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La II Rivoluzione Francese, saggio di fantastoria

Prefazione
Lasciate che la “Moltitudine” costruisca solidi baluardi di fantasia, grande madre
della realtà, che nel dolore ne partorirà altre migliori.
Prologo
Nei loro discorsi di Natale e delle grandi e piccole occasioni, papi e imperatori si
battevano il petto e dicevano che bisognava fare qualcosa per cambiare il mondo,
ma poi, terminato il discorso se ne tornavano nei loro caldi castelli e satolli i
ventri, in cuor loro pregavano, speravano e combattevano per far sì che niente
cambiasse, finché un giorno, le mura dei caldi castelli cominciarono a tremare al
rumore dei passi della Moltitudine che marciava per le strade del mondo.
CAPITOLO I
Stato dell’arte del mondo agli inizi del terzo millennio.
Sin dalla fine del XX secolo e durante le prime decadi del XXI, complessi
organismi nazionali e internazionali sorti in seguito alle trasformazioni
capitalistiche avvenute nei più potenti paesi occidentali, regnavano incontrastati,
uniti e solidali nel perseguire un’unica logica di potere volta a sostenere,
promuovere con cieca ostinatezza e imporre al mondo il proprio credo secondo il
quale il Modello di Crescita Economica Globale era il migliore ai fini
dell’esistenza e del progresso dell’umanità. I sostenitori di tale politica si
guardavano bene dall’ammettere di essere degenerati in una nuova forma di
assolutismo culturale, economico e finanziario in stridente contrasto con
l’affermazione degli stati democratici consolidatisi nel corso della seconda metà
del XX secolo e peggiore di quello monarchico dei secoli passati, poiché capace
di annullare la volontà degli individui massificandola. Questa trasformazione del
potere, detenuto da un insieme di entità, che andavano di là dai singoli stati e
tendevano a dominare l’intero pianeta, era stata definita da alcuni studiosi di quei
tempi, Regime di Potere Assolutistico Globale. D’altra parte, molti avevano
compreso che il modo di produzione capitalistico gestito dal Potere Assolutistico
Globale era diretto verso un buco nero che avrebbe ingoiato gli uomini e la natura,
e il bisogno di avviare un confronto altrettanto globale per cercare alternative a
tale modo di produzione, cresceva giorno dopo giorno.

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La globalizzazione.
Già dagli ultimi decenni del XX secolo, un complesso fenomeno economico e
culturale, definito globalizzazione aveva avuto come risultato quello di ridurre il
mondo in un unico mercato ove scambiare qualsiasi bene o servizio, secondo i
meccanismi stabiliti dalle regole dettate dalle teorie liberistiche e neoliberistiche.
La globalizzazione evidenziava un processo di trasformazione del capitalismo
mirato a estendere il suo dominio incontrastato del globo e che, per raggiungere
un tale obiettivo aveva bisogno tra l’altro:
- di un’omologazione consenziente a livello planetario della domanda di beni e
dei servizi;
- di una standardizzazione massificata dei comportamenti culturali, inculcata
creando e divulgando un unico modo di pensare secondo il quale l’affermazione e
il trionfo di un mercato mondiale senza confini sarebbe stata la sola prospettiva di
soluzione per tutti;
- di continue crisi degli Stati nazione in modo da essere soggetti e succubi di
organismi di potere sovrannazionali e internazionali;
-di un nomadismo del lavoro; esso non è più residenziale e legato alle radici
dell’individuo, ma si sposta da un luogo all’altro del pianeta secondo la richiesta.
Questo nuovo fenomeno, tra l’altro, era stato favorito esponenzialmente con la
diffusione dei mezzi di comunicazione informatica;
- di convincere il resto del mondo che il crollo dell’illusione del socialismo reale
dava ragione all’idea che non esisteva concezione di un altro mondo migliore,
diversa da quella capitalistica;
- di ammaliare e “ricondurre sulla retta via” una parte importante del Terzo
Mondo, che sembrava orientata verso forme di anti capitalismo e anti
imperialismo.
- di sostituire alle divinità il culto del progresso, della tecnica, il dogma dello
sviluppo e la sacralità del benessere materiale.
Il tornare indietro della storia. In quegli anni sembrava come se la storia si fosse
fermata a guardare il passato non senza ammirazione e a riproporlo, si
riscontravano infatti:
- un ritorno al governo in molte nazioni di coalizioni fasciste mascherate da tratti
neoliberisti;
- un ritorno dei fondamentalismi che sembravano appartenere ai secoli passati;

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- un attrito e una contrapposizione tra Islam e Cristianità;
- esodi di popolazioni diseredate come nei primi secoli dopo Cristo;
- rigurgiti di antisemitismo:
- tentativi da parte di lobby di poteri locali, di disgregazione dell’unita degli stati
nazionali conquistata con il sangue nei secoli precedenti.

DOCUMENTI (Estratto dalla raccolta di versi di un poeta anonimo dell’epoca)


Bicentenario 1789 – 1989
Tutte le teste tagliate sono risorte.
Teste di baroni su corpi di assessori,
teste di marchesi su corpi di sindaci,
corpi di onorevoli su teste di nobili.
Liberté di consumare tutto e in fretta.
Egalité solo tra razze e classi pari.
Fratenité tra mercanti alleati per conquistare nuovi mercati.

Il fermento delle idee nei movimenti d’opposizione e Il processo rivoluzionario


globale. E fu proprio in seno al dilagare della globalizzazione che maturò e prese
corpo la necessità di abbattere la nuova forma di Potere Assolutistico Globale. I
movimenti mondiali che si opponevano ad esso diedero l’avvio ad un processo
rivoluzionario destinato nell’arco di pochi decenni a stravolgere l’assetto socio
politico del mondo.
CAPITOLO II
La definizione storica di II Rivoluzione francese.
Nei trenta, quaranta anni che precedettero la Rivoluzione Francese era
impensabile che si sarebbe potuto tagliare la testa a un re e abbattere
l’assolutismo. Allo stesso modo, fino alla fine del XX secolo, l’idea di poter
abbattere L’Assolutismo Finanziario, Economico e ideologico che regnava
incontrastato e trovare alternative a esso era inconcepibile. Per analogia con la
Rivoluzione Francese del 1789 e per le sue conseguenze universali, il nuovo
processo rivoluzionario, fu definito dagli storici La II Rivoluzione Francese.
Esso spodestò i detentori del nuovo Assolutismo Globale, che era molto più
potente e consolidato di qualsiasi altra tirannia poiché, come un’enorme piovra,
teneva stretto tra i suoi tentacoli l’intero pianeta.

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L’Italia culla della rivoluzione
In effetti, la II Rivoluzione Francese ebbe inizio in Italia con le prime agitazioni
degli anni 2010 e raggiunse il suo culmine nel 2026 con la promulgazione della
Costituzione dell’Uomo del Terzo Millennio, Cittadino del Mondo, in seguito
adottata dalla maggioranza degli altri paesi, come punto di riferimento per nuovi
valori e nuove regole, ma soprattutto per un modo diverso di concepire l’esistenza
umana. Il fatto che la II Rivoluzione avvenne in Italia, mentre numerosi
malcontenti si manifestassero diffusamente anche in Europa, nell’America del
Nord e nel resto del mondo, può essere spiegato con una serie di circostanze
particolari verificatesi in precedenza in quella nazione. In Italia, sin dalla fine del
XX secolo e dagli inizi del XXI si erano sviluppati dei forti movimenti di
opposizione sostenuti da solide motivazioni culturali che rifiutavano il modello
economico di sviluppo globale, mentre tale modello continuava a essere accettato
totalmente dalle coalizioni che alternandosi al governo mettevano sempre di più il
paese alle strette lasciando come eredità comune dell’uno o dell’altro governo
crisi economiche e finanziarie sempre più gravose provocando l’insofferenza della
popolazione e contribuendo a creare il clima rivoluzionario.
I Piccoli Grossi. Famoso è rimasto l’appellativo di “ Piccoli Grossi” dato ai
governanti italiani dai movimenti d’opposizione; “Grossi” perché deteneva il
potere, “ Piccoli” perché non riuscivano a vedere di là dagli orizzonti politici
nazionali, senza capire, o non volendo capire per scelte di comodo, che i problemi
del proprio paese erano comuni a tutti i paesi del mondo e di conseguenza la
soluzione andava cercata nel mondo; l’anno zero era alle porte e la necessità di
nuove regole bussava con esso.
Comprendere l’evoluzione del pensiero rivoluzionario Già verso la fine del XX
secolo, numerosi movimenti di opposizione avevano iniziato a mettere in
discussione il Modello Economico di Crescita Globale e i suoi valori adottati
oramai dalla larga maggioranza degli stati. Famosi sono rimasti alcuni slogan
divulgati dai movimenti in quel periodo:
Falso: più LAVORO più PRODUCO più CONSUMO più SONO FELICE
Vero: meno LAVORO meno PRODUCO meno ACCUMULO meno
CONSUMO più SONO meno INFELICE.

