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Quando nata la band?

Ciollo: Ad Halloween del 2014!


Marco: il primo concerto ufficiale stato il 2 gennaio. Quindi siamo in giro da poco pi di un anno.
Vi chiamate The Stryd, perch questo nome?
Roberto: Stryd in afrikaans significa lotta. Dopo averne vagliati tanti abbiamo scelto questo
perch breve e perch pensiamo sia facile da memorizzare. Inoltre ci ricorda una delle nostre band
preferite i Clash in quanto ha un significato analogo.
M: Lafrikaans una lingua interessante, deriva dallolandese ma un miscuglio di tradizioni
diverse. Mi piace questo aspetto cosmopolitico della parola. E poi mi d lidea di una parola che
potrebbe esprimere la paura dei dominatori boeri per le rivolte degli africani. Ha il solo difetto che
tutti lo pronunciano strid, mentre andrebbe letto straid!
Da dove nascono i The Stryd?
M: Il progetto nasce dallidea di registrare alcuni brani che avevo scritto, chiedendo aiuto a due
amici
R: Marco ci aveva mandato una serie di brani chiedendoci di scegliere quali registrare. Ognuno di
noi ha fatto una lista dei suoi brani preferiti e abbiamo scoperto che non solo ci piacevano quasi tutti
ma che le tre liste erano praticamente identiche! A quel punto, ci siamo messi a provare i brani e,
prima ancora di iniziare le registrazioni, ci siamo chiesti: perch non mettere su una band?
Il vostro gruppo composto da tre elementi. Siete da sempre in tre o nel tempo la formazione
si modificata, e se s perch?
C: Siamo da sempre in tre e per me questa la formazione ideale: perch c la possibilit di dare
unindividualit ad ogni strumento mescolandoli in maniera armonica in modo ottimale.
R: La band nata in tre. La formula del trio agile, secca e diretta. In tre ci si muove bene, facile
prendere le decisioni ed andare daccordo. Forse anche la dimensione giusta per la nostra musica
che diretta, ruvida e senza tanti fronzoli. Poi chiss in un futuro, magari in un prossimo disco
potremmo essere aperti a collaborazioni e interventi di altri musicisti
Quali canali utilizzate per promuovere il vostro lavoro, pensate che il network sia d'aiuto?
R: attraverso la rete che abbiamo avuto la maggior parte dei nostri contatti. Certo, non sai mai
quanto i contatti su facebook e sugli altri social siano reali e quindi non chiaro fino a che punto la
rete possa essere un canale di diffusione effettivo della musica. Comunque pare che oggi sia questo
il modo di fare. Per quello che ci riguarda la promozione stata tutta fatta via web, sia da noi sia
dalla casa discografica.
C: Considera che anche la casa discografica labbiamo trovata tramite internet...
M: Esatto. Cos come i contatti delle radio, molte delle quali web, che ora stanno trasmettendo la
nostra musica. Sono una realt in crescita e molto interessante.

