarezza alle coſe, conuiene che ella
fiformi di voci proprie , rare volte riceue le
traflate : &per questa cagione, &forſe ancoper
cbc
172 DIALOCO DELLA
che l'Arioſto füprimo traſportò nelſuo poema
le più belle, 6 vaghe comparationi vſate da Gre
ci, á Latinipoeti, ſi come nella ſentenza,anco in
queſtaparteſipuò direche ananzi il Tajo. CAR
Sefiricercaffe più à dentro , forſe che ſiritrovareb
be qualche altra eccelleneza nel poema dell'Ario
fto . ATT. Nolniego. benche in questo par
ticolare ioglipreponga il Taſſo, in altre forti di
>

componimentiegli allinza nõ ſolo il Taſſo, ma ogn ?


altro volg.zr poeta , eſſendo inſino ad hoggi primo
nells fcriuer della ſatira, nello epigrammi,
nella comedia ſecondo àpochi. CAR. Per conclu
ftone del noſtro ragionamento,ditemi,poiche contra
il commun parere,nelparagone di queſti due poeti
nell'epica poeſia hauete ſcouerto il taſſo di mi
glior lega , coſi tenete per vero , credete , che
coltempo , il mondo, cheſtimaaltrimentiſiauueda
di questa verita ? ATT. Io credo di nò , percio
che la loda , & famadell'Arioſto è così inuecchia
ta , ha preſo cosìſalderadicinella mente della
maggior parte degli biomini,chepar loro vn facri
legio di ſcemargliene pur un poco . & continuan
doſi queſta bulon iopinion di lui d'età in età , non è
fuar liragioneil credere cheegli viua, che hab
bia ad hauerſi in pregio jîn che la ragioni la volgar
lingua . Maſe per caſo ( che Iddio nol conſenta )
auueniſſe dell.z volgar fauella quello, che della La
tina è auuenuto, che boggi più non li parla, ma ſe
conſerua ne'libri;che penſate voi che il mondo giu
'dicarebbe alhora dell'Arioſto , del Taſſo.CAR:
Volete voi dire, che in queſto caſo il Tajjo ſarebbe
i
13
EPICAPORS I'A . 173
in pregiomaggiore? ATT. Signor si :&la ra
gion ', che la dolcezza , che naſce dalnatio , do
dal chiaro della ſentenza vſata dall'Arioſto , non
dilettando ,come borafà l'orecchie della moltitudi
ne, ragionandoſi alhora altra lingua , conuerreb
be, che l’Orlando Furioſo con parti perfette di poe
Nea appagaſſe l'intelletto de pochi:il che nonpoten
do egli fareper le ragioni dette diſopra ; ne ſegue
neceſſariamente, che inpochiſſimo ,òin niun pre
gio ſarebbe. Come per eſſempio crederfi dee, che
al tempo di Vergilio non mancaſſero poeti Epici di
minor pregio di lui,i quali co ilorpoemihaueſſero
dilettato laplebeaſſai piu,che Vergilio con laſua
Eneide nõhaurebbe fatto; boggi ſpentala lingua
Latina nella bocca de gli huomini, etiandio,chata'
poemi peruenuti fuffero inſino a questaetà, non ri
trouan lo ilvolgo intendente di loro, in neſſunaſti
mafarebbono . Così appunto morendo la linguano
ſtra nel parlare che communemente ſi fà : ſenza
dubbio della Gieruſalem liberata , come corpo pin
perfetto , & ordinato ſecondo l'arte , li farebbe
Stima maggiore, che dello Orlando Furioſo come
abbondeuole delle imperfettioni tante volte gia
dette . CAR. Basta all'Ariosto, che voiin que
Sta parte conchiudiate in fauorſuo , dicendo , che
3

hoggi nella bocca del più degli huomini hamaggior


grido che il Taſſononbà. L'auuenire è noto a Dio
ſolo , di cui non ſi hà certezza diterminata . egli r
viuegloriofo , & viuerà ; & glivien dato il nome
di poeta, non ſolo dalla moltitudine, come voi dite,
ma da profeſſoridi buone lettere ancora . ATT.
Ιο
174 DIALOGO DELLA
Io per inè non li toglio ne ilnome dipoeta , ne l'eco
cellenza della loda , che gliſiconuiene , come mi
glior artefice di quanti prima di lui ordirono , betono
anco di quanti nell'auuenire ordiranno poema fimi
le alſuo . Et ciò detto , perche eragia in ordine
da definare , inpieleuatoſi il ſignorPrincipe , poi
data l'acqua alle mani,à tauola ſi aſſettarono. La
doue altri diſcorſi di maggior conſideratione che
ilviuande
ragionamento hauuto furono condimento delle
.
10

IL FINE .

Frater Dioniſius Coſtacciarius Inquiſitor


heretice prauitatis Florent. & Florentini
- Dominij licen, imprim , conced. Die 6 .
April. 1584. 1
.

14
14

16
Car. verfi errori . Correzzioni
6 s condizione condizioni
7 22 baſcio bacio
16 26 l'vno à l'altro l'yno , c l'altro
17. II leue non non leuc
19 terreite terrette
19 13 per chio perche
1
37 12 noftro voſtro .
38 13 ſon . Ahi fono . Ahi
61 IS Dona Dapna
71 . I nuouo modo nuouo morido
87 IS non fino non fieno
89 Is failace proineſc fallaci promeſſe
96 13 aſciutti e la runof aſciuttii lágrimok
917 vſuo li vſo si
100 27 Febro Tebro
JOZ 15 alpino alpino
104 13 ed opie çd'opre
107 7 che'n ſi riduce che'n lui riluce . is
Dialogo.
lettera i 17 potuto ella potuto elle
lettera 2 I eoſe cari cosi cari
24 le pertone la perſona
lettera 3 2 la lingolarità tanto fa tanto ſingolar carità
127 3 di corto dicerto .
128 14 meſi dietro ineſi à dietro
142 '23 cſaininafſeno eſaminailono
146 IS eſſemplicando cſemplificando
147 IO chene ſegue dce. ne ſegue , che
149 2 s'econdo fecondo
ISI 23 oſluruatiſlimo olleruantiſſimo
160 6 Zombardo lombarde
166 14 nelle nclia
REGISTRO .'
A B C D E F G H I k L M.

Tutti ſon fogli interi eccetto H. &


M. che ſon mezzi fogli.

siv

IN FIRENZE .

Nella Stamperia del Sermartelli ,


MDL X X XV .
2
R I ME

DI M. IACOPO
M Α N
Μ Ν CII NII
P O L I ZI A NO
ACCADEMICO
SVEGLIATO .

AlSignor GIOVANNI Rondinelli


gentil'huomo Fiorentino .

IN FIR EN ZE
Appreſſo Bartolommeo Sermartelli.
MDLXXXIIII .
)
AL MOLTO
MAGNIFICQ
SIGNOR GIOVANNI
RONDINELLI
GENTIL'HVOMO FIORENTINO

AN TO hebbe
forza la famadel
le rare virtù ,e
GOOD qualità diV.S.pi
rito veramente di
uino che io cognoſcendola ſolo per
l'honoratarelazione diqueſti No
-bilißimi Gentilbuomini, & per
alcuni leggiadri ſuoi componi
-menti daloro mostratimi in que
-ftamia malfortunata relegazio
medi Volterra ,ſubito inchinato
А 2 ad
ad honorarla , e ammirarla ,
& deſideroſo dimostrarmele tale
con l'opere, preſiardired'indriz
Zarle queſtemie,benche rozze,es
malcomposte rime, partoritepiu
toſto da paßioni amoroſe, gda
fortune contrarie, che da ferma
dottrina , intero giudizio di
poeſia Elleſe non ſon degneper
ſe dicomparire in publico colſuo
celebratißimo nome in fronte,ſia
.

no almenoper l'animomio ,ilqua


leglifarà ſemprediuotißimo.Ro
fterebbe , che io la pregaßi a pi
gliarla protezion loro ,comedi
cofe donateleda vno che l'offer
ua ſ, e non fußicerto , che l'inna
taſua carteſia la forzerà à ciòfa
re,
re,ſicome la vera ſuaſcienzadi
questigentilißimiſtudiba me ti
rato à conſecrargliele.. Gradi
ſca inparte ildono , Egº aspetti
maggiorcofe. Di Volterraild )
primo d' Aprile. 1584

Di V.S.

Vero Seruitore

Iacopo Mancini.

AA 3
}
COLOCOCIE
Com
RIME DI Í ACOPO
MANCINI POLIZIANO
ACADEMICO
S v . GLIATO .

ONNA , che ſete a ' Rai de


gl’occhi on Sole ,
Flora nel viſo , e nel bel ſen
Pomiona .

Emefateon penſier, ch'à voj


mi ſprona
In voi m'interna , e'n voi cani .
ĝiar mi ſuole .
si come á voi tinte eccellenze ſole
Fanno in proporzion vaga corona ,
Cofi troualſi al fonte d'Elicona
Per dipingeru’in carte , egual parole.
Ambin'andremo alle future etadi
Voi tra le belle, iotrá Poeti il primo ,
Voi con le Grazie , io con le Muſe á paro .
Ma poi 9, ch'il mio Pianeta inuido duaro
Queſto miniega al men'in parte eſprimo
Ombreggiando di lorgl'vltimigradi.
Mentry

1
8
Mentr'i begl’occhi vostri, è imiei ſivanno
Dolce à ferir con giri alterni, e cari
>

Et àguiſa di fonti immoti ,e chiari


Gl’amati Simulacri in ſeſteß'hanno.
Quelli ch'a mieivoſtre bellezze danno ,
All'immagin di me ſon ben difpuri ,
Ch'al cor ne van perraggiocculti, e rari ,
et iui vniti alteramente ſtanno.
Quinci lo ſpecchiopoidell'intelletto
Di lor s'imprime , e dentr'a me reſtando
A või ratto s'yniſce , a voi ſi meſce .
Comedir, nonſo già,fo ben che creſce
sila mia gioia all'bor ,ch'io vomancando,
Ne coſa altra da voi bramo , od aſpetto

Damezzo l'alto Olimpo il Sol vedea


Le coſe gia , che dalfigliuol furnoarſe .
Quando lechiome d'oro in giro ſparſe
Su'marmi , e su Rubin Madonna hauca.
Nemaiſivagao pauentoſa , e rea ‫ܝ ܢܝ‬
Nel regnodiGiunon Cometa apparſe,
Ma ne stella ſi preſto ancor diſparſe,
Che volando poco anzi in ariaardea.
In tal malignaforma all’hor mirai «
L'infausto lumedell'aſpetto voſtro , ' ss Hot
El'influffo crudel dechiari rai ;
Coſi nel primo giorno Amor dimostro
M'hebbe i futuri danni, e pur n'andai
Volontarioprigion di tanto Moſtro.
Fatto
Patto Ícarofon‘io di tanto ardire
Ch'aſpiro al ciel dellebelezze altrui ,
I Vanni ho diſperanza, & ambedui
Compoſi con la cera del deſire.
Fuggendo va laberinto di martire ,
Presto perl'aria deSoſpirifui
Altiffimo à volar dietro a colui ,
Che la via di ragion non ſuol ſeguire.
E quincipercammin dubbioſo , e torto
Veloce alſolde bei voſtri occhi offerſi
Me fteſo pria col vol di Rime, e Carmi .
A Lampi di Virtùſentij bruciarmi
Fattoa voipiu vicin , poi male accorto,
Nel mar de gl'honor voſtrimiſommerſi.