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La presa di coscienza e l’affermazione della Moltitudine Rivoluzionaria
Le continue proteste provenienti da strati diversi della popolazione, ceto medio
impoverito, movimenti operai, altre categorie di lavoratori e dalle forze di
opposizione in seno al Parlamento, durante gli anni 2015-20, rimasero sterili fino
a quando furono prive di un fine e di un collegamento politico, ma divennero una
potente arma con l’affermazione di un’enorme forza definita da alcuni osservatori
MOLTITUDINE, un nuovo concetto di classe, che da un esordio di resistenza e
dissidenza divenne un forte movimento rivoluzionario. (Il concetto di
MOLTITUDINE fu al centro del dibattito politico filosofico agli inizi del XXI
secolo e alcuni pensatori dell’epoca lo introdussero in sostituzione dei termini
popolo, massa, ecc. (T. Negri, M. Hardt) Un tempo plebei, un tempo servitù della
gleba, un altro contadini, braccianti, popolo, massa, diseredati, poveri emarginati,
poi operai, proletariato, sfruttati, infine ceto medio, poi ceto medio impoverito,
precari, immigrati, emigranti perpetui e rifugiati ambientali, gli ottanta milioni di
persone a rischio povertà in Europa, in altre parole la gente assoggettata al potere
dell’Assolutismo Globale. Questo insieme numerico, in contrasto con i vecchi
concetti di massa e popolo era fatto d’individui accomunati da innumerevoli
differenze di cultura, etnia, da lavori differenti, da visioni del mondo e della vita
diverse. Era portatore sano dei valori dell’Uomo Nuovo del Terzo Millennio ed
era in grado di proporne altri in sostituzione di quelli malati dei secoli trascorsi,
che lottavano strenuamente per infettare anche il secolo appena iniziato. Nuove
proposte per cercare soluzioni alternative ai problemi dell’umanità che attuavano
in pratica, forme diverse di produzione e di consumo che liberassero, insieme agli
uomini, anche la natura dalla rapina sistematica operata dai meccanismi
economici capitalistici. Tali proposte alternative cominciavano, come testa
d’ariete, a picconare le solide porte dei palazzi del Potere Globale. Il pensiero
della Moltitudine sostenuto da molti intellettuali definiti della Nuova
Opposizione, rapidamente si diffondeva grazie anche alla velocità delle
comunicazioni rese possibili da Internet. Le nuove idee, come spesso accade nella
storia, furono considerate utopistiche o eretiche da molti contemporanei, ma
divennero il seme da cui sarebbe nato nei prossimi decenni del XXI secolo
l’Uomo del Terzo Millennio.

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DOCUMENTI Estratto da documenti datati 15 dicembre 2005 di autore ignoto e
rinvenuti nell’Archivio del Museo della II Rivoluzione Francese.
Lo “ Spettro che si aggira per il mondo” indossa il lenzuolo della
globalizzazione. Il lenzuolo dello spettro è un’enorme ragnatela che soffoca la
terra, e gli uomini di buona volontà volenti o nolenti presto o tardi si ritrovano
invischiati in essa come mosche e non possono far altro che attendere la
disidratazione prima di essere divorate dal ragno. Il ragno si chiama Economia
di crescita e di sviluppo globale dell’umanità. A un tale modello di economia sta
a cuore esclusivamente l’alto tenore di vita non dell’umanità intera, ma solo
quello di meno di un terzo degli inquilini del pianeta Terra.
Caffè Greco 2000
Non c’è Leopardi, definitivamente ha scelto Il borgo natio.
Come per reale danza agghindati, bei gentiluomini del duemila
da secoli di agi malvagi spossati, l’elegante antico caffè affollano.
Righe a piombo di pantaloni pressati, linde scarpine carezzano.
Camicie e cravatte rosate, lisci i visi, politi, rasati, più a cul di fanciullo a
somigliar che a volti di uomini. Dame da trucchi pesanti mascherate,
scie di costosi, violenti, putrefatti profumi emanano.
La folla al banco si confonde, in attesa di consumare
superflui, superalcolici aperitivi.
Fuori una pantera ha fame, il fuoco nel bianco degli occhi,
offre accendini al prezzo d’una briciola di tartina,
che ingrassa gli aperitivi.
Severa e paziente, la pantera attende il suo turno per bere.
Marzo 2000
Né più basta
Le ossa dell’animo non fanno male quando scricchiolano,
mentre sul comodo divano accovacciati,
rapidi e esaurienti fotogrammi di morte e di dolore altrui
sull’arcobaleno del bel televisore a schermo ultrapiatto scorrono.
Per ingoiarli meglio un whiskey invecchiato dodici anni tra i migliori,
come migliore la tavola, migliore la casa, migliore l’ignavia
nell’accostarsi a quei luoghi luttuosi.
Né più basta Il contributo in conto caritate,

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che per certo versato sarà, a sgravar l’anima,
né più basta.
1992
Caduti nolenti
Partire una mattina per il Sud.
Verso l’Est più forte è la luce,
non si fa guardare.
Attende chi muore.
Oggi son caduti nolenti nella battaglia del Golfo.
In altre battaglie ieri caddero nolenti,
in altre ancora cadranno domani.
Attendili Padre Eterno nella luce dell’Est e abbili in gloria,
ma spiega loro per chi son caduti nolenti a vent’anni.
1992
CAPITOLO III
Verso la rivoluzione
Per comprendere lo sbocco rivoluzionario che ebbe in Italia il conflitto tra le
classi al governo e la Moltitudine che si stava affermando, è necessario
considerare le circostanze nazionali ( endemiche crisi economiche e finanziarie),
che indebolirono lo Stato anno dopo anno. L’insofferenza verso le scelte da
questo operate e il crescente senso di angoscia sociale contribuirono fortemente a
creare il clima rivoluzionario.
Le riforme del ministro Turgatti.
La fase cruciale iniziò con il fallimento delle riforme proposte dal ministro
Turgatti 2014-2016. Nel tentativo di arginare le crisi economiche e finanziarie
egli presentò un programma che prevedeva una radicale riforma fiscale che
avrebbe impedito l’evasione e l’elusione favorendo l’attività produttiva. Le
riforme includevano altresì la soppressione dei privilegi delle aristocrazie
finanziarie, che grazie anche alla collusione di alcune frange neo liberiste dello
Stato esercitavano una vera e propria forma di dittatura nella gestione del credito,
delle assicurazioni e dei principali servizi. I poteri politici e finanziari all’interno e
all’esterno dello Stato operarono in maniera tale da costringere il ministro Turgatti
a dimettersi.