R: Le radio web non hanno questa lotta sulle stazioni fm delle radio tradizionali. Anche perch ai
grossi network si arriva solo a pagamento, con delle major alle spalle. Per un gruppo indipendente
non penso ci sia molta scelta.
Perch la scelta dell'etichetta inglese?
C: perch fa fico! E non ci chiede i soldi
M: Abbiamo mandato il nostro materiale ad un numero incredibile di etichette in Italia e in giro per
il mondo e abbiamo vagliato quella che ci sembrava lofferta migliore. A parte il fatto che io
adoravo lidea di uscire per unetichetta surf!
R: S vero, stata lunica etichetta che ha creduto veramente, senza secondi fini, al progetto: ci
hanno stampato e inviato i cd, hanno costruito il sito internet, ecc.
M: Siamo molto contenti perch ci seguono, ci danno consigli utili, ascoltano con vera passione la
musica che gli proponiamo. Siamo stati fortunati, il mondo del music business pieno di sciacalli.
R: Abbiamo firmato un contratto di due anni quindi ci aspettiamo di uscire con loro anche per il
secondo disco. Considera anche il fatto che cantare in inglese in Italia ci avrebbe tarpato le ali con
la maggior parte delle etichette..
Quali impedimenti incontra, nel panorama italiano, un gruppo che vuole incidere e vendere la
sua musica?
M: Il panorama molto settorializzato e standardizzato. Oppure segue delle mode. Se vuoi farti
produrre della musica devi assecondare queste mode o inserirti in una nicchia di genere. Avere
unimmagine preconfezionata ecc. Tutte cose che non ci interessano e che non dovrebbero
interessare chi vuole semplicemente far ascoltare la sua musica. Per fortuna oggi le nuove
tecnologie permettono di sottrarsi a questi meccanismi dellindustria discografica: puoi registrarti
un disco da solo a costo zero e farlo anche girare sui social. Ovviamente non ti aspetti, salvo casi
fortunati, ascolti oceanici ma la libert, come si dice, si preserva facendo anche delle scelte
scomode.
R: i grossi impedimenti si incontrano soprattutto nel proporre la musica dal vivo pi che
nellarrivare alla casa discografica. I contatti si trovano, se hai fortuna qualche produttore ti ascolta
e puoi anche riuscire a stampare un disco. Ma per una band che fa musica propria il vero scoglio
lattivit live. Si hanno pi difficolt rispetto, per esempio, a chi fa cover.
Cosa ne pensate della scena musicale attuale e delle case discografiche italiane?
C: LItalia un paese difficile per la musica perch non viene n promossa n sovvenzionata.
Lavvento dei talent ha stroncato un po le gambe alla qualit della musica in favore del puro
apparire e del mostrarsi.
R: nonostante questo il fermento della musica originale in Italia, sia cantata in italiano che in
inglese (o anche strumentale), in realt c! Ci sono molti ragazzi che suonano e studiano uno
strumento musicale, ma quali sono le possibilit che hanno di farsi sentire e di proporre la propria
musica? Ci sono pi scuole di musica che localiPensiamo al fatto che in molte scuole chi insegna

non sempre un musicista titolato; alle volte un musicista che non ha trovato altre strade per
vivere decentemente di musica.
Chi di/tra voi scrive i testi e chi la musica?
M: in questo primo disco i brani sono miei. Ma abbiamo cominciato a scrivere pezzi insieme, nel
secondo disco ce ne saranno sicuramente alcuni. Roberto ha scritto due pezzi molto belli che
abbiamo arrangiato insieme. In altri casi qualcuno scrive un riff di chitarra o un testo e gli altri ci
lavorano per migliorarlo: insomma lavoriamo sempre di pi come una band che nasce dalla fusione
di tre personalit diverse.
Di cosa parlano i vostri testi?
M: Avevo passato lestate del 2014 in uno stato di incredulit di fronte alle guerre in corso, ai
bambini morti ammazzati, allesplosione della barbarie terroristica e ho avuto lidea di scrivere dei
brani crudi che trattassero di cose estreme con un linguaggio diretto, punk ma cantabile, per creare
una contraddizione, una scossa, un disorientamento nellascoltatore. Alcune testi sono direttamente
politici, The Summer Of Hate, o I Dont Wanna Be A Nazi, altri sono pi intimisti. Ma anche le
canzoni damore, come I Killed My Love Before It Killed Me o No Love In Her Eyes Anymore
hanno testi ruvidi come carta vetrata: parlano del rapporto tra amore e morte, di quanto il dolore
faccia parte integrante della vita vissuta, oppure delle illusioni che ci facciamo su noi stessi
R: Le nostre canzoni hanno spesso un punto di partenza autobiografico anche se magari poi viene
rielaborato: si prende spunto da esperienze proprie oppure si riportano esperienze di cui si visto o
letto...magari una ragazza incrociata per caso che ha un vissuto particolare su cui si monta una
storia cinematografica, inventando un personaggio e tu puoi raccontare la sua storia trasportandola
in un qualsiasi luogo o tempo, immaginandoti come protagonista insieme a lei.
Quando si realizza un'opera c' sempre qualcosa del proprio vissuto all'interno. Cosa c' di
voi in questo album e quanto di voi avete lasciato fuori?
M: Come dice Roberto c molto in termini di esperienza, di cose che ti colpiscono, anche non
vissute da te direttamente ma che lasciano un segno dentro di te. In questo momento, data la
situazione politica internazionale, diciamo che mi sento molto attratto da temi come la guerra e lo
sfruttamento. Che sono temi che riguardano ognuno di noi nella sua vita quotidiana anche se
appaiono lontani. Una canzone come Holy Family parla della violenza familiare, di cui
ovviamente non ho esperienza diretta ma una scusa per parlare dellistituto familiare,
dellideologia della famiglia Chiesa & Mulino Bianco che ancora oggi imperante in Italia e non
solo. Sono temi che ci riguardano tutti, direi che non mi interessa parlare di me per parlare di me,
ma di quello che nella mia vita penso possa essere utile, di conforto o interessante anche per altri.
Cosa cambiereste di quanto fatto fino ad ora nell'album ed in generale della vostra storia?
C: forse un minimo di arrangiamenti perch alcuni brani sono cambiati nel corso del tempo da
quando li abbiamo registrati. Oggi riadatterei quei pezzi per renderli pi simili a come li suoniamo
dal vivo. Ma c da dire che i pezzi sono belli anche cos come sono sul disco.
R: La nostra storia ancora da scrivere, quindi ora non cambierei niente; gli Stryd cambiano prova
dopo prova e concerto dopo concerto. Invece del disco, sai, non si mai soddisfatti al 100%: una
registrazione fotografa un momento preciso della tua vita da musicista, e gi una settimana dopo