WA I AD I , chenelfreſco herboſo fondo


Travaghi peſci della Chiana gite
€ mormorar gl'empi Vilani vdite ,
Ch'arſer dilei, che diede i lumi al mondo.
Se dipicciola barca il liene pondo,
Oue l'alte mie gioie fonounite
Regge l'onda ſuperba , vi coprite
>

ɛ ſpira vento alſuo deſirſecondo


Mutar vedretepoi ,Sacrate Ninfe ,
Le Pietre in Perle , e la Canna in Corallo
L'Arena in Orofin , l'Acquain Cristallo
8 con piu chiare , epiu ſuaui linfe
Correr vostrofelice altero fiume
Salo perla virti delſuobellume
10
Che gioua a me , s'driueftir la Terra
Zefiro torna , e la ſuaſpoſa inſieme
E ſenelpian giu da le cime eſtreme
L’horrido ghiaccioil calor nouo sferra ?
Poiche creſcecon l'herba la mia guerra ,
É manca con la Neue ogn'hor la fpemes
Et orgogliofanel mio petto freme
Chemi può dar lavita , e pur m'atterra .
>

Canente Aura gentil, cheforſe ſpiri


Confuſa traFauoni , e'nſegnià boſchi
Chiamare il Re‫ز‬, che ſi cercasti in vano
Per far ſerenii giorni miei ſifoſchi ,
Almenporta fra tuoi queſti ſoſpiri,
Alfol,ch'io cerco , e ſi ne fon lontano.

Alalta beltà voftra era ben poco


Donna celeſte , incatenare i cori
>

Se con piuſaldi, è piu cocenti Amori


Non ardeuate ancor la fiamma , e'lfoco .
Mouerſi ho vist'iopur dalproprio loco ,
Pigliando qualità da'voſtri ardori,
Le fiamme, e'mprigionarſi entr'à quegli ori
Tra cui ſiviue Amore in festa , egioco.
Quante volte di Gioue dubitai ?
E quant'in vera, e viua fiammavolto
Cadere , e'n ſen mancarui deſiai ?
Ma quante a latto col penſier riuolto
Diſ , chepoteran que chiari rai ,
S'ardano'lfoco , in corne lacci auuolta ?
Amor
Amorpiu volteper moſtrar qualfoſſe
L'idea c'hebber di voi Natura , e Dio
La man , la lingua ,e l'intelletto mio
Allapenna,, alla voce , alpenſier moſſe,
E mi dettò , che pria Natura ſcoſſe
Daſe steſſa quel bel , ch'in voi vegg'io,
e che l'alto Motor piu largo , e pio ,
‫ز‬

o'n voiſola o'n null'altra vnquamoſtrofe.


Io ben viſcorgo al prim'affronto tale,
Maripenſando poi , che cruda ſete
Dubbio tra'lſi ; elnò vaneggio , & erro ,
3

Ne tento in carte piu pingerui quale


Ei vifiziera , e la mia doglia ſerro ,
Pernon vifar crudele ,in mezzo a Lete .

Dono Regal ſacra ; e felice Pianta


Ch'il Teſſalo e'l Sabeo vinci d'odore
Sol coronato e leggiadretto fiore
C'hai da Fauonio integrazia cotanta .
Te ſolo inchina come cofaSanta
Quando del Marforgel'Aurora fore ,
Delizie della Madre alma d'Amore
Il cuiſanguedi roſſo anchor t'ammanta .
Oſe come hai bellezza e leggiadria ,
Coſiportaſſi da la bianca mano ,
Chemiti die la deſiata pace :
lopoſcia riſonar farei lontano
Ch'adorniil volto della donna mia
E che per teFlora efibella , epiace . SB
12
Se per farmiprou.tr l'inuitta forza
Crudel'Amor , che fe'lgran Gioue un Tauro
Cigno , Satiro , Foco , Aquila & Auro,
El dinin gli coprio d'humanaſcorza
La dura pena mia ſempre rinforza
Senza trouare a ſi gran mal reſtauro,
Ne freddo riuo, Ombra di Pino , ò Lauro
La viua fiamma del mio core ammorza .
Oprache fol yn di tanto piacere
Guſti nel Regno tuo ,ch'iopoſſa almeno
Spiegare in miglior rimeiltuo potere .
Ch'altro i miei verſi in guiſa talnon fieno
Se non di pianto , e m'ydirai dolere
Teco non hauer viſto un di ſererio.

Digrembo a Teti era tre volte Apollo


A dar vita alle coſe in Cielriſorto ,
Ch'ioſenza hauer dal mio belſolconforto
Ilgiogo pianſi , ch'eimipoſe al collo.
Mia benigna ventura alfin portollo
La'uemen gia col volto bumido , e fmorto
Ma'lcor ne l'occhio il vedde , e forſe a torto
In Afcalafo , e'n Batto altri mutollo .
Tenebroſi occhi miei , ch'in pianto amaro ,
Duro mio cor , ch’in doglia mi tenete
Onde ſolo il mio malnul'altro imparo :
Dheſe non coce te >, ne voiſcorgete
Vna fiammaſi viua , on folſichiaro
Che piu ſentiraitu ? voi chevedrete ?
Qual
13
Qualſaſſo è tantoalpeſtre ,etanto duro
o neferuenti, öne'gelatiſcogli ,
Cheda' lacci onde leghi e maidiſciogli
e fia da le tuefiamme Amor ſicuro ?
Tuſol di lieue paglia e ferro impuro
L'Ambra , ela calamita ogn’horinuogli
)

E di rigidaſelce il foco accogli


Tral'appre vene , che gia viue furo.
Sol il marmo del core , e quelle Gemme ,
Onde Madonna ha colorito il viſo ,
Prender non puoi ne riſcaldar vn poco.
ella e ben ilmio laccio , cla il mio foco
Matra’l foco e le reti in guiſa tiemme
Ch'effa nol fente , io ne reſto ancifo .

Sene' vaghicolor , chenel bel viſo


Confondendoſe ſtelli , unſolſi forma
>

L'occhiotal'hora e l'alma mia s'informa


Scopro inſiemeRubini e Marmo inciſo :
Indi s'al petto alla man -m'affiſo
Dicandidi Alabastrihan veraforma ,
Es'agli effetti voſtriſi conforma
Eller m'el cor d'vn diamante auuiſo .
Cofi ( mirabil moſtro ) a parte a parte
Rafſembrate a colori ,alla durezza
Bel compoſto di pietre e dentro e fure.
Neſaprei dir , qual invoi piu comparte
‫و‬

La ſua virti . Queſto fo ben , ch'Amore


>

Quanti v auuenta ftral ,tutti in voi ſpezza."


Quel
14
Quel cocente deſir chedentro al petto ?
Amor con danno mio nutrica ee paſce ,
En me da pregivoſtri ò Donna naſce
Diſi bella cagion crudele effetto . .

Sempre à voitornu come a proprio oggetto


' che me del tutto lafce
Nepoß'io far,
Coſifiumenel Mar muore è rinaſce ,
Erende l'acqua e togliead vn folletto .
In queſto è benla differenza nostra
Ch'egli d voi vien quaſi à fuofin bramata
E Sta negl’occhi e nelle treccie bionde
Qual’amoroſa paſſion ſimoſtra
Laſſo in meſempre ,enon è primanata
Ch'ò dentr'all'alma,૨ Òdentral cor s'afconde,

Comepoß'io gid combattuto , e ſtancor's


Sperar ilfin della miſeria mia ,
Bramando quel , che me damedifuia
si ch'à mortetalhor m'agghiaccio e'mbianco
10 ſeguoſempre Amore , e ſempremanco
operando , ò temendo hoimetra via,
Eiche qualfiume e folmentreſi cria
Col mio moto mantienſi ardito e franco :
Cofi, ch il crederà ? caccio vna fera
Chefolprenderſipuò fermandoʻl corso
Coſido vita a chi deſo la Morte ;
E per coſa ſivana eſi leggiera
Horper vie dritte , bor peroſcure e torte .
Del viuer mio piu di due luftri ho corſo,
DO
15
Debevostri occhi iraipaſſar ſi presto
Donnaper questi miei nel cor profondo ,
Quando Amor del mio malvago egiocondo
À voimi polfe e'n voimitenne dešto .
Ch'oſcura Notte a illuminar ſipresto
Eſſer non ſuole ilpuro occhio del mondo,
Mentre ſcorrendo il terzo Cielo à tondo
Toglie à Giunon'gelofa ilvelfunesto .
Arſiſubito all'horperòche vana
Contro'lpoter del mio celeste Nume
Vidi ogni forza , ogni potenza humana.
Mè queſto è ben fuor deldiuin coſtume ,
Chel'alta cagion fuacoſi lontana
Viua ancor nelmio petto acceſo il lume .

Da crudiRegni,oue la bella Dea


Madre d'Amore, imperioſa fiede ,
Dopo due luftri al finriuolgoʻlpiede ,
Spenta la fiamma ,3 che coſe m'ardea .
E laſcioquella Donna, che folea
Gia fardi rae ſi gloriofeprede ,
Ch'à Circe in van pria domandai mercede ,
Ned'hora ſpero humiliar Medea .
Piu non potran fonori ,e crudi Carmi
D'ona Maga infernal,d'vna Sirena
Sopir nel ſonno il mio terreno manto
Viuro vitapiu lieta , epiuſerena
>

Eſefoſcopenſierpotrà noiarmi
solfia'l menabrar d'baueramato tanto -
Poſcia
16
Poſcia che ſei non purfera.,e crudele Sym !!!
Ma di tua crudeltà trionfi egodi >

Vn giuſto ſdegno i duri lacci ſnodi,


e'l cor ch'è foco in ghiaccia homai congelc .
Speme , e timor,fralacrime , e querele
2

Donino altrui le tue ſolite frodi,


Etempri à lor con diſufati modi.
Le mentite dolcezze , un verofele.
voglia tua me piu non volgerai
E purtroppo mipar ch'un tempo aforza
m'habbi tenuto in doloroſi guai.
Horprendi ingrataillaccio, cheſi rompe
Serba’lcener del foco , che s'ammorza ,
E fian queſte dime l'vltimepompe.

Sdegno ch'il miopoc'anzi ofcuro , e vile


Stato , à te folpaleſe à me naſcoſto
Al cor paſſandomi mostraſti tosto
Hor lo tenti difar chiaro ,eegentilce
Creſcipur lieto ,e con un nouo stile
Odio fiero diuin ch'io ſon diſpoſto ,
Ilgraue peſo d'empio Amor diposto ,
Paſardal verno ,d piulodato Aprile.
Spirami altri concetti , altripenſieri
Ne de gl'antichimieirestin me dramma ,
E dettamialtre rime, altriverſi .
Nonmi laſciar piupreda aʼmiei guerrieri ,
Enon temer d'amorgl'inganniauuerſi
Che piu puo'l tuo venen , che la ſua fiamma .
Di

!
17
Diſegno, e diragion fouentearmata
Ma con gliſpirtid'alta tema colmi,
Bella donna che in ardi , e di duol colmi ;
>

Trarti di mezzo alcor laffo bo prouato


Amor che m'ha neltuo belcrin legato
qe donar libertà ſipreſto vuolmi,
Ratto affalir con dolciſguardifuolmi
Con un' rifogentil , con parlargrato.
Ben cognofco allor io che s'apparecchia
Altr'inganni , altre frodi, altri tormenti ,
E veggio ſotto a fiori'iferpi infetti.
Ma qual'empioAfpechiuderia l'orecchia
A fi foaui ,afipietoſi accenti ?
Qual fiera gl'occhià coſi vaghi obietti ?