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Malcontento generale dei cittadini italiani agli inizi del XXI secolo.
Negli anni che seguirono, le coalizioni neoliberiste di destra e quelle progressiste
di centro sinistra che si alternarono al governo dello Stato, non furono in grado di
migliorare le cose in quanto poco propense a ricercare le cause delle crisi tra le
conseguenze della Globalizzazione e ad attuare politiche profondamente
innovative. Inoltre, la classe politica quasi in generale rimaneva arroccata su
posizioni che mantenessero i privilegi sia economici, sia di prestigio e di potere
personali dei quali godeva. Qualsiasi principio di perequazione dei redditi era
ignorato e calpestato, a cominciare dai privilegi e dalle retribuzione dei politici e
di coloro che vivevano di speculazioni, in rapporto di 20 a 1 nei confronti delle
retribuzioni della maggioranza dei cittadini. Avventurieri, faccendieri e
speculatori spesso si davano alla politica per risolvere i propri problemi personali
e per arricchirsi gestendo in modo improprio il denaro pubblico. Vi furono anche
casi di nuovi impeti di autoritarismo della politica e dell’economia da parte di
governi neoliberisti a vocazione destrorsa, che promulgarono leggi “su misura”,
mirate a sbarrare la porta della galera a coloro che già erano sul punto di varcarne
la soglia. La forma di democrazia rappresentativa basata sul voto ogni cinque
anni, per tutta la durata della legislatura non permetteva agli elettori di esercitare
nessuna forma di controllo, approvazione o rifiuto dell’operato degli eletti, che
sempre più spesso tradivano la fiducia e le aspettative degli elettori. Gli apparati
burocratici di controllo continuavano, nonostante le promesse di riforme, a
soffocare i cittadini contribuendo a esasperare il loro senso di subire di continuo
un danno esistenziale. Inoltre, le scelte irresponsabili e le mancanze dei
governanti avevano causato una condizione d’impoverimento di una larga parte di
cittadini e gravi attentati allo stato sociale, conquistato in seguito alle dure lotte
degli anni precedenti.
DOCUMENTI ( Estratti dai titoli e dagli articoli di un giornalista non asservito
al potere, G. Bocca, pubblicati su un noto settimanale dell'epoca, "L'Espresso" )
... L'arrembaggio di ladri e furbastri... Ma che cosa è oggi questa democrazia
italiana dove gli onesti passano per inetti, si sentono inetti, e pensano di vivere in
un paese che non è più loro... ... In nome del denaro buttiamo giù lo Stato... Nella
società borghese il bancarottiere si sparava o si nascondeva. Ora va alla prima
della Scala. ... Stato e Mafia connubio accecante... Le prove della complicità,
della coesistenza tra lo Stato italiano e la Mafia sono così grandi e irrefutabili da

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avere un effetto accecante... ...La fabbrica delle leggi ad persona lavora a getto
continuo, ma nessuno più reagisce neppure nella nostra sinistra. ...L'ultima legge
che rende impenetrabili le abitazioni dei governanti è la conferma che essi non
possono permettersi la trasparenza...
(Estratto da un’invettiva satirica contro un presidente del consiglio dell’epoca
rimasto famoso più per le sue doti di buffone che politiche. La follia
dell’utilitarismo che era il suo credo, lo indusse all’età di settanta anni a
ricorrere al trapianto e alla tintura dei capelli.)
Non obbedisco al RE
Come corona La testa del Giusto Canizie e Senno Cingono.
Ma il nostro Re con scialba tinta di baldracca complice
l’avanzar della canizie d’arrestar invano tenta.
La Maestà s’offusca, brilla il giullare che,
se capace di burlar se stesso,
i suoi sudditi per certo ingannerà.
Non obbedisco al RE!
10 /3/04
(Estratto da un’invettiva satirica contro lo stesso individuo, che in possesso di
potenti network televisive private era riuscito a vincere le elezioni, anche grazie a
esse e senza che l’opposizione gli impedisse di farlo facendo valere la regola del
conflitto d’interessi. Il verso “Tre pifferi quadrati” stava a significare le reti
televisive possedute dall’individuo.
Il pifferaio
Tre pifferi quadrati Zufolano note colorate.
Seguono cheti i sorci la musica del pifferaio,
che li annega in un mare di bugie.
2000
La crisi economica degli anni 2020
Ad estenuare la frustrazione sociale ed esistenziale dei cittadini fu l’escalation
senza ritorno dell’aumento del costo della vita, che raggiunse circa il 60% rispetto
ai precedenti quinquenni. Servizi, credito, trasporti, sanità, istruzione,
telecomunicazioni e stato sociale erano stati “venduti” a privati dai precedenti
governi neoliberisti.

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Le agitazioni del 2024
Moltitudini indifferenziate per classe sociale di appartenenza, ma accomunate dal
desiderio di porre fine a quello stato di cose iniziarono a organizzare
manifestazioni spontanee, subito accusate di populismo dai governi in carica. In
occasione della celebrazione della festa della donna l’8 marzo del ’24, un’ingente
Moltitudine di donne iniziò una protesta contro il caro vita. Nessuna iniziativa era
stata intrapresa per calmierare i prezzi dopo l’entrata in vigore della nuova moneta
dell’Unione europea, di contro si erano favoriti e protetti i facili arricchimenti a
discapito dei cittadini a reddito fisso, che videro dimezzato il potere d’acquisto dei
loro salari. Le manifestanti chiedevano che fossero esposti in tutte le città, i prezzi
in lire delle merci e dei servizi, come da documentazione delle Camere di
Commercio, anteriori alla data di entrata in vigore della moneta unica europea e
che fossero adottati severi provvedimenti, fino alla chiusura immediata
dell’esercizio, per chi speculava sul diverso valore tra la vecchia e la nuova
moneta. La protesta rimase inascoltata perché erano troppe le complicità con gli
speculatori, da parte di lobby di potere all’interno e all’esterno del governo.
La rivolta dell’acqua del 2025
La rabbia popolare raggiunse il suo culmine in seguito alla promulgazione di un
decreto che rendeva possibile la commercializzazione dell’acqua potabile da parte
di società private; un litro d’acqua costava il doppio circa di un litro di vino e
quella non potabile, quanto un litro.
La Mobilitazione della Moltitudine rivoluzionaria
Molti storici sono d’accordo nell’affermare che anche se la Rivolta dell’acqua fu
solo la goccia che fece traboccare il vaso, da quella data, 9 gennaio 2025 ebbe
inizio la II RIVOLUZIONE FRANCESE. I dati dell’allora Ministero degli interni
registrarono un’affluenza di circa dieci milioni di persone che nonostante il gelo
di quel 9 gennaio, pacificamente raggiunsero la capitale e la occuparono. Per la
prima volta nella storia accadde un fatto eccezionale; nonostante il governo avesse
spiegato ingenti forze dell’ordine, la maggior parte di queste depose le armi e si
unì alla Moltitudine. La minoranza rimasta si astenne da qualsiasi intervento.
Come per effetto domino, tutti i municipi dei capoluoghi di provincia e delle altre
città della nazione furono gremiti pacificamente da migliaia di persone. La
Moltitudine rivoluzionaria si proclamò aliena da qualsiasi forma di violenza, ma
ferma nel sostenere che da quel momento, il potere sarebbe appartenuto solo a

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essa.
L’organizzazione della Moltitudine rivoluzionaria.
In effetti, il successo della manifestazione denominata “Rivolta dell’acqua
potabile” non fu un evento casuale, o una reazione populista, ma il risultato di un
lavoro capillare di comunicazione e d’interazione portato avanti da decenni con
abnegazione da chi aveva scelto di opporsi, dissentire e resistere all’ideologia
della globalizzazione, propagandata nell’interesse di pochi potenti. Gli oppositori
avevano fatto della rete il loro Palais Royal, dove ci s’incontrava per scambiare e
condividere idee e saperi, divulgare informazioni alternative, maturare una
coscienza nuova, proporre e mettere in pratica delle alternative di democrazia
cercando strade diverse da quelle che il mondo aveva percorso fino allora. La
Rete, nonostante il disappunto dei governi, era diventata una potente arma nelle
mani dei dissidenti, che permetteva loro di accelerare i processi storici e di far
scendere in piazza milioni di persone, qualora si fosse ritenuto opportuno.
L’opposizione era cresciuta negli anni ed era diventata un’altra Moltitudine, che
aggiunta a quella già esistente, aveva assunto proporzioni potenzialmente infinite
e mondiali e costituiva la nuova forza di resistenza. Era come se un potente mezzo
di produzione fosse sfuggito al controllo del padrone per finire nelle mani di chi
avrebbe dovuto usarlo solo per il suo profitto. L’affermazione dell’interazione tra
individui ai fini di una cooperazione tra esseri umani, da virtuale era diventata
reale. La possibilità di organizzare manifestazioni, operazione costosa e lenta se
fatta con mezzi tradizionali, grazie a Internet era divenuta rapida ed efficace. La
rete permetteva a chiunque di essere continuamente in contatto con tutti e di
convocare assemblee di milioni di persone, qualora era necessario.
La reazione del governo
Nei giorni che seguirono strenui, ma vani furono i tentativi da parte del governo
di riprendere in mano la situazione. Alla Moltitudine rivoluzionaria furono rivolte
accuse di essere sovversiva. Tale accusa estrema, usata dal potere ogni volta che
si era trovato in grave difficoltà, fu ignorata e disattesa da tutti quelli che
avrebbero dovuto eseguire gli ordini del governo. Un’altra manifestazione fu
indetta per il 12 aprile 2025. Nei giorni che precedettero la data stabilita, schiere
di volontari installarono altoparlanti in ogni quartiere della capitale e lo stesso
avvenne in tutte le città dell’intera nazione.