potrebbe sembrare una vecchia foto. Si cambia in continuazione, non sei lo stesso di prima. Ma il
fatto di aver registrato in diretta ci ha dato questo risultato perch questo quello che volevamo.
M: Volevamo fermare su disco lurgenza della nostra musica e non si poteva farlo che in quel modo
l.
R: Una cosa che cambierei io personalmente la mia immagine sulla copertina, sembro uno
iettatore!
L'album prende il nome dal vostro gruppo, perch questa scelta?
R: Allinizio pensavamo di utilizzare il titolo di una canzone per lalbum ma non c alcuna canzone
che rappresenti il gruppo in maniera univoca e unitaria. E quindi il titolo col nome della band una
scelta che pu essere scontata e facile, ma era inevitabile. E poi, trattandosi di unopera prima, aiuta
a memorizzare il nome del gruppo. Abbiamo seguito lesempio di precedenti illustri.
A quali sonorit musicali si ispirano i vostri brani e come definireste la vostra musica?
M: Siamo tre musicisti che hanno suonato veramente di tutto, inclusa la musica sperimentale. Ma
questo progetto ci trova daccordo sulle nostre radici pi immediate ed energiche. Tutti e tre
amiamo i Beatles e il rocknroll. Io adoro i Ramones, e si sente Mi piace quando la potenza e la
velocit si mescolano con la capacit di invenzione melodica. Io non ho gusti precostituiti, mi
oriento su chi sa scrivere canzoni: una buona canzone una buona canzone a prescindere
dallarrangiamento. Sicuramente mi piace il punk e non ho problemi a definire punk la nostra
musica anche se non tutto il punk mi piace allo stesso modo: Ramones, Clash, Pistols, Buzzcocks,
Undertones, i primi dischi dei Damned sono grandiosi perch hanno canzoni eccezionali. Quando la
musica, compreso il punk, diventa solo estetica, una posa, una moda e le canzoni sono sciatte, non
mi prendono, non mi interessa pi.
C: io personalmente definirei la nostra musica semplicemente come rock perch a restringere
troppo il campo si colloca in un luogo troppo definito il nostro percorso e questo non ci
rappresenterebbe fino in fondo. Garage o punk 77 un po limitativo: non facciamo punk 77
perch siamo nel 2016. Ci ispiriamo senzaltro a quel periodo ma anche a periodi precedenti (i
Beatles, i Rolling Stones ecc.). Direi che facciamo del buon rock.
R: Nonostante i brani di questo album vengano da uno stesso autore in realt sono le nostre tre
esperienze variegate che hanno dato quel tipo di suono, senza dimenticare la collaborazione di chi
lha registrato (il fonico Maurizio Lollobrigida) entrando perfettamente nella nostra idea. Il suono
della band linsieme di tutti i musicisti e le band che abbiamo ascoltato singolarmente.
Avete gi in programma un altro album? Se s...Come lo chiamerete?
C: ne abbiamo in programma almeno due visti i pezzi che abbiamo in repertorio! Ma non sappiamo
ancora come si intitoler.
R: Siamo tentati anche dallidea di pubblicare un mini-lp, vedremo. Limpronta musicale sar
sempre il trio, probabilmente registrato ancora in diretta ma da qui a quando li registreremo gli
Stryd saranno gi cambiati e quindi chiss quale titolo avr
Ed ora delle domande pi personali...