Quando laſſofperaidal durolaccio


O della DeadiGnido alato pegno ,
Per viuaforzafol di giuſto ſdegno
Hauere in libertaritratto'l braccio.
Sento la bella man , per cui misfaccio ,
Ch'ilnodo amata riordir fa ſegno
E ricomincio , fenz'alcun ritegno ,
Nelle fiamme aggelare, arder nelghiaccio .
Dunquenon ti baſło crudele , cempia
Hauer fattodi mepiù chedueluftri
Fraſperanza,etimordoglioſoscempia.
e
Che per far anco i miei martiri illuſtri
Ritorni doue , com’in proprio Tempio ,
Con la tua Facejnelmio pettoluftri.
B Questi

7
ig
Questi del pettomio caldiſospiri
Opracrudeldella durezza voſtra ,
Queſta Aampadi voi , chin me limoſtra.
Fattaper mandegl'empi miei martiri.
Deuria voltare in piu pietoſ giri
La luce, ch'orm'imbianca , & hor m'inoſtra ,
E che ritoglie alla terrena chiostra
Chinebegl’occhi vna fol volta miri,
Mapoi ch'alventoſe ne vanno , & io B
Piangendo torno a la gran Madre antica ,
€fo dimenelfiore horribil pompa .
Yolgete il volto al miomorir piu pio ,
E fiaui noto , ò di mia morte amica ,
€ b'il mio nodo vital , voſtr’ira rompe .

Mouinſ contro me purgl'occhiirati,


Snodi la linguaognihor crudeli accenti ,
Ch'io bramo per finir cure >, e tormenti ,
Lafciar con l'almaimiei penfiercelati.
Forſe doppoſarà , ch'i lumiamati
Spargeran per le guancie due Torrenti
Edelmiomalpiu che dellor dolenti
O tornaffer diranno itempiandati
E quel chenougradir menti'eraviuo
D'una lacrimafol, ch'ariapofanza
Torlo dimano a mille morte il giorno .
Pentitipoidipianto intempeftino
La Tombabagnieran , cheper vanza
3

Ardera delfuofacointorno intorno ,


Ecco
Ecco cheper tener celato il foco
Egro migiaccio , e tu lovedi amore ,
Che non molto lontan da l'vltim'hore }w
Ancoti prendila mia morte agioco..
Ne percheſiconfumid poco , apoco ,
Colfior degl'anni ilmio vitale humore
.

Scemi vna parte fol, di quel ardore ,


Che laſciarnon pofs'io.permutar loca .
Ben bramo hauenda te ſol'on conforta
Cheſcriui, à fard chiuſo il cener mia rice
Toot
Con le faette tue queſteparole .
Qui laſcio'l corpo : el'alma refed Dio
Non potend on ſoffrire un 'chiarofole
Et arſe vino fa ,che'g !'arde morto .

Molle dal vaſo di Pandora un gielo ,


Che tuttom'agghiaccio dentro , e difore ,
>

E laſciato hauereiforſe inpoch'hore


ļl corpo a la Gran Madre , e l'Alma al Cielo.
2

Ne per mioſcampo il Diodi Cinto ,3 & Delo


Potea ſoccorſo ritrovar migliore ,
Comepreſto , e ſiben trouollo Amore ,
e

Anzi la donna , che nelpetto celo.


Giuns’ella a la nia man la ſuapietoja
&paroleformò , ch'adramma a dramma
Fora dolceilmancar.con talſoccorſo .
Neueparue al toccar ; ma v'eraafcefa
Virtù , che quanto'l freddohauea traſcorſo,
Tutto qunampà d'un amoroſa fiamma .
В 2 Mifera
mifero me le parolette accorte ', nhits
Ond'io ſalir al Ciel viuendo imparo ,
Torini tenta , e torrammi., Animo quaro ,
Fieriſdegni , empie voglie , e dura forte •
e farà laffoil mio dolor ſiforte ,
che mentre di dolermiharò piu caro ,
Non mipotrò doler, tanto che chiaro ;
Sia'l duolo hoime , che m'auicina a morte .
A morte m'auicina , e quando ſono
A l'estremo momento eiperpiu doglia
Ratto mi torna in queſt'oſcura vita .
Coſinonritrouaſſi in luiperdono,
Chefe del mio terren l'alma ſi ſpoglia
Secoʻl dolore almen faràpartita ..

L'alte bellezze vostre , e'l duro ſtato


In cui viuendo ho già dieci anni corſo ,
Sontal, ch'à questonon trouo io foccorſo ,
En quelle il miomiglior s'ègia cangiato -
Hor veggio ben , c'bo ſempre in vanpenſato
Por finea' mali , ù per voifono incorſo ,
Tosto che del mio breue ,> e mortal corſo
Habbia l'ultimo termine paſſato .
cbefe l'alma dal cor pur ſi ſcapestra
Da voinon fitorrà , ch'eſſa e gia vai ,
Et haueràper voi dolor mai ſempre.
Epurcbefcofja da laſua terreſtra
Pregion',non v'ami , e non ſidogliapoi
Con maggior foco , c.con piu crude tempre .
Giacca
20
Giacea Madonna ardendo , e io ſicomt
Huomº che per lo dolor diuenta infano ,
A miei mali vicino , d me lontano
Chiamai piangendo il deſiato nome ... . ܶ‫ܟܥ‬
Da bei languidi lumi eſſa le chiome
Sparte raccolfe , e'n atto humile , e piano
2

Miporſe nnda l'infocata mano


Che fu principio alle mie grauifome...
D'amore , e di Pietà , due fiammevine vo
M'arſer ſubitamente ,e'r me poinacque
Laſperanza ,elatema apoco, apoco.
3

Tema ſol ,che di lei Morte mi prine ,


Speme , cheforſe in quella guifapiacque .)
>

A madonna moſtrar, ch'era di foco:

L’Ira donna crudel cheda begli occhi


Speſſo al mio cor ſi fieri ſguardiverfa , 13
E vera morte mia , ch'in me conuerfa
Par ch'oue'l guardo giungeella mi tocchio
Ma s'auuien poi, ch ' Amor benigno fiocchia )
Quindi Pietà, la mia virtù diſperſa paki
A morte riunita s'attraverſa ,
E l'ultimo ſuo stral vita che ſcocchi.it
Dunque ſe l'hore dimia vita corte 344
Son Jouente per voi,ma nel finire 3
Voiſteffa ancor mi ritogliete a morte .
Ch'altro laſſo dameſi potrà dire, 1:3014
Se non ch’in on folpunto ,e'n varie forte
Mipotete far vinere èmorire
83 exal
Quáltimoffe furor fiamma vorace; 5
E da qualparte de l'eterno oblio ?
Per confumar l'Angel terreno mio ,
Årder la ſpeme in me , turbarla paçe
Laſcia Madonna homai , ch'egra ſigiaces,
Baftifuoco infernal Stato (irio ,
E vien crudel in me, che ti deſio
Più ch'à te lei d'incenerir nonpiace:
Ne dei temergiàdi laſciarla in vita
Partendotidi là , che nel mio core
Viua la trouerrai,non che ſcolpitá .
Angiforſetifia lode maggiore
Cl’arder potreſti ad un fol loco vnita ,
ElAmante, e l' Amata ; e ſeco Amore :

$ e queſta mia Sirena, d Baſiliſco 13


che colparlare, e col mirar m'ancide ,
Glocchida crudeltà talhor cmide
Conmaggiorviolenza ardo ,e languiſco
Che mancandoʻltimor , doppo m'arriſco 2
Mandar lafpeme , oualto Amors'affide,
Quindi egli creſce ſa chemiconquides
E coſi colmiobene ilmalnudriſco.li
Perònon può fperanza diſalute
Eflinguer Cardor mio , che d'on'oggetto .
Naſce la ſpeme in me ;uafce lafiamma . '
Anziprendeidiciò noua virtute
che quanto ſpero piu , tanto piu'lpetro :5 ?
Di maggiordeſiderio ogn'hors’infiammai
Spero
Speſſoſciogliendo al legno del deſire
Ľ Ancora del timor ,ch'infondol premé ;
3

E alzandolevele della ſpeme ,


€ Remi della forza , e del ardire :
ColTimon della fede io lo fogire
Per l'onda delmio pianto 'ch'ognor fremde »
e dal litto del ben , miſcoſto inſieme
Pigliandol'alto Mar , del miomartire .
Ma Nebbia eterna ,e Tempeſta di ſdegni
L'Aria del volto bel mirende oſcura ,
& le Stelledeglocchi,e le lor face .
Neirai del foco ,ondho gli ſpirtipregni
)

Ne'l vento di fofpir giamaſſicura


Però maiprend'olporto della pace 5.

Eſcefuor delſuo letto il Mar diCreta


Nelloſpuntar del bel Triforme Numë,
Mas'all'Occafo poi rinolge il lume
L'ondanelprimo termine s'acqueta .
Tal.anco a lapparir del mio Pianeta
Verſo per lo piacer dagl'occhivnfiume
Enel ſuodipartirehaper coſtume
Reſtarſi inme l'acquadel pianro quieta.
Cintia aſcoſadeltutto il Mar s'adira
Ioſparito il mio soldi nuouopiango
E le mie notti , egl'occidentifuoi :
Nel appreſſar del lor ritornopoi
Eglis'arretra , & io dal duolrimange
confuſo, creflujo ambin’aggira .
B 4 se
24
Se mille volte il di Madonnd mone : no
Con lebellezzefue queſt'occhie l'alma ,
Tante raddoppia la mia graneſalm 1,5
Eſcorgo al miogran mal cagion pin noue
Se mille volte poi rivolge altroue
Quella viſta di ſe gentile , ú alma,
Fera doglia del core ottien la Palma
E i.lamivn'alto horror turba, é commone .
Beltà crudel , moſtro nel mondo raro ;
Cheda preffo , e'da lungi ,offendi altrui
: E adompri l'intelletto , egl'occhi abbagli.
Tu nou fol dipoflanza ilſoleagguagli,
Ma l'auanzidi quanto i Raggiſuiri
A l'occhio interno mio giuwat palaro.

Oprar che l'iravoſtra altri pauenti ,370I I


Ev inchininel cor poſcia epadori ,
Effetti ſonfol deCeleſti Chori
Non digentilconspoſto d'Elementi:
Far che tra Fuocho ,e Ghiaccio un filamenti
Nemouerſià pietà deJuoidolori ,
Afettifonföl de terreni Amori
E natiseſparſi tra l'humane genti.
lo che vitemo , adoro ,ardo, & aghiaccio :7;; )
Ne trovo in poi pietà ,nonſo ben quale }
Siate ò Donna terrena'; ' Dea Celeste ,
Pur viuendo tra l'vno ,e l'altromalessens
Vederlo aſpetteròfinche da queſte sa itp.
Membra difciolto ,un giorno e cand impactio .