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Il proclama dei principi rivoluzionari della Moltitudine.
Alle ore 13 del 12 febbraio 2025 gli altoparlanti iniziarono a far tacere il brusio
proveniente dalla folla. “ Signori e signore, non chiedetevi chi io sia, la mia
identità non è importante… vi basti sapere che sono solo un portavoce
temporaneo della Moltitudine Rivoluzionaria, come molti di voi lo saranno
quando una nuova forma di democrazia diretta sarà attuata secondo il proclama
che sono sul punto di illustrarvi. Il suo contenuto e le sue proposte saranno
sottoposti alla vostra approvazione o disapprovazione, poiché da questo
momento voi sarete i soli padroni delle sorti della nazione. Inizierò con l’esporre
quali sono i valori alternativi che noi tutti come Moltitudine Rivoluzionaria siamo
in grado di proporre. La Moltitudine Rivoluzionaria si differenzia dalle
maggioranze silenziose, che accettano passivamente e con complicità lo stato di
cose. Essa si distingue, infatti, per la sua piena comprensione della realtà
contemporanea che ha esasperato, anche se esistito da sempre, il divario tra
povertà e ricchezza nel mondo raggiungendo proporzioni disumane e
intollerabili, che generano di continuo conflitti non solo sociali, ma anche
politici, compreso il terrorismo minacciando la sopravvivenza di miliardi di
persone. Tali brutture sono figlie di molti valori del passato. La Moltitudine
Rivoluzionaria chiede che il nuovo millennio sottoponga a processo quei valori
che hanno spinto l’umanità sull’orlo di un baratro e che li condanni a sepoltura.
Il III Millennio ha un urgente bisogno di nuovi valori. La Moltitudine ne è
portatrice, tra essi si evidenziano:
• l’infinita capacità di cooperazione sociale ai fini della produzione.
• L’essere aliena dalla violenza e dalla corruzione; per nessuna ragione le nostre
coccarde rivoluzionarie si macchieranno di sangue.
• La capacità di abbattere l’ideologia secondo la quale nel mercato globale tutti
gli esseri umani sono intercambiabili.
• La capacità di generare una nuova forma di democrazia, che vada oltre le regole
di quella rappresentativa; democrazie locali, più dirette e autentiche, da
estendere all’Europa e al mondo.
• La contrapposizione al concetto di popolo, inteso spesso come massa irrazionale
e passiva facilmente manipolabile, come ben sanno i burattinai padroni del
mondo.
• La potenzialità di una forza in grado di auto organizzarsi, di comunicare e di

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agire per il bene comune primo e individuale di conseguenza, senza bisogno di
leader o di rappresentanti, perché già forza Leader e rappresentante di se stessa.
• La consapevolezza di essere destinata ad assurgere a dignità di Classe Sovrana
Globale alternativa, in grado di affermare la propria democrazia portatrice di un
vero e proprio potere che sostituisca quello dell’Assolutismo Globale per mezzo
di nuove forme costituenti e nuove regole per un nuovo modo di vivere e godere il
tempo cercando e trovando soluzioni locali a problemi globali e soluzioni globali
a problemi locali.
• La consapevolezza come Moltitudine Rivoluzionaria di aver maturato per
usucapione il diritto alla proprietà dei mezzi di produzione, poiché lei stessa è il
più potente mezzo di produzione.
• Il bisogno di guarire da quello che è il male peggiore dell’uomo moderno; la
miseria psichica e morale.
• Il bisogno di fondare un Parlamento Mondiale dove confrontarsi con le
Moltitudini Rivoluzionarie delle altre nazioni per decidere di comune accordo
della qualità della vita di tutti gli ospiti del pianeta.
• L’urgenza improrogabile di combattere la speculazione introducendo una tassa
sulle transazioni finanziarie, visto il loro enorme volume.
Il suo ricavato permetterebbe di costituire un fondo nazionale per arginare le situazioni
di estrema difficoltà nella quale si trova lo stato attualmente.
Inoltre, tra i provvedimenti urgenti e improcrastinabili dei quali ha bisogno la nazione
spicca la necessità di RIORDINARE la Nuova Repubblica; pertanto, sottoponiamo alla
vostra sovranità quanto di seguito esposto.
Premessa
Fermo restante il rispetto per l’attuale costituzione, grazie alla quale è stato
possibile procedere a larghi passi sui sentieri irti di rovi della democrazia, non vi
è chi non veda, a distanza di quasi un secolo dalla sua promulgazione, l’urgenza
del perfezionamento delle sue vecchie regole e l’aggiunta di nuove in modo da
accogliere le richieste da parte della gente di essere vera protagonista nella
gestione della cosa pubblica e della vita comune. Queste nuove regole dettate da
nuovi principi di cooperazione e partecipazione, permetterebbero di affermare,
non solo a parole, ma anche nei fatti, la sovranità popolare, che deve avere il
potere di approvare o rifiutare qualsiasi legge esprimendosi a larga maggioranza
per mezzo del voto CONTINUO in vista di un superamento della democrazia

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rappresentativa a favore di quella partecipata e diretta. Non è certo facile, ma
con la cooperazione e l’interazione di tutti non sarebbe impossibile. All’obiezione
“…che ne sa la gente come fare per…” si può rispondere: primo, “la gente” sa
più di quanto ci si possa aspettare, perché “la gente” ha dalla sua parte la forza
dell’intelligenza comune. Secondo, ”la gente “che non sa” s’istruisce, dal basso
però e non dall’alto del potere. Infatti, una delle strategie che il potere ha sempre
perseguito è stata quella di tenere nella penombra culturale i suoi sudditi; la
penombra è l’ignoranza a metà. La prima metà di tratti di luce è fatta di
promesse di diritti d’istruzione per tutti, l’altra metà d’ombra è fatta di
presupposti educativi ideologici sostenuti dalla disinformazione, o meglio da una
cattiva informazione mirati a far sì che i più non capiscano troppo di politica e di
economia in modo che i sudditi siano: “… succubi della impostura di uomini
esperti nel trarre nell’errore.” ( Ef. 4,14)
La politica per molti incomprensibile, deve entrare a far parte della vita
quotidiana di tutti e così come la maggior parte dei cittadini si appassiona ed è
informatissima sul “dietro le quinte “ del mondo del calcio o di altri sport e dei
personaggi famosi, altrettanto lo deve essere per i fatti e per il “dietro le quinte”
della politica. … Secondo quanto sopra esposto ecco in sintesi, le nostre proposte
per una
COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA, fondata sui principi
e i valori dell’UOMO DEL III MILLENNIO, Cittadino del Mondo
Nell’attesa del perfezionamento della democrazia, che da rappresentativa sarà
diretta sono necessari la revisione, la modifica, l’abrogazione, o l’emendamento
di parti e di articoli dell’attuale Costituzione, ecco le proposte.
Principi fondamentali
• Art 1 L'Italia è una Repubblica a partecipazione democratica diretta fondata sul
lavoro produttivo.
PARTE I TITOLO II
Rapporti etico-sociali
• Art 34. ( Comma 1) L’istruzione inferiore e superiore sono obbligatorie fino al
compimento del diciottesimo anno di età.

(Comma 2) Al fine di rendere possibile l’attuazione del progetto di democrazia


diretta a votazione permanente, nelle scuole di ogni ordine e grado lo studio della

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storia, della filosofia, dell’economia e delle scienze politiche costituirà materia
fondamentale, in modo da fornire al cittadino strumenti idonei tali da metterlo in
grado di partecipare alla vita politica della nazione esprimendo con il voto la
propria volontà in modo continuativo.
(Comma 3) E’ dato incarico ad una commissione di esperti informatici di istituire
BANCHE CITTADINE PER LA VOTAZIONE PERMANENTE ove tutti i
cittadini, dotati di tesserino elettorale informatico sono tenuti a esprimere il
proprio parere per approvare, o rifiutare qualsiasi decisione politica proposta dalle
Camere. LE BANCHE VOTO SARANNO LE GARANTI DELLE VOTAZIONI.
E’ istituito un canale televisivo dedicato che avrà il compito di trasmettere senza
interruzione qualsiasi attività parlamentare.