Chi tra voi quello pi 'egocentrico', chi il pi 'estroso', chi il 'filosofo' e chi quello che tende a
frenare gli entusiasmi?
C: estroso e filosofo devono essere per forza affibbiati a Marco che filosofo di professione e
ha scritto i brani del primo disco! Anche se pure Roberto ha degli slanci filosofici. Il rompiscatole
forse sono stato io in qualche casoLegocentrico lo distribuiamo in maniera equa?
R: Egocentrici siamo sicuramente tutti e tre, io almeno mi ci sento e lo sono proprio di carattere.
Siamo tre teste pensanti e credo che questo si veda sul palco. Di filosofo ne abbiamo proprio uno
ufficiale nella band. Credo invece che nessuno freni gli entusiasmi anche perch dopo un anno
abbondante abbiamo ancora parecchio entusiasmo da spendere. Sicuramente Ciollo tra di noi uno
il pi puntiglioso e preciso perch ci tiene a fare le cose in un certo modo, forse ci anche dovuto
al suo background jazzistico che lo rende un po rompicoglioni!
M: Direi che siamo ben bilanciati su tutti i versanti. Un po filosofi e un po puntigliosi a turno ma
sappiamo ascoltarci e rispettarci che la cosa pi importante, lavoriamo davvero insieme su tutto.
C:...ma il rompipalle Ciollo, ci tengo. Scherzi a parte, siamo una bella squadra. Ci lega una forte
stima reciproca e amicizia e ognuno tiene in grande considerazione lopinione degli altri due. Altro
motivo per cui, secondo me, la formazione in trio perfetta: quattro egocentrici rischiano di essere
di difficile gestione.
Sino ad ora avrete certamente ricevuto altre interviste. Qual stata la domanda pi banale e
quella pi sciocca?
C: passo.
M: passo.
R: per un gruppo emergente non ci sono domande banali perch lintervistatore non ha mai lidea di
chi ha davanti e dove si potrebbe andare a parare. La domanda sul nome del gruppo, per esempio, la
fanno tutti ma anche comprensibile: non pu essere una domanda banale.
M: Roberto il pi diplomatico del gruppo.
Prima dell'ultima...quale domanda avrei dovuto inserire e non vi ho posto?
R: perch i testi in inglese? La risposta , per me, scontata: perch la metrica in inglese risulta pi
facile per il nostro genere di musica Mi viene pi facile scrivere un testo in inglese semplice
piuttosto che un testo alla Gazz. Anche perch pur avendo ascoltato da sempre i cantautori italiani,
i miei riferimenti musicali sono oltremanica e oltreoceano.
Finisco chiedendovi quali saranno i vostri prossimi impegni discografici?
R: Abbiamo voglia di tornare in sala e fissare le nostre idee. Fermo restando che durante i live i
brani prendono forme diverse anche perch spesso suoniamo in acustico, ed un format che ci
piace molto. Stiamo provando a dare una veste nuova a brani che sono nati con un altro feeling.
M: Vorremmo un po sperimentare con queste nuove sonorit, provare ad allargare un po il discorso
musicale.

C: ci siamo dati un mezzo appuntamento a maggio per iniziare a registrare il nuovo disco.