1
35
S'io non temelle Amor,gli strali , e'lfoco
Acui tu mi poneſti eſegno , & eſca .
Direi per proua ,come un riſo inuefca
E come vinci tra piacere , egioco .
Consel'amaro e molto , il dolce epoco
E come tra lefiamme il gielſimeſca
Che nel tuo Regno liberta rincreſca
E che confumi i corià poco a poco.
Cbe i tuoi compagniſon doglia , & inganna
Ch'il cibo detroiſerui è la ſperanza
E cheſpesſo timorfreddo gl'ingombra,
Che ſe qualchpe iacer da tepur hanno
Ratto ſpariſce pai qualfumo ,ombra
ia diſelarimembranza .
Elafcfol :)

Non ſempre d'Orion fiera tempesta


Glalieriſcogli ,e'l Mar percote., e mone ,
E ſi copre tal hord'herbette noue
L'antica Madre , in quella parte, e'n quesla.
>

E voi pur ſemprea la mia quiete infesta


Fulminate faette al pardiGioue ;
Nevi vidiſpogliarper milleproue
Delfreddobrunna l'agghiacciata veſta .
Deh doppo tantinubiloſigiorni
Scoprite chiaro il ſoldique begl'occhi
E la fiorita Prinauera torni.
Ch’io dirò poiſgonsbre le nubi , elielo,
Come'l rostro ſereno il cor mi tocchi ,
E com'in tutto ſomigliate alCielo.
5110 ) Lungo
2.26
Lungo leRine del famoſofiume
Ch’ilmio patrio terren bagna ; e diuide
Cercauo il mio bel fol ſenz'altreguide
Che ſcorto di lontan dal chiaro lume .
E tral herba giacer fuor del coſtume
Chinate in terra le dueſtellefide ;
Queſt'occhio auenturoſoalfin lo vide ,
Ch'à profondi penſierſciogliea le piume.
Iui per nonturbare iſuoiripoſi
z
Pietrafuiper yn'hora ,e non potendo
Pin la gioia celar , trafi vnfoſpiro.
Ahi ch'arroſfito , in attineghittoſi
Diffe , alſubito ſuon gl'occhi volgendog
Tupur mifegui, & iodi ciò m'adiro .

Sospiri ; anare lacrime ; e lanienti


Da farvn Tigre diuenirpietoſos
Sufunebreferetro il mio ripoſo
Sparſe con atti d'allegrezzaſpenti .
Forſe in ſembiantetal con taliaccenti
Humido hauendo’lſen sl'occhio doglioſo
1

Sopra’lbel morto.Adone , à Marte odioſo ;


Sfoga la Deadi Pafo i ſuoitormenti.
Mali belvariar d'altere forme, 1
Che dal volto leggiadro hauean lapalma
Non vede occhio mortal douunquemiri .
Ned'iofogià comequelcorpo dorme
che la voce, le lacrime, e ſoſpiri
In mille mortihan ritornata l'alma .
Come
37
Comene primi alborla bella Aurora
Meſce'lſuo lume al vel d'oſcuraNotte ;
Poila reſpinge aleCimerie Grotte
E ciochene celana apre , e colora .
Tal voile chiome d'or copriſle.incora
Sutto benda lugubre in un ridotte a
Ma letenebre.lor de lampi rotte
Vidiibegl occhi fiammeggi di for 4.
E ſe'lſuopianto lavirtù nitia
À l'herbaarfa dalfolſoienterende ,
& rugia:la diuien fu quella accolto .
Ma da voi arſo il voſtro ancor ricria ,
E di Chriſtallo peraformaprende
Giufcendendo a rigare ifior del volto ;

Lafiamma ond'ardo, àqual ſi vogliafoco


Nonſo laſſo trouar che ſia fimile
Quello ch'èſotto al Çiel puro, eſottile
Non luce , e non conſuma ilproprio loco .
Strugge hor confuon terribile ,hor con roca
Questoſcoſſo da felce , e da focile stud?
Eſeria di Salir ſifermo ſtile ,
Che non tarda quigiù molto nepoco.
Speſſo nel volto ilmio sfauilli ; e ſempre
Miſtruggeilpetto , enon veggio ch'aſcenda
)

O chefaccia rumor , ſi ch'altri ilfenta .


t
Amorche pria l'acceſe, en queſte tempre I
Hor lo mantien , dicami donde'ſ prendas
oſepurtal per artefua diuenta
w
18
A chepurtarda Amore , a che pur tarda
L'ultimoſtralche mi trapaſſi il petto ,
A che s'hai pier del mio gran mal diletto
Non opri homai, ch'in ceneriſca, arda .
)

Hor moue il braccio , e con la man gagliarda


)

Fa'lmio dolor e'l tuo deſir perfetto,


Ch'io non temo la morte , e non aſpetto
Vederpietoſo chi pietà non guarda .
<
Pon fin crudo a l'impreſa, orna poſcia
ilcarro trionfal di duolo , epianto ,
Sol queſtebauerpuoi di mieſpoglie hoſtili.
Però che l'alma e vn'ombra e queſto manto
Terreno inio , da lacontinua angoſcia
)

Solato e già ne fuoiprincipivili .

Queſte fon le due stelle , in cui mirando


Sento far delmio cor dolceradina ,
Queſta la chioma d'oro oue deſtina
Tenerlo Amor di me medefino in bando .
Questiſono i coralli , che parlando
Voce formanoAngelica e diuina ,
Queſt è poi della man la fre.lda brina ,
Che dal cielvenne, e nonſo come , ò quando.
>

Queſte le roſe fon , cheſtate , ò verno


Nonpuòſeccar nel belGiardin del viſo ,
Piugrato al cieco Dio ,che cipro , e Gnido.
E queſti i pomifon di paradiſo,
Cheſi vaghi nonfur nel Horto eterno
Delle tre ſuoreal Mauritano lido .
Tema
ng
Tema che ſpeſſo agl'ardimentimiei
Pon’ilmorſo non pur, maſpennil" zle , jocs
E per ſottrarmià coſi lungo miles
Horfinta, hor vera entr’al mio pettoſei.
Per ch'irata mi moſtri ogn'hor colei,
Da cri beglocchi ilmio fuggir non vale ?
Eſe da me t'ho fuelta , bor dunque quale
3

Tupur ritorni , oue tornar nondei


>

Dhe partitivna volta dal mio core ,


Laſcia godermi intera la mia pace ,
E vanne a male auuenturatiamanti, sis
Meco , edi ciòfol ne ringrazio Amore
E ſibenigna quella , che misface, .. ‫ܕܙܪܪܟ‬
Ch'ompiu beato non mi paſſa auanti .

Se'lgelato timor, che'lcor m'aghiaccia


o bella cauſa de mieifreddi verni
Piu temperatamente non gouerni
Si, ch'io tremando ogn'hor nonmidisfaccia .
Toſto auuerrà , che'l tuo rigormifaccia.
>

Gelidapietra , e'miei penſieriinterni


Che nel foco d'Amor lieta diſcerni
Ditua bellezza perderan la traccia , in caso
Ahi che l'alta mia fiammanon ammorza
Di feriſdegnimai neuoſabruma
Anzihadaquelli nutrimento , forzaad
Dunque non trapaſſar colgielo al core
ma con la fiamma fol , cheſelconſumai:
Almen del ghiaccio el caldofuominore ..
Cox
30*
Conmaggiorcerchio,epiu veloce gire
De l'acquofo Orion puopria Boote
Elerranti del Ciel,piubellerote
Formar la fotto al Polo aſpetti ,eſpire..
E qual contrario fuo prima fuggire
Martelaguerra,e la diſcordia puote ;
El defcritto dolor con breui note
Nelſen lacinto, al freddo brumaaprire .
che per altra bellezzav'abbandoni
Man bianca', chiare luci, aurate chiome,
Dolce mio pefo , & amoroſi ſproni .
Chi nonv'adori, ö bella Donna, come
Gran tempo ho fatto , enel mio cor nonſuoni
Quel voſtro altero ,& bonorato nome.

Spirto diuino ,ch’in.bellezza humana:


D'altere membra , e candido colore
Rinchiuſo , moui entro a'beglocchi Amores
Quaſiilſuo proprio CielMarte , o Diana.
Se dal mortaldifetto m'allontana
Ilfuonofol , del nome tuo d'honore ;
Eſpegne in mequello sfrenato ardove
Che ſuofardigen
l tile , alma villana .
Che faran le parole ,el dolcerifo .,
Glattileggiadri, igirihoneſti , evaghi
De chiari lumituoi ,del tuo belviſo ?
Io crederro che chiti mira fifo ,
Se ben profondamente il cor.gl'impiaghi,
Guſti viuendo in terra il Paradiſo .
AL
131
Alfmo amantegia maicoſivenufta
In partenio Diana i lacci teſe ;
E men labella Egina à Gioue refe
Viſta diſe tanto leggiadra , auguſta
Nela Ninfa d'Anfrifo ,hauendo onuſta
La man diquello Dio , che giu diſceſe
Dal quarto giro , e fid'Amors'acceſe,
Che celò'lgiorno ſotto piama anguſta
Come àpiouofa ,& horrida stagione
Cacciafte ò mio bel folper queſte felue
IlfanciulloPerdice in atto vago .
Ne vopo era àvoigia Dedalione ,
ch'on volger de begl’occhi,ond'io m'appaga,
Può le pietre ferir ,non che le belue.

V'into da gl'amoroſimiei penſieri,


Chefonmaiſempre diffidenza, e duolo.
Placido ſonno a medrizzando'l volo
Scaccioquesti da me crudiguerrieri.
Da le porte d'Avorio i piu leggieri
Sogni conduffe , e'lpiu felice ſtuolo ,
Ela Donnagentil ,e'honoro, e colo
M'offerſeamica inatti vaghialteri.
Dal mio ſommopiacer nacque undiſo
Dimeglioriuederla , e laſſoinqueſto,
Strinſi la mano, egl’occhi auidi aperfi
Ab mentre i Lismigiro,e'lbraccioinuio
Eper troppoſaperratto mideſto.,
Fuggiro iſogni ,c'lmio bel folnon ſcerſie
Mentre
32
Mentre ch'io purda la mia vaga Dea :
Viuo in ira lontan fuordiſperanza
Speſſo non vada conlarimembranza
A rivederla come già folea ·
& cofi me gl'appreffo conl'idea ,
Che formòl'Aria pura a ſuaſembianza
E poico miei ſopir , tant ban poffanza , ili
Gli do la vita ,a mefol crudet , ered . 1951
Domando a lhor , con voce bumile, e ſtanca
Breue conforto àfi lunga tormento >

Et ella di riſpofita non mi manca .


Ma quando pien'd'ardir piuoltre tento , ' 06689
Stringerli dolcemente laman bianca , HU

Mi ritrovo le miepiene di vento .

s *a dimoſtrarmiperle poco ſpazio


La bella donna , ondemistrugge ilduoloģ )
Sonno, requie ad altrai, pena mefolosult
Riedi nonper mio ben ,ma per miostrazia . ..3 ?3
Se diqueſto to rnargià non ringrazio
Ne teco igrauimiei martir confola , a iman, ',
Che coſilfrutto ſei , chefuggeà volo tiesia
Et io Tantalo fon , chemaimifazio..otor .
Subito lampo abbaglia , e lieue pioggia 164
Creſce l'ardor ,> ne piu cocenti giorni , ;
Talin me fanno i tuoi ſi preſtiingannies. She is ?
Dunque è laſcia lelarue a'tuoiritorni, siis 96 :
O col mio bene in me piutempo alloggiano ing.I
Omai piufpiega fuqueft'occhii panni, sempre
Imago ,
332
Imago , che qualhor tirappreſenti
3

O dorma,ò vegli,a l'alma , od álpenſiero


Informi me di quelſembiantevero',
Onde prendiancortu forma & accenti .
Deh riedi à conſolar le mie dolenti
Notte, e dì foſchidel eſiliofero ,
E quel cheſenza tegodernonſpero 1
Col tuo ſpeſſo ritornomi contenti.
Deh torna ombragentilea le mie voci.
Torna , chefaidi ritornar la via
Fuggono al tuo tornar le pene atroci ,
Malaſo il tuo partir poſcia non ſia ,
Comegiąfuro al trapaſſar veloci
L'hore filietedella gioia mia.
.