( Comma 4) La Repubblica garantisce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le


condizioni che rendano effettiva l’introduzione del salario minimo garantito per tutti. E’
abolita ogni forma di lavoro speculativo, o diverso da quello produttivo che anteponga
l’interesse del singolo, o di gruppi a quello sociale. La legge stabilisce quali siano da
ritenersi forme di lavoro speculativo.
La sovranità appartiene a tutti i CITTADINI DELLO STATO, che la esercitano senza
alcun limite e forma.
ORGANIZZAZIOE DEL NUOVO PARLAMENTO
Sono aboliti tutti i titoli onorifici che in qualche modo evocano posizioni di potere
individuale; Onorevole, Senatore, Deputato, Sindaco, Capo, Governatore, ecc. Sono
introdotti i titoli unici di Portavoce della città di… (in sostituzione di quello di deputato)
Portavoce della regione… (in sostituzione di quello di senatore) il Presidente della
Repubblica è denominato Garante della Nuova Repubblica.
I Portavoce delle città e quelli delle regioni, così come anche il
Garante della Nuova Repubblica saranno eletti a suffragio universale direttamente dai
CITTADINI DELLO STATO. Il parlamento è denominato Nuovo Parlamento dei
Cittadini dello Stato, e le sue due parti sono denominate rispettivamente Camera delle
città e Senato delle regioni. È abolita ogni forma di democrazia rappresentativa. Essa è
sostituita da quella a partecipazione diretta di tutti i Cittadini dello Stato, che avranno il
dovere di esprimersi di continuo con il voto per approvare o rifiutare qualsiasi decisione
politica proposta dai PORTAVOCE DEL SENATO e DELLA CAMERA, O DA
QUALSIASI CITTADINO.

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Requisiti per l’eleggibilità a PORTAVOCE DELLA CITTA DI…/ DELLA
REGIONE…

• Il candidato, oltre ad avere i necessari requisiti tecnici e professionali per svolgere


al meglio i compiti che gli saranno assegnati, è noto per avere saldo tra i suoi
valori quello di non anteporre, nel suo operato, il proprio interesse a quello della
collettività, poiché ha maturato una profonda convinzione secondo la quale
prodigarsi per uno scopo comune costituisce già la migliore ricompensa
personale; egli conta più degli altri, perché è al servizio degli altri.
• Il candidato è noto per godere della fiducia degli elettori e ben sa che il suo
successo nell’operato comune è proporzionale alla fiducia che i medesimi
ripongono nei suoi riguardi.
• Il candidato è noto per essere alieno per cultura a qualsiasi forma di corruzione.
Egli è altresì alieno da qualsiasi forma di vanità personale.
• Il candidato è noto per chiare doti di compiacimento nel cercare e perseguire la
verità oggettiva dei fatti senza alcun pregiudizio e di accettazione della medesima
anche se in dissidenza e contrasto con i propri credi.
• Il candidato è noto per aver speso gran parte del suo tempo facendo del bene alla
gente.
• Il candidato è noto per non essere capace di nutrire sentimenti di astio, di
detrazione e invidia verso chi assolve compiti per il beneficio comune in modo
migliore, o che hanno opinioni diverse dalla sua.
• Il candidato è noto per la sua connaturata indole di rispetto verso ogni persona o
cosa, piccola o grande che sia.
• Il candidato è noto per la spiccata capacità di non vantarsi e di farsi da parte dopo
aver compiuto anche la migliore delle opere.

PARTE II
Ordinamento della Nuova Repubblica.
TITOLO I
Il principio quantitativo per la formazione delle Camere del Parlamento dei Cittadini
dello Stato sarà quello della parità nel numero tra i sessi, secondo il quale i

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Portavoce saranno al 50% di sesso femminile e al 50% di sesso maschile

Sono eleggibili a portavoce tutti gli elettori che nel giorno delle elezioni hanno
compiuto i venticinque anni di età, in possesso dei requisiti di eleggibilità di cui
sopra.
art. 57. Il Senato dei PORTAVOCE dei Cittadini dello Stato DELLE REGIONI…
della Repubblica è eletto a base regionale. A ciascuna Regione sono attribuiti
PORTAVOCE DI SESSO MASCHILE E PORTAVOCE DI SESSO
FEMMINILE IN NUMERO UGUALE. Nessuna Regione può avere un numero di
Portavoce inferiore a quello di altra regione.
art. 60. La Camera dei Portavoce delle città è eletta per cinque anni, il Senato dei
portavoce delle regioni della Repubblica per sei.
art. 64. Ciascuna Camera propone il proprio regolamento che deve essere approvato
con votazione diretta e a maggioranza assoluta da tutti i Cittadini dello Stato. Le
sedute sono pubbliche; ciascuna delle due Camere e il Parlamento a Camere
riunite non possono adunarsi in seduta segreta. Le deliberazioni di ciascuna
Camera e del Parlamento non sono valide se non sono approvate da tutti i
Cittadini dello Stato con votazione diretta e a maggioranza assoluta.
art. 68. I membri del Parlamento non possono essere perseguiti per le opinioni
espresse e i voti dati nell'esercizio delle loro funzioni, ma restano uguali agli altri
cittadini di fronte alla legge per tutti gli altri reati.
art. 69. I Portavoce del Parlamento ricevono un’indennità personale che non potrà mai
superare il rapporto di uno a tre nei confronti delle retribuzioni medie degli altri
cittadini. Sono a carico dello stato tutti gli altri costi non a titolo personale inerenti
all’attività politica.
Sezione II La formazione delle leggi
art. 72. Ogni disegno di legge, presentato ad una Camera è, secondo le norme del suo
regolamento, esaminato da una commissione e poi dalla Camera stessa.
L’approvazione finale, articolo per articolo, è di competenza di tutti i Cittadini
dello Stato, che si esprimeranno per mezzo della VOTAZIONE PERMANENTE.
art. 78. I Cittadini dello Stato deliberano lo stato di guerra, solo in caso si renda
necessario difendere la nazione e conferisce al Governo i poteri necessari.
art. 81. Le Camere esaminano ogni anno i bilanci e il rendiconto consuntivo presentati
dal Governo. La loro approvazione finale è rimessa ai Cittadini dello Stato per

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mezzo del VOTO PERMANENTE.
art. 83. Il Garante dei Cittadini dello Stato è eletto dagli stessi Cittadini a suffragio
universale e diretto.
TITOLO III - Il Governo
Sezione I - Il Consiglio dei Portavoce
art. 92. Il Governo della Repubblica è composto da tutti i PORTAVOCE dei Cittadini
dello Stato della Camera e del Senato, che insieme costituiscono il Consiglio dei
PORTAVOCE.
art. 96. Il PRIMO PORTAVOCE del Consiglio e i Portavoce sono posti in stato
d'accusa dai Cittadini dello Stato per reati commessi nell'esercizio delle loro
funzioni.
Sezione II
Revisione della Costituzione. Leggi costituzionali.
art. 138. Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono
proposte dai Portavoce e/o dai Cittadini dello Stato “…in attesa di decisioni
comuni per l’attuazione del programma di cambiamenti radicali proposti e IN
ATTESA DI INDIRE NUOVE ELEZIONI LA MOLTITUDINE
RIVOLUZIONARIA DICHIARA SCIOLTI IL PARLAMENTO E IL
GOVERNO E SI PROCLAMA ASSEMBLEA COSTITUENTE E
LEGISLATIVA Roma, 12 aprile 2026.

L’attacco alla democrazia parlamentare rappresentativa era stato sferrato. Secondo


il programma di riassetto dell’ordinamento giuridico istituzionale il potere
legislativo passava nelle mani dei portavoce della camera e del senato, che
presentavano i disegni di legge, ma la loro approvazione era di esclusiva
competenza della Sovranità dei Cittadini dello Stato.
La reazione delle coalizioni di governo delegittimate. Mentre la maggior parte
delle coalizioni di governo dell’opposizione si schierò dalla parte della
Moltitudine Rivoluzionaria, quelle del governo deposte reagirono duramente
rigettando tutte le proposte. La Moltitudine Rivoluzionaria fu posta di nuovo nella
necessità o di rivolgersi al sostegno popolare, o di indietreggiare di fronte alla
reazione di quanti erano contrari a ogni forma di cambiamento radicale. Ancora
una volta milioni di persone occuparono la capitale e gli oppositori furono
costretti a trasferirsi al nord e in alcune zone della Sicilia, dove avevano ancora

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delle roccaforti di potere. Una volta stabiliti i nuovi principi era necessario
intraprendere l’ardua strada della ricostruzione per mezzo delle alternative.