Notte , che torni il tuo tacentehorrore


Con la formadell'humide tenebre ,
E ammantilmondo d'oſcuro , e funèbre ,
Deh ,leFeb.pago, ebel colore .

Che del tuodolce oblio fan legentihebre,


Mentr’in profondoſonno lepalpebre
Chiudon ,neltua ſereno, e neltuo errore,
Prego , che mepiu non fpauenti, e offendi
Con duraImago d'alcun ſognorio.
nhor , tuamerce , dormendoſento .
E baſti fol chevegghiando ſon’io
Afflitto ſempre ,o'lſonno d me non rendi,
se dormendo s'accreſceil mio ſpauento.
C SC
22
34
Senellosfauillar, chedelmiofoco a. poche
Viſibilmente i be voftr'occhifanno',
Non copre Amor qualche ferino inganno ,
Spero finir le pene mie tra poco . .

Però che parmi hauer trouato loco


Doppo'l voſtro piacere, e l'altrui danno
In voi ;ſe non loſtral del mio Tiranno ,
Quel di pietà, che folpiangendo inuoco.
O medunquepiu ch'altrofortunato
Se poca tema d'amoroſa froda
Agl'antichi dolor non accreſceffi. .

Opiu poſciafelice , ò piu beato


S'Amore , epietà vera vn di v'annoda
Tantoper me , chela durezza ceffi.

Ne mai ſiprestoAngelceleſte corre


La Mole incorruttibile ſuperna ,
O queſta che col moto il Ciel gouerna ,
Qual da luitanto in ogniparte abhorre.
Comeveloce il miopenſieroaccorre ,
EnvoiDonna gentilratto s'interna ,
I fofpiricon voi,gl'affetti alterna,
Voiſempreguarda, e con voifol diſcorre.
Cofinegato nonmifolli ancora
Speſſo ingannare alproprio obietto intorno
De la mortal mia vita ivaghiſenſi.
Cheſenzafar con l'alma a voi ritorno
Quest'occhi pure , i lor diletti immenſi
Vedrianin faljo,o'nverde corpoogn'hora .
Opise
-
3.5
Opin dameche quefle luciamata sempurna O
Donna demiei penſier ; fiammadel.core ,
Qualgloria, qual Trofeo , qual tantohonore
Haureteal fin ,d'eſfer crudele ,e ingrata ?
Se degl'occhi, e delcor la deſiata
Palma , si preſto in man vi diede Amore ,
Perche de lemiepene, e del dolore
Tant'è da poiferagentilbramata ?
Di voiſi dirà pur, futanto bella ,
ch'ananzò fin’il Ciel la ſua bellezza ,
E corfer mille à rimirarla amando.
Mali fu poi d'Amore empia rubella ,
che traſſe à morte con laſua durezza
Vn , cheper leimife fefejo inbando .

Nud'ombra , e poca polue homai ridutto


3

M'hal diuin vostro , e la mia pena acerba';


Che mentredivoi steſſa iteſuperba
Delſempreamarui mio colgo talfrutto.
Allhor lo crederrete ch'arſo tutto ,
Sepresta aita il duolnon difacerba ,
M'harda'l foco crudel ; che viuoferba
Il cenere di quel; ch'è già diſtrutto .
Mentre in vita dimc reſta talparte
Che'l cor poſſa ſoffrirgl'affanniſuoi,
Rimedio aſſai miporgeun dolce ſguardo.
Come alvltimo diſon giunto poi
Che dalcorpo mortal, l'alma ſiparte
>

Ognipietade,ogniſoccorſo è tardo .
C Oſcuro
36 10
Oſcurobofco , ù le frondutebraccia ,
Di Filemone , e Bate altrui fann ombra ;
Amenon gia , che la miamente adombra
Vnpenfier fofio , il dolor l'abbraccia .
Mentre ciaſcundi timorfreddo agghiaccia
L'eterna:notte che'l tuo ſuolo ingombra ;
Io di feragentil , ch'auantiſgombra
Seguofecurointe l'amatatraccia.
Però chel'horror tuo mitirá ſempre
Apenſarcoſe , onde ladonna mia
Queſti ſoſpirialmen gradiſca & ani,
Enota doppo noi l'hiſtoria ſia
Delle bellezzefue, de miei legami
Ondarfi , Cardoin difuſate tempre..

Gitene amatipomi oue vi tira


Vostro deſtino e la mia mano audace ;
a reftatein prigiondi chimi sface
Hor chepervoi la bella destraaggira .
Vengatra voi'l mio cor , che tanto aſpira
)
In lei trouar dellaſua guerra pace ,
E laſcimeper la mia viuaface
Se delſuorimaner gia non s'adira .
Tenti egli reuerente e fofpirando
Perla pietade , ou'ilCielpoſe honore,
,
sich'io non 'arda eternamente in vano .
O ſepurtanto ben mi niega Amore
siate almen voi, come furquelli quando
Diero Atalanta al Giouin lento in mano .
Precioſo
$ 31
TheReis
Precioſo liquor delſacrofiglio
Che d'ambi igenitor due voltenacque :
Dolcireliquie,chefragelid'acque
Mostrate nel christallo vnbel vermiglio.
Poi che perquesta man con lieto čiglio
A la mia donna ministrando,piacque
Bagnar di voi leperle ; e poinontacque?
Hábbi tu'l reſto di quel c'hora ipiglio .
Fatemi'n voi ſentir l'effigie belle
ond'in me Amorgioi'e dolcezza fioccer
Poichenonpoſſo boimeguſtarla altroue.
E meſſe i leilelabbia anch'io la bocca , til
M'arſe quelVinquaſiviuafacella
Nepero meglio è lNettare di Gioue.

Strali Amor mille , emille fiamme ardenti


Nel petto mio giaper vſanzaverſa,
*Sparge empia geloſiaver meconuerfa
Per l'oſſa il gielo , e nel penſier tornienti
Fra Stimoliogn'hor duri , e pungenti.
Alcor raddopia intorno a luidiſperſa,
Inuidia ha nel dolor l'anima immerfa
Co ſui maligni , e velenoſi denti.
Sdegno intorno mi vola , e non ardifce", i
Paſſar nell'alma,e ſpeſſo m'abbandona
E ſecola Ragion vinta ne reſta .
Che quand'io veggiopurch'altra perſona
Delvſato mio ben laſogioiſce
M'è la luce , e la vita ancor moleſta.
38
S'io non haueſſ ilprimo di, cheprelo
Restai tranodi delle chiomne belle,
Viſtapietane le due vaghe Stelle ,
Amor il laccio in pan mbarebbe teſo .
Epur hor cha miei danni etutto inteſo
Spegnerei nel mio cor le fuefiam nelle ,
Saffetto di pietà non fulſiin quelle !
Luciamoroſe ,che m'han tanto offefo.
Deh paſja homaiPietàda glocchi al core
e conlefiamme tue lo ſcaldainguiſa
Ch'ilrimedio al mio mal nongiunga tardo.
Sotto laſcorta tua da mc diuifi
L'almafu prima ; es’io ben drittoguardo
Tufola mitormenti e non Anore .

Nelloſpuntar della vermiglia Aurora.


Che ſegu'ilgiornoprimo i mieigr.in mali
M'apparue Amorſenza faretra , e strali ,
>

E queſt'accentidie ridendo fuora.


Sorgi,nonfar nelſonno piu dimora
Chebellezzevedrai quaſiimmortali ;
Poicon celerità battendo l'ali
Il Sol miferigl'occhi all'hora all'hora .
Trame volgendo io mi reſtai piu volte
Quel chedetto mifu, ch'ildiſſe, ecome.
Poimivesti
2

dipanni,edi deſio
& fcorſainpoitantebellezzeaccolte
Ch'vn' Angel credereuiall'aurechiome
Setolto-noubaueſſero ilcor mio lino
Tanto
39
Tanto dolce mio ben nella memoria
Mercè d'Amor ſon voftripregi affilli,
Che perſilunga via non dipartiſſe
Da poi'lpenſiero, in cuis'allegra,egloria.
Con questo ho del miofato alta vittoria
Evarco dell'eſilio i fin prefilli ,
Delvostro lume , ee dimie ſcure Ecliſh
Sempre cerco conqueſto oráre Iſtoria .
Tolgauipur contraria forte a ſenſe
Ch'altro obietto non hanno, efolda preſſo
Nimica alta d'Amor , poſſon ſentirui .
Cb'il mio penſier ,> traſuoi dolori intenſi
Tiulontan’è da voi , piu godeeſpreſſo
Quelben , ch'eitenta , e non può mai ſcoprirui.
>

Ben vedidi lontano Anima trista his


Nella miapatria quella partelieta ,
Che d'ogn'intornole tempeſte acqueta ,
E chepiuſempre divalore acquiſta ,
lui è miſeri noi, la dolce viſta
Del noſtro inuariabile Pianeta ,
lui la fronte altera , e manfueta ,
E lafauella bumild'orgoglio miſta.
O facraterra , o fortunato loce ,
Ch’ardendo vigodete a'chiari lampi ,
€ vinutrite forſedel mio foco .
Sodiuio da voi comtiem cbawwampi ,
E di ſperanza folpafcermivn poco,
Ch'on diproſjo vedrouniamati campi.
C 4 Toshin
40 :1
Torniamoa riveder le luciſante ,
Occhimiei laffi ,ou'io m'incendo , & ardo;
Torniamu ale man bianche ond'ofi'il dardo ,
Chepuſodelmiopetto il Diamante .
Torniamo a rivedere il belſemibiante ,
Cnerende il mio voler veloce , e tardo ; 1
Torniaino druederquel dolce ſguardo :
Che mitrusforin a in tante farme , e tante.
Orecchie à v lirle parolette arcorte
Torniamo della mia dolceguerriera ,
che viuomimantien dan tomimorte.
Piedi torniamo a quella ſelua feri ,
La doue'l nostro cor legato forte
"Sexoi punto tardias f, orze che perdo

Mentre villi da voi Donna lontano


Per così lunghigiri , eſi diverfi ;
Solon conforto amemedeſmoofferſi ,
Poiche vederuiio pur bramauain vano .
Dicea tramejouente ;Amante infano ,
Quand'eranmei penſieriin voi conuerſi ,
À che di pianto fi granfiumeverſi,
s'ancor vedraila delicata mano ?
Forſe aſpetta non men la bellaDonna
il tuo ritornoyefe ben temeyetace .. ' )
Il deſirdentro , e non di fuor s'indonna .
Hor che visin viveggio , e ſento yahilafra ) oz.
Glocchiho duefiumi, o'lpetto vna forndoc ,
almainfinitadoglia, c'écare on Faffo..
hi
>

41
Chipartic'empia , ahiricordanza acerbe
Perch’innanzi mi vien ? perche la moftri?
Febo non molto a li stellinti chiostri
Dalmio giorno prefiſſo alzarſi ſerba .
Se coſipicciol tempo diſacerbt ":
Quelduol , che dir nonpuote opra d'inchioſtri ,
You m'affalite almen co perfier voſtri,
Leperdijþème mie ſeccanto inberba
Pochi giorni bram'io d'hořebeate ,
Et habbia potfinchela terra impreſſa
Due verifica di neue , afpro cordoglio. /

Ma mentre del dolor , che mi donate


Solper non mi doler, conpoi mi doglio,
Volanigiorni se'ltermine s'appreffa.

Finche due volte il sols'abbaſſa, calza


A darié , e torne un bel verde terrestre ,
Io men'andrò , quaſi animal filuestre »
Per faticofa , e dirupati Balzd.
Oue mentr'ona pietra l'altra incalza
E ſi dirocca'alfin dal luogoalpestre ,
Nelprofondo di valle ima,é campeſtre
Precipitando ,e quest'equella Balza.
E laſcierò queſti beati colli
V mitura Pomena , eride Flora ,
E doue anch'io quand al Ciel piacque rifi.
Ocultipiani s òpoggi ombrofi, e molli,
Non crèderrò giàmairiueder l'hora
Chefiated metornando i campi Eliſi.
Sopra
42
Sopra le Balze diſaffofoſcoglio
Cinto d'horrendiboſchi, ed'alte Rupi,
E di curue Pendici, eValle cupi,
Oueraggio di ſolveder nonfoglio .
Tra dureſpine , il graue mio cordoglio
Hor noto ſu Cipreſſi , hornarro a'lupi,
E di Torrente al ſuon ,chegiu dirupi
La lingua a'pianti, e piedia'paſi ſcioglia .
Ma la mia donna sù Collina amena
Tra verd'herbetta , & odorati fiori
Sotto benigno Ciel , lieta s'affide.
Ea l'aria de ſuoirai calda , e ſerena',
Forſe de mieimal fortunatiAmori ,
Dolce fouente tra ſeſteſſaride .

Scoglio , cheverſihorrord'ogni Pendice ,


Eper le ſcureValli ombreſecrete ;
Fiume ,che corri onde peggior di Lete ,
Ne cui lidifol tronchi hanno radice.
Poi ch’i voſtriſpauenti à me non lice
Cangiar con terre piu ſicure , e liete ,
Ela mia libertà doppia godete ,
Cheprima Amore , hor il destin m'elice .
Gradite tanto almengl'affannimiei ,
Cheſe di queſto benein voi ſon caſo
Non habbia ad inuidiar gl'altripaeſi. A
Mentr'io bramando riueder colei , 1
Che non poſſo vederper tantimeſi,
Ombrane l'ombre fon , nefallion
>
faffo.
Darm
Parmi veder , come negl'andi andati
Spesfo folia veder , la mia nimica ,
Mapiu leggiadra in vista , e'n attiamica
A quei deſir, ch'in meporto celati.
Horbagnando la man dentro a'gelati
stagni natij de la mia terra antica ,
Hora mouendo'l pieper ualle aprica
Chiarire i fonti , erinuerdire i Prati.
Deh poteffi vn difolgodere anch'io ,
Queſte ſuperbe marauiglie apieno ,
Dou'il fecondo pian la Chiana inonda .
O ſeti bramo in van , mia patria , almeno
)

L'acqua infernal del infelice oblio ,


i piacer primieternamente afconda .

Felice nido mio , patrio terreno


Tanto gradito da ſuperni Dei ,
V peſo m’inuolaua a'dolor miei,
Mentrbebbi'l Cielpiu lieto , e piu ſereno .
S'alienta un difortuna il durofreno
Che mi ritiene in luoghi alpeſtri ,e rei,
Per hauerpace, in libertà vorrei,
Cangiar queſt'antri, col tuo dolce feno.
In te prim'arſi , in te viue'l mio foco ,
Tumeco ſempred'on'incendio anampi,
In te non prouoaffanni, in te maigrido
Tuſe'lmio Paradiſo o Sacro loco ,
Oyepiacendo al Ciel ne chiari Lampi
Trarròdelmio belfoll'vltimostrido .
Dala
1992
44
Dalepiu aſpre, & eleuatecime SC
Della Città d'Otton glocchi voltando
A vicin Monti , che Natura alzando
Sotto la Patria mia copre , è deprime .
>
Talhora in voce ,.etalhorpiango in rime
Che di là lungi, e di meſono in bando
Speſſo m'arresto, eſpello boime tremando
Penſo , nefo chedi mesteſſo eſtime.
Ben vegg’hor , che non èfola fortuna
Fresta almio mal , col relegarmi ou’io
Ilminor duol chefenta , elpianger ſempre ,
Poiche Natura ancor gli ſcoglialuna
Con cụi veta godere à l'occhio mio
La Patria , ou'arſi in ſtfoaui tempre .

Doppo tanto ſpirard'hore , ee di Meſi


>

Scoprirrà Febo mar quet lieto giorno


Che dall'Eſilio d'voi faccia ritorno,
o bramati da me nuti paeſi ?
Credo ch‘Eto, e Piroo ſempre ſoſpeſi
Girin del cielo il maggior cerchio intorno,
C'hor troppo'lſol fa ſopranoi ſoggiorno ,
Hor duran troppoi minor lumi acceſ .
Fiammeggia homaiſtella amoroſa fuora
Dél gran Padre Oceano , e mena teco
Chi con la Notte i mieipenſierdiſcacci.
Indiper trarmi a pien da questi lacci
Piu preſto Heſpero torna , e'l velo cieco
Spieghi colei ch'el Mondodiſcolora . I
Setten
45
Sette, epiu voltel'vn'e l'altro corno
L'humida luna ha ricongiunti inſieme,
Ch'io mi partij da voi con fermaſpeme
Di fartra poco , ò Fillimia, ritorno.
Ma'l mio vano fperar di giorno in giorno
Quafi fior coltoimpalidiſce , é geme
Et io com’il deſir mi guida , e preme ,
Ogni momento à contar l'horetorno .
E rimembrando di que meſi adietro,
.
Chepiutoſto alpaſſar fur Anni interi ,
Quaſi altra Egeria mi riſoluo in pioggia.
Ma s'al reſtante poipolzo ipenſieri, >

Par che creſchin'ogn horcon nouafoggia,


E come Niobeper la doglia impetro .

Profondo ſonno , alto ſilenzio vago ,


Notte fold'ombre ,e diſpauentipiena,
Chem'affrenaſte con gentilcatena ,
Gia dimostrando a me l'amata Imago .
Tanto nel voſtro ofcuro hora m'appago ,
sfogar piangendo la miagraue pena,
Quanto mipiacque , al' Aria piu ſerena
Eſſer d'ogni mioben per voi preſago .
Nutriſca inaltrui men doglioſſpirti
i
Il voſtro fofco vnpl.icido riposo ,
É rappreſenti àlor ſogni felici.
Mentr'io ſenza'l mio ful giro perroso
China la fronte , e i crini horridi , irti ,
>

Questa rupe crudel , queſte pendici.


LA
46 bella effigie voftra Amor non bebbe " :49 :44S
La
Prima nelMarmo del miopetto impreſa , ico
Ch'vn'intenſo diſio nacque con eſta,
€ dolce poſcia in vino foco crebbe .
Licu'arſi allhor ; ma chipenſato barebbe ,
Intorno al corfaldat piacer compreſſa
Veder la fiamma poiſichiara , eſpeſſa,
Che duroſaſſo incenerir potrebbe
Foco foquemio ,. cheſenz'altr'eſca
Viui foldel deſir di cuinafcesti ,
E piu conſumi ,piu t'acquiſta cibo.
s'in te tanta dolcezza ogn hor delibo
L'Amoroſo ardor tuo da menon efca ,
E teco ſempre la mia donna reſti .

Perche ſi crudelmente rinouelli


La viuafiamma 9, ond'arſi un tempo Amores
Anzièpur diquelprima vſato ardore
Questo focogentil, che nouo appelli,
Da qual mia parte il nutrimento ſuelli,
Se conſumato , e incenerito e'l core ?
Efca a la face mia , che mainon more
Sol fon gliſguardidi dueocchi belli .
o re
Ma come inmeper quel ch'io prouſemp
Creſce , & s'auanza ? èperche chiaro alvento
Degl'infocati tuoiſoſpirframmeggia.
Effer ilſenſoalmen deurebbeſpento
Nelle ceneri mie. Queſte ſon tempre
D'amor, ch'd la natura ſignoreggia .
S6

1
47
Se fu degnagid mai beltà terrena
Loco trouar nellaſtellata sfera ,
Chepurcon nouo aſpetto ,e luce altera
Et Arcade ; é Caliſto in giro meną .
Perche torni piu lucida, eſerena
Del di la notte , e del mattin lafera ,
Senzacangiare a voilaforma vera ,
Dee Giouein Ciel rapirci , alta miapena.
Quinci , notturno Sol, Clitia girarſi
A voi vedremo , e l'orientevostro
Laudar cantando Alcione , e Ceice.
Edal moto e dal lume al mondo noſtro
Sparger influjo ogn'hor dolce , efelice ,
>

Sol d'amoroſe fiammeont'ardo, arſi .

Dafne alfoco d'Amor , Ninfagelata


Lauro diuenne , e Loto pianta verde ,
Siringa in ſottilcannaſi rinuerde ,
Corre infonteAretuſa ancor celata .
EmentreAnaſſarette è dura ingrata
Molta bellezza , inpoco marnso perde
Coſifouente Amor cangia , e diſperde
Chiglichiudedel cor ,Donna l'intrata .
>

De con l'eſempio altrui ſiatepiu fuggia ,


E ſegodetepur de danni miei ,
Divoiſteſa pietade almen vi moua .
Ma'l voſtro bel già conoſcendo aprout
Ceria d'innamorar gl’eterniDei ,
Non però reſterete eſſer ſeluaggiu.
Ecco

;
48
Ecco Imago conformeall'altrui note bag ! 2.31
Nuda voce ſifeper troppo amarejena
E Narciſo in un fior vide cangiare, die manis
Mirandoſe nel onde freſcheimmate ,
In Elitropio le celeſti rote :)
Clitia , di Febo ancor ſuol imitare ;
E Canente , ch'in Aura odo ſpirare )

e
Di pianto il Tebro, e di ſoſpir percote,,
3

Maper me , ch'amo piu di loro , eferido,


Amor nonfa trouar ſi noua forma ,
Ch'al foco ſia , chemidiſtrugge eguale.
Però ſemprepiufero , e piu proteruo.
2

In milleguiſe il di con mio gran male,


Quali Vertunno ,e Prothea mi trasforma,

Terreno fol, ch'agl'acchimieinon pure 11.96


FaitenebroſaNotte , e chiarogiorno a:
3
Hor nel bråmato tuo dolce ritorno,,
Hor nelle dipartenze acerbe , e dure,
Ma con le lucitraſparenti , cpure
Opri talhor , ch'in verdeſpemetorno
Eſpargi l'oſſa , e la mia mente intorna
Speſſo ancor di gelate ,alte paurea
Tu focodi deſio nelcor m'accendi,
Tu fai ch'io verſi on lacrimofo riua
Pergl'occhifuor , del mio dolore interna ,
Tu ſolo dunque ,ò miofol chiaro , e viuo
‫و‬ >

Senza corſoſeruar mi tagli, e rendi , .


Autunno, Primauera , Eſtate , e Verno .
> >

AL
49
cenesonanులలలలలలణం
20 De Der
32 360mezon
PROMOCASACOURCOURS POUR

AL SIGNOR
GIOVANNI
RONDINELLI .