CAPITOLO IV
Il susseguirsi delle agitazioni, le rivolte popolari contro le banche e
l’introduzione della Finanza Etica.
Frange estremiste della Moltitudine Rivoluzionaria, esasperate da come gli istituti
di credito, non senza la complicità del governo, continuavano a strangolare i
cittadini, organizzarono rivolte in tutta la nazione. Le banche furono prese
d’assalto e furono bruciati sulle piazze i documenti estorti a condizioni d’usura,
con i quali i banchieri provavano i loro crediti. L’esasperazione della rivolta fu
sedata dall’intervento dei Portavoce della Moltitudine Rivoluzionaria e
dall’approvazione e l’entrata in vigore di una legge in base alla quale chi aveva
contratto un debito per l’acquisto della prima abitazione era tenuto a restituire alla
banca solo il capitale, senza interessi. La protesta colpì anche le grandi compagnie
di assicurazioni e per sedarla fu varata una legge con la quale erano i contraenti
delle polizze a stabilire l’importo del premio secondo criteri di equità e non più di
profitto esasperato, come avevano fatto fino allora le compagnie. Nel giro di
poche settimane l’apparato dello stato che proteggeva la gestione del credito
crollò. La maggior parte delle forze dell’ordine fu solidale con gli insorti. Tra le
alternative all’attuale sistema di credito La Moltitudine Rivoluzionaria indicò la
strada per un cambiamento, che era già in atto da molti anni, anche se osteggiato
da chi aveva interesse a che le regole del gioco in materia di credito non
cambiassero mai. Un proclama di un Portavoce annunciò alle folle: “…già dalla
fine del secolo scorso in Europa e nel mondo si stanno portando avanti diverse
esperienze di finanza alternativa, che ci lasciano sperare. In Germania l’Oekobank
opera su principi pacifisti ed ecologisti. n Olanda la Triodosbank, nata nel 1980
con propositi di finanza etica è cresciuta con filiali in Belgio ed Inghilterra. nel
1990 l'ABS (Alternative Bank Swisse) è stata fondata sul principio della
partecipazione. In Bangladesh la Grameem Bank si occupa di microcredito,
concedendo piccole somme di denaro a gruppi di persone, la cui unica garanzia è
la cooperazione sociale e la propria forza lavoro. I banchieri tradizionali sono
rimasti sbalorditi nel constatare che il conto sofferenze della Grameem Bank era a
zero. In Italia nel 1998 è nata Banca Etica, per colmare un vuoto economico e

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sociale, il finanziamento del terzo settore sempre più succube delle attività
benefiche delle fondazioni. Tra la fine degli anni Settanta e gli anni 90 nascono e
si diffondono le Associazioni per la Mutua Autogestione del credito: Mag Verona
(1977), Mag 2 Milano (1980), Autogest Udine e Mag 3 Padova (1983), Mag 4
Piemonte (1987), Mag 6 Reggio Emilia (1988), Ctm-Mag (1989), Mag 7 Genova
(1991), Mag Venezia (1992). Tutte queste iniziative provano come sia possibile
realizzare un sistema creditizio alternativo nel mondo, purché il risparmio di tutti
che costituisce la ricchezza di tutti, sia impiegato non per l’arricchimento di pochi
a svantaggio proprio di coloro che creano quella ricchezza, ma per finanziare
progetti con utilità sociale, intesa come l‘insieme di attività e servizi finalizzati al
miglioramento della qualità della vita degli individui e dell'ambiente.
…In seguito a quanto sopra esposto la Sovranità della Moltitudine Rivoluzionaria
mette in mora ufficialmente il sistema creditizio nazionale attuale e concede ad
esso 5 anni di tempo per operare la necessaria riconversione sui principi e i valori
della Finanza Etica.”
Le rivolte del sud contro la mafia e la criminalità.
Una così massiccia partecipazione della gente per cercare di risolvere i problemi
del paese, non si era più verificata dai tempi dei moti per l’indipendenza per
l’unità d’Italia. Manifestazioni spontanee al sud contro la mafia e la criminalità
non si tenevano più solo in occasione dell’efferato delitto, ma erano diventate
permanenti. La Moltitudine Rivoluzionaria mostrava di continuo la propria
capacità di soluzione dei problemi, senza ricorrere a rappresentanti; il problema
mafia e criminalità che da secoli affliggevano il mezzogiorno del paese fu
arginato per la prima volta con delle leggi che prevedevano:
• Il censimento mirato di tutti i quartieri a rischio delle città.
• L’estensione a 18 anni dell’obbligo scolastico.
• Il potenziamento del controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine.
• L’impossibilità fisica da parte di chiunque fosse in età scolare di non frequentare
la scuola.
• Pene più severe per i genitori che permettevano ai figli di non andare a scuola.
• Un posto di lavoro garantito al termine degli studi per giovani provenienti dalle
aree a rischio.

I principi dei provvedimenti erano di privare le organizzazioni criminali della

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manovalanza e d’impedire a dei generali d’intraprendere qualsiasi azione di guerra
togliendo loro i soldati.
La manifestazione pacifista del 1 maggio 2026 .
Negli anni passati, numerose manifestazioni pacifiste erano rimaste inascoltate dai
governi. In occasione del 1 maggio del ’26 fu indetta una manifestazione che si
differenziò dalle precedenti perché accompagnata da una proposta da parte della
Moltitudine Rivoluzionaria, che ebbe come effetto la revisione dell’art 75 della vecchia
costituzione.
Il portavoce della Moltitudine esordì con la lettura di un documento. TERAPIA
ANTICANCRO La guerra è un cancro; ” La madre di tutti i cancri.”Alcune
terapie per combattere il cancro si basano sul tentativo di privare le cellule
tumorali della linfa di cui si nutrono per proliferare. La linfa del cancro guerra è
quel denaro che gli stati attingono dai tributi e destinano agli armamenti. Perché
non provare a togliere al cancro guerra la linfa denaro?Perché di centinaia di
milioni di persone scese in piazza per la pace devono restare solo volti, bandiere
e slogan calpestati dai signori della guerra che ignorandoli, beffandosi di loro e
umiliando la loro protesta danno ugualmente l’ordine di sparare?Oltre ad essere
“Pacifisti” queste centinaia di milioni di persone sono contribuenti. Cosa
succederebbe se centinaia di milioni di contribuenti decidessero di operare
un’equa trattenuta anticancro sui tributi da versare, equivalente in percentuale a
quanto i loro stati destinano agli armamenti?
Il Portavoce della Moltitudine Rivoluzionaria fece osservare: Una tale proposta è
stroncata sul nascere dalla prima parte dell’articolo 75 dell’attuale Costituzione,
che recita…” non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio…

Questa limitazione pensata per impedire l’intervento della sovranità popolare in
materia di tributi e di bilancio è un retaggio dei regimi assolutistici e deve essere
abrogata e sostituita con “…Non è ammesso limite alcuno all’intervento della
sovranità popolare nel decidere quali leggi debbano essere sottoposte a
referendum…!
La stessa sorte seguiranno tutti gli articoli dell’attuale costituzione, pensati per
impedire qualsiasi interferenza del cittadino con il potere."
Per la prima volta nella storia i movimenti pacifisti cominciavano a contare sul
serio.