ROGNE che ſi veloce ,cho


leggiera
Soura lvſo mortalſpieghi al
to i vami ,

P Che foruolando à piufublimi


Scanni
Godi con Febo già la quarta
sfera .
Qui tiſent’io tra glorioſaſchiera
Marte cantare, amoroſi inganni ,
E non temere il variar de gl'anni ,
Ch'ogni dura ſtagion t'è primauera .
.

Ben deue a l'onda delgran Mar Tirreno


Arno correrpiu chiaro , e piu ſuperbo,
E ornar di vaghi fior, la riua bella ,
Senelſuo chriſtallino humidoſeno
Vince il Cigno non purla Rondinella ,
Ma'l corſo ancor del tempo, el Fato acerbo.
D AL
So
Danem
အ n aeaneDETTOra
d
AL MOLTO
ILLVSTRE ET
REVERENDISSIMO
MONSIG. SERGVIDI
Veſcouo di Volterra.

VIDO, ch'al Ciel per via ſe


cura guidi
L'Alma Città, ch'ancor veſti
gio ſerba
De l'antica grandezz4 , onda
ſuperbe
Cecina bagna i dirupati lidi:
Hor ch'airifatti nepaterni nidi Sc
Gľalti tempi di Dio , che forte acerba
Hauea coperti di rhine, e d'herba ;
E van di tetant'honoratigridi.
Fiq mai quel di , che da queſt aſpra balza
Vadi dſpiegare ituoidiuin concetti
V Stupido t'aſcolti il Paſtor fanto .
Che s'à pregio maggior ch'ilmertas'alza,
Deurei vederti , fra gliſpirti eletti ,
Conpurpureo Cappello , purpureo Manto.
AL
wangues
casseumRacecame
Do Rio 3

CORO Co DED

AL
A DVOMO
?

DI VOLTERRA,

BE
V PERRO Tempio , che na
fcondi tante
De facrituoi Paſtori, offa be
narate a
Tra gloriofeceneri, e beate ,
Di Semidei ,‫ ز‬d Anime inuit
te , Jante .
>

Se da l'antichein te ferball quante


Marauiglie moftrihor, da queſta etate ,
Al miracolo Epheſio in dignitate,
Inricchezza , eſplendor n'andreſti auantc,
>

E forſe un di , ſe beicerchi d'Argento


Le Lune finiran , non mezzi ancora
Chetornar l'alto, e spazioſo tetto .
Vedrò l’Antiche mura entro , e di fora
GP Altari, le Colonne: , e'lpauimento,
Dibel.Diamanteac di Zaffiro fchietto .
D 2 A MES
52
mone లంణలను QUQUMUQuo

BUBAS
Remote to nonerononuneneronone

A MESSER
ALESSANDRO
BVONDELMONTE ,

ENTRE per obbedire a tal


trui voglie ,
Che difonſi contrarie à Buon
delmonte
Mouete il piè , da queſt'alte
ro Monte ,
V bella Donna in sen le vo
stre accoglie.
Vedopien dipietà ,ch'acerbe doglie
Per due Signor viſegnano lafronte ,
Ch'ono a farui reſtar le mani hapronte ,
L'altro dalvostroſol duro vi toglie.
Talpartiforſe da la Regiaprole
De la pianta crudele ,& odorata ,
Labella Dea , per le celesti pompe .
Tal anco a forzaaltrui chepuote , e vuole
Tien me lontan da la mia vista amata ,
Neſuoi duri legami Amorgia rompe.
Questid
53
Quest'è quelcrinfedelmio caro , ch'io
Souente inanellando i vari modi >

Seco'ltuo cor ,> con altre tanti nodi


Prima legai , ritenni alfin per mio .
)

Te cingendo conqueſto , ancor deſio


Riordir noue 3,& amnoroſe frodi ,
Acciò mentre di lui'l braccio t'annodi
Non pafli'lnoſtro Amor L'onda d'oblio .
CofiDoride diſſe , indireciſo
Del crin d'oro vna parte ,el Buondelmonte
Fido pastor , cinſe il finiſtro braccio .
Egli affisſando a l’horglocchi al bel viſo
ilſommo ſuo piacer dipinſe infronte .
E stringer ſenti'lcor di doppio laccio.

Hor ch'iofon lungidalmaggior mio bene


Colpa non già d'altrui,ma dime ſteſſo,
Con un penſier foaueme l'appreſlo ,
E queſto ſolin vita mi mantene
Nelle notti mendolci e piuſerene
Tutti i lumi del Ciel ricerco ſpeſſo
E delpiu bel di loro on ſi bel teſſo
Ch'al fin ſimiglia la mia vinafpene .
Nello stellato Crin di Berenice
" Ilſuofiguro , e'n Citerea la grazia
In Cinthia en Marte i due colori ſtampe
Conoſco in Giouepoil'alma felice ,
Ma nelmezzo del diſcorgo quellampo
Cbcdella viſta fuagiàmai mifazia .
D 3 TY
54
Tramobil Sirti di fortunainfidd
Tra Cariddi d'horror , Scille di ſdegro
3

Fera mia Stella >, d voi crudo mioſegria


Eſuleſconoſciuto Åmor mi guida •
O miferia infinita ; equal m'affida
Tra cotanti perigliarte, od'ingegno ??
Qual mi difenderà fido fostegno
siche di tanti mali onnon m'ancida ?
Nel Eſilio infelice Amor m'alletta
Con levoſtreparole , e nel ritorno
Ei ſimilmenteancor m'arde e minaccia .
Benfuper me crudele e'nfauſto il giorno
Ch'à lui diuennel'animaſoggetta ,
Se lungi mi richiama, e preſſo Scaccia .

Se tra notturne,larue , e foſchiborrori


šolpoſſo à voitornarfida mia ducey
i Giàmai da l'orde la diurna luce
Sorga al balcon dell'Orientefirori.
t'l Mondopriui ogn 'hor de' ſuoicolori,
Ch'il carro delle stelle a noiconduce',
Eſetta l'ombretroppo ancor riluce
La noua Cinthia homaifi diſcolori.
Quantopit di ſpauento iniioluil'Aria
E adombrigl'occhi • Notte e l'intelletto
Tra ſonno eſogni, e tra ſilenzio oſcuro ,
Tant'io torno piu lieto epiuſecuro
Senza temer fortunaempiae contraria,
Ariueder le luci ,ond arfo bo'lpettes
Dafni
SS
Dafni Paftor dellefiorite rinis
Ch'era gentiltra'Saffirotta in onda
Permato'l pie nella ſiniſtra ſponda
Che tante alberga e belle Ninfe e Dime .
Diſje, ben nati Allor , ben nate Oliue
Che queſt'acqua e ilmiofol nutre efeconda
Spenta la luce ſuaturbata l'onda
Moſtrate à me come reftiate viue.
Riſponderſi ſentitra ramo e ramo
Il lumeſuofonfu dal terzo Cielo
In noi laſua virtù benigno verſa ;
Egliſoggiunſe a lhor , dunqueil bel velo
El Vrna coprirete , ou anchio bramo
Laſciar la ſalmaa' miei deſiri auerſa .

Coco di mura cinto , ecco Signore


Il ſeruo tuotra crudi ferri inuolto ,
Ch’in Notte ofcura a laltrui viſta occolto
Forſe vicine ha di ſua morte l'hore.
siſe delfalloſuonon ha dolore
Tanto chebaſti , dentr'a . lalma accolto
Almen s'accuſa , e folà te riuolto ,
Spera nel tuo diuino , e fanto Amore .
e

D'errar gidmai noſtra natura èfazia ,


Diperdonarla tua pietd in eterno
E'lnoſtro alto anerſario ogn'hor nestrazia.
Tu ſe dal crudo carcere d Auerno
Colsanguelo toglieſti ,hor conla grazia
Lenalo bomaida queſto nouo inferno.
D Smells
56
suelli le ſeluehomai ,Triforme Dea ,
E chiudi Toſco entr'i correnti fiumi,
Hor che Marte crudele ha chiuſi i lumi
A chi te amar , quelli purgarfolea.
Tronca Apollo quel Arbor ,ch'auolgea
In Parnaſole tempie , a ſacrinumi ,
Acciòfronte mendegna non allumi
La bella Ninfa ,> che ti fù firea.
Sfronda Minerua la tua bianca Oliua ,
Hor che volando à la borità ſuperna ,
Di ſi bel almaſèirimaſaprima .
E appendete oue giaceil corpo ignudo
Di doglia inſegno , & à memoria eterna ,
L'Arco ella , egli la Cetra , e tu lo Sculo .

Ilpiu chiaro Ruſcello , ilpiugiocondo


Che da tranquilla fonte vſciſſe mai ,
O ch'illuftruffe co lucentirai
L'occhio eterno di Dio , luce del Mondo . .

Per un fiorito Solco , ameno , è mondo,


Orme ſante di ſe laſciando aſſai ,.

Corſe l'impido un tenido , & lo'l mirai


Doppo laſjo turbar, pur fin infondo .
1 Ch'ilfrigido Aquilon , cheprima giacque
Nella ſpelunca 'alzandoſi a leſtelle
Desto ,tempeſta periglioſa , e ria .
E mentre vene non men chiare , e belle
Ch'eſſogid foſſe al mondoproducia ,
Secco'lRio,curbà'l Fonteaggiacciòl'acque.
Stella

a
57
Stellafatal , chela via piana moſtri
dritta , e per l'oſcure , e torte
? i fi , che vengan poſcia
guid
we à Morte
Innanz'altempo i miglior Anninoſtri.
Hora chifire che con tua forzagiostri ,
Ela Mancina Pianta riconforte ,
Egermogliſi verdi le rapporte ,
Che non ſipresto ſolrestin gl'inchiostri.
Tuſolo tú , che nelſuperno Regno
Siedi Monarca , etemprigl'Elementi ;
Ingioie puoitornarle noſtre pene •
Anz'ogn'hora lofai mentre conſenti
Salire il miglior noftro , oueſia degno
Goder dite, che ſeiil ſommobene.

Sciolt aſilieta dal terreno velo


Adaltrui vaga , aſe noioſa Salma,
Spiegò l'ali al fattor questabel alma ,
Perfarinuidia alprimo, e alquarto Cielo.
Quindi igemellis'oſcurardi Delo ,
E chi di due beltá portò lapalma ,
Moſje Nettunno il Mar , che ſtaua in calma,
Gioue tonò , piouue Giunone ilgielo .
Ruppe li strali Amor, le Grazie il Corno,
Cecina turbò l'acque , Era ſi dolle
Con l'Antica Città , ch'ogn'hor ſoſpira.
Et ella ode i ſingulti, e'l pianto mira ,
Dal Grembodi colui , che la raccolſe
Del Mondofuor , nel altofuoſoggiorno.
T'a
58
V che fai ghiaccio il foco ,
T.E talborfiamma ilgelo
Amor , vieni in costei dal terzo ciclo .
Eperch'io troui loco
A la mia cruda pena , al mio dolore
E lei ſenta il mio ſtato , io la vendetta .
Paffi la tua faetta
Quel indurato core .
Ch'aggiugnendo tuaforza , ali micipreghi
Qual coſa faràpoi , ch'àmefi nieghi?

I mio graue dolore ,


A Queſto conforto folMadonna io voglio,
Ch'al men ſappiate, cheper voi midoglio.
Cofidarete aita
A l'alma che da mefa dipartita ,
E coſi'n parte anch'io
Finiro'ldolor mio ,
Eſoſpir , che davoiprendon lor vitas
Manon giàquel Amore,
Che mi diſtrugge il core.