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La manifestazione per la riforma fiscale
I rivoluzionari conoscevano le priorità dei problemi da risolvere e uno dei più
pressanti era di attuare una radicale riforma fiscale vista dal “basso.” Nel corso di
un’altra manifestazione indetta per discutere e cercare una soluzione comune al
problema, un portavoce disse : “… tutti i governi hanno fatto proprio lo slogan “
morte all’evasore” facendone un uso demagogico, ma nessuno di loro ha mai
pensato di attuare una riforma fiscale radicale al fine di rendere l’evasione
impossibile, o meglio improduttiva, né si è mai chiesto troppo che tipo di cultura
c’è dietro l’evasione e in che modo sradicarla come gramigna e piantare al suo
posto garofani d’orgoglio da mettere all’occhiello del contribuente ogni volta che
paga un tributo perché è equo, perché conosce con chiarezza l’uso che ne sarà
fatto, perché non ne dovrà pagare altri per avere lo stesso servizio, perché non
sarà impiegato per sprechi, perché non è stato calcolato arbitrariamente e senza
alcuna possibilità di discussione da parte di chi lo deve pagare , principio già
sancito nel 1789 nella Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino
nell’Articolo 14:
“ …Tutti i cittadini hanno il diritto di constatare, da loro stessi o mediante i loro
rappresentanti, la necessità del contributo pubblico, di approvarlo liberamente,
di controllarne l'impiego e di determinarne la quantità, la ripartizione e la
durata... “ La determinazione dell’importo del tributo da parte di chi deve
pagarlo, del resto, era stato già sancito nella Magna Carta e costituiva uno dei
principi cardine della democrazia, ma calpestato in seguito dai poteri assoluti
prima della Rivoluzione Francese, e seguitato a calpestare poi.
I casi di evasione totale continueranno a verificarsi in quanto atti criminali, e la
Moltitudine Rivoluzionaria li combatterà aspramente. Per quanto riguarda il
nuovo modo di vedere “le odiose tasse” una cosa è certa; il re non può più
pretendere di riempire i suoi forzieri e i suoi granai dando ben poco in cambio ai
sudditi, e impiegando i loro soldi per guerre, che mai sono le loro..."
La riforma fiscale radicale fu messa tra le priorità delle azioni concrete che la
Moltitudine Rivoluzionaria si era preposta d’intraprendere.
I tumulti per la revisione dei Patti Lateranensi
Con il passare dei giorni, l’organizzazione della Moltitudine si era perfezionata a

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tal punto che era possibile organizzare in breve tempo una manifestazione alla
quale puntualmente milioni di persone partecipavano con entusiasmo. La fine di
maggio del ’26 ne fu indetta una per discutere di un problema che cominciava a
essere più sentito da tutti a causa delle contraddizioni divenute oramai troppo
stridenti per il nuovo millennio. Il portavoce della Moltitudine Rivoluzionaria
disse:
“…i principi rivoluzionari hanno l’arduo compito di porre fine al dominio
esercitato da principi, che per millenni hanno manipolato la realtà per il proprio
tornaconto. Molti credenti, fedeli, cristiani, cattolici, miscredenti, atei e agnostici
fanno parte della Moltitudine pluralistica Rivoluzionaria. Tutti concordano su un
punto; la necessità che la Chiesa Cattolica riveda le sue posizioni su quello che è
in realtà oggi e si rivolga verso la luce di quello che avrebbe potuto essere se
avesse messo in pratica il Vangelo. Tra i valori del terzo millennio non c’è posto
per la burocrazia clericale, di fatto una vera e propria classe sociale dirigente
che ha prodotto dai primi del IV secolo d.c., dopo l’Editto di Costantino, una
religione mirata a sostenere ideologie antievangeliche, concertate e create di
comune accordo con le classi sociali dominanti di turno. Ci chiediamo come
sarebbe andata in termini di audience per la Chiesa Cattolica se avesse
rinunciato al potere temporale e predicato da un pulpito non fatto di marmo
pregiato, ma ben più alto e altisonante perché fatto di poveri sassi. Infatti nel
Vangelo non vi è verso che affermi che la Chiesa debba possedere banche e
gestire miliardi di dollari in tutto il mondo, come una potentissima
multinazionale, e amministrare il denaro in modo decentrato, contrariamente alla
dottrina teologica e condizionando i Parlamenti degli stati nella produzione
legislativa, per ottenere un regime favorevole di privilegio fiscale. In seguito ai
Patti Lateranensi del 1929 i rapporti tra Stato italiano e Chiesa prima, e con i
governi destrorsi poi, l'Italia è divenuta la sede del potere temporale
ecclesiastico, abilissimo nel tessere alleanze e collusioni con i governi nel
perpetrare ogni sorta di malversazioni e di pubblica corruttela. Alla luce di
quanto sopra esposto la Moltitudine Pluralista Rivoluzionaria mette in mora i
gestori del patrimonio della Chiesa e chiede loro nell’arco di un quinquennio di
ottemperare a quanto segue. Costituzione di un FONDO MONDIALE
EVANGELICO come unico depositario di tutte le ricchezze della Chiesa, che
saranno così devolute. La maggior parte del fondo sarà impiegata

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immediatamente per risolvere le intollerabili situazioni di povertà nel mondo.
Una parte minore del fondo sarà destinata al mantenimento dignitoso di tutti i
religiosi senza alcuna differenza tra le gerarchie.
Attualmente avviene l’esatto contrario; una minima parte delle ricchezze è usata
per opere di bene, mentre la maggior parte è capitalizzata. Solo decolonizzando
lo spirito capitalistico che aleggia tra la burocrazia clericale, la Chiesa, ovvero
tutte le Chiese potranno iniziare un nuovo cammino evangelico alla cui guida ci
sia qualcuno degno di essere chiamato Santo Padre e non amministratore
delegato..."
Fortissime reazioni si ebbero al proclama da parte delle forze conservatrici in seno
al Vaticano, ma altrettante reazioni di solidarietà e di approvazione provennero
dalla maggior parte dei religiosi e del fedeli, che sentivano il bisogno di un
radicale cambiamento della Chiesa fondato sulla rinuncia al potere temporale.
Il risanamento del debito pubblico
Una delle misure che fu presa, e che ebbe il merito di pareggiare quasi del tutto
l’esorbitante debito pubblico accumulato negli anni passati, fu quella di fare un
appello di solidarietà sociale e civile alle attività economiche che avevano
accumulato enormi risorse, lucrando sui bisogni collettivi come energia,
comunicazioni, assicurazioni, religione, necessità finanziarie e a qualsiasi altra
attività che aveva conseguito facili profitti perché avvantaggiata dai bisogni
comuni.
L’imposta straordinaria di Solidarietà Sociale, così fu definita la misura
intrapresa, costituì un notevole introito per lo Stato e un’innovazione nel modo di
“battere cassa”, che in precedenza era sempre stato a carico dei ceti meno agiati.
L’occupazione delle fabbriche
Nelle ultime settimane del maggio del ’26 i rivoluzionari promossero un’altra
azione volta a rivedere e riscrivere le regole su uno dei capisaldi
dell’organizzazione capitalistica, la proprietà privata dei mezzi di produzione.
L’espansione dei mercati dilatata fino all’estremo nei decenni precedenti e il
liberismo sfrenato avevano avuto tra le altre conseguenze, quella di radicare nella
mentalità dei gruppi societari possessori di fabbriche un’esasperazione della
logica del profitto per cui se una fabbrica che l‘anno precedente aveva prodotto un
reddito di 100, l’anno seguente avrebbe dovuto produrre 150, in caso diverso la
fabbrica era da considerarsi antieconomica e pertanto andava chiusa. Numerosi e

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disperati i tentativi di opposizione dei lavoratori e dei sindacati, che spesso erano
costretti ad assistere impotenti al licenziamento delle maestranze e alla chiusura
della fabbrica, pronta ad essere traslocata in luoghi e paesi dove “ valeva ancora la
pena fare degli investimenti.” Con l’affermazione della Moltitudine
Rivoluzionaria le cose iniziarono a cambiare. Furono introdotti i primi decreti che
prevedevano la limitazione al diritto di proprietà dei mezzi di produzione. Uno di
essi stabiliva che qualora il profitto di un’azienda era sufficiente e garantire il
posto di lavoro a tutti i suoi lavoratori, anche se inferiore a quello preventivato
dagli obiettivi dei padroni, l’azienda non poteva essere chiusa o venduta.

La deposizione di una maggioranza insediata con la manipolazione della credulità e


della buona fede popolare
I primi decenni del secolo videro avverarsi quanto anticipato dallo scrittore inglese
George Orwell nel suo romanzo 1984. In esso si parlava di un governo del mondo da
parte di un computer chiamato Grande Fratello. La profezia orwelliana si era avverata
nella fondatezza sul potere raggiunto dai mezzi mediatici del tempo in seguito al sempre
maggiore uso che l’alienazione sociale spingeva a fare della tv, diventata anch’essa un
Grande Fratello in grado di condizionare e di determinare le scelte di maggioranze
silenziose. Un manipolo di affaristi senza scrupoli e senza valori etici e morali, aveva
capito quanto era fondamentale possedere mezzi televisivi privati per arrivare alla gente.
Il Comitato d’affari, come fu definito a quei tempi il manipolo di faccendieri, grazie alla
complicità e ai favori di altri politici corrotti era riuscito a fondare un vero impero
mediatico, che permise loro di carpire la buona fede popolare con false promesse
demagogiche e di vincere le elezioni. I faccendieri facevano capo a un personaggio, che
avrebbe voluto essere un altro “Uomo della Provvidenza” di memoria fascista, ma si
rivelò essere solo un capuzziello, che con il suo operato e i suoi modi di fare non fece
altro che inasprire e fomentare le tensioni sociali, fino a provocare una rivolta partita da
Internet con la quale si invitava la gente a riflettere.
Per rispondere a chi dice:” E’ stato eletto dal popolo.”
LE ELEZIONI VINTE FACENDO USO DI TV E DI ALTRI MEZZI DI
COMUNICAZIONE DI ESCLUSIVA PROPRIETA’ DEI CANDIDATI NON SONO
VALIDE E COLORO CHE SE NE SONO SERVITI PER LA PROPRIA CAMPAGNA
ELETTORALE SONO DA PERSEGUIRE AI SENSI DELL’ART. 661 C.P. PER
ABUSO, PER MEZZO D’IMPOSTURE MEDIATICHE, DELLA CREDULITA’ E
DELLA BUONA FEDE POPOLARE E PER AVER TRATTO IN INGANNO UNA
MOLTITUDINE DI PERSONE MANIPOLANDO L’OPINIONE PUBBLICA.
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La riflessione dilagò nel paese e il capuzziello e il manipolo di faccendieri furono
defenestrati.

I Processi per Empietà


La fragile e imperfetta democrazia rappresentativa instauratasi in Italia dopo la
fine del secondo conflitto mondiale, liberando il paese dal precedente regime
fascista, nei primi decenni del XXI secolo, aveva subito un processo involutivo
che permetteva a chi era eletto, sia al governo, sia all’opposizione di usare cariche
e poteri derivanti, per il solo tornaconto personale e di gestirli in modo arrogante e
dispotico, spesso in collusione con altri poteri, che un vero stato democratico
avrebbe dovuto controllare e regolamentare. Si riscontravano moltissimi casi di
gente che da un reddito medio da impiegato, dopo l’entrata in politica, o grazie ai
favori dell’uno o dell’altro politico, era passata a un reddito da manager e in poco
tempo aveva accumulato ricchezze. Un tale stato di cose aveva indignato
profondamente la maggior parte dei cittadini onesti, che esasperati chiesero che
venissero fatti accertamenti patrimoniali con conseguenti confische dei beni di
coloro che si erano arricchiti indebitamente e troppo in fretta. Furono così istituiti
i Processi per Empietà. Il principio ispiratore, era : “…Il salario del giusto serve
per la vita, il guadagno dell’empio è per i vizi.” (Salomone, proverbi). Migliaia
tra politici, imprenditori senza scrupoli, corrotti e corruttori, speculatori,
faccendieri e altre categorie di “ scorretti sociali” come erano stati definiti, furono
sottoposti a processo. La rivoluzione francese aveva la ghigliottina, la II
Rivoluzione Francese era aliena a ogni forma di violenza. L’empietà fu
riconosciuta come reato e bandita. Furono istituite delle pene significative, che
andavano da un anno, al resto della vita da trascorrere come stabilito nelle
sentenze.
DOCUMENTI (estratto da una sentenza di un processo per empietà) Il colpevole
è condannato a lavorare e a vivere esclusivamente della propria retribuzione
mensile. Non può far uso di nessun potere o capacità acquisiti in seguito alla
mercificazione della propria o dell’altrui dignità. (…durata della pena, anni
trenta,luogo dove scontare la pena, acciaierie Dalmine di Bergamo, salario € 800
mensili)
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Esemplare fu la pena inflitta a un imprenditore colpevole di empietà che era
entrato in politica solo per incrementare il volume dei suoi affari e proteggerne i
suoi illeciti servendosi dello Stato. La sua carriera politica finì in un secondo
Piazzale Loreto metaforico, dove i più estremisti l’avrebbero appeso vivo a testa
in giù. Fu salvato dall’intervento della Moltitudine Rivoluzionaria che decise di
sottoporlo a regolare processo. Fu riconosciuto colpevole di aver carpito e
ingannato la buona fede popolare e condannato a trascorrere il resto dei suoi
giorni vivendo presso una famiglia del Darfur, condividendo con questa i
problemi quotidiani di sopravvivenza. Altri colpevoli furono mandati in esilio nei
paesi del terzo mondo e condannati a trascorrere gli anni della pena vivendo come
moltissimi bambini di quei paesi, che per sfamarsi erano costretti a cercare un po’
di cibo rovistando tra i rifiuti urbani.
DOCUMENTI ( Versi di autore ignoto dell’epoca, scritti in occasione di
gravissime truffe perpetrate da alcuni imprenditori e da banche ai danni di
moltissimi piccoli risparmiatori)

Codice penale riformato


I
Quarantanni di vita da Umile Impiegato Giusto
la condanna sarà per aver, l’imputato di empietà
mancato di rispetto alla Vita del Giusto che,
malgrado Quarantanni di fine mese offuscati da eterna tristezza,
figlia d’un Umile Salario, capace pur é stato una casa a costruire, i figli a far
studiare.
II
Umile per quarantanni il Salario Del condannato sarà.
Né mai più egli potrà per cercar d’ingrassarlo,
d’imprenditor esercitar scaltrezza
a spese dei Giusti che, impotenti in abominio hanno
l’ingannar gli altri con destrezza.
III
Del codice civile sostituito sarà a tutela del rischio d’impresa
l’articolo, con il divieto per l’imprenditore di rischiare Onore e Dignità a
vantaggio dell’empietà.

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2003
L’approvazione della Nuova Costituzione e l’anno sabbatico per la terra Il 24
giugno del 2026 fu approvata la Nuova Costituzione con la riserva di apportare
ulteriori aggiunte o modifiche qualora richieste dalla maggioranza assoluta della
Moltitudine Rivoluzionaria. Tra le innovazioni rimase una pietra miliare
l’introduzione del nuovo concetto di maggioranza, basato sul principio “non
numeri, ma idee, sentimenti e volontà di esseri umani, che innalzava a 75 + uno su
100 il numero della maggioranza necessaria per decidere. L’innovazione abrogò e
sanò precedenti leggi elettorali escogitate da coalizioni di governo in difficoltà,
che pur di rimanere al potere avevano promulgato provvedimenti che
mascheravano, consentivano e proteggevano veri e propri brogli elettorali.
L’anno sabbatico per la Terra
Un’altra pietra miliare, tra i provvedimenti radicali, fu l’introduzione dell’anno
sabbatico per il riposo del mare e della terra. Ogni sette anni, per un anno intero,
tutte le attività economiche basate sullo sfruttamento del mare e della terra erano
interrotte. In effetti, non si fece altro che mettere in pratica una raccomandazione
sancita dalle scritture e che disattesa fin allora aveva depauperato la terra e il mare
in maniera quasi irreversibile.
I fatti accaduti in Italia in quell’anno ebbero una rapida ripercussione prima in
Europa, dove trovarono numerosissimi consensi, e poi nel resto del mondo. La
Seconda Rivoluzione Francese, da fenomeno locale divenne presto globale.
DOCUMENTI Notizia tratta da un noto settimanale dei tempi, “L’Espesso” Sms
Revolution- Il Nepal si prepara a libere elezioni. Dopo il golpe perpetrato dal re
dittatore Gyanedra, Gagan Thapa, giovane intellettuale nepalese, ha organizzato
un movimento d’insurrezione popolare mobilitando una moltitudine di gente per
mezzo di internet e con l’ausilio degli sms. L’iniziativa e l’adesione popolare
maggioritaria hanno permesso al movimento di costringere il re dittatore a
riaprire il parlamento e a promettere libere elezioni.

BIBLIOGRAFIA, World Wide Web 2001

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