Find
1
39
Filitum abbandoni, & . iorimanga
Naue ſenzaNocchier, focoſenz'eſca ;
E perche ſempre il mio dolor s'accreſca
Taci allevoci mie , řidis'iopiango.
Trali ſcoglid' Amor gelatifrango
Nela tempeſta mia parthe t'increfcat,
E Se'lpenſiero alto deſio rinfreſca,
Tula ſperanzapoi metti nel fango
Queſt'è quelfoco, d miaſmarritaFili,
Onde fouente arderper megiuraſti,
E queſti i laccifon , ch'Amore ordilli .
Pastorella gentil , tu pürgiraſti ,
)

Quaſi terreno Sole, occhi tranquilli


Ma che ?preſta com A' ura mi laſciafli.

Queſt'herba ,queſtiboſchi ,equeſti dumi,


Que non va la Villanella ſcalza ;
€ queflº Årià ,queſtAcqua jě questa balze ,
che non rider gidmaiſacratiNumi.
Furo i miei verdi lauri , i colli , i fiumi ,
Doite Natura bianchi Cigni inalza ;
Et hor dalfommo il mio ripoſo balza
Filli, alpartir de tuoi viuaci lumi.
Tumoucui la voce , & i penſieri
>

Abei Regni d' Apollo ‫ز‬, e di Cupido


Tu la mia dolce Dea ,> tula Mus eris
Hor ſenza te l'abbandonato lido
Spargendo dò ſoldiconcettiferi
E ſevoglio cantare plulo , & ftrido .
Alma .
60
Alma, che dentro all'amoroſa vampa
Di duebegl’occhi,e di maniere honeſte
Scoprinel volto mio , conforme meſte,
1 Del interno tuo duol , pietoſi ſtampa.
Conoſci homai teſteſſa , ee lietaſcampa
Da cosi lunghe , e coſi veetempeſte ;
>

Sappi, cheſeidi meparte celeste,


)

El'amata beltd , terrena lampdo.


Tud'Orbe , in Orbe pur da primigiri
Scendeſti in terra , & horin terra chiuſa ,
Piu del mortal , che del diuin ti cale.
Deb quindo'l tuo principio attenta miri ,
Per non effer un di dal Cielo eſcluſa
Spiega veloce a miglior corſo l'ali.
IL FIN E.

Con licenzia de' superiori.


>
1

1
.
5

1
}
34
Tra mobil Sirtidifortuna infidaj.
Tra Cariddi d'horror , Scille di ſdegno
Fera mia Stella , d voi crudo mioſegno
Eſule ſconoſciuto Amor mi guida .
O miſeriainfinita ; equal m'affida
3. Tra cotanti perigli arte , o l'ingegno?
Qual mi difenderà fido ſostegno
si che di tanti mali onnont m'ancida
Nell'Eſilio infelice Amor m'alletta
Conle voſtreparole , e nel ritorno
Ei fimilmente ancorm ardee minaccia.
Benfuper me crudele e'nfaufto ilgiorno
ch'à lui diuenne l'animaſoggetta ;
Se lungi mi richiama, e preſſo ſcaccia .

Se tra notturne, larue, e foſchihorrori


šol poffo à voitornarfida mia duces
Già maida l'orde la diurna luce
Sorga al balcon dell'Oriente fuori.
f'l Mondo priui ogn'hor de' ſuoicolori,
Ch'il carro delle stelle a noi conduce ;
E ſe tra l'ombre troppo ancor riluce
La noua Cinthia homaifi diſcolori.
Quantopiu diſpauento inuoluil'Aria
& adombrigl'occhi o Notte e l'intelletto
Tra ſonno e fogni,etra ſilenzio oſcuro ,
Tant'io torno piu lieto epiu ſecuro
Senza temerfortuna empia e contraria
Ariuedor le luci, ondarſo bo’lpetto.
Dafii
SS
Dafni Paftor dellefiorite rius ,
Ch'era gentiltra'Saffirotta in onda
Fermato'l pie nella ſiniſtraſponda ,
Chetante alberga e belle Ninfe e Dist .
Diſſe , ben nati Aller , bent nate Oliue
Che queſt'acquae ilmio ſolnutre e feconda
Spenta la luce ſua turbata l'onda
Moſtrate à me come reftiate viue .
Riſponderfiſentitra ramo e ramo
Il lumeſuofinſu dal terzo Ciclo
In noi laſua virtù benigno verſa ;
Egli foggiunſea lhor,dunque ilbel pelo
ElVrna coprirete ,ouanch'io bramo
Laſciar la ſalma a' miei defiri auerfa .

Ecco di mura cinto , ecco Signore


Il ſeruo tuo tracrudi ferri inuolto ,
Ch’in Notte oſcura a laltrui viſta occolto
Forſe vicine ha di ſua mortel'hore.
Eiſe delfalloſuonon ha dolore
Tanto che baſti , dentr'a lalma accolto ,
Almen s'accufa , e föld te riuolto
Spera nel tuo diuino , e Santo Amore.
D'errar gid mai noftra natura èSazia.
Diperdonar la tua pietd in eterno ,
E'lnoſtro alto auerfario ogn'hor ne strazis.
Tu ſe dal crudo carcere .
d Auerno
Colſanguelo toglieſti, horcon lagrazia
Lenalo bomaida queſto nouo inferno .
D Snel
56
suelli le feluehomai , Triforme Dea ,
E chiudi Toſco entr'i correntifiumi,
Hor che Marte crudele ha chiuſi i lumi
A chi te amar , quelli purgarfolea.
Tronca Apollo quel Arbor ,ch'auolgea
In Parnaſole tempie, a Sacri numi ,
Acciòfronte men degna non allumi
La bella Ninfa , che tifù firea.
Sfronda Minerua la tua bianca Olina ,
Hór che volando à la bontà ſuperna ,
Di ſibel alma ſei rimaſaprima .
E appendete oue giace il corpo ignudo
Di doglia inſegno , à memoria eterna ,
L'Arco ella , egli la Cetra, e tu lo Scudo .

Ilpiu chiaro Ruſcello, ilpingiocondo


Che da tranquilla fonte vfcilje mai ,
O ch'illuſtraſſe co lucentirai
L'occhio eterno di Dio , luce del Mondo .
Per un fiorito solco , ameno , è mondo ,
>

Orme ſante di ſe laſciando aſſai,


Corſe l’impido un tempo , & io'lmirai
Doppo laſſo turbar, pur fin infondo .
| Ch'ilfrigido aquilon, cheprima giacque
Nellaſpelunca alzandoſi a le ſtelle
Destò ,tempeſta periglioſa ,e ria .
E mentre vene non men chiare , e belle
Ch'eſſogià foſſe almondoproducia,
Secco'lRio; turbò'l Fonteaggiacciðl'acque.
Stella
$7
Stella fatal , chela viapiana moſtri
Lucidè dritta , e per l'oſcure , e torte
Neguidi ſi , che vengan poſcia à Morte
Innanz'altempo i miglior Anni noſtri .
Hora chifie che con tua forza giostri ,
e la Mancina Piantariconforte ,
E germogliſiverdi le rapporte,
Che non ſiprestofolrestin gl'inchiostri,
Tufolo tu , che nelſuperno Regno
Siedi Monarca ,e temprigl'Elementi;
.
Ingioie puoitornar le noſtre pene
Anz'ogn'hora lo faimentre conſenti
Şalire il miglior noſtro , oueſia degno
Goder di te, che ſei ilſommobene .
/

Scioltaſi lieta dal terreno velo .


Ad altruivaga , aſe noioſaSalma,
Spiegò l'ali al fattorquestabel alma ,
Perfar inuidia al primo, e alquarto Cielo.
Quindi i gemellis'oſcurar di Delo,
e chi di due beltà portò lapalma ,
Moſje Nettunno il Mar , cheſtaua in calma ,
Gioue tonò, piouue Giunone ilgielo .
Ruppe li strali Amor, le Grazie il Corno ,
Cecina turbò l'acque , Eraſidolje
Con l'Antica Città, ch'ogn hor ſofpira.
Et ella ode i fingulti, e'l pianto mira ,
Dal Grembo di colui , che la raccolſe
Del Mondofuor , nel altofuoſoggiorno.
Ta
58
V che fai ghiaccio il foco ,
E talbor fiamma ilgelo
Amor , vieni in costeidal terzo ciclo .
&perch'
E io trouiloco
A la mia cruda pena , al mio dolore ,
E lei ſenta il mio ſtato , io la vendetta .
>

Palli la tua faetta


Quel indurato core .
Ch'aggiugnendo tuaforza , ali micipreghi
Qual coſa faràpoi, ch'àmefi nieghi?

L mio grauedolore ,
A QueſtoconfortofolMadonna io voglio ,
Ch'al menſappiate, chepervoi mi doglio.
Cofidarete aita
A l'alma cheda me fa dipartita,
E coſi'nparte anch'io
Finiro' l dolor mio ,
.

Elofpir, che davoiprendon lorvitae


Manongià quel Amore,
Che mi diſtrugge ilcore .

Fill
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Fillitumiabbandori, iorimango
Naueſenza Nocchier , focoſenz'eſca ;
E percheſempre il mio dolor s'accreſca
Taci alle vocimie , řidis'io piango.
Traliſcoglid'Amorgelatifrango
Ne la tempeſtamia parche t'increfcas
E Se'lpenſiero alto deſio rinfreſca,
Tula ſperanzapoimetti nel fango
Queſt'è quel foco, d mia ſmarrita Filli ;
Onde forente arderper megiuraſti ,
E queſtii lacci ſon , ch 'Amore ordilli.
Pastorella gentil , tu par giraſti ,
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Quaſi terreno Sole, occhi tranquili ,


.)

Ma che ?preſta com'Aura mi laſciafti.

Quefl'herba, queſtiboſchi,è queſtidumi,


One non va la Villanella ſcalza ;
€ quefl Arià, qüeſtAcqua ; èé questabalzt,
Che non rider giàmaiſacratiNumi.
Furo i miei verdi lauri , i colli , i fiumi,
Doite Natura bianchi Cigni inalza ;
Et hor dalfommo il mio ripoſo balža
Filli , al partir de tuoi viuáci lumi:
Tumoueui la voce , & i penſieri
A bei Regnid'Apollo , e di Cupido
Tu la mia dolce Dea , tula Mus eris
Horſenza te l'abbandonato lido
Spargendo vòſoldiconcettiferi
E ſe voglio cantare vlulo , ſtrido.
Alisha
60
Alma ,che dentro al amoroſa vampa ,
Di duebegl'occhi,e di maniere honeſte
Scopri nelvolto mio ,) conforme meſte,
. Del interno tuo duol ,pietoſeſtampa.
Conoſci bomaite ſteſſa ,‫ ر‬ee lieta fcampa
Da cosi lunghe , e coſi vee tempeſte ;
Sappi, che ſeidi meparteceleste ,
)

Elämatabeltd,terrena lampa...
Tud'Orbe , in Orbepur daprimi giri
Scendeſti in terra , & horin terra chiuſa ,
Piu del mortal , che del divin ti cale.
Deh quindo’ltuo principio attenta miri ,
Per non eſſer vn di dal Cielo eſcluſa
Spiega veloce a miglior corſol'ali.
IL FIN E.
Con licenzia de' superiori.
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